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“Piacere Sicilia” - Periodico - Anno IX / N. 9 - euro

1,80

INCONTRI DI VIAGGIO

SELINUNTE Con gli occhi di Metrodora Through the eyes of Metrodora

SEBASTIANO TUSA Uomo del Mediterraneo The man of the Mediterranean

TRAPANI L’epopea del Liberty The story of Art Nouveau

SAN VITO LO CAPO Ricordi e zuppa di pesce Fish soup and memories

MARSALA

Il museo delle navi The museum of ships

CASTELVETRANO La Sistina Siciliana The Sicilian Sistine Chapel

AMP EGADI

Una riserva di ossigeno A reserve of oxygen

BUSETO PALIZZOLO Itinerari tra i bagli The fort-castles of Buseto

CUSTONACI Il gusto della genuinità The taste of authenticity


EGADI - EOLIE - PELAGIE - PANTELLERIA - USTICA

LIBERTYlines

COMPAGNIA DI NAVIGAZIONE VELOCE

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PIRANO - PARENZO - ROVIGNO - POLA

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PIACERE SICILIA | EDITORIALE | EDITORIAL INCONTRI DI VIAGGIO

di Fabio Pace

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uesto numero è idealmente dedicato alla memoria di Sebastiano Tusa. Un grande archeologo, un grande siciliano, un grande uomo. Sebastiano Tusa è morto il 10 marzo 2019 in un incidente aereo. Potremmo scrivere pagine intere sulla sua poliedrica personalità. Se a partire da questa estate i siti archeologici, i musei, i parchi della nostra terra sono più facilmente fruibili, se godono di maggiore autonomia funzionale, se insomma sono più moderni, lo dobbiamo alla sua opera di Assessore regionale ai beni culturali, funzione alla quale si prestò con spirito di servizio. Mancherà ai suoi affetti, ma anche a chi lo conobbe, come molti di noi giornalisti, soltanto per lavoro. Un articolo di questo numero è interamente dedicato a Sebastiano Tusa. Ci piace ricordarlo come un uomo che appartenne sentimentalmente e storicamente al Mediterraneo, prima ancora che alla Sicilia. In questo numero ci occupiamo anche del parco archeologico di Selinunte, il più ampio d’Europa con i suoi 270 ettari, templi dorici e arcaici, l’agorà, l’acropoli, il quartiere artigianale. Un gioiello architettonico ancora poco noto è la Chiesa di San Domenico di Castelvetrano, la cui ricchezza decorativa stupefacente merita una visita, come racconta Stefania Martinez. Un’escursione a San Vito Lo Capo ci conduce tra le antiche tradizioni del borgo marinaro, quando la pesca era l’economia e il turismo era di là da venire. Poi ci sono le nostre incursioni nel campo gastronomico, per raccontare la nostra cultura culinaria, frutto di un crogiolo di culture che si sono incrociate nel Mar Mediterraneo. Dietro ogni piatto si legge una stratificazione culturale, dagli arabi agli spagnoli, dai normanni ai francesi. Antonella Poma ci conduce per mano nelle cucine delle nostre nonne e dei nostri chef. Sempre in materia gastronomica Francesca Adragna ci fa gustare due dolci della antica arte pasticciera trapanese: la pesca e la patata. La capitale del Liberty siciliano è senza dubbio Palermo ma, e ve lo dimostriamo con un articolo di Roberto Manuguerra, anche a Trapani vi fu una epopea liberty della quale sono ancora evidenti le architetture. La scala trapanese, la descrive Paola Corso e ne spiega le origini, è invece una tipologia costruttiva assolutamente originale che si è sviluppata solo in questo lembo della Sicilia. C’è tanto da vedere e da scoprire nel nostro territorio. Piacere Sicilia vi invita a viverlo con lo spirito del viaggiatore, aperto alle esperienze e alle emozioni che questa terra sa restituire a chi la guarda con attenzione e con un pizzico di comprensione per i grandi limiti, in termini di servizi, che ancora esprime verso i visitatori. Se saprete e vorrete guardare oltre scoprirete che la Sicilia è un continente, talvolta perfino ignoto anche a noi che lo abitiamo e lo viviamo. Buone vacanze a tutti i nostri lettori.

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his issue is dedicated to the memory of Sebastiano Tusa. A great archaeologist, a great Sicilian, a great man. Sebastiano Tusa died on 10 March 2019 in a plane crash. We could write whole pages about his multifaceted personality. If from this summer the archaeological sites, the museums, the parks of our land are more easily accessible, if they enjoy greater practical autonomy, if in short they are more modern, we owe it to his work as Regional Councillor for Cultural Heritage, a role that he took on with a spirit of service. He will be missed by his loved ones, but also by those who knew him, like many of us journalists, only through work. An article in this issue is entirely dedicated to him and we like to remember him as a man who belonged sentimentally and historically to the Mediterranean first and foremost, even before Sicily. In this issue we also deal with the archaeological park of Selinunte, the largest archaeological park in Europe with its 270 hectares, Doric and ancient temples, the agora, the acropolis and the craft district. An architectural jewel that is still little known is the church of San Domenico in Castelvetrano, whose amazing decorative richness is worth a visit, says Stefania Martinez. An excursion to San Vito Lo Capo takes us through the ancient traditions of the fishing village, when fishing was the economy and tourism was still a long way off. Then there are our forays into gastronomy, narrating our culinary culture which is the result of a melting pot of cultures that have intersected the Mediterranean Sea. Behind each dish you can see a cultural stratification, from the Arabs to the Spanish, from the Normans to the French. Antonella Poma leads us by the hand into the kitchens of our grandmothers and our chefs. Along similar lines, Francesca Adragna offers us two cakes from the ancient art of Trapanese confectionery: the ‘peach’ and the ‘potato’. The capital of Sicilian Art Nouveau is undoubtedly Palermo but, as we show you through an article by Roberto Manuguerra, even in Trapani there was an epic Art Nouveau movement, the architecture of which is still evident. The Trapanese staircase, which Paola Corso describes and explains its origins, is instead an absolutely original type of construction that has developed only in this part of Sicily. There is so much to see and discover in our land. Piacere Sicilia invites you to experience it with the spirit of the traveller, open to the experiences and emotions that this land knows how to give to those who look at it with attention and with a bit of understanding for the great limits in terms of services that it still has for the visitor. If you know how to and want to look further you will discover that Sicily is a continent, sometimes even unknown to us who live it and inhabit it. Happy holidays to all our readers.

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FOTO DI COPERTINA PIERO LAZZARI

Periodico ANNO IX - N° 9 LUGLIO 2019 DIRETTORE RESPONSABILE Fabio Pace REDAZIONE Stefania Martinez Francesca Adragna Flavia Fodale Audrey Vitale Paola Corso Martina Palermo Jana Cardinale Giusy Lombardo Roberto Manuguerra Vincenzo Scontrino Mario Torrente Antonella Poma Memmo Gambina GRAFICA E IMPAGINAZIONE Carla Mineo TRADUZIONI Vanessa Di Stefano STAMPA Arti Grafiche Campo - Alcamo (TP) FOTOGRAFIE Piero Lazzari Archivio “Piacere Sicilia” PUBBLICITÁ Maria Rosa Castiglione Cell. 380.5049059 mariarosa@piaceresicilia.it info@piaceresicilia.it RINGRAZIAMENTI Mimmo Guzzo Proprietà di: In Progress di Carla Mineo & C. s.a.s Via Caserta, 5 Casa Santa - Erice (TP) info@piaceresicilia.it Tel. 0923.593745 Tribunale di Trapani Reg. n. 344


PIACERE SICILIA | SOMMARIO INCONTRI DI VIAGGIO

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TRAPANI

66 REPORTAGE GLI ULTIMI GIORNI DI SELINUS 48 THE LAST DAYS OF SELINUS

SLOW FOOD

CÙSCUSU. L’ORTODOSSIA DICE PESCE, MA… TRACCE DI BELLA EPOQUE ENTE LUGLIO MUSICALE PESCHE E PATATE LA SCALA ALLA TRAPANESE I DOLCI SILENZI DI MONTAGNA GRANDE LE PIETANZE “LARDIATE”

6 16 22 26 30 38 42

COUSCOUS: TRADITIONALLY ITS FISH, BUT… TRACES OF LA BELLE ÉPOQUE ENTE LUGLIO MUSICALE PEACHES AND POTATOES THE TRAPANESE STAIRCASE THE SWEET SILENCES OF MONTAGNA GRANDE THE “LARDIATE” DISHES OF TRAPANI

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LA GASTRONOMIA DELLA BIODIVERSITÀ 66 THE GASTRONOMY OF BIODIVERSITY

MARSALA UN TESORO DA CONSERVARE 126 A TREASURE TO KEEP

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ISOLE EGADI

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BIODIVERSITÀ LA RICCHEZZA DELLE EGADI LA NATURA DA VIVERE, AMARE E PRESERVARE... LE EGADI COME UN ORTO BOTANICO LA PIANTA CHE FA RESPIRARE IL MARE LA SOVRANA DELLE ACQUE

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BIODIVERSITY: THE RICHNESS OF THE AEGADIAN ISLANDS LIVE, LOVE AND PROTECT NATURE... THE AEGADIAN ISLANDS AS A BOTANICAL GARDEN THE PLANT THAT ALLOWS THE SEA TO BREATHE THE SOVEREIGNITY OF THE WATERS

SELINUNTE SELINUNTE, LIBRO DI PIETRA 46 SELINUNTE, THE BOOK OF STONE

CASTELVETRANO LA “SISTINA” DI SICILIA 60 THE “SISTINE CHAPEL OF SICILY”

SANTA NINFA IL CARSO IN SICILIA 64 THE SICILIAN KARST

64 4

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RUBRICHE

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MAZARA DEL VALLO FLASH RESILIENZA SICULA LIBRI IN VALIGIA RICETTA

69 128 97 123

MAZARA DEL VALLO FLASH SICILIAN RESILIENCE SUITECASE BOOKS RECIPE


PIACERE SICILIA | CONTENTS TRAVEL ENCOUNTERS

BUSETO PALIZZOLO IDENTITÁ SECOLARE 106 ANCIENT IDENTITY I BAGLI TESTIMONI DI PIETRA 108 “BAGLI”: THE WITNESSES OF STONE LIBERTÁ VERTICALE 114 VERTICAL FREEDOM

100 124 SAN VITO LO CAPO - CASTELLUZZO IL MARE ANCHE D’INVERNO 88 THE SEA EVEN IN WINTER MEMORIE DAL PASSATO 92 MEMORIES OF THE PAST LA PREGHIERA DEL MONACO 98 THE PRAYER OF THE MONK

IL PERSONAGGIO SEBASTIANO TUSA 124 SEBASTIANO TUSA L’UOMO DEL MEDITERRANEO THE MAN OF THE MEDITERRANEAN

102 106

CUSTONACI CUSTONACI TRA MARE E GASTRONOMIA 102 CUSTONACI: BETWEEN SEA AND GASTRONOMY NEL NOME DI MARIA 104 IN THE NAME OF MARY

GASTRONOMIA MAMMA HO FAME 34 MUMMY, I’M HUNGRY! IL SAPORE DEL MARE 120 THE TASTE OF THE SEA

SAN VITO LO CAPO

CASTELLUZZO LEVANZO

CUSTONACI ERICE

TRAPANI

ISOLE EGADI MARSALA MARETTIMO FAVIGNANA

PANTELLERIA

CASTELLAMMARE DEL GOLFO BUSETO PALIZZOLO SANTA NINFA

CASTELVETRANO SELINUNTE

PANTELLERIA TRA PASSITI E MOSCATI 132 BETWEEN THE PASSITO AND MUSCAT

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ERICE NEL RISPETTO DELLA LENTEZZA 134 RESPECTING SLOWNESS 5


PIACERE SICILIA | TRAPANI INCONTRI DI VIAGGIO

ph: Piero Lazzari

CÙSCUSU

L’ortodossia dice pesce, ma… di Antonella Poma

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alle frequentazioni dei nostri pescatori nei porti e con i popoli del Maghreb, deriva la diffusione del cous cous nel trapanese, dove verrà chiamato “cùscusu”. La preparazione, seppur con ingredienti diversi, richiede le medesime operazioni: incocciare, cuocere a vapore, abbivirare (irrorare) la semola con una “ghiotta” bollente e lasciare riposare il tutto ben coperto per almeno un’ora. Nel trapanese può essere un piatto di mare o di terra. Carne o pesce possono incontrarsi con vari ortaggi in un potpourri di profumi, colori e sapori; nei paesi dell’hinterland, infatti, gli abitanti rielaborarono la ricetta in funzione delle disponi6

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he diffusion of couscous in Trapani, where it came to be called “cùscusu”, originated from the time our fishermen milled in the ports of Maghreb and mixed with its people. Its preparation, even if with different ingredients, requires the same procedure: rub the semolina with water, steam it,“abbivirare” (douse) it with boiling “ghiotta” (a kind of fish sauce) and let it rest well covered for at least an hour. In the Trapani area it can be a sea or land-based dish. Meat or fish can be mixed with various vegetables in a potpourri of scents, colours and flavours. In remote villages and towns, the inhabitants reworked the recipe depending on the availability


bilità agroalimentari. Così se a Trapani, città marinara per eccellenza, si preparava rigorosamente con il pesce, nelle campagne si sfruttavano carni da allevamento casalingo e verdure, mentre in alcuni paesi e isole a vocazione sia marinara che contadina, il cous cous di pesce si accompagnava agli ortaggi che offriva la terra. I pescatori trapanesi lo preparavano rigorosamente con la minuzzagghia, il pesce piccolo rimasto invenduto: scorfani, gallinelle, boghe, perchie, pagelli. Un tempo i pesci piccoli, ma fondamentali, venivano mixati con cura per il sapore che conferivano alla preparazione. Erano talmente importanti che a Trapani, non a caso, riferendosi a una persona che non ha le qualità adatte a fare qualcosa si dice “un sì pisci di fari cuscusu” (non sei pesce adatto per fare il cous cous). Oggi nella ghiotta finiscono anche pesci più pregiati come il San Pietro o la cernia e non di rado, facendo infuriare gli chef più tradizionalisti che

of food. So if in Trapani, the maritime city par excellence, it was strictly prepared with fish, in the countryside around it home-grown meat and vegetables were used, while in some villages and islands that could offer both fish and farming, fish couscous was served with the vegetables available from the land. Trapani fishermen prepared it exclusively with “minuzzagghia”, which were the small fish that were left unsold such as scorpion fish, gurnard, bogues, comber, and common pandora. In the past these small but vitally important fish were chosen with care for the taste they gave to the preparation.They were so important that even now in Trapani, those who do not have the right qualities to do something are typically accused of being “un sì pisci di fari cuscusu” (you are not a suitable fish for the couscous). Nowadays, even the most prized fish such as John Dory or grouper end up in the “ghiotta” as well as often scampi, squid, shrimp

COUSCOUS Traditionally its fish, but...

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ph: Piero Lazzari

raccomandano di non scambiare il cùscusu per una paella, anche scampi, calamari, gamberi o addirittura cozze. Nelle zone dell’agro ericino veniva preparato con un brodetto di fave o piselli, ma soprattutto cu a carne di porco e u broccolo (a Trapani per broccolo si intende il cavolfiore, mentre i broccoli vengono chiamati sparaceddi); il maiale veniva macellato nel periodo di carnevale e pezzi di carne e cotenne finivano nel brodo per il cùscusu. Nelle zone del marsalese si faceva con le lumache, le verdure o il maiale o con u pilu di casa (il tacchino). Altra variante storica prevedeva a cufuruna (la tartaruga), quando la sua pesca non era vietata finiva a pezzi nel cuscusu. A Castelvetrano si condisce con il sugo di castrato, quello di Mazara del Vallo è a base di pesce, accompagnato con zucchine, patate, carote, gira (bietola selvatica) lessate a parte. Anche a Pantelleria è di pesce, ma dato che i panteschi sono soprattutto agricoltori, si accompagnava con peperoni, zucchine e melanzane fritte. Nelle isole Egadi nella ghiotta finivano anche le aragoste e con gli avanzi del cùscusu incocciato male si preparavano le frascatole, palline di cous cous che alla stregua della pasta corta finivano in minestroni vari, oggi invece si “calano” nel brodo di pesce. Curiosa variante fuori porta: il cuscusu dolce delle suore del Monastero di Santo Spirito di Agrigento preparato con frutta secca, cannella, frutta candita e pezzi di cioccolato.

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and even mussels, infuriating the most traditional chefs who recommend not confusing the “cùscusu” with paella. In the areas of the countryside around Erice it was prepared with a broth of broad beans or peas, but above all “cu a carne di porco e u broccolo” (pork meat and broccoli, where in Trapani broccoli means cauliflower, while broccoli are called “sparaceddi”). The pig was slaughtered during carnival and pieces of meat and rind ended up in the broth for the “cùscusu” In the areas of Marsala it was made with snails, vegetables or pork, or with “u pilu di casa” (turkey). Another historical variant was the “cufuruna” (turtle), and when it was not prohibited to fish them, they ended up in pieces in the couscous. In Castelvetrano it is served with mutton sauce, while in Mazara del Vallo it is based on fish, accompanied by courgettes, potatoes, carrots, and “gira” (wild chard) which are boiled separately. It is also fish-based in Pantelleria, but since the people of Pantelleria are mainly farmers, it is served with fried peppers, courgettes and aubergines. In the Aegadian Islands, lobsters also end up in the “ghiotta” and with the leftovers of the badly worked “cùscusu” they make “frascatole”, which are balls of couscous that, like short pasta, used to end up in various soups but today instead are“lowered” into the fish broth. A curious variant outside of the norm: the sweet couscous made by the nuns of the Santo Spirito convent in Agrigento, prepared with dried fruit, cinnamon, candied fruit and pieces of chocolate.


All’ittiturismo La Tramontana vi sentirete a casa di una famiglia di pescatori. Il locale si affaccia a Nord, sul mare di tramontana, lì dove la falce va a chiudersi, poco fuori le mura di Trapani che guardano alla montagna di Erice. L’Ittiturismo, della omonima Cooperativa di pesca La Tramontana, dal 2007 porta in tavola, ogni giorno, il pescato del proprio peschereccio denominato «Nuovo Salvatore» e tante altre specialità culinarie trapanesi. L’imbarcazione ormeggia a 400 metri dal ristorante, il tempo di attraversare un paio di strade che il pesce dalla barca diventa il protagonista in cucina: il cuscusu, le sardine allinguate, la caponata di pesce, i totani affogati, la pasta in brodo di pesce, i scurmi allardiati. La Tramontana è anche l’unico ristorante in città che è tornato a riproporre il ritunnu salatu. Ritunnu è termine dialettale per indicare la menola (nome scientifico Spicara smaris), pesce molto comune del mare di Trapani. Appena pescato “u ritunnu” viene messo sotto sale marino di Trapani e poi essiccato. La Tramontana propone tra le sue specialità gli spaghetti “cu ritunnu rattatu”, cioè grattugiato. La base del piatto è quella classica delle paste ai sapori di mare: in un soffritto di aglio e olio extravergine di oliva, poi i pomodorini, e una sfumata con del vino bianco; sale, pepe, prezzemolo, una ripassata degli spaghetti in padella e,infine, la spolverata di ritunnu salatu. La Tramontana ha fatto in modo che chiunque può portarsi un pezzettino dei sapori di Trapani. In piccoli vasetti è possibile avere questo particolare prodotto ittico in 3 differenti versioni. Ritunnu Rattatu (solo Menola e Sale); Ritùnnu Salàtu sùtt’ògghiu (Filetti di Menola salata sott’olio); Patè di Ritunnu (Patè di Menola Salata in Olio Extra Vergine di Oliva).

At the ichthyic La Tramontana you will feel as if you are at the home of a family of fishermen. The restaurant faces north overlooking the sea of Tramontana, where the scythe that is the tip of Trapani closes, just outside the walls of the city that look towards the mountain of Erice. Since 2007 the homonymous fishing tourism cooperative, La Tramontana, has brought the catch from its own fishing boat called “Nuovo Salvatore” to the table every day, as well as many other culinary specialties from Trapani. The boat moors 400 meters from the restaurant, and in the time it takes to cross a couple of streets, the fish from the boat becomes the protagonist in the kitchen: couscous, fried sardines, caponata of fish, poached squid, pasta in fish broth, marinated mackerel. La Tramontana is also the only restaurant in town that is re-proposing the “ritunnu salatu”. “Ritunnu” is Sicilian dialect for picarel (scientific name: Spicara smaris), a very common fish from the seas of Trapani, while “salatu” means salted. In fact, as soon as it is caught, “u ritunnu” is covered in the sea salt made in Trapani and then dried. La Tramontana offers among its specialties the spaghetti “cu ritunnu rattatu”, that is grated picarel. The base of the dish is the classic pasta with seafood flavours: fry some garlic in extra-virgin olive oil, add baby tomatoes, a nuance of white wine, salt, pepper and parsley, then add the drained pasta to the pan towards the end, and, finally, add the sprinkling of “ritunnu salatu”. La Tramontana has made it possible for everyone to take some of the flavours of Trapani away with them. You can buy this particular fish product in three different versions in small jars. “Ritunnu Rattatu” (only picarel and salt); “Ritùnnu Salàtu sùtt’ògghiu” (salted picarel fillets in oil); “Patè di Ritunnu” (salted picarel pâté in extra virgin olive oil).

TRAPANI Via Carolina, 4 - Tel. +39 0923 540876 - Cell. +39 328 1128104 www.ittiturismolatramontana.it - info@ittiturismolatramontana.it


PIACERE SICILIA | TRAPANI INCONTRI DI VIAGGIO

In bilico tra bontá e perfezione L’ E S P E R I E N Z A C U L I N A R I A D E I V I T E L L O N I

BALANCED BETWEEN PERFECTION IN BILICO TRA GOODNESS BONTÁ EANDPERFEZIONE THE CULINARY EXPERIENCE OF I VITELLONI

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el cuore pulsante di Trapani, a due passi dalla Cattedrale, dove si respira la storia di questa luminosa cittadina portuale, tra le vivaci passeggiate e le boutique, si aprono le porte del ristorante “I Vitelloni” il cui nome evoca senza timore la goliardica e godereccia comitiva capeggiata da Gassman e Sordi. Un piccolo regno arredato con gusto, in cui lo chef Gianni Zichichi propone i sapori più genuini della nostra terra rivisitando le ricette della tradizione locale. In un’atmosfera gradevole e luminosa, quel che davvero resta impresso all’avventore è l’interezza di un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Lo chef Zichichi riserva infatti, alla cucina, una cura estremamente attenta in ogni passaggio necessario: la selezione delle materie prime non cede punti a nessun aspetto, prediligendo prodotti locali e stagionali di ottima qualità e le combinazioni dei sapori rispettano il gusto tipicamente mediterraneo delle ricette di una Sicilia baciata da due mari. Ma è l’insieme dei particolari che segnerà l’esperienza dei vostri sensi ai Vitelloni. Dall’accoglienza, alla cura nel servizio, al trionfo dei sapori in piatti che propongono le crudità di mare speziate d’agrumi, primi piatti conditi con crema di pistacchio e pesce fresco, guazzetti, il maialino con gli asparagi ed il cioccolato, il cuscusu incocciato come Dio comanda… ecco, queste sono solo alcune delle prelibatezze che la cucina dei Vitelloni offre ai propri visitatori, lasciando che si sentano pervasi dal trionfo dei sensi. Lo stile e le convinzioni dello chef Gianni Zichichi e di sua moglie che si occupa dell’accoglienza e della sala, coadiuvata da personale specializzato, pervadono l’intero locale e le sue proposte gastronomiche. Anche la cantina, ricca di etichette selezionate, predilige i vini locali che ben si sposano con i sapori 10

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n the beating heart of Trapani, a few feet from the cathedral and between the lively promenades and boutiques where you can breathe in the history of this bright port town, are the doors to the restaurant “I Vitelloni”, whose name fearlessly evokes the amateurish and fun-loving group led by Gassman and Sordi. A small kingdom furnished with taste, where the chef Gianni Zichichi proposes the most genuine flavours of our land, revisiting the recipes of local tradition. In a pleasant and bright atmosphere, what really remains impressed on the customer is the entirety of the experience involving all the senses. The chef Zichichi, in fact, takes great care of the kitchen at every necessary step: the selection of raw materials gives no points away in any aspect, preferring local and seasonal products of excellent quality and a fusion of flavours that respect the typical Mediterranean taste from the recipes of a Sicily kissed by two seas. But it is the sum total of all the details that will mark your sensory experience at I Vitelloni. From the welcome, to the care in the service and the triumph of flavours in dishes that offer seafood crudités spiced with citrus fruits, first courses seasoned with pistachio cream and fresh fish, stews, pork with asparagus and chocolate, couscous prepared as God intended ... there, these are just some of the delicacies that the Vitelloni cuisine offers its visitors so that they feel filled by a triumph of the senses. The style and convictions of chef Gianni Zichichi and his wife, who welcomes the guests and looks after the dining room, assisted by specialized staff, permeate the entire restaurant and its gastronomic proposals. Even the wine cellar, rich in selected labels, with a preference


della nostra cucina, proponendo sempre l’abbinamento ideale. Selezione, cura, attenzione e territorialità sono le parole chiave di quel che i Vitelloni offre per un pranzo di lavoro, per una cena tra amici, per un evento da festeggiare o per un’occasione da celebrare sotto il segno di una raffinata esperienza di gola. Il primo ingresso in cucina del nostro chef, avvenne, infatti quando era poco più che un bambino, quando dodicenne seguì il padre nell’attività di famiglia, ma ciò che l’ha reso lo scrupoloso professionista che è oggi sono gli anni di studio e la gavetta mirata, da sempre e con consapevolezza, alla direzione e gestione di un locale che rispecchiasse le sue idee e convinzioni. «A Trapani, mangiar male è quasi impossibile - ci dice il nostro chef -, ma tra il buono ed il perfetto c’è una linea sottilissima che si chiama concentrazione». L’ingrediente segreto di Gianni Zichichi è la cura e l’amore con cui crea ogni suo piatto che arriverà al desco carico di colori, aromi e profumi senza tradire mai la tradizione gastronomica con una carica innovativa nella preparazione e nell’impiattamento che non deluderà le aspettative.

for local wines that go well with the flavours of our cuisine, and always proposing the ideal combination. Selection, care, attention and territoriality are the key words for what Vitelloni offers for a business lunch, a dinner with friends, or an event or occasion to celebrate under the banner of a refined culniary experience. Our chef first entered the kitchen when he was little more than a child, when at twelve years old he shadowed his father in the family business, but what made him the scrupulous professional he is today are the years of study and ambition aimed, from the start and with awareness, at the running and management of a place that reflected his ideas and beliefs. “It is almost impossible to eat badly in Trapani,” our chef tells us,“but between good and perfect there is a very fine line called concentration”. Gianni Zichichi’s secret ingredient is the care and love with which he creates each of his dishes that arrive at the table full of colours, aromas and scents without ever betraying gastronomic tradition and with an innovative boost in the preparation and the plating of a dish that will not disappoint expectations.

O S T E R I A

Trapani - Corso Vittorio Emanuele, 67 Tel. +39 0923.27576 / +39 320.0603506

www.giannizichichi.it

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PIACERE SICILIA | TRAPANI INCONTRI DI VIAGGIO

È

forse impossibile raccontare in un solo articolo la storia della Liberty Lines, una compagnia di navigazione veloce che è stata, ed è tutt’oggi, l’anima stessa dei collegamenti marittimi nel Mediterraneo. Una storia che ha origine nel 1993, con la creazione di Ustica Lines da parte di Vittorio Morace, armatore legato da sempre alla cultura del territorio siciliano. Cambia il nome, dunque, ma non la mission aziendale: garantire ai propri passeggeri un elevato standard di qualità, puntualità, sicurezza e velocità. Attraverso un percorso imprenditoriale impegnativo, ma ricco di soddisfazioni, in una terra difficile ma generosa, la famiglia Morace in pochi anni, riesce a potenziare sia la flotta dei propri aliscafi, che le destinazioni. A Napoli, Ustica, Favignana, Trapani, Pantelleria, Kelibia, si aggiungono presto anche la Grecia e la penisola d’Istria, garantendo ogni anno un flusso di passeggeri di quasi 4 milioni di unità. Grazie ad un team giovane, preparato ed esperto, di oltre 600 persone, tra ingegneri, tecnici, amministrativi ed operai, Liberty Lines ha confermato, ogni anno, la propria riconosciuta eccellenza, tramite una sempre viva ricerca dell’efficienza e alla costante innovazione tecnologica. Un filo conduttore virtuoso che attraversa grandi ed importanti momenti, come la costruzione dell’aliscafo più grande del mondo, il “Gianni M.”, fino ad arrivare al recentissimo “Carmine”, il nuovo nato di casa Liberty Lines: un concentrato di tecnologia e alta qualità navale, che si aggiunge alla già ricca flotta di 33 unità. Oggi Liberty Lines è la più grande azienda del mondo nel settore dei trasporti veloci marittimi per passeggeri, un risultato ambizioso che rende onore alla splendida cornice naturale delle isole siciliane, ai suoi abitanti e alle migliaia di turisti che ogni anno scelgono di visitarle. Un risultato che la Liberty Lines si impegna a difendere ogni giorno, attraverso una sempre maggiore e scrupolosa attenzione alla qualità dei servizi e alle opportunità di viaggio, come la nuovissima linea che dal 29 giugno al 15 settembre effettuerà gli scali di Trieste, Pirano, Parenzo, Rovigno e Lussinpiccolo, o grazie al nuovo Servizio di Check-in finalizzato a velocizzare le attese e trasformare istantaneamente, tramite smartphone o tablet, la prenotazione in carta d’imbarco. Un modo in più per fare sentire i viaggiatori ospiti, prima che passeggeri.

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LIBERTYlines

HEADING STRAIGHT FOR THE HEART OF THE ISLANDS

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t is perhaps impossible to tell in a single article the story of Liberty Lines, a fast shipping company that has been, and still is, the very soul of maritime connections in the Mediterranean. A history that began in 1993 with the creation of Ustica Lines by Vittorio Morace, the owner who has always been attached to Sicilian culture. The name has changed, therefore, but not the company’s mission: to guarantee its passengers a high standard of quality, punctuality, safety and speed. In just a few years, through a challenging but very satisfying entrepreneurial path, in a difficult but generous land, the Morace family has been able to strengthen both its fleet of hydrofoils and expand its destinations. Greece and the Istrian peninsula were soon added to Naples, Ustica, Favignana, Trapani, Pantelleria and Kelibia, guaranteeing a flow of almost four million passengers every year. Thanks to a young, trained and experienced team, made up of more than 600 people between engineers, technicians, administrators and workers, Liberty Lines has reconfirmed, every year, its recognized excellence, through a constant search for efficiency and technological innovation. A virtuous common thread that runs through great and important moments, such as the construction of the world’s largest hydrofoil, the “Gianni M.” and the very recent “Carmine”, which is the latest entry into the Liberty Lines family and is a concentration of technology and high quality marine excellence, and which joins the already rich fleet of 33 vessels. Today Liberty Lines is the largest company in the world in the field of fast maritime passenger transport, an ambitious result that honours the beautiful natural setting of the Sicilian islands, its inhabitants and the thousands of tourists who choose to visit them every year. A result that Liberty Lines is committed to defending every day, through an increasing and scrupulous attention to the quality of services and opportunities for travel, such as the brand new line that from 29 June to 15 September will stop at the ports of Trieste, Piran, Poreč, Rovinj and Mali Lošinj, and the new Check-In Service aimed at speeding up waiting times and instantly transforming, via smartphone or tablet, a reservation into a boarding pass. Another way to make the travellers feel more like a guest than a passenger. 13


PIACERE SICILIA | TRAPANI INCONTRI DI VIAGGIO

LA CUCINA CHE PARLA TRAPANESE SANTA CHIARA 19 IL MENU LEGATO AL MARE

THE CUISINE THAT SPEAKS TRAPANESE SANTA CHIARA 19

The menu tied to the sea

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eppe Spada e Gino Bertolino si sono “imbarcati” in una vera avventura: il ristorante Santa Chiara 19. Imbarcati è verbo non scelto a caso, denso di significati e suggestioni che si ritrovano nelle pietanze e nell’atmosfera che si respira al Santa Chiara. Ambiente spartano, accogliente, luminoso, pochi tavoli: quanti ne bastano a Peppe Spada per preparare con leggerezza e brio le pietanze della tradizione marinara trapanese. Piatti, scelti e mirati: il tonno in agrodolce, quasi dimenticato, con la cipolla e l’aceto di vino bianco; il polpo affogato, in cui domina la scelta del pomodoro da ridurre in una salsa priva di ogni asprezza; le polpette di pescespada al finocchietto selvatico (che Peppe e Gino vanno a raccogliere in montagna, quando possono); i filetti di sgombro alla pantesca, con i capperi di Pantelleria ovviamente. Il must sono, però, la caponata di pesce spada e le sarde allinguate, due chicche di gusto da consumare con un buon bicchiere di vino. «Il segreto – spiega Peppe Spada – è utilizzare la giusta qualità e quantità di aceto in cui marinare le sarde, poi l’infarinatura, una per una; la temperatura giusta dell’olio... e tanta cura». Peppe Spada si concede il tocco «da chef» nella preparazione del gambero di Mazara su vellutata di fave secche e nel Soutè di gambero e vongole. I primi cambiano ogni 14

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eppe Spada and Gino Bertolino embarked on a real adventure: the Santa Chiara 19 restaurant. The verb “embarked” is not chosen at random, it is full of meaning and evocative power that can be found in the dishes and atmosphere that you breathe in at Santa Chiara. A spartan but welcoming and bright environment, just few tables: all that Peppe Spada needs to prepare with ease and vivacity the traditional seafood dishes of Trapani. Selected and targeted dishes: the almost forgotten sweet-and-sour tuna with onions and white wine vinegar; poached octopus, in which the choice of thickening tomatoes in a sauce that has no sharpness about it, dominates; swordfish meatballs with wild fennel (which Peppe and Gino collect from the mountains when they can); mackerel fillets prepared Pantelleria style, with potatoes, black olives and using capers from Pantelleria, of course. The must-haves are, however, the sweet and sour caponata made with swordfish, and fried sardines, two tasty titbits to be eaten with a good glass of wine.“The secret,” explains Peppe Spada, “is to use the right quality and quantity of vinegar when you marinate the sardines, then the flouring, one by one, the right temperature for the oil ... and a lot of care.” Peppe Spada adds his “chef’s” touch in the preparation of the shrimp from Mazara on a puree of fava beans and in the shrimp and clam soutè. The first courses change every day, depending on the


giorno, secondo l’estro dello chef e le materie prime reperite sul mercato. Peppe e Gino, che cura la sala, non barano con i loro clienti: pesce fresco, quando possibile; altrimenti dell’ottimo prodotto surgelato a bordo. Peppe, uomo concreto e di carattere che ama incontrare i suoi clienti, ha una lunga gavetta alle spalle: la scuola alberghiera, i primi lavori in cucina come aiuto cuoco, la ristorazione collettiva nei villaggi turistici, fino a divenirne il responsabile, quindi il passaggio ai locali di alta ristorazione, anche qui come chef responsabile dell’intera brigata di cucina. Oltre la cucina, le sue passioni, comuni all’amico Gino, sono la pesca e il mare. Durante una comune battuta di pesca nasce la “folle” idea del Santa Chiara. Peppe con la voglia di costruire un progetto di ristorazione tutto suo, Gino spinto dal legame col mare che è familiare. Il Santa Chiara occupa gli spazi dell’antico “malaseno” (magazzino) in cui il nonno e il padre di Gino ricoveravano le attrezzature di bordo e riparavano le reti. Pochi dettagli, ma autentici, richiamano la vita di bordo, qualche gomena, un timone (quello del peschereccio del papà di Gino). Nulla è finto dentro il ristorante Santa Chiara. L’autenticità si respira nel luogo, si assapora nei piatti, si vive nel rapporto con Peppe e Gino. Entrambi legati a tradizioni e luoghi: Santa Chiara era l’antico convento che nei secoli passati occupava lo spazio che è oggi piazza Iolanda. Il nome del locale è un omaggio alla storia trapanese e ai trapanesi, che sono la gran parte degli avventori che cercano e rivivono nel menù del Santa Chiara i sapori autentici della tradizione marinara.

chef’s creativity and the raw materials found on the market. Peppe and Gino, who take care of the dining area, do not deceive their customers: fresh fish, when possible, otherwise they use excellent frozen products. Peppe, a concrete man of character who loves to meet his customers, has a long career behind him: hotel school, his first jobs in the kitchen as an assistant chef, mass catering in tourist villages, until he became the manager, then the transition to haute cuisine in restaurants, again as the chef in charge of the entire kitchen team. Besides cooking, his passions, in common with his friend Gino, are fishing and the sea.During a joint fishing trip, the “crazy” idea of Santa Chiara was born. Peppe through the desire to create a catering project of his own, Gino driven by a bond with the sea that runs in the family. Santa Chiara is located in the ancient “malaseno” (warehouse) where Gino’s grandfather and father kept their nautical equipment and repaired their nets. A few details, but authentic, recall life on board, a bit of towrope, a rudder from Gino’s father’s fishing boat. Nothing is fake inside the Santa Chiara restaurant. Authenticity permeates everywhere, it can be savoured in the dishes and experienced through the interaction with Peppe and Gino. Both attached to traditions and places: Santa Chiara was the ancient convent that in past centuries occupied the area that is now Piazza Iolanda. The name of the restaurant is a tribute to the history of the town and people of Trapani, who make up the majority of those who seek in and relive through the menu of Santa Chiara the authentic flavours of seafaring traditions.

TRAPANI Piazza Principessa Jolanda, 19 Tel: +39 0923.362501 Cell. +39 329.7020827 santachiara19@gmail.com

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IL LIBERTY A TRAPANI di Roberto Manuguerra

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l Liberty ebbe vita breve. La sua data di nascita è sancita nel 1893 con la casa Tassel di Victor Horta, a Bruxelles. Si affermò in Europa, con differenti denominazioni: Art Nouveau, Jugendstill, Secessione, Modernismo, Liberty o Floreale. La sua conclusione è indefinita, sfumata come le cose che passano di moda e non si usano più. L’art Nouveau si propose come cultura raffinata “aperta”, come “un’avventura artistica internazionale tra rivoluzione e reazione, tra cosmopolitismo e provincia, tra costante ed effimero, tra sublime e stravagante” (cit. Lara Vinca Masini, studiosa del Liberty). Queste prerogative hanno creato un ambito elitario di fruizione consentendo l’uso dei nuovi linguaggi prevalentemente alle classi privilegiate che in maniera esclusiva hanno aderito al nuovo lessico diventando esse stesse committenti del Liberty, in linea con gli stili di vita già definiti dalla Belle Époque. La diffusione non fu capillare ma appannaggio delle aree “territoriali” più sviluppate, quelle, cioè, che possedevano un’economia industriale capace di sostenere i costi ma, soprattutto, utilizzava l’aspetto autoreferenziale della moda imperante. Trapani, a fine ’800, era

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he Art Nouveau period was short-lived. It officially started in 1893 with the building of Victor Horta’s Hôtel Tassel in Brussels. It established itself in Europe under different names: Art Nouveau, Jugendstil, Secessione, Modernismo, Liberty o Floreale. When it ended is less clear, it faded out like things that go out of fashion and are no longer used. Art Nouveau proposed itself as a refined ‘open’ culture, as “an international artistic adventure between revolution and reaction, between cosmopolitanism and provincialism, between the constant and the ephemeral, between the sublime and the extravagant” (cit. Lara Vinca Masini, an Art Nouveau scholar).These qualities created an elitist environment, enabling the use of new jargon predominantly within the privileged classes, who, in adhering exclusively to the new lexicon became devotees of Art Nouveau, in line with lifestyles already defined by the Belle Époque. It was not widely diffused but was the prerogative of the most developed ‘territorial’ areas, that is, those that possessed an industrial economy capable of bearing the costs and, above all, that used the self-referential aspect of the prevailing fashion.


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ART NOUVEAU IN TRAPANI

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un’attendibile interprete nell’economia industriale e mercantile della Sicilia occidentale, rappresentata da una classe dirigente che amava le avanguardie, ma era anche sollecitata da modelli elitari, esclusivi e aristocratici, e negli anni della trasformazione urbanistica post unitaria e del conseguente rinnovamento edilizio, costruì le proprie nuove dimore, gli chalet e le ville di campagna utilizzando i canoni rappresentativi dell’Art Nouveau. Edifici di efficace effetto, “usciti” in prevalenza dalle matite di pochi professionisti sensibili alle nuove suggestioni del mercato. A esordire in questa avventura architettonica è l’ingegner Giuseppe Manzo col villino e la cappella dell’On. Nunzio Nasi, sull’omonimo scoglio (1898-1899), cui seguono il prospetto di casa Agueci, in Via San Michele (1907) e il prospetto di casa Occhipinti in via Ammiraglio Staiti (1912). Quella di Alberto La Barbera in Via Osorio, fu invece la prima casa liberty di Francesco La Grassa autore anche, qualche mese dopo, del disegno della “Casa Verde” dei fratelli Ferrante di Via Vespri. Progettista raffinato, allievo di Ernesto Basile, teorico dell’architettura, architetto e urbanista, La Grassa è stato il più prolifico dei progettisti trapanesi, protagonista della parabola liberty autoctona, che ha percorso interamente da alcune più timide produzioni (casa Brigiano di via Rocco Solina, casa del Notaio Triolo in via Fardella) fino ai più famosi progetti dello Chalet Fiorino (la Casina delle Palme) del 1920, casa Montalto (1924) e Palazzo delle Poste, inaugurato nel 1927; oltre, le recondite Villa Laura D’Alì (ora in rovina sulla via Villa Rosina), la splendida Villa Ricevuto che si erge ancora sulla rocca dell’Argenteria e Villa Platamone (già villa Barresi) sull’anonima via Antonio Amaro. Tra questi progetti s’inseriscono alcune eleganti realizzazioni di edilizia funeraria (Cappella Lonero, Cappella Lombardo), di chioschi, mostre, inferriate e decorazioni murarie, opere di “maestri d’arte” che hanno riempito di suggestioni le facciate degli edifici trapanesi, quando la traccia lasciata dall’esecutore veniva considerata un valore aggiunto che marchiava eternamente l’opera edilizia.

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Trapani, at the end of the 19th century, was a reliable actor in the industrial and mercantile economy of western Sicily, represented by a ruling class that loved the avant-garde, but was also stimulated by elitist, exclusive and aristocratic models, and during the years of post-unification urban transformation and the consequent building renovation, it built its own new residences, chalets and country villas using the representative norms of Art Nouveau. Effective buildings created mainly from the pencils of a few professionals sensitive to the new suggestions of the market. This architectural adventure began with the engineer Giuseppe Manzo and the villa and chapel he built for the Hon. Nunzio Nasi called Villino Nasi (1898-1899), followed by the Agueci villa façade in Via San Michele (1907), and the Occhipinti villa façade in Via Ammiraglio Staiti (1912). Alberto La Barbera’s villa in Via Osorio was the first Art Nouveau construction by Francesco La Grassa, who also designed, a few months later, the “Casa Verde” belonging to the Ferrante brothers in Via Vespri. Refined designer, pupil of Ernesto Basile, architecture theorist, architect and town planner, La Grassa was the most prolific of Trapani’s designers, protagonist of the local Art Nouveau journey, which has ranged from some of the most timid of productions (Villa Brigiano in Via Rocco Solina and the notary Triolo’s villa in Via Fardella) to the most famous projects of the Chalet Fiorino (the Casina delle Palme) in 1920, Villa Montalto (1924) and Palazzo delle Poste, opened in 1927, as well as the secluded Villa Laura D’Alì (now in ruins on Via Villa Rosina), the splendid Villa Ricevuto that still stands on the Argenteria fortress, and Villa Platamone (formerly Villa Barresi) on the anonymous Via Antonio Amaro. Other projects include some elegant realizations of funerary buildings (Cappella Lonero and Cappella Lombardo), kiosks, exhibitions, railings and wall decorations, works of ‘maestros of art’ that filled the façades of the buildings of Trapani with impressions, at a time when the traces left by the executor were considered an added value that eternally marked the architectural work.

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LE MANI DEL MAESTRO. PLATIMIRO FIORENZA, UNA VITA PER IL CORALLO. Non bastano mille pagine per raccontare Platimiro Fiorenza. Qualcuno l’ha definito un monumento vivente: l’ultimo dei maestri orafi corallai, patrimonio di conoscenze artigianali che affondano nella cultura materiale del popolo trapanese. È più che un artigiano. Un unicum che ha riconosciuto anche l’Unesco, nel 2013, inserendolo nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, nel “Libro dei Tesori Umani Viventi”. Le sue mani modellano corallo e metalli preziosi fin da quando era bambino. Trapanese, classe 1944, è figlio di un artigiano orafo corallaio, e già a sette anni lavorando nella bottega paterna opera la sue prime incisioni. È depositario della più antica tecnica originale trapanese, quella dell’applicazione del corallo a retro incasso, sperimentata dagli orafi ebraici trapanesi già alla fine del XIV secolo. Ha eseguito lavori di restauro per antiquari famosi di tutto il mondo. Realizza su commissione gioielli, dal moderno all’antico, riproduzioni fedeli dal 600 ad oggi. Ha vinto decine di premi e ricevuto altrettanti riconoscimenti. Una sua “Madonna di Trapani” è esposta nei Musei Vaticani. Non v’è trapanese che non sappia chi sia Platimiro Fiorenza e quale contributo culturale abbia dato e ancora doni a questa città, che nel corallo, e nell’arte orafa a esso collegata, ha trovato motivo di legame con le grandi tradizioni del passato e con la sua storia di città marinara e mercantile.

THE HANDS OF A MASTER. PLATIMIRO FIORENZA, A LIFE DEDICATED TO CORAL. A thousand pages would not be enough to tell Platimiro Fiorenza’s story. Some call him a living monument, the last of the master goldsmiths and coral artisans, a heritage of craft knowledge that is rooted in the material culture of the people of Trapani. But he is more than just a craftsman: he is the only one also recognized by UNESCO, who put him on the List of Intangible Cultural Heritage of Sicily as a Living Human treasure in 2013. His hands have shaped coral and precious metals since he was a child. Born in Trapani in 1944, he is the son of a goldsmith and coral artisan, and when he was just seven years old he made his first incisions in his father’s workshop. He is a repository of the original and oldest technique in Trapani, that of ‘back inset’ where the metal is perforated and pieces of coral are inserted from behind, locking them in without the use of glues or resins. This was a technique used by Jewish goldsmiths in Trapani already at the end of the 14th century. He has carried out restoration work for famous antique dealers from around the world. He makes jewellery to order, both antique and modern, faithful reproductions from the 1600s to date. He has won dozens of awards and as many recognitions. One of his “Madonna of Trapani” is exhibited in the Vatican museum. There is not one person from Trapani who does not know who Platimiro Fiorenza is and what kind of cultural contribution he has made and still makes to this city, which, through coral and the linked art of the goldsmith, has found a tie to the great traditions of the past and to its history as a seafaring and mercantile city.

ph: Valentino Photographer

TRAPANI Via Osorio, 36 - Tel: +39 0923 20785 / +39 320 5758505 www.platimirofiorenza.it - www.rossocorallofiorenza.com - rosadea.f@hotmail.it - gioielleriafiorenza@alice.it


Nel cuore della città antica tra archi, tufi e muri in pietra, dove si respira la storia, l’interno di Palazzo Carosio, di cui fu parte architettonica una delle cinque torri difensive raffigurate nello stemma di Trapani, ospita il ristorante Torre Vecchia. I fratelli Zagarella, Mario ed Andrea, in questa elegante e suggestiva location, propongono la cucina siciliana in chiave moderna, attenti alla qualità delle materie prime, per far vivere ai lori ospiti la sinergia tra gusto e raffinatezza. È un viaggio che appaga i sensi: dalle tartare di pesce, ai gamberoni incatenati (avvolti da fili di pasta fritta) su crema di ceci, alla vellutata di piselli con seppie, presentati come la tavolozza di un pittore, al cous cous di pesce, all’ombrina accompagnata da una delicatissima crema di zucchine e chips di topinambur o pepite di patate. Sono solo alcune delle prelibatezze che vi affascineranno. La ricca cantina vi permetterà di sublimare il gusto del vostro viaggio gastronomico. In the heart of the ancient city among arches, tuffs and walls of stone, where you can breathe history, the Torre Vecchia restaurant sits in the interior of Palazzo Carosio, of which one of the five defensive towers depicted in the Trapani coat of arms was an architectural part. In this elegant and evocative location, the Zagarella brothers, Mario and Andrea, propose Sicilian cuisine in a modern key, attentive to the quality of the raw ingredients, to enable their guests to experience the synergy between taste and refinement. It is a journey that satisfies the senses: from fish tartare, to ‘shackled’ prawns (prawns wrapped in threads of fried pasta) on chickpea cream, pea purée with cuttlefish – presented like the palette of a painter –, fish couscous, and umbrina accompanied by a delicate cream of zucchini and Jerusalem artichokes chips or potato nuggets. These are just some of the delicacies that will captivate you. The rich wine cellar will enhance the flavour of your gastronomic journey.

TRAPANI Via Carosio, 30 Tel. + 39 0923.020000 Cell. + 39 331.5018107


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ph. Peppe Di Salvo

TRA AFRICA E MEDITERRANEO T

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C I T T À D I M U S I C A E D ’A R T E «...la Censura ha guastato il senso del dramma. Han fatto la Traviata pura ed innocente.Tante grazie! Così han guastato tutte le posizioni, tutti i caratteri. Una puttana deve essere sempre puttana. Se nella notte splendesse il sole, non vi sarebbe più notte. In somma, non capiscono nulla». Sono le parole di Giuseppe Verdi che lamenta il rimaneggiamento del suo lavoro ad opera della Censura all’esordio dell’opera nel 1853. Il regista Andrea Cigni, nell’allestimento del melodramma verdiano, nell’ambito della 71^ stagione lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, porta in scena, dopo averla già proposta con grandissimo successo lo scorso anno, una Traviata la cui lettura è insieme filologica, scandalosa e aderente all’immagine di una Violetta Valery che oggi ben vedremmo nei panni di un’escort, frequentatrice dei salotti dell’alta finanza e della politica. L’allestimento di Cigni, contemporaneo, coraggioso e spregiudicato, che andrà in scena il 19 e 21 di agosto, è solo una delle proposte della ricchissima stagione dell’Ente Luglio Musicale. Completano il cartellone lirico Carmen di Bizet (14 e 16 luglio); il dittico Cavalleria rusticana di Mascagni / Pagliacci di Leoncavallo (29 e 31 luglio); Otello di Verdi (11-13 agosto). Tutte le rappresentazioni saranno allestite nel teatro all’aperto “Giuseppe Di Stefano”, all’interno della Villa Comunale Margherita. Il cinquecentesco chiostro di San Domenico ospiterà: il Quintetto d’archi della Accademia Santa Cecilia (19 luglio); Orphée aux enfers di Offenbach (28 e 30 luglio); Dido and Aeneas di Purcell (10 e 12 agosto). L’Ente Luglio sarà in trasferta presso il parco archeologico di Lilybeo (Marsala) con Carmina Burana di Orff (18 luglio); Rapsodia in blue di Gershwin con al piano la talentuosa Sinforosa Petralia e Bolero di Ravel (14 agosto). Ed ancora spettacoli di danza, concerti, teatro musicale, nell’ambito del progetto Trapani città Mediterranea della Musica, che colloca il capoluogo della Sicilia Occidentale al centro di progetti artistici di livello nazionale e internazionale. «Anche quest’anno – ci racconta Giovanni De Santis, direttore artistico dell’Ente Luglio Musicale Trapanese - l‘ELMT amplifica la sua proiezione internazionale con “Medithéâtres - Grande Musique Dans Les Anciens Théâtres Méditerranéens” un partenariato transnazionale tra Italia e Tunisia attraverso la collaborazione prestigiosa con il Théàtre de l’Opéra de Tunis per promuovere la nascita di un polo produttivo d’eccellenza italo-tunisino nel settore liricosinfonico e per mettere in scena opere liriche e di spettacoli sinfonici e corali nei rispettivi teatri antichi». Si pensi al valore artistico di opere messe in scena al teatro antico di Cartagine, come l’Aida dello scorso anno, e alla potenzialità dei siti archeologici trapanesi: Segesta con il suo teatro e il tempio dorico; le cave di Cusa, Selinunte, Mothia. Trapani grazie al Luglio Musicale assume la dimensione di una meta turistica transnazionale capace di offrire arte e cultura su entrambe le sponde del Mediterraneo. 22


BETWEEN AFRICA AND THE MEDITERRANEAN T R A PA N I : C I T Y O F M U S I C A N D A R T “...Censorship has spoiled the sense of the drama. It has made the Traviata pure and innocent. Thank you so much! In doing this they have ruined all the situations, all the characters. A whore must always be a whore. If the sun shone in the night, there would be no more night. In short, they understand nothing.” These are the words of Giuseppe Verdi complaining about the censor’s rehashing of his work at the opening of the opera in 1853. In the Ente Luglio Musicale Trapanese’s (ELMT) production of Verdi’s melodrama for its 71st opera season, the director Andrea Cigni brings – after having already proposed it with great success last year – a “Traviata” to the stage whose reading is philological, scandalous and faithful to the image of a Violetta Valery that today we would associate with the role of an escort, a frequenter of the salons of high finance and politics. Cigni’s contemporary, courageous and unconventional production, which will be staged on 19 and 21 August, is just one of the proposals in the Ente Luglio Musicale’s very rich season. The opera programme is completed by “Carmen” by Bizet (14 and 16 July); the diptych “Cavalleria Rusticana” by Mascagni / “Pagliacci” by Leoncavallo (29 and 31 July); and “Otello” by Verdi (11-13 August). All the performances will be held in the open-air theatre “Giuseppe Di Stefano”, inside the Villa Comunale Margherita. The 16th century San Domenico monastery will host: the string quintet from the Accademia Santa Cecilia (19 July); “Orphée aux enfers” by Offenbach (28

I biglietti possono essere acquistati: Botteghino Ente Luglio Musicale Trapanese Viale Regina Margherita, 1 (all’interno della Villa Comunale)

and 30 July); and “Dido and Aeneas” by Purcell (10 and 12 August). The Ente Luglio will transfer to the archeological park of Lilybeo (Marsala) with Carmina Burana by Orff (18 July), Rhapsody in Blue by Gershwin with the talented Sinforosa Petralia at the piano, and Bolero by Ravel (14 August). Plus dance performances, concerts and musical theatre as part of the “Trapani: Mediterranean City of Music” project, which places the capital of Western Sicily at the heart of national and international artistic projects.“Also this year,” says Giovanni De Santis, art director of the Ente Luglio Musicale Trapanese,“the ELMT amplifies its international projection with “Medithéâtres – Grande Musique Dans Les Anciens Théâtres Méditerranéens”, a transnational partnership between Italy and Tunisia through the prestigious collaboration with the Théàtre de l’Opéra de Tunis to promote the birth of a fertile hub of Italian-Tunisian excellence in the lyric-symphonic sector and to stage operas and symphonic and choral performances in their respective ancient theatres.” Think of the artistic value of works staged at the ancient theatre of Carthage, such as last year’s Aida, and the potential of Trapani’s archaeological sites: Segesta with its theatre and Doric temple, the quarries of Cusa, Selinunte, Mozia. Trapani, thanks to Luglio Musicale, takes on the dimension of a transnational tourist destination able to offer art and culture on both sides of the Mediterranean.

Dal lunedì al venerdì - ore: 09.00/13.00 - 16.30/19.00 sabato - ore: 10.00/13.00 - 17.00/19.00 Oppure online sul sito: www.lugliomusicale.it Tel. + 39 0923.29290 23


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ph: Piero Lazzari

LA NORCINERIA CAMPO E I PIACERI DELLE CARNI NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE DI FAMIGLIA

NORCINERIA CAMPO AND THE PLEASURES OF MEAT FOLLOWING FAMILY TRADITION

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a Norcineria Campo ha aperto da poco più di un anno anche a Trapani, sul Lungomare Dante Alighieri, a due passi dalla piazza in cui si faceva mercato. Dentro una cornice in cui è ritratto il monte San Giuliano su cui sorge l’antico borgo di Erice, affacciato sul mediterraneo, la Norcineria Campo ha portato la propria esperienza ed il gusto di offrire carni pregiatissime. Dalla tradizione di famiglia che gestisce una macelleria a Valderice dal 1974, l’industriosa curiosità di Francesco Campo ha condotto ad approfondire le proprie conoscenze e competenze lavorando le carni in Toscana, e precisamente ad Arezzo. Qui ha imparato l’antica arte della norcineria e della produzione dei salumi e degli insaccati e ha maturato l’idea di intraprendere in maniera innovativa dando un nuovo assetto all’attività di famiglia. Una prima braceria nella stessa Valderice è stata il primo risultato dell’energia imprenditoriale dei Campo e oggi la Norcineria su Trapani si offre come un locale all’avanguardia, chic ed accogliente in cui gustare carni provenienti dai migliori allevamenti e dalle più pregiate razze di bovini da carne: dalle ragusane alle polacche, dalle argentine alle prussiane. Un tocco di internazio24

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he Norcineria Campo opened a little over a year ago in Trapani, on Lungomare Dante Alighieri, a stone’s throw from the square where the market used to be. In a setting that includes Mount San Giuliano on which stands the ancient village of Erice, and overlooking the Mediterranean, the Norcineria Campo has used its experience and taste to offer the finest meats. From the family tradition of running a butcher’s shop in Valderice since 1974, Francesco Campo’s industrious curiosity led him to deepen his knowledge and skills by working with meat in Tuscany, specifically in Arezzo. There he learned the ancient art of pork butchery and the production of cured meats and sausages, and developed the idea of giving a new structure to the family business in an innovative way. A grill house in Valderice itself was the first result of Campo’s entrepreneurial energy and today the Norcineria in Trapani offers itself as an avant-garde, chic and welcoming place where you can taste meat from the best farms and from the most prized breeds of cattle: from Ragusa to Poland, from Argentina to Prussia. A touch of internationality that is the starting point for


nalità che è spunto di innovazione e di gusti inediti. Per ogni tipo di carne sono previsti due tagli per nazionalità: la costata con le prime coste e la fiorentina con il T-bone, ciascuno dei quali cotto secondo le proprie prerogative e proprietà organolettiche in modo da offrire agli ospiti esperienze dal gusto straordinario. Ma la Norcineria non si limita alla carne. Il locale si autodefinisce e si presenta, infatti, come «norcineria con cucina»: grazie alla collaborazione di chef giovani ed entusiasti, propone pietanze innovative, cotture insolite e intriganti che rendono speciale un pranzo di lavoro o una riunione tra amici. La cantina, in linea con l’ampia offerta gastronomica, dispone di più di 300 etichette per creare gli abbinamenti perfetti tra vini, birre e i diversi tagli di carne. Unica nel territorio trapanese a produrre con arte e competenza i propri insaccati, la macelleria Campo apre quindi i propri orizzonti sulla ristorazione affidandosi allo studio ed alla ricercatezza del modo più autentico di gustare le carni. La Norcineria conta su ambienti curati e macchinari innovativi per rendere ottimale la conservazione e la frollatura di materia prima d’altissima qualità, utilizzando speciali piastre in acciaio che sfruttano temperature più basse e mantengono integre le proprietà nutritive ed organolettiche delle carni. Queste, che non vengono frollate per meno di 60 giorni, possono raggiungere perfino frollature di 250 giorni. È decisamente un nuovo modo di fare cucina, per i palati trapanesi, che va assolutamente provato alla Norcineria Campo tra i suoi tavoli apparecchiati con gusto e garbo in un ambiente elegante ed accogliente.

innovation and new tastes. For each type of meat there are two cuts per nationality: chops from the first ribs and the T-bone Florentine, each of which are cooked according to their own organoleptic qualities and properties in order to offer guests experiences of extraordinary flavours. But the Norcineria does not limit itself to meat.The restaurant defines itself and presents itself, in fact, as a “pork-butchery with kitchen”.Thanks to the collaboration of young and enthusiastic chefs, it offers innovative dishes, with unusual and intriguing cooking techniques that make a business lunch or a meeting with friends special. The wine cellar, in line with the wide gastronomic choice, has more than 300 labels to create the perfect combinations of wines, beers and the different cuts of meat. Unique in the Trapani area in the production of its own sausages with art and competence, the Campo butcher’s shop opens its horizons to catering, trusting in the study and refinement of the most authentic way of tasting meat.The Norcineria relies on well-kept environments and innovative machinery to render optimal the conservation and hanging of the raw ingredients of the highest quality, using special steel plates that take advantage of lower temperatures and maintain intact the nutritional and organoleptic properties of the meat. These, which are not hung for less than 60 days, can even remain hanging for up to 250 days. It is certainly a new way of cooking for the palates of Trapani, which should definitely be tried at the Norcineria Campo with its tables set with taste and grace in an elegant and welcoming environment.

TRAPANI Lungomare Dante Alighieri, 12 Tel. +39 349 467 6753 www.camponorcineriaconcucina.it info@camponorcineriaconcucina.it 25


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PESCHE E PATATE

Alibi vegetale nel nome per dolci ipercalorici PEACHES AND POTATOES Vegetable alibis in name only for high-calorie desserts di Francesca Adragna

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osa rende appetitoso un dolce? La sua forma, il suo colore o l’abbondanza degli ingredienti che il suo profumo suggerisce? Forse sono proprio tutte queste caratteristiche ad attirare l’attenzione, ad illuminare gli sguardi, a far dischiudere le labbra nella pregustazione di tutta la sua dolcezza. I dolci siciliani, hanno una caratteristica di base un po’ barocca se vogliamo, basta pensare alla cassata, bordata di verde e coperta da grossi frutti canditi dai colori vivaci, ma anche il semplicissimo biscotto di fichi o il cucciddato, nella loro versione più discreta, sono cosparsi da uno spolvero di zucchero a velo, quando non da minuscoli confetti di ogni colore. Gli ingredienti base della pasticceria tipica siciliana sono la mandorla e la ricotta, in ciascun dolce o l’una o l’altra, certe volte entrambe. E non sono solo le pasticcerie a produrre la loro versione delle ricette della nostra tradizione dolciaria, anche i forni il sabato mattina allestiscono i propri banconi caricandoli di vassoi di dolciumi dall’aspetto, diciamocelo, un po’ grossier, agricolo, paesano, “tascio” e incredibilmente saporito, accattivante, ruffiano e allegro. Tra i dolci più semplici da preparare, ma anche tra quelli più antichi della tradizione Siciliana, compaiono immancabilmente la “patata” e la “pesca”. Questi due dolci ovviamente prendono il nome da ciò cui somigliano nella loro foggia e di semplice non hanno assolutamente niente, perché sono elaboratissimi, entrambi prevedono almeno tre lavorazioni.

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hat makes a dessert appetizing? Its shape, its colour or the abundance of ingredients that its sweet smell suggests? Perhaps it is all these characteristics that attract attention, light up people’s eyes, and make them lick their lips in anticipation of all its sweetness. Sicilian desserts have a bit of the Baroque about them, just think of the cassata, the sweet ricotta and marzipan sponge cake edged with green and covered with large, brightly coloured candied fruits, or the simple fig biscuit or the“cucciddato”, which is another type of fig biscuit, which even in their most discreet versions have a dusting of icing sugar and maybe tiny, multi-coloured sprinkles. The basic ingredients of typical Sicilian pastries are almonds and ricotta, and either one or the other is always present, and sometimes both. And it is not only the pastry shops that produce their own versions of the recipes from our confectionery tradition, even bakers set up their own counters on Saturday mornings, loading them with trays of confectionary that look, let us face it, a little “grossier”, unsophisticated, rustic, trashy and incredibly tasty, captivating, indulging and cheerful. Among the simplest sweets to prepare, but also among the oldest of the Sicilian tradition, you will always find the “patata” and the “pesca”: the potato and the peach. These two confectioneries obviously get their name from what they look like, but there is nothing simple about them at all as they are very elaborate and both have at least three production stages.


PIACERE SICILIA | TRAPANI TRAVEL ENCOUNTERS

La Patata è ricoperta da uno spesso strato di pasta reale al cioccolato, cioè farina di mandorle lavorata con zucchero e cacao e racchiude un cuore profumato al rum di pan di spagna farcito di crema pasticcera. Viene poi decorata con pinoli che simulano i germogli del tubero. Va assolutamente gustato, perché è un vero trionfo di sapori, poi magari è consigliabile una lunga passeggiata, per esempio sulle nostre coste o tra le morbide curve della nostra rigogliosa campagna, per smaltire qualche kilocaloria e dimenticare ogni senso di colpa. Anche la Pesca, nella sua adorabile semplicità e dietro falsa identità, nasconde un tripudio di dolcezza. La foggia del roseo frutto gliela conferiscono due panetti di pasta brioche imbevuti di sciroppo ed Alchermes un po’ scavati alla base e farciti di crema di ricotta di pecora. La decorazione finale di questo dolce prevede che lo sciroppo unito all’alchermes tinga di un bel rosa confetto le due metà della pesca; i panetti così imbevuti e farciti, vengono poi cosparsi di zucchero. Sulla farcitura di crema di ricotta, che tiene unite le due metà della pesca in un dolcissimo abbraccio, viene poi posta una ciliegina candita ed una fogliolina di pasta reale così che, chi volesse gustarla, possa affidarsi all’alibi di aver confuso il dolce con il frutto! Ma bando ai sensi di colpa, la felicità è data, come diceva Totò, da attimi di dimenticanza, quindi dimentichiamoci della linea e andiamo a rifarci gli occhi ed il palato sui ricchi banconi delle pasticcerie siciliane!

The “Patata” is covered with a thick layer of chocolate marzapan, that is almond flour worked with sugar and cocoa, with a centre of rum-flavoured sponge cake stuffed with custard. It is then decorated with pine nuts that simulate the shoots of the potato. It must absolutely be tried because it is a true triumph of flavours, then maybe it is advisable to take a long walk, for example along our coasts or on the soft curves of our luxuriant countryside, to burn a few calories and forget any sense of guilt. The “Peach”, too, in its adorable simplicity and false identity, hides a triumph of sweetness. The shape of the rose-coloured fruit is obtained from two rolls of brioche dough soaked in syrup and Alkermes with a little cave dug out at the base and stuffed with ricotta cream made from sheep’s milk. The final decoration of this cake is that the syrup combined with the Alkermes gives the two halves of the peach a lovely pink colour; the soaked and stuffed buns are then sprinkled with sugar. A candied cherry and a leaf of marzapan is placed on the ricotta cream filling, which keeps the two halves of the peach together in a sweet embrace, so that whoever wants to try it, can use the excuse of having mistaken the cake for fruit! But, forget guilt, happiness is given, as the Italian actor Totò used to say, by moments of forgetfulness, so let us forget about our figure and go and feast our eyes and palate at the rich counters of the Sicilian pastry shops! 27


ph: Piero Lazzari

DA PIÙ DI 70 ANNI DELIZIAMO I VOSTRI PALATI

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LE RICETTE DEL MAESTRO PASTICCERE A RECIPE FROM THE MASTER PASTRY CHEF INO BENIVEGNA

TORTA NERA DI BRONTE BLACK BRONTE PISTACHIO CAKE

CREMA INGLESE DI BASE | BASIC CUSTARD Ingredienti / Ingredients 500 gr latte intero / whole milk 560 gr panna / cream 180 gr zucchero / sugar 230 gr tuorli / egg yolks

Preparazione / Preparation

MOUSSE AL CIOCCOLATO | CHOCOLATE MOUSSE Ingredienti / Ingredients

Fare bollire il latte insieme alla panna, aggiungere i tuorli mescolati con lo zucchero. Cuocere al “nastro”, cioè a 85°. Passare tutto al setaccio. Boil the milk together with the cream, add the egg yolks mixed with the sugar. Cook it at 85 degrees. Sieve the mixture.

750 gr copertura di cioccolato al 60/65% di cacao / chocolate with 60-65% cocoa

BAVARESE AL PISTACCHIO | PISTACHIO BAVARIAN Ingredienti / Ingredients

700 gr crema inglese / Vanilla custard 900 gr panna / Cream

Preparazione / Preparation

Emulsionare il cioccolato fuso con la crema inglese. Ad una temperatura di circa 40° aggiungere una parte di panna. Stabilizzare la mousse con la restante panna. Una mousse perfetta deve essere brillante. Emulsify the melted chocolate and custard. When the temperature reaches about 40°, add part of the cream. Level the mousse with the remaining cream. A perfect mousse must be sparkling.

PASTA GENOVESE (PAN DI SPAGNA) | GENOISE SPONGE CAKE

Ingredienti / Ingredients 1250 gr uova intere / eggs 250 gr Tuorli / egg yolks 650 gr Farina forte / strong white flour 100 gr Fecola / starch flour 700 gr Zucchero / sugar 100 gr Cacao / cocoa 200 gr Burro sciolto a 40/45° depurato / butter melted at 40-45° and filtered

Preparazione / Preparation

Sbattere le uova con lo zucchero a montata ben sostenuta. Versare a pioggia le polveri setacciate e mescolare a mano dall’alto verso il basso. Unire per ultimo il burro, incorporandolo delicatamente. Whip the eggs with the sugar until the mixture is stiff. Sprinkle in the sieved flours and mix by hand from top to bottom. Add the butter last by gently blending it in.

Composizione della torta

Posizionare un cerchio d’acciaio su un disco, dentro al disco predisporre un nastro acetato. Alla base mettere un disco di pan di spagna (pasta genovese), versare uno strato di bavarese al pistacchio, un secondo strato di pasta genovese, riempire il cerchio e livellare tutto con la mousse al cioccolato. Mettere in freezer per circa un’ora, togliere dal freezer e aggiungere sopra uno strato sottile di nappage al cioccolato prima di togliere il cerchio. Estrarre il cerchio e decorare con pistacchi interi.

660 gr crema inglese / custard 10 gr gelatina in fogli / gelatin sheets 450 gr panna montata / whipped cream 100 gr Pasta al pistacchio / pistachio paste

Preparazione / Preparation

Ammollare la gelatina in abbondante acqua e versare su una parte di crema inglese, aggiungere la restante parte. Raggiunta la temperatura di 35/40°, aggiungere la pasta al pistacchio. Incorporare una parte di panna semi montata, mescolare e versare il resto della panna. Soak the gelatin in plenty of water and pour on a part of the custard, then add the remaining part. When the temperature reaches 35-40°, add the pistachio paste. Incorporate part of the whipped cream, stir and pour in the remainder.

NAPPAGE AL CIOCCOLATO | CHOCOLATE TOPPING Ingredienti / Ingredients

160 gr panna liquida / single cream 450 gr gelatina neutra / neutral gelatin 250 gr Acqua / water 400 gr Copertura fondente al 60% di cacao / dark chocolate with 60% cacao

Preparazione / Preparation

Portare ad ebollizione la gelatina neutra con acqua e panna. Togliere dal fuoco e versare all’interno del composto la copertura di cioccolato fondente. Fare sciogliere, passare al setaccio e lasciare raffreddare. Bring the neutral gelatin to the boil with the water and cream. Remove from the heat and pour the dark chocolate into the mixture. Melt, sift and allow to cool.

Cake composition

Place a steel ring on a disc, prepare a strip of acetate tape inside the disc. At the base put a disc of the genoise sponge cake, pour a layer of the Bavarian pistachio over it, place a second layer of genoise sponge cake on top, then fill the circle and level everything with the chocolate mousse. Put the cake in the freezer for about an hour. Remove from the freezer and add a thin layer of chocolate topping before removing the ring. Pull off the ring and decorate the cake with whole pistachios.

SORBETTO ALLA PESCA TABACCHIERA / SATURN PEACH SORBET Ingredienti / Ingredients

1lt di acqua / water 1 kg di pesca tabacchiera / saturn peaches 350 gr di zucchero / sugar 100 gr di zucchero invertito / inverted sugar syrup 50 ml di succo di limone / lemon juice

Preparazione / Preparation

Portare ad una temperatura di 65° l’acqua, lo zucchero, lo zucchero invertito e le pesche precedentemente tagliate. Lasciare riposare mezz’ora. Frullare tutto e aggiungere il succo di limone. Fare gelare il composto. Servire il sorbetto in coppetta. Bring the water, sugar, inverted sugar syrup and the previously cut peaches to a temperature of 65°. Leave to rest for half an hour. Blend everything and add the lemon juice. Freeze the mixture. Serve the sorbet in a small bowl.

RITAGLIA IL COUPON RICEVERAI UNA CONSUMAZIONE OMAGGIO A SCELTA TRA: CONO, BRIOCHE, COPPETTA, CANNOLO CUT OUT THE COUPON. YOU WILL RECEIVE A FREE SNACK OF YOUR CHOICE BETWEEN: ICE CREAM CONE, BRIOCHE OR CUP, OR A CANNOLO TRAPANI - Via A. Manzoni, 99 - FAVIGNANA - Via Nicotera, 18 FAVIGNANA Via Nicotera, 18/22

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LA SCALA ALLA

TRAPANESE un’architettura nostrana

di Paola Corso

L

a Scala alla trapanese è una particolare scala sospesa, di pietra monoblocco a vista, legata al sistema costruttivo in uso nell’architettura civile trapanese dall’800 fino a metà 900 e in alcuni casi usata come collegamento tra le terrazze esterne. Nella forma più semplice è costituita da un’unica rampa di ampiezza limitata, ma esistono modelli con più complesse caratteristiche geometriche come quelle elicoidali. Frutto di una felice e ormai rara collaborazione tra progettista e maestranze, queste scale nascevano dai minuziosi e dettagliati disegni esecutivi, che uniti all’eccellente esecuzione del taglio degli elementi lapidei creavano soluzioni di grande interesse dal punto di vista architettonico e costruttivo; soprattutto se consideriamo che non vi erano sostegni intermedi o elementi portanti. L’arditezza delle soluzioni proposte costituisce, infatti, una prova delle capacità tecniche e delle conoscenze statiche del progettista e delle maestranze coinvolte. L’operazione di montaggio dei singoli conci veniva effettuata partendo dal gradino più basso, quello d’invito, che presentava sempre lunghezza e larghezza maggiore rispetto agli altri gradini e il più delle volte aveva una conformazione di tipo semicircolare. I gradini venivano inseriti nel muro per una profondità variabile a seconda della dimensione della scala e poi si muravano con un sottile strato di malta. Con un paziente lavoro, gli artigiani sagomavano la parte superiore dei gradini in modo tale da permettere incastri perfetti con

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he Trapanese staircase is an unusual suspended staircase, made of exposed single-block stone, that was part of the construction system used in civil architecture in Trapani from the 1800s to the mid 1900s, which in some cases was also used as a link between outdoor terraces. In its simplest form it consists of a single ramp of limited width, but there are models with more complex geometric features such as the helical ones. The result of a happy and now rare collaboration between designer and workers, these stairs were created from meticulous and detailed working designs, which, together with the excellent cutting of the stone elements, created very interesting solutions from the architectural and construction point of view, especially if we consider that there were no intermediate supports or load-bearing elements. The boldness of the proposed solutions is, in fact, proof of the technical skills and solid knowledge of the designer and workers involved. The assembly of the individual segments was carried out starting from the lowest step, which was always longer and wider than the other steps and most of the time had a semicircular shape. The steps were inserted into the wall to a depth that varied according to the size of the staircase and then embedded with a thin layer of mortar. Very patiently, the craftsmen shaped the upper part of the steps in such a way as to allow perfect dovetailing with the step below. And it is precisely


THE TRAPANESE

STAIRCASE A local design

il gradino sottostante. Ed è proprio il raccordo tra il bordo dello scalino e l’alzata del successivo a costituire l’elemento di maggiore interesse delle scale alla trapanese, visto che la sovrapposizione veniva fatta a secco senza alcun tipo di malta legante e dove gli unici “vincoli” erano costituiti dall’incastro a muro e da quello con il gradino sottostante. Una esecuzione che permetteva ai singoli scalini di reggersi autonomamente, consentendo di collegare sbalzi notevoli, sviluppi insoliti e adottata anche per soluzioni ben più complesse come quelle elicoidali o a “ventaglio”. La scala alla trapanese è realizzata in “pietra misca”, un marmo ampiamente utilizzato in città, sia nelle costruzioni sia come pietra ornamentale, ma che ormai è in disuso visto che le cave si sono esaurite a già dalla metà del Novecento. La lavorabilità di questa pietra locale, unita alla sua elevata resistenza e alle buone caratteristiche meccaniche, faceva prediligere questo materiale, in modo da garantire una perfetta esecuzione. Nella cava si eseguiva la sbozzatura dei pezzi, mentre in cantiere questi venivano rifiniti in modo da conferire la forma desiderata e permettere gli incastri. Infine la pietra veniva “bocciardata” per rendere scabra la superficie. La scala alla Trapanese spesso stupisce per gli elaborati e insoliti sviluppi delle rampe e raggiunge la sua massima espressione artistica quando si accompagna ad una ringhiera in ferro battuto, anch’essa occasione ed esempio di abilità artigianale.

the connection between the edge of the step and the elevation of the next one that is the most interesting element in the Trapanese staircase, since the overlap was made without any type of mortar binder and where the only “constraints” were the joints with the wall and with the step below. A design that enabled the individual steps to support themselves, allowing the connection of significant cantilevers, unusual developments also adopted for much more complex creations such as helical or fan-like staircases. The Trapani staircase is made of “misca” stone, a marble widely used in the city, both in construction and as ornamental stone, but which is now in disuse since the quarries became depleted in the mid-twentieth century. The workability of this local stone, combined with its high resistance and good mechanical characteristics, made this material the preferred one, in order to guarantee perfect execution. The pieces were rough-hewn from the quarry, then trimmed and polished at the builder’s yard so as to give them the desired shape and allow them to be joined together. Finally the stone was “bush-hammered” to make the surface rugged. The Trapanese staircase often amazes due to the elaborate and unusual workings of the stairs and reaches its maximum artistic expression when accompanied by a wrought iron railing, which is another opportunity for and example of craftsmanship. 31


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“È LA TRADIZIONE, BELLEZZA”

SALAMURECI, UN PASSAGGIO DEL TESTIMONE TRA GENERAZIONI

“È la tradizione, Bellezza”. Non potevamo fare a meno di parafrasare la battuta cinematografica per eccellenza. Michele Bellezza, giovane titolare del ristorante “Salamureci”, ha ereditato dal nonno, oltre all’omonimia, la passione per la cucina: prima ignorata poi, più recentemente, consapevolmente coltivata e fatta emergere nella accorta gestione della cucina del ristorante. «Non nasco come chef, anzi non avrei mai immaginato di diventarlo, pur avendo ereditato da mio nonno la passione per la cucina tradizionale trapanese - racconta Michele -; poi vicende personali e familiari mi hanno portato in cucina come aiuto cuoco e, progressivamente, a occuparmi del ristorante: dall’acquisto delle materie prime, al confezionamento delle pietanze, alla gestione della cantina». A Trapani il cognome Bellezza dal 1954 è sinonimo di pasticceria, ma Michele ha nel cuore e nella mente il nonno che ai fornelli di casa era altrettanto attivo, soprattutto se c’era da metter mano ai piatti della tradizione. «Una delle sue specialità era la “matalotta”, la zuppa di pesce, che preparava con la “minuzzagghia” (il pesce minuto meno pregiato, ndr). Zuppa che immancabilmente, con piccole varianti, si usava per “abbivirare” u’ cùscusu. Da Salamureci prepariamo il cùscusu con la stessa cura che mio nonno poneva nella “matalotta” e con altrettanta attenzione proponiamo la cucina tradizionale trapanese che ho imparato da lui: il tonno con la cipolla in agrodolce, lo sgombro lardiato, le polpette di sarde, la frittura di paranza, i moscadini affogati, il macco di fave con il finocchietto selvatico»; e 32

“Bellezza, it’s tradition.” We could not help but paraphrase this great line from the movies. Michele Bellezza, the young owner of the restaurant “Salamureci”, has inherited both his name and his passion for cooking from his grandfather. A passion that he initially ignored, then, more recently, consciously cultivated in the astute management of the restaurant’s kitchen.“I was not born a chef, on the contrary I would never have imagined becoming one, even though I inherited my grandfather’s passion for traditional Trapanese cuisine,” says Michele,“then personal and family events led me to the kitchen as an assistant cook and, progressively, to take care of the restaurant: from the purchase of the raw ingredients, to the preparation of the dishes, to the management of the wine cellar”. In Trapani the surname Bellezza has been synonymous with pastry making since 1954, but Michele has his grandfather in his heart and mind, who was equally active in the kitchen at home, especially if traditional dishes were to be prepared. “One of his specialties was the ‘matalotta’, a fish soup, which he prepared with the ‘minuzzagghia’ [ed: the least sought after tiny fish]. A soup that was invariably, with small variations, used to ‘douse’ the couscous. At Salamureci we prepare couscous with the same care that my grandfather used to take with the ‘matalotta’, and with this same attention we propose the traditional Trapanese cuisine that I learned from him: tuna with sweet and sour onion, larded mackerel, sardine meatballs, fried fish, poached octopus, fava beans with wild fennel...” and here, in the union with the giant


“BELLEZZA, IT’S TRADITION”

SALAMURECI, PASSING THE BATON BETWEEN GENERATIONS

qui la tradizione cede il passo nell’accostamento al gambero rosso. «Tra i condimenti che serviamo con i primi della cucina trapanese e siciliana, c’è “a muddrica atturrata”. Mollica di pane duro - spiega Michele Bellezza - abbrustolita in padella in olio d’oliva in cui vengono sciolte le sarde salate. In passato era questo il nostro “formaggio” per insaporire le paste asciutte». Salamureci e Michele Bellezza non hanno dimenticato la tradizione pasticciera di famiglia: «i dolci della pasticceria trapanese, dal cannolo alla cassata ci sono tutti, e abbiamo recuperato anche un dolce che era un po’ dimenticato, che si faceva soprattutto in casa: il biancomangiare. È un dolce al cucchiaio, semplice ma delizioso». Le linee guida di Michele Bellezza nella conduzione della cucina di Salamureci sono essenziali: tradizione e legame con il territorio. «Non cedo il passo alla ricerca gastronomica, lo dico con il massimo rispetto per chi invece ama rielaborare la nostra cucina. Io continuo a puntare sulle ricette familiari, i piatti delle nostre nonne e mamme, pur senza essere un purista. Su una cosa però non transigo e arrivo fino all’integralismo: la materia prima. I prodotti devono essere del nostro territorio: per esempio l’aglio rosso di Nubia, i capperi di Pantelleria, l’origano di Montagna Grande, l’olio extravergine d’oliva delle valli trapanesi, e via dicendo. In passato questo legame con la nostra terra era naturale, oggi è una scelta, che in cucina ha il suo peso».

gamba prawn, tradition gives way.“One of the condiments from the Trapanese and Sicilian tradition that we serve with pasta, is the ‘a muddrica atturrata’. This is made by toasting bread crumbs in a pan with olive oil,” explains Michele Bellezza,“then dissolving the salted sardines into the mix. In the past, this was our ‘cheese’ for adding flavour to pasta”. Salamureci and Michele Bellezza have not forgotten the family’s pastry tradition:“We have all of Trapani’s traditional pastries, from the cannolo [ed: pastry shells with a sweet ricotta filling] to the cassata [ed: a sweet ricotta and marzipan sponge cake], and we have also revived a cake that was a bit forgotten, which was made above all at home: the blancmange. It’s a simple but delicious spoon dessert. Michele Bellezza’s guidelines in the management of Salamureci’s kitchen are basic: tradition and ties to the territory. “I don’t do gastronomic exploration, and I say this with the utmost respect for those who love to rework our cuisine. I continue to focus on family recipes, the dishes of our grandmothers and mothers, without being a purist. On one thing, however, I do not compromise and about which I am even an extremist: the raw ingredients.The products must be from our territory: for example red garlic from Nubia, capers from Pantelleria, oregano from Montagna Grande, extra virgin olive oil from the valleys of Trapani, and so on. In the past this bond with our land was natural, today it is a choice, which carries weight in the kitchen”.

TRAPANI Piazza Generale Scio, 17 - Tel + 39 0923.21728 - Cell. +39 328.6467581 www.salamureci.it - salamureci@gmail.com 33


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MAMMA HO FAME! LE MERENDINE SICILIANE DI UNA VOLTA

“MUMMY, I’M HUNGRY!” The snacks of old

di Antonella Poma

I

l pane era il protagonista indiscusso delle antiche merende trapanesi. Veniva preparato in casa ogni settimana e forniva energia anche da solo. Non di rado i meno fortunati esclamando “Mamma ho fame!” ricevevano una risposta tanto esilarante quanto dura: “C’è pane e cuteddu” (c’è pane e coltello) o “Mangia pani crusta e muddicuni” (mangia pane, crosta e mollica) che serviva ad esortarli ad accontentarsi del pane senza companatico. Di solito veniva accompagnato con verdura, frutta sia secca sia fresca: fichi, racina (uva), agrumi, fichi d’india, ma anche noci, fichi secchi, rarici (ravanelli), cipolla, fave e pecorino, fave caliati (fave essiccate), aglio arrustutu (arrostito). Il miglior metodo per arrostire o essiccare in inverno era sfruttare “U cufuni”, un braciere metallico tenuto in casa per scaldarsi. Il pane veniva accompagnato pure da vino cotto, olio e origano, tumazzo (formaggio, il più usato era il pecorino siciliano stagionato, talmente ricco di grassi che trasudava olio), olive, ma anche marmellate e confetture varie o cutugnata (confettura di mele cotogne quasi solida e consumata a quadrotti). Il pane raffermo veniva anche variamente bagnato con un liquido per aumentarne la morbidezza e condito con zucchero, nascevano così pane vino e zucchero, pane limone e zucchero e pane acqua e zucchero. C’era poi il pane e pumaroru fricato, una fetta di pane su cui veniva strofinato il pomodoro; il pane ne assorbiva tutti i succhi e veniva poi condito con olio sale e origano. A questa prelibatezza non si rinunciava neanche in inverno, poiché i pomodori si conservavano per la stagione fredda sotto forma di pennule di pumaroru, pezzi di fil di ferro di forma circolare su cui venivano appoggiati i grappoli che nel tempo acquisivano una colorazione tendente al giallo e un retrogusto leggermente amarognolo. Con il pane duro veniva preparato il pane fritto, una sorta di french toast si34

B

read was the undisputed protagonist in the snacks of long ago in Trapani. It was made at home each week and gave energy in and of itself. Often, when exclaiming “Mummy, I’m hungry!”, the less fortunate got an answer that was as exhilarating as it was tough: “C’è pane e cuteddu” (there’s bread and a knife) or “Mangia pani crusta e muddicuni” (eat bread, crust and crumb) which served to encourage them to settle for plain bread. It was usually accompanied by vegetables or dried or fresh fruit: figs,“racina” (grapes), citrus fruits, prickly pears, as well as walnuts, dried figs, “rarici” (radishes), onions, broad beans and pecorino cheese,“fave caliati” (dried broad beans), or “aglio arrustutu” (roasted garlic). The best way to roast or dry food in winter was to use the “U cufuni”, a metal brazier kept in the house to help keep you warm. Bread was also accompanied by cooked wine, oil and oregano, “tumazzo” (cheese, of which the most widely used was aged Sicilian pecorino cheese, so rich in fat that it exuded oil), olives, but also marmalades and various jams or “cutugnata” (quince jam that was almost solid and consumed in squares). Stale bread was soaked with a liquid to make it softer and seasoned with sugar, which was how wine and sugar bread, lemon and sugar bread, and water and sugar bread came about. Then there was bread and “pumaroru fricato”, where a slice of bread was rubbed with tomato, absorbing all the juices, and then seasoned with oil, salt and oregano. This delicacy was not foregone even in winter, because the tomatoes were conserved for the cold season in the form of “pennule di pumaroru”, pieces of circular wire from which the bunches hung and whose tomatoes over time acquired an almost yellow colour and a slightly bitter aftertaste. Fried bread was prepared from hardened bread, a kind of


ciliano, salato o dolce (se cosparso di zucchero), preparato friggendo le fette previamente ammollate in acqua o nel latte e passate nell’uovo sbattuto. Quando le donne preparavano il pane nel forno a legna, infornavano anche le sciavate, focaccine da consumare nei giorni successivi come merenda, condite con pomodoro, aglio, origano e pecorino o nella versione dolce (per la gioia dei più piccini) con olio e zucchero, che nel forno caramellizzava, rendendo la focaccia croccante fuori e morbida dentro. La pasta del pane lievitata veniva anche fritta e cosparsa di zucchero o pomodoro, formaggio e origano. La “Merenda dei campioni” per eccellenza era l’ovu sbattuto, il tuorlo dell’uovo montato crudo con zucchero a cui era aggiunto anche caffè o marsala e veniva preparato soprattutto per i bambini più gracili e malaticci che avevano bisogno di un ricostituente naturale. L’uovo finiva anche tra due fette di pane sotto forma di frittatina. Più moderni e destinati ai più fortunati c’erano poi il pane accompagnato da cioccolato, da latte condensato o da un filo di crema Alba (l’antenata della Nutella) che si comprava sfusa e a peso.

Sicilian French toast, salty or sweet (if sprinkled with sugar), prepared by frying slices previously soaked in water or milk and then dipped in beaten egg. When the women prepared the bread in the wood-fired oven, they also baked “sciavate”, flatbreads to be consumed in the following days as a snack, seasoned with tomato, garlic, oregano and pecorino cheese or in the sweet version (to the delight of the children) with oil and sugar, which caramelized in the oven, making the focaccia crisp outside and soft inside. Leavened bread dough was also fried and sprinkled with sugar or tomato, cheese and oregano. The champion snack par excellence was the “ovu sbattuto”, which was raw egg yolk whipped with sugar to which coffee or Marsala wine was also added and it was prepared especially for the most frail and sickly children who needed a natural restorative tonic. Egg also ended up between two slices of bread like a fritter. More modern, and intended for luckier people, were the breads with chocolate, condensed milk or a dribble of “crema Alba” (the precursor to Nutella) which was sold by measure. 35


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BISTROT

PASSATO E FUTURO NEL PIATTO

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u’ Tu’ si propone come moderno bistrot, con occhio di riguardo ai vini e ai prodotti del territorio. Prodotti e materie prime di grande qualità, piatti della tradizione rielaborati in chiave moderna. Nel nome, però, un ricercato legame con il passato. C’era una volta, all’angolo tra via Turretta e il Corso Vittorio Emanuele, un piccolissimo chioschetto di bibite fresche… il resto della storia potete farvelo raccontare da Zu’ Tu’. Un piccolo pezzo di storia del costume della città di Trapani di cui ancora si serba affettuosa memoria. Sulla scia di questa storica attività, Daniele e Alberto hanno voluto ricreare quell’atmosfera con un’idea che unisce tradizione, originalità e innovazione. Lo Zu’ Tu’ ha riaperto il suo bancone, un po’ più al centro di via Turretta offrendo a turisti e avventori ben più di una fresca sorsata. Zu’ Tu’ recupera l’antico significato di bistrot (le antiche osterie francesi) come luogo non solo del bere ma anche del buon mangiare. Il sodalizio tra i due soci, Daniele e Alberto, è nato già quattro anni fa. Entrambi, infatti, avevano una storia professionale che li ha visti muoversi tra le cucine e i banconi di prestigiose località turistiche italiane, ma anche oltre oceano dove hanno potuto organizzare eventi diffondendo il gusto per la cucina mediterranea ed acquisendo quell’esperienza che dà alla loro offerta un tocco di originale creatività. Aperitivi e piatti in cui vengono 36

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u’ Tu’ is a modern bistro, with an eye for wines and local products. High quality products and raw ingredients, traditional dishes reworked in a modern key. The name, however, holds a sought-after link with the past. Once upon a time, on the corner of Via Turretta and Corso Vittorio Emanuele, there was a small kiosk of fresh drinks... get Zu’ TU’ to tell you the rest of the story. A small piece of the history of the customs of Trapani, which is still fondly remembered. In the wake of this past activity, Daniele and Alberto wanted to recreate that atmosphere with an idea that combined tradition, originality and innovation. Zu’ Tu’ has reopened its counter, a little further towards the centre of Via Turretta, offering tourists and regular customers much more than just a fresh sip. Zu’ Tu’ restores the ancient meaning of bistrot (the old French taverns) as a place not only for drinking but also for good food. The partnership between Daniele and Alberto started four years ago. Both, in fact, had a professional history that saw them move between the kitchens and counters of prestigious Italian tourist venues, but also overseas where they organized events, promoting the taste for Mediterranean cuisine and acquiring the experience that gives their offerings a touch of original creativity. Aperitifs and dishes in which local products are used and which are enriched by exotic hints


ZU’ TU’ BISTROT THE PAST AND FUTURE ON THE PLATE

utilizzati prodotti locali e che sono arricchiti dalle note esotiche di spezie e ingredienti provenienti dalle altre tradizioni gastronomiche. Ogni ricetta prende il via dalla tradizione e si sviluppa sull’onda di un’accurata ricerca di aromi, sapori e profumi da parte dello chef Daniele Riccobene. Un sushi nostrano per l’aperitivo, le crudità di mare profumate di cetriolo, il risotto con cozze curry e per finire il riccio di ricotta con mousse di pistacchi con ganache di cioccolato fondente al cuore d’amarena! Ogni passo mosso dai due soci è compiuto con curiosità e coscienza. Queste sono le parole d’ordine sulle quali fonda la loro offerta. Daniele e Alberto indagano e studiano il territorio e suoi prodotti e li propongono ai propri ospiti con formule originali, in un’atmosfera fresca che sa raccontare storie, rapire il gusto e l’interesse degli avventori deliziandoli tra i palazzi più antichi della città mentre le brezze marine, il “passìo” sulle vie del centro, l’arrivo delle navi da crociera, dipingono quadri e scenari di vivace movida.

of spices and ingredients from other gastronomic traditions. Each recipe starts from tradition and develops on the wave of a careful search for aromas, flavours and fragrances by the chef Daniele Riccobene. A personalised sushi for an aperitif, seafood crudités scented with cucumber, risotto with curried mussels and finally a ricotta cheese curl with pistachio mousse and a dark chocolate ganache with a black cherry centre! Every step taken by the two partners is taken with curiosity and knowledge. These are the watchwords upon which their offerings are based. Daniele and Alberto investigate and study the territory and its products, offering them to their guests with original formulas, in a fresh atmosphere that knows how to tell stories, steal the taste and interest of the customers, delighting them, surrounded by the oldest buildings in the city while the sea breeze, the strolls through in the streets of the city centre and the arrival of cruise ships paint a picture and scenes of a lively nightlife.

TRAPANI - Via Turretta, 11/13 - Cell. +39 333.4698219 37


PIACERE SICILIA | TRAPANI INCONTRI DI VIAGGIO

I dolci silenzi di Montagna Grande TRA BOSCHI DI PINO, LECCI, E ROVERELLE di Mario Torrente

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il posto ideale per gli amanti del trekking. Ad un tiro di schioppo dal centro abitato di Trapani c’è una montagna dai lineamenti dolci, che qui chiamano semplicemente “Grande”. Dove è possibile immergersi, totalmente circondati dal verde, nei silenzi e negli odori del bosco che ricopre questo rilievo tutto da scoprire, percorrendone il fitto reticolo di sentieri che passa da un versante all’altro. Godendosi i profumi del sottobosco ed i meravigliosi panorami su questo angolo della Sicilia occidentale. Montagna Grande si estende su una superficie di quasi mille e trecento ettari, abbracciando il territorio compreso tra i Comuni di Trapani, Salemi e Calatafimi, che dalla frazione di Ummari arriva fino a Vita. Passeggiare per questi sentieri regala davvero una sensazione di tranquillità incomparabile, in un contesto ambientale caratterizzato soprattutto da alberi di pino, leccio e roverella. Un’escursione assolutamente da fare, per provare le emozioni che un bosco cosi fitto e rigoglioso sa regalare. Una volta arrivati in cima, un’altezza di circa 750 metri, lo sguardo si proietta inevitabilmente verso il cielo, con gli alberi che sembrano quasi toccare le nuvole. In un gioco di colori e prospettive che regala, passo dopo passo, immagini meravigliose e sempre diverse. Perché qui, oltre il “tuffo” nel verde, i protagonisti indiscussi restano i panorami che abbracciano praticamente l’intero hinterland trapanese. Con paesaggi carichi di colori e prospettive intervallati dai rilievi che sembrano

Ph. Mario Torrente

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The sweet silences of Montagna Grande Among woods of pine, holm-oak and downy oak

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t is the ideal place for lovers of hiking. A stone’s throw from the town of Trapani there is a mountain with soft features that locals simply call “Grande” meaning “great”. Here you can immerse yourself, totally surrounded by greenery, in the silence and smells of the forest that covers this mountain yet to be discovered, hiking along the dense network of paths that pass from one side to the other, and enjoying the scents of the undergrowth and the wonderful views over this corner of western Sicily. Montagna Grande covers an area of almost 1,300 hectares, embracing the territory in the municipalities of Trapani, Salemi and Calatafimi that stretches from the village of Ummari to Vita. Walking along these paths really gives a feeling of incomparable tranquillity, in an environmental context characterized mainly by pine trees, holm oaks and downy oaks. A hike that is an absolute must in order to


quasi formare una corona nella cuspide della Sicilia occidentale: dall’antico monte San Giuliano, a Nord, con il tempio che fu della dea Venere continuando lungo l’Agroericino per pizzo Cofano, le montagne di Sparagio e Inici, le cime più alte della provincia con i loro oltre mille metri. E ancora i monti Pispisa e Barbaro dalle parti di Segesta. Più in fondo, Monte Bonifato segna la linea di confine con le terre del palermitano che introducono verso l’entroterra siciliano. A Sud la prospettiva è su Monte Polizo, con la sua area archeologica, e il bosco che proietta nel Belìce per arrivare alle coste mazaresi. La visuale ad ovest spazia invece dal lago Rubino fino al mare delle isole Egadi. Nelle belle giornate si vede nitidamente anche Marettimo. Un’autentica oasi di pace, insomma, con un meraviglioso bosco da esplorare in ogni angolo dove, di tanto in tanto, dal “muro” verde degli alberi si aprono finestre sui panorami circostanti. E nel bel mezzo di questo “mondo” di infinita bellezza c’è Montagna Grande, con i suoi contorni rotondi e senza particolari cime ripide o pareti rocciose a picco. Una montagna che si potrebbe definire “gentile”, dove è possibile respirare aria salubre avvolti nei silenzi di questo polmone verde. Lontani dal brusio delle città, ma stando al centro di tutto. Proprio nel cuore della provincia di Trapani. Dove la natura continua a pulsare con i propri ritmi, senza frenesia. Sarà per questo che passeggiare da queste parti offre delle esperienze sensoriali uniche. experience the emotions that such a dense and lush forest can give. Once you reach the top, at a height of about 750 metres, your eyes inevitably look up to the sky and the trees that seem to almost touch the clouds. A play of colours and views that step by step offers wonderful and continuously changing images. Because here, in addition to the sea of green, the undisputed protagonists are the views that embrace virtually the entire hinterland of Trapani. With landscapes full of colours and views interspersed with elevations that almost seem to form a crown on the tip of western Sicily: from the ancient Mount San Giuliano in the north, with its temple that belonged to the goddess Venus, continuing along the Agroericino expanse towards Mount Cofano and the mountains of Sparagio and Inici, which are the highest peaks of the province reaching over a thousand metres high. Next come the Pispisa and Barbaro mountains near Segesta, and, further along, Monte Bonifato marks the borderline with the lands of Palermo that lead to the Sicilian interior. To the south, the view is of Monte Polizo, with its archaeological area, and the forest that stretches into the Belìce reaching all the way to the coast of Mazara. The view to the west ranges from Lake Rubino to the sea of the Aegadian Islands. On sunny days you can even see Marettimo very clearly. An authentic oasis of peace, in short, with a wonderful forest to be explored into every corner where, from time to time, the green “wall” of trees opens windows overlooking the surrounding views. And in the middle of this “world” of infinite beauty there is Montagna Grande, with its round contours and peaks that neither rise sharply nor have sheer rock faces. A mountain that could be defined as “gentle”, where you can breathe healthy air wrapped in the silence of this green lung. Away from the buzz of the cities, but at the heart of it all. Right in the heart of the province of Trapani. Where nature continues to pulsate at its own pace, without frenzy. That is why hiking in this area offers unique sensory experiences. 39


La Pizzeria “I Picciotti” è il luogo ideale nel quale poter mangiare la Pizza Siciliana DOC, a lunga lievitazione (48 ore) con la possibilità di poter scegliere tra le tante tipologie di farine utilizzate: di tumminìa, di kamut, di grani antichi siciliani, ai 5 cereali. Tutti gli ingredienti sono rigorosamente selezionati, sempre freschi e genuini, in una parola: di qualità. La Pizzeria I Picciotti supera la barriera delle allergie e delle intolleranze alimentari preparando ottime pizze senza glutine, senza lattosio e anche senza lievito. Vivi l’esperienza del gusto della vera pizza trapanese cotta nel forno a legna, in un ambiente accogliente che ricorda la Sicilia di una volta.

The “I Picciotti” pizzeria is the ideal place to eat the slow-rising (48 hours) Pizza Siciliana CDO, with the option of choosing between the many types of flour used: tumminìa (an ancient wheat grain), kamut, other ancient Sicilian grains and a fivegrains variety. All the ingredients are rigorously selected, and always fresh and genuine. In one word: quality. The “Pizzeria I Picciotti” overcomes the problem of allergies and food intolerances by preparing excellent pizzas without gluten, lactose and even without yeast. Experience the flavour of the real pizza from Trapani cooked in a wood-burning oven, in a welcoming environment that recalls the Sicily of the past.

TRAPANI Via Giovanni Matera, 38 Tel: +39 345.8229955


VODAFONE STORE TRAPANI Via G. B. Fardella, 11/13 Tel. +39 0923.1780021 storemartinez@vodafone.it

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PIACERE SICILIA | TRAPANI INCONTRI DI VIAGGIO

LE PIETANZE

“LARDIATE TRAPANESI

THE “LARDIATE” DISHES OF TRAPANI di Antonella Poma

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Trapani, con un intingolo a base di aglio pestato nel mortaio, sale, olio, aceto, origano e anche pomodoro (nella versione rossa), si condiscono carni, pesci e verdure che dopo la cottura e la marinatura in questa salsa vengono definite “lardiate”. Non fatevi fuorviare dal nome, il lardo non c’è tra gli ingredienti né mai c’è stato! Sembra che la parola “lardiato” derivi dall’allardiata napoletana, una salsa rustica a base di lardo e pomodoro che solo visivamente rende i cibi con cui si accompagna simili alle nostre pietanze lardiate. Questa sarebbe una delle ipotesi più accreditate visto che Trapani e il porto furono crocevia di popoli e culture, in cui ognuno ha lasciato traccia in cucina. Qui si usava “lardiare” soprattutto pesci o carni stopposi o dal gusto intenso, che necessitavano di una salsa d’accompagnamento per diventare meno selvatici, più morbidi e succulenti. Gli sgombri, ad esempio, sembrano nati per finire in questa salsa. I pesci vengono arrostiti sulla brace o fritti e poi accompagnati con la salsa lardiata. Nella versione “fritta”, gli sgombri vengono infarinati, rosolati in olio fino a doratura e posti nella salsa preparata nella versione rossa e cotta per qualche minuto. Gli sgombri arrostiti vengono invece accompagnati con l’intingolo a crudo, con o senza pomodoro. Stesso destino hanno la tunnina (il tonno rosso) e le melanzane arrostite sulla brace. Lardiato qui può essere anche il coniglio, se dopo aver sigillato i pezzi di carne soffriggendoli in padella si sistemano in un tegame con il solito intingolo (che in genere anche questa volta è rosso) fino al suo restringimento. A Trapani l’aglio è uno degli ingredienti più utilizzati e si finisce con il lardiare tutto ciò che da solo risulterebbe secco e triste. Un consiglio per chi si appresta a mangiare per la prima volta qualcosa di lardiato: la scarpetta è d’obbligo, per cui non lesinate sul pane che per questi piatti non è mai abbastanza! 42

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n Trapani, a sauce based on mortar-crushed garlic, salt, oil, vinegar, oregano and even tomatoes (in the red version), is used to seasoned meats, fish and vegetables, which, after being marinated or cooked in this sauce are called “lardiate”, or larded. Do not be misled by the name, lard is not among the ingredients and never has been! It seems that the word “lardiato” comes from the Neapolitan “allardiata”, which is a rustic sauce based on lard and tomato that only visually makes the foods it accompanies similar to our “lardiate” dishes. This is one of the most credited hypotheses since Trapani and its port were a crossroads of peoples and cultures, where everyone left their mark in the kitchen. Here they used to “lard” mainly tough fish or meat or those with intense flavours and which needed an accompanying sauce to become less gamy, softer and more succulent. Mackerel, for example, seem to be born for this sauce. The fish are roasted on the grill or fried and then accompanied with the “lardiato” sauce. In the fried version, the mackerel are floured, browned in oil until golden then placed in the red version of the sauce and cooked for a few minutes. Roasted mackerel are served with the sauce left raw, with or without tomatoes. The same fate befalls the “tunnina” (bluefin tuna) and aubergines roasted on the grill. Rabbit can also be “lardiato”, if after sealing the pieces of meat by frying them in the pan, they are placed in a saucepan with the usual sauce (which is usually also with tomatoes) until it reduces. In Trapani, garlic is one of the most widely used ingredients and we end up “larding” everything that would otherwise be dry and sad on its own. A tip for those who are preparing to eat something that is “lardiato” for the first time: wiping the plate clean afterwards is a must, so do not skimp on bread which for these dishes can never be enough!


Loggia66 nasce dall’idea gastronomica di portare in tavola quel trionfo di sapori che fanno parte della “cucina della memoria”. Quei piatti della tradizione siciliana che, preparati con cura, utilizzando materie prime di eccellenza, provenienti dalla nostra Terra, riescono a riaccendere il ricordo di quei sapori, indissolubilmente legati alla tavola delle nostre mamme e delle nostre nonne, concedendoci la licenza di qualche rivisitazione. L’utilizzo di prodotti stagionali e biologici, ci permette di variare spesso il nostro menu. Prestiamo particolare attenzione anche alle intolleranze alimentari, proponendo piatti ad hoc. La vera essenza di Loggia66 continua nella nostra Cantina, composta solo da etichette a “KM Sicilia”: un viaggio sensoriale che percorre in lungo e in largo la nostra meravigliosa Isola, prediligendo piccoli produttori, in una variegata scelta di etichette, molte delle quali BIO. Loggia66 si trova nel cuore del centro storico di Trapani, a pochi passi dalla Cattedrale di San Lorenzo. Loggia66 was born from the gastronomic idea of bringing the triumph of flavours that are part of the“kitchen of memory”to the table.Those traditional Sicilian dishes that, prepared with care and using excellent raw materials from our land, are able to rekindle the memory of those flavours that are inextricably linked to the dishes of our mothers and grandmothers, while granting us license for some reinterpretation. The use of seasonal and organic products allows us to vary our menu often. We also pay particular attention to food intolerances, offering ad hoc dishes. The true essence of Loggia66 continues in our wine cellar, composed only of Sicilian labels: a sensory journey that runs far and wide through our beautiful island, preferring small producers and with a varied choice of labels, many of them organic. Loggia66 is located close to the heart of Trapani’s historic centre, a few steps from the San Lorenzo cathedral.

TRAPANI

Corso Vittorio Emanuele, 66 Tel. + 39 0923.1785413 - Cell. + 39 333.3325801


ANTICA ENOGASTROMIA RENDA Entrare nell’Antica Enogastronomia Renda, significa lasciarsi tentare dalle tantissime specialità regionali. La bottega di rinomata qualità enogastronomica siciliana, è diventata nel tempo un punto di riferimento per tutti gli amanti della buona tavola, del buon vino e della genuinità.

Entering into the Antica Enogastronomia Renda means being tempted by the many regional specialities. This boutique with a reputation for high quality Sicilian oenogastronomy has become a point of reference for all lovers of good food, good wine and authenticity.

TRAPANI Via G. B. Fardella, 80 Trapani - Tel. +39 0923.22270 - Cell. +39 329.8797652 www.renda.it - info@renda.it

RENDA APPARTAMENTI

RENDA AZIENDA AGRICOLA

Nel centro di Trapani, in uno splendido stabile della centralissima Via Fardella, Renda Appartamenti offre comode e confortevoli sistemazioni dotate di tutti i comfort per fare trascorrere a coppie, famiglie e gruppi una vacanza indimenticabile.

L’Azienda Agricola Maria Luisa Renda nasce dalla volontà della stessa Maria Luisa di produrre un olio di eccellenza. L’azienda si trova all’interno del territorio della DOP Valli Trapanesi, testimonianza visibile e concreta dell’antica tradizione della produzione dell’olio nella zona.

In the centre of Trapani, in a wonderful building on the very central Via Fardella, Renda Apartments offers convenient and comfortable accommodation, furnished with style and supplied with all the comforts to ensure an unforgettable holiday for couples, families and groups.

The company Azienda Agricola Maria Luisa Renda was created from Maria Luisa’s desire to produce an excellent olive oil. It is located within the PDO Valli Trapanesi territory, making it visible and concrete evidence of the ancient tradition of oil production in the area.

TRAPANI Via G. B. Fardella, 82 Cell. +39 345.4586547 - Cell. +39 329.5645096 www.renda.it - appartamenti@renda.it

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Arredo - Complementi d’arredo - Idee Regalo - Contract - Abbigliamento Uomo/Donna. Chi sceglie La Marina Home fa del suo spiccato amore per il bello una filosofia di vita. Ogni cosa di cui si circonda deve suscitare un’emozione. Dal più piccolo particolare al pezzo d’arredamento, tutto racconta una storia da vivere giorno per giorno. La cura per i dettagli, l’accostamento di colori, le forme avvolgenti, diventano un caldo abbraccio per chi sogna di vivere la propria casa con gusto e raffinatezza.

Furniture - Furnishing Accessories - Gift Ideas - Refurbishment Projects - Menswear And Womenswear. Those who choose La Marina Home make their deep love of beauty a philosophy of life. Everything around them must elicit an emotion. From the smallest detail to the piece of furniture, everything tells a story of living day by day. Attention to detail, the combination of colours, the comfortable shapes, all become a warm embrace for those who dream of living their home in taste and refinement.

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Passione Blu: nel nome la mission. La passione che ci lega al mare, la passione di coltivare i rapporti umani, di vivere con empatia la felicità che leggiamo sui volti dei nostri clienti. Il blu del mare, che riempie le nostre vite, incanta allo stesso modo chi lo conosce da sempre e chi lo vive per la prima volta. Dalla sintesi di questi elementi, che abitano le menti di Dino e Walter (fratelli per scelta), nasce un’attività turistica che esplora con voi il territorio Trapanese ed Egadino nella sua essenza più vera, quella marina. Mirata la scelta di utilizzare i gommoni per le escursioni, così che i passeggeri possano godere degli scorci incantevoli delle coste, tuffarsi nelle acque cristalline delle isole, assaporare i prodotti gastronomici tipici, gioire di una compagnia ristretta di persone, vivere una giornata che rimarrà un’esperienza unica da custodire nella propria memoria e nel proprio cuore. Per conoscere i servizi di Passione Blu seguiteci sui social network oltre che sul sito internet.

TRAPANI - Via Avv. G. Palmeri, 2/10 Walter +39 389 1597391 - Dino +39 347 4960739

Passione Blu: the mission is in the name. The passion that binds us to the sea, the passion to cultivate human relationships, vicariously living the happiness that we read on the faces of our customers. The blue of the sea, which fills our lives, enchants equally those who have always known it and those who live it for the first time. From the synthesis of these elements, which inhabit the minds of Dino and Walter (brothers by choice), came a tourist activity that explores with you the Trapani and Aegadian territories in their truest essence, the marine one. The choice of using rubber dinghies for excursions is intentional, so that passengers can enjoy the enchanting views of the coast, dive into the crystal clear waters of the islands, taste the traditional gastronomic products, enjoy the company of a small group of people, and live a day that will remain a unique experience to be kept in their memory and in their hearts.To learn more about the services offered by Passione Blu, follow us on social media as well as on the website.

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PIACERE SICILIA | SELINUNTE INCONTRI DI VIAGGIO

© Parco di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria

SELINUNTE

LIBRO DI PIETRA

UN PARCO ARCHEOLOGICO PER LEGGERE UNA CIVILTÀ

U

n viaggio nella storia dal VII al III secolo a.C. da percorrere tra i 270 ettari del parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, il più vasto d’Europa. Visitare Selinunte, però, non è certificare un record in termini di chilometri quadrati, ma immergersi nel divenire di una città, di una civiltà, di un popolo: i selinuntini. Come in larga parte dei siti archeologici i resti, templi, necropoli, agorà, non sono coevi ma rappresentano la traccia del trascorrere del tempo e degli eventi, che furono anche drammatici per i selinuntini. Un libro di pietra che bisogna saper leggere. Fiorente colonia greco-siceliota fondata da megaresi (di Megara Hyblea), Selinunte, alleata di Siracusa fu coinvolta in due disastrose guerre: la prima contro Segesta, alleata dei cartaginesi, durò alcuni anni tra il 413 e il 409 a.C. si concluse con la vittoria di questi ultimi; la seconda fu conseguenza del più acceso scontro tra romani e punici. Selinunte finì schiacciata, dai romani, nelle guerre per il controllo del Mediterraneo. Il parco archeologico, pietra dopo pietra, racconta questa e altre storie. Dalla fondazione, visibile nella collina di Manuzza, sede del primo insediamento, allo sviluppo della Agorà che ricalca l’impianto urbanistico megarese e dove ancora sono visibili le tracce di quello che doveva essere l’identità selinuntina: l’Heroon, la tomba dell’ecista-fondatore; le stoai, i portici monumentali; le botteghe; le sale per riunioni (hestiatoria) e ancora abitazioni e luoghi di culto. Di recente scoperta, e di scavi ancora più recenti, è il quartiere artigianale, una serie di fornaci e locali annessi lungo le mura della città, nella valle di Gorgo Cottone, forse uno degli impianti produttivi più grandi del mondo antico. Certamente di maggiore impatto emotivo è la 46

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alking through the 270 hectares of the archaeological park of Selinunte and the Cusa quarries, the largest in Europe, is a journey through history from the 7th to the 3rd century B.C. Visiting Selinunte, however, is not about clocking up a record in terms of square kilometres, but about immersing yourself in the creation of a city, a civilization, a people: the people of Selinunte. As in most archaeological sites, the remains, temples, necropolis and agora, are not contemporary but represent the traces of the passage of time and events, which were also dramatic for the people of Selinunte. A book of stone you need to know how to read. A flourishing Greek-Siceliote colony founded by the people of Megara Hyblaea, Selinunte, an ally of Syracuse, was involved in two disastrous wars: the first against Segesta, an ally of the Carthaginians, which lasted a few years between 413 and 409 BC and ended with the latter as victor; the second was the result of the most heated clash between the Romans and Punics. Selinunte was in the end crushed by the Romans in the wars for control of the Mediterranean. The archaeological park, stone by stone, tells this and other stories. From the foundation, visible on the hill of Manuzza and site of the first settlement, to the development of the Agora, which follows the urban layout of Megara and where traces of what was the identity of Selinunte are still visible: the Heroon, the tomb of the oikistes-founder; the stoas and monumental porticoes; the shops; the meeting rooms (hestiatoria); even houses and places of worship. Recently discovered, and even more recently excavated, is the craft district, a series of furnaces and annexes along the city walls, in the Gorgo Cottone valley, perhaps one of the largest production facilities


SELINUNTE: THE BOOK OF STONE AN ARCHAEOLOGICAL PARK FOR INTERPRETING A CIVILIZATION

vista dei templi: sette, denominati con lettere dell’alfabeto, ma ciascuno con una storia da narrare. Il tempio E, parzialmente ricostruito negli anni ‘50, è quello che meglio rappresenta lo stile dorico; il tempio G mai completato, è tra i più grandi dell’antichità e il tempio C che domina l’acropoli. Un itinerario che ricomprenda tutte le aree più importanti comporterà una camminata tra i 5 e i 6 chilometri in circa 4 o 5 ore. Si suggeriscono scarpe adatte, acqua, cappellino per proteggersi dal sole. Fino al 16 settembre sono allestite all’interno del Baglio Florio e visitabili due mostre sul tema della memoria. “Are you My Mother” e “Mappe, Memoria e Territorio” sono allestimenti realizzati in collaborazione con il Museo Riso di Palermo il Mana Contemporary Jersey City, NJ USA. In esposizioni opere fotografiche di Jamie Diamond, Aleksandar Duravcevic ed Eugene Lemay, che dialogano con l’installazione di Giacomo Rizzo, un’imponente scultura il fiore Myosothis, più conosciuto come non ti scordar di me, per ricordare gli avvenimenti importanti della nostra Storia. Nel corso dell’estate il tempio di Hera sarà quinta naturale per le rappresentazioni teatrali, di musica e danza della rassegna internazionale “Teatri di Pietra”.

in the ancient world. Certainly of greater emotional impact is the view of the temples: seven, named with letters of the alphabet, but each with a story to tell. Temple E, partially rebuilt in the 1950s, is the one that best represents the Doric style; temple G, never completed, is among the largest in antiquity; and temple C dominates the acropolis. An itinerary covering all the most important areas will involve a walk of between 5 and 6 kilometres over about 4 or 5 hours. We suggest suitable shoes, water and a cap to protect yourself from the sun. Until September 16, two exhibitions on the theme of memory are set up inside the Baglio Florio and can be visited.“Are you My Mother” and “Maps, Memory and Territory” are exhibitions created in collaboration with the Museo Riso in Palermo and the Mana Contemporary cultural centre in Jersey City, New Jersey, USA. On display are photographic works by Jamie Diamond, Aleksandar Duravcevic and Eugene Lemay, which are linked with Giacomo Rizzo’s imposing sculpture, the Myosotis flower, better known as the forget-me-not, to remember the important events of our history. During the summer, the temple of Hera will be the natural backdrop for the theatrical, musical and dance performances of the international festival “Teatri di Pietra” (Stone Theatres).

PARCO ARCHEOLOGICO DI SELINUNTE: tutti i giorni - ore 09.00 / 18.00 uscita entro le 19.00 CAVE DI CUSA: tutti i giorni - ore 09.00/13.00 uscita entro le 14.00 Biglietti: intero: € 6,00 - ridotto: € 3,00 Ingresso gratuito per i cittadini dell’Unione Europea, di età inferiore a 18 anni. Ingresso ridotto del 50% per i cittadini dell’Unione Europea, di età compresa tra i 18 anni e i 25 anni. Ingresso libero per tutti, la prima Domenica di ogni mese. Per info e modalità di pagamento: +39 338 78 32 705 - www.selinunte.gov.it

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PIACERE SICILIA | REPORTAGE INCONTRI DI VIAGGIO

Gli ultimi giorni di

SELI NUS

the last days of selinus chronicles from 409 b.c. di Fabio Pace e Francesca Adragna

Vi raccontiamo una piccola ma importante parte della storia di Selinunte: la sua caduta nel 409 a.C. Lo facciamo con un racconto breve, una ricostruzione verosimile - i nostri Metrodora e Vasianos sono frutto di fantasia - ma nel rispetto rigoroso delle cronache e degli storici dell’epoca. We will tell you about a small but important part of the history of Selinunte: its fall in 409 B.C. We will do it with a short, fictional story - our Metrodora and Vasianos never existed - but with strict respect for the chronicles and historians of the time.

Un ringraziamento a: Arch. Bernardo Agrò Direttore del Parco Archeologico di Selinente 48

Foto: Piero Lazzari Modella: Francesca Zanetti Hair Style: Salvo Sansica Make Up: Elena Chiarelli


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PIACERE SICILIA | REPORTAGE INCONTRI DI VIAGGIO

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ncora la guerra su queste morbide terre, solcate da piccole valli, da dolci e fruscianti corsi d’acqua. Ancora una guerra per dimostrare chi è il più forte, il più potente, per legittimare il comando. Dopo 150 anni ancora Selinunte e Segesta si avversano tra le colline, distruggendo le città, saccheggiando i loro templi; dopo 150 anni Cartagine e Segesta urlano vendetta su Selinunte, piombando con feroce attacco sulle rive, penetrando silenti tra le dune di sabbia, sorprendendo la città, interrompendo l’alacre attività di un popolo che innalzava il suo tempio a Zeus: scavava nella pietra, stondava e solcava le colonne da elevare al cielo. Già superate le mura della città, gli oltre 5000 cartaginesi guidati da Annibale Magone, riuscirono ad avere la meglio su Selinunte massacrando un gran numero tra i soldati di vedetta e tra quelli che si mossero immediatamente in difesa del loro popolo. Selinunte resistette all’attacco, con tutte le sue forze: ogni uomo, ogni contadino, ogni artigiano fu richiamato alle armi interrompendo improvvisamente ogni altra attività, abbandonando casa e famiglia, ma dopo 150 anni di pace nessuno era davvero pronto e, dopo 9 giorni, avendo visto cadere 16.000 dei propri uomini ed altri 5000 mila catturati e fatti schiavi, si arrese. Non più di 2000 le anime sopravvissute che cercarono rifugio nella città alleata di Agrigento. Attraversarono il fiume Selinos sperando che da Agrigento giungessero loro incontro i soccorsi, un’armata che li proteggesse che li difendesse mentre fuggivano. Non giunse nessuno, nessuno alleviò la loro paura, la loro sofferenza e stanchezza. Dopo il terrore, dopo il dolore della perdita di tanti tra i loro cari, vagavano soli tra le campagne sperando che un segno, una luce, l’intervento di una divinità accorciasse il loro cammino. Nel contempo, il popolo di Agrigento, era infatti impegnato a difendere Eraclea Minoa, la colonia di Selinunte più prossima alla città. Metrodora era riuscita a sfuggire al peggio insieme al fratello Cleandro, ma non poteva darsi pace, resisteva solo grazie alla speranza di ritrovare ad Agrigento anche suo marito Vasianos. Si guardava intorno quando tutto fu finito: cenere e polvere, usci divelti, rovine ovunque era già rovinato persino il tempio nuovo, il tempio della speranza e della fiducia. Raccolte le uniche cose che riuscì a recuperare dalla sua casa distrutta e saccheggiata, si diresse lì a quello che sarebbe stato il tempio dedicato a Zeus. Volle passare da lì prima di lasciare la sua amata Selinunte. Lì dove stavano costruendo l’immenso splendore di luci dorate per Zeus, dove era certa il suo popolo avrebbe ritrovato la forza per risorgere. Metrodora era certa che se Vasianos fosse riuscito a salvarsi, che se era nascosto da qualche parte, che se avesse potuto fuggire alla prigionia, se Vasianos era ancora vivo e doveva esser vivo perché lei sentiva ancora il suo amore, il suo cuore ardere per lei, anche lui, anche Vasianos avrebbe ritrovato la speranza nel tempio. Sì, ne era certa: Vasianos passerà di qui. Osservò, Metrodora, osservò attentamente quel che restava di quel fiero monumento che non aveva ancora coronato il suo soffitto. Scandagliò ogni posto, ogni angolo, ogni fessura tra le pietre del colonnato per individuare il punto esatto in cui anche Vasianos avrebbe posato i suoi occhi addolorati ed impauriti, sperduti e speranzosi. Voleva lasciare per lui un segno, qualcosa che gli desse la forza per continuare, per non disperare. Qualcosa che gli facesse capire che lei era ancora viva, che si sarebbero ritrovati ed avrebbero ricominciato tutto ancora una volta, ancora insieme.

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nce more there was war on these soft lands, furrowed by small valleys, by sweet and whispering courses of water. Another war to prove who is the strongest, the most powerful, to legitimize the command. After 150 years, Selinunte and Segesta once more opposed each other in the hills, destroying the cities, plundering the temples; after 150 years, Carthage and Segesta scream out their revenge on Selinunte, swooping on the banks in a ferocious attack, penetrating silently into the sand dunes, surprising the city, interrupting the bustling activity of a people raising their temple to Zeus: digging into the stone, ploughing and rounding off the columns to raise to the sky. Already past the city walls, the over 5,000 Carthaginians led by Hannibal Mago had managed to get the better of Selinunte by massacring a large number of lookout soldiers and the men who had immediately leapt in defence of their people. Selinunte resisted the attack with all its strength: every man, every farmer, every craftsman was called to arms, suddenly interrupting all other activities, leaving home and family, but after 150 years of peace no one was really ready and, after nine days, having seen 16,000 of their men fall and another 5,000,000 captured and enslaved, the city surrendered. There were no more than 2,000 surviving souls, who sought refuge in the allied city of Agrigento. They crossed the Selinos river, hoping that from Agrigento they would receive help, an army to protect and defend them as they fled. No one came, no one relieved their fear, their suffering, their fatigue. After the terror, after the pain of the loss of many of their loved ones, they wandered alone in the countryside hoping that a sign, a light, the intervention of a deity would shorten their journey. At the same time, the people of Agrigento were in fact busy defending Heraclea Minoa, the colony of Selinunte that was closest to the city. Metrodora had managed to escape the worst with her brother Cleandro, but she could not give up, she hung on only thanks to the hope of finding her husband Vasianos in Agrigento. She looked around her when it was all over: ash and dust, doorways destroyed, ruins everywhere, even the new temple was already ruined, the temple of hope and trust. Having collected the only things she could recover from her destroyed and plundered house, she headed to what would have been the temple dedicated to Zeus. She wanted to stop by before leaving her beloved Selinunte. There where they had been building the immense splendour of golden lights for Zeus, where she was certain his people would find the strength to rise again. Metrodora was certain that if Vasianos had managed to stay safe, if he had hidden somewhere, if he had been able to escape captivity, that if he was still alive – and he had to still be alive because she still felt his love, his heart burn for her – then Vasianos, too, would find hope again in the temple. Yes, she was certain. Vasianos would come through here. Metrodora carefully observed what remained of that proud monument that had not yet crowned its ceiling. She scanned every place, every corner, every crack between the stones of the colonnade to locate the exact spot where Vasianos, too, would lay his grieving and frightened, lost and hopeful eyes. She wanted to leave a sign for him, something that would give him the strength to continue, to not despair. Something that would make him realize that she was still alive, that they would find each other and start all over again, once more together.

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“Vasianos marito mio, sii forte. Io sono riuscita a salvarmi e in qualche modo insieme agli altri che son restati, cercheremo di raggiungere Agrigento. Ti prego amore mio, come ho pregato Zeus, salvati! Riprendi le tue forze e raggiungimi lì. Ti aspetterò e quando arriverai cancelleremo queste brutture, dimenticheremo questa devastazione e ricostruiremo la nostra amata Selinus. Riavremo quel che abbiamo perduto, lo faremo insieme. La vita tornerà a scorrere sulle nostre vie, tra le nostre botteghe di ricchi tessuti, nella nostra vivace agorà. I sacerdoti veglieranno su di noi, ci guideranno. Il nostro tempio risorgerà ancora. Ti aspetto Vasianos, ritorna da me amore mio, vivi e rivivrà Selinus”. “Vasianos, my husband, be strong. I managed to survive and somehow together with the others who stayed, we will try to reach Agrigento. Please, my love, as I prayed to Zeus, be safe! Get your strength back and meet me there. I’ll wait for you and when you get there we’ll erase this ugliness, forget this devastation and rebuild our beloved Selinus. We’ll get back what we lost, we’ll do it together. Life will once again flow through our streets, through our shops of rich fabrics, in our lively agora. The priests will watch over us, they will guide us. Our temple will rise again. I’m waiting for you, Vasianos, come back to me, my love, live and Selinus will relive”.

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PIACERE SICILIA | TRAPANI TRAVEL ENCOUNTERS

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ueste parole scrisse, con la sua grafia incerta, di fanciulla impaurita e sola. Arrotolò il suo papiro e lo nascose tra le pietre del pavimento della cella di Zeus. Certamente Vasianos lo avrebbe trovato, anche lui avrebbe cercato il luogo in cui gli occhi dorati di Metrodora si fossero posati prima di lasciare la loro amata città. Era talmente certa che lui l’avrebbe trovato, talmente convinta che si sarebbero rivisti, che prima di lasciare il tempio le venne anche voglia di danzare. Improvvisò dei passi, sollevò mollemente le sue braccia graziose ed aggraziate, sentì scorrere ancora la sua giovane età su ogni centimetro della pelle, mentre si levava una leggera brezza che le carezzava le vesti e le solleticava i lunghi capelli color del bronzo. Il sole stava tramontando, scivolando giù lentamente e poi sarebbe sparito d’un tratto, lasciando solo un penetrante raggio verde tra l’oro delle campagne. Doveva proprio andar via, lasciare il tempio e raggiungere quei pochi che come lei erano sopravvissuti a quei disastrosi 9 giorni. Nove giorni per annientare una città con la sua gente, la loro storia, la loro preziosissima arte. Chissà quanti giorni avrebbe impiegato Vasianos per liberarsi e raggiungerla! Metrodora uscì dal tempio col cuore colmo di fiducia, rinvigorita già solo all’idea di rivedere presto suo marito, sicura che i loro occhi si sarebbero incontrati su quelle pietre, sul pavimento della cella di Zeus.

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he wrote these words, in uncertain handwriting, that of a frightened and lonely girl. She rolled up her papyrus and hid it among the stones in the floor of Zeus’ cella. Vasianos would certainly find it, he too would have looked for the place where Metrodora’s golden eyes would have looked before leaving their beloved city. She was so sure that he would find it, so convinced that they would see each other again, that before leaving the temple she even felt like dancing. She improvised the steps, softly raised her graceful and beautiful arms, felt her youth still flowing over every inch of her skin, while a light breeze rose that caressed her clothes and tickled her long bronze-coloured hair.The sun was setting, slipping down slowly and it would soon suddenly disappear, leaving only a penetrating green flash piercing through the golden hues of the countryside. She really had to go, leave the temple and join the few who, like her, had survived those disastrous nine days. Nine days to annihilate a city and its people, its history, its precious art. Who knows how many days it would take Vasianos to free himself and join her! Metrodora came out of the temple with a heart full of confidence, strengthened simply by the idea of seeing her husband again soon, sure that their eyes would meet on those stones, on the floor of Zeus’s cella.

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© GD’A

ANTICA OSPITALITÁ SICILIANA THE LONG-STANDING HOSPITALITY OF SICILY

A 10 km dal Parco Archeologico di Selinunte,

immerso nell’incantevole campagna Belicina, dimora l’Agriturismo Baglio Vecchio, risalente al XVIII secolo. Lontano dal caos della città interpreta armonicamente la tipica caratterizzazione rurale siciliana, con dieci eleganti camere e cinque appartamenti, dotati di tutti i comfort. Nel ristorante del Baglio Vecchio potrete gustare sapori e profumi della cucina isolana. Ogni pietanza è arricchita con l’olio spremuto dalle olive Nocellara del Belìce, varietà che si coltiva nella Tenuta Zangara e da cui il rinomato Olio Extra Vergine prende il nome. Gli amanti delle passeggiate naturalistiche all’esterno delle antiche mura del baglio troveranno tutta la bellezza della campagna siciliana. Nella vastità della tenuta, passeggiando tra le distese di ulivi secolari e vigneti, vi inoltrerete nella cosiddetta “riserva”. Un torrente nel corso delle ere geologiche ha scavato un profondo canyon, al cui interno è cresciuta una fitta vegetazione, atipica per questa zona della Sicilia. Risalendo le ripide pareti bianche calcaree delle gole, una formazione rocciosa dal caratteristico profilo, che ricorda un castello, domina la valle del Belìce. Una passeggiata di appena 5 km che vi porterà in un segreto angolo di natura incontaminata.

Only 10 km from the Selinunte archaeological park, immersed in the enchanting countryside of Belicina, is the Agriturismo Baglio Vecchio, which dates back to the eighteenth century. Far from the chaos of the city, it harmoniously interprets the typical Sicilian rural character, with ten elegant rooms and five apartments, equipped with all the comforts. In the Baglio Vecchio restaurant you can taste the flavours and aromas of the island’s cuisine. Each dish is enriched with the oil pressed from the Nocellara del Belìce olives, a variety that is grown in the Zangara estate and from which the famous extra virgin olive oil takes its name. Lovers of naturalistic walks will find all the beauty of the Sicilian countryside outside the ancient walls of the “baglio”, or fort-castle. In the vastness of the estate, walking through the expanses of ancient olive groves and vineyards, you enter the so-called “reserve”. Over geological time a river has dug a deep canyon which is now home to a thick vegetation, atypical for this area of Sicily. Climbing up the steep white calcareous walls of the ravines, a rocky formation with a characteristic profile reminiscent of a castle, dominates the Belìce valley. A walk of just 5 km will take you to a secret corner of unspoiled nature.

CASTELVETRANO (TP) C.da Zangara, Strada Provinciale 13 - Phone: +39 335.5609552 www.agriturismobagliovecchio.com - info@agriturismobagliovecchio.it


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ase Vacanza Vivaldi è situato ai margini del nucleo antico della borgata di Marinella, a 200 mt dal Parco archeologico di Selinunte. Il complesso Case Vacanza Vivaldi è composto da 14 eleganti appartamenti, disposti su tre piani e suddivisi in tre diverse tipologie, bilocali, trilocali e 2 appartamenti per diversamente abili. Tutti gli appartamenti sono completi di ogni comfort tra cui: aria condizionata, sky TV, microonde cucina attrezzata, stereo, cassaforte e parcheggio riservato. L’ambiente, arredato con gusto moderno e raffinato offre molteplici servizi e un’atmosfera familiare. L’Hotel dispone di servizi di transfer e minitour in tutto il territorio siciliano e di spiagge convenzionate e complete di servizi. Lo staff sarà lieto di offrirvi informazioni e suggerimenti per trascorrere un piacevole e rilassante soggiorno.

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ase Vacanza Vivaldi is located on the edge of the historic centre of the village of Marinella, 200 metres from the Selinunte archaeological park. The Case Vacanza Vivaldi complex consists of 14 elegant apartments on three floors and divided into three different types: two- and three-roomed apartments and apartments for the disabled, of which there are two. All apartments offer every comfort including air conditioning, sky TV, an equipped kitchen with microwave, stereo, safe and private parking. The environment, furnished with modern and refined taste, offers many services and a homely atmosphere. The hotel has transfer and mini-tour services for throughout the Sicilian area and partnered beaches with all the services. The staff will be happy to offer you any information and suggestions to ensure you have a pleasant and relaxing stay.

CASE VACANZA

MARINELLA DI SELINUNTE Via A. Vivaldi - Tel: +39 0924 941050 - Cell: +39 392 9309201 www.casevacanzavivaldi.it - info@casevacanzavivaldi.it


Baraonda è una terrazza sul mare di Selinunte. Il luogo magico di incontro tra un panorama mozzafiato e gusto: dalla prima colazione fino alla cena, dal drink al gelato. Baraonda sarà l’esperienza che vi resterà nel cuore e nel palato. Nel generoso antipasto Baraonda si esaltano il delicato incontro tra mare e terra della caponata di pesce spada e melanzane, e poi il polpo, le cozze, le sarde ripiene, i gamberetti. Ancora lo sposalizio terra / mare: nelle fettuccine con un cremoso pesto di pistacchi che esalta il carattere dei gamberi; nei paccheri con le triglie, aromatizzati con mandorle, uva passa, pinoli e finocchietto selvatico. La sapidità del mare la ritroverete nel pescato del giorno, valorizzato in una delicata frittura.

Baraonda is a terrace overlooking the sea of Selinunte. A magical place where a breathtaking view marries with taste: from breakfast to dinner, from drinks to ice cream. Baraonda will be the experience that will remain in your heart and on your palate. In the generous Baraonda appetizers the delicate encounter between sea and land of the caponata of swordfish and aubergines, plus the octopus, mussels, stuffed sardines and shrimps, are all exalted. Again the marriage between land and sea: in the fettuccine pasta with a creamy pistachio pesto that enhances the characteristics of the shrimp; in the paccheri pasta with mullet, flavoured with almonds, raisins, pine nuts and wild fennel. You will also find the flavour of the sea in the catch of the day, enhanced by a delicate frying.

MARINELLA DI SELINUNTE - CASTELVETRANO (TP) Via Marco Polo - Tel. +39 339 846 1618 - giov4@msn.com


PIACERE SICILIA | CASTELVETRANO INCONTRI DI VIAGGIO

LA “SISTINA DI SICILIA” Un piccolo grande gioiello

THE “SISTINE CHAPEL OF SICILY”. A LITTLE GREAT JEWEL di Stefania Martinez

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astelvetrano, nasce come piccolo borgo in epoca medievale. Da prima baronia, affidata alla famiglia Tagliavia nel 1299, poi contea e infine principato; figlia di una nobiltà che la resero una delle città più ricche della Sicilia. Ed è qui che sorge la meravigliosa e monumentale Chiesa di San Domenico. Un orgoglio per la nostra terra che può vantare una chiesa di così rara bellezza, anteprima di quello che poi sarebbe stato il barocco siciliano. Fu costruita su un preesistente tempio tardo gotico, così come oggi la conosciamo, nel 1487 per volere di Giovan Vincenzo Tagliavia, signore di Castelvetrano. La chiesa si sviluppa su tre navate. Fu inizialmente affidata ai frati francescani e dedicata a Santa Maria di Gesù, successivamente venne costruito un grande convento per i frati domenicani. Nella seconda metà del XVI secolo il principe Carlo Aragona Tagliavia ne fece il suo mausoleo personale e chiamò uno degli stuccatori più famosi della Sicilia, Antonino Ferraro da Giuliano che tra il 1577 e il 1580 realizzò un’opera sorprendente, tanto che oggi la chiesa di San Domenico viene definita la “Cappella Sistina di Sicilia”, che apre le porte all’arte barocca. Non è la raffigurazione pittorica, quella che predomina e caratterizza la chiesa ma quella “scultorea”. Il tripudio di stucchi dà pieno corpo ad una simbologia complessa, ricca di richiami religiosi, storici, araldici. Sovrapposizioni articolate, intrecci imprevedibili, raffigurazioni ardite nel rispetto di prospettive e dimensioni che lasciano lo spettatore a bocca aperta. Impressionante per la

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astelvetrano started as a small village in medieval times. First as a barony entrusted to the Tagliavia family in 1299, then a county and finally a principality; giving it a nobility that made it one of the richest cities in Sicily. And it is here that the marvellous and monumental San Domenico church. It is a source of pride that our city can boast a church of such rare beauty, a preview of what would later become Sicilian Baroque. It was built in 1487 on a pre-existing late Gothic temple, as we know it today, by order of Giovan Vincenzo Tagliavia, liege lord of Castelvetrano. The church has a nave and two aisles. It was initially entrusted to the Franciscan friars and dedicated to Holy Mary of Jesus, then a large monastery was built for the Dominican friars. In the second half of the 16th century Prince Carlo Aragona Tagliavia turned it into his personal mausoleum and hired one of the most famous stucco decorators in Sicily, Antonino Ferraro da Giuliano, who between 1577 and 1580 created an amazing work of art, to the extent that today the church of San Domenico is called the “Sistine Chapel of Sicily”, which opened the door to Baroque art. It is not the pictorial representation that dominates and characterizes the church, but the “sculptural” one. The riot of stuccoes gives substance to complex symbology, rich in religious, historical and heraldic references. Articulated superimpositions, unpredictable interlacing, daring representations with regards to perspectives and dimensions that leave the viewer speechless. The


ricchezza di elementi la decorazione che sovrasta l’arco attraverso il quale si accede alla cappella del coro ed il cappellone dell’altare maggiore. Un grandioso manufatto in stucco raffigura l’Albero di Jesse, cioè l’albero genealogico che partendo da Jesse, padre di re Davide, rappresenta, a beneficio dei fedeli, la discendenza che porta alla Beata Vergine Maria, rappresentata al sommo dell’albero, coronata da angeli, con il bambino sul ginocchio sinistro. All’interno della Chiesa si trovano decine di opere d’arte di grande pregio, pitture e sculture, tra le quali spicca un sarcofago in marmo bianco su cui è posto un cavaliere disteso con la testa in riposo sul braccio destro che raffigura Fernando Aragona Tagliavia figlio del committente della Chiesa. Il terremoto della Valle del Belìce del 1968, purtroppo, danneggiò pesantemente la chiesa che rimase chiusa per 46 lunghissimi anni, fino al 2014 quando vennero completati i lunghi e difficoltosi lavori di restauro ad opera dei tecnici e dei restauratori dell’Opificio delle pietre dure di Firenze. Oggi è possibile visitare questo splendido esempio di Manierismo siciliano che sorge in Piazza Regina Margherita a Castelvetrano tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00. Un gioiello nascosto che non ha eguali.

decoration above the arch leading to the choir chapel and the large chapel of the high altar is impressive for the richness of its elements. A grandiose stucco artwork depicts the Tree of Jesse, a family tree for the faithful that, starting with Jesse, father of King David, traces his descendants all the way up to the Blessed Virgin Mary, sitting at the top of the tree, crowned by angels and holding the child Jesus on her left knee. Inside the church there are dozens of works of art of great value, both paintings and sculptures, including a white marble sarcophagus on which there is a knight lying with his head resting on his right arm depicting Ferdinando Aragona Tagliavia, son of the principal of the church. Unfortunately, the 1968 earthquake in the Valle del Belìce severely damaged the church, which remained closed for 46 very long years until 2014, when the long and difficult restoration work carried out by the technicians and restorers of the Opificio Delle Pietre Dure from Florence was completed. Today it is possible to visit this splendid example of Sicilian Mannerism in Piazza Regina Margherita in Castelvetrano every day from 9:00 to 12:30 and from 16:00 to 19:00. A hidden jewel that has no equal. 61


LE SCELTE DI PIACERE • PIACERE’S CHOICE •

SELINUNTE / CASTELVETRANO

HOTEL ADMETO

L’Hotel Admeto si affaccia sul Canale di Sicilia offrendo un panorama spettacolare della costa sul Mar Mediterraneo. Poco distante dai punti di interesse turistico dell’area, è l’unione perfetta tra design contemporaneo e qualità Made in Italy. Le camere dispongono dei più moderni comfort; dall’atmosfera calda ed accogliente, sono disponibili nelle tipologie Standard, Superior, Junior Suite e Suite. Nelle due sale ristorante si possono gustare le migliori specialità gastronomiche e culinarie locali, e apprezzare le selezioni accurate di vini siciliani e italiani. L’Hotel dispone di spiagge convenzionate e complete di servizi. Il mix tra natura e tecnologia, mare e cultura, relax e divertimento renderà il soggiorno indimenticabile! Servizi: garage coperto non custodito, sale convegni, solarium con vista sul mare per aperitivi e cene, sala colazione e bar aperto h24.

The Hotel Admeto overlooks the Strait of Sicily offering a spectacular view of the Mediterranean coast. Not far from the tourist attractions of the area, it is the perfect combination of contemporary design and “Made in Italy” quality. The rooms are equipped with the most modern comforts and have a warm and welcoming atmosphere. They are available as Standard, Superior, Junior Suite and Suite. In the two restaurant rooms you can enjoy the best local gastronomic and culinary specialties, and appreciate careful selections of Trapanese, Sicilian and Italian wines. The hotel has beaches with special agreements and complete services. The mix of nature and technology, sea and culture, relaxation and fun will make your stay unforgettable! Services: covered garage (unattended), conference rooms, sunroom with a sea view for aperitifs and dinners, breakfast room and a bar open 24 hours a day.

Marina di Selinunte - Castelvetrano Via Palinuro, 3 - Tel. +39 0924.46796 / 941055

www.hoteladmeto.it info@hoteladmeto.it

PANE E SAPORI

Al vostro ingresso, i vostri occhi ed il vostro olfatto saranno immediatamente accolti da variegate fragranze e meravigliose leccornie, che di certo non potrete fare a meno di voler provare. La panificazione trova qui tutte le sue più belle espressioni: dal pane più classico, all’integrale, al famoso Pane Nero di Castelvetrano, al pane rosso di Sicilia condito. Ma sarebbe riduttivo parlare solamente di pane e derivati, da Pani e Sapori troverete una ricchissima tavola calda: schiacciate, pizza a taglio e le immancabili arancine che qui potrete gustare in tantissime varianti. Una vasta scelta anche nella pasticceria: torte, genovesi, cassatelle, cannoli, biscotti di mandorla e fichi e tanto altro fanno bella mostra di sé, pronti per essere gustati. Scarica gratuitamente l’App, fai il tuo ordine e diventi un Cliente Vip con la possibilità di usufruire di sconti e promozioni.

Catelvetrano - Piazza Dante, 10 Tel. + 39 0924.201578 paneesapori@tiscali.it 62

As soon as you enter, your eyes and your sense of smell will be immediately greeted by a variety of fragrances and wonderful delicacies, which you will inevitably want to try. Baking finds all its most wonderful expressions here: from the most classic bread, to wholemeal, to the famous Black Bread from Castelvetrano, to the seasoned red bread of Sicily. But it would be reductive to talk only about bread and its derivatives, from Pani e Sapori you will find a rich selection of hot snacks: seasoned flat breads, pizza slices and the inevitable arancine – the breaded rice balls with different fillings – that you can enjoy here in many variations. There is also a wide choice of pastries: cakes; “genovesi” which are small, sweet pies with a custard filling; “cassatelle” which are dough turnovers; “cannoli”, which are pastry shells with a sweet ricotta filling; almond and fig biscuits; and much more, all on wonderful display and ready to be tasted. Download the App for free, place your order and become a VIP customer with the possibility of taking advantage of discounts and promotions.


ph: Franco Bellafiore

Il Castello di Rampinzeri è un concentrato di tradizioni, storia, cultura, bellezze naturalistiche. Citato nel “Gattopardo” è sede della Riserva Naturale Grotte Di Santa Ninfa. L’omonimo ristorante, a conduzione familiare, propone: le pizze con impasti speciali, anche con grani antichi Siciliani; ampia scelta di antipasti rustici; piatti tipici siciliani; carni locali ed internazionali. Sapori e odori esaltati dall’olio EVO di prima qualità e dalle essenze spontanee che crescono sulle colline circostanti (Origano, Menta, Timo, Finocchietto, Alloro e il Santoreggio o satareddu). La cucina del Castello di Rampinzeri è ineguagliabile punto di riferimento per la pecora bollita! Ricca la carta dei vini e il menu dei dolci. Castello di Rampinzeri is a concentration of traditions, history, culture and natural beauty. Mentioned in the novel “The Leopard” by Lampedusa, it is home to the Nature Reserve of the Santa Ninfa grottos. The homonymous, family-run restaurant offers pizzas with special doughs, including with ancient Sicilian grains, a wide choice of country-style appetizers, typical Sicilian dishes and local and international meats. Flavours and smells enhanced by the highest quality extra virgin olive oil and by the herbs that grow naturally on the surrounding hills (oregano, mint, thyme, fennel, laurel and savory or “satareddu” as it is called in Sicilian). The Castello di Rampinzeri cuisine is an unparalleled reference point for boiled sheep! The wine list and dessert menu are also rich in choice.

SANTA NINFA (TP) - Contrada Rampinzeri s.n. - Tel: +39 347 735 7751 - vito.vitocastello@gmail.com


PIACERE SICILIA | SANTA NINFA INCONTRI DI VIAGGIO

Il Carso in Sicilia LA GROTTA DI SANTA NINFA E IL MONTE FINESTRELLE di Fabio Pace

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a Riserva Naturale della Grotta di Santa Ninfa e di Monte Finestrelle offre un’esperienza non comune, almeno in terra di Sicilia: una passeggiata in un’area “carsica” di interesse geologico, paesaggistico e naturalistico. La zona di riserva integrale è la grotta che, però, al momento, è interdetta ai turisti e ai visitatori. Al suo interno non vi sono gradini, passerelle, ringhiere, illuminazioni artificiali che consentano una agile fruizione. Bisogna essere preparati ad ambienti stretti e bui, al fango, ai passaggi con le corde. Ecco perché visitarla è una vera esperienza da speleologo. L’accesso, fino a nuove disposizioni, è possibile solo per ragioni di tipo scientifico. La grotta, però, è solo la minima parte di una più vasta area protetta che si sviluppa sull’altopiano carsico. La riserva tutela anche la Valle del Biviere, caratterizzata da vigneti, rimboschimenti e da aspetti di vegetazione naturale, macchia mediterranea, gariga profumata e vegetazione rupestre. In superficie si osservano doline, inghiottitoi, e karren, piccole scanalature sulle rocce gessose. La riserva ha il suo centro visitatori nel Castello di Rampinzeri (antico baglio del ‘600) che ospita anche il Centro Esplora Ambiente, un museo naturalistico e geologico interattivo e coinvolgente che racconta il territorio protetto con plastici, exibit didattici, roccioteca, pannelli e video tematici. Attorno alla grotta e dal centro visitatori si dipartono cinque sentieri naturalistici, tutti di percorribilità facile o medio-facile, quindi con possibilità di affrontarli anche con scarpe da ginnastica, sebbene siano suggerite quelle da trekking. Lungo i sentieri le escursioni sono libere. Solo in caso di gruppi numerosi sono necessarie le guide. Il sentiero n. 1 è il più lungo e completo, parte dalla Conca del Biviere (una grande ed imponente dolina carsica), si addentra nella Valle costeg-

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he Natural Reserve of the Santa Ninfa grotto and Monte Finestrelle offers an uncommon experience, at least in Sicily: a walk through a karstic area of geological, scenic and natural interest. The cave is the most important part of the reserve area, but at the moment it is forbidden to tourists and visitors. Inside there are no steps, walkways, railings or artificial lighting that allow easy passage. You need to be able to cope with small and dark environments, mud and paths with ropes. That is why a visit there is a true speleological experience. Access, until new provisions are made, is only possible for scientific purposes.The cave, however, is only a small part of a larger protected area that extends across the karst plateau. The reserve also protects the Biviere Valley, characterized by vineyards, reforestation and aspects of natural vegetation, Mediterranean maquis, fragrant garigue and rocky vegetation. On the surface you can see dolines, sinkholes and karrens, small grooves on the chalky rocks. The visitor’s centre for the reserve is in the Rampinzeri Castle (an ancient 17th century fort-castle), which also houses the Environmental Exploratory Centre, an interactive and interesting naturalistic and geological museum that tells the story of the protected area with models, educational exhibits, a library of rock panels and thematic videos. Five nature trails span out from around the cave and the visitor’s centre, all of which are easy or relatively easy to walk along, even just with a pair of trainers, although trekking shoes are recommended.You can hike freely along the trails, as a guide is necessary only for large groups.Trail number 1 is the longest and most complete, it starts from the Conca del Biviere (a large and imposing karst doline), enters the valley along the river and then goes up to the Fi-


THE SICILIAN KARST. THE SANTA NINFA GROTTO AND MOUNT FINESTRELLE

Ph. Ninni Gallina (Geologo - Speleologo)

Ph. Centro Esplora Ambiente

giando il torrente e poi risale sino al Museo di Finestrelle gestito dalla Forestale, collegandosi agli altri percorsi. Il sentiero n 3, poco più di un chilometro, dalla sorgente del torrente Biviere porta alla necropoli di Finestrelle. Il Monte Finestrelle deve il nome alle tombe rupestri, tipiche della preistoria e protostoria siciliana. Le più antiche risalgono al Tardo Bronzo (2.000 – 1.000 a.C.), le più recenti ai primi secoli del I millennio a.C. La maggior parte è andata perduta a causa di crolli della parete gessosa. Da una biforcazione si sale verso la cima (662 mt s.l.m.), la maggiore quota del comprensorio, dalla quale si ammira un vasto panorama sulla Sicilia occidentale. La riserva è raggiungibile tramite l’autostrada A29 uscendo allo svincolo di Salemi o a quello di Santa Ninfa e poi seguendo la segnaletica per la riserva ed il Castello di Rampinzeri. Dal 1 aprile al 30 novembre il Centro è aperto Martedì, Giovedì e Sabato ore 09.0017.00, le II e IV domeniche del mese ore 09.30-14.00 e 14.30-17.30. Dal 30 novembre al 30 marzo il Centro è aperto solo su prenotazione.

nestrelle Museum managed by the corps of forest rangers, to then connect with the other paths. Trail number 3, which is just over a kilometre long, goes from the source of the Biviere river and leads to the Finestrelle necropolis. Monte Finestrelle owes its name to the rock tombs, typical of Sicilian prehistory and protohistory.The oldest date back to the Late Bronze Age (2,000 - 1,000 B.C.), and the most recent to the first centuries of the first millennium B.C. Most of them were lost due to the collapse of the chalky wall. From a fork in the road you go up towards the top (662 m a.s.l.), the highest point in the area and from which you can admire a vast panorama of western Sicily. The reserve can be reached via the A29 motorway, exiting at the Salemi or Santa Ninfa junctions and then following the signs for the reserve and Castello di Rampinzeri. From 1 April to 30 November the Centre is open on Tuesdays, Thursdays and Saturdays (9:00-17:00) and on the second and fourth Sundays of the month (9:30-14:00 / 14:30-17:30). From 30 November to 30 March, the Centre is open only by reservation.

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PIACERE SICILIA | SLOW FOOD INCONTRI DI VIAGGIO

ph: Piero Lazzari

GASTRONOMIA E TERRITORIO A TAVOLA CON I PRESÌDI SLOW FOOD, DOP E IGT di Stefania Martinez

La “pasta ccu l’agghia a trapanisa” (pasta con il pesto d’aglio alla trapanese) è la massima espressione di biodiversità che può offrire la provincia di Trapani. Gli ingredienti: Pomodoro pizzutello delle valli ericine (presidio Slow Food); aglio rosso di Nubia (Slow Food); olio extravergine d’oliva delle Valli Trapanesi (Denominazione d’Origine Protetta), oppure l’olio extravergine della Nocellara del Belìce (DOP). La pasta: che sia di grano duro e prodotta con grani antichi: perciasacchi, biancolillo, senatore Cappelli, che appartengono alla tradizione contadina siciliana. Il sale, basta guardare gli intorni di Trapani per capirlo, è quello marino delle Saline trapanesi (Slow Food e Indicazione Geografica Tipica). Il nostro sale marino, rispetto ad altri sali da cucina, contiene più potassio, più magnesio e meno cloruro di sodio. Per condire: una spolverata di formaggio pecorino siciliano (DOP). Per la scarpetta: il pane nero di Castelvetrano (presidio Slow Food, prodotto con grano tumminia), ottimo anche come antipasto accompagnato con il formaggio Vastedda del Belìce (Slow Food e DOP). Il secondo potrebbe 66

“Pasta ccu l’agghia a trapanisa”, which is pasta with a locally made garlic pesto, is the maximum expression of biodiversity that the province of Trapani can offer. Ingredients: Baby “pizzutello” tomatoes from the valleys of Erice (Ark of Taste product); red garlic from Nubia (Ark of Taste); extra virgin olive oil from the valleys of Trapani (Protected Designation of Origin [PDO]), or extra virgin olive oil from Nocellara del Belìce (PDO). Pasta: made from durum wheat and produced with ancient grains such as perciasacchi, biancolillo, Senatore Cappelli, all of which belong to the Sicilian farming tradition. The salt – you just have to look at the surroundings of Trapani to understand – is the sea salt from the salt pans of Trapani (Ark of Taste and local Geographical Indication [IGT]). Our sea salt contains more potassium, more magnesium and less sodium chloride than other cooking salts. To season: a sprinkling of Sicilian pecorino cheese (PDO). To clean the plate: the black bread from Castelvetrano (Ark of Taste product, produced with the local tumminia flour), also excellent as an appetizer accompanied by


GASTRONOMY AND TERRITORY EATING WITH PDO, IGT AND ARK OF TAST PRODUCTS

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PIACERE SICILIA | SLOW FOOD INCONTRI DI VIAGGIO

essere del buon pesce a ghiotta insaporito con capperi di Pantelleria (IGT), oppure gambero rosso di Mazara (pescato in zona FAO 37, la più battuta dalla marineria mazarese). Frutta: melone “cartucciaro” di Paceco, oppure il purceddu di Alcamo che ricomprende anche il tondo giallo di Fulgatore (presidio Slow Food). La biodiversità fa la differenza tra un pasto autenticamente legato alla tradizione e alla cultura di un territorio e un qualsiasi cibo “industriale”. Il gusto “unico” di una pietanza, oltre che nelle mani dei cuochi, risiede nella biodiversità. Le qualità organolettiche dell’aglio di Nubia o del pomodoro Pizzutello delle valli ericine non sono replicabili altrove. Biodiversità è anche la consapevolezza che stanno scomparendo alcune piante rese “domestiche”, e alcune razze di bovini da latte e da carne selezionate dall’uomo. Il 60% dell’alimentazione mondiale si basa su pochi ibridi selezionati di grano, mais, riso venduti agli agricoltori da una manciata di multinazionali. Ortaggi, frutta e carni stanno subendo lo stesso processo. Alcuni territori resistono al cambiamento “industriale” dell’alimentazione. La provincia di Trapani è uno di questi territori con ben sei presidi Slow Food, due Denominazioni d’orgine protetta, diverse Indicazioni Geografiche Tipiche e ancora poche Specialità Tradizionali Garantite. Queste ultime sono ottenute da materie prime ed ingredienti tipici e il metodo di produzione o trasformazione corrispondono a una pratica tradizionale. Anche se i prodotti STG sono ancora pochi possiamo affermare che gran parte delle produzioni agrolimentari trapanesi si possono iscrivere in questa categoria anche se ancora non ci sono registrazioni ufficiali. I prodotti di tonnara e numerosi dolci appartengono a questa categoria. La battaglia per la tutela della biodiversità non è una battaglia qualsiasi. È la battaglia per il futuro del pianeta e per ciò che possiamo ancora salvare. 68

“vastedda” from Belìce, which is a stretched-curd sheep’s cheese (Ark of Taste and PDO). The main course could be a good fish dish made with onions, oil and enhanced with capers from Pantelleria (IGT), or giant gamba prawns from Mazara (fished in FAO area 37, the area most frequented by the Mazarese navy). Fruit: Paceco’s “cartucciaro” canary melon, or Alcamo’s “purceddu” Santa Claus melon, which also includes the round, yellow melon from Fulgatore (Ark of Taste product). Biodiversity is what makes a difference between a meal genuinely linked to the tradition and culture of a territory and any “industrial” food. The unique flavour of a dish, aside from the chef’s touch, lies in biodiversity. The organoleptic qualities of the garlic from Nubia or the “Pizzutello” tomato from the valleys of Erice cannot be replicated elsewhere. Biodiversity is also the awareness that some “domesticated” plants and some types of cattle dairy and meat chosen by man are disappearing. Sixty percent of the world’s food is based on a few selected hybrids of wheat, maize and rice sold to farmers by a handful of multinationals. Vegetables, fruits and meats are going the same way. Some territories resist the “industrial” changes in food. The province of Trapani is one of these territories, with its six Ark of Taste products, two Protected Designations of Origin products, several Local Geographical Indications products and as yet only a few Traditional Specialities Guaranteed products. The latter are obtained from local raw materials and ingredients, and the traditional methods of production or processing are used. Even if there are not many TSG products, and still no official registrations, we can say that most of Trapani’s agro-food produce can be included in this category. The products of tuna fishing and the many pastries belong to this category. The battle for the protection of biodiversity is not just any battle. It is the battle for the future of the planet and for what we can still save.


PIACERE SICILIA | MAZARA DEL VALLO FLASH INCONTRI DI VIAGGIO

Il Satiro Danzante The Dancing Satyr

CHIESA SANT’IGNAZIO Un rudere di grande fascino A ruin of great charm La chiesa di Sant’Ignazio a Mazara merita una visita per la sua particolare pianta ellittica. È ubicata nella Piazza Plebiscito accanto al Collegio con il quale comunicava attraverso un passaggio vicino all’altare, ed era la chiesa dei Gesuiti. Costruita nel 1701 sui resti di un palazzo nobiliare presentava al suo interno otto coppie di colonne tuscaniche, sei altari laterali e uno maggiore al centro con una grande cupola e due campanili gemelli. Un monumento che raccontava della magnificenza dell’architettura gesuita. La cupola collassò nel dicembre 1933. I bombardamenti del 1943 completarono l’opera e per sicurezza vennero abbattuti anche due preziosi campanili gemelli. A due passi il museo Diocesano che custodisce un tesoro di paramenti sacri e oggetti di culti preziosi oltre a quadri e sculture.

Il Satiro Danzante è una statua in bronzo di epoca classica o ellenistica, forse del IV secolo a.C attribuita a Prassitele. Rappresenta una divinità minore che personifica la fertilità e la forza della natura, legata al corteo orgiastico di Dionisio. Per duemila e cinquecento anni il mare lo ha custodito, sul fondale tra la Sicilia e l’Africa. Particolare la storia del ritrovamento: nel 1997 il peschereccio mazarese “Capitan Ciccio” pescò una gamba della scultura bronzea. Nella notte fra il 4 e il 5 Marzo 1998 lo stesso peschereccio recuperò a 500 metri sotto il livello del mare il resto del Satiro. Nel Museo vi è anche una replica in scala fruibile dai visitatori non vedenti che con il tatto possono apprezzare la plasticità del bronzo. The Dancing Satyr is a bronze statue from the classical or Hellenistic period, perhaps from the fourth century BC and attributed to Praxiteles. It represent a minor god that personifies fertility and the strength of nature, and is associated with the wild group around Dionysus. For 250 years, the sea held onto it, on the seabed between Sicily and Africa. The story of its discovery is interesting: in 1997 the fishing boat ‘Capitan Ciccio’ from Mazara caught a leg from the bronze sculpture. During the night of the 4th March 1998, the same fishing boat salvaged the rest of the Satyr from a sea depth of 500m. The museum also houses a scaled replica for blind visitors to be able to feel and appreciate the plasticity of the bronze sculpture.

The church of Sant’Ignazio in Mazara is worth visiting for its particular elliptical layout. It is located in Piazza Plebiscito next to the College with which it communicated through a passage near the altar, and was a Jesuit church. Built in 1701 on the remains of a noble palace, it had eight pairs of Tuscan columns, six side altars and a larger one in the middle with a big cupola and twin bell towers. A monument that narrated the magnificence of Jesuit architecture. The cupola collapsed in December 1933. The bombing of 1943 completed the destruction and for safety reasons the precious twin bell towers were also demolished. A stone’s throw away is the Diocesan museum, which houses a treasure trove of sacred vestments and important objects of worship, as well as paintings and sculptures.

LA BETTOLA - Ristorante

DOVE MANGIARE / WHERE TO EAT Al ristorante La Bettola di Mazara la cucina della tradizione marinara è arricchita dal tocco personale e originale di chef Pietro Sardo. Il pescato di giornata, cucinato secondo ricette originali, domina tra le proposte da gustare nel ricco menu. Basta affidarsi alle mani di chef Sardo per immergersi tra i sapori del mare, da esaltare con vini selezionati, da scegliere nella cantina, assortita con oltre 200 etichette. A pranzo e cena, dolci di produzione propria per chiudere in bellezza.

At La Bettola restaurant in Mazara, traditional seafood cuisine is enriched by the personal and original touch of chef Pietro Sardo. The catch of the day, cooked according to original recipes, dominates among the proposals to be enjoyed from the rich menu. Trust in Sardo, the chef, in order to immerse yourself in the flavours of the sea, enhanced with selected wines chosen from the cellar with a collection of over 200 labels. At lunch and dinner, there are homemade desserts to end the meal perfectly.

MAZARA DEL VALLO Via Franco Maccagnone, 32

Tel. +39 0923.946422 ristorantelabettola@hotmail.it 69 69


PIACERE SICILIA | ISOLE EGADI INCONTRI DI VIAGGIO

BIODIVERSITÀ LA RICCHEZZA DELLE EGADI L

’Area Marina Protetta (AMP) “Isole Egadi”, la riserva marina più grande d’Europa, è estesa per 53.992 ettari, ed ha come Mission istituzionale la tutela e la valorizzazione dell’ambiente marino, l’educazione ambientale, la sensibilizzazione e l’informazione dei fruitori e la promozione del Turismo sostenibile. Le Egadi sono un’area ad elevatissima biodiversità, con la presenza di habitat di pregio e di notevole interesse conservazionistico: nei fondali si trova l’habitat protetto della prateria di Posidonia oceanica più estesa e meglio conservata del Mediterraneo (circa 12.000 ettari): una pianta marina che rappresenta il polmone verde dei nostri mari poiché riveste un ruolo cruciale per l’equilibrio dell’ecosistema marino: oltre a produrre ossigeno e assorbire CO2, ospita i giovanili di centinaia di specie di organismi (costituendo un vero e proprio asilo nido sottomarino) e contribuisce a mitigare l’erosione costiera sulle nostre spiagge attraverso la formazione delle banquette, strutture a materasso dovute allo spiaggiamento delle foglie morte. Tra le specie animali protette presenti alle Egadi, è stata accertata già dal 2011 la presenza della rarissima Foca monaca, specie simbolo del Mediterraneo; alcuni esemplari, infatti, scelgono le nostre isole per la stagione riproduttiva durante l’inverno; la tartaruga marina Caretta Caretta, varie specie di cetacei (tursiopi, stenelle e capodogli), alcune specie di squali e un’importante colonia dell’Uccello delle tempeste, uccello marino endemico del Mediterraneo. La fauna ittica è ricca e variegata: tra le specie più famose sono presenti la cernia bruna, la cernia di fondale, la corvina, l’ombrina, il dentice, il sarago faraone e la ricciola. Tutto questo si può ammirare attraverso ben 77 siti di immersioni subacquee, superficiali, o profonde, in grotta, o su siti archeologici sottomarini (le Egadi furono teatro dell’omonima battaglia navale tra romani e cartaginesi, in un’area situata a nord-ovest di Levanzo). L’Area Marina Protetta è suddivisa in quattro zone (A, B, C e D) a differente livello di protezione e con diverse possibilità d’accesso e limitazioni nella fruibilità. E’ assolutamente opportuno informarsi prima sulle regole di fruizione: per informazioni e richieste di autorizzazione alle attività da esercitare nelle acque dell’AMP si può visitare il sito www.ampisoleegadi.it, e scrivere all’indirizzo e mail info@ampisoleegadi.it. L’A.M.P. è anche su Facebook e Twitter. Gli uffici sono a Favignana, (Tel. 0923 921659 e Fax. 0923 922035), a Marettimo (Tel/Fax 0923 923171) e a Levanzo (Tel. 0923924214 e Fax 0923 924089). L’A.M.P. Isole Egadi intanto, concluso il mandato di Stefano Donati, ha da alcune settimane un nuovo Direttore: Salvatore Livreri Console, già alla guida dell’A.M.P. Isola di Ustica. Tra i suoi obiettivi “…giungere ad un utilizzo sostenibile del territorio, che significa produrre meno rifiuti e procedere in maniera ordinata allo svolgimento delle attività nello spazio marittimo. Spingere sulla qualità, non sulla quantità, con attività volte a raggiungere una certificazione di qualità in tutti i servizi, che è quello che il turista oggi si aspetta...”.

AREA MARINA PROTETTA “ISOLE EGADI” Piazza Europa - Favignana (TP) Tel. 0923.921659 - Fax 0923.922035 www.ampisoleegadi.it info@ampisoleegadi.it

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FARAGLIONE - LEVANZO (PH: LUCIANO D’ANGELO)

ph: A.M.P. ISOLE EGADI

Il Centro di Primo Soccorso per Tartarughe Marine dell’Area Marina Protetta Isole Egadi nasce con l’obiettivo di creare un punto di riferimento sul territorio per la cura e il recupero di tartarughe in difficoltà. Il Centro grazie ai finanziamenti del progetto Life+12 TARTALIFE finanziato dalla Comunità Europea diventerà nel 2019 Centro Recupero Tartarughe. Per maggiori informazioni contattare gli uffici dell’AMP al numero: 0923.921659. The First Aid Centre for the sea turtles of the Aegadian Islands MPA was opened with the aim of creating a point of reference in the area for the care and recovery of turtles in difficulty. Thanks to the funding from the Life+12 TARTALIFE project financed by the European Community, it became a Turtle Recovery Centre in 2019. For further information please contact the MPA offices on: +39 0923 921659. Se trovi una tartaruga in difficoltà contatta il numero dedicato “SOS TARTA” 328.3155313, operativo H24. If you find a turtle in difficulty contact the 24-hr dedicated line “SOS TARTA” on +39 328 3155313.


BIODIVERSITY

THE RICHNESS OF THE AEGADIAN ISLANDS

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he Aegadian Islands’ Marine Protected Area (MPA) is the largest marine reserve in Europe, covering 53,992 hectares. Its mission is the protection and promotion of the marine environment, environmental education, awareness, information for users and sustainable tourism. The Aegadian Islands enjoy a very high biodiversity, with the presence of important habitats of considerable conservation interest: the seabed houses the protected habitat of the largest and best preserved Posidonia prairie in the Mediterranean (about 12,000 hectares). It is a marine plant that represents the green lung of our seas because it plays a crucial role in the balance of the marine ecosystem: in addition to producing oxygen and absorbing CO2, it hosts the young of hundreds of species of organisms (constituting a real underwater nursery) and helps to mitigate coastal erosion on our beaches through the formation of banquettes, structures produced by the beaching of dead leaves. Among the protected animal species on the Aegadian Islands, the presence of the very rare Monk Seal, a symbol of the Mediterranean, has been ascertained since 2011. Some species, in fact, choose our islands for breeding during the winter: the caretta caretta sea turtle, various species of cetaceans (bottlenose and striped dolphins, as well as sperm whales), some species of sharks and an important colony of storm petrels, a marine bird endemic to the Mediterranean. The fish fauna is rich and varied: among the most famous species are the dusky grouper, stone bass, brown meagre, umbrina, common dentex, zebra seabream and the amberjack. All this can be enjoyed through the 77 diving sites in the MPA, either on the surface or down deep, in caves or in underwater archaeological sites (the naval battle between the Romans and the Carthaginians took place around the Aegadian Islands, to the north-west of Levanzo). The MPA is divided into four zones (A, B, C and D) each with different levels of protection, access and usability. It is strongly advisable to inquire beforehand about the rules of use: for information and authorization requests for activities in the waters of the MPA, you can visit the website www.ampisoleegadi.it, and write to the e-mail address info@ampisoleegadi.it. The MPA is also on Facebook and Twitter. The offices are in Favignana, (tel. 0923 921659; fax. 0923 922035), Marettimo (tel/fax 0923 923171) and Levanzo (tel. 0923 924214; fax 0923 924089). Meanwhile, a new director of the Aegadian Islands’ MPA took over from Stefano Donati a few weeks ago: Salvatore Livreri Console, who is already in charge of the Ustica island MPA. His objectives include “...achieving sustainable use of the land, which means producing less waste and carrying out maritime activities in a responsible way. Emphasising quality, not quantity, with activities aimed at achieving certifications of quality in all services, which is what tourists today expect...”.

LA ZONAZIONE / THE ZONING

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Sono le zone in cui è suddivisa l’area, con differente livello di protezione, regolamentazione e fruibilità.

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Zones of the MPA, each with different levels of protection, regulation and usability.

PREVETO - FAVIGNANA (PH: LUCIANO D’ANGELO)

MARETTIMO

IL CASTELLO DI PUNTA TROIA

E’ aperto nei fine settimana - venerdì, sabato e domenica - dalle ore 10.30 alle ore 18, con orario continuato. Per informazioni ci si può rivolgere agli uffici della Delegazione comunale dell’isola, chiamando allo 0923923171. Il Castello di Punta Troia, edificato a strapiombo sul mare sulla cima di un suggestivo promontorio, è uno dei monumenti più antichi dell’isola e sorge sulle fondamenta di una torretta di avvistamento costruita nel IX secolo dai Saraceni. Restaurato, ospita da alcuni anni il Museo delle Carceri e l’Osservatorio Foca Monaca dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. The Punta Troia Castle, built overhanging the sea on top of a picturesque promontory, is one of the oldest monuments on the island and stands on the foundations of a watchtower built in the ninth century by the Saracens. Restored, for some years now it has housed the Prison Museum and the Monk Seal Observatory for the Aegadian Islands’ MPA. It is open on weekends – Fridays, Saturdays and Sundays – from 10:30 am to 6 pm. For information, please contact the island’s Municipal Delegation offices on 0923 923171.

FAVIGNANA

L’EX STABILIMENTO FLORIO Nuovi orari di apertura al pubblico all’ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica, dal 1° luglio: l’ingresso, anche per i mesi di agosto e settembre, sarà consentito dalle ore 10 alle ore 13.30 e dalle ore 17 alle ore 23. Questi, invece, gli orari delle visite guidate: 10.30, 11.00, 12.00, 17.15, 18.00, 19.00, 20.30 e 21.30. Alcuni locali ospitano il Centro di Primo Soccorso Tartarughe Marine dell’A.M.P., in cui sono stati allestiti uno stabulario per le tartarughe marine e un’aula didattica per le attività di educazione ambientale. Ogni prima domenica del mese l´ingresso sarà gratuito. Per tutti gli altri giorni, invece, il biglietto d’ingresso è di 6 euro e l’ingresso è gratuito per i minori, fino a 18 anni. La visita guidata multilingue è gratuita. I biglietti sono in vendita solo presso il museo. Per informazioni si può telefonare al nuovo numero di telefono 338 536 5899, cui adesso si potranno anche inviare messaggi whatsapp, o scrivere alla mail: exstabilimentoflorio@comune.favignana.tp.gov.it New public opening hours from the 1st of July at the former Stabilimento Florio, part of the tuna fisheries of Favignana and Formica. Admission, also for the months of August and September, is permitted from 10 am to 1:30 pm and from 5 pm to 11 pm. The times of the guided tours are: 10:30 am, 11 am, 12 pm, 5:15 pm, 6 pm, 7 pm, 8:30 pm and 9:30 pm. Some space has been allocated to the MPA’s new Marine Turtle Recovery Centre, where an enclosure for the sea turtles and a hall for environmental education activities have been set up. Every first Sunday of the month the entrance is free. Every other time, tickets are 6 euros each and children under 18 go free. The multilingual guided tour is free. Tickets are on sale only at the museum. For information call the new phone number on 338 536 5899, to which you can now also send WhatsApp messages, or write to the email address: exstabilimentoflorio@comune.favignana.tp.gov.it

Info Point:

RISPETTA IL MARE! INFORMATI SULLE REGOLE

VISITA IL SITO: WWW.AMPISOLEEGADI.IT RESPECT THE SEA! FIND OUT REGULATIONS

c/o Palazzo Florio - Via Florio, snc Favignana (TP)

COMUNE DI FAVIGNANA Assessorato al Turismo

Tel. 0923 925443 / 0923.920011 www.comune.favignana.tp.gov.it info@welcometoegadi.it

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PIACERE SICILIA | ISOLE EGADI INCONTRI DI VIAGGIO

LA NATURA DA VIVERE, AMARE E PRESERVARE... IMMERSI NELLA BELLEZZA DELL’AREA MARINA PROTETTA “ISOLE EGADI” di Audrey Vitale

A

cque limpide e luoghi di infinita bellezza, un’area ad elevata biodiversità con una grande varietà di specie animali e vegetali, molte delle quali protette; spazi naturali dove rilassarsi e praticare attività sportive o ricreative nel pieno rispetto dell’ecosistema; un vero e proprio museo sottomarino ricco di antiche testimonianze. Le Egadi sono state lo scenario dell’antica battaglia navale fra romani e cartaginesi, risalente al 241 a.C., e sono innumerevoli le tracce di questo storico scontro. Questo e molto altro è l’Area Marina Protetta “Isole Egadi”, che abbraccia le isole di Favignana, Levanzo e Marettimo e gli isolotti di Formica e Maraone. La riserva, istituita nel 1991, è gestita per conto del Ministero dell’Ambiente dal Comune di Favignana. Nei fondali di un mare cristallino vive una grande varietà di fauna e flora ittica, grazie anche ad una distesa di Posidonia oceanica, un vero e proprio polmone verde sommerso, che offre ossigeno, nutrimento e riparo a innumerevoli specie. Qui la natura è di casa, e l’uomo è un ospite rispettoso, che

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C

lear waters and places of infinite beauty, an area of high biodiversity with a wide variety of animal and plant species, many of them protected; natural spaces where you can relax and practice sports or recreation while fully respecting the ecosystem; a proper underwater museum full of ancient remains. The Aegadian Islands were the setting for the ancient naval battle between the Romans and the Carthaginians, dating back to 241 BC, and there are countless traces left of this historic clash. This and much more makes up the “Aegadian Islands” Marine Protected Area (MPA), which embraces the islands of Favignana, Levanzo and Marettimo as well as the islets of Formica and Maraone. The reserve, established in 1991, is managed on behalf of the Ministry of the Environment by the municipality of Favignana. In the depths of a crystal-clear sea lives a wide variety of fish fauna and flora, thanks to an expanse of Posidonia oceanica, a genuine underwater green lung which offers oxygen, food and shelter to countless species. Here nature is at home, and man is a respectful guest, who


Ph: A.M.P. Isole Egadi

LIVE, LOVE AND PROTECT NATURE...

Immersed in the beauty of the “Aegadian Islands” Marine Protected Area

Ph: Gaetano Anzalone

ha il privilegio di condividere l’ambiente con una ricca varietà di animali e vegetali e alcune specie protette. L’AMP “Isole Egadi” è senza dubbio un luogo dove rigenerarsi a stretto contatto con la natura, fra relax ed escursioni in luoghi unici, ricchi di specificità, dove fare snorkeling o sea-watching guidato e praticare sport ecosostenibili come ad esempio la vela, il windsurfing, il kayak, lo swimtrekking o il triathlon. Sono tante inoltre le iniziative nate per valorizzare e tutelare questo vero e proprio tesoro naturalistico come i progetti di educazione e tutela ambientale realizzati con l’importante collaborazione di scuole, operatori e pescatori locali. In un’area così vasta e variegata inoltre è importante l’azione di tutela e controllo ad opera del personale della Riserva. Per questo motivo è incessante attività di monitoraggio e prevenzione per scongiurare danni ambientali dovuti alla pesca illegale o altre attività dannose per l’ambiente ad opera dell’uomo. È importante ed opportuno informarsi prima sui servizi e sulle regole vigenti per godere al meglio di uno dei più incantevoli ed affascinanti ecosistemi marini del mondo. Per ulteriori informazioni: www.ampisoleegadi.it

Ph: Franco Caronia

has the privilege of sharing the environment with a rich variety of animals and plants as well as some protected species. The “Aegadian Islands” MPA is undoubtedly a place where you can regenerate in close contact with nature, through relaxation and excursions in unique places, rich in specificity, where you can snorkel, enjoy some guided sea-watching or practice eco-sustainable sports such as sailing, windsurfing, kayaking, swim-trekking or triathlons. There are also many initiatives created to enhance and protect this real natural treasure such as educational and environmental protection projects carried out with the important collaboration of schools, workers and local fishermen. In such a vast and varied area, the protection and control carried out by the Reserve personnel is also important. For this reason, monitoring and prevention activities never cease in order to prevent environmental damage caused by illegal fishing or other activities carried by man that are harmful to the environment. It is important to inquire beforehand about the services and regulations in order to fully enjoy one of the most enchanting and fascinating marine ecosystems in the world. For further information: www.ampisoleegadi.it 73


LE SCELTE DI PIACERE • PIACERE’S CHOICE • FAVIGNANA LA TAVERNETTA - RISTORANTE - PIZZERIA

Tra i profumi e le bellezze dell’isola di Favignana, in pieno centro, troverete La Tavernetta Ristorante Pizzeria. Pesce sempre freschissimo, un ricco menu con i migliori piatti della cucina tipica siciliana, e tante varietà di pizza, per soddisfare i gusti di tutti. Questo è solo un assaggio di quanto è possibile trovare alla Tavernetta, dove gli ingredienti e le materie prime vengono selezionate per portare in tavola pietanze dal sapore ricco e genuino. Il personale, attento e cortese, vi accoglierà in un ambiente familiare per soddisfare ogni vostra richiesta. Qualità e cortesia al vostro servizio.

FAVIGNANA Piazza Madrice, 62

Among the scents and beauty of the island of Favignana, you will find the restaurant and pizzeria La Tavernetta right in the heart of the town. The freshest fish, a rich menu with the best of the traditional Sicilian dishes and many varieties of pizza, to satisfy everyone’s palates. This is just a taste of what you can find at the Tavernetta, where the ingredients are specially selected to serve genuine dishes rich in flavour. A courteous and attentive staff will welcome you in a friendly environment and meet your every need. Quality and courtesy at your service.

Tel. +39 327.1992787 latavernetta1971@gmail.com

MÉMIJO - MODA MARE & CALZATURE

Presente sull’incantevole isola di Favignana, nella centralissima Piazza Europa, dal 2001 la boutique di Joséphine e Mélanie espone, tutti i giorni, il gusto, la raffinezza e la stravaganza di prodotti rigorosamente “Made in Italy”. Entrare nella caratteristica boutique è come immergersi nel variopinto e cristallino mare isolano: allegria, cortesia, colori e diversità, queste sono le caratteristiche che contraddistiguono Mémijo. Costumi da bagno, sandali, kaftani, abitini, cappelli, accessori, che spaziano dalla tinta unita alle fantasie più originali. Qui è possibile trovare le eclettiche O bag, di cui la boutique è rivenditore ufficiale. Nous parlons français, we speak English.

Located on the enchanting island of Favignana since 2001, in the very central Piazza Europa, Joséphine and Mélanie’s boutique demonstrates the taste, refinement and extravagance of products strictly “Made in Italy” each and every day. Entering the characteristic boutique is like diving into the colourful and crystal-clear waters around the island: cheerfulness, courtesy, colours and diversity, these are the features that make Mémijo stand out. Bathing suits, sandals, kaftans, dresses, hats, accessories; ranging from single colours to the most original designs. You can also find the eclectic O bag here, of which the boutique is an official reseller. Nous parlons français, we speak English.

FAVIGNANA Piazza Europa, 13

Tel. +39 320.0459954 / 338.8309071 memijo@live.it


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a Trattoria da Papù, esprime Favignana. Rosario titolare e chef sapientemente coniuga la tradizione con il pesce freschissimo creando piatti che trasportano in un viaggio ricco di sapori e sensazioni che rimaranno nella memoria. Iniziando dalla tartare di tonno o dall’antipasto “du Papù” con affumicati di mare e tonno in agrodolce, scoprendo poi il primo “etna innevato”: spaghetti al nero di seppia con mandorle e l’originale accostamento della ricotta; oppure le busiate al profumo di mare. Come non gustare il tonno rosso con i pistacchi o la vasta scelta di freschissimo pesce. Un’attenzione particolare va data al couscous che Rosario “incoccia” e prepara seguendo l’antica tradizione, come un rito, per fare sentire l’insieme di sapori e profumi che evocano terre lontane, conquiste, incontri, mare...

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he Trattoria da Papù has always represented Favignana. Rosario, owner and chef, skilfully combines tradition with the freshest fish, creating dishes that take you on a journey full of flavours and sensations that will remain in your memory. Starting with the tuna tartare or the appetizer “du Papù” with smoked seafood and sweet-and-sour tuna, to discovering the pasta dish “etna innevato”(“snowy Etna”) which is spaghetti with squid ink, almonds and the original addition of ricotta, or busiate, which is a traditional fresh pasta, with hints of the sea. And how can you not enjoy the bluefin tuna with pistachios or the wide choice of fresh fish. Particular attention should be given to the couscous that Rosario “incoccia”, or creates, and prepares following ancient tradition, as a ritual, to taste the set of flavours and aromas that evoke distant lands, conquests, encounters, the sea...

FAVIGNANA - Via Nicotera 7 - (angolo Piazza Madrice) - Tel. +39 324.5321497


ASTOR: LA TRADIZIONE INCONTRA IL FUTURO ASTOR: WHERE TRADITION MEETS THE FUTURE

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on Antonino e Donna Franca. Inizia tutto da loro. Il figlio Giuseppe e i nipoti Antonino e Domenico La Torre, li celebrano con scatolette di tonno rosso che recano i loro nomi; per chi le acquista una garanzia di qualità. Una storia antica più di 60 anni, che dal 2000 viene esaltata sotto il marchio di commercializzazione ASTOR, ma che ha radici sui banchi del mercato della “chiazza” di Trapani dove nonno Antonino aveva il suo banco di “salatume” di tonno (bottarga, cuore, lattume, ficazza, tunnina salata, bresaola di tonno), di baccalà, di “pisci stoccu” (lo stoccafisso più diffuso nell’area del messinese), che vendeva insieme a spezie, olive e frutta secca. Antonino, terza generazione impegnata nel commercio di questi prodotti, nell’angolo degustazione ricavato all’interno dell’opificio della zona industriale (I dorsale ZIR n 20), mostra con orgoglio la foto del nonno e del suo banco, ma basta guardarsi intorno per accorgersi che quello che si vede nel bianco e nero dell’immagine di 50 anni fa è lì, sugli scaffali, a portata di mano di chiunque voglia portare con sé un po’ di Sicilia, un po’ del nostro mare e dei suoi sapori. «Mio nonno - ricorda Antonino - commerciava all’ingrosso direttamente con le aziende norvegesi che venivano a prelevare il sale a Trapani e da loro acquistava il baccalà e lo stoccafisso, mentre dalle aziende locali acquistava i prodotti di tonnara. Un’attività che ha proseguito mio padre e che ora stiamo ampliando con mio fratello Domenico». Oggi questi stessi prodotti, il tonno nelle sue varie parti e selezioni cioè tarantello ventresca, buzzonaglia, si possono trovare in tre punti vendita dalla famiglia La Torre, la gran parte venduti sotto il marchio ASTOR: a Favignana presso «La Casa del Tonno», in via Roma 12 e presso «Capricci del tonno» in Piazza Matrice; mentre a San Vito Lo Capo presso il negozio «Il Gusto dal 1965». «Il tonno rosso da noi commercializzato viene esclusivamente dal mar Mediterraneo - spiega Antonino -. È insieme un grande vantaggio e un limite. Acquistiamo solo da imprese di pesca che hanno le quote assegnate dal Ministero per la pesca. La qualità è garantita dal limite di quantità e dall’obbligo di indicazione di provenienza». La ASTOR spedisce i propri prodotti in tutta Europa. «Offriamo ai nostri clienti ogni forma di spedizione - racconta Antonino -. Per chi ci viene a trovare, qui al punto degustazione o nei nostri negozi, e vuole portare con sé i prodotti abbiamo delle valigette, formato ventriquattro ore, con dentro i prodotti tipici della tonnara, ma anche con selezione di salse e sughi confezionati da aziende locali con prodotti a chilometri zero. La nostra filosofia è di restituire ai turisti il massimo della qualità che il nostro territorio può offrire». La ASTOR, attraverso Antonino e Domenico La Torre, è la versione 2.0, del banco di don Antonino nel mercato della chiazza di Trapani di 60 anni fa.


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on Antonino and Donna Franca. It all starts with them. Their son, Giuseppe, and grandsons Antonino and Domenico La Torre, honour them with cans of bluefish tuna bearing their names; for those who buy them it is a guarantee of quality. A history going back more than 60 years, it has come under the brand name ASTOR since the year 2000 but has its roots in the market stalls of the “chiazza”, or piazza, of Trapani where Antonino senior had his stall selling tuna “salatume” (bottarga, heart, milt, tuna salami,“tunnina” – the fleshy part of the tuna – and tuna bresaola), cod,“pisci stoccu” (the most common stockfish in Messina), as well as spices, olives and dried fruit. At the tasting point of the factory in Via I Dorsale ZIR in the industrial area, Antonino, the third generation selling these products, proudly displays the photo of his grandfather and his stall, but you only have to look around you to realize that what you see in the black and white photo from 50 years earlier is there, on the shelves, accessible to anyone who wants to take a little bit of Sicily with them, a little of our sea and its flavours.“My grandfather,” Antonino recalls, “traded wholesale directly with Norwegian companies who came to buy salt in Trapani and he bought cod and stockfish from them, while the tuna fishery products he bought from local companies. An activity that my father continued and that I am

DI GIUSEPPE LA TORRE

PRODOTTI DI TONNARA

now expanding with my brother Domenico.” Today these same products, various parts of the tuna such as “tarantello”, “ventresca” (both parts of the abdomen) and “buzzonaglia” (the parts left over), can be found in the three outlets of the La Torre family, mostly sold under the brand name ASTOR: In Favignana at the “La Casa del Tonno” which is on Via Roma and at “Capricci del Tonno” in Piazza Matrice, and in San Vito Lo Capo in the shop called “Il Gusto dal 1965”. “The Bluefin tuna marketed by us is exclusively from the Mediterranean Sea,”Antonino explains.“This is both a huge plus and a limit. We only buy from fishing enterprises that have quotas assigned by the Ministry of Fisheries. The quality is guaranteed by the limit in quantity and the obligation to indicate origin.” ASTOR sends its products throughout Europe.“We offer our clients all forms of shipping,”Antonino says. “For those who come to visit us, here at our tasting point or in our shops, and who want to take our products with them, we have small cases filled with typical tuna fishery products plus a selection of sauces using ingredients at zero food miles made by local businesses. Our philosophy is to give the tourists the highest quality our region can offer.” Through Antonino and Domenico La Torre, ASTOR is version 2.0 of Don Antonino’s stall in the “chiazza” market of Trapani 60 years earlier.

SAN VITO LO CAPO IL GUSTO DAL 1965 Via Savoia, 29 Cell:+ 39 388.8095814

FAVIGNANA LA CASA DEL TONNO Via Roma, 12 Cell:+ 39 324.6089998

www.iltonno.com info@iltonno.com

CAPRICCI DEL TONNO Piazza Matrice Cell:+ 39 324.6089998

TRAPANI ASTOR Uffici e Centro Degustazione Iª Dorsale Z.I.R, 20 Tel: + 39 0923.557726 Tel: + 39 345.7662391

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La Pinnata offre la genuinità e l’immediatezza di una trattoria a conduzione familiare. Col tempo e l’esperienza la cucina tipica siciliana è stata affiancata da una eccellente braceria in grado di proporre piatti casalinghi di carne, con selezioni di tagli di alta qualità, frollata negli appositi stagionatori, ma anche di pesce locale. Ed ancora degustazione di taglieri di salumi e formaggi siciliani e di prodotti di tonnara. Punto di riferimento per un take away “siculo” con pani cunzatu, panini e altri prodotti siciliani da portare con sé in riva al mare.

La Pinnata offers the authenticity and immediacy of a family-run trattoria. Over time and experience, the traditional Sicilian cuisine has been accompanied by an excellent grill house able to offer homely meat dishes, with selections of high quality cuts hung in the appropriate maturers, as well as local fish. Also available are trenchers of cold cuts, Sicilian cheeses and tunafish products. A reference point for Sicilian take aways with “pani cunzatu” (bread seasoned with extra virgin olive oil, anchovies, primo sale cheese, baby tomatoes and oregano), sandwiches and other Sicilian products to take with you to the beach.

LA PINNATA - Via Garibaldi, 43 - Favignana - Cell. +39 320.2350897

Il concept di U’ Coppu nasce dalla volontà di portare la tradizione del cibo siciliano da strada all’interno di una bottega, ma in chiave moderna. La zona cottura a vista permette al pubblico di osservare le fasi di cottura delle varie prelibatezze. Il fritto di paranza, le delizie vegetariane e tante altre specialità preparate al momento, servite nei “coppi” di carta da gustare all’interno del locale o con servizio take-away. The concept of ‘U’ Coppu’ came from the desire to bring the tradition of Sicilian street food into a shop, but in a modern key. The visible cooking area allows the public to see the cooking phases of the various delicacies. Fried fresh fish, vegetarian delicacies and many other specialities are prepared in the moment and served in handy paper “cups” to be eaten at the venue or as a take-away.

U’ COPPU Piazza Europa, 33 - Favignana - Cell. +39 328.9072598


if your ship wrecks in Favignana, keep your hopes high: we will take care of your thirst.

FAVIGNANA (TP) Corso Vittorio Emanuele, 22 Tel. +39 348.3713329 / +39 327.0503930 moniquebar@live.it


PIACERE SICILIA | ISOLE EGADI INCONTRI DI VIAGGIO

Ph: Vito Vaccaro

LE EGADI

COME UN ORTO BOTANICO di Giusy Lombardo

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imo e rosmarino sono erbe aromatiche spontanee che caratterizzano la cucina delle isole Egadi. Il timo, secondo alcuni, avrebbe influito nel nome della moderna Marettimo, ma si tratta solo di una assonanza fuorviante sulla quale è stata costruita una falsa leggenda. Origano e alloro, pure intensamente utilizzati in cucina, sono stati invece introdotti sulle isole dalla terraferma e coltivati. Il lauro, meglio conosciuto come alloro, è un arbusto. È diffuso l’uso nella cucina siciliana, tanto da essersi meritato l’inserimento nella lista dei prodotti agroalimentari italiani (P.A.T.) come prodotto tipico siciliano. Alle Egadi cresce anche la ruta, di cui è noto l’uso delle foglie e dei semi già in epoca romana. Ha un sapore penetrante e amarognolo e, in piccole quantità e tritata nell’olio, costituiva un aroma insolito per il pesce. È però tossica se consumata in eccesso, se ne è perso l’uso a scopi alimentari. Se erbe spontanee e aromi contribuiscono a insaporire la cucina, la scilla, soprattutto a Marettimo, la più verde tra le Egadi, contribuisce a profumarne l’aria. La scilla è una pianta erbacea che produce un delicato fiorellino di un azzurro violetto intenso. E altrettanto intensamente profuma l’aria nel periodo della fioritura, da marzo a maggio. Le isole Egadi mostrano una ricca vegeta-

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hyme and rosemary are wild aromatic herbs that characterize the cuisine of the Aegadian Islands. Some believe that the island of Marettimo was partly named after the herb thyme, but it is only a misleading assonance upon which a false legend has been built. Oregano and laurel, also extensively used in cooking, were, instead, introduced to the islands from the mainland then cultivated. Laurel, better known as bay leaf, is a shrub that is widely used in Sicilian cuisine, so much so that it has been included in the list of Italian regional food products (P.A.T.) as a typical Sicilian product. Rue also grows in the Aegadian Islands, and the use of its leaves and seeds was already known in Roman times. It has a penetrating and bitter taste, and chopped in oil in small quantities it was used to provide an unusual flavour for fish. However, it is toxic if consumed in excess and its use in food has been lost. If wild herbs and spices contribute to the flavour of the cuisine, then the scilla, especially in Marettimo, the greenest of the Aegadian Islands, helps to perfume the air. The scilla is a herbaceous plant that produces a delicate flower of an intense blue violet, and just as intensely it perfumes the air during its flowering period, which is from March to May.


THE AEGADIAN ISLANDS AS A BOTANICAL GARDEN

zione di piante endemiche. Dal punto di vista vegetazionale, Favignana e Levanzo offrono aspetti di gariga costiera, cioè vegetazione diffusa e bassa ove convivono piante diverse, e residui di macchia mediterranea con oleastro, lentisco, carrubo, euphorbia, sommacco. Tipiche delle Egadi sono: la brassica macrocarpa, il cavolo marino o delle Egadi, la finocchella (seseli bocconi). Quest’ultima pianta arbustiva che cresce sulle rupi, testimone di trasformazioni geologiche avvenute circa 20 milioni di anni fa. La seseli è diffusa anche nelle tre grandi isole mediterranee: Sicilia, Sardegna e Corsica. Brassica macrocarpa e cavolo delle Egadi crescono solo nelle Egadi. La “lista rossa della flora italiana”, considerando la ristrettezza dell’areale e la esiguità degli esemplari esistenti, ha classificato la brassica macrocarpa come specie in pericolo critico di estinzione.

The Aegadian Islands enjoy a rich vegetation of endemic plants. From a vegetational point of view, Favignana and Levanzo offer stretches of coastal garrigue, which is low, widespread vegetation within which different plants coexist, and residues of Mediterranean maquis with wild olive, mastic, carob, euphorbia and sumac. Brassica macrocarpa, Aegadian sea kale and seseli bocconi are also typical of the Aegadian Islands. The latter shrub grows on rocks and is evidence of geological transformations that occurred about 20 million years ago. The seseli is also widespread on the three large Mediterranean islands: Sicily, Sardinia and Corsica. Brassica macrocarpa and Aegadian sea kale grow only in the Aegadian Islands. Considering the limited area available and the meagreness of the existing specimens, the “red list of Italian flora” has classified the brassica macrocarpa as a species in critical danger of extinction.

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LE SCELTE DI PIACERE • PIACERE’S CHOICE • FAVIGNANA BAR CONO - RISTORANTE LA LAMPARA

L’azienda, a conduzione familiare, è nata nel 1985 dalla collaborazione dei fratelli Ernandez, che nel tempo hanno saputo distinguersi e migliorarsi sia dal punto di vista enogastronomico, sia da quello artigianale. Oggi anche i figli dei titolari gestiscono l’attività familiare curando nel migliore dei modi le esigenze dei clienti. Nella sala interna e nella veranda esterna del locale, ricavati da un’antica casa dei pescatori, è possibile gustare la vera cucina marinara che vede come protagonista, in tutte le sue portate il pesce appena pescato. Da non perdere assolutamente il pescespada alla favignanese o il couscous di pesce, preparati secondo le ricette di una volta. A conclusione del pasto, restano imperdibili i dessert della casa.

FAVIGNANA Via Vittorio Emanuele, 4

This family-run company was founded in 1985 by the Ernandez brothers, who over time managed to set themselves apart and improve in both eno-gastranomic and artisan terms. Today the children of the owners also run the family business, taking care of customer needs in the best possible way. Both in the dining room and on the veranda outside of the venue that was fashioned from an old fisherman’s house, you can enjoy real seafood with freshly caught fish in every course. Absolutely not to be missed is the swordfish alla Favignana or the fish couscous, prepared according to traditional recipes. After a meal, all that remains are the unmissable house desserts.

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KALISPERA MODE - ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI

Nella bellissima Favignana, al centro del caratteristico borgo isolano, Kalispera Mode vi aspetta per entusiasmarvi con le Collezioni Summer 2019: moda mare, abbigliamento e accessori uomo, donna e bambino dei marchi più glamour e fashion del momento.

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On beautiful Favignana, in the centre of the characteristic island village, Kalispera Mode awaits to stimulate you with its Summer 2019 Collections: beachwear, clothing and accessories for men, women and children from the most glamorous and fashionable brands of the moment.


Al centro di Favignana si trova l’originale ed accogliente Music Cafè New Albatros, aperto h24, dove si possono consumare ricche colazioni o pranzare con tantissime proposte: le sfiziose insalatone, il saporitissimo pane cunzato e anche secondi. Dalle 17.00 New Albatros si trasforma… e diventa un vero e proprio lounge bar con aperitivi tipici del territorio e una drink list studiata nei minimi dettagli con l’utilizzo di prodotti di qualità per arricchire una cena ricca dei sapori e dei colori della Sicilia, ed infine il dopocena con drinks e una selezione accurata di musica. New Albatros, pensato per rendere la vostra vacanza indimenticabile. In the centre of Favignana is the original and welcoming Music Cafè New Albatros, open 24 hours a day, where you can have a rich breakfast or a lunch chosen from many options: the delicious salads, the very tasty ‘pane cunzato’ (bread seasoned with tomatoes, Primosale cheese, anchovies, olive oil, oregano, salt and pepper), as well as some main dishes. From 5pm the New Albatros is transformed... and it becomes a proper lounge bar with aperitifs typical of the area and a drinks menu that has been studied in detail using quality products to enrich a dinner full of the flavours and colours of Sicily, and finally the ‘after dinner’ with drinks and a careful selection of music. New Albatros, designed to make your holiday unforgettable.

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L’EMOZIONE DI UN APERITIVO AL TRAMONTO

PORTO LA COSTA


PIACERE SICILIA | ISOLE EGADI INCONTRI DI VIAGGIO

LA PIANTA CHE FA RESPIRARE IL MARE

Guardiamo con più rispetto la posidonia

Ph: Daniele Corsini

di Paola Corso

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a Posidonia colonizza i fondali marini con praterie che sopravvivono solo con valori di salinità costanti, una forte illuminazione, temperature tra i 10 e i 28°C, acque molto pulite. La sua presenza è indicatore della salute del mare. Contrariamente a quanto si immagini la Posidonia non è un alga, ma una pianta composta da radici, fusto, foglie e fiori; è il risultato dell’adattamento alla vita acquatica di piante superiori che, circa 120 milioni di anni fa, si sono trasferite dalla terra ferma al mare. La Posidonia è uno dei produttori primari di ossigeno, tanto da essere paragonata alle foreste tropicali. Una risorsa indispensabile in grado di sequestrare CO2 dall’atmosfera, regolare l’acidità delle acque e rilasciare ossigeno. La scomparsa di queste aree verdi marine, oltre a compromettere la salute del mare, influisce sul riscaldamento globale. Ma la presenza della Posidonia spesso provoca delusione. Le immersioni nei luoghi dove è presente non sono tra le più ambite perché il paesaggio appare monotono; anche se la vegetazione, che fa solo da “sipario” al variegato mondo sottomarino, con le sue lunghe foglie rende l’ambiente simile a quello del sottobosco della macchia mediterranea; dove i piccoli animali vivono e si riproducono al riparo dai grandi predatori. Le foglie che si staccano e si accumulano lungo le coste, danno l’impressione di un mare sporco; divenendo un deterrente per i bagnanti e creando problemi per la fruizione delle spiagge. Invece i cumuli di Posidonia (banquettes) proteggono le coste dall’erosione e dalle mareggiate, attutendo l’azione delle correnti e del moto ondoso e sono quanto di più naturale possa esserci. La Posido84

THE PLANT THAT ALLOWS THE SEA TO BREATHE Let us view Posidonia with more resoect

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osidonia colonizes the seabed in seagrass meadows that survive only with constant salinity values, strong lighting, temperatures between 10-28°C, and very clean waters. Its presence is an indicator of the health of the sea. Contrary to what you might think, Posidonia is not an algae but a plant with roots, stems, leaves and flowers. It is the result of the adaptation of earth-bound plants to aquatic life, which about 120 million years ago moved from the mainland to the sea. Posidonia is one of the primary producers of oxygen, so much so that it is compared to tropical forests. An indispensable resource capable of sequestering CO2 from the atmosphere, regulating water acidity and releasing oxygen. The disappearance of these green marine areas not only compromises the health of the sea, it also affects global warming. But the presence of Posidonia often causes disappointment. Diving in places where it is present is not very popular because the landscape appears monotonous, even if the vegetation, which is only a “curtain” over the varied underwater world, with its long leaves renders the environment similar to that of the under-


PIACERE SICILIA | ISOLE EGADI TRAVEL ENCOUNTERS growth of the Mediterranean maquis, where small animals live and reproduce safe from large predators. The leaves that fall off and accumulate along the coasts give the impression of a dirty sea, becoming a deterrent for bathers and creating problems for using the beaches. However, the heaps of Posidonia (banquettes) protect the coasts from erosion and heavy seas, easing the effect of currents and wave motion, and they are the most natural thing there can be. Posidonia is an indispensable resource but very vulnerable and fragile, and if damaged, it takes centuries to recover. The European Union has identified and named some areas of the Mediterranean “Priority Habitat and World Heritage Site”. In Italy, the Sea Defence Service for the Ministry of Environment has produced a map of the Posidonia seagrass meadows to better enhance and safeguard them. The Aegadian Islands Marine Protected Area (MPA) is home to one of the largest Posidonia meadows in the Mediterranean. The MPA has created buoy fields to facilitate the mooring of boats in the bays, avoiding damage to or uprooting of the Posidonia while anchoring. Certainly better use could be made of the tons of beached Posidonia, turning it into natural fertilizer rich in minerals, or using it for thermal and acoustic insulation or packaging material, but in the meantime it is important to understand the value of this vegetation and to learn to look at it through different eyes, aware that it guarantees us a clean sea and that it is an essential element in the ecosystem. We should do our best to clean the beaches of real waste, not the waste left by nature, and understand that Posidonia and its remains on the beaches are an indication of high environmental quality, in order to live with this important resource without turning our noses up at it too much.

SHOPPING MONIQUE BOUTIQUE - ACCESSORI MODA

nia è una risorsa indispensabile ma molto vulnerabile e fragile e se danneggiata, occorrono secoli per recuperarla. L’Unione Europea ha individuato e denominato alcune aree del mediterraneo “Habitat Prioritario e Patrimonio Mondiale dell’Umanità”; in Italia, il Servizio Difesa Mare del Ministero dell’Ambiente, ha prodotto una mappatura delle praterie di Posidonia per meglio valorizzarle e salvaguardarle. L’Area Marina Protetta delle Isole Egadi ospita una delle più vaste praterie di Posidonia del Mediterraneo. L’AMP ha creato dei campi boe per favorire l’attracco delle imbarcazioni nelle baie, evitando di danneggiarla o estirparla durante l’ancoraggio. Sicuramente si potrebbero incrementare i piani per sfruttare l’eccesso di Posidonia spiaggiata, trasformandola in concime naturale ricco di oligominerali, isolante termico ed acustico o materiale da imballaggio; ma nel frattempo è importante comprendere il valore di questa vegetazione e imparare a guardarla con occhi diversi, consapevoli che questa ci garantisce un mare pulito e che è un elemento indispensabile per l’ecosistema. Dovremmo prodigarci nel pulire le spiagge dai veri rifiuti, non quelli che lascia la natura, capendo che la Posidonia e i suoi resti sulle spiagge sono indice di alta qualità ambientale, in modo da convivere con questa importante risorsa senza storcere troppo il naso.

A Favignana lo shopping è d’obbligo. Monique Boutique, entrare per curiosare! Tra le varie sfiziosità: cappellini, t-shirt, bags, shorts, gadgets, e uno fra tutti il brand “Siculamente” che prende spunto dagli stereotipi positivi e negativi di questa meravigliosa regione e li rilegge in chiave ironica e originale. Divertiti con qualche acquisto e quattro chiacchiere in compagnia. In Favignana shopping is a must, so come in and browse in the Monique Boutique! Treats include caps, t-shirts, bags, shorts, gadgets, and also the brand “Siculamente,” which is influenced by the positive and negative stereotypes of this wonderful region and re-vamps them in an ironic and original way. Have fun shopping and chatting with friends. FAVIGNANA - Via Vittorio Emanuele, 24 Tel +39 0923.921955 85


Ph: Vito Vaccaro

LA SOVRANA DELLE ACQUE

A’ MARONNA DU ROTULO DI MARETTIMO di Martina Palermo

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uta e regale si erge, nell’isola di Marettimo, la statua della “Maronna du Rotulo”, custodita nell’omonima cappella, tra la terra e il mare, a 500 metri a sud del centro abitato. Risale al 1922, come rivela una lapide al suo interno. Due le storie che ne raccontano l’origine. Una prima versione narra di un grande masso (nella lingua dell’isola “rotulo”) in prossimità del luogo ove oggi si erge il santuario. Esso, in procinto di cadere oltre il limite della terra piana, si fermò in bilico tra la strada e la scogliera risparmiando da sicura morte un pescatore che era sugli scogli sottostanti. Altre fonti della memoria popolare narrano del ritrovamento di una piccola effigie ritraente l’immagine della Madonna (della vicina Trapani) proprio in quella località. Un isolano decise di erigervi una edicola votiva che però, vista l’accidentalità del terreno, volle spostare di qualche metro rispetto al luogo del ritrovamento. Il giorno seguente, al termine dei lavori, un grosso masso vi rotolò sopra distruggendo la costruzione. Attribuendo all’evento significato e monito, si decise di ricostruire la cappella nel punto esatto dove era avvenuto il ritrovamento della effigie. La Madonna del Rotolo è meta ambita di escursionisti e frequentatori occasionali, mentre i marettimari le rendono omaggio con un pellegrinaggio votivo in mare. Dal 1° di agosto, in occasione della “quinnicina” (i 15 giorni che precedono la festività dell’Assunta), le donne sgranano le perle del Rosario, invocando l’intercessione della Madonna du Rortulo per la risoluzione dei “nodi” aggrovigliati nelle loro vite. Infine nella giornata del 15 agosto, il simulacro, è portato in spalla tra

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n the island of Marettimo the statue of the Madonna,“Maronna du Rotulo”, stands magestically and silently in the chapel of the same name, between land and sea, 500 metres south of the town centre. It dates back to 1922, as a plaque inside reveals, and there are two stories that tell of its origin.The first version tells of a large boulder (“rotulo” in the island’s dialect) near the place where today the sanctuary stands. About to topple over the edge of the flat land, it stopped poised between the road and the cliff, thus saving a fisherman who was on the rocks below from certain death. Other sources of popular legend narrate the discovery of a small effigy depicting the image of the Madonna (from nearby Trapani) in that spot. An islander decided to erect a votive shrine but, given the fortuity of the land, he decided to move it a few metres from the place of discovery. The next day, when the work was finished, a large boulder rolled over and destroyed the building. Attributing meaning and warning to the event, it was decided to rebuild the chapel on the exact spot where the effigy had been found. The Madonna del Rotolo is a popular destination for hikers and occasional visitors, while the locals pay homage to it with a votive sea pilgrimage. From the 1st August, on the occasion of the “quinnicina” (the 15 days preceding the feast of the Assumption), the women tell the beads of the Rosary, invoking the intercession of the Maronna du Rotulo for the resolution of the “knots” that tangle their lives. Finally, on the 15th August, the simulacrum is carried on the shoulders of the people and


PIACERE SICILIA | MARETTIMO TRAVEL ENCOUNTERS

THE SOVEREIGNITY OF THE WATERS THE “MARONNA DU ROTULO” OF MARETTIMO

la gente per giungere fino alla Chiesa di Maria S.S. delle Grazie. Nel brusio del corteo si disperde velocemente, tra i vicoli dell’isola, un condiviso stato d’euforia. Nel pomeriggio, la statua viene trasportata in mare; è a quel punto che ha inizio l’insolito e caratteristico rituale dell’isola di Marettimo che consacra la Vergine, sovrana delle acque e dominatrice sugli uomini. Contemplata e vissuta a bordo di un peschereccio, la processione porta con sé il fascino delle tradizioni antiche e autentiche. La processione si muove a partire dallo “Scalo Nuovo” (a seconda del vento si può apportare uno “strappo alla regola” generale e imbarcarsi dallo “Scalo Vecchio”). Le acque del porto, prima calme, paiono turbate dal dolce passaggio dei pescherecci che di concerto suonano le sirene in segno di acclamazione. È da questo momento che si “respira” meglio, l’odore e la sacralità della celebrazione della Madonna del Rotolo. Nel mare si disperdono le preghiere dei devoti che abbandonano al largo dolori e turbamenti. Il rituale in mare dura un’ora, il tempo per far ritorno sulla terraferma e ricondurre la Madonna nella cappella. La Messa al piazzale Monterey conclude il rito religioso. Alla fine dei festeggiamenti l’isola di Marettimo si “assopisce” e la Madonna del Rotolo torna a vegliare silenziosamente su quel lembo di terra custodito dal mare.

taken to the Maria S.S. delle Grazie church. In the murmuring of the procession through the small streets of the island, a shared state of euphoria spreads quickly. In the afternoon, the statue is transported to the sea and it is at this point that the unusual and characteristic ritual of the island of Marettimo begins, consecrating the Virgin, sovereign of the waters and ruler over men. Contemplated and experienced on board a fishing boat, the procession carries with it the charm of ancient and genuine traditions. The procession starts from “Scalo Nuovo”, though depending on the wind, the rule can be broken to leave from“Scalo Vecchio”. The waters of the port, at first calm, seem troubled by the gentle passage of the fishing boats that together sound their horns as a sign of acclamation. It is from this moment that one can better “breathe” the smell and the sacredness of the celebration of the Madonna del Rotolo. In the sea, the prayers of the devotees are dispersed, abandoning their sorrows and troubles to the open sea. The ritual at sea lasts an hour, then they return to the mainland and take the Madonna back to the chapel. Mass at Piazzale Monterey concludes the religious rite. At the end of the festivities, the island of Marettimo is “soothed” and the Madonna del Rotolo returns to watch silently over that strip of land guarded by the sea. 87


PIACERE SICILIA | SAN VITO LO CAPO INCONTRI DI VIAGGIO

IL MARE ANCHE D’INVERNO SAN VITO META TURISTICA PER TUTTO L’ANNO di Flavia Fodale

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n ogni mese dell’anno San Vito Lo Capo offre uno scenario unico a tutti coloro che intendono vivere delle giornate di vacanza all’insegna del relax, della natura e del mare. La bellezza della borgata marinara non si apprezza soltanto durante la stagione balneare e nella settimana del Cous Cous Fest, evento di portata internazionale che può contare sulla presenza di migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo, ma anche nei mesi che vanno da ottobre a maggio. San Vito Lo Capo, infatti, non è soltanto un’ambita meta turistica per una piacevole giornata in spiaggia, accompagnata dal profumo del buon pesce fresco e addolcita dal tipico “caldo-freddo”, piuttosto è una vera e propria oasi di serenità di cui godere tutto l’anno. In inverno il paese accoglie il visitatore in una atmosfera di quiete, come se le calde e affollate serate estive fossero un lontano ricordo; una passeggiata in solitaria sulla spiaggia corallina, scandita dal rumore delle onde e sovrastata dal profilo di Monte Monaco che osserva l’orizzonte dai sui 532 mt di altezza, può rivelarsi una occasione unica per ritrovare se stessi, rimanendo affascinati dalla bellezza del mare invernale che, in base al tempo, può mostrarsi imbiancato dalla spuma delle onde che si rompono sulla battigia o apparire limpido, ceruleo e cristallino. In primavera, con l’aumento delle temperature e con le prime giornate di sole, San Vito Lo Capo attira nu-

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very month of the year San Vito Lo Capo offers a unique scenario to all those who want to relax while on holiday, enjoying nature and the sea. The beauty of the seaside village is not only appreciated during the beach season and the week of the Cous Cous Fest – an event of international importance with thousands of visitors from all over the world – but also during the months from October to May. San Vito Lo Capo, in fact, is not only a popular tourist destination for a pleasant day on the beach, accompanied by the scent of delicious fresh fish and sweetened by the traditional “caldo-freddo” (a layered ice-cream and rum-flavoured sponge cake with melted dark chocolate), it is also a true oasis of serenity to enjoy all year round. In winter the village welcomes the visitor with a tranquil atmosphere, as if the warm and crowded summer evenings were a distant memory. A solitary walk along the coral beach, punctuated by the sound of the waves and dominated by Monte Monaco that gazes across the horizon at 532 metres above sea level, can be a unique opportunity to find yourself, to be fascinated by the beauty of the winter sea that, depending on the weather, may be whitened by the foam of the waves that break on the shoreline or appear sky-blue and crystal clear. In the spring, with its rising


THE SEA EVEN IN WINTER. SAN VITO: A YEAR-ROUND TOURIST DESTINATION

merosi visitatori, desiderosi di potersi scaldare sotto il sole tiepido dopo le fredde e rigide giornate invernali. La natura si risveglia, e con essa anche il paese: durante i weekend i locali e le attività commerciali accolgono famiglie e gruppi di amici che decidono di trascorrere la giornata all’aria aperta, dedicandosi a lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta. Il paesaggio circostante, con l’esplosione della primavera, è una tavolozza di colori che difficilmente si potrà dimenticare. Alle porte dell’estate, nel mese di maggio, la rinomata località balneare si popola per uno dei primi eventi che aprono la stagione turistica: il Festival degli aquiloni. Diventato ormai un appuntamento fisso per i sanvitesi e per i turisti, il festival è giunto alla sua XI stagione. In questa occasione è possibile ammirare la bellezza variegata degli aquiloni che competono tra loro in diverse esibizioni, da quelle acrobatiche a quelle notturne. Il senso di libertà degli aquiloni che volteggiano nell’aria è sicuramente il simbolo dell’inizio dell’estate, stagione prediletta per gli amanti della vita di spiaggia e della tintarella. La stagione turistica, inoltre, si protrae anche durante i miti autunni siciliani che permettono una piacevole permanenza in riva al mare. Trekking, ippica, climbing, snorkeling, immersioni, relax e buon cibo, sono gli ingredienti segreti che fanno di San Vito Lo Capo, e del territorio circostante, un luogo che riserva il proprio fascino, la propria suggestiva bellezza e le proprie potenzialità 365 giorni l’anno.

temperatures and first sunny days, San Vito Lo Capo attracts many visitors, eager to warm up under the tepid sun after the cold, harsh winter days. Nature wakes up, and with it also the village: during the weekends the venues and local businesses welcome families and groups of friends who choose to spend the day in the open air, enjoying long walks or bike rides. The surrounding landscape, with the explosion of spring, is a palette of colours that are difficult to forget. At the beginning of summer, in May, the famous seaside resort fills up thanks to one of the first events to open the tourist season: the Kite Festival. Having become a fixed appointment for the people of San Vito and tourists alike, the festival is now in its eleventh season. During it you can admire the varied beauty of the kites that compete with each other in different shows, from acrobatic ones to night-time ones. The sense of freedom of the kites circling in the air is certainly the sign for the beginning of summer, a favourite season for lovers of beach life and sunbathing. The tourist season also carries on into the mild Sicilian autumns that offer pleasant days by the sea. Trekking, horse riding, climbing, snorkelling, diving, relaxation and good food are the secret ingredients that make San Vito Lo Capo, and the surrounding area, a place that keeps its charm, its picturesque beauty and its potential 365 days a year. 89


DORMIRE • MANGIARE | SLEEP • EAT | SAN VITO LO CAPO

DORMIRE • SLEEP MANGIARE • EAT

Hotel Ristorante Trinacria In un ambiente raccolto e luminoso, il ristorante all’interno dell’Hotel Trinacria è il luogo perfetto per godere della buona cucina del territorio e del massimo relax. Assaporare i piatti dello chef Enzo Novara è come sedersi sulla poltrona di un teatro e lasciarsi coinvolgere da un concerto di sapori, profumi, colori e accostamenti inediti.

In a cosy and bright environment, the restaurant inside the Hotel Trinacria is the perfect place to enjoy good local cuisine and maximum relaxation. Tasting the dishes of chef Enzo Novara is like sitting in a theatre seat and letting yourself be carried away by a concert of flavours, aromas, colours and unusual combinations.

SAN VITO LO CAPO Via Mazzini, 39 Tel. +39 0923.621475 / 621467 / 974624

www.hoteltrinacria.it info@hoteltrinacria.it

Profumi di Cous Cous Ristorante - Ghibli Hotel Il ristorante giardino, Profumi di Cous Cous, all’interno dell’Hotel Ghibli, vuole essere un esclusivo angolo di ristoro per chi è alla ricerca di antichi sapori mediterranei, di profumi misteriosi e di aromi nord-africani a base di cous cous di pesce o preparato in diverse versioni. Insieme alla formula mare-sole, si promuove soprattutto il mangiare ed il bere di qualità.

The garden restaurant Profumi di Cous Cous, located within the Ghibli Hotel premises, aims to be an exclusive corner for those in search of ancient Mediterranean flavours, mysterious scents and the typical North African aromas of the fish couscous, as well as other varieties of this traditional dish. In addition to the “sun-and-sea” formula, we offer the highest quality of dining and drinking.

SAN VITO LO CAPO Viale Regina Margherita, 80 Tel. +39 0923.974155

www.ghiblihotel.it info@ghiblihotel.it

Agorà - Ristorante Ristorante Agorà, nel cuore di San Vito, un’oasi di accoglienza e gusto. Personale affabile e ospitale vi guiderà nella scelta tra i veri sapori della Sicilia. Un viaggio che inizia con i deliziosi antipasti dello chef e prosegue con la pasta fresca, prodotta ogni giorno nella nostra cucina, da assaporare con i sughi preparati con pesce freschissimo. Lo stesso pesce che con il couscous raggiunge l’apoteosi del godimento gastronomico. La prelibatezza dei secondi di pesce invita a concludere il pasto con la Pistacchiella, il dolce che resterà per sempre nel vostro cuore.

The Agorà Restaurant, in the heart of San Vito, is an oasis of welcome and taste. Friendly and hospitable staff will guide you in choosing from the true flavours of Sicily. A journey that begins with the delicious appetizers from the chef and continues with fresh pasta, produced every day in our kitchen, to be enjoyed with sauces prepared with fresh fish. The same fish that with couscous attains the apotheosis of gastronomic enjoyment. The delicacy of the main fish courses invites you to end your meal with the “Pistacchiella”, the pistachio dessert that will remain forever in your heart.

SAN VITO LO CAPO P.zza Carlo Barbera, 5 (ex P.zza Marinella)

Tel. +39 392.2115037

Caffè Pino - Bar - Pasticceria

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La più antica pasticceria di questo angolo di paradiso, dove i sapori sono rimasti quelli di una volta tenendo fede alle più sofisticate ricette. Fra le specialità della casa è possibile trovare il Cannolo Siciliano, il Croccante alle mandorle, le Cassate e il tipico Caldo Freddo. Oltre ai dolci, nei tavolini all’esterno è possibile assaporare un pranzo fresco e veloce.

The oldest patisserie in this corner of paradise, where the flavours and sophisticated recipes of the past are faithfully recreated. Among the house specialities are the Sicilian cannoli, crunchy almond sweetcakes, the cassata, and the traditional caldo freddo. In addition to pastries, you can enjoy a fresh and quick lunch at the tables outside.

SAN VITO LO CAPO Via Savoia, 24

Tel. +39.392.3580791 Tel. +39.346.0787188


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aterie prime fresche e legate alle stagioni. È il tratto distintivo di Disìo Ristorante Siciliano, locale situato in una strada nei pressi del borgo marinaro di San Vito Lo Capo, ma lontano dal caos. Gli chef e titolari, Giuseppe Alongi ed Antonio Vultaggio, privilegiano i prodotti siciliani con i quali realizzano i piatti tipici, senza rinunciare a un tocco di orginalità. Disìo offre ai propri ospiti un delizioso giardino, curato nei minimi dettagli, e una sala interna elegante, luminosa, arredata con gusto. Il piatto estivo per eccellenza è “Sapore di Mare”: selezione di pesce e crostacei serviti crudi con frutta e confettura di produzione propria. Nelle fredde serate invernali il must sono le cassatelle in brodo di pesce fresco (pasta ripiena di ricotta con cipolla, prezzemolo e cannella) o le busiate con fave, gamberi e fiocchetto selvatico. In tutte le stagioni, invece, potrete gustare i “Paccheri di Messina”: paccheri freschi, crema di melanzane, mentuccia e pomodoro confit. Tutti i primi vengono preparati con pasta fresca di produzione propria, come pure i dolci, il pane e i grissini, utilizzando i grani antichi siciliani Timilia e Russello per la panificazione e Maiorca per i dolci. Immancabile il cannolo: la cialda di farina di grano Maiorca, gustosa e friabile, viene riempita con crema di ricotta di pecora locale. La cantina offre una vasta scelta di vini siciliani.

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resh and seasonal raw ingredients. This is the distinctive feature of Disìo Ristorante Siciliano, a restaurant located near the fishing village of San Vito Lo Capo, but far from the chaos.The chefs and owners, Giuseppe Alongi and Antonio Vultaggio, favour Sicilian products with which they make the traditional dishes, with a touch of originality. Disìo offers its guests a delightful garden, with attention to detail, and an elegant, bright and tastefully furnished dining room.The summer dish par excellence is“Sapore di Mare”: a selection of fish and shellfish served raw with home-made fruit and jam. In the cold winter evenings, the must-haves are the cassatelle in fresh fish broth (pasta stuffed with ricotta cheese, onion, parsley and cinnamon) and the busiate (a traditional fresh pasta) with broad beans, prawns and wild fennel. Instead, in all seasons you can enjoy the “Paccheri di Messina”: fresh paccheri (large tube-shaped pasta) with a cream of aubergine, lesser calamint and a tomato confit.All the first courses are prepared with the restaurant’s own homemade fresh pasta. The cakes, bread and breadsticks are also homemade, using the ancient Sicilian grains of Timilia and Russello for bread-making and Maiorca for the desserts. The cannolo is a must: a tasty and crumbly pastry shell made from Maiorca wheat flour is filled with cream of ricotta cheese made from local sheep. The cellar offers a very wide selection of Sicilian wines.

SAN VITO LO CAPO Via Piersanti Mattarella, 72 - Tel: +39 328 7646977 - disioristorantesiciliano@gmail.com


PIACERE SICILIA | SAN VITO LO CAPO INCONTRI DI VIAGGIO

SAN VITO LO CAPO MEMORIE DAL PASSATO ‘A gghiotta di pisci E storie di mare

SAN VITO LO CAPO: MEMORIES OF THE PAST Fish broth and stories of the sea di Antonella Poma

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’economia dei primi abitanti di San Vito Lo capo era basata sul lavoro agricolo, una terra aspra, ma fertile che fu lavorata da contadini e transitata da pastori. I primi ad arrivare in questo territorio furono i contadini di Erice e solo dopo parecchi anni, attratti dalla pescosità del mare, giunsero dalle coste limitrofe anche i pescatori che allestirono negli anni una piccola flotta, quasi tutta composta da piccole barche, dedita alla pesca costiera. Anticamente si portava a terra e si consumava ogni tipo di pesce poiché la fauna ittica era ricca e variegata. Le barche, dopo le “calate” notturne, facevano ritorno al mattino e le reti da smagliare venivano ripulite dal pesce mozzato rimasto incagliato, mangiucchiato da polpi o calamari o spezzato durante la risalita delle reti. I muzzuna, così si chiamava il 92

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he economy of the first inhabitants of San Vito Lo Capo was based on agriculture, a harsh but fertile land that was worked by farmers and passed through by shepherds.The first to arrive in this area were farmers from Erice and only after many years, attracted by the abundance of fish in the sea, did fishermen come from the neighbouring coasts. Over time they set up a small fleet that was almost completely composed of small boats dedicated to coastal fishing. In ancient times they came back from their excursions and all sorts of fish were eaten because the fish fauna was rich and varied. In the morning, after the nocturnal haul, the boats returned home and the tangled nets were cleaned of the lacerated fish caught in the mesh, nibbled at by octopus or squid or gashed while the nets


pesce mozzato, erano impareggiabili poiché le carni scoperte, rimanendo in acqua, si marinavano leggermente diventando più saporite. Dopo il commercio, i pesci piccoli invenduti e quelli mangiucchiati, venivano consegnati alle donne. Mogli, zie e nonne si industriavano per rendere appetibile con pochi e modesti ingredienti il pescato invenduto, elaborando ricette povere, ma ricche di gusto. Una di queste è la ghiotta di pesce, zuppa tipica trapanese preparata con vari tipi di pesce, soprattutto boghe, tracine, fagiani, pagelli, perchie, scorfani neri e rossi, sareddi (il pesce sauro). La ghiotta si preparava soffriggendo aglio pestato nel mortaio e cipolla in olio, si aggiungeva il pomodoro, si faceva restringere e poi si aggiungeva l’acqua. Al primo bollore si inserivano i pesci facendoli cuocere per qualche minuto. Il brodo della ghiotta filtrato, serviva anche per “abbivirare” il cùscusu, piatto delle giornate di festa. Nella ghiotta privata dei pesci si poteva anche calare la pasta (spaghetto rotto o semi di mela). Marianna Randazzo ha vissuto in una famiglia di pescatori sanvitesi, suo nonno andava per mare, poi il padre e anche lo zio. Li ricorda dandoci uno spaccato della vita quotidiana dei pescatori. «Mio nonno, pescatore di polpi, aveva una piccola barchetta. Praticava la pesca con lo specchio. Steso di pancia a poppa, metteva la testa in un contenitore cilindrico con un vetro sul fondo da cui poteva scrutare il fondale per arpionare i polpi. Il nonno in barca non poteva cucinare e portava “u pacco”, un involto di vivande che generalmente consisteva in pane, formaggio, pomodoro e cipolla». «Mio padre Carlo con i fratelli Salvatore e Andrea - continua il racconto della nostra testimone - al ritorno dalla guerra comprarono uno schifazzo (imbarcazione a vela tipica del trapanese usata anche per il trasporto delle merci). Dapprima lo utilizzarono per trasportare tufi, sale, frumento o pietrisco, poi la barca fu adattata a motore e fu utilizzata per pescare».

were hauled up. The “muzzuna”, the name given to those lacerated fish, were incomparable because, by remaining in the water, the exposed flesh became slightly marinated and therefore tastier. After trading, the small fish that were unsold or had been nibbled at, were given to the women. Wives, aunts and grandmothers worked to make the unsold fish appetizing with few and modest ingredients, elaborating recipes that were humble but rich in taste. One of these is the delicious “ghiotta”, a traditional fish soup from Trapani prepared with various types of fish, especially bogues, weaver fish, yellow gurnard, sea bream, comber fish, black and red scorpion fish and saurel. The “ghiotta”was prepared by frying garlic crushed in a mortar and onion, adding tomatoes, and reducing it before adding water. As soon as it starts boiling, the fish are added and cooked for a few minutes.The filtered broth is also used to douse couscous, the dish made on festive days. You can also put pasta (broken spaghetti or seed-shaped pasta) in the broth strained of its fish. Marianna Randazzo came from a family of fishermen from San Vito, her grandfather went to sea, then her father and uncle. Remembering them, she gives us an insight into the daily life of fishermen.“My grandfather, an octopus fisherman, had a small boat. He used to fish with a mirror. Lying on his belly at the stern, he would put his head in a cylindrical container with a glass on the bottom with which he could scrutinize the bottom to harpoon the octopus. My grandfather could not cook on the boat and so brought “u pacco”, a parcel of food that usually consisted of bread, cheese, tomato and onion”. “When my father Carlo and his brothers Salvatore and Andrea returned from the war,” our witness continues, “they bought a ‘schifazzo’ (a typical sailboat from Trapani that was also used for the transport of goods). At first they used it to transport tuff, salt, wheat or crushed stone, then they added an engine and used it for fishing.” 93


Quella modifica fu importante? «Sì. La stazza della barca permise loro di allontanarsi dalla costa giungere in una zona di pesca nel Canale di Sicilia (tra Lampedusa e Pantelleria) chiamata “ai banchi”. Stavano in mare anche 10, 15 giorni e cucinavano a bordo: la ghiotta, che veniva preparata quasi ogni sera, ma anche zuppe di legumi secchi, che si potevano facilmente trasportare. Nella ghiotta di pesce finivano soprattutto i “muzzuna”. Spesso, prima della partenza, si recavano a Trapani o a Castellammare dove alcuni fornai preparavano le gallette, focaccine di pane secco dalla forma circolare, di circa 20 cm di diametro e spesse circa tre dita. A bordo portavano l’acqua dolce nei bummuli di terracotta». I pescatori andando per mare, lontano dall’universo femminile, spesso si trasformavano in cuochi, cucinando durante le battute di pesca, diventando detentori di memoria storica e gettando le basi della nostra gastronomia marinara. I pesci per la ghiotta si pulivano e si sghiddavano (deliscavano) direttamente in mare. La ghiotta era la pietanza più consumata dai pescatori, i più fortunati in possesso di un cucinino la preparavano a bordo, altri improvvisavano un fuoco al riparo in qualche caletta. Era loro costume portare con sè del pane secco: “le gallette di pane” non mancavano mai in cambusa, finivano nel brodo della ghiotta, liberato dai pesci, mentre quest’ultimi erano posti nella scodella comune da dove attingevano tutti. Quando la pesca era “a cianciolo”, il cui bottino era sostanzialmente pesce azzurro (sgombri, boghe, sarde), la ghiotta diventava bianca, senza pomodoro, e con prezzemolo. Quando la miseria imperversava e la dispensa era vuota, la pasta si preparava “cu i pisci a mare” (con il pesce a mare), modo simpatico per indicare che il brodo della ghiotta era ottenuto senza il pesce, allungando con acqua il solo soffritto di aglio, cipolla e pomodoro. Il pescato dove veniva venduto? «Direttamente in porto, in genere a commercianti palermitani. Se rimanevano pesci venivano portati a casa e venduti davanti la porta, sistemati in cassette di legno e posti in una ghiaccera, una sorta di scaffale di cemento a scomparti. Le cassette di pesce si alternavano al ghiaccio proveniente dalla fabbrica di ghiaccio di Trapani». 94

Was that modification important? “Yes. The tonnage of the boat allowed them to go further from the coast to a fishing area in the Strait of Sicily (between Lampedusa and Pantelleria) called ‘ai banchi’. They would stay out to sea for 10 or 15 days and cook on board. A fish soup called ‘ghiotta’ was prepared almost every evening, but also soups of dried legumes, which were easily carried on board. The ‘muzzuna’ was the main fish to end up in the ‘ghiotta’. Often, before leaving, they would go to Trapani or Castellammare, where some bakers would make hard tack, which are dry bread cakes that are circular in shape, about 20 cm in diameter and about three fingers thick. On board they carried fresh water in “bummuli”, which are terracotta jars.” When fishermen went to sea, far from female company, they often turned their hand to cooking, becoming keepers of historical memory and laying the foundations for our maritime gastronomy. The fish for the “ghiotta” were cleaned and filleted directly in the sea. The “ghiotta” was the most common dish eaten by the fishermen, and those lucky enough to have a kitchen on board, prepared it there, while the others improvised with a fire in the shelter of some cove.They usually brought dry bread with them, and there were always some of these bread cakes in the galley.These cakes ended up in the sieved fish broth, while the strained fish were placed in a bowl from which everyone helped themselves. When the fishing was done “a cianciolo” (with a surrounding net), whose haul was essentially blue fish (mackerel, bogue, sardines), the “ghiotta” was made with parsley but no tomato. When there was a poor catch and the pantry was empty, pasta was prepared “cu i pisci a mare” (with the fish in the sea), a nice way of saying that the fish broth was made without fish and by adding water to the fried garlic, onion and tomato. Where was the catch sold? “Directly in the port, usually to merchants from Palermo. If fish remained, they were taken home and sold in front of the door, placed inside wooden crates which were in their turn placed in iceboxes, a sort of cement shelf with compartments.The crates of fish alternated with ice from the ice factory in Trapani”.


PIACERE SICILIA | SAN VITO LO CAPO TRAVEL ENCOUNTERS

Suo nonno e suo padre furono protagonisti di salvataggi in mare... I pescatori della mia famiglia, abili uomini di mare, più volte salvarono altre persone. La casa che fu di mio nonno e poi di mio padre era tra le più vicine alla spiaggia e capitò, più d’una volta, un naufragio nella baia di San Vito. Mio nonno allora legava una corda all’addome di mio padre e di mio zio ancora ragazzini e li “buttava” letteralmente in mare incurante del pericolo. La corda veniva tenuta stretta a riva da mio nonno e suo fratello. I figli a nuoto raggiungevano i naufraghi e, una volta recuperati, con un grido segnalavano a mio nonno e al fratello che potevano ritirare le corde. Così salvarono sette persone da un naufragio, nel 1937. Sarebbero senz’altro riusciti a salvare anche il mozzo e il capitano, ma quest’ultimo si rifiutò di lasciare la nave e, a sua volta, il mozzo non volle scendere senza il suo capitano, per cui morirono entrambi inesorabilmente. Una decina di anni fa, durante la manifestazione “Tempu ri capuna” fui rintracciata da una famiglia di Torre del Greco che volle ringraziarmi perché i miei familiari avevano tratto in salvo dei loro parenti durante il naufragio del 1937. È facile intuire quanta emozione e orgoglio abbia provato nel ritrovare quelle persone e nel ricordare quella vicenda. Quando si pensa al mare di San Vito, si immaginano vacanze, sole, relax, ed in effetti è così, ma per me “mare” significa anche prudenza, preoccupazione lavoro e sacrificio.

Her grandfather and father were protagonists in sea rescues... My family’s fishermen, skilled seafarers, saved other people several times. The house that belonged to my grandfather and then to my father was one of the closest to the beach and, more than once, there was a shipwreck in the bay of San Vito. My grandfather would tie a rope to my father’s and my uncle’s waists, who were still children, and literally ‘throw’ them into the sea regardless of danger. The rope was held tight ashore by my grandfather and his brother. The children would swim to the survivors and, having recuperated them, would shout to my grandfather and brother to pull the ropes back. In this way they saved seven people from a shipwreck in 1937. They would certainly have saved the ship boy and captain too, but the captain refused to leave the boat and, in turn, the ship boy did not want to leave without his captain, so inevitably they both died. About ten years ago, during the “Tempu ri capuna” event, I was tracked down by a family from Torre del Greco who wanted to thank me because my family had rescued their relatives during the shipwreck of 1937. You can imagine how much emotion and pride I felt in finding those people and remembering that story. When you think of the sea of San Vito, you imagine holidays, sun, relaxation, and in fact it is all that, but for me “sea” also means caution, concern, work and sacrifice. 95


LE SCELTE DI PIACERE • PIACERE’S CHOICE • SAN VITO LO CAPO ‘NI MIA - TAVERNA BIRRERIA

L’allestimento e gli arredi raccontano il coraggio e la fantasia di accostare materiali diversi. Evocano un pensiero fuori dagli schemi, essenzialità, concretezza, cura dei dettagli, attenzione. Nulla è lasciato al caso ma non si avverte il rigore delle scelte. «‘Ni Mia - Taverna Birraia» propone una cucina che ripete lo stesso mood degli ambienti. Offre ai clienti i sapori e profumi tipici della terra di Sicilia, ma li presenta e li combina in un modo che nessun altro potrà offrirvi. Alla semplicità della cucina casalinga e dei prodotti a km zero della “taverna”, si affianca la parte “birraia” con le sue birre artigianali, prodotte con antichi grani di Sicilia da bere con palato aperto a nuove esperienze del gusto. Il locale e i suoi tavoli si affacciano sulla via principale di San Vito, di fronte al mare.

The layout and furnishings tell of the courage and imagination in combining different materials. They evoke unconventionality, essentiality, concreteness, attention to detail, care. Nothing is left to chance yet you will not sense the rigour in the choices made.“Ni Mia – Taverna Birraia”serves a cuisine that reflects the same mood as the environment. It offers customers the flavours and scents of Sicily, but presents and mixes them in a way that nobody else can. The simplicity of the “tavern’s” home cooking and local products is flanked by the “birraia” (brewery) part with its artisan beers produced using ancient Sicilian grains and which are to be drunk with your palate open to new gustatory experiences. The venue and its tables overlook the main road in San Vito lo Capo, facing the sea.

SAN VITO LO CAPO Via Savoia, 10

Tel. +39 347.5161869 nimiasanvito@gmail.com

EL BAHIRA - CAMPING VILLAGE

Accoglienti per Natura. In Sicilia, a pochi chilometri da San Vito lo Capo e dalla Riserva Naturale dello Zingaro, il Camping Village El Bahira si affaccia sul golfo di Cofano con i suoi splendidi tramonti, tra falesie da arrampicata e scogliere selvagge, vicino a Bue Marino, la spiaggia più bella d’Italia 2015 di Legambiente. Tra le caratteristiche palme nane, gli ospiti di El Bahira potranno scegliere di soggiornare tra posti tenda, appartamenti e case mobili e usufruire di tanti servizi: per chi ama lo sport campi da tennis, di calcetto e pallavolo e una palestra fronte mare; per gli amanti della buona cucina un ristorante e un’ottima pizzeria con forno a legna. All’interno un diving center professionale per immersioni e la possibilità di praticare il Climbing di qualsiasi grado di difficoltà. Scopri le offerte e prenota on line.

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SAN VITO LO CAPO - C/da Salinella Tel. +39 0923 972577 www.elbahira.it - booking@elbahira.it

Cosy by nature. In Sicily, just a few kilometres from San Vito lo Capo and the Zingaro Nature Reserve, the camping village El Bahira overlooks the Gulf of Cofano with its stunning sunsets, between climbing cliffs and wild cliffs, near the Bue Marino which was classified the most beautiful beach in Italy in 2015 by the Legambiente (League for the Environment). Among the characteristic dwarf palm trees, guests of El Bahira can choose to stay in allocated tent areas, apartments or mobile homes and take advantage of the many services: for those who love sports, tennis and volleyball courts plus football pitches, and a gym in front of the sea; for lovers of good food a restaurant and an excellent pizzeria with a wood-burning oven. Inside there is a professional diving centre and the opportunity to do some climbing at any level of difficulty. Find out about the offers and book online.

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PIACERE SICILIA | RUBRICA INCONTRI DI VIAGGIO

di Fabio Pace

libri

in vali gia SUITEC ASE BO OKS Diario di Tonnara The Diary of the Tuna Fishermen Regia: Giovanni Zoppeddu da un libro di: Ninni Ravazza 70 Min Istituto Luce Cinecittà (2018)

Non un libro da portare in valigia, ma un film da vedere, meglio al cinema ma anche in dvd. È Il documentario del regista e sceneggiatore, di origine sarda e adozione siciliana, Giovanni Zoppeddu: «Diario di Tonnara». Un lavoro accurato e carico di amore che prende ispirazione dall’omonimo libro Diario di Tonnara dello scrittore, giornalista e subacqueo trapanese Ninni Ravazza (per altro firma di questa rivista). La storia racconta i borghi, le comunità e le avventure che hanno scandito la vita quotidiana dei pescatori di tonni, divisi tra pragmatismo del lavoro e tensione al sacro. «È un racconto spirituale e meridionale di una attività che si sta perdendo - si legge nella sinossi del film - . È un documentario che usa i materiali d’archivio per dare voce a una tradizione che sta sparendo. Un inno alla fatica del vivere, ma anche alla naturale propensione di una comunità alla tradizione e al rito. Rais, tonnare e tonnaroti rappresentano il centro da cui si dipanano i racconti di un tempo passato che grazie al potere del cinema riemerge magicamente dall’oblio. Rais e tonnaroti, offrono, in Diario di Tonnara, lo spunto per descrivere la Sicilia del mare, quella ancorata alla tradizione, fatta di valori primordiali e nobili dei quali, ancora, si sente l’eco in tutta l’Isola ed oltre». Il film, accolto con entusiasmo dalla critica, ha ricevuto diversi premi e sta riscuotendo un buon successo di pubblico.

Not a book for your suitcase, but a film to watch, preferably at the cinema but also on DVD. It is a documentary by the director and screenwriter, Giovanni Zoppeddu, who is of Sardinian origin but of Sicilian adoption: “The Diary of the Tuna Fishermen”. An accurate and loving work that takes its inspiration from the homonymous book by the Trapanese writer, journalist and underwater diver Ninni Ravazza (a contributor to this magazine). It is the story of the villages, communities and adventures that have marked the daily life of tuna fishermen, divided between the pragmatism of work and the pull of the sacred. The synopsis of the film says: “It’s a spiritual and southern tale of an activity that is being lost. It is a documentary that uses archival materials to give voice to a tradition that is disappearing. An anthem to the toil of living, but also to the natural propensity of a community to tradition and ritual. The Rais [Ed.: head tuna fisherman], tuna traps and tuna fishermen represent the centre from which the stories of a past era unfold, which magically emerges from oblivion thanks to the power of cinema. The Rais and tuna fishermen offer, in “The Diary of the Tuna Fishermen”, the starting point to describe the Sicily of the sea, the one anchored to tradition, made of primordial and noble values, whose echoes you can still hear throughout the island and beyond”. The film, which has been enthusiastically received by critics, has received several awards and is enjoying great success with audiences.

«33 CUNTI» “33 TALES” di Emilio Milana, Margàna Edizioni 8 euro

Già pubblicato dall’indimenticato editore trapanese, Salvatore “Licchia” Coppola”, la dinamica casa editrice Margàna, pure essa trapanese, ripropone alle stampe «33 cunti» di Emilio Milana. È una raccolta di “cunti” cioè il racconto nella sua espressione più popolare che affonda le radici nella figura del “cuntastorie” che muovendo di paese in paese narrava la realtà ammantandola della fantasia e rendendola, forse per questo, più comprensibile. Il libro reca l’elegante postfazione di Renato Lo Schiavo, docente di letteratura italiana, latino e greco presso il Liceo Classico Ximenes di Trapani. L’autore classe 1945, egadino. ingegnere, velista, sommelier, che vive a Bologna con la sua terra nel cuore, chiede retoricamente all’amico Lo Schiavo: «Ma tu ci pensi, che oggi nessuno più ha voglia di inventare né di imparare i cunti e che l’unico grande cuntastorie rimasto in servizio permanente effettivo è la televisione? […] con la sua etica manovrata dal potere, con la sua verità veicolata dai suoi falsi sofisti di turno [...]. Sapresti farmi capire perché?». «Da bravo esegeta testuale per professione – si risponde e ci risponde Lo Schiavo -, avendo inquadrato l’affermazione di Milana nel campo del “rammarico”, la prima spiegazione che mi darei è quella del filopassatismo: com’era bello una volta, quando eravamo tutti più semplici, più buoni, più genuini…». Ecco, «33 cunti» ci racconta una Sicilia genuina, come amiamo ricordarla e come vorremmo che fosse, ma... The dynamic publishing house Margàna, based in Trapani, re-proposes “33 Tales” by Emilio Milana, which had already been published by the unforgettable Trapanese editor, Salvatore “Licchia” Coppola”. It is a collection of tales, which is the popular form of telling a story with roots in the figure of the storyteller, who, moving from village to village, narrated real life, wrapping it up in imagination and making it, perhaps for this reason, more understandable. The book includes an excellent afterword by Renato Lo Schiavo, professor of Italian, Latin and Greek literature at the Liceo Classico Ximenes in Trapani. The author, born in 1945 on one of the Aegadian islands, an engineer, sailor and sommelier who lives in Bologna with his homeland in his heart, rhetorically asks his friend Lo Schiavo: “But do you realise that today no one wants to invent or learn tales anymore and that the only great storyteller left in effective permanent service is the television? [...] With its ethics manipulated by power, with its truth conveyed by its false sophists on duty [...]. Can you explain why?” “As a good textual exegete by profession,” Lo Schiavo replies, “and having assigned Milana’s statement to the sphere of ‘regret’, the first explanation I would give is that of pro-traditionalism: how good everything once was, when everyone was simpler, nicer, more genuine...”. So, there we are, “33 Tales” tells us about a wholesome Sicily, about how we love to remember it and how we would like it to be, but...

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PIACERE SICILIA | SAN VITO LO CAPO INCONTRI DI VIAGGIO

LA PREGHIERA DEL MONACO

COME RAGGIUNGERE LA CIMA DELLA MONTAGNA DI SAN VITO di Memmo Gambina Ph. Memmo Gambina

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ltre le colline che separano il golfo di Bonagia da quello di Makari, oltre la costa che un tempo era custodita solo dalla meravigliosa grandezza del mare, oltre la baia di Makari che ospita i tramonti più belli di tutto il territorio trapanese, domina maestoso Monte Monaco, che veglia sulla antica Egitarso (oggi San Vito Lo Capo, in memoria del giovane martire cristiano, che in questo piccolo paesino sulle rive del mare, si dice, trovò riparo). Monte Monaco è alto poco più di 530 metri, tuttavia sufficienti per poter ammirare l’intera costa sud occidentale: da San Giuliano (l’odierna Erice) alla Cala del Firriato, posando, inevitabilmente, lo sguardo su tutto il promontorio di capo San Vito che, da est ad ovest, disegna il suo tracciato. Il monte deve il suo nome allo sperone di roccia lievemente staccata dal massiccio e che la fa risaltare, osservandola da vicino, assumendo la forma di un monaco raccolto in preghiera. Per i più romantici, invece, quei due roccioni danno vita ad un soprannome e a una immagine ancora ancora più suggestivi, vale a dire “le montagne che si baciano”, poiché è questa l’immagine prospettica che si coglie, provenendo da Makari, avendo l’impressione che le due rocce si avvicinino unendosi in un bacio. Un intreccio tra storia e leggenda narra che da quelle parti sia sepolta l’antichissima città di Conturrana, travolta dalla frana staccatasi dalla montagna per volere divino come punizione per gli abitanti che male accolsero il giovane Vito e i suoi tutori Crescenza e Modesto. Monte Monaco è la meta preferita di tanti appassionati di outdoor, dal climbing alla bike, dall’enduro all’escursionismo. I suoi sentieri sono sempre molto battuti, anche se privi di manutenzione e di un’adeguata segnaletica, ma basta seguire il proprio intuito e perdersi diventa impossibile. Sono tre le vie d’accesso per raggiungere la cima. La più semplice è anche quella meno faticosa: seguendo le indicazioni per

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THE PRAYER OF THE MONK HOW TO REACH THE TOP OF THE MOUNTAIN OF SAN VITO

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la riserva naturale dello Zingaro, dopo qualche chilometro il bivio per “Zarbo di Mare”, inizia sulla destra una strada bianca un po’ malconcia, che porta su, percorribile anche in auto 4x4. Il sentiero ufficiale, invece, è per nulla segnalato: una vecchia mulattiera nascosta in mezzo ai cespugli, che gli abitanti del luogo un tempo percorrevano a piedi o con gli animali da soma. Per trovarla, prima di arrivare a San Vito, occorre svoltare a destra per la strada comunale Mondello, la stessa che conduce allo Zingaro, quindi, dopo poche centinaia di metri, lasciare la strada asfaltata e immettersi su una strada bianca senza nome, in prossimità della prima curva; a quel punto, continuare a salire finché non spunta il cartello che ne indica il sentiero, ma il percorso più suggestivo è proprio accanto, proseguendo sulla destra, appena prima del cartello, c’è un sentiero nascosto che conduce a una vecchia cava abbandonata, dalla quale si continua a salire, in compagnia di qualche mucca al pascolo, fino a raggiungere la vetta segnata da una grande croce, dalla quale ascoltare silenziosamente... il soffio del vento: la preghiera del Monaco.

n addition to the hills that separate the Gulf of Bonagia from that of Makari, the coast that was once guarded only by the wonderful grandeur of the sea and the bay of Makari that has the most beautiful sunsets in the entire region of Trapani, the majestic Mount Monaco presides, watching over the ancient Egitarso (today San Vito Lo Capo, in memory of the young Christian martyr, who, it is said, found shelter in this small village on the shores of the sea). Monte Monaco is only just over 530 metres high, yet it is high enough to be able to admire the entire south-western coast: from San Giuliano (today’s Erice) to Cala del Firriato, inevitably pausing to take in the entire promontory of San Vito lo Capo whose outline stretches from east to west. The mountain owes its name to the spur of rock that is slightly detached from the massif, making it stand out and, if you look closely, making it look like a monk absorbed in prayer. For the more romantic, however, those two rocks give rise to a nickname and an image that is even more evocative, namely “the mountains that kiss”, because this is the image that you can see as you come from Makari, the impression that the two rocks draw together for a kiss. An interweaving of history and legend tells that the ancient city of Conturrana is buried near there, crushed by a landslide from the mountain instigated by divine will as punishment for the inhabitants who had not welcomed the young Vito and his guardians Crescenza and Modesto. Monte Monaco is the favourite destination for many outdoor enthusiasts, from climbing to biking, from enduro to hiking. Its paths are always well-trodden, even if without maintenance and adequate signage, but if you follow your instinct getting lost becomes impossible.There are three ways to reach the summit.The simplest is also the least tiring: follow the signs for the Zingaro nature reserve, after a few kilometres you take the “Zarbo di Mare” turning at the junction, and shortly after there is a dirt road on the right leading upwards that is also viable for a 4x4. The official path, on the other hand, is not at all signposted: an old mule track hidden in the bushes, which the locals used to walk either on foot or with pack animals. To find it, you must turn right onto the Mondello municipal road before arriving at San Vito, the same that leads to the Zingaro, then, after a few hundred metres, leave the paved road and take an unsigned dirt road near the first curve, at which point you continue up until you see the sign that indicates the path. However the most evocative route is right next to that, continuing to the right, just before the sign, there is a hidden path that leads to an old abandoned quarry, from which you continue to climb, in the company of some grazing cows, until you reach the summit marked by a large cross, where you can listen silently ... the breath of the wind: the prayer of the Monk. 99


PIACERE SICILIA | CASTELLUZZO INCONTRI DI VIAGGIO

APOLOGIA del Tonno

D I C H I A R A Z I O N E D ’A M O R E D I U N O C H E F

a pesca del tonno, i sistemi per la cattura del pregiato pesce e i L modi per conservarlo si perdono

nella notte dei tempi, i Mesopotami nel Golfo Persico, i Cretesi, i Cananei un paio di millenni fa già lo mangiavano. Della pesca del tonno in Sicilia scrivevano al tempo Omero, Plinio, Galeno, Ziryāb, ed è immancabile accostarne la tradizione culinaria con il sistema più ingegnoso e spettacolare, sicuramente oggi sostenibile e rispettoso dell’habitat marino, che l’uomo abbia mai praticato per catturarlo, la tonnara… ma questa è un altra storia. Proprio come un bovino il tonno viene sezionato seguendo le parti anatomiche che lo compongono e ad ogni taglio viene corrisposto un manicaretto, una ricetta tradizionale o innovativa tale da esaltarne al meglio le caratteristiche. La surra, oggi ventresca, essendo grassa è consigliabile prepararla di modo che si liberi dei lipidi in eccesso, grigliata al fuoco non ha eguali. A “curidda”, parte terminale del tonno verso la coda può essere bianca o nera a secondo se la sezione sia stata tratta dalla parte inferiore o superiore del pesce. Taglio parecchio “nervoso” ama essere affogato assieme al “cozzo”(la fronte del tonno) nel sugo di pomodoro con aglio, menta e mandorle per farne del ragù o “tonno ammuttunato”. Intrisa di tonno la salsa ottenuta dà mano forte alle busiate trapanesi, tanto da farmi affermare che sia il piatto più rappresentativo della cucina marinara elimoericina. Il soffice tarantello è indicato per preparazioni in padella ove il fuoco ne richiama morbidezza e gusto, bollito in un court-bouillon fresco di alloro limone e pepe è la massima espressione del tonno sott’olio di gran pregio. Il “filetto”, il “bodano” compatti e meno grassi sono ideali per tartare, carpacci, tagliate. Così anche le altre parti trovano la giusta ricetta, tramandataci da esperti tonnaroti e abili massaie che nel tempo hanno saputo differenziarne le carni. In agrodolce, al fuoco, al vapore, stufato, fritto, crudo, il tonno è il porco del mare versatile e nutriente con cui spaziare tra i fornelli e confezionare dei piatti sublimi ricchi di storia tradizioni e passione. Il tonno è

Tarantello di tonno con cipolla in agrodolce

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una fishing, systems for catching Tto preserve this highly-valued fish and ways it are lost in the mists of

time, the people of Mesopotamia in the Persian Gulf, the Cretans and the Canaanites already ate it a couple of millennia ago. At the time, Homer, Pliny, Galen and Ziryāb wrote about tuna fishing in Sicily, and it is inevitable that culinary tradition is linked to the most ingenious and spectacular system, certainly today sustainable and respectful of marine life, that man has ever used to catch it: the tuna fishing net system... but that is another story. Just like a bovine, the tuna is cut by following the anatomical parts that compose it and each cut is matched to a delicacy, a traditional or innovative recipe that enhances to the full its characteristics. The “surra”, which is Sicilian dialect for parts of the tunafish abdomen, is fatty so it is advisable to cook it in a way that gets rid of the excess lipids, and for that grilled over the barbeque has no equal. The “curidda”, which is the end of the tuna towards the tail, may be white or black depending on whether the section was taken from the underneath or top of the fish. A sinewy cut is ideally poached together with the “cozzo” (the nape of the neck of the tuna) in tomato sauce with garlic, mint and almonds to make a ragu or “tuna ammuttunato” (stuffed tuna). The sauce obtained from this steeped tuna gives a big boost to the busiate, the traditional fresh pasta from Trapani, so much so as to make me say that it is the most representative dish of the Elymian-Erice seafood cuisine. The soft “tarantello”, another part of the abdomen, is suitable for frying in a pan where the heat draws out the tenderness and taste, and boiled in a fresh courtbouillon of laurel, lemon and pepper is the ultimate expression of the highly valued tuna in oil. The compact and less fatty fillet and “bodano” (the top part of the abdomen) are ideal for tartare, carpaccio, thinly cut raw slices. Thus the other parts, too, find the right recipe, handed down to us by expert tuna fishermen and skilled housewives who over time learned how to differentiate the meat. Sweet and sour, on the grill, steamed, stewed, fried, raw: tuna is the versatile and nutritious “pork” of the sea with which to roam free between the stove and the creation of sublime dishes rich in history, tradition and passion. Tuna

Risotto con erbetta d’aglio e uovo di tonno salato


Tartare di tonno con sale integrale di Mozia

EXHALTATION OF TUNA DECLARATION OF LOVE BY A CHEF

Caponata di tonno

Busiate al ragù di tonno

anche ficazza, lattume, mosciame, tunnina salata, purmumeddu, e la più rinomata bottarga, preparazioni salate del quinto quarto ovvero le interiora ... non si butta proprio niente!!! Ho sempre amato il tonno, già prima che la moda odierna lo facesse diventare re di sushi e sashimi, figlio prediletto di tutte le cruditè, attore principale di cuochi e fornelli, a dispetto molto spesso di quali magnificenze culturali in esso siano racchiuse. Con la cernia, il tonno rosso del mediterraneo, Thunnus Thynnus, è il pesce con cui riesco a sprigionare maggiormente la mia fantasia in cucina. Aspetto la primavera e il tonno di corsa, ancora grasso, non sfiancato dal lungo migrare in cerca di acque calde per dare seguito alla riproduzione, ad esso riservo nei miei menu un trattamento di riguardo e delle attenzioni particolari, con mio grande piacere e per la gioia dei miei commensali.

is also “ficasse” (tuna made into sausages), “lattume” (milt), mosciame (dried tuna), salted “tunnina” (the fleshier, leaner part of the tuna), purmumeddu (lungs), and the most famous of all, the “bottarga” (tuna fish eggs): all salted preparations of the “quinto quarto” (the remains of the meat), or the innards...absolutely nothing gets thrown away!!! I have always loved tuna, even before today’s fashion made it the king of sushi and sashimi, the favourite son of all crudités, the main actor for chefs and stoves, often despite the cultural magnificence it contains. Along with seabass, the Mediterranean bluefin tuna, Thunnus Thynnus, is the fish through which I can most let my imagination run wild in the kitchen. I wait for spring and for the tuna to pass through the Mediterranean, still fat, not exhausted by the long migration in search of warm waters to reproduce, and I reserve the utmost respect and special attention for it in my menus, with great pleasure and to the delight of my diners.

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Vasocottura di tonno e verdure

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PIACERE SICILIA | CUSTONACI INCONTRI DI VIAGGIO

Ph: Sonia Tomasini

CUSTONACI tra mare e gastronomia

UN’ESTATE TUTTA DA VIVERE

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’identità di Custonaci è nel paesaggio. Nelle montagne con i versanti graffiati dall’uomo, nei profili squadrati delle cave, nei bianchi e rossi della pietra destinata a divenire marmo. Un paesaggio in cui natura e azione umana si compenetrano. Tante le cave ancora attive, rappresentando l’estrazione del marmo l’attività economica principale del paese, ma molte anche le cave non più attive che si possono visitare improvvisando un trekking negli intorni del centro abitato a partire dal parco suburbano e naturalistico del Cerriolo, fino a giungere quasi a cala Bukuto, alle pendici di Monte Cofano, dove su un dolce declivo si apre la Grotta Mangiapane con il suo villaggio di case rurali. Un tuffo nel passato della Custonaci “contadina”. Si può proseguire verso la Montagna di Cofano, a picco sul mare: è una riserva naturalistica di grande interesse. I sentieri tra la macchia mediterranea consentono un trekking di grande fascino, fino a giungere alla torre di osservazione sul mare dalla quale si domina la baia di Cornino. Custonaci è anche lo splendido mare della costa, attrezzata con scivoli a mare e piattaforme in legno sugli scogli per favorire l’accesso ai bagnanti. Splendida meta e patrimonio artistico culturale il Santuario, di origine cinquecentesca, dedicato a Maria Santissima di Custonaci con la monumentale scalinata e l’artistico sagrato. E poi la grande tradizione culinaria. Pasta fresca, in prevalenza: le famose “cassatelle a spiga” e le “busiate” da mangiare con i diversi tipi di sughi e condimenti della tradizione contadina, diversi i ristoranti che la offrono sul menu. La principessa delle serate gastronomiche rimane comunque la “spincia”. Una frittella dolce ricoperta di zucchero e cannella. In realtà dolce invernale che in passato si preparava nelle serate natalizie, ma a Custonaci ne hanno esaltato la bontà e l’attrattiva, che però rappresenta il valore aggiunto. A preparare le “spince” sono le signore di 102

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he identity of Custonaci lies in the landscape. In the mountains with their slopes scratched by man, in the squared profiles of the quarries, in the red and white of the stone destined to become marble. A landscape in which nature and human action intermingle. Many of the quarries are still active, representing the extraction of marble as the main economic activity of the town, but there are also many quarries that are no longer active and that you can visit by hiking through the countryside surrounding the town, starting from the Cerriolo suburban and natural park, until you nearly reach Cala Bukuto at the foot of Mount Cofano, where the Mangiapane grotto opens on a gentle slope, with its village of rural houses that is a plunge into the past of “peasant” Custonaci. You can continue towards mount Cofano, overlooking the sea, which is a nature reserve of great interest. The paths through the Mediterranean maquis allow for a fascinating hike, reaching the observation tower on the sea front from which the bay of Cornino dominates. Custonaci also has a beautiful coastline, equipped with slides into the sea and wooden platforms on the rocks to facilitate access for bathers. The Santuario is a splendid destination and artistic-cultural heritage, dating from the sixteenth-century and dedicated to Mary Most Holy of Custonaci, with its monumental staircase and artistic parvis. And then there is the great culinary tradition. Fresh pasta, mainly: the famous “cassatelle a spiga”, which are large, ear-shaped pastry parcels filled with ricotta, and “busiate”, a traditional fresh pasta to be eaten with different types of sauces and condiments of the rural tradition, with many restaurants offering it on their menus. The princess of the gastronomic evenings remains the “spincia”. A sweet deep-fried dough ball covered in sugar and cinnamon. In reality, it is a winter dessert that in the past was prepared during Christmas evenings, but in Custonaci they have enhanced its tastiness and appeal, which represents added value. It is the women of Custonaci who prepare the “spince” through an association they set up, and


Ph: Sonia Tomasini

Custonaci

between sea and gastronomy A SUMMER TO LIVE TO THE FULL

Ph: Sonia Tomasini

Ph: Sonia Tomasini

Custonaci, costituite in associazione ne preparano migliaia nel corso dello Spincia Fest. Ovviamente grande spazio anche al resto della gastronomia locale. La nuova villa comunale sarà il teatro naturale, che si apre sulla baia di Cornino, sull’agro ericino e su Monte Cofano, per gli “Incontri d’Estate” con scrittori e giornalisti che presenteranno i loro libri: Catena Fiorello (Tutte le volte che ho pianto), Marco Rizzo (Salvezza, graphic novel sul dramma della migrazione), Ninni Ravazza (Diario di Tonnara, con proiezione dell’omonimo docufilm tratto dal suo libro) e Pino Aprile (L’Italia è finita). Tutta l’estate sarà punteggiata di spettacoli musicali, teatrali, cabaret, eventi sportivi e iniziative curate dalle varie associazioni. Ogni sera nel centro storico di Custonaci, all’ombra dello splendido Santuario, o sulla costa di Cornino sono in programma iniziative culturali e di intrattenimento per cittadini, villeggianti e turisti. Nell’ambito del Tuna Fish Fest, dal 18 al 21 luglio, a Custonaci si terrà il 1° Gran Premio Internazionale del Tonno Rosso con lo chef Peppe Giuffrè, con l’attrice Anna Falchi e con il concerto live di Mario Venuti.

preparing thousands of them during the “Spincia” Festival. Of course, there is also plenty of room for the rest of the local gastronomy. The new municipal villa will be the natural theatre, which opens onto the bay of Cornino, the Erice countryside and Mount Cofano, for the “Incontri d’Estate”, the summer gatherings with writers and journalists who present their books: Catena Fiorello with his “Tutte le volte che ho pianto” (All the times I have cried), Marco Rizzo with his“Salvezza”(Salvation), a graphic novel on the tragedy of immigration, Ninni Ravazza with his “Diario di Tonnara” (Diary of the tuna fishermen), with a projection of the homonymous docufilm from his book, and Pino Aprile with his “L’Italia è finita” (Italy is finished). The whole summer will be dotted with musical, theatrical, cabaret, and sporting events as well as initiatives curated by various associations. Every evening in the historic centre of Custonaci, in the shade of the splendid Santuario, or on the coast of Cornino, cultural and entertainment initiatives are scheduled for the locals, holidaymakers and tourists. As part of the Tuna Fish Fest, from 18 to 21 July, Custonaci will host the international bluefish tuna cooking competition, with chef Peppe Giuffrè, the actress Anna Falchi and a live concert by Mario Venuti.

COMUNE DI CUSTONACI +39 0923 976717 UFFICIO TURISTICO +39 0923 196 1003 PRO LOCO CUSTONACI +39 0923 973600

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PIACERE SICILIA | CUSTONACI INCONTRI DI VIAGGIO

NEL NOME DI MARIA

Ph: Sonia Tomasini

A CUSTONACI TURISMO TRA FEDE, TRADIZIONI E NATURA di Fabio Pace

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Ph: Rosario Cusenza

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el territorio della provincia di Trapani la devozione verso Maria Vergine è radicata nei secoli e nella storia. A Erice, Valderice, Custonaci, la santa patrona e protettrice è la Madonna di Custonaci, immortalata in un quadro giunto dal mare e scampato a una tempesta. Dal mare è giunta la statua della Madonna di Trapani, anche in questo caso dopo un fortunale. Entrambi i simulacri, il quadro e la statua, sono conservati nei rispettivi santuari nel luogo ove si fermarono, forse per volontà divina e per miracolo, i carri trainati dai buoi (a Custonaci il luogo esatto è indicato da un pozzo detto, infatti, “pozzo Madonna”). Al mare e all’intervento in soccorso della popolazione minacciata da un vascello militare inglese è legata la Madonna di Castellammare. La Madonna della Cava di Marsala è stata ritrovata casualmente e miracolosamente in una grotta. Leggende alimentate dalla mistica mariana medievale e poi rinvigorite tra il ‘400 e il ‘700 con l’ufficializzazione dei culti che, però, hanno anche fondamenti quasi antropologici. Molto fervore devozionale ha radicamento nei riti e negli dei pagani che la Cristianità ha sostituito con i suoi culti e le sue immagini. Nel caso della Madonna di Custonaci è uno scritto del 1861 di un sacerdote cattolico, Giuseppe Castronovo, che accredita l’ipotesi secondo la quale nei secoli precedenti la venerazione del simulacro, una tavola di legno di pioppo in cui è raffigurata Maria che allatta, fu sostenuta e incoraggiata dal clero in sostituzione del consolidato culto pre-romano della venere ericina. Addirittura, i festeggiamenti della Madonna di Custonaci e i pellegrinaggi, quasi si sovrappongono, dal punto di vista delle date (ultimo mercoledì di agosto di ogni anno), agli antichi riti sacrificali celebrati e gestiti dalle sacerdotesse (jerodulai) nel santuario del tempio attraverso la prostituzione sacra. Custonaci, in virtù di questa consolidata tradizione religiosa, nell’agosto 2009 fu insignita del titolo di «Civitas Mariae», unica città siciliana tra le cinque italiane, e fa stabilmente parte di un circuito


PIACERE SICILIA | CUSTONACI TRAVEL ENCOUNTERS

IN THE NAME OF MARY FAITH, TRADITION AND NATURE: TOURISM IN CUSTONACI

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“mariano” che confraternite e associazioni religiose hanno ulteriormente alimentato. Nel parco sub-urbano del Cerriolo, a poche centinaia di metri dal centro abitato, è stata collocata una moderna statua di marmo della Madonna, in un punto dal quale si gode un panorama senza pari sul Golfo di Bonagia, delimitato ad Ovest dal Monte Erice e a Nord dall’imponente Monte Cofano. Vi si giunge per un cammino, immerso nel verde e nella quiete, attraverso le “stazioni” marmoree della via crucis (al momento solo sei quelle collocate sulle quattordici previste dalla tradizione). Per gli appassionati d’immersione v’è poi la Stella Maris, una Madonna sommersa a 13 metri di profondità nelle acque di Cala Buguto, le stesse dalle quali giunse il quadro di Maria di Custonaci. La statua di marmo è alta 5 metri e pesa circa 11 tonnellate. Il punto esatto è indicato da una boa rossa. Con una semplice mascherina è possibile ammirare la bellezza e la maestosità della Statua.

n the province of Trapani, devotion to the Virgin Mary is rooted in centuries of history. The patron saint and protectress of Erice, Valderice and Custonaci is the Madonna of Custonaci, immortalized in a painting that came from the sea and escaped from a storm. The statue of the Madonna of Trapani also came from the sea, and also after a storm. Both simulacra, the painting and the statue, are kept in their respective sanctuaries located where the oxen-drawn wagons stopped, perhaps by divine will and miracle (in Custonaci the exact place is indicated by a well called, in fact,“Madonna’s well”). The Madonna of Castellammare is linked to the sea and to help given to the population threatened by an English military vessel. The Madonna of the Cava di Marsala was found by chance, miraculously, in a cave. Legends fuelled by medieval Marian mysticism and restored between the 15th and 18th centuries with the officialization of worship, have almost anthropological roots. Much devotional fervour has its roots in the pagan rites and gods that Christianity replaced with its own cults and images. In the case of the Madonna of Custonaci, it is a 1861 text by a Catholic priest, Giuseppe Castronovo, who credited the hypothesis that in the centuries preceding the veneration of the simulacrum, a poplar wood panel depicting Mary breastfeeding, was supported and encouraged by the clergy in place of the established pre-Roman cult of Erice Venus. Even the celebrations of the Madonna of Custonaci and the pilgrimages almost coincide, from the point of view of dates (the last Wednesday in August each year), with the ancient sacrificial rites celebrated and managed by the priestesses (jerodulai) in the sanctuary of the temple through sacred prostitution. By virtue of this consolidated religious tradition, Custonaci was awarded the title of “Civitas Mariae” in August 2009, the only Sicilian city among the five Italian listed, and it is permanently part of a “Marian” circuit that confraternities and religious associations have further encouraged. In the suburban park of Cerriolo, a few hundred metres from the town, a modern marble statue of the Madonna was erected in a spot from which you can enjoy an unparalleled view of the Gulf of Bonagia, bounded to the west by Mount Erice and to the north by the imposing Mount Cofano. It is reached by a path, surrounded by greenery and quiet, through the marble “posts” of the Way of the Cross (at the moment there are only six of the fourteen envisaged by tradition). For diving enthusiasts there is also the Stella Maris, a Madonna submerged 13 metres deep in the waters of Cala Buguto, which was where the painting of Mary of Custonaci came from. The marble statue is five metres tall and weighs about 11 tons.The exact point is indicated by a red buoy, and with a simple mask you can admire the beauty and majesty of the statue. 105


PIACERE SICILIA | BUSETO PALIZZOLO INCONTRI DI VIAGGIO

COMUNE DI BUSETO PALIZZOLO

Identità Secolare

BUSETO AL CENTRO DELL’AGRO ERICINO

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useto Palizzolo è tra i comuni in cui è fortemente riconoscibile l’identità di comunità agricola. A partire dalla sua urbanistica, con le abitazioni distribuite su sette rilievi, collegati da strade che si sviluppano ancor oggi tra campi e orti. Persino la sua fondazione è legata alle attività agricole delle valli ericine. La derivazione del nome sarebbe araba, sebbene di radice incerta. Il toponimo Busith appare menzionato per la prima volta, con altri casali di origine araba, nel Privilegium di Federico II di Svevia del 1241, una sorta di carta costitutiva dei territori di pertinenza del regnante che veniva dato in concessione abitativa. Palizzolo è invece il cognome, probabilmente italianizzato, di una famiglia di origine normanna. Il nucleo medievale divenne centro abitato nel XVII secolo e a quegli anni risale la fondazione della Chiesa Madre, inizialmente come cappella campestre eretta da Nicolò Gervasi, un benestante massaro. Solo negli anni successivi, a seguito di una vera esplosione demografica nell’800, il luogo di culto agreste divenne ciò che è la chiesa madre di oggi, attraverso una serie di trasformazioni e ampliamenti per opera del clero, la cui influenza economica e sociale fu massima: un tempio di stile neoclassico dedicato oggi alla Madonna del Carmelo, celebrata con una processione notturna con fiaccolata il 16 luglio. A Buseto è ancora radicata, sia nelle famiglie, sia nelle attività di ristorazione, la gastronomia contadina. Le busiate, tipica pasta fresca, trovano declinazione con ogni condimento e sugo: vengono celebrate con una grande festa nell’ultimo fine settimana di luglio 26, 27 e 28. Terra generosa, quella busetana, che vede ancora ampie distese di grano e tra questi i grani antichi e autoctoni della nostra terra, le cui farine hanno proprietà e sapori che caratterizzano la panificazione e ogni altro uso in cucina. In questa cornice agreste nasce la Sagra del Grano, celebrata a Tangi dall’ultimo fine settimana di giugno a tutta la prima settimana di luglio. Dal vicino Bosco di Scorace, o Arcudaci come meglio recita l’antico toponimo, arrivano i succulenti funghi porcini che animano ad ottobre l’iniziativa ad essi dedicata. Il bosco, al di là dei punti strategici per la raccolta dei funghi, offre alcune splendide rocce adatte al bouldering, la scalata a mani nude, e sentieri per il trekking di ogni grado e difficoltà, con punti panoramici di particolare bellezza tra querce da sughero,

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useto Palizzolo is one of the municipalities in which the identity of the agricultural community is strongly recognizable. Starting from its urban planning, with its houses distributed over seven elevations, connected by roads that continue developing between fields and vegetable gardens. Even its foundation is linked to the agricultural activities of the Erice valleys. The origin of the name is probably Arabic, although of uncertain root. The placename Busith appears for the first time, with other hamlets of Arab origin, in Frederick II of Swabia’s Privilegium of 1241, a sort of charter constituting the territories belonging to the ruler that were given as housing allocation. Palizzolo is instead the surname, probably Italianized, of a family of Norman origin. The medieval nucleus became an inhabited hub in the 17th century and the foundation of the Mother Church dates back to those years, initially as a country chapel erected by Nicolò Gervasi, a wealthy farmer. Only in the following years, after a real demographic explosion in the 19th century, did the rural place of worship become the Mother Church that it is today, through a series of transformations and enlargements by the clergy, who had the most economic and social influence: a neoclassical style temple dedicated today to the Madonna del Carmelo, celebrated with a night-time torchlight procession on 16th July. In Buseto, rural gastronomy is still rooted both in the families and in the restaurants. The busiate, a traditional fresh pasta, is served with every possible seasoning and sauce: it is celebrated with a big party on the last weekend of July, this year the 26th to 28th. A generous land, that of Buseto, which still sees vast expanses of wheat, including the ancient and autochthonous grains of our land, whose flours have properties and flavours that characterise bread-making and any other use in the kitchen. In this rural setting the Grain Festival was born, celebrated in Tangi from the last weekend of June to the first week of July. From the nearby Bosco di Scorace, or Arcudaci, which is the more appropriate ancient place-name, come the succulent porcini mushrooms that animate the festival dedicated to them in October. The forest, beyond the strategic points for the collection of mushrooms, offers some beautiful rocks suitable for bouldering, which is climbing with bare hands, and hiking trails of all levels and difficulty, with scenic points of particular beauty between the cork oaks, pines, cypresses, eucalyptus, holm oaks and bramble bushes


Ph: Andrea Candela

ANCIENT IDENTITY

BUSETO IN THE CENTRE OF THE ERICE COUNTRYSIDE

pini, cipressi, eucalipti, lecci, roveti carichi di more. Dalla sommità della collina su cui si sviluppa il bosco si domina Segesta con il suo anfiteatro e il suo tempio sullo sfondo; il colle di Pianto Romano luogo di sepoltura dei garibaldini uccisi nella battaglia di Calatafimi. A nord c’è monte Sparagio, a mezza costa quasi del quale si arrocca il castello dei baroni di Bayda, e la visione del golfo di Castellammare. Buseto coniuga oggi la tradizione contadina con il moderno turismo esperienziale volto alla natura e all’agroalimentare di qualità. Tantissimi e pregiati gli agriturismi della zona, alcuni all’interno degli antichi bagli. Da visitare il museo della civiltà contadina, il cui nucleo nacque spontaneamente negli anni ‘80 grazie ai ragazzi della locale scuola media, sviluppato e perfettamente mantenuto dalla Pro Loco.

COMUNE DI BUSETO PALIZZOLO: Via Trapani, 1 - Tel: +39 0923.852200 www.comunebusetopalizzolo.gov.it

full of blackberries. From the top of the hill across which the forest stretches, you can see Segesta with its amphitheatre and its temple in the background, and the Pianto Romano hill, burial place of the Garibaldians killed in the battle of Calatafimi. To the north is Mount Sparagio, and halfway up it the castle of the barons of Bayda is entrenched, and the view of the Gulf of Castellammare. Today, Buseto combines rural tradition with modern experiential tourism aimed at nature and quality agri-food.There are many highly-valued agritourisms in the area, some inside the ancient“bagli”, or fort-castles. Worth visiting is the museum of rural civilization – the core of which came about spontaneously in the 1980s thanks to the children of the local middle school – which is developed and perfectly maintained by the Pro Loco Association.

UFFICIO TURISTICO PRO LOCO - BUSETO PALIZZOLO Via Palermo, 28 (Centro Enoturistico) - Tel: +39 0923.855184 / +39 339.5005528 www.prolocobuseto.it - prolocobuseto@gmail.com 107


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Ph: Mariarosa Castiglione

I BAGLI

testimoni di pietra

BUSETO PALIZZOLO E LA CIVILTÁ CONTADINA

di Fabio Pace

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bagli sono i testimoni di pietra del passato di Buseto Palizzolo. Come i Moai dell’Isola di Pasqua, i bagli raccontano di una civiltà che non esiste più: la civiltà contadina. I bagli si ergono sulle colline, tracciano percorsi, presidiano valli, indicano fonti d’acqua, si guardano l’un l’altro da lontano, in un territorio che l’economia agricola, pur soggetta a grandi cambiamenti, ha restituito quasi integro dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Ce ne sono di antichissimi, con radici nel medioevo, altri bagli hanno poco più di 150 anni, si possono quasi considerare “moderni”. Tutti sono stati elemento centrale della civiltà contadina e della sua architettura sociale, radicalmente modificata dai cam-

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ortified courtyards, or “bagli”, are the witnesses of stone of Buseto Palizzolo’s past. Like the Moai of Easter Island, the “bagli” tell of a farming community that no longer exists. The “bagli” sit atop of hills, follow paths, guard valleys, indicate sources of water, look at each other from afar, in a territory that the agricultural economy, although subject to great change, restored almost intact from the point of view of landscape and nature. There are some very ancient ones, with roots in the Middle Ages, while others are little more than 150 years old and can be almost considered “modern”. All were central elements of the farming community and its social architecture, radically modified by the historical chan-


“BAGLI” the witnesses of stone Buseto Palizzolo and its farming community

biamenti storici del ‘900, con una accelerazione nel secondo dopoguerra. I Bagli erano residenze fattoria attorno ai quali si svolgevano le attività economiche legate alla terra e all’allevamento. I più antichi sono strutturati come delle fortezze, con un’unica porta di accesso alla corte interna e alte mura. Furono abitati da famiglie nobili, poi borghesi, da ricchi proprietari terrieri e insieme dai contadini, mezzadri o semplici affittuari di pezzi di latifondo. Il baglio era un microcosmo sufficiente a se stesso: depositi degli attrezzi, stalle, magazzini del grano e dei cereali, fienili, cantine con le botti e le giare dell’olio. In molti casi vi era adiacente la chiesetta o una cappella privata, dove il clero attendeva alle

ges of the 1900s, which accelerated further after the Second World War. The “bagli” were farm residences around which economic activities related to land and livestock were carried out. The oldest ones are structured like fortresses, with a single access door to the inner courtyard and high walls. The “bagli” were inhabited by noble families, then by the bourgeois, then rich landowners and then together by farmers, sharecroppers or simple tenants of pieces of land. The “baglio” was a self-sufficient microcosm: tool deposits, stables, grain and cereal stores, barns, cellars with barrels and jars of oil. In many cases there was a church or private chapel next to it, where the clergy attended religious services and at the

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PIACERE SICILIA | BUSETO PALIZZOLO INCONTRI DI VIAGGIO

BAGLIO FONTANA BAGLIO FONTANA

BAGLIO COPPOLA

funzioni religiose e nel contempo esercitava controllo sociale ed economico (molte delle terre dell’agroericino erano beni di chiese e conventi). Le acque sorgive venivano convogliate nelle “gebbie”, vasche per uso irriguo, e negli “abbiviratura”, abbeveratoi per dissetare gli animali. Tutta la Sicilia reca queste testimonianze, con radicali differenze architettoniche tra Sicilia Occidentale, Centrale e Orientale. La particolarità di Buseto risiede nella conformazione del territorio che si può considerare l’epicentro dell’agroericino e della sua economia agricola. Andar per bagli, visitarli, scoprirne le architetture è una esperienza che arricchisce. La Pro Loco di Buseto è il punto di riferimento per acquisire le informazioni e per farsi guidare in un itinerario tra i bagli. Alcuni sono diruti e in abbandono, altri attendono ancora la loro funzione di centro di aziende agricole. Ne indichiamo solo alcuni che meritano di essere visitati. Il più famoso e più fotografato è senza dubbio Baglio Murfi, con il suo abbeveratoio, accessibile e semi-diroccato. Nelle stesse condizioni, accessibili ma diruti sono i bagli Ragoleo, Badia, Colli, Ricevuto, Coppola. Baglio Bombolone ha a pochi passi una rarissima colombaia struttura che ospitava i piccioni viaggiatori per scambiare i messaggi tra i presidi difensivi. Baglio Barone è accessibile e poco distante vi è l’ex mulino semi-diroccato. Sono adibiti a strutture ricettive o aziende agricole i Bagli Maranzano, Fontana, Ancona, Anello, Bonura, Menta, Parecchiata. Ognuno di questi bagli ha una storia da raccontare, ogni pietra parla. Ogni abitante di Buseto può raccontarvi la storia di alcuni di essi. 110


same time exercised social and economic control (many of the lands in the Agroericino area belonged to churches and convents). The spring waters were channelled into “gebbie”, pools for irrigation, and into the “abbiviratura”, drinking troughs for the animals. All of Sicily bears these witnesses, with radical architectural differences between Western, Central and Eastern Sicily.The particularity of Buseto lies in the shaping of the territory that could be considered the epicentre of the Agroericino area and its agricultural economy. Visiting the “bagli”, wandering through them, discovering their architecture is an enriching experience. The Pro Loco Association of Buseto is the point of reference for information, including for guidance on possible itineraries for visiting the “bagli”. Some are in ruins and neglected, others are still awaiting their role as a centre of farming businesses. Let us point out just a few of the ”bagli” that are worth visiting. The most famous and most photographed is undoubtedly Baglio Murfi, with its drinking trough that is accessible though partially in ruins. The “bagli” of Ragoleo, Badia, Colli, Ricevuto and Coppola are in the same condition, that is accessible though somewhat in ruins. Baglio Bombolone has a very rare dovecote just a few steps away, a structure that housed the carrier pigeons that exchanged messages between defensive garrisons. Baglio Barone is accessible and not far from there stands the former, partially ruined mill. The Maranzano, Fontana, Ancona, Anello, Bonura, Menta and Parecchiata “bagli” have been converted into accommodation or farms. Each of these “bagli” has a story to tell, each stone speaks, and every inhabitant of Buseto can tell you some of those stories.

BAGLIO BOMBOLONE

LE SCELTE DI PIACERE PIACERE’S CHOICE

MANCA1FIORINO - B&B Adagiato sulle gentili colline della campagna trapanese, strategicamente posizionato per visitare le bellezze della Sicilia Occidentale, il B&B Manca1Fiorino è nato dal desiderio di Antonio e Marcello di offrire un’accoglienza calorosa ed informale. Il B&B si trova all’interno di un baglio dell’800 circondato da due ettari di uliveto dove Antonio e Marcello stanno sperimentando un’agricoltura naturale e rigenerativa. Il baglio è stato restaurato ed arredato conservandone l’atmosfera rustica ed offre ai suoi ospiti confortevoli stanze con bagno, una cucina attrezzata ed ampi spazi comuni ricavati dall’antica stalla e dal granaio del baglio: un posto ideale per una vacanza immersi nella natura della Sicilia. Lying in the gentle hills of the Trapani countryside, strategically located for visiting the beauty of Western Sicily, the B&B Manca1Fiorino came from Antonio and Marcello’s desire to offer a warm and informal welcome. The B&B is located within a nineteenth century fort-castle surrounded by two hectares of olive grove where Antonio and Marcello are trying their hand at a natural and regenerative agriculture. The baglio has been restored and furnished preserving its rustic atmosphere and offers its guests comfortable rooms with a bathroom, a fully equipped kitchen and large common areas created from the fortcastle’s old stable and barn: an ideal place for a holiday immersed in the nature of Sicily.

Via Mario Maiorana, 29 - Buseto Palizzolo Tel: +39 377.2742339 www.manca1fiorino.it - tonio.fiorino@gmail.com An Italian adventure

COLOMBAIA

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MINAUDO FORNO A LEGNA

Nel 1994 Giuseppe Minaudo avvia il panificio, forte della bontà del pane che faceva la mamma! Bontà che si ritrova ancora oggi nel sapore e nella fragranza di pagnotte e filoni che ricordano quelli che sfornavano le nonne in campagna. In questi anni Giuseppe ha nobilitato la produzione utilizzando anche farine di grani tradizionali: Tumminìa, Senatore Cappelli, Grano saraceno e inoltre 5 cereali e farro; e ancora biscotti di fichi e di mandorle, dolci tradizionali siciliani, arancine, le squisite panelle e una vasta scelta di panini imbottiti. Mercoledì e sabato sera l’appuntamento è con le eccellenti pizze, cotte nel forno a legna, come tutti gli altri prodotti. Potrete gustare le prelibatezze del Forno Minaudo nei tre punti vendita gestiti con passione dalla famiglia, ma anche comodamente a casa vostra chiamando l’efficientissimo servizio a domicilio.

In 1994 Giuseppe Minaudo started up the bakery empowered by the goodness of the bread that his mother made! A goodness that can still be found today in the flavour and fragrance of the loaves that remind you of those that country grandmothers used to bake. In recent years, Giuseppe has made his bakery more upmarket by also using traditional flours such as “tumminia” (an ancient wheat grain), Senatore Cappelli (a durum wheat variety), buckwheat, a five-grains variety and spelt, in addition to making fig biscuits, almond biscuits, traditional Sicilian sweets, “arancine” (fried rice balls with a filling), delicious “panelle” (chickpea fritters) and a huge range of sandwiches. On Wednesday and Saturday evenings he offers excellent pizzas baked in the wood oven, just like everything else. You can taste the delicacies from the Minaudo oven in the three shops managed with passion by the family, but also in the comfort of your own home by using the very efficient home delivery service.

MINAUDO FORNO A LEGNA Buseto Palizzolo Via Segesta, 88 - Tel. +39 0923.851318 - Cell. +39 340.3885887 - Via Palermo, 40 - Cell. +39 345.1713807 PUNTO RISTORO Buseto Palizzolo - Via Castellammare - Cell: +39 345.1713807


Il Busith è un ristorante storico, il cui nome è legato al piacere pieno dei piatti genuini, alle emozioni delle pietanze del passato, alla garbata accoglienza. Busith è un raffinato casale di campagna, immerso nella quiete di Buseto; un luogo per rigenerare il gusto e la mente. Le materie prime a KM zero, l’olio biologico EVO, sapientemente preparati esaltano gli autentici sapori della nostra terra. Dall’antipasto Busith, ai succulenti primi e secondi di carne o di pesce, enfatizzati dal profumi degli aromi che ricordano la cucina della nostra tradizione; consigliata la delicata frittura. Nelle stagioni fredde si possono gustare i primi con ragù di cinghiale o con salsiccia pasquarola e le tradizionali cassatelle in brodo, tipiche dell’agro ericino. Le pizze rigorosamente a lenta lievitazione (18/32 ore) con farine di grani antichi. Busith is a historic restaurant whose name is bound up with the pure pleasure of genuine dishes, with the emotions of the dishes of the past, with the pleasant welcome. Busith is a refined farmhouse, immersed in the quiet of Buseto; a place to regenerate taste and mind. The expertly prepared raw ingredients at zero km and the organic extra virgin olive oil enhance the authentic flavours of our land. From the Busith appetizer, to the succulent first and second courses of meat or fish, emphasized by the scents of the herbs that recall our traditional cuisine. The delicate mixed fry is recommended. In the colder seasons you can try pasta dishes with wild boar ragu or a typical salami sauce, and the traditional “cassatelle” (ravioli stuffed with ricotta) in broth, typical of the Erice countryside. The pizzas are made with dough that is made with flours from ancient grains and has strictly long rising times, 18/32 hours.

BUSETO PALIZZOLO Via Roma, 105 - Tel. +39 327 1283380 +39 346 0390477 ristoranteilbusith@gmail.com


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LIBERTÀ VERTICALE

L’ESPERIENZA DI “SCORACE BOULDER”

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alire o arrampicarsi sulle rocce, è un’azione naturale, sempre esistita. Un gesto spontaneo che ha una dimensione ludica. Dal gioco allo sport, dal movimento spontaneo al gesto atletico, il passo è breve. Il “Bouldering”, l’andare per sassi, diventa una vera attività solo agli inizi del secolo scorso, in Francia alle porte di Parigi e negli USA sugli altopiani desertici. Il Boulder più che uno sport è, però, uno stile di vita: è libertà verticale. La declinazione della filosofia boulder è che bastano un paio di scarpette, un sacchetto per la magnesite, buona compagnia e qualche materasso a spalla (crash pad) per dare sfogo alle proprie fantasie e ricercare una bella linea da arrampicare, risolvendo dei “problemi” di salita più o meno difficili su massi alti mediamente fino a 5 o 6 metri da terra. Agli inizi con il bouldering si cercava di allenare la scalata per poi metterla al servizio delle grandi pareti rocciose, ma la modernità del gesto, la dinamicità dei movimenti e la possibilità di estremizzare le inclinazioni, hanno reso il boulder uno sport a tutti gli effetti con le sue specificità e con gesti tecnici e atletici propri. Questo sport e questa filosofia di vita si possono praticare, in Sicilia Occidentale, nel “Bosco Scorace”. Una vasta area boschiva che ricopre i versanti del Monte Abbatello a 600 metri sul livello del mare. La vegetazione di querce, eucalipti, sughere e lecci, conserva e protegge una zona di massi in arenaria di tutte le forme e dimensioni, perfetti per praticare il Boulder.

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Un’area “scoperta” grazie all’intuizione di Davide Catalano e Giorgia Borsani, scalatori originari della provincia di Varese, che nel 2016 iniziano a ripulire i primi massi dalla fitta vegetazione e, inseguendo un sogno, decidono di mollare tutto per aprire un B&B ai piedi del bosco dando vita al progetto “SCORACE BOULDER”. Grazie anche all’aiuto di altri amici scalatori sia del posto, sia di altre regioni d’Italia e d’Europa, l’area Boulder di Bosco Scorace sta prendendo vita e oggi, oltre a poter passeggiare tra questi immensi torrioni in arenaria in uno scenario mozzafiato, si possono contare oltre 100 passaggi già catalogati e liberati. La combinazione di arenaria “perfetta” sopra questo altopiano boschivo rende praticabile lo sport tutto l’anno, con condizioni favorevoli da Marzo a Giugno e da Settembre a Dicembre, dando la possibilità di far avvicinare bambini e giovani ad uno stile di vita sano, rispettando una natura unica nel suo genere. Inoltre l’arrivo del Bouldering completa il quadro verticale della provincia di Trapani, che ad oggi è per lo più conosciuta dal punto di vista scalatorio per l’arrampicata sportiva sulle sue bellissime falesie lungo la costa, in particolare di Makari e San Vito Lo Capo. L’augurio è che la presenza di scalatori, soprattutto fuori stagione e all’interno della bellissima campagna trapanese, possa giovare all’economia della zona che presenta delle vere e proprie eccellenze, ognuna delle quali con una storia da raccontare. Benvenuto “BOULDER”.


LE SCELTE DI PIACERE PIACERE’S CHOICE B&B POLVERE DI STELLE Giorgia e Davide sono una coppia di Varese che nel 2016 decide di partire alla volta di Ummari. Si innamorano subito della bellezza di questo territorio, ristrutturano un rustico e danno vita al B&B Polvere di Stelle. Scopritori e promotori della Scorace Boulder e delle falesie di Trapani, da loro troverai tutto il necessario per il noleggio, Crash pad, oltre che escursioni, trekking e MTB. Al tuo rientro potrai rilassarti in una vera hot tub, una SPA esterna d’acqua calda riscaldata a legna.

VERTICAL FREEDOM THE “SCORACE BOULDER” EXPERIENCE

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limbing rocks is a natural activity, it has always existed: an instinctive act that has a playful dimension. The leap from play to sport, from instinctive movement to athletic act, is short.“Bouldering”, which is free-climbing rock boulders, became a proper activity only at the beginning of the last century, in France on the outskirts of Paris and in the US in the desert tablelands. More than just a sport, however, bouldering is a way of life: it is vertical freedom.The variation of the bouldering philosophy is that a pair of shoes, a bag of magnesite, good company and some crash pads are enough to fulfil your dreams by looking for a nice rock to climb and overcoming the “problems” of difficult climbs on boulders that average up to 5 or 6 metres tall. In the beginning, bouldering was used for climbing training, which was then put to use on the large rock faces, but the modernity of the act, the dynamism of the movements and the possibilities for extreme inclinations, have made bouldering a proper sport thanks to its specificity and its own technical and athletic movements. This sport and its philosophy of life can be practiced in western Sicily, in the “Scorace Woods”. This is a vast wooded area that covers the slopes of Mount Abbatello at 600 metres above sea level. The vegetation of oaks, eucalyptus, cork oaks and holm-oaks preserves and protects an area of sandstone boulders of all shapes and sizes, perfect for bouldering. An area “discovered” thanks to Davide Catalano and Giorgia Borsani’s insight, climbers from the province of Varese who in 2016 began to clean the first boulders from the dense vegetation and, pursuing a dream, decided to give up everything to open a B&B at the edge of the woods, giving rise to the “SCORACE BOULDER” project. Thanks also to the help of other climbing friends both from the area and from other provinces of Italy and Europe, the Bouldering area of Bosco Scorace is coming to life and today, in addition to being able to walk among these immense sandstone towers within a breathtaking scenery, there are more than 100 routes that have already been cleaned up and catalogued. The combination of the “perfect” sandstone above this wooded plateau makes it possible to practice the sport all year round, with favourable conditions from March to June and from September to December, giving the opportunity to entice children and young people to a healthy lifestyle, respecting a unique type of nature. Moreover, the arrival of Bouldering completes the vertical picture of the province of Trapani, which today is mostly known from a climbing point of view for sport climbing on its beautiful cliffs along the coast, in particular Makari and San Vito Lo Capo.The hope is that the presence of climbers, especially out of season and in the beautiful countryside of Trapani, will benefit the economy of the area that offers outstanding features, each with a story to tell. Welcome “BOULDER”.

Giorgia and Davide are a couple from Varese who in 2016 decided to move to Ummari. They immediately fell in love with the beauty of this area, renovated a cottage and started up the B&B Polvere di Stelle. With these discoverers and promoters of the Scorace Boulder and the cliffs of Trapani, you will find everything you need for renting crash pads plus excursions, trekking and mountain biking. On your return you can relax in a proper hot tub, an outdoor hot water SPA heated by wood. UMMARI (TP) Via Domingo, 40 Cell: +39 349.7744693 (Davide) Cell: +39 348.9522273 (Giorgia) polveredistelle2017@gmail.com www.bebpolveredistelle.it

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LE SCELTE DI PIACERE • PIACERE’S CHOICE • BUSETO PALIZZOLO TERRA DEGLI ELIMI - HOTEL

L‘Hotel Terra degli Elimi è immerso in un territorio perfetto per un soggiorno tra benessere, relax, sport e divertimento: siamo sulle verdeggianti colline trapanesi, a pochissimi chilometri dalla Riserva dello Zingaro, da Scopello, dalla Riserva Naturale del Monte Cofano, dall’Area archeologica di Segesta, dalla Funivia TrapaniErice e dalle meravigliose spiagge di San Vito Lo Capo. Dall’Hotel è possibile raggiungere in pochi minuti luoghi di interesse balneare e storico-archeologico. L’Hotel, dislocato su due piani, più il piano mansarda conta 20 posti letto divisi in 8 camere spaziose e confortevoli, tutte con vista sull’agroericino. L’ambiente è accogliente, la colazione abbondante e ricca di prodotti tipici. L’hotel è gestito personalmente dalla proprietaria e dai suoi familiari, la loro calorosa accoglienza permette agli ospiti di sentirsi subito a proprio agio.

The Hotel Terra degli Elimi is nestled in an area that is perfect for a holiday of wellbeing, relaxation, sports and entertainment. We are located on the green hills of Trapani, just a few kilometres from the Zingaro nature reserve, Scopello, the Mount Cofano nature reserve, the archaeological area of Segesta, the Erice-Trapani cable car service, and from the beautiful beaches of San Vito Lo Capo. From the hotel you can easily reach the beach and archaeological points of interest. Spread over two floors, plus the attic, the hotel can sleep 20 people across eight spacious and comfortable rooms, all overlooking the Agroericino area. The atmosphere is welcoming, and the breakfast is rich and abundant in local products. The hotel is personally run by the owner and his family, and their warm welcome allows guests to feel immediately at ease.

BUSETO PALIZZOLO - Via Palermo, 71 Tel. +39 0923.855059 - Cell. +39 349.7861894

www.hotelterradeglielimi.it terradeglielimi@gmail.com

AZIENDA VITIVINICOLA MUSTAZZA

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L’azienda Vitivinicola Mustazza si occupa della trasformazione e vendita del vino ottenuto esclusivamente dalle proprie uve. I vigneti sono ubicati tutti nel comune di Buseto Palizzolo. L’obiettivo aziendale è quello di produrre vini di qualità che riescano a esprimere le caratteristiche tipiche del territorio. Crediamo infatti che un buon vino nasca principalmente dalla vigna e da un accurato lavoro di coltivazione della vite e di selezione delle uve. Gli interventi in cantina mirano a valorizzare al massimo le caratteristiche organolettiche dei nostri vini. L’azienda Vitivinicola Mustazza promuove iniziative di cultura enologica, offrendo agli appassionati, la possibilità di sviluppare in modo piacevole la conoscenza del “buon vino”. Vi aspettiamo per indimenticabili esperienze di enoturismo.

The Vitivinicola Mustazza winery processes and sells wine obtained exclusively from its own grapes. The vineyards are located in the municipality of Buseto Palizzolo.The company’s goal is to produce quality wines that express the characteristics typical of the area. We believe that a good wine comes mainly from the vineyard, from a careful cultivation of the vines and a careful selection of the grapes. Interventions in the wine cellar are aimed at making the most of the organoleptic characteristics of our wines. The Vitivinicola Mustazza winery promotes wine culture initiatives, offering wine lovers the chance to develop a knowledge of ‘good wine’ in a fun way. We look forward to welcoming you for unforgettable wine tourism experiences.

BUSETO PALIZZOLO (TP) Via Giacomo Matteotti, 90

Tel. +39 340.3771957 mustazza.cristoforo@gmail.com


Peppe & Nino

RISTORANTE - PIZZERIA Rinomata per i suoi piatti genuini e caserecci, tipici di un ristorante di campagna, la «Trattoria Peppe e Nino» accoglie i clienti in un’atmosfera suggestiva. Il ricco menu è una proposta della migliore tradizione della cucina siciliana e trapanese, nella quale si utilizzano esclusivamente ingredienti di prima scelta. Tra le specialità della casa spiccano gli antipasti, in particolare “l’Antipasto Peppe e Nino”, accompagnati da “cabbuci” appena sfornati. Succulenti i secondi di carne: coscia d’anatra al forno, coniglio lardiato, bistecca angus, fiorentina, grigliata mista. Profumi e sapori autentici che diventano vere prelibatezze nel piatto! Oltre 30 tipi di pizza, cotta rigorosamente in forno a legna, anche senza glutine. E per i celiaci, su richiesta, menu speciali. Infine la nostra ricca e assortita carta dei vini. La «Trattoria Peppe e Nino» offre anche servizi di catering, banqueting e ricevimenti.

Renowned for its authentic, homemade dishes, typical of a country restaurant, the Peppe e Nino trattoria welcomes guests in an evocative atmosphere. The extensive menu is a proposal of the best Sicilian and Trapanese traditions, where only top quality ingredients are used. Among the specialties of the house are the starters, especially the “Antipasto Peppe e Nino”, accompanied by freshly made “cabbuci”, which are flat buns with a filling. The main meat dishes are very tasty: roast duck leg, stewed rabbit, angus steak, Florentine steak, a mixed grill. Authentic perfumes and flavours that become true delicacies on the plate! There are more than 30 types of pizza, all cooked in a wood oven, including gluten-free options. And for coeliacs, there is a special menu upon request. And lastly, we have a rich and varied wine list. The Peppe e Nino trattoria also offers catering services, banquets and receptions.

BUSETO PALIZZOLO Via Giuseppe Fileccia, 14 - Tel. +39 0923 855052 - Cell: +39 349 2679425 / +39 349 883411 www.peppenino.it - info@peppenino.it


LE SCELTE DI PIACERE • PIACERE’S CHOICE • CASTELLAMMARE DEL GOLFO Cetaria Diving Center Cetaria Diving Center, capitanato da Vittorio Ballerini insieme ad un team di istruttori qualificati, da oltre 20 anni, propone immersioni, battesimi del mare ed escursioni guidate in gommone con snorkeling su itinerari marini e subacquei nella Riserva Naturale dello Zingaro (Scopello, Castellammare del Golfo) la prima area naturale protetta della Sicilia. La sede di Cetaria Diving Center è situata all’interno dell’antico borgo medievale di Scopello dove si svolgono corsi di sub e noleggio attrezzature.

For over 20 years, the Cetaria Diving Center, headed by Vittorio Ballerini together with a team of qualified instructors, has offered diving, “sea baptisms” for first-time divers, and guided boat trips with snorkelling, along surface and subaquatic routes in the Zingaro Nature Reserve (Scopello and Castellammare del Golfo), which is the main protected natural area of Sicily. The Cetaria Diving Center is located in the ancient medieval village of Scopello where the diving courses take place and equipment can be rented.

CASTELLAMMARE DEL GOLFO - (SCOPELLO) Via Ciro Menotti (24,40 km) Tel. +39 368.3864808 / +39 338.5445761

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Ottica Focus L’Ottica Focus dal 2000 mette a disposizione preparazione, assistenza e qualità per offrire sempre prodotti all’avanguardia che soddisfino tutte le esigenze del cliente prima e dopo l’acquisto. Ci sta a cuore il made in italy, infatti, il nostro team ha realizzato il marchio COCA per promuovere un occhiale 100% italiano. Da noi, trovi solo grandi marchi: Persol, Prada, Ray Ban, Bulgari, Police, Oakley. Siamo a Castellammare del Golfo, a Custonaci, a Palermo e Alcamo.

Since 2000, Ottica Focus has provided expertise, assistance and quality to always offer cutting-edge products that meet all customer needs before and after the purchase. We care about the Made in Italy mark, and in fact our team has created the brand COCA to promote 100% Italian glasses. Here you will find only the big brands: Persol, Prada, Ray Ban, Bulgari, Police, Oakley. We are in Castellammare del Golfo, Custonaci, Palermo and Alcamo.

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BAR LA SORGENTE

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In un’ampia vetrina l’essenza dei dolci siciliani. Fiore all’occhiello la famosa cassatella: un dolce fritto farcito con ricotta di pecora e cioccolato, preparato, come il resto della produzione, quotidianamente, con ingredienti naturali e freschi, di cui uno segreto. A spiccare anche la cassata siciliana: torta a base di ricotta zuccherata, pan di spagna, pasta reale e frutta candita. La Sorgente propone ai suoi clienti un’eccezionale gelateria artigianale. Numerosi gusti, tutti speciali, come il tipico pistacchio di Bronte. Gelati da gustare in cono o coppetta o in una brioche tagliata e farcita, ottima sia a colazione che a merenda. Ad essere molto amata, però, anche la granita, oggi famosa in tutto il mondo.

In a large display case, the essence of Sicilian pastries. The jewel in the crown, the famous casatella: a fried turnover stuffed with ricotta made with sheep’s milk and chocolate, prepared, like all of the pastries, daily with fresh and natural ingredients, one of which is secret. The Sicilian cassata is also worthy of note: a cake made of sweetened ricotta, sponge cake, marzipan and candied fruit. La Sorgente offers its customers exceptional home made ice creams. Many flavours, all special, like the traditional Bronte pistachio. Ice cream on a cone, in a little cup or stuffed inside a bun, which is as good for breakfast as it is for an afternoon snack. The granita is also much-loved, and has become famous across the world.

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naugurato nel 2017, il Marina di Petrolo Hotel & Spa si trova nel cuore del Golfo di Castellammare. È il luogo ideale per trascorrere intensi momenti di relax grazie alla sua posizione privilegiata a pochi passi dal centro storico e ai suoi servizi unici come il centro benessere, piscina panoramica e accesso diretto al mare. Tutte le camere sono climatizzate, insonorizzate e anallergiche, sono inoltre dotate di smart TV led con l’offerta completa di SKY, frigo bar, cassaforte e bagno con doccia cromoterapica. L’hotel dispone di ampio parcheggio interno, sala colazioni panoramica e una sala meeting attrezzata. Sia le camere che i servizi SPA possono essere prenotati tramite il sito web dell’hotel all’indirizzo www.marinadipetrolo.it

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pened in 2017, Marina di Petrolo Hotel & Spa is located in the heart of the Gulf of Castellammare. It is the ideal place to spend intense moments of relaxation thanks to its privileged position a few steps from the historic centre and its unique services such as the exclusive spa, a breathtaking panoramic pool and direct access to the sea. All 19 rooms are air-conditioned, soundproofed and hypoallergenic, and are also equipped with smart LED TV with SKY, minibar, safe and bathroom with chromatherapeutic shower. Furthermore, there is ample internal parking, a panoramic breakfast area and equipped meeting room. Both the rooms and the SPA services can be booked through the hotel website at www.marinadipetrolo.it

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PIACERE SICILIA | GASTRONOMIA INCONTRI DI VIAGGIO

IL SAPORE DI MARE A CACCIA DEI CIBI DIMENTICATI di Antonella Poma

THE TASTE OF THE SEA FISHING FOR FORGOTTEN FOODS

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i raccolgono a mano, con qualche bracciata a nuoto o direttamente sulle rive: alimenti che ormai pochi conoscono. Sono piccoli crostacei, alghe, molluschi, hanno nomi scientifici impronunciabili e gusti prelibati. Iniziamo con i ricci di mare che vivono a profondità mediamente basse. Di questi echinodermi, dal greco (echinos = aculeo e dérma = pelle), mangiamo le gonadi sgargianti color corallo. Il modo migliore per apprezzarli è fare scarpetta con il pane direttamente nel guscio. Sono una prelibatezza anche gli “spaghetti ai ricci”: la polpa va sparsa cruda sulla pasta previamente saltata in un soffritto di aglio, olio e prezzemolo. I tartufi di mare sono molluschi simili alle vongole ma con la conchiglia dalla superficie scanalata, a Trapani vengono chiamati addi di mare (galli di mare), per la caratteristica “cresta” rossa, si possono saltare in padella, diventare sugo per gli spaghetti o un delizioso sauté. Le patelle sono molluschi con una sola conchiglia saldamente attaccata agli scogli, dalla carne callosa. A Trapani si consuma soprattutto la Patella caerulea chiamata in dialetto “muntunara”. Mangiati crudi, questi piccoli bocconcini, hanno gusto iodato, sapore salino e odore marino, ma si usano anche per condire la pasta: dopo una breve bollitura in acqua o latte, affinché i molluschi

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hey can be collected by hand in a few swim strokes or directly from the seashore: foods that few people know about anymore. They are small crustaceans, algae and molluscs, they have unpronounceable scientific names and taste delicious. Let us start with sea urchins that normally live at relatively shallow depths. We eat the bright coral-coloured gonads of these echinoderms, from the Greek “echinos” meaning spines and “derma” meaning skin. The best way to appreciate them is to scoop them up with bread directly from the shell. Spaghetti with sea urchins is also a delicacy: the pulp must be served raw on pasta that has been previously sautéed in garlic, oil and parsley. Warty venus clams are molluscs similar to the common clam but their shell has a grooved surface. In Trapani they are called “addi di mare” (sea roosters), because of their characteristic red “crest”, and they can be lightly fried in a pan as a pasta sauce or to make a delicious sauté. Limpets are molluscs with only one shell firmly attached to the reefs and with calloused flesh. In Trapani, it is mainly the “Patella caerulea”, called “muntunara” in dialect, that is consumed. Eaten raw, these little morsels have an iodised, salty taste and smell of the sea.They can also be used as a pasta sauce: after


si stacchino dal guscio, si prepara un sughetto con il solito soffritto e pomodorini in cui poi si salterà la pasta. Altra prelibatezza sono gli anemoni di mare, in siciliano ogghiammari (olio a mare) per la sensazione oleosa che lascia al tatto, vivono in fondali bassi e sabbiosi. Crudi non sono invitanti poiché costituiti da filamenti viscidi e urticanti. Vengono raccolti manualmente e staccati con una lama dai fondali; dopo un accurato lavaggio in acqua di mare e poi con acqua dolce, gli anemoni vengono passati nella farina e fritti. La frittura li rende croccanti fuori e cremosi all’interno, ottimi da accompagnare alla nostra pasta cu l’agghia (pesto alla trapanese). Saltati nel medesimo soffritto formeranno un sugo cremoso con cui accompagnare la pasta; il sapore degli anemoni è un concentrato di mare, sanno di iodio e sale, ma sono anche dolciastri, con retrogusto minerale e allo stesso tempo erbaceo, a metà tra un mollusco e un ortaggio. Più conosciuto nelle zone orientali della Sicilia, ma consumato anche da noi occidentali è l’orecchio di san Pietro o occhio di bue: una conchiglia madreperlata dalla forma simile ad un orecchio in cui è incastonato un mollusco sodo e calloso. Hanno spiccato sapore minerale e si mangiano crudi o alla brace, con olio e limone. In Sicilia si consumano anche le alghe: il

briefly boiling them in water or milk, so that the molluscs come off the shell, prepare a “soffritto” sauce with onion, carrots and white wine, plus some cherry tomatoes, then sauté the pasta in the soffritto. Another delicacy is the sea anemone, called “ogghiammari” (oil in the sea) in Sicilian due to the oily feeling they leave on your fingers, which live in shallow and sandy waters. They are not very pleasant raw because they have slimy and stinging filaments. They are removed from the seabed with a blade and collected by hand; after carefully washing them first with sea water and then with fresh water, the anemones are dipped in flour and fried. Frying makes them crunchy outside and creamy inside, an excellent accompaniment for our “pasta cu l’agghia” (pasta with a Trapanese pesto). Sautéed in the “soffritto” mentioned above, they form a creamy pasta sauce. Anemones have a concentrated sea flavour, they taste of iodine and salt but they are also sweet, with a mineral as well as herbaceous aftertaste, halfway between a mollusc and a vegetable. Better known in the eastern areas of Sicily, but also consumed by us westerners, is the green ormer: a mother-ofpearl shell shaped like an ear in which a firm, calloused mollusc is embedded. They have a strong mineral flavour and are eaten raw 121 121


mauru e la “lattuga di mare”. Il mauru è un’alga croccante, tipica dei fondali catanesi, viene strappata dagli scogli condita con olio e limone. La lattuga somiglia a quella terrestre, traslucida, verde brillante, con foglie sottili e dal sapore leggermente acidulo; a Palermo si trasforma in gustose frittelle. Ricetta antica, ormai sparita, preparata nelle isole Eolie ed Egadi, simbolo di grande miseria, ma anche di grande ingegno, è la ghiotta di sassi di mare, preparata con i piccoli ciottoli di mare ricoperti da una velo di alghe verdi; questi si mettevano a cuocere in un soffritto di pomodori e cipolla allungato poi con acqua. La zuppa, una volta estratti i sassi, serviva a rendere meno “caliato” (duro) il pane. I trapanesi fanno anche grandi scorpacciate di granchi che chiamano aranci o aranci pilùsi (quest’ultima è la varietà grigio scuro, dalle carni meno pregiate). I granchi contengono poca carne dal gusto simile a quello dell’aragosta. I granchi finiscono nelle zuppe, anche in quella del Cuscùsu alla trapanese, a cui infondono un aroma di mare particolarissimo e un sapore dolciastro, ma vengono usati anche per preparare risotti e sughi per la pasta. I muccuna o bocconi di mare, sono molluschi contenuti in una conchiglia spiralizzata; hanno anche una valenza storica poiché con questo mollusco si preparava la porpora per la colorazione delle stoffe. Si possono gustare crudi o insieme alla pasta con il solito soffritto, ma anche bolliti e conditi con limone, olio, aglio e prezzemolo. Tutti questi piccoli “scrigni di mare”, oltre a custodirne l’autentico sapore, sono anche il simbolo di una cucina povera che sfruttava “l’arte di arrangiarsi”. Oggi, molti di questi tesori gastronomici, sono passati da cibo dei poveri a prelibatezze della cucina gourmet, oggetto di culto per pochi buongustai, e cucinati dai ristoratori più attenti ai sapori locali. 122

or grilled, with oil and lemon. In Sicily, algae are also eaten, such as the “mauru” and sea lettuce. The former is a crunchy seaweed, typical of Catania, which is torn from the rocks and seasoned with oil and lemon. Sea lettuce, instead, is similar to its land-bound counterpart. It is translucent, bright green, with thin leaves and a slightly acidic flavour, and in Palermo they make tasty pancakes out of them. An ancient now-forgotten recipe from the Aeolian and Aegadian islands which was a symbol of great misery but also of great ingenuity, was the “ghiotta” of sea stones, a dish prepared with small pebbles covered in a veil of green algae cooked in a fried tomato and onion sauce then diluted with water. The soup, with the stones removed, served to make the bread less “caliato” (hard). Trapanese also make great dishes of crabs that they call “aranci” or “aranci pilùsi” (the latter is the dark grey variety, with less valued meat). Crabs contain little meat and taste a bit like lobsters. They end up in soups, including that for the couscous “Cuscùsu alla trapanese” to which they contribute a very particular flavour of the sea that is also sweet, and they are also used to prepare risottos and sauces for pasta. Purple dye murex are molluscs in a spiral shell which also have a historical value because they were used to prepare a purple dye for fabrics. They can be enjoyed raw or with pasta in the usual “soffritto”, but also boiled and seasoned with lemon, olive oil, garlic and parsley. All these little “sea treasures”, in addition to preserving authentic flavour, are also a symbol of a humble cuisine that exploited “the art of making do”. Today, many of these gastronomic treasures have shifted from being humble foods to being delicacies of gourmet cuisine, held in high esteem by a few gourmets, and cooked by restaurateurs who are more attentive to local flavours.


PIACERE SICILIA | RICETTA | RECIPE INCONTRI DI VIAGGIO

Ingredienti per 4 persone • 400g di spaghetti o linguine • 200 g di polpa di riccio • 2 spicchi d’aglio • ½ bicchiere di vino bianco • Olio extravergine d’oliva • Sale e pepe q.b • Prezzemolo (un mazzetto) Ingredients for four people • 400g of spaghetti or linguine • 200 g of sea urchin pulp • 2 cloves of garlic • ½ glass of white wine • Extra virgin olive oil • Salt and pepper • Parsley (a small bunch)

PREPARAZIONE

Soffriggete in un saltapasta 2 spicchi d’aglio schiacciati e dei gambi di prezzemolo con olio; non appena gli spicchi saranno dorati, sfumate con il vino bianco. Togliete dalla padella sia l’aglio, sia il prezzemolo. Scolate la pasta molto al dente e aggiungetela al soffritto facendola saltare con qualche cucchiaiata di acqua di cottura della pasta, in questo modo gli spaghetti rilasceranno amido che contribuirà a rendere “cremoso” il tutto. A questo punto aggiungete a fuoco spento la polpa di riccio, pepe macinato al momento e abbondante prezzemolo tritato, mescolate e servite.

PREPARATION

Fry two crushed garlic cloves and the parsley stalks with oil in a saucepan; as soon as the cloves are golden, add the white wine and reduce it. Remove both the garlic and the parsley from the pan. Drain the pasta while it is still very al dente and add it to the sautéed oil, together with a few tablespoons of the cooking water from the pasta. In this way the spaghetti will release starch which will help to make the whole dish creamy. At this point, turn off the gas, add the pulp, freshly ground pepper and plenty of chopped parsley, stir and serve.

Pasta cu i rizzi Per questo piatto si usa la polpa di riccio color corallo contenuta in cinque gonadi poste a raggiera all’interno del guscio. Per estrarla i ricci vanno aperti, in particolare va tolta la parte superiore meglio con l’ausilio di una pinza taglia ricci, ma i più abili usano anche le forbici. A questo punto occorre svuotare il riccio dall’acqua e dalle piccole alghe scure e poi con un cucchiaino vanno prelevate le gonadi. Per averne un quantitativo discreto armatevi di pazienza e svuotatene tanti, raccogliendo la polpa in una ciotola. In alternativa si può usare quella surgelata o in barattolo, sicuramente meno saporita, ma più facile da reperire in supermercati o negozi specializzati. La pasta con i ricci è un piatto semplice da cucinare, si usano pochissimi ingredienti, ma per prepararlo ad hoc bisogna attenersi alle regole necessarie per la buona riuscita del piatto: la pasta deve essere rigorosamente al dente per evitare che gli spaghetti si incollino tra loro una volta aggiunta la polpa e l’aglio deve esserci, ma non deve coprire troppo il sapore di mare della preparazione (per cui non esagerate con la quantità e usatelo intero). Altra regola fondamentale: non bisogna assolutamente cuocere la polpa di riccio che va cosparsa cruda sulla pasta ancora calda.

Pasta with sea urchins

For this dish we use the coral-coloured pulp of the five gonads found inside the shell of the sea urchin, radiating out from the centre. To extract it, the sea urchin must be opened and the upper half must be removed, which is easier with the help of specifically designed pincers, but those who are more skilled also use scissors. At this point the sea urchin must be drained of seawater and cleared of the small dark algae. Then the gonads must be removed with a teaspoon. In order to have a decent quantity, be prepared to have a lot of patience and to empty many of them, collecting the pulp in a bowl. Alternatively you can use the frozen or canned versions, which are definitely less tasty, but easier to find in supermarkets or specialty stores. Pasta with sea urchins is a simple dish to cook, with very few ingredients, but to prepare it in the moment you must follow the rules in order to create a successful dish. The pasta must be strictly al dente to prevent the spaghetti sticking together once the pulp is added, and garlic must be used but without suffocating the sea flavour of the pulp (so do not exaggerate with the quantity and use whole cloves). Another fundamental rule: you absolutely must not cook the pulp, which must be added raw to the pasta after it has been drained. 123


PIACERE SICILIA | IL PERSONAGGIO INCONTRI DI VIAGGIO

L’UOMO DEL

MEDI TERR ANEO

PER NON DIMENTICARE

SEBASTIANO TUSA

THE MAN OF THE MEDITERRANEAN di Fabio Pace

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elle vene spirituali di Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale e assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana, scorreva l’acqua del Mediterraneo. Tusa è morto il 10 marzo scorso nello schianto del Boeing 737 della Ethiopian Airlines. Si stava recando in Kenia per trasmettere le sue competenze e le sue esperienze di archeologo del mare in un progetto dell’Unesco da sviluppare sulle coste del Mar Rosso. «Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre. Viaggiare nel Mediterraneo significa incontrare il mondo romano in Libano, la preistoria in Sardegna, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l’Islam turco in Jugoslavia». In questa stratificazione, narrata dallo storico francese Fernand Braudel, ha scavato per anni Sebastiano Tusa che, prima di altri, con intuizione brillante, comprese che non solo sulla terra, ma soprattutto in mare bisogna “scavare”, per dare solide prove scientifiche alle affermazioni dello storico francese. Quel Mare Nostrum che unisce le sponde del Mediterraneo e il Mediterraneo al vicino Oriente fu il campo di lavoro di Sebastiano Tusa che unì alla professione di archeologo la passione per il mare e le immersioni. Ricordarlo è un dovere per “Piacere Sicilia”, una rivista che racconta il territorio e con esso i suoi tesori archeologici. Molti dei reperti e degli allestimenti che potete vedere nei nostri musei sono frutto 124

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he water of the Mediterranean flowed in the spiritual veins of Sebastiano Tusa, archaeologist of international fame and councillor for Cultural Heritage of the Sicilian Region. Tusa died on 10 March in the Ethiopian Airlines’ Boeing 737 crash. He was on his way to Kenya to share his skills and experience as a sea archaeologist in a UNESCO project that is to be developed on the shores of the Red Sea. “What is the Mediterranean? A thousand things together. Not a landscape, but countless landscapes. Not a sea, but a succession of seas. Not a civilization, but a series of civilizations stacked on top of each other. Travelling in the Mediterranean means meeting the Roman world in Lebanon, prehistory in Sardinia, the Greek cities in Sicily, Arab presence in Spain, Turkish Islam in Yugoslavia.” For years Sebastiano Tusa dug through these layers, narrated by the French historian Fernand Braudel, having understood before anyone else – and with brilliant intuition – that you need to “dig” not only on land, but above all at sea to find solid scientific evidence for the French historian’s statements. That “Mare Nostrum” that unites the shores of the Mediterranean and the Mediterranean with the near East was Sebastiano Tusa’s ‘workshop’, who combined being an archaeologist with his passion for the sea and diving.“Piacere Sicilia” has a duty to remember him, being a magazine that narrates the territory and its archaeological treasures. Many of the exhibits that you can see in our museums are the result of Professor Tusa’s scientific and archaeological


PIACERE SICILIA | IN THE SPOTLIGHT TRAVEL ENCOUNTERS

LEST WE FORGET SEBASTIANO TUSA del lavoro scientifico e archeologico del professore Tusa. Fu ideatore e promotore della Soprintendenza del Mare e solo recentemente, nell’aprile 2018 accolse l’invito a ricoprire l’incarico di assessore dei Beni Culturali della Regione Siciliana. Fu anche professore di Paleoetnologia presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Figlio d’arte, ancora oggi gli archeologi siciliani si formano su libri e ricerche pubblicate dal padre Vincenzo. Ha condotto nel 2003 gli scavi che hanno portato alla scoperta a Pantelleria di tre teste scultoree di imperatori romani. Sempre nelle acque di Pantelleria scopri un piccolo tesoro sommerso di 600 monete, confermando il ruolo dell’isola come “crocevia per i mercanti” già in epoca antichissima. Nel 2005 guidò gli scavi a Mozia, riportando alla luce, sulla strada sommersa che conduce all’isola, le strutture identificabili come banchine. Ancor prima diresse gli scavi nel sito preistorico di contrada Stretto a Partanna. Diresse e partecipò al recupero del Satiro Danzante oggi esposto nel Museo di Mazara del Vallo. Le sue ricerche subacquee nel mare delle isole Egadi, durate una decina d’anni, hanno consentito di localizzare con precisione il tratto di mare in cui avvenne la battaglia conclusiva della prima guerra punica il 10 marzo 241 a.c. Fu proprio Tusa a recuperare personalmente i primi rostri romani. Grazie ai suoi studi e alle localizzazioni dei siti subacquei sono stati recuperati 14 rostri e decine e decine di anfore e manufatti.

work. He was the creator and promoter of the Superintendence of the Sea and only recently, in April 2018, he accepted the invitation to hold the post of Councillor for Cultural Heritage of the Sicilian Region. He was also professor of palaeoethnology at the Suor Orsola Benincasa University in Naples. Born into the trade, still today Sicilian archaeologists learn using the books and research published by his father Vincenzo. In 2003 he conducted the excavations that led to the discovery in Pantelleria of three sculptures of heads of Roman emperors. Still in the waters of Pantelleria, he discovered a small submerged treasure of 600 coins, confirming the role of the island as a “crossroads for merchants” in ancient times. In 2005 he led the excavations in Mozia, bringing to light the structures identified as quays on the submerged road that leads to the island. Even before that, he directed the excavations in the prehistoric site of the Stretto district in Partanna. He directed and participated in the recovery of the Dancing Satyr now on display in the Museum of Mazara del Vallo. His underwater research in the sea of the Aegadian Islands, which lasted about ten years, made it possible to locate precisely the stretch of sea in which the final battle of the first Punic war took place on 10 March, 241 BC. It was Tusa himself who personally recovered the first Roman rostrums, and thanks to his studies and to the localization of underwater sites, 14 rostrums and dozens and dozens of amphorae and artefacts have been recovered. 125


PIACERE SICILIA | MARSALA INCONTRI DI VIAGGIO

UN TESORO DA CONSERVARE A TREASURE TO KEEP

di Stefania Martinez

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l Museo Archeologico Regionale di Marsala ha sede nell’ex stabilimento vinicolo “Baglio Anselmi”; parte del Parco Archeologico di Lilibeo. È qui che si trova quello che ormai viene definito l’ultimo regalo dell’archeologo Sebastiano Tusa, morto in un incidente aereo in Etiopia: l’allestimento espositivo della nave oneraria romana di Marausa. Un’imbarcazione del III secolo d.C. larga circa 9 metri e lunga 27, rinvenuta nel 1999 a due metri di profondità e a circa 150 metri dalla costa trapanese. È il più grande relitto dell’epoca che il mare abbia restituito in zona. La nave oneraria probabilmente affondò nei bassi fondali di Marausa durante una manovra d’ingresso nel fiume Birgi, un tempo navigabile. Dopo un primo intervento nel 2000, divenne nel 2011 oggetto di scavo subacqueo archeologico a cura della Soprintendenza del mare, allora guidata proprio da Tusa. All’interno del relitto sono state rinvenute anfore africane chiuse da tappi di sughero utilizzate molto probabilmente per il trasporto di frutta secca come pinoli, mandorle, fichi secchi ma

La nave romana, regalo di “Tusa”

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he Regional Archaeological Museum of Marsala is located in the former winery “Baglio Anselmi”, part of the Archaeological Park of Lilibeo. It is here that we find what is now called the last gift from the archaeologist Sebastiano Tusa, who died in an airplane crash in Ethiopia: the exhibition of the Roman cargo ship from Marausa. It is a ship from the third century AD that is about 9 metres wide and 27 metres long, found in 1999 at a depth of two metres and about 150 metres from the coast of Trapani. It is the largest wreckage from that time in the area the sea has delivered.The cargo ship probably sank in the shallows of Marausa while entering the once navigable river Birgi. After a first intervention in 2000, it became the object of an underwater archaeological excavation project in 2011 carried out by the Marine Office, then led by Tusa. Inside the wreck corked African amphorae where found that were most likely used for the transportation of dried fruit and nuts such as pine nuts, almonds and dried figs, as well

The Roman ship, a gift from “Tusa”


Assessorato Reg.le dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana - Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana - Parco archeologico di Lilibeo-Marsala, Museo Lilibeo

anche olive e vino. Nel 2016 dopo che il legno della nave venne recuperato a cura di un laboratorio specializzato, la nave tornò in Sicilia. Riportiamo una dichiarazione dell’epoca dell’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa: «Per la prima volta le nanotecnologie sono applicate per l’ottimizzazione e la conservazione di un relitto in esposizione museale recuperato in fondali marini e depurato da tutti i depositi che la permanenza in acqua salmastra ha apportato alle assi di legno che compongono l’intera struttura navale». Un tesoro da conservare che stava tanto a cuore all’archeologo e che oggi è possibile visitare all’interno di un percorso espositivo dove oltre alla nave romana di Marausa è possibile apprezzare anche una nave punica, testimonianza delle guerre tra Romani e Cartaginesi e che probabilmente affondò durante la battaglia delle Egadi che il 10 marzo 241 a. C. pose fine alla Prima Guerra Punica. Della nave sono visibili la fiancata di babordo e la parte di poppa. Sempre all’interno di Baglio Anselmi è poi possibile visionare i relitti medievali di Lido Signorino. Il Museo si trova sul Lungomare Boeo n. 30; aperto da Martedì a Sabato dalle 9.00 alle 19.30 mentre la Domenica e i Festivi dalle 9.00 alle 13.30. Chiuso il Lunedì.

as olives and wine. In 2016, after the ship’s wood was restored by a specialized laboratory, it was returned to Sicily. In a statement from the time, Regional Councillor for Cultural Heritage, Sebastiano Tusa, says: “For the first time nanotechnologies have been used for the optimization and conservation of a museum exhibit wreckage recovered from the sea bed and cleaned of all the deposits that lying in brackish water brought to the wooden planks that make up the entire naval structure.” A treasure to be preserved that was so dear to the archaeologist and that today you can visit within an exhibition where, in addition to the Roman ship from Marausa, you can also enjoy a Punic ship, evidence of the wars between the Romans and Carthaginians and which probably sank during the battle of the Aegadian Islands that on March 10, 241 BC, ended the First Punic War. The port and stern sides of the ship are visible. Inside Baglio Anselmi you can also see the medieval remains of Lido Signorino. The Museum is located on 30, Lungomare Boeo, and is open from Tuesdays to Saturdays from 9:00 to 19:30, and on Sundays and holidays from 9:00 to 13:30. It is closed on Mondays. 127


Resilienza sicula Sicilian Resilience

Nei proverbi antichi il carattere dei siciliani I modi di dire dialettali caratterizzano l’essenza di un popolo, ne segnano la storia, ne marcano le tradizioni, appartengono alle radici, ne tramandano l’essenza più intima, lastricano il terreno su cui cammina. È il filo che lega e collega passato e presente, e la sua continuità indica il carattere di un popolo. In Sicilia i brocardi, i proverbi, i modi di dire sono migliaia, e stanno lì a dimostrare una ricchezza che non è solo da ricercare nell’arte tangibile, visibile agli occhi, ma anche nella profondità del linguaggio, nella capacità di esprimere in poche parole concetti molto più ampi, piccoli sunti che traggono linfa dalla saggezza popolare e che dimostrano l’ampiezza filosofica che contraddistingue l’animo dei siciliani, tratteggiandone l’essenza. Uno dei temi conduttori dei proverbi siciliani, condiviso peraltro da tutte le culture popolari del Sud dell’Italia, è senz’altro l’incertezza su ciò che riserva la vita, nel suo divenire e nella sua quotidianità. In tale direzione possiamo offrire diversi esempi, ma l’alfiere è, e rimane, il sempreverde “calati juncu chi passa la china”, cioè giunco piegati che sta passando la piena. Denso di grande partecipazione filosofica, poiché invita il giunco, pianta flessibile per eccellenza, metafora dell’uomo in questo caso, a piegarsi affinché l’evento atmosferico non lo colga impreparato, spezzandolo. Calarsi è il precetto che dà il proverbio, movimento necessario per attutire i danni che la piena, cioè gli eventi negativi che possono fare la loro comparsa nella vita dell’uomo, può arrecare. E calarsi non è da intendersi sotto un’accezione negativa, ma è piuttosto connotato di dolcezza e compatimento, è accettare una forza maggiore a cui non si può resistere e contro cui non ci si può opporre, pena danni irreversibili. Sulla stessa linea di pensiero abbiamo “lassau rittu la povera nanna”, lu risu cu li guai vannu a vicenna, cioè la nonna defunta ha lasciato in eredità un detto, la felicità si alterna sempre con i guai. Come si può facilmente notare, anche questo detto marca la presenza degli eventi negativi che inesorabilmente fanno il loro ingresso nella vita di chiunque. Non sarà il pessimismo leopardiano, ma restando in tema felino, e siculo, con nuova definizione, lo chiameremo il pessimismo gattopardesco! Infine, per rammentare che non bisogna spettegolare, i nostri avi ammoniscono: “ri chiddu chi viri, pocu ni criri; ri chiddu chi senti, nun cririri nenti”. Cioè non essere certo di ciò che hai veduto con i tuoi stessi occhi, quindi mai dare ascolto ai fatti raccontati. Se si vuole, questo proverbio può essere inteso come la madre della celeberrima frase “niente vitti e nenti sentii”. Entrambi detti popolari che invitano a curarsi dei propri fatti, regola aurea per avere una vita tranquilla. E, al proposito, non vorrei che questo articolo abbia già svelato troppi segreti dell’animo dei siciliani, quindi, seguendo il consiglio dei padri, qui mi fermo e non vado oltre, non si sa mai. “Baciamo le mani”!

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PIACERE SICILIA | RUBRICA INCONTRI DI VIAGGIO di Vincenzo Scontrino

The Sicilian character in ancient proverbs Dialectal sayings characterize the essence of a people, they mark its history, they mark its traditions, they belong to its roots, they hand down its most intimate essence, they pave the ground on which it walks. It is the thread that links and connects the past and present, and its continuity indicates the character of a people. In Sicily there are thousands of brocards, proverbs and sayings, and they demonstrate a wealth that is not only to be found in tangible art, visible to the eyes, but also in the depth of language, in the ability to express in a few words much broader concepts, little summaries that draw sap from popular wisdom and that demonstrate the philosophical breadth that characterizes the soul of the Sicilians, outlining their essence. One of the main themes of Sicilian proverbs, shared by all the popular cultures of southern Italy, is undoubtedly the uncertainty about what life reserves, in its becoming and in its everyday life. In this vein we can offer several examples, but the standard bearer is, and will remain, the evergreen “Calati juncu chi passa la china”, that is “bend yourself, reed, as the flood is coming”. Full of philosophy, since it invites the reed, a flexible plant par excellence, and metaphor of man in this case, to bend so that the atmospheric event does not catch it unprepared, breaking it. Bending is the precept that creates the proverb, a movement necessary to mitigate the damage that the flood, that is, the negative events that happen in the life of man, can cause. And bending is not to be understood in a negative sense, but rather is connoted by sweetness and compassion, it is to accept a force majeure to which one cannot resist and against which one cannot set oneself, on pain of irreversible damage. Along the same lines we have “Lassau rittu la povera nanna, lu risu cu li guai vannu a vicenna”, which means the deceased grandmother has left the legacy of a saying, which is that happiness always alternates with trouble. As you can easily see, this saying, too, marks the presence of the negative events that inexorably make their way into everyone’s life. It is not Leopardi’s pessimism, but, remaining in the feline and Sicilian theme with a new definition, we will call it Leopard pessimism! Finally, to remind you that you should not gossip, our ancestors warn: “Ri chiddu chi viri, pocu ni criri; ri chiddu chi senti, nun cririri nenti.” That is, do not be so sure of what you have seen with your own eyes, and never listen to what you hear. In a sense, this proverb can be understood as the origin of the famous phrase “no see, no hear”. Both popular sayings invite you to mind your own business, a golden rule for a quiet life. And, in this regard, I do not wish this article to have already revealed too many secrets of the Sicilian soul, so, following the advice of my ancestors, I am stopping here and going no further, just in case. “Baciamo le mani!” – my respects!


L O C A L E N O S TO P - C O S M O P O L I TA - U R B A N G L A M

CAFÈ HOUSE Per iniziare bene la giornata scegli la nostra colazione. Farai il pieno anche del sorriso per continuare al top. Al Jupy gli aperitivi sono stati da sempre una specialità. La nostra pasticceria è un sublime viaggio sensoriale, creato dalla qualità degli ingredienti e dall’originale tocco creativo dei nostri pasticceri. To get your day off to a good start, choose our breakfast. You will also fill up with smiles to keep you going up to the top. At Jupy, aperitifs have always been a specialty. Our pastry shop is a sublime sensory journey, created by the quality of the ingredients and the original creative touch of our pastry chefs.

RISTO

Un luogo raffinato e innovativo dove immergersi in un’atmosfera unica. Il ristorante privilegia la qualità, il gusto e l’ospitalità, che sia per un pranzo in compagnia o per una cena speciale in una location unica. Nel profondo del Jupy c’è la nostra Cantina, una location preziosa solo per eventi esclusivi. A refined and innovative place where you can immerse yourself in a unique atmosphere. The restaurant focuses on quality, taste and hospitality, whether for a lunch with friends or for a special dinner in a unique location. Our cellar, the Cantina, lies in the heart of Jupy, a special location only for exclusive events.

AMERICAN BAR Jupararà è soprattutto un ambiente dedicato all’arte e all’eccellenza della mixologia, dove i nostri Barman indirizzano le loro energie e la loro passione nella cura dei dettagli per farvi immergere nel vero piacere di un cocktail top. Tutti i Venerdì, Sabato e Domenica si alterneranno serate con musica dal vivo e serate a tema. Jupararà is above all an environment dedicated to the art and excellence of mixology, where our barmen direct their energies and passion in attention to detail to immerse you in the true pleasures of a top cocktail. Themed nights and evenings of live music alternate every Friday, Saturday and Sunday.

MARSALA Piazza Francesco Pizzo, 11 - Tel. +39 0923 953758 - www.juparana.it - info@juparana.it


DORMIRE • MANGIARE | SLEEP • EAT | MARSALA

DORMIRE • SLEEP

Palazzo Diaz - B&B Il B&B Palazzo Diaz sorge in un elegante palazzo di fine ‘800 finemente ristrutturato e riportato agli antichi splendori. Nel cuore della città, il B&B a conduzione familiare, dotato di sole suite, offre la possibilità di una vacanza all’insegna della tranquillità e del relax assoluto. Gli interni sono arredati con cura nei dettagli e provvisti di ogni comfort e di servizi quali palestra, terrazza attrezzata e vasca idromassaggio Jacuzzi.

The B&B Palazzo Diaz is located in an elegant late-19th century palace, renovated and restored to its former glory. In the heart of the city, this family-run B&B, which has only suites, gives the opportunity to spend a holiday in total rest and relax. The B&B is carefully furnished and equipped with all the comforts and facilities such as gym, terrace and Jacuzzi.

MARSALA - Via Diaz, 77 Ingresso centrale Via Salinisti, 22 Tel. +39 348.0190662

www.palazzodiaz.com info@palazzodiaz.com palazzodiaz@tiscali.it

MANGIARE • EAT

Osteria il gallo e l’innamorata L’Osteria il gallo e l’innamorata, al centro storico di Marsala, lavora all’insegna della qualità e dell’eccellenza, fattori che ne hanno determinato il successo. Nei nostri piatti c’è… innamoramento: l’amore per le eccellenze gastronomiche siciliane, l’amore per il nostro territorio, l’amore per il senso di ospitalità che ci contraddistingue. Qui tutto è preparato con amore…

Located in the historical centre of Marsala, the Osteria il gallo e l’innamorata (the rooster and the lover) aims for quality and excellence, aspects which have ensured its success. In our dishes...falling in love: the love for Sicilian gastronomic excellence, love for our country, love for the sense of hospitality that distinguishes us. Here, everything is prepared with love...

MARSALA - Via Stefano Bilardello, 18 Tel. +39 0923.1954446 Cell. +39 329.2918503

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EVENTI | EVENTS Consagra in mostra a Marsala Rimarrà allestita fino al 20 ottobre 2019 la mostra “Consagra Architettura”, presso il Convento del Carmine di Marsala, dedicata al grande scultore di origine trapanese (Mazara del Vallo 1920 – Milano 2005). Una cinquantina le sculture selezionate dal curatore, Sergio Troisi, in occasione dei cinquant’anni dalla pubblicazione de “La città frontale”, volume in cui Consagra - autore fra l’altro della monumentale “Stella”, icona di Gibellina e dell’utopica rinascita del Belìce nel segno dell’arte - espone ed articola la sua profonda riflessione teorica sull’architettura. Le sculture oggetto dell’allestimento sono il paradigma della poetica di Consagra e del legame dell’autore fra la propria scultura e l’architettura, interesse che muove da una posizione innanzitutto morale: riscattare, attraverso la libertà e l’immaginazione dell’arte, la città da quel destino di puro strumento economico a cui le pratiche urbanistiche del dopoguerra l’hanno consegnata. La si potrà visitare dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 19 alle ore 21. L’ingresso è di 3 euro.

Consagra exhibition in Marsala The exhibition “Consagra Architettura” at the Convento del Carmine in Marsala, dedicated to the great sculptor from Trapani (Mazara del Vallo 1920 – Milan 2005), will remain on open until October 20, 2019. About fifty sculptures were selected by the curator, Sergio Troisi, on the fiftieth anniversary of the publication of “La città frontale”, a book in which Consagra – creator, among other things, of the monumental “Stella”, an icon of Gibellina and of the utopian rebirth of the Belìce from an artistic point of view – expounds his profound theoretical reflection on architecture. The sculptures on display are the paradigm of Consagra’s poetics and of the bond he felt between his sculptures and architecture, interests that come from a primarily moral position: to save, through the freedom and imagination of art, the city from that destiny of being a purely economic instrument to which the urban practices of the post-war period had consigned it. Open from Tuesdays to Sundays, from 10am to 1pm, and from 7pm to 9pm. Admission is 3 euros. 130


Il ristorante “A Due Passi dal Mare” sorge nei pressi di torre Sibiliana che 40 anni fa era l’unica costruzione esistente in quell’incolto e desertico territorio. Con il passare degli anni vennero a stabilirsi nelle vicinanze della torre alcune famiglie che per necessità crearono un angusto porticciolo per le barche da pesca, formando così un piccolo borgo marinaro, tutt’ora esistente. Il locale si affaccia sul mare di Biscione, lungo la costa che va da Marsala fino a Petrosino. In questo luogo incantato e dimenticato nel tempo Charmaine Ratiram e Francesco Gallo, i coniugi titolari, nonchè gli chef, insieme iniziarono la loro avventura in Sicilia. Lei proveniente dalle isole Fiji è un’amante del pesce crudo e dell’arte dolciaria. Lui campano con la passione per la cucina, nata sin quando da piccolo girava per i ristoranti e gli alberghi di Napoli, con gli zii commercianti, intrufolandosi nelle cucine per vedere cosa preparavano gli chef del posto. Da questo connubio di passioni nasce il Ristorante “A due Passi dal Mare”, dove potrete gustare tutti i sapori legati alla tradizione popolare rivisitati, ma nel rispetto delle antiche ricette marinare.

The restaurant, A Due Passi dal Mare (“A couple of steps from the sea”), is not far from the Sibilana towers, which were the only buildings in that uncultivated and desert territory until 40 years ago. As time passed, families came and settled near the towers and built a small narrow harbour for their fishing boats, thus creating a small fishing village that is still there to this day. The restaurant overlooks the Biscione stretch of coast that runs from Marsala to Petrosino. It is here in this enchanting place forgotten by time, that the owner and chef Francesco Gallo and his wife, Charmaine, began their adventure in Sicily. Originally from the region of Campania, Francesco has had a passion for cooking since his childhood when he accompanied his uncles on their business trips to the restaurants and hotels of Naples, where he would slip into the kitchens to see what the chefs were preparing. His wife, Charmaine, is from Fiji and loves the art of confectionary. From this marriage of passions was born the restaurant “A Due Passi dal Mare,” where you can enjoy the flavours linked to revisited popular customs, but which still respect the ancient sea food recipes.

Petrosino (TP) Via Lungomare Torre Sibiliana, 441 Tel. +39 0923 732362 Cell. +39 333 4252442 www.ristoranteaduepassidalmare.it info@ristoranteaduepassidalmare.it


PIACERE SICILIA | PANTELLERIA INCONTRI DI VIAGGIO

TRA PASSITI

E MOSCATI ‘NA JURNATA DI MACASENO

ph: Piero Lazzari

di Antonella Poma

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antelleria è un’isola ma i suoi abitanti, avendo a disposizione una terra vulcanica, molto minerale e fertile, sono storicamente contadini e non pescatori. Vigne soprattutto, che si trovano anche nei pendii più impervi grazie ai terrazzamenti e sono tenute basse per soffrire meno gli attacchi del vento con la tipica coltivazione ad alberello; attorno alla pianta è praticato un solco dalla duplice funzione: evitare che il grappolo tocchi a terra e far confluire il più possibile all’apparato radicale l’acqua dell’umidità notturna. La DOP “Pantelleria” è riservata ai vini sia passiti (ottenuti da uve essiccate), che moscati (ottenuti da uve fresche), prodotti solo nell’isola e solo con uve del vitigno Moscato d’Alessandria, più conosciuto come “Zibibbo”. I grappoli vengono lasciati appassire al sole, gli acini essiccati vengono poi aggiunti ad un mosto di uve fresche molto mature; l’uva si reidrata e cede ulteriormente zuccheri al mosto; poi si procede all’arresto della fermentazione, abbassandone la temperatura, e all’affinamento. Un tempo queste operazioni avvenivano nei dammusi, abitazioni tipiche dell’isola, i cui muri spessi garantivano un microclima fresco. Queste particolari dimore avevano degli annessi diversi in funzione delle colture praticate 132

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antelleria is an island but its inhabitants are historically farmers rather than fishermen, given the island’s volcanic land that is very fertile and high in minerals. They cultivate vineyards mainly, which are also found on the most inaccessible slopes thanks to terraces and which are kept low so as to suffer the wind less by using the traditional poplar tree cultivation method. A furrow is made around the tree with the dual function of preventing the grape bunch from touching the ground and to let the nighttime water moisture flow as much as possible down to the root system. The PDO “Pantelleria” is reserved for both the passito (a raisin wine made from dried grapes) and muscat wines (made from fresh grapes) that are produced only on the island and only with grapes from the grape variety called Moscato d’Alessandria, better known as “Zibibbo”. The bunches are left to dry in the sun, the dried grapes are then added to a must of very ripe fresh grapes which rehydrates the dried grapes and adds more sugar to the must, then the fermentation is stopped, the temperature lowered, and the wine is aged. In the past, these operations took place in the dammusi, the typical houses of the island,


PIACERE SICILIA | TRAPANI TRAVEL ENCOUNTERS

BETWEEN THE PASSITO AND MUSCAT. WINES FOR A RAINY DAY

dal proprietario. Quelli costruiti per vinificare disponevano di una terrazza chiamata stinnituri per l’appassimento dell’uva. Molte donne pantesche, disponendo di un telaio, tessevano teli per coprire l’uva posta nello stinnituri durante la notte. C’era poi una vasca per la pigiatura chiamata palamentu e il macasenu, un magazzino con le botti per l’affinamento. Un tempo, quando a causa del maltempo non si potevano lavorare le terre, i contadini si incontravano nel macasenu per degustare vino e scambiare quattro chiacchiere, da qui Il detto “jurnata di macaseno” per indicare appunto una giornata di lavoro sprecata. Il passito di Pantelleria è un vino da dessert, tradizionalmente si abbina ai prodotti tipici della pasticceria siciliana (dolci di mandorla, all’arancia o alla ricotta). La sua dolcezza si sposa benissimo anche con alcuni alimenti salati, per cui per un aperitivo gourmet va apprezzato freddo con un tagliere di formaggi molto stagionati o erborinati, con i prodotti di tonnara, o con il fois gras. Oggi fortunatamente non si considera più un vino esclusivamente da meditazione, gli chef lo utilizzano per preparare riduzioni da accompagnamento a verdure, carni e pesce e i barman lo aggiungono a nuovi cocktail.

whose thick walls guaranteed a cool microclimate. These particular dwellings had different annexes depending on the crops cultivated by the owner. Those built to make wine had a terrace called “stinnituri” for the drying of the grapes. Many women from Pantelleria weaved sheets on their looms to cover the grapes placed in the “stinnituri” during the night. There was also a pressing tank called “palamentu” and a “macasenu”, a storehouse with barrels for aging. In the past, when bad weather made it impossible to work the land, farmers would meet in the “macasenu” to try the wine and chat, hence the saying “jurnata di macaseno”, denoting a wasted day of work. The passito from Pantelleria is a dessert wine, traditionally served with typical Sicilian pastries (almond, orange or ricotta sweetcakes). Its sweetness also goes very well with some salty foods, so for a gourmet aperitif you should try it cold with a board of very mature or marbled cheeses, with tuna fish products, or with foie gras. Today, fortunately, it is no longer considered exclusively a meditation wine, chefs use it to prepare concentrates to accompany vegetables, meat and fish and bartenders add it to new cocktails. 133


PIACERE SICILIA | ERICE INCONTRI DI VIAGGIO

NEL RISPETTO DELLA LENTEZZA L’ARTE DELLA TESSITURA DEI TAPPETI ERICINI di Martina Palermo

“Finché il giorno splendea, tessea la tela superba, e poi la distessea la notte”. Nell’immaginario che affiora dall’Odissea omerica, appare Penelope in attesa dell’amato Ulisse. Mito e tradizione, intessuti tra passato e presente, “ricamati” sulla montagna di Erice, a partire dalla quale (secondo il libro “L’Odissea rivelata” scritto dal colonnello di artiglieria trapanese Vincenzo Barrabini) ebbe inizio il viaggio dell’eroe dal multiforme ingegno. C’è un rituale sacro nell’arte della tessitoria, condensato nel rispetto della lentezza. Basta soffermarsi sul minuzioso lavoro svolto dai tessitori di tappeti ericini, per comprendere l’accuratezza richiesta dall’utilizzo di una tecnica antica, oggi preservata e tramandata da due soli artigiani che vantano una solida tradizione familiare. Si tratta di Francesca Vario e Sergio La Sala, entrambi con bottega in Erice. Tra i due, stupisce veder praticata da un giovane di 26 anni quest’attività di discendenza matriarcale. La lavorazione dei tappeti ericini, consta di un gioco di mani lente e pazienti. La tessitura si svol134

“By day she wove at the great web, but every night had torches set beside it and undid the work.” In the scene from Homer’s Odyssey, Penelope is waiting for her beloved Ulysses. Myth and tradition, woven between past and present,“embroidered” on the mountain of Erice, from which (according to the book “The Odyssey revealed” written by artillery colonel Vincenzo Barrabini from Trapani) began the journey of the multi-talented hero. There is a sacred ritual in the art of weaving, epitomised in the respect for slowness. It is enough to dwell on the meticulous work carried out by the weavers of the carpets from Erice, to understand the accuracy required by the use of an ancient technique, today preserved and handed down by only two artisans who boast a solid family tradition. They are Francesca Vario and Sergio La Sala, both with workshops in Erice. Between the two, it is surprising to see a young 26-year-old man practising this matriarchal activity.The working of Erice carpets is a game of slow and patient hands. The weaving takes place


RESPECTING SLOWNESS THE ART OF WEAVING THE CARPETS OF ERICE

ge su antichi telai due licci. La pratica consiste nell’intrecciare due gruppi di fili all’interno dei quali viene inserita una fettuccia di cotone che costituisce la trama del tappeto. “Da sei anni spiega Sergio - produco tappeti in una bottega artigianale. Ma già mia zia e mia cugina si dilettavano nella produzione dei tappeti. Ad Erice all’interno di ogni cortile, quasi ogni famiglia, possedeva un telaio. L’intento originario era quello di riciclare gli scarti tessili casalinghi per dargli nuova forma e utilità. Le vecchie stoffe dismesse si tagliavano a striscioline; raggiunta una certa quantità, veniva messo in funzione il telaio per la tessitura di tappeti, originariamente lisci e senza raffigurazione”. L’intento decorativo, per cui le donne solevano tappezzare i pavimenti delle proprie abitazioni di tappeti, non era quello primario; la funzione principale era di trattenere il calore ed evitarne la dispersione durante i rigidi inverni ericini. Il susseguirsi di forme geometriche e la staticità delle immagini derivano dal fatto che il telaio a due licci non consente grandi movimentazione. I cromatismi vengono creati tramite l’inserimento di fettucce di colore diversi, i fili bianchi che costituiscono la frangia finale sono denominati ordito. Il tappeto ha in origine, fondo scuro per questo si suole accostare al bianco del “dentino” (ovvero del contorno frastagliato e irregolare del disegno) una parte centrale dal colore sgargiante, per creare un netto contrasto. Oggi il riciclo dei tessuti delle industrie tessili è l’unico modo dei tessitori ericini di lavorare stoffe colorate. “Nel mio caso - spiega La Sala - l’approvvigionamento avviene tramite un’azienda del Nord, che si occupa di raccolta tessile e raffinazione”. La Sala maneggia le sue stoffe con l’abilità di chi, nell’atto di tessere, riesuma di volta in volta, il legame arcaico tra lentezza e memoria. Plasma con le sue mani tappeti da umili tessuti che trasudano di tradizione e innovazione, usando a fasi alterne di lavorazione “la lente del passato e quella del futuro”.

on ancient two-heddled looms. The practice consists of weaving two groups of threads within which is inserted a cotton tape that forms the weft of the carpet.“For six years,” explains Sergio, “I have been producing carpets in a craft workshop. But my aunt and cousin used to love making carpets. Almost every family in Erice had a loom in their courtyard. The original intention was to recycle household textile waste to give it a new shape and usefulness. The old abandoned fabrics were cut into strips and, once they had a certain amount, the loom was put into action to weave carpets, originally smooth and without any depictions”. Decoration was not the main reason why the women used to carpet the floors of their homes; the main reason was to retain the heat and avoid its dispersion during the harsh winters of Erice. The succession of geometric shapes and the static quality of the images derive from the fact that two-heddled looms do not allow for much movement. The colours are created by inserting ribbons of different colours, and the white threads that make up the final fringe are called warp. Initially, the carpet has a dark background and for this reason the central part of the garish colour is combined with the white of the “teeth” (that is, the jagged and irregular outline of the design), to create a sharp contrast. Today, the recycling of fabrics from the textile industry is the only way for weavers from Erice to process coloured fabrics.“In my case,” explains La Sala “I am supplied through a company in the north, which deals with textile collection and refining.” La Sala handles his fabrics with the skill of those who, in the act of weaving, revive from time to time the archaic link between slowness and memory. With his hands he moulds carpets from humble fabrics that exude tradition and innovation, using “the lens of the past and the lens of the future” in alternate phases of the work. 135


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PIACERE SICILIA N. 9  

Piacere Sicilia è il primo magazine made in Sicily di Turismo, Tradizioni e Gastronomia. Piacere Sicilia, the magazine of tourism, tradition...

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