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REGISTRAZIONE: Tribunale di Torino n. 40/2011 del 27/6/11 - N.16 Anno 3

IMAGAZINE NVESTO MONEY & LIFESTYLE

DUEMILAQUATTORDICI

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Abbiamo un’idea.


Far crescere la tua.

StartUp Generation è la nuova piattaforma web dedicata al mondo delle Startup, nata nella prospettiva della divulgazione dell’educazione all’investimento e al fare impresa. Il progetto si pone come obiettivo di fornire gratuitamente gli strumenti formativi necessari a tutte quelle persone che hanno un’idea innovativa e vogliono concretizzarla in un progetto imprenditoriale. Visita il nostro sito o collegati ai nostri canali social per saperne di più ed essere aggiornato sulle iniziative in corso.

www.startupgeneration.it www.facebook.com/startappgeneration twitter.com/Startup_G


quando EDITORIA E TECNOLOGIA VANNO DI PARI PASSO...

Bastano pochi semplici passi... 1) Scarica l’App ‘Digimarc’ 2) Avvia l’App e punta il cursore sulla foto della pagina 55 contrassegnata dal simbolo

3) Guarda i contenuti extra della pagina 55 direttamente sul tuo smartphone


Dear Reader..

Caro Lettore...

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his will be a busy month for us here at Investo Magazine. We have been already having some busy days but with the arrival of the summer season our work becomes more pleasant. In chronological order here some appointments that you can follow on our website: www.investomagazine.com. On June 4th and 5th we will attend the third edition of the Lugano Commodities Forum: it is the most important event dedicated to consumers, investors and traders of commodities (coal, steel, precious metals, oil and gas, agricultural row material, transports and other services). The organizers are the same of the Lugano Fund Forum, where Investo Magazine has always ensure its presence. On June 16th we will attend the XV° Convention of the Italia Business Angels Network, directed by Mr. Paolo Anselmo: important Italians and foreigner names will tell us about the Startup ecosystem, in which we are fully involved with our website: www.startupgeneration.it Talking about Startup, on June 19th and 20th, our multimedia platform Startupgeneration will take part of the QUALCOSATORI, at the “Expo delle Startup”: this is the new Italian event at international level promoted by the Regione Lombardia, organized by Francesco Mantegazzini and Giuseppe Ciuni, promoters of the two editions of Fiera delle Startup. At the end o the month, from June 24th to 26th, we will take part, as Media Partner, in Eire | Expo Italia Real Estate: the most important event for the Italian real estate market. Afterwards... afterwards we will get back to normal, with a small break on August; we will be back at work, soon after that, beautiful (as usual), fresh and rested (just like after a vacation) ready to organize our INVESTO DAY, conscious investment: a day dedicated to Investo Magazine in 3D, where we are sure we will propose the best the investment markets can offer!

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uesto sarà un mese sicuramente intenso per noi di Investo Magazine. Abbiamo già vissuto giorni impegnativi ma ci apprestiamo a dare il massimo con il primo caldo e il nostro lavoro diventa sempre più piacevole. In ordine cronologico vi elenco alcuni impegni dei quali vi faremo avere aggiornamenti in diretta sul nostro sito: www.investomagazine.com. Il 4 e 5 Giugno parteciperemo al Lugano Commodities Forum che è al suo 3° anno di vita, è l’evento più importante dedicato agli utenti, agli investitori e ai commercianti di materie prime (carbone, acciaio, basi e metalli preziosi, petrolio e gas, materie prime agricole, di trasporto e altri servizi), organizzato nella cittadina svizzera dagli stessi organizzatori del Lugano Fund Forum il quale ci vede sempre in prima linea. Il 16 Giugno saremo presenti alla XV° Convention di Italia Business Angels Network, capitanata dal dott. Paolo Anselmo. Qui ci saranno grandi nomi italiani e stranieri che ci racconteranno lo scenario dell’ecosistema Startup, nel quale ormai anche noi siamo pienamente catapultati con la nostra piattaforma web: www.startupgeneration.it. Per rimanere in tema Startup, il 19 e 20 Giugno, sempre con la nostra piattaforma Startupgeneration, faremo parte dei QUALCOSATORI alla Expo delle Startup: il nuovo evento italiano a carattere internazionale promosso dalla Regione Lombardia, ormai forte dell’esperienza degli organizzatori delle due edizioni della Fiera delle Startup, Francesco Mantegazzini e Giuseppe Ciuni. Per concludere il mese di Giugno, dal 24 al 26, in qualità di Media Partner, saremo a Milano all’Eire | Expo Italia Real Estate: la rassegna di riferimento del mercato immobiliare italiano. Dopodiché…beh dopodiché torneremo alla normalità, facendo una breve pausa ad Agosto per rientrare a lavoro subito dopo, belle (come sempre), fresche e riposate (come dopo una vacanza), all’attacco e all’organizzazione del nostro INVESTO DAY, l’investimento consapevole: una giornata di Investo Magazine in 3D, dove saremo certe di offrire il meglio che i mercati sull’investimento hanno da proporre!

Patrizia Caridi


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15 | PSICO INVESTO L’Economia del Web Alessandro Meluzzi e Andrea Grippo

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21 | INVESTO Building Il mattone di lusso torna a tirare Massimiliano Sciullo

25 | INVESTO law Il crowdfunding Giorgio Tosetti Dardanelli

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31 | INVESTO eire Real Estate 2014 Pietro Diana

37 | INVESTO news brasile Il Brasile è terra di conquista Francesco Papa

43 | INVESTO news brasile Gianni Savio Francesco Papa

49 | INVESTO foreign Sulla Via della Seta Claudia Grandi

53 | investo man Stefano Quercetti Patrizia Caridi

67 | INVESTO startup Startup Expo Francesco Mantegazzini

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73 | investo news Lugano capitale delle materie prime Francesca Leone

77 | INVESTO sport Luigi Mastrangelo Marco Longhini

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87 | INVESTO show Cesare Cremonini Elena Ferraro

101 | investo road Porsche Cayman S Marco Longhini

109 | investo style

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Sneakers per il tempo libero Valentina Polidori

115 | investo collection Collezionare la fortuna Lodovico Poletto

121 | investo creativity Create24 Francesca Leone

125 | INVESTO fitness Acqua Gym Andrea Scarpetta e Luca Lolletti

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PROVA A SCARICARMI!

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IMAGAZINE N V E S TO DIRETTORE DI TESTATA Andrea Costa

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EXECUTIVE ASSISTANT Maria Maldarizzi

ART DIRECTOR Katja D’Armi

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COORDINAMENTO EDITORIALE E PUBBLICITARIO Patrizia Caridi

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Per ottenere maggiore visibilità diventa la nostra location del mese!


Location del Mese conta le sue origini e lo fa con stile; vi accoglie nel suo magico teatro intriso d’arte e nel suo giardino dal panorama mozzafiato. Relais La Contessa mette a disposizione tre suites matrimoniali intitolate ai Reali piemontesi. Le suites Regina Margherita, Principessa Beatrice, Madama Cristina, dotate di ogni confort, godono di una vista incantevole sulla vallata monferrina.

RELAIS LA CONTESSA Via Serramadio, 1 | Scandeluzza (Asti) | +39 335 627 30 63 - info@relaislacontessa.eu

La villa, costruita nel 1884 come tenuta di campagna della Contessa Teresa Serramadio di Mondonio, per suo volere venne poi adibita ad asilo infantile per il paese di Scandeluzza Monferrato. La famiglia di Umberto Torre acquistò la villa nel 1994, rilevando il bellissimo edificio e restaurandolo secondo l’impostazione originale allo scopo di preservare lo stile e i materiali. Nasce Relais La Contessa: villa, teatro, eventi.
Relais la Contessa è un rifugio, un luogo del territorio che rac-


PSICO con la

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by A orazion lessandro M e e di An drea G luzzi rippo

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L’Economia del Web: un capitalismo senza attriti

Web Economy: friction-free capitalism

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n presupposto fondamentale della teoria tradizionale economica è saltato in aria ed è la perfetta informazione di tutti gli operatori economici: consumatori, risparmiatori, lavoratori, imprenditori. In realtà è sempre stato un punto debole dell’economicismo. Ma la questione è tornata in auge a causa dell’avvento di Internet. Il sopraggiungere della Rete ha indotto a pensare che stesse per giungere un’epoca in cui tutti potessero entrare in possesso dell’informazione economica necessaria, creando le condizioni di un “capitalismo senza attrito”. Joseph Stiglitz, Nobel per l’economia nel 2001, ha scritto che «per più di cent’anni l’economia ha creato modelli nei quali si suppone che esista perfetta informazione. Naturalmente, tutti hanno sempre riconosciuto che l’informazione è invece imperfetta: ma si sperava che le economie nelle quali l’informazione è meno imperfetta potessero in fondo assomigliare molto ai modelli economici nei quali l’informazione è perfetta. Uno dei principali risultati della mia ricerca è stato quello di dimostrare che non è vero: anche una piccolissima imperfezione della disponibilità di informazioni può avere un effetto profondo sulla natura

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ne of the basic principle of the traditional economic model has blown up and it is the perfect news for all the economic operators: consumers, investors, workers and entrepreneurs. Actually, this has always been a weakness in economism. Thanks to Internet this issue is on the front burner. Everybody believed that Internet would provide us with all the necessary economic information, creating a situation of “friction-free capitalism”. Joseph Stiglitz, Nobel Prize for Economics in 2001, wrote «for over a hundred years the economy has created models that are thought to deliver perfect information. Of course everybody acknowledges that information is incomplete: but everybody hoped that the economies with less perfect information would look more like the economic models with perfect information. One of the main results of my research was to demonstrate that it is not true: the slightly imperfection in the information could cause a deep effect on economic stability». In the 18th and 19th centuries economists

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stessa dell’equilibrio economico». Nel Settecento e nell’Ottocento gli economisti si rendevano conto di quanto fosse irrealistica l’ipotesi della perfetta informazione degli operatori economici. Ma l’economia del Novecento ha ignorato completamente il fatto che le distorsioni informative alterano le condizioni fondamentali dell’analisi. Avevano bisogno di modelli matematicamente limpidi: le imperfezioni dell’informazione li rovinavano e perciò non se ne teneva conto. Joseph Stiglitz scrive che «la mia ricerca ha dimostrato che quell’approccio era sbagliato. Le diverse persone conoscono diverse cose. I lavoratori conoscono meglio le loro abilità di quanto non possa sapere l’azienda che li impiega». Non succede mai che tutti gli operatori abbiano le stesse informazioni relativamente alle varie transazioni economiche. Molti hanno strumentalizzato l’avvento di Internet per sostenere che era finalmente arrivato il momento in cui le informazioni potevano essere perfettamente distribuite. Soprattutto perché il costo di pubblicare e di trovare le informazioni era drammati-

were aware of how unrealistic the idea of perfect information was delivered by the economic actors. But the economy of the twentieth century has completely ignored that information distortions affect the fundamental conditions of the data analysis. They needed clear mathematic models: information imperfections were affecting data analysis, therefore they decided not to take them into consideration. Joseph Stiglitz wrote «my research concluded that that kind of approach was wrong. Different people know different things. Workers know better their skills than the company that employs them». The different economic operators never has the same information regarding different business transactions. Many have claimed that, thanks to Internet, it was time for all information to be equally

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camente ridotto. È stato proprio Bill Gates a introdurre il concetto di “capitalismo senza attriti”, cioè senza gli inutili freni dovuti ai costi di transazione e all’asimmetria delle informazioni. Tuttavia il web ha generato anche molte nuove asimmetrie, non solo per il digital divide, cioè la crescente distanza tra le persone connesse e quelle che per motivi anche economici non possono accedere alla Rete. Persino tra coloro che sono connessi si sono sviluppate certe distorsioni. Internet ha favorito il cosiddetto information overload, un bombardamento di informazioni tanto massiccio da diventare insopportabile. Un bombardamento che favorisce alcuni rispetto ad altri. Herbert Simon, Nobel per l’economia nel 1978, psicologo di formazione, diceva che «l’abbondanza di informazione genera scarsità di attenzione». Nessuno vuole davvero che internet elimini le iniquità e che l’informazione sia distribuita equamente: si invoca, ad esempio, la protezione della privacy proprio per contrastare un sistema dell’informazione troppo invadente. Inoltre le oligarchie capitalistiche non rinunciano al loro potere sull’informazione che genera fortissimo profitto ma non diventano trasparenti solo perché esiste internet. Insomma, i mercati perfettamente informati sono un’invenzione teorica senza fondamento. Ma se i mercati non possono essere perfettamente informati, allora la concorrenza perfetta non è possibile. E se l’informazione non è mai distribuita perfettamente allora è sempre asimmetrica. Tutto ciò fa saltare in aria il modello neoclassico, organizzato intorno a un presupposto che è vero solo se è perfettamente vero. E che, non potendolo essere, è sempre falso. Ma se il mercato è sempre imperfetto, allora non vale più nessuna delle conseguenze normative che il modello economista pretendeva di far valere. Senza interventi esterni il mercato distribuisce le risorse in maniera inefficiente, ingiusta e diseguale. L’economia non è una disciplina che può bastare a se stessa. La cultura e la struttura sociale diventano importanti nell’analisi economica per comprendere l’economia. Lo stesso vale per l’informazione, che può coincidere nella nostra era con il web.

delivered, notably because the cost of publishing and finding information has dropped dramatically. Bill Gates has introduced the concept of “friction-free capitalism”, which means cheaper transactions and more perfect information. But the web has created even more new asymmetries, not only for digital divide, that is the increasing distance between people connected to internet and those who, for economic reasons cannot access the web. Interned has created the so-called information overload: an unbearable massive bombardment of information. A bombardment that favours some people more than others. Herbert Simon, Nobel Prize for Economics in 1978, psychologist, used to say «hence a wealth of information creates a poverty of attention». Nobody wants Internet to provide equal access to information: for example, we ask the protection of privacy in order to counteract a too much intrusive information system. Furthermore, the capitalist oligarchies want to maintain the control over the media because they generate high profit but they do not guaranty transparency just because of internet. In short, well-informed markets are a theoretical invention groundless. But if the markets cannot be well-informed there is no ground for perfect competition. And if information is not fairly distributed, it will always be asymmetric. This situation blows the neoclassical model up: the neoclassical model moves from an assumption that is true only if it is perfectly false and, as it cannot always be true, it is always false. But if the market is always imperfect, the legislation claimed by the economist model are not valid anymore. With no external interventions, the resources are inefficiently, unfairly and unequally distributed by the market. The economic discipline is not self-sufficient. In order to understand economy, culture and social structure become important in economic analysis. The same applies to information which, in our era, correspond to the web.

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Il mattone di lusso torna a tirare. E l’Italia apre l’album di famiglia

Luxury properties are back on the market. Italy opens its family album

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n viaggio affascinante, fatto di suggestioni, scorci memorabili e panorami mozzafiato. Andare a curiosare tra le grandi città italiane, a caccia di appartamenti di lusso, significa sintetizzare tutto il meglio che il nostro Paese sa offrirci, sia dal punto di vista delle bellezze naturali, sia per quanto riguarda il mercato del mattone. Perché la tendenza che l’inizio del 2014 sta portando con sé, almeno nella sua prima parte, è proprio questa: in un settore in cui le compravendite soffrono ancora il calo della domanda (andando a fiaccare così anche l’offerta), se ci si dedica ai “piani alti” – intesi come prezzi al metro quadro – le cose vanno decisamente meglio. Qui la domanda cresce anche più dell’offerta. Una rarità. Fatta di ampi spazi, ma anche vie prestigiose e zone centrali. Da Roma a Milano, da Torino a Firenze per finire con Napoli: scorrere l’elenco di queste possibilità è come sfogliare l’album di famiglia. All’interno c’è il meglio del meglio, la sintesi di tutto il buono e il bello che il nostro Paese è in

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ooking for luxury apartments in big Italian cities is like putting together all the best our country can offer, both as natural beauties and investments in bricks and mortar: it is like fascinating journey, full of charm and breathtaking views. This is precisely the trend of the first part of 2014: in a sector where sales are still facing a contraction in demand (diminishing the supply), things at “high level” – intended as prices as square meters – are much better. In this case the demand is even higher than the supply. Such a rare thing, made of wide open spaces, prestigious streets and central areas. From Rome to Milan, from Turin to Florence and Naples: to go through all these possibilities is like looking at your family album. Inside only the best of the best, all the good and all the bad our country can offer. This is confirmed by

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Piazza di Spagna - Roma

grado di offrire. Lo conferma anche la recente indagine di un portale specializzato in compravendite immobiliari come Casa.it, che mette nero su bianco le cifre, gli andamenti e le occasioni più ricercate. In linea generale, si può dire che l’asta per saltare il credit crunch e la crisi nazionale è stata garantita, a chi ha la possibilità di avere capitali importanti a disposizione da investire, proprio dall’andamento del mercato: il calo dei valori al metro quadro e l’allungarsi dei tempi di trattativa e conclusione, fa in modo che esistano – per chi può coglierle – vere e proprie occasioni. Forse non a buon mercato, ma dal valore assoluto spesso superiore alla firma che è stata compilata prima di staccare l’assegno. E un tour dell’Italia più ambita che davvero si rispetti non può non prendere il via dalla Capitale. La città Eterna è infatti al primo posto per il numero complessivo di compravendite. E se il settore del lusso ha perso in un anno circa il 3,6% del proprio valore, certo gli occhi non possono non cadere su zone prestigiosissime come via Barberini, oppure piazza di Spagna (una specie di quadro all’aria aperta). E poi piazza Navona, via Condotti, o piazza del Popolo. Ecco

a recent survey conducted by a website dedicated to sales in real estate, Casa.it: the survey put down to paper figures, performances and offers in great demand. Generally speaking, the pole to vault the credit crunch and the domestic economic crises has been guaranteed by the market trend to those who have a lot of money to invest: the drop in per-square-meter prices, the stretching of contract negotiations and closing of a deal have generated very good deals for whose are able to seize these opportunities. Maybe those deals are not that cheap but they have an absolute value higher than the signature before writing the cheque. And a tour among the best places in Italy can only start from the capital city. The Eternal City ranks first in real estate sales. If luxury properties have lost in a year approximately 3.6% of its value, we cannot miss prestigious area like via Barberini, or piazza di Spagna (a kind of open-air square). And then piazza Navona, via Condotti or piazza del Popolo.

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i gioielli di famiglia, che continuano a suscitare interesse e con un prezzo al metro quadro che oscilla tra i 20mila e 500 euro e i 19mila, a seconda della necessità o meno di ristrutturare l’abitazione. Numeri da urlo, chiaramente, ma anche contropartite che sono uniche nel loro genere. Meno “storica”, ma comunque custode di bellezze spesso insospettabili è la città di Milano, capitale italiana per quanto riguarda il business. Qui, il settore del lusso affonda le sue radici in zone come corso Magenta, corso Garibaldi, ma anche San Babila, Madonnina o Solferino. Solo per citarne qualcuna. Qui, il prezzo al metro quadro si aggira intorno alla quota degli 8450 euro al metro quadro. Fascino più discreto e meno glamour, ma altrettanto suggestivo e con le radici immerse nella storia nazionale è quello di Torino. Anche all’ombra della Mole la domanda per il settore lusso sta mostrando una vivacità interessante rispetto al passato. E parlare di “ombra della Mole” non è un modo di dire, visto che i “bottini” più ambiti sono nella zona che da piazza Cavour e piazzetta Maria Teresa sfiorano il Lungo Po e arrivano in piazza Vittorio Veneto, fino ad attraversare il fiume che solca Torino, per approdare alla zona della Gran Madre, ai piedi della collina. Un’area considerata per tradizione la cornice del vero lusso sabaudo. Da un’antica capitale d’Italia all’altra, non può mancare nel tour del bello nazionale la città di Firenze, dove la storia è passata e ha lasciato segni di sé impossibili da non notare. Stile, atmosfera, meraviglie architettoniche e naturali: tutto questo lo si può ritrovare, in questi primi mesi del 2014, in quartieri come Bellosguardo, ma anche Fiesole e Pian dei Giullari. E infine non può mancare il Sud: l’anima più calda e coinvolgente della nostra penisola. Una città come Napoli è stata letteralmente idolatrata da cinema, musica e artisti di vario genere. Il Vesuvio sullo sfondo è il marchio di garanzia per le suggestioni che possono regalare alcune delle zone più interessanti e ambite della metropoli partenopea. Qui, per lustrarsi gli occhi (anche a costo di alleggerire un po’ il conto il banca), è sufficiente puntare verso la collina di Posillipo, dove il costo medio al metro quadro oscilla tra i 10 e gli 11mila euro. Ma non sono da meno le aree intorno a piazza del Gesù e Santa Chiara, così come nelle aree di Chiaia, Caracciolo e Sauro.

These family jewels keep arousing interest and they have a per-square-meter price around 20.500 and 19.000 Euro, depending on whether or not the property needs to be renovated. We are dealing with significant figures but also with unique and profitable business transactions. The city of Milan, which is the Italian business capital, is less “full of history” but it is, however, guardian of unexpected beauties. In Milan luxury properties are located in area like corso Magenta, corso Garibaldi, and San Babila, Madonnina or Solferino, just to name a few. In these areas the price per square meter is about 8450 Euro. Turin is more discreet and less glamour but equally full of atmosphere and rooted in national history. Also “in the shadow of the Mole” the luxury real estate market is showing an interesting trend compared to the past. And talking about “in the shadow of the Mole” also means that the more desired “hauls” are collected in the area that goes from piazza Cavour and piazzetta Maria Teresa to piazza Vittorio Veneto, skimming the Lungo Po and then it goes over to the other side of the Po river up to the Gran Madre area, at the bottom of the hill. This area is considered to be the true traditional Savoy luxury. From one Italian capital to another, Florence cannot be left out from the national beauty tour : in Florence history has left its tangible signs. Style, pleasant atmosphere, architectural and natural wonders: you can find all these, in these first months of 2014, in areas like Bellosguardo, Fiesole and Pian dei Giullari. Last but not least, the South: the warmest and more fascinating soul of our peninsula. Naples has been literally worshiped by the movie and music businesses and from many artists. The Vesuvius in the background guaranties a touch of charm to some of the most fascinating and interesting area of the Neapolitan metropolis. You get quite an eyeful just going towards the hill of Posillipo (besides spending a lot of money) where the average price per square meter is between 10.000 to 11.000 Euro. No less expensive are the area of piazza del Gesù and Santa Chiara, as well as Chiaia, Caracciolo and Sauro.

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Una nuova arma per investire: il crowdfunding

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hiunque si occupi di diritto (e non solo) sa che l’Italia purtroppo vince spesso il record di paese più ritardatario nell’implementare una direttiva, o nell’adeguarsi a norme e novità legislative in vigore da tempo in altri paesi europei. Una volta tanto, però, siamo i primi! L’Italia infatti è la prima giurisdizione al mondo che si è dotata di una disciplina specifica sul cosiddetto equity based crowdfunding. Di che cosa si tratta? Il crowdfunding (dall’inglese crowd “folla” e funding “finanziamento”) è una modalità di reperimento di risorse finanziarie per attività di impresa e iniziative senza scopo di lucro. L’attenzione del nostro legislatore si è concentrata, in particolare, sul crowdfunding a supporto delle cosiddette “start up innovative” (sulle quali è doveroso rimandare all’interessante articolo di Milena Prisco sullo scorso numero di InvesTO Magazine). È questo, appunto, l’equity crowdfunding (cioè un crowdfunding effettuato tramite la sottoscrizione di quote, anche minime, del capitale di una società e non, ad esempio, tramite donazioni a fondo perduto o prestiti).

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nyone working in law (and not only) knows that Italy often holds the record of being the most latecomer country in bringing into force a regulation or to conform to existing law or new policies that have been already in force for some time in other European countries. For once, though, we come in first! Italy is the first jurisdiction in the world to have implemented a specific policy on the so called equity based crowdfunding. What is this about? Crowdfunding is the collection of finance from backers - the “crowd” - to fund a venture or a project that are usually non profit. Our legislator’s attention was focused in particular on crowdfunding to support the so-called “innovative start-ups” (please refer to the interesting article written by Milena Prisco which appeared on the last issue of Invest Magazine). That’s what equity

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L’idea di base è molto semplice: una “folla” di investitori (non necessariamente esperti o dotati di disponibilità finanziarie particolarmente consistenti) investe in una società importi anche piccoli, divenendone socia. Nell’era di internet tutto questo avviene, naturalmente, online. È inutile dilungarsi sulle fonti (abbastanza frammentarie e complicate) della normativa in materia. Meglio rimandare chi volesse approfondire il tema al Regolamento Consob n. 18592/2013 e al nuovo testo dell’art. 50-quinquies del Testo Unico della Finanza, come modificato dal cosiddetto “Decreto Crescita bis”. E si potrebbe scrivere davvero molto sull’argomento, ma il limitato spazio di questa rubrica consiglia di limitarci ad analizzare brevemente alcune norme volte a tutelare gli investitori non qualificati interessati a questo tipo di operazioni.

crowdfunding is (that is the subscription of portions of capital of some businesses or project, for example through investments with no financial return or loans). The idea is quite simple: a “crowd” of investors (not necessarily they have to be experts or with particularly large financial liquidity) become partners in a business by investing in it large or small amount money. All this can be done online, of course. There is no point in expatiate upon the origins of its legislation, which are quite uncompleted and complicated. For those who wish to know more about this issue, please refer to Consob Regulation n. 18592/2013 and to the new par. 50 – quinquies from the “Testo Unico della Finanza”, as amended by the so-called “Decreto Crescita bis”. We could write a lot about this, but in our column we would like to briefly focus on

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L’Italia è la prima giurisdizione al mondo che si è dotata di una disciplina specifica sull’equity based crowdfunding Il gestore di un portale di crowdfunding deve innanzitutto fornire agli investitori in forma sintetica e facilmente comprensibile le informazioni relative alle caratteristiche dell’investimento, quali ad esempio il rischio di perdita del capitale sottoscritto, il rischio illiquidità e il divieto di distribuzione degli utili.

certain regulations designed to protect the non-qualified investors interested in this type of transactions. The manager of a crowdfunding website has to provide to investors, understandable and brief information about the characteristics of the investment: for example the risk of capital loss, risk of illiquidity and interest prohibition of dividends. The backer is then protected by a condition of effectiveness: it is mandatory that, for the good result of the project, at least 5% of the entire investment must be collected among professional investors or bank funds or innovative start up incubators. In few words, this is to allow Mr. John Smith to allocate funds in projects in which some qualified investors are already involved; investors which have “broad shoulders” to fund projects that sometimes could be risky but worth to put the “skin in the game”. In order to further protect the small and/or inexperienced investor who wants to allocate some money in crowfunding, the right of cancellation of the proposal and the right to withdraw from the agreement.

Il sottoscrittore è poi tutelato da una condizione di efficacia, che deve prevedere obbligatoriamente che il perfezionamento dell’operazione dipenda dall’avvenuta sottoscrizione, per un ammontare pari almeno al 5% degli strumenti finanziari emessi, da parte di investitori professionali o di fondazioni bancarie o di incubatori di start up innovative. In buona sostanza, si vuole consentire al Mario Rossi della situazione di accedere ad investimenti nei quali credano almeno in parte anche investitori qualificati, che abbiano “le spalle abbastanza larghe” per valutare che si tratta di un’iniziativa nella quale, pur sapendo che è rischiosa, si può credere e quindi mettere la “pelle in gioco” (cosiddetta “skin in the game”). Ad ulteriore salvaguardia del piccolo (o comunque inesperto) risparmiatore che voglia destinare una piccola parte delle proprie risorse al crowdfunding, sono poi previsti diritti di revoca della proposta e diritti di recesso dall’ordine di adesione. Infine, il Regolamento Consob (art. 24) impone, quale condizione perché una start up innovativa possa partecipare ad un’operazione di crowdfunding, l’inserimento nell’atto costitutivo della società di una clausola di tutela dei sottoscrittori per il caso di trasferimento del controllo, consentendo loro una rapida uscita dall’investimento a condizioni relativamente vantaggiose.

Eventually, for an innovative start up to participate to a crowdfunding project, the Consob Regulation (par. 24) requires the introduction in the article of incorporation of the company of a special clause that protects the subscribers in case of changes in the control of the company; this will give the subscribers a easy way out from the investment. What is the purpose of our legislator prompt intervention in this matter? Basically it is the

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Che cosa traspare dall’encombiamile tempestivo intervento del nostro legislatore in questa materia? Sostanzialmente la coscienza di dover conciliare due opposte esigenze di tutela: da un lato l’apertura di possibilità di accesso ad “investimenti alternativi” anche a soggetti che non sono necessarimente investitori qualificati o istituzionali, con l’evidente intento di reperire capitali freschi per le start up innovative. D’altro canto, però, non manca l’attenzione a tutelare il piccolo risparmiatore e la chiara volontà di evitare che questo si imbarchi da solo su mari per lui troppo tempestosi. O meglio, il legislatore vuole fare in modo che la rischiosa avventura nel mare delle start up innovative avvenga in compagnia di capitani di lungo corso (quali i soci fondatori o comunque controllanti, gli investitori professionali, le fondazioni bancarie e gli incubatori di start up), che dovrebbero avere tutti gli strumenti per valutare se vale davvero la pena fare salpare la nave.

awareness to conciliate two opposite requirements: from one side the opening to “alternative investors” to backers that may be not qualified or institutional investors, in order to collect new funds for innovative start up. On the other hand, the legislator must also protect the small investor and safeguard him from risky businesses. Or better, the legislator wants the small investor to sail across the ocean of innovative start up along with sea captains (such as founding members or promoters, professional investors, banking foundations and start up incubators); they should have all the tools to consider if it is worth to start the journey.

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‘Non si può pensare un’architettura senza pensare alla gente’ “La vita si misura dalle opere e non dai giorni” (Richard Rogers)

Gruppo REA srl Via Collegno, 12 Torino Tel. + 39 011 067 4949 4747 - -Fax Via Santa Teresa 23, Torino - Tel. +39 011 067 Fax+39 +39011 011067 06749 4949 49- -Email: Email:info@grupporea.it info@grupporea.it


Varcare la soglia di Mare Nostrum è come trovarsi in un angolo di Sicilia, Puglia, Campania. Scegliete voi. L’ importante è prepararsi ad un gustoso tuffo nella cucina mediterranea, quella vera, genuina, rispettosa dei sapori autentici..


INVEST O EIRE by Piet

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Real Estate 2014

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re giorni per far luce, a livello internazionale, su un settore chiave della nostra economia come quello delle costruzioni. Lavori, progetti, un indotto pressoché sconfinato che consente di moltiplicare i benefici dell’investimento iniziale. Tutto questo è l’universo rappresentato da Expo Italia Real Estate. Ovvero Eire, appuntamento che Fieramilanocity torna a ospitare verso la fine del mese di giugno (dal 24 al 26 per l’esattezza) e che, per l’occasione, festeggia soffiando sopra la sua decima candelina. Non più solo un semplice evento di settore, dunque, ma un elemento della tradizione, visto che in questi dieci anni le cose sono cambiate – eccome – non solo per l’edilizia, ma per l’economia in generale. E la capacità di saper guardare in maniera complessiva il comparto ha assunto un’importanza strategica sempre più grande. Ecco perché il filo conduttore dei lavori 2014 sarà legato in maniera indissolubile all’attualità: in particolare, alla necessità di operare in maniera consapevole nella valorizzazione del patrimonio

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t will take three days to throw light, at an international level, on a key sector of our economy: real estate. Works, projects, this is an unlimited sector that allows investors to multiply their initial investment. The Fieramilanocity will host once more and for the tenth time, at the end of next June (from 24th to 26th), The Expo Italia Real Estate (EIRE) that well represents this sector. This event has become a tradition for this industry, as things have changed in the past ten years, not only in real estate but in the economy in general. And the ability to look at the all components of this industry has become more and more strategic. This is the reason why the 2014 underlying theme will be linked to something really up-to-date: the sustainable exploitation of the public real estate. Refurbishing will be the key word of the event: the event will

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immobiliare pubblico. La parola-chiave della kermesse sarà dunque “rigenerazione”, con lo spazio dedicato ai migliori progetti del cosiddetto refurbishment, destinati a inaugurare, in tutta Italia, nuovi poli di attrazione nelle aree commerciali, industriali e logistiche. In gioco, dunque, ci sono modelli legati al mondo del retail, ma anche del turismo, del leisure, del Residential e dei comparti produttivi in grado di conferire a beni immobili e aree dismesse nuove destinazioni d’uso. Dunque, non tanto il nuovo per il nuovo, quanto la capacità di saper rielaborare e mettere a frutto l’esistente, senza più sprecare risorse, né spazi. E non per nulla, alla luce di questa impostazione, a Eire 2014 trova ampio spazio l’housing, soprattutto alla luce dell’ormai prossima attuazione del “Piano Casa” del Governo. E un ruolo da protagonista spetta anche alla capacità di inventare il futuro, quindi ai giovani. La meeting-exhibition del Real estate che, come di consueto, riunisce in un’unica location pubblica amministrazione, imprese, banche e investitori, riserva una particolare attenzione alle università: in collaborazione di BNP Paribas RE, EIRE ha promosso un concorso che premierà le migliori proposte di riqualificazione urbana degli studenti italiani. “Il settore, che ha subito i pesanti effetti della crisi, continua a rappresentare il motore economico del Paese - sottolinea il presidente di EIRE-Expo Italia Real Estate, Antonio Intiglietta -. Per questa ragione, ritengo sia davvero giunto il momento di confrontarsi con operatori, professionisti e investitori per non perdere l’appuntamento con la fase di ripresa. In quest’ottica, comunicheremo al mercato internazionale del Real estate le enormi possibilità di business offerte dall’Italia. Un Paese che, grazie alla genialità tipica del suo popolo e al suo inestimabile patrimonio immobiliare, dispone di risorse senza eguali al mondo”. E non bastassero le tematiche, a spiegare quanto sia

host the best refurbishing projects that will launch, in all Italy, new pole of attractions in commercial, industrial and logistic areas. This project will be carried out in areas like retail, tourism, leisure, residential housing: they will give new life to real properties and dismantled areas. Therefore, the focus is on the ability of refurbishing the already existing properties, without wasting resources and spaces. In the light of this program, Eire 2014 will give huge attention to housing especially in the light of the new “Piano Casa” implemented by the government. Youth and the ability to invent the future will also have a leading role in this fair. The real estate meeting-exhibition that, as usual, gathers together public administration, enterprises, banks and investors, pays special attention to universities: in cooperation with

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BNP Paribas RE, EIRE has promoted a contest among Italian students for the best urban refurbishing project. “The sector, which has suffered the severe effects of the crisis, continues to be the economic engine of the country – says the President of EIRE-Expo Italia Real Estate, Antonio Intiglietta -. I think it is essential to meet with businessmen, professionals and investors to get ready for the economic upturn. In this perspective, we will inform the real estate international market about all huge business opportunities in Italy. Italy is a country that, thanks to the brilliance of its people and thanks to its priceless real estate heritage, has unique resources”. The chosen topics and figures help to understand the Eire strategic importance in real estate: as far as the 2014 edition, tens of thousands of people are expected to come in Milan for the fair. As far as Italians involved in this sector, over 26.000 companies are expected to attend, representing at least 55.637 people. And from abroad 12.453 companies are expected to attend over the “3-day” event, for a total of 22.000 units of insiders. For the public administration: 12.453 units are expected representing the local institutions as Municipalities, Provinces and Regions. The event could attract the same number of insiders. “The Italian real estate heritage – continues Intiglietta – represents a huge opportunity represents an extraordinary opportunity to jump-start our great country’s economy. It is necessary to put into effect a process of enhancement of public and private real estate properties because, at the moment, they are not ready to meet the market requirements. Qualify the offer to give value to Italy is the purpose of Eire; Eire wants to gather all the insiders of the industry which can develop and invest on projects, properties and areas, and all the construction companies, real estate brokers, the professionals of urban planning, architectural and en-

strategico Eire nel dipanare le strategie future del mondo del mattone, anche i numeri aiutano a completare il quadro: per quanto riguarda l’edizione 2014 sono annunciate decine di migliaia di persone, alla manifestazione milanese. Basti pensare che, solo per quanto riguarda la “fetta” degli operatori italiani, sono attese oltre ventiseimila società, rappresentate da almeno 55.637 persone. E dall’estero si attende un contributo altrettanto significativo: 12.453 le società che saranno presenti negli spazi della tre giorni, per un totale che sfiora le 22mila unità a livello di operatori. E ancora, a concludere l’affresco, i rappresentanti della pubblica amministrazione: qui, tra enti locali in genere, sia in termini di Comuni che di Province, Regioni e panorama nazionale, sono annunciate 12.453 realtà. Uno spaccato in grado

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di mettere in campo almeno altrettanti operatori. “ll patrimonio immobiliare, diffuso su tutto il territorio italiano – dice ancora Intiglietta - rappresenta una straordinaria occasione per rimettere in moto l’economia del nostro grande Paese. È ormai ineludibile, infatti, la necessità di porre in atto un vero processo di valorizzazione dei beni, pubblici e privati, che da potenzialità non rappresentano ancora opportunità chiare e trasparenti, in grado di rispondere alle nuove esigenze del mercato. Qualificare l’offerta per dar valore all’Italia è l’obiettivo dell’Eire, che vuole riunire gli operatori capaci di sviluppare e investire su progetti, immobili e aree, le imprese di costruzione, gli intermediari immobiliari, le professionalità della progettazione urbanistica, architettonica e ingegneristica, il mondo della consulenza legale, dello sviluppo e della commercializzazione, gli utilizzatori finali e i gestori dei patrimoni. Sarà l’occasione principale, unica, per mettere in atto processi virtuosi attraverso la concorrenza tra patrimoni, modelli e proprietari, pubblici e privati”. “Cogliere questa sfida significa, in primis – conclude il padrone di casa di Eire - partire dalla conoscenza e della messa in rete delle esperienze e professionalità presenti sui territori, regionali e provinciali. Territori che si possono presentare sotto forma di sistemi aggregati per favorire la comunicazione e la messa relazione con tutti gli operatori del sistema immobiliare”.

gineering, legal, development and commercial consultants, final clients and asset managers. This will be an unique opportunity to implement the process of competition between assets, models and owners, both public and private”. ““Taking on this new challenge means, first of all – says Eire’s host – to take advantage of experts and professionals who work on the local territories, regions and provinces.”

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Poche tasse e burocrazia zero: il Brasile è terra di conquista

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Few taxes and zero bureaucracy:

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a geografia non lo conferma, ma a livello di interessi economici e prospettive di sviluppo il centro del mondo si sta spostando pesantemente verso il Sudamerica. In particolare, verso il Brasile: il grande Paese noto per i suoi campioni del calcio, le sue spiagge infinite e le bellezze a ritmo di samba sta assumendo un ruolo sempre più autorevole. Un riferimento a diversi livelli, a cominciare proprio dallo sport del pallone, visto che tra poche settimane ospiterà i Mondiali. Ma nel 2016 sarà la volta di tutte le discipline, grazie alle Olimpiadi. Per sostenere uno sforzo organizzativo e realizzativo così imponente servono energie e risorse economiche, quelle che il Brasile ha scoperto di avere muovendosi alla conquista del mondo insieme agli altri cosiddetti Paesi emergenti del “Bric”. C’è fermento, un fermento forse mai visto fin dai tempi delle scoperte Colombiane. E tra le tante opportunità non mancano quelle pensate apposta per attirare capitali stranieri, in modo da rendere ancora più solida l’ossatura economico-produttiva in una nazione peraltro enorme, dal punto di vista dei chilometri quadrati. E tra queste occasioni

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eography might not agree with me, but the centre of economic interests and developing prospects is moving fast toward South America. Especially toward Brazil: this big country, known for its soccer champions, the beautiful beaches and the samba, is now having an increasingly role in the world, starting from soccer. In a few weeks Brazil will host the Football World Cup and in 2016 the Olympic Games. In order to carry out all the huge organizational efforts and infrastructure improvements Brazil needs energies and economic resources, which the country discovered to possess while conquering the world together with other emerging countries, the so-called “Bric”. There is excitement, an excitement maybe ever seen since the Colombian discoveries. And among the many opportunities, there are some designed specifically to attract foreign capitals in order to stren-

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spicca quella legata a un’area in particolare, quella che ruota intorno a Fortaleza (forse la città più conosciuta della zona) e tutto lo stato del Cearà nel suo complesso. Qui lo sviluppo è piombato irruente, marciando a ritmi che in Italia ricollegheremmo immediatamente a quelli degli anni Cinquanta e Sessanta: il “boom” economico. Per cavalcare quest’onda, fatta di nuove città che nascono praticamente dal nulla, di infrastrutture che arrivano a collegare in maniera molto più rapida e razionale zone un tempo molto distanti, di aperture ai mercati stranieri senza precedenti, una delle mosse più interessanti fatte dal governo brasiliano riguarda la ZPE di Cearà. Un acronimo (“Zone de processamento de Exportacao) che nasconde il sogno segreto di tanti Paesi europei, Italia compresa: la mitica “zona franca”, ampia 11mila ettari e che, situata nel Nord Est della nazione, intende favorire l’insediamento di imprese e risorse esterne, andando a innervare un nuovo distretto industriale che, oltre alle agevolazioni fiscali e burocratiche, possa sfruttare al meglio uno sbocco in via

gthen the economic-productive structure of a huge nation, as far as square kilometres. Full of these opportunities are the area near Fortaleza (perhaps the most well known city in the area) and the entire state of Cearà. The economic developing of this state has been really fast, that reminds us of Italian economic “boom” in the fifties and sixties. In order to catch the current wave of fast growing cities, of infrastructures built to connect isolated areas, of opening to foreign markets without precedents, the Brazilian government has taken one of its most interesting measure that concerns the ZPE of Cearà. ZPE stands for “Zone de processamento de Exportacao” that hides the secret dream of many European countries, Italy included: a fabulous “duty-free zone”, 11.000 hectares wide, located in the North East of the country which seeks to promote the opening of new enterprises and the investments of external capital sources in

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C’è fermento, un fermento forse mai visto fin dai tempi delle scoperte Colombiane di enorme potenziamento come il porto di Pecem, che non sarà ancora ai livelli di Recife o San Paolo, ma che punta a piazzarsi sul podio, vedendo aumentare i suoi volumi di carico e scarico a ritmi vertiginosi. Si parla di circa 6 milioni di tonnellate all’anno, ma che nel giro di dodici mesi si moltiplicano anche del 35-40%. Un potenziale enorme, che però viene tenuto – così come la zona industriale – a debita distanza dalla stessa Fortaleza, che vuole mantenere la sua anima e attrattività turistica. Approdare nella ZPE, tuttavia, comporta anche delle regole da osservare: in origine, anche se il rapporto tra le quote sembra in via di riavvicinamento, il governo brasiliano ha stabilito che solo il 20% del fatturato delle aziende potrà essere rivolto al mercato interno. Con il restante 80% legato alle esportazioni. Ora la soglia che sembra abbordabile è quella che stabilirebbe la distanza nell’ordine del 60%-40%, ma anche mantenendo la situazione originaria, le aziende sono comunque allettate da una soglia di prelievo fiscale che non può superare il 15% degli utili. Inoltre, anche se pure sotto questo punto di vista le cose stanno modificandosi, anche il costo del lavoro è piuttosto competitivo con quello del Vecchio Continente. Il tutto, innestato in una cornice nazionale che vede l’economia brasiliana sospinta da un Pil in crescita dell’1,9% nel corso del 2013 (miraggi, dalle nostre parti) e del 3,6% in particolare per lo Stato del Cearà. E negli anni precedenti si è fatto ancora meglio, con numeri che sfioravano la doppia cifra. Insomma, se mai da queste parti si è sentito parlare anche solo dell’eco della crisi, sembra proprio che la basi per far ripartire anche le nostre economie europee possano poggiare su questo tipo di occasioni. Da prendere al volo prima che nuovi riflettori si accendano sulla patria della samba.

order to create a new industrial district. This new industrial centre, besides taking advantage of tax breaks and simple bureaucracy, will take advantage of the new and developing port of Pacem: its volume of loaded and unloaded good is growing, maybe not as much as Recife or San Paolo, but it will be important enough to be one day on the podium. We are dealing with 6 million tons per year, that could increase by 35-40% within 12 months. But the port of Pacem and its industrial area, with their huge potential, are kept at a distance from Fortaleza, that wants to keep its tourist appeal. The ZPE, however, has some strict rules to be observed: in the beginning the Brazil government had set a limit of 20% of the company production to be allocate for the domestic market. The other 80% should have been allocated for exports; the limit has now been raised to 60-40%. Companies are however attracted by a taxation that does not exceed 15% of the profits. Furthermore, even if things are now changing, labour costs are rather competitive compared to Europe. All this is set in a national framework in which the Brazilian economy has a GDP growth of 1,9% in 2013 (a real mirage for our country) and 3,6% in the state of Cearà. And it has been even better in previous years: the state set with double-digit growth. If in this area the eco of the economic crisis has not been heard, it looks like the European recovery could be based on this kind of investments. Let’s seize this opportunity before the land of samba will be under a new spotlights.

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ccanto alla crescita della Zpe nello stato di Cearà, nascono opportunità che possono comunque trovare un pubblico attento nel panorama italiano e non solo. Come quella legata al business condotto da Edilmedia, realtà immobiliare torinese che ha scelto di costruire una nuova area abitativa a poca distanza dalla zona franca, che ne possa sfruttare – se non i benefici fiscali – quantomeno l’effetto traino, svincolando eventuali imprese insediate dai limiti di legge legati alla composizione del fatturato. La zona è quella di San Goncalo. E dei 180 ettari da realizzare, accanto all’area produttiva troveranno spazio anche zone residenziali e servizi, con un’attenzione particolare al sociale.

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long with the creation of the Zpe in the state of Cearà, there are new opportunities that could catch the attention of Italian investors and not only them. One of these new opportunities is the project carried out by Edilmedia, a real estate group from Turin that has decided to build a new residential area close to the duty-free area. This residential area will benefit, if not from the tax breaks, from the pull-through effect of the companies that will take advantage of the dutyfree zone. The area is called San Goncalo. A production area, a residential area and infrastructure facilities with a special attention to social issue, will be build on 180 acres.

Dottor Savio, quali sono le prospettive legate alla vostra iniziativa immobiliare? Quali i legami con la Zpe di Cearà e i possibili effetti benefici da sfruttare? Da circa tre anni abbiamo concentrato la nostra attività in un’area che da molti viene definita come una delle più attrattive (se non la più attrattiva) del Brasile. È l’area che si trova nel nord-est del Brasile, in particolare nello stato del Ceará, a 30 km da Fortaleza. Quest’area ha due elementi che la caratterizzano e la rendono un ideale insediamento per attività produttive. Il porto commerciale di Pecem, di recente realizzazione e in forte sviluppo (+70% le merci transitate nei primi 4 mesi di quest’anno rispetto ai primi 4 mesi del 2013) e la Zpe, prima zona franca ad essere operativa in Brasile, che vede come benefici fiscali la totale esenzione di qualsiasi imposta per 20 anni per le aziende che si insediano. Tali benefici sono riservati ad aziende che esportano fuori dai confini del Brasile minimo l’80% del loro fatturato. Ma anche stare nell’area adiacente comporta per le aziende che vengono qui a produrre un’ imposizione tributaria sugli utili che varia tra il 5 e il 15 %, in questo caso senza obblighi di esportazione. Se aggiungiamo a tutto ciò un costo della manodopera basso (intorno mediamente ai € 400 al mese lordi!), un costo dell’energia pari

Mr. Savio, what are the prospects of your real estate project? What are the links with the Zpe of Cearà and what are the possible potentials to exploit? For the past three years or so, we have been doing business in an area that is considered as one of the most attractive (if not the most attractive) in Brazil. This area is situated in the North East of the country and it is the area called Cearà, 30 km from Fortaleza. Two are the main characteristics that make this area in interest business opportunity. The commercial port of Pecem, which has been recently been and that is continues to grow (70% increase of goods in transit in the first four months of this year compared to the first four months of 2013) and the Zpe, the first duty free zone in Brazil that gives substantial tax breaks to new enterprises for as long as twenty years. These benefits are reserved for those business that export at least 80% of their production outside the Brazilian borders. However, a taxation between 5 to 15% with no export restriction, is guarantee in the areas close to the Zpe. On top of that, labour co-

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circa ad un terzo di quello italiano ed a un costo dei fabbricati industriali intorno ai € 300 al mq, si può facilmente capire quanto tutto ciò sia interessante.

sts are very competitive (an average 400 Euro gross per month), the cost of energy is equal to approximately one third of the Italian one and the cost of industrial building is around 300 Euro per sqm.

La Zpe offre possibilità uniche nel loro genere, rare nei nostri territori. Perché un’impresa italiana dovrebbe prendere in considerazione questa ipotesi? E con quali obiettivi? Oltre ai motivi sopra descritti, un’azienda italiana dovrebbe considerare interessante insediarsi in questa zona del Brasile per il porto che risulta essere in una posizione logistica

La Zpe offers unique advantages, which are rare in our country. Why an Italian company should take into consideration this kind of opportunity? And what kind of targets should the company have?

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altamente strategica. È il porto del Brasile più vicino al canale di Panama, agli Stati Uniti, all’Africa e all’Europa.

Besides the reasons I have just mentioned, an Italian company should consider to invest in this area of Brazil because of the port, which is in a highly strategic location. It is the Brazilian port closest to the Panama Canal, to the USA, Africa and Europe.

Accanto alla vostra attività principale, siete molto attivi nel promuovere la Zpe nel suo complesso. Il tutto, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-brasiliana. In cosa consistono i servizi che siete in grado di offrire? Noi in particolare stiamo sviluppando su un’area di 300 ettari di proprietà, una zona industriale di 800.000 mq - denominata “distretto industriale di Croata” in prossimità della Zpe, a 20 km dal porto di Pecem. Costruendo al suo interno strade, allacciamenti alla reta idrica, elettrica e dotandola di sistema fognario. Area questa esclusivamente destinata ad insediamenti industriali. Tale area inoltre sarà dotata di servizio di logistica sia per le merci dirette al porto sia per quelle che usufruiranno della ferrovia Transnordestina (la ferrovia che collega con il sud del Brasile). Questo è il nostro progetto principale, ma siamo a disposizione di tutte le aziende, anche quelle che vogliono insediarsi nella Zpe poiché in grado di fornire, in collaborazione con la camera di commercio Italo-brasiliana di Fortaleza, servizi che vanno dalla semplice informazione sugli adempimenti burocratici fino alla costruzione di capannoni “chiavi in mano”.

Beside your core business, you are working to promote the entire Zpe project in cooperation with the Italian-Brazilian Chamber of Commerce. What kind of services do you offer? Our project is developing on 300 acres of property, in a 800.000 sqm of industrial area called “Croata industrial district”, which is close to the Zpe and located 20km form the port of Pecem. We are constructing in this area transportation, water, energy and sewerage systems. This will be exclusively an industrial area. Furthermore, this area will have a logistic service for both goods direct to the port and for those who use the Transnordestina railway (the railway that connects the south of Brazil). For all those companies, even those interested in investing in the Zpe, we are at their disposal, together with Italian-Brazilian Chamber of Commerce, for any kind of enquiries they might have: from a simple information to the construction of “turnkey” industrial buildings.

Il vostro business immobiliare contiene anche una vera “anima” sociale. Di cosa si tratta e come si intreccia con la realtà di un Paese che sta crescendo a ritmi così vertiginosi? Adiacente al nuovo “distretto industriale di Croata” è in fase di progettazione un’ area di circa 220 ettari destinata a insediamenti residenziali e commerciali. I lavori di urbanizzazione partiranno all’inizio del prossimo anno. Gran parte di quest’area sarà destinata alle residenze delle persone che lavoreranno presso le aziende del distretto industriale con l’obiettivo di creare un mix funzionale altamente qualitativo per i servizi offerti, la qualità delle opere di urbanizzazione e la tipologia architettonica delle case che verranno realizzate.

Your real estate group is committed to social responsibility. What is it about and how is this commitment possible in a country that is growing at such a fast pace? A new area is developing next to the new “Croata industrial district”: a project of 220 acres of residential and commercial space. Urbanisation works will start early next year. Much of this area will be assigned to residential houses for the workers of the industrial district, in order to create a high quality functional mix as far as services, infrastructures and architecture.

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ulla via della seta non transitano solo tessuti preziosi e spezie esotiche. Ma, in attesa della “ferrovia della seta” già progettata, sono le tecnologie avanzate ed i prodotti energetici a percorrere l’Asia Centrale congiungendo l’Europa Occidentale sino alla Mongolia. E per imprenditori ed investitori italiani si aprono steppe e città pronte ad accogliere il made in Italy declinato in ogni forma. Dalla Turchia all’Azerbaijan, dal Kazakhstan all’Uzbekistan sino ad arrivare ad Ulan Bator: un mondo ancora troppo sconosciuto per chi vuole operare con l’estero. Perché i flussi delle esportazioni privilegiano i mercato ormai consolidati, da Mosca a Pechino, ma ignorano o comunque sottovalutano le enormi potenzialità di Paesi in forte crescita e con consistenti disponibilità economiche. Eppure sono i Paesi con i maggiori incrementi annuali del Pil, dispongono di risorse energetiche o di minerali fondamentali per l’industria avanzata, hanno margini di sviluppo immensi in settori come il turismo o l’agricoltura. E cercano partner occidentali per ammodernare la propria industria, per farla decollare.

recious fabrics and exotic spices are not the only trades carried out along the Silk Route. But, while waiting for the already planned “silk railway”, advanced technologies, energy supplies and commodities travel across Central Asia to Western Europe up to Mongolia. And for Italian investors and entrepreneurs steppes and entire cities open up to welcome the Made in Italy in all its forms. From Turkey to Azerbaijan, from Kazakhstan to Uzbekistan and Ulan Bator: for those who want to invest abroad, this is still an unexplored world because exports are usually done towards well-established markets, from Moscow to Beijing, ignoring or underestimating the enormous potential of countries with strong growth and substantial economic resources. Yet these are the countries with the highest annual increases in GDP, they have energy resources and minerals that are essential for advanced industry, and they have huge potential in tourism and agriculture. And they seeks Western partners to modernize their industry in order to make it takes off.

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They look for advanced technologies to create a manufacture that looks to the future, but in these countries the emerging middle-class looks at Italy for our fine products, lifestyle and luxury goods. And let’s not forget that the entrepreneurs of the “silk route” look at Italy to invest. And if, for example, the imbalance between Italian investors in Turkey (over 1.100 companies) and Turkish investors in Italy (less than 50) is quite evident, the trend is going to change: Turkish investors, after taking over Lumberjack and Pernigotti, are planning to invest in Italy with more than 100 million Euros. Also other countries along the silk route look at Italy as an important opportunity and alternative to trades with the neighbouring and cumbersome China. A Piedmonts wine-making expert is experimenting wine-yards and wines in Kazakhstan, Astana and Baku are cooperating with Italian Research Centre like “Il Nodo di Gordio”, Mongolia is working with Riccardo Migliori, who is the emeritus president of the OCSE Parliamentary Assembly. Maybe this kind of approach does not interest Italian investors. Used to focus on the business aspects of commercial transactions, they now have to deal with rich countries that are aware of their great history and culture. Good products and money to invest are not enough anymore. It is important now to know the history of Gengis Khan and Tamerlano, of Samarcanda and Bukhara, of Ataturk and the Albane churches in Azerbaijan. People who demand respect for their identity and afterword they are able to transform a singer from Naples into the Astana music star. Or to contact international architect stars to project modern cities in deserted areas. You only need to come prepared to meetings. It will take just some good books, some geopolitical magazines and the business doors will open.

Cercano tecnologie avanzate per una manifattura che guarda al futuro, ma la borghesia nascente di questi Paesi guarda all’Italia anche per tutto ciò che, nell’immaginario collettivo, rappresenta il bello, lo star bene, il lusso. Senza dimenticare che gli imprenditori della via della seta guardano all’Italia anche come luogo per investire. E se, ad esempio, per il momento lo squilibrio di investitori italiani in Turchia (oltre 1.100 aziende) e turchi in Italia (meno di 50) è evidente, il trend è destinato a radicali mutamenti: dopo aver rilevato Lumberjack e Pernigotti, i turchi hanno in programma investimenti in Italia per oltre 100 milioni di euro. E pure gli altri Paesi lungo la via della seta guardano all’Italia come sbocco di grande interesse, anche perché alternativo al commercio con il gigante cinese, vicino ed ingombrante. Un enologo piemontese sta sperimentando vigne e vini in Kazakhstan, Astana e Baku collaborano con un centro studi italiano come Il Nodo di Gordio, la Mongolia si affida a Riccardo Migliori, presidente emerito dell’assemblea parlamentare dell’Osce. Forse è proprio questo approccio a frenare gli imprenditori italiani. Abituati a lavorare solo sugli aspetti commerciali, si ritrovano alle prese con Paesi ricchi e consapevoli di avere, alle spalle, storie e culture di altissimo livello. Non basta arrivare con un buon prodotto da vendere o con un pacchetto di soldi per comprare. Occorre conoscere la vicenda di Gengis Khan e Tamerlano, di Samarcanda e Bukhara, di Ataturk e delle chiese Albane in Azerbaijan. Popoli che chiedono rispetto per la propria identità ma che, una volta ottenuto, non hanno problemi a trasformare un cantante napoletano nell’idolo musicale di Astana. Così come a rivolgersi alle archistar internazionali per creare città modernissime in territori prima desolati. Occorre solo arrivare preparati agli incontri. Qualche buon libro, qualche rivista di geopolitica e le porte del business si apriranno.

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ome è nata la passione della famiglia Quercetti per la produzione di giocattoli? Per caso. Il primo ad avvicinarsi a questo mondo fu mio padre, Alessandro Quercetti. Alla fine degli anni ‘40, al suo rientro in patria dopo aver preso parte al secondo conflitto mondiale, dovette trovare un’occupazione. Casualmente trovò lavoro proprio in una piccola fabbrica di giocattoli, la Inco Giochi. Quel primo impiego avrebbe condizionato la sua vita. Scoprì una vera passione per questo settore. Nel ’50 decise di mettersi in proprio.

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ow did the passion for toy manufacture start in the Quercetti’s family? By coincidence. The first one was my father, Alessandro Quercetti. At the end of the 40s, on his return home from the Second World War, he had to find a job. By chance he found a job in a toy factory, the Inco Giochi. That job would have changed his life. He found out to have a real passion for toys. He decided to open his own business in 1950.

Quanto e come il suo percorso di studi ha influenzato la possibilità di ottimizzare le modalità di produzione della sua azienda? La scelta del mio percorso di studi è stato decisivo per il mio ruolo in azienda. Quando sono entrato in Azienda, 26 anni fa, dopo la laurea in Ingegneria Elettronica, ho subito avuto modo di mettere in pratica le nozioni apprese durante i miei studi al Politecnico di Torino. Nei primi anni in Azienda mi sono occupato di programmare macchine per produrre gli stampi necessari al rinnovamento della linea di prodotti della Quercetti, introducendo i primi computer in officina. Ricordo con orgoglio il primo riconoscimento relativo all’attività di istruzione del personale arrivato con un premio, conferito dall’azienda giapponese produttrice delle macchine EDM usate nell’officina, per aver fatto funzionare una macchina computerizzata per più di 5.500 ore in un anno: un record per l’epoca, anche rispetto alle più tecnologiche aziende del Sol Levante.

How much and how your course of studies has influenced your ability to optimize your company production? My studies have been fundamental for my role in the company. When I joined the company, 26 years ago, after graduating in Electronic Engineering, I immediately got to put into practice the concepts learned during my studies at the Polytechnic of Turin. In the first early years in company I programmed the machines for the production of the new moulds that would have updated the Quercetti’s product line, introducing in the company the first computers. I proudly remember the first recognition we have received for training of personnel: the Japanese company, producer of the EDM machines in use in our company, awarded us for having operate the computerized machines for more than 5,500 hours in a year. A record at that time, even compared to most high-tech companies of the Far East.

Quanto le è costata la scelta di mantenere la propria produzione di giocattoli completamente in Italia? Molto. Quando tutti, o la grande maggioranza, delocalizzava all’estero in special modo in Cina, noi abbiamo preferito continuare la produzione in Italia per meglio seguire i mutamenti del mercato e poter fornire ai nostri clienti un servizio di consegna efficiente e rapido. Quest’ultimo aspetto soprattutto è un bel vantaggio per le imprese: oggi siamo in

How much did it cost you to decide to keep your production in Italy? A lot. When all the companies, or the majority of them, moved their productions abroad, especially in China, we decided to stay in Italy to better follow all the changes in the market and to provide our clients with a fast and efficient delivery service. This is a

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grado di consegnare in tutto il mondo entro 3 settimane dall’ordine, contro i 4 o 5 mesi delle aziende cinesi e questo permette ai distributori di poter effettuare più acquisti durante l’anno, senza doversi rifornire con grandi quantità in anticipo e, specie in un momento di crisi di mercato come quello attuale, è un fattore che ci permette di essere molto vicini alle esigenze dei nostri clienti che possono fare ordini senza rischiare di sbagliare le quantità. Poiché controlliamo tutte le fasi della produzione, il nostro magazzino è ridotto ai minimi termini, produciamo in base agli ordini che riceviamo. Oggi per scegliere di produrre in Italia ci vuole un pizzico di follia: non esiste un solo fattore di sistema che consiglierebbe di rimanere: costo dell’energia più alto d’Europa, tassazione alle stelle che sta compromettendo anche le aziende più sane (tra imposte sul reddito, Imu e Tarsu l’anno scorso la Quercetti ha pagato in tasse più del 74 % del suo reddito), costo del lavoro per unità di prodotto del 30% più oneroso che in Germania, rigidità del mercato del lavoro sia in ingresso che in uscita, costo del credito 3 volte più alto della Germania, burocrazia punitiva e assurdamente complicata, leggi interpretabili quindi non vi è certezza di giudizio etc etc. Ci salva solo il tessuto industriale, profondamente diffuso che consente di trovare con molta facilità fornitori preparati e aggiornati.

great advantage for our clients: today we are able to deliver worldwide within 3 weeks from the order, compared to the 4 or 5 months delivery time of Chinese companies. Distributors can purchase more products during the year without buying large quantities in advance: in times of economic crisis it is very important to meet our client’s needs which can therefore order the correct amount f products. Because we control all stages of production, our stock is reduced to a minimum; we produce according to the orders received. It takes a little be of insanity to choose to stay in Italy to make business: there is no single economic factor that would suggest to manufacture in Italy. Italy has the highest energy cost in Europe, taxation is so high that is effecting also good businesses (last year Quercietti paid in taxes more than 74% of the income), our labour costs per product unit is 30% more expensive than in Germany, the labour market is inelastic, credit cost is 3 times higher than in Germany, bureaucracy is penalizing and very complicated, laws are interpretable therefore there is no certainty of judgment, etc etc. Italy is lucky to have an industrial structure full of very qualified and easy to find suppliers.

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In quanto azienda leader nel settore del giocattolo educativo, quali sono le caratteristiche per le quali questo marchio rappresenta un fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana? Noi facciamo giochi prevalentemente per bambini da 1 a 6 anni. Specie nei primi anni di vita i bambini hanno bisogno di manualità, contatto, colori, movimento più che di una consolle o di un tablet. In un primo momento sembrava che la novità dei giochi elettronici prevalesse sui giochi tradizionali, poi però le due realtà si sono riequilibrate. Oggi c’è una riscoperta dei giochi tradizionali sul mercato, la loro valenza, infatti, dura nel tempo e non può essere minata dall’innovazione tecnologica. I nostri giochi inducono alla socialità, al rapporto con gli amici, con i genitori, sono un momento di vita che ha un valore aggiunto rispetto ai giochi elettronici.

As a leader in the toy industry, what makes your company one of the best Italian brand? We manufacture toys for children from 1 to 6 years old. Especially in the early years of life, children need to touch things, they need colours, movement rather than a console or a tablet. At first it seemed that the novelty of electronic games was meant to prevail on traditional games, then things have changed again. Today on the market there is a revival of traditional games that last through time and they cannot be undermine by technology. Our games helps to build relationships with friends and parents; they add special value to life compared to electronic games.

I famosissimi chiodini sono il prodotto più rappresentativo della vostra azienda, ci racconta come è nata e si è evoluta questa idea? Negli anni ’40 inizia a circolare in Francia la moda di un mosaico multicolore in rilievo. Si trattava di una semplice tavoletta in cartone, da usare insieme a un disegno guida e tanti fiammiferi con il fusto in legno e con la testa in ceralacca colorata da infilare nella tavoletta. Mio padre capì subito le grandi potenzialità di questa idea e la brevettò in Italia. Affina l’aspetto e migliora la qualità dei chiodini, realizzandoli in plastica con testa semisferica, rendendoli di qualità migliore e con misure leggermente più grandi. La tavoletta traforata diventa in plastica infrangibile e viene proposta in nuovi formati. Grazie a questa intuizione e alle modifiche apportate, questo semplicissimo gioco sarebbe diventato un successo planetario. Negli anni ’60 e ’70 i Chiodini Quercetti erano diventati un vero fenomeno di costume per diffusione e capillarità rendendo questo gioco, in breve tempo, un classico ineguagliabile che ha accompagnato, e ancora oggi accompagna nella crescita e diverte milioni di bambini di tutto il mondo. Dal ’53 ad oggi abbiamo venduto

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Fratelli Quercetti

oltre 50 milioni di pezzi, per un totale di oltre 15 miliardi di chiodini. Ancora oggi, nell’era del digitale, questo resta il prodotto più amato e venduto. Ancora oggi, il chiodino non cede alla concorrenza “digitale”. Anzi si rinnova! Così nasce Pixel Art, un gioco di composizione che permette di realizzare ritratti e opere d’arte attraverso l’uso di migliaia di chiodini colorati e 9 tavolette modulari. Il risultato è un effetto fotografico ricco di colori e sfumature. 10,800 chiodini colorati, correttamente inseriti nelle griglie, vengono usati per dar vita ad un ritratto degno di un opera d’arte “puntinista”. L’occhio umano miscela i 6 colori dei chiodini, dando vita a migliaia di colori e sfumature, per ricreare ritratti, immagini, foto e opere d’arte. Oggi la linea di Chiodini Quercetti copre fasce d’età che vanno da 1 ai 99 anni, regalando ai più piccoli un mondo fatto di chiodi colorati con cui stimolare l’immaginazione e, a chi bimbo non è più, lo stupore della riscoperta e della creazione.

The famous pegs is the most representative product o your company. Could you tell us how this idea came about and how it has evolved? In the 40s, in France, multicoloured relief mosaics were in fashion. It was just a simple drilled paperboard, together with an outline drawing and many matches with coloured wax head to insert in the cardboard. My father immediately understood the great potential of this idea and he patented it in Italy. He polishes the design and he improves the quality of the little nails: he uses plastic and he designs a hemispheric head improving the quality and the dimensions. The board is now made out of unbreakable plastic and it is available in new sizes. Thanks to this intuition and to the changes implemented, this simple game would become a global success. In the 60s and 70s the Quercetti Pegs became a social phenomenon and, in a short period of time, it became a classic toys that

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has followed, and still follows, the growth of children and it entertains millions of kids around the world. Since 1953 we have sold over 50 million units, for a total of 15 billion of pegs. Even today, in the era of digital technology, this remains the most beloved and sold ofour product. Even today, pegs does not fear the “digital” competition. Indeed, it has been renewed! There it is, Pixel Art, a game of composition that allows to create portraits and artwork using thousands of coloured pegs and 9 pegboards. 10.800 coloured pegs are stuck in the pegboards forming a portrait; this is the same principle used in Pointillist art. The pegs come in six colours yet if you look at your creation from a distance, they will merge, as if by magic, to form an image with new colours and nuances, as if you were looking at a photograph. Today the line of Quercietti Pegs spans age groups ranging from 1 to 99 years: children can use their imagination playing with coloured pegs and, those who are not young anymore, can create artworks.

Sono stati fatti degli investimenti mirati per riuscire a mantenere un trend alto nonostante l’attuale crisi economica? Le vendite si realizzano con gli investimenti, che negli ultimi anni l’azienda ha rivolto ad aumentare significativamente la propria capacità produttiva attraverso l‘ampliamento nel numero dei macchinari di stampaggio. Naturalmente è anche fondamentale dare la giusta importanza ai nuovi canali di vendita. L’e-commerce sta diventando sempre più strategico per il nostro brand. La sfida vinta nell’ultimo anno è stata quella di aver saputo integrare i canali digitali con quelli fisici. Affiancare il negozio “virtuale” a quello tradizionale ha significato aumentare esponenzialmente le vendite e farsi conoscere di più, oltre che approcciare una clientela più variegata e giovane. La qualità è uno dei punti di eccellenza dell’azienda, quali sono le modalità utilizzate per ottenere tale risultato? utto il lavoro, a partire dalla progettazione del giocattolo fino al confezionamento del prodotto finito è interamente realizzato

Did the company make targeted investments in order to maintain a high trend despite the economic crises? You sell if you invest. In the past few years the company wanted to improve the productivity by increasing the number of moulding machines. Of course it’s also crucial to give the right importance to new distribution channels. E-commerce is becoming more and more strategic for our brand. Last year we won the challenge of integration of digital channels and retails. Using both virtual and traditional stores has drastically increased our sales and our popularity, besides approaching varied and young people. Quality is one the company’s strength. How do you achieve quality? All the work, from design of the toy up to packaging of the finished product, is made entirely in the only venue of Corso Vigevano, in Turin. The entire production cycle

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nell’unica sede di Corso Vigevano, a Torino. L’intero ciclo di produzione, concept, prototipazione, sviluppo, costruzione stampi, stampaggio, confezionamento, spedizione è svolto in Italia con manodopera residente, sviluppando un indotto sul territorio. Produrre in Italia ci consente di mantenere le competenze e il know how nel nostro paese, e soprattutto ci permette di controllare la qualità di ogni nostro prodotto dall’inizio alla fine della lavorazione. Oltre che a limitare, per quanto possibile, la possibilità dei nostri concorrenti di copiarci. Sono convinto che il valore aggiunto del prodotto italiano vinca nel tempo. Non ci sono bassi costi o elettronica che tenga.

(concept, engineering, rendering, mould production, injection moulding, assembly, packaging, stocking, and shipment) is carried out in Italy with local personnel and we also develop allied activities in the territory. Being able to manufacture in Italy allows us to maintain our country’s know-how and, above all, allows us to control the quality of each product from beginning to end of production process. Besides trying to stop our competitors to copy our products. I am convinced that the added value of the Italian product will win over time, despite low costs and technology.

LA PRESENTE INTERVISTA PUÒ ESSERE VISUALIZZATA NEL FORMATO INTEGRALE SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE. SCARICARE L’APP DIGIMARC, PUNTARE IL CURSORE SULLA FOTO IDENTIFICATA DAL SIMBOLO A PAGINA 55. AUTOMATICAMENTE VERRETE INDIRIZZATI ALLA VIDEO INTERVISTA. THIS INTERVIEW CAN BE SEEN IN ITS ENTIRE FORMAT ON OUR YOUTUBE CHANNEL. DOWNLOAD DIGIMARC APP, POINT THE POINTER ON THE PICTURE IDENTIFIED BY THE SYMBOL ON 55 PAGE. AUTOMATICALLY YOU WILL BE REDIRECTED TO THE VIDEO-INTERVIEW

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na donna come tante, che con forza e ironia cerca la sua rivincita. Dalla penna di Selvaggia Lucarelli è nato, ‘Che ci importa del mondo’ (Rizzoli, Collana Varia). Viola ha trentotto anni e, dopo un matrimonio lampo, vive sola con suo figlio Orlando. Opinionista tv di successo, Viola si è ritagliata il ruolo di femminista rampante e severa fustigatrice di usi e costumi maschili. Il pubblico femminile la ama, gli uomini la temono, ma in realtà Viola recita una parte che non le appartiene: la sua vita sentimentale è una disastrosa sequela di tentativi falliti per dimenticare l’ex, Giorgio, in corsa per diventare il candidato sindaco della città. Tra cene con uomini improbabili, chiacchiere disincantate con le amiche, telefonate rabbiose dell’ex marito e dialoghi col figlio moralista, Viola cercherà la propria strada, provando a tenere insieme la sua vita da single, madre e celebrità televisiva. Il tutto sembra reggere finché sentimenti e politica non si intrecciano inaspettatamente, e una scoperta traumatica non le fa commettere un errore imperdonabile. Sono solo 540 pagine, solo perché l’ironia pungente che caratterizza l’autrice vi farà venire voglia di andare sempre avanti, di continuare a leggere come se non ci fosse un domani!

CHE CI IMPORTA DEL MONDO Selvaggia Lucarelli Rizzoli Editore

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Selvaggia Lucarelli è scrittrice, blogger, conduttrice televisiva e radiofonica. Dal 2011 è editorialista per il quotidiano ‘Libero’. Vive a Milano con suo figlio Leon e un cavalier king di nome Godzilla. È considerata tra i più importanti influencer sul web. È adorabilmente una donna normale e bella, che ha “carattere”.

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l 19 e 20 Giugno 2014 si terrà l’Expo delle Startup www.expodellestartup.com a Milano in Piazza Città di Lombardia, la più grande piazza coperta d’Europa, ricompresa nel palazzo della Regione Lombardia. L’Expo sarà parte di un più grande evento denominato “Cross Creativity, creatività e cultura al centro dell’Innovazione” www. crosscreativity.com, promosso dalla Regione Lombardia, Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie, che ricomprende anche il progetto CCAlps – Cultural and Creative Companies in Alpine Space che ricomprende una rete di incubatori distribuiti sull’arco alpino focalizzati su idee e startup creative e culturali. L’evento sarà composto da un lato dai tantissimi “baracchini” delle startup dei piccoli stand di massimo 2x2 mq auto-assemblati dalle startup e simbolo della loro inventiva e dai tavoli di tutti quelli che fanno qualcosa per le startup gli ormai famosi “Qualcosatori, ovvero incubatori, acceleratori, enti,

istituzioni, associazioni, attori del crowdfunding, coworking, etc., che occuperanno oltre 170 postazioni al centro della piazza. I Qualcosatori oltre sessanta si alterneranno nei due giorni e durante i pomeriggi avranno la possibilità di presentare in 3 minuti le loro attività nella sessione di Reverse Pitching. Durante le mattine presenteranno anche tanti tra i principali attori del Venture Capital italiano e gruppi di Business Angels investitori privati semi-professionisti. Il programma di speech, pitch e presentazione di bandi e tanto altro sarà fittissimo e si terrà nell’auditorium da 350 persone. Tra le varie novità verranno annunciati sia nuovi bandi regionali Matching – Creatività e Cultura della Regione Lombardia che europei EIT ICT Labs, emanazione della comunità europea, presenterà il nuovissimo Idea Challenge – www.ideachallenge.eitictlabs.eu.

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Anche i privati porteranno le loro novità, come la nuova call di Unicredit Start Lab – che selezionerà tre delle startup ammesse tra i partecipanti all’Expo delle Startup che ad esempio il fondo 360 che presenterà la seconda edizione del 360by360. Ci aspettiamo anche interessanti aggiornamenti da Intesa Startup Business Initiative e da Working Capital di Telecom Italia e da tanti altri. Anche Wellcare tornerà a sostenerci e a partecipare ai contributi dati gratituamente dalle aziende alle startup durante gli Awards. Altro spunto interessantissimo verrà dalla presentazione di Evan Nisselson che ci verrà a raccontare le risultanze del super meeting di NYC da lui organizzato i primi di Giugno sul futuro del digital imaging e video editing a livello mondiale. Evan in genere lo vediamo come moderatore di eventi internazionali sulle startup. Per una volta avremo modo di punzecchiarlo a dovere e sfruttare la sua visibilità a livello mondiale del settore. La novità principale però

sta che, partendo dal successo del format della Fiera delle Startup del 2013 da cui prende origine 2500 partecipanti e circa 200 startup, il più grande evento mai realizzato focalizzato sulle startup in Italia, quest’anno il modello si è evoluto per diventare un vero manuale del settore. In 2 giorni infatti tutti gli interessati potranno farsi velocemente una chiara idea di chi sono gli attori rilevanti in ogni ambito e per ogni esigenza. Per capire il sucesso di questo format è però obbligatorio ripercorrerne le origini. Nel Febbraio 2012 durante lo svolgimento di un evento molto informale chiamato Startuppami dove gli startupper provano le proprie presentazioni davanti ai propri simili e vengono votati mi trovavo in uno scantinato stracolmo con Marco Ottolini e Giuseppe Ciuni, fondatori di Startuppami. Al tempo ero responsabile del Business Development del Gruppo 24 ORE e già da tempo Business Angel in IAG. Per trovare una soluzione al so-

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vraffollamento chiesi di poter ospitare l’evento nella sede del Sole 24ORE. L’unica sala disponibile era però la famosa Sala Collina da oltre 400 posti. Ed era disponibile solo a fine giugno. Al momento ci sembrava troppo grande e troppo in là nel tempo, ma decisi comunque di prenotarla. Passati alcuni mesi, oramai quasi ci eravamo dimenticati di averla, a maggio decidemmo di provare comunque ad usarla. Dalle sette alle nove di sera. In quel periodo però si accumulavano molti altri eventi e per evitare sovrapposizioni decisi di dare la possibilità anche ad altri di svolgere i loro eventi insieme a noi. Morale della favola alla fine ci trovammo ad avere un programma che iniziava alle due del pomeriggio e finiva alle 9, tantissime persone e speaker di livello. A quel punto un amico mi chiese di poter sfruttare l’occasione e portare la propria startup per cercare investitori. Non avendo budget a disposizione gli offrii la possibilità di portarsi una propria postazione e collocarsi vicino all’entrata della sala nel piazzale all’aperto. E così ebbe origine il primo “baracchino”, così denominato per evidenziare il carattere artigianale, non convenzionale e creativo delle postazioni degli startupper. A quel punto iniziarono altri a chiedermi di venire e finimmo con l’occupare tutto il piazzale di 1500mq con 63 baracchini. Inisieme ai 500 visitatori ed al fatto che i baracchini erano posizionati davanti alle finestre della redazione e sulla strada per la mensa, questo ci permise anche di far vedere ai nostri giornalisti che il fenomeno startup era tangibile ed in fermento. Grazie alla collaborazione di tantissimi volontari e degli sforzi congiunti dei partecipanti, nonostante il caldo torrido, l’energia e l’entusiasmo resero l’evento un grande successo. Nel 2013 decisi quindi di riproporre l’evento in un

format più organizzato sempre a budget risicatissimo e con la collaborazione degli amici di Startuppami, il supporto di Emil Abirascid di Startupbusiness e della redazione di Nova e di Radio 24 e sempre gratuito per tutti d’altronde era fatto con la collaborazione di tutti i partecipanti cercando di usare gli spazi interni con aria condizionata e conquistando anche l’auditorium. Con l’aiuto di Giuseppe Ciuni, decisi di introdurre anche un cambiamento sostanziale. Niente più business plan dalle startup per iscriversi all’evento, ma obbligatorio il caricamento di un video di taglio commerciale di circa 3 minuti. Dato che ottenere investimenti dai VC è così difficile in Italia pensai che sarebbe stato importante aiutare le startup intanto ad acquisire clienti grazie ad un sito che raccogliesse tutte le loro proposte commerciali e che generasse tantissimo traffico. Il sito stesso fu generato grazie all’aiuto di volontari Raneri, Informate, Penelope e generò qualche milione di accessi. Il target iniziale di 100 startup fu però disintegrato e quando raggiungemmo le 280 startup iscritte decisi di ampliare gli spazi richiesti riprendendo il piazzale e chiedendo agli amici di Price Waterhouse anche la loro ala. Ed arrivammo a poter ospitare 200 startup. A quel punto però un amico mi chiese se, viste le aspettative di startup e visitatori potesse portare il suo incubatore Nuvolab. Nell’atrio c’erano 20 tavoli. Gli dissi che poteva usarne uno…..alla fine ci ritrovammo con 32 tavoli occupati da incubatori, acceleratori etc. 12 tavoli li portarono gli amici del coworking Login in cambio della loro partecipazione. Rimaneva il problema di definire questa

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nuova area. Ognuno di quelli che facevano qualcosa per le startup voleva dare il proprio nome, ed alla fine ci accordammo sul termine “Qualcosatore” in attesa di trovre quello giusto. Tuttora lo stiamo cercando. Ma il 2013 è stato anche un successo mediatico. Tantissimi articoli sull’evento e le startup partecipanti. La RAI fece un servizio di 5 minuti sull’evento. La bravissima Anna Marino portò nella sua trasmissione Voci d’Impresa su Radio 24 12 startup e con Enrico Pagliarini facemmo una bellissima puntata sul crowdfunding uno dei temi chiave della Fiera del 2013 insieme a Fabio Simonelli di Eppela e Dario Giudici SiamoSoci. Silvia Vianello, ai tempi

conduttrice di La3 Smart&App, ci dedicò una puntata e venne a presentare gli award finali delle imprese alle startup. Per il 2014 contiamo di fare ancora meglio. Sia Anna che Enrico di Radio 24 che Kristen Grove di Radio 105 ci hanno già offerto il loro supporto. Ma questo è anche l’anno dei social. Con Giuseppe e Marianna Iodice la nostra amica startuppara di Puglia Pictures stiamo animando pagina facebook 600 like ad un mese dall’evento, decine di migliaia di visualizzazioni, instagram, twitter, etc.. Quindi questo è davvero l’evento della community ed invitiamo tutti a partecipare con le loro startup o la loro presenza fisica il 19-20 giugno a Milano!

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LUGANO CAPITALE DELLE MATERIE PRIME Lugano Commodity Forum del 4-5 giugno 2014

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il Lugano Commodity Forum del 4-5 giugno 2014 al Palazzo dei Congressi di Lugano che consente di gettare uno sguardo diverso sulla piazza economico-finanziaria di Lugano e del Cantone Ticino. Non tutti sanno, infatti, che il Ticino non è solo ‘banche’, ma è diventato una piazza molto importante per le aziende attive nel settore del Commodity Trading (commercio e negoziazione di materie prime), acciaio e oro soprattutto,nei metalli di base, nel carbone ed in parte anche nelle soft commodities. Sono attive ben 70 aziende che contribuiscono in maniera importante alle entrate fiscali nonché al PIL del cantone Ticino (dato è in crescita costante ed ammonta a circa il 2% in linea con il dato a livello svizzero). In questo settore sono occupate direttamente ed indirettamente circa 1’000 persone altamente qualificate con competenze specifiche: spedi-

zioni, trasporti, finanziamento delle operazioni, assicurazioni dei rischi, problematiche giuridiche, conoscenze di lingue straniere etc. In questo senso, il Lugano Commodity Forum 2014 rappresenta il punto focale per gli operatori del settore delle materie prime. Promotrice dell’evento è “The Lantern” Research, realtà indipendente e sempre più importante sul palcoscenico ticinese e l’evento nasce dalla collaborazione con FARO, il Club Internazionale delle Commodity, che fa capo a Kommodities & Partners SA di Mendrisio. L’evento, alla sua terza edizione, farà un importante salto di qualità: la location sarà infatti il Palazzo dei Congressi di Lugano ed è previsto un raddoppio dei partecipanti e degli espositori presenti, a sottolineare il fatto che Lugano, anche grazie a questa iniziativa di “The Lantern” Research, mira a diven-

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Palazzo dei Congressi - Lugano

tare un centro sempre più importante nel trading di commodities in Europa. Nel 2013, secondo i dati sinora disponibili, il PIL del Cantone Ticino nel settore del trading ha superato per la prima volta quello della finanza. Questa terza edizione del Commodities Forum sarà dedicata alle opportunità e alle potenzialità esistenti in Nord Africa e nell’Africa Sub-Sahariana. La risposta ricevuta dai protagonisti del mondo del trading nei confronti di questa scelta è stata davvero impressionante e LCF 2014 vedrà la presenza di importanti istituzioni e personalità. Tra queste: Boubou Cissè (Ministro dell’Industria e delle Miniere della Repubblica del Mali), l’ing. Alfredo Carmine Cestari (Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale), l’Ing. Hechmi Chatmen (Direttore di FIPA Tunisia – Milano), Marino Pieterse (strategic commodity analyst, publi-

sher and editor of investment reports on gold, uranium and strategic metals). Inoltre, saranno rappresentate alcune delle principali borse europee (Euronext e Borsa Merci Milano) e africane (Panex), la maggiore banca africana presente nell’area, il fondo di private equity della Banca Nazionale della Costa d’Avorio e una serie di importanti istituzioni finanziarie molto focalizzate sulle commodities (Schroders, Directa SIM, Bloomberg, ETF Securities …) Non mancano le curiosità: al LCF 2014 si parlerà anche di Bitcoin, la cripto-valuta che sta diffondendosi in maniera virale nel mondo. A parlarne è uno dei massimi esperti italiani, il dott. Giacomo Zucco, che spiegherà quale può essere il suo accostamento con le commodity fisiche, insomma una specie di oro 2.0.

Per altre informazioni: Riccardo Esposito - Tel: +41 91 2247250 Mobile: +41 (0)79 2265496- e-mail: riccardo@lanternresearch.com

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ire che Luigi Mastrangelo “Gigi” per gli amici è un “grande” non mi costa nulla: primo perché è l’unico con cui mi sento piccolo anche dall’alto del mio metro e 87 centrimetri e secondo perché con un palmares così, 4 medaglie di bronzo, 5 medaglie d’argento, 5 medaglie d’oro, miglior Muro della WL 2004, miglior Muro dei Campionati Europei 2005, miglior Muro e Miglior Servizio della CEV Cup - Final Four 2007/2008, solo per citarne alcuni, non mi pare assolutamente eccessivo utilizzare tale aggettivo. Della sua passione per la musica, soprattutto Soulful, sono a conoscenza per più di una serata trascorsa con lui dietro alla consolle; sulla velocità e sulle auto potenti ho condiviso più di un discorso, ma di questa sua passione per il ballo, che a me è parsa più una sfida (di quelle che tanto piacciono al nostro “Mastro Tower”), ero completamente all’oscuro; quindi c’è stata molta curiosità riguardo alla sua scelta di partecipare all’edizione 2013 di “Ballando con le stelle” (programma televisivo di RaiUno, condotto da Milly Carlucci, che vede personaggi famosi e sportivi cimentarsi nelle vesti di ballerini); e se è vero che il format calza a pennello per chi, come lui, nella vita ha a che fare con palestra, allenamenti e sport in genere, posso finalmente chiedergli:

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uigi Mastrangelo, nickname “Gigi”, is “great”: first of all, he is the only one that makes me feel small from the top of my 1 meter and 87 centimetre and second because he is such a champion (4 bronze medals, 5 silver medals, 5 gold medals, best Blocker in the 2004 WL, best Blocker in the 2005 European Championship, best Blocker and best Service in the CEV Cup - Final Four 2007/2008, just to mention a few). I know everything about his passion for music, especially for Soulful, because we have spent few nights behind a dj console; we have talked many times about races and cars, but what I did not know was his passion for dancing, which seemed to me more than a challenge for him (the “Mastro Tower” loves challenges); therefore I was really curious to know a little bit more about him participating to the tv show “Dancing with the stars” (a tv show aired on RaiUno and hosted by Milly Carlucci: stars from the show and sport business become dancers). The show must have been perfect for him as he used to train in the gym and to practise any kind of sports; so I finally ask him: How did you get the idea of moving from the floors of Sport Halls to the dance floor of the most glamorous television show? Because of your friendship with Paolo Belli? Paolo is a friend of mine and we did some charity events together but of course he is not in charge of casting for the show. I was contacted by the agency I work with and I immediately accepted because I liked the idea to put me to the test in a discipline, such as dancing, that has always intimidated me.

Come ti è venuta l’idea di passare dal parquet dei Palazzetti alla pista da ballo più glamour della televisione? Ha avuto influenza la tua amicizia con Paolo Belli? Sono amico di Paolo ed abbiamo partecipato insieme a delle manifestazioni benefiche ma ovviamente non è lui che decide il cast della trasmissione. La proposta mi è arrivata tramite l’agenzia con cui collaboro ed ho subito accettato perché mi piaceva l’idea di mettermi alla prova in una disciplina, come quella del ballo, per cui nutrivo una sorta di timidezza.

I know you are very meticulous and perfectionist, competitive and strong-willed

So che sei molto pignolo e perfezionista, competitivo e volitivo, ti sei impegnato mol-

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to anche durante le prove settimanali della trasmissione qual è stata la differenza tra il provare le coreografie del ballo da fare in prima serata e lavorare in palestra in attesa della partita? Sono due cose totalmente diverse, l’unico punto in comune, è stata la mia voglia di ottenere il meglio, provando e riprovando, come faccio sempre nelle mie sfide. Prepararsi per il ballo, fisicamente per un atleta è più semplice che allenarsi per una stagione agonistica; studiare delle coreografie è un allenamento meno “traumatico” rispetto a quello sportivo che sollecita le articolazioni, quindi mi sono molto divertito ed anche un po’ riposato!

and you w o r ked really hard d u r i n g the week for rehearsals. What was the difference between rehearsing some choreographies for a prime time show and training in a gym before a match? They are completely different things. The only thing in common is my desire to do my best, trying and trying, as I always do. For an athlete is much easier getting ready for dancing than getting ready for a sport season; studying some choreographies is less “stressful” on your joints than regular training: I had fun and I relaxed!

Com’è stato avere una donna come coach (Sara Di Vaira è stata la sua insegnante di ballo e l’ha definito una “montagna” - ndr) e che tipo di rapporto si è instaurato con lei che, mi pare, avesse un bel caratterino? Avere Sara come insegnante è stata una mia esplicita richiesta, sapevo che aveva un carattere forte e, per certi versi, simile al mio, quindi confrontarmi con lei è stata un’ulteriore prova che, a quanto pare, ha funzionato. Se dovessero chiedere a Milly Carlucci un tuo pregio ed un tuo difetto, cosa pensi risponderebbe? Come pregio, il fatto che sono uno combattivo che non si arrende mai anche se in difficoltà. Come difetto, che ogni tanto davo troppo le spalle alle telecamere.

What was it like to have a woman as head coach? (Sara di Vaira was his dance teacher and she said he was a “mountain” – editor’s note) And what kind of relationship you two had because, I suppose, she said to have a temper? I specifically requested Sara to be my coach. I knew she had a strong temper, just like mine, and confronting with her was a further challenge which, I think, worked out.

Ora hai una grande popolarità anche tra chi non si è mai molto interessato di sport: come pensi ti abbiano visto questi telespettatori? Credo che uno dei pregi di questo programma sia proprio questo: dare la possibilità a persone che arrivano da altri ambienti, come può essere il mondo dello sport, di farsi conoscere, aprirsi ad un target diverso. Per quanto mi riguarda, la gente che non seguiva la pallavolo ha avuto modo di conoscermi prima caratterialmente come sono nella vita di tutti i giorni e poi, magari andando in rete a riguardarsi qualche partita, come giocatore. A giudicare dalle dimostrazioni di affetto ricevute, sono felice di aver avuto un ottimo riscontro.

If I should ask Milly Carlucci one of your good and bad quality, what do you think she would say? My good quality is to be a fighter that never gives up. My bad quality is that I used to turn my back to the cameras.

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Ti piace essere raccontato e raccontarti sui Social? Meglio Twitter o Facebook? Penso che i Social al giorno d’oggi siano molto importanti, perché sono strumenti comunicativi, d’informazione e accessibili a tutti, ovviamente non devono sostituirsi al rapporto umano. Se devo dirti quello che uso di più, è sicuramente Twitter perché mi da l’impressione, oltre ad essere più veloce ed immediato, che dietro i profili ci siano persone più vere. Ricevo molti messaggi su @gigi1mastro e, nel limite del possibile, cerco di rispondere a tutti e valorizzare quelli più belli.

Now you are very popular also among people not really interested in sports: how do you think they saw you during the show? I think that this is one of the best quality of this show: celebrities from different business, like sport, have the chance to become known by a different target of people. As far as I am concerned, who was not following volley had the chance to get to know me as I am in the everyday life and then, maybe, they got curious to watch some old games and they got to know me as a player. Judging from the affection I received, I am happy to have had such a great feedback.

Sei stato un giocatore molto importante e molto in vista della pallavolo.Come ti spieghi questo silenzio attorno a te da parte degli addetti ai lavori? Perché la pallavolo sembra aver dimenticato Mastrangelo? Molto probabilmente al mondo della pallavolo, a differenza di altri sport, non interessa avere maggiore visibilità; è un mondo “piccolo”, che vuole rimanere “piccolo”. Si segue la Nazionale durante le Olimpiadi, ma poi i Club tendono a tenere i loro atleti lontani da situazioni televisive e a non pubblicizzare la loro immagine. Quindi non direi che questo sia un atteggiamento che riguarda solo Mastrangelo, ma è generale. Ci sono molti altri ex campioni che non sono stati supportati e agevolati nella ricerca di altre attività (tipo commentatore, allenatore, ecc.) quindi non mi sento assolutamente preso di mira.

Do you like social networks? Is it better Twitter or Facebook? I think nowadays social networks are really important. They are tools to communicate and to inform and they are accessible to everyone but they should not replace interpersonal relationships. Twitter is what I use more often, because it is faster and I have the impression that the people behind the profiles are more real. I receive a lot of messages on @gigi1mastro and, as far as possible, I try to reply to everyone and to retwitter the most beautiful ones. You have been a very important player and very popular in volleyball. How do you explain this silence around you by insiders of this sport? Why volleyball seems to have forgotten Mastrangelo? I think that, unlike other sports, people in volleyball does not like to be exposed too much: it is a “small” world and it wants to stay “small”. After playing in the Olympics with the national team, all clubs tend to keep their athletes away from the spotlights of showbiz. It is a general attitude, it is not something that they are doing just with me. Many former athletes and champions have not been supported in looking for a new careers (as sport commentator, coach, ect). I don’t feel targeted.

Pensi che, a prescindere dal duro periodo passato a Cuneo dopo il rientro dalle Olimpiadi, non avere una presenza attiva nel mondo della pallavolo (soprattutto con la casacca azzurra) ti mancherà o hai deciso che è arrivato il momento di staccare per sempre ed esplorare nuove attività, magari nel mondo dello spettacolo? Sento che posso ancora dare molto al mondo della pallavolo, ma ritengo che in questo momento sia soprattutto all’Estero, e non in Italia, che posso propormi. Intanto qualche nome importante del cinema mi ha detto che potrei interpretare qualche ruolo caratteriale, quindi lavorerò sodo anche in questo senso e, se sarò all’“altezza” (altro sorriso sornione - ndr) perché non tentare anche questa nuova strada nel mondo dello spettacolo?

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Do you think that, beside the bad period of time you had in Cuneo after the Olympics, you will miss not playing anymore (especially in the national team) and that is time to find something else to do, maybe in showbiz? I think I can still do a lot in volleyball, but right now I could look for something new abroad, not here in Italy. For one thing, some important film maker suggested I could play some leading role. I will work on this and if I will be able to do it (he has now a knowing smile – editor’s note) why don’t try it?

Cosa auguri in questo momento di incertezza globale ai giovani per il loro futuro, soprattutto se volessero intraprendere e investire nella carriera dello sportivo? Premesso che ritengo che lo sport non agonistico, quindi vissuto come hobby, sia importante e consigliabile a tutti, ai giovani che volessero intraprendere la carriera agonistica raccomando di valutare bene le proprie doti fisiche e far verificare da chi di dovere, le loro capacità. Lo sport, quando diventa un lavoro, è duro e comporta molti sacrifici. Pensa che io sognavo di fare il poliziotto, ancora oggi, devo dire, mi affascina molto come professione, ed anche mio papà era contento di questa scelta. Poi, però, l’altezza e la mia fisicità sono state determinanti nella mia scelta di vita.

In times of global uncertainty what would you wish for young people for their future, especially if they are interested in a career in sports? Let me say this first: I think sport as a hobby is really important and everybody should practice some sport. To those young people who want to pursue a career as a professional athletes, I suggest to check their physical qualities and attitudes. Sport, when it becomes a job, is hard and involves many sacrifices. I dreamed to become a policeman and even today, I have to admit it, it still fascinates me: also my dad was happy about it. But then, my height and my physical qualities were crucial in choosing what to do in my life.

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o conosciuto personalmente questo giovane maestro orologiaio. Frederic Jouvenot. Ad essere sincera non ricordo con esattezza l’anno, forse nel 2011, durante il Baselworld, il più grande salone dell’alta orologeria mondiale, del quale tra l’altro oggi come Investo Magazine vantiamo anche la Media Partnership. Il 2011 inoltre fu Proprio l’anno in cui ottenne il Geneva Time Exhibition Superwatch Award. Ricordo questo giovane Genio dell’Orologeria svizzera, definito dai media “Il Piccolo Principe”, e nella sua fisicità ‘il piccolo principe’ lo ricorda veramente. Un ragazzo d’altri tempi, e sicuramente per questa sua NON APPARTENENZA ad un tempo specifico, ha secondo me avuto l’intuito geniale di realizzare gli orologi più innovativi, senza lancette, che si potessero inventare. Rimasi colpita all’epoca dalle due splendide e suggestive collezioni, riservate a pochi amatori e collezionisti del genere: Helios e Ace. Helios, è ogni ora rappresentata da un raggio di sole. Al centro un piccolo ma particolare quadrante per indicare i minuti. Il quadrante segue il passaggio del Sole e si trasforma durante il giorno. A mezzogiorno, i raggi si infiammano, ricordando la stella nel suo massimo splendore. Col passare delle ore la loro brillantezza si affievolisce, ricordando invece nelle ore della notte la luce riflessa della luna. La cassa è in oro bianco o rosa oppure in titanio DLC. Negli esemplari della collezione Ace, Frederic Jouvenot ha spostato sulla parte quadrante la massa oscillante solitamente posta sul retro! E non solo. Il rotore è calcolato così perfettamente nella sua distribuzione del peso, in modo che venga a cadere esattamente e sempre in verticale, in modo da non disturbare minimamente la lettura dei quadranti cronografici. Mentre sto scrivendo questo articolo, ho inviato un messaggio a Frederic chiedendogli se riusciva a mandarmi un comunicato in merito alla sua utlima creazione…sto fremendo, la mail non arriva e aspetterò anche io come tutti voi di vedere la meraviglia che il Piccolo Principe avrà da presentarci. E proprio come il piccolo principe di Saint Exupery, Frederic jouvenot, eliminando le lancette, ci ha dato dimostrazione che anche negli orologi ‘l’essenziale è invisibile agli occhi’, aspetterò con ansia le nuove collezioni.

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e is 34-years old and this year he will celebrate 15 years in the music charts. Cesare Cremonini has a great talent and when he was 18-years old he had to grow up a lot faster than the other kids the same age. He was brought up well, and this made the difference: he collects a lot of successes, he deserves his popularity and he is a rare profound person. During the presentation of his latest album, “Logico”, he talked about himself with such energy and talent but without playing the piano, smiling at the idea that “the album Logico had fantastic reviews and 50 liking stars before its release”.

a trentaquattro anni e quest’anno festeggia quindici anni nella musica da classifica. Cesare Cremonini è un talento grande a cui a diciotto anni è stato chiesto di crescere più velocemente della sua età. L’educazione ha sicuramente fatto la differenza, portandolo oggi non solo a meritare e collezionare successi ma anche a presentarsi con uno spessore umano raro. Alla presentazione del suo nuovo disco, “Logico”, si è raccontato senza pianoforte ma con energia e talento comunicativo, sorridendo anche all’idea che “già in preorder, Logico vanta recensioni fantastiche e 50 stellette di gradimento”.

Two years after the release of “La teoria dei colori”, What does this new album represent for you? “Logico reflects my age. I laid myself bare. I leave many doors open, I look deep into myself and I confront my fears of changing who I am, that are typical of my age”.

Cosa rappresenta questo nuovo tuo lavoro, a due anni di distanza da “La teoria dei colori”? “Logico è lo specchio dei miei trentaquattro anni. Mi sono messo a nudo senza mettere definizioni. Lascio aperte molte porte, indagini su se stessi tipici della mia età e più affascinanti perché sono i momenti in cui ti confronti con le paure di trasformarti”.

Logico is really different from your previous work... “As far as I am concerned, every new album is an allergic reaction to the previous one. I have to be the first one to believe that a new album has to be discovered little by little. In an age where we are used to communicate in 140 words, the album is an invitation to come and see me at home. It is the discovery of something, not the discovery of something similar. You could run the risk of making a bad copy of something you have already done. Logico has a good drive and it contains different music styles, just like in any international situations where there are no music barriers. This album has more questions than answers and it really represents what I am and what I feel”.

Logico è molto diverso dal precedente disco… “Per come sono fatto io, ogni album nuovo è una reazione allergica a quello precedente. Ho bisogno di credere in prima persona al fatto che l’album è qualcosa che deve farsi scoprire poco alla volta. In un’epoca dove ci siamo abituati a dialogare in 140 caratteri, l’album rimane un invito a venire a trovarmi a casa. È la scoperta di qualcosa, non qualcosa di simile. Il rischio è quello di fare una brutta copia di qualcosa già fatto. ‘Logico’ è un disco di grande stimolo, si mischiano generi come nelle situazioni internazionali dove le barriere musicali vengono abbattute. Questo disco raccoglie più domande che risposte e rappresenta molto me stesso e il mio stato d’animo”.

If you had to define it? “I made a lot of researches for this album, all sounds come from a preset. I have

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Se tu dovessi definirlo? “É un disco dove ho fatto più ricerca, non esiste quasi un suono che non arrivi da un preset. Ho sempre cercato di prendere il mio spazio con entusiasmo e sento questo disco decisamente libero. Ho la pretesa e il desiderio che si ascolti dall’inizio alla fine, voglio che si presenti come opera completa, onesta e completa. È un album che vuole essere capito e sentito. Non ho mai amato particolarmente chi al primo ascolto già decantava e giudicava il mio disco… ‘Logico’ ha avuto 50 stellette in preorder, significa che ci sono persone che hanno messo un parere sulla fiducia ma senza aver ascoltato il disco. Non sono mai stato fan di chi a metà disco fa la recensione osannandomi. Mi piace ripeterlo, ‘Logico’ è un disco che ha bisogno del suo tempo”.

always worked with enthusiasm and this album is very free. I want and I need this album to be listened to from the beginning to the end, I want this to be a complete work, and honest and complete work. This album wants to be understood and listened to. I have never really liked those who, from the first listening, appreciated and judged my album... “Logico” has received 50 liking stars before its release, this means that there are people who judged the album before even listening to it. I’ve never been a fan of those who, after listening to half the album, acclaim me and my work. I like to repeat that “Logico” is a record that needs time”. Have you changed your approach to your songs? “I have always said that to write songs you have to close your eyes... In this album it is like my eyes are half opened because I want to catch the glimpse of the lights and I want to feel the floor”. Logico is also very ironic “I love to be ironic, and I wish the idea of a songwriter to be serious at all costs would change. When there is talent, whatever it is, he teaches us something”. On the cover, mathematical formulas “The cover is minimalist. The symbols on the cover do not represent mathematic but they represent the logics of life. Logos is the search for a more intimate rationality, it is thought... A musician is pure logic when he studies a music score

Hai cambiato approccio alle tue canzoni? “Ho sempre dichiarato che le canzoni si scrivono a occhi chiusi… qui è come se gli occhi fossero socchiusi con la voglia di intravvedere le luci e sentire bene il pavimento”. Logico è un disco anche molto ironico. “L’ironia è meravigliosa e vorrei ci fosse la possibilità di svecchiare l’idea che il cantautorato d e b b a per forza essere serio. Quando c’è talento, qualunque esso sia, insegna qualcosa”. Leggi matematiche impegnano la copertina. “La copertina è minimalista. La scelta di simbologie non è legata alla matematica ma rispetto alle scelte logiche della vita. Logos è quella ricerca di razionalità più inti-

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Logos è quella ricerca di razionalità più intima, è pensiero… ma, è pensiero… Il musicista è pura logica quando studia uno spartito non rifiuta la logica della matematica e delle emozioni. Logico è la parola che sento ripetere da quando sono bambino da mio padre con i suoi pazienti”. Come investi nella musica? “Nella musica cerco di puntare sempre al massimo. La mia vita si riflette inevitabilmente in quello che scrivo. Mi piacerebbe essere meno randagio a volte, ma ammetto che il mio stile di vita è quello che mi permette di scrivere meglio. Non voglio sembrare bastardo ma la fidanzata che mi fa scrivere poco è una storia che finisce presto”.

and he does not reject the logic of math and the logic of emotions. Logical is the word I have been hearing from my father to his patients since I was a child”. How do you invest in music? “In music I always aim for the top. The songs that I write reflect my life: it is inevitable. I wish sometimes to be less vagabond but I have to admit that my lifestyle is what allows me to write better songs. I don’t want you to think I am a bastard, but the love story that does not inspire me a lot, it is a love story that is meant to be short”. What kind of responsibilities do you have when writing a song? “I have the responsibilities to communicate something. I respect the value and the duty to communicate. If we stop talking, we lose the taste of things to come and the curiosity about people. I’ve always surfed on the waves of life light-heartened. For every new project I feel as excited as during the launch of the first rocket to the moon. I have the great privilege of doing the job that I love and that is my passion. I want to live today’s life for better or for worse. I live life at its fullest and I shared a lot of emotions with people. Feelings make the difference today, human sensibility is the true level. It took me fifteen years to go back where I was: I am happy, my career can grow free and I can express myself as I like, but I am still a boy who always needs to learn”.

Che responsabilità senti quando scrivi? “Ho la responsabilità di comunicare qualcosa. Voglio rispettare il valore e il dovere di comunicare. Se smettiamo di parlare si perde il sapore delle cose e la curiosità delle persone. Ho sempre surfato sulle onde della vita con spensieratezza. Ogni progetto nuovo mi sento emozionato come durante il lancio del primo razzo sulla Luna. Ho il grande privilegio di poter fare il lavoro che amo e che è la mia passione. Desidero vivere la vita di oggi nel bene e nel male. Vivo e mi commuovo con gli altri. La differenza vera oggi la fanno i sentimenti, la sensibilità umana è la vera livella. Ci ho messo quindici anni a tornare dov’ero: sono felice, ho una carriera libera di crescere e di potermi esprimere ma rimango un ragazzo estremamente bisognoso di imparare”.

How do you feel about this economic crisis we have been going through for some time now? “I am positive about it, always. Italy is home

Come ti poni nei confronti della crisi che viviamo da tempo? “Sono ottimista, sempre. L’Italia è terra di

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grandi talenti che in questo periodo hanno bisogno di essere applauditi”.

of great talents that need some kind of recognition right now”.

Logico partirà con un tour eccezionale, ce ne parli? “Il tour partirà ad ottobre e sarà un tour esplosivo, il più importante della mia carriera! Negli anni passati ho fatto fatica ad esprimermi al meglio con un tour dovendo per forza escludere alcune regioni. Avendo Freddie Mercury come idolo, il palco è sempre stata la mia dimensione ideale. Sarà il concerto di un artista che ha vissuto un percorso umano molto lungo, non ho in mente ancora la scaletta ma ho una varietà di canzoni da imbarazzo nella scelta. Non ho mai messo la carriera in mano ai miei fan. Preferisco fare scelte che siano criticate piuttosto che uniformarmi a scelte altrui. Sarà un tour fantastico, sul palco dò sempre il 470%”. Quando sarai a Torino? “Sarò al Palaolimpico di Torino il 22 novembre”.

You will be soon on the road with the Logico tour. Tell us something about. “The tour will start next October and it will be a blast, the most important tour of my life! In past years I have struggled to express myself at my best with a tour, and I had to leave out some regions. Freddy Mercury is my idol therefore the stage is my ideal dimension. It will be the concert of an artist who has lived a very long interior journey; I still do not have a set list ready but I have so many songs to choose from. I never put my career in the hands of my fans. I rather make my own choices rather than accept somebody else’s choices. It will be a great tour, on stage I always give 470%. “ When will you be in Turin? “I will play at Palaolimpico in Turin next November 22nd”.

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elania Bridge, studiosa di botanica impegnata nella compilazione di un importante erbario con tutte le specie tropicali, accetta l’invito di Irina Lariovna, un’illustre collega che ha scelto di vivere in una villa fatiscente immersa in un labirinto dove prosperano indisturbate piante rare e molto aggressive. Un incubo vegetale dalla complessa e conturbante bellezza che striscia nell’anima di chi vi si addentra. In questo luogo così singolare, permeato di romantica nostalgia, Irina abita con due sole persone: la signorina Prugineim, ossuta governante dall’acconciatura scolpita e il sesso indefinito, ed Esteban, giovane giardiniere dolce e servizievole di eccezionale avvenenza. Melania, rapita dal magnifico giardino nonché dall’esuberante eruzione muscolare del giardiniere, decide di prolungare la sua visita per includere, perché no, nella sua raccolta anche le nuove specie coltivate da Irina. Ma, giorno dopo giorno, tra il tè delle cinque servito puntuale nel Salotto delle Rane, le brillanti dissertazioni non solo botaniche e le battaglie ingaggiate a colpi di falcetto con un’edera sempre più aggressiva, quel l’Eden rigoglioso e mortifero comincia a sussurrare il suo fatale segreto. In un mondo declinato tutto al femminile, Alessandro Fullin muove le sue eroine tra ambientazioni bucoliche surreali e passioni che stravolgono il cuore. E costruisce un romanzo sorprendente, venato di humor e aforismi folgoranti, prezioso come un fregio Liberty, in cui l’atmosfera d’antan racconta inquietudini tutte contemporanee.

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Alessandro Fullin è nato a Trieste nel 1964. Dopo la laurea al Dams, ha lavorato in tv, radio e a teatro: la sua commedia Le serve di Goldoni è stata presentata alla Biennale di Venezia. Ha pubblicato: Tuscolana (Mondadori), Come fidanzarsi con un uomo senza essere una donna (Mondadori), Ho molto tempo dopo di te (Kowalski), Pomodori sull’orlo di una crisi di nervi (Cairo) e Sissi a Miramar (Mgs Press).

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inceramente non avevo mai preso in grande considerazione la Porsche Cayman, non perché avessi pensato fosse una sorta di “entry level” rispetto alla 911 ma solamente perché, amando la Boxster da cui deriva, non ho mai avuto dubbi sulla mia scelta che ovviamente privilegiava l’open air. La Cayman è tutt’altro che il “vorrei ma non posso” sostenuto da molti. Anzi si comporta meglio di molte altre sportive più care e blasonate e potrebbe permettersi più dei 325 cavalli che ha. Devono averlo capito in molti se, dopo la Cayenne, è proprio la gamma Boxster/Cayman quella che ha ottenuto la maggiore crescita dei volumi in Porsche pari a un incremento del 157%. Bisogna osservarla dal vivo, vederne le proporzioni, i dettagli e il nuovo design per farsi conquistare dal suo fascino. Completamente riprogettata, ha una linea personale e più muscolosa, benché non rinunci a quelle sue curve così attraenti che a volte risultano essere addirittura un po’ invadenti, soprattutto quando guardate negli specchietti laterali. Nonostante sia una due posti “secchi”, ha due bagagliai, anteriore - 150 e posteriore 162 litri e una cappelliera, 113 litri, con rete che ha, come unica limitazione all’utilizzo, il calore che arriva dal motore. È perfetta per essere utilizzata, come prima auto, negli spostamenti di tutti i giorni anche grazie alla sua versatilità straordinaria ed al suo sei ci-

ve never really considered the Porsche Cayman, not because I thought it was a kind of “entry level” compared to the 911, but just because I love the Boxster, which the Cayman comes from, and there is no doubt about: I prefer the open air. Many people say that the Cayman is everything but “I wish I could but I can’t”. On the contrary, the car performs better than the more expensive and awarded sport cars and it could even afford more than its 325 hp. Many must have appreciate this car: in fact, after the Cayenne, the range of the Boxter/Cayman has increased in sales by 157%. The car wins you over by its charm if you see it up close and appreciate its proportions, details and the new design. Completely redesigned, the car has a personal design and it has brawnier rear haunches, sometimes too much if you look in the side mirrors. Despite the fact of being a “two-seater” straight, the car has two luggage compartments: the front space (150 l) and the rear space (162 l) and an upper luggage compartment (113 l) equipped with a net in the passenger footwell that is too close too the heat from the engine. The car is perfect for a everyday use thanks to its extraordinary versatility and its six cylinder boxer engine that have kept its

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lindri boxer che ha mantenuto intatta la sua caratteristica principale, ovvero quella di essere un motore ad alti regimi e che diventa sempre più rabbioso avvicinandosi al limitatore. Il bilanciamento, grazie al motore che rimane collocato centralmente, è tale da instaurare un feeling di guida inimmaginabile. Il piacere massimo è sul percorso misto dove la meccanica, fine ed efficiente, dà il meglio di se: immagini una traiettoria e la Cayman l’ha già trasformata in realtà e percorsa per te; non occorre essere dei piloti provetti, ma basta saper guidare “bene” e ci si ritrova al Luna Park. Ovviamente il retrotreno è più facile da gestire rispetto ad una 911, soprattutto in caso di violenti trasferimenti di carico e sul bagnato, ma una volta innescato il sovrasterzo è quanto mai consigliabile passare immediatamente a un rapido controsterzo, al fine di riallineare la vettura grazie allo sterzo comunicativo che non fa rimpiangere il tanto discusso comando idraulico della precedente generazione. Se poi ci mettete anche

main characteristic: a high rpm engines that becomes more furious close to the speed limiting device. The centre of gravity is low and central while weight is uniformly distributed. The tangible effect for you is well-balanced handling and excellent mobility, especially on mixed terrain: imagine a road and the Cayman has already turn it into reality for you. There is no need to be a skilled pilots and you will find yourself at the Fairground. Of course the rear axle is much easier to handle compared to the 911; If the car begins to oversteer or understeer, PSM applies selective braking on individual wheels in order to restore stability, especially under acceleration on wet or low-grip road surfaces. I was also impressed by the excellent fuel consumption: at a legal speed limit it reaches 13 km/l, so that the Cayman start to “sail”. As soon as you lift your

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La Cayman.. si comporta meglio di molte altre sportive più care e blasonate.. i freni, come sempre potentissimi e dotati di un pedale dal feeling perfetto, il gioco è fatto. Sono rimasto impressionato anche dagli ottimi consumi, a velocità da codice si arriva ai 13 km/l, tanto che la Cayman si mette pure a “veleggiare”: significa che, appena sollevi il piede dall’acceleratore, l’elettronica provvede ad aprire la frizione e la macchina procede in folle fino a quando non tocchi i freni o l’acceleratore; se, ad esempio, scendete da Courmayeur ad Aosta lungo l’autostrada ci sono buone possibilità che i vostri consumi siano quasi azzerati. Decisamente più invasivo, invece, lo “Start&Stop” che, soprattutto nella guida in città risulta un po’ lento e a volte fuori luogo (ad esempio, durante uno stop più lungo del solito ad un incrocio). Guidate in Sport e si disattiverà da solo e anche se rimanete in “drive” potrete sempre escluderlo. Trovare difetti è un’impresa difficile, quindi occorre diventare molto pretenziosi e pignoli per cercare di accontentarvi: manca sulla plancia il posto dove riporre lo smartphone che era invece presente sulla 987, come il tanto comodo e capiente portaoggetti sotto il poggia braccio delle portiere, ora sostituito da una meno pratica tasca laterale a scomparsa. Se siete alti, come il sottoscritto, la “lunetta” superiore del volante, potrebbe impedirvi di leggere correttamente la velocità indicata dal display digitale. Volete un consiglio? Sostituitelo, senza ripensamento alcuno, con quello “Sport Design. Non fatevi attrarre troppo dal prezzo di listino che, visto così, parrebbe decisamente interessante. Sta a voi decidere da dove cominciare e soprattutto dove fermarvi.

foot off the gas, the electronic system disengages the clutch and the car goes into neutral until you touch the brakes or the gas again; if, for example, you drive from Courmayeur down to Aosta along the highway, your fuel consumption might be equal to zero. The Auto Start Stop function is definitely more predominant, especially while driving in urban traffic it could be a little bit slow and sometimes out of place (for example, during a longer stop or at an intersection). The function is deactivated automatically under particular circumstances, e.g. activation of the SPORT button. It is very difficult to find something wrong with this car, I must therefore become very fussy and to accommodate you: On the dashboard there is no room to place your smartphone, unlike on the 987; and the very comfortable and large compartment under the door armrest is now replaced by a less practical compartment in each door. If you are tall, just like I am, it might be hard to read the speed on the digital display. Some advice? You can substitute the instrument console with the “Sport Design”. Do not be fooled by the price list that might be interesting. It is up to you where to start or, better, where to stop.

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InvesTo YES The Porsche Communication Management (PCM) works really well; PCM can be use with your phone and has a perfect Bluetooth function.

InvesTo SI L’ottimo sistema multimediale PCM da abbinare al modulo telefono dal perfetto funzionamento Bluetooth;

InvesTo NO The “Porsche style” steering: on the road or on the tracks (it is easy to make mistakes) The Auto Start Stop function is too slow In Italy the “S” version will be penalized by operating costs.

InvesTo NO I bilancieri “alla Porsche”: sulla strada o sulla pista (sbagliare è un attimo); Start & Stop lento La versione “S” in Italia risulterà penalizzata dai costi di gestione

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PHOTOS © Guido Forino - All rights reserved

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Sneakers: il tempo libero indossa i lacci delle gym shoes

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remessa: questo articolo è decisamente, incontrovertibilmente, indiscutibilmente autobiografico. Qualche tempo fa, mi sono ritrovata a dovermi confrontare con una considerazione: le donne in carriera, le manager, le tigri del mondo del business cosa indossano quando sotterrano l’ascia di guerra e si dedicano, anima e corpo, al loro tempo libero? Abbandonati gli uffici, gli studi professionali, gli aerei e gli hotel, cosa mettono per un weekend di totale relax? Passino i jeans e le maglie comode, morbide, sblusate, entrambi must dei fine settimana lontani dal lavoro, ma, ai piedi, scese dai loro intramontabili tacchi dodici, le nostre signore del business cosa mettono? La risposta è semplice, quasi elementare: le sneakers. Che, attenzione, non sono mere scarpe da ginnastica, ma vere e proprie calzature glam, travestite da timide gym shoes. Isabel Marant, designer di moda francese, ne ha ideato un modello sfoggiato (e copiato) in tutto il mondo, da modelle, blogger, fashioniste e donne comuni: le sue mitiche sneakers con la zeppa interna.

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bstract: this article is definitely, incontrovertibly, unquestionably autobiographical. Some time ago, I found myself elaborating a consideration: what do women in career, general manager, the tigers of the world of the business, wear when they bury the hatchet and devote themselves, body and soul, to their spare time? Left the offices, planes and hotels, what do they wear for a weekend of total relaxation? Pass the jeans and comfortable, soft, sbloused, shirts, both a must of weekends away from work, but on the feet, down from their timeless 12 heels, what do our ladies of the business wear? The answer is simple, almost elementary: sneakers. Those, notice, are not mere sneakers, but real glam shoes, disguised as timid gym shoes.

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Dotate di qualche centimetro di rialzo interno, consentono di essere comode, senza rinunciare a guadagnare un pochino in altezza, e permettono di essere indossate con leggings, jeggings e jeans skinny, regalando un effetto di sicuro appeal alla silhouette. Total black o multicolor, in pelle o in camoscio, queste sneakers hanno sedotto e conquistato migliaia di donne, e continuano a mietere fashion victims anche nella loro versione primaverile, in un mix di pelle e tessuto che permette la traspirazione del piede. Belle da vedere, eccezionali da indossare, la super top model Miranda Kerr le sfoggia in tante nuances, così come anche la blogger di casa nostra Chiara Ferragni le abbina sia ad un look casual che ad un outfit più classico. Persino la regina del soul americano, la burrosa Alicia Keys, si è lasciata sedurre da queste calzature, che la aiutano a conciliare la carriera con il suo recente ruolo di mamma, senza essere costretta ad ondeggiare, tra biberon e pannolini, su improbabili tacchi. Ma non solo la geniale Isabel Marant ha realizzato queste sneakers con la zeppa, dette wedge sneakers, ma anche un marchio tutto italiano come Lemarè si è industriato nel produrre questa calzature, tanto nuove, quanto gettonate. Bellissime le versioni black & white, o zebrate

Isabel Marant, French fashion designer, has designed a model sported (and copied) worldwide, by models, blogger, fashionistas and women: hers legendary sneakers with the wedge inside. A few inches of internal wedge, allow you to be comfortable, without giving up the little gain in height, and can be worn with leggings, jeggings and skinny jeans, giving an effect of sure appeal to the silhouette. Total black or multicolor, in leather or suede, these sneakers have seduced and conquered thousands of women, and they continue to reap fashion victims in their spring version, in a mix of leather and fabric that allow feet perspiration. Beautiful to look at, great to wear, the super top model Miranda Kerr features them in many nuances, as well as the Italian blogger Chiara Ferragni, that combines them both in a casual look as well as in a classic outfit. Even the queen of American soul, the curvy Alicia Keys, has been seduced by these shoes, which help her to reconcile her career with her recent role as a mom, without being forced to sway, among baby bottles

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and diapers, on improbable heels. But not only the brilliant Isabel Marant has created these wedge sneakers, but also an italian brand as Lemarè has undertaken the production of this footwear, so new, as popular. Beautiful black & white version, or zebra with a red tone, or mottled with a splash of blue that the ‘made in Italy‘ brand proposes for spring/summer. With a more accessible of 190 euros price, compared to 500 euros of the Blink Wedge of Isabel Marant, you can show off a real trendy look. The same goes for Ishikawa, strongly characterized by metallic colors, a stylized star that identifies the brand and the ad hoc worn sole that offers a definitely lived and exquisitely rock effect to these shoes. Last, but not least, the low cost brand Primadonna, that proposes sneakers very similar to those of Isabel Marant, at a price of course content, and declined in the colors of beige, red, black and blue (remarkable for its originality, the latter tone). Another genre of gym shoes, that emanate spring from each string, is that incredibly tasty, with para sole, strictly in floral print cotton. Something along the lines of Flora from the maison Gucci, in fact, even the legendary Adidas Gazelle have been colored with summer flowers and fruits, as well as Vans with delicate flowers. The All Star Converse deserve a separate consideration, from a brand for those who love to dress casual, which were fashioned without distorting the original model, but simply adding a para sole of few centimeters and floral motifs on canvas. The result? Spring, literally, at your feet. The platform sneakers, moreover, unlike wedge sneakers, are ideal for those who do not have any confidence with the heels, but want to, however, earn a few centimeters in height. They are cool, young, fun, to be worn only with jeggings, leggings and skinny jeans. If, then, you really want to impress your friends with a really striking look, Adidas will help you and, without a doubt, they will

con un tono di rosso, o maculate con una spruzzata di azzurro che il brand made in Italy propone per la primavera/estate in corso. Con un prezzo più accessibile, dunque, di 190 euro, contro i circa 500 delle Blink Wedge di Isabel Marant, si può sfoggiare un look davvero trendy. Stesso discorso vale per le Ishikawa, fortemente caratterizzate da colori metallici, dalla stella stilizzata che ne identifica il brand e dalla suola usurata ad hoc che regala un effetto decisamente vissuto e squisitamente rock a queste scarpe. Last, but not least, il marchio low cost Primadonna, che ci propone delle sneakers molto simili a quelle di Isabel Marant, ad un prezzo certamente contenuto, e declinate nei colori del beige, del rosso, del nero e del bluette (degna di nota per la sua originalità, quest’ultima tonalità). Un altro genere di gym shoes, che spigionano primavera da ogni stringa, è quello - incredibilmente sfizioso, con la para, rigorosamente in cotone a stampa floreale. Un po’ sulla falsariga dell’intramontabile Flora della maison Gucci, infatti, persino le mitiche Gazelle di Adidas si sono colorate di fiori e frutti estivissimi, così come le vendutissime Vans di delicati fiorellini. Un discorso a parte meritano le Converse All Star, un marchio imprescindibile per chi ama

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vestire casual, che sono state realizzate senza stravolgere il modello originale, ma semplicemente aggiungendo una para di pochi centimetri e motivi floreali sulla tela. Il risultato? La primavera, letteralmente, ai piedi. Le platform sneakers, inoltre, a differenza delle wedge sneakers, sono ideali per chi non ha alcuna confidenza con i tacchi, ma desidera, comunque, guadagnare qualche centimetro in più in altezza. Sono fresche, giovani, divertenti, da indossare solo e soltanto con jeggings, leggings e jeans skinny. Se, poi, davvero volete stupire i vostri amici con un look davvero sorprendente, le Adidas vi verranno incontro e, senza dubbio, vi soddisferanno: nel modello Eagle Wings, infatti, sono dotate di vere e proprie ali di pelle in 3 D, colorate quanto eccentriche. Non sono, purtroppo, dotate di zeppa, ma assicurano di certo le ali ai piedi. Ma Adidas non si è fermata qui: sempre di sua produzione sono, infatti, le sneakers più simpatiche di tutte le collezioni che, al posto della linguetta, sfoggiano il volto di un sorridente Topolino, con tanto di orecchie a tre dimensioni. La moda, dunque, viene incontro alle esigenze anche di coloro che di tacchi, nel tempo libero, non voglio proprio sentir parlare e, anzi, con l’aiuto di uno stile più sbarazzino, desiderano tornare indietro di qualche anno. Alla portata di tutti, queste sneakers abbandonano il vecchio clichè delle scarpe da ginnastica, studiate prettamente per l’attività sportiva, e donano ai nostri fine settimana uno stile decisamente glam. Del resto, se persino una icona di sensualità come Beyoncè le annovera nella sua (presumiamo immensa) cabina armadio, tra stiletti da infarto e bustini supersexy, qualcosa vorrà pur dire.

satisfy you: in the model Eagle Wings, they are equipped with real 3D, eccentric, colorful, leather wings. They don’t have, unfortunately, a wedge, but, for sure, provide wings to your feet. But Adidas does not stop here: from its production are too, in fact, the cutest sneakers of all collections that, instead of the tab, have the face of a smiling Mickey Mouse, completed with ears in three dimensions. Fashion, therefore, meets the needs of those that, in their free time, don’t want hear about heels anymore and, indeed, with the help of a jaunty style, want to go back a few years. To everyone, these shoes drop out the old cliché of sneakers designed purely for sport, and donate to our weekend an unquestionable glam style. Furthermore, if even an icon of sensuality as Beyonce has them in her (let’s assume immense) walk-in closet, between breath taking stilettos and super-sexy bustiers, this will mean something.

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Text translated by Valentina Polidori


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Collezionare la fortuna

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adesso non mangiatevi il cappello, perché se non lo sapevate è soltanto colpa vostra e di nessun altro. Quindi è meglio ripartire da qui. E da questa domanda: lo sapete che si possono collezionare i feticci della fortuna altrui e farci anche di soldi? Come? In quel maremagnum che è il mondo del collezionismo piú o meno d’antan un posticino se l’è ricavato - nel corso del tempo - anche il collezionismo di biglietti della lotteria. E sappiate subito che il valore di un tagliando piú o meno antico puó avere quotazioni talvolta esorbitanti. Non milionario, certo, ma di un certo interesse. Il perché di questa passione tutt’altro che scontata va cercato come al solito in ciò che rappresenta quel biglietto piú o meno fortunato scovato con non poca fatica in vecchi libri e scantinati. Per dire: il valore commerciale di un tagliando della Lotteria di Tripoli, del 1935, sulla carta può variare dai 5 ai 35 euro, salvo che non sia un vincente. Per chi non lo sapesse, ben prima del gran premio del Bahrain esistevano i Gran Premi “desertici”, e il più famoso di tutti era quello di Tripoli, il “bel suol d’a-

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nd now do not despair, because if you did not know it is only your fault and no one else. So we better start from here. And from this question: did you know that it is possible to collect somebody else’s fortune fetishes and make money out it? How? In the ocean of vintage collectable items, there is room now for lottery tickets. And you should know that the value of a coupon, more or less antique, could worth sometimes very high. They are not worth millions, but they might be an interesting investment. This passion comes from what the lottery ticket, more or less a lucky one that was found in old books or in some basements, represents. For example: the commercial value of a 1935 Lot-

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tery of Tripoli ticket, can vary from 5 to 35 Euros, unless it is a winner ticket. If you didn’t know, the Grand Prix “in the desert” already existed way before the Bahrain Gran Prix: the most famous one was run in Tripoli, the so called “the beautiful Italian land”, in the “new circuit” of Mellaha. And this race was linked to a quite rich lottery. In 1935 the driver of the Mercedes, Rudolf Caracciola, was

more”italiano che si correva sul “nuovissimo circuito” della Mellaha. E alla gara era abbinata una lotteria ricchissima per i parametri di allora. Il 1935 fu l’anno del trionfo di un pilota della Merces che arrivava da un paio di anni di sfighe colossali. Il suo nome è Rudolf Caracciola. Nel 1933 era rimasto vittima di un

gravissimo incidente in corsa. L’anno successivo una valanga aveva travolto ed ucciso sua moglie durante una vacanza. Caracciola, quell’anno, voleva la riscossa personale e professionale. Per tutta la gara sputò sangue e sudore per mettere fuori combattimento i nostri Varzi e Nuvolari, e alla fine trionfò. Un Gp storico. Ora, non è detto che un biglietto della lotteria di Tripoli sia lí a portata di mano per farvi iniziare alla grande la vostra collezione. In questo caso vale la pena di documentarsi un po’ e scopri altre curiosità che

really successful after a couple of years of bad luck. In 1933 he had a terrible accident while racing and the following year his wife was killed by an avalanche during a vacation. That year Caracciola was looking for a personal and professional revenge. He swept blood for the entire race to fight against our Verzi and Nuvolari: at the end he won. A memorable Gran Prix. Not necessarily a Tripoli Lottery ticket will be at your finger tips to start your personal

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faranno di voi i re delle collezioni di questo tipo. Volete un altro esempio? Pronti. Anno 1928. Viene bandita la “Grande tombola nazionale a beneficio degli orfani di guerra”. Primo premio: mezzo milione. Di lire. Duecentocinquanta euro? Dati Istat alla mano, calcolando rivalutazione, costo della vita, e un po’ di altri parametri noti soltanto agli esperti di statistica la cifra è più o meno corrispondente a 200 mila euro di oggi. Le schedine venivano vendute in buste contenenti tre biglietti, al prezzo non certo popolare di “lire cinque”. Premio da riscuotere entro 180 giorni. Il prezzo odierno per collezionisti è dai 20 ai 30 euro. Anche in questo caso vale - come per tutte le raccolte di materiale cartaceo e non soltanto lo stato di conservazione del materiale, il grado di deterioramento della carta, il colore, e via elencando. Ma parlare di lotterie significa anche attraversare la storia d’Italia, osservando da un altro punto di vista i cambiamenti socio-storici del Paese. I grandi eventi, positivi o negativi che hanno segnato la nostra storia. Un esempio è utile per capire. Nel 1952 viene bandita la lotteria Napoli - Agnano pro alluvionati. Ticket bianco-azzurro. Grande battage pubblicitario per quella che viene definita “opera di solidarietá nazionale”. Se li cercate on line li potete trovare a prezzi vari. Ma la quotazione più o meno reale, per un singolo tagliando, è di circa 40 euro. Qualche collezionista li vende anche a cifre piú alte, ma è sempre questione quanto ci

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collection of tickets in a big way. In this case, it is worthwhile to read up a bit ‘and discover other curiosities that will make you the king of this kind of collections. Some examples? Ready. Year 1928. A “Great national lottery in favour of war orphans” is announced. First prize: half million liras. Two hundred and fifty Euros? According

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to some statistics, currency revaluation, living expenses and according to other parameters known only by statistic experts, that figure as it stands right now should be 200 thousand Euros. The coupons were sold in envelopes containing three tickets at an unpopular price of “five liras”. Prize

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poi c’è quel mondo enorme della Lotteria Italia, quarant’anni di storia scanditi da una estrazione che, una volta l’anno, fa incrociare le dita a qualche milione di connazionali..

to be collected within 180 days. The today’s price for collectors ranges from 20 to 30 Euros. Also in this case – as per all the collections of printed materials and not only – the state of preservation of the material, the degree of deterioration of paper, colour, and so forth, are very important. Talking about lotteries also means crossing the Italian history and observing from another point of view all the country socio-historical changes. It means to look at big events, positive or negative, that have marked our history. For example, in 1952 the Napoli-Agnano lottery in favour of flood victims was announced with a huge advertising campaign for what was called “national solidarity work”. The tickets were white and blue. You can find them on-line at different prices. But the right price, more or less, for one single coupon is about 40 Euros. Some collectors sell them at a high price, but it all depends how bad you want the “first ticket of solidarity” in your folder. And then there is the Italia Lottery: forty years of history marked by a lottery extraction for which, once a year, few million Italians cross their fingers. You can easily found the tickets from the last decade on the collector market or at some relative’s houses. Unfortunately they are not worth a lot: from one to two Euros, unless it is a winning ticket (but who is going to give you that?). The latest trend: to collect used and winning “Scratch and Win” tickets. They are not worth a lot and they might be a scam. I just collect vintage lottery tickets.

tenete ad avere nel vostro raccoglitore il “primo biglietto della solidarietà”. E poi c’è quel mondo enorme che è quello della Lotteria Italia, quarant’anni di storia scanditi da una estrazione che, una volta l’anno, fa incrociare le dita a qualche milione di connazionali. Il mercato dei collezionisti non si risparmia, e i ticket dell’ultimo decennio si trovano assolutamente senza problemi. Magari anche a casa di qualche parente scaramantico che tiene tutto, ma proprio tutto. L’unico guaio è che il valore è scarso, da uno a due euro, non di più. a meno che non sia un ticket vincente. Ma, alla fine, quello chi ve lo consegna? In questo filone si inserisce anche l’ultima trovata: il collezionismo dei biglietti del Gratta e Vinci. Usati e vincenti. Valgono poco e rendono poco. E si rischia la truffa. Io raccolgo soltanto i biglietti delle lotterie d’epoca.

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Create24 – Pure creativity contest

CREATE24 Il contest di pura creatività

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l 15 e il 16 maggio a Torino si è tenuto il digital contest Create24, evento che si inserisce nel ricco programma del Digital Festival 2014, ideato e organizzato dall’associazione culturale Luoghi di Relazione. La manifestazione, giunta quest’anno alla sua quinta edizione, ha visto la partecipazione di settanta giovani studenti che hanno dato sfogo al loro talento creativo in una maratona no-stop di 24 ore. Sede dell’iniziativa: il Campus universitario Luigi Einaudi. Tema dell’edizione, svelato ai partecipanti solo all’inizio della gara, è stato “Il Ciclo del Riciclo”. I ragazzi, di età compresa tra i 18 e i 28 anni d’età, divisi in team, hanno avuto la possibilità di scegliere se sviluppare un progetto di ecodesign oppure un nuovo modello di gestione dei rifiuti che intervenga in una o più fasi della filiera di recupero di un prodotto. L’obiettivo è stato quello di migliorare la cultura del riciclo creando una commistione tra tecnologia digitale e creatività per progettare concretamente azioni positive in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

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ast May 15th and 16th took place in Turin the digital contest Create24; this event is part of the extensive program of “Digital Festival 2014 “, that was created and organized by the cultural association “Luoghi di Relazione”. The event, which is now at its fifth edition, was attended by seventy young students that were involved in a non-stop 24-hours creative marathon. Place of the event: Luigi Einaudi University Campus. This year edition theme, that was revealed to participants only at the beginning of the competition, was “The Cycle of Recycling”. The students, from 18 to 28 years old, divided in teams, had the opportunity to choose between developing a ecodesign project or developing a new model of waste management to be implemented i in one or more stages of the recycling process. The purpose was to improve the culture of recycling, creating a mixture of digital technology and creativity in order to plan

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Le squadre hanno inoltre avuto l’occasione di interagire con una decina di professionisti del settore, definiti Mentor, che le hanno supportate in alcune fasi del contest.

positive action as far as environment, social and economic sustainability. The teams had also the chance to interact with a dozen of professionals, called Mentor, that helped them during the competition.

La Giuria, composta da esperti del mondo accademico, isituzionale e aziendale, ha infine analizzato i lavori decretando il vincitore per ciascuna categoria:

The jury, consisting of university, institution and business experts, examined the project and awarded a winner for each category:

Vincitore del concorso – Premio best Project: PiBike Project di Enrico Allais, Giulia Filippini e Ionela Gherman.

Contest winner – Best Project Award: PiBike Project by Enrico Allais, Giulia Filippini and Ionela Gherman.

PiBike Project nasce dalla necessità di utilizzare un’energia che viene spesso usata ma sprecata: la pressione. Con la PiBike la pressione che il ciclista esercita sulle ruote della bici si trasforma in energia elettrica pronta per ricaricare i vostri dispositivi: smartphone, tablet, mp3, etc. Il processo è reso possibile grazie ai cristalli piezoelettrici che se vengono compressi ed in seguito decompressi producono energia elettrica. Introducendo questi cristalli tra il pneumatico e la camera ad aria della bici, pedalando, si riesce ad

PiBike Project was created to use a kind of energy which is often wasted: pressure. PiBike transforms the pressure practiced on the wheel by the biker into electricity to recharge all your devices: smartphones, tablets, mp3, etc. This is possible thanks to the piezoelectric crystals: by compressing and decompressing they produce electricity. By introducing these crystals between the tire and the air chamber, while cycling

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ottenere una pressione sufficiente alla loro attivazione, e collegando tutti i piezoelettrici in parallelo tra di loro si ottiene un amperaggio tale da caricare un piccolo accumulatore energetico. La PiBike comporta molti vantaggi: si elimina il problema di sostituire le batterie nei faretti della bici. Altro vantaggio è quello di poter caricare il proprio smartphone a costo zero. In più, esiste una possibile implementazione futura: un gps, per sapere in qualunque momento dove si trova la propria bici. PiBike permette di vivere al meglio all’aria aperta senza rinunciare all’efficienza della tecnologia.

you can manage to practice enough pressure to active them; by connecting all piezoelectric crystals together in parallel, you obtain an electric current to charge a small energy accumulator. The PiBike has a lot of advantages: you don’t have to replace the battery in the bike’s spotlights. You could also recharge your smartphone at zero cost. Furthermore, there is a possible future use: a gps to locate your bike at any time. PiBike allows you to enjoy the outdoors with the use of technology. Best use of Graphic, Illustration & Content Award: TEAM ROCKET

Premio Best use of Graphic, Illustration & Content: TEAM ROCKET

Best use of Photography, Motion Graphic & 3D Animation Award: EcoChallenge

Premio Best use of Photography, Motion Graphic & 3D Animation: EcoChallenge

Best use of Video, Animation & Sound Design Award: GIOVANI MUCIACCIA

Premio Best use of Video, Animation & Sound Design: GIOVANI MUCIACCIA

Best Project Leader Award: Carmelo Traina Premio Best Project Leader: Carmelo Traina (to check all the awarded projects: 2014. digitalfestival.net/create24-i-vincitori/uncategorised/create24-i-vincitori)

(Per visionanare tutti I progetti premiati: 2014. digitalfestival.net/create24-i-vincitori/uncategorised/create24-i-vincitori)

May 17th, in order to complete the creative mood of the competition, took place the Create24 Campus, a day dedicated to training. Each team had the chance to meet one-to-one with their judges and to participate to vertical workshops on creative planning, business plan, elevator pitch, ect, in order to conclude the experience with a direct feedback on the idea proposed during the competition. The workshop were intended also for those who did not attend the competition but they were interested in knowing something more about digital design.

Il 17 maggio, per completare il circuito creativo innescato dal contest, ha avuto luogo il Create24 Campus; una giornata dedicata alla formazione che ha dato l’opportunità a ciascun team di avere incontri One to One con I giudici e partecipare a Workshop verticali su progettazione creativa, business plan, elevator pitch, etc. con l’obiettivo di terminare l’esperienza con un feedback diretto sull’idea progettuale proposta in gara. I workshop sono stati rivolti anche a tutti coloro che, pur se non in gara, fossero interessati ad approfondire I vari aspetti legati alla progettazione digitale.

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Acqua Gym

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na delle motivazioni principali che spingono le persone ad allenarsi in acqua sono i benefici che da essa ne possono trarre. Il corpo umano ottiene vantaggi dal movimento acquatico grazie al nutrimento che riceve dall’incremento della circolazione dei fluidi corporei. Inoltre la pressione che l’acqua imprime sul corpo agisce sul sistema linfatico, favorendo il drenaggio dei liquidi corporei. Il tentativo di mantenere l’equilibrio richiede un esatto posizionamento del corpo nello spazio, facilitando una corretta postura. Inoltre le articolazioni sono meno sollecitate poiché il galleggiamento riduce il peso che esse devono sopportare. In acqua con i piedi in appoggio sul fondo, ogni tipologia di lavoro tende ad assomigliare, almeno nella sua esternazione, ad un lavoro svolto in palestra. L’impossibilità di utilizzo di sovraccarichi in ambiente acquatico ci obbliga però a dover ricercare metodi diversi di gestione dell’intensità rispetto all’ambiente terrestre. La soluzione più semplice per risolvere questo problema è quella di modulare in modo ottimale la velocità di esecuzione del gesto e l’ampiezza dei movimenti. È abbastanza intuitivo che all’aumentare della velocità di un gesto di conseguenza aumen-

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njoying good benefit is the main reason people practice water sports. Exercising in water benefits the body because it increases the circulation of body fluids. Furthermore, the water pressure on the body works on the lymphatic system, facilitating fluid drainage. The attempt to maintain the balance requires an exact positioning of the body in space, facilitating a correct posture. Buoyancy reduces the weight the body has to carry, therefore it means less stress on the joints. Starting with the feet flat on the bottom of the pool, it will look like exercising in the gym. Because we cannot use extra weights for water workouts, we have to find a different solution to manage the exercise intensity. The easiest solution is to modulate the gesture speed and the movement extension. It goes without saying that by increasing the gesture speed, the workload increases too; but in order for this to happen, the movement extension must

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ta anche il carico di lavoro, ma per far si che ciò avvenga è necessario che l’ampiezza del gesto resti invariata. Infatti un movimento eseguito ad alta velocità non è detto che sia più intenso se nel mentre si riduce l’ampiezza. Vediamo ora alcuni esercizi che possiamo fare questa estate quando siamo al mare o in piscina. Bastano 15’ al giorno per tonificare tutti i muscoli del corpo.

remain unchanged. Actually, a fast movement will not necessary be more intense if we reduce its extension. Here are some water workouts that you could do next summer. It will only take 15’ minutes per day to tone up the body muscles.

1° ESERCIZIO Posizione di partenza: in piedi con il busto eretto. Eseguire un movimento di corsa skip cercando di porta le ginocchia verso il petto. L’esercizio può essere eseguito sul posto oppure in movimento nelle varie direzioni. Modalità di esecuzione: 3 minuti per 3 serie, con 30 secondi di recupero tra una serie e l’altra. Muscoli sollecitati: parte anteriore e posteriore della gamba e glutei.

1° EXERCISE Starting position: stand up straight. Do some skipping on the spot or moving in different directions, bringing your knee towards your chest. Repeat 3 times for 3 minutes; recover 30 seconds between repetitions. Muscles involved: front and rear leg and gluteus. 2° EXERCISE Starting position: standing. Swing one leg inside and then outside. Keep your arms stretched during the exercise. 20 repetitions, 4 times, recover 30 seconds between repetitions. Muscles involved: inner and outer thigh.

2° ESERCIZIO Posizione di partenza: in piedi. Far oscillare frontalmente una gamba verso l’esterno e poi verso l’interno. Mantenere l’arto inferiore disteso per tutta la durata del movimento. Modalità di esecuzione: 20 ripetizioni per 4 serie, con 30 secondi di recupero tra una serie e l’altra. Muscoli sollecitati: interno ed esterno coscia.

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3° ESERCIZIO Posizione di partenza: in piedi con le braccia aperte in fuori. Eseguire delle azioni continue di chiusura e apertura delle braccia. Mantenere il busto eretto e le mani in posizione “paletta” (con le dita chiuse). Modalità di esecuzione: 15 ripetizioni per 4 serie, con 30 secondi di recupero tra una serie e l’altra. Muscoli sollecitati: pettorali, dorsali e braccia.

3° EXERCISE Starting position: standing with your arms open. Keep opening and closing your arms. Stand straight and keep fingers closed (just like a “small shovel”). 15 repetitions, 4 times, recover 30 seconds between repetitions. Muscles involved: pectoral and dorsal muscles, arms. 4° EXERCISE Starting position with water up to the chest. bring the knee up towards the chest, letting the buoyancy of the water assist the movement. Kick legs forward and then back to the starting position. 20 repetitions, 3 times, recover 30 seconds between repetitions. Muscles involved: abdominal muscles.

4° ESERCIZIO Posizione di partenza con l’acqua fino al petto. Sollevare le ginocchia al petto in galleggiamento e di seguito distendere le gambe in avanti e poi ritornare alla posizione di partenza. Modalità di esecuzi0one: 20 ripetizioni per 3 serie, con 30 secondi di recupero tra una serie e l’altra. Muscoli coinvolti: addominali.

Luca Lolletti Docente Universitario presso la facoltà di Scienze Motorie di Torino per la materia “Idrochinesiterapia”. Autore del libro “Allenarsi in Acqua” (Elika Editore, 2012). Fondatore di “Crazy4Water”, scuola nazionale di formazione per il fitness e il training in acqua. Website dell’autore: www.lucalolletti.it Luca Lolletti Professor at the University of Turin, faculty of Sports Science, “Hydrokinesitherapy”. Author of “Allenarsi in Acqua” (Elika Editore, 2012). Founder of “Crazy4Water”, national training school for fitness and training in water. Author’s website: www.lucalolletti.it

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PADIGLIONE 2.2 - STAND H81


Investo Magazine N. 3 - 2014  
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