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QUINDICINALE DI CALCIO... E NON SOLO • Direttore Massimo Taggiasco

Anno XI n. 2•1 feb. 2019

ORSO, È ORA DI VINCERE! MASSIMO TAGGIASCO

M

Alessandria - Casale | Campionato 1991/92

www.hurragrigi.it

Hurrà Grigi

ister D’Agostino si è detto fiducioso in merito alla possibilità che l’Alessandria possa raggiungere i playoff. Personalmente sono molto scettico, però è indubbio che nella campagna acquisti di gennaio la squadra si è rinforzata ed ha guadagnato in esperienza e qualità. Resto, però, anche convinto che questo sia l’ennesimo campionato buttato via, ancor più considerando che al termine della stagione vi sarà una promozione in più in serie B. Meglio vivere alla giornata e non pensare a tutte le occasioni perse in questi ultimi anni. Al Moccagatta arriva oggi il Pisa. A proposito di play-off, i toscani sono decimi in classifica con 32 punti: occupano quindi l’ultimo posto utile per gli spa-

reggi promozione. L’Alessandria (con una partita in meno) è a quota 21, ossia sotto di 11. Il distacco sembra incolmabile, ma vincendo oggi (arriverà prima o poi la prima vittoria casalinga!) sarebbe possibile, quanto meno, alimentare una flebile speranza, in attesa di penalizzazioni e cancellazione di gare già disputate (contro la Pro Piacenza). Vediamo se, almeno, riusciremo a sfruttare le disgrazie altrui. Anche la Coppa Italia, intanto, è andata, seppur con qualche rimpianto (quanti ne abbiamo in questa stagione?) Mai una gioia, come sempre. Eppure noi continuiamo e continueremo ad amare questi colori, consapevoli che il nostro tifo è l’unica cosa seria di questo calcio malato, di cui l’ignobile farsa di Lucca è lo specchio fedele. Hurrà Grigi.

Hurra Grigi

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1 feb. 2019

HURRÀ GRIGI

Consueto incontro con Carlo Sacco, figlio del Presidentissimo Remo, ultimo protagonista di una promozione dell’Orso Grigio in serie B nonché vincitore della prima edizione della Coppa Italia di serie C.

SACCO Il caos regna sovrano!

Nuovo HURRÀ GRIGI Nuovo HURRÀ HURRÀ GRIGI GRIGI Nuovo Organo dell’Associazione Culturale Orso Grigio Organo dell’Associazione Culturale Orso Grigio Corso Roma 85 - 15121 Alessandria - Tel./Fax 0131 510490 Organo dell’Associazione Culturale Orso Grigio Corso Roma 85 - 15121 Alessandria - Tel./Fax 0131 510490 Registrazione al Tribunale di Alessandria n. 6270131 del 28/09/2009 Corso Roma 85 - 15121 Alessandria - Tel./Fax 510490 Registrazione al Tribunale di Alessandria n. 627 del 28/09/2009 redazione@nuovohurragrigi.com info@nuovohurragrigi.com redazione@hurragrigi.it pubblicita@hurragrigi.it Registrazione al Tribunale di Alessandria n. 627 del 28/09/2009 redazione@nuovohurragrigi.com - info@nuovohurragrigi.com Pubblicità: Tommaso 347.8944708 Stampa: CSQ CentroPastorini Stampa Quotidiani redazione@nuovohurragrigi.com - info@nuovohurragrigi.com Stampa: CSQ Centro Stampa Quotidiani Via dell’Industria, 52 -Centro 25030 Erbusco (BS) - Tel. 030 7725511 Stampa: CSQ Stampa Quotidiani Via dell’Industria, 52 - 25030 Erbusco (BS) - Tel. 030 7725511 Via dell’Industria, 52 - 25030 Erbusco (BS) - Tel. 030 7725511

La finestra sul campionato

A

l di là delle diverse partite che rimangono ancora da disputare, all’indomani della ventitreesima giornata, la classifica del girone A sta assumendo una connotazione che crediamo possa rimanere tale almeno nell’immediato futuro. La graduatoria è divisa esattamente in due. Le prime dieci squadre dalla Pro Vercelli, momentaneamente al vertice, al Pisa, in decima posizione, ci sono le dieci squadre della zona playoff. Dall’undicesimo posto del Gozzano, che ha 25 punti al ventesimo ci sono per il momento quelle le formazioni che, con ogni probabilità difficilmente potranno avere margini di inserimento nella metà alta della classifica. Venendo all’analisi delle partite della ventitreesima giornata, notiamo l’ottimo stato di forma della Pro Patria che, impegnata sul terreno innevato di Busto Arsizio, ha rifilato tre gol alla corazzata Carrarese che ancora una volta ha stupito per l’alternanza delle sue prestazioni. O grandi partite e tanti gol oppure prestazioni mediocri e sconfitte imprevedibili. Tra le squadre della prima metà della classifica continua a stupire in positivo il Pontedera. Formazione totalmente giovane, dalla freschezza delle prestazioni e dal buon impianto tattico impostato dall’allenatore Maraia. È davvero stupefacente come il Direttore Generale Giovannini riesca tutti gli anni a presentare formazioni totalmente rinnovate che però pur di fronte ad uno scarso pubblico riescono a farsi notare per la qualità del gioco e dei singoli giocatori. Per

@ProVercelli

C

arlo, che impressione hai riportato dalla trasferta di Lucca? Dopo un mese siamo tornati a giocare a Lucca e si è visto che non è cambiato molto. Intanto, però, la classifica è di nuovo cambiata grazie ad altre penalizzazioni… Ho letto che ulteriori penalizzazioni sono state date al Cuneo e alla Pro Piacenza cambiando ancora la classifica. Secondo me è l’ennesima farsa di questa Lega incapace di prendere decisioni drastiche una volta per tutte, una Lega che sta ancora riflettendo come agire contro società come Pro Piacenza, Cuneo e Lucchese che si sarebbero iscritte a agosto 2018 con fideiussioni false come sostiene il presidente Ghirelli ... non capisco cosa ci voglia per capire se sono veramente false. Basterebbe interpellare esperti nel

campo assicurativo così una volta per tutte mettiamo fine a questa incresciosa situazione. Adesso sappiamo che Cuneo e Lucchese avranno ancora tempo per regolarizzare la loro posizione. Incredibile che dobbiamo ancora aspettare. Il campionato è sempre più falsato e non si capisce dove andremo a finire… Come ho già detto la scorsa settimana ribadisco che questo è un campionato assurdo e non vedo l’ora che finisca . Il consiglio di Lega non dovrebbe essere composto da tesserati di società di serie C o di qualsiasi altra squadra di calcio (Di Masi, ad esempio, è stato per tre anni nel consiglio di Lega e non capisco perché non ci sia più) ma deve essere formato da persone estranee, naturalmente competenti di calcio, magari a cominciare da ex giocatori in possesso di master fatti per questa competenza specifica, perché è difficile poter prendere decisioni o dare sanzioni quando sei parte in causa. Comunque ci sono troppi interessi estranei al calcio che influiscono su questa situazione incredibilmente caotica. Anche la Coppa è andata. Abbiamo preso di nuovo un gol a due minuti dalla fine: bisogna capire che le partite durano 90 minuti. Dopo il vantaggio dovevamo essere più attenti: mi spiace perché avrei affrontato con piacere ed interesse il Monza di Galliani e Berlusconi che ha battuto il Novara.

il momento non scendiamo più di tanto nell’analisi delle altre squadre assestate dal primo al decimo posto. Troviamo, per il momento infatti, tutte le compagini che in sede di pronostico erano considerate come le pretendenti al primo posto o per lo meno ai playoff. Attendiamo ulteriori chiarificazioni dalle partite fino ad ora non giocate per poter in qualche maniera capirci un po’ di più. Venendo alla seconda metà della classifica l’unica squadra che ha ottenuto un risultato totalmente positivo è la Pistoiese che vincendo in trasferta contro il Gozzano ha fatto un importante passo in avanti e con tre partite ancora da giocare dà l’impressione di poter raggiungere una posizione un po’ più sicura. Discorso a parte per la Pro Piacenza ultimissima e caricata di punti di penalizzazione nonchè nell’anticamera della radiazione. Le situazioni calcisticamente più a rischio sono

quelle di Arzachena e Albissola che non hanno partite da recuperare e che hanno dimostrato in più di una circostanza una fragilità tecnica che non fa ben sperare. Prima della chiusura tengo a sottolineare gli eventi non sportivi vissuti nella giornata presa in considerazione. Le testate a gioco fermo del difensore dell’Albissola Rossini all’allenatore della Pro Vercelli Grieco e quella dell’allenatore della Lucchese Favarin al trainer in Seconda dell’Alessandria, denunciano non un semplice “colpo di testa” ma una sempre più frequente e preoccupante mancanza di etica sportiva che sta prendendo piede nel mondo del calcio soprattutto quello della terza serie. Vedremo, in futuro, quali saranno le medicine giuste adottate dalla Federazione per stroncare questo mal costume. Personalmente, per casi di questo tipo una forma di Daspo, sarebbe la soluzione migliore. [M.Marcellini]


1 feb. 2019

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HURRÀ GRIGI

L’INTERVISTA a Silvio Bolloli

BOLLOLI: “Mercato così e così, e ci vuole decisamente più carattere” MASSIMO TAGGIASCO

S

ilvio, per la prima volta nel 2019 ci ritroviamo a commentare le gesta dei grigi e credo che da dire ci siano un bel po' di cose a partire dalla testata di Favarin al secondo di D'Agostino. Credo che invece, su un episodio del genere, non ci sia nulla da dire, sia perchè si commenta da solo (e quindi è giusto che Favarin sia stato punito in modo severo) sia perchè se ne è già parlato fin troppo. Comunque la violenza, specie da parte di addetti ai lavori di una certa età, deve sempre essere stigmatizzata. Certo, ma non dimenticherei il fatto che, se non ricordo male, anche il grande Jose Mourinho infilò il dito nell'occhio dell'allenatore in seconda Tito Villanova (quando era allenatore secondo del Barcellona) dopo un Clasico. In quel caso però credo che lo Special One sia stato sanzionato meno duramente di Favarin.. Va bene, parliamo dei nuovi acquisti. Ti dico fin da subito che qualche perplessità ce l'ho: sulla carta il giocatore più forte e più in forma dovrebbe essere Chiarello che però, guardando allo scacchiere dell'Alessandria, era forse il meno indispensabile poiché, potendo fare indifferentemente sia il centrale che l'esterno di metà campo, andrebbe a aggiungere uomini ad un reparto già gremito e, a quanto mi consta, piuttosto attrezzato. Per quanto invece riguarda Gemignani e Coralli, trovo più mirati, sempre da un punto di vista tattico si intende, questi innesti dal momento che il primo è un difensore che gioca tendenzialmente a destra, dunque in una zona del campo in

cui sia Gjura che Delvino non hanno fino ad ora ben impressionato e quindi potrebbe rivelarsi particolarmente utile. Anche Coralli, in linea puramente teorica, è un ingaggio importante perchè sappiamo quanto male (soprattutto in termini di penuria di finalizzatori) sia stata costruita l'Alessandria l'estate scorsa in attacco. Tuttavia, proprio a proposito di Coralli, non posso fare a meno di pormi qualche interrogativo. Quale? Ometto le battute che si sono fatte sulla sua anagrafe in contrapposizione alla linea giovani declamata da Di Masi l'estate scorsa ma mi limito ad osservare come, pur avendo un passato molto importante, il giocatore sia reduce da due stagioni in calo rispetto alla sua carriera (forse proprio per via dell'anagrafe non più trascurabile) e quindi come debba ancora dimostrare la sua reale capacità di essere ancora competitivo. Mi pare di capire che tu non sia completamente soddisfatto. Completamente soddisfatto proprio no, ma non voglio nemmeno dire che sono deluso: diciamo che ho qualche perplessità e che attendo il responso del campo per capire se l'Alessandria, in questa finestra di mercato oramai conclusa, ha fatto le mosse giuste. Raffrontando il mercato estivo con quello invernale, taluni hanno cominciato a puntare l'indice sull'operato del Direttore Sportivo Cerri e del suo vice Soldati: quale è la tua opinione al riguardo? La genesi di Cerri all'Alessandria è abbastanza singolare nel mondo del calcio dal momento che egli giunse quasi un

anno e mezzo fa da queste parti come collaboratore dell'allora Direttore Sportivo Pasquale Sensibile che fu “abiurato” dai grigi dopo pochissimi mesi, a causa di una campagna acquisti/cessioni che non poteva certamente definirsi riuscita. In casi del genere, fatto fuori un Direttore Sportivo, il suo destino viene seguito anche dai collaboratori mentre Luca Di Masi, con una decisione come ho già detto singolare, pur privandosi della collaborazione di Sensibile non fece altrettando con quella del braccio destro di quest'ultimo. È vero, fu una decisione strana, ma parliamo dell'operato di Cerri. Come ho giò detto la campagna dell'estate 2018 dell'Alessandria è stata una delle più “indebolenti” che io ricordi nella storia dei grigi, per lo meno da quando li seguo come giornalista mentre la recente finestra invernale, come ho avuto modo di evidenziare poco fa, mi desta qualche perplessità. E allora? E allora, caro Direttore, delle due l'una: o le decisioni sono state volute, caldeggiate e avallate da Di Masi, e allora a Cerri non si può imputare nessuna responsabilità poiché sarebbe stato il patron in prima persona a volere un ridimensionamento del potenziale della squadra oppure, nelle intenzioni di Di Masi, gli uomini ingaggiati avrebbero dovuto portare a ben altri risultati. In questo ultimo caso la responsabilità ricadrebbe su Cerri e sui suoi collaborati e Di Masi dovrebbe trarre le necessarie valutazioni. E la tua idea quale è? Intanto vorrei essere prudente prima di dare dei giudizi proprio perchè sono ansioso di vedere come renderanno, da

qui alla fine del campionato, Chiarello, Gemignani e Coralli e poi, non facendo parte dello staff societario dell'Alessandria Calcio, non posso nè voglio permettermi di esprimere valutazioni su cose che non conosco ed in ordine alle quali posso limitarmi a mere ipotesi. Va bene la tua diplomazia, parliamo adesso delle ultime partite. Omettendo quella di Coppa italia (il cui risultato non è noto nel momento in cui andiamo in stampa ndr) il mio commento non può che essere limitato alla partita di Lucca dal momento che le precedenti sfide con Pro Piacenza e Pro Vercelli erano saltate, vuoi per problemi di tipo regolamentare vuoi per le criticità del meteo. Quali dunque le tue impressioni dopo la partita dello stadio di Porta Elisa? Ho seguito l'incontro dagli studi di Radio Voce Spazio, come generalmente facciamo per le trasferte e posso dirti che mi ha enormente deluso l'atteggiamento rinunciatario dei grigi nel secondo tempo: passi subire un gol al 46° ma dopo che hai concluso il primo tempo sullo 0-2 e, volendo, avresti potuto anche farne tre, ma non posso accettare che, per un intera frazione l'Alessandria lasci il pallino del gioco nelle mani di un'avversaria che dovrebbe avere la testa turbata da vicende societarie e ti aggredisce come fosse il Barcellona e, dai e dai e dai, ti fa gol. In effetti è andata proprio cosi. Anche se l'Alessandria avesse vinto 1-2 le critche ci sarebbero state tutte, proprio per via della clamorosa mancanza di carattere dimostrata nel secondo tempo quando si sarebbe dovuto assestare il col-

po del ko agli avversari e invece si è permesso loro di fare i fenomeni. Qualcuno ha puntato il dito su D'Agostino, soprattutto per gli inserimenti di Sbampato e Akkamadu, cosa pensi al riguardo? Ho avvertito una crescente sfiducia di una parte dell'opinione pubblica alessandrina (anche di qualche collega) circa le decisioni del mister e, nello specifico, l'impostazione della linea difensiva dell'Alessandria da parte dello stesso. E tu sei d'accordo? Su D'Agostino ho espresso il mio pensiero: non ho ancora ben chiaro il vero valore di questa squadra per cui, finchè non avrò capito dove questi uomini possono andare, non me la sentirò di gettare la croce sull'allenatore. E poi c'è dell'altro. Cosa? Generalmente ad un allenatore occorre imputare specifiche scelte dal punto di vista tecnico tattico che si sono rivelate perdenti alla resa dei fatti: nel caso dell'Alessandria, troppo spesso ci siamo trovati a commentare errori indivuali degli uomini o, come nel caso di Lucca, atteggiamenti generalmente rinunciatari e indici di pochezza di carattere da parte degli uomini nel loro complesso. E queste, in linea di massima, non sono pecche imputabili all'allenatore. Difendi dunque D'Agostino? Non a spada tratta e per partito preso ma, come detto, dato che considero questa Alessandria la meno forte in assoluto dell'era Di Masi e il valore degli uomini ancora pienamente da dimostrarsi, non mi sento di crocifiggere un allenatore quando un altro, al posto suo, magari otterrebbe gli stessi risultati.

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1 feb. 2019

HURRÀ GRIGI

CUORE GRIGIONERO di Riccardo Masiero

Quei tre punti che non arrivano mai

N

onostante i rinforzi, nonostante l'impegno, nonostante tutto, veniamo sempre raggiunti sul finale e quei tre punti, indispensabili per muovere una classifica non certo esaltante, continuano a non arrivare. Mentre l'entusiasmo, in città, è ai minimi storici, cali di concentrazione, scelte tecniche sbagliate, ed un progetto che non è decollato ci stanno facendo vivere una di quelle stagioni da dimenticare. Non voglio diffondere troppo pessimismo ma ho la netta impressione che il rischio di essere coinvolti in una lotta per non retrocedere cui non siamo abituati sia concreto e fin troppo attuale. Questa Alessandria manca di molte cose, perfino di quel carattere saldo ed orgoglioso che tutti le riconoscevamo all'inizio del campionato. Spero tanto di assistere, nel corso delle prossime gare, ad una netta ineversione di rotta perché non è facile, ogni volta, provare a scorgere gli aspetti positivi di una gara, come ad esempio quella di Lucca, dove siamo riusciti a sprecare il bottino di due reti di vantaggio nel primo tempo e siamo stati raggiunti nel finale. Continua, peraltro, a sfuggirmi il senso di questo ridimensionamento degli obiettivi arrivato dopo anni in cui si è fatto veramente di tutto per raggiungere quella serie cadetta tanto attesa. Che ragione ha avuto il tanto impegno, umano e finanziario, profuso dal 2013 in avanti? Perché dopo un percorso intenso ed esaltante siamo stati ricacciati in questo limbo che, grazie alla nuova Presidenza, pensavamo sarebbe stato solo un brutto ricordo? Perché, di colpo, anche le nuove generazioni hanno ripreso a seguire solo le squadre di serie A? A questi, e troppi altri interrogativi, è dura fornire una risposta esaustiva e soddisfacente perché chi non è soddisfatto, inutile negarlo, non riesce mai a

CAMPIONATO SERIE C GIRONE A 2018/2019 SQUADRA

P.ti

G

V

N

P

+

-

1

Pro Vercelli

42

20

12

6

2

27

13

2

Piacenza

41

22

12

5

5

34

22

3

Carrarese

40

23

12

4

7

50

32

4

Arezzo

40

23

10

10

3

27

17

5

Virtus Entella

36

17

11

3

3

29

14

6

Robur Siena

36

21

9

9

3

31

22

7

Novara

33

22

7

12

3

29

18

8

Pontedera

33

23

8

9

6

25

24

9

Pro Patria

33

23

9

6

8

27

27

10

Pisa

32

22

8

8

6

25

23

11

Gozzano

25

23

5

10

8

26

28

12

Juventus U23

25

23

7

4

12

25

28

13

Cuneo

22

22

7

8

7

15

22

14

Alessandria

21

21

3

12

6

17

25

15

Pistoiese

20

20

5

5

10

22

26

16

Lucchese

19

22

5

12

5

33

30

17

Olbia

19

21

4

7

10

22

33

18

Albissola

17

23

4

5

14

20

35

19

Arzachena

14

23

5

0

18

14

41

20

Pro Piacenza

8

18

5

1

12

18

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vedere il bicchiere mezzo pieno e preferisce glissare, elegantemente, su quelle domande cui fornirebbe risposte troppo severe. Da queste parti, poi, spesso ci si offende al cospetto delle giuste critiche, come se fosse doveroso astenersi dal discutere alcune scelte discutibili, anche quando la delusione è massima ed il morale sotto ai tacchi delle scarpe. Grazie al cielo, resta sempre quella deliziosa malattia chiamata "Grigio" che,

come la Carità Cristiana, alla fine, tutto perdona, tutto supera e tutto sopporta. Attendiamo la gara casalinga con il Pisa colmi, come sempre, di dubbi e di sogni, primo tra tutti la conquista di quei tre punti che mancano da mesi. Essere stati beffati dalla Pro Vercelli in Coppa, certo non aiuta ma, diciamolo, nella nostra storia abbiamo conoscuuto, purtroppo spesso, momenti bui. E non ci lasciamo certo intimorire da essi. Forza Grigi!

Cottarelli: “Mi spiace non avere mai avuto una possibilità. Grazie a tutti i tifosi”

Qualche giorno fa abbiamo dato la notizia del passaggio del giovane centrocampista Niccolò Cottarelli in prestito alla Pro Patria, squadra dove nello scorso campionato aveva eccelso. Oggi siamo onorati di poter pubblicare il saluto che Niccolò ha voluto inviare a tutti i suoi vecchi tifosi. “Voglio ringraziare dal primo all’ultimo tifoso dell’Alessandria - ci scrive Cottarelli - per il sostegno che mi hanno sempre dimostrato, mi spiace non aver potuto ricambiare il loro affetto sul campo. L’unico rammarico resta il

fatto di non aver mai avuto una minima possibilità, ma le scelte, giuste o sbagliate che siano, vanno accettate. Auguro tutto il meglio all’Alessandria e ai miei compagni”. Ma a Cottarelli vogliamo dire che tutti noi, giornalisti e tifosi, conosciamo le sue caratteristiche e conosciamo l’affetto che lui provava per noi. Saremmo onorati di poter esultare per un tuo goal sotto la Nord il 20 aprile, caro Niccolò, perché tu per noi sei e rimarrai sempre il giocatore grigio che abbiamo visto crescere.

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1 feb. 2019

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HURRÀ GRIGI

SECONDO ME... Colloquio con Marcello Marcellini

MARCELLINI Continua il campionato dell'assurdo: serve un segnale forte

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uest’anno collabora con noi Marcello Marcellini, da sempre conoscitore del calcio alessandrino (e non solo) di cui è stato, nel corso della sua vita, tifoso, addetto stampa, direttore generale, club manager, radio-telecronista, commentatore , nonché autore di diverse pubblicazioni dedicate all’Alessandria Calcio. Cosa ci lascia in dote la gara di Lucca? Un punto. L’amarezza e la rabbia per non avere portato a casa la vittoria che, alla luce di quanto espresso nel primo tempo sarebbe stata meritata, diverse ecchimosi, alcune giornate di squalifica e soprattutto la consapevolezza che il mondo del calcio continua ad essere sempre più malato. Come giudichi gli eventi avvenuti a Lucca e concordi con la decisione del Giudice Sportivo di squalificare Favarin fino al 30 giugno 2019?

stazione ed un gran bel gol. Venendo ai due attaccanti: Coralli lo conosciamo: giocatore di esperienza, di peso, sufficientemente genialoide per inventare giocate importanti, dal carattere abbastanza forte e rude che potrebbe servire a gestire sul campo le direttive del mister e diventare riferimento importante per i giocatori più giovani. Un grande punto interrogativo è Akammadu di cui non conosco assolutamente la storia calcistica che al di là del fisico e di una velocità naturale di cui è in possesso non mi dà la sensazione, per il momento, di poter servire a molto. Domenica al Moccagatta arriva il Pisa…. Partita complicata. Il Presidente del Pisa ha in cassaforte un dossier per denunciare tutti i danni che la formazio-

ne nerazzurra ha subito da infelici direzioni arbitrali. Non entro nel merito perché non conosco i fatti e soprattutto perché parto dal presupposto che se una squadra è forte ed ha qualità può subire la negatività di certe decisioni, ma deve essere anche in grado di superarle. Si preannuncia una partita atipica dove le due squadre non saranno guidate dalla panchina dai loro rispettivi allenatori, entrambi squalificati. Al posto di D’Angelo ci sarà comunque l’ex grigio Taddei che ha lasciato in città piacevoli ricordi come calciatore e come uomo. L’Alessandria sarà ancora una volta chiamata a svolgere il compito di fare la partita, vuoi perché gioca in casa, vuoi perché è alla ricerca della prima vittoria al Moccagatta. Ciò potrebbe essere un problema perché l’A-

@GProVercelli

MASSIMO TAGGIASCO

È l’anno dell’assurdo. Ora è arrivata anche la moda delle testate: quella di Rossini dell’Albissola all’allenatore della Pro Vercelli e quella di Favarin che dopo aver incitato un suo giocatore a spezzare le gambe ad uno dell’Alessandria si fa giustizia da solo colpendo con una gran zuccata l’allenatore in seconda dei grigi. Ormai è un mondo di matti. Trovare una sanzione equilibrata e giusta mi rendo conto che non è facile, ma mi viene anche da pensare che bisognerebbe dare un segnale forte. Magari un Daspo, in certi casi, sarebbe la sanzione più giusta. L’Alessandria ha subito molti gol negli ultimi minuti: questo può essere dovuto alla mancanza di esperienza? Solitamente in tutte le serie, sotto qualsiasi latitudine, si tende a motivare che la capacità di arrivare al gol in chiusura di partita è una espressione di solidità, di esperienza e di lucidità. In caso di rete subita dovremo leggere il tutto al contrario. Quali sono le tue impressioni sui nuovi acquisti? Dal primo momento ho espresso parere compiaciuto per l’arrivo di Chiarello che ha doti e caratteristiche non solo calcistiche, ma anche umane, che mi aggradano non poco. Sono curioso di vedere all’opera Gemignani che qualche anno fa ha fatto molto bene nella Primavera dell’Empoli, è stato poi una pedina di un certo peso nel Pontedera, che ha avuto qualche problema a San Benedetto del Tronto e che in maglia grigia ha iniziato con una buona pre-

lessandria di questa stagione, almeno fino ad ora, ha dimostrato di trovarsi meglio nell’aspettare gli avversari e a provare a “far male” con delle rapide ripartenze. Indubbiamente il centrocampo di oggi è un centrocampo di buona qualità soprattutto se Checchin riuscirà a riprendersi e ad offrire ciò che le sue qualità tecniche sono in grado di produrre. Potrebbe essere quella contro il Pisa la cartina tornasole per verificare se il prosieguo del campionato potrà riservare alla formazione di D’Agostino e ovviamente a tutti gli sportivi di Alessandria qualche soddisfazione. Continua a serpeggiare in città il malumore dei tifosi. Si preannuncia un’altra gara casalinga con poco pubblico. Ormai il distacco tra società e tifosi è consolidato. Il pubblico alessandrino illuso da un paio di stagioni importanti secondo me, ha finto di comprendere e di accettare la nuova strategia adottata dalla società. Chiaramente la maglia grigia è sempre amata, i giocatori che la vestono vanno stimolati, ma ormai, almeno per questa stagione, il rapporto con la proprietà si è incrinato in maniera preoccupante. C’è da sperare che la stagione finisca al più presto senza far danni. Io non frequento i social, ma mi dicono che da più parti la tifoseria esprima ora un malcontento anche nei confronti dell’allenatore. Io penso che con la squadra che è stata allestita in estate ed ora ritoccata, l’allenatore possa avere si alcune responsabilità, ma che non si potesse da fare poi tanto di più.

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IL BASTIAN CONTRARIO di Mao

IN PUNTA DI PENNA di Luca Sturla

Emozioni da tifosi

I Grigi rinforzati attendono le modifiche alla classifica ma la rosa fa ben sperare

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Q @GSM Photo

er tifoso si intende un acceso sostenitore di una squadra o di un campione. Questa è la definizione che danno i vocabolari della parola tifoso. Tranne che per la nazionale dove i confini delimitano i luoghi di nascita dei tifosi, le squadre di club di qualsiasi sport vengono sostenute dagli abitanti della città sede della società sportiva. Con queste basi noi vediamo che per le piccole formazioni di calcio i tifosi della squadra sono gli abitanti della città stessa. Nel caso di grossi club invece i tifosi sono anche di città diverse... Questo perché i grossi club con le loro vittorie sia nazionali che internazionali danno ai tifosi trofei e gloria. Vincere trofei internazionali vuol dire fare incetta di tifosi anche in città non sedi della squadra. Inoltre le squadre più forti in Italia avendo più visibilità in tv o sui giornali richiamano più appassionati di calcio e si trasformano in tifosi. I tifosi oltre a sperare che la propria squadra vinca, sperano che giochi bene: hanno bisogno di obbiettivi e di emozioni. Più grandi sono obbiettivi più numerosi sono i tifosi. Detto questo ho conosciuto 3 anni fa un tifoso della Spal, che 3 anni fa militava in serie c nel girone b, mentre l'Alessandria, come ormai da tempo immemorabile, giocava nel girone A. Ci siamo augurarti il meglio per le nostre squadre e poi sappiamo tutti come è finita per noi. Ci eravamo dati appuntamento in serie B e dato che l'Alessandria non ha mantenuto la promessa di essere promossa, io ho mantenuto la promessa e in ben 2 trasferte della Spal vicine ad

1 feb. 2019

HURRÀ GRIGI

Alessandria sono andato a tifare per la squadra di Ferrara assieme agli ultras della curva ovest. Sia a Chiavari contro l'Entella che a Novara. La Spal è arrivata prima in B e quest'anno fa il secondo giro in serie A. Pretendere tanto per i colori grigi sarebbe sicuramente troppo, ma, forse essere piazzati così è troppo poco. Vedere i bambini con le famiglie allo stadio, seguire la propria squadra lottare per un obbiettivo. La città che risponde, lo stadio fatto quasi per intero. Domenica ho visto la partita della Spal (dopo quella dei grigi che sono stati raggiunti dalla lucchese dopo essere in vantaggio per 2 a 0), ho sofferto quando il Parma vinceva 2 a 0 al 74°. Ho cominciato a seguire la Spal prima con i risultati e poi anche preferendo la diretta della Spal a quelle delle solite blasonate, che seguiamo qui al nord. Che la mamma non si possa cambiare è indubbio ma la fede sportiva o la simpatia o l'odio per una compagine può cambiare.

Soprattutto in una città che ha perso tanti anni fa il basket in serie A per la mancanza di un impianto adeguato e non ha NESSUNO sport di squadra che possa compattare gli appassionati e far vivere ai tifosi momenti di vero sport. Ho trovato molte similitudini tra le due squadre e le due città. Non sicuramente come monumenti. Domenica ho seguito prima i grigi che si sono fatti rimontare 2 gol di vantaggio e pareggiando a Lucca, poi, come dicevo, ho seguito la Spal che giocava a Parma (incontrato da noi solo 2 anni fa...) e l'inizio non è stato facile. Ma nel secondo tempo la Spal ha segnato ben 3 volte ribaltando il risultato. Io mi sono emozionato ho provato piacere ero felice LA MIA squadra aveva vinto una partita importante. Ho riprovato emozioni da tifoso... Da persona che segue e vive di emozioni di calcio. Il calcio ha bisogno di obbiettivi e di emozioni... E qui da noi purtroppo manca tutto...

uattro innesti. Tre (Coralli, Chiarello e Gemignani) molto validi e uno (Akammadu) che può crescere ancora molto. Rimane, però, una posizione debole nella squadra: in difesa a destra. Non mi stancherò mai di scrivere che la scelta peggiore fatta a inizio campionato fosse stata quella di mandare in prestito Giacomo Sciacca all’Imolese. Possiamo, tuttavia, essere contenti di questo mercato invernale perché si è subito creata una bella intesa tra Claudio Coralli e Manuel De Luca, intesa che si è vista chiaramente in campo con i due giocatori che spingevano la squadra come mai prima e si suggerivano azioni reciprocamente. Ma torniamo alla partita di domenica scorsa contro la Lucchese. Per me la partita non è stata pareggiata ma è stata persa perché non si può fare un primo tempo esagerato in cui si vince per 2-0 e poi farsi rimontare in quel modo. Non si può nel momento di maggiore difficoltà togliere la punta titolare per mettere un ragazzino senza esperienza che ha fatto pochissimi minuti nella quarta serie inglese e che, pur avendo molta corsa, non aveva ancora intesa con i suoi compagni di squadra. L’intesa, però, si è vista in Coppa con lo splendido goal in rovesciata su suggerimento di Sartore. Se le premesse sono queste Akammadu ci farà felici fino al 2020. Ma cerchiamo di capire cosa succederà alla classifica del Girone A. Mercoledì si è espresso il Consiglio Federale che ha dato mandato al Presidente Gravina di procedere alla revoca dell’affiliazione del Pro Piacen-

za. Ciò cosa significa? Che verranno annullati tutti i risultati delle partite giocate dal Pro Piacenza dall’inizio del campionato quindi, in parole povere, chi ha ottenuto dei punti in classifica lo perde. Ai Grigi va bene perché al Moccagatta contro gli emiliani hanno perso. Ma non finisce qui. Cuneo e Lucchese, infatti, non sono ancora salve. Avranno pochi giorni per pagare la mega multa di 350 mila euro (che non esclude i punti di penalizzazione). Se non pagheranno nei tempi richiesti (cosa molto difficile visto che entrambe le società hanno problemi anche a pagare gli stipendi dei giocatori ed infatti sono state deferite) verranno radiate come il Pro Piacenza e per quanto riguarda la classifica il discorso sarebbe uguale e cioè chi ha preso punti li perderà. Ma non si possono in ogni caso fare previsioni sulla posizione in classifica dei Grigi perché in ogni caso c’è da recuperare il derby con la Pro Vercelli rinviato per neve e molte altre squadre non hanno ancora completato il girone di andata per problemi legati a ricorsi su controricorsi. Vedremo quali altre sorprese rivelerà la giustizia sportiva ma i Grigi, in ogni caso, devono giocare bene e con cattiveria agonistica cercando di non prendere più goal negli ultimi minuti. Questi ragazzi hanno bisogno di autostima e vincere aiuta a vincere, l’importante è che capiscano di non essere scarsi. L’invito allora è di tifarli sempre perché così capiranno di avere la fiducia dei tifosi dalla loro parte.


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HURRÀ GRIGI

APPUNTI GRIGIONERI di Roberta Sacco

Ciao Biagio

A Lucca se ne va un'altra vittoria rossoblu. Sfuma così un’altra vittoria (che sarebbe stata meritata) a tempo scaduto ed il treno per il 10 posto si allontana. Follia Favarin, ecco il Pisa. La rissa a fine gara di Lucchese - Alessandria si aggiunge alla lunga lista di cose vergognose che stanno succedendo in questi anni nella terza serie italiana. Come se non bastassero gli argomenti extra campo, la lite fra il vice di D’Agostino e l’allenatore della Lucchese, ha fatto il giro del web e dei tg sportivi per la violenta testata inferta da Favarin a Mancino. Cinque i mesi inflitti a Favarin che, invece di scusarsi, nel dopo gara ha rincarato la dose cercando alibi che giustificassero un atto francamente indifendibile. Questa domenica contro il Pisa mancheranno anche D’Agostino (1 turno) e lo stesso Mancino (2 turni) mentre sulla panchina degli ospiti

non si siederà neanche l’Ex D’angelo anche lui squalificato per un turno. Sarà questa la partita giusta per festeggiare la prima vittoria casalinga dei grigi, nonostante i 120 minuti giocati mercoledì a Vercelli? KO in coppa. Intanto i ragazzi di D’Agostino si presentano al Moccagatta col morale basso anche per la sconfitta ai calci di rigore contro la Pro e conseguente uscita dalla Coppa Italia di categoria. Ad aprire le marcature il giovane Akammadu a metà del secondo tempo grazie ad una bella semirovesciata a centro area finita all’angolo e pareggio vercellese ad un paio di minuti dal 90’. Gara vibrante per tutti i 120 minuti condita da pali e traverse (3 legni per la Pro, 1 per i grigi), un rigore parato (Pop nel primo tempo) e molte occasioni da ambo le parti: a spuntarla i padroni di casa dopo la nona serie di rigori.

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eja vu. Come ad Arezzo i grigi vedono sfumare la vittoria pochi istanti prima del fischio finale buttando via altri 2 punti importanti per la classifica. Nei 90 minuti di Lucca si è vista tutta l’Alessandria di quest’anno, soprattutto delle ultime settimane: approccio giusto, partita dominata e poi nel secondo tempo un calo atletico che porta l’avversario a segnare nell’ultima parte di gara. Pensare che la partita si era messa benissimo grazie al doppio vantaggio firmato Gemignani-Bellazzini , frutto di uno degli migliori primi tempi stagionali. I grigi potrebbero anche triplicare già alla fine del primo tempo ma l’imprecisione degli attaccanti alessandrini e le parate del numero 1 lucchese, tengono i padroni di casa aggrappati al match. Al rientro dagli spogliatoi la gara cambia volto: la Lucchese trova quasi immediatamente il gol che accorcia le distanze mentre i grigi perdono lucidità ed arretrano, col passare dei minuti, sempre più il baricentro. A metà ripresa il colpo del KO è sui piedi di Bellazzini lanciato a tu per tu con il portiere di casa ma il cucchiaio del numero 21 finisce di poco a lato. Gli ultimi minuti diventando una corrida (preludio della rissa che andrà in scena più avanti): la Lucchese si butta tutta in avanti alla ricerca del 2-2, i grigi difendono con i denti il prezioso vantaggio grazie alle parate di Cucchietti ma il fortino regge fino al 92’ quando in mischia arriva il pari

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uando ho iniziato a seguire i grigi come inviato di Radio Voce Spazio, precisamente ventuno anni or sono, Biagio c'era. E di lui ricordo principalmente uno scontro ai limiti del fisico, su un campo di trasferta (non ricordo se in Lombardia o in Toscana) con l'allora segretario della società Roberto Quirico. Ricordo anche di Biagio che definiva quell'Alessandria "scarsa" secondo una linea molto poco diplomatica ma al tempo stesso schietta e sincera e che avrebbe per altro poi conferma nell'andamento sportivo di una società retrocessa dalla C1 alla C2 e da qui all'Interregionale in concomitanza di una dichiarazione - drammatica di fallimento dichiarata dalla competente autorità giudiziaria. Si apriva l'amara stagione del Dilettantismo, un quinquiennio di autentico purgatorio, tra Eccellenza ed Interregionale, che avrebbe rappresentato il momento più basso nella storia, oggi ultracentenaria, dell'Alessandria Calcio. In quel periodo, non mi vergogno ad ammetterlo, anche io mi allontanai un pò ed è a Biagio Gandini che Radio Voce Spazio deve dire grazie se continuò a mantenere, inalterato, il proprio servizio, oramai quasi quarantennale, di cronache e collegamenti dalla sala stampa al seguito della maglia che tutti noi cosi tanto amiamo. Quando i tempi furono maturi per il trionfale ritorno in C2 e da qui, nell'arco di una sola stagione, in C1 Don Ivo mi rivolle in cabina di radiocronaca e Biagio accettò senza rivendicare alcun tipo di prelazione, di cedermi il passo della narrazione di quello che accadeva sul campo continuando però a curare le interviste dalla sala stampa e a ricevere a caldo, il commento degli addetti ai lavori. Fu allora che, alla stregua di una coppia improvvisata e assolutamente non prevista, quella che fino ad allora era stata una semplice conoscenza si trasformò in amicizia, da prima con Biagio poi con l'adoratissimo figlio Gianni che più volte

mi volle ospite nella trasmissione "Parole di Sport" che con garbo, dolcezza e professionalità Gianni conduceva dai microfoni di Radio Voce Spazio seguendo uno stile quasi agli antipodi rispetto a quello focoso e veemente ma comunque sempre accorato e schietto del suo papà. La morte di Gianni ha rappresentato, per Biagio, un punto di non ritorno e anche se tutte le volte che ci incontravamo e che fantasticavamo di nuove trasmissioni radiofoniche da fare assieme e lui fingeva serenità e la consueta vena sarcastica e combattiva, io capi che qualche cosa in lui si era spento per sempre. Lo cercai ancora lo scorso autunno proponendogli un intervento ai microfoni di Radio Alex alla trasmissione di Massimo Taggiasco e Paolo Baratto ma lui mi disse che per problemi di cataratta avrebbe preferito rimandare: come d'accordo lo richiamai dopo poco meno di due mesi ma la moglie mi disse che le sue condizioni psicofisiche gli avrebbero oramai impedito di presenziare a quella trasmissione. Le dissi di salutarlo e di dirgli, come se tutto fosse immutato a qualche anno prima, che lo aspettavo in radio nel momento in cui si fosse rimesso ma quella trasmissione non si sarebbe mai fatta. Oggi sono orgoglioso di essergli stato vicino, di averlo sostenuto e difeso anche in qualche piccolo grande momento di amarezza vissuto dal punto di vista giornalistico. Caro Biagio, voglio pensarti nuovamente vicino a Gianni a parlare di sport, lui con sobrietà e tu in modo acceso e partecipato e voglio immaginare che il giorno in cui l'Alessandria riuscirà finalmente a tornare in Serie B voi sarete li a commentare e a gioire magari, trovando qualche neo su cui soffermarvi ma in fondo rallegrandovi per la vittoria dei vostri colori e della vostra città. Mancherai... [Silvio Bolloli]

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1 feb. 2019

HURRÀ GRIGI

L'INTERVISTA Questa settimana la redazione di Hurrà Grigi ha incontrato Cristian Masitto,

centravanti dell'Alessandria da aprile a giugno del 2000

MASITTO "Una società organizzata è il primo passo per costruire una squadra molto forte e ambiziosa" PAOLO BARATTO

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asitto è stato pochi mesi ad Alessandria, quali sono i suoi ricordi? Ho dei grandissimi ricordi. Perchè sono arrivato con l'allora allenatore Maselli e mi fu detto che c'era un problema nel reparto d'attacco Romairone-Montrone. L'Alessandria era alla ricerca di un centravanti che potesse migliorare il reparto offensivo in previsione dei playoff e mantenere la promessa, mantenere il risultato, in quella grandissima piazza, ovvero Alessandria, è stata una cosa bellissima. La soddisfazione finale è stata talmente grande come fossi stato un anno intero con i miei compagni. 11 giugno 2000 la vittoria nella finale playoff contro il Prato per 3-2 e la promozione in C1.

È stata una gara giocata molto bene, in un campionato molto difficile dove Spezia e Alessandria si erano giocate la vittoria finale. L'Alessandria è arrivata da favorita ad una finale secca: cosa mai scontata. Arrivammo bene alla partita contro il Prato, la interpretammo bene e credo grazie anche alla semifinale, in casa, dove passammo il turno facendo 2-2 contro il Meda: ci fu un gol annullato per fuorigioco alla squadra avversaria e quello ci mise un po' di pepe. Non sbagliammo l'approccio alla finale, potevamo anche aumentare il numero delle reti, ci fu solo un calo negli ultimi minuti dove prendemmo gol ma, alla fine, raggiungemmo l'obiettivo. La partita iniziò bene con una mia traversa colpita, ci fu il gol di Montrone, poi il secondo gol di Scazzola. E' stata una gara che ha detto tanto su quello che era l'annata di quell'Alessandria. Nell'estate del 2000 c'è stato il ritorno al Como e il successivo passaggio alla Carrarese: non avete trovato, con la società di allora, l'accordo per il rinnovo del contratto? Il mio cartellino era di proprietà del Como. Sono stato chiamato ad aprile per vestire la maglia dell'Alessandria. Una volta finito il campionato, vinto ad Alessandria, feci ritorno a Como dove il Presidente dell'epoca, Preziosi, doveva decidere il mio futuro. Dissi al Presidente che volevo continuare a sta-

re ad Alessandria, a far parte di quel fantastico gruppo ma, probabilmente, il mio ingaggio era alto e le due società non trovarono l'accordo. Non rimasi nemmeno a Como e mi trasferì a Carrara. Masitto ha avuto una carriera lunga iniziata nell'Ortonovo e conclusa alla Lavagnese: quale è la piazza, oltre Alessandria, a cui si è legato maggiormente? Ho avuto la fortuna di vincere cinque campionato ma anche perdere due finali. Ho sempre giocato per vincere: questo fu uno dei motivi per cui mi chiamarono ad Alessandria, per andare a giocare i playoff, perché quando un giocatore è abituato a vincere, sa cosa significa la pressione dei playoff, sa cosa è l'episodio, sa cosa è la partita secca. In tutte le piazze dove ho vinto ho un grandissimo ricordo e mi sento ancora con parecchie persone: Firenze, Alessandria, Savoia, Vicenza, Cesena. Ad Alessandria, Cesena e Savoia ho trovato un calore particolare. Quali sono le caratteristiche che deve avere una squadra, in Serie C, per vincere un campionato? In Serie C una squadra che vuole vincere deve avere corsa, gruppo e società. Più che l'allenatore deve avere i giocatori importanti. La gestione che ha avuto Maselli, tatticamente noi giocatori non facevamo cose particolari, non

eravamo atleti a cui serviva fare molta tattica ma lo stare insieme, il modo di lavorare, avere la gamba, avere il fiato, la compattezza del gruppo ci portò alla vittoria nella finale playoff. Ci vuole sicuramente tanta fame. Non si deve avere una squadra vecchia, ma di mezza età: giovani bravi di prospettiva con esperti giusti. Non si trovano navigati che riescano a lavorare sempre bene con i giovani: non è una cosa facile. Se si ha una squadra totalmente vecchia si rischia che il crollo prima o dopo arrivi. Ma la cosa principale è sempre la società: non bastano solo i giocatori e l'allenatore per vincere i campionati. Per società intendo che ognuno faccia il proprio perché invece abbiamo tutti la mania di occuparci degli affari degli altri senza occuparci bene del nostro compito. La società organizzata porta dei punti e la squadra prende le sembianze della società. Venendo all'attualità dell'Alessandria degli ultimi anni che idea si è fatto? Sono rimasto dispiaciuto dal campionato non vinto due stagioni orsono. Sono stati commessi errori dal punto di vista dei risultati, con il cambio dell'allenatore a poche giornate dal termine del torneo. Quello era un campionato stravinto e vedere la squadra non riuscire ad ottenere la vittoria finale ha

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fatto pensare che errori ne sono stati commessi. La piazza rimane da grandi ambizioni. Io credo che dagli errori si debba imparare. Quando parlo di società organizzata parlo di tutto questo: non basta soltanto fare una squadra come si deve. L'Alessandria, in Serie C, deve fare la parte della Juventus della situazione e per poterlo fare non deve sbagliare nulla. Quando comincerà a non sbagliare a livello di società, a livello di organizzazione potrà costruire le basi perché non sarà una società che andrà in Serie B un anno ma dovrà rimanerci: ma ci vuole organizzazione. Spero che stiano cercando la quadra giusta per vincere e rimanere a certi livelli. Cosa c'è nell'attualità di Cristian Masitto? Sto facendo l'allenatore da circa dieci anni alternando Eccellenza, Serie D, Allievi alla Fiorentina. Sono un ragazzo ambizioso dal punto di vista lavorativo ma con la testa sulle spalle: ho una moglie e tre figlie. Non sono una persona che scende a compromessi, non vado a lavorare a gratis in quanto ritengo sia importante portare a casa lo stipendio per la famiglia. Alleno in Serie D, ho il patentino da professionista, spero di arrivare ad allenare in Serie C ma con le mie gambe senza aiuti. Sono ambizioso e spero di potermela cavare perché il mondo del calcio è il mio mondo.

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HURRÀ GRIGI

OGGI AL MOCCA di Paolo Baratto

AC PISA 1909 Obiettivo i playoff Un programma condotto da Massimo Taggiasco e Paolo Baratto

SOTTORETE di Sara Pilotti

Coppa Piemonte: resa dei conti per le serie D e C

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In difesa Benedetti è giunto dalla l prossimo avversario dell’Orso GriVirtus Entella dove ha giocato le ultigio è il Pisa. La gara è valevole per la LA ROSA me tre stagioni e mezza con 59 presenquinta giornata del girone di ritorze. Masi è stato tesserato dal Bari, nelno del campionato di Serie C. PORTIERI QUINDICINALE DI CALCIO... E NON SOLO – Direttore Massimo Taggiasco Anno X n. 2•2 feb. 2018 la scorsa stagione 5 presenze e 1 gol In classifica i toscani sono al decimo con lo Spezia in Serie B. Buschiazzo è dopo aver disputato 22 gare, hanno 31 DANIELE CARDELLI (1995) in prestito dal Penarol: nella scorsa punti frutto di 8 vittorie, 8 pareggi e 6 stato un week end di “stop” quello minile, alle 10.45 al Pala Città di Cour12 ANDREA D'EGIDIO (1995) stagione 17 presenze nel Matera. Brisconfitte, con 25 gol fatti e 23 gol subiappena trascorso, in cui i campio- gnè, si è svolta la semifinale tra L’Alba 1 STEFANO GORI (1996) gnani è in prestito, annuale, dal Boloti. nati di categoria si sono fermati per Volley e l’Ascot Lasalliano per accede29 REINIS REINHOLDS (1997) gna. Meroni è tornato dal prestito dalIn panchina siede Luca D’Angelo. riposare prima dell’intenso girone di re alle gran finale delle 17.30. la Paganese dove ha disputato 31 Nato a Pescara, nel 1971, ha iniziato la ritorno. Contemporaneamente a Rivarolo, DIFENSORI partite nella scorsa stagione. sua carriera nelle file del Rimini con Nella pallavolo (e lo dico per espe- l’altra semifinale ha visto scendere il A centrocampo Gamarra è arrivato allenatore degli Allievi Nazionali nella rienza) diventano quasi sacre quelle campo il Libellula Bra e il Vbc Savi2 SAMUELE BIRINDELLI (1999) da svincolato: le ultime due stagioni stagione 2009/2010. Nella stagione due o tre date l’anno in cui i giocatori ne gliano. 3 FABRIZIO BRIGNANI (1998) alla Feralpisalò con 9 gare giocate. successiva è stato nominato come tecapprofittano per tempo riposarsiprima! prima dei tre Nella finale di serie C maschile, di-an4 FABRIZIO BUSCHIAZZO (1996) MASSIMO TAGGIASCO classifica: battendo i toscani, tanata molto Verna è tornato dal prestito al Cosenza nico della prima squadra, in Serie D, lunghi mesi che accompagnano verso sputata alle 15 al Palazzetto dello Sport 6 ALBERTO MASI (1992) che la seconda piazza potrebbe Anche la campagna acquisti dove ha giocato 7 gare nella prima ottenendo la promozione in C2 grazie fine deisicampionati, l’Alto Canavese ha battuto 13 ANDREA (1997) che laestiva uesta MERONI è l’Alessandria non essere più un miraggio. è rivelata tendenzialmenquasi comple- di Rivarolo, parte della stagione. Zammarini è toralla vittoria nei playoff. Nella stagione te ai primi di maggio. per 3 a 0 l’Hasta Volley: vittoria vogliamo! La vittoria di Li- tamente fallimentare: spendere E non dimentichiamo laquaCoppa spendere vorno certifica la “resurre- meno, nato dal Pordenone: ha vestito la madopo la trasferta di Arezzo, 2012/13 è tornato al Rimini, disputanL’ultimoma week end di meglio gennaio semde- si Italia: scontata, essendo l’Alto Canavese CENTROCAMPISTI un San Valentino bra essere il nuovo, metozione” di un gruppo che ha ritro- termina, ci aspetta glia del Pisa nella prima parte della do i palyoff e evitando la retrocessioinfatti, la fine ottimo del girone di squadra di categoria superiore ma i al Moccagatta per si lasono sfidaarresi con fail Redo. , in cui tutte le squadre si scon- ragazzi vato gioco,DImotivazioni e caratte- “andata” passata stagione con 10 presenze. Mine.Nella stagione 2013/14 è subentraastigiani non 10 DAVIDE QUINZIO (1989) nate: in palio c’è semifinale! Ormai è inutile fare nel recriminanesso è giunto dal Padova dove ha gioto in corsa all’Alessandria al posto trano almeno una volta: ritorno cilmente, cercando di la tenere un ritmo 30re. ALESSANDRO DE VITIS (1992) Bisogna questo ma il livello di questo giro- di gioco Il merito diGUCHER questa svolta in posi- lezioni, cato 7 gare. dell’esonerato Notaristefano dove è gare verranno affrontate in modo sempreconsolidare costante. 27 ROBERT (1991) grande momento! ne ci pare molto inferiore a quello Purtroppo, tivo è sicuramente di Mister Mar- diverso In attacco Marconi è giunto dall’Arimasto in carica fino a giugno 2015. dalle singole società, forse con però, contro la superio19 DANIELE LIOTTI (1994) Anche i tifosi hanno risposto alla colini che, con il suo arrivo, ha ri- dell’anno scorso: avremmo potulessandria dove è approdato nella staNella stessa estate è arrivata la chiapiù consapevolezza dei propri risultati, rità tecnica e tattica dell’avversario il 8 NICOLAS IZZILLO (1994) grande al cospetto di una Alesdato tranquillità e consapevolez- to tranquillamente giocarci la gione 2013/14 ed è rimasto fino alla mata della Fidelis Andria: settimo podi azzardare l’an- coraggio e il cuore molte volte non ba23 FRANCESCO LISI (1989) promozioneanche diretta in B con una sandria che ha ritrovato l’orgoglio za ad un gruppo che sembrava permettendosi scorsa stagione eccezion fatta per i sei sto finale, al termine della stagione. damento del campionato e facendo le stano. a Cour14 MARIUS MARIN (1998) dellaContemporaneamente propria maglia. guida tecnica più esperta e capanon avere più voglia di lottare. mesi da gennaio a giugno 2017 in cui Nell’annata 2016/17 è approdato al prime previsioni di fine stagione. gnè, sempre alle 15, la finale di D in5 ROBERTO ZAMMARINI (1996) A Livorno il nostro tifo èserie stato Abbiamo anche ritrovato quel ce. era a Lecce. Pesenti è stato acquistato Bassano dove fu esonerato il 28 febSe da una parte la maggior parte delle femminile ha visto salire al primo poLa Robur Siena, che oggi arriva cessante, caldo e, quasi, commoGonzalez in grado di fare la diffedal Piacenza dove, in questa stagione, braio 2017. Il 1 ottobre sostitui Scazzoha recuperato un po’ diattualforze, stovente: sul podio le torinesi dell’AutofranATTACCANTI renza sempre e ovunque, ma tutti squadre finalmente tanto amore è al Moccagatta, occupa ha giocato 18 partite segnando 6 gol. la sulla panchina della Casertana ma dall’altra alcune di esse hanno giocato cia Lingotto , che hanno battutodegna. per 3 gli uomini in maglia grigia sem- mente la seconda posizione in stato ripagato in maniera amarezclassifica, ma domenica scorsa ha a 1 ilDopo brano essersi liberati(1995) da una za- l’ultimo tanteAcciai delusioni Moscardelli è giunto dall’Arezzo dove, al termine della stagione D’Angelo deconcentramento di Coppa PieCCS Cogne Specialie Aosta. 7 IACOPO CERNIGOI ze,conclusione, è tornata lalasperanza. faticato pareggiare in casa con In vorra che ne condizionava nelle ultime due stagioni, ha giocato cise di non proseguire il rapporto con perper aggiudicarsi il Trofeo Fratel finale di serie C 9 LUIGI CUPPONE (1997) negati- monte Dimostriamo, come sempre, il fanalino di coda Gavorrano. vamente le prestazioni. 62 partite segnando 28 gol. la squadra campana. Il 24 giugno 2018 Giovanni Dellarole. femminile, ha visto alzare la Coppa dal di 24 CLAUDIO MAFFEI (1999) essereBra unche grande pubblico: Ormai, nessuna formazione può Libellula il profondo rammarico Nelle ultime gare giocate il modulo venne ufficilizzato sulla panchina del Per le finali di domenica 27 gennaio ha dominato pertutti 3 a al 26Resta GAETANO MASUCCI (1984) per perché noi non molchiaro che questa 1 leMoccagatta, tutti i mesi che sono stati persi in sifarci di gioco utilizzato dal tecnico è stato il Pisa. sonopaura scelte ed dueè location in provintorinesi del Lasalliano. 31 MICHELE MARCONI (1989) liamo mai! avvio di stagione: la coppia Stelli- Alessandria può tranquillamente 4-3-1-2: in porta il titolare è Gori; in In porta Gori è stato acquistato dal cia di Torino, Rivarolo e Courgnè, zone Ancora da definire, invece, la finale 9 DAVIDE MOSCARDELLI (1980) Hurrà Grigi! ni-Sensibile doveva essere allon- puntare alle prime posizioni di difesa Meroni, De Vitis, Benedetti e Bari: nella scorsa stagione 26 presenze dell’Alto Canavese: anche questa 36^ della Coppa Piemonte riservata alle Lisi. A centrocampo Verna, Gucher, Di con il Pro Piacenza. Cardelli è tornato edizione ha scritto altre tre squadre vin- serie B1 e B2, dedicata alla memoria ALLENATORE Quinzio; Minesso a ridosso di Pesenti dal prestito alla Casertana dove ha citrici nel suo albo d’oro. di Valter Turco, presidente della Lpm LUCA D'ANGELO (1971) GianmariaZanier Videointerviste Hurra Grigi Hurrà Grigi hurragrigi www.hurragrigi.it e Masucci. giocato 19 gare nella scorsa stagione. Per quanto riguarda la serie C femMondovì.

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HURRÀ GRIGI

L'INTERVISTA Questa settimana la redazione di Hurrà Grigi ha incontrato Riccardo Allegretti, allenatore del Primorje, squadra che milita nel campionato di Promozione, Girone B, del Friuli Venezia Giulia

ALLEGRETTI "La caratteristica per vincere un campionato è la costanza"

PAOLO BARATTO

Foto di Jacopo Duranti/tuttolegapro.com

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llegretti un suo giudizio sull'attuale Serie C. Sinceramente sto seguendo poco la Serie C. Ho visto 3 partite e quindi dare un giudizio sulla categoria mi viene difficile. Ho visto la Triestina e la Ternana, una delle squadre considerate tra le più forti nella categoria, e mi è parso un livello di gioco non paragonabile a quello della Serie C di qualche anno orsono. Come sta andando la carriera di allenatore di Riccardo Allegretti? Sto allenando in Promozione, per il secondo anno. Al confine tra Italia e Slovenia: una realtà piccola, si chiama Primorje, perchè ho cercato di intraprendere dall'inizio la strada dell'imparare, dell'apprendere. Ho iniziato da uno dei punti più bassi. Nella passata stagione, in Promozione, ho perso la finale per raggiungere il campionato di l'Eccellenza. In questa stagione ci stiamo riprovando, siamo primi in classifica e in semifinale di Coppa Italia, quindi direi che stiamo andando molto bene. Nell'arco della sua carriera da calciatore quale è l'allenatore che le ha dato di più sia dal punto di vista calcistico ma anche umano? Ho avuto tanti allenatori nell'arco della mia carriera. Vorrei citare, dal punto di vista calcistico, Giampiero Ventura che, secondo me, un po' per la mia età, avevo all'epoca 33 anni e vestivo la maglia del Bari, dopo sono approdato nell'estate del 2009, mi ha

impressionato come allenatore. Ricordo la prima rete, in Serie A, il 13 settembre nel match contro il Palermo, dopo un palo colpito da Alvarez. Tre dei miei compagni di squadra, di quel Bari, erano Alessandro Gazzi, Alessio Sestu e Christian Stellini. Dal punto di vista umano sicuramente Silvio Baldini e Giuseppe Galderisi. Ci sono stati pochi allenatori con cui non sono andato d'accordo anche se mi sono capitate diverse discussioni, però ho sempre lasciato l'ambiente di turno in maniera molto positiva. Invece a livello di calciatori? Abitando a Trieste frequento Pablo Granoche, con cui avevo giocato dieci anni fa proprio a Trieste: ho vestito la maglia alabardata dal 2006 al 2009. Abbiamo un ottimo rapporto: “El Diablo” è ritornato a giocare alla Triestina. Mi capita di sentire Gaetano

D'Agostino, attuale allenatore dell'Alessandria. Con l'avvento dei social ho avuto modo di ritrovare persone che non sentivo da diversi anni. Allegretti lei ha vinto tre campionati, uno in Serie A con il Milan, stagione 1995-96, in Serie B con il Como nella stagione 2001/2002 e con il Monza nella stagione 2014/15: quali sono le caratteristiche che deve avere una squadra per vincere un campionato? Sicuramente la costanza, ma questo non solo in Serie C in ogni categoria. Perchè quando si ha costanza, nei risultati, nel vincere, nel riuscire a rimanere, costantemente, nelle prime posizioni è un passaggio fondamentale. Nel corso della stagione è meglio agguantare meno pareggi possibili e, magari, subire qualche sconfitta in più.

Cavalli selvaggi, un ottimo libro

È

stato presentato, nella sala stampa del Moccagatta, il libro Cavalli Selvaggi – Campioni romantici e ribelli nell’Italia di piombo. Erano presenti l’autore Matteo Fontana, l’ex giocatore Paolo Solier (uno dei protagonisti) e l’editore Alessandro Amorese. Come recita il sottotitolo ed è evidenziato dalle foto di copertina, l’interessante e documentato volume unisce il ritratto di alcuni giocatori dalla forte personalità e dalle dichiarate tendenze politiche, al clima socio-politico dei cosiddetti anni di piombo,

tornati in questi giorni d’attualità con l’estradizione di Cesare Battisti, triste protagonista di quell’epoca. I Cavalli Selvaggi del libro erano giocatori estroversi, anarchici in campo, non riconducibili a schemi e preconcetti nel come nella vita. Erano anni di forti emozioni ed impegno. Oggi domina il dio denaro, allora le idee avevano ancora la loro rispettabile dignità, giuste o sbagliate che fossero. Oggi siamo abituati, nel calcio come in molti altri settori della vita, all’omologazione del marketing ed al politicamente corretto, allora il confronto delle opinioni era vivo e, purtroppo, spesso troppo acceso. La storia ha fatto giustizia degli eccessi, ma, purtroppo, anche i cavalli selvaggi sono diventati una specie in via di estinzione. Il libro di Fontana è un’ottima antologia di fatti e personaggi che stimola i nostri ricordi, resuscita le gesta di tanti ottimi giocatori e ci invita a riflettere, a ricordare e, per i più giovani, a conoscere pagine importanti di storia del calcio e del nostro paese. Buona lettura. [Massimo Taggiasco]

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