ph Inkeri Jäntti
ph Alegre Saporta
ph Alegre Saporta
ELEONORA DALL’ASTA TROVARE, SOSPENDERE E TRASFORMARE
latribuperformance.com/eleonora
di Eleonora Dall’Asta Ho appena debuttato a Panama con una performance che ho deciso di chiamare Soft, morbido, una creazione che avevo in mente da molto tempo. L’anno scorso ho realizzato una prima residenza di ricerca in un grande spazio abbandonato sperimentando liberamente quello che avevo in testa. Nella mia pratica artistica mi piace abitare lo spazio e andare alla ricerca di oggetti che di solito la gente abbandona. In questa occasione la mia attenzione è stata attirata da uno scheletro di animale. Come artista il mio approccio è pragmatico e intuitivo. Trovare uno specifico materiale ha la funzione di risvegliare in me quello che voglio dire senza pensarci troppo. Ho iniziato a immaginare il tessuto che compone lo strato intorno a questa carcassa, non solo in relazione all’essere umano, ma a tutte la materia animale vivente, e che con il tempo si disgrega fino a sparire completamente. Ho iniziato a pensare a come trasporre questo concetto in scena, e successivamente ho realizzato una struttura di corde che riprendevano la forma
degli scheletri su una parete di cemento. La musica ha una funzione centrale nei miei lavori, catalizza la relazione tra movimento e materiali. Dalla composizione scenica, quindi, sono passata a elaborare il suono, per capire come potesse suonare il movimento dei tessuti che man mano si disintegrano intorno a uno scheletro come quello. La magia del suono elettronico sta nella sua distorsione e nella possibilità di creare diversi timbri, così, durante un workshop di tecnologia e danza che ho frequentato qui a Panama, ho iniziato ad applicare alcuni microfoni alle corde e a modulare l’output elettronico. Per liberare le corde e lo scheletro materico dall’appoggio ai muri, ho poi disegnato e costruito una struttura metallica di alluminio portabile e ripiegabile, a cui poter appendere entrambi. Nelle mie performance uso anche l’improvvisazione. La mia creazione precedente, Matmo, è composta da cinque azioni improvvisate. Ogni sua parte prende vita da un approccio diverso al materiale sospeso, ma al suo in-
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terno i movimenti cambiano ad ogni esecuzione. Come danzatrice, non trovo ispirazione dall’interpretazione di una coreografia, piuttosto è dalla percezione fisica e conseguente relazione con i materiali che prendono vita i miei movimenti. Recentemente ho portato a termine il Master in circo contemporaneo al DOCH di Stoccolma, ma la mia formazione come artista di circo è iniziata alla NCCA (National Centre for Circus Arts) di Londra, dove studiavo filo teso. Il mio approccio alla tecnica del filo era atipico, ero fortemente interessata a creare una dimensione nuova di ricerca alla tecnica in sé. L’adattamento e la malleabilità sono i miei tratti fondamentali. Sospensione e relazione con i materiali sono le condizioni più congeniali per esprimerli. La scoperta della dimensione aerea è stata fondamentale per l’evoluzione della mia pratica artistica e l’incontro con l’artista aerea Ilona Jäntti è stato decisivo per la sua maturazione. Sin dall’inizio mi è venuto naturale iniziare a sperimentare evolvendo la mia tecnica personale di sospensione con diversi tipi di attrezzature inventate da me e imbragature, soprattutto con il body harness, che è tutt’ora la tecnica principale dei miei workshop. Lavoro in sospensione dal 2009 anche con la mia compagnia a Panama, La Tribù Performance, e con i lavori più commerciali che mi impegnano con loro in tutto il Sud America riesco a sostenere economicamente anche i miei progetti artistici.