Page 1


In copertina Gede Sayur, stampa digitale


IL RAMO D’ORO Centro d’arte e cultura Via Omodeo, 124,80128 Napoli tel 0815792526 e-mail: fyesbm@tin.it http://www.artmajeur.com/ilramodoro/ Patrocinio del Consolato Generale della Repubblica di Indonesia a Napoli

6-14 febbraio 2016 MADE BAYAK - GEDE SUANDA - SETYO MARDIYANTORO

ATTUALITA’ INDONESIANE Introduzione di Vincenzo Montella Testo curatoriale di Naima Morelli


Setyo Mardiyantoro; acrilico su tela


Introduzione Se l’Indonesia è conosciuta come un paradiso per turisti nonostante una storia drammatica di disastri ambientali, crisi economiche e sociali, guerre e guerriglie lo si deve alla costante ricerca dell’equilibrio che è tipica della cultura indonesiana. La modernità è come un inarrestabile vettore, un fiume che si può certamente, arginare, condizionare ma di cui non si può invertire la direzione. E’ stato costante in Indonesia lo sforzo di inserire le proprie tradizioni nella corrente della storia e in questo la ricerca estetica ha giocato un ruolo fondamentale. Made Bayak, Gede Sayur e Setyo Mardiantoro, attraverso l’espressione artistica, cercano la propria via al cambiamento. If Indonesia is known as a paradise for tourists despite a dramatic story of environmental disasters, economic and social crisis, wars and the guerrillas is due to the constant search for balance that is typical of the Indonesian culture. Modernity is like an unstoppable vector, a river that you can certainly stem or shape, but it is impossible to reverse its direction. It has been constant, for Indonesians, the effort to bring their own traditions in the current of history and the aesthetic research has played in this a vital role. Made Bayak, Gede Sayur and Setyo Mardiantoro, through their own artistic expressions, seek their own path to change. Vincenzo Montella


Attualità Indonesiane Naima Morelli “Se l’arte avesse un messaggio, io sarei un postino”, diceva Nabokov. Se parliamo di arte contemporanea ai tempi dell’ opera aperta, quest’ idea del messaggio ci rimanda più alla bianca calce delle sagrestie nei soleggiati pomeriggi al catechismo, che alle immacolate pareti dei “white cube”, templi dell’arte visiva.

Plasticology


Al di là della lettura di un’opera, che indubbiamente è sempre soggettiva, fare arte sociale è sempre stato arduo. E’ difficile evitare lo sbadiglio del didascalico e l’irrigidimento della morale, ma al contempo combattere per degli ideali, per una visione di giustizia ed armonia. L’arte sociale il più delle volte ci fa pensare ad un socio famiglia di Greenpeace o ad un no-global, animato dalla frenetica ricerca del “messaggio”, il quale finisce per realizzare opere dalla simbologia

Not for sale


spicciola e gli intenti didascalici. Caro il mio Pellizza redivivo, avresti fatto prima a scrivere phampalet o, come direbbe Nabokov, a indossare la gialla divisa delle poste italiane. L’alternativa al “messaggio”, è l’opera aperta. Questa idea ci fa immaginare gli artisti come degli esteti smidollati che si alzano a mezzogiorno, scendono al bar a fare colazione con cappuccino e cornetto alla nutella. Invece di leggere un quotidiano, questi esteti si attardano su Instagram come se fino a sera il tempo dovesse pur passare in qualche modo.

Il ramo d’oro


In questo scenario che avrebbe fatto sorridere Zenone, Il Ramo D’Oro si è rivolto ad altre latitudini per cercare un tipo di arte che sfugga a questi due estremi. E qui subentra l’Indonesia. L’arte contemporanea in quel variegato arcipelago fornisce in questo senso un ottimo esempio, essendo sociale non semplicemente nel cosiddetto “messaggio”, che pure è evidente, ma anche nella sua realizzazione. Quest’ultima tende coinvolgere la comunità, e nella pratica artistica si attivano meccanismi e riflessioni che diventeranno piattaforme per un cambiamento. Made Bayak, artista, musicista, educatore e attivista, ha fatto sua la lotta contro l’inquinamento e lo snaturamento della tradizioni a Bali. Assurto alle cronache con il suo progetto “Plasticology” – suo neologismo personale che fonde le parole “plastic” e “ecology” – Made associa le proprie opere con materiali riciclati a compagne rieducative. Made ci restituisce l’altra faccia di Bali, quella che non si vede sui depliant del Club Med. Se tutti abbiamo sentito parlare di Bali come una meta per sposini in luna di miele e turisti, poco si sente dell’inquinamento e i rifiuti diventati un’impellente problematica. Allo stesso tempo, ci ricordano le opere di Made, le danze e rituali di matrice induista dell’isola sono spesso banalizzati e gettati alla mercè dei turisti. Le tele “a velature” di buste di plastica sono solo la punta dell’iceberg dell’attività-attivismo artistico di Made. Tramite laboratori che coinvolgono sia bambini in età scolastica che adulti, i quali coniugano la consapevolezza con la praticità del fare e del realizzare, l’artista contribuisce alla salvaguardia ecologica, sociale e culturale dell’isola.


Anche Gede Suanda Sayur coniuga naturalmente pratica artistica ed attivismo. La sua battaglia riguarda il problema dell’acquisto delle risaie dalla parte di speculatori edilizi e privati che comprano terre un tempo destinate al raccolto per costruire le proprie ville. Queste ville spesso snaturano non solo il paesaggio, ma minano la sussistenza di intere famiglie. Da pittore, Gede rappresenta il lavoratore dei campi di riso come una rana. Gli anfibi dell’artista si beano placidi nei comfort della globalizzazione che da tempo è arrivata anche ad Ubud. Come artista della comunità locale, il nostro ha installato la scritta “NOT FOR SALE” nella risaia davanti il proprio studio-laboratorio-centro artistico di aggregazione. In questo modo Gede ha incantato l’immaginazione dei passanti occasionali e l’attenzione dell’opinione pubblica. Il luogo è vissuto, e la dichiarazione nel bambù bianco funge da monito. Monito che viene rinnovato ogni volta che lo sguardo del passante si volge al paesaggio. In questa mostra, ai due balinesi si aggiunge Setyo, artista indonesiano da anni residente a Napoli e vecchia conoscenza del Ramo D’Oro. Giocando tra motivi decorativi inspirati al batik tradizionale, suggestioni sognanti e impegno sociale, i suoi nostalgici dipinti rappresentano paradisi perduti. Una delle più importanti evidenze di questa mostra è che, mentre nel mondo dell’arte in Italia spesso aleggia un snobismo proveniente da secoli di divisione tra “arte bassa” ed “arte alta”, in Indonesia, l’arte è veramente popolare. La cosiddetta divisione tra artista e “popolo” ( termine che qui sta per comunità e pubblico dei non-addetti ai lavori), è scardinata. L’artista è “uno del popolo”, si fa portavoce dei suoi bisogni della collettività – c’è infatti una coincidenza di visione ed interesse.


Questo ideale è fondamentale nell’agire della galleria Il Ramo D’Oro, da sempre promotore di un’idea non elitaria dell’arte e del coinvolgimento delle comunità. In una città verace come Napoli poi, questo dialogo viene spontaneo. Infine, questi attivisti indonesiani ci ricordano che c’è una terza via per essere artisti, al di là della pennellata propagandistica o del disimpegnato masticare cornetti. Si può essere anche artisticatalizzatori, facendo del proprio presente e del proprio contesto sociale e ambientale materia della propria arte almeno quanto i tubetti di colore. Consapevoli della mancanza di parametri critici assoluti per definire la “qualità” dell’arte, Made, Gede e Setyo non si ci arrovellano più di tanto, consci che è il contesto a fare la funzione dell’arte. E di questi tempi un’opera può attivare vettori di cambiamento. Messaggio o non messaggio. Approfondimenti: www.naimamorelli.com/qa-bayak , www.naimamorelli.com/vendita-intervista-gede-suanda-sayur Lentera Indonesia - I Made Bayak Penggagas Plasticology Made in Bali: https://youtu.be/yME1Njl5mrE Art Installation - Ceking Not For Sale : https://www.youtube.com/watch?v=HHcCL-k7wgY presentazione de “Il ramo d’oro” https://youtu.be/iDJoJdwyNOc


Indonesian Actualities “If art had a message, I’d be a postman,” said Nabokov. If we talk about contemporary art at the time of the open work, the idea of the message belongs more to the white walls of Sunday school, rather than to the immaculate walls of the contemporary art’s “white cubes”. Regardless of the subjective understanding of artwork, social art has always been difficult. When it comes to do social art, it’s hard to fight for ideals, for a vision of justice and harmony, without resulting preachy or moralistic. Most of the time social art makes us think of a Greenpeace campaigner or a left-wing agitator, animated by frantic search of the “message”. Although the intention might be good, in terms of art what we have is a cheap symbolism or a didactic intent. Dear Pellizza Da Volpedo, wouldn’t it be easier to write a pamphlet or rather, as Nabokov would say, wear the yellow uniform of the Italian post office? The alternative to the “message” is, as we mentioned earlier, the open work. But again, this idea makes us imagine artists as spineless aesthetes who get up at noon, and then go down to the cafe to have cappuccino and a chocolate croissant for breakfast. Instead of reading a newspaper, they’d linger on Instagram, as if time didn’t matter. In this scenario, Il Ramo D’Oro turned to other latitudes for a kind of art escaping these two extremes. Here comes Indonesia. Contemporary art produced in the archipelago provides a good


example, being socially driven not simply in the “message”, but also in the way art it is made. Art is produced in the community. The artistic practice activates mechanisms and reflections that will become platforms for change. Made Bayak, artist, musician, educator and activist, fights against pollution and the distortion of traditions in Bali. For his project “Plasticology” - a neologism that combines the words “plastic” and “ecology” - Made works with recycled materials. In this way the artist shows us the other side of Bali, the one you wouldn’t find in a Club Med brochure. We all know Bali as a destination for newlyweds. But we are probably not aware that pollution is becoming an important issue on the island. Likewise, the dances and rituals which in Bali have taken such a peculiar form throughout centuries, are often trivialized and thrown at the mercy of tourists. “Not for sale” performance


Made’s “Plasticology” paintings, made of layers of glazes plastic bags, are just the tip of the iceberg of the artist’s work. Through workshops Made engages children and adults in projects contributing to safeguarding the ecological, social and cultural environment of Bali. Also Gede Suanda Sayur combines artistic practice with activism. His concerns are directed towards the purchasing rice fields from privates – sometimes even speculators - to build their villas. These villas not only alter the landscape, but also undermine the livelihood of entire families.

“Plasticology” istallazione


In his paintings Gede represents rice field workers like frogs. Gede’s amphibians rest placid in the face of globalization, which has reach up to Ubud. In the paddy before his studio/workshop/center of aggregation Gede has also realized an installation that reads “NOT FOR SALE”. The statement built in bamboo canes is also an admonition. Each time the eye of the passerby turns to the landscape, this admonition is renewed. Along with the two Balinese “artivists”, this exhibition feature also Setyo, an Indonesian artist based in Naples. His work plays between decorative motifs inspired to the traditional batik, dreamy evocations and social commitment. His nostalgic paintings evoke lost paradises. In Italy we are accustomed to an art world which makes very clear distinctions between “low art” and “high art”. In this sense, one of the most important evidences to bring home from this exhibition is the grassroots quality of contemporary art in Indonesia. In Indonesia the division between artist and the community, the public of non-specialists, is non-existent. The artist is “one of the people”, and speaks for the community. There is indeed a coincidence of vision and interests. This idea is close to the heart of Il Ramo D’Oro, a promoter of not elitist art and community involvement. Of course, in a lively city like Naples this dialogue is facilitated. Finally, these Indonesian activists remind us that, beyond the propaganda or the croissants-chewing, there is a third way to be an artist. The artist can be a catalysts for change, making their own social environment not exclusively the endpoint, but an actual artistic tool. Made, Gede and Setyo are well aware of the lack of objective critical parameters to define “quality” art. In fact they don’t brood about


it too much. They’d much rather work for a change, regardless of the message. Further information on www.naimamorelli.com/qa-bayak , www.naimamorelli.com/vendita-intervista-gede-suanda-sayur Lentera Indonesia - I Made Bayak Penggagas Plasticology Made in Bali: https://youtu.be/yME1Njl5mrE Art Installation - Ceking Not For Sale : https://www.youtube.com/watch?v=HHcCL-k7wgY presentazione de “Il ramo d’oro” https://youtu.be/iDJoJdwyNOc


Setyo Mardiyantoro; acrilici su tela


Wayan Gede Suanda (Sayur), è nato nel 1980 a Ubud, Bali, Indonesia, dove tuttora vive. Ha compiuto studi artistici ed espone dal 2000 soprattutto nel proprio paese. É particolarmente colpito dal consumo e dalla profanazione del territorio dell’isola di Bali da parte del turismo. La faticosa coltivazione delle terrazze di riso è sostituita dal più remunerativo sfruttamento dei flussi turistici così però si alterano delicati equilibri paesaggistici e si perde la bellezza che è la principale attrattiva del luogo. L’istallazione “Not for sale” è una scritta in un campo di riso. Un’ opera vivente che muta con l’andamento della coltivazione. Wayan Gede Suanda (Sayur), was born in 1980 in Ubud, Bali, Indonesia, where he still lives. He studied art and exhibited since the 2000 especially in his own country. He is particularly concerned about the waste and the desecration of the territory of the island of Bali by tourism. The laborious cultivation of the rice terraces is replaced by the more profitable exploitation of tourist flows this, however, change the delicate balance of the landscape and it is wasted the beauty that is the main attraction of the place. The installation “Not for sale” is done in a rice field. A living work that naturally changes with the different moments of the cultivation. www.facebook.com/ubudludenhouse


Gede Sayur, stampa digitale


Made Bayak; tecnica mista


Made Bayak Muliana nato a Tampaksiring, Bali, Indonesia nel 1980 ha studi artistici ed insegna arte nella scuola superiore. Ha esposto nel suo paese e all’estero. I suoi interessi pedagogici e le sue preoccupazioni riguardo le problematiche ecologiche hanno prodotto il progetto plasticology che consiste nel produrre oggetti artistici da rifiuti plastici nel corso di laboratori al fine di accrescere la consapevolezza ecologica dei partecipanti. Made Bayak Muliana born in Tampaksiring, Bali, Indonesia in 1980, studied art and is art teacher in high school. He has exhibited in his country and abroad. His teaching interests and his concerns about the ecological problems have produced the project plasticology that consist in organizing workshops about producing art objects from plastic waste in order to enhance the ecological awareness of participants. http://madebayak.com


Setyo Mardiyantoro è nato a Banyuwangi, Giava, Indonesia, nel 1964 è in Italia dal 1992 e ha al suo attivo molte esposizioni nel nostro paese. È tra i soci fondatori del Centro d’arte e cultura “Il ramo d’oro”. Il suo lavoro artistico rappresenta insieme il forte impatto della cultura occidentale e la preoccupazione per gli avvenimenti che si sono via via succeduti nel proprio paese d’origine creando un delicato equilibrio di meraviglia e nostalgia. Setyo Mardiyantoro was born in Banyuwangi, Java, Indonesia, in 1964. He lives in Italy since 1992 and did many exhibition in our country. He is a founding member of the Center of art and culture “Il ramo d’oro”. His work represents both the strong impact of Western culture and the concern for the events that have taken place in hizs country of origin, creating a delicate balance of wonder and nostalgia. http://www.absolutearts.com/portfolios/m/mardiyantoro


Setyo Mardiyantoro; acrilico su tela


Made Bayak; tecniche miste

Attualità indonesiane  

Catalogo della mostra ATTUALITA’ INDONESIANE di MADE BAYAK - GEDE SUANDA - SETYO MARDIYANTORO, 6-14 febbraio 2016, Patrocinio del Consolato...

Attualità indonesiane  

Catalogo della mostra ATTUALITA’ INDONESIANE di MADE BAYAK - GEDE SUANDA - SETYO MARDIYANTORO, 6-14 febbraio 2016, Patrocinio del Consolato...

Advertisement