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Anno 4 - Numero 39 - Maggio 2013

Mensile di Approfondimento della Valdinievole e di Pistoia a Diffusione Gratuita

CLAMOROSO Dopo il nostro caso di Lamporecchio abbiamo scoperto tante altre auto abbandonate da anni

CRISI

Iscrizione Tribunale di Pistoia n.9/2009 del 14 maggio 2009

Da Masterchef alla Caritas La storia di Suien: mamma protagonista in televisione ma ancora senza lavoro

TORNO con un AMICO

Giorgio Panariello lancia il nuovo talk al Gambrinus


Via della Torretta, 9 (presso Palazzo dei Congressi) - Montecatini Terme Telefono 0572 031348 - Cellulare 392 0128607 - www.officinamarina.it


Direttore Responsabile Andrea Spadoni aspadoni@ilgiullare.com

Giornalista Lorenzo Benedetti

Fotografia Pierluigi Losco Hanno collaborato Chiara Ghilardi Martina Frosini

INFO@ILGIULLARE.COM A CURA DI ALESSIO BERTI

Collaboratori Maurizio Carrara Roberto Grazzini Federico Liberati Marco Mungai Rubriche Alessio Berti Antonio Pileggi Jacqueline Monica Magi Antonella Gramigna Giulia Nannini Valerio Buongiorno

On the road Di tutta la strada fatta insieme,

E quando hai aperto gli occhi,

amore

ti ho parlato anima mia

per chilometri di silenzi

migliaia di metri di asfalto

e pioggia

senza dirti una bugia.

e sole. La nostra vita è stata un viaggio,

Tranne quella volta sulla Firenzemare

a volte hai dormito

approfittai delle cartiere

ma di svegliarti

e dei suoi odori

non ho avuto coraggio.

scurreggiai silenziosamente e ti dissi che veniva da fuori.

Stampa Nova Arti Grafiche Signa (Firenze) Società editrice Il Giullare Editore srl Consulenza Legale Avvocato Giuseppe Vanità

Layout Grafico e Impaginazione Eva Bugiani ebugiani@ilgiullare.com

L’allegato

La redazione

Contenuti Extra

Leggili su www.ilgiullare.com Iscrizione Tribunale di Pistoia n°9/2009 del 14 maggio 2009 Redazione de “Il Giullare” Via Franchetti 11 - 51100 Pistoia email: info@ilgiullare.com

Elezioni Ponte Buggianese: le interviste di Lorenzo Benedetti

Grafica Pagine Pubblicitarie Alessandra Maccanti amaccanti@ilgiullare.com

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Elezioni Ponte Buggianese: il pronostico di Lorenzo Vignali

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“Rossetto e Cioccolato”, la nuova rubrica di Giulia Nannini


8 I panni sporchi si lavano. Punto.

#ilpersonaggio

D I A N D R E A S PA D O N I

Sommario 11

38

#l’autore

#illibro

12

39

16

#ilmanager

#sorrisiesalute

#lastoria

13

40

#turismo

#piattoricco

panni sporchi, dove si lavano? A casa

14

42

propria, oppure in pubblico? Per la

#fraterraecielo

#ilmiracolo

24

43

#ilviaggio

#benessere

e il portavoce Alessio Nelli. Qual è la

26

44

questione? Le Leopoldine. Molti pen-

#laprimacosabella

#sport

C’è una lunga polemica a Montecatini, vecchia ormai come il social network Badoo, o come la maggior parte dei clienti che scelgono la città come luogo di ristoro del fisico e vacanza: i

precisione, in queste ultime settimane, si è parlato della partecipazione in tv, su Rai Tre, al programma “Codice a barre”, in cui sono intervenuti rappresentanti politici, il sindaco Bellandi, l’ex assessore Andrea Bonvicini, esponen-

20 #inuoviitaliani

te di punta degli Amici di Montecatini

sano che parlare in una televisione nazionale dei problemi della città, sia un clamoroso autogol, perché si fa cattiva pubblicità. Altri, invece, credono sia

28

46

necessario fare pressione attraverso i

#elezioni

#aci

30

48

#politica

#igiullari

panni sporchi, si lavano e basta. Dove

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50

non importa. E che si possa un giorno

#missitalia

#instagiullare

sulla quale ruota gran parte del futuro

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della città. Sapete cosa penso io? Che

#ilcaso

media, perché si risolva la questione

la pubblicità te la fai buona, quando hai qualcosa di buono da pubblicizzare. E che le Leopoldine sono attualmente la più grande ferita della città. Quindi, i

parlare del successo del progetto delle Leopoldine.


di Andrea Spadoni foto di Alessio Pizzicannella

#ilpersonaggio

8


ESCLUSIVA “Senti se c’ha un amico”: da una idea di Giorgio nasce una lunga estate di eventi al Gambrinus “Montecatini è, per me, un portafortuna ed è un gioiello al centro di tutto. Da qui iniziò, nel 2000, il mio grande successo con Torno Sabato. Questi appuntamenti vorrano valorizzare le eccellenze della Toscana: i personaggi della musica, del cinema, della televisione, ma anche chi ha fatto bene alla nostra terra. Sarà come portare un amico a bere un aperitivo”. Il primo appuntamento è il 6 giugno, al Gambrinus, appunto con Panariello che porterà un amico molto famoso. I primi nomi che hanno confermato la presenza sono: Carlo Conti, Giovanni Toti e Mario Giordano.

Chi è Giorgio Panariello Giorgio Panariello (Firenze, 30 settembre 1960) è un comico, attore, regista e showman italiano. Di origini napoletane, cresce al Cinquale, frazione del comune di Montignoso e si diploma alla scuola alberghiera di Marina di Massa. Suo compagno di scuola è il futuro disc-jockey radiofonico e presentatore televisivo Carlo Conti. Insieme a lui compie un lungo tirocinio nelle radio private e locali della Toscana come imitatore. Ottiene subito notevoli successi in campo regionale imitando, fra gli altri, il cantante Renato Zero. Insieme a Carlo Conti appare ancora sul piccolo schermo nel 1994, nella trasmissione “Vernice fresca” su Teleregione Toscana. L’anno successivo la coppia riscuote maggiore successo con “Aria fresca”, trasmessa sempre su Canale 10, Videomusic e dopo poche puntate trasferita su Telemontecarlo grazie agli ottimi ascolti. Il duo Panariello-Conti riesce così ad approdare sulla Rai e insieme sono protagonisti dei programmi “Su le mani” nell’estate 1996 e “Va ora in onda” nell’estate 1997. Nel 2000 conduce per la prima volta “Torno sabato”, trasmissione televisiva del sabato sera di Rai Uno che avrà tre edizioni. Nel 2004, dal Teatro Verdi di Montrecatini, va in onda “Ma il cielo è sempre più

G

iorgio Panariello, torna a Montecatini. Già questa è una notizia. Nell’anno in cui la città perde (dovrebbe perdere) “Miss Italia”, il comico toscano, lancia una sua nuova idea che coprirà tutto il periodo estivo con una serie di grandi eventi. È l’ennesima occasione che Montecatini Terme ha per tornare sotto i riflettori. Stavolta, però, il prodotto è nuovo, anzi un inedito che parte proprio da qua, casa nostra. E non è, invece, uno “spettacolo bollito” come, da più parti (anche dai vertici Rai), è stata definite la corsa alla corona di reginetta dello stivale, inventata dal grande Enzo Mirigliani, negli anni in cui l’Italia risorgeva dalla povertà e dalle distruzioni delle guerre mondiali. Ci fa piacere anche che questa grande iniziativa porti il marchio del nostro giornale, di questo magazine che nel giugno 2009, ha preso vita proprio dallo stesso punto in cui si svilupperà lo show ideato da Giorgio Panariello: il Gambrinus cafè, il vero cuore di Montecatini Terme. Miglior modo per festeggiare alla grande il compleanno de “Il Giullare” (quattro sono le candeline) non esisteva. Parlavamo, appunto, del Gambrinus, lo storico bar del centro cittadino, piazza elegante e modaiola, che sarà il palcoscenico degli incontri che prenderanno via il 6 giugno e proseguiranno fino alla fine di settembre. Il titolo del talk show, un’idea, appunto, tutta di Giorgio Panariello, è “Senti se c’ha un amico”, espressione che riprende la celebre domanda che Roberto Benigni fa a Massimo Troisi nella pellicola “Non ci resta che piangere”, uno dei capolavori della cinematografia italiana.

blù”. Nel 2006 è direttore artististo e conduttore del “Festival di Sanremo”, affiancato da Ilary Blasi e Victoria Cabello. Lo stesso anno, Giorgio Panariello riscuote un importante successo anche in teatro. Gli spettacoli più importanti sono: “Faccio del mio meglio” (2007), “Panariello non esiste” (2011). Il 5 marzo 2012, in prima serata su Canale 5, va in onda: “Panariello non esiste”. Lo show termina dopo quattro appuntamenti il 26 marzo 2012, raccogliendo ottimi ascolti e critiche positive.

“SENTI SE C’HA UN AMICO” Ogni giovedì dal 6 giugno Gli incontri, al Gambrinus, inizieranno giovedì 6 giugno e si ripeteranno tutti i giovedì (escluso agosto) fino al termine di settembre, dalle ore 19 in poi. Vi saranno grandi ospiti di ogni settore: spettacolo, sport, politica, gossip, cinema, musica, cucina, eccellenze toscane nell’industria, nell’agricoltura e in qualsiasi settore dove


vi siano nomi di spicco. Il conduttore degli incontri sarà Walter Santillo, autore e presentatore di successo nazionale. I primi nomi ufficiali già presenti in calendario, sono Giorgio Panariello che, ovviamente, aprirà la rassegna, Carlo Conti, il direttore del Tg4 Giovanni Toti , che arriverà in città con l’amico, il direttore di TgCom24 Mario Giordano, che presenterà il suo ultimo successo letterario. Sono attesi sul palco del Gambrinus anche nomi di spicco nel panorama mondiale della musica e del cinema, ma l’organizzazione (quindi anche noi de “Il Giullare”) preferiamo mantenere il massimo riserbo fino al giorno in cui sarà reso pubblico l’intero calendario con l’elenco completo degli ospiti. Come già spiegato, anche “Il Giullare”, avrà un ruolo importante in questo format, inedito, estivo. Il nostro direttore Andrea Spadoni, infatti, sarà sempre vicino al palco e avrà il ruolo di riportare agli ospiti, le domande che arrivano dal web e dai lettori del magazine. La giornalista e autrice, Giulia Nannini, invece raccoglierà le domande del pubblico presente in piazza. Lo staff de “Il Giullare”, insieme agli addetti del Gambrinus cafè e a Carlo Carmignani, si occuperà di organizzare l’accoglienza, i rapporti con la stampa locale e nazionale, la comunicazione dell’evento e la promozione. L’evento è una iniziativa interamente privata finanziata dai proprietari del Gambrinus, dal Credito Cooperativo della Valdinievole, Vivai Tesi Ubaldo & figli, Pistoia Assicura Allianz-Lloyd Adriatico. 10

PANARIELLO: “Montecatini, il mio portafortuna” In effetti, alcuni dei grandi successi di Giorgio Panariello, sono iniziati da qui. “A Montecatini, nel 2000, è iniziato “Torno Sabato”. Quattro puntate in prima serata sui canali Rai che riscossero tanto succeso – racconta Giorgio Panariello – e anche tanti mei spettacoli teatrali hanno fatto tappa qui. Un città che mi ha portato fortuna e che già ai tempi di Aria Fresca”. A noi, infatti, piacciono ricordare anche le code chilometriche di fronte al Palazzetto dello Sport e i tanti ospiti che arricchivano la vita della città. “Montecatini – prosegue Panariello – è una bella città, conosciuta da tutti. Una vera e prorpia perla della Toscana, al centro di tutto, che vanta una bellissima e importante storia, ma che, attualmente deve risorgere. Venendo qua per organizzare, infatti, mi sono accorto che ha bisogno di riaccendersi un pò. Crediamo di poterlo fare anche con questa tipologia di eventi che dovranno dare lustro a tutti, non solo al Gambrinus che già da solo è un bellissimo salotto naturale”.

MONTECATINI La città del varietà

“Non la scopro certo io questa bella cittadina – sottolinea Panariello – da qui è ricominciato il varietà, quando sembrava che ormai, in televisione, si potesse ridere

solo con il Drive In. Da Montecatini si sono mandate in onda prime serate su Rai Uno con Pippo Baudo e Gianni Minà e, appunto, il boom di “Torno Sabato” e le belle serate con “Il cielo è sempre più blù”.

Perché questo nuovo talk show all’aperto Non sarà una ripetizione della più celebre “Verisiliana”, lo conferma anche Giorgio Panariello. “Vogliamo parlare delle eccellenze della Toscana in ogni settore, di quei nomi che portano in alto, a livelli mondiali, questa regione. Il talk sarà molto movimentato e intimo, perché la mia idea, è quella del concetto dell’aperitivo con l’amico del cuore, oppure il collega di lavoro. Una sorta di invito: vieni con me a prendere un aperitivo al Gambrinus di Montecatini? In questo modo, con il conduttore Walter Santillo, si creerà un dialogo molto più interessante e sicuramente vivace”. L’artista toscano (o comunque un personaggi importante in qualsiasi settore) porterà con sé, fino sul palco, l’amico scelto. Sarà poi compito del direttore artistico della manifestazione, appunto Walter Santillo, organizzare e decidere gli appuntamenti dei vari ospiti ogni settimana e del direttore de “Il Giullare”, Andrea Spadoni, preparare le interviste.


di Andrea Spadoni

Direttore artistico e conduttore degli incontri è Walter Santillo “Da venticinque anni sono legato da un rapporto di vera amicizia e reciproca stima professionale con Giorgio Panariello. Insieme abbiamo fatto spettacoli teatrali e televisivi, all’inizio della nostra carriera.Ci siamo ritrovato alcuni anni fa per vincere nuove e importanti sfide insieme”. Walter Santillo è un conduttore, inviato e anche autore. Ha lavorato tanti anni con la Carrà” zia che lo lega a Giorgio Panariello da venticinque anni, Walter è tra quei toscani che, partiti da quel programma fortunato “Vernice Fresca” e quindi “Aria Fresca”, hanno raggiunto i vertici del proprio settore. “E’ stata una grande soddisfazione lavorare nel cast di tutte le edizioni di Carramba che sorpresa! e Carramba che fortuna! a fianco di Raffaella Carrà – racconta Walter Santillo – lei è una icona della storia della televisione italiana”. Inoltre con Giorgio Panariello c’è un rapport di amicizia, ma anche di lavoro, lontano nel tempo. “Sì, ho lavorato nei primi spettacoli teatrali: “Vicini, birichini” e “La legge è ovale per tutti”. Mi occupavo di tutto, anche di sistemare le quinte”. Poi ci sono stati gli anni d’oro: Giorgio Panariello ha fatto uno straordinario percorso artistico come one man show e Walter è stato a fianco di Raffaella 11 Carrà. “Sei, sette anni fa, ci siamo ritrovati e ho Se l’idea è di Giorgio Panariello, la vera anima del-

iniziato a lavorare come autore dei suoi progetti

la rassegna di incontri al Gambrinus “Senti se c’ha

pubblicità, cinema, spettacoli teatrali e televisio-

un amico”, è Walter Santillo. Artista poliedrico, si

ne – afferma Santillo - tra noi c’è un bel feelling

divide da sempre tra il lavoro oscuro di autore e

lontano nel tempo. Pensa che Elena, che è stata

il palcoscenico. Si può dire che, per quello che è lo spettacolo, lui sa fare tutto, e bene. E’ infatti un prestigio che sia proprio lui a firmare il progetto

la sua compagna e il suo punto di riferimento per tanti anni, gliel’ho presentata io, mentre è stata lei

come direttore artistico. Non a caso, è uno che

a presentarmi la donna che oggi è mia moglie. Poi

per quanto riguarda il suo lavoro, è sempre stato

ci sono tanti esempi, racconti, come la nascita del

in serie A. A parte il sodalizio e soprattutto l’amici-

suo personaggio Merigo. La prima volta l’ha fatto al mio matrimonio. Era al tavolo insieme a Leonardo (Pieraccioni) e Carlo (Conti). Prova a immaginare cosa hanno combinato”. E quindi, Santillo e Panariello, una accoppiata vincente, saranno insieme anche a Montecatini per “Senti se c’ha un amico”: “Puntiamo a creare una bella rassegna. Quell ache partirà quest’anno dal Gambrinus, è la prima edizione di un evento che può diventare un ritrovo importante per artisti, scrittori, giornalisti, cantanti e chi ha da promuovere qualcosa. Credo sia una bella occasione per una città come Montecatini che non può dormire, ma anzi valorizzarsi attraverso queste iniziative di primo livello”.

#l’autore

Walter Santillo (12 luglio 1959) è un conduttore televisivo e autore televisivo italiano. Ha iniziato come animatore nei villaggi turistici e sulle navi da crociera, nonché come speaker e conduttore radiofonico. Negli anni Ottanta inizia anche la carriera di autore televisivo, collaborando con giovani e promettenti attori come Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello. Dal 1997 inizia la fortunata collaborazione con Raffaella Carrà e Sergio Japino nel cast di Carramba che sorpresa! e poi in quello di Carramba che fortuna!, di cui è inviato esterno e autore. Nel 20082009 torna a fare l’autore per Giorgio Panariello. Mette la firma nei suoi spettacoli teatrali più importanti e anche nella famosa pubblicità della Wind.


di Andrea Spadoni foto di Cristiano Bianchi

“Orgoglioso di aver creato questo evento. Farà il bene della città” “Non vogliamo sostituire Miss Italia – afferma Carlo Carmignani – ma creare qualcosa di veramente bello e duraturo che possa affermare il nome del Gambrinus e di Montecatini. Tra i tanti ospiti sono contento della conferma della partecipazione del direttore del Tg4, Giovanni Toti: una eccellenza toscana nel giornalismo nazionale. Insieme a lui ci sarà Mario Giordano”.

“Dopo un lungo corteggiamento, sono riuscito a convincere Panariello e Santillo a realizzare un talk a Montecatini”

#ilmanager

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“Dopo una lunga esperienza nel direttivo del Caffè de la Versiliana ho voluto portare a compimento un progetto nuovo e più moderno che, però, riprendesse quello stile. Farà rivivere momenti di splendore a tutta la città”.

Ci sono persone che non sempre vedi, ma che se non ci fossero, non esisterebbero né i grandi eventi, né le grandi star. E’ il caso di Carlo Carmignani, notissimo come selezionatore del pubblico nella discoteca più importante della Versilia, il Seven Apples, che, per quanto riguarda la rassegna “Senti se c’ha un amico” ha lo stesso ruolo di quel giro di chiave che aziona il motore della macchina. Carlo è un manager meticoloso e capace, con una lunga esperienza alle spalle. “Sono veramente soddisfatto di aver portato questo evento a Montecatini – afferma – perché dopo tanti anni di lavoro nel consiglio della Versiliana, dai quali ho raccolto tantissime soddisfazioni e conoscenze importanti, volevo creare un progetto nuovo, più moderno, che riprendesse però quello stile”. Tra l’altro, Carlo Carmignani, insieme a Maurizio Carrara, proprietario del Caffè Gambrinus e nostro editore, avevano già sperimentato con successo la formula Versiliana nel salotto montecatinese. “Era stato un grande successo. Sul palco avevamo ospitato grandissimi

personaggi di calibro internazionale. Ricordo ancora l’appuntamento con Giulio Andreotti a Montecatini. Fu un onore portarlo ai nostri eventi”. Da giugno, però, nasce qualcosa di nuovo, che per Carlo Carmignani, assume un valore particolare: “Dopo un lungo corteggiamento, sempre educato e soft, sono riuscito a convincere Giorgio Panariello e Walter Santillo a creare qualcosa a Montecatini. Il talk “Senti se c’ha un amico” sarà la vera novità dell’estate non solo della Toscana, ma qualcosa di più grande, ne sono certo. E tutto parte dal Gambrinus, da Montecatini. Ne vado orgoglioso anche per la grande stima che ho nei confronti della famiglia Carrara, proprietari dello storico caffè, e per la voglia di rivedere questa città agli antichi splendori. Montecatini, infatti, è una città in difficoltà. Tante aziende chiudono i battenti e per attirare i turisti ha bisogno di essere rilanciata. Non mi nascondo: con questo evento non voglio riportare solo i flash dei paparazzi in città, ma anche le telecamere delle tv nazionali”.


Alberto Lapenna in Turchia

per un importantissimo progetto di gemellaggio” Il Sindaco di Torbalı, famosa per i suoi vini e i siti religiosi (ha tre santuari in marmo dedicati all’imperatore romano Augusto) ha scelto Montecatini per dare vita all’importante progetto di gemellaggio tra l’Italia e la Turchia che potrà portare grandi benefici al turismo. bali dando sviluppo e ricchezza a tutto il terri-

Terme ho rappresentato l’amministrazione del-

torio. Grande è stato il senso di ospitalità delle

la citta termale nella visita nella Città di Torbali

autorità locali con il Sindaco R.Ismail Uygur in

in Turchia. Gli amministratori della città Turca in

testa che, accompagnato dalla consorte Si-

visita a Montecatini Terme nel mese di genna-

gnora Afet, ha fatto da Cicerone durante la vi-

io scorso, rimasti entusiasti sia dalle bellezze

sita in citta e nel palazzo comunale così come

di Montecatini sia dall’ospitalità, espressero

hanno fatto i suoi collaboratori Kerim Alten,

il desiderio di attivare un rapporto di collabo-

assessore al Bilancio con la moglie Meltem e

razione culturale, economico e sociale con la

Metin Gozutok assessore all’Ambiente con la

nostra città e invitarono formalmente il Sinda-

moglie Gulten. Le priorità dell’amministrazio-

co, dr. Giuseppe Bellandi a visitare la Città di

ne comunale della città di Torbali, nelle scelte

Torbali. Il Sindaco Bellandi, sapendo che ero

politiche e programmatiche, sono finalizzate al

stato io assieme ai titolari dell’azienda vivaisti-

mondo dei giovani; tutte le scelte sono tese

ca “Tesi Ubaldo” ad attivare i primi rapporti di

a creare luoghi di socializzazione culturale e

collaborazione (ed essendo peraltro lo stesso

sociali per i giovani: Biblioteche, Videoteche e

Sindaco impossibilitato ad aderire all’invito per

ludoteche sono sparse in ogni parte della città

precedenti impegni), mi ha incaricato di se-

così come tutti i grandi parchi sono vissuti, con

guire l’iter e nel contempo mi ha delegato a

illuminazione e strutture adeguate, da giovani

rappresentare il Comune di Montecatini Terme

e meno giovani grazie anche ai luoghi di ritro-

in visita alla Città di Torbali. La Città di Torbali,

vo all’interno dei parchi. Musica, gastronomia

situata nella Regione Turca dell’Anatolia, a po-

e concerti riescono ad attrarre migliaia di cit-

chi chilometri da Efeso e Izmir (l’antica Smirne

tadini durante la sera creando una atmosfera

- città che si contende l’onore di essere il luo-

di allegria e spensieratezza e nel contempo

go natìo del leggendario poeta Omero) emana

crescita culturale, solidarietà e socializzazione.

a prima vista il fascino orientale ma dà subito

Le Autorità di Torbali hanno rinnovato l’invito

l’idea di essere in realtà occidentalizzata “da

al Sindaco Bellandi e alla sua amministrazio-

sempre” visto che la sua ha visto romani e bi-

ne di poter quanto prima iniziare a collabora-

zantini influenzare usi e costumi degli abitanti

re in scambi di esperienze anche in termini di

così come la sua architettura e la sua cultura.

investimenti economici e culturali. La visita a

L’attività economica dominante si basa sul-

Montecatini Terme delle Autorità Turche è pre-

la coltivazione e trasformazione del tabacco

vista nel mese di settembre in occasione dei

tant’è che le aziende più importanti di produ-

mondiali di ciclismo.

zione di sigarette hanno sede nella città di Tor-

Alberto Lapenna

13 #turismo

Grazie alla volontà del Sindaco di Montecatini


di Andrea Spadoni foto di Chiara Ghilardi

Grande successo per la presentazione del libro di Albano Carrisi. Alla fine si mette anche a cantare

#fraterraecielo

14

E’ stato un grande evento quello dello scorso 2 maggio al Gambrinus. Sul palco dello storico caffè della città, come anteprima al cartellone di eventi della rassegna “Senti se c’ha un amico” targato Santillo e Panariello, è salito il grande cantautore italiano, Albano Carrisi. Insieme a lui l’amico Alberto Lapenna. E’ stato ripercorsa la sua carriera, gli anni d’oro, ma si è parlato anche della sua fede, del suo attaccamento alla terra e dell’azienda vinicola che ha creato come regalo al padre Carmelo. Tutto in un’ora in una piazza del Gambrinus nutrita di pubblico. L’occasione era appunto quella della presentazione del suo libro, ben orchestrata dal conduttore Walter Santillo, coadiuvato dalle domande del direttore de Il Giullare Andrea Spadoni e dalla collaboratrice, giornalista, Giulia Nannini. Bello e inaspettato anche il duo tra Albano Carrisi e Paolo e il suo sax che a chiusura dell’evento hanno improvvisato il celebre brano “Nel sole” regalando un momento di grande spettacolo ai presenti.

Nella galleria fotografica pubblicata su questa pagina, vediamo alcuni momento della giornata di presentazione del libro di Albano Carrisi al Caffè Gambrinus. In alto, il cantautore pugliese mentre improvvisa “Nel Sole” insieme a Paolo e il suo sax, accerchiato dai fans. Sotto, sul palco insieme al presentatore Walter Santillo. Nelle altre immagini, Alberto Lapenna, il nostro editore Maurizio Carrara, il direttore de Il Giullare Andrea Spadoni e Roberto Braccini, direttore del ristorante San Francisco.


di Giulia Nannini foto di Chiara Ghilardi

#lastoria

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“Io, Masterchef? Sto cercando ancora un lavoro per me e mio marito, ma non ho perso il sorriso”

A

rrivo a casa di Suien e la prima cosa che noto è che la televisione non le rende giustizia: è davvero bellissima. Mentre salgo le scale sento chiamare “tata” da una vocina.. mi aspetta insieme a lei Francesco, 2 anni, sguardo furbissimo, che non perde un attimo per mostrarmi il ditino che si era chiuso nel cancello, ed io già lo adoro prima di essere entrata in casa. Sulla porta c’è anche Gaia, 7 anni, dolcissima e vivacissima, mi saluta e mi spiega che la sua penna di Cenerentola ha all’interno un piccolo ventilatore, “così ci scrivo quando fa caldo”, precisa lei. Mi stringe la mano anche il marito Filippo e la famiglia è al completo. Sto parlando di Suien Sani, classe 1987, una delle concorrenti dell’ultima edizione di “Masterchef”,il fortunato programma targato Sky conclusosi da pochi mesi. La prima cosa che penso è che ha la mia età, 26 anni compiuti il 15 maggio, e non solo ha già cambiato molti lavori per mantere la famiglia (cassiera in supermercati, operatrice telefonica, rappresentante per una ditta di trucchi), ma ha già due figli, tra l’altro molto educati e carinissimi. Mi immagino io a vent’anni invece di uscire la sera con le mie amiche ad allattare una bambina di un anno e immediatamente penso che la ragazza che ho di fronte sia davvero in gamba, e questo pensiero mi accompagna per tutta l’intervista: Suien è brillante, carismatica, sveglia e ha un sorriso costante che non cala un attimo per tutti i quaranta minuti in cui ci sono io. La passione per la cucina la eredita dai nonni, titolari di una pasticceria in centro a Pistoia negli anni ’80, e dall’odore dei pasticcini non si è mai staccata, cimentandosi in casa tra ricette thailandesi della nonna e quelle toscane del nonno. E la cosa che mi colpisce subito è l’atmosfera di serenità e il clima gioioso che si respira in quella casa, anche se la situazione di Suien e del marito non è esattamente delle più rosee. Già, perché i due sposini sono entrambi disoccupati da anni: Suien spesso va a fare la spesa alla Caritas, l’affitto dell’appartamento le è stato pagato dal Comune negli ultimi mesi e per i prossimi sarà un problema, le normali spese per i bambini (pannolini, mensa scolastica, vestiti) diventano scogli difficili da superare se nessuno dei genitori percepisce un reddito e all’orizzonte non si intravedono proposte di lavoro da valutare. Quindi la bella thailandese non ci pensa due volte a compilare il modulo di iscrizione a Masterchef quando un anno fa sente parlare dei casting. “Mi spaventava un po’ l’idea di dover cuci-

nare con i minuti contati, perché odio sentirmi sotto pressione quando preparo da mangiare! Ma decisi di inviare lo stesso il modulo, visto che non avevo niente da perdere. Poi mi contattò la redazione, un po’ di sorpresa. Seguirono due casting, uno senza telecamere in cui dovevo portare un piatto cucinato da me e l’altro a telecamere accese, che è quello che si è visto in tv. All’ultimo casting mi ero portata dietro anche i miei bambini per avere un sostegno in più!” . E qui interviene la piccola Gaia, che segue con attenzione tutta l’intervista mentre scrive sul suo quaderno con la penna di Cenerentola: “Quando la mamma è uscita io avevo gli occhi brillanti, perché aveva vinto ed ero contenta!” . Adoro anche lei, per la cronaca. Ma la partecipazione a Masterchef delude un po’ le aspettative di Suien. “In parte ci sono rimasta male perché penso di esser stata forse un po’ “usata” dal programma per la storia difficile che ho alle spalle. Speravo di trovare qualcosa per lavorare un po’ una volta finito Masterchef, un lavoro anche stagionale sarebbe andato bene.. invece niente, solo persone che mi contattavano facendomi proposte che poi non si sono mai concretizzate”. L’ho già detto ma lo ripeto, perché mi ha colpito molto: non c’è sconforto o tristezza nel modo in cui ti descrive la sua situazione, ma, anzi, i suoi occhi sono pieni di vita. “E’ vero, si vive un po’ alla giornata” mi spiega Suien “però se non altro ci si gode i bambini!” E sorride al solo nominarli, al solo guardarli.. “Menomale che ci sono loro, mi hanno dato tanta forza per affrontare questo periodo. Nelle giornate in cui io e Filippo siamo più tristi sono loro che ci tirano su il morale”. Mi volto un attimo a guardare i piccoli e trovo Francesco (2 anni) che si diverte a posare davanti alla macchina fotografica della nostra fotografa, perfettamente a suo agio, ride, gioca, è effettivamente adorabile, e accanto a me Gaia che scrive con il ventilatore della penna di Cenerentola acceso, e mi fa vedere tutti gli appunti che ha preso durante quest’intervista. E sorrido anch’io, perché nonostante il momento molto difficile che stanno attraversando, effettivamente si respira tanto amore in questa famiglia, e questo.. è davvero bello. In bocca al lupo Suien.


IL BACKSTAGE Nonostante le difficoltà economica, in casa Terreni si ride, si gioca e si scherza Suie Sani e il marito Filippo Terreni, sono due ragazzi speciali. Nonostante le difficoltà che devono affrontare ogni giorno per vivere, ti trasmettono, comunque un senso di positività. Mente organizzavamo il servizio fotografico, insieme ai loro bambini, era tutto uno scherzo, un gioco. Segno di un clima che in casa è sereno ed anche un sinonimo di speranza per i due bambini ai quali non sembra mancare niente per essere felici. Soprattutto l’amore di due genitori speciali.


di Marco Mungai foto di Martina Frosini

#inuoviitaliani

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Haja e Antonion, tifosi di Pistoiese e Giorgio Tesi “Altro che stranieri, noi esultiamo per questa città”


Mentre in questo periodo è dibattito aperto sul diritto di cittadinanza agli stranieri nati in Italia, noi de Il Giullare, abbiamo trovato (e raccontato) le storie di un ragazzo africano e un albanese che, forse, si sentono più italiani di noi. Un bell’esempio di come l’amore per lo sport e il tifo per una squadra locale come la Pistoiese o Giorgio Tesi Group, diventano un importante motore di integrazione sociale. “Mai subito episodi di razzismo. Anzi, abbiamo tanti amici”. Due storie emblematiche di come calcio e pallacanestro aiutano a inserirsi nel tessuto sociale urbano e a sentirsi parte della comunità cittadina.


Haja-Zaza (25 anni) è nato in Madagascar, ma vive a Pistoia ormai da moltissimi anni. Mi accoglie stringendomi la mano e subito mi colpiscono due cose di lui: il sorriso contagioso che subito mi trasmette simpatia e la maglietta in perfetto stile ultras italiano, una t-shirt nera con sopra la faccia di Abbatantuono stilizzata che grida “Viulenz”, il celebre protagonista del film “Eccezzziunale… veramente” tanto per intendersi. L’intervista è semplice e spontanea, zero formalità.

Quando e perché vi siete trasferiti a Pistoia? Haja: “Sono stato adottato da una famiglia italiana all’età di 2 anni. Fino ad allora ho vissuto in Madagascar insieme a delle suore, che mi hanno cresciuto e accudito. La mia famiglia è pistoiese, precisamente di Chiesina Montalese. Ho abitato lì per un po’, adesso invece mi sono avvicinato alla città, vivo a Capostrada”. Antonion: “Sono arrivato a Pistoia nel ’99. Io e mio fratello raggiungemmo i nostri cugini, Alfredo ed Armando. Loro si trasferirono in Italia esattamente nel ’91. Arrivarono con la prima nave di albanesi sbarcata in Italia. Scesi a Bari, furono sistemati in uno dei centri di accoglienza, dopodiché scelsero di venire a Pistoia. Volevano una vita tranquilla e non la grande città”. Cosa fate nella vita? Lavoro e hobbies vari… Haja: “Ho studiato all’Istituto Einaudi, ho fatto il corso sociale. Al terzo anno mi sono reso conto che non ero assolutamente fatto per lo studio… poveri miei! [scoppiamo in una risata comune, la prima di tante]. Dopodiché ho fatto il servizio civile e ora sono volontario alla Croce Verde, lavoro 3 giorni a settimana. Però ho tanti hobbies: ho giocato a calcio. Ero un’ala sinistra e ho giocato nel Pistoia Nord. Adesso invece mi diverto a calcetto. Sono attaccante in una squadra che abbiamo creato io e dei miei amici italiani: l’AC SuperOlmi. Sono appassionato di musica, in particolare mi piace Ligabue”. Antonion: “Uno dei miei cugini iniziò a lavorare come aiutante al banco di un fruttivendolo sulla Sala, fu così che prese confidenza col mestiere e con la lingua. Nel ’93 si mise in proprio, insieme all’altro mio cugino e decisero di trasferirsi qui dove siamo adesso, dal ’94. Con gli anni e con l’arrivo di nuove “forze” ci ampliammo, siamo qui ormai da più di 18 anni. [noto con piacere la fierezza nel suo volto raggiante]. Nel nostro paese abbiamo sempre lavorato in que-

sto ramo, è un piacere per noi poter continuare a fare il nostro mestiere qua, anche se, diversamente da prima, adesso non siamo più coltivatori diretti, ma solo venditori. Ogni mattina andiamo al Mercato Generale di Novoli a rifornirci. Passando agli hobbies, ci piacciono molto il calcio e la pallacanestro. A giocare a basket non siamo bravi [ride, col fratello che lo invita a parlare per sé]. A calcio invece un po’ meglio. Abbiamo anche fondato una squadra a 11, Albania Calcio, con la quale abbiamo disputato 4 campionati, nella categoria Uisp, rischiando la promozione un anno. Eravamo tutti ragazzi albanesi, dal presidente all’ultimo dei giocatori. Poi mi piace leggere e anche se ti sembrerà strano, amo i libri di Bruno Vespa. Poi guardo i telefilm, mi ricordo “la Piovra”, con il commissario Cattani”. E’ stata dura all’inizio inserirsi? Siete mai stati discriminati? Haja: “No, devo essere onesto. Non ho mai avuto grandi difficoltà a livello di integrazione. Sicuramente è possibile che abbia influito positivamente il fatto di essere un ragazzo adottato e l’essere arrivato in Italia giovanissimo”. Antonion: “All’inizio non è stato facile perché solo uno dei miei due cugini aveva trovato lavoro. E mettere su una ditta è un po’ un rischio, anche se poi le cose, come ho spiegato, sono andate molto bene. Quanto al razzismo, devo essere onesto: se c’è stato qualche episodio è stato più nel corso di qualche partita di calcetto che nella vita di tutti i giorni. Ma sono sicuro che è stato più dovuto al nervosismo del momento. Io (parlo a nome di tutta la mia famiglia) non mi sono mai sentito discriminato e non ho mai avuto problemi, né con la gente, né con i clienti. Credo che questo derivi dal fatto che siamo considerati per il nostro lavoro. Il punto è uno: se una persona perbene si trasferisce in un altro paese con la voglia di lavorare onestamente e con la consapevolezza che potrà anche trovare regole diverse da quelle del proprio paese, ma che comunque vanno rispettate, è difficile che subisca discriminazioni. La gente va giudicata per quello che fa e per come si comporta, non per la sua provenienza o per il suo colore della pelle. Spesso, quando leggo una notizia di cronaca nera che vede come protagonista qualche albanese, ci rimango particolarmente male, la cosa mi ferisce, mi vergogno”. Come vi trovate a Pistoia? Cosa vi piace e cosa non vi piace della città? I pistoiesi? Haja: “Pistoia è la mia città. Adoro tutto, anche le piccole cose, la sento ormai come una casa e conosco bene ogni angolo. Amo la cucina italiana e devo dire che in Toscana e a Pistoia siamo davvero privilegiati. Mi piace uscire sulla Sala con gli amici, bere un birretta e stare in compagnia. C’è una cosa che non condivido dei pistoiesi: il conformismo della gente. Si seguono molto le mode, forse troppo. Sia nel vestire, ma anche nei gusti, negli hobbies. Ho comunque tanti amici, molti conosciuti tramite il volontariato e il


calcio (sia in campo che in curva). Ah, comunque io mi sento pistoiese al 100%”. Antonion: “Mi piace molto il centro storico, piazza del Duomo è davvero bellissima, secondo me una delle piazze più belle d’Italia. E poi è inutile girarci intorno, io mi sono sempre sentito molto fortunato: l’Italia è il paese più bello al mondo. Mi piace il cibo e a Pistoia, ma in genere in tutta la Toscana, si mangia davvero bene. Adoro la pizza, ma anche un bel piatto di lasagne o uno spaghetto allo scoglio. Per non parlare della bistecca alla fiorentina”. Haja, sappiamo che sei un grande tifoso della Pistoiese. E tu Antonion della Giorgio Tesi Group. Come è iniziata questa passione? Haja: “Sono andato nata andando una volta allo stadio con i miei zii e i miei cugini. Era l’anno della serie B, stagione ‘98/’99. Fu amore a prima vista. Seguivo e seguo tutt’ora la Juve, ma nel corso degli anni la Pistoiese è senza ombra di dubbio salita al primo posto nel mio cuore. E’ la squadra della mia città, dovrebbe essere così per tutti. Quindi sono entrato nel gruppo degli ultras e ho intrapreso quella che poi è diventata per me una passione incredibile. Amo andare in trasferta e seguire la squadra, io sono uno di quelli che c’è sempre stato, anche quando le cose andavano male. Il nostro motto ironico è “Mai una gioia!” e il mio coro preferito si intitola “Menti Perdute” e parla dell’amore per il calcio, quello vero, non quello moderno rovinato dalle pay-tv e dal business delle televisioni, parla della vita ultras e dell’atmosfera di fratellanza e goliardia che si vive allo stadio. «[…] E se togliete pure noi / che rispettiamo le tradizioni / e gli stadi riempiamo / con i cori e gli striscioni / resterete solo voi, con le vostre televisioni / e solo allora potrete capire… che il calcio è fatto di EMOZIONI!» Haja è un ragazzo molto autoironico, così quando gli chiedo se ha mai avuto problemi a livello di discriminazione razziale in curva mi risponde sorridendo: Haja: “In curva mi faccio chiamare io “il negro”. A dir la verità, mi piace questa cosa di essere diverso, mi piace giocarci su anche sul mio colore della pelle. Non vedo perché dovrebbe essere un problema. I miei amici, però, preferiscono chiamarmi Sette cervelli”. Antonion: “In Albania abbiamo sempre seguito il calcio e il basket italiano. Quando siamo arrivati qua, ci siamo appassionati alle due squadre del posto. All’inizio seguivamo soprattutto il calcio, ho dei bei ricordi di salvezze conquistate coi denti, che goduria! Ricordo benissimo giocatori come Tramezzani, Baiano, Bellini, Bianchini. Poi abbiamo iniziato a seguire il Pistoia Basket più o meno dal 2001/02, era in B2. All’inizio eravamo scettici, ma poi ci ha preso sempre di più, ora abbiamo l’abbonamento in tribuna e non perdiamo una partita. Fra i vari ricordi legati al tifo, uno dei più piacevoli è il derby con Montecatini, per non parlare della bellissima annata della scorsa stagione. Quest’anno speriamo nel miracolo promo-

zione. Ci crediamo”. Chi è il vostro giocatore preferito o comunque quello che vi ha colpito di più ? Haja: “Bonaldi mi piaceva molto, era l’ attaccante tipico: di peso, forte di testa, lottava e segnava molto. E poi “Ciccio” Baiano, anche lui attaccante, più estroso. Erano idoli della curva. Della squadra attuale mi piace molto Toledo, giocatore scattante, brasiliano, di carnagione scura come la mia. Porto sempre una bandiera del Brasile in curva, mi piace sventolarla per celebrare lui e per ricordare una indimenticabile vecchia gloria pistoiese, Luis Silvio”. Antonion: “Hardy è senza dubbio il giocatore più forte che abbia mai visto giocare al PalaCarrara. Peccato che adesso giochi contro la diretta rivale Barcellona e mi abbia dato ragione proprio quando ha giocato contro di noi… non ha sbagliato un tiro, ci ha castigato. Sono molto affezionato a Galanda. Un campione vero. Poi, come non menzionare coach Moretti. Gran parte dei meriti degli ottimi risultati è sua”. Cosa vi manca di più del vostro Paese? Vorreste ritornarci? Haja: “Io mi sento italiano a tutti gli effetti. Quanto al Madagascar, a dire il vero non ho nessun tipo di contatto o persona che conosco là, nè ricordi o esperienze passate. Se ci dovessi mai andare, andrei in Madagascar con l’ottica con cui ci va un turista. Le mie radici sono qua”. Antonion: “Prima di tutto mi mancano i miei genitori, appena abbiamo occasione andiamo a trovarli a Fier, la nostra città natale. Ma ci piace anche girare un po’ l’Albania, c’è un mare bellissimo, soprattutto nella parte “greca”. Mi mancano anche i miei compagni di scuola e tanti amici che non sono potuti emigrare come noi che abbiamo avuto la fortuna di essere cresciuti qua e di esserci goduti la gioventù”.

Antonion (29 anni) è uno dei tanti Plaka arrivati a Pistoia dall’Albania, da Fier. Lo intervisto seduto all’ombra di una frasca, dietro il loro banco della frutta e della verdura. Conosco loro da anni, sono di una gentilezza e affabilità unica; hanno una parola simpatica e un gesto gentile per ogni cliente, hanno un sorriso per chiunque; mostrano di conoscere bene la propria clientela e chiacchierano con tutti in maniera spontanea. Gli ingredienti principali del loro successo lavorativo e del loro ottimo inserimento in Italia, a mio avviso, sono proprio questa simpatia e questa gentilezza.


di Jacqueline Monica Magi foto di Luca Sbenaglia

L’affascinante racconto del viaggio in Terra Santa della nostra giornalista Jacqueline Monica Magi

Libia. L’esperienza e’ stata più deludente del previsto, non per i posti, belli, Petra in particolare, ma per la loro aura dimessa, depressa, come stanca. Anche nei grandi alberghi del Mar Morto regnava un’aria

24 #ilviaggio

non ben definibile di tentativo di lusso e benessere, in contrasto con una terra deserta e dura che ti abbagliava con il suo deserto. Forte il senso di essere lontani dal mondo, decentrati. Inverso il sentimento avvertito appena giunti al confine con Israele. Siamo entrati in Israele a piedi, si proprio Non so quale forza o quale passione mi attiri verso

a piedi, dal famoso Allemby bridge, il checkpoint

l’Africa ed il Medio Oriente, di certo la forza della

fra Giordania e Israele. Già la frontiera israeliana

vita che trovo in quei luoghi. Ho una particolare

denota un altro mondo.

capacità di recepire lo spirito dei luoghi, di senti-

Ci siamo trovati, con pochi passi, catapultati da

re l’energia. Forse da questo nasce il mio grande

un tempo immobile da terzo mondo ad un tempo

senso di orientamento.

futuro iper organizzato. Al confine ti accolgono dei

Fatto sta che alcuni luoghi mi respingono, altri mi

facchini che ti numerano e spediscono le valigie

attirano ma tutti mi parlano di loro, della loro storia,

attraverso un nastro al controllo mentre il viaggia-

di cosa hanno subito. Per farvi un esempio quan-

tore fa il controllo passaporti ed il visto.

do nella primavera 2005 portai mio figlio in Veneto,

Nel tempo di pochi istanti in cui il poliziotto israe-

giunta a Bassano del Grappa e nei luoghi della

liano ti controlla il passaporto dal suo gabbiotto ti

Prima Guerra Mondiale iniziai a stare male. Capii

stampa il visto formato patente con tanto di foto.

subito il problema, sentivo il pianto di quei luoghi,

Entri così in Israele, attendi le tue valigie e ti affacci

il sangue e i morti che quelle colline contenevano.

di nuovo al deserto. Stavolta però il deserto non

Decisamente stupita quindi sono rimasta dal viag-

è’ polveroso, sporco, vecchio, ostile ma luminoso,

gio fatto in aprile in Giordania e Israele.

grandioso e...fiorito. Grande e’ stata l’emozione di

Desideravo da anni vedere la Giordania, in parti-

vedere un kibbutz ed i suoi campi, le sue serre, il

colare Petra, immaginandomi luoghi affascinanti e

deserto fiorito. I kibbutz sono cooperative agricole

meravigliosi, mutuati da film quali Lawrence D’A-

site nel deserto che lo coltivano rendendo Israele

rabia e dalle mie personali esperienze in Egitto e

non solo autosufficiente per le colture ma addi-


L’esplosione della vita in tutto il suo splendore si ha in Gerusalemme. Non ci sono aggettivi per definire la Città Santa. La sua pietra bianca e uniforme crea un insieme elegante sul quale svetta la cupola del Tempio. Un insieme unitario e armonico accoglie milioni di visitatori, turisti, cittadini, pellegrini che, di mille razze e religioni diverse, trovano tutti qui il loro centro. Perché Gerusalemme e’ un centro, il centro del mondo. Questa e’ la netta sensazione che si riceve standoci.

rittura in grado di esportare frutta e verdura. Un vero miracolo della scienza, della tecnica e della volontà del popolo ebraico. Probabilmente la lunga sofferenza di questo popolo, le terribili vicende di cui è’ stato vittima lo hanno reso tanto forte da vivere la Giudea e Gerusalemme con tranquillità, come se non stessimo in quel posto nel centro del mirino del mondo, sotto possibili attacchi di tutto il mondo arabo. Non si avverte intorno alcun senso di pericolo, la vita scorre frenetica e costruttiva, corre per le vene di Israele, come inviata da un’ entità superiore e be-

gli occhi al cielo e vedere un campanile con sopra

nevola. Ciò in opposizione al senso di stanchezza,

una croce latina accanto ad un minareto e entrare

caldo, abbandono e mancanza di creatività che

al Santo Sepolcro mentre sta cantando il muezzin

si respira in Giordania, come se la terra si stesse

della vicina moschea.

prosciugando sempre più priva di vita. L’esplosione della vita in tutto il suo splendore si ha in Gerusalemme. Non ci sono aggettivi per definire la Città Santa. La sua pietra bianca e unifor-

Il quartiere più bello appare sicuramente il quartiere ebraico, in cui si vedono i resti e gli scavi dell’antica città romana, in cui l’arte e l’eleganza

me crea un insieme elegante sul quale svetta la

si mostrano appieno, in un clima calmo, in contra-

cupola del Tempio. Un insieme unitario e armonico

sto con il coloratissimo caos del quartiere arabo.

accoglie milioni di visitatori, turisti, cittadini, pelle-

Si snoda attraversando ora il quartiere arabo, ora

grini che, di mille razze e religioni diverse, trova-

quello cristiano e ora quello armeno la via doloro-

no tutti qui il loro centro. Perché Gerusalemme e’

sa, la ricostruzione di quella che dovette essere la

un centro, il centro del mondo. Questa e’ la netta sensazione che si riceve standoci. Gerusalemme ti accoglie in un caos indescrivibile di milioni di pellegrini e turisti, con i suoi differenti

via crucis di Gesù Cristo. Ricordano le varie sue tappe chiese e cappelle costruite appositamente. La sensazione che si respira in mezzo a tutto quel

quartieri pieni di negozi tanto vari e differenti fra

mondo che gira e parla lingue diverse e’ di essere

loro quanto diverse le razze che li abitano. Mera-

al centro del mondo, nell’ombelico da cui tutto ha

viglioso sentir parlare le più svariate lingue, alzare

origine e si sprigiona.


#laprimacosabella

26

Questa immagine, la prima che pubblichiamo, è uno scatto di Chiara Ghilardi, una delle fotografe che collaborano con Il Giullare. Si intitola “L’INFINITO” e ritrae la vista panoramica di un pezzo della Valdinievole da Monsummano Alto.


Nasce, da questo mese, “La prima cosa bella” il nuovo concorso fotografico de “Il Giullare”. Perché questo titolo che richiama lo straordinario film di Paolo Virzì? Perché ai nostri lettori, appassionati di fotografia, chiediamo di immortalare la loro “prima cosa bella”, quello che li colpisce subito, vivendo e passeggiando tutti i giorni nella nostra provincia pistoiese, oppure ad Altopascio. L’unico requisito che chiediamo è che gli scatti rappresentino “cose belle”. Scorci della natura, del paesaggio, centri cittadini, angoli storici dei nostri paesi, specialità gastronomiche, prodotti dei nostri campi. Insomma, qualsiasi cosa, purché bella. Dovranno essere fotografie che valorizzano la nostra straordinaria terra, fatta di natura, storia e tradizioni. Gli scatti inviateli a info@ilgiullare.com. Date un nome alla fotografia e il fotografo dovrà lasciare il suoi dati e il recapito. A fine anno, a Natale 2013, premieremo lo scatto più bello con un bel regalo da parte della nostra redazione e nei nostri nuovi uffici allestiremo la mostra “La prima cosa bella” con tutte le fotografie che ci saranno inviate.


di Lorenzo Benedetti

Alle urne per votare il sindaco

Due Galligani e due outsider

Solo a Ponte Buggianese, domenica 26 maggio e lunedì 27 maggio, si voterà per eleggere il nuovo sindaco del paese. Quest’anno, la formula del voto e dell’elezione dei consiglieri è un po’ diversa. A questa tornata elettorale, oltre alla croce per scegliere il candidato a sindaco e, quindi, la lista, è possibile esprimere anche una o due preferenze (una maschile e una femminile). Saranno eletti i sette consiglieri più votati e il sindaco. C A N D I D AT O S I N D A C O

#elezioni

28

C A N D I D AT O S I N D A C O

Sara Stiavelli

Marco Libero Mangiantini

Con i suoi 25 anni, è la più giovane candidata a sindaco a presentarsi in questa tornata elettorale. Laureata nel 2010 in Scienze e Tecnologie Psicologiche, ha proseguito gli studi e conseguito, nel 2012, la Laurea Magistrale in Psicologia col massimo dei voti. Attualmente svolge un tirocinio presso il centro residenziale di accoglienza e recupero di tossicodipendenti “Le Colmate”, a Ponte Buggianese. Dal 2006 è impegnata nel sociale, specialmente con l’organizzazione di attività ricreative per bambini. È alla prima esperienza politica.

Già sindaco di Ponte Buggianese dal 2004 al 2007 sotto l’egida del centro-sinistra, Mangiantini, 69 anni, torna a proporsi come primo cittadino. Una Laurea in Filosofia e una in Giurisprudenza, insegna nelle scuole secondarie fino al 1990, quando si dedica alla professione di avvocato. Negli anni ‘80 diventa segretario della sezione pontigiana della DC. Dopo un periodo sabbatico, torna a occuparsi della vita pubblica negli anni 2000 prima con i Democratici di Prodi, quindi con l’Ulivo e La Margherita. Dal 2009 senza tessera di partito, fonda quella che diventerà la Lista Civica “Rinnoviamo il Ponte”, con la quale si presenta alle urne.

C A N D I D AT I A L C O N S I G L I O

C A N D I D AT I A L C O N S I G L I O

Alessandro Ferrara, 31 anni, agente immobiliare Alessandro Nannini, 22 anni, artigiano Antonio Pagni, 39 anni, artigiano Carmela Aloisi, 35 anni, Laureata disoccupata Caterina De Vito, 47 anni, operaia e socia di un’attività Filippo Pirrone, 36 anni, operaio e allenatore di calcio Maria Russo, 33 anni, casalinga Massimiliano Anfiteatro, 41 anni, operaio e artista Massimo Petrini, 49 anni, dipendente Acque Toscane Salvatore D’Andrea, 44 anni, impresario edile

Alessandro Frediani, 44 anni, tecnico informatico Alessandro Galligani, 39 anni, ingegnere informatico Cesare Cesari, 74 anni, pensionato Costantino Neri, 70 anni, consulente di moda Donatella Frediani, 52 anni, dipendente Guido Grossi, 61 anni, pensionato Ivan Lo Verde, 26 anni, dipendente Manola Michelotti, 48 anni, casalinga Massimo Avanzati, 54 anni, commerciante Teresa Di Marzo, 37 anni, casalinga


Massimo galligani sfida il centro sinistra, con una lista civica dalle ”larghe intese”. Pierluigi galligani, invece, punta sulla continuità del suo lavoro da sindaco. si rirpesenta anche l’ex primocittadino, l’avvocato marco libero mangiantini, con una lista che ha il suo cavallo di battaglia nell’ ambiente. domenica e lunedì i cittadini di ponte buggianese saranno alle urne.

La prima volta dei “grillini” Dopo il boom alle elezioni politiche, la lista del Movimento 5 Stelle si è presentata anche a Ponte Buggianese. Sono loro, capitanati dal giovane candidato a sindaco, Sara Stiavelli, la vera incognita di questa tornata elettorale. Ripeteranno gli exploit che hanno avuto a livello nazionale? Oppure primeggeranno sempre le liste tradizionali dei due Galligani? La partita è aperta e meno prevedibile del solito

C A N D I D AT O S I N D A C O

C A N D I D AT O S I N D A C O

Massimo Galligani

Pier Luigi Galligani

Dopo aver corso alle elezioni del 2008 come candidato sindaco per la lista civica “Progetto Ponte”, Galligani, 54 anni, si propone quale leader di “Il Ponte”, la lista che fa riferimento all’area del centro-destra. Nato e vissuto da sempre a Ponte Buggianese, Galligani si è diplomato geometra nel 1978 ed esercita l’attività di libero professionista dal 1981. Già consigliere del collegio provinciale dei geometri dal 1998 al 2004, è stato consigliere comunale dal 2004 al 2007 presso il gruppo dei DS. E’ capogruppo di “Progetto Ponte” dal 2008.

Sindaco uscente di Ponte Buggianese, a 59 anni si ricandida per proseguire il proprio lavoro. Insegnante di materie tecniche presso l’Istituto Agrario di Pescia. Da sempre componente della Commissione di gestione della Biblioteca di Ponte, già Presidente del Comitato per le onoranze ai martiri del Padule di Fucecchio. Ha vinto le elezioni nel 2008 e ha governato il paese fino a oggi. In questi anni ha ricoperto altri incarichi, quale Presidente della Conferenza zonale dell’Istruzione della Valdinievole e Membro del tavolo integrato provinciale.

C A N D I D AT I A L C O N S I G L I O

C A N D I D AT I A L C O N S I G L I O

Patricia Assunta Cardelli, 56 anni, architetto Andrea Marino Cecchi, 42 anni, commerciante Andrea Fanucci, 43 anni, architetto Massimo Anchise Lorenzini, 49 anni, commerciante Leo Mollica, 31 anni, consulente aziendale Andrea Moschini, 26 anni, assicuratore Claudia Pagliai, 36 anni, commerciante Gianluca Parrella, 22 anni, assicuratore Maria Giulia Romani, 34 anni, imprenditrice Mirco Tognarelli, 29 anni, studente lavoratore

Maria Grazia Baldi, 51 anni, Consulente finanziaria Valentina Bellandi, 27 anni, studentessa universitaria Marco Biagini, 24 anni, assicuratore Daniele Bugiani, 54 anni, impiegato presso una farmacia Elisa Buonanno, 38 anni, libero professionista Massimo Caietti, 33 anni, commerciante Enrico Tacito Cardelli, 25 anni, studente universitario Valerio Guidi, 31 anni, ingegnere libero professionista Daniele Lenzi, 38 anni, operatore del terzo settore Nicola Tesi, 41 anni, commerciante


di Andrea Spadoni

“Napolitano-bis,unica via d’uscita Letta? Governo della mediazione” CHI È Roberto Benedetti è vicepresidente del consiglio regionale in Toscana, in forza al Pdl.

#politica

30

Ha votato a Roma per il Presidente della Repubblica. E’ stano nominato grande elettore in quando è stato scelto come uno dei delegati della nostra regione per poter esprimere il voto nella scelta del capo dello Stato.

Nato a Uzzano il 18 dicembre 1950, Roberto Benedetti è il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana. Sposato con Elsa, Benedetti ha due figli, Aldo e Fiamma, per i quali stravede. Laureato in scienze politiche con la prima tesi mai discussa in Italia sull’Msi, negli anni 70 è coordinatore regionale del Fronte della Gioventù. In seguito ricopre incarichi dirigenziali sia nell’Msi che in An. Benedetti

si occupa di ippica. E’ funzionario dell’Unire (Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine), nonché titolare di incarichi internazionali nel settore. E’ stato nominato “Grande elettore” perché, come prevede la Costituzione in occasione dell’elezione del Capo dello Stato, a deputati e senatori si affiancano tre delegati per tutte le Regioni, ad eccezione della Val d’Aosta che effettua una sola nomina.

Cos’è un grande elettore e come viene scelto? “Si chiamano ‘grandi elettori’ coloro cui spetta il compito di eleggere il Presidente della Repubblica. Lo sono i deputati e i senatori, a cui si aggiungono tre delegati per ciascuna delle Regioni italiane, i cui Consigli regionali li eleggono a scrutinio segreto. In Toscana la delegazione era composta da me in rappresentanza dell’opposizione e, per la maggioranza, dal governatore Enrico Rossi e dal presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci”. Nelle sei votazioni quali sono state le sue preferenze? “Ho sempre votato seguendo le indicazioni del Pdl, che ha sempre riunito gli elettori per decidere la posizione da adottare nei diversi passaggi”. Hanno accompagnato molte polemiche le mancate elezioni prima di Marini e poi quella di Prodi. Per due volte il Pd si è mostrato un partito in grave difficoltà. “La mancata elezione di Marini ha dimostrato che con un Pd così spaccato era impossibile trovare accordi che reggessero, mentre quella di Prodi ha segnato un punto di grande crisi nei rapporti fra i due schieramenti perché per noi era un candidato insostenibile. Comunque entrambe le mancate elezioni hanno dimostrato grandissime difficoltà all’interno del Pd”.


stefano rodota’, come presidente della repubblica, avrebbe spaccato il paese e messo in moto meccanismi di grave tensione non solo istituzionale. tra l’altro, facendo due conti, si è scoperto che quello che avevano chiamato “il presidente di tutti”, via internet era stato votato soltanto da 4600 persone.

La cronologia di Andrea Spadoni

Cosa pensa del candidato che era stato fortemente pro-

solo istituzionale. Per inciso, si è poi scoperto che il ‘presidente

Tutti i passaggi che hanno portato alle rielezione di Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica

di tutti’ era in realtà stato votato via internet da poco più di

In questo pezzo, ricostruiamo la giornata cruciale che ha

4.600 persone. Alla faccia della democrazia diretta”.

determinato la rielezione del Presidente della Repubblica

posto dal Movimento 5 Stelle e appoggiato da una parte della sinistra? “Stefano Rodotà Presidente della Repubblica avrebbe spaccato il paese e messo in moto meccanismi di grave tensione non

Pensa che il Pd sia uscito fortemente potenziato con la rielezione di Napolitano?

Giorgio Napolitano. 20 aprile, ore 18.32. E’ appena terminato lo scrutinio, il sesto per l’elezione del Presidente della Repubblica, e il risultato

“Assolutamente no. L’idea di riproporre Napolitano è nata nella

vede una vittoria schiacciante di Giorgio Napolitano, immu-

testa di Silvio Berlusconi per uscire dall’impasse”.

ne ai franchi tiratori. Al sesto scrutinio, appunto, il Presi-

Lei ha votato a favore del Napolitano-bis? E perché?

dente della Repubblica uscente ha intercettato un consenso

“Sì, ho votato a favore del Napolitano-bis perché mi è sembrata, come a tutto il mio partito, l’unica soluzione praticabile e co-

superiore a quello necessario nelle prime tre votazioni. Non era mai accaduto prima d’ora nella storia della Repubblica. Il discatto con gli altri nomi proposti, infatti, è stato netto. Ecco

erente con la nostra situazione politica. Senza questa via d’u-

i voti nel dettaglio: Giorgio Napolitano 738 voti,

scita probabilmente oggi saremmo sempre a Roma a votare”.

Stefano Rodotà 217,

Ci racconta il clima, qualche curiosità, aneddoto delle sue giornate romane?

Sergio De Caprio 8, Massimo D’Alema 4, Romano Prodi 2. Schede Nulle 11 Schede Bianche 10.

“Il clima è stato molto variabile: a momenti di eccitazione si

Il risultato era già netto alle 18.17: Giorgio Napolitano è di

sono susseguiti momenti di tensione e di depressione. L’aned-

nuovo Presidente della Repubblica. Lo scrutinio è la prova

doto più bello è stato quando la Presidente della Camera Laura

dell’ovvio plebiscito per il presidente uscente, i grandi eletto-

Boldrini ha chiesto all’onorevole Alessandra Mussolini di togliere la maglietta con su scritto “Il diavolo veste Prodi” e Alessan-

ri presenti in aula sono esplosi in un grande applauso, quasi liberatorio, quando la quota era 497, qualche voto sotto i 504 necessari.

dra ha risposto: “E’ sicura, Preside’?”

Si profila una maggioranza qualificata, Stefano Rodotà man-

Cosa pensa di questo momento politico dell’Italia, della

tiene il livello di consensi atteso, quello corrispondente ai

scelta di affidare a Letta il governo e della squadra da lui

voti del Movimento Cinque Stelle e di Sinistra e Libertà di

formata?

Nichi Vendola. All’esterno di Montecitorio una folla eterogenea contesta la scelta, per Napolitano (12° presidente della

“Penso che il governo Letta così come è formato rappresenti

Repubblica) è il secondo mandato. Non era mai successo

l’unica soluzione possibile per dare una guida al paese in que-

prima.

sto difficile momento. E’ il governo del buon senso, della me-

Inizio dello spoglio ore 17.47 (sesta votazione). L’esito pa-

diazione, della responsabilità in linea con gli auspici espressi dal Presidente Napolitano nel giorno del giuramento. Vediamo cosa ci riserva il futuro”.

reva scontato, con la conferma di Giorgio Napolitano. Tutti i partiti, ad eccezione di SEL e del Movimento Cinque Stelle, avevano espresso la preferenza per l’uscente Presidente della Repubblica.


Banca di Pescia festeggia i 50 anni insieme ai Soci “I nostri Soci e clienti sono il vero patrimonio della Banca. A noi interessa la loro soddisfazione. Ed è fondamentale essere sempre al loro fianco con correttezza e trasparenza. Tutto il resto viene dopo”. Lo ha detto il presidente della Banca di Pescia Franco Papini di fronte ad oltre 1000 tra Soci e loro familiari riuniti a Lucca, nei locali di LuccaFiere. L’occasione era la cena di gala per i festeggiamenti del 50° compleanno della Banca che nel 1963 aprì ad Alberghi di Pescia il primo sportello. La Banca di Pescia, per la prima volta nella sua storia, ha scelto Lucca come location, in omaggio ad un territorio e ad una comunità che la ospitano da quasi 20 anni e dove oggi è presente con 4 delle 9 filiali. Sono quasi 700, su 2300 circa, i Soci della Banca risiedono in Lucchesia. Una vera e propria festa. Le testimonianze filmate dei Soci più giovani e di quelli che da più lungo tempo sono legati a valori come la fiducia, la mutualità e la concretezza hanno fatto da cornice al lungo elenco di iniziative che la Banca ha avviato

sul territorio. “Lo facciamo nel rispetto della nostra “mission” che non si esaurisce alla sola attività tipica bancaria”, ha detto Papini. “Tra gli obiettivi della Banca di Pescia vi è anche quello di creare valore sociale e culturale a beneficio della comunità locale; in due parole “fabbricare fiducia””. Lo fa attraverso il sostegno economico di tante associazioni o enti, oltre 130 nel 2012, impegnati nella formazione scolastica, in attività sportive, nel recupero di beni architettonici ed artistici e nell’adozione a distanza. Ma anche enti assistenziali o religiosi. Si tratta di una cifra importante: nel triennio 2010/2012 la Banca ha erogato oltre 450mila. I Soci hanno anche approvato il bilancio 2012. Numeri che significano il radicamento della Banca di Pescia sul territorio. Risparmi raccolti presso la clientela, oltre 420 milioni di euro; finanziamenti erogati oltre 275 milioni di euro. Un utile netto che supera il milione e mezzo di euro raggiunto anche grazie al contenimento dei costi operativi.


di Lorenzo Benedetti

Il caso lanciato da “Il Giullare” Dopo il clamoroso caso di Mastromarco, segnalatoci dai cittadini della frazione di Lamporecchio, il nostro cronista Lorenzo Benedetti, ha scoperto che non si trattava di un caso isolato. Anzi, quello delle auto abbandonate in suolo pubblico, sembra essere un problema molto diffuso su tutto il nostro territorio. In questo servizio abbiamo portato alla luce altri quattro nuovi casi in tutto il territorio della Valdinievole. Invitiamo quindi i nostri lettori, i cittadini a segnalarci questi casi, anche mandandoci soltano una email all’indirizzo: info@ilgiullare.com.

Altre quattro auto abbandonate Dov’è: Cerbaia, frazione di Lamporecchio, presso il parcheggio del campo sportivo Modello vettura: Fiat PalioTD 70 SW Assicurazione: scaduta il 21/11/2006

Dov’è: Porciano, frazione di Lamporecchio Modello vettura: Saab 900S Assicurazione: scaduta il 31/1/2008

#ilcaso

34

Ci eravamo lasciati nella scorsa edizione de “Il

Palio giace nel parcheggio del campo sportivo in

Giullare” con il servizio sulla macchina posteggiata

condizioni pietose: ammaccature ovunque, spec-

per oltre dieci anni su suolo pubblico a Mastro-

chietti penzolanti, sportellino della benzina man-

marco, frazione di Lamporecchio, senza che le

cante, un vetro rotto. Assicurazione scaduta nel

forze dell’ordine intervenissero salvo poi rimuover-

2006, cioè 7 anni fa. Attorno all’auto l’erba cre-

la, “casualmente”, mezz’ora dopo il nostro arrivo.

sce mentre il resto dell’area è molto ben curata

Pensavamo che quel singolare caso fosse unico

e abbellita da giochi per bambini e un terreno da

e irripetibile. Ci sbagliavamo. Pochi giorni dopo la

calcio da far invidia a molte società. Un ambiente

pubblicazione dell’articolo, in redazione sono ar-

godibile quindi, rovinato dal relitto della Palio gri-

rivate diverse segnalazioni di automobili che, con

gio. Arrivati a Porciano, non prima di notare una

assicurazione regolarmente scaduta, occupano

decina di pneumatici lasciati da diversi mesi sul

indebitamente suolo pubblico mentre i vigili urba-

ciglio della strada dal quale passerà il prossimo

ni guardano e non agiscono. Siamo riusciti così a

mondiale di ciclismo, la situazione non migliora.

scovarne altre quattro, due piazzate nuovamen-

Si staglia qui un altro veicolo, una Saab, lascia-

te nel comune di Lamporecchio, una a Cerbaia e

to in mano al proprio destino dopo la morte del

l’altra lungo la strada che collega Porciano a San

proprietario. Assicurazione scaduta nel 2008, ruo-

Baronto, e due a Pescia.

te a terra, cerchi pieni di ragnatele e tutt’intorno

Le vetture dimenticate nella terra del brigidino fan-

un panorama da fare invidia a mezze nazioni del

no da indegno contorno a due pezzi di territorio a

mondo, indelebilmente macchiato da questo ferro

loro modo meravigliosi. A Cerbaia infatti, una Fiat

vecchio adagiato ai bordi della carreggiata in una


da mastromarco, a porciano, fino a pescia. le auto abbandonate in valdinievole (anche se secondo noi è un problema diffuso anche fuori dai confini della nostra provincia) si moltiplicano. chiediamo ai comuni di intervenire e di far controllare dalla polizia municipale gli spazi pubblici per rimuovere queste vetture. arrivano continue segnalazioni in redazione.

Dov’è: Pescia, presso il parcheggio della stazione Modello vettura: Rover 1.45P Assicurazione: scaduta il 18/02/2012

Dov’è: Pescia, presso il parcheggio della stazione Modello vettura: Peugeot 306 XR Assicurazione: manca il contrassegno

zona ad alta percorrenza ciclistica. E se qualche

Se tre indizi fanno una prova, cinque formano

sportivo perdesse il controllo della bicicletta e ci

una certezza. Il problema delle auto abbandona-

si scontrasse violentemente, di chi sarebbe la responsabilità? Proseguiamo il nostro tour provinciale, spostan-

te esiste e deve essere risolto. Col tempo queste vanno rovinandosi, accumulano ruggine, possono

doci di pochi chilometri e costatando che la si-

avere benzina all’interno o subire un corto circuito

tuazione non migliora. Stavolta siamo a Pescia, al

improvviso. La rimozione dello scorso mese del

parcheggio della stazione, dove sono ben due le

veicolo di Mastromarco effettuata dai Vigili urbani

auto abbandonate, a pochi metri di distanza l’una dell’altra. Entrambe zeppe di ammaccature e in pessime condizioni. Una Rover verde con taglian-

rappresenta un’ammissione di responsabilità. Per cui sono indiscutibilmente le pubbliche ammini-

do assicurativo scaduto da “appena” un anno e

strazione a dover provvedere alla rimozione. Noi,

l’altra, una Peugeot, che per fugare ogni dubbio

però, non possiamo fare a meno di continuare

non espone nemmeno il contrassegno accanto

a porci domande: possibile continuare a ignora-

al disco orario. Il tutto in un luogo frequentato da

re? Perché nessuno fa contravvenzioni visto che

centinaia di persone che ogni giorno prendono il treno per andare a lavoro o all’università, rischiano di trovare il parcheggio completo e di farsi sonore

le assicurazioni scadute non consento ai veicoli di circolare su suolo pubblico? Aspettiamo, con

camminate per trovarne un altro, mentre due vet-

poca fiducia, risposte credibili. O, e non ci sareb-

ture occupano spazi che non dovrebbe occupare.

be da meravigliarsene, altre segnalazioni.

Manca anche l’assicurazione Un caso clamoroso è quello che abbiamo rilevato a Pescia, nel parcheggio della stazione. Un’auto, una Peugeot 306 è abbandonata senza nemmeno il contrassegno dell’assicurazione. Sarebbe già questa una grave infrazione e invece la vettura è lì incustodita come se niente fosse. Noi de Il Giullare, chi chiediamo: come possono accadere situazioni del genere? Perché i comuni non intervengono?


foto di Chiara Ghilardi

Giusy Buscemi è “Unique” Entusiasmo per il ritorno in città dell’ultima Miss Aspettando il concorso

37 #missitalia

E’ stato veramente un bell’evento, quello organizzato da Matteo Accardo, proprietario del salone di bellezza Unique Hair Spa, all’interno del palazzo del congress. L’idea è stata quella di riportare in città l’ultima Miss Italia, la bellissima Giusy Buscemi che ha mostrato attaccamento a Montecatini: «Questa città è diventata la mia seconda casa – ha affermato – qui ho vissuto emozioni fortissime, indelebili». Oltre al titolare del negozio e ai tanti clienti rimasti felicemente colpiti dalla gradita sopresa, all’aperitivo, si sono presentate tante persone che hanno volute farsi una foto con la reginetta d’Italia. Presente anche il sindaco Giuseppe Bellandi. Matteo Accardo è un imprenditore ambizioso e ha conosciuto Montecatini durante Miss Italia: “Faccio parte dei parrucchieri ufficiali della manifestazione. Arrivato in questa città me ne sono inamorato e ho deciso di investire e aprire questo salone”. Il negozio è molto bello e anche Giusy Buscemi, prima di presentarsi in pubblico si è fatta curare il trucco e il “parrucco” dalle sapienti mani dello staff di Unique.


di Andrea Spadoni foto di Chiara Ghilardi

Il libro di Katia Pasquinelli per conoscere i segreti delle spezie “Non è un’opera di cucina, né di botanica. Piuttosto lo chiamerei un “curiosario” sul mondo delle spezie”. Leggendo lo “Speziario”, infatti, si può sapere tutto su questo universo affascinante. Se ne descrivono le origini, la storia, ma anche il loro utilizzo in cucina e non solo, perché con queste piante meravigliose si possono fare tantissime cose, anche in medicina e nella cosmetica

#ilibro

“Speziario” il libro è 38 edito da Effe451. La grafica e la fotografia è stata curata da Deborah Segantini “Lo sapete che la vaniglia nasce da un fiore molto difficile da impollinare e che gli insetti che riescono a farlo sono solo le cosiddette api melipone, cioè quelle che non hanno il pungiglione? Nel libro - afferma l’autrice Katia Paquinelli - si trovano anche ricette per cocktail, cioccolatini, liquori, tisane e perfino per fare un sapone”

“Universo affascinante, quello delle spezie, fatto di colori, profumi e consistenze conservate in vasetti invitanti. Vecchi barattoli e ampolle di vetro tutte da osservare e girarsi nelle mani, per pregustare la delizia degli altri sensi. Aprire il barattolo della cannella a occhi chiusi, per dare campo libero solo alle narici e lasciarsi trasportare in un viaggio misterioso, attraverso mondi lontani e sconosciuti, al di là dei confini dell’immaginazione”. E’ questo il prologo del libro scritto da Katia Pasquinelli, intilolato “Speziario”, edito da Effe451. L’autrice tiene a precisare: “Non è un libro di cucina, né di botanica, lo chiamerei piuttosto un curiosario sul mondo delle spezie”. Si parla infatti dalla storia, della provenienza, delle curiosità e dell’utilizzo in cucina e non solo, di queste piante meravigliose. “Ho iniziato a interessarmi alle spezie da tempo e mi hanno appassionato per la loro varietà di utilizzi in vari campi: farmaceutico, cosmetico, culinario ecc..Così ho approfondito la ricerca

e ho deciso di raccogliere queste informazioni e scrivere questo libro”. Nello “ Speziario” si descrivono moltissime spezie (Zenzero, curcuma..etc..), alcune conosciute, altre un pò meno, miscele di spezie (Paprika, curry,ecc.), condimenti ed infine notizie su resine e incensi. “Lo sapete, ad esempio, che la vaniglia nasce da un fiore molto difficile da impollinare e che gli insetti che riescono a farlo sono le cosiddette api melipone, che non hanno il pungiglione? Nel libro trovate ricette per cocktail, cioccolatini, liquori, tisane e perfino un sapone”. Sfogliandolo ci cade l’occhio sulla tisana allo zenzero e la buonissima torta al cioccolato alla fava di tonka. Ma nelle duecento pagine che si sfogliano velocemente e con piacere, c’è molto di più. Leggendole, anche voi, resterete di sicuro affascinati dal mondo delle spezie. Il libro è edito da Effe451 , la grafica e la fotografia è stata curata da Deborah Segantini.


Sorrisi e Salute Valerio buongiorno

Medico Odontoiatra Docente clinico presso l’Università di Padova – Reparto di Implantologia

La Parodontite: il trattamento fra mito e realtá

La Parodontite è un’infezione cronica delle gengive causata dai batteri presenti nel tartaro. Nelle persone predisposte tali batteri si accumulano a livello del colletto dei denti e vanno a colpire i tessuti che li proteggono e li tengono attaccati all’osso. Se trascurata l’infezione procede in profondità: nei denti anteriori causa gonfiore e retrazione gengivale; nei denti posteriori i batteri scendono fino all’osso provocando la comparsa di “tasche”, ossia di zone profonde dove i batteri si moltiplicano. Nei casi piu’ gravi si assiste alla completa distruzione dell’osso di supporto dei denti e alla loro conseguente espulsione. Ancora oggi è opinione diffusa che contro la Parodontite ci sia poco da fare, soprattutto se a soffrirne sono stati i propri genitori. Si pensa cioè che la componente “ereditaria” della malattia rappresenti una sorta di condanna a perdere i denti in età precoce. In realtà oggigiorno i problemi gengivali possono essere ben curati se tenuti sotto controllo, ma soprattutto se prevenuti. Per questo motivo è bene farsi visitare regolarmente dal proprio odontoiatra. I sintomi che un paziente può

PRIMA

ALL’AVANGUARDIA. COME SI COMBATTE LA MALATTIA? INNANZITUTTO LA PARODONTITE DEVE ESSERE DIAGNOSTICATA, DOPODICHE’ OCCORRE IMPOSTARE UN CORRETTO PIANO DI AZIONE CHE COINVOLGA IN MANIERA ATTIVA E DIRETTA IL PAZIENTE, POICHE’ LA SUA COLLABORAZIONE E’ FONDAMENTALE PER OTTENERE I RISULTATI PREFISSATI. avere sono: gengive arrossate e gonfie, retratte in tutta la bocca o solo su alcuni denti, gengive che sanguinano quando spazzoliamo i denti o mangiamo cibi duri, alitosi, nei casi più gravi denti mobili e pus. La parodontite puó inoltre aggravare le malattie cardiovascolari, esponendo i pazienti ad un maggior rischio di ictus. Nei pazienti diabetici puó rendere piú difficoltoso il controllo della glicemia nell’arco della giornata. Infine è stato dimostrato che le pazienti affette da parodontite hanno un maggior rischio di infertilitá e di avere parti prematuri. Come si cura? Fondamentale è la collaborazione fra paziente e odontoiatra: il primo migliorerá le manovre di spazzolamento e di pulizia della bocca a casa; il secondo interverrá rimuovendo placca e tartaro sopra e sotto gengiva. Se indicato é possibile ricorrere a terapie di microchirurgia, interventi oggi micro-invasivi e totalmente indolori, finalizzati a rigenerare osso e gengiva, specialmente nei settori più estetici.

DOPO TRATTAMENTO GENGIVALE

DOPO CORONE IN CERAMICA

Via Empolese, 150 – Monsummano Terme

INAUGURAZIONE DOMENICA 2 GIUGNO ORE 18.00

39 #sorrisiesalute

FINO A POCHI ANNI FA LA PARODONTITE O PIORREA ERA UNA MALATTIA DELLE GENGIVE CHE IL PAZIENTE VIVEVA COME UNA CONDANNA A PERDERE I PROPRI DENTI. PER FORTUNA LA RICERCA SCIENTIFICA HA FATTO PASSI DA GIGANTE E HA DATO VITA AD UNA VALIDA METODICA DI DIAGNOSI E DI TRATTAMENTO , OGGI ATTUATA NEGLI STUDI ODONTOIATRICI PIU’


Ristorante San Francisco Corso Roma, 122 Montecatini terme (PT) Telefono 0572 902615

Steak Tartare Negli anni ’70, la Steak tartare era il piatto più richiesto al ristorante San Francisco. Era anche uno dei simboli della Montecatini da bere, quando la città termale era popolata dalle più prestigiose personalità del mondo. A distanza di anni, il maitre del San Francisco, Mariano Secci, già dipendente della storica gestione del ristorante, nel nuovo menù, ha riproposto questo piatto, rispettando la tradizionale e storica ricetta. E a distanza di anni è ancora molto apprezzato.

#piattoricco

40

Da Giugno al Caffè Gambrinus un menù speciale Da giugno, la Steak Tartare del San Francisco e altri piatti del ristorante, li puoi trovare al caffè Gambrinus che presenterà un menù speciale in tutto il periodo estivo.

Ingredienti PER 3 PERSONE 500 gr. di filetto di manzo Prezzemolo 2 tuorli d’uovo 1 cucchiaio di cipolla bianca tagliata fine Capperi Senape

2 gocce di tabasco Worcester sauce 1 cucchiaio di olio d’oliva Sale Pepe Limone

La Ricetta Mettere il sale e la senape in una fondina, aggiungere la Worcester sauce e il tabasco. Girare il composto fino a ottenere una crema uniforme, aggiungere gli altri ingredienti e amalgamare bene. Preparare il filetto di manzo, tagliato al coltello e aggiungerlo alla crema che avete preparato, aggiungere quindi le uova e lavorare bene fino a ottenere una consistenza ideale. Pronta la carne, decorare con il prezzemolo. Si può accompagnare con le patate fritte, verdure, insalata belga.


di Andrea Spadoni

Il miracolo delle bocce di Montecatini e del presidente Moreno Zinanni La squadra biancoceleste è stata promossa in serie A. Unici in Toscana.

#ilmiracolo

L’ex presidente della squadra di calcio del Montecatini, ha vinto un’altra sfida. Ha costruito una squadra dal nulla 42 e l’ha portata in serie A. La bella favola delle bocce biancocelesti, una delle poche facce che sorridono in città. “Ringraziamo tutti quelli che ci sono stati vicino, in particolare il Comune”.

Cinque per costruire una squadra dal nulla e condurla, con la propria gestione, alla Serie A. Artefice di questo miracolo sportivo è Moreno Zinanni, 67 anni, presidente della Bocciofila Avis Montecatini, il team termale che ha conquistato il diritto di partecipare al prossimo massimo campionato italiano di bocce, specialità Raffa, diventando la prima squadra toscana a riuscirci. “Quando sono arrivato alla guida della società – racconta – non c’era nessun tesserato. Adesso abbiamo 40 giocatori, di cui 8 in prima squadra, e un pubblico sempre più affezionato, caloroso e numeroso, arrivato a superare i 250 tifosi in occasione dell’ultima partita. La stagione è stata molto dura perché abbiamo affrontato avversari forti, ma dopo 11 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte il nostro cammino non poteva che concludersi col raggiungimento della promozione”. Da uomo di grande esperienza e cultura sportiva dopo gli oltre 30 anni passati nel mondo del calcio e questo quinquennio nelle bocce, Zinanni sa chi fa la differenza in un gruppo vincente: “Ringrazio – dice – chi è stato meno utilizzato perché col

silenzio e il lavoro quotidiano ha permesso che si costruisse un gruppo fantastico, formato da giocatori di livello internazionale”. E il presidente non esagera nell’elogiare le qualità del suo quartetto titolare formato dai già campioni italiani Giacomo Lorenzini e Roberto Signorini, a cui si aggiunge il campione europeo Andrea Rotundo e il pluricampione mondiale Andrea Bagnoli. Una volta agguantato il sogno, Zinanni non ha intenzione di smobilitare, anzi rilancia la sfida: “Non vogliamo essere una semplice comparsa in Serie A. Stiamo già lavorando per rinforzare la rosa e renderla ancora più competitiva. A ottobre partirà il torneo e ci faremo trovare pronti al nuovo appuntamento. Abbiamo grandi stimoli per continuare a percorrere questa ambiziosa squadra, tra cui la consapevolezza di rappresentare la nostra Montecatini. Il sindaco Bellandi, il vicesindaco Rucco, l’assessore allo sport Pucci e tutta la città ci spingono a fare sempre meglio. E noi non vogliamo deludere”.


L’incredibile bellezza dello sport. Quando è pulito e sano.

{

ANTONELLA GRAMIGNA

della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli “ Carta Europea dello Sport [Rodi – 1992]

Incredibile la bellezza dello sport.In discussione, purtrop-

che citano questo gioco è quello del medico greco Ippocrate

po spesso, la sua credibilità.Lo sport appassiona un nu-

che lo elogia e lo consiglia ritenendolo un’attività molto salu-

mero enorme di persone ma non si può nascondere che essa porti con sé anche distorsioni, come le tentazioni della ricerca del successo ad ogni costo, o come l’esasperata

tare. Nel Medioevo questo gioco divenne una vera e propria mania. Si giocava per le strade, sulle piazze, nei castelli. Le

spettacolarizzazione,in cerca di denaro. Eppure esso può es-

bocce affascinarono tutti, nobili e diseredati. E non furono di-

sere, anzi sicuramente lo è, importante per l’educazione, so-

sdegnate dagli ecclesiastici e dalle gentildonne. Gioco antico

prattutto delle generazioni più giovani.Indubbiamente i segnali

e noto , quindi, per permettere di socializzare. Il Movimento

che possono condurre a inscatolare lo sport come “incredi-

di cultura politica e crescita sociale “3generazioni”, appena

bile” , nel senso strettamente letterario di “non credibile”ci sono.I media presentano all’opinione pubblica scandali che sembrano erodere dall’interno quelli che erano i valori cardine

nato, ha dato già evidente segno di sé e dei suoi propositi. Infatti è stato invitato all’interno della manifestazione, in una

della cultura sportiva: il controllo della violenza, la gestione

giornata dedicata alla promozione di questo sport ,perché la

delle emozioni,la parità delle opportunità, la ricerca della per-

linea di pensiero del suo programma sottolinea proprio ome

formance sportiva, il fair play. Ma la pratica sportiva ha molti

la pratica sportiva e , soprattutto, la tramandazione attraverso

meriti,e ha svolto da sempre molteplici funzioni: inclusione sociale, educazione delle masse a uno stile di vita sano, formazione delle giovani generazioni alle regole e ai ruoli sociali adulti. Di recente abbiamo assistito a numerosi casi di atleti

la sinergia tra le tre generazioni, sia basilare.In questo caso, come in altri, sarà il Senior a trasmettere il suo sapere al bambino, un “sapere” fatto di storia e di esperienza.

che hanno poi dovuto restituire titoli e medaglie tra la vergo-

L’attenzione allo sport va inteso come una concreta e inno-

gna e il disonore. Dobbiamo dunque concludere che lo sport

vativa strategia dell’inclusione e si rivolge a soggetti indivi-

oggi abbia perso la sua credibilità o le sue credenziali? Direi

duali e collettivi (anziani, immigrati, disabili, giovani a rischio

di no.Infatti, oggi si assiste a manifestazioni di massa come la Maratona di New York, ma anche al proliferare di gare podistiche e maratonine a carattere locale, che esprimono il bisogno

e tutte quelle aree di popolazione esposte al pericolo della marginalità) non appartenenti al classico sistema della presta-

di una socialità festosa, di una effervescenza collettiva, più

zione agonistica. Lo sport come elemento di socialità, quindi,

che di una competizione tecnico-agonistica. Esistono ancora

e aggregazione delle diverse fasce di età e anche dei territori;

occasioni in cui si recupera il senso di uno sport , per esem-

delle comunità, dei quartieri, piuttosto che all’aperto. Posso-

pio, antico come le Bocce. In questo mese di Maggio nel-

no nascere aggregazioni sociali, interessi condivisi e volontà

la nostra città, Montecatini terme, ha luogo il campionato di bocce presso la Bocciofila, luogo deputato a tale sport. Il gioco delle bocce ha una tradizione antichissima: in Turchia sono

di partecipazione dei cittadini alla gestione che ovviamente, possono solo essere elemento di miglioramento. Un ritorno al

state ritrovate alcune sfere in pietra antenate delle attuali boc-

passato. Ma quello sano e bello fatto di piccole cose come lo

ce, che risalgono al 7.000 A.C. Uno dei primi documenti scritti

sport sa donare.Se fatto con amore e onestà.

43 #benessere

“Si intende per “sport” qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento


di Roberto Grazzini foto di Chiara Ghilardi

“Con il “Faraone”, dalla terza categoria, fino alla serie A” Abbiamo intervistato il direttore sportivo Guglielmo Magrini, memoria del calcio toscano, sia professionistico, sia dilettantistico. E’ stato uno degli artefici della clamorosa scalata prima dell’Unione Valdinievole, poi della Pistoiese fino in serie A. “Quando accettai di lavorare per Marcello Melani, gli dissi: se a Natale sono in testa mi paga, altirmenti ci salutiamo”

#sport

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“Ricordo ancora la prima amichevole della mia Pistoiese, contro l’Arezzo. Il presidente vide che molti giocatori venivano dall’Unione Valdinievole. Mi rimproverò. Ma poi vincemmo 3 a 1 contro una squadra di serie B”.


Ancora oggi, a ottant’anni, Guglielmo Magrini, segue tantissime partite in tutta Italia e prepara schede tecniche per tante società “Mi piace anche seguire anche mio nipote che gioca nel Borgo”.

Se esiste una persona che in tutta la provincia ed oltre, possa incarnare al meglio la figura del direttore sportivo, quella è Gugliemo Magrini. Un archivio vivente ricco di aneddoti, ma soprattutto di come si deve fare calcio. I capelli rasati, gli immancabili jeans e gli occhi furbi che brillano nel rammentare le tante belle imprese e i trucchi escogiati, fanno di questo signore sull’ottantina un ragazzo entusiasta ancora in cerca di emozioni e di vittorie. Le centinaia di relazioni sul tavolo dello studio ne sono la cartacea testimonianza. “Non mi riesce star fermo un attimo – dice - vado a vedere un sacco di pertite e cerco di dare consigli utili a chi me li chiede. Nel calcio ti fai tanti nemici e dei buonissimi amici”. La cosa che colpisce entrando nel suo appartamento in via Boito è la totale assenza di foto riguardanti i suoi trascorsi nei club dove ha operato. “Di me si può dire tutto – dice il diretto interessato – tranne che sia un presenzialista. Non mi sono mai piaciute le foto con le squadre e lo staff. I miei ricordi preferisco tenerli nel cuore. Da lì non andranno mai via”. Non ha un carattere facile il buon Guglielmo ed è il primo ad ammetterlo. Nativo della frazione di Cintolese, da ragazzo prometteva bene tanto da suscitare l’interesse della Lazio. Ma a causa dei già citati problemi caratteriali e pure perché è un po’ scavezzacollo, l’affare tramonta. Si rende ben presto conto che è invece dalla scrivania che riesce a dare il meglio di sé. Una sorta di generale Patton, poco avvezzo al compromesso, che nell’ombra organizza sapienti strategie di mercato, decidendo in prima persona. E se si parla di Magrini, viene spontaneo tirare in ballo Marcello Melani, il “Faraone”, nonché principale artefice del miracolo Pistoiese. Un binomio indissolubile, nato in maniera quasi spigolosa e turbolenta dalla Terza categoria, come racconta lo stesso Magrini. “Venivo da alcune belle annate col Cintolese, e lui, creata l’As Pieve a Nievole, stava già pensando alla idea poi messa in atto dell’Unione Valdinievole. All’inizio rifiutai l’incarico e questo lo indispettì, ma mi fece richiamare. La seconda volta lo sorpresi ancora di più in quanto quando parlammo del mio compenso dissi. “Se a Natale non siamo in testa, non mi dà un soldo e ci salutiamo. Però voglio carta bianca”. Andò bene perché sotto l’albero eravamo primi con parecchi punti di vantaggio e l’assegno, per quei tempi, fu sostanzioso”. Quando Melani prende le redini della Pistoiese, vuole ovviamente Magrini con sé. Lui si fa desiderare, ma accetta. La prima

amichevole viene giocata in notturna a Pistoia, contro l’Arezzo neo promosso in B. “Della nostra rosa non sapeva nulla – confida Magrini - all’entrata in campo si accorse che c’erano tanti ex dell’Unione Valdinievole. Mi fulminò con lo sguardo e mi chiese se ero pazzo. Vincemmo l’amichevole 3-1 e il campionato lo dominammo, umiliando il Siena, grande favorito”. Quindi l’approdo in serie A, le esperienze alla Lucchese ed al Viareggio. Ma direttore sportivi si nasce o si diventa?. “Non vorrei sembrare blasfemo però ci deve essere una sorta di vocazione. E’ un ruolo importante, direi fondamentale, nel complesso mondo del football che devi sapere svolgere con tatto e diplomazia, ma con altrettanta autorità, senza la minima esitazione. Sono qualità dalle quali è impossibile prescindere.” Il colore che ha caratterizzato la sua esistenza professionale è e resterà sempre l’arancione. Le altre sfumature doc sono il biancoceleste del Montecatini e l’azzurro del Borgo. “Ai termali che mi hanno regalato tanto gioie ai tempi d’oro dei semi-professionisti auguro quanto prima di rientrare nel calcio che conta, mentre quanto ha fatto il Borgo negli ultimi anni ha dell’incredibile. Complimenti a Mauro Paganelli e al suo staff”. A proposito del Borgo, da sottolineare che durante la sua brillante permanenza nel club di via Indipendenza, Magrini all’indomani della sconfitta che interruppe una serie utile di oltre cinquanta gare, fece comprare una cesta di branzini per “festeggiare” l’evento. “Era il giusto smodo di sdrammatizzare e per far capire che niente poteva minare le nostre certezze”. In 25 anni di professionismo (oltre ai 35 nei dilettanti) un solo esonero di allenatore. “Anche se i presidenti non la vogliono capire, quando uno squadra stecca le colpe sono della società e solo in parte minore dell’allenatore. E’ un malcostume che purtroppo è impossibile estirpare”. Ultimamente Magrini ha intrapreso un’altra attività gratificante e cioè quella del nonno che porta all’allenamento il nipotino . “Luca gioca nei Pulcini del Borgo e ci mette tanta passione. Io lo porto volentieri al campo poi mi metto in disparte e seguo l’allenamento”. Ciò dà lo spunto per entrare nel discorso sui settori giovanili. “Ormai sono un punto imprescindibile per qualsiasi società di calcio. I club dilettantistici cercano i giovani per il discorso delle quote ed i professionisti per prendere il contributo dalla federazione. Sono merce preziosa che si paga a caro prezzo. Questo però non significa che il livello tecnico del calcio si è elevato. Anzi direi che si è decisamente abbassato. Non per colpa del giovani ma per quanto viene loro insegnato in tante scuole calcio”.


di Diletta Severi

“Ricomincio da Smart anteprima Ecomobility” il secondo Trofeo “Ready to Go” per le scuole.

#aci

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Tra le attività di lancio della nuova edizione di Ecomobility (in programma, il prossimo ottobre a Montecatini Terme), l’Aci Pistoia ha voluto nuovamente coinvolgere – come già avvenuto lo scorso anno – gli istituti superiori del nostro territorio. Il concorso scolastico “Ricomincio da Smart” è, infatti, l’ideale prosecuzione del precedente “Ricomincio da Zero” (primo Trofeo “Ready to Go”) che nel 2012 aveva riscosso un inaspettato successo. Mentre, però, nel passato concorso, Aci Pistoia aveva chiesto ai ragazzi delle scuole di progettare e costruire un ecoveicolo, quest’anno gli istituti partecipanti sono stati impegnati nel rappresentare – mediante un video o un rendering - un’ideale City Smart, ovvero una città intelligente che riesca a conciliare esigenze dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni, anche grazie all’impiego diffuso delle tecnologie più innovative ed, ovviamente, ecosostenibili, senza dimenticare soluzioni semplici, a misura d’uomo, volte a migliorare la qualità della vita. In sintonia con il convegno che aprirà l’edizione 2013 di Ecomobility, dal titolo “Smart City tra moda e realtà”, Aci Pistoia ha chiesto ai ragazzi di mostrare le caratteristiche che, secondo la loro visione, dovrebbero avere le città per poter essere definite smart. I video pervenuti dai sette istituti che hanno aderito al concorso (Istituto Alberghiero “Martini” di Montecatini Terme, Liceo Artistico “Petrocchi” di Pistoia, ITCS “Pacini” di Pistoia, ITTS “Fedi Fermi” di Pistoia, Istituto Professionale Statale “Sismondi Pacinotti” di Pescia, ITIS “Buzzi” di Prato, Istituto Comprensivo “San Marcello Pistoiese” di San Marcello) sono giudicati da una giuria di esperti

(composta da Antonio Breschi, Presidente Aci Pistoia; Rita Palladino, Comandante Polizia Stradale; Marco Bellandi, rappresentante dell’Università degli Studi di Firenze; Luigi Bardelli, Direttore Tvl; Angelo Fragliasso, esperto di comunicazione); il vincitore del secondo Trofeo “Ready to Go” sarà poi ufficialmente proclamato giovedì 30 maggio 2013, in una cerimonia di premiazione che si svolgerà all’Auditorium Melos (Via dei Macelli, 11 a Pistoia), alla presenza di tutti gli istituti partecipanti, le autorità e gli sponsor. “Continua il percorso dell’Aci Pistoia dedicato ai giovani” dichiara il Direttore Aci Pistoia, Pasquale Amoroso. “Un percorso che siamo fieri di sostenere – continua – anche attraverso progetti dedicati alla loro sicurezza. Si inserisce in questo contesto “Ready to Go”, scuole guida di ultima generazione a marchio Aci nonché sponsor dell’evento, che con un innovativo programma, offre agli allievi occasioni teoriche e soprattutto pratiche volte a migliorare la sicurezza al volante, la conoscenza delle manovre in caso di pericolo, la dimestichezza in varie situazioni. Poiché l’attenzione dei giovani verso iniziative ed attività promosse dagli adulti è sempre difficile da conquistare, Aci Pistoia ha deciso di far leva sulla sana competizione e sull’innovazione, stimoli affascinanti per le nuove generazioni. Mi preme aggiungere che il concorso è stato ideato con la collaborazione della Provincia (laboratorio Pistoia Futura) ”. Tutti i video pervenuti saranno, poi, proiettati al convegno di apertura di Ecomobility, ad ottobre 2013, nel salone Storico delle Terme Excelsior di Montecatini Terme.


Tanti auguri ai bellissimi fratellini Michelle e Samuel

Su questa edizione de Il Giullare, pubblichiamo le fotografie di Michelle Donati, che il 6 maggio ha compiuto 2 anni e Samuel Donati che, sempre a maggio, il 25, ne ha compiuti 4. Sono due bambini di una bellezza rara, dolcissimi e che si vogliono un mondo di bene. Per i loro rispettivi compleanni a fare loro gli auguri, sono il babbo Pablo e la mamma Roberta che vogliono lasciano anche un messaggio: “Questi nostri piccoli gioielli, hanno dato ai nostri cuori gioia, amore e voglia di vivere a pieno ogni singolo giorno, facendo il possibile per crescerli al meglio. Buon compleanno tesori�. Tanti auguri anche dai loro nonni Luciano, Daniela, Rosa, Raffaello e gli adorati zii.


Diletta, una amica e una professionista determinante per la crescita de “Il Giullare”. Percorso ricco di soddisfazioni. Era il giugno 2009 ed eravamo presenti entrambi nel giorno in cui si celebrava

L’editore Maurizio Carrara e il direttore responsabile Andrea Spadoni, dopo quattro anni di solida collaborazione, ringraziano e salutano Diletta Severi, colonna portante del giornale che da questo mese non lavorerà più con noi in redazione.

la nascita de “Il Giullare”, il nuovo giornale della Valdinievole. Si comprendeva bene, fin da subito, che l’idea era inte-

zingara, un po’ improvvisata, che facemmo tanti anni fa con la Vally e i nostri rispettivi fidanzati (la mia era una fidanzata) dell’epoca. Ti ho sempre stimata e reputato simpatica. Ed è per questo che, già dalla seconda uscita di questo giornale (oggi siamo al numero 39), sei entrata a far parte di questo gruppo di lavoro. Venne a te l’idea di proporti e io, senza esitare un attimo, ho capito che mi si stava presentando un bella opportunità. Lo stesso non pensavo che la tua presenza potesse diventare così importante per Il Giullare. Sei stata il mio alter

bizioso, ma nemmeno la nostra più fer-

ego femminile (un po’ più carina fisica-

vida immaginazione ci avrebbe portato

mente) per quasi quattro anni e una ot-

a pensare che, di lì a poco, ci saremo

tima spalla per tutte quelle competenze

ritrovati io editore del giornale e Diletta

che hai sempre svolto con rigore e se-

caporedattore. Il percorso professionale

rietà. Poi è successo che il tempo è pas-

che ci ha portato a oggi è stato intenso e

sato, che siamo cresciuti, io invecchiato,

ricco di soddisfazioni. Insieme al diretto-

e che hai deciso di percorrere un’altra

re Andrea Spadoni, Diletta è stata il mo-

strada e non più quella de Il Giullare. Di-

alle sue capacità umane e professionali

#igiullari

da tanti anni. Da quella vacanza un po’

ressante e il progetto stimolante e am-

tore di questo progetto editoriale. Grazie

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Diletta, innanzitutto, sei una mia amica,

ha saputo ricoprire tutti i ruoli all’interno della struttura, dimostrando grande attaccamento al giornale. Per questo

spiace a me e a tutti, ma sicuramente la vita, sia professionale, sia personale, ti potrà riservare solo nuove e belle soddisfazioni. Chiudo, come piace tanto a

la sua assenza si farà sentire. Oggi a lei

te, con un’aforisma: “La condivisione di

va il mio particolare ringraziamento per

una gioia, non la partecipazione al dolo-

tutto quello che ha fatto e un grande in

re, fa di un uomo un vero amico”.

bocca al lupo per i suoi progetti futuri.

(F.Nietzsche). Buona fortuna Dile.

Maurizio Carrara

Andrea Spadoni

Cinque nuovi “Giullari” per iniziare a scrivere il nostro futuro A giugno il magazine diventa network: web, eventi e comunicazione Dopo quattro anni c’è aria di cambiamento nello staff de Il Giullare. In questo numero hanno messo la firma ai loro lavoro, nuove forze che sicuramente rappresentare il futuro del giornale, ma non solo. Perché Il Giullare a breve diventerà un vero e proprio network: magazine, quotidiano online, realizzazione di grandi eventi e agenzia di comunicazione. Oltre a questi tre nuovi collaboratori, le novità sono rappresentate anche da Giulia Nannini (già presente sullo scorso numero) con la sua rubrica “Rossetto e Cioccolato” e Alberto Scarsi, in giro per il mondo a cercare storie. Marco Mungai, studente, ha curato il servizio sugli stranieri e l’integrazione raccontando le storie di Haja e Antonion.

Chiara Ghilardi, studentessa, ha realizzato numerosi servizi fotografici in questo numero. Sia per gli eventi, sia per le aziende.

Martina Frosini, studentessa e fotografa professionista ha curato il servizio fotografico di Haja e Antonion.


{ PER CONTATTARE I NOSTRI ESPERTI e-mail : lucanapoli.psicoumanitas@gmail.com Telefono 0573 1941263 Pistoia - Via nazario Sauro 9 Montecatini Terme - Via Ugo Foscolo 8/10 (c/o Farmacia Asciotti) Firenze - P.zza San Lorenzo, 1

LA LETTERA

L’ E S P E R T O

“Nostro figlio è un disastro e ha dei comportamenti aggressivi a scuola”

“Si deve distinguere un disturbo da comportamenti provocatori isolati”

Caro Dottore,

Cari genitori,

siamo due genitori preoccupati, nostro figlio L. di 10 anni a

la presenza di un disturbo comportamentale nei bambini è spesso

scuola è un disastro, si muove continuamente, si distrae, litiga

difficile da distinguere rispetto a manifestazioni normalmente pre-

con i compagni, risponde alle maestre e siamo stati convocati

senti in un bambino prepotente o in un ragazzo ribelle; comporta-

ripetutamente a scuola a causa dei suoi comportamenti ag-

menti provocatori isolati e transitori possono infatti manifestarsi in

gressivi. Purtroppo la situazione a casa non è migliore, non ci

bambini e ragazzi sani, in diversi momenti evolutivi della loro vita.

ascolta, si ribella in maniera esagerata ad ogni rimprovero, assume atteggiamenti strafottenti e ci sfida continuamente. Le chiediamo come ci possiamo muovere, se ci dobbiamo preoccupare, perchè abbiamo la sensazione che i bambini della sua età non si comportino così, ci sentiamo spesso soli e incapaci di capirlo e aiutarlo. Vorremmo veramente sapere come agire nella maniera più adeguata. Grazie per l’attenzione e per i suggerimenti che vorrete darci.

Tali comportamenti sono spesso espressione di bisogni emotivi insoddisfatti, ricerca di attenzione, difficoltà di integrazione e, talvolta, espressione di tensioni familiari che i bambini non riescono ad esprimere a parole. Il comportamento diventa quindi un modo che il bambino usa per chiedere l’aiuto e l’interesse dell’adulto. In questo senso è consigliabile non negare ma accettare il comportamento e le emozioni del bambino, rassicurandolo anzichè minimizzare, ridicolizzare o bloccare le sue manifestazioni. Quello di cui un bambino ha bisogno in questi momenti è infatti la possibilità di trovare un adulto capace di accogliere, accettare le sue emozioni - sia quelle positive che quelle negative - e che, anzichè insistere sull’errore, lo aiuti a dare parole a quello che vive. Rispetto a questo, il nostro gruppo di lavoro Psicoumanitas, si occupa di organizzare incontri di gruppo e consulenze individuali sia per insegnanti che per genitori. All’interno del gruppo di lavoro è presente un equipe che si occupa di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), Disturbi della condotta (ADHD) e della gestione di ‘Casi Difficili’, collaborando con alcune scuole del territorio.

#psicoumanitas

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I vostri istanti Uno spazio dedicato alle vostre foto

INFO@ILGIULLARE.COM

Il nostro direttore immortalato da uno scatto di Martina Frosini al PalaCarrara di Pistoia, durante un servizio per il giornale. Visto il banner pubblicitario presente al palazzetto, ha deciso di farsi fotografare.

Fatti una foto con “Il Giullare” e partecipa al concorso #instagiullare

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Instagiullare racconta noi e voi, attraverso un momento. Un’istantanea. Fotografatevi con la vostra rivista preferita, mentre la leggete o quando ve la portate a lavoro, in ufficio o in casa vostra. Dove e come volete voi, e subito dopo, taggatevi sulla nostra pagina uffi-

VIP watching

ciale, su Facebook, oppure inviateci le immagini all’indirizzo mail: info@ilgiullare.com. Ma potete anche fare più velocemente: pubblicate la vostra foto su Instagram con l’hashtag #IlGiullare. Le migliori immagini saranno pubblicate, ogni mese, sul giornale.

Quando i Vip arrivano nella nostra provincia non possono sfuggire all’obiettivo de Il Giullare

Sorpresa alla Cascina di Montecatini Arriva il bomber del Milan e della nazionale Super Mario Balotelli Tanti tifosi alla ricerca del campione Sorpresa lunedì scorso a Montecatini, quando, la sera, alla Cascina, elegante ristorante del centro, si è presentato il bomber del Milan, Super Mario Balotelli. Il centravanti della nazionale italiana di calcio, si è fermato in città, dopo la partita di domenica a Siena, valida per l’ultima giornata di campionato per i rossoneri. Ha cenato alla Cascina insieme ad alcuni amici ed è stato servito sapientemente da Giacomo Cardelli e dal suo staff. Nella foto, vediamo Andrea Bonelli, gli altri dipendenti della Casina e il titolare Giacomo Cardelli. In mezzo, lui: Super Mario Balotelli.


TORNO CON UN AMICO  

Il Giullare - n.39

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