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16 Dic./15 Feb. 2010

Special Il Varesotto

Francis Ford Coppola

Terra di Rave Party

Fever Party

Password? Fidelio

www.moveout.it

Icona rap e ribelle Edizione Italiana


MOVE OUT DICEMBRE / FEBBRAIO 2010

Editoriale

Sono arrivate le grandi festività di fine anno. Corse forsennate nei negozi, telefonate a prenotare i cenoni nei ristoranti, l’affanno per cercare il famoso regalo in-utile. Forse Move Out riesce a darti qualche spunto, oltre che per le numerosissime proposte di eventi, anche di riflessione e provocazione. Questo mese lo dedichiamo a Eminem, indiscussa icon del rap mondiale e il suo nuovo Refill. Abbiamo incontrato, sempre per stare in tema con il genere, i Miracolo Italiano, band romana, nuova rivelazione Hip-hop, con cui abbiamo scambiato due parole. La redazione ha fatto altri due incontri interessantissimi. Abbiamo parlato con Francis Ford Coppola, regista che non necessita di presentazione, e con una coppia olandese che ci ha raccontato dei Fever party. Una gita nel Varesotto terra dei Rave party e magari scopriamo un nuovo Co.Wo, la nuova network di liberi professionisti. Una mappa europea indica dove i matrimoni omosessuali vengono riconosciuti. Questo mese Move Out è lieta di annunciare la nuova partner con lo IED, che curerà la rubrica Fashion & Design. Un altro numero imperdibile, pieno di provocazioni, di idee, di informazioni, di suggerimenti. Buona lettura!

www.moveout.it aut. Trib di Alba n° 48/09 del 23-01-09 editore I.Com Multimedia s.n.c. via. D. Chiesa 4, 12051 Alba tel. (+39) 0173 59 0564 Cell: (+39) 347 6006099 www.icommultimedia.eu info@icommultimedia.eu Direttori PierMario Mignone (Direttore Responsabile) Guido Mignone (Direttore Generale) Joanna (Asia) Tupta (Direttore Creativo) Grafica I.com Multimedia Redazione Alberto Debenedetti, Luigi Ferrando, Michele Isnardi, Paolo Del Pozzo, Alessia Mangiapane Collaboratori Francesca Armato, Chiara Casadei, Naomi Galdo, Rossella Guerrini, Arcigay, Grafimated Cartoon / Scuola del Fumetto Palermo, Rivista Mono

Concessionarie pubblicità I.Com Multimedia s.n.c. via. D. Chiesa 4, 12051 Alba tel. (+39) 0173 59 0564 Cell: (+39) 347 6006099 pubblicita@moveout.tv Adria Marketing & Service s.r.l. Viale Vincenzo Randi 106, 48100 RAVENNA (RV) Tel. 0544 4087.00 - 2 / Cell: 338 9801.370 g.adriano@adriamarketing.info Marketing Planet s.r.l. Via Vittorio Emanuele 15, 20052 MONZA (MI) mktplanet@mktplanet.it Tel. 039.2308.568 / Fax. 039.9796.304 Stampa Pasaż • Kraków • tel. +39 3292054916 info: info@moveout.tv redazione@moveout.tv

Cover - Eminem

SOMMARIO 08 Cover 10 Dance & Live 17 Play 22 Cinema 27 Events / Space 30 Calendar / Guide 60 Special 62 Lifestyle 70 Cities 72 Fashion & Design 76 For Her&Him 78 Gay & Lesbian La redazione non è responsabile delle eventuali variazioni alla programmazione degli eventi inseriti nel calendario, che sono stati comunicati direttamente dai locali o reperiti da fonti di dominio pubblico. La redazione non è responsabile del contenuto delle inserzioni pubblicitarie. Nessuna parte di questo magazine, comprese le inserzioni pubblicitarie, può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’Editore.


MoveOut Cover

, inem ka em a y Shad op/ Slim Hip-h , aka fico. I I I s scena l “bianco r a e r a h g ll t o e ma ti d o disc uti. I Bruce roduttore giori artis chi vend e ci ha fatt , hall is mars , attore, p o dei mag ilioni di d iliare (com uo paese r n ls rappe iderato u più di 80 m azione fam stume de isogina. o n u m ns e’ co ndiale, co ropria sit 8 mile), il c ofobica e p o m in la m o o n p e r o t n s ra n n io o a z c e”, ota is H ribell dere Curt te a conn n e ben v decisame e a volt

Eminem ritorna a dicembre di quest’anno con la nuova versione dell’album Relapse che contiene 5 pezzi inediti più 2 bonus track: il singolo “Forever”, con Drake, Kanye West, Lil Wayne (già inserito nella colonna sonora the More Than A Game) e “Taking My Ball” (già pubblicato all’interno del video game DJ Hero). “Con la nuova versione di Relapse ho voluto offrire ai miei fan più materiale di quello previsto” afferma Eminem. “Spero che queste nuove tracce inedite possano accompagnare i miei fan fino al prossimo anno, quando uscirà il nuovo album Relapse 2”. Eminem ha iniziato a lavorare sui nuovi brani sin

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2009 mOve Out

dal momento in cui Relapse è stato pubblicato (maggio 2009). “Insieme a Dr Dre e a pochi altri produttori, tra cui Just Blaze, abbiamo creato nuove tracce dal suono così differente da quello che originariamente avevamo pensato per Relapse 2. L’idea è stata quella di far ascoltare anche questi nuovi brani al nostro pubblico” Relapse, uno degli album più attesi del 2009, è entrato al numero uno della Billboard Top 200 chart nel maggio scorso, vendendo più di 618,000 copie negli Stati Uniti nella prima settimana. Relapse è stato anche l’album hip-hop più venduto del 2009. Il primo brano estratto, “Crack a Bottle”, è uscito a febbraio e ha stabilito un record nelle


e’ cresciuto a Detroit ed è stato lanciato dal Gangsta rapper Dr. Dre. Diventato famoso su scala nazionale con “my name is”, singolo remixato da moltissimi artisti. Nei suoi testi è esplicita la sua rabbia contro la società, la ghettizzazione, la politica: attacchi diretti verso l’ex-Presidente George W. Bush, come in mosh o We as Americans. eminem ha creato la propria etichetta discografica la “Shady Records”

vendite digitali durante la prima settimana di pubblicazione, mentre il primo singolo ufficiale e relativo video, “We Made You”, è uscito ad aprile. Eminem ha venduto più di 75 milioni di album nel mondo. Il precedente album Encore ha dominato le classifiche nel 2004. Nell’ottobre 2008, Eminem ha pubblicato Eminem: The Way I Am, una raccolta di storie e memorabilia che è entrata nella lista dei bestseller pubblicata dal New York Times. Guido M.


MoveOut Dance & Live

mIRACOLO ITALIANO “Passeggiando” su facebook, tra quelle disordinate e popolarissime pagine ascoltando “a cosa stai pensando?”, incontro i miracolo Italiano, la nuova promessa Hip-hop del litorale romano. Ci si ferma a fare quattro chiacchere tra un cocktail virtuale e l’altro.

move Out: Ciao Ragazzi! Roby della trumen Records, mi ha passato il vostro CD “Su le mani”. mi ha dato veramente “Good vibrations”. Complimenti! ma ditemi un po’ di voi.

Miracolo Italiano: Ciao Guido! Si potrebbe tranquillamente dire che è il nostro stesso disco a dare l’idea migliore di quello che siamo. Niente di più che 4 Mcs amici da una vita, (Akim, Puro Tony P. e Ikaro) cresciuti sulle stesse strade e con la stessa passione, il Rap, che ci ha dato la possibilità di far ascoltare ,in tutta Italia, le nostre idee, i nostri pensieri e dare forma alle nostre esperienze, ovviamente in rima.

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2009 mOve Out

Sperando d’esserci riusciti al meglio! move Out: Che ruolo ha avuto marco evangelista, aka the magista?

Miracolo Italiano: Determinante. The Magista è come un fratello per noi, ma soprattutto un artista di valore internazionale. Marco Evangelista ha qualità difficili da rintracciare nel panorama musicale della Nostra penisola. Siamo l’unico gruppo Hip Hop con il quale collabora a tempo pieno, (almeno per ora!) e la cosa ci onora dato che vede in noi le capacità giuste per esaltare le sue produzioni, una sorta di scambio. Siamo legati da feeling

che va oltre la reciproca stima professionale, e questo ci spinge a dare il massimo in Studio. Il merito del buon esito del nostro primo progetto va attribuito in gran parte al suo “genio”. Big Up Magista! move Out: In questo genere, per cui move Out è molto attento, i testi hanno molto valore e importanza. Da dove prendete ispirazione?

Miracolo Italiano: Ogni pezzo dell’Album, ogni strofa, ogni rima vuole dare un messaggio. A volte lanciamo un allarme, altre diamo risalto alle nostre emozioni, altre cerchiamo solo di far divertire divertendoci.


Dance & Live MoveOut Tutto questo attingendo dalle esperienze di vita quotidiana, tutti i giorni impari qualcosa di nuovo, tutti i giorni comprendi meglio le realtà che ti circondano. Noi non facciamo altro che riportare tutto questo nei nostri testi, perchè alla fine l’essenza dell’Hip Hop e della musica in generale è proprio quella di suscitare emozioni, vere e riscontrabili nella vita di ognuno di noi. move Out: Avete un sound molto contaminato, in cui peraltro si vedono molte collaborazioni e feat.

Miracolo Italiano: Si, in effetti noi puntiamo molto su sonorità ricercate, ispirandoci soprattutto alla black music anni 70/80 (Jazz, Funk, Soul...)

attingendo dal passato per proporre il “Nuovo”, cosa che negli States è ormai alla base

stessa della music Hip-Hop, Just Blaze, Swizz Beatz, No I.D sono solo alcuni esempi di questa consolidata tendenza al “campionamento”, per non parlare della Bad Boy Family.... In Italia ci siamo noi!!! move Out: Beh, ancora com-

plimenti e non dimenticate di dire a move Out le vostre prossime date (possibilmente dalle parti di torino!), vogliamo un posto in prima fila!

Miracolo Italiano: Grazie ancora della chiacchierata, speriamo di vederci presto in quel di Torino. Nel frattempo godetevi le immagini del nostro nuovo Video de “IL PAESE DEI BALOCCHI”, assieme a noi oltre all’immancabile Magista, INOKI, AMIR, GHEMON, AGO, LAMISS, DANIEL MENDOZA (INQUILINI) etc...ci siamo veramente divertiti durante le riprese, e sarà in uscita tra pochissimo... Un saluto a tutti gli amici di Move Out Magazine! Bless, Miracolo Italiano. Guido M.

FRee DOWLOAD DOWLOAD…PILLOLe …PILLOLe A partire da questo numero, eccovi una nuova sezione della rubrica Dance & Live, dedicata alla musica in free download, messa a disposizione in rete dagli stessi artisti e dalle loro etichette discografiche. Si sa, stiamo vivendo tempi in cui è estremamente facile reperire e scaricare gratuitamente musica in rete.... più realisticamente forse potremmo dire che è facile scaricare tonnellate, gigabyte, terabyte di musica in maniera più o meno legale. A prescindere, e al di la di tutte le polemiche sull’uso selvaggio del peer to peer, del download illegale, del tracollo delle vendite di cd, delle “povere” major che non riescono

a fronteggiare o a gestire la situazione, noi riteniamo che ogni artista che intenda condividere gratuitamente e legalmente la propria creazione, che ogni etichetta discografica che appoggi l’artista in questa operazione, siano degni di avere la maggior visibilità possibile. In un mare

di siti free download, ma dico prioprio oceani e oceani di roba brutta o bella, di qualità pessima oppure ottima, con virus e senza...risulta infatti difficile scovare gli artisti di cui sopra. mOve Out 2009

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MoveOut Dance & Live Ecco, noi di Move Out vogliamo dare una mano, un piccolo aiuto qui in Italia, a tanti di questi artisti, cercando di stimolare l’interesse del pubblico per loro. Troverete quindi ogni mese una serie di link scelti e commentati dalla nostra redazione, per poter scaricare gratuitamente, legalmente e soprattutto consapevolmente la musica che più vi aggrada o incuriosisce nell’ambito del circuito indipendente mondiale. Per far contenti tutti poi, saranno segnalati anche vari link temporanei per scaricare (sempre gratis!) i pezzi che le stars più o meno “mainstream”, mettono a disposizione per promuovere le loro nuove uscite discografiche. Contemporaneamente, questo spazio su Move Out è ulteriormente ampliato sul sito www. moveout.tv , nella sezione “Dance & Live”, dove troverete moltissimi altri link free download che, per ovvie ragioni di spazio, non abbiamo potuto e non potremo pubblicare sul magazine.

“Billy (Smashing Pumpkins) Nov 8, 2008 photo by Jilly Harrison”

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Fateci una visita.... e buon ascolto a tutti!! Guignol: Canzoni dal Cortile www.guignol.it Il nuovo EP dei Guignol raccoglie 5 tracce suonate prevalentemente in acustico, a riprendere il suono e l’espressività scarna/ scabra, priva di amplificazione ma corale e vibrante dei brani eseguiti, spesso proprio in questa veste, nel loro tour per il secondo album “Rosa dalla faccia scura”. Scaricabile sia in formato .wav che .mp3 Hatebreed: merciless tilde www.roadrunnerrecords.co.uk/hatebreed/ download Gli Hatebreed, che non hanno bisogno di presentazioni, hanno pubblicato il 29 settembre 2009 il nuovo album intitolato “Hatebreed”. Per assaggiare questo nuovo omonimo lavoro, è disponibile il download del brano

Copertina Torino Sistema Solare: Una delle 4 diverse copetine scaricabili

“Merciless Tilde”. Hardcore metal da ascoltare a volumi impressionanti! Smashing Pumpkins: A Song for a Son www.smashingpumpkins. com Dalla home page dei mitici Smashing Pumpkins, scaricatevi questo brano.... prima canzone di “Teagarden By Kaleidyscope”, iI nuovo disco-progetto degli Smashing Pumpkins. Bellissima ballata alternative rock. AA.vv. torino Sistema Solare: San Salvario da mezzanotte alle Quattro www.torinosistemasolare.it Abbiamo recensito questa compilation, sul numero scorso di Move Out, ma ci è piaciuta talmente da volerla rimettere in questa sezione. I cantautori torinesi alla ribalta....è il primo album a raccontare un luogo e una scena della nuova musica cittadina. PIT


Dance & Live MoveOut

FuNK-IN-ItALIA Nella scorsa edizione del meeting delle etichette Indipendenti è stata presentata una nuova grande iniziativa di Funk in Italia, il progetto di rivitalizzazione del Funk nel nostro paese curato da ernesto De Pascale e Bobby Soul.

Un lungo concerto di due ore e passa presso una tenda della manifestazione ha visto avvicendarsi sul palco molti gruppi per celebrare l’uscita della prima compilation esaustiva su i gruppi e gli artisti che hanno praticato questo genere musicale nel passato e nel presente. Una doppia raccolta uscita per la Cramps Music, la storica etichetta nota soprattutto per avere coltivato il rock progressivo italiano, che comprende una parte antologica con nomi eccezionali che si avvicendano di traccia in traccia. Dagli episodi più funkeggianti dei gruppi Cramps come Area e Bella Band, alle incursioni nel groove di artisti che normalmente non hanno frequentato questo genere come Patty Pravo o Loredana Bertè fino ai classici nostrani come Enzo Avitabile e Andrea Mingardi. Nel secondo CD di questa com-

pilation chiamata “Anthologia Funk” scorrono gli artisti contemporanei con nomi più o meno conosciuti. I veterani Tullio De Piscopo e Ridillo lasciano spazio anche a gruppi giovani come Funk-Totum e i sardi Fun-Key. Ma c’è anche la Supermassiccio di Elio e le Storie Tese ad impreziosire la selezione. Sul palco del M.E.I. si sono esibiti The Soul, Bobby Soul & Les Gastones, Signor Wolf, Valerio Manni e Karme (tutti inclusi nella raccolta), ma anche Pajarritos, Elefunk e la marching band umbra P-Funking hanno trovato modo di farsi conoscere ad un pubblico che appare in crescita ed entusiasta. Una

La foto di Alberto Terrile che ritrae la scena funk italiana alla Flog di Firenze

nuova onda musicale sta trovando riconoscimento e consenso nel nostro paese ed è fatta di ritmo e gioia di vivere ma anche di contenuti e buone idee. Funk-in-Italia riempie un gap culturale testimoniando la presenza di un filone aureo che ha contribuito in modo sostanziale a spostare l’accento della musica nostrana verso corpo, anima e movimento. Molte iniziative sono in cantiere per presentare la compilation nei prossimi mesi, con concerti live in ogni angolo del paese e anche all’estero di cui vi daremo costante aggiornamento su queste pagine FUNK-IN-ITALIA CO-PRODUCE “FUNKFUNK”, LA TRASMISSIONE RADIO SULLA BLACK MUSIC IN STREAMING SU WWW.ALLINFO. IT/FUNKFUNK Bobby Soul mOve Out 2009

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MoveOut Dance & Live

a cura di mO / Audiocoop

INDIe MUSIC LIKe ecco la classifica delle web radio e delle radio locali curata dal meI, il meeting degli Indipendenti. Sono oltre 150 i media e i new media che da tutta Italia inviano i brani di musica italiana Ecco la Indie Music Like del 11 Dicembre 2009

con un album dalle sonorità decisamente crossover.

singolo estratto dal fortunato “Music 4 Losers”.

1) Il Teatro degli Orrori: A sangue freddo (La Tempesta) “A Sangue Freddo” è l’atteso nuovo album dei Il Teatro Degli Orrori, la band capitanata da Pierpaolo Capovilla (già leader dei One Dimensional Man) che arriva a due anni dal clamoroso debutto “Dell’Impero Delle Tenebre”.

4) The Hormonauts: Tre notti di fila (Go down records) La band scozzese/romagnola festeggia i 10 anni di attività ristampando i propri album con questo inedito vibrante per la prima volta cantato totalmente in italiano.

8) Serpenti: Se lascio perdo (Godz) Nuovo video per il nuovo singolo del duo electro rock Serpenti. Se lascio perdo è estratto da Sottoterra, primo disco del duo. In questo brano dai toni più morbidi rispetto al resto dell’ album, si affronta l’argomento delle scelte indivivduali e della difficoltà che si devono affrontare per poter inseguire e coltivare le proprie passioni, sottolineando il fatto che quando si inseguono i propri sogni non bisogna mollare mai, perchè l’abbandono corrisponde alla sconfitta.

5) Co Sang: Vita Bona (Poesia Cruda Dischi) Ecco il duo Hip Hop partenopeo formato da Antonio Riccardi (detto Ntò) e Luca Imprudente (detto O’Luchè) che conquista la Top Ten grazie alla title track del loro nuovissimo album uscito il 6 novembre.

foto: Marku sotto corona

2) Sick Tamburo: Parlami per sempre (La Tempesta) “Parlami per sempre” è il secondo video ufficiale di Sick Tamburo. Sick Tamburo è un disco duro col cuore tenero. Come se dietro ad un passamontagna da rapina ci fosse un bambino. Sick Tamburo mescola rock ed elettronica utilizzando sistematicamente il delay su cui costruisce cantati ipnotici e minimalisti. Sick Tamburo può essere considerato uno spin off dei Prozac+.

6) Mallory Switch: Evolution Machine (GB Sound) Ritornano nella top ten gli alfieri del rock elettromeccanico per orecchie e menti inquiete. Un brano che lo zampino di Marco Trentacoste ha reso dai suoni corrosivi e taglienti, dalle melodie sensuali e ritmiche granitiche con atmosfere industriali. E’ accompagnato dal videoclip “ESTREMO”, girato con la partecipazione del campione mondiale di moto freestyle Alvaro Dal Farra!

3) Piotta: S(u)ono diverso (La Grande Onda) Album nuovo di zecca, il nuovo Piotta convince ci sorprende

7) Trabant: Tonight party (R!SVP) Torna il gruppo electro rock originario di Trieste con un brano che rappresenta il secondo

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2009 mOve Out

9) Zu: Carboniferous (Ipecac) Rientrano nella Top Ten gli spettacolari Zu. La band si forma nel 1997 a Roma, dove comincia come a proporre composizioni di musica per rappresentazioni teatrali. Il gruppo è composto di tre membri: Luca Mai al sax baritono, Massimo Pupillo al basso e Jacopo Battaglia alla batteria. 10) Leo Pari: Non parlerò d’amore (One) Torna il cantautore romano autore della sigla del V-Day di Grillo, con un nuovo brano, anticipo del nuovo album “Lettera al futuro”, spinto da una promozione alternativa e innovativa basata sulla partecipazione e condivisione ai siti web, tutto in partenza da www.leopari.it


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move out 2009

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MoveOut Dance & Live

MoveOut Party MoveOut party, gli eventi firmati MoveOut. Un nuovo format di evento, coinvolgente, multimediale, unico. Musica, scenografia, tecnologia, location, organizzazione, promozione: questi i punti cardine dei MoveOut Party. Realizzare un MoveOut party è facile. Contatta la redazione: due art director verranno a fare un sopralluogo direttamente nella Tua Location e a presentarTi il progetto nei particolari, per poi svilupparlo e costruirlo su misura. Un’opportunità, un’occasione per conoscere persone, un nuovo modo di fare “business”, un modo nuovo di divertirsi!

info@moveout.it Guido + 39 347 6006099 16

LuGLIO / 2009 mOve Out

AGOStO 2009

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Play MoveOut

GueRRILLA FARmING NATURALE GeNeRe: REGGAE

etICHettA: ONE STEP RECORDS

DAtA: 04/2009

DIStRIBuZIONe: DIGITAL ONLY

Primo disco per i Livornesi Guerrilla Farming, Naturale. Disco piacevole all’ascolto, ingloba tutti i canoni imposti dell’isola che ha dato vita al genere. Reggae fresco, suoni coerenti, hammond, rullate, linee melodiche. Nonostante tutto, un reggae non ancora maturo, non così coinvolgente. Forse suona troppo Pop, i testi sono ancora timidi su tematiche di cui abbiamo già sentito di tutto. Tematiche sociali, “Sana solidaritetà” con ottimi arrangiamenti Dub, e bella linea melodica, “Come ti senti”, a mio avviso una delle tracce più riuscite, con bella profondità di suono, intermezzato da stacchi dancehall; particolarmente debole per valore dei testi “Vita naturale”, con cui si chiude il disco, pezzo bilanciato da Jah Love, in cui “Flow” e sound si fondono in maniera soddisfacente. Un disco che ha acceso una luce sul reggae Toscano. Attendiamo i prossimi lavori. Guido M.

POOGLIA tRIBe APULIANS

GeNeRe: REGGAE

etICHettA: TRUMEN RECORDS

DAtA: 27/11/2009

DIStRIBuZIONe: SELF

“Abbiamo fame più di prima – rieccoci”. Così incomincia “Apulians” dei Pooglia Tribe. Testi espliciti, in dialetto. Come si parla di “patwa jamaicano”, mi piace pensare ad un nostro “patwa pugliese”, penisola “jamaicana” in penisola Italiana. Parole contrastanti, speranze e sofferenze, lotta e disperazione “...che piano piano scompare in questo mare infinito”. Sono i “contrasti” di quei quartieri di Bari, di Taranto, degli “antichi sentieri della Valle d’Itria costeggiati dai muretti a secco” che lasciano ben poco all’immaginazione. Ma “un desiderio inestinguibile di gloria”, un attaccamento smisurato alla propria “Tribe”, è la filosofia del “guerriero apulo”: i “pooglia soldiers”, i ”soldati apuli” che suonano con rabbia e orgoglio per difendere la propria terra. Gran bel disco: matrice hip-hop, con beat regolare, cassa rullante a 80/90 bpm, flow ragga, arrangiamenti dal reggae al raggamuffin. Si inzia con un sound più reggae, “Mondo malato”, “2 night”, traccia che consiglio vivamente (con intelligenti citazioni del maestro Morricone); tralasciando altre citazioni (funk) più o meno riuscite, come “hey tu”, a mio avviso la traccia più debole del disco, si prosegue con tracce, squisatemente reggae come “stand up”, per arrivare ai primi sound dancehall, “Loschi feat. Pupiddrhu, Alpha Alpha”, con arrangiamenti freschi e potenti, “INDIGENI feat. Tizla”, pezzo notevole, molto pop con chitarre semiacustiche dal suono pulito e brillante (forse troppo). “Sott Sott!”, su base di Next Man; “Buste”, per “dancefloor” con “dancehall piu tech”. “PROIETTILI feat. Entics”, pezzo meticcio con groove “hip-hop” molto ben riuscito. Chiusura magistrale insieme “all’originale rastaman” Luciano in “le città in rivolta”, in un ritmo raggaeton, molto melodico e con un gran flow. Presente sul cd anche alcuni skit-video realizzato da “6 pollici”. Un CD da avere. Guido M. mOve Out 2009

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MoveOut Play

vv.AA.

ITALIAN HIP-HOP HISTORY X GeNeRe: HIP-HOP

etICHettA: TRUMEN RECORDS

DAtA: 27/11/2009

DIStRIBuZIONe: SELF

Compilation prodotta dala Trumen records e selezionata da Dj Fede, oltre che dj della scena Hip Hop da oltre 15 anni, anche collezionista di dischi. Palese citazione al regista Tony Kaye (con American History X), Italian Hiphop hitory X è un progetto, una selezione che è destinata a passare alla storia delle collezioni della musica Italiana. Un viaggio relativamente breve (dalla fine degli anni ’80 ai giorni nostri), che percorre l’evoluzione del rap italiano. Una prima “Gold selection” rappresentativa dei singoli autori, dei singoli periodi, che lascia intendere già un atteso secondo volume! Nomi icona della scena hip-hop italiana, Articolo 31 in “Strade di città”, Otierre in “ce n’è “, Franckie H.NRG, La Famiglia, Bassi Maestro, Dj Fede feat Esa in “Family Affair”, Colle Der Formento, Mondo Marcio, Mistaman, Neffa e Giuliano Palma in “aspettando il sole”, Piotta, Turi feat. Kaos. Sottotono. Cor Veleno, Inoki, ATPC, Club Dogo in “cronache di resistenza”, Uomini di mare, Tormento, che ha firmato il libretto con sue personale note, insieme a Paolo Ferrari e allo stesso Dj Fede. 19 Tracce e altrettanti artisti che meriterebbero ognuna una pagina, anche solo per il contributo apportato alla storia dell’Hip-Hop Italiano. Dj Fede a mio avviso, è riuscito, in un impresa molto difficile: accontentare anche l’orecchio più esigente e critico in questo genere, regalando emozioni, “good vibrations”, a volte anche nostalgiche. Penso che il contenuto (peraltro molto ben prodotto) parli da solo. Non resta che ascoltarlo! Guido M.

vv.AA

KAY RUSH UNLIMITED VIII GeNeRe: DEEP & SOULFULL HOUSE

etICHettA: TIME

DAtA: 16/10/2009

DIStRIBuZIONe: SELF

Siamo all’ottavo capitolo della serie Unlimited di Kay Rush. Raffinata, cool, groovy. Un doppio Cd firmato con le proprie iniziali, “K” e “R”, con 28 tracce selezionate dalla nota “selecta” di Radio Monte Carlo e il suo programma di musica Deep House e Nu Jazz. Una compilation da cocktail, ben selezionata. Questi solo alcuni dei nomi presenti: Lisa Shaw, Eethan White & Marie Tweek, Roy Davis Jr Feat Terry Dexter, Tortured Soul, Dave Storm, Jose Carretas Feat. Dani, Quentin Harris. Un ascolto molto equilibrato, mai noioso né troppo difficile. Mi piace definirlo un sound “easy”, per tutte le occasioni. Interessante “FYZA “Take Me Away” Original Mix, che unisce un basso tipico della Drun’n’bass con la deep house e melodie “properly R’n’b”. Il cd K termina con un bel Funky “ORGATRONICS “Footprints” Diesler Remix, dai suoni molto più Rootz. Passando ad un “next level” , ascoltiamo un sound relativamente più aggressivo, beat più sostenuti, ma sempre armonizzati ed arrangiati da suoni freschi, avvolgenti e melodie penetranti. Bel groove, quello di QUENTIN HARRIS in “My Joy” Sean Mccabe Melodious Vox Mix; Emozioni più “scure” e suggestive quelle di ATFC FEAT. RAE in “Giv Me Luv” ATFC’S Abyssal Plain Mix. Unlimited Volume VIII: un’altra conferma. Guido M.

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2009 mOve Out


Play MoveOut

mICHeLANGeLO BuONARROtI LOVE THERAPY GeNeRe: REGGAE

etICHettA: ONE STEP RECORDS

DAtA: 15/05/09

DIStRIBuZIONe: VENUS

Firenze 1996: questa la data di nascita di Michelangelo Buonarroti, una “stazione” fondamentale per gli amanti del reggae, e non solo. Già con “Libera Dhab”, autoproduzione del 2000, si erano fatti notare. Ma la strada viene percorsa a passi veloci e determinati, intraprendendo diverse collaborazioni da studio e live (dai 99 posse agli Africa Unite, a Morgan Heritage, Shaggy, Ganjamama, Reggae National Tickets e Bluebeaters). Intrecci di percorsi musicali, anche vissuti singolarmente, hanno permesso la crescita artistica della band. Oggi, a distanza di quattro anni dalla pubblicazione di “cose che vedi” (Venus), ascoltiamo “Love Therapy” (prodotto da Ciretnek Produzioni & One Step Records). 13 Tracce che parlano d’amore, concettuale, attraverso realtà vissute, speranze e delusioni, con un linguaggio che va ben oltre la rootz reggae. Suoni potenti, addolciti (o forse resi malinconici) dal dalay di bellissimi arrangiamenti Dub. Stacchi repentini di “Clav” per sample reggae d’eccezione (“Give me a reason”), si alternano a beat tipici della New pop (“Competizione”). Featuring con DENNIS BOVELL in “Protection”, MARJAS in “Senza te” e con il salentino LU MARRA in “Quello che la musica da’”. Ottimo lavoro. Guido M.

HOt CHIP

ONE LIFE STAND GeNeRe: ELECTRO POP

etICHettA: PARLOPHONE RECORDS

DAtA: 29/01/2010

Tornano i londinesi Hot Chip con il quarto album, a due anni di distanza dal loro ultimo lavoro “Made in The Dark” e a quattro da “The Warning” nominato ai Mercury e vincitore ai Grammy Awards con il singolo omonimo. Ci siamo aspettati molto da questo “One Life Stand”, e non siamo rimasti completamente soddisfatti. Sicuramente è un bel disco, più soul rispetto ai precedenti lavori, con un proliferare di influenze che vanno dal funky, al soul, R&B, Northern Soul, eighties, elettronica, pop e così via. Sono vari i pezzi che ci hanno convinto e che sono piaciuti, a partire da “Thieves in the night” con il suo sound electro pop anni ottanta, oppure “One Life Stand”, che da il nome all’album, per la sua ritmica coinvolgente e la chitarra funky sui ritornelli, e ancora “Alley Cats”, più morbida e cantata in maniera straordinaria, e poi la traccia che l’album lo chiude, “Take It In”, soul su tappeto elettronico e di nuovo una bella chitarra funky in sottofondo. Ma come dicevamo inizialmente, siamo rimasti un pochino insoddisfatti in generale da questo album, in parte per le melodie vocali del quintetto londinese che non sempre sono all’altezza delle sonorità, invece spesso piene, a volte inusuali e comunque varie; in parte l’insoddisfazione viene dalla sensazione che, nonostante le molte influenze di stili e generi, “One Life Stand” suoni in generale un po’ troppo uniforme e che non si trovino quelle sperimentazioni, quelle novità, quell’intraprendenza che rendono un disco esaltante all’ascolto. Pit mOve Out 2009

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MoveOut Play

mARCO NOtARI BABELE:NOIR

GeNeRe: INDIE ROCK

etICHettA: ARTES RECORDS

DAtA: 7/11/2009

“Babele:noir”, nasce come ristampa in vinile a tiratura limitata (in 999 copie!!), del concept album “Babele” uscito l’anno scorso. Di questo disco quindi se n’è già parlato, si è già detto che rappresenta e segna la crescita di Marco Notari come autore e artista... Si tratta di un album rock con i suoi pezzi tirati e le sue ballate; ma è anche l’album di un cantautore, è “emozionale” nel senso che è pieno di rabbia, alternata a dolcezza, tristezza e mille altre emozioni. E per non perdere questa forte componente, il disco va ascoltato tutto per intero, dall’inizio alla fine. “Su un treno che muove verso il nulla” è un bel pezzo minimale, arrangiato per pianoforte, viola e voce, che diventa straordinario ed estremamente intenso solo ascoltato con “Porpora” a precederlo e con la psichedelica “Anch’io perduto mai” a seguirlo. Ma soprattutto, il vinile ti fa capire che “Babele” è un concept album, ossia la storia di Cristiano e Lucia utilizzata da Marco per indagare se stesso e l’animo umano, che ascolti il lato “Cristiano” e poi giri il disco, appoggi la puntina e fai partire il lato “Lucia”....questo nel cd non c’è. Ci trovate poi un brano inedito inserito sulla prima facciata e soprattutto un booklet, o meglio un albo che contiene 13 racconti, uno per ogni canzone del disco, che ne sviluppano i testi e assumono la forma di un romanzo breve, scritto dallo stesso Notari, e corredato con un fumetto e dodici tavole realizzate da alcuni tra i maggiori illustratori italiani sotto la direzione artistica di David Vecchiato. Il vinile è disponibile sul sito web www.libellulamusic.it ed ai concerti di Marco Notari & Madam. Pit

mACOLA e vIBRONDA ROVENTE

GeNeRe: PATCHANKA etICHettA: ONE STEP RECORDS DIStRIBuZIONe: VENUS/MANINALTO!

DAtA: 10/2009

Secondo album per il cantautore romagnolo Macola con i suoi Vibronda. Ascoltando “Rovente”, e abbandonandomi a quel brutto vizio di chi scrive recensioni, ho pensato subito a Les Negresses Vertes, Manu Chao, Roy Paci, Vinicio Capossela, e un pochino anche a Tonino Carotone, ma poi mi sono ripreso dicendomi che no!! voglio parlare solo di Macola e del suo disco. Undici tracce e mi sono piaciute tutte, una dietro l’altra, anche quelle con testi non particolarmente riusciti, come “Revolver” o “Rebelde”; tutti i pezzi sono suonati alla grande e sono pervasi da un’atmosfera calda, allegra e scanzonata. In “Rovente” non esiste la noia, tra fisarmoniche e chitarre danzanti, ci troviamo tanto folk, venato di reggae, rock, blues, country, insomma una vera patchanka!! I testi sono improntati a temi come amore, libertà, rivoluzione, una bellissima denuncia della pena di morte in “Le mie Prigioni”, e poi critica al progresso, ma sempre e comunque, nei testi e ancor più nelle sonorità e nei ritmi, emerge forte l’amore per la vita. Bravi! Pit Pit

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Play MoveOut

KOBAYASHI IN ABSENTIA

GeNeRe: INDIE, ROCK, SPERIMENTALE

etICHettA: CORASONG RECORDS

DAtA: 02/12/09

Aprendo il cd, sotto il tray, leggo: “Le musiche di questo disco sono state composte dai Kobayashi per IN ABSENTIA Hortus conclusus, un’opera di Antonello Pelliccia, con la collaborazione di Gianni Macalli e Paolo Roderi, presentata il 5 e 6 Giugno 2009 come evento collaterale della 53° edizione della Biennale di Venezia”. Dopo i primi minuti di ascolto, capisco cosa si intende per coraggio di sperimentare, di ricercare nuove sonorità, senza nessuna regola, ma attenzione! Non si tratta di melodie deliranti solo per vecchi e sapientissimi critici musicali. Anzi, è un disco da ascoltare ad alto volume, lasciandosi sommergere dai suoni, dai cambi di ritmo, dagli accostamenti improbabili eppure bellissimi, come nella suite d’apertura “Air Motel”, dove la chitarra distorta di Andrea Marcori viene addolcita dal violoncello di Lara Vecoli. Segnalo poi la ritmata “Dètournement” dove un bel basso in overdrive introduce uno stupendo intervento di sax, e ancora “Vendramin?” che attacca con un intreccio di synth che altro non riuscirei a defi nire se non cosmico, in attesa del reading distorto di Laura Pugno che chiude il pezzo. Poesia. Pit

SuRGeRY

NON UN PASSO INDIETRO

GeNeRe: ELETTRONICA, METAL, INDUSTRIAL DIStRIBuZIONe: AUDIOGLOBE

etICHettA: ALTIPIANI

DAtA: 19/11/2009

Velenosi, sarcastici, cinici, poetici, con “Non un Passo Indietro” i Surgery giungono al loro quinto lavoro in studio. Si tratta di un album molto ricco, con ben 17 tracce tutte in italiano, testi mai superficiali e sempre graffianti a testimoniare il lavoro di una band matura che ha saputo riconfermare le coordinate stilistiche già sviluppate nel precedente “L’Altra Educazione”. Le sonorità esplodono in una miscela ben integrata di elettronica, rock, metal e industrial, ma soprattutto, colpisce come siano ben armonizzate ed orchestrate con i testi. Quando le parole scorrono più dure, acide e cattive come in “Totem e Tv” o in “Produci, Consuma, Crepa”, o ancora in “Edipo Re” solo per citarne alcune, ecco che i Surgery spingono le chitarre e le ritmiche più sull’industrial metal, quando invece i testi si fanno più sarcastici e cinici, anche le sonorità si ammorbidiscono “un pochino” in spruzzate di electro anni ’80 frammiste agli immancabili chitarroni rock metal; e in ultimo segnalo la stupenda ballata “Classe Onirica”, unico pezzo dove compare il pianoforte a rendere l’atmosfera romantica e intima. Pit

>>> Lascia il tuo commento su www.moveout.it mOve Out 2009

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MoveOut Cinema

a cura di Piermario mignone

Visioni

Le NUOVE FORme DELLA ReGIStRAZIONe Il problema dei materiali su cui depositare le memorie del presente è vecchio quanto la storia dell’umanità, ed è anche sorprendente come i materiali primitivi degli antichi, pietre, terracotte, metalli siano riusciti a superare i millenni mentre oggi è una difficoltà seria leggere i nastri audio in bobina, un vecchio 8 o Super8 in pellicola (onore alla memoria del glorioso 16 mm, altro cadavere eccellente), visionare una videocassetta in u-matic, o per molti persino in vhs, e scoprire con desolazione che molte vecchie fotografie e filmati sono degradati ad un impasto monocromatico o magenta.

Prodotti che hanno mediamente cinquant’anni di esistenza. Pare infatti che circa un 50% della cinematografia mondiale sia andato irrimediabilmente perduto, e che anche l’era del restauro, chimico-meccanico, stia cedendo a quello digitale, - Coppola ad esempio ha recuperato Il padrino utilizzando enormi HDD (capienza di

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parecchi Tera byte) e il sistema 4K (nelle sale la pellicola sta lentamente sparendo sostituita “soltanto” dal digitale 2k, di non molto superiore al Full Hd casalingo). Da qualche tempo chi si serve della registrazione video, su HDD di parecchi giga trasferibili sugli ormai “piccoli” dvd (4,75 giga miseri miseri, visto che il Dual Layer ha avuto una scarsa diffusione) resta in sconfortata attesa del registratore Blu-ray che è uscito da poco in Inghilterra, prodotto dalla Panasonic. Ma per i profeti della videoregistrazione il sistema non arriverà mai veramente (chissà il masterizzatore), perché il trend porta altri supporti per il mercato consumer. Sparita la cassetta audio, mangiata dal Cd, ormai

archeologico il Vhs rimpiazzato dal Dvd, anche il Cd e il Dvd hanno un futuro assai grigio insieme alla (ex) rivoluzionaria cassetta MiniDv che ha ancora qualche spazio nell’ HDv 1440. Prepariamoci quindi ad accumulare le versatili pen drive e le imperanti smart card, sol dell’avvenire per camcorder e quant’altro, in costante crescita di giga per video, Mp3, foto, e soprattutto tante serie di HDD su cui accumulare ogni forma di scrittura sonora e visiva possibile e immaginabile. C’era una volta il jukebox, scatola magica per i suoni di matrice meccanica, ora avremo sofisticate library di natura magnetica, e per un po’ ancora la transitoria ma pratica maneggevolezza dei dischi ottici di alluminio. Per il resto, probabilmente ci sarà il silenzio, come diceva Amleto.


a cura di Piermario mignone

Cinema MoveOut

Re-Visioni

CASABLANCA di michael Curtiz, con Ingrid Bergman, Humphrey Bogart, Paul Henreid; usa, 1942 Non è un mélo, non è un noir, non è propriamente un film d’avventura e neanche solo una storia d’amore, introduce a tutti, ma sfugge alla catalogazione. E’ semplicemente uno dei più grandi “cult” della storia del cinema, l’espressione suprema dei grandi “artigiani” hollywoodiani e la “più rilevante eccezione alla teoria dei cinema autoriale”, che resiste al tempo. Mentre l’Europa è invasa dai nazisti, Casablanca, un protettorato francese sotto Pétain, è ancora, ma solo per poco, una via di fuga per l’America triangolando per Lisbona. Il posto è un “café americain” gestito da Rick, un espatriato da Parigi dove ha perso i contatti con la sua donna, Ilsa. Questa ricompare, del tutto inconsapevole, nel locale di Rick con suo marito e il partigiano Laszlo, entrambi in fuga, e la vecchia passione riemerge, prepotentemente. C’è un movimento intricato di spie, di informatori e di gente della resistenza attorno al locale del Rick’s Bar, mentre lettere compromettenti passano di mano in mano e sulle cui tracce si stanno muovendo i Tedeschi tramite la polizia locale e il Cap. Renault, a suo modo amico di Rick. Girato mentre ancora si stava scrivendo o modificando il testo,

- e questo ne spiega la straordinaria complessità -, “Casablanca” fu realizzato come un “work in progress” che raggiunge il suo climax nel famoso finale, imprevedibile in quanto non deciso se non nella vera e propria conclusione della produzione, quando la Bergman si stava già preparando, anche fisicamente, per comparire in “Per chi suona la campana”. Fu comunque coerente con l’etica del tempo: Rick sacrifica il suo sentimento lasciando Ilsa andare con Laszlo, e trovando la fattiva tra le curiosità: la celebre frase “Play It Again, Sam” filologicamente non esiste, ma il senso ricorre molte volte; prima di assegnare il ruolo a Bogart, i produttori avevano contattato un certo Ronald Reagan: pensa te! collaborazione di Renault che sceglie di passare alla resistenza. Rivelatosi in questo anche un melodramma dalla forte presa popolare, il film trova nel grande Humphrey Bogart, duro, problematico

ma risoluto, e nella luminosa, dolcezza discreta di una Ingrid Bergman irripetibile, due interpretazioni assolute di passione e abnegazione, non prive di consapevolezza storica (“i problemi di tre piccole persone come noi non hanno alcun peso in questa immensa tragedia. Un giorno capirai, buona fortuna piccola mia”). I brani musicali che intensificano la passione sentimentale, come il mitico “As Time Goes By”, o quello nazionalistico che si rifà alla “Marseillaise”, acquisiscono un potere insolito, carico di significati. Tre Oscar da subito: Miglior Film, Miglior Regìa, Miglior Sceneggiatura: nasceva una leggenda. mOve Out 2009

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MoveOut Cinema

a cura di Piermario mignone

Percorsi

ARCHetIPI MITICI e BIBLICI vol 2 nella SCI-FI e nel FANTASY La biblica rivolta della creatura contro il creatore diventa poi centrale nel leggendario Blade Runner di Ridley Scott (1982, la più nota delle sette versioni, in europa almeno). I replicanti, non sono dei robot ma esseri virtualmente uguali se non superiori all’uomo in forza e intelligenza, creati industrialmente da ingegneri genetici e cibernetici (“…a propria immagine e somiglianza…”), più che cyborg quindi. Hanno una inevitabile carenza progettuale: mancano di memoria pregressa (non c’è neanche innatismo in loro, sono privi cioè di idee congenite), rimpiazzata artificialmente dai costruttori con ricordi assemblati (in ciò non siamo molto dissimili in quanto buona parte della nostra memoria collettiva, chiamatela anche inconscio di massa, oggi ormai è di origine mediatica). Soprattutto hanno, o gli è stato imposto, un limite fondamentale: sono a “scadenza”, circa quattro anni di vita (neanche in questo siamo molto differenti). Vogliono quindi più vita (e anche noi), e per questo il gruppo Nexus-6 rientra avventurosamente sulla terra dalle colonie di schiavi extra-mondo, in una realtà architettonica stratificata verticalmente su molti stili, un “Eden” degradato, babe-

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Il termine “Blade Runner” non fu coniato dal celebre scrittore William Borroughs (Il pasto nudo) ma dall’adattamento cinematografico che lui fece del romanzo di Alan e. Nourse, the Bladerunner, legato al mondo dei trafficanti d’organi. Il film di Ridley Scott ebbe sette versioni. lico e multietnico avvolto dall’oscurità, invaso da miasmi e sommerso da perenni piogge acide. Ma l’ingegnere genetico e cibernetico che li ha progettati non può, o non vuole, concedergli più vita, e viene ucciso come nel mito edipico, o nel racconto evangelico, - in seguito “Dio è morto” cantava il filosofo

Nietzsche verso la metà del XIX sec., e “Dio è morto” cantavano Guccini e i Nomadi a metà anni ’60 -. Cacciati dal “blade runner” Deckard, Roy Batty, il più dotato dei replicanti, avrà solo più il tempo per un tragico rimpianto: “Ho visto cose io che voi umani … e tutto questo andrà perduto nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire”. Lo stesso tema ellenico e biblico di un creatore che ama la creatura trova il riflesso nel rapporto tra Deckard e la replicante Rachel grazie alla quale il cacciatore Deckard riscopre la capacità di amare, chiedendosi in fondo che cosa significhi essere umani. Anche perché nel Director’s Cut di dieci anni dopo, il regista insinua il forte dubbio (il sogno dell’unicorno) che lo stesso Deckard sia un replicante …(continua)


a cura di Piermario mignone

Popoli

Cinema MoveOut

QuA E LA NELLA COmmeDIA FRANCESE

vol 4

La commedia farsesca, condotta con intelligenza, è contagiosa. Prova ne sia questo « travaux - Lavori in casa » (Fr/Gb,2005) di Brigitte Roüan, una brillante attrice di origine algerina impegnata a difesa dei sans-papiers, esattamente come la protagonista del film. Chantal è un grintoso avvocato che affida la ristrutturazione del suo studio ad un architetto colombiano che le propone di ristrutturare l’intero alloggio, e chiama come braccianti sette extracomunitari. I lavori, caotici e disordinati, presto diventano devastanti. Però alla fine qualche risultato sarà visibile, inclusa la possibilità di un “principe azzurro” nella brevissima comparsa di Hugh Grant come fascinoso vicino di casa. La protagonista si trova messa alla prova da una sorta di nemesi, essendo la sua vita e il suo habitat sconvolti, e non saranno in seguito più gli stessi, dall’intrusione di quegli stessi extracomunitari cui aveva

scelto di dedicarsi. In quel guazzabuglio umano ed edilizio regna una anarchia fracassona e paradossale, che porta gradualmente, alla comprensione e alla coesistenza etica, ed etnica, tra i vari personaggi, - Chantal come Biancaneve in una comunità di sette “nani” -, presupposto concreto dell’ La credibilità della storia si regge sulla forza dell’interpretazione del tassista ingenuo e goffo, ma ricco di semplice saggezza, e pur risentito nella percezione dell’inganno, da parte del popolare Dany Boon, e quella del più noto Daniel Auteuil, specie quando acquisisce la coscienza critica di se stesso, e accetta il cambiamento. integrazione. Sotto il burlesco e le contaminazioni di generi e culture diverse, affiorano così molte verità. Ed una volta tanto a suscitare simpatia non è la stabilità dell’ordine, ma la sbilanciata imprevedibilità del caos. Non resiste alla tentazione della commedia neanche un autore di grosso calibro, come Patrice Leconte. “ll mio miglior amico” (Fr., 2006), che

conta sulla presenza di attori come Daniel Auteuil e Dany Boon, è ancora una volta una sorta di “conte moral”. François, un mercante d’arte sgradevole ed egoista, fa una scommessa con la sua compagna: ha dieci giorni di tempo per presentarle il suo miglior amico, se ne ha uno, pena la cessione di un preziosissimo vaso. La ricerca pazza si focalizza su Bruno, il suo tassista tutto speciale cui tutto concede pur di farselo “amico”: il rapporto frenetico e interessato, gradualmente trasformerà la scommessa in una decisiva esperienza di vita. La conclusione sorprende con la sua abile alternanza di comicità amarognola e sincera emozione per la solitudine nella folla oggi, che fa desiderare vere relazioni umane oltre l’interesse materiale. Noleggio e vendita, Dvd: Teodora, 15,90; Lucky Red, € 12 mOve Out 2009

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MoveOut Events

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Events MoveOut

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MoveOut Cinema

tessuto Elizabeth con carta coordinata

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MoveOut Special Cities

tANtO DI “COPPOLA”

AL mAeStRO FRANCIS FORD Gli abbiamo fatto vedere una copia di move Out: ha sfogliato soprattutto le rubriche di cinema, naturale, lasciandovi anche una sorta di traccia grafica come un firma, e intanto diceva soddisfatto Go ahead !, continuate così che andate bene, e noi intendiamo seguire il consiglio.

il padre Carmine era primo flautista nella NBC di toscanini e contribuì a scrivergli parte delle colonne sonore, tra cui quella premio Oscar di Il padrino II con Nino Rota e il commento orchestrale al primo restauro fatto dal figlio per il ritrovato “Napoléon” di Abel Gance (1927) Foto di Severino Marcato

Originario della Basilicata, che lui preferisce chiamare “Lucania”, anche se il più delle volte si fa ospitare da Benigni a Roma. Senza di lui, la storia del cinema americano sarebbe profondamente diversa, in peggio. Tra i grandi rifondatori di una Hollywood che stava sbaraccando, creò con Il Padrino (1972) e i successivi due sequel un clamore inaudito, un evento colossale e incassi da vertigine, mescolando efferatezze e amore, folclore mediterraneo e scalata al potere, vecchia e nuova America, il bene e il male con l’ambivalente glo-

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rificazione della “famiglia”, e memorabili Marlon Brando, Al Pacino e quant’altri: commedia e tragedia greca in un’epica monumentale. E tanti Oscar, fama immensa. Si giocò tutto, proprio tutto in una sfida letteralmente folle alla natura equatoriale, alla mancanza di fondi, all’infarto del protagonista, al conflitto con il suo sceneggiatore John Milius , anni di lavorazione tumultuosa per un film ancor più grandioso, da un racconto di J. Conrad aggiornato da T.S.Eliot, rimasto unico e memorabile: Apocalypse Now (1979, acclamato


Lifestyle MoveOut due volte a Cannes, come Palma d’oro prima, poi come Director’s Cut dopo con la versione Redux, 2002), il più problematico e complesso film sul Vietnam, il collasso apocalittico della “supremazia” occidentale, la smentita più disastrosa del “fardello dell’uomo bianco”, tanto filosofico quanto spettacolare: la lunga sequenza degli elicotteri che bombardano il villaggio vietnamita e un’intiera foresta semplicemente per fare il surf, non s’era mai vista prima con tale dinamica e aggressiva perfezione di fotografia, montaggio e musica, e condizionò per sempre ogni iconografia successiva

del genere. Non che tra un film e l’altro facesse solo quisquilie: tra il Padrino I e il II, realizzò La conversazione (1974) un altro capolavoro sull’eco del Watergate, magistrale in tutto, nell’atmosfera irreale da incubo di una realtà spiata nei suoi suoni,percepita ma sfuggente e camuffata, nella quale il genio dell’intercettazione perde la decifrazione e teme di essere a sua volta intercettato, braccato, in pericolo nella sua emarginata scelta operativa. Straordinario il lavoro sulla colonna sonora e ineguagliata nella sua paranoia la perfomance di Gene Hackman. C’è poi chi considera la sua versione di Dracula (1992) da Bram Stoker la versione più innovativa in una magnificenza visiva e sonora raffinatissima e una coinvolgente contaminazione di generi. Non sono pochi i film sperimentali, i piccoli film in cui tenta vie diverse e anche più “dimesse”, a costo di qualche flop.

Produttore con Lucas per un altro “maestro”, Akira Kurosawa (Kagemusha,1980), scopre o rilancia giovani talenti (M.Dillon, M.Rourke). Il suo nuovo corso è nei primi anni ’80 quando realizza un dittico, due film speculari sullo stesso argomento, bande giovanili di ricchi e di poveri negli anni ’50, quasi alla James Dean. “I ragazzi della 56ma strada”, panoramico a colori, rappresenta il reale convenzionale, mentre “Rusty il selvaggio”, bianco e nero e quadrato, ne è lo sguardo distorto, febbricitante, espressionista e surreale.

Dopo anni di ritiro in cui lascia emergere la figura registica della figlia Sofia (Lost in Translation), ricompare alla grande con un film “familiare”parzialmente autobiografico (Segreti di famiglia) in cui il presente in bianco e nero, piuttosto “tetro” come il protagonista, è spesso lacerato da incursioni a colori dal passato. Ricompare anche con un nuovo mestiere: il vigneron. Con due tenute a Sonora e a Napa, si sussurra, neanche troppo a bassa voce, che il nostro produca un qualcosa come 18 milioni di bottiglie all’anno: un trionfo dello spirito divino. PierMario Mignone MOVE OUT 2009

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MoveOut Lifestyle

mOtO X IL FREESTYLE CHe NON HA CONFINI!

Come in altre categorie, anche negli sport non mancano gli appassionati del brivido e del rischio, che sfidano paura, adrenalina e pericolo, portando le discipline fino alle loro estreme possibilità di svolgimento. E’questa la filosofia portante degli “X Games”, una competizione internazionale annuale incentrata sugli sport estremi organizzata dal network televisivo statunitense ESPN. Si articola

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in una sessione estiva (Summer X Games), che ha luogo ogni anno fin dal 1994, e una invernale (Winter X Games) iniziata nel 1997. Una manifestazione che riunisce spericolati amanti di snowboard e sci che si lanciano da trampolini e volteggiano a grandi velocità o scivolano lungo percorsi da brivido prima di affrontare impatti sulla neve non sempre indolori: lussazioni, fratture e vari traumi sono infatti

MotoX

Motorcycle / Foto: Daniel K. Gebhart

Lanciarsi da un trampolino di oltre 40 metri a bordo di una moto da cross di cilindrata 250. un casco, una tuta e i guanti, le uniche protezioni verso un salto nel vuoto di cui non si conosce mai l’esito. volteggi nell’aria che hanno più dell’incredibile che dell’acrobatico. Pochi secondi sospesi nel vuoto, il silenzio. Poi un unico colpo, si tocca terra. La moto ha ammortizzato l’atterraggio. Il gioco è riuscito. meno male.


Lifestyle MoveOut all’ordine del giorno per gli atleti che affrontano brusche discese e cadute rovinose come quelle normalmente previste in tali occasioni. Ma il bello è proprio questo per i gareggianti! Una delle specialità più pericolose e più apprezzate dagli spettatori dei giochi invernali è proprio la “ Moto X”, una gara fra motociclisti che si lanciano da un trampolino di sci olimpionico su una moto di cilindrata 250. E’ il Freestyle Motocross, conosciuto anche come FMX o Moto-X, una recente variazione del motocross e del supercross. Questa specialità non si concentra sulla velocità o sulla competizione ma sull’abilità dei piloti di fare acrobazie in aria. I corridori si esibiscono in salti di 24-45 metri di lunghezza arrivando ad altezze incredibili. Creato da piloti di supercross americani per caso e per divertimento è finito poi con il diventare un vero e proprio sport. I piloti che lo praticano si allenano in continuazione per migliorare la sicurezza in primo luogo del salto e per affinare la tecnica dei loro trick, ovvero i movimenti spettacolari che fanno in aria con la moto.

Foto: Tomas Marek

Una delle specialità più pericolose e più apprezzate dagli spettatori dei giochi invernali è proprio la “Moto X” Il circuito è composto generalmente da un minimo di due dune di terra battuta o rampe metalliche a un massimo di sei. I piloti necessitano di grande tec-

nica, coraggio e concentrazione per esibire tali acrobazie. Questo sport si pratica soprattutto in dimostrazioni per il pubblico, ma anche in vere e proprie gare in cui si confrontano per la bravura dei trick, per lo stile e per la linearità dei salti. In gara i piloti hanno a disposizione dai 90 secondi ai due minuti per esibire i loro salti. Come nelle altre discipline, i giudici danno la votazione della sequenza su una scala di 100 punti. La vittoria va al pilota che ha fatto la serie di salti migliore. L’equipaggiamento è identico a quello di un pilota di motocross ma sono maggiori le protezioni per l’addome, vista l’altezza dei salti. Le moto sono quelle classiche da cross impostate per sostenere l’atterraggi dal salto e spesso i piloti si fanno aggiungere degli appigli in metallo per rendere più sicura la presa della moto durante il salto. Ma il rischio è sempre altissimo. Nervi saldi, allenamento e una buona scorta di fortuna non guasta. Alessia Mangiapane

Motocross in Taiwan / foto: Jnlin

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MoveOut Lifestyle

MoveOut Girl

l r i

Lady micha (Ilenia Siciliano)

Lady Micha, ballerina a tutto tondo, la sua specialità: ammaliare. Sensuale ma allo stesso tempo energica e atletica come un felino, questa giovane artista lavora nel settore della danza, moda e tv come ballerina e modella. Il suo spiccato talento nella danza, l’indiscusso fascino e il magnetismo che emana sono le sue carte vincenti. Richiestissima per molteplici ruoli in compagnie di danza, musical e tv, Lady Micha, collabora inoltre dal 2008 come ragazza immagine e ballerina con una giovane etichetta torinese, con la quale a novembre 2009 ha partecipato alla realizzazione di un videoclip (“Jamaica” di Anthony Louis feat. Rvj King) come coreografa e prima ballerina. Lady Micha, spinta dal suo istinto felino, è sempre pronta a balzare da una sfida a una nuova esperienza professionale. Per contattarla scrivere a ladymicha86@gmail.com.

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2008 mOve 2009 LutY Out LIStOPAD


COWORKING

Lifestyle MoveOut

Sempre più spesso lavoratori autonomi, free lancers, liberi professionisti si ritrovano in ambienti dedicati per lavorare insieme. Settori diversi, mondi a volte opposti. Comune denominatore: sottrarsi all’isolamento del digitale. San Francisco, 2006. Nasceva il primo CoWo. Oggi se ne contano circa un centinaio nel mondo. E stanno aumentando. L’idea è quella di “affitta ufficio”, ma senza quella venalità tipica dell’affitta camere a stranieri!. E’ un modo di lavorare in gruppo, di conoscere persone nuove, di creare progetti in gruppo. Nato dall’esigenza di liberi professionisti, abituati a lavorare in giro per il mondo, di trovare spazi per lavorare sentendosi come a casa, in ambienti “amici”, senza capoufficio ed improbabili giustificazioni a ritardi. E’ il proprio posto di lavoro, nel senso di una scrivania, una sedia, una connessione ad alta velocità, l’utilizzo comune della sala riunione, e della macchinetta del caffè. Magari per un giorno, magari per 6 mesi. E’ un’ottima

soluzione. Un modo anche di scampare alla “crisi”, all’impossibilità di mantenere esosi uffici, macchinari, personale. E poi c’è un grosso vantaggio: persone, creatività diverse che si incontrano per caso (se si crede al caso!) in uno stesso luogo, dando spesso inizio a progetti comuni, nuove idee, nuovi network. Sono spesso

E’ un modo di lavorare in gruppo, di conoscere persone nuove, di creare progetti in gruppo

web designers, informatici, ingegneri, grafici. Liberi professionisti, che tendono inevitabilmente a isolarsi nel proprio lavoro, senza avere spesso l’opportunità di confronto. Si può parlare di Isolamento del digitale! Aziende che hanno una o più scrivanie libere, le mettono a disposizione per coworkers di passaggio in quella città. Ed iniziano a crearsi dei veri e propri network, aziende che si affiliano a sistemi di Co.Wo, per far conoscere a coworkers di tutto il mondo la disponibilità delle sedi e loro ubicazione. Su internet si leggono testimonianze, esperienze, progetti comuni. Strumenti di lavoro: un portatile, una connessione ad internet, una scrivania. Ambiente di lavoro: amichevole, senza alcuna rivalità o competizione. I vantaggi sono dunque tanti. E ne stanno nascendo in tutta Italia, da Torino a Roma, a Milano a Firenze. Un antidoto forse al dramma dell’impersonalità? MO

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Lifestyle MoveOut

BIKe POLO

meglio definirlo urban Bike Polo, il nuovo trend in ambito di sport metropolitano, dove oltre le regole del gioco, fa da padrone il gusto di impossessarsi per un’ora di suolo pubblico, piazze, cortili antistanti magazzini di periferia o addirittura strade e passaggi pedonali.

E’ del tutto analogo al classico Polo a cavallo, con la differenza che si monta una sella di una bicicletta e non quella di un cavallo. 2 squadre, 6 giocatori in bici che con una mazza recuperata da vecchi rottami di plastica, legno, racchette da sci devono fare goal. Chi ne fa 5 vince. Vietato toccare il suolo con i piedi, pena l’eliminazione. Non si può praticarlo con biciclette normali: non devono avere freni, il manubrio deve essere

imbottito per evitare contusioni in caso di (facili) scontri. E’ un momento goliardico non solo per giocatori professionisti, ma anche per tanti giovani che vogliono vivere gli spazi della propria città in modo diverso, alternativo. Un’idea creativa, un volere impossessarsi di spazi urbani troppo spesso lasciati al vento, senza utilizzo, annebbiati dallo smog metropolitano. Nasce da chi vive la strada,

così come chi fa skateboard, graffiti, street basketball. Da New York a Londra a Parigi a Milano. Sono tanti i tornei organizzati, per passaparola, come è tipico in questo mondo: comunicazione, direi virale. Pioggia, vento, sole, nebbia: i “Bike riders” fanno da protagonisti. AL

Cocktail of the Month

drink

mANHAttAN What: Cocktail How:

Coc

7/10 di whiskey 3/10 di vermouth Martini rosso 2 gocce di angostura Mescolare in un mixing glass con ghiaccio pieno per i 2/3. Servire in un bicchiere da cocktail tipo “Martini”

Where:

Cocktail bar, lounge bar

For Who:

A chi piace qualcosa da sorseggiare, semi secco, in dolce compagnia

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MoveOut Lifestyle

FeveR PARTY Password? Fidelio. e la password per partecipare?... La ricordiamo tutti la scena passata alla storia di kubrick in eyes wide shut. Sequenza entrata nelle fantasie erotiche di centinaia di persone, coppie, singoli. Fantasia che molte aziende hanno pensato bene di realizzare con feste private in ville, dimore ottocentesche, castelli, ma anche magazzini abbandonati, locali, discoteche. A differenza dei Club privè (di cui parleremo nel prossimo numero), sono feste itineranti, esclusivamente ad invito non solo a scambisti; feste molte volte all’insaputa dello stesso proprietario che ha affittato la location per il party, come è capitato in Inghilterra, in una

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villa seicentesca, con 350 partecipanti, che allo scoccare della mezzanotte hanno preso parte ad una mega orgia. Un concept di party che arriva da Londra, e subito emulato un po’ in tutta Europa, dall’Olanda, alla Francia, alla Germania, e ovviamente dall’Italia. Si sono visti i primi “Fever party” a Treviso, città che sembra particolarmente attenta al “Sesso ri-creativo”. E così anche a Milano, Torino, Roma. Niente di nascosto o illegale; party privati, in cui si accede solo se over 21, esclusivamente su invito. Abbigliamento elegante o in maschera, sempre in coppia (reale o creata appositamente per il party), raramente si può accedere come singolo. Una regola sola: rispetto. E’ difficile per un non frequentatore di queste feste immaginarsi come si svolgono, che tipo di atmosfera si respiri all’interno, chi sono i partecipanti.


Lifestyle MoveOut questo non avesse senso. “Il raccontare un desiderio erotico a Patrick, il voler condividere con il proprio partner un desiderio del tutto normale”, dice Susan, “era un gesto di rispetto, di amore; sarebbe pura ipocrisia nasconderlo. Chi non ha impulsi sessuali verso altre persone, quanta gente ha l’amante? Da un’ultima statistica sembra che 1 su 3 almeno una volta nella vita abbia tradito il proprio partner. Meglio farlo insieme, non credete? E’ chiaro,” continua Susan, “che devono Dopo svariati tentativi di contattare una di queste aziende per chiedere informazioni, si rende disponibile “Patrick e Susan”, una coppia dall’Olanda, habituè di “fever party”, in tutta Europa. Raccontano alla nostra redazione la loro storia, come tutto è incominciato e come si è evoluta la loro passione. Patrick e Susan sono una coppia 40 anne, sposati felicemente da 12 anni. Un giorno, Susan racconta a Patrick di una sua infatuazione, o meglio, di una sua fortissima attrazione (esclusivamente fisica), per un barista di un ristorante frequentato dalla coppia. Quando Susan, confessa del tradimento mentale, sicura di una reazione violenta di Patrick e delle conseguenze che quella confessione avrebbe portato, si accorgono entrambi di essere entrati in una camera blindata, un nido d’amore sicuro, che nessuno avrebbe violato. “Scusate non capiamo” ci chiediamo, pensando che tutto

Il nostro rapporto si è rafforzato molto. Ci si fida ciecamente l’uno dell’altro. Queste feste sono per gente come noi che vive la cosa in maniera disinteressata, in maniera complice, realizzando tutte le fantasie erotiche della coppia.

essere esclusivamente impulsi sessuali. Quando incominciano ad esserci complicazioni sentimentali, beh, allora cambia tutto. Non è più un gioco, un essere complici ma un antidoto alla noia del matrimonio. Da li è incominciato tutto. Il nostro rapporto si è rafforzato molto. Ci si fida ciecamente l’uno dell’altro. Queste feste sono, o meglio dovrebbero essere, feste per gente come noi che vive la cosa in maniera disinteressata, in maniera complice, realizzando tutte le fantasie erotiche della coppia. Dico dovrebbero essere, perché a volte ci sono un po’ i guastafeste, avventurieri, senza minimo rispetto, o comunque che non capiscono le regole del gioco. Nessuno è obbligato a fare nulla. Se la tua fantasia è solo guardare, o stare al bar mentre in pista succede di tutto.... E’ questo lo spirito dei Fever Party”. Ma chi sono i partecipanti? Chiediamo. “Normalmente gente altolocata, o comunque benestante. Liberi professionisti, dirigenti, dottori, ingegneri, segretarie, editori, designers, chi lavora nel settore della moda. Insomma, non c’è una categoria particolare. Sicuramente non troverete mai prostitute. Sarebbe un controsenso!” E come venite a sapere di questi party? “Una volta entrato nel giro, la Tua mail gira un po’ tra i diversi organizzatori, che prontamente ti contattano.” E capodanno? “Un fever party a Parigi!” MO mOve Out 2009

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MoveOut Cities

IL “vAReSOttO”, «teRRA DI RAve PARTY»

varese e la sua sterminata provincia? Qualcuno la definirebbe, a ragion veduta, terra di laghi sconfinati, vallate incantevoli e parchi naturali di rara bellezza, tralasciando però una caratteristica fondamentale: è perfetto per i RAve PARtY!

Varese “Terra dei Laghi”. Sul suo territorio una decina di specchi d’acqua, testimonianza dei ghiacciai che, millenni or sono, ricoprivano gran parte della regione prealpina. Il varesotto si estende per oltre 1.119 Kmq, con una popolazione di circa 820mila abitanti. Un’area caratterizzata da quattro zone geologicamente diverse: la pianura a sud, le montagne a nord, le colline con i laghi nella fascia centrale e … vaste aree industriali con capannoni abbandonati alla periferia delle città. Un’area ricca di zone industriali in disuso fra le più numerose d’Italia, location perfetta per trascorrere 72 ore di danze ininterrotte sui ritmi della Tecno. “Vecchie rovine industriali” trasformate in palcoscenici da festa, dove tutto è concesso, l’importante è muoversi, sempre. Il varesotto è ormai considerata terra d’elezione per i «rave party»: feste musicali spesso illegali, dalla durata di una notte o anche alcuni giorni,

Il varesotto è ormai considerata terra d’elezione per i «rave party»: feste musicali spesso illegali, dalla durata di una notte o anche alcuni giorni, caratterizzati dalla presenza di diffusori sonori installati su camion e casse che pompano la musica a migliaia di decibel, per la “gioia” dei residenti.

caratterizzati dalla presenza di diffusori sonori installati su camion e casse che pompano la musica a migliaia di decibel, per la “gioia” dei residenti. Chi partecipa sono tutti giovani con media di 18-25 anni, ragazzi e ragazze provenienti

Inutile cercare un rave su Google o su Facebook. Per conoscere il luogo dello sballo bisogna saper cercare in rete e farsi gli amici giusti sui social network. È così che gli appassionati di free party si ritrovano in ogni angolo d’Europa per i loro raduni illegali.

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in gran parte da Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Trentino Alto Adige ed EmiliaRomagna, ma con saltuarie presenze perfino da Puglia, Campania e Sicilia. Tra loro, studenti, operai, impiegati e disoccupati, ma non manca anche qualche nostalgico 40enne. Le numerose aree industriali dismesse della provincia di Varese e, talvolta, del milanese, anziché essere prese d’assalto dai patiti dell’archeologia industriale, vengono quindi


Cities MoveOut

puntualmente occupate da commerciali è recentissima; informazioni senza incappare nei controlli preventivi delle giovani richiamati dal tam tam poi l’area dismessa delle della rete. Il «programma» è Ferrovie dello Stato a Segrate. forze dell’ordine. sempre lo stesso: musica ipno- Gli ultimi risalgono ai primi di Inutile cercare un rave su tica e martellante a qualsiasi novembre: rave party andato Google o su Facebook. Per ora del giorno e della notte e in scena a Bienate di Magnago conoscere il luogo dello sballo bisogna saper droga di ogni genere. La valle Olona, per cercare in rete Il «programma» è sempre lo stesso: musica esempio, piace molto e farsi gli amici ipnotica e martellante a qualsiasi ora del giorno e ai ravers che di anno giusti sui social della notte e droga di ogni genere. La valle Olona, in anno si muovono network. È così per esempio, piace molto ai ravers che di anno in che gli appassiosulla mappa degli inanno si muovono sulla mappa degli insediamenti sediamenti industriali nati di free party industriali dismessi. dismessi. I capannoni si ritrovano in dell’ex cartiera Mayer ogni angolo d’Eudi Cairate, ad esempio, insaclo scorso 4 ottobre. Un maxi ropa per i loro raduni illegali. L’unico modo per riuscire a cati in una valle alla periferia raduno a base di alcol, musica del paese, avevano già ospitaassordante e droga organizza- ottenere informazioni sui rave to un rave due anni fa e ci han- to alla campagna legnanese. è entrare nella rete online di no riprovato a Pasqua. Un’altra Il più incasinato e stato ad contatti giusti: su vari social cartiera dismessa, la Sottrici Halloween: circa 800 persone, network bisogna conoscere di Vedano Olona, fu occupata preventivamente allertate con qualcuno che c’è già stato. Anin occasione del capodanno il solito tam tam via internet, che scoperta la data, nessuna del 2007. I siti preferiti sono le avevano occupato l’ex stabiinformazione fino all’ultima ex aree dismesse: l’ex Mostra limento della “Se.Ri.Plast.” di ora. E il volantino on line condel Tessile, un’immensa area Novate, dando il via alla festa tinua a dire: «More info later». L’indicazione esatta poi solo abbandonata con un enorme durata fino alle ore 22 della alle 23. Una voce di segreteria capannone pericolante al domenica. confine tra i comuni di Busto La vita si fa però sempre più telefonica e che si aprano le Arsizio e Castellanza, in dura per i ravers che devono danze. adiacenza al parco Alto adottare tecniche sempre Alessia Mangiapane Milanese, circondata dai centri più complesse per passare le move out 2009

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MoveOut Fashion & Design

mARC NEWSON marc Newson nasce nel 1963 a Sidney. Ad oggi è conosciuto come il secondo Stark nonostante lo stile dei due designer siano estremamente diversi. Il successo che hanno avuto sul mercato è paragonabile. A mio avviso Newson ha in se anche la stoffa dell’artista contemporaneo oltre che del designer.

Fa parte della ristretta cerchia di designer di influenza mondiale, ha disegnato di tutto e per chiunque, innovando e sperimentando fin oltre i confini dell’arte. Il suo nome è noto come quello di un artista o di un musicista rock. Nasce in Australia ma si trasferisce molto presto in Giappone,

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a ventiquattro anni, dopo sbaglio sulla terra. La sedia si essersi laureato al College of chiama lockheed Lounge ed è arts, lavora per quattro anni la prima di una serie di sedute per Teruo Kurosaki, imprenassolutamente innovative. La ditore fervido e immaginifico Alufelt chair, del 1993, ha la che lo introduce nel mondo sinuosità del corpo umano e delle mostre e del design. non si era mai visto nulla di Apre il suo studio a Parigi nel simile. Progetta bicchieri per 1991 e comincia a ricevere la famosa ditta Ittala, apricommissioni importanti da bottiglie e attaccapanni per aziende di Alessi, orologi per Newson è sicuramente arredamento Iikepod fino ad un grande promotore italiane di essere chiamato di se stesso, ha saputo assoluto riliea riprogettare la vo. Il suo stile cogliere le occasioni che famosa pendola gli si sono presentate è inconfonAtmos di Jaeger con genialità ed dibile e si rifà le Coultre, famointraprendenza in parte allo sa ed eccezionale stile fluido perchè alimendelle carrozzerie dei vecchi tata solo dai cambiamenti aerei. Stupisce per la realizdi pressione atmosferica. Ha zazione di una chaise longue realizzato sculture e librerie che pare interamente in in marmo di Carrara, ha alluminio rivettato, tanto da progettato scarpe da tennis, sembrare un qualche oggetto realizzato il concept di innuextraterrestre caduto per merevoli negozi sparsi per il


Fashion & Design MoveOut

mondo. Le sue forme sono sempre sinuose ed organiche, tutte contraddistinte a mio avviso di un che tra l’extraterreste ed il viaggio interstellare. Newson si presta anche a design rigorosi o divertenti, come ad esempio il secchiello per il ghiaccio della bottiglia del Dom Pèrignon. La confezione, scherzosamente verde riproduce la bottiglia inglobando il ghiaccio. E’ molto richiesto nel settore del transportation design, realizza

una innovativa bicicletta con telaio a trave di alluminio per Biomega, una bicicletta da velocità per la ditta Trek, su cui correrà Armstrong, alcuni concept di piccole vetture per Honda e Ford, oltre ad alcuni progetti per la livrea o

l’arredamento interno di aerei di linea. Continua a sperimentare le forme più innovative e ho l’impressione che voglia costruirsi un astronave con cui tornare su Marte. Infatti ha costruito il prototipo di un mezzo chiamato Kelvin 40 che non ha niente di normale ed è stato commissionato dalla Fondazione Cartier per l’arte contemporanea. Newson è sicuramente un grande promotore di se stesso, ha saputo cogliere le occasioni che gli si sono presentate con genialità ed intraprendenza. Il fatto di venire dalla terra dei canguri gli ha forse anche dato la decisione necessaria. Gli australiani sono gente determinata! Luigi Ferrando MOVE OUT 2009

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MoveOut Fashion & Design

QuANDO LA mODA DIVENTA AutOReFeReNZIALe Qualcosa è cambiato nel carrozzone della moda, una metamorfosi lunga ma che ha compiuto la sua totale definizione a partire dal nuovo millennio. Le nuove star delle settimane della moda non sono più attrici, starlet e modelle ma sono loro: le addette ai lavori: rincorse, fotografate e studiate, che arrivano correndo sui loro tacchi dodici come se stessero perdendo il treno avant-garde in direzione felicità. La moda dunque diventa sempre più auto-referenziale e i look che faranno tendenza non sono più quelli che vengono proposti sulle passerelle ma quelli riveduti, corretti e superaccessoriati indossati dalle redattrici che vengono fermate all’entrata delle sfilate e fotografate dai paparazzi in tutti i loro particolari. Qualcosa è dunque cambiato, aumentando il già grande strapotere delle direttrici e redattrici: non lavorano più nell’ombra definendo quali saranno i trends della nuova stagione ma li indossano trasformando sé stesse nelle nuove megastars, in manichini animati da copiare per poter essere veramente all’ultima moda. Tutte, da tutto il mondo si danno appuntamento due volte l’anno nelle quattro città che ospitano LE settimane del prèt-à-porter: tutte, nessuna esclusa, anche perché essere esclusa significherebbe non contare nulla. Questo fenomeno dura già da qualche anno, da quando cioè

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un signore il cui nome risponde a quello di Scott Schuman ha cominciato a fotografare le nuove dee all’entrata e uscita delle sfilate più importanti a New York Londra Milano e Parigi (ordine cronologico) per poi pubblicare tutto sul suo blog The Sartorialist. E noi italiani non siamo mai secondi a nessuno quando si tratta di riflettere noi stessi nello specchio di un’eleganza solo ideale e mai reale. Fra le italiane che spadroneggiano in questa classifica tanto surreale quanto affascinante vi sono Franca Sozzani uberdirettora di Vogue Italia con le sue mises fra il bon-ton e la quintessenza dello chic meneghino, le scarpe affilate e taccute e mai, dico mai, un particolare al di sotto del sublime. Anna Dello Russo, sua ex sottoposta e vera icona di stile fra l’overdressed anni ’80 e la versione chic di Dinasty, è l’attuale direttore creativo dell’edizione giapponese di Vogue. Assolutamente fuori da ogni lista o podio è Anna Piaggi: consulente speciale di Vogue Italia, vero mito nel mondo della moda con i suoi

Anna Piaggi-Vogue Italia

look piuttosto avant-garde e la sua rubrica su Vogue Italia. Definirla ironica significa sminuire la sua arguzia che nella rubrica Doppie Pagine deborda attraverso l’uso di un linguaggio geniale che alla moda non appartiene. E la mitica direttora di Vogue dal pugno di ferro e di Prada vestita Anna Wintour? Sembrerà strano ma lei è tra le meno fotografate, forse perché arriva all’ultimo momento oltrepassando le file, o perché viaggia ormai fiancheggiata dalle guardie del corpo. Ma un posto d’onore nei blog viene sempre tenuto per i suoi cadetti Hamish Bowles e André


Fashion & Design MoveOut Leon Talley: il primo sembra uscito da un’immagine anni ’30 di Cecil Beaton; l’altro (un omaccione afro-americano alto più di due metri con l’intelletto più fine che si possa anche solo immaginare) indossa sempre completi fatti su misura con abbastanza stoffa da coprirci un divano e borse griffate con misure direttamente proporzionali al suo fisico. Altri “oggetti culto” nelle settimane della moda? Di sicuro Carine Roitfeld, direttrice di Vogue Francia e la sua numero due Emmanuelle Alt: unite dal comune denominatore delle gambe kilometriche e dalle mises più avant-garde che l’immaginazione possa partorire, sono ritratte mentre parlano o scrivono mail dai loro blackberry, sempre accompagnate dal resto della redazione che è una specie di clone di

Franca Sozzani-Vogue Italia

queste due moderne amazzoni della Senna e viene naturale chiedersi se scelgano le redattrici in base alla lunghezza delle gambe. Tempo fa ho visto la direttrice di Vogue Russia, Aliona

Doletskaya, parlare al suo cellulare come se si trovasse sola in mezzo alla steppa mentre qualche decina di giapponesi la fotografava. Di certo ho grande rispetto per una persona che riesca a fare ciò visto che nonostante i miei anni di analisi faccio ancora fatica a guardarmi da solo nello specchio del mio bagno. La domanda dunque sorge spontanea: perché tutto ciò? Non credo si tratti solo di narcisismo da una parte e voyeurismo dall’altra, c’è altro. C’è la voglia di rincorrere sempre più delle nuove icone che vanno cercate dove una volta non lo si faceva, per fare sognare noi comuni mortali nello stesso modo in cui una volta sognavamo guardando le immagini di Grace Kelly e facendoci sentire sempre più inferiori davanti a cotanta eleganza e perfezione. www.ied.it

IL FUTURO DeL GIOIELLO

Samuele Armelin

Anche il gioiello si evolve, seguendo i trend del momento e guardando al futuro. In questa direzione hanno lavorato gli studenti del corso triennale di Design del Gioiello e dell’Accessorio dell’Istituto Europeo di Design di Torino, che hanno presentato la collezione di Gioiello Contemporaneo realizzata in collaborazione con Dante di Lilla. Un lavoro di ricerca a stretto contatto con il designer orafo torinese, noto per la trentennale esperienza nello studio di nuovi mezzi espressivi che danno vita a creazioni sempre uniche e originali. Scopri i progetti su: www.ied.it mOve Out 2009

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Handespresso

MoveOut For Her & Him a cura di Luigi Ferrando

Il caffè come al bar, con la schiumetta color nocciola, bollente, dal profumo intenso ed avvolgente...sarebbe bello potersi fare un caffè così dovunque uno sia! Ma portarsi dietro tutta la pesantissima macchina per l’espresso sarebbe una fatica inammissibile... per non parlare del barista. Per fortuna hanno inventato handespresso, una piccola e simpatica macchina portatile per fare l’espresso. A guardarla da fuori sembra una normalissima pompa per bicicletta con il manometro, che arriva alla impressionante pressione di 16 Bar. A guardare meglio si scorge un contenitore dove alloggiare una cialda di caffè, di quello della marca preferita ed un contenitore per l’acqua. Quando si desidera gustare un espresso sulla punta di una montagna, sulla barca o sul treno, basta pompare la macchinetta fino a far raggiungere all’aria interna la pressione necessaria. Questo esercizio fisico può suscitare l’ilarità in chi guarda ma si ricrederanno quando assaggeranno il caffè. Raggiunta la pressione si aggiunge acqua calda e si posiziona la cialda, poi si libera l’aria, che comprime l’acqua e la trasforma in uno squisito espresso, proprio come al bar. Handespresso è un prodotto chè è già diventato un cult, creando una comunità chiamata nomadic espresso, avventurieri e viaggiatori il cui scopo ultimo è bersi una tazzina di caffè in mezzo al deserto come se fossero in piazza di Spagna. Quello che resta un problema è l’acqua che deve essere calda. Ma quella per fortuna l’avevano già inventata...

Mondaine L’orologio Svizzero

Le ferrovie Svizzere sono sinonimo di precisione e puntualità. I trenini arrivano spaccando il secondo nelle piccole stazioni di montagna come nelle grandi città. Una puntualità cui noi non siamo abituati, rischiando costantemente di perdere il treno. Per gli Svizzeri è invece una questione di orgoglio, e anche di orologio... Nel 1944, l’Ing Hans Hilfiker, impiegato alle ferrovie della federazione Svizzera, inventa l’orologio ufficiale, che viene distribuito a tutto il personale. L’orologio da tasca viene riprodotto anche in grande e si può vedere appeso ai muri di oltre 3000 stazioni Svizzere. L’orologio, che viene chiamato Mondaine, è molto semplice e minimale, con il quadrante bianco, le lancette e gli indici neri, la lancetta dei secondi rossa con un pallino in cima. La cassa è di acciaio, il cinturino di pelle nera. Mondaine diventa in breve tempo un’icona del design mondiale, immediatamente riconoscibile e dallo stile inconfondibile, tant’è che a sessant’anni dalla sua creazione resta ancora identico a se stesso. E’l’orologio più desiderato da chi vuole essere originale senza ostentare inutili lussi, da chi desidera possedere un pezzo della storia del design senza ipotecarsi la casa. Potete trovare Mondaine in numerose varianti, anche con il cronografo, il datario o nella mitica versione da taschino con la catenella. La qualità di Mondaine vi seguirà per tutta la vita, impedendovi di arrivare in ritardo, come dei veri treni svizzeri! Sempre che non lo teniate qualche minuto indietro!

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Smythson

For Her & Him MoveOut

Esistono due tipi di passaporto, quello normale, con i timbri delle nazioni che avete visitato, la vostra foto, la copertina verde, quello che vi chiedono all’aeroporto e alle dogane. Esiste poi un altro tipo di passaporto, che non fate vedere a nessuno, che tenete per voi, sul quale sono annotati i numeri di telefono ed i nomi che vi possono aprire molte porte. E’ il passaporto segreto. La piccola agendina nera, con le pagine azzurre pare anonima ma è carica di storia. Viene prodotta in Inghilterra da una ditta che si chiama Smythson, fondata in Old Bond Street nel lontano 1887. Viene considerata da molti Gentlemen l’oggetto più prezioso che possiedono, tanto le pagine sono fitte di indirizzi di personaggi importanti, politici, ristoranti e perchè no amanti scritte col nome da uomo. La proprietà principale di questo passaporto segreto è di essere leggerissimo ed indistruttibile. Si può stropicciare, arrotolare, torna sempre alla sua forma originale. Le sue pagine sono fatte con una carta speciale, la stessa con cui si confezionano le banconote, la copertina è di pelle nera, ma potete trovarla anche in colori meno segreti come il verde pastello o il rosa, la costa delle pagine è dorata. Un vero oggetto di culto su cui vi consiglio di trascrivere la rubrica del telefonino, vi sentirete molto più sicuri di non perdere preziosi contatti. Potete trovare da Smythson una incredibile varietà di prodotti, agende, scatole per gioielli, portaritratti...su tutti potrete far apporre le vostre iniziali in oro. Roba di gran classe.

Piquadro

pelletteria made in italy

Piquadro è un importante marchio della pelletteria made in italy che ha saputo distinguersi per la modernità e lo stile dei prodotti, orientati verso un design moderno ed elegante, contrapponendosi al prodotto in cuoio ma dalle forme troppo classiche.

Nasce a Riola di Vergate in provincia di Bologna nel 1987, si specializza in accessori e articoli da viaggio, diventa in breve la ditta produttrice delle migliori borse per computer che si siano mai viste. Anche buttando il vostro prezioso laptop da un camion in corsa, la valigia Piquadro lo proteggerà al meglio. Piquadro si fa subito distinguere per l’utilizzo di bordini in pelle a contrasto cromatico, per l’utilizzo di pellami eleganti e di chiusure moderne e funzionali. Le borse dispongono di scomparti sagomabili e staccabili, imbottiture in gomma, comode maniglie. Sono preferite all’inizio dal popolo del Mac poi si fanno strada nella pelletteria, nella moda, fino a realizzare anno dopo anno budget sempre più importanti. Le collezioni si sono fatte via via più ampie comprendendo anche borse per signora, tracolle, accessori per telefonini. MOVE OUT 2009

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MoveOut Gay & Lesbian

SYLveSteR ERA GAY

vita e miracoli della nera stella della Disco music Qualche nota su un’icona della Disco music il cui profilo non è ancora sufficientemente conosciuto qui in Italia.

Autentica superstar americana e figlio degenere della prima borghesia nera, Sylvester è rimasto fieramente gay fino alla sua prematura scomparsa agli inizi degli anni ’80, al contrario di Luca (vi ricordate l’ormai sorpassato tormentone sanremese di Povia?). Si faceva chiamare Regina a gran dispetto degli odiatori della Disco Music e degli omofobi che erano, spesso, lo stesso gruppo di persone. La caccia alle streghe e il disprezzo per un genere musicale considerato disimpegnato, edonista e sfrontatamente promiscuo (anche in senso razziale in quanto per la prima volta bianchi e neri erano allo stesso modo protagonisti di un’unica scena) era addirittura culminato in autentici roghi di vinili Disco organizzati – udite udite – dai deejays delle radio rock imbufaliti dalla deriva che stavano prendendo le

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ma pure la cultura più “alta” si è accorta per tempo, anche se estemporaneamente, del suo talento. cose in quell’epoca, quando anche rockstars come Rod Stewart e i Kiss avevano indugiato “colpevolmente” alla contaminazione con la

tanto esecrata musica da discoteca. Per fortuna oggi anche i rockettari più integralisti ballano allegramente i brani di quel mondo, compresa la celeberrima “You make me feel mighty real”. Nella reprise inclusa nell’album più riuscito di Sylvester, “Step two”, le Two Tons of Fun, duo giovialmente soprappeso


Gay & Lesbian MoveOut che forniva i background vocals alle performance dal vivo e in studio del nostro, si sdilinguano in un gospel che sospende il giudizio e confonde il gioco sull’oggetto di tanta estasi. Quello ”You” che fa sentire realmente potenti è, come sempre nella Black Music, l’amore sacro e quello profano, simultaneamente. Amore profano che sulle strade di San Francisco Sylvester ha praticato con coerenza pagandone poi il prezzo con la malattia innominabile che l’ha stroncato nei primi anni ’80, non prima di avere aperto la strada ad un genere, l’HiNrg praticato - sorprendentemente con una certa perizia - anche dai produttori di dance italiani, anni più tardi. I Dee Jays suonano ancora adesso la sua “Do You Wanna Funk”, perfetto connubio fra voce soul ed energia della prima

Quello ”You” che fa sentire realmente potenti è, come sempre nella Black music, l’amore sacro e quello profano, simultaneamente.

dance elettronica che si deve a quel geniaccio di Patrick Cowley, bianco come un formaggino. Ma pure la cultura più “alta” si è accorta per tempo, anche se estemporaneamente, del suo talento. Il celebrato jazzista Herbie Hancock lo ha voluto come vocalist in uno dei pezzi meglio riusciti del suo periodo Electro Funk, “Magic Number”. Qui la voce di Sylvester è meno riconoscibile, dato che non indulge come fa di solito nel tipico e vertiginoso falsetto, ma rivela invece anche una capacità di sorprendere ed emozionare con le note più gravi. Infine la chicca delle chicche, l’apparizione nel film “The Rose” con Bette Midler dove interpreta con esilarante eleganza una Diana Ross decisamente sopra le righe. Bobby Soul mOve Out 2009

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MoveOut Gay & Lesbian

AuStRIA

20° PAESE euROPeO CHE RICONOSCe LE NOStRe FAMIGLIE L’Austria ha approvato il 10 dicembre 2009, Giornata Internazionale dei Diritti dell’uomo, una legge sulle partnership registrate che riconosce anche alle coppie omosessuali pari diritti e doveri per le loro famiglie. Il Parlamento austriaco ha infatti varato un riconoscimento delle coppie di fatto che contiene tutti i diritti e i doveri del matrimonio tranne l’adozione, l’inseminazione artificiale, il nome “matrimonio” e il luogo dove avviene la stipula del contratto (l’autorità amministrativa distrettuale). L’Austria diventa così il 20° stato europeo a definire un pubblico riconoscimento delle relazioni gay e lesbiche. “Non possiamo attendere oltre rimanendo in quella minoranza di nazioni europee che ignorano l’esistenza delle nostre famiglie” - dichiara Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay - “Per il governo italiano le persone lgbt sono ancora fantasmi senza diritti che si aggirano nell’invisibilità e rischiamo la propria incolumità in uno stato che

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alimenta il clima di diffidenza e l’odio verso il diverso. In quei paesi dove il riconoscimento pubblico dei nostri amori è avvenuto, si è dato anche un grande segnale di civiltà per combattere l’omofobia.”

In ROSSO: i Paesi che estendono il matrimonio a tutte le coppie: Belgio, Olanda, Spagna, Svezia, Norvegia. In ARANCIONe: i Paesi che riconoscono pari diritti a tutte le coppie o buona parte dei diritti anche alle coppie omosessuali: Austria, Francia, Danimarca, Regno Unito, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Finlandia, Islanda, Andorra. In GIALLO: i Paesi che riconoscono pubblicamente tutte le convivenze: Portogallo, Croazia. ArciGay


Events MoveOut Congo, Kinshasa. Costruiamo insieme il centro di accoglienza Talitha Cum per bambine di strada.

Fotografo: Piero Pomponi

Basta una mano.

www.forasmile.org C/C POSTALE n째 72960131 C/C BANCARIO IBAN: IT21 A 03211 01001 052876651990

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MoveOut Mleczko

Mono è la rivista monotematica antologica della Tunué Editori dell’immaginario - nata da un’idea di Marco Rizzo e Sergio Algozzino – e curata da Sergio Badino e Daniele Bonomo. 82 2009 move out http://blog.komix.it/mono/ - www.tunue.com


Guide MoveOut

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QUANDO LA TECNOLOGIA DIVENTA DESIGN

MOMODESIGN

FOOTWEAR

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MoveOut Free Magazine - 07