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Juggling Magazine # 96 - september 2022

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@Sul Filo del Circo 2022"

X U E I R U C F I T COLLEC C O LE R IA C ORENOGNRAEFIXAIO C A N IN A E G IO CO

c o ll e c ti fc u ri e

u x .b e

di Vladimir Couprie

ph Jean-Marc Schneider

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ph Albert Blon

Sono un diabolista di lunga data e con la compagnia di cui sono fondatore, Carré Curieux - ora trasformatasi in Collectif Curieux - ho ampiamente esplorato le possibilità tecniche del diablo in scena. Ho elaborato la mia tecnica personale durante il mio percorso di studi all’ESAC di Bruxelles, grazie anche al mentoring di Roman Müller, che mi ha portato a esplorare il diablo come oggetto di giocoleria e a modificare lo strumento per permettergli una maggiore libertà di movimento. Dopo lo spettacolo collettivo Famille Choisie, dove impersonavo un principe virtuoso del diablo con un’attitudine da buffone clown, volevo dedicarmi a un progetto più personale che partisse dai miei interessi più attuali. Rispetto alla tecnica, in Connexio il mio virtuosismo passa quasi in secondo piano, è l’interazione con Alba che cattura lo sguardo. Il diablo, per me e per lei, diventa più un oggetto con cui giocare. Possiamo anche dire che è uno spettacolo che mette insieme tre punti di vista, tre percezioni interconnesse, quella dell’essere umano, dell’animale e dell’utilizzo dell’oggetto. Non avevo mai avuto un animale domestico e l’idea di impegnarmi in uno spettacolo di questo tipo è venuta proprio dalla necessità artistica di poter dare spazio al tema dell’interazione tra uomo e cane. Come immagine interiore e animale totemico, il lupo mi risuona molto, così mi sono mosso alla ricerca di un cane che potesse somigliargli e che avesse una presenza scenica definita. Alba è un pastore svizzero bianco, una razza naturalmente portata a sviluppare un’interazione giocosa con noi umani. La sua indole è dolce e curiosa, non è un cane remissivo né troppo dominante. È soprattutto per questo motivo che l’ho scelta in mezzo alla sua cucciolata. Ho iniziato a educarla per creare uno spettacolo che fosse adatto a noi due insieme. Il suo training consiste nel darle continui rinforzi positivi associati a un suono, una tecnica semplice che consente a entrambi di poter tessere una relazione. Il nostro linguaggio si compone di gesti. Lo spettacolo si nutre del flusso di improvvisazione che si crea tra di noi, il nostro è un gioco di ascolto e di equilibrio reciproco.

Non mi ha mai attratto l’umanizzazione dell’animale nel circo, né penso che il cane sia da trattare come l’uomo, volevo piuttosto mettermi in ascolto e sintonizzarmi su una frequenza di comunicazione con il cane che rispettasse la sua natura in quanto tale. Alba adora stare in scena e poter giocare con me. La sua azione preferita è tirare. Per questo motivo parte dello spettacolo è dedicato all’esplorazione fisica di questa azione. Connexio ha preso forma tenendo conto delle necessità e curiosità di Alba, in questo senso mi piace dire che la drammaturgia è stato scritta da entrambi. Lo spettacolo ha preso forma in modo naturale grazie anche all’aiuto come occhio esterno di Christophe Morisset, partendo da sessioni di improvvisazioni che man mano hanno fatto sedimentare e restare in scena le idee più convincenti.

ph Studio Griff

on

La musica è stata composta appositamente dai musicisti jazz Pauline Leblond e Toine Cnockaert di cui ho molta stima. Invitandoli a vedere dal vivo la nostra interazione, hanno saputo dare forma a una composizione sonora che ci assomiglia. Sensibilità, rispetto e amore ci guidano in un mondo complice, quasi contrapposto a quello della comunicazione mediatica e dell’informazione che in questi tempi circonda gli esseri umani quotidianamente. Mi piace l’idea che Connexio porti il pubblico a far riflettere e a capire che esistono altre dinamiche di comunicazione possibili oltre a quella frenetica tra essere umani. La comunicazione non verbale, di cui gli animali sono dotati, è sempre più assente. Il cane bilancia il linguaggio del corpo con quello dell'intelletto. Non capisce le parole, ma sa tutto delle intenzioni e dei sentimenti inespressi, che invece noi percepiamo poco o per niente.


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