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ISBN 978-88-97778-14-1

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€ 12,00

IKONALÍBER

9 788897 778141

I MOVIMENTI DEL SUONO

MOZART E SALIERI L’INVITATO DI PIETRA

Traduzione di Marialidia Rossi. Introduzioni di Fabrizio M. Rossi e Marialidia Rossi

PICCOLE TRAGEDIE

Testo originale russo a fronte.

ALEKSANDR S. PUŠKIN

Nell’estate del 1830 Puškin si ritira nella tenuta di Bòldino. Il breve soggiorno estivo si trasforma in una sorta d’esilio: un’epidemia di colera è scoppiata in quel tempo a Mosca. Questa situazione – non nuova nella storia della letteratura – è per Puškin fonte d’ispirazione e fertile d’attività: scriverà a un amico dello «splendido autunno di Bòldino», enumerandogli i frutti del suo scrivere. Tra di essi vi sono le due ‘piccole tragedie’ contenute in questo volume: Mozart e Salieri (origine della leggenda sull’omicidio di Mozart da parte di Salieri, testo pubblicato da IkonaLíber anche nella collana Janus) e L’invitato di pietra (che riprende il mito letterario di Don Giovanni).

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mozart e salieri PICCOLE TRAGEDIE l’invitato di pietra

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collana I movimenti del suono

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Aleksandr S. Puškin

Piccole tragedie Mozart e Salieri L’invitato di pietra traduzione di Marialidia Rossi introduzioni di Fabrizio M. Rossi e Marialidia Rossi

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© Edizioni ikonaLíber, 2013 via Lago di Lesina, 15 • 00199 Roma tel. 06 • 86329653 ikonaliber@ikona.net [www.ikonaliber.it] ISBN: 978-88-97778-14-1 Titolo originale delle opere: Моцарт и Cальери Каменный гость Prima edizione digitale: IkonaLíber, 2013 [ISBN: 978-88-97778-13-4] Tutti i diritti riservati. Quest’opera è protetta dalla Legge sul diritto d’autore. È vietata ogni duplicazione, anche parziale, se non autorizzata. In copertina: Fabrizio M. Rossi, «L’invitato di pietra». Progetto grafico: studio Ikona [www.ikona.net].

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SOMMARIO

1. MOZART E SALIERI INTRODUZIONE

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MOZART E SALIERI

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2. L’INVITATO DI PIETRA INTRODUZIONE

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L’INVITATO DI PIETRA .................................................................... 34

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Mozart e Salieri

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Introduzione

Nell’estate del 1830 Puškin si ritira nella tenuta di Bòldino. Il breve soggiorno estivo si trasforma in una sorta d’esilio: un’epidemia di colera è scoppiata in quel tempo a Mosca. Questa situazione – non nuova nella storia della letteratura – è per Puškin fonte d’ispirazione e fertile d’attività: scriverà a un amico dello «splendido autunno di Bòldino», enumerandogli i frutti del suo scrivere. È qui che troviamo la prima traccia delle «scene drammatiche o piccole tragedie», cosí dette dall’autore; fra di esse, due attraggono in particolar modo la nostra attenzione: due opere che sono il segno del vivissimo interesse di Puškin per la figura e l’opera di Mozart. Si tratta di Mozart e Salieri 1, che si presenta qui in una inedita traduzione, e de L’invitato di pietra, elaborazione ricca d’interesse di un luogo eccellente del Don Giovanni di Mozart. In Mozart e Salieri Puškin tratteggia la figura di un Mozart a lui stesso congeniale, densa di qualità ideali. L’apparente dialogo è in realtà confessione, sogno e incubo della figura antitetica di Salieri: monologo cupo, rotto dal breve fulgore dell’apparizione di Mozart; un Mozart prima lucente, poi malato di un umore denso di presagi, grave della visione del suo ‘Uomo Nero’; monologo nero, che si richiude come lastra tombale una volta consumato il muto atto omicida: Mozart vola via dall’incubo di Salieri, irrimediabilmente distante 2. L’aberrante lettura di questo scritto quale documento testimoniale per la storiografia musicale generò da un lato il partito di coloro che proclamavano Salieri colpevole d’omicidio premeditato e, quale tardiva controparte, quella dei difensori di Salieri: lo schierarsi dei contendenti, iniziato due secoli fa, non è ancora terminato. Degna senza dubbio di ulteriore sviluppo, ma mai sviluppata da Puškin, l’opera resta, quale inventario di figure e temi, come un canovaccio tuttora a disposizione di letterati e registi per elaborazioni ulteriori 3. Fabrizio M. Rossi 1 Stampato per la prima volta nel fascicolo I Fiori Nordici del 1832. 2 Su Mozart e Salieri vedi A.M. Ripellino: Letteratura come itinerario nel meraviglioso, pag. 55; Einaudi, 1968. 3 Si veda l’Amadeus teatrale di Peter Shaffer (1979), che a Puškin deve molto e fu a sua volta il riferimento principale per l’omonimo film di Miloš Forman (1984). aleksandr s. puškin :

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Моцарт и Cальери

СЦЕНА I (комната) Сальери Все говариат: нет правды на земле. Но правды нет – и выше. Для меня так это ясна, как простая гамма. Родился я с любовию к искусскво; ребенком будучи, когда высоко звучал орган в старинной церкви нашей, я слушал и заслушивался – слезы невольные и сладкие телки. Отверг я рано праздные забавы; науки, чуждые музыке, были постылы мне; упрямо и надменно от них отрекся я и предался одной музыке. Труден первый шаг и скучен первый путь. Преодолел я ранние невзгоды. Ремесло поставил я подножием нскусству; я сделался ремесленник: перстам придал послушную, сухую беглость и верность уху. Звуки умертвив, музыку я разъял, как труп. Поверил я алгеброй гармонию. Тогда уже дерзнул, в науке искушенный, предаться неге творческой мечты. Я стал творить; но в тишине, но в тайне, не смея помышлять еще о славе.

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Mozart e Salieri

SCENA I (stanza di Salieri 1) Salieri Tutti dicono: non c’è giustizia sulla terra. Ma la giustizia non c’è nemmeno piú in alto. Per me questo è chiaro come le sette semplici note. Io nacqui con l’amore per l’arte; ancora bambino, quando in alto risuonava l’organo della nostra antica chiesa, ascoltavo trattenendo il respiro e lacrime involontarie e tenere scorrevano. Rinunciai presto agli svaghi oziosi; le scienze, estranee alla musica, mi erano odiose; ostinatamente e altezzosamente le rinnegai e mi diedi unicamente alla musica. Duro il primo passo e tedioso il primo cammino. Superai le avversità iniziali. Il mestiere posi a fondamento dell’arte; mi feci artigiano: alle dita diedi agilità docile e sicura e fedeltà all’udito. Uccisi i suoni, sezionai la musica, come un cadavere. Mi affidai all’armonia algebrica. E allora osai, dotto nella scienza, abbandonarmi alla delizia del sogno creativo. Cominciai a comporre; ma in silenzio, ma in segreto, ancora non osavo pensare alla gloria. 1 Antonio Salieri (Legnago 1750-Vienna 1825). Compie gli studi a Venezia; si trasferisce a Vienna ed esordisce nel 1770 in campo teatrale con Le donne letterate. Diviene maestro di Cappella alla Corte viennese nel 1774. Viene invitato a Milano per l’inaugurazione della Scala (con l’opera L’Europa riconosciuta, 1778) e a Parigi su invito di Gluck (Le Danaidi, 1784). Nel 1788 assume la direzione della Cappella Imperiale; dal 1790 mantiene solo la carica di compositore di Corte, dedicandosi all’insegnamento. Fra i suoi allievi vanno ricordati Beethoven, Schubert, Liszt e Hummel. Fu tra i fondatori, nel 1817, del Conservatorio di Vienna. Dopo il 1821 soffrí d’una grave malattia mentale che lo obbligò ad abbandonare la sua attività. aleksandr s. puškin :

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L’invitato di pietra

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Introduzione

A partire dal XVII secolo, molti autori si sono cimentati nell’interpretazione del mito di don Giovanni e sono state prodotte piú di millecinquecento opere aventi come protagonista il libertino-seduttore senza Dio. Nel 1830, Aleksandr S. Puškin ha voluto entrare a far parte di tale schiera con la sua opera L’invitato di pietra (o Il convitato di pietra), scritta – al pari di Mozart e Salieri – nel suo ritiro di Bòldino. La ‘piccola tragedia’ fu pubblicata dopo la morte del poeta e rappresentata in Russia nel 1847, ma messa in scena con maggiore successo in Francia nel 1877, nella traduzione di Ivan Turgenev e di Pauline Viardot. Il testo teatrale verrà ripreso fedelmente da Aleksandr S. Dargomyžskij come libretto per la sua opera omonima, rappresentata al Mariinskij Teatr di San Pietroburgo nel 1872. La fortuna della figura di don Giovanni (personaggio leggendario vissuto a Siviglia nel XIV secolo) si fa risalire al lavoro El burlador de Sevilla y Convidado de piedra di Tirso de Molina (1630), proseguita nel Dom Juan, ou Le festin de pierre di Molière (1665), seguita dal libretto di Lorenzo Da Ponte per il capolavoro mozartiano Don Giovanni (1787), e ancora dalle poesie di Mérimée, Byron, Dumas, Baudelaire, per citare solo gli autori piú blasonati. Il don Juan puškiniano si allontana da quello del mito classico, mostrando il libertino quale personaggio complesso, ambiguo e profondo, né del tutto colpevole né del tutto innocente, che si svela al lettore a mano a mano che la trama si dipana, conservando della tradizione lo stretto necessario. In questa edizione si è voluta utilizzare la traduzione letterale di ‘invitato’ – e non di ‘convitato’ – per esplicitare, già nel titolo, il discostarsi dell’Autore dalla consueta trama. In questa piccola tragedia, infatti, la statua del commendatore viene invitata da don Juan, per celia, non a un banchetto, bensí a fare da sentinella alla porta della di lui dimora durante un convegno amoroso fra don Juan e la vedova donna Anna. È qui che morirà per mano, letteralmente, della statua del commendatore. Ironia della sorte, Puškin perderà la vita l’8 febbraio 1837, a soli 38 anni, durante un duello con il presunto amante della moglie, il barone francese Georges d’Anthès, a San Pietroburgo, nel luogo dove oggi si trova una statua dedicata al poeta. Marialidia Rossi

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Каменный гость

СЦЕНА I Дон Гуан и Лепорелло Дон Гуан Дождемся ночи здесь. Ах, наконец достигли мы ворот Мадрита! Скоро я полечу по улицам знакомым, усы плащом закрыв, а брови шляпой. Как думаешь? Узнать меня нельзя. Лепорелло Да! Дон Гуана мудрено признать! Таких как он такая бездна! Дон Гуан Шутишь? Да кто ж меня узнает? Лепорелло Первый сторож, гитана или пьяный музыкант, иль свой же брат нахальный кавалер со шпагою под-мышкой и в плаще. Дон Гуан Что за беда хоть и узнают. Только б не встретился мне сам король. А впрочем я никого в Мадрите не боюсь. Лепорелло А завтра же до короля дойдет, что Дон Гуан из ссылки самовольно в Мадрит явился – что тогда, скажите, он с вами сделает.

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L’invitato di pietra «Leporello: Oh, statua gentilissima del gran Commendatore!… …Ah, padrone» Don Juan SCENA I Don Juan e Leporello Don Juan Passeremo la notte qui. Ah, finalmente abbiamo raggiunto le porte di Madrid! Presto volerò per le vie conosciute, i baffi coperti dal mantello, e le sopracciglia dal cappello. Che dici? Non è possibile riconoscermi. Leporello Sí! È proprio difficile riconoscere don Juan! Di tipi cosí ce n’è talmente tanti! Don Juan Scherzi? Chi potrebbe individuarmi? Leporello La prima guardia, una gitana o un musico ubriaco, o un suo fratello cavaliere sfrontato con la spada sotto il braccio e col mantello. Don Juan Non c’è da offendersi se non mi riconoscono. Purché non mi incontri il re in persona. Del resto non temo nessuno a Madrid. Leporello E se domani al re giungesse voce che don Juan dall’esilio senza autorizzazione a Madrid è apparso, che cosa, allora, dite, farebbe di voi.

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Дон Гуан Я? Нет. Я звал тебя и рад, что вижу. Статуя Дай руку. Дон Гуан Вот она… о тяжело пожать каменной его десницы! Оставь меня, пусти-пусти мне руку… Я гибну – кончено – о Дона Анна! (проваливаются)

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Don Juan Io? No. Ti ho invitato e sono felice di vederti. Statua Dammi la mano. Don Juan Eccola… oh, pesante è la stretta della sua destra di pietra! Lasciami, lasciami andare la mano… Muoio, è finita, oh, donna Anna! (crollano)

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Finito di stampare per IkonaLĂ­ber nel mese di febbraio 2016 da Digital Team, Fano (PU) su carte ecologiche Fedrigoni Acquerello e Burgo Diablo. Composto in Scala e Scala sans.

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Traduzione di Marialidia Rossi. Introduzioni di Fabrizio M. Rossi e Marialidia Rossi

PICCOLE TRAGEDIE

Testo originale russo a fronte.

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Nell’estate del 1830 Puškin si ritira nella tenuta di Bòldino. Il breve soggiorno estivo si trasforma in una sorta d’esilio: un’epidemia di colera è scoppiata in quel tempo a Mosca. Questa situazione – non nuova nella storia della letteratura – è per Puškin fonte d’ispirazione e fertile d’attività: scriverà a un amico dello «splendido autunno di Bòldino», enumerandogli i frutti del suo scrivere. Tra di essi vi sono le due ‘piccole tragedie’ contenute in questo volume: Mozart e Salieri (origine della leggenda sull’omicidio di Mozart da parte di Salieri, testo pubblicato da IkonaLíber anche nella collana Janus) e L’invitato di pietra (che riprende il mito letterario di Don Giovanni).

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mozart e salieri PICCOLE TRAGEDIE l’invitato di pietra

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