EROI DELLA MITOLOGIA

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Testi di Aude Goeminne Illustrazioni di Anne-Laure Varoutsikos Ho un po’ freddo !

GLI

EROI DELLA

MITO LOGIA

Ehi, baby...

#Posey


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Titolo originale: Les Héros de la Mythologie © Hachette-Livre (Marabout), 2018 Testi: Aude Goeminne Illustrazioni e design grafico: Anne-Laure Varoutsikos Ricerche iconografiche: Candice Renault Traduzione dal francese: Luciana Marinese Stampa: Rotografika – Subotica (Serbia) Copyright dell’edizione italiana: 2020 © Gremese International s.r.l.s. – Roma Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro può essere registrata, riprodotta o trasmessa, in alcun modo e con qualsiasi mezzo, senza il preventivo consenso formale dell’Editore. ISBN 978-88-6442-412-5


Testi di Aude Goeminne Illustrazioni di Anne-Laure Varoutsikos Ho un po’ freddo !

GLI

EROI DELLA

MITO LOGIA

Ehi, baby... Traduzione dal francese di Luciana Marinese

#posey


Sommario CAPITOLO 1

I DODICI DÈI OLIMPICI

CAPITOLO 2

LE DIVINITÀ SECONDARIE

Pag. 42

CAPITOLO 3

GLI AMATI

Pag. 60

4

GL I E R O I D E LLA MITO LO GI A

Pag. 10


CAPITOLO 4

LE EPOPEE

Pag. 68

CAPITOLO 5

LE BESTIE E I MOSTRI

Pag. 118

CAPITOLO 6

I DANNATI E I MITI CONOSCIUTI Pag. 134

G LI E ROI D EL L A M ITOL O GI A

5


Evoluzione dei miti UNA R EL IG I ON E, UNA S TORI A

1400 a.C.

¥ 1400-1000 a.C. Primi aedi nei palazzi micenei

Creazione dei miti 1180 a.C.

1000 a.C.

Gli dèi e gli eroi sono definiti Sviluppo e affinamento di certi personaggi e di certe avventure Trasmissione degli dèi greci ai Romani 6

G L I ER OI DE L LA MI TO L OG IA

800 a.C.

450 a.C. 400 a.C.

19 a.C. Anno 1

¥ 1180 a.C. Guerra di Troia ¥ 1180-800 a.C. Creazione delle epopee eroiche e delle scuole di canto e poesia da parte degli Ionici

I miti sono una religione

¥ 800 a.C. Omero: Iliade e Odissea ¥ Esiodo: Teogonia, Le opere e i giorni ¥ 450 a.C. Eschilo, Euripide, Sofocle: compaiono le tragedie greche sui miti ¥ 400 a.C. Platone, Socrate, Tucidide: si mettono in discussione i miti e nasce la Storia ¥ 19 a.C. L’Eneide di Virgilio: poema fondante della cultura romana, ispirato ai miti ellenistici ¥ Anno 1 Le Metamorfosi di Ovidio: sublimazione dell’eredità greca Nascita dell’era cristiana

I miti sono una religione ma soprattutto una Storia, e trasmettono dei precetti morali


Miti della civiltà greca

I

miti sono il perno della civiltà greca: non sono soltanto le belle storie che gli aedi, al tempo stesso venerabili sacerdoti e bardi cantori, raccontavano durante i banchetti per incantare il pubblico regale. Allora, i miti erano una vera religione, nel senso letterale di ciò che “lega” gli uomini e di ciò in cui essi credono. Raccontano l’origine dell’umanità e l’origine degli dèi; hanno dato ai Greci una storia, un modello, una lingua, un senso di appartenenza comune, hanno forgiato l’unità della loro civiltà al di là di tutte le guerre e delle rivalità tra le città; spiegano l’inspiegabile.

Canti all’alba della memoria

La storia dei miti risale all’alba oscura della memoria greca, nei primi palazzi micenei, tra il XIV e l’XI secolo a.C., quando gli aedi cantano le loro prime storie ispirandosi agli avvenimenti storici e ai fenomeni meteorologici. Nel 1180 a.C., con la guerra di Troia – che è realmente avvenuta – fanno la loro comparsa nella Ionia le prime epopee eroiche, ma anche le scuole di canto e di poesia, da cui è uscito probabilmente Omero verso l’800 a.C.; in questa epoca gli aedi diventano più dei poeti che dei sacerdoti, anche se continuano a ispirare venerazione. Il più famoso degli aedi è Omero. Noto per essere cieco, è soprattutto colui a cui vengono attribuite le due più grandi epopee della storia greca:

L’Iliade, che racconta la guerra di Troia, e l’Odissea, che narra il ritorno di Ulisse dopo il conflitto. Nella stessa epoca, un altro aedo, Esiodo, compone la Teogonia, che ricostruisce l’origine degli dèi, e Le opere e i giorni, che riferisce dell’origine dell’uomo. Nell’800 a.C. vengono quindi definiti i fondamenti della mitologia; agli aedi (che componevano essi stessi i loro versi) fanno seguito i rapsodi (che recitavano i versi composti dagli aedi – immaginate la memoria che occorreva per recitare tutto con una trasmissione esclusivamente orale!). Le ceramiche, le sculture, la pittura, l’architettura sono generalmente permeate di questi miti.

Scrittura e analisi critica

Tra il 500 e il 400 a.C., i tre grandi fondatori della tragedia (Eschilo, Euripide e Sofocle) cantano i miti nelle loro opere, e nello stesso periodo filosofi come Platone e Socrate iniziano a metterne in discussione la veridicità indicandoli come semplici veicoli di una storia e di una moralità comuni. Lo stesso Platone crea propri miti (come quelli della caverna o di Atlantide). Contemporaneamente Erodoto, il “padre della storia”, e il suo epigono Tucidide “inventano” la Storia dandone una definizione: mirare all’esattezza e alla verità, scartare le dicerie e ciò che non è oggetto di testimonianze dirette, cercare l’imparzialità… il che implica che i miti diventano sospetti! Ma attenzione:

la maggioranza dei Greci resta assai superstiziosa e crede ancora agli dèi, agli eroi, all’origine mitologica delle città… Lo stesso Socrate è condannato a morte perché accusato di aver negato l’esistenza degli dèi ancestrali (fatto che egli contesta!) e quindi di essere indirettamente responsabile della disfatta morale e materiale di Atene, che ha appena perduto la guerra del Peloponneso…

Dai Greci ai Romani

Con la nuova e crescente potenza di Roma nel Mediterraneo, la religione greca, antica e prestigiosa, si trasmette ai Romani, che se ne appropriano assimilandola ai propri dei e traducendone i nomi: ad esempio, Zeus diviene Giove e Afrodite diviene Venere. Il trasferimento presso i Romani culmina con l’Eneide, quando Virgilio, amico dell’imperatore romano Augusto, scrive per Roma un mito fondante tratto da un eroe troiano, con l’obiettivo dichiarato di far concorrenza a Omero. Nello stesso periodo Ovidio sublima la tradizione ellenistica con le sue Metamorfosi, che riprendono e superano le storie greche: la mitologia greco-romana raggiunge il suo apogeo lo stesso anno in cui nasce Gesù Cristo…

GL I E ROI DE LL A MITO L OG I A

7


L’albero genealogico # FAM I LYT IM E

Urano

Gaia

La Terra

Il Cielo

Crono

Rea Prometeo

Zeus

Era

Ares

Efesto

Pandora

Giapeto Atlante Poseidone

Estia

Ade Semele

Maia

Meti

Dioniso

Ermes

Atena

Leto Apollo

Demetra

Mnemosine Artemide

Afrodite Coronide Cupido

Iris

Asclepio

OLYMPUS CITY

Infedeltà di Zeus In coppia

8

Le 9 Muse

Persefone


Gli eroi e i miti # EP OP EE

Iliade e Odissea Guerra di Troia, “Iliade”

Gli Argonauti, “Spedizione del Vello d’Oro”

Aiace

Medea

Giasone

Andromaca

Orfeo

Achille

Castore e Polluce

Menelao

Eracle

Agamemnone

Ettore

Odissea

Éneide

Ulisse

Enea

Penelope

Didone

Paride

Elena

Cassandra

Eroi Perseo

Bellerofonte

Andromeda

Leda

Io

Danae

Romolo e Remo

Fedro

Teseo

Arianna

Amati Orione

Europa

Dafne

Mostri Minotauro

Le Sirene

Medusa

Pegaso

Le Erinni

Chirone

Chimera

Le Amazzoni

Sfinge

(Con)dannati Sisifo

Tantalo Fetonte

Le Danaidi Mida

Narciso Edipo

Icaro e Dedalo Oreste 9


Apollo Ermes

Efesto

Dioniso

Il Concilio degli Dèi, Raffaello, Villa Farnesina, Roma. In questo affresco, Cupido presenta la sua arringa a Zeus, che lo ascolta con le sopracciglia aggrottate, e all’assemblea degli dèi olimpici in riunione solenne: innamorato della mortale Psiche, Cupido vuole farla ammettere tra gli immortali. Una simile decisione può essere presa solo col voto dei 12 Olimpici. Sulla sinistra, si vede Psiche; Ermes le porge una coppa di nettare, bevanda che rende immortali e che potrà bere se Eros otterrà questo privilegio per lei. Afrodite, col dito puntato verso il figlio, spiega che Psiche ha superato una serie di prove da lei impostele per dimostrare di essere degna del suo amore. I 12 Olimpici sono rappresentati con i loro simboli (per esempio, Cerbero è ai piedi di Ade); si riconoscono inoltre il semidio Eracle, la Sfinge su cui si appoggiano due fiumi (probabilmente il Nilo e il Tevere) e Giano col suo doppio volto. Da sinistra a destra: Psiche, Amorino, Ermes, la Sfinge, Giano, Tevere, Efesto, Eracle, Nilo, Dioniso, Apollo, Ares, Afrodite, Ade, Cupido, Poseidone, Zeus, Artemide, Era, Atena.


I DODICI DÈI OLIMPICI Zeus

Ares

Afrodite

Era

Poseidone Ade

I dodici Olimpici sono un po’ gli “dèi VIP” della mitologia; tutto gira attorno a queste divinità, come le dodici ore attorno al quadrante o i dodici mesi del calendario! Questo gruppo esclusivo riunisce i soli abitanti permanenti del monte Olimpo; Zeus regna in mezzo a cinque dèi e sei dee (#parità), che sono suoi fratelli e sorelle

Atena Artemide

oppure suoi figli – tranne Afrodite, la dea dell’amore, così bella che per lei si è fatta un’eccezione! Immortali, si nutrono di nettare e ambrosia, mantenendo così una eterna giovinezza. In più, gli uomini devono loro continui sacrifici, in mancanza dei quali possono essere duramente puniti. Logicamente il dio degli Inferi, Ade,

non appartiene al club perché non esce mai dal suo palazzo sotterraneo, e non ne fa parte neppure Dioniso, il dio del vino, che è sempre sulla terra a ubriacarsi con gli uomini. Ma poiché questi due figurano a volte sulla lista, li si fa entrare. Solo per questa volta, eh!


EROI DELLA MITOLOGIA GLI

Una guida alla mitologia greco-romana diversa da tutte le altre: 23 divinità, 15 eroi, 9 grandi amori e 8 mostri raccontati e illustrati in uno stile moderno, informale e graffiante. Un mix inedito di cultura e umorismo per comprendere – e probabilmente non dimenticare mai più! – i miti ancestrali in cui affondano le nostre radici.

Brevi racconti che ripercorrono i miti con brio e arguzia. Una schiuma piuttosto “bollente” Cintura di non-castità

La nascita di Venere deriva da una storia piccante: Urano, il Cielo, teneva prigionieri i suoi figli nelle viscere della loro madre Gaia, la Terra, giacendo su di lei. Gaia, stremata, prestò una falce a uno di loro, Crono, perché tagliasse il sesso del padre e questi se ne andasse. Funzionò, e lo sperma di Urano cadde in mare. (Da allora, il mare blu è cosparso di spuma bianca!) Il seme divino fecondò i flutti e… nacque Afrodite – il cui nome aphros significa “schiuma”.

Come una perla, Afrodite fu trasportata su una conchiglia fino all’isola di Citera, poi fu portata all’Olimpo davanti agli dèi estasiati. Tutti volevano possederla, ma Efesto, il più brutto, ebbe l’idea di forgiare una cintura magica che rendeva irresistibile chi la indossava. Afrodite, invaghitasi oltre misura dell’oggetto, sposò Efesto per poterne disporre. E fu così che il povero dio, senza rendersene conto, si lanciò nella carriera di marito più cornuto dell’Antichità…

Riferimenti nella lingua e nella cultura moderne.

OGNI EROE DELLA MITOLOGIA IN UN SOLO COLPO D’OCCHIO

Trovare Afrodite Afrodisiaco

Come evocare la dea dell’amore, Afrodite, senza pensare ai prodotti da lei ispirati, gli afrodisiaci? Queste sostanze, atte a predisporre ai piaceri carnali, portano il nome della dea, ignara dei danni che sarebbero stati causati ai poveri rinoceronti, il cui corno di forma fallica ha convinto gli asiatici che consumarlo in polvere doni potenza sessuale…

La Venere anadiomene Il trofeo “BELLI

CAPELLI” è sicuramente suo.

E comunque, deve sentire un po’ freddo!

L’arrivo di Afrodite sulla sua conchiglia nell’isola di Citera è un tema così ricorrente nell’arte, per esempio in Botticelli, che porta un nome: la Venere anadiomene, che significa “emergente” (dalle acque). Citera, celebre terra dei piaceri amorosi, è divenuta mitica nella poesia e nei quadri di Watteau per indicare le “feste galanti”. Verlaine ne ha anche fatto il titolo di una delle sue liriche nella raccolta Feste galanti!

I’m your Venus

Il nome latino di Afrodite, Venere, è diventato sinonimo di “bellezza”: basta d’altronde pensare al film Sciampiste & Co., in cui alcune estetiste scelgono di chiamare così il loro salone di bellezza, per comprendere il richiamo pubblicitario della dea! E logicamente, la pubblicità del rasoio Venus promette alle donne che si sentiranno “come delle dee”.

Dipinti e altre opere d’arte per visualizzare eroi e divinità.

La nascita di Venere, 1484 ca., Botticelli, Galleria degli Uffizi, Firenze.

La Nascita di Venere, 1862, Amaury-Duval, Palais des Beaux-Arts, Lilla. Questo dipinto è stato ispirato da alcuni versi di Alfred de Musset: Dove Venere Astarte, figlia dell’onda amara, / scrollava via, ancora vergine, le lacrime di sua madre / e fecondava il mondo annodandosi i capelli.

Vignette e disegni per una nota umoristica che non guasta mai.

Beeeeella !

€ 22,00 (i.i.)

Grazie a questo libro, scorprirete anche cosa c’entra Re Mida con una ranocchia dell’Amazzonia; perché le Muse hanno ispirato il nome del quartiere parigino di Montparnasse; quante fatiche Ercole doveva realmente portare a termine, e infine tutto quello che J.K. Rowling, Disney e Matrix hanno preso in prestito dalla mitologia...

978-88-6442-412-5

Aude Goeminne è diplomata all’École normale supérieure e insegna Storia nei licei. Da sempre appassionata di mitologia, ha voluto coinvolgere nelle grandi epopee greche anche Anne-Laure Varoutsikos, con il suo umorismo e il suo talento di disegnatrice. Cresciute entrambe con i film di Walt Disney e gli sketch del trio comico “Les Inconnus”, in questo volume Aude e Anne-Laure rivolgono ai miti antichi uno sguardo unico per leggerezza e ironia.


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