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NE/BZ0103/2008

REFLECT REFLECT 1/ 14

Estetica nella prassi quotidiana

Il procedimento efficiente con la tecnica dell’anatomia latero-posteriore

L’arte di creare naturalezza

Terapia mininvasiva di denti anteriori fortemente discromici con faccette

Semplicemente più possibilità

Corone anteriori monolitiche in IPS e.max CAD


EDITORIALE

Cara lettrice, caro lettore Anche nel 2014 Ivoclar Vivadent offrirà soluzioni nuove ed innovative ed in tal modo continuerà costantemente la strada del successo. Le aspettative della clientela nei nostri riguardi sono sempre elevate. Al fine di soddisfare queste aspettative stiamo investendo non solo nello sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, bensì anche nell’espansione della nostra rete di distribuzione mondiale. Poiché, chi vuole aver cura dei suoi clienti ad alti livelli deve essere in loco e conoscere il mercato. L’anno scorso a Mosca abbiamo festeggiato l’apertura di una filiale. Contemporaneamente abbiamo aperto un nuovo centro d’istruzione e di formazione. In tal modo abbiamo creato le basi per soddisfare in modo più professionale le esigenze dei nostri clienti russi. Ne siamo orgogliosi. Nella presente edizione di Reflect abbiamo preparato un’interessante scelta di tematiche. Vi consigliamo di leggere fra l’altro, quali possibilità offre il composito modellabile Tetric EvoCeram Bulk Fill: i restauri Bulk-Fill consentono una nuova efficienza nel trattamento dei denti latero-posteriori. Convincetevi personalmente delle varie possibilità applicative. Inoltre, troverete nuovi articoli sul composito altamente estetico IPS Empress Direct, nonché su IPS e.max. Vi auguro buon divertimento nella lettura degli articoli e molto successo nel Vostro lavoro quotidiano! Con i migliori saluti

Stephan Uhlmann Managing Director Ivoclar Vivadent Russia

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IN DICE

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ODONTOIATRIA

Estetica nella prassi quotidiana Il procedimento efficiente con la tecnica dell’anatomia latero-posteriore (TAL) Dr. Rafael Piñeiro Sande ............................................................................... 04 Perché non con un composito? Chiusura di un diastema e ricostruzione mininvasiva di un dente anteriore abraso funzionalmente Dr. Martin von Sontagh ................................................................................ 08

TEAMWORK

Disponibile in versione iPad

L’arte di creare naturalezza Terapia mininvasiva di denti anteriori fortemente discromici con faccette in presso-ceramica IPS e.max Press Dr. Stefen Koubi e Gérald Ubassy ................................................................. 12 Un risultato estetico quasi senza preparazione Quattro restauri adesivi in ceramica nei settori anteriori Dr. Gil Tirlet, Hélène Crescenzo e Didier Crescenzo ...................................... 16 Semplicemente più possibilità Corone anteriori monolitiche in IPS e.max CAD Jonathan L. Ferencz, DDS, FACP, e Marisa Notturno ..................................... 20

Approfitti delle svariate possibilità della Newsletter digitale per tablet, sfogliando l’articolo “L’arte di creare naturalezza“ di Dr. Stefen Koubi e Gérald Ubassy (pag. 12) in versione iPad. Ammiri le gallerie fotografiche interattive con le ulteriori immagini, si informi sui prodotti utilizzati ed apprenda ulteriori informazioni sugli autori.

La disponibilità di determinati prodotti può variare da paese a paese.

IMPRESSUM

Editore

Ivoclar Vivadent AG Bendererstr. 2 9494 Schaan/Liechtenstein Tel. +423 / 2353535 Fax +423 / 2353360

Coordinamento

Lorenzo Rigliaco Tel. +423 / 2353698

Redazione

Dr. R. May, N. van Oers, L. Rigliaco, T. Schaffner

Pubblicazione

3 per anno

Servizio lettori

info@ivoclarvivadent.com

Tiratura complessiva

69.000 (versioni in lingua tedesca, inglese, francese, italiana, spagnola, russa e greca)

Produzione

teamwork media GmbH, Fuchstal/Germania 3


ODONTOIATRIA

Estetica nella prassi quotidiana Il procedimento efficiente con la tecnica dell’anatomia latero-posteriore (TAL) Dr. Rafael Pineiro Sande, Vigo – Pontevedra/Spagna

Restauri naturali e decorsi operativi efficienti rappresentano un desiderio basilare nella prassi quotidiana di ogni odontoiatra. Con la tecnica restaurativa descritta in questo articolo si possono soddisfare queste esigenze. Senza dubbio nella nostra società all’estetica viene attribuita un’elevata importanza. L’immagine che si basa sull’aspetto estetico influisce sempre più sulla percezione della salute in generale [1]. Da questa realtà anche l’odontoiatria non è esclusa. I pazienti si aspettano frequentemente risultati possibilmente rapidi ed altamente estetici [2,3]. Una tecnica restaurativa, che garantisce questi risultati nei settori latero-posteriori, è la tecnica dell’anatomia latero-posteriore (TAL). In combinazione con il composito Bulk-Fill questo procedimento porta a tempi di trattamento più brevi, nonché a risultati estetici prevedibili. In tal modo si può sostituire il materiale da otturazione in amalgama, per molti non più accettabile. In riferimento alle possibilità d’impiego ed alla longevità, i compositi, quali materiali d’otturazione, prevalgono già sulle performances dell’amalgama [4,5]. La tecnica dell’anatomia latero-posteriore (TAL) Grazie al buon trattamento odontoiatrico ed alla profilassi, la maggior parte delle lesioni cariose vengono già riconosciute precocemente; la struttura delle superfici occlusali di un dente in questo momento è ancora inalterata [6,7]. Diversa è la situazione in caso di lesioni cariose estese nei settori latero-posteriori, in cui la forma anatomica del dente è già andata persa [8]. Nella terapia d’otturazione secondo la TAL, a seconda del grado di distruzione cariosa, si distinguono due categorie: 1. nessuna perdita della forma dentale anatomica (ricostruzione diretta dell’anatomia) 2. perdita della forma dentale anatomica (ricostruzione indiretta dell’anatomia) Il punto di partenza clinico nella TAL è sempre lo stesso ed inizia con la duplicazione della forma dentale anatomica con un silicone trasparente. Dopo la rimozione di tutte le zone cariose, si prepara e si condiziona la cavità. Infine le informazioni dalla mascherina in silicone vengono trasmesse sull’otturazione definitiva. Qualora non sia più presente la forma anatomica, in primo luogo mediante un silicone, si prende l’impronta della situazione iniziale e sul modello in gesso realizzato viene ricostruito il dente in cera. Questo “wax-up” viene duplicato con silicone trasparente ed in tal modo si riprende la situazione ambita in bocca.

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Fig. 1 Situazione iniziale con lesioni cariose occlusali sui denti 36 e 37.

Materiale da otturazione Bulk-Fill Nel decorso operativo descritto si integrano molto bene i già citati compositi BulkFill. Per esempio Tetric EvoCeram® Bulk Fill, grazie alle sue ottimali proprietà, consente un impiego adeguato della TAL, nonché il raggiungimento di buoni risultati estetici. Ad una temperatura di 37 °C il materiale ha una consistenza con cui si può ricostruire bene la forma dentale anatomica con la mascherina in silicone. Grazie alla traslucenza del 15 % si ottiene inoltre una buona integrazione estetica


Fig. 3 Determinazione della profondità cavitaria.

Fig. 2 Duplicazione dell’anatomia occlusale con massa al silicone trasparente.

Fig. 4 Il confezionamento in Cavifil è particolarmente indicato per un’applicazione omogenea.

in tutte le lesioni di classe I e II. L’indurimento degli strati dello spessore di fino a 4 mm non causa alcun danno alle proprietà del materiale, poiché il composito, oltre agli iniziatori di luce convenzionali, contiene l’iniziatore di luce estremamente reattivo (l’acceleratore di polimerizzazione Ivocerin®) e l’attenuatore dello stress da contrazione. Le eccellenti proprietà di lucidatura sono possibili, grazie alle particelle primarie fini del riempitivo, con le quali il materiale si distingue per una stabilità superficiale duratura, nonché per un’estetica di lunga durata. Con una durezza Vickers di 620 MPa ed un valore di durezza di oltre l’80 % con uno spessore di 4 mm, Tetric EvoCeram Bulk Fill è un composito affidabile per i settori latero-posteriori. Vale come generalmente accettato, che le condizioni d’indurimento siano soddisfatte, quando in 4 mm di profondità si raggiunge l’80 % della durezza superficiale massima [9]. La possibilità di utilizzare i materiali per una caratterizzazione individuale, rappresenta un ulteriore argomento a favore.

presa dell’impronta fedele nei dettagli (fig. 2). Dopo l’indurimento del silicone, si controllano eventuali infiltrazioni d’aria “sull’impronta”, prestando particolare attenzione alle zone occlusali (fessure).

Descrizioni cliniche del caso Primo caso Nella situazione iniziale si presentano lesioni di classe I; la forma dentale anatomica è inalterata (fig. 1). Dopo aver posizionato una diga (OptraDam® Plus) per l’isolamento del campo operatorio [10] i denti da trattare vengono prima detersi con uno spazzolino e pasta per profilassi priva di fluoruro (Proxyt® RDA 36) e quindi avvolti con silicone trasparente. Minimuffole trasparenti possono facilitare una

Fig. 5 Le cavità sono completamente riempite con il materiale.

Dopo l’escavazione della carie, si determina la profondità della preparazione (fig. 3). In caso di meno di 4 mm, si riempie la cavità con un solo strato di Tetric EvoCeram Bulk Fill. Il confezionamento in Cavifil è ottimale per l’applicazione di uno strato di materiale omogeneo, poiché si favorisce un adattamento completo del composito alle pareti cavitarie (fig. 4). La cavità deve essere completamente riempita di materiale (fig. 5), che quindi viene modellato e premuto ai bordi cavitarie con l’ausilio di un idoneo strumento di modellazione (OptraSculpt® inserto a sfera). Mentre il composito prima dell’applicazione deve essere riscaldato a 37 °C, può adattarsi in modo ideale alla mascherina in silicone applicata con leggera pressione [11] (fig. 6). Dopo la rimozione della mascherina in silicone, l’otturazione viene isolata con gel di glicerina (Liquid Strip), per evitare uno strato inibito. L’indurimento avviene con una intensità luminosa di oltre 1.000 mW/cm2 ad un tempo d’indurimento di almeno 10 secondi (Bluephase® 20i, programma high power). In seguito alle differenti trasparenze nei compositi, all’apparecchio per fotopolimerizzazione viene attribuito un ruolo importante [12]. La potenza e la lunghezza d’onda sono determinanti. Ad indurimento ultimato, si rimuove il materiale eccedente. La lucidatura avviene con strumenti per lucidatura al carburo di silicio (Astrobrush®) (figg. 7 ed 8).

Fig. 8 Le otturazioni ultimate: un’eccellente integrazione estetica del materiale.

Fig. 6 La mascherina in silicone viene applicata sulle otturazioni con leggera pressione. Il composito eccedente può debordare e quindi si può evitare un “sovrariempimento”.

Fig. 7 Lucidatura con strumenti per lucidatura al carburo di silicio (Astrobrush). 5


Fig. 9 Situazione iniziale con lesioni cariose alla superficie distale del 14 ed alla superficie mesiale del 15.

Fig. 10 Tetric EvoCeram Bulk Fill, grazie alla sua consistenza, adattabilità ed al suo comportamento clinico allo stato riscaldato di 37 °C, è particolarmente indicato per questa tecnica.

Secondo caso Frequentemente le lesioni cariose riguardano le superfici prossimali nel settore latero-posteriore. In caso di terapia sono da preparare cavità di classe II. Principalmente si lavora in base allo stesso procedimento precedentemente descritto – unica differenza è un passaggio intermedio, in cui la cavità di classe II viene trasformata in una pseudo cavità di classe I. Nel caso qui descritto (fig. 9) è da citarsi esplicitamente l’eccellente comportamento clinico del composito impiegato. La capacità di adattamento e la traslucenza del materiale, nonché l’impiego di masse per la caratterizzazione (IPS Empress® Direct Color) consentono di riprodurre quasi in modo identico le strutture contigue (figg. 10 ed 11).

Fig. 11 La caratterizzazione con IPS Empress Direct Color conferisce all’otturazione un plusvalore estetico.

Dopo aver ultimato l’otturazione mesiale, sul dente contiguo si applica quindi l’otturazione distale (fig. 12).

Per ottenere punti di contatto prossimali esatti, è di ausilio una matrice parziale.

Con una corretta procedura, nel successivo controllo occlusale non sono necessari adattamenti occlusali o soltanto in minima parte (figg. 13 e 14).

Fig. 12 Rimozione della carie sul dente 14, dopo l’ultimazione dell’otturazione sul dente 15.

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Fig. 13 Con questa tecnica non sono necessari adattamenti occlusali o soltanto in minima parte.

Fig. 14 Le otturazioni ultimate. La caratterizzazione provvede ulteriormente ad una integrazione estetica.


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Fig. 15 Foro di accesso e rimozione della lesione cariosa a trattamento radicolare ultimato.

c Figg. da 16a a d Ripristino indiretto della forma dentale anatomica su un modello in gesso; duplicazione dell’anatomia con una mascherina in silicone trasparente.

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Fig. 17 Ricostruzione delle zone profonde con MultiCore Flow.

Fig. 18 Risultato dopo il controllo occlusale: l’otturazione si integra in modo armonico nell’arcata dentale.

Terzo caso Infine si descrive il restauro di un molare trattato endodonticamente con una carie estesa ed una perdita significativa di forma dentale anatomica (fig. 15). Come prima fase terapeutica viene presa l’impronta in silicone (Virtual® 380) e si realizza un modello. Sul modello viene creata la forma dentale e di essa viene ultimata una mascherina in silicone trasparente. Questa mascherina consente di trattare il dente come se vi fosse “soltanto” una lesione cariosa – senza perdita della forma dentale (figg. da 16a a d) (similmente ai casi precedentemente descritti). Si applica un composito fluido per ricostruzione di moncone (MultiCore® Flow); questo materiale sembra particolarmente indicato per questo tipo di restauro [12] (fig. 17). Il restauro viene quindi completato con uno strato di Tetric EvoCeram Bulk Fill e caratterizzato con IPS Empress Direct Color per una integrazione estetica (fig. 18). Conclusione Estetica, funzionalità e tempi di trattamento più brevi appartengono alle esigenze della moderna odontoiatria. La tecnica dell’anatomia latero-posteriore soddisfa queste esigenze. È utilizzabile in un grosso numero di situazioni cliniche, porta

a risultati prevedibili e dipende soltanto in minima parte dall’abilità dell’operatore. I compositi Bulk-Fill sono particolarmente indicati per questa tecnica, in cui Tetric EvoCeram Bulk Fill, grazie alle sue proprietà fisiche ed ottiche, nonché alla sua facile lavorabilità, secondo la mia opinione, sembra essere il più indicato. Questo materiale offre una soluzione pressoché per tutti i problemi di otturazioni nei settori lateroposteriori. Su richiesta è disponibile un elenco bibliografico presso la redazione.

Corrispondenza: Dr. Rafael Piñeiro Sande Plaza de Compostela nº 10 36201 Vigo – Pontevedra Spagna info@ed-rp.com 7


ODONTOIATRIA

Perché non con un composito? Chiusura di un diastema e ricostruzione mininvasiva di un dente anteriore abraso funzionalmente Dr. Martin von Sontagh, Hard/Austria

Oggigiorno i compositi sono impiegabili versatilmente, e per esempio, per pazienti con diastemi o anche con dentatura fortemente abrasa, rappresentano il materiale ideale per la terapia funzionale ed estetica.

Sempre più spesso i pazienti consultano il nostro studio dentistico per una perdita di sostanza dentale dura dovuta a cause funzionali. Lo stress accumulato che porta a digrignare i denti nelle ore notturne non è una rarità, ed il bruxismo diventa una diagnosi frequente. Quali metodi di trattamento ci sono per pazienti con abrasioni e difetti di sostanza dentale dura? L’obiettivo primario è di evitare un’ulteriore perdita di sostanza dentale dura. I moderni compositi, possono diventare il rimedio da scegliere. Consentono un trattamento mininvasivo ed anche pazienti con problemi funzionali possono essere trattati terapeuticamente in modo adeguato. Situazione iniziale Un giovane paziente ha consultato lo studio con il desiderio di chiudere le fessure fra i denti anteriori e correggere i difetti di sostanza dentale dura (fig. 1). Sono seguiti una consulenza ortodontica ed un wax-up estetico. Il paziente decide tuttavia di effettuare un trattamento senza trattamento ortodontico. Dopo un’analisi fotografica e del modello, è stato possibile elaborare un piano di trattamento personalizzato (fig. 2). Era necessario rielaborare i rapporti di lunghezza e di larghezza. Anche gli assi dovevano essere orientati nuovamente con faccette in composito dal dente 14 fino al 24 (fig. 3). Procedimento clinico Per prima cosa è stata eseguita una sottile preparazione per faccette, per orientare nuovamente i denti (fig. 4). L’apribocca e distanziatore OptraGate® è servito a creare un campo operatorio asciutto. Un ulteriore vantaggio, è che al paziente si facilita l’apertura della bocca.

Fig. 1 Situazione iniziale: il paziente voleva chiudere il diastema nel mascellare superiore senza un trattamento ortodontico. Nei bordi incisali dei centrali, sono inoltre stati riscontrati difetti abrasivi.

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Fig. 2 La foto-analisi ha evidenziato, che non vi era una corrispondenza verso la naturale linea del sorriso (2). I bordi incisali dei denti anteriori si trovavano tutti sullo stesso piano.

Per ottenere punti di contatto adeguati ed allo stesso tempo evitare un sovracontorno, è stato utilizzato un sistema di matrici. Secondo la consueta procedura, la sostanza dentale dura è stata mordenzata lasciando agire l’acido fosforico sullo smalto per 30 secondi e l’adesivo ExciTE® F è stato frizionato sul dente per ca. dieci secondi con la cannula Brush VivaPen (figg. 5 e 6). Fig. 3 La visione dal lato craniale evidenzia, che gli assi dentali non erano diritti e che i bordi incisali non corrispondevano al decorso labiale. Nel corso della pianificazione il paziente ha espresso il desiderio di dare una forma diritta ai propri denti. Di conseguenza gli assi dei denti sono stati nuovamente orientati. Fig. 4 Affinché i denti con nuovo orientamento possano rimanere in asse, sono state effettuare sottili preparazioni per faccette. Fig. 5 Applicazione del sistema di matrici e mordenzatura del dente con acido fosforico per 30 secondi. Fig. 6 Applicazione di ExciTE F. 4

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Fig. 7 Polimerizzazione intermedia per 10 secondi con Bluephase Style.

Fig. 8 Per conferire un aspetto naturale, il colletto dentale è stato realizzato un po‘ più scuro. A tale scopo è stato utilizzato IPS Empress Direct Dentin A3.

Fig. 9 Con l’aiuto di OptraSculpt Pad si riesce a modellare velocemente una superficie liscia.

Fig. 10 Con la scala di orientamento del manico OptraSculpt Pad sono state misurate le larghezze del dente valutandone il relativo asse.

Il solvente è stato distribuito con getto d’aria e l’adesivo è stato indurito per dieci secondi con la lampada polimerizzante Bluephase® Style (fig. 7). Infine è stata costruita una sottile parete palatale con IPS Empress® Direct Enamel A2. Per l’imitazione dei mammelloni è servito il materiale IPS Empress Direct Dentin A2. Per realizzare una ricostruzione possibilmente fedele alla natura, il colletto dentale è stato modellato un po’ più scuro con IPS Empress Direct Dentin A3 (fig. 8) ed il composito trasparente IPS Empress Direct Trans Opal è stato applicato rapidamente fra i mammelloni

con OptraSculpt® Pad (fig. 9). Il terzo incisale è stato ricoperto con IPS Empress Direct Enamel A2 e lisciato con OptraSculpt Pad. Ogni strato di composito è stato polimerizzato per 20 secondi con Bluephase Style. Il tempo di polimerizzazione prolungato garantisce, che vengano induriti anche i punti di difficile accesso. Per avere un controllo delle lunghezze e larghezze durante il trattamento, è particolarmente indicato il calibro di misurazione del manico OptraSculpt Pad (fig. 10).

Fig. 11 Per la rifinitura finale sono servite le linee ausiliari disegnate, che indicavano la naturale curvatura del dente.


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14 Figg. da 12 a 14 La situazione finale con nuovo orientamento. I denti corrispondono alla linea del sorriso e presentano un aspetto naturale. I diastemi sono stati chiusi con successo.

Rifinitura Oltre alla modellazione, anche la rifinitura dei restauri assume un ruolo determinante (fig. 11). La forma dentale e la tessitura fanno apparire il dente “vitale”. La grossolana conformazione e caratterizzazione superficiale sono avvenute con frese diamantate fini e dischi per lucidatura. Per i fini contorni è servito uno scalpello. Prima della lucidatura finale con spazzolini in carburo di silicio (Astrobrush®) i restauri sono stati lucidati con OptraPol® Next Generation.

Per evitare distacchi dei restauri in composito dovuti a parafunzioni, è stata ricostruita come protezione una guida incisivo-canina.

Il paziente è stato inoltre istruito a portare durante la notte una mascherina funzionale.

Conclusioni La moderna odontoiatria richiede procedimenti mininvasivi nei quali si sacrifica meno sostanza dentale possibile. Non sempre i restauri in ceramica integrale indiretti devono rappresentare la via terapeutica “ottimale”. Grazie ai sistemi attualmente a nostra disposizione si possono risolvere con composito di elevata qualità anche casi complessi (figg. da 12 a 14). I restauri possono essere realizzati in modo rapido e facile. Ulteriori aspetti, in molti casi determinanti per il paziente, sono i costi ed il dispendio di tempo.

Corrispondenza: Dr. Martin von Sontagh Hofsteigstr. 136 6971 Hard Austria info@zahnarzt-vonsontagh.at 11


TEAMWORK

Disponibile anche per iPad

L’arte di creare naturalezza Terapia mininvasiva di denti anteriori fortemente discromici con faccette in presso-ceramica IPS e.max Press Dr. Stefen Koubi, Marsiglia, e Gérald Ubassy, Rochefort du Gard/Francia

Nel concetto presentato qui di seguito gli autori vedono l’inizio dell’era della ”biomimetica in odontoiatria”, dimostrando come denti anteriori fortemente discromici possano essere mascherati con sottili faccette in presso-ceramica. Ovviamente ”bei denti“: oggigiorno i pazienti richiedono dai denti di più che la mera indisturbata funzionalità; per loro i denti contribuiscono al benessere. Di conseguenza l’odontoiatria non si limita più ai trattamenti puramente curativi e ricostruttivi, bensì si focalizza anche sugli aspetti estetici dentali. A questi si aggiunge anche i requisito di mantenimento di sostanza dentale dura. Noi del team di trattamento dobbiamo agire con responsabilità ed impiegare la terapia ottimale. Talvolta dobbiamo ad esempio analizzare criticamente nuove strade e/o abitudini. I denti fortemente discromici ad esempio, devono sempre essere completamente ricoperti da un materiale opaco? Oppure riusciamo ad inglobare le discromie nel concetto terapeutico in modo tale che – in base alla sostanza dentale dura presente – si possa trovare un equilibrio fra sufficiente ”copertura” e gioco di colori vitale? Il caso Alle spalle del caso presentato, c’era l’idea di non combattere le discromie dentali, bensì di aggirarle quasi giocando e di impiegarle come un benvenuto alleato. Come ulteriore “compagno” in questo concetto era stato designato il disilicato di litio (IPS e.max® Press). Anche faccette estremamente sottili, poco più spesse di una lente a contatto, possono essere incollate in modo stabile nel tempo sul dente. Allo stesso tempo il restauro ottiene una vitalità cromatica dall’interno. Analisi La paziente ci ha consultato con il desiderio di mascherare i denti fortemente discromici (mascellare superiore ed inferiore) (fig. 1). La possibilità terapeutica era esteticamente indicata e pertanto la richiesta di un minimo asporto di sostanza dentale assumeva un’importanza ancora maggiore. Dopo la diagnosi ed il colloquio con la paziente è avvenuta anche un’analisi della situazione estetica. In questo campo di indicazioni, è d’obbligo la documentazione fotografica, comprendente anche la mimica dinamica nonché la situazione a riposo. La base della pianificazione terapeutica è stata un wax-up diagnostico. Poiché al centro dell’attenzione vi era la copertura delle discromie, dal punto di vista morfologico erano necessarie soltanto minime correzioni, per esempio la rotazione del dente 12. La paziente desiderava inoltre la chiusura del piccolo diastema dei denti 11 e 21.

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Fig. 1 Situazione iniziale: la paziente desiderava un mascheramento dei suoi denti fortemente discromici. Sono state pianificate faccette in presso-ceramica.

Pianificazione Abbiamo seguito una filosofia biomimetica e volevamo danneggiare minimamente la sostanza dentale dura sana. Siamo anzi propensi ad inglobare i denti naturali nel concetto di trattamento. I moderni materiali ci forniscono l’armamentario. Molte ceramiche integrali hanno caratteristiche quasi identiche allo


Fig. 2 Preparazione mininvasiva: per definire la profondità di indurimento nello smalto, sono stati realizzati solchi di orientamento orizzontali.

smalto dentale ed assorbono il colore della sostanza dentale. In tal modo si può riuscire miratamente a conferire un aspetto naturale anche ad un restauro estremamente sottile. In questo caso abbiamo voluto sfruttare le eccellenti caratteristiche foto-ottiche del disilicato di litio. La minima opacità delle faccette in presso-ceramica, in queste situazioni spesso considerata uno svantaggio, è diventata il nostro “compagno di giochi” nel concetto terapeutico. In modo convenzionale, la scelta sarebbe caduta su (dispendiose) faccette di rivestimento estetico opache, individuali, stratificate su monconi refrattari. Il nostro obiettivo era però non di mascherare completamente le discromie, ma semplicemente di “rivestirle”. Le faccette in disilicato di litio pressate dovevano agire in modo simile ad un filtro ottico; la diffusa trasparenza di luce nonché il modo in cui la luce viene diffusa nel dente naturale sono state il nostro modello da imitare. Scelta del grezzo La sfida consisteva nel mascherare i denti fortemente discromici con un minimo asporto di sostanza e contemporaneamente ottenere un gioco cromatico naturale. Per considerare le possibilità foto-ottiche della presso-ceramica, abbiamo scelto l’idoneo grezzo per pressatura IPS e.max Press prima (!) della preparazione. Se si vogliono coprire completamente discromie, è necessario un grezzo di elevata opacità, che necessita di molto spazio per l’imitazione di un gioco di luce. In questo caso abbiamo optato per un grezzo per pressatura nella gradazione di traslucenza LT (Low Translucency), da caratterizzare successivamente con una stratificazione. Di primo acchito, la scelta di un grezzo traslucente per il trattamento di una discromia sembra sorprendente, tuttavia riflettendo attentamente questo è motivato dalla particolarità di questo caso, nonché dalle proprietà fotoottiche del materiale.

Fig. 3 Mascherina in silicone del wax-up sul modello: la sfida consisteva nel creare un mascheramento delle discromie in condizioni di minimo spazio creando allo stesso tempo un gioco di colori vitale.

All’animo della biomimetica spetta di riconoscere la natura come maestro.

Lavoro odontotecnico Già attraverso il wax-up era stata elaborata la situazione ottimale (fig. 3). Ora si trattava di trasformare il restauro in ceramica. I restauri in presso-ceramica sono stati realizzati secondo il noto procedimento (IPS e.max Press, grezzo LT) (fig. 4). Nella successiva caratterizzazione si doveva mantenere la traslucenza della struttura ed aumentare la luminosità dei “denti” attraverso la ceramica da stratificazione (IPS e.max Ceram). Abbiamo voluto ottenere un effetto coprente (saturazione) con masse smalto chiare ed opache. Le sfide nella stratificazione consistevano nel terzo incisale dei denti, nell’imitazione della struttura dentinale, le zone di assorbimento, la traslucenza “opalescente”, nonché nell’effetto alone. Se si dispone di uno spessore minimo, è consigliabile controllare il colore ottenuto con la cottura supercolori delle masse IPS e.max Ceram Essence. Le strutture pressare presentavano uno spessore di circa 0,3 mm. Le zone cervicali nonché il terzo centrale sono state rivestite soltanto con un sottile strato di massa dentina (Deep Dentin B1). Per creare ”profondità“, nell’angolo prossimale abbiamo applicato segmenti verticali di massa Effect (Opal Effect 1). Fra le zone prossimali abbiamo posizionato una dentina traslucente in rapporto di miscelazione 1:1 di dentina desaturata B1 e dentina neutra. Con notevole

Le faccette dovevano fungere da filtro ottico modificando il colore della dentina. La natura ce lo dimostra: lo smalto dentale NON è trasparente (passaggio di immagine), bensì traslucente (passaggio di luce). Diffonde la luce e modifica in tal modo il colore del dente. Preparazione In base alle regole di preparazione, è stata utilizzata una mascherina in silicone (wax-up) per un minimo ma sufficiente asporto di sostanza dentale dura, riducendo minimamente i denti in zona estetica visibile. Per definire la profondità di penetrazione nello smalto, abbiamo apportato dei solchi di orientamento orizzontali (fresa per solchi, sfera) (fig. 2).

Fig. 4 Le strutture realizzate con tecnica di pressatura (IPS e.max Press LT) avevano uno spessore di soli ca. 0,3 mm. Abbiamo voluto sfruttare le caratteristiche foto-ottiche del grezzo traslucente (Low Translucency).

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delle masse fra di loro: un terzo dello spessore è composto dalle masse prima applicate, due terzi da ceramica chiara, compatta (Opal Effect 4) (fig. 5). Nella creazione della morfologia superficiale i modelli della situazione sono serviti come orientamento per forma del dente e tessitura. Come sempre, per la rifinitura ci siamo serviti della nostra nota “tecnica a due pennarelli” per segnare creste e curvature. Inoltre sono state realizzate strutture delicate, quasi invisibili ad occhio. In tal modo, unitamente ad una lucidatura meccanica, è stato possibile assicurare un’integrazione naturale dei restauri (figg. 6 e 7).

Fig.5 Con la stratificazione additiva abbiamo completato le strutture (filtro foto-ottico) con diverse masse ceramiche (IPS e.max Ceram). 6

Cementazione La cementazione adesiva è il presupposto più importante per la lunga durata di questi restauri. Tuttavia per molti odontoiatri proprio questa fase terapeutica crea una certa ansia, in seguito ad insicurezza per complicazioni del passato, ma rispettando un conseguente decorso gli insuccessi sono evitabili. 7

Figg. 6 e 7 Dopo la lucidatura delle sottili faccette si è presentata una trasparenza naturale combinata una fine opalescenza ed un gioco cromatico fotodinamico. L’aspetto della superficie si basa sulle irregolarità di effetto casuale nella tessitura.

attenzione sul terzo superiore è stata stratificata una miscela di masse per mammelloni (MM light ed MM yellow-orange) e sotto i mammelloni è stata applicata una cosiddetta massa “di assorbimento”: una massa viola (Opal Effect viola) colorata al 50% con Impulse Transpa brown-grey. La difficoltà consisteva nell’apportare le singole masse ”elegantemente“ sulle faccette, senza aumentarne lo spessore. Infine la stratificazione è stata completata con una massa ceramica chiara e compatta (Opal Effect 4). Questo era importante per il successo estetico; determinante per questo è il rapporto

Messa in prova dei restauri - Meccanica: la precisione di adattamento è determinante! I “nostri” restauri hanno soddisfatto pienamente questo requisito (i valori di precisione di 50 micrometri di IPS e.max Press sono ideali). - Estetica: con paste Try-in a base di glicerina è stato simulato l’effetto cromatico del restauro scegliendo la tonalità ottimale del cemento composito (Variolink® Veneer) (fig. 8). Scelta dell’adesivo Poiché la ritenzione dei trattamenti con faccette consiste esclusivamente nella forza del fissaggio, si dovrebbero utilizzare sistemi adesivi con precedente mordenzatura. Questi offrono le forze adesive ideali (ExciTE® DSC). Cemento Per un’estetica stabile nel tempo nonché per una lavorazione più facile, sono da preferire i cementi compositi. Nel presente caso è stato scelto un materiale, che supporta la foto-ottica desiderata: la pasta chiara Variolink Veneer Value +2 (fig. 9). Un materiale troppo trasparente avrebbe potuto determinare una decolorazione grigiastra delle faccette.

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Figg. 10 ed 11 La cementazione adesiva è avvenuta secondo un concetto ponderato e seguito con costanza.

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Fig. 8 Prima dell’inserimento, è stato simulato l’effetto cromatico dei restauri con paste Try-in a base di glicerina determinando il colore ottimale del cemento composito (Variolink Veneer).

Fig. 9 Nella scelta del cemento composito, è stato considerato anche il colore del moncone. La decisione è stata a favore della pasta piuttosto biancastra Variolink Veneer High Value +2. Un cemento composito trasparente avrebbe causato un ingrigimento dei restauri inclinati.


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13 Figg. 12 e 13 I restauri cementati. Il legame adesivo garantisce una lunga durata delle faccette.

Fig. 14 Le sottili faccette si integrano armonicamente nell’ambiente oro-facciale. Nessuna zona smascherante compromette il risultato, anzi il pensiero della biomimetica è risultato conveniente.

Campo operatorio In generale consigliamo la diga sul singolo dente. L’esatto posizionamento del restauro non viene impedito e l’odontoiatra si può concentrare esclusivamente sul dente da trattare. Inoltre le superfici del dente preparato possono essere sabbiate, senza che il paziente aspiri il dannoso ossido di alluminio. Infine il composito in eccedenza è più facilmente rimovibile con questo tipo di diga. Cementazione Con la sabbiatura dei denti è stato rimosso l’adesivo dei provvisori (fig. 10). Quindi è avvenuta una mordenzatura con acido fosforico al 37%. Poi è stato applicato il Primer e l’adesivo entro 40 secondi e la superficie è stata asciugata (fig. 11), a cui è seguita una fotopolimerizzazione di un minuto. I restauri sono stati mordenzati per 20 secondi con acido fluoridrico, sciacquati accuratamente, silanizzati e ricoperti con un adesivo non fotoindurente. Dopo l’inserimento delle faccette è stato rimosso il composito in eccesso. E’ seguita una irradiazione di luce ad elevata intensità per 40 secondi (1200 mW/cm2; Bluephase® 20i). Rifinitura dei restauri Dopo la rimozione della diga è avvenuta un’accurata rifinitura cervicale. A tale scopo abbiamo utilizzato scalpello con lama grandezza 12 evitando in tal modo il rischio di danneggiare la superficie ceramica. Quindi abbiamo controllato sia l’occlusione statica che dinamica. Il risultato estetico era convincente. Le discromie erano mascherate, colore, traslucenza ed effetti di brillantezza naturali caratterizzano il risultato. La combinazione di faccetta, cemento composito e dente hanno formato un “legame” la cui resistenza si avvicina a quella del dente naturale (figg. 12 e 13).

Conclusioni Ovviamente ”bei denti“: nel caso descritto con faccette in presso-ceramica in disilicato di litio si è riusciti a trovare in modo efficiente un equilibrio fra “opaco” (coprente) e “traslucente” (naturale vitalità). Il risultato è una simbiosi di effetto naturale di fluorescenza e luminosità dei denti restaurati (fig. 14). Direttamente alla versione iPad: Scansione del Codice QR con l‘iPad o seguire il seguente Link: http://www.ivoclarvivadent.com/reflect

Corrispondenza: Dr. Stefen Koubi L’institut de la facette 53 bis rue Saint Sebastien 13006 Marseille Francia koubi-dent@wanadoo.fr

Gérald Ubassy Centre de Formation International Route de Tavel – Impasse des Ormeaux 30650 Rochefort du Gard Francia contact@ubassy.com www.ubassy.com 15


TEAMWORK

Un risultato estetico quasi senza preparazione Quattro restauri adesivi in ceramica nei settori anteriori Dr. Gil Tirlet, Parigi, Hélène Crescenzo e Didier Crescenzo, Golfo di Saint Tropez/Francia

Con conoscenze fondate sugli attuali sistemi in ceramica e con l’impiego di moderni tecniche adesive oggigiorno si possono realizzare restauri parziali secondo i principi biomimetici.

In molte situazioni cliniche è indicata una combinazione fra restauri totali e parziali. Per soddisfare i requisiti (bio-)meccanici, funzionali ed estetici, in questo caso la scelta del materiale ceramico assume un ruolo determinante. Situazione iniziale Una paziente di 28 anni ha consultato il nostro studio, con il desiderio di ”migliorare il suo sorriso“. Il suo aspetto era particolarmente disturbato dai suoi quattro denti superiori anteriori (morfologia, posizione, colore, condizione). Purtroppo la giovane donna ha rifiutato un precedente trattamento ortodontico. Teoricamente sarebbe stata possibile una correzione in maniera elegante dell’equilibrio dei denti nel mascellare in trattamento e nel mascellare antagonista. Comunque il desiderio della paziente è in primo piano e quindi si è cercata un’altra via per soddisfare il suo desiderio. I denti 11 e 21 erano trattati con restauri in metallo-ceramica. Tuttavia le due corone erano molto estese vestibolarmente. I due denti canini laterali 12 e 22 risultavano di conseguenza spostati palatalmente (figg. 1 e 2). La paziente aveva denti molto chiari, che dovevano essere imitati con un gioco cromatico interiore (fig. 3). Pianificazione Sulla base di una pianificazione estetica, è stato elaborato un mock-up in composito di colore dentale. Definiamo ciò come ”maschera anteriore“, con la quale insieme alla paziente abbiamo validato il risultato ambito. Il posizionamento palatale di denti canini laterali doveva essere corretto con faccette secondo minima preparazione ed i canini centrali dovevano essere trattati con nuove corone.

Fig. 1 Situazione iniziale in zona frontale.

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Fig. 2 Visione del profilo prima dell’inizio del trattamento.


Fig. 3 In fase di scelta del colore è risultata chiaramente l’enorme potenza luminosa dei denti anteriori.

Fig. 4 Il mock-up in colore dentale indicava quanto sottile doveva essere la preparazione dei due denti canini laterali.

Preparazione Attraverso la ”maschera anteriore“ si sono potuti preparare i denti canini laterali in spessore minimo ed in modo conservativo (figg. 4 e 5). Dopo aver rimosso le corone in metalloceramica sui denti 11 e 21, è risultato che le condizioni di spazio erano ideali ed inoltre una sufficiente sostanza dentale dura favoriva la resistenza biomeccanica di entrambi i denti incisivi centrali (”effetto ferrula”) (fig.6). Per i nuovi restauri in ceramica si è potuta ambire quindi una cementazione adesiva.

Scelta del grezzo per pressatura Sulla base delle presenti informazioni (colore dentale, colore del moncone, ecc.) (fig. 7) l’odontotecnico ha scelto lo specifico grezzo per pressatura (IPS e.max® Press). In tal caso la difficoltà consisteva nella differenza fra i denti incisivi centrali preparati, che ”brillavano“ in modo molto cromatico ed intensivo, ed i denti incisivi laterali preparati per il posizionamento delle faccette, che con una solo minima colorazione avevano un aspetto molto chiaro (fig. 8).

Fig. 5 Rifinitura dei bordi secondo la preparazione conservativa della sostanza dentale.

Fig. 6 Visione finale delle quattro preparazioni.

Fig. 7 Determinazione del croma dei monconi 11 e 21 (scala colori IPS Natural Die Material). La difficoltà era la scelta ponderata dell’idoneo grezzo ...

Fig. 8 ... in questi differenti spessori. Sulla base di questa immagine si possono comparare gli spessori di preparazione dei denti incisivi laterali e centrali.

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Fig. 10 Stratificazione in considerazione della pianificazione estetica.

Fig. 9 Lo schizzo della pianificazione estetica serviva come esempio nella stratificazione.

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Fig. 11 Elaborazione delle forme dentali e della tessitura superficiale da un modello non segato.

Fig. 12 Il controllo della morfologia superficiale è avvenuto attraverso l’applicazione sottile di polvere d’oro.

È stato scelto un grezzo di media opacità (MO). Perché? Se in una base ”colorata“ e di spessore minimo – come nel caso di questi incisivi – si deve ottenere una luminosità elevata, optiamo generalmente innanzitutto per un grezzo del tipo MO. I motivi sono l’opacità media coprente ed in primo luogo l’elevata fluorescenza. Nei restauri parziali invece i denti soltanto leggermente preparati non deter-

minano alcun colore dentale vincolante. Al contrario, lo spessore relativamente elevato della faccetta in disilicato di litio in un grezzo traslucente porterebbe ad un effetto grigio. Per questo secondo motivo preferiamo un grezzo fluorescente (MO), affinché rimanga la luminosità. I restauri sono stati realizzati classicamente con tecnica di pressatura.

Fig. 13 I quattro restauri anteriori sono stati cementati adesivamente. Sulla base delle condizioni occlusali si è potuto realizzare il bordo incisale in modo relativamente ”libero“ conferendo maggiore personalità al sorriso.


Fig. 14 Immagine finale. Non vi è alcuna differenza cromatica fra le corone e le faccette.

Fig. 15 L’immagine in bianco e nero consente una valutazione della luminosità dei quattro restauri in ceramica.

Figg. 16 e 17 La situazione dopo sei mesi dalla cementazione dei restauri.

I grezzi IPS e.max Press MO, grazie alla loro opacità, sono ideali per la realizzazione di strutture su monconi vitali rispettivamente leggermente decolorati. Con il supporto della fluorescenza naturale, offrono la base ideale per restauri di aspetto naturale.

Conclusione Nella cementazione dei quattro restauri si è confermata la nostra procedura. I denti armonizzavano perfettamente sia in bocca della giovane paziente sia con il suo viso (fig. 13). Anche la scelta del grezzo per pressatura si è dimostrata ideale. Non vi era alcuna differenza cromatica fra le due corone sui denti incisivi centrali e le faccette contigue (figg. 14 e 15). Quasi senza la preparazione di sostanza dentale dura si è potuto ottenere un risultato altamente estetico per la paziente (figg. 16 e 17).

Corrispondenza:

Rivestimento Poiché la paziente aveva una gengiva di colore intenso nonché labbra rosso scure, nonostante il colore A1 scelto, era indispensabile saturare i colletti dentali con le masse cromatiche IPS e.max Ceram Occlusal Dentin Brown e Deep Dentin A1 (figg. 9 e 10). In tal modo il passaggio al colletto dentale viene realizzato in modo armonico. Grazie a macroimmagini di denti e gengiva, nonché del viso della paziente (ritratti con diverse espressioni naturali del viso) sono state trasmesse al laboratorio molteplici informazioni, di grande aiuto per la successiva rifinitura. Dopo una accurata rifinitura finale della morfologia occlusale nonché delle forme dentali (figg. 11 e 12) i restauri sono stati preparati per la cementazione.

Dr. Gil Tirlet 234, Bd Raspail 75014 Paris Francia gtirlet@me.com

Hélène e Didier Crescenzo Labor Esthetic Oral Espace Diamant Les Marines de Cogolin 83310 Cogolin Golfo di Saint Tropez Francia contact@estheticoral.fr

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TEAMWORK

Semplicemente più possibilità Corone anteriori monolitiche in IPS e.max CAD Jonathan L. Ferencz, DDS, FACP, e Marisa Notturno, New York/USA

La traslucenza e l’effetto cromatico di moderne ceramiche come il disilicato di litio consentono di ottenere efficientemente risultati protesici convincenti. Il successo della ceramica integrale (per esempio IPS e.max® CAD) è indiscusso. Con la diffusione della realizzazione CAD/CAM, rispettivamente della produzione digitale, molti odontoiatri ed odontotecnici hanno scoperto il vantaggio per i pazienti come proprio (elevata resistenza, precisione, lunga durata, efficienza dei costi). La combinazione di realizzazione chairside e moderna ceramica integrale apre nuove possibilità per poter soddisfare le esigenze dei pazienti. Il presente caso descrive la pianificazione di trattamento, il design ed i passaggi di fresatura e caratterizzazione, supportati digitalmente, di corone nei settori anteriori in ceramica integrale. Grazie ad un procedimento efficiente, il difficile caso di questo paziente è stato risolto esteticamente con elevata precisione. Il caso Un 42enne ha consultato il nostro studio presentando accentuate demineralizzazioni nonché carie negli incisivi superiori (fig. 1). In seguito a precisa diagnosi e consulenza è stato fissato il piano di trattamento: corone in ceramica integrale per i denti da 13 a 23. I denti sono stati preparati (fig. 2) ed il paziente è stato trattato con corone provvisorie. Dieci giorni più tardi è avvenuta un’ulteriore visita, nella quale il paziente si è espresso positivamente in merito al confort ed all’aspetto del trattamento provvisorio. Le sue richieste di cambiamento si sono limitate a minimi adattamenti di forma del bordo incisale nonché nella zona degli spazi interdentali. Poiché i provvisori, dopo le correzioni, corrispondevano esattamente alle aspettative del paziente (fig. 3), sono stati utilizzati come modello digitale per le corone definitive. Con uno scanner orale (3Shape Trios® Color, 3Shape, Danimarca) è stata rilevata la situazione in bocca (fig. 4) comprendendo anche gli antagonisti per una registrazione occlusale. Questo era inoltre il momento ottimale per determinare il colore dentale con le caratteristiche individuali.

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Dopo la rimozione dei provvisori ed un’anestesia locale, la gengiva è stata delicatamente spostata con un filo di retrazione (Siltrax® Plus, Pascal International, USA) e le preparazioni sono state rifinite accuratamente. Poiché si dovevano realizzare corone in disilicato di litio (IPS e.max CAD) era importante che i monconi preparati non presentassero bordi o angoli acuti e affilati. Questi possono rendere difficoltoso il processo di fresatura e causare problemi nella precisione di adattamento. Nuovamente veniva impiegato lo scanner orale: i denti preparati sono stati digitalizzati. Una scansione intra-occlusale ha consentito l’articolazione con l’antagonista (fig. 5). I dati sono stati trasferiti al sistema 3Shape-Design aprendo il DentalDesignerTM.


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2 Fig. 1 Visione ravvicinata della situazione iniziale: demineralizzazione estesa e carie sui denti dal 13 fino a 23. La gengiva nel mascellare superiore era retratta. Fig. 2 I denti dal 13 al 23 sono stati preparati per un trattamento con corone. Fig. 3 Dopo piccole correzioni, il paziente era soddisfatto dei restauri provvisori.

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Costruzione digitale e fresatura del restauro Nella realizzazione di trattamenti realizzati al CAD/CAM riguardanti più di due denti è di aiuto un modello fisico per il controllo dei contatti prossimali ed occlusali. Per la realizzazione del modello è stato utilizzato il Model BuilderTMModul del 3Shape Design Centers. I dati del modello sono stati trasmessi al Custom Milling Center (CMC, Arvada, USA) e la realizzazione è avvenuta con una stampante 3D in alta risoluzione (ULTRA² HD, envisionTEC, Germania). I modelli del mascellare superiore ed inferiore si sono presentati con una superficie liscia simile al gesso. Ancora prima che i modelli arrivassero allo studio dentistico, era possibile iniziale la costruzione digitale delle sei corone integrali. Per primi sono stati inseriti nel software i parametri

di produzione in modo da soddisfare le preferenze individuali (spessore del restauro, fuga cementizia, contatti occlusali, contatti prossimali, raggio Schleiger). Questi parametri possono variare a seconda del fresatore e/o del centro di fresaggio. La scansione dei provvisori è servita come scansione di prepreparazione. Il Design-Software ha trasferito automaticamente la proposta di corona sulla scansione dei provvisori. Teoricamente il design della corona è modificabile, tuttavia in questo caso non era necessario. I diversi colori del software consentono di riconoscere le differenze fra il design finale della corona e la scansione del modello (restauri provvisori) (figg. 6 e 7).

Fig. 4 La scansione dei provvisori (3Shape Trios Color) è servita come modello per corone finali.

Fig. 5 La scansione dei denti preparati con antagonisti.

Fig. 6 I diversi colori del software consentono di riconoscere differenze fra la conformazione della corona finale ed i provvisori (design coronale proposto: giallo, scansione pre-preparazione: grigio).

Fig. 7 Il design finale per i restauri. 21


Fig. 8 Le corone “blu“ fresate (restauri IPS e.max CAD) sui supporti.

Fig. 9 Il modello 3D stampato. Fig. 10 Controllo dell’adattamento della corona sul moncone del modello. In caso di bordi o angoli acuti possono essere necessari piccoli adattamenti.

Quindi l’attenzione è stata rivolta al colore, rispettivamente alla traslucenza dei blocchetti IPS e.max CAD.

La decisione del blocchetto giusto dipende oltre che dal colore finale desiderato anche dal colore del moncone. Non si deve infatti sottovalutare l’influsso che ha sull‘effetto cromatico finale.

Nel presente caso il paziente desiderava per le sue corone un colore dentale chiaro. Poiché i denti preparati non presentavano forti discromie, è stato possibile scegliere un blocchetto traslucente (IPS e.max CAD HT, colore B1). I blocchetti IPS e.max CAD per l’utilizzo chairside sono disponibili in due gradazioni di traslucenza: HT = High Translucency ed LT = Low Translucency. Nella scelta di un blocchetto

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Fig. 11 Qui la struttura superficiale è già stata elaborata. I restauri sono stati glasati con paste IPS e.max CAD Crystall./Glaze.

per corone monolitiche è preferibile scegliere un blocchetto chiaro con elevata traslucenza ed ottenere il colore finale tramite caratterizzazione con Shades e Stains. Questa tecnica è stata descritta dettagliatamente da Lee Culp [1]. Le sei corone sono state fresate in un‘apparecchiatura CAD/CAM chairside (E4D®, E4D Technologies, USA) (fig. 8). Rifinitura della forma e dell’estetica Dopo aver ricevuto i modelli 3D stampati (fig. 9), è stata controllata la precisione di adattamento. I restauri IPS e.max CAD generalmente hanno una buona precisione di adattamento e solo occasionalmente sono necessari minimi adattamenti, in particolare se le preparazioni presentano angoli o spigoli acuti. In questo caso è consigliabile fresare le corone in modalità ”dettagliata“ (non ”standard“). In tal caso si utilizzano frese diamantate più sottili e si raggiungono anche i punti più stretti. Nonostante il processo di fresatura duri un po‘ più a lungo, la modalità ”dettagliata“ è da preferire soprattutto in caso di restauri di denti anteriori. Le

Fig. 12 Ultimazione dopo la cottura di cristallizzazione. Con punte per lucidatura è avvenuta una prelucidatura.

Fig. 13 Infine le corone sono state lucidate con pasta diamantata e spazzolino morbido.


Fig. 14 Visione delle corone monolitiche cementate (IPS e.max CAD) nei settori anteriori superiori con gengiva retratta.

corone blu (precristallizzate) sono state adattate sui monconi (fig. 10) e la situazione è stata controllata in articolazione. Nell‘elaborazione della tessitura superficiale (perichimazie, creste marginali, ecc.) le demarcazioni colorate sulla superficie labiale delle corone sono risultate un prezioso aiuto. Con una serie di strumenti diamantati è stato possibile definire le strutture.

di adattamento e l’estetica corrispondevano esattamente ai desideri del paziente. Grazie alla copia digitale dei restauri provvisori, la ponderata scelta di un blocchetto di disilicato di litio CAD nonché la caratterizzazione e glasura dei restauri fresati, il team operante è riuscito ad ottenere un risultato ottimale con un processo di produzione razionale. Bibliografia: [1] Culp L. Comunicazione personale, 2013.

Dopo un ulteriore controllo dei contatti prossimali e dell’occlusione le corone sono state preparate per la cottura di cristallizzazione, avvenuta in una simbiosi di caratterizzazione e glasura, cioè con l’applicazione di supercolori e glasura (paste IPS e.max CAD Crystall./Glaze e Shade) in zona gengivale ed incisale (fig. 11). Accenti intensi si realizzano con paste IPS e.max CAD Stains, e talvolta sono necessarie più cotture. Per la lucidatura delle corone sono servite punte fini per lucidatura (Dialite® LD Polishing Points, Brasseler, USA) (fig. 12) nonché spazzolino morbido con pasta per lucidatura diamantata (Pasta Grigia, anaxdent GmbH, Germania) (fig. 13). A questo punto le corone monolitiche erano pronte per la messa in prova in bocca del paziente. Cementazione Contatti prossimali, chiusura marginale ed occlusione: tutti gli aspetti sono stati controllati esattamente e valutati come ottimi. Il giovane paziente era contento del risultato estetico. I restauri sono stati cementati definitivamente con un cemento vetroionomero ibrido (Fuji Plus, GC America, USA) (fig. 14). Conclusioni Con l’aiuto della tecnologia digitale, anche nei settori anteriori, si possono realizzare restauri monolitici dal risultato estetico attraente. Nel caso descritto, la forma, la precisione

Corrispondenza: Jonathan L. Ferencz, DDS, FACP NYC Prosthodontics 275 Madison Avenue New York, NY 10016 USA

Marisa Notturno NYC Prosthodontics 275 Madison Avenue New York, NY 10016 USA

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