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www.gazzetta.it venerdì 23 settembre 2011 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 026339 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB M LANO

ITALIA

anno 115 ­ Numero n Anno 224

MILAN PER Il BRASILIANO SI TRATTA DELL’ UNDICESIMO K.O. IN 2 ANNI

TURNOVER DOPO IL LUNGO STOP, CONTE RITROVA L’ATTACCANTE

Un mese senza Pato Via libera al Faraone

Juve, scatta l’ora di Quagliarella e Elia

Già undici infortunati: ma ora è sbocciato El Shaarawy

A Catania probabile il debutto dell’italiano e dell’olandese

DELLA VALLE E PASOTTO ALLE PAGINE 8­9

3 El Shaarawy, 18 anni: contro l’Udinese, primo gol rossonero

GRAZIANO A PAGINA 10

3 Fabio Quagliarella, 28 anni, seconda stagione in bianconero LAPRESSE IL POSTICIPO LE GRANDI IN CRISI

Anche la Roma non decolla Pari col Siena Giallorossi senza vittorie e alla fine fischiati. Apre Osvaldo, Vitiello realizza l’1­1 nel finale CATAPANO, CECCHINI, PUGLIESE A PAGINA 12

NOVITA’ DAL 2 OTTOBRE IN SERIE A

Tv negli stadi: display coi gol da tutti i campi CAPONE E IARIA A PAGINA 21

Le interviste Ieri primo allenamento del nuovo tecnico: «Ricordiamo che questa squadra è nata per vincere»

PAZZINI E SNEIJDER AL CENTRO DEL PROGETTO DIFESA A QUATTRO CENTROCAMPO A ROMBO POSSIBILE SORPRESA: IL RITORNO DI MUNTARI INIZIATIVE DA OGGI A € 10,99

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BONGIOVANNI ALLE PAGINE 38­39

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

Guai in vista per Zarate. Gli schemi di Ranieri prevedono che i giocatori si passino la palla fra di loro.

CECCHINI, CENITI, DALLA VITE, ELEFANTE DA PAGINA 2 A PAGINA 6

3 Claudio Ranieri e Beppe Baresi IMAGE SPORT

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PARLA MALESANI

«Genoa primo con qualità forza e lavoro» GRIMALDI A PAGINA 16

3 Alberto Malesani, 57 anni, primo al Genoa PARLA DENIS

«Dieta e reti: con l’Atalanta sono rinato» VELLUZZI A PAGINA 18

3 German Denis, 30 anni, primo a Bergamo

PALLAVOLO DONNE A MONZA E BUSTO

SPORTWEEK L’INCHIESTA

Italia, parte con la Croazia la caccia all’Europeo

Domani in edicola a € 1,50 con la Gazzetta

PASINI A PAGINA 37

Cellino e gli altri Presidenti rock’n’gol


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

PRIMO PIANO

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RANIERI DAY

Dalla colazione con Moratti all’allenamento alla Pinetina, il primo giorno ufficiale di Claudio Ranieri sulla panchina dell’Inter

S 10.00 L’ora in cui Ranieri raggiunge Moratti a casa sua per colazione

L’alba del pian Claudio Ranieri, 59 anni, spiega un movimento ai giocatori dell’Inter durante il primo allenamento alla Pinetina

S 11.10 Ranieri arriva in sede per firmare il contratto biennale

S 12.08 Arriva anche l’ufficialità, con la comunicazione da parte del club

S 17.00 Ranieri arriva alla Pinetina: le prime parole a Inter Channel e poi subito a dirigere il suo primo allenamento

S 18.40 Ranieri termina la seduta: la sua «prima» ad Appiano Gentile è ok

«Inter, ricordati che sei nata per vincere» Il neo allenatore fa colazione a casa Moratti poi parla alla squadra: «Se troveremo il feeling giusto, faremo belle cose» A casa-Moratti Giacca blu e ca-

DAL NOSTRO INVIATO

MATTEO DALLA VITE APPIANO GENTILE (Como)

E’ un fatto genetico. E poche storie. «L’Inter è in un momento no. Ci sono stati infortuni e malasorte, ma sono convinto che questa squadra abbia il dna per tornare a vincere e a credere in se stessa. Credo che ci siano diversi tipi di allenatori: io sono uno che non crede in un sistema di gioco vincente ma in giocatori vincenti, nel feeling che si crea tra allenatore e giocatori: e se questo feeling si instaura, si può tornare a vincere». Claudio Ranieri ama gli slogan: e «Nati per vincere», qui, è uno slogan sempre di moda.

micia azzurra, Claudio Ranieri entra nel pianeta-Inter di prima mattina, quando un volo da Fiumicino lo fa atterrare a Linate verso le 9,25. Telecamere pronte, sguardo curioso, parole solo a Inter Channel nel primo pomeriggio. Il pianeta-Inter gli riserva subito un incontro che lui definisce «molto affettuoso»: col numero uno Massimo Moratti. «Io e lui - dice al canale tematico del club nerazzurro ci siamo conosciuti quando ancora non era presidente dell’Inter e io mi trovavo a San Siro a vedere un Milan-Inter». Moratti e Ranieri si vedono all’ora del brunch ma la cosiddetta location è particolare: è casa-Moratti, un invito in pieno centro a Milano che sa di investitura pie-

«

Da piccolo cantavo la filastrocca su Sarti, Burgnich e Facchetti...

na, assoluta, colma di significati e aperture. «Un altro ricordo interista - prosegue Ranieri -? Avevo 13-14 anni e canticchiavo «Sarti, Burgnich, Facchetti...», impossibile da dimenticare... Comunque è con molto orgoglio che mi trovo qui, sono stato felicissimo della chiamata del presidente Moratti». Ragazzi, siamo forti Il suo arrivo negli uffici che vedono la fir-

ma sul contratto biennale è verso le 11: Ranieri è nello studio del vicepresidente Rinaldo Ghelfi (presenti anche Branca e l’avvocato Capellini) dal quale esce due orette dopo. Accompagnato dai suoi 4 collaboratori, il tecnico dell’Inter va verso l’Hotel Melia, pranzo veloce, e verso le 14 eccolo entrare ad Appiano Gentile: il suo primo approccio con la struttura tecnica dell’Inter è fatto di strette di mano e conoscenze, un saluto anche ai giocatori infortunati, quattro chiacchiere col capitano, Javier Zanetti, e poi ecco il discorso semplice ma efficace a tutta la squadra. «Se troveremo subito il feeling giusto - ecco il saluto alla squadra di Claudio Ranieri negli spogliatoi - torneremo a vince-

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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eta di Ranieri AD APPIANO IL NUOVO CORSO 1

I NUMERI

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i trofei vinti da Ranieri in carriera: due coppe nazionali (Italia 1996 e Spagna 1999), una supercoppa italiana (1996) e una europea (2004)

Difesa a quattro, Sneijder, Pazzini e l’idea Muntari

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Le squadre allenate, dalla Vigor Lamezia in D nel 1986-87 fino all’Inter. Esperienze anche all’estero, Chelsea, Atletico Madrid e due volte Valencia

Il tecnico pensa al 4-3-1-2, Wes trequartista E sul campo grida: «Guardatevi, parlatevi!» DAL NOSTRO INVIATO

APPIANO GENTILE

re. Siete una squadra forte, non scordatelo».

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Parliamoci molto Ranieri è

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sale Sulley E le idee chiare - trasformabili poi oggi in base all’ultimo allenamento prima di Bologna-Inter - dicono che la difesa torna a quattro: Nagatomo a destra, Chivu a sinistra, Lucio e Samuel centrali. E in mezzo? Mancano uomini, perché Stankovic e Thiago Motta non sono disponibili, Obi e Alvarez verranno testati per bene nei prossimi giorni, quindi bisogna affidarsi ai più esperti: ci sono Cambiasso nel suo ruolo naturale di perno basso del rombo, Zanetti a destra e Resurrection-Muntari da interno sinistro. Il rombo, ovvio, si conclude con Wesley Sneijder sulla trequarti: l’Aggiustatore Ranieri mette i pezzi del puzzle al posto giusto. Pazzo-Forlan «Bella tesa quella

1 La nuova maglietta di benvenuto dei tifosi 2 L’arrivo di Ranieri ad Appiano Gentile INTER.IT 3 Colloquio con il team manager Butti INTER.IT 4 Il primo allenamento del nuovo corso INFOPHOTO

43,2

Tutti gridano «Wes! Wes!», perché Sneijder - unica luce con Gasperini - viene sempre cercato dai compagni come la fonte dell’oro. Claudio Ranieri lo guarda e lo mette dove deve stare: sulla trequarti. L’aveva detto e lo fa nella prima mini-partitella con i titolari in casacca verde mischiati con chi titolare non sarà. «Guardatevi! Parlatevi!» ripete due o tre volte il tecnico dell’Inter: vuole condivisione totale. E rilancio assoluto. Per questo ha già le idee chiare.

palla, datela al momento giusto!»: Ranieri è attorniato dal suo staff - più Baresi, Bernazzani e Rapetti, mentre il preparatore dei portieri Nista non c’è

La percentuale di vittorie in carriera di Ranieri: su 500 partite, ne ha vinte 216, pareggiate 165 e perse 119

L’ANTI BOLOGNA

Wesley Sneijder e Giampaolo Pazzini, 27 anni, si allenano BOZZANI

più - e dà indicazioni ai giocatori mentre la partitella prosegue. Gol, palo, i giocatori che si arrabbiano davanti ad occasioni mancate, situazioni da rete da una parte e dall’altra, e nel settore dei probabili titolari ci sono Pazzini e Forlan: ad ora dovrebbero essere loro a guidare l’attacco al Bologna. Petto in fuori, braccia dietro Il

primo allenamento di Ranieri nasce alle 17,15, quando - dopo il colloquio avuto con la squadra - uno alla volta arrivano i giocatori sul campo (Lucio e Caldirola per ultimi e correndo). Ranieri li aspetta con la posa di sempre: petto in fuori, schiena dritta e le braccia dietro la schiena. Non parla tanto, frasi secche e molta, molta osservazione.

Sorrisi Ranieri racconta ai gio-

catori cosa si farà nel primissimo giorno di scuola: ripresenta i suoi collaboratori e affida la squadra nelle mani del preparatore atletico Capanna: corsette, scivolamenti laterali, Muntari e Chivu danno calcetti a un pallone volante, Sneijder saluta due amici, ci sono il d.s. Ausilio e l’avvocato Capellini (il d.t. Branca è stato bloccato da impegni personali), la gente fuori da Appiano è tanta mentre Maicon e Stankovic lavorano a parte e i portieri sono col preparatore Pellizzaro su un altro campo. Il primo allenamento dell’Era-Ranieri dura circa un’ora e mezza. Con Pazzini e Wes che sembrano... rinati. m.d.v. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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pronto a presentarsi oggi urbi et orbi: comincia il suo campionato con l’Inter contro il Bologna (come fece Benitez), parte da due-tre presupposti. «Il primo intervento - ha detto alla Rai -? Penso che bisognerà parlare molto con la squadra, l’aspetto mentale è quello più importante. L’Inter è una grande squadra, bisogna cambiare marcia dopo questa falsa partenza. I giocatori ci sono e abbiamo tutto per risollevare la squadra. Difesa a quattro? Sapete che per me tutti i sistemi sono vincenti, ma se l’Inter ha sempre giocato in un modo ci sarà un motivo. Obiettivo? Non mi piace promettere, voglio il massimo da questi ragazzi che hanno tanto da dare». Questa mattina Ranieri terrà il suo secondo allenamento e nel pomeriggio la squadra viaggerà verso Bologna. Ah, nel frattempo l’interista Fiorello si «traveste» ancora da Gasperini e lancia la gufata a Ranieri stesso: «Vincerà di sicuro!». Parodie o no, l’Inter deve apparecchiare il proprio Dna. Poi, si vedrà. (ha collaborato Matteo Brega)

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VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011


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PRIMO PIANO FRANCESCO CENITI fceniti@gazzetta.it

C’è un filo nero che non unisce Claudio Ranieri e Luciano Moggi. E’ una storia che affonda le radici agli inizi degli anni Novanta. Una storia mai raccontata, ma che spiega come mai la Juve del dopo Calciopoli una volta riconquistata la Serie A abbia pensato proprio a Ranieri. E’ una storia che serve soprattutto ai tifosi più giovani (interisti, ma non solo), «cresciuti» nel mito di Mourinho. Per loro Ranieri è un «nemico» perché si è battuto come un leone anche su un terreno non amato (quello dialettico) per far vincere la propria squadra contro Mou. E se non fosse stato per Pazzini, ora diventato un suo giocatore, ci sarebbe anche riuscito. Lo sgarbo Adesso, dopo l’estate

rovente della diatriba sullo scudetto revocato e dell’orgoglio di un popolo (quello bianconero) che nella quasi totalità non ha mai digerito la presa di distanza fatta nel 2006 dalla Juve nei confronti della Triade, agli interisti che dibattono se «contestare o meno il Ranieri bianconero e anti Mou» potrebbe interessare conoscere i risvolti di una storia che lo ha portato sulla lista nera di Moggi. Tutto ha inizio nel 1991: Moggi lascia il Napoli e va al Torino. Sulla panchina dei campani arriva il «giovane» Ranieri. Un giorno nel ritiro il tecnico si ritrova un gruppo di giocatori non richiesti. Dalla dirigenza gli fanno sapere «li manda Luciano...». Con molto garbo li rimanda indietro. L’anno successivo (dopo un ottimo quarto posto) alle prime difficoltà arriva l’esonero. Agli amici confessa: «C’è chi decide a distanza il destino degli altri». La Gea non esiste ancora, eppure Ranieri sceglie la stagione successiva di andare a Firenze. Quanto di più lontano ci possa essere dal mondo Juve, dove è approdato Moggi. La rottura A Firenze rimane 4 anni. Nel 1997 un altro episodio particolare. Ranieri ha due squadre del cuore: la Roma e il Catanzaro. I suoi amici di sempre sono gli ex giocatori della squadra calabrese. Lui si è sempre considerato il «più fortunato». Ecco perché decide di andare a parlare con un dirigente toscano della Figc quando senza motivo a uno dei «compagni» viene revocato il contratto da osservatore federale. Dall’altra parte della scrivania trova Innocenzo Mazzini che lo irride, facendogli capire che la sua richiesta sarà cestinata per ovvi motivi. Ranieri confesserà anni dopo: «Sono uscito nauseato dall’incontro». Sarà un caso, ma

Ranieri disse no a Moggi E per allenare andò all’estero Il tecnico dell’Inter nemico dell’ex d.g. della Juve. Dopo Calciopoli fu scelto anche per questo dai bianconeri

IL NUOVO STAFF NERAZZURRO

y Dal cognato

I SUOI UOMINI

Nella foto in alto, Ranieri (secondo da sinistra) e Beppe Baresi (quinto da sinistra). Ai lati dell’allenatore l’assistente Bernazzani e il preparatore Rapetti. Cerchiate in foto due delle novità BENETTI Vice allenatore, cognato del tecnico Claudio Ranieri, 59 anni PHOTOVIEWS

chiuso il ciclo Fiorentina va all’estero. Sarà un altro caso ma nel frattempo gli unici contatti italiani nel mondo del calcio li ha con i «vecchi» del Catanzaro: Spelta, Braca, Palanca, Silipo, Banelli e l’ex portiere Pellizzaro che nel frattempo entra a far parte del suo staff. Ogni estate Ranieri scende in Calabria (la moglie è catanzarese), stessa spiaggia: Caminia, dalle parti di Soverato. E sulla sua barca si ricompone un pezzo di Catanzaro, con le famiglie. L’illusione Nel frattempo, però, è finito nella lista nera. Nel 2005 il Valencia lo esonera. In Italia nessuno lo chiama per oltre 2 anni. Poi, dopo Calciopoli il Parma lo rimette in pista. Il resto è storia recente. La nuova dirigenza della Juve lo sceglie anche perché «lontano da Moggi». L’idea era restituire ai bianconeri lo stile caro a Boniperti. Le cose sono andate in modo molto diverso. Ranieri all’Inter avrà un motivo in più per arrivare in classifica prima della Vecchia Signora. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Moggi, 74 anni SCOLPINI

ALLA PINETINA

Inviati dell’antidoping-Uefa Normali controlli a sorpresa Sono le cinque meno un quarto quando fuori dai cancelli di Appiano Gentile è pieno di tifosi, i giocatori arrivano a intervalli irregolari e quando a un certo punto si presenta una macchina con due signori. «Siamo del controllo antidoping della Uefa». Sono i controlli a sorpresa che vengono fatti, senza preavviso, ad ogni squadra europea. E ieri è toccato all’Inter ricevere la visita degli inviati di Nyon.

BRASILE

Lucio, niente nazionale Menezes non lo convoca Brasile senza Lucio per le amichevoli contro Costa Rica e Messico (7 e 11 ottobre a San José e Torrein). Menezes ha deciso di lasciare a casa il centrale nerazzurro, ultimamente non apparso in forma smagliante. Presenti invece Julio Cesar e Thiago Silva, tornano il portiere della Fiorentina Neto e soprattutto Hernanes, escluso negli ultimi impegni dopo il rosso contro la Francia. Presente anche l’ex Milan Ronaldinho.

DAMIANO Tattico francese, prepara i video per analizzare le gare Completano lo staff CAPANNA Preparatore atletico, Cronometro d’Oro nel 2010 PELLIZZARO Allenatore dei portieri, amico e compagno di Ranieri fin dai tempi del Catanzaro

all’ex compagno: la sua squadra A Napoli consigliò a Ferlaino: «Non prenda Benetti, siamo parenti». Con Pellizzaro giocò a Catanzaro MASSIMO CECCHINI ROMA

I quattro evangelisti del Verbo di Claudio Ranieri hanno lunga storia e spalle larghe. Li presentiamo in rigoso ordine alfabetico: Paolo Benetti (il vice), Riccardo Capanna (il preparatore atletico), Christian Damiano (il tattico), Giorgio Pellizzaro (l’allenatore dei portieri). Cognati & Cronometri Il poker

di cervelli ha in comune l’essere schivi, refrattari alle scorciatoie. Di Paolo Benetti, per esempio, si racconta questo aneddoto: nel periodo in cui Ranieri era allenatore del Napoli, il presidente Corrado Ferlaino aveva deciso di prendere sul mercato uno stopper che aveva fatto una buona esperienza nell’Ascoli, ma il tecnico lo fermò: «Meglio di no. È mio cognato, abbiamo sposato due sorelle...». Nel suo mondo, invece, Riccardo Capanna è sempre in vetrina. Sui suoi libri di testo è cresciuta una generazione di preparatori, che tuttora però lui riesce a sorprendere con lavori ed esercizi (raccontano) assai diversi da quelli degli altri. Migliori o peggiori? La questio-

ne è aperta. È un fatto, però, che nel 2010 il professore ha vinto il Cronometro d’Oro come miglior preparatore d’Italia. Christian & Giorgio Più recente

(dai tempi del Parma) invece è il rapporto di Ranieri con il francese Christian Damiano, considerato il «numero uno dei numeri due». Grande amico di Arrigo Sacchi e Marcello Lippi, grazie al suo lavoro nel settore giovanile della Federazione (INF) e poi da vice di Jacquet (campione del Mondo), di Houllier e di Lemerre, è considerato una istituzione, avendo visto crescere tutta la generazione di Zidane, Trezeguet, Henry, Gallas, Anelka e via dicendo. Ultimamente era stato contattato per divenire allenatore del Bordeaux poi per fare il commissario tecnico dell’Algeria, ma ha sempre rifiutato. Utilizzando una sofisticata banca dati, è l’uomo della tattica, quello che prepara i video che verranno mostrati ai giocatori prima delle partite. Come vice ha lavorato anche in Inghilterra, nel Liverpool e nel Fulham insieme a Tigana. Per la porta Ai portieri invece

penserà Giorgio Pellizzaro, prima compagno di squadra e poi amico del nuovo allenatore nerazzurro fin dai tempi del Catanzaro, uno che ha alle spalle 243 presenze fra serie A e B. Anche lui bravo e con una caratteristica fondamentale e caratteristica di tutto il quartetto: la fedeltà. Di questi tempi, merce più rara di quanto si pensi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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PRIMO PIANO

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«Esperienza, buon senso Ecco perché Ranieri»

I SUOI TECNICI 1994-95 Bianchi 1995-96 Bianchi, Suarez, Hodgson 1996-97 Hodgson, Castellini 1997-98 Simoni 1998-99 Simoni, Lucescu, Castellini, Hodgson 1999-2000 Lippi 2000-01 Lippi, Tardelli 2001-02 Cuper 2002-03 Cuper 2003-04 Cuper, Verdelli, Zaccheroni 2004-05 Mancini 2005-06 Mancini 2006-07 Mancini 2007-08 Mancini 2008-09 Mourinho 2009-10 Mourinho 2010-11 Benitez, Leonardo 2011-12 Gasperini, Ranieri

Moratti: «Serve rivitalizzare la squadra, in questo momento era lui la scelta migliore. Ma bisogna cominciare a vincere» ANDREA ELEFANTE MILANO

La parola chiave è «buon senso». Quello che, visto dall’osservatorio di Massimo Moratti, aveva fregato Rafa Benitez. Quello che il presidente nerazzurro ha pensato potesse fregare anche Gian Piero Gasperini: temendo non ne avesse più abbastanza, rispetto alle esigenze del momento Inter. Gasperini che, al confronto dello spagnolo, aveva un rapporto migliore con la squadra, il che non gli è bastato a trascinarsela dietro: i giocatori erano anche con lui, ma non sempre capivano quello che chiedeva e perché, disorientati da un’altalena di tentativi tattici che ha finito per trasmettere anche a loro un senso di confusione; dunque non credevano più abbastanza a quello che facevano, dunque in pratica era come se non fossero davvero con lui. Gasperini che come Benitez si stava attorcigliando su convinzioni che lui stesso, la sera di Novara, dunque con colpevole ritardo, ha poi ammesso essere sbagliate. Un tentativo sfortunato Ecco, questo insistere nel portare avanti idee sbagliate non in as-

«Mi spiace per Gasperini, ma abbiamo fatto di tutto perché andasse bene»

Gazzetta.it PER IL 65% DEI LETTORI MOSSA GIUSTA: INTER DI NUOVO DA TITOLO Vero, l’Inter è partita male, ma intorno non sembra essere già spuntata l’ammazzacampionato. Ecco quindi che ci si chiede: con il cambio di guida tecnica l’Inter può tornare in lotta per lo scudetto? I lettori di Gazzetta.it sono fiduciosi: nel sondaggio, su oltre 12mila votanti, il 64,7% è convinto che la mossa di Moratti stavolta sia quella giusta. Per il restante 35,3%, invece, nonostante l’avvento di Ranieri l’Inter, che dopo 3 giornate è già a -6 dalla vetta, non rientrerà in lizza per vincere lo scudetto.

soluto ma dato il momento, e sconfessate dal momento, ha forse ricordato a Moratti il precedente esonero. E lo ha «spaventato», anche nel ricordo di quella decisione di cui probabilmente si era pentito, ma per averla presa troppo tardi. Stavolta il presidente ha fermato il tempo subito. Con rammarico, «perché — ha detto ieri — nei confronti di Gasperini c’è dispiacere». Ma senza rimpianti, «perché il tecnico è sempre stato sostenuto, anche se su qualche giornale solitamente nemico, al riguardo, ho letto qualcosa di molto strumentale. In realtà con lui abbiamo fatto di tutto perché andasse bene: l'ha capito anche lui, ma nel suo tentativo è stato sfortunato». L’ho visto carico E quel «abbiamo fatto di tutto» è stato soprattutto tentare di indirizzare Gasperini verso una sterzata, anche tattica, che da parte sua si è rivelata la «concessione» di un solo giorno (la gara con il Trabzonspor), salvo tornare subito alle antiche convinzioni, che non hanno mai rianimato davvero l’elettrocardiogramma della squadra. Ecco perché Ranieri: per ridargli vita. «In questo momento — spiega Moratti — ciò che serve è soprattutto un allenatore di grande esperienza, e Ranieri lo è: l’ho visto molto carico e mi sembra abbia

le qualità giuste, a cominciare dal buon senso necessario per rivitalizzare la squadra, sia nei singoli che nell'insieme». La classifica piange Ecco perché Moratti, dopo aver puntato su Ranieri e averci parlato («Ci siamo detti cose che restano fra noi due, necessarie perché le cose vadano bene»), dice di essere soddisfatto della scelta: «In questo momento credo sia la migliore». Il presidente dice «in questo momento» un’altra volta. Perché in un momento precedente, meno di tre mesi fa, ne è stata fatta una che si era creduta la migliore, ma si è rivelata «un tentativo sfortunato»: ora serviva qualcuno che sapesse raccogliere i cocci, anche altrui, e farne di nuovo un vaso, e farlo rimettendo quei cocci dove stavano e come stavano: «Sì, la sensazione è che la squadra vada messa a posto seguendo un po' di logica, per farla giocare come aveva fatto negli ultimi anni». E in fretta: «Abbiamo solo un punto in classifica: anche le altre hanno rallentato, è come se il campionato ci stesse aspettando, ma noi dobbiamo comunque cominciare ad andare su. Quindi bisogna cominciare a vincere». Ed è quello che ha fregato Gasperini, anche più di Benitez. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimo Moratti, 66 anni, in campo IMAGE SPORT

GLI AVVERSARI DI DOMANI

Bologna coi cerotti Diamanti e Gillet ko Speranze per il portiere, zoppica invece il fantasista Guaraldi: «Voglio lo spirito di Torino» MICHAEL JOHN LAZZARI BOLOGNA

Rinfrancato nel morale dal pareggio di Torino che ha mosso la classifica, il Bologna si trova davanti un altro esame importante, con l’Inter del neo tecnico Ranieri vogliosa di invertire la rotta delle prime tre giornate. Se il punto conquistato contro la Juventus ha giovato al morale, ha inciso sull’infermeria rossoblù: ieri gli esami a cui si sono sottoposti il portiere Gillet e il fantasista Diamanti hanno dato esito negativo, ma le forti contusioni al ginocchio per il primo e al piede sinistro per il secondo rimangono, ponendoli in serio dubbio per la sfida di domani. A sensazione quasi nulle le possibilità del trequartista, visto che ieri zoppicava visibilmente, mentre per il portiere belga (negativa anche la Tac alla testa) si farà un tentativo in extremis a poche ore dall'inizio del match, altrimenti toccherà ad Agliardi. Carica Difficoltà di formazione a parte, secondo il presidente Guaraldi sarà fondamentale l'atteggiamento mentale con cui il Bologna sfiderà i nerazzurri: «Se scenderemo in cam-

Jean F. Gillet, 32 anni LAPRESSE

po con la grinta e la determinazione di Torino, possiamo fare bene, fermo restando che c'è ancora da lavorare. Ma lo spirito deve essere quello». Sebbene la prevendita della partita visto l’inizio stentato di entrambe le formazioni non sia all'altezza delle ultime stagioni, gli spunti della sfida sono molteplici. Di Vaio è pronto a riprendersi il suo posto da titolare sin dal primo minuto per sfatare un tabù: in maglia rossoblù non ha mai fatto gol all’Inter, mentre Ramirez, elogiato da Bisoli per la gara contro la Juve e appena convocato dall’Uruguay per le prossime sfide contro Bolivia e Paraguay, vorrà mettersi in mostra contro una delle squadre che l'ha corteggiato in estate. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A

identiKit & CARRIERA

v L’ordine di papà e di Allegri El Shaarawy, giù la cresta

Quanti sms Ieri a Milanello tut-

Ha segnato il primo gol a San Siro ma ieri ha dovuto saltare la laurea del fratello: più di 300 sms ricevuti. E domani sarà ancora titolare FABIANA DELLA VALLE MILANO

Il massimo sarebbe stato poter fare un viaggio lampo a Torino per assistere alla laurea del fratello Manuel. Ma Stephan El Shaarawy è abituato alle rinunce che toccano a un calciatore e si è accontentato di far sentire la sua presenza per telefono. Mercoledì Stephan ha segnato il primo gol con la maglia rossonera e ieri mattina era a Milanello come da programma. «Vista la situazione non ci è sembrato opportuno chiedere un permesso — racconta papà Sabri —. Il Milan ha tanti attaccanti infortunati e sabato Stephan potrebbe giocare ancora. Era più giusto che facesse allenamento». Niente consigli El Shaarawy è

un ragazzo con la testa sulle spalle e tutto questo lo sa. Così mercoledì sera dopo la partita ha cenato velocemente con mamma, papà, Manuel e il procuratore Roberto La Florio e poi è andato subito a nanna. I familiari, invece, sono partiti per Torino, dove ieri mattina Ma-

0-1. «Ho capito subito che era agitato — racconta il procuratore La Florio —, nei primi 10 minuti ha sbagliato alcuni palloni facili per uno con le sue qualità. Però l’applauso di San Siro lo ha caricato». ti i compagni lo hanno festeggiato ma l’hanno anche preso in giro, raccomandandogli di non montarsi la testa. Allegri gli ha parlato a lungo, lo ha lodato per l’impegno però ha aggiunto che per migliorare deve allenarsi con più intensità. Stephan ha recepito il messaggio, poi è tornato a casa e ha provato a rispondere a tutti quelli che gli avevano fatto i complimenti: tra mercoledì e ieri gli sono arrivati più di 300 sms di parenti, amici e amiche (non è fidanzato). Domani contro il Cesena El Shaarawy avrà subito un’altra possibilità. Ibrahimovic e Robinho non sono pronti, Pato starà fuori un mese e Inzaghi non ha ancora un’intera partita nelle gam-

«

Stephan è assennato, non ha bisogno di consigli. Che emozione il gol SABRI EL SHAARAWY PAPÀ DI STEPHAN

Stephan El Shaarawy, 18 anni, ha segnato il primo gol con la maglia del Milan all’Udinese FORTE

nuel è diventato dottore in Economia Internazionale. «Manuel ha quasi 5 anni più di Stephan — racconta ancora il papà, che vive con lui a Milano, zona San Siro — sono amici più che fratelli. Sono state due giornate intense e bellissime. Non ci aspettavamo il gol, è stato tutto così improvviso. Però la stra-

da è ancora lunga e mio figlio lo sa. Dopo la partita non gli ho detto nulla: ormai non ha più bisogno di consigli. E’ assennato e sa che deve solo aspettare e fare il suo dovere». Gol liberatorio El Shaarawy ha

aspettato un’estate intera, però appena il caso gli ha concesso un’occasione ha spinto il piede sull’acceleratore e nel se-

condo tempo si è goduto l’urlo di gioia di San Siro. Il gol è stato come il tappo che libera le bollicine: da quel momento in poi il Faraone ha giocato più sciolto. Stephan è abituato a gestire le emozioni, però quando metti piede in campo per la prima volta in uno stadio così è impossibile non sentire il classico vuoto allo stomaco. E poi non era facile entrare sullo

be, quindi salvo recuperi miracolosi il Faraone giocherà titolare accanto a Cassano. Mamma, papà e fratello saranno di nuovo in tribuna a San Siro per applaudirlo e sostenerlo. Così a fine partita potranno festeggiare tutti e quattro la laurea di Manuel. E magari anche un altro gol di Stephan a San Siro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

la tattica

Perché senza Ibra si difende peggio ANDREA SCHIANCHI

gli incursori si preoccupano di ricevere l’assist.

Il dato evidente, rispetto allo scorso campionato, è che il Milan subisce più gol. Se hanno vinto lo scudetto con una media di 0,63 reti incassate a partita (24 in totale), ora i rossoneri sono a una media di 2 gol presi a gara. Ovvio che, in simili situazioni, si punti il dito contro la difesa, le disattenzioni di Nesta e Thiago Silva, le incertezze di Abbiati In realtà c’è un altro elemento da tenere in considerazione: l’assenza di Ibrahimovic. Vi chiederete: come può un attaccante influire sul rendimento difensivo della squadra? Se l’attaccante è Ibrahimovic, la risposta è nel modo in cui i suoi compagni si sistemano sul campo in funzione delle sue caratteristiche. Quando c’è lo svedese il Milan sfrutta spesso l’arma del lancio lungo: palla a Ibra che la protegge, i difensori salgono, i centrocampisti pure e

Sbilanciamento Senza di lui, invece, la squadra di Allegri è costretta ad arrivare vicino alle punte attraverso il rapido fraseggio tra centrocampisti, trequartisti e attaccanti Ciò comporta, inevitabilmente, uno sbilanciamento offensivo del baricentro e, soprattutto, Van Bommel viene spesso lasciato solo in mezzo al campo a fare da barriera. Logico che l’olandese, non proprio un fulmine, sia tagliato fuori dalle ripartenze avversarie (come esempi valgano le scorribande di Napoli e Udinese). La presenza di Ibra è determinante per questo motivo: i tre centrocampisti che Allegri schiera non attaccano lo spazio e restano in posizione: ci pensa Zlatan a creare pericoli agli avversari. Così la squadra è molto più coperta e non subisce il contropiede.

LANCIO LUNGO A ZLATAN

FRASEGGI E MOVIMENTI

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VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

Il Milan si è rotto

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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L’A.D. ROSSONERO

Galliani «Siamo sereni»

UNDICI INFORTUNATI CENTROCAMPO E ATTACCO I REPARTI PIÙ COLPITI

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«Recupereremo gli infortunati e torneremo in alto» MILANO

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Antonini Il mal di denti non è passato. Se non ce la fa per il Cesena, sarà pronto per il Viktoria

Bonera Infrazione a una costola. Rientro probabile per Milan-Viktoria di mercoledì prossimo

Mexes Postumi della lesione al crociato. Gli manca pochissimo per essere pronto

Ambrosini Lussazione spalla destra. Dovrebbe rientrare dopo la sosta per Milan-Palermo

K.P. Boateng Stiramento muscolo obliquo del costato. E’ atteso per Juve-Milan del 2 ottobre

Flamini Crociato anteriore del ginocchio destro. Ne avrà ancora per cinque mesi

Gattuso Paresi sesto nervo ottico. Potrebbe rientrare per Bate-Milan del 1˚ novembre

K. Boateng In seguito a una distorsione è stato operato al menisco. Ne avrà per altre tre settimane

Ibrahimovic Risentimento al muscolo pettineo. Dovrebbe farcela per Milan-Viktoria

Robinho Dolore alla zona inguinale. Dovrebbe rientrare dopo la sosta per Milan-Palermo

Un mese per Pato: 11o ko in 2 anni Salterà almeno 6 partite: oggi per il brasiliano check up completo a Milanello MARCO PASOTTO MILANO

Non sappiamo come l’abbia presa William Garrett, il luminare che lo scorso dicembre lo mise per due giorni sul suo lettino in North Carolina per poi rispedirlo a Milanello con una tabella di lavoro nuova di zecca: fatto sta che il suo illustre paziente l’altra sera c’è ricaduto. Pato, ben che vada, ne avrà per un mese. La diagnosi è «distrazione muscolare al bicipite della coscia destra»: grossomodo lo stesso guaio, nello stesso posto, in cui era incappato lo scorso aprile e che gli aveva procurato problemi già in precedenza. Preoccupazione Dunque il mi-

stero che aleggia intorno alla fragile muscolatura del brasiliano è ben lontano dall’essere stato risolto. Il nuovo stop è una mazzata, soprattutto a livello psicologico: il consulto con il super specialista e una diversa metodologia di allenamento avevano indotto a pensare che finalmente Pato si fosse lasciato i guai alle spalle. Non è così, e Galliani è giustamente sempre più preoccupato. Un anno fa era stato lui a spedirlo in North Carolina per vederci più chiaro, stavolta l’a.d. rossonero sta provando a risolvere il problema fra le mura di Milanello: «Questa mattina (ieri, ndr) ho fatto svolgere un incontro fra allenatore, preparatore atletico e medici — ha detto all’ingresso in Lega — per capire come mai questo ragazzo che nel 2008 e 2009 non ha avuto al-

cun problema, adesso si è fermato per l’ennesimo guaio muscolare». Tradotto: oggi Pato sarà passato al setaccio dallo staff medico del dottor Tavana (che non «conosce» Pato, visto che ha fatto ritorno al Milan quest’anno), soprattutto per capire se, e quanto, il modo di allenarsi e la preparazione sostenuta possano essere messi in relazione con l’infortunio. Lavoro specifico Il tallone d’Achille di Pato sono le cosce. Quasi sempre adduttori o flessori. Quello di ieri è l’ottavo infortunio muscolare da gennaio 2010 in poi. Una cifra enorme cui vanno aggiunti anche tre guai alle caviglie che fanno arrivare il conto totale dei crac a undici. E dire che al ritorno dal consulto negli Usa, sulla base dei risultati era stato stilato un programma di lavoro atletico specifico per migliorare la sua biomeccanica e prevenire gli infortuni. Qualcosa che adesso suona beffardo. Lui stesso si era ripresentato a Milanello carico di fiducia: «Non vedo motivi per far drammi. Credo che questi problemi possano essere messi in relazione con la mia crescita fisica. Da quando sono in Italia ho preso chili e centimetri».

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IL CALVARIO DEL PAPERO

Torneremo in alto «Abbiamo una squadra con 10-12 giocatori in meno — scuote la testa Galliani mentre entra in Lega —. È dura ma passerà. Quindi non parlerei di Milan sfortunato, perché qui non si tratta di fortuna o sfortuna. Il problema riguarda la tante assenze. L’ambiente comunque è sereno e siamo convinti che quando buona parte del giocatori fermi torneranno a disposizione dell’allenatore, rivedremo il solito Milan». La ricetta della serenità citata dal numero due di via Turati si spiega facilmente. «Siamo sereni perché siamo i campioni d’Italia e abbiamo vinto la Supercoppa un mese fa. Recupereremo gli infortunati e ritorneremo dove siamo sempre stati». Molta vaghezza, infine, quando gli viene chiesto un commento su Ranieri alla guida dell’Inter: «Figuratevi se mi metto a commentare le cose dell’Inter. E gli auguri non si fanno, nel calcio non portano bene».

S Pato L’altro ieri sera ennesimo problema muscolare alla coscia destra. Potremmo rivederlo in Milan-Parma del 26 ottobre

Una squadra k.o. Ora l’ennesima ricaduta, che fa ricominciare il lavoro da capo e al tempo stesso toglie ad Allegri un altro attaccante. La dura realtà di questo momento racconta che per domani in avanti non recupererà nessuno. Né Ro-

Preoccupato sì, ma non per la classifica. I pensieri di Adriano Galliani sono tutti rivolti all’infermeria, che in questo periodo scoppia di malati. Una situazione inconsueta per essere solo alla terza giornata di campionato. Era successo anche l’anno scorso, ma si era a metà stagione (e purtroppo a ridosso degli ottavi di Champions). Adesso al Milan non resta che leccarsi le ferite e provare a vincere la prima partita fra campionato e Champions, visto che l’ultimo e unico successo stagionale in gare ufficiali risale alla Supercoppa di agosto.

ANSA-CENTIMETRI

binho, né Ibra. Lo stesso vale per gli altri reparti. L’unico giocatore assente con l’Udinese teoricamente convocabile è Antonini, ma il mal di denti per ora non sta dando tregua.

Al momento alloggia in infermeria un’intera squadra. Undici uomini: tre difensori, quattro centrocampisti e quattro attaccanti. Un autunno difficile.

Thiago convocato Intanto, il c.t. verdeoro Mano Menezes ha diramato la lista dei convocati per le sfide che la Seleçao giocherà contro Messico e Costa Rica nella pausa per le nazionali. Tra i rossoneri compare solo Thiago Silva dal momento che Pato e Robinho sono indisponibili. m.pas. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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EMERGENZA ATTACCO INZAGHI ED EL SHAARAWY NON SONO IN LISTA, ALLEGRI DOVRÀ INVENTARSI QUALCOSA

IN CAMPIONATO

Allarme Champions: c’è solo Cassano

Stop agli abbonamenti Si chiude a quota 30.398, 1.000 più dell’anno scorso

Se Ibra non ce la fa col Viktoria non ci sono altre punte MILANO

Aggrappati ad Antonio Cassano. E’ questa la situazione in cui si troverà il Milan mercoledì prossimo, quando a San Siro si giocherà il secondo turno

di Champions League. Se non riuscirà ad accelerare il recupero di Zlatan Ibrahimovic, Massimiliano Allegri avrà un solo attaccante a disposizione per la gara contro il Viktoria Plzen. Già, perché se in campionato l’emergenza in attacco può essere comunque tamponata con El Shaarawy e Inzaghi, in Europa né Pippo né il Faraone potranno essere utilizzati perché non sono stati inseriti nella lista Champions.

Antonio Cassano, 29 anni FORTE

Di sicuro Allegri non poteva prevedere una tale moria di attaccanti (tre su sei) quando ha deciso di portare solo quattro attaccanti in Coppa. Però in tanti si erano interrogati sull’opportunità di inserire un difensore in meno (Mexes, che al momento è ancora indisponibile) e un attaccante in più (Inzaghi o El Shaarawy). Allegri ha sempre difeso le sue scelte, adesso però si ritrova con tre dei quattro attaccanti che possono giocare in

Europa fuori causa e non avrà neanche Boateng, che all’occorrenza avrebbe potuto fare la punta. In più, il colmo della sfortuna, si è fatto male pure Kingsley Boateng, inserito nella lista B (quella dei giovani). L’unico altro attaccante utilizzabile da Allegri per mercoledì è Comi. Se Ibra non recupererà, Allegri dovrà cambiare modulo o inventarsi qualcosa. f.d.v. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Si è chiusa l’altro ieri con Milan-Udinese la campagna abbonamenti della stagione 2011-12 relativa alle gare di campionato. Il dato finale è 30.398 tessere vendute, per un incasso di 803.579,53 euro. Un dato che rispecchia grossomodo quello dell’anno scorso, quando furono staccati 29.413 abbonamenti. L’abbonamento al campionato dà il diritto a un biglietto omaggio per la gara casalinga degli ottavi di finale di Coppa Italia. Mercoledì prossimo, in occasione di Milan-Viktoria Plsen, si chiuderà anche la campagna dei mini-abbonamenti per la Champions.


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SERIE A

in Vetrina Finora in attacco sono stati utilizzati sei giocatori

LAZIO

Cisse sorride «Siamo sulla strada giusta»

Il capitano

Il centravanti

Genio e sregolatezza

Rendimento sicuro

Sempre più deludente

Un po’ troppo timido

126’, 0 gol

176’, 1 gol

133’, 1 gol

250’, 1 gol

79’, 0 gol

211’, 0 gol

Alessandro Del Piero, 36 anni, finora a secco LAPRESSE

Alessandro Matri, 26 anni, un gol al Siena ANSA

Mirko Vucinic, 27 anni, un gol e un’espulsione ANSA

Simone Pepe, 28 anni, gioca a destra e sinistra LAPRESSE

Milos Krasic, 26 anni, è in crisi da tanto tempo LAPRESSE

Emanuele Giaccherini, 26 anni, deve crescere PEGASO

Quaglia-Elia, tocca a voi La Juve cambia: a Catania probabile debutto per l’italiano e l’olandese DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO VINOVO (Torino)

Juventus bella, convincente, prima in classifica, ma anche con qualche muso lungo. Il «clan degli zero minuti» è infatti di quelli che non passano inosservati. Non hanno ancora fatto il loro esordio in campionato calibri grossi come Elia, Quagliarella, Toni, Estigarribia, nemmeno una panchina per Pazienza, solo spiccioli per Bonucci (una pre-

Ieri in amichevole entrambi sono apparsi in buone condizioni: Conte pronto a inserirli senza, 32’) e Vidal (119’ spalmati in tre gare). Campo «vietato», finora, anche a Storari e Manninger in porta, Motta e Sorensen in difesa, Marrone a centrocampo, Iaquinta (infortunato) in avanti. Antonio Conte ha utilizzato sedici giocatori nelle tre gare ufficiali fin qui disputate, seguendo però una logica chiarissima all’intero spogliatoio. C’è uno spartito tattico preciso da seguire, e nell’orchestra non si entra prima di aver dimostrato massima affidabilità. Di qui, i lenti

oggi le conseguenze di una brutta botta alla coscia destra presa da Bonucci. Particolarmente convincente la prestazione di Eljero Elia, apparso in condizioni fisiche brillanti e parecchio dentro gli schemi di Antonio Conte. Prima a sinistra e poi a destra ha mostrato un passo superiore a quasi tutti i compagni. Sembra obiettivamente maturo l’esordio in campionato del 24enne nazionale olandese.

inserimenti dei vari Elia, Estigarribia e Vidal, tutti arrivati a preparazione ampiamente in corso e con pochi allenamenti nelle gambe rispetto ai pari settore, colpa anche degli impegni delle nazionali. Quagliarella? Ha inizialmente pagato qualche problemino fisico e forse anche psicologico, eredità del grave infortunio al ginocchio destro (rottura del crociato anteriore) subito lo scorso gennaio. Ieri, però, nella partitella di 80’ contro il Lascaris (serie D), ha dimostrato di essere pronto a rompere questo lunghissimo digiuno a livello di gare ufficiali. E che Elia! E’ finita 14-1 contro

la formazione di Pianezza (provincia di Torino). Quagliarella ne ha fatti sei di gol, pokerissimo di Toni, doppietta di Elia e rete di Grosso. Un undici titolare al netto di chi aveva nelle gambe almeno un tempo di Juve-Bologna, una squadra comunque parecchio competitiva, a conferma di una rosa obiettivamente importante: Storari fra i pali; Motta, Sorensen, Bonucci e Grosso in difesa; Pazienza e Vidal (un solo tempo per lui, poi Marrone) in mezzo al campo; Estigarribia ed Elia ali, Toni e Quagliarella punte centrali. Da verificare

Fabio Quagliarella, 28 anni, ed Eljero Elia, 24 LAPRESSE

Verso Catania In ogni modo, la formazione anti-Catania prenderà forma solo questa mattina, quando Conte avrà di nuovo a disposizione il gruppo al completo. Ci sono però buone probabilità che sia Quagliarella sia Elia possano trovare una maglia da titolare, con Krasic e Del Piero (da preservare per il Milan) inizialmente in panchina. Al posto dello squalificato Vucinic (sarà multato) ci sarà Matri, mentre è possibile il rientro di Grosso per De Ceglie. Vidal, in un 4-2-4, resta per ora dietro a Pirlo e Marchisio, non va però ancora scartata l’ipotesi di un 4-1-4-1 con Pirlo davanti alla difesa, Matri riferimento più avanzato, Elia e Krasic esterni e Marchisio-Vidal coppia centrale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MERCATO I BIANCONERI STANNO CERCANDO DI CHIUDERE UN’ALTRA OPERAZIONE

Rhodolfo è sempre più vicino Offerta di 8,5 milioni al San Paolo: a gennaio il brasiliano potrebbe arrivare DAL NOSTRO INVIATO

VINOVO

Juventus e Rhodolfo sono decisamente vicini. Non è ancora fatta, sia chiaro, ma siamo ormai ai dettagli. Il club torinese e il San Paolo non hanno mai interrotto i contatti dopo la frenata di fine agosto. Beppe Marotta e i dirigenti brasiliani hanno continuato a lavorare in vista del mercato di gennaio. L’ultimo rilancio risale a lunedì scorso: messa sul tavolo

un’offerta da 8,5 milioni di euro. Cifra che il San Paolo avrebbe di fatto deciso di accettare, considerato che nel 2011 lo stesso Rhodolfo fu preso dall’Atletico Paranaense per appena due milioni: evidenti i vantaggi anche a livello di bilancio. Luiz Rhodolfo Dini Gaioto, 25enne gigante (193 centimetri) di Bandeirantes, è recentemente entrato nel giro della Seleçao. Assomiglia molto a Lucio per caratteristiche tecniche e fisiche, di certo è da sempre in cima alla lista di Antonio Conte, che anche in difesa pretende piedi buoni e mente veloce. Così Gustavo Sabino, agente di Rhodolfo, a goal.com: «Lavoreremo per garantire che l’affare sia chiuso in qualche modo a gennaio. Stiamo lavorando per convincere il San Paolo ad accettare l’offerta della Ju-

ventus. Abbiamo già un accordo con il club bianconero, Rhodolfo ne è soddisfatto e vuole trasferirsi in Italia».

la scheda

Chiellini e Pepe Un potenziale ri-

Difensore centrale molto alto e tecnico. Da febbraio gioca nel San Paolo

vale in più per Giorgio Chiellini, che però attraverso Twitter si concentra solo sull’attualità e su un pareggio interno con il Bologna che non gli è andato giù: «Peccato per ieri sera — dice l’azzurro —, siamo rimasti tutti con l’amaro in bocca e tanta rabbia dentro. Sarebbe stato bello essere da soli in cima alla classifica... Tutto questo ci dovrà servire domenica a Catania». Anche Simone Pepe sceglie internet per interagire con il popolo bianconero: «Siamo una squadra che ha il cuore, questo è fondamentale!». m.gra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luiz Rhodolfo Dini Gaioto è nato a Bandeirantes (Brasile) l’11 agosto 1986. E’ un difensore centrale molto tecnico, è alto 193 centimetri per 83 chili. Gli piace organizzare la manovra Inizia con l’Atletico Paranaense, club in cui aveva fatto il settore giovanile. Resta in rossonero per cinque anni. A febbraio 2011 il grande salto nel San Paolo, dove si è dimostrato subito affidabile

«E’ stata una vittoria bella e importante per noi. Adesso speriamo di continuare sulla strada intrapresa a Cesena». Djibril Cisse affida a Twitter le sue emozioni dopo la prima vittoria in campionato con la Lazio. Il francese (quattro gol finora con i biancocelesti tra campionato e coppa) a Cesena non è andato a segno, ma è stato ugualmente prezioso (suo l’assist a Klose per il gol vittoria del tedesco). Le sue imprese in Serie A stanno riscuotendo un notevole interesse in Francia, tanto che il c.t. transalpino Blanc potrebbe richiamarlo in nazionale per il doppio impegno che i Blues avranno in ottobre con Albania e Bosnia. Cisse aspetta con una certa ansia e spera che sia di buon auspicio il ritorno in nazionale di Hernanes, che proprio ieri ha appreso di essere stato nuovamente chiamato (dopo sette mesi) dal c.t. del Brasile Menezes per le amichevoli con Costarica e Messico. Intanto il tecnico Reja, dopo giorni di grandi tensioni (tra contestazioni, dimissioni e dichiarazioni roboanti) si gode il momento di relativa tranquillità. Relativa perché continua l’emergenza infortuni. All’elenco che già comprendeva Biava, Mauri e Radu si sono aggiunti Brocchi e Gonzalez. Il primo dovrebbe farcela per domenica, il secondo sicuramente no. Stefano Cieri

VERSO DOMENICA

Che entusiasmo a Catania per la Juve CATANIA Arriva la Juve, Catania si mobilita. Non è una novità, perché da queste parti la Signora ha sempre un fascino inimitabile. Basti dare uno sguardo ai dati della prevendita aggiornati alle 21 di ieri: 9.400 tagliandi staccati, più 9.213 tessere cedute prima dell’inizio della stagione ufficiale. Il conto è presto fatto, la capienza di 20.800 posti, settore ospiti compreso, probabilmente verrà ampliata, sono state sospese tessere omaggio ed entrate di favore come si faceva al cinema quando arrivava il film destinato a diventare campione d’incassi. Il Catania, al di là del prestigio che un match del genere può rappresentare, deve tornare a vincere e quasi certamente sarà chiamato a farlo senza i due ex bianconeri che Montella ha in organico. Legrottaglie ha lavorato ancora a parte, Almiron solo ieri mattina si è ricongiunto al gruppo e spera quanto meno di andare in panchina. Il tecnico rossazzurro ammette: «La Juve, anche senza Vucinic, è una squadra di grandi campioni, ma noi dobbiamo tornare a vincere, dopo gli errori di Genova. Ecco, restiamo più concentrati in modo da evitare di beccare gol stupidi». Lopez è motivatissimo: «Possiamo fare bene con l’aiuto del pubblico». Juve club a parte, sarà un Massimino foderato di rosso e di azzurro. Giovanni Finocchiaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rhodolfo, 25 anni REUTERS


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SERIE A

Daspo al tifoso-schiaffeggiatore Individuato il responsabile della tentata sberla a Di Vaio nel concitato finale di Juve-Bologna ad individuare il folle tifoso juventino. Questione di ore, assicurano le forze dell’ordine, e il protagonista, sarà assicurato alla giustizia, in poche parole denuncia per tentativo di aggressione e Daspo, divieto di frequentare gli stadi, per non meno di 5 anni, il massimo del provvedimento per episodi del genere.

FRANCESCO BRAMARDO TORINO

Non è lo schiaffo del soldato, non vince nessuno in questo caso, se mai perdono tutti, almeno in prestigio ed immagine. Lo schiaffo, meglio il tentativo fortunatamente andato a vuoto, di un tifoso esagitato, era indirizzato a Marco Di Vaio, il giocatore più vicino alla curva Nord in una lite tra bianconeri e rossoblù nei minuti di recupero. Il gesto è passato quasi inosservato a chi occupava lo Juventus Stadium, se non fosse stato immortalato dalle telecamere e dagli scatti fotografici. E dalle telecamere a circuito chiuso della Digos che nella giornata di ieri ha provveduto

L’immagine di Sky che inchioda il responsabile del brutto gesto

Severità «Saremo inflessibili – commentano dalla Digos torinese —. Il nuovo stadio e le norme che prevedono l’eliminazione delle barriere comportano la massima attenzione e al tempo stesso provvedimenti esemplari per evitare emulazioni e istruire i tifosi a comportamenti di civiltà sull’esempio di altri Paesi». La Juventus per contro

è tranquilla, nessuna multa è attesa in società: «Abbiamo fatto quando in nostro potere, lo stadio è modernissimo anche sotto il profilo sicurezza, se lo schiaffo non è arrivato a buon fine anche l’altezza spalto-terreno di gioco è giusta. Per la partita contro il Bologna erano “schierati” 480 steward contro una normativa che ne prevede in questo caso 170». Il giocatore Il diretto interessa-

to, Marco Di Vaio, ha minimizzato l’accaduto. «Giocare sentendo la gente attaccata al campo è una bellissima sensazione, purché sia garantita la sicurezza di tutti. In quel momento non mi sono accorto di nulla. E’ molto bello per chi gioca avere gli spettatori così vicini al cam-

po». L’episodio resta comunque un campanello d’allarme per la società, anzi, le società del nostro calcio, la Digos ed il servizio d’ordine. Un caso isolato secondo i più, con le forze dell’ordine impegnate con i nuovi regolamenti a monitorare i movimenti dentro lo stadio, demandando agli steward il servizio d’ordine interno. Il gesto di uno sconsiderato è accaduto dentro il nuovissimo Juventus Stadium, definito un gioiello anche per la sicurezza, senza barriere (solo un vetro antiscasso alto 1,20 cm), una novità ed un rischio per un pubblico come quello nostrano abituato a zuffe e schermaglie, a tafferugli, in poche parole, a comportamenti di inciviltà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SVOLTA

Da domani più potere agli steward negli stadi DAVIDE CERBONE

La novità arriva in sordina, nascosta tra le pieghe del burocratese. Da domani nei nostri stadi gli steward saranno legittimati a eseguire perquisizioni, «attività di prefiltraggio e filtraggio» agli accessi e di «primo intervento» per evitare «indebiti accessi nell’impianto e garantire l’incolumità degli individui e prevenire o bloccare situazioni e condotte pericolose». Lo dispone, in nome di una maggiore sicurezza, un decreto del Ministero dell’Interno datato 28 luglio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 agosto 2011, che entrerà in vigore dopo i consueti 30 giorni di vacatio legis. Domani, appunto. Il decreto ministeriale ha per oggetto la definizione di «nuovi servizi ausiliari dell’attività di polizia affidati agli steward» e va ad integrare il decreto del Ministro dell’Interno dell’8 agosto 2007 («Organizzazione e servizio degli steward negli impianti sportivi»), ricollegandosi inoltre alla legge n. 41 del 2007 («Misure urgenti per la prevenzione e la repressione dei fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche»), che prevede la possibilità di affidare agli steward «altri servizi ausiliari dell’attività di polizia per il cui espletamento non è richiesto l’esercizio di pubbliche potestà o l’impiego operativo di appartenenti alle Forze di polizia». Poteri più ampi Il testo, che richiama anche una risoluzione del Consiglio dell’Unione Europea, dispone in sostanza più ampi poteri per gli steward, i quali saranno ora legittimati ad eseguire all’ingresso degli stadi «controlli a campione manuali dell’abbigliamento e delle cose, mediante la tecnica del pat-down, al fine di evitare l’introduzione all’interno dell’impianto sportivo di oggetti, strumenti e materiali illeciti, proibiti, atti ad offendere o comunque pericolosi per la pubblica incolumità». Un ulteriore irrigidimento delle misure di prevenzione, dopo la contestatissima tessera del tifoso. Facile prevedere altre polemiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nuova Hyundai i40. Chi ha detto che lo stile è soggettivo?

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SERIE A POSTICIPO 4a GIORNATA

Siena a tutta corsa Fischi alla Roma

Momenti chiave

Giocata di Borriello e gol di Osvaldo, ma i toscani vanno forte e i giallorossi no. E nel recupero arriva l’1-1 di Vitiello Pablo Daniel Osvaldo, 25 anni: il suo gol alla fine non è bastato per portare tre punti PASQUAZI

Stavolta l’Olimpico fischia forte e chiaro. La Roma di Luis Enrique inciampa nell’800˚ pareggio della sua storia di A consegnando un punto meritatissimo al Siena, che con Vitiello segna il suo primo gol stagionale. Non inganni il fatto che la squadra di Sannino raggiunga l’1-1 solo nel recupero. Di meriti ne ha acquisti parecchi già prima, quando i giallorossi cercano di capitalizzare la rete del sempre più misterioso Osvaldo con il solito sterile possesso-palla (alla fine il totale sarà il 66%) privo però di una dote di fondo: la velocità. E il risultato di questo inizio stagione è lampante: in 5 gare ufficiali, solo 2 sconfitte e 3 pareggi. Tridente pesante Luis Enrique conferma Perrotta esterno difensivo e tutto il centrocampo di San Siro, mentre in avanti punta sul tridente fisicamente più robusto visto finora: Borriello, Totti, Osvaldo. Se il possesso di palla resta la cifra stilistica, avere tre attaccanti «fisici» consente stavolta alla Roma più varianti nel lancio lungo, soprattutto grazie al convalescente Pizarro e alla buona mobilità di Totti. Detto questo il Siena, orchestrato da Vergassola, sa muoversi bene sulle linee di passaggio avversarie innescando ripartenze pericolose grazie alla verve di Angelo e Brienza. Con un Kjaer in versione svagata - nonostante un salvataggio sulla linea - e i due esterni di retroguardia (Perrotta e Josè Angel) classicamente proiettati nella metà campo avversaria, i bianconeri con tre passaggi sanno arrivare in porta, by-passando anche le coperture di De Rossi, ormai sempre più centromediano metodista fra i centrali difensivi. Non è un caso, perciò, che il gioco giallorosso oltre al gol produca solo tre tiri da fuori

la Moviola di M.B.

Il salvataggio di Kjaer è ok Nel primo tempo regolare il gol di Osvaldo del 25’. Nella ripresa Kjaer salva sulla linea il colpo di testa di Gonzalez a colpo sicuro: l’intervento del danese è regolare (coscia), con le braccia adese al corpo e ben al di qua della linea di porta. Roberto Vitiello parte in posizione regolare quando Brienza calcia e colpisce il palo: il pareggio del Siena è regolare. Il corner non concesso alla Roma al 94’ era stato ottenuto prima dello scadere dei quattro minuti di recupero.

Luis Enrique «Preoccupa la mancanza di fiducia» ANDREA PUGLIESE ROMA

MASSIMO CECCHINI ROMA

«COMPLIMENTI AL SIENA»

Dibenedetto in tribuna Il proprietario all’Olimpico Tom DiBenedetto non è voluto mancare alla partita interna contro il Siena LIVERANI

All’ennesima sbandata, la Roma è andata giù, come un pugile tramortito. Nonostante il gol di Osvaldo (ancora deludente), frutto dello spunto di Borriello. «All’inizio erano tutti dietro, non era facile - dice l’attaccante giallorosso -. Il gol? Ringrazio Marco, mi ha dato una palla splendida». Imbarcate Già, ma quella palla

25’ primo tempo Osvaldo in gol Azione manovrata sulla fascia mancina, Borriello calcia forte al centro dove Osvaldo appoggia in rete PHOTOVIEWS

non è bastata alla Roma, nella ripresa i contropiede si sono sprecati. «Non riusciamo a finalizzare, abbiamo problemi nella circolazione e ad arrivare dentro l’area - dice Luis Enrique -. E’ stato un passo indietro rispetto a Milano. I contropiede? In Spagna li ho sempre presi, mi preoccupa di più la mancanza di fiducia. Abbiamo avuto paura: non arriva la vittoria, io sono il massimo responsabile». Borini, però, una spiegazione ce l’ha: «Ci manca la fiducia nel provare la verticalità davanti a pubblico ed avversari pubblico. C’è timore». Rammarico Quel che sorpren-

ROMA SIENA

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GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Osvaldo (R) al 24’ p.t., Vitiello (S) al 43’ s.t. ROMA (4-3-3) Lobont; Perrotta (dal 29’ s.t. Cicinho), Kjaer, Burdisso, Josè Angel; Pizarro (dal 1’ s.t. Gago), De Rossi, Pjanic;, Borriello (dal 21’ s.t. Borini), Totti, Osvaldo. PANCHINA Curci, Heinze, Taddei, Bojan. ALLENATORE Luis Enrique SIENA (4-4-1-1) Brkic; Vitiello, Pesoli, Contini, Del Grosso (dal 29’ s.t. Rossi); Angelo (dal 1’ s.t. Gonzalez), Vergassola, Bolzoni, Grossi (dal 18’ s.t. Terzi); Brienza; Calaiò. PANCHINA Pegolo, D’Agostino, Gazzi, Destro. ALLENATORE Sannino ARBITRO Guida di Torre Annunziata. AMMONITI Burdisso (R), Rossi (S). NOTE paganti 18.089 per un incasso di 317.859 euro, abbonati 16.897 per una quota di 353.557. Tiri in porta 5-5; tiri fuori 3-6 (un palo); angoli 6-3; in fuorigioco 1-6. Recuperi: 0’ p.t.; 4’ s.t.

senza pretese, mentre Lobont deve evitare il peggio su Brienza (15’) e Angelo (44’), mentre Calaiò sfiora il palo al 29’. Insomma, Luis Enrique deve ringraziare la tigna di Borriello se al 24’, ricevuta palla da Josè Angel, si libera di Pesoli e crossa radente per Osvaldo che anticipa Del Grosso sotto misura. Difesa a tre Nella ripresa i tecnici mischiano le carte. Va peggio alla Roma che, con le uscite di Pizarro e Borriello per Gago e Borini, perde in qualità. Il Siena invece, inserendo Gonzalez per l’infortunato Angelo, prima allarga Brienza a destra per un 4-2-4 arrembante e poi, con l’inserimento di Terzi per Grossi, passa alla difesa a tre come base del tridente d’attacco. Risultato? Se i giallorossi si fanno vivi davvero solo con Osvaldo al 7’ (parato) e 47’ (fuori di poco), i bianconeri so-

no pericolosi al 24’ con Gonzalez di testa da tre metri (Kjaer salva sulla linea) e al 31’ con Rossi (para Lobont), mentre altre tre volte Gonzalez, Bolzoni e di nuovo Gonzalez sfiorano i legni da buona posizione. La ragnatela giallorossa ormai presenta buchi imbarazzanti, anche per la pervicacia degli esterni di restare alti e allora tocca al rapido Brienza ricevere palla, liberarsi di De Rossi, colpire il palo e favorire il tap in vincente di Vitiello. Le cartoline finali perciò sono essenzialmente due: la faccia stupita del futuro presidente DiBenedetto e l’esultanza del tifo senese che canta: «Sannino, portaci in Europa». Vedendo la partita, non sembra così un paradosso, anche perché il Siena ha cambiato sei uomini in avvio rispetto alla gara con la Juventus rinunciando anche al faro D’Agostino.

24’ primo tempo Il miracolo di Kjaer Gonzalez colpisce di testa a porta praticamente vuota, Kjaer salva sulla linea con la coscia PIERANUNZI

43’ secondo tempo Vitiello frena la Roma A due minuti dalla fine Vitiello pareggia i conti: palo di Brienza e tap in vincente. Il Siena fa 1-1 AFP

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le Pagelle

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DI ALESSANDRO CATAPANO

TOTTI ENCOMIABILE. VERGASSOLA E’ IL FARO DEI TOSCANI ROMA 5,5

SIENA 6,5

LOBONT 6 Stile circense, ma efficace. Che deve fare sul gol?

PJANIC 5,5 Cresce col passare dei minuti. Ma ancora non basta.

BRKIC 6 Come Lobont, in più un’uscita a valanga.

PERROTTA 6 Fa tenerezza per come si barcamena. Out per una botta.

BORRIELLO 6 Il gol è suo. Come si dice a Roma, ci mette la tigna.

VITIELLO 6,5 L’uomo giusto al posto giusto: implacabile.

CICINHO 5 Passa inosservato.

BORINI 5 Meno vivo che a San Siro, un passo indietro.

PESOLI 6 Esordiente, Borriello però gli fa venire il mal di testa.

KJAER 6 Miracolo su Gonzalez tra un paio di topiche. BURDISSO 5,5 In difficoltà soprattutto sulle palle alte. JOSE ANGEL 5,5 Entra nell’azione del gol, ma che fatica con Angelo. PIZARRO 6 Sempre più dentro la manovra. Perché sostituirlo? GAGO 5 Compassato e lezioso. DE ROSSI 5,5 Le ripartenze della squadra tagliano fuori pure lui.

TERNA ARBITRALE:

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IL MIGLIORE 6 TOTTI

Corre, lancia, tira, si fa il mazzo, come un soldato qualsiasi. Encomiabile, ma depotenziato. OSVALDO 6 Non può sbagliarlo e si bacia Borriello. Ma davvero poco altro. All. LUIS ENRIQUE 5 Al primo tiro in porta la Roma segna. Ma si fa rimontare, vecchio vizio. Lo stadio ha perso la pazienza.

CONTINI 6 Si assenta un secondo, Osvaldo ringrazia. Poi tante toppe. DEL GROSSO 5,5 Vedi Contini, peccato perché prima e dopo è intraprendente. ROSSI 5 Dalla sua parte non c’è spinta. ANGELO 6 Due tiri in porta, tanta corsa, troppa sfortuna. GONZALEZ 5 Come ha fatto a non segnare?

GUIDA 6,5 Liscio come l’olio. Direzione pulita. Stefani 6,5; Faverani 6

de, alla fine, è che è un pari che va stretto ai toscani. «Se c’è una squadra che meritava di vincere era il Siena - dice il presidente Mezzaroma -. Avessimo perso, sarebbe stato uno scandalo». Concetto ribadito da Vergassola («Avremmo meritato di più»), dallo stesso Luis Enrique («E’ vero, potevano vincere») e glissato con eleganza da Sannino: «Mi accontento del punto: abbiamo messo in difficoltà una grande squadra, Brienza e Vergassola sono stati straordinari». Anche se il pari ha la firma di Vitiello, «un giocatore di altri tempi» per Mezzaroma. Lui, risponde così: «Il gol? Merito di Brienza. Questo pari dimostra che per la salvezza ci siamo anche noi». Chiusura con la frecciata del d.s. giallorosso Sabatini all’Afa («C’è un problema con Lamela, può esserci una denuncia. Era infortunato, non doveva giocare il Mondiale Under 20») e la sospensione della Consob per due settimane dell’Opa sui 43,5 milioni di azioni (33% del capitale) della Roma. Il motivo? Il club non ha chiuso il bilancio (avverrà il 27 settembre).

IL MIGLIORE 7 VERGASSOLA h Dirige la squadra, senza svolazzi ma con i tempi giusti, fino alla fine. Metronomo. BOLZONI 6 Vivo e vigile. Ha sulla testa il gol dell’1 1, troppi spigoli. GROSSI 6 Duello interessante con Perrotta, finisce ai punti. TERZI 6 Tiene in piedi la baracca. BRIENZA 6,5 Spina nel fianco, il palo è una delizia. Maghetto. CALAIÒ 6 Sgomita, si sbatte, tanta sostanza. Cala nella ripresa. All. SANNINO 6,5 Nella ripresa si gioca tutto con la tanto vituperata difesa a tre, e viene premiato.

OSSERVATORIO

Bocciata la card senza tessera del tifoso Meritevole di «analisi più approfondite». Ma bocciata. L’Osservatorio ha sciolto le riserve: da oggi la Roma avrebbe dovuto mettere in vendita la card di 16 biglietti senza tessera del tifoso. Iniziativa stoppata, almeno per il momento. «Comunicheremo le nostre decisioni dopo il Cda del 27 settembre», fa sapere la Roma. L’intenzione è andare avanti, nonostante il Casms minacci di invalidare i ticket. «E’ necessario acquisire sul tema le valutazioni di tutti i club interessati spiega l’Osservatorio al termine del girone di andata e alla fine del campionato».


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SERIE A

la serie Bentegodi, Meazza e Barbera incontri clou, quanti punti persi Fatal Verona Vince il Chievo Campionato 2010-11, 23a giornata: Chievo-Napoli, Sardo segna il 2-0 ANSA

Al Meazza Vince il Milan 3-0 27a giornata: il Napoli va a San Siro per giocarsi lo scudetto. Vince il Milan 3-0, ecco il gol di Ibra su rigore PIERANUNZI

A Palermo Perde il secondo posto 34a giornata: il Napoli perde il 2o posto a Palermo (2-1) A. LIVERANI

Ancora il Chievo Moscardelli frena i partenopei 2011-2012, 4ª giornata: il gol di Moscardelli frena il Napoli che perde una grande occasione, ancora al Bentegodi LAPRESSE

Napoli, vecchie e brutte abitudini Sotto accusa il turn-over di Mazzarri: l’ultimo portò all’eliminazione dall’Europa col Villarreal MIMMO MALFITANO NAPOLI

Punto e a capo, si riparte. Da una delusione, certo, ma anche dalla consapevolezza che Walter Mazzarri metterà da parte i suoi calcoli e penserà al futuro immediato. S’è parlato di presunzione, di follia, dopo la sconfitta di Verona. S’è discusso il turnover che l’ha condannato alla sconfitta. Critiche che, probabilmente, l’aiuteranno a rivedere certe decisioni che sono parte integrante della sua storia calcistica e che dimostrano l’inadeguatezza di certe scelte in momenti in cui dovrebbe dare un segnale forte alle antagoniste. Contro il Chievo ha avuto a portata di mano un’occasione unica per staccarsi da solo in testa alla classifica, di mettersi il Milan a 7 punti e l’Inter a 8. Di-

E il rammarico cresce per aver perso l’occasione di isolarsi in testa alla classifica stanze da brividi per chi ha l’obbligo di vincere. E, invece, ha dato spazio alla preoccupazione, all’ansia di dover giocare tre partite importanti nel giro di sette giorni. Ha risparmiato, volutamente, Cavani, Hamsik, Inler, Lavezzi, Cannavaro, Campagnaro, i pezzi forti del suo collettivo, per averli freschi per la Fiorentina (domani sera), per il Villarreal (martedì) e per l’Inter (tra due domeniche). Vecchie abitudini Non è nuovo

a situazioni del genere, Walter Mazzari. L’idea di giocarsi

qualcosa d’importante, probabilmente, lo porterà a calcolare ogni aspetto. L’ha fatto nella passata stagione, alla vigilia dello scontro diretto col Milan, a San Siro, preceduto dalla gara di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League, contro il Villarreal. Per l’occasione, preferisce rinunciare a Cannavaro, Maggio e Cavani. Ed il Napoli paga con l’eliminazione dalla seconda competizione europea. La delusione spagnola, comunque, non serve a restituire energie ed entusiasmo alla squadra che ne prende 3 dal Milan e dice addio alle speranze di scudetto. Sempre Chievo E’ il Chievo, in ogni modo, la vera bestia nera di Mazzarri. La delusione di mercoledì sera è la stessa che l’allenatore ed il Napoli hanno vissuto a febbraio di quest’anno. Il turno è infrasettimanale,

L’allenatore del Napoli Walter Mazzarri, 49 anni, nato a San Vincenzo (Livorno) AFP

che coincidenza!, e si gioca al Bentegodi, in notturna. Il confronto è sempre con il Milan che è in testa alla classifica con 47 punti, mentre il Napoli segue a 43. I rossoneri pareggiano a San Siro con la Lazio e l’avvicinamento fallisce perché il Chievo impartisce una severa lezione agli uomini di Mazzari (2-0) ed in gol, come mercoledì sera, ci va Moscardelli. Addio secondo posto Al di là del terzo posto e dello splendido campionato disputato nella passata stagione, il Napoli avrebbe potuto chiudere alle spalle del Milan se non avesse ceduto a Palermo, a 4 giornate dal termine, favorendo il sorpasso dell’Inter che intanto aveva battuto la Lazio. Al termine di quel turno, gli interisti si ritrovarono a quota 66 ed il Napoli si fermò a 65. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A IL CASO

Solo Sinisa può fermare il ribelle Cerci Al 9o gol nelle ultime 9 gare con la Fiorentina insulta Mihajlovic per il cambio. A Napoli giocherà? ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

La resurrezione è iniziata sotto Pasqua, anche se il prodigio deve ancora compiersi del tutto. La storia di Alessio Cerci sembrava avere qualcosa di miracoloso: la risalita lo aveva quasi portato in paradiso, la sceneggiata di due sere fa rischia di farlo precipitare di nuovo all’inferno; poco dopo aver segnato il due a zero al Parma Sinisa lo chiama in panchina per farlo riposare, considerato che sabato sera la Fiorentina anticipa a Napoli. A questo punto va in scena il secondo Cerci-show: quando l’esterno sfila davanti alla panchina, Mihajlovic cerca un contatto per complimentarsi, lui si gira, ne dice di tutti i colori al suo allenatore, Sinisa lo insegue, lui si siede e continua con la raffica di parolacce. Trattasi di violazione del regolamento interno, per cui scatterà automatica la multa, che pare sarà anche piuttosto alta. Ieri il giocatore ha subito i durissimi rimproveri di Mihajlovic e della società. Nonostante il pentimento dichiarato, Cerci rischia altre punizioni. E’ quasi scontata la convocazione per Napoli, bisognerà poi vedere se Sinisa deciderà di farlo giocare: anche la rinuncia all’uomo più in forma, in questo momento, è un’ ipotesi da tenere in seria considerazione. Azzurro Certe cadute di stile non sono perdonabili alla Fiorentina, anche se la storia di Cerci ha qualcosa di celestiale. Anzi, di azzurro. Per ora è solo un

la scheda CRESCIUTO NELLE GIOVANILI DELLA ROMA, BRONZO EUROPEO CON L’UNDER 21

Alessio Cerci, 24 anni, è nato a Velletri (Roma). Esterno offensivo di centrocampo. Cresciuto nella Roma, è in prima squadra dal 2003 al 2006. Ha giocato con Brescia, Pisa, Atalanta, è tornato alla Roma nel 2009-2010, poi alla Fiorentina. Ha vinto il bronzo con l’Under 21 all’Europeo 2009

pensiero, visto che Prandelli, c.t. della Nazionale, ha fatto la scelta tattica di rinunciare agli esterni. Ma considerato che il pass per gli Europei è certo, il cittì potrebbe dar via agli esperimenti, e Cerci è davvero in forma Nazionale. Prova del nove Ha superato anche la prova del nove: tre sono i gol già segnati quest’anno, sinistro al sette contro il Cittadella (coppa Italia), appoggio in area piccola con il Bologna, tocco di testa contro il Parma. A questi vanno sommati i sei centri dell’ultimo finale di stagione (fanno nove reti nelle ultime nove gare): i primi gol sono un sinistro all’angolo basso e una ribattuta centrale nel sabato pre-Pasqua a Cagliari, un cucchiaio in

Mancini lo voleva) fino agli applausi personalizzati dopo le prestazioni super e la media da bomber.

Di sicuro scatterà in automatico la multa. Lui è in gran forma, ma il club non transige contropiede e un altro sinistro dal limite con l’Udinese, una schiacciata di testa contro il Bologna e un piatto a giro a Brescia. Così dall’ironia iniziale (su RadioBlu avevano inventato, sulle note della Macarena, la Cerci-rena, con testo sarcastico) si passa al coro «Alessio Cerci è il nostro Messi», paragone divino che era un po’ presa in giro, poi agli insulti ricevuti in ritiro («vai a tamarreide» o, almeno, «vai al Manchester City», dove

Danza Tutto mentre Gila dal web ringrazia Jovetic per la dedica post-gol, con lui, Jo-Jo che a violachannel.tv dice: «Non voglio fermarmi, contro il Parma ho festeggiato con un balletto per mia sorella e un amico». In più Silva (se giocherà) dice sicuro che «a Napoli vedrete una mia esultanza», e Mencucci, a.d. viola, a Radio Crc conclude con Montolivo: «Cercheremo di accontentarlo appena possibile, ma visto che stiamo già subendo un grave danno spero almeno che fino a quando sarà qui giochi bene».

Mihajlovic sgrida Cerci dopo le proteste per la sostituzione SANESI

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HA DETTO

S «Palacio è un campione anche per la sua diversità. Aveva richieste importanti, ma è rimasto e così ha dimostrato serietà e umiltà fuori dal comune»

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FILIPPO GRIMALDI GENOVA

identikit & CARRIERA

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Ciak, azione, buona la terza (partita). «Sembra di essere un film»: l'ha detto lei, signor Malesani, nella notte del primato genoano. Ci suggerisca anche la pellicola.

«Forse "L'attimo fuggente", con Robin Williams, la sua classe di allievi fedeli, e quel motto: cogli l'attimo». Voi ci siete riusciti. Da Orazio al calcio moderno. Sembra un risultato da... very normal people. Come dire: senza eccessi, ma godiamocelo.

Il laboratorio Udinese funziona. Merito di una società che pesca potenziali campioncini e di un allenatore che non avrà mai lavorato in un club di primissima fascia, ma che dal punto di vista tattico e della capacità di sfruttare le caratteristiche dei suoi giocatori non è secondo a nessuno. Francesco Guidolin un anno fa di questi tempi stava ancora a zero punti in classifica, ostentava serenità («Ma bleffavo, ero in massima tensione né più e né meno come adesso», ha confessato qualche giorno fa) e studiava come disegnare la sua Udinese. Oggi che è a quota7, in testa alla classifica, cerca di trovare la nuova quadratura del cerchio.

(DI MALESANI)

«A me piace dire le cose come stanno. Sarebbe inutile fare i falsi modesti. Che questo primo posto duri tre giorni, un mese o finisca subito, sono talmente pesanti le pressioni create da un mestiere del genere che quando arriva il momento giusto, è giusto assaporarlo sino in fondo».

«Constant non finisce qui, lo aspetto col Chievo. Meriti e demeriti sono tutti suoi. La società ha portato a casa uno dei migliori centrocampisti, funzionale a noi»

«Moltissimi fattori. Primo: la qualità dei giocatori scelti dalla società e dal presidente Preziosi. Secondo: la voglia di applicarsi di chi va in campo. Terzo: il lavoro d'equipe. Quarto, ma non ultimo: i risultati ottenuti da quanti ci hanno preceduto, bravi a trasmettere una mentalità vincente al Genoa da quando è tornato in Serie A. Mi riferisco soprattutto a Gasperini ed a Ballardini». Primo postulato del Malesani-pensiero. Nessuna primadonna. A Constant non l'ha mandata a dire, e lui ha risposto alla grande.

S «Chi mi ha preceduto è stato bravo a trasmettere al Genoa una mentalità vincente. Mi riferisco soprattutto a Gasperini e a Ballardini»

S «Domenica giocheremo contro il Chievo, dove ho lavorato. Ci sono state delle incomprensioni, ma sono grato a questo club e il presidente Campedelli lo sa bene»

«Questa è una rosa perfetta per il tipo di campionato che vogliamo fare. Pensate alla gara con il Catania: Bovo e Moretti esterni non hanno fatto rimpiangere Mesto e Antonelli. Constant? Non finisce qui, lo aspetto con il Chievo. Meriti e demeriti sono tutti suoi: la società ha portato a casa uno dei migliori centrocampisti, funzionale al nostro progetto».

«Genoa, godiamoci l’attimo fuggente» Il «Male» capolista a sorpresa vola al cinema «Facciamo come nel film con Robin Williams» IL FILM UNA STORIA VERA

Esiste un rischio di ebbrezza d’alta quota?

«La gente si goda questo momento, pur rimanendo cosciente che non dobbiamo vincere il campionato, altrimenti aumenteremmo le aspettative e la delusione sarebbe grande. Il Genoa fa parte della seconda fascia. Le squadre di prima puntano a scudetto e piazzamento Champions, quelle di mezzo a una buona stagione e ad un posto in Europa League, nell’ultima l'obiettivo è la salvezza. Io non voglio dimenticare, però, la Coppa Italia. Mi piacerebbe riuscire a superare qualche turno». Cosa c'è di diverso dal suo ultimo primato a Parma nel '99?

«Stessa felicità. Una frase come

La mossa di Guidolin Adesso Isla fa la mezzala MASSIMO MEROI UDINE

Un primato figlio di…

S

UDINESE IN VETTA

"la squadra era messa bene in campo" è di circostanza. La vittoria è il paradiso, perdere è l’inferno». Genova per lei...

«L’ho scoperta grazie ai dipendenti della sede. A me piace il cibo, in questo senso i sapori di Genova mi affascinano». C’è un po’ di malessere fra tifosi e presidente. Dispiaciuto?

«Vivo giornalmente il mio rapporto con Preziosi. Vedo la sua passione. Tutti devono remare nella stessa direzione».

Un film del 1989 diretto da Peter Weir «L’attimo fuggente» racconta la storia di un originale professore (interpretato da Robin Williams, nella foto)

Domenica torna a casa.

«Non devo fare il ruffiano, dunque non rinnego nulla. Sono grato al Chievo, e il presidente Campedelli lo sa, perché è stata un’ideale palestra professionale per me. Tutti dovrebbero passa-

re da lì a inizio carriera. Ci fu un’incomprensione per una mia esultanza nel derby, quando passai al Verona, ma non feci altro che esultare per la mia squadra». Il Chievo dovrà guardarsi da un super Palacio.

«Rodrigo è un campione anche nella sua diversità. Aveva richieste importanti. Scegliendo di rimanere qui, dove vive e lavora bene, ha dimostrato umiltà e serietà fuori dal comune, ma bisogna applaudire anche il Genoa che ha saputo trattenerlo. Prima di lui, qui sono passati Borriello, Milito e Thiago Motta. Il nome del Genoa pesa anche per i grandi. Anche per questo motivo speravo che prima o poi sarebbe arrivata una serata come l’altra sera». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Intuizione La passata stagione la trovò cambiando ruolo a Sanchez. Inizialmente lo voleva proporre trequartista dietro due punte, poi preferì puntare su un centrocampo a cinque con il Niño Maravilla seconda punta, libero di galleggiare tra la linea mediana e Di Natale. Il battesimo della nuova formula avvenne all’ottava giornata il 31 ottobre a Bari (0-2, gol proprio di Sanchez e di Isla). Oggi la novità sembra essere rappresentata dall’altro cileno, lo scorso anno esterno destro e oggi, complice anche il ritorno ad alti livelli di Basta, proposto nel ruolo di mezzala. «La sua duttilità è molto preziosa per un allenatore – spiega Guidolin –. I tempi d’inserimento rispetto all’esterno sono diversi, ma in quella posizione potrebbe segnare qualche gol in più». Uno l’ha già segnato alla Fiorentina e l’intuizione di Guidolin potrebbe portare dei frutti anche in futuro. Pezzo pregiato L’importante è

che Isla sia sorretto da una buona condizione. Le sue qualità aerobiche sono fuori dal comune e se il giocatore riuscirà ad assorbire in fretta le fatiche della coppa America e ripetere la passata stagione, diventerà uno dei pezzi pregiati della prossima estate. Tra l’altro l’Udinese sta già coltivando in casa il suo erede, l’argentino Pereyra, anche lui arrivato con l’etichetta di jolly. Senza trascurare Cuadrado, partito con il piede giusto nel Lecce. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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L’ACROBAZIA DI LECCE

CHIEVO

Moscardelli «Io anti-Napoli grazie alla mia scaramanzia»

SENZA IL MENO 6 BERGAMASCHI AL PRIMO POSTO L’Atalanta, senza la penalizzazione di sei punti per il calcio scommesse, sarebbe prima: la squadra di Colantuono ha pareggiato a Genova 2-2, battuto in casa domenica scorsa il Palermo 1-0 e vinto a Lecce mercoledì. Sette punti in tre partite. Così ha cancellato il -6 e ora ha un punto. Come l’Inter.

Due gol a Mazzarri nel giro di 7 mesi: «Vi spiego come» MATTEO BREGA

R

FRANCESCO VELLUZZI

«Mio figlio Matias, che martedì compie 9 anni, a Udine mi vedeva triste e ogni tanto mi chiedeva "papà: ma perché non ti fanno giocare". Mercoledì sera era a casa che gioiva, impazzito davanti a quella rovesciata». La bicicletta è opera di German Denis. Con quella e col rigore l’argentino prestato dall’Udinese ha regalato la vittoria di Lecce all’Atalanta. Che ora vede la luce. Come la vede Denis, uno dei capocannonieri del torneo. Le sembra strano?

«No, ma deve credermi. Io ho pensato soprattutto al +1 in classifica. Abbiamo cancellato la penalizzazione di 6 punti in 3 giornate, è la vera soddisfazione. Il ricordo del gol, certo, rimane: sono andato sul secondo palo la palla era un po’ indietro. La rovesciata era proprio l’unica possibilità». D’accordo, ma lei sembra un altro. A Udine 4 gol in una stagione, a Bergamo 3 in 3 partite. Merito di?

«Dei minuti che gioco. Della fiducia che sento e della dieta a zona che faccio col dottor Romano di Brescia; ho praticamente tolto la pasta. Per il resto, sono sempre lo stesso, ma a Bergamo parto sempre titolare, gioco tutta la partita, a Udine non succedeva, ma non poteva succedere». Perché?

«Perché c’è Totò. Ma non è una colpa. Lui è da due anni il capocannoniere della serie A. Ma pure io sono una prima punta e non potevo fare il Sanchez». Il modulo di Colantuono le permette di esprimersi al meglio: unica punta con Moralez, suo amicone, dietro e Schelotto sulla fascia. Un tango argentino

«Moralez è davvero un gran giocatore, credo che resterà a lun-

Scommessa vinta Denis: «Così ho rovesciato la classifica dell’Atalanta» «La spinta di noi argentini e quella di Doni agli allenamenti E mio figlio che a Udine mi vedeva triste ora impazzisce»

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I NUMERI

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gol E’ il record di Denis. Li ha fatti nella stagione 2007-2008 con l’Independiente. Realizzò 25 reti su azione e soltanto due su rigore. E così si guadagnò l’Italia, il Napoli

go in Italia. Schelotto è un animale da corsa. Sta bene. Certo, con loro c’è intesa. Ma guardate anche la nostra difesa. E facciamo un pensiero a chi si allena e non gioca. Io lo so cosa vuol dire star fuori. E penso pure a Doni (squalificato per le scommesse ndr) che si allena con noi ed è importante averlo. Ci dà una grande spinta». Stiamo sull’Argentina: la chiamano il Tanque, ora a Firenze è arrivato un altro Tanque. Come la mettiamo. Chi è il vero Tanque?

« «

sterò qui o tornerò a casa».

Con Di Natale è dura competere A Bergamo finalmente mi sento importante Messi e Milito sono fortissimi. Ma nell’Argentina io me la posso giocare...

«Lui è quello uruguaiano, io l’argentino. Il nome me lo mise il vice di Burruchaga all’Independiente».

lito è molto forte. Ma se io continuo così posso perlomeno pensare di giocarmela. Maradona e Bianchi mi hanno convocato».

Senta questi nomi: Messi, Aguero, Milito, Tevez, Higuain. Lei può togliere il posto a qualcuno in Nazionale?

Tiene più all’Argentina o all’Italia?

«Messi è di un altro pianeta. Mi-

«A tutti e due: io a Udine ho comprato casa e non ho ancora deciso se quando smetterò re-

A chi deve tutto?

«A Marino, mi ha portato in Italia, al Napoli. Ha sempre creduto in me, anche se per Bergamo c’è stato pure il parere positivo di Colantuono. Però non potrei fare a meno di ringraziare Guidolin. Lui a Udine credeva davvero in me. Mi ha insegnato tantissime cose negli allenamenti e ora vedo che la squadra, dopo tante partenze, continua ad andar forte. Sa sempre trovare una soluzione a qualsiasi cosa e poi la squadra è forte. Io sento sempre Armero, Domizzi, Pinzi, Belardi, lo staff medico». Lei ci pensa a rientrare a Udine? Totò il 13 ottobre compie 34 anni.

«E’ giusto che ora pensi soltanto all’Atalanta e alla sua salvezza. Dobbiamo farcela». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA SUA CARRIERA

German Denis è nato a Lomas de Zamora (Buenos Aires) il 10-9-1981. Cresciuto nel Talleres, ha giocato con Quilmes, los Andes, Arsenal Sarandi, Colon Santa Fe e Independiente Italia In Serie A lo portò il Cesena nel 2002, in C1. Nel 2008 il ritorno a Napoli. Poi dal 2010 l’Udinese

Tra don Camillo e San Gennaro si infila Davide da Mons, cittadina vallone. Perché Moscardelli, attaccante del Chievo che ha abbattuto il miracoloso Napoli per la seconda volta in sette mesi, non lascia stare i santi. Dal 2002 a oggi ha colpito un po’ tutti, dal Brescello di guareschiana memoria al Napoli formato Champions. «E’ solo frutto del caso il fatto che abbia segnato due volte contro i partenopei - scherza Moscardelli -. Loro sono un’ottima squadra che arriverà lontano». Solo con gli anni Davide - nato in Belgio da genitori italiani perché il padre vi si trovava in missione con l’aeronautica militare - è diventato bomber. «E’ sempre bello segnare e vale per ogni categoria. Forse è più bello se si realizzano partendo dal basso per arrivare alla A. Vivo un sogno e cerco di prolungarlo». Tornato in Italia da bebè, ha iniziato a giocare con il Maccarese, club dilettantistico di Fiumicino, prima di passare al Guidonia. «Erano i tempi in cui andavo ad allenarmi insieme con tre compagni, a turno ogni giorno si utilizzava una macchina diversa: quanto traffico per arrivare al campo!». Qualche mese fa disse di essere disposto a barattare il taglio dei lunghi capelli con il raggiungimento della doppia cifra di gol in A: conferma? «Confermo, tanto è improbabile che segni così...». L’avvio complicato Quattro pun-

ti in tre giornate: come valuta l’avvio del Chievo? «Eravamo amareggiati per la mancanza di punti dopo il buon gioco mostrato. Adesso non dobbiamo abbassare la concentrazione e sfruttare le partite casalinghe per raggiungere la salvezza». Magari con i suoi gol pesanti (l’anno scorso 6 che hanno portato 5 vittorie e un pareggio) forgiati anche dalla scaramanzia. «Indosso sempre prima il parastinco sinistro, entro in campo per ultimo e lo faccio appoggiando il piede mancino per primo». Liturgico. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A LA SVOLTA

focus Lo spettatore sulle tribune potrà sentirsi come a casa

NEL 2012-15 SKY: «ORA LA LEGA FACCIA LA SUA PARTE»

Dalle pay più soldi che in Premier Coppa a Mediaset? MARCO IARIA MILANO

Uno dei display dello stadio della Juventus con l’immagine di Marcello Lippi la sera dell’inaugurazione LAPRESSE

La tv negli stadi Vedremo i gol da tutti i campi

Sale l’attesa Il pullman delle squadre L’arrivo del pullman del Milan a San Siro, celebrato da numerosi tifosi rossoneri IMAGESPORT

Dal 2 ottobre sul display le reti nell’intervallo e alla fine. In diretta anche il riscaldamento dei giocatori ANTONELLO CAPONE MILANO

Lo spettacolo in diretta della partita, dei suoni nello stadio. Ma anche il piacere delle immagini televisive sui tabelloni luminosi: ecco come vedranno le gare gli spettatori degli stadi dalla giornata del 2 ottobre. Immagini delle squadre che arrivano in pullman e dei giocatori che vanno nello spogliatoio e si scaldano nelle zone apposite, zoom sui campioni e i loro iPod, riti preparatori e propiziatori, scambi di saluti tra presidenti o vip, magazine video della Lega con la sintesi della giornata passata e la presentazione di quella che sta per giocarsi, zoom sulle due squadre. Poi i gol da tutti i campi nell’intervallo e alla fine della partita: non moviola per richiesta degli arbitri e per evitare polemiche e incidenti. Lo hanno deciso all’unanimità i presidenti dei 20 club di serie A accogliendo la proposta del presidente Maurizio Beretta e il format preparato dal direttore generale Marco Brunelli con l’advisor Infront. Cellino e Beretta E’ una rivoluzione e il presidente del Cagliari Massimo Cellino proprio alla Gazzetta aveva anticipato: «Bisogna trovare una nuova sintesi tra campo e tv». Cellino ha avuto anche un chiarimen-

to con Beretta quando gli ha detto: «Mi capisca, io attacco lei perché è un presidente esterno, è solido, ha spalle larghe, un carattere non irascibile e attraverso lei posso creare una scossa. Per cambiare in un calcio altrimenti immutabile. Già tanto abbiamo cambiato insieme, ma si può e si deve fare di più». Beretta ha sorriso: «Comunque le ripeto che il

DOPO LO SCIOPERO

La prima giornata sarà recuperata il 21 dicembre Si recupererà il 21 dicembre la prima giornata di Serie A saltata a causa dello sciopero dei calciatori. Il canovaccio è questo: un anticipo martedì 20 alle 20.45, una gara alle 18 di mercoledì 21 e tutte le altre in serata, alle 20.45, ma si cercherà di anticipare una seconda partita. Ecco le sfide: Atalanta-Cesena, Bologna-Roma, Cagliari-Milan, Inter-Lecce, Lazio-Chievo, Napoli-Genoa, Novara-Palermo, Parma-Catania, Siena-Fiorentina, Udinese-Juventus. Nei prossimi giorni la Lega definirà il programma.

mio mandato è a vostra disposizione fin da marzo. Sono qui per spirito di servizio...». Beretta in assemblea ha spiegato ai presidenti che «Già oggi abbiamo la possibilità di far partire un programma sui display degli stadi per consentire agli spettatori di riempire i momenti dell’attesa e di arricchire lo spettacolo del campo. Un giorno mi piacerebbe far proiettare anche i gol appena segnati, come in una finale di Champions League, ma intanto sfruttiamo ciò che possiamo già fare». Briamonte e calciatori I presidenti possono trovare accordi con Sky e trasmettere anche le esclusive delle immagini degli spogliatoi o delle interviste immediate. In Lega ieri è stato quasi raggiunto l’accordo per la divisione dei soldi da diritti tv per questa stagione, avviate le commissioni per lo studio di riforme della Legge 91, la realizzazione dei nuovi stadi, la tutela dei marchi e i diritti di immagine. Approvato all’unanimità con apprezzamento speciale all’avvocato Michele Briamonte della Juventus il nuovo accordo collettivo con i calciatori. E la commissione di Beretta, Briamonte, Lotito, Cellino, Brunelli, Stincardini, Sica, già è al lavoro con l’Aic per collegi arbitrali e allenamenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Momento clou L’emozione del gol Sebastian Giovinco mette a segno il 2-1 del Parma contro il Chievo domenica scorsa ANSA

Il calcio — sostengono illustri economisti — è un settore anticiclico. Così, mentre il Paese sprofonda nella crisi finanziaria, la Serie A continua ad aumentare il suo giro d’affari. Grazie alla televisione. La Lega ha ratificato l’assegnazione dei due pacchetti principali del triennio 2012-15. Sky sul satellite e Mediaset sul digitale terrestre garantiranno introiti medi pari a 829 milioni di euro a stagione. È un incremento di 37 milioni rispetto al biennio 2010-12, e restano ancora da vendere i diritti d’archivio che stavolta sono in capo alle società e che varrebbero circa 30-50 milioni. Frecciata Le tv, insomma, si confermano come principali finanziatrici del sistema, non a caso l’a.d. di Sky Italia, Andrea Zappia, commenta: «Questo accordo rappresenta un grande segno di fiducia nei confronti della Lega. Ci aspettiamo che da parte della Lega vi sia il massimo sforzo per garantire uno spettacolo di grandissimo livello e il massimo rispetto nei confronti dei tanti tifosi che con la loro passione danno al calcio italiano il valore che ha». Dai diritti domestici la Serie A incassa più della Premier League, ferma a quota 731. De Laurentiis aveva votato contro il bando proposto da Infront sostenendo che si stesse facendo un favore a Mediaset e quindi a Berlusconi. Ma in un regime di duopolio sul pay difficilmente si sa-

Il restyling di Gazzetta.it, avvenuto nei primi giorni di luglio, è stato molto apprezzato dai nostri lettori. A parlare sono i numeri, infatti da quando è stata varata la nuova grafica la crescita del sito ha avuto una nuova scossa. A valorizzare il lavoro della redazione di Gazzetta.it una grafica più moderna e una migliore organizzazione dei contenuti, ma anche tante nuove iniziative che hanno ar-

Mercato La crescita che abbia-

mo registrato fin dai primi giorni dopo il lancio è andata consolidandosi a luglio per esplodere in agosto, soprattutto a partire dalla seconda metà. La sezione Calciomercato, aggiornata in tempo reale, ha tenuto attacca-

13

Nei primi 21 giorni del mese il nostro sito ha sfondato il milione di utenti per ben 13 volte. Col botto di mercoledì

per questa stagione, la grana dei diritti ex Dahlia, relativi a otto squadre per un totale di 56 partite in esclusiva sul digitale terrestre. È allo studio il progetto di un canale della Lega, con il coinvolgimento di un operatore che copra i costi di gestione (1,5 milioni a stagione) e condivida un minimo di profitti. In alternativa, quei match potrebbero essere diffusi sull’Iptv, la televisione su Internet. Comunque vada, il ritorno economico sarà modesto. Nelle prossime settimane si andrà a trattativa privata per i diritti in chiaro, con la Rai che punta al ribasso. Il bando della Coppa Italia, però, potrebbe riservare delle sorprese: la Lega vuole raddoppiare i 12 milioni elargiti dalla tv di Stato e potrebbe cedere i diritti 2012-15 a Mediaset, per un mix chiaro-premium e un nuovo format della competizione. Il traguardo del miliardo di euro di entrate complessive è a portata di mano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dopo il 90o È festa negli spogliatoi Momenti di festa negli spogliatoi: qui Cassano e Delneri esultano ai tempi della Sampdoria PEGASO La Lega di Serie A punta a rendere più accattivante lo spettacolo del campionato dal vivo, in modo da incentivare le presenze negli stadi, che rappresentano la nota dolente del calcio italiano rispetto ai competitor europei. Così dal 2 ottobre, sugli schermi presenti negli impianti si potranno vedere le immagini dell’arrivo delle squadre e del riscaldamento, ma anche gli highlights delle giornate precedenti. All’intervallo e a fine partita, i gol di tutti i campi, senza episodi di moviola.

ELABORAZIONE LEGA CALCIO SULLE ENTRATE DAI DIRITTI TV DELLA STAGIONE 2012/13 - GDS

Gazzetta.it, autunno rosa: 1,5 milioni di utenti ricchito il sito sia aggiungendo nuove aree, sia ampliandone di già esistenti, sia portando alla luce contenuti che magari non riuscivano a trovare un’adeguata esposizione nel precedente layout.

Il resto C’è poi da risolvere, anche

IL CONFRONTO CON LE ALTRE LEGHE EUROPEE

CHE BOOM L’ESONERO DI GASPERINI E L’INFRASETTIMANALE DI SERIE A HANNO SPINTO IL NOSTRO SITO AL SECONDO RISULTATO DI SEMPRE

DIEGO ANTONELLI

rebbe potuto ottenere di più. Il rischio, anzi, era che Sky e Mediaset potessero fare cartello calmierando i prezzi, dopo il fallimento di Dahlia. Il presidente del Napoli, tuttavia, ha ragione quando chiede di valorizzare il prodotto del calcio italiano oltre confine. Impossibile, al momento, competere con la Premier, che dai diritti esteri incassa 562 milioni. Per il nuovo triennio, la Lega punta comunque ad arrivare a quota 120 milioni annui dagli attuali 91, lo stesso obiettivo che si è posta la Liga.

ti ai monitor i nostri lettori che hanno consultato le pagine rosa in attesa di leggere i dettagli dei colpi di mercato che andavano delineandosi. La «febbre del Mr. X» è cresciuta a dismisura con l’avvicinarsi della chiusura del mercato e il mese di agosto si è chiuso con una sequenza di risultati sopra la soglia del milione di utenti unici al giorno. Picco Settembre è partito subi-

to di slancio: nei primi 21 giorni del mese il sito ha sfondato il milione ben 13 volte. E il botto

è arrivato mercoledì 21 con un picco di 1 milione 432 mila utenti unici che hanno consultato — in una sola giornata — oltre 26 milioni di pagine. Si tratta del secondo risultato di sempre, inferiore solo al giorno successivo alla catastrofica sconfitta dell’Italia contro la Slovacchia al Mondiale 2010. Il dato sembra voler essere di buon auspicio per un «autunno caldo» sul sito della rosea. Tanto coinvolgimento è la testimonianza di grande affetto nei confronti della nostra testata e anche la misura di quanto Gazzetta dello Sport in tutte le sue declinazioni rimanga il punto di riferimento assoluto per l’informazione sportiva italiana. © RIPRODUZIONE RISERVATA


22

LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011


VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

23

SERIE A LE ULTIME DALLE SEDI BOLOGNA INTER

5

a

4-4-1-1 MILAN 4-3-1-2 CESENA

DOMANI ORE 18

DOMANI ORE 20.45

13

15

PULZETTI

PEREZ

5 3 ANTONSSON MORLEO 26

20 ABATE

22

33

MUDINGAYI KONE'

10 RAMIREZ

PT

9

PARTITE

7 10 PAZZINI SNEIJDER

FORLAN

RETI

G V N P F S 0

6

2

26

25

6

55

0

5

1

CHIVU

SAMUEL

LUCIO

NAGATOMO

NAPOLI

6

3

2

0

1

6

3

FIORENTINA

6

3

2

0

1

5

2

PALERMO

6

3

2

0

1

7

6 5

6

5

LAZIO

4

3

1

1

1

5

5

CHIEVO

4

3

1

1

1

4

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CATANIA

4

3

1

1

1

1

3

LECCE

3

3

1

0

2

3

4

PARMA

3

3

1

0

2

3

8

ROMA

2

3

0

2

1

2

3

SIENA

2

3

0

2

1

1

2

MILAN

2

3

0

2

1

4

6

ATALANTA *

1

3

2

1

0

5

3

INTER

1

3

0

1

2

4

7

BOLOGNA

1

3

0

1

2

1

5

CESENA

0

3

0

0

3

2

6

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) minor numero di partite disputate; 3) differenza reti; 4) numero di gol segnati; 5) ordine alfabetico. *Atalanta ha sei punti di penalizzazione

1 RETE Portanova (Bologna); El Kabir, Larrivey, Nainggolan e Thiago Ribeiro (Cagliari); Maxi Lopez (Catania); Guana e Mutu (Cesena); Moscardelli, Paloschi, Pellissier e Thereau (Chievo); Gilardino (Fiorentina); Constant, Kukca, Mesto e Veloso (Genoa); Cambiasso e Forlan (Inter); Lichsteiner, Marchisio, Matri, Pepe, Vidal e Vucinic (Juventus); Cisse, Hernanes (1) e Sculli (Lazio); Giacomazzi, Grossmuller e Mesbah (Lecce); Aquilani, Cassano, El Shaarawy e Ibrahimovic (Milan); Campagnaro, Hamsik e Lavezzi (Napoli); Marianini, Meggiorini, Morimoto e Paci (Novara); Bertolo, Hernandez, Pinilla e Zahavi (Palermo); De Rossi (Roma); Basta e Isla (Udinese).

PROSSIMO TURNO SABATO 1 OTTOBRE ROMA-ATALANTA (ore 18) INTER-NAPOLI (ore 20.45) DOMENICA 2 OTTOBRE (ore 15) NOVARA-CATANIA (ore 12.30) CESENA-CHIEVO FIORENTINA-LAZIO LECCE-CAGLIARI PALERMO-SIENA PARMA-GENOA UDINESE-BOLOGNA JUVENTUS-MILAN (ore 20.45)

6 VARGAS

SANTANA

23 PALOSCHI

8 JOVETIC

7 CERCI

8 PALACIO

16

2

25

77

COMOTTO RODRIGUEZ VON BERGEN CECCARELLI

27

23

14

5

16

24

13

NATALI

GAMBERINI

CASSANI

MORETTI

KALADZE

6

22

10

PADOIN BONAVENTURA

DENIS 19

69 MEGGIORINI

11 21 MORIMOTO MAZZARANI

10

23

17

RIGONI

RADOVANOVIC

PORCARI

21

3

24

4

15

BOVO

GEMITI

PACI

LISUZZO

DELLAFIORE

3 DAINELLI 1 FREY

1 BORUC

21

SCHELOTTO CIGARINI

77 THEREAU

99 19 CARACCIOLO JORQUERA 4 33 VELOSO KUCKA

PASQUAL

88 RAVAGLIA

7

5

MANFREDINI BELLINI

11 MORALEZ

CRUZADO

CONSTANT

25 4 A. MASIELLO CAPELLI

1

UJKANI

PANCHINA 32 Stojanovic, 75 Crespo, 51 Loria, 4 Krhin, 35 Paponi, 99 Acquafresca, 17 Vantaggiato. All. Bisoli. BALLOTTAGGI Perez-Krhin 51-49%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Cherubin (20 giorni), Cruz (60 giorni), Raggi (20 giorni), Gimenez (5 giorni), Taider (30 giorni), Gillet (1 giorno), Diamanti (1 giorno).

PANCHINA 1 Amelia, 13 Nesta, 2 Taiwo, 57 Valoti, De Sciglio, 28 Emanuelson, 9 Inzaghi. All. Allegri. BALLOTTAGGI Yepes-Nesta 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Ambrosini (25 giorni), Bonera (5 gg), Boateng (10 gg), Flamini (138 gg), Gattuso (45 gg), Mexes (7 gg), Ibrahimovic (5 gg), Robinho (15 gg), Pato (30 gg), Antonini (5 gg).

PANCHINA 83 Rosati, 3 Fideleff, 6 Aronica, 4 Donadel, 29 Pandev, 32 Chavez, 9 Mascara. All. Mazzarri. BALLOTTAGGI Fernandez-Fideleff 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Britos (40 giorni), Dzemaili (da valutare), Maggio (da valutare), Lavezzi (da valutare).

PANCHINA 17 Puggioni, 93 Dramé, 5 Mandelli, 25 Vacek, 7 Sammarco, 9 Moscardelli, 39 Grandolfo. All. Di Carlo BALLOTTAGGI Cesar-Mandelli 60-40%, Jokic-Dramé 60-40%, Paloschi-Moscardelli 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Acerbi (7 giorni), Luciano (7 giorni), Pellissier (da valutare).

PANCHINA 78 Frezzolini, 13 Peluso, 17 Carmona, 33 Brighi, 89 Marilungo, 28 Gabbiadini, 90 Tiribocchi. All. Colantuono. BALLOTTAGGI Consigli-Frezzolini 55-45%, Bellini-Peluso 60-40%, Moralez-Gabbiadini 55-45%. SQUALIFICATI Doni (3 anni e 6 mesi). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Lucchini (40 giorni), Pettinari (7 giorni).

PANCHINA 12 Castellazzi, 42 Jonathan, 11 Alvarez, 20 Obi, 29 Coutinho, 22 Milito, 28 Zarate. All. Ranieri. BALLOTTAGGI Forlan-Zarate 80-20%. SQUALIFICATI Ranocchia (oggi il giudice sportivo). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Cordoba (15 giorni), Maicon e Stankovic (4 giorni), Poli (20 giorni), Thiago Motta (10 giorni).

PANCHINA 27 Calderoni, 6 Lauro, 13 Rossi, 14 Colucci, 15 Martinho, 17 Malonga, 32 Ghezzal. All. Giampaolo. BALLOTTAGGI Ceccarelli-Lauro 60-40%, Comotto-Lauro 60-40%, Rodriguez-Rossi 60-40%, Guana-Colucci 70-30%, Martinez-Colucci 65-35%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Antonioli (7 giorni), Rennella (7 giorni).

PANCHINA 89 Neto, 29 De Silvestri, 15 Nastasic, 13 Kharja, 20 Munari, 22 Ljajic, 10 Silva. All. Mihajlovic. BALLOTTAGGI Cassani-De Silvestri 60-40%, Lazzari-Silva 80-20%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Gilardino (40 giorni), Kroldrup (10 giorni).

PANCHINA 22 Lupatelli, 5 Granqvist, 14 Seymour, 23 Antonelli, 10 Birsa, 2 Pratto, 11 Jankovic. All. Malesani. BALLOTTAGGI Caracciolo-Pratto 60-40%, Moretti-Antonelli 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Zé Eduardo (25 giorni), Merkel (15 giorni), Rossi (2-3 giorni), Mesto (20 giorni).

PANCHINA 31 Fontana, 5 Ludi, 14 Morganella, 2 Giorgi, 18 Marianini, 27 Jeda, 20 Granoche. All. Tesser. BALLOTTAGGI Dellafiore–Morganella 80-20%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Pinardi (da valutare).

CAGLIARI UDINESE

MARCATORI

2 RETI Moralez (Atalanta); Conti (Cagliari); Cerci e Jovetic (Fiorentina); Milito (1) (Inter); Klose (Lazio); Rigoni (1) (Novara).

7 EDER

1 JULIO CESAR

4-3-1-2 CATANIA 3-5-1-1 JUVENTUS

DOMENICA ORE 15

3 RETI Denis (1) (Atalanta); Palacio (Genoa); Cavani (Napoli); Miccoli (Palermo); Giovinco (1) (Parma); Di Natale (Udinese).

10 MUTU

CAVANI 7

85

1

6

55 MARTINEZ

19

HAMSIK

BEHRAMI

1

1

92 EL SHAARAWY

18

2

1

AQUILANI

MONTOLIVO

2

1

17

99 CASSANO

21

3

0

56 HETEMAJ

LAZZARI

3

1

16 RIGONI 8

18

7

2

6 BRADLEY

PAROLO

7

3

8 DOSSENA

5

UDINESE

3

23 GARGANO

GUANA

JUVENTUS

4

88 INLER

8

3

6

18

CANDREVA

7

13 JOKIC

ZUNIGA

4

0

47 CONSIGLI

12 CESAR

10

ZANETTI

1

4 MORERO

SEEDORF

19

2

20 SARDO

4-4-1-1 4-3-1-2

DOMENICA ORE 15

54 SORRENTINO

14 CAMPAGNARO

CAMBIASSO

3

CAGLIARI

4

21 28 FERNANDEZ CANNAVARO

77

7

NOVARA

DOMENICA ORE 12.30

MUNTARI

GENOA

4-3-1-2 ATALANTA 4-3-1-2 NOVARA

1 DE SANCTIS

76 19 YEPES ZAMBROTTA

NOCERINO VAN BOMMEL 18

DI VAIO 9

CLASSIFICA

33 THIAGO SILVA

3-4-2-1 CHIEVO 4-3-3 GENOA

DOMANI ORE 20.45

32 ABBIATI

25 AGLIARDI 16 90 CASARINI PORTANOVA

GIORNATA

SQUADRE

4-3-1-2 NAPOLI 4-3-3 FIORENTINA

DOMENICA ORE 15

1 AGAZZI 14 PISANO

21 CANINI

4-3-3 LAZIO 4-2-4 PALERMO

13 ASTORI

DOMENICA ORE 15

21 ANDUJAR 31 AGOSTINI

2 POTENZA

4-3-1-2 SIENA 4-4-2 LECCE

14 BELLUSCI

3 SPOLLI

DOMENICA ORE 15

22 MARCHETTI 22 ALVAREZ

33 21 STANKEVICIUS DIAKITE

19 LULIC

2 VITIELLO

8

5

4

20

10

8

32

24

11

70

CONTI 7

NAINGGOLAN

SCIACCA

LODI

LEDESMA

BROCCHI

LEDESMA 8

MATUZALEM

MANNINI

COSSU

19 THIAGO RIBEIRO

99 CISSE

HERNANES

11

5

17 GOMEZ

18

32

ELIA QUAGLIARELLA MATRI

ABDI 23

DOMIZZI

11 LOPEZ

17

10 DI NATALE

20 27 66 ARMERO ASAMOAH PINZI

7 LANZAFAME

7 BADU

3 ISLA 17

DANILO BENATIA 1 HANDANOVIC

21

8

PIRLO

MARCHISIO

6

3

GROSSO

CHIELLINI

15

25 KLOSE

7

10

51

PEPE

MICCOLI

PINILLA

7

5

16

ZAHAVI DELLA ROCCA BARRETO

26

BARZAGLI LICHTSTEINER

1 BUFFON

42

8

3

13 ROSSETTINI

DOMENICA ORE 20.45

36

14

31

3 DEL GROSSO

10

23

11

18

CALAIÒ

GONZALEZ

77

BERTOLO

83 MIRANTE

19 TERZI

BOLZONI D'AGOSTINO BRIENZA

PASQUATO

BALZARETTI MIGLIACCIO SILVESTRE PISANO

33

4-4-1-1 4-3-3

1 BRKIC

3 DIAS

BIONDINI

18 NENÉ

4-4-2 PARMA 4-3-1-2 ROMA

5 ZACCARDO

29 PALETTA

7

20

BIABIANY

BLASI

18 GOBBI

8

23

GALLOPPA MODESTO

10 GIOVINCO FLOCCARI 11

17 91 DI MICHELE BERTOLACCI

18

8

22

GIACOMAZZI

OBODO

PIATTI

14

9

31

BOJAN

OSVALDO

BORINI

15

16

20

PJANIC

DE ROSSI

PERROTTA

11

5

40

7

3

44

MESBAH

ESPOSITO

TOMOVIC

CUADRADO

JOSÈ ANGEL

KJAER

TZORVAS

6 LUCARELLI

27 JULIO SERGIO

29

2

N. BURDISSO CICINHO

1 LOBONT

PANCHINA 25 Avramov, 24 Perico, 3 Ariaudo, 20 Ekdal, 30 Rui Sampaio, 9 Larrivey, 23 Ibarbo. All. Ficcadenti. BALLOTTAGGI Nené–Larrivey 60-40%, Pisano-Perico 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI El Kabir (21 giorni), Eriksson (180 giorni).

PANCHINA 30 Campagnolo, 33 Capuano, 12 Marchese, 19 Ricchiuti, 24 Delvecchio, 32 Catellani, 9 Suazo. All. Montella. BALLOTTAGGI Alvarez-Capuano 70-30%, Lanzafame-Catellani 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Legrottaglie (10 giorni), Llama (45 giorni) e Biagianti (2 giorni).

PANCHINA 1 Bizzarri, 5 Scaloni, 29 Konko, 27 Cana, 7 Sculli, 9 Rocchi, 18 Kozak. All. Reja. BALLOTTAGGI Matuzalem-Cana 70-30%, Lulic-Konko 80-20 %. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Biava (5 giorni), Gonzalez (5 giorni), Del Nero (10 giorni), Mauri (30 giorni), Radu (5 giorni).

PANCHINA 25 Pegolo, 26 Pesoli, 80 Contini, 8 Vergassola, 14 Gazzi, 7 Troianiello, 9 Larrondo. All. Giuseppe Sannino. BALLOTTAGGI Terzi-Contini 60-40%, Calaiò-Larrondo 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI nessuno.

PANCHINA 1 Pavarini, 19 Rubin, 3 Feltscher, 4 Morrone, 14 Danilo Pereira, 28 Jadid, 9 Crespo. All. Colomba. BALLOTTAGGI Floccari-Crespo 60-40%, Blasi-Morrone 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Brandao (7 giorni), Valiani (7 giorni) e Pellè (5 giorni).

PANCHINA 12 Padelli, 24 Ekstrand, 13 Neuton, 2 Basta, 30 Doubai, 31 Fabbrini, 9 Barreto. All. Guidolin. BALLOTTAGGI nessuno, SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Coda (30 giorni), Ferronetti (30 giorni), Pasquale (7 giorni), Floro Flores (5 giorni).

PANCHINA 30 Storari, 19 Bonucci, 22 Vidal, 24 Giaccherini, 27 Krasic, 10 Del Piero, 30 Toni. All. Conte. BALLOTTAGGI Elia-Krasic 60-40%, Quagliarella-Del Piero 55-45%. SQUALIFICATI Vucinic (oggi il giudice sportivo). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Iaquinta (15 giorni).

PANCHINA 99 Benussi, 2 Mantovani, 6 Munoz, 13 Aguirregaray, 20 Acquah, 27 Ilicic, 11 Hernandez. All. Mangia. BALLOTTAGGI Pinilla-Hernandez 60-40%, Bertolo-Ilicic 60-40%. DIFFIDATI Pinilla, Acquah. SQUALIFICATI nessuno. INDISPONIBILI Alvarez (30 giorni), Di Matteo (15 giorni), Budan (6 giorni), Cetto (15 giorni).

PANCHINA 81 Benassi, 13 Ferrario, 30 Oddo, 28 Brivio, 14 Strasser, 9 Corvia, 15 Ofere. All. Di Francesco. BALLOTTAGGI Bertolacci-Strasser 55-45%. SQUALIFICATI Grossmuller (oggi il giudice sportivo). DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Carrozzieri (10 giorni).

PANCHINA 18 Curci, 85 Rosi, 5 Heinze, 11 Taddei, 19 Gago, 22 Borriello, 10 Totti. All. Luis Enrique. BALLOTTAGGI Burdisso-Heinze 60-40%, Osvaldo-Totti 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. INDISPONIBILI Greco (7 giorni), Stekelenburg (7 giorni).

LA STORIA L’ISRAELIANO DOPO IL PRIMO GOL IN A: «È UNA FAVOLA, AMO TUTTO DI QUESTA CITTÀ: LA GENTE, IL MARE... PECCATO PER LA CUCINA, SONO EBREO E CERTI PIATTI...»

Zahavi: «Palermo, è solo l’inizio» Il fantasista prenota una lunga carriera sull’isola: «Milan, Juve? No, casa mia è qui» DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO PALERMO

Eran Zahavi in stile Archimede. Al nuovo fantasista del Palermo non è servita una leva, gli sono bastati 20 secondi per sollevare la sua squadra dopo il tonfo di Bergamo. Tempo sufficiente per un gol che ha lasciato tutti con un palmo di na-

so e ha tramortito il Cagliari. «Lo dedico alla mia fidanzata Shay. Era in tribuna e le ho mandato un bacio, come facevo in Israele quando giocavo nell’Hapoel. Ringrazio Dio che mi dà la possibilità di praticare ad alti livelli lo sport che amo. Sono un privilegiato. E lo dedico anche alla nazionale israeliana di basket che sta partecipando ai mondiali per sordi». Zahavi ha segnato il secondo gol israeliano in A 14 anni dopo quello del bresciano Tal Banin contro l’Empoli: «Ho provato sensazioni indescrivibili. Mille emozioni tutte insieme. All’inizio ero concentrato e contento di esordire dal primo minuto nel campionato italia-

no. Mi era già capitato di segnare al primo pallone giocabile: come nelle favole». Ci racconta la sua Palermo, dove vive, cosa mangia?

«I piatti tipici siciliani purtroppo non sono indicati alle regole della religione ebraica - spiega ridendo, ndr - abito in una casa vicino al mare con la mia ragazza. La mia famiglia è in Israele ma viene spesso a trovarmi. Avere Shay qui è importante, soprattutto in questo periodo di adattamento. Nei giorni liberi andiamo al mare. La spiaggia qui è splendida, mi sono innamorato della città. Abbiamo girato il centro e ovunque ho trovato qualcuno che

mi ha coccolato». A proposito della sua fede, a Palermo dove va a pregare?

«Qui non ci sono templi per la mia religione, quindi lo faccio a casa, domenica giochiamo a Roma contro la Lazio e andrò a far visita alla sinagoga». Obiettivi personali e di squadra?

«Spero di giocare tante partite. Sono abituato a mettermi a disposizione dell’allenatore sia nel club che in nazionale. Gioco dove mi chiedono e quando è giusto. Lavoro per farmi trovar pronto». Come si trova con Mangia?

«Bene, è giovane e preparato. Ha voglia e il gruppo lo segue». Ha ricevuto molti messaggi dal suo Paese dopo il gol?

«Sì, dai miei genitori e dagli amici. Si è fatto sentire anche qualche ex compagno dell’Hapoel. In Israele in tanti seguono la A». Dove le piacerebbe arrivare un giorno: Inter, Milan, Juve?

«In Italia sto bene. Non riesco a pensare però a un’altra squadra, come potrei? Qui mi sento a casa: ho la fiducia di tutti e so che posso crescere e migliorare. Spero di rimanere a lungo e diventare una bandiera, un simbolo per questa squadra». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eran Zahavi, 24 anni INFOPHOTO


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

MONDO L’ANTICIPAZIONE DAL NOSTRO INVIATO

FABIO LICARI LIMASSOL (Cipro)

Che cos’è il fair play finanziario? Un sistema per garantire un equilibrio tra entrate e spese dei club, evitando deficit strutturali e calmando indirettamente gli stipendi milionari. Su questo sono tutti d’accordo, i club per primi: qualcuno forse dimentica, ma c’è anche la loro firma sulla rivoluzione finanziaria che Platini cerca di introdurre. Il successo del fair play si misurerà però sulla capacità di punire – in casi estremi, di buttar fuori dalla Champions – un club che non rispetta i parametri. Succederà mai? Non è un caso che, stabilite cifre e regole, l’Uefa si sia presa tempo per decidere le sanzioni. Ma il momento è arrivato e la «Gazzetta» può rivelare le punizioni decise per chi non rispetta il fair play. Vediamo che cosa ne penseranno i club.

Fair play finanziario Chi sgarra rischia grosso Stop del mercato, niente premi Uefa ed esclusione dalle coppe Ma i club potrebbero allearsi e minacciare anche la scissione Le sanzioni valgono soltanto in campo internazionale, non in campionato

SCADENZE E DECIFIT MASSIMO

Il primo controllo avverrà a fine 2013: deficit massimo 45 milioni di euro

Tempi e cifre Platini e Infanti-

Tre sanzioni L’Uefa ha deciso

tre gradi di sanzioni: 1) mercato «chiuso» per le coppe; 2) trattenute in percentuale dei premi Uefa; 3) esclusione dalle coppe. Non è prevista una misura intermedia, tipo la penalizzazione di punti nel gruppo: a Nyon hanno pensato che anche partire da -3 in classifica possa compromettere la regolarità di un mini-torneo di 6 gare. 1) Stop mercato Questa è la misura meno grave (colpisce gli «sforamenti» di lieve entità) e riguarda soltanto le coppe, perché il fair play non è applicato ai campionati. Un club «colpevole» potrà dunque fare mercato, ma gli sarà impedito di schierare quel giocatore

ro la reazione dei club. Proprio quello che teme Platini: il ricorso ai giudici ordinari e addirittura alla Corte Ue (che pochi anni fa, con la sentenza Meca-Medina, stabilì che l’attività sportiva va vista comunque attraverso una prospettiva economica). L’altra paura è invece che scatti una sorta di meccanismo di solidarietà tra «grandi»: fuori una, fuori tutte, con le solite prospettive di scissione, Superlega, eccetera.

(o quei giocatori) in Champions ed Europa league. 2) Trattenute premi Per colpe un po’ più gravi si passa alle sanzioni economiche: trattenute (in percentuale ancora da stabilire) sui premi di Champions (ricchissimi) ed Euroleague (così così). Premi sui quali un club costruisce spesso il suo bilancio o almeno un mercato: qui si fa sul serio. 3) Esclusione Infine la misura

GDS

più forte, per chi è andato lontano dai parametri: l’esclusione dalle coppe. Una botta dalle conseguenze economiche e sportive che scatenerà di sicu-

no hanno cominciato a illustrare le nuove regole all’Esecutivo, sperando nell’approvazione entro dicembre (prossima riunione a Venezia). Visto che il fair play è entrato in vigore quest’anno, anche i tempi sono fissati: il primo controllo, per il biennio 2012-13, si svolgerà a fine 2013 (deficit massimo 45 milioni di euro); a maggio 2014 saranno decise le sanzioni, applicate per la prima volta dalle coppe 2014-15. Sanzioni non prima di maggio perché c’è il rischio altrimenti di falsare i campionati: un club che sa di essere fuori potrebbe, diciamo, «aiutare» altri a qualificarsi. Insomma, la storia comincia a Sergio Aguero, 23 complicarsi. anni ANSA © RIPRODUZIONE RISERVATA

4 I TOP

91

milioni spesi dal Manchester City nel mercato estivo. E’ il club che ha sborsato di più in Europa.

45

milioni pagati dal City all’Atletico Madrid. L’attaccante argentino è il giocatore più costoso del mercato estivo, dietro a lui Javier Pastore: 43 milioni versati dal Paris Saint Germain al Palermo

75

Juve Il record stagionale per il mercato italiano è della Juventus. Nei 75 milioni sono inclusi anche i riscatti di Matri, Pepe, Motta e Quagliarella

SICURA DEL SUO APPEAL. Più accattivante nel design, più grintosa nel carattere, più ricca di dotazioni: climatizzatore, radio CD, ESP, cerchi in lega, fendinebbia, volante in pelle e 7 anni di garanzia. La nuova cee’d Platinum oggi è ancora più sicura di sé. Tua con motori benzina e turbo diesel common rail. Garanzia: per le versioni benzina e diesel 7 anni/150.000 km. Dettagli Kia di 3.000 €. I.P.T. esclusa. Versione 1.4 CVVT Platinum benzina 5 CO2 (g/km) da 110 a 158. Le foto sono inserite a titolo di riferimento. concessionari che aderiscono all’iniziativa, valida per le auto disponibili in

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MONDO I POSTICIPI DELLA LIGA BIANCOVERDI A PUNTEGGIO PIENO, VINCE ANCHE L’ESPANYOL

Il Betis vola: è da solo in testa Santa Cruz ne fa due e trascina gli andalusi al 4-3 sul Saragozza Barça: Afellay k.o. In attesa che Barça e Real decollino sul serio, la Liga si gode una sorpresa: in testa c’è il Betis Siviglia. I biancoverdi di Pepe Mel — neopromossi in Primera Division dopo due stagioni nella B spa-

gnola — giocano in 10 per metà ripresa e rifilano un 4-3 al Saragozza: primo posto a 12 punti, unica squadra della Liga ad averle vinte tutte. Reti: nel primo tempo Santa Cruz (B) al 7’, Salva (B) al 12’ e Juarez (S) al 36’; nella ripresa Beñat (B) su rigore al 2’, ancora Santa Cruz (B) al 5’ e la doppietta di Juan Carlos (S) al 32’ e 34’ fissano il risultato. Nell’altro posticipo, l’Espanyol ha battuto il Getafe con un gol di Pandiani e sale a quota 6.

to. Dopo Sanchez, Guardiola perde un altro giocatore. Afellay potrebbe essere costretto a restare fuori dai 4 ai 6 mesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roque Santa Cruz, 30 REUTERS Afellay k.o. Brutta notizia per

il Barcellona: nell’allenamento di ieri, l’olandese Ibrahim Afellay si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e oggi sarà opera-

QUINTA GIORNATA Osasuna-Siviglia 0-0; Real Sociedad-Granada 1-0; Villarreal-Maiorca 2-0; Malaga-Athletic Bilbao 1-0; Racing Santander-Real Madrid 0-0; Atletico Madrid-Sporting Gijon 4-0; Rayo Vallecano-Levante 1-2; Valencia-Barcellona 2-2; Espanyol-Getafe 1-0; Betis Siviglia-Saragozza 4-3. CLASSIFICA Betis 12; Valencia, Malaga 9; Levante, Barcellona, Siviglia 8; Atletico Madrid, Real Sociedad, Real Madrid 7; Espanyol 6; Rayo Vallecano, Osasuna 5; Saragozza, Villarreal 4; Granada, Maiorca 3; Racing Santander 2; Athletic Bilbao, Getafe 1; Sporting Gijon 0.

4

I NUMERI

3

le vittorie di Mourinho sulla panchina del Real Madrid in questa stagione dopo sette gare ufficiali: 6-0 al Saragozza e 4-2 al Getafe nella Liga e 1-0 alla Dinamo Zagabria in Champions

IL PRESIDENTE UEFA: «PER NOI E’ FUORI»

Caso Sion: il pm svizzero convoca Platini e Infantino

Gianni Infantino, a sinistra, e Michel Platini AFP

Mou, settembre da dimenticare E i tifosi sono stufi

DAL NOSTRO INVIATO

FABIO LICARI LIMASSOL (Cipro)

José Mourinho, 48 anni EPA

Il Real non partiva così male in campionato da 6 anni. Voci sullo spogliatoio in subbuglio MARCO FALLISI

Mentre l’eterno nemico Ranieri prende possesso del territorio che José Mourinho in due stagioni aveva disseminato di tituli, lo Special One si trova a fare i conti con il presente. E non è che tornino un granché. Appena 7 punti sui 12 disponibili dopo quattro giornate di Liga, con frenata nelle ultime due: sconfitta contro il Levante e 0-0 a Santander. A Madrid non vivevano una partenza tanto disastrosa da sei anni: era il 2005-06, in panchina cominciò Luxemburgo (6 punti in 4 gare) poi sostituito da Lopez Caro, che alla fine si piazzò secondo a -12 dal Barcellona. Tifosi delusi Il Real che non sa più segnare e che lascia punti comincia a stufare anche i tifosi: «As» ha lanciato il classico sondaggio sulle colpe della crisetta e il 71% dei 175mila votanti ha puntato il dito verso Mou, il 18% contro i giocatori e il 10% contro Florentino Perez. E leggendo le migliaia di commenti dei lettori della versione online di «Marca» (che ieri titolava «Madrid senza luce»), non mancano le accuse al

a prendere le distanze.

Per l’aggressione a Vilanova in Supercoppa si va verso 2 o 3 turni di stop portoghese: «Con tutta questa ossessione per la simulazione e le scene dimentichiamo l’essenza del calcio», «Credo nel Real, non credo in Mourinho» o ancora «Basta, vogliamo Benitez». Caso spogliatoio? Altra grana, una squadra che non sembra più così compatta attorno alla sua guida. Nonostante la fiducia di Casillas («io credo in questa squadra», ha scritto sulla sua pagina di Facebook) e la chiusura totale imposta da Mou ai suoi, a sentire gli spifferi che girano in Spagna nel Madrid ci sarebbe del malumore: per «El Pais» lo zoccolo portoghese-brasiliano (Coentrao, Ronaldo, Pepe, Marcelo e Carvalho più Di Maria, stesso procuratore di Mou, Jorge Mendes) sarebbe dalla sua parte, mentre gli altri (da Alonso a Ramos, rimasto in panchina con il Racing) avrebbero cominciato

Basta lamentele Da cosa? Dalla strategia della protesta a oltranza verso arbitraggi e poteri forti che lo Special One ripete ormai come un mantra: contro il Racing, per citare l’ultima, i suoi non avrebbero trovato il ritmo «per le continue simulazioni degli avversari». Sulla questione è intervenuto Jorge Valdano, ex dg del Real che lasciò proprio per dissidi con Mou: «Consiglio al Real di concentrarsi sul calcio e sugli allenamenti e di abbandonare tutte le teorie arbitrali. La squadra produce poco gioco, tutti vogliono dimostrare di saper correre e lottare, ma dimenticano di giocare».

2

le partite consecutive senza gol per il Real in questa stagione: 0-1 dal Levante e 0-0 con il Racing Santander

Stop Unica nota «lieta» in que-

1

sto settembre nerissimo, le indiscrezioni sulla squalifica per l’aggressione a Vilanova, vice di Guardiola, nel ritorno della Supercoppa: per il giudice sportivo si sarebbe trattato di un gesto che non poteva arrecare gravi lesioni e i turni di squalifica dovrebbero essere due o tre. Dribblato il maxi-stop. Almeno quello.

il trofeo vinto da Mourinho con il Real: la Coppa del Re 2010-11, battendo il Barcellona con un gol di Cristiano Ronaldo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Quando Blatter fu rieletto a giugno, Platini gli chiese novità — su trasparenza e lotta agli scandali — entro tre mesi. Non puntualissimo, Blatter risponderà nell’Esecutivo Fifa di ottobre. Promesse, tante. Ma poi? Intanto dalle 53 federazioni europee arriva un messaggio forte: basta con i trucchetti (tipo la commissione con Placido Domingo e Kissinger), è ora di cambiare. Durissima la Germania, distante anche Platini. Non è stata l’unica questione di questi giorni di Cipro. Le federazioni e l’Uefa hanno sviluppato vari temi. In sintesi: 1) si va verso la scomparsa dell’amichevole d’agosto (con più doppie date per nazionali) per cercare di accontentare i club; 2) Platini spinge per nuove qualificazioni all’Europeo con gruppi più piccoli e tornei amichevoli (con i diritti tv centralizzati); 3) si studia seriamente la possibilità di campionati sovranazionali (tipo Belgio-Olanda-Scozia); 4) Polonia-Ucraina, come dice Platini, «sarà come segnare un gol all’ultimo (nel senso che sarà un Euro di basso profilo organizzativo e finanziario, ma ormai...); 5) su fair play e scommesse non si torna indietro. E poi c’è il problema Sion, escluso dalle coppe e andato in tribunale. Platini: «Per le regole sportive il Sion è fuori». Però martedì c'è l'udienza in tribunale civile e intanto il pm svizzero, in seguito alle denunce del club, ha convocato Platini e il segretario Infantino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

la fotonotizia

Allo stadio? Donne e bimbi Spettatori 41mila, segni particolari: solo donne e bambini. Ecco come si presentava mercoledì il Sukru Saracoglu di Istanbul per l'1-1 tra Fenerbahçe e Maniaspor: un’alternativa originale alle «porte chiuse» ideata dalla federcalcio turca AP

COPPA DI RUSSIA ANZHI ELIMINATO NEGLI OTTAVI DALLA DINAMO

TOUR DEL TROFEO

GERMANIA

Eto’o sfiora la rissa Poi incontra Materazzi

Piazza Rossa di Mosca più ricca La Champions League tra la gente

Rangnick abbandona la panchina dello Schalke: «Esaurimento nervoso»

Samuel mette le mani al collo di un avversario. L’amico Matrix va a trovarlo a Mosca LUCA BIANCHIN

Per una serata, Eto’o ha ribaltato il mondo. Al minuto 77 di Dinamo-Anzhi, ottavi di finale della Coppa di Russia, è andato vicino al gol della settimana a testa in giù, in rovesciata: cross dalla destra e fantastica bicicletta, respinta dal portiere

Shunin. Alla fine dei supplementari, ha fatto una cosa non da Eto’o, prendendo per il collo Leandro Fernandez, difensore argentino della Dynamo. Samuel aveva appena sbagliato un gol e Fernandez, a giudicare dalle immagini, gli aveva appena detto due parole non simpatiche. Hanno fatto pace presto, ed Eto’o è tornato a mostrare il sorrisone. L’Anzhi invece è triste: la Dynamo ha vinto 1-0 con gol di Kokorin ed Eto’o è stato eliminato. Poco male, l’obiettivo dichiarato dell’Anzhi è il campionato, per arrivare presto in Champions. Samuel, poi, ha sorriso anche in spogliatoio, dove ha trovato Marco Materaz-

Eto’o attacca Leandro Fernandez

zi, «mio fratello» come dice lui. Matrix era a Mosca, dove è stato anche ospite di una trasmissione della tv russa. A Makhachkala invece hanno letto altri nomi nella lista dei possibili acquisti di gennaio del ricchissimo Anzhi: Gerrard, Lampard e Maicon. Era già successo con Krasic e Mourinho, Capello e Cristiano Ronaldo. Una compagnia di qualità. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(a. cap.) Per la prima volta la Piazza Rossa di Mosca ospita una manifestazione sportiva e non istituzionale. Da oggi a domenica farà da cornice alla regina Champions League che sarà a disposizione di tutti gli sportivi che potranno farsi la foto, provare a sollevarla al cielo come i campioni, scoprire i nomi dei vincitori incisi sul retro. E la Champions la portano gli italiani: l’iniziativa è dello sponsor Champions UniCredit che è la quinta banca europea e la prima italiana. Già la coppa ha fatto un week end a San Pietroburgo nella piazza del Museo Hermitage, poi nei prossimi fine settimana sarà tutta della gente di Ucraina (Kiev, poi Donetsk) e Serbia (Belgrado). Ci saranno anche campioni come Luis Figo, Cafu e Alenichev. Gianni Franco Papa, responsabile per l’Est di UniCredit: «E’ una manifestazione di gioia che porta migliaia di persone a vivere un momento di forte impatto emotivo, dal forte valore simbolico, in Paesi che con l’ottimismo e l’innovazione crescono di due punti di Pil in più rispetto al resto d’Europa. E noi li supportiamo».

L’allenatore Ralf Rangnick ha lasciato la panchina dello Schalke 04 per motivi di salute. Il 53enne tecnico, alla guida del club di Gelsenkirchen dallo scorso marzo dopo l’esonero di Felix Magath, ha rassegnato le dimissioni perché afflitto da una «sindrome da esaurimento». La squadra sarà temporaneamente ai vice Gisdol e Eichkorn. SETTIMA GIORNATA Oggi: Stoccarda Amburgo. Domani: Borussia Moenc. Norimberga; Augsburg Hannover; Mainz Borussia Dortmund; Schalke 04 Friburgo; Wolfsburg Kaiserslautern; Bayern Leverkusen. Domenica: Colonia Hoffenheim; Werder Hertha. CLASSIFICA Bayern 15; Borussia M. e Werder 13; Hoffenheim 12,Hannover 11, Leverkusen, Stoccarda e Norimberga 10; Hertha e Schalke 9; Borussia Do,, Colonia e Mainz 7; Wolfsburg 6; Kaiserslautern 5,Friburgo 4; Augsburg 3; Amburgo 1.


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VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011


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SERIE BWIN IL PERSONAGGIO FILIPPO GRIMALDI GENOVA

Semplice, in fondo: è di nuovo Mac, deve soltanto tornare Big. Ma il vento, ormai, ha fatto il suo giro, e Massimo Maccarone deve essersi accorto che il purgatorio blucerchiato dell’attaccante — più simile, nei fatti, a un esilio — era finito per davvero il 4 settembre scorso, quando l'ultimo manipolo dei contestatori sampdoriani, con la squadra di Atzori in vantaggio per 6-0 sul Gubbio a un quarto d'ora dalla fine, aveva avuto il coraggio (si fa per dire) di fischiarlo. Un brusio fastidioso subito coperto, va detto, dagli applausi dei ventimila del Ferraris, tutt’altro che intenzionati (i tifosi più assennati) a rinfacciargli una volta di più errori, peccati ed omissioni di una retrocessione che non aveva avuto certo lui come unico colpevole della disfatta. Il fardello Un’eredità pesante,

quella del Pazzo, il cui addio alla Samp peraltro si era concretizzato dopo l’arrivo di Maccarone a Genova. Vista con il senno di poi, quell’avventura sarebbe stata quasi impossibi-

Tutti uguali Nella Samp di oggi

Samp, ecco Mac per tornare Big Massimo Maccarone, 32 anni

L’infortunio di Pozzi lancia Maccarone I tifosi l’hanno perdonato, ora tocca a lui

105

I gol che ha segnato in Italia tra serie A (52), B (26) e C2 (27). Al Middlesbrough in tre stagioni e mezza ne ha fatti 18

2

Le presenze di Maccarone in Nazionale: l’ha fatto giocare Trapattoni nel 2002 contro l’Inghilterra e il Galles

le per chiunque, dopo il doppio addio Fantantonio-Pazzini. Poi, il destino ha fatto — in negativo — la sua parte. Per l’ex attaccante del Palermo, rigore sbagliato nella gara persa contro il Parma in casa ad inizio marzo (nel giorno in cui proprio l’ex gemello sampdoriano di Cassano fece invano un piacere alla Samp segnando al Lecce, avversaria nella lotta per la salvezza), pesante contestazione ad aprile a Bogliasco, spiacevolissimo bis a stagione ormai definitivamente compromessa, un mese dopo. Big Mac un fantasma, messo k.o. non solo dalla classifica, ma anche (e soprattutto) da momenti molto difficili sul piano personale.

NEWPRESS

La riscossa Acqua passata, perchè adesso la musica è cambiata. Maccarone ci ha messo un po’ a metabolizzare un’annata maledetta, ma alla fine ha riacceso i motori, e pazienza se adesso avere cinque rivali nel suo reparto vuol dire sudarsi ogni sabato una finestra da protagonista durante la partita. Stavolta, però, pare davvero il suo turno. E' successo che il povero Pozzi martedì scorso sia andato k.o., ed ora dunque domani a Bergamo tocchi a lui, favorito rispetto al compagno Piovaccari, che sta probabilmente ancora smaltendo le scorie dell’esclusione nell’ultima sfida contro il Grosseto a Marassi.

Nuova vita Maccarone è muto.

Vuole dimostrare sul campo che quel giocatore visto da gennaio a maggio non c’è più. I suoi numeri erano stati impietosi: 17 presenze, 5,35 di voto medio secondo la Gazzetta, ottavo peggior attaccante della A, con gli ex compagni Macheda e Biabiany. Dimenticati, come il vecchio Mac. © RIPRODUZIONE RISERVATA

6a giornata (domani, ore 15) VENTURA CAMBIA L’ATTACCO DEL TORO: DENTRO ANTENUCCI, FUORI BIANCHI CLASSIFICA SQUADRE

PT

SASSUOLO PADOVA BRESCIA TORINO REGGINA LIVORNO SAMPDORIA GROSSETO PESCARA ALBINOLEFFE VERONA CITTADELLA NOCERINA BARI VARESE CROTONE (-1) MODENA EMPOLI VICENZA GUBBIO ASCOLI (-7) JUVE STABIA (-1)

12 11 11 11 10 10 9 9 9 7 7 7 5 5 5 4 4 3 1 1 0 0

PARTITE G V N P 5 4 0 1 5 3 2 0 5 3 2 0 5 3 2 0 5 3 1 1 5 3 1 1 5 2 3 0 5 2 3 0 5 3 0 2 5 2 1 2 5 2 1 2 5 2 1 2 5 1 2 2 5 1 2 2 5 1 2 2 5 1 2 2 5 1 1 3 5 1 0 4 5 0 1 4 5 0 1 4 5 2 1 2 5 0 1 4

RETI F S 7 2 10 5 6 2 6 2 12 6 7 3 11 3 7 4 11 10 9 9 7 7 8 10 5 6 4 5 2 5 3 5 6 10 7 11 3 9 4 15 6 6 2 8

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

2010 – 2011

PROSSIMO TURNO Venerdì 30 settembre, ore 19 CROTONE-VICENZA Ore 20.45 SAMPDORIA-TORINO, VARESE-SASSUOLO Sabato 1 ottobre, ore 15 BARI-LIVORNO, CITTADELLA-NOCERINA, EMPOLI-PADOVA, GROSSETO-ASCOLI, GUBBIO-VERONA, MODENA-BRESCIA, PESCARA-ALBINOLEFFE, REGGINA-JUVE STABIA

GUBBIO VARESE

ALBINOLEFFE SAMPDORIA

ASCOLI VERONA

C’è Previtali da sostituire Cristiano avanza nel 4-4-2

In mezzo si rivede Parfait Problemi per Boniperti

Risoluzione con Martinez Zoboli, Zambelli e Vass k.o.

Consonni non ce la fa Al suo posto c’è Ronaldo

ALBINOLEFFE A causa dell’indisponibilità di Previtali, il tecnico Fortunato ha provato diverse soluzioni per il centrocampo. Il modulo potrebbe essere il 4-4-2 con Cristiano a centrocampo e il conseguente rientro di Regonesi sulla linea dei difensori. In attacco Cocco e Cisse oppure soltanto il primo con l’inserimento di Girasole a centrocampo. SQUALIFICATI Previtali. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Tomasig; Daffara, Malomo, Bergamelli, Regonesi; Pacilli, Laner, Hetemaj, Cristiano; Cisse, Cocco. All. Fortunato.

ASCOLI Castori ritrova a centrocampo Parfait rientrato dopo una lunga assenza per impegni con la nazionale Under 23 del Camerun. Assenti gli infortunati Sbaffo e Andelkovic, è in dubbio anche Boniperti: l’ex juventino nell’allenamento di ieri ha dovuto fermarsi a causa di un risentimento muscolare. A sinistra della difesa ci sarà spazio per Tamburini. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Pederzoli. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Guarna; Gazzola, Peccarisi, Faisca, Tamburini; Parfait, Pederzoli, Di Donato; Papa Waigo, Romeo, Beretta. All. Castori.

BRESCIA Risoluzione consensuale del contratto per Martinez, che continuerà ad allenarsi con la squadra in attesa di una nuova sistemazione. Scienza contro il Cittadella non disporrà di Zoboli (ginocchio destro malconcio: nuovi accertamenti la prossima settimana), Zambelli (fascite plantare) e Vass (distrazione al quadricipite). SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Jonathas. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2) Arcari; Berardi, De Maio, Magli, Daprelà; El Kaddouri, Salamon, Budel; Juan Antonio; Jonathas, Feczesin. All. Scienza.

GROSSETO Ugolotti deve rinunciare a Consonni, toccato duro a un ginocchio a Genova: per la sua sostituzione sembra favorito il brasiliano Ronaldo, anche se è tornato a disposizione Zanetti. A posto anche Sforzini, precauzionalmente a riposo nella partitella. Invariato il reparto difensivo. In avanti ballottaggio tra Gerardi e Alfageme. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Olivi. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Narciso; Petras, Padella, Olivi, Giallombardo; Mancino, Crimi, Ronaldo, Caridi; Gerardi, Sforzini. All. Ugolotti.

Palombo non è al meglio Per Foggia si decide oggi

Azioni del club a mille tifosi Ferrari di nuovo dall’inizio

Anche Job in infermeria Davanti Maah-Di Carmine

C’è Gabionetta con Ciano Dubbio Djuric-Pettinari

SAMPDORIA Maccarone in vantaggio su Piovaccari al posto dell’infortunato Pozzi. Gastaldello ha lavorato in gruppo e verrà convocato. Allenamento differenziato per Palombo e Foggia: la presenza del capitano a Bergamo non sembra a rischio, mentre il secondo verrà valutato oggi durante la rifinitura (Bentivoglio è in preallarme). SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Costa, Volta. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Romero; Volta, Gastaldello, Accardi, Castellini; Foggia, Palombo, Obiang, Semioli; Bertani, Maccarone. All. Atzori.

VERONA E’ partita a Verona un’iniziativa di azionariato popolare che in pochi giorni ha già raccolto quasi mille adesioni. Mandorlini va verso la conferma di Mareco in difesa, di Tachtsidis a centrocampo e D’Alessandro in attacco. Ferrari potrebbe tornare a tempo pieno in avanti e Bjelanovic andare inizialmente in panchina. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Rafael; Abbate, Mareco, Maietta, Scaglia; Russo, Tachtsidis, Hallfredsson; Gomez, Ferrari, D'Alessandro. All. Mandorlini.

CITTADELLA Tra i convocati torna Carra, mentre mancano ancora Di Nardo e Gorini. Tuttavia l’infermeria si è riempita ancora: nelle ultime ore, infatti, si è aggiunto anche Job, che è alle prese con i postumi di una botta al ginocchio. Per l’attacco Foscarini sta pensando alla coppia composta da Maah e Di Carmine. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Cordaz; Martinelli, Pellizzer, Scardina, De Vito; Di Roberto, Schiavon, Baselli, Bellazzini; Maah, Di Carmine. All. Foscarini.

CROTONE Menichini sembra intenzionato a dare fiducia alla squadra che ha ben figurato e vinto contro l’Empoli. Sarà sicuramente titolare Gabionetta assieme a Ciano in attacco. Djuric e Pettinari in ballottaggio per una maglia. Centrocampo riconfermato con il brasiliano Caetano che parte titolare. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Belec; Florenzi, Vinetot, Terigi, Mazzotta; Caetano, Eramo, Galardo; Gabionetta, Pettinari, Ciano. All. Menichini.

ARBITRO Candussio di Cervignano.

ARBITRO Cervellera di Taranto.

ARBITRO Palazzino di Ciampino.

ARBITRO Mariani di Aprilia.

JUVE STABIA PESCARA

NOCERINA TORINO

BRESCIA CITTADELLA

PADOVA MODENA

regna la meritocrazia: Atzori non ne ha mai fatto mistero, con nessuno. Maccarone si è messo diligentemente in coda: vige solo la regola del lavoro, che paga sempre. Maccarone, oltre al suo allenatore, doveva convincere pure chi, sugli spalti, continuava a dannarsi l’anima pensando alle delusioni del passato. L'applauso convinto che (tutto) il Ferraris gli ha tributato nel giorno del pari con il Grosseto è servito a sdoganarlo definitivamente. Un’altra storia, la vita può ricominciare. Domani a Bergamo si forma un'altra coppia, pronta a ridare fiato ad un attacco che rimane il migliore della B, con il Pescara, a quota undici.

GROSSETO CROTONE

SASSUOLO BARI

Cottafava subito in campo Recuperato Bartolucci

Braglia: «Mi salvo e lascio» Cambio di modulo: 4-3-1-2

Plasmati stop per 15 giorni Biglietti, prevendita super

La fascia destra a Donati Bovo al posto di Cuffa

Si ferma anche Consolini Pea conferma il 4-3-3

GUBBIO Pecchia recupera Bartolucci (che però andrà in panchina) e per la difesa può contare anche sull’ultimo rinforzo Cottafava, che ha firmato ieri sera un contratto annuale con opzione per il secondo in caso di salvezza. Centrocampo a 4 con Bazzoffia esterno destro pronto a salire per trasformare il 4-4-2 in 4-3-3. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Raggio Garibaldi. PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2) Donnarumma; Caracciolo, Cottafava, Benedetti, Farina; Bazzoffia, Sandreani, Lunardini, Raggio Garibaldi; Ciofani, Ragatzu. All. Pecchia.

JUVE STABIA Braglia annuncia il suo addio a fine stagione («Salvo la Juve Stabia e me ne vado») e, contro la bestia nera Zeman, rivoluziona modulo e uomini. Si passa a un più coperto 4-3-1-2 con Mezavilla alle spalle delle punte. In difesa rientra Molinari, assente da agosto, a centrocampo Di Tacchio titolare, in attacco Sau debutta dal primo minuto. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Di Cuonzo. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2) Colombi; Baldanzeddu, Fabbro, Molinari, Biraghi; Scozzarella, Danucci, Di Tacchio; Mezavilla; Danilevicius, Sau. All. Braglia.

NOCERINA Plasmati, dopo la botta rimediata a Bari, dovrà star fermo due settimane. In preallarme Caturano che potrebbe giocare uno spezzone di partita. Pomante si è rimesso dall’infortunio ed è disponibile. De Franco, invece, ne avrà ancora per qualche settimana. Prevendita dei biglietti super: oltre 1.500 quelli venduti fino a ieri sera. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Marsili. PROBABILE FORMAZIONE (3-4-3) Gori; Pomante, Di Maio, Filosa; Del Prete, De Liguori, Bruno, Bolzan; Farias, Castaldo, Negro. All. Auteri.

PADOVA Dal Canto ha ricevuto la visita di Luis Oliveira, suo compagno di squadra ai tempi del Bologna. Donati dovrebbe ritrovare il posto da titolare a destra in difesa. Recuperato Bovo, da verificare le condizioni di Cuffa. In attacco Ruopolo o Cacia: sono in tre (Drame, Cutolo, Lazarevic) per gli altri due posti sugli esterni. Ancora indisponibile Hallenius. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Drame. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Pelizzoli; Donati, Schiavi, Trevisan, Renzetti; Bovo, Milanetto, Marcolini; Cutolo, Cacia, Lazarevic. All. Dal Canto.

SASSUOLO Consolini, che ieri si è allenato a parte, potrebbe allungare la lista delle assenze che già comprende Troiano, Bruno, Bianco e Noselli. Nonostante tutto il Sassuolo giocherà con un 4-3-3 non dissimile da quello che ha sbancato Ascoli: scontate le conferme di Marzoratti, Bianchi e Masucci, possibile staffetta in attacco tra Boakye e Marchi. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Pomini; Marzoratti, Piccioni, Terranova, Longhi; Magnanelli, Valeri, Bianchi; Masucci, Boakye, Sansone. All. Pea.

Nadarevic in forte dubbio Troest stringe i denti

Zeman cambia in difesa Disponibile pure Soddimo

Vives chiede un posto In difesa si rivede Glik

Turati ha scontato i 3 turni Convocazione per Petre?

Infortunio per Bogliacino Scavone scalza De Falco

VARESE Carbone ritrova Carrozza, ma non sa ancora se potrà contare sugli acciaccati Terlizzi e De Luca. In forte dubbio anche Nadarevic. Troest, che lamenta un problema al ginocchio, non è al meglio, ma dovrebbe recuperare. In attacco è pronto al debutto Martinetti, recuperato dal trauma al collo. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1) Bressan; Cacciatore, Troest, Terlizzi, Grillo; Corti, Filipe; Zecchin, Neto Pereira, Carrozza; Cellini. All. Carbone.

PESCARA Con Romagnoli e Capuano infortunati, Zeman sta valutando le possibili alternative in difesa. Brosco e Bocchetti o un baby tra Perrotta e Bacchetti dal 1’. In attacco tornato disponibile Soddimo. Il boemo non sembra intenzionato a modificare il tridente titolare, però Maniero potrebbe insidiare il posto di Immobile. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Zanon. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3) Anania; Zanon, Brosco, Bocchetti, Balzano; Cascione, Verratti, Kone; Sansovini, Immobile, Insigne. All. Zeman.

TORINO Quattro partite dopo quella di Cittadella, Antenucci è pronto per tornare titolare; in panchina stavolta potrebbe andare Bianchi. Scalpita anche Vives, in lizza con Basha e Iori (comunque favoriti) per un posto a centrocampo. Al centro della difesa inoltre torna Glik, che prende il posto di Di Cesare. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-2-4) Coppola; Darmian, Glik, Ogbonna, Parisi; Basha, Iori; Verdi, Ebagua, Antenucci, Stevanovic. All. Ventura.

MODENA Il rientro di Turati dopo tre turni di squalifica dovrebbe essere l’unica novità. Ancora infortunati l’ex Di Gennaro e Greco, Bergodi potrebbe convocare il romeno Petre che ha giocato solo la prima di campionato prima di infortunarsi con la nazionale. Anche Milani e Ciaramitaro potrebbero essere convocati. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI nessuno. PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2) Caglioni; Turati, Diagouraga, Perna, Rullo; Dalla Bona, Giampà, De Vitis; Carraro; Bernacci, Fabinho. All. Bergodi.

BARI Per Bogliacino risentimento alla coscia sinistra, Scavone potrebbe essere preferito a De Falco. Fuori Rivaldo. Oggi il Collegio Arbitrale esamina il deferimento di Salvatore Masiello: il difensore, che lanciando un piatto procurò una ferita al braccio destro di Crescenzi, rischia da una sanzione fino alla rescissione del contratto. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Donati. PROBABILE FORMAZIONE (4–2-3–1) Lamanna; Crescenzi, Borghese, Dos Santos, Garofalo; Scavone, Donati; Defendi, Bogliacino, Rivas; De Paula. All. Torrente.

ARBITRO Di Bello di Brindisi.

ARBITRO Velotto di Grosseto.

ARBITRO Giancola di Vasto.

ARBITRO Merchiori di Ferrara.

ARBITRO Gallione di Alessandria.

L’ANTICIPO ORE 20.45

Novellino cerca il tris da Baldini VICENZA LIVORNO VICENZA (4-3-1-2) 88 FRISON 19 MARTINELLI 44 AUGUSTYN 3 BASTRINI 26 PISANO 79 GAVAZZI 2 PARO 24 RIGONI 6 MISURACA 10 ABBRUSCATO 27 PAOLUCCI All. BALDINI

LIVORNO (4-1-4-1) 33 BARDI 77 SALVIATO 17 MIGLIONICO 23 LAMBRUGHI 3 PIERI 20 GENEVIER 70 RAMPI 6 BARONE 21 LUCI 8 DIONISI 9 PAULINHO All. NOVELLINO

PANCHINA 1 Acerbis, 4 Zanchi, 5 Minieri, 18 Rossi, 39 Soligo, 22 Bariti, 11 Tulli

PANCHINA 19 Mazzoni, 4 Bernardini, 7 Belingheri, 43 Bigazzi, 2 Perticone, 88 Piccolo, 91 Remedi

ARBITRO Calvarese di Teramo GUARDALINEE Stallone-Posado PREZZI da 10 a 40 euro TV Sky Sport 1 HD, Sky SuperCalcio HD e Sky Calcio 1 HD; Premium Calcio. Inizio alle 20.45 VICENZA Ieri mattina Tonucci ha preso un colpo al ginocchio sinistro e forse non ce la farà: nel caso sarebbe confermato Bastrini al fianco di Augustyn. Dubbi restano a centrocampo anche se pare probabile il ritorno in mediana di Gavazzi accanto a Paro e a Rigoni, che dovrebbe tornare dall’inizio. Squalificati nessuno. LIVORNO Niente da fare per Knezevic, che non è stato nemmeno convocato: al suo posto viene schierato Miglionico. A centrocampo Barone sembra avere vinto il ballottaggio con il giovane Remedi. Per il resto Novellino, che cerca la terza vittoria consecutiva, conferma il 4-1-4-1. Squalificati nessuno.

IL POSTICIPO

Lunedì sera l’Empoli in crisi con la Reggina Il programma della sesta giornata sarà completato lunedì sera dal posticipo tra l’Empoli, in crisi dopo quattro sconfitte consecutive, e la Reggina, che invece è aggrappata alle prime posizioni. E’ la partita di Alfredo Aglietti, allenatore della squadra toscana ed ex attaccante di quella calabrese. Fischio d’inizio alle ore 20.45: arbitra Giacomelli di Trieste.


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VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011


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LEGA PRO L’INCHIESTA

Buoni risultati con tanti giovani: il Como fa centro

PRIMA DIVISIONE

Piacenza, ritorna lo storico derby con la Cremonese

Viareggio, Foligno, Alto Adige e Portogruaro hanno l’età media più bassa, ma pochi punti GIULIO DI FEO

Prima Lab, dove i giocatori si fanno e si conservano. Complici anche le nuove regole di ripartizione dei contributi (più minuti baby, più soldi prendi), la terza serie implementa il suo ruolo di serbatoio per il calcio che conta. E basta un’occhiata alle medie età per capire che qui i più vecchi sono sempre meno vecchi (ma non mancano gli evergreen tipo Colacone, Godeas, Ginestra e così via) e i più giovani sempre più importanti.

il casus belli era la squalifica non scontata del centrale Monopoli (’92), ma tra i toscani brilla pure Maltese (’92), regista scuola Palermo che ha studiato da Liverani. Tutte quelle con 3 su 3, guarda caso, hanno il più piccolo che fa la star. A Lanciano in attacco c’è Improta, a 17 anni titolarissimo, tira i rigori (e se li sbaglia poi segna, come contro la Triestina) e dona grande energia. E se il Trapani a sinistra trova in Ficarrotta (’90) un concentrato di estro, il Pergocrema sulla fascia opposta ha Rizzo, stessa età, meno fantasia ma corsa a quattro pol-

Vincenti Ne esce penalizzata

l’età di mezzo, i giovani ma non troppo. Ma si inizia a produrre. Il Carpi, per esempio, è in testa al girone A (due vinte sul campo, una a tavolino) e il suo 4-4-2 ha l’anima verde. In difesa ci sono il più anziano (Cioffi) e il più giovane (Lorusso), assieme a Laurini (’89) a destra e all’ex Juve De Paola (’90) al centro. Davanti, a sinistra c’è Di Gaudio (’89, pescato 2 anni fa in D al Castelfranco) e i gol li fa Eusepi, promessona che a 22 anni è già al nono club ma i numeri per esplodere li ha. La gara a tavolino l’hanno vinta a Viareggio, che con 22 anni e 4 mesi di media è il team più giovane:

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Gli anni di Jonathan Ferrante, nato il 27 giugno 1995: gioca nel Piacenza e per ora è il più giovane del campionato

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Gli anni di Roberto Colacone, nato il 26 aprile 1974: gioca nel Monza e per ora è il più anziano del campionato

moni. E poi la Cremonese, che con Favalli (’92) ha un esterno mancino che fa entrambe le fasi con piglio da trentenne. Anni d’oro Comparando le classifiche di età e punti, l’andamento è grossomodo opposto ed è facile capire perché: chi vuol vincere subito, tipo Spezia (28 anni e 4 mesi) o Sorrento (28 e 11, la più old ma occhio al bulldozer di mediana Armellino), sul mercato guarda a chi la differenza la fa già. Chi fa centro è il Como: quinta età media e secondo posto nel girone, grazie al 4-2-3-1 di Ramella forte della solidità dei ’90 Zullo e Bardelloni. Poi il Benevento: big sì, ma poco meno di 25 anni di media e due talentoni fatti in casa, Falzarano (’92) e Vacca (’90). I singoli? Il Foligno, seconda più giovane, davanti concede minuti a Brunori Sandri (’94 della Berretti con cui spera di ripetere l’exploit Giacomelli), ma la palma spetta al Piacenza. Dove Monaco, a 5’ dal termine contro l’Alto Adige (baby team del girone B davanti al Portogruaro, centroclassifica per entrambe), al posto di Guzman ha messo Ferrante, 16 anni. Più giovani di così, per giunta sulla scia degli Inzaghi e dei Gila, non ce ne sono. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Walter Zullo, 21 anni, difensore centrale del Como di Ernestino Ramella: è arrivato a gennaio, prima giocava nel Benevento CUSA

Girone A SQUADRA VIAREGGIO FOLIGNO FOGGIA PAVIA COMO PRO VERCELLI SPAL AVELLINO LUMEZZANE BENEVENTO MONZA CARPI PISA TRITIUM REGGIANA TERNANA TARANTO SORRENTO

Girone B ETÀ MEDIA 22 ANNI 4 MESI 23 ANNI 23 ANNI 6 MESI 23 ANNI 7 MESI 23 ANNI 8 MESI 24 ANNI 24 ANNI 24 ANNI 7 MESI 24 ANNI 8 MESI 24 ANNI 9 MESI 24 ANNI 10 MESI 25 ANNI 1 MESE 25 ANNI 4 MESI 25 ANNI 6 MESI 26 ANNI 2 MESI 27 ANNI 27 ANNI 8 MESI 28 ANNI 11 MESI

SQUADRA ALTO ADIGE PORTOGRUARO CARRARESE PIACENZA FERALPI SALÒ LATINA PRATO LANCIANO PERGOCREMA ANDRIA FROSINONE CREMONESE TRAPANI BASSANO BARLETTA TRIESTINA SIRACUSA SPEZIA

ETÀ MEDIA 23 ANNI 2 MESI 23 ANNI 4 MESI 24 ANNI 7 MESI 24 ANNI 11 MESI 25 ANNI 9 MESI 25 ANNI 10 MESI 25 ANNI 11 MESI 26 ANNI 4 MESI 26 ANNI 7 MESI 26 ANNI 11 MESI 26 ANNI 11 MESI 27 ANNI 2 MESI 27 ANNI 5 MESI 27 ANNI 6 MESI 27 ANNI 7 MESI 27 ANNI 8 MESI 28 ANNI 28 ANNI 4 MESI

Questa la situazione in Prima divisione dopo tre giornate e le partite del prossimo turno: GIRONE A Carpi p. 9; Taranto ( 1) 8; Como 7; Ternana e Tritium 6; Sorrento e Pisa 5; Pro Vercelli e Spal 4; Avellino e Monza 3; Pavia e Foggia 2; Benevento ( 6) 1; Reggiana ( 2) e Lumezzane 0; Foligno ( 1) e Viareggio ( 1) 1. Così domenica (ore 15): Foggia Monza; Foligno Benevento; Lumezzane Ternana; Pavia Carpi; Pro Vercelli Pisa; Reggiana Como; Sorrento Taranto; Tritium Spal; Viareggio Avellino. GIRONE B Pergocrema, Lanciano e Trapani p. 9; Barletta 7; Triestina 6; Spezia e Alto Adige 4; Cremonese ( 6), Carrarese, Frosinone e Portogruaro 3; Siracusa ( 2) e Andria 2; Feralpi Salò e Latina 1; Prato e Bassano 0; Piacenza ( 4) 1. Così domenica (ore 15): Andria Triestina; Bassano Latina; Carrarese Trapani; Feralpi Salò Portogruaro; Frosinone Prato (lunedì 26, ore 20.45); Lanciano Barletta; Pergocrema Alto Adige; Piacenza Cremonese; Siracusa Spezia (ore 14.30). RAVENNA, GUAI PER FABBRI Una truffa ai danni di un'assicurazione sui rimborsi relativi a prestazioni erogate per cure, pare mai fatte, di atleti infortunati. È l'ipotesi che ha portato la Procura di Ravenna a indagare l'ex presidente Gianni Fabbri e i rappresentanti di una palestra e di un poliambulatorio.

L’INIZIATIVA I PREMI CESTANI E LAUDANO DI LEGA PRO E GAZZETTA

Siega, voto 7 con 270’ Miracoli sale a 3 reti Lega Pro e La Gazzetta dello Sport hanno istituito due premi per la stagione 2011-12. Alla fine dei campionati di Prima e Seconda divisione verranno premiati il miglior giovane (premio Cestani) e il miglior marcatore giovane (premio Laudano): sono ammessi i calciatori nati dal 1991 in poi, quelli che per regolamento sono da utilizzare in campionato al fine di ricevere i contributi. Le classifiche verranno pubblicate settimanalmente sulla Gazzetta, ma anche su www.lega-pro.com e www.gazzetta.it.

Premio Laudano Cos’è Anche in questo caso, se ci

Premio Cestani Premio Laudano conda divisione ci sono squadre che giocano più partite) e, in caso di parità, quello più giovane.

Premio Cestani La classifica Nicholas Siega (clasCos’è Il miglior giovane viene scelto con le medie voto della Gazzetta. In caso di parità, vince il giovane che ha giocato più minuti (tenendo presente che in Se-

Santarcangelo, 74’) e Romero (1992, Vigor Lamezia, 41’) media voto 7; Mandorlini (1991, Giacomense, 107’) e De Risio (1991, Benevento, 45’) 6,75.

se 1991, Casale, minuti giocati 270), Fonte (1992, Mantova, 180’), Gialdini (1991, Borgo a Buggiano, 84’), Recchiuti (1994, Giulianova, 74’), Gavoci (1991,

sono più giovani a parità di reti, vince quello che ha giocato meno minuti (tenendo presente anche in questo caso che in Seconda divisione ci sono squadre che giocano più partite) e, in caso di parità, quello più giovane. La classifica Luca Miracoli (1992, Valenzana, 270’) e Daniele Bernasconi (1992, Fondi, minuti giocati 360’) 3 reti; Mastroianni (1992, Montichiari, 42’), Corazza (1991, Portogruaro, 152’), Puntoriere (1991, Vibonese, 211’), R. Improta (1993, Lanciano, 215’), Paci (1991, Giacomense, 250’), G. Improta (1993, Isola Liri, 262’) e Caira (1991, Isola Liri, 270’) 2 reti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Programma Gare Domenica 25 Settembre 2011 1A DIVISIONE GIRONE A Pro Vercelli - Pisa ore 15.00 - Web Canale 50 Sorrento - Taranto ore 15.00 - Blustar TV

1A DIVISIONE GIRONE B Bassano Virtus - Latina ore 15.00 - Telemontegiove Virtus Lanciano - Barletta ore 15.00 - Teleregione

2A DIVISIONE GIRONE B Campobasso - Perugia ore 15.00 - Umbria TV

LUNEDÌ 26 SETTEMBRE 2011 – POST. 1^DIVISIONE GIRONE B

Frosinone - Prato ore 20.45 - Rai Sport 1

LEGA ITALIANA CALCIO PROFESSIONISTICO

INFO, NEWS E RISULTATI ON-LINE

www.lega-pro.com


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VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

FORMULA 1 GP SINGAPORE iridato se...

Le combinazioni di Sebastian

I 6 GP restanti mettono in palio 150 punti: anche Hamilton, staccato di 126 punti da Vettel, può teoricamente laurearsi campione, purché lo preceda a Singapore. Vettel può vincere il titolo già domenica solo se sale sul podio e ci sono determinati piazzamenti dei 4 rivali.

... ARRIVA PRIMO

...ARRIVA SECONDO

...ARRIVA TERZO

Se Vettel vince esclude dai giochi Hamilton. Ma è campione solo se né Button né Webber sono secondi e se Alonso non va a podio. Così Seb avrebbe 309 punti, Alonso fino a 184, Button e Webber a 182 e Lewis a 176.

Conquista il titolo se Hamilton non vince, se Button e Webber non sono nei primi 4 e se Alonso non chiude almeno 7o. Un’ipotesi più complessa perché richiede l’arrivo sul podio almeno di un pilota a sorpresa.

Si laurea campione solo se Hamilton non sale sul podio, se Button e Webber terminano entrambi dal settimo posto in giù e se Alonso non conclude tra i primi 8. Un’ipotesi fantascientifica o quasi.

(statistiche di Giovanni Cortinovis)

Rossa da città Ferrari, la pista giusta per tornare a vincere Alonso spera in un’impresa sull’ultimo «cittadino» dell’anno Arrivano novità su ala posteriore e soffiaggio degli scarichi Rischio pioggia e timori per le luci artificiali. Il futuro di Ecclestone agita il paddock

nazione e una imprevedibile complicazione», dice Jarno Trulli che in 247 GP ne ha viste di tutti i colori. Massa, Alonso, Vettel sono cauti nel dare un giudizio sulla sicurezza, per cui bisognerà attendere gli eventi.

nessuna delle tre precedenti edizioni sia stata bagnata, neppure nelle prove, va considerata un’eccezione. Ora si potrebbe tornare nella norma, perché il meteo annuncia acqua. «Ma — dicono gli organizzatori — non si può prevedere né quanta, né quando: dipende dal vento che cambia sempre». I team sono allertati, i piloti anche, essendo loro a correre i maggiori rischi su una pista comunque insidiosa: «La luce artificiale più la pioggia potrebbero creare una strana combi-

Mondiale Nessun dubbio, però, sul fatto che anche qui la Red Bull si presenti come favorita. Se è andata forte a Monza, puntando su una maggiore velocità nelle curve lente, perché non dovrebbe esserlo a Singapore, dove c’è una quantità impressionante di svolte da seconda o terza marcia? «In teoria — conferma Vettel — è una pista su cui potremmo andar bene. Ma io correrò come le altre volte, senza pensare al titolo. Se arriverà domenica sarò felice, altrimenti vedremo più

PINO ALLIEVI SINGAPORE

Ed eccoci nell’atmosfera un po’ spettrale di Singapore, città-Stato di 5 milioni di abitanti, dove nella zona del porto è stata inventata una pista di F.1 che Ecclestone è felicissimo di riempire di macchine alla modica cifra di 52 milioni di euro all’anno, cinque volte di più (circa) di una gara europea. Un esborso che la piccola repubblica asiatica può sopportare senza traumi, vantando il primato mondiale dei milionari in rapporto alla popolazione, davanti a Hong Kong, Svizzera, Qatar. Caos Il gran premio entra in città e le sue ordinatissime strutture vanno in tilt, con lunghe code, stravolgimenti della circolazione, deviazioni che entrano financo nei parcheggi degli hotel. Un sacrificio necessario per far sapere al mondo che Singapore esiste, che qui si può venire per affari o in vacanza, in una delle 63 isole punteggiate da templi buddisti e spiagge bianche, persino belle se il cielo non è velato: quindi quasi mai. Pericolo Il cielo, appunto. Tro-

vandoci appena sopra l’Equatore, piove spesso e il fatto che

la guida Domani le qualifiche alle 16 su Rai 2 Domenica si corre il GP di Singapore, sul circuito cittadino (5.073 m), 14a tappa (su 19) del Mondiale: previsti 61 giri per un totale di 309,316 km. PROGRAMMA E TV (Orario italiano, -6 ore) Oggi — Libere: 12-13.30; 15.30-17. Domani — Libere: 13-14; Qualifiche: 16-17 (diretta su Rai 2). Domenica — La gara: via alle 14 (diretta su Rai 1).

CLASSIFICA 1. Vettel (Ger- Red Bull) punti 284; 2. Alonso (Spa-Ferrari) 172; 3. Button (GB-McLaren) 167; 4. Webber (Aus-Red Bull) 167; 5. Hamilton (GB-McLaren) 158. WWW.GAZZETTA.IT Guardate la videografica con il giro virtuale sulla pista e le video animazioni con gli assetti delle scuderie principali. Domenica la diretta del GP giro per giro.

avanti». La Ferrari, invece, sa che sull’ultimo circuito cittadino dell’anno può tornare ad avere delle possibilità, considerando che nei precedenti tracciati di questo tipo era andata a nozze. Le novità sulla rosse riguardano l’ala posteriore e innovazioni nel sistema di soffiaggio degli scarichi, sulla base di cose già viste. Basterà per ritrovare una competitività che non c’è stata né a Spa né a Monza, circuiti di caratteristiche opposte a questo? Politica Aspettando i primi re-

sponsi notturni (oggi si girerà dalle 18 alle 23, 12-17 italiane), in mattinata ci sarà una parentesi politica con il Consiglio Mondiale convocato da Jean Todt. Nessun argomento scottante sul tavolo, anche se non sono mai da escludere sorprese, visto che nei box si continua a parlare del futuro di Bernie Ecclestone e della Cvc che non lo vorrebbe più al comando del ramo F.1 (per mettere chi?), del mistero della candidatura del duo John Elkann-James Murdoch alla guida del business dei GP dal 2013, di altri nomi davvero clamorosi che potrebbero uscire a sorpresa dal cilindro di Bernie, se lo stesso manager inglese si salvasse da un paio di vecchi guai giudiziari che gli hanno fatto passare una brutta estate. Tutto è in gioco, tutto è in corsa... © RIPRODUZIONE RISERVATA

SUPERBIKE GP IMOLA

Melandri, obiettivo fermare Checa «L’ultima volta che ho corso qui ero un bimbo ma sono convinto che andremo forte»

Ducati, Carlos potrebbe centrare il Mondiale con una doppietta se Marco finisce 5o o peggio. Ma rimettere in gioco il titolo partendo da -74 punti (ne restano 150) sembra un sogno.

PAOLO GOZZI IMOLA (Bologna)

Ora che Max Biaggi è fuori gioco per la frattura del piede sinistro («Proverò a rientrare domenica prossima in Francia»), tocca a Melandri tentare di rovinare la festa Superbike di Checa. A Imola, pista di casa

Un giovanissimo Marco Melandri, oggi 29 anni, vincitore della 125 a Imola nel ’99 ANSA

Lavoro Melandri avrà un nuovo forcellone, elettronica con freno motore perfezionato nel suo 4 cilindri più potente. Una rivoluzione che arriva a campionato quasi deciso e 2 mesi dopo l’annuncio del ritiro nel 2012: bizzarrie giapponesi. «Nel test di settimana scorsa a Misano — racconta Melandri — siamo andati molto forte (meglio di Checa che lì aveva dominato la gara iridata,

n.d.r.) e sono convinto che le modifiche andranno anche qui dove la Yamaha non ha mai vinto». Al contrario della Ducati: 10 centri in 15 gare a Imola, gli ultimi 2 proprio con Checa. Melandri invece ci ha corso l’ultima volta nel ’99 con la 125 GP. Beffa «Ero un bimbo: nel ’98 uscii davanti dall’ultima curva ma vinse Manako. Mi rifeci l’anno dopo. Con la 125 mi piaceva moltissimo la Piratella, ma con la Superbike si arriva in 4a e sarà tutta un’altra storia. Spero che il meteo non faccia scherzi, ho bisogno di tempo per imparare la pista».

Futuro Mancherà il confronto con Biaggi, ma soprattutto occorre pensare al 2012. «Con Max abbiamo fatto belle battaglie ed è un peccato non ci sia: i nostri duelli piacciono al pubblico e anche a noi. L’anno prossimo resterei volentieri sulla R1, che ora va molto bene. La Yamaha Europa sta trattando con uno sponsor per affittare in blocco tutta la squadra. Aspetto una risposta per domenica perché voglio tornare a casa con le idee chiare». Intanto ha visitato il reparto corse Bmw a Monaco. E con Marco potrebbe rientrare da direttore sportivo Davide Tardozzi, concittadino e amico di famiglia, mandato via l’anno scorso. Infine è stato ufficializzato l’accordo decennale con il Moscow Raceway: si correrà il 26 agosto 2012. © RIPRODUZIONE RISERVATA

la guida Sulla pista di Imola (4.936 m) si corre l’11a gara del Mondiale Superbike. Programma — Oggi: 11.30 libere; 15.30 qualifica-1. Domani: 11.30 qualifica-2; 13.45 libere; 15 Superpole. Domenica: 9.20 warm up; 12, gara-1; 13.30 Supersport; 15.30 gara-2. Biglietti — Prato oggi 25 e, domani 30, domenica 35; tribune 60-80 e. La tv — Dirette su La7 ed Eurosport 2, domani: 10.45, qualifica-2; 15, Superpole. Domenica: gare ore 12 e 15.30. Eurosport 2, propone anche Superstock (10.30) e Supersport (13.30). Classifiche Dopo 10 round su 13: 1. Checa (Spa) p. 376; 2. Melandri (Yamaha) 302; 3. Biaggi (Aprilia) 281; 4. Laverty (Irl-Yamaha) 232; 5. Haslam (GB-Bmw) 176; 7. Fabrizio (Suzuki) 141; 9. Badovini (Bmw) 134; 18. Rolfo (Kawasaki) 39. Marche: 1. Ducati p. 400; 2. Yamaha 351; 3. Aprilia 336. Supersport: 1. Davies (GB-Yamaha) p. 171; 2. Salom (Spa-Kawasaki) 112; 5. Scassa (Yamaha) 96; 9. Roccoli (Kawasaki) 62.


VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

Vettel: «Ho una possibilità contro 1.467» Seb fa un pronostico da Superenalotto ma cappellini e champagne sono pronti MARCO DEGL’INNOCENTI SINGAPORE

Il regalo più bello e più desiderato è già pronto e non è più un segreto: «Se vincerà il titolo mondiale, Sebastian avrà in dono, come l’anno scorso, la sua monoposto iridata», parola di Dietrich Mateschitz, padrone della Red Bull. Lui, però, a Singapore non è venuto. Scaramanzia o preveggenza? Champagne Nessuno, nel team

delle bibite energetiche, è disposto a mettere la mano sul fuoco che Vettel riesca a vincere il titolo già in questo gran premio notturno, ma intanto, secondo le indiscrezioni, nei container fatti arrivare al paddock ci sarebbero anche 80 cappellini speciali, ideati apposta per festeggiare il bis del tedesco. Ed anche un carico supplementare di champagne. Soltanto il suo connazionale ed amico Timo Glock, che con la Virgin si arrabatta proprio nella parte opposta della classifica, quella più bassa, appare sicuro e lo ammonisce perentorio: «Ho scommesso che diventerai campione del mondo già qui. Quindi, devi farcela!».

Ferrari forte Ecco perché que-

sto gran premio per lui sarà quasi come gli altri: «Ho soltanto un vantaggio in più rispetto ai concorrenti, ma non avverto nessuna pressione in particolare di dover vincere assolutamente il titolo adesso. E poi questa sarà una gara molto lunga, più lunga delle altre. E gli avversari non ci renderanno la vita facile. La Ferrari lo scorso anno qui è stata molto forte, noi anche ma non siamo riusciti a superarli in pista. Ora speriamo che la situazione si capovolga a nostro favore». Vettel vuole comunque vincere anche questa gara, ma ammette: «Se per vincere sono disposto a prendere rischi? Dipende. Dipende da come si

« «

Non farò niente di stupido, prenderò rischi soltanto se vale la pena farlo All’inizio della stagione il nostro traguardo era difendere il titolo, non vincerlo qui SEBASTIAN VETTEL PILOTA RED BULL

Ritornello Ma lui non si scom-

Sebastian Vettel, 24 anni, domina Singapore: per il momento è una foto, domenica spera anche in gara di chiudere il discorso iridato INFOPHOTO

pone. E ripete, con minime varianti, lo stesso ritornello: «Vorrei, potrei, dovrei… Molti ne parlano, ma devono succedere alcune cose. Per adesso non abbiamo vinto nulla. Mi sembra per certi aspetti di ritrovarmi nella situazione dello scorso anno ad Abu Dhabi, quando ogni due minuti arrivava uno che prospettava una possibilità diversa», sorride il tedesco. Che azzarda persino un pronostico da esperto di superenalotto. «C’è una possibilità su 1.467 che possa accadere. Ma non è il nostro obiettivo per questo fine settimana. All’inizio della stagione il nostro traguardo era difendere il titolo mondiale, non vincerlo a Singapore o da un’altra parte».

mette la gara, se mi trovo in una posizione in cui vale la pena farlo sì, altrimenti di sicuro non farò qualcosa di stupido». Alonso Certamente, non farà nulla di stupido per evitare una nuova vittoria di Alonso, come lo scorso anno. E non ci sarà neppure, ci si può scommettere, un altro duello come quello di Monza, sul quale torna sorridendo: «Sì, è stata forse una manovra borderline, al limite. Ne abbiamo parlato, Alonso ed io, dopo la gara? Tutto a posto. Ma quando hai a che fare con uno dell’esperienza di Fernando, sai già in partenza che in una situazione del genere ti lascerà spazio. Non molto, ma abbastanza!». © RIPRODUZIONE RISERVATA

MOTOGP

SUPERSTARS

RALLY IRC

Capirossi k.o. salta il Giappone Rossi gira a Jerez

Ferrara-Bertolini sfida al Mugello per la classifica

Via al Sanremo dopo i campioni del passato

Un visita a Imola, dal dottor Costa ha ratificato ciò che già si sapeva. Dopo la caduta di Aragona, con sublussazione della spalla destra Loris Capirossi dovrà saltare Motegi e anche i 3 GP finali sono in dubbio, perché potrebbe essere necessario un intervento chirurgico. La Ducati Pramac di Loris sarà comunque in pista: per ora manca il sostituto. Si era pensato al collaudatore Franco Battaini, per continuare lo sviluppo che invece spetta solo a Valentino Rossi, ieri a Jerez (Spagna) per il test della 1000 con nuova ciclistica in alluminio, non è dato sapere con quali risultati.

(a.s.) Oggi comincia con le prove libere al Mugello il penultimo appuntamento della Superstars. La sfida più attesa è tra Luigi Ferrara (Mercedes) che guida la classifica e Andrea Bertolini (Maserati) che insegue a 10 punti: entrambi hanno sulle vetture un handicap di 60 chili. Ferrara punta sulla potenza del motore Mercedes, Bertolini sull’assetto della Quattroporte. Terzo incomodo Thomas Biagi su Bmw. Ingresso gratis basta compilare un modulo sul sito www.eurosuperstars.com. Tv su RaiSport1 domenica alle 10.55 e alle 11.30. Gara 2 stessa rete dalle 22.30 e GTSprint alle 23.30.

(g.r.) L’obiettivo era divertire e divertirsi. E il plotone di vecchie glorie del Sanremo (da Munari a Biasion) ci è riuscito con la grinta di sempre, davanti a qualche migliaio di appassionati, spremendo ben bene le Citroën DS3 affidate loro. Oggi, nel pomeriggio, il via al rally vero con 7 speciali fra le quali la temuta Ronde di 44 km. che darà più di un’idea sulle reali possibilità dei tanti in lizza per vincere il terz’ultimo atto dell’Intercontinental Rally Challenge. Inizio delle ostilità, su un percorso ridotto, anche per il Trofeo rally Asfalto che nel ponente ligure disputano la prima delle due finali.

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HANNO DETTO

S Hamilton «Non è frustrante che Vettel possa vincere già qui il titolo. É soltanto triste che la stagione possa praticamente già finire questo fine settimana»

S Button «Anche se Sebastian non corresse più quest’anno, vincerebbe lo stesso il Mondiale: per noi ora è importante fare belle corse»

Fernando Alonso e Felipe Massa, 30 anni, ospiti d’onore al Ferrari party a Sentosa COLOMBO

Massa punge sul caso Piquet Alonso dribbla le polemiche «Nel 2008 non è stata una corsa vera L’ho detto a Fernando». Lo spagnolo: «Perse punti lì come in altre gare» DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIA CRUCIANI SINGAPORE

S Webber «Anche se Sebastian dovesse vincere qui il titolo, i tifosi possono stare certi che le ultime gare saranno lo stesso ancora divertenti»

Sono tornati sul luogo del misfatto: uno non l’ha ancora mandata giù, mentre l’altro si esibisce in un dribbling alla Messi. Il fantasma di Singapore 2008, con il (quasi) delitto perfetto ordito dalla Renault, è sempre vivo: Piquet jr che si schianta di proposito contro il muro per provocare l’ingresso della Safety Car e favorire la vittoria del compagno di squadra Fernando Alonso. A farne le spese Felipe Massa, protagonista di un pit stop imprevisto e disastroso (ripartì portandosi dietro il tubo della benzina), che perde punti e perde anche il Mondiale. Botta... Sono passati tre anni

da allora, ma l’unica differenza è che adesso Massa e Alonso sono compagni di squadra. Eppure, nonostante i toni più diplomatici, il senso è sempre lo stesso. Il ferrarista, tanto per essere chiaro, ripete il concetto in brasiliano, inglese e italiano: «Nel 2008 ho perso punti anche in Ungheria, ero primo quando si ruppe il motore a tre giri dalla fine. È stata dura ma un guasto tecnico fa parte delle gare. A Singapore abbiamo sbagliato nel box. Ma non doveva esserci quella sosta imprevista, perché non doveva esserci la Safety Car. È stato autentico quel risultato secondo voi? Ho già detto migliaia di volte quello che penso, ne ho parlato anche con chi ha vinto, lo sa bene pure lui che è così che va il mondo. E ne ho parlato anche con quello che ha sbattuto e poi ha confessato un anno dopo!». ...e risposta Pochi minuti dopo

Alonso evita di entrare nel merito: «Sì è vero, ci siamo parlati. Qui perse dei punti come gli capitò in altre gare e per al-

S Due vittorie Felipe Alonso, 30 anni, ha grandi aspettative per Singapore dove ha vinto nella contestata edizione 2008 con la Renault e l’anno scorso con la Ferrari INFOPHOTO

tri motivi quell’anno. Succede. Anch’io a Silverstone e Valencia l’anno scorso non ho preso punti. Abbiamo parlato di questo... e solo di questo». Preparazione Intanto qui Alon-

so ha vinto anche l’anno scorso, quando era nel pieno della sua rimonta mondiale. Stavolta, invece, l’unica speranza dello spagnolo è «rimandare la festa di Vettel al Giappone». «Perché — continua — delle sei gare che mancano alla fine del campionato, è quella in cui abbiamo più possibilità di fare bene, per la caratteristica della pista, per la scelta delle gomme e per il carico aerodinamico». Ma è anche una pista che Fernando ama perché «mi piacciono tutti i circuiti cittadini. Ma anche se i muri sono vicini come a Montecarlo, qui si fanno meno follie e c’è margine per fare strategie. Fisicamente è dura per l’umidità. Però c'è più adrenalina per una preparazione diversa rispetto alle altre: si corre di notte, c’è una diversa visione delle curve dall’abitacolo, si va a dormire alle tre di notte e si arriva in pista alle due del pomeriggio». Futuro «Comunque ormai pensiamo più che altro al 2012 — aggiunge Alonso —. Speriamo di avere subito una monoposto competitiva. Servirà più carico aerodinamico possibile e da lì sarà più facile andare bene sempre, in ogni condizione. Quando lotteremo per il Mondiale? Non lo so, spero entro il 2016». Rossi Ammiratore di Valentino, Fernando lo ha voluto difendere anche da chi lo accusa di non dare il massimo alla Ducati: «È forse il pilota più forte che sia mai esistito nel mondo del motociclismo, non ha nulla da dimostrare. Separarsi non conviene, soprattutto alla Ducati, perché Valentino vincerebbe con qualsiasi altra marca. Quindi sta a loro dargli una buona moto». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

MONDIALI DI CICLISMO A COPENAGHEN DA OGGI LE GARE IN LINEA

Una partita di 6 ore che si decide in 1 km Transenne da paura Percorso facilissimo, ma pieno di insidie. Protesta ufficiale della Fci. Bettini: «Un poker, vince il più furbo» DAL NOSTRO INVIATO

LUCA GIALANELLA RUDERSDAL (Danimarca)

Lo Stelvio, qui, è l’arrivo. Sì, il punto più alto del circuito iridato è questa collinetta che taglia in due un parco. Quota 55 sul livello del mare! Rettilineo di arrivo largo cinque metri. Sei ore di corsa, velocissima. A 46 di media. Il giro è lungo 14 chilometri, si copre in 17-18’. E nell’ultima ora, cioè le tre tornate conclusive, si va tranquillamente oltre i 50 di media.

Vento Partire lunghi significa fare harakiri. Il vento ieri era laterale-contrario, e frena ancor più. Si può vincere di rimonta. Se si volesse risparmiare peso, si potrebbe tranquillamente correre con una sola moltiplica: il 53. E uno potente come Cancellara potrebbe rischiare il 54, perché per una decina di chilometri il circuito è in leggera discesa e un attacco nei 4000 metri finali, di chi sa guidare la bici e non ha paura, potrebbe arrivare. L’unica rampettina è dopo 3,5 km: 500 metri al 5%, tra le case. Nulla di più. Il pericolo maltempo è scongiurato: ci sarà sole, 18 gradi, giornata primaverile. Restano due incognite: la strada stretta e le transenne, che hanno un piedino ad arco «ingombrante», vecchia maniera. Il c.t. Paolo Bettini si è lamentato: «Ieri ne sono

INFOGRAFICA LA GAZZETTA DELLO SPORT

Il circuito è pressoché pianeggiante. Dall’ultima curva al traguardo ci sono 890 metri: i primi 400 sono in lieve discesa, poi 440 metri al 5% e gli ultimi 50 al 2%

venute giù 50 metri per il vento, non voglio nemmeno pensarci se succede in gara». Pericoli Su questo percorso non si stacca nessun professionista vero, il gruppo si allungherà a fisarmonica, ma ci sono tante Nazionali senza esperienza, come l’Eritrea per esempio, che non sono abituate a un circuito così nervoso e possono innescare cadute. E’ proprio questo che agita la mente di Bettini: «Qui si vince più con la testa che con le gambe. E’ un tracciato che ti stressa perché devi sempre correre davanti, devi "limare", tutti ci credono e vogliono stare in prima fila. Ma

LA DIVISA DEI PROFESSIONISTI AZZURRI

Un body da strada spaziale studiato nella galleria del vento Un body spaziale che si chiama SanRemo. I nove pro’ azzurri domenica useranno un capo della Castelli (nella foto a destra) elaborato nella galleria del vento di San Diego in collaborazione con i tecnici della Garmin Cervelo. In pratica è un body da strada, quindi con le tre tasche posteriori, in cui la parte superiore, diciamo la maglia, sostituisce le bretelle.

Dopo la giornata di riposo, oggi ai Mondiali si riprende con le gare in linea.

S OGGI ore 9.30 juniores donne 70 km (5 Bartelloni 6 Confalonieri 7 Muccioli 8 Ratto 9 Vannucci). Tv: RaiSport2 ed Eurosport dalle 9.25

S Daniele Bennati, 31 anni domani, e Giovanni Visconti, 28, guidano l’allenamento azzurro BETTINI

Composto da quattro differenti tessuti, ha grandi doti di comfort e aerodinamica tanto che i tecnici parlano di un risparmio di 12 15 watt a 40 km/h. Inoltre, a zip completamente aperta, la parte superiore non sventola ma resta aderente al corpo evitando l’effetto paracadute.

non ci si sta tutti in queste strade. Devi essere furbo, scaltro. E’ un circuito da partita a poker, non da scontro frontale. Le fughe, se hanno 30", non le vedi, e se devi inseguire spezzi la squadra». Ultima considerazione: sono indegne di un Mondiale le 8 aiuole spartitraffico, con segnali stradali, che tagliano in due la strada dal km 10 al km 13, in discesa. Dov’è la voce dei corridori? Bettini si è lamentato anche di questo: Di Rocco, numero uno della Federciclo e vicepresidente Uci, ha chiesto con urgenza l’intervento della Commissione tecnica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gazzetta.it SPECIALE MONDIALI: LE STRATEGIE DEL C.T. I punti cruciali del percorso, l’emozione di Bennati, le strategie di Bettini, le immagini degli azzurri in allenamento. Seguite i Mondiali su Gazzetta.it per non perdere notizie, interviste, le foto più belle e i video della spedizione italiana in Danimarca.

L’incontro

DOMENICA I PRO’

ore 13 under 23 uomini 168 km (13 Alafaci 14 Boem 15 Colbrelli 16 Delle Stelle 17 Fortin 18 Leonardi). Tv: RaiSport2 ed Eurosport dalle 13

Come Zolder Questo della Dani-

marca è il tracciato più facile degli ultimi dieci anni. Duella con Zolder 2002, primo Mario Cipollini. Per tre/quarti in discesa. Con un solo punto chiave: l’arrivo. Sei ore per giocarsi tutto in 890 metri. Quelli che mancano alla linea bianca quando si curva a destra per l’ultima volta. Ci si arriverà velocissimi, 70 all’ora, frenata energica perché le transenne stringono la strada e la curva è quasi a gomito. Poi la lunga volata. In tre parti: a) primi 400 metri piatti (anzi la strada tende a scendere un po’) dalla curva a un semaforo sulla sinistra con i tendoni bianchi; b) il cambio di ritmo violentissimo, e si sale per 440 metri al 5%; c) gli ultimi 50 metri con la strada che dimezza la pendenza: 2%. Il punto del colpo di reni, perché la volata del Mondiale si decide qui.

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DOMANI ore 9 juniores uomini 126 km (55 Andreetta 56 Bettiol 57 Bonifazio 58 Cigala 59 Marini 60 Martinelli). Tv: Raisport2 ed Eurosport dalle 9 ore 13.30 donne elite 140 km (1 Bronzini 2 Baccaille 3 Cantele 4 Cecchini 5 Guderzo 6 LongoBorghini 7 Scandolara 8 Tagliaferro). Tv: RaiSport2 ed Eurosport dalle 13.30

S DOMENICA ore 10 pro’ 266 km (23 Bennati 24 Gavazzi 25 Modolo 26 Oss 27 Paolini 28 Quinziato 29 Tosatto 30 Visconti 31 Viviani). Tv: Rai3 dalle 10 alle 12 e dalle 15, Raisport2 dalle 9.25, Eurosport dalle 11.30

Noemi Cantele, 30 anni, parla ai giovani con Philippe Gilbert, 29 BETTINI

La prof Cantele dà lezione di vita «Così ce l’ho fatta» DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI COPENAGHEN

La prof. Nel senso della professionista e della professoressa. Per un giorno, per un’ora, davanti a 300 juniores, ragazzi e ragazze di 17 e 18 anni che oggi e domani daranno l’anima per conquistare la corona mondiale, Noemi Cantele fa la prof. Una lezione di ciclismo e vita. Non in cattedra, ma su una sedia. Non in un’aula magna, ma nel salone di un hotel. Non con la toga, ma in jeans. No stress Niente stress. Nel-

l’unico giorno senza gare, per la prima volta l’Uci organizza una conferenza intitolata «No stress» e rivolta ai campioni, ma anche ai gregari, del grande ciclismo di domani. Così, fra il presidentissimo Pat McQuaid e il patron del Tour Christian Prudhomme, fra scienziati dell’alimentazione e colonnelli dell’antidoping, fra motivatori psicologici e direttori sportivi, anche due che in bici ce l’hanno fatta: Noemi, appunto, e il numero 1 del ciclismo mondiale Philippe Gilbert. In inglese, con traduzione in simultanea in francese, tedesco, spagnolo, italiano e russo. In platea anche Eddy Merckx, Vittorio Adorni e Sean Kelly. Sognare Noemi è la prof che tutti vorrebbero avere. Semplice («Da piccola ho voluto provare tanti sport per capire che era il ciclismo la mia vera passione»); romantica («Il mio sogno era partecipare a un’Olimpiade. Mi sembrava un traguardo irraggiungibile. Ma i sogni indicano la strada, danno energia, aiutano a vivere»); onesta («Ce l’ho fatta grazie al sostegno della famiglia, alla prima squadra che mi ha accettato, al primo allenatore che mi ha insegnato la natura e la bellezza del ciclismo»). Confessa i suoi dubbi («Pensavo che il ciclismo non potesse essere altro che un hobby, così ho studiato per ottenere qualcosa di più concreto e mi sono laureata in Economia») e le sue certezze («Poi sono riuscita a dedicarmi solo alla bici, anche se per noi donne è difficile vivere di solo ciclismo»). Racconta della vita da atleta («Con 60-65 giorni di gara l’anno c’è più tempo per recuperare fisicamente e

mentalmente. Ogni volta che torno a casa ricarico le "batterie"») e da campionessa («L’importante è non concentrarsi sul ciclismo. C’è altro nella vita. Ma è così raro avere l’attenzione su di noi, che quando mi chiamano per un’intervista, rispondo al volo»). Gambe e testa Per Noemi «il ciclismo è gambe e testa». E spiega che «solo prima del Mondiale di Mendrisio 2009, a 28 anni, ho cominciato a lavorare anche sulla mente. In particolare per la crono. Pensavo fosse una disciplina noiosa, alienante, solitaria. Sono riuscita a trasformarla in un divertimento. Con risultati sorprendenti: medaglia d’argento. Soprattutto per chi concepisce lo sport come una strada pulita, allenare la mente significa aprirsi, allargare le conoscenze di sé e anche i limiti, superare le frontiere. Lavorare sulla mente è una fonte di nuove sfide». E la sfida di domani? «La squadra italiana è fortunata, ha la campionessa del mondo uscente e un grande spirito di unità na-

Parla con Gilbert davanti a 300 juniores Per loro un quiz con invito al Tour zionale. Io non sono la più veloce, ma sarò un buon supporto». Il numero 1 Anche il prof Gilbert

tiene la sua lezione: «Tenacia, determinazione, fiducia. Anche per affrontare gli alti e i bassi di una carriera»; «Si cresce giorno dopo giorno, passo dopo passo»; «Campioni? Talento e fatica»; «L’importante da giovani? Divertirsi senza pensare solo al traguardo»; «Da quando corro, i soldi non sono mai stati l’obiettivo principale. Con le vittorie, sono arrivate anche quelli. Ogni anno un po’ di più». Poi i prof-campioni salutano. Applauditi. E gli studenti-juniores sono chiamati a rispondere a 10 quiz. Per chi vince, un giorno al Tour de France. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Noemi Cantele nella crono iridata BETTINI


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MONDIALI DI CICLISMO IL PERSONAGGIO

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CARRIERA SUPER Paolo Bettini nasce a Cecina (Livorno) il 1˚ aprile 1974. Pro’ dal ’97, centra la prima grande classica nel 2000: Liegi-Bastogne-Liegi

Mister Mondiale

S PRIMO 64 VOLTE Re della Coppa del Mondo per 3 volte di fila, su 64 successi vanta 9 classiche: 1 Sanremo, 2 Liegi, 2 Lombardia, 1 Amburgo, 2 Zurigo, 1 San Sebastian

S CAMPIONE OLIMPICO Il 14 agosto 2004 vince l’oro olimpico ad Atene, in volata sul portoghese Sergio Paulinho

«Una gara magica Vi spiego perché» Bettini, atleta e c.t., rivive le sue 15 volte in Nazionale «È l’essenza del mestiere»

L’oro olimpico dei 100 metri era al collo del canadese Donovan Bailey. La Champions League l’alzava la Juventus a Roma, dopo aver battuto l’Ajax ai rigori. L’anello Nba si infilava per la quarta volta al dito di Michael Jordan, il simbolo dei Chicago Bulls. Correva l’anno 1996: lo stesso anno in cui l’Italia del ciclismo festeggiava al Mondiale under 23 di Lugano una tripletta da favola, Figueras-Sgambelluri-Sironi. Un azzurro triste però c’era comunque: Bettini Paolo da Cecina, quarto e beffato, in lacrime. Non lo sapeva ancora nessuno, ma la storia dell’uomo chiamato Mondiale cominciava quel giorno. Un anno «sabbatico», il 1997. Poi c’è sempre stato. Oggi dice: «La Nazionale è la mia vera squadra». Non c’è da stupirsi.

po un chilometro...

story La maglia azzurra seconda pelle

LUGANO 1996 L’esordio: 4˚ negli under 23 Primo Mondiale, da under 23: è 4˚ e l’Italia trionfa. Da sinistra: Sgambelluri (2˚), Bettini, Figueras (1˚) e Sironi (3˚)

CIRO SCOGNAMIGLIO SKODSBORG (Danimarca)

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«Molto bene. Ero partito lungo, troppo lungo. Ricordate Bitossi al Mondiale di Gap 1972, beffato per l’oro da Basso? Ecco, diciamo che io facevo Bitossi. E Sironi, Basso».

Nel ’99, al Mondiale di Verona, non fu schierato tra i titolari dal c.t. Fusi: riserva come Di Luca. La prese bene?

«No. Fusi disse che era la Nazionale ideale e che gli sarebbe dispiaciuto fare dei cambi. Avrebbe potuto dire che aveva a disposizione una buona riserva e non lo fece».

LISBONA 2001 Argento, ma che rabbia Quarto assalto da pro’, il primo podio: è 2˚ dietro a Freire. Nel finale l’Italia pasticcia: poteva essere oro REUTERS

Parti invertite nel 2001: Bettini argento a Lisbona alle spalle di Freire. E al traguardo disse: «Ai 350 metri ho urlato a Bartoli di partire, lui non si è mosso». Al traguardo aveva anche pianto.

Nel 2002 a Zolder il trionfo di Cipollini, eppure per lei era iniziata male. Cambio di bici do-

«Il rettilineo più lungo della carriera. La chiusura del cerchio».

«Un successo di rabbia e orgoglio. La squadra andò ancora meglio dell’anno prima e io mi convinsi a continuare ancora un anno».

STOCCARDA 2007 Il bis dopo le accuse Alla vigilia il tedesco Sinkewitz avanza sospetti doping (poi smentirà): Paolo risponde bissando Salisburgo BETTINI

E la sua ultima corsa fu proprio un Mondiale, quello del trionfo di Ballan a Varese 2008. Quanto ci mise di suo?

«Mi riuscì un bluff e feci cadere nella trappola gli spagnoli. Che soddisfazione». La prima esperienza da tecnico la fece a Mendrisio 2009, affiancando Ballerini. Che cosa imparò?

«A stare dall’altra parte, non mi era mai capitato. Non c’erano le radio, io ero davanti alla televisione. Ricordo il numero esatto delle chiamate con Franco durante la corsa: 180». VARESE 2008 L’addio a sorpresa A ventiquattr’ore dal Mondiale in casa, annuncia a sorpresa che sarà la sua ultima gara. E pilota Ballan all’oro AP

«Ero incavolato come una iena. E non fu l’unica polemica di quel Mondiale (Simoni inseguito da Lanfranchi, la prima Nazionale di Ballerini, ndr). Io posso dire ancora oggi che quel giorno ero stato onesto fino in fondo». Paolo Bettini in maglia iridata a Salisburgo nel 2006 AFP

Tempo una stagione, e si auto-smentì a Salisburgo. La maglia iridata dopo l’oro olimpico di Atene 2004.

Però è forse più legato al bis di Stoccarda 2007, o no?

«Arrivai nono. Fu un Mondiale polemico, e non è stato l’unico... Fu un’incomprensione. La sera ci chiarimmo a tavola».

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«Poi picchiai il ginocchio contro la portiera della macchina azzurra. Me la sarei giocata, invece finii per vedere il finale ai box».

«Quel giorno volavo, ma non potei giocare tutte le mie carte. Se avessi avuto il via libera prima da Petacchi... Pensai che, perso quello, non avrei mai vinto un Mondiale».

Nel 2000 invece Bartoli, 4˚ a Plouay, si arrabbiò con lei. Disse che avrebbe dovuto tirargli la volata e non lo fece. Vero?

SECONDA CARRIERA Dal 23 giugno 2010 è il c.t. della Nazionale

Verona 2004 resta l’unico Mondiale in cui si è ritirato. Ripartì dopo avere sistemato una ruota e poi...

E’ sempre convinto che l’anno dopo, a Madrid, si sia visto il Bettini più forte di sempre?

Bettini, si ricorda quello sprint con Sironi per il bronzo?

«Ero stato l’ombra di Bartoli, avevo inseguito e anche promosso delle azioni. Avevo dato l’anima. Ricordo che la Gazzetta dello Sport mi aveva dato 6 e mezzo».

DUE VOLTE IRIDATO Nel 2006 a Salisburgo conquista il primo Mondiale e l’anno dopo fa il bis a Stoccarda. Dal ’98 al 2008 ha partecipato a tutti i Mondiali (10 più uno da riserva): vanta pure un 2˚ e un 4˚ posto. Oltre a 2 titoli tricolori e 8 tappe nei 3 grandi Giri

Non come l’anno dopo, quando rimase ai piedi del podio ad Hamilton (Canada). Più merito del vincitore Astarloa o più colpa sua?

«Ancora adesso confermo la prima versione: quel giorno feci il furbo e lo presi in quel posto. Quando partì Astarloa, non gli andai dietro, volevo che anche gli altri lavorassero».

DAL NOSTRO INVIATO

Saltiamo il ’97 e passiamo al ’98, la sua prima presenza al Mondiale dei pro’. Bronzo di Bartoli a Valkenburg e lei 63˚, ultimo degli italiani al traguardo.

«No, se non ricordo male dopo appena 450 metri addirittura. Sembrava un cattivo presagio. Invece uscì la corsa perfetta».

In Australia, nel 2010, la prima volta in ammiraglia. E subito una medaglia sfiorata...

«Ah, se Pozzato ci avesse creduto di più su quel rettilineo. Me ne ero accorto subito, poi lo ha capito anche lui». E adesso che domenica guiderà la sua seconda Nazionale all’assalto dell’oro, se la sente di spiegarci in poche parole che cos’è per lei un Mondiale?

GEELONG 2010 La prima volta da c.t. Sette mesi dopo la morte di Ballerini, debutta da c.t.: per poco Pozzato (4˚) non gli regala subito il podio AP

«E’ la mia quindicesima volta, sono quasi maggiorenne... Per me è la classica per eccellenza, l’essenza del mestiere. Per una settimana, il ciclismo si stacca dalla routine abituale. E’ qualcosa di più». © RIPRODUZIONE RISERVATA

OGGI TOCCA ALLE JUNIORES E AGLI UNDER 23

La Ratto ci riprova Colbrelli da medaglia

res e alle donne elite, prima del gran finale di domenica). Coltivare qualche ambizione in più si può. Si deve.

Salvoldi, c.t. delle donne: «Dobbiamo movimentare la corsa». Bartelloni in caso di volata

c.t. Dino Salvoldi, che ha finito per perdere il conto delle medaglie che ha vinto in questi anni tra tutte le categorie («Ma quota 100, io e il mio gruppo di lavoro, l’abbiamo superata»). «Rossella Ratto, campionessa europea in carica, ha dato all’Italia un posto in più (5 invece di 4, ndr) — spiega Sal-

SKODSBORG

Dalle cronometro, più di un quinto posto con Rossella Ratto (juniores) non siamo riusciti a spremere. Ma oggi cominciano le gare in linea: alle 9 le juniores, alle 13 gli under 23 (domani toccherà agli junio-

voldi —. Muccioli, Confalonieri e Vannucci avranno il compito di attaccare. Bartelloni è veloce in volata, la soluzione definitiva è Rossella, che sarà molto marcata. Cercheremo di movimentare la corsa».

Juniores La tattica la spiega il

Under 23 La velocità del percor-

Rossella Ratto, 17 anni BETTINI

so, tema al centro dell’attenzione in questi giorni, ha fatto tornare d’attualità l’esclusione di Andrea Guardini, il pro’ della Farnese-Neri che ha vinto 11 corse e sarebbe stato «eleggibile». «L’idea di Guardini c’era

— ha spiegato il c.t. Marino Amadori —. Ma abbiamo valutato le sue prestazioni in alcune gare e abbiamo deciso. Di tattica preferisco non parlare, perché già saremo i più controllati. Cercheremo di non arrivare allo sprint. In caso contrario, i nostri uomini veloci sono Colbrelli, Fortin e Delle Stelle. Colbrelli l’anno scorso è arrivato sesto, è naturale che l’ambizione sia quella di migliorarsi». Il medagliere azzurro, fermo a zero, ringrazierebbe. ci. sco.


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BASKET La sentenza dell’Alta Corte

LA FIP SCONFITTA

Teramo tranquilla «Tutto in regola»

Il Taliercio casa della Reyer CAST

story QUANTE GRANDI STELLE NELLA STORIA DELLA MITICA REYER

Ieri l’Alta Corte di Giustizia del Coni ha esaminato il ricorso presentato dalla Reyer Venezia contro la Fip e nei confronti del

Teramo Basket per l'annullamento e/o la riforma della decisione della Corte Federale del 12 luglio e ha deciso di «annullare la decisione impugnata e conseguentemente confermare la decisione di primo grado della Giudicante Nazionale in data 6 luglio con annullamento del provvedimento impugnato».

Significa Reyer in serie A e, a meno di decisioni diverse del Consiglio Federale di oggi, Teramo in Legadue. Che risponde con l'amministratore unico, Pellecchia: «Siamo tranquilli sulla permanenza in serie A avendo ottemperato e rispettato, nei tempi e nelle modalità, tutte le direttive»

1980-1982 Spencer Haywood Neui primi anni Ottanta, ingaggia uno dei più grandi giocatori dell’epoca, Spencer Haywood, 4 volte All Star Nba, oro a Messico

(a.p.) L’Umana Venezia ha festeggiato una giornata storica con il successo nella coppa di LegaDue che, ovviamente,

LUCA CHIABOTTI MARIO CANFORA

Keydren Clark, play Usa con passaporto bulgaro, 18.3 punti la scorsa stagione CIAMILLO-CASTORIA

1 Cos’era successo?

La LegaDue ha chiesto di anticipare di 7 giorni, dal 30 al 23 maggio, la data entro la quale la penultima squadra di A (Teramo) doveva comunicare se avvalersi o meno della wild card (premio di risultato) per evitare la retrocessione. La regola prevedeva il pagamento della tassa di 500 mila euro (più Iva) entro il decimo giorno successivo. L’anticipo al 23 è stato concesso. Secondo la Lega, e poi la Fip, l’interpretazione era che il termine per il pagamento sarebbe rimasto immutato, 10 giorni dopo il 30. Secondo Venezia si doveva anticipare anche quello di 10 giorni. Teramo ha pagato il 10 giugno, e Venezia ha fatto ricorso per il pagamento oltre i termini. La Giudicante le ha dato ragione, la Corte Federale ha respinto la sua tesi e ieri l’Alta Corte del Coni ha accolto di nuovo le tesi della Reyer.

2 E ora come la mettiamo?

1980-81 e 1985-88 Drazen Dalipagic Drazen Dalipagic è l’ultimo grande big. Torna due volte a Venezia: nelle tre stagioni finali segna 34.9, 36.5 e 36.3 punti di media

Congedo dalla Lega2 Con una vittoria

Venezia torna in Venezia torna in serie A dopo 17 anni. L’Alta Corte del Coni ha accolto il ricorso della Reyer e dei suoi avvocati, Cristian Giuriato e Fiorenzo Storelli fin dai primi ricorsi, poi con Federico Bertoldi e Gianfranco Tobia, ribaltando la tesi della Corte Federale che aveva confermato Teramo in A al posto dei veneziani che ritenevano di averne diritto.

1971-72 e 8a-85 Steve Hawes La Reyer, 2 scudetti nel 1942 e 43, per anni è un club di vertice con grandi stranieri. Prima Ubiratan, poi Hawes poi a lungo nella Nba

NELLA COPPA DI LEGA

Premesso che la Fip non farà ricorso al Tar su una decisione del Coni per evidenti motivi politici, oggi il Consiglio Federale può semplicemente mettere Venezia al posto di Teramo in serie A e viceversa. Ma Teramo, dalla sua, ha una delibera federale e una mail della Lega che confermano che il club ha pagato nei termini indicati. Quindi può far causa (al Tar del Lazio) per far valere i suoi diritti.

Il Coni ripesca la Reyer Ma ora che succede? I veneti al posto di Teramo o tutti e due in un torneo a 17? Prevale la seconda ipotesi, ma sarà comunque un problema

3 Se Venezia è in A e Teramo ha il diritto di restarci, si fa un campionato a 17: tutti felici.

È la soluzione più gettonata: crea soltanto un grande problema alla Serie A sui calendari ma, in fondo, è quello che il Consiglio Federale vorrebbe fare. Peccato che la convenzione Lega-Fip non permetta campionati dispari. E quindi i club che hanno i titoli per essere ripescati, potrebbero chiedere la promozione. Allora 18+14? Complicato, la cosa

provocherebbe uno slittamento certo dei campionati. E poi la prima avente diritto al ripescaggio in A, Reggio Emilia, dovrebbe comunque spendere 250 mila euro di tassa di iscrizione più 500 mila più Iva per il ripescaggio, e poi investire nella squadra: non può farlo in pochi giorni. In più, la LegaDue non vuole essere svilita, ma non può più ripescare visto che la Dna parte domenica. Il problema dei campionati dispari si risolve: se Lega e Fip si accordano, possono modificare la convenzione e permetter-

li. Ma se lo fanno ledono dei diritti.

5 Come se ne esce?

4 Ammettiamo che vada in por-

Con la politica. Probabilmente accettando la tesi dell’errore nella scrittura della norma, la Fip allargherà la A a 17, terrà buona la LegaDue a 15 che partirà in ritardo (ieri ha annullato la presentazione del campionato di martedì a Roma) per far iniziare la Dna nei tempi. A proposito, i 500 mila euro più Iva versati da Teramo, torneranno nelle casse degli abruzzesi che farebbero così bingo. Retrocessi e in A... gratis.

to il 17+15: chi retrocede?

Bella domanda. La logica direbbe che scendono tre squadre di A e ne salgono due dalla Lega2 (oppure 2+1) e nel 2012 si torna 16+16. Ma anche per l’anno prossimo c’è il premio di risultato che complica la situazione. L’orribile norma andrebbe eliminata subito, come vorrebbe la Fip.

L’OFFERTA PRONTI 5 MILIONI PER LA STELLA DEI LAKERS

IL 1 OTTOBRE A FORLI’

Bryant a Bologna: una notte decisiva

Supercoppa Biglietti già in vendita online

Sabatini e l’agente di Kobe si sono parlati. E nella Nba fallisce l’incontro per finire il lockout

Nonostante i problemi relativi alla riformulazione del campionato di serie A, la stagione partirà comunque con la Supercoppa del 1 ottobre a Forlì tra Montepaschi Siena e Bennett Cantù. Sarà anche l’esordio televisivo de La7 nel basket con il commento tecnico di Gianmarco Pozzecco al fianco di Ugo Francica Nava. Lunedì a Forlì, ci sarà la presentazione della manifestazione. E’ possibile acquistare già i biglietti per la partita che si terrà presso il Pala Credito di Romagna alle 17.50 su www.ticketone.it e www.bestticket.it.

Ieri è stata una lunga notte per la Virtus Bologna. In una conference call, l’agente di Kobe Bryant, Rob Pelinka, e il proprietario Claudio Sabatini hanno parlato per la prima volta del contratto annuale che la Canadian Solar ha offerto alla stella dei Lakers. Cinque milioni di dollari lordi, cioè compresi dei premi assicurativi. L’impressione, ieri, pri-

ma del meeting, è che sarebbe stata una discussione comunque fondamentale per il futuro della trattativa, anche se Bryant è atteso in Italia la prossima settimana dopo aver fatto un tour in Asia dove i suoi sponsor hanno i maggiori interessi.

il commissioner Stern, il suo vice Silver e i rappresentanti dell’associazione giocatori, Hunter e Fisher. Dopo il fallimento della settimana scorsa, le parti hanno cominciato a rimettere assieme i cocci. Ma sono uscite dal meeting senza significativi passi avanti rispetto all’incontro del giovedì precedente.

possono superarlo, pagando di più i giocatori, ma anche versando una tassa per ogni dollaro eccedente il cap, la cosiddetta Luxury Tax. Ma anche i proprietari sono disposti a trattare su tutto meno che sull’hard cap... Chris Kaman, dei Clippers, molto attivo su Twitter ha scritto ieri : «Delle persone coinvolte nelle trattative mi hanno detto che possiamo ancora avere una stagione intera». Ma l’unica notizia positiva è che non è stata presa ancora la decisione di cancelare i training camp. Intanto in piena notte, Sabatini è arrivato al dunque con Kobe. Sogno o incubo, lo dirà oggi.

Speranze In più, ieri è stata

un’altra giornata di attesa per capire se la stagione Nba partirà o meno e se sì quando. Le speranze che possa iniziare addirittura come previsto non sono ancora sfumate: per i tempi tecnici delle squadre, la dead line è la prossima settimana e non questa. Ma ieri c’è stato un nuovo incontro ristretto tra

Tetto Si sa che i giocatori si sa-

rebbero detti disponibili a trattare una discesa dal 57% fino addirittura al 50% degli introiti totali della Nba che a loro spettano ma non sono assolutamente disposti a trattare sull’introduzione dell’hard cap. Cioè un tetto dei salari fisso e rigido, mentre oggi le squadre

Kobe Bryant, 33, a Singapore AP

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VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

Castoria) ha unito nel 2006 in un solo club la squadra femminile, presa nel 2001, e maschile promossa poi in B 1. La Reyer ha poi conquistato la Legadue nel 2008. Durante l’estate, Brugnaro ha deciso di concentrarsi sulla maschile rinunciando alla A 1 femminile

abbandonerà... Ieri la squadra di Mazzon ha battuto la Tezenis a Verona 85 75 (Clark 25, Fantoni 17; West 23, Vukcevic 16) ma non farà il ritorno e quindi Verona passerà il turno. L’inseguimento della Reyer alla serie A dura da quando il presidente Luigi Brugnaro 48 anni, (nella foto

serie A MA ADESSO DOVRA’ TRASLOCARE A JESOLO

«L’abbiamo fatto per città e tifosi» E adesso i rinforzi Il presidente ieri in Giappone: «Era euforico — rivela il g.m. Casarin — e ha detto: "Muoviamoci subito per essere competitivi» ANDREA TOSI

Quando è arrivata la notizia dell’ammissione in serie A della Reyer, coach Mazzon era in palestra ad allenare, il g.m. Casarin in riunione con i legali e il patron Brugnaro in un meeting di imprenditori a Tokyo. Ma quasi all’unisono sono squillati i loro telefonini con grande soddisfazione di tutti. «Ritengo che questo sia il premio più bello per il campionato che abbiamo fatto l’anno scorso — dice Mazzon, emozionato e con un filo di voce —. Mi piace sapere che un organo importante come l’Alta Corte del Coni abbia deliberato un provvedimento per difendere i diritti di chi era e si sentiva nel giusto. Ora preferisco non aggiungere altro, aspettiamo di conoscere come si adeguerà il Consiglio Federale di domani (oggi) a questa pronuncia, mi limito solo ad esprimere la felicità di essere l’allenatore della Reyer tornata in serie A».

S Andrea Mazzon, 45 anni, veneziano di nascita, è alla guida della Reyer dal gennaio 2010, chiamato al posto di Sandro Dell’Agnello

Brugnaro Dall’altra parte del

pianeta, il patron Brugnaro stava concludendo una giornata di incontri come capo della delegazione della Confindustria veneta in Giappone ma subito ha pensato alla squadra da rinforzare con almeno un paio di giocatori qualità così come con-

CIAMILLO

sentono i regolamenti di serie A per il format degli stranieri. «Il presidente era euforico, ha detto: muoviamoci subito per essere competitivi sul mercato — racconta Casarin, ex bandiera del basket mestrino —. Ci tengo a sottolineare che abbiamo iniziato a ricorrere contro i termini elusi da Teramo sul pagamento della tassa per la wild-card il 6 giugno dopo avere raggiunto la finale per la promozione. Quel giorno ci sentivamo in serie A a prescindere dall’esito della serie contro Casale (che ha visto il club piemontese prevalere per 3-2). Lo abbiamo fatto per difendere il diritto del nostro club ma soprattutto quelli della città e dei tifosi». Mercato Adesso Venezia può

aggiungere un americano e un comunitario oppure tre comunitari a seconda che voglia puntare sul 3+2 o sul 2+4. «Il 3+2 è la soluzione più comoda e immediata — conclude Casarin —. Cerchiamo un lungo verticale e un esterno. Ci hanno già riempito di nomi (il primo è Kris Lang, ex Bologna e Brindisi), vogliamo prendere il meglio possibile guardando anche al lockout Nba. L’idea di portare un nome importante come nel passato era abituata la Reyer, vedi Hawes, Dalipagic, Haywood, ci attizza ma la priorità è prendere giocatori solidi che possano rimanere tutta la stagione. Poi c’è la questione del campo. Oggi il Taliercio non ha i 3.500 posti richiesti dalla A ma sono previsti lavori di modifica per recuperarli. Nel frattempo stiamo valutando l’ipotesi di spostarci a Jesolo che ha 4200 posti».

Taccuino MERCATO/1

A CASALE

Motiejunas al Prokom

Trapani è italiano

(a.m.) Donatas Motiejunas lascia Trevi so. La Benetton, con la quale ha un contratto fino al 2013, l’ha ceduto in prestito ai polac chi del Prokom soddisfacendo un desiderio del giocatore di disputare l’Eurolega. Il giova ne lituano è stato scelto quest’anno dalla Nba al primo giro col n.20, e attualmente i suoi diritti sono di Houston, Contemporanea mente il club cambia l’assetto, confermando il veterano Nba Brian Scalabrine fino al termi ne della stagione. Per ora come americano, ma con la speranza di ottenere il passaporto italiano.

Si è concluso l'iter burocratico: da ieri Joe Trapani, arrivato quest’anno a Casale dal Boston College, è cittadino italiano. Le pratiche erano state avviate a inizio luglio, in occasione del primo viaggio a Casale dell'ala rossoblu; ieri mattina l'atto formale con la consegna del carta di identità da parte del sindaco di Casale. «Dopo un mese in cui ho imparato ad apprezzare la città e l'ambiente — ha detto Joe — ora mi sento italiano a tutti gli effetti».

MERCATO/2

Uzoh: Montegranaro addio (a.p.) E’ durato lo spazio di un mattino, e non è un modo di dire, l’avventura di Ben Uzoh a Montegranaro. Appena arrivato in Ita lia, se n’é andato stamane per firmare con i russi del Lokomitiv Kuban. Dovrebbe essere sostituito dall’ex casertano Tim Bowers.

AMICHEVOLI

Oggi Torneo a Cagliari (a.r. g.d.) A Cremona: Vanoli Cremona Ange lico Biella 70 85 (Wafer 19, Milic 12; Coleman 17, Soragna 16). A Sassari: B.Sarde gna Olympiacos 61 62 (Hosley, T. Diener 11; Lucas 16, Hines 9. Oggi e domani, torneo Cit tà di Cagliari con Montepaschi Siena, Banco Sardegna Sassari, Partizan Belgrado, Olym piacos.

BASEBALL COPPA CAMPIONI

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FINO A 10 ANNI FA ERA IN A-2

Secondo trionfo continentale Fino a dieci anni fa San Marino faceva il saliscendi dalla serie A 2 e partecipava alla Coppa Campioni solo perché rappresentante di uno Stato membro della confederazione europea. Il primo trionfo risale proprio alla Coppa Campioni nel 2006.

y

L’ALBO D’ORO 1963 Barcellona; 64 Madrid; 65 Nettuno; 66 Haarlem (Ola); 67 Madrid; 68 Barcellona; 69-70-71 Milano; 72 Nettuno; 73 Bologna; 74-75 Haarlem; 76 Rimini; 77-78 Parma; 79 Rimini; 80-81 Parma; 1982 n.d.; 83-84 Parma; 85 Bologna; 86-87-88 Parma; 89 Rimini; 90 Haarlem; 91 Nettuno; 92 Parma; 93 L’Aja (Ola); 94 Rotterdam (Ola); 95 Parma; 96 Rotterdam; 97 Nettuno; 98-99 Parma; 2000-01-02 03-04 Rotterdam; 2005 Grosseto; 2006 San Marino; 2007-08 Kinkheim (Ola); 2009 Nettuno; 2010 Bologna;

S 2011 San Marino

Jairo Ramos Gizzi, 40 anni, italo-venezuelano, autore di due fuoricampo, battitore designato dei campioni CANTINI

San Marino show Anche l’Europa dopo lo scudetto I campioni d’Italia grazie ai battitori travolgono Parma: un anno da dominatori DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO ARCOBELLI BRNO (R.Cec)

Il San Marino si prende tutto: prima lo scudetto, ora la Coppa Campioni. Il Parma non si prende niente, in questa stagione, ma il suo futuro è assicurato dai giovani ventenni in campo: aveva il tricolore ad inizio stagione e ora lo vede sventolare in campo avverso; voleva l’Europa e invece si ferma alla finale, presa la sera prima contro il detentore uscente Bologna. Non può certo consolarsi. Potenza Il San Marino, invece,

si era preso la finale quasi di fortuna, sul filo, al tie-break, per uno striminzito 1-0 sugli olandesi, ma in finale, al momento di raccogliere, sfodera tutte le munizioni in dotazione: è devastante con i battitori, che compilano fuoricampo distruttivi. Poi gestisce, controlla, largheggia. Se in una finale incassi un grande slam al secondo inning, il destino della partita è segnato. Se perseveri con Ramos Gizzi, l’esito è diabolico: l’italo-venezuelano si regala un fuoricampo a sinistra al terzo inning, e uno a destra al quinto. Altro che vecchio, il battitore designato più vince (in Coppa con tre squadre diverse dopo Grosseto e Bologna) più non si

Il lanciatore Da Silva: «Un figlio, lo scudetto e la Coppa: non posso volere di più» Il manager di Parma Gerali: «Bravi loro, abbiamo perso con i più forti»

stanca: squarcia il silenzio sul diamante ceco con le sue cannonate, e il 4-1 diventa 6-1. E’ gelo per il Parma, è la fine del partente Corradini, sul cui braccio in fondo pesano solo i tre lanci fatali: non è infatti sostenuto sempre a dovere dalla difesa, nè dal suo attacco che produce un punto al terzo su una volata di Medina, ma nel confronto con il line-up dei neo campioni d’Italia e d’Europa, paga in termini di continuità e solidità. Dominio Recuperare 4 punti al

San Marino è assai difficile, anche perché Tiago Da Silva si conferma il miglior lanciatore Asi, cioè di scuola italiana ma di provenienza brasiliana: lega le prestazioni decisive contro il Nettuno a questa perla in Europa con un’altra partita completa. Si prende i complimenti del manager avversario, Gibo Gerali: «E’ stato davvero grande, il grande slam ci ha tagliato le gambe, rendo onore al merito: abbiamo perso contro la squadra più potente (61 fuoricampo in una stagione, ndr)». Il vincente ringrazia felice e ora proverà a continuare la serie ai Mondiali di Panama: «La squadra mi ha aiutato, i doppi giochi della difesa e il box mi hanno tranquillizzato subito, e così ho resistito sino alla fine. Scudetto, Coppa e un figlio appena nato: cosa posso chiedere di più?». Stanco e felice Ramos Gizzi regala palline preziose ai bambini di casa: «Non mi stanco mai? Un po’ lo sono, ma l’importante è allenarsi: non cercavo i fuoricampo, ma battute di contatto, ma sono venuti i fuoricampo, ora spero di dare una mano anche all’Italia». E a Panama ci sarà pure il terza base Pantaleoni: «Dopo otto tentativo finalmente posso alzare questa Coppa. E’ bellissima». I campioni dedicano un coro al manager Doriano Bindi rimasto a casa

per un lutto familiare, e cantano al general manager Mauro Mazzotti «paga la birra, paga la birra». E Mattia Reginato da Latina si tiene stretta la targa di mvp: «Sono io che ringrazio la squadra — fa il ricevitore — ero concentrato, dopo il punto decisivo segnato agli olandesi volevo continuare a tutti i costi a far bene, anzi ho fatto il massimo: un grande slam. Vinciamo perché siamo come una famiglia anche se veniamo da tutte le parti». San Marino, capitale europea del baseball, ha una squadra che non dà scampo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SAN MARINO PARMA

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T&A SAN MARINO: Granato (6) 0/3, Pantaleoni (5) 1/4, Vasquez (3) 2/4, Ramos G. (bd) 2/4, Chapelli (8) 2/4, F.Imperiali (4) 1/4, Avagnina (7) 0/3, Suardi (9) 0/4, Reginato (2) 1/3. CARIPARMA PARMA: De Simoni (7) 0/4, Yepez (6) 0/4, Dallospedale (4) 2/4, Medina (9) 3/3, Zileri (3-8) 0/4, Bertagnon (2) 1/3, Ugolotti (bd, M. Gerali 0/1) 0/2, Scalera (5) 0/3, Leoni (8, Giannetti 3, 0/1) 0/2. Lanciatori - Da Silva (v.) 9rl, 6so, 0bb, 7 bv; Corradini (p.) 5-0-0-6, Burlea 2-1-0-2; Cicatello 1-1-0-0. Punti - Pr 001.000.000: 1 (7-3); SM 041.010.10x: 7 (8-0). Note: fuoricampo Reginato 4 p. al 2˚, di Ramos Gizzi da 1 p. al 3˚ e da 1 al 5˚; doppio Vasquez. TERZO POSTO Nella finale per il 3˚ posto, l’Unipol Bologna batte 10-9 Amsterdam: singolo vincente di Infante al 9˚ dopo un recupero da 4-9 (5 punti all’8˚ con un doppio a basi piene di Angrisano. Triplo Castellito, Sabatani 4/4, vincente Langone, perdente Morales. Bologna-Amsterdam 10-9.

CASO AZZURRI (m.c.) Cooper, D’Amico e Oberto, i 3 lanciatori del Grosseto che lunedì scorso hanno saltato l’allenamento della nazionale a Tirrenia, in forma di protesta con la società di appartenenza, che non ha ancora pagato gli ultimi stipendi, partiranno regolarmente domani mattina per il ritiro azzurro in Florida. Rientra così il caso, ma non i problemi del sodalizio toscano, che, con Armando Cipolletti alla presidenza al posto di Roberto Ferri, continua ad essere in gravi difficoltà economiche. Il patron Baricci si è detto disponibile a passare la mano a costo zero a persone interessate, pur di garantire il futuro al Bbc.


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VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011


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PALLAVOLO COMINCIA OGGI A MONZA E BUSTO ARSIZIO L’EUROPEO FEMMINILE 2011

il primato La squadra di Barbolini ha vinto le due ultime edizioni Nel 2007 e 2009 l’Italia non ha perso neppure una gara

14 IL PRIMO TRIONFO 30 settembre 2007 L’Italia vince per la prima volta l’oro europeo in Lussemburgo battendo in finale la Serbia con un netto 3-0 TARANTINI

LA GRANDE CONFERMA 4 ottobre 2009 Due anni dopo a Lodz (Polonia) le azzurre di Barbolini si ripetono vincendo con un altro 3-0 stavolta contro l’Olanda REUTERS

IL RECORD L’ultimo k.o. azzurro: la finale del 2005 Barbolini ha vinto (finora) tutte le 14 gare agli Europei. «I record sono fatti per essere battuti, ci si penserà poi...» TARANTINI

«Italia: si vince senza alibi» Il c.t. Barbolini: «Le difficoltà fanno parte del gioco e gruppo sa prendersi responsabilità»

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DAL NOSTRO INVIATO

GIAN LUCA PASINI CONCOREZZO (Milano)

I NUMERI Le finali in Serbia

Chi conosce Massimo Barbolini, il tecnico che ha vinto gli ultimi due Europei, sa che non è facile vederlo arrabbiato. Non fa eccezione questa volta, che potrebbe presentarsi alla conferenza stampa di vigilia con una valigia piena di scuse (in alcuni casi anche polemiche) invece sorride sotto un caldo sole di fine settembre e ti dice: «come dice il saggio non si può avere tutto quello che si vuole. Gli imprevisti di queste settimane fanno parte del gioco. Ed è compito dell’allenatore trovare le soluzioni... Se ci riesce». Lui resta l’uomo che le ragazze chiamavo sul palco «Massimo Massimo», dopo la prima esaltante vittoria

«

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Europeo Per Leo Lo Bianco (dietro solo a Manù Benelli, 8), sesto per Simona Gioli e quinto per Piccinini. Esordio continentale per Costagrande, Bosetti e Leonardi

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Una Nazionale con due moduli: uno più difensivo, uno più votato all’attacco» MASSIMO BARBOLINI commissario tecnico dell’Italia

Massimo Barbolini, 47 anni, è c.t. dell’Italia dal 2006. Alla guida delle azzurre ha vinto due Europei e una Coppa del Mondo EPA

in Lussemburgo, 4 anni fa. Il gruppo è un po’ cambiato, anche se l’ossatura è quella di allora. Da quel giorno tante battaglie, molte soddisfazioni, qualche inevitabile usura e di recente anche un po’ di sfortuna.

COSI’ IN CAMPO QUESTA SERA

DOMENICA IL VIA ALLA A-1

Cuneo con Vissotto (g.sca. g.m) Gli ultimi arrivi sono stati quelli dei nazionali serbi (Podrascanin e Stankovic a Macerata, Petkovic a San Giustino. Nikic a Monza), rientrati dopo il trionfo sugli azzurri nella finale dell’Europeo di domenica scorsa a Vienna. E quello, l’altro ieri, di Leandro Vissotto, neo cuneese che alla Bre (stamattina si presenta) non si aspettavano tanto presto, Era previsto che il brasiliano andasse al Sudamericano e che quindi saltasse la prima giornata (contro Verona). Invece Bernardinho non lo ha convocato e così, domenica, al via del campionato, ci sarà, anche se è probabile che il titolare sarà il dominicano Caceres. Intanto stasera (21) si presenta anche la Lube Macerata,a Treia. Con il nuovo tecnico Guliani sul palco anche i comici Niba di Zelig e Luciano Lembo di Colorado Cafè. Domenica, 1ª giornata (ore 18) Belluno Latina; Trento Monza; Cuneo Verona; Padova Piacenza; Macerata Ravenna; San Giustino Vibo e Modena Roma. AMICI (an.me.) San Giustino (A 1) ha superato 3 0 Città di Castello (A 2).

Barbolini, dopo tutti i problemi e cambiamenti dell’estate, che Italia vedremo?

«Ne abbiamo pronte due: una più offensiva con Ortolani opposta (il bomber, della squadra, ndr) alla Lo Bianco e il libero impiegato in ricezione. L’altra più votata alla difesa, con tre schiacciatrici che ricevono e il libero (Leonardi) che entra in difesa». Per chi non è addetto alle questioni tecniche di pallavolo: quest’ultima sarebbe una squadra una volta si diceva "alla Trapattoni", che pensa che la prima regola del volley sia quella di non subire il punto. Poi si troverà la maniera di farlo. Entrambi i moduli, comunque, hanno lo stesso handicap: sono stati provati poco.

«Questo nella pallavolo è un problema. Ma queste atlete quante volte hanno giocato assieme? Non dico che sia tutto facile, che non ci saranno problemi. Con la nuova situazione creatasi ognuno, nel proprio ruolo, deve fare un qualcosa in più. Dove non arriverà l’allenamento ci si proverà con

la guida

RCS

la classe insita nelle singole. Dobbiamo essere consapevoli che sarà molto difficile fare bene. Ma come ovvio ci proveremo: a iniziare da questo primo girone». Il sorteggio non ha favorito l’Italia, dunque?

«Dico solo che per le partite a eliminazione diretta (martedì ottavi e mercoledì quarti, ndr)

arriveremo rodate da tre match complicati, a iniziare da quello con la Croazia». Un Europeo tosto, con tante squadre sulla stessa fascia e che - come nel maschile - porta le prime due classificate alla Coppa del Mondo, il primo torneo di qualificazione olimpica.

«Sicuramente. Nessuno discu-

te che il nostro sia un cammino duro. E che conquistare il pass per il Giappone sarà complicato. Ma sono anche certo che chi arriverà in fondo a Belgrado, sarà una squadra che non avrà usato alibi. Qui si inizia a formare il gruppo per provare la scalata a Londra 2012. Tutte le ragazze possono convincere l’allenatore che meritano di farne parte».

ori all’Urss L’Urss detiene il record nel medagliere 13 ori, 3 argenti e 1 bronzo. Segue la Russia (4 vittorie), poi Germania Est (2,5,1), Polonia (2,4,5) e Italia con 2 ori (2007, 2009), 2 argenti (2001, 2005) e 2 bronzi (1989, 1999)

21

volte Italia Nessuna squadra ha giocato tutte le edizioni (27, benché Urss più Russia ci siano sempre state). La Polonia 26 (assente ’93), Bulgaria 25, Olanda 24, l’Italia è 21 (a.a.)

il 1˚ e il 2 ottobre (a.a.) L’Europeo femminile prende il via con i due gironi italiani di Monza e Busto Arsizio. Domani si giocherà anche a Belgrado e a Zrenjanin. Girone A Belgrado: domani Germania-Ungheria e Francia-Serbia; domenica Francia-Germania e Serbia-Ucraina; lunedì: Ucraina-Francia e (20 diretta Rai Sport 2) Serbia-Germania. Girone B Monza: oggi (17.30 diretta Rai Sport 2) Turchia-Azerbajan, (20.30 Rai Sport 1) Croazia-Italia; domani (differita 22.30 Rai Sport 1) Croazia-Turchia e (20.30 Rai Sport 1) Italia-Azerbajan; domenica: (differita 22.30 Rai Sport 1) Azerbajan-Croazia e (20.30 diretta Rai Sport 1) Italia-Turchia. Girone C Zrenjanin: domani Israele-Polonia e Romania-Rep. Ceca; domenica: Israele-Romania e Polonia-Rep.Ceca; lunedì Rep.Ceca-Israele e Polonia-Romania. Girone D Busto Arsizio: oggi 17.30 Olanda-Spagna, 20.30 (differita sabato 9.30 Rai Sport 1) Bulgaria-Russia; domani Bulgaria-Olanda e Russia-Spagna; domenica Russia-Olanda e Spagna-Bulgaria. FORMULA La prima fase con 16 squadre divise in quattro gironi. Accedono al tabellone ad eliminazione diretta le prime tre, la seconda e la terza disputeranno gli ottavi, le prime sono già ai quarti. Sfalsati anche ottavi e quarti: in Italia si giocano martedì e mercoledì. Semifinali e finali sono in programma a Belgrado sabato 1 e domenica 2 ottobre. PUNTI i punti in classifica sono attribuiti come in Italia (3 al successo per 3-0 e 3-1, 2 per il 3-2, 1 punto alla sconfitta 2-3) PRECEDENTI (a.a.) Italia e Croazia si sono incontrate 24 volte con 13 vittorie azzurre. Primo incontro nell’Europeo a Brno il 25-9-93 vinta 3-0. La prima vittoria croata in un torneo a Brno il 22-6-95 0-3. Nell’era rally point si sono incontrate 15 volte con 11 vittorie azzurre. L’ultima gara ad Alassio nell’Edison Cup il 15-10-2010 vinta 3-0. L’ultima vittoria delle croate a Tokyo il 25-6-2000 nella qualificazione olimpica 1-3. Il bilancio agli Europei è di 2-3 per le croate. RUSSIA (a.a.) Le campionesse del Mondo si presentano a questo appuntamento senza la Sokolova e senza la Kosheleva. Su internet ieri sera si sparsa la voce che la Sokolova volesse unirsi alla squadra all’ultimo momento, ma non è stata poi inserita nel roster. QUOTE (a.a.) Russia favorita per gli scommettitori, la sua vittoria finale è data 2,1. Subito dopo ci sono le squadre di casa: Italia a 3 e Serbia a 3,5. Distaccate le altre: Olanda 15, Polonia 30, Germania e Turchia 40. SU WWW.GAZZETTA.IT Il sito di Gazzetta racconterà tutte le gare delle azzurre oltre ad avere video e news sul torneo continentale. Sul blog (http://dal15al25.gazzetta.it/) anche il dietro alle quinte della manifestazione continentale e molti atri video.


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RUGBY L’INIZIATIVA

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA BUONGIOVANNI NELSON (Nuova Zelanda)

«Bring it home All Blacks». «Portate a casa la Coppa, All Blacks»: campeggia su un grande cartello al bordo di una strada statale. L’orgoglio di una Nazione è tutto lì, nel considerarsi la sede naturale del titolo mondiale. A vendicare l’onta dei Mondiali 2007, quando la Francia padrona di casa eliminò i tuttineri, domani i quattro milioni e mezzo di abitanti della Nuova Zelanda scenderanno idealmente in campo a spingere in mischia insieme a Mealamu e compagni contro i transalpini. L’omologa sconfitta nel torneo del 1999 si dice portò alla caduta di governo, quella del 2007 fece segnare un tracollo della Borsa di Wellington. Stavolta non arrivare ad alzare la Webb Ellis Cup non è contemplato. Il simbolo Il Paese c’è e lo dimostra esponendo il simbolo per eccellenza: la bandiera nera con la felce argentata. Da Cape Reinga a Bluff, dal punto più a Nord a quello più a Sud, non c’è casa, negozio, edificio che non la esponga. La foglia avvolge e unisce il Paese, spuntando dai finestrini delle auto, ricoprendo cabine di camion, sventolando sulle fiancate degli scuolabus, correndo con le magliette dei bambini o allestendo lunghi tratti di spiaggia, disegnata sulla sabbia ogni giorno da ignoti. La bandiera nera non è il vessillo ufficiale della Nazione, è quella della Nazionale di rugby e a cascata di tutto lo sport neozelandese. Ma da molto si discute — e ieri ne parlavano tutti i telegiornali — se non sia il tempo di un cambio. La costellazione della Croce del Sud in rosso su campo blu e una piccola Union Jack inglese in un angolo, dicono i sostenitori del mutamento, non parla abbastanza di chi siamo. Oltre al rilevante particolare che assomiglia troppo a quella dei cuginastri australiani. Il candidato alla sostituzione, neanche a dirlo, è il drappo degli All Blacks.

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LA COLLANA

Da oggi 16 uscite Il venerdì a 10,99 e Spazio agli azzurri e a Italia-Francia

Una passeggiata nella storia. Sedici settimane per conoscere uomini, squadre, partite memorabili. Ogni settimana da oggi fino al 6 gennaio, tutti i venerdì, con la Gazzetta uscirà uno spicchio di questo immenso patrimonio. Se la prima uscita è dedicata ai più grandi All Blacks, venerdì prossimo toccherà al racconto della prima Coppa del Mondo,

1. Il numero di oggi è dedicato ai più grandi All Blacks di sempre

2. Venerdì prossimo il n. 2: racconta il primo Mondiale, nel 1987

3. 7 ottobre Tutta la storia degli All Blacks, dalle origini a oggi

LEGGENDA ALL BLA Neri, forti, cattivi Non possono fallire Scritte in strada, felci sulla sabbia: la Nuova Zelanda spinge per la Coppa. «Se vinciamo si cambia la bandiera nazionale» Eccessi Quando la settimana

Giorni di follia: a Wellington è stato messo all’asta un Cristo vestito da All Black

scorsa il c.t. Graham Henry, alla vigilia del 100˚ cap di Richie McCaw (poi rimandato per presunto infortunio), ha indicato il capitano come «fonte di ispirazione per tutti i neozelandesi» non ha esagerato. Perfino gli psicologi intervenuti in aiuto delle vittime del terremoto di

Christchurch hanno individuato nella squadra un appiglio lenitivo. Non c’è pubblicità od oggetto che non sia marchiato All Blacks. Dal cornetto gelato incartato in una foto di gioco, ai bimbi che si trasformano negli eroi ovali mangiando cereali. Fino a bizzarre iniziative, reputate blasfeme. Come quella del

Reverendo Frank Nelson, parroco della Cattedrale di Wellington: ha messo all’asta per beneficenza (e subito venduto) il dipinto di un Cristo vestito da All Blacks, rappresentato in una classica icona cristiano ortodossa. L’artista, un 80enne pittore locale, dice di aver voluto rappresentare la vera religio-

ne della Nuova Zelanda. Padre Nelson ha invece risposto alle polemiche suggerendo che se Gesù si reincarnasse oggi nel Paese, potrebbe essere un All Blacks: nello specifico un mediano di mischia... E se non siete soddisfatti della formazione annunciata da Henry, il quotidiano The Press allega figurine


VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

4. 14 ottobre Gli uomini più importanti nella storia azzurra

5. 21 ottobre Un viaggio tra le avversarie dell’Italia nel 6 Nazioni

Nuova Zelanda 1987. Alla storia della nazionale neozelandese sarà dedicata la terza uscita, mentre la quarta riguarderà gli uomini più importanti del rugby azzurro. Con la quinta si andrà alla scoperta delle avversarie dell’Italia nel Sei Nazioni. Queste le uscite successive. 28/10, n.6: Il Galles degli anni ’70; 4/11, n.7: L’invincibile Australia; 11/11, n.8:

Italia Francia 2011, il match; 18/11, n.9: Le partite maledette; 25/11, n.10: La storia di Gareth Edwards; 2/12, n.11: L’Inghilterra sul tetto del mondo. 9/12, n.12: I grandi match dell’Inghilterra anni ’90; 16/12, n.13: Il Sudafrica di Mandela; 23/12, n.14: gli azzurri al Mondiale 2011; 30/12, n.15: Il film del Mondiale 2011; 6/1/2012, n.16: Le migliori sfide del Mondiale 2012.

IL CONCORSO

Palloni e maglie All Blacks in palio E c’è un viaggio in Nuova Zelanda

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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Alla collana è abbinato un concorso. Nelle prime 5 uscite in palio 20 palloni, 15 maglie e 15 borse All Blacks: basta inserire il codice di ciascuna uscita su vincicongazzetta.it. Rispondendo correttamente alle domande nel sito si potranno avere nuovi tentativi. Chi darà 5 risposte giuste parteciperà all’estrazione di un viaggio per 2 in Nuova Zelanda.

GLI EMBLEMI

ACKS

Felce al petto, simbolo antico La maglia nera arrivò più tardi La felce, simbolo della Nuova Zelanda, è da sempre sulla maglia della selezione di rugby del paese, addirittura da prima che la stessa maglia diventasse nera. Per la prima uscita della Nazionale fuori dai confini neozelandesi, nel 1884 in Australia, venne infatti scelta una maglia blu scuro, con al petto una felce. Dorata però, non argentata come quella in voga oggi. La definizione della tenuta attuale, con maglia nera e felce argentata,

risale invece al 1901, sebbene lo standard fosse stato fissato dal 1893. In quel periodo, infatti, la selezione giocò anche in bianco. Negli ultimi anni, e in particolare nei test giocati in Francia durante i tour autunnali, sulla maglia degli All Blacks è apparso un altro piccolo simbolo: si tratta di un fiore rosso di papavero, cucito su una manica, in memoria dei soldati neozelandesi morti sui campi di battaglia europei nelle due guerre mondiali.

I RECORD

McCaw 100 caps Ma il più presente resta Colin Meads

La Haka La Haka contro il Giappone, il 16 settembre a Hamilton AFP

tridimensionali da ritagliare per giocare in famiglia. Troppa haka I tuttineri non si di-

scutono, si è All Blacks per tutta la vita, ma qualcuno comincia a storcere la bocca sulla sfruttamento indiscriminato della haka. La danza maori è eseguita a inaugurazioni, spettacoli

folkloristici, perfino funerali. Strumentalizzarne il simbolo fino all’abuso dà fastidio, tanto che qualcuno s’è spinto a dire che anche la rappresentazione nel rugby ne svia la natura. Ma se la Nuova Zelanda è mucche e pecore, cielo e prati, soprattutto è rugby. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Domani alle 10.30 contro la Francia, Richie McCaw diventerà il primo All Black della storia a varcare la soglia dei 100 cap. Al secondo posto c’è Mils Muliaina, estremo, che contro i Bleus non sarà tra i 22. In testa alla classifica del maggior numero di partite giocate in maglia nera, comprese quelle non classificate come test match, resiste invece Colin Meads (133). Sono 1108, a oggi, i giocatori ad aver vestito la maglia nera. L’ultimo in ordine di apparizione è Sonny Bill Williams, il fantasmagorico centro proveniente dal Rugby League che ha esordito nel 2010 e che è già diventato uno dei simboli di questo Mondiale. Il numero 1 riconosciuto è invece James Allan, avanti di Otago, in campo con la selezione dei giocatori di Otago, Canterbury, Wellington e Auckland che nel 1884 girò l’Australia.

LA HAKA

Dal 1906 la «Ka Mate» Ma non è sola

479

Partite giocate Gli All Blacks hanno giocato 479 partite: 359 vittorie, 17 pari e 103 sconfitte. La sfida più frequente contro l’Australia: 142 partite con 96 vittorie, 5 pari e 41 sconfitte

Sebbene le prime notizie di un «grido di guerra» prepartita risalgano al 1884, la prima «Ka Mate» - la haka tradizionale — sarebbe stata proposta nel 1906. Da allora si sarebbero succedute, sporadicamente, altre versioni. L’ultima, la «Kapa O Pango», risale al 2005 contro il Sudafrica: fu criticata per il gesto del pollice lungo la gola, a mo’ di sgozzamento.


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RUGBY IL MONDIALE

Mirco apprendista calciatore: «Magari averne uno vero»

Taccuino GIRONE A

All Blacks-Francia Dagg per Muliaina AUCKLAND È altissima l’attesa per Nuova Zelanda Francia di domani (ore 10.30, diretta Sky 2 e Sky Mon diale): se i transalpini puntano su Parra apertura, gli All Blacks esclu dono Muliaina estremo a favore di Dagg. Carter e McCaw rientrano, Sonny Bill Williams parte di nuovo dalla panchina. Classifica: Nuova Zelanda, Fran cia 10; Canada, Tonga* 4; Giappone* 0 (*una in più).

Senza cecchini, l’Italia si affida a Bergamasco «Ho poco stile, ma basta ne entrino 8 su 10»

GIRONE B DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA BUONGIOVANNI NELSON (Nuova Zelanda)

Calciatore cercasi: il paradosso dell’Italia ovale è che, pur espressione di un Paese dove tutti prendono la palla a pedate, non ha uno specialista di razza. E se la speranza è che martedì contro gli Stati Uniti se ne potrà fare anche a meno, la certezza è che domenica 2 ottobre, contro l’Irlanda, nello scontro diretto di Dunedin che presumibilmente varrà i quarti, sarà imprescindibile. Come dimenticare quanto accadde quattro anni fa a St. Etienne? Un errore dalla piazzola di David Bortolussi nello scontro diretto, spedì la Scozia tra le otto elette e l’Italia a casa... Quattro alternative Sono quattro (escludendo Luke McLean) coloro che oggi, nella rosa azzurra, per volontà dello staff tecnico, possono essere investiti della responsabilità: Mirco Bergamasco, il titolare del ruolo, Riccardo Bocchino e Tommaso Benvenuti, che contro la Russia si sono suddivisi il compito con esiti modesti (un totale di 4 su 10) e Luciano Orquera, uno che per più stagioni, col Brive, grazie a un bel piedino, ha occupato i primi posti della classifica dei marcatori del campionato francese, ma che in Nazionale raramente è stato coinvolto in tal senso. Insomma: è su Mirco, che calciatore certo non lo è nato, che si ripongono le maggiori speranze. Privilegio «Alla mia età — dice — un calciatore non si inventa, si costruisce. Il mio proces-

so è cominciato nel novembre 2009. Philippe Doussy, vice di Nick Mallett proprio per i piazzati, tecnico dell’Accademia e studente del fondamentale anche presso gli specialisti del football Nfl, era a caccia di una soluzione a un problema pressoché cronico. Avendomi visto provare per gioco, il lunedì prima della partita contro Samoa di Ascoli Piceno, mi invita a partecipare a una "gara" con quattro o cinque compagni. La vinco con un 21 su 25 e al sabato, in partita, divento l’uomo designato e firmo un 3 su 5. Da allora tocca a me». Il problema, appunto, è che Mirco non nasce calciatore. «I Wilkinson, i Carter, gli O’Gara — sostiene

«

Wilkinson e Carter hanno iniziato a 14-15 anni, io a 26. Posso migliorare, non diventare infallibile

Mirco Bergamasco, 28 anni FORTI

Inghilterra, Wilkinson contro la Romania

— hanno cominciato a 14-15 anni, io a 26: c’è una bella differenza. Posso provare a migliorare, non a diventare infallibile. Tenendo per altro presente che calcio solo in Nazionale, una quindicina di volte per venti minuti a seduta e non al Racing Parigi, nel mio club, dove prima di me ci sono Wisniewski, Hernandez e Lorée. Mi viene data la responsabilità e l’accetto volentieri. Lo ritengo un privilegio. Ma non mi reputerò mai un calciatore vero. Anzi, l’avessimo...».

DUNEDIN Domani alle 8 Inghilter ra Romania (dir. Sky 2 e Sky Mon diale): nell’Inghilterra Wilkinson in campo ed esordio mondiale per il pi lone Corbisiero; Romania con 11 cambi: Gontineac tiene fuori i miglio ri in vista della Georgia. Classifica: Inghilterra, Scozia 9; Ar gentina 6; Georgia, Romania 0.

GIRONE C

Oggi Australia-Usa C’è Genia capitano

Tecnica Eppure, almeno in un

paio di occasioni, le sue pedate han fatto la differenza: a Modena, nel novembre scorso, con l’8 su 8 contro le Figi per tutti i 24 punti della vittoria azzurra e a Roma, in marzo, nello storico successo contro la Francia nel Sei Nazioni. «Sono soddisfatto quando resto sopra l’80% — spiega —: Philippe in allenamento mi riprende con una telecamerina e poi, in campo, mi fa subito vedere gli errori. So di non avere uno stile elegante, ma seguo un mio format. In febbraio avevo allungato la rincorsa, ora sono tornato a pochi appoggi. E’ solo una questione tecnica, non psicologica: svolgo esercizi per rinforzare il bacino, per l’ampiezza del passo, per la flessibilità delle gambe. E poi curo la pressione dei palloni. Il compito, in generale, non mi distoglie dalle mia altre responsabilità. Solo un fattore esterno mi condiziona: il freddo». La speranza è che a Dunedin, dove le temperature sono spesso rigide, la primavera australe arrivi in fretta.

Bergamasco e Doussy. In azzurro Mirco ha segnato 152 punti al piede FORTI

LA SQUADRA MARTEDÌ ALLE 8.30 SFIDA AGLI USA

Castrogiovanni e Bocchino acciaccati D’Apice non ce la fa: arriva Sbaraglini NELSON Il match con la Russia, per quanto facile, ha lasciato conseguenze. Il tallonatore Tommaso D’Apice torna a casa. Nel finale di partita ha subito un colpo al ginocchio sinistro e la risonanza effettuata ieri ha evidenziato «una distorsione di primo grado con interessamento del legamento collaterale mediale, con tempi di recupero stimati in 21 giorni». Al suo posto sarebbe potuto arrivare un giocatore di altro ruolo, ma Nick Mallett non cambia assetto. In recupero da un’operazione Carlo Festuccia e da un infortunio Andrea Manici, presto al gruppo si unirà Franco Sbaraglini, 29enne del Benetton Treviso nato in Argentina, ma italiano di formazione, con cinque caps tra il 2009 e il 2010.

Fin qui l’ufficialità: ciò che invece in qualche modo viene tenuto nascosto — e più preoccupa — è che pure Riccardo Bocchino e Martin Castrogiovanni lamentano acciacchi. Il primo, sin dal riscaldamento precedente alla sfida alla Russia, soffre di un’infiammazione agli adduttori e ieri non s’è allenato, il secondo, a metà seduta, s’è fermato per una noia a una coscia. Dovrebbero essere situazioni recuperabili, soprattutto quella del pilone. Ma Mallett, nel definire la formazione che martedì affronterà gli Stati Uniti — sarà ufficializzata domani — dovrà tenerne conto. Un recuperato Luciano Orquera e Lorenzo Cittadini scalpitano. a.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

WELLINGTON Oggi alle 10,30 (diret ta Sky 2 e Sky Mondiale), Austra lia Stati Uniti. Tra i Wallabies per la prima volta diventa capitano il n.9 Will Genia, 23 anni. Come ala, al po sto dell’infortunato O’Connor, si ri vede Mitchell. Classifica: Irlanda 8; Australia, Ita lia 5; Stati Uniti 4; Russia 1.

GIRONE D

Boks come un rullo Habana nella storia AUCKLAND Il Sudafrica segna 12 mete, realizza più di un punto a minu to e la Namibia è travolta. Habana interrompe il digiuno e firma la meta n. 39 in Nazionale: ora è il miglior me tamen nella storia Springboks. Sudafrica-Namibia 87-0 (31-0). Marcatori: p.t. 4’ c.p. M. Steyn, 7’ m. Aplon tr. M. Steyn, 22’ m. Habana tr. M. Steyn, 29’ m.t. Sudafrica tr. M. Steyn, 37’ m. Fourie tr. Steyn; s.t. 8’ m. F. Steyn tr. M. Steyn, 20’ m. M. Steyn tr. M. Steyn, 23’ m. De Jongh tr. Pienaar, 25’ m. Aplon tr. Pienaar, 27’ m. Hougaard tr. Pienaar, 30’ m. De Jongh tr. Pienaar, 36’ m. Ros souw tr. Pienaar, 38’ m. Hougaard tr. Pienaar. Classifica: Sudafrica* 14: Samoa 6; Galles, Figi 5; Namibia* 0. (*una in più).

GOLF IL DICIOTTENNE VERONESE SEMPRE PIU’ PROTAGONISTA

Il Coni vota Manassero giovane europeo Matteo è stato candidato come talento azzurro di ogni sport. In novembre, a Sochi, verrà eletto il migliore tra i 5 europei più votati

coinvolgendo «l’Apostolo», Matteo Manassero, nella sfida al primato in diretta con il maestro, Alberto Binaghi, accompagnandolo con Silvio Grappasonni, oggi voce di Sky, ieri professionista, e con il giovane talento di casa, Giacomo Garbin, «Jack» per tutti, 15 anni, neo campione italiano ragazzi. Il richiamo è talmente ghiotto che il cielo si commuove, regalando una giornata estiva, piena di sole e di luce, ed arricchendola con almeno 300 persone in appassionato corteo per tutte le 18 buche, fino alle 17. Quando Matteo, tradito dalle pendenze, accarezza, ma non imbuca, il putt da 3 metri del sorpasso, e si ferma a -6, uguagliando il record, non perde il sorriso da bravo ragazzo: «Vuol dire che l’anno prossimo devo tornare per riprovarci ancora. Il record va battuto».

DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO MARTUCCI VARESE

La scusa è «La caccia al record» del campo, 66 colpi, al Golf Varese, datato 1934, club unico, con la splendida club-house ricavata dal monastero di S. Antonino del 1200, e querce, olmi, faggi, betulle, pini silvestri, con la buca 10 che si tuffa nel lago. In realtà, Toto Bulgheroni, cuore sportivo in transito dal basket al golf, inventa una nuova festa del green,

Matteo Manassero, 18 anni, ha vinto due tornei nell’European Tour SCACCINI

Fenomeno Non c’è una gara sola. C’è quella del 12enne Giovanni Fontana — incidentalmente, figlio del sindaco di Va-

Ieri a Varese tanta gente per assistere al tentativo di battere il record del campo. Lui lo ha uguagliato: «Ma ci riproverò» rese — che vince, fra 60 coetanei, la selezione per fare il caddy a Manassero. C’è quella di Binaghi, cresciuto su questo campo fino ai 18 anni, che è troppo teso: «Ho cominciato male, e per recuperare ho stabilito il peggior score di sempre, + 13». C’è quella di Grappasonni, idolo dei ragazzi dello Junior team, capeggiati dai gemelli Colombo, William e Giovanni, che finisce in par: «In tv vedi solo il fairway, quando giochi davvero vedi tutte le difficoltà, ho giocato bene, non me l’aspettavo su un campo preparato come in

gara, erano 10 anni che non giocavo contro un numero 30 del mondo come Matteo. Che sicurezza, ti mette sotto di testa, prima ancora che di gioco». C’è quella di baby Jack, che termina a +2: «Matteo è il mio idolo, magari potessi diventare come lui. Che è un fenomeno. Io posso solo impegnarmi al massimo». Sorriso A 18 anni, Manassero è ormai abituato alle luci della ribalta: «La cosa più importante è che si sia divertita la gente e che ci siano stati tanti ragazzi». Il Coni lo candida come miglior giovane atleta europeo di ogni sport all’elezione di novembre a Sochi, dove saranno invitati i 5 più votati da tutti i comitati olimpici europei. Il fenomeno di Verona si autopromuove regalando colpi puliti in campo, parte dell’ingaggio alla Onlus locale e centinaia di autografi, fuori. Vince tutto lui, compresa una bici, una cassaforte e, soprattutto, l’affetto sincero della gente. Ma soprattutto verso Anna, dolce brunetta con handicap 4 a golf, neo studentessa della Bocconi di Milano. Da domenica riparte: destinazione Scozia per l’European Tour.


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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Varie ANNO SCOLASTICO

Inaugurazione con la Pellegrini ROMA (t.bot.) Tanti campioni alla cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico che si svolgerà questo pomeriggio al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini (ore 17-18,45 diretta Rai 1). Tra i tremila ragazzi che affolleranno il cortile del Quirinale ci saranno anche Federica Pellegrini, il ct del Settebello iridato Sandro Campagna, le stelle della scherma Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca, Giovanna Trillini affiancate da Aldo Montano, Marco Simoncelli, la coppia olimpica del taekwondo Mauro Sarmiento e Veronica Calabrese, l’argento di Pechino nel tiro a volo Franco D’Aniello e una folta rappresentativa di canottieri e canoisti.

Ginnastica MONDIALI RITMICA

Cantaluppi ok nel Generale

Julieta Cantaluppi, 26 anni IPP

L’azzurra Julieta Cantaluppi centra la finale del concorso generale individuale dei XXXI Campionati del Mondo di ritmica. La sei volte campionessa assoluta di Como, fabrianese di adozione, con il 26.200 odierno alle clavette (D. 8.800 – A 8.700 – E 8.700) raggiunge il punteggio complessivo di 78.950, chiudendo le qualifiche in 17ª posizione, a 5 decimi dall’austriaca Caroline Weber, quindicesima. Nella finale a 24 di oggi pomeriggio (diretta su Rai Sport1 dalle 16.20) si ricomincia da zero. L’obiettivo è il 15˚ posto per la qualificazione olimpica dell’individuale. Intanto Evgenia Kanaeva, dopo i titoli di palla e cerchio, si aggiudica anche quelli di clavette e nastro davanti alla compagna di squadra Daria Kondakova e alla bulgara Miteva.

Boxe GIUSEPPE SU SPORTITALIA 2 ALLE 19

Lauri, voglia di Europeo con Shafikov A Helsinki (Fin) si assegna stasera il vacante titolo europeo dei superleggeri tra il russo Denis Shafikov (26-0-1, 15 ko) e il varesino Giuseppe Lauri (52-7), residente da anni in Ungheria (ha sposato una ragazza del posto), dove svolge mansioni di procuratore di una buona scuderia di pugili locali. Lauri, 35 anni, in attività dal 1997, è stato campione italiano, della Ue e due volte sfidante all’Europeo, battuto dall’inglese Bami nel 2006 a Londra e dall’irlandese McCloskey nel 2010 a Belfast. to al meglio in Italia, ritengo di poter battere il russo. L’esperienza dovrebbe aiutarmi», dice l’italiano, guidato all’angolo da papà Augusto. L’altro cosfidante, il mancino Shafikov, 26 anni, professionista dal 2003, diretto dal finlandese Pekka Maki che organizza la serata, ha subito un solo pari in carriera, contro Brunet Zamora a S. Pietroburgo, con verdetto molto generoso, per l’Intercontinentale Wba . Buon colpitore ma senza il pugno secco da ko, è indicato largamente favorito dai

MONDIALE (r.g.) A Buenos Aires (Arg) il locale Marcos Maidana (30-2) difende il titolo superleggeri Wba contro il russo residente in Spagna Petr Petrov (29-2-2). IN ITALIA (r.g.) Domani a Nettuno (Roma) il superwelter Orlando Fiordigiglio (8) contro Csaba Batta (Ung, 4-9-1) sui 6 round. Ad Andria (Bat) il domenica il superwelter Domenico Salvemini (5) sulle 8 riprese contro Sandor Ramocsa (Ung, 10-15).

Arco TRICOLORI (gu.l.g.) Si è svolta ieri a Roma presso la Sala Giunta del Coni la conferenza stampa di presentazione dei Campionati italiani targa che festeggeranno il cinquantenario della Fitarco e che si svolgeranno dal 30 settembre a domenica 2 ottobre, giorno delle finali assolute allo Stadio dei Marmi (diretta Rai Sport 2, ore 11). Presente alla conferenza il sei volte olimpico Ilario Di Buò e il trio donne iridato ai recenti Mondiali di Torino, Natalia Valeeva, Guendalina Sartori e Jessica Tomasi. Le azzurre, alla conclusione dei tricolori, partiranno per la preolimpica di Londra insieme al trio uomini Galiazzo, Frangilli e Nespoli

MEDIA RUNNING (o.car.) Domenica mattina a Milano la 4ª edizione della Media Running Challenge, con ricavato alla Fondazione Abio. Due le distanze: agonistica di 10 km e non competitiva di 5 più una breve corsa riservata ai bambini. Partenza alle 10 dall’Arena Civica con Billy Costacurta in veste di mossiere.

Baseball La settima di Liddi Liddi gioca ancora, Seattle vince ancora: Alex, al settimo match da titolare in Major e dopo 2 fuoricampo in 2 partite, chiude dal box a 0/4 (tutti strikeout), elimina in difesa Benson al sesto, mentre i Mariners vincono 5-4 a Minnesota, con Suzuki che con un doppio spezza al 6˚ la no-hit di Slowey: Ichiro è a 22 hit da quota 200 per l’11a stagione consecutiva. I Twins sono all’11a sconfitta consecutiva. Liddi ieri è stato tenuto inizialmente in panchina sempre contro i Twins. Intanto i NY Yankees conquistano per la 16a volta in 17 anni di playoff, il titolo dell’East Division dell’American: 4-2 contro Tampa (singolo vincente da 2 punti di Posada). Già qualificate anche Philadelphia e Detroit.

Ippica IERI ROMA QUINTE’ (m 1200) 1 Extra (C. Demuro); 2 Shayon; 3 Raggiante; 4 Mamurra; 5 Commissario; (m.-1-m.) Tot.: 15.92; 5,56, 5,93, 2,42 (318,86) Quinté 10-5-18-14-16 non vinto. Quarté e 8.449,89. Tris e 2.801,90. OGGI MILANO QUINTE’ (ore 18.30, inizio 14.30) Oggi 18 trottatori su tre nastri. Lo start a 2620 metri. Indichiamo Gabbiano (7), Merlino Grig (11), Eclisse Domar (18), Maier (17), Lo Scia (6), Ligamec (12).

Giuseppe Lauri, 35 anni, a sinistra, è al terzo tentativo europeo IPP

Rugby CELTIC LEAGUE

Oggi c’è Treviso Tv, contatto Rai

Carabina 10 m Campriani è 2˚

Treviso: De Waal; Nitoglia, Galon, Morisi, Williams; Burton, Chillon; Filippucci, Minto, Vosawai; Vermaak, A. Pavanello; Di Santo, Vidal, Rizzo.

Atletica DOPO IL NO AL RECORD

Replica Radcliffe «Scelta ingiusta» Da Berlino, dove domenica torna alle gare dopo due anni, la britannica Paula Radcliffe, 38 anni a dicembre, ha definito «ingiusta» la decisione della Iaaf di cancellare i tempi delle maratone femminili ottenute in competizioni dove gareggiano anche i maschi, con la conseguenza di privarla del record di 2h15’25" stabilito nel 2003 proprio a Berlino. «Non credo che si vada più forte se si corre una maratona dove ci sono anche gli uomini — ha aggiunto la Radcliffe — perché è vero che possono diventare un riferimento ma in ogni caso ciascuno fa la sua gara».

Ippica Domani Di Capua a Milano

Dettori rimane in Inghilterra Ecco Fanunalter il piccolo Falbrav Niente Rio del la Plata e niente Dettori domani a San Siro nel Di Capua con un solo cavallo allenato in Italia, il vincitore del Premio Pisa Silver Ocean, fresco 2˚ in gruppo 2 tedesco. Frankie resta in Inghilterra, a Newmarket dove ieri è finito 2˚ con il favorito Farraaj nelle Sommerville Stakes (gr. 3 m 1400) vinte da Cirus (R. Hughes) e dove oggi avrà tre possibilità per avvicinare i 500 Gp (è a 497), mentre domani non sarà impegnato in corse di gruppo. Domani a Milano gli inglesi Cityscape e Dick Turpin in evidenza, assieme a un cavallo tutto italiano anche se allenato Oltremanica, da MArco Botti. Si tratta di Fanunalter, nome propiziatorio (in dialetto milanese significa "fanne un altro") assegnato dall’allevatore e proprietario Luciano Salice già allevatore e proprietario del grande Falbrav (8 vittorie in gr. 1),il papà di Fanunalter. Il «piccolo Falbrav» ha vinto in gruppo 3 a Epsom (Diomed Stakes) in giugno.

ANCHE Gal.: Firenze (14.55). Tr.: Roma (14.35), CAstelluccio (14.45), Bologna (15).

Ore 16.15- Pr. V. Di Capua (gr 1 m 1600): 1 Cityscape (Drowne); 2 Dick Turpin (Soumillon); 3 Fanunalter (M. Demuro); 4 Ransom Hope (C. Demuro); 5 Shamalgan (Minarik); 6 Silver Ocean (Pinna); 7 Vanjura (Pietsch).

SUBITO SUN YANG (al.f.) Ai campionati cinesi di Rizhao, Sun Yang vince i 200 sl in 1’45"53. «Non mi sono ancora allenato intensamente dai Mondiali ad oggi, sono contento del risultato anche se non era importante. Questa gara è solo il primo passo verso i Giochi». Uomini: 200 sl Sun Yang 1’45"53, Li Yunqi 1’47"71, Zhang Zhongchao 1’48"75; 100 do Cheng Feiyi 54"42; Ma Xiang 1’01"33; 100 fa Zhou Jiawei 52"43. Donne: 100 do Fu Yuanhui 1’00"68; 50 ra Liu Xiaoyo 31"55; 200 fa Zhu Jiani 2’07"89; 400 mx Li Xuanxu 4’37"48. FESTA SCOZZOLI (al.f.) Stasera, San Martino in Villafranca (Fc) festeggerà Fabio Scozzoli: dopo la proiezione delle gare mondiali (20.30) in cui il ranista romagnolo ha conquistato l’argento nei 50-100 rana, ci sarà uno spettacolo comico e infine i fuochi d’artificio.

Pallamano Fanunalter e Nicola Pinna GRASSO

A PARIGI

Marielles, prima sconfitta francese PARIGI A Vincennes nel Prix Beziere (m 2700) prima sconfitta francese per l’italiana Marielles che aveva corso e vinto 4 volte Oltralpe (2 a Vincennes, una a Enghien e Cagnes). Stavolta non è andata oltre il terzo posto, battuta da Cabaillon (poi vincitore in 1.13.7) e Saba du Vivier. Terzo Missile di Pippo e quarto Lorenz del Ronco nel Prix Mehun (m 2100) vinto in 1.11.9 da Snob du Corday. Nel Prix Quellec (m 2100) vinto in 1.12.8 da Rachmaninov Seven, Lorenz del Ronco 3˚. ASTA Oggi a Settimo Milanese l’asta Its di galoppo con una figlia di Claba di San Jore (Cape Cross il padre) la supermamma che ha già prodotto 2 vincitori di Derby (Awelmarduk e Carckerjack King), uno del GP di Milano (Jakkalberry) e uno del GP Italia (Kidnapping).

MONDIALI MILITARI

La Russa premia i medagliati

Atletica

Nuoto

Tiro a Segno COPPA DEL MONDO

Carabina a 10 metri uomini: 1. Qinan Zhu (Cina) 703.8 (600+103.8) FWR; 2. Campriani 701.4 ( 598+103.4); 3. Sidi (Ung) 701 (597+104). Pistola a 10 metri uomini: 1. Ekimov (RUS) 690.7 (589+101.7); 2. Tian Zhang (Cina) 686.8 (587+99.8); 3. Yusuf Dikec (Tur) 682.9 (582+100.9); 6. Badaracchi 676.8 ( 579+97.8).

Finlandesi Il russo è molto co-

Rocky Giuliano

Esperienza «Mi sono prepara-

(e.sp.-ales.s.) Terzo impegno in Celtic per Treviso che oggi alle 20.30 italiane visita il Glasgow. De Waal sarà estremo con Nitoglia e Williams ali ma, di fatto, estremi aggiunti. Infortuni a Sepe (crociato) e De Jager (taglio a un ginocchio). Con la partenza di Sbaraglini, Treviso ha chiesto di poter usare come permit player il tallonatore del Petrarca Ornel Gega. Intanto, dopo la riunione a tre di mercoledì tra Fir, Rai e Celtic, mancano solo i dettagli all’accordo per la trasmissione dei match delle italiane. Via previsto dal 7˚o 8˚ turno.

Seconda gara e ancora un secondo posto per Niccolò Campriani alle finali di Coppa del Mondo di Wroclaw (Pol). L’azzurro, campione del Mondo della specialità, nella carabina aria compressa (10 m) ha chiuso dietro lo sbalorditivo cinese Qinan Zhu, perfetto nella prima fase (600), con record del Mondo eguagliato e poi capace di fare il nuovo primato mondiale totale. L’altro azzurro, nella pistola aria compressa, Mauro Badaracchi (Forestale) è entrato in finale,e ha chiuso sesto. Successo del russo Ekimov. Oggi carabina 10m donne con Petra Zublasing.

bookmaker, da 1-25 a 1-30. Salvatore Cherchi della OPI2000, che lo ha accompagnato, è convinto che alla fine sarà Lauri a spuntarla. Si tratta certamente di un’impresa difficile per il pugile di Tradate gestito dal manager Christian Cherchi. Shafikov è cinque centimetri più basso di Lauri (165 cm contro 170), ma compenserà questa differenza con il carattere battagliero e la maggiore potenza complessiva.

nosciuto in Finlandia, poiché ci ha combattuto 12 volte. I finlandesi conoscono bene anche Giuseppe Lauri per le sue vittorie contro due loro connazionali: Juho Tolppola (per squalifica al decimo round, il 30 maggio 2009, ad Helsinki) e Ville Piispanen (per ko tecnico alla sesta ripresa, il 19 dicembre 2008, al Palalido di Milano). Si combatte al Palazzo del ghiaccio della capitale finlandese e il match sarà arbitrato dall’inglese Davies con giudici l’ucraino Balyasov, lo spagnolo Vazquez Marcos e l’olandese Verwijs. Diretta della riunione su SportItalia 2 dalle 19.

QUALIFICAZIONI MONDIALI (an.gal.) Qualificazioni mondiali (Spagna dal 13 al 27 gennaio 2013): ufficializzate le date del gruppo 5. Si comincia il 2 novembre a Bressanone (ore 18, diretta Rai Sport 1) con Italia-Svizzera; 6/11 (Sciaffusa) Svizzera-Italia; 5 gennaio 2012 (Vilnius) Lituania-Italia; 7-8 gennaio (sede da definire) Italia-Lituania. La 1ª passa ai playoff. «E’ un girone proibitivo – dice il c.t. Franco Chionchio – ma non partiamo battuti perché disponiamo di un buon sette iniziale». Ma non basta, per questo il c.t. non esclude la convocazione di naturalizzati. In preallarme Carrara e Doldan (italo-argentini del Noci) e Gaeta (italo-brasiliano del Bolzano). L’Italia manca una qualificazione dal 1997 (Kumamoto, Giappone) COPPA ITALIA (an.gal.) Coppa Italia maschile, il programma odierno. Girone A (3ª giornata): alle 19 Mezzocorona-Bressanone, Bolzano-Merano. Girone C (2ª giornata): 20 Trieste-Oderzo, Ferrara-Torri di Quartesolo. Girone D (1ª giornata): 19 Bologna-Romagna; 21 Ambra Poggio a Caiano-Casalgrande. Girone E (1ª giornata): 15.30 Città Sant’Angelo-Teramo; 17.30 Ancona-Chieti. Girone F (1ª giornata): 18 Fondi-Lazio; 20 Gaeta-Sassari.

Pallanuoto COPPE Nell’esordio di Euro Cup, a Bogliasco, Szolnok (Ung)-Heybeliada (Tur) 16-3, Bogliasco-Wurzburg (Ger) 15-4. Rip. Hapoel Qiryat (Isr). Oggi Bogliasco-Hapoel (10), Wurzburg-Szolnok (11.45), Bogliasco-Szolnok(17) e Hapoel-Heybeliada (18.45). Scatta anche il secondo turno di Champions League (avanzano le prime due di ogni girone): ad Atene (Gre) Vouliagmeni-Jadran Herceg Novi (Mng) e alle 19.30 (18.30 italiane) Posillipo-Oradea (Rom); a Zagabria (Cro) Mladost-Panathinaikos (Gre) e alle 20 Savona-Vasas (Ung).

Quattordici medaglie d’oro, 13 argenti e 24 bronzi, è il bilancio dei Mondiali militari di Rio de Janeiro e ieri il Ministro della Di fesa, Ignazio La Russa, ha premia to gli atleti (foto). Il portabandiera Sarmiento ha riconsegnato il trico lore con la firma dei medagliati. Presenti il Capo di SM Abrate, il sottosegretario allo sport Crimi, il vicepresidente Cio Pescante e il presidente Coni Petrucci.

Sport invernali Biathlon: infortunio per Tcherezov Il russo Ivan Tcherezov, 30 anni, tre volte iridato con la staffetta e argento sempre con la squadra a Torino 2006, si è fratturato le due caviglie e una tibia cadendo a 5 km dall’arrivo della 20 km ai campionati russi estivi a Ufa. Il sette volte vincitore in Coppa è stato già trasferito all’Ospedale dello sport di Mosca.

Tennis Bene Volandri Sorpresa Giannessi Continua la corsa di Alessandro Giannessi, 21 anni, sulla terra di Bucarest (422.950 e): lo spezzino, uscito dalle qualificazioni, numero 499 ad inizio anno (ora è 183), raggiunge per la prima volta i quarti in un torneo Atp. Con lui avanza anche Volandri, che domina il numero 3 del seeding Granollers: sono tre gli italiani nei quarti (c’è anche Seppi). Diretta SuperTennis dalle 10. Quarti: Andujar (Spa) b. Copil (Rom) 6-2 6-3; GIANNESSI b. Gil (Por) 7-6(2) 0-6 6-3; Mayer (Ger) b. Berlocq (Arg) 6-2 0-6 6-4; VOLANDRI b. Granollers (Spa) 6-1 6-3; Ramos (Spa) b. Riba (Spa) 2-6 6-4 7-5; Souza (Bra) b. Ungur (Rom) 4-6 7-6 (6) 6-1. IN FRANCIA Secondo turno a Metz (Fra, 398.250 e, indoor): Sijsling (Ola) b. Kohlschreiber (Ger) 6-4 7-5; Malisse (Bel) b. Kunitsyn (Rus) 6-4 6-2; Mahut (Fra) b. Clement (Fra) 3-6 7-5 6-3; Tsonga (Fra) b. Rodrigues (Fra) 6-3 6-4. DONNE IN CINA Quarti a Guagzhou (Cina, 220mila $, cemento; oggi semifinali su SuperTennis dalle 9): Rybarikova (Slk) b. Gajdosova (Aus) 6-4 6-3; Zheng Jie (Cina) b. Martic (Cro) 1-6 6-4 6-3; Scheepers (Saf) b. U. Radwanska (Pol) 4-6 7-6 (6) 6-3; Kirilenko (Rus) b. Luzhanska (Ucr) 6-1 7-5. DONNE IN COREA Secondo turno a Seul (S.Cor., 220mila $, cemento): Dushevina (Rus) b. Dulgheru (Rom) 6-3 6-1; Martinez Sanchez (Spa) b. Pliskova (Cec) 7-6 (5) 6-2; Voskoboeva (Kaz) b. Benesova (Cec) 6-4 6-4; Goerges (Ger) b. Daniilidou (Gre) 6-4 7-5.

Tennistavolo A Milano il nuovo Centro Federale (m.l.) Con la concessione per 19 anni da parte di Comune di Milano e MilanoSport dello storico centro sportivo Bonacossa di via Mecenate 74, all’Asd Milano Sport Tennis Tavolo e alla Fitet Lombardia, rinasce di fatto l’attività con corsi, competizioni ufficiali e la possibilità per tutti gli appassionati di giocare sui numerosi tavoli professionali (a regime saranno tra 21 e 25). Previsti anche interventi di ristrutturazione delle due palestre, con tribune per il pubblico, nuovi servizi e spogliatoi, lavori che permetteranno all’impianto di diventare fulcro regionale e centro Federale nazionale.

Vela MELGES 32 (r.ra.) Dopo la terza giornata del Mondiale Melges 32 di Palma, si conferma l’americano Samba pa ti (tattico Vascotto), 2˚ Fantastica di Lanfranco Cirillo (tattico Paoletti) 3˚ il giapponese Yasha Samurai (tattico Pepper). Così gli altri italiani: 7˚ Torpyone, 9˚ Brontolo, 12˚ Mascalzone Latino, 16˚ B-lin Sailing.com, 18˚ Audi Fratelli Giacomel, 20˚ Rush Diletta, 23˚ Cuervos y Sobrinos, 26˚ Fra Martina, 27˚ Atlantica 19. Oggi in programma altre 2 prove con partenza alle 12.30 TRICOLORE (r.ra.) Iniziato sul Garda il campionato italiano classi olimpiche. In acqua il 470 maschile e quello femminile che vedono in testa rispettivamente Falcetelli–Franciolini e Conti–Micol. Tra i 49er al comando gli austriaci Delle Karth–Resh, secondi (e primi degli italiani) Titta–Gritti, tra le Star primi i croati Lourovic–Miluycic, quarti (primi degli italiani) Negri–Voltolini.


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GAZZA MONEY

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BANCA PER BANCA GUIDA ALLA SCELTA DEL MIGLIOR FINANZIAMENTO

ilrisparmiatore

I NUMERI

42%

Le imposte sugli immobili In Italia, solo nel 2009, sono aumentate del 42% rispetto all’anno precedente. (Fonte: Confedilizia)

DI FRANCESCO CARLÀ*

Variabile sì, ma se la rata vale solo un quinto del reddito

2,7% FONTE: OSSERVATORIO FINANZIARIO/GDS

Casa e dintorni Preparatevi: la crisi colpisce pure i mutui Primi effetti della manovra e del rialzo dello spread E il finanziamento a «tasso fisso» torna il preferito ANTONELLA BERSANI

La voce di un ritocco sulla rendita catastale è già corsa: e questo vuole dire che il valore su cui saranno calcolate le imposte sugli immobili diventerà più alto. Per ora il rischio riguarda, ad esempio, l’Ici sulle seconde case, quelle per le vacanza o sfitte, ma nessuno è pronto a scommettere che le prime case resteranno immuni dall’imposta comunale sugli immobili ancora a lungo. Sono gli ultimi effetti sul mercato immobiliare, sui proprietari di case e su chi ha acceso o ha intenzione di accendere un mutuo, dell’accrescersi debito italiano, della crisi finanziaria e di una manovra correttiva che sembra non bastare mai. Già la prima tranche degli interventi decisi dal ministro Tremonti aveva tagliato detrazioni fiscali e agevolazioni. Ma adesso si va anche oltre. E si annunciano sorprese come il rialzo del tasso di interesse sui mutui come conseguenza dell’aumento

dello spread, ovvero il margine di guadagno delle banche. Insomma, anche la rata mensile è destinata ad alzarsi. E anche questo è uno dei risultati del declassamento del debito italiano da parte di Standard & Poor’s. «L’effetto immediato sarà un ulteriore aumento del differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi — spiega Stefano Rossini, amministratore delegato di Mutuisupermarket.it —. Di conseguenza, il maggiore rendimento richiesto dagli investitori in Btp farà diminuire il loro valore e le banche che vi hanno investito perderanno in solidità e avranno uno stato patrimoniale più debole. Per gli istituti di credito procurarsi capitale costerà di più e di conseguenza potrebbero essere costrette a compensare aumentando gli spread dei mutui erogati ai loro clienti». Futuro incerto Considerando

che gli altri indici su cui si calcolano gli interessi (Euribor e Irs) sono in lieve calo, per il

Già oggi molte banche, per concedere i soldi, impongono una polizza che copra il rischio Troppe incognite sul variabile: chi lo sceglie preveda sempre un "tetto" massimo alle proprie rate momento il ritocco dello spread e il suo effetto sulla rata è stato quasi indolore. Ma il futuro non è sereno. «Il cammino al rialzo è in corso ormai da qualche mese e se continuerà, farà necessariamente sentire il suo peso sul costo del mutuo» sottolinea ancora Rossini. Aumentando la spesa per le famiglia ma anche continuando a congelare il mercato immobiliare. «I mutui proposti, sia variabili che fissi, han-

no tassi vantaggiosi, ma le banche non riescono a erogarli — riferisce Francesca Tedeschi Di Dario, direttore di OF Osservatorio Finanziario —. Temono insolvenze e chiedono garanzie molto alte, che spesso i clienti non hanno. Addirittura, molte hanno iniziato a chiedere informazioni e bilanci sul datore di lavoro di chi richiede il mutuo. Se le garanzie sono scarse, allora gli istituti di credito chiedono di coprire il mutuo con una polizza, che a sua volta fa salire lo spread di 1 o 2 punti di percentuale». Il fisso piace di più In questo scenario è inevitabile che i mutui a tasso fisso stiano riscoprendo una seconda giovinezza, con domande che sono cresciute dal 27 per cento del primo trimestre 2011 al 32 del mese di settembre grazie a un tasso ancora favorevole di circa il 4,5 per cento. Sul variabile invece, pesano ancora troppe incognite. Meglio prevedere sempre "un tetto" massimo alle proprie rate, anche in considerazione della maggiorazione delle spese per la casa che la manovra porterà con sé. La detrazione degli interessi sul mutuo corrisposti alle banche, infatti, verrà tagliata del 5 per cento nel 2012 e del 20 a partire dal 2013. Verrà reintrodotta l’Irpef sulla prima casa (il 5 per cento della rendita catastale) e pari tagli del 20 per cento si abbatteranno anche sulle detrazioni fiscali finora concesse per i lavori di ristrutturazione e manutenzione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rapporto imposizione sulla casa/Pil L’Italia si distingue per l’elevato rapporto tra imposizione immobiliare e Prodotto interno lordo. La media nei Paesi Ocse appartenenti alla Ue è dell’1,6, mentre in Germania è pari allo 0,8%.

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I centesimi d’aumento dello spread L’aumento dello spread è già evidente nelle migliori offerte di mutui a giugno: più 10 centesimi per il tasso variabile e tra i 35-40 per il tasso fisso. (Fonte: Mutuisupermarket. Calcolato su un mutuo da 140mila euro, durata 20 anni)

L’economia è una catena. Anche la finanza. Basta toccare un anello e parte una reazione veloce e decisa che gli italiani stanno imparando a conoscere a loro spese da quando la crisi dei debiti sovrani è cominciata. Mettete quello che sta succedendo a chi ha un mutuo per la prima casa. L’anticipo di un anno delle conseguenze della manovra di luglio (inizialmente veniva meno il 5% dei benefici fiscali per i contribuenti nel 2013 e del 20% nel 2014) insieme ad una miriade di altri svantaggi assortiti (rialzo rendite catastali, anticipo IMU, etc), complicherà non poco i calcoli di chi faticosamente cerca di stare dietro alle rate. Nel frattempo c’è un’altra cattiva notizia: gli italiani cominciano a capire che spread non è solo una parola di moda, ma può diventare un guaio. In tre mesi il costo dei nuovi mutui a tasso variabile è aumentato del 10,8% (dati Abi). Vuol dire che se a maggio si pagava una rata di 700 euro al mese ora è di 770. Con le attuali condizioni dei mercati, forse, tornano a mente le raccomandazioni che facevamo da queste pagine a proposito di come scegliere tra tasso fisso e a tasso variabile: «Perché per i dipendenti è meglio contrarre solo mutui a tasso fisso? Il motivo è molto semplice: l’importo della rata, e il numero delle rate, non cambiano mai per tutti gli anni del mutuo. Quali sono allora le cose decisive da tenere d’occhio quando si contrae un mutuo? La prima è semplice e anche drastica: che mutuo vi potete permettere? Il mutuo è un debito, quindi se avete un reddito certo attorno ai 30 mila euro all’anno, il massimo che potete chiedere sono 100 mila euro. Per ogni 50 mila euro in più di debito ve ne servono altri mille in più al mese di reddito. Poi c’è la scelta del mutuo: fisso o variabile? Per decidere che è meglio il tasso variabile dovreste essere capaci di stabilire quale sarà il tasso medio nei prossimi 20 o 30 anni. Non siete capaci? Nessuno è capace. Allora è meglio attenersi strettamente a questa regoletta: il variabile va bene solo a chi guadagna, stabilmente, da cinque a sei volte più della rata di partenza. Il guaio è che in Italia solo il 9% dei mutuatari mi ha dato retta. Tutti gli altri, chi più chi meno, sono pesantemente esposti alle turbolenze finanziarie di questi mesi. E, temo, anche dei prossimi. * economista, presidente di www.finanzaworld.it


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ALTRI MONDI

_la Camera respinge

A CURA DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Milanese: no all’arresto Ma ora quanto durerà il governo Berlusconi? Il deputato Pdl salvato. La Lega ha seguito le indicazioni di Bossi, era invece assente Tremonti La maggioranza però resta debole

gliati di monetine da 5 cent e di grida «Vergogna, vergogna». Come era accaduto con Craxi. Di Pietro sostiene che se si continua così ci scapperà il morto. Ma mi pare un’esagerazione.

4 Il governo non è messo in difficoltà dalla situazione finanziaria? Ieri Milano ha perso il 4,5% e lo spread a un certo punto era a 414 (poi ha chiuso a 403).

È una situazione paradossale: da un lato, in un momento tanto difficile, la crisi di governo sembrerebbe una iattura. Dall’altro, l’esempio di Zapatero proverebbe il contrario: dimissioni, elezioni tra poco e i Bonos hanno oggi una valutazione migliore dei nostri Btp.

L’onorevole Marco Milanese, berlusconiano e a suo tempo braccio destro del ministro Tremonti, ha scampato i magistrati napoletani, che volevano arrestarlo per associazione a delinquere corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio, grazie al voto di ieri mattina dei suoi colleghi deputati: 312 no contro 306 sì e almeno 7 franchi tiratori sicuri, cioè gente che pur appartenendo al centro-destra ha votato per l’arresto.

1Leghisti? Bossi dice di no. Bossi ha detto: «Questo voto è andato. L’avevo detto che la Lega non avrebbe fatto cadere il governo. Siamo alleati leali». Repubblica ha raccontato che nell’incontro dell’altro giorno, Berlusconi ha chiesto a Bossi: «Umberto, cosa devo fare? Pensi anche tu che mi debba dimettere? Se me lo dici tu io lo faccio subito». Al che Bossi avrebbe risposto: «Io voglio solo la Padania. Poi ne riparliamo a gennaio». Qualcuno ha perciò chiesto al Senatùr se è vera la storia di questo patto fino a gennaio. Risposta: «Non c’è nessun accordo per arrivare a gennaio 2012. Andiamo avanti giorno per giorno». C’è da chiedersi, a questo punto, dove stanno i traditori e potrebbero nascondersi anche nelle file del Pdl. Tremonti è pochissimo amato all’interno del suo partito. Ieri non era neanche presente in aula, per via di una riunione negli Stati Uniti del Fondo Monetario Internazionale. Fatto che ha dato la stura a dichiarazioni indignate dei suoi amici di partito. Crosetto:

d notizie Tascabili lefrasi DEL GIORNO

Il fatto del giorno

Passato il disegno di legge delega

Se deturpi i monumenti adesso rischi il carcere Si chiedeva una risposta dura delle autorità dopo gli ultimi fatti di Roma e la risposta è arrivata. È stato approvato ieri in Consiglio dei Ministri, e passerà quindi all'esame del Parlamento, un disegno di legge delega presentato dal ministro dei beni culturali Giancarlo Galan che prevede la possibilità di arrestare chi deturpa i beni culturali introducendo due nuove specie di reato. Si tratta del delitto di danneggiamento, deturpamento e imbrattamento dei beni culturali e paesaggistici con una pena fino a sei anni di reclusione e del reato di «furto d’arte». Con questi due interventi si permette al magistrato di procedere alla carcerazione preventiva in attesa del giudizio.

LUI NON LASCERÀ MAI «Mai pensato che il voto fosse decisivo. Berlusconi non si dimetterà Inghilterra: sfida in una «gabbia» mai. Tra Palazzo Lotta tra bimbi di 8 anni Chigi e San davanti a duecento adulti Vittore preferisce Video choc, «ma è legale» stare a Palazzo Chigi» ANTONIO DI PIETRO LEADER IDV

5 Facciamo la lista dei nemici di Berlusconi e degli ostacoli che il governo ha ancora di fronte.

Silvio Berlusconi e Umberto Bossi ieri durante il voto alla Camera ANSA

«La sua assenza di oggi è un forte indicatore del valore dell’uomo». Santanché: «Umanamente vergognoso». Altri, che non vogliono essere svelati: «Noi siamo qui a salvare il suo collaboratore e lui non c’è. È immorale». Si diceva infatti che l’arresto di Milanese avrebbe avuto conseguenze anche sul ministro, dato lo stretto legame politico-professionale tra i due.

2 Veramente si pensava che un voto di condanna avrebbe fatto cadere il governo.

Veramente Tremonti aveva poi detto che non si sarebbe dimesso in nessun caso. E Berlusconi pure. L’altro giorno il premier ha chiesto di incontrare Napolitano e quando il presidente gli ha chiesto lumi sulla tenuta della maggioranza (avevano appena abbassato il rating di sette banche italiane) Berlusconi s’è lanciato in una tale esaltazione della sua forza politica che Gianni Letta, seduto accanto a lui, ha dovuto dargli di gomito per placarlo. Quando poi s’è vi-

312

I no all’arresto Alla Camera si sono contati 312 no e 306 sì. Tra Pdl e Lega, quindi, 7 «franchi tiratori» sto con i suoi, la sera alle nove, il Cav s’è permesso questa battuta: «Tranquilli, il presidente Napolitano non si dimette».

3 Quindi: Milanese se l’è cavata per il rotto della cuffia, e il governo sta in piedi anche se il coro di voci che gli chiede di farsi da parte s’è fatto assordante. E i maroniani?

Maroni, che aveva fatto votare l’arresto di Papa, stavolta ha detto ai suoi di seguire le indicazioni di Bossi. «Non possiamo assumerci la responsabilità di far cadere il governo». I deputati che uscivano dalla Camera dopo il voto su Milanese sono stati accolti da una trentina di contestatori che li hanno bersa-

Ai partiti dell’opposizione si sono aggiunti la Marcegaglia e il papa. Il discorso che Benedetto XVI ha pronunciato ieri al Bundestag, tutto incentrato sui pericoli di una politica sedotta dal successo e dimentica della giustizia, ha una chiave di lettura prettamente italiana: «Togli il diritto e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?». L’ovazione che ha accolto queste parole, con il Parlamento tutto in piedi, ci dice che la comunità internazionale è nemica di Berlusconi. Lo prova anche il discorso di Obama dell’altro giorno: facendo la lista dei paesi da ringraziare per il contributo dato alla rimozione di Gheddafi, ha saltato l’Italia. E alla «sorpresa» manifestata dalla nostra diplomazia ha praticamente fatto spallucce. Quanto agli ostacoli sulla strada di Berlusconi, ce ne sono almeno due. Uno minore, mercoledì prossimo, quando si voterà la mozione di sfiducia al ministro Romano. Un altro tra un paio di mesi, quando si saprà se voteremo il referendum per abrogare l’attuale legge elettorale. In questo secondo caso, il governo potrebbe cadere sul serio.

FINO AL 2013? VEDREMO

Dal video choc i due bambini durante l’incontro

Un combattimento in una «gabbia» davanti «Lo avevo a 200 adulti. No, non è l’ennesima scoperta dei detto che la combattimenti clandestini tra animali. È ancora Lega non più grave. A combattere sono dei bambini di otto avrebbe anni. È successo al Greenlands Labour Club di fatto cadere Preston, nel Lancashire ed è un video che ha il governo. choccato l’Inghilterra a rendere nota la pratica. aver esaminato il caso, la polizia locale ha Abbiamo Dopo concluso che nessun crimine era stato dimostrato commesso e che c’era quindi «non luogo a di essere procedere». Il padre di uno dei bambini, inoltre, alleati leali. ha respinto le critiche: «Non è affatto Avanti fino pericoloso. Non possono farsi male». Il ministro Sport Jeremy Hunt si è detto preoccupato al 2013? dello che nessuna legge circoscriva la pratica. Vedremo giorno per giorno» Le frequenze dei telefonini UMBERTO BOSSI MINISTRO PER LE RIFORME

4G, chiusa la prima asta Allo Stato quasi 3 miliardi Almeno questi soldi il Governo li vedrà presto. L’asta per le frequenze di telefonia mobile 4G, ma per la sola banda da 800 Mhz, vale a dire quella più pregiata, si è chiusa. L’incasso totale è di quasi 3 miliardi di euro per questo tipo di frequenze. Se si aggiungono le somme già raggiunte per le altre frequenze, poi, si sale a 3,7 miliardi. Lo comunica il ministero dello Sviluppo economico, sottolineando che «si è conclusa alle 18 la 17esima giornata di asta per l’assegnazione delle frequenze in banda 800, 1800, 2000 e 2600». Le bande a 800 Mhz sono andate due a Telecom Italia per 992,2 milioni di euro, 2 a Vodafone per 992,4 milioni e 2 a Wind per 977,7 milioni. H3g è rimasta fuori dall’assegnazione.

GIOVEDÌ NERO PIAZZA AFFARI HA PERSO PIÙ DI 100 MILIARDI DA LUGLIO, IL DIFFERENZIALE BTP/BUND TOCCA QUOTA 413

Grecia più Fed, Borse ancora nel panico Chiusura negativa in tutte le piazze europee. Milano a -4,5. E anche Wall Street va male Sempre più giù. Con la Grecia appesa a un filo, i problemi sulla tenuta dell’euro e dopo l’allarme della Fed sulla recessione le Borse europee continuano a chiudere con segno meno. E nel «pianto» della giorna-

ta, Milano è quella che riduce il più possibile le perdite chiudendo a -4,52%. Meglio di Londra (-4,68%), dei tedeschi (con Francoforte che cede il 5,02%) e dei francesi (Parigi chiude a -5,13%), mentre a un’ora dalla chiusura Wal Street perdeva il 3,5%. Sull’andamento di Piazza Affari pesa come un macigno il taglio di rating a lungo termine di Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Bnl da parte di Standard & Poor’s mentre resta sotto pressione Mediaset con un calo tra mercoledì e ieri del

10%. Come se non bastasse il differenziale Btp/Bund fa suonare un nuovo campanello d’allarme salendo fino a 413 punti per poi calmierarsi intorno a quota 400 a fine seduta. Con il crollo di ieri (15,3 miliardi di euro) passano i 100 miliardi quelli mandati in fumo nell’estate nera di Piazza Affari. Prima dell’8 luglio (primo buco nero estivo) la Borsa italiana ammontava a 430 miliardi di euro, oggi vale 316 miliardi. d.rom. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un operatore di Borsa deluso ANSA

In un carcere della Georgia

Inutili proteste e rinvii Troy Davis giustiziato In un carcere di Jackson, in Georgia, è stato giustiziato ieri mattina poco dopo le 5 Troy Davis, il 42enne condannato a morte per l’uccisione nel 1989 a Savannah di un agente di polizia, Mark MacPhail. Sulla sua colpevolezza ci sono sempre stati forti dubbi, anche per questo Davis era diventato il simbolo, dentro e fuori dagli States, della battaglia contro la pena di morte. Una campagna a cui aveva aderito anche Papa Benedetto XVI oltre a molti politici e personaggi pubblici, ma non Obama che aveva fatto sapere di non voler interferire in una questione «che riguarda le procedure uno stato federato». Ma dopo tante polemiche e diversi rinvii un’iniezione letale ha posto fine alla vita di Davis.


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ALTRI MONDI

Il satellite cade oggi Trema il Nord Italia In serata o nella notte arriveranno 26 frammenti: due traiettorie possibili. «Un evento mai affrontato prima» DAVIDE ROMANI

Frammenti di un vecchio satellite della Nasa (Uars) sul suolo italiano. Non è la scena di un film, ma è il rischio reale di quello che potrebbe accadere tra oggi e domani (tra le 19 di questa sera e le 5 sabato) nell’Italia settentrionale. Il vecchio satellite si distruggerà al contatto con l’atmosfera terrestre e i 26 frammenti (che vanno da 158 chili a 6 etti) che si formeranno potrebbero cadere sulle regioni italiane del Centro e del Nord, in un’area di 200 chilometri che comprende Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli, Liguria ed Emilia Romagna. Per gli scienziati, comunque, la percentuale di caduta sullo stivale è dello 0,9%. Per arginare la possibile emergenza si è subito mossa la Protezione Civile. Al termine del Comitato operativo, Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, ha ammesso: «Ci troviamo di fronte a un evento di cui non c’è letteratura perché la stragrande maggioranza di questi frammenti cade in mare o in zone deserte. Dunque stiamo cercando di mettere in piedi per la prima volta un sistema di autoprote-

Ricostruzione al computer del satellite che sta puntando verso la Terra e che oggi brucerà nell’atmosfera

zione». E precisa: «Sono due le possibili traiettorie che interessano il nostro Paese e due le eventuali finestre temporali in cui potrebbe verificarsi la caduta dei frammenti: tra le 21,25 e le 22,03 di domani e le 3,34 e le 4,12 di sabato.

ANSA

No all’evacuazione Nonostante il timore si è deciso di non procedere all’evacuazione dei cittadini che abitano nelle zone che potrebbero essere interessate dalla caduta dei frammenti. «Anche perché — spiega Ga-

brielli — dovremmo evacuare 20 milioni di abitanti». Gli unici suggerimenti dati dalla Protezione Civile sono quelli di evitare i luoghi aperti, i piani alti degli edifici e di porsi sotto le architravi o nelle zone ad angolo delle proprie case e non al centro dei solai. Per informare in tempo reale la popolazione, la Protezione Civile diramerà ogni due ore un bollettino fino al momento in cui si avrà la certezza del punto di caduta dei frammenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A

IL MONITO DEL PAPA

S Sguardo su pedofilia e Italia Nel viaggio verso Berlino, Benedetto XVI trova il tempo per affrontare il tema della pedofilia: «Comprendo chi lascia la Chiesa». Mentre prima di partire Benedetto XVI aveva inviato un telegramma a Napolitano esprimendo «l’auspicio di un sempre più intenso rinnovamento etico per il bene della diletta Italia»

COMPETENZA A ROMA

DONATI GLI ORGANI

Caso Tarantini Il Gip dice no ai pm di Napoli: «Via l’inchiesta» Nuovo capitolo nel caso Tarantini. Il gip Amelia Primavera ha respinto la richiesta della procura partenopea di annullare la propria precedente ordinanza con cui affermava l’incompetenza territoriale dell’autorità giudiziaria di Napoli nell’inchiesta sul presunto ricatto ai danni di Silvio Berlusconi. Il giudice ribadisce che è ancora «ignoto il luogo del reato» e si rifà al primo comma dell’articolo 9 del codice di procedura penale: «è competente il giudice dell’ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell’azione». Ieri, quindi, i magistrati napoletani hanno provveduto a trasmettere ai colleghi di Roma gli atti riguardanti l’inchiesta rispettando quanto stabilito nei giorni scorsi dal gip Primavera. Ma la querelle sulla competenza territoriale non è ancora conclusa. Si attende nei prossimi giorni infatti il pronunciamento del tribunale del Riesame. Sull’onda di questa nuova conferma sul cambio di sede dell’inchiesta si è mosso ieri l’avvocato del premier, Niccolò Ghedini che ha incontrato il Procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, per consegnare al Procuratore Ferrara alcuni documenti relativi all’indagine, tra cui la memoria del premier già depositata nei giorni scorsi alla Procura di Napoli.

Difese la moglie dagli scippatori: dichiarato morto il 68enne romano

d.rom.

È stato dichiarato morto cerebralmente il 68enne investito dall’auto di un 33enne pregiudicato dopo che martedì aveva inseguito lo scippatore di sua moglie. Tutto per 10 euro: nella borsa di Anna Luparelli non c’era altro. Operato alla testa nella stessa giornata di martedì, le condizioni di Ennio Lupparelli sono peggiorate nelle ultime ore e già dal primo pomeriggio di ieri i sanitari avevano annunciato la morte cerebrale. La famiglia avrebbe deciso per la donazione degli organi. Cristiano Mennoni, lo scippatore di 33 anni, sarà accusato di omicidio volontario e rapina. L’uomo è un pregiudicato romano, arrestato nella notte tra martedì e mercoledì dopo un blitz congiunto di polizia e carabinieri. Ha confessato subito e poi ha detto: «Non l’ho visto e l’ho travolto senza accorgermene».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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ALTRI MONDI

IL NUOVO ALBUM «SOLO 2.0»

Mengoni: «Ho pianto per la Winehouse» «Solo 2.0 perché è un periodo in cui cerco la solitudine e perché sento di essere cresciuto». Marco Mengoni presenta così il

suo nuovo album, che esce il 27 settembre, dopo il debutto del singolo Solo. Il giovane cantautore, vincitore della terza edizione di X Factor, racconta il suo ultimo lavoro definendolo «il mio primo vero disco»: 12 brani inediti, collabora zioni importanti, contaminazioni che vanno

R.E.M.

A

PARIS «LIBERA»

Dire basta non è facile «Sono stati coerenti» Fan disperati ma gli esperti: «Speriamo siano d’esempio» ELISABETTA ESPOSITO

Qualcuno piange disperato. Altri sorridono. Qualcuno fa spallucce, ché alla fine non è successo niente di drammatico. L’improvviso scioglimento dei Rem, annunciato sul loro sito mercoledì, fa discutere parecchio. Alcuni fan sembrano vedove inconsolabili. Trentuno anni di musica non sembrano bastare. Poco importa se il 15 novembre uscirà il doppio album con le Greatest Hits, ne volevano ancora, ne volevano per sempre. Meglio smettere Ma gli esperti di musica non sono della stessa idea. Prendete Linus, direttore artistico di Radio Deejay: «Dopo un certo periodo i gruppi e i can-

Linus: «Ora li amo anche di più». Zerbi: «Ho esultato». E Ringo: «Ma non facciano reunion» tanti si replicano dal punto di vista creativo. Anche un poeta come Dylan ha scritto i suoi pezzi migliori ad inizio carriera. E si ripete pure l’impronta musicale, che è una caratteristica di ognuno come la pennellata. Ultimamente le canzoni dei Rem erano simili tra loro. Io li ho amati moltissimo ma ora che hanno chiuso li amo ancora di più». Stesso pensiero di Rudy Zerbi, ex discografico Sony e giudice di Amici e Italia’s Got Ta-

S

Michael Stipe e Peter Buck dei R.E.M. in un live a New York nel 2008 AP

lent: «Quando l’ho saputo ho esultato. Hanno dimostrato di essere coerenti: sono nati, vissuti e morti da indie, da indipendenti. I loro primi dischi erano perle del rock alternativo, poi hanno avuto ampio successo commerciale ma non si sono mai traditi. Il fatto che si siano fermati prima di non aver più niente da dire è indice della loro grandezza». E Ringo, direttore artistico di Virgin Radio: «Oggi ho discusso con un sacco di gente, tutti disperati per i Rem. Ho sentito dire che hanno fatto la storia della musica... Beh, non esageriamo. Mi auguro che non cedano al fascino del soldo e non facciano reunion come i Police». Ecco, le reunion. Sting e soci nel 2007-2008 sono tornati insieme e il loro world tour

è stato quello che ha guadagnato di più nella storia della musica: 340 milioni di dollari. E i ritorni di fiamma hanno colpito anche i Take That e le Spice Girls. Zerbi assicura: «I Rem non lo faranno, saranno coerenti fino in fondo. Piuttosto speriamo che qualcun altro segua il loro esempio». I gruppi che si sono sciolti senza rivedersi più infatti esistono: dai Beatles ai Sex Pistols, fino ai Genesis, i Pink Floyd, i Guns ’n Roses e gli Oasis. Poi ci sono i Rolling Stones e i Kiss, che si sono mollati e ripresi decine di volte. Troppe. Alcuni resistono, indifferenti a tutto e tutti, come gli U2. E non possiamo non citare i nostri Pooh, estremo esempio di longevità musicale. Eterna? © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE SFILATE MILANESI DA MIUCCIA TESSUTI TRASPARENTI E IMPALPABILI MESCOLATI A DRAPPI DA TAPPEZZERIA

Prada, la donna veste da bambina

La Hilton e la cacca di cane Ha spazzato le strade di Los Angeles e raccolto cacche di cane. Adesso Paris Hilton è «libera». La bella ereditiera ha concluso infatti le 200 ore di lavori socialmente utili imposte dal tribunale (insieme a una multa di 2mila dollari e alla libertà vigilata) dopo essere stata trovata in possesso di cocaina nell’estate del 2010 a Las Vegas

fa paura: «Per me è un rifugio. Anzi, rimango sconvolto quando artisti come Amy Winehouse finiscono in modo orribile. Ho pianto per lei»". Fra i progetti a breve un duetto con Dalla. «Mi ha chiesto di cantare con lui». Daniela Uva © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOVITÀ IL SOCIAL NETWORK CAMBIA

Rivoluzione Facebook anti-Google+ Zuckerberg: «Arriva Timeline I vostri profili come riviste con su tutta la vostra vita»

Mark Zuckerberg presenta il nuovo Facebook AP

Botta e risposta. Una battaglia continua. Mark Zuckerberg rivoluziona il suo Facebook per resistere alla concorrenza di Google+. Da quando il motore di ricerca ha allargato i suoi orizzonti creando, tra l’altro, il proprio social network, il giovane imprenditore più ricco del mondo ha iniziato a studiare le contromosse. A due giorni dall’apertura di Google+ al grande pubblico (prima era solo ad inviti) arrivano dunque le novità. Alla conferenza degli sviluppatori «F8», il fondatore e amministratore delegato di Facebook ha mostrato la sua ultima creatura: Timeline, «le tue storie, le tue app e nuovi modi di esprimere chi sei». Si tratta di un radicale cambiamento nella visualizzazione del profilo che diventa una specie di rivista, sfogliabile come le app degli iPad. Qui si potranno trovare tutte le attività condivise, un raccoglitore per «la vita degli utenti», con foto, storie e tutto quello che possa raccontare il presente e il passato delle persone. Materiale di cui gli utenti avranno comunque il pieno controllo. Saranno abilitate infatti visioni della Timeline attraverso mappe georeferenziate e con gli strumenti della privacy sarà possibile verificare cosa mostri e a chi. Qualcosa che insomma avvicina Facebook alle «cerchie» di Google+ con cui, evidentemente, ormai è guerra aperta. grei © RIPRODUZIONE RISERVATA

La collezione Fay disegnata da due giovani stilisti. La ragazze D&G coperte di foulard

IN UN BAR DELLA CITTADINA UMBRA

Torna il 6 al Superenalotto A Gubbio vinti 65 milioni con un sistema da 100 quote

FABRIZIO SCLAVI MILANO

Da Prada, in passerella, atmosfera da autofficina nel Texas, quando le auto sembravano aereoplani, avevano enormi code cromate, abbagliavano con enormi fari rossi come occhi del diavolo. Le carrozzerie erano coloratissime e decorate con disegni di "roboanti" fiamme. Miuccia Prada riesce a far diventare femminili anche questi dettagli che appartengono al mondo dei maschi camionisti. Mentre il pubblico in sala è seduto su giganteschi modellini giocattolo, sfilano donne vestite in plissè che rende le figure più leggiadre, con tessuti quasi trasparenti ed impalpabili mescolati a drappi da tappezzeria staccata da un vecchio muro. Un susseguirsi di abiti da bambina per bene che esce per la festa del paese sperduto nel deserto, gonne in pelle aderentissima al corpo, borse coloratissime perfette per andare alle fe-

dall’elettronica ai lavori «di tutti gli artisti che ascolto». Mengoni ha anche in programma un tour, che partirà da Milano. «Miei sono sia la regia del live, sia i concept dell’album — dice — Ho scelto il titolo Solo 2.0 perché cerco spazi nei quali litigare con me stesso». Una solitudine che non

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1

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Dopo quasi 5 mesi torna il 6 al Superenalotto e a Gubbio si portano a casa oltre 65 milioni di euro. La vincita, centrata in un bar della cittadina umbra, è stata ottenuta con un sistema da 100 quote da quattro euro l’una. «Stiamo festeggiando tutti: non c’è niente da nascondere, sono clienti che conosciamo, tutti di Gubbio. Qualcuno ha anche due quote! Più bello di così non poteva essere» dice Giampiero Burzacchi, uno dei due titolari del Bar Europa. Nello stesso locale anni fa venne centrata una vincita da 54 miliardi di lire.

LOTTO

Un modello di Prada e (in alto a destra) due capi Fay

sticciole da ballo e le scarpe diventano opere d’arte realizzate con tutti gli avanzi raccolti nell’officina del fidanzato. Gioia di vivere Belle ed allegre le

donne che sfilano da D&G, coperte solo da foulard: a righe, a pois, arabescati decorati con strass, calzano altissime zeppe

Per Car Shoe (foto 1), zeppe che si ispirano ai colori della terra africana: rifiniture in sughero, legno e corda. Da Geox (2) le zeppe, invece, hanno stampe floreali di ispirazione jungle, rivestite in raso

legate alla caviglia. Un inno alla gioia di vivere. Novità in famiglia Della Valle: presentata ieri la nuova collezione Fay, nata dal connubio tra la concretezza del gruppo industriale marchigiano e la solida creatività dei due giovani stilisti: Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, che hanno saputo aggiungere

la plusvalenza moda ad un prodotto basic già collaudato e perfettamente tecnologico. La collezione declina i "must" della donna sportiva che vive in una metropoli e che non vuole rinunciare alla sua femminilità anche quando indossa capi nati come "maschili". © RIPRODUZIONE RISERVATA

SUPERENALOTTO

NAZIONALE 20 49 42 35 36

LA COMBINAZIONE VINCENTE 4 6 27 37 45 58 Jolly: 84; Superstar: 1 Jackpot e 67.138.547,10 Punti 6: 1 totalizza e 65. 038.202,47 Punti 5+1: nessuno Punti 5: 7 totalizzano: e 56.259,24 Punti 4: 1.179 totalizzano: e 334,02 Punti 3: 51.561 totalizzano: e 15,27 QUOTE SUPERSTAR Punti 4: 3 totalizzano: e 33.402 Punti 3: 202 totalizzano: e 1.527 Punti 2: 3.354 totalizzano: e 100 Punti 1: 21.375 totalizzano: e 10 Punti 0: 44.060 totalizzano: e 5 Montepremi di concorso e 2.625.430,89 10 e LOTTO Numeri vincenti

ESTRAZIONE DEL 22 SETTEMBRE

3 9 10 11 14 22 29 31 35 37 38 46 56 62 66 69 76 83 84 89

BARI CAGLIARI FIRENZE

35 76 89 51 12 9 29 69 77 37 3 37 21 82 76

GENOVA

84 56

MILANO

10 31 44 34 14

NAPOLI

66 38 35 26 52

PALERMO

46 22 8 20 45

ROMA

1 68 42

3 83 70 2 56

TORINO

29 11 44 10 32

VENEZIA

14 62 88 77 32


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

23/11 - 21/12

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

LE PAGELLE

Ariete 7,5

Toro 6-

Sagittario 8

Gemelli 7,5

Cancro 7

Leone 7+

DI ANTONIO CAPITANI

Creatività e furbizia si sposano, creando un mix vincente nel lavoro. Ergo: potete vendere e vendervi alla grande. Anche suinamente, volendo.

Entrare in sintonia con la gente è difficile. E gli zebedei, sul lavoro, vanno trasportati in carriola, da quanto crescono. Ussignùr, state su.

Comunicativi e fighi, potete cogliere il fior fiore del successo da ogni attimo della giornata. Il lavoro offre molto, il vostro corpo pure.

Le notizie economiche risollevano morale, progettualità, zebedei. Il lavoro vi motiva, la fornicazione vi prende per la gola: che suini.

Semine e raccolti, oggi, in ogni ambito, hanno un gusto inebriante. Il successo è vostro, il sudombelico ottimista. Con tutte le ragioni...

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

IL MIGLIORE La vostra motivazione cresce e il lavoro va incontro a successi giga. Giungono palpate da parte della fortuna, cuor e sudombelico sono in estasi.

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Vergine 5,5

Bilancia 6,5

Scorpione 5,5

Capricorno 6-

Acquario 6

Pesci 5,5

La fatica si sente. Ma se qualcuno dovesse offrirvi aiuto state attenti e riparate i glutei santi. Trasformazioni utili, economia in ripresa.

Le cose nel lavoro si definiscono a vostro favore, anche con la cooperazione di amici e sponsor. Piccole fantasie suine crescono e appagano.

Luna storta. Causa e allo stesso tempo effetto di rogne sul lavoro, in amore e in famiglia. Rimanete calmi. Male l’economia, peggio il sex.

Il ciclista è nato a Gallarate il 26 novembre 1977. In carriera ha vinto per due volte il Giro d’Italia (nel 2006 e nel 2010)

L’incertezza economica o una spesa potrebbero abbattere l’umore e la motivazione sul lavoro. State su: ci sono recuperi suini.

Potreste sentirvi assediati. Stressati. Vessati. Agite con furbizia e non fate i matti. Però siete fighissimi, per questo cuccate e fornicate.

Se vi chiamassero «rompizebedei» non vi insulterebbero: vi informerebbero. Collaborate, non criticate. Riguardatevi: la Luna stressa.

IVAN BASSO

TeleVisioni in chiaro RAIUNO

RAIDUE

RAITRE

CANALE 5

ITALIA 1

RETE 4

7.00 TG 1 11.05 OCCHIO ALLA SPESA 12.00 LA PROVA DEL CUOCO 13.30 TELEGIORNALE 14.10 VERDETTO FINALE 15.15 LA VITA IN DIRETTA 16.45 TG 1 17.00 TUTTI A SCUOLA 18.50 L' EREDITÀ 20.00 TELEGIORNALE 20.30 QUI RADIO LONDRA 20.35 SOLITI IGNOTI 21.10 I MIGLIORI ANNI Varietà 23.15 TG1 60 SECONDI 23.35 TV 7 0.35 L'APPUNTAMENTO SCRITTORI IN TV 1.05 TG 1 - NOTTE

8.55 9.10 10.00 10.35 10.40 11.00 13.00 14.00 16.15 17.50 18.15 18.45 20.30 21.05

POCOYO CLASSICI DISNEY TG2PUNTO.IT NON SOLO SOLDI TG 2 I FATTI VOSTRI TG 2 ITALIA SUL DUE TELEFILM RAI TG SPORT TG 2 TELEFILM TG2 N.C.I.S. LOS ANGELES Telefilm 22.40 COLD CASE 23.25 TG 2 23.40 L'ULTIMA PAROLA 1.15 TG PARLAMENTO 1.25 METEO 2

8.00 9.00 10.30 11.10 12.45 13.10 14.00 15.15 16.00 17.40 19.00 20.00 20.35 21.05

RAI 150 ANNI MARITI IN PERICOLO COMINCIAMO BENE TG3 - RAI SPORT COMINCIAMO BENE... LA STRADA PER LA... TG REGIONE - TG3 THE LOST WORLD COSE DELL'ALTRO... GEO & GEO TG3 - TG REGIONE BLOB - TELEFILM UN POSTO AL SOLE QUESTIONE DI CUORE Film 23.00 TG REGIONE 23.05 TG3 LINEA NOTTE ESTATE 23.40 BLU NOTTE - MISTERI ITALIANI

MATTINO CINQUE TG5 - ORE 10 MATTINO CINQUE FORUM TG5 SOAP UOMINI E DONNE POMERIGGIO CINQUE TG5 MINUTI AVANTI UN ALTRO TG5 PAPERISSIMA SPRINT 21.20 SANGUE CALDO Fiction 23.30 MATRIX 1.30 TG5 - NOTTE 2.00 PAPERISSIMA SPRINT 2.25 SQUADRA MED

7.05 8.55 9.55 10.25 10.55 11.55 12.25 13.40 15.00 17.25 18.30 19.25

CARTONI ANIMATI NINI' URBAN LEGENDS URBAN LEGENDS DEADLY 60 SPOSE EXTRALARGE STUDIO APERTO CARTONI ANIMATI TELEFILM CARTONI ANIMATI STUDIO APERTO C.S.I. - SCENA DEL CRIMINE 21.10 COLORADO Varietà 0.00 FRACCHIA, LA BELVA UMANA 1.00 NAVIGARE INFORMATI 2.05 POKER1MANIA

7.00 9.55

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

12.55 GIUSTIZIA PRIVATA PREMIUM CINEMA 13.15 TRANSPORTER 3 STEEL 13.35 MY LAST FIVE GIRLFRIENDS MYA 14.55 RAY PREMIUM CINEMA 17.30 ALL THAT GLITTERS MYA 17.30 IL SOLISTA PREMIUM CINEMA 19.30 GAMER PREMIUM CINEMA 21.15 REPO MEN PREMIUM CINEMA 22.50 BLADE II STEEL 23.05 MATRIMONIO TRA AMICI MYA

CALCIO 20.45 VICENZA - LIVORNO

BOXE

GINNASTICA RITMICA

TENNIS

19.00 EUROPEO

16.20 MONDIALE

10.00 ATP BUCAREST

Campionato Pesi Superleggeri Sportitalia 2

Campionato portoghese MP Calcio 1

2.15

CALCIO A 5

9.30

BASEBALL 1.00

NEW YORK YANKEES BOSTON RED SOX

MONDIALE SU STRADA

ALGHERO

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ANCONA

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AOSTA

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BARI

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BOLOGNA

16

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min max

CIELO

VENTI

CAGLIARI

14

30

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

13

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Moderati

CATANIA

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FIRENZE

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Nuvolo

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda Sky Sport 2 e Sky Mondiale

10.30 CALCIO: JUVENTUS BOLOGNA Serie A 13.30 CALCIO: PREMIER LEAGUE WORLD 15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA

RUGBY ATLETICI 11.45 MANLY SEA EAGLES - BRISBANE BRONCOS

Champions League Twenty20. Da Hyderabad, India Eurosport 2

Ieri

SKY SPORT 1

10.30 AUSTRALIA STATI UNITI

16.30 ROYAL CHALLENGERS BANGALORE CHEVROLET WARRIORS

A CURA DI

Legenda

Da Reggio Calabria. Rai Sport 1

CRICKET

National Rugby League Eurosport 2

Trento Aosta 13 23

Torino 15 24

15 24

Milano

Venezia

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Perugia

14 24

13 25

19

25 25

MILANO

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ROMA

NAPOLI

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Neve

Mossi

PERUGIA

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POTENZA Nebbia

Agitati

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REGGIO CALABRIA

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ROMA

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TORINO

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Il sole oggi MILANO

ROMA

TRENTO

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:10

19:19

6:57

19:05

21

26

VENEZIA

17

26

Massimo Valli (nella foto) e Diego Bianchi entrano nelle redazioni di tg e quoti diani per le anteprime.

Virgin Radio 14.00 Revolver

Pga European Tour

EUROSPORT 8.30 10.00 GOLF: AUSTRIAN GOLF OPEN

Ringo (nella foto) in diretta da Imola dove si svolgerà l’ultima tappa italiana del campionato di Superbike.

BIATHLON: MONDIALE Staffetta Mista. Da Nove Mesto, Repubblica Ceca

Pga European Tour

Domani

Dopodomani

Tempo in prevalenza stabile sul territorio italiano, segnaliamo instabilità nelle zone interne del Centrosud e localmente sulle Alpi. Qui attendiamo rovesci o temporali più probabili su Lazio e Campania. Temperature spesso sopra la media.

Tempo in peggioramento fin dal mattino tra Sicilia e Calabria con piogge e locali temporali. Piogge estese tra pomeriggio e sera in propagazione alle regioni del basso versante tirrenico, fino al Lazio. Soleggiato e mite altrove.

Ancona

Firenze

12

26

Premier League

16.15 FOOTBALL: CINCINNATI NC STATE NCAA 18.15 CALCIO: RACING DE SANTANDER REAL MADRID Liga 20.30 GOLF: AUSTRIAN GOLF OPEN

18.00 Anteprima news

16 26

16 25

L'AQUILA

22

14.00 CALCIO: BLACKBURN ROVERS - ARSENAL

Rmc

Bologna Genova

GENOVA

PALERMO

Champions League

In diretta da Miami Beach, Vicky (nella foto) e i Baba lu Bad Boys trasmettono i suoni della Florida.

15 24

Molto forti

Calmi

12.00 CALCIO: MANCHESTER CITY NAPOLI

19.00 105 Miami

17 25

Coperto

Temporali

9.40 COFFEE BREAK 10.35 CHIAMATA D’EMERGENZA 11.00 G’ DAY (R) 11.30 (AH)IPIROSO 12.25 I MENÙ DI BENEDETTA 13.30 TG LA7 14.05 IL TESORO DELLO YANKEE ZEPHYR 16.15 ATLANTIDE 17.30 L’ISPETTORE BARNABY 19.30 G’ DAY - TG LA7 20.30 OTTO E MEZZO 21.10 NOMAD THE WARRIOR Film 23.45 IL DIAVOLO BLU 1.45 OTTO E MEZZO 2.25 LA 7 COLORS

SKY SPORT 3

Ancora campi di alta pressione sul Mediterraneo centrale con tempo stabile e soleggiato sulla maggior parte dell'Italia. Rovesci o brevi temporali nelle zone interne e Appenniniche del Centro-sud. Solo velature altrove e clima gradevole. Trieste

Forti

MARI

12.45 RUGBY: MONDIALE 2011, AZZURRO FORTE 13.30 VELA: ROLEX CUP 21.00 WWE DOMESTIC SMACKDOWN!

Oggi

Rovesci

Pioggia

23.55 0.15 1.52 2.17

SKY SPORT 2

Europei femminili. Da Monza Rai Sport 1

RUGBY

Under 23 uomini. Da Copenaghen, Danimarca Eurosport e Rai Sport 2

21.10

20.20 ITALIA - CROAZIA

18.55 EUROPEI

13.00 MONDIALE SU STRADA

GazzaMeteo

Europei femminili. Da Monza Rai Sport 2

PATTINAGGIO ARTISTICO

Junior donne. Da Copenaghen, Danimarca Eurosport e Rai Sport 2

MLB ESPN America

17.30 TURCHIA AZERBAIJAN

PGA European Tour. Da Atzenbrugg, Austria Sky Sport 2

CICLISMO

20.30 MARCA FOTSAL BISCEGLIE Campionato italiano Rai Sport 2

SuperTennis

14.00 AUSTRIAN GOLF OPEN

10.50 11.30 12.00 13.00 13.50 16.10 18.55 19.35 20.30

TELEFILM R.I.S. DELITTI IMPERFETTI FORNELLI D'ITALIA TG4 - TELEGIORNALE DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN GIALLO FORUM - SENTIERI EL DORADO TG4 - TELEGIORNALE TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS RANGER QUARTO GRADO Attualità SLIVER NAVIGARE INFORMATI TG4 NIGHT NEWS NELLA CITTÀ L'INFERNO

16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS

VOLLEY

GOLF

Incontro Peso massimo. Da Vilnius, Lituania Eurosport

BOCA JUNIORS ESTUDIANTES Campionato argentino Sportitalia

Da Montpellier, Francia Rai Sport 1

20.45 BIGGER'S BETTER

Serie B Sky Sport 1, Sky SuperCalcio, Sky Calcio 1 e MP Calcio

21.15 PORTO - BENFICA

8.50 10.00 10.05 11.00 13.00 13.40 14.45 16.20 18.05 18.50 20.00 20.40

Radio 105

LA 7

18 25

L’Aquila 13 24

Campobasso

Bari

13 25

19 27

Napoli

Potenza

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13 23

Cagliari

Catanzaro

17 27

17 27

Palermo

Reggio Calabria 18 29

18 29

Catania 21 28

Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

7:12

19:17

6:58

19:04

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

29 ago.

5 set.

12 set.

20 set.


VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011

LETTERE

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TERZO TEMPO DITE LA VOSTRA

Porto Franco

INDIRIZZO Via Solferino, 28 20121 Milano Fax 02.62.82.79.17 Email: gol@rcs.it

A CURA DI FRANCO ARTURI

y

Ha diretto la Gazzetta

Gasperini e le gambe di Lucio e Sneijder Grazie Gasp: finalmente è tornata la mia Inter, quella che ti fa sentire tutti allenatori in grado di risolvere problemi di cui non sono capaci nemmeno tecnici navigati. E' stata da sempre una scuola di calcio guardare le partite dei miei nerazzurri. Mi dispiace Gasp, le idee sono buone ma probabilmente non per questa squadra. Grazie lo stesso mister. Simone Paladin (San Polo di Piave)

Non so dire quante lettere siano arrivate sull’argomento: una marea. In quasi tutte una condanna inappellabile, ma accompagnata da toni rammaricati, affettuosi, come nel suo caso. E’ evidente che Gasperini ha lasciato un buon segno, almeno dal punto di vista umano. Una gran cosa nel calcio d’oggi (vedi lettere più sotto). L’epilogo dispiace a tutti. Ma di calcio parliamo e forse vale la pena approfondire, in modo indiretto, che cosa, anche a mio avviso, ha sbagliato l’allenatore. Dopo aver chiarito che i primi errori non sono stati

Ignoranti, maiali e prostitute Continuate pure a metter e l’Atalanta in un angolino del sito senza foto o in una riga a fondo pagina del vostro conglomerato di fogli color maiale (perché di tutto si può parlare fuorché Giornale): intanto abbiamo vanificato il tentativo di sabotaggio del nostro campionato che palazzi (volutamente lettera iniziale minuscola) ha messo in atto. Continuate pure così, giornalai... Andrea Rivola (Bergamo)

Dopo Inter e Roma anche Real e Barcellona sono in crisi, solo al Milan va tutto liscio: giornali e trasmissioni televisive parlano di un punto guadagnato. Come diceva qualcuno che vedeva lungo: prostituzione intellettuale. Paolo De Angelis (Magenta)

Gentile Arturi, lasci stare l'inglese, altrimenti rischia di fare le stesse figure fatte riguardo al tema calciopoli. «Losing my religion» non significa «perdere la ragione». Mario Mancino

Vi spiego fra un attimo perché pubblico le parole di questi gentiluomini. Prima la sostanza. Dell’Atalanta ci occupiamo

suoi: mercato insufficiente, pasticcio Forlan, ferie allungate dei sudamericani, un po’ di sfiga assortita. Sono fardelli pesanti, certo. E tuttavia le gambe di Ranocchia e Lucio sono lì da vedere: lunghe un chilometro. Possono questi ottimi difensori centrali trasformarsi in terzini e quindi prendere in prima battuta ali dal passo tremendamente più rapido del loro? No, non possono, a meno di scadere paurosamente di rendimento. Infatti. La difesa a tre? Pronti via, in estate era una finzione: l’Inter difen-

spesso: sul giornale di ieri in prima pagina, nel capoverso iniziale (e nel titolo) dell’articolo a mia firma. Nella nostra cultura, il maiale è un animale amico, si utilizza tutto, come sapete, carta compresa. E’ più pulito di tanti umani. Quanto alla prostituzione evocata dalla seconda lettera, il signor De Angelis non ha che da sfogliare qualsiasi quotidiano: ne troverà disgraziatamente ampie tracce in luoghi impensabili. Dalle nostre parti no. L’ultimo gentleman si espone a una figuraccia della quale chi ha la scorza come lui normalmente non si cura. Sul significato del titolo di quella canzone si discute e approfondisce da anni: «Losing my religion» è un’espressione in uso nel Sud degli Stati Uniti, da dove provengono i componenti dei REM (Athens, Georgia), e ha il significato, da me correttamente riportato, di «perdere la ragione» (o la pazienza). Del resto, nonostante il celebre video, il testo della canzone non si occupa di argomenti religiosi. Infine, su calciopoli, che con il primo argomento c’entra zero, il mio giornale ed io informiamo e commentiamo in modo equilibrato ed indipendente. Perché non ho utilizzato il tasto «elimina» con queste delizie? Per promemoria: ogni tanto va ricordato di che cosa dobbiamo liberarci perché il calcio italiano torni grande. E sano.

S.p.A. DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it SEGRETARIO DI REDAZIONE Daniele Redaelli dredaelli@gazzetta.it Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2011

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE Piergaetano Marchetti CONSIGLIERI Giovanni Bazoli, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Antonello Perricone, Giampiero Pesenti e Marco Tronchetti Provera DIRETTORE GENERALE SETTORE QUOTIDIANI ITALIA Giulio Lattanzi

deva sempre a 4, in realtà. Poi Gasperini ha cominciato a farla davvero (a singhiozzo, peraltro). Uno schieramento che non usa nessuno in senso letterale, tanto meno Mazzarri o Guidolin, che mettono sul campo in realtà una bella linea a 5: il resto è marketing. Ma se Morimoto e Jonathan sono attaccanti veri e non coprono mai sul contropiede avversario, non ci si può stupire se ogni ripartenza avversaria diventa un incubo. E le gambe di Sneijder? Corte, scattanti, in grado di piroettare e trovare l’equilibrio in un me-

Pirlo, che incanto La curiosità alla fine ha vinto, e mercoledì sono andato a Torino per Juve-Bologna. Pensavo di rimanere incantato dal nuovo stadio (e in effetti è stato così), ma sono rimasto molto più colpito da Pirlo. Certe giocate da playstation, certi lanci... Certo, a vederlo in bianconero (o rosa stellato) fa ancora un certo effetto, eppure era lì, in mezzo al campo, a dirigere una Juve che sembra cosa sua. Se il buon Maurizio Mosca fosse qui, mi sembra quasi di sentirlo: «Aaaahhhh! come gioca Pirlo!!». P.s.: alla fine ci è venuta quasi paura: ma chi ha il Milan a centrocampo per potersi permettere di dare via Pirlo? Mandrake? Beppe Cartabbia

Diciamolo pure: il Milan, che ha imposto questo straordinario giocatore per 10 anni all’attenzione internazionale, aiutandolo a diventare il miglior playmaker del mondo, alla fine ha sbagliato. Un contratto biennale Andrea, a 32 anni, lo valeva, eccome, magari anche per sottrarlo alla concorrenza diretta. Tanto più se tieni giocatori più avanti negli anni di lui come Seedorf, Ambrosini, Van Bommel e altri ancora. Trovo poi tecnicamente sbagliato confinare Pirlo

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tro. Trequartista nato, con il gol sempre in canna. Il contrario di Pirlo (vedi lettera più sotto) che stava per essere soffocato da una posizione sbagliata ed è diventato un fenomeno arretrando di venti metri. Incredibile che al giocatore di maggior qualità della squadra sia stato affidato un destino da mediano o da terzo attaccante esterno. Perché? Per raccontare al mondo che l’Inter attaccava con più uomini? Per non rinunciare alle convinzioni di una vita? So da tempo che la balla più grossa che si racconta nel mondo del calcio è che gli allenatori si adattano (devono adattarsi) al materiale umano che hanno a disposizione. Quasi mai visto. Però onestamente nel caso di Gasperini-Inter si è superato di molto i limiti del ragionevole. Anche per la posizione di Forlan, troppo lontano dalla porta e ancorato alla fascia. E per l’insistenza al gioco esterno ma di grande prevedibilità e quindi inefficacia. E per le scelte fatte e contraddette nel giro di giorni o di mezza partita. Alla fine quasi 6-7 giocatori fuori ruolo. Un mistero per me e per molti altri. Ed è stato un peccato.

sulla fascia, come aveva fatto Allegri fino ad espellerlo di fatto dal suo progetto. Con simpatia le chiedo se ha avuto bisogno del cambio di casacca per accorgersi dell’immenso talento di questo giocatore: ho l’impressione che la faziosità non aiuti a comprendere il calcio.

Kobe Bryant a Bologna? Kobe Bryant alla Virtus Bologna? Ma ha senso offrire alla super star di Los Angeles 5 milioni di dollari per una stagione? O addirittura 800.000 dollari lordi per una singola partita? Sei al centro del mondo per 24 ore, e poi? Tutto finito! Ritorni nella tua realtà avendo speso, oltretutto, una fortuna. L'unico che veramente potrebbe trarre un beneficio da tutto questo sarebbe il giocatore. Se fossi in lui accetterei subito l'offerta. Non è questo il modo di rilanciare il basket italiano. Luca Nannini (Modena)

Claudio Sabatini è un genio del marketing. Visionario, ma non matto. Il suo progetto ha un senso se trova sponde economiche. Kobe in Italia diventerebbe l’evento itinerante dell’anno e un vero e proprio fatto di costume. Non so se potrà realizzarsi, ma non vedo nulla di male a ipotizzarlo.

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IL GIOCO DELLE NUVOLE Con la prefazione di Giuseppe Tornatore e a cura di Giuseppe Di Piazza, è una raccolta di scritti, tratti da Moleskine, la rubrica che Pietro Calabrese (foto in alto) teneva prima sul «Corriere della sera Magazine» e poi, a partire dal 26 novembre 2009 su «Sette», e di altri apparsi in Dialoghi tra Pippo e Tuna Tradotti in umanese, rubrica che aveva su «Io Donna». Calabrese, nato nel 1944 a Roma da famiglia siciliana, ha diretto Il Messaggero, Capital, La Gazzetta dello Sport e Panorama. E’ mancato il 12 settembre 2010. IL GIOCO DELLE NUVOLE Rizzoli, 320 pagg, 18 euro

NUOVO LIBRO POSTUMO DEL GIORNALISTA

Le nuvole di Calabrese sono poesia

Giuseppe Di Piazza, direttore di Sette, e Costanza Calabrese MARIO SALVINI

E’ già tutto nella prima riga. In quella citazione non svelata (di Raymond Carver) che apre il libro: «Di cosa parliamo quando parliamo d’amore?». Bella domanda. Di cosa parliamo? Non di sesso, né di smancerie. O non solo di quello. Si può parlar d’amore in mille modi e passando attraverso un milione di argomenti, tanti che li puoi mettere in ordine alfabetico. E farci un elenco che assomiglia alla vita. A patto di avere alcune qualità non comuni. «A patto di essere un attentissimo osservatore. Di avere sensibilità. A patto di essere un grande cronista». A patto di essere Pietro Calabrese. Così ricordato, con dovuto e sacrosanto «giudizio di parte», dalla figlia Costanza, ieri, alla presentazione di «Il Gioco delle Nuvole», il secondo libro postumo del giornalista scomparso poco più di un anno fa. Raccolta «Il Gioco delle Nuvole» è una raccolta di

scritti, delle rubriche che Calabrese teneva su «Sette» e su «Io Donna». Riflessioni che rilette tutte insieme, come un unico diario, diventano una «Autobiografia occulta», come l’ha definita Giuseppe Di Piazza, direttore di Sette, che del volume è stato il curatore. Occulta, perché d’acchito, settimana dopo settimana, le Moleskine (così si intitolava la rubrica di Calabrese sul magazine del Corriere della Sera) avevano un tocco di leggerezza, e potevano sembrare pensieri estemporanei. Ma messe una fila all’altra raccontano la vita. Con uno stile che «Sembra fatto per essere letto ad alta voce», sono sempre parole di Di Piazza. Che ieri nella sala Montanelli del Corriere della Sera ha moderato l’incontro-ricordo-presentazione. Al quale, oltre alla figlia di Calabrese, Costanza, giornalista del Tg 5, hanno partecipato Diamante D’Alessio, direttrice di Io Donna e Andrea Monti, direttore de La Gazzetta dello Sport, giornale che anche Calabrese aveva diretto, tra il 2002 e il 2004. Alfabeto Così, dopo «L’albero dei mille anni»,

grande successo, anch’esso postumo, in cui Calabrese aveva raccontato gli ultimi 14 mesi, quelli della malattia, «Il Gioco delle Nuvole» è tutto il resto della sua esistenza. E’ il passatempo da bambini che Calabrese assicura di aver fatto tante volte anche da adulto: guardare le nubi e cercare di vederci forme conosciute. Raccontato attraverso «L’alfabeto della vita (è il sottotitolo dell’opera). Cioè catalogando ambiti diversissimi sotto temi in ordine alfabetico. Si arriva fino alla Z di Zoo, per parlare di Pippo e Tuna, i cani protagonisti della sua rubrica su «Io Donna». E si attraversano la G di giustizia, la N di nazione, la P di politica, la S di spiritualità. Sempre osservando la «gente», che è stata «la fonte dei suoi racconti», come ha ricordato Monti. E, ha aggiunto la D’Alessio, sempre con la capacità di «tirar fuori il senso dell’amore». Da ogni argomento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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VENERDÌ 23 SETTEMBRE 2011


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