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Edizione per l’EUROPA

LA RIVISTA CHE CONSTRUISCE LA TUA VIDA

Aprile 2019 / Edizione 783

evangelistico www.impactoevangelistico.net

DEVOZIONALE

RENDENDO VANA LA CROCE

INTERNAZIONALE

BASTA CON L’IDEOLOGIA DI GENERE

TESTIMONIANZA

NEGLI ARTIGLI DI UNO STREGONE

PUBBLICAZIONE UFFICIALE DEL

MOVIMENTO MISSIONARIO MONDIALE

La verità sul corpo di Cristo

IL MISTERO DELLA

TOMBA


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MOVIMENTO MISSIONARIO MONDIALE America•Europa•Oceania•Africa•Asia


EDITORIALE

TRIONFANTI IN CRISTO Rev. José Arturo Soto B. Presidente Internazionale del MMM

“Ma grazie siano rese a Dio, che sempre ci fa trionfare in Cristo e che per mezzo nostro spande dappertutto il profumo della sua conoscenza.” 2 Corinzi 2:14.

L

o Spirito Santo ci rivela Gesù Cristo come Sal-

re al cielo, alla speranza della gloria con la certezza che

vatore e ci fa credere nel peccato e nel giudizio.

il nostro Redentore vive.

Senza di lui, non potremmo mai arrivare ai piedi di

Noi siamo preziosi agli occhi di Dio. Ecco perché

Cristo. Quando facciamo questo primo passo di fede,

l’apostolo pregò Dio: “Faccia sì che Cristo abiti per

lo Spirito Santo ci edifica e ci rende consapevoli delle

mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e

verità o dei misteri di Dio. Attraverso lui, conduciamo

fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare

una vita di fede trionfale che ci permette di finire la

con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza,

nostra gara con gioia (2 Timoteo 4:7-8).

l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo e di co-

Cari lettori, lo Spirito Santo va oltre il parlare in

noscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza,

lingue e fare miracoli. La Terza Persona della Trinità

affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Efe-

vuole formarci secondo la grandezza della pienezza di

sini 3:17-19).

Cristo e mettere in noi lo stesso sentimento che era in Gesù. Inoltre, lo Spirito di Dio infonde e rinnova in noi la speranza della risurrezione. Senza questa speranza,

Dio si gode quando ci vede resistere alle incursioni del nemico. Egli non rimane colpito dai successi degli uomini in questo mondo, ma dal vederci estinguere i dardi infuocati di Satana con lo scudo della fede.

la nostra fede è inutile. I credenti cominciano a sen-

La potenza che lo Spirito Santo ci ha dato è que-

tirsi attratti dal mondo quando distolgono lo sguardo

lla che risuscitò Cristo dai morti (Romani 8:11). La

dall’eredità celeste per avere successo nel mondo. Ma

vittoria del nostro Redentore era completa, e così deve

a che serve essere grandi o influenti su questa terra se

essere anche la nostra. Questa potenza ci garantisce il

siamo solo pellegrini?

trionfo sui nostri nemici e ci rende coeredi con Cristo.

Il diavolo non può ingannare coloro che conos-

Carissimi lettori, concludiamo l’anno con la bene-

cono colui in cui credono. Possiamo perdere tutto e

dizione del Signore. Dio ci porti da vittoria in vittoria,

soffrire i peggiori mali, ma dobbiamo sempre guarda-

da trionfo in trionfo, e da potenza in potenza. Amen.

Aprile 2019 / Impacto evangelistico

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evangelistico Fondatore e Direttore: Rev. Luis M. Ortiz APRILE 2019 / EDIZIONE N° 783 USPS 012-850) PUBBLICAZIONE UFFICIALE DEL MOVIMENTO MISSIONARIO MONDIALE Il World-Wide Missionary Movement, Inc. è una chiesa senza scopo di lucro con la visione di piantare nuove chiese negli Stati Uniti d’America e nei suoi territori, e con la visione missionaria di piantare nuove chiese in tutto il mondo, là dove Dio apra nuove porte. PUBBLICATA MENSILMENTE DAL Movimiento Misionero Mondiale, Inc World-Wide Missionary Movement, Inc San Juan, Porto Rico Washington, D.C. Periodici affrancati a San Juan, Porto Rico 00936 POSTMASTER: Inviare i cambiamenti di indirizzo a Impacto Evangelistico P.O. BOX 363644 San Juan, Porto Rico 00936-3644 Telefono (787) 761-8806, 761-8805, 761-8903

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• L'ispirazione della Sacra Scrittura: 2 Timoteo 3:15-17, 2 Pietro 1:19-21. • La divinità adorabile in Tre Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo: Matteo 3:16-17, 17: 1-5; 28:19 Giovanni 17: 5, 24, 26, 16:32, 14:16, 23, 18:05, 6, 2 Pietro 1:17,18; Apocalisse 5. • La salvezza mediante la fede in Cristo: Luca 24:47, Giovanni 3:16, Romani 10:13, Tito 2:11, 3:5-7. • La Nuova Nascita: Giovanni 3:3, 1 Pietro 1:23, 1 Giovanni 3:9. • La giustificazione per fede: Romani 5:1, Tito 3:07. • Il battesimo in acqua per immersione, come comandato da Cristo: Matteo 28:19, Atti 8:36-39. • Il battesimo nello Spirito Santo, successivo alla salvezza, parlare in lingue secondo: Luca 24:49, Atti 1:04, 8, 2:04. • La Guarigione Divina: Isaia 53:4, Matteo 08:16, 17, Marco 16:18, Giacomo 5:14, 15. • I doni dello Spirito Santo: 1 Corinzi 12:1-11. • I frutti dello Spirito Santo: Galati 5:22-26. • La santificazione: 1 Tessalonicesi 4:3, 5:23, Ebrei 12:14, 1 Pietro 1:15, 16, 1 Giovanni 2:6. • Il ministero e l'evangelizzazione: Marco 16:15-20, Romani 10:15. • La decima e la sostenibilità dell’Opera: Genesi 14:20, 28:22, Levitico 27:30, Numeri 18:21-26, Malachia 3:7-10, Matteo 10:10; 23:23. • Il sollevamento della Chiesa: Romani 8:23, 1 Corinzi 15:51 - 52, 1 Tessalonicesi 4:16-17. • La seconda venuta di Cristo: Zaccaria 14:1-9, Matteo 24:30, 31, 2 Tessalonicesi 1:7, Tito 2:13, Eb 14, 15. • Il Regno Millenario: Isaia 2:1-4, 11:5-10, Zaccaria 09:10, Apocalisse 19:20, 20:3-10. • Nuovi cieli e nuova terra: Isaia 65:17, 66:22, 2 Pietro 3:13, Apocalisse 21:1.


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EROE DELLA FEDE

SOMMARIO Ci trovate in:

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6.- Copertina IL CORPO DI GESÙ CRISTO FU

TRAFUGATO DALLA TOMBA? Scopri come hanno risposto gli scettici riguardo alla resurrezione di Cristo. Alcuni hanno proposto che qualcuno deve avere trafugato il corpo di Gesù dalla tomba, e che questo ha portato poi alle storie di una resurrezione miracolosa. È possibile ciò? 14.- Infografia LA TOMBA DI CRISTO NEL TEMPO I dettagli della presunta tomba di Gesù, il sito più venerato nel mondo cristiano. 16.- Internazionale IN DIFESA DELLA VITA E DELLA FAMIGLIA Il 3° Congresso Iberoamericano per la Vita e la Famiglia ha ratificato la sua lotta contro l'ideologia di genere. 18.- Storia CRISTIANITÀ CONTRO L’INFANTICIDIO Un articolo del quotidiano ABC evidenzia il ruolo dei cristiani nell'eradicazione dell'infanticidio nel quarto secolo. 20.- Gioventù UOMINI E DONNE POSSONO ESSERE AMICI? L’amicizia tra giovani del sesso opposto è possibile. 22.- Donna IL SILENZIO DI DIO A volte, il silenzio del Signore è un segno di disappunto. Se vogliamo che Egli continui a parlarci, dobbiamo soddisfare determinate condizioni. 24.- Musica GIOIOSI TI ADORIAMO Canzone che espone la gioia che sentono i fedeli di Dio per la creazione del Signore.

26.- Letteratura EROI DI FEDE

Compendio sulla vita di venti dei personaggi più importanti della storia del cristianesimo moderno. 30.- Eroe della fede IL MISSIONARIO INGLESE Dixon Edward Hoste dimostrò che con tolleranza e preghiera è possibile portare l’uomo alla fede. 34.- Storia di vita INTRAPPOLATO NEGLI ARTIGLI DI UNO STREGONE La sua malattia lo portò a rivolgersi al diavolo al fine di guarire, ma era una truffa. Solo quando ha conosciuto il Vangelo, è stato completamente guarito. 40.- Intervista “LA DOTTRINA PRESERVA L’OPERA” Il Rev. Gustavo Martínez, tesoriere internazionale del Movimento Missionario Mondiale, ha fatto il punto sui 56 anni dell'Opera. 42.- Apologetica IL MORMONISMO È UNA SETTA? I mormoni hanno una falsa religione che distorce la natura di Dio e di Gesù Cristo e il significato della salvezza. 44.- Devozionale RENDENDO VANA LA CROCE DI CRISTO 46.- Devozionale NON C'È NIENTE DA TEMERE 48.- Devozionale LA CHIESA DI PERGAMO 50.- Eventi IL LAVORO DI EVANGELIZZAZIONE FATTO DAL MMM NEL MONDO 66.- Lettere I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO

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COPERTINA

IL CORPO DI GESÙ CRISTO FU TRAFUGATO DALLA TOMBA?

Come hanno risposto gli scettici riguardo alla resurrezione di Cristo? Alcuni hanno proposto che qualcuno deve avere trafugato il corpo di Gesù dalla tomba, e che questo ha portato poi alle storie di una resurrezione miracolosa. È possibile ciò? Rev. Gary W. Jensen (*)

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COPERTINA Non c’è dubbio che la tomba di Gesù Cristo era misteriosamente vuota. Come ha osservato Paul Althaus, il messaggio della resurrezione “non si sarebbe potuto sostenere a Gerusalemme per un solo giorno, neanche per un’ora, se non fosse stato stabilito con certezza il fatto che la tomba era vuota…”[1] Il dott. Craig ha osservato che “da nessuna parte compaiono tradizioni in conflitto tra loro [riguardo alla tomba vuota], nemmeno nelle polemiche giudaiche”.[2] Almeno uno scettico (il dott. John Dominic Crossan) ha affermato erratamente che le leggi romane vietavano automaticamente il seppellimento di Gesù, e che di conseguenza deve essere stato gettato anonimamente in una fossa comune. Questa affermazione non è sostenibile. Raymond Brown ha dimostrato che la politica romana riguardo alla sepoltura variava con circostanze diverse e che ammetteva la possibilità di una sepoltura personale di alcuni crocifissi.[3] Questo scenario sarebbe anche in contrasto con le frequenti proteste dei Giudei che il corpo era stato trafugato.[4] Inoltre, i Vangeli non avrebbero potuto inventare con successo come proprietario della tomba una figura così specifica come un membro del Sinedrio giudaico dal nome Giuseppe di Arimatea (Marco 15:43). Se i Vangeli avessero detto il falso su questo punto, non avrebbero potuto reggere contro l’immediata smentita e le beffe dei Giudei. Come hanno risposto gli scettici riguardo alla resurrezione di Cristo? Alcuni hanno proposto che qualcuno deve avere trafugato il corpo di Gesù dalla tomba, e che questo ha portato poi alle storie di una resurrezione miracolosa. È possibile ciò? I GIUDEI E I ROMANI

Né i capi Giudei né quelli romani, i quali custodirono la tomba (Matteo 27:62 seg.), avrebbero portato via il corpo. Piuttosto entrambi avevano tutti i motivi per tirare fuori pubblicamente il corpo per umiliare i discepoli e distruggere il loro movimento sul nascere. E, dal momento che la scena di questi avvenimenti era proprio lì a Gerusalemme, era sicuramente in loro potere individuare il cadavere, se esisteva ancora. Ma, a loro sconforto, non si riuscì mai a trovare il corpo in questione. Se i Giudei avessero avuto il corpo, l’avrebbero fatto comparire solennemente il giorno della Pentecoste, quando tutta Gerusalemme era in subbuglio per il sermone di Pietro sulla resurrezione di Cristo. I SEGUACI DI CRISTO

Allo stesso modo, è estremamente improbabile che i seguaci di Gesù avrebbero potuto trafugare il corpo quando un plotone di soldati romani custodiva la tomba, che inoltre era chiusa da una grande pietra. E non si può accusarli di aver inventato il racconto delle guardie addormentate, riferito in Matteo 28:11 seg. Quella storia avrebbe servito gli scopi della propaganda apologetica solo se le guardie fossero rimaste sveglie. Perché i discepoli (o chiunque altro) avrebbero voluto rischiare la propria vita per rubare il cadavere di Cristo? Il

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COPERTINA

Sarebbe stato sciocco nascondere il corpo e poi fingere una resurrezione. Le conseguenze della loro fedeltà a Gesù includevano fustigazioni, prigionie, perfino la morte. Nessuna persona sana di mente sceglie tali cose per ciò che sa essere una menzogna. Sotto pressioni del genere, i bugiardi confessano i propri inganni e tradiscono i loro compagni.

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racconto biblico mostra i discepoli impauriti, scoraggiati e sconsolati. L’unico loro scopo poteva essere quello di ingannare. Ma tutto ciò che leggiamo a proposito di quegli uomini indica che erano persone brave e oneste. Come avrebbero potuto vivere il resto della loro vita predicando tutti i giorni che Cristo era risorto dalla morte, pur sapendo che era una menzogna? Avrebbero sofferto tanto e si sarebbero sacrificati per qualcosa che sapevano essere una pura invenzione? Sarebbe stato sciocco nascondere il corpo e poi fingere una resurrezione. Le conseguenze della loro fedeltà a Gesù includevano fustigazioni, prigionie, perfino la morte. Nessuna persona sana di mente sceglie tali cose per ciò che sa essere una menzogna. Sotto pressioni del genere, i bugiardi confessano i propri inganni e tradiscono i loro compagni. La crescita esplosiva della Chiesa costituisce una forte prova della resurrezione di Gesù. È significativo il fatto che non furono i potenti, ma gente comune, aggravata da ogni possibile ostacolo culturale (1 Corinzi 1:26 seg.), a trasformare pacificamente l’Impero Romano con il loro messaggio della Resurrezione. Chi avrebbe mai previsto un avvenimento così “impossibile”? E invece è accaduto![5] Il fatto che il Cristianesimo sia derivato dal Giudaismo[6] è un’ulteriore prova a favore della Resurrezione. Il famoso archeologo William F. Albright ha osservato: “A mio parere, ogni libro

La crescita esplosiva della Chiesa costituisce una forte prova della resurrezione di Gesù. È significativo il fatto che non furono i potenti, ma gente comune, aggravata da ogni possibile ostacolo culturale (1 Corinzi 1:26 seg.), a trasformare pacificamente l'Impero Romano

SEI OBIEZIONI DEGLI SCETTICI Obiezioni più spesso sollevate dai critici della resurrezione di Cristo: • La resurrezione di Cristo è un mito, non un fatto storico. • I racconti della resurrezione sono pieni di contraddizioni. • I miracoli non sono possibili. • La salma fu trafugata. • Gesù era solo svenuto e poi si è ripreso dalle ferite. • I testimoni furono vittime di allucinazioni.

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del Nuovo Testamento fu scritto da un Giudeo battezzato tra gli anni Quaranta e Ottanta del primo secolo d.C.”[7]. Il pregiudizio fra gli Ebrei contro il Gesù del Nuovo Testamento era massiccio. Quale altra prova avrebbe portato degli Ebrei ad accettare un “delinquente” che era stato vergognosamente “appeso” (Galati 3:13) quale il Messia promesso loro, quando avevano cercato invece un liberatore militare? E quale altro fatto avrebbe portato degli Ebrei a modificare la loro convinzioni monoteistiche[8] per adorare Gesù come Dio il Figlio (Giovanni 1:18), o a cambiare il giorno del culto dal Sabato alla domenica (Atti 20:7)? Un semplice mito inventato non avrebbe mai potuto rovesciare simili speranze e tradizioni. “Gesù fu talmente diverso dalle aspettative di tutti i Giudei riguardo al Figlio di Davide che i suoi stessi discepoli trovarono

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quasi impossibile riferire a lui l’idea del Messia”[9] Millar Burrows. Come afferma il Nuovo Testamento, fu la resurrezione di Gesù che da sola vinse tutte queste “impossibilità” (Atti 2:24). LA CONVERSIONE DI SAULO

Inoltre, la conversione di Saulo da Tarso suggerisce un miracolo potente. Inizialmente un nemico acerrimo della Chiesa (Atti 8:3; 9:1, Galati 1:13), egli fu totalmente trasformato per diventare un servo di Gesù. Scegliendo di soffrire per amore di Cristo (2 Corinzi 11:23 seg.), Paolo sacrificò tutto ciò che possedeva, sopportò le persecuzioni e predicò il Vangelo in città dopo città fino a Roma, dove morì infine martire. A lui si attribuisce una maggiore influenza sulle sorti dell’Impero Romano di qualsiasi altro personaggio del primo secolo a eccezione di Cristo stesso. [10]


COPERTINA Il celebre studioso di giurisprudenza dott. Simon Greenleaf, fondatore della Harvard Law School, fa notare che: “Propagando questa nuova fede, anche nella maniera più pacifica e inoffensiva, [i cristiani primitivi ricevevano] scherni, opposizioni… e una morte crudele. Eppure propagavano con zelo proprio questa fede, e sopportavano tutte quelle sofferenze senza esitazione, anzi con gioia. Mentre l’uno dopo l’altro veniva messo barbaramente a morte, i sopravvissuti [continuavano] semplicemente la loro opera con accresciuto vigore e determinazione… Le cronache delle guerre militari forniscono a mala pena un esempio di una simile costanza e pazienza eroica e di un tale coraggio invincibile… Anche se fosse moralmente possibile che essi si siano ingannati in materia, ogni motivazione umana cooperava per portarli a scoprire e a riconoscere il loro errore. Da queste [considerazioni] non c’è scampo se non nella perfetta convinzione e ammissione che erano uomini onesti, che testimoniavano di ciò che avevano accuratamente osservato… e che ben sapevano essere la verità”.[12] Il dott. Greenleaf è da molti considerato come uno dei più grandi cervelli legali nella storia degli Stati Uniti. Era stato in precedenza uno scettico accanito nei confronti del cristianesimo, e si era dato da fare per smentire la deità di Cristo. Alla fine, concluse che la Resurrezione era un fatto vero “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Greenleaf divenne credente dopo avere studiato le prove per conto suo. Molte fra le più brillanti menti legali sono d’accordo con Greenleaf nell’affermare che, se le prove della morte e della resurrezione fossero presentate davanti a un tribunale, la causa sarebbe indubbiamente vinta. Le pretese del cristianesimo sono benissimo sostenute e dimostrate da prove indipendenti e convergenti.

GLI ALTRI APOSTOLI

Anche gli altri Apostoli vinsero le loro paure per far fronte alle sofferenze, alla prigionia, perfino la morte, per proclamare la Buona Novella del Cristo risorto in ogni parte del loro mondo. Si può forse pensare che questa gente morisse così gioiosamente per un semplice mito? “Ciascuno dei discepoli, a eccezione di Giovanni, morì martire… perché si aggrappavano con tenacia alle loro convinzioni e i loro proclami”, osserva lo studioso Josh McDowell.[11] In contrasto con altri che sono morti per una speranza non verificabile di una vita nell’oltretomba (ad es., mistici che cercano una reincarnazione, o militanti islamici che si aspettano di essere premiati da Allah), i discepoli di Gesù vissero e morirono per la loro pretesa storicamente verificabile che la tomba era vuota e che Egli era stato visto di nuovo vivo.

Riferimenti e note 1. Paul Althaus in Wolfhart Pannenberg, Jesus - God and Man (SCM Press, 1968), pag. 100. 2. Dr. Craig in M. Wilkins e J.P. Moreland (a cura di), Jesus Under Fire (Grand Rapids, Michigan: Zondervan, 1995), pag. 149. 3. Raymond Brown, The Death of the Messiah, Vol. II (New York: Doubleday, 1994), pag. 1205f. 4. Vedete l'Ebreo Giustino Martire, “Dialogo con Trifone,” e il “Toledoth Yeshu”, una favola giudaica secondo la quale il proprietario della tomba vendette il corpo di Gesù, che fu poi trascinato per le vie della città. Entrambi sono discussi da Gary Habermas in Gary R. Habermas e Anthony G.N. Flew, Did Jesus Rise From the Dead? - the entire transcript, a cura di Terry L. Miethe (San Francisco: Harper & Row, 1987), pag. 99f. 5. “Il fatto che il movimento cristiano abbia avuto successo, tanto che quegli uomini di popolo che pescavano sulle sponde del Lago di Galilea oggi sono più famosi degli stessi Cesari che governavano il mondo… è talmente straordinario da essere incredibile, se non sapessimo che è la verità” [Elton Trueblood, Philosophy of Religion (Harper and Brothers, 1957), pag. 140]. 6. Atti 2:5-43, 6:7. 7. William F. Albright in un'intervista in Christianity Today (gennaio 18, 1963), pag. 3. [torna] 8. “Monoteismo,” con riferimento a Deuteronomio 6:4 (“L'Eterno, il nostro DIO, l'Eterno è uno”), pose le credenze di Israele in contrasto con il politeismo dei suoi vicini. Ciò sembrava escludere, per una questione di principio, la pretesa di Gesù alla deità. In realtà, però, la stessa parola ebraica “uno” (echad) viene usata in Genesi 2:24 (“saranno una sola carne”), Giosuè 9:2, e Giudici 20:1, ed implica un'unità composta. Perciò, mentre i pregiudizi giudaici si opponevano fortemente alla pretesa di Gesù di essere il Figlio di Dio, la parola in questione in realtà consente e perfino implica questa possibilità. 9. Millar Burrows, More Light on the Dead Sea Scrolls (Viking Press, 1958), pag. 68. 10. Sir William Ramsey, citato in Wilbur Smith, Therefore Stand (Wilde, 1945), pag. 246f. 11. Josh McDowell (a cura di) Evidence that Demands a Verdict (San Bernardino, California: Campus Crusade for Christ, 1972), pag. 255. 12. Simon Greenleaf, The Testimony of the Evangelists (Kregel, 1995, ristampa dell'edizione del 1847), pagg. 31-32.

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LA TOMBA DI GESÙ NEL TEMPO

34 – 135 d.C.

325 – 327 d.C.

La tomba vuota di Gesù

Costantino ed Elena cercarono la tomba di Gesù e il tempio di Venere fu distrutto.

era venerata dai cristiani.

336 d.C. 135 - 325 d.C. Nel 135 d.C., Adriano ordinò di coprire il Santo Sepolcro con terra e pietre e fece costruire un tempio dedicato a Venere.

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Gli architetti di Costantino inglobarono la tomba in un’edicola, che era al centro di una struttura circolare coperta da una cupola chiamata rotonda.


FONTE: Custodia di Terra Santa e National Geographic

La presunta tomba di Gesù Cristo è il sito più venerato nel mondo cristiano. È un letto funerario di pietra calcarea scavato nelle parete di una grotta. Almeno dal 1555, forse anche da molti secoli prima, il letto funerario è stato protetto con una lastra di marmo, presumibilmente per impedire ai pellegrini di strappare frammenti della roccia originale come reliquie.

1114 – 1167 d.C.

1810 d.C.

2016 – 2017 d.C.

Ai tempi degli Stati crociati, fu esteso il restauro promosso dall'imperatore bizantino Costantino Monomaco nell'XI secolo.

Fu ricostruita l'edicola che era stata danneggiata in un incendio.

Il tempio fu completamente restaurato.

1974 d.C. 1555 d.C. L'edicola fu restaurata in stile gotico.

Durante il protettorato britannico, furono collocate travi d'acciaio perché l'edificio stava per crollare.

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INTERNAZIONALE

IN DIFESA DELLA VITA E DELLA FAMIGLIA Per il terzo anno consecutivo si è tenuto il Congresso Iberoamericano per la Vita e la Famiglia. I partecipanti hanno firmato una dichiarazione per ratificare la loro lotta contro l'ideologia di genere e richiedere alle organizzazioni internazionali di stabilire un dialogo franco e costruttivo e non imporre i suoi ideali contro la famiglia. Più di duecento rappresentanti di 17 paesi si sono riuniti a Panama per denunciare le “iniziative neo-coloniali” di organizzazioni internazionali che offrono sostegno finanziario in cambio di modifiche legislative che promuovano l’ideologia di genere. Inoltre, hanno ratificato il loro impegno per la vita, la famiglia, la giustizia, lo sviluppo e la libertà, nonché per la difesa delle libertà civili che sono minacciate. “In un momento in cui l’ideologia di genere si sta infiltrando nelle menti, nelle strutture e nelle stanze del potere, ci alziamo non solo in difesa della nostra etica, ma anche in difesa dell’identità e delle libertà di tutti, specialmente della prossima

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generazione”, afferma il documento firmato da pastori evangelici, scrittori, senatori, parlamentari e candidati presidenziali. I partecipanti hanno chiesto il rispetto dell’autonomia della famiglia nell’educazione in valori dei propri figli, e hanno esatto un modello educativo che escluda l’indottrinamento e gli insegnamenti ideologici. “Consapevoli del fatto che la scienza nega le fallace dell’ideologia di genere, siamo preoccupati che nello sviluppo di leggi e programmi educativi vengano escluse le informazioni offerte dalla scienza e vengano fatte imposizioni ideologiche”, sottolineano. Allo stesso modo, sono aperti a un dialogo franco e costruttivo con lo scopo di trovare soluzioni dinanzi agli organi del governo, in particolare quelli legislativi, per stabilire leggi eque che proteggano i diritti inalienabili, in particolare il diritto alla vita, e le istituzioni fondamentali, come il matrimonio. I partecipanti al congresso hanno inoltre chiesto di mantenere e rafforzare la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, la Dichiarazione Americana sui Diritti Umani, la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici, e la Dichiarazione Americana dei Diritti e Doveri dell’Uomo, nonché altri strumenti internazionali. All’evento hanno partecipato rappresentanti di 17 paesi


in America Latina, Europa e Africa. “È un’esperienza gratificante potere incontrare colleghi e amici americani che hanno a cuore il benessere della famiglia e il diritto alla vita. Questo movimento non sta

solo diventando famoso, ma sta anche generando un’enorme influenza continentale e un impegno a continuare a sostenere la difesa della vita e della famiglia. Nessuna entità potrebbe fare il lavoro della Chiesa cristiana perché la Chiesa è la luce del mondo e il sale della terra”, ha affermato Aaron Lara, direttore del Congresso Iberoamericano per la Vita e la Famiglia. Il reverendo José Arturo Soto, presidente internazionale del Movimento Missionario Mondiale, ha sottolineato che “dobbiamo tutti difendere i nostri diritti. Come cittadini del mondo dobbiamo fare il nostro contributo, forse con una marcia o con la preghiera. Bisogna alzare la voce come Chiesa, senza adottare altre motivazioni”. Tra gli esponenti erano l’avvocato, giornalista e scrittore César Vidal, il giornalista ed ex candidato presidenziale costaricano Fabricio Alvarado, e Christian Rosas, portavoce e membro del collettivo “Con mis hijos no te metas”, tra gli altri. Nelle loro presentazioni hanno motivato a combattere gli attacchi alla famiglia e al nascituro, e a lottare per il rispetto delle convinzioni etiche, morali e spirituali al fine di costruire un modello di sviluppo per l’Iberoamerica che ripristini il immagine di Dio. Infine, fu fatto l’invito ufficiale al 4° Congresso, che avrà luogo nella città di Lima, Perù.

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STORIA

IL CRISTIANESIMO CONTRO L'INFANTICIDIO Un articolo del quotidiano spagnolo ABC evidenzia il ruolo del cristianesimo nell'eradicazione dell'infanticidio e degli abusi contro i bambini nel quarto secolo.

Il 16 novembre 318, Costantino I, il primo imperatore romano a convertirsi al cristianesimo, decretò che l’uccisione di un bambino costituiva il crimine di parricidio (Codice Teodosiano 9, 15, 1). Il potere paterno (patria potestas) del capofamiglia (pater familias), che fino ad allora aveva il dominio assoluto sui suoi figli, era quindi limitato. Il 7 febbraio 374, un altro imperatore cristiano, Valentiniano I, equiparò l’infanticidio all’omicidio e così divenne un delitto capitale (Codice Teodosiano 9, 14, 1). Due pionieri nella storia oscura dell’infanticidio, i ricercatori americani John T. Noonan e Lloyd DeMause, riconoscono categoricamente che fu nel quarto secolo, quando Roma si convertì al cristianesimo, che l’Occidente iniziò a combattere contro questa atrocità. FRUTTO DI SECOLI

Proprio come accadde con la schiavitù, la tortura legale, la prostituzione minorile, la morte per crocifissione o i combattimenti di gladiatori, il cambiamento della visione del mondo che portò alla vittoria del cristianesimo nell’impero romano costituì un precedente nella protezione dei diritti dei bambini. La crudeltà delle strutture sociali del mondo antico cominciò a essere gradualmente mitigata dall’umanesimo cristiano. E la fine della violenza contro i più vulnerabili diventò una delle principali conquiste della cristianizzazione

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della società. Tuttavia, questa conquista è stata ignorata dalla memoria storica selettiva della nostra epoca secolarizzata che sembra non essere consapevole del contributo decisivo del cristianesimo alla storia dei diritti dell’essere umano. Le due leggi menzionate sono state il frutto di secoli di tradizione etica cristiana riguardo alla protezione degli esseri umani più preziosi, innocenti e deboli: il neonato e il nascituro. Due antichi scritti paleocristiani come la Didaché (~ 100 d.C.) e l’Epistola di Barnaba (~ 30 d.C.) aprirono la strada: il primo denunciava che la “via della morte” è dei pagani che uccidono i loro figli (Didaché 5, 2); e il secondo condannava esplicitamente l’infanticidio e l’aborto (Epistola di Barnaba 19, 5). Il filosofo cristiano San Giustino Martire, uno dei primi padri della Chiesa, disse, basandosi sulla tradizione biblica ebraica (Esodo 21, 22-23) che condannava l’aborto e l’infanticidio (tradizione rinnovata da Filone di Alessandria), che “esporre i neonati è proprio dei malvagi” e degli “assassini” (Apologia I, 27 e 29). Tertulliano, nel suo scritto apologetico Alle Nazioni (Ad nationes I, 15), affermò che la pratica di esporre i bambini alla misericordia dei cani o di annegare i neonati era “comune tra i pagani”. Un secolo dopo, intorno all’anno 300, Lattanzio denunciava che i pagani strangolavano i neonati indesiderati (Divinae istitutiones, V, 9, 15). Svetonio, nei suoi Dodici Cesare (Vita di Caligola, 5), scrisse che la vita dei neonati dipendeva completamente dalla volontà dei loro genitori. “CIBO PER BESTIE SELVAGGE”

Come la schiavitù, l’infanticidio nell’antichità classica è stato ignorato da molti storici nonostante le centinaia di chiari riferimenti di autori antichi all’idea che si trattasse di un fatto quotidiano accettato. I bambini appena nati venivano gettati nei fiumi, lasciati morire di fame o abbandonati su colline e strade, “preda per uccelli, cibo per bestie selvagge”, come ha notato Euripide nel suo dramma Ion.


La fine della violenza contro i più vulnerabili diventò una delle principali conquiste della cristianizzazione della società. Tuttavia, questa conquista è stata ignorata dalla memoria storica selettiva della nostra epoca secolarizzata che sembra non essere consapevole del contributo decisivo del cristianesimo alla storia dei diritti dell'essere umano.

La triste realtà è che nel mondo greco-romano, i bambini che non erano perfetti in forma, dimensioni o salute secondo trattati per levatrici tra cui “Come riconoscere il neonato che vale la pena di allevare” – che erano di fatto linee guida per commettere infanticidio su larga scala – erano uccisi senza pietà. 1500 anni fa, il cristianesimo iniziò a lottare per porre fine a questa aberrazione che nel diciannovesimo secolo era ancora comune in alcuni luoghi. Noi cristiani dovremmo ricordarlo.

(*) Tratto da www.abc.es

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GIOVENTÙ

UOMINI E DONNE POSSONO ESSERE AMICI? Alle persone piace fare amicizia ed avere molti amici, e le amicizie tra uomo e donna sono possibili purché siano basate su intenzioni veramente oneste. Un giorno, una giovane donna si avvicinò al predicatore Charles H. Spurgeon e gli raccontò di un giovane uomo che era suo amico. Il suo desiderio era di convertirlo in Cristo e poi fidanzarsi con lui. Dopo chiedere consiglio al predicatore, lui le disse di stare su un tavolo. Poi le chiese di prenderlo per mano e

sollevarlo sul tavolo con lei. Lei ci provò, ma fallì. Spurgeon disse: “Ora, guarda cosa succede quando io provo a tirarti giù”, e la tirò giù dal tavolo in modo gentile. “È facile essere tirato giù, ma molto difficile tirare su qualcuno”. La giovane donna si rese conto di cosa sarebbe successo in un eventuale rapporto con il giovane. L’amicizia è una relazione in cui due persone si amano e si aiutano l’un l’altro senza aspettarsi nulla in cambio. In alcune denominazioni, le amicizie tra uomini e donne sono stigmatizzate. Secondo loro, la Bibbia non approva le amicizie tra persone del sesso opposto, e le amicizie tra uomo e donna di solito finiscono in relazioni romantiche perché uno dei due ha sempre intenzioni

CHE COS'È L'AMICIZIA? L'amicizia come valore è la relazione tra persone che condividono esperienze, sentimenti e pensieri, e che crescono insieme sulla base dell'accettazione delle loro somiglianze e differenze, virtù e difetti.

ETIMOLOGIA

L'origine della parola “amico”:

Dal latino

Del griego

Supporto “Sin” “ego” = “sin mi yo”

L'amicizia si basa su:

“Amare” - “Amicus” = Amico, colui che si ama

Fiducia

L'amicizia nasce dallo sforzo di fare amicizia, ma mantenerla richiede maggiori investimenti.

Un’altra definizione di “amicizia” è: Sentimento di affetto e fedeltà basato sul rispetto, sulla sincerità, sulla fiducia e sull’affinità.

Santa Biblia

Secondo la Bibbia, l'amicizia è considerata: - Un bene inestimabile - Un tesoro prezioso Fonte: http//quees.la/laamistad/

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nascoste. Di conseguenza, ragazzi e ragazze smettono di essere amici per fermare le voci, senza rendersi conto che stanno facendo un grosso errore. Il reverendo David Echalar, supervisore del Movimento Missionario Mondiale in Italia, sottolinea che “l’amicizia nel corpo di Cristo è come avere una grande famiglia composta da fratelli e sorelle nella fede. Gesù aveva amici, tra cui Lazaro, Marta e Maria, che lo accoglievano sempre con gioia. Quella bella amicizia dovrebbe essere un modello per noi”. COME MANTENERE L’AMICIZIA

Onestà: Dobbiamo essere onesti con gli amici e incoraggiarli ad essere onesti anche loro. Per rafforzare l’amicizia, è importante essere aperti e sottolineare gli errori dell’altro con amore. La trasparenza può aiutare le persone a essere sempre migliori. Tempo e comunicazione: La vera amicizia richiede impegno per svilupparsi. Ecco perché è essenziale condividere i nostri sentimenti e pensieri e porre domande

che stimolino i nostri amici a parlare di ciò che è nella loro mente e nel loro cuore. Gratitudine: I giovani vogliono sentirsi apprezzati. Gli amici devono essere grati gli uni agli altri e mostrare amore quando l’altro ne ha più bisogno. COME FARE BUONI AMICI

• Basa la tua amicizia sull’amore di Cristo. L’amicizia deve essere fatta con l’intenzione di piacere a nostro Signore. • Motiva i tuoi amici a servire Dio svolgendo attività all’aperto, predicando la Parola o visitando i malati in ospedale. • Continua a cercare Dio per motivare gli altri giovani ad essere i Suoi amici. • Sii leale, affidabile e presente nei momenti buoni e cattivi dei tuoi amici. Essere un buon amico è un modo di servire Dio. Egli creò gli uomini per connettersi l’un l’altro, ed è per questo motivo che dobbiamo dare il meglio agli amici che Lui ha messo nella nostra vita.

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DONNA

IL SILENZIO DI DIO Sorella Carmen Valencia de Martínez

Il Dio che parla può anche restare in silenzio e, a volte, il silenzio di Dio è un segno di disappunto. Se vogliamo che Dio ci parli sempre, dobbiamo soddisfare le condizioni che ci avvicinano a Lui. Dio rimane in silenzio davanti a quelli che, conoscendolo, non gli obbediscono quando Egli si manifesta. 1 Samuele 28:6 dice: “Saul consultò il Signore, ma il Signore non gli rispose né tramite sogni, né mediante l’urim, né per mezzo dei profeti”. Dio parla in diversi modi, ma lo fa secondo la Sua saggezza e in modo che possiamo capirlo. Egli fa conoscere la Sua volontà e si gode nel relazionarsi con l’uomo. Ai servi fedeli che fanno ciò che Egli comanda, Dio chiama amici (Esodo 33:11; Giovanni 15:14-15). Il Dio che parla può anche restare in silenzio e, a volte, il silenzio di Dio è un segno di disappunto. CONDIZIONI DA SODDISFARE

Se vogliamo che Dio ci parli sempre, dobbiamo soddisfare le condizioni che ci avvicinano a Lui. La più importante è ascoltare le Sue parole e obbedirgli. Molti a cui non ha parlato più erano uomini che hanno ricevuto il Suo messaggio, ma non gli hanno prestato attenzione. • Avere un’intima comunione con Dio. E per averla dobbiamo avere timore di Dio, che non è paura, ma rispetto, onore, ammirazione e obbedienza; così ci farà

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conoscere il Suo patto (Salmo 25:14). • Non essere perversi, ma giusti. Quando c’è peccato e perversità nel cuore dell’uomo, la comunicazione e la comunione con Dio si rompono (Proverbi 3:32). Il libro di Isaia 64:7 dice: “Non c’è più nessuno che invochi il tuo nome, che si risvegli per attenersi a te; poiché tu ci hai nascosto la tua faccia e ci lasci consumare dalle nostre iniquità”.


non diede neppure ascolto alla loro supplica. • Il popolo aveva deciso di combattere il suo nemico, la nazione che ostacolava la sua avanzata. Allora si confessarono per soddisfare le condizioni di Dio ed essere pronti a combattere. • Il popolo non aveva l’autorizzazione di Dio. Dio li aveva avvertito che non sarebbe stato tra loro, ma si avventurarono comunque nel conflitto. Bisogna non fare un solo passo senza l’approvazione o direzione di Dio. Forse abbiamo buone intenzioni, ma se non facciamo le cose in modo giusto, falliremo. • Il popolo era testardo nel suo scopo. Erano stati avvertiti, ma andarono in guerra e subirono una sconfitta umiliante. Imbarazzati, andarono da Dio piangendo, ma Dio non rispose. • Il popolo non ha ascoltato. L’uomo di Dio aveva parlato con loro, ma non gli diedero ascolto, ma si ribellarono al mandato divino. Proverbi 5:11-14 dice: “Perché tu non abbia a gemere quando verrà la tua fine, quando la tua carne e il tuo corpo saranno consumati, e tu non dica: «Come ho fatto a odiare la correzione, e come ha potuto il mio cuore disprezzare la riprensione? Come ho fatto a non ascoltare la voce di chi m’insegnava e a non porgere l’orecchio a chi m’istruiva? Poco mancò che non mi trovassi immerso in ogni male, in mezzo all’assemblea e alla comunità»”. Quali altra lezione possiamo imparare da questa storia? Quando Dio non è d’accordo con qualcosa, dobbiamo fermarci e ascoltare la Sua voce. IL CASO DI SAUL

IL POPOLO DI ISRAELE

Il primo caso in cui Dio rimase in silenzio fu davanti al popolo di Israele. E lo fece perché avevano disobbedito al Suo comando e avevano superbia nei loro cuori (Deuteronomio 1:41-45). Mosè ricordò al popolo di Israele che aveva subito una grande sconfitta per aver disobbedito al Signore. Allora, quando chiesero aiuto a Dio, Egli non rispose loro,

Nella guerra di Saul contro i Filistei, il re doveva attendere sette giorni fino all’arrivo del profeta Samuele per presentare l’olocausto e le offerte al Signore. Ma Samuele non giunse nel giorno stabilito e il re Saul e il popolo divennero impazienti (1 Samuele 13:9-13). Quanti errori vengono fatti per non avere pazienza! • Saul cercò di giustificare ciò che aveva fatto. Quando arrivò il profeta, il re Saul diede tre ragioni: 1) Il popolo si disperdeva; 2) il profeta Samuele non giungeva; e 3) i Filistei erano radunati e pronti ad attaccare. Tutto era certo, ma non giustificava ciò che il re Saul aveva fatto. • Il re Saul consultò Dio troppo tardi. A causa della sua disobbedienza, Dio rimase in silenzio e non gli diede ascolto neanche attraverso i profeti e l’urim. Non lasciate che la voce di Dio taccia nella vostra vita, perché il vuoto e la solitudine saranno molto grandi e quasi impossibili da sopportare. Quel silenzio vi assordirà. Ebrei 1:1 dice: “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti...”. E Giobbe 33:14 dice: “Dio parla una volta, e anche due, ma l’uomo non ci bada”.

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MUSICA

GIOIOSI TI ADORIAMO Inno che rivela la gioia che sentono i cristiani per la creazione del Signore. Un simbolo di amore, riverenza e onore a Dio scritto nel 1907 da Henry van Dyke.

“Gioiosi ti adoriamo” è un inno che trasmette fiducia, felicità e speranza. Scritto nel 1907 dall’autore

americano Henry van Dyke, descrive nelle sue quattro stanze la gioia che sentono i credenti per la creazione di Dio. È un simbolo di amore, riverenza e onore al Signore. I biografi di Van Dyke affermano che la composizione fu fatta mentre l’autore annunciava il Vangelo presso la Williams College, situata nel Massachusetts. Impressionato dalle imponenti montagne che circondavano l’università, il predicatore scrisse una canzone per lodare il Signore, che con la Sua potenza infinita riempie i Suoi seguaci di benedizioni. L’inno fu pubblicato per la prima volta nel 1911 come parte di un libro di poesie. Sulla sua essenza, il servo di Dio parlò delle emozioni che l’avevano motivato a comporre questa canzone, che fa anche riferimento all’opera redentrice di Gesù Cristo: “Queste stanze sono semplici espressioni di sentimenti e desideri cristiani comuni. È un canto di fede e ottimismo”. OPERAIO ECCEZIONALE

Nato il 10 novembre 1852 a Germantown, Van Dyke era un pastore eccezionale che annunciava la buona notizia con energia. In gioventù, dopo essersi laureato alla Poly Prep Country Day School nel 1869, studiò all’Università di Princeton e al Seminario Teologico di Princeton. Tra il 1883 e il 1899, divenne pastore di un tempio a Manhattan. Fedele a Dio fino all’ultimo momento della sua vita, il prolifico autore scrisse testi, saggi e versi che trasmettevano il messaggio di Dio all’umanità. Inoltre, fece il professore di letteratura inglese all’Università di Princeton per oltre due decenni. Fu anche ambasciatore degli Stati Uniti nei Paesi Bassi e in Lussemburgo, su espressa richiesta del presidente Woodrow Wilson, dal 1913 al 1916.

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GIOIOSI TI ADORIAMO Dio della gloria, Signore dell'amore, I cuori si schiudono come fiori davanti a Te, Aprendosi al sole sopra. Sciogliendosi le nuvole del peccato e della tristezza, Allontanandosi il buio del dubbio, Donatore di gioia immortale, Riempici della luce del giorno.

Tu dai e perdoni, Sempre benedicendo, sempre benedetto. Buon fonte della gioia dei viventi, Profondità oceanica del felice riposo. Tu nostro Padre, Cristo nostro Fratello, Quelli che vivono nell'amore sono Tuoi. Insegnaci ad amarci, Portaci alla Gioia Divina.

Tutta la tua opera con gioia Ti circonda, La terra e il cielo riflettono i Tuoi raggi, Stelle e angeli cantano intorno a Te, Centro di ininterrotta lode. Campo e foresta, valle e montagna, Prato fiorito, mare scintillante, Uccelli cantanti e fontana corrente, Chiamaci per goderci in Te.

I mortali si uniscono al potente coro Che formano le stelle del mattino. L'amore paterno regna su di noi, L’amore fraterno lega l'uomo all'uomo. Sempre cantando, marciamo avanti, Come vincitori in mezzo al conflitto. La musica gioiosa ci solleva verso il sole, Nel trionfo del canto della vita.

Passionato della musica di Ludwig van Beethoven, dopo aver composto “Gioiosi ti adoriamo”, il suo poema più popolare, Henry chiese che l’inno fosse intonato con la melodia della parte corale dell’ultimo movimento della Nona Sinfonia del pianista tedesco: “Inno alla gioia”. La sua determinazione e il suo coraggio permisero al suo testo di fondersi con le armonie del musicista tedesco e produrre una canzone straordinaria. Henry van Dyke, che predicò la Parola al funerale dello scrittore Mark Twain, morì il 10 aprile 1933 dopo aver servito il Salvatore con tutte le sue forze. Il suo lavoro per la diffusione della dottrina di Cristo vive oggi in ciascuna delle sue poesie, ma principalmente nella sua memorabile “Gioiosi ti adoriamo”, come strumento perfetto per adorare il Signore.

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LETTERATURA

EROI DI FEDE Libro scritto da Orlando Spencer Boyer sulla vita di venti dei personaggi più importanti della storia del cristianesimo moderno. È un compendio prezioso ideato con lo scopo di ispirare i credenti.

Tutto il popolo italiano si radunava a Firenze in numero sempre crescente. Non c’era più spazio per le enormi folle al famoso Duomo. Il predicatore Girolamo Savonarola bruciava con il fuoco dello Spirito Santo, e sentendo l’imminenza del giudizio di Dio, tuonava contro il vento, il crimine e la corruzione sfrenata della chiesa stessa. Il popolo poi abbandonò la lettura di pubblicazioni banali e cominciò a leggere i messaggi del predicatore infuocato; smise di cantare le canzoni di strada e cominciò a cantare gli inni di Dio. A Firenze, i bambini facevano processioni per raccogliere le maschere di carnevale, i libri osceni e tutti gli oggetti superflui che servivano alla vanità. Scritto dal pastore americano Orlando Spencer Boyer, “Eroi di fede” è un libro che riunisce i ritratti di venti dei personaggi più importanti della storia del cristianesimo moderno. Pubblicato per la prima volta nel 1983 in portoghese, rivela il vero mistero della grandezza di questo gruppo di uomini del Signore che predicavano il Vangelo: la preghiera. Più di centomila uomini e donne circondavano il predicatore duecento anni fa a Cambuslang, in Scozia. Le parole del messaggio, vivificate dallo Spirito Santo, erano chiaramente udite ovunque dal mare umano. È difficile immaginare l’aspetto della folla di diecimila pentiti che avevano risposto alla chiamata di accettare il Salvatore. Questi eventi servono come esempi del compimento delle parole di Gesù: “In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io, e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre” (Giovanni 14:12). C’era “come un fuoco ardente chiuso nelle ossa” in questo predicatore il cui nome era George Whitefield.

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LIBRO PREZIOSO

Il compendio di storie di Boyer, che ha avuto grande successo fin dalla sua pubblicazione, è stato ideato allo scopo di ispirare i credenti e mostrare loro che la vittoria della fede dipende principalmente dalla preghiera. È stato anche concepito per rendere noto l’eroismo di fedeli che si sono distinti per la loro dedizione all’Onnipotente. Si dice che William Carey, padre delle missioni moderne, non fosse dotato di un’intelligenza superiore né possedesse

alcun dono che abbagliasse gli uomini. Tuttavia, la sua determinazione e il suo spirito indomito e invincibile nel portare a termine tutto ciò che aveva iniziato, erano il segreto del meraviglioso successo della sua vita. Quando Dio lo chiamava per eseguire un compito, rimaneva fermo, giorno dopo giorno, mese dopo mese, e anno dopo anno fino a quando non lo finiva. Lasciò che il Signore facesse uso della sua vita, non solo per evangelizzare per quarantun anni all’estero, ma anche per eseguire l’impresa, per quanto incredibile possa

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LETTERATURA sembrare, di tradurre le Scritture in più di trenta lingue. Missionario, traduttore e scrittore evangelico, Boyer raccolse nel suo libro le storie di Girolamo Savonarola, Martin Lutero, John Bunyan, Jonathan Edwards, John Wesley, George Whitefield, David Brainerd, William Carey, Christmas Evans, Henry Martyn, Adoniram Judson, Charles Finney, George Müller, David Livingstone, John Paton, Hudson Taylor, Charles Spurgeon, il pastore Hsi, Dwight Lyman Moody e Jonathan Goforth. I suoi genitori lo chiamarono Christmas (Natale), perché era nato al Natale del 1766. La gente lo soprannominò il “predicatore guercio” perché era cieco da un occhio. Qualcuno disse di Christmas Evans: “Era l’uomo più alto, più forte e più grande che io avessi mai visto. Aveva solo un occhio, se c’è un motivo per chiamarlo occhio, perché con più proprietà si potrebbe dire che era una stella luminosa che brillava come il pianeta Venere.” Era anche chiamato il “John Bunyan del Galles”, perché fu il predicatore che godette di più della potenza dello Spirito Santo nella storia di quel paese. Ovunque predicasse c’era un gran numero di conversioni.

Si dice di questo predicatore, il cui nome era Charles Finney, che dopo aver predicato a Govemeur, nello stato di New York, non ci furono spettacoli di danza o teatro nella città per sei anni. Si stima che durante il 1857 e il 1858 vennero vinte per Cristo più di centomila persone, a causa del lavoro diretto e indiretto di Finney.

STORIE REALI

“Eroi di fede” contiene tre capitoli dedicati alla testimonianza personale dell’autore. Il reverendo espone, con prosa diretta, i suoi pensieri sul segreto dei trionfi raggiunti dai personaggi del suo libro. Spiega anche ciò che il Salvatore si aspetta di noi e parla del lamento di miliardi di anime che vivono circondate dall’oscurità, dalla miseria e dalla disperazione. Inginocchiato su una spiaggia in India, Henry Martyn versava la sua anima al Maestro e pregava: “Amato Signore, anch’io ero in un paese lontano; la mia vita bruciava nel peccato... tu volevi che io tornassi, non più un tizzone per diffondere distruzione, ma una torcia che brilla per te (Zaccaria 3:2). Sono qui tra il buio più denso, selvaggio e opprimente del paganesimo. Signore, voglio bruciare fino ad essere completamente consumato da te!” L’intenso fuoco di quel giorno ha sempre motivato la vita del giovane uomo. Si dice che il suo nome sia “il più eroico nella storia della Chiesa d’Inghilterra dai tempi della regina Elisabetta”. Nato il 5 marzo 1893, nella città di Bedford, l’obiettivo di Boyer con il suo omaggio antologico era quello di mostrare all’umanità il sentiero che conduce ai piedi di Gesù Cristo. Il suo scopo, oltre a concretizzarsi con la pubblicazione del libro, ha guidato la sua vita e gli ha consentito di annunciare la buona notizia negli Stati Uniti e in Brasile, dove fece il lavoro missionario e seminò la Parola. Si dice di questo predicatore, il cui nome era Charles Finney, che dopo aver predicato a Govemeur, nello stato di New York, non ci furono spettacoli di danza o teatro nella città per sei anni. Si stima che durante il 1857 e il 1858 vennero vinte per Cristo più di centomila persone, a causa del lavoro

diretto e indiretto di Finney. La sua autobiografia è uno dei resoconti più meravigliosi delle manifestazioni dello Spirito Santo, ad eccezione del libro degli Atti degli Apostoli; alcuni considerano il suo libro “Teologia sistematica” una delle opere teologiche più importanti, tranne, ovviamente, le Sacre Scritture. Morto in Brasile il 21 aprile 1978 all’età di 85 anni, Orlando Spencer Boyer emulò durante la sua vita i coraggiosi e fedeli difensori dell’Altissimo che fanno parte di “Eroi di fede”. Impegnato seguace di Cristo, sempre cercava di trasformare la vita dei credenti e non credenti con storie vere che hanno segnato la solidità del cristianesimo. Allora, il missionario riconobbe che la mano di Dio l’aveva protetto in modo meraviglioso durante il massacro dei Boxer, in cui centinaia di credenti furono uccisi. Jonathan Goforth e la sua famiglia furono salvati da innumerevoli situazioni dolorose che affrontarono tra i ribelli, finché, venti giorni dopo, raggiunsero la costa del paese. Rosalind e Jonathan Goforth vivevano la loro vita nascosti con Cristo, in Dio. Nelle sue stesse parole: “Accettare come nostra la gloria che appartiene a Dio non è solo follia, ma è anche un grave peccato, perché il Signore ha detto: “Io non darò la mia gloria a un altro”. Essendo ancora giovane, Jonathan Goforth adottò le parole di Zaccaria 4:6 come motto della sua vita: “Non per forza, né per potenza, ma per lo Spirito mio, dice il Signore degli eserciti”.

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EROE DI FEDE

IL MISSIONARIO INGLESE Phyllis Thompson

Dixon Edward Hoste servì Cristo per più di sei decenni e fu direttore generale della China Inland Mission dal 1900 al 1935. Con le sue forte convinzioni cristiane, dimostrò che con tolleranza e preghiera è possibile portare l’uomo alla fede in Dio.

Dixon Edward Hoste nacque il 23 luglio 1861 a Brighton, quattro anni prima della fondazione della China Inland Mission (CIM). I suoi genitori erano cristiani timorati di Dio che lo crebbero con disciplina, amore e conoscenza delle Sacre Scritture. Sua madre, che conosceva la Bibbia profondamente, gli parlò dell’amore di Dio, del bisogno del pentimento e della fede in Cristo e, risvegliando così il suo interesse per le missioni e i principi evangelici. Hoste frequentò il Clifton College, dove eccelse in materie come il greco, che già leggeva all’età di 8 anni. A 17 anni, entrò nella Royal Military Academy di Wo-

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olwich, dove imparò ad avere obbedienza, precisione e ordine, e a capire e guidare gli uomini. Un anno dopo, fu nominato tenente nella Royal Artillery. Dixon conduceva una vita lontano dal Signore, ma il Vangelo era sempre nel suo cuore. Nel 1882, la sua vita cambiò quando partecipò, spinto da suo fratello William che si era appena arreso al Salvatore, a un incontro tenuto da Dwight Moody a Brighton. La predicazione dell’evangelista americano gli fece capire che stava vivendo in peccato e gli ricordò che la condanna eterna attende coloro che non credono. Allora, decise di accettare Gesù come suo Salvatore e si inginocchiò per sottomettersi alla potenza di Dio. Immediatamente, il perdono e l’amore del Signore lo riempirono di gioia profonda.

Con i cinque studenti universitari e un collega del suo reggimento, Dixon formò il gruppo “I sette di Cambridge” e rafforzò la sua speranza di portare il messaggio di salvezza in Cina.

FEDELE CREDENTE

Dopo la sua conversione, Dixon cominciò a leggere la Bibbia con voracità. Era convinto che annunciare la buona notizia fosse più importante di qualsiasi altra attività. Allora, suo padre gli consigliò di pregare per ricevere la guida di Dio. A causa del suo desiderio di assorbire il Vangelo, si mise in contatto con altri seguaci di Gesù Cristo, iniziò a predicare la Parola, e nel suo tempo libero si dedicò ad approfondire la sua fede. All’inizio del 1883, uno dei suoi nuovi amici, Montagu Beauchamp, uno studente dell’Università di Cambridge, gli parlò della China Inland Mission e lo mise in contatto con quattro credenti universitari. Poco dopo, nonostante le prove che affrontavano i fedeli in Asia, sentì il desiderio di diventare missionario e di portare il messaggio del Signore al popolo cinese. Otto mesi più tardi, conobbe Hudson Taylor, fondatore della CIM. Con i cinque studenti universitari e un collega del suo reggimento, Dixon formò il gruppo “I sette di Cambridge” e rafforzò la sua speranza di portare il messaggio di salvezza in Cina. Nel febbraio 1884, si presentò alle autorità della China Inland Mission. Allora, il missionario Taylor gli consigliò di approfondire la sua conoscenza delle Scritture e di acquisire esperienza aiutando Moody e il cantante Ira Sankey nei loro servizi. Il 5 febbraio 1885, dopo aver visitato diverse università in Inghilterra e Scozia in cui evangelizzarono migliaia di giovani, I sette di Cambridge salparono per la Cina.

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EROE DI FEDE Il predicatore inglese guidò saggiamente la China Inland Mission e la portò a superare grandi sfide. Sostenuto dai membri dell'organizzazione, fece una serie di sforzi evangelistici basati sugli insegnamenti di Gesù.

All’arrivo il 18 marzo, Hoste si recò nella provincia di Shanxi per iniziare la sua vita missionaria. Poi fu mandato nella città di Kuwu, dove studiò la lingua locale. Di sera, si sedeva nel suo cortile e predicava la Parola ai curiosi che si radunavano. Di pomeriggio, distribuiva volantini cristiani. PREDICATORE TENACE

Nel 1886, Hudson Taylor visitò il sud di Shanxi e verificò il fruttuoso lavoro evangelistico svolto nella contea di Hongtong dal pastore Hsi, uno dei missionari responsabili della diffusione del cristianesimo in Cina. Qualche tempo dopo, Dixon si unì a questo servo di Dio cinese come suo assistente personale. I due appassionati della preghiera visitarono vari luoghi in cui nuovi credenti erano emersi grazie alla benedizione di Dio. Accanto al pastore Hsi, l’evangelista trascorse un periodo di formazione che lo preparò per le sfide che avrebbe successivamente assunto nella China Inland Mission. In questo tempo, si rese conto che i credenti si rivolgevano a Dio quando erano perseguitati per la loro fede. Inoltre, imparò a confidare in Cristo per far cambiare il cuore di coloro ai quali diffondeva il messaggio dell’Altissimo e far maturare la speranza e l’amore dei nuovi convertiti. Per quasi un decennio, il predicatore contribuì a convertire fedeli a Hongtong. Dixon sostenne con fermezza il lavoro silenzioso del ministro Hsi, che portò migliaia di persone ai piedi di Gesù Cristo, e promosse l’idea di delegare collaboratori, operai e pastori locali. Entrambi ottennero innumerevoli vittorie spirituali che fecero crescere la CIM. Purtroppo, il 19 febbraio 1896, il pastore Hsi andò a incontrare il Signore. LEADER ESEMPLARE

All’inizio del 1900, mentre era a Shanghai, Hoste fu testimone della Ribellione dei Boxer, che mise in pericolo la sicurezza e la pace dei predicatori stranieri. Il reveren-

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do Taylor, che era in Svizzera, gli chiese di rimanere lì per aiutare il vicedirettore dell’istituzione, il pastore J. W. Stevenson. Il 7 agosto dello stesso anno, quando Taylor venne a conoscenza dei sanguinosi attacchi ai ministri stranieri, lo nominò direttore. Per i successivi 35 anni, il predicatore inglese guidò saggiamente la China Inland Mission e la portò a superare grandi sfide. Sostenuto dai membri dell’organizzazione, fece una serie di sforzi evangelistici basati sugli insegnamenti di Gesù. Con la benedizione del Signore, e sulla base della Bibbia, governò in modo stabile la società missionaria e fece di lei l’organismo evangelico più importante in Cina. Come capo della CIM pregava molte ore al giorno per ricevere la guida di Gesù. Inoltre, sebbene a volte sembrasse riservato e persino distante, evangelizzava i bambini con amore. Seguendo le orme di Cristo, guidava l’organizzazione con pazienza e umiltà e basava le sue decisioni sui precetti della fede e su un’attenta analisi. Dixon spesso ricordava ai missionari che dovevano servire i cinesi e non imporre la fede su di loro. Secondo lui, l’opposizione spirituale era da affrontare con dolcezza e preghiera. Allo stesso modo, assegnava ai credenti nativi compiti vitali con l’obiettivo di costruire forti congregazioni locali. Fino a quando non andò in pensione nel giugno 1935, la sua vita fu un continuo viaggio a favore della crescita del cristianesimo in Asia. Abbracciando le Scritture, affrontò inoltre le vicissitudini della prima e della seconda guerra mondiale. Il 19 maggio 1946, allo spuntar del sole a Londra, il missionario Dixon Edward Hoste andò in cielo per incontrare il Signore dopo sei decenni al Suo servizio. Quest’uomo semplice di profonde convinzioni cristiane dimostrò che con tolleranza e preghiera è possibile portare l’uomo sulla via di Dio. Paziente e perseverante, svolse un ruolo vitale nello sviluppo della China Inland Mission e nell’evangelizzazione della Cina.

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STORIA DELLA VITA

INTRAPPOLATO NEGLI ARTIGLI DI UNO STREGONE La sua malattia lo portò a rivolgersi al diavolo stesso al fine di guarire, ma era una truffa per prendere i suoi soldi. Solo quando ha iniziato a camminare sul sentiero del Vangelo, pentito dei suoi peccati, è stato completamente guarito.

STEVEN LÓPEZ FOTO: ARCHIVIO DI FAMIGLIA

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Seduto al tavolo, Oswaldo Huillcas Huincho aspettava l’ora di cena. Triste e preoccupato, pensava ai soldi di cui aveva bisogno per ritrovare la sua salute. Da bambino, Oswaldo si era caduto ed aveva battuto la testa. Da allora soffriva spesso di svenimenti e attacchi epilettici che nessun medico era stato in grado di fermare. Allora si è rivolto alla stregoneria e allo spiritismo, ma invece di guarirlo hanno sfruttato la sua incredulità. Sopraffatto dalle sue preoccupazioni, ha bevuto il brodo che sua moglie, Griselda, aveva preparato esclusivamente per lui su mandato dello stregone. Ignorava completamente quali fossero gli ingredienti. Lo stregone gli aveva detto che avrebbe dovuto recarsi in una miniera abbandonata la mattina presto per partecipare a un rituale satanico, in cui avrebbe dovuto fare un patto di sangue con il diavolo nella falsa speranza di ricevere la guarigione attesa per più di tre decenni. Tuttavia, era pieno di dubbi perché non voleva avere a che fare con Satana. Oswaldo era malato fin dall’infanzia, quando aveva avuto un incidente nel villaggio dove era nato, Tucsipampa, nella provincia di Angaraes del dipartimento di Huancavelica, nell’altopiano peruviano. Un giorno del 1977, a 2 anni, Huillcas giocava per strada quando ha inciampato, sbattendo la testa contro il marciapiede. L’infortunio gli ha fatto perdere i sensi per diversi minuti; Juan Huillcas e Juliana Huincho, i suoi umili genitori, erano disperati. Svenimenti e convulsioni si sono verificati costantemente nei giorni seguenti. Il bambino è stato portato da diversi medici, ma nessuno è riuscito a guarirlo. Alcuni parenti dicevano che “il male aveva preso il bambino e lui non si sarebbe mai guarito”. Allora, i genitori hanno iniziato a frequentare una chiesa evangelica. La guarigione del loro figlio era il centro della loro preghiera quotidiana, ma gli svenimenti ancora lo colpivano. Poco dopo, Juan Huillcas è diventato pastore e rappresentante della comunità cristiana. Era rispettato e ammirato dal gregge, ma la sua vita a casa era affatto diversa. Picchiava costantemente la moglie e i figli, e spingeva i bambini ad andare in chiesa affinché la gente vedesse che aveva una famiglia felice. Vedendo le azioni di suo padre, Oswaldo è cresciuto con risentimento. Non credeva nelle famiglie felici e sentiva che la fede non era per lui. Nonostante il suo male, durante l’adolescenza ha condotto una vita dissoluta dandosi all’alcool. Ha smesso di frequentare i servizi di suo padre ed era interessato solo alla vita notturna. A 19 anni, pochi mesi dopo aver finito la scuola, ha conosciuto Griselda Huaura Zevallos, con cui si è sposato nella chiesa di Lircay. Oswaldo si sentiva finalmente felice, e la sua malattia non si era manifestata per qualche tempo.

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STORIA DELLA VITA Si è dedicato quindi all’attività mineraria a Casapalca, una località situata tra le montagne di Lima, nella provincia di Huarochirí. Tuttavia, un giorno, è svenuto ed è stato portato dai compagni all’infermeria. Dopo essere rimasto privo di sensi per un po’, ha ripreso conoscenza e gli hanno consigliato di andare in ospedale, ma non ha prestato attenzione e ha continuato a lavorare. Dopo aver appreso quello che è successo, i suoi parenti gli hanno suggerito di andare dallo stregone del villaggio, un uomo chiamato “fratello Pablo”, che si diceva guaritore di tutti i mali del corpo e dell’anima. L’uomo sembrava essere un umile contadino, ma nella sua valigia portava un teschio e tutti gli intrugli che usava nei suoi rituali. Stanco di ispirare compassione tra i colleghi a causa della sua malattia, Oswaldo ha lasciato il suo lavoro nella miniera e ha trovato un altro ina miniera più lontana. Purtroppo, il suo male si è intensificato e hanno dovuto evacuarlo in ospedale per sottoporlo a diversi esami. Qualche giorno più tardi, i medici gli hanno diagnosticato una grave epilessia e gli hanno prescritto farmaci per controllare le convulsioni. INCONTRO CON IL MALE

Il trattamento farmacologico doveva essere la soluzione, ma non è stato così. Allora, ha ascoltato i consigli dei suoi parenti di cercare il guaritore. I dottori non erano riusciti a trovare un rimedio per il suo male, e sembrava che la sua unica speranza fossero i servizi del cosiddetto “fra-

Svenimenti e convulsioni si sono verificati costantemente nei giorni seguenti. Il bambino è stato portato da diversi medici, ma nessuno è riuscito a guarirlo. Alcuni parenti dicevano che “il male aveva preso il bambino e lui non si sarebbe mai guarito”.

tello Pablo”. Si era completamente dimenticato di Dio. Una volta nella casa dello stregone, Oswaldo si è guardato intorno e si è seduto al tavolo preparato per lui. “Nostro padre verrà e ti dirà come guarirai. Abbi fiducia”, ha detto il fratello Pablo. In seguito, le luci delle candele attorno al tavolo si sono spente e ha udito una voce d’oltretomba. “Figlio, cosa succede? Sono qui perché mi hai chiamato”, ha detto. FALSE PROMESSE

Il rituale satanico ha durato un’ora, ma Oswaldo non era ancora guarito. Allora, lo stregone ha convinto la fami-

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glia a continuare a partecipare a più sessioni perché la malattia “era resistente”. Ogni rituale costava tra 1500 e 2000 soles. Alla seconda sessione spiritica, il guaritore ha fatto di nuovo la “purificazione” di tutta la casa e ha spruzzato intrugli dappertutto per sbarazzarsi del male. Il risultato è stato lo stesso, gli attacchi non fermavano. La situazione economica della famiglia era precaria e avevano sempre più spese perché le sessioni spiritiche non avevano effetti favorevoli. Oswaldo ha quindi chiesto allo stregone di abbassare i costi. “Consulteremo nostro papà se possiamo abbassare i prezzi”, ha risposto il ciarlatano. Ovviamente, la presunta risposta del diavolo è stata di continuare con i pagamenti. Oswaldo ha accettato di pagare un’altra sessione, e il guaritore gli ha detto che questa volta non si sarebbe


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STORIA DELLA VITA

tenuta a casa, ma a Uchucchacua, una miniera abbandonata nella provincia di Oyón, nel dipartimento di Lima, dove avrebbe fatto un patto con Satana. Griselda, sua moglie, era stata segretamente persuasa dallo stregone ad uccidere un cane nero e preparare un brodo. “Dagli il brodo da mangiare senza preavviso. Lo aiuterà”, ha detto, e lei ha accettato di prepararlo la sera prima della sessione nella miniera. Quella sera, mentre beveva il brodo di cane, Oswaldo aveva un conflitto interiore. Non poteva arrendersi al diavolo in nessun caso. Ha ricordato che Dio poteva guarirlo e gli è venuta in mente la testimonianza di un collega che era stato uno stregone e ora predicava la Parola di Dio. L’uomo aveva raccontato i trucchi del diavolo per ingannare le persone. In quel momento ha deciso di non andare alla miniera, tanto meno cercare di nuovo lo stregone. Preferiva morire piuttosto che essere truffato di nuovo con una guarigione che non sarebbe mai arrivata. ALLA RICERCA DI DIO

Oswaldo ha anche deciso di recarsi a Oyón e cercare una chiesa. Ha visitato diversi luoghi e ha trovato un tempio

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della stessa denominazione di suo padre. Arrivato in chiesa, si è inginocchiato in cerca di perdono. “Mio Dio, perdonami per tutte le cose brutte che ho fatto in questo tempo”, ha implorato. Pentito dei suoi errori, ha continuato con la sua vita nella speranza che Dio gli concedesse un miracolo. Poco dopo, Oswaldo è stato nominato ufficiale d’ordine, un’autorità comunale responsabile, secondo la tradizio-


ne ancestrale andina, dell’amministrazione del popolo come parte del servizio alla comunità. Durante le sue visite nel villaggio di Lircay ha incontrato un fratello evangelico. Hanno parlato e concordato che si sarebbero incontrati per ascoltare la Parola di Dio. Il giorno è arrivato. Un gruppo di pastori ha visitato la sua casa. Dopo averli accolto, il volto di Oswaldo è improvvisamente cambiato. La pace ha preso il suo cuore.

Dopo aver ascoltato la buona notizia di Dio, la famiglia è caduta ai piedi di Cristo. In quel momento, uno spirito malvagio è uscito dalla vita di Oswaldo, e il male di cui soffriva è scomparso. L’anno seguente, la coppia è scesa nelle acque del battesimo. Sono passati dieci anni. Huillcas non ha mai né svenimenti né convulsioni. Oggi, Oswaldo e Griselda, insieme ai loro quattro figli, servono Dio.

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INTERVISTA

“LA DOTTRINA PRESERVA L’OPERA” Eliseo Aquino Curi

Durante il ritiro di pastori tenuto dal Movimento Missionario Mondiale in Perù, il reverendo Gustavo Martínez, tesoriere internazionale, ha fatto il punto dei 56 anni dell’Opera.

Il pastore Martínez è fiducioso sulla crescita dell’Opera sulla base dell’esperienza acquisita nel tempo e del fedele rispetto della sana dottrina. Ha sottolineato la grande vittoria ottenuta sul nemico che cerca di minare la forza dell’Opera. Sono trascorsi 56 anni dalla fondazione dell’Opera del Movimento Missionario Mondiale. Cosa si può dire dell’Opera in questi anni? Per me è una grandissima vittoria che Dio ci ha dato nel mezzo di così tanti attacchi. Sebbene il nemico abbia tentato di impedire che questo lavoro venisse svolto, il Signore continua a guidare l’Opera. Abbiamo già 56 anni perché la presenza di Dio è con noi. Penso che sia il più grande successo che abbiamo raggiunto. Quali sono stati i punti di forza e i pilastri dell’Opera? Uno è la fiducia che riponiamo in Dio, con la preghiera e il digiuno come strumenti che il Signore ha dato all’Opera. Un altro è la Parola di Dio che guida le nostre azioni. La Bibbia è vita e spirito e ci dà coraggio, è come una spada a doppio taglio che penetra nell’anima e nello spirito, che conosce le intenzioni di ogni essere umano. Inoltre, ciò che ha reso solida l’Opera è la sana dottrina, oltre alla cura che abbiamo per non lasciarci contaminare. Possiamo anche affermare che l’unità pastorale di tutti i paese e leader internazionali hanno notevolmente giovato all’Opera. Nel libro dell’Apocalisse, il Signore dà un messaggio alle sette chiese mostrando loro le loro debolezze e le loro virtù. Quali sono le nostre debolezze?

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Tutte le chiese e tutte le persone hanno virtù, ma anche difetti e debolezze. Allora, bisogna dare priorità alla spiritualità e alla Parola di Dio fino a quando non si verifichi il Rapimento. Inoltre, dobbiamo rafforzare le nostre debolezze. Nell’Opera, alcuni si sono smarriti proprio a causa della negligenza spirituale. Loro non si sono resi conto dei loro punti deboli, allora non li hanno rafforzato, e quella è stata la loro rovina. Se ci rivolgiamo sempre a Dio, dipendiamo da Lui, confidiamo nella Sua grazia e nella potenza della Sua forza, avremo vittorie fino alla fine. Ci sono chiese che sono cadute e persino scomparse dopo 40 anni dalla loro fondazione. Che riflessione possiamo fare al riguardo? Diversi fattori hanno potuto causare la loro caduta o scomparsa. Penso che il più importante sia il non avere preservato la presenza di Dio, il non avere più ammesso il Signore. Nel messaggio alla chiesa di Laodicea, il Signore era alla porta, ma non era dentro, e affinché quest’Opera o


qualsiasi altra possa prevalere, il Signore deve essere dentro e non fuori! Per negligenza o orgoglio alcuni non hanno entrare Dio e quella è stata la loro rovina. Un altro fattore è la successione della leadership. A volte sorgono generazioni che non sono stati dall’inizio, che non hanno adottato la visione, che diventano leader quando tutto è già fatto, che dipendono dalle conquiste e vittorie altrui, che trascurano la presenza di Dio, che permettono al mondo di entrare nella chiesa. Allora si verifica il deterioramento. Quale dovrebbe essere il ruolo della chiesa in questi tempi? La chiesa deve essere all’offensiva. Il Signore Gesù Cristo ci ha promesso che le porte dell’inferno non possono prevalere contro la chiesa. Ma questo non vuol dire che possiamo rimanere passivi o in attesa degli attacchi del nemico. La chiesa deve attaccare, predicando il Vangelo indipendentemente dalle circostanze. Dio ci darà l’unzione, la potenza, la parola, la saggezza per affrontarli. Solo una per-

sona arresa a Dio è disposta a dare la sua vita per Lui. La chiesa non può sottomettersi alle ideologie umane. Il principe di questo mondo sta influenzando uomini e donne che amano se stessi e odiano il bene. La chiesa non può accettarlo, ma deve combattere, deve continuare a predicare il Vangelo, anche se siamo attaccati, perseguitati o uccisi. È meglio obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Infine, che messaggio Lei darebbe a tutti i lettori della rivista Impacto Evangelistico? Vi incoraggio a dipendere da Dio, a mantenere la Parola, ad abbracciare la fede con tutto il cuore, a permettere a Cristo di essere il centro della vostra vita. Resistete alle prove e alle difficoltà come dice l’apostolo Pietro: “Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo”. Oggi, noi stiamo lottando; domani dovranno lottare altri in un’altra nazione. Non scoraggiatevi, non sentitevi soli, e non credete che Cristo vi deluderà, perché chi è andato dal Signore non è stato mai deluso.

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APOLOGETICA

IL MORMONISMO È UN SETTA? I mormoni hanno una falsa religione che distorce la natura di Dio e Gesù Cristo e il significato della salvezza. Fu fondata quasi due secoli fa da un uomo di nome Joseph Smith, che affermava di aver avuto un incontro con Dio.

Joseph Smith aveva 17 anni quando disse che gli fu apparso un angelo di nome Moroni. Moroni disse a Joseph che era stato scelto per tradurre gli scritti di diversi antichi profeti che Mormon, padre di Moroni, aveva compendiato più di mille anni prima. La religione mormone, anche chiamata la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, fu fondata meno di duecento anni fa da Smith. Lui affermava di aver ricevuto una visita personale da Dio Padre e Gesù Cristo, che gli dissero che tutte le chiese esistenti insegnavano dottrine errate. Allora, Smith decise di fondare una nuova religione che affermava di essere “l’unica vera chiesa sulla terra”. Il problema con il mormonismo è che contraddice, modifica e va al di là della Bibbia. I cristiani non hanno alcun motivo di credere che la Bibbia non sia vera e sufficiente. Confidare davvero in Dio significa credere nella Sua Parola. “Ogni Scrittura è ispirata da Dio” (2 Timoteo 3:16), il che significa che viene da Lui. LE SUE CREDENZE

I mormoni credono che ci siano effettivamente quattro fonti di parole divinamente ispirate, anziché una soltanto. 1) La Bibbia, “per quanto sia tradotta correttamente”. Quali versetti siano tradotti in scorrettamente non è sempre detto chiaramente. 2) Il Libro di Mormon, tradotto da Smith e pubblicato nel 1830. Smith affermava che fosse il “libro più giusto” del mondo e che una persona “si avvicina di più a Dio obbeden-

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do ai suoi precetti che a quelli di qualsiasi altro libro”. 3) Dottrina e Alleanze è un altro testo sacro dei mormoni. Contiene una raccolta di rivelazioni moderne riguardanti la Chiesa “restaurata” di Gesù Cristo. 4) Perla di Gran Prezzo è considerata dai mormoni una scrittura per “chiarire” le dottrine e gli insegnamenti che


mancano nella Bibbia e aggiunge informazioni sulla creazione del mondo. I mormoni credono che Dio non sia sempre stato l’Essere Supremo dell’universo, ma ha raggiunto la Sua posizione mediante una vita giusta e uno sforzo persistente. Essi credono che Dio Padre abbia “un corpo di carne e di ossa altrettanto tangibile quanto quello dell’uomo”. Sebbene abbandonato dai moderni leader mormoni, Brigham Young insegnava che Adamo fosse effettivamente Dio e il padre di Gesù Cristo. I cristiani sanno che esiste un unico vero Dio (Deuteronomio 6:4; Isaia 43:10; 44:6-8), che è sempre stato e sempre sarà (Deuteronomio 33:27; Salmi 90:2, 1 Timoteo 1:17) e che non fu creato, ma è il Creatore (Genesi 1; Salmi 24:1; Isaia 37:16). Egli è perfetto e nessun altro è pari a Lui (Salmi 86:8; Isaia 40:25). Dio Padre non è un uomo, né lo è mai stato (Numeri 23:19; 1 Samuele 15:29; Osea 11:9). Egli è Spirito (Giovanni 4:24), e lo Spirito non è fatto di carne e ossa (Luca 24:39). I mormoni credono che vi siano diversi livelli o regni dopo la morte: il Regno Celestiale, il Regno Terrestre, il Regno Telestiale e le tenebre di fuori. Dove finiranno gli uomini dipende da cosa essi credono e fanno in questa vita mortale. La Bibbia ci dice che dopo la morte andiamo in cielo o all’inferno a seconda che abbiamo avuto fede in Gesù o no.

Partire dal corpo come credenti significa abitare con il Signore (2 Corinzi 5:6-8). I non credenti sono mandati all’inferno, ovvero nel soggiorno dei morti (Luca 16:22-23). Quando Gesù verrà per la seconda volta, riceveremo corpi nuovi (1 Corinzi 15:50-54). Ci saranno un nuovo cielo e una nuova terra per i credenti (Apocalisse 21:1), e i non credenti saranno gettati nell’eterno stagno di fuoco (Apocalisse 20:11-15). Non ci sarà una seconda possibilità di redenzione dopo la morte (Ebrei 9:27). I leader mormoni hanno insegnato che l’incarnazione di Gesù fu il risultato di un rapporto fisico fra Dio Padre e Maria. Essi credono che Gesù sia Dio, ma che anche qualunque essere umano possa diventarlo. Storicamente, i cristiani hanno insegnato che Dio è trino e che esiste eternamente come Padre, Figlio e Spirito Santo (Matteo 28:19). Nessuno può raggiungere la posizione di Dio: solo Lui è santo (1 Samuele 2:2). Noi possiamo soltanto essere resi santi al cospetto di Dio mediante la fede in Lui (1 Corinzi 1:2). Gesù è l’unigenito Figlio di Dio (Giovanni 3:16) ed è l’unico che abbia mai vissuto una vita senza peccato e innocente e che adesso abbia il massimo posto d’onore in cielo (Ebrei 7:26). Gesù e Dio sono uno nell’essenza, essendo Gesù l’unico Essere che sia mai esistito prima della nascita fisica (Giovanni 1:1-8; 8:56). Gesù diede Se stesso per noi in sacrificio, e Dio Lo risuscitò dai morti: un giorno tutti confesseranno che Gesù Cristo è il Signore (Filippesi 2:6-11). Gesù ci dice che è impossibile andare in cielo mediante le nostre opere, ma che è possibile soltanto con la fede in Lui (Matteo 19:26) e che molti non Lo sceglieranno: “Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa” (Matteo 7:13). Tutti meritiamo il castigo eterno per i nostri peccati, ma l’amore e la grazia infiniti di Dio ci hanno provveduto una via di scampo: “Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 6:23). Esiste chiaramente soltanto un modo per ricevere la salvezza: conoscere Dio e Suo Figlio, Gesù (Giovanni 17:3). Essa non si consegue mediante le opere, ma per fede (Romani 1:17; 3:28). Quando avremo questa fede, saremo automaticamente ubbidienti alle leggi di Dio e ci faremo battezzare per amore nei Suoi confronti, non perché questo sia un requisito per la salvezza. Noi possiamo ricevere questo dono a prescindere da chi siamo o da cosa abbiamo fatto (Romani 3:22). “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12). Sebbene siano solitamente persone amichevoli, amorevoli e gentili, i mormoni fanno parte di una falsa religione che distorce la natura di Dio, la Persona di Gesù Cristo e i mezzi della salvezza. Fonte: https://www.gotquestions.org

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DEVOZIONALE “Infatti Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a evangelizzare; non con sapienza di parola, perché la croce di Cristo non sia resa vana”. 1 Corinzi 1:17. Rev. Luis M. Ortiz

RENDENDO VANA LA CROCE DI CRISTO Paolo non voleva che la croce di Cristo, cioè il sacrificio di Cristo sulla croce, si rendesse vana, inutile, senza effetto. Per impedirlo, lui non predicava il Vangelo “con sapienza di parola”, perché è saggezza umana, saggezza confusa, saggezza pazza, saggezza ostile, saggezza insensata, saggezza mondana, saggezza transitoria. L’apostolo affermava che la predicazione del Vangelo con “sapienza di parola” rende vana la croce di Cristo, rende nullo il sacrificio di Cristo. Ai tempi dell’apostolo c’erano predicatori con “sapienza di parola”, e poiché per gli ebrei la predicazione di Cristo crocifisso era scandalo e per gli stranieri era pazzia (1 Corinzi 1:23), questi falsi predicatori sfuggivano alla predicazione chiara, franca e concisa della croce e la sostituivano con verbosità, filosofie vuote e raggiri vani. Per questo motivo, l’apostolo ammoniva: “Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri… Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo” (Colossesi 2:8; 2 Corinzi 11:3). I falsi predicatori negano l’efficacia del sacrificio di Cristo sulla croce e la potenza del suo sangue che ci purifica da ogni peccato. Nascondono il messaggio della croce e predicano un vangelo sociale, comodo e facile per attirare persone in chiesa. Si preoccupano solo di offrire intrattenimento superficiale come feste, lotterie, passeggiate, teatro e così via. Altri citano erroneamente la preghiera di Cristo: “Affinché siano uno, come noi siamo uno” (Giovanni 17:22), e sostengono un’unità, un ecumenismo, un cristianesimo senza Cristo di cui fa parte chi nega la divinità

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di Cristo, l’efficacia del sangue di Cristo, la nuova nascita, la santità, il battesimo nello Spirito Santo e molte altre dottrine fondamentali della Parola di Dio. Ne fa anche parte chi crede in tutte le dottrine sbagliate e persino demoniache, chi è mondano, fornicatore, adultero. Lo scopo è soltanto riunire molte persone, non importa come vivono o in cosa credono. Tutti fanno parte tranne Cristo. Ma i veri cristiani, quelli lavati nel suo sangue, i cui nomi sono scritti in cielo, sono uniti nello Spirito. La vera Chiesa di Gesù Cristo, sebbene sia sparpagliata nelle quattro estremità della terra, sebbene sia composta da molte congregazioni e denominazioni, sebbene non possa essere unita fisicamente o organicamente, è unita nello Spirito. Ci amiamo, indipendentemente da razza, posizione o denominazione, perché “non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù” (Galati 3:28). Questa è la vera unità dei veri cristiani, l’unità biblica, l’unità nello Spirito (Efesini 4:2-6). Alcuni, invece di predicare la vera Parola di Dio, la grande rivelazione dell’amore e della potenza di Dio manifestata sulla croce del Calvario, che è ciò che nutre veramente l’anima e lo spirito, che è l’unica ferma base per la nostra fede, predicano solo le loro visioni, rivelazioni e manifestazioni di Cristo. Chiunque costruisca la sua casa spirituale su visioni e rivelazioni proprie o altrui, ma false, al momento della prova la verrà crollare, ma colui che costruisca la sua casa spirituale sull’inamovibile fondamento della Parola di Dio può essere sicuro che rimarrà. “Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro…” (2 Pietro 1:19). Quindi, come Paolo, anche Pietro insegna che nessuna visione, rivelazione, manifestazione può prendere il posto della Parola scritta, poiché solo questa è sicura. Paolo non era affatto interessato a nessuna delle cose dei falsi predicatori dei suoi tempi, e non sarebbe interessato ai raggiri vani, alle vanità e agli imbrogli di oggi che rendono vana la croce di Cristo. Come ieri, direbbe anche oggi: “E io, fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunciarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; poiché mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso… la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza” (1 Corinzi 2:1-4). Noi predichiamo Cristo crocifisso in modo che nessuno si vanti nella Sua presenza. “Non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo”. Caro lettore, l’unico modo in cui tutti i tuoi peccati possono essere perdonati e la tua anima più essere salvata è attraverso il pentimento e l’accettazione di Cristo. Proprio ora puoi avere quell’esperienza gloriosa, chiedi aiuto e prega Dio. Amen.

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DEVOZIONALE “Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo”. Giovanni 16: 32-33. Rev. Gustavo Martínez

NON C'È NIENTE DA TEMERE Prima di sapere che Gesù era risorto, i discepoli erano in uno stato di tristezza così inimmaginabile, che quando Maria Maddalena venne ad annunciare loro la risurrezione, loro piangevano e non credevano (Marco 16:11). Anche se Cristo aveva annunciato più volte la Sua morte e risurrezione il terzo giorno, i discepoli non erano riusciti ad assimilare le Sue parole. Per loro, la crocifissione aveva segnato la fine del loro discepolato, e tutti tornarono a casa e ai loro rispettivi uffici. Ma Cristo apparve loro per restituire la loro gioia, e quando mostrò le Sue ferite e il Suo fianco, la prova inconfutabile che era Lui, gli apostoli si rallegrarono molto. C’è il concetto sbagliato che la vita dei cristiani è un sentiero di rose e che nessun dolore può colpirli perché Dio è con loro. Tuttavia, questa idea contraddice le parole di Gesù Cristo, in quanto lui disse che su questa terra non saremo mai senza tribolazione, ma che promette di darci la Sua pace divina. “Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (Giovanni 16:33). La nostra vittoria è nel proclamare che attraverso la fede abbiamo vinto il mondo con Cristo. Inoltre, Cristo vinse non solo la tristezza, ma anche l’ignoranza. Dopo risorgere, Gesù apparve a due discepoli che erano in cammino verso i campi che, non riconoscendolo, lo chiamarono “forestiero” (Luca 24:28). Il nostro Salvatore li rimproverò per la loro ignoranza e incredulità, dicendo: “O insensati e lenti di cuore nel credere a tutte le

cose che i profeti hanno dette!” (Luca 24:25). Allora, Cristo si rivolse alla Parola per restituire la gioia che deriva dalla fede. Quando loro raccontarono il successo agli altri apostoli, nessuno di loro credette (Marco 16:12), e quando Cristo apparve loro, li rimproverò per la durezza del loro cuore e la loro incredulità. Quando Dio vuole manifestarsi a una persona lo fa sempre attraverso le Scritture. Queste producono fede, e la fede conduce a Cristo, spezzando l’incredulità del cuore (Romani 10:17). La vera fede non permette che nessuno ci separi dall’amore sublime di Dio, nemmeno la morte, perché la nostra vita è fondata sulla roccia di Cristo. Ricordiamo che “nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore… perché Dio è amore (1 Giovanni 4:18, 4:8) Chi ci farà dubitare della Sua esistenza quando abbiamo ricevuto la testimonianza che Gesù Cristo vive nei nostri cuori? Che Egli è reale? Che il Suo perdono è ancora valido per chiunque si avvicina al trono della grazia? Caro lettore, forse non hai mai sperimentato la gioia della salvezza, o, avendola sperimentato, le attività della vita ti hanno allontanato da Dio. Dio ti chiama ora e ti dà la possibilità di accettarlo. Se lo fai, Egli ti riceverà e ti farà erede del Regno dei Cieli. Tuttavia, se sei già salvato, gioisci della tua salvezza in ogni momento. La morte è stata inghiottita nella vittoria di Cristo sul Calvario, non c’è nulla da temere. Dio ti benedica ora e sempre!

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DEVOZIONALE “Ma ho qualcosa contro di te: hai alcuni che professano la dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balac il modo di far cadere i figli d’Israele, inducendoli a mangiare carni sacrificate agli idoli e a fornicare. Così anche tu hai alcuni che professano similmente la dottrina dei Nicolaiti”. Apocalisse 2:14-15. Rev. Rodolfo González Cruz

LA CHIESA DI PERGAMO Pergamo era una metropoli molto importante

dal cui nome deriva la parola “pergamena”. Aveva una biblioteca con oltre duecentomila libri, il che la rese una città colta. I suoi abitanti erano molto religiosi, avevano templi con molti dei, tra cui quello dedicato ad Esculapio, dio della guarigione. “All’angelo della chiesa di Pergamo scrivi: queste cose dice colui che ha la spada affilata a due tagli: “Io conosco le tue opere e dove tu abiti, cioè là dov’è il trono di Satana; tuttavia tu rimani fedele al mio nome e non hai rinnegato la fede in me, neppure ai giorni di Antipa, il mio fedele testimone, che fu ucciso fra voi, là dove Satana abita” (Apocalisse 2:12-13). Questa chiesa si trovava in una città idolatra dove tutte le persone erano costrette ad adorare Cesare, dandogli il titolo di “Signore”. Nonostante le difficoltà, i fratelli di Pergamo non negavano la loro fede cristiana. La storia dice che Antipa fu un vescovo cristiano martirizzato quando il prefetto della città lo rinchiuse in un toro di bronzo affocato. Proprio come Antipa, che fu crudelmente ucciso, altri cristiani furono mandati nel Colosseo Romano per essere mangiati da leoni, pantere e altre bestie. Ciò mostra il grado di malvagità, perversità, ignoranza e barbarie degli uomini che assistevano a questo orribile massacro. “Ma ho qualcosa contro di te: hai alcuni che professano la dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balac il modo di far cadere i figli d’Israele, inducendoli a mangiare carni sacrificate agli idoli e a fornicare” (Apocalisse 2:14). Nella chiesa di Pergamo, alcuni praticavano la dottrina di Balaam, profeta che fu corrotto e promosse la corruzione del popolo di Dio perché divenne un amante del denaro. La sua dottrina era di portare le persone al peccato, all’immoralità sessuale, al giogo disuguale e all’idolatria, facendo loro perdere la protezione di Dio e cadere in una maledizione (Numeri 31:15-16, Giudici 1:11). Balaam danneggiò il proprio cuore e amò il salario di iniquità (2 Pietro 2:15). Poiché era malvagio e corruttore fu ucciso

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con la spada (Numeri 31:8). “Così anche tu hai alcuni che professano similmente la dottrina dei Nicolaiti” (Apocalisse 2:15). La chiesa di Pergamo si aggrappava alla dottrina dei Nicolaiti, che consisteva nell’abusare della propria posizione per dominare gli altri per guadagno personale o gruppale, lasciando da parte l’amore, la giustizia e l’unità. Questo non è autorità, è autoritarismo, “non come dominatori di quelli che vi sono affidati, ma come esempi del gregge” (1 Pietro 5: 3. Vedi anche 1 Corinzi 12:1-31; 3 Giovanni 1:9-10). “Ravvediti dunque, altrimenti fra poco verrò da te e


combatterò contro di loro con la spada della mia bocca” (Apocalisse 2:16). Questa chiesa che era stata infiltrata dalla dottrina mondana di Balaam e dei Nicolaiti Gesù esortò a pentirsi; altrimenti l’avrebbe rimproverato e condannato con la Parola della sua bocca (Apocalisse 19:15). “Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò da mangiare della manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale è scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve” (Apocalisse 2:17). La manna si riferisce al pane fornito da Dio che diede sostentamento al suo popolo nel deserto (Esodo

16). Ma la “manna nascosta” sarà data da mangiare al vincitore, ed è un pane di comunione con Cristo che fornisce benedizione e vita spirituale. La “pietruzza bianca” è una ricompensa e in lei verrà scritta la nuova identità del fedele credente. Non sarà ricevuta sulla Terra, ma sarà data dal Signore in cielo. Probabilmente dirà: “Prendi questa pietruzza... ecco il tuo nuovo nome”. Come Dio disse a Giacobbe: “Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele” (Genesi 32:28), o come disse ad Abramo: “Non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abraamo” (Genesi 17:5).

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Una breve relazione del lavoro sviluppato tramite il lavoro del movimento del mondo missionario sulle strade d’America e nel mondo. La Santa Bibbia ci dice: “E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio… Il Signore aggiungeva al loro numero ogni giorno quelli che venivano salvati.” (Atti 2:46, 47).

ASPETTANDO CHE ARRIVI LA POTENZA DALL'ALTO Evento: 30° Convegno Nazionale Data: 2 - 5 marzo Luogo: Panama, Panama

Con il tema “Shekhinah 2019, il Movimento Missionario Mondiale in Panama ha tenuto il suo 30° Convegno Nazionale nello stadio Roberto Durán, situato nel capoluogo del paese. Vi hanno partecipato il reverendo José

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Arturo Soto, presidente internazionale dell’Opera, e un folto gruppo di fedeli locali e fratelli provenienti da Costa Rica, Perù, Porto Rico, Colombia, Ecuador e Venezuela. Al servizio inaugurale, il reverendo Rubén Concepción, segretario internazionale del MMM, ha trasmesso il messaggio di Cristo, “Aspettando che arrivi la potenza dall’alto”, basato su Luca 24:49 e Atti 1:4 e 2:1. Il servo di Dio ha parlato delle promesse del Signore che sono per coloro che confidano in Lui.


EVENTI

La mattina del secondo giorno, il reverendo Luis Meza Bocanegra, direttore internazionale del MMM, ha condiviso l’insegnamento “I peccati di Sodoma”, basato su Ezechiele 16:49-50. Nel suo discorso, ha detto che l’ultimo attacco del diavolo sarà contro la Parola di Dio. TEMPO DI VISITAZIONE

Durante il servizio serale, il reverendo Aris Solís, supervisore nazionale del MMM in Colombia, ha sviluppato

la predicazione “Tempo di visitazione”, basata su Luca 19:41-44. Nella sua analisi delle Scritture, ha sottolineato che negli ultimi giorni il Signore spanderà il suo Spirito sopra ogni persona. Inoltre, ha affermato che il Signore mantiene ogni Sua promessa e che Egli benedice e fa prosperare. All’inizio della terza giornata si è tenuto un servizio per giovani. Il reverendo Juan Casiano, membro del MMM in Porto Rico e direttore dell’Istituto Biblico Elim

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EVENTI

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in quel paese, ha predicato il Vangelo attraverso il messaggio “Aspettando la promessa”, basato su Atti 1:4-8. Nel suo discorso, ha affermato che la benedizione del Redentore è disponibile per coloro che vivono per fede. Al quinto servizio, il reverendo Carlos Guerra, direttore internazionale del MMM, ha predicato la Parola per mezzo del messaggio “Spinti con violenza”, basato su Salmi 118:13. Il pastore ha sottolineato che i credenti non sono soli, che al diavolo deve essere ricordato che l’Onnipotente è più forte di lui, e che il martellamento del Signore non è per la distruzione, ma per il restauro. VISIONE TRASFORMATIVA

L’ultimo giorno si è svolto un servizio missionario in cui il reverendo Juan Castillo, membro del MMM in Porto Rico, ha trasmesso il messaggio del Salvatore. Sulla base

di Isaia 6:1-8, ha presentato il sermone “La visione trasformativa”, e ha sottolineato che Dio può agire nella nostra vita e che lo Spirito è colui che cambia. All’ultimo servizio, il pastore Soto, leader mondiale del MMM, ha ministrato la Parola. Basato su Numeri 9:1516, ha detto: “Dio vuole essere sempre con noi. La continuità della sua presenza indica che guida il Suo popolo. Quando il Signore agisce su di noi, può eliminare ciò che è oscuro, pesante, sporco, inutile”. Nella parte finale dell’incontro di fede si è tenuta la promozione di operai, in cui 28 fratelli sono stati riconosciuti per il loro lavoro di evangelizzazione. Il 30° Convegno Nazionale del Movimento Missionario Mondiale in Panama è stato trasmesso in diretta nei cinque continenti, in alta definizione, dal segnale di Bethel Television e dai media dell’Opera.

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EVENTI

GESÙ CI UNISCE Evento: 19° Convegno Nazionale Data: 21 - 24 febbraio Luogo: Buenos Aires, Argentina

Il centro sportivo Roberto Pando, situato nella città di Buenos Aires, ha ospitato il 19° Convegno Nazionale del Movimento Missionario Mondiale in Argentina. L’evento ha avuto per tema “Gesù ci unisce”, e vi hanno partecipato circa tremila persone, tra cui delegazioni provenienti da Paraguay, Uruguay, Venezuela e Cile. All’apertura del convegno, il reverendo Humberto Henao, vicepresidente internazionale del MMM, ha an-

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nunciato la buona notizia di Gesù Cristo. Il suo messaggio, “Quando cade la Shekhinah del Signore”, basato su Daniele 7:9-10, è stato incentrato sul cambiamento radicale che il fuoco di Dio produce nelle persone. Al servizio mattutino del secondo giorno, il reverendo Luis Rivera, supervisore nazionale del MMM in Paraguay, ha predicato il Vangelo con il messaggio “Vivere nel fuoco di Dio”, basato su 2 Re 2:1-13, e ha parlato dello Spirito Santo. PRESENZA DI DIO

Ore dopo, al servizio serale, il reverendo Romulo Vergara, direttore internazionale dell’Opera e missionario nel


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EVENTI

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continente africano, ha trasmesso il messaggio “La verità ti renderà libero”, basato su Giovanni 8: 31-32, in cui ha parlato della potenza della Parola. All’inizio del terzo giorno, il reverendo Fabio Mosquera, missionario del MMM in Uruguay, è stato lo strumento scelto per impartire la sana dottrina. Nel suo intervento “Essere sotto il processo di Dio”, basato su Filippesi 1:6, il pastore ha esortato a lasciarsi modellare da Dio. Durante il servizio serale, il reverendo Gustavo Martínez, supervisore nazionale del MMM in Cile e supervisore missionario del Cono Sud, ha trasmesso il mes-

saggio “Vivere nella presenza di Dio”, sulla base di 1 Re 17:1-2. L’ultimo giorno, nel servizio di adorazione missionaria, il reverendo Vergara ha presentato il messaggio di Gesù Cristo ancora una volta attraverso il sermone “Fino alla fine della Terra”, basato su Atti 1:6-8. Nella sua presentazione, il missionario venezuelano ha parlato ai credenti degli inizi dell’Opera del Movimento Missionario Mondiale in Africa. Infine, all’ultimo servizio del 19° Convegno Nazionale, il pastore Henao ha tenuto il discorso “D’allora in poi”, sulla base di 2 Re 5:14-17.

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EVENTI

RESTARE FERMI NEL TEMPO Evento: Servizio speciale Data: 12 febbraio Luogo: Barcellona, Spagna

Il Movimento Missionario Mondiale in Spagna

ha tenuto un servizio speciale in occasione della visita del reverendo Samuel Mejía, supervisore missionario dell’Asia, nel tempio principale di Barcellona, situato a La Sagrera. Al servizio, presieduto dal reverendo Carlos Medina, supervisore nazionale del MMM in Spagna, hanno par-

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tecipato fedeli delle chiese di Hospitalet, San Juan Despí e Ripollet. Il gregge ha colto l’occasione per lodare il Signore. Durante l’incontro di fede, il pastore Mejía ha predicato il Vangelo con il messaggio “Restare fermi nel tempo e nelle circostanze”, basato su 2 Timoteo 1:6. Nel suo discorso, ha sviluppato i punti più importanti della seconda epistola dell’apostolo Paolo a Timoteo. PREDICAZIONE SPECIALE

Con il sostegno delle Sacre Scritture, il predicatore ha detto: “Non dobbiamo ignorare il dono che Dio ha messo nei nostri cuori. Accendiamo il fuoco del Signore che è in noi. Non smettiamo di pregare. Cerchiamo di non perdere la nostra intimità con Gesù Cristo”. “È molto importante essere coraggiosi e condividere


la nostra testimonianza con le persone attorno a noi, là dove nessuno della chiesa ci vede. Non vergognarti di testimoniare. Mantieni i tuoi principi quando sei solo. Chiunque crede in Lui non sarà deluso”, ha aggiunto. Il pastore Mejia, nella sua analisi biblica, ha anche analizzato il passaggio 2 Timoteo 2:1-7 e ha parlato di cosa significa essere un buon soldato di Gesù Cristo. A questo proposito, ha dichiarato: “Dobbiamo lavorare sodo prima di riposare. Non cerchiamo di evitare tale processo per raggiungere l’obiettivo. Nella vita, le cose importante richiedono uno sforzo. Allora, sforziamoci di lavorare nell’Opera di Dio”. In seguito, il reverendo Samuel Mejía ha parlato di ciò che l’Altissimo pensa di un operaio approvato. Sulla base di 2 Timoteo 2:14-26, ha detto che i cristiani devono concentrarsi sulla verità ed evitare le apparenze.

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EVENTI

PREDICA LA PAROLA

Evento: Riapertura della Casa della Bibbia Data: 18 febbraio Luogo: Genova, Italia

Con la presenza di fratelli dei templi di Imperia,

Busto Arsizio, Milano, Torino e di altre confessioni cristiane, il Movimento Missionario Mondiale in Italia ha riaperto la Casa della Bibbia di Genova. Il servizio di riapertura ha evidenziato il lavoro eccezionale dell’Opera di Dio a favore dell’espansione del Vangelo.

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Prima della riapertura, il reverendo David Echalar, supervisore nazionale del MMM in Italia e Supervisore del Blocco B d’Europa, ha mostrato la sua felicità per la vittoria ottenuta dall’Opera in Italia. A questo proposito, ha detto: “Siamo molto felici di riaprire questa Casa. Per noi è un grande onore avere un posto dove diffondere la Parola del Signore”. LUOGO DI RIFUGIO

Il pastore Echalar ha fornito dettagli sulla riapertura del-


la Casa della Bibbia di Genova e ha rivelato che Impacto Evangelistico, la rivista che edifica la tua vita, farà parte di questo spazio. “Avremo un’area di lettura in cui potremmo riflettere, meditare e leggere le edizioni di Impacto Evangelistico. Sarà un luogo di rifugio per coloro che non sanno dove andare”, ha osservato. Durante la preghiera fatta per l’iniziativa di mettere la sana dottrina alla portata del popolo italiano, il pastore Echalar ha trasmesso il messaggio “Predica la Parola”, basato su Timoteo 4:1-2. Nel suo discorso ha detto: Come ven-

gono risolti i più grandi problemi? Come vengono corrette le false dottrine? Solo predicando la Parola del Signore. E noi lo faremo”. Inoltre, il reverendo Echalar ha commentato: “Ci sono molti fratelli di diverse denominazioni che hanno studiato molto per darci studi biblici e libri preziosi che ci aiutano a crescere nella fede e non essere ingannati dal diavolo. Anche se siamo da diverse denominazioni, abbiamo qualcosa in comune: Cristo e il suo prezioso sangue che ci ha perdonato tutti”.

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EVENTI

SONO NATO PER ADORARTI Evento: Settimana della Gioventù Data: 5 - 10 febbraio Luogo: Berlino, Germania

Il Movimento Missionario Mondiale in Germania ha celebrato la Settimana della Gioventù a Berlino.

L’evento ha avuto per tema “Sono nato per adorarti”, e vi hanno partecipato il reverendo Edwar Flores e la sorella Senaida Espinoza. Al primo servizio, il pastore Flores, capo della chiesa di Berlino, ha predicato la Parola. Sulla base di 2 Corinzi 7:10, ha trasmesso un messaggio in cui ha analizzato i mo-

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menti che ci portano a pentirci e cercare la salvezza. Al secondo servizio, la sorella Espinoza, membro del MMM in Italia, ha tenuto il sermone “Sono nato per adorarti”, basato su 1 Samuele 1:20, in cui ha spiegato i motivi per cui il Signore deve essere adorato. Al terzo servizio, la serva di Dio ha sviluppato il messaggio “Sto crescendo per adorarti”, basato su 1 Samuele 2:26, e ha parlato delle tentazioni. Al quarto servizio, la sorella Senaida ha predicato il Vangelo ancora una volta. Sulla base di 1 Samuele 8:1, ha presentato il messaggio “Adora uno e ispira tutti”, e ha rivelato come si può ispirare coloro che non conoscono Gesù. La Settimana della Gioventù è finita con un servizio in cui la sorella Espinoza è stata la messaggera del Signore. Sulla base di Salmi 95, ha annunciato il Vangelo con il tema “Questo ci porta all’adorazione”.


LUOGHI DIFFICILI PER LA FEDE Evento: 12° anniversario della chiesa di Londra Data: 22 - 24 febbraio Luogo: Londra, Inghilterra

Con la partecipazione di un folto gruppo di fedeli prevenienti da Leeds, Reading, Croydon e Luton, nonché la presenza speciale del reverendo Stanley Martis del MMM nei Paesi Bassi, il Movimento Missionario Mondiale in Inghilterra ha celebrato il 12° anniversario della chiesa di Londra. Al servizio inaugurale, il reverendo Roberto Riojas, capo della chiesa di Londra, ha predicato la Parola. Sulla base di Ezechiele 47:1-2, ha sviluppato il tema “Crescita, un obiettivo da raggiungere per ogni credente”.

Al servizio della mattina del secondo giorno, il ministro Martis, capo della chiesa di Lelystad, ha trasmesso il messaggio dell’Altissimo con il messaggio “Crescita”, basato su 1 Corinzi 3:6. Ore dopo, durante il servizio serale, il pastore Martis ha predicato il Vangelo ancora una volta. Nella sua seconda analisi biblica, “Luoghi difficili per la fede”, basata su Zaccaria 4: 6-14, ha incoraggiato i partecipanti a pregare e confidare in Dio. L’evento per il 12° anniversario del tempio di Londra è culminato con un servizio in cui il reverendo Stanley Martis ha annunciato, per la terza volta, la buona notizia. Nella sua predicazione, basata su Canzoni 4:1-5 e 12, ha esortato i credenti a essere uniti.

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ALTRI EVENTI

COLOMBIA

BOLIVIA Battesimi ad Oruro Il 12 gennaio, il Movimento Missionario Mondiale in Bolivia ha battezzato, nella città di Oruro, a trenta credenti che, dopo aver ricevuto la sana dottrina impartita dall’Opera, sono scesi nelle acque e hanno sugellato la loro unione con il cristianesimo. Alla cerimonia di battesimo, il reverendo Enrique Valenzuela, presbitero della Zona 6 del MMM in Bolivia, ha annunciato la buona notizia. Sulla base di Esodo 14, ha trasmesso un messaggio sulla fuga degli ebrei dall’Egitto e sul passaggio del mar Rosso.

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10° anniversario della chiesa di La Ronda Con la presenza di fedeli del dipartimento di Santander, il Movimento Missionario Mondiale in Colombia ha celebrato, dal 25 al 27 gennaio, il 10° anniversario del tempio di La Ronda, situato nel comune di Floridablanca, che è stato trasformato durante tre giorni in casa di Dio e porta del cielo. Alla festa spirituale, guidata dal reverendo William Cañas, il pastore Erson Moya, leader della congregazione El Palmar, situata nel comune di Barrancabermeja, è stato lo strumento scelto dal Signore per trasmettere il Vangelo di Gesù Cristo ai fedeli. Durante l’evento, il cui motto era “Le dieci lampade accese”, il predicatore Moya ha tenuto i seguenti sermoni: “Cose da rinnovare nel nostro matrimonio”, basato su Malachia 2:13-16; “La casa di Lot”, basato su Genesi 13:1-13; e “Neemia, un uomo inarrestabile”, basato su Neemia 6:1-14. Inoltre, il reverendo Moya ha presieduto una cerimonia di rinnovo dei voti.

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HONDURAS

PANAMA

Ritiro Nazionale di Pastori

35° Confraternita Regionale

Il 4 e 5 gennaio, il Movimento Missionario Mondiale in Honduras ha tenuto il suo Ritiro Nazionale di Pastori nella chiesa della città di Danlí, situata nella parte orientale del paese. Al servizio inaugurale, il pastore Daniel Ávila, membro del MMM in Honduras, ha predicato il Vangelo con il messaggio “Otto caratteristiche di un leader retto”, basato su Esodo 18:19-20, e ha sottolineato i tratti che un leader deve avere per fare l’opera di Cristo. All’inizio del secondo giorno è stato fatto un digiuno. In seguito, il reverendo Heriberto Chacón, supervisore nazionale del MMM in Honduras, ha trasmesso il messaggio “Non ho pane comune, solo pane consacrato”. In seguito, il pastore Donato Sierra, membro della congregazione, ha predicato ai servi del Signore con il messaggio “Le caratteristiche dei quattro”, basato su Marco 2:2-3.

Con il tema “È tempo di agire”, e con la presenza di oltre 1500 seguaci di Gesù Cristo, il Movimento Missionario Mondiale in Panama ha tenuto, dal 1 al 3 febbraio, la sua 35° Confraternita Regionale nel distretto di Barú, situato nella provincia di Chiriquí. Il reverendo Andrés Jean François, presbitero della Zona 5 del MMM in Panama, ha trasmesso il primo messaggio dell’evento, “La Shekinah del Signore”, basato su Esodo 25:8. Il reverendo Julio Klinger, direttore nazionale della gioventù del MMM in Panama, ha fatto la seconda predicazione dell’incontro di fede. Sulla base di Levitico 6:10-13, ha presentato il messaggio “Perché il fuoco di Dio si spegne?” Il reverendo Agustín Batista, presbitero della Zona 1 del MMM in Panama, ha predicato la Parola nel terzo servizio. Basato su 1 Re 16:29 e 17:1, ha sviluppato il tema “È tempo di agire”. Nell’ultimo servizio, il reverendo Epifanio Asprilla, supervisore nazionale della congregazione panamense, ha offerto il messaggio “I tempi”, basato su Efesini 5:13-15, in cui ha detto che l’uomo ha bisogno di un Salvatore.


STATI UNITI

Confraternita Regionale della Zona 13 Con il tema “Avanzando con potenza”, il Movimento Missionario Mondiale negli Stati Uniti ha tenuto la Confraternita Regionale della sua Zona 13, che copre gli stati della Carolina del Nord e della Carolina del Sud. L’evento ha avuto luogo dal 7 al 9 febbraio nel villaggio di Hilton Head Island. Vi hanno partecipato il reverendo Arturo Hernández, supervisore nazionale del MMM negli Stati Uniti, nonché i fedeli delle chiese e dei templi della Zona 13. Nel servizio inaugurale, il reverendo Mario Pascual, presbitero della Zona 10, ha trasmesso il messaggio “Camminare con Dio”, basato su Genesi 4:22-24, e ha parlato dei vantaggi di avere la presenza del Signore nella nostra vita. Nel secondo servizio, il reverendo Hernández è stato lo strumento scelto per trasmettere il messaggio del Signore, “Non credere Dio ci porta alla rovina”, basato su Numeri 14:10. Infine, nella cerimonia di chiusura, il reverendo Manuel Santiago, ufficiale nazionale del MMM negli Stati Uniti, ha annunciato la buona notizia di Gesù Cristo con il messaggio “Ragioni per lo scoraggiamento”, basato su Salmi 42:5.

SPAGNA Cerimonia di laurea della scuola missionaria di Barcellona Il 3 febbraio, il Movimento Missionario Mondiale in Spagna ha tenuto la cerimonia di laurea della sua scuola missionaria del tempio centrale della città di Barcellona, capoluogo della comunità autonoma della Catalogna. Quaranta fratelli sono stati onorati dopo aver completato con successo i loro studi sulla Parola di Dio. Il reverendo Carlos Medina, supervisore nazionale del MMM in Spagna, ha predicato il Vangelo in questa città, la seconda più popolata della penisola iberica. Basato su Amos 8:11-13, ha trasmesso un messaggio in cui ha parlato dell’apostasia che avvolgerà gli ultimi tempi dell’umanità. La scuola missionaria del MMM in Spagna è operativa dal 2002, quando il reverendo Carlos Guerra ha offerto un corso rivolto ai leader e ai pastori, e attualmente svolge un ruolo fondamentale nella formazione teologica dei credenti grazie ai suoi insegnamenti

SVEZIA 7° anniversario della chiesa di Malmo Con la presenza dei pastori Morten Christensen, leader della congregazione danese, e Edwin Mamani, capo dell’Opera in Finlandia, il Movimento Missionario Mondiale di Svezia ha celebrato il 7° anniversario della chiesa di Malmo. L’evento ha avuto per tema “La grande commissione” e si è tenuto dal 22 al 23 febbraio. All’incontro spirituale, guidata dal pastore Edwin Alvarado, il reverendo Carlos Contreras, presbitero della Scandinavia, ha predicato il Vangelo durante i due giorni. Nel primo servizio, il pastore Contreras ha presentato il messaggio “L’autorità del Signore Gesù”, basato su Matteo 28:18-20, in cui ha detto che la Parola deve essere predicata fino a toccare l’anima, e che bisogna fare attenzione, come i discepoli di Cristo, alle cattive motivazioni. Nel secondo servizio, ha trasmesso il messaggio intitolato “L’autorità degli inviati”, basato su Giovanni 13:1-20. Nel servizio finale, ha sviluppato il tema “Il dovere di coloro che ascoltano la grande commissione”, basato su Marco 16:15-18, e ha sottolineato che il Vangelo deve essere proclamato in modo permanente all’umanità.

PORTOGALLO Servizi speciali Fedele ai disegni del Signore, il reverendo Carlos Medina, supervisore del Blocco A d’Europa, e il pastore Carlos Daniel Medina, membro del Movimento Missionario Mondiale in Spagna, hanno visitato i templi dell’Opera nelle città di Sao Joao de Madeira e Lisbona, capoluogo del Portogallo. La visita ha avuto luogo il 23 e 24 febbraio al fine di verificare i progressi della sana dottrina. A Lisbona, i ministri di Gesù Cristo hanno presieduto due servizi speciali che facevano parte del loro viaggio missionario. In primo luogo, il pastore Carlos Medina, basato su Proverbi 4:5-6, ha trasmesso un messaggio che è servito per analizzare lo scopo della Parola del Signore. “Dio ci ama come un padre, ci dà saggi consigli, ci ama. Lascia che Egli guidi la tua vita”, ha detto. In seguito, il pastore Carlos Daniel Medina è stato il portavoce del Vangelo con un messaggio basato su Salmi 147:1-6. Nella sua predicazione, ha commentato: “Ci sono ferite profonde nel cuore. Dio vuole guarire quelle ferite che ti impediscono di essere felice. Dio vuole che tu offra quel dolore perché Egli guarirà le ferite nascoste. Quando sarai guarito, sarai usato come strumento per guarire gli altri”.

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PROGRAMMA

CI SCRIVONO CARTAS@IMPACTOEVANGELISTICO.NET

GENNAIO 3-10 CONVEGNO COLOMBIA, Medellín 21-24 CONVEGNO NICARAGUA 25-27 CONVEGNO PARAGUAY, Montevideo 31-3 (Febbraio) CONVEGNO BOLIVIA, Tarija

BENERADO MERCADO Cari fratelli nel Signore, un compagno di cella mi ha prestato la sua rivista e posso dirvi che è molto più di una rivista. Ho letto e imparato cose molto interessanti su questa meravigliosa Opera cristiana, che non è solo informativa ma anche piena di benedizione e bellissimi messaggi di salvezza. Grazie! Dalla Florida, Stati Uniti.

FEBBRAIO 7-10 CONVEGNO BELIZE (ORANGE WALK). 21-24 CONVEGNO ARGENTINA (BUENOS AIRES). MARZO 2-5 CONVEGNO PANAMA 14-17 CONVEGNO HONDURAS (SAN PEDRO SULA). 14-17 CONVEGNO AUSTRALIA (MELBOURNE).

OCNIEL MONTERO Benedizioni, fratelli. Vi scrivo perché sono eternamente grato per la rivista che ricevo, che è diventata un'arma nelle mie mani. Sempre porto una copia nella mia cartella per condividere i suoi insegnamenti con i fratelli interessati. Ai servizi l’ho usata come materiale di studio. Vi racconto questa testimonianza: Ero alla Scuola Domenicale quando lo Spirito Santo mi ha portato a un articolo che parla della vita di Policarpo. Allora, abbiamo parlato con passione del martire cristiano e molti hanno pianto; ricordano ancora quasi tutto ciò che hanno imparato da Policarpo perché non avevano mai sentito parlare di lui. Che benedizione. Ci ha dato la forza per andare avanti. Da Holguín, Cuba.

abbracci nel Signore. Da Amsterdam, New York, Stati Uniti.

LENNY SÁNCHEZ

BLANCA DELGADO

Ringrazio Dio per voi, perché portano il seme del Vangelo della pace instancabilmente in un mondo perduto e senza pace. Anche nelle carceri, Dio fa miracoli nelle nostre anime attraverso questa rivista. È una gioia indicibile ricevere ogni mese una rivista così preziosa. Prego per voi, questo è il mio dovere e obbligo per voi e con voi. Penso che sia un bisogno. Che la pace di Dio sia con voi. Da Osborn Correctional Institution, Somers, Connecticut, Stati Uniti.

LYDIA ANTOSANTI Ringrazio Dio per la rivista perché è piena di benedizione per il popolo di Dio e per quelli che non lo sono. Prego il Signore di inviare operai a fondare l’Opera ad Amsterdam e Saratoya Springs. Ho fede che Dio mi ascolterà, perché abbiamo bisogno di uomini e donne dati a Dio e alla Sua Opera. Saluti e

ANA LUISA MARTÍNEZ Dio vi benedica. Grazie per avermi inviato la rivista, che è una grande benedizione per la mia vita, proprio come l’essere sulla via del mio Padre Celeste. È anche una grande benedizione per i miei fratelli; quando arriva a casa, tutti noi vogliamo leggerla nello stesso momento. Un saluto a tutti i membri della rivista. Da Holguín, Cuba.

GLOBALE 2019

APRILE 11-13 CONVEGNO NEPAL. 17-21 CONVEGNO GUATEMALA (CITTÀ DEL GUATEMALA). 18-20 CONVEGNO SRI LANKA. 25-27 CONVEGNO REPUBBLICA DOMINICANA. 25-28 CONVEGNO GUYANA, GUIANA FRANCESE, SURINAME E MARTINICA (SURINAME). 26-28 CONFRATERNITA PRESBITERIO AFRICA ORIENTALE (BRAZZAVILLE, CONGO).

Cari fratelli, vi ringrazio per l'invio della rivista Impacto Evangelistico, che contiene testimonianze e messaggi importanti di grande benedizione. Chiedo al Signore di benedirvi abbondantemente e di aiutarvi a continuare a diffondere la Parola del Signore, che è troppo importante nei tempi in cui viviamo. Il Signore continui a benedirvi. Da Barceloneta, Porto Rico.

ANTONIO SÁNCHEZ Cari fratelli, voglio ringraziare tutti per il meraviglioso lavoro che fate per conquistare anime al Signore Gesù Cristo. Dio Onnipotente continui a benedirvi grandemente. Vi mando molto amore e gratitudine per il vostro importante lavoro. Da Gardner, Massachusetts, Stati Uniti.

EVA N. RIVERA Saluti. Mi piace molto la vostra rivista, è una benedizione per me. Molto ben fatta e aggiornata. Dio vi benedica. Da Camuy, Porto Rico.

MARIANA MATOS Cari fratelli in Cristo, il Signore vi benedica. Vi ringrazio per questa rivista ispirata dallo Spirito Santo perché non tolgono né aggiungono alla Sua Parola. È una gioia per me riceverla, e sempre la leggo tutta d’un fiato perché è una benedizione. Dopo averla finito, la condiviso con le persone che non conoscono Dio. Vi amo nell'amore di Cristo. Da Cabo Rojo, Porto Rico.

MAGGIO 3-5 CONVEGNO GIAPPONE (NARITA, TOKYO). 16-19 CONVEGNO SVIZZERA (GINEVRA). 16-19 CONVEGNO GERMANIA & BLOCCO C (AMBURGO). LUGLIO 2-6 CONVEGNO COSTA RICA. 4-7 CONVEGNO BRASILE (MANAUS). 9-12 CONGRESSO STATI UNITI (GRANDVILLE, MICHIGAN). 12-14 CONFRATERNITÀ NUOVA ZELANDA (WELLINGTON). 17-20 CONVEGNO PORTO RICO. 25-28 CONVEGNO MESSICO. AGOSTO 8-11 CONVEGNO SPAGNA E BLOCCO A (MADRID). 8-11 CONVEGNO HAITI (PORT-AU-PRINCE). 9-11 CONFRATERNITA BRASILE (SAO PAULO). 13-18 CONVEGNO GENERALE E GIOVANI AFRICA (BATA, GUINEA EQUATORIALE). 15-18 CONVEGNO ITALIA & BLOCCO B (MONZA). 22-25 CONFRATERNITA PRESBITERIO AFRICA OCCIDENTALE (ACCRA, GHANA). 22-25 CONVEGNO ECUADOR (GUAYAQUIL). SETTEMBRE 4-6 CONVEGNO VENEZUELA. 13-15 CONVEGNO PERÚ (AREQUIPA). 16-18 CONVEGNO PERÚ (CHICLAYO). 20-22 CONVENCIÓN PERÚ (LIMA). 25-28 CONVEGNO INDIA. 28 GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE (TUTTI I PAESI) OTTOBRE 4-6 CONFRATERNITA CANADA. 18-20 CONFRATERNITA MADAGASCAR. 25-27 CONVEGNO MAURITIUS. 31-3 (NOVEMBRE) CONVEGNO CILE (SANTIAGO). NOVEMBRE 14-17 CONVEGNO EL SALVADOR. 21-24 CONVEGNO URUGUAY (MONTEVIDEO) 26-29 CONVEGNO MYANMAR.

È possibile scaricare il lettore di codici QR gratis da queste piattaforme: n Eventi passati n Eventi prossimi

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MOVIMENTO MISSIONARIO MONDIALE America•Europa•Oceania•Africa•Asia


2° CAMPEGGIO NAZIONALE GIOVANI REUS - TARRAGONA 2019

APRILE

Aprile 2019 / Impacto evangelistico

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in tutta Europa Informiamo i telespettatori di Bethel Television in Europa che sintonizzavano la nostra programmazione attraverso l'antenna parabolica 60 cm (DTH) e attraverso il satellite Hotbird, che dal 28 febbraio di quest'anno, il nostro segnale a definizione standard (SD) ha smesso di operare. Tuttavia, potete continuare a vedere la programmazione di Bethel Television in alta definizione (HD) attraverso lo stesso satellite; bisogna soltanto avere o cambiare il ricevitore satellitare per uno DVB-S2/MPEG4 e configurare i seguenti parametri:

Frequenza: 11642 Tasso di simbolo: 27500 Polarità: Orizzontale

Per maggiori informazioni puoi contattarci a:

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ci unisce

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783_Italiano  

Magazine Impacto Evangelistico / Edizione Aprile 2019 / Lingua Italiana

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