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QUINDICINALE DI CALCIO... E NON SOLO • Direttore Massimo Taggiasco

Anno XI n. 8•17 apr. 2019

Un grande regalo ai tifosi! MASSIMO TAGGIASCO

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regali più belli sono quelli inaspettati. Avevo definito questa squadra “imprevedibile” e così è stata: in pochi, io per primo, avremmo scommesso su una vittoria a Novara. Dopo la sconfitta di Piacenza, è giunta la vittoria con la Pro Vercelli, dopo la debacle casalinga con l’Arezzo è giunto il trionfo al Piola: alla faccia di Gonzalez! E’ finita la lunga serie di pareggi: meglio qualche sconfitta, ma accompagnata da belle vittorie. Questa sta diventando un squadra vera! Con tali premesse, il traguardo dei play-off non è più impossibile, considerato che ci attende lo scontro diretto in terra toscana tra due settimane. Non facciamoci illusioni, viviamo alla giornata. Restano, comunque, i rimpianti: doveva essere la stagione delle tre retrocesse dalla serie B e invece solo l’En-

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tella ha tenuto fede ai pronostici, ma ora sembra essere in seria difficoltà. Il fatto è che, con una campagna acquisti più ragionevole ed un vero progetto giovani, anche quest’anno, visto il livello bassissimo del girone, avremmo potuto recitare un ruolo da protagonisti. Un vero peccato: bisogna sempre crederci! La vittoria di Novara è, comunque, il regalo più bello per i tifosi, per quelli che hanno seguito la squadra al Piola e per quelli che hanno cantato incessantemente per 90 minuti nella brutta partita con l’Arezzo. Un’ultima considerazione: le vittorie nei due derby non significano assolutamente che tutti i problemi siano risolti. Per l’anno prossimo, se si vuole puntare in alto, bisogna intervenire sul mercato con competenza, progettazione e decisione. Si deve iniziare subito! Mai più un campionato come questo. Hurrà Grigi!

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HURRÀ GRIGI

L’INTERVISTA a Silvio Bolloli

BOLLOLI: “Dobbiamo crederci sempre e mai illuderci” MASSIMO TAGGIASCO

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ilvio non sappiamo più se dir bene o male dell'Alessandria? In effetti, dopo la scoppola di Piacenza e la sconfitta casalinga contro l'Arezzo si poteva fare un certo tipo di valutazione che la vittoria corsara di Novara ha invece totalmente ribaltato. Procediamo per ordine: cosa avresti detto prima della vittoria di Novara? Avrei detto che il positivo influsso dell'allenatore Colombo si era esaurito con due sconfitte in tre partite alla roborante media di otto reti subite nelle stesse e che si è ritornati ai numeri di D'Agostino. Invece a Novara abbiamo vinto? La vittoria di Novara incide poco sulla statistica avendo i grigi segnato un gol senza averne subiti ma ha un grande valore in termini di classifica e, ancor più, di morale. Adesso ci dirai perchè ma dimmi prima se questa vittoria ha sovvertito le tue valutazioni di solo pochi giorni prima. La razionalità, in casi del genere, impone prudenza: non si può pensare di

passare da valutazioni negative a proclami trionfalistici ma certamente la vittoria di Novara ha riportato il sorriso e anche una certa fiducia. Credi che i difetti dell'Alessandria siano di colpo scomparsi? Assolutamente no, anzi, semmai credo che il Novara abbia dimostrato di avere giganteschi problemi in questo campionato ma di sicuro la partita del Piola è stata di quelle che danno gioia. Quali sono gli aspetti maggiormente positivi di questo successo corsaro a tuo giudizio? Anzitutto il fatto di aver portato a casa tre punti ha consentito ai grigi di distaccarsi un po' dai melmosi bassifondi della classifica e di poter affermare con una certa soddisfazione che non sono più due sole le sole squadre che hanno fatto peggio di loro (cioè a dire Arzachena ed Albissola) ma ben sei (oltre ad Arzachena, Albissola anche Olbia, Pistoiese, Gozzano e Juventus Uner 23) questo naturalmente quanto a ritmo partita. E poi c'è l'effetto derby. Cioè? I grigi si sono tolti la soddisfazione di battere due volte, nelle ultime partite,

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@GSM Photo due formazioni piemontesi che fino allo scorso anno militavano in Serie B e che sono partite con ambizioni decisamente superiori ai grigi, cioè a dire quelle di un pronto rientro nella cadetteria. E' ben vero che queste ambizioni sono state in gran parte frustrate dal campionato con la Pro Vercelli decisamente lontana da quella prima posizione di classifica alla quale ambiva alla vigilia e il Novara addirittura impantanato in una scialba e anonima posizione di baricentro ma si tratta comunque di due formazioni che hanno fatto più punti dell'Alessandria, che l'anno scorso stavano in B e che di conseguenza potevano guardare ai grigi con una certa spocchia, da puzza sotto il naso e che, invece, le hanno entrambe buscate

Il derby può avere un effetto positivo sulla testa dei giocatori? Sicuramente si proprio perchè si tratta di partite anomale in cui la posta in palio è generalmente molto maggiore rispetto a quella dei semplici tre punti e poi l'Alessandria di Novara, soprattutto nel primo tempo, è stata una delle più belle che abbia visto in questo campionato. Ah si? Il palleggio dei giocatori grigi, il fatto di non essere assolutamente in condizione di inferiorità a centrocampo e le pronte verticalizzazioni in contropiede mi sono piaciute molto: è la conferma che l'Alessandria è una squadra che se lasciata giocare può dare il meglio di sé mentre soffre enormemente la pressione

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delle formazioni che la attaccano più in profondità (come bene si è visto a Piacenza). Dirò una ovvietà ma l'Alessandria è una squadra che va in sofferenza quando viene attaccata su ritmi elevati mentre se ha il tempo di chiudersi e di ripartite o, come nel caso di Novara, ha addirittura gli spazi per provare ad impostare qualche azione può risultare persino gradevole agli occhi e al cuore. Ma non avevi sempre detto che questa formazione è la peggiore dell'era Di Masi? Questa è una cosa che non intendo affatto smentire e direi che la classifica, più di ogni altro commento e di ogni ulteriore chiacchiera, sta li a dimostrarlo. Parliamo un po' di Di Masi: a quanto pare, in occasione di un'intervista rilasciata a Rai Sport al termine del primo tempo della partita casalinga contro l'Arezzo, il patron avrebbe espresso soddisfazione per il progetto giovani affermando che l'Alessandria ha almeno sette/otto under sui quali puntare per l'anno prossimo: tu cosa ne pensi? Sai già cosa ne penso perchè ne abbiamo parlato più volte e sai che, in tutta onestà non mi sento di condividere questa valutazione del Presidente anche se, altrettanto onestamente, spero di essere io quello che si sbaglia. Cosa non ti convince delle parole di Di Masi? Tanto per cominciare l'utilizzo del termine progetto: ho già detto e ripetuto in più occasioni che si può utilizzare questa parola quando si costruisce un gruppo di persone sulle quali puntare e sulle quali investire anche nell'ottica

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delle stagioni a venire mentre, in tutta onestà, io non vedo in questo gruppo molti elementi sui quali puntare per il futuro. Ammesso che l'obiettivo resti quello della promozione in Serie B... E poi? E poi come ho più volte potuto rimarcare, l'Alessandria di quest'anno mi pare più un netto ridimensionamento (magari in una più comprensibile ottica di contenimento dei costi) rispetto alle formazioni che l'hanno preceduta più che non un laboratorio di investimento per l'avvenire. Ribadisco: per amore dei colori grigi spero di sbagliarmi ma al momento nulla mi ha fatto cambiare questa opinione. Torniamo a parlare del campionato: qualcuno spera nei playoff, cosa ne pensi? É difficile ma non impossibile: ho avuto modo, poco prima dell'intervista, di dare un'occhiata sommaria al calendario e ho notato che il Pontedera, che ci precede di cinque lunghezze, è atteso a due trasferte molto impegnative, contro Pisa e Lucchese, in cui, almeno sul piano teorico, potrebbe buscarle. Di contro l'Alessandria dovrà ospitare una squadra non facile come la Pro Patria ma, all'ultima di campionato, darà il benvenuto ai liguri dell'Albissola: ipotizzare due vittorie dei grigi e due sconfitte del Pontedera, per quanto non facilissimo, non è affatto impossibile. E poi? E poi ci sarà lo scontro diretto, proprio a Pontedera in cui potremo giocarcela per eventuali differenze. Poniamo che il Pontedera al prossimo giro perda e l'Alessandria pareggi. Questo è possibile e porterebbe i grigi a meno quattro ma se poi l'orso dovesse disputare un incontro corsaro in terra toscana si troverebbe a meno uno e con l'ultima in casa con l'Albissola mentre il Pontedera sarebbe nuovamente impegnato in una trasferta non semplice tutto diventerebbe possibile.

Come vedi i grigi ai playoff? Quando ho iniziato a farmi un'idea del potenziale di questa squadra ho pensato che l'unico vero obiettivo stagionale fosse la salvezza ma, visto e considerato che la matematica non ci condanna, se dovessimo andare ai playoff si aprirebbe un nuovo campionato e, visto e considerato come ci siamo comportati con la Pro Vercelli e con il Novara, non partiremmo affatto battuti. Adesso esagero pensa se quest'anno i grigi potessero ambire alla Serie B. Non credo che il potenziale dell'Alessandria di quest'anno sia un potenziale da Serie B, pur con tutto l'affetto e la speranza che posso nutrire nei colori grigi ma il bello del calcio e che è imprevedibile e molto spesso il campo sovverte i pronostici. Tuttavia, oggi come oggi, dico che sarebbe già un traguardo enorme raggiungere i playoff: non impossibile ma certamente enorme quindi andiamo avanti partita per partita e manteniamo la testa bassa. Che significato avrebbe per te il raggiugimento dei playoff da parte dei grigi? Sarebbe una medaglia con un rovescio importante: raggiugere i playoff significherebbe non aver gettato al vento la stagione e non averne fatto il primo campionato dell'era Di Masi in cui i grigi non sono (a parte il primo) riusciti a centrare la prestigiosa lotteria degli spareggi. D'altro canto non vorrei neppure che un'eventuale conclusione brillante di questo campionato portasse qualcuno ad illudersi che il potenziale di questa formazione è maggiore di quanto in realtà non sia e che occorrono meno ritocchi di quanti in realtà non ne servano per ritornare competitivi. Ammesso che si voglia sempre puntare alla Serie B. Certo, ammesso che si voglia sempre puntare alla Serie B...

Consueto incontro con Carlo Sacco, figlio del Presidentissimo Remo, ultimo protagonista di una promozione dell’Orso Grigio in serie B nonché vincitore della prima edizione della Coppa Italia di serie C.

SACCO Play-off? Mai dire mai!

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residente io ricomincerei dal suo articolo apparso su un giornale che dedica una finestra calcistica all’ Alessandria . Ho letto che è l’Anno Zero, che è bene continuare il “progetto giovani”, che vorrebbe Lei e non solo Lei . E’ giusto perché oggi nel mondo del calcio girano cifre impossibili per la nostra categoria ed è sicuramente più gratificante ma bisogna che Lei abbia attorno a se’ uomini di calcio che vedono lungo calcisticamente parlando . Mi permetto di dire questo perché Lei è riuscito a formare una società modello come organizzazione e come amministrazione !!! Quando andavo a scuola era certamente vietato copiare ma un professore mi aveva suggerito “se devi copiare , copia da quello bravo..” cioè in Italia ci sono società che hanno investito in

bravi osservatori e uomini di calcio che vedono chi tra i giovani è veramente bravo . Vediamo ad esempio in serie B il Brescia vediamo in serie A l’Empoli... e vediamo di copiare settori giovanili come Torino Fiorentina Genoa Chievo Empoli ... e metterei anche Juventus Milan Inter ... insomma Alessandria è una città che come centro abitativo ha una capienza importante intorno ai 90.000/100.000 abitanti e in più geograficamente come diceva mio padre siamo in mezzo al cosiddetto “triangolo delle Bermuda ...Milano/ Torino/Genova” . Insomma, Presidente, lei ha già sistemato lo stadio: “mancherebbe come hanno fatto a Cremona la copertura della curva “Orti” e del rettilineo !!!” lamentano in molti, ma non è grave!

Ora si attorni di osservatori bravi e uomini di calcio che capiscano cosa vuol dire progetto giovani ... In ultimo mi permetto un mio piccolo suggerimento: Presidente pensi a mister Scazzola che conosce bene il nostro girone e anche la nostra città nel bene e nel male e con il suo aiuto guardi in casa di Cuneo e Lucchese e vedrà quanti giocatori verranno via a parametro zero visto come sono malmesse le due società e lì ci sono parecchi giovani validi. In più lo scorso campionato l’Arezzo era in stato fallimentare e ora guardi che squadra ha formato ! Dopo la vittoria di Novara ne sono ancora più convinto: ripartiamo dall’entusiasmo e dalla vittoria nel derby di Novara. E mai dire mai per il traguardo dei playoff!!! Sempre con grande simpatia verso di Lei. Carlo Sacco

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17 apr. 2019

HURRÀ GRIGI

CUORE GRIGIONERO di Riccardo Masiero

Espugnata Novara, ora andiamo all'assalto dell'impresa disperata

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ra una gara casalinga persa contro un Arezzo ben organizzato ed una bella vittoria nel derby esterno a Novara, le ultime tre giornate di campionato, a meno cinque punti dalla zona playoff e con il confronto diretto con il Pontedera alla penultima, rivelano la necessità, anche solo di stomaco e di orgoglio, di tentare il tutto per tutto per approdare ai playoff e concedere, in extremis, ai tifosi rinfrancati dal successo contro gli storici rivali biancoblu, la gioia e l’emozione di un finale di stagione concluso con il botto. Certo, non mancano le pecche sulle quali ancora lavorare ma la mentalità è quella giusta e l’ambiente appare più sereno. Buono il lavoro di Mister Colombo, che ha saputo riportare un pò di tranquillità, anche grazie ai successi, utili non solo ai fini della classifica ma, anche e soprattutto, ai fini morali, nei confronti con Pro Vercelli e Novara che hanno comunque impreziosito una stagione piuttosto avara di soddisfazioni. Di Masi, nel frattempo, ha dichiarato di voler proseguire nella realizzazione del tanto discusso progetto e, appreso con piacere che non rimarremo orfani all’improvviso, l’augurio che mi sento di rivolgere al Presidente è quello di saper ponderare con la dovuta attenzione le scelte organizzative per portarlo a compimento posto che non si tratta di obiettivo impossibile ma tale da necessitare delle migliori competenze calcistiche di un esperto direttore sportivo capace, con buon senso e parsimonia, di individuare i profili più adatti senza tuttavia far mancare l’apporto, essenziale e

La finestra sul campionato

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@GSM Photo benefico, di qualche pedina di livello. Pertanto, largo ai giovani a patto che alle loro spalle essi trovino i giusti maestri. L’esperienza di quest’anno, e quella dell’anno precedente, suggeriscono di evitare i salti nel buio. Nel frattempo, godiamoci le ultime giornate fino in fondo perché ne vale davvero la pena. A dispetto di ogni sonnolenta previsione, sarà proprio il finale di campionato a regalarci lo scampolo di stagione più interessante ed appassionante. Il primo avversario che affronteremo sarà la Pro Patria. Società dalla forte tradizione calcistica, alla sua prima apparizione da matricola del campionato ha saputo letteralmente sfidare i pronostici allestendo una rosa competitiva in grado di assicurare, oramai quasi con certezza, un posto ai playoff. Quindi, attenzione alla prossima gara casalinga, perché sarà tutt’altro che semplice.

Seguiranno il confronto diretto con il Pontedera, la cui importanza dipenderà, in gran parte, per i motivi sopra accennati, dal risultato della gara con la Pro Patria, ed infine l’Albissola, altra compagine che, pur lottando, da matricola, nelle zone basse della classifica, ha dimostrato di saper vendere cara la pelle. Tutti confronti imperdibili, con l’auspicio che ci possano regalare il raggiungimento di un obiettivo che solo poche giornate fa sembrava assolutamente fuori dalla portata. Potere dei tre punti, capaci di regalare rapide progressioni od altrettanto pesanti scivoloni, si veda la stagione 2016/17, ma proprio per questo forieri di rendere più avvincente ed interessante il campionato evitando che le squadre si affrontino con il solo scopo di conseguire un pareggio. Allora, non manchiamo e non facciamo mai mancare il

l campionato di Serie C girone A era iniziato ed è continuato in un’atmosfera al di fuori di ogni logica. Infiniti recuperi dopo un estate piena di interrogativi su quali squadre avrebbero dovuto partecipare. Mille problemi di ordine finanziario per alcune società poi pluripenalizzate. Situazione ai limiti del paradossale che hanno coinvolto il Pro Piacenza, prima ammesso non si sa bene perché al campionato, poi estromesso al termine del girone di andata con relative ripercussioni sulla regolarità del campionato. Fidejussioni ritenute non regolari da parte di alcune società. Richiesta perentoria da parte della Lega di provvedere alla sostituzione delle stesse. Non ottemperanza delle società interessate a provvedere alla sostituzione. Minaccia di esclusione dal campionato delle stesse in caso di non pagamento dell’elevata multa per questa negligenza. Non provvedimenti da parte del Giudice competente per queste negligenze. Società che continuano il campionato, anche con discrete prestazioni ma senza una proprietà e senza il rispetto dei propri doveri nei confronti dei dipendenti. Insomma, un campionato sicuramente falsato. Guarda caso però, l’andamento sportivo ha finito sta determinando un incredibile interesse dello stesso sino alla fine. Ancora una volta il regolamento voluto a suo tempo con playoff e playout, non solo tiene vivo

l’interesse del campionato sino alla fine, ma pare sconfessare in positivo tutte le malefatte di cui sopra. L’Entella, favoritissima, non ha ancora vinto direttamente il torneo. La situazione attuale ricorda in parte l’infausto campionato di due stagioni orsono dell’Alessandria. La situazione in coda a causa soprattutto delle grandi penalizzazioni, pare compromettere il cammino delle due società più colpevoli di mancanze amministrative, vale a dire Lucchese e Cuneo. Insomma, questo campionato tanto sconquassato all’inizio, oggi pare ritrovare sul filo di lana delle logiche sportive accettabili. Il nuovo Presidente della Federazione Gravina e l’attuale Presidente della Lega Ghirelli pare abbiano un angioletto protettore che sta dando loro una mano in questo finale di campionato. Le sorprese, positive, di questa stagione, senza ombra di dubbio sono state l’Arezzo e quella Pro Patria, neo promossa che avremo l’opportunità di vedere e valutare al Moccagatta in occasione della trentacinquesima di campionato. Lombardi ed alessandrini costituiscono un po’ il passato del calcio di provincia. Due società che hanno conosciuto nel periodo dal dopo guerra in avanti i momenti più belli della loro storia. Due squadre inoltre dalle maglie uniche! [Marcello Marcellini]

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HURRÀ GRIGI

SECONDO ME... Colloquio con Marcello Marcellini

MARCELLINI Presente incerto, futuro? Restano i dubbi sulla rosa

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a vittoria dell’Alessandria a Novara ha ridotto il distacco dal decimo posto a cinque punti, con tre gare ancora da giocare: c’è ancora qualche speranza playoff? Confesso che non ho mai creduto, alla luce dell’andamento di questa stagione, al raggiungimento del decimo posto in classifica, ultima possibilità per agganciare i playoff. Ancora recentemente ho espresso pubblicamente questa mia convinzione. Certo è che i risultati del turno scorso hanno in qualche modo rinvigorito una lontana speranza di poter arrivare ai playoff. L’Alessandria, in casa fatica. Il turno infrasettimanale contro la Pro Patria è complicato. Il fatto che il Pontedera dovrà però recarsi all’Arena Garibaldi di Pisa a giocarsi la terzultima di campionato, crea un po’ di ottimismo ed alimenta una speranza che, io per primo, sino a poche settimane orsono, consideravo miracolosa.

al Garilli l’Olbia già salvo. Sarà un bel vedere. Prosegue spedita la marcia del Pisa giunto alla quinta vittoria consecutiva ed ora al terzo posto in classifica. Se esiste ancora un’incertezza, quest’ultima vede coinvolte Pontedera ed Alessandria che guarda caso avranno lo scontro diretto il 27 aprile. Come probabilmente desidererebbe la Federazione si stanno delineando in modo naturale i giochi in fondo alla classifica. La vittoria inaspettata dell’Albissola contro il Siena ha al momento

posizionato in zona playout il Cuneo e la Lucchese. Vale a dire le due società pluripenalizzate. La Federazione penso che si auguri che sia il campo a dare il risultato definitivo senza andarsi ad impegolare provvedimenti che potrebbero andare a creare ricorsi su ricorsi. Thriller finale: il prossimo turno offrirà un Cuneo-Albissola che potrebbe essere determinate. Come valuti le dichiarazioni del Presidente Di Masi rilasciate lunedì sera?

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i r o i f e l l Mi

MASSIMO TAGGIASCO

Col senno di poi è stato giusto il cambio di allenatore nel mese di febbraio? Nel calcio parlano i risultati. Quelli ottenuti dal trainer Colombo, pur con qualche battuta d’arresto, si possono considerare positivi. Lasciando perdere le considerazioni sui dati anagrafici dei giocatori che compongono la squadra, mi pare di poter affermare che l’atteggiamento tattico di D’Agostino era chiaramente orientato al non rischiare molto. Squadra bloccata, perché un pareggio era meglio di una sconfitta! La serenità dell’ambiente era venuta meno. Con Alberto Colombo si è prima di tutto rasserenato lo spogliatoio e poi si è conferire ai giocatori meno paura, meno ansia e più sicurezza ed autostima. I risultati obiettivamente si vedono. Come giudichi, in generale, l’andamento del campionato? Per l’ennesima volta il regolamento playoff/playout sta regalando emozioni sino alla fine. In testa, io per primo, avevo sentenziato che l’Entella non avrebbe avuto problemi. Ha inanellato però negli ultimi tempi una serie eccessiva di pareggi che, allo stato attuale, ha compromesso la sua leadership. Ora, a tre giornate dalla conclusione, sta sentendo il fiato del Piacenza arrivato ad un solo punto. Il calendario delle ultime tre domeniche, sulla carta, è più penalizzante per i liguri: Arezzo e Carrarese in casa, Juve Under 23 in trasferta, ma in trasferta ci sarà anche l’ultimo recupero stagionale e guarda caso in casa del Piacenza! Gli emiliani, invece, recupero a parte saranno di scena a Lucca e a Siena ed ospiteranno

Le ho ascoltate in diretta televisiva in quanto non ero al Moccagatta e le ho paragonate a quelle rilasciate pochi minuti prima dal Direttore Generale dell’Arezzo, vale a dire da quel vecchio volpone del calcio a nome Pieroni. Le dichiarazioni del Presidente Di Masi avevano un coefficiente di scontatezza. Non so se per convenienza o per poca chiarezza nel futuro. Ha ribadito che nella prossima stagione ci sarà un percorso impostato sui giovani che a suo dire già quest’anno ha dato buoni risultati. Ora, al di là della vittoria di Novara riconfermo i miei dubbi sulla reale qualità della rosa di quest’anno. Per mirare alla costruzione di una squadra in prospettiva vincente, secondo il mio punto di vista, si dovrebbe scegliere giocatori giovani, ma di qualità certa. Oltretutto la rosa di quest’anno non presenta un numero di calciatori di proprietà su cui eventualmente puntare. Un esempio su tutti il centravanti De Luca che, essendo in prestito, con ogni probabilità sarà destinato dal Torino ad altre piazze. Non ho notato in questa stagione giovani che abbiano dato la sensazione di avere notevoli margini di miglioramento. Dall’inizio del campionato buoni passi li ha regalati Sbampato, per contro un giocatore che mi sembrava propedeutico ad una conferma, Sartore ora non sta più giocando! Chi sarà chiamato a dirigere sportivamente la prossima stagione dovrà chiarire il programma e sarà chiamato ad un impegnativo lavoro di individuazione di quei giovani a cui il Presidente Di Masi fa riferimento.

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17 apr. 2019

HURRÀ GRIGI

IN PUNTA DI PENNA di Luca Sturla

Matteo Gerace, un orsacchiotto da tenerci molto stretto

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miei consueti tremila caratteri circa sulla versione cartacea di Hurrà Grigi, oggi voglio spenderli per il “piccolo” Matteo Gerace. Nonostante la sua giovane età (è nato il 27 agosto 2001 e quindi non ha ancora compiuto i 18 anni) e il suo fisico gracilino dovuto appunto all’età, ormai da qualche mese è fisso in prima squadra. L’orsacchiotto dimostra, ad ogni partita in cui scende in campo, una grande cattiveria agonistica ed una bella tecnica ma, soprattutto, lascia intravvedere un grande margine di miglioramento. Già con Mister D’Agostino si era fatto notare ma ora, con Mister Colombo sta guadagnandosi sempre più spazio e non mi stupirei di vederlo presto titolare. “Ho visto un 2001 che non ha fatto vedere il gap di differenza con i giocatori esperti” ha detto proprio Mister Colombo al termine del derby contro il Novara. E proprio Gerace, infatti, è stato uno dei migliori in campo contro una squadra forte. “Nel giallo - ha commentato il piccolo Gerace in sala stampa - dovevo per forza fermare l’azione ed ero obbligato a spendere il cartellino. Per un giovane come me, il derby significava tanto perché fai parte del gruppo e vincere il derby è veramente bello”. Parole da giocatore esperto, non da ragazzino appena uscito dalla Berretti. Quanti sono, infatti, i diciassettenni che in campo ragionano così e fanno dei falli tecnici pur di gestire il risultato? Pochi. Gerace ha voglia di crescere e sfrutta la vicinanza ai giocatori più “anziani” di lui, anche se la differenza di età è minima. “Cerco di migliorare allenamento dopo allenamento - rive-

IL BASTIAN CONTRARIO di Mao

Siamo spacciati S

la Gerace -. Faccio esperienza e cerco di apprendere cose nuove”. Il derby e i circa 250 tifosi nella curva dell’Alessandria lo hanno galvanizzato. Ma le caratteristiche migliori di Gerace sono la capacità di lettura che ha in campo e l’astuzia nelle sue giocate. Due caratteristiche, queste, che poco si addicono ad un ragazzino. Contro il Novara, infatti, sembrava quasi che la palla andasse dove era in campo lui. Invece era proprio lui, con la sua velocità di lettura del gioco, ad anticipare la palla e gli avversari. Nasce come trequartista ma ormai lo vediamo a suo agio in più ruoli. “Cerco di adattarmi al ruolo che mi viene chiesto - ha concluso sabato sera in sala stampa - anche se la mezz’ala

mi piace”. Ecco, forse è questo il frutto più bello del “progetto giovani”, un ragazzino che dalla Berretti si guadagna il posto nel calcio “dei grandi” e che non si accontenta. Non mi stupirei se lo vedessi calcare palcoscenici più importanti. Ma per ora teniamocelo stretto perché Matteo è dell’Alessandria e ha il sangue grigio come la maglia che indossa con orgoglio. Presidente, mi rivolgo a lei. Se vuole continuare col “progetto giovani”, deve tenere Gerace e “blindarlo” con un buon contratto. Lui se lo merita. E i Grigi, i nostri Grigi, si meritano di rendersi Gerace per ancora un po’ di anni sperando di vederlo in altri palcoscenici più importanti, ma sempre con addosso la Maglia Grigia.

iamo spacciati, ma non mi riferisco alla classifica, o a quello che potrebbe accadere ancora in questo campionato, ma alla intervista che il nostro presidente ha rilasciato durante l'intervallo della gara con l’Arezzo. L'ho sentita... Ho riascoltato bene, ed ho visto dai commenti sui social che non solo io ho capito quello che ha detto, ma tutti quelli che lo hanno ascoltato hanno inteso quello che ho inteso io. Siamo all'anno zero!!! Solitamente si parla di anno zero quando si comincia una nuova esperienza, quando si intraprende una strada nuova o si comincia con un progetto atto a portare ad un obbiettivo o ad un traguardo, con delle migliorie fatte anno per anno. E qui dobbiamo vedere e riconoscere l’implicita l'ammissione di incapacità, di pressapochismo, di mala gestione dei milioni di euro che il nostro presidente ha fatto nei 5 anni prima dell'anno zero. Ammettere davanti alle telecamere di essere il primo ed unico colpevole dello sfascio della squadra, dei risultati e della tifoseria non è cosa da poco. Persino il giornalista intervistatore della RAI si chiedeva e si dispiaceva di vedere uno stadio come il Moccagatta desolatamente vuoto, ma loro conoscono le classifiche e sanno i motivi. Sapere che siamo all'anno zero non so a voi... Ma a me non rassicura proprio per niente. Non so di quanti milioni sia in passivo il

presidente Luca di Masi, a me spiace, vorrei fosse in attivo, ma purtroppo non è così. Quindi ammettere di avere buttato via un mucchio di milioni, è una affermazione importante e pesante, ma è superata dalla convinzione che stia facendo bene! Quando dice che il progetto è sotto gli occhi di tutti, e che i miglioramenti e le prestazioni sono in crescita, e che questa sarà la strada che lui intende percorrere da adesso, fino a quando non raggiungerà gli scopi previsti, questo mi fa pensare, che non solo Lui non è riuscito a raggiungere gli obbiettivi, MA NON HA NEANCHE CAPITO TUTTI GLI ERRORI FATTI. Se almeno avesse capito questo saremmo a buon punto, invece secondo me siamo ancora prima dell'anno zero. Non ha capito che si deve affidare a persone con l'esperienza in settori importanti della società, si sta fidando e da incarichi e persone che si dimostrano completamente incapaci nel loro lavoro. Continuare a spendere senza avere nessun rientro economico non so a che pro venga fatto. Invece di cominciare ad usare le partite di questo VERGOGNOSO campionato per gettare le basi ad un progetto vero, con persone in grado di ricoprire dei ruoli importanti, si va avanti o tentoni, senza idee. Voglio proprio sentire con quale slogan si potrà improntare una campagna abbonamenti del prossimo anno.E non è certo la vittoria di Novara a cambiare il mio giudizio.


17 apr. 2019

APPUNTI GRIGIONERI di Roberta Sacco

Playoff ancora possibili, ma serve un cambio Meno tre. Ritorno alla vittoria per i grigi di mister Colombo che espugnano il campo del Novara e regalano ai tifosi accorsi al Piola una bella prestazione che vale 3 punti. Con questo successo rimangono ancora vive le speranze di playoff che sembravano spente dopo la sconfitta al Moccagatta con l’Arezzo. Nonostante un andamento da montagne russe nell’ultime giornate, l’Alessandria è ancora lì e paradossalmente la off-season non è mai stata vicina come in questo momento. Le partite che mancano sono solo tre ed il tempo per i recuperi è sempre più sottile: un’eventuale decimo posto passa solamente dalla continuità di vittorie che i grigi non hanno mai avuto in stagione, da nove punti su nove a disposizione cominciando dalla gara con la Pro Patria. In vetta invece si fa sempre più appassionante il duello fra Piacenza ed Entella per la vittoria del campionato: la sconfitta dei liguri porta i piacentini in corsia di sorpasso con uno scontro diretto ancora da giocare. Proprio i biancorossi sembrano diventati i favoriti alla serie B rispetto ad una Entella che sembra decisamente stanca. La zona play out, invece, sarà probabilmente decisa dal giudice sportivo visto che si attendono ulteriori penalizzazioni per Lucchese e Cuneo. Primi bilanci. Indipendentemente se arriverà o meno il decimo posto, è tempo per fare i primi bilanci. Si può dire con certezza con il “progetto giovani” sbandierato più volte dal presidente Di Masi è stato un mezzo fiasco anche perché i giocatori il cui cartellino

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HURRÀ GRIGI

è dell’Alessandria che si sono messi in mostra, sono davvero pochissimi. Forse sarebbe anche giusto chiamare questo progetto con il suo vero nome:“ progetto ridimensionamento” o “progetto transizione”.Quale dei due dipende da cosa vorrà davvero fare il presidente il prossimo anno ovvero se provare a ricostruire una squadra da primi posti oppure una rosa da metà classifica che possa fare un campionato tranquillo. Alla futura Alessandria non servono giocatori di nome e neanche “cavalli” a fine corsa ma uomini, prima che calciatori, giusti che siano utili e professionisti costruendo una rosa completa per il modo in cui il nuovo (o attuale) allenatore vorrà giocare.

L’ho sempre pensato e più passa il tempo ne trovo conferma: i soldi sono importanti ne calcio ma quello che conta ancora più di tutto è la competenza e l’esempio di Ermanno Pieroni con il suo Arezzo ne è il chiaro esempio. Calcio femminile. Prima della gara con l’Arezzo, hanno sfilato sul prato del Moccagatta le ragazze della Novese che si sono qualificate settimana scorsa per i play-off validi per promozione nella serie B nazionale. In eccellenza ancora vittoria l’Acf Alessandria. Le grigie di mister Barbesino proseguono la loro corsa verso la serie C con il 3-0 sul campo della Futura Langhe e sono ancora in corsa per la coppa Piemonte dopo la vittoria del loro triangolare.

Non tutto è da buttare

L

unedì scorso l'Arezzo ci ha fatto vedere come si costruisce un progetto giovani, considerando i problemi societari in cui ha navigato e, penso, non risolti totalmente. Noi ci siamo privati di giocatori come Sciacca, Russini, Casasola che non penso costassero cifre da capogiro ma con delle qualità superiori ai nostri attuali giovani in rosa ,troppi, privi di quella poca esperienza per affrontare un campionato di serie C. Brunori e C sono provenienti dalla serie D ma con un bagaglio tecnico di tutto rispetto e lo dimostra il fatto che società di A e B li hanno acquistati e dati in prestito. Allora mi domando, perché affidare il progetto a Soldati privo di esperienza invece di affiancargli un Ds che sia in grado di valutare i giovani, pur senza spendere troppo o magari anche zero. La mia vuole essere una critica costruttiva per il bene della nostra città calcistica che merita altri scenari come

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a oggi puoi ricevere le notizie di Hurrà Grigi e il PDF del giornale direttamente sul tuo cellulare! Hurrà Grigi è sempre più connesso coi tifosi. Da oggi, infatti, è possibile ricevere le notifiche sul proprio cellulare degli ar-

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quelli passati, anche se falliti, dove ripartire con un progetto da cui attingere per migliorare il futuro senza stravolgere tutto e rischiando di scendere in basso. Quest'anno il campionato è stato dir poco ridicolo, perlomeno abbiamo mantenuto la categoria, grazie a penalizzazioni e esclusioni, perciò spero che LdM e C sappiamo fare tesoro di tutti questi anni di gestione e finalmente dare un senso al progetto, altrimenti passare la mano a chi, sperando in meglio, sia in grado di capire come si fanno i progetti per valorizzare i giovani e, magari, facendo un salto di categoria che farebbe solo bene alla Società e a Noi tifosi. La vittoria di Novara dimostra che non è tutto da buttare e che possono esserci le basi per ripartire. Occorrono volontà e competenza. Io ci spero. Forza Grigi. Grazie di cuore. Rossin Mauro

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Fiorenzotaff s e tutto lo izza di Big P ano vi augur A SEREN PASQUA


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17 apr. 2019

HURRÀ GRIGI

L'INTERVISTA Questa settimana la redazione di Hurrà Grigi ha incontrato Gianni Califano,

centravanti dell'Alessandria nelle stagioni 1996/97, 1997/98 ed attuale Direttore Sportivo del Prato.

CALIFANO "Sono stato amato dalla tifoseria, c'è stato subito feeling"

C

alifano, quali sono i ricordo delle due stagioni in cui è stato ad Alessandria? In realtà è stata soltanto una la stagione in cui ho giocato nell'Alessandria Calcio perchè, dopo le Universiadi mi sono trasferito al Savoia. Ho un bellissimo ricordo di quella stagione con tanto rammarico in quanto ritengo che la nostra squadra era una compagine forte e, dato il potenziale che avevamo, dovevamo disputare un campionato più importante. Purtroppo nel periodo della sosta natalizia la rosa ha subito diversi infortuni che si sono rivelati determinanti: tanti giocatori bravi come Fontana, Notaristefano, Avallone, Mariotto hanno avuto problemi importanti: ritengo che, con la squadra al completo, avremmo sicuramente disputato una stagione migliore. Dal punto di vista personale ho segnato dieci reti, credo che ne avrei potuto segnare molte di più ma mi è rimasto un bellissimo ed

importante ricordo anche se è sempre minore rispetto a quando non si raggiunge un risultato prestigioso. In amichevole, ero appena arrivato ad Alessandria, contro il Genoa, ho realizzato il più bel gol con la maglia grigia. Faccio parte di quella rosa che ha composto l'inno ufficiale dell'Alessandria che, ancora adesso, viene trasmesso prima dell'inizio delle gare al Moccagatta. 1 settembre 1996 Alessandria-Como 2-1 è la partita in cui ha debuttato, con gol, con la maglia dell'Alessandria: si ricorda quell'incontro? Il primo gol in campionato non si scorda mai. Un gol bellissimo, di testa, su cross di Ivano Della Morte sotto la curva avversaria. Sono stato subito amato dalla tifoseria, c'è stato subito feeling. Ho ricevuto anche critiche, nel girone di ritorno, quando i risultati venivano a mancare. Era una squadra che poteva e doveva fare molto di più. Il Presidente Amisano aveva fatto imvestimenti importanti. Califano ha avuto una carriera lunga iniziata nel Torino e terminata nella Sambenedettese, quale è la squadra, oltre Alessandria, a cui è rimasto maggiormente legato? Chiaramente a Savoia, perchè ho vinto il campionato dalla Serie C1 alla B: ricordi che rimangono indelebili e poi Giulianova dove ho realizzato 52 reti in 110 presenze: è la mia seconda casa. Venendo all'attualità le chiedo

come è la vita da Direttore Sportivo? All'inizio ho sofferto tanto l'allontanamento dai campi. Quando si è calciatore si è sotto i riflettori, vivendo in una specie di mondo ovattato. Quando un giocatore smette l’attività agonistica è un po' abbandonato da tutti: credo che questa sia la realtà delle cose: manca lo spogliatoio ed il campo. Ho voluto restare nel mondo del calcio e mi ritengo fortunato a far parte ancora parte. Ero indeciso se fare allenatore o il Direttore Sportivo ed ho deciso di scegliere la seconda strada. La consapevolezza di non avere un carattere molto duro e fermo mi ha fatto optare per scegliere la carriera del Direttore Sportivo dove mi sono tolto delle belle soddisfazioni: ho conquistato la salvezza con il Bellaria Igea Marina, con il Monza e con il Prato. A Monza avevamo una squadra fortissima ma siamo rimasti abbandonati dalla proprietà. É un mondo totalmen-

te diverso dove ci si deve preoccupare degli altri e si deve coccolare gli altri, a volte si deve essere rigidi: io sono molto buono con i ragazzi: sono duro solo quando serve. Credo più nella politica del dare sostegno e consigli. Come giudica l'Alessandria degli ultimi anni? Ho fatto parte del girone dell'Alessandria quando ero Direttore Sportivo del Monza e del Prato. Alessandria ha la fortuna di avere una persona, Luca Di Masi, con delle grandi disponibilità economiche, non capita sempre. Il Presidente ha dato tutto sé stesso ma, sicuramente, quando non si vince è perchè si sono commessi degli errori. É stato un peccato che l'Alessandria non si riuscita, negli ultimi anni, a centrare la promozione in Serie B: soprattutto l'anno che a vincere il campionato è stata la Cremonese. Quello credo sia stato l'anno più duro da dimenticare però

@Museogrigio

PAOLO BARATTO

quando si ha la fortuna di avere un Presidente come Luca Di Masi, prima di lasciarlo andare via, con tutti i disastri che ci sono in giro, bisogna pensarci molte volte. E' chiaro che dopo alcuni anni in cui si prova a vincere il campionato e si investe molte risorse economiche è giustificato un anno in cui si decida di puntare sui giovani. A questa società auguro che torni l'entusiasmo affinchè porti l'Alessandria in Serie B. Un suo giudizio sull'introduzione delle seconde squadre? Credo che ci sia stata troppa fretta: avrebbe dovuto esserci maggiore programmazione. Soltanto la Juventus ha aderito. Da un punto di vista mediatico è una bella cosa. Se scendiamo nel particolare la Serie C rischia di perdere la bellezza del campanilismo dei derby: la Serie C è stata e sarà quella a cui non si può togliere il campanilismo. Le cose devono essere programmate con maggiore tempo. Le regole delle essere ferree: basta iscrizioni con società che non si possono permettere di finire la stagione e che poi falsificano il campionato. La nuova governance mi pare avere idee abbastanza chiare. Cosa c'è nell'attualità di Gianni Califano? Sono Direttore Sportivo del Prato da tre anni. Il primo anno abbiamo ottenuto la salvezza, nella scorsa stagione siamo retrocessi in Serie D, giocando a Pontedera e non nel nostro stadio cittadino. In questa stagione abbiamo raggiunto matematicamente salvezza.

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17 apr. 2019

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HURRÀ GRIGI

OGGI AL MOCCA di Paolo Baratto

SOTTORETE di Sara Pilotti

Special Olympics: rivalutare lo sport per rivalutare noi stessi

PRO PATRIA: obiettivo i playoff

I

l prossimo avversario dell'Orso Grigio è l'Aurora Pro Patria, la gara è valevole per la diciassettesima giornata di ritorno del campionato di Serie C girone A. La formazione lombarda è ottava in classifica con 53 punti, dopo trentaquattro gare giocate frutto di 15 vittorie, 8 pareggi e 11 sconfitte con 40 gol fatti e 33 gol subiti. In panchina siede, dal 17 aprile 2017, Ivan Javorcic: nato a Spalato, nel 1979, ha iniziato la sua carriera dal 2009 al 2012 allenando prima la formazione Berretti e poi la Primavera del Brescia. Il 15 dicembre 2014 è stato promosso ad allenatore della prima squadra. Il 27 ottobre 2015 è diventtoa il nuovo allenatore del Mantova. In porta Mangano è stato preso

dall'Inter Primavera: già nella scorsa stagione ha vestito la maglia della Pro Patria con 22 presenze. Tornaghi è stato tesserato in regime di svincolo: nella scorsa stagione 1 presenza nel Vancouver Whitecaps. In difesa Lombardoni è in prestito, annuale, dall'Inter Primavera dove ha giocato 29 gare segnando 2 reti. Battistini è stato tesserato dalla Pro Piacenza dove ha disputato 26 partite nella scorsa stagione. Boffelli è in prestito, annuale, dall'Atalanta: nella passata stagione 12 presenze nel Mestre. Sanè è in prestito, annuale, dal Chievo: nella scorsa stagione 19 presenze nella Viterbese. Mora è in prestito, annuale, dall'Atalanta: nella scorsa stagione 22 presenze e 1 gol nel Piacenza. A centrocampo Bertoni è stato preso dal Sudtirol dove ha giocato nelle ultime quattro stagioni con 89 presenze e 1 gol. Fietta è stato preso dal Renate dove ha totalizzato 16 apparizioni. Cottarelli è in prestito dall'Alessandria. In attacco Mastroianni è stato acquistato dal Carpi: nella scorsa stagione 28 presenze e 1 gol nel Pro Piacenza. Parker è giunto da svincolato: nella prima parte della stagione 16 presenze e 3 gol con la Massese. Il modulo utilizzato nelle ultime uscite stagionali è stato il 3-5-2: in porta Tornaghi; in difesa Bofelli a sinistra, al centro Battistini, a destra Zaro. A centrocampo Galli a sinistra, Moro a destra con Bertoni, Colombo e Pedone. In attacco Le Noci e Matroianni.

LA ROSA

PORTIERI 22. Matteo Angelina (2001) 12. Giulio Mangano (1999) 1. Paolo Tornaghi (1988)

DIFENSORI 4. Matteo Battistini (1994) 3. Leonardo Galli (1997) 5. Ivo Molnar (1994) 19. Giovanni Zaro (1994) 15. Andrea Boffelli (1997) 18. Manuel Lombardoni (1998) 20. Christian Mora (1997) 27. Niccolò Cottarelli (1998) 2. Alessio Marcone (1998) 25. Ansoumana Sané (1996)

CENTROCAMPISTI 14. Luca Bertoni (1992) 16. Giovanni Fietta (1984) 24. Alex Pedone (1994) 21. Riccardo Colombo (1982) 13. Francesco Gazo (1992) 8. Donato Di Sabato (1990) 23. Filippo Ghioldi (1999)

ATTACCANTI 9. Niccolò Gucci (1990) 7. Sean Parker (1997) 10. Giuseppe Le Noci (1982) 11. Mario Alberto Santana (1981)

ALLENATORE JAVORCIC IVAN (1979)

Dal 14 al 21 marzo si sono svolte ad Abu Dhabi delle Olimpiadi molto speciali, che hanno visto protagonisti ragazzi provenienti da 170 Paesi del mondo, impegnati in diverse discipline e sport di squadra. I Giochi Mondiali Special Olympics si sono dimostrati un evento ideale e rivoluzionario per celebrare lo sport ma soprattutto per celebrare ragazzi di tutte le culture e abilità, per dimostrare che le differenze possono essere cancellate. Non a caso, infatti, si è scelto di denominare i giochi come “speciali”, poiché interamente dedicati a ragazzi con disabilità mentali, a differenza delle Paraolimpiadi dedicate a persone con disabilità fisiche. L’evento ha raccolto circa 7 mila atleti e più di 2 mila coach, senza contare le 6 mila famiglie degli atleti, 20 mila volontari e più di 500 mila spettatori. Per un totale di 24 discipline, i Giochi Speciali sono stati incentrati su calcio, badminton, pallacanestro, beach volley, bocce, pallamano, ping pong, tennis e pallavolo. Ci sono state anche gare di atletica, ciclismo, kayak, nuoto in acque libere, pattinaggio a rotelle, vela, nuoto e triathlon. E poi ancora equitazione, judo, ginnastica artistica e ritmica, bowling, golf e powerlifting. Per quanto riguarda il nostro Paese, sono stati tantissimi gli italiani che hanno occupato i campi di Abu Dhabi: 115 atleti, 39 tecnici e 3 delegati, per un totale di 157 azzurri. Per il reparto italiano, abbiamo conquistato diverse vittorie e diverse medaglie: la prima è stata di Marina Vettoretto che ha conquistato l’argento nei 100m dorso. Nella Mezzamaratona, Enrico Cerruti ha conquistato la medaglia d’oro, seguito da Niccolò Armani con l’argento. Nella ginnastica artistica maschile ha fatto il pieno Giacomo Bacelle, conquistando l’oro anche nelle parallele e un argento alla sbarra. Per Davide Raffa, l’oro nel cavallo con maniglie, l’argento in all

around, corpo libero, parallele, sbarra e anelli e il bronzo nel volteggio. Infine Marco Cerulo ha collezionato l’oro in all around, parallele e l’argento nel corpo libero, nel cavallo con maniglie, anelli e sbarra. Medaglie di bronzo anche per il tennistavolo con Massimo Girolamo, nell’equitazione con il working trail di Simona di Marzio, nel nuoto nei 50 stile di Gabriele Di Bello e nei 100 misti di Cristina Isacchi. Medaglia d’argento anche per il Team di bocce unificato, composto da Mariagiulia Monticelli, Alessia Filippi, Sharon Chembri  e Matteo Maggioli, atleti con e senza disabilità  intellettive, che hanno unito le loro forze per vincere insieme. Lo sport unificato è stato tema di punta per le Special Olympics, abbattendo ogni forma di pregiudizio attraverso lo sport e sentendosi parte integrante di una squadra.  Rivalutare lo sport è anche questo. Rivalutare i punti di vista, rivalutare le capacità e i limiti di ognuno di noi. Si è passati oltre le differenze, oltre le “disabilità”, oltre i pregiudizi e le capacità di ogni singolo individuo. Questo grande evento non è stato soltanto incentrato sullo sport e sull’importanza che esso può avere nella nostra vita ma soprattutto è stato incentrato sulle differenze, sull’abbattimento di quella muraglia culturale che ogni giorno ci costringe a rifiutare il diverso, il chi non è uguale a noi. Il coraggio e l’entusiasmo di ragazzi a cui non è importato conoscere il valore e il colore di una medaglia ma hanno posto al centro loro stessi, la loro adrenalina, la loro emozione e il loro sport. Avrete sicuramente visto molte immagini o video dell’evento, magari anche qualche gara per televisione, tra i canali più (s)conosciuti: la gioia che si vedeva negli occhi di questi atleti non poteva essere paragonabile a nessuna medaglia, di qualsiasi valore fosse.

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17 apr. 2019

11

HURRÀ GRIGI

Alessandria, sempre undicesima CAMPIONATO SERIE C GIRONE A 2018/2019

CLASSIFICA MARCATORI

PROSSIMO TURNO 36A GIORNATA

#

Giocatore

Squadra

Gol

SQUADRA

P.ti

G

V

N

P

+

-

1

Tavano

Carrarese

19

1

Virtus Entella

66

33

19

9

5

53

24

2

Caccavallo

Carrarese

12

2

Piacenza

65

33

19

8

6

50

28

Gliozzi

Robur Siena

12

Mota Carvalho

Virtus Entella

12

Martignago

Albissola

11

3

Pisa

62

34

17

11

6

42

27

4

Carrarese

59

34

18

5

11

62

42

5

Arezzo

58

34

14

16

4

43

30

Brunori

Arezzo

11

6

Pro Vercelli

58

34

16

10

8

40

27

Cacia

Novara

11

7

Robur Siena

56

34

14

14

6

50

38

Le Noci

Pro Patria

11

8

Pro Patria

53

34

15

8

11

40

33

Morra

Pro Vercelli

11

9

Novara

46

34

10

16

8

40

30

Kanis

Cuneo

10

10

Pontedera

44

34

10

14

10

32

36

Pesenti

Pisa / Piacenza

10

11

Alessandria

39

34

7

18

9

29

37

Luperini

Pistoiese

10

12

Juventus U23

36

34

10

6

18

36

45

Cutulo

Arezzo

9

13

Olbia

35

34

8

11

15

36

44

Ragatzu

Olbia

9

14

Pistoiese

34

34

9

7

18

35

42

Gucci

Pro Patria

9

15

Gozzano

33

34

6

15

13

33

37

De Luca

Alessandria

8

16

Arzachena (-1)

30

34

10

1

23

22

53

17

Albissola

26

34

6

8

20

31

54

18

Cuneo (-21)

24

34

11

12

11

28

32

19

Lucchese (-18)

23

34

8

17

9

42

37

5

10

13

16

Statistiche ALESSANDRIA PUNTI IN CASA : 17

PARTITE VINTE : 7

PUNTI FUORI CASA : 19

PARTITE NULLE : 18

RETI FATTE : 29

PARTITE PERSE : 9

RETI SUBITE: 37

DIFFERENZA RETI : -9

Alessandria - Pro Patria Cuneo - Albissola Gozzano - Juventus U23 Lucchese - Piacenza Olbia - Novara Pisa - Pontedera Pistoiese - Pro Vercelli Pro Piacenza - Arzachena Robur Siena - Carrarese Virtus Entella - Arezzo

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