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GRANFONDO SASSO MTB RACE

20 SETTEMBRE 2015 SASSO MARCONI (BO) Anno VII

- N˚ 7 /8 - L uglio /Ago sto

2015

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VAL VENOSTA, CULTURA VIVA IN ALTO ADIGE a cura di ROBERTO ZANETTI foto NEWSPOWER

Bicicletta

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La regione della Val Venosta è caratterizzata da una cultura varia e antiche testimonianze degli ultimi mille anni. Il paesaggio culturale vanta, infatti, numerosi sentieri lungo le antiche rogge  risalenti a centinaia di anni fa, sentieri escursionistici  con panorami mozzafiato nel  Parco Nazionale dello Stelvio  e un rete di percorsi per MTB,  varia e capillare. In inverno è il Paradiso per gli sciatori; una vacanza in Val Venosta offre agli ospiti amanti della neve ben sei aree sciistiche per famiglie in zone particolarmente soleggiate.  Caratterizzata da un susseguirsi di paesaggi diversi tra loro, la Val Venosta è la valle ideale da scoprire in bicicletta. L’ampio fondovalle offre itinerari adatti alle famiglie e giri non troppo impegnativi, mentre i ciclisti più ambiziosi possono cimentarsi sulle strade dei passi e delle montagne, sia con la bicicletta da corsa che con la mountain bike. Itinerario particolarmente apprezzato dai meno esigenti è la pista lungo l’Adige di ben 80 km di lunghezza che segue l’antica Via Claudia Augusta. Partendo dal Lago Resia, il percorso si snoda lungo il corso d’acqua fino a Merano attraversando Burgusio con vista su Malles e le sue sette chiese in stile romanico, la cittadina medievale di Glorenza e Naturno, dove passa accanto alla chiesetta di S. Procolo di epoca preromanica. In primavera e in estate, il biglietto BikemobilCard permette di alternare le pedalate a tratti in treno. Presso sette stazioni, la ferrovia della Val Venosta offre il servizio di noleggio biciclette. Le biciclette noleggiate possono essere restituite presso tutto i punti recanti il contrassegno “Bici Alto Adige”.

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LA VACANZA IN VAL VENOSTA È ALL’INSEGNA DEL CONTATTO CON LA NATURA, DELL’AGRITURISMO, DI CAMPEGGI TRANQUILLI, DI SPLENDIDI APPARTAMENTI ED ELEGANTI CAMERE IN PENSIONI E HOTEL CON OGNI TIPO DI COMFORT, DALLE 4 STELLE ALLE TIPOLOGIE PIÙ RUSTICHE COME ALBERGHI, MALGHE E RIFUGI

La BikemobilCard permette di utilizzare tutti i mezzi pubblici dell’Alto Adige e di noleggiare una bicicletta per un giorno. La MTB in Val Venosta Con i suoi oltre 80 itinerari, la Val Venosta è una vera mecca per tutti gli appassionati della mountain bike. I tour percorrono alpeggi e raggiungono anche quote rilevanti, variando quindi di livello di difficoltà e garantendo una rete di percorsi continua. Alcuni dei percorsi a bassa quota sono ideali per principianti, altri invece mettono a dura prova anche i più ferrati ed esperti dell’alta montagna. Grazie al clima secco, le giornate di sole in Val Venosta non mancano mai e la stagione della MTB va da marzo a fine novembre.

Dai sentieri attraverso boschi e prati si gode di un panorama stupendo sui gruppi montani circostanti costellati da numerose vette solitarie. E non manca nemmeno la possibilità di fare sosta per concedersi una bibita rinfrescante o un piatto tradizionale. Info e contatti: Ufficio di informazioni turistiche Val Venosta Tel. +39 0473 620480  E-mail: info@venosta.net Web site: www.venosta.net


BARDOLINO, LA PERLA DEL GARDA

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Bicicletta

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a cura di ROBERTO ZANETTI

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Bardolino è una delle più importanti e famose mete turistiche del Lago di Garda. La località è situata sulla sponda orientale del lago e dista trenta chilometri da Verona, capoluogo della provincia. Sorge ai piedi delle colline moreniche, ricche di vigneti e oliveti e si protende sull’acqua con due pittoresche punte: Mirabello e Cornicello. Le sue origini: L’origine del paese è assai remota, risale alla civiltà palafitticola Italica. A Bardolino gli studiosi hanno ritrovato diverse tracce di presenze preistoriche. In particolare a Cisano (una frazione di Bardolino) sono stati rinvenute tracce dell’antichissima civiltà palafitticola del basso lago di Garda. La presenza umana non è mai mancata nella zona ma, per averne tracce scritte, si deve arrivare all’alto medioevo. A Bardolino i reperti dell’epoca romana sono abbondanti. Tra questi spicca un curioso monumento funerario eretto da un uomo a se stesso mentre era ancora in vita. Si narra delle visita sopra Malcesine di re Pipino ai san-

ti Benigno e Caro; in uno di quei viaggi, il re, destinò all’abbazia di San Zeno di Verona la chiesa di San Zeno e tutte le sue pertinenze. Cosa offre: Il paese è noto, oltre che per la produzione del prestigioso vino Bardolino, anche per la bellezza del suo centro storico, con le sue larghe vie, i numerosi negozi, ristoranti tipici e la lunga passeggiata lungolago. Da vedere sono la chiesa romanica di San Severo, che è l’edificio religioso più importante di Bardolino, con affreschi interessanti ispirati all’Apocalisse, la Pieve di Santa Maria a Cisano e il museo dell’olio. Confina a nord con Garda, a sud con Lazise e ad est con Costernano, Pastrengo ed Affi e offre un gran numero di strutture turistiche: hotel, alberghi, residence, villaggi turistici e campeggi. Sulle colline retrostanti sono sparse accoglienti ville che godono di una favolosa vista lago.  La località è la meta ideale per vacanze attive e di relax sul lago, abbinate ad

escursioni sportive in bicicletta e di tipo enogastronomico. Percorrendo la strada del vino si possono visitare le numerose cantine storiche che producono il vino Bardolino e gustare la cucina tradizionalmente genuina nelle trattorie tipiche. Bardolino e il ciclismo: Nel 2004  ha ospitato i  Campionati del mondo di ciclismo su strada a cronometro in sinergia con Verona, dove si disputavano le gare in linea. Il comune è stato scelto come sede di partenza della 20ª tappa del  Giro d’Italia 2007  (BardolinoVerona di 43  km, prova a cronometro individuale) vinta dal “Falco”  Paolo Savoldelli. Inoltre Bardolino è la sede di partenza e di arrivo di  Lake Garda Tour, la granfondo ciclistica che percorre l’intero perimetro del Lago di Garda. Info e contatti: Comune di Bardolino Tel. +39 045 6213210 PEC: comune.bardolino@legalmail.it Web site: www.comune.bardolino.vr.it


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SOMMARIO 10

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Editoriale

Donna In... Bici

di Maurizio Rocchi

a cura di Paolo Mei

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La Grande Boucle

Mente in sella

a cura di Andrea Agostini

a cura di Claudia Maffi

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Centro Città

Biomeccanica InBici

a cura di Roberto Zanetti

a cura di Fabrizio Fagioli

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ACSI Ciclismo

La gestione fisica dell’atleta

a cura di Newspower

a cura di Bruno Filippi

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CosmoBike Show

Trentino MTB presented by crankbrothers

a cura della Redazione

a cura di Newspower

48 Sicurezza in gara

100 Oltre l’ostacolo

a cura di Gianluca Barbieri

a cura di Roberto Zanetti

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Il Coach a cura di Iader Fabbri

Dossier Sport e Medicina a cura del Dr. Maurizio Radi

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WALKABLE BY D


foto BETTINIPHOTO


GIRO D’ITALIA 2015


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LA LEGGENDARIA CHARLY GAUL TRENTO MONTE BONDONE

pressoffice@newspower.it

a cura di NEWSPOWER

DECIMO ANNO! ED ALLA CRONO DEL VENERDÌ SI AGGIUNGE LA PRIMA EDIZIONE DE LA MOSERISSIMA ANCHE QUEST’ANNO UNICA TAPPA ITALIANA UCI. LA CRONOMETRO È CAMPIONATO ITALIANO SU GARA UNICA

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«La storia siamo noi» cantano in Trentino. A Trento, sul Monte Bondone e in Valle dei Laghi si è scritta la storia delle granfondo degli ultimi dieci anni e il merito è di sicuro da attribuire a “La Leggendaria Charly Gaul”. In questa stagione l’evento del capoluogo trentino andrà in scena dal 16 al 19 luglio e ci si attende una situazione ancora una volta ideale e accattivante per chiunque sarà al via delle varie competizioni. Andando a sfogliare nel dettaglio la 10a edizione de “La Leggendaria Charly Gaul” – #laleggendaria10 per gli appassionati di social network – si parte con un piacevole antipasto servito giovedì 16 luglio in pieno centro a Trento con il Bike Expo, da visitare anche durante l’intero weekend. Venerdì 17 saranno di scena la velocità e l’adrenalina di una prova cronometro di 24 km complessivi che corre nella verdeggiante Valle dei Laghi, tra i caratteristici borghi di quest’area, una vegetazione mista alpina e mediterranea e alcuni incantevoli specchi d’acqua come il Lago di Cavedine o il Lago di Toblino, celebre anche per il suo castello, a fare da sfondo ai cronomen. Sabato 18 luglio dal “salotto” di Piazza Duomo a Trento prendefoto NEWSPOWER

foto NEWSPOWER

rà il via la debuttante gara vintage che farà fare a tutti un tuffo nella magia del ciclismo di un tempo, pedalando su strade bianche e ciclabili con “La Moserissima – 1a Ciclostorica di Trento”. Si tratta di una manifestazione dove divertimento, mise d’epoca con relative biciclette e sorrisi non mancheranno di certo e trattandosi in definitiva di un raduno, una festa di questo glorioso sport, non saranno sicuramente le classifiche a rappresentare lo scopo di giornata. In tutto sono previsti 58 km di piacevole percorso con inclusa una sosta presso la Cantina Cavit e una presso Maso Villa Warth, l’azienda agricola di Francesco Moser non lontana da Trento, dove si potranno anche assaggiare vini e spumanti delle Cantine Moser e visitare il Museo del Ciclismo. Domenica 19 luglio sarà il clou sportivo de “La Leggendaria Charly Gaul 2015” con quella salita intitolata al campione lussemburghese a rappresentare l’osso più duro, sia per chi sceglierà il Mediofondo da 57 km sia per chi cavalcherà l’itinerario Granfondo di 141 km e conquisterà il Monte Bondone su due versanti, mentre l’arrivo per tutti quanti sarà proprio lì dove il giovanissimo

Charly Gaul giunse in condizioni di semicongelamento al termine della leggendaria tappa rosa del Giro 1956. Chi ha corso sul Monte Bondone, dai pro agli amatori, tratta sempre con rispetto la Grande Montagna di Trento e la scalata per raggiungere l’arrivo è roba da passo costante, senza esagerare con sforzi improvvisi o la troppa foga di voler bruciare ogni record di sorta. Alimentazione e idratazione sono fondamentali, così come la concentrazione da mantenere alta dopo tanti chilometri già digeriti sulle salite e discese precedenti. Durante il lungo fine settimana de “La Leggendaria Charly Gaul” saranno tanti gli spunti per visitare la città di Trento e i suoi dintorni, il sito ufficiale dell’Azienda per il Turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi così come i canali social sono ricchi di spunti, e qui ci permettiamo di segnalare la mostra abbinata ad un volume di recente pubblicazione che verrà consegnato a tutti i partecipanti dal titolo Il Cavallo d’acciaio: storie di ciclismo in Trentino. Da “La Leggendaria Charly Gaul” a “La Moserissima”. L’esposizione, nelle sale della Fondazione Caritro a pochi passi da Piazza Duomo,


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foto NEWSPOWER foto NEWSPOWER

rimarrà aperta dall’8 al 20 luglio ed è curata dalla Fondazione Museo Storico del Trentino in collaborazione con APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, ASD Charly Gaul Internazionale e Provincia Autonoma di Trento. In ultimo, menzionando il fatto che “La Leggendaria Charly Gaul” è l’unica tappa italiana dell’UCI World Cycling Tour, a conferma del prestigio e dell’apprezzamento della granfondo trentina e fa parte del noto circuito Alé Challenge e dell’Alpe Adria Tour, ricordiamo che per la decima edizione le iscrizioni rimangono aperte fino al 12 luglio e a prezzo speciale è possibile acquistare la stilosa maglia celebrativa dell’evento, un capo tecnico prodotto da GSG e 100% Made in Italy, dalla grafica personalizzata e accattivante. Info: www.laleggendariacharlygaul.it e i vari canali Social

foto NEWSPOWER


È arrivata l’estate, la stagione deputata alle vacanze. Ma non per il grande popolo dei cicloamatori che proseguono – dalle Alpi alle piramidi – i loro weekend sui pedali. La stagione delle gran fondo è già al suo giro di boa, ma restano in calendario appuntamenti formidabili, su tutti la prestigiosa Gran Fondo Charly Gaul di Trento-Monte Bondone, valida come tappa di qualificazione

dell’UCI World Cycling Tour, il campionato mondiale amatori e master, le cui finali si svolgeranno dal 3 al 6 settembre a Aalborg-Hobro in Danimarca. Con un occhio al mese appena trascorso e un altro a quello che verrà, INBICI vi regala altre 116 pagine di cultura ciclistica, riportando i verdetti delle più importanti rassegne di giugno, ma divagando – come al solito – anche nel mondo della

biomeccanica, della componentistica, della preparazione atletica e della nutrizione. A tal riguardo, vi segnalo la rubrica “Il Coach” di Iader Fabbri, uno dei grandi protagonisti del new-deal azzurro, in esclusiva per INBICI. Non mancherà, infine, un tocco di Arte con le immagini del grande ciclismo visto con l’occhio del fotografo Roberto Bettini.

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L’EDITORIALE l’editore MAURIZIO ROCCHI


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IN COPERTINA info@inbici.net

LA SASSO MTB RACE DIVENTA “MARATHON”. DUE GIORNI DI EVENTI A SASSO MARCONI

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La cittadina bolognese totalmente coinvolta in un weekend di sport dedicato agli atleti e alle famiglie. Al debutto il percorso marathon di 67 km che assegnerà i titoli regionali di specialità. Vivi una giornata accanto ai campioni con il percorso classic e quello escursionistico. Sabato 19 e domenica 20 settembre, due giorni all’insegna dello sport e tanto altro a Sasso Marconi (BO). La Sasso MTB Race, gara di mountain bike organizzata dal Green Devils Team, è un evento da vivere a 360°, la punta dell’iceberg che nell’ultimo fine settimana dell’estate coinvolgerà non solo gli appassionati delle ruote tassellate ma anche le famiglie, i bambini, i ragazzi e tutti i cittadini di Sasso Marconi e dei paesi limitrofi. Il programma è più che mai fitto d’iniziative, distribuite per le vie, per le piazze e per i giardini del comune bolognese, che per l’occasione sarà completamente chiuso, trasformandolo in una grande area espositiva in cui lo sport e la promozione del territorio saranno i principali protagonisti. Nel primo pomeriggio di sabato si alzerà il sipario al Campo Scuola della Green Devils MTB School a Parco Sassenage, e prosegue con la camminata non competitiva a favore di ANT Italia Onlus, con i bike test nell’area expo, le dimostrazioni degli uomini del Soccorso Alpino, la Sasso MTB Junior per i piccoli rider in erba, i corsi di group cycling, autodifesa e trampolini elastici, qualche parola sulle eBike e per finire la serata in musica. Domenica Sasso Marconi diventa la patria della mountain bike, con tutti i riflettori puntati sulla Sasso MTB Race degli amatori e degli agonisti: il 2015 ha portato in dote moltissime novità, la più eclatante è l’assegnazione del Campionato Regionale Marathon della Federazione Ciclistica Italiana, una prima volta assoluta in Emilia Romagna. Per l’occasione è nato il percorso da 67 chilometri e 2200 metri di dislivello che unisce i due monti più famosi dell’Appennino bolognese, Monte Mario e Monte Sole, attraverso alcuni tratti della Sentieristica della famosa “Via degli Dei” che da Bologna porta in centro a Firenze, passando anche per la riserva naturale Contrafforte Pliocenico. A fianco del percorso marathon il supercollaudato Classic di 39 km e il nuovo percorso escursionistico, per permettere davvero a tutti di vivere una giornata sui pedali accanto ai campioni dell’off road nazionale ed internazionale. «Un ringraziamento particolare

– ci racconta Massimo Cipriani, presidente della manifestazione nonché della Commissione Fuoristrada Regionale della FCI – va ai sindaci di Sasso Marconi e Marzabotto, a tutta la cittadinanza e a tutte le associazioni di volontariato per la collaborazione e per aver creduto in questi anni nella manifestazione. Permettetemi poi di ringraziare i miei ragazzi del Green Devils – prosegue Cipriani – per il tempo che gratuitamente mettono

a disposizione, e che ci permette di realizzare questo evento». La raccolta iscrizioni è già avviata, e una base solida la daranno già il “Challenge Torpado” e “l’MTB Tour Toscana” i due circuiti che fanno tappa a Sasso Marconi. Per tutte le informazioni riguardanti la manifestazione, dalla registrazione al ricco programma di eventi, cliccate sul sito www.gfsassomtbrace.it e sulla pagina Facebook della Sasso MTB Race.


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LA GRANDE BOUCLE a cura di ANDREA AGOSTINI

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LUGLIO È IL MESE DEL TOUR DE FRANCE, LA CORSA PIÙ IMPORTANTE E MEDIATICA AL MONDO SARÀ LA 102ª EDIZIONE E CI SARANNO TUTTI GLI INGREDIENTI PER VIVERE UN MESE INTENSO DI EMOZIONI

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Sabato 4 luglio partirà dall’Olanda, precisamente da Utrecht, la 102ª edizione della “Grande Boucle”, per terminare come sempre a Parigi domenica 26 luglio con la classica kermesse sugli Champs Elysées. Un percorso atipico rispetto alle ultime edizioni con solo 14 km di cronometro individuale in apertura e una cronosquadre di 28 km il 12 luglio. Per il resto tante tappe di “pianura” all’inizio e tanta montagna nella seconda parte con il ritorno della mitica cima dell’Alpe d’Huez, montagna tanta cara a noi italiani. Tra i successi tricolori ricordiamo quelli di Coppi, Bugno, Conti, Guerini, ma soprattutto quello di Marco Pantani nel 1997 che con quell’urlo liberatorio che ha segnato il suo ritorno alla vittoria dopo i vari incidenti che ne hanno costellato l’inizio di carriera. Sarà comunque un Tour de France molto nervoso nella prima parte dove il vento potrebbe giocare un ruolo importante, senza dimenticare il Mur de Huy, il Mur-de-Bretagne e il pavé. Poi tanta montagna con ben sei arrivi in quota. Insomma un percorso nuovo che volge all’antico, ma con pochissimi chilometri a cronometro. Occorre riavvolgere il Christopher Froome

foto BETTINIPHOTO

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Vincenzo Nibali e Alberto Contador

nastro fino al 1947 per trovare un’edizione con così pochi km di questa specialità. Ci sarà sicuramente da divertirsi. Nella speranza di vivere un’altra cavalcata trionfale come nella passata edizione ad opera di Vincenzo Nibali, che ha riportato l’ambito titolo in Italia dopo il successo nel 1999 del compianto Marco Pantani. Il campo partenti sarà come sempre di altissimo livello. Vincenzo Nibali dovrà difendere il titolo; Froome dovrà riconquistarlo; Quintana cercherà la conferma a campionissimo dopo la vittoria al Giro 2014; Rodriguez tenterà l’assalto di fine carriera alla ricerca di un sigillo che lo possa proiettare nell’olimpo dei campionissimi; Van Garderen, Pinot e Bardet la consacrazione; Contador l’immortalità con la doppietta Giro-Tour. A mio avviso la freschezza e le capacità da grimpeur faranno la differenza. Se dovessi azzardare un nome tra quelli appena citati direi Nairo Quintana perché è il più scalatore di tutti, perché arriva fresco, perché


15 ECCO LE TAPPE

foto BETTINIPHOTO

Tappa 1 Sabato 4 luglio Utrecht-Utrecht crono individuale km 14 Tappa 2 Domenica 5 luglio Utrecht-Zelanda km 166 Tappa 3 Lunedì 6 luglio Anversa-Huy km 154 Tappa 4 Martedì 7 luglio Seraing-Cambrai km 221 Tappa 5 Mercoledì 8 luglio Arras-Amiens Metropole km 189 Tappa 6 Giovedì 9 luglio Abbeville-Le Havre km 191 Tappa 7 Venerdì 10 luglio Livarot-Fougéres km 190 Tappa 8 Sabato 11 luglio Rennes-Mur de Bretagne km 179 Tappa 9 Domenica 12 luglio Vannes-Plumelec cronosquadre km 28 Lunedì 13 luglio riposo Pau Tappa 10 Martedì 14 luglio Tabres-LaPierre Saint Martin km 167 Tappa 11 Mercoledì 15 luglio Pau-Cauterets Vallée de Saint Savin km 188 Tappa 12 Giovedì 16 luglio Lannemezan-Plateau de Beille km 195 Tappa 13 Venerdì 17 luglio Muret-Rodez km 200 Tappa 14 Sabato 18 luglio Rodez-Mende km 178 Tappa 15 Domenica 19 luglio Mende-Valence km 182 Tappa 16 Lunedì 20 luglio Bourg de Péage-Gap km 201 Martedì 21 luglio riposo Gap Tappa 17 Mercoledì 22 luglio Digne les Bains-Pra Loup km 161 Tappa 18 Giovedì 23 luglio Gap-Saint Jean de Maurienne km 185 Tappa 19 Venerdì 24 luglio Saint Jean de Maurienne-Le Toussuier - Les Sybelles km 138 Tappa 20 Sabato 25 luglio Modane Valfrejus-Alpe d’Huez km 110 Tappa 21 Domenica 26 luglio Sèvres Grand Paris Seine Ouest-Parigi Campi Elisi km 107 Totale km 3344

Romain Bardet

ha una squadra mentallizzata al grande risultato e perché ha una spalla, che potrebbe anche diventare una variante tattica, come Valverde. Appena sotto, sullo stesso piano, vedo Froome, Niballi e Contador. Gli altri un gradino più in basso. Ma come sempre Nairo Quintana foto BETTINIPHOTO

foto BETTINIPHOTO

Thibaut Pinot

la strada che porta ad un successo importante come un grande Giro è invasa di mille trabocchetti e complicazioni quotidiane da gestire all’istante e quindi il risultato finale sarà come sempre un mix di capacità e buona sorte. Insomma ci saranno tutti gli ingredienti per passare un luglio in punta di sella, anche se comodamente seduti sul divano con in mano una birra gelata.


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CENTRO CITTÀ

a cura di ROBERTO ZANETTI foto CICLI LOMBARDO SpA

CICLI LOMBARDO, GRANDE PRECURSORE E SOSTENITORE DELL’USO DELLA E-BIKE DI QUALITÀ, È PARTNER – COME UNICA REALTÀ ITALIANA, INSIEME AL POLITECNICO DI MILANO – DEL PROGETTO EUROPEO PRO E-BIKE (WWW.PRO-E-BIKE.ORG). OBBIETTIVO DELL’INIZIATIVA È SPERIMENTARE LA SOSTITUZIONE DEI MEZZI A PROPULSIONE TERMICA CON ALTRI A TECNOLOGIA ELETTRICA A DUE O TRE RUOTE (CARGO BIKE), FAVORENDONE L’IMPIEGO SOPRATTUTTO NEI CONTESTI LAVORATIVI

UN INNOVATIVO STILE DI VITA, PIÙ SOSTENIBILE ED EFFICIENTE

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In sostanza, si vuole promuovere non solo l’utilizzo delle bici elettriche per gli spostamenti quotidiani in ambito urbano, ma anche per tutte quelle attività che prevedono il trasporto di passeggeri, la consegna di merci e la fornitura di servizi nelle aree metropolitane, effettuate quotidianamente sia da parte di soggetti pubblici che privati (quali, per esempio, corrieri e spedizionieri, enti pubblici, esercizi commerciali). Lo scopo finale del progetto è valutare la sostenibilità della sostituzione di veicoli tradizionali che utilizzano combustibili fossili con E-bike, considerandone i benefici in termini di risparmio energetico, riduzione di traffico e conseguente diminuzione dell’inquinamento. Cicli Lombardo, come partner di questo innovativo progetto, crede, infatti, nell’utilizzo concreto, pratico e funzionale delle biciclette a pedalata assistita, anche nei contesti lavorativi. Ecco perché la Polizia Municipale di Roma pattuglia la città in sella a bici elettriche Lombardo E-Amantea mentre, le poste croate, hanno già sperimentato positivamente l’uso delle biciclette a pedalata assistita Lombardo come possibile veicolo alternativo ai tradizionali mezzi di trasporto inquinanti. È ormai un dato di fatto che l’uso della E-bike come mezzo di trasporto è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Un nuovo costume che non è solo figlio della crisi economica, ma di un radicale cambiamento di mentalità generato inizialmente, come per ogni rivoluzione che si rispetti, dai giovani, ma che sta via via contagiando anche le generazioni più adulte. Soprattutto nelle grandi città, si fa strada una maggiore sensibilità verso la sostenibilità ambientale. Traffico e inquinamento eccessivo non sono più tollerati, i cittadini chiedono a gran voce di poter vivere in un ambiente sano e pulito, in poche parole più “green”. Sull’onda di questa tendenza, Cicli Lombardo è il marchio che oggi può dire di essere all’avanguardia con le sue biciclette a pedalata assistita o elettriche, emblema di uno stile di vita all’insegna della sostenibilità. Difatti, le E-bike Cicli Lombardo possono ridurre notevolmente i tempi di percorrenza casa-lavoro, contribuendo anche a una migliore qualità della vita, a un minore stress, a un incremento della produttività e, soprattutto, all’abbattimento dei costi di trasporto individuale. Le biciclette elettriche Cicli Lombardo rappresentano un nuovo e innovativo mezzo di trasporto, comodo e versatile, in grado di portarvi ovunque, senza sforzo, con costi di gestione nettamente inferiori a quelli di qualunque mezzo a motore, anche pubblico. La filosofia di Cicli Lombardo. Le biciclette a pedalata assistita Lombardo sono il frutto di una ricerca innovativa, di una tecnologia d’avanguardia e di attenti controlli qualitativi per garantire anni di pedalate comode e piacevoli! Le E-Bike di Lombardo possono entrare nei centri storici e circolare nelle piste ciclabili, annullando alcuni inconvenienti della bicicletta tradizionale; si pedala facilmente anche in salita senza percepire alcun tipo di fatica mentre, città e ambiente, ne beneficiano in termini di minor inquinamento. Città ma anche campagna, tecnologia ma anche comfort e look; tutti vantaggi ottenibili da una bici dotata dell’innovativo sistema a motore centrale Bosch (tranne E-Torino ed E-Modena). Queste sono i grandi vantaggi e le peculiarità delle E-Bike di Cicli Lombardo.

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CAMPIONATO ITALIANO MTB SU PISTA a cura della REDAZIONE

LA MOUNTAIN BIKE SCENDE IN PISTA ALL’IPPODROMO DEL SAVIO A CESENA LA NUOVISSIMA MANIFESTAZIONE METTE SUBITO IN PALIO LA MAGLIA TRICOLORE ACSI

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Un’immagine dell’Ippodromo del Savio di Cesena

La curiosità di scendere con la propria MTB sulla pista su cui da decenni va in scena la migliore ippica italiana. Forse tutto è nato così, davvero per gioco; con quella pista da poco meno di un chilometro che, utilizzata solo durante gli allenamenti, e poi la sera, per il programma corse ufficiale, deve aver attirato l’attenzione di qualche biker più coraggioso di altri. Naturale, allora, tentare da subito un connubio, quello tra il mondo della pista, solitamente riservata alle competizioni tra cavalli e fantini, e la mountain bike, da sempre alla ricerca di nuove avventure, di nuove sfide. È (forse) questo l’inizio di una competizione che, partita con grande entusiasmo, alla sua primissima edizione, il prossimo 29 agosto, sarà già campionato italiano grazie ad ACSI Ciclismo, ente in continua crescita che da un paio di anni a questa parte ha saputo imprimere una spinta davvero notevole al proprio ciclismo, ed anche al movimento più in generale. Tutti in pista, i biker di mezza Italia, che sa-

bato 29 agosto, all’interno dell’ippodromo del Savio, a Cesena, sulla classica distanza di 1660 metri, si sfideranno nel primo “Campionato Italiano MTB su Pista”. A giocarsi il podio saranno 10 atleti, che, insieme ad altri 30, si sfideranno ad inizio serata in due batterie; i migliori 5 per ciascuna approderanno in finale, che sarà consumata all’interno della stessa serata, all’interno del programma ufficiale dell’ippodromo. Un’emozione unica: è la prima edizione, e da subito è Campionato Italiano, davanti a migliaia di persone che non potranno che tifare per questi spericolati. Non ci sono asperità, salite al 18%, fango e radici, discese mozzafiato. Ma ci sarà adrenalina al top, perché tutto si deciderà in due giri, che possono sembrare pochi ma che in realtà comporteranno uno sforzo forse breve ma di sicuro intensissimo, reso tale anche da un fondo non semplice. Una esperienza nuovi per i 40 che concorreranno alla vittoria finale, che solo durante le due batterie potranno rendersi conto di che tipo di sfida

staranno per affrontare. Una nuova incredibile esperienza, davanti al un folto pubblico che da sempre accompagna il programma di corse della serata, a cui potranno iscriversi non più di due atleti per ogni Società d’Italia. Si tratta di qualcosa di nuovo anche per il mondo del ciclismo. Un’idea che porterà proprio la bici ad una sfida entusiasmante, mai corsa prima, e che testimonia quanto proprio la bicicletta sia un mezzo che è davvero pronto ad esplodere anche al di fuori dei circuiti più tradizionali. L’ippodromo è forse il più privilegiato tra questi, soprattutto il Savio di Cesena, salotto tra i migliori in Italia per gli amanti delle corse di trotto. Come iscriversi? Le mail sono redazione@ inbici.net e atuttabici@teleromagna.it. A questi due indirizzi possono scrivere le squadre di tutta Italia, per portare due atleti per ciascuna squadra. I due di punta, i due pronti a cimentarsi su qualcosa di davvero nuovo!!!

La prova effettuata da alcuni ciclisti all’interno dell’Ippodromo del Savio di Cesena


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VASIL KIRYIENKA -GIRO D’ITALIA 2015


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LA MOSERISSIMA a cura di NEWSPOWER

pressoffice@newspower.it

UNICA MANIFESTAZIONE TRENTINA INSERITA NEL CALENDARIO DEL GIRO D’ITALIA D’EPOCA, È IN PROGRAMMA SABATO 18 LUGLIO FRANCESCO MOSER, IL CAMPIONE ITALIANO CON PIÙ VITTORIE, L’HA DISEGNATO SU 58 CHILOMETRI, CON SOSTE TRA LE VIGNE DI FAMIGLIA ED IL SUO PERSONALE MUSEO foto NEWSPOWER

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A Trento nel mese di luglio si celebrano le due ruote e la storia del ciclismo. Dopo il successo ottenuto con la granfondo “La Leggendaria Charly Gaul”, gli organizzatori trentini puntano a fare breccia nei cuori degli appassionati di ciclismo vintage e per celebrare al meglio il decennale della gara amatoriale, unica tappa italiana dell’UCI World Cycling Tour, nasce un nuovo evento dedicato al ciclismo del passato e al campione trentino più rappresentativo di sempre: Francesco Moser, il corridore italiano plurivittorioso di tutti i tempi. “La Moserissima – 1a Ciclostorica di Trento” sarà dunque un’occasione di divertimento che sabato 18 luglio porterà gli appassionati a pedalare e ammirare il centro storico di Trento e gli angoli più suggestivi della Valle dell’Adige. Partenza e arrivo si terranno rispettivamente in Piazza Duomo e in Piazza Fiera, le due piazze simbolo della Città del Concilio, mentre l’itinerario di 58 km si snoda fra le strade bianche e le piste ciclabili dei dintorni fra vigneti e frutteti, con due ristori d’epoca imperdibili. Uno presso le cantine CAVIT di Trento ed il secondo a Maso Villa Warth, la casa di Francesco Moser dove si potrà brindare assieme allo “Sceriffo” con gli spumanti delle Cantine Moser e visitare il Museo del Ciclismo in cui sono esposti i tanti cimeli del campione trentino e della sua gloriosa dinastia. La ciclostorica internazionale, riconosciuta dall’UCI, non è competitiva ed è l’unica manifestazione del Trentino-Alto Adige inserita nel calendario del Giro d’Italia d’Epo-

ca, il circuito che include le più importanti cicloturistiche vintage del nostro paese. La pedalata non sarà l’unico momento dedicato al ciclismo d’epoca in programma nel weekend: sabato 18 luglio, infatti, le vie di Trento e Piazza Fiera ospiteranno una sfilata di bici d’epoca, un mercatino vintage ed un’emozionante spettacolo teatrale in cui verranno ripercorsi i momenti epici della storia delle due ruote. Il tutto è inserito nel ricco programma del decennale de “La Leggendaria Charly Gaul” che nella serata

di sabato propone intrattenimento per tutte le età, a completare un fine settimana imperdibile per gli appassionati di ruote fine, visto che ci sarà anche spazio per l’agonismo con cronometro e granfondo de “La Leggendaria Charly Gaul”, in calendario il 17 e il 19 luglio. Gli organizzatori dell’ApT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e dell’ASD Charly Gaul Internazionale vogliono quindi ampliare la propria offerta ciclistica, approfondendo anche gli aspetti legati La grinta del campionissimo Francesco Moser


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Il passaggio di Ignazio e Francesco Moser lungo l’Adige

alla storia e alla cultura delle due ruote. In concomitanza con “La Moserissima” e “La Leggendaria Charly Gaul”, infatti, viene allestita la mostra “Il Cavallo d’Acciaio, Storie di Ciclismo in Trentino. Da “La Leggendaria Charly Gaul” a “La Moserissima”, dove l’epopea delle due ruote viene analizzata ripercorrendo le gesta dei campioni ma anche approfondendo quelle che sono state le implicazioni sociali della diffusione della bicicletta, sino foto NEWSPOWER

a giungere ai giorni nostri con uno spazio dedicato alle piste ciclabili del Trentino e a manifestazioni come la GF Charly Gaul e “La Moserissima”. Il percorso espositivo viene ospitato dall’8 al 20 luglio presso la Fondazione Caritro di Trento, che si trova esattamente a metà strada fra Piazza Fiera e Piazza Duomo. Ma non è finita qui perché con il materiale della mostra è stata ricavata una pubblicazione sulla storia del ciclismo in Trentino, che tutti gli iscritti

a granfondo e ciclostorica potranno acquistare a prezzo agevolato. Per prendere parte a “La Moserissima” c’è tempo sino al 12 luglio e chi vuole fare la doppietta e pedalare anche alla GF Charly Gaul può approfittare della tariffa agevolata di 70 Euro per partecipare ad entrambi gli eventi. Tutti i dettagli sono rintracciabili al sito www.lamoserissima.it dove si trovano anche i link turistici per prenotare il proprio soggiorno a Trento e dintorni. Elda Verones direttrice dell’ApT Trento Monte Bondone Valle dei Laghi e il campione Francesco Moser


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TEAM GIANT – ALPECIN, GIRO D’ITALIA 2015


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ACSI CICLISMO

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a cura di NEWSPOWER

CHIANCIANO TERME, MONTI SIBILLINI, ZAFFERANA ETNEA ED IL MONTE ZONCOLAN. SONO SOLO ALCUNE DELLE SEDI FONDO E MEDIOFONDO DEL MESE DI LUGLIO E NON MANCA NEPPURE LA CRONOSCALATA TANTO ATTESA, QUELLA DEL 26 LUGLIO SULLA MITICA SALITA DEL MONTE BONDONE A TRENTO Ciclisti pedalano alla Gran Fondo Chianciano Terme

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Luglio mese di grandi giri in bicicletta, e se il Tour de France catalizza l’attenzione di tutto il mondo sulle due ruote gli eventi targati ACSI anche in estate portano a pedalare gli appassionati in ogni angolo della penisola. Le granfondo su strada organizzate sotto l’egida ACSI rappresentano l’apice del movimento amatoriale e in questo mese di luglio il calendario del Campionato Italiano Granfondo e Mediofondo ACSI propone la Gran Fondo dei Sibillini di domenica 12 luglio, seguita il 19 dalla Gran Fondo Città di Chianciano Terme, due classici appuntamenti d’estate. La Gran Fondo dei Sibillini festeggia quest’anno il quarto di secolo e la 25a edizione della manifestazione sarà di scena a Caldarola (MC) e sulle strade del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a cavallo fra le Marche e l’Umbria. Il percorso “granfondo” da 155 km e 2700 metri di dislivello, infatti, passa in alcuni dei luoghi più caratteristici di quest’angolo di Appennino, come la Piana di Castelluccio di Norcia, valicando salite come Forca di Presta, Montemonaco e Forca di Gualdo, ma altrettanto spettaco-

lare sarà l’itinerario “mediofondo” di 95 km e 1150 metri di dislivello. Da quest’anno, inoltre, alla prova su strada verrà affiancata una granfondo di mountain bike, sempre con doppia variante di percorsi.

La settimana successiva, invece, in Toscana si correrà la 14a edizione della Gran Fondo Città di Chianciano Terme su due percorsi da 138 km e 1966 metri di dislivello e 108 km e 1668 metri di dislivello fra

Il Monte Zoncolan ospiterà domenica 19 luglio il Campionato Italiano ACSI di Cross Country


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Gran Fondo Angelini Group - San Giovanni Teatino (PE)

le colline del Senese. Per quanto riguarda il Campionato Italiano Fondo ACSI, l’appuntamento è fissato per domenica 26 luglio quando a San Giovanni Teatino (PE) si disputerà la Gran Fondo Angelini Group. Il mese di luglio riserva grandi appuntamenti anche per quanto riguarda le gare a circuito e le altre specialità. Sabato 4 e domenica 5 luglio, infatti, si disputa a Corbetta (MI) il Challenge Europeo Strada, aperto ai cicloamatori degli enti di tutta Europa e ai tesserati FCI, che vedrà gli appassionati impegnati

in un circuito di 15,2 km da ripetere più volte a seconda delle categorie di appartenenza. Una settimana più tardi toccherà anche alla Coppa del Mondo Strada, in calendario per l’11 e il 12 luglio a Gattinara (VC). Il Calendario Nazionale del settore ciclismo dell’ACSI propone prove ogni weekend e per tutte le età, tanto che il 18 e il 19 luglio a Grantorto (PD) sarà di scena il Campionato Italiano Strada Debuttanti e 2a serie. Ma nei prossimi giorni anche gli amanti delle altre specialità troveranno pane per i Atleti in attesa della partenza Gran Fondo Sibillini

foto PLAYFULL NIKON

propri denti nelle diverse prove organizzate sotto l’egida ACSI. Domenica 12 luglio gli scalatori saranno all’opera nella cronoscalata di Zafferana Etnea (CT), valida come Campionato del Centro Sud ACSI, mentre domenica 26 luglio a Trento il Campionato del Mondo della Montagna porterà gli appassionati sulle rampe del Monte Bondone, in una delle cronoscalate più classiche dell’estate delle ruote fine. Rimanendo in tema di salite “leggendarie”, uno dei santuari del ciclismo contemporaneo come il Monte Zoncolan ospiterà domenica 19 luglio il Campionato Italiano ACSI di Cross Country. I patiti di ruote artigliate si daranno appuntamento a Ravascletto (UD) per divertirsi lungo il divertente tracciato di 6,800 km e 320 metri di dislivello alle pendici dello Zoncolan che tutti gli appassionati potranno testare già dal pomeriggio di sabato nel corso della gara promozionale aperta anche ai cicloturisti. Due settimane più tardi il Friuli sarà nuovamente protagonista con le gare su strada: domenica 2 agosto, infatti, il Campionato Italiano Granfondo e Mediofondo ACSI fa tappa a San Quirino (PN) per la Granfondo dei Templari, inserita anche nel circuito internazionale Alpe Adria Tour. I due itinerari di gara, da 144 e 107 km, si snodano fra le Prealpi Carniche e le Dolomiti Friulane con passaggi spettacolari nella Gola della Valcellina e sull’Altopiano di Pradis. Info: www.acsi.it/Ciclismo


GIRO D’ITALIA 2015


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GIRO D’ITALIA 2015 – MATTEO MONTAGUTI AG2R - LA MONDIALE


COSMOBIKE SHOW UNA FIERA A 360 GRADI PER CHI AMA LA BICI Verona, 23 giugno 2015 – Mancano meno di tre mesi all’inaugurazione di CosmoBike Show, il grande appuntamento italiano dedicato al mondo della bici in Fiera a Verona dall’11 al 14 settembre 2015, e tutto procede a pieno ritmo con riscontri molto positivi: «È un grande progetto che ha subito raccolto l’interesse e il consenso da parte delle aziende – spiega Diego Valsecchi, Direttore Commerciale di VeronaFiere – Un progetto che declina globalmente gli interessi del ciclista, delle sue esigenze, dei nuovi modi di guardare alla mobilità e delle nuove propensioni al consumo». Ad oggi sono 400 le aziende che hanno scelto CosmoBike Show come punto d’incontro dell’intero comparto e come occasione unica in Italia per il lancio delle novità 2016. E saranno proprio le novità il cuore pulsante del CosmoBike Tech Award, Premio dedicato a tutte le aziende che si sono distinte per innovazione, design e ricerca tecnologica. La Giuria del Premio composta da giornalisti di stampa di settore ed opinion leader, in linea con le tendenze e gli orientamenti del mercato, ha individuato nove categorie che determineranno la scelta dei prodotti più interessanti ed innovativi della prossima stagione: dal prodotto green dell’anno al miglior prodotto bike friendly, fino al miglior prodotto dedicato alle donne a quello dedicato ai bambini! L’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità di un nuovo concetto di mobilità ha determinato la messa in campo di importanti collaborazioni tra CosmoBike e diversi eccellenti partner. In questo ambito è maturata la sinergia che ha portato alla realizzazione dell’Italian Green Road Award: il premio che valorizza tutti quei luoghi del nostro bel Paese visitabili solo o prevalentemente sue due ruote a pedali. Le vie verdi e i circuiti turistici ciclopedonali cominciano ad essere sempre più numerosi ma ancora poco conosciuti. «L’Italian Green Road Award nasce dall’esigenza di valorizzare tutte le

forme di turismo sostenibile e i percorsi ciclopedonali italiani per renderli noti al grande pubblico. Solo così potranno essere patrimonio di tutti!» così Ludovica Casellati Direttore responsabile di Viagginbici.com, il Magazine del turismo sostenibile, annuncia la prima edizione del Premio. Oggi più che mai la passione per la bici – sia per quella da strada/ corsa che per la mountain bike – si coniuga perfettamente con una forma di turismo sostenibile, dinamico e salutare, a contatto con la natura e con l’ambiente. In quest’ottica nasce CosmoBike Tourism, realizzato in collaborazione con DEA, il collaterale espositivo dedicato al meraviglioso mondo del turismo in bici: Enti del turismo, alberghi, agriturismi, Consorzi di promozione del territorio, Bike Park, italiani e stranieri, che lavorano con grande impegno nel valorizzare le opportunità di vacanza in bici, presenteranno al grande pubblico tutte le tipicità uniche e le eccellenze rappresentate dai territori di provenienza, oltre che i servizi specifici dedicati a chi quando pensa alla vacanza si vede in sella ad una bici. «Il mondo della bici – spiega Paolo Coin, Project Manager di CosmoBike Show – si compone di migliaia di operatori che offrono prodotti e servizi innovativi che hanno bisogno di uno spazio importante come quello della Fiera per farsi conoscere e rappresentare il grande potenziale del settore. Presentare il mondo della bici è anche l’occasione per far comprendere a chi amministra e progetta la città quale può essere l’impatto rivoluzionario della ciclabilità e la new economy che ne potrà derivare». CosmoBike ha pensato alla necessità di promuovere una cultura e un confronto anche politico, realizzando a quattro mani con BikeItalia.it, CosmoBike Mobility, il momento espositivo dedicato alla ciclabilità urbana, un’occasione di confronto con le best practice a livello mondiale sulla progettazione, realizzazione e comunicazione di un nuovo concetto di città e di mobilità urbana.


no (sabbia, rocce, ostacoli che simuleranno “tronchi e radici”) dove i visitatori potranno mettersi alla prova e gareggiare per il “King of the Fat Ring!”, la gara ad inseguimento su fat bike. Si terrà anche la prima edizione della CosmoBike Criterium. Il pubblico potrà assistere ad una competizione di bici su strada durante la manifestazione, un momento non solo di show, ma anche di “adrenalina” e di passione per la sfida.

CosmoBike non poteva che ispirarsi al Paese a misura di ciclista e con la bici a misura del Paese per eccellenza: l’Olanda diventa così il Paese ospite della grande kermesse veronese. L’uso della bicicletta nei Paesi Bassi ha assunto dignità di scelta culturale in quanto mezzo eco-sostenibile. L’Olanda è l’unico Paese in cui ci sono  più due ruote che abitanti: 18 milioni le biciclette in circolazione per 16,6 milioni di persone, che hanno a disposizione un totale di 32.000 chilometri di piste ciclabili, all’avanguardia per sicurezza e infrastrutture, assieme a percorsi turistici unici e alla portata di tutti. Indubbiamente un modello da inseguire. CosmoBike è per gli appassionati di bici il momento per testare i modelli novità 2016 sui percorsi costruiti all’interno del quartiere fieristico: bici elettriche di ultima generazione, bici da corsa sempre più leggere, mountain bike sempre più performanti. Ci sarà spazio anche per le fat bike e CosmoBike Show insieme a BiciLive.it, cavalcano il mercato e danno un contributo per far conoscere questa nuova categoria di mountain bike. Sarà infatti allestita un “anello grasso” dedicato proprio alle fat bike, realizzato con differenti tipi di terre-

I veri bike-addicted avranno invece un’intera giornata a disposizione, quella dell’11 settembre, con il CosmoBike DEMO DAY, per cavalcare i modelli 2016 e mettersi alla prova sui meravigliosi percorsi nella splendida cornice delle Torricelle, le colline di Verona! Il CosmoBike Demo Day sarà l’anteprima nazionale di tutte le novità del settore, l’appuntamento italiano per toccare con mano tutto il meglio che le aziende italiane ed estere offriranno al mercato nella prossima stagione. Veronafiere darà al settore ciclo una manifestazione di rilievo internazionale, un punto di riferimento per buyer e dealer esteri, una vetrina mondiale per il Made in Italy. Per un comparto produttivo come quello italiano fatto di molti marchi, la fiera diventa lo strumento ideale per rappresentare la ricchezza e il vero potenziale del settore. CosmoBike Show è quindi, fin dalla prima edizione, il punto di riferimento per buyer e dealer esteri, ospitando delegazioni di operatori altamente qualificati con cui gli espositori potranno entrare in contatto, richiedendo incontri B2B per ampliare il proprio portafoglio clienti e la propria visibilità sui mercati internazionali. Veronafiere vi dà appuntamento dall’11 al 14 settembre con CosmoBike Show. «Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo». Per diventare subito grandi! Ufficio Stampa CosmoBike Show Tel: +39.344.138.82.39 Email: ruppi@veronafiere.com • Web: www.cosmobikeshow.com


FABIO ARU GIRO D’ITALIA 2015

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UNESCO CYCLING TOUR 2015 a cura di PAOLO MEI

URBINO: LA CARICA DEI MILLE IN UNA CITTÀ STORICA L’UNESCO CYCLING TOUR 2015 PROSEGUE LA MARCIA VINCENTE CON LA PROVA DEL CENTRO ITALIA, LA STRADUCALE, ORGANIZZATA COME SEMPRE IN MANIERA IMPECCABILE, CON 1000 ISCRITTI E SCORCI PAESAGGISTICI DA PELLE D’OCA

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Urbino, Centro Sorico

La Straducale: un nome, una garanzia. Il 28 giugno 2015 la grande classica di Urbino ha schierato al via 1000 atleti in gara su tre percorsi, granfondo e mediofondo, con l’aggiunta del “corto”. Cittadina d’arte e culla della cultura italiana, Urbino ha accolto i pretendenti sotto un sole splendido e con un folto pubblico in zona partenza/arrivo. Griglie preparate in Piazza Borgo Mercatale, con uno sfondo inarrivabile: le mura di Urbino e i Torricini di Palazzo Ducale. Presenti il sindaco Maurizio Gambini il delegato allo sport Marianna Vetri, per la partenza di una delle più blasonate gare del circuito UNESCO. Sui 150 km del “lungo”, vittoria di Luciano Mencaroni, davanti ad Alessandro Bertuola, terza posizione per Mattia Fraternali.

Nella categoria femminile dominio di Maria Cristina Prati, capace di battere la bravissima Alessandra Corina. Terza piazza per Veronica Pacini. Nel percorso medio di 125 km, la vittoria ha sorriso a Leonardo Viglione, che ha sopravanzato gli avversari con un grande numero atletico. Seconda posizione per Domenico Rosini, terza per Francesco Roselli. Tra le donne, vittoria di Lorena Zangheri, davanti a Barbara Genga e a Manuela Bugli. Nel percorso corto di 81 km si è imposto Davide Tonucci, secondo Sirio Sistarelli e terzo Alessandro D’Andrea. In campo femminile, trionfo di Lavinia Palazzo. Seconda piazza per Valentina Pirani e terza per Tatiana Cursi.

Alessandro Gualazzi, responsabile di UNESCO Cycling Tour: «Siamo ormai a una prova dal temine del circuito UNESCO, la Cinque Terre che per noi è una garanzia. Il bilancio sinora è senza dubbio positivo. Positivo anche quello relativo alla Straducale di Urbino, che con i suoi 1000 partenti ha ottenuto l’ennesimo successo organizzativo. Se a questo aggiungiamo la bellezza della città e il buon numero di accompagnatori presenti, allora non possiamo che essere tutti felici del risultato.» Non rimane che l’ultima prova, per concludere il calendario dell’UNESCO Cycling Tour 2015, con la Gran Fondo delle Cinque Terre a Deiva Marina in programma il 13 settembre.

Una grande giornata sui pedali a Urbino con la Gran Fondo Straducale foto PLAYFULL NIKON


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GIRO D’ITALIA 2015


NALINI SAONDA

PEDALARE CON IL MASSIMO COMFORT Realizzate da Nalini per la collezione estiva 2015, la maglia Saonda e il pantaloncino Arielli fanno parte della nuova linea Pink Label che vuole offrire alle nostre cicliste la possibilità di pedalare con il massimo comfort grazie a dei capi decisamente femminili ed esteticamente ricercati. La grafica del completo, molto originale, presenta dei disegni che richiamano gli ingranaggi della catena della bici, disponibili in due fantasie di colori. Sia la maglia che il pantaloncino hanno una vestibilità regolare che si presta bene alle cicliste amatoriali o a coloro che preferiscono godersi una pedalata in completo relax. Per quanto riguarda la tecnicità, Saonda è realizzata con un tessuto estivo leggero a cui è stato applicato il trattamento Mantodry. In questo modo la maglia garantisce una rapida asciugatura e un’ottima traspirabilità. La fascia in silicone sul punto vita inoltre impedisce alla maglia di sventolare, rimanendo così al proprio posto durante tutta la pedalata. Il pantaloncino Arielli è dotato di un fondello denominato Ride Lady che è pensato specificatamente per l’anatomia femminile: la sua innovativa tecnica costruttiva, infatti, prevede un interno stabilizzante nel punto sella che facilita l’adozione di una posizione corretta in bici. Una piacevole sensazione di freschezza è infine assicurata grazie alle qualità idrofile ed idrorepellenti dei materiali che compongono il fondello.


L’azienda Moa Sport, produttrice dei marchi MOA e NALINI, è fiera di sponsorizzare il detentore del Tour de France Vincenzo Nibali e gli augura di sapere tenere alto il nome del ciclismo italiano anche in questa impegnativa edizione della corsa a tappe francese. Siamo tutti con te “Squalo”!


OLBIA TEMPIO

IL CUORE ACRE DELLA GALLURA INCORNICIATO DA UNA NATURA ANCORA SELVAGGIA E INCONTAMINATA, IN QUESTO SCORCIO DI SARDEGNA CONVIVONO MIRABILMENTE ANTICHE TRADIZIONI E BOOM TURISTICO

La giovane provincia di Olbia Tempio (nel Maggio 2005 si sono svolte le prime elezioni provinciali), situata nella regione nord orientale della Sardegna, racchiude in sé l’intera regione storica della Gallura con una parte del Monte Acuto e piccoli avamposti delle Baronie, del Logudoro e del Nuorese, offrendo, con i suoi 26 comuni, tante piccole e grandi peculiarità che incantano chiunque vi giunga per la prima volta. Il mare cristallino, dai riflessi unici e spettacolari è senza dubbio il biglietto da visita più conosciuto di questo territorio. La Costa Smeralda, l’Arcipelago della Maddalena ma anche la Costa Paradiso, Santa Teresa Gallura, Budoni e San Teodoro sono tutte perle di un ambiente costiero caratterizzato da imponenti scogliere granitiche, cale incantevoli, spiagge di sabbia candida e fine. L’attento visitatore non potrà però non farsi ammaliare da un paesaggio interno ancora selvaggio, dominato dai massicci granitici e dalle rocce cui il vento di maestrale, sempre presente e parte vitale di questo microcosmo, ha attribuito forme bizzarre. Tra gli anfratti ed i fitti boschi di querce, lecci, ginepri, custodi di rare essenze endemiche e percorsi da piccoli corsi d’acqua pura e limpida, non è poi difficile incontrare animali ed uccelli pregiati ed ormai rari ovunque. Altrove dominano verdi pascoli e l’organizzazione rurale degli stazzi, le antiche fattorie tipiche di questo territorio, che hanno segnato per secoli, con le attività

legate all’allevamento e all’agricoltura, lo scorrere della vita di queste zone. Questa terra, abitata dall’uomo sin dalla preistoria, racchiude tesori archeologici inestimabili e ancora poco valorizzati. Dolmen, Domus de Janas, Tombe dei Giganti e Nuraghi sono presenti ovunque così come le tracce di floridi insediamenti romani e punici mentre rocche e castelli e le numerose chiese testimoniano un turbolento ma vitale Medioevo che vide l’affermazione del Giudicato di Gallura. Oggi la Provincia Olbia Tempio rappresenta l’area della Sardegna con la mag-

giore concentrazione di strutture turistico ricettive, molte delle quali di primo piano in campo internazionale, possiede il primo porto passeggeri del Mediterraneo (Olbia) ed un moderno e funzionale aeroporto (il Costa Smeralda di Olbia) primo in Italia per il traffico privato. Tutti i comuni costieri ormai posseggono attrezzati porti turistici che rendono questi lidi, i preferiti dagli amanti della navigazione da diporto. Tutto ciò ha portato ad un rapido sviluppo e modernizzazione delle infrastrutture e dei centri abitati ma non ha sminuito

l’importanza dell’economia tradizionale legata ancora alle colture agricole e all’allevamento oltre che ai settori dell’estrazione e lavorazione del granito, esportato in tutto il mondo, e alla raccolta e trasformazione del sughero, con cui solo in questa zona vengono creati manufatti di altissimo pregio artistico. Il permanere di antiche tradizioni culturali e religiose, le ricercate prelibatezze enogastronomiche (paste fresche, dolci, miele, vini in primis) che danno vita ad una cucina di terra e di mare superlativa, le preziose creazioni dell’artigianato locale, unite alla naturale cordialità ed alla proverbiale ospitalità degli abitanti fanno di Olbia una terra da amare, vivere e sognare.


foto BETTINIPHOTO

TEAM SKY – GIRO D’ITALIA 2015


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GRANFONDO CITTÀ DI PADOVA FONDRIEST a cura della REDAZIONE

info@inbici.net

SECONDA EDIZIONE. REPLICATO IL SUCCESSO DEL 2014 CON PRATO DELLA VALLE INVASO DA OLTRE 1200 CICLISTI L’EVENTO ORGANIZZATO DALLA CICLISTI PADOVANI È PERFETTAMENTE RIUSCITO, E MIRA ORA AD UNA MAGGIORE SINERGIA CON LA CITTÀ DI PADOVA

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È stato un nuovo successo, quello della Granfondo Città di Padova. Lo scorso anno, alla sua primissima edizione, aveva fatto registrare il tutto esaurito, col numero massimo di partecipanti fissato a quota 1000. Un numero cresciuto ulteriormente nello scorso mese di giugno, quando i cicloamatori sono invece diventati 1200. Numeri in crescita, quindi, in un panorama che a volte evidenzia, più volte a dire il vero in questo 2015, numeri non sempre all’altezza di quelli dell’anno prima. E così si è partiti, con il via alle ore 8.00 dell’Assessore allo sport Cinzia Rampazzo. Davanti a tutti, le maglie bianco verdi della Ciclisti Padovani con gli atleti della squadra Juniores che hanno partecipato al percorso medio. Si abbassa la bandiera a quadri, scoppia una moltitudine di coriandoli ben auguranti e via verso i Colli Euganei per una nuova sfida. Grande attenzione, naturalmente, al percorso lungo, con la bagarre per assicurarsi le posizioni di testa che inizia già dalla prima salita dove rimangono in dieci. Solo pochi chilometri e c’è già un rientro, il gruppo di testa aumenta a circa trenta corridori. La gara si dipana così, e naturalmente a fare da fondo a tutto questo ci sono i Colli Euganei, splendida cartolina per la maggioranza dei cicloamatori, coloro i quali cioè non hanno velleità di podio ma semplice desiderio di passare una giornata in sella alla propria

foto TREVISO MTB

Juri Bartolini, vincitore della Granfondo

bici, in compagnia, ed immersi in uno splendido paesaggio come quello offerto dalla Granfondo Città di Padova. Nel percorso lungo lo scatto vincente è del ravennate Juri Bartolini (Lelli Bike), e di Odette Bertolin (Somec Mg.K-Vis), ex atleta elite, rientrata alle corse dopo un mese di stop a causa di un infortunio. foto TREVISO MTB

Sul percorso medio a tagliare il traguardo per primo è Davide Bedon (Asd Barbarigo), mentre la gara femminile sul medio è stata vinta da Laura Tollin (ASD Sant Luis Zen), seconda lo scorso anno, che si è portata a casa una bella rivincita. Il Trofeo Polo-Cicloturismo per il maggior numero di donne partecipanti è stato vinto da Cicli Bassan così come la squadra più numerosa. Biciverde è stata invece la seconda squadra più numerosa e Stefanelli la terza. La manifestazione si è completata con le esibizioni Bike-Trial di Pool Patrizi by Pro Action, della palestra Concordia e del corso di educazione stradale ai bambini tenuto dalla Polizia Municipale di Padova. «Siamo molto soddisfatti di come si è svolta questa due giorni – commenta Martino Scarso, vice presidente della Sc Padovani – perché prima di tutto sono rimasti soddisfatti i partecipanti. Oltre 1200 iscritti come seconda edizione ma, soprattutto, come Granfondo che corre da sola senza nessun circuito, direi che è un risultato straordinario. Ora speriamo che l’Amministrazione Comunale di Padova ci stia più vicina aiutandoci ad organizzare al meglio, un evento così importante per tutta la Città».


UCI World Cycling Tour è una serie di eventi in cui i cicloamatori avranno la possibilità di vincere la maglia iridata UCI. Attraverso prove di qualificazione in tutto il mondo, i corridori potranno guadagnare un posto per partecipare al Campionato del Mondo Strada Amatori, che assegnerà il titolo di Campione del Mondo, strada e cronometro individuale, per ogni categoria.

Il calendario 2015 14 Settembre ‘14

: Lorne, Australia

12 Ottobre ’14

: Durban, Sud Africa

20 Marzo ’15

: Dubai, Emirati Arabi Uniti

27-29 Marzo ‘15

: Perth, Australia

12 Aprile ’15

: Saint Tropez, Francia

14-16 Maggio ’15

: Copenhagen, Danimarca

22-24 Maggio ’15

: Blue Mountain Village, Canada

22-24 Maggio ’15

: Skyros, Greece

4 Giugno ‘15

: Botucatu, Brasile

6 Giugno’15

: Peterborough, Regno Unito

12-14 Giugno ‘15

: Ljubljana, Slovenia

17-19 Luglio ‘15

: Trento, Italia

22-26 Agosto ’15

: Sankt Johann, Austria

3-6 Settembre ’15

: Campionato del Mondo Strada Amatori, Aalborg-Hobro Danimarca

Qualificazioni per 2016 13 Settembre ‘15

: Lorne, Australia

18 Ottobre ’15

: Durban, Sud Africa

www.uciworldcyclingtour.com


foto BETTINIPHOTO

ALBERTO CONTADOR – FABIO ARU – GIRO D’ITALIA 2015


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MARCIALONGA CYCLING CRAFT

pressoffice@newspower.it

a cura di NEWSPOWER

1600 CONCORRENTI, ANCHE DALL’ESTERO, A MISURARSI SUI PASSI LAVAZÈ, SAN PELLEGRINO E VALLES. 80 KM IL PERCORSO MEDIO, 135 LA GRANFONDO LA MANIFESTAZIONE FA PARTE DI UN TRITTICO, INSIEME ALLA PODISTICA MARCIALONGA RUNNING COOP, A SETTEMBRE, E LA SKI-MARATHON DISPUTATA A GENNAIO

A

Ancora una volta uno spettacolo fantastico. Non che ci fossero dubbi in proposito, Marcialonga è da sempre garanzia di sport e divertimento a tutto tondo, ma la Cycling Craft di metà giugno è stata davvero super. Lo scenario offerto dalle Valli di Fiemme e Fassa domenica 14 giugno è stato fin dal principio allettante, temperature gradevoli a Predazzo, il sole a fare capolino tra qualche rada nube e un colorato e sorridente serpentone di rider tutti pronti a pedalare lungo le leggendarie salite e discese dolomitiche dei passi Lavazé, San Pellegrino e Valles. Alle 7.30 in punto si è chiuso il countdown e i 1600 concorrenti, di tutta Italia e di parecchi paesi stranieri, hanno iniziato la loro appassionante giornata. I percorsi della Marcialonga Cycling Craft erano anche quest’anno due, un Mediofondo da 80 km e il Granfondo da 135 km, entrambi con le salite di Monte San Pietro e Lavazé da affrontare, ma nel più “lungo” c’erano anche il San Pellegrino in Val di Fassa e il Valles che dalla provincia di Belluno riporta in Trentino. La prima parte di gara è stata “scalda gambe” passando in rassegna praticamente tutti o quasi i comuni della Val di Fiemme fino a San Lugano, ingresso nella parte altoatesina che avrebbe foto NEWSPOWER

foto NEWSPOWER

La partenza della Marcialonga Cycling Craft 2015

Gruppo di atleti in azione


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foto NEWSPOWER

poi portato alla prima erta di Monte San Pietro e Aldino. E già qui si sono piazzati a tirare il gruppo coloro che poi avrebbero infiammato la prima volata di giornata, vale a dire il veronese Andrea Pontalto, il trentino Daniele Bergamo e il bergamasco Antonio Camozzi. Risalendo il Lavazé da Nova Ponente, questo terzetto ha portato l’attacco decisivo al resto del gruppo e nella discesa di rientro a Tesero hanno preso letteralmente il volo – toccando anche i 100 km/h – ma sempre insieme, sempre allineati. L’arrivo della Mediofondo non poteva che essere quindi al foto-finish, bruciato con un colpo di reni da Pontalto che ha così centrato la personale doppietta in due anni. E mentre il classico temporale estivo colpiva Predazzo, ecco che anche la trentina Serena Gazzini metteva in bacheca la sua seconda Marcialonga Cycling Craft di fila, precedendo Marica Tassinari e Manuela Sonzogni. Festa in salsa veronese e trentina quindi al traguardo del Mediofondo, ma ancora tutto in ballo sul Granfondo dove il vicentino Enrico Zen provava a scappare al pressing

dei toscani Cipolletta e Profeti e sul San Pellegrino faceva segnare 4” di vantaggio sugli inseguitori. Il Valles però, e lo ha ammesso lo stesso Zen al traguardo, leggeva un’inversione delle parti, il vicentino appariva affaticato e i toscani gli saltavano davanti. Rimaneva solo la picchiata finale di una ventina di chilometri tra Bellamonte, il Parco

di Paneveggio e l’arrivo di Predazzo e una nuova volata a tre era già nell’aria. L’asfalto reso viscido dalla pioggia intermittente della mattina, però, complicava la situazione soprattutto per Profeti che finiva a terra su un tornante. Anche Cipolletta sbagliava una curva all’ingresso di Predazzo e la “gazzella” vicentina Zen rientrava in gioco con veemenza, al punto di riuscire sul finish a piazzare la sua ruota di pochi millimetri davanti a quella del pisano Cipolletta. La Granfondo femminile se l’è messa in tasca la padovana Valentina Gallo, davanti a Florinda Neri e Alessandra Corina. Archiviata con successo questa nona edizione della Marcialonga Cycling Craft gli organizzatori trentini si concentreranno ora sull’evento podistico del 6 settembre, la Marcialonga Running Coop, valida anche per la speciale Combinata Punto3 Craft insieme alla granfondo di giugno e alla skimarathon disputata in gennaio. Tutte le informazioni e i dettagli sul mondo Marcialonga sono su www.marcialonga.it ma anche su Facebook, Twitter, Instagram e sul canale dedicato YouTube.

Enrico Zen batte al foto finish Francesco Cipolletta nella Granfondo Marcialonga Cycling Craft

foto NEWSPOWER

foto NEWSPOWER


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SICUREZZA IN GARA

a cura di GIANLUCA BARBIERI

PIANO SANITARIO

gianlucabarbieri.inbici@gmail.com

UN SERVIZIO OBBLIGATORIO CHE NON DEV’ESSERE SOTTOVALUTATO PROFONDA È LA DIFFERENZA TRA PIANO SANITARIO TRA GARE SU STRADA E MOUNTAIN BIKE: VEDIAMO PERCHÉ

C

Chi ha l’opportunità di seguire in toto il mondo del ciclismo, potrà aver notato la differenza che c’è tra la preparazione di una gara su strada ed una di mountain bike. In questo numero parliamo di un segmento della corsa che molto spesso viene gestito con superficialità o magari lasciato al caso, da parte di chi questa materia dovrebbe conoscerla a memoria a tutela dei propri interessi: l’organizzatore; parliamo del “piano sanitario” Prendiamo spunto da alcuni fatti successi in alcune granfondo per fare una riflessione su cosa è successo e come si dovrebbe intervenire per evitare spiacevoli inconvenienti. Parliamo di un caso accaduto ad un biker che durante una granfondo di MTB è caduto rompendosi il femore: inizialmente la prognosi sembrava ben più importante. L’ambulanza ha ritardato l’intervento perché, a detta dei sanitari, non era del posto e non conosceva bene la zona d’intervento; a detta poi dei responsabili del servizio, la stessa ambulanza ha ritardato rispetto l’orario di ritrovo con i responsabili di percorso, dove questi

smistavano le varie squadre di controllo e soccorso sul percorso. Le riflessioni che vogliamo portare ai nostri lettori sono le seguenti: • rimarcare da parte dell’organizzatore la puntualità di tutto il personale rispetto l’orario di ritrovo. Un eventuale ritardo anche di una sola squadra crea scompiglio; • nella mountain bike la conoscenza dei percorsi di gara diventa determinante a differenza delle gare su strada, poiché l’ambulanza nel secondo caso segue la corsa, nel primo deve cercare il punto d’incidente; • se alcune squadre di soccorso non conoscono il territorio perché a supporto, devono essere formate squadre miste, cioè con almeno un addetto che conosca bene i sentieri ed il territorio; nel caso i gruppi di soccorso non conoscano il territorio, va fatta per tempo formazione; • nel caso di trasporto dell’infortunato, attraverso elisoccorso, almeno un sanitario (medico) deve accompagnare il ferito al punto d’incontro per verificar-

ne sempre la stabilità (anche solo per tenergli la mano); • mettere in contatto per tempo il medico di gara con i gruppi di volontari, per predisporre a tempo debito, le modalità di soccorso ed il materiale in dotazione ai mezzi di soccorso; • importantissimo il servizio radio dedicato all’apparato sanitario e collegato al Direttore di Corsa. Queste sono solo alcune considerazioni legate al piano sanitario: ovviamente è una materia vasta e le possibilità per addentrarsi su questa materia sono molte. L’importante è ricordarsi che partirecon l’organizzazione di una gara, avendo un piano sanitario ben curato, significa essere già a metà dell’opera.


OY ENJ IKE B THE RLD WO

I N T E R N AT I O N A L B I K E E X H I B I T I O N

VERONA 11/14 settembre 2015

WWW.COSMOBIKESHOW.COM


Opera d’arte by BETTINIPHOTO


GIRO D’ITALIA 2015


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IL COACH

a cura di IADER FABBRI

Tempo di lettura

5 min

info@inbici.net

OMEGA 3 ED OMEGA 6. FANNO DAVVERO BENE? LA RISPOSTA A QUASI 23MILA STUDI MEDICI RESTA DETERMINANTE UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE, IN CUI GLI OMEGA 3 ED OMEGA 6 SIANO OTTIMI INTEGRATORI

N

Numerosi studi sull’argomento rafforzano l’idea che questi integratori alimentari racchiudono svariati benefici. La nonna aveva ragione. Il vecchio olio di fegato di merluzzo, così disgustoso e così odiato dai bambini, dal dopoguerra in poi utilizzato dai nostri nonni, era il rimedio contro tutti i mali. Molte ricerche confermano il grande potenziale terapeutico derivante del vecchio olio di fegato di merluzzo, ovvero il suo principio attivo: gli Omega 3. Oggigiorno è impensabile poter ancora utilizzare l’olio di fegato di merluzzo, non tanto per le sue proprietà organolettiche, di cui tutti ricordano il retrogusto, ma per le componenti tossiche di quell’olio, contaminato dalle sostanze nocive contenute nei mari. Uno degli integratori più utilizzati oggi sono gli Omega 3 estratti dall’olio di pesce distillato e ultra filtrato a livello molecolare, per arrivare ad un prodotto puro e concentrato, senza incappare nel pericolo di imbottirci di mercurio e altre sostanze inquinanti disperse nei mari.

Ma quale la definizione di Omega 3? Se si digita Omega 3 nel motore di ricerca scientifico Pub Med, si possono trovare fino a 22.445 studi scientifici pubblicati, e molti di questi mettono in assoluta evidenza le potenzialità di questo integratore alimentare. Prima di citare solamente una piccola parte di lettura scientifica recente, cerchiamo di fare chiarezza su cosa siano questi Omega 3 di cui sentiamo tanto parlare nelle riviste, nei giornali, in televisione. Quando parliamo di Omega 3, ci riferiamo alla grande famiglia degli acidi grassi. Dire acidi grassi non vuole dire grassi, cioè di triacilgliceroli, ma di catene contenenti un gruppo carbossilico, i quali a loro volta si dividono in: acidi grassi saturi (SFA), acidi grassi insaturi (MUFA) e acidi grassi polinsaturi (PUFA). Questi ultimi sono rappresentati da due sottogruppi: gli Ω3 e gli Ω6. Noi mammiferi siamo in grado di produrre, anche senza la loro introduzione, acidi grassi monoinsaturi e saturi, ma gli Omega 3 e Omega 6 sono acidi grassi essenziali e si possono in-

Chi è IADER FABBRI Classe ’78, dalla sua esperienza di atleta, matura la voglia di approfondire le proprie conoscenze, passando dall’insegnamento di varie discipline a trainer in molti eventi per aziende sportive, lavorando come mental coach e preparatore atletico. Finiti gli studi da dietista si laurea presso la facoltà di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Camerino in Scienze e Tecnologie del Fitness e dei prodotti della salute. Partecipa come relatore a congressi e conferenze e offre consulenze ad aziende di integrazione alimentare e a varie società sportive. Iader è Consulente in ambito Nutrizionale per tutte le nazionali di Ciclismo della Federazione Ciclistica Italiana, Strada, MTB e BMX. È preparatore del Team Gresini Racing di Motomondiale e membro dell’equipe medico-scientifica della Nazionale Italiana di Football Americano. Oggi esercita la sua attività di professionista presso il suo Poliambulatorio “FIT” a Faenza.

trodurre solamente con l’alimentazione. I precursori di questi due omega sono l’acido linoleico (LA precursore dell’Omega 6) e l’acido alfa linolenico (ALA precursore degli Omega 3). Quindi la loro presenza all’interno della cellula è dipendente unicamente dalla dieta. Approfondendo l’argomento in maniera più specifica, per capire bene il metabolismo degli acidi grassi essenziali bisogna


53 legano a recettori diversi creando risposte diverse.

Resta fondamentale alimentarsi in modo corretto Prima di affrontare un passaggio più complesso bisogna infatti porsi una do-

manda determinante: ma perché questi Omega 3 e 6 sono così importanti all’interno della nostra alimentazione? La risposta è semplice: sono determinanti per l’equilibrio biochimico di due “super ormoni” ovvero gli eicosanoidi di tipo 1 o quelli di tipo 2. Questi eicosanoidi possono formarsi solamente da acidi grassi a 20 atomi di carbonio e, a seconda della posizione del doppio legame appunto, si

foto CHRISTOPHER EDWIN NUZZACO

differenziarne i percorsi, visto che il metabolismo degli Omega 6 differisce completamente da quello degli Omega 3 e differiscono completamente anche gli effetti che a loro volta producono.

Alcuni studi Lo studio italiano del GISSI (Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell’infarto miocardico–insufficienza cardiaca) ha lavorato ampiamente in questo settore e ha dimostrato risvolti molto interessati riguardo l’utilizzo di Omega 3: mettendoli a confronto con l’utilizzo di una statina, hanno dimostrato che gli Omega 3 proteggono dalla morte improvvisa dopo l’infarto e, in caso di insufficienza cardiaca, riducono anche l’eventualità di aritmie nei pazienti scompensati. Oltre all’importante studio GISSI che ha reso una equipe italiana famosa in tutto il mondo, ci sono una miriade di altri studi sulle potenzialità e gli effetti dell’integrazione alimentare con Omega 3. Le potenzialità di questi acidi grassi sono sempre più frequentemente oggetto di evoluzione e di studio, molto probabilmente perché questi acidi grassi agiscono su quei super ormoni che poi a loro volta provocano una cascata di reazioni infiammatorie o non. Studi che ci dimostrano ancora una volta che, non solo Ippocrate aveva ragione, ma ben più vicine a noi, le nostre nonne ci consigliavano già verità scientifiche e soluzioni nutraceutiche.


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BICI CLUB TERRE DI SIENA a cura di ROBERTO ZANETTI fonte LUCA BONECHI*

robertozanetti65@gmail.com

GRAND TOUR TERME D’ETRURIA, SEICENTO CHILOMETRI TUTTI D’UN FIATO GRAN SUCCESSO DELLA RANDONNÉE TERME D’ETRURIA, CHE SI È SVOLTA SABATO E DOMENICA 6/7 GIUGNO CON PARTENZA DA RAPOLANO TERME. IL PERCORSO HA TOCCATO ANCHE I PIÙ IMPORTANTI CENTRI TERMALI DELLA TOSCANA MERIDIONALE

L

La prova di Rapolano, valida come ultimo brevetto per l’accesso alla Paris-Brest-Paris, l’olimpiade del cicloturismo che si tiene ogni quattro anni in Francia, ha ottenuto un successo oltre ogni previsione. Cento partenti provenienti da tutta Italia costituiscono un buon numero per una ultramaratona così impegnativa, anche se si tiene conto che gli aspiranti al gran viaggio a Parigi potevano scegliere tra sei prove di 600 km. Le Terme Antica Querciolaia hanno costituito il degno quartier generale dell’evento, ma non da meno i sette controlli diffusi lungo tutto il percorso sono stati check molto apprezzati per la loro localizzazione ed i servizi che hanno offerto. Bagno Vignoni, San Casciano Bagni, Montorio di Sorano, Pomonte di Scansano, Follonica, Saline di Volterra, Colle Val d’Elsa e Gaiole in Chianti sono stati presidiati giorno e notte dai volontari del Bici Club Terre di Siena. Bulletta Bike, Fondazione l’Eroica, Amatori San Gimignano e GS Val di Merse sono stati coadiuvati per l’occasione dai ciclisti di Follonica e dal gruppo di Pomonte. La cronaca Partenza alla francese a gruppi ogni cinque minuti e caldo soffocante lungo tutto il percorso, tanto che i più esperti hanno approfittato del fresco serale e pedalato tutta la notte senza sosta. Già a Pomonte, dopo 220 km, i distacchi

si sono dimostrati sensibili dell’ordine di 4-5 ore. Buona parte dei 6800 metri di dislivello si sono consumati con lo scollinamento a Scansano dove ha fatto seguito una veloce e lunga discesa e ben 130 km di pianura fino ai cipressi di Bolgheri. Straordinari panorami ed incontri con il fascino della toscana: le Crete Senesi, la Val d’Orcia, la Val di Chiana, le Terre del Tufo, la Maremma, la Val di Cornia, la Val d’Elsa ed infine il Chianti hanno alleviato le fatiche dei randonneur. I più lenti si sono sprecati in foto e sguardi di ammirazione. Il poco traffico e la buona manutenzione delle strade percorse hanno fatto il resto, tanto che la randonnée resterà nei ricordi di chi si è avvicinato da poco a questa disciplina, ma anche dei veterani come Nico Aurisicchio, Lorenzo Borelli, Mariano Russo, Carlo Sulas, Marina Dionisi, Luigi Barilari, Marco Casali, Alessandro Guiduzzi, Giovanni Persia e tanti altri. Anche i toscani come Lido Feri, Antonella Chini, Valter Gassino, Paolo Morini, Fabio Lentini, Guido Petrucci e Cataldo Masciavè, hanno potuto scoprire angoli della loro terra inediti e di grande fascino. Quattro ciclisti hanno preso subito il largo ad Asciano ma solo tre di questi si sono accompagnati per tutto il percorso: Silvano Riccò, ex professionista e da tempo uno dei migliori randonneur italiani, Ivan Cardellini e Antonio Colombo, sono partiti alle 10 in punto del sabato ed arrivati a Rapolano terme alle 9 del giorno successivo compiendo tutto il percorso in sole 23 ore. Hanno chiuso l’evento con tempi di 36 ore e 15 minuti i più tranquilli Alberto Boschi di Parma, Piero Pozzi e Fausto Seveso di Como e Paolo Romei di Milano. All’arrivo anche la giovanissima Giuliana Favro, ormai prossima a laurearsi campionessa italiana, così come Carmine Pagano per la categoria maschile. Quindici i ritirati, in gran parte per il gran caldo, e grande soddisfazione per tutti i brevettati che hanno affrontato la randonnée con la giusta filosofia: né forte, né piano, ma sempre lontano! Conclusioni Un “bravo” a tutti i partecipanti; soprattutto complimenti al Bici Club terre di Siena da parte dello staff di INBICI Magazine per la bella organizzazione dell’evento e per tutte le ben riuscite manifestazioni presentate nel calendario 2015. *presidente nazionale ARI (Associazione Randonnée Italia)


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GRANFONDO EDDY MERCKX a cura di NEWSPOWER

pressoffice@newspower.it

UN SUCCESSO FIRMATO ALÉ NELLA MEDIOFONDO CON PONTALTO E GAZZINI, BERTUOLA E DELBONO CANNIBALI NELLA GRANFONDO OLTRE 1700 SCRITTI ALLA GRANFONDO DEDICATA A EDDY MERCKX. ANDREA PONTALTO E SERENA GAZZINI TRIONFANO NEL MEDIOFONDO DI 84 KM. ALESSANDRO BERTUOLA ED EMMA DELBONO PRIMI NEL GRANFONDO DI 135 KM E 2879 METRI DI DISLIVELLO, GRANDE FESTA FLUO CON EDDY MERCKX E I PRO DEI TEAM SPONSORIZZATI ALÉ

S

Sole, bici e… Eddy Merckx. Questi gli ingredienti della grande festa… fluo che risponde al nome di Granfondo Eddy Merckx ed è andata in scena domenica 7 giugno a Rivalta di Brentino Belluno, nel Veronese. L’evento, organizzato dal marchio di abbigliamento da ciclismo Alé, ha fatto divertire oltre 1700 appassionati sulle strade veronesi e trentine, con il “cannibale” Eddy Merckx che ha pedalato in compagnia di granfondiste e granfondisti aprendo il gruppo assieme ad Alessia Piccolo, general manager di Alé, e a decine di pro e volti noti del ciclismo come Luca Scinto, che ha poi tagliato il traguardo facendosi spingere da Matteo Busato del Team Southeast dopo aver rotto la bici nei chilometri finali. La gara ha visto le divise fluo primeggiare nell’itinerario “mediofondo” di 84 km grazie ai successi di Andrea Pontalto (Alé Cipollini Galassia) e Serena Gazzini (Carraro Team Trentino-Alé), mentre nel “granfondo” di 135 km la vittoria è stata appannaggio di Alessandro Bertuola (Cicli Copparo) ed Emma Delbono (Cycling Team T&P), vera “cannibale” di questo scorcio di stagione, al secondo successo di fila nelle gare del circuito Alé Challenge di cui la GF Eddy Merckx era terza tappa.

Dopo lo start da Rivalta, la corsa si è accesa nella salita di Fumane dove Andrea Pontalto, Daniele Bergamo, Giulio Magri, Andrea Tecchio e Antonio Camozzi provavano a fuggire. Il gruppo, però, reagiva subito e i battistrada venivano riacciuffati prima della “Cronoscalata del Cannibale”: il tratto di ascesa che portava la corsa sull’Altopiano di Fosse in cui si sono decisi i destini della prova maschile di entrambi gli itinerari. Bergamo, infatti, ha imposto un ritmo infernale che solo Pontalto, Luciano Mencaroni, Alessandro Bertuola, Stefano Cecchini e Hubert Krys riuscivano a tenere. Il sestetto ha proseguito compatto fino allo scollinamento e poi nella lunga picchiata verso Peri e la Valle dell’Adige, dove era posto il bivio fra i due tracciati. Qui, Pontalto e Bergamo hanno svoltato in direzione di Rivalta per giocarsi il mediofondo, mentre gli altri quattro fuggitivi hanno continuato in direzione di Avio e della salita di 16,5 km verso San Valentino di Brentonico per conquistare il “lungo”. Sul rettilineo di Rivalta il veronese Andrea Pontalto è riuscito ad avere la meglio su Bergamo che ha sbagliato ad impostare lo sprint. Cosa che non ha fatto, invece, Davide Spiazzi bravo a conquistare il terzo

Il vincitore della Granfondo Eddy Merckx Alessandro Bertuola foto NEWSPOWER

foto NEWSPOWER

posto regolando in volata il gruppo degli inseguitori giunto a 1’ 57’’ da Pontalto. Non ha avuto storia, invece, la prova femminile dominata dalla trentina Serena Gazzini, vincitrice con un margine di 7’ 27’’ su Laura Tollin e di oltre 9’ su Marisa Coato, terza. Mentre sul traguardo si premiavano i vincitori del “medio”, sulle rampe verso l’Altopiano di Brentonico Cecchini e Krys provavano a far fuori il duo della Cicli Copparo formato da Bertuola e Mencaroni, senza riuscirci. L’unico a pagare gli sforzi della salita è stato Mencaroni che si è staccato nel tratto conclusivo di pianura prima del traguardo, lasciando Bertuola in inferiorità numerica. Il trevigiano, però, non si è lasciato intimidire e dopo aver rintuzzato gli attacchi dei rivali ha superato allo sprint Krys e Cecchini in una volata resa ancor più nervosa dal temporale passeggero abbattutosi sul traguardo in quei minuti. Fra le donne, Emma Delbono ha rifilato un buon distacco alle veterane Marcellina Dossi e Valentina Gallo, che hanno completato il podio. Da segnalare, infine, gli ottimi standard organizzativi della manifestazione con tutti i partecipanti che si sono complimentati con lo staff di Alé per la sicurezza in corsa e per il gustoso riso party finale, coronamento di una splendida giornata di ciclismo. Partenza della nona Granfondo Eddy Merckx, in primo piano il campione Eddy Merckx


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Lorenzina Rosset

«Io mi dedico esclusivamente alle medio fondo perché non ho il tempo di allenarmi per le gare più lunghe. Il mio ragazzo, Yuri Droz, predilige i lunghi e deve per forza effettuare allenamenti più lunghi dei miei.» Quali sono le sue gare preferite? «Adoro le gare con salite lunghe e grandi dislivelli, per esempio la Gran Fondo Fausto Coppi a Cuneo. Trovo bellissima e durissima anche la Cervino Cycling Marathon in Valle d’Aosta, ricca di salite. Ho un ‘debole’ anche per la Nove Colli, diversa dalle due appena citate, forse perché è stata la prima a cui ho partecipato: mi è rimasta nel cuore.» Quali sono invece quelle che non ama? «Diciamo che non amo troppo quelle ricche di saliscendi, con salite brevi e continui rilanci. Faccio fatica perché allenandomi in Valle D’Aosta non abbiamo salite corte dalle nostre parti e dunque pago la scarsa abitudine a quel tipo di sforzo.»

Donna In... Bici

a cura di PAOLO MEI

Nella stagione in corso a quali gare sta partecipando? «Nel 2015 sto seguendo il circuito di

LORENZINA ROSSET, IN BICI PER AMORE È IL MOMENTO DI CONOSCERE UNA CORIACEA VALDOSTANA, AMANTE DELLE SALITE LUNGHE, SALITA IN SELLA PER SEGUIRE LA SUA DOLCE METÀ, YURI. FA PARTE DI UN TEAM TUTTO FEMMINILE E PEDALA SU BICICLETTE DE ROSA Buongiorno Lorenzina, perché la bicicletta? «Buongiorno a voi, ho iniziato perché il mio ragazzo (Yuri Droz, ndr) andava in bici e faceva le granfondo. Per seguirlo nella sua passione ho iniziato anche io. Le prime gare le ho fatte nel 2008, nella categoria amatori. Avevo 28 anni e dunque non ho iniziato da giovanissima, Prima facevo sport in tutta tranquillità, con qualche uscita di corsa a piedi giusto per tenermi in forma.» Che cosa fa nella vita, oltre a pedalare? «Sono insegnante nella scuola primaria in Valle d’Aosta e gestisco il mio affittacamere.»

Qual è il miglior risultato ottenuto in carriera? «Il più bello è stato due anni fa a Cervinia, chiusi seconda assoluta. Ho vinto la classifica della Coppa Piemonte, sempre due anni fa.»

Tempo di lettura

5 min

Quante ore riesce a dedicare agli allenamenti in una settimana? «In settimana all’incirca riesco a uscire per un totale di circa una decina di ore. Mentre praticamente da marzo in poi sono impegnata nelle gare.» Per quale squadra corre? «Io faccio parte di un nuovo team, il De Rosa Santini. Un team molto legato alla categoria femminile, molto unito e determinato. Dal 2015 siamo passati alle biciclette De Rosa e devo dire che mi trovo benissimo con questa bicicletta: rigida e performante in salita, stabilissima in discesa.» Quali sono le gare a cui prende parte?


59 foto PLAYFULL NIKON

Coppa Piemonte, ma non mi fossilizzo a partecipare a tutte le prove. Ho fatto la Stelvio Santini, bellissima peraltro, ma per parteciparvi ho sacrificato una prova della Coppa Piemonte. Insomma, mi diverto e cerco di fare del mio meglio nelle singole gare.» Domanda scomoda, cosa ne pensa dei gregari per le donne alle granfondo? «Penso che non ci sia nulla di male. Da alcuni anni ho un gregario a disposizione. È decisamente meglio averlo, ti aiuta tantissimo e non averlo, al giorno d’oggi significa essere tagliato fuori dalla classifica. Inoltre, oggi tutte le donne che puntano alla classifica ne hanno uno o più di uno a disposizione. Approfitto per ringraziare il mio: Giorgio Vianini che oltre tutto è uno specialista delle gare a scatto fisso.» Qualcuno da ringraziare? «Certamente Yuri, il mio ragazzo, che mi spinge a tenere duro e a dare il meglio di me stessa. Il mio presidente Andrea Capelli e la De Rosa per le bici, oltre a Santini per il materiale tecnico di grande valore.» Obbiettivo per il 2015? «Voglio fare bene a Cervinia e alla Mont Blanc a Courmayeur, entrambe sulle strade di casa. Poi, vorremmo fare bene, io e le mie compagne di squadra alla Cronosquadre della Versilia di Michele Bartoli in settembre a Forte dei Marmi.» Grazie mille Lorenzina, è stato un piacere. «Grazie a voi e a tutta la redazione INBICI.»


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GRAN FONDO STRADUCALE a cura di ROBERTO FEROLI

info@inbici.net

PARTITI IN MILLE, IN UNA VERA FESTA CON ALTRI MINI EVENTI SPORTIVI ED APERITIVI ED AL QUARTIER GENERALE, AL COLLEGIO RAFFAELLO, I RAGAZZI DI SCIENZE MOTORIE A DISTRIBUIRE PREMI E PACCHI GARA

La partenza foto PLAYFULL NIKON

L

La Ciclo Ducale raccoglie un nuovo successo, il numero 12 in altrettante edizioni della Straducale. Ad Urbino, in una splendida giornata di sole, mille gli iscritti, ad affrontare percorsi spettacolari e non proprio morbidissimi. Alle 8 viene lo start ufficiale e i ciclisti si lanciano in quest’avventura. Davanti a loro tre percorsi, allo stesso tempo impegnativi ma anche suggestivi ed affascinanti. Nel lungo di 150 chilometri, dopo la divisione al comando si forma un terzetto composto da Luciano Mencaroni e Alessandro Bertuola, entrambi della Cicli Copparo, e da Mattia Fraternali della Gianluca

Faenza Team. A meno di dieci chilometri dal termine Mencaroni e Bertuola restano soli al comando, giungendo in parata all’arrivo. Sul traguardo transita per primo Mencaroni, seguito da Bertuola. Staccato, in terza posizione, arriva Fraternali. In campo femminile vince Maria Cristina Prati del Team del Capitano, seguita da Alessandra Corina dell’Alè Cipollini Galassia e da Veronica Pacini della Cicli Copparo. Nel medio di 125 chilometri, invece, dopo la divisione al comando sono Gregory Bianchi del Team Saccarelli Alpin, Domenico Rosini della Melania, Leonardo Viglione del Team

Il podio della Granfondo : Mencaroni, Bertuola e Fraternali foto PLAYFULL NIKON

Ucsa, Francesco Roselli dell’Infinity Cycling Team, Giovanni Lattanzi dello Studio Moda e Moreno Giulianelli della Frecce Rosse Rimini. L’epilogo è allo sprint, con Viglione che regola il gruppo. Dietro all’atleta di Mondovì (CN) si classificano Domenico Rosini del GC Melania e Francesco Roselli dell’Infinity Cycling Team. Tra le donne successo per Lorena Zangheri del GC Melania, atleta di Cattolica (RN). SecondaBarbara Genga della Mufloni Racing Team e sul terzo Manuela Bugli della Somec-Mg.K Vis-Lgl. Infine sul percorso corto di 81 chilometri, arriva solitario Davide Tonucci della Bike Station. Secondo è Sirio Sistarelli del GC Melania e terzo Alessandro D’Andrea dello Studio Moda. In campo femminile, successo per Lavinia Palazzo del Team Fausto Coppi Fermignano. Seconda e terza si classificano, rispettivamente, Valentina Pirani del GC Melania e Tatiana Cursi della Giuliodori Renzo Zeppa Bike.  Al termine, prima un ristoro finale, poi la Ristorazione Duca, dove ad attendere accompagnatori e partecipanti in un ambiente climatizzato ci ha pensato un ricchissimo pranzo, che prevedeva davvero un’ampia scelta di cibi.  Così, anche in questo 2015, La Straducale è stata una vera festa, ricca di tanti eventi, ciclistici e non: spettacoli, area expo, passeggiate a piedi e in mountain bike, esibizioni di spinning, concerti e un gustoso aperitivo, a base anche di polenta. Ed il ritorno del quartier generale al Colleggio Raffaello, in pieno centro storico, dove a distribuire i pacchi gara c’erano i ragazzi e le ragazze di Scienze Motorie di Urbino.


foto BETTINIPHOTO

DANIEL OSS MILANO-SANREMO 2015


ENERVIT ALLA MARATONA DLES DOLOMITES 2015 Corvara, luglio 2015 – La Granfondo più bella d’Europa che da sempre Enervit supporta, giunge quest’anno alla sua 29a edizione. Enervit è main sponsor della Maratona dles Dolomites, l’evento top dell’endurance a pedali, dalla prima edizione. Anche quest’anno non possono mancare nomi di spicco e grandi campioni. Anche di diverse specialità. Non necessariamente quelli che per agonismo pedalano! Essere qui ha un significato speciale. Per esserci ci vogliono passione ed energia, quelle messe in campo dagli atleti dell’Enervit Endurance Team, che, oltre a chi in Enervit ci lavora, conta sulla presenza di grandi campioni come Davide Cassani, CT della Nazionale Ciclismo, Cristian Zorzi campionissimo dello sci di fondo e Damiano Lenzi numero uno dello sci alpinismo. Tutti ambasciatori dell’endurance targato Enervit. Sarà protagonista della Maratona anche Alex Zanardi, ambasciatore Enervit, che su queste montagne ha preparato grandi avventure e appuntamenti con la fatica e con l’endurance. Questa edizione della Maratona sarà per l’olimpionico la palestra migliore per preparare i suoi prossimi obiettivi agonistici: il grande campione sarà impegnato, infatti, nella 24 Ore di

Spa Francorchamps il 25-26 luglio, al Mondiale di paraciclismo handbike dal 29 luglio al 2 agosto in Svizzera, e il 10 ottobre 2015 al Mondiale Long Distance Triathlon a Kona, Hawaii. Alla Maratona Dles Dolomites si fatica, si pedala, ci si diverte. È un grande evento che mette tutti insieme e sullo stesso “dislivello”: campioni e faticatori, collaboratori e dirigenti, una grande occasione per mettere alla prova, anno dopo anno, lo spirito sportivo che contraddistingue Enervit. #MARATONAGREEN – La maratona è anche green con un occhio ai materiali, come le sacche gara in cotone 100%, personalizzate Enervit, ecologiche perché riutilizzabili. Le borracce da 750 lt, quelle grandi per le lunghe distanze, special edition sono ormai diventate nel tempo un oggetto da collezione, una dopo l’altra, perché questa è la maratona che non si scorda mai, e sono ispirate ogni anno nella grafica ad un tema diverso. Quest’anno il tema è il “Perdono”, come spiega con le sue parole proprio il presidente dell’evento, Michil Costa che dice: «Il Perdono va qui inteso come svuotamento dalle negatività per poter accogliere il dono della bellezza».

Davide Cassani

Cristian Zorzi foto MARATONA DLES DOLOMITES

foto MARATONA DLES DOLOMITES


#ENERVITMDD2015 VERY SOCIAL – La Maratona è Community, una passione e uno spirito sportivo che aggrega ed è sempre più social anche per Enervit impegnata a promuoverla attraverso i suoi canali: #enervitmdd2015 sarà l’hashtag giusto per condividere parole, emozioni e immagini di un grande evento come questo. Seguila su: www.youtube.com/enervitsport - www.facebook.com/enervitsport - www.instagram. com/enervitsport - www.twitter.com/enervitsport I VIDEO CONSIGLI DEL CT DAVIDE CASSANI – I video educational, realizzati con Enervit dal commissario tecnico della Nazionale Davide Cassani per i granfondisti, sono diventati un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli sportivi in questi anni e hanno realizzato numeri impressionanti: il totale è di 491.163 visualizzazioni, mentre le ricognizioni dei percorsi della MDD hanno totalizzato 87.034 visualizzazioni. Il nuovo video per l’edizione del 2015 è stato dedicato a “Gli ultimi 15 giorni prima della granfondo” ed è stato un piacevole oltre che utile accompagnamento alla Maratona Dles Dolomites di domenica 5 luglio. Sul canale YouTube Enervit al link https:// www.youtube.com/watch?v=tHIK7dzQgUk&feature=youtu.be. Nel video sono presenti tutti i consigli utili su allenamento, materiali, integrazione e nutrizione, in particolare sulla strategia di assunzione dell’innovativo Enervit Carbo Flow. ENERVIT STRATEGY – E NON SBAGLI – Le strategy sono diventate un must per gli sportivi evoluti, un modo per documentarsi in modo facile e non sbagliare nulla prima di mettersi in viaggio per la più amata e affascinante granfondo internazionale. Le Strategy sono scaricabili dal sito al link http://www. enervitsport.com/it/enervit-strategy: qui si trovano tutte le informazioni sui vari tipi di percorsi. Per chi arriva last minute, gli Enervit kit sono acquistabili presso lo stand all’interno del Maratona Village a San Leonardo in Badia. ENERVIT CARBO FLOW: L’INNOVAZIONE PER GLI SPORT DI ENDURANCE. GARANTITA DALL’EQUIPE, TESTATA DAGLI ATLETI. Dopo anni di studio i ricercatori dell’Equipe Enervit hanno messo a punto un prodotto davvero innovativo: Enervit Carbo Flow, una miscela esclusiva di particolari carboidrati, arricchita con i preziosi flavanoli del cacao, da assumere prima dello sport. Questi ultimi sono molecole naturalmente presenti nel cacao che aiutano a mantenere l’elasticità dei vasi sanguigni, contribuendo al flusso sanguigno fisiologico, che veicola ossigeno ai muscoli e al cervello. Enervit Carbo Flow è a base di un particolare cacao (Hi Flavanol) che contiene fino all’800% di flavanoli in più rispetto al cacao convenzionale. Inoltre, utilizza una particolare miscela di carboidrati ed ha un basso contenuto di grassi (1,6%). L’Equipe Enervit ha testato Carbo Flow con i suoi grandi campioni. Alex Zanardi durante la preparazione per il suo primo Long Distance Triathlon di Kona ne ha presi 2 misurini al giorno nelle ultime due settimane prima della gara. Stefano Baldini e Davide Cassani preferiscono invece assumerne 1 misurino al giorno, in cicli di 3-4 settimane. Enervit Carbo Flow viene utilizzato quotidianamente dalle Nazionali Italiane di Ciclismo e di Sci di Fondo. Enervit consiglia di porsi un obiettivo, una gara o un allenamento particolarmente duro e, nelle 2 settimane che precedono tale obiettivo, assumere 1 misurino al giorno. Oppure, se il tempo che precede l’obiettivo è di 1 sola settimana, 2 misurini al giorno Per preparare Enervit Carbo Flow occorre versarne 1 o 2 misurini in 150-200 ml d’acqua o latte scremato, mescolando bene. In alternativa è possibile mescolarlo a yogurt magro. Va fatta attenzione a utilizzare acqua o latte a temperatura ambiente o tiepidi per evitare che i flavanoli del cacao siano degradati dal calore. Per saperne di più: www. enervitcarboflow.com

CARBO FLOW: DICONO DI LUI I CAMPIONI CHE LO HANNO TESTATO… Davide Cassani: «Ho seguito la strategia Carbo Flow per preparare la 100 km del Passatore, la corsa a piedi, e mi sono trovato benissimo, è un prodotto che ti permette di ottimizzare i benefici dell’allenamento perché aiuta a mantenere l’elasticità dei vasi sanguigni e così si veicola ossigeno ai muscoli e al cervello». E aggiunge: «Provando Enervit Carbo Flow la sensazione che ho avuto è che nelle prime 2-3 ore di gara ho sentito un flusso energetico costante senza picchi, e questo mi ha dato la possibilità di cominciare la gara in modo costante, senza nessun problema». Alex Zanardi, che lo ha provato nel periodo di allenamento in fase di avvicinamento alla prova di Long Distance Triathlon di Kona lo scorso anno: «L’ho sperimentato, io non sono uno scienziato, tantomeno un tecnico che possa spiegare in qualche modo il perché funzioni e possa dare dei vantaggi ad un atleta come il sottoscritto, però posso certamente testimoniare che è un prodotto eccezionale. Ti rende molto più vigile, più pronto, ti senti molto più fresco, più energico. Soprattutto nella prima fase della gara, riesci a rendere meglio rispetto a quanto non fai magari se non ne fai uso. Enervit Carbo Flow non è soltanto capace di accendere tutti i motori del nostro fisico ma anche di nutrirli, perché è comunque un prodotto che è pensato per questo scopo».

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ENERVIT S.p.A. Divisione Media Relations Matilde Pozzi – m.pozzi@enervit.it – ph. 0039 02 48563.207 – mob. 0039 344 1902350 Luciana Rota - l.rota@enervit.it - 0039 02 48563.254


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GRAN FONDO DEL CAPITANO a cura di ROBERTO FEROLI

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ANCORA UN SUCCESSO PER LA GRAN FONDO DI BAGNO DI ROMAGNA, QUEST’ANNO ALLA SESTA EDIZIONE PRECEDUTA DAL CAMPIONATO MONDIALE SPRINT PER GIORNALISTI, LA MANIFESTAZIONE HA VISTO AL VIA ANCHE IADER FABBRI E MATTEO MARZOTTO

A

A ridosso della settimana del benessere, conclusasi pochi giorni prima, e nel cuore della Welness Valley, si è perfettamente inserita la sesta edizione della Gran Fondo del Capitano. Che, nella cerimonia ufficiale di presentazione, celebratasi il venerdì sera precedente, ha pure ben spiegato cosa sia il Capitano. Una figura politica, di governo del territorio, per centinaia di anni in cima alla politica di Bagno di Romagna e dei territori che ora fanno parte dell’Emilia Romagna ma che ha lungo sono stati invece tra i possedimenti della regione Toscana. Si è presentato in costume d’epoca, il Capitano, insieme alla moglie, a spiegare al folto pubblico il significato della propria

Nella foto il vice sindaco Alessia Rossi con gli ospiti d’onore Iader Fabbri e Matteo Marzotto

figura. Sul palco, prima di lui, l’interprete, per il saluto ufficiale ai circa 50 giornalisti stranieri giunti a Bagno di Romagna per il Mondiale Sprint, che si è consumato il giorno successivo. Ed ancora, tra gli altri, spazio a Iader Fabbri, Matteo Marzotto, Eugenio Capodacqua de La Repubblica, Andrea Agostini. E naturalmente Massimo Bardi, organizzatore, e Marco Baccini, primo cittadino con la passione della bicicletta. Ha dato il buon esempio, Baccini. Il sindaco, al via già nella scorsa edizione, al primo anno di mandato con la fascia tricolore, ha superato ogni sua più rosea aspettativa. «Mi ero riproposto di chiudere tra i primi 100 – ha detto poco dopo aver tagliato il traguardo come sedicesimo assoluto nel lungo – 130 chilometri con 3500 m di dislivello, e quell’ultima salita, totalmente al sole, di 10 km. Puntavo a stare nei primi cento, è vero, così già nella prima salita ho cercato di stare dietro ai gruppi più forti; ci sono riuscito. Dove trovo il tempo? Le persone che dicono che non hanno tempo non mi stanno tanto simpatiche – dice scherzando il primo cittadino – perché il tempo si trova. Io punto la sveglia alle 4 e mezza, così alle 6 sono in comune. Quindi posso andare a pedalare in pausa pranzo oppure la sera, Credo che se si vuole pedalare, se si vuole uscire in bici, il tempo per allenarsi, e divertirsi, il tempo si riesca proprio a trovare». Matteo Marzotto non ha mancato l’appuntamento, pedalando insieme all’amico Iader Fabbri, consulente nutrizionale della FCI. «Durante il percorso ho fatto tutto quello che mi ha consigliato Iader – conferma Marzotto. – Ho mangiato e bevuto le cose giuste,


67 parte, confermando che «non è il mio sport! Io ero più che altro qui a vedere quelli capaci, per me una passeggiata. Abbiamo fatto le prime due salite, con arrivo ai 1300 metri. Poi mi sono fermato, non è il mio mestiere. Qui ci sono panorami bellissimi, credo davvero che la Romagna per pedalare sia un posto fantastico». Al via anche Emiliano Borgna, Responsabile Nazionale ACSI Ciclismo e neo eletto a Presidente della Consulta. «Questa manifestazione è legata alle strade del benessere. Un messaggio forte, di vero sport amatoriale. Complimenti davvero al comitato organizzatore, che ha realizzato ancora una volta una gran bella manifestazione». La partenza della Granfondo del Capitano 2015

sempre al momento giusto. E poi – prosegue Marzotto – a guardarsi attorno devo dire che questa corsa merita molto più dei 1000 atleti di oggi. Si potrebbe inserire una partenza alla francese, per potersela godere ancora di più. Questa è una gara che davvero vale le Alpi».

Insieme ai granfondisti più convinti, insieme a chi ha fatto la gara a testa basa senza la rilassatezza necessaria per guardare quei panorami, insieme a chi invece ha voluto solo passare una domenica tra meravigliose colline, c’era anche Marco Macio Melandri. Che del percorso ha fatto una Il sindaco Marco Baccini premia le vincitrici

Una domenica perfetta, dal tempo, ottimo per tutta la giornata, alla partecipazione dei giornalisti stranieri, che dopo la loro gara, il sabato, si sono fermati anche per la Gran Fondo della domenica, ammirando l’opera di una organizzazione a buonissimi livelli e diventandone in un qualche modo veri e propri ambasciatori.


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LA CAMPIONISSIMO

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a cura della REDAZIONE

UNA PRIMISSIMA DA 1900 ISCRITTI PER L’EX APRICA, SUL PERCORSO RESO MITICO DA MARCO PANTANI

Il campione Indurain in testa ai fuggitivi

RINNOVATA ANCHE L’HOSPITALITY, CON UNO SHOWROOM DEDICATO A MUSICA E SPETTACOLO GIÀ DAL VENERDÌ foto PLAYFULL NIKON

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È stato un vero successo la prima edizione de La Campionissimo, la rinnovata versione della granfondo di Aprica, che da 11 anni vede migliaia di ciclisti affrontare il percorso reso mitico da Marco Pantani il 5 giugno 1994. Assomiglia, la Campionissimo, ad un vero e proprio tappone da Giro d’Italia; 175 chilometri e 4500 metri di dislivello, tutti su tre sole salite, e che salite: Passo Gavia, Passo Mortirolo e Passo Santa Cristina. Nel ripensare la manifestazione, l’idea centrale è stata quella della festa, dell’intrattenimento. Così, già dal venerdì, nella centralissima via Roma, ha preso vita un vasto villaggio espositivo, tra cui spiccava l’enorme area Hospitality dove Assos ha ospitato i partecipanti all’interno di un vero e proprio shoowroom, intrattenendoli con buona musica e tanta festa. Proprio all’interno dell’hospitality, sabato si sono presentati Miguel Indurain, il professionista Luca Paolini del Team Katusha e Daniele Nardello ex-professionista e oggi capo tester dei prodotti Assos. Tre nomi di spicco che hanno incontrato tifosi ed appassionati, con disponibilità e con tutta l’esperienza che può connotare tre personaggi di tale calibro. Innovativa anche la partenza, domenica mattina. Non più il solito, classico gruppo unito fino al bivio tra i percorsi, ma ben tre partenze separate. Alle 7.30 via ai partecipanti del percorso da 175 chilometri, attesi da tutti e tre i passi. Con Indurain e Paolini in prima fila. Alle 7.40 la partenza del percorso corto, che affronta invece il Mortirolo, ma dal versante più facile di Monno, ed il Passo Santa Cristina. Ultima partenza alle 7.50 per i partecipanti della mediofondo di 155 chilometri, i quali dovranno scalare solo, si fa per dire, Gavia e Mortirolo. Per i tanti tifosi presenti, è di certo stata un’emozione veramente grande rivedere Indurain pedalare su quelle strade che lo videro protagonista, assieme a Berzin e a Pantani, in quella mitica tappa del 1994. Lo spagnolo, che ha in carriera pure 5 trionfi nella corsa in giallo, ha tra l’altro scelto di pedalare alla grande, inserendosi perfino nella prima fuga a otto, dando e chiedendo cambi. Sul Passo Gavia, poi, lo spagnolo si adatterà ad una condotta di gara più sobria. Poi, Indurain, è ancora protagonista, con la deposizione della corona di alloro sul monumento di Pantani, al chilometro 9 del Passo del Mortirolo. Luca Paolini invece ha scelto la Campionissimo per raffinare la preparazione per il prossimo Tour de France, dando spettacolo in discesa e producendosi in ripetute sul Mortirolo. Insieme a loro, altri 1600 cicloamatori che hanno sudato non poco. Tra tutti i più veloci, sul percorso di granfondo, sono stati il vicentino Roberto Cunico (Team Beraldo Greenpaper Biomin) in fuga con il compagno di squadra Enrico Zen. Terza piazza per Gianmario Rovaletti (Equipe Exploit) staccato di un minuto circa. È andata alla bergamasca Manuela Sonzogni (Team Isolmant) la gara femminile, che ha dominato fin dalle prime battute. Dietro di lei sono giunte Lorna Ciacci (Sportler Team) e Cristina Lambrugo (Somec – Mg. K Vis – Lgl).

Il mediofondo è stato vinto da Domenico Romano (ASD Biemme Sport Team) in 5 ore 7’ 20” ai danni di Graziano Paris e Federico Brevi (Team Viesse Rotopress Tirano). La corsa rosa ha invece visto Stefania Lovati (GS Sportissimo Top Level) imporsi su Anita Manzato (ASD Team Fausto Coppi – Fermignano) e Carolina Rossi (ASD Team Isolmant). Enzo Gnani (ASD Gnani Bike Team), Simone Zampatti (Team Viesse Rotopress Tirano) e Omar Manzoni (ASD Team Isolmant) formano il podio maschile del percorso corto, mentre Milena Felici (ASD Veloroma), Barbara Marangon (Peperoncinoteam.It) e Claudia Bertoncini (Velo Club Maggi 1906 ASD) quello femminile. I nomi dei “Campionissimi”, ossia del vincitore e della vincitrice del percorso da 175 chilometri, verranno incisi sullo speciale trofeo raffigurante la pietra miliare del Passo Gavia, che resterà esposta nello showroom di Assos a Lugano. Già stabilita la data della seconda granfondo La Campionissimo 2016 è fissata per domenica 26 giugno. Roberto Cunico vincitore della Granfondo La Campionissimo

foto PLAYFULL NIKON


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Il “Ristorante Tre Re” di Poggio Berni

GRANDE SUCCESSO ALLA 1A EDIZIONE DELLA POGGIO TORRIANA IN BIKE

robertozanetti65@gmail.com

a cura di ROBERTO ZANETTI

DOMENICA 4 MAGGIO, A POGGIO TORRIANA IN PROVINCIA DI RIMINI, SI È SVOLTA LA GARA IN LINEA RISERVATA AGLI ESORDIENTI DEL 1° E 2° ANNO. IN QUATTRO GIORNI LA MANIFESTAZIONE, DENOMINATA POGGIO TORRIANA IN BIKE, HA VISTO SFILARE NEL PICCOLO COMUNE DELL’ENTROTERRA RIMINESE OLTRE CINQUECENTO ATLETI DAI SETTE AI DICIOTTO ANNI

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Gli organizzatori speravano in una buona riuscita dell’evento e invece è stato un successo! Quattro giorni di gare, dai giovanissimi agli juniores, dalla gimcana alla cronometro, passando per due prove in linea. Una kermesse ciclistica ben riuscita che ha raccolto i consensi di tutti gli addetti ai lavori. Sono stati più di cinquecentocinquanta gli atleti impegnati nel comune della Valmarecchia, in provincia di Rimini, oltre duemilacinquecento le presenze sui campi di gara, fra addetti ai lavori e sportivi presenti alle manifestazioni. Ad arricchire il quartier generale dell’evento, il “Ristorante Tre Re” di Poggio Berni, erano presenti stand espositivi di Astoria Vini, V8 sport integratori, Bici Sport editoria, Comune di Poggio Torriana e promotori delle eccellenze alimentari del territorio.  Sono stati molti anche gli ospiti che hanno voluto gratificare l’impegno degli organizzatori con la loro presenza: il presidente del comitato Emilia Romagna Davide Balboni, il presidente del Settore Tecnico Regionale Andrea Collinelli ed il CT azzurro della categoria Juniores Rino De Candido. Il podio degli Esordienti 1° anno

Gli organizzatori intendono ringraziare, prima di tutto, le società sportive che si sono fatte carico delle manifestazioni: Poggiobernese ASD, Polisportiva Pedale Riminese, Fiumicinese Fait Adriatica; tutti i volontari che hanno prestato la loro opera nel presidiare i percorsi, le motostaffette di Progetti Scorta di Ravenna e tutti i componenti di giuria che si sono susseguiti nei giorni a venire. Alla fine di questa “maratona” ciclistica gli organizzatori non hanno perso tempo. Già si lavora alla seconda edizione per renderla, se possibile, ancora più bella, inserendo magari nuove gare con la speranza di coinvolgere altri amici imprenditori del territorio comunale ad investire sullo sport delle due ruote. L’appuntamento è quindi a maggio 2016 per una nuova avventura legata al ciclismo giovanile, al meraviglioso territorio di Poggio Torriana e della provincia di Rimini. LE CLASSIFICHE Entrambe le gare si sono risolte sull’erta finale di 1,5 km che portava all’arrivo, sito in Via Roma nel centro di Poggio Berni.

Il podio degli Esordienti 2° anno

Esordienti 1° Anno 1° Garofoli Gianmarco – S. Agostino km 31,700 alla media di km/h 31,180 2° Palmieri Alessandro – SC Pedale Chiaravallese A 3” 3° Ostolani Andrea – UC Scat Forlì

Esordienti 2° Anno 1° Tiberi Antonio – GS Olimpia Valdarnese km 37,700 alla media di km/h 34,800 2° Sala Saramano – GC Fausto Coppi di Cesenatico A 4” 3° Della Lunga Francesco – SC Pedale Toscano Ponticino

Campione Provinciale Rimini: Magnani Matteo – Velo Club Cattolica


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IL GIRO DELLE MINIERE a cura di ROBERTO FEROLI

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5 min

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LA SEDICESIMA EDIZIONE SI CELEBRA NEL RICORDO DI FRANCO BALLERINI. LA FORMULA: QUATTRO DIFFERENTI GARE IN UNA CI SONO ANCHE ALESSANDRA CAPPELLOTTO E PATRIZIA SPADACCINI. ORGANIZZAZIONE DELLA SC MONTEPONI

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Tra le miniere del Sulcis Iglesiente ed uno splendido mare. Una Granfondo, un circuito ed una crono a squadre. Quattro gare in una. Partecipanti anche dall’estero. Organizzazione quasi maniacale. Le fioriture della Sardegna a primavera inoltrata. Ed una accoglienza onesta, vera. È il Giro delle Miniere, quest’anno dal 31 maggio al 3 giugno; la sedicesima edizione, premiata dalla partecipazione e dalle parole dei protagonisti. C’è anche Alessandra Cappellotto, prima donna italiana a vincere il mondiale su strada (a San Sebastian, nel 1997), campionessa italiana su strada nel 2003, con all’attivo tre tappe del Giro d’Italia, un bronzo nella crono a squadre di Oslo del ’93 ed uno nella cronometro di Lugano del ’96. Entusiasta, ha donato la sua maglia mondiale a Luigi Mascia, organizzatore dell’evento sin dalla prima edizione, nel 2000, insieme alla sua SC Monteponi, di Iglesias. Ha risposto presente anche Patrizia Spadaccini, campionessa italiana su strada nel 1983, record woman dell’ora al Vigorelli nell’86, primato che lei stessa ha migliorato l’anno dopo, infine campionessa italiana di MTB nel 1991. «Una manifestazione di una bellezza unica – ha detto Patrizia, che da ormai molti anni fa parte della delegazione che accompagna gli atleti che partecipano alle Paralimpiadi – destinata a crescere sempre più. Complimenti all’organizzazione, un gruppo di persone innamorate di questo sport e di questa terra come se ne vedono davvero poche». E poi c’è il Team Bike Ballero, presente per l’occasione speciale di questo 2015. La squadra toscana, in cui Enrico Grimani era di Ballerini amico personale, si era fatta portatrice del desiderio della famiglia di ricordare il Ct della nazionale prematuramente scomparso. Pronto assenso del Giro delle Miniere, per una partnership destinata a durare nel tempo. Ma, tra le tante squadre, molte delle quali ovviamente da tutta la Sardegna (Alghero, Cagliari, Macomer, Olbia, Porto Torres, San Gavino Monreale, ecc.) hanno pedalato, e forte, anche i ragazzi dell’Eco Cyclo, formazione ideata da Patrick Francois che, in giro per l’Europa e non solo, ricorda sempre quanto sia facile per ogni atleta mantenere pulito il percorso attraversato. E poi, ancora, il Body2Bike Team, belga, con alcuni atleti provenienti dall’Olanda, per godere di quello che solo la Sardegna, ancora di più a primavera inoltrata, può offrire. Il percorso non è secondario. La domenica una granfondo da 120 chilometri con partenza ed arrivo ad Iglesias; 300 parteci-

Alessandra Cappellotto con Luigi Mascia

Comune di Iglesias Assessorato allo Sport


73 tocca ovviamente ai migliori che hanno partecipato a tutte e 4 le giornate. Uomini categoria A Giovanni Busdraghi, Team Bike Ballero, categoria B Roberto Rosati sempre del Team Bike Ballero, donne Elena Barbagli Ciclistica Senese.

Torta finale

Ma di questo, ciò che resta alla fine è la sensazione di un’ospitalità vera, sincera, che la SC Monteponi offre ai corridori, alle loro famiglie che colgono l’occasione per una splendida vacanza ed a tutti quanti partecipano all’organizzazione. La cena finale è la consacrazione di un sentimento che è anche del ciclismo, quello più sano, in cui la sfida, corretta e rispettosa dell’avversario, si consuma fino al traguardo, per poi lasciare spazio alla convivialità che la Sardegna stessa invita a godere con la giusta serenità. Fiore all’occhiello, non il solo, di una manifestazione che ancora molto crescerà già dal prossimo anno. Il podio, sullo sfondo il compianto Franco Ballerini

La squadra belga Body2Bike

panti ed un percorso davvero selettivo. Lunedì 1 giugno start e traguardo sono a Portoscuso, sul mare, 80 chilometri di grande selezione. Martedì 2 giugno si percorre 3 volte il circuito di Vallermosa; 100 km tondi senza particolari pendenze ma su strade in cui la bici va guidata con grande attenzione. Si chiude mercoledì 3 giugno, con la cronometro a squadre che da Siliqua arriva a Vallermosa, con un leggero ma fastidioso vento che tradizionalmente soffia in faccia o di lato. Le 4 gare sono indipendenti, ci si può iscrivere anche solo ad una. Cosi si è andati dai quasi 300 della Granfondo della prima giornata agli 80 della cronometro a squadre. La maglia bianca del leader, quella che indossa poi il vincitore del Giro delle Miniere,

Il gruppo a Portoscuso


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MENTE IN SELLA

a cura di CLAUDIA MAFFI Tempo di lettura

5 min

menteinsella@gmail.com IL POTERE DELLA MENTE USARE LA TESTA PER GESTIRE IL DOLORE ATLETICO

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Una delle abilità mentali più importanti per un corridore consiste nella capacità di sopportare livelli estremi di dolore atletico; chiunque pratichi sport a livello agonistico, o si sia cimentato almeno una volta in competizioni estreme su lunghe distanze, dovrebbe sapere perfettamente di cosa stiamo parlando: il dolore atletico è legato agli sforzi considerevoli richiesti dall’atleta al proprio organismo nel corso della competizione che, se non viene adeguatamente tollerato, può limitare l’espressione delle proprie potenzialità nell’ambito della prestazione; è dunque importante per il corridore imparare ad agire sulle cause del dolore per moderarlo, ad esempio esercitandosi a rilassare all’occorrenza la muscolatura delle gambe e del corpo. Diversi studi hanno messo in evidenza come l’ambiente, e la cultura nelle quali siamo nati e cresciuti, influenzano notevolmente il grado personale di tolleranza che ciascuno di noi ha del dolore: a seconda di quanto siamo stati abituati, nella nostra vita, a confrontarci con la sofferenza sia fisica sia mentale saremo più o meno preparati, da atleti, nel gestire e sopportare il dolore atletico legato alla prestazione. Tuttavia, innalza-

re la propria soglia di sopportazione del dolore è possibile: l’abilità di controllare mentalmente il dolore atletico può essere esercitata ed allenata attraverso specifiche tecniche di mental training. Dal punto di vista mentale, una regola di base per sopportare il dolore è sicuramente quella di prestarvi meno attenzione possibile, imparando a focalizzare altrove la propria attenzione. Provate ad ignorare il dolore tenendo impegnata la mente su altri compiti più strettamente legati alla prestazione; concentrarsi sulla sofferenza ha infatti l’immediato potere di amplificarla. A tal proposito, obiettivo delle tecniche di mental training potrebbe esser quello di insegnare ai corridori come utilizzare la mente per controllare le cause del dolore muscolare; gli atleti possono imparare a monitorare e regolare il tono muscolare del proprio corpo esercitandosi nel rilassare, volontariamente, la muscolatura qualora questa risultasse eccessivamente contratta, così da consentire un maggior apporto di sangue e ossigeno ai tessuti. Tendenzialmente, quando sentiamo dolore, siamo portati ad irrigidire ancora di più la muscolatura già contratta (aumentando foto BETTINIPHOTO

così ulteriormente il tono muscolare) e per quanto questo meccanismo sia una normale risposta difensiva del nostro corpo di fronte al dolore, può diventare controproducente per un corridore: contraendo ulteriormente i muscoli infatti si aggrava ancora di più la causa del dolore. Imparare a controllare il proprio tono muscolare vuol dire andare contro questa abituale tendenza, apprendendo a rilassare la muscolatura anziché contrarla ulteriormente. «I migliori ammortizzatori sono le braccia e le nostre gambe: se questi sono troppo rigidi non ammortizzano bene i colpi, ripercuotendosi negativamente su tutta la muscolatura e anche la guida della bici diventa meno efficace... Non è sempre facile non irrigidirsi durante una gara, mentre si pedala... personalmente quando sento di essere molto rigido so già che devo prepararmi ad una possibile caduta...» A questo corridore di MTB potrebbe tornare utile apprendere alcune fra le principali tecniche di rilassamento: queste tecniche, abitualmente utilizzate dagli psicologi dello sport, sono una valida strategia per ridurre l’eccessiva tensione muscolare. Il mental trainer invita gli atleti a svolgere a casa semplici esercizi di contrazione e decontrazione della muscolatura, così il corridore si abituerà nel riconoscere le situazioni di eccessiva tensione nel proprio corpo per, all’occorrenza, rilassare volontariamente i muscoli. Il passaggio successivo consisterà nell’allenarsi a casa, o in palestra, a svolgere semplici esercizi che simulino una situazione di dolore fisico, simili alle sensazioni sperimentate in bici durante sforzi estremi e lunghe competizioni, esercitandosi in questo contesto ad utilizzare a comando le strategie di rilassamento per influire sul tono muscolare, riducendo le tensioni... già solo il fatto di imparare a concentrarsi sulle sensazioni di rilassamento indotte da queste tecniche potrebbe avere l’effetto di distrarre l’attenzione del corridore dal dolore fisico sperimentato. Soltanto una volta che l’atleta avrà imparato a padroneggiare bene queste tecniche potrà applicare le strategie di rilassamento anche mentre sta pedalando, in situazioni di reale dolore muscolare.


RICHIE PORTE (TEAM SKY) GIRO D’ITALIA 2015

foto BETTINIPHOTO


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BIOMECCANICA INBICI

a cura di FABRIZIO FAGIOLI* Tempo di lettura

7 min

info@velosystem.com MOUNTAIN BIKE: L’ASSETTO BIOMECCANICO È IMPORTANTE?

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Nell’ambiente mountain biker non è raro sentire affermazioni del lizzo estremamente libero della mountain bike con un particolare ocgenere: «sulla bici mountain bike ci si muove molto spesso per cui chio di riguardo al divertimento. Queste mountain bike sono di solito delle full sospende non con ampie escursioni anche superiori a 150 l’assetto in sella ha poca importanza». Una riflessione tecnica sulla validità o meno di tale affermazione mm. Per quanto riguarda l’attività competitiva si sviluppa su percorsi deve anzitutto partire dalla distinzione delle diverse specialità che brevi con gare a punteggio dato da giuria sulla base del proprio stile. Il Dirt possiamo considerarlo un Free Ride effettuato su campi di derivano dall’utilizzo di questa tipologia di bicicletta. La mountain bike, infatti, sinonimo di libertà si presta a diverse tipo- terra battuta ed eventuali rampe di terra o legno con il principale oblogie di utilizzo competitive e non competitive. biettivo di saltare. La mountain bike è una front sospende spesso Fra quelle competitive distinguiamo DH (Down Hill), XC (Cross con ruote da 24” e componentistica ridotta al minimo al fine di avere Country), Marathon o GF (Gran Fondo). un mezzo robusto e affidabile anche in caso di atterraggi “di emerLe non competitive sono invece il FreeRide e l’Enduro o Trail, a cui si genza” (lanciando la bici). Escursioni anteriori attorno agli 80-110 mm tarati molto rigidi. La posizione della sella è poco importante mentre aggiungono con un utilizzo creativo o acrobatico le Street e le Dirt. Il Down Hill (DH), ovvero le discese fuori strada, prevede l’utilizzo quella del manubrio diventa fondamentale per guidabilità e controllo. di biciclette il cui obiettivo principale è quello di garantire stabilità Lo Street consiste nell’uso di MTB pensate per evoluzioni emozioe controllo nella guida alle alte velocità e su terreni sconnessi. La nanti nell’ambiente urbano, usando le strutture artificiali come spunti bicicletta per DH è perciò di solito pesante e robusta, impedalabile dove eseguire manovre e tutto ciò che mette alla prova l’abilità del in salita, biammortizzata con notevole escursione ammortizzante. biker e che suggerisce la fantasia (es: salto di muretti, scale, manovre La posizione di sella e manubrio, perciò non devono consentire da trial ecc.). La bici è robusta e molto piccola, spesso senza cambio efficienza di pedalata, bensì bilanciamento del peso e controllo del ed esclusivamente front molto agile con escursioni che vanno da 0 mezzo. Il manubrio sarà perciò alto e la sella bassa; entrambi più mm (trial) a 130 mm (drop), una sorta di incrocio tra BMX e mountain bike (per l’esattezza con telaio tipo mountain bike, ma “impostazioarretrati rispetto ad una posizione da pedalatore. Il Cross Country (XC) è invece una specialità che fa riferimento a ne” da BMX). Su queste biciclette va esclusivamente calibrata la gare di MTB su circuito caratterizzato da salite e discese e da per- pozione del manubrio e delle relative impugnature. corsi con diverse difficoltà tecniche da ripetere più volte; le distanze di solito vaMTB Assetto riano dai 20 ai 40 km. Le mountain bike SPECIALITÀ Efficienza Pedalata Guidabilità del mezzo Stabilità e Controllo dedicate a questa specialità devono avere Posizione sella Posizione Manubrio Bilanciamento Pesi caratteristiche di leggerezza e maneggeDown Hill – ** *** volezza, sono di solito front sospende con escursioni limitate attorno agli 80-90 mm. Cross Country (XC) *** ** ** L’assetto biomeccanico su questo tipoloMarathon o *** ** ** gia di bicicletta deve consentire una buona Gran Fondo resa in salita, ottenuta ottimizzando la poEnduro o Trail ** ** ** sizione della sella in altezza e arretramento per garantire efficienza della pedalata su Free Ride * ** ** questo percorso, e un buon bilanciamenDirt – *** ** to del peso e un buon controllo del mezzo Street – *** ** per i tratti veloci o tecnici in discesa. Il Marathon o Gran Fondo (GF) in Tabella 1. Importanza delle regolazioni di telaio e componenti nelle varie specialità della mountain bike: mountain bike identifica quelle gare con – (non importante), * (poco importante), **(importante), * (molto importante) sviluppo che supera i 40 km, di solito in linea o in un unico giro con dislivelli di percorso anche importanti. Alla luce delle caratteristiche delle varie specialità del mondo della Le caratteristiche del telaio e dell’assetto sono perciò simili a quelle mountain bike confermiamo l’importanza delle regolazioni di telaio e della bicicletta da Cross Country con un equo bilanciamento fra componenti da affrontare su tre ambiti: a) il bilanciamento dei pesi al fine di ottimizzare “stabilità e controllo esigenze di efficienza di pedalata e guidabilità del mezzo. del mezzo”; L’Enduro o Trail è un’attività non competitiva che possiamo considerare in mezzo fra il Free Ride (divertimento su ogni percorso) e b) la posizione della sella al fine di garantire “efficienza di pedalata”; il Cross Country (prestazione su percorsi anche impegnativi sotto il c) la posizione del manubrio al fine di permettere la necessaria “guidabilità del mezzo”. profilo tecnico). Le mountain bike utilizzate sono in genere biammortizzate con escursioni frontali fino a 120 mm, con peso non esa- In ogni specialità è auspicabile che sia il mezzo ad assecondare le sperato in leggerezza e un assetto un poco più rivolto al comfort caratteristiche e la morfologia del mountain biker e non il contrario. e alla maneggevolezza in discesa senza perdere di vista l’efficienza In ogni specialità della mountain bike il corretto assetto biomeccanidella pedalata. Queste bici sono predisposte alle lunghe escursioni co è non solo importante ma fondamentale per la prestazione o per dove il cronometro passa in secondo piano rispetto alla comodità. raggiungere obiettivi anche non competitivi. *Responsabile Tecnico Velosystem® Il Free Ride, intesa come attività anche competitiva, identifica un uti-


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Cesenatico FC Monza-Brianza MB Fondi LT Luzzi CS Roma RM Nuoro NU Pergine V. TN Piacenza PC Massagno - Svizzera Capriolo BS Malo VI Carpi MO Cascina PI Città di Castello PG Argenta FE Novoli LE Tovo di S. Agata SO Brasilia Brasile Varese VA Terni TR Pinerolo TO Civitavecchia RM Boffalora S.T. MI Impruneta FI Crema CR Forlì FC Bari BA Manfredonia FG Cesenatico FC

0547 675940 348 5179391 0771 537644 0984 543780 06 8553828 0784 39050 331 4266446 334 8984694 +41 79 6237763 333.8786175 0445 607702 331 1769295 328 5516679 338 7989271 0532 852233 0832 711052 0342 770066 (61) 3248 0460 0332 1810073 324 6232614 0121 3258151 0766 3 20 39 02 97255461 055 2020004 0373 278063 338 8723018 080 8964504 0884 536306 0547 673499

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MESTIERI IN BICICLETTA a cura della REDAZIONE

DALL’ARROTINO AL CASTAGNARO, DAL BARBIERE AL LATTAIO, A FABRIANO UNA SINGOLARE MOSTRA DI MEZZI D’EPOCA, QUANDO L’UOMO, PER LAVORARE, SCEGLIEVA LE DUE RUOTE

C’

C’era una volta il venditore di giocattoli. E il cinematografo ambulante, il robusto portapacchi delle poste, il riparatore del caldano di rame, il vetraio e il venditore di gelati. Con tutte le sue statuine, poi, anche il presepe ambulante. Tutto su due ruote, rigorosamente a trazione umana: la bicicletta. Ai “Mestieri in bicicletta” è dedicata la mostra presso la galleria delle Arti di Fabriano. Le bici esposte sono l’esempio di fantasia e praticità, nelle loro modifiche e adattamenti. Tutto secondo la necessità dell’artigiano. Il percorso espositivo, composto da biciclette originali, è arricchito da foto d’epoca in bianco e nero e ricostruisce l’ambiente sociale e culturale in cui gli artigiani e le loro biciclette si muovevano. Mestieri in bicicletta” rivela, in tutta la sua drammaticità, lo sforzo e la fatica per risolvere i problemi della quotidianità di un tempo e ricominciare a vivere, con il sudore del proprio lavoro, una esistenza dignitosa nei periodi difficili del dopoguerra della prima e della seconda guerra mondiale. La mostra è uno spaccato di storia italiana a partire dagli anni venti fino agli anni sessanta ed ha un valore sociale ed educativo per quanti hanno il piacere di visitarla. www.mestieriinbicicletta.it

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LUCA PAOLINI

foto BETTINIPHOTO


Con Recon JET tutte le informazioni sono sott’occhio a cura di ROBERTO ZANETTI PRODOTTI DA RECON  INSTRUMENTS E DISTRIBUITI IN ITALIA DA BELTRAMI TSA, GLI OCCHIALI RECON JET SONO UN VERO COMPUTER INDOSSABILE PENSATO PER LE ATTIVITÀ OUTDOOR, IN GRADO DI MOSTRARE I DATI IN TEMPO REALE SUL DISPLAY POSIZIONATO DAVANTI ALL’OCCHIO DESTRO

CHI È RECON? La Recon ha base a Vancouver – in Canada – e nasce dall’idea di un triatleta che, mentre si allenava a nuoto, pensò come poter visualizzare le informazioni dei suoi allenamenti negli occhialini. Presto decise di applicare questa sua idea ad altri sport nei quali fosse importante per l’atleta avere la possibilità di accedere in modo veloce e semplice a tutta una serie di informazioni legate all’allenamento. Oggi Recon, oltre a produrre l’occhiale Jet, fornisce la propria tecnologia Head-Up Display anche ad altre aziende leader nel settore dell’occhiale sportivo e delle mascherine da sci/ snowboard quali Oakley e Smith. Notizia di questi giorni la Recon Instruments è diventata di totale proprietà di Intel, che ne ha rilevato tutte le quote. Intel, infatti, da semplice azionista è di fatto diventata proprietaria in toto dell’azienda canadese, questo a dimostrazione di quanto interesse ci sia in questa nuova categoria di prodotti i cosiddetti “smart glasses”. Una categoria nella quale colossi come Google, Luxottica o la stessa Intel – per l’appunto – stanno facendo degli investimenti di dimensioni molto importanti. LE FUNZIONI E LA TECNOLOGIA DEI RECON JET Quello che si vede dai Recon JET – grazie alla tecnologia HeadUp Display già adottata da alcune case automobilistiche – non è un mondo virtuale, bensì una vera e propria realtà amplificata: questo significa che l’atleta, mentre rimane concentrato sulla strada che sta percorrendo o mentre si allena, può consultare altre informazioni in tempo reale, senza distogliere lo sguardo davanti a sé. Pensati e testati per i ciclisti e per i runner, ma dal molteplice utilizzo, gli occhiali intelligenti mettono a disposizione dello sportivo un vero proprio computer di ultimissima generazione con la possibilità di connettersi tramite i più sofisticati sistemi:

WiFi 802.11b/g/n e Bluetooth 4.0. È anche possibile collegare gli smartglass allo smartphone per ricevere notifiche, messaggi e controllare la riproduzione della musica. Mentre per gli utenti “maniaci” della misurazione c’è anche il supporto ANT+ che consente di usare accessori compatibili, come i cardiofrequenzimetri o misuratori di potenza espressa in watt. Il display, posizionato sulla lente destra, ha una risoluzione WQVGA con elevati contrasto e luminosità. Con i Recon JET sarà come guardare le immagini su uno schermo da 30 pollici (pari a un televisore di uguale misura) a una distanza di circa due metri. Inoltre sono presenti per le attività professionali e, al contempo, anche molto divertenti una fotocamera da 2,1 Megapixel, speaker e due microfoni che permettono di scattare foto, registrare video, visualizzare distanza, durata e mappe. Ovviamente non si può fare a meno delle opzioni di condivisione sui più noti social network come Facebook, Instagram e Twitter, oltre un’App Recon Engage (gratuita!) per iOS e Android per visualizzare le attività fisiche e confrontare i progressi fatti nel tempo, allenamenti o gare che siano. CARATTERISTICHE TECNICHE All’interno degli occhiali Recon JET (85 gr di peso, appena 30 gr in più rispetto ad un normale occhiale da sole sportivo) si concentra un numero notevole di tecnologie. Per gestire tutte le funzioni ci si avvale di un  processore dual core, affiancato dalla connessione  Wi-Fi  integrata, Ant+  (per il trasferimento di dati, utilizzato per dispositivi come podometri e cardiofrequenzimetri),  Bluetooth, una  videocamera HD che permette di scattare foto e realizzare video della durata fino ad 1’ e che possono anche essere postati direttamente dall’occhiale sui Social Network. Non ultimo poi, l’occhiale integra un GPS cartografico con la possibilità di scaricare tramite il sito


https://engage.reconinstruments. com/ mappe dettagliate di moltissime località per analizzare e condividere i percorsi con gli amici. A questo su unisce poi una funzione che permette di vedere dall’occhiale anche la posizione di eventuali altri “amici” qualora indossino anche loro l’occhiale Jet. Ovviamente poi a questo si affiancano anche una serie di sensori che vanno dall’accelerometro, al giroscopio, al magnetometro, altimetro, termometro, etc… Gli occhiali Recon JET basano il loro software su una piattaforma di sviluppo (Android) aperta a tutti coloro che volessero sviluppare delle applicazioni dedicate. Questo, come logico, moltiplicherà in modo esponenziale le funzionalità possibili per questo prodotto già così com’è decisamente rivoluzionario. Come si può vedere dalle foto del servizio, l’Hud è posto sul lato destro degli occhiali; più indietro, invece, è situato il touchpad (ottico, utilizzabile anche indossando i guanti) per impartire i comandi. Recon garantisce il funzionamento perfetto in tutte le condizioni meteo e di luce. Sia la batteria che il display sono facilmente rimovibili senza l’utilizzo di nessuno attrezzo, per poter usare i Recon JET anche come un occhiale tradizionale mentre le lenti – intercambiabili – si possono sfruttare con il sole, con le nuvole o nelle svariate condizioni di luce in cui ci si trova a praticare lo sport preferito. CONCLUSIONI Si tratta sicuramente di un oggetto dal costo importante (749,00 € al pubblico, IVA inclusa) ma la sua unicità, le molteplici funzionalità ne giustificano abbondantemente il costo. Se pensiamo di

sommare infatti il prezzo di un buon GPS cartografico a quello di una foto/videocamera e, a questo, aggiungiamo poi degli occhiali sportivi di buona qualità avremmo di certo superato il prezzo di questo prodotto eccezionale. Senza, tra l’altro, avere tutto questo in un solo dispositivo! IL PRODUTTORE: Recon Instruments Vancouver - Canada www.reconinstruments.com https://engage.reconinstruments.com IL DISTRIBUTORE PER L’ITALIA: Beltrami TSA Via Euripide, 7 42124 Reggio Emilia Tel: +39 0522 307803 Fax: +39 0522 703106 E-mail: info@beltramitsa.it Web site: www.beltramitsa.it


82 a cura di BRUNO FILIPPI

LA GESTIONE FISICA DELL’ATLETA

LAVORO MANUALE E STRUMENTI AGGIUNTIVI. COME L’ATLETA PUÒ BENEFICIARE DEL GIUSTO MIX

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Negli articoli precedenti ho cercato di trasmettere le informazioni più importanti per condividere con i lettori interessati come gestire manualmente le esigenze di un atleta. Oltre al lavoro puramente manuale, l’operatore può avere a disposizione strumenti e strategie aggiuntive che offrono la possibilità di rifinire e/o perfezionare il risultato di un trattamento e, di conseguenza, arrivare più facilmente all’obiettivo ricercato. • Classica, molto efficace e di facile utilizzo la CRIOTERAPIA, o terapia del freddo, che dir si voglia. Si può sfruttare utilizzando vari sistemi, che danno la possibilità di gestire diverse problematiche. Riassumo in un primo gruppo tutto ciò che permette di gestire esclusivamente un problema di origine traumatica o infiammatoria in tempi più ristretti possibile al fine di limitare il processo d’innesco patologico. Si va dalla classica borsa del ghiaccio, che richiede però la necessità di avere a disposizione il ghiaccio in cubetti; la placca in gel, che va comunque conservata in congelatore; le buste di ghiaccio sintetico, comode e sempre al seguito, che si attivano tramite la rottura di una fiala contenuta all’interno della busta stessa. In un secondo gruppo, invece, strumenti in grado di gestire, oltre a quello sopra detto, anche situazioni fisiologiche più complesse che rientrano nella gamma di problematiche da fronteggiare nella nostra gestione dell’atleta. In particolare apparecchiature con circuito termoregolabile come quella rappresentata in foto 1. Attraverso un circuito chiuso molto simile a quello di raffreddamento del motore, il liquido termoregolabile viene convogliato all’interno di queste fasce anatomiche avvolgenti dan2 do un effetto pressorio alternato. In questo modo si può controllare, ad esempio, una situazione flogistica importante conseguente ad un trauma recente o, addirittura, ad un post operatorio, ottenendo un recupero decisamente più rapido. Ma ancora, e questo diventa interessante, limitare il rilascio di tossine da parte di un gruppo muscolare subito dopo un affaticamento da sforzo. Allo stesso gruppo appartengono anche sistemi di raffreddamento come il crio control, costituito da piscine gonfiabili collegate ad un’unità di controllo della temperatura

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83 dell’acqua, all’interno delle quali si immergono gli arti inferiori per una durata di circa 10 minuti e ad una temperatura che oscilla da 8 a 12 gradi. (foto 2) Per chi non avesse a disposizione tale sistema si può ottenere lo stesso risultato utilizzando una comune vasca da bagno portando l’acqua in temperatura con l’aggiunta di ghiaccio. • BENDAGGIO I sistemi di bendaggio sono molteplici, e di rilevante importanza nella nostra gestione è l’ormai conosciutissimo kinesiotaping. Si pratica utilizzando particolari cerotti adesivi-elastici ritagliabili o addirittura già preformati che vengono applicati sulla pelle soprastante i distretti muscolari da gestire in due sostanziali modalità. Praticamente tali applicazioni trasmettono informazioni sui meccanocettori cutanei che attivano a loro volta risposte muscolari riflesse. In TENSIONE, quando lavoriamo su un tessuto sano per dare al muscolo una prestazione migliore. (foto 3) In pratica sfruttando un’elasticità che può arrivare fino al 40% della lunghezza del tape utilizzato, si aiuta uno o più segmenti muscolari a svolgere il proprio lavoro con più efficacia. Questo ci dà la possibilità di aumentare la prestazione muscolare oppure di limitare un disturbo eventuale durante l’azione muscolare stessa.

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In SCARICO, invece, si utilizza per gestire una problematica tissutale con l’insorgenza di gonfiore e ristagno liquido a carico di tessuto connettivo e muscolare. (foto 4) In questo caso si applica a tensione 0 sul distretto interessato in modo da provocare durante il movimento la formazione di avvallamenti ondulatori che facilitano il drenaggio dei liquidi congestionati al di sotto del bendaggio stesso.

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Nella foto 5 si nota chiaramente l’efficacia di un drenante su un importante ematoma provocato da uno strappo muscolare.


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MTB


La partenza della 100 Km dei Forti

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TRENTINO MTB PRESENTED BY CRANKBROTHERS

pressoffice@newspower.it

a cura di NEWSPOWER

GRANDE SUCCESSO PER I PRIMI TRE APPUNTAMENTI, VALDINON BIKE, 100 KM DEI FORTI E DOLOMITICA BRENTA BIKE OLTRE 2000 BIKER ALLE TRE PROVE, DI CAVARENO, LAVARONE E PINZOLO. PROSSIMO APPUNTAMENTO IL 2 AGOSTO CON LA VECIA FEROVIA

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In Trentino il mese di giugno è trascorso all’insegna della mountain bike. Il circuito “Trentino MTB presented by crankbrothers”, infatti, ha regalato a migliaia di biker due appuntamenti dall’elevato tasso di spettacolarità: la 100 Km dei Forti di domenica 14 giugno a Lavarone e la Dolomitica Brenta Bike di Pinzolo, andata in scena domenica 21 giugno in Val Rendena e sulle Dolomiti di Brenta. La 100 Km dei Forti è una delle gare storiche della MTB italiana e quest’anno ha festeggiato la 20a edizione con 1000 partecipanti impegnati sugli sterrati dell’Alpe Cimbra. Per celebrare al meglio il Centenario della Prima Guerra Mondiale il percorso “marathon” di 92 km e 2700 metri di dislivello ha toccato quasi tutte le fortezze austro-ungariche che dominano le alture degli Altipiani di Lavarone, Luserna e Folgaria. Dopo un forte temporale che ha bagnato biker e

foto LA LEGGENDARIA CHARLY GAUL PRECEDENTE EDIZIONE, credit NEWSPOWER

tracciati, la gara si è accesa sulle prime salite di giornata verso Passo Vezzena e Forte Busa Verle, dove si è subito selezionato il gruppo dei big con Johann Pallhuber, Mirko Tabacchi, Luca Ronchi, Diego Alfonso Arias Cuervo, Klaus Fontana e l’austriaco Mayer in testa alla gara, seguiti dal duo del Team Scott formato da Juri Ragnoli e Franz Hofer. Nella lunga ascesa verso Forte Cherle Ragnoli rientrava sui primi e cominciava ad imporre un ritmo troppo elevato per Tabacchi, Mayer e Pallhuber. A Forte Sommo Alto, punto più elevato del percorso a 1644 metri di quota, al comando si era formato un terzetto con Ragnoli, Luca Ronchi e Klaus Fontana, ma l’azione decisiva per i destini della 100 Km dei Forti è avvenuta a 15 km dall’arrivo, nei pressi di Folgaria, quando Juri Ragnoli ha piazzato un allungo cui nessuno dei compagni di fuga riusciva

a rispondere. Il bresciano del Team Scott ha proseguito tutto solo verso il traguardo di Lavarone, dove ha celebrato il terzo successo alla 100 Km dei Forti dopo gli acuti del 2012 e del 2014. Fontana è transitato al secondo posto a 1’ 52’’ dal vincitore, mentre Ronchi ha chiuso al terzo posto, distanziato di 2’ 37’’ da Ragnoli, con Marzio Deho che ha rimontato sino al 4° posto nel finale. La gara femminile è stata un monologo della vicentina Annabella Stropparo che si è imposta in solitaria, rifilando un distacco di quasi 30’ a Lorena Zocca e Chiara Mandelli, rispettivamente seconda e terza. Anche l’itinerario “classic” di 57 km e 1450 metri di dislivello ha visto i due vincitori tagliare il traguardo da soli: Ivan Degasperi e Jessica Pellizzaro hanno piegato la concorrenza nel percorso valido come ultima tappa del 1000Grobbe Bike Challenge. Il foto NEWSPOWER


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circuito dell’Alpe Cimbra, composto anche dalla Nosellari Bike e dalla Lavarone Bike di sabato 13 e venerdì 12 giugno, è stato terreno di caccia per la stessa Pellizzaro e per Domenico Valerio, protagonisti nelle tre prove del weekend. Una settimana più tardi le Dolomiti di Brenta hanno accolto biker e “abbonati” di Trentino MTB. A Pinzolo, infatti, si è disputata la 2a edizione della Dolomitica Brenta Bike con un percorso “rock” da 82 km e 3000 metri di dislivello da veri puristi delle ruote artigliate, fra cime maestose e paesaggi incantati della Val Rendena e di Madonna di Campiglio. Sulla prima ascesa di giornata, verso Malga Movlina, Daniele Mensi ha preso in mano la situazione assieme al colombiano “Leo” Paez e a Samuele Porro. Mensi e Paez si sono avvantaggiati in discesa proseguendo appaiati anche sulla tosta ascesa del Monte Spinale, foto NEWSPOWER

così ripida da costringere i big a scendere di bicicletta, e su quella del Rifugio Graffer. La zampata vincente di Daniele Mensi è arrivata nella lunga picchiata conclusiva verso Sant’Antonio di Mavignola e Pinzolo, quando il portacolori dello Scapin Soudal Pro Racing Team ha attaccato Paez, dolorante per i postumi di una frattura. Mensi ha così concluso la gara in 3 h 55’ 55’’ distanziando di 12’’ Paez e di 3’ 27’’ Tony Longo, terzo sul traguardo di Pinzolo e bravo ad anticipare di soli 2’’ Samuele Porro, con l’eterno Deho 5°. In campo femminile, invece, Lorena Zocca ha messo in fila tutte le avversarie rifilando 7’ 10’’ a Chiara Mandelli, seconda, e oltre 19’ a Roberta Seneci, terza. Lorenza Menapace e Andrea Zamboni si sono portati a casa la vittoria nell’itinerario “pop” di 45 km e 1550 metri di dislivello. Grazie ai risultati ottenuti alla 100 Km dei

Forti e alla Dolomitica Brenta Bike Ivan Degasperi e Lorena Zocca hanno preso il comando della classifica assoluta del circuito e con tre gare su sei disputate puntano decisi a confermare i successi ottenuti nel 2014. I due biker guidano anche i ranking nelle categorie M1 e Open Femminile e nella classifica dello Scalatore, mentre gli altri leader sono Alberto Lenzi (Jun), Marzio Deho (Open M), Gabriele Depaul (Elite Sport), Luca Zampedri (M2), Claudio Segata (M3), Michele Bazzanella (M4), Giuseppe Baricchi (M5) e Silvano Janes (M6). Dopo le fatiche fra i forti dell’Alpe Cimbra e sulle Dolomiti di Brenta, “Trentino MTB presented by crankbrothers” si prende un mese di pausa per tornare domenica 2 agosto sui binari della Vecia Ferovia dela Val de Fiemme, altro appuntamento da non perdere sugli off road del Trentino.


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KATAZINA SOSNA – ORTLER BIKE MARATHON 2015


ZERO AERO WALKABLE TM AI PIEDI DI BRADLEY WIGGINS a cura di ROBERTO ZANETTI foto di Beltrami TSA IL 7 GIUGNO SCORSO, AL LEE VALLEY VELOPARK DI LONDRA, “IL BARONETTO” BRADLEY WIGGINS HA PERCORSO 54,526 KM DOPO 218 GIRI – ALLA MEDIA DI 54,616 KM/H – STABILENDO IL NUOVO RECORD DELL’ORA SU PISTA. AI SUOI PIEDI O, PER MEGLIO DIRE, SOTTO LA SUOLA IN CARBONIO DEI SUOI SCARPINI DA CICLISMO, C’ERANO LE TACCHETTE ZERO AERO WALKABLE™ DI SPEEDPLAY!

Il record dell’ora di Bradley Wiggins stabilito con le tacchette Zero Aero Walkable™ di Speedplay

Le tacchette Zero Aero Walkable™: Facendo riferimento alla traduzione letterale del termine “Walkable™”, ovvero “adatte per camminare” (il che non significa “per lunghe camminate”), le tacchette Zero Aero sono sicuramente pensate per garantire una migliore trazione a terra permettendo di scendere dalla bicicletta e camminare in assoluta tranquillità. Si ottiene così una più comoda e sicura superficie di appoggio della scarpa (e di conseguenza del piede in esso contenuta) rispetto a quella che si ha con le normali tacchette in commercio. Il pedale Speedplay è dotato di un facile sistema di aggancio; basta infatti tenere un piede a terra, posizionare l’altro sul pedale con la sfera del piede piatta e spingere in basso. L’entrata è facilitata abbassando il tallone e ruotando il piede verso il basso; non è richiesta alcuna tecnica “toein” o “heel-in”. Il rilascio del pedale è ottenuto ruotando il tallone verso l’esterno, mentre lo si solleva. Consigli per la regolazione dell’ampiezza di flottaggio: Il sistema pedali Zero e Zero Aero di Speedplay fornisce un’ampiezza di flottag-

gio di 15° che può essere regolata facilmente e con precisione sia per il flottaggio “heel-in” (verso la bicicletta) sia “heel-out” (opposto alla bicicletta) e ogni direzione può essere regolata indipendentemente dall’altra. Il flottaggio massimo (15°) è ottenuto ritraendo entrambe le viti di limitazione con un cacciavite Phillips n. 1; mentre il flottaggio minimo si ottiene serrando le viti di limitazione. Le viti di limitazione dell’alloggiamento a molla non devono essere retratte oltre il bordo dell’alloggiamento. Non rimuovere mai le viti di limitazione dalla tacchetta Zero Aero, perché si potrebbe danneggiare. Il flottaggio minimo è ottenuto serrando una o entrambe le viti di limitazione fino a quando entrambe entrano in contatto con l’indicatore dell’ampiezza di flottaggio. Non continuare a serrare le viti, una volta che queste hanno raggiunto l’indicatore dell’ampiezza di flottaggio, perché si potrebbe danneggiare la tacchetta. La posizione della vite di limitazione anteriore controlla l’ampiezza di flottaggio “heel-in”. La posizione della vite di limitazione posteriore controlla l’ampiezza di flottaggio “heel-out”. Una volta che la vite di limitazione entra in contatto con l’indicatore dell’ampiezza del flottaggio, ruotando il piede verso l’esterno si apre la molla della tacchetta consentendo il rilascio dal pedale. L’angolo di sblocco del piede verso l’esterno dai pedali Zero o Zero Aero cresce all’aumentare dell’ampiezza di flottaggio. L’angolo di sblocco del piede verso l’esterno dai pedali Zero e Zero Aero diminuisce con la riduzione dell’ampiezza di flottaggio. Alcuni utili consigli per la manutenzione ordinaria della tacchetta Zero Aero Walkable™ Si consiglia di lubrificare regolarmente le molle delle tacchette Zero Aero e i bordi di aggancio del pedale dei pedali Zero e Zero Aero con Speedplay SP-LUBE o un altro tipo di lubrificante secco (PTFE). La lubrificazione abituale allunga la durata del prodotto ed è fondamentale per garantire sempre il perfetto funzionamento del pedale. Non sono consigliati, invece, i lubrificanti liquidi (olio, WD40, o altro), perché attraggono la polvere e accelerano l’usura. Se per qualsiasi motivo le molle della tacchetta Zero Aero Walkable™ si dovessero bloccare a causa di detriti e non si aprono o si chiudono completamente, si suggerisce di

Il kit delle tacchette Zero Aero Walkable™

pulire molto bene le cavità della tacchetta e lubrificarle di nuovo prima dell’uso, in modo da riottenere il corretto funzionamento. Speedplay consiglia di sostituire le tacchette Zero Aero almeno ogni 5000/8000 km d’utilizzo oppure quando i componenti mostrano una visibile usura. Il Produttore Speedplay www.speedplay.com Il Distributore per l’Italia Beltrami TSA Via Euripide, 7 42124 Reggio Emilia Tel. +39 0522 307803 Fax: +39 0522 703106 E-mail: info@beltramitsa.it Web site: www.beltramitsa.it La tacchetta Zero Aero Walkable™ installata su una scarpa con suola full carbon


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ORTLER BIKE MARATHON

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a cura di NEWSPOWER

LA PRIMA EDIZIONE PORTA NELLA PICCOLA E SPLENDIDA GLORENZA BEN 1700 BIKER. TRA PAESAGGI SUGGESTIVI E PASSATI PIÙ BELLI CHE COMPLESSI GRANDE SUCCESSO, MA NON È UN CASO. L’ORGANIZZAZIONE HA PROMOSSO LA MANIFESTAZIONE CON OLTRE UN ANNO D’ANTICIPO: QUANDO IL LAVORO PAGA!

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La Ortler Bike Marathon è nata grande, e per un giorno Glorenza è stata presa d’assalto da 1700 biker che hanno pedalato sugli sterrati altoatesini della Val Venosta. La granfondo ha debuttato sabato 6 giugno e i due tracciati da 51 e 90 km sono stati apprezzati da tutti i partecipanti, per la durezza delle salite e soprattutto per i panorami unici dell’Alta Val Venosta, attraversata in lungo e in largo da entrambi gli itinerari. La gara è scattata alle 8.00 da Glorenza, con sole e caldo ad accompagnare i biker per tutta la giornata. Dopo la passerella a velocità controllata fra le mura e i palazzi del centro storico di Glorenza, i rider si sono scatenati sugli off road venostani in una gara che ha visto al via i migliori esponenti del pianeta bike marathon,

come i vari Paulissen, Medvedev, Porro, Mensi, Ragnoli, Pallhuber e in campo femminile Gaddoni, Sosna, Menapace o Veronesi. Centinaia erano anche gli stranieri, ma il grosso del plotone era formato da migliaia di appassionati che per un giorno hanno pensato solo a divertirsi in sella, con l’intento di giungere all’arrivo, godersi il clima di festa di Glorenza e gli scorci dell’Alta Val Venosta: tanti, infatti, hanno gareggiato in scarpe da ginnastica, altri ancora hanno tagliato il traguardo brindando con una meritata birra o in gruppo, assieme ai propri compagni di team. Chi si è giocato il successo, comunque, ha fatto sul serio sin dalle fasi iniziali, come è accaduto nella gara del percorso “marathon” di 90 km e 3000 metri di dislivello. Dopo essere scesi di bicicletta per tran

sitare all’interno dell’abbazia di Monte Maria, i biker si sono scatenati lungo le rampe che portavano ai 2230 metri del Lago dei Preti: Roel Paulissen ha preso in mano le operazioni selezionando un gruppetto di cui facevano parte Daniele Mensi e Juri Ragnoli, mentre alle loro spalle Medvedev, Pallhuber, Porro e Antonello rimanevano più attardati. Quando i biker sono transitati a fianco del campanile sommerso del Lago di Resia il distacco di Medvedev dai primi era di 1’ 16’’, ma il russo è stato bravo a resistere e rientrare sulla testa della corsa poco prima dell’ultima ascesa di giornata, in cui Mensi ha perso le ruote del gruppo dei big trascinato dal forcing di Juri Ragnoli. La discesa conclusiva, con uno scenografico passaggio sulle scalinate di Castel Coira, non ha fatto selezione e così Medvedev, Paulissen e Ragnoli si sono presentati

Lo sprint vincente di Roel Paulissen, alle sue spalle Juri Ragnoli e Alexey Medvedev

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La vincitrice della prova femminile Katazina Sosna (a destra) e Daniela Veronesi ( a sinistra) seconda alle spalle della lituana

tutti assieme a Glorenza per giocarsi il successo allo sprint. Sul rettilineo finale, fra i portici della bella cittadina altoatesina, Roel Paulissen è stato il più veloce dei tre superando in volata Ragnoli e Medvedev. La prova femminile, invece, è stata dominata dalla lituana Katazina Sosna, compagna di squadra di Paulissen nel Torpado Factory Team, che ha trionfato in solitaria infliggendo un distacco di 7’ 33’’ a Daniela Veronesi, seconda, con il podio completato da Elena Gaddoni, terza, a 13’ 33’’. La Ortler Bike Marathon proponeva anche un percorso “classic” di 51 km e 1600 metri di dislivello in cui si sono imposti il giovane altoatesino (classe 1997) Moritz Plaikner e la trentina Lorenza Menapace. L’appuntamento ora è fissato al 2016 per una emozionante seconda edizione della Ortler Bike Marathon, ovviamente fra le mura di Glorenza.

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Gruppo di testa

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100 KM DEI FORTI 2015


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MTB A COURMAYEUR a cura di PAOLO MEI

TRE GIORNI DI MTB DEDICATI AL CAMPIONATO ITALIANO ASSOLUTO XCE, E NON SOLO DISPUTATA ANCHE LA TAPPA DEGLI INTERNAZIONALI D’ITALIA, IL CAMPIONATO ITALIANO DI SOCIETÀ ED IL GRAND PRIX GIOVANISSIMI

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Il tetto d’Europa, il Monte Bianco, è stato spettatore d’eccezione per una tre giorni d’altri tempi a Courmayeur, al confine con la Francia. Tre giorni di gara splendidamente organizzati dal Velo Club Courmayeur Mont Blanc Gal Sport, con il presidente Claudio Chéraz in testa e Rudi Garbolino a capo dell’organizzazione tecnica: l’uomo che ha coordinato la sistemazione dei percorsi, con l’aiuto di uno staff di volontari instancabili e motivati a realizzare un evento di altissimo livello tecnico e grandissima partecipazione. Stessa località nota per aver ospitato il campionato italiano giovanile del 2012, stessa instancabile organizzazione, stesse motivazioni, format diverso, nuovi orizzonti per il gruppo organizzatore che adesso sogna in grande, dopo il grande successo ottenuto. Ma veniamo alle giornate di gara: tutto incomincia venerdì 19 giugno, con un sole fantastico e un panorama da cartolina che solo la Valle d’Aosta può regalare agli appassionati, con in bella vista il Dente del Gigante e il ghiacciaio del Monte Bianco sopra la testa degli atleti. Fabio Balbi, esperto speaker e storica voce della Mountain Bike italiana, incomincia la presentazione delle qualifiche del campionato italiano XCE, disciplina giovane ed esplosiva che a Courmayeur, assegnerà le seconde maglie tricolori della storia (prima edizione, nel 2014 a Rovereto, ndr). 150 i corridori al via su un percorso brevissimo di soli 400 metri ricco di insidie e di ostacoli artificiali, tutto ricavato nelle vie centrali del paese. La categoria femminile Open ha visto la vittoria della favorita, Anna Oberparleiter (Carraro), capace di precedere la ju-

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7 min

Lisa Rabensteiner

nior Greta Seiwald (Focus), con terza l’elbana Alessia Bulleri della Forestale. Tra i maschi, è l’alfiere KTM Maximilian Vieider a vincere e a mettere le ruote davanti al sorprendente “local” Matteo Berta (Courmayeur Mont Blanc Gal Sport), capace di andare a medaglia in una gara tiratissima. Podio completato da un altro valdostano, il brillantissimo Federico Piccolo (Pila Bike Planet), che nonostante la giovanissima età e una certa discontinuità, dimostra di avere classe e talento da vendere. Nelle categorie “esordienti-allievi”, strepitosa affermazione del valdostano Roberto Vassoney (Lupi) tra i maschi e della altoatesina Anita Rossi (Egna Neumarkt). Tra gli amatori, straordinaria vittoria di Helmut Flor (Egna). Premiazioni ricche di emozioni, con la presenza di Wanda, moglie di Luigi Pellissier, storico pioniere della MTB valdostana, scomparso prematuramente alcuni anni fa. Il sabato è stato dedicato interamente alle categorie giovanissimi e alle categorie amatoriali, vera e propria ninfa vitale del movimento, che hanno registrato un boom a livello di presenze e un grande apprezzamento dei diretti interessati, estremamente felici di potersi misurare su un percorso che potrebbe diventare teatro della Coppa del Mondo. Ed eccoci alla giornata più attesa, quella della tappa conclusiva degli Internazionali d’Italia Series 2015, con rappresentate ben 10 nazioni ai nastri di partenza. Percorso tecnico, Rock Sections e single track emozionanti. Tre ingredienti che hanno regalato incredibili momenti per gli appassionati.


95 hanno registrato le affermazioni di Martina Berta (Donne Junior), Filippo Colombo (Uomini Junior), Chiara Teocchi (Under 23 femminile), Gioele Bertolini (Under 23 maschile), Lisa Rabensteiner (Elite donne), Gherard Kerschbaumer (Elite uomini). foto EVI GARBOLINO

foto EVI GARBOLINO

Gherard Kerschbaumer

Al via quasi tutti i migliori specialisti italiani, con l’aggiunta di alcuni top rider stranieri. Pronti-via ed ecco la sfuriata dello scatenato argentino Jonathan Botero, prontamente stoppato dal brillante Gherard Kershbaumer (Bianchi), che ha controllato la corsa e ha vinto in 1.28.01, confermando di essere il migliore in gara. Seconda piazza per l’austriaco Alexander Ghebauer (Bianchi), distanziato di soli 43”. Terza piazza per Jonathan Botero della KTM. Quarta piazza per Nicholas Pettinà, quinta per Jan Vastl sesto l’ex campione italiano XC Mirko Tabacchi, settimo e ottavo i gemelli Braidot, nell’ordine Daniele e il campione italiano XCO Luca, nona piazza per Andrea Righettini e decima per il bronzo di Are 1999, Martino Fruet, vera icona del movimento italiano delle ruote grasse. Tra le donne grande vittoria di Lisa Rabensteiner della Focus, che precede una giovanissima e sempre più convincente Chiara Teocchi (Bianchi), con terza la figlia d’arte Serena Calvetti (Corratec). Quarta Serena Tasca, quinta Alessia Bulleri. Tra gli junior, continua il grande momento del ticinese Filippo Colombo del VC Monte Tamaro BMC, che precede di pochi secondi Francesco Bonetto della Devinci. Terzo il laziale Antonio Folcarelli della Drake NWsport. Nelle donne junior non poteva che dominare l’atleta di casa del VC Courmayeur Mont Blanc Gal Sport Martina Berta. La pluri campionessa europea, ha prevalso sui suoi sentieri, con un minuto di vantaggio nei confronti di Alessia Verrando della Valcar, con terza Greta Seiwald della Focus. Le classifiche finali degli Internazionali d’Italia Series 2015 Podio femminile

Podio maschile Open

Nel campionato italiano giovanile di società, la vittoria nella classifica generale ha sorriso alla UCLA Pacan Bagutti con 1118 punti, dopo la conclusiva prova di Courmayeur, che ha preceduto il Cicli Lucchini.com con 979 punti e il ST.Lorenzen RAD, con 862 punti. Si chiude dunque una tre giorni di grande spessore che proietta indiscutibilmente la Valle d’Aosta e quindi Courmayeur tra le località più in voga nel panorama internazionale della MTB, con le credenziali che potrebbero fare sognare alla regione valdostana un possibile evento di rilievo mondiale in futuro. «Siamo senza dubbio soddisfatti della tre giorni di Courmayeur, ci aspettavamo una grande affluenza e cosi è stato. Lo sforzo è stato notevole, da parte della Regione Autonoma Valle d’Aosta, che dobbiamo ringraziare per l’appoggio, oltre che dai numerosi sponsor che ci hanno appoggiato in maniera determinante. Il risultato tecnico foto EVI GARBOLINO è stato fantastico e accompagnato da tre giorni di sole e di divertimento», afferma Caludio Chéraz, presidente del Velo Club Courmayeur Mont Blanc Gal Sport. Rudi Garbolino, membro della F.C.I. Valle d’Aosta, storico biker rossonero, nonché responsabile tecnico della manifestazione è raggiante: «L’obiettivo era portare a Courmayeur un grande numero di atleti e tante nazioni. Ci siamo riusciti e devo dire grazie anche all’amministrazione Comunale, a partire dall’assessore allo sport Federica Cortese, per arrivare al sindaco Fabrizia Derriard. Senza il loro apporto sarebbe stata dura organizzare questi tre giorni. Non posso dimenticare tutti i volontari che hanno davvero realizzato qualcosa di impensabile. Sono loro la nostra forza. Abbiamo allestito un percorso tecnico e spettacolare e spero si possa ripeter questa esperienza, stiamo lavorando per il futuro».


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IL CAMPIONE ITALIANO SAMUELE PORRO GUIDA IL GRUPPO DI TESTA ALLA ORTLER BIKE MARATHON 2015


FABRIC PROTEC LA GRANDE NOVITÀ DI MUC-OFF a cura di ROBERTO ZANETTI foto di Beltrami TSA

Come si presenta la bomboletta spray di Fabric Protec da 400 ml

IL MARCHIO MUC-OFF HA LE SUE ORIGINI IN INGHILTERRA, LA NAZIONE IN CUI SI PEDALA NOVE VOLTE SU DIECI SOTTO LA PIOGGIA E CON QUALSIASI CONDIZIONE METEO AVVERSA. PULIZIA, CURA, PROTEZIONE E LUBRIFICAZIONE DELLA BICI SONO UNA PRIORITÀ MA NON SOLO; CON FABRIC PROTEC SI È VOLUTO PRESERVARE ANCHE IL CICLISTA E IL KIT CON CUI SI PEDALA

Cos’è Fabric Protec La gamma Muc-Off, azienda inglese che produce spray, oli, lubrificanti, sgrassatori, shampoo, si completa con un nuovo prodotto: Fabric Protec. Non si tratta di qualcosa inerente al mezzo meccanico, ma come cosmetico adatto a proteggere abbigliamento, scarpe, zaini da acqua, grasso, olio e sporco di vario genere che si deposita sui capi nel corso di un’uscita in bicicletta. Viste le condizioni in cui, a volte, ci si trova a pedalare soprattutto nelle discipline off road, Fabric Protec è l’ideale per proteggere gli indumenti del biker da tutti quegli agenti atmosferici o chimici che li aggrediscono. Rapido e sicuro, dal costo contenuto (12,00 € al pubblico, IVA inclusa, la singola bomboletta spray), Fabric Protec ripristina i tessuti con una sottile patina di rivestimento idrorepellente e forma, per mezzo di una nano tecnologia chimica, una barriera invisibile attorno ad ogni fibra e ad ogni tessuto. Si può tranquillamente impiegare sulle scarpe da ciclismo, sia road che MTB, sulle divise, sui giacchini e addirittura su accessori in pelle e camoscio. Di colore neutro, questo rivoluzionario prodotto garantisce tramite uno speciale principio attivo il perfetto isolamento dall’acqua e un’efficace rimozione da macchie di grasso e di olio come, per esempio, quelle della catena o del cambio. La mission di Muc-Off La linea di prodotti Muc-Off è completamente biodegradabile e non aggressiva. Il rispetto per la natura è tale al punto che, anche le confezioni della vasta gamma di spray, oli, lubrificanti, sgrassatori e shampoo sono create con materiali riciclabili, sviluppate utilizzando componenti naturali nel pieno rispetto delle normative in vigore per la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo. Da sottolineare come gli spray siano realizzati senza l’ausilio di CFC – clorofluorocarburi o freon – due micidiali composti chimici dal metano e dall’etano, messi al bando dal protocollo di Montreal del 1990 per la loro dannosità sullo strato dell’ozono stratosferico.

Fabric Protec applicato sui guanti da mountain bike

Il Produttore Muc-Off www.muc-off.com Il Distributore per l’Italia Beltrami TSA Via Euripide, 7 42124 Reggio Emilia Tel.: +39 0522 307803 Fax: +39 0522 703106 E-mail: info@beltramitsa.it Web site: www.beltramitsa.it Fabric Protec applicato sulle scarpe da ginnastica


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KRYSTYNA KONVISAROVA ALLA GRANFONDO MTB VENA DEL GESSO RALLY DI ROMAGNA MTB


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OLTRE L’OSTACOLO

a cura di ROBERTO ZANETTI foto di ROBERTO ZANETTI e DANILO PETTINAROLI

LOOK: NEL SEGNO DELLA CONTINUITÀ

robertozanetti65@gmail.com

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DUE COSE ACCOMUNANO LE BICI PRODOTTE DA LOOK: LO STESSO MARCHIO E LA MEDESIMA TECNOLOGIA COSTRUTTIVA. L’INTEGRAZIONE TOTALE APPLICATA AL TELAIO DI UNA BICICLETTA, SIA SUI MODELLI DA CORSA CHE SULLE MOUNTAIN BIKE

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Il test Restando fedele alla nuova frontiera dell’integrazione dell’attacco manubrio, come la sue “sorelline stradali” (la 795 e la 675), Look ha applicato anche nella MTB la tecnologia “Direct Drive Concept” conferendo a tutta la struttura della 927 Carbon rigidità, sicurezza e precisione di guida. L’attacco A-Stem, in alluminio con sezione quadra, è il naturale proseguimento del tubo orizzontale che, invece di interrompersi alla congiunzione dello sterzo, prosegue armoniosamente fino alla viteria del frontalino anteriore di serraggio. I progettisti di Look hanno deciso di dotare la 927 Carbon di un tubo sterzo molto corto a sezione conica: 1”1/2 nella parte inferiore e 1”1/8 nella parte superiore. Inoltre sono stati eliminati i distanziali, in modo tale da avere la massima padronanza del mezzo e di facilitare la regolazione dell’altezza della curva manubrio direttamente tramite l’attacco A-Stem. Protetta da una placca metallica modellata nel tubo obliquo del telaio e da una in alluminio nella parte destra, in prossimità delle corone e del deragliatore anteriore, la 927 Carbon è “blindata” nel modo migliore per prevenire danni al carbonio e alla pregevole grafica di cui è dotata. Una ulteriore conferma della qualità, dell’attenzione e dei pregevoli dettagli con cui è costruita questa mountain bike made in France. Versatile e affidabile e, tenendo conto dei luoghi dove ho testato la 927 Carbon e dell’impegnativo tracciato prescelto, devo dire che in fatto di stabilità non c’è proprio nulla da eccepire. La sospensione da 120 mm fa la differenza, garantendo sicurezza in discesa e rimarcando anche quel carattere deciso che è tipico di tutte le biciclette Look. In evidenza Rispetto ad altre full suspended passate nelle mani in questi ultimi mesi di prove, quasi tutte caratterizzate da escursioni più accentuate (150 o 160 mm) e quindi maggiormente indicate per un indirizzo enduristico, la 927 Carbon acquista punti in agilità e fluidità di guida. Polivalente, grazie ai 120 mm di oscillazione e alla rigidità dell’ammortizzatore centrale Sram Rock Shox Monarch, a tratti, su fondo veloce e compatto, raggiunge prestazioni di notevole rilievo pari a quelle di una front preparata “da gara” per l’XC. Se poi, invece, il biker “lavora” sulla bielletta in alluminio X-Light

Test bike


101 927 Carbon nella versione test come in foto (non a catalogo ufficiale Look 2015) Caratteristiche Tecniche

Look 927 Carbon

specifica per questo modello di MTB, la sospensione favorisce delle evoluzioni divertenti e un livello di ammortizzazione ideale per affrontare percorsi più avventurosi ed impegnativi, anche con dislivelli e discese importanti di un certo rilievo. Una considerazione sul prodotto La poca notorietà di Look nel settore dell’off road, a mio parere, penalizza e sminuisce molto la 927 Carbon. Al contrario di quanto accade per la strada, dove il marchio francese primeggia nell’elite dei produttori mondiali in fatto di qualità e autorevolezza, nella MTB ancora stenta a decollare. Ci sarebbe bisogno di una maggiore “spinta” per valorizzare quello che, data la sua eccelsa finitura, è un prodotto che merita palcoscenici e clienti decisamente più importanti e prestigiosi. Consigli per l’acquisto, perché comprarla? Voglio mettere in evidenza come l’attacco manubrio A-Stem integrato nello sterzo dona alla full suspension di Look una linea futuristica e veramente innovativa. Detto questo, ho potuto riscontare una precisione di guida che, a mio giudizio, favorisce il controllo dello sterzo anche al “biker provetto” sfruttando oltremodo la validissima ed efficiente sospensione da 120 mm. Consiglio questa MTB a coloro che vogliono cimentarsi sulle lunghe distanze senza affaticare in modo eccessivo il proprio stile di pedalata. Leggerezza, duttilità e versatilità ne fanno un mezzo assolutamente affidabile da sfruttare su ogni terreno e in qualsiasi condizione. Il Produttore Look Cycle International 27, rue du Dr Léveillé - BP13 58028 NEVERS Cedex - FRANCE Tel. +33 (0)3 86 71 63 00  Fax : +33 (0)3 86 71 63 10 Web site: www.lookcycle.com

• Telaio: carbonio VHM finitura 3K - escursione 120 mm • Cambio: Shimano XTR • Deragliatore posteriore: Shimano XTR • Deragliatore anteriore: Shimano XTR • Guarnitura: FSA SLK doppia 24x38 con pedivelle da 175 mm • Catena: Shimano XTR • Ruota libera: Shimano XT 10V 11x36 • Movimento centrale: BB30 73 MM • Freni: Shimano XTR con dischi Ø 160 mm anteriore e posteriore • Leve freni: Shimano XTR • Manopole: Look • Forcella: Fox air 32 Float 120 mm • Ammortizzatore centrale: Sram Rock Shox Monarch 120 mm • Serie sterzo: integrata conica Look 1”1/2x1”1/8 • Attacco manubrio: A-Stem Look in alluminio da 110 mm • Manubrio: Syntace Vector Carbon • Reggisella: Syntace P6 Hiflex Ø 31,6 mm in carbonio • Sella: fi`zi:k Tundra 2 • Cerchi: Mavic SSC SLR in alluminio da 27,5” • Mozzi: Mavic SSC SLR • Coperture: Continental X King 2.2 da 27,5” • Portaborraccia: Look in carbonio • Taglie: XS – S – M - L • Colori: bianco/rosso (come in foto) • Peso solo telaio: 2,450 gr completo di ammortizzatore in tg. S (peso dichiarato dal costruttore) • Peso bici completa: 10,5 kg – tg. M - completa di pedali (come modello testato in foto)


102 L’attacco manubrio A-Stem in alluminio a sezione quadra

Il Distributore per l’Italia Look Italia srl Via Giacomo Leopardi, 5 21047 Saronno (VA) ITALIA Tel. +39 02 96705309 Fax: +39 02 96368948 Email: armando.braglia@gmail.com Web site: www.lookcycle.com

Accessori e materiali utilizzati per il test: • Casco: Giro mod. Savant www.giro.com • Occhiali: Gemig www.gemig.com • Scarpe: Nalini Octopus mtb www.nalini.com • Abbigliamento: Nalini mod. Team www.nalini.com • Guantini: Biotex www.biotex.it • Strumentazione: GPS Garmin 500 www.garmin.it • Pedali: Shimano XTR www.shimano.com

In vendita a partire da: Settembre 2014 Tempo di consegna: Disponibile a magazzino in pronta consegna 60 giorni lavorativi dalla data dell’ordine Prezzo: 927 Carbon versione Sram XX1 1x11 – forcella Rock Shox Sid WC – ruote American CLassic Ligt Ming 27,5”– pedali S-Trak – colore bianco/rosso – € 6.999,00 al pubblico, IVA inclusa 927 Carbon versione Shimano Deore XT 2x10 FSA – forcella Rock Shox Reba – ruote Cross Ride 15/12 27,5”– pedali S-Trak – colore bianco/rosso – € 4.699,00 al pubblico, IVA inclusa 927 Carbon solo kit telaio 120 mm 27,5” – ammortizzatore – reggisella in carbonio – € 2.999,00 al pubblico, IVA inclusa

La trasmissione posteriore Shimano XTR montata sul modello della 927 Carbon, allestita in una versione “inedita” per il test

Il sistema di ammortizzazione a bielletta con l’ammortizzatore Sram Rock Shox Monarch 120 mm, disposto in posizione verticale rispetto al piantone del telaio


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SALUTE & BENESSERE alessandrogardini@gmail.com

a cura del dottor ALESSANDRO GARDINI*

PREPARATI NATURALI PER IL BENESSERE DEL DERMA

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Siamo nel pieno della stagione estiva e molti di noi, approfittando delle giornate lunghe e calde e dei chilometri macinati nei mesi primaverili, si dilettano in escursioni e percorsi che richiedono molte ore in sella. L’aumento dell’intensità e della durata degli allenamenti, le condizioni climatiche e altri fattori soggettivi, concorrono spesso a determinare conseguenze dermatologiche nelle zone di contatto della cute con i materiali utilizzati durante la prestazione. I piccoli problemi cutanei a cui può andare incontro il ciclista, soprattutto nelle zone perineali e perianali, sono di tipo infettivo e si possono presentare sottoforma di foruncolosi, micosi e dermatiti da contatto. La causa principale è la combinazione dell’azione della sudorazione, abbondante in questa zona, e dello sfregamento della cute sulla sella. Senza entrare troppo nel dettaglio di argomenti che interessano più da vicino specialisti dermatologi, la foruncolosi è un’infezione cutanea che colpisce il follicolo pilifero, dovuta a un batterio che si manifesta con un nodulo duro, a volte doloroso ed arrossato che sviluppa alla sommità una pustola contenente materiale purulento, per l’appunto chiamato foruncolo. Questo tende a guarire spontaneamente quando si apre, consentendo la fuoriuscita del pus e l’eliminazione della pellicola che lo riveste internamente. A questo punto, più o meno rapidamente, la pelle guarisce. I foruncoli, in linea generale, non devono mai essere schiacciati, come spesso si è portati a fare. L’apertura spontanea del foruncolo consente l’eliminazione di quella pellicola che riveste l’interno del foruncolo, cosa difficile quando si cerca di svuotarlo anticipatamente e forzatamente. Utile è, invece, facilitare la fuoriuscita del pus con applicazioni caldo-umide oppure ricorrendo a preparati medicamentosi che ne facilitano l’apertura, previo consulto con il vostro specialista di fiducia. Se la foruncolosi è occasionale e limitata con le dovute norme igieniche, e tale da non richiedere intervento specialistico, può essere trattata con formulazioni per uso topico a base di preparati naturali altamente biodisponibili (fitosomiali) quali l’acido 18-beta-glicirretico, lo zanthalene, l’olio essenziale di Melaleuca alternifolia (Tea tree) dalle note proprietà antibatteriche e antimicotiche, il bisabololo estratto da piante tipo Cardiospermum

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la camomilla e la curcumina estratta dalla Curcuma Longa, dalle spiccate proprietà antinfiammatorie. Per micosi s’intende invece una situazione patologica sostenuta da funghi e può comparire in aree differenti del nostro corpo. Per questo tipo di patologia, è bene rivolgersi al proprio medico e specialista, per individuare il tipo di fungo e la giusta terapia, i prodotti appena citati, in particolare il Tea Tree, possono comunque essere utilizzati in maniera complementare a supporto delle terapie tradizionali in un’ottica di prevenzione e per facilitarne la guarigione. Le dermatiti che colpiscono il ciclista, in genere sono dovute al contatto tra i materiali e la pelle, e ovviamente il sudore, e si manifestano con eruzioni cutanee pruriginose, caratterizzate da rossore e a volte vescicole. Per prevenire queste fastidiose situazioni, si possono utilizzare alcuni accorgimenti, primo fra tutti l’utilizzo di indumenti tecnici che permettono una traspirazione ottimale consentendo un maggior confort della persona, in secondo luogo a questi possiamo senza dubbio associare preparati erboristici e dermocosmetici che ci aiutano nella prevenzione dello sfregamento, aumentando la lubrificazione, riducendo la carica batterica e proteggendo la pelle sensibile. Questi contengono diversi principi attivi di origine naturale e non, quali ad esempio il più noto ossido di zinco, dalle proprietà lenitive, antimicrobiche e adsorbenti. Lo troviamo nelle formulazioni classiche di pasta all’acqua a diversa percentuale, che si possono reperire comodamente in farmacia. Tra i preparati fitoterapici per uso topico buoni risultati si ottengono con derivati del Cardiospermum halicacabum. L’estratto secco del Cardiospermum possiede un’attività antinfiammatoria attribuita alla regolazione della fosfolipasi A2 (un mediatore dell’infiammazione) e alla stabilizzazione della membrana lisosomiale. Sembra inoltre dotato di un’attività selettiva verso un altro importante mediatore dei processi infiammatori la ciclossigenasi inducibile (COX-II). Per ridurre i processi pruriginosi citiamo invece il Lithospermum erythrorhizon il cui estratto secco ricco in Shikonin, sostanza attiva fondamentale per l’attività, è in grado di inibire il rilascio di istamina dai mastociti. Vanta anche attività inibitoria verso le lipossigenasi. Grazie a questi due meccanismi svolge una valida azione antipruriginosa. Da utilizzare sia prima sia dopo la prestazione, sono validi i preparati in gel, soprattutto in estate, tra i quali citiamo l’aloe, dalle proprietà idratanti e lenitive, e la Mimosa tenuiflora, nota fin dal tempo dei Maya come “albero della pelle” per le sue proprietà curative nei confronti di ustioni e disordini vari. Grazie al suo contenuto in flavonoidi, tannini ed oligoelementi è in grado di incrementare la resistenza degli endoteli, di contrastare la degradazione delle membrane cellulari da stress ossidativo, di intervenire positivamente nella differenziazione cellulare dei tessuti e di inibire la crescita batterica. Tutto ciò favorendo i processi rigenerativi della pelle. Infine per completare l’azione preventiva e curativa, è bene mantenere sempre un alto livello d’igiene utilizzando quotidianamente detergenti non aggressivi a pH neutro, per pelle sensibile che rispettino il più possibile il film idrolipidico della pelle e dopo l’attività fisica un detergente con un opportuno antibatterico, soprattutto per le zone a più alto rischio d’infezioni. *Responsabile Reparto Sport e Nutrizione Farmacia del Bivio


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CASENTINO BIKE a cura di ALDO ZANARDI

info@inbici.net

LA MOUNTAIN BIKE NELLE FORESTE CASENTINESI TRA STORIA E NATURA LE FORESTE CASENTINESI, ABBAZIE ED EREMI RICCHI DI FASCINO E STORIA, SONO STATI IL PALCOSCENICO DELLA VENTITREESIMA EDIZIONE DELLA CASENTINO BIKE CHE VA IN ARCHIVIO CON UN GRANDE SUCCESSO. OLTRE 800 I BIKER AL VIA. LA GARA ERA VALIDA COME PROVA DEI CIRCUITI IMA SCAPIN, COPPA TOSCANA E CICLOPROMO APPENNINO SUPERBIKE. DOMINIO KTM PROTEK DAMA CHE VINCE LA GARA MASCHILE CON BOTERO VILLAGAS, PIAZZANDO RENDON RIOS SUL SECONDO GRADINO DEL PODIO, E LA GARA FEMMINILE CON MARA FUMAGALLI

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Bibbiena (AR), il 7 giugno, nel bellissimo e selvaggio Casentino, si è corsa la ventitreesima edizione della storica gara toscana. Al via oltre 800 biker, con tra i quali tantissimi atleti di alto livello. La nuova logistica, sempre nell’area dei centri commerciali di Bibbiena ma in una zona più defilata e verde, è risultata essere ottima. Alle ore 9.30 il via, sotto un caldo sole che lascia presagire temperature infernali per le ore centrali della giornata. Il percorso prevede 54 km con 1.600 m di dislivello positivo. Dopo i primi chilometri a velocità controllata su asfalto, s’inizia a salire verso Chiusi della Verna, con i tue colombiani della KTM Protek Dama, Botero Villagas e Rendon Rios al comando della gara con i due portacolori della Cicli Taddei Nicola Testi e Lorenzo Pellegrini, con poco più staccato l’altro alfiere Taddei, Francesco Failli, con l’altro colombiano Botero Salazar. Al GPM Botero Villagas e Rendon Rios transitano solitari al comando con gli uomini Taddei al loro inseguimento. La coppia di testa prosegue di comune accordo e il terzetto Taddei fa gioco di squadra per tentare di rientrare. Nulla da fare per loro, ma nelle fasi finali problemi meccanici, con salti di catena, decidono la gara, ed è Rendon Rios la vittima, costretto a cedere comando e vittoria al compagno di squadra Botero Villagas. Alle loro spalle è Failli il più attivo, ed è proprio lui a completare il podio, precedendo Pellegrini e Testi.

Il vincitore assoluto Botero Villagas Jhonnatan

Mara Fumagalli vincitrice della prova femminile

La gara femminile ha visto sempre al comando Mara Fumagalli (KTM Protek Dama), con Pamela Rinaldi (Ciclissimo) saldamente in seconda piazza. Lotta in casa Taddei per la terza piazza, tra Alice Lunardini, Beatrice Mistretta e Valeria Amadori, che chiudono in quest’ordine.


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www.alicebike.it ISONAM ENERGY – Named Isonam Energy è un prodotto dietetico per sportivi in polvere per la preparazione di una bevanda isotonica (314,24 mosm/L) a base di Maltodestrine, Minerali e Vitamine, arricchito con Creatina e Ginseng. Magnesio e Potassio contribuiscono alla fisiologica funzione muscolare. Il Ginseng vanta proprietà toniche ed è consigliato in caso di stanchezza fisica e mentale. La Creatina incrementa le prestazioni fisiche in caso di attività di endurance, di elevata intensità e di breve durata. In caso di intensa attività sportiva, Isonam Energy è utile perché: • Reintegra le perdite idrosaline dovute ad abbondante sudorazione. • Le Vitamine C e B6 favoriscono il metabolismo energetico. • Il Magnesio promuove la buona funzionalità muscolare. • Le Vitamine C e B6 contribuiscono a contrastare stanchezza e affaticamento. • Il Ginseng possiede un’azione tonico-adattogena.

X-TREME MUSCLE SAVER Inkospor Preparato per una bevanda rinfrescante, con ph neutro, carboidrati ad assimilazione rapida, minerali e vitamine. Previene l’insorgere dei crampi durante la gara.

ENERVIT R2 SPORT è un prodotto energetico a base di carboidrati, aminoacidi ramificati, L-glutammina e vitamine, da utilizzarsi dopo uno sforzo muscolare intenso e prolungato nell’ambito dell’attività sportiva. La dose consigliata di R2 sport (1 busta) costituisce una fonte di vitamina C, che contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, al normale metabolismo energetico ed alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo ed una fonte di vitamina B6 che contribuisce al normale metabolismo delle proteine e del glicogeno. 1 busta apporta inoltre 4,8 grammi di aminoacidi ramificati (2,4 g di L-leucina, 1,2 g di L-isoleucina, 1,2 g di L-valina) ed 1 grammo di L-glutammina.

ARMONIKA è un alimento in barrette bilanciato per la sostituzione del pasto. È stato formulato seguendo le indicazioni del Ministero della Salute per coloro i quali desiderano mantenere il controllo del peso e rimanere in forma. È molto digeribile, ma genera un ottimo senso di sazietà. Armonika ha un gusto gradevole con marcate note di cioccolato e caffè; ogni barretta apporta un quantitativo equilibrato di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali, per un contenuto calorico totale di 217 kcal.

Alice Bike è fornita delle seguenti marche di integratori: Named, Inkospor, EthicSport, Proaction, +watt, Enervit. E per finire una nuova linea di integratori completamente naturali con oli spremuti a freddo e senza alimenti derivati da animali adatti per vegani e vegetariani.


foto NEWSPOWER

DANIELA VERONESI, ORTLER BIKE MARATHON 2015


110 a cura del Dr. Maurizio Radi*

DOSSIER SPORT E MEDICINA

info@fisioradi.it

LA FASCITE PLANTARE: CURA E TRATTAMENTO

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La fascite plantare è l’infiammazione di uno spesso tessuto sulla parte inferiore del piede. Questo tessuto viene chiamato fascia plantare e collega il calcagno alle dita del piede creando l’arco del piede.

conseguente accorciamento delle catene muscolari • Scarpe inadeguate (troppo larghe o troppo strette, troppo morbide o troppo rigide) • Allenamenti inadeguati e contrattura o debolezza di alcuni muscoli della gamba come il polpaccio, il peroneo, il tibiale posteriore e gli estensori delle dita del piede. Quali sono i primi sintomi? Il disturbo più comune è il dolore e la rigidità nella parte inferiore del tallone. Il dolore al tallone può essere sordo o tagliente. A volte può bruciare e può far male tutta la parte inferiore del piede. Il dolore di solito è più forte:

Quali sono le cause principali di una fascite plantare? La fascite plantare si verifica quando la banda spessa di tessuto sulla parte inferiore del piede (la fascia plantare) è troppo tesa o stressata dal troppo carico. Questo può creare dolore e rendere più difficile il camminare. La fascite plantare è un problema molto comune degli atleti soprattutto in quelli amatoriali. Si hanno maggiori probabilità di ammalarsi di fascite plantare se: • Si hanno problemi all’arco del piede (piedi piatti o cavi) • Si corre su lunghe distanze, specialmente in discesa o su superfici irregolari • Improvviso aumento di peso o obesità • Si soffre di tendinite del tendine d’Achille (il tendine che collega i muscoli del polpaccio al tallone) • Problemi alla colonna vertebrale con

• Al mattino, quando si muovono i primi passi • Dopo un po’ che si sta in piedi o seduti • Quando si salgono le scale • Dopo intensa attività Il dolore può svilupparsi lentamente nel tempo, o improvvisamente dopo intensa attività. Quali sono i trattamenti terapeutici adeguati? Inizialmente si basa sul riposo e sul controllo dell’infiammazione. Sospendere l’attività fisica per qualche settimana, evitare di camminare o rimanere in piedi troppo a lungo. È importante sospendere gli allenamenti alle prime avvisaglie della fascite plantere; ignorare il dolore continuando ad allenarsi o sopprimendolo con farmaci porta a cronicizzazione della patologia complicando il trattamento e prolungando la guarigione.

Fatta questa premessa il trattamento terapeutico si basa: • Anti-infiammatori non Steroidei per ridurre il dolore e l’infiammazione • Terapia fisica (laser, tecarterapia, onde d’urto nelle situazioni croniche) • Massaggi e manipolazioni articolare • Esercizi di stretching al tallone ed al piede • Kinesio taping • Indossare scarpe con un buon supporto e plantari adeguati • Applicare ghiaccio sulla zona dolente. Fate questo almeno due volte al giorno per 10 - 15 minuti, più spesso durante i primi due giorni. Se tutte queste opzioni terapeutiche hanno successo è importante che il paziente continui a praticare gli esercizi di allungamento ponendo molto cura nella scelta delle calzature. In questo modo si potrà scongiurare la ricomparsa della fascite plantare.

*fisioterapista centro Fisioradi Pesaro


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KIRON

info@inbici.net

a cura della REDAZIONE

L’AZIENDA DI BOLOGNA È PARTNER DELLA HIMALAYA HIGHEST MTB RACE, 6 TAPPE E TRE VALICHI SOPRA I 5MILA METRI KIRON DAL 2002 PRODUCE INTEGRATORI ATTENTI ALLA SALUTE PRIMA ANCORA CHE ALLA PERFORMANCE

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I tre passi sopra i 5300 metri slm ne fanno la gara ciclistica a tappe più alta del modo. 6 giornate nella regione indiana del Ladakh, definita anche “il piccolo Tibet”. Esperienza, tenutasi dal 2 all’11 di questo luglio, dove contano le gambe, come in ogni competizione, ma conta anche molto, da qui la scelta dei luoghi, il desiderio di misurarsi su di un territorio povero ma bellissimo, in costante situazione di altura e quindi di limiti fisici da superare giorno dopo giorno. Tra i partner della Himalaya Highest MTB Race, ampio spazio lo detiene Kiron, azienda con sede a Bologna, nata nel 2002 per via di un fortissimo legame con la rinomata e conosciuta Clinica Mobile. Inizialmente nata con lo scopo di prestare interventi di primo soccorso ai piloti durante le gare del Motomondiale, la Clinica Mobile è diventata col passare del tempo una vera e propria “casa dei piloti” dove uno staff di medici e fisioterapisti si prende cura di loro prima, durante e dopo la gara. È grazie a questa esperienza che il Dottor Costa, intuendo l’importanza di fornire agli sportivi professionisti prodotti specifici, di grande efficacia e all’avanguardia sia per l’integrazione alimentare che per la fisioterapia, dà il via alla ricerca dello staff Kiron per offrire allo sportivo prodotti di integrazione e fisioterapia fatti su misura per ogni esigenza. Il mix è quello di qualità ed efficacia, privilegiando ove possibile gli ingredienti naturali ed evitando nella maniera più assoluta l’utilizzo di sostanze dal dubbio effetto. Dopo una prima fase di sviluppo, è seguita una lunga ed approfondita fase di test che ha visto coinvolti direttamente i professionisti della Clinica Mobile ed i piloti stessi che hanno potuto testare i prodotti Kiron in tutte le condizioni, anche le più estreme. Dopo essere diventati i prodotti di riferimento per i piloti di Motomondiale e Superbike, un continuo passaparola tra sportivi professionisti sull’efficacia e la qualità dei prodotti ha fatto sì che la linea Kiron

sia stata scelta anche da campioni del tennis, del basket, della pallavolo e di numerose altre discipline. «A noi piace la sfida, è nel nostro DNA. Quindi la Himalaya Highest Mtb Race è perfetta. – la conferma arriva da Paolo Macchiagodena, titolare di Kiron – Ci piace confrontarci con situazioni estreme, per testare al meglio i nostri prodotti e la loro efficacia, per continuare a offrire la migliore qualità al servizio della salute». I prodotti Kiron, in effetti, sfuggono, almeno in parte, alla classica definizione di integratore, ovvero di sostanza in grado di migliorare la performance dello sportivo. «Sì, più che la performance vera e propria, ci interessa che l’atleta sia in uno stato di forma ottimale, e che sia quindi in grado, in modo assolutamente autonomo, di generare la miglior performance possibile. I nostri prodotti – continua Macchiagodena – sono finalizzati al recupero, in maniera assolutamente attenta alla salute dello sportivo».

L’idea, quindi, è quella di «prevenire, ed eventualmente recuperare nel più breve tempo possibile. Lavoriamo per l’integrità fisica del nostro cliente». Si tratta di una differenza notevole, quella illustrata dal titolare di Kiron: dare all’atleta quel benessere preventivo, che lo prepari alla prestazione. Pensando che, ben preparato, l’intervento del recupero sia quello meno impattante, ed anche più rapido rispetto a quanto si è solitamente abituati. Sul sito internet di Kiron tutte le specifiche sui prodotti studiati in questi primi 13 anni ed in continua evoluzione.


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ATESTINA SUPERBIKE a cura di ALDO ZANARDI

info@inbici.net

MENSI E CALVETTI METTONO IL SIGILLO SU UNA GARA DI GRAN PRESTIGIO SONO STATI OLTRE 900 I PARTENTI DELL’OTTAVA EDIZIONE DELLA ATESTINA SUPERBIKE. UN GRANDE SUCCESSO, CON MOLTI ELITE AL VIA. LA VITTORIA È ANDATA A DANIELE MENSI (SCAPIN SOUDAL PRO RACING TEAM), CHE HA DOMINATO LA PROVA RESTANDO SEMPRE AL COMANDO DELLA GARA. SECONDA PIAZZA PER IL COLOMBIANO DEL KTM-PROTEK-DAMA, JHONNATAN BOTERO VILLAGAS E TERZA PER MICHELE CASAGRANDE (TEAM CORRATEC-KEIT) CHE SI RITROVA SUL PODIO GRAZIE A UNA FORATURA NELLE BATTUTE FINALI DI NICHOLAS PETTINÀ (GRUPPO SPORTIVO FORESTALE-OLYMPIA-VITTORIA), SECONDO A POCHI CHILOMETRI DALL’ARRIVO. LA GARA FEMMINILE HA VISSUTO SUL DUELLO A BREVE DISTANZA TRA SERENA CALVETTI (TEAM CORRATEC-KEIT) E MARA FUMAGALLI (KTM-PROTEK-DAMA), DOVE LE DUE GIOVANI BIKER HANNO ANIMATO LA COMPETIZIONE. VITTORIA FINALE PER LA PIEMONTESE SERENA CALVETTI CHE HA PRECEDUTO LA LOMBARDA MARA FUMAGALLI, TERZO GRADINO DEL PODIO ALLA TOSCANA BEATRICE MISTRETTA (CICLI TADDEI)

E

Este (PD), il 14 giugno, in una calda giornata, anticipo dell’imminente estate, sono stati tantissimi i big a decidere di correre la gara estense, prova valida come sesta tappa del circuito nazionale IMA Scapin. Alle ore 10.00 prende il via, dalla centralissima via Matteotti, allestita come mai prima, facendo respirare l’aria del grande evento. Un pronostico difficilissimo, visti i tanti campioni ai nastri si partenza. Paolo Malfer, speaker in piazza, intervista i possibili protagonisti di giornata, mentre Guido Barbato, speaker sul percorso, dà un aggiornamento sulle condizioni meteo, visto l’imminente rischio di temporali. Sulla prima salita, quella asfaltata che porta a Calaone, il gruppo si allunga e comincia a sfoltirsi. Al comando resta un folto gruppo che comprende tutti i migliori. Dopo la discesa, che fa la prima selezione, si va ad affrontare la seconda salita di giornata verso il pianoro, dove Daniele Mensi fa capire subito le sue intenzioni attaccando con decisione, con il solo Nicolas Pettinà a reggere il ritmo nella prima parte, per poi doversi arrendere sul finale. Mensi inizia cosi una cavalcata solitaria, che lo porta a scollinare al GPM, posto al 34° km, con un vantaggio di oltre un minuto su Pettinà con Botero Villagas che transita in terza posizione. A 4 km del traguardo Pettinà subisce una foratura e viene superato da Botero Villagas e Michele Casagrande, dovendo così rinunciare a salire sul podio. Dopo lo spettacolare passaggio nel castello Mensi si presenta a braccia alzate in via Matteotti, con il tempo di 1h 40’ 47”, dopo aver percorso 42 km e quasi 1500 metri di dislivello. Secondo, a quasi due minuti dal vincitore, il colombiano Botero Villagas, seguito da Casagrande. Lo sfortunato Pettinà riesce a chiudere in quarta posizione, precedendo l’altro colombiano Rendon Rios (KTM-ProtekDama). A completare la top ten sono Francesco Failli (Cicli Taddei), Nadir Colledani (Team Selle San Marco-Trek), Thomas Paccagnella (Team Corratec-Keit), Nicola Testi (Cicli Taddei) e Jhon Jairo Botero Salazar (Correcaminos).

Il vincitore assoluto Daniele Mensi

La gara femminile ha vissuto sul duello tra le giovani Serena Calvetti (Team Corratec-Keit) e Mara Fumagalli (KTM-Protek-Dama), con la prima sempre al comando e la seconda ad inseguire a breve distanza, pronta a sfruttare un calo o un inconveniente dell’avversaria. Niente di tutto questo è avvenuto e Serena Calvetti è arrivata

Il podio maschile

Il podio femminile

meritatamente a braccia alzate sul traguardo, precedendo Mara Fumagalli di 50”. Il podio è stato completato da Beatrice Mistretta (Cicli Taddei), quarta Ylenia Colpo (ASD Green Devils Team) e quinta Pamela Rinaldi (AS Ciclissimo Bike). L’ottava edizione dell’Atestina Superbike va in archivio con l’ennesimo successo, confermandosi tra le granfondo più appezzate del programma nazionale.


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iNBiCi magazine anno 7- 07 Luglio 2015  

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