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50 ANNI DI LEGGE SULL A NATURA E IL PAESAGGIO  10

Tocca al popolo decidere Con la revisione della Legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN), la tutela dei monumenti e dei paesaggi corre un grave rischio. Questa revisione è l’esito di un’iniziativa parlamentare. L’Heimatschutz Svizzera appronta con un largo ventaglio di altre organizzazioni il referendum contro lo smantellamento della legge. Tocca al popolo decidere se vuole la distruzione dei nostri beni culturali e dei nostri paesaggi antropici.  Adrian Schmid, Segretario generale dell’Heimatschutz Svizzera

Sta annunciandosi una stagione politica tempestosa. Il Parlamento intende sacrificare i nostri insediamenti e paesaggi antropici meritevoli di protezione adottando diverse revisioni legislative. La pressione sui nostri beni culturali è aumentata enormemente in questi ultimi anni. Cinquant’anni or sono, in vista dell’adozione della Legge sulla protezione della natura e del paesaggio, il Consiglio federale aveva espresso a chiare lettere la sua preoccupazione, scrivendo che «lo sviluppo impetuoso dell’economia, della tecnica e del traffico minaccia sempre più la nostra patria». E il Parlamento di allora aveva votato all’unanimità la nuova legge. Prima, già nel 1936, era stata istituita la Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio. Guardiamo che cosa succedeva nel 1966, quando fu approvata la LPN. Passate le privazioni e i tempi bui della seconda guerra mondiale, frigoriferi, lavatrici e televisori fecero irruzione nelle nostre case. Il numero delle automobili in circolazione aumentava senza posa, e fu necessario costruire le autostrade. I redditi agricoli conobbero un miglioramento grazie all’uso di pesticidi e concimi chimici. L’aspetto di molti abitati e paesaggi fu stravolto. Questa evoluzione suscitò proteste e la formazione di un’opposizione extraparlamentare. Oggi, stiamo vivendo uno andamento analogo. Ma, contrariamente ad allora, il Parlamento, anziché rafforzare la protezione della natura e del paesaggio, intende indebolirla. Il pretesto della svolta energetica Con la scusa della svolta energetica, vengono sottoposte a revisione due leggi, togliendo loro l’efficacia protettiva che esercitano. La promozione di energie rinnovabili e la tutela della natura e del paesaggio non stanno di per sé in contrapposizione. La svolta energetica e l’uscita dal nucleare sono possibili senza met-

4  Finestra in lingua italiana  4 | 2016

tere in pericolo i monumenti più significativi, l’aspetto degli insediamenti e i paesaggi antropici. In presenza di un conflitto di interessi, bisogna in primo luogo ricorrere all’enorme potenziale che non rappresenta alcun rischio per il paesaggio. Occorre rinunciare a nuocere e ancor meno a distruggere monumenti e insediamenti degni di protezione. Com’è possibile? Il patrimonio edilizio della Svizzera ammonta a circa 1,8 milioni di costruzioni, di cui meno del 5 per cento, ossia pressappoco 90 000 edifici, è tutelato. Contando anche gli immobili che in un modo o nell’altro vanno considerati nell’ottica degli insediamenti da proteggere, arriviamo a un 10, 15 per cento di tutte le costruzioni. A libera disposizione, rimane quindi l’85-90 per cento del patrimonio edilizio non soggetto ad alcun vincolo di salvaguardia. Il Parlamento federale ha rafforzato la Legge sull’energia (LEne) a svantaggio della tutela in seguito ai risoluti interventi della Consigliera federale Doris Leuthard. Le organizzazioni attive nella salvaguardia della natura, dell’ambiente, del paesaggio e dei beni culturali si sono opposte, ma senza successo. Per finire, hanno bene o male accettato la svolta energetica. Ma ben più gravi sono gli attacchi attualmente in corso approfittando della revisione della LPN. Parte integrante della nostra identità Gli insediamenti, i monumenti e i paesaggi inseriti nei nostri inventari hanno una grande valenza per la nostra identità collettiva. La revisione della LPN ha per effetto che questi oggetti possono ora essere modificati, se gli interessi della Confederazione, dei cantoni o «una ponderazione complessiva degli interessi» dovesse giungere a tale conclusione. Finora, per consentire una modificazione del genere su oggetti protetti occorreva l’esistenza di interessi nazionali almeno equivalenti. I pareri della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP) perderebbero inoltre la loro importanza. Secondo il diritto vigente, la CFNP e la Commissione federale dei monumenti storici (CFMS) devono esprimere una loro valutazione o porre una serie di domande, qualora un oggetto menzionato in un inventario federale corra il rischio di essere manomesso. Le Commissioni stabiliscono se l’oggetto deve rimanere inalterato e come va rispettato. È importante sapere che l’attuale revisione non tange unicamente la LPN, ma anche la conservazione dei monumenti, in quanto attualmente la CFNP e la CFMS possono essere interpellate solo se vi è il rischio di compromettere oggetti protetti degli inventari, ossia in pochi casi. I progetti devono inoltre avere una rilevanza centrale. Di conseguenza, la stragrande maggioranza dei progetti edilizi non viene valutata da queste Commissioni. Nei pochi casi in cui intervengono, molte decisioni sono prese seguendo il loro parere. Con la revisione prospettata, le loro valutazioni sarebbero soltanto uno dei criteri che le autorità prendono in considerazione per formulare le decisioni. Tocca al popolo decidere Gli inventari federali raccolgono i gioielli del patrimonio culturale e dei paesaggi svizzeri. Una loro manomissione è definitiva, non si potrà mai tornare indietro. Ecco perché bisogna metterli al riparo da interventi poco ragionevoli. Con la revisione, gli scopi di protezione della LPN subiscono un attacco frontale. In occasione dell’Assemblea dei delegati

Heimatschutz/Patrimoine 4-2016: Finestra  

L'edizione di «Heimatschutz/Patrimoine» contiene una finestra che propone in italiano gli articoli più importanti. Così facendo, riusciamo a...