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Il Giornale nel tuo Comune

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Periodico d’informazione locale. Anno IV n.91 del 2 novembre 2010. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10

inFLuenZa

PRIMO PIANO

NOVEMBRE 2010

Io l’aereo lo bilancio Andrea Muzzi*

L’ ALLARMI NO, VACCINO SÌ Anche se quest’anno non ci sono pandemie in vista, gli esperti raccomandano la prevenzione PAGG.30-31

L’INCHIESTA I dieci luoghi più belli di Impruneta raccontati dalla Pro Loco PAGG.4-5

SPort

Cede la panchina, scoppia la polemica La Toscana che s’indebita

PAG.3

on the road

di Boeti - Esposito

I

GLI ORIZZONTI VIOLA Il ds Corvino parla di passato e futuro. E intanto si avvicina il mercato invernale PAGG.36-37

DI NUOVO SUI PATTINI Ripartita la stagione anche per il pattinaggio artistico. Che attira sempre più maschi PAG.38

l peggio sarà pure passato, ma la crisi ha lasciato una pesantissima serie di strascichi. Quantificabile, purtroppo. In circa duemila euro a testa di debiti per ogni cittadino toscano. Sono i dati poco rassicuranti forniti dal Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (sigla che riunisce le varie associazioni di consumatori). Cifre che raccontano che nell’ultimo anno il numero dei prestiti ha segnato un

aumento record del 20,8 per cento. Di più: secondo un rapporto di Unioncamere, nella classifica nazionale dei “cattivi pagatori” la Toscana indossa la maglia nera insieme al Veneto, alle Marche e all’Emilia Romagna. Esiste però il modo di affrancarsi da questa etichetta, mentre la Regione prevede aiuti per le famiglie in difficoltà. E un’addetta ai lavori spiega come funziona il rePAGG.10-11 cupero crediti.

Un popolo di scooteristi La vita sulle due ruote PAG.17

amministratore di una compagnia aerea per abbassare il prezzo del biglietto ha proposto di tagliare un pilota e far guidare le hostess in caso di emergenza. Le hostess? E chi si fida! Già ho paura a volare con l’equipaggio al completo! Dicono che l’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro al mondo… sarà, però la prima cosa che ti senti dire appena entri in un aereo è: “In caso di emergenza indossare il salvagente, la maschera dell’ossigeno e farsi il segno della croce!”. Uno non si tranquillizza molto così! Il treno sarà anche meno sicuro, però non ho mai sentito un ferroviere dirmi: “In caso di deragliamento questo è il kit per ingessarti la gamba!”. Vogliono far pilotare le hostess? Io ho dei dubbi. L’aereo vola a cinque chilometri da terra e qual è la loro unica preoccupazione? Venderti una bottiglietta di profumo! Se mi schianto a terra non me ne frega niente di sapere se mi puzzano le ascelle! Io in aereo non sopporto quelli che entusiasti ti dicono: “Guarda bello il panorama dal finestrino!”. “No, grazie”. “Non sai cosa ti perdi!”. “Se volevo vedere il panorama dal finestrino non viaggiavo tra i bagagli!”. Io in aereo non capisco nemmeno quelli che dormono tranquilli! Ti trovi in un momento cruciale della tua vita e cosa fai? Il pisolino? Io in aereo non dormo mai. Io guido assieme al pilota. L’aereo va troppo a destra e io mi sposto a sinistra. Lo bilancio. Ho fatto tre viaggi in aereo e tutte le volte l’aereo è atterrato e la gente è uscita tranquilla. Ci fosse stato uno che mi ha ringraziato. La prossima volta dormo anch’io, così imparano!!! *Comico

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Edizione di Impruneta • 6.273 copie distribuite da


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Novembre 2010

il giornale nel tuo Comune

IL CASO/1. La realizzazione del nuovo parcheggio doveva concludersi nel giugno scorso

Bottai, il Comune vuole una data certa L’amministrazione imprunetina ha scritto ad Autostrade: “Mettete nero su bianco il giorno in cui finiranno i lavori”. E i residenti continuano a soffrire diversi disagi Federico Bausi

S

ui lavori ai Bottai bisogna mettere un punto fermo. E scritto, nero su bianco. L’amministrazione comunale di Impruneta ha chiesto a Società Autostrade di indicare con precisione il giorno previsto per la fine degli interventi che interessano la zona. Anche perché all’inizio dell’anno era stata prospettata una data (giugno), che poi non è stata rispettata. Per avanzare questa richiesta il Comune ha inviato una lettera e, al momento in cui questo numero de Il Reporter va in stampa (fine ottobre), ha già sollecitato una volta una risposta da parte di Autostrade. L’intenzione della giunta sembra chiara: richiamare la società alle sue responsabilità. Mettere e far mettere tutto per iscritto dà più garanzie, sia perché prima di indicare una data precisa Autostrade farà una valutazione approfondita dello stato dei lavori, sia perché l’amministrazione avrà una “arma” in più per chiedere che l’impegno preso venga rispettato. “Anche i residenti chiedono, comprensibilmente, una certezza – dicono il sindaco Ida Beneforti e il vicesindaco Leonello Buccianelli – e noi vogliamo una lettera di Autostrade con l’indicazione del giorno di conclusione lavori anche per farla vedere a tutti. Non appena arriverà, gireremo una copia al circolo dei Bottai che potrà metterla in bacheca”. Intanto vanno avanti i lavori per la realizzazione del nuovo parcheggio e della pensilina per gli autobus. I problemi restano quelli con cui i cittadini della zona convivono ormai da molto, troppo, tempo: oltre ad avere un cantiere a pochi metri dalle case, che è un disagio di per sé, le questioni aperte riguardano la mancanza di posti auto, la pulizia e la sicurezza della strada (la terra, la polvere e il passaggio dei camion, oltre a sporcare, finiscono anche per rovinare velocemente la segnaletica provvisoria). Il Comune e la polizia municipale hanno ripreso gli interventi di ripulitura della

Il cantiere del parcheggio ai Bottai

strada e l’amministrazione ha sollecitato la proprietà, cioé Autostrade, a rifare la segnaletica provvisoria (quella di colore giallo, per intenderci). Su questo punto Autostrade, che ha in carico la direzione dei lavori, ha già replicato: abbiamo invitato – è stata in sintesi la risposta – la Baldassini Tognozzi Pontello, l’impresa che sta realizzando l’opera, a rinnovare la segnaletica. Di questo e degli altri problemi che devono affrontare i residenti,

il reporter è un periodico di 10 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 216.486 copie

due fronti: far fronte a questi problemi e allo stesso tempo insistere con Autostrade affinché fissi una volta per tutte la data definitiva di conclusione dell’opera”. A seguito di questa riunione, il circolo Pd di Tavarnuzze ha inviato un comunicato stampa in cui si chiede che la Provincia di Firenze e la Regione affianchino il Comune nel vigilare sulla fine dei lavori ai Bottai. E la nota è stata “girata” anche ai due Enti.

IL CASO/2 Beneforti: “Se li buttano fuori, mi sdraio davanti alla sede”

Pubblica assistenza a rischio “sfratto”. Istituzioni in campo

L

a Pubblica Assistenza di Tavarnuzze chiede aiuto: “rischiamo di restare senza casa”. L’associazione è in affitto in un edificio di proprietà del Demanio e si avvicina la data di scadenza del contratto (31 dicembre) senza che ci sia una certezza sul suo rinnovo. E a questo si sovrappone il problema del tetto della palazzina, che è in condizioni molto critiche. Una questione di sicurezza. Ma se tra un mese e mezzo la Pubblica sarà costretta ad abbandonare la sede, che senso ha spendere soldi perfare i lavori? Di questo nodo stanno cercando di venire a capo l’associazione, il Comune e la Provincia. “Se il Demanio butta fuori la Pubblica Assistenza di Tavarnuzze, mi sdraio

Il Reporter di Impruneta raggiunge 6273 famiglie nel Comune di Impruneta

Copia in abbonamento postale

il sindaco e alcuni rappresentanti del Pd sono tornati a discutere, nella prima metà di ottobre, con i responsabili del circolo dei Bottai. Una riunione durante la quale il circolo ha fatto di nuovo presente la preoccupazione e la sfiducia dei cittadini per una situazione che si trascina da molti mesi. “Alleviare i disagi che stanno vivendo – spiegano Beneforti e Buccianelli – non è facile, ma stiamo provando a fare il massimo. Il nostro impegno è su

Editore e Concessionaria Pubblicitaria: Web&Press Edizioni s.r.l. Direzione ed amministrazione: via Kassel 17- 50126 Firenze tel. 848.80.88.68 Direttore Responsabile: Matteo Francini Service editoriale e grafico: Tabloid soc.coop., Firenze (FI) scrivimi@ilreporter.it

davanti all’edificio per impedirlo”, dice il sindaco Beneforti, che ripercorre le tappe della vicenda per far capire perché siamo arrivati a questo punto. “L’amministrazione ha fatto diversi tentativi di acquistare l’immobile dal Demanio. Nel 2005 siamo riusciti a regolarizzare sia la nostra posizione che quella della Pubblica, ottenendo un affitto di 5 anni a canone concordato. Successivamente – continua la prima cittadina – siamo arrivati ad un accordo per l’alienazione dell’edificio”. Tutto sembra filare per il verso giusto, fino a quando il governo annuncia la volontà di varare il federalismo demaniale e la sede dell’associazione sembra far parte della lista dei beni da dare ai Comuni. Tutto

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN) Periodico d’informazione locale Anno IV n.91 del 2 novembre 2010 N°reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di Firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10€

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bloccato, e sede a rischio. Ma una via d’uscita forse c’è. “Abbiamo fatto un protocollo d’intesa con la Pubblica – dice il sindaco – in cui ci prendiamo l’impegno di acquistare l’immobile attraverso le norme del federalismo demaniale. Se questo provvedimento non andrà in porto, daremo in conecssione all’associazione le 4 stanze dell’edificio dove ora c’è l’archivio comunale, che sarà trasferito”. E i lavori? “Il Comune farà una verifica sulla facciata e le grondaie, mentre la Pubblica la farà sulla parte anteriore del tetto e l’impianto elettrico anticipando i soldi, che poi saranno restituiti grazie all’allungamento della concessione o all’ab/F.B. bassamento dell’affitto”.

Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Web&Press s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Web&Press s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Web&Press via Kassel 17 50126 Firenze.


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IMPRUNETA

LA POLEMICA/1. Nell’incidente di fine settembre ferite tre donne: una è stata operata

“Togliete la panchina, è pericolosa”

Durante la sfilata della Festa dell’Uva, la struttura di piazza Buondelmonti è ceduta sotto il peso degli spettatori che ci erano saliti sopra. Il Pdl: “Rimuovetela subito”. La giunta: “Discussione da fare in un altro momento, ora è in corso un’indagine”

P

“Via Falciani, le case continuano a muoversi” A

Paolo Ceccarelli olemica è dir poco. Il crollo della panchina di piazza Buondelmonti, che ha causato il ferimento di tre persone, è diventato un vero e proprio scontro politico. Tutte le opposizioni, che hanno sempre contestato la realizzazione della panchina artistica e il suo costo, tornano all’attacco della giunta comunale e il Pdl chiede esplicitamente di rimuoverla. Il Comune risponde che non è questo il momento di parlarne, perché è in corso un’indagine sul crollo da parte dei carabinieri. Ma andiamo con ordine, partendo dai fatti. Domenica 26 settembre, Festa dell’Uva. In piazza Buondelmonti c’è il pubblico delle grandi occasioni per la sfilata dei carri allegorici preparati dai quattro rioni della città. Sulla panchina ci sono sistemate dietro la struttura. Ad un certo punto scoppia il caos: la panchina cede “franando” su chi ci è seduto e tre donne restano ferite. La sfilata viene subito sospesa, in piazza arrivano le ambulanze e partono i soccorsi. Una signora si è rotta un piede, un’altra è ferita in maniera più grave, alla terza va un po’ meglio e alla fine se la caverà con una prognosi di otto giorni. Dopo che sono state trasportate all’ospedale, la Festa riprende e per la cronaca la vincono ex aequo i carri del Pallò e delle Fornaci (terze si piazzano le Sante Marie, quarto il rione Sant’Antonio). La “panchina d’autore”, come è stata ribattezzata perché progettata da architetti e realizzata da un fabbro e da un’azienda del cotto, viene transennata. Ma il giorno dopo la polemica riesplode ancora più forte che in passato. “In piedi sulla panchina c’erano solo due persone – dice Maria Teresa Lombardini, capogruppo del Popolo delle Libertà in consiglio comunale – e le altre che erano dietro si appoggiavano per vedere meglio la sfilata. La struttura non ha retto perché non c’era nulla che la reggeva, a parte due staffe che mi sembrano un po’ poco... Ho subito fatto un’interpellanza al sindaco, ma le risposte che mi ha

la POLEMICA/2. Bisignano chiede chiarezza

dato non sono state assolutamente soddisfacenti”. Il giudizio di Lombardini sulla panchina è più che mai definitivo: “non serve a nulla, è antiestetica e anche pericolosa: che la tolgano e rimborsino le signore che si sono fatte male”. Il primo cittadino di Impruneta, Ida Beneforti, risponde che “non è il momento di decidere se togliere o no la panchina, perché i carabinieri stanno indagando su quello che è successo” e promette il massimo impegno dell’amministrazione per fare luce sull’incidente. “L’Arma sta facendo un’indagine preliminare – spiega il sindaco – e noi abbiamo messo a loro disposizione tutti i documenti che riguardano la panchina, sia quelli sulle questioni strutturali che le carte sull’aspetto artistico. Come Comune faremo anche una relazione interna, che penso potrà essere utile anche ai carabinieri”. Ma il Pdl è tutt’altro che contento

I carabinieri stanno conducendo un’inchiesta su quanto successo. Consegnati tutti i documenti di queste risposte. “Per quella panchina hanno speso 41mila euro – attacca Lombardini – e mi chiedo, se è un’opera d’arte come dicono, perché non hanno fatto qualcosa per impedire l’accesso. La colpa non è degli artisti che l’hanno realizzata, ma del Comune. Basta vedere dove l’hanno messa: è un posizionamento innaturale”. Il sindaco Beneforti sottolinea che durante la sfilata della Festa dell’Uva è stato fatto anche “un uso improprio della panchina”, riferendosi a quanti la occupavano stando in piedi, e fa un invito alla calma. “Ora – conclude – è il momento di aspettare che l’indagine dei carabinieri faccia il suo corso, non delle polemiche”.

lcune case di via Ho Chi Minh e via Falciani si “muovono”. Anzi, continuano a muoversi. La denuncia arriva dal gruppo consiliare di Obbiettivo Comune, che ricorda “la lettera di un cittadino residente inviata a giugno, duramente colpito da vistose crepe e fessure nella propria abitazione” e l’interpellanza sulla questione presentata al sindaco due anni fa. “Dall’amministrazione – dice il capogruppo Massimo Bisignano – nessuna risposta soddisfacente è arrivata e nel frattempo i “movimenti” sono cresciuti, specialmente in via Falciani”. Dal Comune si ricorda che “via Ho Chi Minh e tutta l’area dove si sta costruendo è stata oggetto di studi geologici da molti anni a questa parte: siccome c’erano dei movimenti nella vecchia via e nelle vecchie case, quando è stato dato l’ok alla nuova strada l’impresa fu obbligata a fare un’opera di consolidamento di tutta la zona. I sensori che sono stati posizionati – continua l’amministrazione – dicono che ora non si muove nulla”. Da due anni, però, i movimenti sono iniziati sull’altro versante, quello di via dei Falciani, ed è a questi che Bisignano si riferisce. “Due case hanno movimenti consistenti – spiega il sindaco – e i vigili del fuoco hanno fatto un sopralluogo, arrivando alla conclusione che la situazione è da tenere sotto controllo ma non ci sono emergenze. Abbiamo tuttavia reperito 25mila euro per fare una

gara per affidare uno studio ad un geologo e tra poco verranno stabiliti i luoghi dove fare i carotaggi”. Ma Obbiettivo Comune contesta la scelta del geologo che deve studiare la natura il dissesto. “Tra i nove tecnici geologi che hanno presentato domanda – attacca Bisignano – è stato scelto proprio lo stesso tecnico che ha seguito tutta la delicata vicenda fin dall’inizio. E’ evidente a tutti che chi ha negato in tutti modi l’esistenza del dissesto (ed in particolare la sua connessione con le nuove costruzioni a valle) non è adatto a svolgere le indagini richieste”. Il Comune controbatte che l’incarico è stato dato sulla base di un bando, che il geologo ha regolarmente vinto. “E’ un professionista con un cur-

Crepe e fessure in due abitazioni. Scontro sull’incarico dato a un geologo riculum di tutto rispetto – risponde l’amministrazione – e fa parte anche della commissione nazionale Grandi Rischi. E comunque non capisco cosa mi si contesta: un primo cittadino non c’entra nulla con i bandi”. Obbiettivo Comune però non si arrende, giudicando “assolutamente inopporturno” l’incarico al geologo, e annuncia una domanda d’attualità /F.B. in consiglio comunale.


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Novembre 2010

il giornale nel tuo Comune

L’INCHIESTA. Guidati dalla Pro Loco, scopriamo la classifica dei luoghi più belli del paese

Le dieci meraviglie di Impruneta: chiese, boschi, tabernacoli e ville Lisa Baracchi

studio della La Pro Loco c’è un itinerario verso Firenze e la visita di quattro chiese importanti (e quasi nascoste), che non possono non entrare nella classifica dei luoghi più belli: quella di San Pietro a San Gersolè, Santo Stefano a Pozzolatico, San Miniato a Quintole e San Lorenzo alle Rose, che conserva opere pittoriche come “L’Annunciazione” del Ghirlandaio e “Madonna col Bambino” di Taddeo Gaddi.

S

u cosa mettere in cima al podio delle meraviglie, a Impruneta ci si trova d’accordo: la basilica di Santa Maria. In origine era una pieve e la sua fondazione risale al XI secolo, come testimonia la lapide della consacrazione del 1060, mentre la torre campanaria romanica risale invece alla seconda metà del XII secolo. Gli imprunetini si guardano poco intorno e rispondono che è questo luogo il vanto del paese, con tutte le sue opere d’arte e il complesso monumentale in cui è inserita. “Potrebbe essere un’idea valida quella di lasciare aperti più a lungo la chiesa – suggerisce Angiolo Fossati, consigliere della Pro Loco di Impruneta – e il complesso monumentale con la cripta e i tre chiostri trecenteschi per favorire di più il turismo. Certo servirebbe però una sorveglianza adeguata, un’ipotesi che dovremmo studiare bene”. Accanto alla chiesa c’è il museo del tesoro di Santa Maria, che raccoglie i codici miniati, le oreficerie e i paramenti sacri. Tra questi l’oggetto più curioso, il cuscino trovato nella tomba del vescovo Antonio degli Agli che risale a prima del 1477 ed è fatto con la tecnica del patchwork, come avrebbero fatto molto tempo dopo i primi coloni statunitensi. Tra le nuove proposte allo

Al primo posto c’è la basilica, insieme alle altre antiche pievi. Ma anche le bellezze naturali... “Chi ama il trekking può andare alla ricerca delle antiche tracce della tradizione artistica e del culto della Madonna a Impruneta: i tabernacoli. Spesso fatti in cotto”, spiega ancora Fossati. La Sorprintendenza li ha classificati, ma la loro cura è spesso affidata solo alla sensibilità dei proprietari dei terreni dove si trovano. Nella lista delle bellezze del territorio Fossati inserisce anche quelle naturalistiche, i boschi in particolare, e “nella valle sotto il campo sportivo chi conosce il territorio può far visita alle miniere di rame, là c’è anche una delle fonti, “la caldaia” come

Villa Corsini

Sergio Ortino Prof. universitario, 70 anni

Luca Finocchiaro Gestore osteria, 48 anni

Alvaro Camaioni Cuoco, 28 anni

“Vorrei una biblioteca più viva”

“Pulizia nelle strade e nelle piazze”

“Giardini sicuri per i bambini”

“Bisognerebbe valorizzare di più la nostra biblioteca di piazza Buondelmonti. Aprirla è stata una bella idea, ora però i cittadini dovrebbero poterla viverla di più: magari tenendola più aperta, organizzando eventi e curando la dotazione di libri. Servirebbe attirare i giovani soprattutto verso la lettura, e inoltre un luogo come questo può essere un punto di ritrovo e aggregazione”

“Se penso a una cosa da migliorare, penso senz’altro alla pulizia e al decoro delle strade e delle piazze. Colpa della maleducazione della gente, certo, ma anche di manchevolezze da parte del Comune che non coordina bene il servizio. Mancano anche i cestini e i posacenere. Tra cartacce e foglie secche, le strade danno proprio la sensazione di essere trascurate”

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“Come genitore, la prima cosa che mi viene in mente è il giardino della Barazzina. Troppo pericoloso per i giochi dei bambini: così in discesa, con la ghiaia e le radici degli alberi che vengono fuori dal terreno. Non si riesce a stare tranquilli perché è tutto un inciampare e un dover soccorrere i figli. A Impruneta mancano dei giardini davvero attrezzati e adatti ai bambini”

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IMPRUNETA

Idea per Santa Maria: “Lasciarla aperta più a lungo, insieme al complesso monumentale con la cripta e i tre chiostri trecenteschi”.

Cristina Bandinelli 42 anni

Gabriella Moroni Casalinga, 66 anni

“La terza piazza inutilizzata”

“Navette verso l’ospedale più frequenti”

Ma servirebbe una sorveglianza. Intanto Il Reporter ha chiesto agli imprunetini cosa vorrebbero vedere più valorizzato della città

“Trovo sia un peccato aver inaugurato quella che in paese è chiamata la ‘terza piazza’ al Parco dei Sassi Neri, cioè piazza Attilio Bandinelli, e averla poi lasciata senza nessuna attrattiva. I bambini vanno in bicicletta nella strada circolare, ma salvo questo utlizzo non ci sono grosse iniziative e attività. Invece bisognerebbe permettere di vivere un luogo che è bello e meriterebbe più attenzione”

La basilica di Santa Maria

la chiamano gli imprunetini, dove c’è una vasca dove da ragazzi, diversi anni fa, si usava andare a fare il bagno. Oggi solo grazie al lavoro dei volontari viene ripulita dai sassi e dalle sterpaglie”. Un capitolo a parte sono le ville di proprietà private, che abbelliscono il territorio ma all’interno le visite spesso non sono ammesse. Fanno eccezione villa Corsini e il castello di Montauto (monumento

del 980 che racchiude aspetti dell’arte medievale, rinascimentale e barocca), aperti su appuntamento ai visitatori e disponibili, oltre che per i ricevimenti e i matrimoni, anche per i convegni. Villa Pasqui è la più vicina al paese e da una parte del suo giardino è stato ricavato il parco pubblico di Sant’Antonio, gli elementi decorativi a forma di ninfee, la grotta e il laghetto sono però nella parte

privata. Stessa riservatezza appartiene anche a Villa Le Sodere, che ha manufatti in cotto del XVIII secolo tra questi anche le aquile maestose sui pilastri all’ingresso. Infine non si può non ricordare l’antica fornace Agresti, al centro dell’itinerario del cotto: risale ai primi del XVIII secolo, quando gli Agresti, una delle più antiche famiglie di fornaciai, trasferirono qui la loro attività.

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“La navetta della Cap che parte da piazza Accursio da Bagnolo collega Impruneta all’ospedale di Ponte a Niccheri, ma gli orari delle sue corse non sono affatto pratici per chi la utilizza. Tornare a casa dopo una visita è quasi un’impresa. E tutto il servizio dei mezzi pubblici, in generale, lascia a desiderare. Non ci si pensa perché tutti hanno macchine e motorini, ma c’è anche chi vorrebbe prendere l’autobus più spesso”

VIA CASSIA Ultimato il marciapiede: i tempi di realizzazione si sono allungati per consentire ulteriori interventi che si sono resi necessari sulla pubblica illuminazione e sulla rete idrica. VIA DELLA LUNIGIANA Ultimati i lavori di asfaltatura a cura del Comune di Firenze dopo la proroga concessa per la complessità dell’intervento. POZZOLATICO Continuano con regolarità i lavori di allargamento del sottopasso autostradale. INTERVENTI AUTOSTRADE, ENEL, TERNA Mentre sono in corso le trattative per i nuovi progetti, sono ripresi con regolarità l’intervento per la realizzazione del parcheggio dei Bottai e quello per la costruzione della stazione elettrica di Terna alle cave di Tavarnuzze. Sono in ultimazione anche gli interramenti della media tensione.


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il giornale nel tuo Comune

SICUREZZA. La denuncia di Sel e Idv. Il Comune: “Perché non sono andati dai carabinieri?”

Vandali contro il campo dei Sassi Neri Franco Buti

di Sel in consiglio comunale Marco Mazzetti – il campo è stato completamente abbandonato a se stesso, dopo che tra l’altro erano stati spesi 40mila per rifare l’impianto di illuminazione. Ci è entrato chiunque, perché non c’è stato il minimo controllo da parte del Comune. Ed è ovvio che, se lasci una struttura del genere vuota e non vigilata, un giorno arriva qualcuno che rompe una finestra e qualche giorno dopo qualcun altro spacca qualcos’altro”. Secondo l’amministrazione le cose non stanno così. “Il campo è chiuso da ottobre – dice Beneforti – perché insieme alla società sportiva abbiamo deciso di gestirne uno solo, quello di Tavarnuzze che è destinato ad un uso sociale. Per la gestione della struttura di Impruneta abbiamo invece preparato un bando destinato ai privati: pagando un minimo di affitto, si può tornare ad usarlo e farlo usare”. Gli atti vandalici hanno causato danni per circa 10mila euro. “E’ vero che la prima recinzione dell’impianto ha qualche problemino – spiega il sindaco – ma la seconda è alta due metri. Inoltre chi è andato lì lo ha fatto con la chiara intenzione di rompere quel che c’era, perché sono entrati armati di sassi”. Infine, lo scontro politico. “Sel e Idv sono venuti a sapere di un atto vandalico: perché non sono andati a denunciarlo ai carabinieri, invece che fare un comunicato stampa? La polemica politica è legittima e comprensibile, ma mi sembra molto grave che questi due partiti non abbiano sentito la necessità di rivolgersi prima alle forze dell’ordine”. Ma Sinistra ecologia libertà non ci sta. “La nostra – dice Mazzetti – è una denuncia politica per un fatto che è sotto gli occhi di tutti e ci è stato segnalato dai cittadini. E’ il Comune che, appena venuto a conoscenza dei fatti grazie a noi, avrebbe dovuto fare una denuncia ai carabinieri. Invece di perdere tempo ad accusare gli altri, sarebbe bene che l’amministrazione pensasse a gestire meglio le strutture pubbliche”.

Sono entrati negli spogliatoi e hanno iniziato a rompere porte e vetri. Sel: “È una conseguenza dello stato di abbandono dell’impianto”

V

etri rotti, porte sfondate, siringhe. Il campo sportivo di Impruneta finisce sotto attacco da parte dei vandali, che scavalcano due recinzioni, entrano negli spogliatoi armati di sassi e cominciano a spaccare tutto quello che incontrano sul loro cammino. I fatti non vengono alla luce finché due partiti imprunetini, l’Italia dei Valori e Sinistra ecologia libertà, non inviano agli organi di informazione un comunicato stampa con tanto di foto dei danni provocati dai vandali. E scoppia subito uno scontro politico, perché il campo è chiuso, non ci si può entrare e “questo significa – attacca il sindaco Ida Beneforti – che qualcuno è entrato in una proprietà privata, peraltro recintata, e ha scattato delle foto”. Le questioni, insomma, sono tre: il futuro del campo sportivo (ora inutilizzato), l’atto vandalico e la polemica sulla denuncia anche fotografica di Sel e Idv. “Da due anni – dice il capogruppo

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• Centralino comune 055 203641 • Segreteria del Sindaco 055 2036468 • UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO impruneta 800 475701 - 055 2036635 Tavarnuzze 055 2372153 • Segreteria Generale, Messi 055 2036620 639 • Anagrafe 055 2036433-2 • Stato Civile, Leva 055 2036424 • ufficio Elettorale 055 2036440 • Ufficio di Direzione 055 2036447-456 • Sviluppo Economico 055 2036627 • Polizia Municipale 055 2011290 • Pubblica Istruzione 055 2036482 • Sociale 055 2036485 • Biblioteca 055 2036404 • SUAP 055 2372130 • Gestione del Territorio 055 2372132 • Sport e Cultura 055 2036408 • Tributi 055 203641 www.comune.impruneta.fi.it • urp@comune.impruneta.fi.it


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IMPRUNETA

STORIA E FUTURO. I locali del circolo cattolico sono stati rinnovati

Cinema digitale al S. Giuseppe Lisa Baracchi

Tanti auguri, Casa del Popolo Premiati i 19 soci fondatori

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e cucine sono adesso il fiore all’occhiello del circolo cattolico San Giuseppe di Impruneta. Si aspettava da tempo il momento per ritagliare lo spazio necessario per cucinare insieme e preparare le cene sociali, le feste, i ritrovi. Una necessità per le attività della parrocchia, ma anche per tutte le associazioni che fanno riferimento al circolo. I lavori di ristrutturazione dei locali sono partiti da qui, dalle stanze usate fino a pochi mesi fa come magazzino. I fornelli, i lavelli, i frigoriferi, i forni per le pizze, la dispensa, lo spogliatoio è ora tutto a norma, secondo le regole volute dalla Asl. Ma mentre si rifletteva su come fare le cucine, i soci del circolo hanno pensato di fare le cose ancora più in grande. Ecco che sono state rimesse a nuovo anche la sala del consiglio e la grande sala San Giuseppe. Dal maggio scorso in tanti ci hanno lavorato: l’intervento si è concluso, ed è stato festeggiato, sabato 16 ottobre. “C’è stata una partecipazione molto forte, e anche inaspettata – commenta don Stefano Naldoni, per tutti “i’ curato” –. Siamo fieri del gran numero di persone che si sono affacciate per aiutare. C’è voluto un impegno non indifferente, ma con grande entusiasmo è stato dato un sostegno da parte di tutti. E’ stato un rinnovamento da molti punti di vista”. La

BAGNOLO. Compiuti i cinquanta anni di attività

Una sala del circolo San Giuseppe

sala San Giuseppe ora appare con le pareti ridipinte, l’illuminazione a basso impatto ambientale, le finestre alte hanno l’apertura elettrica, il cotto sul pavimento è stato ripulito, gli strumenti della vecchia banda di Santa Cecilia sono in bella mostra nelle bacheche illuminate a led. Il presidente del circolo, Lorenzo Perini, però annuncia anche un’altra grande novità. L’arrivo del cinema digitale. E’ inaugurato il 29 ottobre il nuovo intrattenimento che interessa tutto il paese. Grazie a un sistema che sfrutta il segnale dal satellite il circolo può scegliere di proiettare diversi spettacoli tra cui i

grandi eventi, che siano i concerti in giro per l’Italia, partite dei mondiali ma anche l’opera lirica che sembra avere un pubblico piuttosto ampio. “Si potranno trasmettere in diretta gli spettacoli dai grandi teatri italiani, dall’arena di Verona come dalla Scala di Milano – spiega Pierini – un modo per creare aggregazione, perché nell’intervallo la gente si incontra e commenta così come succede in teatro. Il futuro del cinema inoltre sembra andare in questa direzione. Niente più macchinari da Nuovo Cinema Paradiso, ma un sistema più veloce sul modello della televisione satellitare”.

ante telefonate per rintracciare i soci o i loro familiari e poter consegnare loro una targa di riconoscimento del lavoro fatto insieme. Perché la Casa del Popolo di Bagnolo ha compiuto 50 anni e ha festeggiato in grande stile, domenica 10 ottobre, con una cerimonia di premiazione dei 19 soci fondatori. Era il 1960 quando l’avvocato Isola, proprietario del terreno di Cantagallo, permise agli abitanti di Bagnolo di costruire il circolo. Tutti ricordano in paese che Guido Badii, il primo presidente, si impegnò a lungo a chiedere contributi ai “compagni” di tutta Firenze, della Piana e anche oltre, nelle campagne e nei paesi. Alla fine mise insieme 900mila lire. Ci fu poi il lavoro di tanti volontari che costruirono mattone dopo mattone, nel tempo libero, il luogo di ritrovo. Nella mostra fotografica allestita in una delle stanze del circolo, si ricordano tutte le fasi della costruzione della Casa del Popolo. Ci sono le immagini delle feste dell’Unità di un tempo, ci sono gli striscioni “Vota comunista” e le torte decorate con la falce e il martello. La festa di luglio qui si chiama ancora dell’Unità, ma da qualche anno c’è meno politica e più spettacolo. “Si festeggia la voglia di stare insieme, il valore più importante”, dice Toni Cappelletti, che è stato presidente del circolo per dieci anni. Nelle foto degli anni Ottanta

c’è la gloriosa compagnia teatrale “La Lucciola” e si ricordano anche le feste organizzate dal paese per il lunedì di Pasquetta alla Bifonica, il bosco accanto a Bagnolo. I soci della Casa del Popolo pensavano a portare i viveri per tutti. Oggi il vanto del circolo è nello spazio all’aperto, dove si trova il giardino, unico verde pubblico della frazione e dove prende posto la birreria e la libreria. “Pensiamo di creare anche un luogo di scambio di libri e film – spiega l’attuale presidente Claudio Volpi – un prestito che si basa sulla fiducia. Perché senza quella il circolo non esisterebbe”. Vive interamente di volontariato il bar e qualcuno non rinuncia al proprio turno neanche

Costruita nel 1960 col lavoro dei volontari se ha traslocato più lontano: c’è chi viene qui una volta a settimana da Calenzano o da San Casciano. “Crediamo nell’associazionismo – conclude Volpi – e ne è un esempio la collaborazione con l’associazione sportiva Impruneta Tavarnuzze. Cerchiamo di ascoltare e responsabilizzare i giovani. Solo così si tiene insieme un circolo e /L.B. una società”.


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il giornale nel tuo Comune

ARTIGIANATO. Un viaggio nel mondo delle “botteghe” attive in città e nelle varie frazioni

“Ecco il bancone del nostro successo” La Bottega del Buongustaio è stata aperta nel ‘68 in via Mazzini. Dopo quaranta anni è ancora lì e sforna prodotti genuini e di alta qualità: “È una sfida vivente alla grande distribuzione” Lisa Baracchi Marinella Piccini, titolare del negozio La Bottega del Buongustaio che si trova nella via centrale del paese, via Mazzini. A inaugurare il negozio è stato il padre di Marinella, Bruno, nel 1968. Tutti lo ricordano dietro a quello stesso bancone, con la serietà di chi sa-

L’ingresso della bottega

peva vendere i prodotti più genuini. “Perché non si può fare questo lavoro come fosse qualcosa di meccanico – racconta Marinella – serve impegno, costanza e la voglia di instaurare un rapporto di fiducia con i propri clienti. La fiducia che ci vuole una vita per costruire e un minuto per perdere, proprio quella. La differenza con la grande distribuzione è tutta qui, non abbiamo mai temuto l’arrivo dei supermercati, perché qui gli imprunetini sanno che troveranno prodotti di alta qualità. Ci mettiamo l’impegno e la disponibilità ad accontentare tutte le richieste”. La disponibilità la bottega la dimostra negli orari di apertura: a pranzo fino alle 14 e la sera fino alle 21, la domenica mattina è possibile trovare il pane e la schiacciata appena sfornati. I prodotti, poi, sono quelli di qualità della nostra regione: dalla pasta del pastificio Fabbri di Strada in Chianti fino ai formaggi della val d’Orcia, i salumi della Cinta Senese, ma anche la frutta e la verdura dei contadini delle colline intorno. Accanto, comunque, a prodotti et-

NON A NORMA vecchia fossa biologica

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dispersione nel terreno di acque non depurate

Marinella Piccini nel negozio

nici di vario tipo. E ancora il pane artigianale, il latte, tutto quello che serve per imbandire come si deve una tavola in ogni momento della giornata. La selezione dei prodotti è uno dei punti di forza del negozio ed è importante che abbiano una caratteristica: si possono trovare qui le lavorazioni artigianali secondo le tecniche di una volta che sono sistemati in bella mostra sugli alti scaffali del negozio. Anche il nome “bottega” rimanda a un tempo che fu, un modo per suggerire la presenza di un rapporto fatto anche di consigli, suggerimenti e scelte mirate. Un modo insomma per con-

trapporsi all’anonimato della grande distribuzione. In tarda mattinata nella bottega si avvicendano uno dietro l’altro i clienti. “Mi mette nel panino la porchetta e quel pecorino lì”, dice un ragazzo. “Ottima scelta”, commenta Marinella, che veloce prepara il pranzo di tutti quelli che si affacciano alla soglia. La aiuta in negozio Maddalena, mentre l’altra ragazza che lavora qui è Miriam. Anche il figlio di Marinella, Samuele, è socio del negozio: “Un aiuto valido – dice con orgoglio la madre – dicono che sarebbe un successore perfetto. Ha un modo di fare che ricorda mio padre”.

A NORMA fossa biologica tricamerale

depurazione

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l segreto di una gastronomia di successo è l’attenzione al bancone. “Perché il cliente appena entra è la prima cosa che vede. Deve essere accattivante, ben sistemato. Con prodotti belli da vedere e vari. Si deve cambiare spesso la composizione”, spiega

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economia

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L’INCHIESTA/1. La causa sono spese sanitarie, rate per l’auto e mutui sulla casa

Toscana, duemila euro di debiti a testa Secondo un rapporto di Unioncamere, la nostra regione si aggiudica la maglia nera (insieme a Marche, Emilia Romagna e Veneto) nella classifica nazionale di chi non riesce a “coprire” le proprie uscite Giuditta Boeti

S

pese sanitarie, rateizzazioni per l’acquisto della macchina, viaggi, ma soprattutto mutui per comprare casa, ed ecco che in Toscana, nel 2010, ogni cittadino ha contratto debiti per una media di 2.040 euro a testa. Secondo i dati forniti dal Casper, Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (sigla che riunisce le varie associazioni di consumatori), ogni famiglia si ritrova accollate tutti i mesi delle spese fisse che costringono al ricorso al credito. Non a caso nell’ultimo anno il numero dei prestiti ha segnato un aumento record del 20,8 per cento. In linea con l’allarme lanciato dalla Banca d’Italia, dunque, anche in Toscana è cresciuto l’indebitamento delle famiglie e questo boom è causato da una forte perdita del potere d’acquisto. Secondo un rapporto di Unioncamere, nella classifica nazionale dei “cattivi pagatori” la Toscana indossa la maglia nera insieme al Veneto, alle Marche e all’Emilia Romagna. In queste regioni d’Italia, durante il 2009

si è registrato un incremento sia dei titoli non pagati sia del loro importo. Anche perché essere un pessimo pagatore non è poi così difficile: basta saltare o ritardare il pagamento della rata di un finanziamento (anche di un prestito appartenente al credito al consumo, cioè di quei debiti contratti per l’acquisto di un elettrodomestico o per rateizzare il pagamento di una visita dal dentista ad esempio) a causa di un qualsiasi motivo per essere registrati nelle “liste nere” dei “protestati”. A quel punto ottenere un nuovo finanziamento diventa davvero complicato. Ma in tempi di crisi pure i fiorentini hanno imparato a stringere la cinghia. Sono calati infatti gli

In tempi di crisi anche i fiorentini hanno dovuto “stringere la cinghia”. E sono calati gli acquisti

acquisti ritenuti non indispensabili (come gli articoli di profumeria, i libri, i giornali e la cartoleria) e la fonte primaria di indebitamento rimane ancora il mutuo per la casa. A confermare questa tendenza sono i dati sull’andamento delle vendite al dettaglio: nei primi sei mesi dell’anno la situazione di difficoltà del commercio toscano è stata legata ad una domanda interna che è diventata molto selettiva e cauta. Da un’indagine svolta da Unioncamere Toscana e Regione Toscana emerge che siamo ancora lontani dai livelli economici della situazione “pre-crisi”: segnali un pochino più rassicuranti arrivano da parte delle imprese che gestiscono ipermercati, supermercati e grandi magazzini, mentre per gli esercizi specializzati (sia alimentari che non alimentari) le perdite di fatturato restano ancora pesanti. Le difficoltà maggiori sono ancora relative alle vendite di prodotti per la casa ed elettrodomestici (- 4,3 per cento) e di abbigliamento e accessori (-3,5 per cento).

L’INIZIATIVA Si tratta di un aiuto erogato ai soggetti cosiddetti “non bancabili”, ovvero privi delle garanzie per ottenere finanziamenti

“Microcredito agevolato”, un sostegno per le famiglie in difficoltà

C’

è uno strumento a disposizione delle famiglie toscane in difficoltà a far quadrare i propri conti e si chiama “microcredito agevolato”. Si tratta di un sostegno che la Regione offre soprattutto a famiglie normalmente “non bancabili”, cioè che non sono in grado di offrire tutte le garanzie che occorrono per ottenere un finanziamento, ma che dimostrano di poter assolvere l’impegno di restituzione se aiutate a superare il momento di difficoltà. E allora, in questi casi, è la stessa Regione a fare (gratuitamente) da garante alle banche (fino all’80 per cento dell’intero ammontare) per la concessione di prestiti fino

ad un massimo di 4 mila euro. Il credito potrà essere restituito anche in piccole rate (di 70/80 euro al mese) fino ad un massimo di 5 anni ad un tasso di interesse agevolato (del 4/5 per cento medio annuo). Non sono previste spese di istruttoria o gestione della pratica, ed i fondi sono erogati al massimo entro 40 giorni dall’apertura della pratica. La Regione, per garantire i finanziamenti concessi dalle banche, ha costituito un fondo di garanzia iniziale di 1,2 milioni di euro. Punto chiave del microcredito agevolato è la rete di Centri di Ascolto ai quali le famiglie alle prese con problemi finanziari potranno rivolgersi per

accedere al sistema creato in collaborazione con Anpas, Arci, Caritas, Fondazione toscana per la prevenzione dell’usura onlus e Misericordie. L’iniziativa nasce da una evidente difficoltà economica in cui si trovano numerose famiglie toscane: secondo dati Cispel, infatti, nel 2009 non hanno potuto pagare 40 milioni di euro per consumo di gas, 150 milioni di euro relativi alla produzione di rifiuti ed al consumo di acqua; ed ancora, i pignoramenti immobiliari nel 2009 a Firenze sono cresciuti del 14,7 per cento. E il 32 per cento della popolazione anziana toscana /G.B. vive oggi con meno di 750 euro al mese.

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economia

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L’INCHIESTA/2. Per chi deve riscuotere quanto gli spetta la via legale non è l’unica esistente

Quelli che di mestiere recuperano crediti Un esperto del settore racconta che questo tipo di soluzione “è meno oneroso per rivalersi sui propri debitori, sempre più numerosi a causa della crisi, e conviene ad entrambe le parti” Ilaria Esposito

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azione legale non è l’unica via percorribile per il creditore che vuole ottenere quanto gli spetta. Spesso ricorrere al recupero crediti è un mezzo più semplice per rivalersi sui propri debitori. Anna Tino, della Nivi Credit S.r.l di Firenze, ha spiegato a Il Reporter perché e come questa forma di riscossione convenga a entrambe le parti, creditori e debitori. La via del recupero crediti è “meno traumatica” per il debitore rispetto a quella legale? Il recupero crediti stragiudiziale è mediamente meno oneroso per il debitore, che non è gravato dai costi dell’azione legale (solo per registrare un decreto ingiuntivo servono centinaia di euro). Inoltre, questo sistema è più immediato ed economico anche per il creditore, che paga la società di recupero solo se incassa e - come nel nostro caso - in provvigione rispetto al recuperato, senza costi iniziali. Chiaramente la nostra azienda, come la maggior parte, collabora con studi legali: una volta percorse le strade stragiudiziali ed amichevoli il debitore ci costringe a perseguire le vie legali. Inoltre, col recupero legale si attivano procedure che incidono sulla vita del debitore: il decreto ingiuntivo registrato, il pignoramento, l’istanza di fallimento sono anche consultabili da terzi. Il recupero stragiudiziale presta attenzione alla mediazione fra le parti e a febbraio 2010 tra la nostra asso-

ciazione di categoria Unirec e la Adiconsum è stato costituito Ebitec, ente bilaterale per la tutela dei diritti dei debitori, anche in tema di privacy. Quali sono le situazioni tipiche che si presentano? Una persona (fisica o giuridica) ricorre al capitale di terzi se non può far fronte ai suoi bisogni coi mezzi propri. Un imprevisto determina l’impossibilità di rispettare le scadenze di mutui, credito al consumo, etc. Qui sorgono i problemi, poiché non tutti hanno la percezione vera di quel che costano certi finanziamenti: per rimborsarne uno se ne prende un altro, entrando in un vortice di interessi talora al limite del tasso di usura. Il risultato è facile da immaginare... Il numero di debitori è aumentato negli ultimi anni? Sicuramente, per i tanti posti di lavoro persi con la crisi e perché prima di questa ottenere prestiti e finanziamenti era fin troppo facile. Come prevenire questo fenomeno? “Stringendo” i rubinetti delle finanziarie, cioè effettuando analisi più severe sulla solvibilità dei soggetti che si avvicinano al mondo dei pagamenti rateali, del credito al consumo o dei prestiti in genere. D’altro canto, il vortice degli indebitamenti successivi potrebbe essere arrestato solo dal legislatore, con la previsione di soglie di usura sensibilmente più basse rispetto ai valori attuali.

FOCUS Ad occuparsene è un’associazione ad hoc, la Rmc (Recupero merito creditizio), che aiuta chi resta “intrappolato”

Liberarsi dal marchio di “cattivo pagatore” si può. Eccome volte liberarsi dell’etichetta di “cattivo pagatore” può essere molto difficile. La missione principale dell’Associazione Rmc (Recupero merito creditizio) è proprio quella di aiutare le persone che sono rimaste “intrappolate” nella cosiddetta “centrale rischi”, un elenco di nomi che serve agli istituti finanziari per controllare eventuali posizioni debitorie di chi avanza richiesta di credito. Quando qualcuno chiede un prestito a una banca o a una società finanziaria quest’ultima accede ad una banca dati, dove sono disponibili i nomi di chi ha situazioni di debito insolute. Ma in questi elenchi non si trovano solo i

veri “cattivi pagatori”. Spesso rimangono per lungo tempo anche i nomi di coloro che, dopo un ritardo anche minimo, sono riusciti a pagare interessi e spese per estinguere il debito. Un sollecito di pagamento di una banca può essere sufficiente a far finire chiunque nella cartella rischi, senza che l’interessato se ne renda conto. Finché il suo nome resta in questi elenchi una persona è esclusa dal mondo del credito, dal momento che gli istituti finanziari non prestano denaro ai cattivi pagatori o ai presunti tali. L’Associazione Rmc tenta di far fronte a questo problema, aiutando chi si trova in situazioni simili e conside-

rando caso per caso il da farsi. La sua azione si svolge attraverso percorsi di formazione, informazione e consulenza sul mondo del credito e interventi veri e propri su casi di perdita del merito creditizio o altre questioni legali (anche attraverso convenzioni che l’associazione ha con esperti del settore, avvocati, ecc.). Inoltre, l’associazione sta portando avanti un lavoro di monitoraggio dei casi di inserimento nelle centrali rischi, per capire chi generalmente ha questo tipo di problema e per quali meccanismi burocratici la cancellazione dalle “liste nere del /I.E. credito” avvenga tanto lentamente.

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LA MEDICINA ESTETICA è la Disciplina praticata dal Medico Chirurgo che mira a riportare l’aspetto della persona alla sua miglior forma e bellezza naturale tramite una minima invasività dei trattamenti. NON SI TRATTA DI interventi chirurgici ma di trattamenti Laser. Un raggio di una luce particolare che, a seconda del tipo di Laser, può effettuare, per esempio: epilazione definitiva, eliminazione di macchie da gravidanza e di cicatrici da intervento chirurgico, ringiovanimento cutaneo (inestetismi) o eliminazione di verruche, di fibromi molli e di altre lesioni od imperfezioni cutanee. La prima cosa da fare è una visita per verificare il buono stato generale di salute (o meno) che mira a definire gli inestetismi da trattare per vedere insieme se è il caso di effettuare quei trattamenti che ci attirano da tanto oppure semplicemente per farsi consigliare e migliorarsi, guardarsi più volentieri allo specchio, sentirsi di nuovo di buonumore e bene con se stessi.

Il miglior risultato è quello che appare, ma non si nota troppo. La minima invasività dei trattamenti con i diversi tipi di laser permette in circa una mezz’ora di eliminare il “problema” (inestetismo o lesione cutanea che sia) e normalmente già dopo soli due giorni (ovviamente dipende sempre dal tipo di applicazione) è possibile fare vita sociale senza problemi. A differenza di un qualunque intervento chirurgico come l’eliminazione di un fibroma molle effettuata con bisturi oppure tramite la bruciatura con diatermo, il laser durante l’intervento effettua sia la bruciatura che la disinfezione che la chiusura, o sutura, di quella che potrebbe essere una piccola ferita finale, non lascia poi alcun segno. Nell’eventualità rimanesse anche solo un piccolo segno o cicatrice sempre con il Laser si procede alla sua eliminazione... In seguito parleremo delle diverse Tipologie di trattamenti Laser, della Biostimolazione, dei Filler del Botulino e della Mesoterapia.

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società

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IL PUNTO. In costante aumento il numero dei fiorentini che optano per questa soluzione

Cremazione, scelta sempre più diffusa Nel 2009 si è registrata una crescita delle richieste del 10 per cento, ma questo crea dei problemi, perchè “gli impianti attuali non bastano”, spiega il segretario della Socrem. Che poi svela: “Tra i luoghi più utilizzati per spargere le ceneri spicca Monte Morello” Gianni Carpini

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Firenze le cremazioni sono in costante crescita: nel 2009 sono state 2.500, facendo segnare un +10 per cento rispetto all’anno precedente, e solo nei primi 9 mesi del 2010 si è toccata quota 1.950. Un incremento esponenziale negli ultimi 20 anni, basti pensare che nel 1990 le cremazioni erano appena 284. Nonostante i numeri aumentino, le infrastrutture restano le stesse, provocando ritardi e disagi. “Gli impianti attuali non bastano - spiega Eugenio Nappini, segretario della Socrem di Firenze, la società per la cremazione - spesso ci troviamo in periodi di forte mortalità in cui le salme rimangono in giacenza per 3 o 4 giorni”. A frenare il progetto di nuove strutture c’è soprattutto la mancanza di fondi. “Abbiamo chiesto più volte al Comune di poter fare un terzo forno, che si aggiunga a quelli già esistenti presso il cimitero di Trespiano – prosegue Nappini – ma aspettiamo da anni una risposta concreta”. Vediamo nel dettaglio le regole che disciplinano questa pratica sempre più diffusa anche a Firenze. L’ultima legge nazionale in materia risale al 2001. La cremazione è permessa nel caso in cui il defunto abbia espresso questa volontà, oppure quando la decisione viene presa dal parente più vicino, o ancora se la persona deceduta è stata iscritta a una società per la cremazione. Si tratta di associazioni senza fine di lucro – oltre 40 in Italia, 9 in Toscana distribuite nelle varie province - che seguono tutta la parte burocratica e assistono i parenti. Il procedimento di incinerazione, ovviamente, può essere eseguito solo dopo l’ok del medico legale, che deve escludere l’eventualità di una morte legata a un reato. Dal 2004 anche la Toscana ha una legge regionale che disciplina la dispersione delle ceneri e che dà la possibilità ai cittadini di conservare le urne cinerarie in casa. Chi vuole spargere le ceneri può farlo all’interno delle aree dedicate. A Firenze esistono due luoghi di questo genere: il “Giardino della Rimembranza”, all’interno del cimitero di Trespiano, e quello alla fine del parco delle Cascine, nei pressi del monumento all’Indiano, dove confluiscono Arno e Mugnone. La dispersione è permessa anche all’aperto: nei fiumi (a cento metri dalla riva), in mare (a un miglio dalla costa), in montagna (a oltre 200 metri dai centri abitati) e in aree private (lontano dalle abitazioni e con il consenso del proprietario). “Uno dei luoghi scelti

FOCUS Dalla Fallaci a Le Monnier

Tanti i vip che riposano da noi

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ATTENZIONE!!! Il 15 ottobre scade il termine utile per la presentazione del progetto e della domanda di autorizzazione scarico fuori fognatura così come stabilito dal Comune Di Impruneta CONSULENZE TECNICHE PROGETTAZIONE E RISTRUTTURAZIONE IMMOBILI; AGGIORNAMENTI CATASTALI; DIREZIONE E CONTABILITÀ LAVORI; SICUREZZA CANTIERI; CERTIFICAZIONE ENERGETICA. SOPRALLUOGHI E PREVENTIVI GRATUITI

Dal 2004 la Toscana ha una legge ad hoc

dalla maggior parte dei fiorentini per spargere le ceneri è Monte Morello” spiega Eugenio Nappini. La dispersione, secondo i dati della Socrem, è scelta dal 5 per cento delle persone, il 15 per cento decide invece di custodire l’urna nella propria abitazione, il restante 80 per cento preferisce la tumulazione in uno dei 32 cimiteri fiorentini. Per informazioni sull’argomento è possibile visitare il sito internet www.socremfirenze.it.

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elebre è il caso di Ugo Foscolo, sepolto proprio in quella basilica celebrata nei suoi Sepolcri: Santa Croce. Un vero e proprio pantheon degli artisti, dove sono ospitate le tombe di molti grandi come Michelangelo e Galileo. Ma anche la memoria di numerosi personaggi della storia recente è affidata a Firenze. Le Porte Sante sono il “cimitero vip” per eccellenza. All’ombra di San Miniato al Monte riposano Giovanni Spadolini, Mario Cecchi Gori con la moglie Valeria, lo stilista Enrico Coveri e tanti scrittori: Vasco Pratolini, Carlo Collodi (al secolo Carlo Lorenzini) e il creatore di Gian Burrasca, Luigi Bertelli. Sulle lapidi si leggono altri nomi famosi in città come l’editore Felice Le Monnier, Stanislao Paszkowski, fondatore dell’omonimo caffè, e il marchese Giovanni Meyer, padre dell’ospedalino di Firenze. A 4 chilometri di distanza, nel cimitero evangelico degli Allori al Galluzzo, riposa una grande giornalista, tanto seguita quanto discussa: Oriana Fallaci. Meno conosciuta è invece la tomba di Eugenio Montale, nel cimitero di San Felice a Ema. Accanto a lui la moglie Drusilla. Un altro poeta, Mario Luzi, giace sulle colline di Firenze, nel cimitero di Trespiano. C’è anche una nota curiosa. La città gigliata ospita i resti degli ultimi discendenti di William Shakespeare: Beatrice Shakespeare e Edward Claude Shakespeare Clench, tumulati nel cimitero degli inglesi al Piazzale Donatello. Ci sono poi personalità chiacchierate. Come Claire Clairmont, sepolta nel cimitero Monumentale della Misericordia all’Antella, amante di George Byron, che dal poeta e politico inglese ebbe una figlia. Sempre all’Antella si trova la tomba di Fanny Ronchivecchi Targioni Tozzetti, nobildonna fiorentina. A lei si rivolse l’amore (non corrisposto) di Giacomo Leopardi, che le dedicò il Ciclo di Aspasia.


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attualità

Novembre 2010

L’ALLARME/1. Anche a Firenze sono molti i fatti di cronaca che hanno a che fare con lo stalking

Un nuovo reato, il vizio di perseguitare Un decreto legge dell’anno scorso prevede punizioni severe

Giuditta Boeti

per questo tipo di molestie assillanti, ma intanto cresce il numero delle segnalazioni e delle situazioni con esiti drammatici. A Signa l’ultimo episodio, con due donne accoltellate dal vicino di casa

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x mogli, ex mariti, ex fidanzati. Ma anche uomini e donne comuni, non necessariamente ex. Colleghi d’ufficio, vicini di casa, madri, amanti e mogli. Insomma, gli stalker o molestatori assillanti, quelli che pur di far soffrire l’amore perduto gli rendono la vita un inferno: danneggiando le loro auto, recapitando a casa regali

IL PUNTO La presidente di Artemisia

“Troppe vittime anche in città”

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VEN. CONFRATERNITA DELLA MISERICORDIA DI IMPRUNETA ONLUS - ISCRITTA ALBO REGIONE TOSCANA

FESTA PATRONALE E RINNOVO DEL MAGISTRATO 21/11/2010

IN QUESTI TRE anni la misericordia ha riqualificato la parte storica del cimitero delle Sante Marie, affinché la popolazione dell'Impruneta abbia anche per il futuro la garanzia di una sepoltura dignitosa. POLIAMBULATORIO specialistico della misericordia di Impruneta

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l punto sulla situazione con Nicoletta Livi Bacci, presidente dell’associazione “Artemisia”. Lo stalking è un fenomeno in crescita nel nostro Paese. Qual è la situazione attuale a Firenze? Anche nella nostra città – e in tutta la provincia fiorentina – il fenomeno dello stalking e del femminicidio, in particolare, è molto aumentato. Solo nel 2009, anno in cui è entrato in vigore il decreto legge che punisce come reato lo stalking, sono state circa 750 le donne che si sono rivolte al nostro Centro antiviolenza e, di queste, quasi il 6 per cento ha denunciato casi di molestie assillanti. Potrebbe sembrare un dato relativamente basso, ma purtroppo non lo è, perché quando le donne si rivolgono a noi vivono già una situazione particolarmente pericolosa che mette a repentaglio la loro vita. Qual è il profilo di chi si rivolge all’associazione Artemisia? Si tratta di donne inseguite dall’ex partner, perseguitate con appostamenti e pedinamenti, a volte costrette a lasciare la casa, il lavoro e cambiare città per non essere ammazzate. Nella quasi totalità dei casi, la relazione tra stalker e vittima è di natura sentimentale e la condotta persecutoria del molestatore è fatta di minacce tali da alimentare un crescendo di preoccupazione, tensione e paura. Ricordo il caso di una donna il cui stalker la perseguitava al punto che arrivò a spaccare le vetrine del negozio in cui lei lavorava; la donna fu licenziata e dovette lasciare Firenze perché vivere qui le era diventato impossibile. Qual è il sostegno che date alle donne in difficoltà? Abbiamo a disposizione un centralino telefonico (055/602311) per fornire consulenze e fissare dei colloqui di accoglienza utili ad analizzare insieme la situazione e a stabilire in accordo con le donne un percorso di uscita dalla violenza. Offriamo consulenza psicologica, informazione legale e un orientamento alla ricerca di /G.B. lavoro.

macabri, tappezzando le bacheche di Facebook, o le cabine telefoniche, con messaggi a luci rosse e numero di cellulare dell’ex amata. Sono anche le donne a non rassegnarsi all’idea di essere state “mollate” dopo una breve relazione, e allora iniziano a tampinare i malcapitati con centinaia di telefonate e sms, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Gli stalker, si diceva, quelli che si appostano sotto casa o dietro l’ufficio dove lavora “l’oggetto delle loro attenzioni morbose” e che, giorno dopo giorno, diventano sempre più violenti. Il confine tra molestia e stalking è labile e passa attraverso l’assiduità e la continuità della persecuzione, perché lo stalker con tenacia e perseveranza porta avanti le richieste, in modo ossessivo, fino al punto che, se non si assecondano queste pretese, arriva a rovinare la vita, se non addirittura a toglierla, uccidendo. L’ultimo caso salito alla ribalta della cronaca fiorentina è quello di un pensionato di 75 anni che ha accoltellato in strada le sue vicine di casa, madre e figlia, che lo avevano denunciato (e fatto condannare) per stalking. Il motivo? L’uomo non tollerava il cane delle vicine e questo, nel tempo, avrebbe acceso rancori culminati nelle denunce, fino alla condanna. Ma questo episodio è solo uno dei tanti casi denunciati da quando sono entrate in vigore – il 25 febbraio scorso con un decreto legge – le norme sullo stalking. La legge dovrebbe funzionare da deterrente: la pena oscilla tra 1 e 4 anni di reclusione, e aumenta se il reato è commesso dal coniuge separato o divorziato o da persona con cui la vittima ha avuto una relazione affettiva. Si arriva invece all’ergastolo nel caso di omicidio preceduto da stalking. Non lontano, infatti, è l’arresto di una ragazza fiorentina di 20 anni, che è stata fermata dai carabinieri per lesioni personali aggravate perché, armata di coltello a serramanico con una lama di 9 centimetri, ha accoltellato il fratello dello stalker che l’avrebbe insultata e minacciata in strada per vecchi dissapori. La ragazza aveva già denunciato l’ex fidanzato, di 19 anni, che la perseguitava, facendolo arrestare per stalking. Ma la sua azione non è bastata perché le intimidazioni sono continuate su Facebook e a queste si sarebbero aggiunte quelle dei familiari, tanto che la ragazza – perennemente spaventata – aveva deciso di circolare armata per potersi difendere in caso di necessità. Ma il fenomeno ha davvero dimensioni vastissime, anche nel resto del Paese. I dati dell’Osservatorio nazionale stalking riferiscono che nei primi tre mesi del 2010 le persone denunciate per stalking sono state 1.592, mentre 293 gli arrestati.

Nei primi tre mesi del 2010, in Italia, ci sono state 1.592 denunce


attualità

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L’ALLARME/2. Sono state una sessantina, in un anno, le vicende affrontate dalla Cgil in Toscana

Mobbing sul lavoro, aumentano i casi Ivo Gagliardi

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on bastasse la crisi che, mese dopo mese, sta contribuendo ad infoltire le fila di disoccupati e cassintegrati anche in Toscana, c’è un’altra parola che è ormai entrata preoccupantemente a far parte del “vocabolario” del lavoratore di oggi: mobbing. Spesso usato senza che se ne conosca l’esatto significato, questo termine sta a denotare un fenomeno molto grave: continue vessazioni e violenze psicologiche (e in qualche caso anche fisiche) nei confronti di un lavoratore da parte di un superiore o di un collega, comportamenti che finiscono per ledere la dignità personale e professionale della vittima fino a provocare conseguenze sulla sua salute (e a volte non solo). Spesso con un fine ben preciso: costringere il lavoratore a rassegnare le dimissioni. Una pratica subdola, a volte non troppo facile nemmeno da riconoscere e quindi da denunciare. Ma in Toscana come vanno le cose su questo fronte? Non troppo bene, almeno a giudicare dai dati dell’ufficio vertenze e lavoro della

Cgil. In un anno, da ottobre 2009 all’ottobre scorso, sono stati una sessantina i casi trattati in tutta la regione, tra quelli già in giudizio e quelli ancora da verificare. Ma è un numero, questo, che ne nasconde ben altri, assicurano dalla Cgil. “Per sessanta casi che trattiamo ce ne sono almeno 600 che ci vengono denunciati – spiega Luana Del Bino, responsabile dell’ufficio vertenze della Toscana – che poi non risultano essere mobbing ma altre cose, ma che sono pur sempre disagi sul lavoro. In una scala di colori il mobbing rappresenta il nero, ma dal bianco al nero le sfumature sono molte”. E comunque, aggiungono dalla Cgil, 60 casi in un anno sono un numero a cui mai si era arrivati in passato. “Se avessimo cominciato qualche anno fa il lavoro a tappeto che stiamo facendo ora – prosegue Del Bino – i numeri sarebbero ben altri. Ma ora c’è la crisi”. E cosa c’entra la crisi con il mobbing? “C’entra, perché ora i lavoratori hanno il terrore di perdere il proprio posto – risponde la responsabile dell’ufficio vertenze – e per questo

Con la crisi, però, in molti hanno il terrore di perdere il posto, e così vengono subiti in silenzio anche i comportamenti più gravi. Uomini e donne di 45-50 anni i più a rischio

L’INTERVISTA. Riccardo Del Punta, docente universitario

“Non è facile da riconoscere”

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a quand’è che si può parlare correttamente di mobbing e quando, invece, il disagio di un lavoratore deriva da altre cause? Per cercare di far chiarezza su questo fenomeno Il Reporter ha interpellato Riccardo Del Punta, docente ordinario di diritto del lavoro all’Università di Firenze. Professore, cosa significa esattamente mobbing sul lavoro? Questa parola deriva da un comportamento animale, quando in alcuni branchi un membro viene emarginato dagli altri: da qui la sua trasposizione sul lavoro. In genere si riconoscono due tipi di mobbing: quello verticale o strategico, messo in atto dal datore di lavoro, un atteggiamento persecutorio che in genere, ma non sempre, ha lo scopo di spingere alle dimissioni, e quello orizzontale, che non nasce per iniziativa dell’azienda ma tra colleghi come disfunzione del lavoro. Anche in questo caso, però, è l’azienda a risponderne. Ci sono criteri universali per riconoscerlo? No, non ci sono. In alcuni casi è evidente, in altri i confini sono

sottili. Perché si possa parlare di mobbing ci deve essere una condotta persecutoria e programmata che si protrae nel tempo. A volte il periodo minimo si calcola in 6 mesi, ma non è una regola generale. Quindi non è un fenomeno facile da individuare... No, assolutamente. Si può presentare con un demansionamento, con una sanzione disciplinare, con rimproveri esagerati, ma anche in molti altri modi. Bisogna stare attenti. A che punto siamo, in Italia, nel suo riconoscimento e trattamento? Nel nostro paese il mobbing è stato “scoperto” come fatto giuridico da una decina di anni, la prima sentenza è stata emessa dal tribunale di Torino nel ‘99. I casi accertati sono molti meno di quelli denunciati, perché a volte i lavoratori si ritengono mobbizzati quando non lo sono, altre è difficile valutare. Comunque, dato che fino a dieci anni fa non se ne parlava nemmeno, sono stati fatti grandi progressi. È importante che questo disagio ora sia venuto /I.G. fuori.

subiscono anche i comportamenti più gravi senza dire nulla. Solo gli esasperati denunciano”. Persone che proprio non ce la fanno più, e per cui tutto questo si è trasformato in una “malattia”. “Parlando di un caso già passato in giudicato – racconta Del Bino – per i comportamenti che era costretta a subire a una lavoratrice era venuto

l’esaurimento nervoso, aveva preso 20 chili, piangeva sempre... abbiamo fatto vertenza, e le è stato riconosciuto un risarcimento, oltre a essere stata rimessa in ‘sicurezza’ sul lavoro”. Non ci sono, stando ai dati della Cgil, categorie più a rischio di altre (il fenomeno interessa tanto gli impiegati quanto gli operai), e i “mobbizzati” sono in quasi

egual numero uomini (48%) e donne (52%), mentre i lavoratori più “colpiti” sono quelli tra 45 e 50 anni. Ma cosa deve fare chi si trovi, suo malgrado, ad affrontare una situazione simile? “Rivolgersi immediatamente a un ufficio vertenze – conclude Del Bino – ce ne sono in tutte le province toscane. E sanno bene cosa fare”.


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on the road

Novembre 2010

MOBILITÀ/1. Microcamere sul lunotto delle vetture Ataf per incastrare i furbetti della preferenziale

A bordo degli autobus è salita la “spia” FOCUS

“Attenti a quella busvia”: 370 occhi elettronici

Lotta alla sosta selvaggia

Chi intralcia il traffico paga (caro) i danni

sono pronti a fotografare la targa

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di chi vi transita senza poterlo fare. E in caso di incidente funzionano come scatole nere Francesca Puliti

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furbetti della corsia preferenziale hanno le ore contate. A coglierli in flagrante saranno 370 occhi telematici montati su tutti gli autobus in circolazione. Guai a chi sgarra, le microcamerine posizionate sui lunotti anteriori delle vetture fotograferanno la targa dei trasgressori e la invieranno immediatamente alla centrale operativa. Occhio anche in caso di incidenti, perché il meccanismo funziona come una sorta di piccola scatola nera, in grado di immagazzinare una serie di altre informazioni sulla vettura (come velocità e frenata) in modo tale da smascherare i più scaltri anche in questo caso. Tramontata l’ipotesi di installare telecamere fisse all’ingresso di tutte le preferenziali (attualmente sono una trentina), operazione che avrebbe richiesto un investimento di oltre 2 milioni di euro da parte del Comune, Ataf ha deciso di attrezzarsi da sola. Tagliando di gran lunga sulle spese. “Ogni microcamera costa solo 195 euro – fa sapere il presidente Filippo Bonaccorsi – e ci consente di risparmiare anche sulle polizze assicurative”. Un risparmio stimato circa nel 30% proprio grazie al sistema da “computer di bordo” che memorizza informazioni valide anche in caso di processo. Il meccanismo è già stato messo in pratica con successo in diverse città d’Europa e d’America, dove va sotto il nome di Road Scan, ma anche più vicino a noi: a Prato, a Pisa e a Carrara, solo per fare alcuni esempi. A Firenze l’operazione inchioda-trasgressori è già cominciata, le piccole scatole nere sono già state installa-

te su gran parte dei bus. Non solo, le microcamere hanno gli occhi anche dietro e sono pertanto in grado di osservare anche quel che succede all’interno della vettura. Un elemento di sicurezza in più per autisti e passeggeri. E le telecamere fisse? “Rimane un sistema valido all’interno della Ztl”, rimarca Bonaccorsi. Undici le corsie già videosorvegliate, in tutte le altre basterà che gli autisti schiaccino un bottone non appena vedono un’auto davanti a loro e scatterà la multa. Il verbale da 80 euro sarà recapitato direttamente a casa per posta. E ci sarà poco da reclamare. “Saremo al sicuro da eventuali ricorsi – annuncia il presidente Ataf - abbiamo già ricevuto conferma dal mi-

nistero dei trasporti”. Altre novità dovrebbero arrivare a breve e riguardano l’allargamento della rete delle busvie. Il piano di partenza è sempre quello presentato dall’azienda di trasporto pubblico a inizio anno, che prevedeva l’entrata in scena di altre 14 preferenziali. La mappa è ancora in mano ai tecnici di Palazzo Vecchio ed è difficile fare pronostici su tempi e chilometri, ma pare ormai chiara l’intenzione di riservare ai mezzi pubblici alcuni tratti strategici, soprattutto in ingresso/uscita dalla città, come via Forlanini, via Reginaldo Giuliani, viale Morgagni e viale Europa. Allo studio anche una soluzione anti-traffico per via Lorenzo il Magnifico e via Toselli.

cchio a parcheggiare in doppia fila o in prossimità degli incroci stradali. Da qualche settimana a questa parte chi intralcia il percorso degli autobus rischia di beccarsi una denuncia per interruzione di servizio pubblico e blocco stradale. E una conseguente richiesta di danni da parte dell’Ataf. Il presidente Filippo Bonaccorsi ha deciso di dichiarare guerra agli autisti indisciplinati, colpevoli di rallentamenti o addirittura di deviazioni. E i verbali fioccano: nelle prime tre settimane erano già a quota 40. Fino a 200 euro il risarcimento imposto ai “parcheggiatori selvaggi”. Se i presidi nelle zone calde, da parte dello stesso personale Ataf ma anche dei vigili, prosegue, alla linea dura delle sanzioni Bonaccorsi ha deciso di affiancare in seguito anche un metodo più soft. Non sanzioni ma opere di sensibilizzazione. Nei casi meno eclatanti si è optato infatti per un semplice volantino di avvertimento, della serie “per questa volta passi, ma la prossima paghi”. Ma di episodi clamorosi ne sono stati registrati, da quando è cominciata la battaglia (circa a metà settembre) ad oggi. Come quello di un ragazzo che, di fronte alla richiesta di danni, si è giustificato dicendo “ieri sera avevo bevuto troppo e non ricordo dove ho parcheggiato la macchina”. L’auto l’aveva abbandonata in piazza Strozzi, sbarrando il passaggio ai bus. A inizio settembre un’altra macchina lasciata sull’angolo tra viale Redi e via Toselli aveva costretto tutti gli autobus in transito a deviare il percorso per un’ora e mezzo, dopo che uno di loro si era incastrato nel disperato tentativo di passare. Non va meglio a chi parcheggia nello spazio delle fermate, abitudine tutt’altro che poco comune in città. Ma forse, almeno la prima volta, si metterà in tasca solo un volantino, anziché un salato bol/F.P. lettino da pagare.

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on the road

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MOBILITÀ/2. A Firenze il popolo degli scooteristi ha tantissimi adepti: il 18 per cento dei residenti

I motorini? Hanno pure un sindacato A fondarlo è stato l’ex consigliere comunale Iacopo Bianchi. Oggi i problemi di chi guida un ciclomotore sono tanti, a partire dalla carenza di parcheggi nell’area del centro storico Annalisa Cecionesi

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elle fredde giornate invernali raccolgono gli sguardi impietositi degli automobilisti, che in coda si trasformano in occhiate invidiose. E’ il popolo degli scooteristi, da queste parti piuttosto folto. Firenze è infatti una delle città italiane con la più alta concentrazione di motocicli. Secondo i dati diffusi dal Comune, relativi alle iscrizioni al Pra+ del 2008, il 18 per cento dei residenti a Firenze possiede un motociclo, uno ogni 5 abitanti. Ma com’è la vita dello scooterista fiorentino? La nota dolente, a sentire i centauri, sono i parcheggi. A pagamento, proprio non se ne parla. L’unico esistente, al momento, è quello di piazza San Firenze, istituito qualche anno fa per regolare il forte afflusso in prossimità del tribunale. Ma nella delibera che rivoluziona la sosta approvata recentemente dalla giunta comunale si parla anche di 0,50 centesimi l’ora per la sosta di motocicli e ciclomotori. Sebbene quella di istituire nuovi parcheggi a pagamento per le due ruote sia solo una proposta da valutare, è bastata a far scattare un’iniziativa di protesta tra gli scooteristi. “La raccolta delle firme - dichiara l’ex consigliere comunale Jacopo Bianchi, fondatore, nel 1997, del Simis (Sindacato Italiano per il Motociclo e contro le Ingiustizie Stradali), meglio conosciuto come Partito dei Motorini – ha l’intento di contrastare una scelta ingiusta e sbagliata della giunta Renzi che penalizzerà gli studenti e i lavoratori di tutte le classi sociali che, in molti, hanno scelto intelligentemente questo mezzo per inquinare meno e spostarsi senza i tempi dei mezzi pubblici”. Ma anche se accantoniamo lo spettro dei posteggi a pagamento, il

problema della sosta rimane. Su Facebook un gruppo invoca “più parcheggi per i motorini in centro a Firenze”. E’ proprio l’area centrale il problema maggiore. Piazza della Repubblica, San Marco, la zona universitaria. Stazione compresa, dopo la demolizione della pensilina e la scomparsa della fila di posteggi per le due ruote. I parcheggi torneranno, ma non nel solito posto: 36 in via Alamanni e 62 in piazzale Montelungo. “Trovare un posto in centro è un’odissea – racconta Catia - e quando succede ritrovo il motorino assediato, tanto da non poter uscire”. Nel mirino è la sosta selvaggia. “In pieno centro – continua Eleonora - trovare posteggi per il motorino non è semplicissimo, altrove va meglio. Basterebbe che facessero le multe alle macchine che li invadono”. Al-

Chi si sposta sulle due ruote chiede anche nuovo asfalto e una segnaletica più sicura tre richieste da parte degli scooteristi? Asfalti nuovi di zecca. Qualche strada è stata messa a nuovo, ma in altre siamo in alto mare. E segnaletiche più sicure, a cominciare dai pericolosi guard-rail. E ancora, il via libera ai motorini sulle corsie preferenziali. Anche qualche deposito per caschi non guasterebbe. Ma gli scooteristi si accontentano di un po’ di sicurezza in più. Scarrozzarsi il casco, poco male.


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ieri e oggi

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CURIOSITÀ. Girando per la città con il naso all’insù se ne scoprono di antiche e bizzarre

Strada che vai, insegna che trovi Lorenzo Salusest

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nsegne in marmo o in pietra serena, dipinte a pennello sul legno o a mosaico su vetrate, simboli dell’anima di una città, pezzi di storia. Insegne che parlano di una Firenze che non c’è più, se non nel ricordo dei più anziani. Soppiantate dal freddo del neon, cancellate dall’incuria e dal tempo, sfrattate dalle inflessibili leggi del mercato che

ZOOM Ogni zona ha la sua tariffa

Ma mantenerle ha il suo costo

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n’insegna? Un fiorino. O qualche quattrino. Chissà se anche nei secoli scorsi i commercianti e gli artigiani fiorentini avranno avuto a che fare con la gabella sulle insegne delle loro botteghe. Perché forse non tutti sanno che per chi oggi ha un esercizio commerciale, tra le molte imposte cui deve far fronte, c’è anche quella su quel rettangolo apposto sulla porta del negozio con su scritto quasi sempre semplicemente il genere dell’attività commerciale e il nome. Tutte le forme pubblicitarie sono infatti assoggettate a imposte, e non sfuggono neanche le insegne sulle vetrine, nonostante esse svolgano spesso anche una funzione di abbellimento, o quanto meno di illuminazione – e quindi di maggiore percezione della sicurezza – della città. Per calcolare l’ammontare della gabella è necessario l’aiuto nell’ordine: di un commercialista che traduca in italiano comprensibile la norma e presenti la domanda senza errori formali, di un geometra che misuri le dimensioni dell’insegna, di un ragioniere che esegua i non immediati calcoli. E talvolta di un avvocato che difenda il commerciante se questi dà in escandescenze al termine di tutti i passaggi e il pagamento finale. Cifra non irrisoria, a dire il vero: perché se sino a 5 metri quadrati si è esentati dal pagamento, oltre la tariffa schizza immediatamente verso l’alto: dagli 84 ai 252 euro a metro quadro all’anno, a seconda della via (la città è divisa in 3 zone) e della superficie totale dell’insegna (fino a 2 mq, da 2 a 5, oltre i 15). Tradotto, significa che un bar con tre sporti e tre insegne standard da 2 mq l’una, e quindi 6 mq totali, andrà a pagare come minimo 504 euro all’anno. E non ci sono sacchetti neri o tabelloni luminosi montati al contrario (fenomeni sempre più diffusi e legati alla fase precedente all’autorizzazione) che tengano: l’imposta è come il Natale. Quando arriva, arriva.

rendono ogni città del mondo sempre più simile alle altre, talvolta resistono alle minacce assieme ai negozi che ‘presentano’, spesso invece sopravvivono a futura memoria, mentre nei fondi sottostanti si vendono prodotti e merci che niente hanno a che fare con quanto scritto sopra la porta. Altre volte addirittura una saracinesca abbassata è il segno evidente che la storia ha fatto il suo corso. E dire che sin dal 1800 le insegne rappresentano, oltre che una forma di comunicazione commerciale, un’espressione artistica: una sorta di carta d’identità con un ritratto dipinto al posto della foto. Tanto significative da ispirare (era il 1909) al poeta fiorentino Aldo Palazzeschi una “passeggiata” per le vie di una città non descrivendone le bellezze, ma semplicemente leggendo le scritte sopra i negozi. E se provassimo a farla oggi, una passeggiata simile, cosa vedremmo e leggeremmo? Una sequela di neon e grandi firme, di catene di franchising, di prodotti di basso consumo, che niente hanno a che vedere con la tradizione fiorentina. Ma se, camminando nelle vie del

Molte (purtroppo) sono state soppiantate da neon e grandi firme. Resistono tenacemente ai tempi moderni alcuni “classici” come quelli in via Ghibellina, largo Bargellini, via dei Neri, via San Gallo, via del Ghirlandaio, via Pandolfini, via de’ Bardi... centro – in specie nella zona di Santa Croce – alziamo gli occhi e aguzziamo la vista, abbiamo ancora la possibilità di fare un tuffo nel passato e imbatterci, ad esempio – siamo in largo Bargellini – in una lapide con su incisa: “Pizzicheria e canova di vini” (e alzi la mano il fiorentino che conosce il significato della parola “cànova”); o ancora, l’arco in pietra riportante la scritta, ormai quasi illeggibile “Macelleria di Alfredo Nencioni” (via Ghibellina). Rimanendo all’antica arte dei Beccai, l’insegna di via de’ Neri (con tanto di numero di licenza) e quel capolavoro kitsch che è l’insegna di via San Gallo, ricca di fregi e abbellita con una testa di mucca scolpita; o ancora, uscendo dal centro e spostandoci in via del Ghirlandaio, la scritta “Macelleria” in carattere gotico, suggestiva e a dire il vero un po’ inquietante. E ancora, resistono sulle entrate di alcuni fondi commerciali le lapidi delle vecchie “friggitorie” (ad esempio in San Lorenzo, anch’essa con numero di licenza). Cambiando genere troneggia ancora in via Pandolfini l’ovale in pietra con la scritta “Antica cascina, mescita di caffé e latte”, o l’insegna di una vecchia cantina in via de’ Bardi, con tanto di orario di apertura. In gran parte dei casi dei vecchi esercizi rimane solo l’insegna sbiadita, molto spesso nemmeno più quella. E’ il tramonto della Firenze bottegaia, l’anima antica della città soppiantata dalle nuove regole del mercato. Un tramonto interminabile. E’ la globalizzazione, bellezza.


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politica

Novembre 2010

PALAZZO VECCHIO/1. Sfratti raddoppiati in un anno: ecco la ricetta dell’assessore Claudio Fantoni

Centinaia di case popolari. In caserma La nuova frontiera dell’edilizia residenziale

quantomeno la cessione di alcuni beni strategici. Per esempio? La caserma Lupi di Toscana: solo lì potremmo realizzare centinaia di alloggi popolari, oltre a servizi per i cittadini. Un vero e proprio spicchio di città. Al di là di questo progetto, quali sono gli interventi pianificati? Per dare una risposta immediata alla richiesta, siamo intervenuti con la manutenzione per gli appartamenti di cui eravamo già in possesso, come avrebbe fatto ogni buon padre di famiglia. Oltre ai 388 alloggi che abbiamo già assegnato (quasi un record rispetto alle amministrazioni precedenti), ne abbiamo già recuperati altri 245, che sommati a quelli dove sono ancora in corso i lavori fanno 362 residenze da consegnare a breve termine. E per quanto riguarda le nuove realizzazioni? Ce ne saranno? A fronte di un piano strutturale a volumi zero, abbiamo comunque già progettato e finanziato la costruzione di 500 appartamenti. Non solo, a medio-lungo termine proprio il piano strutturale appena adottato dalla giunta dovrebbe dar vita ad altre 2-3mila unità Erp. Ma nelle assegnazioni saremo più severi: chi rifiuta senza motivo ciò che gli viene offerto finisce fuori dalla graduatoria. E i controlli si faranno più accurati, come già stiamo facendo.

pubblica passa attraverso i siti militari dismessi. Ma attenzione, perché chi rifiuta l’alloggio assegnato senza giusta causa va fuori dalla graduatoria Francesca Puliti

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e c’è una parola abusata dai media è il termine “emergenza”, ma di fronte a un numero di sfratti raddoppiato nel giro di un anno, nell’80% dei casi per morosità, è difficile trovare un vocabolo più adeguato. Di emergenza abitativa parla anche l’assessore alla casa Claudio Fantoni, che non a caso ha riaperto il bando per l’assegnazione degli alloggi popolari con due anni di anticipo rispetto alla data fissata (che sarebbe stata il 2012). E in graduatoria ha riservato un punteggio a chi è stato sfrattato per “morosità incolpevole”, perché “seppur ci sono dei ‘professionisti dello sfratto’, sono tanti quelli che non riescono realmente a pagare l’affitto”. Punteggio in più anche per anziani e giovani coppie. Ma non si tratta dell’unica novità, perché il prossimo campo di battaglia dell’edilizia residenziale pubblica è già stato individuato e va sotto il nome di “federalismo demaniale”. Case popolari nei siti militari dismessi. Assessore, è una prospettiva concreta? Faremo tutto il possibile affinché lo diventi, perché si passi da questo federalismo bugiardo ai fatti. Sarebbe una piccola risposta al bisogno abitativo, di fronte alla totale assenza di risorse che questo Governo ha messo a disposizione per l’edilizia residenziale pubblica. Non mi interessano le polemiche politiche, mi riferisco solo alla realtà dei fatti. E la realtà è che il Piano casa, rivelatosi peraltro fallimentare, serve solo a chi un tetto sulla testa ce l’ha già, mentre i fondi per il social housing daranno risposte solo a chi può pagare un affitto, seppur calmierato. Chiediamo

L’assessore alla casa Claudio Fantoni

LA NOVITÀ Locazioni, il Comune inventa un nuovo strumento per riportare la pace tra proprietari e inquilini

O pagati o rimborsati. E chi abbassa l’affitto si libera dall’Ici

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i vuole un nuovo patto sociale tra proprietari e inquilini”. Se inserirsi nel mercato degli affitti non è facile, l’assessore comunale alla casa Claudio Fantoni sceglie la linea del senso civico per mettere un freno agli sfratti per morosità. O più semplicemente del buon senso: canone più basso uguale più probabilità che venga pagato. E per rendere il tutto più allettante lancia uno strumento nuovo, l’Agenzia per la casa. Fisi-

camente si tratta di uno sportello (in via Pietrapiana 53) presso il quale locatari e locatori possono recarsi per chiedere informazioni e moduli, più in generale rappresenta il tentativo di far incontrare domanda (a caccia di costi più abbordabili) e offerta (alla disperata ricerca di garanzie). In pratica gli affittuari che siano disponibili a ribassare il canone del 15% sugli accordi territoriali, avranno il totale rimborso dell’Ici e il rimborso fino a 12

mesi in caso di morosità. A garanzia di ciò il Comune mette un fondo da 500mila euro “già tutti inseriti nel bilancio”, assicura Fantoni. Inaugurata il 19 ottobre scorso, l’Agenzia per la casa è un esperimento unico nel suo genere, ma ha trovato l’approvazione di tutte le categorie interessate. “Non abbiamo la presunzione di pensare che sia la soluzione a tutti i problemi – spiega l’assessore – ma vale la pena tentare, per cercare di arginare

una piaga sociale”. Altra questione quella degli affitti in nero, su cui l’Agenzia non ha nessun potere d’azione. Ma le verifiche proseguono. “Teniamo d’occhio decine e decine di situazioni ed entro fine anno vedremo i risultati di questa operazione”. Insomma, chi è fuori dalle regole, ci tiene a sottolineare l’assessore, “non può dormire sonni tranquilli”. E se viene scoperto, dovrà pagare le tasse /F.P. evase fino a quattro anni prima.

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politica

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PALAZZO VECCHIO/2. Il piano strutturale sbarca in consiglio comunale

PROSSIMA FERMATA ITALIA. Tutto pronto per il 5, 6 e 7

Stop al cemento, sì ai recuperi I rottamatori di Renzi Sarà una città a “volumi zero” si ritrovano alla Leopolda A

Paola Ferri

mbiente e impresa, lavoro e stili di vita, cultura e infrastrutture, giustizia e politica, accesso al credito e alla casa. Anche Renzi ha i suoi cinque punti, solo che non deve farli approvare a nessuna maggioranza risicata né mettersi a lavorare di diplomazia per trovare consensi. Stiamo parlando dei temi che saranno al centro del dibattito in programma il 5, 6 e 7 novembre alla stazione Leopolda, meglio noto come “convention dei rottamatori”. Il titolo della tre giorni in realtà è “Prossima fermata Italia” e, a giudicare dalle adesioni registrate dal sito internet (www. prossimaitalia.it) e dalla pagina Facebook creata ad hoc, saranno in molti a fermarsi in stazione. Di inviti ufficiali a personaggi politici non ne sono stati fatti, non sarebbe stato nello stile con cui è nata la convention. Tutto è cominciato con le picconate settembrine del primo cittadino di Firenze in direzione

C

ostruire sì, a patto che parallelamente si butti giù qualcos’altro, equivalente come metri cubi. Alla fine il piano strutturale di Firenze è arrivato e ha mantenuto le promesse lanciate dal sindaco già in campagna elettorale. Stop al consumo di suolo, quello appena adottato dalla giunta è un piano a volumi zero. “Non vengono toccati i diritti acquisiti - spiega Renzi - per esempio un permesso a costruire già concesso, ma solo la potenzialità costruttiva che non si è concretizzata, ovvero gli atti per far avviare le procedure di costruzione che non si sono mai perfezionati o non sono stati fatti neppure partire”. E con questa operazione il sindaco spazza via i residui del vecchio piano regolatore, equivalenti a 260mila metri quadrati su cui il cemento avrebbe potuto allargarsi ancora. Altra novità riguarda gli edifici in classe 6, ovvero i capannoni in mezzo alle case (ex aree industriali o anche ex cinema), che un tempo potevano essere facilmente demoliti e ricostruiti senza passare dall’autorizzazione del consiglio comunale. La procedura era già stata bloccata in nome delle norme anti-Quadra. Adesso Palazzo Vecchio propone uno “scambio”: in pratica, i volumi potranno essere spostati altrove, con l’aggiunta di un bonus del 10%, mentre al posto dei vecchi capannoni Renzi immagina giardini, piazze o comunque luoghi di socialità, nella direzione dei famosi spazi verdi a 10 minuti a piedi da ogni cittadino. Stop anche ai cosiddetti “bassi napoletani”, abitazioni ricavate da fondi commerciali al piano terra degli edifici, usanza che fino a poco tempo

La Cittadella viola potrebbe essere l’unica deroga al freno delle nuove costruzioni fa andava molto di moda nel centro storico. E a proposito di centro, divieto assoluto di trasformare le case in alberghi, a meno che non si tratti di residenze storiche. Se è vero che non si consumerà più suolo, è vero anche che il piano prevede la realizzazione di oltre 9mila alloggi popolari. Dove? “Negli edifici dismessi – chiarisce il sindaco - vogliamo chiedere con forza al Governo di fare tutti i passaggi per dare a noi le caserme di cui non ha più bisogno, come quella dei Lupi di Toscana”. Insomma, si recuperano i contenitori vuoti

e si fa spazio al verde in città. Sul dove andranno a finire i volumi dei fabbricati in classe 6 il gruppo Pdl avanza già dei dubbi (“Renzi ha intenzione di mandare tutto a Castello?”), ma su questo e altri punti ci sarà tempo per discutere. Adottato dalla giunta dopo tanta attesa (sul piano strutturale aveva cominciato a lavorarci la prima giunta Domenici), in versione molto rivista e molto corretta, adesso il documento approda nelle commissioni comunali, che lo spulceranno fino a metà novembre. Tra le questioni rimaste in sospeso quella della Cittadella, unica deroga al diktat dei volumi zero: nella prima stesura del nuovo piano lo stadio non c’era, adesso si dice chiaramente che Firenze lo vuole e che il luogo ideale, secondo Palazzo Vecchio, sarebbe Castello. Dovrà vedersela anche con il governatore Enrico Rossi, adesso, oltre che con gli agguerriti sindaci della piana. Non c’è, almeno per il momento, nessuno spazio dedicato alla moschea, di cui si continua a discutere in città. Se Legambiente approva a pieni voti l’idea di mettere un freno alla cementificazione, un’altra lega, quella delle cooperative, non è così d’accordo. “Aspettiamo di vedere quanti, tra gli obiettivi enunciati, si trasformeranno in politiche reali”, commenta Stefano Bassi, presidente Legacoop Toscana. L’approvazione definitiva in consiglio è prevista per febbraio.

Più di mille iscritti in poche settimane su www.prossimaitalia.it

del suo stesso partito, o meglio, dei soliti noti del Pd, quelli che hanno fatto della politica un mestiere e hanno passato gran parte della vita ben accomodati su una qualche poltrona. “Pensano di offenderci chiamandoci ‘giovanotti’ – scrive Renzi su Facebook - ci accusano di essere sfasciacarrozze, ci fanno la caricatura rappresentandoci come pierini dispettosi perché abbiamo avuto il coraggio di dire che ‘loro’ hanno già dato tutto quello che potevano dare. Hanno già avuto la loro occasione, l’hanno sfruttata come abbiamo visto, adesso tocca ad altri”. Da Veltroni a D’Alema, passando per i parlamentari seriali che collezionano mandati su mandati, non si è salvato nessuno. “Bisogna rottamare senza incentivi”, dichiarò all’epoca

Pippo Civati e Matteo Renzi

Renzi. E fissò la data per ritrovarsi con quelli che all’interno del Pd la pensavano come lui, per mettere in moto “non una corrente, né uno spiffero”, ma un moto di rivoluzione a partire dalle basi del partito stesso. In nome del taglio del numero dei parlamentari, della riforma fiscale e di una giustizia che funzioni, tanto per cominciare. Il primo a rispondere all’appello è stato il vecchio amico (si fa per dire, visto che è della generazione Renzi) Pippo Civati. In seguito è arrivata anche l’adesione di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, un altro vecchio amico con cui in passato lo stesso sindaco di Firenze aveva avuto un piccolo screzio risoltosi in uno scambio di battute e nella profferta di una bistecca alla fiorentina. I cittadini, quelli sì, hanno risposto in massa. Un migliaio le iscrizioni effettuate via internet in poche settimane, altrettante (se non di più) le persone attese alla Leopolda, per mettere in comune idee e proposte “per scrivere insieme un progetto per il nostro Paese”, per dirla con le parole dei promotori dell’evento. Poco importa se nel mentre il Pd, proprio lui, ha fissato in concomitanza un altro appuntamento (il congresso dei segretari): il popolo dei rottamatori ci sarà, piccone in una mano e pennarello nell’altra, per cominciare a scrivere una /P.F. storia mai letta prima.

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tempo libero

Novembre 2010

HOBBY&DINTORNI. A Firenze ci sono molti maneggi che offrono i corsi più disparati

Andare al galoppo in città? Si può fare I bambini, certo, ma anche gli adulti che vogliono togliersi lo sfizio di cominciare ad andare a cavallo hanno solo l’imbarazzo della scelta, perché i centri ippici sono tanti e con proposte diverse. Si va dalle lezioni di equitazione (per principianti ed esperti) a quelle per imparare a guidare le carrozze, fino ai corsi per capire come prendersi cura degli equini. Passando per le passeggiate nel verde e nella natura Benedetta Strappi

C’

è il calcetto, c’è la piscina, c’è danza, c’è tennis. E poi c’è l’equitazione, la gioia di salire su un cavallo e quella di aver voglia di non scenderne più. E tutto questo non è una cosa per pochi, anzi. Anche a Firenze - la stessa Firenze in cui ogni giorno si tossisce di smog e si inveisce contro il traffico - non mancano i maneggi. Fazzoletti di verde popolati da cavalli bellissimi a pochi minuti persino dal centro. Per esempio. Nel parco delle Cascine e dei Renai c’è il centro ippico “La Baita” (www.clubippicolabaita.it) che organizza corsi base di equitazione, passeggiate a cavallo, escursioni di diverso livello e corsi agonistici. Il costo? Un pacchetto di dieci lezioni costa 160 euro, ai quali si sommano 100 euro di iscrizione all’associazione e 40 di tesseramento Fise (Federazione italiana sport equestri). In via de’ Vespucci, invece, ha la sua casa il Centro ippico toscano (www.centroippicotoscano.it).

Anche qui l’offerta è varia, e oltre alla scuola di equitazione ci sono corsi teorici dedicati alle tecniche equestri, corsi di inglese applicati all’equitazione (!) e corsi di “grooming” (ovvero dedicati alla cura dell’igiene degli equini). Oltre a questo, il centro dedica corsi ad hoc all’arte “delle redini lunghe” (tecnicamente “scuola di attacchi”) e qui i maggiorenni possono imparare a guidare una carrozza. Non è da meno il centro ippico “Le due case” (www.centroippicoduecase.it), situato nell’omonima strada (una traversa di viale XI agosto) che organizza corsi di diversi livelli e presta particolare attenzione alle attività dedicate ai bambini e ai disabili. Anche qui si possono frequentare corsi di equitazione di diverso livello, prendere parte a escursioni di varia durata (giornate o interi fine settimana) e seguire lezioni specifiche di equitazione di campagna, di attacchi, di mascalcia (l’arte della ferratura) e persino avvicinarsi all’antica disciplina della falconeria. I

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prezzi variano: il costo per un’ora di lezione è di 20 euro (15 con sconto Cral), quello per una passeggiata con l’accompagnatore (sempre un’ora) è di 25 euro (23 con sconto Cral). L’abbonamento per dodici lezioni in maneggio costa invece 210 euro, mentre l’iscrizione 80 (comprende anche un’assicurazione). Ma l’offerta è molto vasta, e spostandosi appena dalla città si incontrano tante realtà: una è ad esempio quella di Vingone (Scandicci), in via di Mosciano, al centro ippico Scandicci (www.centroippicoscandicci.it). Anche qui ci sono corsi di equitazione di diverso livello, per adulti e ragazzi, e per i più piccoli la possibilità di cavalcare i pony. Qui, come nella maggior parte degli altri maneggi, c’è la possibilità di prendere parte ad una lezione di prova gratuita. Sul sito www.fiseprovincia.it si può comunque trovare l’elenco completo dei centri ippici di Firenze e provincia affiliati alla Federazione italiana sport equestri.

INTERVISTA AD ANDREA LOMBARDINI autofficina

Mi racconti la sua storia... La storia di questa autofficina ha radici profonde. Nasce, tra diversi sforzi, nel 1948, un periodo non facile con molte ripercussioni storicosociali, ma la passione di mio nonno era più forte di tutto. La sua autofficina aveva un qualcosa in più, aveva l'anima, un'anima tracciata da quell'insegnamento del lavoro artigianale, minuzioso, preciso, rispettoso. E così siamo andati avanti fondendo insieme tradizione ed evoluzione. Rispetto a quella storia quali cambiamenti ci sono stati? Dai più semplici, come il luogo, a quelli più complessi, sviluppati sulla base di una fiducia e sicurezza nei nostri confronti, come il collegamento con il Ministero dei Trasporti per le revisioni, le Certificazioni ISO per la qualità dei nostri processi lavorativi e la garanzia del lavoro eseguito, acquisizione di marche in esclusiva come FIAT e Lancia o di pneumatici di affidabilità e varie convenzioni. Rapporti mantenuti insieme dallo stesso filo, quello fatto di competenza, professionalità, cortesia e, perché no, velocità! Ma qual è la vera anima dell'autofficina Lombardini? Il nostro entusiasmo per l'evoluzione, per il mondo delle macchine e delle sue nuove tecnologie, questo, però, non ha mai sottratto l'attenzione per un mondo più importate, quello della solidarietà. Per la Misericordia di San Casciano abbiamo contribuito all’ acquisto di una macchina per la guardia medica e un furgone per persone con mobilità ridotta all'Auser. È solo un piccolo primo passo in un percorso molto importante in cui il no profit dovrà assumere un ruolo sempre più importante per aziende private come la nostra. La componente determinante per continuare in futuro il vostro successo... Migliorare sempre di più la qualità del servizio. Il mercato fa passi avanti facendosi strada con sempre nuove idee e noi non possiamo non essere all'altezza! La nostra autofficina vuole essere, ancora una volta, un qualcosa in più, un centro multiservizi con personale molto qualificato. È forse la sinergia che si è creata nel team il segreto del nostro successo, che va oltre la preparazione dei corsi di aggiornamento (fatti quasi mensilmente). Ma è la passione autentica che li rende ognuno specializzato in qualcosa. E il cliente... Il cliente è il centro di tutto. I nostri questionari e le domande che rivolgiamo col nostro call center, servono per verificare se il cliente è soddisfatto, se abbiamo risolto il suo problema e se è stato eseguito con cortesia, professionalità e velocità. Perché serve essere rapidi per soddisfare la maggior parte di loro. Cos'è rimasto di quell'autofficina del 1948? L'attenzione a un lavoro artigianale, anche se ormai non è più così artigianale, ma soprattutto l'insegnamento di mio nonno che mi ripeteva sempre: "ruba con gli occhi. Apprendi da tutti e fai sempre del tuo meglio". 1144383


NOVEmBRE 2010

LA VOCE DEGLI ENTI LOCALI

In settembre l’Amministrazione Comunale ha organizzato una iniziativa contro la manovra del Governo per sottolineare l’estrema gravità della situazione. All’iniziativa hanno partecipato di persona i Sindaci dell’area fiorentina e molti hanno fatto pervenire la loro adesione. Anche il Presidente della Provincia ha portato il suo sostegno. Ci lasciammo con l’impegno di continuare l’attività per far comprendere ai cittadini gli effetti di questa manovra. Oggi tutti i Sindaci della Provincia di Firenze hanno concordato sul testo di una mozione da far approvare entro ottobre nei rispettivi Consigli Comunali e inviare al Governo. La mozione non chiede l’annullamento della manovra, perché tutti comprendiamo la gravità dei conti pubblici e la necessità di fare sacrifici. Si chiede però la restituzione delle somme relative all’ICI e all’IRPEF che il Governo deve ai Comuni dal 2008, l’allentamento del Patto di Stabilità almeno per la realizzazione di opere relative alla sicurezza sismica delle scuole. Si chiede inoltre che i sacrifici da fare siano decisi dagli Enti Locali, con la propria autonomia: infatti mentre si parla di federalismo il Governo decide al posto dei Consigli Comunali le percentuali di riduzione del personale, delle attività culturali, dell’informazione, ecc…, senza però considerare i bilanci e le scelte e le necessità dei singoli Comuni. Avere infatti un asilo nido con personale comunale porta automaticamente ad una diversa necessità di personale rispetto a chi lo gestisce

esternamente. I Sindaci poi si muoveranno per far conoscere all’opinione pubblica le loro richieste: incontreranno i parlamentari toscani, le categorie economiche e i sindacati, i cittadini ai quali chiederanno sostegno e appoggio per chiedere al Governo risposte positive. Infatti i Sindaci si battono non per se stessi ma per garantire ai loro cittadini almeno i servizi essenziali come il trasporto pubblico, l’assistenza sociale ad anziani, minori disabili, la refezione scolastica, la casa ecc… Oggi i tagli del Governo a Regioni, Province e Comuni mettono i Sindaci in prima linea, nelle condizioni di essere loro a negare servizi e risposte ai cittadini che a loro si rivolgono per chiedere aiuto e sostegno. Le prime analisi dei bilanci 2011 presentano un quadro preoccupante, dove ai minori trasferimenti ai Comuni (per il nostro – 350.000€) si aggiungono i tagli del Governo, e quelli alle Regioni (- 325.000.000€ circa) che si tradurranno in mancate risorse per il trasporto pubblico locale (-40%), per il fondo sociale e della non autosufficienza, per la promozione e lo sviluppo ecc... I Comuni, le Giunte, i Sindaci vogliono essere in prima linea nel difendere i cittadini e il loro diritto ad una autonomia decisionale. Il sindaco Ida Beneforti Gigli

MOZIONE

I COMUNI E LE COMUNITA’ LOCALI CHIEDONO AUTONOMIA E RESPONSABILITÀ Vista la manovra finanziaria varata dal Governo con il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito in legge 30 luglio 2010, n. 122 «Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica»; Considerato che alla luce dei tagli subiti negli anni precedenti, di quelli imposti dalla citata legge 122/2010, di quelli imposti alla Regione e di quelli che, di conseguenza, subiranno Provincia ed Enti locali per mancati finanziamenti, è a forte rischio il mantenimento di servizi fondamentali erogati dai Comuni, quali: servizi sociali (sostegno alle politiche abitative, servizi per anziani, disabili, persone in condizione di disagio); servizi per l’istruzione (asili nido, trasporto scolastico, mensa, sostegno alla didattica); trasporto locale; servizi culturali e per la promozione dello sport; manutenzione del patrimonio pubblico, del verde e dell’ambiente;

• il Consiglio Comunale chiede al Sindaco ed alla Giunta di promuovere, di concerto con gli altri Enti Locali della Provincia di Firenze, un’iniziativa che abbia i seguenti obiettivi: • invitare il Governo ad erogare tutte le risorse indebitamente trattenute, relativamente all’IRPEF (addizionale comunale), ai trasferimenti compensativi inerenti il minor gettito per l’abolizione dell’ICI con riferimento all’abitazione principale, ed all’accatastamento dei fabbricati di categoria D; • rendere possibile, anche per il triennio 2010 - 2013, l’utilizzazione degli oneri di

urbanizzazione per le spese correnti; eliminare dalla base del calcolo per il rispetto del patto di stabilità le spese per: l’adeguamento degli edifici pubblici alle norme antisismiche, la costruzione di nuovi edifici scolastici, l’abbattimento delle barriere architettoniche, le opere necessarie alla difesa del territorio; ampliare la somma svincolata dal patto di stabilità 2010 (oggi pari a 0,75%) per i pagamenti dei residui in conto capitale, e utilizzare altresì fuori dal patto di stabilità le entrate da alienazioni di beni per spese di investimento; consentire agli Enti Locali l’autonoma gestione del personale dipendente (i cui costi sono tutti a carico dei Comuni) secondo i bisogni e le esigenze delle comunità locali; chiedere che venga approvata rapidamente la legge delega sul federalismo fiscale solidale, che garantisca un’effettiva autonomia finanziaria degli enti locali al fine di assicurare l’erogazione dei servizi pubblici comunali; consentire ai Comuni che non l’hanno fatto di poter applicare l’addizionale IRPEF fino al massimo consentito dalla legge.

Aderiscono i Sindaci dei Comuni della Provincia di Firenze e del Circondario Empolese Valdelsa. Il sindaco Ida Beneforti Gigli


ACCREDITAmENTO SOCIALE Con la L.R. 82/2009 è stato introdotto in Toscana il sistema di accreditamento per i servizi sociali. Con questa norma, la Regione intende garantire ma anche sviluppare un sistema di servizi alla persona che risponda a criteri di omogeneità qualitativi e quantitativi. L’accreditamento si può considerare come una selezione degli operatori, sia pubblici che privati, per meglio rispondere alle necessità, ovvero, rispondere ai bisogni dei cittadini con servizi di qualità, appropriati ed efficaci. L’accreditamento sociale comporta un impegno gestionale, organizzativo ed amministrativo per le organizzazioni interessate ma rappresenta anche un’importante opportunità sia per un miglioramento organizzativo che qualitativo per i gestori. La Pubblica Amministrazione riconosce, con l’accreditamento, all’organizzazione (pubblica o privata) la possibilità di proporre e realizzare servizi di assistenza alla persona finanziati con risorse pubbliche. Il riconoscimento di soggetto “accreditato” viene dichiarato alle organizzazioni con requisiti qualitativi stabiliti dalla legge regionale e verificati su appositi indicatori e quindi capaci di svolgere il servizio sociale come “fornitore verificato”. Ai soggetti accreditati, le Pubbliche Amministrazioni e i privati cittadini possono rivolgersi tranquillamente, perché si sono dimostrati in grado di garantire gli standard organizzativi ed operativi richiesti dalla nuova norma. Va anche precisato che coloro che ricevono i servizi da un soggetto accreditato, hanno la “garanzia” di ottenere servizi dotati di standard qualitativi periodicamente verificati, quindi più affidabili ed efficaci. I soggetti interessati all’accreditamento sociale sono: strutture residenziali o semi-residenziali per persone non autosufficienti o con disabilità, o per soggetti che necessitano di una collocazione protetta, case di pronta accoglienza per minori. Sono inoltre interessati all’accreditamento gli enti, le associazioni di volontariato od operatori individuali che erogano servizi come: assistenza domiciliare e altri servizi alla persona. L’accreditamento costituisce un punto di svolta nella gestione dei servizi da parte dei soggetti erogatori, è un occasione utile per migliorare la qualità delle prestazioni, per realizzare sistemi di misurazione e controllo, per verificare l’efficacia dei risultati, per redigere il bilancio della propria utilità sociale. Qualcuno ritiene l’accreditamento come un nuovo e pesante “obbligo burocratico” a cui è necessario sottoporsi, ma accreditarsi per una organizzazione che opera nel sociale vuol dire garantire un sistema di servizi alla persona che mette al centro del proprio agire la stessa persona attraverso servizi di qualità e capacità.

LE TRECCIAIOLE

Assessore al Welfare e alla Salute Paolo Poggini

“LE mELE DELL’ASSOCIAZIONE TUmORI TOSCANA NELLE mENSE SCOLASTICHE “ L’accordo tra l’Assessorato alle Politiche della Formazione del Comune di Impruneta, la ditta Dussmann concessionaria del servizio di refezione scolastica e l’Associazione Tumori Toscana ha fatto sì che in questi giorni nei refettori dell’intero territorio vengano distribuite come frutta le mele dell’ATT. La Onlus in questione cura a domicilio gratuitamente i malati di tumore fornendo ai pazienti e alle loro famiglie le prestazioni di un’equipe di medici, infermieri, psicologi ed operatori socio-sanitari specializzati tutti i giorni dell’anno. La scelta di riproporre per il secondo anno questo progetto e di dare ai ragazzi come frutta alla fine del pasto, all’interno della varietà dei menù, in base al calendario settimanale, queste mele particolari per i mesi di ottobre e novembre, insieme ad un piccolo volantino che illustra le attività dell’Associazione Tumori Toscana, vuole essere un piccolo gesto di solidarietà verso un’organizzazione che lavora anche in questo territorio e presta assistenza quotidianamente ai malati di tumore e vuole sensibilizzare soprattutto le famiglie alla conoscenza di certe realtà di volontariato. Il tutto è stato possibile grazie soprattutto alla collaborazione della ditta concessionaria del servizio di refezione che ha sponsorizzato all’istante la mia proposta e si è resa disponibile alla distribuzione delle mele in questione. Il contributo dell’acquisto della frutta è stato interamente donato all’ATT . Assessore alle Politiche della Formazione Francesca Buccioni

DEPOSITO CAUZIONALE SULLE BOLLETTE DI PUBLIACQUA Le prossime bollette che i nostri cittadini ricevono da Publiacqua in questi giorni prevedono, per coloro che non abbiano già provveduto a richiedere la domiciliazione bancaria o postale, il pagamento di un deposito cauzionale pari a 6 mesi di consumo medio. Si tratta mediamente di 65 € a famiglia da versare una tantum e che saranno resitutiti con gli interessi alla cessazione del contratto di fornitura o al momento della attivazione della domiciliazione bancaria. Ma cosa sta succedendo? L’elevato tasso di morosità degli utenti (pare che circa il 40% paghi in ritardo le bollette) ha indotto Publiacqua ad applicare da subito una recente delibera dell’ATO 3 Medio Valdarno che consente al gestore di “proteggere” i propri conti chiedendo un anticipo sulle bollette a coloro che non scelgono di versare automaticamente alla scadenza gli importi dovuti tramite il proprio conto corrente bancario o postale. Per quanto si tratti di un provvedimento giusto sarebbe stato opportuno, a nostro avviso, un maggior preavviso agli utenti e alle amministrazioni locali che invece sono state informate solo a cose fatte dall’azienda. Per ogni informazione più dettagliata invitiamo gli utenti a contattare il numero verde di Publiacqua 800.238 238 o a visitarne il sito internet www.publiacqua.it ed a prendere visione in particolare delle agevolazioni previste a tutela degli utenti economicamente più svantaggiati. L’assessore alle Politiche Ambientali Filippo Ciolli

ATTIVITÀ SPORTIVE 2010-2011 Dopo la pausa estiva sono riprese tutte le attività sportive nel Comune di Impruneta. Dare la possibilità ai cittadini del Comune di Impruneta di praticare sport resta una priorità del Comune: l’attività sportiva è per tutti (atleti, allenatori, genitori e tifosi in generale) un momento formativo importante; inoltre, soprattutto per i giovani, avere il riferimento di un sano ambiente sportivo può evitare la frequentazione di altri ambienti malsani. Da evidenziare come Comune e Associazioni Sportive riescono a mantenere alto il numero di atleti e partecipanti alle varie attività sportive nonostante la sempre più difficile situazione economica nazionale che, come noto, ha ripercussioni sulle risorse finanziarie degli enti locali. La novità assoluta è la società A.S.D. Tuttauto Impruneta Calcio a 5 (categoria Juniores Regionali), che a partire da sabato 23 Ottobre 2010 giocherà tutte le partite interne al Palazzetto dello Sport di Impruneta, grazie alla società USSI che è riuscita ha trovare gli spazi necessari per ospitare il calcio a 5. Di seguito si riporta qualche numero per dare un’idea del movimento sportivo imprunetino. SOCIETÀ USSI: Sono iniziati i campionati 2010-2011 per le attività di BASKET, PALLAVOLO FEMMINILE, PATTINAGGIO, JUDO, KARATE. Inoltre inizieranno vari corsi di ginnastica. La società conta circa 600 atleti.

La Società Corale di Impruneta, al termine di un progetto complessivo con l’Amministrazione Comunale, con l’Assessorato alle Politiche della Formazione per la valorizzazione del patrimonio archivistico posseduto nella sede in Via Vittorio Veneto, digitalizzato e divenuto parte di un percorso multimediale e di un cd-rom complessivo sull’Impruneta dei primi del Novecento la riscoperta della civiltà contadina e degli antichi mestieri celebrati in diverse mostre, ha voluto esaltare un aspetto importante della nostra tradizione, donando una targa commemorativa su “Le trecciaiole”. L’opera realizzata da Tullio Del Bravo, al termine di un concorso che ha premiato il bozzetto migliore è in terracotta ed è stata apposta proprio nell’angolo tra via Roma, via Paolieri e via Cavalleggeri, dove le prime donne operaie si ritrovavano per lavorare la paglia, già dalla fine dell’ottocento. E’ un manufatto che va certamente ad arricchire il nostro territorio, a farci riscoprire degli aspetti di grande interesse della tradizione del nostro paese. E vorrei esprimere il mio personale ringraziamento e quello dell’intera Amministrazione a questa realtà associativa che, oltre alla sua vocazione canora, riesce sempre ad offrire all’intero territorio occasioni e momenti di approfondimento e di riflessione sul nostro passato. Augurandomi che questa collaborazione continui in modo proficuo e che altri siano i progetti da perseguire insieme nell’attenzione condivisa alla conoscenza e alla diffusione dell’inestimabile patrimonio culturale locale e alla sua natura di risorsa preziosa e ineguagliabile. Assessore alle Politiche della Formazione Francesca Buccioni

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ACQUATICA SRL (PISCINE COMPLESSO ZODIAC) L’attività agonistica vede l’Acquatica confermarsi campione regionale UISP anche nel 2010. Circa 400 bambini frequenteranno i CORSI DI NUOTO cui si aggiungono circa 300 adulti; inoltre si contano circa 100 atleti per il NUOTO AGONISTICO. A.S.D. ImPRUNETA TAVARNUZZE SCUOLA CALCIO, CALCIO DILETTANTISTICO (seconda categoria FIGC), CALCIO A 5 (Juniores regionali e la prima squadra militante in C1 FIGC) per un totale complessivo di circa 300 atleti. ATLETICA ImPRUNETA PRImO LEVI Organizza il Trofeo del Chianti Fiorentino, promosso dai comuni del Chianti: Bagno a Ripoli, Barberino Valdelsa, Greve, Tavarnelle, San Casciano e, ovviamente, Impruneta . La manifestazione, riservata agli alunni delle suole medie, comprende attività di ATLETICA LEGGERA, PALLAMANO E BASEBALl. A Novembre inizieranno i primi allenamenti per la 17° edizione, i partecipanti saranno circa 700. Tra gli altri ambienti sportivi è doveroso ricordare il Circolo GOLF Ugolino, il Chianti Country Club (tennis, nuoto, atletica e palestre), il Circolo del TENNIS di Impruneta, gli Impianti Zodiac (piscine, calcetto, palestra, tennis) Altre particolari menzioni per il Trofeo dei 10 comuni (CICLISMO/mountain-bike) organizzato da Marco Boscherini e per il Gruppo TREKKING di Impruneta. Assessore alle Politiche per l’Organizzazione,al Patrimonio e allo Sport. Paolo Venturi


i gruppi consiliari PARTITO DEmOCRATICO

PUBBLICA ASSISTENZA: UNA SCELTA CONVINTA

Nell’attuale situazione che vede i Comuni fronteggiare con sempre minori risorse agli obblighi nei confronti dei propri cittadini, dove ogni decisione presa ne preclude altre, è da sottolineare l’impegno assunto dal gruppo consiliare del pd nei confronti della Pubblica Assistenza di Tavarnuzze. Con la mozione, approvata all’unanimità nel C.C. del 30/9, il pd ha voluto infatti coinvolgere tutto il Consiglio al fianco del Sindaco nel percorso che dovrà dare soluzione agli annosi problemi della sede dell’Associazione. L’edificio in questione, posto strategicamente nel cuore di Tavarnuzze e di pregevole valore storico e architettonico, è purtroppo di pro-

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ

LA STORIA ABBANDONATA

L’Impruneta come tutta la terra Toscana è un territorio ricco di storia e tradizione, accade molto spesso che le opere, che dovrebbero trasmettere valori e tradizione o anche soltanto storie di vita passata, siano abbandonate a se stesse e lasciate decadere. L’esempio lampante è quello del Parco della Rimembranza di Impruneta uno dei monumenti più importanti del Comune sia per l’imponenza dell’opera che soprattutto per valore storico, difatti da innumerevoli anni il monumento in questione attende di essere riportato agli antichi splendori e con esso anche la scalinata che conduce al monte delle Sante Marie. Oltre a questo importante monumento come non menzionare anche i luoghi di vita ordinaria come i lavatoi di Impruneta ormai in uno stato di totale degrado diventati ormai un luogo fatiscente o il tabernacolo situato a Baruffi all’ingresso della via del cimitero delle Rose, in questo caso l’accadimento è ancora più particolare, il suddetto tabernacolo in seguito ad un parziale crollo fu smembrato dagli operai comunali senza più essere ripristinato e gli esempi potrebbero proseguire... L’importanza di non lasciare in abbandono queste opere è dovuta al fatto che esse racchiudono una parte significativa del nostro recente passato, a volte percepito come remoto, che non dovremo scordare ma anzi da valorizzare, “rivitalizzando” il ricordo nelle nostre menti, soprattutto in quelle delle nuove generazioni. La speranza è che nel futuro la nostra amministrazione presti più attenzione alle opere di rilevanza storico-culturale per il nostro paese invece di creare nuove costose opere d’inutilità oggettiva e poco coerenti con il paesaggio che le circonda. Gruppo Comunale Sinistra Ecologia Libertà Impruneta Marco Mazzetti Riccardo Lazzerini www.lasinistraimpruneta.it Facebook selimpruneta

prietà del Demanio. Oggi il federalismo demaniale potrebbe rendere possibile il passaggio dell’immobile al Comune ma la normativa in questione non è ben definita e ancora non si riesce a delineare un quadro ed una tempistica precisa. Mentre invece sono necessari e urgenti alcuni interventi adeguativi per permettere alla Pubblica Assistenza di operare in sicurezza. Che fare quindi? La mozione ed il protocollo sottoscritto da Sindaco e Associazione prevedono l’impegno dell’Amministrazione a partecipare all’assegnazione dell’immobile da parte del Demanio e, in seguito, a definire un progetto di valorizzazione che coinvolga la Pubblica Assistenza, ovviamente nel rispetto dei tanti vincoli di legge.

PARTITO DELLE LIBERTÀ

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL CIELO DI….. ImPRUNETA

Niente di nuovo sotto il cielo di Impruneta. Le solite buche nelle strade. Le voragini, diligentemente transennate, della Piazza Nuova. Il consueto disastrato marciapiede in Via Vanni davanti all’Opera Pia. La ormai storica buca in Via Luca della Robbia. I margini delle vie invasi dalle erbacce. Le solite strisce pedonali consunte ed invisibili. L’abituale sporcizia, cicche ed escrementi canini anche in pieno centro storico. Il solito indecente spettacolo delle piazzole ecologiche pervase da materiali di ogni genere e che sprigionano il consueto olezzo nauseante. Macchine e motorini che attraversano il Paese a velocità più adatta ad un autodromo che ad un centro cittadino. Le solite pallonate sulla testa dei malcapitati che osano sostare sulle panchine del “giardino”(?) della Barazzina. L’area pedonale davanti alla Basilica perennemente invasa dalle macchine, tant’è che l’automobilista che viene scoperto a pagare il parcheggio alla macchinetta viene additato come un folle da rinchiudere. Fermi, errore, mi sono sbagliata! Invece qualcosa di nuovo sotto il cielo di Impruneta è accaduto. Da qualche giorno un trespolo metallico installato sotto al terrazzo dell’Ufficio del Sindaco abbellisce la facciata del nostro Municipio. Vista la infinita vicenda della Circonvallazione di Impruneta, c’è da scommettere che tale trespolo metallico andrà a costituire,con il trascorrere degli anni, un arredo inamovibile dell’edificio, magari protetto dalle Belle Arti!!!!! Maria Teresa Lombardini Capogruppo PDL

Se poi tutto ciò implicasse tempi di realizzazione troppo lunghi l’A.C. ha previsto una soluzione temporanea alternativa: concedere in affitto i locali contigui, quelli dell’ex scuola. Attualmente lì è ospitato parte dell’archivio comunale che quindi andrà spostato in altra sede idonea. Per tutti gli interventi necessari alla messa in sicurezza del fabbricato, compresi quelli di cui si farà carico la Pubblica Assistenza, gli Uffici si metteranno a completa disposizione, le spese verranno poi ripartite a seconda delle quote millesimali. Insomma un impegno decisamente serio che Giunta e Consiglio Comunale si assumono convinti che l’azione portata avanti dalla Pubblica Assistenza, con i suoi 250 volontari e i suoi 1300 soci, in questi

OBBIETTIVO COmUNE

PROBLEmI A TAVARNUZZE 1 E 2

Tavarnuzze 1: via l’eternit, ma quante bugie Sono in corso i lavori per togliere l’eternit dalla copertura del Centro Operativo (campo sportivo), invitiamo a cittadini a ricordare e riflettere sul percorso, accidentato, che ha portato finalmente a questa necessaria soluzione. Non dobbiamo infatti scordare che Sindaco e Giunta, basandosi su rapporti tecnici che sono poi risultati inesistenti, hanno trascinato la questione per anni sostenendo che non esisteva nessun pericolo; solo di fronte alla lettera ARPAT (aprile 2009) che basandosi sulle analisi effettuate imponeva la sostituzione delle coperture del refettorio della Scuola Elementare e del Centro Operativo hanno invertito la rotta, procedendo alle sostituzioni. In particolare occorre chiedersi quale sarebbe la situazione attuale se le forti preoccupazioni di cittadini, genitori e forze politiche di opposizione (Obbiettivo Comune in particolare) non avesse “imposto” l’affidamento dei controlli ad ARPAT, effettuati come dichiarò il Sindaco in una assemblea alla Scuola Elementare solo “per tranquillizare i genitori” visto che non esistevano problemi! Tavarnuzze 2: le promesse e...dove parcheggiare? In attesa, infinita, che arrivino le realizzazioni promesse (nuova piazza, parco pali ecc.) i cittadini di Tavarnuzze continuano a vivere nel degrado e nelle difficoltà. Particolarmente sentita, soprattutto da chi si reca a Tavarnuzze provenendo da altre frazioni (Baruffi, Bagnolo, Falciani ma anche da Montebuoni) la difficoltà di parcheggio. Sono passati diversi anni da quando Obbiettivo Comune chiese di affrontare il problema: venne avviato uno studio, purtroppo ad oggi niente è cambiato e le difficoltà nel trovare parcheggio sono sempre maggiori. Per informazioni e segnalare problemi massimobisignano@libero.it, per le attività svolte consultare il sito. www.obbiettivocomuneimpruneta.org Il Capo Gruppo Consiliare Massimo Bisignano

23 anni di attività, sia fondamentale per la vita sociale di Tavarnuzze e vada quindi preservata con determinazione. Nota aggiuntiva: Il 30 di settembre è stata approvata anche la delibera di bilancio che sancisce il mantenimento del pareggio finanziario, l’attuazione dei programmi annunciati, e il raggiungimento dell’obiettivo annuale del patto di stabilità interno. Di questi tempi non è certo cosa da poco. IL GRUPPO CONSILIARE DEL P.D. DI IMPRUNETA Per scrivere al Gruppo mail pd.impruneta@alice.it

FUTURO E LIBERTÀ PER L’ITALIA

NASCE IL NUOVO GRUPPO CONSILIARE (FLI) A ImPRUNETA

“È nato ad Impruneta il Gruppo Consiliare Futuro e Libertà legato al Presidente della Camera Gianfranco Fini. Perché stare con Fini? Beh, provengo da Alleanza Nazionale, e dal suo movimento giovanile Azione Giovani. Ho iniziato a ricoprire incarichi politici all’interno del partito di Fini. L’ho seguito nell’avventura del Popolo della Libertà, magari con qualche scetticismo iniziale. In seguito, una serie di circostanze, soprattutto a livello nazionale, mi hanno fatto “drizzare le orecchie”: senatori che portavano ad esempio mafiosi come Mangano, il difendere ad oltranza onorevoli e sottosegretari condannati per vari reati, gli attacchi alla Magistratura in prima linea contro “Cosa Nostra”, i tagli alle Forze dell’Ordine in lotta tutti i giorni nelle nostre strade. Fini rappresentava, e rappresenta oggi più che mai, l’alternativa. In molti mi hanno chiesto se nascerà in Consiglio Comunale un gruppo autonomo di Generazione Italia o di Futuro e Libertà. Tutto è, ovviamente, demandato agli sviluppi a livello nazionale. Quel che è certo è soltanto che da parte nostra, ovvero i “Finiani”, i cattivi, i traditori, ci sarà sempre la volontà di cercare il dialogo e la collaborazione. Un dialogo ed una collaborazione che devono però essere reciproche e volute da entrambe le parti e, al momento, sembra non ci possano essere. Una cosa deve però essere chiara, sia a livello nazionale che territoriale: le minoranze esistono, anche nei partiti, e la logica da consiglio di amministrazione nel guidare i partiti si rivelerà, presto o tardi, sbagliata.

Gabriele Bagnoli Capogruppo Futuro e Libertà per l’Italia

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IL COTTO E mANGIATO Prende il via dal 6 al 22 novembre la Biennale Enogastronomica Fiorentina ispirata alla figura di Leo Codacci, autentico cultore del più autentico spirito associazionistico e custode delle tipicità locali; si deve infatti a lui, nel 1976, la progenitura dell’idea di realizzare un evento che promuovesse il meglio delle tradizioni culinarie fiorentine e toscane e offrisse momenti conviviali che fossero occasione per riscoprire, o in certi casi scoprire, la radici di una cucina ricca di storie e tradizioni. Il Comune di Impruneta partecipa a questa rassegna con un’iniziativa denominata “Il cotto e mangiato” che intreccia la tradizione culinaria all’antica

manualità artigiana della lavorazione del cotto. E’ prevista per il 20 novembre prossimo alle 11.30 la presentazione ufficiale del “peposo all’imprunetina”. L’evento si terrà nella tradizionale cornice della fornace artigiana del maestro Sergio Ricceri. Nell’occasione,oltre alla presentazione del logo “peposo all’imprunetina” depositato presso la Camera di Commercio e legato al disciplinare della ricetta realizzato in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina, l’artigiano Sergio Ricceri lancerà in anteprima un innovativo coccio adibito alla cottura del peposo e realizzato con l’argilla dell’Impruneta.

SCARICHI DI ACQUE REFLUE DOmESTICHE Si ricorda ai cittadini che ai sensi dell’art. 124 del D. Lgs. 152/2006, della L.R. 20/2006 e del D.P.G.R. n. 46/R del 8/09/2008 tutti gli scarichi di acque reflue domestiche (o assimilate a esse), al di fuori della pubblica fognatura devono essere autorizzati dal Comune. La normativa prevede inoltre che i titolari di scarichi esistenti non conformi alle prescrizioni regionali devono essere adeguati alla normativa vigente ENTRO IL 16 mARZO 2011. Si tratta prevalentemente degli scarichi derivanti da abitazioni o nuclei abitativi isolati, ove non risulta possibile eseguire l’allacciamento alla pubblica fognatura. Sono inoltre assimilate ad acque reflue domestiche quelle derivanti dalle attività elencate nell’allegato 2 (tabella 1) al D.P.G.R. n. 46/R del 8/09/2008 e all’art. 101 del D. Lgs. 152/2006. La domanda deve essere presentata utilizzando i modelli predisposti dall’Amm.ne comunale (reperibili sul sito del Comune www.comune.impruneta.fi.it) e seguendo le

relative istruzioni. Per l’esecuzione dei lavori di adeguamento alle norme vigenti è inoltre necessario presentare la pratica edilizia (denuncia di inizio attività) corredata da un progetto a firma di un tecnico abilitato. Per informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Ambiente del Comune - Via F.lli Rosselli n. 6, Tavarnuzze - negli orari di ricevimento al pubblico (Mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 13.00  e Giovedì pomeriggio su appuntamento dalle ore 15.00 alle 18.00) e/o contattare il telef. 055.2372146. Si ricorda che ai sensi dell’art. 133 del D. Lgs. 152/2006, sono previste sanzioni per coloro che risulteranno inadempienti. Nell’ipotesi di scarichi di edifici isolati ad uso abitativo sono previste sanzioni da €. 600,00 a €. 3.000,00. Con deliberazione del Consiglio Comunale n.58 del 1 luglio 2010 è stato approvato il Regolamento Comunale per gli scarichi delle acque reflue, che potete visionare sul sito del Comune.

ALBO DELLE PERSONE IDONEE ALLA’UFFICIO DI PRESIDENTE E DI SCRUTATORE DI SEGGIO ELETTORALE Si informa ,ai sensi della normativa vigente, che in questo comune sarà tenuto un albo delle persone idonee all’ufficio di presidente e di scrutatore di seggio elettorale. Gli elettori che desiderano essere inseriti nel suddetto albo devono presentare apposita domanda entro il 30 novembre 2010 . L’inserimento nell’albo e subordinato al possesso dei seguenti requisiti:

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essere elettore del Comune di Impruneta

-

avere assolto gli obblighi scolastici.

Le domande sono disponibili presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, ulteriori informazioni possono essere assunte presso l’Ufficio Elettorale Comunale.

PIANO EDILIZIA ECONOmICA POPOLARE LOCALITÀ POGGIO AI GRILLI IN VIA CASSIA A TAVARNUZZE ADOZIONE PIANO ATTUATIVO AI SENSI DELL’ ART. 69 DELLA L.R. 1/2005 Il Dirigente Responsabile del Servizio Visto l’art. 69 della Legge Regionale Toscana 3 gennaio 2005 n. 1 RENDE NOTO che con delibera del Consiglio Comunale n. 92 del 30.09.2010, esecutiva ai sensi di legge è stato adottato, ai sensi dell’art. 69 della L.R. 1/2005 il Piano di Edilizia Economica e Popolare in località Poggio ai Grilli in Via Cassia a Tavarnuzze; che tale deliberazione n. 92 del 30.09.2010, completa degli allegati, è depositata in libera visione al pubblico presso la Segreteria Generale per quarantacinque (45) giorni consecutivi dal 3 novembre 2010 (data di pubblicazione dell’ avviso sul BURT) al 18 dicembre 2010 con il seguente orario: lunedì, martedì e venerdì ore 8.30/13.00 e il giovedì ore 8.30/13.00 e 15.00/18.00; che nel periodo sopra indicato chiunque può prenderne visione e presentare le osservazioni ritenute opportune; che dette osservazioni, comprensive di eventuali elaborati, dovranno essere redatte in carta libera ed in duplice copia e presentate al protocollo generale del Comune.

INFORmA che durante il medesimo periodo la suddetta deliberazione, completa di allegati, è altresì disponibile per la consultazione presso l’Ufficio Amministrativo Unico del Servizio Gestione del Territorio – Via F.lli Rosselli 6 a Tavarnuzze, con il seguente orario: . il mercoledì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 precisando che per essere ricevuti dal personale tecnico è necessario ritirare il numero di ingresso entro le ore 12,30 e il giovedì dalle ore 15,00 alle ore 18,00 previo appuntamento (tel. 055 23 72 132); che il responsabile del procedimento è l’Arch. Paola Trefoloni – Responsabile dell’Ufficio urbanistica; che il presente avviso e una breve illustrazione del piano è consultabile sul sito Web del Comune, fra le news, all’indirizzo www.comune.impruneta.fi.it; che il garante dell’informazione è la sig.ra Auretta Parrini – Responsabile dell’Ufficio Unico Amministrativo.

EVENTI E NOTIZIE UTILI Sabato 13 novembre: a Tavarnuzze, Chiesa del Sacro Cuore ore 15:30 Presentazione del restauro della tavola della Santissima Trinità nella Compagnia. Interventi di: Monsignor Timothy Verdon, dott.ssa Maria Pia Zaccheddu, Funzionaria della Soprintendenza per i Beni Architettonici, dott. Andrea Granchi dott.ssa Laura Cirri Ore 18:00: S. Messa con coro gregoriano. Segue aperitivo. L’iniziativa è organizzata dall’ “Associazione Amici del Museo di Impruneta e San Casciano V.P Marcello Possenti”. Info: www.chianticultura.com Sabato 20 novembre: Presentazione del piatto tipico “peposo all’imprunetina” e di un suo disciplinare di produzione. Il  peposo è uno spezzatino di carne di manzo cotta lentamente nel vino rosso con pepe nero in grani. Un tempo veniva cucinato dai “fornacini” utilizzando il calore residuo delle fornaci durante la preparazione della terracotta e in particolare dopo

la “sfornaciata”. Proprio in virtù di questa antica tradizione la presentazione avrà luogo presso una fornace di Impruneta:  fornace Ricceri Sergio, in via Fabbiolle 12 - ore 11.30. L’iniziativa fa parte degli appuntamenti previsti nella Biennale Enogastronomica Fiorentina 2010.

APPUNTAmENTI IN BIBLIOTECA

Novembre 2010 Le iniziative della Biblioteca Comunale di Impruneta per l’autunno proseguono con gli incontri indirizzati ai bambini dai 4 ai 10 anni con i seguenti appuntamenti: Sabato 6 novembre ore 10.00 Pupi di Stac con La storia di Prezzemolina Sabato 13 novembre ore 10.00 La Birignoccola con Il sire di Narbona Sabato 20 novembre ore 10.00 Vieniteloracconto con Biancaneve e i sette nani

L come Libri Incontri indirizzati agli adulti tutti i lunedì e venerdì alle ore 10.00

PREmIO LETTERARIO DEL CHIANTI 2010/2011

Giunge alla 24^ edizione il prestigioso premio letterario del Chianti sostenuto dai Comuni di: Greve in Chianti, Barberino Val d’Elsa, Impruneta, Radda in Chianti, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa. Una manifestazione consolidata nel territorio con una Giuria di lettori di circa 350 partecipanti, e inserita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali tra quelle di Rilievo Nazionale in ambito al Progetto”Italia Pianeta Libri”. Il termine per presentare la richiesta di partecipazione alla Giuria di lettori è il 30 novembre 2010. La domanda va inoltrata compilando l’apposito modulo presso le Biblioteche Comunali degli Enti promotori.


sguardi

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FOCUS. Ecco cosa pensano del capoluogo toscano due persone che hanno fatto scelte diverse

La città vista da chi viene e da chi va Anna è fuggita a Londra per lavorare, Sarath è arrivato dallo Sri Lanka e qui ha trovato una nuova casa. E ora ne raccontano pregi e difetti

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ualcuno fa le valigie e se ne va, qualcun altro sbarca a Santa Maria Novella per non andarsene più. Firenze è fatta di fiorentini vecchi e nuovi: di residenti adottivi arrivati da altri paesi, ma anche di ex cittadini che se la danno a gambe verso più cosmpoliti lidi. Di gente che “bella come la mia città non ce n’è” e di gente che “non so come ho fatto a viverci tutti quegli anni”. Si sa, sulle rive dell’Arno il campanilismo cresce rigoglioso. Ma com’è la bella Firenze vista da lontano, oppure letta con gli occhi di uno straniero? Lo raccontano una ragazza nostrana sbarcata nella City e un signore arrivato dallo Sri Lanka tanti anni fa.

DA LONTANO...

...E DA VICINO

Anna si è trasferita a Londra un anno e mezzo fa

Sarath, originario dello Sri Lanka, vive qui dal 1984

L

S

“Qui per tutti Firenze è un sogno” a vita nella City di Anna Michela Cariati, 25 anni, è iniziata un anno e mezzo fa. E’ partita da Firenze per lavorare come “communication executive” nell’area marketing di un’azienda italiana con varie sedi fuori dal territorio nazionale, fra cui una a Londra. Perché hai scelto proprio Londra? I motivi sono diversi. Principalmente per imparare bene l’inglese, ma anche perché avevo già alcuni contatti e, soprattutto, l’occasione di lavoro che mi si è presentata era qui. Torni a Firenze spesso? Oltre agli affetti è anche la città a mancarti? Più o meno torno una volta al mese. E’ difficile scindere gli affetti dalla città: naturalmente mi mancano più che altro le persone, ma con amici e parenti facevo cose che hanno anche a che fare con alcuni luoghi e quindi sento la mancanza anche di questi ultimi. E poi da qui di Firenze apprezzo la dimensione più “umana” rispetto a Londra. D’altra parte, spesso della nostra città annoia proprio il suo essere piccola. Firenze è cambiata da quando sei partita? E il tuo giudizio sulla città? Per alcune piccole cose sì: la zona del Duomo pedonalizzata, ad esem-

Anna

pio. Tante altre dovrebbero cambiare. Credo che vivendo all’estero emergano molti difetti della città e del nostro Paese: su tutti, la poca meritocrazia e lo scarso funzionamento dei canali esistenti per trovare lavoro. A Londra, tutto è più legato alle agenzie e chi è in cerca di occupazione sa più o meno cosa deve fare per trovarla. Quando dici che sei di Firenze, cosa risponde la gente? Qui per tutti Firenze è un sogno. Credo che questo dovrebbe essere un vantaggio da sfruttare al meglio per la nostra città, mentre spesso risorse simili in termini di prestigio /I.E. vengono sprecate.

“Non ci si accorge della sua bellezza”

arath Tennakoon, classe 1959, è originario dello Sri Lanka. Dal 1984 vive a Firenze, dove ha unito le sue due passioni: l’arte e le discipline olistiche. Da 20 anni insegna yoga. Perché proprio Firenze? Fin da bambino ero affascinato dall’arte italiana. Ho trovato Firenze proprio come la immaginavo: mi sono sentito subito a casa. Difetti della città? C’è un po’ di inquinamento e traffico, ma sono problemi di tutte le città moderne. E’ difficile che non ci sia traffico, vista com’è strutturata la rete viaria. Inoltre in pochi scelgono i mezzi pubblici. I fiorentini amano la vita comoda, usano spesso l’auto. Viaggio di frequente in autobus: fuori dagli orari di punta, chi utilizza i mezzi pubblici è in gran parte straniero. Firenze è sicura? Di notte non c’è sicurezza: mi intimorisce girare da solo. Negli anni ’80 la città era più tranquilla, mentre adesso c’è più percezione di insicurezza: si ha paura a uscire di sera e dei furti nelle abitazioni. Ho vissuto vicino Santa Maria Novella per anni e ho percepito questa insicurezza. Se ci fossero

Sarath

più controlli, la situazione migliorerebbe. Cosa consiglieresti ai fiorentini? Di valorizzare i tesori artistici della città. Spesso, chi abita qui, non si accorge della bellezza conservata da Firenze, avendola ogni giorno davanti. Manca poi un po’ di verde pubblico. Spesso vengono rifatte le piazze, ma si mette cemento al posto dei giardini. Meglio Firenze o lo Sri Lanka? Non riesco mai a decidere. Di Firenze mi piacciono molto l’arte, il cibo e il clima. Della mia terra natia mi mancano i profumi e la natura. E’ come chiedersi se ami /G.C. più mamma o papà.

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zoom

Novembre 2010

LA CITTÀ DI DOMANI/1. La rinascita delle Cascine tra i temi trattati in occasione dei “100 luoghi”

Il parco urbano più grande d’Europa? Lo avrà Firenze Paola Ferri

U

na serata di mobilitazione popolare, di dibattiti, di giardini, cantieri ed edifici aperti solo per l’occasione ai visitatori, 11mila persone per strada, o meglio riunite nei luoghi che hanno più a cuore per conoscerne i destini e partecipare a scriverli in prima persona. Se la scommessa del sindaco Renzi sui 100 luoghi fosse stata soltanto quella della partecipazione, l’avrebbe vinta a mani basse. Ma la sfida più grande è quella di mantenerli in vita tutti e 100, possibilmente facendoli diventare ciò che i cittadini vorrebbero e che hanno descritto nelle migliaia di schedine depositate nelle urne la sera del 28 settembre scorso. Messe a tacere le polemiche per i costi dell’operazione - 55mila euro in tutto che Giovanni Galli, capogruppo del Pdl, avrebbe voluto mettere nel conto

spese per la comunicazione del sindaco - si cominciano a fare altri tipi di conti, quelli con la realtà di che cosa è stato fatto e cosa si farà. Per una bruttura buttata giù a colpi di ruspa (la pensilina della stazione di Santa Maria Novella), ce n’è un’altra ancora orgogliosamente in piedi (il rudere delle ex Poste in via del Pratellino, il cui abbattimento è stato rallentato da corsi e ricorsi in tribunale). Mentre a Novoli ci si augura di rivedere presto il Palazzo di Giustizia illuminato e aperto al pubblico, in centro cittadini e commercianti attendono pazientemente che si accendano i riflettori su piazza Duomo, nel senso letterale della frase. Nell’arco di una serata e di un centinaio di assemblee di proposte ne sono state fatte a bizzeffe, ma la più quotata, in quanto uscita dalla bocca del primo cittadino, riguarda le Cascine, il pallino di Renzi dai tempi della campagna elettorale. Dai 100 punti da mettere in pratica nei primi 100 giorni, il parco cittadino è stato trasferito

per insufficienza di progressi nella categoria 100 luoghi da far rinascere entro il 2014. E siccome il sindaco ci ha messo la faccia per la seconda volta consecutiva, la riqualificazione delle Cascine è diventata per sua stessa ammissione condizione necessaria alla ricandidatura a Palazzo Vecchio. Nel mentre il progetto si è fatto più definito: il polmone verde di Firenze diventerà il parco urbano più grande d’Europa. Circa 300 ettari, più o meno il 3% della superficie totale della città. Un obiettivo da raggiungere attraverso il collegamento da un lato con l’area dell’Argingrosso, i lungarni del Pignoncino e dei Pioppi, dall’altro con l’area del Podere-Il Barco e il nuovo polo musicale con il Teatro del Maggio. La prima fase dei lavori sarà presentata a giugno e tra gli interventi iniziali vi sarà la realizzazione di una passerella esclusivamente ciclopedonale a metà strada tra quella dell’Isolotto e il ponte all’Indiano.

Sono stati circa undicimila i fiorentini che hanno partecipato alle assemblee sparse tra centro e periferia lo scorso 28 settembre, contribuendo a scrivere il destino dei posti che hanno più a cuore. E ora parte la vera sfida domenico Barista, 55 anni

davide Pizzaiolo, 19 anni

eveLin Commerciante, 37 anni

“Al Duomo ci vuole più luce”

“Musica e arte al parco”

“Multiplex in chiave sociale”

“Con la pedonalizzazione di piazza Duomo gli affari sono senz’altro migliorati, ma bisognerebbe fare qualcosa per migliorare l’illuminazione, la sera è troppo buio. E poi mi piacerebbe vedere via Martelli in ordine, come tutte le altre strade, con i dehors degni di questo nome, con pedane e coperture come si deve”

“Così com’è il parco di San Donato è alienante. E’ un po’ lo stile con cui vengono fatte le cose adesso, senza personalità. E va a finire che non ci va nessuno, come in questo caso. Per portarci un po’ di persone bisognerebbe organizzarci qualche evento, ad esempio concerti o esposizioni d’arte”

“Da un punto di vista estetico è e rimarrà orribile, ma il Multiplex potrebbe rinascere sotto forma di centro di aggregazione sociale: questa zona non offre niente ai giovani, tranne qualche giardino. Si potrebbe anche pensare di farci una ludoteca per i più piccoli, sarebbe anche un modo per recuperare l’intera area”

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LA CITTÀ DI DOMANI/2. Sant’Ambrogio apre di pomeriggio, a San Lorenzo sono appena finiti i lavori

I mercati cambiano: restyling e orari lunghi Ludovica V. Zarrilli

F

irenze, mercati aperti. Sembra questa la tendenza degli ultimi tempi, che vede protagonisti i mercati storici della città, sempre più proiettati verso aperture dilatate e una maggiore disponibilità ad accogliere tra i banchi e gli espositori eventi culturali, concerti e chi più ne ha più ne metta. A partire da Sant’Ambrogio, in piazza Ghiberti, che ha di recente annunciato l’amplimanento dell’orario di apertura due volte la settimana (il mercoledì e il venerdì è aperto dalle 8 fino alle 19 azichè fino alle 14), rendendo possibile la spesa pomeridiana anche ai ritardatari e a chi la mattina non riesce a frequentare gli allegri ambienti del mercato. Già quest’estate il complesso aveva aperto le porte - per un periodo di tempo limitato - a una serie di concerti che davano modo di conoscere la bella struttura ottocentesca anche nella sua veste by night. Dalla fine di ottobre invece , via libera al nuovo esperimento: “Siamo molto soddisfatti – spiega il vicesindaco Dario Nardella – questo era un obiettivo dell’amministrazione e ringrazio il Consorzio che ha reso possibile questo risultato. Si tratta di una sperimentazione che durerà fino a giugno, ma sono fiducioso che sarà positiva e che con il tempo tutti gli operatori aderiranno ai nuovi orari, anche quelli dei banchi esterni”. “Il nuovo orario – dice Fabio Rasile del consorzio esercenti - vuole rispondere alle esigenze di

tutti coloro che, pur non disponendo al mattino di sufficiente tempo per fare la spesa, non vogliono rinunciare a portare sulla propria tavola genuinità e freschezza; una freschezza che va avanti dal 1873”. Leggermente diversa la situazione del mercato centrale di San Lorenzo, per cui si parla da tempo di un’apertura prolungata ma “ancora non si è deciso niente - spiega il vicepresidente del consorzio Alessandro Boni - si vociferava di un paio di aperture settimanali, ma ancora non c’è niente di certo”. Per adesso l’unica cosa certa è che finalmente, dopo un anno e mezzo di lavori, il primo piano del complesso progettato dall’architetto Giuseppe Mengoni (autore anche del Mercato di Sant’Ambrogio e della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano) è tornato alla città (l’intervento è costato 1 milione e mezzo di euro) e l’amministrazione intende destinarlo alla “cultura enogastronomica, all’artigianato e alla moda - ha spiegato Nardella -. Definiremo presto le linee guida del nuovo progetto e lo faremo insieme alla città e agli operatori del mercato stesso, ai quali chiediamo la massima collaborazione. Il nostro obiettivo è quello di rendere San Lorenzo ancora più vivo e attraente”. Ancora insicura la sorte di tutti quei banchi che, durante i lavori, sono stati spostati all’esterno del mercato, dentro una tensostruttura affacciata su piazza del Mercato Centrale, che ora sperano di tornare negli spazi all’interno, “prendendo una decisione su come sfruttare gli spazi, di comune accordo con il Comune”.

marco Macellaio, 57 anni

moreno Gastronomo, 47 anni

aLeSSandro Ortolano, 46 anni

“Prima di tutto la viabilità”

“No all’orario prolungato fino a sera”

“Negozi al primo piano? Sì, però...”

“Non condivido la proposta di ampliare l’orario del mercato di San Lorenzo fino a sera. Partiamo dal fatto che qui dentro d’inverno ci sono 3-4° di giorno: forse se fosse climatizzato andrebbe meglio, ma qui siamo rimasti a 50 anni fa come struttura. In più si tratta di uno dei quartieri meno sicuri della città, e uscire la sera con l’incasso non sarebbe molto simpatico”

“Quando iniziarono i lavori al piano di sopra del mercato di San Lorenzo l’intenzione era quella di renderlo a noi ortolani, una volta finita la ristrutturazione, così com’era prima. Adesso si parla di negozi, ma in realtà la discussione è ancora in corso. E non vorremmo che alla fine alcuni di noi fossero costretti a rimanere all’aperto”

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“Sono d’accordo con l’apertura pomeridiana del mercato di San Lorenzo, ma prima dovrebbero cambiare un po’ di cose. Questo posto è fatiscente, bisognerebbe renderlo più accogliente. E fare qualcosa per la viabilità, perché al momento è un percorso di guerra quello che porta qui. Altrimenti rimarrà solo una meta turistica”

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salute

Novembre 2010

DICA 33/1. Quest’anno non ci sono pandemie in vista, ma la prevenzione resta un’arma insostituibile

Influenza, partite le vaccinazioni Solo nel territorio di competenza della Asl 10 ne sono state richieste 225mila dosi, destinate a over 65 e a soggetti a rischio per patologie o professione Benedetta Strappi

È

uno di quegli appuntamenti imperdibili, una di quelle campanelle che suonano ogni anno anche se se ne farebbe volentieri a meno. L’influenza, con il suo corollario di starnuti, febbre, mal di gola e chi più ne ha più ne metta, si prepara ad affacciarsi e ad inchiodare a letto le sue vittime senza chiedere il permesso. Quest’anno, però, fortunatamente, il megafono degli allarmi sanitari non ha strillato forte come l’anno scorso. Lo spettro della pandemia da “nuova influenza” pare allontanato, anche se gli esperti hanno spiegato a più riprese che anche quest’anno a farla da padrone sarà il virus H1N1. Resta costante anche il monito a vaccinarsi rivolto ai cossidetti soggetti a rischio. Anziani, portatori di patologie particolari e operatori sanitari già dal 18 ottobre scorso possono vaccinarsi. Il vaccino è, come ogni anno, gratuito e per la “punturina” basta rivolgersi al proprio medico di famiglia, pediatra, o agli ambulatori della Asl 10. Quest’anno, complessivamente, la Regione Toscana ha acquistato un milione di dosi, con una spesa complessiva di circa 4 milioni di euro. Nel territorio di competenza della Asl fiorentina sono stati richieste 225mila dosi di vaccini e la campagna durerà fino a fino a fine anno. In quel periodo, tra l’altro, è atteso il picco dei contagi, anche se non si può prevederlo con esattezza (il bollettino aggiornato si trova su www. epicentro.iss.it). L’anno scorso, a vaccinarsi, fu il 71 per cento degli over 65: una cifra vicina all’obbiettivo prefissato dal ministero della Salute, attestato al 75 per cento. E quest’anno? La speranza degli addetti ai lavori è che la guardia non si abbassi, e che anche se non si grida più alla pandemia le persone non dimentichino la buona pratica della prevenzione. Che passa attraverso il vaccino, innanzitutto, ma anche attraverso

una serie di piccoli accorgimenti che possono essere preziosi. Il primo passo è tener pulite le mani, lavandole spesso e con cura (l’Organizzazione mondiale per la sanità raccomanda di impiegarci non meno di 40-60 secondi, facendo attenzione a detergerne ogni parte) e utilizzando gel alcolici quando non si ha a disposizione dell’acqua. Lo stesso vale per l’igiene respiratoria: naso e bocca, in fase di starnuto, vanno coperti. E poi c’è il buon senso, quello che impone di stare a casa quando si ha l’influenza – specie i primi giorni - per evitare di contagiare gli altri. “L’influenza è la malattia infettiva che in assoluto incide maggiormente sulla popolazione – ha ribadito l’assessore regionale al diritto alla salute Daniela

Il picco dei contagi dovrebbe verificarsi intorno alla fine dell’anno Scaramuccia - sia sotto l’aspetto sanitario sia sotto il profilo socio-economico, con assenza dal lavoro, dalla scuola e da tutte le altre attività. La polemica sulla pandemia della scorsa stagione e sullo spreco dei vaccini, rimasti in gran parte inutilizzati, può aver generato sfiducia nella vaccinazione. Voglio ricordare che il vaccino è il mezzo più efficace e conveniente per prevenire l’influenza e le sue complicanze. Invito quindi gli anziani sopra i 65 anni e tutte le persone appartenenenti alle categorie a rischio - ha concluso - ad andare dal proprio medico o pediatra di famiglia per farsi vaccinare”.

L’APPELLO Per l’associazione “Noi per voi per il Meyer”

Nuovi volontari cercasi

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a la nostra sanità vive anche di un prezioso “sottobosco”: il volontariato. Firenze, ed in generale la Toscana tutta, conta una miriade di associazioni attive nel settore. Una di queste è “Noi per Voi per il Meyer -Onlus”, nata nel 1988 come raggruppamento di genitori di pazienti oncologici dell’ospedalino, e cresciuta nel tempo fino a contare oltre 3.500 soci. E adesso “Noi per Voi” cerca nuovi volontari. Persone disposte a regalare un po’ del loro tempo (bastano pochissime ore a settimana) a una più che giusta causa, per dare sostegno ai piccoli pazienti del Meyer (e di altre strutture con cui l’associazione collabora) e alle loro famiglie. Questi volontari si muovono su un doppio fronte: da una parte sono presenti nei reparti e a casa dei piccoli malati, dall’altra sono chiamati a occuparsi di quelle faccende burocratiche che spesso rappresentano un fardello ulteriore per i loro familiari. E sono sempre loro ad animare le iniziative di raccolta fondi, dalle cene di beneficenza agli stand. “La nostra associazione ha una

particolarità – spiega la dottoressa Ilaria Paggetti, referente per le attività di volontariato – che è quella di organizzare, generalmente una volta all’anno, corsi di formazione ad hoc, gratuiti, che preparino chi si avvicina a noi ad affrontare al meglio situazioni spesso emotivamente pesanti. Oltre a questo ci occupiamo della formazione permanente, e ogni mese ci sono due riunioni per agevolare al massimo il lavoro dei volontari”. Per tutte le informazioni, e per le iscrizioni al corso di formazione, si può consultare il sito www. /B.S. noipervoi.org.


salute

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DICA 33/2. Un fiorentino racconta la sua personale esperienza dopo aver contratto l’H1N1

Una lunga storia di allarmi “gonfiati” Dalla mucca pazza alla suina, passando per la Sars e l’aviaria: alla “saga” delle pandemie (vere o presunte) si aggiunge un nuovo capitolo ogni anno Ilaria Esposito

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n principio fu l’encefalopatia spongiforme. Volgarmente detta “mucca pazza”, probabilmente questa malattia costituì uno dei primi “allarmi epidemia” del nuovo millennio. In realtà, il morbo venne identificato per la prima volta nel 1996, ma il picco di casi si verificò nel 2000. Ad oggi, in tutto, sono state 217 le persone, distribuite in 11 stati diversi, ad ammalarsi di Bse (fonte Asca). Purtroppo, l’ultimo caso italiano risale a quest’estate. E ancora, nel 2002 fu la volta della Sars (Sindrome Acuta Respiratoria Severa), della quale fu vittima il medico Carlo Urbani. Dopo il suo caso, in Italia fu lanciato lo stato di allarme, che fortunatamente rientrò dopo poco tempo senza che il numero di casi verificatosi potesse essere considerato preoccupante. Fra il 2003 e il 2004 fu la volta dell’aviaria, quella che faceva tremare gli ipocondriaci davanti a un petto di pollo. In realtà, il contagio era facilmente scongiurabile con una semplice cottura delle carni bianche, tanto che tutti i casi sospetti di contrazione del morbo nel nostro Paese fra il 1997 e il 2007

seguirono ad un contatto diretto degli individui con volatili domestici. Ad ogni modo, la “fobia del pollo” causò soprattutto una grossa perdita economica nel settore dell’allevamento avicolo. Passando dai bovini alle carni bianche, cronologicamente si giunge alla suina, per cui si è parlato di “pandemia”. Il passaggio del morbo dagli animali all’uomo è avvenuto nel 2009 in piccoli villaggi messicani, dove purtroppo morire di influenza è ancora facile. Giunto in Europa, il virus H1N1 è stato effettivamente contratto da molti, ma fortunatamente nella maggioranza dei casi si è manifestato come una normalissima influenza. E’ il caso di Niccolò Tosi, 25 anni, di Firenze, che l’anno scorso si è ammalato mentre trascorreva un periodo di studi in Inghilterra. “Ho contratto il virus fra Washington e l’Inghilterra – spiega Niccolò - in aeroporto. Arrivato a Southampton stavo già male, quindi ho compilato un form su un sito che era stato costruito in occasione dell’emergenza. Ho chiamato il medico e lui ha contattato la ‘Health protection unit’. Mi hanno fatto due tamponi e dopo un paio

di giorni mi hanno confermato che avevo sicuramente contratto la H1N1. Il mio è stato il primo caso in Hampshire e c’era un po’ di disorganizzazione. Dopo è stata stabilita una procedura. Io sono dovuto stare chiuso in casa

una settimana - conclude il 25enne - la mia università è stata avvertita e i miei coinquilini allontanati dall’appartamento che condividevamo. Al di là di questo, si è trattato di una normale influenza”.

IL FATTO La paziente aveva contratto la malattia, che ha tempi di incubazione lunghissimi, molti anni fa, quando non c’erano controlli sulla carne

A Livorno un ricovero recente per la Bse: “Ma nessun pericolo di contagio”

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ra dal 2002, quando una donna si ammalò in Sicilia, che la BSE o - per dirlo come la malattia è conosciuta ai più - la “mucca pazza”, non tornava a terrorizzare l’Italia. E invece quest’estate una signora livornese di 42 anni è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale di Livorno per permetterle di attraversare la fase terminale della malattia ricevendo alcune cure palliative che le alleviassero l’atroce sofferenza. La donna accusava da tempo disturbi neurologici e per questo si era recata pochi mesi fa al Carlo Besta di Milano, dove la malattia le è stata diagnosticata e dove, senza successo, le sono stati

somministrati i primi medicinali. Già a ottobre 2009 quello della donna era stato definito come un probabile caso di “variante della sindrome di Creutzfeldt-Jakob” (la mucca pazza, appunto). I disturbi neurologici che hanno portato la signora fino allo stato di coma sono dovuti a una proteina, il prione, che danneggia il sistema nervoso e il tessuto cerebrale. Purtroppo, la diagnosi della malattia non è facile né può esser fatta in tempi rapidi, perché il periodo di incubazione della Bse può anche durare 10 anni e i sintomi possono essere diversi. Questa estate è stata proprio la lunghezza del periodo di latenza della

055 200.13.26 Il primo taxi tutto al femminile

malattia a far escludere agli esperti il fatto che in Italia, dopo questo caso, si dovesse tornare a parlare di allarme. Infatti, la proteina sarebbe stata ingerita dalla donna quando ancora i controlli sulla carne non erano quelli imposti dalla normativa europea dopo i casi del 2000. Per quanto riguarda l’ospedale dove la donna è stata ricoverata, invece, i medici hanno tenuto a sottolineare che ogni tipo di contagio degli altri pazienti è da escludersi. Grazie all’osservanza di normali misure igieniche, i ricoverati nel reparto dove è stata ospitata la donna si devono /I.E. considerare al sicuro da qualsiasi tipo di rischio.

L’unica donna che non ti fa aspettare www.intaxifirenze.it


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sì, viaggiare

Novembre 2010

CURIOSITÀ/1. Molti i giovani che scelgono di noleggiare uno di questi mezzi anche solo per poche ore

Metti una sera a bordo di una limousine Farsi scarrozzare dietro i vetri scuri di un’auto sfarzosa sembra non essere più un sogno proibito. E così spopola la moda alla “Pretty Woman” Annalisa Cecionesi

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mmaginate la scena di Pretty Woman in cui Julia Roberts sale e scende da una limousine colma di acquisti. Perché non farlo in via Tornabuoni? Basta noleggiare una limousine. Nell’immaginario collettivo è il mezzo di trasporto dei boss della malavita o delle star dello spettacolo. Ma oggi non è più una bizzarria americana. Anche i palazzi e le vie di Firenze possono essere visti dai vetri scuri di una “limo”. Non c’è da stupirsi nel trovarsene una a fianco al semaforo. Perché salire su una limousine non è più (solo) roba da ricchi. Se negli Stati Uniti il noleggio di questo genere di auto va avanti da decenni, in Italia è una novità degli ultimissimi anni. Uno “limo” può aspettare gli sposi davanti alla chiesa. Ma anche un’uscita in discoteca può essere l’occasione buona per noleggiarla. Il costo? Per una serata in discoteca, dalle 8 di sera fino a tarda notte, si spendono circa 600 euro. Spesa che si può dividere tra i partecipanti. Queste vetture infatti possono ospitare anche 8 persone. La “limo” non è soltanto un mezzo di trasporto, ma una sorta di lussuoso locale con le ruote. La serata inizia a bordo. Sui sedili in pelle si sorseggia un aperitivo, si può ascoltare musica o guardare un film. “È un servizio che consente aggregazione – spiega Alessio Dolfi dell’autonoleggio Fast Car di Pistoia - senza dimenticare che noleggiando una limousine ci si può concedere un drink senza temere l’alcool test, visto che alla guida c’è un autista”. Ma dove vuol farsi scarrozzare chi decide di noleggiare una “limo”? Le mete più gettonate sono la Versilia e i locali fiorentini. Centro storico compreso, visto che le vetture hanno l’autorizzazione alla circolazione, alla pari dei taxi. I clienti sono di tutti i tipi. Tanti giovani che vogliono trascorrere una serata particolare, festeggiare un compleanno o una laurea. Il ragazzo intenzionato a stupire la fidanzata o i freschi sposini che la scelgono nel giorno del sì. Tra questi, mol-

ti sono cinesi. La limousine consente loro di sfoggiare il lusso ma anche di far spazio ai testimoni, che per loro tradizione seguono gli sposi. Ma chi noleggia una “limo” non lo fa solo per ostentare uno status symbol. “Alcune mamme – racconta Dolfi – l’hanno noleggiata per fare una sorpresa di compleanno alla figlia di 12 o 13 anni, invitando anche gli amici. Per una bambina salire su una macchina del genere è un po’ come vivere una favola”. Una fiaba alla Pretty Woman (per info: www. limousinetoscana.com).

Una limousine in servizio

CURIOSITÀ/2. Si può partire da viale Europa o San Casciano, il volo dura un’ora

E per gli incontentabili c’è la mongolfiera F

irenze… cinquecento metri sopra il cielo. Non è un film, né il titolo di un libro. È la possibilità di ammirare la città e i suoi dintorni col naso all’ingiù. A bordo di una mongolfiera. Il Duomo, Santa Croce, Ponte Vecchio, l’Arno. E intorno le dolci colline. Di solito è un paesaggio che si ammira a “spizzichi e bocconi”. Un pezzo alla volta. Al massimo la buona porzione che si staglia di fronte a piazzale Michelangelo. Per vedere dall’alto il paesaggio che tutto il mondo ci invidia “basta” superare la paura delle vertigini e salire su una mongolfiera. “Il numero delle persone che vogliono provare questa esperienza è in crescita, grazie a internet – spiega Ivan Vastano, titolare della ‘Vastano Mongolfiere’ - tra i nostri clienti abbiamo in prevalenza stranieri, ma il numero di italiani è in aumento”. Salgono sul “pallone volante” per fare un regalo di compleanno o per festeggiare in modo singolare un anniversario. Ma c’è anche chi invita a bordo il proprio partner per una memorabile richiesta di matrimonio ad alta quota. O chi,

semplicemente, lo fa per togliersi uno sfizio e coronare un sogno. Senza dimenticare gli appassionati di fotografia, che potranno mostrare agli amici scatti mozzafiato. Le basi di decollo? Con la Vastano Mongolfiere si può partire da Firenze, nello spazio messo a disposizione da un hotel di viale Europa, o da San Casciano. E si può sorvolare, a seconda del vento, Firenze, Siena, San Gimignano e Volterra. “Da una posizione privilegiata, e in tutta sicurezza – racconta Vastano - si vedono le colline intorno a Firenze, le ville e gli splendidi giardini che da terra sono nascosti alla vista”. Il volo dura circa un’ora e può essere effettuato in tutte le stagioni, se le condizioni meteo lo permettono. Non possono volare i bambini sotto i sei anni o alti meno di 1,20 metri, né le donne in gravidanza. Per quanto riguarda l’abbigliamento, bastano pantaloni lunghi e scarpe da tennis. E’ possibile avere la mongolfiera in esclusiva o volare in gruppo, fino a 16 persone (per info: www.vastanomongolfie/A.C. re.com).


TEATRO/1. Viaggio tra i cartelloni più curiosi per scoprire burattini, vernacolo e commedie brillanti

Palcoscenico sì, ma solo se è alternativo Chi l’ha detto che a Firenze non si sperimentano nuovi generi? Ce n’è per tutti

LA MOSTRA

i gusti: l’Everest fa salire sul palco giovani artisti emergenti, il Reims - nel bel mezzo

Quando gli etruschi guardavano l’Oriente

del quartiere 3 - regala agli appassionati divertenti scenette recitate nel toscano più verace, mentre al Teatrino del Gallo spopolano le marionette Ilaria Esposito

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d autunno inoltrato si entra nel vivo delle stagioni teatrali, si ha già un’idea degli spettacoli da non perdere fino ad aprile e in molti saprebbero elencare i grandi nomi che si alterneranno sui cartelloni per tutto l’inverno. Ma la Firenze dei teatri non è fatta solo di questo. Sono tanti gli spazi non convenzionali dove gli appassionati di generi più o meno di nicchia, o semplicemente considerati minori dal grande pubblico, possono assecondare i propri gusti. Teatro contemporaneo, vernacolo e burattini sono solo alcuni esempi di quanto la città offre e i cittadini spesso non conoscono. Altrettanto sconosciuti i luoghi dove questi spettacoli vanno in scena, nonostante in molti casi sorgano nel bel mezzo dei quartieri fiorentini. Un esempio? Il Teatro Everest di via Volterrana. Lo spazio ha riaperto cinque anni fa dopo venti anni di chiusura al pubblico e ogni anno presenta un programma di spettacoli che vanno da Shakespeare alle proposte più originali di giovani compagnie. L’Everest fa parte del circuito “Teatri possibili”, rete che si propone di diffondere l’universo teatrale in ogni suo aspetto, dal momento del palcoscenico a quello della formazione di giovani artisti. Per questo motivo, presso lo spazio di via Volterrana sono presenti anche una programmazione per i più giovani e corsi di recitazione, clowneria, tecniche vocali e giocoleria. Ma l’offerta “alternativa” dei palcoscenici fiorentini non si esaurisce qui. Per dirne una, anche chi ama il vernacolo può trovare pane per i propri denti. In questo settore, la tradizione fiorentina ha pochi rivali. Lo dimostra il programma per l’anno 2010-2011 del Teatro Reims, che si trova nell’omonima via, nel bel mezzo del quartiere 3: un cartellone che vede alternarsi spettacoli di lirica e commedie brillanti alle esibizioni di compagnie teatrali che recitano rigorosamente in toscano. La programmazione è iniziata a novembre. Per la prima parte del mese sono previsti gli spettacoli “La Bottega di Sghio”, della compagnia “Stabile del Reims Associazione Culturale Teatreria” (nei giorni 6,7, 13 e 14 ) e “A.A.A piacente mezza età, cerca il-

libata per urgente matrimonio”, della compagnia “Firenze Ridanciana (27 e 28 novembre)”. Il cartellone continuerà per tutto l’anno con le esibizioni delle compagnie vernacolari citate e della compagnia “De Bon tempo”. Spettacoli dello stesso genere si possono vedere anche al Teatro Nuovo del circolo ARCI Lippi, in via Fanfani, dove si esibiscono la “Compagnia del Grillo” e gli allievi del laboratorio teatrale che ha la stessa sede. “E i burattini?” Domanderanno i nostri

piccoli lettori. Anche per il genere solitamente amato dai bambini, ma che di per sé vanta una tradizione comparabile a quella del grande teatro, a Firenze non mancano i palcoscenici. Uno su tutti, quello del Teatrino del Gallo, che si trova in via San Gallo 25r ed è stato ricavato dalla limonaia adiacente la Libreria Libri Liberi. Qui si esibiscono spesso i famosissimi Pupi di Stac, la compagnia fondata da Carlo Staccioli nel 1946, oltre a numerosi altri gruppi teatrali per bambini.

LIBRI. Il nuovo lavoro di Paolo Ciampi, dedicato alla donna che sposò la causa di Garibaldi

Miss Uragano, l’inglese che “fece” l’Italia T

ra i libri che escono per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia spicca, per originalità e simpatia, la biografia di tale Jessie White, eroina inglese prestata alla causa di Garibaldi. Una figura di donna che non si studia sui testi scolastici, riportata alla luce dal giornalista e scrittore fiorentino Paolo Ciampi. Miss Uragano (Romano Editore, pagg. 328, euro 14, prefazione di Anita Garibaldi), questo il titolo che si riferisce al soprannome della White, è l’avvincente storia di chi, fra i tanti inglesi che offrirono un contributo al Risorgimento, ebbe un ruolo importante e, soprattutto, dedicò l’intera vita alla causa italiana. Ciampi affronta il tema biografico della donna-eroe, facendo trasparire in ogni pagina grande ammirazione, quasi una devozione che, oggi, appare come un tributo postumo. Una biografia, un libro di storia da leggere come un romanzo, attraverso le vicende di una donna eccentricamente anglosassone e sanguignamente italiana, seguendola a Firenze, la città che scelse per vivere e per morire, ma anche a Pisa, Genova, Napoli, Palermo, Roma. “Jessie White – spiega Ciampi – fu cospiratrice al servizio di Mazzini, infermeria delle camice rosse in quasi tutte le campagne

di Garibaldi, poi anche scrittrice e giornalista, corrispondente per alcune delle più grandi testate internazionali e, prima in Italia e tra le prime donne al mondo, anche inviata di guerra. Venerò Mazzini come maestro, si lasciò conquistare da Garibaldi come uomo e come eroe, ebbe come amici intimi personaggi del calibro di Agostino Bertani e Carlo Cattaneo, ma fu con un altro protagonista di quegli anni e di quelle battaglie, Alberto Mario, che intrecciò una lunga e travolgente storia di amore: forse la più bella del nostro Risorgimento, sbocciata in carcere e capace di durare fino alla morte”. Una donna dal carattere impetuoso, una donna che ha dato molto agli italiani. “Nei suoi confronti – aggiunge Ciampi – l’Italia è stata senz’altro assai meno generosa: il ricordo di Jessie White è confinato solo a qualche studio specialistico”. Ora il libro di Ciampi prova a fare giustizia, rivelandoci una storia incredibile fatta di passioni, barricate a Milano, l’impresa dei Mille e, infine, il volto della prima donna-reporter in Italia distintasi per le grandi inchieste sul campo, per le testimonianze coraggiose sull’inferno delle carceri /C.B. e dei manicomi, dei bassi napoletani e delle zolfatare.

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li etruschi tornano a casa, in pieno centro storico, accanto alla Santissima Annunziata. Hanno affrontato secoli di storia, ma anche la distruzione provocata dall’alluvione del 1966 e un restauro durato 40 anni. La mostra “Signori di Maremma. Elites etrusche tra Populonia e Vulci” mette in vetrina centinaia di reperti, raramente esposti al pubblico o inediti, che trovano posto nelle stanze dove erano custoditi fino al ‘66: il Museo Topografico Centrale dell’Etruria, parte dell’attuale Museo Archeologico Nazionale di Firenze, uno dei più importanti al mondo per l’etruscologia. Ceramiche figurate, statue, armi, preziose oreficerie: sono alcuni dei tesori custoditi nel deposito del museo, riportati alla luce per illustrare il periodo “orientalizzante”, quello che va dalla fine dell’VIII all’inizio del VI secolo a.C., in cui è evidente l’influenza del Vicino Oriente sulle produzioni artistiche dell’Etruria. I materiali, che provengono dai principali centri della Maremma, narrano la vita ai tempi delle aristocrazie etrusche: la guerra, i banchetti, i momenti quotidiani. Suggestive ricostruzioni fotografiche e gigantografie arricchiscono il percorso, allestito dagli architetti Luigi e Marica Rafanelli. Ci sono anche le opere contemporanee: la personale di Anna di Volo, che per le sue tele prende spunto dal mondo antico. La mostra è reduce dal successo raccolto l’anno scorso, in occasione della sua prima edizione, a Grosseto. Adesso arriva a Firenze arricchendosi di nuove sezioni. “Tutto questo permette di riportare nella loro sede naturale una serie di corredi che erano esposti qui prima dell’alluvione – spiega Carlotta Cianferoni, direttrice del Museo Archeologico - più che una mostra è una sezione importante del museo che viene riproposta al pubblico”. In cantiere c’è il progetto di trasformare la rassegna in un allestimento permanente, quando sarà concluso il recupero degli ambienti del Topografico. “I depositi del museo racchiudono molti tesori – prosegue Carlotta Cianferoni – stiamo parlando di decine di migliaia di pezzi. L’idea è quella di tirare fuori gradualmente i vari reperti, tramite mostre e allestimenti, in modo da rendere il museo vivo, in continuo divenire”. La visita alla mostra, in programma fino al 30 aprile 2011, è compresa nel biglietto /G.C. del museo (3 euro).

Uno degli oggetti esposti


cultura

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TEATRO/2. Nel cuore di Gavinana apre il Nuovo Lumière, dedicato a giovani e spettacoli di qualità

E ora Firenze ha un sipario in più Ludovica V. Zarrilli

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on ci avrebbe mai scommesso nessuno, e invece qualuno ha avuto il coraggio di farlo. In un momento in cui il mondo della cultura, e in particolare quello del teatro, sembra soccombere sotto la scure degli scarsissimi finanziamenti, ecco che un gruppo di giovani e intraprendenti amanti del palcoscenico hanno deciso di tirare su un nuovo sipario: si tratta del Nuovo Teatro Lumière, nato sulle ceneri della vecchia sala cinematografica del Centro Incontri, in via di Ripoli 231, nel cuore del quartiere di Gavinana e poco lontano da Bagno a Ripoli. Da un’esperienza già radicata sul territorio, nel ventre di una comunità numerosa e attiva, che porta scritta nel proprio dna la passione per il teatro, nell’eredità della Compagnia Giosuè Borsi Arsante, attiva qui dal 1920, nasce un’avventura culturale e sociale che si apre alla città di Firenze. Ne è interprete l’attore, giornalista e regista fiorentino Marco Predieri a cui è stato affidato l’onere e l’onore di comporre il primo cartellone. “E’ una sfida complessa ed esaltante al tempo stesso – spiega il neo direttore – un atto rivoluzionario in un tempo fatto di realtà virtuale e di media, nel quale sembrano contrarsi sempre più drammaticamente le risorse e gli spazi per i linguaggi dello spettacolo dal vivo e per l’arte in generale. Quello che mi ha convinto ad accettare

è stato soprattutto l’entusiasmo espresso dalla comunità a cui la sala appartiene e da chi fino a oggi l’ha mantenuta comunque in vita e attiva, Paola e Maurizio del Buffa. Lo sforzo per riconsegnarla al pubblico è stato ingente ed è per questo ancor più sentita ed evidente la mia responsabilità nell’interpretare il mandato affidatomi”. Un teatro piccolo che vanta già un cartellone di tutto rispetto. La prima si è svolta il 5 novembre e ha vi-

La struttura si propone come base pulsante di una realtà autentica

sto on stage Edy Angelillo e Michele La Ginestra con lo spettacolo Radice di 2, e a fine mese sarà la volta di “Rafael. Il signore della magia” (dal 26 al 28) seguito a ruota da “Le soprelle Materassi”, dal 3 al 5 dicembre. Sul palco si alterneranno nuove leve e attori già consacrati come Alessandro Benvenuti, Andrea Muzzi, Alessandro Riccio e Silvia Paoli. “Il Lumière - continua Predieri non sarà un semplice palcoscenico per le ospitalità, ma intende proporsi come base pulsante di una

comunità teatrale autentica, radicata sul territorio e aperta al confronto, alle istanze delle giovani professionali e soprattutto degli spettatori che ne costituiranno il vero cuore. E’ in quest’ottica che i primi artisti che compongono il nuovo cartellone

hanno raccolto, devo dire anche con commovente slancio, il mio invito a credere in un viaggio comune, che oggi comincia in salita, come sempre accade per le novità, ma che mi auguro possa essere lungo e in costante crescita”.

NOVITÀ. Al via i lavori per l’ampliamento della superficie espositiva

Il museo dell’Opera del Duomo si rifà il look I

Un’immagine del progetto

l nuovo museo dell’Opera del Duomo comincia a muovere i primi passi verso la realizzazione, e lo fa annunciando il via libera ai lavori, che andranno avanti per sei anni e consegneranno alla città una superficie espositiva duplicata e un nuovo appeal per capolavori come la Pietà di Michelangelo o la Maddalena di Donatello, che saranno finalmente esposti in spazi adeguati. Novità anche per la cattedrale, all’interno della quale è prevista la realizzazione di un ambone (quella struttura dalle quale il sacerdote proclama le letture, ndr) per realizzare il quale sono state chiamate a raccolta alcune delle teste coronate dell’arte e dell’architettura made in Italy: a contendersi lo scettro per la progettazione

ci sono Mario Botta, Mario Ceroli, Amalia Ciardi Duprè, Massimo Lippi, Mimmo Paladino, Filippo Rossi, Enrico Savelli e Paolo Zermani. E nonostante il consiglio dell’Opera del Duomo, compresa la presidente Anna Mitrano, insieme al vescovo di Firenze Giuseppe Betori e a monsignor Timothy Verdon, siano entusiasti dell’idea di mescolare l’antico al contemporaneo, tra chi storce il naso c’è l’attuale direttore dei musei vaticani ed ex soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci. “Non mi permetto di giudicare - ha detto Paolucci - ma ritengo, in generale, che intervenire in un contesto antico sia sempre pericoloso ed inopportuno. L’ intervento potrebbe compierlo anche il più grande

scultore del mondo, ma questa resta la mia idea”. Nessuno ha invece avuto da ridire sul progetto di ampliamento del museo, affidato agli architetti Adolfo Natalini e Guicciardini&Magni. La superficie totale sarà di 5.250 metri quadrati e l’investimento, tutto a carico dell’Opera del Duomo, ammonta a 25 milioni di euro. Il “vecchio” e il nuovo museo saranno uniti in un unico percorso e l’ ampliamento permetterà di esporre adeguatamente l’ intera collezione, comprese le opere monumentali come la Porta del Paradiso del Ghiberti e le altre due porte bronzee del Battistero “qualora si decida di musealizzarle” insieme ai gruppi scultorei che le /B.B. sovrastano.


IL PERSONAGGIO. Il direttore sportivo fa il punto della situazione. E guarda al futuro

Gli orizzonti di Pantaleo Corvino Dall’infortunio di Jovetic alla scommessa Ljajic, dalla scelta di Boruc all’obiettivo Nastasic: tanti gli argomenti affrontati. E su se stesso: “Se non mi danno un calcio, a Firenze vorrei rimanere fino al 2015. Poi smetterò”

Pantaleo Corvino

Cristina Guerri

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ercato ma non solo. A stagione ormai avviata, il direttore sportivo viola Pantaleo Corvino fa il punto della situazione. Con un occhio al futuro: quello della squadra, ma anche il suo. Partiamo da Ljajic. Una delle poche note liete di questo inizio di stagione... Ljajic, come Jovetic, è arrivato nello scetticismo generale. Abbiamo investito sei milioni di euro per lui, tanti per un giovane, anche se di buona prospettiva. Lo avevo notato al torneo “Nereo Rocco” e l’ho seguito a lungo. Quando è saltato il trasferimento del giocatore al Manchester United per un permesso di lavoro che non è arrivato, mi sono fatto trovare pronto e ho anticipato gli altri club. L’infortunio di Jovetic proprio non ci voleva... All’inizio credevo fosse una semplice distorsione, magari alla cavi-

glia. E invece c’è stato uno “tsunami” nel ginocchio. Mi sono sentito male, anche perché sul mercato avevo deciso di portare avanti una determinata strategia. Trovarsi senza uno dei giocatori più importanti mi ha creato problemi di grande sofferenza. Per il ragazzo, ma anche per l’allenatore, per la società e per i tifosi. Adesso tiene banco la questione Montolivo. Il rinnovo è vicino? E’ sempre difficile parlare del mercato. Ma sul suo contratto sono sempre stato molto chiaro. Da parte del procuratore e del ragazzo abbiamo ricevuto la volontà di legarsi alla Fiorentina per i prossimi cinque anni. Tornato dal Mondiale, a inizio campionato, ci è stato detto che volevano una pausa di riflessione. Noi aspettiamo, perché nelle due persone in questione riconosciamo una coerenza e crediamo che possa dare continuità. Anche lei è in scadenza di contratto... Se non mi danno un calcio, a Firenze vorrei rimanere fino al 2015. Poi smetterò. Vorrei godermi i miei figli, visto che fino a oggi non ho potuto farlo.

Passiamo a Boruc. Il suo acquisto ha creato qualche polemica, considerando il fatto che un grande portiere (Frey) c’era già. La verità è che si fa fatica ad accettare che con Avramov e Frey servisse un’altra alternativa valida. Ma, detto questo, Boruc rimarrà a Firenze fino alla scadenza del contratto. Mentre per gennaio si parla tanto di Nastasic... Nastasic l’ho seguito. Ma non può essere tesserato da nessuna società fino al prossimo mercato estivo, perché non ha compiuto 18 anni. E’ un giocatore che conosco, ma i nostri orizzonti sono ampi, che non si fermano soltanto al mercato dell’est. Tante operazioni importanti, in passato, le ho fatte anche in Sudamerica. Vedi Ledesma a Lecce, o Lima che poi ho venduto alla Roma nell’anno dello scudetto. O ancora Chevanton, dall’Uruguay, venduto a 20 miliardi. Il nostro mercato non è figlio di un’area, seppure io sia nato sull’Adriatico e spesso il cuore mi porti verso i Balcani. Da Vucinic a Bojinov certe operazioni, del resto, sono sempre andate bene. Ma non è detto che mi fermi qui. Ripeto, i nostri orizzonti sono ampi.

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sport

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IL PUNTO. Verso la sessione invernale. Ecco quello che potrà cambiare in casa viola

Chi viene, chi va: si avvicina il mercato Cristina Guerri

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ennaio è ormai (quasi) alle porte. E nel calcio gennaio vuol dire soprattutto una cosa: mercato invernale. Per questo, il direttore sportivo della Fiorentina,

Pantaleo Corvino, è già al lavoro per rinforzare la rosa, considerate anche le difficoltà (fisiche ma non solo) di questa prima parte della stagione. Partiamo da quella che sembra sempre più una certezza. L’avventura di Cristiano Zanetti con la maglia della Fiorentina appare agli sgoccioli. Lo ha confermato

Per qualche giocatore dato sul piede di partenza si fanno i primi nomi di possibili rinforzi. In tutti i reparti

il suo procuratore, Carlo Pallavicino: “La condizione di Cristiano è un po’ particolare. Ha voluto scommettere su Firenze, a costo di ridursi l’ingaggio. Poi un infortunio lo ha un fermato e da lì si è creata una situazione un po’ triste. Zanetti è diventato una sorta di capro espiatorio. Sono state dette sempre le solite cose: che è vecchio e rotto. A Firenze – ha aggiunto - si è creato un clima negativo che ha condizionato allo stesso modo la situazione del giocatore. Allora la storia ci insegna che quando non si è molto graditi, forse è bene cambiare aria”. Considerando anche la situazione di Mario Bolatti, un altro centrocampista con le valigie in mano, è facile pensare che Corvino opti per l’acquisto di un giocatore in mezzo al campo. Anche in difesa manca qualcosa, forse uno o due innesti. Il primo sull’out mancino. Pasqual alterna partite no a prestazioni ricche di luci e ombre. Al centro della difesa, invece, con un Felipe che continua a non convincere, serve un giocatore che affianchi Gamberini. Ecco che allora lo scambio tra il brasiliano e Santacroce (attualmente in forza al Napoli) potrebbe concretizzarsi. In attacco guai a parlare di cessioni. Anzi. Serve una valida alternativa a Gilardino. Che non andrà né in Inghilterra (si parlava di un interesse del Newcaste) né alla Juventus. Babacar è ancora troppo giovane e quindi inesperto per supportare il l’attaccante di Biella, ma

un bomber “low cost” potrebbe attirare l’attenzione del diesse viola. Un nome? John Carew dell’Aston Villa. Fuori dai piani di Houllier, tecnico degli inglesi, il centravanti norvegese, che in Italia ha già giocato con la maglia della Roma,

potrebbe essere ceduto a gennaio. Carew, che ha un contratto fino al giugno 2011, ha già chiesto di essere ceduto non appena sarà possibile. Non resta, dunque, che aspettare qualche settimana. Come detto, gennaio è ormai alle porte.

L’OPINIONE Emiliano Mondonico analizza il momento

“Due tecnici molto diversi”

“A

ncora è troppo presto per parlare di mercato sbagliato, o di scelte sbagliate da parte della società”. Parola di Emiliano Mondonico, ex tecnico viola nella stagione 2003-2004, che analizza questa prima parte di stagione. Partiamo dal mercato. Sono stati gli acquisti sbagliati a condizionare questa partenza a rallentatore? Diciamo che sono tanti i fattori che hanno contribuito a determinare questa situazione. Il primo è il cambio di panchina. Con Mihajlovic lo spogliatoio ha perso un po’ di quella tranquillità che Prandelli usava nel gestire le diverse situazioni. L’ambiente aveva bisogno di una scossa, ma la differenza tra i due tecnici è talmente tanta che ha condizionato in negativo questo passaggio. E poi... Prego.

La Fiorentina, dobbiamo dirlo, è stata anche piuttosto sfortunata. Il ko di Jovetic, il dolore alla caviglia di Montolivo e il ginocchio di D’Agostino hanno condizionato e non poco le scelte di Mihajlovic. Ancora è troppo presto per parlare di mercato sbagliato, anche se il giudizio sulla campagna acquisti lo può dare solo la classifica in campionato. In estate si parlava, forse con troppa facilità, di un piazzamento in Champions League... Questo è uno dei campionati più difficili in assoluto. Le squadre di medio livello si sono rinforzate molto. E’ vero, la Fiorentina non lo ha fatto, ma ha comunque mantenuto tutti i giocatori di livello. Ho sentito parlare di salvezza: adesso sarebbe un errore parlare di questo obiettivo, perché i giocatori sarebbero assaliti dalla /C.G. paura.

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sport nel comune

L’INTERVISTA. Barbara Cerchiani, allenatrice dell’Accademia di pattinaggio Stella Rossa

Quell’arte che corre su otto rotelle Carlo Marrone

La nuova stagione è cominciata da poco, e ormai sono sempre di più anche

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i maschi che si avvicinano a questo sport. Per chi vuol mettersi alla prova

l pattinaggio artistico a rotelle è, per definizione, uno sport individuale, ma passando qualche ora insieme ai ragazzi dell’Accademia Pattinaggio Artistico Stella Rossa di Impruneta molti potrebbero pensare il contrario. Il gruppo di sei insegnanti messo insieme dal presidente Roberto Bruni ha sì il compito di preparare i ragazzi a salti e trottole, ma allo stesso tempo quello di educarli al rispetto delle regole e degli avversari. Barbara Cerchiani, da cinque anni una delle allenatrici dell’Apasi, illustra questa realtà imprunetina. Barbara, da circa un mese è iniziata nuovamente l’attività del gruppo Stella Rossa: su quanti atleti potete contare quest’anno? Come iscrizioni abbiamo da poco superato le ottanta unità, ma non tutti potranno essere iscritti alle gare. La metà dei pattinatori sta ancora facendo addestramento, e dovrà passare del tempo prima di vederli gareggiare in occasioni ufficiali. Qual è l’età giusta, a tuo parere, per cominciare a pattinare? Pur non essendoci un limite di età per cominciare è sempre uno sport precoce. Certo, chi prima sale sui pattini ha maggiori possibilità di arrivare ad alti livelli... ma non posso negare di aver conosciuto ragazzi che, pur cominciando da più grandi, hanno raggiunto buoni risultati. I più pensano che questa sia, così come la danza, una disciplina prettamente femminile. Che cosa pensi di questo preconcetto? Che ormai è superato! Anche noi in squadra abbiamo un gruppo di ragazzi... certo, non raggiungeranno mai nel numero le femmine, ma dopo tanti anni nel pattinaggio ho capito che,

basta presentarsi di pomeriggio alla palestra della scuola media di Tavarnuzze seppur pochi, è più facile per i maschi arrivare ad alti livelli. Da donna un po’ mi dispiace dirlo... ma è così. E la tua storia con il pattinaggio, quando e come è cominciata? Da piccola, facendo passeggiate per Impruneta con mia madre, dalla terrazza ero solita rimanere incantata da quei ragazzi che vedevo pattinare alla casa del Popolo. A cinque anni, quando mi chiesero che sport mi sarebbe piaciuto fare, avevo già le idee chiare... sono passati ventidue anni e ancora oggi, pur solo come insegnante, non mi stanco di allacciarmi i pattini tutte le sere. Quali caratteristiche deve avere un giovane per avvicinarsi a questa disciplina? Sopratutto costanza e passione! E’ uno sport molto faticoso, il nostro, e la dedizione al lavoro è alla base di tutto... crescendo è importante che la passione non diminuisca, perché più si sale di categoria e più che le discipline e le difficoltà aumentano. Se gli imprunetini volessero conoscere meglio il pattinaggio artistico, come potrebbero fare? Semplicemente venire a trovarci alla palestra della scuola media di Tavarnuzze. Tutti i pomeriggi potranno trovare qualcuno che spieghi loro su cosa si basa questo sport e, nel caso, fare una prova... come spesso accade, sarà difficile che non rimangano affascinati da quelle otto rotelle.

In una calda mattina calabrese di 34 anni fa, nella mite Crotone, nasceva, scalciando tra una sopressata ed un salamino piccante, la nostra Francesca, all’urlo di ‘nduja. In pochi minuti fu chiaro chi era. Le mettevano il primo pannolino e lei ridisegnava la disposizione della nursery. A colpi di pianti sempre più forti minacciava gli infermieri per evitare gli sprechi e con sorrisi ben studiati lusingava il primario. Presto ebbe i suoi primi approcci con il business. All’inizio fu riciclo di barbie, poi la stampa di ‘nduja magazine, infine smistamento di merendine al parco giochi. Al liceo ebbe successo per aver ottenuto un ottimo prezzo sulla stampa dei volantini per le manifestazioni e da li decise di fare ingegneria gestionale. Dopo tutte queste vicissitudini finalmente arriva a Firenze e qui fa la sua seconda scelta di vita. E’ calabrese e non siciliana, quindi niente coppola, come fedele compagna meglio la Coppoletta. Al suo fianco la mattina arriva e al suo fianco la sera se ne va, dopo una giornata di urla ai piccoli e sussurri ai grandi, intervallate dal tenero ticchettio dei suoi passi leggeri, come un bufalo di corsa. Oggi la celebriamo nonostante tutto, nonostante le vocali piu aperte dei negozi sotto natale, nonostante la sua euforia mattiniera sia uguale a chi ha appena pagato le tasse, nonostante quando parla sia meno comprensibile di Luca Giurato con il raffeddore, nonostante tutto perché come la suocera, se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

Tanti Auguri Francy da tutta la Web&Press Edizioni


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CICLISMO. La città si è aggiudicata il Mondiale con Lucca, Montecatini e Pistoia

Firenze pedala verso il 2013 Simone Spadaro

RUGBY. Il 20 novembre si gioca Italia–Australia

Meta allo stadio: la nazionale per la prima volta al Franchi

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on avrà il valore di un mondiale ma, come si suol dire, “la prima volta non si scorda mai”. E la prima volta della nazionale di rugby allo stadio Artemio Franchi di Firenze è un evento di grande importanza. Uno sport in così netta ascesa arriva in città (sebbene con un anno di ritardo) con una partita di primo piano. La partita Italia–Australia, in programma sabato 20 novembre, sarà uno dei tre Cariparma test match autunnali che la nazionale di Nick Mallett giocherà in vista del Sei Nazioni e della Coppa del Mondo 2011 in Nuova Zelanda. Come sottolineato dall’assessore Dario Nardella il giorno dell’annuncio della partita, “Firenze entra dalla porta principale nel mondo del rugby con l’incontro più intrigante dei tre in programma. Il rugby è uno sport che sta

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a Melbourne, dove si sono tenuti gli ultimi mondiali di ciclismo, è arrivata la decisione più bella per Firenze che, insieme a Lucca, Montecatini Terme e Pistoia, organizzerà l’edizione 2013 dell’appuntamento iridato. Dopo Mondiali di calcio e Olimpiadi, il mondiale di ciclismo è l’appuntamento più seguito al mondo. Una vera e propria kermesse con gare maschili e femminili su vari tracciati, che valorizzeranno le nostre strade e i nostri paesaggi. Alfredo Martini è raggiante per questa assegnazione. “E’ una bella promozione per il ciclismo – osserva il Ct che dal 1975 al 1997 ha vinto sei volte il titolo iridato – e un riconoscimento per quanto hanno dato Firenze e la Toscana al ciclismo mondiale. Ma ci rendiamo conto che Gino Bartali vinse un Tour de France nel 1938 e poi lo rivinse dieci anni dopo vincendo sette tappe? Firenze ha dato i natali a un ciclista che non ha avuto eguali nella storia di questo sport. E questi valori, finalmente, sono stati riconosciuti – aggiunge Martini - bisogna ringraziare il presidente della Federazione ciclismo Di Rocco, che è anche vicepresidente dell’Uci. E poi sono contento che questo mondiale sarà nel segno di Franco Ballerini, un grande campione e un grande tecnico che ci ha lasciato troppo presto”. Un altro grande corridore che ha scritto pagine epiche ai mondiali è stato Franco “Cuore Matto” Bitossi. “La diplomazia ha lavora-

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L’ex ct Alfredo Martini

to bene – commenta Bitossi – e sono convinto che questo mondiale farà bene a tutto il movimento in Toscana. Ma mi domando: l’Italia ha già ospitato tante edizioni del mondiale. Perché la Toscana non era stata ancora scelta? Come sempre – prosegue Bitossi – ci sono problemi di sponsorizzazioni. I mondiali danno sempre uno stimolo anche se non puoi sbagliare niente. Ai miei tempi la squadra era composta da più punte e te la dovevi giocare anche con gli altri tre-quattro ciclisti della tua stessa squadra. Rischiavi di lavorare per il gruppo e poi, invece di vincere, arrivavi secondo”, spiega Bitossi, me-

more di quel famoso secondo posto ai mondiali di Gap nel 1972. Un fiorentino è, invece, andato vicinissimo al titolo mondiale in anni recenti: Francesco Casagrande. “Nel 1999, a Verona vinse Freire ed io arrivai quarto, ma ricordo come occasione mancata soprattutto l’edizione dell’anno successivo a Plouay, quando feci una fuga solitaria a 5 chilometri dal traguardo ma fui ripreso dal gruppo a un chilometro dall’arrivo e mi classificai decimo. Ho fatto otto mondiali – conclude Casagrande – e penso che l’edizione del 2013 possa essere veramente una grande festa di sport per Firenze”.

Si punta al “sold out”, previste anche altre iniziative crescendo e sta raccogliendo grandi consensi perché interpreta valori etici e umani”. La macchina organizzativa sta lavorando da mesi. C’è tanta voglia di dimenticare Italia–Sudafrica dello scorso anno, annunciata e poi spostata ad Udine. E si punta al “sold out”, come auspicato dal vicepresidente federale Nino Saccà: “Volevamo portare a Firenze la nazionale nonostante

La Nazionale di rugby

quello che è successo l’anno scorso. Abbiamo avuto 82mila spettatori a San Siro, proprio un anno fa – ricorda Saccà – e siamo convinti che anche a Firenze ci sarà una grande festa”. Sono previste, a ridosso della gara, alcune iniziative, come la visita della nazionale all’ospedale pediatrico Meyer e altre legate alla promozione del rugby nelle scuole. La nazionale sarà nel capoluogo almeno tre giorni prima della gara, e si cercherà quindi di “utilizzare” al meglio la presenza degli azzurri. Una partita come Italia–Australia ha, inoltre, un importante risvolto economico, con migliaia di sportivi che arriveranno a Firenze da ogni parte d’Italia per tifare la nazionale azzurra. I biglietti, già acquistabili, vanno dagli 80 euro per la tribuna ai 40 per la maratona. Curva Fiesole e Ferrovia a 30 euro. Parterre a 20, 16 e 10 euro. Lo spettacolo è assicurato, e Firenze è chiamata a rispondere sugli spalti. /Sim.Spa.


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PALLAVOLO. Brividi ed emozioni anche al Mandela Forum. Zorzi: “C’è bisogno di spettacolo”

Volley, un successo chiamato Mondiali Carlo Marrone

grande squadra da molto, logicamente non c’è più la cultura del volley di un tempo, lo dimostra il crescendo d’interesse che ha avuto il Mondiale: il palazzetto si è riempito ogni giorno di più, e l’interesse è cresciuto col passare dei giorni… Colpa anche dei media che hanno “snobbato” l’evento? Credo che sia un falso problema. Forse, cercando bene, ci sono più notizie oggi di quando giocavamo noi. I tempi sono cambiati, ci sono i siti internet, forum, non solo la carta stampata. In conclusione, qualsiasi persona interessata alla pallavolo poteva trovare tutto ovunque. Forse nella carta stampata c’è stato meno spazio, ma sta a noi riconquistarlo: non dimentichiamoci che nel femminile siamo il primo sport praticato in Italia. E dello stesso parere è anche Francesca Ferretti, palleggiatrice della Scavolini Pesaro e campione d’Europa e del Mondo con la Nazionale femminile: “Cuba-Bulgaria mi ha emozionato alla pari della partita dell’Italia. Vedere Firenze con un pubblico così ‘caldo’ mi riempie di gioia, ma mi amareggia allo stesso tempo: quando potrò essere lì da palleggiatrice? Sarebbe un sogno, anche a livello di club, giocare anche da avversaria nella vostra città”.

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lla fine è stato un successo. I Mondiali di volley che hanno visto protagonista quasi inattesa l’Italia hanno regalato brividi, emozioni, gioia e lacrime anche a Firenze. Negli occhi delle 4mila persone che hanno assistito a Cuba-Bulgaria c’era l’incredulità di assistere a uno spettacolo sportivo esaltante, spettacolo che due giorni prima era stato confezionato anche da Serbia e Russia, rivali sul campo e fuori. Tutto questo è successo in una settimana da ricordare come uno degli eventi (sportivamente) più belli ospitati dalla nostra città. A confermare questa tesi è un grande del passato, Andrea Zorzi, attaccante della Nazionale dei Fenomeni: “Era dai Giochi Olimpici dell’96, persi dall’Italia 3-2 contro l’Olanda, che non vedevo tanta intensità, tante squadre preparate, tanta diversità di gioco e tanta voglia di vincere”. Cosa ti ha colpito di più? La gioia dei camerunesi, l’enorme potenzialità di Cuba (una delle squadre più giovani del torneo), la vivacità dell’Argentina, la tecnica dei serbi e naturalmente l’Italia, che nella pallavolo rinasce come una fenice ogni volta che la diamo per morta. Cosa ti ha colpito dei quarti di finali disputati a Firenze? Firenze è stata un diesel. In altre città il palazzetto si è riempito subito, qui il pubblico si è fatto sentire nelle grandi sfide, evidentemente ha bisogno di grande spettacolo. Deluso da come ha risposto la città a questo evento? No, assolutamente. A Firenze manca una

PALLANUOTO. Dopo 7 anni i biancorossi di Popovic tornano a giocare all’estero

Aria d’Europa per la Rari Nantes Florentia

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mpegno su tre fronti, in questa nuova stagione, per la Rari Nantes Florentia di Dusan Popovic: campionato, Coppa Italia e Coppa Len, con il ritorno in Europa dei biancorossi dopo 7 anni, grazie al quinto posto conquistato nello scorso campionato. Proprio da lì è ripartito il tecnico biancorosso, che da questa squadra sa che è lecito aspettarsi anche di più. L’inizio di stagione non poteva essere migliore per la Rari, che ha inaugurato l’anno sportivo con la qualificazione alla Final Four di Coppa Italia, conquistata lo scorso 3 ottobre e in programma il 18 e 19 marzo prossimi. La Regular Season del campionato di A1,

che ha preso il via il 16 ottobre, occuperà la squadra guidata da Popovic fino al 2 aprile. Dal 23 aprile partirà poi la fase dei play-off, durante la quale tecnico e società proveranno a giocarsi un quarto posto o, come spera Popovic, addirittura una terza piazza, decisiva per l’approdo in Eurolega. Ambizioni europee, dunque, per la storica società fiorentina. Da realizzare con tanto entusiasmo e la consapevolezza che, dopo momenti anche molto difficili, nei quali la lotta per la salvezza era l’obiettivo principale, per la Rari è finalmente arrivato il momento di ricominciare a pen/L.M. sare in grande.

BASKET. Gli obiettivi di Claag e Fotoamatore

Una stagione tutta da giocare

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a nuova stagione è partita ormai da oltre un mese, e già si può cominciare a tracciare qualche primo, timido bilancio, magari per rinnovare obiettivi e aspettative. Un’annata impegnativa, questa, per la Claag Firenze, al suo secondo anno consecutivo in serie B2, agli ordini del coach Francesco Puccetti. Un gruppo promettente, quello affidato al giovane tecnico biancorosso, con la conferma dei migliori elementi della scorsa stagione, con tanti giovani pronti a misurarsi con entusiasmo in questa nuova avventura e anche con alcuni importanti innesti, che hanno completato una rosa dalla quale la società si aspetta buoni risultati. Obiettivo del club fiorentino è quello di piazzarsi nella cosiddetta parte sinistra della classifica finale del campionato, anche se non è stato certo indolore il passaggio, deciso dalla Federazione, dal Girone Sud a quello di Centro-Nord. Infatti, se da un lato la Claag potrà contare su trasferte economicamente meno onerose e anche su derby toscani più frequenti, dall’altro dovrà fare i conti con un basket che, specie al nord Italia, promette (minaccia?) di essere tecnicamen-

La Fotoamatore Florence

te molto più raffinato. Uno stimolo in più, si spera, per i ragazzi di Puccetti. Sul versante femminile, l’occasione è di quelle da non perdere per la Fotoamatore Florence: l’obiettivo è dare il massimo per disputare un campionato (il quarto consecutivo in serie A2) ricco di soddisfazioni e più tranquillo rispetto a quello dell’anno scorso. Le premesse ci sono tutte: la squadra guidata dal duo Musolini-Galanti ha mantenuto la robusta ossatura della scorsa stagione, seppur con nuovi arrivi e ritorni eccellenti, oltre a qualche giovane promessa sbocciata defi/L.M. nitivamente.

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zie al comitato un lavoro che potevo fare in tre mesi, invece ho impiegato quattro anni e nell’aprile del 2003 ho finito il tabernacolo. La Sabbatini ha inoltre detto che io voglio vedermi affidati i lavori di tutti i tabernacoli: vorrei rispondere a ‘questa signora’ che è vero che vorrei che mi fossero affidati i lavori di tutti i tabernacoli - in particolare quelli che hanno bisogno di un’opera originale. Io ho visto che le opere ‘originali’ scelte dal comitato per alcuni tabernacoli non rispecchiano le tradizioni sia religiose che artistiche fiorentine - potrei dare tantissimi esempi su richiesta. Io ho la laurea nella storia dell’arte sia fiorentina sia classica, sono docente universitario, ho studiato le tecniche antiche di scultura e pittura, ho uno studio a San Frediano e sono cattolico osservante. Dubito che le proposte per opere originali per i tabernacoli siano cosi numerose e che ci siano tanti sponsor disponibili per donare alla città soldi per realizzare opere religiose perché il comitato possa negarmi la possibilità di rendere più bella la città come vuole il nostro sindaco Matteo Renzi come nella nuova iniziativa ‘dai un bacio a Firenze.’ Inoltre anche l’arcivescovo Betori ha richiamato la missione della città di ritrovare l’identità in “Fiorenza” per la costruzione “del bello”. Io vorrei fare proprio questo mentre il comitato mi ha bloccato dato che avevo lo sponsor per tre tabernacoli che finanziava opere in bronzo per la città. Quanti scultori di oggi offrono tempo, soldi e passione per realizzare opere per la città? Sono anni che vado a cercare sponsor per il restauro dei tabernacoli e per la realizzazione di opere originali. Il comitato nel passato ha pubblicato annunci su giornali cercando sponsor, allora come mai hanno rifiutato soldi da una banca per il mio progetto? Non ha senso o è solo una questione personale. E’ questo che danneggia la città. La ‘signora’ ha anche detto che ha espresso un parere negativo per il mio progetto per ‘validi motivi.’ Vorrei spiegare questi ‘validi motivi’ per chiedere a voi se sono credibili veramente. Uno dei tabernacoli del progetto è in Piazza Salvemini - un piccolo tabernacolo 30x40 centimetri che è a circa quattro metri di altezza su una facciata di un palazzo. Dato che il tabernacolo era piccolo ed in alto, un’opera con una composizione complicata non sarebbe stata visibile. Quindi ho creato un’opera di una mano - la mano di Cristo - che esce fuori in un gesto di benedizione. La mano esce fuori 20 centimetri. Quando il comitato ha visto l’opera hanno espresso parere negativo perché secondo loro l’opera proposta era ‘pericolosa’ per il pubblico in quanto secondo loro se un autobus passava e colpiva l’opera, poteva fare gravi danni. A quattro metri d’altezza? Nemmeno salendo sul marciapiede l’autobus

avrebbe mai potuto colpire l’opera... Il direttore della banca quando ha sentito questa spiegazione ha chiesto se il comitato voleva i soldi per i tabernacoli o se volevano lasciarli tutti vuoti in condizioni pietose, il comitato ha rifiutato i soldi e la banca si è ritirata. Io poi ho dovuto ricucire il rapporto con la banca e il comitato per salvare uno dei tabernacoli in Via del Leone. Mi ripeto, vorrei fare altri tabernacoli. Sono in grado di trovare sponsor per opere originali e riesco a realizzare opere che rispettano la storia di Firenze per continuare una tradizione di opere religiose popolari che piace alla gente. Grazie. Cordiali saluti, Dr. Alan Pascuzzi “VORAGINE” E BUIO, I PROBLEmI DI UNA PICCOLA STRADA AL POGGETTO Gentile direttore de Il Reporter, leggo sempre con interesse il vostro bel giornale, sempre attento ai problemi di quartiere. Nei mesi scorsi ho notato che, in due occasioni, avete parlato del problema di una profonda voragine in via Casamorata, al Poggetto. Sono residente in questa via, e, io per prima, mi sono domandata più volte come è possibile che nessuno abbia ancora risolto il problema. Per chi non la conoscesse, via Casamorata è una traversa di via Michele Mercati piuttosto stretta. Il marciapiede è, di suo, molto dissestato e i pedoni sono costretti spesso e volentieri a camminare sulla strada, più che mai se spingono carrozzine. La buca (ma forse occorrerebbe chiamarla “voragine”) complica una situazione già scomoda di suo. Da mesi poi, in corrispondenza, c’è un cartello che la segnala e che, neanche a dirlo, intralcia ulteriormente la situazione. Possibile che nessuno abbia ancora preso provvedimenti? Eppure è veramente tantissimo tempo che la strada versa in quelle condizioni, non si tratta di un impedimento temporaneo. E chi, come me, inizia ad avere diverse primavere sulle spalle non ha vita facile in questo modo. Eppure nei mesi scorsi il Comune si è fatto una grande pubblicità annunciando una campagna di rifacimento delle strade: altrove, in effetti, le buche sono state sistemate. Perché qui no? E’ forse troppo piccola per destare interesse la nostra strada? Questo non è tra l’altro l’unico problema di via Casamorata, e che ci abita lo sa bene. Dopo le undici, la sera, vengono spenti metà dei lampioni: uno sì e uno no (risparmio energetico?) e questo rende la via decisamente buia, con relativi pericoli per chi si trova a passarci. Dobbiamo pensare che anche questo avvenga perché, in fondo, la strada è piccola e di scarso interesse? Spero che chi ne ha le competenze ci mandi un segnale, e che almeno si possa tornare a passeggiare tranquillamen-

te, senza pericolo di sprofondare nei crateri e farsi male. Grazie per l’attenzione. Lettera firmata VIA ROmANA E L’ORARIO DELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI Gentili Signori, intanto grazie per il vostro simpatico e utile contributo editoriale! Vorrei per favore che faceste giungere all’assessore Pdl Locchi il mio parere a proposito di quanto dice per la raccolta dei rifiuti. Non so dove vive questo assessore, ma sicuramente non in via Romana, altrimenti saprebbe che già tutte le mattine alle 6, puntuale come un orologio svizzero, il camion della raccolta passa (da 30 anni io ci abito e non è mai cambiato l’orario) tra sferragliamenti, scricchiolii e gli schiamazzi degli addetti alla raccolta (tanto, svegli per svegli…). E posso assicurare che non servono doppi vetri né ci si fa l’abitudine: la casa trema e il rumore ci sveglia, tutti i giorni. Allora credo che non sia gentile, nei confronti dei residenti, proporre un ulteriore anticipo della raccolta. Perché non pensare invece (ma mi sembra che Firenze faccia orecchio da mercante) a una sana raccolta porta porta, come già accade a Milano, Torino, per non parlare delle città del Nord Europa e come sta accadendo a Empoli, Lamporecchio (!!) e così via. Sarebbe l’unico modo per abituare i residenti (quei pochi rimasti e i pochissimi che rimarranno se Firenze continua a essere così mal gestita e tutti andranno a vivere in campagna per poi venire in città in macchina e motorino per inquinare il più possibile) a fare una vera raccolta differenziata, cosa che ora non accade perché posso assicurare che tutti buttano di tutto nei cassonetti e la campana per il vetro, lontana ma non irraggiungibile, è presa in considerazione solo da pochi. E i mega cassonetti sotto terra mi sembrano da film dell’orrore! Grazie per l’attenzione e buon lavoro, Lettera firmata SOSTA, “I PROBLEmI DI NOI ABITANTI DI VIA DEL FRANCIABIGIO” Gentile redazione, vorrei portarvi a conoscenza in che situazione il sig. sindaco Matteo Renzi ci a messo secondo le sue meraviglie. Meraviglia n.1, soppressione dei vigilini; meraviglia n.2, riduzione delle zone z.c.s. Siamo nel quartiere quattro, via del Franciabigio: non essendoci più i vigilini, il controllo della sosta selvaggia toccherebbe alla polizia municipale. In questa suddetta strada di vigili non vediamo nemmeno l’ombra, esiste la macchinetta per il pagamento della sosta che nessuno paga, l’altra parte sarebbe destinata ai residenti e cosi non è. Arrivano da tutto il comprensorio dato che siamo vicini alla tranvia, parcheggiano l’auto


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VIALE DEI mILLE, “QUELL’INCROCIO È PERICOLOSO”

Ho letto l’articolo in oggetto (“Quando incrocio fa rima con incidente”, pubblicato su Il Reporter del Quartiere 2 di ottobre 2010, ndr) e concordo su tutto: a livello personale e portavoce di altri che vivono o transitano in zona, ho segnalato, sia alla direzione mobilità che alla polizia municipale, la grande pericolosità dell’incrocio tra viale dei Mille con via Marconi e via del Pratellino; in certi momenti si rimane senza parole da quello che si vede e si rischia sia come pedoni che come guidatori di veicoli vari!.. molti gli incidenti anche con rilievi di chi di dovere... mi è stato risposto che è indisciplina stradale (e questo ci sta) e che la segnaletica è adeguata... nel quartiere non la pensiamo così: basterebbe un semaforo direzionale e uno a chiamata pedonale, ovviamente anche con rifacimento delle strisce, oppure altra soluzione per una certa sicurezza. Perché non se ne prende atto? Annamaria Perotto

Gentile Annamaria, il tema della pericolosità delle strade – e soprattutto di certe strade, ben note a chi vi transita spesso – è senz’altro uno dei più dibattuti in città. E uno dei più importanti, da parte nostra, da trattare. Ci capita spesso, quando possiamo, di pubblicare – come nel caso dell’articolo a cui lei si riferisce e che, essendo apparso soltanto sull’edizione del Q2, non tutti i nostri lettori hanno potuto vedere - “classifiche” degli incroci o delle strade più pericolosi in città. E non lo facciamo, ovviamente, per amore delle statistiche, ma perché è facile immaginare che, dietro una strada o una zona in cui si verifichi un numero di incidenti sensibilmente superiore rispetto alla media, ci sia qualcosa che non va. Concordo pienamente sul fatto che, quando si parla di incidenti, dobbiamo purtroppo sempre tenere in considerazione “l’indisciplina stradale” che troppo spesso è causa – o almeno concausa – di questi avvenimenti. Mai abbassare l’attenzione, mai distrarsi, neppure per un attimo – e nemmeno se stiamo viaggiando in una strada che ben conosciamo e che in quel momento appare sgombra dal minimo pericolo – quando siamo al volante dell’auto o in sella alla moto: è un messaggio banale e che dovrebbe essere perfino superfluo ripetere, ma che troppo spesso i comportamenti che capita di vedere nei conducenti rendono non così inutile da ribadire. Detto questo, c’è però da aggiungere che spesso la condizione di certe strade o la visibilità di certi incroci sono una componente da non sottovalutare quando parla di incidenti. Può capitare, non c’è nulla di male, che un progetto che sulla carta appare valido venga poi messo in discussione dalla “prova su strada”, o che in una certa zona i cambiamenti nelle condizioni di traffico rendano necessarie delle modifiche: l’importante, in questi casi, è intervenire il prima possibile, per riportare queste situazioni al massimo della sicurezza possibile. E importanti, importantissime, in questi casi, sono anche le segnalazioni dei cittadini. Come il suo intervento che – raccogliendo anche la voce di altri abitanti del quartiere – porta (o riporta) alla luce la questione dell’incrocio tra viale dei Mille e via Marconi. Starà poi, come è ovvio, a chi di dovere effettuare i dovuti controlli sulla bontà delle segnalazioni dei cittadini, ma anche una eventuale, iniziale mancata considerazione di indicazioni e suggerimenti non deve essere un buon motivo per smettere di evidenziare quello che non va. Perché l’obiettivo deve essere quello di intervenire sulle situazioni di potenziale pericolo prima che, proprio in quelle situazioni, avvenga il tragico incidente. In modo da camminare – o guidare – tutti più tranquillamente per le strade della città. E in modo, per noi, da smettere di dover pubblicare le “classifiche” degli incroci più pericolosi. Matteo Francini

la mattina e fino alla sera non tornano. Abbiamo telefonato svariate volte sia al comando che al distaccamento del quartiere quattro, per questo disagio dei residenti, che tornando dal lavoro la sera non troviamo mai posto e siamo costretti a portare l’autovettura lontano dalle nostre abitazioni creandoci un disagio. Questo scrivente e un comitato inquilini che rappresenta 103 famiglie ringraziano se potete pubblicare sul vostro giornale questa nostra comunicazione. Ne saremmo molto lieti come comitato inquilini e come lettori del giornale. Ringraziamo, Comitato inquilini (via del Franciabigio) GIARDINETTO DI PIAZZA S. GERVASIO, “PERCHÈ NON FARE QUALCOSA?” Gentile redazione de Il Reporter, leggo sull’ultimo numero de Il Reporter le lamentele di alcuni abitanti del quartiere 2 che denunciano segni di degrado di questa zona. Anch’io abito nell’area di Campo di Marte e in verità non mi sembra di aver notato cambiamenti così drammatici. Come spesso accade si accusa l’amministrazione quando molte cause dell’incuria e sporcizia dipendono dai nostri comportamenti disattenti e maleducati: comunque... anch’io ho un commento ed una richiesta di miglioramento. Si tratta del giardinetto di piazza S. Gervasio proprio di fronte alla chiesa, luogo di sosta di anziani e di giuoco di bambini. Le aiuole sono ormai spoglie e naturalmente “i soliti ignoti” che portano in giro i loro cani, non trovano di meglio che usarle come toilette per i loro animali. Chissà che non si possa fare qualcosa? Grazie per l’attenzione e per il vostro giornale che ci tiene bene informati sul quartiere che amiamo. Amanda Tesi Balduzzi TRAmVIA E TRAFFICO IN SAN JACOPINO In riferimento al vostro articolo del 6 settembre 2010 “Tramvia un successo...”. Abito nella zona di San Jacopino, perciò sensibile al traffico “V.le Redi-V. le Belfiore”. A noi del quartiere non è cambiato nulla da quando è entrata in funzione la tramvia: traffico prima e traffico ora. Sembra che l’adoperino solo quelli che prima prendevano gli autobus ed ora si servono del nuovo mezzo. Abitando vicino passo spesso a dove passa la tranvia e la vedo sempre vuota, basta fare delle foto per rendersene conto. Cordialmente, Lettera firmata IL NUOVO TRIBUNALE E QUELLA STRETTOIA “INUTILE” Gentile redazione de “Il Reporter”, dopo aver evidenziato il problema alla “Nazione” che lo ha pubblicato il 26

settembre, ed aver esteso la nota al Sindaco ed all’assessore Mattei, senza che alcuno abbia “mosso foglia”, provo ad interessare anche Voi, che siete più vicini al territorio, per vedere se qualcuno è in grado di far eliminare l’ormai inutile strettoia davanti al nuovo tribunale (controviale davanti CRF verso via Barsanti), che da circa sei mesi rallenta il traffico senza più alcuna utile giustificazione..... come si può fare? Grazie e cordiali saluti Salvatore Codispoti FIGLINE: LE INIZIATIVE SOCIALI E LA PARTECIPAZIONE DEI POLITICI Il sottoscritto, quale presidente del Tennis Club Figline, desidera esprimere formali e sinceri apprezzamenti e ringraziamenti al Sindaco e agli Assessori Cardi e Calvani per la sensibilità, l’interesse e la partecipazione all’evento organizzato dal TC Figline dal 24 al 27 Agosto u.s., nel quale abbiamo ospitato 38 ungheresi, di cui alcuni disabili che praticano da anni il tennis su sedia a rotelle. Sensibilità dimostrata anche in precedenti occasioni. Da tempo il TC Figline è impegnato, spesso in collaborazione con l’A.C. di Figline, ad organizzare eventi sportivi che risaltano aspetti prioritari di tipo sociale, come il tennis su sedia a rotelle che rappresenta una possibilità, per molti disabili, di fare sport e uscire dall’isolamento che spesso accompagna questa loro condizione. Purtroppo devo rilevare e biasimare che, come in passato, in contrapposizione al lodevole atteggiamento del Sindaco e degli Assessori di cui sopra, nessun consigliere comunale, di maggioranza e d’opposizione, ha mostrato il minimo interesse a quest’iniziativa che, lo ripeto, aveva essenzialmente un valore sociale più che sportivo. È lungi da me l’intenzione di condividere, alcuni commenti, che ho personalmente registrato, sull’insensibilità dei consiglieri o, peggio ancora, di attribuire l’assenza degli stessi alla mancanza di gettoni di presenza. Pur tuttavia ritengo che chi s’impegna in politica debba porre maggiore attenzione agli eventi sociali e culturali organizzati sul territorio. Il mio recente passato nel Consiglio Comunale di Figline m’induce ad essere benevolo nei confronti dei consiglieri comunali e spero che questa mia critica sia considerata costruttiva e non polemica, tanto più che coinvolge trasversalmente tutti i consiglieri. Spero che il sindaco, se condivide questa mia nota, voglia porla in discussione in Consiglio Comunale, lo ripeto, non per fare processi, ma per contribuire a risvegliare le coscienze di tutti verso il sociale ed il volontariato. Cordiali saluti, Adriano Pucci Presidente del TC Figline


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

Concerti Macy Gray 15 Novembre Sachall La grande cantante americana arriva a Firenze e porta sul palcoscenico i successi di The Sellout, scritto come reazione alle delusioni dei due dischi precedenti, suona come l’album della rivincita: è un disco mainstream, una sorta di piccola grande enciclopedia del soul nella quale convivono groove hip hop (“The sellout”, la splendida “Still hurts”, una ammissione di colpa per le sue disavventure amorose, “On and on”), styloserie jazzose per il dancefloor (“Lately”), rockismi stomper deliziati dalla chitarra di Slash (“Kissed it”), lezioni funky degne del miglior Prince, un po’ di sweet soul music (“Help me”, “That man”, la torrida “Real love” incisa in coppia con Bobby Brown), gioia di vivere squisitamente pop (il singolo “Beauty in the world”, dedicato alla risata di sua figlia, “Let you win”. Un gran bel disco, ispirato e sincero, come del resto è Macy Gray. Anna Oxa Proxima Tour 16 novembre Teatro Verdi Anna Oxa torna dal vivo con “Proxima Tour”. Dopo quattro anni di lontananza dai palcoscenici, l’artista torna nei teatri con una nuova tournée che raccoglie i suoi più grandi successi e presente per la prima volta live i brani del nuovo album “Proxima”. “Proxima Tour” debutterà dal Teatro Piccinni di Bari il 4 novembre 2010 e toccherà le principali città italiane. Accompagnata

sul palco da 5 musicisti, Anna Oxa regalerà uno spettacolo particolare ed emozionante che, arricchito dalla sua grinta e dalla sua carica artistica, andrà oltre un semplice concerto. Il primo singolo estratto dall’album, “Tutto l’amore intorno”, scritto da Ivano Fossati, è attualmente in programmazione sui principali network, e ha raggiunto subito le vette della programmazione radiofonica. Spettacoli Beppe Grillo is back 9-10-11 Novembre Saschall Dopo aver girato l’Europa all’inizio dell’anno con lo spettacolo “Incredible Italy” (Londra, Bruxelles, Parigi, Vienna, Monaco, Zurigo e Basilea le varie tappe), Beppe Grillo sta preparando il suo nuovo spettacolo per il pubblico italiano. Torna così a teatro, dopo sette lunghi anni, la satira senza freni del comico genovese in un inedito e provocatorio lavoro. Lo show, attraverso un linguaggio pungente e lo stile inconfondibile di Grillo, toccherà i temi della cronaca, politica, economia, ecologia. Fiorello show 26 Novembre Nelson Mandela Forum Fiorello torna dal vivo per la quinta volta a Firenze quest’anno per continuare e allo stesso tempo iniziare, una nuova avventura del Fiorello Show. Il Fiorello Show Tour, regia di Giampiero Solari, è un flusso di storie e di canzoni che, nel corso delle diverse tappe, si evolve e cambia ad ogni appuntamento.In un continuo divenire e in continuo movimento, Fiorello, accompagnato sul palco

dal maestro Enrico Cremonesi e la sua band, trasforma ancora una volta i fatti di attualità e gli elementi del quotidiano in uno show tutto nuovo. La scaletta dello show si nutre molto dell’ispirazione artistica del momento e Fiorello riesce a rendere lo spettacolo ogni sera diverso, con gag, canzoni, battute, imitazioni, racconti di vita vissuta ed improvvisazioni. Le mostre Silente Fino al 12 dicembre Aria art gallery Un’arte generata da uno sguardo incantato e meravigliato che, nonostante la velocità del mondo contemporaneo, riesce a soffermarsi e a contemplare lo spettacolo che lo avvolge, per invitare il fruitore a condividere un’intima esperienza contemplativa. Un’artista che è nata e ha compiuto la propria formazione negli Stati Uniti, e che è rimasta incantata dalla campagna toscana. Sculture in bronzo, opere su carta e su tela che ci rendono partecipi di una visione immaginifica. Lo spettatore dovrà cogliere un senso esistenziale: tra eternità ed evanescenza, nobiltà e mestizia, umile accettazione e austero contenimento, dovrà fermare per un attimo il flusso del divenire per recuperare il senso temporale e naturale dello stare al mondo. Ritratti del potere. Volti e meccanismi dell’autorità Fino al 23 gennaio Strozzina Ritratti di celebri figure politiche, indagini su vita e costumi delle classi sociali elevate, ma anche investigazioni sulle strutture del

potere di istituzioni internazionali. La mostra sviluppa un’analisi sul ritratto e la rappresentazione del potere politico, economico e sociale attraverso le opere di artisti contemporanei. Pizzi Cannella Chinatown Fino al 4 dicembre Pagliere 62 grandi carte cariche delle suggestioni di un artista che sembra viaggiare e invece sta fermo. Si intitola Chinatown la mostra che apre i battenti domani alle Pagliere, ex scuderie di Palazzo Pitti messe a disposizione dalla soprintendenza ai beni architettonici per la mostra organizzata dalla galleria Alessandro Bagnai e dedicata alle opere del romano Pizzi Cannella, che già altre volte ha portato a Firenze i suoi lavori. Un percorso attraverso i simboli di un Oriente (la Cina ma anche il Giappone) che poi così lontano non è. A teatro Ineffabile Dal 5 al 7 novembre Teatro della Pergola La composizione dello spettacolo cerca di indagare su inspiegabili segreti, su misteri e verità superiori alla ragione, con una dimensione astratta e paradossale, velata dallo sguardo ironico. Nella dolorosa ricerca di identità certa, per non svanire, l’uomo si scontra con il muro massiccio delle cose reali; su queste si impone il silenzio, l’immobilità, il gesto ripetuto. Nell’ineffabile nulla e nell’ineffabile vuoto si troveranno anche Rem & Cap, invisibili tra invisibili. Personaggi solitari e silenziosi ciascuno nel proprio sacco. A loro è dedicato lo spettacolo.

Florence Wine Event

Tra vino e arte

V

ino e arte “a braccetto” in città. Torna il Florence Wine Event, organizzato da Oltrarno Promuove e Promowine in occasione di “Florens 2010” e della Biennale Enogastronomica, con il contributo della Camera di Commercio. La kermesse, che giunge alla sua quarta edizione, si svolgerà quest’anno nella cornice del Cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti. Dal 19 al 21 novembre, sotto il loggiato del gioiello cinquecentesco (quindi al coperto, anche in caso di maltempo), si potranno contemporaneamente ammirare le meraviglie di questa cornice e degustare una selezione dei migliori vini italiani. Sarà possibile conoscere oltre settanta aziende vitivinicole provenienti prevalentemente dalla Toscana, con più di 250 tipologie di vino diverse da assaggiare. Si potranno degustare Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano, Morellino di Scansano e tantissimi Chianti. A presentare i vini ci saranno i produttori stessi, e sarà così possibile parlare con loro. Inoltre, sommelier specializzati faranno assaggiare grappe realizzate dalle aziende presenti. Per partecipare alle degustazioni sarà sufficiente il “Kit degustazione” a 10 euro, che si troverà all’ingresso di Palazzo Pitti e che comprende bicchiere, tracollina, catalogo e drink card con 10 assaggi. Il calendario completo dell’iniziativa può essere consultato sul sito www.florencewinevent.com.

L’INIZIATIVA

“Ritratti e personaggi”: incontri in libreria per ricordare (e celebrare) il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia C

ade in un momento particolarmente complicato per la storia del nostro Paese il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia. Una ricorrenza importante, che - tra le altre cose - concede a tutti la possibilità di approfondire la conoscenza degli eventi storici che hanno conferito al nostro popolo un’identità nazionale. Ed è proprio questo l’obiettivo del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, che per l’occasione ha organizzato alcune iniziative, a partire da un ciclo di incontri in programma fino alla fine di novembre dal titolo “Ritratti e personaggi”: saranno presentati diversi libri di approfondimento sulle circostanze storiche e sociali che hanno fatto da sfondo a

questo avvenimento. L’intenzione degli incontri è quella di rendere un’immagine unitaria di un momento storico così importante attraverso la riscoperta di personaggi, di vite apparentemente diverse ma che raccontano di un’epica quotidiana e di un’emozione comune e molto sentita, che ha naturalmente portato al processo di unione del Paese. Ad ospitare questi appuntamenti è la libreria de’ Servi, in via de’ Servi 52/54, tutti i martedì alle 17.30 a cominciare dal 9 novembre, quando sarà presentato il libro “Risorgimento e questione sociale” di Fabio Bertini. Poi, il 16 novembre, sarà la volta di “Figure & figuri” di Indro Montanelli,

mentre il 23 novembre di “Garibaldi, orizzonti mediterranei” di Anita Garibaldi Jallet e Anna Maria Lazzarini del Grosso. E ancora, il 30 novembre ad essere presentato sarà il volume “I mille. Un toscano a fianco di Garibaldi” di Giuseppe Bandi. Nonostante l’interesse del Comitato Fiorentino per il Risorgimento e dell’assessore comunale all’istruzione Rosa Maria Di Giorgi, organizzare l’evento non si è rivelato un compito molto agevole, come spiega Adalberto Scarlino, presidente del Comitato: “Avremmo potuto fare di più - riconosce - come cittadini e come istituzioni, ma mancano i fondi per dare vita a queste attività, per coordinare un impegno su vasta scala”.

Aggiunge Sergio Casprini, membro del Comitato e storico dell’arte: “Come ricorda anche il Presidente della Repubblica, in questo momento in cui si fa un uso spregiudicato della storia è più che mai importante fare luce su un fatto importante come l’unione d’Italia. Altrimenti – continua - le nuove generazioni inseguiranno un futuro senza passato, senza radici”. Simonella Condemi, altro membro del Comitato, ricorda che dal 20 novembre prenderanno il una serie di visite guidate alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, rivolte agli insegnanti che vogliono rispolverare il periodo storico dell’unità d’Italia attraverso la suggestione delle /Gaia Grassi immagini.


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news

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IL

PRUNETO

Notiziario del Cdp Caffé - Anno 2° - N° 15 Novembre 2010 - Redazione via della Croce, 39 c/o Cdp - Impruneta (Firenze). Cdp Caffé News a cura di Donatella Pezzoli - www.ilpruneto.com - www.cdpimpruneta.it

Sotto la stella, tanta musica live

Concerti tutti i venerdì sera e dal 14 gennaio torna il Decibel House Contest

In alto i calici! A ciascuno la sua festa

Sale la febbre delle feste natalizie. Numerose sono le occasioni di divertimento, tra cene, concerti e balli, allestiti alla Cdp di Impruneta per celebrare insieme il Natale e salutare il 2011 senza sabotare le finanze familiari. Per il pranzo di Natale, il Ristorante il Pruneto offre un menu completo, che va dall'antipasto al dolce e con i vini e gli spumanti abbinati dal sommelier Prof. Paolo Blasi, in un'atmosfera calda e rilassante, dove niente è lasciato al caso. Nella Cdp, dopo il successo dell'anno scorso, si ripropone la formula delle tre feste, in modo da soddisfare tutte le esigenze di divertimento. Oltre al tradizionale Cenone del Ristorante Il Pruneto, si festeggerà la notte più lunga dell'anno ballando liscio nell'auditorium, con orchestra dal vivo. La FB-generation saluterà il 2011 nella Sala Arancio, con la musica caraibica, revival '70 '80 '90, DJ set e spettacolo dance, mentre i giovanissimi, under 16, avranno un loro Party per divertirsi e "brindare" al nuovo anno. Le occasioni di divertimento sono molte e per rimanere aggiornati consultare il sito conviene www.pruneto.net e il profilo Cdp su Facebook.

Appuntamento tutti i venerdì sera con la musica dal vivo. Tornano gli strepitosi concerti rock, pop, indie, revival organizzati da Decibel House, in collaborazione con il Cdp Caffé dell'Impruneta. Il carrozzone dei talentuosi musicisti parte venerdì 5 novembre con i ritmi indiavolati dell'hard rock dei Think Wilde e il pop rock degli Outofgire. Il concerto dei due gruppi si svolgerà tutto di un fiato - una serata di musica senza interruzioni - come vuole il format del Cdp Music Live. Venerdì 12 novembre ricompare una vecchia conoscenza, molto gradita agli aficionados della Cdp: i Puromalto con il loro rock italiano e brani originali che si alternano alle performance inedite dei Bluemoods. Il 19 novembre - sempre nella Sala Arancio del Cdp Caffé - è il pop rock a farla da padrone con i Foundintide e The Cosy Horror Cover Show. C'è da scommettere che il pubblico non mancherà di canticchiare le cover illustri interpretate dalle due scatenate band. La sessione mista tra revival e indie dei Konfu Panko e degli eclettici Things We Said Today chiudono il novembre live, venerdì 26 novembre. Per amanti della musica e per talenti in

erba, il 14 gennaio sarà inaugurata la seconda edizione del Decibel House Contest. La gara "all'ultima nota"avverrà nella Sala Arancio del Cdp Caffé, sempre di venerdì, dalle ore 22,00 alle 24. Dopo un anno di felice rodaggio, le regole per partecipare al contest sono poche e chiare. Ogni serata vede la partecipazione di 4 gruppi, ognuno dei quali ha a disposizione 20 minuti per dare il meglio di sé interpretando cover o inediti. Tutti i generi musicali sono ammessi. La scelta dei finalisti è fatta tramite il voto della giuria di qualità unito all'insindacabile giudizio del pubblico. Il Decibel House Contest ha una grande ambizione, che si traduce nel dare la possibilità ai gruppi emergenti di farsi conoscere e, allo stesso tempo trascorrere tutti insieme una serata in allegria. Per realizzarlo, Decibel House ha radunato, sotto la stella della Cdp, decine di band del territorio, giovani promesse della musica toscana, compositori e interpreti che hanno la possibilità di farsi notare in un contesto adeguato, coccolati da un pubblico attento e affettuoso. Sala Arancio Cdp Caffé, Cdp Impruneta www.decibelhouse.it Informazioni tel. 05523736829 - 3358505342 - 3286156724.

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Ven 19 novembre '10 Ven 10 dicembre '10 Sab 25 dicembre '10 Ven 31 dicembre '10 Gio 6 gennaio '11 Ven 14 gennaio '11 Ven 28 gennaio '11 Ven 11 febbraio '11 Lun 14 febbraio '11 Mar 15 febbraio '11

CROSTACEI, MOLLUSCHI E BOLLICINE DEGUSTATIPICO MENU DI NATALE CENONE DI SAN SILVESTRO FESTA DELL'EPIFANIA FESTA DEL PEPERONCINO PICCANTE FRITTO E MANGIATO CIOCCOLATO "MON AMOUR" CENA DI SAN VALENTINO FESTA DEI SINGLE

L'itinerario gatronomico del venerdì, tra cibi gustosi, vini pregiati e curiosità,

per un menu completo che va dall'antipasto al caffè.

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PRUNETO Tutte le iniziative presenti in questa pagina si svolgono presso la Casa del Popolo di Impruneta - Via della Croce, 39 Impruneta (Firenze) - Tel 055 20 12 307 - www.cdpimpruneta.it - Scriveteci alla mail: info@cdpimpruneta.it


Il reporter-Impruneta-novembre-2010