Il Mensile della Valdichiana / n. 27-20 Il lavoro al buio

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Capitini: «l’ambizione non è un peccato»

Sfogliando gli archivi della memoria

Riaprire l’attività in tutta sicurezza

Il lavoro al buio

Riaccendere la luce alle nostre imprese. Il Coronavirus ha messo in ginocchio l’economia. Prove di ripartenza in sicurezza

periodico di informazione in distribuzione gratuita

n. 27 maggio 2020


Editoriale Usciamo con il nuovo numero quando la parabola dei contagi pare aver preso il verso buono, in questi giorni vengono dettagliate le nuove misure che permetteranno di dare il via alla cosiddetta fase 2, quella della progressiva riapertura. Siamo coscienti che si tratti del momento più difficile, se fino ad oggi era sufficiente restare a casa per evitare di complicare la situazione, da ora in avanti la responsabilità individuale della nuova convivenza sociale sarà fondamentale. Tenere le distanze ed evitare di creare le condizioni per il contagio sarà ancora più importante, una seconda ondata della pandemia potrebbe generare conseguenze ancora più gravi, aumentando la crisi economica e generando ulteriore frustrazione sociale. In questi quasi due mesi siamo stati relativamente bravi a rispettare indicazioni spesso confuse (corsetta sì, corsetta no, mascherina sì, ma quale?), anche la rete commerciale alimentare ha funzionato garantendo un certo ordine. I focolai di contagio residui sono stati i contesti familiari (laddove era presente un caso positivo) e le Rsa, dove il nostro sistema della prevenzione purtroppo in qualche caso ha fallato. In questo numero diamo voce alle imprese che hanno navigato in questo mare in tempesta, fra chi ha dovuto continuare a lavorare (quelle alimentari), chi si è fermato e chi ha dovuto ridurre la produzione al minimo. Abbiamo deciso di lasciare fuori il compar-

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Indice to orafo e quello della cultura e degli spettacoli, come quello della variegata galassia del settore artigianale, ai quali destineremo un successivo approfondimento, non ce ne vogliano gli imprenditori e i lavoratori di questo mondo. Riguardo il turismo, che si conferma un settore ad alta volatilità, ci occupiamo di un dibattito che è partito a Cortona, complice il grande numero di imprese collegate a questa fonte di reddito. Molte realtà non vogliono restare con le mani in mano e si attrezzano per lanciare una campagna di raccolta fondi pubblico/privata per provare a salvare la stagione, puntando sul pubblico italiano. In tempi di isolamento abbiamo voluto parlare di archivi, ne abbiamo rispolverati parecchi in questi giorni di quarantena collettiva, abbiamo rivisto tante foto che pensavamo di aver perso e rischiavamo di dimenticare. Per questa ragione abbiamo raccolto alcune immagini dall’archivio Furio Del Furia di Foiano. Maggio è anche il mese della Festa della Mamma, per questo vi proponiamo una specialità davvero sfiziosa, mentre nelle pagine qui a fianco abbiamo chiesto ad alcuni lettori come si sono reinventati le giornate al tempo del lockdown. Subito a seguire conosciamo il personaggio del mese, un artigiano che a 82 anni ha ancora voglia di mettere le gambe alle proprie idee.

Buona lettura Massimo Pucci

il mensile della valdichiana - n. 27 maggio 2020

4 IL PERSONAGGIO DEL MESE Matteo Capitini

6 DIBATTITO

I borghi e il turismo: tutto da rifare

7 CASTIGLION FIORENTINO

Il paese in vetrina a portata di click

8 LUCIGNANO

La solidarietà del paese e degli amici

9 FOIANO

Misure straordinarie per i più deboli

10 MARCIANO

Le azioni per la scuola e il sociale

11 CORTONA

«Dalla prevenzione alla ripartenza»

12 STORIA E MEMORIA

Navigando negli archivi fotografici

14 INCHIESTA

Il lavoro al buio

18 ARTE

Anche il Maec fra i musei aperti

19 ECONOMIA

«Al lavoro con rigore e prudenza»

20 CUCINA

Alla mamma ho fatto gli gnocchi

21 AMBIENTE

Crescono valore e investimenti

22 FISCO

Riaprire in sicurezza, ecco l’ordinanza


Opinioni

Lockdown: reinventarsi una vita a casa

Due mesi senza la «vita di una volta»: come cambiano abitudini e modi di fare, come va la convivenza forzata dentro le mura domestiche

Studio, cucina e smart-working con qualche curioso intrattenimento

I giovani si buttano sullo studio e allora dopo le settimane di #iorestoacasa forse avremo una crescita del rendimento agli esami universitari. Ecco come si passa il tempo ai tempi del Sars Cov-2, c’è chi si inventa cuoco, chi cerca di mantenersi in forma in casa e in giardino, chi si pianta di fronte a Netflix e poi c’è pure chi addestra il cane per la ricerca dei tartufi. L’isolamento è iniziato lo scorso 9 marzo e si è prolungato fino ai primi giorni di questo mese di maggio, quali sono gli effetti che ha prodotto sulla nostra vita quotidiana è facile notarlo, quale il segno che ha lasciato nella nostra vita lo scopriremo più avanti. Le giornate sono monotone ma ho la fortuna di avere spazio esterno, poi con i film, serie tv, cucina, esercizio fisico in casa, il tempo passa lo stesso

Lettura e la cucina in mezzo agli studi per la sessione d’esami. Mia madre sta lavorando in prima linea perché questo incubo sparisca il prima possibile

Ho ripreso a disegnare e faccio il mio lavoro di addestratrice di cani online, sto promuovendo una campagna contro l’abbandono degli animali a causa del virus

Ho potuto trascorrere più tempo con la mia famiglia cercando però di non abbandonare il mio lavoro aggiornandomi allo Smart-working

I primi giorni passavo il tempo con attività fisica, ma da quando è stata limitata mi sono dedicata ad altre attività che posso fare a casa come la pittura

Leggo molto e faccio incetta di serie tv. Grazie alle videoconferenze riesco a rimanere in contatto con insegnanti e amici. Infine curo un sito web

Ho riscoperto la mia passione per la musica che tra università e lavoro avevo un po’ abbandonato. Nel tempo libero seguo un corso di yoga online

Dopo le lezioni online, Cucino e cerco di dedicarmi allo sport in giardino per quanto possibile e provo ad addestrare il mio cane a cercare tartufi

Ho abbandonato le mie vecchie abitudini e mi sono dovuto reinventare. Sto cercando di informarmi riguardo i vari temi di attualità e di prepare gli esami

Studio e seguo le lezioni online. Mi piace fare dolci e ho sperimentato anche nuove ricette. Faccio attività fisica e ho iniziato un corso di meditazione

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Il personaggio

«Essere ambiziosi non è un peccato»

Matteo Capitini, 82 anni, ceramista di Castiglion Fiorentino, non smette di sognare e di progettare guardando sempre avanti

«Anche se ora è tutto fermo, non riesco a non pensare al futuro» circa 1 anno, a dirigere la bottega e che con le sue sole forze riuscì a mantenerla e a portarla avanti: «la ricordo con molto piacere questa esperienza, anche perché il bottegaio vicino a me mi faceva compagnia nei momenti meno affollati. La bottega andava bene e il lavoro procedeva alla grande», dice lui stesso. Nonostante questo il nostro artigiano voleva andare avanti, e

non fermarsi ad avere un unico incarico, per questo decise di abbandonare la bottega di Dragoni e di cercare fortuna (e qualche soldo in più) altrove. «Certo il lavoro non era facile, ma anche qui ho visto apprezzate le mie grandi capacità, seppure ero ancora agli inizi», infatti Capitini trovò lavoro in una delle massime industrie della zona per l’epoca, dove realizzava vasi, cocci e quant’altro che andavano non solo ai priva«Due cose mi hanno fatto andare avanti nella vita: l’ambizione e la curiosità di conoscere». Così esordisce Matteo Capitini, artigiano della Val di Chiana. Il «Mastro Capitini» risiede tutt’oggi a Castiglion Fiorentino, terra che gli ha dato i natali e dove ha mosso i primi passi per diventare la perso-

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na, conosciuta anche oltre oceano, che è oggi, all’età di 82 anni. «La scuola non mi è mai piaciuta, per questo già a 10 anni cominciai a lavorare». Infatti è proprio così che quella sua voglia di fare prese pieno possesso di lui. Appunto all’età di 10 anni Capitini iniziò a lavorare in una bottega artigiana nel cuore di Casti-

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glion Fiorentino sotto la guida del maestro artigiano Orlando Dragoni, molto conosciuto e stimato all’epoca. «Già agli inizi della mia esperienza in bottega il maestro era molto soddisfatto di me e si stupiva ogni giorno di più del mio operato». Matteo ricorda ancora di quando a 14 anni si trovò da solo, per


Il personaggio ti ma anche in «bella vista» alla ‘mostra dell’artigianato di Faenza’, dove una sua opera arrivò al 2° posto in concorso. «Il capo della ditta mi portò addirittura al mare - ricorda - A quei tempi non era come oggi, era considerata un’esperienza di gran lusso». Nonostante il suo operato nacquero comunque delle «gelosie» nel lavoro, tanto che Matteo decise di andar-

realizzavo i vasi e mia moglie li dipingeva, abbiamo sempre lavorato insieme». Ancora non contento decise di andare a cercare lavoro a Firenze, visto che con due figli piccoli non era facile mandare avanti il tutto. «Non ci rimasi molto, infatti tornai presto verso casa visto che mi era stato offerto un lavoro come insegnante in un istituto per ragazzi con handicap e per giovani in situazioni difficili. Imparai tanto da questa esperienza e, cosa ancora più bella, potevo dedicarmi ancora con più voglia e passione al mio mestiere di artigiano». Nel suo campo Capitini ha sempre riscosso molto successo, basti pensare alla medaglia d’oro vinta alla «Mostra dell’artigianato» di Firenze nel ’72: «Una delle esperienze più belle senza dubbio è stata essere scelti da questa grandissima azienda americana per far conoscere i prodotti Made in Italy negli USA. Indimenticabile, siamo stati trattati come dei re» dice Capitini al solo ricordo. «Sono arrivato a un punto della mia vita in cui ho dovuto rifiutare un sacco di incarichi. Sono comunque un artigiano, e le cose fatte in fretta e furia non vengono mai bene, io ci

metto solo il mio amore e la mia passione. Il lavoro era in piccolo è vero, ma mi ha dato sempre una grande soddisfazione». Abbandonato il settore nel 2000/2001 Capitini non si è comunque arreso anzi, anche se è a casa continua a lavorare e a progettare. Curioso per natura, già da ragazzo, si è lasciato prendere la mano anche per «l’antico» e per tanti anni ha studiato e ha cercato di ricreare lo stesso materiale che ricopriva gli antichi vasi corallini e le coppe aretine, per cercare di ricrearle «come faceva-

no gli antichi» si direbbe noi. «Nonostante sia tutto fermo a causa del tremendo virus sto cercando di portare avanti un sacco di progetti e idee, infatti solo la voglia di fare mi aiuta ad andare avanti. Dovete sempre mettere alla prova voi stessi. Infatti se non c’è ambizione personale la vita non ha senso». Anche il maestro Capitini, con questo messaggio, ci sprona ad andare avanti: se mettiamo alla prova noi stessi possiamo farcela a fare tutto, e tutto andrà bene. Martina Concordi

sene per altri lidi. «Appena lasciato questo impiego mi sposai, e fu allora che arrivò il difficile». Non tanto per il matrimonio, infatti il Capitini ha molte ragioni per cui ringraziare la moglie, quanto perché dovette ricominciare tutto da zero. Infatti non potendo rimettere in sesto la vecchia bottega dove aveva mosso i primi passi, decise di acquistare un altro fondo dove continuare a far crescere il suo talento e la sua passione, sempre dentro la sua amata Castiglion Fiorentino. «Io il mensile della valdichiana - n. 27 maggio 2020

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Dibattito

I borghi e il turismo: tutto da rifare

Le conseguenze del virus, proposte per l’estate: provarci o no?

Dal 18 maggio ok allo shopping e dal primo giugno possono riaprire ristoranti e bar, con le debite precauzioni. Partiamo da questa considerazione per fotografare le fasi di sblocco del settore turistico italiano anche se ancora non conosciamo quando sarà possibile passare da una regione all’altra anche senza giustificato motivo. La fase 2 è quella degli spostamenti regionali, è in attesa dello sblocco di questa limitazione che prova a ripartire il comparto dello svago e quindi il turismo. Lo scenario, se le cose andranno per il verso giusto, prevede per giugno una sempre maggiore libertà di circolazione sul territorio nazionale. Dopo le dichiarazioni dell’archistar Stefano Boeri «Chi ha una seconda casa ci si trasferirà o ci passerà periodi più lunghi: salviamo i piccoli centri abbandonati con un progetto nazionale», molti dei nostri amministratori si sentono quasi rinfrancati. I piccoli borghi ritroveranno vigore grazie alla loro attrattività? Le cose non sono così automatiche perché stiamo parlando di zone che si sono spopolate perdendo numerosi servizi. Non a caso abbiamo scelto questa immagine di Ruga Piana a Cortona, una foto scattata qualche anno fa: tavolini e gente a passeggio. Chissà quando potremo scattare una foto simile? Chissà quando torneranno i visitatori? Intorno a questi interrogativi si muovono le scelte del comparto turistico cortonese, e non solo. Qui ci sono oltre mille attività legate al turismo, un settore che sta alla finestra: provare a fare promozione

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a corto raggio (verso gli italiani) o evitare di sprecare risorse e passare il 2020 in apnea? In questo rebus si misurano interessi e possibilità di un comparto non omogeneo. Basti pensare agli alberghi che devono assumere molto personale stagionale. Per diverse strutture di alto livello questo può essere uno scoglio e alcuni meditano di saltare una stagione puntando sul 2021. Altrettanto pensano i tour operator «luxury» quelli che operano nel settore «incoming»: passare da un target straniero facoltoso ad uno benestante italiano gli comporterebbe di praticare tariffe

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notevolmente più basse. Per molte ville da sogno della Valdichiana si tratterebbe di un deprezzamento, insomma una sorta di perdita della verginità. Anche in questo caso, sebbene i costi di «startup» siano molto inferiori rispetto a quelli degli hotel, la tendenza che si registra è quella del naso turato, ma lo scenario può cambiare. Qualche chance si intravvede per tutte quelle location extra-alberghiere a gestione semi familiare, le famose seconde case e/o villette con piscina da affittare sulle piattaforme. Una possibilità a costi più accessibili delle lussuose ville che potrebbe attirare turisti italiani che

vogliono trascorrere una «vacanza in quarantena», ovvero un periodo di isolamento fatto di campagna e piscina. Un momento in cui godersi la pace e la distanza dai possibili assembramenti nelle località marine. Tuttavia, si fa sempre più largo l’opzione di scommettere sulla coda finale dell’estate, lanciando una campagna promozionale dedicata agli italiani. L’idea ha preso campo nelle videochat degli operatori turistici cortonesi, ma è pronta ad estendersi con l’obiettivo di provare a non perdere la stagione. Non dimentichiamoci che siamo un popolo operoso e restare un’estate con le mani in mano in attesa di tempi migliori non è proprio ciò che si addice al nostro dna. Collegato al turismo c’è tutto il settore della ristorazione, quello che freme, e che ha iniziato per primo a fare i conti con il «lockdown». Molte attività hanno deciso di puntare sulla consegna a domicilio, a fine aprile altra boccata d’ossigeno con l’ok alla vendita da asporto, ma appare meno felice la prospettiva di riaprire con i criteri del distanziamento. Una modalità che, imponendo una riduzione dei coperti e un controllo che non si addice al clima di relax e spensieratezza tipici della cena o del pranzo fuori, scoraggia i piccoli locali. L’unica speranza per molti di questi è la concessione gratuita e l’aumento del suolo pubblico sfruttabile: tavoli all’aperto più comodi e distanti. Insomma, forse non è ancora tutto perso, sempre che la stagione del virus sia al tramonto.


Castiglion F.no

Il paese in vetrina a portata di click Shopping: il Comune lancia il portale botteghecastiglionesi.it Al via la piattaforma www. botteghecastiglionesi.it. Da oggi (venerdì 24 aprile) sarà possibile vendere ed acquistare i prodotti delle botteghe castiglionesi. In tempo di pandemia da Covid-19, domanda e offerta accorciano le distanze e si ritrovano sulla piattaforma creata dal comune di Castiglion Fiorentino. Oltre 40 le richieste pervenute dai negozianti per creare la loro vetrina virtuale. Alimentari, aziende agricole ed ottici ma anche abbigliamento, oggettistica, profumerie, vendita di materiali edili, parrucchieri oltre alle farmacie ed erboristerie, ai professionisti della bellezza e alle gioiellerie, ai fioristi, allle pasticcerie e gelaterie e ai negozi per accessori e abbigliamento sportivi. w w w.botteghecastiglionesi.it è una infrastruttu-

ra web che consentirà la ripartenza dell’economia locale visto che alla bottega tradizionale si affianca quella virtuale che potrà «catturare», una volta fuori dalla fase emergenziale, clienti anche fuori comune. Il nome del portale e-commerce collegato alle attività produttive del territorio per la vendita online dei prodotti, botteghecastiglionesi, è stato individua-

to dagli stessi operatori commerciali dopo una votazione social. Su 350 voti registrati ha vinto il brand «botteghe castiglionesi» con il 65 % dei consensi (217 voti), secondo posto con 94 voti (28%) per «castiglionfiorentinoshop.it» e in terza posizione con 22 voti (7%) per «castiglionfiorentinomarket.it». «Seguendo le regole date dall’emergenza

Covid-19 e quindi cercando di limitare assembramenti e file davanti ai negozi abbiamo creato uno strumento di vendita online che sia di aiuto sia per le attività che gli stessi castiglionesi. Una piattaforma e-commerce che raccoglie le diverse tipologie merceologiche presenti nel nostro territorio. Ad oggi si contano una 40tina di botteghe registrate ma è sempre possibile iscrivere la propria bottega nella piattaforma. Il sistema è molto semplice come è semplicissimo porter comprare i prodotti. www. botteghecastiglionesi.it è sicuramente uno strumento valido per questa emergenza ma ciò non toglie che può essere un volano di crescita economica dedicate alle piccole realtà di vicinato» conclude l’assessore alle Attività Produttive, Francesca Sebastiani.

Sicurezza stradale, partiti i lavori a Castroncello In arrivo attraversamento pedonale ad alta visibilità e nuovo marciapiede

Al via l’esecuzione del progetto che riguarda l’opera di miglioramento della sicurezza della viabilità nella frazione di Castroncello e che prevede, lungo la Strada Provinciale 27 di Castroncello e Brolio in prossimità della Chiesa di San Marco, la messa in sicurezza dell’incrocio tra SP 27 e Strada Vicinale della Melma e Strada Vicinale del Castroncello attraverso la realizzazione

di marciapiedi oltre che la realizzazione di un attraversamento pedonale ad alta visibilità in grado di aumentare la sicurezza del transito pedonale. Il progetto ha l’obiettivo di moderare il traffico, ridurre la velocità dei veicoli in transito, migliorare la visibilità diurna e notturna dell’incrocio, dell’attraversamento e dei marciapiedi adiacenti alla strada nonché la realizzazione di un nuovo marciapiede aumentando pertanto la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Il progetto è stato finanziato al 50% attraverso il Bando Regionale «Azioni per la sicurezza stradale» del 2019. Il costo dei lavori, assegna-

ti ad una ditta locale dopo apposita gara, è pari a poco più di 42mila euro. «E’ con fiducia e anche con la volontà di dare un segnale al territorio che il 27 Aprile, appena ci è stato possibile viste le restrizioni Covid, abbiamo dato il via a questo cantiere. Nei prossimi mesi

gli investimenti pubblici nazionali e locali potranno avere un ruolo decisivo per il rilancio dell’economia: i comuni, se ci sarà concesso, sono convinto che potranno fornire un contributo decisivo per il sostegno alle imprese e per il mantenimento di tanti posti di lavoro; è per questo che stiamo chiedendo l’incremento delle risorse finanziarie già stanziate in precedenti provvedimenti a favore di Comuni, sia per la messa in sicurezza degli edifici e dell’infrastrutture che per l’efficientamento energetico, la riqualificazione urbana e la sicurezza stradale» dichiara il vicesindaco Milighetti.

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Lucignano

La solidarietà del paese e degli amici Gesti di concreta beneficenza dal mondo associativo e dalla Cina Il piccolo grande cuore di Lucignano batte forte durante l’emergenza Coronavirus e l’amministrazione comunale è particolarmente orgogliosa della generosità dei propri concittadini e delle associazioni del territorio oltre che per gli amici lontani, come quelli cinesi di Tianning, che si sono dimostrati molto vicini. Lunga la lista delle persone che si sono dimostrate generose, fra queste vale la pena ricordare le associazioni come la Maggiolata, la Banda G. Rosini, anche la Giunta Comunale e il Gruppo Consiliare di maggioranza hanno contribuito insieme – come si diceva – a numerosi privati cittadini. Sono state massicce le donazioni di mascherine che il Comune ha destinato alle famiglie, una in più rispetto alle due previste nella prima

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distribuzione della Regione Toscana, e poi ai dipendenti comunali, agli operatori della casa di riposo e al personale dell’ospedale di comunità di Foiano. «È con grande soddisfazione – ha dichiarato il Comune – che si è potuto contribuire al nostro territorio con un gesto più ampio, consegnando 4.000 dispositivi alla casa di cura e all’ospedale di comunità di Foiano della Chiana.

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Vogliamo ringraziare ancora tutta la comunità cinese della prefettura di Tianning, che ha dimostrato un particolare sostegno al nostro territorio per superare questo momento così difficile». «Vicini seppur lontani» è il motto scelto da Lucignano e Tianning, la comunità orientale che da subito si era adoperata per far recapitare un bel quantitativo di mascherine. «Sin dai primi giorni della

conclamata emergenza per il Coronavirus di cui siamo stati fortemente investiti, gli amici cinesi del distretto di Tianning, prefettura di Changzhou, si sono fatti avanti. Con loro a novembre abbiamo stretto un accordo di amicizia e cooperazione e, grazie al viaggio di un nostro consigliere che si è recato in Cina, si sono offerti in aiuto alla nostra comunità. La loro scelta è andata verso i dispositivi di protezione, come le allora introvabili mascherine e noi visto l’evolversi repentino della situazione, abbiamo prontamente accolto il loro contributo. È stata avviata una «task-force», con personale del governo, personale sanitario e logistico, che si sono adoperati per inviarci una prima fornitura di 2.000 pezzi e quindi altri 4 mila».


Foiano

Misure straordinarie per i più deboli Il quadro delle attività e degli aiuti delle politiche sociali Il Coronavirus non ha risparmiato la cittadina foianese, dove molte persone stanno vivendo settimane di difficoltà economica a causa delle conseguenze dell’emergenza. Per dare una risposta a queste persone l’Amministrazione di Foiano ha messo in campo, sia con risorse proprie sia con quelle arrivate da Governo e Regione, una serie di interventi volti al sostegno dei cittadini. Fin da subito è stato istituito un fondo ad hoc con risorse comunali per la predisposizione di pacchi alimentari che sono stati distribuiti come pacco emergenza alle famiglie maggiormente in difficoltà. Parallelamente è stata attivata, attraverso il servizio mensa comunale, la consegna a domicilio di pasti caldi quotidiani per le persone sole, non in grado di cucinare o di provvedere

a se stesse. Questi interventi sono stati assicurati grazie al contributo logistico della Pubblica Assistenza Avis. Con le risorse arrivate dal Governo (68mila euro per Foiano) sono state poi organizzate due separate iniziative: l’istituzione dei Buoni Spesa, che ha impegnato circa l’ 80% delle risorse, mentre con l’altro 20% è stato organizzato, tramite la Farmacia Comunale e con il supporto logistico della Croce Rossa,

un servizio di approvvigionamento e consegna a domicilio di prodotti di prima necessità come quelli per l’infanzia, prodotti per l’igiene personale o comunque non legati al mondo alimentare già garantito dai buoni spesa. In queste settimane inoltre, grazie alle risorse messe in campo dalla Regione Toscana, i cittadini che vivono in affitto possono, presentando domanda in Comune, fruire del contributo fino al 50%

dell’importo di locazione per 3 mensilità. «Con questa serie di interventi siamo riusciti a dare un po’ di sostegno ai nostri concittadini maggiormente in difficoltà a causa dell’emergenza – dichiara l’Assessore alle politiche sociali Gabriele Corei – Devo ringraziare gli uffici per il duro lavoro di queste settimane e soprattutto le nostre associazioni di volontariato che stanno dando un grande apporto nella rete logistica organizzata per garantire le migliori condizioni di sicurezza. Senza dimenticare l’importante lavoro del Banco di Solidarietà «Pier Giorgio Frassati» ed i tanti contributi di cittadini, aziende e associazioni che hanno dato una straordinaria dimostrazione di solidarietà. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra comunità.»

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Marciano

Le azioni per la scuola e il sociale

Colletta alimentare e bonus. Contributi per il nido e le famiglie Gioco di squadra fra Comune di Marciano e mondo educativo e scolastico, un tema al quale il Municipio ha voluto dare priorità, insieme alle iniziative per il sostegno alle fasce della popolazione più deboli. « L’a m m i n i s t r a z i o n e comunale di Marciano – spiega il sindaco Maria De Palma – ha messo in campo e collabora a varie iniziative». C’è ad esempio la colletta alimentare, con cui in poche settimane alle famiglie in stato dì bisogno sono stati recapitati 70 pacchi. «Abbiamo organizzato il servizio di spesa e farmaci a domicilio – prosegue De Palma – con l’aiuto della Pubblica assistenza di Marciano ed evaso buoni spesa per circa 80 famiglie». Per i cittadini c’è anche lo sportello online del Comune accessibile con Skype:

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«Abbiamo dato contributi all’asilo nido convenzionato per attivare un progetto di didattica a distanza e abbiamo dato un contributo all’istituto comprensivo, per l’attivazione di chiavette internet», spiega il sindaco. Per i bambini del nido, l’asilo Sbirulino in questo periodo di sospensione delle attività, ha mantenuto i contatti con le famiglie e i bambini tramite una didattica a distanza, proponendo attività relative

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al progetto iniziato durante l’anno educativo in corso. È stato creato un gruppo whatsapp con tutti i genitori dei bambini iscritti e proposto attività da fare a casa, le educatrici hanno realizzato dei video-tutorial e letto alcuni libri. La didattica a distanza è già in uso fra gli alunni dell’IC comprensivo di Lucignano-Marciano. Per i più grandi è stata organizzata in tempi stretti una didattica a distan-

za grazie anche al contributo del Comune, per i bambini dell’infanzia si è trattato di pensare un nuovo modo di rapportarsi con le proprie insegnanti, anche se necessariamente da lontano. «La cultura è di casa» è l’altro progetto del Comune con appuntamenti quotidiani alle 17 sulla pagina Facebook istituzionale con rubriche di esperti di circa 15 minuti. «L’idea – afferma il sindaco – è quella di offrire suggerimenti e stimoli su come trascorrere questo tempo a casa. Abbiamo raccolto sia contributi di specialisti in ambito medico e sociale per avere consigli sul mantenimento della nostra salute in condizioni di limitata mobilità, sia contributi in ambito culturale e storico per continuare a scoprire, anche adesso, la bellezza e la ricchezza del nostro territorio».


Cortona

«Dalla prevenzione alla ripartenza»

Meoni: prima le cure e gli aiuti, adesso riaccendiamo il motore

C’è bisogno di ripartire dopo la lunga apnea dell’economia e Cortona avrà bisogno di una rincorsa più lunga. Il settore turistico è fra quelli che accuseranno di più e il Comune, come tutti gli enti locali, sta rifacendo i conti delle proprie disponibilità, ma è impensabile che il Governo lasci soli i sindaci a fare i conti con le aziende. «Auspichiamo che ci siano azioni forti – dichiara il sindaco Luciano Meoni – in questa prima fase dell’emer-

genza ci siamo concentrati sulla prevenzione e quindi sul controllo delle disposizioni di ‘lockdown’, inoltre abbiamo predisposto tutte quelle misure per sostenere i più deboli, quindi la consegna dei pacchi alimentari, per i quali ci siamo avvalsi come braccio operativo della Caritas che ringrazio e ora anche dei buoni spesa per il 20% del budget totale. Sono stato in prima linea su questo fronte, devo ringraziare tutti i dipendenti del Comune e il

lavoro che la giunta ha portato avanti. Non potevamo fare altrimenti, prima c’era da pensare alla salute e ai bisogni più impellenti della nostra gente». Cortona entra nella cosiddetta fase 2, si allenteranno le misure restrittive, ma il Comune ribadisce di tenere un comportamento che eviti di esporre sé stessi e gli altri al contagio: «Sarebbe drammatico un ritorno di fiamma del virus – afferma Meoni – giusto ripartire, ma con tutte

le precauzioni. Sono convinto che le nostre aziende e i nostri commercianti faranno tutto quanto possibile per prevenire ogni possibile ricaduta. Questo da parte nostra sarà il mese in cui metteremo a punto un piano per la ripartenza, abbiamo iniziato ad ascoltare gli operatori turistici del territorio a sentire le loro proposte. Sappiamo bene che questo settore avrà bisogno di più tempo, ma noi siamo Cortona e tutti insieme ce la faremo».

Un mese di controlli della pm

Agenti impegnati nelle verifiche quotidiane. I risultati

«Diamo una mano agli studenti» L’assessorato all’Istruzione, guidato da Silvia Spensierati (foto), si è attivato nella procedura di restituzione agli alunni, del materiale didattico rimasto nei plessi dell’Istituto comprensivo Cortona 1. La consegna sta avvenendo secondo le priorità indicate dal dirigente scolastico e vede impegnato direttamente il personale del comune.

Un mese di controlli da parte della polizia locale di Cortona per verificare il rispetto del Dpcm dell’11 marzo 2020, contenente misure di contrasto alla diffusione del coronavirus. Le verifiche hanno riguardato sia il traffico veicolare e pedonale, sia le attività commerciali, e sono

stati compiuti, in modo mirato, su buona parte del comprensorio cortonese, i numeri che seguono riguardano la fase più critica dell’emergenza. L’entità del lavoro svolto dalla polizia locale è testimoniata dai numeri: dal 12 marzo al 15 aprile le persone controllate sono state

1.549, delle quali 35 sottoposte a sanzioni. Le attività ispezionate sono state 1.329, una delle quali è stata sanzionata. Il sindaco, Luciano Meoni, e l’assessore Alessandro Storchi, ringraziano l’intero corpo dei vigili urbani, coordinato dalla comandante Maria Rosa Quintili.

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Storia e memoria riemergono sfogliand

Quel Novecento in bianco e nero: l’archivio del foto-farmacista Furi Rivedere una foto di una festa di famiglia, l’immagine di uno di quegli assembramenti che nel ventennio fascista erano obbligatori, oppure le foto di quelle gloriose vittorie della Resistenza partigiana o ancora, molto più leggermente, quelle della vittoria della nostra squadra del cuore in una di quelle partite della vita. Quante volte in questo periodo ci è capitato di fare quelle cose che altrimenti avremmo rimandato? Fra queste attività c’è quella del riordino delle soffitte, dello sgombero delle cantine o più praticamente della ridefinizione di librerie e archivi, digitali e non. Quante volte ci è capitato di guardare gli scaffali di casa, di riprendere in mano un vecchio hard disc, dentro il quale nemmeno ci ricordiamo cosa possa esserci finito. Riapriamo quelle cartelle dimenticate una ad una e rivediamo fotografie di viaggi, amori e gite che sembravano sepolte e non più rintracciabili. La stessa cosa, ma con una sensazione decisamente più intensa, ci accade ogni qual volta in questo tempo ci imbattiamo in un album fotografico vero e proprio. Riapriamo una per volta quelle pagine plastificate che in qualche caso la pressione e il calore hanno finito per incollare. Rivediamo emergere le foto dei nostri cari da giovani, mentre si trovano in posa con noi durante un sacramento o una cerimonia, rivediamo quelle vecchie carte Kodak delle vacanze fatte ai tempi del bianco e nero. L’importanza della memoria personale, familiare, comunitaria e sociale è un tema che torna al centro del dibattito sul «consumo culturale» ai tempi dell’isolamento. Questa dimensione ci spinge a ripensare il ruolo sociale degli archivi fotografici e per fortuna anche in Valdichiana i vari foto club sono uno scrigno di storia civile e sociale che in questo momen-

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do e navigando negli archivi fotografici

io del Furia di Foiano, una delle perle ancora da scoprire e riscoprire

Furio Del Furia (1876-1932) di professione farmacista, si appassiona alla fotografia grazie allo zio Giuseppe. Parte per Livorno dove gestisce la farmacia dell’ospedale, ma rientra presto a Foiano per prendere in consegna dal padre la farmacia della famiglia.

Le foto: Qui sopra: Donne alle prese con la raccolta delle ramaglie, 1915 Foto grande in alto: La neve al Piazzone, 31 Dicembre 1923 A sinistra: Il «Pipi» e l’Angiola con l’ombrello a Farneta Qui a fianco: gli appunti di Furio Del Furia Sopra: il «Nichi» con la consorte fotografati a casa Del Furia

to appare ancora più preziosa. Il Fotoclub Furio Del Furia, fondato nel 1977 a Foiano della Chiana in memoria del noto farmacista, è uno di questi. Furio Del Furia è vissuto fino ai primi decenni del secolo scorso ed ha lasciato alla sua terra un grande patrimonio di immagini, un patrimonio che è stato restaurato, digitalizzato e messo in sicurezza grazie al Comune di Foiano e reso accessibile presso la Biblioteca, ma che potrebbe adesso essere rilanciato con nuovi investimenti, non necessariamente onerosi. Attualmente il locale Fotoclub ha da poco celebrato il proprio ventennale ed è l’organizzazione che con il suo presidente Marcello Fatucchi si è più spesa per mantenere viva la memoria del patrimonio fotografico Del Furia. Sempre il Comune di Foiano è in possesso di altri due archivi, si tratta di quanto venne acquistato al partigiano Ezio Raspanti e un altro da Sinalunga di proprietà del giornalista Savelli, entrambi questi patrimoni vanno studiati e digitalizzati. In attesa di poter tornare nei musei e quindi in attesa di poter veder nascere il museo di Furio Del Furia a Foiano, abbiamo il compito di puntare sulla rete con un’opera di incessante coltivazione della nostra memoria storica. Ciascun dipinto presente nei luoghi d’arte, come ciascuna delle fotografie di questo vasto repertorio, può essere frutto di ricostruzioni, spunti ed approfondimenti che possono arricchire il nostro patrimonio culturale e identitario. Non lasciamo che questo tempo sia tempo perso per la cultura e che ci condanni a mettere in disparte ciò che non è strettamente necessario. Il dibattito e il confronto sulla nostra storia può continuare, a distanza fisica, ma nella vicinanza che ci consentono gli strumenti di condivisione di oggi. il mensile della valdichiana - n. 27 maggio 2020

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Inchiesta

Il lavoro al buio C’è un sistema produttivo da far ripartire, ecco come stanno reagendo alcune delle più grandi fabbriche della Valdichiana

Riaprire con prudenza e responsabilità per evitare un altro ko

Il colpo è stato duro e per qualcuno durissimo, ma un altro sarebbe letale. Ecco perché il sistema produttivo deve ripartire con un filo di gas, senza brusche accelerate. Tutto dipenderà dalla coscienza delle persone, è ancora presto per le strette di mano, lavorare sì, ma mantenendo le distanze

Come cambierà il volto della nostra economia? Prima di ipotizzare un «ritorno alla normalità ante virus» è forse il caso di focalizzare l’attenzione su quella che sarà una lunga fase di «convivenza» con il Sars Cov2 senza idonee cure. Sarà fondamentale garantire il distanziamento sociale e proteggere quanto più possibile le categorie a rischio, quindi gli anziani e i malati. Il sistema economico viene fatto ripartire per primo, quello dell’istruzione a settembre. Per questa

ragione molti genitori non potranno tornare a lavoro e rischiano di uscire dal mondo produttivo. Le autorità hanno deciso di non fare distinzioni territoriali e nemmeno d’età,m pur avendo zone dove il contagio è più alto e persone (gli anziani) che rischiano di più. Per questo la «fase due» può essere ancora più rischiosa della «fase uno». Come accade per gli esseri viventi, anche per le attività economiche vale il principio della sopravvivenza con l’adattamento all’am-

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biente e quello del dominio della situazione quando si è in grado di sfruttarne al meglio le peculiarità, anche quelle critiche. Una cosa è gestire un servizio essenziale (farmacia/alimentari) ai tempi del Coronavirus, un’altra cosa è lavorare nel mondo degli spettacoli e della cultura che è stato completamente ingessato dalla situazione. Andiamo in stampa con questo giornale quando il governo con il Dpcm del 26 aprile ridà il via alla manifattura, tessile e metalli preziosi torna-

no al lavoro, per il nostro territorio si tratta di una ripartenza. Il mondo della cultura e degli eventi, di cui avremo modo di parlare nel prossimo numero, è quello del quale ci si sta meno occupando, ma si tratta di un settore che si è molto sviluppato negli ultimi anni e che dà lavoro a tante persone fra artisti e tecnici. Siamo all’opposto di quell’aforisma di Oscar Wilde, secondo cui «viviamo in un’epoca in cui le cose superflue, sono le nostre uniche necessità».


Veniamo ai numeri, «ante-Covid19». Andrea Fabianelli, oltre ad essere imprenditore del settore alimentare, è anche vice presidente della Camera di Commercio di Arezzo e Siena. I numeri del nostro sistema produttivo ‘ante-Covid19’ ce li dà a memoria: nella nostra provincia ci sono 45mila partite iva, il reddito pro capite è di 24mila euro, produciamo l’8% del pil regionale, abbiamo un livello di disoccupazione intorno al 9%. Cosa succederà dopo il Coronavirus e quanto durerà la morsa stretta intorno all’economia locale è ancora presto per saperlo. Ci sarà un calo generalizzato nei livelli di occupazione, basti pensare a quei settori che dovranno attendere ancora più a lungo il via libera, come quelli del turismo e della somministrazione. Quest’ultimo ambito interessa circa 10 mila aretini, ma poi ci sono tutte quelle attività che prevedono assembramenti e sono impossibili da tenere in piedi nell’epoca del distanziamento sociale, quindi il settore fieristico e dei convegni, quello dei grandi centri commerciali no-food e comunque delle cittadelle dello shopping più grandi. Torna in gran voga la bottega sotto casa, comoda, fidata, priva di code e che si organizza per le consegne a domicilio. Sarà più lenta e graduale la ripartenza dei ristoranti (prevista il primo giugno), alcuni preferiscono o non ce la fanno a riaprire con le limitazioni sul numero dei coperti. Cambierà e molto il mondo del divertimento collettivo, impossibile pensare a platee di pubblico, più probabile il tentativo di limitare le presenze e prevedere la trasmissione sui social media o su piattaforme

specializzate a pagamento. Anche il settore gastronomico e delle cerimonie ne risentirà, occorreranno spazi notevoli per organizzare occasioni di convivio e le strutture presenti non hanno il giusto dimensionamento. Per i ristoranti è già infatti avvenuta una trasformazione orientata alla consegna a domicilio, prima che venisse concessa la possibilità di praticare l’asporto. La filiera alimentare, dall’agricoltura alla grande distribuzione ha continuato a lavorare. In questa catena c’è anche il Pastificio Fabianelli e il titolare Andrea Fabianelli ci espone la sua lettura del nuovo contesto dei consumi. «La gente è tornata alla vita casalinga e sta riscoprendo alcune delle tradizioni che hanno contraddistinto la nostra storia, quella di ritrovarsi insieme a tavola, davanti a un bel piatto di pasta. È qualcosa di talmente semplice e banale, ma è di un’importanza fondamentale per la nostra economia e soprattutto per chi, come noi, ha puntato su filiere italiane e toscane. Un piatto di pasta fatto in casa e condito costa 30 centesimi e costituisce un pasto molto nutriente». Avere le radici salde in un territorio ai tempi del Coronavirus è una ragione di sicurezza economica in più anche perché lo scenario estero è ancora più confuso con lockdown che si susseguono con tempistiche e modalità differenti. «Siamo uno fra i Paesi che per primo è entrato nella ‘bolla del virus’ – afferma Fabianelli – se saremo fra i primi a uscirne avremo qualche chance in più, ma dobbiamo sapercela giocare. Ci sono molte aziende che rischiano di finire fuori mercato e rischiano in particolare tutte quelle che erano già

IL RITORNO ALLA PASTA Partiamo dalle buone notizie, l’industria alimentare lavora a ritmo incessante. Andrea Fabianelli, presidente dell’omonimo pastificio è anche vice presidente della Camera di Commercio di Arezzo e Siena e ha fotografato la situazione economica prima del lockdown

ENIGMA TRASPORTI Più complesso lo scenario dei trasporti, il traffico si è ridotto della metà, bloccate le nuove immatricolazioni. Alla Menci (nella foto Massimo Menci) gli investimenti previsti sono stati congelati.

HI TECH Più turni di lavoro per garantire il distanziamento e tutti gli accorgimenti del caso per prevenire il contagio alla Mb Elettronica (nella foto Roberto Banelli).

I TRENI PER FARE LE FERROVIE Alla Svi, nella foto Mauro Vannoni, la produzione è stata limitata all’assistenza, ma c’è voglia di ripartire. Nelle pagine successive spieghiamo come l’azienda si è addattata alle prescrizioni.

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Inchiesta soggette alla concorrenza di Amazon. Questa crisi – prosegue – sta cambiando il modo di lavorare nelle fabbriche, tutto quello che non è legato ai sistemi di produzione, come la parte amministrativa, può essere svolto in ‘home working’ questo potrà dare una spinta alla competitività perché tutti abbiamo dovuto virare verso questa modalità più veloce, economica e sicura». Dall’alimentare alla metalmeccanica facendo pochi passi, da Castiglion Fiorentino a Montecchio Vesponi, dove si trova la Menci spa. «Abbiamo avuto la fortuna di restare parzialmente aperti per la consegna dei prodotti pronti – dichiara Massimo Menci, uno dei soci – ma gli ordini per il futuro sono fermi, registriamo un calo nei trasporti, le immatricolazioni di mezzi pesanti a marzo si sono più che dimezzate, questo per noi è un indicatore pericoloso, abbiamo stabilimenti in varie parti del mondo e la situazione è complessa. Questo ci ha imposto di congelare il piano di investimenti da 2 milioni di euro, in particolare per l’acquisto di nuovi macchinari». Alla Menci una parte dei lavoratori è in cassa

integrazione, ma la preoccupazione più concreta per il comparto collegato ai trasporti è l’attesa della ripresa delle attività economiche e quindi lo spostamento di merci non solo alimentari. Un’altra parte dei lavoratori amministrativi e commerciali opera da casa o comunque da remoto. Fortunatamente fiorente nel nostro territorio anche il comparto tecnologico, la MB Elettronica di Cortona è una fra le aziende più

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all’avanguardia ed è una fra quelle che ha subito un basso numero di interruzioni produttive, quelle strettamente necessarie alle sanificazioni straordinarie. «Lavoriamo su più turni per ridurre gli affollamenti di personale – dichiara il titolare Roberto Banelli – fortunatamente lavoriamo in un settore dove produciamo componenti che necessitano di complesse certificazioni, la concorrenza attualmente è relati-

va, ma del domani non c’è certezza. Credo che quello che il Paese sta subendo possa essere anche un banco di prova, perché se con la ricerca e con investimenti mirati riusciremo a dare nuove soluzioni alle persone, allora creeremo nuovo lavoro, altrimenti c’è il rischio di uscirne con le ossa rotte». Un altro tassello fondamentale dell’industria e dell’artigianato locale è il comparto moda-confezioni per il quale non ci sono sconti. Le fabbriche delle grandi firme italiane, il loro indotto e le aziende locali sono state bloccate fino al 4 maggio, i grandi marchi come Gucci e Prada sono ripartiti a fine aprile, il resto spera di riaprire in questo mese di maggio. Non conta solo la fase di start, ma tutta la logica che ne consegue, ne è convinto Bruno Tommassini, presidente Federmoda Cna Toscana: «Non è la partenza che determina la vittoria di una staffetta ma la sincronia e la concertazione della corsa di ogni concorrente. Chi ha la possibilità di rimettere in moto parte delle attività subito ha il compito di essere il primo, per far partite la staffetta del Made in Italy prima


che sia tardi serve molta chiarezza, da parte di tutti i soggetti coinvolti e pronti ognuno a ripartire a breve concertando la nostra grande rivincita. Come Colombo in viaggio con tre caravelle che si alternavano nei ruoli di esplorazione e di fiancheggiamento con lo scopo di arrivare insieme alla metà, così il comparto del Made in Italy deve navigare verso il futuro ignoto con reciproca capacità di sostegno e con in mente un solo traguardo per tutto: la rinascita della filiera più forte di prima». In attesa di un quadro chiaro c’è chi si è messo a fare mascherine: «Su sessanta dipendenti – spiega Riccardo Falcai della Sartoria Rossi di Marciano – stiamo lavorando con una manciata di operai per la produzione di mascherine che in larga parte regaliamo sul territorio. Abbiamo negozi chiusi anche all’estero, la stagione estiva è saltata. La gente se sta a casa non compra abiti, le cerimonie sono ferme e anche quello per noi è un target importante, ci vorrà tempo per riprendersi, ma non credo che questa emergenza cambierà il modo di vestirsi delle persone, mascherine a parte, penso che molti abbiano voglia di tornare a fare la vita di prima e di indossare cose belle». A pochi passi da Marciano c’è la Svi, industria di macchinari per la realizzazione di ferrovie e tramvie: «Siamo a lavoro giusto in minima parte per garantire la manutenzione di quei mezzi che devono assicurare il lavoro nei cantieri ferroviari – spiega Mauro Vannoni, socio dell’impresa insieme a Ivano Sambuchi – abbiamo ordini fermi, speriamo che ci venga concessa la possibilità di riaprire, stiamo già rispettando tutti gli standard di sicurezza e siamo pronti per la fase due. In accordo con

i nostri lavoratori vogliamo tenere aperto anche ad agosto per soddisfare le richieste di ordini». È grazie alla disponibilità della Svi che vi riportiamo questa sequenza di foto sulle nuove modalità di lavoro, da come si arriva a come si sta in fabbrica. Sul fronte dell’agricoltura la situazione è altrettanto complessa, a breve iniziano le raccolte e quindi il reclutamento di lavoratori stagionali. Tuttavia, il timore è che la coda della pandemia tenga alla lontana dai campi la forza lavoro disponibile. Basti pensare che la maggioranza di questa è costituita da stranieri, già la scorsa estate i grandi produttori lamentavano la diminuzione di avventizi provenienti dall’Europa dell’est o dall’Africa. In mezzo a tutto c’è il mondo bancario, la Popolare di Cortona è al lavoro per dare concretezza alle misure economiche previste: «Un conto sono gli annunci, che provengono da tutte le parti; un conto è la difficoltà di mettere a terra e tradurre in fatti concreti per i nostri soci e Clienti quanto deciso, non sempre in modo logico e coordinato, dai vari regolatori» spiega il direttore generale Bpc Roberto Calzini. Le mosse da fare vanno in sequenza: 1) misure di sospensione dei mutui e dei finanziamenti, sia alle imprese che alle famiglie; 2) iniezioni di liquidità, ma quanto basta, senza esagerare perché si rischia di scatenare una reazione opposta, perché si tratta comunque di un debito che, se pur garantito, dovrà essere restituito; 3) preparare una strategia di uscita «Anche su questa fase la nostra banca è pronta ad intervenire e siamo a disposizione per valutare quanto i nostri soci e clienti ci vorranno sottoporre», conclude il dg.

TORNARE A LAVORARE IN SICUREZZA Le buone pratiche alla Svi di Lucignano

TERMOSCANNER I dipendenti arrivanno già in tuta da lavoro senza accedere allo spogliatoio, consegnano l’autocertificazione e effettuano la misurazione della temperatura.

SEMPRE DISTANZIATI Quattro turni mensa per stare ciascuno in un tavolo, code a distanza anche per il caffè. I servizi vengono igienizzati con un apposito macchinario disinfettante.

LA PRODUZIONE Il capannone è grande e consente di operare a distanza, tutto il personale lavora con guanti, mascherine, nell’azienda sono disponibili dosatori con gel disinfettanti.

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Arte

C’è anche il Maec fra i «musei aperti»

Web e Facebook per continuare a parlare di storia e cultura

In attesa ma anche successivamente alla probabile riapertura fissata al 18 maggio, anche il Maec prosegue con la campagna social #MuseichiusiMuseiaperti. Compito di un museo è quello di comunicare e promuovere il patrimonio culturale anche in un momento di emergenza socio-sanitaria, con l’obiettivo di mantenere vivo il contatto con i cortonesi, con i visitatori, ma anche con tutti coloro che si mostrano interes-

sati all’arte e alla cultura in generale. Così il Maec ha avviato la promozione di una serie di iniziative digitali con approfondimenti, contenuti video, rubriche e attività che sono in corso di pubblicazione sul web, i canali social e il sito internet del Museo per tutto il periodo di chiusura dei Musei pre-

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visto dal decreto governativo. Si è costituto allo scopo uno staff composto da Simone Allegria del Comitato tecnico scientifico del Maec, da Giorgio Giorgini, social m e d i a manager, da Simona Lunghi e Tiziana Domini della Segreteria Maec. Questi gli interventi realizzati e messi in rete: Francesco Attesti, Assessore alla cultura: L’urna di Ulisse e Filottete. Nicola Caldarone (foto a destra), Presidente del

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Maec: Moravia e le mura di Cortona; George Dennis e la descrizione del Lampadario Etrusco; Hanry James e la luce delle mura etrusche. Paolo Bruschetti, Segretario Accademia Etrusca: La Tanella di Pitagora; il L ampadario Etrusco. Sergio Angori, Conservatore bibliografico: Biblioteca alta e Storia dell’Accademia Etrusca. Paolo Giulierini, Direttore del Mann e membro del CT Maec: Tabula cortonensis. Simone Allegria: Accademico e membro del CT Maec:

La cattedrale di San Vincenzo. Patrizia Rocchini, Biblioteca Maec: Il Laudario Cortonese. Eleonora Sandrelli, Presidente Aion Cultura: Barca funeraria egizia. Sono previsti interventi di Maria Gatto del Polo Museale della Toscana, di Luigi Donati, Lucumone dell’Accademia Etrusca di Cortona, di Vittorio Mascelli, archeologo, di Ada Salvi, Soprintendenza Toscana, di Daniele Simonelli, storico dell’arte e accademico

e di Silvia Vecchini, storica dell’arte e guida turistica. Altre attività sono presenti nella sezione «Cultura Live» nella pagina Facebook del Comune di Cortona. Previste, grazie all’attività di Aion Cultura (nella foto a sinistra Eleonora Sandrelli) visite guidate da remoto per le scolaresche.


Economia

«Al lavoro con rigore e prudenza»

Il CdA approva il bilancio della Banca Popolare di Cortona Il Consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Cortona Società Cooperativa per Azioni nella seduta del 22 aprile 2020 ha approvato il bilancio dell’esercizio 2019. La Banca anche nell’esercizio 2019 ha proseguito il suo percorso di solida e prudente crescita, confermando buoni risultati in tutti i principali indicatori economici e patrimoniali, compreso il numero dei Soci, cresciuto nell’anno di altre 20 unità. Il contesto di difficoltà che stiamo vivendo, legato all’emergenza sanitaria, e le incertezze del quadro economico complessivo hanno suggerito un approccio molto prudente che consentirà di affrontare con maggiore tranquillità il prossimo futuro. Sul fronte della solidità patrimoniale c’è stato un buon rafforzamento

della copertura dei crediti deteriorati - che passa dal 44,23% al 48,76% - del patrimonio netto contabile e dei Fondi Propri. I ratios patrimoniali si confermano su buoni livelli, ben al di sopra dei coefficienti minimi (CET1: 7,45%; Tier1: 9,15%; Total capital: 11,35%), comunicati dalla Banca d’Italia a seguito dell’esito del processo di

revisione e valutazione prudenziale SREP. Il risultato economico è positivo, anche se in diminuzione rispetto allo scorso esercizio. Il margine di interesse fa registrare una diminuzione su base annua del 7,16% mentre le commissioni nette crescono del 4,83%. Anche il margine di intermediazione cresce in maniera robusta, del 8,75%. Sul

fronte dei costi operativi la crescita è contenuta al 1,93%, tanto che il rapporto tra i costi operativi e il margine di intermediazione (cost/income ratio) passa dal 69,61% al 65,25% con un buon recupero di redditività. Nella tabella in basso i dati principali del bilancio 2019 raffrontati con l’esercizio precedente. Nella foto qui sotto: il presidente Giulio Burbi e il direttore generale Roberto Calzini.

Il Cda ha deliberato di proporre all’Assemblea dei Soci di destinare l’utile di esercizio interamente a riserva. Tale decisione, oltremodo sofferta da parte della nostra Banca, tiene conto delle raccomandazioni della BCE e della Banca d’Italia emanate a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 attualmente in corso. Queste unitamente all’incertezza sull’evoluzione del quadro macroeconomico hanno spinto gli Amministratori ad interpretare in maniera ancora più rigorosa il principio della sana e prudente gestione.

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Cucina

Alla mamma facciamo gli gnocchi

La festa è il 10 maggio: una ricetta per la donna più amata di casa Mentre il 10 maggio si avvicina e, verosimilmente, molti di voi - come chi è dietro queste righe saranno nel limbo dell’indecisione e si staranno intimamente domandando: «E mo’ che regalo alla mamma?» Un consiglio al babbo qua, una telefonata alla zia là ed i dubbi anziché svanire proliferano. Una soluzione per voi io ce l’avrei: un bel pranzetto fatto in casa cucinato con le vostre mani. Per l’occasione vi propongo un piatto un po’ chic (dunque instagrammabile come si suol dire), cromaticamente molto accattivante e che, soprattutto, difficilmente avrete visto prima in tavola: gnocchi con pesto di pistacchio, mortadella scottata e burrata. Ma non temete, anche se può apparire particolarmente insidioso dal nome, non serve di certo una stella Michelin per prepararlo. Per prima cosa sarebbe necessario preparare degli ottimi gnocchi caserecci ma se siete poco fiduciosi nei vostri mezzi o se non avete una nonna a cui commissionare la faccenda potete tranquillamente

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comprarli già pronti. Veniamo dunque alla preparazione della salsa. Messa la pannuccia, per prima cosa sbucciamo i nostri pistacchi, meglio se di Bronte, e li mischiamo con un po’ di olio e di ricotta (se non

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l’avete potete sostituirla con un po’ di parmigiano o di pecorino romano, come preferite). Frulliamo fino alla consistenza desiderata aggiungendo, all’occorrenza, dell’acqua di cottura. Fatto ciò tagliamo a pezzi grossolani la nostra mortadella (prediligete quella con pistacchi, mi raccomando) e la saltiamo a fiamma alta in padella per un paio di minuti per poi rimuoverla e metterla da parte. Buttata la pasta, la si scola quando gli gnocchi «vengono a galla» e la si manteca nel pesto con un filo d’olio a crudo. Concludiamo l’opera con un dovuto impiattamento: posizioniamo la pasta al centro del piatto; aggiungiamo la mortadella prece-

dentemente preparata e un bel pezzo di burrata (anche se va bene anche della stracciatella); e, per finire, un paio di pistacchi tritati e una generosa macinata di pepe. Ca va sans dire, un piatto relativamente semplice ma che evidentemente parla da sè; un piatto che armonizza egregiamente ogni suo sapore in una squisita sinfonia; un piatto elegante ma al contempo dai connotati rustici e decisi. Insomma ideale per le nostre mamme. Mi raccomando: non fate troppo disordine in cucina, altrimenti vanificherete tutta la vostra buona volontà. Riferimenti puramente casuali. Luca Amodio


Ambiente

Crescono il valore e gli investimenti

I numeri del bilancio Aisa Impianti: i soci confermano la governance

L’Azienda, di cui il Comune di Arezzo è socio di maggioranza detenendo l’84,91% delle quote, ha presentato un bilancio in linea con i tre precedenti, quindi in utile netto di 184.952 euro. Positivi i dati relativi ai ricavi, che compensano l’aumento dei costi della produzione dovuto all’aumento del personale impiegato e delle imposte. «E’ stato un triennio fondamentale per la Società spiega il presidente Giacomo Cherici (nella foto al centro) - che grazie ad una continuità di azioni mai interrotta nel passaggio da un organo amministrativo ad un altro, ha portato Aisa Impianti in una posizione economica e strategica ben diversa da quella che conoscevamo nel 2013. Con l’ottenimento della qualifica R1 nel 2017 è stato possibile consolidare da una parte l’utile e dall’altra il costo di trattamento degli scarti e dell’organico che è mediamente più basso degli altri competitors di un 20%. Questo è il frutto di un

lavoro costante del gruppo che ha espresso capacità di valore. Anche il buon rapporto con le Organizzazioni Sindacali ha aiutato il progetto di sviluppo e la distribuzione del premio di risultato collegato al welfare aziendale dove prezioso è stato il lavoro del consigliere Enrico Galli. Un ringraziamento anche alla consigliera Chiara Legnaiuoli, membro interno dell’Organismo di Vigilanza, all’ avvocato Crocini e all’Ingegnere Antonio Monticini come membri esterni, al Collegio Sindacale nelle persone

del presidente Fabio Diozzi, del dottor Andrea Magi e dottoressa Grazia Bidini. Vigilanza e controllo che per una società di questa complessità rappresentano un alto valore. Un ringraziamento all’Assemblea dei Soci, che ha confermato presidenza e consiglio di amministrazione per il prossimo esercizio sottolineando l’importanza di una continuità aziendale, specialmente in una fase così delicata dovuta all’emergenza COVID19. L’Azienda che sono onorato di presiedere si sta apprestando ad

La gestione dei rifiuti al tempo del Coronavirus Rivedi la trasmissione con il direttore dell’impianto Francesco Lovrencie

affrontare il progetto di sviluppo approvato dai soci lo scorso febbraio. Oggi si comprende benissimo la necessità di questi impianti, dotati anche di linea termica, che mettono i territori al sicuro dalle emergenze biologiche causate da rifiuti contaminati o potenzialmente contaminati», conclude Cherici. Durante l’Assemblea è stata illustrata anche la perizia di stima del valore aziendale dove è stato determinato il valore attuale netto e quello futuro, l’attuale pari a 40 milioni di euro è ben distante dal valore che aveva nel 2013, ovvero tra gli 8 e i 9 milioni. Il futuro, realizzati gli investimenti, sarà sensibilmente maggiore. «Si tratta di una consistenza fisica dell’azienda. Essa poggia su impiantistica, valore tecnico del gruppo e capacità di generare utile. Tutto ciò mantenendo le tariffe di trattamento a prezzi concorrenziali e potendo sostenere gli investimenti necessari».

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Fisco

Riaprire in sicurezza, ecco l’ordinanza Emanata dalla Regione, comprende tutti gli adempimenti La Regione Toscana ha emanato l’ordinanza n. 38 prevedendo una serie di norme e raccomandazioni destinate alle attività produttive e commerciali, finalizzate ad attuare i protocolli di sicurezza anti contagio a tutela dei lavoratori e dei fruitori dei servizi. In ogni caso deve essere garantita la sanificazione degli ambienti con frequenza di almeno una volta al giorno e comunque in funzione dei turni di lavoro, garantendo il più possibile il ricambio dell’aria. La sanificazione di cui al punto precedente può essere svolta tramite le normali metodologie di pulizia utilizzando prodotti disinfettanti ad attività virucida, concentrandosi in particolare sulle superfici toccate più di frequente (ad esempio porte, maniglie, tavoli, servizi igienici etc). Tali adempimenti devono essere ordinariamente registrati da parte del datore di lavoro o suo delegato, su

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supporto cartaceo o informatico, con auto-dichiarazione. Laddove siano presenti impianti di areazione deve essere garantita la sanificazione periodica secondo i protocolli, altrimenti ne deve essere previsto lo spegnimento, garantendo la massima ventilazione dei locali. I datori di lavoro hanno l’obbligo di redigere un protocollo di sicurezza anti contagio da inviare via posta elettronica entro trenta giorni dalla riapertura dell’attività (ovvero entro il 18 maggio 2020 per quelle già aperte).

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Importante per le attività aperte al pubblico, prevedere accessi regolamentati e scaglionati dell’utenza, in modo tale che all’interno sia mantenuta di norma la distanza interpersonale di almeno 1,8 metri. Solo per i locali di superficie inferiore a 40 mq è consentito l’accesso ad una sola persona per volta. Altro accorgimento, ove possibile, è il posizionamento sui banchi e alle casse, pannelli di separazione tra i lavoratori e l’utenza. Inoltre, è consentito l’accesso solo a chi indossa mascherina protettiva, che copra naso

e bocca ed è preferibile fare eseguire la sanificazione delle mani o indossare guanti monouso. Quindi debbono essere posizionati all’ingresso del negozio dispenser con liquido per la disinfezione delle mani e/o guanti monouso. Si raccomanda di fornire informazioni per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata e quindi occorrono idonei cartelli all’ingresso per avvertire la clientela della necessità di rispetto della distanza interpersonale di almeno 1,8 metri. Nei negozi viene consentito l’ingresso di una sola persona per nucleo familiare, salvo bambini e persone non autosufficienti. Solo nei casi in cui la spesa venga effettuata con carrelli e cestelli, devono essere posizionati presso la zona di prelievo dispenser con liquido disinfettante e carta assorbente a disposizione del cliente per la relativa pulizia. Stefano Capaccioli


Solidarietà

Fratta: c’è l’ecografo portatile La donazione del Calcit Valdichiana all’ospedale

Periodico dell’associazione culturale

Sr71 vie di comunicazione P.IVA 02296870518 C.F. 92088590515 Sede: zona Ind.le Manciano 49/E 52043 Castiglion Fiorentino (AR)

Iscrizione Registro Operatori Comunicazione Toscana n. 32558 Direttore responsabile: Massimo Pucci In redazione: Luca Amodio, Stefano Capaccioli e Martina Concordi della

Lo scorso 9 aprile il Calcit Valdichiana ha donato all’ospedale Santa Margherita l’Ecografo Tascabile per cui era stata aperta una sottoscrizione, per la ASL era presente la direttrice del Distretto Dott.ssa Anna Beltrano. Prima della consegna l’ingegneria clinica della ASL Sud-Est ha fatto le verifiche necessarie e il collaudo dell’apparecchio, una volta concluse è avvenuta la consegna ufficiale al Dott Giorgio Sgrevi del Pronto Soccorso. E’ stata una casualità, ma ci ha fatto piacere che

una donazione dei cittadini vada in un reparto importante e appena rinnovato e da un primo sguardo visivo sembra anche accogliente.L’apparecchio è in dotazione al reparto ma vista la facilità d’utilizzo può essere portato in tutti gli ambienti ospedalieri e quanto prima ci sarà un corso specifico poterlo utilizzare da più professionisti. Il Calcit Valdichiana ringrazia tutte le persone che hanno dato un contributo da tutti i cinque comuni, una donazione è arrivata

Arrivederci a giugno

addirittura dall’Estonia. Consapevoli che le difficoltà degli spostamenti hanno penalizzato molte persone abbiamo deciso di lasciare aperta la sottoscrizione essendo nostra intenzione continuare nel rafforzamento tecnologico dell’ospedale.

Email: redazione@sr71.it Testata iscritta al registro stampa Tribunale di Arezzo n. 6/2017 28192869/2017vg

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Si può contribuire con bonifico sul conto corrente del Calcit Valdichiana c/o Banca Popolare di Cortona. Iban: IT 10 F054 9625 4000 0001 0600005

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CERCHI NUMERI ARRETRATI? Il Mensile della Valdichiana si può leggere sulla più grande edicola digitale del mondo, www.issuu.com Scrivi a info@sr71.it per sapere dove trovare una copia

Ci apprestiamo a vivere uno dei mesi più incerti degli ultimi anni, se riusciremo ad affrontare la «fase 2» contenendo il contagio avremmo fatto un passo avanti verso l’uscita dal tunnel del Sars Cov2, altrimenti sarà un disastro e ritorneremo molto più indietro del punto di partenza. Per questo è davvero complicato prevedere cosa ci aspetta il mese prossimo, ci sarà un progressivo allentamento delle misure e arriverà la fase 3? Oppure il virus approfitterà delle nostre leggerezze? Noi facciamo il tifo per la prima ipotesi e restiamo prudenti mantenendo le distanze e uscendo solo quando necessario. L’incertezza riguarda, oltre che la nostra libertà, anche la possibilità di riaprire molte altre attività economiche ancora chiuse, come far ripartire settori fondamentali come quello dell’educazione infantile e dell’istruzione. il mensile della valdichiana - n. 27 maggio 2020

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