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Stefano Candidoni

stefanocandidoni@gmail.com VAS

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VAS E DIDATTICA: DA VERTICALE A UNA SCUOLA NUOTO MODERNA

L’utilizzo a 360 gradi dell’acqua determina il successo per la gestione

La contrapposizione non serve, l’esclusività nemmeno. Utilizzare al meglio e al massimo il volume d’acqua è l’unica cosa saggia che può essere portata avanti. La vera sfida è la convivenza di tutto, non la scelta radicale.

Siamo inondati, lo siamo stati in particolare negli ultimi due mesi, da informazioni riguardanti le condizioni di riapertura degli impianti: criteri di sicurezza, di vendita, modalità di accesso, limiti di affollamento, oltre a rimarcare, per fortuna sempre più, l’importanza del movimento in funzione della salute, per la prevenzione, come farmaco naturale. Alcune domande penso che sia il caso di porcele, per evitare di ridondare messaggi in modo superficiale, non venendo compresi.

SEMPRE CORRETTO PARLARE DI SALUTE LEGATA ALL’ATTIVITÀ FISICA? CHE COSA POSSIAMO MISURARE PERCHÈ L’OBIETTIVO “SALUTE” SIA REALE? QUALE ATTIVITÀ È CORRETTO FARE IN ACQUA?

Sempre corretto parlare di salute legata all’attività fisica? Che cosa possiamo misurare perchè l’obiettivo “salute” sia reale? Quale attività è corretto fare in acqua?

Trainer capaci sono la miglior guida per Group Training e per attività di VAS accessibili a tutti, in modo divertente e coinvolgente - foto Gesti Sport con Daniela Pintus Le risposte a queste domande non sono banali, per niente scontate. Un utilizzo dell’acqua a 360 gradi non sta tanto nell’immaginare miriadi di attività diverse per riempire planning, a volte incomprensibili per un utente qualsiasi. Sembra che la declinazione delle attività con tanti “nomi” sia una esigenza gestionale, dettata più da ragioni di marketing piuttosto che di prodotto. Così come la contrapposizione netta tra orizzontalità e verticalità in acqua testimonia della pigrizia, della cecità, anche alimentata dai soggetti istituzionali, che hanno decretato, ad esempio durante il lockdown, che “nuotare” si poteva mentre le attività in verticale no, quando invece con l’avanzare dell’età i vantaggi veri li abbiamo nel vivere l’acqua in “questo senso”. Il nuoto classico non è per tutti, è nelle cose, e ve lo dice chi ha passato la propria vita a nuotare.

Un modello di scuola nuoto britannico con rapporto 1:1 allievo-istruttore, spunti per ripensare i servizi nella piscina 2021 - ph Swim copy

IL NUOTO CLASSICO NON È PER TUTTI E, CON L’AVANZARE DELL’ETÀ, I VANTAGGI VERI LI ABBIAMO NEL VIVERE L’ACQUA CON ATTIVITÀ IN VERTICALE

Se volessimo schematizzare al massimo, nuotare in orizzontale è sempre un compromesso tra galleggiamento e avanzamento; galleggiare bene è a sua volta un compromesso tra i movimenti che si fanno bene in tal senso e ciò che non serve; i movimenti fatti bene sono, a loro volta, legati alla tecnica giusta ed alla sperimentazione continua del movimento in acqua. Ma la tecnica non è assoluta, è la capacità di fare un buon gesto, il migliore in ogni occasione, l’importante è che si abbia un obiettivo. Ecco, l’obiettivo! Forse è la cosa che sfugge, tanto in una didattica di nuoto tradizionale come nell’attività in verticale. Sfugge che, senza un obiettivo, senza interiorizzarlo, le persone non vivono l’acqua come dovrebbero. Come imparare a nuotare non è una semplice successione di esercizi di didattica, il VAS non è solo fitness in verticale dove va bene tutto ed il contrario. Se vogliamo che le persone acquisiscano salute, tornando all’origine di queste riflessioni, dobbiamo fare attenzione a quello che stanno facendo, perché ciò che fanno determina cosa accadrà loro dal punto di vista cellulare. Basta standardizzare, basta uniformità, basta fare tutti le stesse cose nello stesso modo, modificando solo il nome dell’attività. Abbiamo un’occasione unica, una tra le pochissime opportunità che la sventura Covid ci lascia: alzare il livello della qualità dell’offerta altrimenti concetti molto impegnativi, salute, prevenzione, movimento come farmaco naturale, rimarranno lettera morta. 