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showcase

FAIRS Tell me where you go INTERVIEWS Antonella Mansi Guglielmo Olearo Stefano Cavestro

Showcase n. 164 - La Spola

EXHIBITIONS Textile Evolution YOUNG ENTREPENEURS Marco Cardinalini CITIES Let’s go dancing


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showcase Showcase n. 164 - Supplemento a La Spola

Editorial

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Editoriale Interviste

Interviews Antonella Mansi, the President's debut

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Guglielmo Olearo. The schedule? It's no mistery

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Guglielmo Olearo. Le date? Non sono un mistero

Marco Cardinalini. From Umbria at the head of young SMI members

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Marco Cardinalini. Dall'Umbria una guida per i giovani SMI

Stefano Cavestro. The voice of the masters of color

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Stefano Cavestro. La voce dei maestri del colore Fiere

Fairs Tell me where you go, I’ll find out what you sell

Il debutto da presidente di Antonella Mansi

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Dimmi dove vai e ti dirò cosa vendi Tessile

Textile Manteco. 2018, a year worth remembering

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Manteco, "in archivio" un 2018 da incorniciare

A window onto the future of the textile industry

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Una finestra aperta sul tessile del futuro

Cities Let'go dancing

Città 60 E' ora di ballare

registrati al portale per ricevere ogni giorno le notizie dal mondo del tessile abbigliamento Editor in Chief Matteo Parigi Bini Fashion Editor Teresa Favi, Marta Innocenti Ciulli Economic Editor Matteo Grazzini Editorial Staff Sabrina Bozzoni, Francesca Lombardi, Virginia Mammoli, Elisa Signorini Layout Martina Alessi, Chiara Bini Translation Tessa Conticelli Commercial Director Alex Vittorio Lana Advertising Gianni Consorti Publisher Alex Vittorio Lana, Matteo Parigi Bini via Piero della Francesca, 2 - 59100 Prato - Italy ph +39.0574.730203 - fax +39.0574.730204 redazione@laspola.com Baroni&Gori (Italy) Printing Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana


di Matteo Grazzini

There’s no point in denying it: 2018 was not a good year for the textile-clothing

industry. Manufacturers will have to live with the regret of

“what could have been”. And yet, the positive signs were all there, sugge-

sting that 2017 had smoothed the way for the new year. Actually, the first six months were up to expectations, but then the summer brought a slowdown with a significant decrease in orders and production from July on. It’s also true that negative results are not homogeneous, neither in terms of geographical distribution nor of product type, and that this fragmented patchwork of economic growth goes to the benefit of some and to the detriment of others but, on the whole, everyone is quite disappointed. 2018 was also the year of Italy’s change of government: political elections brought new scenarios and political and economic strategies which still need evaluating and are not even completely definable at time of print release. What is sure is that there is a climate of uncertainty and a wall of mistrust, or at least of tension, has emerged between the country’s top industrial management and its highest authorities. The Fashion Table is, however, still open and the government promises support for the sector. Anyway and all things considered, the textile chain still works, there are professionals committed to handing their know-how down, the districts are productive and trade shows keep on happening year by year, from Italy to France, from Germany to non-European countries, a sign suggesting that textile manufacturers continue to be lively and, above all, to have an unshakable faith in work.

Nasconderlo è inutile: il 2018 non è stato positivo per il tessile-abbigliamento. L’anno si è chiuso lasciando negli addetti ai lavori un grande rimpianto, per quello che poteva essere ed invece non è stato. Eppure le premesse per dodici mesi positivi c’erano tutte, con il 2017 che aveva ‘tirato la volata’, per dirla alla ciclista, all’anno che arrivava. I primi sei mesi hanno mantenuto le promesse, poi è arrivata la frenata estiva che ha rallentato ordini e produzione da luglio in poi. E’ vero che i risultati negativi non sono omogenei, né per distribuzione geografica né per tipologia di prodotto, e che la ‘macchia di leopardo’ salva qualcuno e penalizza altri ma nel complesso tutti ci aspettavamo di più. Il 2018 è stato anche l’anno del cambiamento del Governo: le elezioni politiche hanno disegnato scenari nuovi e dato il là a strategie politiche ed economiche ancora ingiudicabili e non completamente definibili al momento di andare in stampa. Di sicuro è nato un clima di incertezza e si è alzato, tra vertici industriali e amministratori, un muro di diffidenza o, quantomeno, di pressione. Il Tavolo della Moda resta comunque aperto e da Roma promettono l’appoggio al settore. Al netto dei problemi c’è però una filiera che ancora funziona, professionisti che cercano in ogni modo di tramandare il proprio sapere, distretti che producono e saloni che mettono all’attivo edizioni dopo edizioni, dall’Italia alla Francia passando per la Germania e gli stati extraeuropei, segnale questo che dimostra una buona vivacità delle aziende e, soprattutto, una incrollabile fiducia nel lavoro.

editorial 7


8 interview


The Presidents’s debut

Il debutto da presidente di Antonella Mansi

interview 9


di Elisa Signorini

In June 2018, Antonella Mansi was appointed president of Centro di Firenze per la Moda Italiana and she will be at the head of the association for the three-year period 2018-2020, succeeding former President Andrea Cavicchi. The association elected her unanimously and the new president will be assisted by the Board of Directors, whose members include Claudio Bianchi, Andrea Cavicchi, Luca Giusti, Marcello Gozzi, Niccolò Manetti, Luigi Salvadori, Aldo Cursano, Leonardo Lascialfari and Marino Vago. Therefore, the upcoming Pitti shows will be her first as president of the association, shows which Mansi will be attending with a more attentive eye and, above all, with more responsibility than usual. We asked her a few questions on the eve of Pitti Uomo, which opens the winter trade show season. What prospects are there for Centro di Firenze per la Moda? CFMI is an association which gathers public and private subjects, at both the local and national level, and controls and directs Pitti Immagine and the Group’s companies. Therefore, the association is charged with the responsibility of supporting and strengthening the fashion industry and the promotional activities involved both in Italy and abroad, by contributing to the creation of the proper context conditions: from the need to develop an educational system which invests in and supports talented people in order to provide the industry with highly-qualified human resources and new creative sap, to the need to combine trade show activities with local development and make the area more and more appealing to international stakeholders. These activities are strategic for both the business system and our institutional partners, as well as for the local allied activities. They are essential to the long-term goals of the association’s members, who invest in A giugno dello scorso anno Antonella Mansi è stata nominata presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana e guiderà l’associazione nel triennio 2018-2020, dopo gli anni della presidenza di Andrea Cavicchi. La scelta dell’assemblea dei soci è stata unanime e la nuova presidente è affiancata da un consiglio di Amministrazione, di cui adesso fanno parte alcuni membri confermati, Claudio Bianchi, Andrea Cavicchi, Luca Giusti, Marcello Gozzi, Niccolò Manetti e alcuni nuovi, Luigi Salvadori, Aldo Cursano, Leonardo Lascialfari, Marino Vago. Antonella Mansi vive dunque queste edizioni di Pitti come le sue prime da presidente del Centro, pertanto con uno sguardo molto più attento che in passato e soprattutto con maggiore responsabilità. Le rivolgiamo alcune domande nell’immediata vigilia di Pitti Uomo, che apre la kermesse invernale e che di fatto rappresenta il debutto di Mansi nel Gotha della moda italiana, unica donna al tavolo delle autorità alla cerimonia inaugurale del salone Quali sono le prospettive del Centro di Firenze per la Moda? CFMI è un’associazione tra soggetti pubblici e privati, di livello sia territoriale che nazionale, che controlla ed indirizza Pitti Immagine e le società del Gruppo. Ha quindi la responsabilità di sostenere e rafforzare il settore moda e le relative attività di promozione sia in Italia che all’estero, contribuendo a creare adeguate condizioni di contesto: dall’esigenza di far crescere un sistema formativo che investa sulle competenze e sostenga i talenti, al fine di consentire al settore di potersi arricchire sempre di risorse umane altamente qualificate e nuova linfa creativa, alla necessità di coniugare le attività fieristiche con le traiettorie di sviluppo territoriale e renderle sempre più attrattive per gli stakeholder internazionali. Tali attività sono strategiche sia per il sistema delle imprese che per i partner istituzionali, non ultimo per l’indotto che ricade


Antonella Mansi interview 11


Antonella Mansi at Pitti Uomo 95 opening ceremony

them because they are aware that the Group can ensure continuity of development at the international level. What changes and what, instead, marks management continuity with Cavicchi’s presidency? CFMI’s mission is shared by all members and is not subject to change: each president interprets and carries it out according to his or her sensitivity. We will go on focusing on education, on the relationship between culture and fashion industry, on infrastructural assets and competitiveness, and on international prospects by strengthening our collaboration with the country’s best resources, in order to contribute more effectively to the growth and future of the fashion industry. As an entrepreneur, what would you ask CFMI for? For whatever is needed to grow, not only in size but also in quality: qualified people, international promotion and the creative stimulus that comes from being exposed to the outside world, which keeps the entrepreneurs’ tension towards innovation high and makes them aware of what is going on beyond their backyard. The Fortezza’s renovation has been under discussion for years: where are we with it? In the first months of my presidency, we worked with Firenze Fiera on technical-operational solutions aimed at streamlining and enhancing trade show activities in the broad sense, starting with Pitti Immagine, by giving our utmost attention to Fortezza da Basso, an extraordinary setting which makes our events unique of their kind. It was a very fruitful experience, which allowed us to contribute to the development of the project preliminary to the works to be undertaken in the next months. sui territori: sono quindi componenti essenziali degli obiettivi più ampi dei soci, che su di esse investono e continueranno ad investire nella consapevolezza che il Gruppo possa garantire una importante leva di sviluppo di livello internazionale. Cosa cambia dopo la presidenza Cavicchi e quali saranno al contrario i segni di continuità? La mission del CFMI è condivisa dai soci e non cambia: ogni presidente semplicemente la interpreta e attua secondo la sua sensibilità. Continueremo a parlare di formazione, di intreccio virtuoso tra cultura ed industria della moda, di asset infrastrutturali e competitività di contesto, di prospettive internazionali, cercando sempre più di fare rete con i soggetti eccellenti di questo Paese, al fine di contribuire con maggior forza alla crescita del settore moda e delle sue prospettive. Da imprenditrice, cosa chiederebbe a CFMI? Ciò che serve per crescere, non solo nella dimensione ma anche qualitativamente: persone competenti, promozione internazionale e quel giusto stimolo che nasce dalle opportunità di contaminazione, che tiene alta la tensione verso l’innovazione e dà all’imprenditore maggiore consapevolezza di quello che succede fuori dai propri cancelli. Da tanti anni si parla del rinnovamento della Fortezza: a che punto siamo? Nei primi mesi di questo nuovo mandato abbiamo lavorato con Firenze Fiera per poter condividere soluzioni tecnico-operative che semplifichino e valorizzino le attività fieristiche in senso ampio, a partire da Pitti Immagine, ponendo la massima attenzione a quella straordinaria cornice che è la Fortezza da Basso, un unicum che rende unici i nostri eventi in tutto il mondo. È stato un lavoro proficuo che ci ha consentito di arricchire del nostro contributo il lavoro progettuale propedeutico all’avvio dei lavori che attendiamo nei prossimi mesi. 12 interview


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14 interview


The schedule? It’s no mystery Guglielmo Olearo. Le date? Non sono un mistero

interview 15


di Matteo Grazzini

Planning a trade show, managing it, following it through and travelling from one country to another in the short space of an air flight is ordinary business for Guglielmo Olearo, the pivot around which all Première Vision shows have been revolving for years. Piedmontese by birth and a passionate fan of the Torino football club, Olearo resides in Lyon with his wife and three children, but he is actually always on the go between Italy, Paris and any other city where the PV brand lands, such as London, the newest addition to the PV trade show family. He takes the blame (or the credit, according to one’s point of view) for the trade shows being so many and spread all over the year, an issue which we will discuss in our last question. Why London for PV Denim? Because we want to be where markets still have unexpressed potential. London is full of well-known brands, but also of young fashion designers in search of a space for their ideas. And I must say that the city and, in particular, the Scoreditch neighborhood welcomed us warmly, with shops and businesses being very considerate towards the show. In 2018, we often heard people saying “there are too many trade shows”. Do you organizers have the same feeling? We have been hearing this for a few years now, but every time a new show is planned, everyone joins in. We are living in a difficult time, because we are witnessing an epochal change in terms of designing and perceiving fashion, consumers are increasingly attentive to what they buy, if they buy at all. The risk is that of a sort of permanent state of stress and fear of losing business, which leads to attending any show just to meet with the buyers and optimize visit time. We must also be clear on what is meant by “trade show”. The table-and-four-chairs model is over or effective only in the very short term. The future is for trade shows providing exhibitors and buyers with information, upgrading and updating. Therefore, trade shows equipped with areas for workshops, conferences, meetings with international experts, and offering additional services, such as the presentation of trends on tour, which take a clear stand against the trivialization of fashion. If you were given a magic wand and could choose any country to plan a new trade show, where would it be? Considering the way we organize trade shows, I would definitely choose Japan and Korea, the markets which are mature enough to acknowledge Première Vision’s creativity message. If I look back, I think of Russia, where we had some positive Gestire una fiera, organizzarla, seguirla e passare da una nazione all’altra nel breve tempo di un volo aereo è ormai ordinaria amministrazione per Guglielmo Olearo, da anni il perno intorno al quale ruotano le fiere di Première Vision. Piemontese per nascita, granata per passione, residente formalmente a Lione dove la lista degli espositori si incrocia con quella delle cose da fare con i tre figli e la moglie, di fatto sempre in movimento tra l’Italia, Parigi e qualsiasi città in cui approdi il brand di PV, come nel caso di Londra, ultima arrivata tra le destinazioni grazie al denim. E’ anche colpa sua (o merito, a seconda da come la si guardi) se le fiere sono tante e spalmate su quasi tutto il calendario, un tema che affronteremo all’ultima domanda. Perché Londra per PV Denim? Perché vogliamo essere dove i mercati hanno ancora potenzialità inespresse. Londra ha marchi affermati ma anche tanti giovani stilisti che cercano uno spazio con le loro idee. E devo dire che la città e il quartiere di Scoreditch in particolare ci hanno accolto nel modo giusto, con locali e negozi che hanno avuto un occhi di riguardo per il salone. Nel 2018 ci è capitato di sentire più volte del solito la frase “le fiere sono un po’ troppe”. Sembra così anche a voi che le organizzate? E’ qualche anno che ci viene detto ma ogni volta che c’è un ente o una società che organizza un salone nuovo tutti aderiscono. Viviamo un periodo difficile e particolare perché assistiamo a un cambiamento epocale di fare moda e di percepire la moda, i consumatori sono molto più attenti e anche lontani dall’acquisto. Il rischio è che ci sia una sorta di nevrosi permanente e di paura di perdere il business, così comunque ci si butta nei saloni per incontrare i buyers e ottimizzare i tempi di visita. Bisogna anche capire cosa si intende per fiera. Il modello con un tavolo e quattro sedie è passato o comunque valido solo nel brevissimo termine. Ora c’è bisogno di fiere che possano apportare un contenuto di informazioni, di arricchimento, di aggiornamento per espositori e compratori. Quindi con aree per workshop, talk, sostenibilità ed esperti internazionali. E servizi aggiuntivi, come la presentazione in tour delle tendenze, che vadano contro la banalizzazione della moda. Se avesse una bacchetta magica e potesse organizzare all’istante una nuova fiera che paese sceglierebbe? Per come organizziamo i saloni noi direi sicuramente Giappone e Corea, i mercati che anno più maturità per recepire il messaggio di creatività di Première Vision. Guardando al passato penso alla Russia, dove abbiamo avuto esperienze positive finché il mercato 16 interview


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Guglielmo Olearo

experiences as long as the market kept growing, the same can be said about Brazil. Turkey is still doing well, in spite of political crises and terrorist attacks. China is still an interesting market, although I’ve noticed that quality companies are still and often either serving the micro-customer segment or have trouble increasing their business. Is there any collaboration between textile shows in Europe and across the world, from Milano Unica to Messe Frankfurt, from Ifema in Spain to Textile Events in London? We have a good relationship with Milano Unica, we often meet and talk, although each protects its own interests. We have often paved the way for our “competitors” in various markets, such as Istanbul and New York. Now the most burning and topical issue. Rumors have it that, in 2020, the Première Vision show could be held in July, instead of September as usual. Is there any chance of this happening? No chance at all. We’ve heard the rumors and the first thing we do when we introduce the new trends in the various districts is to make it clear that the trade show schedule is unchanged. The September show will be held a few days in advance this year, but in July there is the Blossom show, which is very successful and which we want to keep limited to a few and select exhibitors. It could make sense to hold the show in the first days of September, but the Parc des Expositions has no spaces available and a 40,000-square-meter show cannot be held elsewhere. ha tenuto, idem in Brasile, mentre Istanbul rimane solido e apprezzato nonostante crisi, attentati e crisi istituzionali. La Cina rimane un mercato interessante ma vedo che ancora e spesso aziende di qualità o rimangono su un micro segmento di clienti o hanno difficoltà a sviluppare business. C’è un coordinamento tra voi organizzatori di fiere tessili in Europa e nel mondo, da Milano Unica a Messe Frankfurt passando per Ifema in Spagna e Textile Events a Londra? Il dialogo con Milano Unica è buono, ci incontriamo spesso pur difendendo ognuno i propri spazi. Spesso siamo stati precursori su mercati nei quali siamo stati seguiti, vedi ad esempio proprio Istanbul o New York. Ora il tema più scottante e d’attualità. Vox populi dice che nel 2020 Première Vision potrebbe anticipare a luglio il classico appuntamento di settembre. Quante possibilità ci sono che questo accada? Zero. La voce è arrivata anche alle nostre orecchie e la prima cosa che facciamo quando andiamo a presentare le tendenze nei vari distretti è chiarire che le date non cambiano. Anticipiamo di qualche giorno in questo settembre, ma a luglio c’è Blossom e ci godiamo il successo che ha, mantenendolo il più possibile limitato nei numeri e nella qualità lasciando invariati i criteri di selezione. Potrebbe avere un senso anticipare ai primi giorni di settembre ma al Parc des Expositions non ci sono gli spazi e un salone da 40.000 metri quadrati non può trovare un’altra collocazione.

18 interview


4-5 July | Blossom Parigi 10-12 July | Milano Unica 17-18 July | View Monaco 4-6 September | MFS Monaco 19-21 September | Première Vision Parigi 27-29 September | Milano Unica Shanghai 16-18 October | Tokyo Jitac


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manteco


From Umbria at the head of Marco Cardinalini, dall’Umbria una guida per i Giovani Smi young SMI members

di Elisa Signorini

Born in 1978 and raised within the family-run business, Marco Cardinalini has been at the head of the company since 2011 as the third-generation member of the family. Today, he runs a clothing manufacturing company which exports the “Made in Italy” across the world, in particular, for top French high fashion houses. Two years ago, he also started an innovative small/medium-sized company which specializes in the creation of sample collections for up-and-coming designers. Cardinalini is also past president of Confindustria Umbria’s textile section and is currently at the head of the youth members of Sistema Moda Italia. Showcase magazine interviewed him on the eve of Pitti Filati. As president of the youth members of Sistema Moda Italia, what expectations and goals do you intend to accomplish? As president of the youth members, I intend to look ahead while drawing from the experiences of the past. I believe that this is the only way to gain a deep knowledge of the real world and its changes. Fully aware of the transformation that is taking place in our industry, our main goal is that of spreading the textile culture among young people, counting on generational proximity….and I must admit that our project is taking shape out of mutual exchange: students visit our companies and we go to schools to make students aware of the various careers in the fashion industry. We aim to make the new generations understand that working in the manufacturing industry has its own dignity, that workers are at the core of the textile business and that our industry will offer excellent professional prospects in the near future. What piece of advice would you give young people? I would advise young entrepreneurs to “get out” of their company to meet with other entrepreneurs. We have a great tool at our disposal, the association, which allows us to explore similar and yet different worlds to learn from and compare one’s business model with. I don’t believe I can give any advice, I can only share my human and professional experience with other people. I know from personal experience how important it is to venture out of one’s family. As a young entrepreneur raised within the family’s business, through matching with other textile entrepreneurs, I put myself to the test by starting my own business from scratch, going from Classe 1978, cresciuto nell’impresa di famiglia, ne ha preso le redini come imprenditore di terza generazione nel 2011 e oggi dirige un’azienda di abbigliamento che esporta il made in Italy a livello internazionale e in particolare per le maison di alta moda francese. Da due anni è anche startupper di una PMI innovativa specializzata nella realizzazione di campionari per stilisti emergenti. Past president della sezione tessile Confindustria Umbria e attualmente alla guida dei giovani di Sistema Moda Italia, Showcase lo intervista alla vigilia di Pitti Filati. Da presidente dei giovani di Sistema Moda Italia, quali aspettative e quali obiettivi ha per il lavoro dell'associazione? Da presidente dei giovani la mia volontà è quella di riuscire a guardare al futuro attingendo necessariamente alle esperienze del passato. Credo che solo in questo modo si possa conoscere profondamente la realtà e coglierne le trasformazioni. Consci di come stia cambiando il nostro settore, nel concreto ci siamo posti come obiettivo prioritario quello di diffondere la cultura del tessile tra i giovani, facendo leva sulla vicinanza generazionale... e devo dire che il nostro progetto si sta concretizzando con un reciproco scambio: gli studenti entrano nelle nostre aziende e noi andiamo nelle scuole a fare opera di orientamento verso le differenti specializzazioni del settore moda. Il nostro intento è far comprendere alle nuove generazioni che il lavoro nel manifatturiero ha una sua dignità, che il lavoratore è al centro dell’impresa tessile e che nel nostro settore nel prossimo futuro ci saranno ottime prospettive professionali. Dia un consiglio ai giovani. Un consiglio per i giovani imprenditori è di 'uscire' dalla propria azienda confrontandosi con altri imprenditori. Abbiamo un grande strumento, la vita associativa che ci consente di esplorare mondi vicini ma diversi da cui poter apprendere e con cui poter confrontare il proprio modello aziendale. Non credo di poter dispensare consigli, ma solo di poter condividere la mia esperienza umana e professionale. Ho avuto modo di sperimentare in prima persona quanto sia importante uscire dal proprio contesto familiare. Infatti, da giovane imprenditore cresciuto nell'azienda di famiglia, grazie al matching con altri imprenditori del settore, mi sono voluto mettere in gioco iniziando una nuova attività, dalla progettazione alle fondamenta, dagli aspetti burocratici a quelli tecnici e in questo è stato fondamentale l'incontro con persone esperte in altri settori che hanno ampliato le mie conoscenze

interview 23


Marco Cardinalini

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Marco Cardinalini and the Board of SMI Young Entrepeneurs

planning through all bureaucratic and technical procedures. It was crucial to the whole plan that I met experts in other fields who broadened my knowledge, making it easier for me to realize my project. What has been your most rewarding moment so far, in your role as entrepreneur or as president? My most rewarding moment as entrepreneur was that of being able to make everyone working in my company aware of how important innovation is, owing also to Confindustria’s Mimprendo project, which my company took part in, winning the first prize, something I am very proud of. It is a “marriage” between industry and university, between planning and realization. The enthusiasm and innovative ideas of these young university students have really permeated my company and enriched all of us as human beings. You hold no position within Confindustria Umbria anymore. Why is that? Actually, although I’m not president of Confindustria Umbria’s Textile-Clothing section anymore, I’m still sitting on the Board. I’m deeply fond of my region, because it is the place where my production is carried out and I am very proud to represent my region at the national level by holding a position within SMI. Can you give us, nonetheless, an account of your region’s textile industry: what are its strengths and its weaknesses? Umbria’s textile industry’s strength is definitely product quality, which is internationally recognized by now. Suffice is to mention Umbria’s cashmere district, a highly qualified textile chain which successfully combines traditional craftsmanship and high technology. The local industry has overcome and survived the difficulties of the past and has grown by focusing on quality and on the “Made in Italy”. At present, we owe it also to the excellence of Umbria’s manufacturing industry that luxury is closely associated with the “Made in Italy” all over the world. rendendo più facile la realizzazione del mio progetto. Qual è il momento che le ha regalato maggiore soddisfazione fino a questo momento, da imprenditore o da presidente? La maggiore soddisfazione come imprenditore è stata quella di far comprendere a tutti i livelli della mia azienda l'importanza dell'innovazione. E ciò anche grazie al progetto Mimprendo di Confindustria al quale la mia azienda ha partecipato, aggiudicandosi, e lo dico con grande soddisfazione, il primo premio. Si tratta di un connubio tra azienda e università, tra progettazione e creazione. L'entusiasmo e le idee innovative di questi giovani universitari hanno davvero permeato la mia impresa ed è stato per noi un grande arricchimento dal punto di vista umano. Non riveste più ruoli nella Confindustria umbra. Come mai questa scelta? In realtà, pur non essendo più presidente della sezione Tessile-Abbigliamento di Confindustria Umbria, faccio comunque parte del Consiglio Direttivo. Alla mia regione sono profondamente legato perché è lì che si svolge tutta la mia produzione e alla mia regione penso, sono grato e credo di dar lustro rappresentandola in ambito nazionale con la mia carica in SMI. Può comunque darci un panorama della realtà tessile della sua regione: quali punti di forza e quali le criticità? Il punto di forza del distretto Tessile Umbro è senz'altro la qualità del suo prodotto che ormai vanta un riconoscimento internazionale. Basti pensare al distretto Umbro del Cashmere in cui si è creata una filiera particolarmente qualificata che ha unito sapientemente la tradizione artigianale e le tecnologie. Dalle difficoltà che il comparto ha avuto in passato è arrivata anche la spinta alla sopravvivenza, la formula che ha consentito a questo nucleo di imprese di crescere è di concentrarsi sulla qualità ed il made in Italy. Ad oggi, se il lusso per antonomasia è il made in Italy, merito va anche riconosciuto al prodotto d’eccellenza della manifattura umbra. 26 interview


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Dove inizia la moda. Collezioni tessili e accessori per abbigliamento Primavera/Estate 2020 Ministero dello Sviluppo Economico

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The voice of the masters of color Stefano Cavestro. La voce dei maestri del colore

interview 29


di Matteo Grazzini

A job to be safeguarded, a tradition to be handed down, expertise at risk: that is what is being increasingly said about chemical dyeing, a key link in the Italian textile chain and a veritable art which traces back to many centuries ago. Founded in 1925, the Italian Association of Textile Chemists and Colourists has a scientific and cultural focus and aims to establish and strengthen relationships between its members and with its foreign counterparts. AICTC was the star of the Textile Evolution exhibition, which is where we met with its president, Stefano Cavestro. Could you give us an idea of the association and of the geographical distribution of its members across Italy? Our members are technicians working in the field of textile finishing, textile industrialists, technicians and sales managers with a chemical background, schools. As for the geographical distribution, the association covers the main Italian textile districts, such as Prato, Biella, Busto Arsizio, Bergamo and Schio, in addition to an experimental section in Milan. The number of members per each area reflects the importance of the textile industry in each area. Over the years, we have experienced a drop in the number of members, but also a higher attendance of school students at our conferences. Textile companies support our activities and initiatives because of the high attendance of students, who are the technicians and citizens of the future. The textile chemist job doesn’t seem to appeal to young people anymore. What can be done to safeguard such a precious know-how? The textile industry is not “in fashion” anymore, or rather, everything associated with the textile industry is not as appealing as it used to be, also due to the shutting down of specific courses which has made young people forget about the existence of such a strategic sector that still offers job and career opportunities. Young people associate the textile industry with “fashion”, having no idea about what it takes to get to the end product that they find in stores. Our European counterparts complain about the same structural and educational deficiencies. Our association has a cultural heritage which we share with those who take part in our initiatives. Most of the time, however, we feel isolated, being able to count only on our resources without any support from the outside. If I could make a wish, it would be for more support, not economic nor logistic, but participative, on behalf of the public institutions interested in our activity and in the future of young people. We would like to give short training courses open to everyone, hoping that they will attract the attention of the public and of the industry. Mestiere da difendere, tradizione da tramandare, professionalità a rischio: questo si dice sempre più spesso della chimica tintoria, anello chiave della filiera tessile italiana e vera e propria arte che affonda le radici in tempi molto lontani. Dal 1925 esiste in Italia l’Associazione Italiana di Chimica Tessile e Coloristica, che ha carattere scientifico e culturale e che vuol creare e mantenere rapporti di collegamento tra gli associati e con associazioni estere similari. AICTC è stata protagonista della mostra Textile Evolution e lì abbiamo incontrato il presidente, Stefano Cavestro. Può tracciare un quadro dell’associazione e della distribuzione dei soci nei vari distretti tessili italiani? I soci sono tecnici che operano nell’ambito della nobilitazione tessile, industriali tessili, tecnici e commerciali provenienti dal mondo della chimica, scuole. La distribuzione geografica ci permette di coprire i principali distretti italiani come Prato, Biella, Busto Arsizio, Bergamo e Schio, oltre a una sperimentale sezione a Milano. I soci sono distribuiti in numeri che riflettono il settore tessile nella zona di attività. Nel corso degli anni abbiamo assistito ad una perdita di iscritti ma anche ad una crescita dei partecipanti ai convegni con un maggior coinvolgimento delle scuole. Le aziende ci supportano nelle attività e nelle iniziative soprattutto puntando sulla partecipazione degli studenti, che saranno i tecnici ed i cittadini di domani. Quella del chimico tessile è una professione che sembra aver perso appeal tra i giovani. Cosa si può fare per non perdere questo know-how storico? Il tessile, con un gioco di parole, non è più di moda o meglio tutto quanto legato al tessile non è più accattivante come un tempo, complice anche la chiusura di corsi scolastici specifici che ha fatto dimenticare a tutti l’esistenza di questo settore strategico, che offre ancora possibilità di impiego e realizzazione professionale. I ragazzi identificano il tessile come "la moda" non immaginando cosa succede per arrivare al prodotto finito che trovano nei negozi; anche le associazioni europee nostre "sorelle" lamentano le stesse carenze strutturali e formative. Come associazione conserviamo un bagaglio culturale che stiamo condividendo con chi partecipa alle nostre iniziative. La nostra azione però, spesso, rimane isolata, senza appoggio se non le nostre forze e quindi la diffusione di notizie e conoscenze è limitata. Se potessi esprimere un desiderio vorrei avere un sostegno che non deve essere economico ma logistico, compartecipativo, da parte degli enti interessati alla nostra attività ed al futuro dei ragazzi. Vorremmo organizzare dei brevi corsi di formazione aperti a tutti sperando che possano incontrare gradimento da parte del pubblico e delle industrie.

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Stefano Cavestro

How has the job changed over the years? What role does technology play? The introduction of new technologies, such as digital printing, has led to the development of jobs that didn’t exist just a few years ago, opening up the textile industry to an interdisciplinary approach. At present, we need more professional figures with a non-textile background as compared to the past, figures capable , however, of collaborating with the textile world. For instance, the so-called smart textiles, fabrics which have digital components and electronics embedded in them, have been developed by professionals in the textile, engineering and electronics field who collaborate to reach the optimal solution; or yarns having curative or regenerating properties applied in the medical field, which are the result of the collaboration between spinners, chemists and doctors. Are there relationships between AICTC and its counterparts across the world? We are member of the International Federation of Association of Textile Chemists and Colourists, which gathers the associations that pursue AICTC’s aims in their countries of origin. As a member of the International Federation, our association is able to establish and strengthen relationships with companies, institutions and universities operating abroad, thus, expanding our range of acquaintances and contacts. Are REACH, sustainability etc. a sort of “necessary limit” or issues to be fervently pursued? This issue is open to a double interpretation: on one side, REACH has changed our knowledge of the substances employed, by compelling the manufacturer to modify the product’s chemical composition or the user to modify the processing in consideration of increased environmental and chemical sustainability. The concept of sustainability cannot be dismissed as a passing fad. By setting a limit, textile manufacturers are forced to adapt their processes and react efficiently to the changes and, while they may be loaded up with extra work, at the end of the renovation process, they could discover that, besides conforming to the regulations, they have also improved their process from the cost-effective point of view by seizing the opportunities offered by innovation, opportunities which, if not obliged to, they would have ignored, distracted by everyday problems. Come è cambiata la professione nel corso degli anni? Che ruolo ha la tecnologia? L’introduzione di tecnologie, come la stampa digitale, ha portato allo sviluppo di figure prima non esistenti aprendo il settore all’interdisciplinarietà: oggi servono in maniera maggiore rispetto al passato figure professionali con un background non tessile che si coordinino con il mondo tessile. Pensiamo allo sviluppo che stanno avendo i cosiddetti smart textiles, la sensoristica dove alcuni traguardi possono essere raggiunti solo sfruttando le competenze nei settori tessile, ingegneristico, elettronico che devono collaborare per trovare la soluzione ottimale; o settori quali il medicale dove sono allo studio filati dalle proprietà curative o rigeneranti coinvolgendo specialisti della filatura, della chimica della medicina. Ci sono rapporti e raffronti tra AICTC e associazioni omologhe nel mondo? AICTC è membro dell’International Federation of Association of Textile Chemists and Colourists, che riunisce associazioni che perseguono le finalità di AICTC nei rispettivi paesi. L’adesione ci permette di creare e consolidare rapporti con aziende, enti, università operanti al di fuori dell’Italia ampliando il proprio bacino di conoscenze e contatti. Reach, sostenibilità ecc. sono una sorta di “limite necessario” o temi da seguire con convinzione? C’è una doppia interpretazione: da un lato il Reach ha modificato la conoscenza delle sostanze impiegate magari costringendo il formulatore ad un cambiamento nella composizione chimica del prodotto oppure costringendo l’utilizzatore ad una nuova valutazione della lavorazione nell’ottica del miglioramento della sostenibilità ambientale e chimica. Il concetto di sostenibilità non deve essere solo una moda del momento. L’imposizione di un limite costringe all’adattamento alla mobilità nella produzione modificando cicli di lavoro ormai consolidati creando lavoro aggiuntivo ma al termine del processo di rinnovamento potremmo scoprire che oltre ad esserci adeguati alle normative abbiamo migliorato il nostro processo anche da un punto di vista economico cogliendo i vantaggi offerti dall’innovazione che, se non "costretti" non avremmo valutato, distratti da altri problemi quotidiani. interview 31


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Tell me where you go, Dimmi dove vai e ti dirò che cosa vendi I’ll find out what you sell

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di Matteo Grazzini

After a year spent hopping up and down airplanes between continents as if they were commuter trains, it looks like entrepreneurs, agents and customers will be “forced” to do the same in 2019. In odd-numbered years, the whirl of textile trade shows, from clothing to technical fabrics to upholstery and non-wovens, just gets more frenzied, with the Frankfurt shows, the North-American Techtextil event and ITMA in Barcelona in June adding to the already crammed trade show calendar. Therefore, we need to proceed step by step, or rather, date by date, though restricting our attention to the shows followed more or less directly by La Spola. At time of print release, at least three major shows have already taken place. The first one is Heimtextil, the traditional home textiles show organized by Messe Frankfurt at its headquarters. Carpets, curtains, towels, bedlinen and dozens of other items on display immediately after the Epiphany. Then comes The London Textile Fair, which this year takes on a special significance: in addition to being “sold out”, with exhibitors occupying every single corner of Islington’s Business Design Centre, the London show is some sort of test before the eagerly-awaited debut, the following week, of Texfusion New York. The American show, held in the same days as PV New York, is seen by some as the answer to Denim Première Vision held in London: an England-France match played by exhibitors, which has definitely livened up the trade show scene by adding a touch of zing to an already “hot” issue. January ends with another two events, both closely monitored by La Spola and held nearly at the same time: Colombiatex de Las Americas in Medellin and Pitti Filati in Florence. La Spola will attend both shows with its journalists to inform its readers about what goes on at events so far away from one another. Pitti Filati is in its 84th edition and offers its traditional selection of Italian yarn manufacturers, as well as the second fashion-show by the students of the Master Course in “Maglieria, Creative Knitwear Design” of Accademia Costume & Moda and Modateca Deanna. On show, the knitwear yarns of the S/S 2020 collections, with a special focus on sportswear, Far East and subcultures at the Research Space. And the Vintage Selection is back at the Cavaniglia Pavilion. The Spring-Summer 2020 colors and trends are the stars of Milano Unica, Dopo un 2018 caratterizzato da un giro del mondo praticamente perpetuo di imprenditori, agenti e clienti, ‘costretti’ a salire a scendere dagli aerei come se fossero auto da pendolari, anche il 2019 sembra avviato sulla stessa strada. La girandola di fiere del tessile, da quello per abbigliamento a quello tecnico passando per arredamento e tessuto non tessuto, negli anni dispari è infatti ancora più grande, visto che si aggiungono i saloni di Francoforte, l’edizione in nord America di Techtextil ed anche, a completare il programma, ITMA a Barcellona a giugno. Necessario quindi procedere per gradi, anzi per date, limitandoci peraltro alle fiere seguite, più o meno direttamente, da La Spola . Al momento di mandare in stampa questo numero di Showcase il calendario avrà già mandato in archivio almeno tre fiere. La prima è Heimtextil, tradizionale appuntamento con il tessile per la casa organizzato da Messe Frankfurt nel proprio quartier generale. Tappeti, tende, asciugamani, lenzuola, coperte e decine di altri articoli in mostra subito dopo il passaggio della Befana. Poi The London Textile Fair, che stavolta ha avuto un sapore speciale, visto che al tradizionale tutto esaurito, con le aziende disposte in ogni angolo possibile del Business Design Centre di Islington, si è aggiunta la curiosità e la trepidazione per il debutto, la settimana seguente, di Texfusion New York. Quella negli Usa, organizzata negli stessi giorni di PV New York, da qualcuno è stata vista come una risposta al Denim Première Vision organizzato a Londra: una sfida Inghilterra-Francia a colpi di espositori che ha di sicuro ravvivato il panorama fieristico aggiungendo anche un pizzico di pepe (leggasi polemica) alla questione. Gennaio si chiude con altri due eventi, entrambi seguiti da La Spola: praticamente in contemporanea vanno infatti in scena Colombiatex de Las Americas a Medellin e Pitti Filati a Firenze. In entrambi i casi La Spola sarà presente con i propri giornalisti per raccontare quello che accade a così tanti chilometri di distanza. Pitti Filati è giunta a quota 84 edizioni e offre la consueta vetrina alle filature italiane e ripropone, per la seconda volta, il fashion-show degli studenti del Master in “Maglieria, Creative Knitwear Design” di Accademia Costume & Moda e Modateca Deanna. In fiera saranno in mostra i filati per maglieria delle collezioni p-e 2020 con sport, far East e 36 fairs


Milano Unica

Techtextil

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Blossom PV

Texworld

Filo

Pitti Filati

the show which mixes fabrics, food and music and which, despite the rumors and speculation surrounding the change of date, does not and will not budge an inch from its traditional February schedule: because of the overcrowded exhibition spaces in January (with Pitti Uomo and Pitti Filati) and the companies’ timing problems, it is basically impossible to bring forward, in December, the show held from February 5 to 7. The well-oiled organization and the smooth and easy transition to Rho, have made this Milanese show a certainty for the Italian fashion system. In February, it is time for the Parisian Texworld-Première Vision pair but, because of our print release timing, who knows what is in store for us: 2018 ended with Paris being under siege by the gilets jaunes, which is not exactly the best atmosphere for the two shows that, in the past few years, have had to deal with inconveniences and tension beyond their control. Blossom PV was held at the height of the rebellion, while Texworld and PVP may benefit from the suburban location. In any case, the offerings will be, as always, of the highest quality, even if targeted at different markets. As for the schedule, back to the usual: from Monday to Thursday for Texworld, from Tuesday for Première Vision. The grand finale of the winter trade show season, usually marked by Filo held at Palazzo delle Stelline on February 27 and 28 in its 51st edition, this time is reserved for the technical and non-woven fabrics of Techtextil North America (February 26-28) and Techtextil in Frankfurt (May 14-17). The former will be held outside of Atlanta, like in all odd-numbered years, in Raleight, North Carolina, the American state with the highest number of textile factories. And then in June comes ITMA in Barcelona: but this show will be the highlight of a special Showcase issue devoted to textile machinery. subculture a fare da linea guida nello spazio Ricerca. 110 i marchi attesi, 20 dei quali in arrivo dall’estero. E al Padiglione Cavaniglia torna Vintage Selection. La primavera-estate 2020 sarà anche nei colori e nelle tendenze di Milano Unica, che mixano gastronomia e musica per un salone che, nonostante voci di corridoio e tentativi più o meno convinti, non si discosta e non si discosterà dalla data canonica di febbraio: spazi congestionati a gennaio (con Pitti Uomo e Pitti Filati) e tempistiche impossibili per le aziende per farsi trovare pronte addirittura a dicembre rendono di fatto ‘obbligata’ la data dal 5 al 7 febbraio. Formula ormai rodata e spostamento a Rho metabolizzato semza contraccolpi fanno del salone milanese una certezza per il sistema moda italiano. Febbraio prosegue con la coppia parigina Texworld-Première Vision ed in questo caso i tempi di stampa non ci aiutano: il 2018 si è infatti chiuso con una Parigi più volte in stato di assedio per la protesta dei gilet gialli e non è certo un’atmosfera che aiuta gli organizzatori delle due fiere, negli ultimi anni alle prese con disagi e tensioni indipendenti dalle loro volontà. Blossom PV si è svolta proprio all’acme della protesta, mentre Texworld e PVP potrebbero beneficiare della location periferica. In ogni caso la proposta sarà come si consueto di eccellenza, sia pure per mercati diversi. Dal punto di vista del calendario si torna all’antico, ovvero all’abituale: dal lunedì al giovedì per Texworld, dal martedì Première Vision. La chiusura di calendario, di norma affidata a Filo, in programma al Palazzo delle Stelline il 27 e 28 febbraio con la sua 51’ edizione, stavolta è riservata ai tessuti tecnici e ai tessuti non tessuti di Techtextil North America (26-28 febbraio) e Techtextil a Francoforte (14-17 maggio). La prima è nella sua versione fuori da Atlanta, tipica degli anni dispari, e si svolgerà a Raleight, in North Carolina, lo stato americano col maggior numero di manifatture tessili. E poi, a giugno, arriverà ITMA a Barcellona: ma di questo ci occuperemo con uno speciale Showcase dedicato al meccanotessile. 38 fairs


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2018, a year worth remembering Manteco, “in archivio� un 2018 da incorniciare

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As a year comes to an end, it’s only natural that we look back on the twelve past months and draw up some sort of balance sheet. A nearly mechanical gesture, a current practice in both professional and personal life. And that is how most memories are catalogued and filed, as a simple yet essential step in the transition from the old to the new year. For Manteco, however, casting the old year aside is nearly impossible, for 2018 is a year worth remembering or rather, in this case, archiving. The choice of the word “archiving” is not casual: 2018 was, in fact, the year of the launching of the company’s archives, a work of high engineering and far-sightedness, a step into the past and into the future. By following a specific methodological process, over 40,000 elements of the company’s historical heritage were inventoried and catalogued, digitized and filed: colors, materials and drawings are now kept in a sort of wave-shaped tribune giving onto a large space to be used for meetings, studying and researching. And Manteco offers the archives’ contents to the world of fashion designers, researchers, students, journalists and to its own customers. A great opportunity, which was immediately seized by students of international fashion schools, such as New York’s Fashion Institute of Technology and Florence’s Polimoda, who visited the archives last summer. But for Manteco, 2018 was also the year of art, by establishing a mutual and fruitful collaboration with artist Loris Quando finisce un anno è normale tracciare un bilancio dei dodici mesi trascorsi. Un gesto quasi meccanico, una prassi abituale tanto al lavoro quanto nella vita privata ed è così che molti ricordi vengono catalogati quasi con freddezza, come un semplice e obbligato passaggio tra un anno che se ne va e uno che arriva. Ma mettere da parte in questo modo il 2018 di Manteco è praticamente impossibile, perché questo appena concluso è stato uno di quegli anni da incorniciare o meglio, in questo caso, archiviare. Il verbo non è usato a caso: il 2018 è stato infatti l’anno dell’inaugurazione del grande archivio dell’azienda, un’opera di ingegneria e lungimiranza, di tradizione e di futuro. Seguendo un preciso processo metodologico sono stati inventariati, catalogati, digitalizzati e messi in conservazione ed esposizione oltre 40.000 elementi del patrimonio storico aziendale: colori, materiali e disegni raccolti in una sorta di tribuna dalle forme ondulate che si affaccia su un grande spazio da utilizzare come luogo di festa, incontro, studio e ricerca. E Manteco offre il contenuto dell’archivio al mondo della moda e agli operatori del settore come stilisti, ricercatori, clienti, studenti e giornalisti. Una opportunità che è stata subito colta per esempio dagli studenti di scuole di moda internazionali come il Fashion Institute of Technology di New York e Polimoda, che hanno già visitato l’archivio inaugurato in estate. Ma il 2018 per Manteco è stato anche l’anno dell’arte, con il binomio che è nato e che si è sviluppato in odo rapido e reciproco 42 textile


Special concert of The Bisentium Orchestra

On the left Loris Cecchini and Franco Mantellassi; on the right the party in Paris

Cecchini: first of all, the vertical Waterbones installation on the façade of Florence's Gallery Art Hotel, just steps away from the Ponte Vecchio, and then the unveiling of a sculpture by Cecchini -which recreates the installation’s basic elements and was purchased by Manteco - in Paris during the Première Vision show. In Florence, the installation was followed by the presentation of the catalogue of the artist’s works: the book’s cover page was made by Manteco by using a stiff and close-woven fabric composed of carded wool, lamé and polyester, which creates a high-definition 3D effect and is abrasion and wear-resistant. At the party held at the Secret Gallery in Paris, Manteco welcomed customers, suppliers and international journalists, who were able to admire Cecchini’s work of art - which was later on placed at the entrance of the company’s headquarters in Prato - and also a miniature replica of the archives, while enjoying good food, wine and music. Manteco’s “cultural year” ended with a special concert, held in the archives room to celebrate the 100th anniversary of the end of World War One. The concert was performed by the San Francesco Choir of Prato and the Choir of Wangen, the German city twinned with Prato, in the presence of the German Consul to Italy Renate Wendt. The Bisentium Orchestra accompanied the San Francesco Choir and Oratorienchor of Wangen singing pieces such as Mozart’s Requiem and the Anthem of Europe. con Loris Cecchini: prima l’installazione verticale di Waterbones sulla facciata del Gallery Art Hotel a Firenze, a due passi dal Ponte Vecchio, e poi la riproposizione degli elementi tipici dell’opera di Cecchini in una scultura acquistata dall’azienda e presentata a Parigi nei giorni di Première Vision. A Firenze l’installazione è stata seguita dalla presentazione del catalogo delle opere dell’artista: un volume con la copertina realizzata da Manteco con tessuto rigido e compatto, in lana cardata, lamé e poliestere, che hanno creato un effetto 3D ad alta definizione, resistente all’abrasione e all’usura. Col party alla Secret Gallery Manteco ha invece accolto clienti, fornitori e stampa internazionale che hanno potuto ammirare l’opera di Cecchini, poi installata all’ingresso della sede pratese dell’azienda, ed anche una miniatura dell’archivio, tra musica, brindisi e buona cucina. A chiudere l’anno culturale di Manteco è stato però un concerto speciale, organizzato proprio nello spazio dell’archivio per festeggiare il centesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale: ospiti della serata la Corale di San Francesco di Prato e quella di Wangen, città tedesca gemellata con Prato, alla presenza della Console di Germania in Italia Renate Wendt. La musica dell’Orchestra Bisentium ha accompagnato le parole della Corale San Francesco e dell’Oratorienchor di Wangen in brani come il “Requiem” di Mozart e l’“Inno Europeo”. "Notte in archivio. Cento anni per ricordare" il titolo dato alla serata che ha salutato il 2018. textile 43


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Waterbones at Manteco's headquarter


A year of tradition and big news Fil-3, un anno tra tradizione e grandi novità

For Fil-3, 2019 is going to be a year of tradition and transition. On one side, the further development of Astrovigorè, the machinery patented in February 2018, with the addition of a brightly multicolored yarn, which allows for a more versatile employment and production targeted at the medium-high market segment; on the other, the effectiveness of the company’s stock service, Fil-3’s true added value in all these years. The new item created by Astrovigorè is also the result of Fil-3’s strategy to focus mostly on the medium-high market segments, being fully aware that it is useless to compete against low-cost foreign producers and that the margin of profit on low-cost products is increasingly smaller. And so, free rein to quality and creativity, to the internationally recognized reliability of the above-mentioned stock service and to satisfying the major brands’ request for sustainability. “We invested a lot of resources in the development of tests- Giacinto Gelli explains- on both the raw materials we order and on regenerated yarns. We always run chemical texts on our suppliers’ goods and we are also planning to apply for the GRS certification, on our own or together with the 4sustainability network which we are part of ”. Another of the company’s new developments comes in the shape of a book: the book with which Fil-3 will attend trade shows from now on and which will replace the color cards that are still, however, sent to customers. The large and elegant book, now ready for the summer collection, contains the company’s entire range of colors, including fabric samples. “Practical and yet high-tech”, Gelli says, referring to the app created for the agents ( and, in the near future, probably extended to customers), which allows for direct interaction with all those who are interested in Fil-3’s products. Therefore, goodbye to big and bulky suitcases at the shows and hello to colors and samples visible on one’s smartphone or computer. Last but not least, the relationship with customers, which is based on mutual respect, from the time of order placement to post-production. “We are now able to ensure an Amazon-style customer service- Gelli concludes- by providing a 24-hour delivery service and a 15 to 20-day delivery guarantee when it comes to bigger orders”. Il 2019 di Fil-3 inizia tra novità da lanciare e consolidate certezze. Da un lato l’ulteriore sviluppo di Astrovigorè, con un articolo che, rispetto a quello con il quale è stata presentata la macchina brevettata lo scorso febbraio e precisamente un filo multicolor dalle tonalità sgargianti, avrà un’applicazione più versatile e diretta su prodotti destinati alla fascia medio-alta; dall’altro la conferma della bontà del proprio stock service, il vero valore aggiunto dell’azienda in questi anni. L’articolo che uscirà da Astrovigorè è anche frutto della scelta di Fil-3 di dedicarsi in via prioritaria alla fascia medio-alta, sia per l’impossibilità di concorrere sul mercato dei prodotti a basso costo che per l’esiguità del margine di profitto esistente a tariffe sempre più basse. Così spazio a qualità e fantasia, alla riconosciuta affidabilità del già citato stock service e al soddisfacimento della richiesta dei principali brand in merito alla sostenibilità. “Abbiamo investito tante risorse per sviluppare le analisi – spiega Giacinto Gelli – sia per le materie prime che ordiniamo, sia sul filato rigenerato. Verifichiamo sempre la merce dei fornitori con test chimici e stiamo valutando anche di arrivare alla certificazione GRS, da soli o insieme al network 4sustainability del quale facciamo parte”. Un’altra novità ha la forma di un grande libro, ed è appunto il book con il quale Fil-3 ha deciso di presentarsi alle fiere, sostituendo le cartelle colori che sono però ancora inviate ai clienti: nel grande ed elegante raccoglitore, già realizzato per la collezione estiva, tutta la gamma di colori, con tanto di telini dimostrativi. “Pratici ma anche tecnologici” dice ancora Gelli riferendosi anche all’app creata per gli agenti (ed in futuro probabilmente allargata anche ai clienti) che permette un’interazione diretta con tutti coloro che sono interessati ai prodotti di Fil-3. Quindi meno grandi valigie negli stand e colori a portata di mano dal vivo o sugli smartphone ed i computer. Infine il rapporto con i clienti, ormai consolidato con prassi che si basano su un rispetto reciproco, dal momento dell’ordine alla post produzione: “Ormai viaggiamo con tempistiche in stile Amazon – conclude Gelli – riuscendo a consegnare in 24 ore e garantendo 15, massimo 20 giorni, per gli ordini più grandi”.

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THE BIGGEST TE X TILE FAIR IN THE UK

WWW.T H ELO N D ONTE XTIL E FAIR .C O.UK


Sustainability with Tiziano Guardini Filmar sceglie la sostenibilità e sostiene l’ecodesigner Tiziano Guardini

Filmar strengthens further its commitment to sustainability by extending it to the use of its yarns. It is, in fact, no chance that the company will be reintroducing, at the Pitti Filati 84 show, the Futuro collection by Tiziano Guardini, an up-and-coming young designer who is described by some as the “designer of nature” or even as the designer who will change the idea of fashion into a more sustainable direction. Filmar chose Guardini because he is one of the “ambassadors” of sustainable development. Born in Rome and with a degree in economics, Tiziano jumped into the fashion world by studying at the Koefia Academy in Rome. After working experiences with the style departments of various Roman ateliers and with PAP and accessory manufacturers, Guardini developed a talent for sustainable projects, in which he brilliantly combines the elegance and slow pace of nature with the dynamic world of fashion trends. That is how eco-designer Tiziano Guardini found his way to fashion. He has received many recognitions: from the Franca Sozzani GCC Award for Best Emerging Designer to the Green Carpet Challenge Award and Peta Couture Award in 2017. Mercedes-Benz chose him as up-and-coming young designer and sponsored his S/S 2019 fashion show within the calendar of the MFW, where Tiziano introduced his “eco-sustainable kit”, clothing in bright colors, from fluo yellow to cornflower blue, from pink to green. Tiziano chose Filmar’s products, in particular: Nilo, the first Egyptian yarn made from organic cotton within the Cottonforlife project; Zero, a 100% Egyptian cotton yarn and Filoscozia The Original. Filmar conferma il suo impegno verso la sostenibilità, impegno che vuole si estenda anche all’utilizzo dei suoi filati, non a caso in occasione di Pitti Filati 84 ripresenta la collezione Futuro di Tiziano Guardini, giovane designer da alcuni considerato talento emergente, da altri definito lo “stilista della natura” da altri ancora ritenuto un vero e proprio agente di cambiamento che porterà la moda verso orizzonti più sostenibili. Filmar lo ha scelto perché è un degli ambasciatori dello sviluppo sostenibile, strada che anche l’azienda segue con convinzione. Giovane, romano, laureato in economia, Tiziano decide di intraprendente in età adulta il suo percorso di studio all’accademia Koefia di Roma. Dopo varie collaborazioni in uffici stile di diversi atelier romani e con aziende di PAP e di accessori, scopre il suo talento per i progetti sostenibili dove riesce a coniugare l’eleganza e la quiete della natura con i ritmi dinamici delle tendenze moda. Così l’Eco-designer Tiziano Guardini trova la sua originale strada nel mondo del fashion. Non sono mancati finora i successi: dal premio Franca Sozzani GCC Award for Best Emerging Designer al Green Carpet Challenge Award al Peta Couture Award nel 2017. A settembre 2018 Mercedes-Benz lo sceglie come giovane designer emergente e sponsorizza la sfilata della collezione PE2019 all'interno del calendario ufficiale della MFW dove Tiziano propone il “kit eco-sostenibile”, un abbigliamento per uomo e donna con colori vivi dal giallo fluo al bluette, passando per il rosa e il verde. I capi diventano delle piccole opere d’arte create con materiali performanti ed eco-compatibili. Per i suoi capi di maglieria e calzetteria Tiziano ha scelto Filmar e in particolare Nilo, il primo filato egiziano di cotone Biologico (GOTS) nato in seno all’iniziativa Cottonforlife; Zero, filato 100% Cotone Egitto lavorato con l'innovativa tecnologia di filatura Com4 e Filoscozia The Original 100% cotone Egitto gasato e mercerizzato.

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Rossano Biancalani

From Prato with the same DNA Biancalani: da Prato al mondo con lo stesso DNA

From Prato to the world. Biancalani Textile Machinery has gone a long way since 1957, though remaining faithful to its DNA and to its family-run business style. Established in 1957 by Fiorenzo Biancalani, the company has been run by his children Rossano, Rossana and Massimo since the eighties and the third-generation members, the founder’s grandchildren, have joined in too. Biancalani’s core business has always been the production of machinery for the finishing of fabrics, imitation leather and knitwear. “The company has been exporting its products for some decades now- the president of the board of directors Rossano Biancalani says- 90-95% of our machinery is sold abroad, mainly to China, India and Turkey, the current leading countries in textile manufacturing, but also to Pakistan, Bangladesh and South America, in particular, Brazil. As for Europe, we do well in Portugal, Italy and Great Britain”. It is hard to say what has really changed in the company’s activity over sixty years: globalization has brought a change in the source of requests rather than in the content: “Actually, our customers’ requests have been more or less the same over the years- Biancalani says- what has really changed is the country of origin. Our customers used to be our “neighbors”, whereas now they come from all over the world: at first the Prato district, then Italy, then Europe and the Middle East, now the whole world as far as the Far East. The most common requests include efficiency and sustainability andwe are proud to say that machines are eco-friendly”. They are all based on the use of air to transport fabric through the machine, cutting emissions to zero. “After so many years of working in foreign markets- Biancalani says- we now feel the burden of local competition which, however, is still behind us in terms of technological innovation and performance quality. Anyway, we cannot underestimate the situation, which we deal with by offering our customers excellent service, both installation and post-sales service”. Biancalani Textile Machinery can count on an assistance service in nearly all the countries they sell to by training local people. In particular, there are Biancalani assistance centers in China, India, Indonesia, Turkey, Pakistan, Bangladesh, US and Brazil. In addition to the use of the Internet, which allows for a direct contact customers. Textile machinery manufacturers are nearing a major event, ITMA Barcelona in June. Biancalani has some new developments in store for this important trade show “We will be introducing three new machines at the show- Biancalani says- the new version of Airo 24, a machine for knit processing and one washing machine. But before ITMA, we will be launching our website, .we'll visit all our markets taking part in many trade shows, even the local ones. Da Prato al mondo. Biancalani Textile Machinery dal 1957 ha fatto molta strada pur mantenendo intatto il proprio Dna e anche il carattere di impresa familiare. Fondata nel 1957 da Fiorenzo Biancalani, dagli anni '80 sono in azienda i figli Rossano, Rossana e Massimo e oggi anche la terza generazione, i nipoti del fondatore. Da sempre il core business della Biancalani è la produzione di macchine per finissaggi di tessuti, finta pelle e maglieria. "Da ormai alcuni decenni l'azienda è votata all'export - commenta il presidente del CdA Rossano Biancalani - il 90-95% delle nostre macchine viene venduta all'estero, principalmente Cina, India e Turchia, che sono ormai i grandi manifattori del mondo tessile, ma anche Pakistan, Bangladesh e Sud America, in particolare il Brasile. Per quanto riguarda l'Europa abbiamo buone vendite in Portogallo, Italia e Gran Bretagna". Una tendenza che è condivisa del resto dai maggiori costruttori di macchinari tessili italiani, come sottolinea Biancalani che siede anche nel consiglio di Acimit. E' difficile dire cosa è cambiato nei sessanta anni di attività dell'azienda: la globalizzazione ha comportato più che un cambiamento dei contenuti un cambiamento nella provenienza delle richieste. "In effetti le richieste dei clienti sono grossomodo sempre le stesse negli anni e nei decenni che si susseguono - commenta Biancalani - cambia però la provenienza di queste richieste. Se prima i nostri interlocutori erano vicini ora sono in tutto il mondo: prima il distretto, poi l’Italia, poi l’Europa e il Medio Oriente, ora il mondo fino al Far East. E le richieste più comuni sono ovviamente l'efficienza ma anche la sostenibilità e su questo fronte siamo orgogliosi di dire che le nostre macchine sono assolutamente ecologiche". Infatti tutte utilizzano l'aria per il trasporto del tessuto, riducendo al massimo le emissioni. “E’ indubbio che dopo tanti anni di nostra presenza sui mercati stranieri – commenta Biancalani – cominciamo ad avvertire il peso della concorrenza locale, che per fortuna però è ancora un po’ indietro rispetto al nostro livello di innovazione tecnologica e di qualità delle prestazioni. E’ una situazione che comunque non va sottovalutata e che noi cerchiamo di contrastare offrendo un ottimo servizio ai clienti, sia di installazione che post vendita”. Biancalani ha in quasi tutti i paesi in cui vende un servizio di assistenza ottenuto formando persone locali, ci sono veri e propri centri di assistenza Biancalani in Cina, India, Indonesia,Turchia, Pakistan, Bangladesh, Usa e Brasile. A questo si aggiungono oggi le potenzialità di Internet che consentono un filo diretto coi clienti. Per il mondo dei produttori meccanotessili si sta avvicinando un appuntamento importante, Itma Barcellona a giugno. Biancalani ha in serbo delle novità per questo salone che ogni quattro anni fa il punto sullo stato dell’arte delle lavorazioni tessili. “Avremo tre macchine nuove – continua Biancalani – la nuova versione dell’Airo 24, una macchina per la lavorazione della maglia e una per il lavaggio. Ma prima di Itma lanceremo una nuova presenza sul web: ci stiamo organizzando in modo da utilizzare al meglio anche questo canale per far conoscere i nostri prodotti e la nostra realtà e per raggiungere nuovi clienti. Senza tralasciare la presenza fisica: facciamo visite in tutti i mercati e partecipiamo a molte fiere, anche locali. 50 focus


A window onto the future Una finestra aperta sul tessile del futuro of the textile industry di Matteo Grazzini

The future of the textile industry in Milan’s industrial archeological past: this was the theme of Textile evolution -Made in Italy 4.0, the exhibition which brought nearly two thousand people to Fabbrica del Vapore. Technicians, high school and university students, teachers and common visitors crowded the exhibition area to see the materials on show and attend the workshops and conferences. The exhibition was promoted by the Ministry of Economic Development, Ice-Agenzia, TexClubTec, Sistema Moda Italia and Acimit. For two weeks, the exhibition showcased the best of Italian production in the field of technical textiles, with special focus on the latest developments and various employments of new techniques, starring the leading companies in the processing of both intermediate and end products, from clothing to new-generation protective fabrics, to the use of textiles in the industrial, building and transportation sectors. The former red-brick Milanese factory, which hosted the exhibition, was divided into eight thematic sections, while at the foot of the staircase leading to the first floor, two videos presented the latest textile machinery designed to produce technical and innovative textiles. In one room, examples of spinning, weaving, knitting, finishing and digital and non-woven printing processes, in the other end products and prototypes on show, from protective clothing for servicemen and firemen to suits for Formula One drivers, to technical textiles for industrial and transportation production processes, including materials used to assemble smartphones and conveyer belts. Last but not least, an area devoted to technical textiles for infrastructure and furnishing, such as protective panels, heat-regulation textiles and textiles used in the construction of earthquake-proof buildings and aquaculture nets. The off-show events included two conferences held by the Italian Association of Textile Chemists and Colourists, the second of which dealt with the issue of textile sustainability and had La Spola among its speakers. Il futuro del tessile nel passato archeologico industriale di Milano: è stato questo Textile evolution -Made in Italy 4.0, l’esposizione che ha richiamato alla Fabbrica del Vapore quasi duemila persone: tecnici, istituti superiori e universitari, docenti e semplici visitatori arrivate tanto per vedere i materiali esposti quanto per i seminari ed i convegni. L’esposizione è stata promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico, da Ice-Agenzia, TexClubTec, Sistema Moda Italia e Acimit. Due settimane di mostra del meglio della produzione italiana nel campo del tessile tecnico, con focus sulle ultime ricerche nel settore e le diverse applicazioni, con protagoniste aziende d’eccellenza del comparto attive sia nella trasformazione dei prodotti intermedi che di quelli finali, dall'abbigliamento ai tessuti protettivi di ultima generazione, passando per le applicazioni nel settore industriale, dell’edilizia e dei trasporti. Tra le mura di mattoni rossi dell’ex fabbrica milanese sono state realizzate otto aree tematiche, mentre alla base delle scale per salire al piano superiore scorrevano due filmati con la presentazione del settore del macchinario tessile destinato alla produzione di tessile tecnico e innovativo. In una stanza gli esempi dei processi di filatura, tessitura, maglieria, finissaggio e stampa digitale e non tessuto, nell’altra la mostra di prodotti finiti e prototipi, dall’abbigliamento protettivo per militari e vigili del fuoco alle tute per piloti di Formula 1, per arrivare ai tessili tecnici per i processi produttivi industriali e dei trasporti, tra cui materiali utilizzati nell'assemblaggio di smartphone o dei nastri trasportatori. Infine uno spazio ai tessili tecnici per le infrastrutture e l’arredo come pannelli protettivi, tessili termoregolanti e per il rinforzo antisismico, reti per acquacoltura. Tra gli eventi collaterali anche i due convegni dell’Associazione Italiana Chimici Tessili e Coloristica, il secondo dei quali ha visto anche la partecipazione de La Spola in un dibattito sulla sostenibilità del tessile. 52 exhibitions


exhibitions 53


All good things come in three's Azeta Filati, non c’è due senza tre

Increase in sales, a larger storehouse, bigger collections. A Zeta Filati has definitely performed well, going against the general downturn trend, not only of the Prato district, but also of Italy’s textile industry as a whole. This Tuscan company is adding more and more pieces to the puzzle of its overall success year by year. The latest addition is the launching of the A Zeta Home collection, the company’s new yarns brand designed for furnishing and home design: “We have realized that the fancy patterns and colors that people wear –Product Manager Nicola Tognarelli says- are also those which people use to decorate their homes, and so we decided to launch A Zeta Home. The Home sector- Nicola Tognarelli continuesaccounts for 15-20% of sales and has a market both in Italy and abroad”. The company’s positioning in the medium/high-end market segment is clear. Going against the Prato district’s general trend, A Zeta has greatly extended its product range by launching, in February 2018, the Prestige collection designed for the medium/high-end market, in addition to its Easy and Classic collections. For A Zeta, 2018 ended with a 7/8% increase as compared to 2017, despite the textile industry’s slowdown and the markets’ unpredictability. In 2019, A Zeta plans to maintain and strengthen the achieved results by investing in logistics and further enlarging and completely robotizing the storehouse. Special attention is given to the sustainability issue and to environmental policies: after having joined Greenpeace’s Detox project, A Zeta Filati plans to apply for the GRS (Global Recycle Standard) certification, as a guarantee of the good job done so far in this field. Fatturato in crescita, magazzino che si amplia, collezioni che aumentano. Il quadro disegnato da A Zeta Filati è decisamente in controtendenza rispetto non solo al distretto pratese, ma anche a tutto l’indotto del tessile italiano. L’azienda toscana, anno dopo anno, riesce ad aggiungere tasselli positivi ad un mosaico sempre più ampio. L’ultima new entry è il lancio della collezione A Zeta Home, il nuovo brand nato per definire le collezioni di filati destinate al mercato del tessile per l’arredamento e per la casa: “Abbiamo appurato che ormai le fantasie ed i colori che vediamo addosso alle persone – dice Nicola Tognarelli, product manager dell'azienda– dopo pochi anni caratterizzano i tessuti per la casa e così abbiamo deciso di lanciare A Zeta Home. Il settore Home – continua Nicola Tognarelli – rappresenta il 15-20% del fatturato ed ha un mercato sia in Italia che all’estero”. La virata verso i filati destinati a prodotti di fascia medio-alta e alta è chiara: in contro tendenza all’orientamento generale del distretto pratese, A Zeta ha infatti deciso di ampliare la propria linea di prodotti lanciando, a febbraio scorso, la collezione “Prestige” dedicata ad una fascia di mercato medio-alta e che affianca le collezioni “Easy” e “Classic”. Il 2018 di A Zeta si è chiuso con un +7/8% rispetto al 2017, nonostante la frenata della filiera e l’imprevedibilità dei mercati. Per il 2019 A Zeta punta al consolidamento degli obiettivi raggiunti investendo sulla logistica, all’ampliamento e alla completa robotizzazione del magazzino. Infine particolare attenzione viene data anche ai temi della sostenibilità ed alle politiche ambientali: dopo l’ingresso nel Detox di Greenpeace, A Zeta Filati punta alla certificazione GRS (Global Recycle Standard) a garanzia del lavoro svolto su questo tema. 54 focus


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The foundations of sustainability Gruppo Colle, ecco i capisaldi per la sostenibilità

Sustainability to be pursued by following the four key points of the Manifesto which pushes the company into the future. This is the course taken by Gruppo Colle, a company with a staff of 170 people and two plants located between the provinces of Prato and Pistoia, a leading company in the dyeing field and industrial treatment of textile fibers, which has been ahead of its time and of the market’s demands for some time now. Gruppo Colle’s Sustainability Manifesto is, in fact, a guide to good practices already implemented by the company, not only in the field of textile production, but also of tradition and culture: energy, environmental protection, safety and ethics are the foundations of the company’s policy of investments and innovation on its production plants. Renewable energy (photovoltaic, hydroelectric and cogeneration which should meet 100% of the company’s energy requirements within 2020), heat recovery (a method which captures and transfers waste heat back to the system and allows to reduce energy consumption), efficient energy use (25% decrease in energy use in the past five years), support to the workers’ families (the company is party to an agreement with a bank to help workers who wish to introduce efficient energy use in their homes) and reduction of energy expenditure (owing to the use of new-generation machinery, the company has achieved a 30% reduction of steam and thermal energy, 20% reduction of chemicals and 15% of compressed air). For the environment, Gruppo Colle has chosen certifications as Emas, Oeko-Tex 100, Compliance Gruppo Inditex, Tessile e Salute, Gots 5.0, GRS and has joined the Zdhc project. As for workplace safety, eleven information and educational videos are being prepared to inform and make employees aware of what is needed to keep them safe. In the future, the company plans to give courses on different subjects, from best practice to environmental protection. And professional ethics, asking employees, suppliers and contractors to take steps to ensure the respect for ethical values and a policy of social responsibility. Gruppo Colle’s employees are motivated to reach specific quality and safety parameters set by the company through bonuses. Una sostenibilità da perseguire seguendo quattro punti di un Manifesto che proietta l’azienda già nel futuro. E’ questa la strada intrapresa da Gruppo Colle, azienda da 170 dipendenti e due stabilimenti dislocati tra le provincie di Prato e Pistoia leader nella tintura e nei trattamenti industriali delle fibre tessili ma da tempo anticipatrice dei tempi e delle richieste del mercato. Il Manifesto della Sostenibilità di Gruppo Colle è infatti anche e soprattutto un vademecum di buone pratiche già avviate, non solo nel campo della produzione tessile ma anche della tradizione e della cultura: energia, ambiente, sicurezza ed etica i capisaldi di una politica di investimenti e interventi sugli stabilimenti produttivi. Energia come rinnovabile (fotovoltaico, idroelettrico e cogenerazione che entro il 2020 dovrebbero assicurare il 100% del fabbisogno dell’azienda), come recupero di calore (riutilizzo del calore per riscaldare l’acqua per il vapore con conseguente risparmio di metano), come efficientamento energetico (25% di utilizzo di energie in meno negli ultimi cinque anni), come supporto alle famiglie dei dipendenti (da inizio anno è attiva una convenzione con un istituto bancario per chi vorrà effettuare azioni di efficientamento energetico nella propria abitazione) ed infine come riduzione dei consumi (grazie a macchine di ultimissima generazione ci sono state riduzioni del 30% di vapore e energia termica, del 20% di prodotti chimici e del 15% di aria compressa). Per tutelare l’ambiente Gruppo Colle si è dotato di certificazioni ambientali, di processo e di prodotto come Emas, Oeko-Tex 100, Compliance Gruppo Inditex, Tessile e Salute, Gots 5.0, Grs ed ha aderito al progetto Zdhc. Sul fronte sicurezza sono in via di realizzazione undici video informativi e formativi per istruire e sensibilizzare i dipendenti sulle corrette modalità operative aziendali ed anche in ambito extra lavorativo. In futuro verrà svolta una formazione ludica su tematiche diverse di anno in anno, dalla best pratice alla tutela ambientale. Infine l’etica, che passa dalla garanzia chiesta a dipendenti, fornitori e appaltatori del rispetto dei valori etici, della politica di responsabilità sociale e di quella ambientale e gli stessi dipendenti sono incentivati con premi di risultato al raggiungimento di parametri di qualità e sicurezza che vengono definiti tramite regolamento aziendale.

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A responsible growth Tintoria Alessandrini: una crescita responsabile

Tintoria Alessandrini is old enough to be experienced and reliable and young enough to have a positive and enthusiastic approach to changes and to the market. The company was established on April 11, 1972, within Prato’s walls, as a skein dyeing factory. In 1976, the company relocated to Paperino, a still unused area that would soon become the Macrolotto industrial park. The company kept growing over the years, going from a 2,000-square-meter plant in 1976 to the current 6,000. Although its core business is still skein dyeing, Tintoria Alessandrini specializes also in skein printing and in cone and tops dyeing, performed by a staff of 43 under the supervision of sole director Gianni Bianchini. The company’s most path-breaking choice was that of a responsible approach to environmental protection: though having to conform to the strict parameters set by regulations, Tintoria Alessandrini made the decision to join Greenpeace’s Detox campaign. It goes without saying that making such a choice involves a lot more time, trouble and expense. Alessandrini stands as a symbol on Prato’s industrial scene: it is one of the three or four dyeing factories that survived out of a total of thirty in the nineties, by overcoming the difficulties of the past twenty years. A “natural selection” which does not make the “survivors” competitive on prices, because of the high costs incurred to purchase raw materials and for the supply of water and wastewater treatment. The company’s way of working has definitely changed over time. No more big volumes and greater focus on quality rather than on quantity, which requires an hard process: small dye baths, skills, research and innovation, the highest quality standards. The “investment” item is a priority. La Tintoria Alessandrini comincia ad avere un’età che garantisce competenza e solidità, ma mantiene un giovane entusiasmo nelle scelte e nell’approccio al mercato. L’azienda nasce l’11 aprile del 1972 all’interno delle mura di Prato con la tintura di matasse, nel 1976 la scelta importante di trasferirsi a Paperino in un nuovo capannone in una zona ancora inutilizzata ma che di lì a poco sarebbe stata animata dalla lottizzazione del Macrolotto. Dai 2000 metri quadri coperti nel 1976 nel 2000 l’azienda è arrivata ad occuparne 6000, in un processo di crescita andato avanti finora. Ad oggi il core business rimane la tintura matasse, ma a questa attività si sono aggiunte la stampa matasse, la tintura di rocche e tops, portate avanti da 43 dipendenti guidati dall’amministratore unico Gianni Bianchini. La scelta forse più importante è stata quello di un più responsabile approccio con l’ambiente: scelta in parte dovuta dagli strettissimi parametri imposti dalla normativa, ma in gran parte presa spontaneamente per una convinzione radicata, tanto che la Tintoria Alessandrini è impegnata con Greenpeace ed ha aderito a Detox. Inutile negare che questa scelta comporta un grande impegno e anche una certa riduzione dei margini. La Tintoria Alessandrini resta un baluardo importante nel panorama pratese: basti pensare che dalla trentina di tintorie degli anni ’90, oggi ne sono rimaste tre o quattro, sopravvissute alle grandi difficoltà degli ultimi venti anni. Una selezione che purtroppo non dà vantaggi sui prezzi, dati gli altissimi costi sostenuti per l’acquisto delle materie prime, per la fornitura dell’acque e per lo smaltimento di quella di lavorazione. Certamente è cambiato il modo di lavorare della Tintoria: non ci sono più grandi volumi, un lavoro certamente di qualità più che di quantità e questo richiede grande impegno: molti bagni piccoli, grande specializzazione, molta ricerca, molta innovazione, altissima qualità. La voce ‘investimenti’ resta senza dubbio fondamentale.

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The chemistry that ennobles Montega: la chimica che nobilita

New and efficient solutions: this is the motto of Montega s.r.l., a dynamic company whose strength lies in its wide range of solutions and know-how uses. Owing to its vertically integrated structure, Montega supervises every step of the process in the creation of chemical products and ensures the utmost flexibility in providing customers with the best solution. The research on raw materials, the creation of formulas in laboratories, the production in automated plants and the employment of its products in industrial or semi-industrial machines are the stages that Montega closely monitors by being divided into four departments. Among these four departments, the company’s driving force is definitely the R&D laboratory. R&D Montega relentlessly pursues new solutions by collecting inputs from the market and from the research world and uses raw materials to create high-stability chemical preparations, always testing them for new employments. And competing in market recently required the company to create a new line in accordance with the ISO 14006 regulation, the guidelines for incorporating eco-design, which led to the Montega Verde range. Following a careful selection of the best raw materials, Montega checks all production stages up to packaging and labelling. Liquid and powdered products are processed in accordance with the ISO 9001 and ISO 14001 regulations. Automated plants, skilled workers and daily quality control on the batches reduce the rate of mistakes nearly to zero. M-Lab is the branch office where experienced technicians apply the products coming from the R&D laboratory. Research on formulas requiring low water and energy consumption allowed Montega to create a line of My Eco System-branded products. The My Eco System brand applies to products whose eco-toxicological properties meet the internationally recognized environmental requirements for the so-called “Green” products. The Garment University is the place where technique and creativity come together. Owing to the cooperation with leading textile manufacturers, Montega is able to test its formulas on any kind of fabric. The characteristics of each fabric are studied to develop treatments and create effects. The result is an ever-changing Showroom containing hundreds of prototypes, as the final step of a long process. Soluzioni nuove ed efficienti: questo il motto di Montega s.r.l., un’azienda dinamica che fa dell’ampiezza delle soluzioni offerte e del know how in campo applicativo i propri punti di forza. Grazie alla sua struttura verticalmente integrata, Montega garantisce il controllo di ogni fase della nascita di una specialità chimica e la massima flessibilità nell’accompagnare il cliente verso la soluzione vincente. La ricerca delle materie prime, la formulazione sapiente in laboratori dedicati, la produzione in impianti automatizzati e l’applicazione dei prodotti in macchine industriali o semi industriali sono fasi che Montega gestisce direttamente grazie alla sua articolazione in quattro aree. Tra queste quattro, cuore pulsante dell’azienda è senza dubbio il laboratorio R&D. La R&D Montega ricerca nuove soluzioni raccogliendo gli input che arrivano dal mercato e dal mondo della ricerca e caratterizza le materie prime per formularle in preparati ad alta stabilità, testandone sempre nuovi impieghi. Proprio il mercato ha suggerito di formulare una linea in accordo con la norma ISO 14006 – linee guida per l’integrazione dell’eco-design - sotto l’ombrello di questa norma è nato il range Montega Verde. Dopo attenta selezione delle migliori materie prime, Montega controlla in produzione tutta la lavorazione, fino al confezionamento ed etichettatura. Liquidi e polveri sono gestiti con processi conformi alle norme ISO 9001 e ISO 14001. Impianti automatizzati, operatori specializzati e controlli quotidiani sui lotti riducono prossimo allo zero la possibilità di errori. M-Lab è la struttura distaccata dove tecnici con un’esperienza pluridecennale applicano i prodotti in arrivo dalla R&D. Lo studio di ricette a basso consumo di acqua ed energia ha permesso a Montega di distinguere una serie di prodotti con la dicitura My Eco System, che significa prodotti con profili ecotossicologici in linea con il quadro odierno di riferimento per la definizione di prodotto “Green” applicati in processi a impronta ecologica migliorata. La Garment University, che ha sede nella stessa struttura di M-Lab, è il luogo dove tecnica e creatività si incontrano. Grazie alla cooperazione con importanti produttori di tessuti, Montega può testare le proprie formulazioni su ogni tipo di tessuto. Vengono studiate le specificità di ogni tessile, mettendo a punto trattamenti e creando effetti. Il risultato è uno Showroom in continua evoluzione con centinaia di prototipi creati, risultato finale di un lungo lavoro che è possibile grazie l’integrazione di queste quattro aree. focus 61


A 70-year-long history Rifinizione Vignali: una storia lunga 70 anni

Rifinizione Vignali began operating in 1947, when Silvio Vignali took his first steps as entre-preneur by teaselling blankets using strictly artisan methods. In the years 1954-55, with Silvio’s determined and dynamic son Ivo – the current president of the board of directors- joining the company, Rifinizione Vignali changed and expanded its production range and processing methods. In addition to new finishing treatments of fine and innovative fabrics, in particular, upholstery fabrics which had not been produced in the Prato area until then, the company became highly specialized in the finishing of acrylic carpets and faux fur coats. Upon Silvio’s death in 1961, Ivo upgraded the entire machinery fleet at the company’s cur-rent headquarters. In 1973, a new dyeing mill, Ma-Vi, was started, adding to the one operat-ing within Rifinizione Vignali. Over the years, the company further expanded its activity, soon becoming well-known not only in the Prato area, but also across the country and abroad. Today, the new-generation members of the family, Barbara and Silvia, work by their father Ivo’s side at the head of Rifinizione Vignali and Ma-Vi. Over the years, Rifinizione Vignali has become highly specialized in the finishing of velvet and upholstery fabrics, quickly building up a base of regular customers. The company currently employs 60 people and is greatly committed to research on new technologies and improvement of processing and service quality.

L'attività della Rifinizione Vignali ha origine nel 1947 quando Silvio Vignali mosse i primi passi di impren-ditore con iniziative prettamente artigianali, limitate alla garzatura di coperte Negli anni ’54/’55, con l’inserimento sempre più determinato e dinamico del figlio Ivo Vignali, attuale presidente del Consiglio di amministrazione, l’azienda cambia gradualmente tipologia di tessuti, ampliando e potenziando la primiti-va attività artigianale. Alle nuove idee legate al finissaggio di tessuti qualificati ed innovativi soprattutto su articoli per arredamento, che nell’area pratese non erano stati fino ad allora prodotti, si aggiungono le lavorazioni di finissaggio di tappeti di acrilico e pellicce ecologiche. Dopo la morte di Silvio nel ’61, Ivo rinnova l’intero parco macchine nell’attuale sede, nel 1973 viene fondata una nuova Tintoria Ma-Vi, che affiancherà quella interna della Rifinizione Vignali. Prosegue la ricerca di nuove specializzazioni che rendono la Rifinizione Vignali sempre più qualificata e apprezzata non solo nel comprensorio pratese, ma anche a livello nazionale ed europeo. Oggi il ricambio generazione ha già i volti di Barbara e Silvia, che affiancano il padre Ivo alla guida della Rifinizione Vignali e della Ma-Vi. Sono ormai diversi anni che la Rifinizione Vignali si è specializzata nei velluti e tessuti da arredamento adeguandosi alle esigenze del mercato e servendo clienti consolidati negli anni. Ad oggi l'azienda conta oltre 60 dipendenti ed è fortemente impegnata nella ricerca di nuove tecnologie e nel miglioramento della qualità dei processi e dei servizi. 62 focus


Let’s go dancing! E’ tempo di ballare!

di Matteo Grazzini

In this Showcase issue, we make a change of……sense. For once, we are putting taste and smell aside to tickle the hearing by jumping into a sea of music, being fully aware that many are the routes to travel and nearly endless the genres. The world of night and disco clubs is a fast-changing world, so it is nearly impossible to provide a comprehensive picture of nightlife in Florence, London, Milan and Paris, not to mention that music preferences are a matter of individual choice. Therefore, we narrowed down a list of venues where you can spend a few hours dancing and having fun after a busy day at the trade show, the top clubs of the moment, recommend by experts, bloggers and influencers. In Florence, the music and nightlife scene is broader than what you might expect from such a small city. Of course, Florence is not known for its huge clubs that make thousands of people dance, but they are nonetheless worth a visit. Babylon (Via Pandolfini 26r) is the go-to place for young people, a large, two-floor club, offering various nightly performances based on the hottest music trends. Colle Bereto is located downtown Florence (Piazza Strozzi 5r) and features a VIP lounge designed by Luigi Fragola, available by reservation only and requiring a dress code, which mixes music with cocktail parties and fashion events. A historic venue, Full Up (Via della Vigna Vecchia 23-25r) was established in the seventies and has become over time the destination landmark for party-goers in Florence. The club’s style is a mix of ‘70s atmosphere and contemporary minimalist-chic design in high-tech materials. On Friday nights, the main room hosts Florentine DJs and international guests. The Grey Goose is the club’s exclusive and very intimate VIP lounge, with only eight, highly-coveted tables. Milan’s nightlife scene has undergone quite a bit of change over the past few years and, in early 2019, the picture is still fluid and open to development. So it’s best to start with one of the newest additions, Volt (Via Molino delle Armi, 16), which replaced one of the city’s oldest clubs, Bang-Bang , later called Divina. White sofas welcoming a crowd of casually dressed clubbers, a state-of-the-art console table, an L-Acustic Arcs system and light design made in Berlin. All kinds of music genres: house, hip hop, dance hall… At Wall (Via Plezzo 16), there is a Berlin underground atmosphere. DJ Ralf and international guests take turns at the console. Take it easy Tunnel Club (Via Giovanni Battista Sammartini 30) is more about entertainment and music, usually electronic music performed by Italian and international DJs, than style. As for the historic names: Byblos (Via Melchiorre Gioia 69) for a night out amongst fashion models and VIPs, which can start at the table and end in one of the private lounges; Just Cavalli (Torre Branca, Via Luigi Camoens) is open 365 days a year, offering full view of the Sempione Park and a mix of dance, hits and hip-hop music; Alcatraz (Via Valtellina 25) is Milan’s In questo numero di Showcase cambiamo… senso. Lasciamo il gusto e l’olfatto della gastronomia per solleticare l’udito, lanciandoci nel mare della musica, ben consapevoli che le rotte da percorrere sono tante ed i generi quasi infiniti. Il mondo dei locali notturni e delle discoteche è in mutamento pressoché continuo e quindi dare un quadro esaustivo delle migliori soluzioni per Firenze, Londra, Milano e Parigi è impossibile, anche perché ognuno ha i propri gusti ed i propri miti musicali. Quindi cerchiamo di fare una lista di locali dove passare alcune ore ballando e divertendosi dopo una giornata in fiera affidandoci ai trend del momento, raccontati da esperti, blogger e influencer. A Firenze il panorama è più ampio di quanto le dimensioni non enormi della città farebbero pensare. Certo, i locali non sono enormi, a volte piccoli scrigni per le sette note, ma più che meritevoli di una visita. Il Babylon (via Pandolfini 26r) è un punto di riferimento per i più giovani, ampio e disposto su più piani, le serate sono varie e improntate sulle nuove tendenze del momento. Il Colle Bereto è nel cuore della città (piazza Strozzi 5r) e ha un privèe firmato Luigi Fragola, accessibile solo su prenotazione e rigoroso dress code, che abbina la musica a cocktail ed eventi di moda. Un nome storico è quello del Full Up (via della Vigna Vecchia 23-25r), nato negli anni ’70 e consolidandosi nel tempo come un “must” delle nightlife fiorentina. Lo stile del locale, non tradisce le sue origini accostando atmosfere degli anni ’70 ad una veste minimal chic contemporanea arricchita da materiali hi-tech. Nella sala principale il venerdì si alternano alla consolle djs fiorentini e ospiti internazionali. Nel Grey Goose privée solo otto ambitissimi tavoli rendono il locale esclusivo ed estremamente intimo. Milano, soprattutto negli ultimi anni, ha visto spostarsi tendenze, nomi e luoghi legati alla musica e il quadro in questo inizio di 2019 è in gran parte ancora da dipingere. Per questo è meglio iniziare con uno degli ultmi arrivati, il Volt (Via Molino delle Armi, 16), che ha preso il posto di uno dei locali più vecchi della città, il Bang-Bang , poi Divina. Divani bianchi nei quali si è accolti meglio se vestiti in modo poco formale, nuovissima consolle, sistema L-Acustic Arcs e light design made in Berlino. In programma c’è di tutto: house, hip hop, dance hall... Al Wall (via Plezzo 16) l’atmosfera è abbastanza da underground berlinese. In consolle sempre il Dj Ralf alternato ad altri ospiti internazionali, mentre al Take it easy Tunnel Club (via Giovanni Battista Sammartini 30) l’estetica lascia spazio al divertimento e alla musica, spesso elettronica con djs italiani e internazionali. Chiusura con i nomi storici. Il Byblos (via Melchiorre Gioia 69) per una serata tra modelle e VIP, starlette che può iniziare a tavola e finire nei privè della sala interna. Il Just Cavalli (Torre Branca, via Luigi Camoens) è aperto 365 giorni l’anno, con vista a 360 gradi del Parco Sempione. La musica è dance, hits e hip-hop. L’Alcatraz (via Valtellina 25) è la discoteca più grande di Milano e

64 cities


Moulin Rouge - Paris

Ministry of Sound - London

Djoon - Paris

Full Up - Florence

Just Cavalli - Milan

YoYo - Paris

Colle Bereto - Florence cities 65


Koko - London

largest disco and hosts concerts as well, music for all tastes and a lot of foreign customers; Hollywood (Corso Como 15) is not only about music, it’s the gathering place for football players, actors and celebrities, a staple of the Milanese nightlife circuit for years. In London, good music is everywhere, you just need to know where to look, be patient and indulge your tastes. There are, however, a number of “evergreens”, such as Ministry of Sound (103 Gaunt Street, Elephant & Castle), the city’s most popular disco, even among tourists. It’s the temple of house music. Be ready for the queues at the entrance, they can be very long. Heaven (17 Villiers Street) is located between the Charing Cross and Embankment stations and is a gay club: three floors to dance the night away in the company of drag queens and take part in theme events and Ibiza-style parties. It plays mainly house music. Koko (1° Camden High Street, opposite the Mornington Crescent station) is best-known for being frequented by the great names of international music. Stars such as Madonna, the Coldplay and Babyshambles have performed on its stage. Its only fault, if any, is that it is packed with tourists. Alla Scala (275 Pentonville Road) is a former movie theater where the music plays, even live. Foo Fighters, Moby, Chemical Brothers, Dido, Lionel Ritchie, Robbie Williams and many other artists have performed there. Last but not least, Corsica Studios (4/5 Elephant Road): its two main rooms are used to host music events ranging from house to electro, dubstep and drum and bass. There was a time when, as Le Monde and The New York Times once wrote, Paris’s nightlife seemed to be dead, carried away by the slow, buttoned-up pace of a cultural tourist destination. That time seems over and the city’s venues offering good music and entertainment are many and varied. There is an interesting mix. Batofar (11 Quai François Mauriac) is a disco housed in a boat floating on the Seine in the 13 ° arrondissement. The music program includes line-ups of bands performing electronic music and dance parties. The name Djoon (22 Boulevard Vincent Auriol) derives from a Persian word which translates roughly as “soul”. The club hosts many international stars and plays mainly afro-house music. The word Moulin Rouge (90 Boulevard de Clichy) probably brings back memories of sexy dancers covered in sequins and red feathers, but in Paris there is also a 400-seat disco by the same name playing music that suits all tastes. YoYo (13 Avenue du Président Wilson) is a nightclub, but also a piece of Paris's history and culture, for it is housed in an old Art Deco-style movie theatre in the basement of Palais de Tokyo, a contemporary art museum on the western side of Paris. This underground club is also used for hosting events, including fashion shows, art exhibitions and club nights starring top performers. per questo ospita anche concerti. Musica per tutti i gusti con alta presenza di clienti stranieri. L’Hollywood (corso Como 15) non è solo musica. Luogo di incontro di calciatori, attori e personaggi famosi è un must delle notti milanesi da anni. A Londra c’è tutta la musica del mondo, basta saper cercare, avere pazienza e assecondare i propri gusti. Ma c’è anche qualche ‘intramontabile’, come il Ministry of Sound (103 Gaunt Street, Elephant & Castle), la discoteca più frequentata della città, anche dai turisti. E’ il tempio della musica house. Attenzione alle code all’ingresso, che possono essere molto lunghe. L’Heaven (17 Villiers Street) è tra le stazioni di Charing Cross ed Embankment, ed è un club riservato ai gay: tre piani in cui ballare con drag queen, partecipare a serate a tema o feste in stile Ibiza. Anche qui regna l’house. Il Koko (1° Camden High Street, di fronte alla metro Mornington Crescent) è celebre per le sue serate all’insegna di grandi nomi della musica internazionale. Il suo palco è stata calcato da star come Madonna e i Coldplay e Babyshambles. Unica pecca, se tale può essere, è l’altissima presenza di turisti. Alla Scala (275 Pentonville Road) è un ex cinema votato alla musica, anche dal vivo. Ci hanno suonato e cantato Foo Fighters, Moby, Chemical Brothers, Dido, Lionel Ritchie, Robbie Williams e molti altri artisti. Ultima citazione londinese per i Corsica Studios (4/5 Elephant Road): in due grandi sale ospita serate alternative dai vari generi musicali serate house, electro, dubstep e drum and bass. C’è stato un periodo in cui, come scrissero Le Monde e New York Times, la vita notturna a Parigi sembrava morta, travolta dai ritmi compassati di una città a enorme vocazione turistica-artistica. Il periodo sembra terminato e le locations in cui trovare buona musica e divertimento sono tante e di genere spesso opposto. Il mix è interessante. Il Batofar (11 quai François Mauriac) è una discoteca su una barca ed ha dalla sua l’ambiente unico sulla riva della Senna nel 13 ° arrondissement. Nel ‘menu’ lineup di band di musica elettronica dal vivo e feste dance. Il Djoon (22 boulevard Vincent Auriol) prende il nome da una parola persiana che può essere tradotta come “anima”e ospita molte star internazionali con molte concessioni ai suoni afro-house . Dicendo Moulin Rouge (90 boulevard de Clichy) viene probabilmente in mente l’erotismo velato di ballerine vestite di paillettes e piume rosse ma c’è anche una discoteca da 400 posti con musica adatta a tutti. Lo YoYo (13 avenue du Président Wilson) è discoteca, storia e cultura di Parigi, situata com’è in un vecchio cinema art déco nel seminterrato del Palais de Tokyo, un museo di arte contemporanea sul lato ovest di Parigi. Questo club sotterraneo viene utilizzato anche per eventi, tra cui sfilate di moda, mostre e serate di club con artisti di qualità. 66 cities


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