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Giugno 2007 anno XIX

n. 153

COPERTINA 1

I SEGRETI DEI CARPACCI

QUALITÀ, ORIGINALITÀ E SERVIZI

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COPERTINA 2

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Sommario 7 10

Locali

TRY NEW EN LOCALI TRA I ALIA I D’IT STORIC

12

L’agroalimentare di Tuttofood fa centro nel business

IL

Cheese Award e Trofeo San Lucio Formaggi italiani alla riscossa

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Gazpacho di verdure e pesce Elogio del fresco Philèo di Tenuta il Bosco

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Al via l’allevamento in Lombardia del “manzo dei samurai” A Milano impazza la febbre del “Giallo”...come il risotto

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Ora le bollicine dell’Oltrepò brindano alla Docg Gli Spumanti d’Italia che piacciono alla Guida Veronelli

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LOMBARDIA A TAVOLA

nti

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46

Il professionista delle specialità alimentari, Greci, ha studiato una linea per la ristorazione, i “Freschi di Cucina”. Per creare piatti estivi e di gran moda, ecco gli originali e freschi Carpacci di pesce, vero fiore all’occhiello della linea. Pratici, selezionati, dal sapore naturale e gustoso sono facilmente personalizzabili con fantasia. Il servizio a pagina 75

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La friulana Midolini “scopre” il suo “caro” Asperum L’Audi S5 coupè mostra a tutti i suoi “muscoli”

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me

In copertina

Alla Selezione dei Vini da pesce domina il Friuli

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nta

Barman, concorsi e tendenze del cocktail estivo Chi è il buongustaio del Cancro Rispondono le stelle

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pu

NO RD OR GA OV ES NI NU T ZZ OV SI A A C FO ON OD LA VA LL EY

Innovazione e qualità tra i primati della bergamasca Zanetti

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Ap

Il Premio alle eccellenze del territorio e del gusto nell’inserto promozionale “Italia a Tavola network”

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“Lombardia a Tavola - Italia a tavola network” è una rivista di cultura enogastronomica e turismo per l’Horeca. Si rivolge ad alberghi, ristoranti, trattorie, pizzerie, bar, cuochi, barman, sommelier, luoghi di ritrovo, enti, aziende e associazioni del settore, per un totale di oltre 60.000 aziende o professionisti su tutto il territorio nazionale.

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il direttore

P

La manifestazione di FieraMilano ha fatto centro soddisfando le esigenze di tutti gli operatori. Finalmente un appuntamento solo per addetti ai lavori. Al comparto servono ora più coordinamento e un’Authority

er il comparto agroalimentare italiano potrebbe finalmente tirare aria nuova. Per prudenza è meglio rifarsi al proverbio secondo cui “una rondine non fa primavera”, ma è ugualmente indubbio che il successo registrato da FieraMilano con Tuttofood apre prospettive decisamente ottimistiche per tutto il mercato. Un risultato per molti versi prevedibile visto che gli operatori italiani e stranieri non avevano a disposizione una ribalta capace di dare sostanza alle tante dichiarazioni, di politici o di rappresentanti delle associazioni di categoria, circa la centralità della filiera legata al cibo. Sulla carta ci avevano tentato in tanti, a partire dal Cibus di Parma, ma finora nessuno era riuscito a soddisfare in egual misura tutti gli operatori. Sia chi produce e vende, sia chi acquista (grande distribuzione e ristoratori in primo piano), indipendentemente dal fatto di essere italiano o straniero, sembra essere riuscito a trovare in TuttoFood lo spazio adatto alle proprie necessità. E ciò, va rimarcato, senza che gli organizzatori si siano preoccupati del numero di visitatori, di solito “gonfiato” dalla presenza di consumatori che poco si adattano a manifestazioni che dovrebbero rivolgersi esclusivamente agli addetti ai lavori. Se poi si pensa che questa era solo la prima edizione, nata con la nemmeno celata ostilità della maggior parte delle organizzazioni di categoria, si può parlare senza equivoci di un successo che fa ben sperare per il futuro di tutte le aziende del settore. Ciò non significa che non debbano avere un loro ruolo importante tutte le altre fiere di settore. Anzi. In una logica di “coordinamento” nazionale (che vale per l’agroalimentare ma, a maggior ragione, dovrebbe contare i tutti i comparti) ci dovrebbe essere un grande momento di richiamo internazionale al massimo livello - giusto ciò che oggi può fare TuttoFood come Vinitaly fa per il vino - a cui si affiancano fiere specializzate o di territorio. Per restare nel nostro campo è il caso de il Bontà, di Good! Gustando a Udine, di Aliment, di Cibus, di Expo Lario, eccetera che possono avere spazio e ruolo senza entrare in competizione con l’unico grande momento di attrazione nazionale. Ma certo non può essere solo attraverso le fiere che si sostiene la crescita di un comparto strategico. A fianco della promozione servono anche nuovi strumenti di coordinamento e in questo senso fondamentale è il ruolo delle Authority. Bene ha quindi fatto Confagricoltura a sollecitare la creazione di un’Autorità nazionale a servizio della produzione, affiancandosi a quella europea di Parma che si occupa (o dovrebbe farlo, visto che non se ne parla molto...) della salute dei consumatori. Alberto Lupini alberto.lupini@lombardiaatavola.it ITALIA A TAVOLA NETWORK - GIUGNO 2007

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Un’OPPORTUNITÀ per tutto l’agroalimentare il successo di TUTTOFOOD

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PRIMO PIANO

TENDENZE

Una GONDOLA souvenir? Meglio il CULATELLO

che si illumina o il Colosseo che cambia colore seguendo il clima, bensì portando preziose bottigliette di aceto balsamico o di Marsala vergine. Notizie che a noi che lavoriamo di Roberto Vitali nel settore fanno enorme piacere. Altro concetto che sosteniano da cantine, nei frantoi e nei vigneti. Negli anni e che ora vediamo condiviso è e notizie che questo: emerge con forza che una States si sta scatenando una vera si leggono vacanza enogastronomica è sempre e propria febbre del Bel Paese e la sul mare magnum di Internet vanno più spesso associata al concetto chiave su cui si punta non sono più prese con beneficio d’inventario. Ne solo i paesaggi e le grandi opere d’arte di benessere psicofisico. Il New riferiamo una alla quale crediamo, York Times è arrivato a scrivere che perché conferma una sensazione che ma i luoghi dove nascono i prodotti “mangiare il culatello del maestro noi stessi abbiamo. “Colosseo, Torre dell’enogastronomia”. Come ampiamente trattato nel Spigaroli equivale ad un trattamento di Pisa, Ponte di Rialto? Ormai out: non sono più loro i veri simboli del Bel servizio che troverete all’interno della benessere nella migliore beauty farm”. Per noi che da anni scriviamo rivista, Eta Meta Research sostiene Paese, le ragioni per cui affrontare di cultura enogastronomica è il che l’estate 2007 degli americani un viaggio in Italia. O almeno non massimo dei riconoscimenti. sarà all’insegna dell’Italia e dei suoi sono le sole: adesso negli Stati Uniti prodotti. Americani che non tornano vanno di moda itinerari e soggiorni più a casa con la gondoletta in plastica roberto.vitali@lombardiaatavola.it tra le tenute agrituristiche, nelle

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Edizioni Contatto srl

Via Piatti, 51 - 24030 Mozzo (Bg) Tel 035 615370 - Fax 02 700557702 Amministratore: Mariuccia Passera - segreteria@lombardiaatavola.it Lombardia a Tavola - Redazione: Via Piatti, 51 - 24030 Mozzo (Bg) Tel 035 460563 - Fax 02 700557702 - redazione@lombardiaatavola.it

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AGROALIMENTARE

PRIMO PIANO

TUTTOFOOD fa centro S

ono stati oltre 20mila, di cui il 20% esteri, i visitatori della prima edizione della Mostra professionale dell’alimentare di Fiera Milano al quartiere espositivo di Rho. I 1.200 espositori sono così stati premiati da un afflusso di

TUTTO

... IN UN PIATTO

Tuttofood, che vuol essere un osservatorio privilegiato dei trend in atto nell’alimentare, non poteva ignorare che la ristorazione italiana nel mondo è l’espressione, dall’epopea dell’emigrazione, più immediata del bisogno di tener vivo un legame con la terra d’origine. Soprattutto dei nostri chef che operano fuori dall’Italia. E così ha fotografato un evento che ha chiamato “Il mondo in un piatto – La diffusione dello stile alimentare italiano” con la partecipazione di 5 chef italiani in attività all’estero (Giulio Verci e Andrea Tranchero dal Giappone, Samuele Rossi e Dario Congera in Cina, Francesco Farris da Dallas (Stati Uniti), di cinque chef dell’Unione Ristoratori Italiani e di 5 allievi della Scuola alberghiera di Stresa. Sarà ancora Tuttofood nella primavera del 2008 a ospitare il consiglio direttivo del Gruppo virtuale cuochi italiani che lancerà itChef-GVCI International e il Congresso dei cuochi italiani nel mondo.

pubblico significativo, non solo in termini quantitativi ma soprattutto in termini qualitativi. «Abbiamo cercato di caratterizzare e distinguere Tuttofood – ha affermato Ernesto Calaprice, amministratore delegato di Sifa, organizzatrice della mostra - con tre elementi: qualità del visitatore, innovazione e soprattutto internazionalità. Un’internazionalità testimoniata dal grande numero di buyers esteri, che si sono aggiunti a quelli nazionali, che hanno visitato la mostra, in rappresentanza di catene della grande distribuzione e ristorazione. Fiera Milano, come di consueto, ha avviato un’indagine conoscitiva per valutare il grado di soddisfazione delle imprese presenti alla manifestazione al fine di rendere la prossima edizione ancor più rispondente alle esigenze degli addetti ai lavori. Le prime schede pervenute sono altamente confortanti e confermano il “concetto” di Tuttofood. Non dimentichiamo, poi, che la valorizzazione di questa mostra è fondamentale per il successo dell’Expo del 2015 che proprio come tema ha scelto l’alimentazione del mondo». Come sarà il cibo del futuro

C

ibo cosmetico, cibo molecolare, cibo solare, cibo

bioeco-efficiente, cibo interattivo, mediatico, olistico, caritatevole, divertente…in un parola: cibo del futuro. Un futuro che è già parte della nostra vita quotidiana. Ecco il food fantascientifico che, in 30mila metri quadrati su quattro padiglioni, la Fiera di Rho-Pero ha presentato sul palcoscenico dei prodotti alimentari di qualità che fanno tendenza. Presente il cioccolato interattivo con il codice a barre non solo commestibile ma che consente al consumatore di conoscerne storia, provenienza e caratteristiche del cacao, abbinamenti giusti, proprietà nutritive e caratteristiche della lavorazione. Ma Nebo Next Food – il futuro realizzato con la collaborazione di Nemolab e Food Design Studio – ha proposto altri esempi di food innovation come l’Happy pig, cioè prosciutti e salami che diventano chips da degustazione tramite un processo di disidratazione senza perdere sapore. Oppure il Fizzy Fruit, un prodotto che rende effervescenti pere, pesche e fragole. Non sono mancati i fusilli al bubble-gum e la bilk, trovata giapponese che associa birra e latte. SEGUE A PAGINA

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In 20MILA per il business

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PRIMO PIANO

AGROALIMENTARE Abitudini e tendenze nel mondo dell’olio

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Per gli ecologisti ha debuttato il Pack Food, il cibo con una confezione commestibile e zero produzione di rifiuti. A impatto zero (o quasi) anche il Green Friendly Food, il cibo bioeco-efficiente prodotto a basso impatto eco-energetico. Per chi vuol risparmiare, ecco il Recicly Food, il cibo riciclato, fatto con alimenti scaduti, ammaccati, buttati, per ridurre lo spreco. E’ un tuffo nella rivoluzione dei “codici a barre” già avviata in Giappone e in Cina dove quasi tutto è “taggato”. McDonalds, per esempio, ha inserito il codice sulle confezioni degli hamburger per consentire ai consumatori di visualizzare sul telefonino i valori nutrizionali del pasto. Innovazione, ricerca e sviluppo sono le parole chiare che hanno connotato invece l’ottavo Congresso di scienza e tecnologia degli alimenti (Ciseta), sempre a Tuttofood. Al centro del dibattito l’analisi del mercato alimentare considerato in termini di cambiamenti dei consumi, innovazione e sicurezza degli alimenti. Una speciale attenzione è stata dedicata quest’anno ai prodotti funzionali e ai cibi pronti. Il presidente dell’Associazione italiana tecnologie e scienze alimentari, Sebastiano Porretta, ha affermato in proposito che «il

li oli alimentari sono stati al centro di un grande Forum, che ha visto la presentazione della ricerca commissionata a ACNielsen sul panorama produttivo ed economico degli oli per uso alimentare, oltre all’approfondimento sugli aspetti normativi e regolamentari che disciplinano produzione e commercializzazione. Ha aperto il Forum Romolo consumo di prodotti funzionali de Camillis, della sembra essere il segmento più ACNielsen, con trendy, cioè più seguito dal una relazione sul consumatore, non solo in termini di panorama produttivo moda ma proprio perché oggi c’è ed economico una maggiore attenzione verso una degli oli per uso corretta alimentazione». alimentare, con un ingrandimento m.f. dedicato al

LE ECCELLENZE LOMBARDE IN DEGUSTAZIONE La direzione Agricoltura della Regione Lombardia ha partecipato a TuttoFood, creando una straordinaria occasione per degustare le eccellenze agroalimentari della Lombardia, abbinando i vini Doc e Docg ai prodotti tipici Dop e Igp della Lombardia. Tra i numerosi prodotti tipici lombardi protagonisti si segnala l’esordio della Formaggella del Luinese (Va) la cui produzione

recentemente è stata riconosciuta Dop. Con il 15% della produzione nazionale, la Lombardia è la prima regione italiana nel settore agroalimentare. Una produzione caratterizzata da un’elevata qualità, come risulta da oltre venti di prodotti Dop (Denominazione origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta) e dai quindici vini Doc (Denominazione origine controllata) e tre Docg (Denominazione origine controllata garantita). «Sono convinta - ha affermato Viviana Beccalossi, vicepresidente della Regione Lombardia e assessore all’Agricoltura - che

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AGROALIMENTARE

manifestazioni come Tuttofood inquadrino e valorizzino nel modo migliore la realtà enogastronomica e agroalimentare di Milano e della Lombardia, interamente basata sul concetto di totale qualità». In concomitanza con la prima edizione di Tuttofood 25 ristoranti selezionati a Milano hanno offerto al pubblico un piccolo assaggio del loro risotto come aperitivo. In questa occasione è nato il premio “Giallo Milano” (vedi servizio su questo numero di “Lombardia a tavola” ndr). Negli stessi ristoranti è stato possibile degustare alcuni dei prodotti tipici Dop e Igp tra i più rappresentativi delle province lombarde, il tutto accompagnato dai vini di Lombardia selezionati tra i produttori del Movimento turismo del vino lombardo.

PIVA: COSÌ SI PROMUOVE L’AGROALIMENTARE ITALIANO La strada giusta per la valorizzazione dell’agroalimentare italiano a livello internazionale. Questa è l’opinione di Antonio Piva (nella foto), presidente di CremonaFiere, sull’ottimo risultato ottenuto da Tuttofood. «Manifestazioni come Tuttofood aprono grandi e nuove prospettive ai prodotti e alle aziende italiane impegnate nell’agroalimentare di qualità. Una cornice internazionale come quella di Milano, inoltre, non può che ampliare la cassa di risonanza del made in Italy nel mondo». Ha espresso il suo compiacimento, Piva, e sottolineato che «ancora una volta il sistema fieristico lombardo ha dimostrato la sua forza. Con Tuttofood l’offerta fieristica copre ormai l’intera filiera dell’agroalimentare e questo è il metodo migliore per valorizzare al massimo un settore che ci invidiano in tutto il mondo».

ed utilizzo degli oli. Ha aperto i lavori ancora la Nielsen con Giuseppe Girelli, retailer group client manager, che ha analizzato il punto di vista del consumatore sul mercato dell’olio, confrontando i criteri di scelta tra i diversi Paesi e con una riflessione più approfondita sul caso del mercato italiano. Per quanto riguarda la vigente normativa, e in particolare il regolamento 1019/2002 Ce, da segnalare l’intervento del direttore commerciale del gruppo Pieralisi, Giacomo La Terza, che ha evidenziato le problematiche tecnologiche relative alla lavorazione a freddo dell’olio extravergine d’oliva, e quello di Natale Frega, preside della Facoltà di agraria dell’Università di Ancona, sulla stabilità dell’extravergine ottenuto secondo diverse condizioni tecnologiche. Le differenti tecniche di marketing alla base del commercio del prodotto nella Gdo e i criteri di utilizzo e di acquisto nel canale Horeca sono stati oggetto, invece, degli interventi di Chiara Magelli della Nielsen e di Ernesto Marchese, retailer client executive. Quest’ultimo ha sottolineato il fatto che soltanto il 9% dei clienti dei ristoranti si accontenta dell’oliera, gli altri pretendono la bottiglia o la lattina, e che solo il 14% dei ristoratori usa olio Dop. g.n.

LA LOMBARDIA IN TRASFERTA AL SIAL DI SHANGHAI Lo scorso maggio la Regione Lombardia ha partecipato al salone internazionale Sial di Shanghai con una collettiva di 14 aziende dei diversi settori alimentari. Su un’area di 139 mq e con uno stand istituzionale insieme alla Regione Liguria si sono tenute degustazioni di prodotti organizzate da Icif.

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mercato italiano e un accenno al valore e alla distribuzione del mercato su scala mondiale. E proprio dell’extravergine italiano e del miglioramento delle sue performances ha trattato la seconda relazione di Pompeo Farchioni, presidente dell’omonimo gruppo alimentare. E’ stata quindi la volta di un esame del consumo di olio Dop da parte delle famiglie e dei ristoranti italiani. Un tema illustrato da Unaprol attraverso i risultati di un’indagine qualitativa a cura della ricercatrice Caterina Bignami, e di un’indagine quantitativa a cura di Susi Todini della Crea Mc dell’Università Bocconi. La sessione del 7 maggio è stata invece dedicata agli aspetti di commercializzazione

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ALIMENTI

FORMAGGI

premia le ECCELLENZE CASEARIE italiane

TUTTOFOOD CHEESE AWARD

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LA BUFALA CAMPANA FIRMATA LA MARCHESA 1A DOP A TUTTOFOOD

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La cooperativa agricola La Marchesa di Tevernola (Ce) nasce nel 1981 sotto la guida della famiglia Cirillo, pioniera nella produzione di Mozzarella di Bufala Campana. L’azienda possiede un opificio di circa 2.000 mq con ulteriori 8.000 mq adibiti logistica e a punti vendita. L’azienda lavora ogni anno circa 7000 tonnellate di latte di bufala proveniente

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l concorso “Tuttofood cheese Award” riservato ai produttori italiani ed esteri del comparto lattierocaseario e diretto a valorizzare i migliori formaggi in mostra al Tuttofood di Fiera Milano, ha visto per la categoria Dop vincitore la “Mozzarella di bufala” del Caseificio La Marchesa di Taverola (Ce), seguito dal “Fiore sardo” di Sarda Formaggi di Olbia, e al terzo posto il “Gorgonzola” del caseificio Costa di Novara. Hanno ottenuto la menzione speciale il “Pecorino sardo” della Sarda Formaggi di Olbia, il “Caciocavallo Silano” di Cardisco di San Paolo di Civitate (Fg), il “Bra d’alpeggio” del Caseificio Valle Inusina di Bra (Cn), la “Ricotta romana” del Caseificio Brunelli di Aprilia Latina, il “Queso Cabrales” del Quesera del Cares delle Asturie (Spagna). Per la sezione formaggi di nicchia il primo premio è andato alla “Burrata in foglia” della Cooperativa allevatori di Putignano (Ba), il secondo premio al “Formajo Cioc” Albino Rosso della Latteria Perenzin di Bagnolo di San Pietro di Feletto (Tv), il terzo premio al “Tronchetto dei Guelfi” della Arnoldi Val Taleggio. Hanno ottenuto la menzione speciale lo “Stracchino” marchio Conrado del caseificio Pugliese di Lauriano (To), il “Pecorino riserva” del Caseificio Fattoria della Piana, il

“Castelformaggio medioevale” della Latteria Perenzin di Bagnolo di San Pietro di Feletto (Tv), il “formaggio Branzi” della Latteria sociale di Branzi (Bg), il “Pecorino di cantina” del Caseificio Il Fiorino di Roccalbenga (Gr). Promosso da Amalattea si è svolto anche un Convegno sul comparto caprino in Italia. La crescente popolarità del latte di capra e dei suoi derivati è dovuta, infatti, oltre che all’elevato valore gustativo all’immagine di prodotto sano e genuino. Il Convegno è stato aperto dal giornalista Rai Sandro Vannucci, seguito dall’intervento di Camillo Gardini, presidente di Cdo Alimentare e da Giovanni Caldarone, presidente dell’Associazione dietetica e nutrizione clinica della sezione Lazio. Dopo l’intervento dell’onorevole Marcello Vernola sul Regolamento CE 1924 sui claim nutrizionali, hanno concluso il presidente di Amalattea Maurizio Sperati che ha affrontato le problematiche legate alla commercializzazione del latte caprino e dei suoi derivati, ed Edoardo Raspelli, giornalista e conduttore della trasmissione di Rete4 “Melaverde”. Si è parlato anche delle nuove politiche di riconversione di zone agricole della Sardegna e del Lazio trasformate da marginali a produttive, e dell’importanza della fondazione di un Polo caprino italiano che coinvolga allevatori, imprenditori e istituzioni.

da aree Dop e per la maggior parte conferito da soci, con una produzione di mozzarella di bufala che nel 2006 si è attestata a circa 1500 tonnellate.A partire dal 1994, con l’adesione al Consorzio per la tutela del formaggio Mozzarella di Bufala Campana Dop l’azienda ha dovuto adeguarsi a standard qualitativi molto elevati ed è sottoposta a rigidi controlli per il mantenimento della certificazione di prodotto Dop. La Marchesa produce mozzarella di bufala campana Dop, in diversi formati e pezzature: palla dai 25

g ai 500 g e treccia dai 125 g ai 500 g. Si possono, inoltre, richiedere formati speciali fino a 3 kg. Inoltre produce ricotta fresca, ricotta omogeneizzata e pastorizzata, e burro, sempre esclusivamente a base di latte di bufala. Oggi l’azienda distribuisce i suoi prodotti in tutto il territorio nazionale, in Francia, Germania, Svezia, Svizzera,Austria, in Giappone e negli Stati Uniti.

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ALIMENTI

FORMAGGI UN “FIORE” DI LATTE DI SARDAFORMAGGI

Piatto ricco ai BERGAMASCHI del TROFEO SAN LUCIO G

apposite categorie di 8 formaggi Dop: Formai de Mut dell’alta Val Brembana Dop, Gorgonzola Dop, Grana Padano Dop, Parmigiano Reggiano Dop, Pecorino Toscano Dop, Provolone Val Padana Dolce e Provolone Val Padana piccante. Eccellente la presenza della provincia di Bergamo con oltre 40 formaggi in concorso, che ha fatto il pieno di primi premi rappresentata in particolare da Caseificio Quattroportoni di Cologno al Serio, azienda agricola Le Galose di Cologno al Serio, Caseificio Zanetti di Lallio, Caseificio Giovanni Invernizzi di Pontirolo Nuovo, azienda agricola Cattaneo di Branzi, Caseificio Caravaggio Latte di Caravaggio (Bg). 20 i caseifici cremonesi. A PAGINA

14 L’ELENCO DEI PREMIATI

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Sardaformaggi è un’azienda specializzata nella produzione di formaggi pecorini e fin dal 1963 produce, nel rispetto della tradizione sarda, Pecorino Romano, formaggi pecorini, ricotta fresca e stagionata. Lo stabilimento produttivo si trova a Buddusò (Olbia Tempio) in Sardegna, sull’altipiano del Monte Acuto. Artigianale agli inizi, la produzione non cessa di svilupparsi con il passare degli anni per rispondere alla crescita della domanda del mercato. Oggi Sardaformaggi ha le dimensione di un’impresa moderna e dispone di tecnologie di punta che sono utilizzate nel rispetto assoluto delle normative igenico-sanitarie europee.Tre sono le sedi attuali: Olbia, Buddusò e Incisa Valdarno (Firenze) quale stabilimento di confezionamento e sede commerciale di vendita, dotato di celle frigorifere computerizzate abbinate a linee di confezionamento e di spedizione d’avanguardia. La qualità è frutto di una ricetta antica che si basa su ingredienti semplici e naturali unita a esperienza che si sviluppa giorno dopo giorno con tenacità e passione. Oltre alle specialita Dop Graziola, Galluradoro, Nuraghe d’oro e Pecorino Romano Bronzetto, numerosi formaggi completano l’offerta. www.sardaformaggi.com

rande soddisfazione degli organizzatori, dell’Assocasearia Pandino (Associazione diplomati scuola casearia) e dell’amministrazione comunale di Pandino (Cr), per il significativo successo segnato dal Trofeo San Lucio 2007 a cui hanno preso parte 120 tecnici di cui 105 italiani e 15 esteri, 80 (57 nel 2006) caseifici dei quali 69 italiani e 11 esteri. Sono risultati 190 (104 nel 2006 ) i formaggi iscritti di cui 170 italiani e 20 esteri, assegnati alle 12 Regioni (9 nel 2006) e alle 6 Nazioni estere (Francia, Argentina, Brasile, Equador, Capo Verde, Cina) che non avevo assolutamente preso parte all’evento nel 2006. Il sapore internazionale della manifestazione ha suscitato grande attesa per l’arrivo di vere e proprie specialità rare come il formaggio di Yak proveniente dal Tibet cinese, il Goya dell’Argentina, il Requeijao del Brasile, il Caprino di Bolona di CapoVerde, a cui hanno fatto seguito le 7-8 specialità francesi ed equadoregne. In tutto i formaggi sono stati divisi in 23 categorie specifiche, che hanno fatto registrare tre premiati, più i Premi speciali Innovazione (alal Zanetti), Onaf (alla Cooperativa de Criadores), Alla memoria (a Cesare Ghitti) e il Migliore tra i migliori (al Caseificio Fiorino di Roccalbegna, Gr, con il Pecorino Toscano Dop). Importante la presenza divisa in

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ALIMENTI

FORMAGGI

“Preziosa” e originale la MOZZARELLA DI SERIATE D

a oltre 50 anni Il Caseificio Preziosa di Seriate (Bg) è attivo nella produzione e nella commercializzazione di latticini di qualità, tutti prodotti artigianali certificati e controllati. Dal 1948 ad oggi, l’azienda ne ha fatta di strada, diventando un’impresa moderna a conduzione familiare capace di realizzare circa 150 quintali di prodotto fresco ogni giorno pronto alle sei del mattino. In particolare, negli ultimi anni, l’attività e il suo portafoglio è cresciuto costantemente, la qualità in continuo miglioramento

ha determinato una crescita di fatturato e una espansione territoriale che va ben oltre la Lombardia. Le attività di base del Caseificio Preziosa includono la distribuzione su larga scala, ai grossisti alimentari e nelle vendite dirette. La vasta gamma di prodotti comprende il Fiordilatte e i Bocconcini di mozzarella da 20100-200 g, Ricotta da 1,5 kg e 250 g, Scamorza, Bufala, confezioni di Burro da 250-500-1000-5000 g e le Ciliegine. Poi una nutrita selezione di Mozzarella, da 200

g, da pizza in confezione da 300 g e da 2 kg, Mozzarella a dadini per pizza in confezioni da 3 kg, Mozzarella affumicata da 300-10002000 g, Mozzarella di bufala tipica della regione Campania da 200 g. Chiudono la proposta le confezioni di Mascarpone (crema-formaggio da spalmare) da 250-500-1000 g, la Crescenza (formaggio tenero) da 250-1000 g e i gustosi Caprini di latte vaccino da 160-560 g. Caseificio Preziosa via Cassinone, 32 -24068 Seriate (Bg) Tel 035 303884 - Fax 035 303897 www.caseificiopreziosa.com info@caseificiopreziosa.com

Focus Cheese FORMAGGIO e COLESTEROLO? Tutto quel che c’è da sapere

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Cos’è il colesterolo? Si tratta di una sostanza presente in tutte le cellule dell’organismo e svolge molte importanti funzioni, entra a far parte delle membrane cellulari di ormoni e tessuti. Deriva da due fonti: in parte è prodotto dall’organismo, soprattutto nel fegato, in parte si trova nei cibi di derivazione animale come carne, pesce, burro e formaggio. Ci sono formaggi che non fanno aumentare il colesterolo? Un consumo moderato di formaggio, 2-3 volte alla settimana, in una sana ed equilibrata alimentazione, non ne provoca un aumento. Chi ha il colesterolo alto può mangiare formaggi? Sì, senza “spizzicarlo” tutti i giorni ma alternando formaggi freschi e stagionati un paio di volte alla settimana. A seconda del sesso e del fabbisogno calorico giornaliero si possono consumare 70-100 g di formaggi freschi una volta a settimana e 60-80 g di stagionati. Ci sono alimenti che riducono l’assorbimento del colesterolo? Sì, si tratta di una fibra alimentare che però non è contenuta nei formaggi, bensì in frutta, verdura e cereali. Quanto colesterolo è contenuto nei formaggi? I formaggi freschi contengono da 40 a 60 mg di colesterolo in 100 g di prodotto, mentre gli stagionati da 60 a 110 mg.

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Innovazione e QUALITÀ fra i primati di ZANETTI

a più recente attestazione, il Premio San Lucio per il più innovativo formaggio italiano, il Blù di capra (un erborinato che si inserisce in una delle più ricche tradizioni casearie italiane), è solo l’ultima dimostrazione di come - grazie adun’esperienza familiare che ha ormai superato il secolo - la più importante azienda italiana del settore sia oggi in grado di assicurare qualità e rigore nelle produzioni, senza rinunciare alla convenienza garantita da una solida struttura industriale. Una realtà di cui alla Zanetti Spa di Lallio (Bg) sono ben consapevoli, forti anche del fatto di essere il maggiore portandiera dei formaggi italiani nel mondo. «Su 220 milioni di fatturato annuo

la Zanetti ha recentemnete vinto il 1° premio di “Mille e 2 formaggi” a Mantova. Oltre alla leadership nella produzione diretta e nella stagionatura di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, un altro dei punti di forza dell’azienda è l’assortimento completo e unico a livello nazionale di formaggi Dop e tipici. Attente selezioni di produttori specializzati permettono di distribuire, in vari formati e confezioni, un’offerta casearia senza eguali: dal Provolone Valpadana al Taleggio, dai Pecorini di varie regioni ai formaggi di capra, dai Gorgonzola al Castelmagno. Ciò garantisce forniture certe e, per quanto riguarda i ristoratori, la possibilità di mettere in menu prodotti tipici (grazie ai sistemi di certificazione e tracciabilità dell’azienda) e capaci di rappresentare al meglio i diversi territori e le culture di cui è ricca tutta la penisola. a.l.

Zanetti Spa via Madonna, 1 -24040 Lallio (Bg) Tel 035 201511 - Fax 035 691515 www.zanetti-spa.it - zanetti@zanetti-spa.it

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- spiega Matteo Zanetti (nella foto), amministratore delegato della società - oltre la metà è rappresentato da vendite all’estero dove, come in Italia, offriamo una delle più vaste soluzioni disponibili per varietà e qualità, con una tipologia che prevede un 30% circa di “molli”, mentre il resto è costituito da stagionati, da sempre il nostro elemnto di maggiore forza». D’altra parte va ricordato che il nome Zanetti, che dopo un’iniziale attività di commercializzazione dal dopoguerra ha avviato la produzione diretta nello stabilmento di Marmirolo (Mn), a cui si aggiungono altri 6 centri fra stagionatura, stoccaggio e confezionamento nel nord Italia, è legato a Grana Padano e Parmiaggiano Reggiano stagionato. «Con una produzione di 400 forme al giorno - prosegue Matteo Zanetti - siamo il primo produttore privato italiano e puntiamo sulla stagionatura per garantire il massimo della qualità ai formaggi venduti col marchio Zanetti o con Malga bianca per i molli». E proprio per un Grana Padano stagionato più di 18 mesi (il top della qualità)

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FORMAGGI

I VINCITORI DEL SAN LUCIO PER CATEGORIA Ricotta • 1° Caseificio Panetti di Liscate (Mi) con Ricotta • 2° Caseificio Preziosa di Seriate (Bg) con Ricotta • 3° Caseificio del Cigno di Agnadello (Cr) con Ricotta

Capra • 2° Brembilla di Albano Sant’Alessandro (Bg) con Formaggella di capra • 3° Brembilla di Albano Sant’Alessandro (Bg) con Stracco di Capra

Formaggi da latte di Bufala • 1° Caseificio Quattroportoni di Cologno al Serio (Bg) con Muratello Bufala • 2° Scuola Casearia di Pandino (Cr) con Crema di Bufala • 3° Quattroportoni di Cologno al Serio (Bg) con Moringhello Bufala

Formaggi da latte di Pecora • 1° Caseificio Fiorino di Roccalbegna (Gr) con il Pecorino Il Fiorino • 2° Latteria Sociale Santadi di Santadi (Ca) con Prato di Santadi • 3° Alimentari provengano di Giardinello (Pa) con il Pecorino di Sicilia Formaggi molli • 1° Azienda agricola Brambilla di Merlino (Co) con Stracchino Classico Formaggi da latte misto • 1° Alimentari Provengano di • 2° Ca de Alemanni di Malignino Giardinello (Pa) con Quartivoglio • (Cr) con Stracchinella • 3° Brembilla di Albano Sant’Alessandro (Bg) con 2° Tomasoni di Breda di Piave (Tv) Crosta Fiorita con Stracchino con latte misto • 3° Caseificio Ranieri di Follonica (Gr) con Formaggi erborinati Caciotta Maremmana-Mista • 1° Caseificio Zanetti di Lallio (Bg) Formaggi vari con Blù di Capra • 2° I & T di Novara • 1° F.lli Cancelli di Gambara (Bs) con con Erborina capra “Caprenzo” Occhiatello • 2° Fattorie Marchigiane • 3° Caseificio Taddei di Fornovo San Giovanni (Bg) con Strachìtunt di Montemaggiore Metauro (Pu)

Formaggi da latte di Bufala a pasta filata • 1° Caseificio Quattroportoni di Cologno al Serio con Mozzarella Bufala • 2° Caseificio Quattroportoni di Cologno al Serio con Mozzarella Bufala • 3° Stabiumi di Azzano Mella (BS) con Mozzarella Bufala

Formaggi molli freschi • 1° Caseificio Panetti con lo Stracchino • 2° Azienda agricola Carioni di Trescore Cremasco (Cr) con Quartirolo Lombardo Dop • 3° Walser Delicatesse di Issime (Ao) con Tomino Walser

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Formaggi da latte di Capra • 1° Azienda agricola Le Galose di Cologno al Serio (Bg) con Gran

con Formaggio di Fossa • 3° Ca de Alemanni di Malignino (Cr) con Ubriaca

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FORMAGGI Formaggi semi-duri • 1° Vallet Pietro di Donnas (Ao) con Fontina Dop • 2° Latteria Sociali di Branzi di Branzi (Bg) con Branzi FTB fresco • 3° Scuola Casearia di Pandino (Cr) con Fontal Nazionale Formaggi duri • 1° Caseificio Giovanni Invernizzi di Pontirolo Nuovo (Bg) con Granlombardo • 2° La Serenissima di Oltre il Colle (Bg) con Tipo Branzi • 3° Azienda agricola Brambilla di Merlino (Co) con Gran Bio Formaggi a pasta filata fresca • 1° Caseificio Spinelli di Leno (Bs) con Mozzarella fior di latte 100 • 2° Caseificio del Cigno di Agnadello (Cr) con Mozzarella • 3° Fior di Latte di Gaggio Montano (Bo) con Mozzarella Formaggi a pasta filata stagionata • 1° Caseificio Petruzzi di Paterno (Pz) con Caciocavallo Podalico • 2° Caseificio Masi di Conversano (Ba) con Caciocavallo piccolo • 3° Caseificio Masi di Conversano (Ba) con Caciocavallo

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PREMI SPECIALI • PREMIO INNOVAZIONE Zanetti di Lallio (Bg) con il Blù di Capra • PREMIO ONAF Cooperativa De Criadores di Camara de Puerto Novo con il Caprino di Bolona • PREMIO ALLA MEMORIA a Cesare Ghitti • MIGLIORE TRA I MIGLIORI SAN LUCIO 2007 Caseificio Fiorino di Roccalbegna (Gr) con il Pecorino Toscano Dop Dolce • 3° Zanetti di Cremona con Provolone VP Dolce Formaggio Provolone Val Padana Piccante • 1° Auricchio di GazzoPieve S.Giacomo (Cr) con Provolone Vp Piccante • 2° Zanetti di Cremona con Provolone VP Piccante • 3° Latt.Soc. Ca de Stefani di Vescovato (Cr) con Provolone VP Piccante Formaggio Taleggio Dop • 1° Caseificio Giovanni Invernizzi di Pontirolo Nuovo (Bg) con Taleggio Dop • 2° Panetti di Liscate (Mi) con Taleggio Dop • 3° Zanetti di Lallio (Bg) con Taleggio Dop

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Vastedda della Valle del Belice • 1° Caseificio Rovetto di Sambuca di Sicilia (Ag) con Vastedda della V.del Belice • 2° Ragolia Giovanna di Partanna (Tp) con Vastedda della V.del Formaggio Gorgonzola Dop Belice • 3° Cucchiara Liborio di Salemi • 1° Caseificio Caravaggio Latte di (Tp) con Vastedda della V.del Belice Caravaggio (Bg) con Gorgonzola Dop • 2° Braghi di Cavalermaggiore Formaggio Pecorino Toscano Dop (Cn) con Gorgonzola Dop • 3° I & T • 1° Caseificio Fiorino di di Novara con Gorgonzola Dop Roccalbegna (Gr) con Pecorino Formaggio Parmigiano Reggiano Toscano Dop • 2° Cas.Sociale Dop Manciano ci Manciano (Gr) con • 1° Azienda agricola Montorsi di Pecorino Toscano Dop Cittanova (Mo) con Parmigiano Reggiano Dop • 2° Fior di Latte Formai de Mut della Alta Val di Gaggio Montano (Bo) con Brembana Dop Parmigiano Reggiano Dop • 3° Case • 1° Azienda agricola Cattaneo di Cocconi di Campegine (Re) con Branzi (Bg) con Formai de Mut Dop Parmigiano Reggiano Dop • 2° Latteria Sociali di Branzi di Branzi (Bg) con Formai de Mut DOP Formaggio Grana Padano Dop Blù • 3° Latteria Sociale ci Valtorta • 1° SantaVittoria SocCoop di (Bg) con Formai de Mut Dop Carpaneto Piacentino (Pc) con Grana Padano Dop • 2° Caseificio Formaggio Provolone Val Padana Villa Pietro di Caseificio Villa Pietro Dolce Dop • 1° Caseificio Albero di Montorso (Pc) con Grana Padano Dop • 3° Vicentino (Vi) con Provolone VP Caseificio Giovanni Invernizzi di Dolce • 2° Latteria Soresina di Pontirolo Nuovo (Bg) con Grana Soresina (Cr) con Provolone VP Padano Dop

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FORMAGGI

e RICONOSCIBILITÀ dei prodotti COLAVEV VALTELLINA ha fatto centro TERRITORIO

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n’ottima opportunità per la ristorazione di qualità e per la riconoscibilità del territorio e dei suoi prodotti tipici. Questa è l’anima di Colavev Valtellina, una cooperativa composta da oltre 100 soci di base per il territorio della Valtellina. Produttori di latte sparsi sul territorio valtellinese, che conferiscono 13,2 milioni di litri annui che vengono lavorati nello stabilimento di Postalesio (So), latte fresco Alta Qualità e formaggi Dop della tradizione regionale sono i fiori all’occhiello dell’azienda che fa capo all’azienda Cooperlat. La mission del gruppo consiste nel valorizzare il prodotto conferito dai soci remunerandoli al meglio in termini di prezzi e servizi. Rendere il consumatore consapevole della provenienza del latte è alla base dell’attività di Colavev Valtellina, che mira a promuovere al massimo livello le tipicità regionali, intraprendendo la strada della trasparenza già da tempo, riportando sulle etichette l’esclusiva provenienza del latte da allevamenti associati presenti sul territorio. In particolare, a distanza di un paio d’anni dall’avvio della certificazione ambientale UNI EN Iso 14001:2004 per minimizzare l’impatto ambientale dei processi aziendali, dei prodotti e dei servizi, la cooperativa Colavev si è riunita a convegno lo scorso 9 maggio per esporre tutti i risultati ottenuti a livello aziendale, del territorio e della produzione. «Ora i nostri sforzi – ha spiegato Giancarlo Bongiolatti, presidente Colavev - saranno diretti a creare maggiore sinergia tra i produttori locali attraverso la costituzione di accordi e aggregazioni capaci di promuovere ulteriormente i prodotti valtellinesi sui mercati. Una sinergia che nasce dalla necessità di salvaguardia del territorio per la valorizzazione del prodotto locale e la tutela del consumatore».

BITTO COLAVEV VALTELLINA Il Bitto è un formaggio tipico della Valtellina e della Valchiavenna, prodotto in modo tradizionale negli alpeggi, durante il periodo estivo. La zona di produzione abbraccia l’intero territorio della Provincia di Sondrio e i territori limitrofi dei comuni dell’Alta Val Brembana. La sua lavorazione prevede l’impiego di latte vaccino intero crudo, con l’eventuale aggiunta di latte caprino (in misura non superiore al 10%). La coagulazione è ottenuta con caglio di vitello e la cottura avviene ad una temperatura tra i 48° e i 52°C. La maturazione dura da un minimo di 70 giorni a un massimo di 10-15 anni. CROTTO OMBRA - STAGIONATO NEL CROTTO OMBRA DI CHIAVENNA Il nome “Crotto” deriva dal medioevale Crota, che proviene dal greco Krypta, ossia grotta. L’origine del Crotto come fenomeno naturale è attribuita alla formazione di anfratti sotto i massi di antiche frane, nei quali si è stabilita una corrente d’aria a temperatura costante tra i 4 e gli 8°C sopra, che è stata definita come l’anima del Crotto. La maggiore presenza di Crotti si ha in Valchiavenna e proprio presso la località di Chiavenna si trova il Crotto dove si ottinene il Crotto Ombra. Formaggio ottenuto dalla lavorazione di latte vaccino pastorizzato, a pasta morbida con caratteristica muffa, dolce e aromatico. SCIMUDIN COLAVEV VALTELLINA Come molte delle valli alpine della Lombardia, anche la Valtellina ha la sua formagella, chiamata Scimudin, ossia piccolo “Scimud”, che nel dialetto locale sta a significare cagliata o formaggio di latteria. Lo Scimudin è il classico formaggio grasso a pasta molle e a breve maturazione (non inferiore a due settimane), simbolo della cultura contadina valtellinese. Noto probabilmente come formaggio caprino, lo Scimudicn è oggi prodotto in tutta la valle e quasi esclusivamente con latte vaccino. La coagulazione è ottenuta con l’uso di caglio di vitello, poi la cottura della cagliata avviene tra i 36° e i 40°C, per circa 30 minuti. VALTELLINA CASERA Con il termine “Casera” si indica in Valtellina sia la cantina che il magazzino in cui vengono conservati i formaggi per la stagionatura, sia il prodotto caseario a pasta semidura e semicotta, tipico del caseificio familiare e delle piccole latterie di paese. Le prime unità produttive di cui si ha notizia risalgono al 1500 circa ed attestano le antiche origini di questo formaggio. Gli allevatori univano il proprio latte per una produzione collettiva, ottenendo una forma di risparmio e di condivisione di momenti di vita sociale. La lavorazione prevede l’impiego di latte vaccino proveniente da due o più mungiture e parzialmente scremato.

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OLIO

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La CINA più vicina all’olio d’oliva CELLETTI premia toscani e calabresi F

territoriale dell’olivicoltura italiana. La “fotografia” del panorama olivicolo cinese è molto fervida, che con un tasso di crescita del 7-10% (Gdp) sta diventando punto di riferimento mondiale. Si assiste a un vero boom del consumo di olio di oliva, in seguito anche a una maggiore coscienza salutista dei cinesi. Con queste premesse si è svolta la serata di assaggio, lo scorso 15 maggio, alla presenza di Gino Celletti, capo Panel e direttore marketing di Oli China, e di assaggiatori nazionali Onav. Per toccare con mano la qualità degli oli vincitori si è degustato il Menu Gran gala degli Abbinamenti: 6 oli x 6 piatti.

Gli chef di Frantoi Celletti & Cultivar, da 15 anni primi nell’abbinare oli monocultivar, hanno servito: macco di fave con pinoli tostati olio Biancolilla (Fontanasalsa), mozzarelline in carrozza con rughetta romana su spuma di ricotta e acciuga olio Dop Canino (Casalaccio), vellutata di lenticchie con gamberi e pancetta croccante olio Nocellara del Belice (Fontanasalsa), struncatura (pasta calabrese rotta a mano) con polpo pomodorini ciliegini e basilico olio Dop Bruzio (La Molazza), calamaro alla griglia farcito con mousse di melanzane olio Dop Sabina (San Lorenzo), tagliata di manzo con porcini olio Villa Magra (Frantoio Franci), e gelato di limone e giro d’olio monocultivar Bosana (Frantoi Celletti).

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rantoi Celletti & Cultivar ha organizzato a Milano la “Oil China Competition 2007” per celebrare gli Oli italiani campioni inb Cina. Oro a Frantoio Franci di Montenero d’Orcia (Toscana) con l’olio Villa Magra e a La Molazza Consorzio Vie dell’olio di Cosenza con il Coriolanum Dop Bruzio. Mentre l’Argento è andato a Mer.Cal. Fruit di Montelibretti (Lazio) con il San Lorenzo Dop Sabina e all’Azienda agricola siciliana Fontanasalsa con il Nocellara del Belice. Questa azienda ha conquistato anche il Bronzo con il Biancolilla, accanto alla laziale Casalaccio di Canino con il Dop Canino. Tra gli obiettivi dell’evento, celebrare i produttori italiani premiati a “Oil China 2007”, che grazie alllo spirito imprenditoriale hanno riconfermato l’unicità del valore professionale e

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ABBINAMENTI

di gazpacho e pesce su note di delicato ROSÉ PHILÉO VARIAZIONE

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uando in tavola si serve un gazpacho significa che ormai è estate. Ancor di più se è accopagnato da del buon pesce fresco e da un vino che esalti qualità e sapori di entrambi. È questo il caso della nostra “Variante di gazpacho e pesce” abbinata a uno dei più recenti, e già ricercati, vini rosati degni di nota, il Philèo di Tenuta il Bosco (gruppo Zonin) presentato in occasione del Vinitaly di quest’anno. I vini rosati offrono, come noto, interessanti opportunità nell’abbinamento vino-cibo, grazie a un’incredibile versatilità che ne ha fatto non a caso uno dei prodotti maggiormente curati dalle principali cantine italiane. I rosati costituiscono fra l’altro la giusta soluzione in tutti quei casi in cui un vino bianco è “poco” e un vino rosso è “troppo”, risolvendo spesso, soprattutto nei periodi caldi, non pochi problemi ai ristoratori. E ciò grazie al basso contenuto di tannini, alla loro apprezzabile freschezza e al fatto che possono essere serviti alle stesse temperature dei vini bianchi, e non perdono di valore nemmeno a condizioni di servizio valide per i rossi. La versatilità dei vini rosati nell’abbinamento vino cibo è di solito molto ampia e su ciò ha lavorato con sapienza il team degli enologi

della cantina Tenuta il Bosco, partendo da una base che è costituita dal re dei vini, il Pinot nero, utilizzato in purezza ma con attento controllo della permanenza sulle bucce per garantire un piacevolissino e invintante colore. Alla base c’è una lavorazione delle uve che punta sull’estrazione degli aromi, mentre la lavorazione Charmat lunga, con una permanenza sui lieviti di almeno 2 mesi, conferisce alle bollicine rotondità, longevità e tipicità. Grazie al suo equilibrio e alla struttura data dal Pinot nero, Il Philèo Rosé risulta quindi perfettamente

abbinabile, oltre che con gli aperitivi, con gli antipasti, la pasta, il riso, il pesce e la carne, costituendo a tutti gli effetti un vino a tutto pasto. In particolare, grazie alla sua morbidezza e a un’apprezzabile acidità, questo rosato consente di creare eccellenti abbinamenti con tutti i piatti di pesce, pesce arrosto riccamente condito e aromatizzato oppure zuppe di pesce e secondi piatti di pesce fritto, costituendo il giusto abbiamento per la proposta del nostro gazpacho. INGREDIENTI Per il gazpacho al pomodoro 200 g di pomodori, 50 g di cipolla rossa, 50 g di peperoni rossi, 5 g di aglio, 50 ml di acqua, 50 g di mollica di pane, 15 ml di aceto di vino rosso, 30 g di olio extravergine d’oliva, 50 ml

IL SOMMELIER CONSIGLIA

PHILÈO ROSÉ

Oltrepò pavese Doc

di TENUTA IL BOSCO

Tipologia vino: Spumante rosato extra dry Etichetta: Philèo Rosé Uvaggio: 100% Pinot nero Vinificazione: metodo Charmat per 12 mesi sui propri lieviti Colore: rosa brillante con riflessi purpurei Profumo: fresco e fragrante con evidenti sentori di ribes in un bouquet ampio e floreale seguito da piacevoli note di lievito Sapore: morbido e carezzevole, di lunga persistenza. Le nuance floreali e i sentori di piccoli frutti rossi chiudono con un finale pulitissimo Gradi: 11,5% vol. Temperatura di servizio: 6-8°C Abbinamenti: eccellente sia come aperitivo che a tutto pasto. Ideale con i piatti di pesce, in particolare crostacei Tenuta il Bosco Località il Bosco 27049 Zenevredo (Pv) Tel 0385 245326- Fax 0385 245324 www.ilbosco.com - info@ilbosco.com

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ABBINAMENTI PREPARAZIONE Per il gazpacho al pomodoro Mondare e lavare tutte le verdure, tagliarle a piccoli pezzi e metterle nel frullatore con l’acqua, la mollica di pane, l’aceto, l’olio extravergine d’oliva, la vodka, il ghiaccio e il sale. Emulsionare fino a ottenere una crema liscia e vellutata Per il gazpacho di sedano Mondare e lavare il sedano e i cetrioli, tagliandoli a piccoli pezzi. Metterli nel frullatore con l’acqua, il Martini, l’olio, il ghiaccio, il sale ed emulsionare Per il gazpacho di peperone giallo Mondare e lavare il peperone giallo e tagliarlo a piccoli pezzi. Metterlo nel frullatore con l’acqua, il Pernod, l’olio, il ghiaccio e il sale ed emulsionare Per il gazpacho di finocchio Mondare e lavare il finocchio e tagliarlo a piccoli pezzi. Metterlo nel frullatore con l’acqua, il Pernod, l’olio, il ghiaccio, il sale, il pepe ed emulsionare Per i pesci Pulire i gamberi, le capesante, le alici e i calamari. Marinare i gamberi con olio extravergine, timo e sale,

marinare le noci di capesante con olio, basilico, erba cipollina e sale. Sfilettare le alici e incidere con un coltello la polpa dei calamri, in verticale e orizzontale. Condire alici e calamari con olio, cipollotto, timo, sale e scottarli in padella antiaderente Per la finitura Versare i quattro gazpacho nei piatti. Guarnire con i pesci abbinando le capesante al gazpèacho di pomodoro, i calamari a quello ai peperoni gialli, i gamberi a quello al sedano e le alici al gazpacho al finocchio. Marinare gli avanotti con olio extravergine, succo di limone, zenzero, sale e posizionarli al centro dei piatti. Guarnire con foglioline di sedano, basilico, prezzemolo riccio e fettine di cipollotto.

Ricetta e immagine tratte dal volume “Pesce fuor d’acqua” dello chef del Four Seasons Hotel di Milano, Sergio Mei, edito da Editoriale Giorgio Mondadori

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di vodka, 50 g di ghiaccio, sale Per il gazpacho di sedano 300 di sedano verde con foglie, 50 di di cetrioli, 50 ml di acqua, 50 ml di Martini dry, 50 g di olio extravergine d’oliva, 50 g di ghiaccio, sale Per il gazpacho di peperone giallo 300 g di peperoni gialli, 50 ml di acqua, 50 ml di Porto bianco, 50 g di olio extravergfine d’oliva, 50 g di ghiaccio, sale Per il gazpacho di finocchio 300 g di finocchio, 50 ml di acqua, 50 ml di Pernod, 50 g di olio extravergine d’oliva, 50 g di ghiaccio, sale Per i pesci 100 g di gamberi, 100 g di noci di capesante, 100 g di alici, 100 g di calamari, 50 g di olio extrvergine d’oliva, 2 g di timo, 5 g di basilico, 2 g di erba cipollina, 20 g di cipollotto, sale Per la finitura 100 g di avanotti di anguilla (angulas), 30 g di olio extravergine di oliva, 10 ml di succo di limone, 2 g di zenzero, sale, 2 g di foglioline di sedano, 1 g di basilico, 1 g di prezzemolo riccio, 5 g di cipollotto, sale

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TIPICITÀ

ASPARAGO BIANCO di BASSANO

più vicino alla Dop

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l presidente di Vicenza Qualità, azienda speciale della locale Camera di Commercio, Sergio Rebecca, e due enogastronomi cultori della buona tavola come Edoardo Raspelli e Alfredo Pelle hanno presentato al Palazzo dei Giureconsulti di Milano l’asparago bianco di Bassano Dop che, a breve, riceverà ufficialmente la denominazione d’origine protetta da Bruxelles a testimonianza dell’elevato standard qualitativo del prodotto. L’incontro ha fornito

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SE PUZZA

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... FA BENE

Perché mangiando gli asparagi, l’urina emana un forte odore? Il responsabile di tale fenomeno è un composto a base di zolfo contenuto negli asparagi chiamato mercaptano, poi trasformato dal metabolismo in derivati di degradazione solforati. Comunque è certo che non è dannoso per l’organismo, anzi la comparsa dell’odore è indice di un buon funzionamento dei reni.

l’occasione a Giorgio Nicola Nicolin, vice presidente delle Cantine dei Colli Berici, presente con altri presidenti dei Consorzi locali, di annunciare il nome che sostituirà per legge il Tocai rosso: si chiamerà Tai, dal nome di un antico vigneto autoctono. Il Tai rosso si affiancherà ai tipici vini vicentini quali Vespaiolo, Gambellara, Torcolato, Recioto e Lessini-Durello. L’asparago bianco di Bassano del Grappa vanta una lunga tradizione. Ha un’area di produzione circoscritta e ben identificabile attorno al Brenta, omogenea per la caratteristica dei terreni. Si coltiva dalla seconda metà di marzo alla prima metà di giugno. La resa massima consentita è di 80 quintali per ettaro, ma i produttori locali - che rispondono a regole di qualità e di autodisciplina particolarmente rigorose - hanno abbassato la resa sotto i 40 quintali per ettaro. La produzione totale media per anno può raggiungere al massimo i 1.000 quintali, una quantità che non può andare incontro a un consumo di massa e si indirizza per lo più ad un mercato di nicchia.Oggi è stato oggetto di una nuova pubblicazione nella collana “Le gustosità vicentine” (della quale fanno parte anche le monografie sul riso, sulla grappa, sull’olio extravergine e sulla ciliegia vicentina). Alla grande varietà di assaggi, con differenti proposte a base di asparago bianco in abbinamento ai prodotti stagionali offerte dal gruppo ristoratori vicentini, sono seguite ricette con olio d’oliva extravergine della Pedemontana e di Pove del Grappa che, con il comprensorio Berici-Lessini, concentrano la coltivazione dell’ulivo Dop nel

Vicentino. Complessivamente la produzione annuale è compresa tra i 1.000 e i 1.500 quintali, con il coinvolgimento di 31 produttori tra cui due cooperative e 9 agriturismi. m.f.

ASPARAGI ALLA BASSANESE Ingredienti: 1 kg e mezzo di asparagi bianchi di Bassano, 4 uova, olio di oliva extravergine di Pove, aceto di vino bianco, sape e pepe, un pizzico di crescione tritato finissimo Preparazione: dopo aver raschiato i gambi e tolte le parti legnose del fondo del mazzo, avare bene gli asparagi e lessarli in una pentola alta e stretta con le punte verso l’alto. Il tempo di cottura varia a seconda della grossezza degli asparagi, ma 2025 minuti sono ottimi. Rassodare le uova, dopo 8 minuti scolarle, pulirle e tagliarle a metà. A parte preparare un salsina con olio di oliva, sale, pepe, crescione tritato fine, quindi adagiare il tutto sul piatto di portata.

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ARTE BIANCA

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È il BIGNÈ il re della GOLOSITÀ ITALIANA I

Il pane di Altamura Dop si sta aprendo a nuovi mercati, anche stranieri. «Attualmente produciamo circa mille quintali di pane di Altamura Dop al giorno, nell’area della Murgia Nord-Occidentale», dichiara il presidente Giuseppe Barile. «Il 10% resta sul territorio di produzione, il resto parte per le aree limitrofe, ma anche per il Centro e il Nord Italia, Manchester in Gran Bretagna e Monaco di Baviera». Sono una ventina i panificatori di Altamura (Ba) e la metà ha un’attività di commercializzazione del pane fuori dal territorio, magari mediante contratti di fornitura con la Gdo.

CON.PA.IT E IL DOLCE CHE FA BENE Al RiminiWellness, evento italiano dedicato al benessere, la Confederazione pasticceri italiani ha proposto dolci per tutte le persone con esigenze alimentari particolari, unendo benessere e golosità nella sezione WellnessFood. «Considerando che oggi le persone riservano sempre più cura alla cultura della nutrizione e della alimentazione salutare, una Confederazione come la nostra – ha affermato Federico Anzelotti, presidente nazionale della Con.Pa.It. -, non poteva che dedicare attenzione a tale fenomeno e mostrare come si può oggi mescolare due concetti finora molto distanti: Salute e Golosità».

al cioccolato) seguito a ruota dal cannoncino. Non è da sottovalutare la crescita tra i consumi di vienneseria salata, semplice o farcita da topping a base di semi di cumino o farciti alle erbette. Le paste lievitate salate stanno, infatti, prepotentemente rubando la scena ad altri snack. «Il loro gusto salato, appoggiandosi ad una base dolce, rendono questi prodotti ideali per la preparazione di stuzzichini e di spuntini golosi» spiega Piergiorgio Giorilli, presidente mondiale del Richemont Club Internazionale. «Spesso accompagnati a salumi e affettati, diventano degli ottimi rompidigiuno o addirittura dei pasti leggeri se farciti con alimenti appropriatamente bilanciati. Il loro gusto salato-dolce, inoltre, ne consente il consumo dallo spuntino del mattino all’happy hour».

BRIANZA,

cuore della PASTA FRESCA come da tradizione

T

ra le verdi colline della Brianza l’arte della pasta fresca ha il nome di Pastai in Brianza, azienda che come da tradizione produce una vasta gamma di prodotti con ingredienti selezionati e dal sapore unico e ricercato, tipico del territorio. Genuinità, bontà e delicatezza sono i criteri di selezione per veri capolavori gastronomici, che arrivano sulla tavola del cliente in pratiche vaschette da pasta appena confezionate. Tra le Specialità fatte a mano ecco una serie di agnolotti caserecci ripieni con ricotta, asparagi, funghi, radicchio e speck, noci-gorgonzola, anatra, tartufo, cappone, salmone, carciofi; poi tipiche trecce piacentine con carne o con radicchio, caramelle di ricotta e spinaci e fazzoletti con erba cipollina. Poi ci sono

i tradizionali ravioli (cappelletti, cappellettini, ravioli, tortellini e tortelloni, quadretti, fagottini, girasoli e perle), mentre tra le Specialità spiccano le stelline al tartufo, gli anolini alla carne, i ravioli di Burage, le mezzalune alla rucola, i pansotti, una serie di varianti di ravioli e casoncelli. Per quanto riguarda la produzione di specialità di pasta fresca ecco tagliatelle, tagliolini neri, pappardelle, paglia e fieno, pizzoccheri, seghetti alla chitarra, trenette e trofie, garganelli e poserei, sfoglia per lasagne (www.pastaibrianza.it).

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L’ALTAMURA GUARDA ALL’ESTERO

taliani popolo di golosi sempre più «esigenti»: in crescita il consumo della pasticceria di qualità. Dalla colazione all’happy hour si sta affermando sempre più la rivincita della pasticceria salata. Che l’Italia sia la sede della creatività è cosa nota. E’ forse meno noto che gli italiani siano tra i maestri pasticceri più apprezzati al mondo, così come i loro prodotti. Non stupisce pertanto che, secondo una rilevazione condotta dall’organizzazione internazionale Richemont Club Italia, il consumo di pasticceria, artigianale e di alto livello, sia in leggero aumento. Il consumo quotidiano procapite è stato stimato tra i 35 e i 50 grammi e nella “top list” della pasticceria primeggia il bigné (alla crema principalmente, poi

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ALIMENTI

PESCE

ETICHETTA,

non sarà immediata, ma è una GARANZIA per chi compra ETICHETTA DI UN PRODOTTO ITTICO PESCATO

C

he le etichette degli alimenti non siano di sempre facile o immediata comprensione è riconosciuto da tutti (compresi i produttori o i commercianti più seri che devono applicare le norme...), ma sono purtroppo ancora pochi, anche fra gli addetti di cucina, coloro che ne comprendono fino in fondo l’importanza per quanto riguarda la tracciabilità e le relative garanzie offerte al loro lavoro e alla clientela. Nel caso di prodotti confezionati, elaborati e con più elementi assemblati, la comprensione può essere forse limitata dal diverso grado di conoscenza di alcuni dei componenti, che richiederebbero approfondite conoscenze di chimica o farmaceutica. E quindi si tende magari a saltarne la lettura. Con materie prime (carne,

L’etichetta relativa ad un prodotto ittico fresco per legge deve contenere le seguenti informazioni: • Denominazione commerciale del prodotto (Si veda G.U. n. 33 del 10-2-2005 Decreto 14 gennaio 2005 - Denominazione in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, ai sensi del regolamento (CE) n. 2065/2001 della Commissione del 22 ottobre 2001). • Descrizione scientifica del prodotto • Tipo di cattura (es. prodotto della pesca/allevato/ecc…) • Zona di pesca • Eventuali conservanti (nel caso specifico “prodotto trattato con bisolfito di sodio nei termini di legge)

ETICHETTA DI PESCE ALLEVATO E CONFEZIONATO

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COSA NON CI DEVE ESSERE

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a) È vietato indurre in errore l’acquirente sulle caratteristiche del prodotto alimentare e più in particolare sulla natura, l’identità, la qualità, la composizione, la quantità, la conservazione, l’origine o la provenienza, il modo di fabbricazione o di ottenimento del prodotto stesso. b) È vietato attribuire al prodotto alimentare effetti o proprietà che non possiede. c) È vietato suggerire che il prodotto alimentare possiede caratteristiche particolari, quando tutti i prodotti alimentari analoghi possiedono caratteristiche identiche. d) È vietato attribuire al prodotto alimentare proprietà atte a prevenire, curare o guarire una malattia umana, né accennare a tali proprietà, fatte salve le disposizioni comunitarie relative alle acque minerali ed ai prodotti alimentari destinati ad un’alimentazione particolare.

pesce o ortaggi) non leggere con attenzione le etichette è però un vero e proprio errore professionale che a volte si paga salatamente... col portafoglio. Se non si riesce ad avere un’esatta comprensione di cosa si acquista, può infatti succedere che si pensi di fare un affare, si pagano scampi del mar del Nord, appena pochi euro dei molto più costosi, se realmente tali, scampi del Mediterraneo...E tutto ciò solo perchè non si bada con attenzione all’etichetta. Il mese scorso, grazie alla collaborazione di un distributore

qualificato quale l’Orobica Pesca di Bergamo, abbiamo illustrato quali sono i riferimenti da indicare in etichette per comprendere dove un pesce è stato pescato o allevato. Visto l’interesse e le richieste di ulteriori chiarimenti giunte da numerosi ristoratori, abbiamo ritenuto opportuno dedicare nuovi e più ampi servizi. Per ora cominciamo con l’indicare a fianco alcune norme base per le etichette del pesce, rinviando gli approndimenti ai prossimi numeri. a.l.

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PESCE RISCOPRIRE IL PESCE AZZURRO PASSEGGIANDO PER SENIGALLIA “Azzurro come il mare”, giunto alla 3a edizione, è un viaggio del gusto tra i sapori dell’Adriatico che, a Senigallia (An) il 27-29 aprile, ha fatto scoprire i segreti e i gusti della marineria marchigiana, ma soprattutto la valorizzazione del pesce azzurro: sgombri, morgani, mazzole, alici, sarde, suri, sardoni, aguglie, lanciardi e altri non propriamente appartenenti alla famiglia del pesce azzurro come cannocchie, seppie, polpi, vongole, lumachine. Un tempo pesce “povero”, invece ricco di sostanze benefiche per l’organismo. Quest’anno un po’ diversa la formula rispetto alle altre edizioni, ma riuscita la validità dei “Laboratori” gratuiti, iniziati, pensati come iniziativa di educazione al gusto e di conoscenza delle specie ittiche pescate in Adriatico. L’appuntamento alle otto al porto-canale per vedere i pescherecci appena rientrati. E’ seguita nella sede della Lega Navale la parte didattica, nel corso della quale i pescatori hanno raccontato dove, come e in quali periodi dell’anno il pesce azzurro viene pescato. Poi la “classe”,

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composta da cittadini e turisti, si è spostata all’Istituto alberghiero “Panzini”, dove gli chef-docenti Vittorio Serritelli e Massimo Bomprezzi hanno curato la parte di cucina dei Laboratori, abbinata a un’accurata selezione di vini locali. Sabato e domenica la manifestazione si è aperta al grande pubblico nell’antica cornice del Foro Annonario, oggi sede del mercato di pesce, frutta e verdura. Qui, alla presenza dell’assessore alle Attività Produttive del comune di Senigallia, Luigi Rebecchini, si è svolta una degustazione di alici marinate, testola al guazzetto e pesce azzurro alla griglia accompagnati da pane casereccio e da un bicchiere di Verdicchio al prezzo di 5 euro. Inutile aggiungere che le centinaia di vassoi sono andati letteralmente a ruba. Senigallia, città a forte vocazione turistica, è centro di millenaria storia marinara, ed è stata la prima colonia romana sull’Adriatico. All’epoca dei Della Rovere il suo porto divenne il centro dei commerci marittimi dell’intero Ducato di Urbino. Marino Fioramonti

G

rande è stato il successo della 3a edizione di Slow Fish (4-7 maggio), il Salone dedicato al pesce e alla pesca sostenibile da Slow Food e dalla Regione Liguria. Il pubblico che nei quattro giorni della manifestazione ha affollato (superando le presenze dell’edizione precedente nonostante che per la prima volta si sia pagato un biglietto) i padiglioni della Fiera di Genova ha mostrato di aver recepito l’importante messaggio lanciato da Slow Fish a difesa delle tipicità del mare e delle biodiversità contro i rischi d’inquinamento del Mediterraneo e della salvaguardia delle comunità povere dedite alla pesca. Nei padiglioni accanto agli stand delle aziende che

lavorano e conservano il pesce e alle proposte gastronomiche finalizzate a valorizzare quel “pesce povero” così saporito e spesso così negletto

perché fuori moda, vi erano numerose comunità di pescatori provenienti dalle aree povere del mondo. E a una delle più povere, quella dei pescatori nomadi di Imraguen (costa settentrionale della Mauritania), è stato destinato

parte dell’incasso della biglietteria. Un vivace mercato del pesce e numerosi laboratori sempre affollati si sono svolti quotidianamente ed è stato molto bello (per il suo profondo significato) vedere con quale interesse i bambini - presenti numerosissimi - hanno seguito le lezioni sul pesce. Gli importanti temi trattati dalla manifestazione genovese saranno protagonisti di iniziative che Slow Food e la Regione Liguria svilupperanno fin dai prossimi giorni e che dovrebbero concretizzarsi nel 2008 in un importante incontro a Genova tra i ministri dell’ambiente e della pesca dei Paesi del Mediterraneo e le rispettive comunità locali dei pescatori, per approfondire le tematiche legate al destino dei nostri mari. (Foto Slow Food/Egidio Nicora) s.l.

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A Genova, il mare di SLOW FISH conquista il pubblico Nel FUTURO tipicità, biodiversità e salvaguardia

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CARNE

In Lombardia il MANZO DEI SAMURAI “massaggiato” dai COLDIRETTI I

n Giappone si dissetano a gocce di birra e vengono massaggiati con guanti di crine di cavallo. Non si tratta di turisti tedeschi in qualche beauty farm del Sol Levante, ma dei vitelli della razza Kuroge Wagyu, allevata nella zona di Kobe da oltre mille anni e la cui carne è tra le più care e rare che esistano al mondo. E proprio l’offerta di “manzo dei samurai” sta prendendo piede nella ristorazione, soprattutto nell’area lombarda, grazie anche a un’azione concreta di promozione da

parte della Coldiretti e grazie all’impegno di specialisti e ristoratori che ormai da qualche anno deliziano i loro clienti con questa rarità. Striata di grasso apparentemente all’eccesso, questa carne presenta l’originalità di perdere tutta la massa grassa durante la cottura che ne esalta qualità, tenerezza e sapore unico. Perciò è adatta a chi ha

direttore del Consorzio qualità carne bovina della Coldiretti di Milano e Lodi. Per adesso sono stati impiantati alcuni embrioni già fecondati in una stalla di Merlino nel Milanese e in una di Fiorenzuola, in Emilia Romagna. I primi vitellini dovrebbero

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SCIBILIA: ESPERIENZA OK

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A detta di uno dei precursori del Kobe in Italia, lo chef titolare dell’Osteria della Buona Condotta di Ornago (Mi), Matteo Scibilia (nella foto), «il cliente apprezza molto la qualità del Kobe, il suo sapore è decisamente migliore. Alcuni tagli che si prestano a essere serviti a carpaccio crudo o a tartare danno risultati eccezionali. Io servo il taglio del Roast Beef o del RibEye alla griglia con una cottura veloce a temperatura elevate servita con un filo d’olio toscano o pugliese, salata alla fine con cristalli di sale del tipo Maldon. Il prezzo è decisamente elevato, circa 90 euro al kg, ma se si fanno i conti della media del ricarico su tutta la linea di cucina è possibile far vivere al cliente amante della carne un’esperienza gastronomica notevole e soprattutto dare un’immagine prestigiosa al ristorante».

nascere entro gennaio 2008 per poi essere allevati in un’azienda di Sulbiate (Mi), che si sta attrezzando per questo tipo di esemplari, in particolare si stanno studiando dei macchinari per gestire in modo automatico (senza il sakè) il problemi di colesterolo per il suo alto massaggio con frizione con guanti contenuto di benefici grassi insaturi. di crine di cavallo. L’obiettivo è di arrivare a 200 fattrici nei prossimi tre In Italia questa particolare razza anni. bovina non è mai stata allevata, «La richiesta di questa carne almeno fino a oggi. nell’area lombarda è potenzialmente Perché proprio da pochi molto forte – ha spiegato Ernesto mesi è partita la sperimentazione Beretta – e riguarda ristoranti dell’Università degli Studi di Milano giapponesi e italiani di alto livello. Si in collaborazione con il Consorzio tratta, come è facile comprendere, di qualità della carne bovina della una produzione di nicchia destinata Coldiretti di Milano e Lodi per far a un certo tipo di mercato, ma che nascere in Lombardia e in Emilia Romagna i primi esemplari di Wagyu, ben rappresenta la capacità di innovazione del mondo agricolo». o “manzo di Kobe”. Del progetto Attualmente i distributori di Wagyu si stanno occupando Fausto Beef sono Metro Italia, Longino& Cremonesi, docente di Patologia Cardenal e Jolanda de Colo. della riproduzione della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Milano g.n. ed Ernesto Beretta, veterinario e

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CARNE

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La CINA apre le sue porte ai PROSCIUTTI SAN DANIELE e DI PARMA

L’

rappresenta un mercato interessante per i nostri Prosciutti crudi stagionati (Parma e San Daniele) soprattutto attraverso il canale Horeca. I cinesi, infatti, sono abituati a mangiare carne cotta ma non stagionata, questo richiederà tempo per educarli al gusto dei salumi italiani e presto verrà attivata una campagna di promozione a cura dell’Istituto valorizzazione salumi italiani. Il target principale all’inizio sarà rappresentato da Pechino e Shanghai. È ragionevole ipotizzare quindi che entro i primi 3 anni il valore dell’export dei Prosciutti crudi di Parma e San Daniele, possa oscillare tra i 20 e i 30 milioni di euro. Questo collocherebbe la Cina al 7° posto nella classifica dei Paesi dove esportiamo i Prosciutti crudi, superando il Giappone e la Svizzera.

TOSCANO DOP PRECONFEZIONATO IN AUMENTO Il Consorzio del Prosciutto toscano Dop attesta la produzione del 2006 sui 300.000 prosciutti per un corrispettivo di quasi 2.650 tonnellate e per un valore economico che supera i 40 milioni di euro. La produzione è cresciuta del 3,5% rispetto al 2005, confermando l’ottimo trend di crescita. Sul fronte del prodotto affettato preconfenzionato, nel 2006 sono state prodotte circa 1.400.000 vaschette, per un corrispettivo di poco superiore alle 173 tonnellate. La crescita è stata del 40% rispetto al 2005, per un valore al consumo intorno ai 4,5 milioni di euro.

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Ambasciata d’Italia a Pechino ha comunicato al ministero della Salute italiano di aver avuto conferma ufficiale della definitiva autorizzazione concessa ai primi 36 impianti italiani per l’export dei Prosciutti crudi di Parma e San Daniele. Tale autorizzazione si è verificata a seguito della definitiva approvazione del competente Ente cinese (Cnca) della lettera di garanzia di conformità degli stabilimenti italiani ai parametri sanitari, fornita dal ministero. Un traguardo storico: per la prima volta si è verificata l’applicazione formale del principio del mutuo riconoscimento, a conferma del clima di reciproca fiducia tra le autorità cinesi ed italiane. Pur essendo un mercato dall’enorme potenziale, circa 1.150.000.000 di abitanti, la Cina

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FRUTTA DI STAGIONE

Scatta l’ora delle CILIEGIE IMPOSSIBILE RESISTERE alle “rosse” S

egnano l’inizio delle belle giornate con la loro forma panciuta e la buccia soda, con il loro sapore dolce e acidulo.Le ciliegie sfoggiano, a seconda delle varietà, un rosso porpora carico di provocazioni o un insieme di sfumature intrecciate tra arancione, rosso e giallo. Non si resiste a lungo alla tentazione di sgranocchiare un frutto tanto civettuolo quanto delizioso. Ma il tempo delle ciliegie è effimero: 8 settimane appena, da metà maggio all’inizio di luglio. Tra la frutta rossa è la più zuccherina, nonostante un apporto calorico ragionevole (68 kcal/100 g). Vitamine B, C e A e provitamina A (carotene) sono contenuti in abbondanza, oltre ad acqua, potassio e fibre. Sono più di 600 le varietà di ciliegie, ma solo una dozzina è destinata al consumo. Infatti, si tratta di una coltivazione delicata. Per potersi sviluppare correttamente, le ciliegie hanno bisogno di un clima mite e di protezione contro gli uccelli. Temono la pioggia e il gelo. Da verdi inizialmente, diventano ogni giorno più rosse e, in caso di periodo sufficientemente soleggiato, giungono a maturità a metà maggio. Le ciliegie vanno scelte mature al punto giusto e, se vi fosse un solo principio da ricordare per

non sbagliare, devono far venire l’acquolina in bocca! Utile fidarsi delle apparenze e sceglierle con una buccia sana, soda e lucida, senza ammaccature, una forma panciuta e polposa, un picciolo verde e morbido. Si possono consumare anche qualche giorno dopo l’acquisto. Basta riporle nell’apposito cassetto in frigorifero, isolate da altri frutti in quanto le ciliegie assorbono gli odori. Inoltre, è bene toglierle dal frigo un’ora prima del consumo ma avendo cura di lavarle solo un attimo prima di mangiarle. Non tutti sanno che è però possibile godersi il piacere delle ciliegie tutto l’anno, in quanto possono essere congelate. Vanno lavate (e asciugate), depicciolate,

snocciolate e riposte su un vassoio per il tempo utile al congelamento. Quando saranno ghiacciate, basta riporle in un sacchetto. Greta Nicoletti

IDEE SFIZIOSE GRATIN DI CILIEGIE INGREDIENTI: 600 g di ciliegie, 250 g di mollica, 85 cl di latte, 1/2 scorza di limone, 125 g di polvere di mandorle grigliate, 1 g di fiore di sale, 4 tuorli, 5 bianchi d’uovo, 125 g di burro, 165 g di cassonata PREPARAZIONE: intiepidire il latte con la scorza di limone. Mettere la mollica in ammollo. Mescolare insieme il fiore di sale, la polvere di mandorle, i tuorli, lo zucchero e il burro. Sbattere i bianchi a neve e versare in uno stampo per clafoutis imburrato e cospargere di ciliegie. Cuocere in forno a 170°C per 20 minuti, spolverare con cassonata

MARMELLATA SU PAN PERSO INGREDIENTI: 1

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kg di ciliegie, 600 g di zucchero, succo di 1 limone, 1 baguette viennese, 2 uova, 20 cl di panna liquida, 10 cl di latte, 40 g di zucchero semolato, 2 bustine di zucchero vanigliato, 10 g di burro PREPARAZIONE: (marmellata) lavare e snocciolare le ciliegie. Versarle in una pentola con succo di limone e 15 cl d’acqua. Cuocere per 15 min. Fondere lo zucchero con acqua e versarlo sulla frutta; (pan perso allo zucchero vanigliato) sbattere uova, latte, panna e zucchero semolato. Affettare la baguette (fette di 1 cm) e immergerle nella base di uova. Fondere il burro e dorare le fette. Riporle in una pirofila e spolverare con lo zucchero vanigliato. Cuocere nel forno a 160°C per 10 min. Servire le fette di pan perso calde con la marmellata di ciliegie fredda

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INFO FOOD

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IL CIOCCOLATO VANINI DELIZIA I PALATI EUROPEI L’International Taste & Quality Institute di Bruxelles ha insignito Vanini, il marchio di casa Icam, del Superior Taste Award 2007- (Premio al Gusto Superiore). I cremini e le praline, realizzati in collaborazione con il maestro cioccolatiere campione del mondo Luca Mannori, e i carrè di cioccolato da degustazione sono i “must” della linea, che ha raggiunto alti livelli di gradimento di pubblico e critica. “Les Etoilès” conferite dalla giuria del Superior Taste Award confermano Vanini un prodotto ad alto potenziale.

CRACCO FIRMA LA RICETTA CON FISHERMAN’S FRIEND “Polpa di mango e Fisherman’s Friend” è il nome della ricetta ideata dallo chef Carlo Cracco e presente nel suo libro “Sapori in movimento”, edito da Giunti Editore. In un momento di gloria per le caramelle non stupisce che uno dei cuochi più apprezzati in Italia e anima del ristorante Cracco-Peck di Milano abbia scelto di inserire le caramelle balsamiche Fisherman’s Friend in una delle sue ricette rivoluzionarie.

QUANDO IL FELINO SI SPOSA CON LO CHAMPAGNE DI CUMIÈRES

È bresciano l’IPSSAR “expert” d’ESPRESSO

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vincitori della 16° edizione del concorso “Espresso & Cappuccino Junior Export” sono Emilia Casella dell’Ipssar di Idro (Bs), Fernando Cadermartori dell’ Ipssar di Roccaraso (Aq), Francesco Errede dell’Ipssar di Castellana Grotte (Ba). Inoltre il premio speciale è andato a “Il Maestro dell’Espresso che vorresti avere di fronte” a Oleksandr Bahlay dell’ Ipssar di Foggia. L’iniziativa, ideata da illycaffè e Cimbali, ha premiato i tre migliori “baristi” fra gli studenti e rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra scuola pubblica e industria. Gli studenti vincitori hanno ricevuto, oltre il diploma, una Borsa di Studio, una macchina da caffè professionale Cimbali e una fornitura di caffè illy.

Il Museo del Salame al Castello di Felino (Pr) ha ospitato lo “sposalizio” tra Salame e Champagne di Cumières, con il patrimonio di comune e dei ristoranti aderenti alla rassegna “Salame mon amour” (la “Cantinetta”, “La Porta del Felino”, “Trattoria Leoni” e “Pane e salam”). Interessante il meeting tenuto da Daniel Etienne (vicesindaco di Cumières), Barbara Lori (sindaco di Felino), Albino Ivardi Ganapini (presidente di Alma),Vincenzo Bernazzoli (presidente Provincia di Parma) e da Chichibìo (critico gastronomico).

DEBIC LANCIA LA PANNA AL 32% E AL 35% DI GRASSI

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Quando il sapore della panna fresca si unisce ai vantaggi della lunga conservazione, si parla delle panne da montare Uht Debic nella duplice versione 32% e 35% di grassi. Due prodotti di qualità, consigliati per la preparazione di ricette calde e fredde. Una volta montate, con frusta, planetaria o montapanna, esprimono il top delle loro prestazioni per bavaresi, mousse, semifreddi, torte decorate e dessert. Le panne 32% e 35%, conservate a una temperatura compresa tra 2°C e 6°C, garantiscono una qualità prolungata nel tempo (4 mesi) mantenendo inalterate le loro caratteristiche.

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DISTILLATI

A Venezia la prima ADID CON WHISKY IN SARDEGNA Sempre con lo scopo di creare nuove delegazioni nelle Regioni d’Italia, il presidente della delegazione Adid di Bergamo,Italico Sana,ha organizzato e gestito in Sardegna due serate di degustazione di Classic Single Malt Whisky of Scotland. Luoghi prescelti, il prestigioso Ristorante Rurale “Sa Punta Ruja” di Pardu (Ot) e l’Hotel Marghine di Macomer (Nu). Le prospettive di sviluppo di Adid in terra sarda,visto l’alto gradimento dei partecipanti, proseguirà con una serata a settembre a tema “Le grappe sarde” in abbinamento ai prodotti tipici locali.

i tratta di un nuovo “strumento” ideato dall’Accademia della grappa e delle acquaviti per diffondere la cultura della grappa nel mondo, che ha visto il suo battesimo in Piazza San Marco a Venezia. È nata così una sinergia fra lo storico Caffè Quadri e l’Accademia della grappa e dellea, associazione nata nel 2003 dalle aziende Acquavite – Roberto Castagner, Carpenè Malvolti, Durbino, Distillerie Francoli, Segnana – F.lli Lunelli e FrattinaF.lli Averna, impegnata nella diffusione della cultura della grappa e nel miglioramento qualitativo del prodotto. Alla Grappa Academy Embassy “numero uno” di Venezia seguiranno altri centri nelle principali città di tutto il territorio nazionale e all’estero (Londra,

Monaco, Parigi, New York, Tokio). Si tratta di veri e propri show-room in cui la grappa sarà proposta al miglior livello di qualità e di servizio, che serviranno anche da base operativa commerciale per le aziende associate all’Accademia.

La DISTILLERIA BERTAGNOLLI si distingue al LUX WINE

BATIDA DE COCO

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l livello dell’immagine, la qualità di prodotti e i vari premi conseguiti nel tempo hanno permesso alla nota Distilleria G. Bertagnolli di essere selezionata per la prestigiosa fiera di Monte Carlo “Lux Wine”. L’evento, svoltosi presso il Grimaldi Forum della cittadina

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GRAPPA ACADEMY EMBASSY S

monegasca, ha visto protagoniste le migliori produzioni enologiche italiane, tra cui nomi del calibro di Biondi Santi Jacopo, Argiolas, Elvio Cogno, Villa Russiz, Bisol, Casa Vinicola Marenco, Ciacci Piccolomini d’Aragona, La Scolca, Di Majo Norante, F.lli Gancia e Villa Sandi. Il pubblico è stato nettamente conquistato dall’eleganza dei prodotti italiani, mostrando particolare apprezzamento per la Decem di Distilleria Bertagnolli, grappa di Teroldego in purezza barricata 10 anni in 10 barriques diverse. Una vera proposta di qualità, che ha ricoperto il ruolo di testimonial dell’italianità a un evento di tale rilevanza internazionale.

e le ricette estive l bere giovane è in gran parte bere miscelato. Sulla scia di questa tendenza Mangaroca Batida de Côco, leader del segmento delle creme alcoliche al cocco distribuito da Fratelli Rinaldi Importatori, ha presentato le sue ricette dell’estate. Ottenuta dall’infusione di latte, cocco e sciroppo di zucchero, è una delle più caratteristiche bevande del Brasile. Il profumo è piacevole, con un fresco aroma di cocco e con una nota di vaniglia. Si gusta come dissetante, molto fredda, liscia o con cubetti di ghiaccio, ma è eccellente anche miscelata con succhi di frutta.

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DISTILLATI APERÌZEN, L’IDEA FLAMBAR CHE ACCENDE L’APERITIVO Flambar, marchio Mazzetti d’Altavilla, ha pensato e concepito la nuova Linea Zen. Nata per abbracciare le nuove tendenze del drink, risulta essere un riuscito mix di benessere, relax e socialità, i cui sapori inebrianti raccontano storie di paesi lontani, in grado di conquistare anche i palati più esigenti e raffinati. La linea Zen allarga il suo orizzonte guardando non solo al dopo cena, ma anche al momento dell’aperitivo, proponendo nuovi prodotti ideali da degustare semplici o da impiegare per cocktail e aperitivi: si tratta delle olive verdi con scorzette di limone alla grappa (vol. 18%) e pomodorini con capperi alla grappa (vol. 20%). Oltre alle due versioni da 600 g e da 150 g, anche la confezione AperìZen con shaker, 2 calici e il ricettario.

MARIANN FISCHER BOEL STREGATA DALLA GRAPPA

visita del commissario europeo è stata un evento di enorme importanza - ha dichiarato Mariacarla Bonollo - durante questo incontro il commissario ha toccato con mano il mondo della grappa e ha dimostrato di aver compreso la forte territorialità del prodotto».

IL COGNAC CAMUS RINNOVA E AMPLIA LA GAMMA La gamma “Elegance”di Cognac Camus, distribuita in Italia da Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna, rinnova il packaging dei suoi due prodotti di punta. VS Elegance, blend di cru dal profumo fruttato e dal gusto ricco, e VSOP Elegance, invecchiato 4 anni e dal gusto elegante con finale dolce, sono disponibili in bottiglie dal design innovativo e dalle etichette minimali. Il tutto per rendere ancora più competitivo il prodotto che nel nostro Paese già rappresenta oltre il 90% dei consumi di Cognac.

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Il 25 aprile scorso Mariann Fischer Boel (nella foto), commissario europeo all’Agricoltura, è stata ospite di Mariacarla Bonollo, vicepresidente dell’Istituto nazionale grappa, e per la prima volta ha visitato una distilleria. «La

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Insegnare alle SPOSINE di oggi le ricette della NONNA L

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SERGIO MEI, EXECUTIVE CHEF DEL FOUR SEASONS DI MILANO, PRESENTA ALCUNI DEI PIÙ FAMOSI COLLEGHI

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a ricetta è come uno spartito musicale dove c’è scritto tutto, tranne l’essenziale: l’esecuzione. Perché a seconda dello stile di esecuzione, che dipende in primo luogo dall’esecutore, una sinfonia come un piatto possono riuscire mediocri o sublimi. Insomma, anche in cucina la pratica vale come e più della

anche a presentare abbinamenti originali come, ad esempio, un vino siciliano accostato a un piatto della gastronomia valdostana. Perché la tavola è un luogo per suscitare emozioni, risvegliare sensazioni diverse, creare

grammatica. Qualcuno, fortunato, ha potuto imparare manualità, trucchi e tecniche dalla mamma, che a suo tempo le aveva apprese dalla nonna. Ma i più appartengono a una generazione che ha perso il contatto con l’insegnamento pratico-familiare della cucina. Per chi vuole andare diritto al sodo e risparmiare tempo e denaro, l’unico metodo è quello di frequentare scuole di cucina e di enogastronomia che certamente non mancano sia in Italia che all’estero. Ecco perché nel nostro albergo, il Four Seasons di Milano, una volta al mese dedichiamo una giornata alle future spose con un mini-corso di cucina. L’obiettivo principale è di illustrare le regole fondamentali per preparare una cena importante. Come fare la spesa, come riconoscere la qualità dei prodotti, come comporre il menu e soprattutto come abbinare i giusti vini alle ricette proposte. Perché cucinare è un’arte. Presentiamo le ricette e spieghiamo tutti gli accorgimenti per la riuscita di un buon piatto, mettendo gli “allievi” nella condizione di porre tutte le domande che vogliono e di soddisfare ogni loro curiosità in merito. Altra finalità dei corsi è quella di insegnare

sorprese a chi le vive e le degusta.

Sergio Mei

Le Ricette di Sergio Mei PROSCIUTTO

con

di Cinta senese

PANZANELLA

INGREDIENTI

Prosciutto di cinta senese quanto basta a fette tagliato al coltello. Per la panzanella: g 500 di pane toscano a cubetti del giorno prima, g 500 di pomodoro a cubetti con buccia senza semi, g 50 di cipolla rossa lavata con aceto, sale e acqua, g. 100 di cetrioli senza semi e pelle, g 100 di sedano verde losange, g 0,5 di aglio, g 50 di cipollotto fresco, g 10 di capperi dissalati, g 50 di olive verdi a filetti, g 100 succo di pomodoro, g 100 di olio toscano, g 100 di aceto rosso, g 20 di peperone rosso, g 20 di prezzemolo, g 10 di basilico, g 5 di mentuccia, sale e pepe quanto basta. PREPARAZIONE

Inumidire il pane con un po’ d’acqua tiepida salata in una bastardella due ore prima di servirlo e mescolare tutti gli ingredienti elencati. Il tutto deve risultare ben saporito e non troppo bagnato. Servire la panzanella in una bowl, guarnire il piatto con un ciuffo di prezzemolo, condire il tutto con olio toscano a crudo e servire.

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si tinge di GIALLO col risotto della TRATTORIA DEGLI ORTI MILANO I

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nsieme a Tuttofood, la rassegna dedicata al settore agro-alimentare di Fiera Milano a Rho-Pero, è nato il premio “Giallo Milano”, un concorso dedicato alla cucina meneghina in particolare al risotto “giallo”. «Un evento quanto mai azzeccato – ha commentato Viviana Beccalossi, vicepresidente della Regione Lombardia e assessore all’Agricoltura. Da un’indagine di mercato commissionata recentemente dalla Regione, risulta infatti che proprio il risotto alla milanese è il piatto tipico più conosciuto dai lombardi (indicato dal 60% degli intervistati), seguito da cassoeula 45%, polenta 42%, cotoletta alla milanese e pizzoccheri 41%». Il concorso ha visto protagonisti 28 ristoranti selezionati di tutta la città: Al Matarel, Al Pont de ferr, Al Tronco, Antica osteria La Rampina, Antica trattoria Bagutto, Da Berti, El Brellin, La Brioschina, La Cantina di Manuela, La Piola, La Tana del riccio, Nicola Cavallaro, Osteria dell’Acquabella, Osteria Il giardinetto, Piero e Pia, Ristorante Papà Francesco, Ristò, Ristorante Emilia e Carlo, Ristorante Globe, Teatro 7, Torchietto, Trattoria Al sodo, Trattoria Aurora, Trattoria Casa Fontana 23 risotti, Trattoria degli Orti, Trattoria La colonna, Trattoria La pesa. Poi, lo scorso 5 maggio i 6 finalisti (Antica Osteria La Rampina, Al Ponte de Fer, El Brellin, Al Matarel, Trattoria La Pesa, Trattoria degli Orti) in gara si sono sfidati nella preparazione del loro miglior risotto alla presenza della giuria, che ha successivamente decretato vincitrice del 1° Premio della critica “Giallo Milano” la Trattoria Degli Orti (hanno ritirato il premio Santa Rosa Tofanella e la figlia Corinna, nella foto con il presidente di FieraMilano Michele Perini e Giuliana Cornelio ), al 2° posto la Trattoria La Pesa e al 3° El Brellin.

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VALENCIA-BERGAMO,

il riso

sigla un GEMELLAGGIO DOC LA PASTICCERIA ITALIANA È DI BRONZO A LIONE

Carlo Spinetti (secondo da destra) nell’incontro con la Camera di Commercio valenciana

I ristoratori Capozzi, Foglieni e Gambirasio mentre tengono una lezione di cucina italiana all’istituto alberghiero di Valencia la trasferta a Valencia (che ha compreso anche la vicina città di Gandia, nota località balneare) ha avviato una collaborazione nel settore del turismo, attività nella quale sia Bergamo sia Valencia credono molto. Per questo la delegazione bergamasca ha visitato due scuole alberghiere e ha incontrato i responsabili dell’Associazione operatori turistici di Valencia, oltre che il presidente della locale Camera di commercio e l’assessore regionale al Turismo. I tre ristoratori bergamaschi hanno tenuto una lezione di cucina italiana ad allievi e operatori del settore. L’interesse è stato alto, tanto è vero che è partito già l’invito a Capozzi, Foglieni e Gambirasio per tenere un vero e proprio ciclo di lezioni, nel prossimo autunno, alle scuole alberghiere di Gandia e di Valencia. Al tempo stesso si sta avviando la possibilità che, in occasione della visita delle autorità valenciane a Bergamo, un gruppo di studenti spagnoli possa seguire alcune lezioni all’Accademia del Gusto Ascom a Osio Sotto (Bg).

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Si è da poco conclusa a Lione la X edizione del Campionato del Mondo di pasticceria che ha visto sul podio anche gli azzurri della pasticceria, ossia il “romano di Campobasso” Fabrizio Donatone, il torinese Fabrizio Galla e l’aquilano Angelo Di Masso, che hanno portato a casa la medaglia di bronzo, un ambito riconoscimento che da anni mancava all’Italia. Salire sul podio insieme al Giappone, che ha conquistato l’oro con splendide opere d’arte, e al Belgio, vincitore dell’argento, é un risultato ancora più significativo e motivo di grande orgoglio. Oltre a un premio di 4000 euro, i fantastici tre hanno ricevuto lo Special Press Prize per la torta al cioccolato. Dopo tanto faticoso lavoro, sono pronti a godersi le soddisfazioni di questo meritatissimo titolo mondiale. Ora è tempo di pensare alla prossima selezione che avrà luogo in Sigep, a Rimini, il 27 gennaio 2008, e per la quale è già aperta la sfida fra i migliori, fra coloro che amano il mestiere del pasticcere al punto da mettersi in gioco. Chi fosse interessato può rivolgersi alla segreteria del Club Coupe du Monde presso Cast Alimenti

Le qualità del riso hanno segnato il gemellaggio enogastronomico tra Bergamo e Valencia, la città spagnola sulla riva del Mediterraneo, collegata giornalmente con Orio al Serio da un volo Ryanair. Il presidente dei ristoratori bergamaschi, Pino Capozzi, che ha guidato la delegazione insieme a Carlo Spinetti, segretario generale della Camera di Commercio, ha preparato per le autorità spagnole un “risotto all’arancia valenciana”, mentre la città spagnola ha risposto con il piatto tipico locale, la “paella”. Il menu bergamasco (della delegazione facevano parte anche i ristoratori Darwin Foglieni del “Giopì e Margì” di Bergamo e Roberto Gambirasio del “Cadei” di Villongo) ha proposto, oltre al risotto, gnocchi, casoncelli, salumi bergamaschi, polenta, coniglio e torta Donizetti. Oltre al momento conviviale,

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e Inghilterra GEMELLAGGIO del gusto ARTHOB BS S

GLI IPSSAR DI BRESCIA IN GARA

della Provincia di Brescia, Riccardo Minini, hanno dato il via a un vero e proprio gemellaggio: 3 i giorni di visita, di incontri culturali, di scambi turistico-promozionali, 2 le sere dedicate agli incontri conviviali. La sera del 21 gli italiani hanno fatto tappa in un gastro-pub locale, una sorta di grande agriturismo che predilige i prodotti dei suoi estesi appezzamenti e pochi altri (quelli italiani in primis). La sera seguente i bresciani alla cena di Gala in un italianissimo ristorante, con allestimenti anni ’30, 400 coperti, 30 addetti in cucina e altrettanti in sala, han degustato prelibatezze e servizio degli impeccabili lord. I piatti? Tutti assolutamente confezionati con ingredienti bresciani: in prima linea il prezioso Bagoss e la delicata Rosa camuna, poi il raffinato olio extravergine del Garda e una rappresentanza di salumi della Bassa bresciana. Hanno fatto capolino tra i levati calici dei vini della Franciacorta. Presto il neonato gemellaggio darà i suoi frutti e il presidente Rocca fa sapere che in cantiere già ci sono scambi culturali tra le scuole alberghiere dei due Paesi.

L’8a edizione del Concorso di Cucina e Sala-Bar, promosso e realizzato dall’Accademia Bresciana Arti e Mestieri della Buona Tavola in collaborazione con gli Cfp e gli Ipssar della Provincia di Brescia, ha sfoggiato il tema “Il Pesce dei laghi bresciani”. Le squadre di Cucina hanno realizzato ricette con il pesce di lago (o derivati) e sono state valutate in base a criteri di originalità del piatto, gusto e armonia dei sapori, presentazione. Le squadre di sala hanno affrontato alcune prove: presentazione e stile, presa di una “comanda”, abbinamento del vino, apertura di una bottiglia, corretto servizio e spiegazione delle caratteristiche del vino, colpo d’occhio, spiegazione e preparazione di un cocktail. La categoria cucina ha premiato Fabio Gozza dell’Ipssar Caterina De’ Medici di Desenzano, seguito da Roberto Bertuzzi dell’Ipssar Mantegna di Brescia e da Ramona Flocchini dell’Ipssar Perlasca di Idro. Miglior istituto l’Ipssar Caterina De’ Medici di Desenzano. Mentre la Categoria Sala-Bar ha visto 1° Carolina Ayala dell’Arl Cfpa Ponte di Legno, 2°Khalikova Gulnosa dell’Arl cfpa Ponte di Legno e 3° Davide Avanzi dell’Ipssar Caterina De’ Medici di Desenzano. Miglior istituto l’Arl cfpa Ponte di Legno. 1° Premio Assoluto Miglior Istituto “Premio Dario Dattoli” all’Ipssar Caterina De’ Medici di Desenzano del Garda.

Adonella Palladino

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e già i nostri nobili avi, gli antichi Romani, riconobbero nell’Inghilterra una posizione interessante per motivi non solo militari ma anche commerciali, è evidente che questa terra è ben presente nel Dna degli Italiani e che forse un gemellaggio del gusto tra Bresciani e Inglesi proprio… “s’era da fare”. Così la Provincia di Brescia e l’Arthob hanno mosso a fine maggio i primi passi in quella direzione, accogliendo l’invito dell’azienda bresciana, la Dac Spa, specializzata in forniture alimentari e non per la ristorazione. L’azienda esporta oltre Manica prodotti tipici italiani, prediligendo quelli del suo territorio d’origine, consentendo alla ristorazione di sbizzarrirsi un po’ nelle sue scelte culinarie. La Dac ha investito molto in questa zona: a Leeds una grande filiale della casa madre da pochi mesi ha raddoppiato con un’analoga struttura in Scozia. Proprio a Leeds nel cuore dell’Inghilterra, una rappresentanza di ristoratori bresciani, amici e clienti dell’azienda, dal 21 al 23 maggio ha visionato, controllato, apprezzato la sinergia anglo-italiana. Il neopresidente dell’Arthob Beppe Rocca e l’assessore al Turismo

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L’UMBRIA RILANCIA IL “RISTORANTETIPICO” 17 i ristoranti che hanno aderito al progetto, sottoscrivendo un disciplinare basato sulla valorizzazione dei prodotti tipici attraverso un’offerta di piatti e ricette della tradizione del territorio. È questo l’esito di un anno di lavoro che è giunto a individuare l’eccellenza della proposta tipica perugina. Obiettivo, riappropriarsi della cultura alimentare e dei sapori antichi diventando un volano di gusto e conoscenza. Il marchio “Ristorante Tipico” identifica un circuito d’eccellenza per territorio e gastronomica locale. Il menu dei ristoranti aderenti dovrà comprendere 5 antipasti, 5 primi piatti, 4 secondi piatti, 2 contorni, 2 formaggi e 3 dessert presenti nel disciplinare sottoscritto. I vini dovranno comprendere un’etichetta del vino Igt e Doc della zona e 5 altre etichette di vini Igt, Doc e Docg della regione.

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Con ROSA VISCONTE il GIARDINO entra in cucina R

osa Visconte, la serata avvenuta il 10 maggio presso l’agriturismo Il Visconte, non è un evento usuale, contestualizzato nelle accoglienti sale dell’antica cascina ristrutturata. Non lo è in primis per l’ambiente: cenare in un roseto di 50.000 piante di rosa canina (splendenti per i fiori bianchi e poi per le bacche rosse) e con una collezione di oltre 150 varietà di rose da giardino illustrate dalla passione dell’agronomo Alberto Camussone, titolare con il fratello Piero della struttura, può avvenire solo a Gudo Visconti (Mi), sede dell’agriturismo.

Da VITIGNOITALIA, è VINCENZO CANDIANO il Miglior chef emergente del sud

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incenzo Candiano (nella foto) della Locanda Don Serafino di Ragusa è risultato o il Miglior chef emergente del sud ed è stato premiato da Gualtiero Marchesi in occasione di Vitignoitalia a Napoli. Si sono posizionati al secondo e terzo posto rispettivamente il pugliese Michele Rotondo della Masseria Petrino di Palagianello e il campano Donato Episcopo della Casa del Nonno di Mercato San Severino. Nell’area CookingforWine, targata Luigi Cremona, della fiera campana si sono confrontati 36 chef venuti da ogni parte d’Italia e del mondo, e si è avuto per la prima volta a Napoli un vertice del

Gruppo cuochi italiano all’estero e degli Eurotoques: per tre giorni la formula è stata quella della cucina a vista, dello show gastronomico e dell’eccellenza italiana raccontata da Gualtiero Marchesi e portata in tavola da Enrico Derflingher, Ernesto Iaccarino, Heinz Beck, Filippo La Mantia e tanti altri. Nove giovani chef, 3 per ogni regione in gara, si sono contesi fino all’ultimo piatto il Premio Miglior chef emergente del sud. Importante sottolineare che VitignoItalia ha chiuso i battenti con un successo di pubblico e critica: 16.500 visitatori e soddisfazione delle aziende espositrici di oltre l’80%. Oltre 950 gli incontri mirati one to one e una media di 10 contatti per espositore.La manifestazione è cresciuta dunque, si espande e guarda oggi ancora più lontano: la sfida è radicare al sud il secondo evento italiano del vino, migliorarlo e arricchirlo.

Così come sono eccezionali la qualità e la genuinità dei prodotti, quando è possibile, frutto degli orti e dei frutteti sparsi nei 70 ettari della cascina. All’agriturismo Il Visconte si possono anche gustare gli antichi sapori della frutta derivante da cultivar che la ricerca di una produttività fine a se stessa ha fatto dimenticare: ne sono stati recuperati 107 con i quali è stato realizzato un frutteto decisamente unico. L’ottima e originale cucina del giovane chef Sebastiano Rovida (che in occasione della serata ha rivisitato una serie di piatti del territorio con l’uso della rosa), la scelta accurata delle carni e un’ottima selezione di vini sono alcune delle motivazioni che possono far decidere a un gourmet di recarsi a Gudo Visconti, venendo così a scoprire valori che prendono le mosse dalla campagna e dalle sue ricchezze vere che l’odierna civiltà spesso ignora o vanifica, ma che restano patrimonio lombardo. s.l.

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a Milano trionfa il flambè di RUBINI

terminata con un trionfo la trasferta milanese della Sezione Amira (Associazione Maîtres Italiani Ristoranti ed Alberghi) di Trieste-Gorizia, che nel contesto della rassegna Tuttofood di Milano Rho Pero, si è aggiudicata la 1a edizione della “World Flambè Competition”. E’ stato Giacomo Rubini, maître d’Hotel professionista e fiduciario della Sezione Trieste–Gorizia, a trionfare in questa competizione al flambè di livello internazionale, a cui hanno preso parte 13 concorrenti provenienti da ben 9 Paesi diversi, tra cui, oltre all’Italia, Brasile, Germania, Libano, Inghilterra, Francia, Montecarlo, Spagna e Svizzera. Il World Flambé Contest, organizzato dalla Sezione di Milano con il patrocinio della Presidenza della Repubblica Italiana e di altre autorità, era riservato ai maître d’Hotel professionisti, che con 20 minuti di tempo a disposizione hanno realizzato un piatto alla fiamma utilizzando uno speciale strumento chiamato lampada, con l’abbinamento di un vino, provvedendo anche alla mise en palce e al servizio. La giuria internazionale, presieduta dal cancelliere dei Grandi Maestri della Ristorazione Amira Mario Petrucci, e composta da Manfred Ehlert dell’Unione internazionale dei Maîtres d’Hotel, Adamo Guidi vice presidente nazionale Amira, dallo chef de cuisine Antonio Creti in rappresentanza della Fic e Teresa Bacco Vicentini titolare dell’omonima azienda vinicola, ha avuto un arduo compito nella valutazione dei concorrenti, tutti preparatissimi e di altissimo livello, che sono stati valutati nell’abilità di esecuzione della ricetta, nella sua presentazione, nel gusto e nella descrizione verbale

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È

durante l’esecuzione. A metterli tutti d’accordo Giacomo Rubini, in rappresentanza dell’Italia, che per bravura, tecnica, eleganza, professionalità e sicurezza di esposizione si è aggiudicato il titolo di Campione del mondo della specialità, proponendo come ricetta della tradizione, Germano Reale (in dialetto gradese Masurin) ai profumi della laguna di Grado, che va a rendere omaggio alla splendida Isola del Sole, Grado (Go) per l’appunto, zona dove vive e opera come Food & Beverage presso Il Grand Hotel Astoria. Alle spalle di Rubini si è classificato il concorrente della Germania, il maître Hans Gillert, mentre ad aggiudicarsi il terzo posto è stato il maître Simon Khalil, in rappresentanza del Libano.

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PIZZERIE

170 CM, la nuova forma della cottura di CEKY F

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orni Ceky ha aggiunto alla sua già vasta gamma di forni artigianali in mattoni refrattari il nuovo modello da 170 cm di

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diametro interno con bruciatore a gas. Grazie al nuovo modello di bruciatore sviluppato appositamente per forni di grandi dimensioni è quindi ora possibile disporre di un forno in grado di garantire una produzione di circa 19 pizze nello stesso tempo. Il modello da 170 cm a legna e misto legna-gas è già da tempo presente sul mercato e rappresenta la scelta adeguata per locali con una grande produzione o che abbinano alla cottura della pizza altri prodotti da forno che richiedono molto spazio. Con il nuovo modello sarà quindi possibile abbinare la grande capienza del forno da 170 cm con la comodità della cottura a gas, in modo da eliminare tutti i fastidi derivanti dalla gestione della legna (fuliggine, problemi igienici, minore versatilità eccetera). Nel

nuovo forno della Forni Ceky sarà quindi possibile soddisfare le esigenze di chi non vuole avere limiti di spazio alla propria creatività in cucina. Il forno da 170 cm è interamente costruito in mattoni refrattari come tutti gli altri forni della produzione materiale che abbina a un’eccellente prestazione di cottura una insuperabile durata nel tempo.

TANTO AMATA MA TROPPO SALATA Al trancio, da asporto o surgelata, la pizza si conferma la “più amata dagli italiani”. La Margherita mantiene il primato dei consumi, avanzano però i nuovi gusti: mais, formaggio caprino, mozzarella di Bufala e pomodori Pachino. Secondo i dati Fipe, in Italia il consumo di pizze a settimana si attesta sui 56 milioni, ovvero quasi 3 miliardi di pizze in un anno. Secondo l’Istituto europeo della pizza, le pizzerie non riescono a uscire dalla situazione di stagnazione causata dall’euro e dagli aumenti introdotti dal settore. Pizze buone e digeribili, con prodotti innovativi esistono e sono davvero la formula di successo. Unico ingrediente sgradito è il prezzo, cresciuto in media di 50 centesimi rispetto al 2006. Il primato dei costi spetta a Milano, la città che ha registrato l’aumento più elevato è Brescia e a Bari lo scontrino è aumentato del 13,79%.

L’ARTE BIANCA si rilancia a Milano Con la PIZZA in prima linea

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00 espositori su 30mila mq complessivi, oltre 30mila presenze di operatori professionali, di cui il 10% circa provenienti da 91 Paesi esteri. Queste le cifre di un debutto di successo per A.B. Tech Expo e A.B. Tech Pizza Expo, le manifestazioni di Fieramilano Rho che hanno catalizzato l’attenzione e dato impulso al business di tecnologie e prodotti per panificazione, pasticceria, dolciario e pizza. Numerose le ragioni del successo, ma prima fra tutte la presenza di associazioni di categoria come il Consorzio Sipan, la Federazione italiana panificatori-pasticcieri ed affini. La regina dell’alimentazione italiana, la pizza,

ha potuto catturare l’attenzione e il palato di tutti grazie al contributo determinante del maestro Renato Andrenelli, presidente Associazione pizzaioli marchigiani. Inoltre, il convegno “La pizza tra innovazione e tradizione: prospettive di un settore in cerca di una precisa identità”, ha suggerito le linee strategiche che i pizzaioli devono seguire per agganciarsi al trend della difesa dell’italianità del prodotto. La pizza è, infatti, il prodotto che meglio interpreta il cambiamento degli stili alimentari. Essendo un piatto unico con un prezzo medio al taglio di 5,02 euro/kg e al piatto di 5,03 può sfruttare al meglio un trend in ascesa previsto per i propri locali. Un momento opportuno da sfruttare per le 30mila pizzerie (e ristoranti-pizzerie) e le 15mila pizzerie da asporto, che formano un settore produttivo che dà lavoro a circa 180mila addetti (4 persone in media per ogni esercizio).

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PIZZERIE

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A VAL MONTONE 8 le categorie doc del 7° CAMPIONATO ITALIANO PIZZA O

classificato 1° Giovanni Massarelli, 2° Salvatore Pastura e 3° Gianluca Procaccino. Nella categoria Stg si è distinto Elio Ceraolo, seguito da Antonio Francesco Piras e da Raffaele Pulcrano, mentre la migliore Pizza in Teglia è stata quella di Gabriele Iezzi, seguita da quella di Mauro De Maio e da quella di Giansante Felici. Infine, nella categoria Pizza Tonda si è classificato 1° Marcello Deviato, 2° Renato Pintaudi e 3° Mario Pulvirenti. Nonostante le difficoltà

date dal cambio di location, il Campionato ha supportato molto bene tale cambiamento e si è confermato ancora una volta come il miglior evento nazionale per la pizza di qualità, tanto che sulla scia del successo riscontrato quest’anno si prospettano grandi cambiamenti e novità per l’edizione del 2008. Tutto per soddisfare ancor più il pubblico intervenuto e i pizzaioli che, con la loro professionalità, hanno permesso a tutti di degustare la pizza migliore d’Italia.

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ltre 200 partecipanti hanno animato le tre giornate del 7° Campionato italiano di Pizza, organizzato dall’Associazione pizzaioli italiani a Val Montone (Roma) gli scorsi 7 e 9 maggio, gareggiando in ben 8 categorie: pizza tonda, teglia, pala, Stg, cadetti. Due le grandi novità di questa edizione: la gara dedicata alla pizza senza glutine e la coppa del mondo. Nella categoria Cadetti il 1° posto è andato a Antonio Caramiello, seguito da Michele Pensiero e da Gianmaria Vasini, mentre nella categoria Celiachia si sono distinti Aniello Mareschi, poi Giorgio Riggi e Giuseppe Conti. La Pizza Delegazione Estera migliore è andata a Garrido Martin, seguito da Rosa Vito e da Fernandez Marimar, mentre nella categoria Pizza in Pala si è

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BIRRERIE

Offerta ALLA SPINA? Meglio una, ma AD HOC C

ENRICO ROTA, RESPONSABILE VENDITE DEL GRUPPO 4R DI TORRE DE’ROVERI (BG) CONTINUA IL SUO VIAGGIO NEL MONDO DELLA BIRRA

ontinua il viaggio nel servizio della birra a livello professionale per apprezzarne caratteristiche e qualità, scoprendo personalità e segreti.

Ma avendo solo una linea di birra non si rischia di dare un’immagine riduttiva del locale? Sinceramente penso che sia meglio che il consumatore pensi questo piuttosto che non torni perchè ha bevuto una birra che presenta importanti difetti di aroma e sapore. E poi i locali che non hanno una tipologia di clientela che richiede di continuo il prodotto birra alla spina devono ampliare l’offerta in bottiglia, abbandonando il prodotto alla spina.

Come mai allora i fornitori di birra alla spina non comunicano l’importanza dei consumi alla spina nei locali pubblici? Innanzitutto non tutti i distributori e/o importatori sono negligenti. Certamente, come abbiamo già detto, solo i veri professionisti sanno andare oltre al classico rapporto di “facchinaggio” e relativo pagamento della fornitura. Si deve avere la pazienza e la costanza nel ricercare fornitori competenti e abituati a “far mercato”, non a subirlo.

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Si possono avere a disposizione molti prodotti di birra alla spina? A livello visivo si. Ma ricordandoci che un fusto di birra, una volta aperto, può durare al massimo 48/72 ore. Occorre fare i conti molto bene. Quindi è meglio avere un solo tipo di birra, piuttosto che tre o quattro,

soprattutto quando i consumi di altre tipologie non lo permettono. Nei mercati dove esiste un profondo rispetto per il prodotto e i consumi sono quattro volte i nostri, come la Germania, oltre l’80% dei locali pubblici, non ha più di due linee di una birra alla spina.

La Quattroerre srl organizza in via continuativa corsi di spinatura della durata di un giorno riservati ai gestori di pubblici esercizi. Il costo del corso è di 120 euro. Per ulteriori informazioni telefonare allo 035 580701 oppure scrivere a enrico@quattroerre.com

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BIRRERIE OLTRE 30 BIRRE AD ARTEBIRRA DI PASTURANA

Il MILANO BEER FESTIVAL scopre l’etnico H

a chiuso i battenti il Milano Beer Festival, dopo aver proposto gli accostamenti tra birre artigianali di qualità e cibi etnici, in un clima di festa che ha permesso di far conoscere a un pubblico giovane e curioso quanto sia vasta e diffusa a livello globale l’arte del fare la birra nei laboratori artigiani. Organizzato da Associazione degustatori birra e sponsorizzato da Interbrau e KIA Motors, il Festival ha accolto numerosissimi visitatori, con il picco durante la sera e la notte dei tre giorni in cui è stato aperto. Molta la soddisfazione degli organizzatori, che hanno trovato la giusta formula per accostare birra artigianale selezionata e numerose occasioni di svago e divertimento. Anche il cibo etnico, servito in angoli caratteristici, ha creato

una nuova tendenza: un melting pot di sapori, che permette di accostare a un antipasto indiano, un primo piatto turco o tedesco, accompagnati dalla birra più adatta (belga, francese o italiana che sia). Questo mix ha catturato la fantasia dei visitatori e creato una cultura che mancava: quella che unisce tipicità e commistioni, gusti complementari e contrasti di sapori, dentro e fuori le culture nazionali.

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Tre giorni all’insegna della birra artigianale, con la presenza di oltre 30 birre dei migliori microbirrifici italiani, laboratori di degustazione, e novità. Una grande festa per tutti gli appassionati che vedranno la birra regina del Festival, “Miss Pasturana 2007”. Queste le premesse della 5° edizione di “Artebirra Pasturana” (Al) (8-10 giugno), nata dall’esigenza di sostenere attivamente la cultura della birra cruda (non pastorizzata) e integra (non filtrata), senza aggiunta di conservanti. L’idea dell’Associazione culturale Unionbirrai riunisce appassionati di birra, produttori artigianali, e hobbisti, dal Club Confraternita della Grande Schiuma e dalla Proloco Pasturana. L’intento degli organizzatori è quella di mostrare l’esistenza di un mondo birrario complesso e vivo, inesplorato e sconosciuto a molti italiani.

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I nuovi CAMPIONI AIBES per il centro Italia talia P

er il centro Italia, in particolare per Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo e Molise è tempo di presentare i neo eletti barman dell’anno, premiati tra aprile e maggio. Urru, 1° in Molise-Abruzzo-Marche Al Teatro delle Muse di Ancona la Sezione Marche Abruzzo Molise ha consacrato barman Massimo Urru (nella foto) del Gran caffè Berardo di Pescara. Il Concorso after dinner ha premiato Loris De Santis dell’Hotel Federico II di Jesi, Alessandro Bonventi dell’Enoteca Essenthia di Chiaravalle e Gino Benvegnù del Lola di Porto Recanati. Il barman dell’anno Urru si è aggiudicato anche il 1° posto nel Concorso fancy con Fabiola Pavone. 2°

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IADANZA, BARMAN DELL’ANNO IN CAMPANIA

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L’Hotel Excelsior di Napoli ha visto la premiazione del Barman dell’anno 2007 della Sezione Campania per Clorindo Nunzio Iadanza (nella foto) dell’Ipssar Le streghe di Benevento. Il Concorso after dinner ha visto 1° Cosimo d’Andretta dell’Irish pub Penny black di Angri, 2° Feliciano Ronga della Taverna

classificato Domenico di Bucchianico con Mariano Agostinone e 3° Jorge Soratti Alberto con Samuele Inchini. Nel Premio “Nando Pucci Negri” 1° Eleonora Partenza del Villa Amelia di San Benedetto del Tronto, 2° Domenico Neroni del Valentino Resort di Grottammare e 3° Giampaolo Mattiacci. Francardi fa il bis in Toscana La Toscana riconferma Andrea Francardi (nella foto) del Fonteverde Natural spa Resort di San Casciano dei Bagni. Il Concorso after dinner ha premiato Simone Orlandini de Il Calidario Centro Benessere di Venturina, Alessandro Bellucci del Caffe’ Villani di Firenze e Massimo Iandi del Bar Viti di Empoli. Nel Concorso fancy 1° il barman Francardi con Andrea Aleski, 2° Gianluca Bellini del Bar Porto vecchio di Castiglioncello con Isabella Sbarbati del Baccaccina fashion club di Vada e 3° Vittorio Checcacci del Logge del tarlati di Bibbiena con Emanuele Gallorini de Il Drago di Castiglion Fiorentino. Mentre il Concorso flair ha visto al 1° posto Federico Filippelli de Il nido della civetta di Pieve a Fievole, al 2° Cinzia Santini dell’Isibar di Fucecchio,

18 di Vico Equense e 3° Pietro Buzzetta dell’Antica caffetteria Agorà di Salerno. Nel Concorso fancy si è distinto il barman Iadanza con Luigi Minichiello. Al 2° posto Giovanni di Somma del Picasso Cafe’ Hotel Leonessa di Volla con Rita Russo, e al 3° Mauro Camarda con Giuseppe di

al 3° Paolo Mati del Baracchina bianca di Livorno. Il Concorso Aibes domani – Sparkling, Premio “Nando Pucci Negri” ha premiato Michele Busoni del Grotta Giusti natural spa resort di Monsummano Terme, Diego Giannini del Gran Duca di Livorno e Federico Bocciardi del Ristorante Lucignolo di Santa Lucia di Uzzano. Lazio-Umbria, Paradisi vincente La Sezione Lazio-Umbria ha consacrato barman dell’anno Claudio Paradisi (nella foto) del Palacavicchi di Roma. Il Concorso after dinner ha premiato Francesco Tota del Grand Hotel Beau Rivage di Menaggio, Davide Dattini di La Buvette di Roma e Paolo Domenico Miele del Little bar di Gaeta, mentre il Concorso fancy ha visto 1°Claudio Paradisi in coppia con Laura Pulcini, 2° Alessandro Bernardi del Kinsale irish pub Nettuno in coppia con Vanentino Scolaro, 3° Massimiliano Salvi dell’Hilton Rome airport di Fiumicino in coppia con Liberto Valentina. Nel Concorso Aibes domani – Sparkling, il Premio “Nando Pucci Negri” è andato a Maria Laura Corrias dell’Hotel Eurostar Roma Congressi, a Claudio David del Radisson Hotel di Roma e da Simone Schioppa del Bar del tribunale di Roma. Premio “Angelo Zola” a Vincenzo Calenzo, “Premio Giblor’s” a Francesco Tota, il “Premio Sirman” a Davide Dattini e il “Premio Ceado” a Leandro Gizzi. Tra gli emergenti Clarissa Ottaviani, Barbara Orazi e Marcello Barberino.

Pace. Il Concorso flair ha premiato Alessandro Mas del Complesso Oasi di C.m. Stabia, seguito da Alfonso Buonaiuto del Memo long drink di Nola e da Gaetano Faga del Disco bar fluke di Aversa. Nel Concorso Aibes domani – Sparkling, Premio “Nando Pucci Negri”, si è classificato 1° Stefano Amato dell’Hotel Villa Cimbrone di Ravello, 2° Salvatore Mortella del Mahaa club di Nocera, 3° Domenico Senatore dell’Hotel Scapoattiello di Cava dei tirreni.

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BARMAN

È il cremasco GIAVALDI l’asso della LOMBARDIA o scorso 23 aprile, al Ristorante Ca’ Noa di Brescia è stato confermato Barman dell’anno 2007 Sezione Lombardia Giavaldi Afro Giovanni (nella foto) del Caffè Mazzini di Crema. Il Concorso after dinner ha premiato ancora Giavaldi Afro Giovanni, al 2° posto Carmela Giglio de Il caffè dell’arte di Pavia e al 3° Dario Manazza del Caffè Portmoka di Vigevano. Nel Concorso fancy si è classificata al 1° posto Patrizia Bega del Bar Piccadilly di Arona in coppia con Sara Schiavi del Ristorante Villa Rovere di Quistello (Mn), al 2° Christian Tonelli

ILBOBA PREMIATO A BARFESTIVAL Rimini, 14-15 maggio. BarFestival. l’evento per l’universo bar italiano, ha delineato le tendenze moda del bere dell’estate. Una due giorni dove eclettici barman, personaggi famosi, ospiti internazionali, sommelier, gestori di locali si sono incotrati per confronti professionali e gare di cocktail & snack spettacolari. “Il Mondo cambia, il tuo locale anche” è stato il fil rouge dell’appuntamento Protagonista assoluto è stato il Mojito, il più classico dei drink cubani, nella sua reinterpretazione e metamorfosi “made in Italy”. E tanti concorsi, sfide e riconoscimenti: la “Cocktail Competition”, con i suoi 400 barman in gara, la sfida per il panino 2007, gli attesi “Bar of The Year”, i Premi “Il bar del cuore”, attribuito al locale più amato e gettonato, e il “Premio fashion bar”. Al Bobadilla di Dalmine (Bg) il riconoscimento come Miglior Bar Qualità nel Tempo 2007.

TRAINING MASTER PER BARMAN HORECA

dell’Alternative Cafè di Stradella in coppia con Barbara Zendardi e al 3° Malavasi Federico in coppia con Mirko Salvagno dell’Happy day Bar di Mantova. Il Concorso Aibes domani – Sparkling, Premio “Nando Pucci Negri”, ha premiato Gian Maria Regazzetti della Discoteca Magica di Bagnolo Cremasco, poi Giovanni Cavalleri del Bar Mirò di Granozzo (No) e Cristian Morandi. Il Premio “Angelo Zola” è andato a Fabio Giacon, mentre nella Categoria emergenti si sono distinti Cristina Simonetta, Andrea Geromini, Andrea Marassi. Nella Migliore decorazione si è aggiudicato il “Premio Ceado” Giglio Carmela, il “Premio Giblor’s” a Giavaldi Afro Giovanni e il “Premio Sirman” a Patrizia Beg e a Sara Schiavi.

In Italia il bar si sta affermando come protagonista indiscusso del bere fuori casa con oltre il 50% dei pubblici esercizi italiani. Per far fronte a questa esigenza di aggiornamento per gli operatori, ecco i Cda Professional Training Horeca, una serie di master itineranti in programma tra il 2007 e il 2008, gratuiti, dedicati a prodotti fondamentali per il mondo del bar: i cocktail, la caffetteria e la mescita del vino. Prima tappa, lo scorso mese di maggio, per il “Bere Miscelato Bar Tour”. Sono già in programma tra ottobre e i primi mesi del 2008 gli altri due master: il “Latte & Caffè Bar Tour”, dedicato alla caffetteria e alla sue tecniche, e il “Food & Wine Bar Tour”, pensato invece per migliorare la conoscenza del vino e le sue innumerevoli potenzialità di abbinamento con i prodotti “da bar”.

firma l’estate del cocktail “CHIC RILASSATO” e analcolico FABBRI

È

questo il responso di un’indagine condotta da Eta Meta Research che ha analizzato oltre 200 testate di life style internazionali e 1.800 siti e blog dedicati ai nuovi trend in tema di stili di vita e mode. Hanno completato l’indagine 90 interviste a cool hunter che hanno monitorato le città più “in” di Francia, Inghilterra, Usa, Italia e Germania. Lo stile emergente è quello del lasciarsi andare con spontaneità senza dimenticare tutto quanto sia stile e chic. È uno stile di vita che ripercorre e rilegge i simboli e i luoghi della Dolce Vita o degli “eroi” di quei favolosi anni sessanta e settanta. A questo trend generale non potrà sottrarsi il mondo del divertimento. Ecco quindi che i locali

dovrebbero tornare a essere luoghi “chic” dove potersi incontrare, rilassare e divertire con gli amici senza necessariamente dover “far vetrina” o bere necessariamente cocktail superalcolici. Ecco allora un aperitivo elegante e leggero come il Perrier Fabbri, recentemente presentato a Milano, ma già un must nei più famosi locali della Costa Azzurra. La leggerezza frizzante dell’acqua Perrier si sposa con i profumi intensi e mediterranei dei classici Mixybar Fabbri (concentrati di frutta ad alta resa aromatica realizzati in oltre 30 gusti differenti). I cocktail possono essere gustati in ogni momento della giornata (sulla spiaggia come ai bordi di una piscina o in una festa in giardino o semplicemente al bar) e in cui dominano naturalità e freschezza, dissetanti e sani.

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NORMATIVE

Riduzione dei RIFIUTI in Piemonte Gli ALBERGHI di Acqui Terme ci provano «L

a prevenzione dei rifiuti è il tema su cui occorre investire nei prossimi anni. Ruolo della regione sarà di sperimentare forme capaci di incidere sulla quantità di rifiuti prodotti. Almeno il 10% in meno entro il 2012, pari a 200mila tonnellate, è l’obiettivo che ci poniamo con il piano dei rifiuti che stiamo elaborando. Il progetto Fair Hotel è un percorso di ricerca nato con l’obiettivo di analizzare il settore alberghiero ed individuare le possibilità di intervento nelle strutture ricettive». Lo ha affermato l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte Nicola de Ruggiero, nel presentare il progetto che indica le linee guida che il sistema ricettivo piemontese dovrebbe adottare per contribuire nell’azione complessiva di riduzione. Dall’analisi, guidata dall’Associazione

Ecologos, non sono risultati esistenti progetti di riduzione dei rifiuti in ambito alberghiero, ma percorsi più generici riguardanti la sostenibilità ambientale in senso ampio (energia, rifiuti, acqua, mobilità, bioarchitettura). Poi si è passati alla ricerca applicata, individuando un settore alberghiero d’interesse sul territorio piemontese, quello termale, e quindi un Comune su cui intervenire, quello di Acqui Terme (Al). Grazie agli albergatori e al supporto dell’Asl di zona e sulla base dei dati statistici

forniti dall’Osservatorio “Sistema Piemonte”, è stato individuato un “albergo standard” piemontese sul quale sono state valutate le possibili azioni di riduzione dei rifiuti di imballaggio. Si è giunti alla redazione delle 12 linee guida che, se applicate in modo corretto, permettono di ridurre fino a 307,15 kg di rifiuti l’anno in una struttura standard (da 23 camere e 4.574 presenze annue). Considerando che le strutture ricettive in Piemonte (alberghiere ed extralberghiere) sono 4.032 in un anno la riduzione potenziale dei rifiuti di imballaggio sul territorio regionale è di 1.238 tonnellate.

OCCHIO AI LIBRI MATRICOLA E PAGA ECCO LA NUOVA RIFORMA

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La Legge Finanziaria 2007 ha previsto alcune disposizioni nell’ottica di ridurre il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, come l’introduzione di uno specifico regime sanzionatorio circa l’omessa istituzione ed esibizione dei Libri Matricola e Paga. In particolare si riferiscono a tali disposizioni l’art. 1, comma 1177 e comma 1178 della Legge n. 296/2006. Per quanto riguarda l’omessa istituzione dei Libri, l’ipotesi si realizza quando un datore di lavoro, indipendentemente dall’assunzione o meno di un lavoratore per il tramite della sezione circoscrizionale competente, non predispone i Libri. Questo caso, cioè quando il Libri non vengono istituiti al momento in cui sorge l’obbligo, è palese e di facile risoluzione. Mentre il caso dell’omessa esibizione è di più difficile individuazione, perché può dare adito a dubbi sulle motivazioni (Libri depositati presso consulente oppure in sedi secondarie). In ogni caso l’omessa istituzione del Libro Matricola e Paga determina una sanzione amministrativa che va da 4mila a 12mila euro, idem l’omessa esibizione dei Libri obbligatori agli incaricati dell’Istituto. Occorre quindi informarsi su cavilli ed eccezioni particolari a seconda dell’esercizio, ma in ogni caso adeguarsi alla nuove norma vigente.

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NORMATIVE

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Dalla DISCOTECA direttamente a casa Con il nuovo servizio GARDA LINE

all’8 giugno prende il via sul lago di Garda una linea di autobus che porterà i ragazzi in discoteca e nei paesi del lago senza fare correre loro rischi in partnership con le campagne di informazione “Guidatore Designato” e “Bevi bene-bevi moderatobevi italiano”. Come già trattato sul numero scorso di “Lombardia a tavola”, le Associazioni di categoria si sono mosse nella direzione della sensibilità al problema degli incidenti stradali e della sicurezza stradale siglando un Codice etico ad hoc. In questa direzione si inserisce questa interessante iniziativa promossa sul lago. Portare i ragazzi in discoteca in tutta sicurezza, insegnando loro a non abusare di alcool e altre sostanze, promuovere il progetto secondo cui in ogni compagnia si riconosca un guidatore designato che non beva e riporti a casa gli amici. Invitare al consumo ragionato e moderato di vini di qualità, prodotti in Italia, intesi come momento di svago e cultura e non di sballo anche in discoteca, diffondere la cultura della sicurezza stradale. Questi sono i punti cardine dell’iniziativa presentata dalle Province di Brescia e Verona e che avrà il suo fulcro sul lago di Garda. Ideata da Luca Bertoletti, 24 anni, studente universitario, da alcuni anni consulente dell’assessorato ai trasporti della Provincia di Brescia e titolare dell’agenzia Fly Group, l’iniziativa prevede che l’8 giugno inizino le corse degli autobus del servizio Garda Line che nell’arco delle notti del venerdì e del sabato serviranno il Benaco da Toscolano Maderno (Brescia) a Garda (Verona) facendo la spola tra paesi, feste, campeggi, pizzerie e, naturalmente tra le discoteche più belle della zona. Le corse collegheranno i locali anche con le stazioni di Desenzano del Garda e Peschiera, di modo

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da consentire agli utenti delle linee Milano– Venezia di arrivare fino alle discoteche più note del nord Italia, dal “Dehor” al “Sesto Senso the Club” passando per l’”Art Club” di Desenzano e l’”Hollywood” di Bardolino. Sugli autobus, gli operatori della Fly Group, tutti appositamente formati e in grado di parlare anche tedesco e inglese, consegneranno materiale informativo ai giovani sia sulla sicurezza stradale sia sulla campagna “Guidatore Designato”, sia sulla Campagna “Bevi Bene- Bevi moderato - Bevi italiano”. Lo stesso materiale sarà reperibile nelle stazioni di Peschiera e Desenzano grazie a Trenitalia, nelle discoteche e nei centri divertimento che aderiscono al progetto tra cui Gardaland e il Canevaworld, e sulle imbarcazioni di Navigarda.

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SOMMELIER

Nel futuro di ONAV MILANO più delegazioni locali AUTONOME

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a delegazione di Milano è una delle maggiori realtà associative dell’Onav a livello nazionale. Ultima nata dalla gemmazione milanese è la delegazione di Monza. Su questo e su altri temi ci siamo intrattenuti con Vito Intini (nella foto), delegato storico di Milano e “anima” di molte delle iniziative dell’Onav in Lombardia. «Favorire la creazione di autonome delegazioni nell’ambito della nostra provincia è una scelta obbligata - ha dichiarato Intini - se vogliamo diffondere la cultura del vino in fasce sempre più ampie della popolazione. Dobbiamo pensare che si tratta di attività che si svolgono prevalentemente in ore serali e che nella nostra Provincia, e nella stessa Milano, le distanze tra un luogo e l’altro sono grandi, a volte quasi insuperabili se privi di mezzi propri. La passione per il vino è un piacere, tale deve restare e deve essere soddisfatta senza crearsi problemi». La nascita della delegazione di Monza è la logica conseguenza di questa impostazione: Monza è un’area di notevoli potenzialità, caratterizzata da una buona qualità della vita e anche sotto l’aspetto amministrativo è divenuta Provincia autonoma. Logicamente la creazione della nuova Delegazione ha comportato il passaggio di un

certo numero di iscritti da Milano a Monza. Un primo impegno è, perciò, quello di riportare Milano allo stesso livello di adesioni, obiettivo raggiungibile senza eccessiva difficoltà alla luce dei dati del tesseramento - di questi primi cinque mesi - che, a livello regionale, ha già fatto registrare un numero di adesioni lievemente superiore al dato finale del 2006, e devono ancora essere effettuati tutti i corsi autunnali. La crescita dell’Associazione comporta ovviamente la necessità di elaborare programmi sempre più “sofisticati” in quanto occorre tener presente i diversi livelli di preparazione e approfondimento dei soci in relazione agli anni di iscrizione. Si tratta di una gradita realtà che rende necessaria la realizzazione di un maggior numero di incontri nella sede di via Termopili: occorre riproporre degustazioni su temi classici e al tempo stesso cercare argomenti che possano stimolare la curiosità di quei soci che ne hanno già ripetutamente approfonditi alcuni. Per il secondo semestre i programmi dell’Onav sono molto ambiziosi e prefigurano un salto di qualità nel rivolgersi alla città. «Infatti - anticipa Intini - la dimensione acquisita dalla Delegazione di Milano e la sua immagine rendono ormai necessario affiancare alle iniziative svolte in sede, generalmente per i soci, eventidegustazione aperti alla città, alle categorie professionali e alla stampa di settore, da sviluppare in una location di grande prestigio. Nei prossimi mesi mi propongo di studiare e promuovere con i collaboratori di Milano un

programma di degustazioni ad altissimo livello, tale da rappresentare un avvenimento per gli appassionati di vino della nostra città. Non voglio fare altre anticipazioni, ma la finalità è anche quella di non far esaurire l’evento nel breve volgersi di qualche ora». Riguarda infine la formazione un’altra delle novità anticipateci da Intini: «È nostra intenzione promuovere nel settembre 2007 un corso di perfezionamento per ristoratori e addetti ai lavori. Si tratta di una richiesta che da tempo ci proviene da più parti e a cui non abbiamo ancora dato risposta perché quando si inizia un’intrapresa occorre farla bene. Il compito non è facile avendo come interlocutori persone che nel settore operano quotidianamente e verso le quali occorre quindi predisporre una didattica particolare. Il tema è, però, molto sentito in quanto può rappresentare un importante ausilio a chi si deve confrontare con un pubblico sempre più informato ed esigente o che a volte ha, purtroppo, solo orecchiato - da trasmissioni televisive o da uno dei tanti interventi sul vino presenti nei vari media - concetti spesso non assimilati essendo avulsi da un contesto organico. Il corso si propone, quindi, di fornire informazioni atte ad affrontare ogni situazione». Infine nella provincia di Milano esiste una sola Doc, quella di San Colombano, una bandiera per i milanesi. L’Onav si propone di intensificare i rapporti con il Consorzio che ne riunisce i produttori per contribuire con l’umiltà che le è propria a diffondere la conoscenza e l’apprezzamento di questo prezioso frutto del territorio milanese. Salvatore Longo

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SOMMELIER

Concorso Ais Junior Al sud vince la SALERNO U

L’AUSTRALIA È SEMPRE PIÙ VICINA

«Siamo molto soddisfatti di aver contribuito alla realizzazione di questo importante premio – ha affermato il presidente del Gruppo Vinicolo Fantinel Marco Fantinel -. Oltre ad offrire ai giovani l’opportunità di un inserimento qualificato nel mondo del lavoro ha un ruolo essenziale nell’educazione dei giovani alla cultura del bere consapevole, tema di estrema attualità». Al 1° classificato è andato il titolo “Miglior Sommelier Junior 2007” ed è stata assegnata, oltre al diploma di merito, la borsa di studio consistente nell’iscrizione ai tre livelli di corso Ais. Il 2° si è aggiudicato il diploma di merito e la borsa di studio con iscrizione ai primi due livelli di corso Ais e il 3° classificato, oltre al diploma di merito, si è aggiudicato la borsa di studio per il primo livello.

Sempre più forte il connubio tra Australia e Lazio, come ha dimostrato la degustazione di vini australiani, avvenuta lo scorso 9 maggio, organizzata da Austrade Milano insieme all’Associazione Italiana Sommelier Lazio e tenutasi presso il Grand Hotel Parco dei Principi,Villa Borghese, a Roma. L’idea è di permettere a un maggior numero di appassionati e operatori del settore di entrare a contatto con la realtà vinicola australiana, attraverso l’assaggio di un vasto numero di prodotti australiani reperibili in Italia più qualche “anticipazione” non ancora distribuita nel nostro paese. Seconda edizione di un evento che già nel 2005 aveva dato i suoi buoni frutti, con la partecipazione di oltre 500 persone e di 40 giornalisti di settore. Novità di quest’anno, la presentazione e la degustazione dell’olio d’oliva australiano.

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n podio a sorpresa ha reso ancora più avvincente il premio dedicato ai sommeliers Under 21, il Concorso nazionale Miglior Sommelier Ais Junior, giunto alla XIX edizione e per la prima volta ospitato in Friuli Venezia Giulia presso l’azienda Fantinel di Tauriano di Spilimbergo (Pn). Vincitrice per la Categoria Over è stata Claudia Salerno dell’Ipssar di Molfetta (Ba), mentre il 2° posto è andato a Valentina Desinio dell’Ipssar di Vieste e il 3° ad Andrea Fiori dell’Ipssar di Arma di Taggia (Im). Per la categoria Under il vincitore è stato Joseph Vincent Vallet dell’Ipssar di Chantillon (Ao), il 2° posto invece è andato a Deborah Cussigh dello Stringer di Udine e il 3° a Mattia Garon dell’Ipssar di Abano Terme (Pd).

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LUOGHI CONFORTEVOLI

Il buongustaio CANCRO che si delizia col latte D

al 22 giugno al 22 di luglio si svolge il Segno del Cancro, dominato dalla magica e mutevole Luna e dal pianeta Venere. Si tratta di un segno in genere tranquillo, con personaggi che sono un punto di riferimento affettivo importante per il gruppo di appartenenza, dalle forti doti L’ASTROLOGA empatiche e SUSY GROSSI ABBINA ZODIACO romantiche, e con ED ENOGASTRONOMIA un temperamento PER I CUOCHI più tendente E I GOURMET al tenace, al sentimentale e all’emotivo piuttosto che a manifestare imposizione e grinta.Molto attento alle necessità

affettive dei suoi cari, il Cancro è generalmente disponibile e protettivo, sollecito e “materno” nei confronti delle persone che gli gravitano intorno, ma a sua volta manifesta la necessità di rassicurazione, di affetto e di un mare di tenerezza. I soggetti nati in questo periodo sono molto gradevoli esteticamente grazie ai suggerimenti di Venere , ma in genere non sono sempre longilinei, perché la dominanza lunare mette l’accento su una tendenza alla ritenzione idrica e alla possibilità di avere un aspetto più florido di quanto indichi il peso denunciato dalla bilancia. La Luna in astrologia si contrappone all’energia maschile e per il sapere orientale si lega alla parte più intuitiva della personalità, al sonno e alla capacità di sognare, al dare e ricevere affetto, all’acqua, all’infanzia e al latte. Ed è appunto sul latte e sui derivanti latticini e formaggi che

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I locali che preferirà frequentare sono dotati di ovattata confortevolezza, con atmosfere rilassanti, magari rinfrescate da giochi d’acqua in sottofondo che invitino a rilassarsi. Seggiole avvolgenti, porcellane finissime e lunghi calici si accompagneranno nei loro ristoranti preferiti a tovagliati di lini impeccabili, a raffinati accessori che richiamino l’elemento a loro più congeniale, cioè l’argento.

si orienta il gusto di questi nativi, che amano preparazioni di consistenza morbida e al cucchiaio. Per loro diventa facile trovare compensazione dai mille piccoli motivi di disappunto della quotidianità, che altri reputano normalità ma che i Cancro tendono a drammatizzare, con surrogate dolcezze come pasticcini e budini, gianduiotti e biscottini. Il cibo viene vissuto come valore compensativo alle tensioni emotive, pareggiate con frequenti visite al frigorifero di casa. Il Cancro è considerato un buongustaio sopraffino, che riesce a fare paragoni gustativi di piatti della stessa natura anche a distanza di anni. Le gioie della tavola blandiscono la sua connaturata auto indulgenza, rendendolo un segno goloso, con predilezione per i dolci. Molto spesso è pacato e accogliente anfitrione in contesti domestici, un po’ demodé ma rincuoranti e comodi.

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Il cuoco del segno del Cancro è attento alle preparazioni cui metterà mano, indirizzando al suo cliente cure quasi parentali: attente, sollecite e capaci di prevenire i suoi stessi desideri. Si orienterà verso primi cremosi e curati, abbinando con sapiente maestria carboidrati e saporose verdure. Sceglierà di esprimere la sua premura anche con preparazioni di carni bianche delicate e leggere, con pesci di lago di squisita scioglievolezza e arricchirà le sue proposte di base con svariate e fantasiose preparazioni di verdure ad hoc, sempre sulle tracce di una tradizionalità gastronomica che tenga conto

anche dell’aderenza dei piatti proposti alle offerte naturali del territorio. Ma il vero trionfo del cuoco che appartenga al Segno del Cancro è naturalmente la pasticceria, campo nel quale si periterà di proporre dolci che provengono da regioni diverse, tutti realizzati con mano felice. Ciambelle casalinghe in originali abbinamenti, cassate siciliane di conventuale memoria, seadas di ispirazione sarda, tiramisù dal sapore tirolese, gubane friulane e dolci al cucchiaio sormontati da montagne di panna montata sono solo le voci più semplici del menù dei dessert con cui sanno arricchire le loro proposte dolci, sempre tecnicamente ineccepibili ed eseguite con impareggiabile maestria.

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Attenzione al territorio e alle produzioni di qualità

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Un PREMIO per ogni ECCELLENZA T

erritorio ed eccellenze. Proposte culturali e prodotti enogastronomici. Ospitalità e percorsi del benessere o della ristorazione di qualità. Sta nel mix fra queste diverse realtà il segreto del successo del turismo italiano. Dopo troppi anni di incertezze o di fai da te, il sistema turistico italiano sembra essersi finalmente orientato a una maggiore capacità di promozione puntando su sinergie e collaborazione fra i vari soggetti che operano sui territori. Iniziative che in molti casi si sono rivelate autentici successi imprenditoriali, capaci di generare

modelli di riferimento. Ma troppo poche sono al momento le occasioni per dare visibilità o per valorizzare queste esperienze di eccellenza. Da qui l’idea di istituire un premio nazionale capace di offrire un giusto riconoscimento alle piccole realtà locali e a quegli operatori che, al di là dei grandi nomi del turismo italiano (da Roma a Venezia o Firenze), costituiscono la spina dorsale dell’ospitalità e della proposta enogastronomica del nostro Paese. Su queste basi è nata la manifestazione “Proposta Italia network Awards” che - grazie alla

collaborazione fra “Italia a tavola network”, Lombardia a tavola”, inItaly ed Agrisapori - nell’autunno di quest’anno, grazie a una ricerca affidata ad esperti, professionisti, giornalisti e pubblico, valorizzerà le eccellenze territoriali nel campo del turismo, della ristorazione e delle produzioni agroalimentari ed enologiche, assegnando dei riconoscimenti per i migliori prodotti, le migliori campagne di promozione, le migliori offerte, le migliori combinazioni arte-gastronomia eccetera. Il premio CONTINUA A PAGINA

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PRIMO PIANO

PREMIO ITALIA A TAVOLA NETWORK

IL REGOLAMENTO Partecipanti: cenni generali I partecipanti al Premio “Proposta Italia network Awards 2007” devono essere Enti, Istituzioni, Consorzi, Associazioni, Aziende che lavorano per far emergere le eccellenze, le unicità e le tipicità del proprio territorio lavorando in sinergia.

SEGUE DA PAGINA

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si prefigge la valorizzazione delle eccellenze territoriali sia nel campo turistico, sia nel campo enogastronomico e vuole offrire un giusto riconoscimento a tutte le piccole realtà locali e a quegli operatori che, al di là dei grandi nomi del turismo italiano, costituiscono la vera spina dorsale dell’ospitalità e della proposta enogastronomica del nostro Paese, nonchè la base di un turismo di qualità ce a pieno titolo si propone come uno dei comparti forti dell’economia nazionale.

Categorie I “Proposta Italia network Awards” verranno assegnati nelle seguenti categorie: • 1° Premio – assoluto per la miglior proposta territoriale con abbinamento di prodotto turistico e prodotto tipici; • Premio Arte - per la miglior proposta territoriale con abbinamento di prodotto turistico e prodotto tipico con il tema dell’ arte; • Premio Food - per la miglior proposta di prodotto enogastronomico tipico; • Premio Natura&Sport - per la miglior proposta territoriale con abbinamento di prodotto turistico e percorsi naturali abbinati allo sport; • Premio Wellness - per la miglior proposta territoriale con abbinamento di prodotto turistico e prodotto tipico con il tema benessere e relax; • Premio comunicazione tv - per il miglior format televisivo per la promozione della proposta turistica che valorizzi il territorio con i prodotti tipici, l’arte e l’artigianato; • Premio comunicazione media - per la miglior campagna su più media di promozione del prodotto territoriale; • Premio comunicazione web - per il miglior sito web di proposta territoriale; • Premio comunicazione stampa - per la miglior rivista di promozione territorio/prodotto; • Premio comunicazione al miglior giornalista che si occupa di territorio/prodotto; • Premio comunicazione guide al miglior prodotto editoriale (collana di guide) che presenti il territorio nello spirito del premio. Domanda di partecipazione e segnalazioni La partecipazione al Concorso e l’utilizzazione dei riconoscimenti sono assolutamente gratuiti e non comportano alcun vincolo o impegno di qualsiasi natura al di fuori delle condizioni di partecipazione previste dal presente regolamento. I partecipanti dovranno compilare una scheda di partecipazione scaricabile dal sito www. initaly.biz nella quale evidenzieranno per quale categoria vogliono partecipare inviando materiale a supporto della loro candidatura. Si possono inviare segnalazioni compilando la scheda scaricabile dal sito in modo che la segreteria sia in grado di richiedere il materiale per la valutazione del candidato indicato.I criteri di valutazione sono a insindacabile giudizio della giuria.

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PREMIO ITALIA A TAVOLA NETWORK

PRIMO ENONEWS PIANO

Il comitato organizzatore del premio si riserva il diritto di apportare al regolamento tutte le variazioni che riterrà necessarie. Le segnalazioni devono pervenire entro e non oltre il 30 settembre. Le candidature devono prevenire entro e non oltre il 15 ottobre. Giuria La giuria del Premio “Proposta Italia Network Awards” è composta da rappresentanti di operatori del settore e giornalisti specializzati. Nomina dei vincitori I nomi dei vincitori saranno pubblicati sui siti del comitato organizzatore e i premi verranno consegnati durante la cerimonia di premiazione che avverrà entro novembre 2007 in una località da stabilire durante una cena conviviale. Il Premio Ogni candidato che ha superato la pre-selezione riceverà un attestato di partecipazione. Al vincitore verrà consegnato un attestato e una targa. Comunicazione Dell’assegnazione dei premi sarà data ampia comunicazione alla stampa e agli organi di informazione.

PER INFORMAZIONI O PROPOSTE DI PARTECIPAZIONE Per “Proposta Italia network Awards” rivolgersi a inItaly - via Scotti 20 - 24122 Bergamo Tel 035 243753 - Fax 035 3830913 www.initaly.biz - info@initaly.biz

Italia a Tavola network Editrice: Edizioni Contatto srl, via Piatti 51 - 24030 Mozzo (Bg) Amministratore: Mariuccia Passera Redazione: via Piatti 51, 24030 Mozzo (Bg) - Tel 035 460563 / 615370 Direttore responsabile: Alberto Lupini In redazione: Andrea Lupini, Riccardo Melillo, Greta Nicoletti e Elisabetta Passera Direzione commerciale: Anna Bonacina, Silvana Calderoli e Cristina Capelli Stampa: Roto3, via Turbino n.11/b- Castano Primo (Mi) Registrazione del Tribunale di Bergamo n. 307 del 23/1/2007 Chiuso in tipografia il 30 maggio 2007 - Diffusione di questo numero: 46.250 copie Supplemento del n. 153 di Lombardia a tavola - direttore Alberto Lupini Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCD BERGAMO

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DIETA

SALUTE

al mare o in montagna? Basta scegliere una DIETA ADEGUATA

VACANZE

BRUNO SGHERZI, MEDICO ESPERTO DI SISTEMI QUALITÀ E SICUREZZA DI BERGAMO

le fa in montagna, in albergo, un po’ di meno. Le vacanze in rifugio o in barca offrono la massima possibilità di ottimizzare relax, attività fisica e piacere della tavola. Ma la capacità ricettiva non è abbastanza elevata da soddisfare tutti con un livello di qualità accettabile. Al mare, comunque, è preferibile proporre primi piatti scarsi, conditi con pesce e/o verdure, secondi poco impegnativi, che necessitano di breve cottura, ancora pesce o filetti appena scottati alla griglia, che mantengono un elevato grado di umidità; anche le zuppe, di verdura e di pesce sono le benvenute per gli avventori. Non far mai mancare acqua in tavola, frizzante e naturale. Il gelato in spiaggia è un’ottima alternativa al pasto del mezzogiorno: un’offerta variata in tal senso potrebbe risultare un successone. In montagna, il pesce non è proprio di casa e ci si attende una cucina tipicamente locale, al forno o alla griglia, con carni molto disidratate. Meglio proporre gli umidi che contengono più acqua. Al pasto principale, tipicamente serale, sia al mare sia in montagna, meglio la birra del vino, meglio i bianchi dei rossi, tra i vini, con lo scopo di ridurre la quantità di alcool

introdotto. L’alcool ha due effetti negativi importanti nella stagione calda. Il primo è quello di produrre una vasodilatazione periferica che fa aumentare la diaforesi, cioè la liberazione di vapor d’acqua e di sudore dalla cute. Il secondo è quello di inibire l’ormone anti-diuretico dell’ipofisi, con il conseguente aumento della quantità di urina prodotta, rendendo vani i tentativi di idratazione, essenziali per mantenere bassa la temperatura del corpo. Può sembrare assurdo, ma la disidratazione in montagna può essere sovrapponibile a quella che si ha a livello del mare. Al mare c’è più caldo, maggiore vasodilatazione e perdita di umidità attraverso la cute. In montagna è la minore umidità relativa della quota che costringe il nostro organismo a cedere umidità all’ambiente, soprattutto attraverso la respirazione che anche, ma non solo per questo motivo, è maggiore in montagna. D’estate mangiare un po’ saporito fa bene, soprattutto a chi soffre di pressione bassa, poiché i sali minerali contribuiscono ad aumentare la quantità di acqua ritenuta con benèfici effetti sia sulla idratazione, aiutando a mantenere bassa la temperatura del corpo, sia sulla pressione che si riduce di meno, con minori disturbi legati all’ipotensione. Gli ipertesi vi sottolineeranno che il cibo troppo saporito a loro fa male. Vi adatterete a qualche variante.

LOMBARDIA A TAVOLA

Bruno Sgherzi

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METODO CLASSICO DOCG dopo il Franciacorta ORA TOCCA all’OLTREPÒ che punta sul PINOT NERO

LOMBARDIA A TAVOLA

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arrivata un’altra importante e attesa Docg per il metodo Classico italiano, con importanti novità per l’Oltrepò pavese che vede premiato lo sforzo di valorizzare il Pinot nero e raggiunge un traguardo finora riservata al solo Franciacorta. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale (G.U. n 110–14 maggio 2007 – Serie Generale – “Parere del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini relativo alla richiesta di riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Oltrepò pavese” metodo classico” e G.U. n.111–15 maggio 2007 – Serie Generale – “Parere del Comitato nazionale per la tutela e la

valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini relativo alla richiesta di modifica del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Oltrepò pavese” e la proposta del relativo disciplinare di produzione”) l’iter per il riconoscimento della Docg Oltrepò Pavese metodo Classico e l’iter per la modifica del disciplinare Doc Oltrepò Pavese si sono in particolare avviate alla conclusione, prevista entro agosto, con conseguente attuazione dei disciplinari a partire dalla vendemmia 2007. Ripercorrendo le tappe di questa grande vittoria occorre tornare al dicembre 2003, quanto il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese presentava la nuova

piramide dei vini dell’Oltrepò, sottolineando la “rilevanza che dovrà acquisire il Pinot nero”. Al vertice della nuova piramide si poneva l’obiettivo del riconoscimento della Docg per il metodo Classico Pinot nero e in particolare l’unicità del Rosé. Il “mondo di Pinot nero”, slogan formulato dal Consorzio tutela Oltrepò pavese in quel periodo, iniziava a prendere forma. L’obiettivo del Consorzio, diretto da Carlo Alberto Panont (nella foto a sinistra), fu sottolineato durante l’edizione 2004 di Vinitaly con la presentazione

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OLTREPÒ PAVESE METODO CLASSICO DOCG Area di produzione: Oltrepò pavese Base ampelografica: minimo 70% Pinot nero, Chardonnay, Pinot grigio fino a massimo del 30% Ettari in produzione iscritti all’Albo Doc: Pinot nero 1.860, Chardonnay 360, Pinot grigio 680 Tipologie di vino: Oltrepò pavese metodo Classico (da Nature a Brut fino a Demisec) Oltrepò pavese metodo Classico Rosé anche nella versione Rosé Crémant Oltrepò pavese metodo Classico Pinot nero e Pinot nero Rosé (minimo 85% di Pinot nero) Millesimo (vendemmia/annata in etichetta) è riservato esclusivamente ai prodotti ottenuti con l’85% delle uve e dei vini provenienti da un’unica vendemmia Vigneti e produzione Densità minima di impianto: 4.000 piante/ettaro Allevamento: spalliera bassa Produzione massima di uva: 10 t/ettaro Gradazione minima delle uve: 9,5 %vol Rese uva/vino: dal 60 al 65% per la tipologia Rosé Rifermentazione e affinamento in bottiglia Minimo 15 mesi, per il Millesimato minimo 24 mesi

scorso un risultato positivo della Pubblica audizione per l’istanza di riconoscimento della Docg e l’istanza di modifica del disciplinare di produzione della Doc Oltrepò pavese divde l’ultimo via libera

confermando la volontà del territorio di procedere all’ultimo atto del faticoso iter che ha portato all’importante traguardo che darà più forza a tutte le bollicine italiane. a.l.

OLTREPÒ: CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO E DELLA PRODUZIONE Altitudine media: 300 m (la viticoltura si estende su tre fasce altimetriche, da 150 a 650 m) Clima: asciutto d’inverno, ventilato d’estate, con elevate escursioni termiche per le correnti ascensionali delle zone montane Morfologia: area collinare bassa, rocce sedimentarie marine con rilevante componente argillosa; area collinare alta, di origine gessosa Superficie coltivata a vite: 13.269 ettari su un totale regionale di 22.335, rappresentando quindi circa il 60% della superficie vitata della Lombardia. Se il calcolo è fatto sulla superficie iscritta alla Doc la percentuale di rappresentatività della Doc “Oltrepò pavese” (11.408 ettari) rispetto alle altre Doc lombarde (15.843 ettari) sale a oltre il 70% Produzione vini: media intorno ai 550.000 hl di vino a Doc, a cui si aggiungono oltre 300.000 hl di vino a Igt 11 tipologie inserite di cui 4 con nome di territorio (Oltrepò pavese Rosso, Oltrepò pavese Bonarda, Oltrepò pavese Buttafuoco, Oltrepò pavese Sangue di Giuda) e 11 con nome di vitigno

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della piramide dei vini, al cui apice si collocavano proprio l’Oltrepò metodo Classico e l’Oltrepò metodo Classico Rosé. Nell’aprile dello stesso anno, l’assemblea generale dei soci del Consorzio, presieduto da Vittorio Ruffinazzi (nella foto a destra), approvava l’avvio dell’iter per il riconoscimento della Docg per il metodo Classico e per le modifiche della Doc. Durante l’assemblea dei soci del 30 novembre 2005, vennero votati “la richiesta e il relativo assoggettamento da parte dei soci al nuovo disciplinare Docg” e la modifica della Doc. Il 22 febbraio

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Sul futuro degli SPUMANTI le incognite della riforma OCM-VINO

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cm-vino 2007: anche i vini spumanti devono puntare sulle Doc, ma sembra che resti impossibile registrare i nomi di vitigno, con il che resterebbe aperto, fra gli altri, il caso del Proseccco. Queste alcune delle novità, a proposito delle bollicine, contenute nella riforma della Ue che punta ad eliminare distillazione, zuccheraggio e i sostegni al mercato, armonizzando le norme internazionali, soprattutto per quanto attiene Doc e Dop, e spiazzando non poco quanti si sono impegnati per la valorizzazione delle tipicità territoriali. Il Forum Spumanti d’Italia 2007, consueto appuntamento con le selezioni italiane di qualità a Valdobbiadene (Tv), con il suo 2° Simposio nazionale sulla ricerca e sperimentazione dei vini Spumanti d’Italia Docg e Doc, non poteva che cominciare col botto viste le novità in campo. C’era in particolare grande attesa per le anticipazioni del dirigente Ersilia Moliterno, capo Unità vino e alcol della direzione generale europea della commissione Agricoltura e di Teresa de Mattheis, dirigente della

Politiche agricole comunitarie del ministero sulle attese italiane procontro la proposta della nuova Ocmvino dal 2007 al 2013 del Commissario Fischer Boel. Ersilia Moliterno ha quindi anticipato, come da copione, che la nuova proposta (rivista dal commissario Fischer Boel e che sarà forse ufficializzata i primi giorni di luglio) si presenta come una forte riforma strutturale, non di transizione. Le proposte sono dirette e immediate, ma ci saranno concessioni per andare incontro alle singole esigenze e alle richieste dagli stati membri. Non cambieranno i punti salienti e si interverrà probabilmente su modalità, tempistica, organizzazione e libertà di adattamento nei singoli Paesi. È una riforma che non ha più al centro la produzione, ma il consumo. Per questo si intende armonizzare le norme del vino a quelle dei prodotti alimentari, l’etichettatura dei vini europei dovrà essere uniforme e in linea con quelli del resto del mondo, sarà eliminato l’uso dello zucchero e cesserà il sostegno attraverso la distillazione. L’attenzione del Forum si è ovviamente concentrata sull’illustrazione della nuova legislazione alle porte che coinvolgerà per i prossimi 5-10 anni tutto il mondo viticolo ed enologico europeo dei 27 Stati membri, dove sono più i Paesi consumatori di quelli produttori. Teresa de Mattheis ha evidenziato le varie problematiche che hanno interessato i dibattiti nazionali dell’ultimo

anno a partire dalla contrarietà all’enorme e indiscriminato estirpo di vigneti, all’omogeneizzazione della etichettatura fra vini da tavola e Doc, dalla rinuncia alla distillazione all’eliminazione dei sostegni al mercato. Infine ha sottolineato che dal 1985 la normativa sugli spumanti italiani non è mai stata rivista, che non sono mai state fatte proposte di modifica o di integrazione all’Ocm e che il nuovo regolamento prevede un automatico adeguamento della etichettatura di tutti i vini, compreso gli spumanti.

I NUMERI DEGLI SPUMANTI

2,2

miliardi di bottiglie

prodotte all’anno nel mondo su 32 miliardi totali

252,5

milioni di bottiglie prodotte

nel 2005 (232,5 con il metodo Charmat e 19,5 con quello Classico)

aziende in Italia

813

3.000

etichette distribuite

417

NO

• NORME

• DISTILLAZIONE

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SI

• DOC E DOP

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INTERNAZIONALI

• ETICHETTATURA

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• ZUCCHERAGGIO • SOSTEGNI AL MERCATO

mila ettolitri di volume d’acquisto dei consumi domestici

98%

export di spumanti italiani

(dati Osservatorio nazionale economico spumanti “Rapporto 2006” - Ismea)

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BOLLICINE

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Sono 10 le “FOGLIE D’ORO” della GUIDA VERONELLI a il colore dell’oro e la brillantezza delle bollicine l’ultima fatica in fatto di guide di Veronelli Editore. Una guida tutta dedicata all’affascinante e complesso mondo degli Spumanti. Ma perché ancora un’altra guida? A chi è rivolta? Cosa contiene? A queste domande hanno cercato di rispondere Gian Arturo Rota, direttore generale della Veronelli editore, Nichi Stefi, curatore della Guida Oro sugli Spumanti d’Italia e Gianpietro Comolli, direttore del Forum Spumanti d’Italia nella stesura di questa guida. I dati tecnici del volume comprendono 1.386 vini degustati, 592 recensiti, 261 aziende inserite, giudizi da una a 5 foglioline di vite ma la novità più evidente di questa “non guida” è che le varie opinioni dei 5 degustatori (Andrea Alpi, Luigi Bartolotti, Antonio Paolini, Roger Sesto e, unica donna, Michèle Shah), sempre più d’uno per ogni vino, non sono state armonizzate dal curatore, ma giustapposte in modo che emergessero le eventuali differenze. Si è voluto far capire inoltre che uno spumante si può bere ogni giorno (basta col considerarlo solo il vino della festa e della seduzione) e che non costa necessariamente più di ogni altro vino. Descritte, infine, le zone principali, la loro storia, i vitigni più utilizzati, i metodi di spumantizzazione sono state fornite le istruzioni per l’uso attraverso consigli pratici. Cuore della guida sono gli spumanti e le aziende premiate, in particolare con la segnalazione di 5 foglioline per 10 spumanti, 4 foglioline per 31 spumanti, 3 e ½

LE

Piero Coppo Riserva del Fondatore 1996 della fratelli Coppo; d’Araprì Brut Gran Cuvée XXI Secolo 2000 della d’Araprì; Costaripa Brut 2000; Trento Alterasi Riserva Graal 1997 della CaVit; Prosecco Valdobbiadene extra Dry Particella 68 della Bronca e (anche se hanno tolto la definizione Spumante dall’etichetta) quattro Franciacorta: due di Bellavista, il Gran Cuvée Brut 2002 e il Rosè 2002, uno di Monte Rossa, Cabochon Rosè Brut 2002 e uno de Il Mosnel, Rosè Parosè 2002. m.f.

5 FOGLIE

• Trento Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1997 - Ferrari Fratelli Lunelli • Piero Coppo Riserva del Fondatore 1996 - Fratelli Coppo • d’Araprì Brut Gran Cuvée XXI Secolo 2000 - d’Araprì • Costaripa Brut 2000 - Costaripa • Trento Alterasi Riserva Graal 1997 - CaVit • Prosecco Valdobbiadene Extra Dry Particella 68 - Bronca • Franciacorta Gran Cuvée Brut 2002 - Bellavista • Franciacorta Gran Cuvée Brut 2002 Rosé 2002 - Bellavista • Franciacorta Cabochon Rosé Brut 2002 - Monte Rossa • Franciacorta Rosé Parosé 2002 - Il Mosnel

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H

foglioline per 25 spumanti, 3 foglioline per 40 spumanti, 2 e ½ foglioline per 88 spumanti, 2 foglioline per 119 spumanti, 1 e ½ foglioline per 152 spumanti, 1 fogliolina per 127 spumanti. Le perle della guida, ovvero i 10 spumanti che hanno ottenuto il massimo riconoscimento di 5 foglioline sono: Trento Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1997 della Fratelli Lunelli;

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Brut Riserva COSTARIPA 2000 di COSTARIPA Tipologia vino: Brut Riserva 2000 Etichetta: Costaripa 2000 Uvaggio: 70% Chardonnay, 30% Pinot nero Vinificazione: metodo classico Invecchiamento: 60 mesi sui lieviti Affinamento: 8 mesi Colore: giallo luminoso con riflessi verdognoli Profumo: di frutta matura, miele e fiori bianchi Sapore: di frutta matura, fiori bianchi e miele Longevità: 10 anni Gradi: 12,5% vol. Temperatura di servizio: 6°C Acidità totale: 6,20 g/l Abbinamenti: ideale da servire a tutto pasto

4 FOGLIE

• Riserva Giuseppe Contratto - Contratto Giuseppe • Riserva Coppo Brut - Cantina Coppo • Gavi Soldati La Scolca Brut d’Antan Riserva - Azienda vitivinicola La Scolca • Soldati La Scolta Brut d’Antan - Azienda Vitivinicola La Scolca • Caluso Spumante Cuvée Tradizionale Gran Riserva Azienda agricola Orsolani • Franciacorta Brut Millesimato - Agricola Ronco Calino • Franciacorta Extra Brut Millesimato - Ricci Curbastro • Franciacorta Brut - Azienda agricola Vigna Dorata • Franciacorta Brut Rosé Millesimato - Fratelli Berlucchi • Mazzolino Brut - Tenuta Mazzolino • Franciacorta Cuvée Brut - Bellavista • Franciacorta Gran Cuvée Satén - Bellavista • Franciacorta Satén Magnificentia - Azienda agricola Uberti • Franciacorta Satén - Agricola Gatta • Franciacorta Brut - La Montina • Franciacorta Extra Brut - La Montina • Franciacorta Millesimato - La Montina • Franciacorta Valentino Majolini - Azienda agricola Majolini • Franciacorta Brut - Il Mosnel • Franciacorta Satén - Azienda agricola Mirabella • Oltrepò pavese Monsupello Brut Pinot nero - Agricola Monsupello

Prosecco di Valdobbiadene Superiore Doc CARTIZZE DRY di BISOL

Valdobbiadene Doc extra dry Prosecco Millesimato GIUSTINO B. di RUGGERI

LOMBARDIA A TAVOLA

Azienda agricola Costaripa via Cialdini 12, Moniga del Garda (Bs) Tel 0365 502010 - Fax 0365 502675 www.costaripa.it - info@costaripa.it

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Tipologia vino: Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze Denominazione di origine controllata Spumante dry Etichetta: Cartizze Uvaggio: 100% Prosecco Affinamento: in acciaio per 5 mesi con i lieviti Colore: giallo paglierino scarico, perlage vivace e sottile Profumo: elegante di fiori di prato, gradevolmente fruttato con sentori di mela, pera e pesca Sapore: sapido, pieno, equilibrato Longevità: pronta beva Gradi: 11,5% vol Temperatura di servizio: 9°C Acidità totale: 5,5 g/l Abbinamenti: ideale fuori pasto, con la pasticceria secca e i desser

Tipologia vino: Valdobbiadene Doc extra dry Prosecco Millesimato Etichetta: Giustino B. Uvaggio: 100% Prosecco Affinamento: in acciaio sino alla primavera successiva la vendemmia, seguito da lenta presa di spuma in grande recipente chiuso Colore: paglierino scarico Profumo: fruttato e floreale Sapore: caratteristicamente fruttato e leggermente aromatico Longevità: 2-3 anni Gradi: 11,5% vol. Temperatura di servizio: 6°C Acidità totale: 6,5 g/l Abbinamenti: da solo e con antipasti e primi piatti di pesce

Bisol Desiderio e figli Società agricola via Folco 33, 31049 S. Stefano di Valdobbiadene (Tv) Tel 0432 900138 - Fax 0432 900577 www.bisol.it - bisol@bisol.it

Ruggeri & C. spa via Prà Fontana - Valdobbiadene (Tv) Tel 0423 9092 - Fax 0423 973304 www.ruggeri.it - ruggeri@ruggeri.it

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Franciacorta BRUT ROSÈ MILLESIMATO 2003 di FRATELLI BERLUCCHI

Azienda agricola Fratelli Berlicchi via Broletto 2, Cortefranca (Bs) Tel 030 984451 - Fax 030 9828209 www.berlucchifranciacorta.it - info@berlucchifranciacorta.it

Franciacorta Docg MILLESIMATO BRUT 2002 di LA MONTINA

Franciacorta Docg BRUT di LA MONTINA

Tipologia vino: Franciacorta Docg Etichetta: Millesimato Brut 2002 Uvaggio: 60% Chardonnay, 40% Pinot bianco Affinamento: 43 mesi sui lieviti Colore: giallo intenso Profumo: di frutta anche matura Sapore: elegante, persistente e di buona acidità Longevità: 4-6 anni Gradi: 13% vol. Temperatura di servizio: 7-9°C Acidità totale: 7,50 g/l Abbinamenti: ottimo per accompagnare le carni bianche, i primi piatti e alcuni particolari formaggi stagionati

Tipologia vino: Franciacorta Brut Etichetta: Brut Uvaggio: 90% Chardonnay, 10% Pinot bianco Affinamento: 22 mesi sui lieviti Colore: giallo paglierino Profumo: sentori di frutta, in particolare di pesca Sapore: fruttato, equilibrato e con buona acidità Longevità: 3-4 anni Gradi: 12,5% vol. Temperatura di servizio: 7-9°C Acidità totale: 7 g/l Abbinamenti: ottimo in accompagnamento a salumi e formaggi, ma ideale anche con i primi piatti e i secondi di pesce

La Montina srl via Baiana 17, 25040 Monticelli Brusati (Bs) Tel 030 653278 - Fax 030 6850209 www.lamontina.it - info@lamontina.it

La Montina srl via Baiana 17, 25040 Monticelli Brusati (Bs) Tel 030 653278 - Fax 030 6850209 www.lamontina.it - info@lamontina.it

LOMBARDIA A TAVOLA

• Oltrepò pavese Monsupello Nature Pinot nero metodo classico - Agricola Monsupello • Trento Alternasi Brut Millesimato - CaVit • Bagnoli classico Spumante Brut metodo classico - Dominio di Bagnoli • Bagnoli classico Spumante Brut metodo classico - Dominio di Bagnoli • Zamuner Brut Riserva Villa La Mattarana - Zamuner Daniele • Cartizze Prosecco Superiore - Bisol Desiderio & Figli • Valdobbiadene Prosecco extra dry - Spumanti Col Vetoraz • Valdobbiadene Brut Vecchie Viti - Ruggeri & C. • Valdobbiadene Spumante extra dry Giustino B. Ruggeri & C. • Brut metodo classico Riserva Ubaldo Rosi Colonnare

Tipologia vino: Franciacorta Brut Rosè Millesimato 2003 Etichetta: Brut Rosè Uvaggio: 70% Chardonnay-Pinot bianco, 30% Pinot nero Vinificazione: rifermentazione in bottiglia, 33-34 mesi sui lieviti Colore: rosato più o meno intenso, spuma e corona ben dichiarata. Perlage minuto e persistente Profumo: caratteristico con delicato sentore di lievito, talvolta fruttato Sapore: sapido, fresco, fine e armonico Gradi: 12,50% vol. Temperatura di servizio: 10°C Acidità totale: 6-7 g/l Abbinamenti: antipasti, primi piatti delicati, pesce di mare e carni bianche

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DESTAGIONALIZZARE, SFIDA FUTURA Il percorso è in salita ma promette bene. Si sa che al ristorante o in casa per gli italiani il consumo di bollice impazza nel periodo natalizio e delle festività (circa 80 milioni di tappi saltati in casa dal 10 dicembre al 6 gennaio 2006 e 15 milioni quelli fuori casa). La spesa globale è risultata essere di 750 milioni di euro, mentre per tutto il resto dell’anno le bottiglie consumate risultato essere 80 milioni. Il consumo di spumanti è ancora legato alle occasioni di festa e si concentra in neanche un mese. Ma gli ultimi dati utili del 2006 indicano un significativo aumento (+8%) dei consumi domestici di vini spumanti che fra dolci e aromatici rappresentano quasi il 60% delle bollicine entrate nelle case degli italiani nel corso dell’anno. Al momento il nord Italia tira il consumo destagionalizzato.

Vsq metodo classico MAZZOLINO BRUT

di TENUTA MAZZOLINO Tipologia vino: Vsq metodo classico Etichetta: Mazzolino Brut metodo classico Uvaggio: 50% Chardonnay, 50% Pinot nero Vinificazione: metodo classico Invecchiamento: 24 mesi “sur lies” Affinamento: 25% in barriques, 75% in acciaio Colore: giallo paglierino cristallino Profumo: ricco, con sentori di fiori bianchi e fruttato Sapore: secco, strutturato, elegante e armonioso Longevità: 2-3 anni Gradi: 12,5% vol. Temperatura di servizio: 8°C Acidità totale: 5,5 g/l Abbinamenti: ideale da aperitivo e a tutto pasto

Monsupello Nature Op Doc Pinot nero metodo classico MONSUPELLO NATURE di MONSUPELLO

Monsupello Brut Op Doc Pinot nero MONSUPELLO BRUT di MONSUPELLO

LOMBARDIA A TAVOLA

Tenuta Mazzolino via Mazzolino 26, 27050 Corvino (Pv) Tel 0383 876122 - Fax 0383 896480 www.tenuta-mazzolino.com - info@tenuta-mazzolino.com

Tipologia vino: Monsupello Nature Op Doc Pinot nero metodo classico Etichetta: Monsupello Nature Uvaggio: 90% Pinot nero, 10% Chardonnay Vinificazione: metodo classico, rifermentazione in bottiglia Invecchiamento: 36 mesi Affinamento: in bottiglia Colore: giallo paglierino Profumo: intenso e fragrante con note di crosta di pane, mandorle amare e nocciole tostate Sapore: secco con accentuata sapidità e buona persistenza Longevità: 2 anni dalla sboccatura Temperatura di servizio: 7-8°C

Tipologia vino: Monsupello Brut Op Doc Pinot nero Etichetta: Monsupello Brut Uvaggio: 90% Pinot nero, 10% Chardonnay Vinificazione: metodo classico, rifermentazione in bottiglia Invecchiamento: 36 mesi Affinamento: in bottiglia Colore: giallo paglierino Profumo: fine, elegante, evoluto con note di cassis e crosta di pane Sapore: secco con piacevole persistenza aromatica Longevità: 2 anni dalla sboccatura Temperatura di servizio: 7-8°C

Azienda agricola Monsupello di Boatti Carlo via San Lazzaro 5, 27050 Torricella Versate (Pv) Tel 0383 896043 - Fax 0383 896391 www.monsupello.it - monsupello@monsupello.it

Azienda agricola Monsupello di Boatti Carlo via San Lazzaro 5, 27050 Torricella Versate (Pv) Tel 0383 896043 - Fax 0383 896391 www.monsupello.it - monsupello@monsupello.it

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SELEZIONE NAZIONALE VINI DA PESCE

BIANCHI

e PESCE

I friulani conquistano il Calice Dorico ad ANCONA Friulane Banear di Treppo Grande (Ud) Delle Venezie Igt rosato “Visionario”• Delle Venezie Igt bianco “Visionario” 2006 • Friuli grave Doc Sauvignon “Tentazioni d’Aba” 2006

MEDAGLIE E DIPLOMI DI MERITO Categoria vini bianchi secchi tranquilli Doc e Docg Medaglia d’oro • Taburno doc Falanghina “Torre dei chiusi” 2006 dell’Azienda agricola Torre dei chiusi di Torrecuso (Bn) Medaglia d’argento • Vermentino di Sardegna doc “Donnikalia” 2006 dell’Azienda vitivinicola Deiana Ferruccio e c. sas di Settimo san pietro (Ca) Medaglia di bronzo ex-aequo • Colli Bolognesi doc classico Pignoletto “D’estro” 2006 dell’Azienda agricola Botti di Monte San pietro (Bo) • Lison Pramaggiore doc Sauvignon 2006 dell’Azienda agricola Bellotto & c. S.s. di Lison di Portogruaro (Ve) Categoria vini bianchi secchi tranquilli Igt Medaglia d’oro • Terre di Chieti igt Pecorino 2006 della Pasetti di Francavilla al mare (Ch) Medaglia d’argento • Terre di Chieti igt Pecorino “Ninon” 2006 di Cantine Dragani di Ortona (Ch) Medaglia di bronzo • Delle Venezie igt bianco “Visionario” 2006 di Friulane Banear di Treppo Grande (Ud) Categoria vini bianchi secchi tranquilli Doc e Docg Elaborati in barrique o comunque affinati in legno Medaglia d’oro • Molise doc Falanghina “Xaatuis” 2005 di Catabbo Iac di San Martino in Pensilis (Cb) Medaglia d’argento • Oltrepò pavese doc Chardonnay 2002 di Cantine Montagna Francesco di Broni (Pv) Medaglia di bronzo ex-aequo • Circeo doc bianco “Dune” 2005 di Cantina Sant’andrea di Borgo Vodice (Lt) • Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico riserva “Serra fiorese” 2003 della Casa vinicola Gioacchino Garofoli di Loreto (An)

I

vini friulani hanno conquistato l’8a edizione della “Selezione Nazionale Vini da Pesce” abilitata dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al rilascio di distinzioni, svoltasi quest’anno presso l’Hotel Monteconero Badia di San Pietro di Sirolo (An). Il Premio speciale “Calice Dorico” è stato in particolare assegnato all’azienda agricola Friulane Banear di Treppo Grande (Ud) con Delle Venezie Igt rosato “Visionario” 2006, Delle Venezie Igt bianco “Visionario” 2006 e Friuli grave Doc Sauvignon “Tentazioni d’Aba” 2006. Il Concorso suddiviso in 10 categorie, riservato solo ai vini bianchi e rosati Doc e Igt e ai vini spumanti bianchi e rosati prodotti sul territorio nazionale, si è proposto di evidenziare la migliore produzione enologica italiana, farla conoscere ai consumatori e agli operatori, presentare al pubblico le tipologie dei vini più caratteristici, nonché premiare e stimolare lo sforzo delle aziende vinicole al continuo miglioramento qualitativo dei loro prodotti. Quest’anno al di là di ogni più rosea previsione il numero di campioni presenti, ben 560, ha rappresentato il record assoluto ed ha confermato il prestigio che tale Selezione ha assunto nel panorama italiano. Sono stati selezionati 273 vini pari al 49% di quelli presentati. A tutti i vini che hanno conseguito il punteggio complessivo di almeno 80 centesimi, corrispondenti all’aggettivazione “ottimo” in base al metodo di valutazione “Union Internationale des Oenologues”, è stato assegnato il diploma di merito. Tra questi quelli che per ogni categoria hanno ottenuto il miglior punteggio, sono stati premiati con Medaglia d’oro, Medaglia d’argento e Medaglia di bronzo.

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PREMIO SPECIALE CALICE DORICO

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SELEZIONE NAZIONALE VINI DA PESCE

Categoria vini bianchi secchi tranquilli Igt elaborati in barrique o comunque affinati in legno Medaglia d’oro • Colli del Limbara Igt bianco “Balajana” 2004 di Cantina Gallura di Tempio Pausania (Ss) Medaglia d’argento ex-aequo • Marche igt Chardonnay “Donna Eleonora” 2006 dell’Azienda agricola Santa Cassella di Potenza Picena (Mc) • Sicilia igt Catarratto “Terre di ginestra” 2006 della Casa vinicola Calatrasi di San cipirello (Pa) • Sicilia igt Viognier “Accademia del sole” 2006 della Casa vinicola calatrasi di San Cipirello (Pa) Medaglia di bronzo • Veronese Igt bianco “Marani” 2005 della Casa vinicola Sartori di Santa Maria-Negrar (Vr)

Categoria vini spumanti bianchi metodo charmat con residuo zuccherino non superiore a 20 G/l Medaglia d’oro • Oltrepò pavese doc Pinot nero spumante brut 2005 di Cantine Montagna Francesco di Broni (Pv) Medaglia d’argento ex-aequo • Valdobbiadene doc Spumante brut 2006 di Le Bertole di Bortolin di Valdobbiadene (Tv) • Verdicchio vino spumante brut “Tor dell’elmo” di Togni di Serra San Quirico (An) Medaglia di bronzo • Offida doc Passerina spumante brut “Gaudio magno” 2006 dell’Azienda agricola Guido Cocci Grifoni & c. di Ripatransone (Ap)

PINOT NERO EXTRA DRY

Franciacorta Docg

Spumante vinificato in rosato di VANZINI

FRANCIACORTA SATEN

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Categoria vini rosati secchi tranquilli Doc Medaglia d’oro • Montepulciano d’Abruzzo doc Cerasuolo “Arboreo” 2006 della Casa vinicola Italo Pietrantonj di Vittorito (Aq) Medaglia d’argento • Brindisi doc rosato “Il chiostro” 2006 di Cantine Brancasi di Brindisi (Br) Medaglia di bronzo • Montepulciano d’Abruzzo doc Cerasuolo “Vigna corvino” 2006 dell’Azienda agricola Contesa di Rocco Pasetti di Collecorvino (Pe)

Categoria vini rosati secchi tranquilli Igt Medaglia d’oro • Delle Venezie igt rosato “Visionario” 2006 di Friulane Banear di Treppo grande (Ud) Medaglia d’argento • Marche igt rosato “Consenso” 2006 di Saladini Pilastri Saladino di Spinetoli (Ap) Medaglia di bronzo • Salento igt Negroamaro rosato “Aruca” 2006 di Santi Dimitri di Galatina (Le)

Tipologia vino: Pinot nero Spumante vinificato in rosato Etichetta: Pinot nero extra dry Uvaggio: 100% Pinot nero Vinificazione: in rosato con permanenza sulle bucce per 4 ore Invecchiamento: 3 mesi in bottiglia Affinamento: in acciaio, 6 mesi in autoclave Colore: rosa Profumo: fruttato e floreale Sapore: fresco, morbido in retrogusto Longevità: 2 anni Gradi: 12% vol. Temperatura di servizio: 8-10°C Acidità totale: 7 g/l Abbinamenti: ottimo come aperitivo e con i piatti di pesce

Tipologia vino: Franciacorta Docg Etichetta: Contadi Castaldi Franciacorta Saten 2003 Uvaggio: 87% Chardonnay, 13% Pinot bianco Vinificazione: fermentazione in acciaio, preaffinamento in acciaio per 7 mesi, rifermentazione in bottiglia Affinamento: sui lieviti per 30-36 mesi Colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli Profumo: fiori e frutti bianchi Sapore: delicato, fine ed equilibrato Longevità: 3 anni dalla sboccatura Gradi: 12,5% vol Temperatura di servizio: 8°C Acidità totale: 6,3 g/l Abbinamenti: ideale come aperitivo, con primi piatti delicati e molluschi

Azienda vitivinicola Vanzini Frazione Barbaleone 7, 27040 San Damiano al Colle (Pv) Tel 0385 75019 - Fax 0385 75287 www.vanzini-wine.com - info@vanzini-wine.com

Contadi Castaldi srl via Colzano 32, 25030 Adro (Bs) Tel 030 7450126 - Fax 030 7450322 www.contadicastaldi.it

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di CONTADI CASTALDI

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SELEZIONE NAZIONALE VINI DA PESCE

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Categoria vini spumanti bianchi metodo classico con residuo zuccherino non superiore a 20 G/l Medaglia d’oro • Oltrepò pavese doc Pinot nero spumante brut “Monsupello” 2001 di Monsupello di Torricella Verzate (Pv) Medaglia d’argento • Chardonnay vino spumante brut “100 Anniversario” 2004 di Cantina di Casteggio (Pv) Medaglia di bronzo • Franciacorta docg brut Saten 2003 di Contadi Castaldi di Adro (Bs) Categoria vini spumanti rosati metodo charmat con residuo zuccherino non superiore a 20 G/l Medaglia d’oro • Vino spumante brut Pinot rosè di Santero f.lli & c di Santo Stefano Belbo (Cn) Medaglia d’argento • Pinot nero vino Spumante extra dry rosato 2006 di Vanzini di San Damiano al colle (Pv) Medaglia di bronzo • Vino spumante brut rosè “Rosa della regina” 2006 di Dal Bello Antonio di Fonte (Tv)

Chardonnay Op Doc BERTÈ & CORDINI 2002 di CANTINE MONTAGNA

Tipologia vino: Oltrepò pavese Doc metodo Charmat Etichetta: Pinot nero spumante Brut Bertè & Cordini Uvaggio: 100% Pinot nero Vinificazione: in bianco a temperatura controllata, seguita da rifermentazione metodo Charmat lungo Affinamento: in bottiglia per 3 mesi Colore: giallo paglierino dorato Profumo: note di pane biscottato con finale leggero di frutta esotica Sapore: fresco, elegante e persistente Longevità: 2 anni Gradi: 12% vol. Temperatura di servizio: 8°C Acidità totale: 6 g/l Abbinamenti: aperitivo, con antipasti delicati e primi piatti di pesce

Tipologia vino: Oltrepò pavese Doc Etichetta: Chardonnay Op Doc Bertè & Cordini Uvaggio: 100% Chardonnay Vinificazione: criomacerazione Invecchiamento: fermentazione in barriques per 8 mesi Affinamento: minino 3 mesi in bottiglia Colore: giallo limone di ottima vivacità Profumo: avvolgente, floreale, con note di frutta esotica e spezie Sapore: caldo, pieno, con note di vaniglia Longevità: 5 anni Gradi: 13% vol. Temperatura di servizio: 10-12°C Acidità totale: 5,5 g/l Abbinamenti: ottimo con risotto allo zafferano e funghi, con pesce, carne bianca e formaggi di media stagionatura

Cantine Francesco Montagna via Cairoli 67, 27043 Broni (Pv) Tel 0385 51028 - Fax 0385 250045 www.cantinemontagna.it

Cantine Francesco Montagna via Cairoli 67, 27043 Broni (Pv) Tel 0385 51028 - Fax 0385 250045 www.cantinemontagna.it

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Pinot nero Spumante Brut BERTÈ & CORDINI di CANTINE MONTAGNA

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SELEZIONE NAZIONALE VINI DA PESCE

Forte la presenza OLTREPÒ sul podio L

Categoria vini spumanti bianchi metodo Charmat con residuo zuccherino non superiore a 20 g/l per l’Oltrepò pavese doc Pinot nero spumante brut 2005 - Cantine Montagna Francesco e nella Categoria vini spumanti bianchi metodo classico con residuo zuccherino non superiore a 20 g/l all’Oltrepò pavese doc Pinot nero spumante brut “Monsupello” 2001di Monsupello. Due gli argenti nella Categoria vini bianchi secchi tranquilli Doc e Docg Elaborati in barrique o comunque affinati in legno per l’Oltrepò pavese doc chardonnay 2002 di Cantine Montagna Francesco e per lo Chardonnay vino spumante brut “100 Anniversario” 2004 di Cantina di Casteggio, uno nella Categoria vini spumanti rosati metodo Charmat con residuo zuccherino non superiore a 20 g/l per il Pinot nero vino spumante extra dry rosato 2006 di Vanzini.

AZIENDE PER REGIONI PREMIATE QUEST’ANNO Valle d’Aosta Piemonte Lombardia Trentino Alto Adige Friuli Venezia Giulia Veneto Liguria Emilia Romagna Toscana Lazio Marche Umbria Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna

3 5 32 7 19 31 3 5 4 5 53 3 33 1 13 22 3 2 18 12

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a qualità e la presenza dei vini dell’Oltrepò si è fatta sentire anche quest’anno al Concorso. Sei i Diplomi di merito nella Categoria vini bianchi secchi tranquilli Doc e Docg all’Oltrepò pavese doc Pinot grigio 2006 di Marchese Adorno, all’Oltrepò pavese doc Pinot grigio 2006 di Vanzini, all’Oltrepò pavese doc Riesling “Campo della fojada” 2006 di Travaglino, all’Oltrepò pavese doc Riesling “Ronco bianco” di Doria, all’Oltrepò pavese doc Riesling “Vigna martina” di Isimbarda e all’Oltrepò pavese doc Riesling italico 2006 di Ca’ del Gè. Mentre sono stati due quelli nella Categoria vini spumanti rosati metodo charmat con residuo zuccherino non superiore a 20 g/l per l’Oltrepò pavese doc Pinot nero spumante brut 2003 di Torrevilla e l’Oltrepò pavese doc Pinot nero spumante brut “Il Millesimato” 2002 della Cantina storica. Medaglie d’oro, invece, nella

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VINI BIANCHI

I BIANCHI brindano alla longevità, con la GARGANEGA in testa ltre 2500 bottiglie provenienti da 150 aziende di tutta Italia, 35 le Doc rappresentate, 300 i vini selezionati, oltre 100 i vini Soave in assaggio. Questi i numeri della seconda edizione di “Tutti i colori del Bianco”, evento di Monteforte d’Alpone (Vr) dedicato al vino bianco italiano - coordinato dal Consorzio tutela vini del Soave - che si conferma quale punto di riferimento per gli appassionati ed un interessante laboratorio per i produttori. Un evento all’insegna dell’elogio della longevità dei vini bianchi in occasione del quale ci sono stati più auspici per un ritorno alla purezza nella vinificazione, l’esclusione della solforosa, l’abbandono del legno. In occasione di un talk show (“Che bianco”) con alcuni dei maggiori nomi dell’alta enologia italiana c’è stato anche un corale richiamo (introdotto dal presidente FederDoc Riccardo Ricci Curbastro) all’importanza strategia del territorio e dei vitigni autoctoni necessari “per dare un senso al vino italiano”. Aspetti rilanciato da Lorenzo Zonin che ha insistito sull’importanza del terroir e sull’adattabilità del vitigno. «In America abbiamo piantato oltre 20 vitigni differenti per trovare quelli più adatti. Di fatto si tratta di un lavoro che nelle generazioni passate veniva fatto artigianalmente dai nostri nonni, a testimoniare che la selezione è sempre stata considerata un punto di arrivo importante». In apertura del convegno il farmacologo Alberto Bertelli aveva ricordato come la ricerca stia oggi lavorando per definire ocn precisione quali sono le proprietà antiossidanti del vino bianco, scontato che quelle del rosso sono già note. Tecnico l’intervento di Sandro Gini (nella foto), di

Monteforte d’Alpone, che ha esaltato la capacità della Garganega di durare negli anni, se ben vinificata. «Dall’85 la nostra azienda non fa più uso di anidride solforosa. Il nostro vino, in purezza, e vinificato correttamente sa vincere così la sfida contro il tempo» Un tema ripreso da Mario Pojer che ricordato come «in Cantina si può distruggere il vino. È necessario mantenere integro il potenziale che si raccoglie in vigna. Nel nostro caso abbiamo puntato ad un vino, puro, privo di solforosa, sfruttando il glutatione, un antiossidante presente naturalmente

in alcune cultivar. Abbiamo infatti utilizzato una nuova tecnologia per la vinificazione in assenza di ossigeno. Quattro anni fa era solo una provocazione. Oggi esportiamo questa tecnica in tutto il mondo. Credo molto nella longevità dei vini bianchi perchè se vinificati correttamente possono durare per decenni. Ho assaggiato recentemente un Terlaner di oltre cento anni, da uva garganega, ed era perfetto. Per la mia natura mi piacerebbe molto sperimentare questo vitigno nel mio territorio».

FRA I SOAVE VINCE PER LONGEVITÀ IL

Mariuccia Passera

1990 DI SANDRO GINI

Era la prima vendemmia messa in bottiglia, ma come capita a molti grandi vini, il Salvarenza 1990 di Sandro Gini (nella foto a fianco) ha rappresentato forse la più grande rivelazione della degustazione del decennio organizzata dal consorzio del Soave in occasione di “100 bianchi super star d’Italia”. Presentato come fuori programma all’inedita verticale “Le Stagioni del Soave in 10 Vendemmie” per sondare tutte le potenzialità della Garganega il vino della cantina di Monteforte d’Alpone (Vr) ha saputo rappresentare, per sapidità, aromaticità e freschezza, forse il meglio del territorio. In occasione di “Formidabili quegli anni”, una degustazione dedicata ai bianchi di tutta dai 10 anni in giù.è statao invece possibile mettere a confronto stili e tecniche diverse che hanno tutte il comune obiettivo di rendere giustizia, finalmente alla longevità del vino bianco di qualità italiano. Tutti degni di nota i vini presenatti, ma fra tutti ci piace segnalare Il Tornese Chardonnay 1995 dell’azienda romagnola Drei Donà, freschissimo e intrigante come pochi vini. Ugualmentge di rilievo il Vintage Tunina 1995 del friulano Silvio Jerman, il Marengo Tdf 1996 dell’azienda franciacortina Villa e il Verdicchio Podium 1997 di Carlo Garofoli. (a.l.)

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PINOT NERO

Un Pinot nero della VAL VENOSTA è il RE dei VINI ROSSI I

sparse su tutto il territorio nazionale. Il primo premio è andato al Blauburgunder Doc dell’azienda Stachlburg, che ha ottenuto il punteggio di 88/100. Un Pinot nero, prodotto da vigneti della Val Venosta curati secondo metodi di coltivazione biologica, e maturato per 12 mesi in botti di quercia francese e ungherese. La seconda posizione è stata conquistata dal “Maso Montalto”, Pinot nero Trentino Doc dell’Azienda agricola Lunelli, con un totale di 87 su 100. Il vigneto dal quale è stato ottenuto il vino è situato su una collina ai piedi del Monte Bondone e appartiene a uno dei Masi, le SEGUE A PAGINA

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Oltrepò pavese Pinot nero NOIR 2003 di TENUTA MAZZOLINO

Trentino Pinot nero Doc MASO MONTALTO di LUNELLI

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l 6° Concorso nazionale Pinot nero d’Italia, organizzato nell’ambito delle Giornate Altoatesine del Pinot nero di Egna e Montagna (Bz), ha premiato un Pinot nero della Val Venosta. Nella suggestiva cornice di Castel d’Enna si è tenuta la 9a edizione delle Giornate Altoatesine del Pinot nero. Il Comitato organizzatore ha comunicato i nomi dei vincitori del Concorso nazionale Pinot nero d’Italia, che ha sottoposto al giudizio di una giuria internazionale di 19 membri fra enologi, giornalisti, tecnici e produttori, ben 65 Pinot dell’annata 2004 inviati da aziende

Tipologia vino: Oltrepò pavese Pinot nero Etichetta: Noir 2003 Uvaggio: 100% Pinot nero Vinificazione: 3 settimane di macerazione Invecchiamento: 12 mesi in barrique con 30% di legno nuovo Affinamento: 6 mesi in acciaio, 1 anno in bottiglia Colore: rosso rubino Profumo: intenso e complesso con bouquet di aromi fini e sottobosco Sapore: pieno, denso e persistente Longevità: 8-15 anni Gradi: 14% vol. Temperatura di servizio: 18°C Acidità totale: 5 g/l Abbinamenti: ottimo con piatti di carne e con i formaggi

Tipologia vino: Trentino Pinot nero Doc Etichetta: Maso Montalto Uvaggio: Pinot nero in varie selezioni clonali Vinificazione: in barrique Invecchiamento: 15 mesi in barrique da 225 litri e tonneaux da 500 litri Affinamento: minimo 15 mesi in bottiglia Colore: rosso rubino Profumo: intenso ma elegante, con note speziate e di frutta quale cassis, mora, amarena, ciliegia e lampone Sapore: complesso e caldo, ricco di struttura, tannini fini e persistente Longevità: 10 anni Gradi: 13,5% vol Temperatura di servizio: 18°C Acidità totale: 5,30 g/l Abbinamenti: primi e secondi piatti importanti

Tenuta Mazzolino via Mazzolino, 26 - 27050 Corvino San Quirico (Pv) Tel 0383 876122 - Fax 0383 896480 www.tenuta-mazzolino.com - info@tenuta-mazzolino.com

Azienda agricola Mauro Lunelli via Margon 19, 38040 Ravina (Tn) Tel 0461 972311 - Fax 0461 903008 www.ferrarispumante.it - info@ferrarispumante.it

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PINOT NERO

I vini SELEZIONATI con più di 79 PUNTI I primi tre classificati: al centro Stachlburg Südtirol Vinschgau (Blauburgunder Doc), a sinistra Lunelli Trentino (Pinot Nero Doc “Maso Montalto”) e a destra La Vis e Valle di Cembra Scarl (Trentino Superiore Pinot nero Doc “Vigna di Saosent”)

IN LOMBARDIA, SIMBOLO DI ECCELLENZA Alto Adige, Trentino e Oltrepò pavese, sono queste le zone più vocate in Italia per la produzione del “re dei vini”. L’Alto Adige, e in particolare alcune zone Doc della Bassa Atesina caratterizzate da un microclima unico, non a caso ospita il concorso tanto da meritarsi l’appellativo di “Blauburgunder Himmel”, paradiso del Pinot nero. La produzione di altissimo livello qualitativo occupa soltanto 350 ettari di territorio, corrispondenti al 9% della superficie coltivata a vino rosso. In forte crescita sul piano qualitativo e lo dimostrano i risultati di questo e di altri concorsi internazionali, sono peraltro anche le zone del Trentino e dell’Oltrepò pavese. Soprattutto in Lombardia il Pinot nero è stato scelto come uno dei nuovi simboli del territorio e della eccellenza enologica.

1 (88) Stachlburg Südtirol Vinschgau (Blauburgunder Doc) 2 (87) Lunelli Trentino (Pinot Nero Doc “Maso Montalto”) 3 (86) La Vis e Valle di Cembra Scarl (Trentino Superiore Pinot nero Doc “Vigna di Saosent”) 4 (85) Kellerei Kaltern Südtiroler (Blauburgunder Doc “Saltner”) (85) Nals-Margreid Entiklar (Südtiroler Blauburgunder Doc “Mazzon”) (85) Tiefenbrunner - Schlosskellerei Turmhof “Südtiroler Blauburgunder Doc Riserva “Linticlarus”) (85) Maso Cantanghel (Trentino Pinot nero Doc “Maso Cantanghel”) 5 (84) J. Brigl Südtiroler (Blauburgunder Doc Riserva “Kreuzbichler”) (84) Kettmeir SpA/AG (Südtiroler Blauburgunder Doc “Reinerhof”) (84) Walch Elena (Südtiroler Blauburgunder Doc “Ludwig”) (84) Tenuta Mazzolino (Oltrepò Pavese Pinot nero Doc “Noir”) 6 (83) Niedermayr Josef (Südtiroler Blauburgunder Doc Riserva) 7 (82) Kellerei St. Pauls (Südtiroler Blauburgunder Doc “Luziafeld”) (82) Stroblhof (Südtiroler Blauburgunder Doc Riserva) (82) Institut Agricole Regional (“Sang des Salasses”) 8 (81) Castelfeder Weinkellerei (Südtiroler Blauburgunder Doc Riserva “Burgum Novum”) (81) Haas Franziskus (Südtiroler Blauburgunder Doc) (81) Kellerei Terlan (Südtiroler Blauburgunder Doc “Montigl”) (81) Klosterhof (Südtiroler Blauburgunder Doc Riserva) (81) Manincor (Südtiroler Blauburgunder Doc “Mason”) (81) Fattoria di Montechiari (Nero di Montechiari Igt Toscana) 9 (80) Ansitz Kränzel (Südtiroler Blauburgunder Doc) (80) Ansitz Pfitscher (Südtiroler Blauburgunder Doc “Matan”) (80) Kellerei Cantina Tramin 1898 (Südtiroler Blauburgunder Doc Riserva) (80) Muri-Gries Klosterkellerei (Südtiroler Blauburgunder Doc Riserva “Abtei Muri”) (80) St. Michael Eppan (Südtiroler Blauburgunder Doc “Sanct Valentin”) (80) Marchesi Alfieri (Monferrato Rosso Pinot nero Doc “San Germano”) (80) Martina (Vino da Tavola Rosso “Cre Seren”) (80) Vallarom Vallagarina (Pinot Nero Igt) 10 (79) Landesgut Kellerei Laimburg (Südtiroler Blauburgunder Doc Riserva “Selyét”) (79) Lun A. Weinkellerei GmbH (Südtiroler Blauburgunder Doc Riserva “Sandbichler”) (79) Niedrist Ignaz (Südtiroler Blauburgunder Doc) (79) Cavit S.C. (Trentino Pinot nero Doc “Maso San Valentino”)

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Pinot nero Collezione Produttori

tradizionali fattorie trentine, di proprietà dell’azienda. Il podio per il terzo classificato è andato alla Cantina La Vis e Valle di Cembra con il suo Pinot nero Doc “Vigna di Saosent”, appartenente alla “Collezione Produttori”, che ha totalizzato un buon 86/100. Le viti dalle quali è stato ricavato il vino premiato vengono coltivate in una microarea a circa 550 m s.l.m. sotto il paese di Cembra. La manifestazione si è confermata ancora una volta di alto livello come testimonia l’elevata media dei punteggi ottenuti dai primi 10 Pinot in classifica, tutti oltre i 79/100, e i numerosi ex-aequo. È stata ribadita la qualità superiore del Pinot nero del Trentino Alto Adige, frutto di un microclima privilegiato e di coltivatori che si sono posti come obiettivo standard qualitativi eccelsi. Hanno comunque saputo farsi notare anche i raffinati Pinot provenienti dall’Oltrepò pavese, dalla Valle D’Aosta e dalla Toscana. La giornata di giovedì 17 maggio, ha visto gli amanti del “re dei rossi” partecipare nel pomeriggio alla degustazione pubblica dei 65 vini in concorso e di una selezione di Pinot nero da tutto il mondo e a una relazione tecnica sulle nuove tecnologie applicate al miglioramento qualitativo del vitigno. Le Giornate altoatesine del Pinot nero si sono concluse a Montagna (Bz) con la degustazione aperta a tutti presso la Sala di Cultura “Johann Fischer” e con una grande festa serale nel centro storico di Egna.

VIGNA DI SAOSENT

di LA VIS E VALLE DI CEMBRA Tipologia vino: Pinot nero Collezione Produttori Etichetta: Pinot nero “Vigna di Saosent” Uvaggio:100% Pinot nero Vinificazione: in rosso Invecchiamento: 10-12 mesi in barrique Affinamento: circa 1 anno in bottiglia Colore: granato Profumo: al naso presenta una bella nota speziata, piccoli frutti e marasca Sapore: pieno e caldo, delicato al palato Longevità: 7-8 anni Gradi: 13% vol Temperatura di servizio: 16°-17°C Acidità totale: 4,82 g/l Abbinamenti: piatti tipici trentini, carni e formaggi di media stagionatura Cantina La Vis e Valle di Cembra via Carmine, 7 - 38015 Lavis (Tn) Tel 0461 440111 - Fax 0461 440127 www.la-vis.com - cantina@la-vis.com

NOTTE DELLE CANTINE UN’AVVENTURA ENOLOGICA TUTTA ALTOATESINA

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Da Bolzano a Salorno, passando per Caldaro, Cornaiano, Termeno, Appiano con tutte le sue frazioni, la Notte delle Cantine dello scorso 19 maggio è stata l’occasione per vivere, in una sola serata, un viaggio nella storia e nella cultura di un territorio senza paragoni quanto a qualità e quantità di varietà prodotte. 46 le cantine della Strada del Vino che hanno aperto i battenti a visitatori curiosi, esperi e appassionati di vino.

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È stata varia non è solo l’offerta di vini, che va dal forte, rosso Lagrein ai più leggeri e fruttati bianchi, Pinot, Sauvignon e Gewürztraminer, ma anche quella di intrattenimento. Il vino, si sa, è bevanda che bene si accompagna a qualsiasi tipo di occasione. Ci sono state cantine dove la musica regnava sotto le antiche volte, cantine dove l’arte, in tutte le sue forme, l’ha fatta da padrone padrona, in cui il piacere del buon bere si è accompagnato a quello di un buon libro, con eventi legati al mondo

letterario. E non potevamo mancare le cantine per scoprire e apprezzare le specialità culinarie tipiche dell’Alto Adige, a partire dagli asparagi, degni accompagnatori di sua maestà il vino. L’unico comandamento, per una sera, è stato quello di gustare e apprezzare i tesori scoperti, in tutta sicurezza. A scortare gli ospiti da Bolzano e lungo tutte le fermate della Strada del vino si è attivato servizio gratuito di bus navetta, perché una delle condizioni per degustare un buon vino è proprio quella di avere la mente sgombra da impegni o preoccupazioni.

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AZIENDE

Dopo l’ADDIO al nobile Tocai LIVON presenta il MANDITOCAI n “mandi” come questo meritava soltanto il meglio: la tenuta e i vigneti migliori, potatura verde per ottenere la massima qualità, selezione dei migliori grappoli, dalla vendemmia migliore degli ultimi 40 anni.Solo 2.400 bottiglie. Quale modo migliore per dare un addio eccezionale al nome Tocai, che si lega per secoli alla terra del Friuli e che è sempre stato un vino dal valore fortemente simbolico. E allora, a dispetto delle aride leggi e della burocrazia, non si può abbandonare senza malinconia un nome che ha una storia, una tradizione indissolubilmente legata al Friuli. Ecco perché Livon, l’azienda agricola che della salvaguardia delle proprie radici ha fatto un proprio tratto distintivo, ha voluto celebrare questo nome indimenticabile con

SETTE STELLE

UN 2007 ESPLOSIVO PER REDAELLI DE ZINIS

un indimenticabile vino chiamato “MandiTocai”: in friulano, addio Tocai. Per preparare qualcosa di assolutamente irripetibile, nella tenuta di Ruttars nel Collio, dove si trovano la terra e le viti più vocate per questo vino, è stata praticata la potatura verde, in modo da ottenere meno uva ma di ottima qualità. In più, è stata effettuata una rigidissima selezione dei migliori grappoli in occasione della vendemmia 2006 che, a memoria d’uomo, è stata a sua volta la migliore degli ultimi 40 anni. Il risultato è il “MandiTocai” Tocai Friulano Doc Collio vendemmia 2006, di colore giallo paglierino con riflessi dorati, con un profumo intenso di foglie di pesco e noce moscata ampio, con note speziate; gradevole, morbido, con retrogusto caratteristico di mandorla amara.

per fare gli onori

alla MILLENNIUM COLLECTION ORNELLAIA

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’azienda di Bolgheri ha inaugurato con un evento esclusivo al Town House di Milano, il primo albergo a sette stelle d’Europa, l’unico appuntamento meneghino concesso in virtù della parteniship che prevede la presenza delle migliori annate del rosso bolgherese nelle cantine delle 25 suites dell’esclusivo hotel. In questa occasione la Tenuta dell’Ornellaia ha presentato “Millennium Collection 2001-2004”, una raccolta di 4annate creata lo scorso anno per la prima volta in

edizione limitata e andata subito a ruba. E proprio il successo suscitato da quel primo debutto, ha convinto Tenuta dell’Ornellaia a concedere, in via del tutto eccezionale, il bis. Le annate protagoniste di questa nuova e ultima “scatola delle meraviglie” passano dalla super premiata 2001, ormai introvabile, fino alla 2004, attualmente in commercio, e per altre due significative prove, la 2002 e la 2003. Il prezioso scrigno custodisce ben 12 bottiglie del famoso Igt Toscana, ogni annata in tre esemplari. Prodotte in soli 600 esemplari, sul mercato da novembre 2007, le casse di rovere massello della Millennium Collection 2001-2004 sono intarsiate e laccate a mano e sono tutte numerate, singole bottiglie comprese. Il compito di questo “scrigno”, creato della stessa materia delle barrique dove Ornellaia matura, è di trasportare intatta l’anima di questo vino dalla cantina storica dove viene custodito.

Parte dalla kermesse del Vinitaly l’ascesa delle produzioni Redaelli De Zinis premiate negli ultimi mesi, che proprio in quell’occasione si è guadagnata il Diploma di Gran menzione con il Garda Riesling 2005. Si passa poi a Pramaggiore (Ve) che ha significato 3 medaglie d’oro per il Garda Riesling 2005, il Garda Classico Chiaretto 2006 e il Garda Classico Groppello “Crù di Mocasina” 2005. Al Vinilies Internationales 2007 di Parigi, invece, è stata la volta della medaglia d’argento a Garda Riesling 2005 a Garda Classico Chiaretto 2006. E alla Selezione nazionale “Vini da Pesce” 2007, il Garda Riesling 2005 ha ricevuto il Gran Diploma di merito.

PEPÈRO, ULTIMO NATO IN CASA GANCIA Pepèro è la nuova etichetta prodotta da Casa Gancia nelle Tenute dei Vallarino. Si tratta di un Sauvignon Blanc, Monferrato Bianco Doc 2006, dal colore giallo paglierino con sentori erbacei e vegetali che ricordano il peperone verde, ma completati da note di frutta e fiori di bosco. Il gusto è gradevole e intrigante, dalla freschezza acida.Vino che conserva ancora delicata finezza e apprezzabile piacevolezza gustativa. Ideale con primi freddi e carni bianche, frutti di mare e pietanze a base di pesce.

S. HELENA FANTINEL MIGLIOR PINOT GRIGIO FRIULANO E’ il S. Helena Fantinel il miglior Pinot Grigio del Friuli Venezia Giulia (con il punteggio di 90/100) secondo Wine Spectator. Questo vino è ottenuto dalle uve coltivate nei vigneti Sant’Helena nella zona di Vencò, nel cuore del Collio. Dal 2004 al 2006 il Gruppo Vinicolo Fantinel ha incrementato il proprio export del 100%, raggiungendo i 4 milioni di euro di fatturato.

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AZIENDE

MAGI,

cantiniere di Montepulciano

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l cantiniere è il vero “angelo custode” del vino. Non c’è azienda che produce Vino nobile di Montepulciano che possa fare a meno di un personaggio così importante». Così si è espresso Luca Gattavecchi, presidente del Consorzio, in occasione della consegna del premio “Il cantiniere dell’anno”. A ricevere il riconoscimento è stato Dino Magi, da 53 anni alle dipendenze dell’azienda Fanetti e da 30 responsabile di cantina. A favore della candidatura di Magi si è espressa unanimemente la giuria.

OLPAIO,

bronzo al Challenge

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edaglia di bronzo al Challenge du Vin 2007 per l’Olpaio Val di Cornia Suvereto Doc 2003 di Tenuta Rubbia al Colle dell’Azienda agricola Fratelli Muratori. Si tratta di un vino rosso Val di Cornia Suvereto Doc da Cabernet Sauvignon e Merlot, prodotto con le uve provenienti dai vigneti del podere Poggetto alle Pulledre. Sono stati 5288, provenienti da 38 Paesi diversi, i vini presentati all’edizione 2007 del concorso che si è tenuto a Bourg sur Gironde, una cittadina nei pressi di Bordeaux famosa per le degustazioni internazionali che vi vengono effettuate, nel corso delle quali avviene la selezione delle migliori etichette.

IL PIEMONTE NELLE BOLLICINE CARLO GANCIA BRUT Prodotto in quantità limitate, il nuovo metodo classico Brut Carlo Gancia Alta Langa è dedicato a Carlo Gancia, fondatore della F.lli Gancia & C., che nel 1865 creò in Italia il primo spumante con il Metodo tradizionale Classico, una formula esclusiva di affinamento in bottiglia realizzata nella prestigiosa Cantina storica Gancia di Canelli. Carlo Gancia è il connubio perfetto tra tradizione, personalità e innovazione: le origini del Monferrato e la lunga esperienza di maestri cantinieri e di ricercatori qualificati e un vino spumante di qualità morbido ed equilibrato, in posizione di vertice all’interno della categoria degli spumanti “Metodo tradizionale Classico”. Questo metodo classico è un mix di Pinot nero e Chardonnay, caratterizzato da un colore giallo paglierino. È ideale per accompagnare perfettamente gli antipasti, i primi di pasta, i risotti e le carni bianche.

SI BEVE FEUDI SAN GIORGIO IN COPPA AMERICA Gli occhi di milioni di persone sono puntati sulla Coppa America di vela di Valencia che proseguirà le sue regate fino a luglio. Per catalizzare l’interesse di tutti i presenti sui prodotti tipici è stato creato “Best of Italy” un punto di riferimento tutto italiano dislocato nel porto di Valencia. All’interno del ristorante, gli unici vini che accompagneranno i pasti saranno quelli prodotti dall’azienda irpina Feudi di San Gregorio. Una bella sfida per l’azienda, che si vede riconosciuto così un ruolo di portabandiera italiana.

Parla MAREMMANO il superbo DROMOS

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n Igt Maremma Toscana è il Dròmos 2004 della Tenuta Poggio Verrano di Montiano (Gr). Un nome nuovo nell’enologia italiana ma famoso è il cognome del produttore, Bolla. Francesco Bolla, uno dei rampolli della Casa vinicola veronese, ha trasferito in Toscana la sua passione. Dròmos 2004 è uvaggio di Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese, Alicante e Cabernet Franc. Il risultato è un vino di grande carattere, dove il tannino, l’acidità e un periodo di affinamento in barrique riescono a fondersi in perfetto equilibrio. In attesa di assaggiare il 2005 per avere conferme, Dròmos 2004 ha già convinto molti critici in Italia e nel mondo, a partire dal mercato Usa.

PALAZZO GRASSI

sceglie RUGGERI

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François Pinault, uno degli uomini più importanti dell’economia europea e uno dei più ricchi del mondo, proprietario dei marchi Gucci e Christie’s, la famosa casa d’aste, ha scelto Venezia e ha comprato Palazzo Grassi per dare spazio e visibilità alla sua passione per l’arte. L’ultima delle sue iniziative dal titolo “Sequence 1 Pittura e scultura” è stata inaugurata il 4 maggio scorso e per quella occasione sono state stappate 100 Magnum di Quartese della cantina Ruggeri di Valdobbiadene (Tv). La cantina Ruggeri aveva già decretato un record con le sue 150.000 bottiglie esportate nel Regno Unito e proprio la tipologia Prosecco Valdobbiadene Doc Brut Quartese ha accompagnato il rinfresco di Palazzo Grassi curato da Irina Freguia del ristorante Vecio Fritolin, famoso a Venezia e molto frequentato da turisti stranieri.

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EVENTI

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ianco e altoatesino il primo, rosso e toscano il secondo. Sono solo due tra le tante differenze che distinguono il Gewürztraminer di Termeno dal Brunello di Montalcino. Tante le diversità, ma anche le affinità, a partire dalla vocazione vinicola millenaria che li contraddistingue. L’incontro si è svolto lo scorso 11 maggio al Castello Rechtenthal di Termeno (Tn), nel corso delle Settimane altoatesine della Strada del Vino. Un vero itinerario geografico, storico, turistico e culturale, che si snoda su circa 30 km di percorso ininterrotto. «L’idea di mettere a confronto Gewürztraminer e Brunello – ha spiegato Wilhelm Walch, organizzatore – nasce con lo scopo di formare una sinergia tra due zone vinicole e due consorzi

ASTORIA VINI

e il multietnico

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’azienda vinicola trevigiana Astoria Vini ha partecipato a un’importante iniziativa di solidarietà attraverso la realizzazione del vino etichettato “No Excuse”. Per ogni bottiglia acquistata verrà destinato 1 euro a sostegno della raccolta fondi che aiuta le popolazioni della Costa del Pacifico in Colombia. I finanziamenti andranno alla Fondazione “Colombia Te Quiere Ver”, per soccorrere i bambini e la popolazione indigena priva di strutture mediche. Nel 2005 la Fondazione rese possibile l’iniziativa grazie al sostegno dell’Associazione italiana per la solidarietà tra i popoli e la collaborazione con l’Ospedale San Raffele di Milano. Il vino realizzato per l’occasione dall’azienda vinicola è un Piave Doc Cabernet Franc del 2006, che verrà distribuito nel canale Horeca e sarà possibile acquistarlo in ristoranti, enoteche e wine bar.

ugualmente famosi e importanti, per crescere insieme in qualità e notorietà. Oltre ai fattori razionali, però, la scelta è stata fatta anche seguendo le nostre emozioni. Non credo, infatti, che esista un appassionato di vini capace di rimanere indifferente davanti all’incontro di tanti e tali campioni».

TUTTI PAZZI PER I VINI PASSITI 140 cantine partecipanti 168 etichette provenienti da tutte le regioni italiane. Grande successo per la 5a edizione della Mostra Nazionale dei Vini passiti e da meditazione di Volta Mantovana che ha fatto registrare più di 10mila presenze. Grazie anche alla partecipazione dell’Associazione del vino e delle donne del Tokaj dall’Ungheria. Riscontro positivo per le degustazioni guidate di vini passiti a cura dell’Ais e della sommelier Cinzia Gonano e gli abbinamenti a confetture, formaggi, dolci, sigari a cura de Il Club Amici del Toscano.

PRAMAGGIORE PREMIA IL CIPRESSO In occasione del 46˚ Concorso enologico nazionale anno 2007 di Pramaggiore (Ve), che si è tenuto presso la sede del Palazzo Mostra Nazionale Vini, l’azienda vinicola bergamasca Il Cipresso di Scanzorosciate (Bg) si è distinta con particolare merito. Infatti, i suoi vini Valcalepio rosso Doc “Dionisio” anno 2004 e Valcalepio bianco Doc “Melardo” anno 2005 hanno ottenuto il diploma di medaglia d’oro 2007 riservato ai vini il cui punteggio ha raggiunto o superato gli 80/100.

GRANDI MARCHI uniti

per il vino italiano

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a tavola rotonda di Roma dal titolo “I fattori di successo del vino di qualità nei nuovi mercati”, è risultata occasione per fare il quadro della positiva esperienza dell’Istituto Grandi Marchi, che raggruppa al suo interno 18 aziende rappresentative del vino di qualità italiano, e per parlare anche delle prospettive future. Piero Antinori (nella foto), presidente dell’Istituto, ha evidenziato i risultati eccellenti che il vino di qualità italiano ha avuto, grazie all’Istituto, nei principali mercati esteri, anche tra quelli emergenti: Stati Uniti, Giappone, Russia, Cina e India. Questi risultati – su tutti la crescita del 20% negli Stati Uniti, del 45% in Giappone e del 70% in Russia e Cina - sono stati possibili grazie a una strategia complessa che si è manifestata attraverso eventi promozionali, educational, degustazioni, occasioni per formare la stampa, i ristoratori, gli opinion leader. Nell’ottica di una promozione che vada oltre il solo vino di qualità, nel prossimo futuro partiranno progetti volti a creare sinergie con altri settori dell’agroalimentare italiano, grazie a una collaborazione nata con due importanti consorzi: quello del Grana Padano e quello del Prosciutto San Daniele. Questa collaborazione punterà alla valorizzazione del prodotto tipico e del vino italiano di qualità con azioni di promozione sui mercati terzi, nel biennio 2008-2009 per un valore di oltre 3,2 miliardi di euro, un’azione che poggerà sui fondi previsti dal Regolamento (Ce) 2702/99.

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Quando il bianco GEWÜRTZTRAMINER incontra il rosso BRUNELLO

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CONSORZI

al Lugana-Turbiana Presidente il veronese MONTRESOR

SVOLTA STORICA

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opo essersi imposta all’attenzione come una zona in forte crescita qualitativa e capace di valorizzare fino in fondo il concetto di territorio che sta alla base della moderna promozione del mondo del vino, la Lugana dà un nuovo segnale di innovazione dimostrando concretamente di puntare fino in fondo sul concetto di autonomia e identità. Superando le ormai antistoriche differenziazioni provinciali il Consorzio tutela Lugana ha in particolare eletto nuovo presidente per il triennio 2007-2010 il veronese Francesco Montresor (nella foto), uno dei più convinti luganisti. Vignaiolo di quarta generazione e titolare con il fratello Michele dell’azienda Ottella di San Benedetto di Lugana di Peschiera del Garda (dell’azienda agricola Ottella), Francesco Montresor raccoglie il testimone del bresciano Paolo Fabiani (Tenuta Roveglia) che, con altri due fra i più noti e apprezzati produttori di Lugana, Fabio Contato (Provenza) ed Igino Del Cero (Cà de Frati), gli resta a fianco come vicepresidente. Laureato in legge, 45 anni, padre di tre figli e residente da sempre in Lugana, il neo presidente

del consorzio bresciano-veronese si occupa dell’azienda fondata negli anni ’50 dal padre Ludovico. Luganista nel cuore e non solo, come spesso si definisce, segue da sempre la produzione e la ricerca del vitigno autoctono del Turbiana, uno dei cloni del Trebbiano che derivano dal Petit Manseng dei Pireni. Montresor è anche consigliere all’Unione agricoltori di Verona. La scelta del nuovo presidente, che avviene in piena sintonia con il suo predecessore e con un’amplissima condivisione da parte degli associasti, rappresenta come detto una vera e propria svolta storica per il territorio del Lugana ed è inequivocabilmente nella logica di chi vuole interpretare la zona con una sola forte identità, prescindendo dall’appartenenza regionale e provinciale. «Il Lugana è una risorsa, un

identità e un motivo d’orgoglio» ha dichiarato a caldo il neo presidente che con un gesto non solo di cortesia ha richiamato i valori della continuità ha ringraziato, a nome di tutti i consiglieri, Paolo Fabiani, che ha condotto il Consorzio per i sei anni precedenti, potenziandone la struttura, le risorse e lo stesso sviluppo sociale. Un’eredità che ora il Consorzio, sotto la guida di Francesco Montresor, potrà ulteriormente ampliare se, come si spera, riuscirà a proseguire sulla strada dell’aggregazione di quei pochi produttori che finora non avevano aderito al Consorzio stesso. Un obiettivo strategico per rafforzare il concetto di “un’identità, un prodotto, un territorio” su cui si caratterizza la gestione del Lugana negli ultimi tempi incontrando sempre più successi, anche all’estero.

100 ASSOCIATI IN DUE PROVINCE Oggi il Consorzio Tutela Lugana Doc rappresenta 100 associati fra le province di Brescia e Verona con sedi a Sirmione e a Peschiera del Garda; è in attesa del riconoscimento ministeriale a esercitare il controllo di filiera (il cosiddetto Erga Omnes), mentre già da anni svolge un’attività di vigilanza e controllo e una di valorizzazione del prodotto Lugana. Il nuovo Consiglio risulta così composto. Presidente: Francesco Montresor; Vice presidenti: Fabio Contato, Igino Dal Cero e Paolo Fabiani; Consiglieri: Pier Giuseppe Crestani, Giorgio Cristoforetti,Vincenzo Formentoni, Luigi Fraccaroli, Giovanni Olivini, Gabriele Prospero, Natale Segna,Vittorino Urbani e Fabio Zenato; Collegio Sindacale: Giuseppe Avanzi, Francesca Baroni,Andrea Conti,Alessandro Fabiano, Luca Pasini, Nicola Salomoni ed Elena Zordan.

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CONSORZI

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In ROMAGNA è guerra sul vino I produttori vogliono le SOTTOZONE scoppiata, in Romagna, la guerra del “vino di qualità”. D’altra parte le schermaglie che già da tempo erano in atto fra numerose aziende vitivinicole da una parte e le cantine sociali con l’appoggio dell’area riminese dall’altra, avevano fatto prevedere che al primo momento di confronto la discordia sarebbe apparsa in tutta la sua rilevanza. E così è stato, proprio su un punto di

fondamentale importanza, sul quale i produttori non intendono cedere: la richiesta di “sottozone” o per meglio dire “zone ad alta vocazione”. Luogo dello scontro l’assemblea dei soci dell’Etvr (Consorzio vini di Romagna) che ha visto la presenza di tutti i diretti interessati da Imola a Rimini. L’argomento all’ordine del giorno si è rivelato di grande interesse per tutte le aziende vitivinicole intenzionate, già da parecchi anni, a rivedere la Doc di Romagna e a determinare finalmente le tanto attese e desiderate zone a “vocazione”. «Solo seguendo questa strada – ha sostenuto Giuseppe Nicolucci (nella foto a sinistra), presidente dell’Associazione per la promozione del Sangiovese di Predappio – si potrà raggiungere la produzione migliore, vale a dire l’alta qualità dei

Il VINUM di ALBA mette d’accordo L’enoturismo è il JOLLY italiano

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lba e il territorio di Langhe e Roero: un legame forte che ha determinato le fortune del turismo enogastronomico. Nell’edizione 2007 di “Vinum” questo legame ha trovato conferme: la presenza delle 12 enoteche regionali, le oltre 70 cantine aperte, le iniziative presso le enoteche, il ruolo attivo dell’Ente Turismo e la visita di oltre 50mila persone. Anche se storicamente legata al vino dell’albese, Vinum continua ad aprire i propri confini a nuove regioni, a terroir, a iniziative che vanno incontro all’interesse degli appassionati. L’evento si è confermato come osservatorio sullo stato del turismo del vino in Italia: per il quarto anno ha presentato il sondaggio sulle tendenze della

vini romagnoli, anche in funzione di un disciplinare di produzione più rigoroso. In modo particolare per il Sangiovese, considerato principe dei nostri vini». Tuttavia l’idea di creare cinque sottozone, vale a dire Imola-Faenza, Predappio, Betinoro, Cesena e Rimini, tutte al di sopra della via Emilia, in zone collinari, quindi ad alta vocazione, è stata accolta con molta diffidenza per non dire ostilità. Si sono schierate infatti le cantine cooperative capeggiate dall’area riminese da un lato e le aziende vitivinicole favorevoli all’idea dall’altro Al termine dell’assemblea, visti i contrasti, è stato messo ai voti solo lo schema tecnico delle future sottozone, già di per sè difficile da realizzare.

BERTA ALLA GUIDA DELL’ASTESANA

stagione 2007, realizzato da Go Wine in collaborazione con Magda Antonioli dell’Università Bocconi di Milano. L’indagine ha presentato un aspetto di novità nel coinvolgimento nell’indagine delle aziende vitivinicole e uno di continuità riguarda il mondo dell’enoturista. Da cui traspare un enoturista che si autodefinisce (61,96%) “amante” o “curioso” del vino, contro il 36,96% che si ritiene “esperto” o “intenditore”. Si conferma anche come un turista del territorio - prima che turista del vino - sottolineando l’accento posto dagli intervistati sull’importanza “dell’ambiente e del paesaggio”, del “fascino dei grandi vini”, della “storia, arte e cultura” mentre l’interesse per la “gastronomia tipica” passa dal 1° posto del 2006 al 5° di oggi, dopo “l’atmosfera delle cantine”.

L’assemblea dei soci della Strada del vino Astesana ha rinnovato le cariche direttive, confermando presidente Gianfranco Berta (nella foto), grappaiolo in Casalotto di Mombaruzzo, e vice-presidente Michele Chiarlo. Completano il direttivo Claudia Cordara, Fabrizio Simonelli, Andrea Ghignone, Gianfranco Torelli. Primo impegno della Strada sarà la sperimentazione nel 2007 di un sistema organizzativo per il turismo specializzato in zona, a servizio dei soci, in collaborazione con l’ufficio IAT di Canelli.

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TENDENZE

12 NUOVI GIOIELLI dell’ospitalità brillano tra i LOCALI STORICI D’ITALIA H

a fatto il giro di tutto il Bel Paese la Guida Locali storici d’Italia per scovare e poi parlare dei più antichi e prestigiosi alberghi, ristoranti, pasticcerie, confetterie, grapperie e caffé letterari che hanno segnato la storia italiana e che conservano ambienti, atmosfere e arredi di ineguagliabile fascino e originalità. La sua 31a edizione, pubblicata dall’omonima associazione culturale (232 pagine, testi in italiano e in inglese, illustrazioni del pittore Gianni Renna - www.localistorici. it) propone un percorso complessivo di 216 nomi illustri sparsi in varie località e sono 12 le new entry di quest’anno. Si parte con il Ristorante Casa del Brodo “dal Dottore” (foto 1) di Palermo (1890), guidato da Ada e Gaetano Romeres, famoso per il suo brodo di carne e per i camici bianchi indossati dai proprietari, per poi passare al Grand Hotel (foto 2) di Rimini (1908), che ha ospitato celebrità della politica e dello spettacolo nelle sue sale da pranzo arredate da sogno. Il Ristorante Cacciani (foto 3) di Frascati (Roma), aperto nel 1922, ha ospitato persino Walt Disney, Clarke Gable e Marcello Mastroianni che hanno degustato il vino spillato dalle “romanelle” di famiglia. Poi si citano il Grand Hotel Santa Lucia (foto 4) di Napoli (1906) del gruppo Turin Hotels

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International e l’Hotel Londra Palace (foto 5) di Venezia (1860) con le sue 53 stanze lussuose, le sue 100 finestre affacciate su Riva degli Schiavoni e i suoi arredi autentici. L’Hotel Adria (foto 6) di Merano (Bolzano) del 1855 rappresenta il manifestao della Belle Epoque e oggi è divenuto una beaty farm e una Spa di classe. A Catania troviamo una vera testimonianza dello stile Liberty con la Fabbrica Finocchiaro (foto 7) di Giarre del 1914, oggi pregiata cioccolateria di famiglia che rispetta la tradizione dolciaria siciliana. Salendo verso nord troviamo il Ristorante La Barcarola (foto 8) di Livorno (1935), che porta il nome di un’opera di Mascagni ed è un vero tempio del caciucco, e l’Hotel Riviera (foto 9) di Rapallo (Genova) del 1905 con le sue 20 camere di charme e di lusso al massimo comfort. Poi troviamo l’Hotel Europa (foto 10) sempre a Rapallo (Genova), albergo di lusso della cittadina sul mare. Salendo lungo la penisola, la guida cita l’Osteria della Villetta (foto 11) di Palazzolo sull’Oglio (Brescia) del 1900, bella palazzina novecentesca, che è considerata una delle ultime osterie ferroviarie italiane. Per finire il Ristorante 12 Apostoli (foto 12) di Verona, del 1750, frequentato nel ‘700 quotidianamente da dodici mercanti, oggi simbolo della cultura e della tradizione veronese poichè ospita un prestigioso premio giornalistico-letterario.

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TENDENZE

Il Grand Visconti Palace di Milano ha investito sullo sviluppo delle vendite on line rinnovando radicalmente il sito Internet (www.grandviscontipalace. com) e lanciando interessanti offerte speciali riservate a chi effettua prenotazioni via web. La home page del nuovo sito, disponibile in 6 lingue, accoglie il navigatore con una serie di immagini a ciclo continuo, con un layout semplice e intuitivo. Il tutto arricchito con uno spazio dedicato alle offerte speciali e alla segnalazione degli eventi in programma all’hotel. Un’altra importante novità è rappresentata dall’integrazione di Fastbooking, un nuovo e più efficiente sistema di prenotazione on line che ha già dimostrato di garantire notevoli vantaggi in termini di reattività, semplicità e intuitività dell’interfaccia utente.

IL PODERE

riscopre l’ospitalità

alla MANIERA SICILIANA

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ituato in Contrada Torre Landolina, immerso nella natura rigogliosa di un territorio dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità sulle colline di Siracusa, l’Hotel Il Podere ha recuperato l’antico fascino di una vecchia masseria. Qui le atmosfere tipicamente siciliane sposano comfort moderni e una fusione

L’ORIENTE alla locanda SHAMBALA con grandi alberi, Shambala, si pone come luogo di pace e di felicità fin dal 1998. Secondo la dottrina tibetana il regno di Shambala simboleggia la purezza del mondo e oggi i ritmi frenetici della vita impongono la presenza di luoghi “rigeneranti” per il corpo, lo spirito e l’appetito. Colori caldi, luci soffuse, giardino con grandi alberi e siepi di bambù rendono ancora più gustosa la cucina interpretata in modo esclusivo.

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espirare la suggestione di un giardino asiatico si può in una metropoli come Milano. In via Ripamonti dove la locanda asiatica

ABBADIA A ROFENO

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ospita ALTOPALATO

el cuore delle Crete Senesi apre Abbadia a Rofeno (Si), dimora storica ricavata in un monastero benedettino. Si tratta di una struttura unica: una dimora elegante che ospita i corsi di Alta Cucina del Centro di cultura enogastronomica Altopalato di Milano. Corsi di alta cucina della durata di una settimana oppure di un weekend, per appassionati ed esperti, sono

tenuti dai più famosi cuochi internazionali nella grande cucina professionale allestita all’interno dell’antica struttura. L’Abbadia a Rofeno dispone di un bar interno e una grande sala da pranzo in grado di ospitare fino a 120 persone.

di stili raffinati, rendendo il tutto un luogo ideale per una vacanza all’insegna del mare e della cultura, dei sapori autentici siciliani e della natura. La tenuta di 12.000 mq di aranceti e uliveti ha mantenuto le caratteristiche della masseria con l’alto muro a definire un ampio cortile dove si affacciano gli ambienti comuni e le camere, oltre al parco e allo spazio per la piscina. In più, chi prova la cucina resterà affascinato dall’abilità dal giovane chef Maurizio Urso, che propone menu di carne e pesce della cucina siciliana rivisitati e alleggeriti con intriganti fusioni di colori, sapori e ingredienti.

EVENTI A TEMA ALL’IMPERIALE DI COMO Christian Bertogna, chef del ristorante “Imperialino” del Grand Hotel Imperiale di Moltrasio (Co) ha proposto una serie di appuntamenti golosi: ogni mese una settimana gastronomica a tema toccando tradizioni culinarie diverse. Dopo il Festival degli asparagi in aprile, si è proseguito in maggio con la cucina provenzale: un vero e proprio omaggio al sud della Francia con le sue erbe, i suoi profumi, le sue carni. A giugno, dal 10 al 17, sarà protagonista la Toscana con una scelta di piatti della tradizione rivisitati. Barbecue & Co. sarà il tema di luglio (dall’8 al 15 ogni giorno a pranzo). In settembre, dal 2 al 9, Crostacei e dintorni, mentre dal 21 al 28 ottobre sarà la volta della Sagra del tartufo. Dall’11 al 18 novembre, la cacciagione, per terminare in dicembre con appuntamenti e menu degustazione natalizi.

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VISCONTI PALACE RESTYLING DI TARIFFE

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IL BUSINESS LUNCH ALL’ACANTO Nell’incantevole atmosfera del ristorante Acanto di Milano, con la sua veranda affacciata sullo splendido giardino all’italiana, la carta del pranzo si arricchisce del business lunch, la nuova formula per una colazione di lavoro. La colazione comprende un’ampia selezione di antipasti a buffet, preparato dallo Chef Fabrizio Cadei, un piatto a scelta tra un primo del giorno e un secondo di carne o di pesce, frutta o dessert dal carrello.bevande e da una carta dei vini selezionata.

TENDENZE

Con il NOBLE LOUNGE di Monza Meregalli fa sempre TENDENZA

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nserito in una corte del 1200 nel centro storico, “Noble Lounge” si sta imponendo come un nuovo concetto di locale per Monza. Essenziale e al tempo stesso ricercato nell’arredo, si basa su una cucina fusion, utilizzando ingredienti rari e pregiati, con preparazioni raffinate e dall’aspetto accattivante mixate fra tradizione giapponese e locale, così da rendere il menu del giovane chef Omar Giummarra un susseguirsi di sorprese e sapori unici. 40 coperti

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Roma eat and drink La scommessa del CAFFÈ BERNINI

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Lo storico Caffé Bernini di Roma, situato nella splendida Piazza Navona, dopo una radicale ristrutturazione, si presenta al pubblico romano e internazionale con clamorose novità, che esprimono la lungimiranza del giovane proprietario Alberto Cagliostro. Ambiente e dehors riammodernati e accoglienti, personale giovane, poliglotta e preparato, offerta enogastronomica di alto livello sono tutti aspetti esaltati dalla consulenza dello chef Emiliano Pascucci, allievo dello chef Heinz Beck de La Pergola dell’Hilton. A partire dalla colazione con miscele di caffè pregiato e pasticceria fresca si passa alla proposta gastronomica del pranzo a base di piatti espressi creativi e di matrice tradizionale. Il tutto accompagnato da una ricca scelta di cocktail, bevande e da una carta dei vini selezionata.

divisi in 2 sale (una con vista sulla cucina al piano terra e una al primo piano per 16 persone, con un balconcino che dà su quella principale) costituiscono il luogo ideale oltre che per una cena dal carattere orientale, per aperitivi accompagnati da veloci piatti di cucina di tendenza o per un dopo cena sfizioso dove si può scoprire l’abbinamento perfetto tra cru di cioccolato Peyrano e splendidi distillati che, con una carta dei vini con 200 fra le migliori etichette del mondo, costituiscono uno dei punti forti del locale. D’altra parte non potrebbe essere altrimenti considerando che il Noble Lounge fa capo al gruppo Meregalli che proprio all’indirizzo di via G. dei Tintori 18 (Tel 039 390 93 290) ha in attività un altro risorante, il Nobler by Silvarte, mentre nei pressi ha anche un’enoteca, il “Mulino a vino”.

TERME DI COMANO,

relax assicurato

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na verde vallata tra il Lago di Garda e le Dolomiti del Brenta, con un clima mite e balsamico. Le Terme di Comano si trovano in una conca di conifere e prati a circa 30 km da Trento. A pochi passi dalla struttura sanitaria sorge il Grand Hotel Terme, un albergo di nuova generazione tutto arredato con legno dal colore tenue e poltrone in pelle arancione. Dispone di 4 tipologie (standard, superior, junior suite e suite), con particolare attenzione alle famiglie e al trattamento riservato ai bambini dai 3 agli 11 anni. Di particolare rilievo il piano dedicato al benessere, diviso in due settori: quello termale convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale e il centro benessere per chi invece desidera farsi coccolare con trattamenti di bellezza.

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LOCALI

TENDENZE A CENA CON GOETHE A PALAZZO POCK A Palazzo Pock di Bolzano, costruito nel 1759, oggi in un’ala al pianterreno si trova un ristorante raffinato. Gestito dalla famiglia Pizzinini, proprietaria del Rosa Alpina Hotel & Spa di San Cassiano (Bz) con al suo interno il ristorante “St. Hubertus”, due stelle Michelin. Lo chef de cuisine Sebastian Kaiser è a capo del team che elabora i piatti supervisionati dall’Executive Chef Norbert Niederklofer, proponendo una cucina regionale rivisitata con influssi mediterranei armoniosi. La sala principale, Kaisersaal, è un’accogliente ambiente dalle calde atmosfere che rimandano all’epoca della struttura.La sala Goethe, invece, è un luogo ideale per banchetti e incontri di lavoro o per colazioni e pranzi in intimità. Notevole anche l’Atelier, uno spazio di ritrovo contemporaneo, e la suntuosa Terrazza all’aperto.

È tempo di INAUGURAZIONI Tutte all’insegna del DESIGN

L’

agenda del gourmand e dell’happy hour-dipendente è folta di appuntamenti in questo inizio estate che si preannuncia rovente. Si comincia il 31 maggio con l’apertura del nuovo ristorante pizzeria “camiceria” “Il Guscio” di via XII ottobre 196 a Milano, con arredo firmato Costa Group, per poi proseguire il 7 giugno in via Sentierone 37 a Bergamo per l’inaugurazione della caffetteria e music bar su due piani “212 Barcode”, sempre griffato Costa Group. Ci spostiamo in terra piemontese, precisamente in piazza Europa a Cuneo per l’apertura il 1 giugno del locale cioccolateria “Relais Cuba” per poi ritornare a Bergamo, il 2 giugno, per un eventoinaugurazione un po’ speciale. Apre

il wine & restaurant “La Scala Cafè” a Bergamo, che apre la stagione estiva con la mostra della pittrice Milena Corcagnari. “Frammenti rubati alla fantasia e incastonati in una pennellata.” Così è definita la pittura della famosa artista “emozioni che sospese nel vento ritrovano riparo nella tela e diventano forma, volume, intensità”. La mostra sarà costituita da riproduzioni di alcune opere di Tamara de Lempicka e Fernando Botero. Dalle 21 un dj comincerà ad alzare i ritmi accompagnando in modo grintoso tutta la serata in collaborazione con Fluid e Cantina sociale bergamasca. www.lascalacafe.it www.proposte.it www.costagroup.net

Milano eat and drink

Ha avuto coraggio Alessandro Sironi ad aprire il suo ristorante in una tranquilla via della Bovisa, un po’ lontana dal vorticoso tourbillon meneghino. Ma si sa, a volte il coraggio paga. E CRISTINA VIGGÈ, comunque sia, la zona sta crescendo bene, vuoi CRONISTA DEL per l’università, vuoi per la novella sede della GUSTO, INDAGA SUI NUOVI TREND Triennale e vuoi per quel senso di rilassatezza DEI LOCALI che la distingue. E vuoi anche per la proposta A MILANO gastronomica, ricercata e raffinata come quella del Legrion (via Giuseppe Candiani 124, Milano - Tel 02 89075797), design minimalista e mattoni a vista per un mix che appaga l’occhio. Il palato, invece, viene deliziato da una cucina creativa ma saggiamente equilibrata, che privilegia i prodotti di stagione rielaborandoli secondo la tradizione mediterranea. Ecco allora le orecchiette fresche con asparagi e scampi, i ravioli alla caprese (ripieni di ricotta salata, Caciocavallo Silano e

maggiorana) e la tagliata di tonno con pesto di rucola e pomodoro fresco al basilico. Bella la carta dei vini.

Le PITTORESCHE sfumature dell’HISTORIA Se la vita è in bianco e nero, basta entrare in questo ristorante per cambiare visione del mondo. Anzitutto perché qui è il bianco a giocare con il grigio, in delicate pennellate che sulle pareti vanno a disegnare piatti, bicchieri, vasi di fiori e panni stesi. E poi perché, qua e là, c’è quel tocco di rosso pronto a regalare la nota frizzante. Un locale fuori dagli schemi, l’Historia (via Raffaello Sanzio 10/12, Milano - Tel 02 36566937): veracità napoletana (la stessa che anima la titolare Lina Gravina), charme francese, allegria spagnola e una cucina che omaggia i sapori autentici, a ritmo di freschi latticini campani e pugliesi, polipo all’amalfitana su crostone casereccio, scialatielli con cozze, vongole e pomodorini, paccheri con mozzarella di bufala, calamarata (anelli di pasta con calamari grigliati), plateau di pesce crudo, bouillabaisse, astice alla catalana e tonno ai ferri con gazpacho freddo.

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Ricette BRIOSE al LEGRION in Bovisa

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LOCALI

TENDENZE

“Il PIACERE di mangiare all’italiana” A battesimo all’ISEOLAGO HOTEL U

bicato sulle rive del lago ai confini della Franciacorta, territorio famoso per l’ottima produzione vinicola, l’Iseolago Hotel di Iseo (Bs) si propone d’inverno come hotel d’affari, mentre a partire da marzo, con le residenze “Il Patio” e “Le Terrazze” si trasforma in albergo turistico e confortevole alloggio per i tennisti e i golfisti che in zona possono utilizzare rinomate strutture. Il ristorante dell’hotel, L’Alzavola, aperto anche alla clientela esterna, prende il nome dalla più piccola fra tutte le anatre, spesso protagonista fra l’altro dei piatti preparati con cura sapiente dagli chef Luigi Giudici (nella foto a destra) e Giorgio Rebaioli (nella foto il secondo da

sinistra). Tre raffinate sale interne e un pergolato estivo sono la meta ideale da raggiungere per assaporare una cucina che valorizza i prodotti e le tradizioni gastronomiche locali. Non poteva esserci contesto migliore per la presentazione de “Il piacere di mangiare all’italiana” edizione 2007, annuario del gruppo Ristoranti Regionali – Cucina Dpc, a cui dal 2003 è associato anche L‘Alzavola. All’insegna del territorio il menu realizzato per l’occasione: Terrina di luccio e persico con vinaigrette di pomodoro fresco, Foiade di pasta fresca con ragù di coregone di Monteisola, Tocchetti

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CENA AL CACCIATORE DI SOAZZA VAL BENE UN VIAGGIO

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Chiese affrescate, conventi, cinte murarie, castelli, boschi e torrenti. Soazza, in Mesolcina (Svizzera), è uno dei tanti paesini arroccati sui fianchi di ripidissime montagne e nel piccolo centro abitato un cartello invita a raggiungere la “Locanda-Hotel Ristorante Al Cacciatore”. Intorno le abitazioni sono baite di montagna di incredibile garbo e gusto. La Locanda è una tipica casa di paese, conservata nella sua struttura originale, arricchita all’interno da arredi antichi, basso rilievi in legno, statue di marmo, quadri d’autore. Inoltre, annesso a pochi passi c’è l’albergo, vero “Hotel de charme”. Ogni stanza ha arredi d’epoca, è ricca di oggetti antichi e comfort moderni: gli ospiti si fermano per fare colazione, attratti

dalla fama della cucina del cuoco, italiano, Stefano Caccia (nella foto). Una ricca biblioteca, annessa al corpo principale della locanda, offre piacevoli scoperte, letture in italiano, inglese, francese e tedesco. La ricerca della perfezione ha spinto Pia, la propiertaria, a creare una stagione di musica e di arte, incoraggiata dalle autorità locali, entusiaste della sua presenza che ha regalato a Soazza una insperata identità. Per apprezzare la cucina basta citare un menu delizioso: appetizer di elevata qualità con seguito di Salmone marinato con salsa di aneto, blinis di grano saraceno e finocchi croccanti,

di salmerino su salsa olandese, Sorbetto al Brut di Franciacorta e per finire “Dolce Isola”, un babà al rum con salsa di pistacchio. Il tutto abbinato al Brut Franciacorta Docg della Barone Pizzini, in confezione Magnum. La pubblicazione dei Ristoranti Regionali (a cura di Marinella Argentieri) presenta 40 locali, ubicati in nove regioni, con fotografie e informazioni generali: indirizzo, riposo settimanale eccetera. In copertina l’indirizzo del portale del Gruppo www.ristorantiregionali. it dove si possono trovare informazioni sulla sua attività. Marinella Argentieri

Tagliolini al nero di seppia con ragù di scampi e zucchine, con maggiorana fresca. Come secondo Lombata d’agnello alla provenzale con perle di patate e carciofi gratinati seguito da Tortino di cioccolato cremoso con gelato allo zenzero e crema alla menta. Dalla cantina, come aperitivo un Prosecco di Valdobbiadene della Marsuret, a seguire Bianco Rovere 2006, Guido Brivio; Biasca Premium 2005 di Gialdi e Riflessi d’Epoca 2004 sempre di Guido Brivio. Per chiudere in dolcezza, viene servito un vino Ammentu 2005 della Masone Mannu di Monti (Olbia) e un vino dolce ticinese, il Mino 2002 di Gialdi. www.hotel.alcacciatore.com

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NEWS

TECNO HOW

MIDOLINI,

balsameria da Guinnes e 50 anni di passione per l’ASPERUM

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idolini non è solo il nome di una storica famiglia friulana e della sua azienda vitivinicola a Manzano (Ud), ma è una storia che parla di passione, amore, tenacia e qualità. Nasceva 50 anni fa la passione di Lino Midolini (nella foto in centro)

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VERTICE CEGROBB, EUROPA UNITA NEL SETTORE BEVANDE

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L’Europa sempre più unita, anche in fatto di bevande. E’ quanto emerge dal vertice annuale di Cegrobb, la federazione delle associazioni europee del commercio e dell’ingrosso di bevande che dal 1959 lavora per il coordinamento, il confronto e l’unità della categoria a livello comunitario nel settore. Le delegazioni di Germania, Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera, si sono ritrovate a Venezia ospiti di Italgrob (Federazione italiana dei grossisti e dei distributori di bevande) per confrontarsi sulle novità del settore e definire gli impegni per il futuro. Tra i tanti argomenti all’ordine del giorno è emerso in particolare quello del Vuoto a Rendere. Il problema della salvaguardia dell’ambiente e dello smaltimento dei rifiuti sta diventando in tutta Europa una questione di primaria importanza. Da tempo Cegrobb si sta impegnando nella ricerca di soluzioni

per la sua terra e per un condimento balsamico di straordinaria eleganza che segnerà il destino della sua vita e della sua famiglia. Una famiglia che oggi ha raggiunto la terza generazione, perchè il suo fondatore ha trasmesso questo amore alle due figlie, Gloria Midolini, attuale volto e voce dell’azienda (nella foto a destra) e Raffaella, e ora anche ai nipotini Angelica e Ludovico. Sono 100 gli ettari di proprietà dell’azienda, 70 destinati a vigneto Doc “Colli Orientali del Friuli”, di cui 32 vitati e 25 in fase di organizzazione. La gamma dei vini prevede innanzitutto il

che incoraggino il riciclo e il riutilizzo dei contenitori.Emblematico il caso della Germania, dove l’introduzione di una tassa di deposito sui contenitori “usa e getta” ha favorito il riuso e il riciclo dei contenitori. Perciò si intende procedere in questo senso anche in Ue, almeno per quello che concerne il settore delle bevande.Inoltre le delegazioni si sono confrontate su un altro tema di grande rilevanza, quello della creazione di un’etichetta “comune” per le bevande in tutti gli Stati membri della Ue. Un packaging “unico” che renda i prodotti e le loro caratteristiche facilmente riconoscibili. Non potevano inoltre mancare problemi inerenti le politiche di concentrazione attuate da molti produttori, che non solo riduce i margini dei distributori ma in alcuni casi rischia di scalzare l’intera categoria dal mercato. Fondamentale anche il tema della formazione in materia, con la presentazione dell’innovativo corso di perfezionamento proposto in Italia da Italgrob e Università degli Studi di Parma: l’Horeca Distech.

Rosacroce Doc Colli Orientali del Friuli uvaggio rosso, poi uvaggio bianco e infine una serie di validi monovarietali, bianchi, ovvero i Rosacroce Doc Colli Orientali del Friuli Tocai, Sauvignon e Pinot grigio e il rosso Rosacroce Doc Colli Orientali del Friuli Refosco. Ma la vera perla di Midolini, il “motore” che muove le “anime” dei proprietari, è l’Asperum, un prodotto pregiato che ritrova le sue radici nell’antica Roma. L’azienda possiede oggi la più grande balsameria del mondo, circa 2300 botticelle in spazi di circa 2mila mq, dove nasce questa salsa aromatica delicata, un condimento balsamico da usarsi con parsimonia per esaltare pesce crudo, carne, formaggi stagionati e alcuni dessert. Ogni bottiglietta da 100 ml è il concentrato di oltre 50 chili di uve di grado zuccherino molto elevato. Il mosto ottenuto dalla pigiatura viene cotto a fuoco lento per più di 36 ore, poi affinato e concentrato in batterie di 7 diversi legni che vanno dai 75 ai 10 litri, per oltre 30 anni. Così nascono Asperum, affinato dai 35 ai 40 anni, e Asperum IV, affinato dai15 ai 18 anni. A completamento dell’offerta la Grappa di Chardonnay di monovitigno ottenuta da uve Chardonnay. g.n.

Midolini Azienda agricola via delle Fornaci 1, 33044 Manzano (Ud) Tel 0432 754555 - Fax 0432 740918 www.midolini.com

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TECNO HOW

NEWS

Sono “FRESCHI” e originali i carpacci di pesce GRECI “F

personalizzabili con fantasia, aggiungendo condimenti e guarnizioni sfiziose. La praticità, la leggerezza e la delicatezza del sapore in questi prodotti trovano pertanto un incontro ideale. Il servizio elevato per il cliente, oltre alla comodità dei formati e la frequenza delle consegne, si esprime inoltre attraverso la resa al 100% dei prodotti e nelle garanzie di sicurezza igienico–sanitaria. Il polipo per carpaccio e i gamberetti per carpaccio, in particolare, sono due referenze della gamma originali e molto richieste. Il polipo è cucinato al naturale e leggermente insaporito con piante aromatiche. Dapprima è preparato utilizzando particolari tecniche che permettono di mantenere una consistenza morbida e un sapore delicato del pesce, successivamente viene pressato e confezionato in un pratico formato (750 g). La pressatura del polipo e il procedimento di lavorazione consentono di ottenere un trancio compatto da affettare finemente. Altra specialità, molto richiesta, è il carpaccio di gamberetti. Si tratta di una preparazione raffinata ed esclusiva, ottenuta da gamberetti già sgusciati e cotti, insaporiti con sale e succo di limone, dal sapore delicato. Greci Via Traversante, 58 43100 Ravadese (Pr) Tel 0521 606411 - Fax 0521 607109 www.greci.it - grecispa@greci.it

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reschi di Cucina” è la linea di specialità alimentari, fresche e pronte all’uso, che Greci ha studiato e realizzato per la Ristorazione. Questa nuova linea lanciata sul mercato 5 anni fa, è composta da prodotti in grado di offrire al Food Service un’elevata componente di servizio, innovazione e alta qualità: requisiti sempre più richiesti da un mercato in rapida evoluzione. I carpacci di pesce, oggi piatti di gran moda, rappresentano il fiore all’occhiello di questa gamma e sicuramente costituiscono la parte più innovativa. Tranci da affettare, baffe intere e preaffettate, le tipologie di carpacci di pesce “Freschi di Cucina” sono diverse, ognuna studiata per offrire praticità di preparazione per il cliente e soddisfazione del palato per il consumatore finale. L’azienda sceglie di utilizzare solo specie ittiche selezionate per zone di provenienza e, grazie all’impiego di metodi che coniugano l’artigianalità delle lavorazioni con le tecniche di conservazione più evolute, i prodotti preservano il sapore naturale e delicato del pesce (non sono affumicati né marinati). Sono disponibili in ogni momento (del giorno e dell’anno) e offrono agli operatori il grande vantaggio di evitare le lunghe operazioni di pulitura del pesce (niente lische, squame nè scarti di lavorazione) salvaguardando però la fase più creativa della preparazione. I carpacci, infatti, sono facilmente

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NEWS

TECNO HOW

Per INVENTARE gustosi carpacci estivi è arrivato il PRESSAPOLIPO

L’

offerta di piatti estivi e freschi “impone” alle aziende di creare e mettere sul mercato prodotti e attrezzature in grado di soddisfare le relative esigenze. Una di queste è la realizzazione di piatti gustosi e decorativi, come ad esempio i carpacci. Nel caso specifico carpacci

di polipo. Così la Krios ha ideato il Pressapolipo, un’accessorio da cucina che permette di ottenere un prodotto facilmente affettabile e pratico da servire. Basta inserire la polpa di polipo nel Pressapolipo, composto da 5 piccoli oggetti, e si otterrà un composto uniforme e compatto. La procedura da seguire è molto semplice e consiste essenzialmente in 8 passaggi operativi. Inserire un dischetto inferiore (non forato) all’interno di Krios. Aggiungere all’interno del tubo della polpa di polipo bollito. Inserire il dischetto superiore forato sopra la polpa. Inserire la vite facendola

combaciare con il foro del dischetto superiore. Pressare la polpa di polipo, ruotando in senso orario il “volantino”. Inserire la chiave “ferma disco” negli appositi fori, ottenendo così SERGIO PEZZOTTA, il composto di A.D. ROS SPA, polpo bloccato PRESENTA LE NUOVE TENDENZE NELLA tra i due dischetti. GESTIONE DEI LOCALI Riporre Krios nel frigorifero per due ore, poi estrarre il composto ottenuto. Infine affettare a piacimento per creare gradevoli piatti. Sergio Pezzotta

L’ACQUA nei pubblici esercizi filtrata e purificata da PURACQUA

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n famiglia, nella ristorazione, nelle scuole, negli ospedali, ovunque si utilizza acqua minerale in bottiglia perché non ci si fida a bere quella del rubinetto. Eppure, la medesima famiglia o il ristoratore utilizzano poi per cucinare la stessa acqua dell’impianto comunale giudicata “non buona” da bere. Un controsenso, perché gli alimenti che cuciniamo assorbono l’acqua per l’80-85%. Ecco allora che, per stare tranquilli e risparmiare, si deve scegliere “Puracqua”, l’acqua di qualità con il giusto equilibrio di sali minerali. La microfiltrazione e la purificazione con il sistema Puracqua rendono l’acqua pura e in più, con la refrigerazione e la gasatura, la rendono fresca e frizzante, piacevole e sana da bere. I vantaggi sono molteplici: per la salute, per il portafogli, per il risparmio di tempo e di spazio, eliminando tutte

le bottiglie di plastica o di vetro, mettendo in tavola le eleganti caraffe di Puracqua. Gli impianti di Puracqua sono ideali per la casa, il bar e il ristorante. Sea Puracqua - di cui è amministratore unico Silvano Allera - fa parte della Associazione Acque di Qualità, che rappresenta le aziende che producono o commercializzano in proprio impianti per il trattamento delle acque primarie sul territorio italiano. Legalmente riconosciuta e senza fini di lucro, l’Associazione acque di qualità (www. associazioneacquediqualità.com) garantisce una continua ricerca sulla qualità dell’acqua e le tecnologie di trattamento e garantisce un atteggiamento etico professionale degli associati nei confronti dei consumatori. Sea Puracqua, che ha sede a Besana Brianza (Mi), ha una lunga esperienza nel settore e si è

Da sinistra, Alessandro Fracchiolla (agente), Silvano Allera (amministratore unico), Stefano Allera (responsabile vendite), Alessio Sala (collaboratore) guadagnata negli anni la fiducia di molte famiglie ma soprattutto di tanti pubblici esercizi, che hanno affidato ad Allera e ai suoi collaboratori la gestione delle acque per cucinare e da servire in tavola, potendo così dormire sonni tranquilli.

Sea Puracqua via Lovati 29/A Frazione Calò 20045 Besana Brianza (Mi) Tel 0362 802009 www.puracqua.com

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MOTORI

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AUDI S5 COUPÉ È

già tutto deciso, messo nero su bianco: con una progressione martellante, nei prossimi tre anni Audi entrerà in ogni segmento, sottosegmento e nicchia delle vetture di prestigio, fino ad avere in gamma 40 modelli. In altre parole, la sfida ai vicini di casa Bmw è dichiarata e promette scintille. Un’avvisaglia di ciò che potrà succedere è offerta dall’arrivo della A5 e, in contemporanea, della più prestazionale variante S5. Oltre a essere un capriccio su ruote mancante ormai da un quarto di secolo, se si prende come limite la A4 del 1980, la nuova coupé si segnala come un tassello fondamentale della strategia del marchio dei quattro anelli, in quanto introduce un inedito corso stilistico e anticipa in parte il look della futura e ormai prossima A4 berlina. All’apparenza semplici, le linee tracciate dall’italiano Walter de’ Silva (responsabile del design del gruppo Wolkswagen e papà della 156 quando era all’Alfa) sono in realtà molto complesse: dalla calandra aggressiva tutto scivola via in modo sinuoso e proporzionato e sfuma in un posteriore dal taglio netto senza bisogno di urlare che la A5 e ancor più la S5 sono auto sportive e portano in dote un piacere di guida non comune. Secondo de’ Silva (ormai da annoverare nella lista dei cervelli

fuggiti dall’Italia) nel family feeling di questo modello indiscutibilmente Audi c’è il retrogusto del nostro Paese, di una lunga tradizione fatta di coupé Gran Turismo mai gridate, del nostro passato classico mescolato all’abilità di imporre stili che gli altri ci invidiano da millenni. D’altra parte, il mercato dei modelli “premium” richiede uno sforzo di design che sappia shackerare eleganza, sportività, tecnologia e potenza in modo che nessuno dei capitoli sia subordinato all’altro. Pochi e centellinati i dettagli che distinguono la S5 dalla A5 normale, fra cui, ovviamente, il rettangolino rosso che accompagna in modo discreto la denominazione sulla calandra e sul bagagliaio. Di grande effetto il disegno dei gruppi ottici anteriori, contornati da una fascia con otto diodi luminosi. Gli interni sono realizzati con la solita maniacale attenzione, tanto ai dettagli quanto alla percezione della qualità. Al debutto la chiave comfort priva della parte dentellata e, com’è ormai usanza diffusa, da inserire nell’apposito alloggiamento, per poi accendere il motore tramite il tasto start/stop sul tunnel centrale. Nulla sarebbe di una sportiva senza il conforto della parte motoristica, in questo caso affidata all’otto cilindri a V di 4,2 litri con 354 cavalli e 440 Nm di coppia massima. La stessa unità a iniezione diretta di benzina impiegata sulla S4, ma con potenza aumentata di 10 Cv: una delle migliori espressioni della tecnologia Fsi. La trazione integrale

“quattro”, di serie su tutta la gamma A5, si affida al classico differenziale Torsen ed è coniugata a un cambio meccanico a sei marce. Basta il timbro vocale del V8 al minimo, per capire quale mondo possa aprire. Con uno scatto bruciante, precisa negli inserimenti in curva, stabile e incollata all’asfalto, la S5 sembra nata per attraversare l’Europa in autostrada. Sulle strade di montagna, invece, sembra patire l’altezza: seconda marcia, gas a fondo per arrivare a un tornante, e un po’ di fatica a riprendere. Dimostrazione di un paio di teorie: che troppa elettronica strozza e che dopo il fuoco, la ruota e la Nutella, il turbocompressore è una di quelle invenzioni a cui è difficile rinunciare. Una sola versione per la S5, in commercio da metà giugno a 59.400 euro con assetto sportivo, cerchi in lega da 18”, minigonne, sedili anteriori sportivi con regolazione elettrica e climatizzatore automatico. Al lancio, al suo fianco viene proposta la A5 3.0 Tdi quattro da 240 Cv (45.700 euro), mentre entro la fine dell’anno è previsto l’arrivo delle versioni 3.2 Fsi multitronic (265 Cv), 3.2 Fsi quattro (265 Cv) e 2.7 Tdi multitronic (190 Cv) a prezzi ancora da definire. Enrico Artifoni

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LOMBARDIA A TAVOLA

Nuova con i muscoli

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TURISMO

I TERRITORI SI ORGANIZZANO

Vacanze in Italia? Per gli AMERICANI TESORI ENOGASTRONOMICI in testa S

i moltiplicano i tour in grandi tenute e nei luoghi dove nascono i prodotti tipici del made in Italy e sui media americani si moltiplicano gli articoli sull’enogastronomia del Bel Paese a caccia delle “vere perle”. Sale la febbre Oltreoceano tra chi compra casa e chi si accontenta di vacanze da sogno nei luoghi più esclusivi, come la Tenuta Vajasindi in Sicilia o gli agriturismi e le cantine del Montalcino. Un occhio di riguardo va riservato quindi a tutte le strutture di ricettività, ospitalità e ristorazione delle “zone calde”, associato a maggiore consapevolezza da parte degli operatori del settore per migliorare l’offerta o specializzarsi. Infatti il Colosseo, la Torre di Pisa, San Marco e il Ponte di Rialto sono ormai “out”: non sono più loro i veri simboli del Bel paese, o almeno non sono i soli perché ora la moda si orienta verso itinerari e soggiorni tra le tenute agrituristiche, nelle più importanti cantine, nei frantoi e vigneti. Negli States si sta infatti

LE METE PIÙ AMBITE

Sicilia

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Toscana

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Umbria

Emilia Romagna

37% 28% 23% 19%

scatenando una vera “febbre” da Bel Paese, come dimostra il fatto che ben il 62% degli articoli che parlano di vacanze e mete da visitare assolutamente, pubblicati nell’ultimo trimestre sui principali media e sulle testate lifestyle, hanno come oggetto proprio l’Italia (un totale di oltre 280 articoli). È quanto emerge da uno studio di Eta Meta Research, realizzato attraverso il monitoraggio e l’analisi di oltre 140 testate Usa (quotidiani e periodici life style), durato 3 mesi (gennaio – marzo 2007). L’Italia? Per le testate Usa è la “meta più ambita” e la maggior attrattiva sono i “luoghi” dove si producono i tesori dell’enogastronomia, che attirano anche più dei tesori dell’arte.In previsione dell’estate 2007 ben il 62% degli articoli parlano di vacanze e mete da visitare assolutamente proprio il Bel Paese, con un incremento del 25% rispetto all’analogo periodo (primo trimestre) dello scorso anno. E non si tratta solo di articoli che hanno per oggetto itinerari turistici, ma di un trend che vede in generale tutto ciò che è italiano ottenere un grande spazio. Se l’arte rappresenta ancora un punto di forza, è l’argomento principale del 47% degli articoli dove si pala dell’Italia, sembra essere in leggero calo rispetto al passato (argomento “cruciale” del 68% degli articoli relativi al primo trimestre del 2006). A farla da padrone sono sempre più spesso i luoghi dove nascono i prodotti dell’enogastronomia: i luoghi di produzione tipici, le grandi tenute, le vigne (protagonisti nel 58% degli articoli, contro il 31% registrato nel primo trimestre 2006). Ma quali sono i “luoghi segreti” da scegliere come meta del proprio viaggio in

Italia? Sembra spopolare la Sicilia, di cui sono indicate alcune cantine come “irrinunciabili”, tra cui la Tenuta Vajasindi, sulle pendici dell’Etna, dove nasce il vino Lavico o il Baglio Florio e alcuni dei marsala più pregiati al mondo, seguita dalla Toscana dove al chiantishire si aggiungono le grandi cantine del Brunello di Montalcino. Molto in ascesa anche l’Umbria dove tra le più ambite c’è la tenuta Pambuffetti di Montefalco di Aleassandra Angelucci. A spingere gli americani a tali soggiorni è il concetto di vacanza enogastronomia e benessere psicofisico (trend che emerge dal 27% degli articoli), sostenuta anche dal concetto di genuinità e di qualità (presente nel 75% degli articoli analizzati) contrapposte agli stili di vita statunitensi.

SOUVENIR

... DA MANGIARE

E il turista che si rispetti non può certo ripartire per gli States senza portarsi un ricordo. I tradizionali souvenir d’Italie, però, sono ormai sostituiti da ben altri “ricordi”, per lo più di tipo enogastronomico. Nelle immancabili rubriche di “consigli per gli acquisti” che spesso accompagnano gli articoli su viaggi e vacanze, i primi posti tra i must have se li contendono i prodotti dell’enogastronomia, che sono presenti nei primi tre posti nel 47% delle rubriche con quelli della moda. Al terzo posto gli oggetti dell’artigianato delle diverse zone d’Italia. “E se - come cita il Chicago Tribune – star come Di Caprio, Clooney acquistano ville, tenute o vigneti, voi potete tranquillamente tornare con una preziosa bottiglia di Marsala Baglio Florio” o, come consiglia il New York Times, con “una bottiglia di aceto balsamico di Modena”.

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TURISMO

ABRUZZO,

una regione che prende per la gola

’è una moda fiorente nel turismo, quella dell’enogastronomia. «Stimolare e promuovere un’offerta turistica che riesca a soddisfare al meglio queste nuove esigenze è fondamentale in quanto consente sia di rendere più competitiva l’offerta, sia di garantire un notevole sviluppo dell’intero tessuto produttivo del territorio, grazie al coinvolgimento sinergico di differenti categorie di operatori economici. Puntare sul turismo e in particolare su quello dedicato all’enogastronomia, all’arte e alla

di Tirano Un vero Museo senza frontiere PALAZZO SALIS

A

due anni dall’inizio dell’ultima campagna di restauri che ha interessato Palazzo Salis, nel cuore della città di Tirano, “Il Museo senza frontiere tra Grigioni e Valtellina” ha aperto finalmente i battenti al pubblico. Un progetto iniziato nel 2005 per volontà del prematuramente scomparso Cesare Sertoli Salis, fondatore dell’omonima Casa

tutto un susseguirsi di sensazioni che hanno messo a dura prova le capacità di resistenza dei partecipanti, specialmente in occasione della cena finale, al Castello di Chiola di Loreto Aprutino. Qui, con la regia di Massimo D’Alessio, coordinatore regionale in Abruzzo dell’Accademia Italiana della Cucina, si è svolta la cena della “panarda”, un rituale di consumo collettivo del cibo che consiste in un banchetto allestito in precise ricorrenze calendariali. L’aspetto più spettacolare della “panarda” sta nella quantità delle portate che, per l’occasione, hanno raggiunto il ragguardevole numero di 58, con l’obbligo dei commensali di onorare la tavola, consumando tutte le vivande portate, sia pure a piccole porzioni. Angelo Lo Rizzo

CANTINE APERTE IN LOMBARDIA

vitivinicola e fermo fautore di una nuova valorizzazione di Tirano come centro turistico e culturale, nell’ambito del quale il museo di Palazzo Salis, portato ora a termine dal fratello Francesco e da sua moglie Paola, riveste un ruolo importante. Grazie ai contributi dell’iniziativa comunitaria INTERREG III A e dell’Associazione Ita Suisse, è stato possibile nel corso del 2005 e 2006 procedere con importanti opere di restauro che hanno interessato gli affreschi di alcune tra le più belle sale del palazzo e i preziosi stucchi della chiesetta barocca di famiglia dedicata a San Carlo, ponendo in questo modo le basi per la realizzazione, nelle sale del palazzo medesimo, di un percorso museale.

Gli scorsi 26 e 27 maggio, 107 aziende vitivinicole (68 della Lombardia, 35 del Canton Ticino, 4 della Liguria) hanno aderito a “Cantine Aperte 2007”, evento organizzato dal Movimento turismo del vino lombardo, in collaborazione con Regione Lombardia. Hanno aderito 7 cantine per la provincia di Sondrio, 1 per Lecco, 6 per Bergamo, 8 per Brescia, 8 per la zona del Franciacorta, 6 per il Garda classico, 5 per la zona del Lugana e 3 per quella di Capriano del Colle, 4 per il mantovano, 4 per il milanese e 24 per la provincia di Pavia. «ll turismo del vino consente di vivere esperienze particolari conoscendo da vicino i valori della civiltà rurale. Un movimento in continua espansione, quello dell’eno-turismo, che annualmente, solo in Lombardia, fa registrare oltre 500.000 presenze» ha affermato in sede dell’evento l’assessore Viviana Beccalossi.

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cultura significa anche destinare risorse verso un prodotto non imitabile dalla sempre più agguerrita concorrenza internazionale in quanto basato su specificità locali non riproducibili altrove». Sono parole di Ezio Ardizzi, presidente della Camera di Commercio di Pescara, incontrato in occasione del Press Tour, che ha interessato le province di Pescara, Teramo e Chieti, cui hanno partecipato giornalisti provenienti daItalia, Gran Bretagna, Irlanda, Olanda e Spagna. Un Press Tour nella “cucina tradizionale” capace di rilevare usi e costumi di un passato ormai lontano e ancora immune dalla dilagante globalizzazione. Dai “maccheroni alla chitarra” alle “virtù”, dal brodetto alla vastese alle “mazzarelle” è stato

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TURISMO

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Nel Monferrato una TRIADE D’AUTORE Arte, vino e gastronomia S

empre più spesso si incontrano eventi che vedono il mondo del vino e della gastronomia d’eccellenza mixarsi con altre realtà. Come quello dello scorso 28 aprile presso l’agriturismo “Ca’ Villa” di Gabiano Monferrato (Al), dove si sono incontrati tre artisti d’eccellenza: Giuseppe Olivieri, pittore napoletano, stimato e conosciuto in tutta Europa, con la sua personale dal titolo “Venere e Vino”, Sabine Ehrmann titolare della Tenuta La Tenaglia, azienda che da anni produce vini perseguendo una ferrea politica qualitativa, e lo chef Franco Piumatti, compositore di piatti d’eccellenza legati alla tradizione del territorio, con un protagonista di stagione, l’asparago del Monferrato.

Una serata ricca di suggestioni che ha vissuto un’escalation emotiva, dove i piatti hanno trovato nel vino il miglior complice per il palato e nei quadri l’ispirazione poetica. E quindi con la tradizionale “sfogliatina di asparagi con fonduta di raschera d’alpeggio” si è assaporato il Piemonte Chardonnay Doc, fresco come il quadro abbinato “Coscialunga di Crea” (vedi foto). Con il “risotto Carnaroli in forma agli asparagi e robiola” si è passati al più intrigante Grignolino del Monferrato Casalese Doc al quale il quadro “Relax” ha voluto regalare un approccio più pacato e rilassante, mentre con i

TOURIST FRIENDLY,

a Prato l’ACCOGLIENZA LOCALE è di qualità

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l progetto Tourist friendly è nato da un accordo fra Apt e associazioni di categoria, Unione Commercianti e Confesercenti di Prato, e si rivolge alle strutture dell’accoglienza (bar e ristorazione) con lo scopo di innalzare la capacità competitiva degli operatori della provincia in un contesto di opportunità nel settore turistico in continua crescita. Questo marchio di qualità è un simbolo che dimostra il cammino fatto finora per migliorare l’offerta turistica pratese e l’impegno a proseguire per accogliere al meglio turisti e visitatori. L’obiettivo del progetto è estendere ai bar e ai ristoranti i servizi di accoglienza già svolti

negli uffici di informazione turistica e nei musei, in modo che il visitatore di Prato si senta sempre ben accolto. La prima impressione che si riceve quando si arriva in una città è infatti decisiva per la costruzione di un buon rapporto con la città stessa, una sorta di imprinting, che, se negativo, sarà difficile modificare. Questo progetto è in sostanza un codice di comportamento, con marchio di qualità collegato, attraverso cui gli enti del territorio possono incentivare un’accoglienza orientata al turista da parte di bar e ristoranti della provincia. Quindi ecco proporsi menu in lingua (l’Apt fornirà un servizio di traduzione) e personale che parla inglese, orari di apertura turistici, materiale promozionale del territorio disponibile non solo negli uffici turistici ma in tutte le strutture.

“tajarin dei trenta tuorli con asparagi saltati e lardo di Moncalieri” si è abbinato l’austero ed elegante Barbera d’Asti Doc “Bricco Crea” che è ben accoppiato a “La Baccante”, la bellissima donna presente negli immaginari orgiastici di Bacco. Infine con l’”asparago con manzo al Barbera ‘Emozioni’” si è abbinato l’avvolgente Barbera d’Asti Doc “Emozioni”, che ha visto nel quadro “Le amanti di Bacco” due donne dal voluttuoso corpo nudo impegnate a pigiare il delizioso nettare. Conduttore della serata Marco Sabellico, giornalista enologico, presenti Davide Sandalo, assessore all’Agricoltura della provincia di Alessandria, e Giuseppe Godino, sindaco di Serralunga di Crea.

UN’ESTATE CON AGNOLOTTO E BONARDA Il calendario delle attività 2007 della Strada del Vino e dei Sapori dell’Oltrepò Pavese rinnova l’invito all’abbinamento da sempre riconosciuto come “made in Oltrepò”: il vino Bonarda e l’agnolotto. Da giugno a settembre, in occasione di manifestazioni in varie località dell’Oltrepò Pavese oppure in appuntamenti a tema, si svolgerà l’”Agnolotto & Bonarda Festival”. Le varie località coinvolte proporranno la propria “interpretazione” dell’agnolotto, abbinato ai vini delle Aziende associate alla Strada. Dal 12 ottobre al 23 novembre si rinnova la serie di incontri conviviali “Agnolotto & Bonarda – Le cene”: 11 fra i ristoratori aderenti al circuito della Strada del Vino e dei Sapori dell’Oltrepò Pavese presenteranno un menu che avrà come protagonisti l’agnolotto, rivisitato ad hoc.

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I TERRITORI SI ORGANIZZANO

TURISMO

Non solo MONTASIO e SAN DANIELE Il FRIULI “riparte” dalla tradizione l Friuli Venezia Giulia è spesso definito un “piccolo compendio dell’universo”, ed è proprio così. Su una superficie relativamente poco estesa in breve tempo si va dalle montagne al mare, passando per dolci colline e per verdeggianti pianure che terminano in coste rocciose e in spiagge. Le occasioni per scoprire l’essenza di questo piccolo paradiso sono molteplici, basta passeggiare lungo le vie di autentici borghi o attraversare la regione in cerca di dimore nobiliari. Partendo da Aquileia e percorrendo l’antica via Julia Augusta che collegava l’antico centro romano all’attuale Linz, in Austria, si possono scoprire giacimenti archeologici, musei, castelli, architetture civili e religiose. Se si amano antichi mestieri e vecchi modi di vivere della civiltà contadina, niente di meglio che lasciarsi trasportare dall’atmosfera ancestrale che si rivive nelle manifestazioni folkloristiche, dai falò epifanici (Pignarul a Tarcento) agli antichi palii (Palio dei Turchi a Mortegliano), dal Carnevale alle feste tradizionali della monticazione. Passeggiando per Trieste non si può restare indifferenti al Borgo Teresiano dalle linee austere che rimandano a Vienna, oppure scoprire il fascino tutto veneziano di Udine, delle sue piazze, della Loggia del Lionello, della Torre dell’Orologio. Come non citare Villa Manin a Passariano di Codroipo (Ud), una delle più note ville venete presenti sul territorio, uno dei monumenti più significativi della storia del Friuli. Oggi sede del Centro regionale di catalogazione e restauro della regione e degli uffici regionali del Turismo, nonché Centro d’arte contemporanea dove alle installazioni permanenti nell’ampio parco si intervallano mostre itineranti ed eventi. La tradizione enogastronomica regionale è fatta di

mille sapori e nasce dal connubio di tre grandi tradizioni culinarie: mitteleuropea, veneta e slava, alla quali si affianca una robusta e saporita cucina popolare. Molti piatti tipici della cucina triestina e di quella goriziana sono attinti dalla tradizione asburgica. Altrettanto peculiari sono le pietanze triestine a base di pesce, che si trovano da Lignano a Grado. Carne, latticini, insaccati e legumi sono alla base della saporita cucina friulana, che la ristorazione delle province di Udine e Pordenone ha saputo ben valorizzare. Non si può non accennare al Prosciutto di San Daniele, conosciuto ed esportato in tutto il mondo, e al formaggio Montasio, la cui autenticità è garantita da un marchio d’origine e di qualità e dal tipico frico. Per finire, il vanto di ben 8 zone a Denominazione di origine controllata, dalle quali provengono eccellenti vini, tra cui il prezioso e raro Picolit e il Ramandolo.

TUTTI A MANGIARE L’ADDA! I prodotti tipici brianzoli e bergamaschi delle colline moreniche e dell’Adda saranno i protagonisti di un’estate all’insegna della qualità e del gusto allo “Stallazzo” di Paderno d’Adda (Lc). Interessante il progetto dei Laboratori del gusto, realizzato da Coclea e Slow Food Valli Orobiche in collaborazione con l’Ecomuseo Adda di Leonardo, che prevede 6 esperienze gustative da giugno a settembre per promuovere prodotti e vini tipici di un territorio affascinante come quello che ruota intorno al fiume Adda. Si comincia il 2 giugno con “Tre per tre”, appuntamento con salame brianzolo, bergamasco e salame del Casentino accompagnati da un Brut metodo classico della bergamasca e Seriz La Costa, per poi proseguire il 17 con “Formaggini degli dei”, tripudio dei caprini a latte crudo abbinati a Riera bianco Val San Martino. Il 21 luglio tocca al “Pesce di lago e di fiume”, un laboratorio dedicato al pesce da filiera cortissima abbinato a un fresco Riera bianco Val San Martino. Con l’arrivo dell’autunno ricompaiono i “Distinti salumi!”, il 9 settembre, e i formaggi “Dalla Valtaleggio”, il 23 settembre. Il ciclo si chiuderà il 13 ottobre con “Wine boxe!”, un faccia a faccia tra vini e prodotti della Valcalepio e della Valle del Curone. Info a coclea@coclea.org.

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FIERE E CONCORSI

Aspettando

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na manifestazione che metterà in mostra oltre 2.000 produzioni tipiche artigianali, veri tesori provenienti da tutte le regioni italiane, per soddisfare anche i palati più esigenti. Si tratta de Il BonTà, in programma a Cremonafiere dal 10 al 13 novembre 2007,

I NUMERI DEL

2006

oltre 300

espositori provenienti da 16

scoprire, valorizzare e trovare nuovi sbocchi commerciali per i prodotti alimentari della tradizione. Il BonTà è inoltre un appuntamento in cui il pubblico di gourmet ed estimatori della buona tavola ha la possibilità di conoscere ed apprezzare oltre 2.000 tipologie di prodotti di altissima qualità. Cremona è al centro di un sistema di produzione alimentare tra i più ricchi in Italia: basti pensare all’elevato numero di prodotti certificati a livello europeo, e all’apprezzamento di cui godono in tutto il mondo. Il territorio di Cremona rappresenta quindi l’eccellenza agroalimentare italiana e qui la manifestazione trova di conseguenza la sua collocazione evento che si pone come canale commerciale privilegiato per i piccoli ideale, in quanto importante vetrina per il prodotto tipico di qualità. e medi produttori di eccellenze Il programma della prossima enogastronomiche italiane ed estere, e che in sole tre edizioni è diventato edizione si dimostra ancora una volta all’altezza della grande il punto di riferimento fieristico esposizione a cui è affiancato, nazionale per il settore. con eventi professionali utili per Un appuntamento in cui gli operatori e coinvolgenti per il aziende, ristoratori, distributori pubblico dei buongustai. Punti tradizionali e grande distribuzione di ascolto organizzati da alcune organizzata si incontrano per

regioni italiane

Paesi esteri rappresentati

7

al Cheese of the Year

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visitatori

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38.831

eventi organizzati

21

in collaborazione con gli espositori

10

ore di degustazione al giorno

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FIERE E CONCORSI

un autunno di SETTORI MERCEOLOGICI • Aceto balsamico tradizionale • Olio • Salumi • Vini e attrezzature enologiche • Liquori e distillati • Frutta • Marmellate, confetture, miele e mostarde • Dolci • Funghi • Pasta, riso e farine • Prodotti da forno • Formaggi • Carni fresche • Caffè tra le più importanti catene distributive aiuteranno i piccoli produttori a trovare nuove strade commerciali. Le degustazioni e le presentazioni guidate consentiranno di scoprire e apprezzare nuovi prodotti, i concorsi di mettersi in luce per il proprio lavoro, i convegni e i seminari saranno un importante strumento di aggiornamento professionale.

APPUNTAMENTI

BONTÀ

che ancora troppo spesso sono poco conosciuti al pubblico degli amanti della buona cucina. Sulle 159 denominazioni Dop e Igp, come afferma la Fondazione Qualivita per la tutela dei prodotti tipici, solamente una minima parte sono conosciuti e riconosciuti dal grande pubblico. La ristorazione tipica, riscoperta soprattutto nelle città universitarie, in cui i giovani spesso cenano fuori casa pretendendo prezzi adeguati alle proprie tasche, offre così non solo prodotti di

DA SEGNARE IN AGENDA • 10-13 novembre 2007 Quartiere fieristico di Cremona • 2.000 produzioni tipiche artigianali in mostra www.cremonafiere.it qualità, ma anche un servizio di informazione che inevitabilmente si riflette poi anche sui consumi domestici. Naturalmente questo implica che i ristoratori devono avere un’ottima conoscenza dei molti prodotti tipici in commercio; l’occasione migliore per gli operatori professionali della ristorazione e della distribuzione per avere una panoramica completa su questo mercato, che vale oltre 9,3 miliardi di euro, sarà a Cremona.

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La ristorazione tradizionale conviene! Uscire a cena? Meglio la trattoria! Questo è ciò che emerge dalla recente indagine condotta da CremonaFiere su un campione di giovani consumatori. Le modalità della cena fuori casa stanno radicalmente cambiando: mentre fino a pochi anni fa si preferiva la pizzeria per una questione economica, oggi i giovani, anche a causa dei prezzi che sono andati livellandosi, si orientano sempre più frequentemente verso la ristorazione che offre prodotti tipici. Questo perché ormai conviene non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto della qualità, senza contare la scoperta di prodotti

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FIERE E CONCORSI

Vale 22 MILIARDI all’anno il tesoro ”FOOD VALLEY nord ovest” rimarcato come spesso la filiera produttiva e distributiva sia inadeguata da un punto di vista organizzativo. «Ciò ci penalizza – ha detto – sui mercati del mondo. Il problema è nostro, non tanto di chi all’estero spaccia per made in Italy prodotti che in realtà non sono nostri o di chi soddisfa una domanda comunque crescente del mercato con prodotti di scarsa qualità. La domanda c’è, occorre organizzarsi per n’area che da sola copre il 34soddisfarla». 35% del totale delle esportazioni Un buon sistema per fare un italiane in campo agroalimentare, pari salto di qualità nel modo di procedere a 22 miliardi di euro all’anno. Questo è quello di fare rete fra le province, il ruolo della macroregione del nord dove si ricerca e si producono gli ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria alimenti, anche se ciò è complicato ed Emilia-Romagna) composta da perché implica di ascoltare l’altra oltre 25 province, protagonista del Convegno “Il Nord Ovest come nuova parte politica. C’è una rete dei saperi sul territorio della food valley che va food valley italiana”, promosso dalle intercettata e valorizzata, ha precisato province di Milano e Lodi e tenutosi Daniela Gasparini, assessore nel lodigiano Parco tecnologico provinciale di padano. Nella rete delle province del Milano. nord ovest, Lodi è stata candidata a La essere un punto di riferimento per la salvaguardia dei ricerca biotecnologica applicata al nostri prodotti campo alimentare in vista dell’Expo Doc e Dop, la loro 2015. «Una possibilità che riguarda valorizzazione e Milano, ma anche tutta l’area la loro maggior metropolitana che la circonda – ha diffusione precisato Lino Osvaldo Felissari, all’estero sono presidente della provincia di Lodi. stati alcuni dei La ricerca oggi è il propellente tanti temi che più indispensabile per la nuova hanno animato competizione economica: il sapere diventa impresa, creando opportunità il dibattito. che vanno colte per attuare occasioni Giacomo Mojoli di Slow Food, di emancipazione per i territori ad esempio, attraverso sinergie e cooperazioni. ha evidenziato Nell’agroalimentare, il polo di ricerca come occorre lodigiano è a disposizione del Paese tenere conto anche per garantire, attraverso strumenti dei “valori” legati al cibo come il innovativi, salubrità, sicurezza e rispetto della sostenibilità ambientale rintracciabilità degli alimenti». La portata nazionale dell’evento (la produzione agroalimentare può avere un forte impatto sull’ecologia è stata caratterizzata dalla presenza del territorio), per arrivare a del ministro delle Politiche agricole consumare un cibo di qualità e Paolo De Castro che ha sottolineato “buono” in tutti i sensi. Il presidente l’importanza dell’intero settore dell’amministrazione provinciale di agroalimentare italiano, ma ha anche

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Piacenza, Gian Luigi Boiardi, ha invitato a evitare di disperdere risorse e indirizzarle su progetti condivisi e credibili. Il riferimento in questo senso era alla costituzione del Distretto del pomodoro, nato dalla volontà di condivisione di due province emiliane (Piacenza e Parma) e una lombarda (Cremona). L’altissimo standard di sicurezza del cibo non solo italiano ma anche europeo, in tempi di preoccupazione per il diffondersi degli alimenti geneticamente modificati e di paura appena passata per il morbo della “mucca pazza”, è stato invece ribadito da Francesco Salamini, direttore scientifico del centro Tecnologico Padano. Sicurezza che è frutto della ricerca continua, come quella condotta dal Parco, che ormai da anni raccoglie l’invito fatto dall’ex presidente Ciampi, e ricordato dal sindaco di Lodi Lorenzo Guerrini, di “ripartire dalla ricerca per rinnovare e sviluppare il Paese”. “Il futuro del food: cultura, industria, creatività” è stato invece il tema di una tavola rotonda. «Vetrine come il Salone del gusto di Torino e il Vinitaly di Verona, ha concluso Antonio Saitta, presidente della provincia di Torino e neo presidente del Comitato promotore della Fondazione delle province del nord ovest a seguito del passaggio di consegne dopo il semestre di presidenza di Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, hanno dato e daranno ancora la giusta visibilità ad un’enogastronomia tradizionale che, per gli stessi cittadini, è una riscoperta». Marino Fioramonti

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2008, sempre più ricco di iniziative

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utto l’anno, fino al taglio del nastro ufficiale, il 16 febbraio 2008, sarà un crescendo coinvolgente, promosso sull’intero territorio provinciale, che condurrà alla 21a edizione di Aliment&Attrezzature. Si presenta così la Rassegna di Staff Service e Centro Fiera del Garda di Montichiari. «Con un traguardo già raggiunto: un padiglione in più dedicato al Food, con grandi nomi della produzione agroalimentare e vinicola. Ne cito uno in particolare, che ha già confermato la sua presenza: l’Azienda vinicola Al Bano Carrisi di Cellino San Marco, che ci farebbe piacere avere tra gli ospiti d’onore». Queste le prime anticipazioni di Fulvio Zanini, che sta seguendo il progetto di lavoro della fiera. L’evento 2008 sarà ricco di contenuti, caratterizzato dalla presenza di aziende come l’emiliana “Buonaceto”, il Consorzio di tutela e valorizzazione varietà tipiche di riso italiano, associazioni di categoria come la “Compagnia del Cioccolato” (Piemonte) e l’Unione Ristoratori Italiani. Per quanto riguarda i vini assicurata la loro partecipazione nomi di spicco. Di prestigio anche la partecipazione della Provincia di Torino, che presenterà i “I Prodotti del Paniere” e gli itinerari del suo territorio. Le degustazioni, gli assaggi, i concorsi non mancheranno. E nemmeno le sorprese, legate a personaggi del mondo televisivo.

A Padova TECNOBAR&FOOD

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al 10 al 13 febbraio 2008 torna a Padova il Salone del bar e della ricettività,Tecnobar&food. Riservato a operatori di bar, alberghi, pasticcerie, pizzerie, ristoranti, locali, il Salone biennale presenta 650 espositori su 30mila mq. Si moltiplicano i settori merceologici per offrire una panoramica completa: Food - spazio riservato al cibo e alle bevande, Hospitality - spazio dedicato alle aziende di attrezzature per ristorazione e contract, Tecnosurgela - settore delle attrezzature per refrigerazione, surgelamento e surgelati, Tecnopasta - tecnologie per pastificazione e prodotti da forno, Tecnoterme - riservata a forniture e attrezzature per relax center, centri fitness e palestre.

L’ospitalità sbarca a IGEHO

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geho, 22° Salone dell’industria alberghiera, della ristorazione collettiva e della gastronomia (Basilea, 17-21 novembre 2007) è considerato uno dei maggiori eventi in Europa. È la piattaforma ideale di informazione per manager, chef, albergatori, personale addetto, ristoratori e apprendisti. Quest’anno Mefa, il nuovo salone per l’industria della carne, si svolgerà parallelamente. “Specialità e delicatessen” e “The World of Inspiration” gli eventi collaterali.

AGENDA GIUGNO - SETTEMBRE 1-4 giugno Polpenazze del Garda (Bs) Fiera del vino Garda classico Doc Salone del vino Garda classico Doc www.fieradelvino.com Info 0365 674012

www.specialityfinefoodfair.co.uk

5-7 giugno Città del Messico (Messico) Alimentaria Mexico Salone internazionale di food&beverage www.alimentariamexico.com

8-16 settembre Bari Agrilevante Salone specializzato dell’agricoltura Info 080 5366382

8-10 giugno Bardolino (Vr) Il Palio del Chiaretto 13-15 giugno Beijing (Cina) Food & Hotel Beijing Salone di ospitalità, foodservice e retail www.fhcbeijing.com.cn 29 giugno-1 luglio Moniga del Garda (Bs) Fiera del Chiaretto e dell’Olio del garda bresciano 1-4 luglio Stoneleight ParkWarwickshire (Uk) The Royal Show Salone internazionale dell’agricoltura www.royalshow.org.uk 8-10 luglio New York (Usa) Summer Fancy food & confection Show Salone internazionale di alimenti e bevande www.specialtyfood.com 2-4 settembre Londra (Uk) Speciality Fine Food Fair Salone internazionale di food&beverage

7-10 settembre Milano Macef Salone della casa www.macef.it

11-14 settembre Parigi (Francia) Space Salone europeo dell’allevamento www.space.fr 13-16 settembre Bologna Sana Salone internazionale di alimentazione naturale, salute e ambiante www.sana.it Info 02 86451078 18-21 settembre Mosca (Russia9) World Food Moscow Salone internazionale del food www.worldfood-moscow. com 20-22 settembre Colonia (Germania) Eu’vend Salone internazionale del vending www.koelnmesse.it/food/ euvend 21-24 settembre Bra (Cn) Cheese Rassegna del formaggio e dei prodotti lattiero-caseari www.cheese.slowfood.it Info 0172 436711

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CIRCOLI

ESPERTI E APPASSIONATI

La cucina di SPAGNA piace ai BUONGUSTAI “U

Osio a base di pesce, crostacei e verdure, degustazione di Quesos Do di Spagna, Tris di formaggi (due erborinati del Picos de Asturias e Leon, il Cabrales e il Valedon, e uno Idiazabal, di pecora a latte crudo e affumicato). Ogni piatto è stato abbinato a confetture, di rigore per il Valdeon il miele e per il Cabrales l’uva di zibibbo. A chiudere una Terrina di crema con yogurt, vaniglia, caffè e fichi cotti nello Cherry. Caffè e Brandy spagnolo di Jerez. Ogni piatto è stato abbinato a vini della tradizione vitivinicola spagnola, rispettivamente: Cava Millesimato - Bodegas Nadal (metodo classico) di Catalogna, Rioja tinto Creanza - Bodegas Lealtanza, vendemmia tardiva Dolc d’Octubre - Bodegas Nadal di Catalogna, vino liquoroso Pedro X imenes - Bodegas Garvey - Jerez de la Frontera.

A OLIVOLA PER IL 53° DEI COPPIERI ALERAMO Si è svolto a Olivola (Al) il 53° Capitolo dell’Ordine dei maestri coppieri d’Aleramo, annuale appuntamento in onore delle terre di Casale e del Monferrato. Oltre alle autorità locali, ospite d’onore e madrina della giornata è stata la ballerina Luciana Savignano, che per il suo impegno di promozione del Monferrato attraverso l’arte della danza ha ricevuto l’investitura onoraria a Maestro coppiere. A seguire le cerimonie per i nuovi soci, che si sono concluse presso Villa Curiono Guazzi - Ristorante Ai Cedri per il convivio.

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na Serata Spagnola”, cena proposta ai propri soci da “Il Club dei Buongustai”presso il ristorante enoteca “Porta Osio” a Bergamo, ha rappresentato un momento culturale oltre che di speciale gusto gastronomico. Ha fatto gli onori di casa il presidente Ernesto Tucci, insieme al segretario Bruno Martinelli. A seguire, la spiegazione delle portate, a cura di Beppe Bellavista presidente de “La Fenice trading” importatore di prodotti spagnoli, ha dato inizio all’introduzione dei singoli piatti:Jambon iberico Pata Negra di Estremadura con mandorle tostate, Paella Porta

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ESPERTI E APPASSIONATI

La PADELLINA fa tappa a ER PIÙ di Como

Simposio di CONFRATERNITE a Rho

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ristorante. Il presidente della Padellina d’oro, cavalier Pietro Percassi, ha consegnato a Salvatore Marino, in segno di stima, il quadro commemorativo dell’associazione. Nella foto, da sinistra Pasquale Rivolta, Pierino Prati, Pietro Percassi, Emma e Salvatore Marino, Giorgio Pin

LA SAGRA DEL PANE DI NIVIONE METTE IN MOSTRA L’OLTREPÒ Il 10 giugno, a Nivione, frazione di Varzi (Pv), tutta la popolazione si mobilita per la tradizionale Sagra del Pane. Il lavoro di un centinaio di persone produce piccoli panini di pasta che poi, sapientemente impastati a mano e cotti in vecchi forni a legna, produrranno il classico pane “grosso”, che in Oltrepò Pavese prende il nome della Micca e di Miccone. Da sempre abbinati a un altro particolare e prezioso prodotto che in Valle Staffora è stato fregiato anche del marchio Dop, ovvero il Salame di Varzi. Ma la Sagra del Pane di Nivione è anche mostra mercato dei prodotti tipici dell’Oltrepò pavese.

A IMPERIA AL VIA LA SFIDA PER IL MIGLIOR STOCCAFISSO Si stanno per accendere i fuochi e per scaldare gli animi per la grande disfida “all’ultimo stoccafisso” che, il 16 giugno durante la 27a festa di San Giovanni, vede impegnati ad Imperia due chef e tre scuole di cucina selezionate a livello nazionale che si danno battaglia a colpi di ricette. Ingrediente principale: il prelibato pesce del nord. A fare gli

l tradizionale “Simposio di primavera” è l’incontro nazionale di Confraternite enogastronomiche, che per l’edizione di quest’anno si è tenuto a Villa Burba di Rho (Mi) (27 maggio-3 giugno) e si è arricchito con vari appuntamenti e serate interessanti per gli amanti del buon bere, la “Mostra dei Vini Lombardi”. Durante la giornata è stata effettuata la consegna del 20° Premio “Rhaudum d’oro”, organizzato dal Club “Rho a tavola”, a Vittorio Ruffinazzi, presidente dell’Ascovilo e alla famiglia Bergamaschi, fondatrice e titolare dell’Azienda agricola “Valsesia” produttrice di pregiati carni e salumi e dell’Attestato di Benemerenza Civica alla Compagnia Carabinieri di Rho. Significativa la presenza alla Mostra del Consorzio volontario vino Doc San Colombano e della Strada del vino, dell’Onav e dell’Enofice.

onori di casa, naturalmente, la pentola Giuvanina, membro del Guinness dei Primati con i suoi 3 metri di diametro, e la realizzazione della famosa ricetta dello Stoccafisso all’Onegliese. La rassegna animerà la città di Imperia fino al 24 giugno con eventi collaterali, assaggi, degustazioni e gare all’ultimo piatto.

ESTATE ALL’INSEGNA DI PROSCIUTTO SAURIS E FORMAGGIO SALATO IN FRIULI A Sauris (Ud), in Friuli Venezia Giulia, tra luglio e agosto si celebrano due feste della tradizione gastronomica con protagonisti il celebre prosciutto locale e i formaggi “salato” e di malga. La manifestazione gastronomica “Andar per borghi” (Festa del prosciutto) con la quale si festeggia il celebre prosciutto crudo locale “Sauris” si svolgerà per gli interi weekend del 7, del 14 e del 21 luglio, proponendo la degustazione di piatti a base di prodotti locali. Mentre, durante la settimana di Ferragosto si potranno rivisitare quei luoghi per la “Festa del formaggio salato e di malga”, che prevede l’apertura dei chioschi, la degustazione e la vendita del tipico prodotto.

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soci della confraternita enogastronomica Padellina d’oro hanno fatto visita al noto ristorante “Er più” di Como, patron il cavalier Salvatore Marino, figura di spicco della ristorazione lombarda. Tra i convenuti l’assessore al Turismo della Provincia di Como, Giorgio Pin, e l’ex calciatore del Milan, Pierino Prati. Il menu è stato tutto giocato sul pesce di mare: un trionfo di tonno, polipo, seppia, totanetti, spigola. Apprezzati anche i primi piatti: risottino con fiori di zucca e frutti di mare, tortelloni in salsa d’asparago. Molto alta la votazione data dai soci a questo

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LIBRI

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Sapere tutto sul VINO...in un TEST

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asce un nuovo modo per comunicare e diffondere la cultura del vino. “Il vino a test”, inserito all’interno della collana di libri “Quante ne sai?” editi da AutoctonO, propone per la prima volta, attraverso quiz e giochi, un viaggio nel mondo del vino. Pensato come strumento di avvicinamento alla materia, questo libro è facilmente fruibile, ma al tempo stesso si propone come efficace percorso di approfondimento per chi vuole saperne di più. La metodologia della “didattica per domande”, adottata dagli autori e sviluppata nel tempo da Alpha Test per la preparazione universitaria, dà la possibilità a tutti

di avvicinarsi ad argomenti anche complessi mediante un linguaggio semplice, ma allo stesso tempo rigoroso ed efficace. Attraverso le domande a risposta multipla, il lettore può facilmente avvicinarsi ai temi presi in esame. Il vino a test Paolo Krasnig e Ilaria Santomanco AutoctonO - Pagine 192 - Euro 11,50

La rivincita del MINI con gusto FINGER FOOD in un boccone Finger ovvero monoporzioni facili, riproducibili in casa, con l’uso “furbo” di strumenti e ingredienti reperibili anche al supermercato. Un nuovo modo di mangiare che segue le esigenze moderne di consumare il cibo: non solo a tavola, ma magari sul divano o sul tappeto, in piedi sorseggiando un bicchiere di vino, in cucina, tra gli scaffali di una libreria o davanti a un quadro. 120 proposte che non sono solo bocconcini da prendere con le mani durante l’aperitivo e neppure “tiratissimi” esempi di food design all’ultima moda, ma vere e proprie ricette ispirate alla tradizione della cucina regionale o familiare. Autrice è Viviana Lapertosa che Finger Food - 120 ricette da mangiare assume il ruolo di severo censore in un boccone Viviana Lapertosa - Gambero Rosso di bar e ristoranti e di cuoca della Pagine 208 - Euro 16,00 porta accanto. (Da Olt.)

La raffinata cucina di SINGAPORE si rivela in un ricettario MULTIETNICO

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A Singapore, vivace metropoli popolata da 5 milioni di persone, l’Oriente e l’Occidente si incontrano, creando una fusione di culture che origina una cucina multietnica. Il libro “Le autentiche ricette di Singapore”, edito da edizioni Red! (112 pagine - 9,90 euro), raccoglie un gran numero di ricette creative ma facili da realizzare, accompganate da utili e complete informazioni su ingredienti e cotture. Piatti a base di pesce, carne, verdura e dolci presentate dagli autori Djoko Wibisono e David Wong.

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PROFUMANO DI CASA LE 80 DOLCEZZE Sono 80 le ricette classiche e moderne raccolte nel volume edito da Il Viaggiatore e scritto dalla food stylist Joanna Farrow (pagine 126 - 15,00 euro). Un reportage di dolcezze per realizzare dolci dessert fatti in casa, idee ghiotte per celebrare ogni evento. Istruzioni chiare, passaggi descrittivi e dettagliati, accompagnamento fotografico notevole sono gli “ingredienti” che seguono ogni fase della preparazione, dall’impasto alla lievitazione, dalla copertura alla decorazione.

LA NATURA INSEGNA CON LE PIANTE Fa parte di un’interessante collana di edizioni Red! il volumetto “Le Piante medicinali”, una raccolta di 108 piante con particolari poteri curativi.Una guida pratica per usare al meglio tutti i principi attivi delle piante: come preparare un decotto, un infuso, un macerato, una pomata o un olio. Come e quando ricorrere alla fitoterapia per prevenire e curare in tutta sicurezza i più comuni disturbi di salute e alimentazione.

I PRIMI 150 ANNI DI STORIA DELLA CIRIO Più che un libro, un pezzo di storia del made in Italy, che racconta parallelemente la storia italiana e quella dell’azienda che dal 1856 ha segnato una parte della produzione e dell’industria alimentare. Stiamo parlando della Cirio, marchio del pomodoro per eccellenza, raccontato dal giornalista Nicola Dante Basile attraverso immagini storiche e uno stile narrativo suggestivo.

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SPAZIO AI LETTORI

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oggi in tutta Italuia (l’anno scorso Matteo Scibilia, che sembrava per oltre 42mila copie certificate...) centrare il punto sia dalla parte dei non significa certo perdere di vista ristoratori sia dei consumatori. Dal i problemi e le attività locali. Anzi. Il mio punto di vista ritengo che sia nostro obiettivo è restare fedeli al giusto uniformarci alle norme vigenti aro direttore nostro modello originale ed unico in tutta Europa che non prevedeono sono una ristoratrice e vi leggo di Italia che segue le attività di tutti il pagamento di questa voce. Non mi praticamente da una ventina d’anni, gli operatori della ristorazione e sembra giusto discostarci dal modello da quando è nata la rivista. Ho seguito con attenzione le novità e gli dell’ospitalità, nonchè di quelli di tutta europeo per un’abitudine che è la filiera agroalimentare, dando dignità tipicamente italiana. Dal canto nostro, approfondimenti di cui avete scritto a tutti per valorizzare il territorio. però, dobbiamo andare incontro a in tutti questi anni, appassionandomi In precedenza lo abbiamo fatto numerose spese di gestione e servizio all’evoluzione della testata. Da per la sola Lombardia, ora - grazie a cui non si può disattendere. Io ho “Bergamo a tavola” siete passati all’aumento della foliazione e di quello trovato da tempo la mia soluzione: in poco tempo a “Lombardia a ovvero, abolire sulla carta la voce e tavola”, con contenuti allargati a tutta della diffusione, resi possibili dalla credibilità che ci siamno conquistati cercare di far rientrare le spese sui la regione. Con piacere noto che in questi anni - lo vogliamo fare prezzi dei piatti senza però esagerare. da tempo ormai i vostri contenuti progressivamente per tutte le regioni Quindi aggiungo qualche centesimo vanno ben al di là della Lombardia, italaine. Se necessario anche con di euro al piatto, soprattutto sulla interessando tutta Italia. Insomma, nuove iniziative editoriali. Vogliamo proposta della sera e non sul menu ormai il taglio della rivista mi sembra coprire tutto il territorio nazionale fisso di mezzogiorno. Mi piacerebbe fortemente nazionale e capace di con servizi mirati e valorizzare mettermi in contatto con altri rappresentare meglio tutta la nostra territori e aziende. “Italia a tavola ristoratori della mia zona (hinterland categoria. E a questo punto, anche network” è il nuovo cappello che milanese) e formare un gruppo con altri miei colleghi, ci chiediamo riunirà le nostre diverse attività, a compatto concorde sulla questione cosa rappresenta il riferimento che partire dal nuovo portale che stiamo vediamo nel giornale a “Italia a definendo forti dell’esperienza del M.R. ristoratore di Inzago (Mi) tavola network” ? È forse un modo sito www.lombardiaatavola.it in fase per rafforzare ulteriormente uno di ristrutturazione. Per il nome, beh, strumento per noi utile utile e ormai di consuetudine? Se è così vi faccio i si potrebbe dire che ci “ha colti sul aro ristoratore fatto”. I prossimi mesi potrebbero migliori auguri. noto con piacere che abbiamo portare delle novità. Per il momento trattato un tema particolarmente caro G.S. ristoratrice di Bergamo ci limitiamo, come avrà notato in alla categoria, non senza sollevare copertina, ad un piccolo segnale controversie. Utilizzare la rivista ponendo il cappello “Italia a tavola come strumento per mettersi in network” sopra la testata tradizionale. contatto con altri colleghi della zona entile lettrice è uno dei nostri obiettivii di fondo. la ringrazio di un’attenzione ai a.l. Sul “pane e coperto” credo sia “dettagli tecnici” oltre che ai contenuti opportuno uniformandosi all’Europa, della rivista. Le gentili parole di ma mi rendo conto delle difficoltà apprezzamento per i nostri sforzi che, Ancora si parla di Pane e coperto concrete del comparto. Confido nel come giustamente ci ricorda, sono buon senso dei ristoratori e nella ormai giunti al 21° anno di esperienza I ristoratori e le loro “leggi” loro coscienza sull’importanza di una sono fra l’altro un o stimolo a fare corretta gestione di costi e prezzi per ancora meglio. La sua osservazione in o seguito con interesse la ottenere un riscontro personale e nei merito all’evoluzione contenutistica e questione da voi sollevata in organizzativa del giornale è corretta: merito all’abolizione in Lazio del “pane confronti della clientela. con il tempo l’attenzione per i e coperto” sul listino del ristorante. a.l. professionisti dell’Horeca è passata Ho anche letto la risposta del collega dalla sola provincia di Bergamo a tutta la Lombardia, poi al nord Italia e ora VUOI CONTATTARE a tutto il territorio nazionale. Il lavoro che stiamo attuando in redazione e LA NOSTRA REDAZIONE? all’esterno con altri partner qualificati comporta un processo lento e Per scrivere o contattare la redazione, per mirato per far sì che nessuno dei inviare lettere al Direttore o chiedere nostri lettori (e dei nostri inserzionisti) consulenza su alcuni argomenti trattati si senta “abbandonato”, ma si sulla rivista scrivere a senta anzi rafforzato e soddisfatto redazione@lombardiaatavola.it per l’attenzione che gli possiamo oppure mandare dedicare. Essere diffusi come siamo un fax al numero 02 700557702 Target sempre più allargato per “Lombardia a tavola” Italia a tavola network

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TURISMO

I TERRITORI SI ORGANIZZANO

Nel Monferrato una TRIADE D’AUTORE Arte, vino e gastronomia S

Una serata ricca di suggestioni che ha vissuto un’escalation emotiva, dove i piatti hanno trovato nel vino il miglior complice per il palato e nei quadri l’ispirazione poetica. E quindi con la tradizionale “sfogliatina di asparagi con fonduta di raschera d’alpeggio” si è assaporato il Piemonte Chardonnay Doc, fresco come il quadro abbinato “Coscialunga di Crea” (vedi foto). Con il “risotto Carnaroli in forma agli asparagi e robiola” si è passati al più intrigante Grignolino del Monferrato Casalese Doc al quale il quadro “Relax” ha voluto regalare un approccio più pacato e rilassante, mentre con i

“tajarin dei trenta tuorli con asparagi saltati e lardo di Moncalieri” si è abbinato l’austero ed elegante Barbera d’Asti Doc “Bricco Crea” che è ben accoppiato a “La Baccante”, la bellissima donna presente negli immaginari orgiastici di Bacco. Infine con l’”asparago con manzo al Barbera ‘Emozioni’” si è abbinato l’avvolgente Barbera d’Asti Doc “Emozioni”, che ha visto nel quadro “Le amanti di Bacco” due donne dal voluttuoso corpo nudo impegnate a pigiare il delizioso nettare. Conduttore della serata Marco Sabellico, giornalista enologico, presenti Davide Sandalo, assessore all’Agricoltura della provincia di Alessandria, e Giuseppe Godino, sindaco di Serralunga di Crea. (c.t.)

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empre più spesso si incontrano eventi che vedono il mondo del vino e della gastronomia d’eccellenza mixarsi con altre realtà. Come quello dello scorso 28 aprile presso l’agriturismo “Ca’ Villa” di Gabiano Monferrato (Al), dove si sono incontrati tre artisti d’eccellenza: Giuseppe Olivieri, pittore napoletano, stimato e conosciuto in tutta Europa, con la sua personale dal titolo “Venere e Vino”, Sabine Ehrmann titolare della Tenuta La Tenaglia, azienda che da anni produce vini perseguendo una ferrea politica qualitativa, e lo chef Franco Piumatti, compositore di piatti d’eccellenza legati alla tradizione del territorio, con un protagonista di stagione, l’asparago del Monferrato.

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