A/I 2020-21 #17 - ITALIANO

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CONTENUTI 12

Lettera dell'Editor 8 The Natural - editoriale 12 Coco Rocha - cover story intervista con la super modella 26 Back to Work - editoriale 32 Fashion Trends: cosa ameremo indossare questa stagione 46 The Beautiful People - editoriale 64 ARTE Le Mostre da non perdere 75 Timeless Youth - editoriale 76 L'Arte e la convivenza con il digitale 86 Strawberry Fields - editoriale 88 Il futuro della Moda nell'era digitale 98 Home Office - editoriale 102 Rebecca van Bergen di Nest ci racconta il suo brand etico - intervista 116 In conversazione con il futuro della musica: Malou - intervista 126 Ocean's Voice - editoriale 140 Bonazzi di Aquafil ci parla del nylon sostenibile - intervista 154 New Luxury - editoriale 158 BEAUTY Prodotti Beauty per l'inverno? La risposta oggi è Linee Green - 170 In conversazione con Sanne Vloet di Izé Skincare - intervista 180 Lines in the Sand - editoriale 190 ACCESSORI La guida perfetta sugli accessori per questo autunno inverno - 202 Reflection - editoriale 208 PARADISE La nostra vacanza sostenibile: scopri con noi i luoghi top da visitare in Italia - 220 Runway Bride - editoriale 226


LETTERA DELL'EDITOR 102

P

arola d'ordine: Futurismo 2.0. Se nel XX secolo la nuova realtà è stata la velocità, portando a una nuova corrente artistica, oggi ci troviamo più che mai in un momento storico irripetibile e che sta creando inevitabili enormi cambiamenti. Il nostro al momento viene definito un futuro incerto (ma quando mai è certo?), e se è vero che non sappiamo quante categorie lavorative andranno perse nel percorso, è pur vero che ogni brusca sterzata può anche portare a nuovi orizzonti. L'importante, si sa, è riuscire ad essere poliedrici e non fossilizzarsi quando qualcosa di già programmato diventa utopia. Un nostro Futurismo versione 2.0 dunque, dove la continua crescita del digitale sarà in lotta (o forse no) con un freno a questa spasmodica ricerca di velocità ad ogni costo. Editor-in-chief Facebook: @marta.forgione Instagram: @martaforgione

Marta Forgione


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Editor’s letter PRESIDENT, CHIEF EDITOR Marta Forgione m.forgione@latestmagazine.net Raimondo Scintu, 78 street- 00173 Rome (Italy) LAYOUT Marta Forgione CONTRIBUTORS: FASHION EDITOR Giulia Greco WRITERS Giulia Greco Ludovica Mucci Marta Forgione PHOTOGRAPHERS Oliver Beckmann, Matt Priestley Benjamin Vitti, Marta Forgione Fabrizio Martinelli, Liz van Campenhout Aldona Karczmarczyk, Frauke Fischer Patrick Schwalb, David PD Hyde PAAR Photography, Les Mijotés, Damian Weilers, Maria Dominika, Marina Vengut AGENCIES INVOLVED Heroes Models NY, Louisa Models Nina Klein, Bigoudi, Mirrrs Milk Model Management, Touche Models Elite Model World, Select Model London Elite Barcelona, Trend Model Management Frank Agency, Kasteel Artist Management S:Managment, Selective Management Warsaw The Wolves Agency, Independent Milano Wilma Wakker Model, Van Dorsen Artist ADVERTISING adv@latestmagazine.net Rome Italy 2020 | p.iva 15126391000 ROC registration n. 32682 Bi-annual publication by LATEST srls unipersonale in March/April and September/October. Printed by Facciotti s.n.c price on website latestmagazine.net: print IT €17 | EU,UK €20 | CH, NO €25 | US, CA €29 - digital €4


JOHNLEWIS.COM


The NATURAL Ancora una volta la Natura è al centro di un nostro servizio fotografico. Benchè molti possano pensare che è uno sfondo, per noi è protagonista. Così, il corpo della modella e la natura che la circonda - di cui è parte integrante - si susseguono e si fondono, fino a che i ruoli si invertono e i fiori stessi sbucano dal collo di un trench. Sentirsi connessi con la natura è un’esperienza che in molti sono in procinto di recuperare oggi. La vicinanza è importante: sentire gli elementi intorno a noi. Gli abiti, poi, possono avvicinarci ancora di più se scelti con attenzione. Ecopelle, cotone e lana rasata sono un abbraccio che fa sentire bene e che dovrebbe convincerci, oggi più che mai, che la qualità e il rispetto per il mondo vengono prima di ogni altra cosa.

Photography Oliver Beckmann Style Elke Dostal c/o Nina Klein Model Priscilla c/o Mirrrs Hair Style, Makeup Jane Jakobi c/o Nina Klein Shot at Naked Studios


Dress Rotate Birger Christensen


Coat Working Title Opposite: Bra Jacquemus Pants Working Title


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Coat Kenzo Shirt Versace Shoes Bottega Veneta



Jacket Versace Pants Ganni Opposite: Top Nanushka



Jumpsuit Nobi Talai Boots Malone Souliers Opposite: Coat Salvatore Ferragamo


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Jacket, Skirt Vetements Shoes Prada


Coat Vetements Shoes Bottega Veneta


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Photography Matt Priestley Full Look Christian Siriano Hair Style, Makeup Coco Rocha

oco C ROCHA Tra le figure ribelli e rivoluzionarie del fashion system, vi ricorderete sicuramente di Coco Rocha. La stessa che negli ultimi giorni si è fatta un bagno in piscina in chiusura alla sfilata di Christian Siriano e alla New York Fashion Week, e che anni fa ha protestato a gran voce per le forzature, le regole assurde e spesso nocive a cui modelle e addetti ai lavori devono sottostare per ritagliarsi un posto nello scintillante mondo della moda. Lo spirito, è evidente, non è cambiato e la top model è un esempio di come restare fedeli a sè stessi si può e, in molti casi, si deve. Non solo per sentirsi più leggeri, ma anche per scalare le vette del successo.

intervista by Giulia Greco - fino a pagina 31

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E’ un grande piacere poter scambiare due parole con te e lasciarci ispirare, ancora una volta, dalla tua presenza, dai tuoi valori e dalla tua positività. Dopo molti anni passati nell’industria della moda sei ancora una figura di spicco. Vorremmo spingerci a dire che tu sei una delle uniche grandi top model che è riuscita a rimanere vera con sè stessa fin dall’inizio e questo è sicuramente parte del tuo charm e del tuo potere, insieme al tuo carattere ovviamente. Grazie mille, vuol dire molto per me questo! Il mio obbiettivo principale è sempre stato quello di rimanere me stessa, perchè vorrei un giorno poter lasciare il mio lavoro e il fashion system ed essere felice di come sono stata e di come sono cresciuta. Vorrei guardare indietro e riconoscermi, sempre. Ho fatto molte scelte difficili e molte volte ho creduto - o mi hanno fatto credere - che avrei perso la mia posizione, ma sorprendentemente sono ancora qui e faccio ancora ciò che amo. Hai iniziato presto a parlare di certi argomenti: body shaming, anoressia, problemi psicologici tra gli altri. Finalmente oggi sembra che tutti abbiano aperto gli occhi e riconoscano le problematiche. Senti che il cambiamento sta effettivamente arrivando? Sei positiva a riguardo? Ho sempre detto che il fashion system è una delle industrie più resistenti al cambiamento. E' ironico perchè è anche l’industria che cambia sempre, che cerca l’ultima novità. In realtà è bloccata da molti anni e ha paura di cambiare lo status quo. Nel mio piccolo ho sempre spinto verso un cambiamento che ritenevo necessario e imprescindibile, ma sembrava spesso di spingere un masso su per una collina. Dieci anni fa circa, io ed altre top model abbiamo parlato pubblicamente dei problemi di questo mondo, e sono stata ampiamente ignorata dai pezzi grossi, e messa in lista nera da altri. C'è voluto un movimento globale come il #MeToo nel 2018 per convincere gli stessi responsabili delle decisioni ad agire, anche se il buon senso lo suggeriva da molto tempo. Oggi tutti noi chiediamo più inclusione nel fashion system, non solo per le foto ma anche per il dietro le quinte. Tutti i grandi brand, editor-in-chief e CEO si

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stanno muovendo in questa direzione e postano su Instagram prese di coscienza in formato di post, dicendo che “stanno ascoltando e imparando”. E mi viene da chiedere, stanno imparando? Dov’erano negli ultimi 10, 25 o 50 anni? E’ veramente vergognoso e frustrante. Per questo non ho molta fiducia nell’attuale generazione di leaders. Raramente prendono una posizione, si limitano ad esprimere reazioni agli eventi che capitano. Parlando di speranza, tu e tuo marito avete dato vita alla Nomad Model Agency e al progetto Coco Rocha Model Camp. In questo modo cercate di portare un po’ di umanità e calore nel fashion business, prendendovi cura di giovani modelli e professionisti che sono, con tutta probabilità, spaesati all’inizio della loro carriera. Oltre a questo, entrambe le realtà sono un buon esempio di inclusività e rispetto. Le definiresti la tua eredità futura? Ci riporta esattamente a ciò che stavamo dicendo. Quando mi sono espressa ad alta voce sui problemi dell’industria, in pochi mi hanno ascoltata. Ho imparato a mie spese che avrei dovuto cambiare la realtà in cui lavoravo da sola, con le mie forze, perchè nessuno altrimenti l’avrebbe fatto per me. Alcuni anni fa ho deciso di dare vita alla mia personale agenzia di modelli, per dare supporto e sicurezza ai nuovi talenti emergenti. Ho fondato MGMT nel 2016 ed è stato per me un modo per riappropriarmi del mio lavoro e dei miei ideali. Io e i miei collaboratori pensiamo prima di tutto al sostegno dei nostri alunni, vogliamo offrirgli un percorso più coscienzioso, ce ne prendiamo cura nel vero senso della parola. Spero che questo sia chiaro e spero soprattutto che altri seguano il nostro esempio. Coco Rocha Model Camp è un’estensione del progetto iniziale: ad ora ho insegnato a più di 900 modelli! Non solo come posare o come sfilare. Ho insegnato loro quali diritti hanno in qualità di professionisti, come possono farsi valere e crescere come donne proprietarie del loro proprio corpo e, di conseguenza, del loro proprio business. Per me ogni ragazza che arriva al campo è una piccola scossa in più al sistema. Se moltiplichi questa piccola aggiunta per mille, il cambiamento diventa tangibile.


Total Look Miu Miu


Nell’ultimo periodo le lezioni sono state online. Ti è piaciuto? Sì! Ci siamo mossi presto per poter offrire le lezioni online il prima possibile. Abbiamo iniziato a Marzo ed è stato fantastico. Non è la stessa esperienza, naturalmente, ma per me e le ragazze è stato produttivo e, in qualche modo, catartico. A Luglio abbiamo ripreso le lezioni in presenza a New York e ora stiamo valutando i pro e i contro di mantenere anche la versione online in parallelo. Sembri essere molto a tuo agio con i social media (le tue pagine Instagram e TikTok parlano per te). Qual è, vista la tua esperienza, la cosa migliore che la digitalizzazione può fornire al fashion system? I social media sono come un megafono. Ora che lo abbiamo è meglio capire come sfruttarlo a nostro favore. Possono essere frivoli e divertenti e va bene così, ma sono anche una grande possibilità per ampliare la nostra conoscenza, educare ed educarci, smuovere la scena. I social media infatti hanno portato democrazia nella moda, no? Oggi, chiunque possiede uno smartphone può fare grandi cose, creare contenuti e avere influenza - buona o cattiva che sia. Dovremmo avere un’educazione più specifica sul mondo social? Le nuove generazioni soprattutto, che “vanno” online molto presto. In realtà le giovani generazioni sono molto meglio di noi in questo senso. Sicuramente i ragazzi di oggi hanno le idee più chiare su come esprimersi e rappresentarsi su internet, se comparate con le mie conoscenze a riguardo. Sono piuttosto le generazioni più vecchie che dovrebbero mettersi al passo. Influencers, vips, modelle e così via, hanno un grandissimo impatto sul loro pubblico. Come vivi tu questo rapporto? Come tieni a bada la pressione di essere giornalmente esposta e, soprattutto, senti la responsabilità della tua influenza sui tuoi ascoltatori?

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Non penso mai ai numeri. Se lo facessi mi sentirei sicuramente sopraffatta. Nell’ultimo periodo alcuni miei video su TickTock hanno raggiunto 5-7 milioni di visualizzazioni e se ci penso è un numero incredibile. Ma alla fine, per me, conta essere un buon esempio sempre, sia su una piattaforma con milioni di utenti sia in una stanza con 10 persone. Lavorare nella moda spesso significa scendere a compromessi. Tu però sei famosa perchè non l’hai mai fatto. Forse rimanere sulle proprie posizioni, e non cedere mai è la ricetta per il successo. Alla gente piace la coerenza, non è vero? Dipende tutto dalla definizione di successo. Ho abdicato a molti soldi e ho lascito perdere molti lavori prestigiosi per non scendere mai a compromessi. Se i soldi e la carriera sono la misura del successo, allora forse non sono andata molto lontano. Ma se stare bene con sè stessi significa avere successo nella vita, allora sicuramente è il mio caso. Molte persone oggi cercano sostenibilità ed etica nei brand che comprano, nelle cose che consumano. Il tuo è un esempio per loro, perchè non si lasciano mai buttare giù dalle avversità. Sì, alla fine solo le decisioni etiche sono anche quelle sostenibili. Se la moda vuole sopravvivere se tutti noi vogliamo sopravvivere - meglio capire il concetto e lavorare per questo. Credi che la moda abbia perso un po’ della sua spensieratezza nell’ultimo periodo, proprio a causa di una maggiore consapevolezza riguardo al suo impatto? La moda può, in fondo, essere un mondo fantastico di evasione o un modo di guardare più realisticamente alla nostra (non sempre bella) realtà. Il fashion system ha sicuramente perso parte del suo fascino. E’ sempre stata una città luminosa e irraggiungibile sopra la collina, un sogno a cui guardare e da cui prendere ispirazione. Oggi ci sembra più che altro una zavorra che ci tiene legati al passato e non ci lascia liberi di cambiare per il meglio, lasciandoci dietro comportamenti e usanze datate e decisamente non più utili.


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back to work

Sfilate rimandate, sfilate in live streaming, mascherine sui set fotografici, gel antibatterico tra un look e un altro, quando saremo di nuovo liberi di spostarci per lavoro e scattare all’esterno? Per chi è tornato da poco a lavorare in team - dal vivo, in presenza - le precauzioni non sono mai abbastanza. Mentre aspettiamo di vedere quali saranno gli sviluppi, pensiamo a ciò che è cambiato e a ciò che, invece, è rimasto lo stesso. Qual è il compito di chi la moda la fa e la comunica quindi? Nonostante sia bello tornare a consuetudini bruscamente abbandonate lo scorso marzo, il minimo che possiamo fare oggi è interrogarci sulla loro legittimità. Molti designer hanno già iniziato a farlo i mesi scorsi, chiedendosi se fosse lecito produrre così tante collezioni, con così tanti capi, in un ritmo così serrato. Oltre alla sovrabbondanza di pezzi finiti, si valuta anche la possibilità di ridurre i materiali di produzione: invece che tessuti nuovi, si possono usare scampoli dimenticati. Le tematiche sono molte e ognuno le affronta nei limiti della sua capacità. Noi, che ci occupiamo di comunicazione, faremo del nostro meglio per produrre solo contenuti impegnati, onesti e utili. Vogliamo preservare la bellezza di un’arte - la moda - che amiamo e rispettiamo, ma vogliamo anche lasciarci indietro, senza rimpianti, tradizioni dannose.

Photography Benjamin Vitti Style Vittoria Rossi Provesi Model Justyna Maks c/o The Wolves Agency Style Assistant Irene Zucchiatti Hair Style, Makeup Eleonora Juglair Fashion Collaboraction Giacomo Dini


Dress, shirt Simon Cracker / Monica Mazzanti Shoes Fabio Rusconi /s2b


Top, upper skirt Gilberto Calzolari / Guitar Shoes Fabio Rusconi/s2b Jewels Rosantica Opposite: Body Ssheena Trousers, crown Selenia Spronato


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Trench Humptydum Dress Romeo Gigli / Teresa La Fosca Jewels Rosantica Sunglasses Max Mara/ Safilo Opposite: Dress, t-shirt Sara Severini Jewels Rosantica




Faux Fur jacket Oof / Guitar Trousers Anye By / Guitar Hat Pasquale Bonfilio Opposite: Suit Ssheena Shoes Fabio Rusconi / s2b Bag, jewels Rosantica

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Dress Miaoran Shoes Simon Cracker / Monica Mazzanti Jewel-headband Rosantica


Corset, trousers Romeo Gigli / Teresa La Fosca Shirt Phillip Lim / Zalando / Maria Licci Shoes Fabio rusconi / s2b Jewels Rosantica Hat Pasquale Bonfilio Opposite: Blazer Simon Cracker / Monica Mazzanti Hat Pasquale Bonfilio


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Trench, skirt Romeo Gigli / Teresa la fosca Shoes Vic MatiĂŠ / Guitar Jewels Rosantica Sunglasses Missoni / Safilo Opposite: Dress Salvatore Vignola Shirt Judy zhang / Teresa La Fosca Shoes Fabio Rusconi/s2b Jewels Marina fossati Sunglasses Carrera /Safilo



must have words Giulia Greco

Anche questo autunno è arrivato e un anno assolutamente fuori dal comune entra nella sua fase finale. In molti tireranno un sospiro di sollievo, soprattutto nel sistema moda che, tra gli altri, ha subito non pochi scossoni. E se il futuro è ancora incerto, tornare alle piccole cose di routine cadenzate ci fa sentire un po’ meglio. E’ il caso dei trend autunnali, che portano un’ondata di benessere in redazione e tra i nostri lettori. Niente come l’arrivo della nuova stagione, dei suoi colori e dei suoi tessuti regala la calma e l’adrenalina dei nuovi inizi, quando tutto può ancora succedere. Nell’ultimo periodo, comunque, anche l’istituzione monolitica dei trend stagionali ha subito delle piccole variazioni. Sono più duraturi, tanto per cominciare. Se vogliamo costruire un futuro migliore e a consumo “ridotto”, bisogna iniziare proprio da loro e per questo le proposte sono composte da capi di buona qualità e di animo camaleontico, in grado di sopravvivere a più stagioni e di adattarsi a situazioni diverse. Alla sera si possono indossare maglioni fluffy che poi stanno benissimo anche in ufficio, gli abbinamenti più edgy si ammorbidiscono grazie all’aggiunta di capi sartoriali a tinta unita, come per esempio il corsetto in pizzo nero portato su pantaloni in gabardina di lana con riga centrale. Questo comunque non significa che le cose diventino noiose, anzi. La nuova stagione predilige le tinte forti, letteralmente e non. I colori e le stampe infatti si abbinano senza troppe regole fisse: il bianco si porta anche d’inverno e il colour block sta tornando più forte di prima. Tessuti e forme non sono da meno. Il velluto è protagonista, insieme alla pelle (declinata in tutte le tinte, non solo in nero!) e allo shearling. Le frange hanno invaso tutte le passerelle, così come le paillettes. I veri pezzi passe-partout sono comunque accessori e gioielli: se scelti bene vi accompagnano per sempre e ridefiniscono un discorso di genere che ci sta portando ad apprezzare la femminilità senza compromessi. Trends autunno inverno 2020-21


VELLUTO

4. Abbiamo amato questo abito di Prada fin dalla prima volta che l’abbiamo visto in passerella. E’ semplicissimo nel taglio, ha un colore profondo che diventa prezioso proprio grazie al velluto e, con i giusti abbinamenti, può essere portato sia di giorno che di sera. Qui è abbinato ad un sandalo a listini bianco di By Far e ai gioielli di Charlotte Chesnais, che ci piacciono molto per le forme innovative e il contrasto di oro e argento. Prestate attenzione alla lingerie: gli slip non devono segnare ma accompagnare morbidamente le curve, mentre il reggiseno deve avere spalline intelligenti perchè non si vedano, come nel completo di Marika Vera.

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1. Dries Van Noten FW20-21 Runway show | courtesy tag-walk.com 2. Prada velvet dress seen at mytheresa.com 3,5. Marika Vera Naomi stretch-tulle soft-cup bra and cutout briefs seen at net-a-porter.com 4,7. Charlotte Chesnais ring and earrings seen at farfetch.com 6. By Far sandals

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PIUMINO

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Due anni fa circa il piumino è tornato sotto gli occhi di tutti. Quest’anno non accenna a farsi indietro. Da capo sporty e snobbato che era, è ora l’oggetto del desiderio numero uno in inverno, grazie anche a Moncler e alla sua linea Genius. Loro sono stati i primi a sdoganare il piumino fantasioso, femminile, sopra le righe. Questo di Prada rosa cavalca l’onda e va benissimo sia in città sia in montagna, durante la settimana bianca. Il look è semplice e sofisticato. Il maglione di ARCH4 è 100% cashmere, mentre i jeans sono firmati Totême. Come sempre, attenzione ai dettagli. Orologio e cinta sono entrambi di Salvatore Ferragamo. Le calze sono spesse e di qualità, leggermente tom boy.

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1. Moncler for Simone Rocha FW20-21 courtesy tag-walk.com 2. Toteme Studio high-rise straight-leg jeans seen at net-a-porter.com 3. Prada down nylon gabardine jacket seen at mytheresa.com 4. Undercover socks seen at farfetch.com 5. Arch4 Glenda cashmere sweater seen at net-a-porter.com 6. Salvatore Ferragamo watch seen at farfetch.com 7.Salvatore Ferragamo reversible belt seen at farfetch.com Opposite: #lookoftheeditor Signature 8 Fringed jeans dress


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SHEARLING

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Sommate animo vintage, volumi esagerati, comodità e comfort e avrete come risultato il trend capo spalla di questo autunno inverno e di molti altri a venire. La giacca in shearling, vale a dire la pelliccia di pecora rasata, che si può portare rivoltata all’interno ma anche no e che non è mai veramente scomparsa, dagli anni ’70 ad oggi. E’ probabile che sia appesa nell’armadio (il vostro o quello di qualche vostra parente) e, anche in questo caso, si trova facilmente nei seconda mano. Il montone richiede quasi sempre degli abbinamenti casual, come un paio di jeans e una t-shirt. Noi vi proponiamo i denim di R13 con chiusura asimmetrica, e la maglietta con stampa di Acne Studios, in collaborazione con l’artista britannica Lydia Blakeley.

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7. Larsson & Jennings, watch €162 seen at farfetch.com

1. Etro runway SS20 show ph. Alessandro Lucioni / gorunway.com 2. Simone Rocha cottonMODE dress seen at modaoperandi.com 1. A.W.A.K.E. FW20-21 show ph. Alessandro Lucioni / gorunway.com 3. Roxanne Assoulin gold plated bracelets seen at at modaoperandi.com 2. Simonetta Ravizza shearling coat seen farfetch.com 4. Miu Miu velvet flats seen at modaoperandi.com 3. R13 Crossover asymmetric distressed high-rise wide-leg jeans seen at net-a-porter.com 5. Kayu4. Onie Wicker Bag seengold at modaoperandi.com Melissa JoyTop-Handle Manning 14-karat & sterling silver, coral & jasper earrings seen at net-a-porter.com 6. Prada5.Flower Embellished Raso Minijersey Top Handle Bag seen at modaoperandi.com Acne Studios printed cotton t-shirt seen at mytheresa.com Opposite: River Island dress 6. Gia Couture square toe boots seen at farfetch.com 7. Missoni striped scarf seen at farfetch.com Opposite: #lookoftheeditor Noisy May Nmgabi Jacket | Emory Park Jumpsuit | Depp Leather Sabot | Crap Eyewear Sunglasses p.119 p.71 p.15 p.77 p.51


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FRANGE

Come anticipato, c’è solo una cosa che ha conquistato tutti, ma proprio tutti. Le frange. Su gonne, abiti, giacche, borse, chi più ne ha più ne metta. Si possono declinare in molti stili diversi. In suede, stile cowboy, oppure in pelle tagliata a laser, super minimal, o ancora in lana attorcigliata e colorata. Il maglioncino di Charles Jeffry Loverboy ha un animo irriverente. Così lo abbiniamo ad un look underground, con jeans neri e cappellino da pescatore in tessuto tecnico firmato Off-White. Le scarpe sono la versione cool di quelle che indossano le bambine, in pelle stille cocco e la para alta.

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1. Roksanda runway FW20-21 show | courtesy tag-walk.com 2. Offwhite logo cotton bucket hat seen at mytheresa.com 3. Joseph oversized cotton shirt seen at mytheresa.com 4. Balenciaga low rise wide leg cropped jeans seen at mytheresa.com 5. Burberry croc effect leather flats seen at mytheresa.com 6. Charles Jeffrey fringed sweater seen at farfetch.com 7. Loewe small leather shoulder bag seen at mytheresa.com Opposite: #lookoftheeditor Signature 8 Fringed jeans dress


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BIKER

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Nonostante la moda favorisca il bon ton, questo autunno tra i trend più forti c’è anche lo stile biker. Via libera quindi a pelle, scarponcini stringati e pantaloni tecnici, con le ginocchiere bene in vista. Il nostro look è una rivisitazione che gira intorno al bellissimo chiodo bianco di Balenciaga, che è più lungo del normale giubbotto in pelle nera ma non per questo meno d’impatto. La tuta è firmata Rick Owens e il nostro consiglio è di infilarla negli stivali. Anche questi sono un grande trend di stagione: devono essere più alti della caviglia, con la suola importante e un’aria vagamente militare.

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1. Fendi runway FW20-21 show | courtesy tag-walk.com 2. Mikita x Maison Margiela sunglasses seen at farfetch.com 3. Christian Louboutin rouge nail polish seen at net-a-porter.com 4. Rick Owens cord cotton jumpsuit seen at mytheresa.com 5. Tol sunglasses chainseen at farfetch.com 6. Balenciaga leather jacket seen at mytheresa.com 7. Gianvito Rossi oversized leather ankle boots seen at net-a-porter.com Opposite: #lookoftheeditor River Island Jumpsuit | Public Desire Survivor Chunky Boots


Larsson & Jennings, watch â‚Ź162 seen at farfetch.com

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MAXI SPALLINE

Se vi state preparando ad un inverno di smart working e lunghe riunioni via Zoom, investite in bluse e maglioni d’effetto. Le maxi spalline conservano inalterato il loro posto in classifica. Non solo ci assicurano di spiccare sugli schermi dei nostri colleghi ma ci regalano anche una buona dose di autostima, ci fanno sentire rilevanti. Questo quindi non è solo un consiglio di stile, ma anche una prescrizione di energia per iniziare al meglio il nuovo anno lavorativo. Per il resto, pantaloni e slippers puntano al comfort e i gioielli impreziosiscono il viso. La collana di Quite Quiet è regolabile ed utilizzabile in diverse combinazioni, essenziale e bellissima. Serve altro?

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1. Givenchy runway FW20-21 show | courtesy tag-walk.com 2. Quite Quiet Steel Collier+Woven Gold Extension seen at quite-quiet.com 3. Theory crepe flared pants seen at net-a-porter.com 4. Melissa Keye 18kt gold ear cuff with diamonds seen at mytheresa.com 5. Bottega Veneta round-frame gold-tone & acetate optical glasses seen at net-a-porter.com 6. Philosophy di Lorenzo Serafini sweater seen at luisaviaroma.com 7. Simone Rocha synthetic fur leather sandals seen at mytheresa.com


CAPPE Se passiamo ai capi spalla, uno degli essenziali è sicuramente la mantella. Se ne sono viste di ogni tipo, di ogni materiale e di ogni lunghezza. La nostra preferita è di Isabel Marant, avvolgente e calda. Per proteggervi ulteriormente dal freddo potete indossarla con una sciarpa in lana e fermare il tutto con una spilla: la nostra è firmata Loewe ed è bellissima nella sua essenzialità, ma potete trovare mille alternative diverse nei mercatini vintage. Il rosso è uno dei colori forti della stagione. Se pensate che un collant di questo tipo sia troppo sopra le righe, noi vi incoraggiamo a provarlo con una semplice pump ton-sur-ton e un abito senza fronzoli.

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1. Paco Rabanne runway FW20-21 show | courtesy tag-walk.com 2. Bottega Veneta chain embellished knitted midi dress seen at net-a-porter.com 3. Junya Watanabe red stockings seen at farfetch.com 4. Schutz red pumps seen at farfetch.com 5. Isabel Marant hooded cotton poncho seen at mytheresa.com 6. Loewe gold plated logo brooch seen at mytheresa.com

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TONI DELLA TERRA

La palette dei marroni è irrinunciabile in autunno. Se abbinata al giallo ocra, all’arancione caldo e al rosso mattone, rima infatti con le immagini della natura che si prepara all’inverno. I suoi toni neutri poi sono un trend destinato a restare con noi perchè la moda, nei mesi a venire, vorrà sempre più semplicità ed eleganza pulita. Attenzione però a trovare le tonalità che vi donano di più: il marrone può essere un colore insidioso e va scelto con cura. I toni della terra si stratificano nel total look. I pantaloni e la camicia sono firmati Matteau e sono 100% seta: con il loro motivo naturale sono il focus del look. Ad accompagnarli un maxi cappotto e un paio di sneakers neutre, firmate Common Project.

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1. Lemaire runway FW20-21 show | courtesy tag-walk.com 2. Common Project sneakers seen at farfetch.com 3. Dries van Noten alpaca and wool twill coat seen at mytheresa.com 4. Matteau flowers trousers seen at farfetch.com 5. Loro Piana fedora hat seen at mytheresa.com 6. Matteau flowers shirt seen at farfetch.com 7. Acne Studios Masubi mini bag seen at farfetch.com Opposite: #lookoftheeditor Trendyol Long Dress | Only Drapy Coat | Anna Field Thigh High Boots | Sweet Deluxe | Fake Pearl and Chains Earrings


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SCINTILLANTE

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Se già state pensando a come affrontare le festività imminenti (cene di gala e party a prova di distanziamento sociale) il pezzo su cui puntare è sicuramente una gonna di paillettes, come questa firmata Gucci. L’abbinamento giusto è con un maglione di lana soffice, in un colore neutro, casual e confortevole. Con il contrasto i due materiali si esaltano a vicenda, e il look non passa inosservato pur senza gridare. Collana e braccialetto abbinati sono un concetto vecchio stile (la famosa parure), così come le maxi perle di Simone Rocha. La loro aura vintage e ricercata rende l’insieme sofisticato al punto giusto.

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1. Bottega Veneta runway FW20-21 show | courtesy tag-walk.com 2. Simone Rocha faux pearl bracelet seen at mytheresa.com 3. Gucci sequin midi skirt seen at mytheresa.com 4. Vapour Beauty elixir gloss seen at net-a-porter.com 5. Simone Rocha faux pearl necklace seen at mytheresa.com 6. Nina Ricci cropped cable knit mohair blend vest seen at net-a-porter.com 7. Malone Suliers pumps seen at farfetch.com Opposite: #lookoftheeditor Rahi sequin dress | Simmi London gold coloured chains sandals

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MISTRESS 2.0 1.

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La moda del futuro gioca sempre di più sul concetto di genere. Mischia femminile e maschile, linee caste a vedo/non vedo mozzafiato. La lingerie torna ad essere visibile, in modo più o meno esplicito e spesso è abbinata a dettagli seducenti, che ne amplificano il carattere provocante. Nel nostro look il corsetto di pizzo di Dolce&Gabbana si porta da un lato con i pantaloni sartoriali di saint Laurent e, dall’altro, con accessori in stile mistress. Gli stivali altissimi, come vogliono le passerelle, arrivano fin sopra al ginocchio; il gioiello per il corpo è sinuoso. Curate anche la pelle in vista, con questo fluido idratante e illuminante, vegano e organico.

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1. Saint Laurent runway FW20-21 show | courtesy tag-walk.com 2. French Girl organics/lumiere bronzee shimmer oil seen at net-a-port.com 3. Alessandra Rich crystal embellished body chain seen at mytheresa.com 4. Saint Laurent shorts seen at luisaviaroma.com 5. Nabla eyeliner “cupid's arrow longwear stylo” seen at luisaviaroma.com 6. Dolce & Gabbana lace bustier seen at mytheresa.com 7. Alexander McQueen leather 105mm boots seen at luisaviaroma.com


PRINCESS

2. Dulcis in fundo, la moda non è solo abbinamenti comodi e intelligenti. Date sfogo alla vostra creatività e acquistate una gonna in tulle, o un maxi abito voluminoso. Il nostro look è composto dalla gonna midi in crêpe di seta ricamata di Chloe che si abbina, con il suo colore dolce, al viola luminoso delle pumps firmate Jennifer Chamandi e al maglioncino di Sabinna, che è realizzato con fibre naturali e confezionato interamente in Europa. Sicuramente non passerete inosservate, ma le passerelle della Fall Winter 2020 vi vogliono proprio così. Il trend matto delle principesse è forte e destinato a durare: da Cecile Bahnsen a Molly Goddard, il consiglio è di essere extra.

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1. Gucci runway FW20-21 show | courtesy tag-walk.com 2. Fred Leighton 18-karat gold amethyst earrings seen at net-a-porter.com 3. Rosantica faux pearl-embellished iPhone 11 case seen at net-a-porter.com 4. Chloé Broderie anglaise silk-crepon midi skirt seen at net-a-porter.com 5. Jennifer Behr hammered stretch-silk hair tie seen at net-a-porter.com 6. Sabinna Mina cardigan seen at sabinna.com 7. Jennifer Chamandi pumps with back strap seen at farfetch.com

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he tBEAUTIFUL people Mentre la Moda cerca soluzioni estetiche nuove e, gradualmente, abbandona l’idea di perfezione che per anni ne ha influenzato la produzione, il dibattito culturale sul bello languisce e il pubblico si divide. Essere politicamente corretto è una moda che pare aver già stancato e anche i più benintenzionati, pur sforzandosi, faticano ad abituarsi alle campagne provocatorie di Gucci, o alle palesi deformazioni di Vetements. Individuare gli schemi mentali che ci incatenano a modelli estetici ormai antiquati è difficile. Sembrano appartenere a parti di noi troppo nascoste, inaccessibili o comunque inattaccabili, anche perchè continuamente rinforzate. Ogni giorno, su Instagram, vediamo corpi perfetti mentre i filtri ci permettono di smussare le caratteristiche più pronunciate del nostro viso e, addirittura, di modificare il colore dei nostri occhi. I giornali ci propongono metodi efficaci per avere un incarnato omogeneo, per dimagrire in tempo record, per risaltare le forme e fare una buona figura in ufficio. In televisione la cultura del bello regna sovrana e ci ricorda costantemente che una donna (poco vestita) rimane la miglior forma di spettacolo. Alla base di questa dittatura estetica troviamo l’invadenza impunita dello sguardo, sempre e solo quello dell’uomo. E’ lui che si erge a giudice di ciò che è bello e di ciò che non lo è, basandosi esclusivamente sul suo piacere personale. Per questo la cultura popolare capisce così poco la Moda, che cerca invece di proteggere il più possibile il diritto naturale delle donne di sentirsi bene senza mostrarsi, di sentirsi belle senza modifiche e di sentirsi desiderate senza trucchi. E se la Moda fa il suo corso e cerca di liberare la società dalle brutture della bellezza forzata, noi abbiamo il dovere di vivere da ribelli, senza mai accontentarci del posto di piacevole intrattenimento che il male gaze ci ha riservato. Come diceva una canzone degli anni ’90 , impariamo a chiederci “Hey you, what do you see? Something beautiful or something free?” nella speranza che, un giorno, le due cose coincidano.


Photography Fabrizio Martinelli Style Federica Reali Model Noemi Ercolani c/o Independent Milano Makeup, Hair Style Erica Peschiera

Patchwork silk dress with metal details Marni Knight leggings MRZ


Wool sleeves Maison Margiela Underwear, Skirt Giorgia Andreazza Tights Emilio Cavallini


Opposite: Jacket, Trousers Acne Studios | Shoes Salar (S2b) | Belt Skirt Chopova Lowena | Rings Anamè | Earrings, Necklace Vanesi | Glasses Yvmin

Blazer Acne Studios | Shoes Salar | Belt Skirt Chopova Lowena | Jewels Vanesi



Top, Bra Giorgia Andreazza Tights Emilio Cavallini Shoes Balenciaga

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Knight dress Bottega Veneta Gum boots Bottega Veneta Opposite: Velvet jacquard dress, Silk pants Acne Studios


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See-through shirt Maison Margiela Bra Giorgia Andreazza Pants YProject Tights Emilio Cavallini Opposite: Silk pants Acne Studios


NEST.CO/UK

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LATEST arte words Giulia Greco Fast Fashion: the Dark Side of Fashion Museum Europaischer Kulturen in collaborazione con il Museum für Kunst und Gewerbe Hamburg, Berlino - 27/09, 31/01/2021 Quanti di voi sapevano che per produrre una t-shirt vengono impiegati 2700 litri di acqua? E quanti di voi sapevano che Berlino è la città più attiva nella promozione dello slow fashion, con fiere e hub dedicati da cui, ogni anno, nascono idee e approcci innovativi per affrontare il problema sui suoi molti livelli? Quello che impariamo ogni giorno su questo tema è di vitale importanza per noi e il nostro futuro. Fino a Gennaio 2021 è aperta la mostra sul “Lato Oscuro della Moda”, proprio nella capitale tedesca. La mostra è divisa in due sezioni distinte e correlate: all’attuale realtà del (fast) fashion, inquinante e decisamente non etica nei confronti dei lavoratori, si compara il mercato berlinese nascente, che pensa prima al futuro di ecosistema e persone. 45 Stories In Jewelry Museum of Art and Design, New York - 17/09, 24/01/2021 Il Museum of Art and Design di New York City ha una lunga storia alle spalle in supporto dei gioielli. Fin dal 1956, anno di inaugurazione del MAD, la gioielleria è stata annoverata dai curatori come forma artistica a tutti gli effetti. Da allora fino al 2020 ci sono state ben 150 mostre: 45 Stories In Jewelry è la numero 151. Un’occasione unica non solo per immergersi nella storia della gioielleria e per vedere da vicino pezzi strabilianti, ma anche per esplorare il concetto di gioielli come forma d’arte “indossabile”. Un’idea vecchia di secoli che è oggi più attuale che mai. I gioielli arrivano infatti al cuore di tutti noi, qualsiasi sia la nostra estrazione sociale e il nostro credo religioso: sono un medium pervasivo e potente la cui storia è, in fondo, la storia dell’umanità stessa.

Man Ray et la Mode Musée du Luxembourg, Parigi - 23/09, 17/01/2021 Man Ray è ricordato come una di quelle figure eclettiche la cui vita è dedicata esclusivamente all’arte. Per persone di questo tipo un solo mezzo di comunicazione è spesso insufficiente, quindi la loro creatività si espande e dipingono, fotografano, scrivono, suonano senza soluzione di continuità. L’opera di Man Ray si muove tra dadaismo, di cui è stato uno dei maggiori esponenti negli Stati Uniti, e surrealismo, corrente che si condensa nella sua produzione fotografica. Il Musée du Luxembourg dedica una mostra a Man Ray fotografo e, nello specifico, alle sue fotografie di moda, apparse sulle più grandi testate internazionali in collaborazione con i più grandi couturiers del mondo. Nelle sue fotografie la moda appare per ciò che, in definitiva, è.

Masculinities Fashion & Lace Museum, Brussels - 28/08, 13/06/2021 La moda crea e distrugge in continuazione, specialmente quando si parla di stereotipi di genere. I codici dell’abbigliamento femminile sono da anni al centro del dibattito, mentre poco spazio si dedica alla sua controparte maschile. Il Fashion and Lace Museum di Brussels ha inaugurato una mostra interamente dedicata al concetto di mascolinità, tra stereotipi ed evoluzione fino alla fluidità senza precedenti dei giorni nostri. Così, possiamo esplorare un tema in qualche modo trascurato, che oggi però si dimostra di vitale importanza. Non solo perchè il numero di giovani interessati alla moda cresce sensibilmente di giorno in giorno, ma anche perchè è importante conoscere l’evoluzione delle cose per poterle cambiare.

courtesy of luxiders.com

Courtesy of madmuseum.org | 45 stories in jewelry

© ph. Laurent P | sortiraparis.com | Man Ray et la Mode

courtesy tekdeeps.com | ‘Masculinities’ in the Fashion and Lace Museum

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Timeless youth Fotografie e quadri condividono la caratteristica della staticità. Rimangono come sono per sempre e niente al loro interno veramente accade, anche laddove l’artista ha provato a riprodurre il movimento delle membra. C’è sempre un dettaglio, però, che apre nell’immagine una voragine ombrosa, ed è lì, solitamente, che si raggruppa la più alta componente emotiva. Nel caso di un soggetto umano, questo dettaglio sono gli occhi. Nella staticità dei giorni passati, abbiamo avuto l’occasione di guardare dentro noi stessi e di sentire il tumulto interiore del nostro animo - sempre in movimento, sempre in evoluzione. Vi auguriamo di partire in un viaggio di scoperta che vi porti a conoscervi a fondo, per capire le cose più piccole e nascoste e per apprezzare fino in fondo ogni eventualità della vita. Alla fine del processo, vi accorgerete che il tempo esterno non conta più, e che vi muovete sulle note del vostro ritmo personale. Da voi sgorga e cambia la vostra presenza nel mondo, il vostro modo di occupare lo spazio e di approcciarvi alle cose.


Photography Liz van Campenhout Style Inge de Lange Model Dante c/o Wilma Wakker Models Makeup, Hair Style Ellen van Exter Location Huis van de Burgemeester



Opening: Suit Edwin Oudshoorn |Here: Dress Elzinga | Shoes Tamaris Opposite: Dress Elzinga

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Dress Christian Wijnants | Coat Frenken

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Dress Frenken | Shoes Tamaris Opposite: Suit Steven van de Ryt | Top Benchellal | Shoes Tamaris



Suit Steven van de Ryt | Top Benchellal | Shoes Tamaris


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Il Futuro delle Mostre d'Arte nell'Era Digitale Nel 1964 Marshal McLuhan pubblica Understanding Media: the Extension of Man e ci regala alcune considerazioni preziose per comprendere il mondo della comunicazione mediatica. Negli anni 60 la televisione era appena arrivata nelle case non di tutti e non per tutti a colori - i teorici si chiedevano che ne sarebbe stato della radio e i media digitali sembravano lontani. McLuhan però, che ai media ha dedicato la vita intera, è stato capace di pronosticare sviluppi che non ha poi potuto vedere con i propri occhi. La teoria principale di Understanding Media è che “il medium è il messaggio”. Suona criptico ma non lo è. McLuhan intende semplicemente dire che, quando si studia l’influenza dei media sulla società, bisogna sempre tenere conto del medium stesso: non solo del suo contenuto (di ciò che dice, del messaggio che manda, della notizia vera e propria) ma anche e soprattutto del modo in cui lo fa. Ogni medium è diverso dagli altri e la sua struttura peculiare influenza direttamente il messaggio trasmesso e il modo in cui i consumatori lo accolgono. Così, scrivere ad un proprio amico per email è diverso che inviargli una lettera cartacea, guardare il telegiornale non è la stessa cosa che leggere i titoli di un quotidiano e così via. L’avvento dei media digitali ha sconvolto gli equilibri dalle fondamenta. Tutto è stato pian piano fagocitato da Internet e i contenuti sono andati cambiando a loro volta. Quest’anno alle sfilate - che ormai sono per la maggior parte in live streaming e il p.86

cui futuro è ancora incerto - sono seguiti i musei, che con il lockdown e le norme vigenti circa il distanziamento sociale faticano a organizzarsi. Molti stanno riaprendo, e ne approfittano per vendere mascherine artistiche nei loro shop. Altri invece stanno stilando la lista dei pro e dei contro, ed è possibile che decidano di investire nel digitale, incentivando le visite online e le attività a distanza. Per ora le due realtà coesisteranno l’una accanto all’altra (un’apertura graduale e controllata al pubblico e la possibilità, in concomitanza, di fruire di contenuti online sempre più raffinati) ma è possibile che nel futuro i musei fisici, fatti di palazzi, stanze e opere d’arte, diminuiscano sempre di più. Come per le fashion week e le scuole dell’obbligo, potenziare la fruizione a distanza presenta molti vantaggi. I contenuti sono accessibili a tutti, ovunque e in qualsiasi orario. Oltre che in orizzontale, questa pervasività si sviluppa anche in verticale. I media digitali hanno infatti la capacità di coinvolgere chiunque, anche le fasce di popolazione meno interessate. Le generazioni più giovani, per esempio, possono avvicinarsi alle arti applicate proprio grazie all’impiego di schermi e VR (virtual reality), che stimolano il loro interesse. Ogni visita può essere personalizzata a seconda degli interessi del singolo e ogni opera può essere approfondita e studiata nel dettaglio, così come il processo creativo e l’autore che l’ha realizzata. La digitalizzazione dei musei promette una fruizione al quadrato, per così dire, un’esperienza molto più avanzata di quella a cui finora siamo stati abituati. Bisogna anche considerare che la


continua esposizione al pubblico deteriora le opere d’arte, mentre le visite virtuali permetterebbero di tenere i quadri, gli arazzi e gli oggetti più antichi in sicure stanze oscurate e rinfrescate, allungandogli la vita. Lo scorso Ottobre il Museo del Louvre ha lanciato un progetto di questo tipo. Si chiama Mona Lisa: beyond the Glass e permette di conoscere il celebre dipinto di Leonardo da Vinci in modo completo. Ricordo la prima volta che ho visto la Gioconda dal vivo. Era il 2013 e quando ho varcato la soglia della Salle des États me la sono trovata di fronte, piccola e innocua sulla grande parete nera a lei dedicata, al centro di una sala magnifica e profonda. E’ stato un colpo al cuore difficile da spiegare - anche perchè è un dipinto meno vistoso se confrontato con altre opere del Louvre - e difficile da replicare. Mi chiedo se, dopo tutto, ai musei e alle mostre in generale non spetti più che altro il compito di emozionarci, piuttosto che quello di educarci. Cosa resta da dire dunque? La nostra esperienza, ad oggi, ci insegna che il digitale ha possibilità infinite, ma non è stato ancora in grado di replicare la presenza, la condivisione di uno spazio che, per le opere d’arte e per gli schermi del cinema e per le relazioni umane fa tutta la differenza. Questa è forse la sfida più grande che spetta a ingegneri e programmatori del futuro. A noi invece, scrittori ma anche lettori, spetta il compito di mantenere intatta la nostra capacità critica. Ridurre le nostre esperienze al solo schermo di un computer (o di uno smartphone o di un tablet) può sembrare innocuo, ma cambia profondamente il nostro modo di guardare alle cose che ci circondano. C’è meno magia, meno impatto, meno suggestione. Tutte cose di cui abbiamo e avremo ancora bisogno.

LATESTLATEST interview arte words Federica Caiazzo words Giulia Greco courtesy of insidemagritte.com | Experience Room Magritte Exhibition

Courtesy of officialbespoke.com | Atelier des Lumières Van Gogh Exhibition

© ph. Tobias Wootton | “Digital Imaginaries – Africas in Production” at ZKM

courtesy macitynet.it | Invisible archeology at the Egyptian Museum of Turin

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STRAWBERRY

Fields

Photography Aldona Karczmarczyk Production Van Dorsen Artist Style Kasia Łaszcz Model Daria Zhalina c/o Selective Management Warsaw Hair Style Emil Zed Makeup Aga Wilk

Quando, all’inizio del XX secolo, si affermava la fotografia, una nuova corrente estetica e di pensiero prendeva forma. Era il surrealismo, che solo nel 1924 ha avuto un suo manifesto (ad opera di Andrè Breton) ma che affonda radici nel precedente movimento Dada e negli studi di Sigmund Freud. La coincidenza temporale ha avvicinato fotografia e surrealismo, che insieme hanno dato vita ad un movimento forte e persistente. Unione bizzarra, a prima vista, quella tra il mezzo fotografico e la corrente surrealista. L’uno dipende intrinsecamente dalla realtà: possiamo fotografare solo ciò che esiste e la pellicola, specchio cartaceo della natura delle cose, è il risultato ultimo di luce e materia insieme. L’altro, il surrealismo, si basa sull’idea che c’è qualcosa “oltre”. Il sogno, l’inconscio, gli istinti, materiale sostanzialmente non visibile, di certo non fotografabile, di dare un senso al mondo intero. Ciò che unisce i due è, in definitiva, la volontà di mettere in discussione l’idea canonica di punto di vista. Per i surrealisti ci sono modi diversi di interpretare il mondo perchè ci sono modi diversi di guardarlo. La macchina fotografica lo ha confermato, rendendo possibile una molteplicità di sguardi/punti di vista prima inimmaginabile. Mano a mano che ci avviciniamo la prospettiva cambia, le cose piccole diventano grandi fino a inglobare l’intero universo, se incliniamo la testa di lato anche l’orizzonte può sembrarci verticale. Niente serve alla fotografia analogica per superare i confini del possibile. L’unico effetto speciale che ci serve è l’immaginazione di cambiare sguardo.



Opening: Hat Marta Ruta Hats | Top, Gloves K.Wesołowski | Skirt MMC | Shoes Marni Here: Jacket Krupa Adrian | Opposite: Hat Stetson | Dress JAP Fashion | Skirt MMC | Jacket Maison Margiela

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Jacket MMC | Dress K. Wesołowski | Shoes Le Silla | Tights Wolford Opposite: Hat Marta Ruta Hats | Jacket Krupa Adrian | Shoes Reebok DMX Trail | Tights Wolford

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Previous: Jacket MMC | Top, Skirt Gosia BaczyńskaHat Marta Ruta Hats Here: Hat Paris Hendzel | Jackets Acne Studios, Max Mara | Skirt Gosia Baczyńska Shoes Reebok DMX Trail | Tights Wolford Opposite: Suit Krupa Adrian | Shoes Reebok DMX Trail

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#fashionfuture

DIGITALE

words Marta Forgione


Grandi magazzini e negozi fisici hanno subito l'ennesimo duro colpo a causa dei vari lockdown durante la pandemia. Era ovvio che lo shopping online sui vari siti di e-commerce sarebbe cresciuto, anche semplicemente per una questione di impossibilità a fare diversamente. Ma la verità è che questa direzione la popolazione mondiale l'aveva già presa da tempo, e si sta solo concretizzando in modo più prepotente. Sono decenni che chi decide di aprire un negozio viene scoraggiato da chiunque a fronte delle possibilità date da internet, e che la cosa ci piaccia o meno bisogna ormai chinare il capo al futuro. Quello che noi pensiamo, però - LATEST è nata come rivista che parla di positivismo e di possibilità, quindi continueremo a far pendere la bilancia da questo lato delle cose è che per andare avanti l'unico sistema sia cercare sempre il giusto lato della medaglia nei cambiamenti della vita, o perlomeno quello conveniente. Inutile abbattersi, inutile guardare al passato con nostalgia pensando sempre che fosse migliore. Inutile puntare i piedi pensando al proprio lavoro come concetto assoluto e immutabile.

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Come conferma, i marchi che hanno saputo sfruttare la digitalizzazione durante la pandemia hanno avuto un grande successo, e alcuni di loro non hanno quasi subito perdite. E' il caso ad esempio di Mango, il cui sito e-commerce è cresciuto del +50% in questi mesi e vanta ora, in Europa, un livello di vendite quasi come in pre-covid. Questa è la risposta affermativa, con grande punto esclamativo, per tutti coloro che ancora avevano dei dubbi su dove puntare. Tutto il mondo del fashion sta cambiando velocemente, e i vari colossi dell'e-commerce fanno a gara per accaparrarsi la fetta migliore dell'alta moda. Amazon ha da poco lanciato la sua sezione lusso in collaborazione con il marchio americano Oscar de la Renta. Questa è una svolta epocale all'Elite del fashion che mai avremmo pensato di vedere. Ogni brand avrà pieno potere nella gestione del suo spazio Amazon, godendo del suo servizio di consegna e, ovviamente, della planetaria esposizione a nuovi clienti. Anche Zalando sta scommettendo sul lusso, e tra una mossa sostenibile e l'altra ha intenzione di triplicare le vendite della sua sezione Premium (che sarà chiamata Designer) nei prossimi tre anni. Yoox Net-a-porter sta studiando un progetto in Intelligenza Artificiale, per migliorare l'esperienza virtuale di prova dei capi, e così via. Senz'altro, la crescente esigenza di lavorare in smartworking per ovvi motivi ci ha messo di fronte ad una possibilità che è sempre esistita per moltissimi di noi. E' chiaro che non è una situazione adattabile a qualsiasi lavoro o a qualsiasi momento, ma per la maggior parte dei lavori d'ufficio si. Ovviamente, nessuna stylist potrebbe lavorare a distanza sui capi per un editoriale, o i fotografi scattare le modelle su FaceTime ancora per molto. Neanche ce lo auguriamo come futuro accettabile, chiaramente. Non si tratta di stravolgere il mondo da domani ed entrare in uno di quei film futuristici, che sappiamo tutti come vanno sempre a finire. Si tratta perlopiù di migliorare le proprie possibilità lavorative sfruttando quello che c'è o, meglio ancora, pensando a qualcosa che ancora non c'è. Non parliamo solo di salvare il salvabile in eventuali altre situazioni di lockdown, ma di un futuro reale in cui si cercherà di abbattere i costi pur mantenendo standard elevati. Un futuro in cui si penserà di più alla salute nostra e del pianeta dove viviamo. Come tutti i cambiamenti, sarà un periodo che avrà i suoi lati negativi e positivi, e difficoltà gestionali da valutare volta per volta. Il fulcro crediamo che sia trovare i lati negativi e vedere cosa si può fare per essi, prendendosi nel frattempo i positivi in modo da avere una reazione mentale corretta. E ricordiamoci sempre che gli esseri umani si lamentano sempre e da sempre, per qualsiasi cosa che sia mai cambiata nelle loro esistenze.

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Lavorare da casa è un sogno e un incubo al tempo stesso. Se però è una realtà con cui dovete fare per forza i conti, meglio stabilire delle regole fin da subito. Definite gli orari e adibite uno spazio circoscritto al lavoro, per evitare di confondere tempo libero e orario lavorativo. Tenete lontani i telefoni e vestitevi sempre come se doveste uscire. E’ incredibile quanto può aiutare spiritualmente un paio di tacchi ai piedi, o un blazer e dei gioielli. Infine, prendetevi pause frequenti e ossigenate i pensieri. Il successo è assicurato!

Home Office

Photography Frauke Fischer Style Lisa Marie Lohmann c/o Bigoudi Model Ella Eckersley c/o Louisa Models Hair Style, Makeup Anne Marie Wittchen c/o Bigoudi


Blazer Nobi Talai Trousers Blanche X Christian Lacroix


Blazer Filippa K Silk Blouse Joseph Overall Pallas Paris Slipper Chatelles Opposite: Full Look Paul Smith Glasses Barton Perreira

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Knit Joseph Denim Skirt Paul Smith Socks Falke Pumps Emporio Armani



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Velvet Blazer Pallas Paris Knitted Jumper Baum und Pferdgarten Trousers Filippa K Opposite: Knit Perfect Moment


p.110


Oversized Blazer Joseph Dress Ganni Stockings Falke Heels Max&Co Opposite: Knit Perfect Moment Leather Skirt Áeron Boots Aeydé


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Sleeveless Knit 7 for all Mankind Blouse Ivy&Oak Tights Falke Pumps Emporio Armani


Leather Blouse Nobi Talai Trousers Ă eron Glasses Barton Perreira Pumps Furla Opposite: Dress &other Stories



FashInnovation 2ndA ediZionE: in conversaZionE CON

Rebecca

VAN BERGEN words Ludovica Mucci

courtesy of Nest | Rebecca Van Bergen


LATEST INTERVISTE

Dal 5 all'8 giugno 2020, FashInnovation ha tenuto la seconda edizione di Worldwide Talks. L'evento è stato colmo di conversazioni molto stimolanti su alcune delle questioni cruciali che la moda sta affrontando al giorno d'oggi. FashInnovation è una piattaforma digitale con sede a New York che mira a riunire molti creativi, designer e imprenditori del sistema moda e creare dialoghi entusiasmanti su diversi argomenti relativi al fashion system.

© Caroline Ashkar

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Rebecca van Bergen, fondatrice e direttrice esecutiva di NEST. Questa organizzazione è una non profit 501 c(3) il cui obiettivo è quello di costruire una nuova economia dei lavoratori per aumentare l’inclusione della forza lavoro globale, l'emancipazione delle donne e mantenere vive le tradizioni culturali. Rebecca ha partecipato al talk organizzato da FashInnovation chiamato: “Fashion is: Sustainability & Artisanal Brands via Ethical Practices”. Insieme, abbiamo discusso della sostenibilità sociale, del suo lavoro nel promuovere pratiche artigianali che sono anche etiche e culturalmente vibranti, del ruolo dell'arte e del design nel promuovere l'importanza della diversità e molto altro. p.117


Hai fondato Nest all'età di 24 anni. Come è iniziato tutto? Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione? Essendo cresciuta con una bisnonna e una nonna sarte, sono stata sempre attratta dall'artigianato come mezzo di espressione di sé e di opportunità. Seguendo il mio desiderio di trasformare l'artigianato, il secondo impiego più diffuso al mondo per le donne, in un modo per correggere lo squilibrio di genere e di reddito nel nostro mondo, ho fondato Nest all'età di 24 anni. Sono sempre stata appassionata delle comunità artigianali, ma ho realizzato che le donne, e gli artigiani in generale, venivano spesso pagati in modo significativamente inferiore al valore delle loro competenze. Come lavoratori a casa, il loro trattamento e le condizioni di lavoro tendevano a essere invisibili. Muhammed Yunus ha vinto il premio Nobel per la pace l'anno in cui ho fondato Nest e ho visto il microcredito invadere il mondo come modello per la riduzione della povertà e lo sviluppo internazionale.. Per quanto intrigante, l'uso del debito per la creazione di imprese nelle comunità ad alto rischio mi preoccupava e così ho fondato Nest per fornire business olistici e possibilità di sviluppo nel mercato per artigiani e produttori. I tuoi partner sono marchi di moda conosciuti a livello globale. Si estendono in diversi settori, ma sono uniti sotto lo stesso stendardo: un modo più sostenibile di vivere e produrre, supportando artigiani locali e lavoratori meno qualificati. Sto pensando a Patagonia, PVH, West Elm, Eileen Fisher. Come è iniziata la collaborazione con queste aziende? Nest ha lavorato con marchi incredibili che si impegnano molto per l'artigianato. Ma oltre questa categoria più di nicchia, ci sono anche milioni di lavoratori in molte grandi catene di approvvigionamento globali. Questo è un mondo di donne che lavorano principalmente con le mani: cucire suole delle scarpe, aggiungere pompon sui cappelli invernali, infilare minuscole perline sui gioielli per il mercato di massa, realizzare nastri, abiti, fino alle fodere per cuscini. Altri si prendono cura dei dettagli dell'imballaggio: piegare e inserire oggetti nel poliestere, lavorare strisce di carta per creare le maniglie dei sacchetti, piegare tre volte la carta velina prima di inserirla nella custodia in cellophane.

La produzione in casa può intimidire i marchi, perché spesso significa che le donne sono invisibili e il loro lavoro non è regolamentato. Di conseguenza, i brand potrebbero essere inclini a non parlare di questa rete di lavoratori. Nest sta aiutando i marchi a considerare invece il lavoro a domicilio come un'opportunità riconoscendo che l'artigianato consente loro di raggiungere l'indipendenza economica, di lavorare da casa mentre si prendono cura dei propri figli e mitiga la necessità della migrazione urbana. In questi casi le donne spesso si trovano a vivere in dormitori angusti e lavorano in fabbriche sovraffollate e non sicure.

© Tosha Gaines Photography


© Aleksandr Staprans and Rose Aschebrock

Questo è il motivo per cui abbiamo trascorso l'ultimo decennio a lavorare con queste aziende e non solo per reclutare gruppi di artigiani, ma anche per creare strutture adatte a queste transazioni. Questo ci ha spinto a creare il programma Ethical Handcraft, che utilizza una matrice di oltre 100 situazioni standard per determinare salari equi, ambienti di lavoro sicuri e la rappresentanza nel processo decisionale per gli artigiani. Ciò si traduce nella creazione di sigilli sui prodotti venduti a West Elm, Pottery Barn and Target, che si espanderà nei prossimi mesi. Dato che la domanda da parte dei consumatori di artigianato continua a crescere, negli ultimi anni sono sempre di più i brand interessati all'acquisto da queste comunità. Siamo stati in grado di aiutare a consolidare un'economia artigianale che funziona quasi interamente dalle case private o da piccoli seminari informali della comunità e a fornire la trasparenza necessaria per garantire che questo lavoro sia sicuro. Per le donne, in particolare, ciò accresce le speranze e le opportunità. Con la pandemia da COVID-19, come assicuri la sopravvivenza delle piccole imprese e degli artigiani che supporti? Anche altre società hanno collaborato con Nest nel ripristino di tali attività?

Il COVID-19 è stato ovviamente un evento inaspettato per la nostra economia, che ha colpito molte microimprese che sosteniamo. La sopravvivenza di questi artigiani è l’obbiettivo di Nest, quindi sapevamo che dovevamo essere sensibili agli impatti economici nel nostro paese e in tutto il mondo. Ad aprile, abbiamo lanciato l’iniziativa di acquisto di prodotti DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) per ridurre la minaccia di disoccupazione per gli artigiani. L’iniziativa prevedeva la realizzazione di DPI di alta qualità e / o medica. Nest avrebbe "acquistato" i DPI che sarebbero poi stati donati ai medici in prima linea e ai cittadini vulnerabili. Ne siamo rimasti entusiasti e anche i nostri partner si sono uniti a noi per questa causa. Abbiamo unito le forze con Quarate Retail Group (che include QVC e HSN), Target, Etsy, Mastercard, Amazon, la Cordes Foundation e la Winn Family Foundation e insieme abbiamo prodotto oltre 200.000 mascherine. Le aziende sono state anche in grado di procurarsi mascherine da Masks by Makers per la vendita o per la distribuzione a dipendenti e partner. Questa pratica ha contribuito non solo ad abbassare la curva epidemica ma anche a supportare le piccole imprese in un momento in cui ogni ordine conta. Siamo stati in grado di supportare l'approvvigionamento in p.119


scala per i brand, per i team aziendali e i dipendenti in prima linea, di produrre mascherine personalizzate con stampe o illustrazioni e valorizzare l’impatto sociale nella strategia di approvvigionamento di un'azienda. Questo si inserisce in una conversazione più ampia che riteniamo sia doveroso affrontare come società. I consumatori, i marchi e i governi devono riconoscere il ruolo svolto dai lavoratori privati nell'economia globale e renderlo visibile. Noi occidentali dobbiamo considerare la "Gig Economy" attraverso una nuova prospettiva. Osservare come rapidamente i nostri artigiani hanno realizzato mascherine da El Salvador all'India fino agli Stati Uniti nonostante i diversi lockdown è stato notevole, e ha evidenziato la resilienza della nostra forza lavoro. A Seattle, Washington, abbiamo collaborato con la Refugee Artisan Initiative, un programma che aiuta le donne rifugiate e immigrate

here & opposite © NEST

a trovare lavoro. Quando il lockdown è entrato in vigore, Ming-Ming Tung Edelman, il fondatore della RAI, non solo ha garantito il lavoro da casa a molte donne, che hanno realizzato 6000 mascherine di stoffa, ma ha anche dato lavoro ad alcuni dei loro mariti (che avevano perso il lavoro come guidatori di Uber o altri lavori saltuari) per trasportare i prodotti nelle case degli artigiani. Le mascherine sono state donate a operatori sanitari, detenuti e anziani con basso reddito a Chinatown nella zona di Seattle. Con il programma Accelerator Artisan di Nest, nel 2018 sono stati creati 76 nuovi posti di lavoro, insieme a $ 600.000 di dollari in nuove entrate per le piccole e medie imprese che hanno aderito al programma Artisan Accelerator di Nest. Puoi spiegarci un po 'di più di cosa si tratta? Hai storie interessanti e stimolanti da condividere con noi? Sì, siamo così entusiasti di quanto il programma


sia stato un successo per le imprese artigianali e per i lavoratori negli ultimi tre anni. Nest's Artisan Accelerator è un programma intensivo di un anno progettato per offrire a 10 promettenti aziende artigiane il supporto di cui hanno bisogno per diventare player nel mercato internazionale della moda e del design per la casa. A seguito di un rigoroso processo di selezione, le imprese partecipanti entrano a far parte di una coorte di imprese di tutto il mondo fortemente motivate che, con il supporto diretto di Nest, intraprendono una serie di programmi intensi di sviluppo aziendale nel corso di un minimo di 12 mesi. Il supporto include tutto, dai vertici di leadership, a programmi di tutoraggio, tavole rotonde con altri colleghi e altro ancora.

Nel 2018, il 90% dei nostri iscritti era costituito da donne e il 90% delle imprese ha mantenuto o aumentato le entrate e ha creato 76 nuovi posti di lavoro. La partecipazione al programma dell’azienda All Across Africa ha contribuito al successo e ad una crescita significativa dell’azienda nel 2019. Da quando è uscita dal programma, l'azienda, composta al 90% da donne, ha realizzato delle vendite per un totale di 489.000 USD grazie a due ordini di cestini intrecciati richiesti dai principali marchi nazionali e internazionali entro l’anno successivo al programma. Le connessioni del brand sono state promosse da Nest, con All Across Africa che ha dimostrato la sua idoneità e ha fornito con successo un design sofisticato e di alta qualità, rispettando sia le quantità che i tempi richiesti dai suoi partner. Le vittorie economiche stanno avendo un impatto positivo sul sociale nelle comunità in Ruanda e Uganda. Ciò assume un significato maggiore se si considera che la disoccupazione nell'Africa subsahariana si stima sia in un calo compreso tra l'80 e il 96%. Una delle donne, Margret Nampina, ha dichiarato: La tessitura mi consente di pagare tutte le tasse scolastiche dei miei figli. Grazie ai miei risparmi, sono stata in grado di acquistare 2 maiali, dei terreni e recentemente ho avviato la mia attività di chapati". Oltre a Margret, l'80% delle donne dell'AAA ha iniziato a utilizzare attivamente un conto di risparmio e il 94% ha acquistato un'assicurazione sanitaria, cosa che di solito non si raggiunge con una forza lavoro informale. Abbiamo appena dato il via alla programmazione per la coorte di imprese del 2020. Qurate Retail Group sta partecipando da remoto, anche se speriamo di poter essere in loco per la programmazione anche dopo la pandemia. La sostenibilità non è solo ambientale ma anche sociale, e un modo di implementarla è attraverso pratiche artigianali. Puoi dirci qualcosa in più sull'Ethical Handcraft Program? Sì! È fondamentale considerare sia l'impatto ambientale che quello umano. Penso che con il settore artigianale sia ancora un po’ più complicato poiché spesso l'artigianalità e l’etica sono visti in qualche modo come sinonimi. Ma quando cadiamo nella trappola di equiparare

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l'artigianalità con l'etica non riusciamo a riconoscere il fatto che l'artigianato è, nella maggior parte dei casi, parte dell'economia informale. Gli artigiani di solito lavorano da casa in una rete complicata e dispersa di intermediari, sono pagati in contanti e non sono salvaguardati dai diritti dei lavoratori. Ne consegue che la trasparenza per garantire etica ed equità è in realtà più complicata, non meno che in un ambiente industriale in cui i lavoratori sono tutti sotto lo stesso tetto in cui il loro benessere può essere monitorato più facilmente e dove comunemente ricevono uno stipendio. Mentre la fondazione della maggior parte delle cooperative o delle imprese artigiane è radicata nelle pratiche etiche, quando i prezzi sono determinati per pezzo, spesso non tengono conto del minimo, per non parlare di equi, tassi salariali e quando le donne sono nascoste nelle case, diventa più difficile garantire che molestie, lavoro minorile o pratiche non sicure non avvengano. Il problema di verificare da soli i salari equi è importante. Un sorprendente 79% delle catene di approvvigionamento con cui collaboriamo presso Nest, all’inizio della collaborazione non riescono a dimostrare che soddisfano il salario minimo. Tuttavia, quasi il 40% colma quel divario entro un anno dalla partecipazione al nostro programma e il 65% ha attuato misure per raggiungere l’obiettivo nel prossimo anno. Questi risultati evidenziano che la responsabilità di terzi e la standardizzazione dei processi di fissazione dei salari sono fondamentali. Dal momento che i consumatori prestano maggiore attenzione agli articoli artigianali, assicuriamo che le donne di talento che hanno realizzato i nostri articoli artigianali non solo realizzino qualcosa di bello, ma siano pagate decentemente per farlo. Il Sigillo Nest di Ethical Handcraft è ora disponibile su alcuni prodotti di West Elm, Pottery Barn (compresi Kids & Teen) & Target, per darci la possibilità di fare queste scelte: prediligere non solo artigianato, ma artigianato etico. Dare agli artigiani l'accesso di cui hanno bisogno per coltivare la loro arte e trarne profitto, è anche uno strumento di empowerment per molti artisti, in particolare per le donne che spesso devono prendersi cura di intere famiglie. Come lavorano in questo senso la Nest Professional Fellowship and l’Artisan Summits and Convenings? © Caroline Ashkar


© Tosha Gaines Photography

L'empowerment è estremamente importante nel lavoro che facciamo, perché quando questi imprenditori si sentono come se avessero gli strumenti per avere successo, alla fine, sono in grado di creare un sostentamento per loro e le loro famiglie. Con la Professional Fellowship di Nest e gli Artisan Summits and Convenings, siamo in grado di collegare professionisti esperti con artigiani e operai per rafforzare le competenze e l'educazione aziendale attraverso incontri di tutoraggio virtuali, servizi pro bono ed esperienze educative coinvolgenti che colmano il divario tra industria, artigiani e esperti. Questi attori chiave sono in grado di lavorare con i nostri partner commerciali nella progettazione, nei sistemi di controllo della qualità e nella pianificazione aziendale, aumentando in ultima analisi l'inclusione e le opportunità, supportando a loro volta le donne che sono spesso le capofamiglia. In che modo, secondo te, la tecnologia può supportare lo sviluppo sostenibile delle imprese?

La tecnologia è stata vitale per noi, il che dimostra quanto sia importante e continuerà a esserlo mentre l'economia degli artigiani continuerà a crescere. Tutti i programmi che Nest è stato in grado di creare sono stati in parte dovuti alla tecnologia, che ci ha permesso di creare vari report di dati e aumentare la trasparenza della comunicazione su come vengono trattati i lavoratori. Anche nel senso più pratico durante il COVID-19, la tecnologia (e-mail, whatsapp ecc.) è stata cruciale. Anche quando tutte le catene di approvvigionamento sono state interrotte e i lavoratori sono rimasti bloccati a casa, siamo stati in grado di mobilitare una massiccia operazione di catena di approvvigionamento per distribuire oltre 200.000 mascherine ai dipendenti in prima linea! Sarebbe stato impossibile senza la tecnologia. Come vedi il futuro del design dopo questa pandemia? Pensi che il nostro rapporto con gli spazi, sia urbani che domestici, cambierà dopo l'esperienza traumatica della quarantena? p.123


Gli artisti e i designer creeranno sempre. Anche nel mezzo della crisi le aziende creavano mascherine uniche e artigianali. Sul nostro market Masks by Makers abbiamo di tutto, dalle stampe a blocchi e patchwork dall'India, alle maschere ikat a tinte ayurvediche realizzate in cotone organico lavorato a mano, alle maschere facciali in seta reversibili realizzate in seta xiang yun sha sostenibile e antimicrobica, a sete dalle Maldive tinte in modo green e raffinate varietà di maglie unisex prodotte a New York. Queste mascherine realizzate artigianalmente portano questo accessorio, ormai essenziale, fuori dai corridoi dell'ospedale e dai cantieri, inserendolo nel regno dello stile personale. Osservando ciò che sta accadendo nel mondo in questo momento, a partire dalla crisi dovuta alla pandemia, per arrivare alle numerose proteste in tutto il mondo che rivendicano la giustizia sociale e la fine del razzismo, quale pensi sia il ruolo dell'arte, del design e della moda nel promuovere cambiamenti così difficili ma assolutamente necessari?

© Nest

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La conversazione sulla giustizia razziale è un discorso atteso da tempo non solo nella società in generale ma anche nel nostro settore. Abbiamo notato che il fiorente movimento dei produttori stava crescendo in modi che non favorivano né l'inclusione né la diversità. Ci siamo riuniti con produttori, sindaci, dipartimenti di sviluppo economico, brand e filantropi in un convegno nel South Carolina, dove i 2 giorni di istruzione e conversazione sono stati spesso incentrati sulla razza e l'inclusione. Da quei giorni è nato il nostro programma Makers United. Un programma in cui ci concentriamo a garantire che i produttori che hanno sproporzionatamente più probabilità di essere ostacolati nell’accesso ai servizi e nel sostegno per la crescita aziendale, nel finanziamento fino all’entrata sul mercato, ottengano l'istruzione, l'esposizione e il sostegno di cui hanno bisogno. Lo abbiamo lanciato a Birmingham e poi ampliato ad Austin e San Antonio e siamo entusiasti di annunciare che ci stiamo espandendo a Detroit con l'incredibile designer (e fiduciaria di Nest!) Tracy Reese. Il ruolo della moda e dell'arte è di essere un catalizzatore per questo cambiamento.


DOROTHYPERKINS.COM


Photography Patrick Schwalb Style Markus Galic Model Malou | www.malou-music.com Makeup, Hair Style Dennis Brandt c/o Bigoudi Digital Operator Lucas Höllmüller

Malou

In occasione di questo nuovo numero di Latest Magazine, il team ha avuto la meravigliosa opportunità di parlare con una giovane artista di grande talento. Malou, l’artista emergente di Amburgo con radici hawaiane, ha già fatto i primi passi nell'industria musicale con i suoi suoni accattivanti Pop ed Electro pop.

Tutto è iniziato con una chitarra che ha imparato a suonare da sola, e con dei testi per riscaldare i lunghi inverni canadesi. Da allora, la musicista ventunenne non si è mai fermata e ha fatto del canto e del cantautorato la sua ragion d’essere. Ciò che emerge dalle sue parole è la determinazione e la resilienza, così come la cura per ogni dettaglio nel processo creativo. Il suo impegno è ciò che l'ha portata a collaborare con diversi artisti e a suonare ai festival, come l'Elements Festival nel 2017, che ha contato circa 15.000 spettatori. Abbiamo parlato del suo stile personale, di come affronta gli aspetti negativi delle industrie creative e molto altro ancora.

words Ludovica Mucci


Dress Traffic People | Boots Ash | Earrings Nylas



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Coat Miomartha | Hat Bottega Veneta | Boots Nubikk Opposite: Dress Cos | Body Wolford | Socks Moschino | Shoes Y3


Jacket Nobi Talai | Sweater Marc Jacobs | Pants, Boots Jijil


Quando hai capito che cantare sarebbe stato il tuo futuro? C'è stato un evento o una situazione particolare che alla fine ti ha fatto pensare che questa potesse essere la tua strada? Ho sempre voluto esibirmi e fare musica quando avevo quattro anni i miei genitori mi guardavano in mezzo alla pista da ballo che cantavo e ballavo; non permettevo a nessun altro di partecipare - penso di essere nata per questo!

sia stato difficile arrivare qui e ricordare ogni passo. E ovviamente stare con i miei amici e la mia famiglia è il meglio che si possa fare in questo business. Il lavoro ovviamente è estenuante, ma quando ci sono dentro non mi sembra affatto di lavorare perché questa è la mia passione, e ciò ha sempre un risvolto positivo. L'unico consiglio che mi darei è di essere paziente, dal momento che non lo sono per niente! Uno shout-out a tutte le persone che mi fanno rimanere con i piedi per terra!

Da dove prendi l’ispirazione per i tuoi testi e il tuo sound? Quante esperienze personali ci sono dentro, quanti sogni e fantasie?

Poiché la musica e la moda sono strettamente legate quando si parla dell'identità di un cantante, come descriveresti il tuo stile?

Quando scrivo per me stessa si tratta solo di testi personali - scrivere canzoni non è solo la mia passione, è una terapia. Mi siedo insieme ad altri cantautori e parlo con loro di esperienze personali e poi, insieme, le trasformiamo in musica. Mi aiuta ad elaborare quello che mi succede nella vita. Ho un collaboratore, Charlie McClean, produttore e cantautore, che mi aiuta a definire la visione di ciò che voglio creare con le mie canzoni. Quando invece scrivo per altri artisti, o pubblicità e film scrivo anche di esperienze altrui o di situazioni fittizie, un po' di tutto.

Amo la moda, è sempre stata un’espressione della mia identità. Dò però sempre la priorità alla qualità. Per esempio preferisco comprare due paia di jeans più costosi che averne dieci paia che non si adattano perfettamente. Il fast fashion genera dei look monouso, io voglio indossare look iconici a cui tengo, non importa la stagione. È lo stesso con le mie canzoni. Tutto deve essere perfetto, non importa quanto tempo ci vuole.

Naturalmente, una vita nell'industria creativa è a volte estenuante, come fai a rimanere con i piedi per terra? Che consiglio daresti a te stessa se potessi tornare indietro nel tempo? Ho lavorato così duramente per essere dove sono e sono grata a tutti per ciò che è successo finora nella mia vita, non potrei essere più felice. Questo sicuramente mi fa rimanere con i piedi a terra, sapere quanto

Quali sono i marchi di cui non puoi davvero fare a meno e che incontrano di più il tuo senso dello stile? Closed è sicuramente uno dei miei preferiti, hanno pezzi bellissimi che spiccano, anche se vivo di basic! Amo anche Sandro Paris e Claudie Pierlot. Se si combinano, per esempio, un vestito carino Pierlot o una gonna, o dei jeans neri di Sandro Paris con un top e un maglione basic di Closed, poi il tuo statement potrebbe essere definito da scarpe Alexander Wang, Prada o AGL – credo che questo descriverebbe il mio look. p.131


Shirt : Riani | Opposite: Dress Erika Cavallini At Tempelhamburg.de | Stockings Falke | Boots Kennel & Schmenger



Moda e musica veicolano la nostra identità, le nostre idee, le nostre aspettative. Pensi che sia difficile trovare la nostra voce e il nostro sé autentico in un mondo pieno di infinite possibilità come quello in cui viviamo? È certamente difficile trovare il nostro "sound" unico e dare uno sguardo fuori quando ci sono così tante cose sorprendenti nel mondo che possono ispirarci. Ci vuole solo tempo per chiarire la nostra visione e metterla a fuoco! Ho passato diversi anni a fare un sacco di musica con sound diversi, e questo mi ha aiutato a capire che volevo che la mia arte fosse bella, delicata e soprattutto pop! Qual è il miglior ricordo che conservi dei festival e di altri eventi musicali? Tanti! Direi per primo l'Elements Festival a Stoccarda in Germania. Ho scritto l’anthem per il festival diverse volte, e nel 2017 mi sono esibita sul mio primo grande palco - più di 15.000 persone - insieme al duo EDM Vol2cat. Il secondo ricordo è stato esibirmi su una nave da crociera a Dubai, cantando a un migliaio di persone, guardando l'oceano intorno, mezzo mondo lontano da casa. Un altro grande momento clou è stato quando sono andata negli Stati Uniti per scrivere a Nashville e in Atlanta. Ho lavorato con persone incredibili in studi iconici. Il viaggio è stato organizzato dalla mia direzione (Stephan Dabruck management) e dalla Recording Academy (ospiti dei Grammy Awards), dandomi il mio primo assaggio della scena del songwriting americano.

Ora ci vado regolarmente ed è diventata una parte molto importante della mia vita creativa. Se dovessi dare qualche consiglio a chi che vuole avvicinarsi all’industria musicale, quale sarebbe? Non pensare troppo, fallo e basta! Ho iniziato semplicemente inviando email a produttori, etichette ed artisti, chiedendo aiuto e consigli - la cosa peggiore che sarebbe potuta accadere sarebbe stata che mi dicessero di no! Sono rimasta piacevolmente sorpresa di quanto le persone fossero disponibili e gentili. Certo ho avuto delle brutte esperienze lungo la strada, ma alla fine sono contenta di tutto ciò che ho fatto perché ho imparato tantissimo. Come con qualsiasi business, stabilire contatti e fiducia è tutto ...insieme a tanta pazienza! Artista o cantante preferito? Domanda difficile, sono così tanti! Amo una vasta gamma di generi, ma i preferiti attuali includono Hayden James (sempre il mio preferito!), Elderbrook, Mura Masa, Jungle e sul fronte pop Lennon Stella e Astrid S, loro sono incredibili. Puoi darci uno spoiler del tuo futuro? Con il mio meraviglioso team alla Warner Music sto creando una collezione di bellissime canzoni che uscirà nel corso del prossimo anno, lanciandomi come artista pop internazionale. È sempre un viaggio, e per citare una delle mie canzoni preferite scritte di recente: I’m still working on perfect, because perfect is worth it!


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Sweater Jijil | Shorts Parati | Earrings Nylas


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Top, Hotpants Franziska Michael | Coat Marc Cain | Sneakers Ash Opposite: Jacket Cecilie Copenhagen | Shorts See By Chloe | Socks Adidas | Sneakers Kennel & Schmenger



Jacket French Connection | Skirt Justine Skye | Socks &Other Stories | Boots Nubikk



Photography David PD Hyde Style Emily Evans Model Georgina Solly c/o Milk Model Management Hair Style Ryo Narushima Makeup Laura Ones

OCEAN'S

voice

Jacques-Yves Cousteau - navigatore, esploratore, oceanografo e anche regista - diceva che “la gente protegge ciò che ama”. A sostegno dell’amore, spesso, c’è la conoscenza, e la conoscenza ha bisogno di presenza. E’ il flusso continuo di informazioni che ci permette di tenere viva la nostra attenzione e perpetuare le nostre cure. Gli oceani, quando puliti e salubri, puliscono l’aria dall’anidride carbonica in eccesso, che viene assorbita da minuscole alghe acquatiche di nome phytoplankton e viaggia poi lungo la catena alimentare - di bocca in bocca, dal plankton alla balena - fino a sciogliersi nell’acqua sotto forma di scarto. Gli oceani assorbono anche gran parte del calore atmosferico, prevenendo il surriscaldamento della terra. Oceani e atmosfera vivono in un continuo scambio e il benessere dell’uno non può prescindere dal benessere dell’altro. E’ importante saperlo, perchè solo così possiamo prevenire la distruzione delle distese d’acqua e assicurare un futuro più pulito all’intero ecosistema.


Green velvet jumpsuit Kata Haratym

Full look Diane Von Furstenberg

White faux fur coat Erinn Hayhow



Dress, Shoes Florentina Leitner Opposite: Green sleeves Kata Haratym

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Dress Anciela Shoes Pleiades Opposite: Dress Anciela



Shoes Balenciaga | Trousers Bottega Veneta | Bra Midgard Paris | Coat Ganni | Hat Gucci | Shawl Versace

Shirt Bottega Veneta


Dress, Jacket Florentina Leitner Body suit Gabriela Hearst Shoes by Pleiades Tights Tabio Opposite: Purple velvet top Eirinn Hayhow White tights Wolford

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Patchwork Coat Erinn Hayhow Pink Shoes Florentina Leitner Opposite: Bodysuit Francesca. R. Palumbo Hat, Raincoat Eirinn Hayhow Tights Falke


Silver top Anciela Opposite: Red recycled sequin dress Paula Knorr

p.150



Jumpsuit Anciela Opposite: Pearl glasses Florentina Leitner



Editor’s letter

Per fare del bene all’ambiente e a noi stessi ci vuole veramente poco. Basta in fondo consacrare parte del nostro tempo a informarci, leggere le etichette e prediligere scelte consapevoli. Quando si parla di abbigliamento, la confusione è notevole. Colpa del greenwashing certo, ma anche dell’estrema complessità del tema. E se prediligere tessuti naturali può, a prima vista, sembrare sempre la scelta migliore, in verità cotone, lino e co. hanno non pochi problemi. Demonizzare certi tessuti in favore di altri non è mai la soluzione, meglio cercare di capire cosa ha preceduto la vostra t-shirt (chi l’ha fatta, in che modo e con che risorse) e soprattuto cosa ne sarà dopo, quando ve ne sarete stancati. Abbiamo chiacchierato con Giulio Bonazzi, presidente e amministratore delegato di Aquafil, e ci siamo schiariti le idee sul nylon, un tessuto sintetico molto dannoso che, però, può essere anche molto leggero se trattato con le giuste precauzioni.

Il motto di Aquafil è “Iniziamo con la fine in mente”: può spigarci perchè questo tipo di approccio è essenziale nella produzione e nel consumo di oggi? In un’industria basata sull’economia circolare, dovremmo tutti produrre avendo bene in mente la fine. ECONYL® è una figura essenziale in questo viaggio verso il cambiamento. E’ molto importante pensare sempre a cosa viene dopo, proprio come succede in natura dove non esiste scarto ma tutto si trasforma in qualcos’altro. ECONYL® rispetta l’ambiente perchè non prende niente da esso. E’ una risorsa estremamente versatile e infinitamente riciclabile che offre ogni tipo di possibilità.

IN CONVERSAZIONE CON GIULIO BONAZZI DI

AQUAFIL Words Giulia Greco - fino a pagina 156 Qui: Giulio Bonazzi e moglie al GCFA 2018, ©David M. Benett Getty Images for Eco-Age Ltd Di Fronte: reti da pesca per il riciclo | aquafil.com

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Nell’economia di oggi, diminuire il consumo sembra essere un’impresa impossibile. La nostra intera società è basata sul consumo, anche se in intensità diverse. Come può’ l’economia circolare rispondere al bisogno costante di nuovi prodotti senza aumentare l’inquinamento? L’appetito per il nuovo è infinito, ma le risorse del nostro pianeta non lo sono! Ad Aquafil ci impegniamo a creare nuovi prodotti per un Pianeta migliore. Il nylon scartato e buttato nei campi o negli oceani di tutto il mondo è rigenerato in ECONYL®, che è esattamente lo stesso tipo di nylon con le stesse caratteristiche, ma è infinitamente riciclato, ricreato e riutilizzato in un modo più sostenibile. Questo significa che puoi creare nuovi prodotti senza attingere a nuove risorse.


Il nylon è sempre stato uno dei materiali più inquinanti del Fashion System. Le fibre sintetiche in generale sono oggi demonizzate, perchè sono quelle meno naturali. Perchè è invece importante mantenere una percentuale di fibre sintetiche nella produzione e quali sono gli aspetti da controllare perchè l’intero processo diventi più “leggero”? Uno dei grandi vantaggi di ECONYL® è che è infinitamente riciclabile, e non perde mai la sua qualità. Questo lo rende indistruttibile e gli dà un vantaggio su ogni altra fibra sintetica - che a lungo andare si deteriora troppo per essere riutilizzata. Dove reperite i vostri materiali di scarto? Abbiamo partner in tutto il mondo, raccoglitori specializzati ma anche pescatori. Nel 2013, inoltre, abbiamo iniziato la nostra Healthy Sea Initiative. Ci impegniamo a raccogliere reti da pesca e ogni altro tipo di materiale utile dagli oceani e dai mari, poi trasformiamo tutto in nylon. Un altro progetto che ci aiuta in questo senso è Net-Works, un modello di business innovativo che aiuta le comunità della costa dei paesi in via di sviluppo a raccogliere e poi vendere le reti da pesca buttate. Questi sono i metodi principali di approvvigionamento che utilizziamo.

I prodotti realizzati con ECONYL® rilasciano meno micro plastiche nell’acqua quando vengono lavati. Come controllate questo aspetto? Ogni tipo di materiale rilascia piccolissime fibre e particelle quando è lavato, e queste solitamente finiscono nel nostro sistema idrico e negli oceani. Mettiamo così ulteriormente a rischio la vita marina e la nostra stessa salute, Questo problema ci è molto caro e ai nostri studi si aggiungono quelli di altri nomi del settore - sia chi produce detersivi che lavatrici. In molti stiamo lavorando per diminuire sempre di più le microfibre. Monitoriamo minuziosamente tutti i materiali che utilizziamo, sia nei prodotti finali che nel processo di produzione, perchè vogliamo evitare qualsiasi danno alle persone e all’ambiente. Periodicamente ci rivolgiamo a laboratori specializzati per condurre analisi sulla nostra attività e avere attestati come il OEKO-TEX 100. Ad Aquafil abbiamo anche messo a punto un nuovo metodo di analisi, che quantifica e valuta il rilascio di micro plastiche dei prodotti tessili. Ad ora infatti non esiste un metodo ufficiale per la misurazione. L’anno scorso abbiamo iniziato il processo burocratico per regolamentare e diffondere il nostro metodo. Ci vorranno tre anni, poi sarà pronto per essere diffuso.


Editor’s letter

Gucci Off The Grid campagna con Jane Fonda, tutto il nylon usato per la collezione era Econyl | ©Harmony Korine/Gucci

ECONYL® è stato usato da moltissimi brand internazionali. Non è solo un’ulteriore conferma del valore di Aquafil, ma è anche un ottimo metodo per far conoscere la vostra azienda e aumentare l’informazione intorno alla sostenibilità dei materiali. Qual è, secondo lei, il modo migliore per creare consapevolezza nel pubblico, e quanto questa è importante perchè il sistema cambi una volta per tutte? Dobbiamo collaborare con i consumatori, educarli e eliminare l’associazione della parole “sostenibile” con “costoso”. Da noi il discorso di espande a produttori e consumatori e al pubblico intero, e il dialogo, si sa, aumenta le possibilità. E’ nostro dovere riposizionare il concetto di sostenibilità nella mente dei nostri acquirenti. Oltre a questo, suggerisco sempre di diffondere storie positive sui prodotti eco-friendly. Oggi, grazie alla tecnologia, possiamo arrivare a chiunque. E raccontare storie è un mezzo potente. Cambiamo insieme la narrazione e cambieremo i processi. Puo’ raccontarci un po’ di più della vostra campagna #designerforchange? Con piacere! Abbiamo deciso di iniziare questa campagna social per interagire di più con la nostra comunità di fashion e interior designer. E’ stato un p.156

modo di sentirci più vicini durante il lockdown e di ispirare un dialogo formativo. Abbiamo chiesto ai nostri followers/creativi di condividere con noi una foto del loro spazio creativo e di spendere qualche parola sul perchè il design può essere una forza trainante incredibile per il cambiamento. I cambiamenti possono essere interpretati in modo diverso, si sa: c’è chi li teme e chi invece ci vede una possibilità. Avete in programma di espandere la vostra produzione ad altri materiali, per esempio lo Spandex o il poliestere? Siamo concentrati al 100% sul nylon. In ogni caso, abbiamo un progetto in corso d’opera sul bionylon e saremo in grado di parlarvene presto. La pandemia ha generato una nuova categoria di scarto, composta prevalentemente da mascherine e guanti usa e getta. Avete lavorato su questo aspetto? Sì, abbiamo collaborato con quattro brand per produrre maschere sostenibili e lavabili. Sono tutte realizzate in ECONYL® e, in alcuni casi, abbiamo anche utilizzato scarti di stoffa. Andate a vedere sul sito di U-Mask il Model 2, ma anche OceanPositive Masks di Fourth Element, Lantiga Vita e Sea Morgens.


BURTON.CO/UK


New

LUXURY

PAAR Photography Style Richard Schreefel Model Silke c/o Touche Models Makeup, Hair Style Charlotte van Beusekom


La definizione di “lusso”, sul dizionario, rimanda ai concetti di ricchezza (monetaria), raffinatezza e rarità, ma anche superfluità. Una cosa lussuosa è una cosa che non tutti - e non sempre - si possono concedere ma, in ogni caso, non è una cosa necessaria. L’idea di lusso varia quindi da persona a persona: dipende dal luogo, dal tempo e dalle ambizioni del singolo, dal suo gruppo di appartenenza sociale. Nelle pagine seguenti troverete solo abiti vintage, in un servizio fotografico che vuole definire le coordinate del nuovo lusso, più moderno, più coscienzioso e decisamente più adatto ai tempi che stiamo vivendo.

Il nuovo lusso non dipende più (solo) dal prezzo sul cartellino. La preziosità degli oggetti di lusso oggi deriva più che altro dai valori di cui si fanno portavoce: abiti vintage e di seconda mano sono la scelta più sostenibile e coscienziosa che si possa fare oggi. Se raffinatezza e rarità rimangono inalterate - perchè niente è più unico di un capo vintage, fatto con materiali destinati a sopraffare lo scorrere del tempo e la caducità naturale delle cose - ciò che cambia veramente è il concetto di superfluità. Il nuovo lusso è tutt’altro che inutile, anzi. E’ la strada necessaria per salvare l’ambiente, ma anche il nostro rapporto con gli abiti e gli accessori, perchè torni ad essere fatto di amore, cura e longevità.



Opposite: Jacket Claude Montana | Shapewear & Stockings Wolford

Here: Jacket-Dress By Mondi | Boots Saint Laurent | Gloves Ines Gloves | Earrings Bron Jewelry

Opening: Dress Brandon Maxwell | Ring Dada Arrigoni


DAGLI ARCHIVI: INVESTIRE IN

Jumpsuit Yves Saint Laurent | Earrings Chanel Opposite: Jacket Thierry Mugler | Stockings Wolford | Ankle-Boots Iceberg

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ABITI CHE SUPERINO IL TEST DEL

TEMPO


Corset & Pants-Skirt Richard Schreefel’92 | Earrings Yves Saint Laurent




Opposite: Coat Fendi | Stockings Wolford | Shoes Christian Louboutin | Earrings Ole Lynggaard

Blouse Richard Schreefel ’92 | Skirt No 21 | Belt Killiwatch Paris


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Dress John Galliano | Belt Killiwatch Paris | Sunglasses Saint Laurent | Ring Bron Jewelry



Prodotti Beauty per l'autunno inverno? la risposta è

Linee

Green

La parola d’ordine per il 2021 - sì, ci piace portarci avanti! - sarà “ridurre”. Meno abiti nuovi, che tanto non ci servono, meno plastica e prodotti usa e getta nelle nostre dispense e, soprattutto, nei nostri armadietti del bagno. La riduzione dei consumi è infatti l’unica soluzione veramente efficace quando si parla di salvaguardia ambientale e stile di vita sostenibile. Molte aziende, nell’ultimo periodo, si sono impegnate a utilizzare plastica riciclabile negli imballaggi e nei contenitori, oppure sono passati alla carta, nella convinzione che questa sia un’alternativa valida e a basso impatto ambientale. La verità è ben altra. La plastica a base biologica (e quindi riciclabile) viene da colture agricole altamente inquinanti, che richiedono chimici aggiuntivi e uno spropositato uso d’acqua, anche in fase di riciclaggio. Inoltre, confezioni e imballaggi sono raramente 100% biodegradabili, risolvendo quindi solo in parte il problema dello spreco. La carta, dal canto suo, non è una soluzione a lungo termine. Aumentare l’uso di carta significa aumentare la pressione sulle foreste, senza contare che il suo smaltimento è più problematico di quanto sembra. Se la situazione vi sembra troppo complicata non disperate, questo articolo è fatto apposta per voi. Con pochi accorgimenti sarete infatti in grado di cambiare radicalmente le vostre abitudini, pesando meno sull’ambiente ma anche sul vostro portafoglio. Piccoli investimenti iniziali che ripagheranno i vostri sforzi e vi faranno felici più a lungo. La nostra lista beauty per l’autunno inverno '20-21 si rifà completamente al trend sostenibilità e va ad agire sulle fasi essenziali della nostra routine di bellezza, rendendola più leggera. Dalla skincare definitiva ai prodotti da usare sotto la doccia, passando dall’igiene personale e al ciclo mestruale. Ecco a voi la via più facile per una bellezza a impatto zero!

words Giulia Greco

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LATEST BEAUTY l mondo della cosmetica è ultimamente protagonista di un cambiamento molto lontano dall’essere

Foto by Daria Shevtsova

Smart Mirror - HiMirror

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LATEST BEAUTY


LastObject: l’acquisto definitivo. Quali sono i prodotti usa e getta che più utilizziamo nella nostra vita quotidiana? Fazzoletti in carta, dischetti struccanti e cotton fioc. Trovare una buona alternativa è difficile, ma LastObject è la soluzione. Come dice il nome stesso, la sua promessa è di fornirvi il prodotto definitivo, l’ultimo che comprerete per molto tempo. La trasparenza trasparenza è il motto di La di Nabla Nabla Cosmetics, LastSwab è il cotton fioc riutilizzabile e ha due varianti, tra cui scegliere in base alle Cosmetics, chegenuinità punta allae genuinità che punta alla all’utilizzoe di ingreesigenze. LastTissue è una confezione di 10 fazzoletti dienti riutilizzabili a 460 volte!), all’utilizzo di(fino ingredienti vegani e cruelty-free, vegani e cruelty-free, garantendo prodivisa strategicamente in due scomparti, uno per i fazzoletti puliti e uno perdi i fazzoletti garantendo prodotti qualità. dotti di prima qualità. Ilprima marchio italiano racusati, che vi avverte quando è ora di lavare. E' LastRound, infine, l’alternativa ai per la Il marchio italiano racchiude nelnatura nome el’amore chiude nel nome l’amore l’arte: dischetti in cotone struccanti, lavabili all’infinito. Tutti eNabla trelai prodotti cover per l’arte: una Nabla èinsia un simbolo ènatura sia unehanno simbolo che fisica si usa per in silicone biodegradabile che si può lavare in lavastoviglie, che inoffrendovi fisica usail massimo persiadescrivere la natura, descrivere la sinatura, un richiamo all’immasia un richiamospesso all’immagine dell’arpa, spesso gine dell’arpa, raffigurata in mitologia dell’igiene al minimo sforzo. raffigurata in mitologia accanto Dio accanto ad Apollo Dio delle arti.ad Il Apollo brand prodelle una arti.serie Il brand propone molto una serie di pone di collezioni interessanti, collezioni molto interessanti, tra cui up la Vol.2”, tra cui la “Close-up Line” e la “Close“Close-up Line” e la “Closeup Vol.2”,disegnati due due linee di correttori e fondotinta linee di correttori e fondotinta disegnati per per ogni tipo di pelle. L’attenzione alle esigenogni di pelle. L’attenzione allenel esigenze ze deltipo consumatore si vede anche progetto del consumatore ancheinviare nel progetto “Me&Nabla” area siinvede cui poter qualsiasi “Me&Nabla” area in cui poter inviare qualsiasi suggerimento volto ad arricchire l’offerta del suggerimento volto adviene arricchire l’offerta del brand. Ogni consiglio discusso a cadenza brand. Ogni consiglio viene discusso a cadenmensile dal team. za mensile dal team.

Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Benecos, brand tedesco specializzato in prodotti per il make-up, unghie, capelli e corpo. Tra la Sulla stessa lunghezza d’onda è anche vasta gamma offerta dal brand gli smalti sono Benecos, brand tedesco specializzato in molto interessanti; il colore è la caratteristica prodotti per il make-up, unghie, capelli e fondamentale del prodotto, dimostrando come corpo. Tra la vasta gamma offerta dal brand uno stile di vita votato al rispetto della natura gli smalti sono molto interessanti; il colore è e delle sue risorse non faccia rinunciare all’ela caratteristica fondamentale del prodotto, stro e alla creatività. I nomi degli smalti sono dimostrando come uno stile di vita votato al molto invitanti, tra le tante proposte troviamo rispetto della natura e delle sue risorse non il “bubble gum”, “you-nique”, “wild orchid” o faccia rinunciare all’estro e alla creatività. I “flamingo”, i grandi assenti sono la formaldeinomi degli smalti sono molto invitanti, tra de, i parabeni, siliconi e altre sostanze chimile tante proposte troviamo il “bubble gum”, che nocive; al loro posto invece olio di avocado “you-nique”, “wild orchid” o “flamingo”, i e vitamina H adatta per le unghie fragili. grandi assenti sono la formaldeide, i parabeni, siliconi e altre sostanze chimiche nocive; al Queste proposte non sono le uniche sul mercaloro posto invece olio di avocado e vitamina H to, tanti sono i brand che ormai stanno viranadatta per le unghie fragili. do verso una proposta etica e sostenibile, per Queste proposte non sono le uniche sul l’ambiente e per la salute e prosperità di corpo mercato, tanti sono i brand che ormai stanno e mente. virando verso una proposta etica e sostenibile, per l’ambiente e per la salute e prosperità di corpo e mente. p.173 p.117 p.59


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Beyouty: Be You, Beyond, Beauty. La ricerca di una skincare adatta alla nostra pelle può richiedere molti anni e, soprattutto, molti prodotti provati e poi scartati. Inutile dire che lo spreco è enorme. Tanto meglio quindi passare ad un kit completo di prodotti che copra tutti gli step di detersione e idratazione e vi lasci soddisfatte, qualsiasi sia la vostra età e le vostre peculiarità. La linea skincare di Beyouty è proprio questo: genderless e cruelty free, garantisce la massima idratazione contro rughe e principio di acne, ed è completa nella sua offerta. Tra acqua micellare, spray rimpolpante e contorno occhi e labbra, la sua punta di diamante è la crema alla bava di lumaca, il cui siero è ottenuto tramite un processo gentile e naturale, che non danneggia l’animale e garantisce un prodotto eccellente. Ps. Beyouty è anche impegnato nel sociale: parte del ricavato è destinato all’associazione Il Mantello, che sostiene le adozioni di bambini provenienti da paesi meno fortunati. p.175 p.117 p.59


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Hair care: Nature in the head Plant stem cells have being studied in depth lately. They are part of the cellular regeneration system of plants which not only allows them to heal possible "wounds", but also to reproduce themselves. ForOrganiCup. this reason they are an excellent ally in hair care: it nourishes them at Eliminare assorbenti e tamponi the root and thickens them like never before. è di vitale importanza per uno stile di vita sostenibile. Secondo alcuni dati, raccolti da OrganiCup e consultabili sul MD Hair Restoration Starter Kit is loro sito internet, ogni donna utilizza in media 11.000 assorbenti usa e getta composed of three products that, if used nel corso propria vita. Ogni anno, i prodotti per il ciclo mestruale together, give shine and della strength to the scalp produconoofinthe media and allow the thickening hair 200.000 in few, tonnellate di rifiuti, che sono assolutamente impossibili da smaltire e finiscono solitamente nei campi o, peggio ancora, simple steps. Scalp Essential serum nourishes negli oceani. the skin and revitalizes it, Follicle Energizer Laroot coppetta mestruale silicone è uno dei prodotti sostitutivi sul mercato thickens the hair and, last but notinleast, oggi, insieme il ciclo, Nutri Hair in capsules makesagli theslip hairper thicker in alle spugne naturali e agli assorbenti riutilizzabili. Insomma, la scelta just one month of use, stimulating growth andè ampia. La coppetta è comunque repairing damage. Awesome, isn't it? il nostro consiglio per voi, perchè con le sue dimensioni ridotte e la sua produzione eco-friendly, vanta una lista molto lunga di pro: più comodità, più igiene, meno sensi di colpa.

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Beauty Kubes: sostenibilità al quadrato. Eliminare i contenitori è uno dei passi avanti più grandi che possiate fare nella vostra nuova beauty routine sostenibile. Beauty Kubes vi aiuta nel processo, grazie alla sua linea completa di shampoo, balsamo e bagnoschiuma solidi. L’offerta è ampia e i risultati sono garantiti - anche dai premi internazionali che hanno vinto da quando, nel 2017, hanno avviato il progetto. I Beauty Kubes sono divisi in piccoli cubetti di prodotto mono uso, facili da usare e zero spreco. Gli ingredienti utilizzati sono dei migliori: latte di cocco per nutrire in profondità, olio di semi di senape contro la secchezza dello scalpo, cartamo e polvere di ortica per equilibrare. Oltre agli ingredienti, anche il processo è green, dalla manodopera all’energia utilizzata negli stabilimenti, interamente ottenuta da fonti rinnovabili.

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Photography Les Mijotés using FUJIFILM Style Wilford Lenov Model Sanne Vloet c/o Heroes Models NY Hair Style Sienree using Oribe Makeup Chelsea Sule using MAC cosmetics

anne S VLOET Parlare alle nuove generazioni - e soprattutto ascoltarle - è molto importante non solo per le ricerche di marketing, ma anche per chi è interessato a lasciar loro un mondo migliore in cui vivere, che risponda alle nuove esigenze. I valori sono infatti cambiati, molto e molto velocemente. Millennials, generazione Z x e y a seguire sono cresciuti con la globalizzazione, sanno cos’è il consumismo fin dall’infanzia e hanno a disposizione molte più informazioni grazie ai digital media. L’insieme di queste tre condizioni ha formato un gruppo di consumatori attenti ed esigenti, che comprano solo ciò che è in linea con il loro pensiero. Tra le loro priorità c’è l’ambiente, ma anche la produzione consapevole e il benessere fisico e mentale. Tutto è collegato. Sanne Vloet fa parte di questa nuova generazione impegnata, crede molto nel suo potenziale trasformativo e ha voluto avviare lei stessa, insieme alla sua socia in affari Bénédicte Bakar, un brand di skincare con a cuore il benessere della nostra pelle e dell’ambiente. Izé, così si chiama, produce oli nutritivi per il viso e lo fa con le materie prime migliori. Ogni ingrediente è controllato, cresciuto e lavorato negli Stati Uniti, il packaging è sostenibile e l’azienda è coinvolta in programmi sociali e ambientali. Se dovessimo stilare una lista dei must have dei marchi nascenti, questi sarebbero i punti immancabili.

words Giulia Greco - fino pagina 189

On back cover and here: Two piece set Lakris | Ring Helenium p.180




The Internet is the best place to start, even though it is often a In te vediamo riassunte alcune delle (migliori) caratteristiche delle double-edged sword. Certain informations, however, are clear and giovani generazioni. Ti interessi dell’ambiente e del sociale, hai uno indisputable and constitute the essential background we all should have. stile di vita sano, sei aperta e hai i piedi per terra. Credi che i giovani For example, knowing the fabrics, their origin and their processing. siano pronti a cambiare in meglio il loro futuro? Give preference to natural fibers such as wool, cotton, viscose or hemp (yes, hemp! The most innovative and at the same time the oldest fiber) is Prima di tutto, grazie mille per le belle parole! Credo profondamente very important, though not sufficient. Synthetic and artificial fibers, nelle generazioni più giovani, stanno andando nella direzione giusta e which come mainly from plastic, are extremely harmful not only during sono molto attente all’ambiente, alla loro vita e, dalla mia esperienza, production but also after, during their life. Not everyone knows that amano confrontarsi con il nuovo. Oggi siamo molto più attenti a ciò che every time a polyester garment is washed it releases a certain amount consumiamo, sia esso cibo o prodotti o informazione, e nella nostra of plastic particles into the water that add new pollution to the classifica di priorità ci sono idee molto progressiste e buone. La mia ecosystem, in a potentially infinite cycle. Companies that demonstrate generazione sta già cambiando il proprio stile di vita, siamo anche they use natural fibers are usually more conscious than others. più grati per ogni piccola cosa, e preferiamo spendere i nostri soldi in Prices and the number of items per collection is another direct way to esperienze piuttosto che comprare cose materiali. Soprattutto, penso evaluate a brand. Low prices and countless collections per year are a che nell’ultimo periodo ci siamo resi conto di quante cose, nella nostra sign of low (if not non-existent) respect for the environment and vita, davamo per scontate e non lo sono. Sono personalmente curiosa di probably a truly polluting production system. Fast fashion chains are vedere come saranno i leader di domani! a sore point and talking about sustainability when considering their production system seems a contradiction in terms. It is true that some La tua line di skincare, Izé, è nata dalla tua esperienza di brands try to adopt and induce positive behaviors in customers, such as modella. Lavorare nel fashion system e provare, giornalmente, collecting discarded clothes or recycling. However, if these measures are tantissimi prodotti beauty diversi, ti ha come sopraffatta. Non solo per good, they are also very small action compared to the negative aspects la quantità, ma anche per lo spreco che creano, soprattutto dovuto al of production and cannot be taken into account in the definition of packaging. Credi che la gente se ne renda conto? Questa idea è alla sustainability. Every small step counts, but you need to focus on the base della descrizione di Izé, “skincare: semplificata”. Qual è il suo bigger damage to get effective results on a large scale. consumatore ideale? In the same way, we must be careful about the research that is carried out: that a brand is affiliated and collaborates with NGOs and Benny ed io abbiamo speso anni a spalmarci addosso molti prodotti, con humanitarian projects is, again, an commendable thing. However it is not l’idea che più erano meglio sarebbe stato per la nostra pelle. Seguivamo relevant if we talk about production, because it does not tell us anything questa pazza routine composta da 10 step e pensavamo che quella fosse about garments and how they are made. la strada per una “bella” pelle. Su Instagram e Youtube vedi queste Defining your priorities is the basis of the research. ragazze che usano 15 e più prodotti mattina e sera e noi facevamo esattamente lo stesso. E’ successo che la nostra pelle si è irritata e sensibilizzata tantissimo, perchè usavamo così tanti agenti chimici e profumi senza pensarci. Così, abbiamo capito che la semplicità - 2 o 3 prodotti di ottima composizione - fa la differenza. Abbiamo anche capito che le persone sono molto confuse, proprio come noi eravamo. Non sanno quanti strati applicare, quale prodotto va messo prima e se la crema per gli occhi va prima o dopo la crema viso. Abbiamo deciso di creare qualcosa che rispondesse a questo problema, facile da usare e che andasse dritto al punto. Izé è rivolto ai moderni appassionati di skincare, che cerano gli ingredienti migliori e vogliono prodotti da usare giorno e notte senza pensieri - soprattutto senza la paura di irritazioni indesiderate. Tutto questo mentre si compie un’azione buona per l’ambiente.

Button Down Shirt Nana Jacqueline | White Shorts Trendhaus | Earrings Natia x Lako

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Sei molto appassionata di skincare, ma anche di cibo e di salute in generale. Avevi questa passione prima di diventare modella? L’industria della moda ti ha aiutato ad acquisire maggiore consapevolezza rispetto a ciò che ti fa sentire, e ti fa apparire, meglio? Sono molto fortunata perchè lavoro in un ambiente che mi permette di conoscere tante cose nuove ogni giorno. Questo è valso per la cura della pelle, ma anche per il benessere in generale e la cucina ovviamente. Essere una modella professionista è un po’ come essere un atleta. Viaggiamo costantemente, dobbiamo essere sempre in forma e apparire fresche. Quando ho iniziato in questo settore ho dovuto iniziare a prendermi cura di me stessa in maniera consapevole, altrimenti non ce l’avrei mai fatta a resistere. Sono cresciuta nella natura e la mia famiglia mangiava prodotti freschi dall’orto ogni giorno. Ma il mio percorso è iniziato veramente solo quando, a diciotto anni, ho iniziato a posare. Vedevo intorno a me tante ragazze cadere in abitudini alimentari pericolose e ho capito che dovevo imparare a mangiare bene per me stessa e il mio aspetto, senza però rinunciare alla salute a ai sapori. Izé offre una routine perfetta. Quanto è importante per te la routine? La routine è assolutamente essenziale! Le mie prestazioni come modella e come businesswoman sono sempre migliori quando seguo una routine - la mia skincare, il mio workout, il mio regime alimentare. Faccio di tutto per mantenere le mie buone abitudini, perchè mi permettono di raggiungere ciò che voglio. Per quanto riguarda la beauty routine del mio viso, per me è essenziale trovare i prodotti giusti e mantenerli il più possibile, senza cambiarli. Se siamo consistenti con i nostri prodotti, la nostra pelle rimane in forma e i risultati si vedono presto. Izé è un brand molto giovane e la selezione di prodotti è, ovviamente, limitata. Avete intenzione di mantenere solo l’essenziale o state lavorando a qualcosa di nuovo? Quando abbiamo cominciato a parlare di Izé, abbiamo deciso che la nostra produzione sarebbe stata il più semplice possibile. Abbiamo intenzione di offrire più prodotti, ovviamente, come un cleanser, e ci stiamo lavorando da ormai 9 mesi. Ci abbiamo messo più di due anni per perfezionare il nostro olio idratante e speriamo che per questo cleanser i tempi siano più corti. In ogni caso non vogliamo correre, ci prendiamo il giusto tempo.

Button Down Janashia | Ring Ellie Veil | Earrings Iris Trends | Hair Cuff OV Paris

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Puoi spiegarci un po’ meglio cos’è il CBD, cannabidiolo: quali sono i suoi benefici e come lo implementate nei vostri prodotti? Il CBD è sicuramente l’ingrediente più chiacchierato al momento - e probabilmente anche il meno capito! I consumatori sono ovviamente interessati, ma non sono ancora sicuri di che prodotti fidarsi. Non tutto il cannabidiolo è prodotto infatti nello stesso modo e la maggior parte viene da produttori Cinesi che, sfortunatamente, usano moltissimi elementi chimici e tossine. E’ nostra priorità fornire CBD pulito, privo di pesticidi e altri elementi chimici. Il nostro fornitore unico di CBD è una coltivazione del Colorado, che pratica una coltura organica e rispettosa. Tutto il processo è svolto in US, dalla raccolta alla purificazione fino ai test finali. Ma veniamo ai benefici per la pelle! Il cannabidiolo aiuta a calmare la pelle e velocizza il rinnovo cellulare. In questo modo aiuta le pelli prone all’acne e esalta il colore e la brillantezza naturale. E’ un e Angeles. per questo motivo Dettaglio di dipinto by Damien Hirstantinfiammatorio at “The Veil Paintings” dinaturale Gagosian, Los byinEmily per Artsy Dettaglio di dipinto ©DamienFoto Hirst “The Berl Veil Paintings” può anche agire sulla produzione di sebo, diminuendo laal Gagosian, possibilità di imperfezioni. Los Angeles | foto Emily Berl per Artsy Il packaging è una parte molto importante, insieme al sistema di trasporti. Damien Hirst. Qual è il vostro approccio a riguardo? Damien Hirst è uno dei principali esponenti del movimento pittorico inglese contemporaneo e laLa suanostra arte, geniale destaplastica grandepossibile e meno imballaggi possibili. prioritàeèpersonale, di usare meno interesse nella critica. Tema principale è la morte, che Hirst indaga Benny ed io siamo veramente frustrate da quanti imballaggi vengono usati nei soprattutto in relazione al mondo animale e che emerge dalle sue prodotti che compriamo. E’ solo un grandissimo spreco! opere come un aspetto naturale della vita che accomuna tutti noi. La nostra filosofia inoltre è che se il nostro prodotto è buono, allora non avremo Nonostante la tematicabisogno in sè siaditradizionale, l’artista britannico l’ha nessun packaging impattante per farci notare. Ancora una volta, vogliamo ampliata in modo del tutto originale: animali morti sezionati (così da bottiglie in vetro anziché in plastica: tenere le cose semplici. Utilizziamo quindi mostrare sia l’interno che l’esterno del cadavere), collage dio farfalle possono essere riutilizzate riciclate. Per quanto riguarda i nostri box per le You with many brands like e uncollaborated famoso teschio tempestato di diamanti, fino alla composizione consegne, sono tutti realizzati in cartone riciclato. Non offriamo nessuna consegna Cartier, Estee Lauder or David Webb, brands della Biennale di Venezia del 1993 composta da così metàpossiamo mucca e metà express, contenere le nostre emissioni il più possibile. that have their own creative identity. How did che Hirst predilige vitello. Il mezzo d’espressione non convenzionale you to find thespettatore, balance between theirvuole in realtà eliminare puòmanage creare shock nello mapartner l’artista Izé è anche con l’organizzazione 1 Percent for the Planet. L’1% dei vostri artistic guidelines and your style in these il timore e il dolore chericavati l’uomo prova quando si rapporta alla va in favore dell’ambiente, permorte, la salvaguardia di habitat naturali a rischio. collaborations? per creare una fruizione serena. Le Può sue istallazioni sono composte di ma mostra come, se uniamo le forze, sembrare un piccolo sforzo, materiali diversi, da pittura, scultura e disegno insieme e indagano un possiamo raggiungere grandi risultati. Many of these brandstra were wonderful work territorio al confine arte e scienza,toche l’uomo cerca costantemente with, fortunately! We worked closely together to La reazione fisica di esorcizzare attraverso la Ci religione e latante medicina. sono così cose che possiamo fare insieme! Sono cresciuta in Zimbabwe, do something that felt both on brand for them istantanea che lo spettatoreinsperimenta davanti istallazioni è la Africa, e sono stataalle fortunata perchè ho avuto la possibilità di viaggiare molto and authentic to my work style.perchè There solo weredopo un brivido o un parte più importante per and l’artista, e di vedere il mondo da prospettive diverse. Dare qualcosa indietro all’ambiente times this didn’t always happen (especially sensowhen di nausea, l’audience iniziare una riflessione sulla Con Izé, Benny ed io vogliamo avere è può ciò che cerco di fare in tutteproficua le mie attività. inmorte. the beginning), but overtime I have learned un impatto positivo. Con la filosofia “less is more” che ci guida abbiamo ridotto il toNon fight it where cananche - or turn down the project. solo morteIma - e soprattutto - vita. “The Miraculous nostro impatto e siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni. Crediamo molto anche When there’s not a certain respect in the più criticate di Hirst e risale Journey” è una delle istallazioni scultoree nell’educazione, che è la cosa più importante per formare gli adulti di domani. Nel collaboration it’s often very successful al 2005, realizzata per not l’inaugurazione delilfor nuovo Medical Center 2018 ho dato via al Sidra progetto You/Me, che è un programma di tutoraggio per i either party. At the same time there’s sometimes in Arabia Saudita. Le 14 sculture monumentali (sono alte dai 5 agli 11 ragazzi nelle scuole superiori di New York. ametri) challenge of èfiguring outraccontano how to create di cui composta il “viaggio” del feto dalla feconsomething authentic that works for both of you, della vita e toccando dazione fino alla nascita, celebrando il miracolo which I findinusuali fun. It may always clear from tematiche per ilnot mondo delbemedio oriente. the get go. Hirst divide la critica e accanto a chi celebra la sua arte come visionaria c’è chi ne disprezza lo stile e lo sfarzo. Materiali preziosi, strutture esagerate e moltissimi soldi spesi per attrarre fama e visibilità, senza contare la lista lunghissima di artisti a cui Hirst ha “rubato” elementi e Suit Tako Mekvabidze | Ring Iris Trends idee, senza alcuna paura ad ammetterlo. p.187 p.107 p.59 p.67


Dove trovi ispirazione nella tua vita quotidiana? Come ti dai la carica per offrire un business che sia etico, nonostante le difficoltà? L’ispirazione arriva dalle mie esperienze, dai miei viaggi, dal tempo che spendo nella natura. Impariamo tanto l’uno dall’altro, specialmente con il giusto atteggiamento. Portare avanti un business etico, come lo intendiamo noi, non è cosa facile. Abbiamo a cuore così tanti aspetti, come gli ingredienti, il packaging e le spedizioni, che è difficile coordinarle tutte. Da quello che ho visto, gli Stati Uniti sono leggermente indietro sul tema sostenibilità, rispetto ad altri paesi. Ma a Izé vogliamo mantenere alto lo standard. Trovare il giusto equilibrio tra ciò che vogliono i consumatori, ciò che è meglio per l’ambiente e la nostra visione è un po’ come creare la ricetta perfetta. Richiede tempo! Hai lavorato molto nella moda: che tipo di approccio hai al fashion oggi? Dove compri e quanto, qual è la tua filosofia? Questa è un’ottima domanda, e la risposta è cambiata molto nel tempo. Lavorare nell’ambiente mi ha aiutato a capire quante collezioni vengono prodotte ogni anno, quanti capi rimangono invenduti, qual è l’impatto ambientale di questo sistema sul pianeta. Quando cerco un nuovo capo da acquistare, provo a cercarlo prima di tutto usato, da siti sicuri. Il mio ragazzo compra solo vintage e seconda mano da qualche anno e mi ha dato l’ispirazione giusta per cominciare. Sono una consumatrice molto più cosciente di quanto fossi prima e faccio le mie ricerche. Oltre a questo, mi sono stati presentati dei marchi veramente validi e creati da altre donne, che adoro. Ultimamente ho fatto anche una bella pulizia nell’armadio: ho salvato i capi basici e ho donato quello che non mi piaceva più. Cercare soluzioni più coscienziose e ponderare il modo in cui vivo in questo mondo mi ha fatto capire che dobbiamo tutti lavorare insieme, produttori e compratori, per cambiare e proteggere il nostro pianeta.

Dress Affair

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Total Look Miu Miu


Lines in the Sand Le linee, specialmente quelle tracciate nella sabbia, sono fatte per essere cancellate e continuamente spostate. La moda delle stagioni a venire adotta esattamene la stessa filosofia e ci invita a vestirci di cose mobili, flessibili, slegate da qualsiasi rigida definizione.

Non è solo la fine di costrizioni che per anni hanno interessato il corpo femminile, ma anche l’invito sussurrato a espanderci, lasciando alle nostre forme lo spazio di muoversi ed entrare in contatto con il mondo che ci circonda. Dopo tutto, la natura stessa è fatta di elementi esuberanti, che non si limitano mai ma crescono e cambiano. Omnia Mutantur: le onde dell’oceano, le dune della sabbia, le nuvole portate dal vento e anche noi, in un flusso continuo che lega l’oggi al domani.

Photography Damian Weilers Art Direction Charlotte Watts Style Dee Moran Models Madeleine c/o Elite Model World and Lottie Select Model London Makeup Wendy Turner c/o Frank Agency using Tom Ford Hair Style Rose Angus c/o S:Managment using Maria Nila Stockholm Post Production Emma Balcomb


LOTTIE: Dress Roksanda | Earrings Chloe

MADELEINE: Dress Roksanda | Boots Legres | Earrings MM6 M aison M argiela


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LOTTIE: Full Look Issey Miyake



Opposite: LOTTIE Shirt, T rousers Vince |Shoes Chloé | Earrings Mulberry

LOTTIE: Shirt Chloé



MADELEINE: Dress Nynne | Earrings MM6 M aison M argiela LOTTIE: Dress Amanda Wakeley | Earrings Mulberry | Boots Legre s


Dress Moschino | Jacket Zara Opposite: Skirt Maison Margiela | Blouse N21 | Shoes Ellery



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LOTTIE: Dress Christopher Kane

MADELEINE : Dress MM6 Maison Margiela



Opposite: Turtleneck Simon Miller | Skirt Maison Margiela | Shoes Aqua

Opposite: Dress, earrings MM6 M aison M argiela | Boots Legres

LOTTIE: Vest Sunspel | Skirt Mulberry | Boots Legres | MADELEINE: Jumper, skirt Pringle of Scotland | Shoes Chlo é

Dress Y/Project | Shoes Aqua


Una guida ai trend ACCESSORI per entrare perfette nell'AI 2020-21 Quest’inverno non sarà di certo un inverno come tutti gli altri. La stagione che ci si prospetta sarà infatti dominata dall’incertezza e dalle ansie determinate dal coronavirus, con il quale forse dovremo convivere ancora per un bel po’. Ecco che gli accessori autunno-inverno 2021 declinano l’atmosfera non proprio rosea che abbiamo davanti con nuovi e interessanti trend in parte ispirati al momento storico che stiamo vivendo, in parte indirizzati dalla parte opposta, facendo leva su design, materiali e ispirazioni cromatiche che puntano a smorzare i toni e a farci sognare tempi migliori.

Glam AUTUNNO

words Ludovica Mucci Here and opposite: all accessories by Sweet Deluxe Bags: Fringes, Chains and Shearling | Bracelet, Earrings Pearls and Chains


Un accessorio che ha dominato gran parte del 2020 e che continuerà ad essere protagonista del nostro quotidiano è sicuramente la mascherina. Da strumento asettico, destinato a fini chirurgici e protettivi, la mascherina ha subito radicali trasformazioni negli ultimi mesi, diventando un accessorio di moda poliedrico, da abbinarsi a qualsiasi abito e occasione grazie agli infiniti design, trame, fantasie ad essa applicati. Un trend emerso negli ultimi mesi e che sicuramente avrà seguito nella stagione autunno-inverno è la mascherina viso sostenuta dalla catenina per portarla al collo. Il design è lo stesso degli occhiali provvisti di catenina (che, come fa notare Vogue Italia, sono tornati in auge nella scorsa estate). L’idea sembra funzionare, specie perché l’utilizzo della catena al collo pare essere una soluzione più igienica rispetto al tenere la mascherina legata al gomito o alla mano -o peggio- ripiegata sul tavolo. La soluzione è già in voga all’estero, dove alcuni brand internazionali hanno subito messo in commercio il loro prodotto. Lady Grey, Jules Kae e Donni ne sono un esempio. Le frange, tra le protagoniste assolute di questa stagione. Sono dappertutto. Le catene, estese ad abiti, scarpe, collane e borse, rappresentano uno dei trend dominanti della stagione. Di grandi o piccole dimensioni, costituiscono un ornamento che di sicuro non passa inosservato e che aggiunge quel tocco di aggressività in più anche sugli abiti o accessori più delicati. L’accostamento di catene a tessuti morbidi e a tagli eleganti dona profondità ai capi, creando interessanti contrasti tra armonia e caos, seduzione e vincoli. A questo proposito occorre senz’altro citare la linea corrente seguita da molti brand che si fonda proprio su questo tema. La giustapposizione di elementi appartenenti a diversi insiemi crea nuovi significati e funzioni, ed è proprio quello che molti player della moda stanno sperimentando nelle loro collezioni. Seduzione e sensualità, ad esempio, assumono diversi significati e profondità grazie all’accostamento di materiali meno aggressivi, più romantici e morbidi. È da tantissimo tempo che il fetish e la moda camminano insieme; è un connubio che ha le sue origini dall’entrata del fetish nella cultura popolare, nel cinema. Basti pensare alla Catwoman interpretata da Michelle Pfeiffer e a molte altre super eroine vestite in costumi di pelle nera e vinile. p.203


k o o L Top In Fetish: Fashion, Sex and Power, Valerie Steele parlava di come solo di recente alcuni studi sul feticismo avessero evidenziato link diretti con la costruzione sociale della sessualità e ad oggi abbiamo visto come il sistema moda stia subendo una radicale rivoluzione proprio intorno a questo concetto e insieme a questo anche su quello della diversità e per esteso dell’idea di bellezza. Tale rivoluzione è capitanata senz’altro da Gucci, che con il sapiente mescolamento di simboli e significati sta sconvolgendo un intero sistema. È suo l’abito di stampo vittoriano, con pizzi e ricami, sul quale sono stati applicati un collare e un busto legato da cinture di pelle. E anche Sarah Burton per Alexander McQueen si sta muovendo in questa direzione. I suoi capi inneggiano a una femminilità che non ha paura di dimostrare forza, indipendenza e autodeterminazione. Junya Watanable applica bustini e cinture in pelle anche sui cappotti. L’inserimento di questi dettagli in pelle specialmente sugli abiti, oltre a evidenziare un


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nuovo tipo di sessualità e femminilità modifica anche i corpi, declinando nuove silhouette che si muovono al passo della rivoluzione. A dare una nuova silhouette sono anche i cinturoni, che assumono quasi la forma di bustini. Un esempio di questo incredibile trend è senz’altro Tatjana Philipp, Saint Laurent, Elie Saab e Rochas. Altri elementi fetish, come collari e chokers, vengono rivisitati con nuovi design che privilegiano le forme geometriche e squadrate, o creando look ancora più barocchi e strutturati. Rimangono intramontabili i combat boots, tra cui spiccano quelli di Valentino, Ganni e Rochas. I contrasti continuano sulle borse, sulle quali materiali diversi si incontrano in nuovi connubi. Il velluto sembra uno dei tessuti che nella stagione invernale vedremo di più. Lo scintillio di paillettes e pietre preziose è accostato alla pelle. Quanto a nuove forme, questa stagione sarà dominata dalle Bottle bags, che strizzano l’occhio al tanto amato tema della sostenibilità, fungendosi da vere e proprie porta bottiglie funzionali e pratiche. Kenzo, Chloe e Coach offrono delle opzioni originali.

Here from up left: TatjanaPhilipp Leather Belt | Ganni Leather Knee High Boots | BY FAR Gina Leather Sandals | Isabel Marant Shearling-Trimmed Boots | Public Desire Boots Opposite from up left: Squared Bag with Chain Sweet Deluxe | Simmi London Sandals with chains Zimmermann Velvet Fringed Clutch | Fredy Bottle Bag | Bottega Veneta Padded Leather Bag Paco Rabanne Iconic 1969 Metal Chain Mail Bag p.205


Continuano ad apparire nelle sfilate i gioielli e gli accessori con perle e forme particolari rievocanti quelle di animali. Le croci utilizzate a mo’ di collana o orecchini sono perfette per chi privilegia le atmosfere gotiche e romantiche. Intramontabile trend che da qualche anno continua a imperversare nelle collezioni è senz’altro la fantasia floreale, che per questa stagione autunno-inverno stempererà senz’altro l’atmosfera grazie alla sua leggerezza e freschezza. Per questa stagione però anche il tema floreale subisce delle modifiche, come ad esempio quelle apportate da Y/Project, Badgley Mischka e Off-White, che creano un orecchino pendente singolo di stampo floreale. Quest’opzione assume una funzione più decorativa che prettamente funzionale. Le stampe floreali compaiono ancora anche sui maxi boots come su quelli di Anna Sui, Tory Burch e Rodarte. I fiori sono la firma di Sabinna, che per questa stagione propone un cerchietto per capelli con fiori di paillettes colorate applicati. Da accostare a qualsiasi capo per renderlo più sprint e frizzante. Insieme ai fiori, i gioielli a forma di stelle esplosive e mani creano un look suggestivo, come quelle di Nicole Miller, Valentino e Victoria Beckham, ideali per le atmosfere invernali natalizie, cariche di magia. Se davanti a noi si prospettano tempi bui, di certo sappiamo come illuminarli.

Here from up left: Sabinna Hazel Hairband | Fallon Gold-plated Bracelet | Ashley McCormick 18K Gold & Moonstone Necklace Orelia Gold-plated Necklace | Opposite: FW20-21 shows Max Mara, Chanel, Etro @Gorunway.com| Products from up left: Rosantica Fringed Crystal-Embellished Tote Isabel Marant Leather Waist Belt | Marni Two Tone Shearling Pointed Toe Pumps | Oscar de la Renta Crystal-Embellished Velvet Clutch


LATEST aCCESSORI

top k o o L p.207


REFLECTION Il tema della natura morta in arte è ricorrente e porta con sè significati molto forti. E’ la rappresentazione di oggetti inanimati, solitamente frutta, fiori, pesci e selvaggina, che diventano simbolo della caducità di ogni cosa, del deperimento inevitabile portato dallo scorrere del tempo. Nello stesso tempo però, è anche l’innalzamento di oggetti che - solitamente subordinati all’uso e consumo dell’uomo - diventano portatori di valori autonomi, sono protagonisti tanto quanto gli esseri umani. Qui gli accessori sono il focus dell’intero racconto. Scarpe, cappelli e soprattutto i gioielli si combattono la scena. I loro colori sono sgargianti, le loro forme sono inusuali, quasi architettoniche. Sicuramente divertenti. Se ogni cosa è temporanea, ricordatevi che un gioiello è per sempre.

Photography Maria Dominika Style Malin Rickertsen Set design Carina Dewhurst Model Jona c/o Mirrrs Makeup Susanna Helén Hair Style Kosuke Ikeuchi Assistant. Laura Françis


Blouse Marcel Ostertag | Earrings Aleksandra Seweryniak Opening: Shoe William Fan p.209


Necklace YCCIJ Opposite: Dress Nobi Talai | Earrings Adriane Lila Fecke




Blouse, Marcel Ostertag | Earrings Aleksandra Seweryniak | Pants Daniela Harsch | Boots Luisa Lauber | Stole/scarf (on table) Marcel Ostertag Opposite: Jumpsuit Marcel Ostertag | Hut Klara Pichler | Earrings, Necklace YCCIJ

p.213



Pants Nobi Talai | Top Daniela Harsch | Earrings Jane Kønig Opposite: Blouse Lala Berlin | Earrings LTE (live to express



Bag William Fan Opposite: Blouse Lou de Bètoly | Earrings Kasia Kucharska | Pants Lala Berlin | Socks Falke

p.217


Pants Lou de Bètoly | Shoe Inyati Opposite: Body, Leggings Danny Reinke | Earrings, Necklace, Bracelet Jane Kønig



VIAGGIO

ITALIANO

Sostenibile

Opposite: Cala Luna, Sardinia by Adele Claassens


LATEST Paradise words Marta Forgione fino a pagina 225

La nostra bella Italia, conosciuta da tutti nel mondo per bellezza di ogni genere. Eppure noi italiani abbiamo spesso il desiderio di viaggiare altrove, scoprire, uscire dalla nostra normalità culturale. Non che sia sbagliato ovviamente, anzi, chi nasce con la curiosità del diverso non potrà che voler vedere altre realtà. Quest'anno, però, a causa della pandemia che tutti abbiamo vissuto e stiamo vivendo, ci siamo sentiti in dovere di sponsorizzare e valorizzare il nostro amato Paese. Vi piace il lusso? Vorreste un viaggio fatto di relax, shopping e città della moda, oppure scoprire la natura meravigliosa e incontaminata delle zone remote? Oppure, perchè no, riuscire a conciliare le due cose per non annoiarsi mai? Vi parliamo quindi della fantastica possibilità di fare un viaggio sostenibile proprio qui partendo dalla città eterna, e con qualche dritta per rendere il percorso davvero ricco di ricordi indimenticabili. Affittare un'auto. Ecco il primo passo per un viaggio indimenticabile in cui potrete godere di paesaggi, fermarvi quando volete, ma soprattutto scegliere meravigliosi hotel sostenibili che magari, purtroppo, non sono esattamente vicinissimi alle stazioni di treni e aereoporti. Sia che arriviate in treno o aereo, nelle immediate vicinanze troverete varie agenzie per affittare l'auto che più si addice al vostro viaggio, a seconda di quanti siete e quanto bagaglio avete. Vi consigliamo di prenotare il vostro mezzo prima di partire, direttamente quando comprate il biglietto. Risparmierete soldi e potrete scegliere l'auto migliore.

p.221


Zero I

ROMA, LA CITTA' ETERNA La prima tappa è quindi la nostra bella Roma. Non ci sono consigli utili sul cosa vedere, è chiaro che li conoscete già tutti e ognuno preferirà alcuni luoghi rispetto ad altri. Se siete amanti della moda, però, è d'obbligo la tappa in centro in via Condotti. Passeggiate tra piazza di Spagna, via del Corso fino a piazza del Popolo, per salire poi fino al Pincio e continuare nel verde di Villa Borghese. Se siete una coppia, vi consigliamo di soggiornare al Domus Stellarum / Polaris. Appartamento ristrutturato e pensato per ridurre l'impatto ambientale. La struttura ricettiva infatti utilizza elettricità al 100% da fonti rinnovabili, e riduce i consumi di acqua utilizzando appositi riduttori di flusso. Per gruppi fino a 4 persone c'è il loft su due piani Florido' Oasis, dotato delle ultime tecnologie in fatto di utilizzo di pitture ecologiche ed energia rinnovabile. Se venite in estate, non dimenticate la sera il giro alle bancarelle e i localini sulle barche del Lungotevere.


Impact

Marmore Waterfall courtesy badiaccia.com

LE CASCATE DELLE MARMORE (TR) Dopo lo shopping, i musei, la movida serale e il cibo c'è bisogno di una parte di viaggio dedicata alla natura. Situate a solo un'ora e mezzo di macchina da Roma, vicino al confine tra Lazio e Umbria, ecco uno dei luoghi top naturalistici italiani: la Cascata delle Marmore. Con i suoi tre salti sono le cascate artificiali più alte al mondo e, in generale, tra le più alte d'Europa. Inserite in un parco naturale di straordinaria ricchezza biologica, in cui potrete trovare specie di uccelli rari e alcuni unici in Italia. L'area Parco è visitabile a pagamento con percorsi guidati. Il flusso d'acqua è controllato e preso dal fiume Velino per la produzione di energia idroelettrica. Un consiglio? Visitate le poco conosciute grotte che l'acqua nel corso dei secoli ha scavato, con stalattiti e stalagmiti, nel travertino. Dal borgo medievale di Torreorsina, unico paese della Valnerina che si affaccia direttamente su di esse, è possibile una vista panoramica della cascata. p.177 p.223


Top

courtesy anticatorredelnera.com

ANTICA TORRE DEL NERA (PG)

Ad una trentina di minuti di macchina dalla zona delle Cascate delle Marmore troviamo questo super hotel sostenibile, dove non potrete non fermarvi a passare almeno un paio di notti, riposo garantito. Si tratta di un albergo diffuso con camere tutte con accesso indipendente, che vi permetteranno di capire com'era la vita comunitaria di un piccolo borgo storico in Umbria. Uscendo dalla propria stanza, infatti, vi troverete direttamente a passeggio nei vicoli in pietra tra le piccole botteghe artigiane. Ognuna di queste camere ha una sala da pranzo, riscaldamento indipendente, camino a legna e arredi di pregio fino ad arrivare alle suite a due piani. A soli 10 minuti troviamo Activo Park, il parco divertimenti piĂš grande d'Europa completamente immerso nella natura e a zero impatto ambientale. Qui potrete fare rafting, nuotare nel fiume e fare lunghe passeggiate. Dopo le escursioni tornate a rilassarvi nel moderno impianto termale dell'hotel, in cui rivivere la filosofia delle “antiche terme romaneâ€?.


Offer

VALLE DELL’ERICA THALASSO & SPA RESORT (SS)

E' il momento di lasciare la penisola...verso l'isola. Con la vostra auto potrete partire da Civitavecchia (2h dall'hotel Antica Torre del Nera) comodamente di sera, prendendo un traghetto notturno e dormendo in nave. La mattina dopo, prestissimo e riposati, sarete pronti per la vostra avventura sarda. Arrivati ad Olbia, avrete di fronte a voi un'ora scarsa di tragitto per arrivare a questo favoloso Resort 5 stelle. E qui la vacanza sarà definitiva, con accesso diretto al mare e alla natura incontaminata. Sarete immersi in un parco di 280.000 mq dotato di ogni comfort, vicinissimo tra l'altro a varie zone tra le più ricercate della Sardegna. E se la natura non bastasse, il Centro “Le Thermae” ha per voi trattamenti spa, palestra, sauna, bagno turco e quattro piscine esterne di acqua marina riscaldata a differenti temperature. Il gruppo Delphina Hotels & Resorts è la prima catena alberghiera italiana (e tra le prime al mondo) in cui viene usata in tutte le strutture energia da fonti rinnovabili al 100%. p.177 p.225


runway

BRIDE

Runway Bride è una storia d’amore a tinte forti. Parla di una nuova generazione di donne i cui attributi principali sono libertà e determinazione. Sono sposate alla moda, si giurano sostegno incondizionato l’un l’altra, sono fedeli solo sé stesse. Non si danno limiti e se ne trovano sulla loro strada li bruciano. Ricordate cos’è successo la volta che Thelma ha detto a Louise “Mi hai detto che tu ed io ce ne saremmo andate da questa città e, per una volta, ci saremmo veramente lasciate andare. Bene cara, guardami ora perchè mi sto veramente lasciando andare!”.

Photography Marina Vengut Style Francisco Ugarte Models Naomy Garcia C/O Elite Barcelona & Oliwia Lis C/O Trend Model Management Hair Style, Makeup Mariona Botella c/o Kasteel Artist Management Production Assistant Alexandru Rus


Naomi (Left): Turtleneck, Dress, Boots Vivetta | Hoodie Balenciaga (Mytheresa) Oliwa (Right): Coat Misbhv | Top And Trousers Didu | Shoes Unif

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Oliwa: Total Look Moncler X Richard Quinn | Naomi: Jacket, Sweater Miu Miu | Leggings Versace (Mytheresa) | Boots Vivetta Opposite: Naomi: T-Shirt Gucci (Mytheresa) |Top Marine Serre (Mytheresa) | Skirt, Boots Didu | Tights Miu Miu | Rings La Manso Oliwa: Total Look Moschino | Long Sleeves Top Burberry (Mytheresa) | Boots Misbhv


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Total Looks Filles A Papa




Naomi: Jacket Filles A Papa | Rings La Manso | Earrings, Necklace Misbhv | Sunglasses Burberry Bikini Top Louis Vuitton | Trousers Gucci Oliwa: Blouse Fendi (Mytheresa) | Trousers Filles A Papa | Rings La Manso



Naomi (Left): Turtleneck, Dress, Boots Vivetta | Hoodie Balenciaga (Mytheresa) Oliwa (Right): Coat Misbhv | Top And Trousers Didu | Shoes Unif

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