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TERRE Una guida per scoprire, attraverso i 5 sensi, le meraviglie de L’Aquila e del cratere aquilano The good lands – A guide to discover, with the 5 senses, the beauties of L’Aquila’s crater


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Progetto CA20000090 (DM 14.10.2015 e ss. mm. ii. – Circolare n. 37630 del 21.04.2016 – Cratere Sismico Aquilano – Misura 2), realizzato con il contributo di INVITALIA – Agenzia nazionale per gli investimenti e lo sviluppo d’imprese S.p.A. Foto di Copertina: ©LaraBadioli/Pixabay – Navelli, Borgo Crediti delle Fotografie: Pag. 2 - ©adriano7492/Pixabay; Pag. 10 - ©Di Martino; Pagg. 15 e 81 ©MUNDA - Polo museale dell’Abruzzo; Pag. 19 - ©Nature Details/Grotte di Stiffe; Pag. 46 ©Xtendo/Pixabay; Pag. 51 - ©ritaE/Pixabay; Pag. 52 - ©edusoft/Pixabay; Pag. 57 ©Pixel2013/Pixabay; Pag. 58 - ©Magnaduf/Pixabay; Pag.61 – ©F. Deidda; Pag. 72 ©Ka_Q/Pixabay; Pag. 80 - ©99pixel/Pixabay; Pagg. 91 e 98 - ©Giulio Petronio; Pag. 92 ©TeodoroMarini/Pixabay; Pag. 94 - ©Marcom66/Pixabay; Pag. 103 - ©Associazione culturale Artemisia - Castelvecchio Calvisio visto da Calascio; Pag. 109 – ©erikamariniello/Pixabay; Pag. 111 – ©Mubaq; Pag. 122 - ©Beffi; Pagg. 123 e 143 – ©valtercirillo/Pixabay; Pag. 125 ©18986/Pixabay.

Stampa: Industrie Grafiche Peruzzo 2018 © Gremese International s.r.l.s. – Roma Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo volume può essere registrata, riprodotta o trasmessa, in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, senza il preventivo consenso formale dell’Editore.


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INDICE / INDEX Premessa / Preface, 7 Introduzione / Introduction (only in Italian), 9 Itinerari / Routes N° 1 - L’Aquila dopo il sisma, 12 N° 2 - Un goloso viaggio per famiglie tra Fossa, Ocre e San Demetrio ne’ Vestini, 16 N° 3 - Tra il Gran Sasso e la Majella, un territorio che vi farà innamorare, 20 N° 4 - Alle prime falde del Gran Sasso già si scorge il mare, 23 N° 5 - Lupi, ceramiche e natura incontaminata: la provincia di Teramo che sorprende, 26 N° 6 - Verso il Parco Regionale Naturale Sirente-Velino, 30 N° 7 - Paesi medievali in pietra, streghe e presidi Slow Food nelle Terre della Baronia e dintorni, 33 N° 8 - Dalla conca aquilana al Parco Nazionale del Gran Sasso, tra il sacro e il profano, 37 I percorsi delle buone terre (cartoguide) / Trails Introduzione, 40 1 - Montebello di Bertona, 41 2 - Monte di Mezzo di Campotosto, 42 3 - Acciano accessibile, 43 4 - Da Ovindoli a Rovere, 44 5 - Da Pietracamela verso Prati di Tivo, 45 L’Abruzzo in tavola / Abruzzo on the plate Introduzione, 46 Prodotti DOP, 47 Prodotti IGP, 50 Vini DOC, 52 Vini DOCG, 53 PAT, 54 I Presìdi Slow Food del cratere aquilano: Canestrato di Castel del Monte, 61 Ceci di Navelli, 62 Fagioli di Paganica, 64 Grano solina dell’Appennino abruzzese, 65 Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, 66 Mieli dell’Appennino abruzzese, 67 Mortadella di Campotosto, 68 Patata turchesa, 69 Salsiccia di fegato aquilano, 70 Pecorino di Farindola, 71 Ricette / Recipes, 72 Feste e sagre / Festivals and events, 74


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LE BUONE TERRE I cinque sensi nei 57 comuni del cratere aquilano / The 57 Municipalities L’Aquila, 77 Acciano, 85 Arsita, 87 Barete, 88 Barisciano, 89 Brittoli, 90 Bugnara, 91 Bussi sul Tirino, 92 Cagnano Amiterno, 93 Campotosto, 94 Capestrano, 96 Capitignano, 97 Caporciano, 97 Carapelle Calvisio, 98 Castel del Monte, 98 Castel di Ieri, 101 Castelli, 101 Castelvecchio Calvisio, 103 Castelvecchio Subequo, 104 Civitella Casanova, 105 Cocullo, 106 Collarmele, 106 Colledara, 107 Cugnoli, 107 Fagnano Alto, 108 Fano Adriano, 109 Fontecchio, 110 Fossa, 110 Gagliano Aterno, 112 Ringraziamenti / Acknowledgements, 144

Goriano Sicoli, 112 Lucoli, 113 Montebello di Bertona, 114 Montereale, 115 Montorio al Vomano, 116 Navelli, 118 Ocre, 120 Ofena, 121 Ovindoli, 124 Penna Sant’Andrea, 126 Pietracamela, 127 Pizzoli, 128 Poggio Picenze, 128 Popoli, 129 Prata d’Ansidonia, 130 Rocca di Cambio, 131 Rocca di Mezzo, 132 San Demetrio Ne’ Vestini, 133 San Pio delle Camere, 134 Sant’Eusanio Forconese, 135 Santo Stefano di Sessanio, 136 Scoppito, 137 Tione degli Abruzzi, 139 Tornimparte, 140 Torre De’ Passeri, 140 Tossicia, 141 Villa Santa Lucia degli Abruzzi, 142 Villa Sant’Angelo, 143


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PREMESSA

PREMESSA Nel corso degli anni l’Abruzzo è stato più volte offeso da sismi che ne hanno modificato il profilo e l’animo. Il cratere aquilano è la parte della regione che maggiormente ha subito queste mutazioni. L’Aquila e i suoi dintorni, ma anche alcuni comuni della provincia di Pescara e Teramo, hanno sentito a più riprese la terra tremare sotto i loro piedi: palazzi e monumenti storici si sono piegati come fogli di carta lasciando sotto le macerie vittime e distruzione. A distanza di nove anni dal terremoto del 2009 (durante il quale si sono registrate scosse sismiche di intensità uguale o superiore al sesto grado della scala Mercalli) le pieghe di questi fogli si sono, in alcuni casi, trasformate in nuove opportunità mentre altre rappresentano ancora il ricordo stropicciato di un passato felice. Gli abruzzesi hanno però lottato – e lo fanno tutt’oggi – affinché la loro terra torni a essere quella di una volta, nonostante le ferite, nonostante le ore di paura ancora vivide nei cuori e negli occhi. I 57 comuni della regione inclusi in questo volume sono sia piccoli borghi di 200 abitanti dalla storia secolare sia luoghi di rilevanza nazionale come L’Aquila. Scendere a compromessi con quel che è stato non è il nostro obiettivo: vogliamo ricordare senza adagiarci sul passato avverso, ripartire con un bagaglio forte che merita di essere conosciuto e sottolineare il bello che vive e che risorge. Da qui l’idea di raccogliere in una guida tutto il bello che queste terre conservano: le buone terre abruzzesi che racchiudono saperi e sapori, che hanno storie da raccontare, percorsi da mostrare, tradizioni che non vogliono diventare passato. I cinque sensi (vista, udito, gusto, tatto e olfatto) diventano così strumenti attraverso i quali conoscere ogni aspetto di questi luoghi, lasciandosi trasportare dal profumo delle piante che qui trovano terreno fecondo, osservando la struttura dei borghi e la ricchezza dei laghi, ascoltando in silenzio i fragori della natura, toccando con mano le meraviglie dell’artigianato locale e naturalmente gustando i prodotti che qui vengono coltivati e raccolti ancora secondo tradizione. Il ritorno ai vecchi fasti e la valorizzazione di questo territorio sono una necessità e un dovere al quale nessuno di noi può sottrarsi. Vale per chi legge, che vuole conoscere un territorio rimasto brillante nonostante le ferite. Vale per chi ha creduto in questo progetto quando ancora era su carta e per i soggetti che a vario titolo sono coinvolti. Il cratere aquilano è un territorio ricco di storia e di prodotti eccezionali: grotte naturali, conventi, castelli ma anche borghi dove si vuole investire nel rispetto della natura e delle tradizioni, senza dimenticare il cibo e le peculiarità di ogni comune. Proprio all’enogastronomia abbiamo voluto riservare una grande importanza in questo racconto: perché è attraverso l’offerta culinaria che una regione riesce a farsi conoscere alla perfezione. Vogliamo far scoprire al lettore questo e molto altro: per l’Abruzzo ferito, per l’Abruzzo che vuole rinascere, per il suo futuro – felice – che è già dietro l’angolo. Come si legge questo libro Ognuno dei 57 comuni toccati ospita un patrimonio unico, che merita di essere scoperto e valorizzato. A ciascuno, quindi, è stata dedicata una scheda nella quale viene posta particolare attenzione alle attività del territorio, alle sagre e agli eventi che vi si svolgono durante l’anno; alle attrazioni da visitare e alle strutture ricettive. Al fine di agevolare la lettura e facilitare il riconoscimento delle attività da svolgere, abbiamo inserito lungo tutto il testo della guida, 5 icone (occhio, naso, orecchio, mano, bocca) relative ai 5 sensi con i quali andare alla scoperta delle buone terre abruzzesi! – indica i consigli per godere della bellezza visiva di un luogo. – suggerisce percorsi olfattivi, in ambiente naturale o enogastronomico. – invita a un ascolto attento della musica ma anche della natura. – propone attività manuali o sportive. – consiglia le migliori prelibatezze enogastronomiche dell’area.


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PREFACE Over the decades, Abruzzo has been repeatedly devastated by earthquakes that have changed its profile and its soul. L’Aquila’s Crater is the area of Abruzzo that has most recently undergone these mutations. Actually, L’Aquila and its surroundings (but also some municipalities in the nearby provinces of Pescara and Teramo) have repeatedly felt the earth tremble under their feet: buildings, churches and monuments have collapsed in few seconds, leaving victims and destruction under the rubble. After the earthquake of 2009 (during which there were seismic shocks of an intensity equal to or greater than the sixth degree of the Mercalli intensity scale) the leftover wounds have, in some cases, turned into new opportunities, while others still represent the crumpled memory of a happy past. The people of Abruzzo, however, have fought – and they still do – to make their land go back to what it once was, despite the wounds and the fear, still vivid in the hearts and in the eyes. The 57 municipalities of the Crater are both small villages (of even less than 200 inhabitants) with centuries-old histories, and major cities, such as L’Aquila. To “compromise” with what has been in the past and what its not there anymore is not the goal of this book: this territory deserves to be known for what it really is and, therefore, the aim is to outline the beauty of the L’Aquila Crater that lives, struggles and that is slowly rising back again. This population will never forget the past, but is standing still, to start over again. Hence, the idea of putting together in this guide all the beauty that these lands preserve: stories to tell, paths to be explored, traditions to be cultivated on the social and on the gastronomical aspects. The five senses (sight, hearing, taste, touch and smell) are the natural instruments that will help the reader to discover every detail of these amazing places. The L’Aquila Crater is an extraordinary area: natural caves, mountains, woods, rivers, convents, castles, villages, cities… Here nature, traditions, food and wines merge perfectly in a unique blend. Actually, it is from its culinary treasures that this region reveals itself at best. This is why many pages of this book are dedicated to Abruzzo’s food and wines delicacies. How to use this guide Each of the 57 municipalities hosts a unique heritage, which deserves to be discovered and valued. Particular attention has been paid in this guide to the to dos, to the festivals and the events that take place during the year, to the local attractions to visit and to the accommodation facilities for each area. In order to facilitate the reading and the recognition of the activities to be carried out in the territory, we have included throughout the text of the guide 5 different icons (eye, nose, ear, hand, mouth) each one related to the 5 senses. – tips to enjoy the visual beauty of a place. Places that deserve a visit. – tips to enjoy natural or gastronomical environments. – tips to listen attentively to music but also to nature. – manual or sports activities. – recommends the best food and wine delicacies of the area.


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INTRODUZIONE

A cura del Colonnello Francesco Laurenzi

Quando mi è stato proposto di firmare l’introduzione di una guida sull’Abruzzo ho risposto immediatamente con un sorriso. La mia terra, la mia amata terra, merita sincere parole di lode e i miei ricordi, le mie sensazioni, il mio presente sono influenzati da momenti meravigliosi che me la fanno conservare strettamente nel cuore. Sono nato a Barete, piccolo comune di montagna in provincia de L’Aquila, in un caldo e assolato pomeriggio d’estate: erano le 14 del 14 agosto del 1948. Sono venuto al mondo in casa – a quei tempi i bambini non nascevano in ospedale – circondato dal calore di una comunità unita e affettuosa. Mi raccontò la levatrice che un nutrito capannello di persone si era riunito sotto la finestra della stanza dove mia madre mi stava mettendo alla luce. Oggi gli abitanti sono solo alcune centinaia (anche se all’anagrafe ne risultano iscritti circa 700) ma, quando ero bambino e vivevo lì, erano molti di più. In quegli anni ci si cominciava a trasferire a Roma alla ricerca – come si diceva un tempo – di fortuna. Anche mio padre lo fece. Il mio cuore però è sempre lì in Abruzzo, dove ritrovo antiche sensazioni e dolci sentimenti. Sì, è vero: gli abruzzesi sono preceduti dalla nomea di persone testarde, dalla scorza dura e dal carattere rude. È proprio questa, d’altronde, la forza che li spinge a guardare sempre avanti e a non abbattersi, nonostante la natura a volte abbia messo a dura prova la tempra di tutti noi. La vita non ci ha regalato nulla; quello che abbiamo tra le mani oggi sono i frutti della fatica e del lavoro che non abbiamo mai avuto paura di affrontare. Il nostro cuore è grande: anche lui ha resistito a diversi sismi senza crollare, anche se le prove da affrontare sono state numerose. E sappiamo aprirlo a chi visita i nostri borghi e le nostre frazioni, pronti ad aprirci a nuovi amicizie. È bello raccontare l’Abruzzo attraverso i cinque sensi: è corretto pensare che questa regione debba essere assaporata sotto ogni punto di vista. Nel leggere la sezione Gusto ho ritrovato i sapori della mia infanzia; ripercorrendo idealmente gli itinerari proposti mi sono orientato tra la forza della natura che, qui come non mai, ha dimostrato di poter essere matrigna ma anche e soprattutto madre; scorrendo le schede dei 57 paesi del cratere aquilano ho riscoperto la ricchezza degli scorci, delle tradizioni e della produzione locale. Sono borghi che magari non competono in estetica con l’architettura del Rinascimento italiano, ma che sono veri perché raccontano di gente forte e tenace. I muri delle case ancora anneriti dalla fuliggine e le finestre strette per difendere dal freddo dell’inverno ricordano il confronto con un ambiente che, a volte, sa essere aspro. È questo il vissuto della gente d’Abruzzo che intenerisce, affascina e commuove. Come tanti della mia terra, con tenacia e cuore, ho raggiunto i traguardi neanche sognati da bambino. È quando devo raccontarmi non tardo a dire che sono abruzzese, fiero della mia terra e della sua forza.


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ITINERARI / ROUTES Itinerario – Route 1

L’Aquila dopo il sisma Alla scoperta dell’Aquila attraverso i monumenti riportati a nuovo splendore e quelli più recenti, sintomo di rinascita.

Si entra all’Aquila con rispettoso silenzio, di fronte a una città ferita, vite spezzate, palazzi crollati sotto le spinte forti di una Madre Terra tremante. L’Aquila a distanza di 8 anni dal terribile sisma che l’ha devastata, sta ancora tentando di rialzarsi, di tornare a splendere come un tempo. Lo fa con tenacia, forza, coraggio e tanto amore per la sua storia e per il suo futuro. Oggi gli spettri del passato rimangono strettamente avvinghiati alle strade ancora inaccessibili e a quanto rimarrà solo un ricordo custodito con fermezza nel cuore. Ma visitare L’Aquila è un dovere di tutti noi, per riportare il turismo tra le sue strade, occhi sui suoi monumenti, mani a stringere forti quelle di chi vuole vincere un destino avverso. Vi consigliamo dunque un itinerario che parte dal centro storico e che tocca alcune tappe imperdibili del capoluogo abruzzese.


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ITINERARI / ROUTES

Piazza Duomo – una delle più grandi in Italia con i suoi 140 x 70 metri – ha oggi cambiato la sua fisionomia: ma, cancellando dallo sguardo le gru che la contornano e che testimoniano la sua rinascita in divenire, possiamo ancora osservare un luogo meraviglioso. La chiesa di Santa Maria del Suffragio (detta anche chiesa delle Anime Sante) svetta oggi splendida sull’ampia piazza, dopo una lunga e attenta ricostruzione che l’ha restituita agli aquilani. La Cappella della Memoria è stata aperta nell’aprile del 2015 in ricordo delle 309 vittime del terremoto. Alle due estremità della piazza si nota la Fontana vecchia, nome che in realtà si riferisce a entrambe le fontane: risalenti al XIV secolo, hanno subìto diverse trasformazioni fino alla versione attuale, disegnata tra il 1929 e il 1932 dallo scultore Nicola D’Antino. Le due statue gemelle in bronzo rappresentano un giovane nudo che sorregge una bùccina dalla quale esce un getto d’acqua: gli sguardi sono diretti verso l’esterno della piazza. Sorreggono le statue quattro delfini dai quali sgorga l’acqua.

La cerimonio del perdono o Perdonanza La basilica di Santa Maria di Collemaggio venne costruita per volontà di Celestino V che proprio qui, il 29 agosto 1294, venne eletto Papa. In quell’occasione concesse la remissione dei peccati e l’assoluzione dalla pena a tutti i fedeli che avessero visitato la basilica in quei giorni. Un Perdono che da quel momento sarebbe stato concesso annualmente: da oltre 700 anni quindi, il 28 e il 29 agosto, l’Aquila rinnova il rito della Perdonanza, l’indulgenza plenaria perpetua concessa ai fedeli da Celestino V. Al momento della redazione di questa guida, il Mibact ha proposto l’inserimento della Festa della Perdonanza nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’Unesco.

Quello dei Fratelli Nurzia in Piazza Duomo è il caffè storico dell’Aquila, famoso per il suo torrone artigianale la cui preparazione avviene ancora nel laboratorio costruito nel 1835, con gli stessi antichi sistemi di lavorazione e inscatolato a mano. Se non volete farlo unicamente per il palato, non perdete i decori liberty del locale che rendono imprescindibile questa sosta. Ma ci sentiamo di darvi un consiglio: non uscite da qui senza aver provato il caffè corretto con il torrone fuso! Dirigendoci dalla parte opposta della piazza ci avviciniamo al duomo della città, la cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio: tristemente protagonista anche del terremoto del 1703, con il sisma più recente ha subìto una vera devastazione, vedendo crollare la copertura dell’intero transetto. Ma sette secoli di storia non sono facili da cancellare e durante la ricostruzione sono state ritrovate nuove tracce del suo glorioso passato. La sua facciata risale al 1825, mentre le torri campanarie sono state costruite un secolo più tardi. Una passeggiata in direzione della stazione ci porta a Borgo Rivera, quartiere dove si trova la Fontana delle 99 cannelle, senz’altro uno dei più riconoscibili simboli della città. Deve il suo nome ai 99 mascheroni di forma diversa dai quali sgorga l’acqua che va a riempire le grandi vasche sottostanti. Il numero sembra rimandare ai castelli che si unirono per fondare l’odierna città. Per una sosta rigenerante alle spalle della Fontana si trova il suggestivo Parco delle Acque, belvedere terrazzato di circa tremila metri quadri costruito nel 2016. Proprio di fronte alla fontana si trova la nuova sede del Museo Nazionale d’Abruzzo (MUNDA) inaugurato nel 2015 dopo la chiusura della Fortezza Spagnola a causa del sisma del 2009. Ci fermiamo per osservare la collezione che spazia dal Medioevo all’Età Moderna. Alla ricerca di un momento di ristoro ci dirigiamo verso la basilica di Santa Maria di


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Collemaggio: una ricostruzione che viene illustrata passo per passo nei pannelli esplicativi all’interno di questa meraviglia tornata a splendere con i suoi affreschi e la sua imponenza. Dopo una passeggiata nel parco della città, si apre infatti la vista su questa suggestiva chiesa che, fin dalla facciata bianca e rosa, la fa riconoscere come una delle meraviglie del territorio abruzzese e italiano. La Porta Santa accompagna i visitatori verso l’interno dove le tre navate fanno largo al mausoleo dedicato a Celestino V, che qui fu incoronato papa. Nel tardo pomeriggio vale la pena tornare – passando di fronte alla basilica di San Bernardino – verso il parco del Forte Spagnolo per ammirare la Fontana Luminosa che deve naturalmente il suo nome ai giochi di luce e colori che danzano riflettendosi nell’acqua. Realizzata nel 1934 dallo scultore D’Antino, questa fontana rappresenta due nudi femminili scolpiti nel bronzo che sorreggono la conca abruzzese (una sorta di contenitore per l’acqua). Lo spettacolo del Gran Sasso che si ammira da questo punto la rende uno dei luoghi più apprezzati dagli aquilani oltre che dai turisti. La fame si fa sentire? Seguite il profumo fino a trovare la soglia di Arrosticini Divini dove, assaggiando questi meravigliosi spiedini di carne di pecora, troverete il connubio perfetto tra semplicità e genuinità in un prodotto che porta con sé la storia di ogni pastore abruzzese. Per concludere un itinerario alla scoperta dell’Aquila ci si può immergere nell’atmosfera dell’Auditorium del Parco, una struttura estremamente moderna formata da 3 cubi in legno d’abete. Un progetto nato dalla volontà del direttore d’orchestra Claudio Abbado di sostenere la cultura aquilana, costruito grazie anche al supporto di Renzo Piano. La particolarità di questo auditorium è quella di essere stato concepito come edificio provvisorio: verrà dismesso – o trasferito – nel momento in cui la città si sarà rialzata in piedi con i suoi centri di aggregazione presisma, a meno che non sia L’Aquila a richiederne la continuità.

Azienda Artemisia Sono moltissimi i prodotti alimentari abruzzesi che, una volta assaggiati, non si riescono a dimenticare. Le aziende che non hanno voluto rinunciare a portare avanti la tradizione familiare sono altrettante. Tra queste una menzione merita l’Azienda Artemisia, fondata nel 1998, che da questi territori ha saputo ricavare una vera ricchezza con la produzione di genziana, genepì, ratafià e nocino invecchiati in barriques. Altra produzione caratteristica dell’Azienda è la macinazione dello zafferano, tritato manualmente secondo tradizione.

L’Aquila after the earthquake The capital city of the Abruzzo region, from the restoration of damaged monuments to the new buildings of today – signs of a fresh beginning. Piazza Duomo is a different place today, but nonetheless retains all of its original charm and beauty. The Church of Santa Maria del Suffragio towers magnificently over the spacious piazza following a lengthy renovation. The Cappella della Memoria was opened in April 2015 in commemoration of the 309 victims of the earthquake. The Fratelli Nurzia café is L’Aquila’s most famous coffee shop, renowned especially for its homemade torrone, a kind of nougat. The city’s Duomo, the Cathedral of Santi Massimo e Giorgio, was devastated by the last earthquake, when the roof of the transept collapsed. The façade dates back to 1825 while


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ITINERARI / ROUTES the bell towers were built a century later. A short walk takes us to the Fountain of the 99 Water Spouts, certainly one of the city’s most famous landmarks. Opposite the fountain is the new site of the Museo Nazionale d’Abruzzo (MUNDA) opened in 2015. The pink and white façade of the Basilica di Santa Maria di Collemaggio contains the Holy Door. It was the site of the original Papal Jubilee, devised by Pope Celestine V who is buried there. In the late afternoon we go to admire the Fontana Luminosa and enjoy a view of the Gran Sasso. We follow our noses to the threshold of the Arrosticini Divini where we relish a plate of the famous grilled lamb. The Auditorium del Parco is a modern building formed of three interconnected cubes made entirely of fir-wood, that seem as though they had “haphazardly tumbled down” and come to rest on each other. The project was inspired by Claudio Abbado is his determination to sustain L’Aquilia’s cultural heritage and designed by the famous Italian architect Renzo Piano.

MUNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo – Sala E.


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Itinerario – Route 2

Un goloso viaggio per famiglie tra Fossa, Ocre e San Demetrio ne’ Vestini Alla scoperta di antiche necropoli, sapori del territorio e bellezze naturali.

Lasciata alle spalle L’Aquila ci spostiamo di soli 12 km in direzione sud dove, alle pendici del monte Circolo, troviamo Fossa (l’antica Aveia che combatté a fianco di Scipione l’Africano durante le guerre puniche). Non perdiamo l’occasione di visitare la grande Necropoli, complesso funerario dove sono state rinvenute numerose tombe con oggetti risalenti alla prima età del ferro. In una magnifica location naturale, un sito ricco di storia: la guida ci spiega la particolare costruzione dei tumuli con ammassi di sassi e terra, racchiusi da lastre conficcate orizzontalmente nel terreno e disposte a corona.


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17 Necropoli Venuta alla luce casualmente nel 1992, questa importante realtà archeologica porta il visitatore a scoprire le diverse civiltà che si sono susseguite in questi territori. Guide esperte ci conducono nella storia e attraverso i cambiamenti di quella che è detta la piccola Stonehenge d’Abruzzo, dall’età del ferro all’età arcaica, fino ad arrivare alla tipologia sepolcrale dell’età ellenistica (IV-II secolo A.C.). Lascia a bocca aperta la tomba 300 con i suoi 18 metri di diametro.

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ITINERARI / ROUTES Tappa obbligatoria per chi viaggia con bambini e ha visitato la vicina Necropoli, il MuBAQ – Museo dei Bambini dell’Aquila si trova all’interno del colorato Villaggio D’Arte dei Bambini. Fondato nel 1995 dall’artista Lea Contestabile, nella sua sala espositiva trova spazio una prestigiosa collezione internazionale (donata dagli artisti) e un laboratorio con un forno professionale per ceramica.

Terminata la visita non resistiamo a una sosta per assaggiare le specialità del caseificio Perinetti Fossa: difficile uscirne senza assaporare il caciofiore aquilano. Sapete cosa ci convincerà ad uscire da qui? Un richiamo irresistibile per grandi e piccini: è il profumo proveniente dalla Fabbrica di Cioccolato Glober. Niente da invidiare a strutture simili particolarmente pubblicizzate all’estero: un percorso di gusto ci accompagna per mano in posti lontani dove nasce il cioccolato, per scoprire la storia del cibo degli dei e – perché no! – avere la possibilità di sentirci provetti pasticceri con una prova di decorazione dalla cui delusione consolarsi con un sublime assaggio. Alla fontana di cioccolato dove intingere un biscotto sarà impossibile resistere: Willy Wonka docet! Ma è l’ora di rimettersi in cammino… Sono le sorprese che certi piccoli paesi sanno regalarci che rendono ancora più speciale questa parte d’Abruzzo. Introdotta dal suo castello, Ocre è una meravigliosa cittadella fortificata medievale che ci lascia a bocca aperta non appena la scorgiamo. Ci perdiamo tra i suoi vicoli e godiamo il silenzio dei prati che la circondano. Se capitate in autunno non perdete la sagra delle castagne. Il Monastero Fortezza di Santo Spirito ci rimette in pace con il mondo nel caso fossimo arrivati in Abruzzo con pensieri tediosi. Luogo di ristoro per l’anima, questo eremo del 1200 permette di ritrovarsi solo lanciando lo sguardo all’infinito del panorama spettacolare del quale si gode. È possibile soggiornare in 12 stanze, essenziali e confortevoli, arredate con mobili di legno e tessuti naturali.

Grotte di Stiffe Tecnicamente una risorgenza (cioè la cavità in cui un fiume torna alla luce dopo un percorso sotterraneo), le Grotte di Stiffe sono uno dei fenomeni carsici più interessanti dell’Appennino. Un ambiente naturale quanto mai suggestivo, perfetta cornice dello spettacolare presepe allestito in occasione delle festività natalizie. La presenza dell’acqua accompagna i visitatori per tutto il percorso alla scoperta di laghetti, rapide e cascate che si fanno spazio tra stalattiti e stalagmiti. Nel 2007 è stata aperto al pubblico un nuovo tratto che ha permesso la visita di una seconda cascata, dal fascino senz’altro paragonabile alla prima. Fortunatamente l’ultimo terremoto non ha provocato danni all’interno delle grotte mentre è stata messa in sicurezza una parete esterna. Durante il sisma del 2009 è stata danneggiata anche l’originale biglietteria: la nuova struttura – con negozio di souvenir annesso – è stata donata dalla comunità di Livigno al Comune di San Demetrio ne’ Vestini.


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Rifocillato lo spirito, solleviamo anche il corpo: nella frazione di Cavalletti d’Ocre si cela la vera storia dei dolci aquilani. I sapori di una volta li ritroviamo infatti entrando da Dolci Aveja, laboratorio artigianale che vanta una storia lunga 40 anni. Fedeltà e rispetto per le antiche ricette (non si usano conservanti nella produzione) hanno permesso, in alcuni casi, di arricchirle con golose variazioni: torrone, pasticcini, cioccolatini e dolcetti alle mandorle e nocciole. Su prenotazione possibilità di seguire diversi percorsi degustazione: ognuno troverà senz’altro quello più adatto tra assaggi di liquori, tozzetti e pasticcini alle nocciole e alle mandorle. San Demetrio ne’ Vestini è una tappa immancabile di questa zona nei dintorni dell’Aquila. Le Grotte di Stiffe sono uno dei patrimoni che rendono questa terra una continua scoperta. Un paradiso naturale sempre aperto al pubblico dove non è possibile fare foto ma che lascia ricordi indelebili grazie alle sue luci naturali e al suo fiume perenne. Usciti da questo posto incantevole, curiosiamo nella nuova struttura del complesso turistico, L’Aquilandia, museo tematico inaugurato nell’estate del 2017. L’audioguida gratuita ci accompagna alla scoperta di 20 riproduzioni in scala dei monumenti, parchi e siti archeologici più rappresentativi dell’Abruzzo aquilano. È presente un percorso per non vedenti, con miniature di monumenti in 3D per la consultazione tattile e scritte in braille. La giornata non può che chiudersi al Visconti Kitchen & Cooking Experience. Nei suoi orti biodinamici vengono coltivate e raccolte le verdure poi presentate in tavola in maniera magistrale insieme ad altri prodotti tipici del territorio (immancabile lo zafferano che nell’attuale menù incontra, per esempio, il pollo in salsa bianca). È qui possibile anche fare un’esperienza di cucina durante la quale lo chef Leonardo Visconti ci guiderà attraverso sapori e profumi di alcune sue ricette. Completano la bellezza del luogo una sala affrescata e ricca di quadri che ci intratterranno in attesa di consumare il pasto. Un’atmosfera davvero preziosa alla quale non sottrarsi, una nuova sorpresa di questo magnifico territorio.

Poggio Picenze A nemmeno 10 minuti di macchina da San Demetrio ne’ Vestini e da Fossa si trova Poggio Picenze dove resti dell’antico castello sono ancora visibili nella parte vecchia del paese. La “Pietra Bianca”, elemento distintivo del paese, ha natura calcarea, aspetto candido e gentile e caratteristiche fisiche che la rendono facile da lavorare. Non solo, ha anche la proprietà di indurire coprendosi di una patina dorata con il passare del tempo. I maestri scalpellini di Poggio Picenze sono stati autori di centinaia di portali, logge, cortili, porticati e fontane.

Fossa – A trip for sweet-toothed, fun-loving tourists, from Fossa, to Ocre, to San Demetrio ne’ Vestini In search of ancient necropoli, local specialities and nature The town of Fossa, once the ancient town of Aveia, is situated on the slopes of Monte Circolo. We begin our visit at the Necropolis, an ancient burial ground where numerous tombs and artefacts dating from the early Iron Age have been discovered. An absolute must for anyone with children is the MuBAQ – Museo dei Bambini


Le buone terre.ok

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ITINERARI / ROUTES dell’Aquilia. This children’s museum, with its learn and play agenda, boasts an impressive international collection of art works and a laboratory with a professional ceramics oven. Next, we call in at the Perinetti Fossa cheese factory, and then, from savoury to sweet, we trace an exquisite aroma wafting across the street to its source at the Glober Chocolate Factory! The castle of Ocre is a beautiful mediaeval castle perhaps more aptly classified as a medieval “fortified village”, the walls of which include old houses, tower houses and streets. The Monastero Fortezza di Santo Spirito is a 13th century monastery offering accommodation. For those of you with a sweet tooth, the Dolce Aveja boasts a 40-year long tradition in the production of homemade style candies and liqueurs. Further attractions in this area include San Demetrio ne’ Vestini and the Stiffe Caves, a karst cave where rocks and water meet to create a grotto of rare beauty. Next, we are intrigued by Aquilandia, a theme park where we find scale models of 20 monuments, parks and archaeological sites located in the L’Aquila province. Provisions are made, including descriptions in Braille, for the visually impaired. We cannot but end our day at the Visconti Kitchen and Cooking Experience. Here, it is possible to enjoy a first-hand cooking experience with Chef Leonardo Visconti, during which he reveals the secrets of some of his personal culinary creations.

Grotte di Stiffe.

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Le buone terre  

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