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Spedizione in abbonamento postale -45% Poste Italiane Spa – Spedizione in A.P. D.L. 353/03 (Conv. 27/02/04 L. 46) Art. 1 comma 1, DCB Asti. Numero 7 - Anno 2011. In caso di mancato recapito rinviare all'Ufficio P.T. 14100 Asti CPO detentore del conto, per la restituzione al mittente che si impegna a pagare il relativo importo

Anno

60° Periodico della Federazione Provinciale COLDIRETTI

numero

8

ASTI

COLDIRETTI

15 giugno 2011


m m a r i o

argomenti in evidenza

Direzione, Redazione, Amministrazione: 14100 ASTI Corso Felice Cavallotti, 41 Tel. 0141.380.400 Fax 0141.355.138 e-mail: ilnotiziarioagricolo.at@coldiretti.it www.coldiretti.it Periodico ufficiale Coldiretti Anno 60° numero 8-15 giugno 2011* Realizzazione grafica e stampa Riflesso – S.r.l. F.lli Scaravaglio & C. Reg. Trib. di Asti n.44 del 20-4-1949 Direttore Resp.: Antonio Ciotta Vice Direttore: Stefano Zunino Pubblicità: Impresa Verde Asti srl – Riflesso scarl Tel. 0141.380.400 – 0141.590425 Abbonamento annuale: Euro 20,00 *Data di chiusura del giornale Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

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Speciale Palalottomatica 2011

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Carne rossa, sana passione

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Cabiale presidente “Condifesa”

Agromafie: Oltre 12 miliardi di affari

Sommario

So

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REG. LEISO, 30/31 S. MARZANO O. (ASTI) - TEL. 0141 856108 FAX 0141 856103 www.colombardo.com - info@colombardo.com

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BARRA ANTERIORE PER DISERBO CHIMICO

SPOLLONATRICE MOD. ROTOFIL

DISTRIBUTORE AUTORIZZATO ATTREZZATURE ELETTROPORTATE PELLENC


Straordinaria Italia del buon senso Il 7 lulio a Roma fra i 15 mila imprenditori agricoli anche 250 astigiani

Energia verde

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on 5 pullman partiti nella notte da Asti, 250 imprenditori agricoli astigiani hanno preso parte giovedì 7 luglio a Roma all’Assemblea nazionale Coldiretti. In 15 mila hanno affollato il Palalottomatica, per seguire la linea operativa tracciata dal presidente nazionale Sergio Marini. “E’ stato molto esaltante – dichiara il presidente provinciale, Maurizio Soave -. In un tripudio di bandiere gialle, i nostri associati hanno confermato come Coldiretti abbia intrapreso una sfida importante per il rilancio del settore primario”. Il tema di quest’anno “Quella straordinaria Italia del buon senso” ha fatto emergere la volontà di proseguire senza indugi nel compimento del progetto di una “Filiera agricola tutta italiana”. “L’Italia del buon senso di cui fanno parte a pieno titolo gli imprenditori agricoli – ha detto Marini – ha fatto in modo che nei 150 anni dall’unità, nonostante tutti i problemi, si vada avanti. C’è un’Italia che non si rassegna e che reagisce alla mancanza di etica nel pubblico e nel privato. Vogliamo ridare piena dignità all’Italia che lavora, rispetto a chi è data la possibilità di fare reddito senza fare niente. Non deve più essere la finanza a governare l’economia reale, la giusta politica non può più essere prevaricata dall’economia”. Il riferimento del presidente nazionale Coldiretti è stato esplicito alle speculazioni di borsa, dove i prodotti primari oscillano continuamente di 10 punti percentuali verso l’alto o verso il basso, a seconda delle convenienze. In realtà ha spiegato Marini, i prezzi per gli agricoltori sono sempre i più bassi e per i consumatori i più alti. “Basta con questi speculatori senza scrupo-

L’assemblea Nazionale Coldiretti dello scorso anno al Palalottomatica

Entusiasmo all’assise Coldiretti. Soave: i nostri associati hanno confermato come sia stata intrapresa una sfida importante per il rilancio del settore primario”

Marini: “Basta con gli speculatori senza scrupoli, ridiamo voce all’Italia che lavora e produce, mettiamo il cibo al centro delle politiche”.

li”, ha detto Marini. Un appello ripreso poi anche inconsapevolmente dal Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenuto a fine mattinata per il suo impegno nel Consiglio dei Ministri. La giornata era stata aperta con l’intervento del sindaco di Roma, Alemanno, seguito dalle relazioni dei ministri Sacconi, Fazio e Romano, di Letta per l’opposizione governativa e del Cardinale Bagnasco. “Abbiamo ottenuto – sottolinea Antonio Ciotta, direttore provinciale Coldiretti - un ampio consenso da parte di tutto l’arco costituzionale e un incoraggiamento della Chiesa a proseguire lungo la via intrapresa. Sul nostro progetto ci sono ormai tutte le convergenze per portare a compimento la difesa del made in

Italy, la salvaguardia delle tipicità e dell’ambiente, la rintracciabilità, l’etichettatura e la valorizzazione della filiera corta delle produzioni. Tutti elementi per migliorare il benessere delle persone e per fare in modo che si possa vivere”. Dall’assemblea nazionale Coldiretti è emersa limpida un’aria nuova, quella di un’etica delle responsabilità che porti all’affermazione dell’Italia che lavora, quell’Italia del buon senso che produce ricchezza e che non vuole più che i suoi sforzi vengono messi a frutto da poche persone senza scrupoli. In questo senso la parola d’ordine lanciata dal presidente Marini è stata: “Bisogna mettere il cibo al centro delle politiche, guardando al futuro rispetto al presente.


La strategia prevalga sulla tattica Dall’intervento del presidente nazionale, Sergio Marini, al Pallottomatica

giovani nelle campagne rimangono in famiglia a dare una mano fino alla fine, magari anche come titolari di azienda. Non c’è dunque una contrapposizione generazionale frutto di un arretramento culturale, ma semplicemente una modernità sociale di cui - ha concluso Marini - siamo ben orgogliosi”. Crisi, sancire il primato della politica sull’economia “Bisogna recuperare il ruolo della Politica nell’interpretare i bisogni dei cittadini senza farsi condizionare dall’economia e dalla finanza che spinge verso un modello di sviluppo che ha favorito le speculazione e nuove povertà. Oggi occorre recuperare il primato della Politica capace di interpretare i bisogni dei cittadini e di fare regole per il funzionamento dell’economia reale alla quale la finanza deve porsi a servizio. Le criticità del mercato del cibo, a partire dalla volatilità che danneggia imprese agricole e consumatori, è il prezzo che paghiamo per aver invertito questa gerarchia valoriale. Oggi nel mondo la finanza nella sua forma più spietata della speculazione go-

verna l’economia reale, la politica. per scelta o per necessità, non regolamenta il mercato e la gente paga il prezzo per tutti di questa anomalia. Recenti studi dimostrano che nel mondo abbiamo riserve di cibo sufficienti  solo per 116 giorni e che nel 2010 l’arretramento della politica e delle regole ha permesso un nuovo colonialismo attuato dalle multinazionali e dai fondi sovrani che hanno acquistato terreni in Africa per una superficie equivalente alla Francia. Bastano questi due dati per dimostrare che il cibo e l’agricoltura debbono essere riportati dalla politica al centro delle strategie di sviluppo del Paese”. Etichetta, l’Italia applichi la legge sul made in Italy “L’Italia deve avere il coraggio di applicare la legge nazionale sull’obbligo di indicare la provenienza in etichetta su tutti gli alimenti approvata dal Parlamento all’unanimità lo scorso anno che si è dimostrata lungimirante come dimostra l’adozione da parte del parlamento Europeo del regolamento sulle informazioni alimentari

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Lavoro, solo in agricoltura i giovani non calano “L’agricoltura è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni, mentre nell’attività manifatturiera tale percentuale si è più che dimezzata. La presenza di giovani agricoltori è rimasta percentualmente stabile a conferma che il ricambio generazionale in agricoltura è più alto che in altri settori. Il fatto che da decenni si parla di imprese agricole condotte da anziani non solo non è vero, ma laddove accade rappresenta un fatto fisiologico in quanto i non più

Il Presidente Sergio Marini

Energia verde

Il futuro deve riaffermare il primato rispetto all’oggi e la strategia deve prevalere sulla tattica di corto respiro. Se il tema della manovra è pagare più o meno tasse, avere più o meno incentivi, fare più o meno tagli non c’è dubbio che la risposta è scontata. Se invece traguardiamo il futuro e il tema diventa se accettiamo che il nostro destino sia quello della Grecia oppure se accettiamo che i nostri figli debbano andare in giro per il mondo a cercare lavoro e vergognarsi di provenire da un Paese in cui i genitori ingordi li hanno caricati di debiti, allora sono sicuro che il popolo italiano sarà disponibile a fare sacrifici. Il punto è però un altro e riguarda la capacità della Politica di proporre soluzioni eque che non generano sospetti e soprattutto di avere il coraggio di prendere provvedimenti che nel breve periodo sono impopolari. La Politica è disposta a fare questa scommessa?”.


Energia verde 6

ai consumatori. All’Unione Europea ci sono voluti quasi sei anni prima di arrivare alle stesse conclusioni dell’Italia sull’obbligo di indicare l’origine del carne di pollo che in Italia è in vigore dal 17 ottobre 2005 a seguito dell’influenza aviaria. Non possiamo attendere ancora due o tre come prevede l’Ue per vedere etichettate con l’origine anche le carni e il latte utilizzati in alimenti trasformati, come prosciutti, salami e formaggi in una situazione in cui la metà delle mozzarelle e tre prosciutti  su quattro sono ottenuti da latte e carne di animali allevati all’estero senza alcuna informazione per il consumatore. Il regolamento adottato dal Parlamento Europeo prevede l’estensione dell’obbligo di etichettatura di origine, già in vigore in tutta Europa per la carne bovina, ad altre carni (maiale, pollame, agnello e capra) mentre spetta alla Commissione europea il compito di esaminare l’opportunità di estendere un sistema di etichettatura obbligatoria alle seguenti categorie di alimenti latte, latte impiegato come ingrediente, carne utilizzata come ingrediente, alimenti non trasformati, alimenti mono-ingrediente e ingredienti che rappresentano più del 50% dell’alimento”.

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Ogm, la decisione del Parlamento rafforza il no dell’Italia “La decisione del Parlamento

Il settore del Palalottomatica dove erano sistemati i 250 astigiani

Europeo di consentire agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm)  per “motivi ambientali’ rafforza la decisione dell’Italia di chiedere l’applicazione della clausola di salvaguardia a livello comunitario per mantenere il territorio nazionale libero da Ogm, come richiesto dalla maggioranza dei cittadini. L’Italia deve sostenere il voto del Parlamento europeo in plenaria dove una maggioranza schiacciante si è espressa a favore del diritto degli Stati membri (e delle loro regioni) di vietare la coltivazione nel loro territorio di Organismi geneticamente modificati (Ogm), anche se sono autorizzati a livello comunitario. Sulla base dei risultati dell’ultima indagine annuale Coldiretti-Swg “Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione”, il 73 per cento dei cittadini italiani che esprimono

una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali”. Lavoro facciamo emergere l’Italia del buonsenso “Dobbiamo fare emergere quell’Italia del buonsenso di cui è ricco il Paese che non merita di essere rappresentato solo dalla crisi etica della vita pubblica. Non ci stiamo a che la rappresentazione del nostro Paese si esaurisca nel deficit di etica nella vita pubblica, esiste un’altra Italia, alla quale ci sentiamo di appartenere, che è tessuto connettivo, intelaiatura del Paese, un’Italia che lavora, si assume responsabilità e ci permette, nonostante tutto, di stare in piedi. Questa Italia dobbiamo farla emergere affinché traghetti il Paese verso un futuro migliore”.


Nasce la prima catena vendita degli agricoltori potrà essere acquistato nel centro di Roma anche se non sarà presente personalmente il produttore. E così per i vini, l’olio, i salumi, le conserve, le verdure e tutti gli altri prodotti dell’agricoltura che completeranno la gamma offerta in ogni bottega. Il piano prevede la possibilità di “esportare” le Botteghe anche all`estero. Un vantaggio per i produttori - ha spiegato Marini - che potranno finalmente vendere al prezzo giusto e concordato, ma anche per i consumatori che in ogni bottega di Campagna Amica potranno acquistare l’intera gamma di prodotti garantiti al cento per cento come italiani, con le intermediazioni dal campo alla tavola ridotte al minimo. L`architettura commerciale si fonda su quattro perni: Campagna Amica, la fondazione che dispone del marchio omonimo; Consorzio Produttori (società cooperativa agricola di cui è socia Coldiretti), lo strumento per realizzare la “catena”; l`imprenditore agricolo che offre il proprio prodotto; e il titolare della “Bottega” che può essere un imprenditore agricolo singolo o associato o una cooperativa. L`agricoltore che vuole rifornire il punto vendita deve accreditarsi presso la Fondazione Campagna Amica e associarsi al Consorzio

Produttori. Quindi entra nel portale web dove avviene la gestione della domanda e dell`offerta. Il quadro è completato da un meccanismo di controlli a cui sovrintende la Fondazione Campagna Amica, avvalendosi anche di un ente terzo. “L’obiettivo - ha affermato il presidente della Coldiretti - è di creare una rete organizzata per riportare reddito agli agricoltori, contrastando l’insostenibile furto di identità e di valore che subiscono i prodotti nel passaggio dal campo alla tavola”. Una iniziativa che si inserisce nel progetto più ampio della filiera agricola tutta italiana nel quale rientrano anche le società di scopo già avviate per cereali, olio, ortofrutta ed energia che vedono tra i protagonisti anche i Consorzi agrari.

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Nasce la prima catena di vendita diretta organizzata degli agricoltori italiani “Le botteghe di Campagna Amica” dove saranno offerti solo prodotti nazionali ottenuti dalle aziende agricole e dalle loro cooperative. Lo ha annunciato il presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini nel corso dell’Assemblea annuale alla presenza di quindicimila coltivatori di tutte le regioni italiane. Si tratta di un nuovo e moderno canale commerciale di vendita diretta dei prodotti agroalimentari che si affianca alla Grande distribuzione e ai negozi di prossimità e che va ad integrare la rete già attiva di quasi diecimila frantoi, cantine, malghe, cascine e aziende agricole trasformate in punti vendita e i quasi mille mercati degli agricoltori di Campagna Amica già presenti su tutto il territorio nazionale. Da luglio a settembre – ha annunciato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - si apriranno centinaia di “Botteghe” con un unico format in tutte le province italiane dove sarà possibile acquistare una vasta gamma di prodotti degli agricoltori esclusivamente con il marchio Campagna Amica. Le arance della Sicilia, per esempio, saranno in “vendita diretta” nel cuore di Milano mentre il Parmigiano Reggiano

Rappresentatività

Il marchio,“La Bottega di Campagna Amica”, di soli prodotti italiani


Boom di assunzioni per i campi italiani Dai nuovi mestieri agricoli 250mila lavoratori nei prossimi dieci anni

Celebrazioni

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boom di assunzioni in agricoltura con un aumento del 6 per cento del numero di lavoratori dipendenti impegnati in campagna a fronte di una sostanziale stagnazione dell’intero sistema economico, dove gli occupati crescono solo dello 0,4 per cento. E’ quanto ha affermato Sergio Marini, presidente nazionale della Coldiretti, nel corso dell’Assemblea annuale alla presenza del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Questo il dato più evidente dello studio su base Istat relativo al primo trimestre del 2011. L’agricoltura fa segnare di gran lunga la migliore performance occupazionale tra i diversi settori economici che sono stagnanti (+0,5 per i servizi), in calo (-0,3 per cento per l’industria) o addirittura evidenziano un crollo (-8,1 per cento per le costruzioni). Il risultato positivo è particolarmente importante perché - ha precisato Marini - è piuttosto omogeneo su tutto il territorio nazionale con un aumento del 7,6 per cento al nord, del 6,6 per cento al centro e del 5,2 per cento al sud. Si stima che abbia meno di 40 anni un lavoratore dipendente su quattro assunti in agricoltura, dove si registra anche una forte presenza di lavoratori immigrati che hanno abbondantemente superato quota centomila. L’agricoltura è in grado di offrire opportunità occupazionali a 250mila lavoratori nei prossimi dieci anni, sulla base dell’analisi della Coldiretti che evidenzia come il risultato del primo trimestre dia continuità all’andamento positivo registrato dal settore anche nel 2010 quando l’agricoltura è stato l’unico settore ad aumentare l’occupazione. Secondo l’analisi di Coldiretti a crescere sarà la domanda di livelli più elevati di professionalità con particolare

In agricoltura i giovani non calano

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’agricoltura è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni. E’ quanto ha affermato il presidente Coldiretti Sergio Marini nel corso dell’Assemblea annuale nel sottolineare che nell’attività manifatturiera tale percentuale si è più che dimezzata. La presenza di giovani agricoltori - ha sottolineato Marini - è rimasta percentualmente stabile a conferma che il ricambio generazionale in agricoltura è

riguardo a figure specializzate in grado di seguire lo sviluppo di specifiche coltivazioni, la conduzione di macchinari o la gestione di attività che oggi si sono integrate con quella agricola all’interno dell’azienda: dalla vendita diretta dei prodotti tipici alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici. Le difficoltà di reperimento di manodopera si registrano infatti per figure professionali tradizionali che vanno dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’interno dell’impresa agricola come l’addetto alla vendita diretta di prodotti tipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi. Si tratta del risultato della profonda trasformazione che si è verificata nelle campagne negli ultimi anni. L’Assemblea della Coldiretti si a dieci anni dall’approvazione della legge di

più alto che in altri settori. Il fatto che da decenni si parla di imprese agricole condotte da anziani non solo non è vero, ma laddove accade rappresenta un fatto fisiologico in quanto - ha precisato Marini - i non più giovani nelle campagne rimangono in famiglia a dare una mano fino alla fine, magari anche come titolari di azienda. Non c’è dunque una contrapposizione generazionale frutto di un arretramento culturale, ma semplicemente una modernità sociale di cui - ha concluso Marini - siamo ben orgogliosi.

orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) fortemente sostenuta dalla Coldiretti che ha allargato i confini dell’attività agricola e ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne italiane aprendo nuove opportunità occupazionali. Gli imprenditori agricoli oggi si possono occupare di attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla loro vendita in azienda o nei mercati degli agricoltori, ma anche della fornitura di servizi alla pubblica amministrazione come i contratti realizzati da molti comuni per la cura del verde pubblico che spesso viene affidata agli agricoltori. Per non parlare - ha precisato la Coldiretti - della produzione e vendita della birra ottenuta dalla coltivazione di orzo in azienda o del pane dal grano, ma anche dei prodotti cosmetici a base di vino, olio o latte di asina. E ancora delle fattorie didattiche convenzionate con le scuole e degli agriasili e agriospizi.


I messaggi delle istituzioni

IL CAPO DELLO STATO “Rivolgo un cordiale saluto a lei, gentile Presidente, agli organismi direttivi confederali, alle Autorità presenti, ai delegati e a tutti i partecipanti all’Assemblea Nazionale della Coldiretti che rappresenta un antico patrimonio umano e professionale. Anche l’agricoltura ha attraversato un anno non facile, nel corso del quale, tuttavia, ha registrato importanti innovazioni: mi riferisco, in particolare, al progetto della filiera agricola interamente italiana, di cui ho seguito l’avvio due anni or sono e che costituisce oggi un modello organizzativo dalle indubbie potenzialità di espansione e di rafforzamento. Si è consolidata nel nostro Paese una sempre maggiore sensibilità sociale verso la tutela della qualità e della sicurezza del cibo, a conferma della diffusione di un sistema alimentare unanimemente riconosciuto come uno fra i più salutari ed equilibrati. Ciò è avvenuto anche attraverso una pluralità di iniziative che hanno avvicinato i cittadini alla realtà della produzione agricola. Agli operatori di questo settore, che lavorano con passione,

tenacia e spirito di sacrificio il Paese deve saper tributare un giusto riconoscimento sociale ed economico. Sono segnali dai cui potranno scaturire positivi e duraturi effetti economici, occupazionali e di sostenibilità del nostro sviluppo. Con questo auspicio e nel formulare l’augurio più fervido di buon lavoro, invio a tutti un cordiale saluto”.

Chiesa, ed invia a Lei e a quanti prenderanno parte all’Assemblea una speciale Benedizione Apostolica, estendendola volentieri a tutte le componenti di codesta benemerita Associazione. Nell’unire anche i miei personali voti di ogni bene per la prossima Assise e per tutte le attività della Confederazione, profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinta stima”.

PAPA BENEDETTO XVI Il Sommo Pontefice “desidera far giungere ai partecipanti all’Assemblea il suo beneaugurante saluto, che volentieri accompagna con l’assicurazione della sua preghiera e con l’incoraggiamento a proseguire generosamente nella testimonianza dei valori del mondo rurale, animati dalla lunga e radicata tradizione di fede e di civiltà cristiana. Sua Santità esorta i coltivatori diretti ad offrire il proprio specifico contributo per il progresso integrale della società, fondato sulla centralità della persona umana, sulla tutela della famiglia, sulla crescita economica improntata alla solidarietà e posta al servizio della collettività, seguendo il fondamentale insegnamento proposto dalla Dottrina sociale della Chiesa. Mentre formula cordiali auspici per un sereno e proficuo svolgimento dei lavori congressuali, affinché contribuiscano a fornire ai numerosi associati significative linee-guida per una sempre incisiva presenza nella comunità cristiana e nella società civile, il Santo Padre invoca la celeste intercessione di San Giuseppe, Patrono dei lavoratori, e della Vergine Maria, Madre della

IL PRESIDENTE DEL SENATO “Il settore primario costituisce uno dei pilastri del tessuto economico italiano - si legge nella missiva - e ne rappresenta un’indiscussa ricchezza. La globalizzazione del commercio dei prodotti agricoli ha determinato cambiamenti tali da mettere in crisi tutto il comparto, ma non può essere selvaggia, minando non solo le quote di mercato dei nostri produttori, ma perfino la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. Per creare un’agricoltura rispettosa delle nostre vocazioni e capace di sfidare i mercati occorre pertanto preservare e conciliare la qualità delle produzioni e la sicurezza alimentare, proponendo un modello di sviluppo equilibrato, sostenibile e adatto alle diverse esigenze dei consumatori. Soprattutto oggi, l’Italia guarda a voi con fiducia e gratitudine, nella certezza che sia indispensabile valorizzare l’orgoglio di tanti anche piccoli e piccolissimi produttori, che ovunque in Italia sono ancora capaci di produrre eccellenze. Un cordiale e affettuoso saluto a lei e a tutti gli intervenuti e un augurio di buon lavoro”.

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n occasione dell’Assemblea “Coldiretti ...quella straordinaria Italia del buonsenso”, organizzata dalla Coldiretti al Palalottomatica di Roma alla presenza di 15mila imprenditori agricoli, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Papa Benedetto XVI e il presidente del Sentato Renato Schifani, hanno inviato al presidente della Coldiretti Sergio Marini i seguenti messaggi:

Celebrazioni

La Filiera agricola tutta italiana è un progetto condiviso


Tanti vip con i 15mila del Plalottomatica Ha partecipato mezzo Governo;Tremonti: c’è chi produce cibo, chi future”

Associazionismo

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’era mezzo Governo al Palalottomatica il 7 luglio scorso. Particolarmente atteso l’intervento del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, protagonista in questi giorni della discussione sulla Manovra. “Nel 2003 le speculazioni sul cibo ammontavano a 3 miliardi, oggi sono salite a 13 miliardi – ha spiegato alla platea -, poiché tutto si basa sull’economia fittizia. Gli alimenti non contano nulla in questo mercato, conta solo la finanza. C’è chi produce i frutti della terra e chi produce i future”. “Il problema è la continuazione civile di questo paese e non il successo politico e il discorso del pareggio di bilancio rientra in questa logica”. Delle recenti emergenze alimentari ha parlato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, il quale ha sottolineato che l’Italia è un faro della sicurezza a tavola. Grazie anche alla Coldiretti il settore agroalimentare italiano ha una ottima reputazione di sicurezza e bontà e nei momenti di crisi alimentare passati siamo stati in grado di difendere il made in Italiy e di garantire la sicurezza del nostro prodotto. L’etichettatura ci ha dato una grande soddisfazione, una grossa battaglia che abbiamo portato a casa anche grazie a Coldiretti, così come l’indicazione d’origine. Dobbiamo lavorare in futuro per i prodotti trasformati”. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha ricordato gli impegni portati avanti sul fronte dell’occupazione. “Abbiamo lavorato insieme alla Coldiretti alla regolarizzazione del lavoro stagionale e ora abbiamo 3 milioni e mezzo di voucher in agricoltura, un sistema che va reso ancora più semplice e diffuso. Insieme faremo adesso un’ulteriore semplificazione per agevolare quelli che vogliono regolarizzarsi. A breve saranno possibili comunicazioni obbligatorie plurime che permetteranno di non spezzettare gli adempimenti burocratici per

L’On. Giulio Tremonti

Il Min. delle politiche agricole Saverio Romano

Il Cardinal Bagnasco:”La terra educa gli uomini” 

Nel lavoro ci vogliono i fatti, la terra ha i ritmi che devono essere rispettati, attesi, e noi come uomini moderni dobbiamo essere educati dalla terra, che ci impone pazienza mitigando la nostra irruenza del tutto e subito”. E’ uno dei passaggi dell’intervento del Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, all’Assemblea nazionale della Coldiretti, svoltasi al Palalottomatica di Roma.  “Voi esprimete il legame fra noi e il resto dell’universo - ha sottolineato l’alto prelato -. Quando noi violentiamo la natura prima o poi questa ogni singolo lavoratore”. Il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, ha invece annunciato di aver portato in Consiglio dei ministri una relazione sugli Organismi geneticamente modificati (Ogm). “Al di la delle considerazioni sul piano scientifico e dal punto di vista della salute umana, il no al transgenico rappresenta per noi una grande occasione, anche economica, specie se dovessimo essere il solo Paese a non produrlo”. Sulle tematiche della sicurezza alimentare, “dobbiamo convincere l’Europa - ha detto il Ministro - che la strada della qualità e della tracciabilità è una grande opportunità per tutti i prodotti europei”. Dal vicepresidente del Partito

si ritorce contro di noi”. Parlando dei valori della terra, il presidente della Cei ha anche evidenziato “il valore della concretezza e della pazienza. La concretezza è solidità che non favorisce svolazzi, fantasie o discorsi inconcludenti”. Il presidente della Cei ha poi sottolineato che “non c’e’ un welfare, una strutturazione sociale una organizzazione del lavoro, una politica mutualistica che possa prescindere dalla difesa della promozione dei valori fondamentali che il Papa chiama etica della vita. Senza questi valori fondamentali non vi è niente di garantito”. Democratico, Enrico Letta è venuto l’apprezzamento per la scelta della Coldiretti di “un’alleanza tra produttori e consumatori per far crescere l’Italia”, e “la strada della filiera agricola tutta italiana è il valore del tempo lungo, che riscopre il senso dell’identità nazionale”. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha ricordato di aver “iniziato con Coldiretti l’esperienza fortunatissima del Farmer markets, e dobbiamo continuare così perché Roma sia la grande vetrina della vendita diretta degli agricoltori italiani”. “Mi impegno nel 2012 - ha aggiunto il primo cittadino della Capitale - a vincolare i bandi per le mense scolastiche all’utilizzo di prodotti a km0”.


Diete: riabilitate le carni rosse Possono essere inserite in 5 pasti alla settimana

sentare un alimento di base. Negli ultimi anni, la tendenza a consumare pasti veloci, preconfezionati, ricchi di zuccheri semplici, ha generato l’aumento dei malati di diabete insieme a carenze proteiche e vitaminiche soprattutto nel caso dei giovani. Ci siamo illusi che con gli integratori avremmo risolto questi scompensi. In realtà, oggi ci stiamo accorgendo che occorre ritornare alle proteine e alle vitamine naturali, attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata”. Fernando Arnolfo, Direttore dell’istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta: “Il nostro istituto svolge l’importante compito di vigilanza sulla qualità degli alimenti a tutela dei consumatori. Il fatto di individuare, di tanto in tanto, situazioni di pericolo legate alla scadente conservazione degli alimenti od a fenomeni che generano allarme alimentare,  rappresenta un dato positivo perché evidenzia che i controlli vengono svolti e quando i giornali ne parlano spesso il fenomeno è già isolato. Certo, vorremmo una comunicazione più attenta e che generasse meno psicosi, che poi si ripercuote negativamente sui consumi. I consumatori, però, possono stare sereni. In Italia, i controlli ci sono e

funzionano bene”. Ilaria Di Donato, presidente dell’Associazione Italiana Consulenti d’Immagine: “In questa società, fortemente disorientata, sia nella fase di acquisto, che di preparazione degli alimenti, abbiamo inventato la figura del Nutritional Coach quale persona formata sia sotto l’aspetto medico che dietologico per accompagnare le realtà pubbliche e private che stanno mettendo in discussione la loro cultura alimentare e cercare quindi nuove vie che privilegino l’equilibrio nelle diete e prevedano in modo massiccio l’utilizzo di prodotti locali e rintracciati”. Interessante lo show cooking che ha visto presenti sia il Consorzio per la Valorizzazione della razza bovina piemontese (Coalvi) rappresentato dal presidente Carlo Gabetti e dal vice direttore Giuseppe Franco, sia l’associazione Produttori Carne (Asprocarne) con il circuito di filiera “Nato e Allevato in Italia” rappresentata dal direttore Simone Mellano, che hanno presentato i loro progetti di etichettatura volontaria per fornire al consumatore notizie complete sulla carne oggetto di acquisto. Presente anche Marco Favaro, presidente del Consorzio di Valorizzazione delle carni prodotte in Piemonte.

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Il pubblico durante l’incontro “Carne rossa.. sana pasione” tenutosi lunedì a Torino

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stato un errore togliere o comunque limitare le carni rosse nella dieta moderna. Si sta tornando al giusto equilibrio nell’ambito di un pasto, dove le carni rosse possono essere consumate almeno 5 volte a settimana. Ma l’errore più grossolano lo ha compiuto la comunicazione, che sulla base di alcuni risultati negativi circa la presenza di fattori esterni alla normalità della carne, ha generato una psicosi nei consumatori con un allarme ingiustificato. Questo quanto è emerso a Torino, nell’incontro convocato da Coldiretti Piemonte martedì scorso presso il Museo regionale di Scienze Naturali sul tema “Carne rossa… Sana passione” momento di confronto sulle qualità nutrizionali della carne bovina allevata in Piemonte. Rossana Becarelli, Direttore Sanitario presso l’ospedale San Giovanni Vecchio di Torino: “Gli eccessi nell’alimentazione non fanno del bene alla salute dei cittadini. Le carni rosse sono una componente essenziale soprattutto per i bambini, i giovani e gli anziani. L’epoca in cui la nostra società immaginava di fare a meno del cibo e di nutrirsi con le pillole, come fecero gli astronauti americani, è superata e la teoria si è rivelata completamente fallimentare. Il corpo umano vede un ricambio quotidiano delle cellule che compongono i vari tessuti. La qualità di queste deriva dall’alimentazione, per cui il nostro benessere psicofisico è quanto mai in stretta relazione con l’alimentazione”. Alberto Bruno, medico coordinatore del Centro Unificato di Diabetologia: “Le difficoltà di salute di cui parliamo recentemente sono spesso generate da uno squilibrio alimentare, oppure da fattori genetici. Così come non dobbiamo credere nei poteri miracolistici di alcune diete, dall’altra dobbiamo ritornare a scoprire gusti, sapori e tradizioni, dove la carne può rappre-


Un giusto equilibrio fra tutti gli alimenti Sottotitolo

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Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati. Riportare il discorso delle diete alimentari ad un giusto equilibrio tra tutti gli alimenti e spendere una parola buona nei confronti della carne, che in Piemonte rappresenta un fattore importante per l’economia agroalimentare con le oltre settemila imprese agricole che allevano bovini da carne”. Queste le risultanze dell’incontro “Carne rossa… Sana passione”, ha detto con soddisfazione Paolo Rovellotti, presidente di Coldiretti Piemonte, di fronte a Marcello Gatto presidente di Cuneo, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega al settore carne, a Maurizio Soave e gli altri presidenti delle altre federazioni provinciali, al direttore Bruno Rivarossa, ad Antonio Ciotta e gli altri direttori delle federazioni Coldiretti. Le psicosi di questi ultimi giorni vanno evitate e occorre reintrodurre nel nostro sistema alimentare la giusta considerazione per gli alimenti pensando che questo tipo di cultura alimentare genera benessere psicofisico e consente al sistema economico agricolo di continuare a produrre in un

Un hamburger tutto piemontese

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l dibattito sull’impiego delle carni rosse nelle diete è intervenuto anche il direttore della Cooperativa Compral di Cuneo, Bartolomeo Bovetti, che ha lanciato l’hamburger piemontese. “A quanti in questi mesi – ha detto Bovetti - hanno sostenuto che l’hamburger è un prodotto

comparto dove le difficoltà non sono mancate. I nostri allevatori hanno la missione di produrre del cibo buo-

anonimo, per la cui carne non è certa la provenienza, come allevatori abbiamo risposto con un prodotto tutto rintracciabile ed etichettato. Lo chiamiamo Piemontesina e rappresenta l’alternativa agli hamburger anonimi, quelli surgelati che perdono la rintracciabilità”.

no. Vi assicuro che lo stanno facendo. L’importante è che venga apprezzato.

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Decalogo semplificazione in vitivinicoltura Le prime dieci azioni sollecitate da Coldiretti alla Regione

Questi i profili che nel più breve tempo possibile devono essere modificati: Preso atto che il fascicolo aziendale deve diventare l’elemento centrale sia per il viticoltore che per la Pubblica Amministrazione, una volta terminata la fase di allineamento delle diverse banche dati, la superficie GIS (foto aerea) dovrà essere utilizzata come riferimento per tutti i procedimenti tecnico-amministrativi, ivi comprese le attività di controllo. Per mettere in commercio una bottiglia di vino, sono necessari una trentina di adempimenti burocratici: in particolare per poter fare una qualsiasi operazione sui vigneti, dal reimpianto agli estirpi, all’iscrizione  oggi è necessario fare una specifica domanda per ogni voce, il primo passo per la necessaria semplificazione è quello di far sì che sia sufficiente  presentare una domanda unica. I criteri che servono a valutare l’idoneità sanitaria di una cantina non sono univoci. E’ un diritto del viticoltore poter conoscere chiaramente i parametri ai quali attenersi e la Regione deve indicare le linee guida in modo da uniformare il lavoro dei diversi uffici ASL. Per evitare le sovrapposizioni e le duplicazioni dei

controlli degli enti preposti nelle aziende, il cui costo grava su tutti i cittadini, sarebbe sufficiente un coordinamento, anche in via informatica tra gli stessi enti, in modo da semplificare la vita amministrativa dell’impresa e tutta la serie di accertamenti e verifiche cui è sottoposta.

La Regione deve farsi garante di accordi di filiera tra il mondo agricolo ed il mondo industriale in modo da dare certezze alle aziende agricole in termini di redditività. I sottoprodotti delle vinificazioni (es. vinacce) oggi possono essere mandati in distilleria od usati come “concime ammendante” nella vigna diventando una possibile risorsa per le aziende. Le procedure in vigore per tale pratica, però, sono talmente burocratizzate che di fatto impediscono l’utilizzo aziendale vanno pertanto semplificate.

Economia

Deve cessare la “confusione” tra chi controlla e chi eroga servizi e assistenza. Va garantita l’applicazione del principio d’incompatibilità. Specie negli organi di controllo, oggi, i nostri viticoltori invece lamentano e denunciano tale situazione.

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La Regione Piemonte, essendo capofila nel settore vitivinicolo nella Conferenza Stato-Regioni, si deve far portavoce della necessità di modificare l’assetto dei Consorzi di tutela delle DOCG/DOC. Oggi all’interno dei Consorzi la parte agricola è messa in disparte. Ricordiamoci che senza l’uva non si fa il vino. Risulta necessario rimodulare le risorse regionali destinate al comparto vitivinicolo. Oggi, una buona parte dei contributi non è destinata alla imprese agricole. Chiediamo che una quota maggiore dei contributi regionali sia destinato agli investimenti in azienda. È assurdo che i fondi siano destinati a quei soggetti che richiedono prima l’arricchimento dei vini e successivamente la distillazione. Bisogna puntare sulla qualità del comparto. La Regione Piemonte deve diventare l’Ente garante di iniziative volte a risolvere gli odierni problemi di mercato migliorando quelle norme restrittive che non permettono una snella commercializzazione dei vini e che spesso vincolano i consumatori a scegliere prodotti meno naturali del vino.

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vevamo già annunciato sul precedente numero de “Il Notiziario Agricolo” della presentazione avvenuta in Regione del decalogo stilato da Coldiretti Piemonte per la sburocratizzazione del settore vitivinicolo. Un approfondito lavoro di equipe che elabora via via le opportune strategie per eliminare lacci e laccioli che soffocano l’attività dei vignaioli. Le difficoltà burocratiche incontrate oggi pesano sul settore vitivinicolo e mettono in seria discussione la sopravvivenza stessa delle 20.000 aziende viticole del Piemonte che, insieme a 10.000 cantine, danno lavoro a 24.000 addetti per un valore della produzione lorda vendibile di 400 milioni di euro. Coldiretti ha chiesto al Governatore del Piemonte di mettere in atto delle prime azioni concrete per la semplificazione del settore vitivinicolo. Le linee operative che Coldiretti Piemonte indica serviranno a semplificare concretamente l’iter, armonizzando i diversi obblighi di legge connessi alla conduzione dei vigneti, alla produzione del vino ed alla commercializzazione.


Condifesa: Roberto Cabiale nuovo presidente Imprenditore agricolo di Moncalvo, 42 anni, è già vice presidente Coldiretti Asti.

Rintracciabilità

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oberto Cabiale, 42 anni, imprenditore agricolo di Moncalvo, è il nuovo Presidente del Consorzio di Difesa delle Colture Agrarie dalle Avversità Atmosferiche della provincia di Asti. La nomina da parte del nuovo Consiglio di Amministrazione è avvenuta il 27 giugno scorso nella sede del Consorzio di Asti in viale alla Vittoria. Cabiale che gestisce un’impresa a prevalente indirizzo vitivinicolo, è già vice presidente Coldiretti Asti ed ha alle spalle una lunga militanza ed esperienza nella rappresentanza agricola avendo seguito tutte le principali tappe nell’organigramma della maggiore forza sociale del territorio, dal movimento giovanile alla presidenza di sezione e di zona. Anche la vicepresidenza del Condifesa è andata a un rappresentante Coldiretti: Gianluca Morino, 41 anni, imprenditore vitivinicolo di Castel Boglione. Un profondo rinnovamento, dunque, e un ricambio generazionale per lo storico Consorzio “Antigrandine”, il più vecchio d’Italia, come conferma il presidente provinciale Coldiretti, Maurizio Soave: “Il

Il rinnovato Consiglio di Amministrazione ha come obbiettivo la riduzione dei costi di gestione: il primo provvedimento è stato l’azzeramento dei gettoni di presenza dei consiglieri. mandato dei nostri associati ai nuovi amministratori del Condifesa – sottolinea Soave – è stato molto chiaro: avviare un rinnovamento con l’impegno di razionalizzare i costi di gestione del consorzio. Il forte consenso ottenuto dalla lista Coldiretti nelle votazioni del 15 giugno scorso che ha espresso 10 rappresentanti su 15, ha incoraggiato il rinnovamento e, in un momento congiunturale non certo positivo per le imprese agricole, una decisa sferzata verso il contenimento dei costi”. “Il primo provvedimento che voglio sottoporre al nuovo CdA, in

Roberto Cabiale

accordo con tutti i rappresentanti Coldiretti – ha esordito il neo Presidente Cabiale, ringraziando tutti per il forte consenso personale ottenuto nelle consultazioni - è quello di ridurre i costi. Per questo chiedo il sacrificio di tutti, compresi i nuovi amministratori”. Una linea condivisa, seppure solo a maggioranza dei presenti, infatti la prima deliberazione del nuovo Consiglio è stata di azzerare i “gettoni di presenza” dei consiglieri e di dimezzare l’indennità del presidente”.

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I RAPPRESENTANTI COLDIRETTI NEL “CONDIFESA” Roberto Cabiale, Presidente Gianluca Morino, Vice presidente Consiglieri: Paolo Berta, Maurizio Bianco, Luigi Botto, Lorenzo Colombaro, Secondo Gai, Giuseppe Leone, Franco Roero e Gianfranco Torelli. Inoltre sono risultati eletti come componenti effettivi del collegio dei sindaci Pierluigi Musso, Simona Gallo e Gianni Mario Cico; come componenti supplenti Enrico Lorenzato e Rosa Maria Cristina Ferrero. Per il collegio dei probiviri sono risultati eletti Giovanna Giuseppina Crosetti, Antonio Bagnulo e Renzo Turello; supplenti Stefano Luigi Zunino e Franco Gallo.


Le agromafie hanno un giro d’affari di 12,5mila € della qualità prodotti e dell’occupazione, anche a causa della delocalizzazione, omologazione dei consumi, capacità di manipolare i prezzi finali con danno per i consumatori.  Secondo l’ultima relazione del Commissario Straordinario, sono oltre 10mila i beni, tra immobili e aziende, confiscati dallo Stato alla criminalità organizzata, e di questi il 45% sono costituiti proprio da possedimenti agricoli. Dopo la costituzione dell’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati, vi è stata un’accelerazione nelle confische definitive. Su 1.323 aziende definitivamente confiscate, 87 risultano operare nel settore “agricoltura e servizi connessi”, mentre, su 9.660 beni confiscati, 1.941 (20%) sono rappresentati da terreni agricoli. Ad aggravare la situazione contribuisce la mancanza di un’etichettatura trasparente su tutti gli alimenti in commercio, poiché la legge sull’etichettatura obbligatoria dell’origine approvata lo scorso 18 gennaio dopo il pressing di Coldiretti attende i decreti applicativi. Accade così che, secondo il Rapporto Coldiretti-Eurispes, il 33% dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati (per un valore di 51 miliardi di euro) deriva da materie prime importate e rivendute col marchio made in Italy. In questa situazione c’è spazio per comportamenti criminali dagli effetti gravissimi sia per la salute delle persone che per l’attività economica delle imprese. E’ il caso, ad esempio, dello scandalo dei mangimi alla diossina in Germania che hanno contaminato allevamenti di polli, uova e maiali venduti in tutta

Europa. Da qui l’importanza delle attività di controllo che fa del made in Italy a tavola il settore più sicuro in assoluto. Nel 2010 oltre 33mila ispezioni sono state effettuate nel settore alimentare dai carabinieri del Nas, il Nucleo Antisofisticazione dei Carabinieri, mentre sono state 4451 le infrazioni penali riscontate, 16.140 le sanzioni amministrative, 2472 le persone segnalate all’autorità giudiziaria e di queste 47 arrestate. I militari dell’Arma hanno anche chiuso 1275 strutture, sequestrato quasi 11mila tonnellate di generi alimentari e 12,9 milioni di litri di bevande. Ma a fare danni, soprattutto all’estero, è anche il fenomeno dell’italian sounding, i prodotti che ricordano nel nome o nella confezione il made in Italy pur essendo fatti con materia prima estera. Un giro d’affari che supera i 60 miliardi di euro all’anno (164mln al giorno), due volte e mezzo il valore dell’export agroalimentare. Secondo il rapporto Coldiretti-Eurispes, per riportare in pari la bilancia del commercio con l’estero basterebbe recuperare quote di mercato per appena il 6,5% del valore dell’italian sounding.

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l volume d’affari delle agromafie, ovvero delle attività della criminalità organizzata nel settore agroalimentare, ammonta oggi a 12,5 miliardi di euro (il 5,6% dell’intero business criminale). E’ quanto emerge dal Primo Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia realizzata da Coldiretti e Eurispes e presentata a Roma. 8,8 miliardi di euro provengono da attività illecite, come la frode con appropriazione di finanziamenti comunitari, contrabbando, sofisticazione, contraffazione, caporalato, evasione fiscale e contributiva), mentre 3,7 miliardi arrivano da in reinvestimenti in attività lecite. Le attività criminali nel settore agroalimentare partono da un primo livello rappresentato da usura, estorsioni, abigeato e furti (in cui si registra un incremento nell’ultimo triennio di circa il 48%), per passare poi a un secondo livello con il controllo della manodopera (attraverso il caporalato) soprattutto di matrice straniera e clandestina, le contraffazioni alimentari (soprattutto nel settore degli oli), lo stoccaggio illecito di rifiuti e, in generale, il controllo del territorio per finalità proprie delle organizzazioni mafiose. Infine, il terzo stadio è costituito dal riciclaggio di danaro sporco, soprattutto quando la criminalità organizzata si è inserita in altri nodi strategici della filiera, come quello dei trasporti. Ma l’obiettivo ultimo di questo processo è il drenaggio illegale di fondi pubblici. Il tutto con gravi ripercussioni sull’economia e sulla società: concorrenza sleale verso gli imprenditori agricoli, perdita

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Il primo rapporto sulle attività agroalimentari delle criminalità organizzate


Un’iniziativa Coldiretti Gli interventi di Grasso, Guariniello e Palamara

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a presentazione del primo rapporto sui crimini agroalimentari in Italia realizzata da Coldiretti e Eurispes è avvenuta a Roma a Palazzo Rospigliosi, alla presenza del presidente di Coldiretti, Sergio Marini, e di diversi autorevoli magistrati: dal procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso a Donato Ceglie, della Procura della Repubblica di S. Maria Capua Venere, da Luca Palamara, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, a Raffaele Guariniello (Procura della Repubblica di Torino), fino ad Antonio D’Amato (Procura della Repubblica di Napoli) e Vincenzo Macrì (Procuratore Generale della Repubblica di Ancona). Presenti con il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, anche il Generale di Divisione della Guardi di Finanza, Luciano Carta; il Generale Cosimo Piccinno, dell’Arma dei Carabinieri; Giuseppe Peleggi, Direttore Generale Agenzie delle Dogane; Giuseppe Serino, Ispettore. Capo del Dipartimento Repressioni Frodi Mipaaf; Giuseppe Vadalà, primo

GLI INGANNI A TAVOLA Il 33% dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati (per un valore di 51 miliardi di euro) deriva da materie prime importate e rivendute col marchio Made in Italy. 3 prosciutti su 4 sono ottenuti da maiali stranieri ma non si vede. 1 mozzarella su 4 non è ottenuta direttamente dal latte ma da cagliate spesso importate. I formaggini sono spesso prodotti da polvere di caseina e formaggi fusi. 2 prodotti alimentari di tipo italiano su 3 all’estero sono imitazioni.

dirigente del Corpo Forestale dello Stato. Inserire la sofisticazione tra i reati riconducibili alla mafia, incrementare i mercati dei produttori agricoli e le cooperative che sorgono sui terreni confiscati e mettere in campo un maggiore coordinamento di magistrature e forze di polizia. E’ la ricetta contro il fenomeno delle agromafie illustrata dal procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso. “Noi dobbiamo costruire una nuova

organizzazione giudiziaria, una procura nazionale specializzata nel campo della frode e della sicurezza alimentare”. E’ la proposta avanzata dal magistrato Raffaele Guariniello. “Una seria politica di depenalizzazione deve diventare penalmente rilevante non tutto quanto ma concentrarsi sui reati più gravi, tra cui oggi compare anche quello della mafia nel settore alimentare”. Sono le parole pronunciate del presidente dei magistrati Luca Palamara.

Carne: vincente il sistema Piemonte numero 8 – 2011

La nostra filiera non teme confronti sulla serietà, la qualità e la salubrità

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consumatori piemontesi non hanno nulla da temere dall’emergenza hamburger generata dalla Germania e sfociata in Francia. In Piemonte si allevano ottime razze da carne, tra cui la Piemontese, in condizioni di benessere animale, in capo a piccole e medie imprese agricole, ove il bovino è seguito anche dai servizi sanitari regionali

con grande capillarità. Purtroppo, la situazione attuale di mercato non premia l’impegno degli allevatori. Le emergenze sanitarie estere dovrebbero far emergere la necessità di dare alla produzione italiana e piemontese, in particolare, maggiore attenzione, anche nelle diete alimentari, ove spesso il consumo delle carni rosse è limitato. Dice Paolo

Rovellotti, presidente di Coldiretti Piemonte: “Vogliamo evitare che la psicosi dell’hamburger si estenda anche ai nostri prodotti, com’è successo con le verdure. I nostri agricoltori seguono le indicazioni sanitarie che vengono impartite dal livello centrale e periferico. Inoltre, l’intensificazione dei controlli di questi giorni, ci fa essere tutti tranquilli


Via libera ad etichetta carne In Europa, la svolta dopo l’emergenza del batterio killer

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opo le emergenze è arrivato il primo via libera in Europa all’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutte le carni fresche, dalla bovina a quelle di maiale, dal pollame a quella di agnello e capra. Lo rende noto Coldiretti sulla base dell’accordo raggiunto dal Coreper sulla proposta di regolamento relativo alla fornitura di informazioni alimentari ai consumatori (etichettatura), sul quale si dovrà ora pronunciare il Parlamento europeo. Il pronunciamento avviene dopo che nell’ultimo anno l’Unione Europea è stata costretta - riferisce la Coldiretti - ad affrontare tre emergenze: dalla mozzarella blu scoppiata in Germania nel giugno 2010 alla a carne di maiale, uova e latte contaminate dalla diossina aggiunta ai mangimi nello stesso Paese all’inizio di gennaio 2010 fino all’ infezione determinata dal consumo di hamburger surgelati di marca “Steaks Country” venduti nell’ipermercato Lidl, ma prodotti da carne tedesca. “L’estensione dell’obbligo di etichettatura di origine, già previsto in tutta Europa per la carne bovina, a tutte le altre carni è un primo importante passo in avanti cha va nella direzione del pressing realizzato dall’Italia che all’inizio dell’anno ha approvato

in  Parlamento all’unanimità una legge sull’obbligo di etichettatura di tutti i prodotti alimentari fortemente sostenuta dalla Coldiretti” ha affermato il presidente Sergio Marini. Tale obbligo - ha precisato Marini - per quanto attiene l’indicazione del luogo di origine va però al piu’ presto esteso anche alle carni e al latte utilizzati in alimenti trasformati, come prosciutti, salami e formaggi, per i quali è stato invece concordato di posticiparne di tre anni l’eventuale applicazione, in attesa di una valutazione d’impatto da parte della Commissione. In Italia – ha denunciato Marini - la metà delle mozzarelle e tre prosciutto  su quattro sono ottenuti da latte e carne di animali allevati all’estero senza alcuna informazione per il consumatore. Sulla base dell’intesa, alla Commissione europea, spetta ora il compito - conclude la Coldiretti -  di esaminare l’opportunità di estendere un sistema di etichettatura obbligatoria alle seguenti categorie di alimenti latte, latte impiegato come ingrediente, carne utilizzata come ingrediente, alimenti non trasformati, alimenti mono-ingrediente e ingredienti che rappresentano più del 50% dell’alimento.

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sulla salubrità e qualità delle nostre carni”. Aggiunge Marcello Gatto, presidente di Coldiretti Cuneo e membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega al settore carne: “Attorno alle razze da carne allevate in Piemonte sono nati in questi anni circuiti di tutela e valorizzazione come il Coalvi e Dono di Natura, nonché macellerie che operano nell’ambito di filiere produttive private e cooperative, che agiscono all’insegna della trasparenza e della qualità della carne. Inoltre, proprio per soddisfare le esigenze di tutti i consumatori e dei giovani in particolare, è nata “Piemontesina”, un hamburger, la cui carne è rigorosamente di razza bovina piemontese oppure l’esempio dei circuito M ** Bun che sta riscuotendo notevole successo di interesse e di consumo”. Conclude Bruno Rivarossa, direttore Coldiretti Piemonte: “Nella filiera piemontese, oltre alla trasparenza, siamo in grado di assicurare l’etichettatura e la tracciabilità, per cui il consumatore, dal semplice scontrino della bilancia, può risalire all’azienda agricola che ha prodotto la carne. Un’operazione compiuta dagli allevatori e da molti operatori della filiera, al fine di consentire al consumatore di individuare la carne prodotta nella nostra Regione. Certo, avremmo bisogno di un’attenzione maggiore da parte della Grande distribuzione, che oggi fa arrivare dall’estero molta carne in mezzene o già semilavorata. Queste grosse centrali di vendita dovrebbero aderire al percorso virtuoso intrapreso da Coldiretti, sia per avere un rapporto chiaro con i propri clienti, sia per garantire alle produzioni locali la giusta proposizione al consumatore che è sempre molto attento all’origine dei prodotti che acquista. Siamo pronti con le nostre imprese e cooperative a stipulare contratti di filiera con queste grosse centrali di consumo e con la ristorazione pubblica”. Dunque, in Piemonte, si può stare assolutamente tranquilli rispetto a certe preoccupanti situazioni generatesi in altri paesi Europei.


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Centro studi vini del Piemonte Il bilancio dei primi sei mesi di attività del laboratorio di San Damiano

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on il 30 giugno si è chiuso il primo semestre di attività del Centro Studi Vini del Piemonte. A giudicare dai risultati di questo primo periodo, riteniamo che il servizio sia stato complessivamente molto apprezzato e valutato positivamente da parte delle aziende vitivinicole aderenti al circuito Coldiretti. Sono state effettuate migliaia di consulenze e di analisi e sono stati raccolti dati preziosi; come già era stato sottolineato non si ha la presunzione di sviluppare attività di ricerca o di sperimentazione (ruolo che riteniamo debba essere svolto da altri organismi) ma si la presunzione di raccogliere informazioni che serviranno ad “analizzare” soluzioni nuove per sostenere e migliorare le nostre produzioni di qualità. Con questa iniziativa Coldiretti ha voluto riappropriarsi di un ruolo importante nel sistema enologico, ruolo che racchiude in se aspetti tecnologici, specialistici ed anche economici. Si è dotata pertanto di strumenti adatti per analizzare, approfondire e “caratterizzare” le produzioni enologiche piemontesi. L’attività ha riguardato in particolare i parametri di controllo generale

Secondo Rabbione nel laboratorio analisi del Centro Studi Vini del Piemonte di San Damiano d’Asti

In sei mesi il servizio di analisi dei vini offerto agli associati Coldiretti ha preso in consegna migliaia di consulenze (quadri acidi, analisi di stabilità proteica e tartarica, analisi microbiologiche), il colore e le sostanze polifenoliche (intensità e tonalità di colore, antociani, dTAT, flavonoidi e polifenoli totali), i metalli ed i controlli igienico sanitari. Segnaliamo inoltre per la pros-

Ricerca, studio e caratterizzazione. Corso Roma 53/b 14015 San Damiano d’Asti (AT) Tel. 0141 982 455 Fax 0141 980 397 secondo.rabbione@coldiretti.it

Diretto da Secondo Rabbione, il Centro Studi Vini ha predisposto, già da questa vendemmia, le analisi delle curve di maturazione delle uve sima campagna la possibilità di effettuare le analisi riguardanti le curve di maturazione; per dette analisi si potranno fare pervenire i campioni di uva etichettati direttamente agli uffici di zona, con la medesima procedura già collaudata per campioni di vino.


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L’evoluzione del colore con l’affinamento Il Consulenza in cantina: come ottenere polimeri non decolorabili

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Il tenore di antociani monomeri diminuisce rapidamente per azione della luce, della temperatura e dell’ossigeno Nei vini affinati ed invecchiati il colore è dato principalmente dai questi polimeri. Nell’affinamento sul lies si nota un effetto protettivo dei polisaccaridi dei lieviti sugli antociani (oltre al loro coinvolgimento nella polimerizzazione); in una prima fase vengono assorbiti e captati dalla parete cellulare e quindi si conservano più a lungo in forma libera; successivamente, attraverso la micro-ossigenazione, vanno rapidamente incontro a reazioni di polimerizzazione. Ruolo nell’affinamento dei tannini idrolizzabili ellagici e con-

La riduzione degli antociani è dovuta alla loro idrolisi ed ossidazione; tenori importanti di antociani monomeri possono essere eliminati con le precipitazioni tartariche ed in seguito alla fermentazione malolattica. densati dell’uva (in particolare dei vinaccioli – più reattivi). I tannini idrolizzabili sono idrosolubili, facilmente ossidabili e svolgono un ruolo importante nell’affinamento dei vini bianchi e rossi in legno. Essendo più ossidabili dei tannini dell’uva proteggono gli altri costituenti del mosto e del vino da una eccessiva ossidazione. Essi possono dare origine a po-

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on l’affinamento e la conservazione in legno il vino aumenta la propria intensità colorante; il tenore di antociani monomeri diminuisce rapidamente per azione della luce, della temperatura e dell’ossigeno. La riduzione degli antociani è dovuta alla loro idrolisi ed ossidazione. L’ossidazione è più marcata con temperature elevate e con presenza di catalizzatori chimici (metalli). La riduzione degli antociani liberi non deriva soltanto dalla presenza di ossigeno: infatti, tenori importanti di antociani monomeri possono essere eliminati al termine della fermentazione alcolica con le precipitazioni tartariche, venendo pertanto sottratti alle reazioni di polimerizzazione stabilizzanti. La fermentazione malolattica può avere influenza positiva o negativa sul colore. I batteri lattici possono procurarsi energia tramite l’antocianasi che separa il glucosio dall’aglicone, il quale: - può essere ossidato, con perdita di colore; - può legarsi ai tannini incrementando la sua stabilità. La combinazione antocianotannino è favorita dal riscaldamento del mosto durante la macerazione. Tale polimerizzazione prosegue nel corso dell’affinamento - con debole ossidazione - con formazione di polimeri rossi più stabili e meno decolorabili per ossidazione; questi hanno intensità colorante molto elevata e sono meno influenzabili dalle variazioni di pH ed SO2.


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Con un affinamento ben condotto buona parte degli antociani presenti contribuisce a formare polimeri non decolorabili, più stabili e di colore più intenso.

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limeri di varia natura: tali reazioni portano a risultati positivi se avvengono lentamente; portano a risultati negativi sia sul colore che sui caratteri organolettici se avvengono rapidamente. Nel legno, l’ossigeno dell’aria (O2), reagisce con i tannini ellagici che sono in grado di ossidarsi rapidamente; essi fungono da trasportatori di ossigeno, rilasciando ossigeno atomico (O), molto reattivo, che reagisce con l’acqua con formazione di H2O2; l’acqua ossigenata ossida l’alcol etilico ad aldeide acetica. L’aldeide acetica (etanale) reagendo con un tannino (monomero, oligomero, polimero) può dare origine ad un carbocatione (composto intermedio); lo stesso carbocatione può reagire con gli antociani con formazione di composti flavani-acetaldeideantociani, di colore cupo, più stabili, meno astringenti, che non risultano influenzabili dalle variazioni del pH e della solforosa (condizione ottimale per l’affinamento dei vini rossi). Quando queste molecole si legano ai polisaccaridi il vino acquista in volume e morbidezza. Sotto questa forma combinata l’intensità colorante aumenta anche se le forme monomere di antociani diminuiscono. L’uso della SO2 aggiunta a scopi microbiologici o per proteggere dalle ossidazioni ha effetto negativo sulle reazioni di com-

binazione, in quanto legandosi all’acetaldeide che si è formata, impedisce la formazione dei cosiddetti “ponti etanale”. Condizioni per un affinamento ben condotto. con un affinamento ben condotto buona parte degli antociani presenti vanno a formare i polimeri non decolorabili, più stabili e di colore più intenso. Prima dell’imbottigliamento, buona parte degli antociani combinati (dAT) deve essere sotto la forma non decolorabile (dTAT). Ai fini della stabilità del colore e della sua conservazione durante l’invecchiamento occorre un buon rapporto tannini-antociani; infatti

se il tenore della componente tannica è eccessivo si formano poche combinazioni tanninoantociano; se il tenore della componente tannica è carente gli antociani scompaiono rapidamente. Il colore dei vini rossi dipende quindi dalle diverse forme di antociani (liberi e combinati), dal suo pH e dal contenuto di SO2 libera presente. In conclusione, ai fini di una corretta valutazione del colore, risulta importante conoscere i valori dell’intensità colorante, della tonalità di colore, dei polifenoli totali, dei polimeri dTAT e del rapporto tra tannini ed antociani presenti.


ATTIVITA' INFORMATIVA E DIVULGATIVA ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005 – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111 Azione 1 Sottoazione B): informazione nel settore agricolo

Doc: importante novità Cambiano le regole per l’idoneità di iscrizione dei vigneti

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stata fatta rivendicazione; dell’art. 16 del DM 16 dicembre - richieste di modifica di idoneità 2010. Sarà poi necessaria la per quelle superfici rivendicabili alle consegna della comunicazione in nuove Denominazioni di Origine o originale alla Provincia competente alle nuove tipologie, per le quali le che permetterà la presa in carico Camere di Commercio non hanno dal parte della stessa Provincia. né creato Albi appositi né generato La Provincia competente, attraverle relative matricole e che per la so la successiva fase di accertascorsa annata sono state gestite mento provvederà , a trasformare con le scelte vendemmiali; in “definitiva” l’idoneità, entro la - richieste contestuali alla richie- campagna vitivinicola 2011/12. sta di reimpianto di nuovi vigneti. In fase di dichiarazione unica di Per questi ultimi è stata rilasciata vendemmia 2011 sarà possibile un’apposita funzione sull’appli- rivendicare anche le produzioni cativo regionale che gestisce il ottenute da Unità Vitate con idoprocedimento estirpo-impianto neità provvisoria. vigneti e che consente con la co- Per i nuovi impianti, effettuati enmunicazione di “richiesta di varia- tro il 31 luglio 2009 e che entrano zione idoneità” da parte del CAA di in produzione per la prima volta SPORTELLI INFORMATIVI COLDIRETTI ASTI aggiornare automaticamente il dato nella campagna 2011/2012, la vino della Unità vitata mettendola resa unitaria delle superfici vitate INFORMAZIONIidonee SULL’ATTIVITA’ AGRICOLA: in stato “provvisorio”. o Le superfici vitate oggetto della potenzialmente idonee alla Decomunicazione /richiesta idoneinominazione -dimercato, Originefiliere, è fissata - PSR 2007-2013; tà a seguito della- produzioni trasmissione nel 70% della resa stabilita da multifunzionalità; ecocompatibili, telematica, che dovràdifesa riportare disciplinare di produzione. Per le - ricerca; fitosanitaria; gli estremi della autorizzazione al comunicazioni- aggiornamenti /richieste idoneità - Condizionalità, reimpianto, acquisiranno lo stato è fissata una prima scadenza del normativi; agricoltura biologica; di “idoneità provvisoria” ai sensi 15 luglio 2011.

SPORTELLI INFORMATIVI COLDIRETTI ASTI

- sicurezza alimentare;

- risorse naturali;

- gestione dell’impresa;

- cooperazione

Asti C. so F. Cavallotti, 41

Nizza Monf.to C. so Acqui, 42/44

Canelli V. Cassinasco 11/13

San Damiano d’Asti V. Roma 23

- ricerca;

Castelnuovo D.B. V. Aldo Viglione 18

Zona di Vesime P.zza V. Emanuele II, 3

- Condizionalità, agricoltura biologica;

- aggiornamenti normativi;

Moncalvo P.zza Carlo Alberto 25

Zona di Villanova V. Oddone Blandino 19

- sicurezza alimentare;

- risorse naturali;

- gestione dell’impresa;

- cooperazione

INFORMAZIONI SULL’ATTIVITA’ AGRICOLA: - PSR 2007-2013; - produzioni ecocompatibili, difesa fitosanitaria;

Asti C. so F. Cavallotti, 41

- mercato, filiere, multifunzionalità;

Nizza Monf.to C. so Acqui, 42/44

Per informazioni: 0141.380.427

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numero 8 – 2011

I

n applicazione del Decreto Legislativo 61 del 8 aprile 2010 relativo alla tutela delle denominazioni di origine, nell’ambito della disciplina dello schedario viticolo ed ai sensi dell’art. 16 del DM 16 dicembre 2010, la verifica dell’idoneità non sarà più finalizzata all’iscrizione di una superficie vitata ad un Albo di una specifica Denominazione d’Origine ma alla rivendicazione alla Denominazione di Origine del vino prodotto su tale superficie. L’idoneità tecnicoproduttiva sarà valida per tutte le Denominazioni d’Origine che saranno compatibili con quella superficie vitata in termini di area di produzione, esposizione, vitigno o vitigni coltivati e caratteristiche agronomiche. Tale verifica competerà alle Province che dovranno gestire le richieste dei produttori, inviate tramite sistema informatico regionale e che varieranno a seconda delle casistiche di seguito individuate: - richieste di idoneità di vigneti già esistenti, per i quali non è mai


ATTIVITA' INFORMATIVA E DIVULGATIVA ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005 – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111 Azione 1 Sottoazione B): informazione nel settore agricolo

Giacenza e bilanci di cantina

In questo periodo si predispongono i conteggi dell’annata

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I

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l mese di Luglio per le cantine sia agricole che commerciali è tempo di bilanci, infatti in questo periodo tutte le cantine dovranno predisporre i conteggi con i relativi bilanci sui registri contabili riguardanti l’annata vitivinicola che come ogni anno parte dal 1° agosto dell’anno passato e si conclude con il 31 luglio dell’anno in corso; inoltre le aziende soggette a deposito fiscale dovranno predisporre per l’Ufficio Tecnico di Finanza l’inventario fisico delle materie prime dei semilavorati e dei prodotti finiti il bilancio energetico e il bilancio di materia, prospetto riepilogativo dei movimenti avvenuti nell’annata vitivinicola. Sono chiamati ad effettuare la comunicazione delle proprie giacenze tutti coloro che detengono, movimentano e commercializzano vini nel periodo su indicato e alla data della chiusura dell’anno contabile di cantina detengono vini , non esistono esoneri tranne i privati consumatori ed i rivenditori al minuto (enoteche, ristoranti, negozi) a meno che nell’anno non abbiano effettuato vendite unitarie oltre i sessanta litri, in questo caso anche questi ultimi rientrerebbero tra i soggetti obbligati alla comunicazione delle proprie giacenze. Le giacenze di cantina o magazzino vini devono essere determinate dalla chiusura dei registri di carico e scarico effettuando il bilancio annuo di cantina, le attuali norme riguardanti la tenuta dei registri di cantina prevedono che ogni anno i singoli conti delle entrate e delle uscite devono essere chiusi ad una data prestabilita dagli Stati membri. In Italia tale data corrisponde con la dichiarazione di giacenza e, anche

questo anno, la data coincide con il 31 luglio; i dati dovranno essere inviati in via telematica entro il mese di agosto. Solo le aziende soggette a Deposito Fiscale vino, in base all’art 7 e 8 comma 1 DM 153/2001, devono in concomitanza al suddetto periodo redigere per L’Ufficio Tecnico di Finanza (UTF) competente per il territorio le seguenti dichiarazioni ed inviarle entro il 10 agosto: L’inventario delle materie prime, dei prodotti semilavorati e dei prodotti finiti. Il bilancio delle materie prime lavorate , con l’indicazione delle rese

di lavorazione. Il Bilancio energetico con l’indicazione dei consumi di energia elettrica e dei combustibili attribuibili all’impianto. Come già avvenuto nello scorso anno l’invio telematico al Ministero dei dati contabili delle giacenze verrà effettuato tramite sistema informatico regionale questo nell’ottica di regionalizzazione di tutti gli atti amministrativi in campo agricolo. Gli interessati possono rivolgersi agli uffici tecnici Coldiretti per ulteriori chiarimenti e per il disbrigo delle pratiche.


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Difesa fitosanitaria della vita

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onostante le frequenti piogge e i temporali del mese di giugno non si segnalano infezioni da peronospora, grazie al precedente andamento climatico asciutto e alla difesa fitosanitaria attuata dai viticoltori che hanno di fatto inattivato il potenziale inoculo presente in campo. Si consiglia pertanto di procedere da ora in poi con semplici prodotti di copertura a base di rame. La difesa antioidica presenta invece alcune problematiche in più; si segnalano infatti le prime infezioni nelle zone maggiormente a rischio. Si consiglia pertanto di utilizzare prodotti ad azione sistemica, in particolare sulle varietà sensibili agli attacchi del patogeno, ripetendo gli

interventi ad intervalli di 12-14 giorni. In caso di infezioni in atto si consiglia l’utilizzo del p.a. meptil-dinocap (massimo 2 interventi/anno per chi aderisce alla Misura 214.1). Si consiglia eventualmente di integrare la difesa antioidica con interventi a base di zolfo in polvere, ponendo la massima attenzione al momento della giornata in cui si interviene e alla fase fenologica della vite. Le alte temperature di questi giorni potrebbero causare ustioni ai grappoli, si consiglia pertanto di non scoprire eccessivamente la produzione. Verso la metà del mese di luglio è previsto il secondo trattamento insetticida obbligatorio nella lotta alla Flavescenza dorata della vite.

I principi attivi consigliati sono: Clorpirifos etile, Clorpirifos Metile, Thiametoxam, Etofenprox. Si ricorda l’obbligo di distribuire un formulato commerciale il cui principio attivo sia differente da quello utilizzato nel trattamento precedente. Nelle aziende che aderiscono al monitoraggio della scafoideo, unico insetto vettore della Flavescenza dorata, il secondo trattamento può essere evitato o rimandato fino a quando non si arriva a catturare 2 adulti complessivamente in tutto il vigneto. Per ogni eventualità è possibile rivolgersi ai tecnici Coldiretti, inoltre si ricorda che è possibile ricevere gratuitamente gli avvisi tecnici di lotta anche via posta elettronica o via SMS.

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Le operazioni in post-chiusura grappolo

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ASSISTENZA TECNICA AGROAMBIENTALE Per una giusta applicazione della “condizionalità” e dei disciplinari

Uffici di zona Asti San Damiano Villanova d’Asti Castelnuovo D.B. Moncalvo Nizza M.to Canelli Valle Bormida

è previsto che l’impresa agricola beneficiaria utilizzi un servizio di assistenza tecnica qualificato per il rispetto dei disciplinari produttivi. A tale riguardo la Coldiretti tramite la propria società di servizi, Impresa Verde Asti, mette a disposizione presso ogni Ufficio Zona un Servizio Tecnico a cui gli associati possono rivolgersi:

Tecnici di riferimento Raviola Monica, Frandino Davide Trinchero Christian Marzano Simonetta Casalegno Emiliana, Torchio Claudio Bosso Giampiero Mirandola Raffaella, Leone Lorena, Giacoppo Salvatore Bosca Pietro, Poggio Matteo Mazzolo Sara, Mo Diego, Riva Marco

Telefono 0141.380.428 0141.97.1000 0141-946639 011.987.68.63 0141.91.61.00 0141.72.11.17 0141.82.35.90 0144.85.98.01

Infine, per problematiche specifiche è possibile rivolgersi ai seguenti tecnici: Settore viticolo: Pietro Bosca, cell. 335-7502078; Settore frutticolo e corilicolo: Daniele Di Matteo, cell. 335-7502081; Settore Seminativi: Adriano Cavallito, cell. 335-6579172; Claudio Torchio, cell. 335-471016. Il gruppo di tecnici si avvale anche del supporto specialistico di esperti esterni ed è coordinato a livello provinciale da Antonio Bagnulo (Tel. 0141.380.427; Cell. 335.750.20.61) al quale ci si può rivolgere per ogni ulteriore chiarimento o problematica.

numero 8 – 2011

L’applicazione delle Azioni Agroambientali del nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, prevede che le imprese agricole beneficiarie dei contributi rispettino molteplici impegni minimi (condizionalità) e impegni specifici (disciplinari di produzione). Inoltre, nel caso dell’Azione 214.1 “Applicazione delle tecniche di produzione integrata”,


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Difesa fitosanitaria melo Come gestire la fase ingrossamento dei frutti

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uperato ormai in modo indenne il periodo più favorevole per la ticchiolatura, grazie anche a condizioni climatiche primaverili particolarmente favorevoli, l’attenzione nella difesa fitosanitaria si sposta verso la carpocapsa. In questo periodo è opportuno valutare l’andamento del volo dell’insetto ed intervenire con prodotti insetticidi ad azione larvicida. n funzione del periodo si consiglia in questa fase, in ottemperanza al disciplinare di produzione integrata, l’utilizzo dei seguenti insetticidi: Clorpirifos - etile (massimo 3 trattamenti/ anno), Clorpirifos – metile (massimo 2 interventi/anno). Si consiglia l’utilizzo dei principi attivi emamectina benzoato o spinosad (massimo 2 interventi/anno ciascuno) per gli ultimi interventi in quanto il tempo di carenza dei prodotti è di soli 7 giorni. L’inizio della seconda generazione di carpocapsa è stato registrato nell’astigiano intorno al 25 giugno; per coloro i quali intendessero adottare tecniche di confusione sessuale (confusione classica, liquida o disorientamento) è opportuno provvedere con urgenza al posizionamento degli erogatori o a effettuare gli interventi di contenimento. In questa fase si ricorda inoltre l’importanza dei trattamenti con concimi fogliari a base di calcio, da effettuarsi ad intervalli il più possibile regolari di 15 giorni, al fine di prevenire la butteratura amara, fisiopatia che può compromettere gravemente i frutti.

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DIVIETO CONCIANTI NEONICOTINOIDI

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l 21 giugno è stato prorogato al 31 dicembre 2011 il divieto di impiego dei neonicotinoidi da parte della Commissione Consultiva fitofarmaci del Ministero della Salute. Tale divieto all’utilizzo dei neonicotinoidi per la concia delle sementi, ispirato al principio di precauzione, è derivato dai loro

Si segnala infine la presenza di afidi in alcuni meleti per i quli vi è la possibilità di intervenire eventualmente con formulati commerciali a base di Imidacloprid (massimo 1 intervento/

possibili effetti negativi sulla salute delle api. E’ auspicabile che entro quella data vengano prodotti dati scientifici, condivisi con le Regioni e con le Associazioni dei produttori, per arrivare ad una valutazione definitiva sulla questione che tuteli tutte le produzioni agricole.

anno), Thiametoxam (massimo 1 intervento/anno), Thiacloprid (massimo 2 interventi/anno, 1 solo se si utilizza un altro neonicotinoide registrato per carpocapsa con azione contenitiva su afidi).


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In riferimento a quanto comunicato nel precedente numero, ancora proroghe sul Sistri. Il Sistema si tracciabilità dei rifiuti slitta al giugno 2012 per le piccole imprese che non hanno più di dieci dipendenti. La novità è stata inserita nel maxi emendamento presentato per la fiducia alla Camera dei deputati, nell’ambito dell’approvazione della legge di conversione del “Decreto Sviluppo”. Nella medesima sede, la Camera ha approvato diversi ordini del giorno sul Sistri, impegnando il Governo ad emanare ulteriori norme di semplificazione ed istruzioni tecniche  e, in particolare, a prevedere con decreto l’obbligo, per i produttori iniziali, della sola iscrizione al Sistema. Altra richiesta è che tutti gli adempimenti amministrativi che gravano sui produttori iniziali possano essere effettuati dalle associazioni di categoria o dal gestore del servizio pubblico, secondo modalità tecniche agevolate che consentano di adempiere a tali obblighi anche

attraverso sistemi standard di interoperabilità e procedure più semplici e rapide ed in modo che tali adempimenti sostituiscano ogni altro obbligo a carico dei produttori iniziali in termini di formulari di trasporto, registri di carico e scarico e Mud.

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RIFIUTI: NUOVA PROROGA DEL SISTRI

25 ATTIVITA' INFORMATIVA E DIVULGATIVA ai sensi del Regolamento (CE) 1698/2005 – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111 Azione 1 Sottoazione B): informazione nel settore agricolo

Notizie Coldiretti sempre aggiornate Richiedete l’invio delle notizie tramite e-mail o SMS

Io sottoscritto_____________________________________________________________ Indirizzo__________________________________________________________________ Settore produttivo di interesse_______________________________________________ desidero ricevere l’invio delle informazioni divulgate da Coldiretti Asti inerenti i vari argomenti di interesse per la propria impresa agricola, tramite:

e-mail all’indirizzo: _______________________________________

SMS al telefono di cellulare: _______________________________

Autorizzo Coldiretti Asti ad inserire i miei dati nelle liste per la gestione dell’invio dei comunicati informativi. In qualsiasi momento in base all’Art. 13 della legge 675/96 potrò chiedere la modifica o la cancellazione, oppure negare il consenso al loro utilizzo scrivendo a Coldiretti C.so F. Cavallotti 41 – 14100 Asti.

Luogo ____________________________________Data__________________________Firma_____________________________

da ritagliare e spedire a: coldiretti asti - c.so cavallotti 41 - 14100 asti

numero 8 – 2011

Coldiretti Asti, nell’ambito dell’Azione 111-1B del PSR, ha predisposto un nuovo servizio per la diffusione delle notizie in tempi rapidi e puntuali. Per essere sempre informati sugli adempimenti, le scadenze, le opportuità inerenti l’attività delle imprese agricole, Coldiretti divulgherà le notizie tramite e-mail e/o SMS telefonici. Si tratta di un’opportunità per essere sempre aggiornati e tenere sotto controllo la propria azienda, dal punto di vista tecnico, burocratico ed economico. Per aderire all’iniziativa e ricevere quindi le notizie è sufficiente compilare e restituire il presente modello agli uffici Coldiretti.


Concessioni irrigue: revisione della normativa Ci si aspetta una semplificazione per lo sviluppo della Green Economy 

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numero 8 – 2011

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a recente disciplina a livello nazionale volta a semplificare le procedure per la realizzazione di impianti destinati alla produzione di energia rinnovabile, compresa quella idroelettrica, rende necessaria una modifica del decreto regionale vigente in materia di autorizzazione dei prelievi idrici, sia dei corsi d’acqua superficiali che degli acquiferi profondi. Nei prossimi mesi, la regione Piemonte dovrà adeguare la propria normativa alle indicazioni fornite dal governo,  con una revisione del D.P.G.R. n. 10/R/2003 ed in tal senso ha già avviato la consultazione con le forze sociali. Le modifiche da apportare al decreto - dicono a  nome di Coldiretti Piemonte, Paolo Rovellotti, presidente, e Bruno Rivarossa, direttore -  non devono limitarsi ad un semplice allineamento normativo,   ma introdurre una serie di semplificazioni utili per uno sviluppo ambientalmente compatibile dell’agricoltura,  in linea con le opportunità che vengono offerte dalla Green Economy”. “In particolare – continua Rivarossa – è indispensabile snellire e semplificare le procedure attinenti all’utilizzo idroelettrico dei prelievi per uso agricolo, qualora le richieste siano presentate da coloro che siano già titolari dell’autorizzazione e non siano previsti incrementi dei prelievi”. “Guardando alla disciplina attuale -  aggiunge Franco Parola, Responsabile Servizio Ambiente e Territorio di Coldiretti Piemonte - va agevolata sotto il profilo

Bene alcune norme del collegato alla finanziaria

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oldiretti Piemonte accoglie con soddisfazione l’approvazione, da parte del Consiglio Regionale, del collegato alla Legge Finanziaria 2011 che prevede: la possibilità di stipulare nuove convenzioni con la Pubblica Amministrazione con l’obiettivo di perseguire la semplificazione amministrativa; l’opportunità di non aderire alla polizza unica assicurativa per lo smaltimento delle carcasse derivante dall’adesione al Consorzio Cosman; l’anticipo sui pagamenti delle domande PAC 2011;

contributi e nuove sanzioni per l’eradicazione di fitopatie con particolare riferimento alla batteriosi del kiwi e alla flavescenza dorata della vite. Commentano Paolo Rovellotti e Bruno Rivarossa, rispettivamente Presidente e Direttore di Coldiretti Piemonte: “I nuovi provvedimenti rappresentano un importante passo in avanti per la semplificazione così come attesa dalle nostre imprese. Anche la previsione dell’aumento dei capi cacciabili di ungulati e cinghiali rappresenta una risposta alle necessità del territorio”.

Bruno Rivarossa

Paolo Rovellotti

procedurale e sostanziale la procedura di chiusura e successiva riapertura di un pozzo per il quale venga accertata l’interconnessione tra falda freatica e falda confinata, con la sostanziale modifica dell’art. 27 co. 8. Un altro passo indispensabile è la modifica all’art.

3 del decreto per equiparare la tipologia ‘zootecnico’ a quella ‘agricolo’ poiché  l’impresa zootecnica è azienda agricola sotto ogni profilo, da quello tecnico e gestionale operativo, a quello economico e non c’è motivo alcuno perché debba sostenere maggiori costi”.


Infortuni sul lavoro I risarcimenti per il danno biologico 

S. Damiano Cisterna Celle Enomondo Ferrere

Per gradi di invalidità inferiori al 6% non spetta nessun indennizzo (c.d. franchigia). Entro dieci anni, in caso di ricaduta, si può comunque inoltrare all’Inail la richiesta di revisione. Per i coltivatori diretti, le prestazioni economiche a carico dell’Inail sono condizionate alla regolare iscrizione dell’infortunato negli elenchi Inps e, per i titolari di azienda, anche al regolare versamento della contribuzione dovuta all’Inail (“regolarità contributiva”), la cui riscossione è affidata all’Inps, unitamente ai contributi previdenziali. Qualunque sia il grado di menomazione riconosciuto, in caso di successivo aggravamento, verificatosi entro 10 anni dalla data dell’infortunio (o 15 anni in caso di malattia professionale) si può chiedere: -  l’indennizzo in capitale, se la menomazione originariamente inferiore al minimo indennizzabile si è aggravata, raggiungendo o superando il grado del 6%; - l’adeguamento dell’indennizzo in capitale già erogato; - la liquidazione della rendita se la menomazione si è aggravata raggiungendo postumi di grado pari o superiore al 16%. Per i casi di infortunio o malattia professionale avvenuti prima del 25 luglio 2000, vige una disciplina differente.

Ricordiamo che in tutti i casi di infortunio sul lavoro con prognosi superiore a tre giorni è comunque sempre obbligatoria la denuncia di infortunio, da parte del titolare di azienda o datore di lavoro, indipendentemente da ogni valutazione circa la ricorrenza degli estremi di Legge per l’indennizzabilità da parte dell’Inail. Data la complessità della materia è necessario che in caso di infortunio sul lavoro o sospetta malattia professionale, gli interessati prendano contatto tempestivamente con gli uffici del patronato Epaca. Gli operatori forniranno tutta l’assistenza necessaria, provvedendo in primo luogo ad inviare la denuncia all’Inail , offrendo al contempo un servizio gratuito di consulenza medico-legale qualificata. Via C. Botta, 4 - 14015 San Damiano d’Asti

Tel. & Fax 0141.975146 cell. 336.253369

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numero 8 – 2011

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coltivatori diretti, coloni, mezzadri e gli operai agricoli che subiscono un infortunio sul lavoro che comporti conseguenze di carattere permanente possono ottenere, a domanda e in presenza di determinate condizioni, un risarcimento economico da parte dell’Inail. In particolare, al termine del periodo di inabilità temporanea e a seguito di una visita medicolegale, l’Inail deve valutare se in conseguenza dell’infortunio o della malattia professionale, il lavoratore presenta dei danni permanenti (c.d. postumi indennizzabili). Il risarcimento in tal caso non è limitato alle sole conseguenze che derivano dalla diminuzione della capacità lavorativa, ma comprende anche la valutazione del cosiddetto danno biologico, inteso come danno alla salute, vale a dire la menomazione dell’integrità psico-fisica della persona interamente considerata, a prescindere dall’attività svolta e dalla retribuzione percepita. L’indennizzo riconosciuto dall’Inail varia in base alla gravità e, quindi, al grado della menomazione: 1. dal 6% al 15%: indennizzo in capitale (una tantum) 2.  dal 16% al 100%: rendita mensile che tiene conto anche delle conseguenze patrimoniali delle menomazioni.


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numero 9 - 2009 numero 8 – 2011

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Il Notiziario Agricolo N.8/2011