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Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB BERGAMO In caso di mancato recapito si restituisca al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa. Edizioni Contatto srl - via Piatti, 51 - 24030 Mozzo (BG) - Contiene I.P.

Maggio 2008 - anno XX n. 162

COPERTINA 1

Vino, le medaglie

di Vinitaly, Challenge e Bruxelles

Olio

nella bufera

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COPERTINA 2

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Sommario 8

Prosecco di Collalto sposa rollè di branzino, specialità d’autore di Barbieri

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Caprini sotto i riflettori all’ombra della Madonnina con i top d’Italia

Olio sofisticato: dalla Puglia all’Ucraina non si ferma il “ciclone”

Grappa tasting Award 2008 Al nord Italia il primato d’eccellenza

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La Spagna di Adrià vince in tavola Per San Pellegrino l’Italia è al 12° posto

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Olimpiadi della pizza Salsomaggiore: è una donna la regina della classica

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Sommellerie: l’Aspi premia Miccoli come miglior professionista italiano

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Gli scandali del vino bruciano ancora All’orizzonte voglia di “pulizia” Le stelle italiane brillano al Concorso enologico Vinitaly, con qualche ombra

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In giro per l’Italia: dall’Abruzzo al Friuli, da Alghero alla Franciacorta fino al Lison

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IN COPERTINA Il futuro della cottura nella ristorazione si chiama Convotherm, il forno di ultima generazione firmato Enodis che porta la rivoluzione in cucina. Tutto a vantaggio di qualità, tempi, costi di gestione ne “vita facile” per lo chef. (servizio a pagina 82)

“Italia Italia a Tavola network” network (con l’edizione regionale Lombardia a Tavola) Tavola è una rivista di aggiornamento professionale, di cultura enogastronomica e turismo per l’Horeca. Si rivolge ad alberghi, ristoranti, trattorie, pizzerie, bar, cuochi, barman, sommelier, luoghi di ritrovo, enti, aziende e associazioni del settore, per un totale di oltre 60.000 aziende o professionisti su tutto il territorio nazionale. Azienda associata A.N.E.S. - Testata volontariamente sottoposta a certificazione di tiratura e diffusione in conformità al Regolamento C.S.S.T.

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New York chiede il “menu trasparente” Ma le catene fast food storcono il naso

Design eclettico indoor va forte al Salone del Mobile 4

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Ricco bottino italiano al 16° Challenge international du vin I Colli Tortonesi alzano la testa Il Piemonte sempre più quotato

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Approfondimenti dei servizi pubblicati e aggiornamenti quotidiani su www.italiaatavola.net

Certificazione Stampa Specializzata Tecnica

Per il periodo 1/1/2007 - 31/12/2007: società di Revisione BDO Sala Scelsi Farina Certificato CSST n. 2007-1560 del 27/2/08

Tiratura media 2007 per numero: 46.861 Diffusione media 2007 per numero: 46.849 Diffusione di questo numero: 52.800 COPIE Stampa: TI.BE.R. Spa, via della Volta,179 - 25124 Brescia - Registrazione del Tribunale di Bergamo n. 39 del 21/11/88 - Iscrizione al Roc (Registro degli operatori di comunicazione) n.10548. Chiuso in tipografia il 29 aprile 2008

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il direttore Radiazione e isolamento per sofisticatori e truffatori

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Se il veneto Luca Zaia sarà il nuovo ministro delle Politiche agrarie sosteniamo fin d’ora i suoi progetti per ridare credibilità alle imprese dell’agroalimentare. L’enogastronomia attende il rispetto delle regole e nuove certezze. E i ristoratori sono in prima fila

on sembra dover finire la stagione degli scandali che da settimane colpisce l’agroalimentare italiano. Se per la vicenda mozzarelle le cose si stanno avviando alla normalità (dopo che, per strumentalizzazioni e pressapochismo dei politici, i produttori campani hanno pagato un prezzo d’immagine altissimo e ingiustificato, stando almeno ai test ministeriali...), tutt’altro che chiuse sono invece le partite che riguardano Brunellopoli e Velenitaly, mentre nuovi fronti si sono aperti con l’olio extravergine sofisticato in Puglia e quello di girasole contaminato proveniente dall’Ucraina. è vero che le istituzioni sono state di fatto in stand by in attesa delle elezioni prima e del nuovo Governo poi, ma è altrettanto vero che in situazioni di emergenza come queste non si può aspettare e qualcuno avrebbe potuto fare di più e meglio. Né hanno fatto meglio i magistrati che conducono con forse troppa lentezza queste indagini. E d’altra parte in situazioni come queste non possono certo bastare le generiche dichiarazioni di qualche ormai ex ministro per il quale non ci sarebbero stati pericoli per la salute. La drastica pulizia nel settore che da tempo invochiamo è quindi ancora di là da venire. E a questo punto non possiamo che contare sui primissimi atti del nuovo ministro delle Politiche agrarie a cui toccherà una bella gatta da pelare. Se, come risulta al momento di andare in stampa, questo compito spetterà al veneto Luca Zaia, un po’ di ottimismo ci potrebbe essere. Oltre che esperto del settore come assessore provinciale e regionale, il politico leghista è un decisionista di lungo corso che, anche recentemente, è stato fra i pochi a cui va dato merito di avere richiesto da subito una pulizia generale per salvaguardare gli imprenditori onesti dell’agroalimentare, proponendo anche la radiazione a vita per i sofisticatori. Avendo già espresso il nostro plauso per quelle parole (che nulla hanno a che vedere con valutazioni di tipo politico) ci auguriamo che il prossimo ministro segua quelle indicazioni. Per parte nostra, quale testata maggiormente diffusa in Italia nel mondo della ristorazione professionale (e perciò in stretto contatto con chi ha interesse a disporre della più alta qualità delle materie prime alimentari) gli assicuriamo fin d’ora il pieno sostegno per qualunque iniziativa tesa a valorizzazione tutta la filiera dell’enogastronomia italiana, perno oggi del turismo e al tempo stesso elemento fondamentale delle nostre esportazioni. Per raggiungere questo traguardo dovranno però esserci regole certe e rispettate. E dovranno cambiare un po’ di personaggi fra coloro che, nelle istituzioni o nei consorzi, pur sapendo, hanno taciuto. E qui il ruolo del ministro sarà fondamentale: là dove non arriveranno dimissioni o autosospensioni basta “isolare” gli imprenditori che hanno barato. Alberto Lupini alberto.lupini@italiaatavola.net ITALIA A TAVOLA NETWORK - MAGGIO 2008

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La nostra squadra

Triste il ristorante tutto automatizzato

Edizioni Contatto srl Via Piatti, 51 - 24030 Mozzo (Bg) Tel 035 615370 - Fax 02 700557702 Amministratore: Mariuccia Passera - segreteria@italiaatavola.net

Italia a Tavola

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Direttore responsabile: Alberto Lupini - alberto.lupini@italiaatavola.net Redazione: Via Piatti, 51 - 24030 Mozzo (Bg) Tel 035 460563 - Fax 02 700557702 - redazione@italiaatavola.net Editorialista: Roberto Vitali - Vicedirettore: Marino Fioramonti Segreteria di redazione: Elisabetta Passera - In redazione: Greta Nicoletti, Lucio Tordini Art director: Andrea Lupini - Impaginazione: Riccardo Melillo Hanno collaborato a questo numero: Renato Andreolassi, Enrico Artifoni, Bruno Federico, Simona Caccia, Stefano Calvi, Susy Grossi, Angelo Lo Rizzo, Salvatore Longo, Giuseppe Mariggiò, Sergio Mei, Rosanna Ojetti, Sergio Pezzotta, Luca Rodolfi, Enrico Rota, Renato Rovetta, Sonia Rui, Ginevra Savino, Matteo Scibilia, Elisa Teja, Cristina Viggè

Pubblicità: Anna Bonacina (responsabile ), Livia Gerosa Tel 035 615370 - Fax 035 5096886 - direzionecommerciale@italiaatavola.net Advertisers’ Index: 4 R srl - Ardigò srl - Azienda agricola Albino Piona ss di Piona Albino e figli - Azienda agricola Mirabella - B.F. Impianti Frigoriferi di Benini Fabio - Camera di Commercio Industria e Artigianato di Bergamo - Cartemani Spa - Coltelleria Collini snc - F.lli Caccia srl - E.R.S.A.F. - Ente regionale per i Servizi all’Agricoltura ed alle Foreste - Fabar srl - FOBO srl - Forni Ceky srl - Framar Spa - Il Calepino di F.M. di Plebani Franco e C. snc - Isacco srl - LB Italia srl - Mazzetti d’Altavilla srl - Mocit snc di Guazzi Giorgio - Oroargento Group - Padana Everest Spa - RO.S. Spa - Torrefazione Tris Moka - Verona Software srl - Vinservice Srl Abbonamento annuale: versare € 30 alla Edizioni Contatto srl, via Piatti 51, 24030 Mozzo (Bg) mediante assegno bancario, vaglia postale o il conto corrente postale n. 49038870. Abbonamento annuale per operatori professionali al costo di € 15

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IL COMMENTO di Roberto Vitali

Informativa ex D. Lgs. 196/03: L’amministratore unico è il responsabile del trattamento dei dati che potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all’amministrazione e potranno essere comunicati a società collegate per le medesime finalità della raccolta e a società esterne per la spedizione della rivista e per l’invio di materiale promozionale. Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è il direttore responsabile a cui, presso la segreteria di direzione, via fax 02 700557702, ci si può rivolgere per i diritti previsti dal D. Lgs. 196/03.

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a brutta notizia - “brutta” per noi che scriviamo di “civiltà della tavola” da almeno 30 anni - arriva dalla Germania. A Norimberga è stato aperto il primo ristorante al mondo automatizzato. Un self service ultima versione. Il cliente va direttamente al tavolo, dove trova un touch screen per ordinare i piatti che ha scelto. Su un display compare il tempo di attesa, di solito non più di 3 minuti. I piatti ordinati arrivano sul tavolo dall’alto, grazie a una rete di binari d’acciaio collegati con la cucina, collocata sopra la sala, sotto il tetto del locale, per sfruttare la forza di gravità. Piatti e bicchieri arrivano - assicurano - senza sobbalzi, anche perché si tratta di porzioni ridotte, tipo le spagnole tapas. Niente più camerieri, quindi, neanche per portare il conto: all’ingresso viene fornita una carta elettronica che, inserita accanto al touch screen, registra le ordinazioni. Finito di mangiare, alla cassa un altro dispositivo calcola il totale da pagare. Sicuramente, visto il contenimento dei costi di gestione, sarà un ristorante economico, ma, ahimè, senza anima, senza tutto il cerimoniale dell’accoglienza e dell’ospitalità, che pure hanno la loro importanza insieme - è ovvio - alla qualità di cibi e bevande. Siamo quindi di fronte a una distinzione ancora più netta tra il mangiare per sfamarsi e sopravvivere e il mangiare per il piacere di degustare. Noi siamo ovviamente per quest’ultima opzione. Ci piace entrare in un locale e incontrare il titolare o il personale che ci salutano con un sorriso e si preoccupano di metterci a nostro agio. Ci piace che il cameriere o maître ci spieghi il menu, la lista dei vini, ci consigli qualche abbinamento possibile. Ci piace che lo stesso chef, se da noi richiesto, venga al tavolo a spiegarci qualche procedimento di cucina. Tutto questo fa…andare al “ristorante” e non al “refettorio”.

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ALIMENTI

ABBINAMENTI

Rollè di branzino e Prosecco di Collalto P

resentiamo una ricetta firmata dallo chef Bruno Barbieri (nella foto) del Ristorante Arquade de l’Hotel Villa del Quar di San Pietro in Cariano (Vr). ROLLÈ DI BRANZINO E SCAMPI IN FOGLIA DI LATTUGA CON BRODETTE DI VONGOLE VERACI E POMODORINI CONFIT INGREDIENTI 1 branzino di 1,200 kg (preferibilmente non di allevamento), 4 scampi grandi, 12 foglie di lattuga, burro aromatizzato ai crostacei, 1 kg di vongole veraci, 2 spicchi d’aglio, 4 pomodori medi, prezzemolo tritato, basilico tritato, 1 piccolo peperoncino, olio extra vergine d’oliva, sale grosso, 12 pomodorini zatterini, 1 spicchio d’aglio, timo e basilico fresco, sale e pepe PREPARAZIONE Squamare il branzino, sviscerare e lavare. Ricavare un filetto: aprire il pesce lungo il ventre, tagliare la lisca centrale all’attaccatura della coda e della testa ed eliminare queste ultime due. Far scorrere la punta di un coltellino tra la polpa e le lische laterali staccandole, poi separare anche la lisca centrale ed estrarla tutta intera. Aprire il filetto a metà nel senso della lunghezza, batterlo leggermente nella parte più grossa, salarlo e prepararlo. Disporvi al centro gli scampi precedentemente sgusciati e privati del filo nero, insaporire con una grattata di burro ai crostacei ed arrotolare accuratamente. Lavare la lattuga e sbollentarla per pochi secondi in acqua bollente, scolare e raffreddare subito in acqua e ghiaccio. Asciugare su carta assorbente, stendere, appoggiare sopra il filetto di pesce e arrotolare il tutto in modo che le foglie coprano la superficie del filetto. Avvolgere il rotolo con della pellicola

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trasparente e stringere ai lati per dare la forma. Per il Brodetto di vongole veraci Far spurgare le vongole in acqua salata per almeno un paio d’ore in modo che perdano la sabbia contenuta. A parte scaldare qualche cucchiaio di olio in una padella, far imbiondire uno spicchio d’aglio, toglierlo una volta che avrà ceduto il suo profumo, aggiungere le vongole, coprire e togliere dal fuoco appena si aprono. Lavare i pomodori, farli sbollentare in acqua bollente salata per qualche secondo, eliminare i semi, spellarli, ricavarne la polpa e tagliarla a cubetti. Preparare un trito con l’aglio rimasto e un ciuffo di prezzemolo e di basilico poi far soffriggere in una casseruola con un filo d’olio. Aggiungere il fondo delle vongole, farlo ridurre e infine unire le

vongole in modo che cuociano poco. Aggiungere il peperoncino tritato, la concassè di pomodori, regolare di sale. Far prendere bollore un attimo e ritirare dal fuoco. Per i pomoridini confit Lavare e tagliare a metà i pomodorini. Disporre su una placca da forno, salare, pepare, insaporire con le erbe fresche e l’aglio a fettine. Coprire tutto con olio extra vergine d’oliva e cuocere in forno già caldo a 80°C per 3 ore circa finché risulteranno ben appassiti. Mettere il brodetto di vongole veraci nel tegame di porcellana, sovrapporre il rollè di branzino tagliato a fette grosse, passare tutto in forno per un paio di minuti e guarnire con i pomodori confit e un filo di olio extra vergine d’oliva.

IL SOMMELIER CONSIGLIA

Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Brut Doc di Collalto Tipologia vino: Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Brut Doc Uvaggio: 100% Prosecco Affinamento: durata 90 giorni dopo la presa di spuma Colore: giallo paglierino scarico con perlage minuto e persistente Profumo: intenso, fine e fruttato con sentore di mela e di pera su fondo floreale Sapore: fresco, secco ben equilibrato con buona persistenza aromatica Longevità: 24 mesi Gradi: 11,5% Temperatura di servizio: 6-8°C Acidità totale: 6 g/l Abbinamenti: ideale con gli antipasti e i piatti di pesce in genere oppure con i cibi leggeri

Azienda Agricola Conte Collalto di Isabella Collalto via 24 maggio 1, 31058 Susegana (Tv) Tel 0438 738241 - Fax 0438 73538 www.cantine-collalto.it - cantina@cantine-collalto.it

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ALIMENTI

ARTE BIANCA

Canuti porta in tavola l’estate Gemme di mare e Crêpes rotonde dove gusto e varietà si abbinano

L’

estate porta una ventata di profumi freschi e stuzzicanti, un risveglio dei sensi che parte dal gusto. C’è voglia di lasciarsi andare a sapori leggeri e inebrianti, anche e soprattutto nella scelta dei primi piatti. Tra le proposte per la tavola, Canuti risponde al desiderio di evasione dal solito con referenze vivaci che sanno accontentare anche i palati più sopraffini, sempre nel rispetto della tradizione e della qualità degli ingredienti. Il continuo e rinnovato investimento nella ricerca e la spiccata fantasia, insieme alla passione per una cucina sempre creativa, portano a risultati ormai riconosciuti nel mondo della ristorazione. Sono tre le novità del gusto firmate Canuti: Gemme di Yogurt e

Gamberi, Gemme di Mare e Crêpes al naturale saranno i protagonisti dell’estate firmata dall’azienda che da 50 anni è attiva in forze nel mercato italiano ed estero delle paste fresche surgelate trafilate al bronzo. Si tratta di piatti delicati e ricchi di gusto da assaporare lentamente, cogliendone i dettagli, sia della pasta, ruvida al punto giusto e fatta con ben sette uova per ogni chilogrammo di farina, sia dei morbidi ripieni. Una leggera pioggia di aneto e coriandolo impreziosisce le Gemme di Yogurt e Gamberi, donando loro un fondo acidulo che si unisce al dolce, in una fusione unica di sapori. Un primo dal carattere spumeggiante come il mare, da gustare in tutte le sue sfumature. E dal mare arriva un altro piccolo tesoro: le Gemme di Mare (nella foto sopra). L’intensità dello scorfano saltato, unito ai formaggi (ricotta, Grana Padano, Parmigiano Reggiano) viene seguita dalla

naturalezza degli agrumi che rinfrescano il palato e lo preparano a una nuova sinfonia di toni, una gemma dopo l’altra. Un piccolo tocco per dare qualcosa in più al primo piatto, permettendo di distinguere tutti gli ingredienti nelle loro particolari gradazioni di gusto. Il perfetto bilanciamento del rapporto pasta-ripieno (50/50) rende queste referenze speciali per consistenza e gustosità. Ma le proposte Canuti continuano a stupire con le Crêpes Rotonde al Naturale (nella foto sotto), crêpes versatili e semplici da preparare. Del diametro di diciassette centimetri, sono perfette per preparare dolci, ottime da abbinare al gelato, ma anche adatte a creare un primo piatto sfizioso e leggero. Canuti desidera infatti mantenere viva e diffondere la tradizione gastronomica italiana, avendo come punto fermo la fedeltà del processo produttivo al modello artigianale. Una scelta che rende possibile coniugare eccellenza qualitativa e innovazione, per essere sempre al passo con le tecnologie e le richieste dei tempi. Le esigenze più diverse possono essere messe a fuoco velocemente e soddisfatte puntualmente, anche grazie a un efficiente sistema logistico. Al ristorante come al bar con servizio cucine ecco che, per dare prestigio alla tavola, è possibile proporre ai clienti la qualità delle prelibatezze firmate Canuti. Proposte con referenze raffinate, destinate a non rimanere soltanto passioni estive.

Canuti srl via Sassonia 16, 47900 Rimini (Rn) Tel 0541 740102 - Fax 0541 741018 www.canuti.com - info@canuti.com

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FORMAGGI

Caprini sotto i riflettori Da tutta Italia i migliori si riuniscono “All’ombra della Madonnina”

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l più importante incontro per i formaggi di capra d’Italia, promosso a Milano dall’Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggi, “All’ombra della Madonnina 2008”, si è concluso dando buoni frutti. La manifestazione si è confermata anche quest’anno un’occasione di approfondimento e divertimento per tutti i visitatori, anche e soprattutto per i più giovani a cui sono stati dedicati degli appositi spazi di animazione che

hanno coinvolto numerosi piccoli aspiranti assaggiatori e le loro famiglie. Particolarmente apprezzato il concorso (nella tabella sottostante le aziende che si sono aggiudicate la “Targa di eccellenza”) che ha visto la partecipazione di oltre 100 prodotti, dai più freschi ai più stagionati, provenienti da una decina di regioni in rappresentanza, da nord a sud Italia, di tutta la migliore produzione italiana di formaggi di capra. Molto seguita ed emozionante si è rivelata

LE TARGHE DI ECCELLENZA DEL 2008 AZIENDA Azienda agricola Montalbo di Burgio Antonina via Ricasoli 20, 92023 - Campobello di Licata (Ag)

FORMAGGIO PREMIATO Ficu (Caglio Vegetale) 320

Azienda agricola La Corte di Terranzani Laura via Julia Augusta 51, 33050 - Cervignano frazione Strassoldo (Ud)

Cacioricotta

Azienda agricola Trevisan di Trevisan Fabio via Martiri della Libertà 23, 21050 - Arcisate (Va)

Robiola

Agriturismo “La Peta” di Ghisleni M.L. via Petta 3, 24010 - Costa Serina (Bg)

Caprino Fresco

Perenzin Latteria snc via Cervano 85, 31020 - San Pietro di Feletto frazione Bagnolo (Tv)

Robiola Capre Felici

Miniaci Giovanni via Provinciale 35, 84050 - Matinella di Albanella (Sa)

Toma di Capra

Aristeo srl - Formaggeria della Valcuvia via Vittorio Veneto sn, 21030 - Rancio Valcuvia (Va)

Caprino Aristeo

Azienda agricola Bonzi Fabio Loc. Piazzegotto 24015 - San Giovanni Bianco (Bg)

Caprino

ADAMANTEA, I FORMAGGI DELLA CAPRA GIRGENTANA L’azienda agricola Montalbo di Campobello di Licata (Ag) (Tel 0922 877604 - 329 7331546) è oggi l’unica realtà a produrre formaggi ottenuti solo con il latte di capra Girgentana, razza autoctona siciliana in pericolo d’estinzione e presidio Slow Food. Lo scarso odore ircino e il sapore delicato che caratterizzano il latte della Girgentana si riflettono appieno nei formaggi. Il caglio utilizzato per la coagulazione (lattica o

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anche la serata di consegna del premio “Cacio&passione 2008” a Giorgio Diritti per il film “Il vento fa il suo giro”, che in un cinema milanese gremitissimo ha visto la partecipazione dello stesso regista e degli attori protagonisti. Interesse e partecipazione anche per i seminari degli specialisti di alimentazione e temi nutrizionali di Ansisa e della prima edizione di “CacioMercato”, dedicato agli incontri tra produttori e mondo della ristorazione e distribuzione milanesi.

presamica) è di origine sia animale (vitello e capretto) che vegetale (prodotto in azienda) quali fico, carciofo, cardo ecc. A carattere artigianale e a conduzione familiare l’azienda produce diverse tipologie di formaggi che vanno dalle robiole fresche, di consistenza cremosa e presentate al naturale o aromatizzate con erbe e spezie, o semistagionate (robiola zubia), ai molli (tipo stracchino) alle caciotte, sia fresche che a breve e media stagionatura, a crosta fiorita, a pasta erborinata, sotto cenere (di legno di mandorlo) e del tipo “taleggio”.

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FORMAGGI

ALIMENTI

2007 positivo per Grana Padano Consorzio e Regione pro produttori «O

ggi più che mai è importante affermare che il Grana Padano è uno dei simboli che contribuiscono a rendere il made in Italy forte e credibile a livello internazionale». È quanto ha dichiarato Viviana Beccalossi, vice presidente e assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia. I dati del 2007 confermano il successo della collaborazione tra Consorzio e Regione Lombardia: 4.271.513 forme prodotte,

delle quali 1.164.487 esportate, realizzate in netta prevalenza in Lombardia, che produce il 71% del totale complessivo, in particolare nelle province di Mantova, Brescia e Cremona, seguite da alcuni insediamenti nella zona di Lodi, Bergamo e Pavia. «In questi ultimi anni - ha aggiunto la Beccalossi - abbiamo lavorato con il Consorzio realizzando importanti azioni mirate ad affermare, a livello nazionale e internazionale, la qualità di un prodotto

davvero eccezionale». Uno sforzo premiato dall’aumento costante delle esportazioni - con una crescita nel 2007 del 6,2% rispetto all’anno precedente - che hanno come sbocco principale i mercati europei seguiti dal Giappone.

CINA, OBIETTIVO 2008 Obiettivo per il 2008 sarà la creazione di una società mista italo-cinese che consenta di affermare il prodotto rapidamente in questo mercato pressoché vergine. Chissà che la Cina, oltre ad assorbire quantità importanti di Grana Padano, non diventi anche un laboratorio sperimentale che porti il sistema a coordinare le vendite alla distribuzione anche nel resto del mondo, Italia compresa.

A tutta Bufala campana 3 minuti per il campione

È

un attore, ha 40 anni ed è il vincitore del 1° Campionato dei mangiatori di Mozzarella di Bufala Campana Dop. Il suo record: 1 kg in 3 minuti. Erano 11 i concorrenti che hanno gareggiato per ottenere il titolo, mangiando ben 20 bocconcini, uno dopo l’altro. Ma se qualcuno si aspetta di ricavare da questo divertente gioco il profilo ideale del mangiatore di mozzarella di bufala, rimarrà deluso, perché la gara ha sorpreso proprio per la varietà dei partecipanti: dalla piccola Pasqualina Cupo di Palomonte, 17 anni studentessa, al senior Michele Inglese, 46 anni di Matinella. Al tavolo un pensionato, un ingegnere informatico, un insegnante di Filosofia, un lavoratore agricolo e tanti giovani studenti. L’evento rientrava nel programma di marketing territoriale promosso dalla Provincia di Salerno assessorato all’Agricoltura, “Itinerari Mediterranei”. All’ardito vincitore è stato consegnato un buono acquisto da 500 euro da spendere rigorosamente in Mozzarella di Bufala Campana Dop.

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ALIMENTI

FORMAGGI

Rientra l’allarme mozzarella Controlli chiusi, ok al commercio S

i potrà forse scrivere la parola fine alla tormentata storia che ha coinvolto la mozzarella di bufala campana contaminata da diossina. «Tutti i nostri prodotti lattiero-caseari, mozzarella di bufala campana inclusa, possono essere commercializzati liberamente sul mercato internazionale, senza sottostare a rafforzamenti di controlli alle frontiere degli altri Paesi». In questa nota, i due ministeri competenti, delle Politiche Agricole e della Salute, hanno chiuso la vicenda, comunicando i risultati finali del piano di controlli. «I risultati hanno evidenziato che il problema diossina esiste in modo circoscritto e comunque in misura ridotta rispetto a qualche anno fa». Le due fasi del piano di controlli hanno portato alla luce, per le province di Napoli, Caserta e Avellino, l’85,6% di campioni conformi

alla soglia relativa al contaminante e il 14,4%, pari a 39 campioni, non rispondenti ai limiti cautelativi fissati in via provvisoria dal piano concordato con le autorità comunitarie. I 39 campioni corrispondono a 102 allevamenti (100 a Caserta e 2 a Napoli) già posti sotto sequestro sanitario. Tutti conformi alla norma, invece, i 113 campioni prelevati a Salerno e Benevento, corrispondenti a 313 allevamenti bufalini. Così si è ottenuto l’isolamento degli allevamenti a rischio diossina con il loro sequestro

cautelativo e l’avviamento delle bonifiche necessarie. A garanzia del fatto che tutto il latte di bufala campano commercializzato in ambito nazionale e internazionale è in regola con le norme. Le attività di controllo hanno permesso di limitare le ripercussioni negative legate ai prodotti lattiero caseari provenienti dall’intero territorio italiano, quali ad esempio Corea del Sud, Cina, Giappone, Hong-Kong e Taiwan. Approfondimenti su www. italiaatavola.net

Asiago Dop, 44 esperti diplomati “con gusto” Q

uarantaquattro casari e responsabili di caseificio sono stati formati ad “assaggiare” l’Asiago Dop: tanti sono i tecnici che, nell’ambito del “Progetto qualità Asiago” avviato all’inizio del 2008, hanno superato il corso di analisi

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sensoriale. Comprensivo di tre giornate teoriche e quattro pratiche, il corso di specializzazione, tenuto da docenti universitari ed esperti del settore, è la prima fase del progetto che, per molti aspetti, non ha paragoni nel panorama caseario nazionale. In questo modo, anche colore, occhiatura e sapore dell’Asiago saranno sottoposti a una valutazione oggettiva, con criteri scientifici. «Si è trattato di un corso incentrato sul riconoscimento degli aspetti visivi e di valutazione dei gusti presenti nel formaggio», ha spiegato il presidente del Consorzio di tutela, Roberto Gasparini (nella foto). «I 44 diplomati, in rappresentanza dell’80

per cento della produzione sono un ottimo risultato, anche in considerazione della grande varietà anagrafica dei partecipanti. Ora inizierà la seconda fase del Progetto qualità Asiago, quella dell’applicazione, in via sperimentale, nei caseifici. Nei prossimi 8 mesi il Consorzio verificherà quindi la possibilità di implementare questo tipo di valutazione sensoriale nei piani di autocontrollo della produzione di Asiago Dop, in modo per certi aspetti simile a quanto già avviene nel nostro Paese nel controllo della produzione dei più pregiati oli extravergine d’oliva Dop».

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ALIMENTI

CARNE E SALUMI

Fiorentina di nuovo sulle tavole Dopo sette anni il via libera dall’Unione europea a quella ottenuta da animali adulti fino a 30 mesi

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opo sette anni di divieto si potrà gustare di nuovo sulle tavole degli italiani la fiorentina ottenuta da animali adulti fino a 30 mesi, proibita a seguito dell’emergenza mucca pazza (Bse) dal 31 marzo 2001. «Con l’approvazione da parte della Unione europea del regolamento che innalza da 24 a 30 l’età dei bovini ai quali è consentito mantenere la colonna vertebrale, torna finalmente sulle tavole degli italiani la “vera” Fiorentina che per tradizione viene da animali di 30 mesi». Così ha commentato la notizia che arriva da Bruxelles Confagricoltura, soddisfatta per la

L’UNIVERSITÀ STUDIA IL SALAME PIEMONTE Grande attenzione da parte del mondo scientifico per le produzioni tipiche Dop e Igp. Lo testimonia il recente interesse dell’Università di Torino (dipartimento di Scienze merceologiche) per il salame Piemonte Dop, nei confronti del quale è stata condotta una ricerca demoscopica in collaborazione con l’omonimo Consorzio di tutela. Il lavoro pubblicato sui “Quaderni della regione Piemonte”, si è articolato in due fasi: nella prima, si sono organizzati degli spazi ad hoc, dei veri e propri “banchetti” in 10 punti vendita selezionati nell’area di Torino, dove si è fatto degustare il prodotto; nella seconda sono stati intervistati alcuni consumatori per capire quale fosse il grado di conoscenza e di gradimento del prodotto. Nel complesso sono state organizzate 20 giornate di degustazione e 17 giornate di indagine. Approfondimenti su www.italiaatavola.net

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definitiva chiusura della vicenda. «Ora la situazione è tornata alla completa normalità grazie alla severa attività di prevenzione e sorveglianza su tutta la catena alimentare zootecnica, premiando gli sforzi degli allevatori che, per raggiungere questo risultato hanno ridefinito l’intero processo produttivo, con particolare attenzione all’alimentazione e al benessere degli animali». Altro elemento importante è il fatto che il ritorno della bistecca con l’osso fino ai 30 mesi sia un riconoscimento per gli allevatori, che hanno investito sul fronte della qualità, della tracciabilità, della genuinità e

della sicurezza dei prodotti con una drastica riduzione del fenomeno Bse: dai 50 casi individuati nel 2001 ai due casi dei primi nove mesi del 2007 su circa 450.000 test sugli animali. Lo ha ribadito anche la Coldiretti, rassicurata dal livello di sicurezza raggiunto dalla produzione nostrana che è arrivata, qualche mese fa, a bloccare anche le importazioni di carne dal Brasile per l’incapacità del Paese sudamericano di assicurare una corretta rintracciabilità della carne. I risultati ottenuti in Italia hanno dimostrato l’efficacia delle misure adottate per far fronte all’emergenza, come il divieto dell’uso delle farine animali nell’alimentazione del bestiame e l’eliminazione degli organi a rischio dalla catena alimentare. Approfondimenti su www. italiaatavola.net

Dop e Igp di qualità Alla base una solida certificazione

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rosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, Mortadella Bologna, Salamini italiani alla Cacciatora, Culatello di Zibello e tutte le altre denominazioni di origine della salumeria sono ormai sinonimo di qualità, tradizione, legame con il territorio. Ma non tutti sanno che dietro queste denominazioni c’è un imponente sistema di controlli che garantisce ai consumatori che i grandi salumi tutelati siano prodotti sempre rispettando i rigorosi disciplinari. Per far conoscere questa realtà, l’Istituto Parma Qualità e l’Istituto nord est Qualità hanno organizzato, in occasione dell’edizione 2008 di QualyPig (salone

delle filiere della carne suina di Cremona), il 5° Convegno-seminario di aggiornamento sull’attività di controllo e di certificazione della filiera suinicola dei prodotti a Dop e Igp. Il “Dossier 2007” ha permesso di puntare l’attenzione sugli esiti più significativi del lavoro di certificazione sviluppato dagli Istituti nei diversi distretti produttivi: 2.726 ispezioni negli allevamenti, 734 controlli sui mangimi, 3.280 prosciutti analizzati in laboratorio, 19.859 sessioni di controllo e tante altre verifiche garantiscono che i salumi Dop e Igp mantengano le promesse di qualità e di tradizione. Approfondimenti e “Dossier 2007” su www.italiaatavola.net

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Col Novillo di Latitudine 38 si torna alle origini del gusto N

ell’ottica della cucina e della gastronomia come punto di comunicazione e di incontro fra tradizioni territoriali, saperi, usi, costumi ed esigenza di scambio culturale tra individui dalle origini dell’uomo a oggi, il Novillo arriva sulla tavola portando con sé tutti i sapori della sua terra di origine: i pascoli sconfinati della Pampa argentina. Così, i grandi pascoli della Pampa portano anche sulle tavole italiane il grande sapore del Novillo,

un sapore che oltrepassa i confini della terra d’origine e che si mette al servizio dei migliori ristoratori, forte della sua qualità e delle sue caratteristiche uniche e assolute. Latitudine 38 è andata a ricercare l’eccellenza del prodotto carne, convinta che il gusto sia la conseguenza che deriva dalla tradizione di un allevamento d’altri tempi, sano e genuino. È nato così, lungo il 38° parallelo, grazie alla collaborazione con Pampa Mia, il grande progetto dell’Allevamento D’Oc. Un allevamento sostenibile, in un ambiente unico, lontano dalle città, dove gli animali si cibano dei prodotti della natura pascolando in completa libertà. Una filiera corta, essenziale, e una tecnologia che entra in gioco

nel momento del confezionamento del prodotto allo scopo di garantire il gusto e la tracciabilità di ogni singolo taglio per la sicurezza del consumatore. Info su www. latitudine38.com

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OLIO

L’ITALIANO IN CIFRE • Patrimonio olivicolo nazionale: 250 milioni di piante • Produzione nazionale annata 2007/2008: 5 milioni di quintali • Posizione a livello europeo: 2° produttore Ue dopo la Spagna • Calo produzione nazionale rispetto al 2005/2007: 15% • Incremento importazioni: +12% nel 2007 • Consumo nazionale: 14 kg a testa • Oli extravergine d’oliva Dop/Igp: 38 • Fatturato settore: 2 miliardi di euro • Impiego di manodopera: 50 milioni di giornate lavorative Fonte: Elaborazioni Coldiretti

Falso extravergine

proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, secondo i dati Istat dei primi nove mesi, mentre la produzione nazionale è stimata in calo del 15% rispetto all’anno precedente su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali, secondo le stime della Coldiretti. Si stima un consumo Nonostante questo decreto sia in opo vino e mozzarella è il turno annuale di olio di oliva pari a 14 kg vigore dal 17 gennaio 2008 ancora dell’olio extravergine italiano: a testa in Italia, che è il secondo sono troppe le confezioni di olio è recente il sequestro di ben sette produttore europeo di olio di oliva e in commercio prive di questa oleifici in Puglia e oltre 25mila litri sviluppa un fatturato di circa 2 miliardi indicazione. In questo modo il di olio ad opera dei carabinieri di euro che garantisce un impiego di consumatore non può sapere se dei Nas, che hanno smantellato manodopera per circa 50 milioni di sta consumando olio fatto con un’organizzazione delinquenziale giornate lavorative. Sono circa 250 olive italiane o con miscugli di olive che produceva e distribuiva in Italia spagnole, greche o tunisine. Sequestri milioni le piante di olivo in Italia, molte e all’estero olio extravergine di oliva delle quali secolari, mentre sono 38 gli olio extravergine sofisticato e contraffatto. L’operazione di falso oli a denominazione di origine made in effettuati dai Nas è frutto di indagini avviate circa due Italy riconosciuti dall’Unione europea. confermano anni fa su olio contraffatto esportato quindi la validità negli Stati Uniti e g.n. della scelta in Germania. Una fatta dall’Italia situazione, questa, che con l’introduzione pone di nuovo come CONTAMINATO ANCHE dell’obbligo, questione di attualità i purché si applichi. controlli e le etichette. QUELLO DI GIRASOLE Per i trasgressori sono Secondo l’Unione previste multe fino a nazionale consumatori Dopo l’extravergine adulterato 9.500 euro. per difendere l’olio ora c’è anche quello di girasole L’obbligo di extravergine di oliva contaminato. Le autorità italiane hanno trovato partite di olio di semi indicare in etichetta italiano basterebbe di girasole proveniente dall’Ucraina l’origine delle olive applicare senza contaminato con olio minerale. impiegate è un contributo ritardi e scappatoie La contaminazione sembrerebbe alla trasparenza se si il decreto 243/2007, accidentale. Il blocco delle partire di considera che si è verificato che prevede l’indicazione olio è scattatoin Lombardia, Emilia nel 2007 un aumento record di oltre il obbligatoria in etichetta dell’origine e Piemonte. Approfondimenti su delle olive utilizzate per la produzione. 12% degli arrivi di olio di oliva estero www.italiaatavola.net

Dopo i recenti sequestri in Puglia è improcrastinabile l’obbligo etichette

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FRUTTA DI STAGIONE

Dire rosso lampone è dire passione

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aggio è il mese delle rose per eccellenza, della freschezza e del cambio di stagione che segna il passaggio all’estate. Anche la tavola ha le sue rose, rosse e profumate: stiamo parlando dei lamponi (Rubus idaeus), frutti di bosco che crescono su un arbusto della famiglia delle Rosaceae, il cui colore rosso e sapore dolce-acidulo è molto apprezzato nelle preparazioni alimentari. Il lampone è un frutto composito che matura a inizio e in piena estate (da maggio ad agosto) fino a inizio autunno, a seconda della temperatura stagionale (settembreottobre). Cresce negli spazi aperti all’interno dei boschi o colonizza parti di bosco che sono stati oggetto di incendi o taglio del legno. Sebbene il lampone sia facilmente coltivabile nelle regioni temperate, la sua coltivazione in Italia è praticamente sconosciuta. Di fatto le superfici a lamponeto specializzato non arrivano al centinaio di ettari e sono concentrate esclusivamente nelle province di Cuneo, Torino e Trento. A parte il suo consumo diretto (dato che la sua parte edibile è del 100%, senza alcun scarto) o la surgelazione, i lamponi trovano molte altre utilizzazioni industriali (gelatine, confetture, sciroppi per bibite o per medicinali, coloranti naturali per cosmetici, aromatizzazione del vermouth o dell’aceto di lampone), per i quali vengono generalmente impiegati frutti di importazione, più economici e di qualità mediocre. I frutti migliori vengono invece inviati alla surgelazione rapida per

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ottenere un prodotto di qualità destinato prevalentemente alla pasticceria, all’industria dei gelati e degli yogurt. Per questo motivo spesso i lamponi surgelati sono migliori del prodotto fresco, anche a causa della delicatezza di questo frutto. I lamponi sono ricchi di potassio e contengono anche calcio, fosforo e vitamine A e C, per un totale di 34 Kcal per 100 g di prodotto. Il momento della scelta e dell’acquisto è molto delicato, perché il frutto deve essere di un bel colore brillante e uniforme e avere consistenza soda. Solo così si avrà la certezza di un impiego ottimale in cucina sia per preparazioni “cotte” sia “crude”. Ottenere dolci, marmellate, composti e macedonie golose sarà facile con un prodotto

di qualità. Per quanto riguarda la conservazione del prodotto fresco, si può tenere in frigorifero nello scomparto della frutta e verdura per 2-3 giorni al massimo. g.n.

IDEE SFIZIOSE CHEESE CAKE AI LAMPONI Ingredienti: 70 g di burro, 125 g di biscotti digestivi, 350 g di ricotta, 50 g di zucchero, 3 uova, 35 cl di panna montata, 15 g di colla di pesce in polvere, 3 cucchiai di succo d’arancia, 250 g di lamponi. Preparazione: Far fondere dolcemente 50 g di burro in un pentolino, poi toglierlo dal fuoco e unire, mescolando, i biscotti sbriciolati. Distribuire il composto ottenuto sul fondo di una tortiera di 20 cm di diametro con bordo staccabile, unta di burro, e premerlo bene. Far raffreddare in frigorifero per 15 minuti. Nel frattempo, porre in una terrina la ricotta passata al setaccio e unire, sbattendo con una frusta, i tuorli delle uova e lo zucchero. Incorporare al composto

ottenuto anche la colla di pesce, sciolta nel succo d’arancia, e la panna montata, tranne quattro cucchiai. In una terrina montare a neve gli albumi e amalgamarli, due cucchiai alla volta, al composto di ricotta. Distribuire quest’ultimo sulla base di biscotti e livellare bene la superficie. Far raffreddare il cheese cake nel frigorifero per 2 ore, o fino a quando il ripieno sarà diventato solido. Trascorso il tempo indicato, togliere il dolce dal frigorifero, sganciare il bordo della tortiera e trasferire la torta su un piatto di portata. Distribuire la panna tenuta da parte attorno al bordo del dolce, poi coprire la superficie con i lamponi. Far riposare in frigo per altri 30 minuti prima di servire.

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Paniere in un sms Federconsumatori vara un progetto per controllare i beni di largo consumo

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osario Trefiletti (nella foto), presidente di Federconsumatori, è intervenuto alla fiera Qualypig, auspicando una maggiore competitività della filiera italiana nel mondo. «I cittadini sono molto preoccupati per la qualità e la sicurezza alimentare, due elementi che non bisogna confondere», ha detto Trefiletti. «La sicurezza alimentare ci deve essere per tutti i prodotti, siano essi di basso, medio o alto livello. È elemento fondamentale per il cittadino-consumatore. Ma la nostra preoccupazione è data anche dalla situazione economica, perché alcuni problemi irrisolti all’interno della filiera avranno un grande impatto sulla questione dei costi, della sicurezza e del benessere animale. Assistiamo

2008 IN DISCESA PER BEVANDE FUORI CASA La stagione estiva, appuntamento più significativo per il settore delle bevande, è ancora lontana, ma per il Consorzio distributori alimentari, che da solo rappresenta oltre l’11% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari, è già tempo di tracciare un primo bilancio dell’anno appena iniziato. L’analisi sui consumi del primo bimestre, condotta dal Consorzio su un campione di oltre 12.000 pubblici esercizi, traccia un quadro tutt’altro che soddisfacente: il 2008 si appresta a essere un anno nero per il settore delle bevande, soprattutto per quanto riguarda il comparto dei consumi “fuori casa”, ovvero bar, ristoranti e locali notturni. La media nazionale del fuori casa registra un significativo meno 1,21% a livello nazionale, con picchi che sfiorano il -2% per il canale bar e il -1,61% per i locali notturni. Di poco migliore la situazione della ristorazione, dove i consumi di bevande perdono “solo” lo 0,42% rispetto allo scorso anno.

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alla chiusura di una tenaglia con due leve: da una parte le materie prime e l’energia, che sono in continuo aumento, dall’altra il potere d’acquisto delle famiglie che è diminuito. Questo porta i consumatori a scegliere più frequentemente prodotti di qualità più bassa ma più economici. Questa tenaglia porta un effetto negativo nella filiera». Invece l’Italia ha bisogno di essere più competitiva. Per quanto riguarda il controllo dei costi, i consumatori potranno controllare il paniere degli alimenti primari attraverso un borsino della spesa che arriva sul telefono cellulare. Grazie a un sms gratuito il consumatore potrà paragonare il prezzo dei prodotti di largo consumo con i prezzi nazionali.

TRUFFE: COLPIRE COLORO CHE MINANO LA SALUTE Quanti danni alla salute dovranno sopportare i consumatori per colpa delle truffe alimentari? A chiederselo è l’Unione nazionale consumatori che ricorda che, tra scandali veri e mediatici, si arrecano danni all’economia e si diffonde l’incertezza tra i consumatori. Se da una parte l’ente approva i controlli a sorpresa, dall’altra auspica che si punisca severamente chi mette a rischio la salute dei cittadini. E rileva che non sempre si agisce in questo modo. La maggior parte delle condanne riguarda infatti infrazioni meno gravi, come il servire al ristorante piatti preparati con prodotti congelati senza darne specificazione nel menu, o l’aver ricongelato cibi cotti avanzati. Nell’albo dei sofisticatori pubblicato sulla Gazzetta primeggia il numero di condanne per l’apertura di ristoranti, snack-bar, esercizi vari e depositi di alimenti “senza la prescritta autorizzazione sanitaria”. Approfondimenti su www. italiaatavola.net

Progetto della Regione Lombardia contro il latte inquinato

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l 40% del latte nazionale viene prodotto in Lombardia. Oggi più che mai è necessario garantire un prodotto sicuro e di ottima qualità. Due elementi che hanno sempre caratterizzato il modo d’agire della Regione e delle aziende lombarde». Viviana Beccalossi, vice presidente e assessore all’Agricoltura, parte da questa affermazione per illustrare “Pastori Pops”, progetto della Regione mirato a fronteggiare emergenze riguardanti “l’inquinamento” del latte. Lo studio (che avrà un costo di 700mila euro, 250mila finanziati dalla Regione) vuole individuare gli elementi che causano l’inquinamento del latte, la tipologia e il livello

di contaminazione, oltre che comprendere le modalità e l’entità del trasferimento dei contaminanti provenienti dal terreno agli animali e quindi ai prodotti alimentari derivati (latte e carne). I risultati di “Pastori Pops” saranno a disposizione di tutte le realtà agricole regionali e nazionali che si trovassero in emergenza. Soggetto attuatore è l’Istituto tecnico agrario statale “Giuseppe Pastori” di Brescia, provincia italiana in cui è prodotta la maggior quantità di latte italiano. Un’iniziativa condivisa da provincia e comune di Brescia, Istituto sperimentale “Lazzaro Spallanzani”, Centrale del latte, Fondazione iniziative zooprofilattiche e zootecniche, A2A, Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna ed Ersaf.

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Cream Academy Debic Foodservice in dolce D

a gennaio ha preso il via “Cream Academy”, l’Accademia della Panna: il nuovo progetto firmato Debic. Promosso da Friesland Foods Professional Italy, realtà importante nel settore della panna e dei derivati del latte ad uso professionale nonché azienda titolare dello stesso brand, il progetto è nato con l’obiettivo di offrire un percorso di approfondimento agli operatori del foodservice attraverso una partecipazione attiva di carattere istruttivo. Si tratta di un’iniziativa speciale indirizzata a tutti i pasticcieri professionisti, che omaggerà gli

aderenti del corso “Torte di matrice classica e moderna, dalla loro produzione alla loro presentazione”. Due giornate formative (2728 ottobre a Brescia, 1-2 dicembre a Lecce) dove si approfondiranno le tecniche di realizzazione artigianale di torte a base di panna e torte per cerimonie. Ciascun partecipante acquisirà un metodo razionale e produttivo per la creazione di dolci alla panna e studierà i criteri di ottimizzazione dell’ingrediente. La docenza sarà affidata al nome internazionale di Pier Paolo Magni, fondatore dell’Accademia pasticcieri italiani.

ALIMENTI RED BULL ENERGY DRINK LA COLA 100% NATURALE Dopo la creazione del mercato degli energy drink, Red Bull parte all’attacco della categoria dei soft drink, puntando su un prodotto premium realizzato completamente con ingredienti naturali: “Red Bull Cola”. Si tratta di una cola “Strong & natural”, prodotta con ingredienti al 100% di origine naturale: senza acido fosforico, senza conservanti, coloranti ed aromi artificiali. Trae l’inconfondibile gusto dalla noce di Kola e ha un effetto stimolante grazie alla presenza della caffeina, estratta direttamente dai chicchi di caffè. Red Bull Cola non è un energy drink, ed è consumabile da tutti, grazie alla sua formula naturale che non ha “niente da nascondere”. Tutti gli ingredienti sono infatti riportati sul retro della lattina e sono disponibili on-line su www.redbull.it. La bevanda verrà lanciata inizialmente in 7 aree di mercato: Italia, Austria, Svizzera, Gran Bretagna, Irlanda, Russia e Las Vegas.

Cascina Italia, storia di successo per 2 milioni di uova al giorno

L’

evoluzione del mercato avicolo stava verticalizzato il settore anche nella produzione e commercializzazione delle uova. Intuendo per tempo questo trend, Aristide Moretti avviava nel ‘95 un ambizioso progetto per integrare con tutta la filiera la tradizionale attività di famiglia di produzionedi farine e mangimi. Da qui l’idea di dare vita a Spirano (Bg) a “Cascina Italia”, proprio nei pressi di un’antica via romana in località “Cascina Romana”. L’azienda ha progressivamente sviluppato una struttura per la selezionatura, la sgusciatura e la

commercializzazione delle uova, all’avanguardia per tecnologie e sicurezza in Italia. Attualmente Cascina Italia lavora circa 2 milioni di uova al giorno, delle quali circa il 50% sono vendute fresche in guscio, mentre l’altra metà è trasformata in ovoprodotti (sempre a Spirano), per un fatturato previsto nel 2008 di 40 milioni di euro, facendo del Gruppo Moretti uno dei più qualificati interlocutori del mondo dell’alimentazione della ristorazione. Grazie allo sviluppo degli ultimi anni, nel 2007 l’azienda ha acquisito i marchi Pasquì e Ovonovo, per le uova in guscio destinate

alla Gdo, la cui produzione avviene a Vigasio (Vr). Il gruppo è in forte espansione ed è in fase di ampliamento a Spirano con una nuova unità di circa 5.000 metri quadri, così da raggiungere una produzione di 180mila uova/ora. La produzione comprende oggi vari prodotti: dalle uova fresche (tutte di Categoria A) commercializzate in packaging pratici a quelle pastorizzate, è disponibile in contenitori confezionati con tecnologia asettica, dagli albumi d’uovo pastorizzato al misto e tuorlo, ottenuti dalla sgusciatura di uova di gallina, disponibile anche pastorizzato super giallo naturale.

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Grappa tasting Award È del nord Italia N

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GRAPPA DI TRAMINER di DISTILLERIA G. BERTAGNOLLI

Le Nobili di Casa Luparia GRAPPA BARONNE 20 ANNI di CASA LUPARIA

Materia prima: vinacce di Traminer coltivate sui pendii delle montagne trentine Distillazione: alambicco a bagnomaria in rame con metodo discontinuo alimentato a vapore, costruito dal mastro Tullio Zadra di Salorno Gradazione alcolica: 42% Valutazione olfattiva: intenso, aromatico, fruttato, persistente e gradevole Valutazione gustativa: leggermente aromatico, piacevole, equilibrato e persistente Valutazione visiva: brillante e trasparente

Materia prima: vinacce fermentate di Berbera, Grignolino e Freisa Distillazione: con metodo discontinuo a bassa pressione di vapore, in 6 alambicchi in rame a vapore diretto con capacità di 4 quintali Invecchiamento: 4 anni in botti di Rovere di Slavonia da 8mila l, 16 anni in botti da 2mila l Gradazione alcolica: 42% Valutazione olfattiva: intensa con buona corrispondenza al naso, pungenza dell’alcol che tende a dissolversi in una nota dolce Valutazione gustativa: aromi intensi, puliti e gradevoli di liquirizia, vaniglia, tabacco, miele Valutazione visiva: giallo dorato brillante, limpida e cristallina

Distilleria G. Bertagnolli via del Teroldego 11/13, 38016 Mezzocorona (Tn) Tel 0461 603800- Fax 0461 605580 www.bertagnolli.it

Magnoberta Distilleria di Luparia Alberto e figli sas via Asti 6, 15033 Casale Monferrato (Al) Tel 0142 452022 - www.casaluparia.it

on si è fatto attendere e non ha disatteso le aspettative l’appuntamento che ogni anno coinvolge e premia le aziende e le eccellenze in materia di distillati. E così, anche il 2008 ha visto l’assegnazione dei riconoscimenti del “Vinitaly Grappa tasting Award 2008”, il premio organizzato da Veronafiere in collaborazione con Centro studi assaggiatori. L’assegnazione è stata effettuata sulla base dei dati raccolti al banco d’assaggio “Grappa & C. Stratus tasting” durante l’edizione 2007 del Vinitaly, nel corso della quale erano stati messi in esposizione circa 180 prodotti. I visitatori avevano la possibilità di assaggiare, a loro discrezione, i campioni di grappa utilizzando una scheda di analisi sensoriale basata sul metodo Stratus tasting. Sono stati oltre 10.000 gli assaggi registrati alla fine della manifestazione. Per ogni prodotto testato dai visitatori è stato elaborato un indice sulla base di due parametri: attraenza (che premia il contenuto innovativo, l’utilizzo di materie prime di grande richiamo o il packaging particolarmente attraente) e giudizio sensoriale del pubblico (che premia la competenza nella produzione). I dati raccolti dimostrano che, al di là delle diverse caratteristiche sensoriali, le grappe vincenti condividono tutte una serie di caratteri distintivi. «Sono prima di tutto potenti, nel senso che si distinguono per avere un notevole volume di profumi e una pari quantità di aroma, nonché una notevole generosità ma nessuna pungenza - puntualizza Luigi Odello, presidente del Centro studi assaggiatori. Inoltre non presentano difetti di alcun tipo, e sono profonde, cioè capaci di generare emozioni intense e di lunga durata. Si tratta di prodotti dei quali si può discutere con amici e

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sempre top il primato colleghi, acqueviti che si prestano a essere raccontate». In base all’indice è stato assegnato ex-aequo il “Vinitaly Grappa tasting Award” (si veda box sotto) il cui protagonista indiscusso è stato il Trentino, seguito da Piemonte e Veneto fino ad arrivare in Sicilia. La premiazione ufficiale, con la consegna dei diplomi ai produttori, è avvenuta al Vinitaly, dove si è svolta anche l’edizione 2008 del “Grappa & C. Stratus tasting”, insostituibile piattaforma per il concorso del 2009. A coronamento del suo primo ventennale, il banco d’assaggio ha messo in degustazione quest’anno oltre 200 prodotti, accreditandosi quale punto di riferimento non solo per gli addetti del settore, ma anche per i visitatori.

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GRAPPA DELL’ETNA di DISTILLERIA RUSSO

GRAPPA MOSCATO DI PANTELLERIA di DISTILLERIA RUSSO

Materia prima: ottenuta da vinacce fermentate di Nerello Mascalese 80% e Nero cappuccio 20%, maturate sulle falde dell’Etna al caldo sole di Sicilia Distillazione: in continuo Gradazione alcolica: 42° Valutazione olfattiva: delicatamente fruttato, fine ed elegante, presenta un buon profilo aromatico Valutazione gustativa: morbido, delicato, di grande struttura e pulizia Valutazione visiva: trasparente e limpido

Materia prima: vinacce di Moscato di Pantelleria Russo Distillazione: in continuo, in particolari alambicchi che ne esaltano il gusto amabile e il profumo inconfondibile Gradazione alcolica: 40° Valutazione olfattiva: intenso, fruttato, dotato di morbidezza, spiccatamente aromatico, presenta sentori di albicocche, fiori, miele Valutazione gustativa: rotondo, armonico, corposo e avvolgente Valutazione visiva: trasparente, limpido

Distilleria F.lli Russo snc via D. Galimberti 70, 95010 Santa Venerina (Ct) Tel 095 953321 - Fax 095 953511 www.russo.it

Distilleria F.lli Russo snc via D. Galimberti 70, 95010 Santa Venerina (Ct) Tel 095 953321 - Fax 095 953511 www.russo.it

LE EA AZIENDE E LE GRAPPE PREMIATE ALTO ADIGE • Roner Spa Distillerie - Grappa Gewürztraminer

PIEMONTE • Distilleria Magnoberta - Le Nobili di Casa Luparia Grappa Baronne 20 anni • Distilleria S. Teresa dei F.lli Marolo - Grappa di Barolo Barriques 12 anni • Distilleria S. Teresa dei F.lli Marolo - Grappa di Moscato Barriques 5 anni après • Distilleria Sibona - Grappa Botti da Porto

TRENTINO • Borgo Vecchio di Cavalin Livio & C. - Grappa Barrique • Distilleria Casimiro - Grappa di Nosiola • Distilleria G. Bertagnolli - Grappa di Traminer • Distilleria Marzadro - Le Diciotto Lune di Marzadro • Distilleria Marzadro - Marzadro 43° • Distilleria Poli Giovanni - Grappa di Marzemino • Distilleria Vettorazzi - Grappa di Moscato • Giori Distillati - Acqua di Giori VENETO • Cavalin Distillerie di Cavalin Valerio & C. Grappa In di Amarone Barrique • Distilleria Andrea Da Ponte - Vecchia Grappa SICILIA di Prosecco - 8 annate • Distilleria F.lli Russo • Distilleria Bonollo Umberto - Bonollo Grappa - Grappa dell’Etna Of Amarone Barrique • Distilleria F.lli Russo • Distilleria Bonollo Umberto - Bonollo Grappa Grappa di Moscato Riserva Cuvée di Pantelleria • Maschio Beniamino - Grappa Prosecco Cartizze

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Centennial Reserve Bonollo stupisce ancora 1

908-2008: sono le date che segnano un importante traguardo per le Distillerie Bonollo Umberto di Padova. Per celebrare il centenario e la tradizione che da quattro generazioni lega questa famiglia all’arte della distillazione, nasce Grappa Of Bonollo Centennial Reserve. Si tratta di un’esclusiva edizione della pregiata Grappa Of Amarone Barrique, che dal 1999 rappresenta la migliore espressione della sapienza dei maestri distillatori, in termini di morbidezza ed equilibrio. L’edizione speciale nasce dalla volontà di creare un capolavoro con

CUBAN BARREL PROOF ESSENZA DI RUM Il mito di Cuba, che ha fatto del rum una vera e propria espressione culturale. L’atmosfera irripetibile di L’Havana, la più grande città dei Caraibi, dove l’arte e la musica si fondono in un’esperienza unica. Lo charm di luoghi che hanno conquistato personaggi come Ernest Hemingway, Jean-Paul Sartre e Marlene Dietrich. Tutto il fascino, i profumi e i colori di una terra che incanta riservata solo ai più colti amanti dello storico distillato. Ne deriva uno straordinario rum puro di 45°, non filtrato né diluito. Dal caldo colore ambrato, ha un sentore di caramello, mandorle, spezie e tabacco. Col suo sapore pieno e complesso, si degusta liscio, con un buon sigaro. Cuban Barrel Proof è il “top” della gamma Havana Club. Approfondimenti su www. italiaatavola.net

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cui poter dimostrare la capacità di innovare nel pieno rispetto della tradizione storica e della filosofia produttiva aziendale. Ottenuta dalla selezione di particolari partite di vinacce Of Amarone scelte e distillate secondo il Sistema unico di produzione Bonollo, la grappa sorprende per vigore, intensità aromatica e morbidezza. Suscita sensazioni riconducibili alle note fruttate e alle tonalità speziate derivate dall’intenso invecchiamento in particolari barrique di rovere francese. In piena sintonia con l’impostazione comune a tutta

la collezione Of Bonollo, Centennial Reserve si colloca sul mercato di riferimento come distillato al di fuori degli schemi tradizionali, dimostrando una vocazione sempre più orientata a conquistare una fascia crescente di intenditori. Fondamentali l’esclusività, l’eleganza e l’originalità del packaging, per un’edizione che segna il punto di avvio ufficiale di un restyling grafico frutto di attenti studi che da tempo coinvolgono quotati professionisti di marketing al fianco della sempre presente famiglia Bonollo.

Vermut Branca riparte da Milano nella sua ”Antica Formula”

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l dehors della pasticceria Sant Ambroeus di Milano, alla presenza della contessa Ilaria Branca, ha ospitato un’esclusiva degustazione del vermut rosso e vanigliato “Antica Formula” prodotto dalla Fratelli Branca. La stessa antica ricetta, messa a punto da Giuseppe Benedetto Carpano nel 1786, è stata riproposta in abbinamento con tre

differenti tipologie di cioccolato: Sao Tomé, Ghana e Grenade. Il noto vermut è composto da vino bianco a cui viene aggiunto alcol, addolcito da zucchero e nel sapore e nell’aroma da un infuso di erbe di montagna selezionate.

4 Award americani per Averna

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l mondo Averna e la sua sicilianità continuano a ottenere nuovi riconoscimenti per l’unicità e la qualità dei suoi prodotti. Ben 4 gli award conquistati in occasione della San Francisco world spirits competition 2008. L’iniziativa è giunta alla sua ottava edizione, contando la partecipazione di numerose aziende provenienti da 63 Paesi. Le medaglie conquistate: una “Double Gold Medal”

per Sambuca Originale Averna 100% Anice Stellato, una “Gold Medal” per Amaro Averna, una “Silver Medal” per Sambuca Averna 100% Anice Stellato e Liquirizia e una “Bronze Medal” per Limoni di Sicilia Averna. «Averna è l’amaro del momento, e lo vedo come ingrediente fisso dei cocktail menus ovunque». Questo l’emblematico commento dello scrittore Jason Wilson sul “Washington Post”.

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DISTILLATI

Veneta di qualità È partito l’iter di certificazione per la grappa regionale di eccellenza

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n arrivo il primo certificato di qualità per la Grappa veneta, che intende premiare gli sforzi della ricerca dell’Unione italiana vini, in primo piano la tutela del consumatore. È stato presentato a Legnaro (Pd), durante il convegno “La grappa oltre la grappa”, il progetto per la stesura del disciplinare sulla garanzia e la qualità della Grappa veneta che renderà unico il prodotto made in Italy, curato dall’Istituto grappa veneta in collaborazione con Veneto agricoltura e Regione Veneto. «Le finalità - ha affermato Alessandro Maschio, presidente dell’Istituto grappa veneta - sono di identificare le caratteristiche chimiche e organolettiche della grappa, creare un panel, una commissione di assaggio in grado di valutare le principali caratteristiche

sensoriali sulla base di un progetto con il quale si dovrà certificare la qualità del prodotto. È la prima volta che i produttori associati sono tutti uniti con un obiettivo comune». A sostegno del lavoro svolto dall’Istituto, la ricerca presentata dall’Unione italiana vini con il condirettore Francesco Pavanello e dall’enologa Michela Cipriani, nella quale è stato messo in evidenza come attraverso dei marcatori si riesce a identificare il territorio di provenienza della grappa. Risultato che permette di arrivare alla tracciabilità del prodotto, elemento importante per la tutela del consumatore. Sarà possibile l’identificazione di zone di produzione in macroaree e la stesura del disciplinare sui metodi di produzione.

ALIMENTI MAZZETTI D’ALTAVILLA SEMPRE AL TOP IN FIERA Vinitaly e Mazzetti d’Altavilla - Distillatori dal 1846, un binomio vincente che si è riconfermato anche nell’edizione 2008 a partire dallo stand dell’azienda: completamente rinnovato, dal forte impatto visivo. I 96 mq della storica azienda piemontese (seconda in Italia per importanza) ha raccontato i luoghi della distillazione e della produzione della grappa, ma soprattutto ha fatto incontrare il vecchio e il nuovo, la tradizione e la tecnologia, binomio fondamentale nella filosofia aziendale. Non solo grappa, ma anche confetture e frutta al liquore dello storico marchio Flambar, gli innovativi zuccherini spiritosi per la linea Zen. «Le fiere e soprattutto il Vinitaly - ha detto Claudia Mazzetti responsabile Marketing e Comunicazione - rappresentano l’ideale “vetrina” per farsi conoscere e per diffondere la cultura di un prodotto tipicamente italiano, ideale dopopasto e ingrediente innovativo per originali cocktail e pietanze».

Nuvole nel mondo degli spiriti: l’Unione europea taglia gli aiuti alla distillazione dei sottoprodotti

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ell’ambito della distillazione dei sottoprodotti, la proposta della Commissione europea relativa ai tagli degli aiuti al settore non è piaciuta all’AssoDistil, che ha preso carta e penna e avanzato al ministero delle Politiche agricole e alla Commissione stessa le sue controproposte, pena il rischio concreto che la misura possa essere inattuabile. L’associazione ha puntato il dito sulle criticità della proposta comunitaria, in primo luogo sull’aiuto da riconoscere al distillatore, fissato nella proposta di regolamento in 104,8 euro/ettanidro per l’alcol da vinacce e in 44,2 euro/ettanidro per quello da fecce. Un aiuto che non solo AssoDistil, ma anche le associazioni di distillatori dei sette Paesi comunitari che utilizzano le prestazioni viniche ritengono assolutamente inadeguato. Non si ha nulla da obiettare sulla

quantificazione del sostegno attuale e del prezzo minimo poiché trattasi di valori espressi nei testi regolamentari. Tuttavia, è il caso di sottolineare come il non riconoscere alcun valore economico ai sottoprodotti non vada certo nella direzione auspicata dalla Commissione di rendere più competitivo il vino europeo.

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AGGIORNAMENTI

CUOCHI

Chi perde e chi vince, in Francia, le ambite 3 stelle Michelin L

a terza stella Michelin l’aveva avuta nel 2000, ma quest’anno la severa Guida rossa gliel’ha tolta... Parliamo di Guy Martin (nella foto), 51 anni, chef del ristorante “Le Grand Vefour” di Parigi, situato di fronte ai giardini del Palais Royal. Il locale è una sorta di monumento nazionale della SERGIO MEI, cucina francese, EXECUTIVE inaugurato nel 1874, CHEF DEL FOUR SEASONS DI che ha ospitato, tra MILANO, PRESENTA gli altri, Napoleone, I SUOI COLLEGHI Victor Hugo, JeanPaul Sartre e Simone de Beauvoir, Juliette Gréco, Jean Cocteau e André Malraux. Oggi il “menu plaisir” costa 268 euro a persona e comprende, tra altri, i piatti più osannati: i ravioli di foie gras e tartufo e la crema brulée ai carciofi. Sembrerebbe inspiegabile la mancanza della terza stella. Alla base del declassamento ci potrebbe essere il fatto che lo chef Guy Martin è impegnato anche in un ristorante di Boston, e la rossa Michelin non ama i cuochi che stanno lontano dai fornelli di casa. Ma la bocciatura può essere letta anche come una presa di distanza dalla cucina della “grandeur”, quella stessa cucina classica francese, ricca e ridondante negli ingredienti, che il presidente Nicholas Sarkozy ha recentemente candidato per essere tutelata dall’Unesco quale grande patrimonio dell’umanità. La sensazione, pertanto, è che l’ortodossa e conservatrice “guida dei pneumatici” si stia pian piano svecchiando e guardi con maggior attenzione ai ristoranti che propongono una

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cucina più moderna e leggera, una nuova cucina francese insomma che, certamente, non è più l’evanescente e pretenziosa “nouvelle cuisine” di alcuni anni fa, ma una cucina piena di gusto, equilibrata e al tempo stesso realizzata a prezzi accessibili. In questa linea si inserisce, probabilmente, la premiazione con 3 stelle dello chef Gérald Passedat, di 47 anni, del “Petit Nice” di Marsiglia, fondato nel 1917 dal nonno. Si tratta un locale noto per la cucina di pesce di stampo mediterraneo,

che dimostra il punto di forza in una straordinaria” bouillabaisse” (zuppa di pesce provenzale per eccellenza) rivisitata e in una serie di raffinati crostacei. Dove si può gustare, insomma, l’autentica cucina del terroir. Nell’edizione 2008 della “Guide Michelin France” sono stati segnalati 8.655 locali, di cui 3.569 ristoranti. Solo 529 sono stellati: 26 con 3 stelle, 68 ne hanno due e 435 solo una. Sergio Mei

Le Ricette di Sergio Mei Ravioli di bietole e formaggio acido con ricotta affumicata INGREDIENTI 500 g di semola, 4 uova, vino bianco quanto basta. Inoltre 500 g di formaggio fresco, 250 g di ricotta di capra, 100 g di pecorino mezzano, 50 g di bietole selvatiche, 200 g di pomodori canditi, nepitella, raspadure di limone, salsa e cubetti di pomodoro, basilico, prezzemolo, cipollotto e menta a julienne quanto basta. PREPARAZIONE Impastare la pasta: farla riposare e tirare le sfoglie. Confezionare dei ravioli con la bietola selvatica e il pecorino, unire il formaggio con la ricotta. Cuocere i ravioli e condire la pasta con pomodoro, ricotta affumicata e pecorino mezzano. Servire con salsa di pomodoro sopra i ravioli. Guarnire il tutto con la ricotta affumicata e il pecorino mezzano aromatizzato con la menta e un filo di olio extra vergine d’oliva.

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AGGIORNAMENTI

CUOCHI

La Spagna domina nei ristoranti San Pellegrino stila la classifica dei migliori 50 al mondo L’Italia L’ Italia si deve accontentare del 12° posto

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a classifica San Pellegrino dei 50 migliori ristoranti al mondo non lascierebbe dubbi: la cucina più eccelsa si trova in Spagna e il suo demiurgo è, per la terza volta consecutiva, l’irraggiungibile Ferràn Adrià. Ma altri due ristoranti spagnoli ipotecano la top ten, decretando la cucina iberica la migliore del globo: sono Mugaritz, al 4° posto e Arzak all’8°, entrambi di San Sebastian. Al 2° posto, un altro leggendario maestro della cucina sperimentale, l’inglese Heston Blumenthal con il suo Fat Duck, seguito al 3° dal francese Pierre Gagnaire. Ottima performance per gli Usa, che si piazzano saldamente al 5° e 6° posto, rispettivamente con The French Laundry e il Per Se. La Francia ricompare al 7° posto con Bras, mentre il Tetsuya’s di Sydney (Australia) conquista la 9a posizione, seguito in chiusura dal ristorante danese Noma. È questo il quadro che emerge dalla classifica San Pellegrino i cui dati sono stati resi noti il 21 aprile a Londra al Covent Garden. L’Italia non figura per il momento nella top ten: il suo miglior piazzamento è quello del Gambero Rosso di Fulvio Pierangelini, in 12a posizione. Nonostante ciò, il nostro Paese migliora la sua posizione in classifica, con il ristorante Dal Pescatore di Nadia e Antonio Santini che sale dalla 31a alla 23a posizione e l’Enoteca Pinchiorri che dal 41° passa al 32° posto. Stabile il Ristorante Cracco di Milano (43°). Scivolone invece per Le Calandre di Massimiliano Alajmo, che perde 20 posizioni scendendo dal 16° al 36° posto, mentre esce dalla classifica il Combal Zero. Guardando i primi dieci piazzamenti, è evidente che a emergere è la cucina-spettacolo, il

cui prototipo è Ferràn Adrià con la sua cucina post-moderna che ha rivoluzionato il concetto stesso di gastronomia (alcuni la definiscono ormai gastro-chimica) e che tanti emuli (più o meno degni) ha creato nel mondo della ristorazione. El Bulli, il più osannato ma anche discusso (e invidiato) locale del mondo, è oggetto da tempo di una vera e propria caccia da parte dei vip. Aperto dal primo aprile al 31 ottobre, un pasto ha un prezzo medio di 200 euro. Non eccessivo per il migliore ristorante del mondo. Unico inconveniente: per il 2008 è già tutto al completo. Lanciata nel 2002, la classifica San Pellegrino dei 50 migliori ristoranti del mondo è il risultato del voto di circa 600 giurati in 23 diverse aree del mondo. Ogni area è rappresentata da un presidente di commissione che seleziona tra i 16 e i 31 votanti, a seconda della dimensione dell’area. L’Italia ha a disposizione 31 giurati. Ciascun votante esprime 5 preferenze, di cui al massimo 2 possono riguardare ristoranti della sua area. In questo modo si ottengono circa 3.000 voti che concorrono a comporre la classifica finale. Ovviamente i risultati della classifica, come sostiene Enzo Vizzari su “la Repubblica”, non sono da considerarsi vangelo. A suo dire, il panel di giurati che esprimono il giudizio «sono sottoposti a massiccio pressing da parte delle lobby dei singoli Paesi e anche in questo campo alcune lobby (Spagna e Francia soprattutto) hanno dimostrato di essere molto forti. Evidentemente la lobby italiana non è tra le più efficaci».

LA TOP TEN EUROPEA 1° El Bulli Roses, Barcellona Spagna 2° The Fat Duck Bray, Londra Regno Unito 3° Pierre Gagnaire Parigi Francia 4° Mugaritz San Sebastian Spagna 5° The French Laundry Yountville Usa 6° Per Se New York Usa 7° Bras Laguiole Francia 8° Arzak San Sebastian Spagna 9° Tetsuya’s Sydney Australia 10° Noma Copenaghen Danimarca

I RISULTATI DELL’ITALIA 12° Gambero Rosso San Vincenzo (Li) 23° Dal Pescatore Canneto sull’Oglio (Mn) 32° Enoteca Pinchiorri Firenze 36° Le Calandre Rubano (Pd)

43° Cracco g.s. Milano

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AGGIORNAMENTI SALE A 28 IL NUMERO DEGLI ECOWORLDHOTEL Nel giro di poco tempo EcoWorldHotel, il nuovo marchio di qualità ambientale tutto italiano, annovera ben 28 strutture ricettive eco-sostenibili. Si sono uniti, per la prima volta in Italia, alberghi, b&b, agriturismi e case vacanze amici dell’ambiente sparsi in tutta Italia. Il comune denominatore: l’attenzione per l’ambiente, la voglia di mettere in pratica iniziative per ridurre l’inquinamento e l’accogliente ospitalità, di cui noi italiani possiamo vantarci. In quest’occasione l’amministratore delegato Alessandro Bisceglia ha presentato le prime strutture entrate nel Gruppo, ad un mese dall’apertura del booking on-line www.ecoworldhotel.com. Il bilancio è stato molto positivo.

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CUOCHI

Elogio della Lucania Il 3° Concorso gastronomico interregionale esalta i prodotti della cucina tipica

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i è svolta il 23 aprile a Maratea (Pt) la 3a edizione del Concorso gastronomico interregionale, organizzata dall’Associazione cuochi lucani in collaborazione con l’Istituto professionale alberghiero di Maratea e l’assessorato al Turismo della provincia di Potenza. Tema del concorso “I prodotti tipici della Basilicata in cucina”. Obiettivo, valorizzare i prodotti tipici lucani della cucina moderna, promuovere il territorio lucano e incrementare la professionalità degli allievi, provenienti dagli istituti alberghieri di Basilicata, Calabria, Campagna e Puglia. Il concorso prevedeva la preparazione di una ricetta calda, con almeno uno dei prodotti tipici lucani messi a disposizione degli chef in gara: agnello delle Dolomiti

lucane, peperone secco di Senise, pecorino di Filiano, olio extra vergine di oliva lucano, arancia di Tursi, miele lucano, cacioricotta, carchiolla, fichi di Pisticci, olive di Ferrandina, fasuli di Pantano di Pignola, mischiglio.

A ERFURT TORNA IKA 2008 Dal 19 al 22 ottobre 2008 Erfurt in Germania ospiterà le Olimpiadi dei Cuochi, la più importante manifestazione internazionale, a cadenza quadriennale, riservata ai maghi dei fornelli. Cuochi, cuoche e pasticcieri provenienti da 28 Nazioni in tutto il mondo daranno un’eccezionale dimostrazione di arte culinaria, affrontandosi in gare a squadra o individuali.

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CUOCHI

AGGIORNAMENTI

La ristorazione è l’asso dell’Italia Alla politica si chiede collaborazione Innanzitutto ricordare come la ristorazione è la testimonianza di un territorio, la vera espressione del turismo sotto forma di alberghi, pubblici esercizi, bar o ristoranti. Le nostre associazioni di categoria, in testa a tutte la Fipe, dovrebbero con questo cambio di governo riuscire a lottare un pò di più per le nostre necessità, rappresentandoci con decisione. Sarebbe auspicabile un fisco MATTEO SCIBILIA, più equo, più giusto, BUONA CONDOTTA non da stato di DI ORNAGO, SEGRETARIO UDIRTÀ, polizia fiscale come AFFRONTA I TEMI si sono rivelate le DELLA RISTORAZIONE norme degli ultimi tempi. Tra poco dovremo trasmettere i corrispettivi giornalieri via telematica alle Finanze. E che dire della norma delle dimissioni, la più incredibile? É non intenda spostare al martedì l mese scorso avevo esposto una stata resa difficile la più facile delle la chiusura della manifestazione. critica alle troppe manifestazioni operazioni, ovvero dare le dimissioni. Possibile che i responsabili non del nostro settore: fiere e convegni, Altra nota dolente riguarda la capiscano che il mercato più congressi e degustazioni sono importante d’Italia, Milano e provincia, formazione e le scuole professionali; all’ordine del mese, se non della mai come in questo momento i chiude per turno il lunedì? In fiera settimana. Da Vinitaly a Cibus, ragazzi sono impreparati dinanzi al già alle 14 del lunedì molte aziende MiWine, Fiera Agricola, Alpe Adria cambiamento tecnologico e culturale cominciano a smobilitare e chi arriva Cooking, Identità Golose, a quelle un delle nostre aziende e del mercato: dal resto della Lombardia riesce a po’ più piccole e spesso interessanti occorre insegnare che il nostro lavoro vedere ben poco. sui formaggi, sul cioccolato, sui è frutto di preparazione e di studio, Parlando con un dirigente passiti, sui primi piatti. E poi ancora le ma anche e soprattutto di passione, fiere di Cremona, Erba, Riva del Garda di un’importante fiera del nord, e proponendo di aprire la fiera il sabato di curiosità, di umiltà e di attenzione. (da cui è tratta la foto pubblicata), Bisognerebbe che il nostro settore e chiuderla il martedì o il mercoledì, Merano, Bolzano, Brescia, Alba, riuscisse a dialogare con la politica, mi è stato risposto che i politici che Roma, Bari fino all’ultima arrivata magari partendo dagli assessori normalmente vengono per l’apertura Venezia. delle proprie città, far capire quanto non verrebbero durante il fine Potrei elencare decine di è importante il nostro lavoro. Ad settimana. Come dire che noi clienti altre città, senza contare anche gli esempio intervenire sugli affitti e, dobbiamo saltare il turno di lavoro, appuntamenti congressuali di tutte se non si riesce, fare qualcosa sulla che le aziende espositrici pagano le associazioni, a cui almeno una cifre incredibili per gli spazi espositivi, tassa della spazzatura anch’essa volta l’anno uno chef associato ormai a livelli folli. Defiscalizzare e tutto si riduce alle presenze non può rinunciare. Le aziende di dove si può. Con la consapevolezza istituzionali? Anche questo problema tutto il comparto poi organizzano che il nostro settore è l’unico che prima o poi esploderà, perché le degustazioni, piccoli eventi territoriali aziende non riescono più a sopportare crea occupazione e quindi produce (utili per farsi conoscere), ma con ricchezza. Dove c’è un locale aperto tutti questi costi. E a proposito della l’aggravante che spesso sono la sera c’è più sicurezza! politica, visto che i risultati elettorali organizzati nei giorni infrasettimanali. ormai sono chiari cosa possiamo Sono anni ad esempio che non si Matteo Scibilia riesce a capire come lo stesso Vinitaly chiedere come settore alla politica?

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AGGIORNAMENTI

BIRRERIE

Viva le analcoliche Sono entrate “di prepotenza” sul mercato Perché piacciono a salute e patente...

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a birra analcolica viene creata in America nel periodo del proibizionismo. Ma solo dopo molti decenni le “analcoliche” sono entrate con un parziale successo nel mondo ENRICO ROTA, della birra. Sono RESP. VENDITE 4R DI TORRE DE’ROVERI particolarmente (BG) CI GUIDA indicate per chi NEL MONDO DELLA BIRRA pratica sport, per chi segue una dieta o per chi, viaggiando in auto, non vuole rinunciare al piacere di una birra senza incorrere in sgradevoli “punti-patente” in meno. Nel nostro Paese comunque il consumo di birra analcolica è quadruplicato negli ultimi cinque anni anche se è ancora difficile poterla trovare nei ristoranti. Il processo utilizzato per la produzione delle analcoliche si differenzia rispetto a quello delle altre birre nella fase della fermentazione, che viene arrestata a bassa temperatura. Esiste poi anche un altro modo per ottenerle: bisogna togliere meccanicamente l’alcol stesso. In ogni caso si evita così che La Quattroerre srl organizza corsi di spinatura di un giorno riservati ai gestori di pubblici esercizi. Il costo del corso è di 120 euro. Per info: Tel 035 580701 enrico@quattroerre.com

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la gradazione alcolica aumenti e si ottengono birre con una percentuale di alcol inferiore o al massimo pari all’1,2% in volume. Infatti, secondo la legge italiana la denominazione “birra analcolica” è riservata al prodotto con titolo alcolometrico volumico non superiore a 1,2% e con grado Plato non inferiore a 3 e non superiore a 8. È proprio il grado Plato (unità convenzionale della gradazione della birra, espressa in un’unità di estratto nel mosto prima della fermentazione) che determina alla fine la bontà di una birra. Quindi è fondamentale nelle analcoliche che il basso tenore alcolico non interferisca o riduca il gusto caratteristico della birra stessa. Purtroppo molte birre analcoliche risultano invece deludenti e di bassa qualità e poche, effettivamente, non ci fanno rimpiangere le classiche con alcol. Come sempre, affidiamoci al potere assoluto del diritto di scelta. In conclusione teniamo presente che la birra analcolica, oltre che essere iposodica, è anche poco calorica: contiene tre volte meno calorie di una bibita e meno calorie di una porzione di frutta. È ottima come aperitivo e indicata con piatti in umido o in bianco, senza sapori decisi.

TUBORG 2nd GENERATION, LA NUOVA FORMA DEL DIVERTIMENTO Dopo il Pull-Off Cap (tappo a strappo) e Tuborg DraughtMaster, ecco Second Generation, la nuova identità del brand che conferma un vero e proprio istinto per l’innovazione. Così Tuborg rafforza la propria personalità, attraverso un nuovo logo e un nuovo design che esaltano il suo posizionamento “Open for fun”, e includendo nel nome il colore verde (“green”), caratteristico del brand fin dalle origini. Il nuovo logo è ispirato alle onde sonore che le casse emanano quando la festa entra nel vivo.

IN TAVOLA, PIÙ SPESSO E ANCHE IN GDO Secondo un recente rapporto Coop, negli ultimi mesi la birra figura tra i prodotti con maggiore incremento di vendite nel canale Gdo. Nei pasti fuori casa la birra è la bevanda del momento, come confermano anche i dati MaknoAssobirra per i quali ha persino sorpassato il vino (19,8% contro 18,8%) nelle scelte. Secondo una recente indagine Istat, ogni famiglia destina solo 4,5 euro all’acquisto di birra. A conti fatti, porta in tavola, nell’arco di un mese, circa 5 bottiglie da 66 cc di birra, per accompagnare pranzi, cene o uno snack veloce. Approfondimenti su www.italiaatavola.net

Enrico Rota

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PIZZERIE

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Podio rosa per la classica alle Olimpiadi della pizza

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una donna la prima classificata per la categoria Pizza Classica, mentre il pizzaiolo Salvatore Chierca di Anzio si è aggiudicato il primo premio per la Pizza Stg. Questi i risultati “a caldo” del Campionato mondiale della pizza di Salsomaggiore (Pr), che per tre giorni ha visto sfidarsi sul palco del Palazzetto dello sport la bellezza di 450 pizzaioli provenienti da tutto il mondo per dare vita alla

più importante kermesse sulla pizza. E porta la firma di Bari la campionessa del mondo di Pizza Classica: Rosa Casulli, della pizzeria “Mc Rose” di Putignano, ha vinto questa diciassettesima edizione. Il riconoscimento più importante è andato così a una pizzaiola che con la pizza “Km Zero” (ingredienti: mozzarella fior di latte, carciofi carboncelli, capocollo di Martina Franca, caciocavallo semipiccante, pangrattato) si è aggiudicata il trofeo per la specialità più conosciuta del campionato. Per la Pizza Napoletana Stg (Specialità territoriale garantita), il primo premio è andato a Salvatore Chierca della pizzeria “La Bruschetta” di Roma. Tra ringraziamenti ed esultanze

Salvatore ha conquistato, con la sua simpatia e il suo entusiasmo, tutto il pubblico del PalaCotonella. Un’occasione, le olimpiadi, per vedere all’opera pizzaioli da tutto il mondo: mai come quest’anno vale la pena ricordare l’internazionalità della manifestazione. Brasile, Canada, Stati Uniti, Giappone, sono solo alcune delle 20 nazioni presenti al Campionato.

La sapienza della mano artigianale sui versatili forni Ceky A

ncora oggi ogni parte di un forno dell’azienda bresciana Ceky è costruita interamente a mano, seguendo le regole della tradizione per garantire un prodotto dalle prestazioni elevatissime. La cupola e il piano del forno sono costruiti a mano mattone su mattone dagli artigiani dell’azienda con gli stessi gesti di sempre, a garanzia di una qualità superiore rispetto alla produzione di massa. Tutti i materiali che vengono impiegati nella costruzione sono prodotti in Italia e attentamente selezionati per garantire le massime performance sia nella cottura che nella durata nel tempo.

Il procedimento di costruzione e i materiali utilizzati garantiscono la straordinaria durata nel tempo dei forni Ceky, che, non necessitando di nessun tipo particolare di manutenzione rappresentano lo strumento adatto per garantire risultati perfetti per ogni necessità di produzione. Ogni forno Ceky rappresenta un vero capolavoro di artigianato; esternamente può essere rifinito con diverse decorazioni a seconda del tipo di effetto che si vuole ricreare all’interno del locale. Oltre al classico e sempre richiesto rivestimento in mattoni cotti a legna, sono disponibili

numerosi modelli: la piastrella 10x10 a spina di pesce per garantire facilità di pulizia e luminosità, i mattoni in cotto per completare un ambiente rustico, e ancora il mosaico per locali eleganti e moderni. Inoltre tutti i forni firmati dall’azienda bresciana possono essere consegnati privi di rivestimento, in modo da poter essere decorati con qualsiasi materiale per garantire la massima flessibilità nelle scelte d’arredo del locale in cui vengono collocati e per poter essere inseriti senza problemi in ristoranti già avviati.

Forni Ceky via Industriale 21/23, 25030 Lograto (Bs) Tel 030 9972249 - Fax 030 9972818 www.ceky.it - info@ceky.it

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AGGIORNAMENTI NASCE IL SOMMELIER CLUB DEI DEGUSTATORI ITALIANI A Galliate (No) presso l’enoteca Bertoncelli grazie alla passione per l’enologia del sommelier Vincenzo Minio, ha debuttato il primo Sommelier club del Piemonte, che conta già 40 soci. L’Associazione degustatori italiani, creata in Oltrepò pavese a gennaio e guidata da esperti degustatori, è costituita da appassionati cultori dell’enologia e della gastronomia, lungi dal voler essere un circolo esclusivo ma piuttosto un centro di aggregazione e di informazione per tutti quanti vogliano avvicinarsi ed approfondire la conoscenza e l’esperienza sulla degustazione del vino, delle bevande e dei prodotti della gastronomia. L’Adi rappresenta un mezzo di divulgazione culturale e di intrattenimento per la conoscenza e l’apprezzamento dei prodotti dell’alimentazione.

AIS LOMBARDIA A SETTEMBRE RIPARTONO I CORSI DI I, II E III LIVELLO Da settembre Ais Lombardia ripropone i corsi per sommelier di primo (“La formazione del sommelier, le tecniche di servizio, la degustazione”), secondo (“La tecnica della degustazione, l’enografia italiana e internazionale”) e terzo livello (“La tecnica dell’abbinamento cibo-vino”). Le date su www. italiaatavola.net

ROSSI VENETI A MIANE Serata di degustazione dei grandi vini rossi del Veneto presso il Centro polifunzionale in via Cal di Mezzo a Maine (Tv). La serata, organizzata dal comune di Miane, in collaborazione con Ais Veneto, delegazione di Treviso, ha visto la presenza dei sindaci delle “Città del vino” , sotto la guida di Dino Marchi, presidente dell’Ais Veneto.

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SOMMELIER

Onav, una formazione al servizio della qualità S

e i recenti avvenimenti che hanno turbato il mondo vinicolo in concomitanza con Vinitaly non hanno gravemente danneggiato l’immagine del vino italiano lo si deve principalmente a una crescente conoscenza e capacità di riconoscere un buon vino. Questo progressivo passaggio da un analfabetismo del gusto a una più diffusa cultura del buon vino è dovuto al lavoro (volontario e capillare) svolto da associazioni come l’Onav, l’Ais e la Fisar, per citare quelle più antiche e con valenza nazionale. Se molti passi sono stati effettuati sulla strada della conoscenza, molta strada è ancora da compiere e gli scopi per i quali l’Onav è stata creata nel 1951 sono tuttora validi: creare un “gruppo” di persone disponibili a tutelare il vino di qualità e a diffonderne la conoscenza. Fin dalle sue origini si è proposta di formare persone che - ovviamente esclusi (e non sempre) gli addetti ai lavori - sapessero cogliere le qualità di un buon vino e la sua rispondenza alle caratteristiche del territorio, ma soprattutto fossero in possesso di una metodologia adatta a raggiungere tale risultato rendendo chiaro e corretto il profilo organolettico del vino. I corsi Onav sono essenziali nella loro articolazione fornendo le nozioni di base e alternando la teoria con la pratica dell’assaggio. Non elucubrazioni che spesso sfiorano la filosofia, non ricerca di “effetti speciali” e nemmeno i corsi “miracolistici” che in pochissime lezioni (a volte nemmeno cinque) dovrebbero insegnare a degustare un vino, spesso con quote di partecipazione alte. Anche sotto l’aspetto economico i corsi presentano un eccellente rapporto

qualità/prezzo, anzi per la loro completezza e per il livello qualitativo dell’insegnamento sono da molti giudicati imbattibili. Al termine del corso, superando un esame tecnico-pratico si è iscritti nell’Albo nazionale Onav degli Assaggiatori di vino. Naturalmente l’impegno formativo, per chi vuole, non si esaurisce con le 18 lezioni del corso di base, di per sé sufficiente a una prima conoscenza, ma prosegue con corsi specialistici per consentire un continuo aggiornamento nell’arte dell’assaggio. Arte più che mai attuale poiché agli assaggiatori si deve ricorrere - nonostante i sempre più raffinati e sofisticati strumenti di analisi creati dalle moderne tecnologie - quando si cerca un giudizio globale e significativo sulla qualità di un vino. L’assaggiatore Onav è, quindi, la sintesi di competenze tecniche specifiche, di un addestramento continuo atto a mantenere in esercizio la sua sensibilità e di un complesso di doti naturali che ovviamente lo aiutano a identificare le caratteristiche di un prodotto. Attualmente l’associazione conta oltre 10.000 soci (tra assaggiatori e maestri assaggiatori) diffusi su tutto il territorio nazionale: sono 54 le province, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, in cui è presente e operativa una delegazione più o meno numerosa, ma quasi sempre in fase di crescita, come l’Organizzazione nel suo complesso. Se 10.000 sono i soci attivi, possono invece essere valutati in circa 30.000 le persone che dopo aver frequentato le lezioni e superato l’esame non hanno poi potuto essere una forza attiva nell’azione quotidiana a favore dell’educazione a bere in modo consapevole un vino di qualità. Salvatore Longo

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AGGIORNAMENTI

SOMMELIER

Miccoli è il miglior professionista Il milanese conquista il podio al concorso Aspi e rappresenterà l’Italia agli europei di Sofia

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abio Miccoli di Desio (Mi) del “Schlosshotel im Grunenwald” di Berlino si è classificato al primo posto al concorso dell’Aspi (Associazione della sommellerie professionale italiana) per il miglior sommelier professionista d’Italia. Sui 12 concorrenti finali il secondo posto è stato assegnato a Matteo Ghiringhelli di Legnano (Mi) del ristorante “Il Vino” di Parigi, mentre il terzo posto è andato a Fabio Masi di Milano del “Four Seasons Hotel des Bergues” di Ginevra. Miccoli potrà ora accedere al concorso per il “Miglior sommelier d’Europa 2008” in programma dal 17 al 19 maggio a Sofia, in Bulgaria, a cura dell’Asi (Associazione internazionale della sommellerie di cui missione dell’associazione: essere, l’Aspi è il rappresentante italiano). Li ha selezionati una giuria in Italia, il punto di riferimento che esprime in modo evidente la della più alta espressione della sommellerie contemporanea. Da Giuseppe Vaccarini (nella foto a sinistra), presidente dell’Aspi, a UNA GIURIA DI ECCELLENZA Enrico Bernardo, miglior sommelier del mondo 2004, da Fabio Scarpitti PER SOMMELIER DEL FUTURO vicepresidente Aspi e sommelier Una giuria, quella che ha decretato del Savini di Milano, allo svizzero il miglior professionista in Italia, che Piero Tenca, vice segretario de ha espresso a pieni voti la volontà l’Association de la sommellerie dei sommelier di affermarsi nel internazionale Asi. Come noto l’Aspi settore con qualità e professionalità. è nata dopo la rottura che ha portato Giuseppe Vaccarini l’Ais (Associazione italiana sommelier) presidente Associazione della a uscire dall’Asi in seguito a un lungo sommellerie professionale Italiana contrasto sulle finalità e le modalità Aspi - Miglior sommelier del Mondo con cui promuovere la professione. 1978 Una divisione che ha messo oggi in Enrico Bernardo forte competizione ed alternativa fra Miglior sommelier d’Europa 2002 loro l’Aspi e l’Ais. - Miglior sommelier del Mondo 2004 Per tornare al concorso di Fabio Scarpitti Milano ricordiamo che le prove Miglior sommelier d’Italia 2000 Luisito Perazzo erano piuttosto impegnative. Test Miglior sommelier d’Italia 2005 scritti di analisi sensoriale di due vini Renzo Santi e di abbinamento cibo-vino-acqua presidente Accademia internazionale e prova di decantazione di un vino enogastronomi sommeliers Aies rosso. Poi, una degustazione orale Emilio Sergio Lorenzini di tre vini, riconoscimento di 12 vice presidente Accademia della prodotti (distillati, liquori), correzione Muffa Nobile di una carta dei vini sbagliata e Piero Tenca accostamento dei vini a un menu in vice-segretario Generale de lingua francese/inglese. Vaccarini l’Association de la sommellerie non ha mancato di ricordare la internationale Asi

costituzione dell’Aspi, avvenuta a Milano il 24 settembre 2007 presso la Fondazione San Pellegrino, e la collaborazione con gli chef dell’Alma di Colorno (Pr) presso la quale sarà costituita una cantina didattica per la sommellerie italiana e internazionale. Il concorso ha valorizzato il candidato sommelier che è stato in grado di esprimere le qualità richieste da un mercato in continua evoluzione. Nel corso dell’avvenimento sono stati presentati i risultati di un’indagine dell’Osservatorio San Pellegrino e Acqua Panna, svolta sui nuovi trend della ristorazione mondiale con un focus dedicato alla figura del sommelier, intesa come chiave di volta del successo di un’impresa di cui viene gestita un’area strategica. Dallo studio emerge la figura di un professionista a cui è sempre più richiesta una conoscenza a 360° non solo del mondo del vino, ma anche di tutte le bevande che possono accompagnare il pasto. Il nuovo sommelier dovrà essere in grado di conoscere e interpretare bevande diffuse oltre a vino e liquori come le acque, le birre, tè, caffè, sakè e infusi, protagonisti di un mercato in crescita che va sempre più specializzandosi. m.f.

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BARMAN

In Italia brillano le stelle Aibes I premiati ai concorsi regionali L’

appuntamento annuale con la ricca sessione di concorsi regionali che interessano tutta l’Italia, da nord a sud, è un momento “obbligato” e importantissimo per tutti i barman e le barlady che hanno fatto strada a livello nazionale o all’estero grazie alla professionalità e alla garanzia di qualità del “marchio” Aibes. La primavera ha visto l’apertura delle selezioni che impegnano barman e barlady sfidandosi a colpi di shaker e di

ricette per cocktail per aggiudicarsi gli ambiti premi nelle principali categorie Long Drink, Frozen, Pre Dinner e tutti gli altri premi istituzionali Aibes. Quest’anno le danze si sono aperte con la sezione PugliaBasilicata per poi proseguire in numerose regioni, dalla Sardegna alla Lombardia, dalla Calabria al Triveneto, dal Lazio al Friuli Venezia Giulia, alla Campania fino alla Sicilia. Ma la “febbre” del cocktail non si è ancora fermata, i concorsi

SEZIONE PUGLIA-BASILICATA La sezione Puglia-Basilicata dell’Aibes ha aperto quest’anno la girandola dei concorsi regionali con il nuovo fiduciario Maurizio Di Maggio. La categoria Frozen ha premiato Giovanni Dell’Olio dello “Switch” di Bisceglie (Ba), mentre i Long drink hanno consacrato Camillo Tagliente della “Masseria Torre Maizza” di Savelletri di Fasano (Br). Il podio dei Pre Dinner se lo è aggiudicato Fabio Bacchi (nella foto) del “Capomondo International” di Ginevra. Il podio della “Miglior decorazione” se lo sono aggiudicati Camillo Tagliente e ancora Fabio Bacchi.

SEZIONE CAMPANIA

AMBROSI AL TOP DEI COCKTAIL EUROPEI Samuele Ambrosi, legnaghese, 30 anni, già campione mondiale “John White Course” 2005 a Singapore, vincitore del “Best Student in Europe” a Karlovivary a Praga nel 2003, Campione d’Italia premio “Angelo Zola” a Giardini Naxos-Sicilia nel 2004 e vincitore della “South Asian Pacific Competition” a Singapore nel 2005, è stato proclamato a Deauville, in Normandia, il nuovo

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Le sale dell’Hotel Holiday Inn di Napoli hanno ospitato la sezione Campania. Il gruppo di barman e barlady, guidato dal fiduciario per la Campania Francesco Reder, si è esibito in una gara agguerrita per conquistarsi un posto alla finale nazionale che si svolgerà in novembre a Sanremo. Armando De Simone, coordinatore aziendale e capobarman dell’hotel-ristorante “La Lanterna - Villa Maria” di Villaricca (Na), ha vinto il primo premio nella categoria Pre Dinner e anche nella Migliore decorazione, seguito da Domenico Senatore dell’hotel Scapolatiello di Cava dei Tirreni (Sa). Ad Alfonso Miniero (nella foto) il podio nel Long Drink.

campione europeo dalla prestigiosa manifestazione International Trophies of Calvados giunta alla XII edizione. Samuele (nella foto al centro) ha sbaragliato, nella categoria professionisti, concorrenti provenienti da 16 diversi Paesi europei, con una sua delicata invenzione

proseguiranno nelle restanti regioni italiane fino all’estate per poi chiudere tutta la sessione delle competizioni in autunno con l’elezione dei diversi “Barman dell’anno 2008”. Una fitta stagione Aibes per un mondo davvero speciale.

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SEZIONE FRIULI VENEZIA GIULIA Il prestigioso Hotel Villa Cortine a Sirmione (Bs) ha fatto da scenario alla sezione Friuli Venezia Giulia. Salvatore Madonia del “Caffè Stella polare” di Trieste si è classificato primo nel Pre Dinner, mentre nei Long Drink ha trionfato Franco Cruder dell’Alpenbier di Tarcento (Ud), che si è distinto anche nella “Miglior decorazione”. Per la categoria Frozen, il Premio “Nando Pucci Negri” è andato a Michele Cozzi, Gianluca Laporta e Marco Filistum.

chiamata “Sous le soleil de Normandie” (Calvados Originel, Aperol, Grand Marnier, frullato d’ananas e lamponi) e decorata con un cuore di dycon sul bordo del bicchiere, su cui è stata infilata una margherita fatta di carota e un ventaglio di mela Smith. Impossibile per la giuria resistere.

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SEZIONE CALABRIA L’Hotel Executive di Rende (Cz) ha ospitato il concorso regionale Aibes, sezione Calabria. Nel Pre Dinner ha trionfato il già premiato Maurizio Aiello del “James Joice” di Cosenza, che si è aggiudicato anche la Miglior Decorazione, seguito da Maria Alessandra Nudi del “Plaza Cafè” di Cosenza e da Francesco Calzone. Mentre nel Long Drink si è affermato Sandro Laugelli del “Z-One” di Cosenza, seguito da Simone Gaudio e da Saverio Cerra. Fortunato Alessandro Schiavone si è aggiudicato il podio nella categoria Frozen “Premio Nando Pucci Negri”, seguito da Sandro Pezzi e Corrado Pucci. La “Miglior decorazione” è andata a Maurizio Aiello e ad Antonio Sciammarella. Tra gli Emergenti sono saliti sul podio Antonio Siciliano, Farah Comito e Gino Petrini.

SEZIONE LOMBARDIA Nella cornice dell’Hotel Regina Palace di Stresa (Vb) i barman Aibes della sezione Lombardia si sono dati appuntamento per il concorso regionale. Il Concorso Pre Dinner ha visto 1° classificato Giovanni Afro Giavaldi del Caffè Mazzini di Crema (Cr) che si è aggiudicato anche la “Miglior decorazione”, al 2° posto Patrizia Bega seguita da Francesco Tota. Nei Long Drink si è classificato 1° Silvano Evangelista, nel Flair Gianmario Barlocco del Bloom coffe & food di Mezzago (Mi). Il premio “Angelo Zola” è andato a Francesco Cione.

SEZIONE SARDEGNA Il concorso regionale Aibes, sezione Sardegna, si è svolto nella suggestiva cornice dell’Hotel Calabona ad Alghero. La sfida ha visto emergere Francesco Carramusa nel Pre Dinner e Michele Manca nel Long Drink. Il Concorso Aibes Domani - Frozen Premio “Nando Pucci Negri” ha visto al 1° posto Laura Carriero del Chocolat Cafè de La Maddalena (Ot). Buone le performance degli Emergenti, tra cui si sono distinti Stefano Mereu, Alessandra Casula e Roberto Pusceddu. La “Miglior Decorazione” ha premiato Roberto Magnano e Michele Manca.

SEZIONE SICILIA Anche quest’anno il regionale di sezione dell’Aibes si è svolto presso l’Hotel Sheraton di Catania. Nel Centro congressi e meeting si sono sfidati i barman siciliani sotto l’attenta supervisione di Salvatore Arcidiacono, carismatico fiduciario uscente. La categoria Long Drink ha premiato Giovanni Paternostro del “Silos” di Castellammare Del Golfo (Tp), il Pre Dinner ha visto al 1° posto Francesco Toscano (nella foto) del “Ritrovo Lombardo” di Messina, mentre nei Frozen si è distinto Antonio Caprì di “El Quarto de Chico” di Messina. Il “Premio Angelo Zola Dario Provenzano” categoria Flair è andato a Giovanni Ferlito e a Salvatore Scalia, mentre per la “Miglior decorazione” sono stati premiati Giovanni Porco e Rosario Zappalà.

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ALLARME ALCOL PER GIOVANI ITALIANI Il 67% degli adolescenti tra i 13 e i 15 anni consuma dai due ai quattro drink durante una serata con gli amici, ma il picco dell’eccesso si ha con i ragazzi e ragazze dai 19 ai 25 anni, di cui il 20% beve oltre 6 bicchieri in un’unica occasione. Questo il risultato di uno studio presentato dall’Iss (Istituto superiore di sanità) in occasione dell’alcol prevention day, che

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SEZIONE LAZIO-UMBRIA L’Hotel Moevenpick di Roma ha ospitato la sezione Lazio-Umbria. Il concorso è stato seguito dalla giornalista Maria Luisa Cocozza di Canale 5, che ha realizzato un servizio per il Tg5, in cui sono stati intervistati il fiduciario della Sezione Riccardo Ponzianelli e il socio Mirko Scorteccia. Il Pre Dinner ha visto sul podio Luciano Mammarella del “Bouvette” di Roma, il Long Drink Domenico Vignali del “Gruppo Toti Hotel” e il Frozen ha consacrato Valentina Liberto (al centro nella foto) dell’”Aristocampo”. SEZIONE TRIVENETO Pioggia di premi “in rosa” per il Triveneto. Nella categoria Pre Dinner ha ottenuto il primo posto la vicentina Patricia Pozzer del “Patty Bar” di Valli del Pasiano (Vi), seguita da Patrizia Mainero del “Moulin Rouge” di Soave (Vr) e da Denis Corona del “Bar Paradise” di Rovigo. Nei Long Drink si è distinto Roberto Galliazzo e nei Frozen è stato Paolo Pojer ad aggiudicarsi il “Premio Nando Pucci Negri”. Nella categoria Emergenti si sono distinti Michela Corradini, Stefano Galligioni e Vita Lobello mentre il “Premio Angelo Zola” è andato a Max Blanda.

segnala anche come il consumo di alcol sia in aumento tra le donne, soprattutto tra le giovani con un titolo di studio elevato, mentre tra le categorie a rischio spicca quella degli over 65, con un abuso di alcol, soprattutto vino, nel 32% dei casi. Mentre le campagne informative sembrano incidere meno del previsto, la maggior parte dei giovani dichiara che rinuncerebbe a bere in cambio della partecipazione a un reality show...il che fa abbastanza riflettere. ITALIA A TAVOLA NETWORK - MAGGIO 2008

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NORMATIVE

Stop-alcol in Veneto

FOCUS SULLA LEGGE

Il black-out fissato alle 2 di notte Ma gli esercizi polemizzano

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a primavera ha portato agli esercenti della regione Veneto una bella “doccia fredda”. Dal 7 aprile, in tutta la regione Veneto è entrato in vigore il divieto di somministrare, vendere e consumare bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 2 alle ore 6 antimeridiane in tutti gli esercizi commerciali, artigianali, di somministrazione di alimenti e bevande, compresi i circoli privati e gli agriturismi. La legge stabilisce inoltre che discoteche, after hours e tutti i locali notturni debbano chiudere alle 2 di notte, con possibilità di proroga alle 4 se autorizzati dai comuni. La perplessità degli esercizi non ha atteso a manifestarsi. «Educare è meglio che vietare - ha dichiarato Erminio Alajmo, presidente provinciale dell’Associazione provinciale pubblici esercizi di Padova, nonché presidente regionale della Fipe Veneto - l’obiettivo finale di frenare la dilagante “cultura del bere” è condivisibile, ma non il metodo e lo strumento scelti. E poi questa legge anziché punire chi fa effettivamente abuso di alcol, punisce le imprese del settore, prevalentemente

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Pubblicata sul bollettino ufficiale, la nuova legge sulla vendita degli alcolici era stata approvata verso fine 2007 all’unanimità dal Consiglio regionale del Veneto. Le nuove norme interessano circa 20mila imprese nel Veneto tra bar, ristoranti, locali da ballo e circoli privati, che vantano oltre 100.000 addetti e un volume di affari che supera i 3 miliardi di euro. Il Veneto è la seconda regione italiana dopo la Lombardia per numero di imprese di ristorazione e somministrazione bevande, con una netta prevalenza di bar e di luoghi di consumazione veloce. L’orario inizialmente previsto per il “black-out” alcolico sarebbe dovuto scattare dall’1 di notte, ma non essendo stati raggiunti dalla Regione Veneto accordi di identico contenuto normativo con le regioni e le province autonome confinanti, le limitazioni sono state differite di un’ora, portando il divieto dalle ore 2.

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quelle che operano di notte, come pub, paninoteche, birrerie, discoteche e sale da ballo». «Gli esercenti non sono insensibili al grave problema sociale rappresentato dagli eccessi nel consumo di alcol, che difficilmente avviene nei pubblici esercizi anche a causa dei costi abbastanza elevati - prosegue Alajmo. Lo “sballo da alcolici” è frutto dell’ingestione smodata di bevande, come birra e liquori, acquistate nei supermercati a prezzi decisamente inferiori oppure prelevate dalla “cambusa” di casa propria. Questi alcolici o superalcolici vengono “stoccati” nei bagagliai delle auto ed utilizzati dai giovani per “carburarsi” prima, dopo o durante gli incontri del “gruppo”. Per questo motivo sosteniamo che servirebbero più efficaci e sistematici controlli da parte delle forze dell’ordine rispetto al puro proibizionismo. Ma siccome è più facile scaricare addosso agli operatori

altre incombenze, piuttosto che investire sugli organici delle forze di polizia o intervenire massicciamente sul piano della prevenzione con tutte le agenzie educative disponibili, ecco che la penalizzazione degli imprenditori è bella che servita». Ad affiancare la norma del codice della strada che impone, in tutto lo “stivale”, di cessare l’attività di somministrazione alle ore 2 per gli esercenti che effettuano attività di somministrazione, intrattenimento e svago, c’è ora la normativa regionale che “abbraccia” più categorie trasversali di operatori e comprende non solo la somministrazione ma anche la vendita e il consumo. «Ma il consumo - prosegue Alajmo - potrà continuare lungo le strade, nelle piazze, procurando sicuro disturbo alla quiete pubblica, oppure potrà proseguire nei “rave-party” abusivi dove non esistono garanzie di controllo». g.n.

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Gemelli creativi e ironici Ma disordinati a tavola I

l soggetto che sia nato sotto il segno dei Gemelli ha di solito, proprio come vuole il suo duplice segno, spinte contrastanti e deve mediare fra diverse tendenze. Come il segno è caratterizzato dal fatto di contenere nel suo glifo i mitici Castore e Polluce, uno mortale e l’altro no, chi sia nato fra L’ASTROLOGA il 21 di maggio e il SUSY GROSSI 21 di giugno deve ABBINA ZODIACO ED ENOGASTRONOMIA trovare in sé una PER I CUOCHI costruttiva linea di E I GOURMET equilibrio fra istanze diverse, diversissime nature e modi di concepire la vita qualche volta antitetici, che si devono conciliare in atteggiamenti che non diano origine a strappi e a dicotomie. Il destino dei Gemelli è quello di esplorare, di verificare, di informarsi, di curiosare e di esprimere pareri su ciò che hanno visto e sentito, dando retta alla parte più obiettiva di sé dopo che quella più avventurosa ha scandagliato ogni possibile piega della situazione esaminata. La natura “ariosa” del segno, la dominazione di un pianeta estroverso e socievole come Mercurio (“il Pierino la peste” della gamma di valori planetari) li rende capaci di grande energia comunicativa, di un dinamismo non

FAST È SEMPRE GOOD I ristoranti amati sono quelli nei quali non si perde troppo tempo, nei quali il servizio è rapido e l’apparato tradizionale della ristorazione fatto di atmosfere ovattate e camerieri in livrea sia del tutto inesistente. E poi, visto che in genere non sono particolarmente attenti ai sapori, i disimpegnati luoghi dedicati al consumo di fast food sono quelli che li vedono fra i loro clienti più affezionati.

di facciata e di un’ironia notevole. In ognuno di questi simpatici nativi alberga almeno una traccia della irriverente vivacità mercuriale che li rende uno dei segni più divertenti, franchi e spicci, fascinosi e creativi affabulatori, deliziosamente irridenti verso regole e regolamenti che aggirano con tranquillissima nonchalance. Infatti non indulgono a formalità e formalismi e badano al sodo, ma nel contempo sono attirati dalle novità e da ciò che vi sia proprio dietro l’angolo e che implichi la necessità di andare avanti e di curiosare ulteriormente per aver soddisfazione. Si tratta dunque di un segno che non sta mai fermo, è sempre in movimento in ogni settore e anche in tavola si comporterà con insolito trasformismo. Tendenzialmente è un segno poco goloso, poco attento alle vere e sontuose gioie della tavola fino a trascurare a volte questo singolo settore della sua vita, salvo innamoramenti improvvisi quanto poco durevoli verso un piatto o verso un alimento in particolare. Il problema con i Gemelli è che hanno tali e tanti interessi da giudicare, a volte per non dire spesso, una perdita del loro prezioso tempo dedicare troppe ore al desco domestico. Interessarli al cibo a volte è un’impresa e ricorrere al piatto unico che unisca idrati di carbonio, proteine e lipidi spesso si traduce nella soluzione migliore per soddisfare palato

MIRA DRITTO AL SODO LO CHEF DAL “DOPPIO VOLTO” Il cuoco che appartenga al segno dei Gemelli è abbastanza imprevedibile e presenta nella sua efficienza dei picchi di notevole escursione fra le giornate sì e quelle nelle quali non è in vena… Ma comunque preferirà cotture brevi, accostamenti inusuali, combinazioni un po’ fuori dalla tradizione nostrana per incuriosire il suo cliente e per sperimentare con lui operazioni gastronomiche tendenti all’avvicinare tipi di cucine di diverse etnie e di diversa origine, con risultati a volte stupefacenti ed eccellentemente straordinari per le intuizioni che sottintendono. Sintetico, essenziale e poco portato ai fronzoli, punta su sapori decisi e sulla immediata individuazione dell’ingrediente di base delle sue estrose quando gratificanti preparazioni. www.astroconsulti.com www.susygrossi.it

ed energia fisica. Occorrerà invece evitare che, sentendo i morsi della fame, si nutrano di snack, patatine e che facciano dell’Happy Hour un appuntamento quotidiano capace di ridurre a zero, piluccando, l’appetito per il successivo pranzo. E occorrerà assolutamente introdurre nella loro quotidianità una buona dose di verdure fresche, centrifugati di frutta, passati di ortaggi, sostanziose bistecche, formaggi stagionati, dolci al cucchiaio e yogurt, ricchi di latte. Il dilemma è riuscirci… Susy Grossi

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ENONEWS

ENOTRUFFE

Milioni di litri di cosa? L’inchiesta su Velenitaly non fa ancora luce sul reato del vino adulterato

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LE AZIENDE INDAGATE Elenco delle aziende indagate perché avrebbero acquistato e poi distribuito in negozi e supermercati liquidi spacciati per vino dalle ditte Vmc, Tirrenia ed Enoagri di Massafra (Ta): Puglia • Vinicola Marseglia - Ortanova (Fg) Cantina Campi - Seclì (Le) • Azienda agricola Rizzello Spa - Cellino San Marco (Br) • Cooperativa fra produttori - Latiano (Br) Umbria • Morettoni Spa - Santa Maria degli Angeli (Pg) Emilia Romagna • Cantina Sgarzi - Castel San Pietro (Bo) • Acetificio Pontiroli - San Felice sul Panaro (Mo) • Casa vinicola Poletti - Imola (Bo) • Sarom vini srl - Castelbolognese (Ra) Veneto • Vinicola Santa Croce srl - Monteforte d’Alpone (Vr) Lombardia • Cantine Soldo Spa - Chiari (Bs) Piemonte • Nuova Commerciale srl - Ovada (Al) Cantine Borgo San Martino - La Morra (Cn) Cappa Angelo & figli snc - Dogliani (Cn)

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n’inchiesta che ha coinvolto qualcosa come 70 milioni di litri di “vino” a basso costo venduti in tutta Italia. Nelle botti sequestrate sarebbero state individuate tracce di concimi, sostanze cancerogene, acqua, zucchero, melassa, acido muriatico, acido citrico e solo un quinto di mosto di uva da tavola. Per questo i magistrati hanno contestato a 14 tra imbottigliatori, grossisti e distributori, il reato di sofisticazione alimentare, che punisce chi produce sostanze pericolose per la salute. Si ipotizza l’acquisto da tre cantine pugliesi (Tirrena vini, Vmc Vini e mosti concentrati srl ed Enoagri export) di una soluzione idroalcolica prodotta a tavolino, per poi tagliarla con altri vini che venivano smerciati alla grande distribuzione. Un distillato criminale che ha riempito circa 40 milioni di bottiglie, fiaschi e confezioni di tetrapack d’ogni volume, offerte a un prezzo modestissimo: da 70 centesimi a 2 euro al litro. A seguito dell’inchiesta su “Velenitaly” aperta dal settimanale l’Espresso, che con la pubblicazione di prove documentarie ha indicato la Vmc e la Enoagri come i principali produttori di vino sofisticato, se non addirittura tossico, perentoria è arrivata la difesa dell’avvocato Fabio Lucchesi, legale della Vmc di Massafra (Ta). «La Vmc non ha mai prodotto vino tossico e querelerà l’Espresso. Gli articoli riportano in maniera incompleta stralci di provvedimenti adottati da varie Procure e mirano a screditare l’attività della ditta. Come confermato dagli esiti delle analisi effettuate nei laboratori ufficiali e dal ministro delle Politiche agricole De Castro, i prodotti vinosi venduti dalla Vmc non contenevano alcuna sostanza dannosa alla salute umana. La Vmc è stata definita come un’associazione mafiosa di industriali meridionali. I titolari non sono prestanome, tanto meno della Sacra corona unita. Sotto il profilo del danno,

la Vmc ha già stimato una perdita di fatturato di 2 milioni di euro mensili. Pertanto, sarà avanzata un’azione risarcitoria sia per il danno economico che per quello d’immagine». Vanno inoltre distinte Enoagri e Vmc, che nell’inchiesta sono state considerate un tutt’uno. Mentre Vmc lavora vini ottenuti dalla trasformazione di uve e mosti locali ma anche dall’estero, soprattutto dalla Spagna, Enoagri si occupa principalmente di uva da tavola, pertanto non è soggetta alle leggi del settore vitivinicolo, ma a quelle riguardanti i succhi di frutta. L’impiego delle sostanze rintracciate alla Enoagri (acido citrico, acido tartarico, fosfato di ammonio come attivatore della fermentazione alcolica) è disciplinato dalle norme sui succhi di frutta. l.t.

L’EX MINISTRO DE CASTRO: VINO NON PERICOLOSO «In queste ultime settimane assistiamo a un violento attacco ai prodotti made in Italy e dunque agli sforzi e all’impegno spesi in questi anni dai governi e dalle imprese per affermare la qualità dei nostri prodotti all’estero», così commentava l’ex ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro la vicenda del vino adulterato. «Questa azione irresponsabile ha inevitabilmente colpito e danneggiato i produttori onesti, seri, che da sempre con sacrificio lavorano per costruire e difendere, giorno dopo giorno, annata dopo annata, un patrimonio che non è solo economico-produttivo, ma anche culturale, storico, di tradizione». De Castro aveva poi ricordato con forza che c’è stato un attacco con il quale si è scelto volutamente di seminare il panico tra i consumatori, mentre dalle informazioni ricevute non ci sarebbero problemi per la salute.

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ENONEWS

ENOTRUFFE

Cinelli Colombini e Biondi Santi chiedono “pulizia” nel Consorzio ARGIANO 2003 DECLASSATO Argiano ha declassato ufficialmente il suo Brunello Docg annata 2003 e, di fatto, ha indicato la strada per uscire dal fango in cui si è trovato uno dei vini più nobili d’Italia. Con un’implicita ammissione di colpevolezza la contessa Noemi Marone Cinzano ha spiegato pubblicamente le ragioni che hanno portato la sua cantina a imporsi un declassamento dell’annata 2003, nel tentativo di restituire credibilità a chi produce Brunello con passione innata. «Sono profondamente turbata e triste a causa delle recenti vicende che hanno avuto un terribilmente serio impatto nella nostra amata zona», ha dichiarato la contessa Marone Cinzano in una lettera aperta al giornalista James Sucking. «Rispettando la filosofia che ha sempre ispirato Argiano, non riteniamo di poter immobilizzare le nostre referenze maggiori ed aspettare che gli eventi seguano il loro corso. Il nostro principale intento è quello di mettere in grado i nostri fedeli clienti di godere del nostro eccellente vino anche per quest’anno. Per questa ragione faremo l’enorme sacrificio di riclassificare la nostra più importante referenza. La nuova etichetta sarà “Il duemilatre di Argiano”. Ho sempre dedicato la mia intera vita al mondo del vino e all’impegno di raggiungere un gusto raffinato. Guardando al futuro, sono certa che tutto quanto ritornerà presto alla normalità, anche perché sono totalmente consapevole che un ottimo lavoro è stato sempre fatto e Argiano sarà in grado di riaffermare il suo successo lungo il viaggio attorno all’eccellenza vitivinicola».

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el Consorzio del Brunello, c’è chi ha cercato di fare un po’ di “pulizia”. In prima fila Stefano Cinelli Colombini che, insieme al depositario della tradizione secolare del Brunello, Franco Biondi Santi, e ad un piccolo produttore, Gianfranco Soldera, aveva chiesto l’espulsione dei produttori che con le loro truffe sarebbero andati contro le regole del disciplinare (Villa Banfi e Frescobaldi in testa a tutti). «Ho chiesto che si facciano da parte - dice - o che altrimenti sia il Consorzio stesso a chiedere che si facciano da parte. Credo che si tratti di un comportamento più che normale».

Se agli indagati per ora non è riuscito di far passare il progetto di cambiare il disciplinare (per annacquare il Sangiovese in purezza con altri vini per renderlo più ruffiano e giustificare così le truffe commesse), bisognerà vedere se riusciranno a impedire questa ventata di pulizia che serpeggia fra gli altri produttori che non vogliono essere trascinati in uno scandalo che sta rovinando l’immagine di questo territorio, e forse anche quella di tutto il vino italiano. Quello che è avvenuto a Montalcino è molto più grave di quanto si voglia fare credere. Siamo in presenza di una truffa che colpisce uno dei vini in assoluto più “cari” in Italia e uno dei simboli del made in Italy. Con urgenza si deve fare pulizia.

Brunello nel fango Truccato a Montalcino

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opo la mozzarella un altro simbolo del “made in Italy a tavola” è caduto nel fango. La Procura di Siena ha indagato per frode in commercio 13 aziende di Montalcino. Si è parlato di Brunello tagliato con altre uve: il disciplinare del vino più famoso d’Italia sarebbe stato tradito accostando in bottiglia il Sangiovese con un quantitativo tra il 10 e il 20% di uve provenienti da altri vitigni. Va precisato che il disciplinare prevede invece l’impiego al 100% del solo Sangiovese. Il danno a livello d’immagine è stato ingente, ricadendo sulle circa 250 aziende della zona di produzione. Il peggio è stato che, in un’area dove tutti i produttori aderiscono al Consorzio, quelli indagati avrebbero prodotto in zona le uve diverse da Sangiovese - Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot - a volte sacrificando ettari storicamente coltivati a Brunello. Si è ipotizzato che l’operazione sia avvenuta a partire

dal 2003. Forse l’intento era quello di produrre un vino più gradevole per certi palati, come quelli americani. «Sono quattro le aziende alle quali sono state sequestrate le bottiglie dell’annata 2003, Antinori, Frescobaldi, Argiano e Castello Banfi», precisava il presidente del Consorzio di tutela del Brunello di Montalcino Francesco Marone Cinzano (nella foto) al termine di un incontro con il ministro De Castro. Castello Banfi ha riportato un sequestro di almeno 600mila bottiglie. «Il rischio grave - concludeva Marone Cinzano - è che paghi un’intera comunità. Con il sequestro è stata bloccata praticamente l’attività dell’azienda, e il conto molto, troppo salato lo si fa pagare ai nostri 400 dipendenti, cioè a soggetti oggettivamente innocenti e non a dei presunti colpevoli».

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CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE

Gran Vinitaly in Germania L’Italia non delude con 67 medaglie U

na cifra evocativa quella raggiunta delle medaglie consegnate in occasione del XVI Concorso enologico internazionale al Vinitaly. Sono 100 in tutto quelle assegnate (105 nel 2007) su 3.669 campioni inviati al giudizio della giuria (3.507 lo scorso anno) da 1.116 aziende di 32 Paesi (1.103 aziende di 31 Paesi nel 2007), a dimostrazione dell’estrema selettività del concorso, nato per premiare l’eccellenza e per incentivare il miglioramento della qualità della produzione enologica mondiale. L’Italia, al solito, si è

BOOM ESTERO QUALITÀ PREMIA IL VINO Vinitaly 2008 ha superato se stesso. Il boom di operatori esteri ha caratterizzato la 42a edizione con presenze massicce dai cinque continenti, ma con una partecipazione mai vista prima di cinesi e in generale di asiatici. Russia e Paesi dell’Est europeo in primo piano tra i buyer stranieri, ma anche dagli Stati Uniti, nonostante la riflessione del mercato americano, sono aumentati gli arrivi. «La rassegna - ha dichiarato Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere - si è chiusa con oltre 150.000 operatori complessivi, dei quali più di 45.000 esteri, che rappresentano il 30% circa del totale, in aumento di quasi il 15% rispetto all’edizione del 2007». Soddisfatti i produttori, che hanno visto crescere il numero di contatti e l’interesse da parte dei mercati asiatici. Appuntamento quindi alla 43a edizione in programma dal 2 al 6 aprile 2009, ovviamente a Verona.

distinta bene.105 i giudici che sono stati impegnati a Verona, divisi in 21 commissioni di valutazione, ciascuna composta da due enologi italiani e uno straniero nominati dall’Associazione Enologi Enotecnica italiani e da due giornalisti di fama internazionale selezionati dall’Ice. Il metodo di valutazione seguito è stato quello dell’ “Union Internationale des Œnologues”, che prevede l’espressione dei giudizi in centesimi. Parla per la prima volta tedesco il Premio Speciale Gran Vinitaly 2008, assegnato all’azienda Divino Nordheim - Die Winzergenossenschaft - Nordheim, Bayern (Germania). Il premio è un riconoscimento di grande prestigio, perché viene assegnato all’azienda che ha totalizzato il maggiore punteggio su due vini premiati con medaglia in gruppi diversi. Sette invece le aziende che grazie alla somma dei punteggi ottenuti con tre vini che hanno ricevuto la Gran Menzione hanno vinto il Premio Speciale. Si tratta della canadese Peller Estates Winery, della ceca Moravske Vinarske Zavody Bzenec Sro, della francese Scv Champagne Beaumont des Crayeres, della greca Ktima Biblia Chora S.A., dell’italiana Cavit, della spagnola Adegas Galegas S.L. e della tedesca Winzergenossenschaft Thungersheim EG. Per i vincitori del concorso il premio ha una doppia valenza: riconoscimento della qualità e visibilità commerciale grazie alle iniziative introdotte dal 2007 da Vinitaly e che vengono riproposte

quest’anno visti i buoni risultati ottenuti. Si tratta dell’accordo tra Veronafiere e la catena del Fine food Isetan (11 store tra Tokyo e Kyoto), aderente all’Ado (All Nippon Department Stores), che associa 66 grandi magazzini del lusso, e dell’accordo con Spazio Italia, l’area gestita da Air Dolomiti/Lufthansa nella zona partenze per l’Italia dell’Aeroporto internazionale di Monaco. Questa edizione del concorso ha rappresentato agli occhi degli operatori una forma di selezione “certificata” dell’eccellenza e un richiamo a visitare anche aziende non ancora conosciute. Preziosi poi i contatti con ristoratori ed enotecari: «Un operatore che viene dall’estero - hanno detto alcuni produttori presenti sotto l’insegna delle Strade del vino della Val di Noto in Sicilia conosce già i grandi nomi e si ferma da noi se è preparato e magari conosce la zona di produzione. Il ristoratore e l’enotecario, invece, si rivolgono più ai piccoli alla ricerca di un rapporto diretto con il produttore e con il territorio».

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CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE

16° CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE VINITALY 2008 I PREMI SPECIALI

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EDIZIONE 2008 IN CIFRE

100 medaglie assegnate all’edizione 2008 del Concorso

15 Paesi premiati

67 medaglie italiane assegnate

105 giudici impegnati nelle selezioni

21 commissioni di valutazione

3.669 campioni inviati al giudizio

• PREMIO SPECIALE GRAN VINITALY 2008 Secondo le modalità stabilite dal regolamento del concorso, il premio speciale “Gran Vinitaly 2008” viene assegnato al produttore che ha totalizzato il maggior risultato calcolato dalla somma dei punteggi più elevati riferiti a due vini che hanno ottenuto una medaglia in gruppi diversi.

- Divino Nordheim - Die Winzergenossenschaft - Nordheim, Bayern (Germania)

• PREMIO SPECIALE VINITALY 2008 Secondo le modalità stabilite dal regolamento del concorso, il premio speciale “Vinitaly 2008” viene assegnato al produttore di ogni Paese che ottiene il maggior punteggio calcolato dalla somma dei punteggi più elevati riferiti ai tre migliori vini che hanno ottenuto la “Gran menzione”. Detto premio viene attribuito a condizione che il Paese di appartenenza dell’azienda abbia partecipato con non meno di 10 aziende

- Canada - Peller Estates Winery - Niagara on the Lake, Ontario - Francia - Scv Champagne Beaumont des Crayeres - Mardeuil - Germania - Winzergenossenschaft Thungersheim Eg - Bayern - Grecia - Ktima Biblia Chora sa - Kokkinochori - Kavala - Italia - Cavit sc - Trento - Repubblica Ceca - Moravske Vinarske Zavody Bzenec sro - Bzenec - Spagna - Adegas Galegas sl - Salvaterra - Pontevedra

• PREMIO SPECIALE BANCA POPOLARE DI VERONA L’azienda che ha prodotto il vino veneto, o emiliano romagnolo, o trentino che ha ottenuto il miglior punteggio di tutte le categorie previste dal regolamento del 16° Concorso enologico internazionale, in base ai criteri stabiliti dal regolamento del concorso stesso risulta:

- Amarone della Valpolicella Doc “Bosan” 2001 di Gerardo Cesari Spa di Cavaion Veronese (Vr)

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CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE

Circeo Doc bianco DUNE di CANTINA SANT’ANDREA Tipologia: Circeo Doc bianco Etichetta: Dune Uvaggio: 40% Malvasia Puntinata, 60% Trebbiano Vinificazione: criomacerazione di 24/36 ore, pressatura soffice, fermentazione a temperatura di 16-18°C Affinamento: in piccole botti di rovere 6 mesi, poi in bottiglia 3 mesi Colore: giallo paglierino carico con riflessi dorati Profumo: intenso ed elegante con note di banana, ananas, miele e vaniglia Sapore: secco, pieno e strutturato, fresco con lunga persistenza retroolfattiva Gradi: 14% vol. Servire a: 10-12°C Abbinamenti: piatti di struttura di pesce MEDAGLIA e carne bianche D’ORO Azienda agricola Cantina Sant’Andrea strada del Renibbio 1720, 04010 Borgo Vodice (Lt) Tel 0773 755028 - Fax 0773 756147 www.cantinasantandrea.it

Soave Classico Doc LE CROSARE di CANTINA DI MONTECCHIA Tipologia: Soave Classico Doc Etichetta: Le Crosare Uvaggio: 100% Garganega Vinificazione: termocondizionata Invecchiamento: in barrique nuove di rovere francese Affinamento: 6 mesi in bottiglia Colore: giallo paglierino con sfumature dorate Profumo: intenso, vinoso e fruttato Sapore: sapido, piacevolmente pieno Longevità: 3 anni Gradi: 13% vol. Servire a: 10°C Acidità totale: 6,5 g/l Abbinamenti: piatti di mare anche importanti

MEDAGLIA DI BRONZO

Cantina di Montecchia scarl via Alpone 53, 37030 Montecchia di Crosara (Vr) Tel 045 7450094- Fax 045 6544154 www.cantinedimontecchia.com

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I PREMIATI PER CATEGORIA VINI TRANQUILLI DOC Gruppo 1 - Vini bianchi tranquilli

Gran Medaglia d’Oro Colli di Conegliano Doc bianco “Mina” 2007 di A.c. srl - Astoria Vini - Crocetta del Montello (Tv) Medaglia d’Oro Bacchus Kabinett Halbtrocken Volkacher Kirchberg ex-aequo Qualitatswein Franken 2007 di Winzergemeinschaft Franken Eg - Kitzingen (Germania) Colli di Luni Doc bianco “Onda di Luna” 2007 di Cantine Lunae Bosoni srl - Ortonovo (Sp) Medaglia d’Argento Alto Adige Doc Müller Thurgau 2007 di Kettmeir Spa/ag - Caldaro (Bz) Medaglia di Bronzo Riesling Spatlese Trocken Qualitatswein Franken 2006 ex-aequo di Divino Nordheim - Die Winzergenossenschaft Nordheim, Bayern (Germania) Taburno Doc Falanghina “Adria” 2007 di Torre dei Chiusi Azienda agricola di Domenico Pulcino - Torrecuso (Bn) Gruppo 2 - Vini bianchi elaborati in barrique o comunque affinati in legno

Gran Medaglia d’Oro Weiss Trocken Wunderbar Cuvée Qualitatswein Franken 2006 di Winzer Sommerach - Der Winzerkeller - Sommerach (Germania) Medaglia d’Oro • Circeo Doc bianco “Dune” 2006 di Cantina Sant’Andrea Azienda agricola - Borgo Vodice (Lt) Medaglia d’Argento Garda Doc Chardonnay “Meridiano” 2006 di Azienda agricola Ricchi f.lli Stefanoni ss - Monzambano (Mn) Medaglia di Bronzo Soave Doc Classico “Le Crosare” 2006 di Cantina di Montecchia scarl - Montecchia di Crosara (Vr) Gruppo 3 - Vini rossi prodotti nelle ultime tre vendemmie (2007-2006-2005)

Gran Medaglia d’Oro Primitivo di Manduria Doc 2006 di Pirro Varone di Occhinero Maria Antonietta - Manduria (Ta) Medaglia d’Oro Navarra Vqprd Merlot “Deyo” 2005 di Bodegas Castillo de Monjardin Sa - Villa Mayor de Monjardin (Spagna) Medaglia d’Argento Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva “Caroso” 2005 di Citra Vini Società cooperativa - Ortona (Ch) Medaglia di Bronzo Edesheimer Ordensgut Präkatswein Pfalz Dornfelder Spatlese Trocken 2006 di Weingut Werner Anselmann - Edesheim (Germania)

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CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE Gruppo 4 - Vini rossi dai 4 ai 6 anni dalla vendemmia (2004-2003-2002)

Gran Medaglia d’Oro Amarone della Valpolicella Doc 2004 di Azienda agricola Fattoria Garbole - Tregnago (Vr) Medaglia d’Oro Montepulciano d’Abruzzo Doc “Cagiolo” 2004 di Cantina Tollo sca - Tollo (Ch) Medaglia d’Argento Brindisi Doc Rosso Riserva 2004 di Cantine Due Palme sca - Cellino S. Marco (Br) Medaglia di Bronzo Montepulciano d’Abruzzo Doc “Colle Maggio” 2004 di Azienda Vinicola Torre Zambra sas - Villamagna (Ch) Gruppo 5 - Vini rossi con oltre 6 anni dalla vendemmia (2001 e annate precedenti)

Gran Medaglia d’Oro Amarone della Valpolicella Doc “Bosan” 2001 di Gerardo Cesari Spa - Cavaion Veronese (Vr) Medaglia d’Oro Amarone della Valpolicella Doc “Rocca Sveva” 2000 di Cantina di Soave sac - Soave (Vr) Medaglia d’Argento Amarone della Valpolicella Doc Classico 2000 di Azienda agricola Ca’ del Monte di Zanconte Luigi e figli ss - Negrar (Vr) Medaglia di Bronzo Copertino Doc Rosso “Divoto” 2001 di Apollonio Casa Vinicola Srl - Monteroni di Lecce (Le) Gruppo 6 - Vini rosati

Gran Medaglia d’Oro Montepulciano d’Abruzzo Doc Cerasuolo “Mallorio” 2007 di Società cooperativa agricola Olearia Vinicola Orsogna - Orsogna (Ch) Medaglia d’Oro Montepulciano d’Abruzzo Doc Cerasuolo 2007 di Azienda agricola vitivinicola Strappelli - Torano Nuovo (Te) Medaglia d’Argento Garda Doc Classico Chiaretto “Pergola” 2007 di Cantina della Valtenesi e della Lugana Civielle sac - Moniga del Garda (Bs) Medaglia di Bronzo Montepulciano d’Abruzzo Doc Cerasuolo 2007 di Vitivinicola de Angelis Corvi - Controguerra (Te) Gruppo 7 - Vini dolci naturali

Gran Medaglia d’Oro Montilla Moriles Vqprd Pedro Ximenez “Una Vida” di Moreno sa - Cordoba (Spagna) Medaglia d’Oro Colli Orientali del Friuli Doc Bianco Dolce “Noans” 2006 di Azienda agricola La Tunella dd - Ipplis di Premariacco (Ud) Medaglia d’Argento Alto Adige Doc Sauvignon Passito “Saphir” 2006 di Podere Provinciale Cantina Laimburg - Ora (Bz) Medaglia di Bronzo Müller Thurgau Beerenauslese Qualitatswein Franken 2006 di Divino Nordheim - Die Winzergenossenschaft Nordheim, Bayern (Germania) Gruppo 8 - Vini liquorosi

Gran Medaglia d’Oro Marsala Doc Superiore Riserva dolce “Oro” 1999 di Carlo Pellegrino & C. Spa - Marsala (Tp) Medaglia d’Oro Marsala Doc Superiore dolce G.d. di Francesco Intorcia & figli snc - Marsala (Tp) Medaglia d’Argento Marsala Doc Vergine Dry “Riserva del Centenario” 1980 di Carlo Pellegrino & C. Spa - Marsala (Tp) Medaglia di Bronzo Douro Vqprd Moscatel 1980 di Adega Cooperativa de Favaios, crl - Favaios - Alijo’ (Portogallo)

ENONEWS Alto Adige Doc MÜLLER THURGAU di KETTMEIR Tipologia: Alto Adige Doc Etichetta: Müller Thurgau Uvaggio: 100% Müller Thurgau Vinificazione: in bianco con breve macerazione delle bucce a basse temperature, fermentazione in acciaio a temperatura controllata di 14-15°C Colore: giallo paglierino scarico Profumo: intenso, misuratamente aromatico, sentori di noce moscata, ortica e pesca bianca Sapore: fresco, pieno, piacevole e persistente Longevità: 2 anni Gradi: 12,50% vol. Servire a: 10-12°C Abbinamenti: indicato come aperitivo, accompagna bene risotti ai frutti di mare, MEDAGLIA grigliate di pesce e fritti D’ARGENTO Kettmeir Spa via Cantine 4, 39052 Caldaro (Bz) Tel 0471 963135 - Fax 0471 963393 www.kettmeir.com

Garda classico Chiaretto PERGOLA di CIVIELLE Tipologia: Garda classico Chiaretto Etichetta: Pergola Uvaggio: 60% Groppello, 20% Marzemino, 10% Sangiovese, 10% Barbera Vinificazione: in rosso, svinatura alla “levata di cappello” Affinamento: 2 mesi in bottiglia Colore: da rosa petalo a cerasuolo con riflessi rubini Profumo: fine, fruttato con sentori floreali Sapore: secco, fresco, fine e sapido con spiccata salinità e leggero retrogusto amarognolo Longevità: 5 anni Gradi: 13% vol. Servire a: 8-10°C Acidità totale: 6 g/l Abbinamenti: carni bianche, pesce, come MEDAGLIA D’ARGENTO aperitivo Cantine della Valtènesi e della Lugana via Pergola 21, 25080 Moniga del Garda (Bs) Tel 0365 502002 - Fax 0365 5033424 www.civielle.com ITALIA A TAVOLA NETWORK - MAGGIO 2008

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CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE

VINI TRANQUILLI IGT Gruppo 1 - Vini bianchi tranquilli

Gran Medaglia d’Oro Sauvignon Daruvar 2007 di Badel 1862 - Zagreb (Croazia) Medaglia d’Oro Marca Trevigiana Igt Manzoni bianco 2007 ex-aequo di Cescon Italo storia e vini srl - Roncadelle di Ormelle (Tv) Ryzlink Rynsky Vinarska Oblast Morava “Ego n° 81” 2006 di Moravske Vinarske Zavody Bzenec sro - Bzenec (Repubblica Ceca) Medaglia d’Argento Sicilia Igt Chardonnay “Aquilae” 2007 di Cantina sociale viticultori associati Società cooperativa - Canicattì (Ag) Medaglia di Bronzo Sicilia Igt Grillo “Baronia Lampiasi” 2006 di Feudi di Sant’Eufemia srl - Salemi (Tp) Gruppo 2 - Vini bianchi elaborati in barrique o comunque affinati in legno

Gran Medaglia d’Oro Chardonnay Niagara Peninsula Vqa Special Reserve 2004 di Magnotta Winery Corporation - Vaughan (Canada) Medaglia d’Oro Tramin Cerveny Vyber Z Bobuli’ Vinarska Oblast Morava 2003 di Vinarstvi Ovcacik - Velehrad (Repubblica Ceca) Medaglia d’Argento Chardonnay South Australia ”Reeves Point” 2004 di Jacob’s Creek Wines - Rowland Flat (Australia) Medaglia di Bronzo Chardonnay Galilee “Odem” 2006 ex-aequo di Yarden Golan Heights Winery - Katzrin (Israele) Rulandske Sede Vyber Z Bobuli’ Vinarska Oblast Morava 2003 di Vinarstvi Ovcacik - Velehrad (Repubblica Ceca) Gruppo 3 - Vini rossi prodotti nelle ultime tre vendemmie (2007-2006-2005)

Gran Medaglia d’Oro Carmenere Gran Reserva Colchagua Valley “Chanan” 2006 di Viña Santa Cruz ltda - Santa Cruz do Sul (Cile) Medaglia d’Oro Sicilia Igt Syrah “Aquilae” 2006 di Cantina sociale Viticultori Associati Società cooperativa - Canicattì (Ag) Medaglia d’Argento Carmenere Valle del Maule “1865” 2006 di Viña San Pedro sa - Santiago (Cile) Medaglia di Bronzo Sicilia Igt Rosso “Koré “ 2006 di Cantine Colomba Bianca Società cooperativa - Mazara del Vallo (Tp) Gruppo 4 - Vini rossi dai 4 ai 6 anni dalla vendemmia (2004-2003-2002)

Gran Medaglia d’Oro Salento Igt Rosso “Invisibile” 2003 di Alessia Imperatori Vini - Cellino San Marco (Br) Medaglia d’Oro Vino tinto Maipo Valley “House of Morande’” 2003 di Viña Morande sa - Las Condes - Santiago (Cile) Medaglia d’Argento Lazio Igt Rosso “Moroello” 2004 ex-aequo di Vini Principe Pallavicini - S.a.i.t.a. Spa - Colonna (Rm) Toscana Igt Rosso “Poggio delle Faine” 2004 di Cantine Francesco Minini Spa - Verolanuova (Bs) Medaglia di Bronzo Toscana Igt Rosso “Campomaggio” 2004 di Castellani Spa - Pontedera (Pi)

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Colli di Conegliano bianco Doc MINA 2007 di ASTORIA VINI Tipologia: Colli di Conegliano bianco Doc Etichetta: Mina 2007 Uvaggio: 45% Chardonnay, 10% Sauvignon, 45% Incrocio Manzoni Vinificazione: tradizionale in bianco con pressatura soffice, fermentazione a bassa temperatura, sosta sui lieviti per qualche settimana tutto in acciaio Invecchiamento: in acciaio Affinamento: in bottiglia 12 mesi Colore: giallo paglierino Profumo: floreale e di frutta fresca Sapore: sapido, fresco e asciutto Longevità: pluriennale Gradi: 12,5% vol. Servire a: 8-10°C Acidità totale: 5,30 g/l GRAN Abbinamenti: antipasti MEDAGLIA e piatti di pesce D’ORO Astoria Vini via Crevada, 31020 Refrontolo (Tv) Tel 0423 6699 - Fax 0423 665077 www.astoria.it

Spumante metodo Classico BRUT DEGLI ANGELI di TENUTA DEGLI ANGELI Tipologia: Spumante metodo Classico Etichetta: Brut degli Angeli Uvaggio: 100% Chardonnay Vinificazione: pressatura di uve intere, fermentazione a temperatura controllata seguita da affinamento in legno di 20% del totale. Rifermentazione in bottiglia con permanenza sui lieviti per 48 mesi Colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli Profumo: elegante, fruttato con sentori di crosta di pane e lisato Sapore: secco, citrino, equilibrato con retrogusto amandorlato Longevità: 2-5 anni Gradi: 12% vol. Servire a: 8-10°C Acidità totale: 6,10 g/l Abbinamenti: crostacei crudi, pesce, risotti delicati, MEDAGLIA carne bianca e marinate D’ARGENTO Azienda agricola Tenuta degli Angeli via Fontana Roux 5, Carobbio d/a (Bg) Tel 035 951489/687130 - Fax 035 687121 www.tenutadegliangeli.it

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CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE Vino bianco tranquillo ONDA DI LUNA di CANTINE LUNAE BOSONI Tipologia: Vino bianco tranquillo Etichetta: Onda di Luna Uvaggio: 70% Vermentino, 15% Albarola, 15% Greco Vinificazione: macerazione a freddo sulle bucce per 48 ore, fermentazione a temperatura controllata Colore: giallo paglierino Profumo: intenso, persistente e elegante Sapore: fresco e armonico in bocca con sentori di ginestra e frutta fresca Gradi: 13,5% vol. Servire a: 10°C Acidità totale: 5,9 g/l Abbinamenti: con tutti i piatti più saporiti della cucina ligure quali i pansotti al sugo di noci o verdure ripiene e con specialità marinare MEDAGLIA D’ORO

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Gruppo 5 - Vini rossi con oltre 6 anni dalla vendemmia (2001 e annate precedenti)

Gran Medaglia d’Oro Shiraz Cabernet South Australia ”Johann” 2001 di Jacob’s Creek Wines - Rowland Flat (Australia) Medaglia d’Oro Colli della Toscana Centrale Igt Rosso 1998 di I Balzini Società agricola ss - Barberino Val d’Elsa (Fi) Medaglia d’Argento Sicilia Igt Nero d’Avola “Deliella” 2001 di Feudo Principi di Butera srl - Butera (Cl) Medaglia di Bronzo Sicilia Igt Rosso “Duca di Montalbo” 1999 di Azienda agricola G. Milazzo - Terre della Baronia Spa - Campobello di Licata (Ag) Gruppo 6 - Vini rosati

Gran Medaglia d’Oro Salento Igt Rosato “Metiusco” 2007 di Azienda vinicola Palamà Cosimo - Cutrofiano (Le) Medaglia d’Oro Histonium Igt Rosato “Vird’ Vird” 2007 di Vitivinicola del Casale Sergio - Vasto (Ch) Medaglia d’Argento Cabernet Sauvignon Slovenske Privlastkove Vino Ruzove Polosladke 2007 di Vina’rskeza’vody Topolcianky sro - Topolcianky (Slovacchia Repubblica) Medaglia di Bronzo Isola dei Nuraghi Igt Rosato “Chiaro di Stelle” 2007 di Azienda agricola vitivinicola f.lli Pala di Enrico e Mario ss - Serdiana (Ca) Gruppo 7 - Vini dolci naturali

Cantine Lunae Bosoni srl via Bozzi 63, 19034 Ortonovo (Sp) Tel 0187 660187 - Fax 0187 669223 www.cantinelunae.com

Primitivo di Manduria Doc PIRRO VARONE di PIRRO VARONE Tipologia: Primitivo di Manduria Doc Etichetta: Pirro Varone Uvaggio: 100% Primitivo Vinificazione: in acciaio per 12 mesi Invecchiamento: in acciaio Affinamento: in bottiglia per 6 mesi Colore: rosso rubino Profumo: confettura di mirtilli, tamarindo con note balsamiche Sapore: elegante, vellutato, armonico Gradi: 15% vol. Servire a: 15-18°C Abbinamenti: carni rosse e cacciagione, piatti saporiti in genere

Gran Medaglia d’Oro Riesling Icewine Niagara Peninsula Vqa 2006 di Inniskillin Wines Inc. - Niagara on the Lake (Canada) Medaglia d’Oro Vidal Icewine Niagara Peninsula Vqa 2006 ex-aequo di Inniskillin Wines Inc. - Niagara on the Lake (Canada) Vidal Icewine Niagara Peninsula Vqa 2005 di Strewn Inc. - Niagara on the Lake (Canada) Medaglia d’Argento Vigneti delle Dolomiti Igt Moscato giallo “Ego” 2005 di Cantina sociale Mori Colli Zugna Società cooperativa agricola - Mori (Tn) Medaglia di Bronzo Vidal Icewine Pelee Island Vqa 2005 di Pelee Island Winery - Kingsville - Ontario (Canada) Gruppo 8 - Vini liquorosi

Gran Medaglia d’Oro Sicilia Igt Moscato Liquoroso di F.lli Lombardo fu Giuseppe & C. srl - Marsala (Tp) Medaglia d’Oro Sicilia Igt Moscato Liquoroso 2005 di Casano sas di G. Casano & C. - Marsala (Tp) Medaglia d’Argento Sicilia Igt Moscato Liquoroso di Francesco Intorcia & figli snc - Marsala (Tp) Medaglia di Bronzo Sicilia Igt Zibibbo Liquoroso “Ambrosia” 2006 di Azienda agricola Favuzza - Salemi (Tp)

GRAN MEDAGLIA D’ORO

Azienda agricola Pirro Varone via Senatore Lacaita 90, 74024 Manduria (Ta) Tel 339 7429098 www.pirrovarone.com

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CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE

Le Bollicine: Ori agli Charmat,

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VINI SPUMANTI DOC Gruppo 1 - Vini spumanti metodo Charmat

Gran Medaglia d’Oro Prosecco di Valdobbiadene Doc Superiore di Cartizze Spumante Dry 2007 di Le Bertole di Bortolin G. & C. Società agricola ss - Valdobbiadene (Tv) Medaglia d’Oro Prosecco di Valdobbiadene Doc Spumante Demi Sec “Suavis” 2007 di Bortolomiol Spa - Valdobbiadene (Tv) Medaglia d’Argento Prosecco di Valdobbiadene Doc Spumante Extra Dry 2006 di Dea Azienda agricola di Caldart A. & C. ss - Valdobbiadene (Tv) Medaglia di Bronzo Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Doc ex-aequo Spumante Extra Dry 2007 di Azienda agricola Borgo Antico - Conegliano (Tv) Prosecco di Valdobbiadene Doc Spumante Brut 2007 di Col Vetoraz Spumanti srl - Treviso (Tv) Gruppo 2 - Vini spumanti metodo Classico

Gran Medaglia d’Oro Champagne Vqprd Brut Cuvée Reserve “Florens Louise” di Champagne P. & C. Heidsieck - Reims (Francia) Medaglia d’Oro Champagne Vqprd Brut “Fleur de Rose” 2003 di Scv ex-aequo Champagne Beaumont des Crayeres - Mardeuil (Francia) Champagne Vqprd Brut Blanc de Blancs Grand Cru 1998 di Union Champagne de Saint Gall - Avize (Francia) Medaglia d’Argento Champagne Vqprd Brut Mosaique di Jacquart & ex-aequo Associes Distribution sas - Reims (Francia) Franciacorta Docg Brut di Contadi Castaldi srl - Adro (Bs) Medaglia di Bronzo Champagne Vqprd Brut ”Grand Prestige” di Scv ex-aequo Champagne Beaumont des Crayeres - Mardeuil (Francia) Kerner Winzersekt Brut Sekt B.A. Franken 2005 di Winzergemeinschaft Franken Eg - Kitzingen (Germania) Gruppo 3 - Vini spumanti dolci

Gran Medaglia d’Oro Colli Euganei Doc Fior d’arancio Spumante Dolce 2007 di Cantina Colli Euganei sca - Vo’ (Pd) Medaglia d’Oro Colli Euganei Doc Fior d’arancio Spumante Dolce 2007 di Società agricola vitivinicola Selmin Guglielmo & Vittorio - Galzignano Terme (Pd) Medaglia d’Argento Colli Euganei Doc Fior d’arancio Spumante Dolce 2007 di Cantine dei Colli Tramonte srl - Teolo (Pd) Medaglia di Bronzo Moscato di Sardegna Doc Spumante dolce “Vigne del Portale” 2007 di Cantina del Vermentino sca - Monti (Ss)

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untando l’obiettivo sulle due macrocategorie dei vini spumanti all’interno del Concorso enologico internazionale, il dato più eclatante è senza dubbio la debacle degli spumanti italiani nelle bollicine metodo Classico italiano (Doc e non) che, con la sola eccezione del Franciacorta Docg brut di Contadi Castaldi e dei Brut bergamaschi di Tenuta degli Angeli e La Rocchetta, hanno ceduto tutte le piazze allo champagne e a spumanti tedeschi, australiani, moldavi e slovacchi. Una situazione su cui converrà riflettere a fondo. Vinitaly, da una parte, e i produttori italiani dall’altra, non possono infatti lasciare sguarnita - come è stato fatto - una competizione in cui per le piazze più prestigiose le bollicine di casa nostra potrebbero giocarsela un po’ meglio con i cugini d’Oltralpe. Troppo pochi i concorrenti o scarso valore del concorso sul piano dell’immagine? Davvero Ferrari, Bellavista, Cà del Bosco o Monterossa (per citare solo alcuni nomi) non avrebbero potuto andare a medaglia con qualche vino presente al Vinitaly? Si attendono risposte dagli addetti ai lavori... Tornando ai risultati per gli spumanti, va detto che l’Italia monopolizza in ogni caso, com’era prevedibile, la categoria dei vini metodo Charmat e dei vini spumanti dolci. Lider Maximo il Veneto, che celebra il suo trionfo con 13 medaglie (7 ori, 2 argenti e 4 bronzi), di cui ben 4 Gran Medaglie d’oro (Vini spumanti metodo Charmat e Vini spumanti dolci in entrambe le categorie Spumanti Doc e non). Seguono a distanza le altre regioni, con la Lombardia che riscatta, grazie all’argento del Franciacorta Docg Brut di Contadi Castaldi,

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ENONEWS

CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE

alti e bassi argento ai Classici la defaillance del Belpaese negli Spumanti metodo Classico Doc. Ed è di nuovo la Lombardia a portare soccorso all’Italia nel metodo Classico non Doc con l’argento vinto ex-aequo dalle due aziende bergamasche ricordate sopra. Il Piemonte fa la sua comparsa solo negli Spumanti dolci non Doc, con un oro e un bronzo, mentre la Sardegna si fa dolce strappando un bronzo e un argento, rispettivamente negli Spumanti dolci Doc e in quelli non Doc. Una presenza anche per il Trentino, con un Argento negli Spumanti Charmat non Doc.

ALTRI VINI SPUMANTI Gruppo 1 - Vini spumanti metodo Charmat

Gran Medaglia d’Oro Kerner Spumante Brut “L’arte Spumantistica” 2006 di Carpenè Malvolti Spa - Conegliano (Tv) Medaglia d’Oro Vino Spumante Brut di Agricola Mazzolada srl Portogruaro (Ve) Medaglia d’Argento Vino Spumante Brut Riserva Cuvée di Cesarini Sforza Spumanti Spa - Ravina (Tn) Medaglia di Bronzo Prosecco Spumante Extra Dry 2007 di Azienda ex-aequo agricola Andreola Orsola - Col San Martino (Tv) Vino Spumante Extra Dry Rosé “Sergio” 2007 di Mionetto Spa - Valdobbiadene (Tv) Gruppo 2 - Vini spumanti metodo Classico

Gran Medaglia d’Oro Sparkling Rosé Barossa Valley di Jacob’s Creek Wines - Rowland Flat (Australia) Medaglia d’Oro Sekt Biely Brut “Palffy” 1999 di Vino Nitra sro - Nitra (Slovacchia Repubblica) Medaglia d’Argento Chardonnay Spumante Brut “Degliangeli” 2002 di ex-aequo Azienda agricola Tenuta degli Angeli - Carobbio d/A (Bg) Vino Spumante Brut 2004 di Azienda agricola La Rocchetta - Villongo (Bg) Medaglia di Bronzo Cuvée Aleksandr Cahul 2006 di Acorex Wine Holding sa. - Chisinau (Moldavia) Gruppo 3 - Vini spumanti dolci

Gran Medaglia d’Oro Moscato Spumante dolce 2007 di Cantine dei Colli Tramonte srl - Teolo (Pd) Medaglia d’Oro Moscato Spumante dolce Rosé “Villa Jolanda” di Santero Fratelli & C. I.v.a.s.s. Spa - S. Stefano Belbo (Cn) Medaglia d’Argento Malvasia Spumante dolce 2007 di Silattari srl - Bosa (Or) Medaglia di Bronzo Moscato Spumante di Santero fratelli & C. I.v.a.s.s. Spa - S. Stefano Belbo (Cn)

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ENONEWS Amarone della Valpolicella Doc BOSAN 2001 di GERARDO CESARI Tipologia: Amarone della Valpolicella Doc Etichetta: Amarone della Valpolicella Doc “Bosan 2001” Uvaggio: 80% Corvina, 20% Rondinella Invecchiamento: 18 mesi in barriques, successivo assemblaggio in botte per altri 18 mesi Affinamento: circa 12 mesi in bottiglia Colore: rosso intenso con riflessi purpurei Profumo: intenso di frutta rossa macerata, note di sottobosco, spezie e cacao Sapore: caldo, morbido ed equilibrato Longevità: 15 anni Gradi: 15,50% vol. Servire a: 18-20°C Acidità totale: 6,00 g/l Abbinamenti: cacciagione, carni. Da meditazione G. Cesari Spa località Sorsei 3, 37010 Cavaion Veronese (Vr) Tel 045 6260928 - Fax 045 6268771 www.cesari-spa.it

CONCORSI

32° Challenge du vin 14 ori per gli italiani O

gni anno il Challenge international du vin, il più importante concorso enologico francese, raduna mille giudici di grande esperienza per una degustazione ad occhi chiusi di 5.129 vini provenienti da 35 Paesi. Il risultato delle premiazioni: un assortimento di medaglie d’oro, d’argento e di bronzo per andare incontro alle attese dei mercati internazionali. L’obiettivo principale del concorso è di promuovere vini di qualità da tutto il mondo. In base all’assaggio, i giudici assegnano a circa il 25% dei vini in gara una delle tre medaglie. Per i produttori si tratta di un’occasione importante: la possibilità di aggiungere sull’etichetta il premio ricevuto al Challenge international du vin conferisce un valore aggiunto ai loro

prodotti. Inoltre, offre un parametro di valutazione e un richiamo per l’occhio di ogni tipo di consumatore. A Bourg-sur-Gironde (Bordeaux) sono stati premiati 80 vini italiani: 14 hanno ricevuto la medaglia d’oro, 30 d’argento e 36 di bronzo. Fra tutti i vini che hanno vinto una medaglia d’oro al concorso, il Premio della stampa, assegnato dal Bordeaux press club di cui facevano parte giornalisti francesi, britannici, portoghesi e spagnoli, è andato a Sogrape Vinhos - Porto Doc (Portogallo, Sandeman 40 year old tawny). Come tributo agli ideatori di questa prestigiosa competizione, due dei vini che hanno ottenuto il punteggio più elevato sono stati insigniti dai premi speciali di Blaye e di Bourg. Il Premio speciale di Blaye è andato al rosso Premières Côtes de

LE MEDAGLIE D’ORO ASSEGNATE AI VINI ITALIANI

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PRODOTTO

TIPOLOGIA PREZZO

PRODUZIONE

AZIENDA

Punta di Colle 2005 - Igt. Colline Pescaresi

bianco secco

12-20 euro

6.420 bottiglie

Azienda Marramiero Srl - Rosciano (Pe)

Terra di San Mauro Chardonnay 2006 - Doc Trentino

bianco secco

5-12 euro

7.799 bottiglie

Cantina Sociale Mori Colli Zugna - Mori (Tn)

Cavit Maso Toresella Cuvee 2005 - Igt Vigneti delle Dolomiti

bianco secco

12-20 euro

6.500 bottiglie

Cavit scarl - Trento

Bizante Antigniano 2006 - Igt Umbria

bianco

5-12 euro

8.600 bottiglie

Brogal Vini srl - Bastia Umbra (Pg)

Molin 2007 - Doc Lugana

bianco

5-12 euro

10.000 bottiglie

Azienda agricola Provenza Walter Contato ss - Monza (Mi)

Filuferru Barricato 2006 - Acquavite - Grappa

distillato

12-20 euro

1.615 bottiglie

Lucrezio R. Distilleria Berchidda srl - Berchidda (Ot)

Corte Sole Frizzante - Doc Oltrepò pavese

bianco brillante

5-12 euro

15.000 bottiglie

Vinicola Decordi - Borgo Imperiale - Corte Sole spa - Cremona

Battaglio Moscato 2007 - Doc Piemonte

bianco brillante

5-12 euro

5.000 bottiglie

Battaglio Mario - Vezza d’Alba (Cn)

Tolos 2004 - Doc Montepulciano d’Abruzzo

rosso

n.p.

20.000 bottiglie

Azienda agricola Terra d’Aligi di Spinelli srl - Atessa (Ch)

Rosso del Chino 2003 - Doc Garda / Garda Classico

rosso

5-12 euro

7.500 bottiglie

Azienda agricola Bertagna Gianfranco - Cavriana (Mn)

Le Vigne di Sammarco - Solemnis 2006 - Igt Salento

rosso

5-12 euro

10.000 bottiglie

Agricole Rizzello Spa - Cellino S. Marco (Br)

Gurgò Nero d’Avola 2006 - Igt Sicilia

rosso

meno di 5 euro

10.000 bottiglie

Cantine Paolini srl - Marsala (Tp)

Sole dei Padri 2004 - Igt Sicilia

rosso

12-20 euro

7.000 bottiglie

Azienda agricola Spadafora - Palermo

Bosan 2001 - Doc Amarone della Valpolicella

rosso

più di 20 euro

13.000 bottiglie

Gerardo Cesari Spa - Cavaion Veronese (Vr)

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CONCORSI

ENONEWS A BRUXELLES ALL’ITALIA 3 GRAN MEDAGLIE E 32 ORI

Blaye di Vini Crus Bourgeois Blaye sarl (2006, Excellence IX), mentre il Premio speciale di Bourg è stato attribuito al rosso Côtes de Bourg di Scea Orlandi Frères (2005, Château Puybarbe, Cuvée Prestige). Il Premio speciale Challenge international du vin, che viene assegnato annualmente a

una personalità internazionale proveniente dal mondo dell’arte, della ricerca o della cultura che ha dato il proprio contributo all’industria vitivinicola, è stato conferito quest’anno a Hugh Johnson, il wine writer più famoso del mondo, che ha recentemente ricevuto il Premio internazionale Vinitaly 2008.

Lugana Doc MOLIN di PROVENZA

Merlot Doc “Garda” ROSSO DEL CHINO 2003 di BERTAGNA

Tipologia: Lugana Doc Etichetta: Molin Uvaggio: 100% Trebbiano di Lugana Vinificazione: in bianco, criomacerazione 100%, fermentazione a 13-14°C Invecchiamento: sui lieviti per 6 mesi Affinamento: 2 mesi in bottiglia Colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli Profumo: fiori bianchi, mandorla, agrumato, fresco e intenso Sapore: sapido, complesso, strutturato, armonico agrumato Longevità: 6 anni Gradi: 13,5% vol. Servire a: 12-14°C Acidità totale: 5,90 g/l Abbinamenti: primi piatti di carne e pesce, carni bianche, pesce di mare e lago

Tipologia: Merlot Doc “Garda” Etichetta: Rosso del Chino 2003 Uvaggio: 100% Merlot Vinificazione: appassimento uve in fruttaio, fermentazione in tonneaux e barrique Invecchiamento: 12 mesi in tonneaux, 4 in barrique Affinamento: lungo in bottiglia Colore: rosso rubino intenso Profumo: vinoso, persistente con sentore di sottobosco Sapore: asciutto, corposo, armonico Longevità: 8 anni Gradi:13,5% vol. Servire a: 18-20°C Acidità totale: 5,80 g/l Abbinamenti: primi piatti con ragù di selvaggina, carni saporite

Azienda agricola Provenza via dei Colli Storici, 25015 Desenzano d/G (Bs) Tel 030 9910006 - Fax 030 9910014 www.provenzacantine.it

Azienda agricola Bertagna via Madonna della Porta 14, 46040 Cavriana (Mn) - Tel e Fax 0376 82211 www.cantinabertagna.it

L’Italia si aggiudica 3 Gran medaglie d’oro e 32 Medaglie d’oro al Concorso mondiale di Bruxelles, tenutosi a Bordeaux in Francia. Ecco le Gran medaglie, assegnate ai vini che hanno totalizzato un punteggio da 96/100 a 100/100: Redi Orbaio Rosso 2004 della Vecchia Cantina di Montepulciano, Talamonti Tre Saggi 2004 di Cantine Talamonti Spa, Zeni Cruino Rosso Veronese 2004 di Cantina F.lli Zeni. Sempre in ambito italiano, sono 32 gli ori assegnati: Balot Catarratto 2006 della Cantina sociale Ballotta, Camposilio Rosso 2004 di Camposilio di Rustioni, Cantine Due Palme Salice Salentino Rosso 2006 e Cantine Due Palme Squinzano Rosso 2006 di Cantine Due Palme, Cedro 2005 di Lavacchio, Coldipietrerosse Rosso 2004 di Azienda agricola Bulichella, Collefrisio Uno Bianco 2007 di Collefrisio, Custodia Cordisasso Corvina - Cabernet Sauvignon Veronese 2004 di Cantina di Custoza, Dròmos Maremma Rosso 2005 di Tenuta Poggioverrano, Duca di Montalbo Rosso 1999 ed Excellent Rosé Metodo Classico Extra Dry di Azienda agricola G. Milazzo, Gurgo’ Frappato - Syrah 2006 di Cantine Paolini, Gurgo’ Nero d’Avola 2006 di Cantine Paolini, Kilim Bianco 2007 di Enolgica Cassarà, Litra Rosso 2004 di Abbazia Santa Anastasia, Moletto Pinot Bianco 2007 di Azienda agricola Moletto, Negresco Classico Rosso 2006 di Azienda agricola Provenza, Primosic Klin 2004 di Primosic, Regolo Rosso Veronese 2004 di Casa vinicola Sartori, Ripasso la Casetta Domini Veneti Classico Superiore 2004 di Cantina Valpolicella Negrar, Roner Gold 2007 di Roner Distillerie, Rupe Re Vendemmia Tardiva Bianco 2006 di Cavit, Salvalai Amarone Vejo 2003 di Cantine Salvalai, Seta Merlot 2005 di Cantine Salvalai, Sirae Syrah 2004 di Casa vitivinicola Feotto dello Jato, Spumante Malvasia Dolce 2007 di Cantina Sociale di Vicobarone, Valle d’Oro 2006 di Cantina sociale di Tollo, Valpanera Refosco dal Peduncolo Rosso Superiore 2005 di Valpanera, Vigneti Del Parco Riserva 2004 di Moncaro Terre Cortesi, Vigneto Ai Palazzi Riserva Merlot 2004 di Masottina, Vigneto Montesco Rosso 2003 di Masottina, Villa Cordevigo Rosso 2003 di Vigneti Villabella.

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ENONEWS

PIEMONTE

Attenti ai Colli Tortonesi! Tortonesi! A parlare sono i numeri C

resce, anno dopo anno, la presenza dei vini dei Colli Tortonesi sulle principali guide di settore. È questo l’evidente risultato emerso dalla ricerca condotta dalla She Nadia Biancato Comunica per conto del Consorzio Piemonte Obertengo. Un grande successo per le diciassette aziende vitivinicole che nel 1999 decisero di fondare questo Consorzio per promuovere il territorio delle valli Curone, Grue e Ossona attraverso la produzione

TIMORASSO, ASSO VINCENTE DEI COLLI TORTONESI Il Timorasso è diventato il vino di nicchia di questa Doc. Una carta vincente sul tavolo dell’enologia del nostro Paese e non solo, sulla quale i produttori hanno iniziato a “scommetterci” intorno agli anni Ottanta e che oggi ha raggiunto importanti traguardi. Al palato ha una modesta acidità e un buon corpo, pieno, ricco di estratto. Ne esistono due versioni in commercio: una base, riconoscibile dall’etichetta con l’antico nome di Tortona, “Derthona”, e una riserva. Oggi, il Tortonese si presenta con una nuova carta da giocare, che ha già saputo attirare in qualche caso l’attenzione degli addetti ai lavori: la Barbera, un rosso disponibile anche in versioni affinate in legno.

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di vini di qualità. Un primo passo significativo in questa direzione venne fatto allora grazie all’acquisto di attrezzature utilizzabili da tutti i consorziati, come la macchina imbottigliatrice, con un vantaggio non solo economico e qualitativo ma anche di unione e confronto tra i singoli viticoltori. Oggi, a dieci anni di distanza da questo significativo passo, lo stesso obiettivo è condiviso dalla maggior parte delle aziende del territorio, salendo così a ventiquattro il numero delle cantine interessate con una produzione complessiva che si aggira intorno al milione di bottiglie. Senza entrare nel merito dei giudizi espressi dalle varie guide, è evidente come gli sforzi intrapresi dai vari produttori dei Colli Tortonesi non siano andati sprecati. Al momento della nascita del Consorzio, una sola tra le aziende associate era già citata sulle guide, mentre oggi se ne contano oltre il 65%. Basta sfogliare l’ultima edizione della “Guida Vini d’Italia di Slow Food”, oppure “I Vini di Veronelli”, per accorgersi dell’importante presenza che oggi questi produttori hanno raggiunto nel mondo vinicolo. Una crescita che, però, non riguarda solo il numero delle aziende citate ma anche quello dei vini che hanno meritato punteggi di tutto rispetto. Ad esempio, tra i vini considerati di ottima qualità, nel

2002 se ne potevano contare 42 provenienti dalle aziende del Consorzio Obertengo, diventati ben 154 nel 2008. A conti fatti, non solo questo territorio è riuscito ad emergere dall’anonimato ma è stato anche in grado di riscoprire, salvaguardare e portare ai massimi livelli qualitativi prodotti unici come il Timorasso, un vitigno autoctono a bacca bianca coltivato solo da queste parti. La presentazione della ricerca sul successo Obertengo si è svolta lo scorso 23 aprile a Berzano di Tortona (Al) durante la cena “Il Sole nascente” a cura dell’Unione albergatori e ristoratori delle Valli Curone, Grue e Ossona. Nel corso della serata, i soci del Consorzio, in compagnia delle cariche più significative dei Colli Tortonesi e della stampa, hanno ricevuto meritati riconoscimenti e conferito, per mano del produttore Walter Massa, vera forza trainante per tutti i produttori dei vini di qualità del Tortonese, a Franco Maria Martinetti la nomina di socio onorario per l’impegno profuso sul palcoscenico internazionale in favore del Timorasso e dei Colli Tortonesi. Una zona, per dirla tutta, dall’imperdibile patrimonio enogastronomico: tartufi, funghi, il formaggio Montebore, la Barbera e il Timorasso, il Salame Nobile del Giarolo, la pesca di Volpedo e la ciliegia “bella di Garbagna”. Luca Rodolfi

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PIEMONTE

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Di vin natura firmato Teo Costa La nuova frontiera del vino senza anidride solforosa per rispondere concretamente ad allergie e intolleranze

L’

Azienda agricola Teo Costa di Castellinaldo (Cn) con la vendemmia 2007 e dopo alcuni anni di verifiche ha iniziato a produrre un vino rosso senza l’aggiunta di anidride solforosa, per dare una risposta concreta a una delle situazioni sempre più critiche per una certa parte dei consumatori, quella che soffre di allergie e intolleranze. Alla base del fenomeno vi sono parecchie cause e situazioni personali, ma spesso interferiscono anche sostanze che da tempo sono utilizzate nei processi di produzione dei prodotti alimentari un po’ trascurati. Attenta alle esigenze dei consumatori, la Teo Costa segue una filosofia produttiva rivolta alla costante innovazione e punta a utilizzare i progressi della tecnologia per ottenere non solo vini piacevoli, ricchi di profumo, colore e struttura,

ma anche sani e digeribili. Utilizzata in enologia come antisettico, l’anidride solforosa è l’additivo più usato come conservante negli alimenti ed è prodotta in piccole quantità durante il processo di vinificazione, anche dai lieviti già presenti sulle uve. Dal 2005 la legislazione europea obbliga a indicare in etichetta la presenza di anidride solforosa aggiunta nel vino nel caso risulti superiore ai 10 mg/l, ma in realtà la legge italiana pone il limite massimo consentito a 200 mg/l. Per non privare molte persone del piacere di un buon calice di vino che racchiude tutti i profumi della terra, l’azienda ha intrapreso

una ricerca, cercando di creare un vino rosso fragrante e armonico, espressione piena delle qualità aromatiche e varietali di quattro nobili vitigni: Nebbiolo, Barbera, Cabernet franc e Merlot. Il suo segreto per ridurre o eliminare del tutto la necessità di aggiungere l’anidride solforosa nei vini sta nell’applicazione di una strategia produttiva molto attenta: un vigneto equilibrato e coltivato senza forzature, una rigorosa igiene di cantina, uno stretto controllo dei tempi e delle temperature di fermentazione, l’applicazione di alcuni strumenti tecnologici disponibili.

I vini del Relais di Campagna La Corte di Calamandrana

C

alamandrana è un piccolo comune della provincia di Asti, tra Langhe e Monferrato. Qui sorge, grazie all’intervento della famiglia Cusmano, il Relais La Corte (www.cusmano.it). Un antico cascinale dal tipico modello milanese, che conserva ancora i tratti della sua struttura originaria e ospita al suo interno il confortevole hotel, le nuove cantine e il ristorante dove poter degustare anche i vini. Dai circa 45 ettari di vigneti, dislocati intorno a Nizza, Calamandrana e Canelli, Cusmano sceglie le zone più vocate e le uve top. L’obiettivo è quello di produrre vini di qualità, mantenendoli il più naturale possibile, attraverso un intervento dell’uomo ridotto allo stretto indispensabile. Tra i vini Doc, “Esordio” 2007 e “Lunatico” 2006 rappresentano l’interpretazione che questa azienda ha voluto dare dello

Chardonnay piemontese. Il primo con intensi aromi di fiori e frutta bianca; il secondo prevede una permanenza di 12 mesi in barrique e lascia emergere una nota di foglia di pomodoro tipica del Sauvignon, un vitigno la cui aggiunta in piccole dosi nella produzione dello Chardonnay Piemonte Doc è permessa dal disciplinare. Tra i rossi Doc, la Barbera fa da padrona con “La Birba” 2006 e “La Grissa” 2006. La prima è una Barbera del Monferrato vinificata solo in acciaio, dai profumi di frutta rossa come la ciliegia. La “Grissa”, invece, è una Barbera d’Asti affinata in botte, profumata di piccoli frutti rossi. Tutti vini di grande eleganza e dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Unico neo, sono prodotti solo in qualche migliaio di bottiglie. l.r.

IL GAVI VA A SHANGHAI Il gruppo Berlucchi ha segnato l’ingresso del Gavi nella megalopoli cinese, Shanghai. «La Cina è un mercato molto interessante, con consumatori attenti e consapevoli, e il settore marketing di Berlucchi sta elaborando un piano quinquennale per entrare in questo straordinario avamposto della globalizzazione» ha detto Cristina Ziliani, direttore della comunicazione Berlucchi. Con l’apertura del Berlucchi Bar Club, situato all’interno di Villa Oro, è stato inaugurato il primo flagship lounge della casa franciacortina, che propone alla mescita e all’asporto la gamma completa di Enosfera Berlucchi, includendo i Gavi della Tenuta la Bollina.

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ENONEWS Vigneti delle Dolomiti Igt MASO CANTANGHEL SOT SAS CUVÉE Tipologia: Vigneti delle Dolomiti Igt Etichetta: Maso Cantanghel Sot Sas cuvée Uvaggio: 50% Sauvignon, 40% Chardonnay, 10% Incrocio Manzoni Vinificazione: in acciaio, una piccola parte anche in legno per un breve periodo Invecchiamento: 6 mesi in acciaio Affinamento: 4 mesi in bottiglia Colore: giallo brillante di media intensità Profumo: intenso e complesso di note fruttate e floreali Sapore: sapido, di grande struttura, lungo nel retrogusto Longevità: 6 anni Gradi: 13% vol. Servire a: 10-12°C Acidità totale: 5,3 g/l Abbinamenti: aperitivo, ECCELLENTE carne e i formaggi A WEIN-PLUS Maso Cantanghel via Madonnina 33, 38045 Civezzano (Tn) Tel - Fax 0461 858742 www.masocantanghel.eu

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AZIENDE

Monfort, poker d’assi con il meglio di Lavis G

rande soddisfazione per Cantine Monfort, l’azienda trentina gestita dalla famiglia di Lorenzo Simoni con una storia di 3 generazioni, per gli importanti riconoscimenti internazionali assegnati ad alcuni dei suoi vini più prestigiosi. Il CasataMonfort Traminer Aromatico Doc 2007 ha ricevuto la Gran Menzione al Vinitaly, una conferma che si rinnova di anno in anno per questo vino pluripremiato sul quale l’azienda ha puntato molto fin dalla prima annata prodotta nel 1988. Il CasataMonfort Pinot nero Doc 2006, il CasataMonfort Rosso Donna Marina 2003 e il Maso Cantanghel Sot Sas 2006 cuvée hanno invece ottenuto

il massimo punteggio, “Eccellente”, nella degustazione di Wein-Plus, uno dei più importanti portali per il mondo del vino europeo. La cantina è stata anche inserita nella guida dei vini eccellenti d’Italia di Wein-Plus come produttore raccomandato per la qualità. Il Sot Sas 2006 è la prima annata seguita da Lorenzo Simoni, che ha rilevato l’attività e la tenuta di Maso Cantanghel a Civezzano, dove la cantina è collocata in un forte austroungarico, con un pensiero rivolto alla salvaguardia dell’unicità di questo territorio e un’attenzione al Pinot nero e al Sauvignon. Queste eccellenze saranno disponibili in degustazione durante “Cantine Aperte” il 25 maggio.

Vigneti delle Dolomiti Igt CASATAMONFORT ROSSO DONNA MARINA

Trentino Doc CASATAMONFORT PINOT NERO

Trentino Doc CASATAMONFORT TRAMINER AROMATICO

Tipologia: Vigneti delle Dolomiti Igt Etichetta: CasataMonfort Rosso Donna Marina Uvaggio: 68% Cabernet Sauvignon, 21% Merlot, 11% Pinot nero Vinificazione: separatamente, in barrique di rovere francese Invecchiamento: 12 mesi in barrique di rovere francese Affinamento: 6 mesi in bottiglia Colore: rosso rubino intenso Profumo: avvolgente, complesso, con sentori di confettura e aromi Sapore: ricco, caldo, aromatico con tannini fini Longevità: 10 anni Gradi: 13% vol. Servire a: 18-20°C Acidità totale: 4,5 g/l Abbinamenti: pietanze nobili accompagnate ECCELLENTE da salse di cucina A WEIN-PLUS internazionale

Tipologia: Trentino Doc Pinot nero Etichetta: CasataMonfort Uvaggio: 100% Pinot nero Vinificazione: in acciaio Invecchiamento: in barrique di rovere francese per 12 mesi Affinamento: 4 mesi in bottiglia Colore: rosso rubino Profumo: intenso, gradevole di frutti rossi Sapore: fresco, sapido e con retrogusto speziato e lungo Longevità: 8 anni Gradi: 13% vol. Servire a: 18-20°C Acidità totale: 5 g/l Abbinamenti: vino da carni bianche e rosse, arrosti, filetto, selvaggina da piuma

Tipologia: Trentino Doc Traminer Aromatico Etichetta: CasataMonfort Uvaggio: 100% Traminer Aromatico Vinificazione: macerazione a freddo e vinificazione in acciaio Invecchiamento: 5 mesi in acciaio Affinamento: 3 mesi in bottiglia Colore: paglierino tendente al dorato Profumo: aromatico e speziato, ricorda la rosa, la pesca gialla e l’albicocca Sapore: caldo, morbido, equilibrato e corposo Longevità: 5 anni Gradi: 13,50% vol. Servire a: 10-12°C Acidità totale: 5,5 g/l Abbinamenti: aperitivi, crostacei, pietanze GRAN saporite, formaggi e cucina MENZIONE asiatica VINITALY 2008

Cantine Monfort via Carlo Sette 21, 38015 Lavis (Tn) Tel 0461 246353 - Fax 0461 241043 www.cantinemonfort.it

Cantine Monfort via Carlo Sette 21, 38015 Lavis (Tn) Tel 0461 246353 - Fax 0461 241043 www.cantinemonfort.it

ECCELLENTE A WEIN-PLUS

Cantine Monfort via Carlo Sette 21, 38015 Lavis (Tn) Tel 0461 246353 - Fax 0461 241043 www.cantinemonfort.it

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ENONEWS

Clos de los Siete è puro argentino Il gusto dei “vini dell’altro mondo”

CLOS DE LOS SIETE IN CIFRE

850

ettari di vigneto, di cui 300 a

coltura (Cuvelier Los Andes 54, Monteviejo 124, Flechas de Los Andes 115)

I

vini del Nuovo Continente contrastano l’egemonia storica della vecchia Europa. Le produzioni argentine (ma non solo, anche di Cile, Australia, Sud Africa e persino Nuova Zelanda) stanno rubando la scena ai prodotti di origine europea, da sempre in testa ai mercati internazionali. Il francese Michel Rolland, vero e proprio guru del vino, il principale enologo al mondo - o, per lo meno, il più influente e costoso - ha scelto proprio questo Paese nel cuore del Sud America per intraprendere una nuova avventura e creare l’ennesima leggenda nel settore dell’enologia. È una lunga storia, che inizia a Mendoza nel 1989. Nella mente del francese iniziano a farsi strada alcune idee ambiziose, che si delineano e si concretizzano dopo la visita alla piccola località di Vistaflores (1.100 metri di altitudine, a Tunuyán nella Valle de Uco, un centinaio di chilometri dal centro di Mendoza). La zona è perfetta per l’uva, le condizioni climatiche sono buone: 300 giorni di sole all’anno, temperature non eccessivamente calde e precipitazioni che non superano i 200 millimetri annui. A Mendoza di vino si parla da sempre. E il vino principe è il Malbec. Anche Michel Rolland è un principe e finisce per realizzare il suo sogno nel 1998, quando insieme ai suoi

soci compra a Vistaflores la bellezza di 850 ettari di terra, che vengono distribuiti tra i sette acquirenti. Nasce la firma Clos de los Siete, “la compagnia dei sette” appunto. La somma totale degli investimenti sfiora i 50 milioni di dollari. A ciascuno la sua vendemmia. Ogni socio può produrre etichette proprie, ma l’accordo specifica che il 60% del raccolto venga destinato all’elaborazione di un vino comune, di categoria superiore, che viene chiamato proprio “Clos de los Siete”. Nel 1999 si piantano così i primi vitigni, domina il Malbec (circa il 55%): in nessun altro luogo come in Argentina riesce ad adattarsi tanto bene al terreno e a rivelare la sua straordinaria ricchezza. Sul resto della superficie si distribuiscono Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Pinot Noir e Petit Verdot. La prima assoluta del Clos de los Siete (che entra sul mercato a un prezzo di 16 dollari la bottiglia) è nel 2003. Immediatamente ottiene 90 punti nella classifica della prestigiosa rivista Wine Spectator; è un vino con un ottimo rapporto prezzo/qualità. Nel giro degli ultimi quattro anni, l’80% della produzione raggiunge Francia, Svizzera, Stati Uniti, Canada e Brasile. Approfondimenti su www. italiaatavola.net

5.500

piante per ettari, pari a una resa di 20 ettolitri/ettaro

120mila bottiglie prodotte all’ora

350mila

litri capacità di imbottigliamento di Cuvelier Los Andes; 1.250mila litri quella di Monteviejo, 900mila litri di Flechas de Los Andes)

Elisa Teja

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AZIENDE

Terredora, quando le regole Terredora, diventano qualità e passione L’

appuntamento è quello del Vinitaly, imperdibile per chi del settore vuol conoscere e parlare di vino. Quest’anno le polemiche sono andate oltre, così noi abbiamo deciso di focalizzare il nostro interesse su una cantina, creando una tendenza che ci permetta di sottolineare quanto sia importante per un’azienda fidelizzare la clientela. Il nostro compito sarà di sottolineare la meticolosità con cui l’azienda si dedica alla produzione del buon vino, seguendo i disciplinari, ma anche la passione, ciò che molti hanno perso.

che non stupisce più di tanto se anche quest’anno il Vinitaly ha insignito il Greco di Tufo crù “Terre degli Angeli” Docg 2007 e il Lacryma Christi del Vesuvio Bianco Doc 2007 del premio “Gran Menzione”, insieme all’Aglianico Igt Campania 2006 già menzionato anche da Wine Spectator che lo ha selezionato tra i vini raccomandati, ricevendo un punteggio di 88 centesimi. Così come la Falanghina Igt Campania 2007. Altra “Gran Menzione” al Taurasi crù Campore Docg 2001, già riconosciuto con i 5 grappoli dalla guida

LACRYMA CHRISTI del Vesuvio bianco Doc di TERREDORA

Greco di Tufo Docg TERRE DEGLI ANGELI di TERREDORA

Falanghina Igt CAMPANIA di TERREDORA

Tipologia: Lacryma Christi del Vesuvio bianco Doc Etichetta: Lacryma Christi del Vesuvio bianco Doc Uvaggio: 100% Coda di Volpe Vinificazione: macerazione a freddo di uve selezionate agli inizi di ottobre Colore: giallo paglierino Profumo: frutti maturi, ananas, pesca bianca, ginestra Sapore: sentori di frutta e note minerali Longevità: 7-10 anni Gradi: 13% vol. Servire a: 10°C Acidità totale: 5,70 g/l Abbinamenti: vino da tutto pasto, accompagna antipasti, primi piatti marinari e pesce fresco GRAN

Tipologia: Greco di Tufo Docg Etichetta: Greco di Tufo Docg “Terre degli Angeli” Uvaggio: 100% Greco Vinificazione: macerazione a freddo delle uve raccolte nella seconda decade di ottobre Colore: giallo paglierino Profumo: fruttato di mela, pesca, albicocca e lievi note vegetali Sapore: morbido al palato, elegante struttura e sensazioni di frutti maturi e mandorla amara Longevità: 7-10 anni Gradi: 13% vol. Servire a: 10-12°C Acidità totale: 5,70 g/l Abbinamenti: ideale con primi piatti importanti, crostacei, piatti di pesce anche alla griglia, pollame, GRAN MENZIONE mozzarella di bufala VINITALY 2008

Tipologia: Falanghina Igt Etichetta: Falanghina Campania Igt Uvaggio: 100% Falanghina Vinificazione: macerazione a freddo di uve selezionate agli inizi di ottobre Colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli Profumo: fruttato di mela verde, ananas e agrumi Sapore: fresco al palato, si apprezza per un’ottima acidità ben equilibrata dalla struttura del vino Longevità: 7-10 anni Gradi: 13% vol. Servire a: 10°C Acidità totale: 5,70 g/l Abbinamenti: vino da tutto pasto, accompagna primi piatti, minestre, piatti freddi, formaggi freschi, mozzarella di bufala GRAN

Terredora di Paolo ss Agricola via Serra, 83030 Montefusco (Av) Tel 0825 968215 - Fax 0825 963022 www.terredora.com

Terredora di Paolo ss Agricola via Serra, 83030 Montefusco (Av) Tel 0825 968215 - Fax 0825 963022 www.terredora.com

MENZIONE VINITALY 2008

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Mi permetto di sottolineare una volta in più il lavoro dell’azienda Terredora di Paolo Ss Agricola, proprietaria di circa 154 ettari di vigneti specializzati, tutti con vitigni autoctoni, Aglianico, Fiano, Greco, Falanghina, Coda di Volpe, nelle aree a Docg e Doc. Dalla vigna al vino i passaggi sono meticolosi, fino ad arrivare in cantina, dove Paolo Mastroberardino e il fratello Lucio, entrambi enologi di Terredora, insieme a tutta la famiglia, controllano che le uve abbiano ricevuto le cure necessarie per avere un vino eccellente. Ed ecco

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AZIENDE

Ais Duemilavini 2007 e selezionato da The Wine Advocate, e il Taurasi crù Fatica Contadina con 91 centesimi, mentre Wine Spectator lo ha valutato con 90 centesimi. Sottolineo il fatto che se ci sono delle regole, queste vanno rispettate, e se rispettandole otteniamo prodotti di alta qualità, la nostra fatica è ripagata anche dal mercato. Dimenticavo, se oltre alle regole, c’è la passione, Terredora è un esempio di questa alta qualità. Renato Rovetta

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Taurasi Docg “CAMPORE” RISERVA DOCG CRU di TERREDORA

Aglianico Igt CAMPANIA di TERREDORA

Tipologia: Taurasi Docg Etichetta: Taurasi “Campore” Riserva Docg Cru Uvaggio: 100% Aglianico Vinificazione: macerazione sulle bucce a temperatura controllata per oltre 14 giorni Invecchiamento: in piccoli fusti di rovere francese per circa 18 mesi Affinamento: in bottiglia per 12-18 mesi Colore: rubino intenso con riflessi granati Profumo: bouquet ampio e complesso, note di ciliegia, frutti di bosco, viola, tabacco Sapore: note di prugna, amarena e pepe nero Longevità: 30 anni Gradi: 14,5% vol. Servire a: 18°C Acidità totale: 5,70 g/l Abbinamenti: carne GRAN rossa, cacciagione, MENZIONE tartufi e formaggi VINITALY 2008

Tipologia: Aglianico Igt Etichetta: Aglianico Igt Campania Uvaggio: 100% Aglianico Vinificazione: macerazione delle uve a 20-25°C per circa 7 gioni Affinamento: rapido passaggio in legno e successiva maturazione in acciaio Colore: rubino brillante Profumo: fruttato spiccatamente varietale di ciliegia, amarena e viola Sapore: retrogusto equilibrato, con piacevoli note di amarena Longevità: 15-20 anni Gradi: 13% vol. Servire a: 16-18°C Acidità totale: 5,70 g/l Abbinamenti: vino da tutto pasto, ccompagna GRAN affettati, minestre e paste MENZIONE importanti VINITALY 2008

Terredora di Paolo ss Agricola via Serra, 83030 Montefusco (Av) Tel 0825 968215 - Fax 0825 963022 www.terredora.com

Terredora di Paolo ss Agricola via Serra, 83030 Montefusco (Av) Tel 0825 968215 - Fax 0825 963022 www.terredora.com

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AZIENDE

Avanzi al top in Lugana Potenziato il vigneto

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antine Avanzi si espandono in Lugana. Entreranno in produzione, con la vendemmia 2008, i nuovi tre ettari di vigneto Lugana che vanno ad aggiungersi ai 20 ettari della fattoria Antica Bragagna di proprietà Avanzi, ubicata nella frazione Lugana di Sirmione (Bs). Si può dire che il cuore di questo vino, sempre più apprezzato dai consumatori, batte all’unisono con l’azienda Avanzi. Posizionata nel centro esatto della zona di origine, con un terreno argilloso, che si spinge per almeno 40 metri nel sottosuolo, la fattoria Bragagna è il vigneto di Avanzi

IL TIMONE DI CERETTO ALLA 3A GENERAZIONE «Da personalità come il vulcanico Bruno e il riservato Marcello che hanno costruito un’azienda dal nulla, prendere le consegne richiede una bella dose di passione e umiltà». Parola di Roberta Ceretto, impegnata nel ruolo di pr e manager degli eventi culturali. Lei, insieme al fratello Federico e ai cugini Lisa e Alessandro, è il presente dell’azienda. Eccoli dunque all’opera, i giovani. Lisa è la mente della gestione, Alessandro è l’enologo. Roberta e Federico, dal babbo Bruno hanno ereditato la curiosità e la vena creativa, impegnandosi nel marketing e nell’organizzazione eventi. Unanime la decisione di proseguire sulla rotta di “Arte & Vino”.

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in cui nascono i prestigiosi Lugana: il classico Lugana di Sirmione Doc Vigna Bragagna, il barricato Lugana Superiore Doc e la versione spumante brut, metodo Charmat. Oltre alla fattoria Bragagna, l’azienda conta altri tre meravigliosi vigneti: il vigneto Montecorno a Desenzano del Garda (Bs) e i due vigneti di Polpenazze del Garda (Bs), La Valle e Predelli. «Il fatto di avere a disposizione vigne in zone diverse per terreno e microclima - afferma Giovanni Avanzi, esponente della terza generazione dell’azienda

- ci permette di avere il meglio per ogni tipologia. La vendemmia 2007 è stata per noi più che soddisfacente. Le reti antigrandine hanno protetto le nostre uve di Lugana e la gradazione raggiunta è più che buona. Anche per i vini rossi da invecchiamento, a base di Rebo e di Cabernet Sauvignon, si è raggiunta un’ottima base su cui lavorare». Cantine Avanzi opera da oltre 70 anni nel territorio gardesano, con produzione di vini e spumanti Garda Classico e Lugana Doc, oltre ad olio extravergine d’oliva Garda Dop. Gli ettari vitati di proprietà sono oltre 70, distribuiti in sei comuni. Recente il successo al Concorso mondiale di Bruxelles, dove il Chiaretto “Il vino di una notte” 2007 si è aggiudicato la medaglia d’argento in categoria rosati. r.v.

Zanini&Migazzi, forniture doc Ingrosso e punto vendita vini del territorio

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a ditta Zanini & Migazzi situata a Gargnano (Bs), nel cuore dell’Alto Garda bresciano, è stata fondata nel 1985 dalla famiglia Zanini come azienda distributrice di birre e bevande. Dal 1990 avvia anche la fornitura di un’accurata selezione vini, frutto dell’esperienza maturata nel corso dei primi anni di lavoro. Col passare del tempo le scelte effettuate hanno riscosso un grande successo, portando la famiglia ad ampliare e migliorare sempre più la qualità delle etichette a disposizione, rafforzando la presenza sul territorio prendendo parte come rappresentante di zona

alle fiere di Riva del Garda (Tn) e Montichiari (Bs), oltre a disporre di numerose cantine di referenza al Vinitaly. La ditta dispone di un magazzino per l’ingrosso e di un punto vendita al dettaglio nel centro storico del paese. Per informazioni: Tel e Fax 0365 72074 - zaniniemigazzi@ libero.it.

DA SEATTLE A ORNELLAIA I coniugi Corliss visitano Bolgheri (Li). La coppia di Seattle si è aggiudicata una Salmanazar di Ornellaia da 9 litri all’asta di Christie’s a New York, unico lotto italiano tra i 230 vini. Il prezioso lotto, battuto per 33.600 dollari, devoluti al restauro delle statue di Giovanni Francesco Rustici poste sulla porta del Battistero di Firenze, comprendeva anche un esclusivo soggiorno di 3 giorni alla Tenuta.

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AZIENDE

Colterenzio, con i Cru Lafòa Enologia altoatesina ai vertici C

ome la Cantina produttori Coltererenzio (290 soci conferitori con 300 ettari fra le migliori postazioni della provincia) è fra i pionieri del concetto di qualità in Alto Adige, così la sua linea dei Cru Lafòa - Cabernet Sauvignon e Sauvignon, le cui etichette sono state rinnovate a partire dal ‘93 e dal ‘95 - è certamente ai vertici della graduatoria di valore dell’enologia del territorio. Dallo stile inconfondibile il bianco: in equilibrio fra frutta e acidità, con un’armonia che il tempo sa migliorare domando la struttura turbolenta e garantendo costante freschezza. Con pochi eguali il rosso: un gioiello enoico con profumi dal ribes al cioccolato, dotato di una solida struttura tannica che ben figura fra i classici a livello internazionale. Entrambi grandi vini capaci di durare, e migliorare, negli anni. Due vini di pregio che vengono prodotti solo nelle annate migliori con una selezione molto rigorosa delle uve ed una ricerca della qualità assoluta. Il valore dei due vini prodotti dalla cantina di Cornaiano (Bz) diretta da Luis Raifer (affiancato dal

figlio Wolfgang sul piano produttivo e commerciale), ripetutamente riconosciuto negli anni da guide ed esperti, ha trovato in aprile l’ennesima conferma in occasione di una verticale che ha messo a confronto le annate ‘94, ‘96, ‘99, ‘01, ‘03, ‘04 e ‘05 del bianco e quelle del ‘90, ‘93, ‘95, ‘97, ‘99, 2000, ‘01 e ‘03 per il rosso. Un’esperienza per molti versi unica, da cui è emersa una costanza di qualità, ma anche una progressiva messa a punto dei vini per garantirne al massimo la territorialità. È il caso del Sauvignon (al massimo livello nelle annate ‘94, ‘01 e ‘05) che negli ultimi anni ha mostrato un meritato ritorno alla mineralità tipica del vitigno grazie all’utilizzo di legni più grandi, fino a 40 ettolitri, invece delle barrique. Fra le 25 e le 35mila bottiglie prodotte con un prezzo medio di circa 23€. Analogamente si può dire del Cabernet Sauvignon (quasi insuperabile per finezza e carattere nel ‘97, annata favolosa, nel 2000 e nel 2001) dove dalla forse troppo elevata

concetrazione degli anni più vecchi si è scesi a livelli di grande raffinatezza dove i tannini sono levigati e fini, con un’acidità ed un equilibrio degno di nota. E non a caso il 2001 era stato classificato da “Wine Enthusiast” come uno tra i migliori Cabernet del mondo. Fra le 6 e le 10mila bottiglie prodotte con un prezzo di circa 45€. a.l.

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ENONEWS CERASUOLO SUPERSTAR PER VALLE DELL’ACATE Elegante e gentile, dal caratteristico aroma di ciliegia, il Cerasuolo di Vittoria, oltre ad appartenere alla prima storica Doc siciliana, rappresenta da sempre il punto di riferimento della Valle dell’Acate, la Cantina di Acate (Rg) oggi guidata da Gaetana Jacono (sesta generazione di vignaioli in uno dei territori più belli ed interessanti della regione) con un’attenzione particolare alla qualità e alla tipicità. L’eleganza del vino ne fa quasi un’isola enologica nell’isola, nonché l’emblema di un tipo di vinificazione che trova altri esempi di valore nel Tanè (una sorta di ripasso di Nero d’Avola e Syrah, complesso e vellutato), nel Frappato in purezza o nel fresco e aromatico Bidis.

AZIENDE

Cantina di Soave leader Con l’acquisizione di Montecchia “vale” il 50% del bianco Doc e del Valpolicella

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uova tappa di crescita per la Cantina di Soave (la maggiore cooperativa vitivinicola italiana di primo grado) che acquisisce per fusione la Cantina di Montecchia di Crosara (Vr) e rafforza ulteriormente la sua posizione all’interno del panorama enologico nazionale ed europeo. L’azienda veronese - cinque sedi produttive, 30 milioni di bottiglie commercializzate ogni anno, per un fatturato di oltre 70 milioni di euro - con l’acquisizione di Montecchia allarga la propria base sociale a 2.200 soci, attivi su 6.000 ettari di vigneto per un totale di un milione di quintali di uve prodotte annualmente.

Non più solo Verdicchio Per Garofoli c’è il rosé

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a novità non è di quelle destinate a modificare l’organizzazione e l’immagine di una cantina fondata nel 1871 e da sempre simbolo dell’enologia delle Marche (fra le sue punte di diamante il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore, di cui il Podium 2001 è oggi uno dei più grandi vini bianchi degustabili in Italia). Ma certo l’avvio di nuove bollicine rosé di alta qualità non passerà inosservata fra gli estimatori delle produzioni dell’azienda Garofoli di Loreto (An). Un vino che andrà ad affiancarsi a quelli che garantiscono una produzione di due milioni di bottiglie che vengono distribuite per il 35-40% sul mercato interno e per il rimanente sui mercati esteri di tutto il mondo, con una maggiore concentrazione in quelli del nord Europa. Oltre il 60% della produzione riguarda i vini Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi (circa 900mila

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bottiglie), Rosso Cònero (circa 200mila bottiglie) e Rosso Piceno (circa 220mila bottiglie). Il rimanente della produzione è costituito dai vini Igt Marche (circa 150mila bottiglie), da vini spumanti (circa 90mila bottiglie) ottenuti sia con metodo Charmat che Classico.

IL SOAVE CLASSICO SI PRONUNCIA INAMA L’ultimo risultato di immagine era stato la scelta del Soave Classico Vigneti di Foscarino per la prima classe della British Airways. Una conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, di come la cantina Inama di San Bonifacio (Vr) rappresenti a tutto tondo uno dei simboli del Soave. Ininterrottamente premiati da almeno una decina d’anni, i vini di

Grazie all’operazione la Cantina di Soave arriverà a gestire il 48% del Soave Doc, il 43% del Soave Classico e il 50% della denominazione della Valpolicella, oltre a diventare principale produttore di vino Lessini Durello, confermandosi quindi primario produttore di vini Doc di collina a livello italiano. Per la nuova realtà sociale è previsto un piano di investimenti e riorganizzazione. «Siamo molto soddisfatti per questa operazione - afferma Bruno Trentini, direttore generale della Cantina di Soave - perché, oltre a sposare in pieno la volontà della base sociale di entrambe le aziende, essa rientra nella logica delle aggregazioni produttive, indispensabili oggi per essere competitivi e avere delle opportunità concrete sui mercati di tutto il mondo». «L’acquisizione della Cantina di Montecchia - aggiunge Attilio Carlesso, neo presidente della Cantina di Soave (nella foto) rientra in una generale tendenza all’aggregazione, in atto tra le cantine sociali, con l’obbiettivo dichiarato di ottimizzare la gestione e allo scopo di incentivare qualità e quantità a livello produttivo». m.p.

Stefano Inama sono a un tempo simbolo di raffinata qualità e di rispetto di tradizione e territorio. Vini minerali e floreali, con equilibrio ed eleganza per corrispondere pienamente al concetto di vino al di sopra delle mode. Vini che si ricavano da 25 ettari prevalentemente coltivati a Garganega, vitigno che da quelle parti conta almeno 2.000 anni di storia. Quella che Inama vuole rappresentare.

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AZIENDE

Vinitaly tutto d’oro per Astoria Vini U

n inizio di stagione all’insegna dell’oro per Astoria. È l’oro infatti il colore simbolo della nuova Cuvée di Spumante Brut proposta da Astoria Vini, così come è d’oro la Gran medaglia vinta dal Colli di Conegliano “Mina” al Concorso enologico internazionale all’ultimo Vinitaly. Uno storico risultato per i vini Astoria: dopo il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Doc Casa Vittorino, anche il Colli di Conegliano Doc Bianco Mina ha conquistato la medaglia più prestigiosa. Un vino, realizzato con la collaborazione del winemaker Donato

Lanati, dedicato a “Mina”, madre dei titolari dell’azienda Paolo e Giorgio. Un Colli di Conegliano dal brillante color giallo paglierino, che profuma di frutta fresca e fiori. Ma non è l’unica grande novità di casa Astoria: protagonista dell’estate 2008 sarà la Cuvée Lounge “Fashion Victim”. Un nome ironico per una cuvée nata dall’equilibrata combinazione di Prosecco di Conegliano/ Valdobbiadene (90%) e Chardonnay (10%) della Tenuta Val de Brun, sulle colline di Refrontolo. Un vino dal perlage fine, dal profumo delicato e dal design accattivante.

GRECHETTO DI MOTTURA SIMBOLO DELLA TUSCIA Fra le cantine laziali ha da sempre un posto di rilievo e, anche se in zona della Doc Orvieto, il suo Grechetto è uno dei simboli di qualità nel territorio della Tuscia viterbese. La Cantina Sergio Mottura di Civitella d’Agliano (Vt) è in effetti una realtà di punta dell’enologia del centro Italia, dove la scelta di vitigni autoctoni (coltivati in una tenuta che appartiene alla famiglia dal 1933) si abbina alla scelta dell’agricoltura biologica. Nelle vigne, oltre al Grechetto (vinificato con tecniche francesi in legno, a cui si richiama l’etichetta Latour a Civitella, o invece in acciaio, il Poggio della Costa) si coltivano Procanico, Verdello, Merlot, Pinot nero e lo Chardonnay (base per un interessante metodo Classico). Orvieto secco ed amabile sono fra le etichette più commercializzate fra i bianchi, insieme ai rossi Civitella, Nenfro e Magone.

Novità per Livon Ribolla bollicine

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er gli amanti delle bollicine “d’autore” c’è una gradevole e frizzante sorpresa: un nuovo spumante friulano composto al 100% da Ribolla Gialla, Fenìs, che in marilenghe (lingua madre, in friulano) porta l’evocativo nome de la Fenice. Un nome, questo, strettamente legato al simbolo della donna alata che da sempre rappresenta la storica Azienda agricola Livon, di Dolegnano (Ud), che ha sempre fatto della valorizzazione dei vitigni autoctoni il proprio fiore all’occhiello.

ENONEWS IN ALTO ADIGE • Nuovo look Hans Rottensteiner La Casa vitivinicola Hans Rottensteiner ha adottato le nuove etichette delle tre linee commercializzate dall’azienda: la linea classica ha lo stambecco, animale araldico della famiglia, linea “cru” un tralcio di vite stilizzato e la linea “Select” lo stemma della famiglia Rottensteiner. www.rottensteiner-weine.com • T Rosé per Cantina Termeno La Cantina Produttori Termeno ha presentato il nuovo T Rosé, un prodotto giovane checompleta la linea formata dal T-Bianco e T-Rosso. www.tramin-wine.it • Erste & Neue e Lagrein Lareith La Cantina Erste & Neue commercializza il nuovo Lagrein Lareith 2007 della linea “cru”. www.erste-neue.it • Nuovi Palladium Martini & Sohn La Cantina Vini K. Martini & Sohn presenta due nuovi vini della linea Palladium: l’Alto Adige Gewürztraminer Doc 2007 e l’ Alto Adige Pinot nero Doc Riserva 2007. www.weinkellerei-martini.it • Solo acciaio per Peter Sölva La Cantina Peter Sölva & Figli ha presentato la nuova linea “BellDès” (Belletti & DèSilva), nata dalla collaborazione con l’enologo Christian Belletti, vinificata in acciaio, per valorizzare vitigni autoctoni Gewürztraminer, Schiava e Lagrein. www.soelva.com • Bolzano cambia etichette La Cantina Produttori Bolzano ha cambiato etichette e formati delle di Alto Adige Pinot grigio Doc, Alto Adige Chardonnnay Doc, Alto Adige Valle Isarco Silvaner Doc, Alto Adige Valle Isarco Müller Thurgau Doc, Alto Adige Pinot bianco Doc Dellago, Alto Adige Merlot Doc Riserva Siebeneich. www.kellereibozen.com • Nuova immagine Laimburg Il Podere provinciale Cantina Laimburg ha adottato nuove etichette delle due linee commercializzate “I Vini del Podere” e “La Selezione Maniero” realizzate da Robert Bosisio. ITALIA A TAVOLA NETWORK - MAGGIO 2008

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ENONEWS ALTO ADIGE IN MOSTRA PER 1 MESE A WEINKOST Si rinnova l’appuntamento con la più importante manifestazione vitivinicola del Trentino Alto Adige: il 15 maggio parte la 86a edizione della Weinkost, la Mostra vini di Bolzano. Durante la manifestazione i sempre più numerosi appassionati dell’enologia altoatesina potranno degustare oltre 500 vini di 56 cantine provenienti da tutte le zone dell’Alto Adige che proporranno in assaggio la nuova annata 2007 e le Riserve 2005. La mostra sarà anche l’occasione per degustare in anteprima i vincitori della quinta edizione della “Vernatsch Cup”. Durante l’inaugurazione sarà consegnato il “Premio alla cultura enogastronomica dell’Alto Adige”, che ogni anno viene assegnato agli albergatori e ristoratori che vantano una particolare cultura enogastronomica. «In Alto Adige si contano più di 5.000 viticoltori e circa 150 cantine e ormai da molti anni l’attenzione è posta sulla qualità e non più sulla quantità. È importante divulgare questo messaggio anche all’esterno e, in tal senso, cosa può essere più indicato della Mostra vini di Bolzano?» sottolinea Benedikt Gramm, presidente della Camera di commercio. «In occasione della Mostra Vini di Bolzano si potranno degustare vini di qualità delle annate 2006 e 2007, nonché vini riserva del 2005 provenienti da tutte le parti dell’Alto Adige» spiega Thomas Augschöll coordinatore della sezione Promozione vini Alto Adige, inglobata nell’Eos della Camera di commercio di Bolzano.

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EVENTI

Cantine Aperte Italia unita nel vino C

antine Aperte è l’evento più importante che si svolge in Italia con protagonista il vino, la sua gente e i suoi territori. Da ben 16 anni, nell’ultima domenica di maggio (quest’anno il 25 maggio), le cantine socie del Movimento turismo del vino aprono le proprie porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati del vino. L’interesse verso l’evento è cresciuto notevolmente di anno in anno ed ha attirato sempre più l’attenzione di turisti e residenti, incuriositi dalla manifestazione, ma soprattutto desiderosi di fare un’esperienza di grande valore

culturale e umano. Dalle presenze registrate nelle ultime edizioni risulta evidente che sono soprattutto i giovani, da soli, in coppia o in comitive, che vivono Cantine Aperte, contribuendo ad animare le innumerevoli iniziative di cultura gastronomica e artistica che fioriscono attorno all’evento promosso dagli stessi vignaioli in tutto il Paese. Oltre ottocento le cantine aperte anche per questa edizione e particolarmente florido è il programma della giornata in Lazio, Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Campania, Toscana e Veneto.

Carpi Balsamica, 4° anno in nome dell’oro nero...anche comunale

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ncontri, menu e aperitivi a tema in ristoranti e bar nella città modenese. I ristoranti proporranno menu ad hoc e si terrà un corso di cucina teorico-pratico per chi ama le specialità tipiche. E ancora corsi di tecniche di assaggio e degustazione curate dalla Comunità carpigiana dei maestri della Consorteria dell’Abtm, serate a tema, aperitivi balsamici nei bar del centro storico e visite guidate in città e in campagna. Sono tante le iniziative messe in campo dall’assessorato comunale al Turismo, promosse nell’ambito della quarta edizione della manifestazione “Carpi Balsamica”, tutta dedicata all’Aceto balsamico tradizionale di Modena, che si svolgerà dal 17 al 25 maggio prossimo. Per la prima volta, poi,

verrà fatto assaggiare al pubblico l’aceto prodotto dalla batteria dell’Acetaia comunale, per il quale quest’anno è stata realizzata un’etichetta in onore di Dorando Pietri, di cui ricorre il centenario della partecipazione alle Olimpiadi di Londra. L’Acetaia comunale, posta nel sottotetto del Municipio e inaugurata nel 2005, durante la manifestazione resterà aperta al pubblico nei weekend per visite guidate e sarà arricchita da una mostra fotografica. Speciali pacchetti turistici dedicati a chi volesse passare il fine settimana a Carpi e nel territorio dell’Unione Terre d’argine si possono prenotare a Modenatur (tel. 059 220022, info@ modenatur.it).

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EVENTI

Polpenazze al via Riparte la Fiera del Garda Classico con la novità del biologico

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onto alla rovescia per la più popolare e attesa delle manifestazioni enogastronomiche gardesane: dal 30 maggio al 2 giugno 2008 torna infatti in scena la Fiera del vino Garda Classico Doc di Polpenazze del Garda (Bs), la più antica e conosciuta vetrina della produzione vitivinicola della riviera bresciana del lago di Garda. Una manifestazione storica (la prima edizione si tenne nel 1947), ma che negli anni ha saputo aggiornarsi alle nuove tendenze emergenti nel panorama enoico e del gusto, diventando, nel 2006, sede ufficiale del concorso enologico nazionale della Doc Garda Classico

istituito dal ministero per le Politiche agricole. Anche quest’anno la Fiera si configurerà come un vero e proprio circuito del gusto, articolato in due itinerari trasversali a pagamento che consentiranno di approfondire la conoscenza dei vini in abbinamento ai sapori del territorio. Novità di quest’edizione sarà La Piazzetta del Biologico, uno spazio dedicato ai sempre più numerosi produttori che hanno scelto il biologico (il 25% della produzione delle cantine del territorio). Lunedì 2 giugno, gran finale a Villa Avanzi con il banco d’assaggio delle etichette vincitrici del Concorso enologico.

Donne del vino, 20 anni in grande

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Associazione nazionale Le Donne del Vino ha scelto la settimana del Vinitaly per festeggiare i 20 anni dalla fondazione con un convegno che ha affrontato il percorso al femminile nell’imprenditoria enogastronomica, avventura che con coraggio e grinta hanno intrapreso le socie. La presidente Pia Donata

VINI DA PESCE AD ANCONA Saranno anche quest’anno 10 le categorie in gara alla 9a edizione della Selezione nazionale dei vini da pesce, il concorso enologico che affianca la Fiera internazionale della pesca di Ancona. L’appuntamento è dal 15 al 17 maggio a Sirolo (An). Il crescente successo registrato in questi anni, sia in termini di partecipazione sia in termini d’immagine, ha consentito alla Selezione di raggiungere l’obiettivo di valorizzare e qualificare i vini bianchi e

Berlucchi insieme alla delegata della Regione Veneto, Nadia Zenato, ha aperto l’incontro con un’energica critica al “Velenitaly”, considerandolo un’azione strumentale volta a uno stupido autolesionismo, e ha continuato ricordando il cammino fatto dall’Associazione, nel corso del quale si è passati da 80 ad 800 socie.

rosati, che ben si accompagnano con la cucina di pesce. Dalla precedente edizione, inoltre, sono stati inseriti anche i vini “spumanti”, che ormai sono entrati a pieno titolo nelle categorie di vini da abbinare con il pesce. 5 le commissioni incaricate nella giuria. La Selezione - promossa dall’Ente regionale fieristico di Ancona, dall’Azienda speciale della Camera di commercio di Ancona, dalla Regione Marche e dalla Provincia di Ancona - è l’unico concorso abbinato ai prodotti ittici autorizzato dal ministero

ENONEWS A MULAZZO SI RINNOVA IL PREMIO BANCARELVINO BancarelVino si trasforma e diventa il riconoscimento dedicato ai vini più venduti nelle enoteche pubbliche e private, nei wine bar e nei locali specializzati. Dopo tanti anni si rinnova la formula del famoso premio ancorando le valutazioni degli esperti anche all’andamento del mercato. Il concorso è promosso dal comune di Mulazzo (Ms) e organizzato da Slow food Toscana, Enoteca italiana e da Slow food Lunigiana, che con esperienza più che decennale, nel settore della tutela, valorizzazione e promozione dei prodotti dell’enogastronomia curerà da quest’anno il premio. Sarà dal 4 al 6 luglio a Mulazzo che verrà decretato il vincitore. Saranno 4 le eccellenze rappresentative di ogni regione d’Italia che parteciperanno all’assegnazione del premio finale. Al concorso saranno presenti i vini che esprimono produzioni enologiche radicate nel proprio territorio, che nel 2007 hanno riscontrato maggior interesse nei gusti del consumatore, che sono stati comunicati dal circuito delle enoteche pubbliche e private, wine bar e negozi specializzati. Un comitato tecnico composto da cinque giurati valuterà i vini concorrenti in base a qualità organolettiche, legame con il territorio, originalità produttiva, rapporto qualità/prezzo, comunicazione del prodotto, dell’azienda e del marchio, uso di tecniche di produzione viticole ed enologiche a basso impatto ambientale.

delle Politiche agricole con numeri sempre crescenti: lo scorso anno hanno partecipato ben 560 campioni che hanno rappresentato il record assoluto, confermando il prestigio dell’evento.

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TENDENZE E MERCATO

Giappone, nell’Horeca il 40% delle vendite di vino italiano C

on una popolazione che supera i 127 milioni il Giappone rappresenta un importante mercato di sbocco per i brand del vino italiano, secondo quanto afferma Andrea Carpi (nella foto), esperto di mercati internazionali e titolare della società A.C. Marketing & Trade. Nel Paese non esiste una tradizione enologica, ma oltre i due terzi della popolazione sopra i 18 anni consuma vino che rappresenta nell’immaginario collettivo un elemento di stile di vita moderno. Dal febbraio 2007 si sta assistendo a un’accelerazione della ripresa economica con possibilità di rivitalizzazione del settore vino,

GIAPPONE, 2007 IN CIFRE

6,8% crescita di export vino italiano

40% vendite di vino italiano in Horeca

10% crescita (5 anni) del consumo vino

2 litri annui bevuti da 1 giapponese

positivo anche per i vini italiani. L’abitudine al consumo di vino da parte della popolazione giapponese è recente, nel 1972 si consumavano appena 11 milioni di litri, compresi quelli a base di frutta diversa dall’uva, mentre nel 1998 si arrivò a 298 milioni di litri. Il boom è dovuto a molteplici fattori, tra cui l’importante campagna effettuata dai mass media circa gli effetti benefici del vino rosso, l’ingresso nel mercato di bottiglie a meno di 600 yen, l’occidentalizzazione degli stili di vita e la liberalizzazione delle licenze per la vendita al dettaglio di alcolici con conseguente aumento dei negozi. Negli ultimi 5 anni il mercato del vino sta facendo registrare un tasso di crescita medio annuo del 10%. Un mercato più maturo rispetto a quello cinese e coreano. Attualmente i consumi medi annui di vino in Giappone sono modesti, circa 2 litri a persona, ma buone sono le prospettive di sviluppo: tra la popolazione che abitualmente beve vino il consumo medio sale a livelli europei. Il settore dei bar e dei ristoranti copre circa il 40% delle vendite, rappresentando il canale di distribuzione ideale, ma con le prospettive di allargamento

VENDEMMIA 2007 IN CALO MA RESISTONO I DOC Secondo l’Istat la vendemmia 2007 in Italia si è attestata a poco più di 42,5 milioni di ettolitri, con un calo su base annua del 14%. Un risultato che consolida la tendenza al ribasso dell’anno precedente. Per i soli vini, che nel complesso hanno fatto segnare a distanza di un anno un -13,1%, con un quantitativo di 40,9 milioni di ettolitri, i dati disaggregati dell’Istat restituiscono riduzioni nell’ordine del 14% nel

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dei consumi le aziende puntano alla grande distribuzione così da poter avvicinare nuovi consumatori a vini diversi rispetto a quelli attualmente in commercio nel Paese. La domanda del mercato sta facendo registrare un crescente orientamento verso i vini d’importazione la cui quota sul totale nel 2005 è stata del 61,5%. In particolare la Francia si posiziona al primo posto come Paese fornitore di vini fermi, con il 63% in valore, seguita dall’Italia, con il 14% e dagli Usa con il 6%. Domanda positiva anche per il “made in Italy”, che in Asia in generale e in Giappone in particolare sta riscuotendo sempre maggiore interesse. Nei primi 8 mesi del 2007 si sono registrati dati davvero promettenti: le esportazioni di vino italiano hanno avuto una crescita del 6,8% in valore pari a 66,6 milioni di euro contro i 62,3 dello stesso periodo del 2006. I vini italiani, considerati i migliori per le loro caratteristiche, il livello qualitativo, il costo e la tradizione che comunicano, si inseriscono nella fascia medio-alta di mercato: destinati a un consumatore disposto a spendere cifre superiori alla media.

gruppo dei bianchi e del 12,5% per rossi e rosati. Per quanto riguarda i mosti, le stime fissano i quantitativi 2007 a quota 1,6 milioni di ettolitri, un volume inferiore del 35,7% ai livelli 2006. Di poco superiore ai 22 milioni di ettolitri il dato produttivo dei vini rossi e rosati, mentre i bianchi non hanno neanche raggiunto quota 18,9 milioni. Nel dettaglio le cifre hanno evidenziato una maggiore tenuta dei vini Doc, seppure in un’annata contrassegnata dal segno meno. Approfondimenti su www.italiaatavola.net

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TENDENZE E MERCATO

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Viticoltori Alto Adige Azione comune fra le 3 associazioni Una svolta netta per il futuro

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uova tappa per una maggiore collaborazione e unità d’azione fra le 3 associazioni dei produttori vitivinicoli dell’Alto Adige. A seguito di recenti elezioni interne, le 3 associazioni si presentano per la prima volta congiuntamente. E ciò grazie a un rimescolamento di carte che vede nuovi membri a fianco di volti già noti da tempo e profondamente stimati all’interno del settore vitivinicolo. Uno dei nuovi arrivati tra le fila del consorzio delle Cantine produttori altoatesine è ad esempio il presidente Anton Zublasing (al centro nella foto con Josephus Mayr e Alois Lageder, da sinistra) che considera elementi assolutamente centrali del suo impegno sia la rappresentanza omogenea delle cooperative altoatesine sia

SI AVVICINA IL CONCORSO DEI VINI DI MONTAGNA Il Grand Hotel Billia di Saint Vincent (Ao) ospiterà dal 2 al 4 luglio la 16a edizione del Concorso internazionale dei vini di montagna, organizzata dal Cervim e patrocinata dall’Oiv, in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura e Risorse Naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta, l’Union Internationale des Œnologues, l’Associazione enologi enotecnici italiani e l’Ais - sezione valdostana. In palio ci sono la Menzione d’Onore, la Gran Medaglia d’oro, la Medaglia d’oro, quella d’argento (attribuite ai primi 3 vini di ogni categoria, che ottengono il miglior punteggio, purché superato il minimo di 80 centesimi) e l’ambito Premio Speciale “Cervim 2008”(attribuito all’azienda di ogni Paese che ottiene il miglior risultato, calcolato dalla somma dei punteggi più elevati riferiti a tre vini migliori). Approfondimenti su www.italiaatavola.net

una stretta collaborazione tra le associazioni del settore vitivinicolo altoatesino. «Con la fondazione del Consorzio per la tutela del vino altoatesino di qualità le cooperative hanno gettato le basi per la creazione di una struttura unica e collettiva. Ciò che resta da fare ora è riempirla di contenuto» ha detto. Nel consiglio di amministrazione Zublasing può contare sul sostegno di Michael Bradlwarter, Leo Tiefenthaler, Armin Dissertori, Georg Höller, Maximilian Niedermayr, Leopold Kager, Helmut Meraner e Edmund Morandell. «L’Alto Adige, con il suo 0,7% della produzione complessiva italiana, è in proporzione una zona di produzione di vino molto piccola. Il nostro compito principale dovrebbe essere, dunque, quello di trasmettere chiaramente all’esterno i nostri punti di forza, senza che le singole associazioni rinuncino a rappresentare i propri interessi internamente», afferma Alois Lageder, presidente delle Tenute dell’Alto Adige. «In passato i momenti e le azioni condivise ci hanno reso sempre più forti e da alcuni mesi ci siamo convinti dell’importanza di incrementare la collaborazione. Si è aperta per noi una strada davvero molto promettente». Lageder continuerà a essere il presidente delle Tenute dell’Alto Adige, mentre Franziskus Haas e Peter Zemmer assumeranno le funzioni di vicepresidenti. Altri membri del consiglio di amministrazione sono: Josef Brigl, Martin Foradori, Hannes Rottensteiner, Florian Schmid, Christof Tiefenbrunner e Christian Werth. In ambito associativo, i direttori cooperano attivamente

già da tempo per quanto concerne questioni tecniche e legali. Effetti sinergici e risparmio delle risorse per grandi e piccole aziende sono tra le tematiche più importanti già presenti sulla lista delle priorità: «Auspichiamo un riesame dei vantaggi derivanti dal trasferimento in un unico complesso di tutti gli uffici», questo il primo passo da fare secondo Josephus Mayr, presidente dei Vignaioli dell’Alto Adige. L’aria che si respira in questo momento è per Mayr più che positiva. Nel nuovo consiglio di amministrazione dei Vignaioli dell’Alto Adige la suddivisione dei ruoli prevede che la carica di presidente resti nelle mani di Josephus Mayr, mentre Peter Dipoli è vicepresidente. A questi si affiancano Hannes Baumgartner, Manfred Nössing, Klaus Lentsch, Elda Mayr e Hannes Innerhofer.

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ALIMENTAZIONE & WELLNESS

Calorie nel menu Da New York la svolta salutista Nel ciclone molte catene di fast food

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a Grande Mela si schiera dalla parte della salute...e non solo e sempre da quella del business. «Non bisogna dimenticare che l’uomo è ciò che mangia». Così il lungimirante sindaco Michael Bloomberg ha riassunto la decisione per tutte le grandi catene della ristorazione americana (in testa McDonald’s, Dunkin’ Donuts e Starbucks) di esporre il numero delle calorie dei loro prodotti nei vari menu. Un frullato al cioccolato di McDonald’s contiene 1.160 calorie mentre un cheeseburger di Wendy’s ne contiene 980 e un piatto di guacamole di avocado con crocchette di mais di Chipotle (catena di fast food stile tex-mex) vale 750 calorie. Nonostante la promessa di essere «sane» e «ipocaloriche», anche le insalate della maggior parte dei fast food arrivano fino a 823 calorie. Ecco dunque arrivare per New York questa nuova regola, volta ad arginare l’epidemia di obesità che affligge la popolazione, soprattutto tra giovani, poveri e minoranze. Il nuovo regolamento, che interessa tutte le catene con almeno 15 esercizi attivi nel territorio Usa, riguarderà circa 2.400 ristoranti nella sola Manhattan. «La misura aiuterà i newyorkesi ad avere una maggiore consapevolezza di quello che mettono sotto i denti», ha incalzato Bloomberg, ideatore dell’iniziativa. Secondo studi ufficiali realizzati dal comune di New York, nei prossimi cinque anni l’etichettatura sulle calorie eviterà a 130mila newyorkesi di diventare obesi e a 30mila di ammalarsi di diabete. In favore del provvedimento sono subito scesi in campo i media. A partire dal New York Times, secondo cui soprattutto nei quartieri più poveri ogni mese si consumano ben 10 milioni di pasti fast food. Ma “gli incriminati” McDonald’s, Burger King, Kfc, Domino’s, Pizza Hut, Taco Bell tentano di insabbiare l’iniziativa, ribattendo che tutte le informazioni relative alle calorie

sono già disponibili online e quindi non c’è alcun bisogno di stamparle sul menu. Ma secondo molte coscienze di New York la normativa dovrebbe contribuire a produrre una sorta di effetto «culturale» sul resto dell’America, dove l’obesità è considerata una delle emergenze sanitarie più gravi. Dare il buon esempio, quindi, anche se sarà difficile “educare” catene e consumatori alla responsabilità di alimentarsi. Ma si intravede una luce: i responsabili dell’assessorato alla Sanità si sono detti convinti che la semplice pubblicazione sul menu delle calorie contenute nei cibi dovrebbe nell’arco di qualche anno contribuire a salvare milioni di vite umane. Ginevra Savino

PER I RISTORATORI L’OBBLIGO È ECCESSIVO Nei confronti di questa normativa sembrano essere di ben altro avviso le associazioni newyorkesi dei ristoratori, per cui si andrebbe ad applicare la stessa politica della “trasparenza”. «Non abbiamo nulla in contrario che i singoli ristoranti, che conoscono bene la loro clientela, procedano su base volontaria a fornire questo tipo di informazione» ha commentato il portavoce della associazione ristoranti Chuck Hunt. «Ma ci sembra eccessivo che le calorie debbano essere fornite per legge». Nonostante la reazione di scetticismo generale alcune catene nazionali come Starbucks, Quiznos, Subway, Chipotle, Jamba Jus, Auntie Anne’s e Chevys hanno subito aderito all’iniziativa, altre (capitanate da McDonald’s) sono decise a dichiarare guerra alla legge che secondo gli addetti ai lavori rischia di minare i loro lauti profitti.

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SALUTE

ALIMENTAZIONE & WELLNESS

In coppia la dieta è più sana e la spesa “pesa meno” I

l matrimonio fa bene alla salute! Un sondaggio americano (portato all’attenzione del pubblico italiano dalla nutrizionista Carla Favaro) effettuato su un campione di più di 14mila adulti ha evidenziato che uomini e donne mangiano in modo diverso (più carne i primi, più frutta e verdura ma anche yogurt e frutta secca le seconde). Quando la coppia si unisce, però, questa diversità si livella e le scelte alimentari tendono a convergere. Concorda con questi risultati anche una ricerca effettuata dall’Università Cattolica di Campobasso in collaborazione con altri 6 centri di ricerca europei: su 802 copie sposate (italiane, belghe e inglesi) si è osservato che fra i due partner esiste una forte condivisione delle abitudini alimentari

e dell’apporto di calorie e di consumo di grassi. Ciò può spiegare, almeno in parte, la corrispondenza osservata fra alcuni parametri quali il colesterolo e i lipidi in generale. Quindi si mangia meglio in coppia o da single? La risposta potrebbe dipendere dal sesso e dal periodo a cui si fa riferimento. La convivenza porterebbe l’uomo a migliorare la sua alimentazione e la donna a peggiorarla. Ma in linea generale sembra che le coppie tendano ad avere pasti più regolari e più elaborati rispetto ai single. Una dieta migliore con un maggior consumo di di frutta

e verdura, minor frequentazione di fast food e una spesa più contenuta. Ma non è tutto oro quello che luccica: ecco che si fa strada il “fattore peso”. Fra gli sposati, uomini in particolare, sono frequenti sovrappeso e obesità, forse perché la condivisione dei pasti porta a mangiare di più oppure perché chi è alla ricerca di un partner è più attento alla linea e all’aspetto fisico. Ma se spesso a ingrassare sono i mariti, quando si considerano le coppie con figli ecco che la situazione si ribalta: è la mamma a risentire del “peso” dei figli e dei chili di troppo.

Obesità nei bambini Molto colpiti i lombardi

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a una ricerca effettuata su bambini di 8 e 9 anni, emerge che il 24% di essi è sovrappeso e il 13% è obeso. Dato, quest’ultimo, che in Lombardia si riduce al 7%, il più basso a livello nazionale rispetto al record negativo del 16% rilevato in Campania. Parte da qui la “Giornata del benessere dello studente”, un’iniziativa organizzata lo scorso 21 aprile e prevista del Piano nazionale del ministero dell’Istruzione e promossa in Lombardia dall’assessorato all’Agricoltura e dall’Ufficio scolastico regionale. «Benessere che - ha affermato la vicepresidente all’Agricoltura Viviana Beccalossi - deve essere inteso non solo in relazione alla salute, ma a tutto campo. Con il significato di star bene con il proprio corpo, star bene con la propria mente e star bene con gli altri, per crescere insieme e condividere conoscenze, traguardi e valori comuni». Sarebbe buona cosa che, almeno un giorno alla settimana a scuola come merenda i bambini mangiassero una mela, una pera o delle carote. Potrebbe essere un segnale importante da trasformare poi in una sana consuetudine.

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LOCALI

TENDENZE

Locali storici, undici new entry nell’ospitalità di lungo corso S

pegne 32 candeline la Guida Locali storici d’Italia, che propone un percorso ampio di soste turistico-culturali attraverso ben 222 antichi e prestigiosi alberghi, ristoranti, pasticcerie, confetterie, grapperie e caffè che hanno fatto la storia del Belpaese. Basti pensare che oltre 80 fra questi locali conservano la stessa famiglia al timone da 2 a 7 generazioni. La nuova edizione, edita sempre dall’Associazione presieduta da Giuseppe Nardini di Bassano, si compone di 245 pagine bilingui (italiano e inglese) illustrate con originalità dal pittore Gianni Renna e dirette da Claudio Guagnini. Sono 11 le new entry del 2008 di grande livello che di merito sono entrate in questa guida. A cominciare dal Ristorante Cacciani 1 di Frascati (Roma), tra i più famosi del Lazio da 3 generazioni, dal Grand Hotel Santa Lucia 2 di Napoli e dall’Hotel Londra

Palace 3 di Venezia: tre segnalazioni entrate nella guida l’anno scorso e confermate a pieno titolo 1 quest’anno con un proprio spazio dedicato. Restando al sud Italia la guida ha inserito l’Antica Hostaria Massa 4 di Caserta, uno 2 dei punti di ritrovo dell’alta borghesia fin dall’800, il Ristorante Antico Bottaro 5 di Roma, dove Vittorio De Sica nel 1948 girò una 3 scena del capolavoro “Ladri di biciclette”. Sempre nella capitale si trova il Ristorante La Matriciana 6 , una leggenda dal 1870 per i suoi storici e originali bucatini all’amatriciana. Se ci si sposta verso il nord della Penisola si trova il Ristorante Da Ö Vittoriö 7 di Recco (Ge), sopravvissuto ai 27 bombardamenti della seconda guerra mondiale e che oggi conserva le sembianze e i sapori liguri di inizio secolo scorso. Salendo ancora troviamo la Caffetteria

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Osteria La Curt dei Giacc 8 di Cividate Camuno (Bs), una reliquia di storia patria dove pasteggiavano le truppe austriache, e ancora la Trattoria del Vapore 9 di Cernobbio (Co), già attiva nel 1600 come osteria e fra uno dei primi fautori del turismo sul lago di Como. Arriviamo infine in Piemonte dove troviamo ancora due nomi: il Caffè Pasticceria Arione 10 di Cuneo, elegante salotto che ha inventato i buonissimi “cuneesi al Rhum” famosi in tutto il mondo, e la Pasticceria Bonfante 11 di Chivasso (To), regno per eccelenza dei “Nicciolini”, squisiti dolcetti nati in pieno stile Liberty. Nota significativa di questa edizione è l’introduzione della nuova sezione curiosa dedicata ai “Primati dei locali storici” dove sono segnalati tutti quei luoghi che hanno alle spalle “Guinness” particolari (si veda rubrica pubblicata nella sezione Locali a partire da questo numero). g.n.

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TENDENZE

LOCALI

Toscana in relax a Case del Borgo L’

allure di un antico borgo toscano, quello di Duddova (Ar), senza tempo abbracciato dalle colline e dagli uliveti dove perdersi nella bellezza del paesaggio e lasciarsi inebriare dal profumo dei cespugli aromatici. Un lussuoso “buen retiro”, un paradiso del benessere a 360°, un rifugio di privacy dove rinchiudersi e lasciare fuori stress e amarezze. Un piccolo gioiello dove l’eleganza semplice della tradizione ha saputo reinventarsi e imparare a convivere con le più lussuose modernità. Ritagliarsi uno spicchio di privacy senza pari nell’unica “Private Beauty Farm” del Chianti, dove al massimo trovano posto due persone è un’esperienza da provare. In puro stile “Le case del Borgo”, anche quello del benessere diventa un viaggio unico, sempre diverso, un’esperienza irripetibile perché creata ad hoc.

La Torretta di Pavia si rinnova anche in cucina

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uova veste, nuova gestione, nuova linea di cucina. Non mancano di certo le novità alla riapertura de “La Torretta”, storico ristorante di Vellezzo Bellini (Pv) affacciato sulla trafficata statale Milano-Pavia. Completamente rivoluzionata, sia internamente che esternamente, per offrire ai propri ospiti piatti gustosi dalle materie prime di qualità, prodotti tipici Dop e la vera pizza campana, mantenendo quella stessa atmosfera informale, accogliente e familiare, da sempre vanto del locale. Felice il sodalizio tra Giulia Vangone e Andrea Selmoni.

Casa Catullo, tutto il Lazio che sa di mare e terra

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ncastonato tra l’azzurro del mare della Riviera di Ulisse e il verde della Piana di Fondi, guardando ai colori del lago di Fondi con alle spalle i Monti Aurunci il “Ristorante Casa Catullo” si trova a due passi dal centro storico di Fondi (Lt). Locale nato dalla passione per la cucina del patron chef Massimiliano Sepe, sorge in quello che nel tempo è stato prima forno per il pane e poi magazzino per il materiale da pesca del nonno pescatore. La cucina dà spazio ai prodotti tipici, con prevalenza del pescato.

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LOCALI

TENDENZE

Arriva la 1a Flori farm M

are, relax ed essenze floreali. È questa la carta vincente dell’hotel Des Nations, un’elegante struttura a quattro stelle, direttamente sul lungomare di Riccione (Rn). Qui, da alcuni mesi, è nata la prima “Flori farm” d’Italia. Non una Spa, non un centro benessere, ma una vera wellness house, un luogo dove grazie ai fiori si punta al raggiungimento

RIAPRE TERME MERANO CASTAGNA E BENESSERE

del benessere e dove, attraverso le essenze floreali, è possibile superare gli stati emozionali negativi e ritrovare un’energia psicofisica, oltre che riequilibrare il proprio sistema vibrazionale. L’idea è venuta a Chantal Michaux, floriterapista ed emotional trainer, appassionata di medicina integrativa e amante dei fiori, soprattutto quelli californiani, himalayani e australiani.

Cambia il piatto del Buon Ricordo al ristorante Romantik di Salò

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l ristorante del Romantik Hotel Laurin di Salò (Bs), tra i 12 soci fondatori dell’Urbr (Unione ristoranti del buon ricordo), ha cambiato il suo piatto. E lo ha fatto in grande stile, come si conviene a quello che è uno degli alberghi di maggior charme ed eleganza in Italia, oltre che uno dei più riusciti e meglio conservati esempi di Liberty floreale.

Dopo il Pollo al curry e il Filetto di trota salmonata in salsa Picedo, protagonista per 23 anni, questa primavera è stata battezzata l’inedita specialità: il nuovo piatto del Buon Ricordo, le Frittelle di cavedano in carpione e foglie croccanti di polenta Storo, che segna per il ristorante la felice conferma della valorizzazione della gastronomia lacustre.

Da metà maggio riapre il parco delle terme di Merano (Bz), 5 ettari di lussureggiante vegetazione con 12 piscine di varia tipologia e grandezza. Ampliata l’offerta Spa & vital dell’Hotel che propone, accanto ai trattamenti a base di mele, uva, siero di latte, lana e fieno, numerosi trattamenti alla nota castagna altoatesina. E con l’arrivo della bella stagione il centro propone altre novità, come i massaggi al miele e gli impacchi di burro all’arnica, all’uva e alle rose. La “forza” della castagna risiede nel principio attivo dell’escina, che ha un effetto antinfiammatorio, migliora il drenaggio linfatico, protegge i capillari ed è ottima per combattere la cellulite. Tra i diversi trattamenti prenotabili ci sono il peeling alla castagna altoatesina, il bagno salino alla castagna, il massaggio con crema di castagna e pungitopo altoatesini e l’impacco. Approfondimenti su www. italiaatavola.net

Milano eat and drink Quel braciere sul canale Dentro, la griglia è calda. Ma fuori si respira la fresca carezza della sera, fra gazebi arredati in stile etnico e la tremula luce delle candele. Il Braciere del Ripa (via Ripamonti 90, Milano - Tel. 02 56816152) si fa in due per accogliere i suoi ospiti: una sala ristorante dal perfetto saveur provenzale, con mobili in legno, tovaglie a quadretti e tende a righe dai richiami campagnoli; e un giardino, fascinoso nel suo affacciarsi sul canale della Vettabbia, per un angolo meneghino CRISTINA VIGGÈ, incorniciato dall’acqua e dalle piante di CRONISTA DEL sambuco. GUSTO, INDAGA Un posticino ideale per cenare in estate, a SUI NUOVI TREND DEI LOCALI ritmo di tenerissimi bocconi. A MILANO Sì perché, qui, protagoniste assolute sono le carni di manzo provenienti da tutto il mondo, cotte con cura sulla brace.

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Filetti, controfiletti, costate ed entrecôte di razze bovine che giungono dritte dritte da Irlanda, Francia, Asturie, Texas, Nebraska, Kentucky, Argentina e Australia.

Matrimonio di classe Il bianco sposa il nero. Il candore delle pareti, delle sedute in pelle e dei lampadari in seta incontra il laminato noir dei tavoli e il total black del pavimento. E le nozze sono celebrate, fra atmosfere di ispirazione neoclassica e accenti di contemporaneità. Il ristorante heat>diana (viale Piave 42, Milano - Tel. 02 20582034), all’interno dello Sheraton Diana Majestic, si presenta con un nuovo e raffinato look. Lo chef Paolo Croce propone ricette che sono un vero arcobaleno di colori e sapori, quasi a richiamare lo splendido giardino che fa da cornice all’oasi gourmet. Piatti di palese matrice mediterranea, interpretati con spirito creativo e innovativo, come le orecchiette alla Norma di scampi, la mortadella di calamaro (rotolino ittico) e il kebab di mare (cubetti di pesce su spiedino di lemongrass). Poi, il tocco finale, lo danno i condimenti: succo di papaya, salsa di alici, crema di piselli, pesto di mandorle e centrifuga di rucola. Cristina Viggè

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TENDENZE IL MOSAICO, ESPERIENZA GOURMET A TERME MANZI Cinque tavoli in un’atmosfera da mille e una notte: Il Mosaico è il ristorante gourmet dell’isola di Ischia, una stella Michelin, ospitato dal lussuoso Terme Manzi Hotel & Spa di Casamicciola (Na). Lo chef Nino di Costanzo, 35 anni, dirige e presiede alla scelta di ogni materiale, dagli ingredienti delle ricette alla presentazione di ogni portata. Cucina mediterranea, recupero della tradizione ischitana, ma estro contemporaneo e ricerca attenta di profumi e spezie, di terre vicine e lontane. In tavola arriva la carta delle acque, degli oli, dei sali e dei caffé del sud del mondo: un invito alla degustazione guidata con sapienza dal maître Costantino Russo. Corposa anche la carta dei vini.

LOCALI

10 anni di alberghi Adi A

ssociazione nazionale degli alberghi diffusi festeggia i 10 anni di questo modello di ospitalità. Sono trascorsi 10 anni infatti dalla prima legge che ha permesso l’apertura di un Albergo diffuso, classificandolo come forma di ospitalità originale, distinta dalle altre. Grazie alla norma emanata dalla Regione Sardegna nel 1998 l’Albergo diffuso si è posto al mercato come un albergo vero

e proprio, seppure “orizzontale”, potendo garantire tutti i servizi alberghieri agli ospiti che alloggiano in camere che sono le case di un centro storico abitato, e offrire così agli ospiti l’esperienza della vita di un borgo. Oggi sono 8 le Regioni che in Italia riconoscono l’Albergo diffuso e stanno aprendo anche all’estero, dove questo modello di ospitalità si propone con il nome in italiano.

Marra vuol dire pane, pasticceria, pausa e delizie a Cantù

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arra di Cantù (Co) è un locale polifunzionale, articolato su due piani, che unisce panificio, pasticceria, cioccolateria, caffetteria, gelateria e un’ampia zona per la consumazione. L’arredamento è lineare, ordinato, elegante e funzionale, rispecchia nella veste esterna la cura, l’ordine e la vasta gamma di prodotti offerti. La zona

consumazione è composta da tavoloni, pratici tavolini e divani; il bancone, in vetro color tortora illuminato dal basso, ha la bancalina in granito nero fiammato. La parete di fondo è rivestita da carta da parati nero-argento a quadrotti. Le grafiche del locale prevedono alcune nicchie espositive e le scaffalature in legno mostrano un’ampia offerta di vini.

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LOCALI Locali storici d’Italia • I più “familiari” Su oltre 200 locali storici, quasi 80 sono guidati dalla stessa famiglia da più di due generazioni, come il Ristorante Osteria di Rubbiara, di Nonantola, Modena, l’Hotel Royal Victoria di Pisa e il Ristorante Checchino di Roma; sei generazioni, come l’Hotel Alla Posta, di Caprile-Alleghe, Belluno e ben sette generazioni, come la Grapperia Nardini sul celebre Ponte di Bassano del Grappa e la Confetteria Romanengo di Genova. • I più antichi in Italia L’Hotel Cavalletto e Doge Orseolo di Venezia, del 1200, e l’Antica Trattoria Bagutto di Milano, del 1284, sono i locali storici più longevi d’Italia. E il Bagutto è anche uno dei due più antichi ristoranti del mondo. • I più antichi all’estero Barbetta Restaurant, con i suoi 100 anni, è il più antico ristorante italiano all’estero e il più antico ristorante di New York sempre guidato dalla stessa famiglia.

TENDENZE

Franciacorta: apre La Dispensa di Fusari H

a aperto in Franciacorta “La Dispensa - Pani & Vini in Franciacorta”, dove antico e moderno si fondono nel nome della rivoluzione del “buono, pulito e giusto”. Un locale tutto vino e cibo, che porterà le migliori specialità artigianali italiane sugli scaffali e nelle pentole di un punto vendita-take away-luogo di degustazione unico nel suo genere. Frutto del fortunato incontro di due nomi dell’enogastronomia franciacortina, Vittorio Moretti e lo chef Vittorio Fusari (nella foto), con alle spalle un trascorso al “Volto” di Iseo (Bs) che gli era valso una stella Michelin, questa nuova idea di un luogo a 360° è destinata a trasformare

Hotel Ambra, estate in terrazza

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Hotel Ambra di Cortina con l’arrivo della bella stagione apre agli ospiti e al pubblico la nuova terrazza, che si candida a diventare uno dei ritrovi più trendy dell’estate cortinese. Affacciata sul Monte Faloria e baciata dal sole, la terrazza rispecchia tutta l’eleganza del meublé e il gusto raffinato della “locandiera”, Elisabetta Dotto. Costruita in legno di rovere e arredata con mobili in ferro, la

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terrazza può ospitare 25 persone, un numero limitato che permette di mantenere un clima familiare e intimo. Nella pace delle Dolomiti vengono serviti aperitivi e soft drink, cocktail pre e after dinner, sfizi salati e dolci tentazioni. A far da valore aggiunto, l’insieme di colori e profumi che abbelliscono il panorama di montagna già ricco di suggestioni. Approfondimenti su www.italiaatavola.net

inevitabilmente il Borgo Principe di Torbiato (Adro-Bs) che lo ospita. Le linee guida della “Dispensa” sono ben delineate: cultura delle materie prime, passione per il territorio, approccio moderno alla cucina ma ben radicato nella tradizione di assoluta qualità. Su tutto questo si aggiunge la garanzia della “mano” e del pensiero di Vittorio Fusari che racconta il suo approccio al locale. «In cucina la grande rivoluzione è scegliere la qualità assoluta, quella che si manifesta attraverso il rispetto della natura, il lavoro dell’uomo e il grado di passione che egli sa infondere nel suo lavoro». L’approccio del locale è trasversale, con un’offerta siglata Slow Food.

ROLAND PAAR AL VERTICE DI HOTEL SCHLOSS VELDEN Schloss Velden, albergo della catena dei Capella Hotels, ha eletto direttore generale Roland Paar, che controllerà le operazioni del castello da 100 camere, che il 28 maggio celebra il 1° anniversario. «Siamo orgogliosi di accogliere Roland nel team di Schloss Velden e del Capella Hotels and Resorts» ha detto Bob Warman, vicedirettore del gruppo.

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TENDENZE

LOCALI

A Torino sorprende ‘L Birichin Con la sua cucina piemontese e le specialità di mare ad opera dello chef-designer Nicola Batavia

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icola Batavia, chef e designer, con mamma Maria Grazia danno vita al piccolo ed elegante ristorante di Torino, ‘L Birichin. Nicola, estroverso designer, imposta i suoi piatti in funzione dell’arte, sempre creativi nella presentazione. Lo chef propone una cucina che dal classico si evolve verso l’innovativo sia nella cucina piemontese che in quella classica, BRUNO FEDERICO, insieme a tante CHEF E SOMMELIER proposte marinare. DE LA CAPRESE DI MOZZO (BG), Cucina design, come CI PRESENTA il cubo di vitello I SUOI COLLEGHI tonnato che cuoce in un legno particolare e viene servito nello stesso legno che dà un’ottima scenografia al piatto, oppure la mitica

fassona piemontese presentata in 5 cotture in carpaccio crudo marinato con aceto rosso e lime, e ancora le stuzzichevoli polpettine allo spiedo con nocciole d’Alba. Nella cucina marinara da non perdere lo spiedino di spada con scamorza di bufala affumicata, le taccozzette di Gragnano con calamaretti e broccoletti, o l’intrigante parmigiana di melanzana con scamorza, sarde e pesto di basilico. Ci sollecita la curiosità e ci soddisfa con sorpresa il tajarin con scampi, foie gras e pecorino, un connubio di profumi e sapori armonizzata con sapiente competenza ed estro. I dolci sono fatti in casa ed ispirati al cioccolato, di cui Torino è capitale. E qui Nicola delizia il palato non solo con le sue preparazioni come gli scherzi di cioccolato, il semifreddo di torrone d’Alba con mandorle in salsa

di caffè e tazza di cioccolata calda, ma anche la vista con le sue opere di design. Per gli amanti del formaggio è un luogo da non perdere, particolari prodotti di nicchia, opera di attenta ricerca, sono irresistibili. La cantina è di notevole spessore, meditata, scelta, ricca di ottimi vini internazionali con disponibilità di importanti acquaviti. ‘L Birichin, sosta da non perdere per chi passa da Torino soprattutto per una serata al lume di candela: lo chef Batavia vi regalerà una serata speciale. Bruno Federico

Ristorante ‘L Birichin via Monti 16/a, 10126 Torino Tel 011 657457 www.birichin.it - batavia@birichin.it

Roma eat and drink Il cielo in un piatto all’ Eden Anche quest’anno il prestigioso Hotel Eden di Roma offre alla clientela un appuntamento speciale per far conoscere estimatori e appassionati una delle tante sfaccettature dell’enogastronomia italiana. Protagonisti della primavera 2008 sono il rinomato Aceto Balsamico tradizionale di Modena Dop dell’azienda Bonini e i vini dell’azienda Capannelle di Gaiole in Chianti (Si). Ed è con questo spirito che, sposando la creatività e la bravura dello chef Adriano Cavagnini a un prodotto dell’eccellenza gastronomica italiana così pregiato, è scaturito un menu intrigante e particolarmente goloso che il pubblico potrà gustare a cena dal 13 al 31 maggio al sesto piano dell’albergo al ristorante La Terrazza dell’Eden. Menu delle serate: insalatina di pesce spada, pinoli e basilico con zucchine, gnocchi di carote con pomodorini e provola affumicata, risotto alla crema di piselli e pecorino di Fossa con fegato d’oca dorato, filetto di vitello marinato con patate gratinate alle mandorle e asparagi saltati, Parmigiano Reggiano 40 mesi e pere, combinazione di gelato alle fragole marinate, gelato alla crema e macaron con cuore d’aceto. Tutto accompagnato da Aceto Balsamico tradizionale di Modena (8, 12, 18, 25 e 40 anni). ITALIA A TAVOLA NETWORK - MAGGIO 2008

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Da Venanzio a Induno

LOCALI NUOVE APERTURE E CAMBI GESTIONE

Ci sono anche i vini ticinesi nella carta del locale storico per la buona tavola

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esteggiato il centenario del vitigno Merlot coltivato in Canton Ticino, i produttori ticinesi cercano mercato anche in Italia. Difficile ma non impossibile. Significativo il fatto che alcuni noti ristoranti lombardi incomincino a mettere in lista vini ticinesi, vale a dire il Merlot vinificato in rosso e anche in bianco. Un esempio viene dal ristorante pluridecorato “Da Venanzio” a Induno Olona (Va), dove merita una visita la bella e ben fornita cantina sottostante il locale. Un susseguirsi di salette fino al sancta sanctorum dei grandi vini internazionali. La carta elenca circa 500 etichette. New

1° GIARDINO VERTICALE PER CAFÈ TRUSSARDI In occasione del Salone del mobile il Cafè Trussardi di Milano, completamente rinnovato, ha riaperto con un dehors permanente affacciato su piazzetta Ferrari. Il dehors nasce dalla collaborazione dello studio Carlo Ratti e associati e dell’artista-botanico Patrick Blanc ed è stato concepito come una teca in cristallo sormontata da un giardino verticale di 100 mq, un vero e proprio “Unexpected garden” sospeso nel vuoto. Il giardino verticale - le mur végétal -, inventato da Patrick Blanc, sfrutta il principio della coltivazione idroponica per far crescere specie vegetali su pareti verticali senza l’ausilio della terra. Pensato come elemento ecosostenibile, il giardino verticale è in grado di ottimizzare sia l’isolamento termico degli edifici su cui viene installato, sia di migliorare le condizioni dell’aria filtrando gli agenti inquinanti e producendo ossigeno.

entry sono alcuni Merlot ticinesi. Cinque i produttori presenti nella lista di Venanzio: Guido Brivio, Gialdi, Matasci, Tenuta Sasso Chierico, Tamborini. Ancora più ricca grazie ai vini ticinesi, la carta è diventata anche “prêt-à-porter”, per dare a ognuno il piacere di gustare questi nettari anche nel calore della propria casa. L’entrata ufficiale dei vini ticinesi della lista di Venanzio Pedrinelli è stata sancita nel corso di una serata organizzata da Attilio Scotti. Presenti alcuni produttori e i massimi esponenti di Ticino Wine, l’ente di promozione elvetico. Il presidente di Ticino Wine Guido Brivio, il neo-direttore Francesco Tettamanti e l’enologo Fredy De Martin (nella foto insieme allo chef Venanzio Pedrinelli) hanno illustrato le caratteristiche dei vini del Canton Ticino: sono ormai 5 milioni le bottiglie di Merlot Doc prodotte e i mercati le assorbono con un certo interesse. Tanti buongustai dell’Alta Italia e della Svizzera arrivano per sedersi ai tavoli di questo storico ristorante, da quando nel 1922 il nonno Venanzio Pedrinelli aprì qui una trattoria con rivendita di alimentari. Roberto Vitali

50 ANNI DI SINA HOTELS Fondata nel 1958 dal Conte Ernesto Bocca, Sina fine italian hotels compie 50 anni di attività nel mondo dell’ospitalità e celebra l’importante traguardo attraverso una serie di eventi che culmineranno con l’apertura di un nuovo 5 stelle sul Canal Grande: il Centurion Palace. A raccontarne la storia, la mostra fotografica “1958 2008: cinquant’anni di innovazione nella tradizione”.

• A tutto pesce per la nuova gestione de La Darsena di Grado Situato all’interno della Darsena San Marco, il ristorante “La Darsena” rappresenta una nuova interessante proposta nel panorama della ristorazione gradese, dove il pesce la fa da padrone. A fare da leit motiv al ristorante che ha riaperto da poco con una gestione tutta nuova, la professionalità, l’eleganza e l’abilità dei Maître d’hotel Amira, Luca Patruno e Tiziano Troian, unitamente alle capacità del giovane chef de cuisine Luca David. Obiettivo e ispirazione del locale è proporre una cucina all’insegna della territorialità dell’area lagunare e friulana, interpretata in chiave moderna, con estro e buongusto. • Cambio location e gestione per La Griffe di Roma La Griffe Restaurant si presenta all’appuntamento con la primavera con due novità. Il ristorante ha da poco trasferito la sua sede al nono piano del “La Griffe hotel”, situato nella centrale via Nazionale a Roma. Qui offre ai suoi ospiti il meglio della cucina mediterranea, affidata alle cure di Eduardo Bellaneve, nuovo chef. In un ambiente moderno e lineare, prepara menu dove leggerezza, tradizione e stagionalità sono i temi portanti, coniugando ricette tipiche con tecniche moderne. • Torna il Circolo di Zoate A soli quindici minuti da Milano è stato rinnovato il ristorante del Circolo di campagna di Zoate (Mi), attiguo al verdissimo golf con 18 buche. La cucina rispetta la tradizione lombarda senza trascurare i piatti classici italiani; la lista dei vini propone tipiche produzioni nazionali, con particolare attenzione a quelle piemontesi. L’atmosfera è rilassante, l’accoglienza è calda e professionale. Approfondimenti su www.italiaatavola.net

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A Tavola con l’Abruzzo l’Abruzzo Una tradizione di terra e di mare da scoprire in un appuntamento goloso

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Abruzzo è una regione il cui territorio presenta una straordinaria varietà di paesaggi che spaziano dai 130 chilometri di costa alle cime più elevate dell’Appennino con gli enormi massicci del Gran Sasso e della Maiella. Una regione unica che riassume in sé tutti i tratti più tipici dell’Italia, sia mediterranea che alpina. Una regione ricca di prodotti tipici a cominciare dall’ottimo olio d’oliva ai vini, dai formaggi ai salumi, dal farro alle lenticchie, dal miele ai dolci, dallo zafferano al tartufo, e si potrebbe continuare ancora a lungo. Tutti prodotti di elevato livello qualitativo, pur nella loro frugalità. Insomma, l’Abruzzo è una regione che promette mari e monti e che mantiene le promesse. Ed è partendo da questi presupposti che la camera di Commercio di Pescara, unitamente a Unioncamere della regione, promuove ancora una volta l’iniziativa “A tavola con l’Abruzzo”, con l’intento di far scoprire agli ospiti l’opportunità di assaporare i tesori dell’enogastronomia abruzzese, prodotti e piatti tipici, che stanno conquistando golosi e buongustai, e non solo quelli di casa nostra. Sono tante le varietà della cucina abruzzese. Ricordiamo la “Panarda” ad

esempio. Con questo nome si indica, specialmente in provincia dell’Aquila, un rituale di consumo collettivo del cibo che consiste in un banchetto allestito in precise e speciali ricorrenze. L’aspetto più spettacolare della Panarda sta nella quantità delle portate che possono superare anche il numero di cinquanta. Tutto questo mette a dura prova la resistenza dei commensali i quali sanno bene che l’etichetta impone di onorare la tavola, consumando tutte le portate servite. E che dire delle “Virtù” (nella foto sopra), una ricetta riconducibile a una tradizione che riassume i dati peculiari del popolo teramano: la laboriosità, l’attenzione ai valori che vengono dal passato, la modestia nel modo di vivere. Secondo la leggenda il piatto nasce intorno al 1800 quando la pulitura della madia che le massaie facevano a fine aprile, data in cui idealmente terminava l’inverno e iniziava la primavera, esigeva di non buttare i resti degli alimenti non consumati nelle lunghe giornate fredde. Le “Virtù”, contrariamente a ciò che molti credono, non prendono il nome dalle caratteristiche virtuose di chi le prepara, ma proprio dal fatto che

i principali ingredienti derivino dal duro lavoro dei campi. E poi come si fa a non ricordare il famoso “Brodetto alla vastese” (nella foto sotto), che nasce come piatto povero della cucina marinara. I pescatori, dopo aver venduto la parte migliore della pescata, preparavano per loro un brodetto con triglie, merluzzi, sogliole, calamari, calamaretti, seppioline, ecc. Inizialmente si trattava di un piatto prettamente bianco, con poco pomodoro. Con il tempo il brodetto si è andato perfezionando fino a diventare uno dei piatti più prelibati e ricercati della cucina abruzzese. Insomma, con l’iniziativa “A tavola con l’Abruzzo” gli organizzatori si pongono l’obiettivo di un turismo che attraverso le specialità vada alla ricerca ed alla scoperta del territorio e di tutto quanto è dietro ai prodotti e alle gastronomie locali come tradizioni, storia, cultura, offrendo agli ospiti un emozionante viaggio attraverso la cultura gastronomica del territorio. Angelo Lo Rizzo

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L’AUTOLESIONISMO DEGLI OPERATORI

Gaver, off limits agli impianti sciistici

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cco come non promuovere il territorio. Gaver, suggestiva località sciistica in provincia di Brescia, 1.500 metri d’altezza nella natura piu ”rude”. Poca gente, pochi alberghi e ristoranti. Prodotto tipico: il Bagoss, formaggio conosciuto come l’oro delle Alpi. Bene si direbbe, anzi male, malissimo. A Pasqua nevica, oltre 30 centimetri che si aggiungono ai 20-30 preesistenti. Tutta “manna” per una stagione che non è stata proprio brillante. Ma i gestori, anzichè aprire gli impianti sciistici, rispondono al pubblico lasciando le piste abbandonate, creando addirittura dossi per evitarne l’utilizzo... Ciò che passa è il rifiuto ai turisti ( “meglio che stiano a casa loro”). Ogni gestore è libero di utilizzare gli impianti come meglio crede, ma è possibile che gli enti pubblici non si accorgano del danno arrecato a tutti coloro che vivono di turismo. La montagna, quella vera, ha bisogno di un sostegno concreto in primo luogo dei residenti, di coloro che ci vivono 365 giorni all’anno. Nella splendida piana del Gaver si trovano ancora asparagi e tartufo nero, si produce un impareggiabile miele Millefiori, eppure qualcuno ha deciso che tutto ciò deve rimanere ad uso di pochi. Anzi, forse è meglio lasciar perdere.

Grinzane Cinema, gusto e immagini “stellate” Q

uattro giornate dedicate al cinema e alla letteratura, ma anche al legame di queste arti con il cibo, alla celebrazione dell’alta gastronomia piemontese, all’attenzione per i prodotti del territorio. Il Grinzane Cinema ha letteralmente “preso d’assalto” Stresa (Vb) per la sua VI edizione, proponendo l’originale e golosa sezione “Il gusto delle parole, il sapore delle immagini”. Il Festival focalizza l’attenzione sul rapporto tra cinema e letteratura e sui confini tra queste due forme d’espressione, attraverso proiezioni di film tratti da opere letterarie, approfondimenti di celebri romanzi prestati al grande schermo e incontri con ospiti di eccezione. L’iniziativa si è avvalsa anche della preziosa collaborazione con le “Stelle del Piemonte”, un progetto nato nel 2005, sostenuto

NUMERI GOLOSI DELL’EDIZIONE 2008 380 Finger Food serviti in tre giorni

700 coperti serviti nel corso dei pranzi e delle cene dei 4 giorni di festival 20 produttori vitivinicoli coinvolti 18 chef delle “Stelle del Piemonte” che hanno realizzato pranzi, cene e finger food durante o alla fine dei film

dall’assessorato al Turismo della Regione Piemonte. Ispirandosi a pellicole celebri che trattano il tema dell’enogastronomia, gli chef “stellati” li hanno riletti e interpretati, secondo la propria filosofia e utilizzando prodotti tipici del territorio, attraverso il collaudato sistema del finger food. Molto divertente la sessione finger food ispirata a “Ratatouille” (nella foto in alto gli chef Fulvio Siccardi del ristorante “Conti Roero” di Monticello d’Alba-Cn e Matteo Vigotti del ristorante “Novecento” di Meina-No). O ancora lo chef Igor Macchia del ristorante La Credenza di S. Maurizio Canavese (To) mentre prepara il finger food ispirato al film “Ricette d’amore” (nella foto in basso).

Renato Andreolassi

g.n.

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TURISMO

I TERRITORI SI ORGANIZZANO

Magica cucina di montagna Il Friuli sfodera gli assi del futuro

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i chiamano “cjarson” gli squisiti ravioli insaporiti alle erbe con ricotta affumicata e gli gnocchi soffici di aglio orsino, presentati dalla scuola alberghiera “B. Stringher” di Udine, che si sono aggiudicati il 1° Festival della cucina di montagna, una rassegnaconfronto culinaria che si è svolta

IL TERRITORIO CHE ESALTA LE SUE GOLOSE ECCELLENZE La rassegna, coordinata da Turismo Friuli Venezia Giulia e ideata dal Club dei Sapori con il patrocinio del ministero delle Politiche Agricole e Forestali, aveva l’obiettivo di proporre piatti di grandi tradizioni e di qualità delle regioni montane, dai primi, ai secondi, in collaborazione con le più qualificate scuole alberghiere italiane ed europee. Nel corso della rassegna i giornalisti specializzati e i tecnici dei prodotti di montagna, che hanno anche fatto parte della giuria, hanno potuto visitare il caseificio “Val Tagliamento” di Enemonzo, il birrificio Agribeer di Sauris di Sopra e il prosciuttificio Wolf a Sauris di Sotto. La festa del prosciutto Ipg affumicato di Sauris, indiscusso protagonista del territorio, si tiene dal 12 al 19 luglio. Specialità di una terra dove la varietà di climi e paesaggi si traduce in una ricca produzione gastronomica che monopolizza l’estate.

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presso l’Hotel ristorante Carnia di Venzone (Ud) lo scorso aprile. Secondo classificato l’Ipssar “G. Marchitelli” di Villa S. Maria (Ch) con la ricetta agnello “cacio e ova”, cioè agnello e cagliata d’uovo destrutturata con cialda di pecorino. Al terzo posto si è piazzato l’Ipssar “A. Prever” di Pinerolo (Cn) con la “cajette”, sella di maialino profumata al miele di castagno. Alla interessante kermesse culinaria erano presenti una decina di qualificate scuole alberghiere in rappresentanza di tutto l’arco alpino italiano ed estero. A cominciare dall’Isis “J. Linussio” di Tolmezzo (con “tocy di vore di purcit” cioè intingolo dei giorni di lavoro a base di maiale e petto d’oca caramellato al miele della Carnia), proseguendo con l’Ipra “Chatillon” della Valle d’Aosta (con ravioli di gamberi di fiume e Valpellenentse), fino all’Ipssar “Scappi” di Casalecchio di Reno (Bo) (con passatelli con baccalà e carciofi e cotechino in galera). E poi ancora l’istituto “C.Caurga” di Chiavenna (So), (che ha sfornato una preparazione con hamburger di luccio del lago di Novate e tagliolini dolci di Villa di Chiavenna), l’Ipssar “Pellegrino Artusi” di Recoaro Terme (Vi) con millefoglie di polenta fritta con medaglioni di Asiago e gnocchi con la fioretta di formaggio vaccino. Due le delegazioni

straniere presenti. Quella della Carinzia austriaca rappresentata dal ristorante Sablatnighof di Eberndorf (Klagenfurt) e quella di Brno (Repubblica Ceca) che si è presentata con ben due specialità: petto d’anatra stile Moravia e spiedino con champignon e prugne secche. Ogni istituto partecipava con un numero massimo di 4 persone: lo chef di un ristorante del territorio, un docente selezionato e due allievi scelti per la preparazione di primi e secondi piatti (due per ogni concorrente). Sia i piatti che gli autori hanno raggiunto l’obiettivo del Festival: sono stati capaci di essere rappresentativi della cucina di tradizione alpina e dei prodotti del territorio. Marino Fioramonti

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I TERRITORI SI ORGANIZZANO

TURISMO

Ad Alghero in tavola fra la terra e il mare R

SANTA MARIA LA PALMA LA NOBILTÀ È NEL VINO La nobiltà è nel vino. Così si legge in una brochure della Cantina Santa Maria La Palma, una delle più importanti realtà enologiche della Sardegna con oltre 3 milioni e mezzo di bottiglie. E definizione non potrebbe essere più azzeccata per una cooperativa che, nata nel ‘59 per dare una prospettiva alle aziende agricole nate nella piana fra Alghero e Porto Conte dopo le bonifiche fasciste, negli anni ha conquistato primati per qualità nell’isola e in tutta Italia. Da sempre simbolo del Vermentino con etichette storica come Aragosta o Papiri, alla cantina fanno oggi capo 700 ettari di 326 soci dove sono allevati vitigni autoctoni per vini come il ricordato bianco, il Cagnulari (una vera perla) o il Cannonau, a fianco di altre varietà che esprimono prodotti di assoluto interesse quali Chardonnay o Sauvignon.

icca come poche città di cultura e storia (e minoranza catalana legata al mito della patria occitana), Alghero spicca come una perla (anzi come un corallo vista la tradizione di pesca e lavorazione da quelle parti) su uno dei mari più belli e incontaminati del Mediterraneo. Situata in un’ampia e bellissima rada della costa occidentale della Sardegna - con ai lati due gioielli naturalistici come la zona di Capo Caccia e Porto Conte a nord (con le grote di Nettuno, fra le più interessanti d’Europa), e la scogliera dei Grifoni che arriva fino a Bosa, a sud - la città si presenta da sempre come la meta più ambita e accogliente di un turismo che, a seconda delle stagioni, è di massa (per quello che può valere il termine nell’isola) o decisamente raffinato. L’incontro fra il mare e la terra garantisce esaltanti scoperte di paesaggi ogni volta diversi lungo i suoi 75 chilometri di costa: soffici arenili, promontori a picco sul mare, coste scoscese, favolose grotte marine. Reperti archeologi e natura incontaminata all’interno. Un ambiente unico in cui ognuno può trovare la soluzione migliore: da chi ama poltrire al sole a chi preferisce invece le avventure del mare o delle passeggiate, magari fra i vigneti di Vermentino di Santa Maria La Palma. Un territorio che garantisce anche una delle più ricche offerte gastronomiche del Mediterraneo. L’agnello e il porcetto si sposano con l’aragosta, a un

tempo simbolo di questo mare e più ricercata portata del menu. La ristorazione e l’ospitalità è così cresciuta nel tempo, garantendo tutto l’anno servizio di alto livello. Pensiamo a ristoranti come “da Bruno” a Fertilia (dove Bruno Meloni, nella foto in alto, è specializzato in menu di terra), o come “La Speranza” sulla litoranea AlgheroBosa (dove Tonino Demarchis, foto in basso, è uno dei re dell’aragosta e dell’astice), o ad hotel di alto livello come il rinnovato “Carlos V” (5 stelle fronte mare in città, gestito da Domenico Giorico, foto a destra), Una realtà che ben giustifica il crescente flusso turistico garantito tutto l’anno dai potenziati collegamenti aerei con alcuni dei principali aeroporti italiani grazie alle nuove tratte attivate recentemente da compagnie del calibro di Ryanair. (foto Silvio Sandonini) a.l.

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TURISMO

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Valorizzazione del turismo sul Lago d’Iseo e Franciacorta C

on l’obiettivo di far crescere la professionalità degli addetti ai lavori del settore dell’accoglienza, l’Agenzia territoriale per il turismo Lago d’Iseo e Franciacorta ha portato a termine un importante corso formativo al quale hanno preso parte una quarantina di albergatori, ristoratori, produttori di vino e agenti di viaggio. «Puntiamo su un turismo enogastronomico e culturale di qualità - ha detto Paolo Pizziol (nella foto), presidente dell’Agenzia territoriale per il turismo, alla cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione, svoltasi nel nuovo ristorante “La Dispensa-Pani&Vini in Franciacorta” appena aperto da Vittorio Fusari a Torbiato di Adro

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(Bs) - quindi è indispensabile che gli operatori abbiano una profonda preparazione». Altri corsi sono in programma nei prossimi mesi per dare una risposta concreta alle esigenze emerse dei rappresentanti del settore. Lo stesso personale dell’agenzia turistica e degli enti che si occupano di attività promozionale seguirà corsi tenuti da esperti universitari. Una esigenza molto sentita è la preparazione del personale nelle lingue straniere e anche in questo settore si colmerà la lacuna con iniziative appropriate. Formazione si

farà anche per gli studenti dell’ultimo anno degli istituti alberghieri. Tra le altre iniziative annunciate dal presidente Pizziol c’è anche il ripristino dei percorsi ciclabili in Franciacorta, parte dei quali sono già tracciati ma vanno valorizzati meglio. Al monastero di San Pietro in Lamosa di Provaglio d’Iseo (Bs), uno dei luoghi artistici e culturali più frequentati del territorio, sarà aperto nei giorni festivi un desk informativo in collaborazione con stagisti dell’Università Cattolica di Milano. Saranno reimpaginate e ristampate le cartine del Lago d’Iseo e della Franciacorta, con l’aggiunta di indicazioni sugli itinerari naturalisticoambientali. All’esterno dell’ufficio Iat di Iseo (Bs) è stato installato un monitor che fornisce informazioni turistiche. r.v.

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I TERRITORI SI ORGANIZZANO

TURISMO

Lison Pramaggiore Zona “magica” dove regnano vini Doc, Doc, produzione bio e rispetto per la natura

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el cuore della provincia di Venezia si snoda uno degli itinerari enogastronomici più affascinanti del Veneto: l’area Doc Lison Pramaggiore, conosciuta anche come la terra dei “Vini dei Dogi”. Compresa tra i fiumi Tagliamento e Livenza, questa zona è rinomata per la produzione vitivinicola, in costante crescita qualitativa e all’avanguardia per l’agricoltura biologica, introdotta dai primi anni Novanta. Oggi le aziende che producono, adottando tali metodi di coltivazione, sono numerose e la superficie complessiva di vigneto è superiore ai 400 ettari. Il perché di questa scelta di qualità lo spiega il presidente della Strada dei vini Doc Lison-Pramaggiore, Daniele Piccinin: «in un ecosistema molto

delicato e variegato come il nostro, tra mare e pianura, con la vicinanza delle montagne, non è certamente facile produrre vini biologici. Nel nostro territorio però c’è sempre stata una grande sensibilità per l’ambiente e per la salvaguardia della natura, come dimostrano le numerose riserve ambientali del territorio. È stato perciò un passo naturale per alcune aziende scegliere di produrre con questo sistema. Dopo 20 anni possiamo dire che anche in questa zona si può produrre biologico di qualità e confrontarsi alla pari anche con i prodotti biologici internazionali». Ma la Strada non significa solamente vino ma anche un territorio dove l’ospitalità e l’accoglienza sono di casa. Il Lison Pramaggiore è un territorio ricco di

sorprese: dalle testimonianze storiche di un passato legato alla produzione vitivinicola da più di 2.000 anni, agli itinerari enogastronomici tra degustazioni in cantina e cene a tema fino ai paesaggi mozzafiato dove la natura è ancora protagonista assoluta. Immergersi in questo affascinante mondo è facile: tutto è regolato da un importante elemento che caratterizza la zona, ovvero la natura. Il rapporto tra uomo e ambiente non è stato solo di conquista, produzione e commercio, ma anche, e soprattutto, di armonia e rispetto. Ed ecco delinearsi gli itinerari turistici, essenzialmente 4, e ciascuno al suo interno ospita una Città del vino: Pramaggiore, Portogruaro, San Stino e Annone Veneto. I titoli scelti per indicare gli itinerari ricordano il mondo delle favole, come se, seguendo questi percorsi, si avesse davvero la sensazione di entrare in un mondo incantato, dove è possibile passeggiare nel verde della natura, tra i profumi e i colori dei vigneti, alla riscoperta delle prelibatezze dei prodotti tipici. La visita alle cantine, alle “botteghe” artigiane, la degustazione della cucina tipica in ristoranti e agriturismi integrano degnamente le diverse tappe dedicate ad arte, storia e natura che scandiscono i diversi percorsi. Info su www.stradavinilisonpramaggiore.it g.s.

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TECNO HOW

Convotherm è il futuro Enodis firma la nuova generazione di forni A beneficio di cottura, tempi e qualità

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ambiano gli stili di vita, cambiano i menu, cambia il personale, cambiano gli spazi e le esigenze dei clienti e del mercato. Ai continui cambiamenti occorre adattarsi e trovare soluzioni che possano soddisfare le richieste del cliente, non trascurando la scelta dei prodotti e la loro elaborazione. Oggi i consumatori scelgono il ristorante in funzione di diverse variabili come il menu, l’ambiente, la rapidità del servizio, la cortesia, le materie prime del territorio o di origine controllata, la cura dei particolari, la preparazione di piatti. Per tutto ciò Convotherm offre una soluzione ottimale per i ristoratori indipendentemente dal tipo di menu e dalla dimensione del locale grazie all’innovativo sistema di cottura “ACS-closed system”, ovvero a camera chiusa. La cottura con i forni Convotherm termoconvezione -vapore permette di cuocere l’alimento in camera chiusa ovvero senza camino di scarico, ottenendo grandi vantaggi in termini di qualità e tempi di cottura. Cuoce a temperature mediamente inferiori di circa 30°C, permettendo all’alimento di non essere stressato e trattenendo così meglio i profumi e le proprietà organolettiche. Per esempio la pasticceria viene cotta tutta a 155°C, e non a 180°C impedendo di raggiungere il punto fumo e quindi “bruciare” il burro o i grassi contenuti. Si ottiene così un prodotto più profumato e

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migliore dal punto di vista del sapore e della fragranza. Altro grande vantaggio è l’assenza della regolazione dell’umidità, grande pregio poiché il cuoco non deve preoccuparsi di scegliere e regolare la percentuale di umidità per tipo di prodotto, avvenendo ciò automaticamente; in secondo luogo ciò permette di cuocere prodotti diversi, snellendo il servizio alla carta. Sembra strano, ma oggi la tecnologia Convotherm permette allo chef grande flessibilità di lavoro, riducendo i tempi di cottura e ottenendo piatti preparati più gustosi e saporiti. I colori delle verdure rimangono più vivi e brillanti, gli alimenti non si asciugano, non seccano e trattengono i sapori. Tutto in tempi più rapidi, il che significa meno stress anche nei momenti di maggior affluenza. Questa soluzione permette di memorizzare fino a 250 ricette (100 ricette già memorizzate, ma possono essere modificate) e con la semplice pressione di un tasto si cercano, si richiamano e si scelgono. Al termine della cottura un segnale acustico avvisa che l’alimento è pronto per essere servito. In più, per garantire il massimo della sicurezza, Convotherm ha brevettato la porta a scomparsa, che una volta aperta è fatta scivolare sul lato del forno permettendo facilità di movimento al personale. La gamma è composta da oltre 30 modelli (elettrici e gas), da 4 teglie a un massimo di 40.

PLUS DA TOCCARE CON MANO A calendario o su specifica richiesta da parte del ristoratore, Convotherm organizza giornate dimostrative di cottura per permettere agli chef di toccare con mano i vantaggi delle cotture, presso la sede Enodis a Pogliano M.se (Mi) oppure presso i distributori partner. Oltre a ciò sono organizzati corsi di cottura e cucina salutistica, per il sottovuoto o a tema supervisionati da Nicola Michieletto, docente presso l’Istituto di arti culinarie Etoile. Convotherm offre l’invio gratuito di uno chef per l’avviamento del forno e la preparazione del menu insieme al cliente. Così il cliente è sicuro di poter garantire ai propri commensali delle pietanze cotte come una volta, con sapori, colori e profumi veri. Per questo è il forno preferito dai principali stellati Michelin d’Europa tra cui Paul Bocuse. Enodis è un grande gruppo internazionale specializzato in attrezzature per la ristorazione per il freddo e il caldo. Tra i suoi più famosi marchi annovera Frymaster (friggitrici ad alte prestazioni), Lincoln ( forni a nastro veloci), Garland ( griglie a pietra lavica e cottura induzione), Merrychef (microonde combinati) , Convotherm (forni termoconvezione-vapore).

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TECNO HOW

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Trismoka si rinnova nel design Potenziando qualità e servizio P

assione, professionalità e amore per il buon caffè si vestono di nuovo. Trismoka, la nota torrefazione di Paratico (Bs), rinnova la sua immagine con una grafica moderna e accattivante: linee di design si sposano con colori caldi e cremosi. Dopo oltre 40 anni di esperienza, Trismoka e la famiglia Uberti confermano di voler sempre stare al passo con i tempi. Da 40 anni l’eccellenza delle materie prime si incontra con la professionalità di baristi preparati e qualificati. Non per nulla Trismoka si qualifica a livello nazionale e internazionale per aver istituito un suo “Centro formazione barista”, una vera e propria scuola di perfezionamento per gli addetti al servizio di caffetteria. Il marchio Trismoka è non solo una scelta di gusto e di professionalità, ma anche di stile, per un bar che vuole distinguersi per classe,

eleganza e tocco artistico. Trismoka propone una linea di gadgettistica coordinata dalle forme accattivanti e dai colori vivaci: eleganti tazzine da caffè, da tè, da cappuccino e tisane, in porcellana o vetro, corredate di piattini. Inoltre, orologi da parete, pratici portatovaglioli e tovaglioli, insegne per esterno (frontali e bifacciali) e per interno, al neon. Trismoka ha ideato un’altra iniziativa per fidelizzare i clienti di un bar. Attuando una promozione esclusiva, i bar che hanno scelto Trismoka distribuiscono ai clienti una tessera personale e, ogni dieci caffè consumati, viene data loro in regalo una confezione da 125 grammi di caffè, Trismoka ovviamente. Infine, essendo sempre alla ricerca della perfezione massima,

Trismoka presenta “Gran Caffè Gourmet”, l’eccellenza del caffè: una selezione accuratissima di materie prime, una tostatura ad hoc e una miscelazione sapiente, per un piacere da vero gourmet.

Trismoka via Garibaldi 28, 25030 - Paratico (Bs) Tel 035 913636 - Fax 035 4262511 info@trismoka.it

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Design eclettico indoor al Salone del Mobile 2008

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ilano si conferma capitale indiscussa del Design e prestigiosa passerella di talenti nazionali e internazionali. L’edizione 2008 del Salone del mobile e i numerosi eventi fuorisalone come Zona Tortona Design, per la prima volta patrocinata dal Comune di Milano, hanno dato vita a numerose manifestazioni, incontri e appuntamenti imperdibili per il popolo del design mondiale. Il segreto di questo successo sta nella qualità dei contenuti offerti e nella selezione delle proposte che mettono in risalto il grande lavoro di ricerca operato dalle aziende partecipanti. Oltre alle “Grandi Firme del Design”, hanno partecipato studi, Università e giovani talenti contribuendo ad arricchire la qualità dell’offerta creativa. Li abbiamo conosciuti, camminando tra gli

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stand, incontrandoli lungo le vie milanesi sempre affollatissime, nei luoghi della Milano da bere e nei locali, sorseggiando ginseng, sorbetti e bibite fruttate o divorando il panino, all’angolo dell’ex-Ansaldo, offerto nel sacchetto in carta da pacchi corredato di bicchiere e buchi per inserirci le dita. E a proposito di tendenze e di locali ecco alcune divertenti, funzionali e ironiche proposte di sedute, firmate Boss, azienda friulana leader nell’interior design che si è sempre distinta per la spinta innovativa, capace di abbinare al contenuto creativo una grande attenzione per i dettagli e per la qualità.

E per l’Outdoor? Emu, una firma italiana leader nel Design for Outdoor, ovvero la nuova idea di vivere l’esterno. La creatività viene

introdotta negli spazi aperti, considerati ormai un’estensione dell’indoor, con prodotti che superano il criterio di destinazione esclusivamente outdoor. Il living si trasferisce all’esterno e ciò crea l’esigenza di arredi che coniughino i contenuti estetici alla funzionalità e alle caratteristiche tecnologiche dell’outdoor. A questa esigenza, l’azienda risponde affidandosi a designer di fama internazionale che sappiano sfruttare al meglio le capacità produttive e la lunghissima tradizione nella lavorazione del metallo della prima azienda metalmeccanica al mondo di arredi per esterni. Sonia Rui

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TECNO HOW “MANOMORTA” Design Enzo Berti: è una seduta d’appoggio da fissare al muro realizzata in lamiera d’acciaio inox o con finiture laccate. Grazie a tale materiale e alla vivace gamma di nuances, regalaa un tocco di colore e di ironia valorizzabile alorizzabile sia per indoor sia per outdoor

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LINEA IVY Design Paola Navone

“TAM “TA TA AM TAM” TA Design De gn Studio Riforma: ricordaa un D un tamburo questo sgabello con colonna m oo centrale cromata regolabile in e altezza e seduta in legno, con l no senza nz sedile imbottito. La possibilità sssib di verniciare d niciare il legno e di giocare caar con i colori dell’imbottitura rendono co ell’imbottitura lo ren rendo un prodotto frizzante prod pr zante e versatile versa

LINEA RE-TROUVÉ Design Patricia Urquiola

“BIKE” Design Enzo Berti: lo o sgabello a colonna centrale opaco. ntrale verniciato nero n La particolarità? Ci si siede sied sul sellino a molle dellaa “Brooks”. In questo modo “Brook Br Bosss è riuscita a creare un originale riuscit rius connubio tra dinamismo e staticità. con Ideale per chi vuole dare un tocco di stile e unicità al proprio locale

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Black Lines, Lines, giorno e notte di lusso La linea moda da Villeroy & Boch B

ianco e nero, squadrato e tondeggiante: non esistono dei contrasti più marcati. La Hotel & Restaurant Division di Villeroy & Boch con il nuovo servizio Black Lines Night & Day pone l’accento sugli opposti che si attraggono per natura. La linea, infatti, gioca con il massimo contrasto cromatico

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possibile, quello appunto del bianco e del nero, fondendo questi colori con le rigorose forme geometriche del quadrato e del cerchio fino a dare vita a un tutt’uno armonico. Il bordo nero e preciso di Black Lines diventa pertanto un passepartout il cui effetto viene ulteriormente sottolineato in abbinamento alla versione bianca White Lines. L’elemento che accomuna le due varianti è un discreto decoro grafico formato da linee bianche o nere applicate sul bordo, al centro di due lati contrapposti, e che interrompono la rigorosa eleganza con una delicata leggerezza. La nuova serie

comprende 30 articoli, tra cui, nella doppia versione cromatica, nove diversi piatti piani, cinque dei quali rettangolari e quattro quadrati. Inoltre sono disponibili due piatti fondi. Una zuccheriera rettangolare, un bricco, tre tazze di misura diversa, due piattini rotondi e una coppetta completano la serie. Il nero e il bianco sono colori senza tempo, nella moda così come nell’arredamento d’interni. Eleganti e consapevolmente minimalisti, questi colori rappresentano sempre una cornice ideale per ambientazioni di stile. Per questo le stoviglie mettono in scena in modo efficace creazioni culinarie di classe.

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TECNO HOW

Vetro borosilicato Bicchieri ideali per gli sbalzi termici e per un servizio davvero originale

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l vetro borosilicato è un materiale altamente resistente agli sbalzi termici e ai lavaggi professionali. ll vuoto creato nell’intercapedine fra le due pareti del contenitore consente l’isolamento termico del liquido contenuto SERGIO PEZZOTTA, ed evita la A.D. ROS SPA, condensa PRESENTA LE NUOVE TENDENZE NELLA sia all’interno GESTIONE DEI che all’esterno LOCALI del bicchiere o del contenitore che si va ad utilizzare. Ne deriva un maggiore mantenimento della temperatura del liquido caldo rispetto alle

comuni ceramiche o al vetro tradizionale. Lo stesso avviene per le bevande fredde, che non saranno più “fastidiose” al tatto e al gusto in modo da garantire una degustazione ideale, perfetta, evitando depositi di acqua sulle superfici del bicchiere per un servizio impeccabile e originale. Tutti questi vantaggi sono disponibili in varie dimensioni e per ogni utilizzo (dalla tazzina per il tè alla caraffa per servire l’acqua in tavola, dal bicchiere da vino a quello per degustare un buon caffè freddo, dal boccale da birra alla coppetta per servire il gelato). Sergio Pezzotta

Castagner e i Fuoriclasse Premiati Tessari, Pellegrini e Dorflingher

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oberto Castagner ha organizzato, in apertura dello scorso Vinitaly com’è divenuta ormai consuetudine, la “Cena dei Fuoriclasse” al Ristorante “Giovanni Rana” di Verona. In questa occasione è stato conferito il titolo di “Fuoriclasse ad Honorem” a 3 personalità di spicco: Federico Tessari (nella foto a sinistra), presidente della Camera di commercio di Treviso e di Unioncamere del Veneto, Bruno Pellegrini (nella foto in basso), enologo che ha contribuito a far conoscere il vino italiano e la grappa oltre i confini nazionali ed Enrico Dorflingher (nella foto in alto a destra), chef di fama internazionale.

«In questa occasione - ha sottolineato Roberto Castagner - ho voluto tributare un giusto riconoscimento a tre persone che con il loro impegno hanno saputo valorizzare il nome dell’Italia anche all’estero, e che quotidianamente con il loro lavoro promuovono la nostra immagine, i nostri prodotti e la nostra economia». L’incontro conviviale è stato inoltre l’occasione per Castagner per presentare alla stampa intervenuta le sue ultime due creazioni: il suo nuovo libro “Il Mondo delle Grappe” e AQUA 21, spirito ottenuto interamente dall’uva, che con i suoi 21° si colloca decisamente fuori dagli schemi del distillato tradizionale.

NEWS SCOTSMAN FABBRICATORE GHIACCIO DA INCASSO Scotsman, il marchio leader delle macchine del ghiaccio, presenta una rivoluzionaria novità rivolta al segmento dei bar, per rispondere ai problemi di spazio e di comodità. Il nuovo modello AC206 è in grado di fornire 50 kg di ghiaccio nel contenitore e una produzione giornaliera di 130 kg. Grazie all’altezza ridotta si possono avere i cubetti proprio dove servono. La nuova macchina è disponibile anche nella versione “Ice shot glass”, che produce il nuovo bicchierino in ghiaccio da “shot”. Può produrre alternativamente cubetti standard e bicchierini di ghiaccio. Tali bicchierini sono infatti prodotti modificando il ciclo di produzione dei cubetti del tipo extra large, il cubetto maxi da 60 g, ideale per “grattachecche” gustose e personalizzabili.

PER IL GRUPPO METRO CALO DI VENDITE DEL 6% Metro International archivia i primi tre mesi dell’anno con un giro d’affari in calo del 6%; riesce però a ridurre le perdite operative grazie a economie dei costi. Questa prima parte del 2008 passa, infatti, dai 78,2 milioni di euro registrati nel primo trimestre 2007 agli attuali 73,5 milioni. Di contro, sono scese anche le perdite operative dagli 8,8 milioni di euro fino a quota 5,58 milioni nel primo trimestre di quest’anno. Il deficit netto è di 6,4 milioni di euro, contro i 10,8 milioni di euro dei primi tre mesi del 2007. «Le difficoltà di mercati come Spagna, Danimarca e Stati Uniti», dicono dalla Metro, «hanno messo sotto pressione sia le vendite di copie sia la raccolta pubblicitaria, anche se le politiche di riduzione dei costi hanno aiutato a stemperare gli effetti del rallentamento economico». Il mercato iberico ha perso il 19%, quello americano il 17,8%, mentre quello domestico per il gruppo svedese ha registrato una perdita del 7,8%. L’Europa del Nord ha rappresentato un business in calo dell’11,1%.

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TECNO HOW

Conservare e abbattere, in uno Per gestire il legame freddo P

er gestire al meglio il “legame freddo” sono presenti sul mercato, ormai da alcuni anni, degli armadi frigoriferi che in un’unica struttura integrano le funzioni di un conservatore (a temperatura normale o bassa) e le funzioni di un abbattitore surgelatore/rapido. Stiamo parlando di SIMONA CACCIA, macchine altamente RESPONSABILE P.R. professionali che DELLA F.LLI CACCIA ILLUSTRA LE assicurano delle NOVITÀ DELLE rese estremamente ATTREZZATURE performanti, che uniscono la qualità di una struttura realizzata in acciaio inox Aisi 304 con spessore di isolamento addirittura di 75 mm e la praticità di

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una perfetta pulizia interna garantita da fondi diamantati. I pannelli comandi di queste macchine realizzati con display Lcd sono tutti monitorati da schede elettroniche Haccp che permettono di stampare o di trasferire su pc i dati di conservazione in memoria. Inoltre, in caso di rottura della sonda interna della camera in funzionamento, l’abbattitore continua sulla base dei tempi medi del compressore antecedenti lo stato di avaria.

Sono macchine che permettono non solo di ottimizzare al massimo il lavoro dello chef, in quanto essendo gestite in un unico spazio risulta molto più facile lo spostamento dei cibi da una camera all’altra, ma consentono a tutti coloro che non hanno l’opportunità di inserire due macchine in un unico ambiente per vincoli di spazio di poter acquistare un unico prodotto ma garantirsi la duplice funzione di conservazione e abbattimento. Simona Caccia

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TECNO HOW

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Orderman, palmari professionali Orderman, al servizio della ristorazione O

rderman nasce nel 1993 e produce il primo terminale palmare in radiofrequenza dedicato al settore della ristorazione. Da quel momento di strada ne ha fatta tanta, diventando competitiva a livello mondiale con più di 20mila installazioni e con più di 50mila palmari in uso quotidianamente. Ma qual è il successo di queste soluzioni? Come risulta da uno studio svolto su un campione di 399 ristoranti, l’uso di palmari nella ristorazione

BON BON PIAZZA PER PASTICCERIA

porta in media a un incremento del fatturato dell’8,5%. I motivi sono diversi: risparmio in termini di tempo e aumento dell’efficienza operativa, semplificazione del lavoro, miglioramento generale del servizio, consumazioni non più dimenticate e maggiore soddisfazione della clientela. In questo contesto si inserisce Orderman che, oltre ad avere una nutrita gamma di terminali professionali per la ristorazione (5 modelli diversi), è conosciuta per affidabilità, robustezza e design accattivante ed ergonomico. I palmari Orderman garantiscono cadute da 1,2 m, sono impermeabili e danno una copertura completa del locale grazie

alla radiofrequenza professionale e garantiscono 18 ore di lavoro continuo. Si interfacciano alle più diffuse e prestigiose soluzioni software per la ristorazione. Ad esempio il sistema Menu Card permette di personalizzare la parte inferiore del palmare touch screen (a tocco) secondo le esigenze del ristoratore: un solo tocco per ordinare caffè, minerale e addebitare il coperto. In più è possibile avere la stampa del preconto o della ricevuta fiscale direttamente al tavolo grazie alla stampante da cintura. Per la fidelizzazione dei clienti sono disponibili tessere trasponer, Rfid oppure a banda magnetica. www.orderman.it

Collini compie 40 anni In promozione articoli per pasta

P Dopo la linea da bar, il catalogo Piazza continua a stupire e si arricchisce dell’assortimento per la pasticceria professionale. Molle e pinze, bacinelle e teglie, termometri e guanti, sac à poche, boccette e accessori in rame fino ai soflex in silicone: la linea Bon Bon di Piazza raggruppa una vasta scelta di prodotti per soddisfare tutte le esigenze del settore. Azienda storica, Piazza è in grado di offrire soluzioni concrete e funzionali alle esigenze di un settore in costante evoluzione come quello della ristorazione. Approfondimenti su www.italiaatavola.net

er festeggiare il 40esimo compleanno l’azienda fondata da Ferdinando Collini mette in promozione la sua linea di attrezzature per la lavorazione della pasta. La sua storia è iniziata come una piccola ma ben avviata coltelleria/ferramenta fino a quando, nel 1996, i fratelli

Collini decisero di dividere la società per meglio differenziare l’offerta. Ferdinando e i figli Rudy e Deborah che già da alcuni anni lavoravano nel negozio di Busto Arsizio presero dunque le redini della coltelleria/casalinghi. Quest’anno l’azienda festeggia i suoi primi 40 anni di attività, specializzandosi nella coltelleria da cucina, sportiva e negli articoli per la cucina professionale, offrendo alla propria clientela una vasta gamma di prodotti di ottima qualità e delle migliori marche.

Coltelleria Collini snc via F.Cavallotti 1, 21052 Busto Arsizio (Va) Tel 0331 632686 - Fax 0331 677591 www.coltelleriacollini.it

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NEWS MANAGER & THE CITY

Simona Menghini «Vive la différence»

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uando ho incontrato per la prima volta Simona Menghini, ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte alla reincarnazione di A.G. Stachanov nel corpo di “Anna dai capelli rossi”. Trecce e grembiule, s’intende, avevano lasciato spazio a tailleur e décolleté alla moda. Attualmente, Simona Menghini, detta “Simo” è direttore Sud-Emea (Europe, Middle East, Africa) di Text 100 Public Relations (www.text100.com). «In Text 100 ci occupiamo di consulenza, comunicazione e Pr in particolare per aziende che utilizzano la tecnologia espressamente come loro vantaggio competitivo. Parigi - con il suo stile unico - rappresenta la città ideale per gli affari». DOVE ALLOGGIARE: «Per immergersi nell’atmosfera della città niente di meglio che alloggiare in uno dei tanti hotel vicino a Champs Elysées, come il classico Marriott e l’Hotel de Sers, oppure nella zona dell’Opéra, come il Park Hyatt, l’Intercontinental, l’Hotel du Louvre, Il Meurice». DOVE CENARE: «Come mettere insieme 30 giornalisti, 15 partner e alcuni dirigenti? Il luogo ideale può essere il Pavillon d’Armenonville situato nelle vicinanze di Porte Maillot, all’entrata del Bois de Boulogne e molto vicino al Palais des Congrès. Per cene più intime e con poche persone, la Fontaine Gaillon o il “1728”. AFTER HOURS: Dopo una giornata di lavoro, vado a letto presto. Per chi avesse energie da spendere consiglio “Le sœurs Winston” (tra Champs Elysées e Avenue de la Grande Armée), “l’Alcazar” (zona Saint Germain des Près) e il famoso Buddha Bar (Concorde, dietro il Crillon). BUSINESS & ETICHETTA: «Le mance sono ben accette, ma non obbligatorie. Fate attenzione: una “mancia milanese” a un parigino potrebbe far arricciare les moustaches».

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INFORMATION TECHNOLOGY & HORECA

E-wine tracce di qualità Per tutelare l’essenza del prodotto un progetto di tracciabilità universale «Dotare le bottiglie di vino di una sorta di carta di identità elettronica - sottolinea Alessandro Barberis, presidente della camera di Commercio di Torino - significa promuovere e tutelare in modo innovativo i nostri vini». Secondo Rodolfo Zich, presidente della Fondazione Torino wireless e dell’Istituto superiore Mario Boella, «con le nuove tecnologie si apre di fatto una nuova dimensione dell’informazione che mette l’utente nella condizione di avere visibilità sulla ”storia” del prodotto stesso. Una nuova prospettiva sia di garanzia, sia di gestione delle filiere produttive e della logistica alimentare, per un opo l’allarme lanciato da Coldiretti settore che riveste la massima importanza al Vinitaly, la tracciabilità del nell’economia, ma prodotto diventa una richiesta che incide anche non solo di qualità da parte del sulla qualità della consumatore, ma anche di marketing nostra vita». Ma come da parte delle aziende che vogliono funziona il progetto Edifendersi dalla concorrenza di GIUSEPPE MARIGGIÒ “etichette oscure” che (dopo la riforma wine? La fruizione dei GIORNALISTA contenuti che si vuole europea sui vini da tavola) invadono DI “DATA MANAGER” CI AGGIORNA promuovere può il mercato e creano confusione. Le SUL MONDO DELL’ICT avvenire attraverso nuove tecnologie vengono incontro a PER L’HORECA due differenti tipologie questa esigenza con un progetto che si chiama “E-wine, tracing the bottle”, di etichette: codice a barre 2D e RfId. Nel caso del barcode 2D presentato al Cebit di Hannover dalla il consumatore può accedere ai camera di Commercio di Torino e contenuti informativi inquadrando il dalla Fondazione Torino wireless in codice a barre bidimensionale con la collaborazione con l’Istituto superiore fotocamera di un telefono cellulare Mario Boella. dotato dell’applicazione di lettura. Immaginate di acquistare una Nel caso del tag RfId il consumatore bottiglia di vino o di ordinarne una al può ricevere i contenuti utilizzando, tavolo di un ristorante e, utilizzando ad esempio, un palmare o altro il cellulare o il palmare, di poter dispositivo di lettura opportunamente leggere la storia di quella bottiglia e attrezzati. Non è tutto. Sarà possibile dell’azienda che la produce, di poter anche creare un brand trasversale scoprire gli abbinamenti consigliati ai singoli produttori, permettendo con i cibi, di visualizzare immagini iniziative congiunte di marketing o e mappe dell’area geografica di consentendo agli organismi di tutela produzione. Il progetto permette di di esercitare un maggior controllo dotare le bottiglie di vino di una carta della produzione, per esempio, di identità elettronica, costituita da passando dalle fascette numerate una semplice etichetta intelligente adesiva, capace di ospitare e veicolare per i Docg a nuove forme di “fascette tecnologiche”. a consumatori, distributori, ristoratori, tutte le informazioni sul vino contenuto Giuseppe Mariggiò nella bottiglia.

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MOTORI

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Partner, 2a generazione Partner, di trasporto affidabile A

11 anni dalla nascita del modello, arriva la seconda generazione del Partner, il furgoncino di dimensioni compatte che sin dal debutto si è imposto per la sua eccezionale versatilità e ha dato un contributo decisivo alla crescita di Peugeot nel settore dei veicoli commerciali leggeri. Il nuovo Partner si affianca alla versione precedente, che rimane in listino per il mercato italiano con la denominazione Ranch, e completa il rinnovamento della gamma dei veicoli Peugeot destinati ai professionisti. Derivato dalla piattaforma 2 del gruppo PSA che dà i natali a vetture come la Peugeot 308 e la Citroën C4, Partner beneficia dell’estetica delle berline e si dà anche qualche aria da Suv. Ma non dimentica, anzi valorizza ancora di più la sua vocazione di veicolo da lavoro. Come il cugino Citroën Berlingo, rispetto alla prima serie si è allungato di 25 cm, fino a 4,38 metri, e può proporsi ora come il nuovo punto di riferimento della categoria per volume e portata utile (rispettivamente 3,3 metri cubi e da 625 fino a un massimo di 850 kg). Lo spazio di carico è stato progettato con una cura particolare per offrire facilità di utilizzo e robustezza. La larghezza di 1,23 metri fra i passaruota consente di stivare senza problemi un europallet. Il pavimento e le pareti laterali fino alla linea di cintura sono rivestiti in modo da

proteggere la carrozzeria dai piccoli urti. Una paratia grigliata nella parte alta separa l’abitacolo dal vano dove la merce trasportata può essere ancorata tramite 6 pratici anelli. La praticità si abbina alla sicurezza grazie alla chiusura selettiva delle porte: un pulsante sulla plancia consente di bloccare o sbloccare la zona di carico indipendentemente dalla cabina. Il nuovo Partner può avere una o due porte laterali scorrevoli, porte posteriori a battente lamierate o vetrate o un portellone con lunotto apribile separatamente. La versatilità del veicolo è esaltata inoltre dall’innovativo sedile “Plan facile” che può essere ripiegato sollevando la parte laterale “tipo cinema”, in modo da liberare spazio accanto al guidatore, ribaltato a tavolinetto oppure utilizzato per trasportare anche una terza persona per brevi percorsi. La gamma sarà composta da un motore a benzina 1.6 da 90 CV e due Diesel 1.6 da 75 e 90 CV (anche con filtro antiparticolato da fine 2008). L’impianto frenante prevede 4 freni a disco sulle ruote con pneumatici 195/65 R15. In opzione su tutte le versioni viene offerto l’ESP abbinato all’antislittamento ASR e al sistema di assistenza alle partenze in salita. La facilità di guida, il comfort di marcia e la versatilità che hanno fatto la fortuna della prima

serie toccano sul nuovo Partner le vette più alte. Senza precedenti la qualità costruttiva, frutto di severi controlli durante il processo produttivo e dei 3 milioni di km di collaudi. I prezzi di listino del nuovo Partner partono dagli 11.350 euro (più Iva e messa su strada) richiesti per la versione 1.6 benzina a 2 posti, da 12.450 euro per l’equivalente versione Diesel HDi da 75 cavalli e da 12.850 per quella da 90 cavalli. Vendite a partire da metà maggio, con un “porte aperte” nel weekend del 24 e 25 in tutte le concessionarie Peugeot. Enrico Artifoni

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APPUNTAMENTI

FIERE E CONCORSI

Mostra del Tigullio coi tesori di Liguria T SIA GUEST SI ALLARGA... Saranno sei i settori espositivi per il 2008: “Arredo Contract”, “Forniture”, “Attrezzature e Grandi Impianti per la Ristorazione”, “Tecnologia e Servizi”, “Benessere in Hotel”, “Interdecò”. Il lay out di Sia Guest a Rimini prevede l’articolazione dell’area espositiva su 14 padiglioni e quest’anno anche la presenza (biennale) delle imprese di produzione dei grandi impianti della ristorazione. Sono attesi 50.000 operatori professionali. Sarà riproposta la tradizionale mostra NonSoloAlbergo, affiancata a un progetto dedicato ai “grandi buyer” per hotel a 4 e 5 stelle, chef e progettisti dei luoghi dell’ospitalità.

orna nel Tigullio la 151a edizione della “Mostra del Tigullio” dedicata all’artigianato con diverse novità. L’affluenza record di visitatori e degli espositori registrata nel 2007 a Chiavari (Ge) ha confermato questa manifestazione come la più significativa del settore nel Tigullio. La mostra rappresenta un palcoscenico privilegiato per le micro e piccole imprese, prevalentemente locali e regionali. Tra le principali novità di questa edizione c’è il cambio di location, che sarà il centro storico di Lavagna, allestito nell’asse naturale terra-mare. Molto importante anche la data (dal 6 all’8 giugno). Tema del 2008 sarà lo “Stile di vita”, che intende valorizzare tutto quello che è a favore del benessere psico-fisico della persona. A tal proposito le

AGENDA GIUGNO - SETTEMBRE Vino in Festa

5-8 maggio Parma Cibus Salone dell’alimentazione Dolce Italia Salone del dolciario www.fiereparma.it 14-17 maggio Seoul (Corea) Seoul Food & Hotel Salone di attrezzature e servizi food&beverage www.seoulfood.or.kr

15-18 maggio Alba (Cn) Biteg Borsa dell’enogastro-turismo www.biteg.it 15 maggio - 15 giugno Alto Adige

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produzioni di nicchia dell’artigianato (dell’ardesia e della nautica), dalla nautica all’arte del mobile rappresentano l’espressione più concreta, divise per la prima volta in aree tematiche. Gli organizzatori della “Mostra del Tigullio 2008”, ovvero Società economica di Chiavari e comune di Lavagna, hanno costituito un tavolo di promozione della manifestazione all’interno del quale saranno presenti: Regione Liguria, Provincia e Camera di commercio di Genova, Gal Appennino Genovese, Confindustria, distretto dell’Ardesia, distretto della Nautica, Cna, Confartigianato, Coldiretti, Cia, Confagricoltura e tutte le associazioni appartenenti e inerenti al settore presenti sul territorio lavagnese.

calendario completo su www.italiaatavola.net

MAGGIO - GIUGNO

Settimane altoatesine del vino in 15 comuni della zona 17-18 maggio Susegana (Tv) Vino in villa Festival del Prosecco Doc www.prosecco.it 17-20 maggio Chicago (Usa) NRA Show Salone di hotel e motel www.restaurant.org/show 20-22 maggio Londra (Uk) The London International Wine & Spirits Fair Salone internazionale di vini e distillati www.londonwinefair.com

23-25 maggio Ancona Fiera internazionale della pesca 67a Rassegna della pesca www.fieradellapesca.it 26-28 maggio Napoli Vitigno Italia Salone dei vini da vitigni autoctoni e tradizionali italiani www.vitignoitalia.it

15 Mostre sul vino con assaggi gastronomici www.primaveraprosecco.it 21-27 giugno Bari Fiera internazionale della filiera olivicolo-olearia www.fieradellevante.it 29 giugno-1 luglio New York (Usa) Summer Fancy Food & Show Salone di alimenti e bevande www.specialtyfood.com

3-5 giugno Città del Messico (Messico) Alimentaria Salone internazionale 9-12 giugno di food&beverage San Pietroburgo (Russia) www.alimentaria-mexico.com Vinitaly Russia Tour Vinitaly 2008 Fino al 15 giugno salone internazionale Altamarca trevigiana dei vini e distillati La Primavera del Prosecco www.vinitaly.com

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FIERE E CONCORSI

APPUNTAMENTI

Vicenza Qualità Un Atlante e una collana di guide per conoscere il territorio berico

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e gustosità vicentine” e L”Atlante agroalimentare vicentino”: rispettivamente una collana di pubblicazioni monografiche che illustrano l’origine e l’evoluzione dei prodotti agroalimentari del territorio della provincia di Vicenza

MONTAGNANA CELEBRA QUELLO “DOLCE” VENETO Dal 16 al 18 maggio il prosciutto crudo “dolce”, prodotto tipico del Montagnanese (Pd), sarà il principe dell’11a Festa del Prosciutto veneto Dop. La kermesse enogastronomica consentirà ad appassionati e visitatori di degustare, nelle varie stagionature, un prodotto tipico di nicchia, che nasce dal perfetto equilibrio climatico di questa zona.

e un atlante e una mappa dedicati all’agroalimentare vicentino. Sono questi gli strumenti scelti da Vicenza Qualità, azienda speciale della Camera di commercio, per contribuire a diffondere e a valorizzare il ricco patrimonio enogastronomico locale. Dalla conoscenza di Pierluigi Lovo sono nate pubblicazioni, in format tascabile, sul Radicchio rosso di Asigliano, sul riso, la grappa, l’olio d’oliva extravergine e l’Asparago bianco di Bassano, la Ciliegia vicentina, i vini da dessert del Vicentino. L”Atlante”, d’altro canto, è una guida utile e ragionata sui prodotti Dop, Igp e Doc certificati dal consorzio “Sapori del Palladio”, caratterizzanti le produzioni di qualità del territorio. Approfondimenti su www.italiaatavola.net

SIGEP COMPIE 30 ANNI Trent’anni di dolce artigianale, di successi per il made in Italy del settore: trent’anni di Sigep. Il Salone internazionale di gelateria, pasticceria e panificazione artigianali terrà la sua 30esima edizione dal 17 al 21 gennaio 2009. E la macchina organizzativa di Rimini Fiera è già all’opera. «Tra i principali obiettivi di Sigep 2009 - spiega Patrizia Cecchi, direttore della Business Unit 2 di Rimini Fiera - lo sviluppo di un sempre più alto tasso d’internazionalità e una messa a punto ancor più precisa e qualitativa del profilo dei visitatori». Nel 2009 ci sarà un nuovo lay out che coprirà ben 16 padiglioni con un’importante area per il caffè.

ECOBIOEQUO A MODENA

Estate, è tempo di tartufo nero In mostra la primizia di Acqualagna

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cqualagna, capitale del tartufo tutto l’anno, propone un’estate all’insegna dei sapori, della natura e della storia. La cittadina in provincia di Pesaro e Urbino, che vanta il primato italiano e mondiale nella commercializzazione del tartufo, ha una fiera per ogni tipologia del prelibato tubero e il 2 e 3 agosto celebrerà il tartufo nero estivo, che farà bella mostra di sé nella storica piazza Mattei, l’arena dove trova posto il tartufo di Acqualagna in ogni stagione dell’anno. Quest’anno sarà ancora più grande e ricca dato il crescente sviluppo e partecipazione che vede confermati annualmente. «Di facile impiego in cucina ed economicamente alla portata di tutti, il tartufo nero estivo è l’occasione per conoscere e vivere una delle zone più affascinanti dell’Appennino» dice il sindaco di Acqualagna Bruno Capanna. Il Comune di Acqualagna infatti organizza una serie di momenti

di eccezionale interesse: sarà ad esempio possibile vestire i panni di cercatore e mettersi sulle tracce del tartufo con tanto di ruscella, cane al seguito e con l’aiuto di un esperto cercatore locale. Per la durata della 24a Fiera regionale del tartufo estivo saranno aperte le degustazioni anche nei 15 ristoranti “amici del tartufo” che serviranno menu tipici a base del prezioso prodotto locale. Approfondimenti e programma su www.italiaatavola.net

Da patria della buona cucina a capitale mondiale del “bio”. Modena per un’intera settimana cambia volto. A metà giugno ospiterà infatti il 16° Congresso mondiale del biologico che culminerà - da venerdì sera 20 giugno fino a domenica 22 giugno - nel festival mercato EcoBioEquo, organizzato da Aiab Emilia Romagna e Icea, in collaborazione con il Consorzio ModenaBio, un vero e proprio festival dell’agricoltura biologica che riunirà produttori da tutto il mondo.

SAPORI 2008 A FIVIZZANO È al nastro di partenza la nuova edizione di “Sapori”, kermesse culturale enogastronomica, per scoprire Fivizzano (Ms) e il territorio circostante: dalla Montagna reggiana alla Garfagnana, alla Versilia, alle Cinque Terre, collegando cinque dei parchi nazionali più suggestivi d’Europa. Dal 31 maggio al 2 giugno 2008, Sapori diventa quindi meta per la valorizzazione di tutto quel patrimonio.

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LIBRI

CARTA & WEB

Lo Zucchino d’oro, fiore dell’orto, si coglie nella guida anche online

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mile compagna di tanti piatti, la zucchina, detta zucchino in alcune regioni, trova ampio spazio negli orti domestici tanto da esserne considerata una vera e propria reginetta. Parente stretta della zucca gialla, anche la Cucurbita pepo è arrivata in Europa dalle lontane Americhe, e fin da subito ha cominciato a farsi apprezzare per le sue numerose qualità, non solo gastronomiche. Le notevoli proprietà lenitive e diuretiche la rendono infatti adatta all’alimentazione di tutti e soprattutto a quella di bambini, anziani e convalescenti. Ricca d’acqua ma priva di grassi, la zucchina è quindi l’alleata ideale per ogni dieta ipocalorica in cui si voglia tener conto in ugual misura di gusto e salute. Molto apprezzati in cucina per la loro versatilità, fiori di zucca e zucchine si prestano ad

ogni tipo di preparazione e ad ogni metodo di cottura, tanto da essere protagonisti di delicati antipasti, gustosi primi e ricchi secondi: fritti o brasati, farciti e perfino in insalata. Sì, perché il fantastico ortaggio, se freschissimo e tenero, è ottimo anche crudo o addirittura dolce, quando il suo delicato sapore è accompagnato da quello deciso di cioccolato e frutta secca. Loredana Limone, scrittrice versatile e autrice di questo divertente volume edito da Vallecchi, è un’appassionata di quello che lei stessa chiama l’universo “cibro”, il mondo fantastico dove nascono i buoni libri che parlano di buon cibo. Lo Zucchino d’oro-50 ricette con il fior fiore dell’orto Vallecchi editore - Loredana Limone Pagine 64 - Euro 5,50

Gambero Rozzo, l’altro lato degli agriturismi di tutta Italia

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l pasto giusto nel posto giusto. Numerosi indirizzi di agriturismi dove la vacanza è insieme contatto con la natura e scoperta della cultura agricola. Questo è “Gli agriturismi del Gambero Rozzo 2008”, l’antiguida aggiornata alle trattorie e osterie d’Italia selezionate secondo semplici ma efficaci parametri: conto leggero,

tradizione familiare, ospitalità. È il volume che non recensisce i locali alla moda, ma quelli dove la cucina è dedizione, è cultura, è amore per il territorio. Il panorama di ristorazione offerto al lettore si propone anche come una cura per l’uomo tecnologico, ossessionato dal tempo e avvelenato dai fast food.

Enotria, un futuro che fa i conti col web Come comunica oggi il mondo del vino? E come viene comunicato dai media questo importante prodotto del nostro made in Italy? Dopo la prima ondata d’urto generata dalla televisione, la carta stampata deve fare oggi i conti con il web. Un’ampia serie di inchieste per osservare, capire e interpretare lo scenario attuale è disponibile nell’edizione Enotria 2008 - Il quaderno 2008 di “Enotria”, il della vite e del vino quaderno della vite e Editrice Unione italiana vini del vino edito da Unione Pagine 225 italiana vini.

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BAYER CROPSCIENCE, SITO PER IL MONDO AGRICOLO Bayer CropScience ha rinnovato il sito web italiano nella struttura e nei contenuti, ma soprattutto nella funzione: non più solo finestra sull’azienda e i prodotti, ma anche ricca offerta di servizi informativi utili per il mondo agricolo. Innovazione, formazione, comunicazione, difesa delle colture su www.crop.bayercropscience.it

IL MONDO DELLE GRAPPE SECONDO CASTAGNER Si racconta in circa 150 pagine la visione del mondo della grappa del noto produttore Roberto Castagner, in un volume puntuale e personale (21 euro il prezzo di vendita), che in una decina di capitoli tratta temi importanti per capire il settore dei distillati (dalla storia al mercato, dalle leggi alle tecnologie, dal servizio all’assaggio).

FOOD & WINE TASTING RIPENSATI DALL’AIS Portano l’autotevole firma dell’Associazione italiana sommelier i due stuzzicanti volumi che vanno a indagare il mondo del food e del wine tasting. “Food and Wine” (331 pagine, 265 immagini, 22 schemi al prezzo di 40 euro) scopre l’avventura del mondo del vino in abbinamenti interessanti e provocatori. Mentre la storia, la passione, le speranze e le emozioni della degustazione sono il centro di “Wine Tasting”, che in 190 pagine e in 64 schemi riassuntivi al prezzo di 25 euro racconta le esperienze di degustatori competenti. Ma non essendo facile raccontare esperienze di cibo e vino meglio passare all’assaggio.

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ESPERTI E APPASSIONATI

CIRCOLI

Le bonae artes di Siena seducono i Buongustai U

na gita che ha arricchito non poco il carnet di viaggio del Club dei Buongustai di Bergamo quella che dal 1° al 4 maggio ha assorbito, mente e corpo, i suoi iscritti. Siena e la sua provincia: un concentrato di tesori artistici, paesaggistici e naturali e di impareggiabili giacimenti enogastronomici. Dai colli del Chianti, alle Crete senesi, agli innumerevoli borghi e pievi medievali che punteggiano uno dei territori più suggestivi d’Italia. La 4 giorni dei Buongustai ha avuto come tappa iniziale la città di Siena - dove hanno pernottato tutte e tre le notti -, con visita al centro storico e alle celebri opere custodite al Museo

dell’Opera del Duomo (la Maestà di Duccio e le statue del Pisano). Il giorno successivo è stato dedicato alla visita di Volterra, di Colle Val d’Elsa e della Pieve romanica di Pernina e Romitorio. La sera, menu medievale al “Gallo Nero” di Siena. Il 3 maggio è stata la volta del museo del tartufo di San Giovanni d’Asso e di Asciano, con passaggio dalle Crete senesi. Cena toscana certificata Slow Food a “Il Carroccio”. Finale inebriante, domenica 4 maggio, con tour tra i colli del Chianti e visita all’azienda vinicola Vigna Maggio e chiusura in bellezza a Greve (Fi), all’Osteria Mangiando Mangiando, chiocciola Slow Food.

RISOTTO E BONARDA IN SCENA A ROVESCALA La Confraternita del Risotto ha invitato oltre 50 soci a un appuntamento primaverile a Rovescala (Pv), per un connubio d’eccezione. Presso la trattoria “del Centro” di Bruno Rezzani e di Bruna Grilli, “lady chef” della Federazione italiana cuochi di Pavia sono stati serviti due succulenti risotti (cucinati dallo chef Claudio Cosio) con funghi e, in seguito, con salsiccia e Bonarda. La giornata si è poi concretizzata in cantina con la visita a “La Pieve” di Rovescala. Stefano Calvi

Fragole che passione Quelle della val Martello in festa

S

apori genuini, paesini incantati e una natura mozzafiato attendono i buongustai per la tradizionale Festa delle Fragole in val Martello (Bz) il 28 e il 29 giugno. Grazie al clima mite e secco della zona, questi preziosi frutti giungono a maturazione in ritardo rispetto alle colture tradizionali, arricchendosi nel corso dei mesi di esposizione al sole e all’aria frizzante di montagna di un sapore e profumo straordinari. Le fragole della val Martello, grandi e golose, mantengono tutta la dolcezza e il profumo delle prelibate

fragoline di bosco. La Festa delle Fragole segna l’inizio del periodo di raccolta che si protrae fino a settembre: un’occasione unica per conoscere luoghi e culture insoliti e straordinari, densi di storia e di fascino. Nata come momento di celebrazione e di ringraziamento da parte dei contadini per il dono di questi meravigliosi frutti, la Festa è diventata famosa per l’inimitabile Torta Gigante alle fragole (nella foto), già entrata nel Guinness dei Primati, che apre i festeggiamenti con il taglio e la spartizione. La festa si arricchisce anche di degustazioni di prodotti tipici altoatesini, di musica, di gare culinarie, dell’elezione

della “regina delle Fragole 2008”, di romantiche gite, visite guidate al campo sperimentale delle fragole e alla Cooperativa Meg (Cooperativa produttori val Martello). Natura incontaminata, possibilità di escursioni, e un patrimonio da visitare a corredo.

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SPAZIO AI LETTORI

LETTERE & MAIL

La copertina del settimanale sotto il cui titolo shock di “Velenitaly” si raggruppano gli articoli che tanto hanno indignato l’opinione pubblica, gregio direttore ha dato come risultato tutt’altro i risultati emersi dalle indagini che apprezzabile l’aver svalutato e rimbalzate in questi giorni su un messo in dubbio la serietà dell’intero prestigioso settimanale italiano settore vitivinicolo agli occhi di tutto il lasciano indubbiamente inorriditi e mondo. Non sono stati minimamente amareggiati per la scorrettezza con presi in considerazione, in questo cui taluni, nel settore vitivinicolo, “processo mediatico”, quanti operano. Ciononostante non posso non evidenziare “il dente avvelenato” diversamente operano nella di molti seri produttori che con questi trasparenza e nella correttezza. Ad oggi, i consumatori esteri, fatti non hanno nulla a che spartire per voce degli importatori con cui e che loro malgrado si sono trovati collaboriamo, sembrano prendere catapultati in una generalizzata e svilente fotografia del mondo enoico le distanze da tutto il vino italiano, anche da quello che di sofisticato italiano. Purtroppo infatti i toni e le e alterato non ha nulla, dirottando espressioni utilizzate, se da un lato le proprie preferenze su prodotti hanno dimostrato un forte impatto mediatico giustificato dalla serietà dei provenienti da altri Paesi. Si è creato quindi un clima di temi, dall’altro hanno stigmatizzato tutto un comparto, quello vitivinicolo, “terrorismo psicologico” negli acquirenti che sicuramente non sarà che ha da tempo fatto, della qualità d’aiuto a chi intende fare chiarezza e serietà, il proprio fiore all’occhiello su questi avvenimenti, a quanti in tutto il mondo. Ciò che sembra continuano a operare con serietà emergere è una svalutazione della nella qualità, al consumatore finale “libertà di espressione” ridotta al quale non vengono forniti ancora a mero strumento scandalistico: una volta gli strumenti per valutare la qualità dell’informazione, le implicazioni e le ripercussioni dei toni il prodotto, al settore giornalistico con cui vengono riportate notizie così in generale che viene ora deprecato da tutti per la sua ricerca di preoccupanti, non sembrano avere sensazionalismo. alcun peso in questa circostanza. Credo inoltre che l’aver Non importa se a rimetterci saranno tutti quanti, indistintamente colpevoli poi stabilito che i tempi per tale divulgazione fossero maturi proprio ed innocenti…l’importante è che se nel giorno di apertura del Vinitaly, ne parli. evidenziando volutamente una Tante aziende continuano a concomitanza e un’assonanza operare nella qualità, che è frutto tra la manifestazione (peraltro la anche di una correttezza d’operato, di un rispetto delle leggi e dei principi vetrina principe del vino italiano) e la prima pagina del settimanale che regolamentano il nostro vivere sociale. È quindi corretto e doveroso in questione, non lasci dubbi sugli intenti scandalistici del progetto. perseguire, da parte degli organi Non mi stupirei quindi se molte preposti a tale scopo, quanti non operano in linea con tali fondamenti. aziende vitivinicole serie ritenessero opportuno non sottoporre i propri vini Trovo invece scorretto nonché al giudizio di chi si è dimostrato così dannoso generalizzare queste problematiche attribuendole a tutto il incurante nei loro confronti. Infine, non posso non apprezzare e comparto senza distinzione alcuna.

Dente avvelenato per l’apertura dello scandalo sul vino adulterato

E

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VUOI CONTATTARE LA NOSTRA REDAZIONE? Per scrivere o contattare la redazione, per inviare lettere al direttore o chiedere consulenza su alcuni argomenti trattati sulla rivista scrivere a redazione@italiaatavola.net oppure mandare un fax al numero 02 700557702

sottolineare l’integrità professionale dimostrata da alcuni giornalisti che con serietà collaborano con tale settimanale, nel dissociarsi, pur “rispettando l’autonomia del settimanale” stesso, dalla scelta di una copertina così “dannosamente violenta”. Federico Giotto GiottoConsulting

P

ersonalmente ho già espresso la perplessità sul comportamento de L’Espresso e del fatto che un’organizzazione importante come Il Comitato Grandi Cru abbia premiato uno dei giornalisti (fra i più bravi peraltro) della Guida de L’Espresso in pieno scandalo. Abbiamo anche ricordato la dissociazione, da vero galantuomo, del direttore della Guida Enzo Vizzari. Detto ciò, non posso che concordare con quanto esposto nella lettera, riservandomi solo un dubbio sull’opportunità, o meno, che le cantine si sottopongano al giudizio della guida. Qui si aprirebbe infatti un discorso sulla validità dei giudizi delle guide, aspetto però che non ha a mio avviso attinenza col comportamento deontologicamente discutibile assunto da un settimanale che come attività principale non svolge quella di dare giudizi sul vino, ma di informare su cose che vanno o non vanno. E a volte le inchieste de L’Espresso hanno anche lasciato, positivamente, il segno. a.l.

Vini, veleni e pettegolezzi: folle puntare su prezzi bassi e quantità a scapito della qualità

L

e recenti, tristissime notizie che certa stampa, con scomposta ridondanza e cannibalesca acredine ha diffuso - guarda caso alla vigilia di Vinitaly - mi inducono, quale operatore del settore, ad alcune riflessioni. A parte l’episodio di delinquenza comune (che - more solito - vede ancora una volta protagonisti i noti squallidi figuri, a cui dovrebbe essere stata interdetta da tempo ogni attività nel campo agroalimentare, se avessimo un

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SPAZIO AI LETTORI

LETTERE & MAIL apparato statale serio, presente e vigilante), la preoccupazione di tutti noi è quella di capire, se veramente il “Dio soldo” avrà il sopravvento, annullando tribulazioni, fatiche e anni di sperimentazione in vigna ed in cantina. Se alcuni industriali del vino (che da anni lavorano sotto sotto...per ammorbidire leggi e regole precise, fortemente volute dai produttori) non capiscono che l’Italia, soggetta ad un regime di quote di produzione (assolutamente da difendere) mai potrà competere con i Paesi di oltreoceano - ove, per ora, vige ed impera la legge del Far West, senza alcun interesse alla qualità - non diverranno mai imprenditori responsabili, che credono in un futuro di progresso e di ricerca qualitativa. L’Italia, con tutte le produzioni del settore agroalimentare, può e deve contrapporre a questa concorrenza, quantomeno scomposta, prodotti di grande qualità, indicando sempre la filiera produttiva e valorizzando la tipicità dei vitigni autoctoni, degli oli Dop, dei salumi, dei formaggi e della pasta; prodotti che tutto il mondo ci invidia (e tenta di copiarci...). Folle, appare dunque, la scelta di coloro che privilegiano la politica del prezzo, a danno della qualità e della tipicità! Al nuovo Governo, e soprattutto al ministro delle Politiche Agricole, al quale auspichiamo sia affidata anche la responsabilità del settore turistico, così da creare un organizzato “Polo dell’accoglienza”, unendo di fatto due attività che ormai sono complementari nelle loro finalità: promozione del patrimonio artistico, tutela del nostro impareggiabile territorio, valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, l’onere di affrontare nell’immediato queste tematiche, a tutela del buon nome di tutti e dell’economia nazionale. Alessandro Redaelli De Zinis past president Consorzio Garda Classico Doc - presidente Agriturist Brescia

C

aro Alessandro, come non essere ancora una volta d’accordo con te. Le tue considerazioni coincidono

con alcuni dei punti che ho indicato nel mio editoriale sulla newsletter del 16 aprile, certo di rappresentare con questo la maggioranza degli operatori seri. Le troppe facili illusioni di guadagno degli ultimi anni che hanno alimentato l’ingresso nella ristorazione o nel mondo del vino di persone senza adeguata preparazione, ma magari con molto pelo sullo stomaco, stanno portando a risultati molto spesso deludenti…per loro. Chi invece ha sempre investito su qualità e territorio non può che uscire rafforzato anche da questa crisi. Sempre che il nuovo Governo (ma di questo non avremmo di che dubitare) si muova realmente con decisione per valorizzare e dare un valore pieno di risorsa nazionale a tutta la filiera dell’agroalimentare.

Auguri a tutti!

C

potesse appartenere a singole aree di pensiero. È evidente che alcuni si occupano di questi argomenti da anni, altri da meno tempo, o con minore visibilità, e altri ancora sono approdati a questo settore perché forse se ne può trarre guadagno, tuttavia ritengo, come te, che certi successi e certe affermazioni siano assolutamente di tutti e da tutti vada salutato con riconoscenza chi lavora attivamente per migliorare l’immagine enogastronomica italiana nel mondo. Così saluto con piacere a.l. il consolidamento di Italia a Tavola on line, che potrà buttare ogni settimana sul tavolo temi di attualità, stimoli e notizie che spesso ai media nazionali più generalisti sfuggono. Buon lavoro e complimenti

aro direttore, leggo con piacere sulla tua edizione in network multimediale l’invito al politico più rappresentativo del momento a non dimenticare l’importanza dell’enogastronomia, o meglio, in senso più ampio dell’agroalimentare. Cibo e vino di grandi diversità e di alta qualità sono la forza del nostro scalcagnato Paese e sono un patrimonio che può davvero mettere d’accordo tutti, perché rappresenta un volano economico che avvantaggia tutti da nord a sud, da destra a sinistra. Mi è suonato strano, nel passato recente, sentir dire da illustri colleghi frasi come “quella non è la nostra fiera”, oppure “noi rappresentiamo il braccio enogastronomico di..” come se la grande tradizione italiana

Alex Guzzi

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aro Alex, mi fa piacere riscontrare sempre più consenso attorno alle nostre posizioni e, soprattutto, attorno al progetto di valorizzazione e tutela della filiera agroalimentare e dell’ospitalità italiana. Di buon grado accolgo gli auguri per noi e, soprattutto, quelli per il nuovo presidente del Consiglio, a cui rinnoviamo l’invito a prestare con urgenza attenzione ai temi di un settore che fra mozzarelle alla diossina, vino taroccato ed evasione fiscale non sta dando certo buona immagine di sé. a.l.

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Italia a Tavola - n°162 Maggio 2008  

Il futuro della cottura nella ristorazione si chiama Convotherm, il forno di ultima generazione firmato Enodis che porta la rivoluzione in c...

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