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La centralità dello stradario nella raccolta rifiuti

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TECNOLOGIE

La centralità dello stradario nella raccolta rifiuti di Alessandro Fedrizzi*

Per rispondere ai requisiti richiesti da ARERA, soprattutto per gli schemi III e IV, uno stradario georeferenziato, centralizzato, condiviso ed aggiornato, è ormai indispensabile. Premessa

L’adozione del TQRIF (Testo Unico per la Regolazione della Qualità dei Servizi di Gestione dei Rifiuti) e i regolamenti di ARERA impongono agli Enti gestori dei servizi ambientali (consorzi di comuni o multiutilities) di strutturare la gestione della raccolta rifiuti sulla base di uno stradario aggiornato. Lo stradario, infatti, importante in qualunque schema ma essenziale per rispettare le norme stabilite negli schemi III e IV, diventa un elemento fondamentale per la progettazione, la programmazione e la rendicontazione del servizio di raccolta e spazzamento, con il fine di garantire un servizio al cittadino ben organizzato, misurabile ed efficiente e, a valle, una corretta fatturazione. Il raggiungimento di questi risultati si tramuta poi concretamente in “premi” o “sanzioni” che si ripercuotono sulla possibilità di trasferire gli investimenti in tariffa, attraverso l’analisi del sistema TQRIF e PEF (Piano Economico Finanziario).

Lo status quo: l’approccio delle aziende più strutturate

Secondo la normativa vigente, i principali depositari delle informazioni relative alla toponomastica e ai numeri civici dovrebbero essere i Co-

122 GSA IGIENE URBANA

muni. Progetti nazionali come l’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) e l’ANNCSU (Anagrafe Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane) mirano proprio a centralizzare e standardizzare queste informazioni, rendendole accessibili e aggiornabili in tempo reale. Tuttavia, la realtà è spesso diversa. Stanti le difficoltà legate alla creazione e all’aggiornamento degli stradari da parte della PA, molte aziende di servizi pubblici più strutturate si sono o si stanno comunque attrezzando per rispondere alle richieste di ARERA. In assenza di un sistema pubblico centralizzato, queste aziende hanno iniziato a creare e gestire i propri stradari, utilizzando tecnologie e strumenti GIS (Geographic Information Systems). Questi sistemi permettono alle utilities di organizzare le proprie attività in modo più efficiente, garantendo che ogni segmento di strada (tronco) sia monitorato e aggiornato costantemente. Questa infrastruttura informativa consente di programmare e rendicontare le attività di campo, in linea con i requisiti stringenti degli schemi III e IV di ARERA, dove la precisione è fondamentale. Ad esempio, nella gestione della raccolta dei rifiuti, ogni tronco stradale deve essere

univocamente identificato e associato alle utenze e ai contratti, così da permettere una progettazione dei giri di raccolta e successiva rendicontazione, una reportistica di precisione relativa a eventuali disservizi e interruzioni di servizio, una gestione amministrativa trasparente e una fatturazione accurata. Tuttavia, il processo di creazione e mantenimento e aggiornamento di questi stradari aziendali è spesso complesso. Per iniziare, le aziende si trovano spesso a fare i conti con l’incompletezza o la disomogeneità dei dati che ricevono dai Comuni o luglio-settembre 2024


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