ph Jan Hrinda
COMPAÑÍA DEPÁSO LA TROTTOLA ciadepaso.com
IO PREM POLINO M A R T 2022
JUGGLINGMAGAZINE.IT
ph La Mary Posa
Siamo due acrobati aerei affascinati dalle infinite possibilità creative della corda area. Clara, italiana e José, cileno. Le nostre strade si sono incrociate a Buenos Aires nel 2017 alla Escuela de Circo Criollo. Il progetto di creare una compagnia ha preso forma dal desiderio spontaneo di sperimentare a partire dall’improvvisazione con i nostri corpi in relazione con la corda. Ci siamo resi conto che, avendo corporeità simili, quando usavamo l'attrezzo per girare non era facile distinguerci, esattamente come succede ai colori di una trottola che si mescolano durante il giro fino a generare un vortice visuale. Questo gioco ci permetteva di ribaltare le aspettative di un duo aereo maschile e femminile e ci dava la possibilità di pensarci in scena senza ruoli di genere definiti, costruendo così un universo coreografico astratto, estetico e misterioso in cui i due corpi si confondono. In quel periodo José ha iniziato ad allenarsi con la sospensione capillare, disciplina aerea che permette al corpo di girare in modo perfetto intorno al proprio asse. Il titolo dello spettacolo è venuto da sé, accompagnando l'abitudine della compagnia a viaggiare come una trottola fra Europa e America Latina. Nel 2018 la creazione ha fatto i suoi primi passi come work in progress fra Buenos Aires e Santiago de Chile, con il supporto del Club de Trapecistas, del Galpón Cabeza de Martillo e i suggerimenti dello sguardo esterno di Alain Veilleux. Nello stesso anno è partita la prima tournée tra i festival europei. Nel 2021, in un mondo trasformato dalla pandemia e con la compagnia cresciuta dopo il percorso di José alla scuola di Circo Inac in Portogallo e quello di Clara alla scuola di Circo Flic in Italia, anche lo spettacolo ha attraversato una fase di ri-creazione. Grazie all’appoggio di spazi di residenza quali Fondazione Cirko Vertigo in Italia e Teatro Divadlo Na Cucky in Repubblica Ceca, ci siamo immersi in una fase di destrutturazione del mate-
riale e ricomposizione, con l’obiettivo di arricchire e ampliare l’universo costruito nel tempo, aumentare le possibilità tecniche e il rischio oltre alla precisione del movimento e del gesto coreografico. Abbiamo fissato una nuova struttura compositiva dello spettacolo che mette in primo piano la poetica dei corpi con gli oggetti, valorizzando il movimento e l’estetica. Nel nostro lavoro la corda ha un ruolo protagonista che contribuisce allo sviluppo dello spettacolo, quasi come se fosse un terzo componente della compagnia. Lo spettacolo utilizza per scelta una tecnica semplice. Non c’è una scenografia, solo un sistema di carrucole, una corda e due corpi che entrano in relazione, dandole vita e significato. Tutto il materiale coreografico è stato sempre generato e riformulato a partire da sessioni di improvvisazione alternate alla ripetizione e alla scrittura. Abbiamo costruito il nostro vocabolario interessandoci alla dinamica dei due corpi in sospensione e alla possibilitá di costruire intrecci manipolando la corda. In questo senso, possiamo affermare che tutto quello che mettiamo in scena è frutto della scoperta e della spontaneità dei nostri corpi e di un approccio personale alla composizione aerea. Desideriamo che il pubblico riesca ad immergersi nel nostro viaggio, in un universo che oscilla fra l’onirico e il quotidiano, in cui non c’è timore di lasciare scoperta la fragilità delle relazioni umane. Invitiamo lo spettatore a farsi sfiorare da una poetica sottile e sensibile mista alle vertigini dell'elemento aereo e scegliamo di portare in scena un linguaggio contemporaneo e astratto nei festival che propongono spettacoli all’aperto. Nel giugno 2022 abbiamo vinto il Bando Trampolino e presentato il nostro lavoro al festival Artisti in Piazza a Pennabilli, con l’opportunità di partecipare alla vetrina italiana di ACCI. L’occasione ci ha permesso di confrontarci con i feedback dei membri dell’associazione, ricevendo spunti preziosi per continuare a portare avanti la nostra proposta artistica, che quest’anno sta recuperando i chilometri persi durante il 2020. ph Dada Tadiotto
di Clara Larcher e José Cereceda
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