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Il Giornale del tuo Quartiere

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OTTOBRE 2009

Una megagalattica metropoli viola

PRIMO PIANO

REPORTAGE

Affiliato

Andrea Muzzi*

I NEL CARCERE DEI MINORENNI Dentro l’istituto penale minorile di Firenze, tra problemi quotidiani e vite già difficili PAGG.16-17

PARCHI, TORNA LA “PACE” Solo alcune scritte ricordano il passaggio delle “baby gang” dai giardini del quartiere PAG.2

SPORT

La vecchia caserma prova a rinascere Viaggio nel mondo gay di Righi-Strappi

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VIOLA, CAMBIO AL VERTICE A fine settembre Andrea Della Valle si è dimesso dalla presidenza. Ma il progetto va avanti PAG.37

ualche settimana fa la cronaca nera (che più nera non si può) ci ha raccontato di un’aggressione animalesca ai danni di un ragazzo di 26 anni avvenuta in pieno centro. Quel ragazzo è gay e si è ritrovato la faccia spaccata da un uomo che lo ha pestato sangue. E così anche dalle nostre parti è tornato alla ribalta il problema, serio, delle discriminazioni contro gli

PAG.3

curiosità I nascondigli di chi tradisce

omosessuali. E pensare che Firenze negli anni 80 era una delle capitali della movida gay. Come stanno le cose oggi? I locali ad hoc non mancano e richiamano un pubblico numeroso, ma la città - raccontano le associazioni - non è sempre aperta come sembra, al punto che qualcuno è ancora convinto che l’omosessualità sia una maPAGG.14-15 lattia.

LA “FABBRICA” DI UOMINI All’Olimpia Legnaia si impara molto più che a giocare a basket: a diventare adulti PAG.38

PAGG.28-29

n questi giorni a Firenze si fa un gran discutere di dove nascerà la cittadella viola! Ogni vero fiorentino ha tre sogni nel cassetto: avere una fiorentina nel piatto, avere una fiorentina nel letto e soprattutto avere una fiorentina in champions league! Ai primi due sogni, un fiorentino, può anche rinunciare (conosco tanti amici vegetariani per scelta e single per obbligo), al terzo sicuramente NO! La fede calcistica è una cosa seria. Della Valle dice che gli introiti della cittadella viola sono indispensabili per rafforzare la Fiorentina. Sono d’accordo, solo mi domando perché accontentarsi? Perché fare solo una cittadella? Già il nome, “cittadella”, dà un che di piccolo, ridotto, sembra un paesino. Cosa ci costruisci all’interno di una cittadella? Un circolino! Quello lavora molto con le bevute degli amari, i tornei di briscola, qualche caffè corretto: però non mi sembra un grande business! Con questi soldi l’unico giocatore che ci puoi comprare è Beppe Furino che ha 72 anni! Osiamo di più: invece della cittadella io propongo una metropoli viola! Facciamo qualcosa di megagalattico, che intimorisca anche le altre squadre. Molte partite la Fiorentina le vincerebbe a tavolino perché dentro una metropoli viola molte squadre si perderebbero e non arriverebbero in tempo allo stadio per la partita! Se vogliamo vincere sicuro, allora la metropoli viola è quello che serve! *Comico

LA NOVITÀ. Stabilita l’area in cui sorgerà anche il nuovo stadio

La cittadella si farà a Castello N

elle scorse settimane è arrivato l’atteso annuncio del sindaco: “La cittadella viola nascerà a Castello”. Il verdetto è arrivato dopo mesi di ipotesi e congetture sulla localizzazione di questo tempio dello sport che dovrà ospitare il nuovo stadio. Il primo cittadino ha però dettato alcune condizioni. “Il progetto può smettere di essere utopia se si rispettano dei paletti – ha spiegato – il primo è l’evidenza pubblica: io non conosco nessun Co-

mune in Italia che regala terreni a soggetti privati. Il secondo è il fatto che ai cittadini non deve costare un euro; noi siamo partner di questo progetto, e una parte degli utili o meglio ancora dei ricavi, dovrebbe essere destinata a iniziative in collaborazione tra Fiorentina e Comune per lo sport giovanile. Il terzo punto riguarda i volumi complessivi di Castello che non cambiano”. E dunque si riparte da dove ci si era fermati, da quegli ettari della discordia

che ancora sono oggetto di un’indagine della magistratura e che un domani saranno la nuova casa della Fiorentina. La decisione per questa collocazione ha incassato plausi: tra le altre c’è stata la soddisfazione di Cesare Prandelli (che finalmente vede più vicina la realizzazione del “suo” centro sportivo ai “campini”) e in casa Della Valle, dopo il cambio ai vertici, è stata ribadita con forza la volontà di andare avanti con l’operazione Cittadella. PAG.10-11

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Isolotto • Legnaia • Soffiano

Ottobre 2009

IL CASO. Dopo gli episodi dei mesi scorsi, nei giardini di via Gubbio e via Tribolo è tornata la calma

Parchi, la quiete dopo le “baby gang”

I giardini di via Gubbio

LA ZONA. Lungo viuzzo delle Case Nuove A ricordare il passaggio dei “ragazzini terribili” sono rimaste solo alcune scritte. I controlli delle forze dell’ordine e i “presidi” dei residenti hanno riportato la situazione alla normalità. E a “dare un senso” al tempo libero dei giovani del quartiere ci pensano gli operatori di strada Greta Braschi

N

ei giardini di via Gubbio e via Tribolo sono ri- coinvolgerli in attività ogni volta diverse. E ci riescono. maste solo le scritte, alcune delle quali di stam- L’obiettivo? Dare un senso al tempo libero, che talvolta po nazifascista, a ricordare il passaggio delle corre il rischio di tramutarsi in tempo perso. Tra un torneo “baby gang” che, nei mesi scorsi, hanno tor- di calcetto, un pomeriggio in piscina, la partecipazione mentato il sonno degli abitanti dell’Isolotto. Le cronache nella realizzazione di un giornalino, i ragazzi hanno modo raccontano di bande di ragazzini che minacciano gli an- di combattere la noia divertendosi. Scacciando, almeno ziani, compiono atti vandalici, inscenano chiassosi festini per un po’, la tentazione di compiere bravate. In alcuni a base di alcool, segnano il territorio per mezzo di sigle, casi, i ragazzi vengono coinvolti in iniziative più mirate, maltrattano gli animali. Fino a tarda notte. I residenti in come quelle dedicate ai temi della tossicodipendenza e dei zona confermano quanto apparso sui giornali. “Era una disturbi alimentari. Riescono a coinvolgere i ragazzi persituazione insostenibile”, raccontano dal palazzo che si ché si pongono verso di loro alla pari, intercettando i loro affaccia sui giardini di via Tribolo. Ma il verbo al passato gusti e le loro aspirazioni, senza alcun tipo di costrizione. è d’obbligo, perché adesso è tornata la calma. Complice Tra i gruppi frequentati dagli “Ods” ci sono anche quelli l’avvio della scuola, ma soprattutto grazie agli assidui di via Tribolo e di via Gubbio. “Sono gruppi ‘itineranti’ – continua Lucia Bertini – tra i quali controlli da parte delle forze dell’ordine e al presidio dei residenti. Qualche manifestazione ci sono ragazzini più problematici, talvolta inclini alla violenza. Sono “Abbiamo iniziato a occupare tutte di disagio giovanile molto giovani e spesso provengola panchine del giardino – racconta c’è, ma come nelle no da contesti familiari difficili, ma una coppia - costringendo i ragazaltre zone della città non si può generalizzare. Nel comzini ad allontanarsi”. Ma è davvero plesso, però, molti comportamenti il caso di parlare di allarme baby gang? “C’è stata un’esagerazione – commenta Franco rientrano nelle normali, seppur complicate, dinamiche Traballesi, vicepresidente del Q4 – ci hanno dipinti come adolescenziali”. Gli Ods effettuano un monitoraggio più il Bronx, ma la situazione non è così drammatica. Anche mirato e pressante verso i gruppi considerati “a rischio”. se sono comprensibili le lamentele di coloro che abitano Ma il loro ruolo non è quello di un pronto intervento. Alla nei pressi dei due giardini”. Analogo parere proviene da repressione, quando serve, ci pensano le forze dell’ordine. Lucia Bertini, responsabile dell’ufficio giovani del Q4. Nel caso di via Tribolo e via Gubbio sono bastati controlli Un ufficio che conosce bene i ragazzi dell’Isolotto, gra- più assidui. “Qualche manifestazione di disagio giovanile zie anche al progetto degli “operatori di strada”, operante c’è, ma come negli altri quartieri della città – conclude nel Q4 da più di dieci anni. Si tratta di quattro persone Bertini - e si riduce a qualche spinello e a qualche forma che si occupano della prevenzione del disagio giovanile. di aggressività. Seppur deprecabile, non ha niente a che Quotidianamente, nel pomeriggio, frequentano i ritrovi fare con l’Isolotto di venti anni fa”. Non sono gangster in dei ragazzi del quartiere, quelli che hanno dai 14 ai 20 erba, insomma, questi giovani. I residenti, almeno per ora, anni. Cercano di entrare in contatto con loro, in modo da possono dormire sonni tranquilli.

A San Lorenzo a Greve una “città nella città” N

ella zona di San Lorenzo a Gre- proseguono i lavori per la costruziove c’è una strada che si chiama ne di un nuovo blocco abitativo e di viuzzo delle Case Nuove. Mai un un centro anziani, che potrà ospitare nome è stato più calzante. Qui, da mini appartamenti per la terza età o, una decina d’anni, è nato un impo- in alternativa, un servizio esclusivanente centro residenziale, dove tro- mente diurno. Seppure in attesa di vano dimora anche alcuni alloggi di nuovi servizi, il moderno “borgo” edilizia popolare e appartamenti in di Ponte a Greve, corollato da ampi affitto calmierato. Stretta tra viale spazi verdi e viali alberati, sembra Nenni, via Bugiardini e la vecchia tutt’altro che un dormitorio. “E’ un via Pisana, a due passi dal centro posto tranquillo, ricco di giovani, commerciale di Ponte a Greve, la molto più vivibile rispetto all’Isozona, con i suoi palazzi che sembra- lotto”, dicono i residenti. “Tutti i no moderni castelli, appare una città servizi - racconta una donna - sono nella città. Quasi un dormitorio. Ma facilmente raggiungibili anche a pienon chiamatela periferia. L’area rien- di, dal vicino centro commerciale a tra in un ambizioso piano di sviluppo Villa Vogel”. Qualche negozio e alurbano, che mira a farla diventare cuni uffici sono spuntati anche in via un perno di unificazione tra Firen- del Caravaggio: dal fioraio all’estetize e Scandicci. Uno dei versanti di sta, dal bar all’assicuratore. Qualche piccola critisviluppo della cità però non zona è la viciL’area rientra in manca. I resina via Bugiarun ambizioso piano denti ritengono dini. E’ quanto di sviluppo urbano insufficienti il prevede la vatra Firenze e Scandicci piccolo spariante urbanizio giochi per stica collegata al piano di recupero dell’area, risa- bambini e l’area per cani, non attrezlente al 2004. Accanto a nuovi allog- zata. Qualche altro problema è relagi e a spazi di verde pubblico, do- tivo alla viabilità. “Alcuni rettilinei, vrebbe sorgere una nuova chiesa. “I come via Tiziano, richiedono molta soggetti coinvolti nel progetto – spie- attenzione per via dell’alta velocità ga Franco Traballesi, vicepresidente – racconta una giovane coppia - e del Q4 - non hanno finora trovato un le soste selvagge, specialmente la accordo. Ma è probabile, a questo notte, rendono pericoloso qualche punto, che si decida di andare avanti tratto”. Se la zona, nel complesso, è anche in assenza della totale intesa promossa a pieni voti, più severo è tra le parti, atto che rientrerebbe nel- il giudizio sulle case. “Alcune abitale facoltà dell’amministrazione”. Nel zioni sono scadenti”, tagliano corto i /A.C. frattempo, in via delle Case Nuove, residenti.


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il giornale del tuo quartiere

URBANISTICA. Da fabbriche inattive a vecchi impianti di benzina: tanti gli spazi dismessi nel Q4

Quelle aree in attesa di un futuro SCHEDA

L’ultima “arrivata” è la caserma Gonzaga,

Un’idea per l’edificio di via delle Torri

in via di Scandicci, che ospitava i “Lupi di

Di aree dismesse ne spuntano un po’ in tutto l’Isolotto e nelle sue vicinanze. Anche nei luoghi più insospettabili, come via delle Torri, presso la sede del Q4. Un edificio in evidente stato precario bivacca infatti adagiato su un lato della prestigiosa Villa Vogel. Di proprietà comunale, è oggi utilizzato come deposito. Ma il suo futuro, almeno nelle intenzioni delle autorità del Q4, potrebbe essere un altro. L’idea sarebbe quella di utilizzare l’edificio per il potenziamento dei servizi alla persona, secondo il principio del decentramento. Servizi come il catasto, oggi centralizzati a livello comunale, potrebbero così trovare una più vicina collocazione ai cittadini. La stessa filosofia che ha portato già altre funzioni prima concentrate negli uffici centrali, come l’anagrafe, a moltiplicarsi nei quartieri. L’ostacolo sono però le risorse. “Sarebbe praticabile un investimento privato – spiega Traballesi - ma occorre il via libera da Palazzo Vecchio”.

Toscana”: non è ancora chiaro cosa diventerà. Traballesi: “Potrebbe integrarsi nel progetto di sviluppo urbano” Annalisa Cecionesi

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abbriche inattive, impianti di benzina inutilizzati, caserme e capannoni abbandonati o abitazioni lasciate all’incuria. Sono le aree dismesse che popolano le strade della città. Il più delle volte sono angoli di degrado, ma che potrebbero trasformarsi in opportunità di riqualificazione urbana al servizio dei cittadini. Spesso, però, vuoi per mancanza di risorse, vuoi per cavilli burocratici, vuoi per disaccordi tra i soggetti coinvolti, questi contesti sembrano destinati a rimanere senza futuro. La “nuova arrivata” tra le aree dismesse del quartiere 4 è la caserma Gonzaga, in via di Scandicci, che ospitava i “Lupi di Toscana”. Dallo scorso luglio le autorità militari hanno definitivamente lasciato l’edificio, destinato al Demanio. Sul suo futuro però regna il silenzio. La caserma figurava tra i possibili luoghi individuati dal Ministero della difesa per ospitare un centro di permanenza temporanea per immigrati clandestini. Ma oggi questa destinazione appare poco probabile. “Da parte nostra – spiega Franco Traballesi, vice presidente del Q4 – c’è molto interesse verso quest’area, uno spazio strategico che potrebbe integrarsi nel progetto di sviluppo urbano della fascia compresa tra via degli Arcipressi e il confine con Scandicci”. Non lontano, in via di Soffiano, fa “bella” mostra di sé un distributore di carburante dismesso da circa tre anni. Per sanare questo contesto di degrado, il consiglio del Quartiere 4, alla fine del 2008, si era mobilitato, sulla base di un’apposita mozione per chiedere la rimozione dell’impianto. Ma, dopo quasi un anno, la società a cui appartiene il distributore non ha ancora dato il via ai lavori di risanamento, che richiedono, oltre alla dismissione della parte visibile dell’impianto, la rimozione delle cisterne interrate, che conterrebbero circa 3mila litri di combustibile. Nel frattempo, lo slargo continua a essere adibito ad area di sosta improvvisata. Sorte non molto più rosea è toccata ad altri ex distributori di benzina. Una volta rimossi gli impianti,

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Il Reporter è un periodico di 7 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 192.404 copie

Via Siena

restano aree recintate lasciate all’abbandono, nel bel mezzo del quartiere, come quella di via Antonio del Pollaiolo. Trattandosi di proprietà private, le amministrazioni locali non possono intervenire, se non in casi di estremo degrado o pericolo per i cittadini. Una zona sulla quale pende da anni un progetto di riqualificazione è invece l’area ex Campolmi, tra via Canova e viale Etruria. Il fabbricato, da tutelare come bene di archeologia industriale, rientra in un vasto piano di recupero unitario,

insieme ad alcune costruzioni adiacenti. Ma l’accordo tra gli operatori coinvolti non è mai decollato. Poco lontano, in via Siena, dove in passato sorgeva l’Electroplast, rimangono indesiderate tracce industriali: da una cisterna arrugginita a una tettoia. Il degrado contraddistingue anche un tratto di via Santa Maria a Cintoia, dove hanno trovato ospitalità erba incolta e due vecchie automobili da rottamare. “L’area - spiega Traballesi – rientra in un’opera di risanamento di Casa Spa. L’inter-

vento, iniziato con l’abbattimento di alcune volumetrie, è stato sospeso circa un anno fa per una questione di permessi urbanistici, ma dovrebbe riprendere appena la situazione sarà stata sanata”. Sorgeva invece un vivaio sul “quadrilatero verde” situato tra via Viani e via Torcicoda, dove dovrebbero essere edificati, stando al progetto di YouPark, box auto interrati. Anche qui però niente finora si è mosso, se non l’erba incolta che continua a crescere indisturbata.

FOCUS Ecco la logica che guida le scelte in materia di recupero urbano. Il caso dell’ex Morandi

L’obiettivo: servizi ai cittadini laddove regnava il degrado

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ervizi ai cittadini al posto delle aree dismesse e degradate. E’ questa la logica che guida le scelte politiche in materia di recupero urbano. Come il progetto pensato per l’area ex Morandi, una fabbrica di sostanze chimiche già abbattuta, compresa tra viale Nenni e via del Caravaggio, all’altezza della rotonda del centro commerciale di Ponte a Greve. Il progetto ipotizzato da Quadrifoglio, sul quale la passata legislatura aveva espresso il suo accordo, prevede la realizzazione su quel terreno, di proprietà comunale, di una stazione ecologica. Si tratterebbe di un’area

attrezzata dove i cittadini potranno recarsi autonomamente per depositare i rifiuti non accettati nel normale servizio di raccolta. Nell’area, recintata e vigilata, si troveranno i vari container per la raccolta differenziata, nei quali sarà possibile gettare rifiuti ingombranti, batterie, potature e altri rifiuti speciali. “Sarebbe il primo impianto di questo genere a Firenze – commenta Traballesi - un importante servizio rivolto ai cittadini, la cui realizzazione non sarà peraltro invasiva sotto il profilo ambientale”. Il progetto potrebbe acquisire anche una valenza sociale, nel caso si decidesse

Il Reporter di Isolotto, Legnaia, Soffiano raggiunge 26.534 famiglie nel Quartiere 4 di Firenze.

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Anno III n.54 del 5 ottobre 2009

Direttore Responsabile: Matteo Francini Service editoriale e grafico: Tabloid soc.coop., Firenze (FI) scrivimi@ilreporter.it

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di aprire le porte della “stazione” ad associazioni di volontariato, specializzate ad esempio nel riciclo dell’usato. “Per capire se il progetto troverà attuazione - conclude Traballesi - occorre verificare se l’accordo tra la nuova legislatura e Quadrifoglio persiste. Ma il primo passo da compiere rimane la bonifica dell’area: dovrà essere la più attenta, e quindi la più costosa”. Per questo motivo, l’amministrazione dovrà valutare se risanare l’intera area o soltanto il tratto che, “invadendo” viale Nenni, comporta un pericoloso restringimento di /A.C. carreggiata.

Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Web&Press s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Web&Press s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Web&Press via Kassel 17 50126 Firenze.


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Isolotto • Legnaia • Soffiano

Ottobre 2009

MESTIERI DI OGGI E DI IERI. Nei negozi di frutta e verdura, tra crisi e concorrenza crescente

Quelle botteghe che rallegravano le vie Oggi, accerchiati dalla grande distribuzione, gli ortolani non si trovano più in ogni strada. E per sopravvivere puntano su qualità, servizi personalizzati e rapporto con i clienti Annalisa Cecionesi

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e loro colorate botteghe rallegrano le vie. Ma oggi, accerchiati dalla grande distribuzione, gli ortolani non si trovano più in ogni strada. All’Isolotto e dintorni sono spesso nascosti in qualche via secondaria. Se è indubbio che la crisi abbia toccato tutti, più vario è il giudizio sull’immediato futuro. Tra gli ortolani del quartiere 4 c’è chi intravede segnali di ripresa, chi ha aperto l’autunno in segno

negativo, chi riscontra un rinnovato interesse per i prodotti di queste botteghe dal sapor d’antico. Per qualcuno, al problema della crisi e della concorrenza se ne aggiunge un altro. “Il cantiere della tramvia ci ha penalizzati molto”, spiegano Arcangelo Lapini ed Enzo Tanzi, titolari di “Frutta e contorno” in via Pisana. Sebbene i prezzi degli ortolani non siano estremamente più alti rispetto ai supermercati, contrastare la grande distribu-

Egisto Gallerini

zione è come combattere contro i mulini a vento. A questo si aggiungono gli ambulanti. “La vera concorrenza arriva dai banchi del vicino mercato - dice Marco Mancini, da circa due anni alla guida de ‘L’Ortolano dell’Isolotto’ in via Mortuli – che riescono a offrire un prezzo più vantaggioso, lavorando sulla grande quantità”. Gli ortolani mirano allora a ritagliarsi una loro clientela puntando sulla qualità. “Anche se non tutti noi siamo uguali – racconta Egisto Gallerini, proprietario del negozio ‘L’Ortolano e altro…’ di via Duccio da Buoninsegna – io ho i miei fornitori fidati e ogni mattina vado al mercato a scegliere i prodotti che metterò in vendita: è questo che fa la differenza”. Non vi aspettate di trovare cassette colme di primizie fuori stagione: la precedenza è data ai prodotti locali stagionali e alle eccellenze italiane. Un’altra arma nelle mani degli ortolani è rappresentata dai servizi non offerti dai grandi supermercati, come la consegna a domicilio, molto apprezzata dagli anziani. “Senza dimenticare i prodotti di nicchia di alta qualità, come i fagiolini nostrali o le zucche mantovane”, precisa Ivano Susini, ortolano da tre generazioni in piazza Gaddi. Ma c’è un altro valore aggiunto: la socialità. Quello degli ortolani è un mondo dove il cliente si chiama per nome, dove l’acquisto non è soltanto una transazione commerciale. “Si scherza, si ride e la giornata vola – racconta Susi-

Arcangelo Lanini e Enzo Tanzi

ni - c’è anche chi, come nel film ‘Il ciclone’, viene qui ogni sabato, da anni, a comprare la stessa quantità di frutta e verdura. Né una di più, né una di meno, vuoi per abitudine, vuoi per esigenze di bilancio familiare”. E i clienti? Di

tutti i tipi, comprese le giovani famiglie. Clienti che riscoprono un mestiere di antica data, scegliendo ortaggi di qualità, magari conditi con un sorriso, un consiglio e una battuta. Merce rara tra gli scaffali del supermercato.

Ivano Susini e Annalisa Alinari

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il giornale del tuo quartiere

DEGRADO. Entrano in funzione questo mese, nelle strade cittadine, gli “assistenti al territorio”

Ronde? No. Sentinelle della bellezza Si tratta di una squadra di 50 dipendenti comunali che andranno in giro per prendere nota di piccole e grandi difficoltà. Obiettivo: diventare un punto di riferimento Francesca Puliti

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on chiamatele ronde. Sono le sentinelle della bellezza, una squadra di 30 dipendenti comunali che da questo mese andranno in giro per la città per prendere nota e segnalare agli uffici tecnici e amministrativi piccole e grandi difficoltà che affliggono i fiorentini. “Entreranno in funzione con tutta probabilità da metà ottobre – garantisce l’assessore alla mobilità e al decoro urbano Massimo Mattei – sicuramente entro il 26 del mese”. Come dire, in tempo per la serata al Comunale in cui il sindaco Matteo Renzi farà il bilancio dei primi tre mesi di mandato, illustrando quali e quanti degli ormai famosi 100 punti sono stati realizzati. Dalle buche alle scritte sui muri, dalle transenne abbandonate in attesa di lavori (o di un proprietario che venga a riprenderle) allo stato di salute del verde, fino a temi più complessi, come la mobilità e la sicurezza: le sentinelle della bellezza non si presentano solo in funzione antidegrado. Gli “assistenti al

territorio”, questa la loro qualifica ufficiale, si preparano a diventare veri e propri punti di riferimento per i cittadini, avamposti dell’amministrazione pubblica sulla strada. Il primo nucleo è fresco di formazione: si tratta degli ex ausiliari del traffico, per i quali il corso si è tenuto tra fine agosto e inizio settembre. Trentadue in tutto gli ex “vigilini”, a cui bisogna aggiungere un’altra ventina di dipendenti pubblici (in parte comunali, in parte legati alla Sas, come gli stessi ausiliari) per completare la squadra di 50 unità, necessarie a garantire trenta sentinelle ogni giorno. Cinque squadre per cinque quartieri, ognuno dei quali è stato a sua volta suddiviso in cinque zone, eccezion fatta per il Q5, più esteso degli altri e composto da ben nove “rioni”. Ogni assistente al territorio si vedrà assegnata una zona, che perlustrerà a bordo di uno scooter elettrico, dando ascolto a chi quelle strade le vive ogni giorno e ne conosce pregi e difetti fino all’ultimo sanpietrino sconnesso. Alla fine della settimana,

ogni sentinella dovrà presentare un report completo, così da permettere l’elaborazione di una soluzione in tempi brevi. Ma naturalmente il filo diretto con gli uffici del Comune sarà assicurato ogni giorno: ogni sentinella sarà infatti munita di un I-phone per essere in grado di fornire una

risposta immediata alle richieste di residenti e commercianti, imbufaliti per una strada sempre ingolfata dal traffico o dall’ennesima scritta sul bandone del negozio. E’ il contatto diretto aggiornato alla “era Renzi”: tecnologico. Molto tecnologico.

IL PUNTO NEL QUARTIERE. Ecco le zone della circoscrizione in cui c’è maggior bisogno di interventi

Dagli atti vandalici alle buche, il lavoro non manca I

n un quartiere esteso come il Quattro, le occasioni di lavoro per le “sentinelle” certo non mancano. Il nemico numero uno, come in gran parte della città e soprattutto nella zona più vecchia del quartiere, sono le buche. E non solo quelle che mettono a rischio le sospensioni delle automobili: i tanti cantieri di questi mesi, almeno nelle zone più trafficate, hanno alleviato il problema. Le buche più insidiose sono quelle che interessano i pedoni. Per esempio, tra piazza dei Tigli, piazza dell’Isolotto e via Torcicoda, i marciapiedi sono costellati di piccole e grandi voragini, dovute soprattutto all’incessante azione delle radici degli alberi che spaccano il suolo stradale: un pericolo per mamme con i passeggini, anziani e persone con problemi di deambulazione. Ma il problema dei marciapiedi insicuri si presenta spesso e volentieri anche in altre zone

del quartiere: nelle strade tra viale Etruria, via Simone Martini spazi verdi del quartiere, su cui di sicuro le volenterose sentie via Canova, per esempio, i residenti si sono lamentati più nelle butteranno un occhio, anche se ultimamente, su questo volte per i marciapiedi troppo stretti, pericolosi o addirittura fronte, la situazione sembra migliorata. Dagli atti vandalici assenti in strade ad intenso traffico automobilistico. Su Youtu- di via Tribolo a quelli che riguardano zone come piazza Pier Vettori, il parco dell’Argingrosso o quello be è finito tempo fa il ripido incrocio tra via di villa Vogel: gli episodi più o meno gravi Canova e via dei Bassi: un vero “attentato I residenti si sono si sono moltiplicati a cavallo dei mesi estivi alla salute” del pedone che non si ritrovi a lamentati per i essere supereroe nel tempo libero. In via con grande scorno dei residenti, che spesso marciapiedi stretti Santa Maria di Cintoia, invece, i lampioni si trovano a sopportare schiamazzi notturni lungo alcune strade sono piazzati esattamente al centro dello e danni a edifici e veicoli di varia entità. Distretto marciapiede, costringendo i passanti sagi e altri problemi possono essere segnaa slalom degni di Alberto Tomba. Come testimoniato poi da lati al Quartiere attraverso l’Ufficio relazioni con il pubblico, diversi articoli di stampa durante l’estate, ha iniziato a prende- in via delle Torri 23, telefono 055.2767120, o scrivendo alla /M.F. re contorni fastidiosi la presenza di bande di ragazzi nei tanti mail q4@comune.fi.it.

Nota per vertenza scuola su maggiorazione 18% I.I.S. Spi – Inca – Flc Nazionali, hanno promosso una iniziativa di tutela previdenziale rivolta al personale della scuola, in pensione dal 01/01/2002 per i dirigenti, e dal 01/01/ 2006 per il restante personale. Il contratto nazionale del comparto scuola non esclude l’indennità integrativa speciale dalla retribuzione pensionabile che deve essere maggiorata del 18% ai fini del calcolo della pensione. Nonostante ciò l’INPDAP, nel calcolare la pensione, non ne tiene conto con la conseguenza di corrispondere un trattamento di importo inferiore a quello dovuto. Vi ricordiamo inoltre, che presso la nostra sede è possibile effettuare le seguenti pratiche: t Domanda e conteggio pensioni t Richieste di accompagnamento per invalidi civili e assegno di invalidità civile t Previdenza

t Maggiorazioni, integrazioni, ricostituzioni, ecc.. t Modulistica per pratiche previdenziali t Modulistica per assistenza in strutture pubbliche t Assegni familiari t Bonus straordinario per le famiglia t Reversibilità t Informazioni varie Lo SPI CGIL mette a vostra disposizione collaboratrici e collaboratori in grado di fornire ogni dettagliato chiarimento e coadiuvarvi nella compilazione della modulistica necessaria. La Segreteria della Lega SPI/CGIL LEGA SPI-CGIL Q4 Firenze , Via Bezzuoli n° 24 - 50142 tel. 055-7322835 - fax 055-7322828 Sub Lega Baracche Verdi Q4 Via delle Mimose n° 5 – 50142 Tel. E Fax 055/715871

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Lega Spi-Cgil Quartiere 4


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Isolotto • Legnaia • Soffiano

Ottobre 2009

MOBILITÀ. Dal 25 ottobre l’area diventerà completamente pedonale: niente bus, niente taxi e niente tramvia

Piazza Duomo nelle mani dei pedoni Giulia Righi

T

utti a piedi, volendo a naso in su a guardarsi le rinascimentalità fiorentine. Dal 25 ottobre piazza Duomo diventerà completamente pedonale. Questo vuol dire che non potranno più passarci nè bus, nè taxi, nè tramvia. L’annuncio è arrivato a sorpresa dal sindaco Renzi durante un vivace consiglio comunale, lo stesso dal quale è stato (ri)partorito anche il progetto della cittadella viola a Castello. “Sono lieto di annunciare, da parte di questa Amministrazione, di procedere alla pedonalizzazione vera di Piazza Duomo dal 25 ottobre”. In cifre questo annuncio vuol dire tante cose, una rivoluzione della mobilità di quell’anello di città che è piazza Duomo. Se ne andranno gli autobus, i circa 2mila carcassoni arancioni che ogni giorno passano in quel tratto. Fine delle corse, fermi tutti, inizia l’era delle passeggiate, finisce quella del traffico intorno a una fetta di città che è tra le più ammirate al mondo. La pedonalizzazione non farà sconti: sarà attiva 24 ore su 24, il divieto sarà esteso a bus, taxi, mezzi privati, anche se a due ruote e anche se elettrici. Per merci e residenti il passaggio sarà aperto dalle 6 alle 9.30, mentre chi dovrà raggiungere gli hotel potrà farlo con prenotazione e i veicoli con autorimessa potranno entrare, ma attenendosi al percorso più breve. E tutto questo succede perchè, come ha spiegato il sindaco, ad oggi “l’area del Duomo deve sopportare ogni giorno circa 75 mila tonnellate di carichi prodotti da autoveicoli e 2,6 tonnellate di monossido di azoto. Il progetto prevede quindi una riduzione del 20 per cento dei passaggi degli autobus in tutto il centro storico”. A questo proposito

L’annuncio, che ha raccolto un plauso bipartisan, è arrivato dal sindaco Renzi e rivoluzionerà il traffico in tutta la zona: cambieranno i percorsi degli autobus e verrà ristudiato anche quello della linea 2 della tramvia

Renzi ha annunciato l’arrivo di 54 nuovi bus a basse emissioni, dei quali 26 a trazione elettrica: Ataf sta rinnovando la sua flotta, e nel giro di pochi mesi i vecchi colossi da 18 metri dovrebbero andare in pensione. Quanto alla mobilità, il cambiamento nella zona del Duomo dovrebbe interessare i circa 20mila passeggeri che ogni giorno arrivano in centro in bus. Il percorso degli autobus verrà dunque cambiato: gli uffici della moblità stanno studiando i nuovi tracciati delle 19 linee che attualmente passano da piazza Duomo. Altra fondamentale implicazione del “tutti a piedi” è che la linea 2 della tramvia, giocoforza, non lambirà più il Duomo, con relativa gioia di chi partecipò al referendum proprio per scongiurare questo pericolo. Ma su questo punto il sindaco ha incassato un plauso decisamente bipartisan con tanto di ministro Bondi che esulta e annuncia che sì, adesso ci si può mettere a tavolino e ragionare di una legge speciale per Firenze. Su come debba essere questa legge Renzi ha del resto le idee ben chiare e ha annunciato che spiegherà i dettagli della sua proposta in occasione della presentazione dei cento punti realizzati nei primi cento giorni di mandato, il 26 ottobre prossimo. Nel frattempo (e in attesa di capire come verrà modificato il tracciato della linea 2) si pensa a far bella la piazza, che una volta ripulita da inquinamento e traffico verrà addobbata con panchine e fioriere. E dulcis in fundo: “Il primo giorno della nuova area pedonalizzata, festeggeremo tutti con una esibizione dell’orchestra del Maggio Fiorentino”. Oltre a questo, ci saranno una serie di altri appuntamenti per festeggiare: tra gli altri l’apertura gratuita di Palazzo Vecchio con la possibilità di visitare quartieri e sale normalmente chiusi al pubblico.

a a partire partire da da € €375.000 375.000

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La Misericordia di Firenze è impegnata, costantemente, a migliorare, ottimizzare e incrementare l’utilizzo dei suoi tre Ambulatori specialistici. In questa ottica è stato introdotto il nuovo servizio di prenotazione rapida on line. Dal mese di settembre, quindi, prenotare una visita presso gli Ambulatori della Misericordia di Firenze diventa piĂš facile e veloce: sarĂ  suďŹƒciente un semplice “clicâ€?. Infatti, accedendo al sito internet speciďŹ camente dedicato www.ambulatori.ďŹ renze.it , l’utente avrĂ  la possibilitĂ  di visualizzare, cliccando alla voce prenotazioni, per ciascun presidio ambulatoriale, il calendario dei 15 giorni seguenti e inoltrare una richiesta di prenotazione per uno degli orari ancora disponibili. Il servizio consente all’utente di scegliere la specialitĂ  medica della quale ha bisogno e a seconda di essa il programma, collegandosi alla banca dati degli Ambulatori, reperisce in tempo reale le informazioni in merito agli orari vacanti, che vengono evidenziati nella pagina “calendarioâ€?. L’utente potrĂ , ovviamente, scegliere anche il Presidio e il medico specialista in base alle proprie esigenze e preferenze. Il richiedente dovrĂ  compilare dei campi obbligatori che prevedono il nome, il cognome e il numero telefonico ed eventualmente i campi opzionali riguardanti l’e-mail e il codice ďŹ scale. Completata la richiesta, un operatore ricontatterĂ  l’utente per veriďŹ care la richiesta e confermare l’avvenuta prenotazione. Il servizio verrĂ  ampiamente pubblicizzato sia sul sito della Misericordia che sulla segreteria telefonica dei call center degli Ambulatori oltre agli appositi spazi appositamente riservati sulle Pagine Bianche e sulle riviste di quartiere, in modo da raggiungere il numero piĂš elevato possibile di cittadini. I vantaggi che scaturiscono da questa nuova opportunitĂ  sono di facile lettura. Gli utenti potranno scegliere e prenotare la visita specialistica in maniera totalmente autonoma e con un semplice gesto. Inoltre, potranno farlo in qualsiasi momento della loro giornata, comodamente dal

PC di casa, oppure dal lavoro o da qualsiasi altra postazione a loro congeniale e funzionale. InďŹ ne, ma di fondamentale importanza, sarĂ  possibile ottenere il servizio richiesto in tempi rapidissimi, ossia pochi giorni dalla prenotazione. Anche gli Ambulatori otterranno dei vantaggi come ad esempio quello di poter ottimizzare i propri servizi, utilizzando al massimo ed al meglio le proprie disponibilitĂ  di medici e strutture. In un’ottica di qualitĂ  del servizio il nuovo sistema di prenotazione on line consentirĂ  alla Misericordia di aumentare la visibilitĂ  dei propri presidi e di migliorarne l’accesso ai servizi. Numerose sono giĂ  al momento le prerogative che caratterizzano gli Ambulatori che, da sempre, si distinguono per professionalitĂ , eďŹƒcienza ed alta qualitĂ  dei servizi e delle prestazioni. Oggi, la Misericordia ha voluto conferire ulteriore eďŹƒcienza, modernitĂ , fruibilitĂ  e risparmio di tempi per venire in contro alle sempre piĂš pressanti esigenze dell’utenza ďŹ orentina in tema di salute.

AMBULATORI DELLA MISERICORDIA DI FIRENZE S.R.L - IMPRESA SOCIALE

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Numero Unico 848.812221 Per prenotazioni on line www.ambulatori.firenze.it Agopuntura Dr. Rosa Di Lernia MartedĂŹ Allergologia e Immunologia (1) Dr. Silvia CariďŹ LunedĂŹ VenerdĂŹ Dr. Stefano Turchini GiovedĂŹ Angiologia (2) Dr. Nicolina Cavallaro LunedĂŹ Dr. Angela Terreni VenerdĂŹ Cardiologia (3) Dr. Claudio Poli GiovedĂŹ Dr. Paolo Cecchi GiovedĂŹ Dr. Marco Vinci VenerdĂŹ Sabato Dr. Silvia Perlangeli MercoledĂŹ Chirurgia Dr. Riccardo Gattai MartedĂŹ GiovedĂŹ Chirurgia della mano e della spalla Dr. Filippo Poccianti LunedĂŹ Dr. Piergiuseppe Zampetti MartedĂŹ GiovedĂŹ Dermatologia (4) Dr. Cesare Filippeschi LunedĂŹ GiovedĂŹ Dr. Beatrice Magini LunedĂŹ MartedĂŹ MercoledĂŹ Dr. Cozza Carmela MartedĂŹ Dr. Elena Quercioli GiovedĂŹ VenerdĂŹ Dr. Giulia Mariotti MercoledĂŹ GiovedĂŹ Dr. Antonio Mastrolorenzo MercoledĂŹ Dr. Serena Bellandini VenerdĂŹ Dr. Cristina Lucin LunedĂŹ

Dalle 15.20 alle 17.10 Dalle 15.00 alle 18.00 Dalle 09.00 alle 12.00 Dalle 09.00 alle 11.00 Dalle 15.00 alle 17.00 Dalle 15.00 alle 18.30 Dalle 15.00 alle 17.30 Dalle 12.30 alle 15.00 Dalle 15.00 alle 17.00 Dalle 09.00 alle 11.30 Dalle 16.30 alle 19.00 Dalle 13.30 alle 14.30 Dalle 18.00 alle 19.20 Dalle 09.00 alle 10.30 Dalle 15.00 alle 17.00 Dalle 17.30 alle 19.00 Dalle 14.00 alle 19.10 Dalle 09.30 alle 13.30 Dalle 09.30 alle 11.30 Dalle 15.00 alle 17.30 09.30/12.00-15.30/17.30 Dalle 09.00 alle 12.00 Dalle 15.00 alle 17.00 Dalle 15.00 alle 17.00 Dalle 18.00 alle 19.30 Dalle 15.00 alle 17.30 Dalle 12.30 alle 15.30 Dalle 09.00 alle 12.00 Dalle 11.30 alle 13.30

VenerdÏ Dalle 12.30 alle 14.30 Sabato Dalle 09.00 alle 12.30 Endocrinologia – Dietologia Dr. Sandra Silvestri GiovedÏ Dalle 17.30 alle 19.10 Dr. Benedetta Ragghianti VenerdÏ 11.00-13.00/14.00-17.00 Gastroenterologia Dr. Ilaria Giangrandi GiovedÏ Dalle 17.30 alle 19.30 Dr. Ortolani Manuela VenerdÏ Dalle 15.30 alle 17.40 Geriatria Dr. Polidori Vezio Per appuntamento Ginecologia (5) Dr. Palma Berloco LunedÏ Dalle 15.00 alle 19.00 MercoledÏ Dalle 15.00 alle 19.00 VenerdÏ Dalle 15.00 alle 19.00 Dr. Francesca Rizzello LunedÏ Dalle 09.00 alle 13.00 Dr. Benedetta Mangani GiovedÏ Dalle 17.30 alle 19.30 Sabato Dalle 09.30 alle 12.00 Dr. Donatella Nannoni MartedÏ Dalle 09.00 alle 10.30 Dr. Filippo Tondi MartedÏ Dalle 16.00 alle 19.30 Dr. Marta Papini MercoledÏ Dalle 08.30 alle 13.00 Sabato Dalle 09.00 alle 12.30 Dr. Elisa Paoletti GiovedÏ Dalle 09.30 alle 13.00 Dr. Paola Morelli VenerdÏ Dalle 09.30 alle 11.30 Dr. Chiara Riviello VenerdÏ Dalle 11.30 alle 13.30 Medicina Legale Dr. Giuseppe Panichi MercoledÏ Dalle 14.00 alle 17.00 Neurologia Dr. Paola Ragghianti MercoledÏ Dalle 08.30 alle 10.00 Neurochirurgia (patologia vertebrale) Dr. Homere Mouchaty Sabato Dalle 09.00 alle 12.00 Neurofisiologia (6) Dr. Pierangela Liotta LunedÏ Dalle 10.00 alle 13.30 Mart-Giov Dalle 10.00 alle 13.30 MercoledÏ Dalle 10.00 alle 13.30 Oculistica (7) Dr. M. Antonietta De Giovanni LunedÏ Dalle 15.00 alle 19.00

Dr. Saverio Matteini Dr. Cecilia Nocentini Dr. Dario Di Salvo Dr. Marco Ciaramelli Dr. Riccardo Paoletti Perini Dr. Maria Gabriella Rossi Dr. Mario Caterini Ortopedia Dr. Leonardo Sacchi Dr. Eros Bruno Dr. Daniele Lazzara Dr. Enrico Broglia Dr. Luigi Sarcina Dr. Enrico Rigutti Dr. Filippo Poccianti Dr. Francesco Menotti Otorinolaringoiatria Dr. Pontone Filippo Dr Alonzo Attilio

Dr. Faleg Fausto Dr. Traversi Luciano Dr. Ferriero Gennaro

Pneumologia Dr. Laura Tinacci

DIRETTORE SANITARIO: DR. ALESSANDRO PAOLI ORARIO DI APERTURA:

5VUUJJHJPSOJGFSJBMJEBMMFBMMFPSFr*MTBCBUPEBMMFBMMF *MTFSWJ[JPJOGFSNJFSJTUJDPEJJOJF[JPOJJOUSBNVTDPMBSJrTJFĂ­FUUVBEBMMVOFEĂ‘BMTBCBUPEBMMFPSFBMMFPSF PER TUTTE LE SPECIALISTICHE OCCORRE PRENOTARE LA VISITA GLI APPUNTAMENTI VERRANNO DATI PER ILGIORNO RICHIESTO DISPONIBILE IN ORDINE PROGRESSIVO RISPETTO ALL’ORARIO DI INIZIO DELLA SEDUTA

MercoledĂŹ Sabato LunedĂŹ MartedĂŹ GiovedĂŹ MercoledĂŹ GiovedĂŹ MartedĂŹ VenerdĂŹ GiovedĂŹ VenerdĂŹ

Dalle 15.30 alle 19.00 Dalle 08.30 alle 12.00 Dalle 09.00 alle 11.30 Dalle 17.30 alle 19.00 Dalle 15.00 alle 17.00 Dalle 09.30 alle 12.00 Dalle 17.30 alle 18.40 09.30-13.00/13.30-17.00 Dalle 09.30 alle 12.30 Dalle 09.00 alle 13.00 Dalle 15.00 alle 19.00

LunedĂŹ VenerdĂŹ MartedĂŹ MartedĂŹ MartedĂŹ MarcoledĂŹ MercoledĂŹ LunedĂŹ GiovedĂŹ MercoledĂŹ VenerdĂŹ

Dalle 12.00 alle 13.30 Dalle 12.00 alle 13.30 Dalle 16.30 alle 19.00 Dalle 17.30 alle 19.00 Dalle 15.00 alle 17.00 Dalle 18.00 alle 19.00 Dalle 17.00 alle 18.00 Dalle 09.00 alle 10.30 Dalle 17.30 alle 19.00 Dalle 10.00 alle 12.00 Dalle 17.30 alle 19.30

LunedĂŹ MartedĂŹ LunedĂŹ GiovedĂŹ VenerdĂŹ MartedĂŹ MercoledĂŹ MercoledĂŹ VenerdĂŹ Sabato

Dalle 17.00 alle 18.30 Dalle 10.00 alle 10.50 Dalle 11.30 alle 13.00 9.00-10.00/14.30-16.00 Dalle 09.00 alle 10.00 Dalle 17.30 alle 19.00 Dalle 08.30 alle 09.30 Dalle 17.30 alle 19.10 Dalle 17.00 alle 18.30 Dalle 10.00 alle 11.30

MercoledĂŹ

Dalle 15.00 alle 19.00

Psichiatria Dr. Paolo Rossi Prodi Dr. Teresa Paolini Psicologia Dr. Ana Maria Donanovoa Dr. Maria Novelli Cappelli

LunedĂŹ MartedĂŹ

Dalle 17.30 alle 19.30 Dalle 16.00 alle 19.00

MercoledĂŹ MartedĂŹ MercoledĂŹ GiovedĂŹ

8.30-10.00/17.00-19.15 Dalle 09.30 alle 14.30 Dalle 11.00 alle 13.00 Dalle 13.30 alle 17.30

Urologia Dr. Angelo Zucchi Dr. Alessandro Della Melina Dr. Carlo Lotti

LunedĂŹ Dalle 16.30 alle 18.30 GiovedĂŹ Dalle 16.15 alle 17.15 MartedĂŹ Dalle 09.00 alle 11.00 GiovedĂŹ Dalle 17.00 alle 19.00 Terapia delle cefalee infantili Dr. Cinzia Scalas Mart-Ven Dalle 16.00 alle 19.00 Ecografia (8) (anche convenzione) Dr. Scrocca Marco MartedĂŹ Dalle 08.00 alle 14.00 Dr. Giovanni Branco GiovedĂŹ Dalle 08.00 alle 12.00 Dr. Stefano Papp VenerdĂŹ Dalle 08.00 alle 12.30 PRESTAZIONI IN CONVENZIONE: Ecografie: addome superiore, inferiore e completo, transvaginale, transrettale, tiroide, capo e collo. %S.BSDP4DSPDDB martedĂŹ 08.00 - 12.00 / %S(JPWBOOJ #SBODP giovedĂŹ 08.00 - 11.00 / %S4UFGBOP1BQQ venerdĂŹ 08.30 - 09.30 Cardiologia: visita cardiologica, elettrocardiogramma, ecocardiogramma. Dr. Paolo Cecchi giovedĂŹ 14.45-16.15  "MMFSHPMPHJBQSPWFDVUBOFFQBUDIUFTUWBDDJOJt  "OHJPMPHJBFDPDPMPSEPQQMFSDBSPUJEFPWFSUFCSBMF BSUFSJPTPFWFOPTPBSUJJOGFSJPSJBPSUBBEEPNJOBMFBSUFSJFSFOBMJt  $BSEJPMPHJB&MFUUSPDBSEJPHSBNNB - Ecocardiogramma - Ecodoppler cardiaco - Holter Cardiaco e pressorio - E.C.G. sotto sforzo DJDMPFSHPNFUSP t  %FSNBUPMPHJB%JBUFSNPDPBHVMB[JPOF-BTFSEFSNBUPMPHJDP&TBNFNJDPMPHJDPt (5) Ginecologia e Ostetricia: Colposcopia - Eco transvaginale - Eco pelvica transaddominale - EcograďŹ a per UFTUEJTDSFFOJOH*USJNFTUSF *UFTU &DPHSBmBPTUFUSJDBEJTDSFFOJOH ******USJN t  /FVSPmTJPQBUPMPHJB &MFUUSPNJPHSBmBt  0DVMJTUJDB$BNQJNFUSJBt  &DPHSBmF"EEPNFTVQFSJPSF JOGFSJPSFFDPNQMFUP  QFMWJDB PTUFPBSUJDPMBSFDBQPFDPMMP UJSPJEFB QBSBUJSPJEJFHIJBOEPMFTBMJWBSJUFHVNFOUJFQBSUJ TVQFSmDJBMJUFTUJDPMBSFUSBOTSFUUBMF NBNNBSJBUSBOTWBHJOBMF JOHSBWJEBO[Bt BODIFJODPOWFO[JPOF t4J QSFHB EJ TFHOBMBSF BMMPQFSBUPSF MB OFDFTTJUĂ‹ EJ FWFOUVBMJ FTBNJ EJBHOPTUJDJ BM NPNFOUP EFMMB prenotazione


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Isolotto • Legnaia • Soffiano

Ottobre 2009

L’INCHIESTA. Come cambia il volto del commercio nel quartiere

La “resistenza” dei negozi in attesa che parta il tram Michele Fioraso

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a da passà ‘a nuttata: la battuta dell’immortale De Filippo riassume bene lo stato d’animo dei commercianti del quartiere 4. Tra gli infiniti cantieri e la crisi che ha svuotato anche le tasche dei fiorentini, i negozi del quartiere hanno resistito come potevano alla tempesta, e solo al rientro dalle ferie estive hanno visto qualche timido segnale di ripresa. Il quartiere non è un deserto di bandoni abbassati o di negozietti cinesi che rimpiazzano gli esercizi storici. Ma la

fiducia non ritorna ovunque allo stesso modo. Anzi, nelle zone più interessate dalla tramvia gli umori rimangono ancora neri. È da là che iniziamo il nostro viaggio nelle zone commerciali del Q4. In piazza Batoni, Maria Albanese, che da 30 anni vende confezioni, lamenta “il 40% degli affari in meno” proprio – sostiene - a causa dei cantieri: “Le persone non si possono più fermare e noi non si lavora”. “Verrebbe voglia di chiudere, Comune e Quartiere non ci hanno dato una grande mano – continua – finché non parte la tramvia qui non si muoverà nulla”. “Le vendite sono scese soprattutto dall’anno scorso e almeno del 30% – le fa eco Elisa dell’er-

boristeria di viale Talenti – hanno eliminato i parcheggi coi lavori e non vediamo ancora una ripresa”. Poche centinaia di metri più in là, in via del Bronzino, i negozianti le stanno tentando tutte per vendere cara la pelle: si sono riuniti nel centro commerciale naturale “Bronzino centro” e si sono inventati anche una Notte bianca: sono rimasti aperti il 18 settembre fino all’una e trenta di notte, con prodotti tipici, musica e esibizioni. “È stato un successo incredibile”, racconta Daniela Scribano, che vende articoli da regalo di ispirazione fantasy in via di Monticelli. “Abbiamo venduto fino a notte fonda, ma già a settembre avevamo visto le cose migliorare”. Una

RENZA ROSSI Commerciante, 55 anni

ANNA KROL Collaboratrice familiare, 50 anni

MARUSKA GARZI Parrucchiera, 54 anni

“Dobbiamo risvegliare l’Isolotto”

“Sono tanti i negozi in difficoltà”

“La crisi non l’ho sentita più di tanto”

“La crisi si vede: lo noto quando vado in giro a fare la spesa, tanti negozi sono in difficoltà e solo i più grossi resistono, mentre chi è più piccolo soffre di più. Diversi negozianti della mia zona mi dicono che per loro è sempre più difficile sopravvivere e stanno pensando di chiudere”

“Io lavoro all’Isolotto da 40 anni. Per fortuna ho una clientela fissa: da me viene la gente che vive qui intorno e non ho avvertito cali neanche durante l’estate. Ho prezzi giusti e i miei clienti non sentono il bisogno di chiedere sconti. Alla fine, la crisi di cui sento parlare non l’ho sentita più di tanto”

“Dobbiamo risvegliare l’Isolotto. Quest’estate non è stato fatto nulla, eppure noi commercianti del rione siamo disponibili a fare iniziative come le Notti bianche. Già l’anno scorso avevamo chiesto di aprire qualche sera a dicembre per riportare la gente in giro dopo cena, ma non abbiamo avuto sostegno”


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il giornale del tuo quartiere

Tra i cantieri e la crisi, le attività di Isolotto e dintorni si sono difese come hanno potuto, e solo al rientro dalle ferie estive hanno visto qualche timido segnale di ripresa. Ma non ovunque salutare boccata d’ossigeno, dice: “Già a Natale 2008 avevamo visto un netto calo delle vendite, ma il peggio è arrivato dopo Pasqua”. Meno ottimista è Sergio Vivoli, optometrista titolare di un negozio in via del Bronzino: “Cerchiamo di vivacizzare, ma tra crisi e lavori che non finiscono mai è un miracolo quando faccio due clienti al giorno”. Gli affari erano “in calo, ma sono peggiorati negli ultimi due anni: per ora resisto, ma mi sto stufando”. Spostandosi verso l’Isolotto, la situazione sembra più tranquilla. Come spiegano diversi negozianti e qualche passante tra via dell’Argingrosso e piazza dell’Isolotto, la natura di “botteghe di quartiere” degli esercizi commerciali della zona ha fatto da scudo. “I nostri clienti sono soprattutto le persone che vivono in queste strade – dice Silvia Ringressi della lavanderia all’Argingrosso

– questa è una zona di poco transito”. Ma tra via Torcicoda e viale delle Magnolie, dove si concentrano molti dei negozi del rione, serpeggia il malumore: anche qui i commercianti volevano proporre iniziative serali ma – dicono – “non siamo stati ascoltati dall’amministrazione”. Verso i confini cittadini, via Baccio da Montelupo sembra l’unica vera isola infelix del Q4: “In primavera già si sentiva la crisi ma da quando ha chiuso il supermercato, all’inizio dell’estate, le cose vanno peggio”, dice Beatrice Giudici, titolare di una merceria. La chiusura improvvisa del supermercato ha messo in difficoltà i tanti anziani che vivono qui intorno: “Avevano già chiuso macelleria e forno – si lamentano i pensionati Walter e Liliana Cantini – siamo in crisi, rimane solo il supermercato di Ponte a Greve: ma come ci arriviamo?”.

MAURO MORELLI Commerciante, 67 anni

ANTONELLA GUZZANTI Commerciante, 47 anni

“I clienti hanno pochi soldi”

“Con i lavori la gente non si ferma”

“Vendo scarpe in via Pisana da 53 anni. Nel 2009 ho venduto quanto il 2008: è stato però un anno altalenante, in cui alcuni mesi sono andati malissimo e altri meglio. Gli acquirenti hanno pochi soldi: adesso dovrò andare a comprare la merce per l’estate e devo tenere conto di un possibile calo del 10-15%”

“Per noi di viale Talenti il problema è la tramvia. Abbiamo avuto guai fin dall’inizio dei lavori: ci sono troppi semafori, si formano sempre code e la gente non si ferma. Hanno anche levato i parcheggi e per noi è un problema pure lo scarico delle merci. A noi commercianti la tramvia poi non porterà nulla di buono”

Sarà soprattutto l’Isolotto Vecchio ad essere interessato dai lavori di risanamento stradale nel corso di questo mese. Ecco i cantieri in programma dal 19 al 31 ottobre sulle strade del quartiere: VIA DEI MELOGRANI Sull’intera carreggiata di via dei Melograni saranno effettuati, nella seconda metà del mese, lavori di rifacimento del manto stradale. VIA DELLE ORTENSIE Sempre nel corso del mese di ottobre, ampi tratti deteriorati di via delle Ortensie saranno rimessi a nuovo, attraverso opere di asfaltatura. VIA DEL BIANCOSPINO Entro la fine del mese, un tratto di viabilità primaria e uno di viabilità secondaria in via del Biancospino saranno interessati da interventi di asfaltatura. VIA SIMONE MARTINI E ZONE LIMITROFE Già stanziate anche le risorse per il risanamento di alcuni tratti situati nelle zone limitrofe di via Simone Martini, in particolare le rampe d’accesso al Viadotto all’Indiano, bisognose di interventi di rifacimento dell’asfalto. Non ancora noti i tempi d’avvio dei lavori, che dovrebbero partire entro la fine dell’anno. 930736


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attualità

Ottobre 2009

URBANISTICA/1. La decisione dell’amministrazione ha raccolto consensi piuttosto diffusi

È quiete dopo la tempesta: la nuova collocazione piace Francesca Puliti

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l dado è tratto, Castello ospiterà la Cittadella viola. Dopo mesi di tira e molla, di dichiarazioni inseguite da smentite, di incontri e riunioni, adesso che i 168 ettari di terreno al confine con il Comune di Sesto cominciano a riassestarsi dopo il terremoto dell’inchiesta giudiziaria, peraltro ancora aperta, si intravede l’uscita dall’empasse. Tutto a posto dunque? Pace fatta tra la città e la Fiorentina, intesa come società? Le cose non sono così semplici. Tant’è vero che solo pochi giorni dopo la “sentenza” del sindaco sulla collocazione del nuovo stadio Andrea Della Valle ha abbandonato la poltrona di presidente della società gigliata, lasciando il posto ad interim al fedele Mario Cognigni, già dirigente viola. Una reazione giustificata dall’ormai ex presidente con il “clima non più condiviso attorno al progetto della Fiorentina”, in una lunga lettera ai tifosi, in

cui si avanzava addirittura l’ipotesi di una possibile cessione della squadra. “Se si ritiene che ci sia qualcun altro più adatto di noi a portare avanti questo progetto, si faccia avanti ora, siamo pronti a farci da parte e consegnargli la Società, se questo è quello che serve”. Ci ha pensato il fratello maggiore Diego a rimettere a posto i cocci nei giorni successivi, smentendo un’imminente vendita. E ribadendo con forza l’impegno a portare a termine l’operazione Cittadella. Un progetto da un miliardo di euro circa, che la Fiorentina è disposta a investire, alla faccia di quel “partito trasversale dei rosicatori” verso il quale lo stesso DDV non si è riguardato a lanciare strali infuocati. Un partito che non coinvolge il Sindaco. “Sono cose tra industriali – dichiara Matteo Renzi – l’amministrazione ha fatto tutto quello che poteva”. A confermare i rapporti distesi tra Comune e società gigliata arriva anche l’assessore allo Sport Barbara Cavandoli, sottolineando che “il cambio al vertice non modifica le intenzioni in merito al nuovo stadio”.

In mezzo a tutto ciò rimane la soddisfazione di Cesare Prandelli, che finalmente vede più vicina la realizzazione del “suo” centro sportivo ai “campini” di viale Maratona. Una richiesta, quella di una struttura munita di palestra, mensa e sala video, che risale ormai a quattro anni fa e che adesso dovrebbe finalmente trovare posto all’interno della nuova convenzione. “Posso garantire che questa scelta – afferma il mister – apporterà 3-4 punti in più alla squadra a fine stagione”. Giusto quei puntarelli in grado di fare la differenza in classifica. Nel frattempo tra i litiganti che si contendevano la “nuvola” disegnata dall’archistar Fucksas, gongola il presidente del Q5, Federico Gianassi. “Trovo la relazione del sindaco molto interessante, perché inserisce lo stadio in un quadro urbanistico più complesso – dichiara – mantenendo come punto fermo la vivibilità della zona. In merito a ciò la questione mobilità e lo sviluppo di un’efficace rete di mezzi pubblici alternativi all’auto viene prima della Cittadella stessa”.

Soddisfazione di Cesare Prandelli, che finalmente vede più vicina la realizzazione del “suo” centro sportivo ai “campini”, e del presidente del Quartiere 5. Cambio ai vertici viola, ma Diego Della Valle ribadisce l’impegno ad andare avanti

Il progetto di Fucsas

MARCELLO pensionato

BEPPE ex dipendente Fiorentina

GIANFRANCO pensionato

“Ma il gioco vale la candela?”

“Lo stadio nuovo ci vuole”

“D’accordo con questa scelta”

Castello non so nemmeno dov’è, io sto a Campo di Marte e mi dispiacerebbe se la Fiorentina andasse via da qui. Comunque il Comune non dovrebbe spendere soldi pubblici per il nuovo stadio. Non so se il gioco vale la candela, ma in ogni caso la mobilità viene prima della Cittadella: serviranno parcheggi, perché la gente vuole andare in auto a vedere la partita.

Lo stadio nuovo ci vuole. Innanzitutto per i benefici economici che porterà fin da subito in termini di posti di lavoro. Per Firenze prima di tutto, prima ancora che per la squadra. Ai viola ci pensano Prandelli e Corvino, bastano loro. In 26 anni in cui ho lavorato per la società viola non ho mai visto uno staff tanto valido.

Castello è l’unico posto possibile dove fare la Cittadella, sono d’accordo con la scelta del Sindaco. A Campo di Marte è in mezzo alle case, non ci sono parcheggi a sufficienza, con i problemi che ne conseguono per chi abita nei paraggi. Certo l’importante è che da questa operazione la squadra abbia un ritorno economico.

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attualità

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URBANISTICA/2. Dopo mesi di ipotesi si riparte dal progetto iniziale, ma con alcune condizioni

La cittadella a Castello “Unica area possibile” Giuditta Boeti

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i ricomincia proprio da là, dove si era arenato tutto. La cittadella viola dovrebbe nascere nella piana di Castello. “È l’unica area che può costituire il cuore di questo progetto” ha detto il sindaco Matteo Renzi. L’annuncio arriva dopo mesi di ipotesi e congetture sulla localizzazione della cittadella dello sport, chiodo fisso della famiglia Della Valle che fin dal loro approdo alla società Viola avevano caldeggiato la realizzazione di questo progetto. Il primo cittadino però detta alcune condizioni. “Il progetto può smettere di essere utopia se si rispettano dei paletti – spiega il sindaco – il primo è l’evidenza pubblica: io non conosco nessun Comune in Italia che regala terreni a soggetti privati. Il secondo è il fatto che ai cittadini non deve costare un euro; noi siamo partner di questo progetto, e una parte degli utili o meglio ancora dei ricavi, dovrebbe essere destinata a iniziative in collaborazione tra Fiorentina e Comune per lo sport giovanile. Il terzo punto riguarda i volumi complessivi di Castello che non cambiano”. Quindi non si costruirà un centimetro in più di quel che è già previsto e questo per il sindaco è un punto irremovibile. Sui tempi di realizzazione Renzi ha precisato: “è in corso un’indagine giudiziaria che dovrà a breve presentare delle conclusioni”. Infatti, la zona di Castello, di proprietà

Fondiaria-Sai, lo scorso anno è stata oggetto di un’inchiesta avviata dalla procura del capoluogo toscano che ha portato al sequestro di tutta l’area. I circa 168 ettari di terreno tra Firenze e Sesto Fiorentino dovrebbero accogliere, in base ad una convenzione stipulata dal Comune nel 2005, circa 700 appartamenti, negozi, alberghi, impianti sportivi, palazzi per uffici di Regione Toscana e Provincia di Firenze. Concessione edilizia per la quale la Fondiaria-Sai di Ligresti, si è impegnata a cedere 80 ettari per costruire un parco pubblico. Ora, posto che il volume di verde pubblico di Castello resterà lo stesso, è proprio in quegli 80 ettari che dovrebbe sorgere la Cittadella. Quindi, per far posto al progetto dei Della Valle si dovranno ridurre almeno in parte le volumetrie su cui Fondiaria aveva già incassato l’approvazione della giunta Domenici. “Ho detto no ad interventi residenziali”, dice Renzi. “La mia idea di cittadella è lo stadio, un centro sportivo di prim’ordine, e un parco a tema sul calcio”. Matteo Renzi ha quindi posto il termine del prossimo 26 ottobre per il tavolo di concertazione tra i sindaci della cintura metropolitana (avvertendo però che “se non c’è accordo il Comune andrà avanti”) e alla Fiorentina chiede il rinnovo della convenzione sullo stadio Franchi per 4 anni (e non più 12 come quella attuale) a dimostrazione della volontà dell’amministrazione di chiudere sul progetto. Ora che il sindaco ha deciso, la palla torna ai Della Valle e al gruppo Ligresti.

MASSIMILIANO tecnico audio/video

ANDREA barista

STEFANO commerciante

“Che sia la più bella d’Italia”

“Una scelta necessaria”

“Il Franchi non basta più”

“È un progetto ambizioso che richiederà l’appoggio di molti. Non credo che si possa dire che la cittadella non sia utile a Firenze anche perché va considerato che molte città stanno valutando di costruire nuovi stadi, più moderni, più sicuri e più accoglienti, ed io non voglio che la nostra Firenze sia da meno! Anzi dovremmo fare la cittadella più bella d’Italia”.

“Essendo un grande tifoso della Fiorentina credo che impianti come la cittadella Viola oggi siano necessari per mantenere alti i livelli di qualità in cui la squadra gigliata è arrivata dopo tanti sacrifici. Costruire la cittadella a Castello sembra essere l’unica soluzione possibile: logico che dopo tanto girare si è ritornati al punto di partenza!”.

“Essendo la Fiorentina una delle quattro squadre chiamata a rappresentare l’Italia in Champions League è giusto che si doti di grandi impianti in grado di accogliere anche le tifoserie ospiti. Spero che la cittadella venga costruita presto perché il Franchi è uno stadio che non è più in grado di accompagnare la crescita della squadra”.

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passioni

Ottobre 2009

CURIOSITÀ. Il fumo di pipa, i pattini, la Topolino: ogni pretesto è buono per fare gruppo

Sulle rive dell’Arno un club tira l’altro Gli appassionati di “lento fumo” contano ben 2 associazioni, poi ci sono gli skateristi,

ventare uno dei più importanti gruppi del genere in Italia. “Oltre 900 iscritti, per la stragrande maggioranza fiorentini, e un parco auto superiore alle due migliaia” snocciola Squilloni, presidente del club. Anche se “per far parte del gruppo bisogna avere i capelli bianchi e qualche soldo da parte” si rammarica il presidente. Come dire, giovani amanti dell’auto d’epoca cercansi.

i cultori delle grasse risate, gli amanti del Risiko. Dalle nostre parti passione fa rima con associazione, e alcune hanno una storia vecchia oltre cento anni Francesca Puliti

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L’INTERVISTA Andrea Stoppioni, Stilnovo Pipa club

“Per noi è una filosofia di vita”

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’è quello del lento fumo e quello della risata, quello degli investigatori per diletto e quello degli skateristi scatenati. Non ci sono solo viola club nella città del giglio, né tantomeno circoli d’élite come quello del golf, del polo o, ultimo aggiunto in ordine di tempo, di Roberto Cavalli. Fiorentini, popolo curioso e appassionato, così legato alle tradizioni da farne un vanto e un club, come nel caso dell’amore per la pipa. Di gruppi dedicati all’antico ammennicolo ce n’è addirittura più di uno in città, il Corsellini Pipa club, nato nel 1969, e il più giovane Stilnovo Pipa club. Ma non si fanno mai concorrenza, tranne che durante le competizioni. Sì perché ci sono dei veri e propri campionati di fumo lento, dove vince chi fa durare di più il tabacco, tre grammi accesi con un solo fiammifero. C’è chi sullo slow smoke, nipotino dello slow food, ci ha fondato un business, come il Maledetto Toscano, club senese di amanti del noto sigaro. Chi cercasse un’associazione simile in territorio fiorentino può rivolgersi a Le Cigarò, nata nel 2001 da un gruppo di amici che al gusto del sigaro abbina quello dei cibi tradizionali. Età media nettamente inferiore all’interno del Roller club, che organizza scorribande notturne sui pattini in linea a giro per la città. Il ritrovo è ogni 1° e 3° giovedì del mese alle Pavoniere. Rimanendo in tema giocoso, c’è anche il Risiko club, fondato cinque anni fa da “un gruppo di amici sui 25 anni, che ora ne hanno una trentina e continuano a ritrovarsi una volta alla settimana per fare una partita” racconta Gabriele. Oggi gli iscritti sono più di 100 e i tornei sono distribuiti durante tutto l’anno. La palma per l’associazione più antica, in questa speciale classifica, va al Lyceum Club, fondato nel lontano 1908 dalla londinese Miss Constance Smedley, che ne aveva inaugurato uno a Londra quattro anni prima e ne avrebbe seminati di simili a Parigi e Berlino. L’obiettivo? L’emancipazione delle donne. E le donne emancipate si riuniscono ancora lì, nello storico Palazzo Giugni in via degli Alfani. Leggerezza è invece la parola d’ordine del Club della risata, filiale fiorentina di una rete di simili gruppi (oltre 6mila) sparsi in tutto il mondo. Funziona così: c’è un leader che conduce il “gioco”, coinvolgendo i partecipanti in una grassa risata collettiva. Una variante delle tecniche orientali per liberare anima e corpo dallo stress. Ha recentemente compiuto 20 anni, invece, il Topolino club, fondato da Alessandro Squilloni un po’ per gioco e finito con il di-

i scende giù in una cantina di via Marconi, in zona Stadio, e si viene avvolti più che dal fumo, dall’atmosfera. Ma non si tratta della nostalgia dei bei tempi che furono, quelli dei nonni e dei bisnonni, si respira l’amore per un atto ormai fuori dal comune, e forse pure un po’ bizzarro, nella frenetica vita contemporanea. E’ la sede dello Stilnovo Pipa Club, 41 soci, che qui sotto hanno ricostruito anche una sorta di museo e una biblioteca in tema. “La biblioteca contiene stampe antiche, incisioni, libri d’epoca e fuori catalogo, pezzi ormai introvabili” spiega Andrea Stoppioni, socio fondatore e tesoriere del club. Alle pareti tanti esemplari di pipe antiche appese come quadri e anche alcuni trofei. “Abbiamo partecipato a diversi campionati nazionali e internazionali di lento fumo. Si può arrivare a oltre tre ore”. Adesso l’attività del club è un po’ rallentata “per anzianità dei membri”, spiega Stoppioni, ma i soci continuano a ritrovarsi attorno al grande tavolo di legno, giù in cantina. Perché non si tratta solo di tecnica, ma di una vera e propria filosofia di vita, che si tramanda di padre in figlio. “Anzi no, di nonno in nipote – puntualizza Andrea – fu mio nonno a fondare il club e a far conoscere la pipa a me e mio fratello Riccardo, l’attuale presidente”. Tra i soci anche un campione del mondo di lento fumo, Enzo Nidiaci, detto amichevolmente “lo Zio”. Nato in San Frediano, ma trapiantato a Campo di Marte, lo Zio Enzo non è solo un maestro nell’arte dello slow smoke, ma anche un fabbricante di pipe. Ma l’elenco dei soci e lungo e variegato, dai conti agli artisti, come Mauro Rigacci, pittore e scultore fiorentino, fino ai clochard. Come Baudilio, che solitamente staziona fuori dal supermercato di via Masaccio, ma è un grande appassionato del quieto vivere e /F.P. del lento fumare.


A PASSO DUOMO

DAL 25 OTTOBRE PIAZZA DUOMO TORNA AI PEDONI Il pedone muove e vince, scacco al traffico e allo smog. Piazza Duomo torna alla bellezza, alla città e ai suoi cittadini.

Dal 25 ottobre 2009 piazza del Duomo verrà interamente pedonalizzata. Un’altra semplice ma indispensabile rivoluzione: il centro città più bello del mondo torna a respirare e a riappropriarsi di ritmi a misura… “Duomo” LE REGOLE

GLI EVENTI

LE INFORMAZIONI

La pedonalizzazione sarà totale, 24 ore su 24 Divieto di ingresso a taxi, autobus, mezzi privati anche a due ruote, anche elettrici Merci e residenti: accesso dalle 6 alle 9.30 Strutture ricettive: accesso consentito con prenotazione Veicoli con autorimessa: 5, accesso (1=2consentito secondo il percorso più breve

La chiusura definitiva di piazza del Duomo sarà celebrata domenica 25 ottobre con una serie di manifestazioni e attività, tra cui si inserisce anche l’apertura gratuita di Palazzo Vecchio ai fiorentini che avranno la possibilità di vedere, anche questa volta, quartieri e sale della residenza medicea abitualmente interdette alle visite. Per informazioni e prenotazioni: 055.055 e www.unbacioneafirenze.net

Per eventuali dettagli, dubbi e informazioni sulla pedonalizzazione e sui nuovi percorsi degli autobus contattare: per telefono 055.055 oppure Ataf 800.424500 via web: www.comune.fi.it www.muoversiafirenze.it www.ataf.net Trasmissioni di infotraffico su: Controradio Lady Radio Nova Radio Radio Toscana

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IL DUOMO A PIEDI

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società

Ottobre 2009

ZOOM/1. Negli anni ‘80 era la capitale del divertimento omosex, poi le cose sono cambiate

Il volto gay della Firenze notturna Pub, bar, discoteche. Tabasco, Yag, Piccolo.

Giulia Righi

La nostra città ospita una serie di locali dedicati ad incontri con lo stesso sesso: in alcuni si beve e balla, in altri le serate sono un po’ più spinte e il sesso non è un tabù

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rima Roma, poi Firenze. Sono passate poche settimane da quando la miccia dell’omofobia ha innescato un circuito di demenziale violenza. E così in pochi giorni sono successi diversi episodi che hanno avuto come vittime persone omosessuali.

L’EVENTO Dal 26 novembre

Torna in scena il “Florence Queer Festival”

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al 26 novembre al 5 dicembre Firenze tornerà ad ospitare il Florence Queer Festival, rassegna dedicata alla cultura gay, lesbica, transgender (e non solo). La manifestazione, diventata un appuntamento che si ripete ogni anno, è organizzata da Ireos, associazione di volontariato di e per gay, lesbiche, bisessuali, transgender nata nel 1997. Obiettivo del Festival (organizzato in collaborazione con Eventi srl e Arcilesbica Firenze) è quello di raccontare e descrivere l’universo gay, lesbico e transgender attraverso cinema, video, fotografia e dintorni. Tra le iniziative legate alla rassegna c’è “Videoqueer”, concorso dedicato a giovani registi che propongono cortometraggi delle durata massima di 3 minuti (iscrizioni fino al 15 ottobre, info su www. florencequeerfestival.it). Gli appuntamenti sono tantissimi e per il calendario completo è utile consultare il sito. Eccone alcuni: il “Queer theater” andrà in scena dal 20 novembre al 5 dicembre al Teatro di Rifredi, dal 27 novembre partirà anche il “Queer cinema” (di casa al cinema Odeon fino al 3 dicembre), mentre dall’11 novembre molte librerie ospiteranno “Queer book”. Proprio al Teatro di Rifredi, il 4 e 5 dicembre debutterà la prima assoluta di “Un tocco di rosa” lettura scenica della sceneggiatura di Ian Iqbal Rashid a cura di Angelo Savelli, con Serra Yilmaz. Un’altra iniziativa promossa da Ireos, ed in fase di svolgimento proprio in queste settimane è un ciclo di 6 incontri dal titolo “Volontari in cattedra”, pensato per promuovere una conoscenza dei temi dell’omofobia, della transfobia e delle dinamiche di pregiudizio e discriminazione in ambito scolastico e per incentivare la lotta al bulli/G.R. smo omofobico.

Uno, appunto, a Firenze. Dove un ragazzo di 26 anni è stato pestato a sangue da un poco più che coetaneo dopo una serata in un locale gay della città. Sulla dinamica, e sul movente, è al lavoro la magistratura, ma di certo c’è che ora un ragazzo si ritrova con 7 placche di titanio e 31 viti in bocca a memento dei cazzotti che gliela hanno distrutta. L’aggressore, conosciuto poco prima, pare si fosse dichiarato “etero ma aperto” e avesse acconsentito di passare la serata con la sua vittima e i suoi amici in un locale gay. Un posto più o meno come un altro, dove si beve, si chiacchiera. Qualcuno ammicca, qualcuno “punta”, qualcuno si fa guardare. Il rito degli incontri “maliziosi” in pub e affini è sempre quello. Anche se il locale in questione è dedicato ad una clientela gay. E a Firenze le cose girano come nel resto del mondo: ci sono posti dove si va per incontrare potenziali anime gemelle, oppure semplicemente per “imbroccare”, per riempire una serata con un’avventura. Etero, omosessuali. E’ uguale. Il rito del “da cosa nasce cosa” è sempre il solito, lo scopo è lo stesso. Anche se ci sono posti più peccaminosi degli altri, locali attrezzati con “dark room” dove tutto è concesso. Negli anni però le cose sono cambiate.C’è stata un’epoca, quella degli anni ‘80, in cui Firenze era un po’ la capitale del mondo gay, un paese della cuccagna dove non c’era bisogno di nascondersi per scambiarsi effusioni con una persona dello stesso sesso al ritmo di musica e cocktail. Poi le cose sono cambiate, certe città sono andate avanti e si sono riempite di club, pub oppure interi quartieri “gay friendly” e Firenze è rimasta ferma al palo. Certo, va detto, i locali dedicati alla clientela gay non mancano. Solo per citare i più noti: c’è il Tabasco, il Piccolo, lo Yag, il Fabrik, il Crisco. Tutti posti noti alla comunità omosex, fiorentina e non. Proprio il Tabasco è una delle icone della nightlife gay: cittadina, toscana, turistica. Dal 1974 sta di casa in piazza Santa Cecilia, dietro piazza della Signoria, e al suo interno ospita una sala da ballo, una dark room e una sala video. Altro must della socialità notturna gay sono le serate della Flog, che da quindici anni riempiono l’Auditorium a suon di musica e di incontri.Ma i tasselli del mondo gay di casa nostra sono tanti, il business c’è pure qui e non mancano neppure gli alberghi dedicati agli incontri omosex (vedi fitto elenco su internet) e una sauna riservata ai soli uomini che sta aperta fino alle due di notte.


società

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ZOOM/2. Le associazioni denunciano un clima meno tollerante rispetto a qualche anno fa

Ma la città non è aperta come sembra Benedetta Strappi

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ombe carta e coltelli, per fortuna, dalle nostre parti non ci sono arrivati e l’escalation di violenze a sfondo omofobico che ha colpito città come Roma qui non ha trovato campo. Ma il rapporto della città con la sua componente gay non sembra essere comunque dei più floridi. Firenze è rinascimentale anche in questo senso, diciamo, e certe volte l’apertura mentale resta un’ idea vaga, spiaggiata sui lidi del preconcetto. E allora capita – e lo raccontano i diretti interessati – che i ragazzi e le ragazze gay in giro per la città si sentano apostrofare con epiteti pesanti. “Malati”. “Promiscui”. “Non normali”. Alla faccia degli anni duemila, quelli in cui teoricamente certi pregiudizi dovevano essere acqua passata. No, le associazioni non hanno dubbi. “Certo, qui da noi non si respira il clima che si è respirato a Roma qualche settimana fa, ma la situazione è peggiorata”. Lo spiega Francesco Piomboni,

presidente di Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, che tra Firenze, Siena, Arezzo e Prato conta circa 6mila tesserati. “Battute pesanti, risate alle spalle: a quelle ci siamo sempre stati abituati – spiega – ma non sono mai state così frequenti come nell’ultimo periodo. Me ne accorgo anche fuori dai locali. Qualcuno passa, offende, e qualche giorno fa è capitato di dover tornare dentro di corsa prima che la situazione degenerasse. C’è una regressione rispetto a qualche anno fa”. Niente passi in avanti dunque, la strada verso la tolleranza sembra si faccia in retromarcia. “Per tantissime persone il messaggio che passa è: omosessuale uguale anormale e promiscuo. Manca un giudizio obiettivo, ci sono delle pesanti chiusure mentali” spiega ancora Piomboni. E dello stesso avviso è anche Francesca Cavarocchi di Azione Gay e Lesbica: “In questi ultimi anni non si è lavorato alla costruzione di una cultura della diversità – spiega – L’escalation di

Battute e risatine all’indirizzo degli omosessuali sono sempre state all’ordine del giorno, ma pare che la situazione negli ultimi tempi sia peggiorata

IL FATTO. Un giovane gay è stato picchiato a sangue

Le istituzioni parte civile nel processo M

assacrato di botte a suon di cazzotti che gli hanno distrutto la bocca. La cronaca dell’aggressione a un giovane ragazzo omosessuale è fatta di una violenza sconsiderata, esplosa nella notte tra il 9 e 10 settembre, poche ore dopo una partecipata fiaccolata anti-omofobia che si era tenuta sui ponti fiorentini. Quell’episodio scellerato ha rievocato i fantasmi dell’intolleranza e naturalmente ha suscitato un’indignazione bipartisan, con parole di solidarietà arrivate da destra e sinistra. Il collegio di presidenza del Quartiere 1 ha deciso di costituirsi parte civile nel processo: “Un atto dovuto nei confronti di un episodio di violenza avvenuto nel centro storico”, ha commentato il presidente Marmugi. E lo stesso hanno annunciato Comune, Regione e Provincia. “Ci costituiamo parte civile - ha spiegato il governatore della Toscana Claudio Martini - perché episodi come questo sono inammissibili e offendono la convivenza civile tra le persone. Non appartengono alla

tradizione della nostra regione e per questo devono essere isolati e perseguiti”.Di buono c’è che il presunto aggressore del giovane è stato individuato all’indomani dell’avvenimento, 48 ore dopo. Si tratta di un uomo di 32 anni, un artigiano di Legnano, arrestato ed ora ai domiciliari. Agli inquirenti ha raccontato “Ho perso la testa, non avevo mai picchiato nessuno, non so cosa mi sia successo”. Tutto questo è avvenuto in una regione, la nostra, che nel 2004 è stata la prima ad approvare una legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, legge che ha rafforzato quanto già affermato dallo Statuto regionale. Per attuare la legge, l’assessorato regionale per i rapporti con i cittadini ha istituito un’apposita task force, che ha lavorato insieme ad associazioni, enti locali, amministrazioni pubbliche, per la piena inclusione di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, mettendo a punto interventi nella sanità, nel socia/B.S. le, nelle scuole.

Un momento della fiaccolata contro l’omofobia

violenze va avanti da un pezzo, in questo periodo se ne parla di più, ma in realtà non è una novità, anche se capita spesso che gli aggrediti non se la sentano di denunciarle, di renderle pubbliche”. E per questo le associazioni stanno pensando di correre ai ripari: “Ci sentiamo con le armi spuntate – spiega ancora Francesca Cavarocchi – ora stia-

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mo pensando a iniziative di sensibilizzazione”. Detto tutto questo, siccome per quanto sia ottusa non è comunque un paesino, Firenze continua a far da calamita per la sua fama di città “gay friendly”. E allora, spiega ancora Piomboni, in città approdano molti ragazzi gay, specie giovanissimi: “Per esempio se devono scegliere una città per l’universi-

tà è facile che optino per Firenze”. Perchè un po’ di movida omosex la nostra città ce l’ha ancora: “Ci sono occasioni di incontro (anche se purtroppo negli ultimi anni scarseggiano le iniziative culturali) – conclude Piomboni – ma c’è uno scarto generazionale e capita che i ragazzi gay, appena arrivati in città, socializzino con persone più grandi di loro”.


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dossier

Ottobre 2009

REPORTAGE/1. Una giornata nell’istituto penale per minorenni “Gian Paolo Meucci”

Viaggio dentro il carcere dei ragazzi Laboratori, corsi di alfabetizzazione per imparare l’italiano, partite di calcio e percorsi scolastici: ecco come si trascorre il tempo dietro al grande portone di via degli Orti Oricellari, nel pieno centro di Firenze. Alla ricerca di un’esistenza “normale”

Matteo Francini

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entrata è un grande portone di legno chiaro, al numero 18 di via degli Orti Oricellari. Il cellulare va lasciato all’ingresso, non può esserci – una volta dentro – nessun contatto con l’esterno che non sia rigorosamente sotto controllo. Siamo nell’istituto penale minorile “Gian Paolo Meucci”, in quello che una volta era un convento e, prima ancora, un ospedale per infermi e bambini abbandonati. Un bell’edificio, che porta però con sé i segni del tempo. Entriamo. Dietro la portineria c’è subito la sala dei colloqui, dove i giovani “ospiti” incontrano le famiglie, quando queste vengono a trovarli. Non capita sempre, a volte sono troppo lontane per raggiungere Firenze, e allora ci si parla solo per telefono. Una sala rettangolare, né grande né piccola, sedie rosse tutto attorno alle pareti. Dietro si apre un grande chiostro. I muri bianchi, gli archi, un silenzio che ricorda più un convento che non un carcere. Solo una rete a fare da “tetto” e a dividere l’aria del cortile dal resto del cielo, ricordando che la libertà è là fuori. Da un lato del chiostro si aprono le stanze “di comando”, quelle da cui il direttore Fiorenzo Cerruto e il vicedirettore Paolo Pecchioli mandano avanti l’istituto. Poi, oltre l’immancabile porta blindata, c’è la “sezione detentiva”. Dopotutto siamo sempre in un carcere, anche se per minori, e anche se l’aria che qui si respira non è nemmeno paragonabile a quella di una prigione “per adulti”. Ed è qua, dietro la porta blindata, che ci sono le camere (tutte con finestre, niente letti a castello e ognuna con il suo bagno) sistemate su due piani, anche se uno è attualmente chiuso per carenza di personale. Sem-

pre qui ci sono le mense, il “cinema” (la sala proiezioni così battezzata da una grande scritta sopra la porta d’ingresso) e l’area ricreativa. Uno spazio, quest’ultimo, di oltre cinquemila metri quadri, con un campo da calcio che sicuramente ha visto giorni migliori, un giardinetto con le panchine, un calcio balilla da cui i ragazzi sembrano essere molto presi. Tutto intorno ci sono i laboratori e le aule. In una di queste si sta tenendo un corso di alfabetizzazione, mentre in un’altra Franca, un passato da artigiana, porta avanti il laboratorio di pittura, cornici e arteterapia che qui viene chiamato “Arte e natura”. Le pareti sono traboccanti di quadri, tutti dipinti dai ragazzi: molti ritraggono i loro paesi d’origine, moschee e paesaggi marocchini, una nave con la bandiera rossa e verde dello stato nordafricano che lascia o raggiunge un porto, una riproduzione dell’Urlo di Munch, un volto alla cui bocca è stata attaccata una sigaretta (“bello, vero?”, lo guarda Franca). Tre ragazzi, tutti magrebini, sono impegnati a dipingere, la testa bassa, non si lasciano distrarre. Proprio come bambini. Fuori, altri parlottano a gruppetti nel giardino. Sembrerebbero giovani qualsiasi in qualsiasi parco del mondo, se non ci fosse una guardia a ricordare che devono essere sempre controllati. Sono vestiti “alla moda”, jeans e scarpe da ginnastica, come i loro coetanei là fuori. Appena scorgono il vicedirettore lo circondano: “Vogliamo il parrucchiere, quando viene?”. Sul giardino svettano le case di via Palazzuolo. Sembrano attaccate al carcere, farne quasi parte. Ma ci pensa un alto muro a dividere il dentro dal fuori, questi ragazzi e le loro colpe dal resto della città.

L’EDIFICIO

A due passi dalla stazione di Santa Maria Novella

Prima ospedale, poi convento Ma solo in pochi lo conoscono

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a quale istituto penale minorile, il Mario Gozzini?”. Capita spesso, a chi lavora al “Meucci”, di sentirsi porre questa domanda, da parte di chi pensa che in città, oltre a Sollicciano, ci sia solo la struttura conosciuta anche come “Solliccianino”. Perché Firenze sembra non conoscere il “suo” carcere per minori, più propriamente chiamato istituto penale minorile. Eppure è lì da anni, a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella. Un grosso portone, una targa, due telecamere e le bandiere dell’Italia e dell’Europa sopra l’ingresso, davanti a cui passano ogni giorno centinaia di persone, tra chi va e chi viene dalla stazione. Ma, nonostante questo, sono in molti a ignorare la sua presenza. Fu Cione di Lapo Pollini, fiorentino, artigiano diventato poi console dell’Arte della Lana, a fondare nel 1313, all’angolo con via Polverosa (allora così si chiamava l’attuale via degli Orti Oricellari) lo Spedale di Santa Maria della Scala (che dà il nome alla strada), per infermi, pellegrini poveri e bambini abbandonati. Quando poi lo Spedale venne unito a quello degli Innocenti, nato con lo stesso scopo, e quindi soppresso, i locali vennero concessi alle monache di San Martino al Mugnone, che si erano viste demolire il loro convento in occasione dell’assedio di Firenze del 1529/30. Ed è questo storico edificio che oggi ospita l’istituto penale per minori Gian Paolo Meucci. In pieno centro, quasi nascosto tra le case, così da passare spesso inosservato tra i frettolosi passanti diretti a Santa Maria Novella. Ma per i residenti è diverso. Loro il carcere lo conoscono bene, tanto che recentemente, dopo l’ultima evasione di un detenuto dalla struttura, avevano ritirato fuori la questione dell’opportunità della sua presenza in una zona tanto centrale, e tanto vicina alle case. Ma a rassicurarli ci pensa il vicedirettore Paolo Pecchioli. “Dopo quell’episodio c’è stato un rafforzamento delle misure di sicurezza – spiega – il quartiere può stare tranquillo. Il problema invece è stato, nel tempo, la poca capacità di far conoscere quest’istituto, che per la cittadinanza è un emerito sconosciuto. E purtroppo, anche in Toscana, la devianza giovanile – conclude – non è una questione marginale: i numeri sono significativi, ci sono molti ragazzi a rischio”. /M.F.

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dossier

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REPORTAGE/2. Ecco chi sono gli “ospiti” della struttura. Ognuno con la sua colpa e i suoi fantasmi

Le tante storie di vite già difficili Da omicidi a spaccio, da furti a rapine: qui passano i giovani autori di reati di tutti i tipi, delle nazionalità più disparate. E non mancano le difficoltà, a partire dal sovraffollamento

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nche al “Meucci”, come in molte altre carceri italiane, i conti non tornano. È stata un’estate calda, la scorsa, per molte prigioni italiane, segnata dalle proteste dei detenuti per sovraffollamento e condizioni di vita. E anche se i numeri – quello dei reclusi, ma anche della dimensione della struttura – non lo rendono paragonabile a Sollicciano, l’istituto minorile di via degli Orti Oricellari deve fare i conti con le sue “emergenze”. La struttura può accogliere fino a 28 ragazzi, ma da circa tre anni le camere del primo piano (che ne possono ospitare 8) sono chiuse per mancanza di personale: la sua capienza, dunque, scende a 20 posti. E attualmente i minori al suo interno sono 23. “Ma in primavera erano anche di più, 26 o 27 – racconta il vicedirettore Paolo Pecchioli – qui siamo sempre in difficoltà”. Difficoltà che non derivano solo dal numero di “ospiti” in eccesso. “Nel pieno della nostra attività dovremmo avere due corsi di alfabetizzazione, di primo e secondo livello, e un percorso di scuola media – spiega Pecchioli – ma questi corsi non sono tenuti da insegnanti di ruolo, e ogni volta rischiamo di restare senza. Quest’anno abbiamo iniziato con un solo docente”. Ma non solo. Perché c’è anche il problema dei laboratori. “Per il momento ne abbiamo due fermi – continua – con una perdita, in totale, di 45 ore settimanali di attività trattamentali. È una situazione gravissima, anche perché questo non è un carcere per adulti, durante il giorno i ragazzi devono fare attività, in cella non può restare nessuno”. Così, senza corsi a disposizione, può finire che il tempo trascorso a “fare niente” sia più di quello impegnato nelle varie attività. E la rieducazione diventa ancora più difficile. Perché, al Meucci, la vita trascorre sempre in comune, tutti insieme (“affratellati”, dice Pecchioli), senza percorsi differenziati per età o tipologia di

reato commesso. E dire che qua passano ragazzi che di reati ne hanno commessi di tutti i tipi – da omicidi a spaccio, da furti a rapine – e delle nazionalità più disparate: si va dai magrebini ai rumeni, dai rom agli italiani, soprattutto del sud. Anche l’età è varia: per legge, l’istituto può accogliere ragazzi dai 14 ai 21 anni, ma capita che qualcuno rimanga anche dopo il ventunesimo anno, o che al suo interno siano presenti extracomunitari senza documenti di cui stabilire l’età diventa molto difficile. “Ma la cosa più devastante è la presenza di giovani che sono già stati nelle carceri per adulti – dice il vicedirettore – fanno pesare la loro ‘esperienza’, gestirli diventa difficile. Così come difficile è gestire le differenze culturali: manca un mediatore, lo chiediamo da anni. I magrebini hanno atteggiamenti ostili, di scarsa fiducia nei confronti degli operatori, spesso dovuti a esperienze di vita negative – prosegue – ma un grosso problema ora è rappresentato dai ragazzi del sud Italia: vedono il carcere come farebbe un adulto, hanno già i comportamenti tipici delle associazioni criminali a cui fanno riferimento, come la camorra”. Ognuno, poi, ha la sua storia, i suoi fantasmi. Ne passano e ne sono passate tante, di storie, qui dentro. Storie belle “come quella di un ragazzo albanese accusato di concorso in omicidio che, dopo diverso tempo passato da noi, è riuscito a trovare un lavoro, si è fidanzato con una ragazza italiana e quando può viene a trovarci”, racconta Pecchioli, ma anche storie brutte. “Ricordo un magrebino in semidetenzione, veniva qui a dormire – ripensa – faceva uso di sostanze, e un giorno è stato trovato morto sulla carrozza di un treno. O un omicida napoletano completamente distrutto da quello che aveva fatto, aveva dentro fantasmi che lo mangiavano. Un giorno chiese di confessarsi: il cap/Ma.Fra. pellano, dopo, venne da me a piangere”.

L’ingresso del carcere minorile in via degli Orti Oricellari

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ALDO 34 anni, molti interessi e progetti da realizzare, amici con cui parlare. Amo viaggiare, leggere, ascoltare musica, parlare, apprezzo la buona cucina, sono allegro, dinamico, positivo. Ti cerco dolce, comprensiva ed affettuosa, per creare il nostro mondo d'amore. CLAUDIO 36enne, impegnato in una azienda agricola, amo la campagna e le cose semplici. Cerco una ragazza sportiva, seria, educata, di sani principi, amante della campagna e degli animali per un amore di grande valore. AMEDEO 49enne, separato, sportivo. Ho sofferto per la fine del mio matrimonio ma ora il mio spirito è rinnovato. Voglio al mio fianco una donna leale, sincera, per creare un rapporto genuino. GIACOMO 52enne, separato. Cerco una compagna con cui condividere la tranquillità della casa e della coppia, seria, semplice, che abbia voglia di vivere. ETTORE 56 anni, giovanile, romantico, lavoro in proprio, amo la natura e gli animali, mi piace stare con le persone che hanno qualcosa da dire e da dare. Cerco signora con buoni valori, semplice ma di profonda interiorità, motivata a costruire qualcosa di meraviglioso. RENZO 58 anni, bella presenza, in pensione, ma con mille interessi. Ti cerco complice e passionale, compagna per una vita ancora lunga e da passare insieme. Se anche te sei separata o divorziata, straniera, con figli, ma hai voglia di rimetterti in gioco, cercami! LIVIO 63 anni, socievole ed estroverso, so anche cavarmela da solo. Tuttavia mi manca molto una partner con cui confrontarmi, dialogare e condividere i diversi momenti della giornata. Cerco una donna che voglia vivere intensamente l'esperienza di coppia in un clima di comprensione e rispetto.


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a tavola

Ottobre 2009

SAPORI. Il 70 per cento della piramide alimentare è costituito da cibi di casa nostra

La dieta toscana? Buona e salutare Laura Lenzi

L’INTERVISTA

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se provassimo a seguire la “dieta toscana”, anziché l’ormai sentita e risentita mediterranea? Potremmo avere delle buone sorprese. Ad esempio scoprire che il 70 per cento dei prodotti della piramide alimentare, quella che rappresenta varietà e dosi di alimenti di cui ci dovremmo cibare per restare in forma e in salute, è dato da tipici alimenti toscani. Oppure che, in qualsiasi direzione ci spostiamo attraverso il paese, nord, sud o isole che siano, il conto delle calorie tende inevitabilmente a salire rispetto al menu tipico della nostra regione. E pensare che li chiamano “piatti poveri”. Invece le ricette tradizionali si rivelano preziose. La cucina della nonna, alla fine, non si distacca poi tanto da quella del lontano medioevo, che povera lo era per necessità. Tanti legumi, cereali, poco sale e poi un po’ di tutto, dai frutti del mare a quelli della montagna, ma con parsimonia. Ricette esportate in tutto il mondo, rivedute e corrette in chiave moderna, fusion o molecolare, la pappa al pomodoro, la ribollita e i brigidini ci sono stati tramandati quasi intatti per secoli e secoli. E adesso si scopre che non c’è strada migliore per donne e uomini del nuovo millennio, sempre di fretta e perennemente attenti alla linea, che reindossare i panni delle vecchie massaie e mettere a mollo il pan secco. Niente di meglio che una bella panzanella, poco più che pane, olio e cipolla, per un pranzetto dietetico: solo 400 calorie a porzione. Sulla stesso livello la pappa al pomodoro, mentre la ribollita si attesta un po’ più su, sulle 500. Praticamente niente in confronto a un piatto di lasagne alla bolognese, oltre 1000 calorie a porzione, e comunque al di sotto di un risotto alla milanese o di una carbonara, che superano le 600. Ma potremmo gustarci anche una sacrosanta tagliatella al cinghiale con il cuore in pace: non più di 700 calorie. Con i secondi piatti meglio pensarci un po’ di più, perché il peposo, originario dell’Impruneta, e il cacciucco alla livornese, con grassi e calorie non scherzano: oltre 600 il primo e quasi 900 il secondo. Ma ci possiamo sempre rifugiare nella rinomata fiorentina: 100 grammi di bistecca alla brace apportano solo 280 calorie. Anche i “cibi da strada” non eccedono nell’apporto calorico, basti pensare che un panino con il lampredotto o con la trippa rimane al di sotto delle 390 calorie, contro le 420 della piadina farcita con prosciutto e squacquerone dei nostri vicini romagnoli. Infine passiamo al dessert. Due o tre cantuccini di Prato con un bicchierino di vinsanto fanno circa 400 calorie, mentre una fetta di schiacciata con l’uva o di castagnaccio, visto che siamo in autunno, ne apportano circa 300. Sommiamo un buon bicchiere di rosso e il conto del pranzetto tipico sale a circa 1200 calorie. Sperando che il conto del ristorante sia anche quello poco salato.

Ciro Vestita, nutrizionista

“Le ricette tipiche? Un toccasana”

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Il classico panino con il lampredotto

Chi l’ha detto che le cose buone fanno tutte male? Ecco un po’ di esempi che sfatano la leggenda: la panzanella ha 400 calorie a porzione, un etto di fiorentina ne ha 280, un panino al lampredotto rimane sotto le 390. Con il cacciucco invece bisogna andarci piano

olti alimenti della tradizione sono stati rivalutati proprio di recente. Possiamo dire che in Toscana non ci manca proprio niente”. Parola di Ciro Vestita, dottore nutrizionista. Di che cosa è ricca la “dieta toscana”? Facciamo un largo uso di prodotti antichi, a partire dalla frutta e dai legumi, che abbondano sulle tavole toscane. Alimenti che hanno una marcia in più, ricchi di nutrienti oltre che di sapore e poveri di grassi. La Toscana poi è in assoluto una delle regioni con il maggior numero di prodotti protetti e garantiti, prodotti privi di antiparassitari, praticamente a chilometri zero e dunque a maggior ragione consigliabili. Basti pensare alla mela ghiacciola o alla mela ruggine. Frutti che difficilmente si trovano nei supermercati, ma che vale la pena andare a cercare sui banchi dei mercati o direttamente alla produzione. E le ricette tipiche sono altrettanto sane? Certo, proprio perché si tratta di piatti che ereditiamo dalla tradizione, preparati dunque in maniera semplice a partire da ingredienti genuini. Le zuppe toscane a base di farro o di pane, ad esempio, sono un vero e proprio toccasana. Anche trippa e lampredotto sono così salutari? Contrariamente a quel che si può pensare si tratta di cibi poveri di grassi, oltre che a buon mercato, perché prodotti dalla muscolatura dell’animale. E poi non credo che nessun fiorentino sarebbe disposto a rinunciare alla trippa. Si narra anche che all’epoca del Savonarola i fiorentini fossero disponibili a qualsiasi privazione, ma non appena il frate parlò di vietare di vendere la trippa per strada, lo condussero dritto al rogo. /F.P.

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politica

Ottobre 2009

PARTITO DEMOCRATICO. Residenti, stranieri regolari, 16enni e fuori sede potranno esprimere la loro preferenza

Il 25 ottobre urne aperte per le primarie ci sono Bersani, Franceschini e Marino, mentre per la segreteria regionale la sfida è tra Andrea Manciulli, Agostino Fragai e Simone Siliani. Si vota dalle 7 alle 20 in 49 sezioni Angelo Lenosi

I

n principio furono le primarie per indicare il candidato premier dell’Unione, progenitrice del Partito democratico. Era il 16 ottobre del 2005, e circa tre milioni di italiani (il 74 per cento dei votanti) incoronarono Romano Prodi, destinato, nella primavera successiva, a vincere le elezioni politiche. Ventiquattro mesi dopo, il 14 ottobre 2007, fu la volta delle prime primarie del Pd: circa 2,2 milioni di italiani (75 per cento dei partecipanti alla consultazione) indicarono in Valter Veltroni il segretario del neonato partito unico del centrosinistra. Un plebiscito, come quello che consacrò nello stesso giorno Andrea Manciulli segretario regionale del Pd grazie al consenso di nove elettori su dieci (furono 325mila i toscani che si recarono alle urne). A due anni di distanza la storia si ripete: i congressi nei circoli democratici, riservati ai soli iscritti al partito, prima del confronto finale. Domenica 25 ottobre, sarà quello il D-day, il giorno delle primarie aperte: tutti i cittadini potranno infatti partecipare alla selezione delle massime cariche del Pd, scegliendo il segretario nazionale (Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino i candidati) e quello regionale (carica a cui ambiscono il segretario uscente Andrea Manciulli, Agostino Fragai e Simone Siliani). Giorni d’attesa, di campagna elettorale, di partecipazione democratica: dibattiti, incontri, confronti tra candidati si sono susseguiti sul territorio, nelle sedi dei circoli, nelle feste democratiche. Coinvolgimento attivo, questa la parola d’ordine, ma con parsimonia. Rispetto alle primarie per il sindaco di Firenze, ad esempio, la competizione per eleggere i leader del Pd registra un minor impiego di risorse economiche: pochi manifesti, quasi esclusivamente dei candidati alla segreteria nazionale, nessuna concessione alla propaganda politica ma solo sintesi dei diversi programmi elettorali. I circoli sembrano vivere questa vigilia con buona partecipazione, e con un interesse discreto. Il 30 settembre scorso si sono conclusi i congressi periferici, riservati ai soli iscritti. Con un’affluenza alle urne che lascia ben sperare in vista delle primarie aperte del 25 ottobre prossimo. Tutti i residenti a Firenze, compresi gli stranieri muniti di permesso di soggiorno, i sedicenni e studenti e lavoratori fuori sede, potranno votare recandosi in uno dei 49 seggi sparsi sul territorio cittadino: per sapere quale sarà possibile consultare apposite pagine on line. Una volta individuata la propria sezione non resta che ritagliarsi uno scampolo di tempo tra le 7 e le 20, preparare una moneta da due euro quale contributo per le spese di organizzazione e tracciare i segni sulle schede. Con il voto alle primarie i cittadini si iscriveranno automaticamente all’albo degli elettori del Pd firmando la loro adesione al progetto politico del partito.

AGOSTINO FRAGAI Assessore regionale alle riforme istituzionali, Agostino Fragai corre per la segreteria regionale del Partito democratico sostenendo a livello nazionale la candidatura del segretario uscente Dario Franceschini. Nato a Serravalle pistoiese nel 1955, sposato e padre di due figli, Fragai, come il suo competitor Manciulli, ha alle sue spalle un’esperienza da segretario regionale del Pds (dal 1995 al 2001). E assieme a Manciulli è stato eletto in Consiglio regionale nel 2000: mandato durante il quale Fragai fu promotore della legge istitutiva delle primarie, ancora oggi l’unica in Italia. Oltre all’attività politica Fragai ha lavorato come quadro tecnico in industrie tessili ed elettromeccaniche, ed attualmente collabora occasionalmente con la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pisa.

ANDREA MANCIULLI Nato a Piombino 40 anni fa, Andrea Manciulli affronta questa maratona delle primarie da segretario regionale uscente del Partito democratico, dopo aver ricoperto analogo incarico nell’ultimo anno di vita dei Ds. E’ il rappresentante toscano della mozione di Pierluigi Bersani, ma ha raccolto il sostegno ufficiale anche di alcuni esponenti del Pd schierati a livello nazionale con Dario Franceschini. Attivo in politica dal 1995, nelle fila del Pds prima e dei Ds poi, Manciulli è consigliere regionale dal 2000. Sposato e padre di due bambini, Manciulli si è laureato in storia moderna a Pisa, per poi specializzarsi in storia sociale e dell’alimentazione a Parigi. Appassionato di strategia militare, di calcio e di cucina, ha collaborato con importanti riviste enogastronomiche.

SIMONE SILIANI Ex segretario della sinistra giovanile in Toscana, ex consigliere regionale per due legislature, durante le quali ha ricoperto gli incarichi di presidente del Consiglio e successivamente di membro della giunta Chiti, quindi assessore alla cultura del Comune di Firenze dal 2000 al 2006. Una lunga carriera di amministratore pubblico, quella di Simone Siliani candidato alla segreteria regionale del Partito democratico, rappresentando a livello locale la mozione di Ignazio Marino, di cui ha da subito apprezzato alcune sue posizioni, a partire da quelle sulla laicità. 47 anni, italoamericano Siliani attualmente lavora presso la Cooperativa archeologia e con la fondazione culturale “Responsabilità etica”, oltre che collaborare da quasi trent’anni con la redazione della rivista “Testimonianze”.

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In corsa per la poltrona nazionale

E AL ION S S FE TE N RO E P ME N A TA I ZIO ET MA MPL ATU R O O R F G IN C


politica

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POPOLO DELLA LIBERTÀ. Il centrodestra registra al suo interno correnti trasversali anche a livello locale

Tutte le anime della famiglia Pdl Il connubio tra Alleanza nazionale e Forza Italia va consolidandosi col tempo (come accade in ogni matrimonio che si rispetti) e gli equilibri tra le correnti

DENIS VERDINI

ALTERO MATTEOLI

ANGELO POLLINA

MASSIMO PARISI

ACHILLE TOTARO

PAOLO AMATO ALESSIO BONCIANI SAMUELE BALDINI

Ex coordinatore toscano di Forza Italia, attualmente coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini continua ad essere uno dei punti di riferimento principali a Firenze per il neonato soggetto politico del centrodestra. Alle sue spalle il nuovo numero uno regionale, il deputato Massimo Parisi, sostenuto a tutti i livelli, dal nazionale al cittadino, dalla quasi totalità del gruppo dirigente del Pdl, senza distinzioni tra l’anima di An e Forza Italia.

Uniti ma non troppo. Sciolta An si sono sciolte anche le tre vecchie correnti, facenti capo a Gasparri, Matteoli e Alemanno. Una diaspora interna che ha visto gli esponenti fiorentini di An abbandonare le loro vecchie appartenenze: lo storico luogotenente di Gasparri in Toscana Achille Totaro si trova così a fianco dell’ex rivale Matteoli, mentre un matteoliano di ferro come Riccardo Migliori sembra smarcarsi dal suo vecchio sodale per avvicinarsi alle posizioni finiane.

Il vicepresidente del Consiglio regionale ambisce a diventare il candidato del Popolo della libertà alla presidenza della Regione, sostenuto da due parlamentari (il deputato Alessio Bonciani e il senatore Paolo Amato) e dal capogruppo Pdl in Consiglio provinciale Samuele Baldini. Una ambizione, quella di Pollina, che potrebbe andare a scontrarsi con le aperture verso una candidatura civica espresse dal coordinatore nazionale Denis Verdini.

nazionali si riflettono a cascata sul versante toscano e fiorentino Simone Lammi

C’

erano una volta Alleanza nazionale e Forza Italia, due partiti distinti e talvolta distanti, figli di due culture politiche per molti versi differenti. Dopo anni di convivenza (Casa delle libertà, Polo delle libertà) i due soggetti politici si sono uniti in matrimonio, sciogliendo le proprie identità nel nuovo Popolo della libertà. Una cerimonia celebrata a livello nazionale la scorsa primavera e che, come ogni matrimonio che si rispetti, sta lentamente e faticosamente consolidandosi. Storie e caratteristiche diverse, ma sbaglia chi pensa che le due anime in contrapposizione corrispondano ai due partiti fondatori del Pdl. Come nel caso del Partito democratico (in cui nella battaglia congressuale si ritrovano sull’uno e l’altro fronte ex diessini e ex margheritini), anche il nuovo soggetto del centrodestra registra alleanze trasversali, a livello nazionale come locale. I buoni rapporti tra due toscani come il ministro Altero Matteoli (ex An) e uno dei coordinatori nazionali Denis Verdini (ex Forza Italia) si riflettono a cascata sul piano regionale e fiorentino, con gli uomini di entrambi i leader nazionali schierati compatti, come ha dimostrato recentemente il primo coordinamento regionale del Pdl in cui l’intera componente An – un tempo divisa al suo interno in tre correnti facenti capo a La Russa, Matteoli e Alemanno - ha fatto fronte comune con la quasi totalità di Forza Italia. Quasi totalità, si diceva, perché l’assemblea regionale del nuovo centrodestra ha registrato qualche distinguo da parte di alcuni esponenti berlusconiani: i parlamentari Paolo Amato e Alessio Bonciani (quest’ultimo anche coordinatore cittadino), il vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Pollina e il capogruppo in Provincia Samuele Baldini. Malumori emersi e poi rientrati. Almeno per il momento. Perché la formazione degli organismi provinciali e cittadini è ancora in corso, e ogni anima vuole avere la sua voce in capitolo. Inoltre la scadenza elettorale per le regionali si avvicina e non è escluso che la partita interna sia conclusa. C’è da scegliere il candidato alla presidenza e gli aspiranti consiglieri, e i posti a disposizione del Pdl, alla luce della crescita della Lega che anche in Toscana potrebbe strappare alcuni seggi, potrebbero essere meno di quelli attuali. Con conseguenti riposizionamenti all’interno del Pdl, nuove alleanze trasversali, nuove convergenze parallele. Messe nel cassetto le appartenenze alle vecchie componenti interne ai due partiti, il Popolo della libertà locale conosce nuovi equilibri del Pdl, ancora da assestare. C’erano una volta An e Forza Italia, e ora non ci sono più. E’ il bipolarismo, baby.

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provincia

Ottobre 2009

LA NOVITÀ. L’Osservatorio provinciale ha fotografato la situazione occupazionale del territorio

Sorpresa, la badante parla toscano Le italiane iscritte nel registro apposito sono passate da 18 a 350, e i lavoratori stranieri sono diminuiti dell’1 per cento. Ma il dossier racconta anche che è peggiorata la qualità del lavoro e che i contratti durano sempre meno Ginevra Donnici

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e badanti di casa nostra parlano toscano. Un cambio di rotta imposto dalla disoccupazione dilagante. Una sorpresa inaspettata per quelli che “gli immigrati prendono il posto di lavoro agli italiani”. Dati alla mano, le donne fiorentine tornano a fare lavori fino ad ora lasciati agli stranieri. Rispetto all’anno scorso le cittadine italiane iscritte nel registro delle badanti tenuto dalla Provincia di Firenze sono passate da sole 18 a ben 350, mentre cala il numero delle donne straniere (soprattutto romene) sul territorio fiorentino. Sono queste alcune novità emerse dall’Osservatorio permanente del mercato del lavoro istituito dalla Provincia di Firenze, uno strumento in grado di elaborare dati trimestrali, semestrali e annuali sui movimenti del lavoro (assunzioni, licenziamenti, trasformazioni del rapporto di lavoro) a livello provinciale e locale. Proprio dalle cifre fornite dall’Osservatorio emerge che dopo anni è in atto una riduzione di un punto percentuale dei lavoratori stranieri sul numero totale delle persone che hanno avuto un rapporto di lavoro. Dal 26 per cento del 2008 si passa al 25 per cento di quest’anno. La comunità maggiormente in calo è quella romena con una riduzione di 1.334 avviati, dove particolarmente forte è la riduzione delle donne: -937 sul totale. La fotografia che emerge dall’Osservatorio del lavoro mostra come nel primo semestre di quest’anno - in confronto allo stesso periodo del 2008- sia peggiorata la qualità del lavoro. Aumentano i contratti di breve durata rispetto a quelli a tempo indeterminato. Ma non è solo una questione di tempo, come spiega l’assessore provinciale al Lavoro, INTERVISTA. Parla Elisa Simoni, assessore Elisa Simoni: “Se il dato quantitativo è impressionante, anche quello qualitativo è preoccupante: questi numeri dicono che le donne sono costrette ad accettare lavoro dequalificato e a intermittenza”. Le tipologie di contratto, dichiarate dalle aziende del settore privato al momento dell’assunzione, moual è la situazione derivante dalla grave crisi econostrano che tutti i comparti presi in esame hanno una contrazione, a dimostramica che ha colpito anche il territorio fiorentino? zione che la crisi ha colpito ogni settore economico. La maggior flessione di persone occupate risulta laddove è applicato il contratto del commercio La situazione risulta molto complicata e delicata; vorrei cidove si registra una riduzione di 2.426 lavoratori avviati: in questo settore, tare alcuni dati a questo proposito: i rapporti di lavoro nel nei primi sei mesi del 2009, un lavoratore su quattro non ha avuto il rinnovo primo semestre 2009 hanno registrato un 30 per cento in del contratto. A tagliare il personale (- 1.984 unità) sono anche le aziende del meno rispetto al 2008. Quasi tutti i settori economici hansettore meccanico e tessile che riducono il numero dei lavoratori del 32 per no un segno negativo in termini di persone occupate. Per cento. Una flessione si registra anche nel settore dell’agricoltura con -642 questo è assolutamente necessario il rifinanziamento degli lavoratori avviati (-20 per cento). Colpisce anche il calo percentuale degli ammortizzatori sociali da parte del Governo. artigiani edili ed affini (-42,5 per cento) che risentono della situazione del Quali interventi mette in atto la Provincia per affronmercato immobiliare. Un altro indicatore dell’aggravarsi della crisi econo- tare la crisi? mica è rappresentato dal numero delle persone iscritte in lista di mobilità che Stiamo discutendo una proposta organica che tenga conto al 30 giugno 2009 era di 6.472 unità, di cui 3.289 donne e 3.183 uomini. Per di un intervento sia sull’immediato che in prospettiva straciò che riguarda la distribuzione territoriale si nota come nei tre Centri per tegica, integrando le politiche passive con quelle attive. Le l’impiego più importanti della provincia (Firenze, Sesto Fiorentino, Scan- parole d’ordine saranno solidarietà sociale e innovazione dicci) sia concentrato oltre il 71 per cento di tutti i lavoratori posti in mobilità sia nelle politiche del lavoro che in quelle della formazione. rispetto all’intero territorio fiorentino. La nostra priorità saranno gli oltre 400 lavoratori che ve-

provinciale al Lavoro

“Priorità a chi è senza ammortizzatori” Q

dranno terminare a breve il sostegno degli ammortizzatori sociali. Ma non ci possiamo dimenticare che per tutelare gli stessi lavoratori abbiamo l’obbligo di rispondere alla crisi aumentando la competitività delle nostre imprese e dell’intero sistema economico. Nell’ambito della crisi, i dati mostrano che le donne sono la categoria più svantaggiata nell’articolato mondo del lavoro. Anche nella provincia di Firenze è così? I dati sono effettivamente preoccupanti e evidenziano come le donne, in un periodo difficile come questo, accettino lavori precari e spesso poco pagati. Questo elemento ha forti ripercussioni sia in termini economici ma anche di tenuta sociale: è sulle donne che grava il peso della gestione familiare. Nei nostri interventi avremo una forte attenzione a queste problematiche con un approccio trasversale sia alle politiche del lavoro che a quelle della formazione. /G.D.

AMBIENTE. Una giornata di studi per analizzare le particelle pericolose contenute nell’aria fiorentina

Inquinamento da polveri sottili, la soluzione in un filtro I

l territorio fiorentino è attanagliato dall’inquinamento causato da traffico e riscaldamento. E’ quanto emerge dalla giornata di studi “Esperienze avanzate di riduzione delle polveri sottili: le strategie e i migliori esempi da seguire per il risanamento della qualità dell’aria nell’area metropolitana fiorentina”, un incontro organizzato dalla Provincia di Firenze in cui specialisti del settore e amministratori pubblici si sono confrontati su un tema di grande attualità quale quello delle polveri sottili (PM 10 e PM 2,5). L’evento, organizzato da Sergio Gatteschi, Presidente della sezione toscana dell’organizzazione ambientalista “Amici della Terra” ha coinvolto alcuni dei massimi esperti del settore, come Marco Chini (Arpat), Furio Forni, per la Regione Toscana (progetto Patos), Paolo Giambini ed Ennio Carnevale per il dipartimento di energetica della facoltà di Ingegneria dell’Univer-

sità di Firenze (progetto MoDiVaSET), che hanno diffuso i dati riguardanti la situazione nell’area metropolitana fiorentina. Il traffico e il riscaldamento sono i veri responsabili, soprattutto nella stagione invernale, del superamento della soglia di 50 μg/m3. Il maggiore contributo alla risoluzione del problema può essere attualmente offerto dalla messa a punto di apparati, sempre più sofisticati, per la rimozione del particolato fine e ultrafine. Tra questi merita particolare attenzione il progetto di Arturo Colamussi, inventore del filtro antiparticolato per gli autobus a combustione Diesel installato con successo sui mezzi del servizio di trasporto pubblico dei comuni di Bologna, Ferrara, Roma e Torino. I suoi filtri per bus alimentati a gasolio permettono di trattenere il 99,9% delle particelle ultrafini, che sono 100 volte più piccole delle famigerate Pm10. Gli interventi sulle emissioni dei bus

assumono una particolare importanza nel quadro delle strategie di contenimento delle polveri sottili, anche perché - ad esempio - un veicolo diesel Euro 0 emette una quantità di polveri (PM10) che è centinaia di volte superiore (secondo massa e cilindrata) a quella prodotta da un’auto catalizzata. “Rispetto ad altri tipi di filtro già in commercio – spiega Colamussi – il “Progetto Blu” presenta caratteristiche di efficienza molto più elevate, sia per quanto concerne le polveri ultrafini, sia per quanto riguarda la capacità di trattenere con notevole efficienza altri tipi di sostanze organiche contenute nei gas di scarico dei diesel, fra cui gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) altamente cancerogeni che i filtri a rigenerazione non sono in grado di trattenere. In più garantisce l’assenza totale di emissioni secondarie, proprie invece dei sistemi a /C.G. rigenerazione”.


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L’INTERVISTA. Stefania Saccardi, assessore alle politiche socio-sanitarie del Comune di Firenze

“Influenza A/H1N1, niente allarmismi” Dall’arrivo della pandemia a quello del freddo, con tutti i disagi che comporta: tanti i temi all’ordine del giorno. “La portata di questo virus è uguale a quella di tutti gli altri”. Anziani, marginalità e disabilità le priorità da affrontare. In aumento le persone alle prese con problemi economici: “Dobbiamo ridefinire il concetto di welfare”

FOCUS

Matteo Francini

“Associazionismo, una ricchezza da coordinare”

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alla nuova influenza all’arrivo del freddo (con tutti i problemi che si porta dietro, soprattutto per chi non ha un posto dove andare a dormire): sono tanti i temi all’ordine del giorno dell’assessorato alle politiche socio-sanitarie del Comune di Firenze, e sono tanti gli aspetti su cui l’assessore Stefania Saccardi è pronta a intervenire. “D’altronde, il mio assessorato spazia dai cimiteri ai carcerati e alle dipendenze...”, spiega. Come dire: di tempo per stare con le mani in mano non ce n’è. E allora ecco quali sono le priorità da affrontare. Assessore, partiamo dalla nuova influenza: cosa vuol dire ai fiorentini ? Di non creare inutili allarmismi. Si tratta di un virus che ha la portata di un qualsiasi virus influenzale. La cosa più importante è ricordare di rivolgersi al medico di famiglia prima di andare al pronto soccorso. Insomma, non allarmarsi troppo e prendere tutte le normali cautele, come lavarsi spesso le mani e starnutire su un fazzoletto. Ma, nel caso dovessero verificarsi molti casi, Firenze è pronta? Firenze è attrezzata. Regione e Asl hanno già ipotizzato un eventuale programma di emergenza, nel caso in cui il virus attaccasse più persone di quanto è al momento ipotizzabile. La Asl ha già identificato letti supplementari e risorse umane, come medici da richiamare in servizio, qualora ce ne fosse la necessità. Pandemia a parte, per il suo assessorato quali sono le priorità da affrontare? Il mio è un assessorato che a Firenze ha grande rilevanza: il settore in cui Firenze investe più soldi, oltre alla scuola, è proprio il sociale. È un settore prioritario, le cui partite più rilevanti, oggi, sono quelle che riguardano anziani, disabilità e marginalità. Sto portando avanti una riorganizzazione per migliorare l’efficienza di questi tre settori. Partiamo dagli anziani. L’obiettivo, insieme alla Società della Salute, è quello di ridurre il più possibile le liste d’attesa per gli inserimenti nelle Rsa, le residenze sani-

“P

er Firenze, l’associazionismo è una ricchezza straordinaria: perché sia più efficace deve essere coordinato. Io penso che l’amministrazione debba riappropriarsi della funzione di programmazione”. A intervenire sul tema delle associazioni, e del ruolo che svolgono a Firenze, è l’assessore Stefania Saccardi. “La mia intenzione è quella di collaborare con le associazioni del territorio in modo più organico”, spiega. Firenze, si sa, è ricca di associazioni, “ma spesso non sono sufficientemente coordinate, proprio perché manca una programmazione coordinata”. Da qui la proposta: riappropriarsi, come amministrazione, della funzione di programmazione. “Vogliamo invitare le associazioni a mettersi insieme e coordinarsi di più – continua Saccardi – in una maniera più organizzata e quindi meno dispendiosa. Per Firenze l’associazionismo è una ricchezza straordinaria – conclude – e perché sia efficace deve essere coordinato: non deve sostituirsi alle istituzioni, ma dobbiamo lavorare insieme”.

tarie assistite, oltre a rendere più efficienti gli interventi e i contributi badanti, e devo dire che stiamo facendo un discreto lavoro. La previsione, per il 2009, è di avere circa 3.300 domande per le valutazioni di non autosufficienza, con un incremento del 20% rispetto allo scorso anno: è questa la principale emergenza che dobbiamo affrontare. Si stima che saranno circa 2.700 a essere valutati come non autosufficienti, e che circa mille saranno sistemati nelle Rsa: per gli altri vogliamo trovare altre soluzioni. Quali? Stiamo cercando di intervenire sugli anziani non autosufficienti soprattutto con misure che consentano di farli rima-

nere a casa: meno ricoveri e più badanti, centri diurni e ricoveri di sollievo, o soluzioni come le assistenze domiciliari. E questo nell’interesse sia dell’anziano che di bilancio. L’obiettivo è effettuare interventi sempre più personalizzati, sperimentandone anche di nuovi, come mini-appartamenti in strutture controllate, in grado di lasciare agli anziani più autonomia e libertà ma che garantiscano comunque la tranquillità per quanto riguarda l’assistenza. E per quanto riguarda la marginalità, invece? Ci stiamo attrezzando per l’emergenza freddo. Le risorse sono sempre meno, e i soldi che abbiamo devono essere

spesi sempre meglio, per bisogni reali. Bisogna cambiare logica d’azione: gli interventi di solidarietà non possono diventare un esercizio di parassitismo nei confronti delle istituzioni. Chi sono le persone che hanno bisogno di aiuto? Appartengono a sempre più fasce sociali, persone “insospettabili” fino a poco tempo fa, come cassaintegrati o donne separate con figli, che vanno a prendere i pacchi alimentari nelle parrocchie: hanno difficoltà temporanee, vanno aiutate. Poi invece ci sono i “professionisti” della marginalità: per questo c’è necessità di un monitoraggio, bisogna rispondere ai bisogni veri del-

le persone, mettendo anche alcuni limiti all’assistenzialismo. Non è immaginabile che ci siano persone che vivono a carico delle istituzioni per tutta la vita: per chi non ha handicap fisici o mentali, e può cambiare la propria posizione, devono essere preparati percorsi di reinserimento sociale. Insomma, ci sono un po’ di cose da cambiare... In generale, bisogna cambiare l’ottica nella quale i servizi sociali si muovono, e ridefinire il concetto di welfare, individuando in modo più preciso i bisogni su cui il Comune ha il dovere di intervenire a sostegno delle persone ed evitando di creare sacche di “privilegio” nell’ambito dell’assistenzialismo.


aziende

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L’INTERVISTA. Paolo Bambagioni, presidente della Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno

Mukki, la centrale esce dalla crisi Giulia Righi

D

alle nostre parti latte fa rima con “Mukki”, che è poi il nome con cui i fiorentini sono abituati a chiamare la Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno. E questo succede da oltre mezzo secolo, dal giorno in cui il sindaco Giorgio La Pira ebbe l’intuizione di creare un consorzio che nel tempo è cresciuto fino a salire sul podio del mercato lattiero. Paolo Bambagioni ne è il presidente, a lui il compito di tracciare un ritratto dell’azienda. La Centrale del Latte ha una storia cominciata tanti anni fa ed è legata a un prodotto tradizionale per eccellenza: come ci si reinventa per rimanere competitivi sul mercato? Uno dei punti di forza che abbiamo rispetto alle centrali del latte “tradizionali” è il fatto di avere un marchio forte, “Mukki”, segno di una capacità di comunicazione moderna. Nei locali del nuovo stabilimento usiamo tecnologie, impianti e macchinari che ci consentono di immettere sul mercato prodotti nuovi. Come “Smuthie”, un prodotto completamente pensato e sviluppato nei nostri laboratori, e confezionato in speciali confezioni Tetra Pak da 33 cl: si tratta di una bevanda al latte al gusto di fragola, banana e cioccolato ed è stata un successo, in pochi mesi abbiamo venduto un milione di pezzi. Sull’onda di questo successo, felice combinazione di marchio e prodotto, a breve lanceremo due nuovi gusti, nocciola e vaniglia. Come si è mossa la Centrale per uscire dai venti di crisi che nell’ultimo periodo hanno

Paolo Bambagioni

LA CENTRALE IN CIFRE

 SPAZI E PERSONE Il nuovo stabilimento di via dell’Olmatello è stato inaugurato nel maggio del 2005. Complessivamente si estende su 37mila metri quadrati, 3500 dei quali occupati dalla cella frigorifera. I lavoratori occupati direttamente dalla Centrale sono 182, ma con l’indotto (cooperative, agenti, stalle etc) si superano le mille persone.

 I NUOVI SOCI A marzo dello scorso anno è stata concordata un’importante ricapitalizzazione dell’azienda, e sono arrivati due nuovi soci: Fidi Toscana, la finanziaria della Regione (che ha avuto il via libera da Regione Toscana, Provincia di Firenze e Comunità montana del Mugello) e la Camera di Commercio di Firenze. Con loro, a operazione conclusa, arriveranno in tutto 10, 4 milioni di euro. I due nuovi soci si aggiungono a quelli “storici”: i tre comuni (Firenze, Pistoia e Livorno), la Banca Nazionale del Lavoro e la Cassa di risparmio di Firenze.

 LA FILIERA DEL LATTE Nel nuovo stabilimento arriva ogni giorno latte fresco da 130 stalle toscane, per un totale di circa 70 milioni di litri ogni anno. Quotidianamente da via dell’Olmatello partono 500 bancali alla volta di 177 zone distributive, sparse nel territorio toscano e della provincia di La Spezia, e vengono raggiunti circa 9 mila clienti, con oltre 10mila punti vendita serviti annualmente.

 I PRODOTTI La Centrale produce latte fresco, alto pastorizzato, Uht, panna fresca, burro, mascarpone, mozzarella, stracchino, yogurt, formaggi, ricotta, dessert e uova. Ha anche una linea di prodotti biologici sotto il marchio “Podere Centrale”. L’ultimo arrivato in casa Mukki è “Smuthie”, bevanda di latte con fragola, banana e cacao, (dalla consistenza assai simile a quella di un frappè) lanciata sul mercato recentemente e che nelle prossime settimane si arricchirà anche dei gusti vaniglia e nocciola.

soffiato forte? Abbiamo adottato una politica interna basata sul recupero dell’efficienza e la riduzione degli sprechi. E’ stata necessaria una riduzione del personale, che però è avvenuta con la collaborazione del sindacato: si è trattato di accompagnare alla pensione 18 persone, il 10 per cento del personale. Eravamo indebitati per i costi del nuovo stabilimento e andava trovato un equilibrio. Abbiamo avviato un programma di risanamento nel 2007 ed entro il 2009, con un anno di anticipo, riusciremo a raggiungere il pareggio di bilancio. Una grosso aiuto, in questo senso, ci è arrivato proprio dai fiorentini che non hanno mai perso fiducia nell’azienda Ambiente e sociale, quali sono gli impegni di Mukki? La nostra azienda si è dotata di tutte le certificazioni ambientali, così come si può rilevare dal bilancio annuale di sostenibilità, e pone grande attenzione alla qualità e alla sicurezza delle condizioni di lavoro, oltre che alla tutela dell’equilibrio ambientale. Sul versante sociale, Mukki è tradizionalmente legata ad alcune realtà cittadine come il Meyer e l’Istituto degli Innocenti e ad alcuni progetti come “Agata Smeralda”, che assiste i bambini delle favelas di Salvador de Bahia. Qual è la sfida più grande per il futuro? Veniamo da un un triennio che ha portato due risultati: il riequilibrio economico e la ricapitalizzazione con l’ingresso di Fidi Toscana e Camera di Commercio di Firenze nella compagine sociale. Le sfide certo non finiscono mai, ma le affronteremo forti di questi risultati, e saranno anche i nuovi soci a darci indicazioni in questo senso: certo è che lo faremo all’insegna della qualità e nel rispetto di consumatori, lavoratori e allevatori.


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i fatti vostri

Ottobre 2009

SEXANDTHECITY/1. Auto, parcheggi o stradine nascoste: ecco una mappa dei luoghi del tradimento

Quelli che l’amore lo fanno di nascosto È una tra le cattive abitudini più vecchie del mondo: tradire il partner. E se i tempi cambiano, le usanze invece sembrano immutate, e gli angoli di Firenze scelti dalle “coppiette” abusive sono sempre gli stessi... Paola Ferri

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oppie clandestine in cerca di intimità o ragazzi senza troppe pretese e senza una casa propria dove rifugiarsi per passare un po’ di tempo con il compagno e la compagna: la notte è loro e le strade cittadine aprono varchi inaspettati di tranquillità. Se non si può varcare la soglia di casa, si battezza qualche altro luogo come nido d’amore. Per non correre il rischio di beccarsi una denuncia, come è capitato a una giovane coppia che non ha saputo resistere alla passione e si è abbandonata a baci e abbracci in riva all’Arno (in pieno parco delle Cascine e in pieno giorno) meglio optare per la cara vecchia auto. Un classico che non passa mai di moda, o un usato garantito, per rimanere in tema automobilistico, sperimentato da generazioni. Certo i tempi sono cambiati nel frattempo, i giornali sui vetri non usano più, roba da hippie che non si vede più in giro da anni. Il massimo che ci si può concedere sono i vetri oscurati, che tra l’altro fanno anche un po’ tendenza. E per il resto si sta al rischio. Sì, ma il rischio di essere beccati, oltre a quello di andare incontro a brutte esperienze. Se dal Pacciani in poi è subentrato il timore ad avventurarsi in stradine di campagna, meglio non allontanarsi troppo dalla città. C’è chi va sul sicuro e punta sul romanticismo, scegliendo il panorama di Fiesole e Settignano, o fermandosi a metà strada, in zona cave di Maiano. La Basilica di San Miniato e i dintorni del piazzale Michelangelo offrono altri poetici scorci e angoli riparati,

Fiesole, Settignano e i dintorni del Piazzale sono tra i rifugi più gettonati

ma il rischio è quello di cadere nella banalità: qui, infatti, in serate particolarmente propizie, è possibile osservare la tipica conformazione delle coppiette a schiera. I piccioncini parcheggiano vicini ma non troppo gli uni agli altri, in modo da conciliare bisogno di intimità e paura di fare brutti incontri. C’è solo da augurarsi di non ritrovarsi come vicino d’alcova il compagno o la compagna ufficiale. Chi non si lascia scoraggiare da un po’ di strada da fare, si inerpica in direzione Vincigliata o verso il pratone dell’Olmo alla ricerca di un luogo più tranquillo. I più intrepidi invece restano in città e accostano in vie meno conosciute e frequentate, solitamente ai margini della città, favorite da un’illuminazione più soft. In zona Firenze sud, ai confini con la campagna, luci soffuse proteggono gli amanti dagli sguardi indiscreti. Infine per chi fosse a corto di fantasia e inventiva rimangono sempre alcuni parcheggi poco illuminati. Ma attenzione a quale si sceglie, che qui il rischio è di incappare in uno di quelli eletti a luogo di “scambio”, come si narra di uno dalle parti di Campo di Marte. Un’ultima avvertenza per le coppie clandestine: tenere a mente la lezione impartita dalla cronaca locale e ripensare al caso di quel giovane fiorentino che tradiva la moglie nella macchina di lei. L’auto si ribellò e prese fuoco sul più bello. Era solo qualche anno fa e qualche strada più in là.

FOCUS In rete è facile flirtare, ma anche essere scoperti

Tradire ai tempi di Facebook? Molto più complicato. E rischioso

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i chiamano “social network” e sono nati per mettere in contatto tra loro vecchi amici, conoscenti, colleghi e parenti sparsi ai quattro angoli della terra. O per buttare l’amo e vedere chi si riesce a pescare, un modo per appagare il bisogno di flirt, quell’amore vissuto in maniera “gassosa” ed evanescente, come lo definisce Giuseppe Civati nel libro “L’amore ai tempi di Facebook”. Niente di meglio per “pescare” che usare la rete, è praticamente un

immenso e fotografico elenco del telefono. Ma mentre in qualche paese anglosassone al solito più avanti di noi, il “libro delle facce” già provoca cause di divorzio, anche in riva dell’Arno ci si comincia a interrogare sulle potenzialità negative dei social network nei confronti della coppia. Che si moltiplichino le occasioni è accertato. Ma che renda le cose tanto più semplici a mogli, mariti e fidanzati poco inclini alla vita a due, non è affatto detto. “Anzi, il tradimento

diventa più rischioso – sostiene Civati – perché come aumentano le possibilità di conoscere nuove persone o riallacciare vecchi rapporti, crescono anche le possibilità di essere scoperti”. “E’ uno strumento che tende al flirt e come ogni medium facilita l’approccio, ma in realtà – conclude Civati - non inventa niente, si limita a rappresentare le relazioni così come sono oggi, specialmente tra i trentenni: gassose, instabili, aperte a mille opportunità”. /P.F.

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SEXANDTHECITY/2. Affittare una stanza “a tempo” costa circa cinquanta euro

E tornano di moda gli alberghi a ore Sulla carta questo tipo di strutture non esiste, ci si arriva tramite passaparola: in realtà in città e nei dintorni ce ne sono di molto gettonati, e per tutti la parola d’ordine è riservatezza assoluta Lorenzo Salusest

I

ncontri clandestini, consumati di giorno come di sera in anonimi alberghi di Firenze, lontani da occhi indiscreti di consorti, genitori, parenti e conoscenti. Non tutti hanno una casa libera a disposizione, né gradiscono vivere la loro intimità tra le lamiere di una macchina in luoghi più o meno appartati, più o meno pericolosi. Ecco che alle coppie non resta che l’ultima spiaggia. Un tempo si chiamavano motel, oggi sono più comunemente noti come alberghi a ore, alcove a costo accessibile e a privacy garantita. Circa 50 euro euro per una “sessione d’amore”, documenti richiesti (a tutela del personale di servizio), ma non registrati (a tutela degli amanti). Camere anonime, come gli amanti che le eleggono a tempio dell’amore, anche se per brevi lassi di tempo. Hotel “clandestini”, come gli incontri che ospitano. Perché è impossibile trovarli usando i canali ufficiali: gli alberghi ad ore sulla carta non esistono, ma la realtà parla di decine di strutture disposte ad affittare stanze “a tempo”. Rintracciarli non è impresa facile. Funzionano i suggerimenti degli amici, frequentatori assidui dei motel del terzo millennio, così come funziona la ricerca on line. Altrimenti non resta che rivolgersi direttamente, con un po’ di costanza e faccia tosta, agli alberghi normali e chiedere al portiere

se è contemplata – non ufficialmente, s’intende – anche questa insolita forma di locazione. Con risposte talvolta positive, talvolta negative. Si scopre così che non sono poche le strutture disposte ad affittare stanze ad ore: se ne trovano sia in centro, sia nelle periferie (in particolare vicino alle uscite autostradali), sia sulle colline intorno a Firenze. Alcuni sono meno noti, altri godono di fama indiscussa, e sono da anni la meta preferita di coppie che, per una ragione o per un’altra, sono costrette a consumare i loro amplessi in campo neutro, ma al coperto. Una fama acquisita grazie ad alcuni requisiti particolarmente graditi dai frequentatori: camere accoglienti, buon livello di igiene, prezzi alla portata. Ma a fare la differenza sono altre due caratteristiche: la collocazione geografica e la riservatezza. Meglio un albergo lontano dalle zone densamente abitate e frequentate di uno situato a ridosso di case e negozi; meglio incontrare personale di servizio discreto e compiacente, che assolva ad alcuni suoi obblighi (la richiesta del documento) senza ulteriori domande; meglio un albergo in cui i percorsi per raggiungere le camere non richiedono giri tortuosi, con passaggi pericolosi davanti alla reception o ad altre camere. Requisiti, questi, in possesso di poche strutture a Firenze. Quali? Impossibile dirlo, questione di riservatezza.

L’INTERVISTA Parla Paola Pompei, psicologa

“L’amante diventa un momento di svago di cui non si vuol fare a meno” n paio d’ore o anche meno, magari in pausa pranzo. Sopravvissuti sottotraccia per anni, gli alberghi a ore tornano a registrare un certo successo. La parola alla psicologa Paola Pompei. Dottoressa, come si può spiegare questo fenomeno? In parte la spiegazione sta nella volontà di non voler rinunciare a niente, nel desiderio di volersi procacciare a tutti i costi quella felicità temporanea, anche solo di un paio d’ore, incastrandola tra i vari impegni della

giornata. L’alternativa all’albergo sarebbe un appartamento, ma naturalmente si tratta di qualcosa di più dispendioso e complicato per chi non vuole ufficializzare un legame. Allora si preferisce l’hotel, magari vicino al luogo di lavoro e facile da raggiungere. Insomma l’amante diventa uno dei tanti appuntamenti da incastrare in agenda? In un certo senso sì. In una vita sempre di corsa, tra lavoro, figli, casa e palestra, l’amante diventa un momento di svago di cui non ci si vuole privare.

Ma si tradisce più di prima? O cambia il modo di tradire? Diciamo che c’è una fascia di età, quella dai 45 in su, che è più propensa al tradimento rispetto a qualche anno fa. Il fenomeno riguarda soprattutto le donne, che hanno vissuto una giovinezza di privazioni, senza la libertà di movimento delle generazioni successive e che, arrivate a una certa età, raggiunta una certa indipendenza economica e dagli impegni familiari, decidono di prendersi una fetta di libertà che non hanno

mai avuto. E per gli uomini le cose sono rimaste invariate? No, anche nel loro caso si assiste a una evoluzione nel tradimento. La tendenza è quella a crearsi relazioni di durata più lunga, fino a portare avanti storie parallele per anni, senza trovare il coraggio di rompere il vincolo del matrimonio. Anche il sesso forte ha bisogno di comprensione e di dialogo, elementi che purtroppo spesso tendono a logorarsi all’interno della relazione coniugale. /F.P.

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curiosità

Ottobre 2009

IL CASO. Una mappa per scoprire tutti i lavori donati al comune di Firenze, strada per strada

Zona che vai, opera d’arte che trovi Dal Guerriero di Henry Moore alla stele di Pomodoro. Dalle statue cinesi di Ningbo a quella più piccola e meno ingombrante del giapponese Kousei Tateno. A spasso per le vie di Firenze per scoprire che la scultura di Gregg Wyatt non è stata la prima (e non sarà l’ultima) a sollevare polveroni tra i fiorentini Caterina Gentileschi

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esi fa il dilemma Ningbo, a settembre è stato il turno dei “Two rivers” di Gregg Wyatt destinati a piazza Poggi, e guardando indietro nel tempo si scopre che sono molte le sculture donate al Comune di Firenze e via via “piazzate” in una strada, in una piazza o in un giardino. E, si badi bene, ogni opera d’arte arrivata in città da trent’anni a questa parte, non è mai stata risparmiata dalle polemiche dei fiorentini, quasi si trattasse di un esame da superare prima di venire esposta. Prendendo in esame le più recenti, dall’inizio degli anni Settanta ad oggi, se ne contano dodici (tredici se si conta Wyatt), tutte brillantemente sistemate in questo o in quell’altro luogo. La maggior parte si trova in centro, ma nessun quartiere è stato risparmiato, ognuno ha il suo cadeaux, chi più chi meno d’impatto. Volendo fare un rapido excursus, e partendo dalla periferia più estrema di Firenze, proprio all’ingresso dell’aeroporto di Peretola, si incontra l’uccellino “cicciotello” firmato da Ferdinando Botero. “Paloma”, ovvero colomba, così si intitola l’opera giocosa che forse meriterebbe

una collocazione un po’ meno rumorosa. Spostandosi nel parco di Villa Vogel, in via Canova, ecco finalmente spuntare il “guerriero” e il “burocrate” donati dalla città di Nimgbo, che dopo aver passato qualche tempo in un capannone a Prato, hanno trovato nel parco la loro degna collocazione. All’estremità opposta di Firenze, sul lungarno Aldo Moro, spunta l’ “Uomo della pioggia” di Folon, divertente bronzo che si ripara dalle paturnie del mondo con un ombrello d’acqua. Dall’altra parte dell’Arno c’è “Usho”, del giapponese Kousei Tateno, al centro dell’aiuola che fa da spartitraffico in piazza Gavinana. Spostandosi verso un altro ingresso della città, ecco apparire “Dietrofront!”, gruppo marmoreo firmato da Michelangelo Pistoletto, che accoglie il visitatore nel piazzale di Porta Romana. E procedendo da Porta Romana verso il piazzale Michelangelo, ci si imbatte in un gruppo di statue longilinee che non potrebbero avere nome più appropriato. “Incontri” si chiamano, e spuntano tutto a un tratto dalle siepi del viale. Scendendo lungo il viale dei Colli e arrivando in piazza Ferrucci, il visitatore potrà andare alla ricerca dell’opera meno evidente di tutto il panorama fiorentino: “Fontana della maternità”, di Sauro Cavallini,

bronzi che a malapena si riescono a distinguere nell’andirivieni che caratterizza la piazza. Poco più in là, in piazza Poggi (e qui viene da domandarsi: dove verrà messo Wyatt se in piazza Poggi c’è già un’altra scultura?), c’è un big del Novecento, Giò Pomodoro, con la sua stele dedicata a Galileo Galilei. Attraversando il ponte, invisibile per chi non visita la basilica, c’è il “Guerriero” che porta la firma di Henry Moore, posizionato proprio davanti alla cappella dei Pazzi, in Santa Croce. L’ultima tappa di questo viaggio nei “regali d’autore” è nel cuore della città, davanti alla Fortezza progettata da Antonio da Sangallo. Piazza Bambine e bambini di Beslan è contesa da ben due opere regalate al comune di Firenze. La prima è “Silenzio!Ascoltate” di Mario Ceroli, che occupa gran parte dello slargo, e la seconda è “L’uomo della pace”, delizioso bronzo, ancora una volta di Folon, reso pressochè invisibile dalla mole del lavoro di Ceroli. Manca solo un donatore all’appello, Giuliano Vangi, che l’anno scorso portò via il suo San Giovanni da piazza Santa Maria Sopr’Arno per restaurarlo e che non è ancora tornato al suo posto. Speriamo che dopo tutte le polemiche degli ultimi tempi, non abbia deciso di regalarlo a qualcun altro.

A caval donato si guarda in bocca...

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Sorriso tirato, faccia accondiscendente. Un serie infinita di “grazie, grazie, grazie, non dovevi proprio disturbarti” e un pensiero fisso in testa: dove la infilo adesso sta’ “ciofeca”?. La classica reazione di chi non ha apprezzato il regalo appena ricevuto. Io personalmente, seguo una precisa scuola di pensiero. Non condivido l’atteggiamento di chi, pur di fare un piacere al donatore, espone sui propri scaffali soprammobili di dubbio gusto, portafoto con lastre d’argento multicolor o sfoggia magliettine stile hippie provenienti da un posto nel mondo dove non sono ancora passate di moda (“sai, le disegna a mano un ragazzo in Brasile, quando l’ho vista ho pensato subito a te”. Argh.). No, no. Bando alle smancerie. Se entrando a casa mia non vedrete quel “delizioso” orologino a forma di mazza da golf che mi avevate regalato per la laurea, non abbiate dubbi. E’ stato scaraventato in fondo ad un cassetto pochi minuti dopo averlo ricevuto. Tutto questo per dire

che un regalo è sempre un regalo, ma se è vero che non può essere rifiutato, è altrettanto vero che se non rispecchia il gusto di chi lo riceve, può essere messo in cantina (o quantomeno eliminato dal proprio campo visivo). Ma questo discorso vale anche se il presente è un’opera d’arte e se il destinatario è una città anziché una persona? Una città, come la casa o il corpo di ognuno di noi, deve indossare l’ “abito” che più le si addice e Firenze può permettersi di scegliere quello che vuole o non vuole indossare. Di sicuro non può riciclare il presente, ma perlomeno può permettersi di decidere se collocare il cadeaux nel cuore del centro storico o in luogo un tantino più defilato. Male male, quanto il donatore tornerà a fare visita, gli si può sempre rifilare la vecchia scusa che “in centro ce n’è già troppe, meglio un posto meno inflazionato dove l’opera risalti di più”. Sempre meglio della cantina.


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Paloma, Ferdinando Botero

viale Guidoni

Statue di Ningbo

copia di due originali conservati nella cit tà cinese, Villa Vogel

Stele in onore di Galileo Galilei, Giò Pomodoro

Piazza Poggi

Silenzio, ascoltate!, Mario Ceroli piazza Bambine/i di Beslan

Guerriero, Henry Moore

primo chiostro Basilica Santa Croce

L’uomo della pioggia, Folon

Lungarno aldo moro

Sommario

L'uomo della pace, Folon

piazza bambine e bambini di Beslan

Fontana della maternità, Sauro Cavallini piazza Ferrucci

Usho, Kousei Tateno piazza Gavinana

Incontri, Romano Costi viale Machiavelli

Dietrofront, Michelangelo Pistolet to Piazzale Porta Romana


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tempo libero

Ottobre 2009

TENDENZE/1. Con l’arrivo dell’autunno inizia la stagione dei corsi per rimettersi in forma

C’era una volta la ginnastica Il fitness classico? Roba vecchia. L’ultima moda è Bosu, una sfera che tonifica i muscoli “critici”. Ma nelle nelle palestre fiorentine spopolano pure le camminate sott’acqua e le arti marziali in piscina Serena Wiedenstritt

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rimavera e autunno sono per definizione le stagioni del fitness. Se da maggio in poi le palestre si affollano per la temuta prova costume, il rientro in città favorisce i buoni propositi, come dedicarsi a se stessi e alla cura del proprio corpo, complice spesso anche qualche peccatuccio di gola commesso in vacanza. Mettiamoci anche che le palestre e i centri benessere si attivano per proporre corsi all’ultima moda, ed ecco cosa aspetta i patiti della forma ad ogni costo per il prossimo inverno. Lo strumento della stagione è il “Bosu”, una pedana di forma circolare con sopra una mezza sfera di gomma di circa 60 cm di diametro. Il nome è l’acronimo dell’inglese Both Sides Up. Dovrebbe conquistare chi già è appassionato di step e di pilates, o almeno così dichiara chi lo ha provato, perché tonifica i muscoli di gambe, glutei ed addominali, (da sempre i più ostici), riduce i traumi dello step e aiuta ad aumentare coordinazione ed equilibrio. Sicuramente l’origine statunitense - la sfera di gomma è stata inventata nel 1999 da David Weck e in Italia arriva direttamente da Broadway, per la precisione dalla lussuosa catena di palestre Equinox - è una garanzia di successo per diventare lo sport di moda dei prossimi mesi. La novità 2009 ha anche un sito dedicato, www.bosuitalia.it, dove gli appassionati possono comprare la propria sfera a 150 euro per un allenamento Bosu fatto in casa, mentre per rendersi conto di come funziona il nuovo sport basta cercare Bosu su www.youtube.it e si trovano numerose dimostrazioni pratiche. Se il Bosu è la novità 2009 “in superficie”, non mancano gli spunti per chi preferisce perdere peso in acqua: scorrendo le proposte delle palestre fiorentine pare proprio che in piscina si possano trasferire tutti gli sport. L’ac-

quagym è roba antica e ora alcuni istituti propongono dalla bicicletta in acqua alle arti marziali in piscina, e c’è perfino la possibilità di fare trekking senza sudare, aiutati da un tapis roulant subacqueo. Più facile, ma forse troverà qualche purista contrario alla novità, trasportare in acqua discipline senza attrezzi come yoga e pilates. A metà strada fra i due generi, altre palestre da questo autunno organizzano corsi di “acquawalk”: in questo caso l’attrezzo è uno speciale stivale che potenzia gli effetti di resistenza dell’acqua e consente una maggiore presa sul fondo della piscina. Così ancorati al fondo della vasca, niente rischio di scivolare e maggiore tonificazione per tutto il corpo, promettono gli esperti.

TENDENZE/2. Ecco una rassegna delle proposte formative più bizzarre

C’è chi cuce e chi invece studia il globish O

ltre le gambe c’è di più, cantavano Jo Squillo e Sabina Salerno qualche anno fa. Anche oltre il fitness c’è di più. Così, per tutti coloro che vogliono utilizzare il loro tempo libero imparando, ma non necessariamente a fare esercizi fisici, la scelta in città va dalle discipline più classiche ai progetti più innovativi. Ad esempio i Quartieri sono un’occasione da non perdere per allargare i propri orizzonti: il Quartiere 2 per l’autunno 2009 propone corsi di informatica, lingue, business english, degustazione vino, cucina, teatro per adulti e ragazzi, fiori di Bach, restauro, musica, storia dell’arte, pittura e altre discipline che spaziano dalla storia delle religioni al globish (ossia l’inglese semplificato alla portata di tutti), alla pittura creativa e ai laboratori di analisi del film dedicati ad “attori e divismo” organizzati insieme all’Istituto Stensen. Per maggiori informazioni e iscrizioni è necessario rivolgersi all’ufficio cultura, Villa Arrivabene, piazza Alberti 1a, tel.055/2767828. Il Quartiere 5, invece, si dedica agli aspiranti

fotografi (info: 055/4223403-4378494). Chi ha detto che il nuovo Robert Capa non possa muovere i primi passi e scattare i primi clic grazie ai corsi di fotografia, fotografia digitale e notturna e montaggio digitale organizzati dal centro audiovisivi di Villa Pozzolini? Ci sono poi le iniziative per grandi e piccini. Per i piccoli, o piuttosto giovani, ci sono le attività dell’Informagiovani (info su: http://portalegiovani.comune.fi.it). I corsi sono divisi per argomento, dal cinema al cucito, dal giardinaggio al fumetto, passando per arte, musica e tecniche naturali. Per i grandi c’è la vasta scelta dei corsi dell’Università dell’Età Libera: i programmi per l’anno accademico 2009-2010 sono scaricabili sul sito www.edafirenze.it. E infine ci sono i corsi per i buongustai, proposti da specialisti del settore come i componenti dell’Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers. I posti per diventare esperti assaggiatori di vini sono limitati, per prenotarsi si può contattare info@aiestoscana.com o chiamare il 3663535047. /S.W.


TEATRO/1. La stagione del Comunale non delude nonostante i drastici tagli al settore

Maggio, un autunno tutto in musica Un mini festival, una stagione corposa, trasferte all’estero e ospiti provenienti

TEATRO/2

da tutto il mondo. Il Maggio non si arrende nemmeno davanti alla crisi

Metti una sera sul palco per parlare English

e porta sul palcoscenico spettacoli di grande qualità abbinati a una particolare attenzione per alcune produzioni contemporanee Martina Bandini

N

iente paura, il sipario non calerà nemmeno quest’anno. Nonostante i problemi che affliggono le casse di tutto il comparto, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino presenta comunque una stagione di tutto rispetto, ricca di novità, di successi sempreverdi e di ospiti inattesi. Si parte all’inizio di ottobre con il mini festival “Recondita Armonia”, che già l’anno scorso ha riscosso grande successo (30mila presenze), proponendo tre opere della tradizione alternate tra loro in una dieci giorni tutta dedicata alla lirica, caratterizzata da allestimenti agili e produzioni di qualità. Per l’autunno 2009 tocca alla trilogia verdiana, La Traviata, Il Rigoletto e il Trovatore, fino al 16 ottobre sul palco del Comunale. Dall’8 novembre si parte invece con la stagione ufficiale, inaugurata da Seiji Ozawa, che torna a Firenze con un titolo mai rappresentato nel capoluogo toscano, “La piccola volpe astuta” di Leos Janacek, opera struggente dove gli animali dialogano fra loro e comprendono il linguaggio degli uomini, e in cui uomini e animali sono posti sullo stesso piano, nell’allestimento fiabesco, di grande impatto visivo anche per i più piccoli, che vede il debutto del regista francese Laurent Pelly ed è coprodotto– dopo la splendida Elektra dell’anno scorso - con il Saito Kinen Festival. In dicembre significativo è il progetto de Il Campanello, deliziosa farsa di Donizetti di rara esecuzione (l’ultima rappresentzaione a Firenze risale al 1948), che vedrà, insieme ancora a Bruno De Simone, i giovani cantanti formati ai corsi di MaggioFormazione, per la direzione di Fabrizio Maria Carminati ed un nuovo allestimento per la regia di Jean-Luis Grinda, con le scene dipinte di Raffaele De Savio che curerà anche un corso di formazione per pittori-scenografi. “L’Italiana in Algeri”di Rossini (22-29 gennaio) segna il debutto italiano nella regia lirica del gruppo catalano “Els Comediants”. Protagonista è Daniela Barcellona, affiancata da specialisti come Simone Alaimo, John Osborn e Bruno De Simone, dirige Enrique Mazzola e il nuovo allestimento è coprodotto con il Teatro Real di Madrid, l’Opéra National de Bordeaux e la Hou-

ston Grand Opera. Torna, dopo quasi trent’anni di assenza, il capolavoro liberty di Francesco Cilea “Adriana Lecouvreur”. Sul podio salirà Bruno Bartoletti, protagonista Adina Nitescu, accanto a lei Marco Berti, Juan Pons e Marianne Cornetti, regia e costumi di Ivan Stefanutti. Nel campo della danza e del balletto, il Teatro del Maggio sceglie di confermare l’investimento sulla propria Compagnia MaggioDanza, guidata da Vladimir Derevianko, con due titoli “tradizionali” come

“Carmen suite��� coreografia di Alberto Alonso, étoile ospite Eleonora Abbagnato, in abbinamento a Il Campanello, e “Don Quixote” dello stesso Derevianko, entrambi con orchestra dal vivo. Spicca una nuova proposta nell’ambito del Festival per dare risalto ai linguaggi della contemporaneità, “The man in the box”, nuova creazione che vede l’ètoile Guillaume Coté nella triplice veste di coreografo, autore delle musiche ed interprete in scena. www.maggiofiorentino.com

TEATRO/3. Ancora qualche settimana alla fine delle operazioni di messa in sicurezza alla Pergola

Lavori agli sgoccioli, si apre il sipario A

ncora un po’ di tempo per l’inizio della stagione della Pergola, dove sono ancora in corso le operazioni per la messa in sicurezza di alcuni ambienti, lavori impegnativi per un edificio datato 1656. Il via alle danze verrà dato ufficialmente il 17 novembre, con Mariangela D’Abbraccio e Elisabetta Pozzi, che apriranno la stagione cimentandosi in una “Strana coppia” al femminile, per sorprendere una platea abituata a vederle in ruoli drammatici. A seguire un eccezionale Pirandello, (Enrico IV, Pensaci, Giacomino!, Non si sa come), oltre agli spettacoli “L’attore”, il “Capitano Ulisse” e “La strada”, insieme alla riscrittura kafkiana di Ugo Chiti con “Le conversazioni di Anna K.” e la novità del premio SIAE Giovanni Clementi (“L’ebreo”, con Ornella Muti in un’inedita veste scenica). E nel momento in cui fa tappa alla Pergola una delle migliori interpretazioni goldoniane degli ultimi anni, la “Trilogia della villeggiatura” dei Teatri Uniti, c’è un importante anniversario da ricordare, il venticinquesimo della scomparsa di Eduardo che ricorre il 31 ottobre. In stagione saranno due i testi del genio partenopeo, “La fortuna con la effe maiuscola” e “Ditegli sempre di sì” con Geppy Gleijeses. Anche Shakespeare sarà

protagonista, con la colorata versione di “Molto rumore per nulla”. Torna Tato Russo con una elaborazione da Dostoevskij, “Il paese degli idioti” e “Passaggio in India”. C’è poi “L’inganno” di Anthony Shaffer, l’ennesima tappa del viaggio di Glauco Mauri e Roberto Sturno alla ricerca di copioni non usuali. “Die Panne”, di Friedrich Dürrenmatt, dà modo a Gianmarco Tognazzi di cimentarsi nel ruolo che fu al cinema di Alberto Sordi. “L’anatra all’arancia”, è invece passerella per la verve di Debora Caprioglio. Uno spazio anche per la favola, quella di “Pippi Calzelunghe” e quella latina di “Concha Bonita”, che unisce gli estri di Alfredo Arias, Nicola Piovani e Vincenzo Cerami. A chiudere la stagione arriva Luca Ronconi col toccante “Giusto la fine del mondo” di Jean-Luc Lagarce, drammaturgo francese precocemente scomparso. Maurizio Scaparro, porterà per due giorni il suo “Polvere di Bagdad”, mentre il regista e Massimo Ranieri, interprete dello spettacolo, saranno protagonisti delle proiezioni del film “L’ultimo Pulcinella”, girato da Scaparro tra Napoli e la banlieue parigina. Farà una sorpresa anche Toni Servillo proponendo /C.G. il suo recital “Letture napoletane” il 1°marzo.

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uovo slancio per il teatro in lingua inglese. Quest’anno la Florence International Theatre Company annuncia la sua quarta stagione con un importante parterre di ospiti internazionali e con un calendario di grande qualità. Una realtà che cresce un anno dopo l’altro, coinvolgendo visitatori di origine anglosassone ma anche fiorentini attratti da un modo diverso di fare teatro. Tutti gli spettacoli sono sottotitolati in italiano, in modo da permettere ai cittadini del bel paese di entrare a pieno nella trama. “E’ un modo anche per coinvolgere i ragazzi e per dimostrare che gli studenti stranieri, soprattutto quelli americani – spiega Bari Hochwald, direttrice e anima della compagnia – non vengono in Italia solo per ubriacarsi, ma si interessano anche di arte e cultura”. Per Bari, americana purosangue che ha scelto Firenze come città d’elezione, la compagnia teatrale è motivo di vita, oltre ad essere una “missione”. Ogni anno porta in città artisti di calibro internazionale (per la stagione 2009 sono in arrivo attori provenienti non solo dagli Usa, ma anche dal Canada, dall’Olanda, e dalla Gran Bretagna) e mette in scena spettacoli diversi tra loro. A volte ironici e divertenti, altre volte più impegnati e presi in prestito dal teatro della tradizione. La stagione vera e propria – intitolata “Dove i mondi si incontrano” - aprirà i battenti il 19 novembre con lo spettacolo “... About Anne” con Salome Jens, messinscena delle opere poetiche di Anne Sexton, con la partecipazione straordinaria della Jens, attrice famosa a Broadway e in molti altri teatri sparsi per gli Stati Uniti. IL 20 e 21 settembre sarà poi la volta di un progetto speciale, il “teatro per nottambuli”, spettacoli che verranno rappresentati a partire dalle 23:30 (ciascun spettacolo durerà circa un’ora). Ma prima di dare il via alla stagione 2009/2010, la FITC darà un’anticipazione di se stessa nel corso del Festival della Creatività con l’evento “Creative Campus”, un progetto multidisciplinare che vede protagonisti studenti e artisti internazionali e locali. La manifestazione alla Fortezza sarà l’occasione ideale per tre giorni di workshop che daranno ai partecipanti la possibilità di mettere in piedi uno spettacolo/evento ispirato al tema “Quale futuro per Firenze?”, che verrà messo in scena nella giornata di chiusura del Festival. Info: www.florencethetre.com – 055.213788. /L.V.Z.

Un attore della compagnia


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cultura

Ottobre 2009

L’INAUGURAZIONE. Apre Ex3, centro dedicato alla contemporaneità, tra mostre, allestimenti e musica

L’arte prende casa a Gavinana Laura Lenzi

L’

arte contemporanea riparte da Firenze sud. Ex Cpa, ex auditorium e infine ex Quarter, la struttura di viale Giannotti 81, di fianco al centro commerciale, è finalmente pronta a riaprire i battenti, alla fine di questo mese. Con un progetto e un nome nuovi di pacca: si chiama Ex3, che deriva da “exhibition” e Quartiere 3, e sarà uno spazio espositivo in divenire, aperto ad arti visive, performance, musica e incontri. Uno dei nodi della rete di contemporaneità diffusa che hanno in mente il Sindaco Matteo Renzi e l’assessore alla cultura Giuliano Da Empoli. “Una rete – ha affermato lo stesso Renzi durante la presentazione di Ex3 - che metterà in comunicazione alcuni luoghi attualmente dismessi o sottoutilizzati come l’ex Meccanotessile, la Stazione di Santa Maria Novella, la Fortezza da Basso, il complesso AlinariLeopoldine”. Una sfida, quella dell’arte contemporanea, che il centro di viale Giannotti accetta e rilancia, attraverso le parole del Direttore Sergio Tossi. “Fra i nostri punti di forza porrei una doppia rete – dichiara Tossi – una metropolitana, una sorta di museo diffuso che metta insieme esperienze diverse della città, e una internazionale, che ci metta in contatto con centri analoghi al nostro. Centri d’arte di città d’arte, una categoria particolare, in grado di ricomporre passa-

Lorenzo Giusti, Arabella Natalini, Segio Tossi, Andrea Ceccarelli presidente del Quartiere 3 e il sindaco Matteo Renzi

to e futuro attraverso linguaggi innovativi”. Intanto si comincia con la doppia personale di Julian Rosefeldt e Ian Tweedy, che aprirà al pubblico il 29 ottobre. In seguito a riempire i 600 metri quadrati dell’Ex3, suddivisi tra la sala principale e le più piccole

side rooms, ci penseranno artisti italiani e internazionali come la nostrana Eva Marisaldi, l’islandese Ragnar Kjartensson e il sudafricano Robin Rhode. Con un occhio di riguardo per gli artisti di casa nostra: Sergio Tossi, Arabella Natalini e Lorenzo Giusti,

Dopo l’esperienza del Quarter, chiuso quattro anni fa, riprende vita la palazzina accanto al centro commerciale di viale Giannotti. Il 29 ottobre la prima mostra

che collaborano alla direzione del centro d’arte, stanno lavorando su un premio da attribuire al migliore artista toscano. In palio la possibilità di allestire una mostra negli spazi di Ex3 e la pubblicazione di un catalogo. In programma anche progetti didattici, in collaborazione con le scuole fiorentine, e workshop, come Ex3 Wall, dedicato alla pittura, ed Ex3 Video. Facendo sempre attenzione al budget, in parte ricavato da sponsor e partner privati e in parte finanziato

dal Comune (90mila euro per tre anni). Una cifra non esagerata, quest’ultima, ma pur sempre un punto di partenza da cui sviluppare rapporti e collaborazioni con altre istituzioni. In cima alla lista dei possibili interlocutori si collocano senz’altro la Strozzina e il Museo Marini, realtà già collaudate in ambito di arte contemporanea. In un futuro nel centro d’arte di viale Giannotti dovrebbe trovare posto anche una caffetteria. Con arredamento di design, naturalmente.

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cultura

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LA KERMESSE. Torna il festival che porta in città l’innovazione, la tecnologia e le nuove tendenze

Quattro giorni a tutta creatività Caterina Gentileschi

progettata e organizzata da Fondazione Sistema Toscana, gli spazi monumentali della Fortezza faranno da cornice a installazioni sulle metamorfosi urbane curate dai più grandi architetti e designer internazionali. Mentre la sala della volta ospiterà i progetti sulle trasformazioni urbane nelle città di Medellin, Seoul (nel 2010 Capitale mondiale del design dopo Torino), Shanghai, Montreal e nelle metropoli degli eccessi Doha e Dubai. E ancora Il Cairo, la megalopoli brasiliana di San Paolo che conta oltre 22 milioni di abitanti, e Tokio. Nella sala delle colonne le metamorfosi urbane saranno narrate attraverso progetti di arte pubblica/sociale e visioni. Anche la street art la farà da padrona: nella sala delle grotte, con la mostra “Once were writers” saranno allestiti una serie di video installazioni di giovani “graffitari” italiani. Il primo piano del padiglione Spadolini ospiterà la grande rassegna enogastronomica deGustiBooks con eventi e degustazioni dedicate al cibo urbano e l’area “kids”, con giochi, libri e laboratori educativi, pensati su misura per “le città del futuro” (prove di educazione stradale, costruzione di orti urbani e di oggetti riciclati). Incontri, talkshow, workshop e performance live con artisti e studiosi provenienti da tutto il mondo: tornano anche questa edizione, i caffè filosofici e i grandi concerti live. Quattro giorni per prendere consapevolezza e progettare le città del nostro futuro.

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ottobre Firenze si veste di creatività e la Fortezza da Basso si prepara ad ospitare le idee e l’effervescenza del festival più innovativo della penisola. Edizione numero quattro per il “Festival della creatività”, che lo scorso anno ha portato a Firenze più di 400mila persone. Dal 15 al 18 ottobre la città del giglio si vestirà dei colori della fantasia abbinata all’arte e alla tecnologia. “Il futuro delle città, le città del futuro”, questo il tema che quest’anno farà da file rouge per le idee di designer, artisti, architetti e chi più ne ha più ne metta. Una folla strutturata di creativi che si riuniranno alla Fortezza per osservare da vicino le fucine di idee più fertili del futuro, ovvero le metropoli. Dalle metamorfosi urbane delle megalopoli più complesse del globo (da Shangai al Cairo fino a San Paolo), fino a progetti urbani legati a forme d’arte contemporanea come la street e la video art. E per chi proprio non ce la fa ad aspettare fino al 15 ottobre, c’è il “Fringe of Festival” una sorta di anteprima (dall’8 al 14 ottobre) durante la quale creativi, intellettuali, artisti e artigiani, apriranno al pubblico studi e botteghe esponendo progetti creativi ispirati al tema del festival della Fortezza. Durante i quattro giorni della kermesse, ideata dalla Regione Toscana e

L’EVENTO. I nuovi spazi comunali vengono aperti per la prima volta a un’esposizione fotografica

I volti del bel Paese in mostra a Fiesole P

Mario Luzi

apa Giovanni Paolo II, il poeta Mario Luzi, lo storico e politico Giovanni Spadolini, l’”Avvocato” Gianni Agnelli, e ancora il Presidente della Repubblica - allora Presidente della Camera - Giorgio Napolitano e i sui predecessori Carlo Azelio Ciampi con la moglie Franca e Oscar Luigi Scalfaro, il senatore Giulio Andreotti, l’attore Alberto Sordi, il regista Mario Monicelli e i registi cinematografici Robert Altman e Bernardo Bertolucci. Sono solo alcuni dei personaggi che hanno fatto visita a Fiesole e che sono stati immortalati dall’obiettivo di Stefano Giraldi e Paolo della Bella. Quarantuno foto, scattate fra gli anni ’80 e ’90, che descrivono Fiesole attraverso i suoi personaggi, di passaggio o stanziali, raccolte nella mostra “Obiettivo Fiesole. Scatti e ritratti di Paolo della Bella e Stefano Giraldi”, in programma dal 17 ottobre al 29 novembre nei nuovi locali del Comune in piazza Mino. L’esposizione viene inaugurata sabato 17 ottobre, alle ore 17, all’ap-

puntamento saranno presenti il Sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato e l’assessore alla cultura Paolo Becattini. Un piccolo furto alla cassaforte del tempo, scatti che testimoniano come Fiesole sia la “città dell’accoglienza”. Una sequenza di poeti e musicisti, pittori e attori si arricchisce di uomini politici e letterati, scultori e fotografi o scienziati, registi cinematografici ed architetti. Icone del tempo immortalate a colori o in bianco e nero. La mostra illustra un ventennio di storia culturale fiesolana: si compone, infatti, di una vasta rassegna di fotografie (trentacinque) scattate da Paolo della Bella, che fanno parte dell’archivio del comune e di una serie di “ritratti” (sei), sempre fotografici, di altri protagonisti della creatività immortalati da Stefano Giraldi, che saranno donate dal fotografo all’Archivio. Con la mostra si aprono per la prima volta ad un’esposizione artistica i nuovi spazi comunali inaugurati lo /L.V.Z. scorso 14 marzo.


FIORENTINA/1. A fine settembre, Lorenzo De Silvestri ha fatto il suo esordio ufficiale in maglia viola

Un (ex) “dissidente” alla corte di Prandelli Con Pandev e Ledesma era uno dei tre giocatori della Lazio in rotta con la società: poi, a pochi giorni dalla chiusura del calciomercato, Corvino è riuscito ad assicurarselo per cinque milioni di euro, battendo anche la concorrenza del Milan. “Per me è stata dura lasciare Roma, ho fatto anche il settore giovanile in biancoceleste”, aveva detto il giorno della sua presentazione. Ma ora guarda al futuro con entusiasmo. “Devo migliorare ancora in fase difensiva. Prandelli contribuirà a farmi crescere”

Lorenzo De Silvestri

Cristina Guerri

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ra uno dei tre “dissidenti” (gli altri due, Pandev e Ledesma, lo sono ancora) della Lazio. Poi, a fine agosto, a pochi giorni dalla chiusura del calciomercato, Lorenzo De Silvestri è passato alla corte della Fiorentina (su di lui c’era anche il Milan) per cinque milioni di euro, chiudendo un rapporto - quello coi biancocelesti - durato, giovanili comprese, nove anni. Era tifoso della maglia che indossava, di cui un giorno sarebbe divenuto con tutta probabilità il capitano. Adesso la sua casa è Firenze e, dopo un periodo in cui è stato costretto a restare fuori dai campi di gioco per colpa di un infortunio, De Silvestri è tornato in campo per contribuire alla causa viola. E’ stato proprio contro la Fiorentina (era il 22 aprile 2007) che ha esordito in serie A, a soli 18 anni. “Per me - aveva commentato il giorno della sua presentazione - è sta-

ta dura lasciare Roma, visto che ho fatto anche il settore giovanile in biancoceleste. Resterò sempre un tifoso della Lazio, ma sono venuto via dal presidente, non dalla società. Ho fatto questa scelta perché la Fiorentina mi ha voluto fortemente. Sono felice di poter lavorare con un allenatore come Prandelli che è un insegnante di calcio. In più, Firenze è l’ambiente giusto per permettere a un giovane di crescere, cosa che spero possa capitare a me”. Il suo esordio con la maglia viola è avvenuto dal primo minuto nel derby col Livorno di fine settembre, durante cui De Silvestri ha subito dimostrato, nonostante non fosse ancora al 100%, il suo valore e le sue capacità. Cosa non è andato a Roma? Non posso dire tutto. Comunque chiedetelo a quelli che da Roma se ne sono andati. Chiedetelo a Osti, Sabatini e Persi-

chetti (tre dirigenti laziali, ndr). Non sono giocatori, ma dirigenti e due di loro sono di Roma. Riguardo a me, l’anno scorso, tornato dalle Olimpiadi, mi sono fatto uno stiramento, e quello che è subentrato a me (Lichtsteiner, ndr) è andato bene... però mi sono sempre allenato, ero sempre pronto a dare il massimo, credo di averlo dimostrato, abbiamo vinto la Coppa Italia. Non so perché Lotito dica di me quello che dice. Dove deve migliorare Lorenzo de Silvestri? Devo migliorare in fase difensiva, anche se credo, in questi due anni, di aver fatto qualche progresso. Prandelli contribuirà a migliorarmi ancora. Tatticamente come si vede nella Fiorentina? A me piace andare avanti e dare una mano in fase offensiva. Senza esagerare, perché esiste anche la difesa. Mi piace andare al

cross, però spero di inserirmi bene anche nella difesa perché è fondamentale. L’attenzione e la comunicazione tra i difensori è fondamentale per chi sta dietro. Come mai ha scelto di continuare a portare il numero 29? Il 29 agosto è il compleanno di mia sorella. Ho un rapporto bellissimo con lei, e per questo l’ho sempre voluto portare sulle spalle. Conosce cinque lingue, è appassionato di arte moderna, e in passato ha vinto il “trofeo Topolino” nello sci: insomma, non solo calcio... Sì, è vero. Credo che sia importante allargare la mente e, per quanto posso, ho cercato di darmi da fare. Le lingue che conosco sono tedesco, inglese, francese, spagnolo e, ovviamente, l’italiano. Per me è stata una fortuna fare atletica: mi ha aiutato tanto nella corsa.

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sport

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FIORENTINA/2. Dopo sei anni si è dimesso da presidente della società. “Ma il progetto va avanti”

Il passo indietro di Andrea Della Valle Cristina Guerri

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l 24 settembre scorso è stata scritta un’altra pagina nella storia della Fiorentina. In questa pagina non si parlava della strepitosa vittoria con il Liverpool (quella è avvenuta il 29 dello stesso

mese), ma delle dimissioni da presidente di Andrea Della Valle, che lascia la testa della società dopo sei anni (dal 2004 al 2009); dopo aver visto, nel primo anno, la squadra salvarsi all’ultima giornata dalla retrocessione, e dopo aver festeggiato il raggiungimento della Champions nella gestione Prandelli. Sei anni di

Subito messe a tacere le voci di vendita del club gigliato. Al suo posto il vice Mario Cognigni, ma presto sono attese novità

Andrea Della Valle

sogni, scalate, vittorie, ma anche di polemiche: dei tifosi, per la cessione di giocatori importanti (i tifosi si ricorderanno le scritte: “Melo alla Juve = zero abbonamenti” e “Corvino vendi gli scarponi, non i campioni”), ma anche del resto dell’ambiente. Il “trono”, adesso, appartiene a Mario Cognigni, ex vicepresidente, ma si attendono novità in un futuro prossimo. I fratelli Della Valle non sono stati fisicamente presenti al Cda straordinario svoltosi in sede quella mattina, ma hanno partecipato tramite una conference-call (videoconferenza). Nello stesso pomeriggio una lettera, quella di Andrea, spiegava i motivi delle dimissioni. Tre pagine forti, scritte anche con un pizzico di frettolosità. Un fulmine a ciel sereno per chi si aspettava un suo passo indietro dovuto per lo più a motivi lavorativi: perché dopo la scomparsa di Oscar Micucci (cugino tra l’altro dei due fratelli), manager di spicco nel gruppo Della Valle, sarebbe stato comprensibile per Andrea stare un po’ più dietro alla Tod’s, l’azienda di famiglia. L’ex presidente parlava di mancanza di condivisione totale del progetto viola, di necessità di autofinanziamento economico della società, e di sensazione di sfiducia nei confronti del suo operato. Per tutti questi motivi, Andrea ha deciso di fare un passo indietro, e c’è stato anche chi ha cominciato a pensare per questo e tante altre ragioni - che i fratelli Della Valle sarebbero stati

pronti a cedere la società a chi poteva garantirne un futuro sportivo migliore. Poi, alla vigilia della partita di Champions con il Liverpool, ci ha pensato Diego a rassicurare tutto l’ambiente fiorentino: “La Fiorentina in vendita? -ha dichiarato al

Franchi - non denuncio chi ha scritto o detto certe cose, ma se lo meriterebbe”. Sospiro di sollievo in questo mare di incertezze sul futuro della società. E una frase, Diego, l’ha voluta confermare: “Il progetto viola va avanti”.

IL VOLUME In vendita il libro sulla vita del Fenomeno

Mutu, un gol in libreria

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ual è la differenza tra un campione e un giocatore normale? La classe, senza dubbio, il talento, i trofei vinti, ma questi sono ingredienti che possono non bastare. Perché puoi anche essere un fenomeno in mezzo al campo, ma perderti quando i riflettori dello stadio si spengono e si accendono quelli della fama, della gloria facile, delle amicizie sbagliate. E puoi cadere da quelle altezze e non avere poi la capacità per rialzarti, per rimettere sullo stesso binario il campione e l’uomo, il talento e la responsabilità che questo comporta. Tutto questo e molto di più è Adrian Mutu, raccontato da Matteo Morandini nel libro a lui dedicato dal titolo “Adrian Mutu, la consacrazione di un Fenomeno” in vendita dallo scorso 30 settembre in libreria. Un testo che racconta la vita nel calcio e non solo dell’erede di Hagi, arrivato in Italia giovanissimo da una provincia sperduta della Romania con le stimmate del predestinato. Nel bel Paese aveva trovato la consacrazione poi persa nelle polveri di Londra, che doveva essere un sogno ma che si è rivelata un incubo. Un campione che, tornato in Italia grazie a Luciano Moggi, si è rialzato più forte di prima. Un campione che, per strani incroci che solo il destino può architettare, sarebbe diventato il Fenomeno con la effe maiuscola arrivando a Firenze grazie alla caduta in serie B dell’odiata (dai fiorentini) Juventus, riabbracciando il suo “maestro di vita” Cesare Prandelli. Ora, la /C.G. sua storia è stata racchiusa in un libro.

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Ottobre 2009

sport nel quartiere

IL PERSONAGGIO. Marco Acerbi si racconta, da giocatore ad allenatore dei bambini

Olimpia Basket, piccoli uomini crescono Lorenzo Mossani

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arco Acerbi, classe 1986, ha avuto un passato da giocatore nell’Olimpia Basket Legnaia, e oggi è allenatore dei ragazzi dell’under 14, accompagnatore della squadra che gioca in Serie D e ha anche un ruolo dirigenziale. Dalla sua esperienza emergono alcune interessanti considerazioni sullo di “stato di salute” del basket nel quartiere 4 e a Firenze. Qual è stato il percorso che l’ha portata a diventare allenatore? È stato un percorso lungo, iniziato sette anni fa: per quattro anni sono stato un assistente, e da tre anni sono diventato allenatore capo del gruppo ‘96. Cosa spinge un ragazzo così giovane a fare l’allenatore? La passione e le soddisfazioni. Seguo questi ragazzi da quando hanno iniziato a giocare e sono orgoglioso di vederli crescere sia da un punto di vista tecnico/atletico che caratterialmente. Non ci sono mai state difficoltà a gestire un gruppo così giovane? Certo, a volte è difficile, ma fare basket insieme è qualcosa che fa crescere me e loro. Quali sono gli obiettivi sportivi per la sua squadra? Sono ancora troppo piccoli per parlare di “obiettivi sportivi” (pensa un istante e aggiunge il giovane allenatore, ndr), per il momento l’importante è la loro crescita sportiva e personale, ma soprattutto il loro divertimento. Quali sono stati i momenti più belli? I tornei che ci hanno portato a fare trasferte di 3-4 giorni, perché i ragazzi rimanevano ospiti

Tra coach e giocatore (soprattutto se bambino) si crea un rapporto speciale, che fa crescere entrambi. E così lo sport diventa un’attività importante, che fa bene sia allo sviluppo del corpo che della mente

Marco Acerbi

delle famiglie dei loro avversari ed erano lontani dai genitori. In quelle occasioni abbiamo avuto la possibilità di rinsaldare il nostro legame e di vivere un’esperienza di crescita formativa importante. E di farlo insieme. Perché i genitori portano i figli a pallacanestro? Perché è uno sport che si pratica al chiuso, non soggetto alle intemperie, ma anche perché non ci sono quelle pressioni e quelle aspettative che sono presenti in altri ambienti. Negli anni è aumentato il numero di bambini che hanno iniziato a praticare basket? Sì, come società abbiamo potuto constatare che, dal 2005, c’è stato un incremento significativo degli iscritti al minibasket, addirittura quest’anno abbiamo due squadre del ‘99. Secondo lei perché? Perché grazie al digitale e ai canali in chiaro la pallacanestro, e soprattutto l’NBA, sta iniziando ad avere una maggiore visibilità. Come società promuovete questo sport in qualche modo? Facciamo volantinaggio nelle scuole e, grazie al Comune, realizziamo anche degli allenamenti: questo ci permette di farci conoscere e di far appassionare molti ragazzi. Che ruolo svolgete nel quartiere 4? Penso che l’Olimpia, per la sua storia, abbia un forte legame con gli abitanti di questo quartiere, e questo la porta a essere un punto di riferimento per il basket in questa zona. Dal suo punto di vista qual è lo “stato di salute” del basket fiorentino? Penso che potrebbe migliorare se avessimo una prima squadra più importante (oggi è in Serie B Dilettanti, ndr): questo aumenterebbe la visibilità e permetterebbe di creare un movimento sportivo come quello di Siena.

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SCOPERTO IL GENE DELLE CALVIZIE...

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sport

Ottobre 2009

L’INTERVISTA. A tu per tu con l’assessore allo sport del Comune di Firenze

Cavandoli: “Innamorata di questa città” Lorenzo Mossani

sono stata eletta mi sono arrivate subito più telefonate di società che di congratulazioni. C’era bisogno di lavorare da subito, ho trovato il movimento sportivo effervescente, anche se a dire la verità essere una donna causa alcuni pregiudizi, rende le cose più complesse. Diffidenza che è cresciuta dopo le condizioni del manto del “Franchi” in Champions? Purtroppo il terreno dello stadio, che non è mai stato rizzollato da 21 anni, presenta, ormai da tempo, ciclicamente un problema nel periodo estivo. Ci siamo assunti le nostre responsabilità intervenendo immediatamente. E’ nostra intenzione trovare i migliori accordi con la Fiorentina perché questo non accada più. Vedremo una partita della Nazionale di rugby a Firenze? Abbiamo fatto tutto il possibile per avere Italia-Sud Africa ma ci siamo scontrati contro un muro di gomma. Comunque abbiamo già accordi con la Fir per altri appuntamenti. Come si pone con i vari presidenti delle Commissioni sport dei vari quartieri? Collaborazione, collaborazione, collaborazione. Cosa sono Gli Stati Generali dello sport? Lo sport a Firenze è ricco di società, di progetti, di persone con grandi qualità; è un po’ meno ricco di soldi e di strutture. Abbiamo deciso di valorizzare il lavoro di migliaia di volontari appassionati e tenaci. In che modo? Invitando a partecipare le associazioni e le società sportive, gli enti di promozione sportiva, il Coni, le Federazioni, le associazioni di volontariato e i cittadini interessati. Una tavola rotonda divisa in quattro aree tematiche con un solo obiettivo: sviluppare il potenziale dello sport fiorentino.

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l nome di Barbara Cavandoli - nuovo assessore allo sport - tra i fiorentini è diventato famoso per due motivi: è giovane e si deve occupare della Cittadella Viola. Forse un po’ limitativo. Chi è, da dove viene, cosa ha fatto finora e cosa vorrà fare? Siamo andati a trovarla e abbiamo “scoperto” che è anche una donna che conosce tutte le discipline sportive, i suoi principi, le sue regole. E, soprattutto, una donna che sa quello che vuole dal suo mandato. Assessore, lei di origine è emiliana: perché ha deciso di rimanere a Firenze? Dopo l’Isef, ero ad un bivio: rimanere qua o tornare a Reggio Emilia. Poi una sera al piazzale Michelangelo, guardando Firenze, mi sono detta che non sarei riuscita a lasciarla, perché ne ero innamorata. Succede, soprattutto se si parla della nostra città, è troppo affascinante… Come è entrata nel mondo dello sport? Sono sempre stata un’appassionata di sport, oltre a praticarlo da sempre. Ho iniziato prestissimo a preparare i palleggiatori in una squadra maschile di volley misurandomi a livello agonistico, poi mi sono legata alla Uisp dove ho accresciuto il lato sociale e umano dello sport. Penso che attraverso le varie attività sportive si riesca anche a contribuire alle politiche di welfare della città. Quanto è difficile, nonostante le sue conoscenze, fare l’assessore a Firenze? E’ una sfida bella, impegnativa, complessa. Devo avere idee per migliorare la città, non posso fermarmi ad avere un ruolo. Quando

Barbara Cavandoli

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sport

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RUGBY. Il promettente futuro di Sebastian Rodwell, già adocchiato dai grandi club

A Firenze è sbocciato un azzurro Simone Spadaro

considerato un giocatore da Prima squadra. E’ vero che alcune società della Super ten si sono fatte avanti, ma io penso solo a fare un gran campionato a Firenze, in serie A1. Poi si vedrà. Quali gli obiettivi dei biancorossi? E’ la seconda stagione in A1 e cercheremo di posizionarci a metà classifica. Non solo l’obiettivo della salvezza. Secondo me abbiamo i mezzi per poter fare un buon campionato. Le aspettative sono buone e c’è un clima che può aiutare a fare bene. Come è il rapporto con il tecnico Paolo Ghelardi?

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elusi per la mancata disputa di Italia–Sudafrica, test match previsto per il 21 novembre ed emigrato ad Udine, il mondo della palla ovale può consolarsi con il Giunti Firenze Rugby 1931 e con il nuovo astro nascente: Sebastian Rodwell. Un giovane che ha iniziato col calcio ma che poi ha sposato la palla ovale anche grazie al babbo inglese. Già nel giro della nazionale, Rodwell è stato adocchiato anche dai grandi club italiani. Controcorrente fin da giovane. Ha lasciato il calcio per il rugby: come mai? Mio padre ha vissuto molto in Africa e ha giocato prima in Kenia e poi al College in Sudafrica. Ho iniziato, come tanti, a giocare a calcio a Montaione, ma poi la passione mi ha portato a giocare a rugby e andare al Firenze rugby 1931. Non solo. E’ attualmente al Centro Coni di Tirrenia ed è entrato nel giro degli azzurri... Sono al terzo anno della scuola di rugby. Studio e mi alleno dal lunedì al venerdì. Ho 19 anni e non è facile. E’ molto faticoso anche perché vedo spesso i giocatori del Livorno e mi rendo conto della differenza che c’è tra calcio e rugby. Ma non ho rimpianti. Nel rugby, senza il sostegno dei tuoi compagni non puoi andare avanti. Il fatto di essere entrato nel giro azzurro, poi, mi gratifica e mi ripaga dei tanti sacrifici. Quali le sue esperienze in nazionale? E’ vero che è già stato contattato da altre squadre? Ho fatto il Mondiale Under 20 in Giappone e poi ho partecipato a un primo raduno col Ct Mallet. Ma è ancora presto per essere

VIAGGIO NEL PALLONE. La nuova vita della storica società fiorentina

La Rondinella torna a volare L

a Rondinella torna a volare come una fenice. La storica società fiorentina ha spiccato il volo da dove è nata, ovvero San Frediano. Il club, che era stato messo all’asta e aveva rischiato di scomparire, ha trovato nuova linfa vitale nell’imprenditore Stefano Bemer, in Marco Venturini (già gestore del Circolo il Torrino), Alfredo Cozzi e Giampaolo Bindi. Quattro “ragazzacci” che non hanno voluto veder morire quella che era, è e sarà la seconda squadra di Firenze. Attualmente ci sono circa trecento soci, ma l´obiettivo è arrivare a cinquemila. Il calcio è ripartito dal campionato di Promozione: contro il Firenze Ovest molti sanfredianini si sono commossi. Nello staff, tanti ex atleti e un nome eccellente, Francesco Franchi, figlio di Artemio. Nelle carte federali è uno dei due vicepresidenti. Spicca anche il nome di Brunetto Vannacci, il presidente onorario. Lui, per molti, è ancora la Rondinella. I tifosi, con la memoria, tornano ai primi anni Ottanta, il periodo migliore. Erano anni in cui si poteva sognare perfino la promozione in serie B, la vittoria sul Bologna, le partite di cartello al Comunale. Poi c´è stato il crollo. Tantissimi i nomi che hanno vissuto la favola biancorossa: Rossi, Paz-

NUOVE FRONTIERE PER IL TRATTAMENTO DEL GRASSO RESISTENTE AI TRATTAMENTI TRADIZIONALI MEDICO-ESTETICI

Tecnica semplice e sicura, ridona i volumi corporei iniziali senza rincorrere alla chirurgia. L’acido ialuronico utilizzato è un gel sintetico puro simile alla sostanza prodotta dall’organismo per dare volume alla pelle, rivalorizzare i volumi e migliorare la struttura cutanea. Indicato nell’aumento e rimodellamento del seno, dei polpacci, dei pettorali, glutei, pene rimodellamento delle cicatrici, l’acido ialuronico Macrolane si rileva una soluzione efficiente alle nostre esigenze di essere più belli, più tonici senza rincorrere alla chirurgia. Le condizioni per fare un trattamento Macrolane sono: uno spessore cutaneo superiore a 1,5-2 cm, integrità cutanea, esami ematochimici e accertamenti diagnostici ecografici e radiologici nella norma, assenza di patologie gravi accertati in corso. L’intervento si esegue ambulatorialmente, durata del trattamento varia da 30 minuti ad un max di 90 minuti. Non ci sono punti di sutura le medicazioni sono minime. Il paziente può ritornare alle sue normali attività dopo 24-48 ore. L’effetto del trattamento ha una durata variabile da 8 a 14 mesi. I prezzi variano da min euro 1500,00 a max euro 3500,00. Il prezzo del trattamento include sempre un ritocco.

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zagli, Landucci e Mareggini, solo per parlare di portieri, e poi Barzagli, Tavano, Maurizio Rossi e tanti altri. Frammenti di un passato che si era sbriciolato. Ora c’è un nuovo entusiasmo: alla presentazione si intonavano cori, abbracciavano giocatori, nelle serate passate alle Due Strade c’era chi contava gli anni per tornare al professionismo. Sogni? Può darsi. Ma Firenze ha bisogno di una seconda forza, per una nuova sinergia con la Fiorentina. Da troppo tempo la squadra gigliata e la Rondinella viaggiano su binari paralleli. Stefano Bremen commenta così questo nuovo ciclo: “Mi sono stupito di come i giocatori abbiano sposato subito la nostra causa. La nascita del San Frediano Rondinella, o meglio la rinascita della Rondinella, è stata una gioia per tutti. Io sono nuovo del calcio, non me l’aspettavo”. Qualcuno sogna già in grande: “Per un anno dobbiamo volare basso, lo sanno i giocatori e ho parlato chiaro ai tifosi, poi si vedrà”. Nel frattempo, quei quattro “ragazzacci” di San Frediano hanno reso perfetto il campo delle Due Strade. Senza dimenticare che su Facebook c´è già chi ha creato un gruppo Rondinella. Anzi, San Frediano Rondinella. Ben tornata alla seconda squadra di Firenze. /L.M.

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Paolo l’ho avuto anche come selezionatore nelle rappresentative regionali e poi nell’Under 18 in Coppa Europa. E’ un’immagine storica del rugby a Firenze e ci trasmette sempre grande entusiasmo. La squadra vuole fare bene anche per offrire una bella soddisfazione a Paolo che, da tanti anni, si dedica alla squadra. Se la merita. Un accenno all’ipotesi di professionismo nel rugby. Per me rimane un divertimento. Vado a scuola e non penso a una professione basata sul rugby, ma non sono contrario all’idea che un giorno si possa arrivare anche a questo.

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“NOI, PRIGIONIERI DEL TRAFFICO ALLE CURE” Spett.le Il Reporter, sono un vostro lettore ed abito in via Faentina verso il ponte alla Badia, vorrei portare a conoscenza del nostro Sindaco, e del presidente del quartiere 2 sig. Paolucci, che la questione viabilità di piazza delle Cure non è più rimandabile. Noi abitanti della zona ci sentiamo prigionieri del traffico da non poter più uscire di casa. I motivi sono molteplici e mai risolti: il traffico della mattina proveniente dal Mugello tutto, si riversa sulla statale imbottigliandosi in piazza delle Cure per la non percorribilità della stessa per via del mercatino e dei cialtroni che sostano in doppia fila, senza mai vedere un vigile e così chilometri di code e autobus fermi e inquinamento alle stelle. Non possiamo pensare che via Salviati verso la Bolognese risolva il problema (se pure è la nostra salvezza), detta via non permette un scioltezza di traffico, l’immissione sulla Bolognese è difficoltosa, per passare occorre essere spregiudicati, arroganti insolenti cafoni, è vero che dette doti non ci mancano, ma entrare tutte le mattine in questa avventura diventa assai pesante, sempre poi non succeda un incidente. La ferrovia non ha alleviato il traffico perché non funziona come metropolitana, passano 2/3 treni nella mattina ad orari impossibili e altrettanti la sera. Io che avrei la stazione vicino casa e altra stazione in zona industriale di Sesto per recarmi al posto di lavoro non riesco ad utilizzarla e come me altri, e così

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Ottobre 2009

prendiamo tutti l’auto e in fila come pecore!!! Né tanto meno utilizzarla per l’uso cittadino, attualmente dopo le otto della mattina non passano più treni, e sì che in pochi minuti si raggiungerebbe il centro in barba alle auto, alle buche e allo smog. Quando succederà qualcosa di diverso saremo tutti belli.......e sepolti!! Se mi permettete, potrei suggerire ai nostri simpatici amministratori di prendere in alternativa ai progetti già in essere per piazza delle Cure e mercatino, per risolvere la situazione, anche quella di coprire il Mugnone, almeno tra ponte alle Riffe e ferrovia (come eseguito per l’Affrico), e su quel nuovo spazio ubicare il mercato liberando la piazza e rendere le vie più scorrevoli e/o rendere l’ingresso in città più decoroso. Grazie dell’attenzione, saluti S. Santini LA “TRASFORMAZIONE” DI VIALE DEI MILLE Leggo dei numerosi progetti di trasformazione del Quartiere 2, tutti di grande interesse e rilevanza; ma nel frattempo si potrebbe pensare di eliminare da subito l’unica e perniciosa trasformazione che il viale dei Mille ha subito, quella della corsia centrale per i bus? Pericolosa, inutile (i bus avevano già la corsia preferenziale verso ponte al Pino e la corsia auto nella stessa direzione è pressoché inutilizzata) e fonte di quasi perenni code di auto inquinanti in fila per uno verso il Campo di Marte spesso addirittura fin dal viale Don Minzoni. Per favore ripristinate la situazione ex ante! Alessandro Balzani “VINAI DI QUARTIERE, CI SONO ANCH’IO” Buonasera, ho letto con interesse l’articolo su “Il Reporter del Q5” dedicato ai Vinai, mestiere antico che oramai da qualche anno sta avendo una nuova rinascita. Sono lieto che giornali come il Vostro diano spazio e visibilità ad attività legate al quartiere che svolgono un lavoro di valorizzazione di una delle più antiche tradizioni toscane quale è il Vino. Ho aperto nel 2004 la mia attività in via delle Panche ed insieme a “Vigna Vittoria” mi sento di affermare che abbiamo portato nel quartiere 5 una realtà commerciale che prima non esisteva: quella della vendita del Vino Sfuso.

Sono quindi rimasto amareggiato che nel Vostro articolo il mio negozio, che posso affermare essere una realtà abbastanza conosciuta, non sia stato citato. Non so come avete condotto le vostre ricerche, ma avendo scritto anche dell’attività de “I’ Vinaio”, e considerato che nel quartiere siamo solo in 4 ad avere questo tipo di attività specializzata, la cosa lascia un po’ perplessi. Inoltre il nostro sito internet appare sempre in prima pagina scrivendo “vino sfuso” su Google, quindi non era molto complicato approfondire. Mi auguro che il mio piccolo sfogo venga recepito in maniera costruttiva, più che come una critica dell’articolo, che ho molto apprezzato. Saluti e buon lavoro, Michele Cionini titolare di “diVINO SFUSO” Gentile signor Cionini, la ringrazio per la precisazione che ci ha voluto mandare, così come per l’apprezzamento dell’articolo a cui la sua lettera si riferisce e per quello della scelta de Il Reporter di dare spazio alle attività legate al quartiere, e pubblico con piacere il suo “piccolo sfogo” (come da lei definito). Voglio però, a mia volta, fare una precisazione: in questo, come in altri casi, quando parliamo di negozi, attività e professioni legate ai quartieri, è impossibile – ogni volta – citare tutte le realtà esistenti in ogni singola circoscrizione. E non è nemmeno questo lo scopo dei nostri articoli: quello che vogliamo è portare alla luce un mestiere, sondare lo “stato di salute” di professioni e attività tradizionali che magari, nel corso del tempo, hanno perso parte della loro centralità nel panorama economico fiorentino. I negozi, le botteghe e gli artigiani che di volta in volta appaiono sul giornale vengono citati dai nostri cronisti a mo’ di esempio, come attività o persone in grado di raccontare la propria esperienza, ma non vengono scelti in quanto più significativi o importanti rispetto ad altri. Questo non potremmo farlo, anche perché spesso (tranne alcuni casi particolari) l’importanza o la rappresentatività di un esercizio piuttosto che di un altro dipendono da considerazioni assolutamente personali. Mi fa piacere, e non ho motivo di dubitarne, che la sua, come ci scrive nella lettera, sia una “realtà abbastanza conosciuta”,

così come – aggiungo – ritengo che lo siano anche le altre. E voglio anche rassicurarla del fatto che le ricerche sono condotte dai nostri cronisti nella maniera sempre più attenta possibile, anche se poi può capitare a tutti di sbagliarsi o di tralasciare qualcosa: ma, le ripeto, le attività che appaiono sul giornale vengono scelte sempre, e soltanto, come esempio. M.F. A PROPOSITO DELL’UNITA’ D’ITALIA Caro Il Reporter, lo scritto di Andrea Muzzi, comico, sul prossimo 150esimo dell’unità d’Italia è certo quanto ci si aspetta dai comici: frustare facendo ridere. Siccome però ogni messaggio ha sempre i suoi sottointesi, quel che viene indirettamente comunicato è che l’unità ha fallito, con la riserva però che le classi politiche succedutesi fin qui hanno fatto poco o nulla per ‘fare gli italiani’, ossia che li hanno diseducati all’unità. Fatto nel quale l’eroe dei due mondi francamente c’entra poco, anzi col gesto di andarsene a Caprera fuggendo la corruttela del primo parlamento ha anche dato il segnale giusto, ossia che senza virtù morali non ci sono le civili. Sinceramente, Mauro La Spisa IL “SALUTO” A MARCO AGNOLETTI Egregio Direttore e Spettabile Redazione, su Il Reporter di agosto salutate il ex vostro direttore ed ex socio Marco Agnoletti, informando i lettori della sua nuova attività di portavoce del sindaco. Di solito un redazionale di questo tenore si conclude porgendo all’interessato i ringraziamenti per l’attività svolta ed i migliori auspici per la nuova che andrà a svolgere. Non trovandoli nel suddetto articolo, posso pensare ad una mancanza di spazio (è stato scritto, ma non c’è entrato per far posto alla foto). Oppure ad una volontaria omissione frutto di una velata ostilità, verso una persona che ha intrapreso con voi un impegno e un cammino “contro” definirei il giornale abbastanza critico verso l’amministrazione comunale - e che ora ritrovate invece “dall’altra parte” e dal quale prendete pubbliche distanze (“Sappiate che non è più nemmeno nostro socio”...). Se non fosse così, tuttavia, vi sug-


lettere

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invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it

Cerchiamo solo di raccontare la nostra città, con i suoi pregi e i suoi difetti, nel modo migliore possibile, e siamo soddisfatti quando, grazie anche alle vostre lettere, pensiamo di esserci riusciti. Tutto qua. M.F.

I MARCIAPIEDI E LE BICICLETTE

Fra le tante cose che contribuiscono al degrado della nostra “bella Firenze”, vorrei soffermarmi sulle biciclette parcheggiate sui marciapiedi e legate ai pali delle segnalazioni stradali. E’ vietato!!! Però nessuno si preoccupa di intervenire e così il mezzo, sempre più usato da tutti, prolifica. Le rastrelliere non risolvono il problema e neanche l’intervento della polizia municipale (se interviene, sarà una tantum): suggerirei allora di mettere nei pali vicino al muro dei “copri-palo”, in modo tale che non ci sia più spazio per legarci la bicicletta con una catena. Il marciapiede è solo per i pedoni!!!!

Un fiorentino indignato

Caro lettore, concordo con quanto da lei scritto su alcuni punti, e su altri no. Le spiego: ha ragione nel sostenere che i marciapiedi debbano essere soltanto per i pedoni, e che a volte le biciclette legate ai pali o a qualche appiglio “improvvisato” costituiscano dei veri ostacoli, anche perché non dobbiamo mai dimenticare che, anche dai marciapiedi più larghi e che possono sembrare grandi abbastanza da ospitare sia i pedoni che le bici parcheggiate, possono passare disabili in carrozzella o mamme con i passeggini, che – va da sé – hanno bisogno di più spazio. E anche in questo, come in molti altri casi, sta al buon senso di noi cittadini comportarsi correttamente. Debbo però dissentire con quanto da lei scritto sul fatto che le rastrelliere non risolvano la questione: penso, e anzi sono convinto, che un numero maggiore di rastrelliere lungo piste ciclabili e strade rappresenti l’unica soluzione possibile – e di piuttosto facile realizzazione - al “problema”, e che anzi possa invogliare ancora più persone a spostarsi in bicicletta, con grande beneficio per il traffico cittadino e per la qualità dell’aria che tutti noi respiriamo. Non capisco poi del tutto cosa lei intenda per “copri-palo”: non vorrei che, se il suo suggerimento venisse accolto, oltre allo spazio per legare le bici questi “copri-palo” togliessero anche quello per il passaggio. Facendoci tornare punto e a capo.

Matteo Francini gerisco un “in bocca al lupo” aggiuntivo per Marco Agnoletti sul prossimo numero. Cordiali saluti e complimenti per il giornale ed i suoi tanti approfondimenti sulla nostra realtà cittadina. Edoardo Novelli Gentile signor Novelli, il non aver pubblicato un ringraziamento e un “in bocca al lupo” a Marco Agnoletti per la sua nuova attività, nel redazionale in cui annunciavamo il suo nuovo ruolo, è dipeso soltanto da motivi di spazio. Voglio “ras-

sicurare” lei, e tutti i lettori a cui possa essere balenato il suo stesso dubbio, che la redazione de Il Reporter non ha nessun motivo di “ostilità” nei confronti di Marco Agnoletti, anzi. Colgo comunque l’occasione per fare (come da lei suggerito), a nome di tutta la redazione, i migliori auguri al nostro ex direttore per l’importante compito che è stato chiamato a svolgere. Ma colgo anche l’occasione per un’ulteriore precisazione: il nostro giornale non è, per partito preso, né “contro” nessuno, né a favore di alcuno.

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IN RICORDO DI “GRATTA” IL CLOWN Ho letto il vostro bell’articolo di “amarcord” su Gratta. Mi fa piacere che qualcuno, in una città indifferente come la nostra, ricordi questo piccolo grande clown. Ovviamente, essendo nato nel 1950, ho avuto la fortuna di assistere ai suoi numeri dentro quel tenero e “sbrindellato” circo. Così come ho potuto vedere film indimenticabili, nell’arena estiva del Garibaldi che d’estate veniva allestita nello stesso spazio e che ormai da anni è seppellita sotto il cemento di uno degli edifici più brutti di quello che era il mio quartiere. Vi mando il testo di un brano scritto da me alcuni anni fa proprio in memoria di quel dolce e tenero personaggio:

La ballerina e il clown Venite qui venite avanti anche voi per cominciare sta lo spet tacolo ormai uomini donne vecchi e giovani se ci credete che un po’ d’amore c’è entrate qui ma fate presto però guai a chi ride rider qui non si può c’è Grat ta il clown signori di qua benvenuti al circo della vita che va… Ride ride ride il pubblico sai tut ta la vita hanno riso di lui ride ride ride ride ma il destino di un clown è l’infelicità… il suo dolore a tut ti sot to il trucco nasconde è un bravo at tore ma la gente si sa ride ride ride ormai per scordarsi dei guai e se ne frega degli altri… “Ma dov’è quella donna che finalmente non riderà di me?” Lo pensò o forse lo sognò ma il buon Dio lo sentì e una mat tina arrivò così una nuova ballerina. Lei era giovane sembrava un angelo forse caduto quaggiù distrat tamente era bellissima e si salutarono con un dolcissimo ciao

la ballerina e il clown! Lui ballò con lei ma gli aumentava la febbre nessuno mai lo aveva amato così dormi dormi dormi dormi sentì mentre ballava che era amore per sempre… “Dimmi se sei la donna che finalmente non riderà di me!” Lo pensò o forse lo sognò ma il buon Dio lo sentì e quella mat tina il clown si addormentò fra le braccia aperte della ballerina ...... Lei era un angelo era bellissima ma non rideva dì lui e finalmente stret ti ballavano ormai volavano e al mondo dissero ciao ……. la ballerina e il clown. Con tut to il cuore, Beppe Dati CANTO DEL GALLO, UN RINGRAZIAMENTO Caro Il Reporter, grazie per la pubblicazione del piccolo articolo sul canto del nostro bel gallo del Valdarno che gira libero per i campi con le sue brave 5 galline bianche. Ho molto sperato di non ricevere rimostranze, e la simpatica lettera del suo lettore mi ha fatto molto piacere. A.R.

FIOCCO AZZURRO IN CASA REPORTER La redazione de Il Reporter fa le sue più sincere felicitazioni a Serena Wiedenstrit t, collaboratrice del giornale, che l’11 set tembre scorso ha dato alla luce il piccolo Niccolò. Al nuovo nato e a tut ta la famiglia gli auguri dei colleghi


segnalazioni a redazione@ilreporter.it

Teatro Corrado Guzzanti 17 Ottobre Nelson Mandela Forum Dopo anni di assenza dalle scene teatrali Corrado Guzzanti ha proposto un nuovo lavoro intitolato “Recital”. Lo straordinario successo ottenuto nella passata stagione, riporta l’artista a grande richiesta nelle principali città italiane nel prossimo autunno. Corrado sarà ancora una volta in compagnia di Marco Marzocca e Caterina Guzzanti. Troveremo alcuni suoi personaggi storici come il santone Quèlo, il conduttore La Porta o l’avvenente presentatrice di Rieducational Channel Vulvia, ma anche tanta satira politica con le parodie del ministro Tremonti, dell’ex presidente del consiglio Prodi, di Fausto Bertinotti e per la prima volta anche di Antonio Di Pietro; Corrado si avvarrà dell’aiuto in scena di un maxi schermo sul quale andranno diversi contributi filmati in precedenza di quei personaggi che necessitano maggiori trucchi speciali impensabili da realizzare in tempo reale (Prodi, La Porta, i mafiosi). Caterina Guzzanti sarà tra le altre il ministro Mariastella Gelmini mentre Marco Marzocca farà da spalla per tutto lo spettacolo a Guzzanti nei panni di Padre Federico. Da 20 a 35 euro.

Concerti Pippo Pollina e orchestra 15 Ottobre Sashall Una vita all’estero, a girovagare per l’Europa centrale, guadagnando la stima e i consensi degli addetti ai lavori, mentre in Italia il suo nome è semisconosciuto. E’ questa, a grandissime linee, la storia di Pippo Pollina, cantautore palermitano residente in svizzera. “Rossocuore”, il suo settimo album, in collaborazione con Battiato e Nada, prende spunto da un classico della letteratura internazionale come Finnegan’s Wake (il singolo in programmazione in molte radio italiane) di Joyce, La Luna e i Falò di Pavese e I Fiori del Male di Baudelaire. Testi intelligenti, colti, accompagnati da una musica che lascia trasparire la lezione della tradizione cantautorale italiana (Fossati e Battiato su tutti) arricchita di suoni tipicamente europei. In occasione di questa tournée uscirà uno straordinario “best of”, che raccoglierà il meglio dell’immenso repertorio di 25 anni di carriera artistica di Pippo Pollina. Il disco verrà registrato dal vivo in occasione del concerto di debutto con l’orchestra (75 elementi), il 5 settembre alla Volkhaus di Zurigo ed uscirà anche in Italia in concomitanza appunto con l’inizio del tour. Biglietti da 20 a 25 euro. Renato Zero Dal 26 al 29 Ottobre Nelson Mandela Forum Presente, il nuovo disco di inediti (17 canzoni) di Renato Zero è stato pubblicato il 20 marzo da Tattica e in una sola settimana ha venduto oltre 210.000 copie conquistando il triplo disco di platino. Alla realizzazione artistica di Presente (arrangiato da Danilo Madonia,

Chris Porter e Maurizio Parafioriti) hanno collaborato illustri musicisti come Gianluca Podio e Maurizio Fabrizio (compositori), Lele Melotti (batteria), Paolo Costa e Mickey Feat (basso), Phil Palmer (chitarre), Fabrizio Bosso (tromba), Stefano Di Battista (sax), Rosario Jermano (percussioni) e lo stesso Danilo Madonia (piano e tastiere). Ad alcuni testi hanno collaborato Vincenzo Incenzo e Mariella Nava. Presente vanta anche la partecipazione dell’Orchestra Sinfonietta di Roma, diretta dal Maestro Renato Serio, e di Mario Biondi (che duetta con Renato nel brano Non smetterei più). Intorno alla bandiera della musica, e Renato Zero ne è un testimone importante, si incrocia la bandiera del cinema italiano. Il videoclip del brano Ancora qui (prodotto dalla Buddy Film), infatti, girato in una villa del ‘600 alle porte di Roma e diretto da Alessandro D’Alatri, vede la straordinaria ed amichevole partecipazione di un cast eccezionale composto da Manuela Arcuri, Asia Argento, Paola Cortellesi, Paola Tiziana Cruciani, Massimo Ghini, Leo Gullotta, Alessandro Haber, Rodolfo Laganà, Olivia Magnani, Giorgio Panariello, Rocco Papaleo, Giorgio Pasotti, Daniele Pecci, Vittoria Puccini, Elena Sofia Ricci ed Emilio Solfrizzi, ognuno dei quali interpreta una parte del brano musicale con il playback della voce di Renato Zero. Cristiano de Andrè 28 ottobre Saschall Quello che di Fabrizio De André si è ascoltato, riletto con gli occhi di un compagno di viaggio unico. Quello che di Fabrizio De André non si sa, raccontato dal suo erede reale e morale. Cristiano De André, polistrumentista, compositore, cantautore, scava nelle pieghe del repertorio di Faber e parte per un tour che è un viaggio meraviglioso fra le canzoni che hanno consegnato alla storia della musica e della letteratura italiana il nome di De André. Sono passati 10 anni dalla scomparsa di Fabrizio De André. Una decade che invece di offuscare il valore culturale e popolare del suo lavoro, ci riconsegna il cantautore genovese in tutto il suo splendore. Cristiano non è solo un figlio d’arte. Diplomato al conservatorio, sale sul palco al fianco di suo padre Fabrizio nel 1980 a 18 anni, e non scende più, proseguendo con successo anche nella sua carriera solista. Un compagno di un’avventura dal vivo che rivive in questo nuovo viaggio musicale. Il tour, dopo aver toccato importanti località italiane in estate, riprenderà in autunno nei teatri e arriverà a Firenze a fine ottobre. “De André canta De André” avrà un’anima rock ed una più acustica e intimista. Cristiano mostrerà tutta la sua abilità di musicista polistrumentista. Suona di tutto: dalla chitarra al bouzouki, dal violino al pianoforte e tastiere. Sarà accompagnato da quattro musicisti coordinati da Luciano Luisi, già arrangiatore di Zucchero e Ligabue. La regia dello spettacolo è curata da Pepi Morgia già regista di tutti gli spettacoli di Fabrizio. La Band sarà composta da Cristiano De André alla chitarre, bouzouki, pianoforte, violino; Luciano Luisi al piano, tastiere e programmazione; Osvaldo Di Dio alle

chitarre; Davide Pezzini al basso e contrabbasso e Davide De Vito alla batteria. Concerti Centro Arte Vito Frazzi Fino al 6 dicembre Sala Consiliare “Orazio Barbieri” Scandicci Il Centro Arte Vito Frazzi compie 30 anni, e propone per l’occasione 11 concerti – uno ogni domenica – fino al prossimo 30 novembre, con il gran finale di domenica 6 dicembre. Ricco il programma proposto quest’anno dalla direzione artistica del Centro, composta da Rosa Maria Scarlino, Giuseppe Fricelli e Sara Nanni. Giovani e giovanissimi esecutori si alterneranno a uno dei più grandi interpreti del vernacolo fiorentino come Giovanni Nannini e si incontreranno con l’Ensemble San Felice, fino a un coro formato da giovani e giovanissimi cantori con cui sarà atteso l’arrivo del Natale. I concerti si terranno tutte le domeniche, dal 4 ottobre al 30 novembre, alle 11 nella Sala consiliare “Orazio Barbieri” del Comune di Scandicci, tranne l’appuntamento finale di domenica 6 dicembre, previsto alle 17,30 nella splendida Badia di San Salvatore a Settimo. Questo il programma del concerto: Coro Giovanile – Coro Polifonico - I giovani madrigalisti della Scuola di Musica di Fiesole diretto da Joan Yakkey. Con la partecipazione del Quartetto d’archi della Scuola di Musica di Fiesole, diretto da Edoardo Rosadini. Organo: Riccardo Foti. Programma: J.S.Bach, “Oratorio di Natale” in lingua italiana. Il Coro è formato da oltre 40 elementi di età compresa tra 8 e 19 anni. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito. Per informazioni: www. centroartevitofrazzi.it.

Mostre The fifty faces of Juliet Fino al 6 dicembre Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Fino al 6 dicembre in mostra al neonato museo d’arte contemporanea di Lucca i cinquanta scatti che il maestro dada fece alla sua compagna e musa ispiratrice. Fotografie nelle quali il soggetto si trasforma assumendo contorni sempre diverse, sperimentando tecniche narrative mai uguali a sé stesse. Le porcellane di Betty Woodman Fino al 15 Febbraio 2010 Museo delle procellane, Palazzo Pitti Insoliti lavori, quelli realizzati da Betty Woodman, sconvolgono l’idea tradizionale di “corredo da tavola apprezzato” con le loro forme imprevedibili e l’intensità e brillantezza dei colori, senza tralasciare il bon ton ormai consolidato dei prestigiosi serviti amati dai regnanti. Ceramista già affermata a New York, Betty Woodman vive e lavora periodicamente nella sua casa dell’Antella, immersa nella campagna fiorentina, dove ha avuto modo di calarsi nella nostra stratificata cultura. La sua libertà espressiva le permette, così, di rinnovare la progettualità di forme tradizionali attingendo alle più diverse fonti storiche e geografiche per trovare un nuovo giocoso linguaggio della materia, scarico di quel lavoro faticoso e studiato

che pur si cela dietro ogni singola opera. Il barocco informale di Sergio Scatizzi Fino al 20 novembre Palazzo Pitti - Galleria d’arte moderna La Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, ospita nel Quartiere d’Inverno della residenza granducale fiorentina, una personale dedicata a Sergio Scatizzi, protagonista tra i più significativi e complessi del Novecento toscano. La mostra presenta una scelta di sessantuno opere, provenienti dallo studio dell’artista, emblematiche della sua recentissima produzione. Meno di dieci anni di attività intensissima (20002009), in cui ha dipinto con foga visioni su visioni, brani di natura attraversati e aggrediti quasi dall’irruenza del segno e del colore che diviene sempre più spesso elemento dominante dialogando con netta prepotenza con le scansioni lineari, in cui quasi per magia si ripartisce l’immagine.

L’evento Trick or beat 30 e 31 Ottobre

Due serate dedicate alla musica elettronica in occasione della notte delle streghe. E’ la seconda edizione di Trick or beat, festa che anche quest’anno darà voce ad alcuni dei più importanti dj della scena italiana e internazionale, portando avanti una politica, quella dello Switch Project – Creative social network, che abbina alla diffusione della cultura musicale dei prezzi molto contenuti, in modo da renderla fruibile a tutti. ll 30 alla consolle ci sarà il dj inglese Zinc, seguito da una sfilza di dj locali come Ckrono, Gada e Slesh. Il giorno dopo sarà la volta di Numa Crew, che suonerà insieme a Tomb Crew. Per informazioni e aggiornamenti, visitare il sito www.switchproject.net

Il corso Laboratorio di Formazione teatrale PPP Pier Paolo Pasolini Dal 12 Ottobre a giugno 2010 San Salvi città aperta La respirazione. La rimozione degli ostacoli alla libera espressione. La voce. Sensi e relazione tra corpi. Il training. L’Attore nello spazio scenico. Tecniche e giochi teatrali. La creazione a partire da… frammenti, emozioni, musiche, immagini, parole e la scrittura scenica e la realizzazione di una performance teatrale da e intorno a Pasolini. Il corso è aperto ad allievi attori, danzatori, registi, anche privi di esperienza. A fine laboratorio, è prevista la realizzazione di uno spettacolo teatrale, che sarà presentato nel giugno 2010 in Estate a San Salvi. Condotto da Sisi Abbondanza e Claudio Ascoli. Lunedì e mercoledì dalle 21 alle 23. Inscrizione: 50 euro. Quota mensile: 60 euro.


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Il reporter-Quartiere 4-ottobre 2009