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n.0 | 4 novembre 2011

CollinaPo paesaggi, cultura e parchi nel torinese

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L’architetto francese Le Courbusier disse che il paesaggio intorno a Torino non ha eguali fra le città in Europa, osservando il panorama dalla Collina di Superga. Il Po da Carignano, attraverso Torino e fino alla imponente Rocca di Verrua Savoia è ricco di bellezze, di angoli di natura di importanza europea, di parchi regionali, come di monumenti e tracce della storia minore e di quella più aulica come la Residenza Sabaude. La Collina torinese è una collezione di sentieri, di boschi, di ville antiche e di produzioni locali, o di boschi rari di Faggio lasciati qui dagli antichi periodi glaciali, divenuti Riserve naturali del Piemonte. In entrambi, tante tradizioni e produzioni della terra, che raccontano di un territorio e di una enogastronomia unica e da rivalutare. Certo due territori affascinanti: ma anche spazi dove ancora tanto lavoro ci attende, per curarli meglio, migliorarli ed a volte bonificarli. Ambienti della collina e del Po che attendono una nostra attenzione più forte e una comunità di cittadini che se ne prendano cura, come oggi fanno i tanti ciclisti, pescatori, canottieri, canoisti e cittadini amanti della serenità degli spazi aperti, spazi di respiro. Sono ambienti che hanno anche dato ispirazione alla cultura dei nostri territori, divenuti scenari delle fantastiche avventure di Salgari e delle sue tigri di Monpracen, o luoghi di riflessione poetica come per Cesare Pavese. Da queste ricchezze il Parco del Po torinese e l’Azienda del Turismo di Torino e Provincia sono partiti nel 2006 per far nascere il marchio di turismo Po Confluenze Nord Ovest, con l’obiettivo di raccogliere in un uncio grande catagolo tutte le ricchezze del fiume e favorirne la conoscenza e la fruizione, anche turistica. Un progetto che oggi raccoglie decine di comuni e che ha iniziato a lanciare proposte turistiche e guide sui percorsi anche ciclabili. Stessa attenzione che la Provincia di Torino con i comuni e il Parco della Collina torinese, hanno riservato alle colline del Torinese, dando vita al progetto della Strada dei Colori e dei Sapori. Due programmi che nel 2011 hanno deciso di allearsi. Perchè? Perchè ognuno di questi, distinto da due paesaggi diversi, il fiume e la collina, sono spesso sovrapposti nei territori comunali, che come Moncalieri o San Mauro o ancora Monteu da Po, sono nello stesso tempo territori di fiume e di collina e quindi vicini e vocati ad una stretta collaborazione. Ma anche perchè insieme si è più forti, per competere nella ricerca di visibilità e nella giusta gara a candidare un territorio come luogo di eccellenza. Questa alleanza ha dato vita ora al progetto multimediale e di comunicazione collinapo.it: uno strumento che è un sito web, ma anche una rivista di comunicaizone, che vive di momenti di incontro sul territorio, di reportage, di interviste, di programmi di fiere o di eventi sportivi, e di tanto altro ancora. Una alleanza che con questo strumento vuole sensibilizzare alla conservazione di questi spazi naturali ma nel contempo favorire al fruizione di cittadini e il turismo. Non è da dimenticare anche che questo progetto di alleanza è divenuto un piano riconosciuto dalla Regione Piemonte nell’ambito dei propri progetti regionali di supporto alla valorizzazione dei beni culturali e turistici. Conoscere e vivere i territori è una delle condizioni per sentirli propri, e quindi anche per rispettarli. Con questa convinzione e per contribuire a mantenere un territorio sano e pieno di opportunità, vi invitiamo ad aprire e sfogliare insieme le mille pagine che compongono la nostra enciclopedia di occasioni per stare meglio con il nostro ambiente e fra di noi cittadini, anche per garantirci in futuro ed a partire da oggi una nuova dimensione economica e di sviluppo locale.

Ippolito Ostellino

Direttore del Parco Fluviale del Po torinese

Responsabile Piano valorizzazione territoriale CollinaPo


index Po Confluenze Nord Ovest Strade di Colori e sapori.

Archi e Parchi a Brusasco Tanti sono gli sport che avvicinano l’uomo alla natura e che con essa si misurano.

La Porta della Collina Riferimento e punto di raccordo dell’area collinare

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Noi

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Piani di valorizzazione Integrare tra loro tutte le risorse e le potenzialità del territorio.

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La via francigena Da Torino a Vercelli percorrendo l’antica via dei pellegrini

Itinerario Don Bosco La creazione di un itinerario cittadino e di un centro visita

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Disnè Pranzo in dialetto piemontese-torinese

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Fiera Nazionale della Trippa La manifestazione più attesa e più ricca di sapori


Un marchio

2 | Po Confluenze Nord Ovest

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Un’area con comuni come, Beinasco, Bosconero, Brandizzo, Brozolo, Bruino, Brusasco, Candiolo, Caramagna Piemonte, Carignano, Carmagnola, Casalborgone, Casalgrasso, Castagneto Po, Castagnole Piemonte, Castiglione Torinese, Cavagnolo, Chivasso, Cigliano, Cinzano, Crescentino, Faule, Foglizzo, Gassino, La Loggia, Lamporo, Lauriano, Livorno Ferraris, Lombriasco, Mazzè, Moncalieri, Montanaro, Monteu Po, None, Nichelino, Orbassano, Osasio, Pancalieri, Piobesi Torinese, Polonghera, Racconigi, Rivalba, Rivalta di Torino, Rondissone, Saluggia, San Benigno Canavese, San Mauro Torinese, San Raffaele Cimena, San Sebastiano da Po, Santena, Sciolze, Settimo Torinese, Torino, Torrazza Piemonte, Verolengo, Verrua Savoia, Villafranca Piemonte, Villareggia, Villastellone, Vinovo, Virle, Volvera.. Un progetto di marchio che oggi é anche divenuto un marchio collettivo registrato ed un protocollo di intesa fra decine di soggetti pubblici e privati: un momento di cooperazione che ambisce anche a trovare soluzioni virtuose per rispondere alla sfida della carenza di risorse economiche che oggi rende difficili tante politiche pubbliche e la ripresa dei nostri modelli di vita. Questo progetto ha già realizzato primi prodotti come il web, guide turistiche ed eventi come i Disnè, o la rete degli incontri presso Le Soste, la rete dei locali per la ristorazione, o ancora la guida Fiumi di Storia, con segnaletiche specifiche per ogni bene storico importante realizzate nel Po delle Colline. Questo progetto però non mira solo a costruire eventi, ma anche a dotarci di progetti e piani per attrezzare con maggiore efficacia il territorio: per questo sono stati avviati i masterplan per ognuna delle tre aree prima descritte con la prima esperienza condotta nel Po dei Laghi. E’ in generale una idea di sviluppo locale dove il parco ha tentato di svolgere con importanti risultati, di facilitatore delle reti di risorse fra associazioni, comuni, imprenditorialità ed istituzioni: un ruolo che interpreta secono noi correttamente il ruolo di un parco, non chiuso dietro i suoi confini, ma sempre aperto a condividere progetti per garantire la conservazione delle importanti risorse naturali da tutelare. Po Confluenze Nord Ovest: una occasione per un modello di parco contemporaneo e per uno sviluppo locale sostenibile. C

Un luogo di turismo, ma tradizionalmente nei suoi bracci lombardi e veneti dove traghetti o visite nelle barene, affascinano tanti visitatori. Un turismo che oggi ha anche un nuovo portale web www.visitporiver.it che riguarda tutte le 4 regioni del bacino del Po. E a Torino? E lungo le decine di comuni fluviali del torinese? Perché anche qui non pensare a vivere meglio e di più il fiume? Per questo il Parco del Po e l’ATL Tursimo Torino e Provincia, alleandosi, hanno pensato di proporre un marchio di territorio per avere un contenitore, anche per comunicare le tante risorse del Fiume nel torinese. Il nostro è un territorio difficile, che solo dal 2006 ha intrapreso una sua riconversione: la vecchia grigia metropoli oggi è riconosciuta da tanti in una nuova città, e questa novità ora deve iniziare ad essere esportata in provincia. Il marchio nato, Po Confluenze Nord Ovest, richiama il concetto del confluire e quindi di un fiume con tanti suoi affluenti, che ci fa scoprire tre territori fatti di paesaggi, città e borghi diversi. Il Po dei Laghi dove una grande pianura solcata dai torrenti che scendono dalle Alpi Cozie, racchiusa a oriente dai contrafforti del Roero e delle Langhe e a occidente dalle Alpi, dominate dal Monviso, una pianura disseminata di grandi borghi rurali e di laghi di cava: questo è il territorio del Po del Laghi. Qui si intrecciano armonicamente estese coltivazioni agricole, ampie anse del fiume, specchi lacustri di cava, pievi e castelli medievali, architetture barocche, dimore ottocentesche e riserve naturali di elevato interesse naturalistico. Un territorio con comuni come Caramagna Piemonte, Carignano, Carmagnola, Casalgrasso, Castagnole Piemonte, Faule, La Loggia, Lombriasco, Pancalieri, Piobesi Torinese, Polonghera, Santena, Villafranca Piemonte, Villastellone, Vinovo e Virle. Il Po dei Re Torino Capitale, Torino terra dei Savoia, Torino “on the move” e il circuito verde che la circonda, una città in equilibrio con la natura. Il Po cittadino, segno vivente che attraversa la città, raccoglie le acque del Sangone, della Dora Riparia della Valsusa e della Stura di Lanzo in un ampio corridoio verde in cui gli spazi aperti e la natura si fanno strada dal parco delle Vallere fra Moncalieri e Torino al Parco del Meisino e all’Isolone degli Aironi di Bertolla verso San Mauro, passando per il Valentino e i parchi storici torinesi. Un insieme di risorse dalle quali spingersi a visitare la Torino del cioccolato e di altre prelibatezze o i sentieri della Collina torinese fino alla Basilica di Superga salendo con la Dentera. Un territorio di comuni come Moncalieri, Nichelino, San Mauro Torinese, Settimo Torinese e Torino. Il Po delle Colline, terra di conti e marchesi dal vivace passato medievale, inserita tra Canavese, Vercellese e Monferrato e solcata da innumerevoli corsi d’acqua, naturali e artificiali: questa è la zona del “Po delle Colline”. I tanti luoghi di interesse storico, dalle vestigia romane di Industria a Monteu da Po, alle architetture sabaude di Verrua e della Mandria di Chivasso, al Canale Cavour, si alternano a importanti riserve naturali lungo la Dora Baltea ed il Po, ricche di zone umide, avifauna, boschi e ghiareti.

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per il Po nel torinese

www.poconfluenzenordovest.it www.masterplanpo.it


Strade di Colori e Sapori Il progetto Il progetto Strade di colori e sapori nasce nel 2006 con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il territorio collinare della zona sud di Torino e la sua naturale estensione nella pianura. Un territorio ricco di attrattive, composto da un paesaggio che in molta parte conserva un ambiente naturale e rurale di pregio, ma anche da piccoli borghi e città dense di beni storici, artistici, architettonici di alto valore culturale. Sostenuto dalla Provincia di Torino, dal Parco della Collina Torinese e dai Comuni di Andezeno, Arignano, Baldissero T.se, Cambiano, Carmagnola, Chieri, Cinzano, Marentino, Montaldo T.se, Moriondo T.se, Pavarolo, Pecetto, Pino T.se, Poirino, Pralormo, Riva presso Chieri, Santena, Sciolze), il progetto si propone di favorire lo sviluppo di una cultura dell’accoglienza che possa consentire a visitatori e turisti di scoprire le tante bellezze, lo spirito e le tradizioni di questi luoghi. Musei, parchi, aziende agricole e vitivinicole, cascine didattiche ma anche percorsi ciclabili, sentieri per l’escursionismo: sono tante le opportunità che il territorio di Strade di colori e sapori offre a chi è interessato a praticare forme di turismo dolce e attento all’ambiente.

Le aree di pregio naturalistico e gli itinerari “green” Il Parco della Collina Torinese, ricco di sentieri ed aree attrezzate, rappresenta sicuramente l’area più conosciuta e d’ interesse per chi vuole praticare attività escursionistiche a contatto con la natura. Non è l’unica, altre “porzioni” di territorio presentano elementi d’interesse e meritano una visita: l’area di Carmagnola che si affaccia sul Parco del Po, le strade bianche del Pianalto, particolarmente adatte al cicloturismo, il Cammino di Don Bosco che collega Colle Don Bosco a Torino attraversando piccoli borghi e tratti incontaminati di paesaggio contadino.

Prodotti tipici che si possono acquistare o degustare presso gli operatori commerciali aderenti al progetto: - Asparagi di Santena (P.A.T, Paniere) - Ciliegie di Pecetto (P.A.T, Paniere) - Cipolla Platina di Andezeno (P.A.T, Paniere) - Peperone di Carmagnola (P.A.T, Paniere, Presidio Slow Food) - Fragoline nere di Baldissero T.se - Pomodoro Costoluto di Cambiano (P.A.T) - Zucca di Sciolze - Salame di Giora di Carmagnola (P.A.T, Paniere) - Bue Piemontese di Riva presso Chieri (P.A.T, Presidio Slow Food) - Tinga gobba di Poirino (P.A.T, Paniere, Presidio Slow Food) - Grissini Rubatà di Chieri (P.A.T, Paniere) L’area collinare del territorio è poi attraversata e coinvolta dalla Strada Reale dei Vini Torinesi che mira a far conoscere e apprezzare alcuni vini tipici di queste zone: le D.O.C Collina Torinese e Freisa di Chieri.

I comuni ANDEZENO | ARIGNANO BALDISSERO TORINESE | CAMBIANO CARMAGNOLA | CHIERI | CINZANO MARENTINO | MONTALDO TORINESE MORIONDO TORINESE | PAVAROLO PECETTO TORINESE | PINO TORINESE POIRINO | PRALORMO | RIVA PRESSO CHIERI SANTENA | SCIOLZE

I prodotti tipici e i vini della collina Il territorio di Strade di colori e sapori vanta numerosi prodotti tipici di qualità. Alcuni di questi sono ufficialmente riconosciuti dalla Regione Piemonte come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T), altri fanno parte del Paniere dei prodotti tipici della Provincia di Torino, altri ancora sono oggetto di uno specifico presidio Slow Food.

www.collineditorino.it

Strade di Colori e Sapori | 3


Piani

di valorizzazione

4 | Piani di valorizzazione

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La Regione Piemonte ha attivato un processo per dare impulso all’integrazione del processo di conoscenza – tutela – valorizzazione dei beni culturali, favorendo l’organizzazione a rete di beni e attività culturali, in connessione con il contesto paesistico e cercando i possibili rapporti operativi con gli operatori economici, dell’accoglienza e, in primis, del settore enogastronomico. Per raggiungere questo obiettivo ha previsto azioni di sostegno che non riguarda la realizzazione di interventi materiali sul patrimonio culturale, per i quali si rimanda ai canali di finanziamenti specifici, ma è rivolto esclusivamente alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso azioni di progettazione condivisa, di rafforzamento delle reti relazionali tra gli operatori, di coinvolgimento di nuovi attori, di coordinamento e di organizzazione delle risorse esistenti. Questa azione si traduce nell’attivazioen di Piani di valorizzazione territoriale che si distinguono per i seguenti aspetti: -la valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e non, occupa un ruolo centrale ma non esclusivo. I Piani di Valorizzazione territoriale lavorano nella prospettiva di integrare tra loro tutte le risorse e le potenzialità del territorio: naturalistiche, paesaggistiche, sociali e economiche (artigianato, agroalimentare, servizi); -i Piani di Valorizzazione territoriale sono costruiti attraverso processi partecipativi ed inclusivi: rappresentano, in altre parole, reti aperte all’adesione di nuovi soggetti qualora in coerenza con gli obiettivi e la strategia adottata. -i piani di valorizzazione territoriale si configurano come un processo confederativo in cui i singoli aderenti mantengono la loro autonomia organizzativa, gestionale ed operativa; -stretta sinergia tra enti pubblici, associazioni, proprietari dei beni culturali e comunità locali. Rispetto ai temi dello sviluppo turistico, i Piani di Valorizzazione forniscono il proprio contributo attivando processi di gestione in rete del patrimonio culturale (beni e attività), cercando di agevolare il dialogo con gli operatori economici ed il loro coinvolgimento in progetti di valorizzazione integrata, promuovendo il territorio verso forme di turismo dolce e sostenibile. I Piani di Valorizzazione raggiungeranno i loro obiettivi non solo in funzione della qualità del progetto e della rilevanza del territorio prescelto, ma anche in funzione della qualità delle relazioni e dei legami sociali preesistenti o che si creeranno tra i vari soggetti culturali, istituzionali e privati, del territorio, che parteciperanno in maniera diretta alla progettazione e alla realizzazione della rete. Il processo dei Piani di Valorizzazione mira dunque a una triplice integrazione: -intersettoriale, tra sistema culturale, contesto paesistico e operatori economici del settore turistico, della produzione enogastronomica e artigianale; -interna, gestionale e di servizi comuni dei beni e delle attività culturali (apertura, manutenzione, comunicazione ecc.); -esterna, standard di qualità nell’accoglienza del pubblico, piani di comunicazione e promozione comuni, calendario eventi coordinato.

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(Il Piemonte e la valorizzazione territoriale)

La scelta di quale rete intessere o delle modalità della sua implementazione deve essere perseguita a livello territoriale, adottando il grado di formalizzazione e di strutturazione che sarà considerato più congruente. La gestione e il coordinamento dei Piani finora sperimentati in Piemonte è avvenuta senza prevedere la creazione di nuovi enti e organismi, ma puntando su un modello di partecipazione diretta e  volontaristica di attori diversi, che, condivi le linee progettuali del piano di valorizzazione sottoscritte in un protocollo d’intesa. Non è escluso che in futuro emergano anche bisogni di integrazione maggiormente formalizzati, che conducano ad altri modelli gestionali dei Piani.  I Piani possono essere perseguiti e realizzati attraverso l’attivazione di servizi associati nel campo della valorizzazione culturale, anche se è necessario prevedere una delega differente rispetto a quella conferita a uno specifico servizio tecnico associato: la valorizzazione culturale funziona solo se esistono  partecipazione e coinvolgimento della comunità locale in direzione di un set di obiettivi strategici esplicitati e condivisi. Oggi i Piani attivati sono ben 32 dei quali 12 in ambito urbano e 2 a regia delle provincie del Piemonte e saranno presto visionabili sul sito web della Regione Piemonte. In questo contesto si è collocato il Piano “PO&COLLINA TORINESI. IL SISTEMA INTEGRATO DI PROMOZIONE DEI MARCHI “PO CONFLUENZE NORD OVEST” E “STRADE DEI COLORI E DEI SAPORI” con capolfila il Parco del Po torinese in partenariato con la Provincia di Torino, che ha candidato un programma di cooperazioen fra i marchi Po Confluenze Nord Ovest e la Strada dei Colori e dei Sapori della Collina torinese. Questo piano ha in CollinaPo.it il suo canale comunicativo web di promozione e resoconto delle sue attivtà sul territorio.

www.collinapo.it www.pinerolovalli-artecultura.it www.vallesusa-tesori.it


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Direttore Cultura, Turismo e Sport Regione Piemonte

Ugo Perone

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Assessore Cultura e Turismo Provincia di torino

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Enzo Lavolta Assessore alle Politiche per l’Ambiente della Città di Torino

Maurizio Montagnese

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Presidente Turismo Torino e Provincia

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Piergiorgio Bevione Presidente Parco del Po torinese

Elena Di Bella

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Dirigente servizio sviluppo montano, rurale e valorizzazione produzioni tipiche Provincia di Torino

> www.collinapo.it

Ippolito Ostellino Direttore del Parco Fluviale del Po torinese

www.collinapo.it

Virginia Tiraboschi

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Disnè

pranzi in dialetto piemontese - torinese Un salto nel passato recente, rivivendo da protagonisti il rito del pranzo domenicale (disnè) che i Piemontesi si concedevano negli anni Sessanta per fare festa, in trattorie caratteristiche per degustare piatti tipici del territorio. Il disnè oggi ritorna, grazie alla collaborazione fra “Turismo Torino e Provincia” e Parco del Po Torinese, per scoprire le tradizioni della cucina delle pianure e delle colline attorno al Po. Anno 1961: festeggiamenti dei cento anni dell’Unità d’Italia. Torino e il Piemonte sono protagonisti di questa grande festa del popolo.

6 | Disnè

Si esce di casa e si festeggia. Domenica, in pieno boom economico, tutti insieme al ristorante o nelle case contadine, è tempo del Disnè, dell’abbondante e a volte “esuberante”pranzo “della festa”. Anno 2011: festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Torino e il Piemonte sono di nuovo protagonisti con mostre ed eventi. Tornano i Disnè, un viaggio tra i ristoranti della tradizione, dove si gusterà la ricca cucina delle terre di Po Confluenze Nordovest, scoprendo il territorio e le sue tradizioni, rievocando gli avvenimenti e la vita del ’61 e festeggiando insieme l’Italia Unita.

www.collinapo.it


Domenica 6 Novembre 2011

Domenica 29 Gennaio 2012

Cucina della Dora Baltea Ristorante Albergo Del Moro Corso Umberto I 93 - Cigliano (VC) Prezzo: Euro 32 vini inclusi Info Email: info.ivrea@turismotorino.org Info line: 0125618131

Cucina Contemporanea Ristorante Fattoria Pro-Polis Strada del Nobile 86/92 - Torino (TO) Prezzo: Euro 32 vini inclusi Luogo: Ristorante Fattoria Pro-Polis Comune: Torino (TO) Regione: Piemonte Info email: info.ivrea@turismotorino.org Info line: 0125618131

Domenica 27 Novembre 2011 Cucina della Grande Pianura Ristorante Caffè Stazione Piazza Paracleto 2 - Piobesi Torinese (TO) Prezzo: Euro 32 vini inclusi Prenotazione obbligatoria, entro il venerdì precedente il Disnè, presso l’Ufficio di Ivrea di Turismo Torino e Provincia, Tel. 0125618131.

Domenica 11 Dicembre 2011 Cucina dei Signori Trattoria della Posta Strada Mongreno 16 - Torino (TO) Prezzo: Euro 32 vini inclusi Prenotazione obbligatoria, entro il venerdì precedente il Disnè, presso l’Ufficio di Ivrea di Turismo Torino e Provincia, Tel. 0125618131.

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scarica programma

www.collinapo.it

Disnè | 7


Archi e Parchi a Brusasco

Tanti sono gli sport che avvicinano l’uomo alla natura e che con essa si misurano. Il tiro dell’arco di campagna (con la sua federazione FIARC) é tra i pochi dove la vera abilità individuale, l’equilibrio psicofisico e la tecnica dello strumento utilizzato si coniugano insieme per dare un risultato particolare. Serve solo un arco, le freccie e un bosco dove muoversi alla ricerca di bersagli, ma artificiali senza danneggiare la vita selvatica. Il tiro di campagna é questo ed a Brusasco la compagnia degli arcieri del Nibbio ha per la prima volta organizzato una gara regionale con oltre 140 iscritti, nello splendido scenario del Castello del Luogo o del Leu, come denominato localmente. Qui sorge un ampio bosco nella tenuta collinare del Castello dotato anche di agriturismo e qui é stato organizzato un percorso ufficiale decine di sagome di animali che il 9 ottobre é stato teatro della gara. Una occasione nuova e diversa di avvicinare anche il pubblico ad una pratica che il maestro Giovenale Botta della comoagnia dei Nibbi, insegna in corsi anche per i più piccoli. Si é trattato anche di una occasione di conoscenza del territorio e di turismo e che si spera possa diventare un momento permanente di incontro di arcieria che tanti segreti e curiosità celano, rimandandoci la memoria alle scene e gesta di Robin Hood ed alle sue foreste, e quindi di nuovo alla nostra madre Terra. E’ una occasione per visitare e per conoscere meglio il sito della compagnia www.arcieridelnibbio.com con le tante proposte e per avvicinarsi alla scuola intitolata al grande arciere e maestro artigiano francese Jean Marie Coche. I risultati e le immagini della gara sono anche scaricabili dal sito.

8 | Archi e Parchi

www.arcieridelnibbio.com


La sede legale degli Arcieri del Nibbio è a Torino (Italia). Durante l’anno ci alleniamo e organizziamo corsi di tiro sia in palestra a Torino, sia all’aperto nella provincia di Torino (Moncalieri). Durante la bella stagione i corsi si svolgono nella Valle di Viù (TO). Arcieri del Nibbio è a Torino ed è iscritta alla FIARC dal 1998. La compagnia è stata fondata da Giovenale Botta, Franca Santagiuliana e Roberto Santagiuliana che ha realizzato il sito: www.arcieridelnibbio.com Arcieri del Nibbio è l’unica compagnia FIARC di Torino e d’inverno tiriamo in una antica scuderia dell’800 in centro città. Disponiamo di un campo 3D situato all’interno del Parco fluviale del Po a Moncalieri, grazie ad un accordo con l’ente Parco e la Società Cave di Moncalieri. Arcieri del Nibbio organizza corsi di tiro tutto l’anno. L’Istruttore FIARC Fabio Guelfo organizza corsi di base per principianti al campo di Moncalieri. Giovenale Botta, allievo di Jean-Marie Coche insegna il suo metodo sia al campo di Moncalieri che in centro a Torino. In estate i corsi si svolgono anche a Viù in Val di Lanzo. La nostra compagnia è composta da arcieri istintivi con archi ricurvi e long-bow. La nostra compagnia torinese organizza gare FIARC dal 2001. Collaboriamo con gli Arcieri Bicocca di Montrigiasco NO. Nel 2011 organizzeremo un tracciato nel parco dello storico Castello di Brusasco in provincia di Torino.

> www.fiarc.it

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Archi e Parchi | 9


La Via Francigena

da Torino a Vercelli percorrendo l’antica via dei pellegrini Dalle Alpi verso la Pianura Padana, il territorio provinciale è attraversato dalla Via Francigena (dichiarata nel 2004 dal Consiglio d’Europa “Grande Itinerario Culturale Europeo” analogamente al Cammino di Santiago di Compostela) la via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio verso Roma che, soprattutto all’inizio del secondo millennio, ha rappresentato un importante processo di integrazione culturale mettendo in relazione popoli diversi per valori e culture. Un patrimonio inestimabile da rendere fruibile a pellegrini e turisti per il quale Turismo Torino e Provincia ha elaborato un importante progetto di valorizzazione, promozione e comunicazione su incarico della Regione Piemonte, nell’ambito del Progetto Interregionale sulla Via Francigena. Basti pensare che il turismo religioso muove nel mondo circa 330 milioni di persone l’anno per un valore complessivo di 18 miliardi di dollari (dati WTO, World Tourism Organisation) di cui 4,5 in Italia - Il progetto è iniziato con la valorizzazione e promozione della Via Francigena di Sigerico (attraverso il territorio Morenico-Canavesano, tratto che entra in Piemonte dalla Valle d’Aosta) e della Via Francigena della Valle di Susa (che, con il tratto Monginevro/Arles, si collega con il cammino di Santiago di Compostela) e che oggi vede il suo completamento con il tratto Torino-Vercelli. Un cammino che ha visto transitare eserciti, mercanti, imperatori e papi attribuendo ad Augusta Taurinorum, anche dopo l’epoca romana, il ruolo di punto nodale dei percorsi diretti ai passi alpini più importanti – Monginevro, Moncenisio e Gran San Bernardo – ma anche a Roma e alla Terra Santa, utilizzando le vie romane come la Fulvia verso Asti o la consolare verso Vercelli e Piacenza. Sin dal medioevo, infatti, le vicende storiche hanno sancito il ruolo di primo piano a Torino, periodo in cui si intensificarono i flussi di pellegrini determinando un notevole sviluppo della città Ed è proprio con l’obiettivo di tradurre le informazioni storiche in un vero e proprio prodotto turistico che, insieme ai materiali promozionali dedicati alla Via Francigena della Valle di Susa e alla “Via Francigena di Sigerico” attraverso il territorio Morenico-Canavesano, il tratto Torino-Vercelli è descritta in una specifica cartina di promozione e accoglienza stampata in italiano e in francese, in distribuzione presso gli Uffici del Turismo della provincia di Torino, delle province di prossimità (Biella, Vercelli) e durante le principali fiere turistiche a cui l’ATL partecipa annualmente.

10 | La via francigena

Accanto alla mappa, il materiale è caratterizzato da un testo descrittivo del percorso – privilegiando l’abbinamento tra i siti devozionali ed il territorio – e da una sezione dedicata a “dove dormire”, a “dove mangiare” e a “dove acquistare e degustare” i prodotti tipici. l percorso, oggi come allora, tocca, per citare alcune tappe, l’attuale piazza Statuto vicino all’area dell’antica Porta Secusina, ma anche le Vie Garibaldi, Barbaroux, Sant’Agostino, Santa Chiara e Milano oltre al Duomo di San Giovanni sino a la Gran Madre di Dio, quali luoghi di devozione; oltrepassata Torino si prosegue lungo il Po, con il tratto torinese del Parco Fluviale del Po e del Parco della Collina Torinese, verso Chivasso per arrivare alla pianura di Vercelli. Per la valorizzazione e promozione del tratto TorinoVercelli è stato fondamentale il coinvolgimento delle vicine Agenzie Turistiche Locali di Biella e Valsesia Vercelli, delle amministrazioni e degli attori locali: sono infatti ben 73 gli operatori aderenti al progetto tra strutture ricettive, ristoranti e punti vendita, 20 i Comuni lungo il percorso di cui 10 della Provincia di Torino, 7 della Provincia di Vercelli e 3 della Provincia di Biella e 2 Parchi Naturali interessati: il Parco della Collina Torinese e il Parco del Po Torinese. Ma non solo. Gli operatori aderenti saranno facilmente identificabili sul posto attraverso una vetrofania creata ad hoc raffigurante il pellegrino – simbolo della Via Francigena universalmente riconosciuto – e la dicitura “Benvenuti – Bienvenu – Welcome – Bienvenidos”. Accanto alle azioni di promozione nell’ambito delle prossime fiere turistiche nazionali – tra cui la Borsa Internazionale del Turismo di Milano e la Borsa del Turismo Religioso di Oropa – verranno pianificate attività di marketing, di comunicazione e di promozione verso tour operator specializzati, finalizzate a promuovere sia gli aspetti religiosi strettamente legati al pellegrinaggio che la conoscenza del territorio, dei suoi paesaggi e delle sue risorse.

www.viafrancigena.eu


Ed infine, ma non per importanza, Turismo Torino e Provincia ha ideato, in collaborazione con la G.I.A. (Associazione Guide Interpreti Accompagnatori Turistici Piemonte), un tour guidato alla scoperta della Torino Medievale, un suggestivo itinerario nel quadrilatero romano per riscoprire la Torino medievale dove trovavano ospitalità i pellegrini della Via Francigena scesi dai colli del Moncenisio e del Monginevro e diretti verso Roma e la Terra Santa. L’appuntamento è per sabato 26 novembre, sabato 3 e 10 dicembre con partenza alle 14.30 da Palazzo Madama.

> www.turismotorino.org

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La via francigena | 11


Festa Nazionale della Trippa

Nel ricordo del giovane Luca Casto,manifestazione articolata con raduno di Harley Davidson,esposizione d’auto d’epoca,esibizione di taglialegna,gala gastronomico con carne bovina e”ciapinabò”(i topinambur),musica e balletti Si avvicina il momento più significativo della articolata e coinvolgente iniziativa Un Po in Tavola, che in ottobre rende protagonista l’area sud torinese, esaltandone le sue maggiori specificità in tema di enogastronomia. La manifestazione più attesa e più ricca di sapori è la Festa Nazionale della Trippa, organizzata dall’Associazione per la Valorizzazione della Trippa di Moncalieri, che si svolgerà sabato 15 e domenica 16 ottobre, nell’area ex-foro boario di Moncalieri. IL PROGRAMMA DI SABATO 15 La manifestazione si è aperta nel pomeriggio di sabato 15 ottobre con la cerimonia inaugurale, alle 15.30, alla presenza delle massime autorità cittadine e regionali, durante la quale è stata ricordata la figura di Luca Casto, giovane e brillante ideatore dell’iniziativa, che è tragicamente scomparso in un incidente stradale nello scorso febbraio. Il programma ha previsto poi il raduno motociclistico con centinaia di Harley Davidson, l’esposizione di auto d’epoca provenienti dal Museo dell’Automobile e una spettacolare esibizione dei taglialegna del gruppo Stihl – Timbersports, replic ato sia nella mattina che nel pomeriggio di domenica. Alla sera, con inizio alle 20.30, si è svolto l’atteso Gran Galà, che ha proposto un particolarissimo menù a base di trippa, ciapinabò e carne bovina: i tre alimenti che sono i cardini e vengono valorizzati dalla rassegna Un Po in Tavola, che ha avuto come ospiti Ernesto Olivero, il fondatore del Sermig, l’importante realtà torinese a cui saranno devoluti i proventi della manifestazione e i gemelli Martin e Bernard DeMatteis, campioni di corsa in montagna.

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IL PROGRAMMA DI DOMENICA 16 Il clou della Festa Nazionale della Trippa e stata domenica 16 ottobre, quando nella famosa maxi-pentola dei primati sono stati cucinati 24 quintali di trippa, seguendo i dettami dalla storica ricetta alla “moda Savoiarda”. Questo fiume di saporitissima e fumante trippa è stata poi distribuito in tantissime e generosissime porzioni a decine di migliaia di cultori del saporito piatto, che è il sovrano della cucina moncalierese, tanto che alla trippa è dedicata l’importante ed omonima Confraternita Enogastronomica, che nell’occasione ha effettuato il proprio simposio annuale, che quest’anno ha carattere internazionale e richiama a Moncalieri sodalizi di cultori del “buon cibo” da Svizzera, Francia e diverse regioni italiane. Sono stati proprio il Gran Priore e i suoi confratelli, insieme al famoso giornalista di cultura gastronoma, Edoardo Raspelli, a certificare qualità e grado di cottura e quindi a dare l’assenso per la distribuzione della trippa, che quest’anno, ed è una particolarità importante, prosegue sino alle 20 e ha consentito di fare una originale merenda sinoira. La giornata è stata molto intensa; iniziata alle 9 con l’apertura degli stands degli espositori e con l’esibizione degli Sbandieratori di Grugliasco al suono della Banda Musicale di Moncalieri La giornata, che è stata presentata dalla conduttrice televisiva Camilla Nata, è stata caratterizzata da diversi altri momenti di spettacolo (con perfomance delle due maggiori scuole di ballo e di danza della città: Jds di Denise Abrate e Balletto di Moncalieri di Barbara Casto), di divertimento e di aggregazione.

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Porta della Collina Pro Loco Revigliasco Torinese La Città di Moncalieri in collaborazione con la Pro Loco di Revigliasco ha promosso l’apertura di un nuovo punto informativo per valorizzare in termini turistici il patrimonio rappresentato dai beni paesaggistici e naturali che caratterizzano il sistema naturalistico collinare. Porta della Collina si pone come riferimento e punto di raccordo per le iniziative varate dalla Provincia di Torino e dagli altri Comuni dell’area collinare. Intende valorizzare il sistema della rete sentieristica secondo gli interventi promossi da Regione Piemonte, Provincia di Torino, Parco Naturale della Collina Torinese e Coordinamento Associativo dei Sentieri della Collina Torinese. Sostiene gli eventi aggregativi culturali e sportivi volti a dare impulso ai percorsi collinari, a partire dalla Festa dei Sentieri, tradizionale appuntamento d’inizio autunno proposto dal CAI Moncalieri. ----Al toponimo Revigliascum è attribuibile un’origine latina ipotizzando la sua derivazione dal nome personale Rubellius in alternativa a Robilius , o a Rupilius, con suffisso -ascus utilizzato per la formazione del prediale. Un’altra interpretazione fa derivare il nome dal rovere (lat. robur -oris). In epoca romana questa parte della collina di torino risulta fittamente popolata come attestano altri toponimi quali Agellum, Mairanum, Testona, Orcenascum, Mons Calerius; la loro persistenza fino al basso Medioevo, insieme alla presenza di reperti archeologici di età classica, sembra indicare una certa continuità di insediamento tra l’epoca romana e quella medievale. Tuttavia, è probabile che tra il IV e il VI secolo d.C. l’area collinare fosse interessata da un lento processo di abbandono degli insediamenti in concomitanza col decadimento della coltura della vite, divenuta meno redditizia della coltivazione dei cereali nei latifondi di pianura.

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Testimonianze di una presenza longobarda si ricavano da tre crocette auree rinvenute in scavi del XIX secolo. La prima notizia documentaria dell’esistenza di Revigliasco e del suo Castello è contenua in un documento del 6 marzo 1163: il territorio viene infeudao da Federico Barbarossa ai Marchesi di Romagnano, i quali a loro volta lo investono ai loro fedeli, i Signori di Revigliasco. I Revigliasco si divisero in più di 23 famiglie, i membri delle quali ricoprirono importanti cariche a testimonianza della loro autorevolezza. Nei secoli centrali del Medioevo la chiesa principale del borgo non era quasi mai situata vicino al castello: mentre questo si ergeva in posizione dominante, il centro religioso locale sorgeva di solito a mezza costa, a distanza a volte considerevole dal fortalizio. Molte delle vecchie parrochiali collinari sono tuttora esistenti nella loro forma originale (o ricostruite in loco), generalmente ridotte alla funzione di chiesa cimiteriale.

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Itinerario Don Bosco

Chieri ebbe un ruolo importante nella formazione del giovane Giovanni Bosco: dieci anni di studio, di lavoro, di esperienze che formarono la sua straordinaria personalità. La creazione di un itinerario cittadino e di un centro visita (nei locali dell’ex seminario di San Filippo) dedicati alla sua figura vogliono essere un contributo alla memoria ma anche e soprattutto un modo per continuare a trasmettere il suo insegnamento più importante: l’attenzione ai bisogni degli altri. L’itinerario si snoda lungo le vie del centro storico di Chieri e, attraverso paline informative, racconta di episodi e persone che ebbero un ruolo importante nella vita del Santo. Un modo per approfondire la conoscenza di questa fondamentale figura dell’Ottocento piemontese ma anche per capire meglio il periodo storico e il contesto in cui visse.

Il logo del copricapo di Don Bosco è stato elaborato dagli studenti del Politecnico di Torino nel corso dello stage effettuato presso lo Studio Gallina.

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credits CollinaPo | magazine virtuale | n.0 (stampato in occasione della conferenza stampa del 4.11.2011) ----------Progetto di Comunicazione a cura di: LD Multimedia (Torino) fotografie: Davide Dutto, Michele d’Ottavio, Istockphoto ----------Si ringraziano:

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13-02-2008

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Piergiorgio Bevione Ippolito Ostellino Davide Lobue Laura Succi Ugo Perone Marco Balagna Elena Di Bella Dimitri Buracco Claudio Baldi Maurizio Montagnese Daniela Broglio Giovanna Ruberchera Stefano Roletti Silvia Lanza Virginia Tiraboschi Patrizia Picchi Enzo Lavolta Giuseppe Vallesio Franco Cappellino Silvia Testa Giovenale Botta Alessandro Salvanti Piero Lanza Renato Turletti


pranzo in dialetto


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