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Alle famiglie di Jesi

Jesi Oggi

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anno XXI n. 4 / Dicembre 2013

Periodico del COMUNE DI JESI Direttore responsabile: FRANCESCO CHERUBINI In redazione: Simone Brunori / Direzione e Redazione: piazza Indipendenza 1, Jesi (tel.0731.538365 - jesioggi@comune.jesi.an.it) Stampa: Rotopress International srl Registrato al Tribunale di Ancona (n.27 del 14/12/93)

Jesi-Ancona Una nuova pagina

// Il sindaco di Jesi, Massimo Bacci, e quello di Ancona, Valeria Mancinelli

SOSTEGNO ALLE IMPRESE

PISTE CICLABILI

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Con il Fondo di Garanzia 3,5 milioni di euro per le attività economiche

Altri 6 chilometri pronti per l’estate Ed è solo l’inizio

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Concorso di presepi con i “Leoni del Re” La Compagnia Medievale “Leoni del Re”, associazione storico culturale - con sede presso il polo sportivo di San Sebastiano, in via Gallodoro - propone una serie di originali attività che spaziano dal tiro con l’arco storico alle rievocazioni storiche e all’artigianato medievale, passando attraverso la danza, la musica, la letteratura per approdare alla sartoria medievale, il tutto riprendendo tecniche e caratteristiche dell’epoca. In occasione del Natale, i “Leoni del Re” presentano la prima mostra-concorso di presepi. L’esposizione si terrà presso il salone della parrocchia di San Massimiliano Kolbe, dal 25 dicembre al 6 gennaio, giorno in cui, alle ore 17, si terrà la cerimonia di premiazione (per partecipare al concorso contattare i numeri 347 6542145 o 0731 203060). La Compagnia Medievale “Leoni del Re” è aperta a tutti. Gli interessati possono rivolgersi presso la sede ogni sabato pomeriggio, dalle ore 15 alle ore 18. Per informazioni: tel. 0731 605145, mob. 347 6542145, mail medioevo@leonidelre.it e indirizzo internet www. leonidelre.it


Destra, sinistra... e buonsenso Mi torna in mente una canzone di Giorgio Gaber quando ascolto chi, evidentemente a corto di argomenti, accusa questa Giunta - sostenuta da tre liste civiche completamente fuori dagli schieramenti politici - di essere di destra. Prendete l’adeguamento dell’addizionale Irpef, per altro con una esenzione per i redditi al di sotto dei 10 mila euro. Lo ha fatto Jesi ed è stata interpretata come una scelta di destra, lo ha fatto la stragrande maggioranza dei Comuni di sinistra, ma in quei casi è stata giustificata come una scelta obbligata dai tagli del Governo centrale. Che, guarda caso, è composto da destra e sinistra. Anche quando abbiamo esternalizzato le mense a Jesi ci hanno contestato che fosse una scelta di destra (non importa se i costi erano fuori dalla grazia di Dio e se le scuole della città erano divise a metà tra cucine interne ed esterne). Ma quando lo hanno fatto oltre 10 anni fa Bologna, Modena o Reggio Emilia era stato salutato come un lungimirante esempio di welfare di sinistra. In verità oggi alle famiglie - di destra e di sinistra - interessa che i prodotti siano biologici e no Ogm, che i pasti siano di qualità e nelle giuste quantità, che i controlli siano rigorosi, che si risparmi, che vi sia equità, che le commissioni mensa composte da genitori ed insegnanti finalmente funzionino e soprattutto aiutino il Comune a migliorare sempre più il servizio. Scuole più sicure sono richieste sia da destra che da sinistra. Non averlo fatto in passato, pur avendo soldi a disposizione, è stata una negligenza. Ne abbiamo sistemate già tre in un anno, proseguiamo con le altre. Sostenere le imprese in questo tempo di crisi economica è una scelta obbligata per salvaguardare occupazione e reddito: che

Jesi sia uno degli 8 Comuni delle Marche (su 239) ad alimentare le controgaranzie ai Confidi, garantendo 3,5 milioni alle attività produttive della città è un fatto certo, né di destra né di sinistra. La lotta allo spreco alimentare è certamente una cosa buona per tutti, ma per mettere per la prima volta in rete mense, supermercati e volontariato e dare così pasti e cibo alle famiglie in difficoltà economica c’è voluta una Giunta non di destra né di sinistra. Il Registro delle Unioni Civili è un cavallo di battaglia della sinistra. Averlo istituito per la prima volta a Jesi è una scelta di buon senso più che di destra: se convivo da anni con una compagna o un compagno avrò ben diritto che sia lei o lui ad assistermi quando ne ho bisogno! Far svolgere lavori di utilità sociale a chi chiede aiuti economici al Comune è certamente una cosa intelligente che dovrebbe andar bene sia a destra che a sinistra. Aver permesso per tanti anni che questa opportunità non venisse colta (malgrado gli stessi diretti interessati fossero pienamente disponibili) credo sia stata un’occasione persa. Una città con piste ciclabili è una scelta di buon senso più che di destra o di sinistra: imparare ad utilizzare meno l’auto è un consiglio che, invece, fa bene alla salute e al portafoglio. Jesi Città Europea dello Sport piace sia a destra che a sinistra: a chi se ne contende la paternità, ricordo che il merito è in realtà dei tanti dirigenti e tecnici che aiutano a crescere i nostri ragazzi. Superare il 65% di raccolta differenziata non so se piaccia più alla destra o alla sinistra: dico solo che era un obiettivo minimo che a Jesi non era stato mai raggiunto e che ci farà risparmiare 100 mila euro l’anno.

Gestire l’emergenza abitativa affidandosi alla professionalità e alla sensibilità di qualificati assistenti sociali credo sia anche questa una scelta di buon senso. Certamente meglio rispetto al passato quando i casi venivano analizzati da un tecnico dei lavori pubblici, impostazione più illogica che di sinistra. Avere una cinta muraria tra le più belle d’Italia e averla lasciata piena di erbacce non sarà stata certamente una scelta di sinistra, ma è un fatto che da oltre un anno a questa parte le mura possono essere ammirate nel loro vero splendore, volgendo lo sguardo sia a destra che a sinistra. Mi fermo qui, sperando di aver provato a far capire che, come ricorda Giorgio Gaber, spesso “l’ideologia è un’ossessione della diversità” e che questa Amministrazione comunale, composta da liste civiche né di destra né di sinistra, ha solo l’interesse a provare a migliorare una città che, sono certo, amiamo tutti e vorremmo sempre più bella e funzionale. Non bastano certo pochi mesi per recuperare anni di incuria. Ma l’impegno ce lo mettiamo. Con la consapevolezza che, viste le poche risorse a disposizione, sarà impossibile accontentare tutti: tanto a destra quanto a sinistra. Il sindaco Massimo Bacci

www.facebook.com/massimobaccisindaco

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JESI-ANCONA

“Il futuro è nella condivisione”

Per la prima volta le due Giunte comunali a confronto per definire percorsi e strategie

“Il futuro è nella condivisione, in una cooperazione concreta e stabile per rispondere meglio alle esigenze di area vasta, razionalizzando le spese, migliorando la qualità dei servizi e promuovendo congiuntamente le eccellenze”. È il messaggio che i sindaci di Jesi ed Ancona, Massimo Bacci e Valeria Mancinelli, sottoscrivono in calce alla prima seduta unitaria delle due giunte comunali. Mai accaduto in passato: ed “evento storico” è stato infatti definito da entrambi i primi cittadini l’incontro di mercoledì 4 dicembre tra gli esecutivi delle due città al gran completo presso la residenza municipale jesina. “Abbiamo registrato la comune consapevolezza - ha detto Bacci - che vada condivisa una progettualità che superi i confini comunali, creando sinergie per migliorare i servizi, le infrastrutture e la gestione dei beni pubblici, ma anche per fare squadra nell’accesso a finanziamenti sovralocali che premiano la coesione dei territori. E, cosa importante, non si sono fatte chiacchiere, ma si sono avviati passi concreti su diversi settori: rifiuti, acqua, gas, trasporto pubblico, teatri. Del resto sin da subito ho avuto l’impressione che Valeria Mancinelli fosse un sindaco con cui si riesce a fare, con un’apertura mentale differente. E in queste settimane ne sto avendo conferma”. Un attestato di stima che il sindaco di Ancona ha contraccambiato: “Le nostre rispettive amministrazioni sono di

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// Le due Giunte comunali sedute al tavolo. A sinistra i due sindaci recente insediamento, ma l’impressione che con Bacci e la sua Giunta si possa lavorare concretamente è stata confermata dai fatti. Del resto dobbiamo smetterla di andar ciascun Comune per conto proprio - ha aggiunto la Mancinelli - altrimenti faremo la fine dei polli di Renzo. Dopo decenni in cui la politica locale si è chiusa in se stessa, è ora di uscire dalle proprie mura. È ora di lavorare insieme in un’ottica di area vasta. E non è un asse Jesi-Ancona, ma un “lievito” per gli altri Comuni della provincia, Senigallia e Fabriano in primis. Perché i Comuni più grandi della provincia hanno una responsabilità maggiore”. Non chiacchiere, ma cose concrete, si diceva, nell’incontro tra le due Giunte, per mettere nero su bianco discorsi già avviati nei mesi scorsi e progetti futuri. Potrebbe essere l’igiene urbana a suggellare ufficialmente questa intesa, in virtù dell’accordo tra Anconambiente e JesiServizi. “Siamo già al piano industriale - hanno anticipato i due sindaci - vi sarà una struttura unica, di area vasta. Dobbiamo mettere a punto alcuni piccoli dettagli ma non credo, visti gli

obiettivi condivisi, che avremo problemi a raggiungere una sintesi. La mia sensazione è che a parità di costi avremo un servizio migliore”. C’è poi la questione teatro. Direttrice della Fondazione Teatro delle Muse e amministratore delegato della Fondazione Pergolesi Spontini, si sono già incontrati un paio di volte per mettere a punto questa aggregazione fra teatri. “Vogliamo giungere ad un’integrazione operativa fra i due enti, al fine di ridurre i costi ed incrementare la qualità delle opere, due concetti che, visti i continui tagli al settore, possono tranquillamente convivere”, ha annunciato il sindaco Mancinelli. “O uniamo le forze - ha rincarato la dose Bacci - o qua non facciamo più niente”. Altro argomento al centro del confronto fra le due città è la Multiservizi. Sia Bacci che Mancinelli hanno concordato sull’esigenza di mantenere il controllo delle reti di distribuzione del gas in capo ai Comuni. L’idea, hanno chiarito i due sindaci, è fare in modo che la multiutility provinciale, società a capitale interamente pubblico, partecipi e vin-


ca l’imminente gara per la concessione delle stesse reti, “a salvaguardia dell’interesse pubblico”. Fra i temi toccati inoltre, la costituzione di un Ufficio Associato fra i Comuni di Ancona, Jesi, Senigallia e Fabriano, “che nasce dalla necessità di instaurare nuove relazioni sul territorio, finalizzan-

dole al reperimento di risorse umane, finanziarie ed economiche da impiegare nelle attività delle amministrazioni: dal welfare alla cultura, passando per l’efficientamento energetico e molto altro. Ad inizio 2014, salvo approfondimenti ulteriori, si parte”. Accanto a questo è prevista l’attivazio-

ne di un fondo immobiliare chiuso di housing sociale, in modo da rispondere con ancor più efficacia alle esigenze abitative delle famiglie in difficoltà economica. “Questa sinergia ha passato ormai da un po’ la fase dell’enunciazione dei principi - hanno concluso i due sindaci - e siamo già nel concreto”.

Concreti aiuti per 3,5 milioni alle attività economiche di Jesi È un tesoretto di quasi 3,5 milioni di euro quello a disposizione delle attività economiche di Jesi grazie alla scelta dell’Amministrazione comunale di aderire al Fondo di Garanzia Marche. Con la seconda tranche di 20 mila euro stanziati a fine novembre dal Comune, infatti, è raddoppiata la premialità riconosciuta dalla Regione Marche a Jesi, portando l’intera dotazione riservata alle attività produttive del nostro territorio ad oltre 86 mila euro. In ragione dell’effetto moltiplicatore del Fondo, pari a 1 a 40, la Società Regionale di Garanzia Marche, soggetto gestore individuato dalla Regione, può consentire ai Confidi di garantire finanziamenti per 3 milioni e 460 mila euro, riservati alle imprese di Jesi che si rivolgono al sistema creditizio. Nel 2013, grazie alla scelta dell’Amministrazione comunale, sono state 34 le attività economiche della città, per complessivi 156 addetti, che hanno potuto beneficiare della fidejussione dei Confidi in operazioni per un controvalore complessivo di 1,4 milioni di euro. Si tratta di operatori che avevano richiesto accesso al credito in banca, in società di leasing o a società di intermediazione finanziaria nel periodo in cui i Confidi avevano già esaurito la dotazione che la Società Regionale di Garanzia aveva ricevuto da Regione, Provincia e Camera di Commercio. Proprio grazie all’apporto del Comune di Jesi, le loro operazioni sono subito andate a buon fine.

Siamo uno degli 8 Comuni delle Marche (su 239) ad aver aderito al Fondo di Garanzia Regionale. Un’operazione che consente ai Confidi di garantire fidejussioni alle imprese per l’accesso al credito. Un segnale forte e tangibile per sviluppo e occupazione

In forza di tali impegni, ad oggi le risorse aggiuntive per le imprese di Jesi sono ancora pari ad oltre 2 milioni di euro di finanziamenti attivabili. Jesi è uno degli 8 Comuni della regione (su un totale di 239) e l’unico al di sopra dei 30 mila abitanti, che ha aderito alla richiesta della Regione in questo progetto, nella consapevolezza che il tema dell’occupazione e dello sviluppo è strategico e che le comunità locali sono chiamate a svolgere la propria parte in maniera concreta e tangibile. Tra l’altro Jesi, per le risorse stanziate con il proprio bilancio, è risultato il Comune che ha ottenuto la premialità maggiore

dalla Regione Marche. Fatto questo che permetterà di assicurare alle attività produttive della città di avere sempre certezza per la quota di fidejussione dei Confidi, laddove le operazioni per l’accesso al credito andassero a buon fine. La stessa Amministrazione, nell’incontro avuto con l’assessore regionale alle attività produttive Sara Giannini, si era dichiarata disposta a condividere questa iniziativa con i Comuni della Vallesina, per creare un fondo intercomunale. Operazione per il momento in stand-by dal momento che hanno risposto concretamente solo i Comuni di Maiolati Spontini e Castelplanio.

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Jesi e Santa Maria Nuova, servizi in comune Polizia municipale, protezione civile, servizi scolastici, pianificazione urbanistica, raccolta e smaltimento rifiuti, turismo. Sono solo alcune delle funzioni che, da qui a breve, Jesi e Santa Maria Nuova potranno gestire in sinergia, dopo la convenzione approvata dai rispettivi Consigli comunali. E la porta è aperta anche ad altri Comuni, come hanno affermato i due sindaci, Massimo Bacci e Angelo Santicchia, nel presentare questa collaborazione che prevede “l’esercizio in forma associata delle funzioni amministrative fondamentali, inerenti settori che saranno successivamente individuati, finalizzato ad un effettivo miglioramento dei servizi erogati e ad un’ottimizzazione delle risorse

economiche, finanziarie, umane e strumentali dei Comuni medesimi”. “Nel 1858 dichiaravamo la nostra indipendenza da Jesi - ha ricordato il sindaco di Santa Maria Nuova - ed ora torniamo ad unire le forze con il Comune capofila della Vallesina per mantenere la nostra autonomia, in modo da rafforzare l’azione amministrativa in tempi in cui chiudere i bilanci diventa sempre più complicato”. Un obbligo per Santa Maria Nuova, quella di trovare forme associate in alcune funzioni, così come tutti i Comuni al di sotto dei 5 mila abitanti. Jesi la scelta naturale. “Abbiamo aderito volentieri a questa proposta - ha evidenziato Bacci - in uno

// I sindaci di S. Maria Nuova e Jesi scambio reciproco, che rafforza entrambi. Jesi mette a disposizione una struttura certamente più consistente sotto il profilo di organico e professionalità. Ma anche Santa Maria Nuova farà del suo. Un esempio? Penso alla Polizia Municipale: le due località più estreme di Jesi come Castelrosino e Mazzangrugno sono più vicine a Santa Maria Nuova che al nostro centro, la collaborazione tra i due corpi sarà in grado di garantire una presenza migliore. Jesi può e deve recitare il ruolo di capofila, in un rapporto di pari dignità e riconoscimento reciproco con gli altri Comuni”.

Saldo Tares rinviato ai primi mesi del prossimo anno In considerazione del particolare e difficile momento economico che stanno vivendo le famiglie, la Giunta ha proposto al Consiglio comunale, che si è espresso favorevolmente, di differire ai primi mesi del prossimo anno il saldo della Tares previsto per il 2013. Non solo, il saldo sarà spalmato su due rate, l’una con scadenza 31 gennaio, l’altra con scadenza 31 marzo per ammortizzare ulteriormente l’impatto. E solo in quest’ultima sarà inserita la maggiorazione di 30 centesimi al metroquadrato decisa dal Governo e che, come noto, sarà incassata direttamente allo Stato. Ad oggi i contribuenti di Jesi hanno già versato due rate della Tares (il 30 giugno e il 30 settembre scorsi) pari all’80% della vecchia tassa rifiuti di cui, come

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noto, la Tares ha preso il posto. Questo nuovo tributo è composto da una parte relativa alla copertura dei costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e da una componente, pari appunto a 30 centesimi di euro a metroquadrato occupato, relativo a servizi vari, il cui gettito finirà nelle casse statali. Vi è da aggiungere che, sulla base di

quanto deciso dal Governo rispetto ai coefficienti, gli importi risultano modificati. Per quanto riguarda le abitazioni si pagherà infatti sia in base ai metri quadrati che al numero degli occupanti dell’immobile. Per le utenze non domestiche il calcolo si basa su coefficienti di produttività di rifiuti diversi a seconda del tipo di attività svolta.


Sanità, ancora troppi dubbi

Pressing del sindaco sul completamento dell’ospedale e sul mantenimento delle eccellenze nel nostro territorio

Chiarezza sui tempi di completamento del Carlo Urbani, certezza sull’efficienza dei servizi sanitari erogati. Sono state queste le precise richieste del sindaco Massimo Bacci al direttore generale dell’Asur Marche e dell’Area Vasta 2 Piero Ciccarelli nel corso dell’affollata assemblea pubblica tenutasi a fine novembre. “Perché - ha ricordato Bacci certamente non ci sfugge il fatto che la sanità sia stato uno dei settori più colpiti dai tagli del Governo ed è dunque giusto razionalizzare ed ottimizzare. Ma non ci sfugge neanche il fatto che da oltre 20 anni attendiamo la fine dei lavori di questo ospedale e sostenere oggi che sarà pronto tra qualche mese significa prenderci in giro, come è stato fatto un anno fa quando l’assessore regionale alla sanità aveva assicurato che entro il 2013 il trasferimento sarebbe stato completato. Senza contare che abbiamo il fondato timore che eccellenze nella nostra sanità rischiano di essere guidate altrove”. Il riferimento, in quest’ultimo caso è a Neurologia, punto di riferimento a livello provinciale, la cui rete clinica (vale a dire la “governance” di Area Vasta) rischia di passare a Senigallia. Ciccarelli, insieme ai consiglieri regionali Fabio Badiali ed Enzo Giancarli, ha assicurato che, per quanto di competenza della Regione sul completamento

del Carlo Urbani si rispetteranno i tempi del 31 dicembre, ma nessuna data è stata data per l’effettiva chiusura dell’ospedale di viale della Vittoria e il trasferimento delle Divisioni nel nuovo ospedale. Sullo sfondo c’è dunque solo la data di marzo 2014 quando, finanziate dalla Fondazione Carisj, sarà completato l’allestimento delle nuove sale operatorie. Per il resto è tutto ancora nebuloso. Lo stesso direttore dell’Asur ha illustrato anche gli obiettivi della riforma con una sanità basata su un’alta qualità della cura, mediante l’attribuzione delle unità operative (ex reparti) agli Ospedali di Jesi, Senigallia, Fabriano e Osimo, sulla base di criteri “oggettivi” riferiti all’ ”appropriatezza”, ai volumi e alla complessità dei casi trattati per le varie patologie. “Viste le eccellenze presenti nei due ospedali di Jesi - ha aggiunto il presidente della Commissione Sanità Pao-

la Lenti - ci fa ben sperare soprattutto laddove i numeri sono inconfutabili, saranno eventualmente le persone che si sposteranno per ricoprire il ruolo di primario di Area Vasta 2, come previsto per le Unità Operative Complesse. Vedremo comunque se questi criteri e le garanzie date saranno rispettati e come” Ancora nulla di certo e definito per gli altri pilastri della riorganizzazione come le case della salute destinate a gestire patologie croniche in collaborazione con i medici di base e ad alleggerire l’occupazione dei posti letto negli ospedali (nonché le attese per la diagnostica che in parte verrebbe fatta al loro interno) e la rete dell’emergenza, destinata ad un potenziamento per permettere lo spostamento dei pazienti da un ospedale all’altro per essere portati nella struttura più idonea in base alla necessità della cura. Intanto rimane e cresce la giusta preoccupazione per le lunghe, inaccettabili, liste di attesa per le visite specialistiche (di media un centinaio di giorni) e per gli esami diagnostici (di media oltre l’anno), che spesso inducono i cittadini a rivolgersi al privato a pagamento o ad andare fuori regione, oltre alle attese al pronto soccorso, destinato a supplire anche alla soppressione di Cingoli. E a questa si aggiunge la preoccupazione per i prospettati spostamenti a proprio carico e per quelli dei familiari, nella rincorsa del posto dove potersi curare in maniera adeguata e più efficiente, soprattutto in questo momento di particolare difficoltà economica che mette a dura prova molte famiglie. // Relatori e pubblico all’assemblea sul nuovo ospedale

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PISTE CICLABILI

Quasi sei chilometri entro la prossima estate

Collegheranno il centro con la parte nord e la parte sud-est della città E sarà solo l’inizio di un nuovo modo di intendere la mobilità cittadina Quasi sei chilometri di piste ciclabili (5,8 per l’esattezza) saranno realizzate prima della prossima estate e rappresenteranno solo una “anteprima” del nuovo modo di intendere la mobilità cittadina che l’Amministrazione comunale ha in mente. Una mobilità dove coloro che fino ad oggi sono considerati gli utenti deboli della strada - pedoni, ciclisti e diversamente abili - diventeranno i veri protagonisti. La nuova pista ciclabile collegherà il centro sia con la parte nord della città che con quella a sud-est dove si congiungerà con il tratto ciclabile del fiume. Saranno corsie autonome e permetteranno di pedalare in assoluta sicurezza. Partirà dai giardini pubblici (già collegati al centro con la pista di viale Cavallotti e corso Matteotti) e salirà lungo via Grecia, al termine della quale, si biforcherà in due direzioni: l’una si svilupperà lungo via Fausto Coppi (lato sinistro), realizzata accanto al marciapiede esistente, messa in sicurezza negli incroci con le stradine laterali mediante attraversamenti rialzati e colorati, fino a raggiungere la pista ciclabile di via Campolungo; l’altra, proseguirà su via Ilaria Alpi per continuare poi su via 1° Maggio, proseguire all’interno del parco del Ventaglio, raggiungere via Roma, via Valche e collegarsi alla pista ciclo-turistica lungo il fiume Esino. La Giunta, nell’approvare il progetto preliminare, ha stanziato 150 mila euro. Tra progettazione definitiva, esecutiva ed appalto saranno necessari un paio di mesi, a marzo partiranno i lavori che saranno completati entro fine di giugno. L’intervento, come detto, sarà solo l’inizio di un progetto più ampio, legato al

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Corso Matteotti, sì alle modifiche Ma sempre in sicurezza con la bici

La pista ciclabile lungo corso Matteotti, unitamente all’introduzione del senso unico di marcia a scendere dall’Arco, resterà comunque, quale naturale elemento di raccordo tra zona pedonale e pista di viale Cavallotti. L’Amministrazione comunale, terminato il periodo di sperimentazione avviato a fine ottobre, ha infatti deciso di lasciare inalterata la filosofia di fondo dell’intervento (senso unico e corsie dedicate per i ciclisti), ma disponendo allo stesso tempo alcune modifiche che ridistribuiranno meglio i parcheggi per agevolare la sosta ed il carico e scarico, eliminando inoltre l’impatto visivo delle auto di fronte all’Arco. Previsti anche interventi di arredo urbano. I cosiddetti “panettoni” in cemento, che erano volutamente provvisori, saranno rimossi e a disposizione dell’Area Servizi Tecnici per utilizzarli come dissuasori stradali in altri spazi della città dove si rendono necessari. Piano di piste ciclabili nell’intera città che individuerà tracciati per favorire i percorsi casa-lavoro e casa-scuola. Un Piano rispetto al quale l’Amministrazione comunale non solo ha destinato 150 mila euro anche nel 2014 ed altrettanti

nel 2015, ma che diventa uno degli strumenti urbanistici di riferimento: in ogni strada su cui si metterà mano in futuro, indipendentemente dal tipo di lavoro, se vi è prevista una pista ciclabile, se ne dovrà tener conto e realizzarla.


E quella del fiume torna a nuova vita La pista ciclabile lungo il fiume Esino, per troppo tempo lasciata in stato di abbandono, tornerà presto ad essere pienamente fruibile grazie alla sensibilità dell’associazione sportiva Bike Team di Jesi. Questo gruppo di ciclisti si è offerto infatti di farsi carico a titolo gratuito di alcuni interventi di manutenzione ordinaria al fine di contribuire al mantenimento delle strutture comunali dedicate alla promozione e alla diffusione della bicicletta, così come tra l’altro previsto nello statuto dell’associazione stessa. La Giunta comunale, ritenendo meritevole la disponibilità della Bike Team, ha deciso di stipulare un’apposita convenzione che permette all’Associazione di svolgere una preziosa attività di controllo sull’intero tracciato comunale della pista ciclabile (circa 8,4 chilometri), diventando così anche un presidio importante per segnalare all’Ufficio

// I ragazzi della Bike Team al lavoro nella pista ciclabile del fiume tecnico comunale eventuali atti vandalici, guasti o danneggiamenti. Non solo: l’Associazione si farà carico di eseguire almeno 5 sfalci d’erba nei tratti della pista ciclabile che attraversa terreni incolti (circa 4 chilometri). Ad essa sarà riconosciuto un piccolo contributo - pari a 700 euro l’anno - per le spese vive, con

un significativo risparmio economico per il Comune. Si tratta di un bell’esempio di collaborazione tra ente pubblico e associazione privata che si inserisce a pieno titolo nel programma di valorizzazione di piste ciclabili che l’Amministrazione comunale ha fatto proprio,.

Coinvolti anche gli alunni del “Cuppari”

// Gli studenti alle prese con le prime misurazioni Saranno gli alunni dell’Istituto Tecnico per Geometri “Pietro Cuppari” di Jesi a realizzare il progetto di pista ciclabile nell’area dell’interporto, così da collegare il percorso che costeggia il fiume Esino a monte e a valle di tale zona. L’Amministrazione comunale ha infatti accolto la proposta del prof. Franco Diotallevi che aveva manifestato la

disponibilità nel coinvolgere una classe del quinto anno del “Cuppari” per la redazione di un’opera pubblica importante a servizio della città. Gli alunni, già pienamente all’opera, possono contare sul supporto dei tecnici di Interporto Marche e Comune di Jesi.

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Sicurezza nelle scuole

Tocca a Lorenzini, Collodi e Rodari

Nell’ambito degli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza delle scuole, la Giunta comunale ha approvato il progetto preliminare per la manutenzione straordinaria e la riqualificazione degli edifici scolastici di competenza dell’Istituto Comprensivo San Francesco non oggetto in passato di interventi significativi. Si tratta della scuola per l’infanzia Rodari, della primaria Collodi e della scuola di 1° grado Lorenzini. Proprio in quest’ultima, con oltre 50 anni di storia alla spalle, sono previsti gli interventi principali al fine di migliorare la funzionalità degli spazi esistenti. Oltre 350 mila euro l’investimento previsto. Già nei giorni scorsi hanno preso il via i lavori di impermeabilizzazione ed isolamento termico dell’edificio che ospita la segreteria e la dirigenza. Un intervento propedeutico alla realizzazione di un impianto fotovoltaico, integrato con impianto geotermico per la climatizzazione invernale ed estiva dei locali sottostanti. Ma sarà questo solo l’inizio di un programma di interventi che continuerà con le verifiche sismiche sugli altri due edifici che ospitano gli alunni. In questi due fabbricati ed in quello dove si trova

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// La scuola Rodari. In alto, l’area verde del Collodi e i lavori alla Lorenzini la palestra si procederà poi al rifacimento delle coperture, ormai deteriorate con conseguenti infiltrazioni d’acqua, attraverso la rimozione del manto presente e la posa in opera di una nuova guaina. Contestualmente, saranno ripristinati i cornicioni in cemento armato di tutti gli edifici in quanto in molti punti presentano rigonfiamenti, fessurazioni e distacco di porzioni di intonaco e si procederà anche alla manutenzione dei pluviali di scarico. Nella palestra saranno poi effettuati lavori per ricavare due spogliatoi con relativi servizi. Data la vetustà dei servizi igienici è prevista, oltre ad una migliore distribuzione degli spazi, anche il rifacimento completo

degli impianti idrico-sanitario ed elettrico, il rifacimento di pavimentazione e rivestimenti, nuovi apparecchi sanitari e la tinteggiatura dei locali. Sarà previsto anche un locale attrezzato per disabili. Coinvolge la “Lorenzini” ma anche l’attiguo “Collodi”, invece, l’intervento per riqualificare e recintare l’area verde esterna ai due plessi. Queste scuole, infatti, non presentano delimitazioni e chiunque può entrarvi, fatto che ha causato nel corso degli anni danneggiamenti anche importanti, senza contare la scarsa sicurezza per gli alunni della primaria. Per quanto riguarda il muretto di cinta della “Lorenzini”, alto meno di un metro e costituito da vasche in


cemento riempite di terra, è previsto il riempimento in cemento per fissare balaustre dove installare una recinzione per un’altezza di un metro e 60 centimetri, delimitando in maniera più marcata l’area scolastica. Interamente recintata, con rete metallica, anche la scuola “Collodi”, così da permettere agli alunni la piena fruibilità degli spazi verdi esterni. Infine, per quanto riguarda la scuola dell’infanzia “Rodari” saranno effettuati lavori di ridistribuzione interna dei locali per aumentare gli spazi a servizio dell’attività didattica. Per quanto riguarda l’esterno, sarà messa in sicurezza la rampa posta sul retro e sistemati parapetto e pavimentazione per una maggiore sicurezza.

Tornerà a splendere l’Aquilone Via ai lavori di recupero dello storico edificio vicino all’Arco chiuso 10 anni fa Tornerà ad ospitare un asilo nido ed una scuola dell’infanzia

Verifiche sismiche sulle scuole Primo programma di verifiche sismiche su edifici pubblici di particolare rilevanza. Lo ha approvato la Giunta recependo le disposizioni di legge in materia e dando mandato all’Area Tecnica di compiere accurate analisi, cominciando dalle scuole che rivestono priorità assoluta. Le scuole individuate per questo primo programma di verifiche sono la scuola dell’infanzia Giraffa, la primaria Collodi, le scuole secondarie di 1° grado Lorenzini, Savoia e Federico II. Oltre a queste è stato anche individuato l’edificio che ospita la caserma dei carabinieri di corso Matteotti. La Giunta ha dato mandato agli uffici di attivare tutte le possibilità di finanziamento regionali e statali per tale finalità. La decisione della Giunta è in linea con gli obiettivi di piena sicurezza degli edifici pubblici, in particolare quelli scolastici, che ha già visto importanti interventi di adeguamento sismico alla scuola Mazzini.

Rinasce l’Aquilone. L’edificio in via Suor Maria Mannori (vicino all’Arco Clementino) che ospitava un nido e una scuola dell’infanzia, immerso in un suggestivo parco, tornerà pienamente funzionale a dieci anni di distanza dalla sua chiusura per inagibilità a causa dell’elevato rischio di vulnerabilità sismica. E con le medesime finalità didattiche. Presto prenderanno infatti il via i lavori di risanamento conservativo e messa a norma che, una volta completati, permetteranno di ospitare 78 bambini, suddivisi in 30 di età 12/36 mesi al piano terra dove troverà posto l’asilo nido ed altri 48 di età 3-5 anni al primo piano in cui si ricaveranno due sezioni della scuola dell’infanzia. Un intervento particolarmente complesso perché riguarda un edificio storico, impegnativo sotto il profilo finanziario e pertanto realizzabile in due fasi. Così ha deciso la Giunta comunale che

ha approvato il progetto definitivo del primo stralcio funzionale, volto alla realizzazione degli interventi finalizzati all’adeguamento sismico e al completo rifacimento del piano terra, distribuito su circa 250 metri quadrati dove vi saranno gli ambienti per semidivezzi, divezzi, laboratorio, attività psicomotorie, refettorio, zona sonno e servizi igienici. Si procederà anche alla ricostruzione delle scale interne e alla installazione dell’ascensore per il primo piano, oltre alla sistemazione dei piazzali esterni. Per questo primo intervento la spesa è di 550 mila euro, coperta con 150 mila euro di contributo della Fondazione Cariverona, 200 mila euro di contributo regionale e 200 mila euro con risorse del bilancio comunale. Con un successivo intervento, di 250 mila euro, si completerà anche il primo piano per renderlo pienamente funzionale all’attività della scuola dell’infanzia.

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Commissioni mensa pienamente coinvolte per una refezione di qualità A tre mesi dall’avvio della cucina centralizzata, il presidente di JesiServizi assicura: “Sensibili a suggerimenti e osservazioni di insegnanti e genitori per migliorare ancora di più il servizio” “Non abbiamo ricevuto segnalazioni significative. Ma restiamo in guardia, monitorando le varie fasi e mostrandoci sensibili a suggerimenti ed osservazioni che dovessero pervenire”. Salvatore Pisconti, presidente di JesiServizi, società del Comune che gestisce la refezione scolastica in 20 plessi della città, traccia il bilancio dei primi tre mesi della mensa centralizzata e si dice fiducioso che, anche con la collaborazione di insegnanti e genitori, il servizio possa sempre migliorare. “Abbiamo fin da subito sollecitato gli Istituti comprensivi ad istituire le commissioni mensa - spiega - e finalmente sono operative. Sono costituite non più da 4 rappresentanti per ciascun Istituto. Abbiamo infatti deciso di ampliare il numero di genitori ed insegnanti fino a quasi una settantina di componenti complessivi.Siamo anche pronti ad intervenire sul Regolamento in un’ottica di miglioramento del servizio. Sta a cuore a noi prima di tutto che i pasti serviti nelle scuole, secondo le tabelle dietetiche previste dai pediatri dell’Asur, siano appetibili, di qualità, di gradimento per gli alunni e nelle quantità definite dalla stessa Asur. Di certo partiamo da un dato non secondario: quasi tutte le materie prime sono biologiche, la restante parte è no Ogm, secondo un protocollo rigoroso che prevede costanti controlli interni. Un beneficio che si ritrovano, tra l’altro, anche gli anziani della casa di riposo”. Ad oggi la mensa centralizzata sforna circa 1800 pasti giornalieri, grazie alla

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professionalità delle cuoche comunali e del personale della Gemeatz e della Camst, le due società che si sono aggiudicate l’appalto per due anni ed il cui contributo di un’esperienza consolidata nel tempo in tutta Italia permette di superare eventuali criticità. “Non spetta a me fare raffronti con il passato - continua Pisconti - quando metà scuole avevano la cucina interna e metà ricevevano pasti dall’esterno. La mia preoccupazione è garantire standard qualitativi importanti. Per questo abbiamo puntato a far sì che il servizio di refezione scolastica sia trasparente in tutte le sue fasi, per questo chiediamo alle commissioni mensa di svolgere fino in fondo la loro parte. Da quest’anno si è aperto un nuovo percorso, certamente impegnativo, dove occorre il contributo di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti,

insegnanti e genitori in primis”. La scelta del nuovo servizio uniforma Jesi alla gran parte dei Comuni italiani, in particolare quelli più sensibili al welfare sociale, coniugando qualità, efficienza e lotta agli sprechi. Sotto il profilo finanziario, le nuove rette, che abbandonano il vecchio meccanismo della quota fissa, tengono conto solo dei pasti realmente consumati da ciascun alunno, tra l’altro ad un prezzo inferiore rispetto al passato, con un risparmio economico non indifferente per le famiglie, fermo restando il sostegno per due terzi della spesa a quelle con redditi di prima fascia. Per il Comune, e dunque per la collettività, il nuovo servizio consente un risparmio stimato in circa 300 mila euro l’anno che, come noto, saranno investiti per la sicurezza nelle scuole.


Per la prima volta nella nostra città i pasti delle mense non consumati e i prodotti invenduti dei supermercati vanno alle famiglie in difficoltà

È il primo, forse più importante e concreto aiuto rivolto al crescente numero di famiglie in difficoltà. Lo ha reso operativo l’Amministrazione comunale con l’adesione di Jesi alla “Carta a spreco zero”. I pasti non porzionati dalle cucine della mensa scolastica e di quella aziendale, i prodotti alimentari non più commerciabili dei supermercati vanno a rifornire quotidianamente le associazioni di Jesi impegnate ad affrontare la marginalità sociale ed economica, creando una grande rete comunale in grado di aumentare sensibilmente l’offerta alle famiglie in disagio economico. È la prima volta che a Jesi si realizza un progetto del genere, coordinato e monitorato giorno dopo giorno. L’adesione del nostro Comune alla “Carta a spreco zero”, che coinvolge già numerose città in Italia, è stata formalizzata a Trieste da Andrea Torri, il consigliere comunale delegato dal sindaco Massimo Bacci proprio per la predisposizione di proposte volte riutilizzo delle derrate alimentari. Jesi ha accolto in pieno l’obiettivo che si pone la Carta, vale a dire quello “di sostenere tutte le iniziative sia pubbliche che private che recuperano a livello locale i prodotti rimasti invenduti e scartati lungo l’intera catena agroalimentare per ridistribuirli gratuitamente alle categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo”. Proprio per questo, dopo i positivi e propositivi incontri con le aziende che

gestiscono le due mense pubbliche, i responsabili dei supermercati, e numerose associazioni di volontariato, si è riusciti a partire già a novembre con piena soddisfazione di tutti. Nelle prime due settimane sono stati distribuiti oltre 300 pasti grazie alla disponibilità di Adra, San Vincenzo de’ Paoli, Amicizia a Domicilio e Parrocchia di San

Francesco di Paola. Presto sarà la volta della consegna dei prodotti alimentari ritirati dai supermercati perché non più commerciabili. Ulteriore obiettivo è ampliare sempre di più questa rete, coinvolgere anche le aziende del settore agroalimentare del territorio. Le risposte che stanno giungendo sono incoraggianti.

// Prime consegne dei pasti recuperati dalle mense

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I bambini e la città Oltre 1300 alunni della città coinvolti nei corsi di educazione stradale e rispetto delle regole

// Una lezione tenuta dalla Polizia Municipale. A destra “Leo” la mascotte dell’iniziativa Il rispetto delle regole in generale ed in particolare quelle riguardanti l’uso della strada sono fondamentali per il vivere civile e per la sicurezza. Poter coinvolgere, insegnare, trasmettere ai bambini quali sono i comportamenti da tenere, far in modo che le regole vengano interiorizzate è sicuramente prevenzione nell’ottica di un percorso di crescita che vedrà il bambino un futuro cittadino e utente della strada responsabile. Sulla base di queste premesse ha preso il via a novembre, da parte della Polizia Municipale, un programma didattico

innovativo, che per la prima volta viene sperimentato in 60 classi delle scuole Primarie di Jesi e che si svilupperà fino alla prossima primavera. “Corso di educazione stradale e di rispetto delle regole” il tema generale che coinvolge oltre 1300 alunni con argomenti differenziati dalla prima alla quinta classe. Due ore di lezione per classe - una teorica in aula con un agente di polizia municipale nelle vesti di insegnante, l’altra pratica all’esterno attraverso un gioco - che si sviluppano secondo i seguenti temi: “segnaletica

stradale” per le prime, “a piedi” per le seconde, “i veicoli” per le terze, “la strada” per le quarte, “la bicicletta” per le quinte. Ogni alunno riceverà, alla fine di ciascun anno, una tesserina dove verrà posto il timbro che attesterà il superamento dell’anno scolastico di educazione stradale e rispetto delle regole, per poi ricevere, al termine della quinta, a completamento del percorso didattico, un vero e proprio “patentino” per guidare la bicicletta. Il programma, realizzato da agenti di Polizia Municipale insieme al Comandante Liliana Rovaldi, ha come mascotte “Leo”, un simpatico leone in divisa, che è l’accompagnatore delle slide che vengono proiettate in classe e delle schede che vengono consegnate ai ragazzi per la loro attività durante l’anno, prima della prova pratica prevista in primavera.

Agenti ora anche “ciceroni” Agenti di Polizia Municipale preparati anche a fornire informazioni utili a turisti e visitatori. Perché, come spesso accade, chi è in divisa diventa il primo naturale interlocutore di chi non conosce la città e chiede dove si trova questo o quel luogo. È in questa logica che tutti gli agenti di Polizia Municipale di Jesi hanno partecipato ad un corso interno, tenuto dal personale della Pinacoteca civica, per illustrare loro ciò che il turista normalmente domanda e come fornire indicazioni utili. Suddivisi in tre turni, gli agenti hanno compiuto una vi-

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sita guidata in centro, per conoscere la struttura urbanistica della città romana, percorso la cinta medievale per una conoscenza più approfondita delle mura e dei punti più panoramici e visitato gli interni di Pinacoteca, Palazzo Colocci, Palazzo della Signoria e teatro. Poche ore per raccogliere notizie utili sulla città e sui suoi principali monumenti storico ed artistici e così non trovarsi impreparati di fronte anche alle richieste più dettagliate di

chi ha piacere di ammirare le bellezze culturali di Jesi. // Agenti di Polizia Municipale a lezione in Pinacoteca


Polizia Municipale e Commissariato Attività congiunta nei quartieri sensibili Attività di controllo sul territorio, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza ai cittadini. È questo che ha portato la Polizia Municipale e il Commissariato ad effettuare nell’ultimo mese, con le rispettive pattuglie, attività congiunte nei quartieri più sensibili della città, ponendo particolare attenzione ai pubblici esercizi. Vi è infatti piena consapevolezza che alcuni esercizi pubblici sono spesso luogo di ritrovo di gruppi di persone che hanno creato in passato problemi legati all’ordine pubblico con risse, schiamazzi e situazioni incresciose, provocando legittime proteste da parte dei residenti della zona. Nell’ambito delle rispettive competenze, Polizia Municipale e Commissariato hanno potuto compiere in sinergia un controllo completo e scrupoloso. In par-

ticolare gli agenti di Polizia Municipale hanno verificato il rispetto delle normative in materia di commercio da parte dei pubblici esercizi, mentre gli agenti del Commissariato hanno controllato i documenti di avventori e il rispetto delle norme di pubblica sicurezza. Laddove sono state riscontrate irregolarità, sono stati emessi i provvedimenti del caso.

L’occasione ha permesso anche di svolgere attività di prevenzione nei quartieri con riferimento al rispetto di tutte le norme previste (viabilità, sicurezza in genere), avendo le due pattuglie distinti e specifici ruoli che consentono di compiere un lavoro a 360 gradi. Questa collaborazione tra Polizia Municipale e Commissariato proseguirà ovviamente anche in futuro, coinvolgendo anche le altre forze di polizia, nella piena consapevolezza che le rispettive pattuglie, ciascuna per le proprie specifiche competenze previste dalla legge, non solo svolgono una preziosa attività di prevenzione e repressione - orientando i male intenzionati a stare alla larga ma contribuiscono anche a diminuire la percezione di insicurezza da parte dei cittadini.

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Opportunità per il turismo e l’ambiente dal recupero dei capannoni rurali dismessi Recuperare il patrimonio edilizio esistente in ambito rurale attraverso la sostituzione di capannoni dismessi con fabbricati di ridotta consistenza volumetrica da destinare a residenza e attività ricettive. È una importante scelta sotto il profilo economico ed ambientale quella assunta dalla Giunta comunale che da un lato permette di incentivare le forme di turismo rurale e dall’altro opera una globale riduzione del costruito in campagna. Con questa decisione, infatti, vengono rivisti i criteri attualmente in vigore nel piano regolatore di Jesi, uniformando anche ai grandi fabbricati inutilizzati la disciplina prevista per le case coloniche abbandonate. In sostanza, si consentirà il recupero dei capannoni senza alcun incremento di consistenza e, laddove questi superano i mille metri quadrati, si prescrive la demolizione della eccedenza. Dei mille metri quadrati ammessi al recupero, si stabilisce che tale superficie debba essere frazionata in massimo 3

edifici distinti l’un l’altro di circa 330 mq ciascuno, corrispondente al limite volumetrico delle case coloniche previsto dalla legge regionale, per farne residenze e strutture ricettive. “Per accedere al recupero residenziale o turistico rurale dei fabbricati agricoli inutilizzati - spiega l’assessore all’urbanistica Mario Bucci - la condizione più importante dal punto di vista paesaggistico è la sostituzione di questi grandi contenitori con edifici più piccoli che

dovranno avere i caratteri tipologici delle case rurali tradizionali. Per l’eventuale eccedenza volumetrica disponibile vi è l’obbligo della demolizione senza ricostruzione, recuperando così importanti quote di suolo”. La Giunta ha altresì dato mandato agli uffici di predisporre un regolamento che definisca modalità aggregative, tipologie, materiali e quant’altro necessario per un corretto inserimento dell’intervento nel contesto rurale. “È crescente la domanda di operatori che intendono realizzare country house, agriturismi, bed & breakfast, affittacamere nella nostra campagna” ricorda l’assessore Bucci. “Con questa modifica - aggiunge - diamo l’opportunità di intervenire in maniera armonica con il territorio rurale, attraverso edifici di piccole dimensioni, riducendo sensibilmente l’impatto ambientale. Un intervento che è da stimolo anche all’edilizia, in quella prospettiva di recupero dell’esistente senza intaccare ulteriore suolo che è alla base delle scelte di questa Amministrazione”.

Contributi per i filtri ai camini di ristoranti e panifici L’Amministrazione comunale concederà un contributo del 50% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di 1500 euro, per l’installazione di filtri antiparticolato presso pizzerie, ristoranti e panificatori che utilizzino forni a legna. Lo ha deciso il Consiglio comunale che ha destinato 30 mila euro per il relativo bando che è stato pubblicato lo scorso novembre. Sullo sfondo la scadenza del prossimo 31 dicembre, termine entro il quale le attività produttive della città che si servono di biomassa legnosa per la cottura dei cibi debbono obbligatoriamente dotarsi di sistemi di abbattimento di almeno l’80% delle polveri sottili emesse.

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Ad oggi sono state 11 le autodichiarazioni di attività produttive che hanno dichiarato di utilizzare forni a legna, sulla base del censimento disposto ad inizio anno, ma si ha ragione di ritenere che si tratti di un numero che non esaurisca l’insieme di questo tipo di attività. Il contributo è riservato esclusivamente alle attività di panificazione e ristorazione, comprese pizzeria al taglio e rosticcerie che si avvalgono di biomasse legnose per la cottura. Gli interessati dovranno presentare domanda ai sensi del bando pubblico dove sono indicate modalità, forme e documentazione richiesta entro il 31 dicembre. Sono

riconosciute come finanziabili, fino ad un massimo di 1500 euro le spese relative sia all’acquisto del dispositivo antiparticolato che alla realizzazione delle opere di installazione dello stesso. Nell’assegnazione del contributo, verrà dato diritto di precedenza ai titolari delle attività che abbiano correttamente adempiuto a quanto richiesto dal documento approvato il 14 febbraio scorso in ordine all’installazione dei dispositivi antiparticolato nel corso dell’anno 2013. Dopo tale prima assegnazione si procederà ad attribuire i fondi rimasti secondo l’ordine di prenotazione delle domande di finanziamento.


Piena riqualificazione dei giardini pubblici “Un intervento complessivo

Si completa il parco del Vallato Via al completamento del primo lotto del parco del Vallato, vale a dire l’area ai lati del camminamento che raggiunge l’ascensore a servizio del parcheggio Zannoni. La Giunta ha infatti approvato una serie di interventi volti a rendere funzionale questa parte del parco. Saranno installate nuove panchine, cestini porta rifiuti, stazioni di raccolta per la differenziata, una balaustra in ferro a protezione dell’alveo del tratto del Vallato tuttora scoperto e verranno sostituiti 60 alberi di varia natura. Verrà inoltre realizzato l’impianto di illuminazione con 13 corpi luminosi. L’intervento, per una spesa di 47 mila euro, rispecchia le linee guida indicate dall’arch. Sergio Morgante e sarà realizzato dalla Cfc Costruzioni a scomputo degli oneri di urbanizzazione relativi al piano di recupero ex Fater. È intenzione dell’Amministrazione comunale provvedere anche alla installazione di giochi per bambini.

I giardini pubblici saranchino nuovamente disseper restituire no oggetto di un comsti che lo rendono di non plesso lavoro di manu- dignità al agevole percorrenza per tenzione straordinaria. parco pubblico i pedoni. La Giunta ha approvato Durante le prossime setil progetto preliminare timane si procederà alla dell’intervento che ridefinizione dei progetti guarderà entrambe le parti dei giardini definitivo ed esecutivo per avviare poi la attraversati da viale Cavallotti. Significa- gara d’appalto e assegnare così i lavori tivo l’intervento finanziario, per oltre 400 subito dopo il periodo invernale. mila euro, che permetterà di riqualificare Sarà invece pari a 175 mila euro il seappieno il parco principale della città. condo intervento, programmato nel lato Il primo intervento, pari a 150 mila stadio dei giardini. Qui, come noto, euro, sarà destinato al lato dei giardini grazie alla nuova convenzione stipulata che ingloba il Monumento ai Caduti. Si per la gestione dell’impianto sportivo comincerà con l’improcrastinabile recu- che vede uniti Uisp e Jesina - sono già pero degli alberi. Fino ad oggi si erano iniziati primi interventi di sistemazione effettuati solo interventi tampone per ri- provvisoria. In questa parte dei giardini, muovere rami caduti o piante pericolan- i lavori previsti nel preliminare preveti. Stavolta si procederà ad una accurata dono il recupero dell’intera parte storibonifica vegetazionale, con potature de- ca, la bonifica della vegetazione ed altri gli alberi sani e l’abbattimento di quelli interventi che interessano il recupero malati o che costituiscono rischi per la dei sentieri, la pulizia della vasca, nuovi pubblica incolumità. Si proseguirà poi elementi di arredo. Il cantiere, in questo con la sistemazione dei vialetti di ghiaia, caso, partirà una volta completati i lavori il rifacimento dei cordoli, la pulitura del sull’altro versante del parco. monumento, della fontana, la sistema- Infine, con 90 mila euro, si procederà zione dei bagni, il ripristino degli arredi, al rifacimento completo dell’impianto a cominciare dall’installazione di nuove di illuminazione, sempre nella parte dei panchine. Intervento drastico anche lun- giardini lato stadio. Un intervento imgo il fatiscente marciapiede di via Gre- portante anche questo, dal momento che cia, che verrà completamente rimosso e si tratterà di recuperare i lampioni storici ricostruito, con interventi appropriate per e di realizzare un impianto nel pieno rievitare che le radici delle piante provo- spetto delle normative.

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L’INCONTRO CON LAURA BOLDRINI

“Ragazzi, decidete da soli il vostro futuro” “Oltre che qui, caro Sindaco, mi piacerebbe incontrarla a Roma. Perché Montecitorio deve essere la casa di tutti i sindaci, di tutti gli amministratori, di tutti i cittadini che hanno qualcosa da dire”. Risponde così la presidente della Camera Laura Boldrini al saluto di Jesi portatole, sul palco del Pergolesi, da Massimo Bacci. L’occasione è l’incontro con al centro “Solo le montagne non si incontrano mai”, libro scritto dalla presidente Boldrini e scelto per il progetto di educazione alla lettura dell’Istituto Comprensivo San Francesco. Un evento che il 30 novembre scorso ha riempito il teatro e caricato di significato il ritorno della Boldrini nella sua città. Sul palco, il coro degli alunni accoglie la presidente e gli altri: l’ex reporter di “Chi l’ha visto?” Matteo Berdini, il giornalista Luca Pagliari e Murayo Torregrossa, protagonista della vicenda narrata. “Questa occasione - dice Bacci a Laura Boldrini - riunisce due temi importanti: integrazione ed educazione dove le comunità locali sono fortemente impegnate”. Il sindaco consegna alla presidente una medaglia. “Coniata - dice Bacci - per gli 800 anni della nascita di Federico II: un illustre personaggio nato qui e che si caratterizzò per l’apertura ad altri popoli ed altre culture e per l’attenzione all’educazione, con l’istituzione della prima università laica”. La bella serata scivola via sul racconto di Murayo, bimba di otto anni quando, nel 1994 in Somalia, perde di vista la famiglia e viene lasciata in un ospedale militare italiano. Al rientro in Italia, l’ufficiale Torregrossa non se la sente di lasciare sola Murayo e la porta con sé in Sicilia, dove cresce nella sua nuova famiglia. Nel 2008, in una puntata di “Chi l’ha visto?”, Murayo riconosce il padre in un campo di rifugiati in Kenya e, 4

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anni dopo, torna in Africa con Laura Boldrini, per riabbracciare lui e la sorella. “È un libro sulla paternità, su due uomini che hanno entrambi voluto bene a questa figlia e dimostrato di amarla” spiega Laura Boldrini. Mostrate le immagini della visita al campo di rifugiati dove vive la famiglia di Murayo. “Stanno lì, obbligati dalla guerra, 500 mila rifugiati somali. In Italia, in tutto, i rifugiati sono 70 mila. In una fase in cui la crisi sembra sopraffarci - dice la presidente Boldrini - do-

vremmo aprire la finestra e guardare al mondo, per avere un briciolo della loro forza nell’affrontare la vita e capire che siamo comunque un grande Paese e ce la faremo anche stavolta”. Serve, dice la presidente, uno sguardo dato con una visuale più ampia della solita. “Perché la politica o è globale o non è politica”. Infine l’appello ai giovani: “Ragazzi, non lasciate ad altri la possibilità di decidere del vostro futuro. Chi ha energie sane deve metterle a disposizione della comunità”.

Marisa Campanelli nuovo assessore ai servizi alla persona Il sindaco Massimo Bacci ha nominato Marisa Campanelli nuovo assessore ai servizi alla persona. Psicoterapeuta e docente di Psicologia Generale all’Università Politecnica delle Marche, prende il posto di Barbara Traversi, a cui l’Amministrazione comunale invia un affettuoso saluto. “Continuo a pensare che per guidare un assessorato così delicato, come quello che si occupa di servizi sociali - ha detto il sindaco - serva, oltre che competenza, grande sensibilità. E quella femminile è nettamente superiore”. Nell’accettare l’incarico, la dott.ssa Campanelli ha detto: “Ho risposto sì al Sindaco per la stessa motivazione che mi ha spinto, 25 anni fa, a scegliere la mia professione: provare ad aiutare gli altri”. Buon lavoro.


AL PARLAMENTO DI BRUXELLES

Jesi Città Europea dello sport 2014 “È un onore essere oggi qua, ma è soprattutto un impegno per il futuro”. Con orgoglio ed emozione il sindaco Massimo Bacci ha ricevuto il 6 novembre scorso al Parlamento Europeo di Bruxelles il riconoscimento di Jesi Città Europea dello Sport 2014. Nella sala eventi “Alcide De Gaspari”, di fronte ad una platea di 500 persone tra europarlamentari, ministri e amministratori delle 18 città che hanno ottenuto il medesimo riconoscimento, Jesi è stata presentata in grande stile, ricordando tutte le sue eccellenze: le 22 medaglie olimpiche grazie alla scherma, ma anche una ricca attività di base che vede coinvolte circa 120 società, quasi 18 mila tesserati pari al 43,6% della popolazione, una sessantina di impianti tra pubblici e privati. Applauso scrosciante quando Bacci ha citato Giovanna Trillini, la campionessa olimpionica presente in sala con la delegazione di Jesi. Ma anche un pieno apprezzamento per l’esempio che la nostra città rappresenta in un settore, quello dello sport, che l’Unione Europea considera strategico nelle scelte politiche della programmazione 2014-2020. È stato questo l’atto finale di una intensa tre giorni in cui il sindaco, accompagnato dagli assessori Ugo Coltorti, Sergio Garofoli e Rolando Roncarelli. ha avuto modo di avere importanti incontri. Il primo con Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea e Commissario per l’industria e l’imprenditoria. Un colloquio estremamente cordiale in cui Tajani ha avuto modo di sottolineare l’attenzione dell’Unione Europea verso le comunità locali, specialmente quelle che riescono a sviluppare progetti ben mirati nell’ambito degli indirizzi della programmazione comunitaria. E proprio

// Alcune immagini della cerimonia svoltasi al Parlamento Europeo di Bruxelles

Liceo Sportivo Da settembre 2014 debutta a Jesi il Liceo Sportivo, il nuovo indirizzo che arricchisce l’offerta formativa del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”: un contributo fondamentale al processo di valorizzazione dello sport nei suoi valori più autentici, grazie ad un percorso didattico che affianca alle discipline sportive quelle matematiche, scientifiche e umanistiche. “Un grande valore aggiunto - spiega l’assessore allo sport Ugo Coltorti - in grado di creare future professionalità sempre più importanti in un settore che la stessa Unione Europea ha definito strategico nella programmazione economica 20142020. In bocca al lupo per questa nuova impegnativa sfida”.

di progetti la delegazione jesina ha parlato con il referente dell’area Politiche dello Sport del Comitato delle Regioni dell’Ue nel corso del quale è stata rimarcata la maggior attenzione che verrà riservata allo sport nei prossimi anni per i suoi benefici sulla salute, sul benessere e sulla crescita della popolazione europea. La delegazione jesina è stata anche alla sede della Regione Marche di Bruxelles per approfondire conoscenze sugli iter amministrativi. “Torniamo a Jesi - ha aggiunto il sindaco Bacci - non solo con un premio, ma anche con informazioni utili per orientare al meglio l’azione amministrativa in funzione di opportunità di finanziamenti europei. Avremo da lavorare molto su questo aspetto, sempre più in una prospettiva di area vasta. Ma lo faremo con la consapevolezza di essere una città che, anche in una sede prestigiosa come quella del Parlamento Europeo, è capace di ricevere alta considerazione”.

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Raccolta differenziata verso il 65%

L’eco-tassa potrà essere evitata Ispettori ambientali al lavoro per controllare il corretto conferimento dei rifiuti Arrivano le telecamere per “smascherare” chi abbandona i rifiuti in campagna Si dovrebbe raggiungere il traguardo del 65% di raccolta differenziata dei rifiuti nel 2013. E questo significherebbe che il prossimo anno Jesi non sarà penalizzata da una eco-tassa di 100 mila euro tra maggiori oneri di smaltimento e mancati incentivi. Risorse che, qualora il risultato finale fosse quello atteso, saranno restituite alla comunità con un aumento di servizi, a partire da più spazzamento delle strade e più cestini portarifiuti. In attesa di conferma su questo indicatore positivo, il complesso sistema dell’igiene urbana continua a riscontrare ancora luci ed ombre. Le luci dei tantissimi cittadini che effettuano regolarmente la separazione dei rifiuti in casa e che contribuiscono a recuperare ingenti quantitativi di materiali avviati al recupero; le ombre dei pochi che continuano a mantenere comportamenti non corretti e non rispettosi della comunità. E, per scoraggiare questi ultimi, aumentano le azioni di contrasto messe in campo dall’Amministrazione comunale. Dopo gli ispettori ambientali, infatti, arrivano anche le telecamere. Si tratta di una innovativa telecamera mobile ad infrarossi a disposizione del comando della Polizia Municipale. Il dispositivo di ripresa, facilmente mimetizzabile con l’ambiente circostante, sarà piazzato nelle zone considerate a rischio e, grazie ad appositi sensori di movimento, si attiverà solo quando il suo obiettivo riprenderà auto o persone in sosta. Ol-

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tre a realizzare il filmato, la telecamera invierà in tempo reale svariate foto ai cellulari degli agenti, in modo da identificare immediatamente il responsabile dell’abbandono dei rifiuti, che potrà essere sanzionato anche in flagranza di reato. “Lo posizioneremo nei luoghi dove riteniamo plausibile stanare i colpevoli” sottolinea il comandante della Polizia Municipale, Liliana Rovaldi. Il riferimento è all’abbandono dei rifiuti in strada: Moreggio, Coppetella, Verziere, Gangalia e Zipa le zone abituali dove i trasgressori agiscono di notte o alle prime luci dell’alba. Quest’anno tra la rimozione di materiali lasciati ai bordi della carreggiata o all’interno di aree verdi, analisi, recupero e costi di smaltimento se ne andranno via oltre 20 mila euro. Discorso diverso invece per chi differenzia male carta, vetro, plastica ed organico. Da quando sono operativi gli ispettori ambientali, alle dipendenze del consorzio Cir33, sono state elevate numerose sanzioni. Questi speciali “agenti del porta a porta” mettono letteralmente le mani nei cassonetti per verificare la correttezza del conferimento. Sotto mira i contenitori del grigio dove finiscono ancora troppi rifiuti che potrebbero essere riciclati. “Il traguardo del 65% sarebbe un risultato importante - sottolinea il presidente di JesiServizi, Salvatore Pisconti - ma è una base di partenza per fare meglio e fare di più. Aumentare ulteriormente la

“Attesi risparmi

per 100 mila euro che saranno utilizzati per migliorare la pulizia della città percentuale, superando il 70/75%, ipotesi tutt’altro che irreale, consentirebbe di ottenere, oltre ad un risultato di forte valore civico e ambientale, ulteriori benefici in termini economici sul fronte delle spese di smaltimento, che si tradurrebbero anche questi in altri servizi per la collettività. Per questi motivi, e non solo per l’aspetto repressivo, invitiamo tutte le famiglie alla massima collaborazione. Altri Comuni a noi vicini hanno dimostrato che è una strada possibile, non credo che Jesi sia da meno, anzi”.


Piccoli lavori di utilità sociale per chi chiede aiuti economici Cambiano le modalità di sostegno per i contributi temporanei destinati alle famiglie che si trovano prive di redditi da lavoro o comunque insufficienti per i bisogni primari. Nell’approvare il nuovo regolamento per le misure di contrasto alla povertà, è stato infatti deciso che, in luogo dell’assegno diretto, debbano essere preferiti prioritariamente vaucher lavoro e buoni alimentari. “Riteniamo - ha spiegato il sindaco Massimo Bacci - che chi chiede aiuto al Comune per gravi e documentate difficoltà economiche possa offrire in cambio prestazioni lavorative (giardinaggio, pulizie, tinteggiature, facchinaggio) se è in condizioni fisiche che lo consentono. Si tratta di piccole ma importanti attività da svolgere per un numero di ore il cui controvalore eco-

nomico è pari all’importo previsto per questo tipo di sostegno temporaneo”. In subordine, qualora in famiglia non vi siano componenti con possibilità lavorative, il buono alimentare sarà sempre preferito all’assegno economico. “Mi ha fatto estremamente piacere - ha aggiunto il sindaco - riscontrare che queste nuove modalità di sostegno siano state molto apprezzate da chi si trova in condizioni di indigenza economica temporanea, con la piena disponibilità a restituire attraverso il proprio lavoro alla comunità, ciò che la comunità dà alla sua famiglia per aiutarla in un mo-

Emergenza abitativa, risposte più appropriate Una risposta più appropriata ed efficace all’emergenza abitativa in città. Tematica di estrema attualità, a causa di un crescente numero di famiglie in difficoltà, che l’Amministrazione comunale ha deciso di affrontate in maniera diretta, cambiando completamente impostazione e metodologia rispetto al passato. La valutazione dei singoli casi non è più di competenza dell’Area Servizi Tecnici del Comune, ma viene demandata a specifiche professionalità a ciò deputate, vale a dire gli assistenti sociali dell’Azienda Servizi alla Persona. Sono loro adesso ad analizzare la situazione di disagio economico o sociale in cui vive la famiglia richiedente, raccordandosi con il Comune che resta proprietario dei circa 40 alloggi di emergenza (ad oggi tutti occupati) per segnalare poi, sulla base di graduatorie che saranno aggiornate ogni tre mesi, il primo nome della lista. Lo sportello per l’emergenza abitativa è stato individuato alla Casa di Riposo di via Gramsci 95. Per informazioni: 0731 216911.

mento particolare”. I contributi temporanei fanno parte di una serie di interventi predisposti dall’Azienda Servizi alla Persona per contrastare la povertà e che comprendono anche redditi di mantenimento (anziani o invalidi al di sotto del trattamento minimo Inps), contributi per il mantenimento dell’abitazione (per chi è in grave svantaggio economico e a rischio sfratto) e contributi una tantum (per spese di straordinario onere economico). I requisiti per l’ammissione al sostegno sono verificati dall’assistente sociale (info Asp: tel. 0731 538450)

Dalle ex carceri 12 alloggi popolari Saranno 12 gli alloggi di edilizia popolare che saranno ricavati nell’edificio delle ex carceri, nel cuore del centro storico. I lavori di recupero dell’edificio sono entrati nel vivo ormai da qualche settimana. L’intervento è eseguito dall’Erap (Ente regionale per l’abitazione pubblica) e finanziato con le risorse del “contratto di quartiere” assegnate a Jesi nel lontano 2006. Si tratta di 1,1 milioni di contributo ministeriale a cui si aggiungono altri 450 mila euro a carico del Comune che aveva già da tempo contratto il relativo mutuo. I lavori prevedono l’intera ristrutturazione delle ex carceri di cui resteranno solo le pareti esterne ed alcune volte. Saranno infatti completamente ricostruiti il tetto, i solai, le pareti interne, gli impianti elettrici, idrici, del gas. Gli alloggi saranno ricavati nei quattro piani in cui è distribuito l’edificio. Resteranno di proprietà comunale, ma gestiti direttamente dall’Erap attraverso le proprie graduatorie. Resteranno di proprietà e gestione del Comune, invece, gli ampi saloni che saranno ricavati nel piano seminterrato. Sulla base del contratto d’appalto, i lavori dovrebbero concludersi entro un paio d’anni.

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Le farmacie comunali …quelle con il cuore! Una card agli iscritti di primarie associazioni: sconti negli acquisti dei prodotti da banco Uno slogan che è anche un impegno “Le farmacie con il cuore”. Parliamo delle due farmacie comunali - l’una in via San Francesco, l’altra in via Ancona - che dal prossimo anno svilupperanno in maniera ancor più sinergica e attiva il proprio ruolo di presidio pubblico per la collettività. Lo faranno attraverso una speciale “card” che sarà consegnata a tutti gli iscritti di primarie associazioni della città. Attraverso la “card” non solo il cittadino riceverà uno sconto sui prodotti da banco che acquista, ma con l’associazione a cui è iscritto saranno valutati progetti per verificare l’opportunità di iniziative congiunte. “Le farmacie comunali - spiega Salvatore Pisconti, presidente di Jesiservizi, la società del Comune che le ha in gestione - hanno una finalità sociale. Oltre alla

professionalità e alla competenza dei farmacisti, che resta un valore primario, vogliamo aggiungere altre opportunità per renderle sempre più un punto di riferimento per i cittadini. Perché sono di proprietà pubblica, e dunque della collettività. Gli stessi utili che generano vengono utilizzati per migliorare i servizi e per attività sociali importanti. Per questo, come riportato nella card, diciamo che la scelta di avvalersi delle farmacie comunali è “per star bene, e far del bene alla tua città!”, racchiudendo in queste parole la peculiarità del servizio a favore del cittadino e la finalità pubblica che tali farmacie svolgono”.

Operativo il registro delle Unioni Civili Pienamente operativo il Registro delle Unioni Civili che riconosce il rapporto affettivo o di mutua solidarietà tra due persone maggiorenni, senza distinzione di sesso, cultura, nazionalità e religione. E il 14 novembre, primo giorno utile, si è subito registrata una coppia: l’ing. Maurizio De Magistris e la sua compagna Augusta Vecchi. Ci tenevano ad essere i primi ed a farlo sapere. “Ritengo importante - ha detto De Magistris - che la possibilità di questo riconoscimento pubblico venga messa a disposizione delle coppie che, per necessità o altro, non possano o vogliano sposarsi. Ma che pure, come da anni noi, hanno reciprocamente assunto determinate responsabilità analoghe a quelle delle coppie unite in matrimonio. Abbiamo scelto di vivere insieme e scegliamo anche di renderne atto davanti alla società ed alla città di Jesi in cui abitiamo. Un passo che penso dovrebbero fare tutte le coppie

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come la nostra e che nulla ha a che fare con l’orientamento e le preferenze sessuali di ciascuno. L’iscrizione al Registro riconosce pubblicamente la nostra unione a fronte di qualsiasi futura evenienza possa capitare, a partire dalla reciproca assistenza”. Per la signora Augusta Vecchi, “iscrivendoci per primi, riconosciamo e rendiamo merito alla scelta che il Comune di Jesi ha voluto fare istituendo il registro. Mi auguro che in futuro tutto questo possa riguardare anche ulteriori diritti nell’ambito di quelli riconosciuti alle coppie sposate”. Al Registro delle Unioni Civili possono iscriversi le coppie non sposate per formalizzare al Comune la propria scelta di vivere insieme. Pur non avendo alcun effetto sulla vigente legislazione in materia anagrafica, di stato civile e diritto di famiglia, con tale Registro vengono riconosciuti i principi di tutela ed uguaglian-

za sanciti dalla Costituzione In virtù di ciò, su particolari tematiche che riguardano questioni sociali (casa, sanità e servizi sociali, politiche per giovani, genitori e anziani, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, trasporti), l’Amministrazione comunale si impegna a prevedere per le Unioni Civili condizioni non discriminatorie. Al Registro comunale delle Unioni Civili possono iscriversi tutti i cittadini maggiorenni - italiani, comunitari o stranieri - coabitanti e facenti parte della stessa famiglia anagrafica da almeno 18 mesi secondo le risultanze dei registri dell’Anagrafe della popolazione residente a Jesi.


L’impegnativa e gratificante avventura dell’affido

“Chi fa del bene vive bene”. Tenetevi in tasca questo proverbio, se decidete di intraprendere l’avventura impegnativa e gratificante dell’affido familiare. Perché vi tornerà utile quando qualcuno - e capiterà senz’altro - vi chiederà: ma chi ve l’ha fatto fare? Perché l’unico orizzonte che si deve scrutare, quando si accolgono in casa bambini rimasti senza famiglia, magari anche solo per una difficoltà temporanea, dev’essere il loro domani. L’amore fraterno, non l’amor proprio. Può essere un cammino faticoso, qualcosa che all’inizio ricorda la fatica di chi deve dissodare un terreno inaridito dalle avversità della vita. Ma al primo germoglio che spunta, ogni sforzo sarà ripagato. Basta un bel voto riportato da scuola, un piccolo angolo che si libera sul divano per farvi sedere con loro davanti alla tv che rimanda le note liete di un cartone animato. Basta poco per accorgersi che ne valeva la pena. Prendere in casa dei bambini, farli crescere - garantirgli legami affettivi, educazione, istruzione - e lanciarli verso la vita: ecco la missione dei genitori affidatari, che possono essere una coppia con dei figli naturali o senza, magari anche dei single. Quello che non può mancare, nella famiglia affidataria, è il senso del dovere verso il diritto di bambini e ragazzi ad avere un’altra opportu-

nità, dopo che la famiglia naturale non ce l’ha fatta a occuparsi di loro. E siccome per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio, le famiglie affidatarie non sono lasciate sole nel loro impegno di aiuto: gli operatori sociali dell’Asp (Azienda Servizi alla persona) e dell’Asur sono a supporto della famiglia affidataria, seguendo al tempo stesso l’evoluzione della situazione del minore e della famiglia di origine. E per confrontare la propria esperienza con altre, per aver consigli pratici e incorag-

giamenti, si può partecipare agli incontri mensili del gruppo di condivisione delle famiglie affidatarie, coordinato dagli operatori dell’Equipe Integrata Affido dell’Asp e dell’Asur. L’affido ha varie forme, può durare mesi o anni, e c’è anche la versione dell’appoggio familiare, quando ad esempio si accoglie in casa il minore solo per alcune ore del giorno, magari per aiutarlo negli studi. Lorenzo e Francesca famiglia affidataria

Per saperne di più Per saperne di più, per avere consigli ed essere ascoltato da esperti ci si può rivolgere: - all’Ufficio di promozione sociale del Comune di residenza; - al Servizio Integrato Affido presso l’Azienda ASP Ambito9, Piazza Indipendenza, 1 Jesi (tel. 0731 538424; c.boria@comune.jesi.an.it, ambitoterrjesi@comune.jesi.an.it); - il consultorio Asur AV2, Distretto Sanitario, via Guerri, 9/11, Jesi (tel. 0731.534676-683-696, stella.roncarelli@sanita.marche.it. Per approfondimenti, si può consultare il sito www.comune.jesi.an.it/ambito9, pagina dedicata all’affido e all’appoggio familiare.

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La Jesi che immaginano i giovani

Wi fi libero a scuola, più verde e piste ciclabili, spazi per arte e musica

Wi fi libero nelle scuole e riqualificazione delle aree verdi esterne agli istituti scolastici. Meno traffico di auto e più piste ciclabili. Basta centri commerciali e recupero delle attività artigiane. Più punti di aggregazione per sviluppare arte e musica. Hanno ben chiaro come vorrebbero Jesi gli alunni degli Istituti comprensivi e delle superiori. E lo hanno illu- // L’incontro degli studenti nella sala consiliare strato all’Amministrazione comunale il mosso dal Garante regionale dell’Infan- munale. “Una bella partecipazione con 20 novembre scorso, Giornata interna- zia a cui il Comune ha aderito, insieme progetti interessanti - ha evidenziato zionale per l’infanzia e l’adolescenza. a Unicef e Legambiente. E la risposta è l’assessore alle politiche giovanili MariEra questa la data programmata entro stata davvero straordinaria, con propo- sa Campanelli - rispetto ai quali faremo la quale le scuole avrebbero dovuto ste concrete per una città sostenibile e le valutazioni necessarie per provare a presentare le loro idee sulla base di un amica dei bambini e degli adolescenti, concretizzare i migliori. È nostro impelavoro svolto nelle scorse settimane. Lo come prevede appunto il protocollo con gno mantenere contatti costanti con il hanno fatto all’interno del progetto pro- il Garante approvato dal Consiglio co- mondo della scuola”.

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Con la Carta dei Servizi un contratto da rispettare

è stata approvata nell’ultima seduta del Consiglio di Amministrazione la Carta dei Servizi Generale dell’Azienda Servizi alla Persona Asp Ambito 9 di Jesi. La Carta è lo strumento che permette all’utente di conoscere in modo chiaro e trasparente la struttura, i servizi, gli obiettivi prefissati e la qualità delle prestazioni assistenziali fornite. Non solo quindi un opuscolo informativo, ma un mezzo che consente agli utenti di operare le scelte in modo attivo e consapevole e presentare osservazioni o eventuali reclami in caso di inosservanza di quanto in essa dichiarato. Per l’Azienda rappresenta una dichiarazione di impegno a mantenere, e possibilmente a migliorare, i propri servizi. In considerazione della vasta gamma di servizi offerti e della loro complessità saranno realizzate prossimamente tante “carte di servizio” quanti sono i servizi stessi dell’Asp. La Carta dei Servizi è reperibile nel sito dell’Asp all’indirizzo www.comune.jesi. an.it/ambito9

Un’assistenza domiciliare più qualificata Cambia l’organizzazione del servizio per gli anziani Da questo mese di dicembre è operativa una nuova organizazione del Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) rivolto ad anziani in condizione di non autosufficienza o di parziale autonomia, residenti a Jesi. In concomitanza con la procedura di affidamento del nuovo appalto, infatti, l’Azienda Servizi alla Persona ASP Ambito 9 ha provveduto alla riorganizzazione di tutto il servizio. Con la nuova articolazione si intende differenziare gli interventi domiciliari, favorendo il più possibile tutte le attività destinate alla assistenza diretta alla persona, importante supporto per permettere un effettivo sollievo alla famiglia e consentire il più possibile la permanenza dell’anziano nel proprio contesto di appartenenza. In particolare, il monte ore complessivo del triennio oggetto di appalto sarà destinato, per il 60%, ad attività di cura della

persona e, per il restante 40%, alla cura dell’ambiente di vita dell’assistito e ad altre attività quali l’accompagnamento presso ambulatori, attività di socializzazione, etc. Tale differenziazione implica l’impiego di personale con qualifica professionale diversa e conseguente costo orario diverso. Non più quindi un servizio “generico”, ma una razionalizzazione inquadrata nell’ottica di un continuo miglioramento dell’assistenza domiciliare, più mirata e vicina alle singole e specifiche esigenze degli anziani e delle loro famiglie. Oltre che a Jesi, il Servizio Assistenza Domiciliare ad oggi viene erogato in molti altri Comuni della Vallesina. Da gennaio a ottobre 2013 gli utenti assistiti sono stati 120. Informazioni: Unità Operativa Anziani ASP Ambito 9 - tel. 0731 236911- 0731 236916.

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Sono 17 gli appuntamenti della nuova Stagione teatrale della Fondazione Pergolesi Spontini realizzati in col– laborazione con l’Amat. Il sipario si è aperto il 3 dicembre su “Il Vizietto” e proseguirà il 7 gennaio con Il “Bell’Antonio” con protagonisti Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti. Il 25 gennaio debutta nella regia teatrale Jacopo Gassman, in “La pace perpetua”. Spazio alla danza il 9 febbraio con “Amarcord”, balletto ispirato al film di Fellini. “L’uomo, la bestia e la virtù” di Pirandello approda il 20 febbraio, mentre il 23 marzo sarà la volta di “Amleto” di Shakespeare. “Linapolina. Le stanze del cuore” è un omaggio alla musica e a Napoli di Lina Sastri, a Jesi il 5 aprile. Completa la stagione il 28 marzo “La paga del sabato” di Beppe Fenoglio del Centro Studi Piero Calamandrei.

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Tournée internazionale per “La traviata” costruita a Jesi foto Binci

La prosa al Teatro Pergolesi

Tournée in Italia e all’estero per “La traviata” di Verdi nell’allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini realizzato nel Laboratorio Scenografico di Via Carlo Marx. Sarà dal 21 marzo al 1 aprile a Trieste e dal 17 al 29 maggio addirittura alla Victorian Opera di Melbourne, in Australia, con la direzione del M° Richard Mills, che l’ha definita “una produzione mozzafiato”. Fino

ad oggi l’opera allestita a Jesi è stata rappresentata a Napoli, Genova, Valencia, Fermo, Treviso, Brindisi, Ascoli e Sassari. Nella “filiera produttiva” della Fondazione, il Laboratorio Scenografico svolge un ruolo fondamentale, sia di servizio alle attività di produzione lirica, che di realizzazione conto terzi di elementi scenici, con positive ricadute economiche nel bilancio dell’ente.


È stata una cerimonia profondamente sentita quella celebrata in Consiglio comunale per la consegna della civica benemerenza allo I.O.M., Associazione di Jesi e Vallesina. La presidente, Anna Quaglieri, ha voluto ritirarla insieme al primario emerito di Oncologia Giorgio Rossi e al rappresentante dei medici di base Sergio Cascia, ricordando come, 17 anni fa, abbia condiviso con loro una “scommessa” diventata una splendida realtà. Tra il pubblico intervenuto tanti operatori e volontari che hanno permesso allo I.O.M. di diventare una istituzione straordinariamente attiva nel territorio, operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a servizio dei malati oncologici. Nella motivazione del prestigioso riconoscimento attribuito all’unanimità dal Consiglio comunale si sottolinea come questa Associazione si sia “distinta nel corso degli anni quale fondamentale punto di riferimento per centinaia di famiglie di Jesi e della Vallesina che si sono trovate alle prese con un proprio congiunto affetto da malattia oncologica, mettendo loro a disposizione operatori che si distinguono, oltre che per una grande professionalità, anche per quella profonda umanità neces-

Civica benemerenza alla I.O.M. “Punto di riferimento per malati e famiglie”

saria sia per assistere il paziente, sia per dare conforto e aiuto ai familiari. A questa meritoria e preziosa attività - continua la motivazione - si aggiungono impegno e determinazione nel dare prospettive sempre certe e sicure a questo importante servizio con il coinvolgimento delle istituzioni sanitarie, primari e medici ospedalieri, dei medici di famiglia, psicologi, infermieri professionali, operatrici socio sanitarie e volontari”.

Il sindaco Massimo Bacci, nel consegnare la benemerenza, ha ricordato “la tenacia, l’impegno, la determinazione della signora Quaglieri che ha permesso a questa Associazione di fornire un servizio puntuale e importante. Questa civica benemerenza - ha continuato il primo cittadino - era un atto dovuto da tempo ed è il pieno riconoscimento del Consiglio Comunale per una attività a cui dovremmo prestare e presteremo sempre grande attenzione”.

RIAPRE AL PUBBLICO

IL MUSEO COLOCCI Il Museo Colocci - o meglio la Casa Museo Adriano Colocci Vespucci - viene restituito alla città di Jesi dopo un lungo periodo di chiusura. Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale, di concerto con la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico delle Marche, ha provveduto ad effettuare degli interventi di risanamento dell’immobile ubicato nell’omonima piazza, di fronte al Palazzo della Signoria, ricollocando il mobilio e l’oggettistica che erano stati trasferiti, per motivi di sicurezza, nei depositi di Palazzo Pianetti. Quest’ultima fase del lavoro di recupero della struttura, portata avanti dal personale dei musei civici di Jesi, si è rivelata assai complessa e delicata sotto il profilo museografico e filologico, basandosi sulla documentazione fotografica realizzata puntualmente prima dello spostamento. Durante l’estate il museo era stato riaperto al pubblico su richiesta per piccoli gruppi e in occasioni di iniziative culturali promosse dall’assessorato alla cultura e da associazioni come il Fai di Jesi e della Vallesina. La riapertura formale della struttura, in via sperimentale e provvisoria, avrà le seguenti modalità: un’apertura mensile da

effettuarsi il secondo giovedì del mese in orario 16-19, previa prenotazione presso la Pinacoteca Civica al numero 0731 538343. La tariffa di ingresso è fissata in 3 euro a persona. Inoltre, sono previste delle aperture straordinarie, come già sperimentato, per iniziative culturali dell’Amministrazione comunale o in collaborazione con associazioni accreditate e delle aperture su richiesta per gruppi da un minimo di cinque a un massimo di quindici persone previa prenotazione da effettuarsi almeno dieci giorni prima presso la Pinacoteca Civica di Palazzo Pianetti. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito della rete civica comunale.

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LA VOCE DEI GRUPPI CONSILIARI

Siamo nel pieno del secondo anno di mandato e Jesiamo, sia come gruppo consiliare, sia come associazione, ha lavorato a diverse proposte di progetti e a raccogliere le segnalazioni più urgenti ed importanti dai vari quartieri: un legame quotidiano con la “base”, con la città, il legame fra i cittadini e l’amministrazione. Orgogliosi di quanto fino ad oggi, in appena un anno e mezzo di lavori, è stato portato a termine dall’amministrazione Bacci. Tante le novità, le iniziative, tanti i progetti... segnale forte di un governo che sceglie, che decide, che fa. E questo a differenza del passato, in cui spesso abbiamo convissuto con una politica chiusa, paralizzata, rivolta solo agli interessi del proprio partito.

Jesiamo ha sostenuto il lavoro della maggioranza e della Giunta in molti punti: la riapertura della ristrutturata scuola Mazzini e l’esecuzione di lavori alle scuole Garibaldi e Cappannini nell’ambito di un piano relativo a “scuole sicure e funzionali”; l’attivazione del nuovo servizio di refezione scolastica, con attenzione a migliorare la qualità complessiva, con più controlli, con minori spese per famiglie e Comune; la conferma dell’impegno totale del Comune per welfare - anziani, minori, disabili, emarginati - senza adottare alcun taglio; l’avvio della realizzazione del nuovo centro diurno “Il Maschiamonte”; l’istituzione degli ispettori ambientali per controllare il corretto utilizzo dei contenitori della raccolta differenziata; la ristrutturazione della scala mobile di Palazzo Battaglia; i lavori di restyling del parcheggio Mercantini, con una gratuità a partire da novembre e per alcuni mesi; un progetto integrato di mobilità sostenibile; il piano di gestione della popolazione dei piccioni, con un loro significativo contenimento; il programma di realizzazione di piste ci-

clabili, il progetto per la ristrutturazione dei giardini pubblici; il nuovo piano del mercato ambulante del mercoledì e del sabato che libera finalmente piazza della Repubblica; una nuova immagine alle mura medioevali, completamente pulite, con una programmazione puntuale e mirata; l’organizzazione della Notte Azzurra ed il riconoscimento di Jesi quale Città Europea dello Sport 2014; il restauro e la riapertura della Casa museo di Adriano Colocci Vespucci; l’istituzione del Registro delle Unioni Civili. E poi ancora, sul fronte del funzionamento dell’Ammuinistrazione comunale, i tagli alle spese improduttive per 2,2 milioni e l’avvio di una riorganizzazione del personale con corsi di formazione ai dipendenti. La politica di Jesiamo, lontana da faziosità ed interessi di palazzo, è di massima apertura a tutti coloro che vogliono dare un contributo concreto, per rendere migliore la città in cui viviamo. Per questo auspichiamo una sempre maggiore partecipazione. Noi siamo sempre disponibili. Gruppo Consiliare Jesiamo

Il sindaco Bacci ha dimostrato di avere le spalle larghe, anche quando lo si accusa di ‘isolamento’. È successo ultimamente, quando il sindaco di Senigallia se l’è presa con il primo cittadino perché aveva dichiarato che sulla riforma regionale della sanità e sul ruolo della Conferenza dei Comuni presieduta pro tempore da Mangialardi, non si sente affatto rappresentato. E, aggiungiamo noi, se ragionare discostandosi una volta per tutte dal vecchio modo di fare politica equivale ad isolarsi, lo facciamo volentieri. Al di là della scelleratezza con cui la Regione sta gestendo l’affaire sanità, ci sono altre questioni emerse proprio in questi giorni a livello nazionale: parliamo di

Imu. I cittadini jesini e forse nemmeno quelli della vicina Senigallia e di molti altri Comuni di stampo Pd, non sanno che quando i Comuni andranno a ricalcolare l’intera imposta per il 2013 troveranno spiacevoli sorprese. Il sindaco Bacci, che non ragiona di certo come quelli di vecchio stampo ‘partitico’, ma che sa fare i conti attenendosi alla concretezza dei numeri e a salvaguardia del portafogli dei suoi cittadini, ha fissato al 4,5% l’aliquota sulla prima casa. Il risultato è, cari cittadini, che per l’Imu sulla prima casa a Jesi pagheranno qualcosa solo i più abbienti. Ma non si è solo pensato all’Imu. Il consigliere D’Onofrio si è attivato per l’adozione del registro delle unioni civili, la modifica del regolamento per l’assegnazione degli alloggi di estrema urgenza, con l’introduzione del parametro della temporalità della residenza nel comune. L’effetto atteso è riequilibrare l’assegnazione, ad oggi iniqua. Il consigliere delegato Catani che si sta occupando di turismo, oltre all’avvio del progetto che riguarda i croceristi, ha promosso la cre-

azione della Consulta, ente chiamato ad aggregare tutti gli operatori del settore turistico in una rete di proposte e scambio di informazioni, che porterà a calendarizzare i tanti eventi di cui la nostra città è ricca e protagonista. Il consigliere Torri si è concentrato sull’adesione del Comune al progetto ‘Spreco Zero’: tante le richieste di aiuto che arrivano sempre più numerose, che saranno soddisfatte da questa iniziativa. Per il 2014 ci stiamo concentrando sulla creazione della sinergia tra i Comuni della Vallesina per condividere molti ed importanti servizi, quali per esepmio il servizio di polizia municipale e la gestione finanziaria, la protezione civile, senza dimenticare la creazione di un unico soggetto per la valorizzazione dei percorsi culturali ed enogastronomici. Auguriamo un sereno Natale a tutti i cittadini, perché siano tutti forti, ed uniti con noi ad affrontare le difficoltà. Uniti si vince, sempre.

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Gruppo Consiliare Patto per Jesi


Facciamo chiarezza. Mentre nel paese Italia si fa sempre più strada il concetto che è meglio discutere di cose da fare piuttosto che di “destra” e “sinistra”, a Jesi siamo fermi alle “politiche di destra di questa Amministrazione”. Destra naturalmente intesa - secondo alcuni - come arretrata concezione di tutte le attività poste in essere, sinora, da coloro che hanno l’ardire di guidare il Comune di Jesi. La solita prosopopea di chi ritiene essere detentore assoluto della verità? Importante per Insieme civico è andare avanti nelle varie iniziative che il movimento, in sintonia con la Giunta, cerca di portare a soluzione . Il metodo scelto è difficile e necessita di tempi non sempre brevi , ma l’ascolto della gente è parte

fondamentale del nostro credo. Respingiamo pertanto al mittente le accuse di non considerare le opinioni degli altri, specialmente ripensando al sistema messo in atto dalle precedenti e non rimpiante Amministrazioni. L’ospedale Carlo Urbani merita una seria riflessione: la struttura sanitaria, nei progetti di anni fa, doveva diventare un centro nevralgico per tutta la Vallesina, un modello di efficienza per le esigenze e le attese di tanti cittadini; ma dopo tante chiacchiere e promesse di Assessori, Consiglieri regionali, Direttori (la completa realizzazione prevista per fine 2013), ora siamo alla probabile chiusura di alcuni reparti. In conclusione è stata disposta all’uopo una Commissione per controllare e migliorare la situazione venutasi a creare. Alla viabilità Insieme civico, sin dagli inizi, ha dedicato la massima attenzione, è necessario, però, intendersi: i cambiamenti vengono proposti per migliorare l’attuale situazione, è noto che inizialmente possono creare disagi, non possono essere invece esclusivamente fonte

di lamentele fini a se stesse. Le varianti apportate hanno prodotto i benefici sperati? Tempo al tempo, se ciò non fosse, nulla vieta di tornare all’antico, almeno questo è ciò in cui crediamo noi di Insieme Civico. Curioso, si riesce in genere ad apprezzare molto di più gli aspetti di altre città piuttosto che gli sforzi che vengono fatti a Jesi; da qualche parte si doveva iniziare, si poteva fare meglio? Forse sì, noi riteniamo, ad esempio che le “modifiche” andavano presentate inserite in un progetto più generale d’intervento, comunque è ora di cambiare il modo di pensare: non è bello solo fuori Jesi, qualcosa di interessante, talvolta accade anche da noi. Coraggio.

Le cronache recenti in città parlano di rivoluzioni viarie e di grandi progetti che stanno per vedere la luce. Si annunciano grosse trasformazioni che dovrebbero portare nuova vita al centro della città. Ma per ora i cittadini stanno avvertendo solamente i disagi. Continuiamo a sostenere che le zone pedonali e la mobilità alternativa siano gli elementi che possano cambiare volto e qualità della nostra città, ma le rivoluzioni vanno fatte con criterio, con progettazioni accurate fatte da esperti capaci di valutarne le ricadute, mettendole a regime nel loro complesso e non a pezzi, com’è accaduto in questo caso. Parliamo naturalmente del “capolavoro”

della nuova viabilità di Corso Matteotti, dove l’Amministrazione ha fatto il contrario, producendo un vero disastro cui ora dovrà rimediare: è aumentato infatti il traffico attorno al centro poiché per passare da nord a sud è ora necessario fare una “circumnavigazione”; la visione prospettica del Corso inoltre, pensata dagli architetti dell’epoca, è stata sfregiata dai parcheggi in mezzo la carreggiata, scempio che i turisti potranno godersi dall’arco Clementino; gli operatori commerciali poi sono stati addirittura privati delle aree di carico e scarico; i panettoni di cemento, dulcis in fundo, non solo non garantiscono la sicurezza ma sono essi stessi un pericolo, già tre incidenti in un mese sono accaduti per la loro presenza. Ci chiediamo: ma dov’è il vantaggio di tutto questo? E soprattutto, quanto ci costano queste “sperimentazioni”? Mentre la crisi uccide il commercio, sarebbe stata opportuna una spinta dall’Amministrazione ad un’operazione complessiva che non sia concentrata solo sull’aumento dei parcheggi a pagamento

e la realizzazione di risalite meccanizzate che, seppure finanziate da anni, ancora non funzionano, oppure sono legate a fantasiosi project financing che poi alla fine pagheranno i cittadini con le loro tasche. Le piste ciclabili sono una grande risorsa ma bisogna investire perché siano ben studiate e collegate fra loro; quantomeno bisognerebbe terminare quelle già in essere come il percorso fra i grandi parchi che purtroppo ancora oggi, nonostante basti poco, sembra non si voglia concludere. Ancora una volta l’Amministrazione va avanti con la politica del “fare”, senza minimamente ascoltare né i cittadini né i suggerimenti del nostro Gruppo, sempre responsabilmente pronti a dare il dovuto contributo di idee. Ma, forse, dopotutto, non tutto il male vien per nuocere: visto che dei grandi progetti annunciati son partiti i cantieri solo di quelli programmati e finanziati dalla vecchia Amministrazione, se l’assessore sarà di parola si dimetterà entro l’anno… Gruppo Consiliare Partito Democratico

Gruppo Consiliare Insieme Civico

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Iniziamo con l’ultima (in ordine di tempo) vittoria politica del MoV 5 Stelle: l’ennesimo tentativo della Regione Marche di mettersi contro il territorio si risolve di nuovo con una sconfitta e con un’altra batosta giudiziaria che si abbatte contro le scelte di Spacca e dei suoi dirigenti. Dopo il biogas, si parla di “questione rifiuti”. Già nel Luglio 2012 evidenziammo le criticità presenti nello Schema di Convenzione imposto dalla Regione per l’approvazione nei rispettivi Consigli Comunali al fine di regolamentare l’adesione dei Comuni all’ATA (Assemblea Territoriale d’Ambito), il soggetto cui la legge delega le competenze per pianificazione e gestione dei rifiuti e che coincide, di fatto, con il territorio della provincia. Mettemmo “spalle al muro” l’allora dirigente regionale, artefice

del testo, Piergiorgio Carrescia (guarda caso, poi promosso onorevole in Parlamento dal suo PD) che facemmo chiamare in audizione nelle nostre commissioni consiliari. Riuscimmo così a far cassare da quella assurda convenzione un micidiale articolo 13 comma 4 che spogliava i Consigli Comunali persino delle prerogative che sono ad essi attribuite dal TUEL (Testo Unico degli Enti Locali). Oggi il TAR (sentenza n.848 del 21.11.2013) conferma che l’intero impianto della Convenzione è troppo coercitivo per i Comuni, le cui prerogative in merito alle funzioni fondamentali ed ai servizi comunali ad essi spettanti non risulterebbero garantite! Il TAR conferma quindi che le decisioni prese in ATA che riguardano i rifiuti (e quindi, Ambiente, Salute e tasche dei cittadini) debbono essere prese sulla base di indirizzi PREVENTIVI dei Comuni e, quindi, dei Consigli Comunali. Per tale ragione continuano i nostri incontri sul territorio organizzati assieme ai gruppi del MoV 5 Stelle della provincia di Ancona, per spiegare ai cittadini una strada diversa, basata su riduzione a monte dei rifiu-

ti, tariffazione puntuale (chi produce meno rifiuti e fa meglio la raccolta differenziata, paga di meno), no a inceneritori e recupero della materia prima post-consumo per massimizzare i ricavi e ridurre le tariffe. Un altro fronte aperto è quello dell’Emergenza Abitativa. Le nostre proposte di modifica al Regolamento comunale per l’assegnazione degli alloggi (gestito dall’ASP – Azienda Pubblica Servizi alla Persona) hanno riguardato sia l’introduzione di regole chiare per l’uso e la cura degli alloggi del Comune che vengono dati in locazione, sia la richiesta di introdurre tra i componenti della Commissione di valutazione delle domande per l’assegnazione, anche un rappresentante del Comune, ora non previsto. Siamo convinti che i servizi fondamentali al cittadino debbano rimanere sotto il pieno controllo pubblico, non quindi di una “Azienda” e che solo il Comune sia l’Istituzione preposta a dare un indirizzo politico ad ogni scelta che coinvolga il territorio locale con i suoi abitanti. Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle

La vicenda del “volantino degli orrori” comparso nel comprensorio di Via Guerri ha suscitato un lecito ed unanime sentimento di condanna e spinto noi tutti a tornare a riflettere sul tema. A seguire le riflessioni della Rappresentante Donne Idv Jesi Dina Mogianesi. “È palese come il nucleo fondativo della mai esaurita ed esaustiva diatrìba circa il tema dell’aborto sia alla base degli scontri, anche del più recente, fra favorevoli e contrari. Uso in modo consapevole il termine “scontro” dato che non sembra possibile realizzare un “incontro”: è una guerra tra buoni e cattivi anzi, tra buone e cattive, che non si placa. E perché non si placa, perché non riesce a trovare un possibile equilibrio? Secondo me perché il problema ha a che fare con la vita, è intimamente connesso

con le corde più intime della vita sia per i favorevoli che per i contrari. Discutere del tema dell’aborto è discutere del tema della vita e, come la vita di ciascuno evolve, cambia, progredisce anche quando si blocca in una apparente staticità, così i temi ad essa connessi risultano sempre vivi e vitali, evolvono, coinvolgono e continuano ad alimentare il dibattito. Cosa ottima il dibattito quando e se il dibattito poggia su basi chiare onestamente riconosciute dagli interlocutori. Se e quando si fa ricorso a colpi bassi e infidi per azzerare la controparte, per metterla a tacere una volta per tutte, allora si alzano i livelli della aggressività sociale e si scende allo scontro e si mettono in campo le armi del terrorismo fondamentalista, della colpevolizzazione, del dito accusatorio puntato, della demonizzazione e della dannazione eterna. Io mi chiedo e vi chiedo quale diritto abbiano i contrari all’aborto di giudicare quelle carissime donne che nel dolore decidono di praticare l’aborto; chi si possa arrogare il diritto di condannarle al rogo quali novelle streghe dei nostri tempi; chi possa pretendere di dir loro “vieni da me, io ti salverò” mettendole davanti al volantino che il CAV

ha pensato utile allo scopo. Mi chiedo e vi chiedo come alcuni possano erigersi a giudici della vita altrui facendo di ogni erba un fascio, ovvero senza considerare quali situazioni dolorose si possano presentare nel corso della vita di ciascuna. Credo che continuare a demonizzare le donne che decidono per l’aborto sia come colpevolizzare i poveri per la loro povertà, gli alluvionati per l’alluvione che li ha travolti, i terremotati per le case andate in pezzi, gli esodati per non avere il compenso pattuito, i disoccupati per il lavoro che non c’è, i malati per la loro malattia ecc. È evidente che sarebbe un pensiero assolutamente distorto perché ormai sappiamo tutti come i problemi connessi con la vita, e quindi anche con l’aborto, siano tutti da riportare ad una dimensione più generale dove cultura, politica, economia, finanza, lavoro, valori esistenziali facciano rima con civiltà. Questo non per sollevare nessuno dalla responsabilità delle proprie azioni e decisioni in nome del libero arbitrio, ma per evitare di prenderci a morsi rabbiosi invece di scambiarci rispettosi e amichevoli abbracci gratis”. Gruppo Consiliare Italia dei Valori

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Jesi Oggi n. 4 - Dicembre 2013  
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