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Il Giornale del tuo Quartiere

Q2 Campo di Marte, Coverciano, Cure

Periodico d’informazione locale. Anno VII n.18 del 2 Maggio 2013. N° reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10. Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1 Aut. GIPA/ C1/FI/46/2012

SIPARIO

PRIMO PIANO

MAGGIO 2013

Tutta colpa di una grotta Andrea Muzzi*

N

GLI “ALTRI” TEATRI Non solo quelli più famosi del centro: alla scoperta dei palchi di “periferia”. E delle loro storie PAGG.20-21

PARCHEGGI IN “MOTO” In via Faentina buone notizie per gli abitanti, passi avanti anche in via del Pratellino PAGG.4-5

SPORT

Lavoro, il quartiere che non si arrende PAGG.2-3

Sfratti e spese: sos casa

il ventennale

di Ilaria Esposito

È LA “SCALATA” VIOLA Squadra-rivelazione di quest’anno, la Fiorentina ora studia da “grande”: ecco cosa serve PAG.23

MANDELA A CANESTRO Potrebbe essere proprio il palasport di Campo di Marte a ospitare le gare di Eurolega di Siena PAG.25

il simbolo della “sicurezza” per eccellenza: un tetto sopra la testa è sinonimo, per le famiglie, di tranquillità e protezione. Solo che ora questo tetto sta diventando traballante, e le certezze sempre meno. Per gli inquilini in primis, ma anche per i proprietari, per cui – fino a nemmeno troppo tempo fa – il mattone rappresentava una rendita sicura. Ora invece arrivano i numeri (sempre loro) a raccontare che la situazione sta precipitando: a Firenze si registrano

un centinaio di sfratti al mese, mentre nel 2008 erano meno della metà. In molti casi, dimostrano gli studi, le famiglie non pagano l’affitto semplicemente perché non ce la fanno: sono i “morosi incolpevoli”, categoria in crescita per cui sono in arrivo aiuti. Ci sono però anche i “furbi”, ed è contro di loro che puntano il dito i proprietari degli immobili. Per tutti, però, una “certezza” c’è: le spese legate a casa ed energia aumenPAGG.10-11 tano.

Via dei Georgofili ricorda la strage PAG.8

verde

I parchi “adottati” dai cittadini PAG.16

Edizione del Q2 • 41.973 copie distribuite da

ella preistoria l’uomo viveva all’aria aperta, assieme ai dinosauri. Poi un giorno entrò dentro una grotta e subito disse: “È mia!”. Due ore dopo gli arrivò una cartella dell’Imu da pagare. Quel giorno erano nate la casa... ed Equitalia! L’uomo in casa subisce un’involuzione. Non parla, comunica solo scrivendo post-it sul frigorifero. Volete sapere a che stadio è un matrimonio? Guardate i post-it sul frigo. Primo stadio: “Ti amo amore mio!!!”. Secondo stadio: “Ti amo, è finita la mozzarella”. Terzo stadio: “Ti odio, hai finito la mozzarella!”. La casa spesso ci isola. Ci si trincera dentro e si difende la posizione dai nemici esterni. Porte blindate! Allarmi! Un mio amico per Natale ha fatto la serenata a una ragazza. È andato sotto la sua finestra alle 9 di sera, l’hanno ritrovato lì alle 9 di mattina. Congelato. Lei gli ha detto: “Potevi dirmelo che mi facevi la serenata”. E lui: “Potevi dirmelo che c’avevi i doppi vetri!”. C’è gente che fuori casa ha messo pure le telecamere. Mio cugino passa tutta la sera al monitor per controllare la situazione: “Amore, fuori c’è un tipo sospetto, bassino, con l’aria arrabbiata. Chiama la polizia!”. “Tesoro, calmati, è solo Brontolo in giardino!”. Un uomo deve stare all’aria aperta. Un uomo per essere felice deve stare con gli altri uomini. Da bambino mia mamma mi diceva: “Vai a giocare fuori”. E io: “Piove”. “Vai fuori con i tuoi amici!”. “Nevica”. “Esci!”. I primi otto anni della mia vita li ho passati all’aria aperta. Gli altri in ospedale con la bronchite. *Comico


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Maggio 2013

Campo di Marte • Coverciano • Cure

IL QUARTIERE E IL LAVORO/1. Da una parte gli spazzolini, dall’altra la biancheria intima

Il negozio che un giorno diventò due In viale dei Mille Chiara e Giorgio hanno deciso di unire sotto lo stesso tetto le proprie attività, seppur diverse, per combattere la crisi e risparmiare su canone e utenze Serena Tozzi

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uando la crisi si fa sentire ci si può arrendere oppure tentare il tutto per tutto e aguzzare l’ingegno. È questa seconda strada quella che hanno scelto Chiara Biadi, fiorentina, e Giorgio Andalò, napoletano di origine, rispettivamente commerciante di biancheria intima e di prodotti per l’igiene orale. Per cercare di combattere la crisi, infatti, Chiara e Giorgio hanno deciso di unire sotto lo stesso tetto le proprie attività, riuscendo così a pagare a metà affitto, luce e, più in generale, tutte le utenze. Le due attività erano “vicine di vetrina”, entrambe situate in viale dei Mille, fino a quando Chiara non ha “fatto i bagagli” e si è trasferita nell’adiacente locale di Giorgio, al numero 93/A. La stessa vetrina è stata quindi divisa a metà, con al centro l’entrata: se i dentifrici e gli spazzolini hanno trovato posto a destra, i reggiseni e la biancheria per la notte lo hanno trovato a sinistra. E così è strutturato anche il negozio al suo interno: due banconi ai lati opposti, due registratori di cassa e arredi diversi che differenziano i prodotti in esposizione e rispettano la parola d’ordine con la quale questa avventura è iniziata, ovvero “costi zero”. Infatti, le spese per l’operazione sono state ridotte ai minimi termini, e per questo motivo non sono stati acquistati nuovi arredi, ma riadattati quelli che già c’erano. La divisione dello spazio all’interno del locale è stata equa e tutto ha ritrovato il suo posto, fra espositori e scaffali. Il lavoro “in economia” ha permesso così di riutilizzare e riadattare tutto quello che Chiara e Giorgio possedevano già. E per quanto riguarda l’insegna fuori dal negozio? Anche in questo caso la parità è certa: una sopra, quella di Dentalkit, verde e luminosa, e una sotto, Intimo Uomo Donna – Merceria, spostata direttamente dal negozio accanto. L’idea di questo strano connubio fra due attività così diverse è nata lo scorso novembre: per realizzarla, poi, sono bastati un paio di mesi, e nel gennaio 2013 il negozio ha riaperto con la sua nuova veste. La manovra anti-crisi non è certo passata

le due insegne del negozio

“sdoppiato”

inosservata nella zona: i passanti si fermano a guardare la “doppia” vetrina e, se per un attimo qualcuno rimane interdetto, subito dopo viene compreso quanto accaduto. Anche i clienti sembrano aver ben accettato la novità, e ora chi si serve da Chiara può contemporaneamente acquistare qualcosa da Giorgio e viceversa. Nessun problema nemmeno per le prove dell’intimo, viene assicurato: i clienti possono infatti contare su un camerino riservato dove non sono di-

Il Reporter è un periodico di 5 edizioni che mensilmente viene distribuito in 165.823 copie da Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1 Aut. GIPA/ C1/FI/46/2012

quotidianità con tutti i problemi che questa comporta. Certamente, a guardare i sorrisi di Chiara e Giorgio, tutto sembra semplice e i problemi piccoli o inesistenti. L’amicizia di fondo, che caratterizza il loro rapporto ormai da sette anni, è anche la loro forza, così come l’unione di culture diverse che si sono incontrate e che hanno saputo, insieme, costruire qualcosa di sicuramente innovativo. E chissà che qualcun altro, presto o tardi, non segua il loro esempio.

FOCUS Le difficoltà per il commercio sembrano emergere anche nella trafficata arteria

Fondi vuoti e cartelli “affittasi”, via Masaccio non sorride

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ia Masaccio è una delle strade più trafficate del quartiere: arteria strategica per la viabilità, si estende parlallelamente ai viali, costeggia la ferrovia ed è intersecata da numerose strade residenziali. È anche un punto di riferimento del commercio nel Q2, seppur non rinomata come la vicina via Gioberti. Ed è indicativo, purtroppo, che gli effetti della crisi economica si siano fatti sentire anche qua. Passeggiando lungo la via, infatti, si notano sempre più frequentemente fondi vuoti o negozi chiusi ormai da qualche tempo e in via di dismissione: i più recenti sono stati un negozio di articoli in-

Il Reporter di Campo di Marte, Coverciano, Cure raggiunge 41.973 famiglie nel Q2. Copia in abbonamento postale

sturbati. Gli spazi, ristretti ma ben delineati, sembrano insomma soddisfare le esigenze di tutti senza lasciare niente al caso. Ma se apparentemente tutto sembra facile la realtà è un po’ diversa: decidere di condividere lo stesso spazio e lavorare “gomito a gomito” prevede una grande responsabilità e un ritorno ai valori passati, troppo spesso perduti o abbandonati. La fiducia nell’altro prima di tutto: lasciare aperto il registratore di cassa, coprire le ore di assenza e condividere la

Editore e Concessionaria Pubblicitaria: Direkta s.r.l. Direzione ed amministrazione: via Rossi 25 - 12100 Cuneo Direttore Responsabile: Matteo Francini Service editoriale e grafico: Tabloid soc.coop., Firenze (FI) Tel. 055 6585939 - redazione@ilreporter.it

formatici, un negozio di abbigliamento e un rivenditore di mobili. Resistono ancora altri esercizi, come centri estetici, parrucchieri, alimentari e bar, nonostante i titolari lamentino una flessione degli affari riscontrata ormai da un paio d’anni a questa parte. “Un tempo questa via, come la zona delle Cure, era trafficata non solo dalle automobili, ma anche e soprattutto dalle persone”, racconta la titolare di un panificio. “Oggi è diventata una semplice via di passaggio, la gente si ferma sempre meno e i negozi chiudono. Noi resistiamo, con fatica ma resistiamo, nonostante i centri commerciali e la crisi”,

Stampato da Rotopress International, Loreto (AN) Periodico d’informazione locale Anno VII n.18 del 2 Maggio 2013 N°reg 5579 del 17/05/2007 tribunale di Firenze. Iscrizione al Roc 8551. Spedizione in a.p. - 45% legge 662/96 art. 2 comma 20/b. Contiene I.P. Prezzo di copertina euro 0,10€

Associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

aggiunge. Novità degli ultimi anni sono ristoranti e tavole calde etniche, dal classico cinese alla cucina africana, che sembrano resistere, anche loro non senza qualche difficoltà. Continuando la passeggiata lungo la strada, fondi vuoti e cartelli con la scritta “affittasi” spuntano qua e là. Anche dove un tempo c’era una banca – istituti di credito e affini qua non mancano – adesso rimane uno sporto vuoto e scuro. Accanto restano comunque un supermercato e un’altra banca. E, forse a sorpresa, uno studio di architettura che ha aperto i battenti proprio in /F.B. questo difficilissimo 2013.

Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Direkta s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Direkta s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Direckta s.r.r. via Rossi 25 12100 Cuneo.


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il giornale del tuo quartiere

IL QUARTIERE E IL LAVORO/2. Le storie di Benedetta e Vittoria, ragazze residenti nel rione

“L’impiego manca? E noi lo creiamo” IL CASO. Molti gli annunci nei bar e non solo

Quelli che l’incarico lo cercano al semaforo T

Vittoria Valzania

Entrambe sono mamme e hanno scelto di scommettere su se stesse. La prima ha dato vita a un proprio marchio e si sta facendo strada nel campo della moda, la seconda ha da poco inaugurato una sartoria a Ponte a Mensola Fannì Beconcini

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iovani, creative, mamme e imprenditrici di se stesse. Sono questi i tratti distintivi che accomunano due storie diverse, quelle di due giovani fiorentine di talento, entrambe residenti nel quartiere, che con passione e competenza sono riuscite ad affermarsi e a mettersi in proprio avviando un’attività. Benedetta Maracchi, in arte Marakita, ha creato il suo marchio nel 2009 dopo la laurea al Polimoda e la collaborazione con diverse case di moda: oggi produce borse, accessori e abbigliamento per donna e bambino vendendo sia online che attraverso fiere e negozi. “Realizzo pezzi unici, mi rivolgo a chi adora giocare con i propri outfits e avere uno stile unico ed eclettico”, spiega Benedetta. “I prodotti Marakita – continua – sono totalmente ‘made in Italy’ ed ecofriendly, mi affido esclusivamente al know how artigianale toscano e mi impegno, tramite l’utilizzo di ecopelle di qualità, a produrre un business ecosostenibile”. Gli oggetti che progetta Benedetta sono realizzati con tessuti creati a telaio tipici della manifattura toscana, scampoli vintage o tessuti disegnati in esclusiva da designers italiani e stranieri: innovazione nella tradizione e qualità sostenibile, insomma. Il marchio Marakita è ormai noto nel settore e sempre più anche tra il grande pubblico. Oggi sono tre le linee proposte: Marakita, caratterizzata da un pattern tipico della tessitura toscana che porta il nome di “rosella” e che è diventato l’icona del marchio; M by Marakita, la linea fashion – borse, calze e cuscini – riproposta ogni anno nelle due collezioni autunno/inverno e primavera/estate; Limited Edition, pezzi in edizione limitata prodotti con scampoli di tessuti vintage. Per info e acquisti: www. marakita.com. E se l’attività di Benedetta sembra ormai ben avviata, Vittoria Valzania si è invece appena messa in proprio aprendo una sartoria a Ponte a Mensola, dopo anni di lavoro nel settore del restauro del costume e la collaborazione con diverse sartorie nazionali. Dopo la laurea allo Spinelli, Vittoria frequenta la scuola di sar-

toria della Scala a Milano e si specializza nel campo del cinema a Roma. Una volta in dolce attesa, abbandona la vita itinerante, avvia contatti con le “Tradizioni Popolari” di Firenze e diventa il punto di riferimento per la preparazione e la manutenzione dei costumi del corteo storico fiorentino. “È un bel lavoro e continuerò a svolgerlo, prende tempo insieme alle riparazioni, tuttavia con l’apertura del negozio spero di riuscire a diversificare la mia produzione – racconta – ho una passione per i cappelli, ad esempio, e poi vorrei portare avanti il lavoro sartoriale originale. Mi piacerebbe anche tenere corsi di cucito”. Le idee sono tante e l’avventura è appena iniziata. Insieme a Vittoria c’è Benedetta, anche lei mamma, che ha abbandonato il mondo dell’organizzazione di eventi e ha deciso di “andare a bottega”: “Sono qui perchè cercavo una maestra – dice – durante l’ultima gravidanza ho fatto un corso di cucito a cui mi sono appassionata.

Le idee ci sono, così come il coraggio: tanti i progetti in cantiere Ma notavo dei limiti, soprattutto perché mancava una parte pratica sostanziale, per cui ho cercato in giro e ho conosciuto Vittoria, trovando le sue idee geniali”. E di idee, Vittoria, ne ha molte: l’atelier, che si trova in via D’Annunzio 80r, è aperto dal 6 aprile e in cantiere ci sono già diversi progetti, tra cui l’organizzazione di corsi e la partecipazione a fiere estive, oltre alla produzione sartoriale e allo sviluppo dell’area del costume storico. “L’idea comune di base – concludono – è far diventare la sartoria uno spazio aperto e polivalente, che ci permetta di sperimentare a livello artistico riuscendo a conciliare il lavoro con figli e famiglia”.

rovare lavoro in tempo di crisi, si sa, rappresenta oggi l’imperativo (e la preoccupazione) per tanti giovani e non. I centri per l’impiego, i vari sportelli dei centri di lavoro temporaneo, scrivere un buon curriculum secondo gli standard europei, i migliaia di annunci sul web deputati a offerta e ricerca di lavoro spesso non bastano per arrivare al tanto agognato posto di lavoro. Così, girando per le strade del quartiere, sempre più spesso capita di imbattersi in cartelli “hand made” di annunci di ricerca di un lavoro, sia all’interno dei bar più frequentati che in punti “strategici” ad alta visibilità, come pali della luce, semafori e fermate del bus. “Cerco lavoro come badante, buone referenze” è uno degli annunci che va per la maggiore, seguito da chi si offre per lavori di baby e dog sitting. E ancora, si ricercano figure di addetti al call center, barman part-time e volantinaggio. Queste professioni, ricercate – nella maggioranza dei casi – part-time, un tempo servivano soprattutto per arrotondare sullo stipendio, mentre adesso, quando la busta paga fissa resta per molti un miraggio, sono diventati veri e propri lavori che molti giovani sono disposti a intraprendere anche per l’intera giornata. Un tempo i luoghi più frequentati in cui era prevedibile un discreto passaggio di persone erano le cabine telefoniche: adesso, con le cabine abbandonate e molto spesso vandalizzate, ci si affida sempre più al passaparola fra amici e conoscenti, ma dove questo non avviene ecco gli annunci “on the road”. In via della Torretta, nei pressi della Facoltà di Psicologia, molti annunci compaiono per i ragazzi alla ricerca di un alloggio od offrendo ripetizioni per qualche materia specialistica. Anche all’interno dei parcheggi dei supermercati, vicino al deposito dei carrelli, compaiono qua e là cartelli del tipo “giovane e seria ragazza italiana offresi per pulizie domestiche e condomini”. Lungo viale dei Mille, via Pacinotti e piazza delle Cure capita in molti bar di imbattersi in annunci di donne straniere, peruviane o rumene in primis, che cercano lavoro come domestiche o badanti per assistenza anziani. La modalità che va per la maggiore per lasciare il proprio contatto rimane quella del foglietto da staccare con scritto il riferimento telefonico. Ma occhio alle bufale, sempre in agguato. Anche in tempi di crisi, infatti, c’è chi ha voglia di scherzare o – peggio ancora – chi cerca di approfittarsi delle difficoltà delle persone. Perché non si sa mai chi si “nasconde” dietro un annuncio appeso /C.M. a un semaforo.

IL LUOGO. Ha aperto i battenti “Combo”

Spazio ai giovani (e alla creatività) Q

uattrocento metri quadrati di spazio creativo al nuovo centro Combo, in via Mannelli 2, aperto dopo una completa ristrutturazione dell’immobile. Un luogo, quello inaugurato ad aprile, che vuol essere un punto di riferimento per i giovani in città e dare vita a progetti di creatività giovanile e socialità creativa, fortemente voluto dall’amministrazione comunale. “Combo è un nuovo spazio creativo dedicato ai giovani – ha spiegato l’assessore all’educazione e alle politiche giovanili Cristina Giachi – il progetto coniuga i molti aspetti della creatività: la musica, le produzioni musicali, gli eventi culturali, la buona cucina, la socialità e il rapporto con il territorio”. “Innanzitutto spazio alla musica – afferma Enzo Mileo, presidente dell’associazione Effetti Collaterali – con programmazione quasi giornaliera di gruppi dal vivo, soprattutto giovani e band emergenti. Dal live al contest, dalle jam session alla musica popolare e tradizionale”. Saranno possibili inoltre la registrazione live dei concerti, produzioni musicali, mixaggio, project studio e editing del suono nello studio professionale di registrazione “Brani sciolti” all’interno del locale. Previste anche attività didattiche e formative, con una ricca offerta di corsi, stage e workshop: lezioni di musica, teatro, lingue, laboratori artistici e giornate formative. Infine c’è “Combo Food”: lo staff, guidato da Stefano Calzolari con la collaborazione del figlio Rocco, propone un menu orientato alla cucina di mare e alla tradizione toscana, con particolare attenzione alla scelta delle materie prime. Inoltre, proposte di piatti fusion creati combinando /G.S. sapori delle cucine etniche di tutto il mondo.


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Maggio 2013

Campo di Marte • Coverciano • Cure

IL CASO. Firmata la convenzione per la gestione dell’area nata per la stazione Salviati

Via Faentina, il “parcheggione” è salvo Ora l’attesa per pulizia e illuminazione Clarissa Biagioni

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opo un anno di stallo si è finalmente sbloccata la situazione del “parcheggione” di via Faentina all’altezza della Salviati: la convenzione tra Comune e Fs - Servizi Urbani per la sua gestione è stata firmata. La storia comincia più di un anno fa, quando Ferrovie decide di intervenire sull’area, di sua proprietà. Nato come parcheggio scambiatore ad uso della fermata ferroviaria Salviati, al momento della riduzione del traffico sulla linea perde la sua “ragion d’essere”. I cittadini della zona così si mobilitano, chiedendo il sostegno del Comune perché il parcheggio – usato dagli stessi residenti per sopperire alla scarsità di posti auto nella zona – venga preservato. “Insieme ad altri consiglieri mi sono interessato molto al parcheggio di via Faentina, continuando a presentare domande di attualità in consiglio comunale e ora, finalmente, abbiamo buone notizie”, commenta Massimo Sabatini della Lista Galli - Cittadini per Firenze. “Con la firma della convenzione il Comune si farà carico della manutenzione ordinaria e straordinaria del parcheggio – continua – verrà quindi ripristinato il sistema di illuminazione e il servizio di pulizia dell’area, che mi auguro venga fatta prima dell’estate dato che si tratta di una zona ora insalubre”. “Verranno anche fatte delle modifiche per quanto riguarda la corsia di passaggio dei bus – spiega – ad ora infatti i mezzi, per sostare davanti alla fermata, sono costretti a entrare all’interno di una proprietà privata, con reERBACCE E RIFIUTI

SICUREZZA E GRAFFITI

ILLUMINAZIONE

Posti auto circondati dall’incuria

Timori soprattutto per le donne

La sera è buio totale

L’ex cassa automatica del parcheggio è distrutta, e le vecchie insegne sono coperte dai graffiti. Ma non è questo che spaventa di più le persone: “Nel parcheggio sono state segnalate frequentazioni poco raccomandabili, specialmente nella zona vicina ai binari, così soprattutto le donne preferiscono posteggiare vicino all’entrata”, spiegano dal comitato.

Ormai da tempo, la grande area del parcheggio non ha più nessun tipo di illuminazione. I lampioni ci sono, ma restano sempre spenti. E il buio totale nelle ore serali, sostengono i cittadini che lasciano qua la propria auto, non ha certo aiutato a evitare danneggiamenti ai veicoli posteggiati.

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Cara dottoressa, sono una giovane mamma e fino ad ora non mi ero mai posta il problema del mio sorriso. Ultimamente, guardando le altre mamme, mi sono accorta di non averlo altrettanto bello a causa dei denti radi e di un incisivo già otturato che si è scurito. Cosa potrebbe fare?

Cara signora, il progredire delle tecniche e dei materiali fa si che le possibilità per migliorare l’estetica siano molteplici. Problemi fino a ieri difficilmente affrontabili sono oggi all’ordine del giorno. Nel suo caso, oltre allo sbiancamento dei denti (o del singolo dente) che già da solo dona un aspetto più gradevole al sorriso, provvederei a sostituire il tessuto cariato o macchiato con materiale composito che possiede eccellenti proprietà mimetiche. Lo stesso materiale permette anche di fare piccole correzioni alla forma dei denti e di chiudere o diminuire eventuali spazi fra dente e dente restituendole così un sorriso gradevole. In alternativa potremo fare delle faccette adesive. Tale tecnica consiste nell’effettuare l’abrasione dello smalto superficiale per far aderire poi delle faccette di vario materiale. Questa scelta certamente più impegnativa, viene oggi comunemente adottata anche da molti personaggi dello schermo per mostrano una dentatura perfetta e bianchissima.

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I posti auto presenti nel parcheggio sono circondati da erbacce e rifiuti, e il verde ai lati dell’area è lasciato nell’incuria. “Questa condizione attrae e facilita la proliferazione di insetti e non solo, rendendo così l’area estremamente insalubre”, commenta il consigliere comunale Massimo Sabatini.


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il giornale del tuo quartiere lativa spesa di servitù. La convenzione prevede invece che i bus entrino nel parcheggio senza ulteriori spese”. “Non si hanno certezze sui tempi – prosegue Sabatini – forse verrà fatto un incontro con i cittadini per illustrare loro i dettagli della convenzione, naturalmente mi auguro che rimanga sempre un parcheggio Zcs e quindi gratuito per i residenti”. “Negli ultimi tempi le condizioni di pulizia e degrado del parcheggio sono peggiorate sempre più, creando gravi disagi ai residenti che lo utilizzano”, conclude il consigliere comunale. “Il parcheggio era inserito negli accordi di compensazione tra Ferrovie e Comune legati ai cantieri dell’Alta Velocità, quindi all’interno di un discorso molto più ampio – spiega Martino Benedetti, membro del comitato cittadino creatosi un anno fa per “salvare” il parcheggio – l’amministrazione comunale si è mossa in seguito al nostro impulso, ma se oggi abbiamo una convenzione firmata dobbiamo ringraziare anche i consiglieri Sabatini e Grassi per il loro lavoro in Consiglio”. “Le condizioni degradate del parcheggio erano talmente insopportabili che siamo anche arrivati a pulirlo noi in prima persona – ricorda – adesso ci manca solo di conoscere alcuni particolari della convenzione: ad esempio quale è la sua durata e

quanto tempo ci vorrà per metterla in pratica”. Massimo Mattei, assessore a mobilità, manutenzione e decoro del Comune, nel corso di quest’anno si è più volte recato nella zona per parlare con i cittadini. “Come amministrazione – spiega – siamo stati sollecitati dalla popolazione a intervenire, e siamo arrivati prima a bloccare la chiusura del parcheggio, e ora alla convenzione che prevede che l’area resti a uso dei cittadini”. “Nelle ultime settimane Fs ci aveva chiesto di effettuare alcune piccole modifiche alla convenzione prima di firmarla, e aspettavamo solo il loro sì definitivo – conclude l’assessore Mattei – ho cercato in tutti i modi

Negli anni le sue condizioni erano peggiorate sempre più di venire incontro alle esigenze dei cittadini perché ho sempre ritenuto che la loro fosse una richiesta legittima”. A questo punto i residenti della zona attendono solo di vedere il parcheggio pulito e illuminato nottetempo, per poter finalmente parcheggiare senza preoccupazioni.

più notizie su Da tempo i cittadini chiedevano interventi e garanzie per il grande spazio, in una zona caratterizzata dalla scarsità di posti auto. Adesso, dopo una fase di stallo, la situazione si è sbloccata: sarà il Comune a farsi carico della sua manutenzione

FOCUS. Non solo una superficie per la sosta dei mezzi: in arrivo anche cambiamenti per la viabilità

Via del Pratellino, passi avanti per la “rivoluzione”

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assi in avanti verso la nascita del nuovo parcheggio di via del Pratellino, nello spazio in cui sorgeva l’ex edificio delle Poste. Ha infatti recentemente raggiunto un primo traguardo in consiglio comunale la procedura urbanistica per la sua realizzazione: a breve si concluderà la procedura di esproprio, che permetterà poi di indire la gara per l’appalto dei lavori. Il parcheggio sorgerà nella dibattuta area precedentemente occupata proprio dall’edificio delle ex Poste, poi demolito. Il progetto prevede la realizzazione di 34 posti

Dopo la procedura di esproprio sarà indetta la gara per l’appalto e potranno così partire i lavori

auto (di cui alcuni riservati ai disabili),16 per le biciclette e sette per i motocicli, oltre alle rastrelliere per le biciclette. I lavori per la creazione del parcheggio permetteranno di intervenire anche nell’area circostante: verrà infatti allargato il marciapiede e saranno realizzati un nuovo impianto di illuminazione, uno di smaltimento delle acque piovane e percorsi pedonali protetti. Verrà inoltre modificata la viabilità circostante: all’incrocio tra via del Pratellino e via del Campo di Arrigo troverà posto una nuova corsia per la svolta a sinistra verso viale dei Mille, in modo che i veicoli provenienti da Ponte al Pino e diretti verso via Campo di Arrigo non debbano più fermarsi in coda dietro a quelli che svoltano verso viale dei Mille, come capita attualmente. Ma il progetto non prevede soltanto interventi di “cementificazione”: sono infatti previste anche alcune aree verdi seminate a prato con alberi e arbusti. “Anche noi, come Quartiere, abbiamo

partecipato all’elaborazione del progetto del parcheggio, richiedendo, ad esempio, che fossero inseriti gli alberi, e tutte le nostre indicazioni sono state accolte, segno che erano ben motivate”, commenta con soddisfazione Gianluca Paolucci, presidente del Quartiere 2. “Speriamo che i lavori riescano a partire subito dopo l’estate”, si augura Paolucci. “Anche la commissione Assetto del territorio del Quartiere ha analizzato il progetto del parcheggio, all’interno del quale è prevista anche la bonifica dell’amianto nella zona – aggiunge Francesca Nannelli, presidente della commissione – credo però che i tempi per la sua realizzazione andranno per le lunghe, visto che i fondi comunali sono limitati e che saranno privilegiati i lavori necessari per lo svolgimento dei Mondiali di ciclismo in programma il prossimo settembre. Da parte nostra – conclude Nannelli – possiamo quindi solo auspicare /C.B. che lavori partano il prima possibile”.

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Campo di Marte • Coverciano • Cure

CURIOSITÀ. Nel rione sono tanti i centri in cui si praticano e si insegnano le discipline orientali

Viaggio nel quartiere che “medita” Non solo yoga: spazio a tai chi chuan, qi gong, danza araba, respiro consapevole e altro ancora. Non mancano, insomma, le possibilità per chi vuol “rilassarsi” e avvicinarsi a questi mondi Fannì Beconcini

A

l Centro Jiva si respira, o meglio si inspira e si espira... Il Jiva è solo uno dei numerosi centri presenti nel quartiere 2 in cui si praticano e si insegnano discipline orientali: sono infatti molte le scuole di yoga e meditazione in cui

è possibile avvicinarsi alla pratica e alla disciplina olistica del benessere psicofisico, attraverso corsi e attività o veri e propri percorsi di formazione. Al Jiva, che si trova in via dei Bruni 1, si tengono settimanalmente lezioni di yoga, meditazione, Tai Chi Chuan, Qi Gong,

danza araba e respiro consapevole. Inoltre vengono organizzati corsi di formazione per operatori del benessere in yoga, naturopatia, ayurveda, tai chi chuan e shiatsu, oltre a seminari e incontri tematici. Da segnalare il viaggio in India che viene organizzato annualmente e che è aperto a tutti i soci dell’associazione culturale, attiva dal 2005. Questo mese il Centro Jiva sarà inoltre presente alla manifestazione “Terra Futura” che si tiene alla Fortezza da Basso. Altra iniziativa da segnalare sono le due conferenze sull’Ayurveda che si terranno il 14 e il 22 maggio. Per maggiori info: www.jiva.it. Altra associazione che si occupa di yoga e meditazione nel quartiere è la Samadhi, che tiene corsi e seminari al Centro Sinergie di viale Volta. L’associazione Samadhi offre anche consulenze personalizzate in materia di salute e organizza corsi abilitanti per operatori del benessere. Per info: www.yogafirenze.it. Ha sede sempre nel rione l’Istituto Iynegar Yoga, in via San Gervasio, dove viene insegnato yoga ispirato

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segnanti. Per informazioni: www. himalayaninstitute.it. E ancora, un altro centro di studio e di ricerca sperimentale che si occupa di discipline orientali e benessere è l’Istituto di Yoga di via Lanza, attivo dal 2004: qua si tengono corsi di yoga, meditazione e tai chi, oltre che attività di formazione per maestri di yoga. Per info: www.istitutoyogafirenze.com. Insomma, per chi nel quartiere 2 vuol sconfiggere il logorio della vita moderna e provare ad avvicinarsi al mondo dello yoga e della meditazione l’offerta sembra davvero non mancare. E allora che dire? “Namasté”... e buona scelta!

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Maggio 2013

focus

LA STRAGE. Nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 l’attentato nel cuore della città

Via dei Georgofili, vent’anni dopo Nessuno potrà mai dimenticare quel tragico episodio: Firenze lo ricorda con un corteo silenzioso lungo le strade del centro e con un’iniziativa rivolta ai ragazzi delle scuole Sara Camaiora

S

ono passati vent’anni, ma quella notte di maggio non la scorderà nessuno. Quella maledetta notte dell’esplosione in via dei Georgofili, nei pressi della Torre dei Pulci, che provocò la morte di cinque persone: i coniugi Fabrizio Nencioni (39 anni) e Angela Fiume (36 anni) con le loro figlie Nadia (9 anni) e Caterina (50 giorni di vita), oltre allo studente Dario Capolicchio (22 anni). Quarantotto, inoltre, le persone ferite. Era la notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, esattamente vent’anni fa, e l’attentato di stampo mafioso colpì il cuore dell’Italia e di Firenze, luoghi simbolo della cultura locale e nazionale come l’Accademia dei Georgofili e gli Uffizi, in quella che è finita tragicamente nella storia come la strage dei Georgofili. Il 1993 non fu solo l’anno di questa tremenda strage, ma anche di quella di via Palestro a Milano, in cui persero la vita cinque persone, e di altri tentati attentati a Roma, tutti successivamente inquadrati come risposta dei clan all’inasprimento della lotta alla mafia con l’introduzione del 41 bis. Come tutti gli anni, Firenze ricorderà questa tragedia con un corteo silenzioso per le strade del centro. In occasione del ventennale sarà anche organizzata un’iniziativa speciale con i ragazzi delle scuole, perché il ricordo dell’attentato sia ben radicato anche nelle nuove generazioni, e in ponte c’è anche un probabile concerto di musica lirica. A cercare di dare una risposta alle esigenze dei parenti di vittime e superstiti ci pensa da anni l’associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili. “Fino al 2001 ognuno si è mosso per conto proprio, ma è comunque dal 1996 che ci siamo conosciuti

tutti e abbiamo iniziato a farci sentire – racconta Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell’associazione – sentivamo forte l’esigenza di costruire qualcosa di solido per stare vicini a tutti i parenti delle vittime, per ribadire la nostra esigenza di giustizia e lavorare per ottenerla e per il sostentamento dei tanti superstiti delle stragi che si trovano a dover affrontare le gravissime conseguenze di quegli atti”. In particolare, Giovanna Maggiani Chelli si sofferma su questo aspetto, sottolineandone l’importanza. “Bisogna ricordare infatti che oltre all’immenso dolore per la perdita dei nostri cari c’è quello di chi ha subito ferite gravissime che hanno portato a disabilità e che i risarcimenti non bastano mai – spiega – ci sono stati risultati importanti come il fondo 512, il fondo di

L’esplosione provocò la morte di cinque persone e il ferimento di quarantotto rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, a cui però non arrivano fondi sufficienti, come dovrebbe essere, dai beni confiscati alla criminalità organizzata. Siamo stati la prima associazione di familiari di vittime di una strage mafiosa a fare causa civile alla mafia e le cinquantuno famiglie coinvolte hanno potuto ottenere dei risarcimenti. Ma per ottenere dei risultati – conclude – bisogna agitarsi, farsi sentire”.


focus

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IL PUNTO. Don Andrea Bigalli, referente regionale di Libera, illustra la situazione in Toscana

“Mafie, non abbassiamo la guardia” Se da noi non è emergenza, niente deve essere sottovalutato:

Sara Camaiora

U

n “fatturato” di 15 miliardi di euro, 69 beni confiscati tra immobili (57) e aziende (12). Sono i numeri della criminalità organizzata in Toscana, reperibili anche dall’Osservatorio sui beni confiscati del Centro “Cultura della Legalità Democratica” della Regione Toscana. Tre, invece, secondo i dati diffusi dall’associa-

IL RACCONTO Costanza, studentessa

“Le mie estati in prima linea”

C’

è chi d’estate alle vacanze preferisce un’esperienza formativa importante, e invece del campeggio con gli amici sceglie uno dei tanti campi di lavoro antimafia in tutta Italia, realizzati da Arci e Libera. Una scelta che, ai ragazzi che la fanno, resta poi nel cuore, come racconta Costanza Tortù, ormai una “veterana” dei campi di lavoro con già tre esperienze alle spalle e una quarta in vista. Vent’anni, studentessa di statistica, impegnata in politica e appassionata di legalità, a soli 17 anni ha scelto come destinazione la Calabria. “Optai all’inizio per una realtà meno sotto i riflettori, ero più curiosa – ricorda – i temi della legalità e della lotta alla mafia mi avevano sempre interessata, ma volevo anche mettermi alla prova. Una volta che inizi, poi, in un certo senso ti affezioni al tipo di esperienza, al contesto che vivi, alle persone che incontri”. Lavorare a stretto contatto con le cooperative che operano nei terreni confiscati è bello ma anche molto duro: la giornata tipo inizia molto presto ma, come sottolinea Costanza, è uno sforzo che vale la pena fare. “Nei campi a Pentedattilo, in Calabria, ci si alzava verso le 6 e mezza, si passava la mattinata a raccogliere pomodori e melanzane, tutto a mano – descrive – tra le altre cose, toglievamo il ricino, una pianta ‘cattiva’ che impedisce la crescita degli ortaggi: un lavoro faticoso che però, fatto in gruppo, dà un senso più profondo a quello che portiamo avanti. A mezzogiorno tornavamo in ostello, dopo pranzo un po’ di riposo e poi la formazione, recandoci in aziende del luogo a colloquio con imprenditori e lavoratori, gente del posto che ci raccontava cosa significhi vivere a stretto contatto con la criminalità organizzata”. E poi tanti piccoli grandi momenti importanti, come “la passeggiata sui sentieri dell’Aspromonte per ricordare Lollò Cartisano, vittima della ‘ndrangheta”.

zione Avviso Pubblico, sono i casi di intimidazioni mafiose a danno di amministratori locali avvenuti nel 2011 nella nostra regione: un numero esiguo se confrontato con i 270 casi nazionali, ma comunque significativo. Una situazione che, se non si può definire emergenziale, è comunque da non sottovalutare, come sottolinea don Andrea Bigalli, referente regionale di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. “La particolarità, rispetto alle altre regioni, è che qui non vi è radicato un tipo di criminalità organizzata, ma sono diverse e tante quelle che hanno ormai da tempo preso campo – spiega – è chiaro che siamo di fronte a una situazione diversa rispetto ad altre parti d’Italia, ma il giro d’affari della mafia è diventato anche qui una realtà consolidata e non bisogna mai abbassare il livello di guardia”. Altro aspetto che don Bigalli mette in evidenza è la lentezza nelle procedure di assegnazione dei beni confiscati. “Le procedure di assegnazione dei beni confiscati alle mafie devono essere più veloci e meno vincolate dalla burocrazia, e i regolamenti di applicazione delle norme vanno migliorati e semplificati – continua – è inoltre da incentivare il passaggio attraverso le cooperative, che genera lavoro”. E anche la prossima estate si rinnoverà l’appuntamento con i campi di volontariato estivi del progetto “E!State Liberi”, che da tutta Italia porta ragazze e ragazzi alle cooperative di Libera Terra impegnate nella gestione dei terreni sottratti alle mafie. Le iscrizioni, quest’anno, sono già partite, e dimostrano ancora una volta l’interesse da parte di tanti giovani per questa iniziativa. “Sono circa mille le iscrizioni pervenute all’Arci, trecento le nostre: è un’esperienza che portiamo avanti ormai da anni con soddisfazione e che registra sempre un grande successo”, conferma don Bigalli. Tra le altre iniziative in ponte, il referente regionale di Libera segnala “il passaggio, in questo mese, da Firenze e dalla Toscana, della carovana antimafia” che, partita lo scorso 30 marzo da Tunisi, al termine del Forum Sociale Mondiale, sta attraversando le regioni italiane e il sud della Francia, in un percorso che durerà ben 69 giorni e che toccherà settanta tappe significative, luoghi di aggregazione e lotta alla criminalità organizzata. Tra le ultime, importanti iniziative è poi da ricordare la grande manifestazione nazionale di Libera dello scorso 16 marzo, che ha portato in città oltre 150mila persone. Un fiume di giovani e meno giovani, uniti per ribadire un forte “no” a ogni tipo di mafia.

Questo mese è in programma il passaggio della “carovana”

“Qui non è radicato un tipo di criminalità organizzata, ma sono diverse e tante quelle che hanno ormai preso campo”. Dito puntato contro i tempi di assegnazione dei beni confiscati

don

Bigalli

insieMe a don

Ciotti

NEL RINNOVATO AMBIENTE SCELTA DI 24 SELEZIONATI VINI SFUSI


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l’inchiesta

Maggio 2013

MATTONE/1. Sia per chi ci abita che per chi la possiede stanno diminuendo le certezze

La casa? Una “fortezza” che si sgretola Da un paio di anni a questa parte a Firenze si registrano un centinaio di sfratti al mese: nel 2008 erano meno della metà. E per chi resta senza un tetto il ricollocamento è sempre più difficile, fra attese e mancanza di fondi Ilaria Esposito

F

ino a qualche tempo fa la casa di ogni fiorentino era una “fortezza”, anche se in affitto. Per chi vi abitava, ma anche per i suoi proprietari, che ne potevano ricavare una rendita sicura. Da un paio di anni a questa parte, a Firenze si registrano circa cento sfratti al mese. Per avere un’idea di quanto sia peggiorata la situazione basta considerare che nel 2008 si portavano a termine fra le 30 e le 40 esecuzioni mensili. Secondo un’elaborazione degli ultimi dati disponibili del Ministero dell’Interno fatta da Cgil e Sunia (Sindacato nazionale unitario inquilini ed assegnatari), nel 2011 a Firenze sono stati emessi 1.393 sfratti – il 10,21% in più rispetto all’anno precedente – di cui 1.231 per morosità. Le richieste sono state 4.330, le esecuzioni effettive 706. Secondo lo stesso studio, la maggior parte delle persone su cui pende una richiesta di sfratto non paga perché il canone è troppo alto e, data una situazione economica disastrosa, non può più onorare l’impegno assunto da contratto. Nella maggioranza dei casi, quindi, si tratterebbe di “morosi incolpevoli”, vittime dell’impoverimento generalizzato. Ovviamente esistono anche i “furbi”, quelli che contano sul fatto, ormai risaputo, che prima di trovarsi le forze dell’ordine alla porta possono passare anche due anni. In questo difficile quadro, poi, emerge anche come il costo dei canoni d’affitto, nell’ultimo anno, non sembri calato troppo. Nel frattempo, però, le tasche dei fiorentini si sono svuotate sempre più. Come tutti gli italiani, nel 2012 anche nel capoluogo toscano ogni residente ha sborsato il 7,1% in più per le spese legate alla casa e

all’energia (dati Istat): arrivare a fine mese, insomma, è sempre più un’impresa. Comunque la si veda, chi viene sfrattato deve essere ricollocato in qualche modo. E qui, forse, viene la parte più spinosa del problema. Complice anche la crisi, le liste per le case popolari si sono allungate a dismisura. Il periodo di tempo che intercorre fra lo sfratto e l’assegnazione di un alloggio, infatti, è di quattro-cinque mesi, e le risorse da investire nell’edilizia popolare scarseggiano. Mancano i fondi per costruire nuovi alloggi, ma anche quelli da destinare alla ristrutturazione delle case esistenti. Circa ottanta appartamenti Erp sarebbero subito disponibili, se solo fosse possibile sistemarli. Nell’attesa di un appartamento a canone concordato, per chi ha subito l’esecuzione le alternative sono due: farsi ospitare da qualche parente o rivolgersi alle strutture di accoglienza. Generalmente gli uomini vengono indirizzati negli alberghi popolari, di norma destinati alle situazioni di vera emarginazione e disagio sociale. Donne e bambini, invece, sono collocati in case di accoglienza. Strutture per le quali, in entrambi i casi, la disponibilità è pressoché esaurita. Per far fronte a questa situazione, la Regione ha messo a disposizione anche per quest’anno quattro milioni per aiutare gli inquilini morosi “incolpevoli”, cui si aggiungerà un altro milione e mezzo, residuo del 2012. Il consiglio regionale ha di recente istituito delle commissioni territoriali per la gestione degli sfratti. Un modo per capire come affrontare l’emergenza, cercando di coordinare le operazioni di ricollocamento, esecuzione dopo esecuzione.

FOCUS Sta per entrare in vigore la riforma che porterà con sé diverse modifiche, a partire dalla figura dell’amministratore

Condominio, si cambia: nuove regole per riscaldamento e animali domestici

T

ra un mese e poco più sarà in vigore la riforma del condominio approvata lo scorso inverno. I cambiamenti entreranno, è il caso di dirlo, nelle case di tutti. Le novità contenute nella legge riguardano la figura dell’amministratore, ma anche le norme per l’uso di internet, il riscaldamento, la videosorveglianza e gli animali domestici. Ecco alcuni tra i punti centrali del provvedimento. Iniziamo dall’amministratore, che d’ora in poi dovrà avere almeno il titolo di studio di scuola secondaria. La sua nomina verrà rinnovata ogni anno, mentre gli potrà essere revocata in qualsiasi momento. Ogni condominio dovrà avere un conto corrente ban-

cario, che l’amministratore stesso utilizzerà per qualsiasi transazione: una norma che vuol rendere più trasparente il lavoro di chi gestisce il denaro altrui. Ogni condomino, a proprie spese, potrà vedere la rendicontazione periodica del conto. L’amministratore, inoltre, a inizio mandato dovrà presentare ai condomini una polizza assicurativa di responsabilità civile per gli atti i cui oneri sono a loro carico. Chi vorrà fare interventi su parti a uso individuale dovrà comunicarlo in anticipo all’amministratore, mentre da ora in poi il singolo potrà installare impianti propri per ricevere il segnale tv. Novità anche in campo energetico: cia-

scun condomino potrà decidere se installare pannelli fotovoltaici sul tetto comune, senza autorizzazione da parte dell’assemblea. Inoltre, ci si potrà staccare dall’impianto di riscaldamento centralizzato se ciò non comporta problemi o costi eccessivi per gli altri abitanti del palazzo. Quanto ai possessori di cani e gatti, dal 17 giugno non sarà più possibile dire “no” agli animali domestici in appartamento. Cambiamenti anche sulla videosorveglianza: si potrà installare nelle parti comuni se deciso in assemblea dalla maggioranza degli intervenuti e da chi detiene la metà del valore /I.E. degli immobili.

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l’inchiesta

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MATTONE/2. Sunia e Confedilizia, ovvero le due facce della medaglia, a confronto

“Molti incolpevoli”. “La maggioranza no” Ilaria Esposito

D

a una parte i proprietari, dall’altra chi deve pagare l’affitto. Nel mezzo, la porta di un appartamento che potrebbe rappresentare una sicurezza per la vita di entrambi ma che, invece, spesso non lo è (più). Tradotte in sigle, le due facce della medaglia si chiamano Sunia, sindacato degli inquilini, e Confedilizia, associazione dei proprietari di case. Sigle che rappresentano interessi spesso contrapposti. Soprattutto quando si parla di sfratti. Iniziamo da Simone Porzio, presidente del Sunia provinciale: “A Firenze la situazione è tragica e ha raggiunto livelli che non si vedevano dagli anni ’70. Sempre più persone, per debolezza di reddito, non riescono a onorare i canoni d’affitto”. Porzio ha una certezza: “Il numero di sfratti per morosità incolpevole è sempre più alto, la maggioranza delle famiglie non paga perché non può proprio farlo”. Tuttavia, il dito non viene puntato

contro i proprietari: “Non vogliamo assolutamente criminalizzare chi possiede le case. Chi ha un inquilino moroso aspetta anche un anno e mezzo prima di poter riaffittare l’appartamento e questo sicuramente non va bene”. D’altra parte, sono frequenti i casi in cui si chiude un occhio, a volte anche due: “Ogni giorno – continua Porzio – si deve arrivare a contrattare con la forza pubblica per rinviare l’esecuzione. Per fortuna, ho visto molti proprietari accettare un allungamento dei tempi di fronte a una famiglia che stava per finire in mezzo alla strada”. L’avvocato Nino Scripelliti è il presidente di Confedilizia Firenze. “Non c’è la volontà di far rispettare le leggi – illustra il suo punto di vista – gli strumenti per accelerare i tempi d’attesa ci sarebbero anche, ma non si applicano”. Poi Scripelliti continua: “Se il sistema funzionasse come potrebbe, in due o tre mesi chi non paga verrebbe allontanato dall’appartamento”. Mettere alla

Per il sindacato degli inquilini le famiglie non pagano perché non possono farlo, per l’associazione dei proprietari non è così. “Impossibile abbassare gli affitti”

porta famiglie con figli e anziani perché sono in difficoltà economica non è un’azione che si compie facilmente. Ma secondo Scripelliti il problema è che “la maggioranza dei morosi non è incolpevole”. La crisi c’è, si sente ed è vero che gli affitti spesso sono alti, ma “i proprietari di case – aggiunge – ora come ora non

possono abbassare i canoni d’affitto. La pressione fiscale è tale che, se non viene alleggerita, la situazione non può cambiare”. Da qualunque punto di vista si osservi il problema, la cosa certa è che con cento sfratti al mese parlare di emergenza abitativa non è un eccesso. E nemmeno Porzio, esattamente come il presi-

dente di Confedilizia Firenze, pensa che la soluzione possa scaturire da uno spontaneo abbassamento dei prezzi del mercato degli affitti: “Le famiglie, ora come ora, per la casa possono spendere 300-350 euro al mese, non di più. Per questo – conclude – servono nuovi alloggi a canone convenzionato”.

MERCATO. In calo i contratti, meno i prezzi

“I canoni sono troppo alti” “N

egli ultimi anni ha regnato l’incertezza”. Leonardo Masala è il titolare di un’agenzia immobiliare fiorentina che fa parte di “Rete Toscana casa”, un’associazione di varie agenzie della città. Chi come lui è del settore si rende conto più di chiunque altro che i tempi sono duri. Negli ultimi due anni, tra compravendite e affitti, si è registrato un calo del 3040%. Un dato che trova conferma nello sconforto di molti operatori immobiliari. Masala sostiene che “ormai prima di decidere di pagare un affitto ci si pensa due volte e spesso i contratti si interrompono dopo un anno, un anno e mezzo”. Nonostante il calo della domanda di locazioni, mentre il valore degli immobili è sceso da quattromila a circa tremila euro il metro quadro, i canoni sono calati solo del 15 per cento. Per farsi un’idea, secondo il Sunia il costo medio mensile per un monolocale a Firenze è di 950 euro in centro, 750 in semicentro e 700 euro in periferia. Secondo Federico S., operatore nella filiale fiorentina di una grossa agenzia immobiliare, “il prezzo delle case in vendita è sceso, ma gli affitti sono ancora troppo alti. Chi ha un apparta-

CUCINA DELL’AUTENTICA TRADIZIONE FIORENTINA mento da affittare non si adegua alle tasche degli italiani. Se lo facesse, forse, il mercato ripartirebbe”. L’incertezza, tuttavia, investe anche i proprietari, schiacciati dalla pressione fiscale e spaventati dalla possibilità di imbattersi in un inquilino moroso. In molti, a quanto pare, scelgono così la strada dell’irregolarità: a Firenze, su settantamila locazioni, si stima che trentamila siano in nero. Un fenomeno che sottrae 1,8 milioni l’anno di contribuzione e che, qualche settimana fa, ha spinto il Comune, l’Agenzia delle entrate e l’associazione “Casa e diritti” a firmare un protocollo proprio per promuovere la legalità nel settore /I.E. immobiliare.

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Maggio 2013

INFANZIA. Le iscrizioni termineranno a giugno: si possono fare on line o negli uffici

Scattata la corsa per un posto al nido Serena Wiedenstritt

P

iccoli e piccolissimi alla ricerca di un posto nei nidi del Comune. Ad aprile è iniziata la corsa alle iscrizioni, che terminerà a giugno. Si potranno iscrivere i figli di età compresa fra i 3 e i 36 mesi, sia on line che prendendo appuntamento agli uffici dei servizi all’infanzia, ma per l’anno 2013-2014 ci sono alcune novità, legate soprat-

GOLOSITÀ Vivoli sbarca negli Usa

Torna il Firenze Gelato Festival

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n tempo era il presidente Kennedy a venire a Firenze ad assaggiare il gelato di Vivoli, mentre il verace Marasco lo citava nello stornello della famosa Teresina: “La portai da i’Vivoli a prendere un gelato, la mi disse l’è marmato, la mi fece scomparir”. Oggi, invece, è la storica gelateria di via delle Stinche ad andare in America. Per la precisione a New York, dove a fine marzo ha aperto una “filiale” al sesto piano del famoso centro commerciale Macy’s, che ha già raccolto un unanime successo di pubblico e critica, stando all’affluenza dei clienti e alle recensioni dei buongustai d’oltreoceano. Così, mentre la famosa crema fredda inventata dal poliedrico artista Bernardo Buontalenti alla corte dei Medici nel Rinascimento fa il giro del mondo e dei palati più esigenti, a Firenze sbarca, dal 17 al 26 maggio, la quarta edizione del Gelato Festival. In programma i corsi dei maestri gelatieri impegnati a insegnare i trucchi del mestiere, un laboratorio mobile che produrrà in diretta chili e chili di gelato e gli show cooking tenuti da vip del calibro di Gianfranco Vissani. In piazza, fra le altre proposte, Paolo Lombardi della gelateria Acquolina di via Vannucci presenterà la sua golosissima crema al mascarpone variegata con microbignoline bassinate caramellate e affogate in una crema alle nocciole e cacao, mentre si riconferma la presenza di Gianfrancesco Cutelli della pisana gelateria De’ Coltelli, con un nuovo gusto: cioccolato salato con scorze di arancia candida. Dalla Toscana arrivano anche Gianpiero Burgio della gelateria Gippino di Lastra a Signa con il gusto Contadina, che riscopre i sapori più genuini di ricotta di pecora, pinoli e miele millefiori, e Massimo Falbo della gelateria Mani di Pistoia, con la sua creazione Melampo, un gusto dal colore rosato preparato con ricotta fresca di pecora e lampone. Quest’anno, poi, il Gelato Festival diventa un vero roadshow: sarà a Milano, Torino e Roma. /M.B.

tutto ai criteri che Palazzo Vecchio seguirà per stilare le graduatorie. Se da un lato viene riconfermata (e potenziata) la priorità per le famiglie con bambini segnalati dai servizi sociali, diversamente abili o in affidamento familiare, dall’altra è stato deciso l’inserimento di un nuovo indicatore economico, il cosiddetto Isee ricongiunto, come criterio per l’attribuzione del punteggio e l’applicazione della tariffa. Tariffa che può pesare in modi molto diversi sul bilancio mensile di una famiglia, considerando che a seconda del reddito dichiarato attualmente si possono pagare dai 59 ai 357 euro per il servizio di nido con uscita alle 13.30, e dagli 81 ai 532 euro per il tempo pieno fino alle 18. L’Isee ricongiunto, approvato a fine marzo dal consiglio comunale, è stato pensato per garantire un’adeguata protezione ai nuclei familiari che versano in maggiore difficoltà. In pratica, finora per i genitori non coniugati e con residenze diverse era sufficiente presentare un solo reddito, che abbassava notevolmente il punteggio derivante dall’Isee rispetto a

Più notizie su

Per il 2013-2014 non mancheranno le novità, legate soprattutto ai criteri che Palazzo Vecchio seguirà per stilare le graduatorie. Potenziata la priorità per le famiglie con bambini segnalati dai servizi sociali, mentre entra in vigore l’Isee ricongiunto

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una famiglia con due redditi, ossia con madre e padre lavoratori. Dal 2013-2014, invece, anche i genitori non coniugati e non anagraficamente conviventi dovranno fornire tutte le informazioni necessarie per la valutazione della loro situazione economica e, nel punteggio, entrerà l’Isee complessivo, somma dei redditi di entrambi i genitori. Per l’assessore Cristina Giachi, il punto di svolta è che “la genitorialità diventa criterio prevalente rispetto alla residenza: se un bambino ha due genitori, entrambi devono contribuire alla sua crescita e alla sua educazione. I genitori non coniugati o separati devono mantenere i figli congiuntamente, anche se hanno residenze diverse”. A Firenze l’investimento del Comune per i servizi all’infanzia è stato per l’anno educativo in corso di 24,5 milioni di euro, a fronte di 5,1 milioni di entrate, di cui poco più di 4,3 milioni derivanti dalle rette pagate dalle famiglie e 700 mila euro di contributi regionali. Le strutture educative sono 66, di cui 34 a gestione diretta (33 nidi e un centro gioco), 19 convenzionate e 14 in appalto a soggetti del privato sociale, a cui si aggiungono tre servizi domiciliari in convenzione “a casa dell’educatore”. I bambini che usufruiscono dei diversi servizi sono 2.448, a fronte di una lista di attesa comunque lunga: 800 bambini. Sempre meglio del 2011-2012, però, quando i bimbi per cui era stata fatta richiesta ma che non avevano ottenuto un posto al nido comunale erano stati ben 1.300.


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politica

Maggio 2013

PROGETTI. Il sindaco Renzi ha fatto il punto della situazione con tecnici e dirigenti

“Cento luoghi”, via al rush finale L’obiettivo è terminare le opere prima

REGOLAMENTO URBANISTICO. Sondaggio on line

della scadenza del mandato. Fari puntati

“Cittadini, dite la vostra”

su Cascine, strade e contenitori vuoti

U

Ilaria Esposito

M

anca poco più di un anno – salvo imprevisti – alla scadenza naturale della giunta Renzi. Un termine che coincide con quello stabilito a inizio mandato per la riqualificazione della maggior parte dei cosiddetti “cento luoghi”. Cantieri aperti, “contenitori vuoti”, zone degradate: ecco il punto della situazione. A metà dello scorso mese il sindaco ha riunito tecnici e dirigenti di Palazzo Vecchio nel salone de’ Dugento. Tre ore d’incontro in diretta streaming per riassumere cosa è stato fatto e quanto ancora c’è da fare. Fra i punti del famoso programma sui quali non c’è ancora stato un intervento risolutivo c’è il parco delle Cascine. Tuttavia, l’inaugurazione del centro visite alle ex Scuderie e il rifacimento dell’illuminazione sono previsti, secondo quanto emerso nell’assemblea, entro la scadenza della consiliatura. Stessi tempi per il collettore di riva sinistra. Passando ai cosiddetti “contenitori vuoti”, Renzi vorrebbe inaugurare anche il giardino dell’ex Meccanotessile entro maggio 2014. Quanto

al vicino ex Panificio militare di via Mariti, invece, pare che si stia trovando una soluzione, ma i tempi sembrano ancora piuttosto lunghi. Per l’ex hotel Majestic di piazza dell’Unità c’è un probabile progetto di riapertura. Fra i cento luoghi anche diverse aree che necessitavano (e necessitano) di interventi stradali. La pedonalizzazione di piazza San Firenze è prevista entro il prossimo 6 giugno. Per piazza delle Cure, invece, l’avvio del progetto arriverà nel dopo elezioni. Lunga la strada anche per la realizzazione del parcheggio di piazza del Carmine e per quello di Ponte a Mensola. Le strade del centro, invece, da piazza Duomo a via Tornabuoni, passando per via Martelli, saranno sistemate entro l’estate. Via Palazzuolo dovrà aspettare il 2015. Al numero dieci dell’ormai famosa lista c’è l’inceneritore di San Donnino, ai confini del comune di Firenze, la cui eliminazione è ancora in alto mare. Centralissima, invece, la Torre di San Niccolò, che da programma avrebbe dovuto tornare a disposizione dei fiorentini, ma che è ancora chiusa al pubblico.

Matteo renzi

Secondo Marco Stella, capogruppo del Pdl, il problema è che “a parte le risorse, mancano le idee. Prendiamo l’ex Panificio militare. Non si è saputo cosa farne. I contenitori vuoti resteranno tali”. Bilancio negativo anche per Massimo Sabatini della Lista Galli, che definisce quella dei cento luoghi “una questione emblematica della politica renziana, fatta di promesse altisonanti”. E spiega: “Che ci fossero patto di stabilità e burocrazia si sapeva anche prima. Si dovevano individuare trenta, non cento luoghi”. Nel corso della diretta streaming, il sindaco Renzi ha poi chiesto di aggiustare l’orologio della torre di Arnolfo, che non ha la lancetta dei minuti. Quella delle ore, però, funziona, e scandisce già il tempo per portare a termine i progetti.

n sondaggio on line per decidere sul regolamento urbanistico, in vero stile 2.0. I residenti dei cinque quartieri fiorentini avranno uno spazio all’interno del portale del Comune per dire la loro, fino al 20 maggio, sulla definizione del piano che stabilirà quali opere di interesse pubblico saranno realizzate nei prossimi cinque anni. Per partecipare servono pochi minuti di tempo. La raccolta delle opinioni avverrà soltanto attraverso la rete civica e, una volta scaduti i termini per compilare il formulario, l’analisi dei risultati sarà pubblicata on line. Ecco com’è composto il sondaggio. Una volta selezionato il quartiere in cui si abita, sullo schermo compaiono una a una le sette domande del “quiz”. Con diverse sfumature, si chiede agli utenti di esprimere la propria preferenza su una gamma di spazi e attività da poter implementare nel luogo di residenza. L’iniziativa è stata promossa dall’assessore alle politiche del territorio Elisabetta Meucci, che spiega: “Si tratta di rispondere a poche, semplici domande. Un’opportunità per aiutarci a capire quali sono le opere d’interesse pubblico ritenute più utili nel proprio quartiere. Pochi minuti, in forma anonima, che

per noi sono di grande importanza”. Meucci assicura: “Al termine della fase di raccolta delle opinioni dei cittadini i tecnici terranno conto dei risultati del sondaggio”. “La speranza – continua l’assessore – è che questo strumento possa davvero essere utilizzato dai cittadini. Ci auguriamo che i partecipanti facciano proposte interessanti, non soltanto gestionali”. Per accedere al portale e esprimere la propria preferenza si può digitare l’indirizzo http://sondaggi.comune.fi.it/ limesurvey2/index.php/576996/ lang-it. In alternativa, si può andare sul sito www.comune.fi.it e cercare il formulario nella sezione “Regolamento urbanistico”, in “Piani e /I.E. progetti”.


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zoom

Maggio 2013

VERDE. A Firenze sono quaranta le aree “adottate” in prima persona dai cittadini

Cara, scendo ad aprire il giardino (pubblico) Sono singoli abitanti, gruppi di condomini o vere e proprie società a prendersi cura di questi parchi, per salvare una zona dal degrado o semplicemente per ricostruire in qualche modo la vita di quartiere di un tempo Elisabetta Terigi

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i giardini di Borgo

allegri

uando si varca la soglia del giardino di borgo Allegri, al civico 18, sembra quasi di entrare in un’area verde privata. Tutto curatissimo. A custodirlo sono solo tre persone. Fanno parte dell’Associazione rionale di Santa Croce e aprono il piccolo parco tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30. Tengono puliti i bagni, sempre riforniti di carta igienica, detersivi e pannolini per i più piccoli. Organizzano feste di compleanno e si ritrovano per la Befana, Carnevale, la festa della Donna, quella di Primavera e la Rificolona. Dal lunedì al venerdì, dopo la scuola, vengono qui dai sessanta ai cento bambini. Ogni domenica, poi, nei casottini di legno in fondo al giardino, giovani e meno giovani vedono la partita tutti insieme davanti alla tv. Renato Hoffmann è il presidente del centro. “Noi facciamo tutto questo per valorizzare l’integrazione – racconta Hoffmann con un certo orgoglio – il quartiere 1 non ha altri spazi come questo. Il giardino d’Azeglio è bellissimo, ma è senza controllo. Là i giochi sono stati cambiati quattro volte, da noi solo due in dodici anni”. A Firenze sono quaranta le aree verdi che vengono aperte e chiuse da singoli cittadini, gruppi di condomini o vere e proprie associazioni: per salvare un’area degradata, per avere un posto custodito dove portare i propri bambini o semplicemente per ricostruire in qualche modo la vita di quartiere di una volta. L’assessore all’Ambiente del Comune di Firenze, Caterina Biti, è

contenta di queste realtà: “Laddove ci sono cittadini che si sentono responsabili, aumenta il controllo sociale”, commenta. Sempre nel quartiere 1, in via Maragliano è nata l’associazione “Giardino di San Jacopino”. Biti ha seguito l’intera vicenda: “Siamo andati a fare un sopralluogo nel giardino con i cittadini che erano scontenti di tante cose, abbiamo spiegato loro la situazione attuale, compreso il bilancio del Comune, mettendo comunque in campo tutta la nostra disponibilità”. Così i cittadini si sono rimboccati le maniche e hanno creato una onlus. “Prima questo giardino – spiega il presidente Daniel Monetti – aveva una persona pagata dal Comune, poi l’anno scorso l’area è stata abbandonata a se stessa e allora abbiamo pensato all’associazione come strumento di cittadinanza attiva e per l’organizzazione di eventi”. Un caso simile è quello del giardino dei Nidiaci, a pochi metri da piazza Tasso. Anche lì i residenti hanno creato un gruppo con obiettivi che non si limitano alla gestione del giardino dietro la ludoteca. Miguel Martinez, che vive a San Frediano dal 2000, vorrebbe vigilare anche sui beni comuni del quartiere e riunire le vecchie generazioni di sanfredianini autentici con chi viene da fuori e vive qui. Poi c’è il giardino di Santa Rosa, dove le chiavi per aprire e chiudere le hanno le mamme del quartiere, mentre a San Niccolò è appena stata registrata una nuova associazione per valorizzare il giardino di Carraia.

IL CASO Il problema coinvolge genitori e proprietari. Ma all’orizzonte qualcosa si sta muovendo

Spazi “contesi” da cani e bambini, ora si cercano soluzioni

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l cane, si sa, è il miglior amico dell’uomo, ma c’è a chi fa paura: a volte ai bambini, più spesso ai loro genitori. Annibale frequenta spesso il parco delle Cascine con la figlia e non è contento: “Dovrebbero fare qualcosa: ho una bambina piccola e ho sempre paura per lei, molti cani qui sono sciolti”. Ad accorgersi del problema non sono solo padri e madri apprensivi, ma anche qualche proprietario di cane, come Roberto che, con Juri al guinzaglio, chiarisce: “Gli animali dovrebbero essere sempre legati, invece qui all’Isolotto, in via Ussi, sono spesso liberi, e non si sa mai cosa possa passare loro per la testa. Bisognerebbe essere

più prudenti”. La convivenza negli spazi verdi è un problema sentito in più parti di Firenze. Elisa abita in centro e porta il suo bambino al giardino D’Azeglio, ma le dispiace vederlo rinchiuso in un recinto con i giochi: “Con i cani si dovrebbe trovare un equilibrio – osserva – anche per loro piazza d’Azeglio è l’unico spazio verde qui vicino, ma per i bambini gli animali possono essere pericolosi se non sono sotto controllo, l’unica soluzione sarebbe delimitare qui una zona dedicata a loro”. Dall’altra parte c’è Paolo con il suo Teodoro, che si lamenta delle aree per cani, poche e ristrette: “Dove vado io, in via di Soffiano, al giardino

del Boschetto, è in cima alla collina e per arrivarci ci vuole tempo. Quando sono di fretta finisco per farlo passeggiare per strada e c’è sempre chi protesta”. E allora come fare? Dall’assessorato all’Ambiente fanno sapere che è pronto un progetto per una nuova area cani in piazza Paolo Uccello, mentre quella del giardino di lungarno del Tempio verrà ampliata. Per Caterina Biti, che tra l’altro è veterinaria, “il problema non sono i cani, ma lo sono talvolta i loro padroni che non hanno più diritti degli altri cittadini, ma dovrebbero imparare a pensare due volte, per la propria /E.T. persona e per il proprio cane”.


zoom

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IN AUTO. Gli scenari più pericolosi “ricreati” grazie a un moderno sistema dell’Università

Un simulatore per studiare i rischi al volante Serena Wiedenstritt

Al momento ci si concentra su quanto accade durante il transito in galleria,

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ma in futuro si potrà capire come rendere le strade a misura d’uomo. E non solo

rriva dall’Università di Firenze il sistema più moderno per simulare gli scenari più pericolosi che può capitare di dover affrontare alla guida di un veicolo. Per la precisione, si deve al Laboratorio per la sicurezza e l’infortunistica stradale (Lasis) dell’ateneo fiorentino la messa a punto di un simulatore che riesce a riprodurre e a mixare le variabili meteorologiche insieme a elementi legati alla segnaletica e al traffico di auto e pedoni, il tutto “ambientato” in una situazione reale. Il progetto del modernissimo simulatore di guida, finanziato dalla Regione Toscana sui fondi Por-Creo, al momento viene portato avanti in collaborazione con Project srl e Autostrade per l’Italia, con lo scopo di realizzare un sistema innovativo di gestione integrata del traffico, efficienza tecnica ed energetica, manutenzione e sicurezza stradale nelle gallerie. Ma in futuro potrà essere molto utile per avvicinare il Lasis, da sempre finalizzato alla formazione e alla ricerca sulla sicurezza e l’infortunistica stradale, ad altre realtà, come case automobilistiche, gestori di strade, centri di ricerca pubblici e privati, aziende di trasporto o produzione componenti, compagnie assicurative, associazioni di infortunistica stradale e scuole guida, il tutto con un importante ritorno in termini di sicurezza per gli utenti della strada e, perché no, economico per l’ateneo. Al momento, gli esperimenti condotti sono focalizzati su quanto accade durante il transito in galleria: i ricercatori hanno ricostruito un tracciato autostradale composto da tratti all’aperto e tratti in galleria illuminati con lampade a led e ai vapori di sodio e hanno verificato le reazioni del conducente in condi-

zioni di guida notturna. Ma in futuro sono pronti a studiare come rendere la strada a misura d’uomo, vale a dire pensata e realizzata in modo compatibile con i processi cognitivi attraverso i quali il guidatore decide le manovre da effettuare nelle diverse situazioni in cui si trova coinvolto, e potrebbero focalizzarsi sull’analisi della capacità di reazione al volante sotto gli effetti di alcol, droghe o semplice stanchezza. Il passaggio successivo per aiutare gli automobilisti sarà quello di ipotizzare e testare il supporto che possono offrire le moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione nel suggerire il modo corretto con cui affrontare, ad esempio, un tratto di strada con scarsa visibilità, o nel ridurre il livello di affaticamento e distrazione del conducente. Fra le altre prospettive che si aprono grazie al Lasis dell’Università di Firenze, anche la verifica dell’efficacia della segnaletica, lo sviluppo di nuovi scenari per una mobilità sostenibile e la progettazione ergonomica dei veicoli integrati con i nuovi sistemi Adas (Advanced driver assistance systems). La strada e le macchine del futuro, insomma, potrebbero nascere al Polo scientifico e tecnologico di Sesto Fiorentino.

IL PROGETTO. Promosso dall’associazione Guarnieri, è rivolto ai club di basket

La sicurezza si impara in campo

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iunge alla seconda edizione il premio Lorenzo Guarnieri, rivolto alle società sportive dilettantistiche della provincia di Firenze, che tanto possono fare per sensibilizzare e promuovere una cultura della sicurezza stradale tra i loro atleti. L’iniziativa, promossa dall’associazione Lorenzo Guarnieri, è intitolata al ragazzo fiorentino che ha perso la vita sulla strada nel 2010, vittima innocente di “alcol e droga passivi” quando non aveva ancora compiuto 18 anni. Il premio Lorenzo Guarnieri edizione 2013 si chiama “Alza la sicurezza”

ed è rivolto alle società di pallacanestro, che hanno tempo fino al 26 maggio per presentare il proprio progetto per parlare di educazione stradale ai giovani atleti, alle loro famiglie, agli allenatori e ai dirigenti. Quattro i criteri validi per la selezione: validità del progetto o programma presentato, numero di atleti e/o genitori coinvolti, riproducibilità del progetto, originalità e innovazione. Alla società vincitrice andranno 1.500 euro, mentre le società classificate come seconda e terza riceveranno rispettivamente 1.000 e 500 euro. Entro dodici mesi

i progetti verranno poi attuati. Per l’associazione il premio è un’occasione di riflessione sull’importanza della consapevolezza dei rischi stradali: “Lo sport è stato molto importante nella vita di nostro figlio, che proprio attraverso lo sport aveva imparato a essere leale e responsabile – spiegano i genitori di Lorenzo – quando i ragazzi fanno attività sportiva e si divertono, è il momento ideale per insegnare loro quali sono i comportamenti corretti da tenere sul campo come sulla strada. E, in ge/S.W. nerale, in ogni attività della vita”.

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focus

Maggio 2013

LA REALTÀ. L’associazione fiorentina si occupa delle persone con la sindrome di down

Le storie dei ragazzi di Trisomia 21 Tanti i progetti portati avanti, tante le belle pagine scritte in oltre trent’anni di attività: “Questa è una disabilità doppiamente penalizzante”. L’obiettivo è la conquista di una vita indipendente Sara Camaiora

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rentaquattro anni di attività sul territorio a fianco di persone con la sindrome di down, oltre duecento associati e più di venti professionisti attivi nell’ambito di neuropsichiatria infantile e per adulti, logopedia, integrazione scolastica, inserimenti lavorativi, laboratori di autonomia sia per adolescenti che per adulti, corsi di teatro, musica e arte, di educazione all’affettività e alla sessualità, con un percorso mirato alla vita indipendente. È questa l’associazione Trisomia 21, importante realtà del territorio fiorentino, come ci racconta Antonella Falugiani, la presidentessa. “La sindrome di down, che fa ancora tanta ‘paura’, è una disabilità doppiamente penalizzante, in quanto, oltre a essere caratterizzata da un indubbio quanto variabile ritardo cognitivo, porta insito il pregiudizio dovuto ai tratti somatici – spiega – abbattere il pregiudizio e avere la possibilità di garantire il percorso di abilitazione sanitaria a chiunque ne faccia richiesta è tra le priorità del nostro intervento sanitario e socio-culturale. Ma – aggiunge – se da una parte è necessario ottenere una convenzione sanitaria continuativa nel tempo, dall’altra è importante riuscire a trovare canali di comunicazione adatti a veicolare un messaggio positivo di vera inclusione sociale, altrimenti il rischio è quello di rendere autonomi i nostri ragazzi, capaci di vivere in questo mondo da veri cittadini, ma di farli scontrare con una società che non è pronta e matura per accoglierli e includerli realmente”. Tra i tanti progetti portati avanti

ce n’è uno di cui Falugiani va particolarmente orgogliosa. “Quello più toccante è sicuramente il potenziamento cognitivo e in particolar modo l’intervento rivolto ai bimbi entro l’anno d’età: ‘Io lallo’, rivolto soprattutto agli audiolesi ma adatto per chi ha le più svariate sindromi genetiche, cromosomiche. Un intervento precoce, che non viene proposto nell’ottica di ‘fare il più possibile’, ma di fornire aiuti mirati e programmati allo scopo di favorire la percezione e l’elaborazione centrale degli stimoli ambientali più significativi per lo sviluppo”. Ma sono tante le belle storie nate grazie a Trisomia 21: una di queste è quella del bar del Mandela Forum, dove durante eventi sportivi e culturali i ragazzi con sindrome di down, affiancati da operatori e volontari, lavorano ognuno con una mansione specifica, come addetti ai panini, alle bibite, ai caffè, ecc. “Concretamente, quando una famiglia si rivolge all’associazione, si cerca di attivare un processo di cambiamento che abbia come protagonisti il bambino/ragazzo, la sua famiglia e il suo ambiente di vita – prosegue Falugiani – nell’esperienza e nell’attività dell’associazione, infatti, l’abilitazione coincide necessariamente con l’elaborazione di un programma di supporto individualizzato, che non è la somma di una molteplicità di interventi, ma un concreto accompagnamento della persona dalla nascita fino alla vecchiaia, mediante un continuo impegno di integrazione con le politiche sanitarie, scolastiche, del lavoro e del tempo libero”.

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L’INIZIATIVA. In programma questo maggio incontri e colloqui

Un mese per parlare di psicologia

VADEMECUM. Cosa fare e cosa no

Torna l’incubo punture: le mosse vincenti contro la zanzara tigre

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orna la bella stagione e la zanzara tigre non si fa attendere. E così addio a tranquille notti e sonnellini pomeridiani, magari all’aperto. L’insetto, infatti, ama il nostro tipico clima estivo, con temperatura media intorno ai 25 gradi e alta umidità. Per evitare di dover condividere il sonno con lo spiacevole ronzare della zanzara tigre in sottofondo è necessario bonificare la aree umide dalle uova di questo fastidioso insetto: si tratta di una semplice operazione che, attraverso poche accortezze, tutti possono mettere in pratica. Si sa infatti che in città più del 70% dei focolai di zanzara tigre si trova in area privata, soprattutto in giardini privati, corti interne, piazzali condominiali, terrazzi, balconi e orti. Ecco quindi le mosse vincenti contro la zanzara tigre, variante super aggressiva della zanzara comune che si riconosce per la livrea “tigrata”, vale a dire le striature bianche su capo, torace, addome e zampe. Per evitare la nascita e lo sviluppo della larve, è necessario innanzitutto eliminare i sottovasi e moderare le annaffiature. Poi impedire i ristagni di acqua piovana sui teli e sugli altri oggetti stesi all’aperto, e controllare che non si formino “pozze” nelle grondaie e nei canali di scolo. Banditi inoltre tutti i contenitori che con la pioggia possano raccogliere acqua (barattoli, ciotole per animali, piscine gonfiabili, giochi per bambini, pneumatici) e ospitare focolai di zanzare. Per bidoni, secchi, cisterne e vasche sono consigliabili coperchi ermetici, teli ben tesi o reti a trama molto fitta. Una volta scongiurato il rischio di “allevare”, seppur inconsapevolmente, focolai di zanzara tigre, passiamo a preoccuparci di quelle che comunque la spunteranno, anche a causa dei comportamenti di vicini meno attenti alle regole indicate qui sopra. Meglio ricordarsi quindi che la zanzara tigre è attirata dai colori scuri: per sfuggirle conviene indossare abiti chiari, oltretutto più freschi. Da evitare anche i profumi, mentre potrebbero non guastare prodotti repellenti come quelli naturali venduti in erboristeria e farmacia. Per chi infine dovesse sviluppare una reazione allergica alla puntura della zanzara tigre, se non si tratta di un fenomeno così grave da rivolgersi al medico spesso basta lavare e disinfettare la zona interessata, resistere all’impulso di grattarsi e applicare una crema lenitiva e antinfiammatoria. /S.W.

Serena Wiedenstritt

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on c’è salute senza salute mentale. Questo il titolo della sesta edizione dell’iniziativa “Maggio di informazione psicologica”, ideata da un vasto gruppo di psicologi e psicoterapeuti che si svolgerà in tutta Italia e che prevede anche un ampio calendario di appuntamenti gratuiti in programma a Firenze durante tutto il mese di maggio. I trentotto appuntamenti aperti al pubblico comprendono incontri informativi e a tema, conferenze, seminari e gruppi esperienziali nei quali si affronteranno i più vari argomenti della vita quotidiana, indagati attraverso la lente della psicologia, e coinvolgeranno ventiquattro tra psicologi e psicoterapeuti. Fra i temi toccati, alcuni sono di interesse “comune”, da come affrontare l’ansia a come essere genitori “sufficientemente buoni”, da come rapportarsi all’insorgere di una malattia a come ricavarsi spa-

zi di benessere psicologico durante (e nonostante) questo periodo di crisi. All’ordine del giorno dei diversi incontri anche le emozioni come l’amore e i rapporti di coppia, piuttosto che la ricerca della felicità. Ma non solo: alcuni incontri saranno dedicati a tematiche specifiche come la malattia oncologica o la costruzione del legame in caso di adozione. Il programma completo delle iniziative si può consultare on line sul sito www.psicologimip.it. Sullo stesso portale sarà possibile anche prenotare un colloquio gratuito con uno psicologo sul proprio territorio, cui farà seguito la presentazione di materiale informativo sulla psicologia e sul fare degli psicologi. Obiettivo degli psicologi della rete Mip – viene spiegato – è promuovere il benessere psicologico dei cittadini, ossia fornire a tutti gli strumenti per raggiungere una condizione di equilibrio fra la persona con le sue

necessità e le sue risorse e l’ambiente in cui vive. Sul fronte della salute mentale, ad ogni modo, da anni in Toscana si assiste a una progressiva riduzione dei ricoveri per disturbi psichici, che nel 2011 sono stati 3,5 ogni mille abitanti e alcuni anni fa sfioravano i 5 per mille abitanti (nel 1997 la percentuale era di 4,6 per mille abitanti). Quanto alle cause dei ricoveri, il disturbo bipolare assorbe il 24,1% dei casi, seguito dal disturbo schizofrenico (15,4%) e dalla sindrome depressiva (12,9%). Nel 2011, nella nostra regione, 77.922 utenti, di cui il 70% adulti, sono ricorsi ai servizi di salute mentale territoriali, soprattutto per disturbi affettivi (20,2%) e disturbi d’ansia e somatoformi (11,8%). Molto, forse troppo, utilizzati sono i farmaci antidepressivi, con un consumo al di sopra della media nazionale, mentre si attesta sotto la media italiana il ricorso agli antipsicotici.

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Maggio 2013

SUL PALCO/1. Alla scoperta delle strutture più piccole o di periferia. Ognuna con la sua storia

Tra i teatri “nascosti” negli angoli di Firenze Sara Camaiora

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n’offerta culturale variegata per un pubblico composito, a dispetto delle ristrettezze economiche. È quella che si può trovare nei tanti teatri fiorentini, in quelli più piccoli o di periferia. Tutti hanno una loro storia, una particolarità o una specificità che li distingue nel panorama cittadino. Uno di questi è il teatro Everest, nella zona del Galluzzo. La ricetta di quest’anno è coniugare a un’offerta di teatro emergente la rassegna “Nuove creature”, una vasta offerta musicale e di danza, nonché produzioni per bambini. Anche questo mese tanti appuntamenti in vista, con lo spettacolo “Storia di una strage” dedicato al ventennale dei Georgofili, il 24 maggio. Una media di 152 spettatori a replica, tra i primi posti nei teatri toscani con meno di trecento poltroncine: sono questi, invece, i numeri del teatro Lumière, sempre nel quartiere 3. “Un mix di grandi nomi e professionalità del territorio, un pizzico di leggerezza abbinata a proposte di qualità, accoglienza familiare degli spettatori”: questo il segreto del suo successo secondo il direttore artistico Marco Predieri. Eccellenze della stagione di quest’anno Anna Meacci, con lo spettacolo “Caldane”, Paola Tiziana Cruciani e Alessandra Costanzo in “Donnacce”. È invece nel cuore del quartiere 5 il teatro di Rifredi, costruito nel 1911, chiuso per anni e poi riaperto nel 1986 con la direzione artistica e organizzativa della compagnia Pupi e

CoMMentA su

Fresedde. Nella sua programmazione rassegne, teatro di ricerca e artisti esordienti: dal 2003, considerando la vasta attività di Pupi e Fresedde indirizzata ai bambini e alle scuole, è “Teatro Stabile d’Innovazione per l’Infanzia e la Gioventù”. Tra gli spettacoli di quest’anno da segnalare il nono anno di repliche de “L’ultimo harem”, con l’attrice Serra Yilmaz. Dopo un bando del Comune di quattro anni fa è stato affidato in gestione alla compagnia Teatri d’Imbarco e ora si sta affermando: è il teatro delle Spiagge, in via del Pesciolino. “Abbiniamo nostre produzioni con ospitalità di livello, con un’attenzione particolare alle tematiche sociali”, spiega Giulia Attucci, responsabile dell’organizzazione. Dal 23 al 25 maggio il teatro delle Spiagge ospiterà la tre giorni di teatro multietnico “Sensi in migrazione” con performance, letture e un buffet multietnico. Più attenzione alla danza e a forme di teatro sperimentali si trova invece al Teatro Cantiere Florida. “Abbiamo inserito spettacoli di danza di livello internazionale e tanto teatro contemporaneo, che è meno presente a livello locale – racconta Gianluca Balestra, il direttore – un momento importante per noi è stata la giornata dedicata allo scrittore Antonio Tabucchi: abbiamo infatti ospitato una maratona di letture di dieci ore”. Teatro di tradizione e commedie classiche: è questa la cifra stilistica del teatro del Cestello, che quest’anno ha messo a punto anche una rassegna speciale di monologhi con Laura Curino, Marco Baliani, Gianluigi Tosto, Silvia Frasson, Elisabetta Salvatori, Silvia Paoli e Alessandro Benvenuti.

TEATRO DI RIFREDI

TEATRO CANTIERE FLORIDA

TEATRO LUMIÈRE

Dal cabaret all’attività per i più piccini

Grandi nomi e un’offerta sperimentale

Il segreto? “Leggerezza” di qualità

Importante luogo d’aggregazione giovanile dedicato al cabaret negli anni ‘60 e ‘70, affidato provvisoriamente alla compagnia teatrale Pupi e Fresedde nel 1984, dopo lavori di ristrutturazione nel 1986 riapre i battenti sotto la sua gestione con il nome attuale. Dal 2003 è Teatro Stabile d’Innovazione per l’Infanzia e la Gioventù, e ha ottenuto la qualifica di Ente di Rilevanza Regionale.

Già Cinema Teatro Florida, l’edificio costruito negli anni ‘50 viene recuperato e ristrutturato da Elsinor Teatro Stabile di Innovazione, costruendo uno spazio in cui spettatori e attori interagiscono. Cifra caratteristica della programmazione l’attenzione a teatro sperimentale e danza contemporanea, assieme a una scelta di grandi nomi e una stagione apposita dedicata ai più piccoli.

Ex cinema rionale del Centro incontri di Badia a Ripoli, viene ristrutturato e apre nel 2010. Intercettare una domanda di teatro più “leggero”, vicino alla commedia ma sempre tenendo conto del livello della proposta e della qualità degli spettacoli è la sua ricetta, di successo dal momento che si è imposto come una delle novità più partecipate della scena fiorentina e toscana.


tempo libero

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SUL PALCO/2. La domanda c’è, ma anche i problemi non mancano: ecco come si resiste

Crisi e difficoltà: F le “ricette” per non far calare il sipario

Sara Camaiora

are cultura in tempo di crisi, una missione (quasi) impossibile. Ma, nello stesso tempo, i piccoli teatri resistono con un bilancio tutto sommato positivo della stagione, segno che la domanda a Firenze esiste e desidera un’offerta adeguata. Ma quali sono le principali difficoltà che tutti i giorni devono essere affrontate? Marco Predieri, direttore artistico del teatro Lumière, annovera “le spese, tra tasse e bollette, l’assoluta mancanza di contributi pubblici e la scarsa attenzione dei media sui teatri piccoli”. Il teatro del Cestello è invece gestito da un’associazione senza fini di lucro composta da 35 attori professionisti e non: anche gli attori famosi che si esibiscono – viene spiegato – si abbassano molto il cachet, una soluzione che quindi consente di ottimizzare le risorse. “Le difficoltà economiche implicano anche la necessità di selezionare ancor di più gli spettacoli e puntare sulla massima qualità”, sostiene Gianluca Balestra, direttore del Teatro Cantiere Florida in via Pisana. Un fattore negativo, secondo alcuni, per il futuro dei piccoli teatri fiorentini sono le difficoltà dell’associazione Firenze dei Teatri, che da oltre dieci anni riunisce venti teatri dell’area metropolitana fiorentina: dal 6 marzo ha chiuso l’infopoint alle Murate e, dalla fine di questo mese, potrebbe cessare la sua attività. Gli abbonamenti trasversali messi a punto dall’associazione, ovvero Passteatri e Passfamily, sei ingressi validi in tutte le strutture dell’associazione a prezzi convenienti, hanno quest’anno raggiunto il picco del successo, con 1.639 sottoscrizioni e 9.834 biglietti emessi, il 13% in più dello scorso anno. “Con la scomparsa di queste formule di abbonamento a costo contenuto rischiamo di perdere pubblico, considerando che gran parte del nostro preferisce spendere meno per uno spettacolo”, commenta Giulia Attucci del teatro delle Spiagge. È consapevole delle difficoltà e dell’importanza di questi enti culturali anche l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Sergio Givone. “A Firenze c’è un panorama complesso, con delle specificità che sicuramente vanno incentivate – sostiene – è vero che i finanziamenti sono modesti e le risorse, a partire da quelle nazionali, sono sempre più esigue. Di certo i piccoli teatri ci stanno a cuore, ma siamo convinti che serva un sistema di teatri in cui ognuno svolga il suo ruolo: è in questo contesto che ad esempio un teatro come la Pergola assume una funzione irrinunciabile, se rischiasse nuovamente il naufragio tutti ne ricaverebbero un danno enorme, ci sarebbe una vera e propria depressione dell’universo teatrale cittadino”. E, sulla questione Firenze dei Teatri, Givone risponde: “Stiamo lavorando, consapevoli che svolga un’azione importante, ma è vero che in questo contesto i singoli operatori sono comunque chiamati al reperimento di risorse esterne”.

TEATRO DELLE SPIAGGE

TEATRO EVEREST

TEATRO DEL CESTELLO

Un’attenzione particolare al sociale

Innovazione, musica e letture

Tradizione e monologhi d’autore

Oggetto di un bando del Comune di Firenze, lo spazio di via del Pesciolino viene affidato in gestione alla Compagnia Teatro delle Spiagge, che ne fa il suo centro di produzione e formazione. Accanto alla loro produzione c’è una programmazione che si basa su ospitalità di livello, con un’attenzione speciale alle tematiche sociali, considerando sempre l’ubicazione “periferica” del teatro.

Un teatro giovane che si è ormai imposto nonostante la posizione decentrata. Questa stagione ha visto un cartellone dedicato a teatro innovativo e sperimentale, “Nuove creature”, “Corrispondenze”, una rassegna di teatro e musica, letture di testi con accompagnamenti, e poi le “Domeniche da favola”, ancora appuntamenti musicali ma di domenica pomeriggio, rivolti ai bambini.

Nato agli inizi del secolo scorso come piccola sala parrocchiale e chiuso durante la guerra, devastato durante l’alluvione, riapre nel 1985 e, da allora, il teatro gode di una continua crescita di popolarità. Innovazione e tradizione convivono nel suo cartellone: anche quest’anno commedie classiche e spettacoli della tradizione, ma anche una rassegna di monologhi con attori famosi.

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IL CASO. Nell’ultima lista dei convocati in Nazionale non c’erano giocatori di Montella

Quell’azzurro troppo poco... viola Il Mondiale brasiliano si avvicina e la speranza dei tifosi gigliati è quella di veder far parte della spedizione anche qualche loro beniamino. Aspettando il ritorno di Pepito Rossi, occhi puntati sul “trio” Viviano, Aquilani e Pasqual

il Ct della

nazionale Cesare prandelli

Irene Delfino

C

overciano, sulla carta, dista soltanto pochi chilometri dallo stadio Franchi, ma per Viviano, Pasqual e Aquilani il Centro Tecnico sembra ancora lontano. Nella lista dei convocati in Nazionale nell’ultimo match di qualificazione ai Mondiali, disputato lo scorso 26 marzo contro Malta, non figurava neanche un giocatore viola. Quando la Fiorentina, nella sua storia, ha dato 69 giocatori alla maglia azzurra. Restringendo il campo ai campionati del mondo, si può notare come dal 1934 ad oggi solo tre volte i nomi dei giocatori viola non abbiano fatto parte del gruppo. Si ricordano Pandolfini, Albertosi, “Picchio”, Baggio, Toldo, Toni, solo per citarne alcuni. O l’indimenticabile terzetto Antognoni, Galli e Graziani, che nel 1982 alzò al cielo la Coppa del Mondo. Proprio uno di quei campioni del mondo, l’ex portiere viola Giovanni Galli, è stupito: “Viviano è sempre stato

nel giro”, afferma. Il portiere di Fiesole, dopo l’addio di Morgan De Sanctis alla porta azzurra, può intravedere uno spiraglio per la chiamata di Prandelli. “Mi augurerei che riconquistasse la Nazionale per meriti – spiega Galli – e non perché il secondo portiere smette di giocare”. In questi mesi Emiliano, tra i pali viola, si sta giocando non solo la possibilità di andare in Brasile nel 2014, ma anche la permanenza a Firenze. Dovrà convincere, oltre al ct azzurro, i dirigenti della Fiorentina, Pradè in primis, di essere un portiere di alto livello, affidabile tra i pali, e quindi di valere il prezzo del riscatto dal Palermo (7,5 milioni, anche se molto probabilmente sarà destinato a scendere). Proprio con le brutte prestazioni nella prima parte di stagione a Firenze, Viviano ha perso la Nazionale. Ma Prandelli l’aveva sempre visto di buon occhio, convocandolo due volte nei match di qualificazione contro Malta l’11 settembre e contro la Danimarca il 16 ottobre. “Mi dispiace che Pasqual sia fuori – continua Giovanni Galli – ritengo che potesse essere il momento giusto per convocarlo: Manuel è un grande professionista

ed è tornato ai suoi livelli, forse anche di più. Di solito in Nazionale si portano sempre i migliori, ma facendo una certa programmazione. I Mondiali sono il prossimo anno, non tra quattro anni”. Come dire che nel caso del capitano viola, sempre fuori dal gruppo azzurro nelle partite di qualificazione, sarà davvero difficile entrarci. Può invece incrociare ancora le dita Alberto Aquilani, tra gli undici schierati da Prandelli nell’amichevole contro l’Inghilterra del 15 agosto scorso: “Lo stesso Montella lo ha spronato a dare di più”. La continuità che Alberto cerca con la maglia viola, con cui alterna ottime prestazioni ad altre un po’ opache, potrebbe aprirgli anche le porte azzurre. Impossibile, poi, dimenticarsi di Giuseppe Rossi: quando tornerà a essere il vero “Pepito”, per lui è già pronta una maglia da titolare, in un tridente offensivo completato dal tandem rossonero El Shaarawy-Balotelli. Non c’è insomma da disperare: mancano ancora la Confederation Cup e cinque partite di qualificazione prima del Mondiale 2014. Sperare di vedere un azzurro un po’ più viola non è un’utopia. Brasile, arriviamo.

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sport

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LAVORI IN CORSO. Quest’anno la squadra ha sorpreso tutti: ora c’è da fare il salto di qualità

Fiorentina, cosa manca per il top Nessuno, se non altro per scaramanzia, vuol parlare di obiettivi per la prossima stagione, ma in molti sognano già. Anche di centrare il “bottino grosso” Lorenzo Mossani

L

a serie A 2012/13 è ormai agli sgoccioli, e la Fiorentina ha sorpreso un po’ tutti. Alzi la mano chi, a inizio stagione, sperava che la rinnovatissima squadra di Montella potesse giocare così fin da subito. E allora, in vista della prossima stagione, tra i tifosi c’è già chi sogna di raggiungere obiettivi che – se non altro per scaramanzia – non si possono dire. Ma cosa manca per arrivare al top? Per diventare veramente grandi ci vuole continuità, cosa che forse è più mancata quest’anno alla Fiorentina. Quella continuità tipica delle grandissime squadre, quelle che alla fine lottano per il bottino grosso. La Fiorentina è forte con le forti (vittorie con Milan, Lazio e Inter, per esempio), ma non è così “squadra” con le piccole. Troppi i punti persi. Soprattutto, ha pesato, in una delle tante fasi cruciali della stagione, la capacità di reagire dopo una sconfitta inaspettata come quella col Pescara. Un super Perin, allora, spezzò i sogni di rimanere in scia alla Juventus. Un gennaio da incubo che ha gelato un’intera stagione. E questo nonostante un centrocampo che si è rivelato, partita dopo partita, fra i più forti d’Italia e probabilmente non solo. Una striscia negativa – quella di gennaio – impensabile per una squadra che può contare su Aquilani, Pizarro e “re” Borja. E allora cos’è mancato? L’esperienza di Montella nel gestire il momento “no” di Viviano, bruciando Neto, dice qualcuno. L’umiltà di portare a casa qualche punticino da trasferte come quella di Catania, Bologna e Cagliari. Una partita giocata a porte chiuse da vincere, ma persa perché – sostengono altri – già con la testa allo scontro Champions col Milan. Chi vuol vincere sa che non è un modo di dire che tutte le partite sono uguali. E così da Cagliari la Fiorentina è tornata a mani vuote, per poi regalare ai tifosi una prestazione eroica nel turno successivo con i rossoneri. Ma, forse, quello che serve maggiormente per arrivare in “altissimo” è una punta, un “vero” centravanti capace di sbloccare quelle partite che di sbloccarsi non ne vogliono sapere. Se non un

Cavani, comunque qualcuno che la palla – in qualche modo – la butti sempre dentro. I nomi dei candidati non mancano, e il calciomercato sta per entrare nel vivo. Senza dimenticare che Montella la prossima stagione potrà contare appieno sul contributo di Giuseppe Rossi. E poi? Se ogni tifoso viola non può che apprezzare il gioco dell’Aeroplanino, c’è chi sostiene che qualche volta la palla in tribuna possa non essere un male. Essere meno “narcisi” spesso non vuol dire essere meno forti. E la Fiorentina lo è, e ancor più si spera che lo sarà. Forte. Fortissima.

CALCIOMERCATO. Le trattative entrano nel vivo: tanti i nomi sul tavolo

Promesse o certezze, le idee per l’attacco S

pepito rossi,

CHi lo aFFianCHerÀ in attaCCo?

i riparte da quella che per molti addetti ai lavori è quasi da una certezza: le strade di Jo-Jo e della Fiorentina sembrano destinate a separarsi a fine stagione. Ancora – ovviamente – non c’è nessuna certezza, ma un’offerta ritenuta congrua da parte di Manchester City o Arsenal potrebbe dare un’accelerata alla trattativa. Soldi che la società viola potrebbe reinvestire per comprare una punta vera da affiancare a Giuseppe Rossi. Tanti i nomi che vengono associati alla Fiorentina. Qualcuno arriva dal Sud America. Come quello di Ademilson: non un bomber di peso (è alto un metro e 70), ma con un senso del gol che ricorda un certo Di Natale. Classe 1994, l’attaccante si mise in mostra al Mondiale Under 17 del 2011, dove segnò cinque reti. Rapidissimo, attualmente l’erede di Luis Fabiano nel San Paolo, Ademilson è una scommessa che piacerebbe a Macia, ma forse un po’ meno a Pradè, che vorrebbe qualcosa di più sicuro. In questo caso, ecco spuntare un altro nome, quello di un giocatore che ormai di esperienza in serie A ne ha da vendere. Stiamo

parlando del “vero” Tanque, non quello sbarcato a Firenze nella passata stagione. German Denis, 32 anni, non è più giovanissimo, ma quando è in forma fa reparto da solo. Nelle ultime stagioni a Bergamo l’attaccante argentino è esploso. Storica, lo scorso aprile, la tripletta rifilata all’Inter, con tanto di pallone portato a casa a suggellare un’altra stagione vissuta da protagonista. Poi c’è lui, uno dei nomi destinati a diventare protagonisti nella sessione estiva del calciomercato: Pablo Osvaldo. Amato a Firenze per l’indimenticabile gol realizzato a Torino contro la Juventus, per lui si tratterebbe di un ritorno in riva all’Arno. A Roma quest’anno ha incontrato qualche difficoltà, e lui vorrebbe giocare sempre anche per non perdere la fiducia di Prandelli nell’anno del Mondiale. Certo, non costa poco, ma con la cessione del montenegrino e un contratto spalmato in più anni l’affare si potrebbe chiudere. Anche perché lui, Osvaldo, non ha mai nascosto di ispirarsi a Batistuta. E questa, a Firenze, non è certo /Lor.Mos. cosa da poco.

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sport

Maggio 2013

LA REALTÀ. Carine, simpatiche e con la passione per uno sport ritenuto maschile: ecco chi sono

Rugby, le ragazze della palla ovale Simone Spadaro

a 7 anni a Sesto Fiorentino – racconta – e fino a 14 ho giocato in squadre miste. Poi, a 23 anni, mi si è riproposta l’occasione di tornare in campo. È un luogo comune dire che il rugby è solo uno sport maschile. È pieno di regole e la squadra diventa come una seconda famiglia”. Per Firenze questa è la prima stagione. “Erano anni che volevamo fare qualcosa del genere, ma eravamo in poche e senza sponsor. Siamo partite e di questo non posso che essere contenta – ammette – e vorrei che si appassionassero alle nostre gare anche i tifosi che seguono gli uomini. Essendo in sette giochiamo solo su metà campo, ma dal 2014 anche il rugby seven si giocherà a tutto campo. Intanto facciamo la Coppa Italia, ma vorremmo poi passare al campionato nazionale”. L’idea generale, per tutte, è quella di aumentare la notorietà della squadra e poi formare, anche con le ragazze di Prato, Empoli e Livorno, un’unica grande realtà da quindici giocatrici che possa arrivare (almeno) alla serie A2. Non sono certo ballerine: il rugby è uno sport di contatto e spesso queste ragazze giocano su terreni molto fangosi. Occorre dunque molta passione, ma quella sembra non mancare. E il movimento è ormai partito, in una disciplina che sta raccogliendo sempre più consensi tra gli appassionati di sport.

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arine, simpatiche e con la passione per la palla ovale. Sono le ragazze del rugby toscano che quest’anno, tanto per iniziare, stanno giocando la Coppa Italia a sette, la stessa disciplina che sarà presente, per gli uomini, alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Queste “pioniere” sognano di unire le forze e creare una squadra di rugby a 15, come i maschi, e magari chiamarla “Granducato di Toscana” per arrivare, un giorno, in Nazionale. Il girone toscano della Coppa Italia comprende le Allupins Prato, il Firenze Rugby 1931, le Ladies Empoli e le Etrusche Livorno. La squadra fiorentina è nata dall’iniziativa di due amici, Loredana Bencini, rugbista, già in quota all’Empoli Rugby Ladies, e Giovanni D’Andria, e il progetto è stato subito accolto con entusiasmo e favore dalla dirigenza biancorossa. Loredana è la team manager, coadiuvata dalla dirigente Daniela Righini. Molto chiare le idee dell’atleta gigliata sugli obiettivi della squadra e della società: “Coinvolgere sempre più persone e avere sempre maggiore partecipazione, è questa la chiave per far crescere il movimento. Siamo un gruppo molto affiatato, con una grande consapevolezza di appartenere a una squadra, una caratteristica sicuramente propria del rugby. Ci siamo buttate in quest’avventura e devo dire che ne è valsa la pena. Quest’anno – aggiunge – stiamo facendo la Coppa Italia Seven: magari, tra uno o due anni, potrebbe essere fattibile un campionato a quindici”. Una passione precoce per uno sport ritenuto prettamente maschile caratterizza la scelta rugbistica di Sara Damasceni, capitana del Firenze Rugby 1931. “Ho iniziato

BASKET. Marco Mannucci, classe ‘86, allena la squadra femminile del Fotoamatore in B

Un ex giocatore sulla panchina “rosa”

S

e il Fotoamatore andrà in serie A sarà anche merito suo. Di Marco Mannucci, classe ‘86, ex giocatore in B2 e B1 e oggi allenatore in serie B del Fotoamatore. Così giovane e già allenatore? È un’esperienza bellissima, che mi permette di lavorare in società “sane” di cui condivido la filosofia. Certo, mi manca la carriera da giocatore, ma questa è la migliore alternativa che potessi trovare. Ci sono differenze tra allenare una squadra maschile e una femminile? Per regolamento cambia la palla, le altre differenze le creano gli allenatori. Io cerco di non

fare distinzioni di genere. Certo, nel maschile le prestazioni fisiche sono maggiori e di conseguenza la spettacolarità, ma questo dipende anche dalla maggiore cura che si ha per queste squadre. Gli approcci possono essere diversi, ma devono coincidere gli obiettivi. E le differenze tra seguire una A2 e una B? Principalmente stanno nell’impostazione del lavoro, ma alla Florence si cerca di mantenere alto il livello. Siamo una società che non guarda all’etichetta o al risultato, ma alla crescita di un gruppo a cui trasmettere passione e insegnamenti basati sul lavoro in palestra e sui /Lor.Mos. valori dello sport.

MarCo MannuCCi

LA CORSA. Il 18 maggio torna la “Freccia Rossa”

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Mille Miglia, tra vip e motori

È

nuovamente tempo di Mille Miglia, la mitica “Freccia Rossa” che appassiona grandi e piccini lungo le vie delle città italiane, da Brescia a Roma e ritorno, passando anche dalla Toscana e da Firenze. Il passaggio lungo le strade del capoluogo e della regione avverrà sabato 18 maggio. La Mille Miglia 2013 sarà una corsa per quattrocento “esemplari”. Una manifestazione che, attraverso l’allargamento del numero dei partecipanti (fino allo scorso anno erano 375), punta a essere ancora più importante in ambito mondiale. “Abbiamo deciso di inserire venticinque macchine in una lista speciale per arricchire la qualità delle vetture al via – ha spiegato il presidente della Mille Miglia srl Roberto Gaburri – ma si stratta di auto straordinarie che conquisteranno il pubblico e che non potranno fare classifica. Siamo orgogliosi di avere al via 130 auto anteguerra, più dello scorso anno”. Rispetto al passato è cresciuto anche il numero di auto che effettivamente hanno corso la Mille Miglia storica, che sono passate da 58 a 76 esemplari. Tra i vip annunciati alla partenza spiccano i nomi di Matteo Mar-

zotto e Sebastian Coe, una vecchia conoscenza di Firenze. Nel 1981 Coe stabilì i record mondiali degli 800 metri, sia indoor che all’aperto. Quest’ultimo primato lo ottenne allo stadio Artemio Franchi (che aveva ancora la pista di atletica leggera intorno al campo) durante il meeting di Firenze, con il tempo di 1’41”73. Il suo record del mondo sugli 800 metri rimase imbattuto fino all’agosto del 1997. Per Coe, quindi, un gradito passaggio da una città che ha segnato la sua carriera. Ma anche molti altri nomi noti agli appassionati saranno presenti alla cor/Sim.Spa. sa.


sport nel quartiere

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BASKET. Continua a tener banco la questione del palasport per le partite di Eurolega

Il Mandela apre le sue porte a Siena? Carlo Marrone

In teoria dal prossimo anno sarà obbligatorio avere strutture con almeno diecimila

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posti, anche se il “gran capo” Jordi Bertomeu è pronto a concedere una moratoria

ettere da parte le divisioni tra Guelfi e Ghibellini, dimenticare la battaglia di Montaperti. Una mission impossible? Eppure Firenze e Siena, con la “benedizione” della Regione, potrebbero presto trovarsi d’accordo. Almeno sul campo di basket. Già, perché la questione del palasport da diecimila posti per l’Eurolega, in teoria obbligatori dal prossimo anno, continua a tener banco. Questo chiede il “gran capo” Jordi Bertomeu, pronto a concedere una moratoria fino al 2016 a Barcellona e, appunto, Siena, se nel frattempo inizieranno a realizzare il nuovo impianto. Ipotesi piuttosto improbabile sotto la Torre del Mangia. E, quindi, la soluzione più semplice, a meno di un “trasloco europeo” in quel di Bologna, potrebbe essere proprio il Nelson Mandela Forum. L’idea era stata rilanciata qualche settimana fa da Dario Nardella: “Per gli standard europei – aveva detto il neo-parlamentare ed ex vicesindaco di Firenze – e in attesa del palasport che realizzeranno, la Mens Sana non può giocare in un palazzetto come quello attuale. Se l’alternativa per Siena fosse quella di andare a Bologna, Firenze è pronta a fare la sua parte”. E non sarebbe una semplice boutade. Quest’ipotesi sembra infatti davvero poter decollare con l’aiuto della Regione, disponibile ad accollarsi una buona parte della spesa per i lavori al Mandela Forum, in modo da ampliarlo e renderlo utilizzabile in Eurolega. E, magari, rendere più appetibile Firenze come circuito per eventi non solo sportivi. Arrivare a quota diecimila sarebbe molto meno complicato che non adeguando il PalaSclavo.

fino al 2016. E allora la Mens Sana potrebbe “traslocare” proprio a Campo di Marte Visto che la fine della stagione si avvicina, anche Massimo Gramigni, presidente del Nelson Mandela Forum, ha detto la sua in merito alla possibilità di ospitare le partite interne della MontePaschi Siena nella prossima Eurolega e all’ampliamento della capienza dell’impianto per gli eventi sportivi: “L’opportunità per il Mandela Forum di ospitare le gare casalinghe di Euroleague della Mens Sana è una notizia di cui si parla ormai da tempo. Per il momento, come Mandela Forum, non abbiamo ricevuto nessuna richiesta ufficiale. Per quanto ci riguarda, posso però dire che saremmo molto contenti di poter ospitare una realtà straordinariamente vincente in Italia come la Mens Sana, che negli anni è diventata un riferimento anche in Europa. Quando nel giugno dello scorso anno pensammo alla possibilità di ampliare la capienza per gli eventi sportivi all’interno del Mandela Forum, l’obiettivo era più esteso rispetto a ospitare le partite interne della Mens Sana. L’accoglimento della domanda presentata dal Mandela Forum alla Provincia di Firenze e alla Regione Toscana per accedere ai finanziamenti ci consentirà di avere un impianto più grande”. Nessuna conferma ufficiale, dunque, ma l’intenzione sembra esserci tutta. A meno che Bertomeu non ci ripensi e conceda un’ulteriore moratoria, fino al 2020, che rimetterebbe tutto in gioco. Tutto, tranne l’ampliamento del Mandela.

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LA KERMESSE/1. Dal 7 al 12 di questo mese torna il festival, alla sua seconda edizione

Cinque giorni nel segno dell’Europa Una serie di incontri e una conferenza internazionale a cui parteciperanno

LA KERMESSE/2

anche i presidenti della Commissione José Manuel Barroso e della Camera

Mille eventi, un’unica Florence design week

Laura Boldrini, oltre al ministro degli interni francese. E in più una notte lunga ventisette ore, per ricordarsi che il vecchio continente ha ancora molto da dire Caterina Gentileschi

L’

Europa fa tappa a Firenze. Proprio così, perché nell’Anno europeo dei cittadini sbarca nel capoluogo toscano la seconda edizione del Festival d’Europa (dal 7 al 12 maggio), un evento di rilievo internazionale promosso dalle maggiori istituzioni europee, nazionali e regionali. Obiettivo della manifestazione è incoraggiare e sostenere la partecipazione democratica dei cittadini dell’Unione Europea. Prestigiose location cittadine – da Palazzo Vecchio all’auditorium di Sant’Apollonia, da Palazzo Medici Riccardi alle Murate – ospiteranno convegni, seminari, workshop e spettacoli dal vivo che coinvolgeranno istituzioni accademiche, centri di ricerca, osservatori politici e associazioni culturali del panorama nazionale e internazionale. Momento centrale nel programma del Festival d’Europa, la conferenza internazionale “The State of the Union”, che si svolgerà giovedì 9 maggio nella cornice del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. The State of the Union vedrà la partecipazione di figure di primo piano della politica, dell’economia e del mondo della ricerca europei. Tra gli ospiti più attesi José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, Emma Bonino, ex vicepresidente del Senato, Cecilia Malmström, commissaria europea, Emma Marcegaglia, amministratore delegato di Marcegaglia Spa, Mario Monti, Rosen Plevneliev, presidente della Repubblica di Bulgaria e Manuel Valls, ministro degli Interni francese. E, per chi ai grandi temi è interessato ma vuole anche una città viva e pulsante, ecco arrivare la “Notte blu”, full immersion di appuntamenti in programma dalle 16 di sabato 11 alle 19 di domenica 12. Ventisette ore (una per ogni Paese membro) dedicate all’Europa, che partiranno con una maratona musicale in piazza della Repubblica e passeranno per una serie di eventi, tra cui la rievocazione storica dell’arrivo di Carlo VIII in città, le visite guidate in Palazzo Vecchio a cura dell’associazione Museo dei ragazzi e il simpatico Bandierai Day in piazza Santa Maria Novella, dove gli esperti sbandieratori fiorentini insegneranno i primi trucchi da conoscere per maneggia-

re una bandiera e far rullare un tamburo. Grande entusiasmo, poi, per il ritorno di “All’improvviso Dante, 100 canti per Firenze”, che trasformerà per cinque ore il centro storico della città nel palco di una grande performance popolare, rendendo ogni passante uno spettatore. Tante le attività all’interno della biblioteca delle Oblate, che ospiterà la mostra RiartEco, il reading “Da Zeus a Nilla Pizzi. I miti di Europa” e la cerimonia di premiazione del concorso letterario “Mara Cassigoli”, con ospite

d’onore Dacia Maraini. Per i più piccoli, alle Oblate, gli appuntamenti da non perdere sono invece la lettura animata “Amerigo Vespucci. Dall’Arno all’oceano”, il laboratorio “Come nasce un’illustrazione” e l’iniziativa “Educare ai diritti”, a cura del comitato provinciale Unicef Firenze. In largo Annigoni da segnalare lo spettacolo “Il gioco del mondo” e le attività del Circo tascabile, mentre all’Osservatorio Astrofisico di Arcetri torna l’appuntamento dell’open day per gli under 15.

IN DUOMO. La rassegna “O Flos colende” si avvia verso i primi vent’anni. Di musica

I virtuosismi del franco-libanese Hakim S

pegne le sue prime diciassette candeline “O flos colende”, rassegna musicale che si è conquistata un sempre crescente apprezzamento di pubblico e critica. Un successo raggiunto grazie alla suggestiva bellezza del Duomo di Firenze, location dei concerti (a ingresso libero), alla particolarità delle proposte musicali e all’autorevolezza degli interpreti, garantite – fin dalla prima edizione della manifestazione – dalle cure artistiche di Gabriele Giacomelli. A guidare O flos colende è anche l’intento di recuperare un patrimonio musicale dimenticato e di grande valore spirituale, non di rado legato alla storia culturale fiorentina, per dare così un significativo contributo alla valorizzazione del patrimonio artistico (monumentale e archivistico) di competenza dell’Opera del Duomo. Il fiore all’occhiello del mese di maggio (per una manifestazione che andrà avanti fino all’inizio di settembre) sarà l’appuntamento con Naji Hakim, che si esibirà il 23. Il secondo appuntamento della kermesse è ideato per far ammirare al pubblico lo spettacolare, grande organo Vincenzo Mascioni del Duomo di Firen-

ze, con le sua voce spiccatamente sinfonica e la sua potenza sonora di ben settemila canne, tornato a suonare con pieno successo grazie proprio a O flos colende. La galleria dei grandi maestri (da Jean Guilou a Klemens Schnorr) che si sono avvicendati alle tastiere del Mascioni, strumento unico in Italia e fra i pochissimi del genere al mondo, accoglie stavolta il musicista libanese di nascita ma francese di formazione, organista nella chiesa della Trinité di Parigi come successore di Olivier Messiaen, interprete pluripremiato e lui stesso autore di diverse composizioni. E sono proprio alcune sue partiture, ispirate dai canti gregoriani e da antichi canti religiosi, a segnare il programma della serata, assieme a Bach e Franck, per una panoramica su autori-organisti dell’epoca contemporanea, barocca e romantica. Ma Naij Hakim è anche uno dei più rinomati virtuosi dell’improvvisazione all’organo, antica arte che il maestro farà rivivere nella proposta di una serie di elaborazioni su un tema musicale proposto dal pubblico al termine del /B.B. concerto.

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erdersi nel viaggio delle contaminazioni tra futuro, passato e presente, tra occasioni di svago e di business, tra artigiani e nuovi designer, tra made in Italy e prodotti internazionali. Mostre, workshop, esposizioni, conferenze, spazi dedicati ai giovani talenti, attenzione puntata al valore sociale, l’immancabile presenza del mondo digitale, l’interculturalità che la farà da padrona, musica, aperitivi, contaminazioni ed eventi imperdibili. Di cosa si tratta? È presto detto, è la “Florence design week”, che invaderà pacificamente la città dal 20 al 26 maggio. “Crossing people”, questo il tema del festival dedicato al disegno industriale, dove si incontrano e si confrontano graphic, visual, industrial, fashion, interior, music and food design. L’inaugurazione del festival è prevista il 20 maggio alle 17 nella sala Brunelleschi del Palagio di Parte Guelfa, in occasione della quale verrà consegnato anche il premio del concorso “Design Win Make”, contest che premia creatività e innovazione, ideato da MakeTank, marketplace di digital maker e nuovi designer in collaborazione con Arredativo.it, web magazine di arredamento e design. Tra gli appuntamenti in programma una cena in chiave surrealista ispirata a Salvador Dalì e proposta dal progetto www.sensoriums. org, una serie di incontri come “Chromo Sapiens, l’evoluzione del colore nell’architettura e nel design” all’archivio di Stato (che oltre alla conferenza promuove innovative creazioni di giovani designer internazionali e la mostra “A tre dimensioni – modelli di Architettura dai fondi dell’Archivio di Stato di Firenze”), ma anche esposizioni trasversali come quelle negli eleganti spazi di Palazzo Borghese e del Grand hotel Minerva ed esperienze interattive al complesso delle Murate, dove workshop, speed dinners, esposizioni culturali e intrattenimento si alterneranno, tra business sostenibile e cultura digitale in collaborazione con FabLab e ToscanaIN. Uno sguardo verrà lanciato anche oltre i confini del Bel Paese, con un occhio a Brasile, Russia, Stati Uniti, Taiwan, Spagna, Gran Bretagna, Danimarca e Cina, per ritrovarsi nei vari luoghi del Festival e dove, nell’espressione del proprio modo di fare design, si ritrova l’espressione della propria, pro/B.B. fonda cultura.


cultura

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GIARDINI/1. Dal 16 al 19, a Boboli, la mostra-mercato nell’Orto della Botanica inferiore

Il parco più profumato della città Barbara Biondi

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osa succede se un bel giorno ci si imbatte in un giardino fiorito, all’interno di una limonaia che racconta storie di prodotti naturali e antichi speziali? Succede che ci si trova nel bel mezzo de “I profumi di Boboli”, manifestazione arrivata alla sua settima edizione e che, dal 16 al 19 maggio, porta nell’Orto della Botanica inferiore del giardino granducale il meglio della manifattura artistica legata all’universo botanico. La manifestazione è l’unica mostra-mercato ad aver mai preso vita all’interno del giardino di Boboli, nei suoi oltre quattrocento anni di storia. La collocazione scelta, ovvero l’Orto della Botanica inferiore, è legata a doppio filo con la storia del luogo. Sembra infatti che in origine, in questo preciso posto, esistesse un edificio adibito a spezieria, distrutto sul finire del Settecento, dove presumibilmente con i fiori del giardino gli antichi profumieri ed erboristi distillavano profumi e balsami medicamentosi. Candele, profumi per il corpo e per l’ambiente, essenze naturali, infusi e tè selezionati, ma anche pubblicazioni ad hoc e prodotti realizzati con l’olio d’oliva e le sue componenti essenziali, questi sono i prodotti che la faranno da padrona nella quattro giorni

dedicata al profumo e ai suoi parenti più vicini. L’edizione 2013 si avvale del patrocinio di due realtà istituzionali di grande prestigio: l’Unesco, la cui direzione di Firenze è stata particolarmente colpita dall’aspetto culturale e sociale della manifestazione, e l’Istituto Agronomico per l’Oltremare, presente in mostra non solo con i progetti di sviluppo agronomico in corso in vari territori d’oltremare (Mali, Burkina Fasu, Pakistan, Guatemala), ma anche con una selezione di piante tropicali rare dalle quali si estraggono olii essenziali e fragranze che appartengono all’Orto Botanico dell’Istituto. Special guest l’Istituto Farmaceutico Militare, la cui sede di Firenze è l’unica in Italia e dal cui laboratorio, oltre a farmaci specifici, escono storici prodotti di cosmesi e ricerca alimentare. A fianco delle presenze divenute ormai “di casa”, new entry originali e di alto profilo qualitativo: il “Profumo di Boboli”, fragranza agrumata creata per l’occasione, la linea di prodotti su formulazione dei ricettari della cosmesi veneziana del XV secolo, la ricerca di tessuti etnici a motivo floreale, i saponi naturali prodotti con antichi stampi, i prodotti naturali all’olio di oliva delle colline toscane e quelli all’olio di Aleppo.

Un’accurata selezione di produttori di essenze, saponi naturali, fragranze esclusive e tessuti speciali si è data appuntamento nell’antica area dove lavoravano gli speziali della corte medicea

GIARDINI/2. Da Firenze e non solo, in arrivo i migliori professionisti della manualità

L’artigiano prende casa in limonaia E

se i profumi di Boboli non dovessero bastare, in un altro dei più bei giardini fiorentini torna “Artigianato e Palazzo”, mostra delle migliori botteghe artigiane fiorentine e non solo. L’appuntamento è fissato nello splendido giardino seicentesco di Palazzo Corsini da giovedì 16 a domenica 19 maggio, con la novità di due aperture serali straordinarie fino alle 22.30 di venerdì 17 e sabato 18. L’ppuntamento con la maestria di oltre ottanta maestri artigiani italiani e stranieri è un’occasione per ammirare dal vivo manufatti realizzati con movimenti meticolosi ed eleganti, curando ogni minimo dettaglio. Lungo i viali fioriti e le antiche limonaie si potranno trovare

riuniti i rappresentanti degli antichi mestieri tra cui la Moleria Locchi, bottega artigiana famosa in tutto il mondo per la maestria con cui lavora vetro e cristalli fin dall’800; la designer Emy Petrini, che realizza installazioni con foglie, rami e fiori freschi che raccoglie personalmente nei boschi e nelle campagne lucchesi; il Consorzio del Cappello, con la manualità e la fantasia delle sue modiste; la scuola di Oreficeria Le Arti Orafe, con la freschezza delle creazioni dei giovani artisti e quelle di stampo rinascimentale di Paolo Penko. E ancora Lorenzo Villoresi con i suoi profumi ed essenze, Mazzanti Piume laboratorio artigianale specializzato in eccentriche

decorazioni di piume e fiori artificiali, Tommaso De Carlo con i suoi lavori di decorazione, frutto di una continua ricerca di forme e applicazioni, l’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella e la Tappezzeria Magnolfi, che restaura mobili imbottiti con la tecnica tradizionale dei doppi ripieni con crine, vegetale e molle legate. Inoltre, nell’Orto delle Monache e nella Limonaia Piccola, sarà riunita una nuova selezione di artigiani scelti da OmA, Osservatorio dei Mestieri d’Arte e, nel pomeriggio di mercoledì 15, durante la preview, si svolgerà un’asta benefica per raccogliere fondi destinati al Progetto Itaca. /C.G. Per info: www.artigianatoepalazzo.it.

L’INIZIATIVA. A Palazzo Strozzi l’esposizione che raduna alcuni dei capolavori realizzati nel Quattrocento

La primavera? Splende sul Rinascimento fiorentino È

tornata la primavera a Firenze, portando con sé aria di rinascita. Ma non solo: fino al 18 agosto, Palazzo Strozzi ha deciso di celebrare la nuova stagione con una rassegna di 140 capolavori della scultura e della pittura raccolti nella mostra “La Primavera del Rinascimento. La scultura e le arti a Firenze 14001460”. L’esposizione, realizzata in collaborazione con il Museo del Louvre – dove le opere saranno esposte dal 26 settembre al 6 gennaio 2014 – a cura di Beatrice Paolozzi Strozzi e Marc Bormand, rappresenta un vero e proprio viaggio nell’età del cambiamento, suddiviso in dieci sezioni, partendo dalla scultura degli albori del ‘400, scultura che per prima si è fatta interprete del Rinascimento, andando poi a influenzare tutte le altre arti. Saranno le opere del Ghiberti, di Donatello, Nanni di Banco, Luca della Robbia, Nanni di Bartolo, Agostino di Duccio, Michelozzo, Mino da Fiesole,

Filippo lippi, Madonna

dell’uMiltÀ

Desiderio da Settignano e i dipinti di Masaccio, Paolo Uccello, Andrea Castagno e Filippo Lippi a parlare e sottolineare come la scultura sia stata il faro per la nascita e lo sviluppo del linguaggio rinascimentale, nonché vetrina di bellezza per una Firenze che si propose al mondo non solo come la “nuova Roma”, ma anche come la “nuova Gerusalemme”, con un primato artistico riflesso della bontà del suo governo repubblicano e di una società unita dalla solidarietà e dal sentimento cristiano. La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, dal Museo del Louvre, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza per il Polo Museale della città di Firenze e dal Museo Nazionale del Bargello, con la partecipazione del Comune e della Provincia di Firenze, della Regione Toscana, della Camera di Commercio e dell’As/C.N. sociazione Partners Palazzo Strozzi.


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

FUORI PORTA A Rignano sull’Arno

Il festival pop-art nel verde Valdarno

Open air

tutti, gli appassionati della loro musica.

Wine town 17-18 maggio Centro storico

Marco Mengoni 23 maggio Teatro Verdi

Torna l’appuntamento con le degustazioni nelle strade e nella piazze del centro storico. Un evento entrato di buon grado nel cuore dei fiorentini e non solo. Due giorni per assaggiare il vino delle migliori cantine del granducato mescolato a eventi sparsi per i quattro angoli del centro. Tra nettare di Bacco, buona musica, spettacoli e aria di primavera.

Da un protagonista di Sanremo all’altro, il passo è breve. In questo caso il lupus in fabula è proprio il vincitore del festival. L’Essenziale tour, che parte proprio questo mese, porterà l’ex enfant prodige di X-Factor in giro nei principali teatri d’Italia.

Dal vivo

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usica, performance, artigianato artistico e molto altro ancora. No, non siamo a Woodstock nel 1969 o al Parco Lambro di Milano negli anni ’70. Siamo a Rignano sull’Arno, nel 2013, più precisamente il prossimo 12 maggio, giorno in cui il paesino del Valdarno ospiterà “Underground & Pop-Art Festival”. Un Festival, organizzato da Claudio Fusai a nome dell’associazione Oltre i Limiti e con il patrocinio del Comune di Rignano, che punta a portare in piazza un modo di fare arte che generalmente appartiene alle grandi metropoli europee come Berlino, Londra o Parigi. Un’occasione, dunque, per appassionati e curiosi, di vedere nel Valdarno un diverso modo di creare aggregazione culturale attraverso performance interattive, improvvisazioni musicali o etichette indipendenti che esporranno i propri prodotti a fianco di quelli degli artigiani locali. Una domenica intera, dalle dieci del mattino a mezzanotte, a tutta arte, cultura e musica. Un modo differente dal solito di godersi e respirare l’aria della campagna valdarnese. /C.F.

Ornella Vanoni 10 maggio Teatro della Pergola Ornella Vanoni torna a Firenze dopo quattro anni di assenza con una formazione ridotta ma di grande impatto emotivo: Eduardo Hebling al contrabbasso, Paolo Vianello al pianoforte e Nicola Oliva alla chitarra. Con questo trio attraversa jazz, pop, latino-americano e altro, percorrendo il suo immenso repertorio. Modà 17 e 18 maggio Nelson Mandela Forum Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, la band torna a farsi sentire cominciando un tour che sfiora a volo d’uccello tutto il Bel Paese. Due le serate in programma nella città del giglio, per soddisfare tutti, ma proprio

L’APPUNTAMENTO Festa del cinema

Sette giorni a suon di lungometraggi

Joe Satriani 31 maggio Obihall Due dischi di platino e quattro dischi d’oro con 15 Grammy nominations. Joe Satriani è questo e molto altro ancora. Autentico maestro di tecnica e originalità, Satriani verrà a far bella mostra dei suoi virtuosismi a Firenze. Dead can dance 2 giugno Teatro romano (Fiesole) Dead Can Dance, ovvero Lisa Gerrard e Brendan Perry, sono una vera pietra miliare per aver dominato la scena musicale degli anni ‘80 e ‘90 e, a quanto pare, continuano a farlo anche nel nuovo millennio. Il loro ultimo album di inediti, Anastasis, uscito nell’agosto scorso, ha addirittura sorpreso pubblico e critica per quanto è intenso, ispirato e capace di restituire all’ascolto il suono originario e allo stesso tempo attuale della band.

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ine-amatori di tutta la città, tenetevi pronti. Dal 9 al 16 maggio si celebra la Festa del cinema, una settimana tutta dedicata al grande schermo durante la quale le sale offriranno prezzi ridotti per i film in 2 e 3 D. L’iniziativa, sostenuta da tutta l’industria cinematografica italiana, ha come obiettivo quello di diffondere il più possibile la cultura dei lungo e cortometraggi, mettendo a disposizione degli spettatori pellicole di ogni genere e provenienza a prezzi ridotti rispetto alle normali tariffe. Durante la settimana in questione, oltre alle proiezioni, verranno organizzate attività collaterali a sostegno dell’iniziativa tra cui workshop, laboratori e rassegne. E il prezzo? È presto detto. Per vedere un “classico” film in due dimensioni si spenderanno 3 euro, mentre per i 3D ci vorranno 5 euro. Non resta che aspettare il 9 maggio per poter fare una scorpacciata di film. E i più “famelici” – perché no? – potranno mettere in programma anche una vera e propria ma/C.G. ratona cinematografica.


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riCHieste del rione del sodo, “eCCo Cosa stiamo faCendo” Spett. Reporter, in relazione alla lettera inviata dal cittadino Claudio Badii (pubblicata nel numero di marzo u.s.) contenente alcune richieste per il Sodo, vorrei comunicare a Voi e ai Vostri lettori quanto segue. Innanzitutto mi preme rilevare che nel rione del Sodo esistono tanti cittadini che quotidianamente si impegnano sulle questioni del territorio con passione e civiltà. In questo momento ad esempio sono molto impegnati nel richiedere un giardino pubblico di cui c’è davvero bisogno e nel sostenere i lavoratori delle grandi aziende di quell’area oggi purtroppo in crisi (Seves e Sun Chemical). I cittadini del Sodo sono dunque una grande risorsa del territorio. In merito ai temi specifici sollevati, segnalo che è obiettivo dell’Amministrazione realizzare un’area verde fruibile dai cittadini. Poiché l’area è privata (si trova tra via delle Panche e via Chiuso dei Pazzi) stiamo lavorando affinché la destinazione a verde pubblico venga prevista nel Regolamento urbanistico di prossima adozione. Quanto ai 59 orti sociali di via Dazzi, essi sono stati completati e recentemente messi a gara. Potranno essere utilizzati dagli assegnatari. Per quanto riguarda il recupero urbanistico dell’area ex Cerdec, l’Amministrazione si sta muovendo in stretto contatto con i cittadini tanto che la deliberazione in materia è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale proprio su sollecitazione dell’Osservatorio di Castello che racchiude Circoli, Associazioni e Parrocchie della zona. Il timore principale è infatti che la realizzazione di capannoni industriali, coerenti con la destinazione attuale, possa pregiudicare la bellezza del territorio. Quanto infine all’apertura dello scavalco del Sodo, siamo finalmente in dirittura di arrivo dopo che sono state superate notevoli problematicità di tipo burocratico, a dire il vero poste da soggetti esterni all’Amministrazione Comunale. Cordiali saluti, il Presidente del Quartiere 5 Federico Gianassi

29 Piazza tasso, “i Problemi restano” Caro Reporter, ho letto con piacere l’articolo di Carolina Natoli sul numero di marzo 2013, riguardante i “giardini che reclamano attenzione”. In esso giustamente si sottolinea anche la problematica della manutenzioni delle aree giochi delle Scuderie e di piazza Tasso, facendo intervenire - con risposte secondo me per lo più banali - pure l’assessore Biti. Per quel che riguarda proprio i due spazi citati, io (nonno) e le signore (mamme di bimbi piccoli) Erica Briani e Candida Felli avevamo raccolto nel 2011 e inviato al sindaco più di 500 firme di genitori e nonni perché si provvedesse a mettere in maggior sicurezza le aree in questione. Per le Scuderie è stato fatto qualcosa, ma per piazza Tasso proprio nulla. Il problema qui secondo noi è la mancata precisa delimitazione dell’area giochi, tanto che i padroni di cani si sentono autorizzati a far depositare il superfluo dei loro animali nel ghiaino dove i bambini giocano. Abbiamo inviato foto significative, abbiamo informato alcuni quotidiani (Corriere e Repubblica), abbiamo coinvolto consiglieri comunali, ma, oltre a generiche espressioni di solidarietà e a vaghe promesse di responsabili del Comune, tutto è rimasto come prima. Noi capiamo che il Comune è senza quattrini (anche se per realizzare il fontanello di piazza Tasso li ha trovati), ma ci chiediamo: i nostri bimbi di piazza Tasso non si meritano forse qualche visita delle belle coppie di vigili che passeggiano perennemente in piazza della Signoria o sul Ponte Vecchio? E - come richiesto nella nostra petizione attorno all’area giochi di piazza Tasso non si potrebbero almeno installare dei cartelli col divieto di farci gironzolare i cani? Saluti cordiali. Danilo Gheno CiClisti e luCi, “faCCiamo risPettare le leggi” Caro Sig. Francini, non so quanti anni ha, io ne ho più di ottanta e sono d’accordo con il Sig. Roberto per le luci delle biciclette. Se la mia mente non mi inganna, andrei a rileggere i divieti per ogni mezzo viaggiante: tutti i mezzi devono avere un segno di riconoscimento davanti e dietro!!!!! Quando ero ragazzo, la sera ci riunivamo fra di noi per giocare al calcio in piazza Puccini con la pallina da tennis (il pallone era troppo caro) e poi verso sera il divertimento era far prendere le multe ai ciclisti che transitavano sul Ponte alle Mosse: Il trucco? Semplice, quando arrivava un ciclista che, buon per lui, aveva il fanale acceso, gridavamo “Attento ci sono i vigili” e per riflesso, il povero ciclista staccava il generatore alla ruota e, arrivato in cima alla salita: prendeva la multa!! Dunque la legge c’era!!!! Quando si comprava una bicicletta, le luci davanti e dietro ed il catarifrangente erano obbligatori!!!! Cosa succede oggi: l’80% delle biciclette non ha il fanale e do ragione al Sig. Roberto che questa legge (forse oggi non c’è più!!!???) dovrà essere rimessa o fatta rispettare o si aspetta il morto come in tanti altri casi!!!???? In inverno alla sera al buio ho visto Vigili fare gli indifferenti a biciclette che passavano senza luci!!! Se succedeva qualche cosa a quel ciclista, andavano in galera loro????? Non c’è bisogno di “Bici

invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it “biCiClette, PerCHÈ non Creare altri Punti di noleggio in Città?” Si fa un gran parlare, anche in vista dei prossimi mondiali di ciclismo a Firenze, di bicicletta, e si stanno costruendo nuove piste ciclabili, per esempio quella in via Villamagna, in cui francamente non si vede quasi nessuno pedalare..... La mia lamentela riguarda la mancanza di punti-bici gestiti dal Comune nella zona di Firenze Sud. Attualmente il più vicino è localizzato in piazza Ghiberti, ma per raggiungerlo bisogna parcheggiare (e pagare...) oppure utilizzare il bus. Nella zona di viale Europa c’è un grande parcheggio “scambiatore”, poco utilizzato, per non parlare del giardino dell’Anconella, adiacente alla nuova pista ciclabile di via Villamagna, che sarebbe un punto ideale per invogliare all’uso della bicicletta nel verde, perché da lì si potrebbe raggiungere la riva destra dell’Arno, dall’Obihall fino al Girone. Faccio quindi appello a chi si occupa di questo tema perché valuti la possibilità di organizzare altri punti di noleggio che servano le zone che ne sono sprovviste. Aggiungo che le tariffe per i residenti sono così modeste che potrebbero anche essere aumentate in cambio di un servizio più capillare. Ringrazio per l’attenzione, Antonella B.

Cara Antonella, in effetti sì, le biciclette e ciò che le circonda sono in questo momento al centro del dibattito cittadino. E menomale, dico io, visto che spesso questo finisce per essere un tema poco discusso e – di conseguenza – poco preso in considerazione. Non è così adesso, e penso che quindi questo sia il momento giusto per evidenziare e risolvere quello che non va e per avanzare le proprie richieste. Come ha fatto lei con la sua lettera. Quando si parla delle due ruote a pedali, ci sono temi che emergono sempre nel dibattito (le condizioni di piste ciclabili e rastrelliere, ad esempio, ma anche la sicurezza di chi si sposta in bicicletta, argomento su cui pubblichiamo in questa pagina anche un’altra lettera) e altri di cui si discute molto meno. Quello da lei sollevato è uno di questi ultimi. Il noleggio di biciclette (per turisti e residenti) è un servizio molto apprezzato in città da chi lo ha “scoperto” e – numeri alla mano – in crescita. Non se ne parla però forse quanto se ne dovrebbe, tanto che è ipotizzabile che molti altri cittadini potrebbero usufruirne se ne fossero a conoscenza. Noleggiare una bici, infatti, può essere utile certamente per svago, per trascorrere qualche ora all’insegna di sport e (possibilmente) natura, ma anche e soprattutto per spostarsi in città per i più svariati motivi, lasciando per una volta a casa l’auto. Così, anche chi non possiede un proprio mezzo potrebbe approfittarne per fare una pedalata, aiutare l’ambiente e non rischiare di restare imbrigliato nel traffico. Certo, in questo senso una diffusione capillare dei punti di noleggio diventa senz’altro un elemento decisivo, perché un conto è averne uno sotto casa o quasi, un altro doverlo raggiungere con altri mezzi. È piuttosto evidente, non potendo nascere punti di noleggio ad ogni angolo della città, come anche in questo caso il nodo sia quello del rapporto fra domanda e offerta: perché ci siano più punti sarebbe importante avere una maggiore richiesta, ma una maggiore richiesta potrebbe nascere proprio con il loro aumento. Anche solo cominciare a parlarne, comunque, è positivo, ed è per questo che pubblico con piacere il suo “appello”: con l’auspicio che “pedalare a noleggio” possa presto diventare un modo sempre più diffuso di spostarsi in città. Matteo Francini m.francini@ilreporter.it

lucenti”, basta far rispettare la legge (se ancora oggi esiste: Renzi vai un po’ a vedere !!!!!) altrimenti rimettila e subito!!!! A.B. il Quartiere e le “briCiole” storiCHe Vorrei far presente alla Presidenza del Quartiere due cosette che penso dovrebbero esser conservate nella memoria storica del Quartiere. 1) Esiste sulla via che conduce a Sesto la località “Le Tre Pietre”. Un tempo su di un muro quelle parole erano chiaramente visibili ma ora sono sparite. Io temo che questo toponimo nella cultura della popolazione se ne vada pian piano dimenticato. Chiedo (a chi ne sia in grado) di appurare se quella dizione non sia un ricordo di un vero e proprio segnale fisso posto ad indicare un terzo miglio di distanza dal centro di Firenze, così come da secoli esistevano i capisaldi Quarto, Quinto, Sesto, Settimo (soppiantato da Settimello).

2) Molti anni fa (sono ultra-novantenne) un vecchio Parroco del Romito mi disse di aver sempre saputo un dettaglio che agli studiosi della cartografia storica del nostro Quartiere potrebbe interessare (beninteso controllandone la veridicità). Si tratta di questo: in Via Gaetano Milanesi, di fronte al negozio Giocomercato, si stacca una stradina secondaria ove sorgono gli stabili N. 53 - 53/a - 53/b - 53/c. Sul lato destro si leva un muretto che mostra chiaramente una parte inferiore molto vecchia ed una sopraelevazione molto più recente. Ebbene, a quanto mi fu detto, quel tratto di muro basso è un residuo originale di un’antica recinzione che segnalava un vero e proprio confine fra i territori di pertinenza dell’antica Parrocchia (ma forse questo nome è improprio, in questo caso) di San Marco Vecchio e quella (stessa osservazione) di Santo Stefano in Pane. Potranno interessare queste “briciole” storiche? Antonio Zanardi


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esClUsiVa - Via BaraCCa - A poca distanza da Piazza Puccini, in palazzo moderno, vendesi ottimo 3 vani di 75 mq con 2 ampi balconi e posto auto di proprietà. Posto al 6 ed ultimo piano con ascensore, luminosissimo con affacci completamente liberi e su giardini, composto da ingresso, soggiorno con ampio balcone, cucina abitabile con balcone, camera da letto matrimoniale, 2 servizi finestrati e ampio ripostiglio. Riscaldamento centrale. Da rimettere. Posto auto di proprietà. (classe energetica G) Abacus Immobiliare. (ABA/559) Per ulteriori info e foto: www.abacusimmobiliare.com Richiesta Euro 230.000,00 TRATTABILI 055.4684635 - 347.6590279 Splendido attico in Via CalZaiUoli con vista Duomo e Campanile di Giotto, ben disposto e arredato, di 60 mq con terrazzo abitabile di 15 mq, ultimo e unico appartamento a piano, composto da soggiorno con accesso al terrazzo, zona pranzo, angolo cottura a scomparsa, disimpegno zona notte, camera matrimoniale, camera singola oltre bagno e piccola soffitta-ripostiglio. Curato e ben rifinito, signorile, parquet in tutta la casa, aria condizionata. Oggetto unico da vedere !!! (classe energetica G) Abacus Immobiliare. (ABA/575) Per ulteriori info e foto: www.abacusimmobiliare.com Richiesta Euro 470.000,00 055.4684635 - 347.6590279 CamPo di marte - V.le Righi pressi - In bel palazzo anni ‘60 appartamento di 3,5 vani di 60 mq in ottimo stato di manutenzione. L’appartamento è parzialmente seminterrato, orientato verso l’interno con affacci silenziosi tutti rivolti sui due resedi di proprietà rispettivamente di 60 mq e 30 mq. E’ composto da zona soggiorno-pranzo, cucinotto a vista con finestra, divisione giorno-notte, 2 camere da letto oltre bagno e ripostigli. I resedi esterni sono pavimentati e attrezzati, con lavanderia esterna in muratura e ripostiglio esterno. Termosingolo. (classe energetica G) Abacus Immobiliare. (ABA/617) Per ulteriori info e foto: www.abacusimmobiliare.com Richiesta Euro 250.000,00 TRATTABILI 055.4684635 - 347.6590279 BaGno a riPoli appartamento composto da ingresso, salotto, cucina abitabile, camera matrimoniale, bagno, ripostiglio e balcone. Termosingolo. Classe energetica g Richiesta € 225.000 055 630656 - 055 631781 BaGno a riPoli appartamento finemente ristrutturato, composto da soggiorno, cucinotto, camera matrimoniale, bagno e ripostiglio. Termosingolo. Classe energetica g - epi >175 kwh/m2 anno. Richiesta € 220.000,00 055 630656 - 055 631781 Vallina appartamento 3 vani, 60mq, oltre soffitta di 40 mq ottimo stato. Composto da 2 camere, cucina-soggiorno con camino. Termosingolo. Classe energetica G in attesa certificazione Richiesta € 195.000,00 335 7678437 - 331 8532086 s. Bartolo a Cintoia (viuzzo S. Maria a Cintoia)In strada interna tranquilla e silenziosa, in complesso di nuova costruzione disponibili appartamenti e terratetti, varie tipologie e metrature con giardino e terrazze, possibilità garage. Possibilità personalizzare gli ambienti. Esempio 3 vani piano terreno rialzato con giardino. Rif. D3 Euro 195.000 tratt. 055 7877803 - 335 6416106 isolotto (S. Bartolo a Cintoia) In strada interna tranquilla e silenziosa, in complesso di nuova costruzione appartamento 3 vani con soggiorno angolo cottura, due camere, doppi servizi, due ampie terrazze abitabili (garage). Possibilità personalizzare gli ambienti. Rif. D10 Euro 250.000 tratt 055 7877803 - 335 6416106

Ponte alla Vittoria pressi In interno tranquillo, appartamento di recente costruzione, 3° piano con ascensore, composto da ingresso, soggiorno con angolo cottura, camera matrimoniale, camera singola, servizio con finestra, due terrazze abitabili, posto auto. Aria condizionata. Termosingolo. Ottime condizioni. Rif. 322 Euro 260.000 tratt. 055 7877803 - 335 6416106 le torri (via Costetti) In interno tranquillo, appartamento piano terzo di quattro, 60 mq circa, composto da ingresso, cucina abitabile, soggiorno, servizio con finestra, due balconi, cantina, armadio a muro uso ripostiglio, Termosingolo. Aria condizionata. Ristrutturato. Rif. 321 Euro 220.000 tratt. 055 7877803 - 335 6416106

4 VANI FIRENZE Zona V.le eUroPa pressi Via Spagna - In esclusivo e signorile contesto residenziale, nel verde, appartamento posto ad un secondo ed ultimo piano, molto tranquillo e luminoso. 85 mq composto da ampio ingresso, cucina abitabile, soggiorno di 20 mq, 2 camere da letto matrimoniali oltre bagno finistrato e ripostiglio. Dalla zona giorno si acceda ad una bella loggia abitabile di 8 mq circa. Completa la proprietà posto auto coperto di 15 mq e cantina. Facilità di parcheggio in parco condominiale. Buone condizioni generali di manutenzione. Termocentrale. (classe energetica ND) Abacus Immobiliare. (ABA/578) Per ulteriori info e foto: www.abacusimmobiliare.com Rich. Euro 310.000 trattabili 055.4684635 - 392.9588119 CamPo di marte - pressi viale Duse - in strada interna silenziosissima, in palazzina anni ‘60, bel 4 vani luminoso al terzo e ultimo piano con ascensore, composto da ingresso, soggiorno, cucina con accesso a terrazzino, 2 camere matrimoniali, servizio grande finestrato. Da ristrutturare. Cantina carrabile al piano terra di 14 mq e posto auto condominiale a rotazione in corte. Termocentrale, aria condizionata (classe energetica G). Abacus Immobiliare. (ABA/590) Per ulteriori info e foto: www. abacusimmobiliare.com Rich. Euro 270.000 trattabili 055.4684635 - 392.9588119 simone martini interno In interno tranquillo, appartamento quattro vani, 75 mq circa, piano secondo di quattro con ascensore, composto da soggiorno, cucina, due camere, servizio con finestra, ripostiglio, due terrazze, cantina e garage. Rif. A402 Euro 265.000 tratt. 055 7877803 - 335 6416106 isolotto CanoVa (via Pio Fedi) Appartamento primo piano con ascensore, 75 mq circa, da ristrutturare, composto da: Ingresso ampio, cucina abitabile, soggiorno, due camere, servizio con finestra, due balconi, terrazza, soffitta, termosingolo, posto auto assegnato, giardino condominiale. Affacci nel verde. Rif. A419 Richiesta Euro 230.000 tratt. 055 7877803 - 335 6416106

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Il Reporter - Quartiere 2 - maggio 2013  
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