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PROVINCIA DI VERCELLI - OSSERVATORIO INFANZIA, ADOLESCENZA, GIOVANI GATTINARA, 28 OTTOBRE 1999: Seminario "La valutazione della Legge 16" La Legge 16 dal '96 al '99: come ha funzionato, cosa ha prodotto Prof. Giovanni Campagnoli - Resp. Rete informativa sulle politiche giovanili di Vedogiovane

INDICE Un primo quadro Elementi quantitativi: risorse e popolazione giovanile La diffusione dei servizi sul territorio, nelle province, nel corso degli anni


Un primo quadro Proviamo a fare una comparazione di quello che la legge 16 ha permesso di fare nel corso degli anni. La legge 16 è stata approvata nel 1995 ed è stata dotata di fondi nel 1996, e si è quindi potuto beneficiare negli anni 96, 97 e 98. I contributi assegnati dal 96 al 1998, e quelli previsti per il 99, hanno avuto andamento altalenante, però una buona notizia sono i 2.260.000.000 previsti per quest’anno dal piano giovani. Sono quindi triplicati i finanziamenti erogati dal 96 al 99. I progetti ammessi a contributo sono passati da 60 nel 1996 a 103 nel 1998. La legge 16, negli anni, anche grazie a convegni come questi, diventa più conosciuta ed i soggetti iniziano a presentare in maniera più consistente i progetti. Si è calcolato qualche indicatore. Il rapporto fra il valore del progetto finanziato ed il numero di progetti ammessi a contributo, in modo da avere una media dell’importo del contributo erogato per i progetti. L’importo medio cala negli anni, infatti nel 98 c’è stata una diminuzione dei contributi ed un aumento dei progetti presentati. Si passa da 13.800.000 per progetto nel 97 a 8.300.000 nel 1998. Vediamo la ripartizione delle domande a seconda del soggetto presentatore. Chi ha titolo di presentare progetti sulla base di questa legge sono gli enti locali, le associazioni giovanili e le cooperative giovanili. Gli enti locali sono i comuni, gli enti consorzi dei comuni, le provincie, le comunità montane e la Regione stessa. Le associazioni giovanili sono quelle che hanno un’azione rivolta ai giovani e devono avere tre caratteristiche (che sono le medesime necessarie per far parte della Consulta Regionale dei Giovani). Queste caratteristiche sono : l’assenza di fini di lucro, l’elettività delle cariche e l’obbligo della formazione del bilancio. Le cooperative giovanili sono quelle che devono avere almeno il 80% dei soci tra i 18 e i 35 anni. La parte del leone la fanno gli enti locali, con 70 progetti presentati. Seguono le associazioni giovanili con 26 progetti e le cooperative giovanili con 7. L’importo medio per soggetto presentatore non ha un grande scostamento in valore assoluto, nel senso che le cooperative giovanili ricevono in media 7.100.000, mentre gli enti locali 8.600.000.


Dei 103 progetti ammessi a contributo, la parte del leone la fa Torino, con la sua provincia, con 56 progetti, segue Cuneo (20 progetti), poi ci sono le altre provincie con un numero di progetti variabile da 7 a 1. I fondi disponibili sono proporzionali al numero di progetti ammessi a contributo. Ad esempio Torino, con 56 progetti, riceve il 58% dei fondi. Cuneo con 20 progetti riceve il 21%. Quindi la proporzionalità tra fondi erogati e progetti ammessi è abbastanza diretta. C’è l’impressione che le periferie siano sempre emarginate dal centro, in quanto si dice che la capacità che ha un soggetto piccolo che vive nelle periferie di far valere i suoi interessi nel confronto del centro è analoga alla legge di Newton, cioè è proporzionale alla grandezza ed è inversamente proporzionale al quadrato della distanza. In Torino e provincia abitano il 51% dei ragazzi in età compresa tra i 15 e 1 29 anni, in Provincia di Cuneo ne vivono il 14%. Quindi quasi i tre quarti della popolazione giovanile regionale vive nelle provincie di Torino e Cuneo. Rapportando i contributi della legge e la percentuale della popolazione giovane sul territorio, si vede che la proporzionalità con Torino è quasi perfetta, avendo il 51% della popolazione ed il 58% dei contributi. I problemi potrebbero sorgere con le periferie, in quanto sembrerebbe che ce ne siano alcune più avvantaggiate ed alcune più svantaggiate. Consideriamo ad esempio Alessandria: la popolazione giovane è pari all’8,7% e riceve l’1,8% dei contributi; Cuneo che ha il 14% della popolazione giovanile, riceve il 21% dei contributi; Vercelli, che ha il 4% della popolazione giovanile riceve il 5,4% dei contributi. Questi dati quantitativi potrebbero fornire degli spunti a livello qualitativo. Si potrebbe infatti analizzare il perché di questa situazione, cioè il perché Vercelli e Cuneo ricevono una percentuale di contributi maggiore rispetto alla percentuale di popolazione giovane che hanno. Si potrebbe andare ad indagare se perché c’è una maggiore sensibilità, una maggiore informazione che circola nei territori o magari una maggiore capacità progettuale. Vediamo ora quanti soldi le provincie nel corso dei due anni sono riuscite a portarsi a casa. La provincia di Biella ha un calo considerevole, visto che nel corso degli anni perde circa il 50% dei contributi; la provincia di Novara ha un andamento altalenante; nel Verbano Cusio Ossola c’è un calo sostanziale, passando da


22.000.000 nel 97 a 4.000.000 nel 1998, mentre la provincia di Vercelli passa da 15.000.000 a 45.000.000, triplicando i contributi ricevuti. Vediamo il numero di progetti ammessi a contributo nel corso degli anni. Biella passa da 6 progetti a 4 nel giro di 3 anni. Novara inizia con 5 progetti, passa a 8 e poi scende a 7. Il Verbano Cusio Ossola da 2 progetti ad 1, ed è questo il motivo dell’abbassamento dei contributi ricevuti. La provincia di Vercelli passa da 2 progetti nel 96/97 a 7 nel 98. Vediamo cosa ha prodotto la legge 16, almeno per quanto riguarda l’azione che tende a promuovere lo sviluppo di un sistema coordinato di informazione ai giovani. Si è andati a vedere quanti Informagiovani si sono dichiarati attivi prima del 1995. È importante il concetto di attivo perché a volte, nelle pubblicazioni, si trovano alcuni Informagiovani già nel 1993, ma di fatto non attivi; altri che, magari, non sono considerati presenti ma invece sono attivi. Questo perché non è facile trovare una letteratura precisa che riguarda questi argomenti .Nelle 4 provincie, dal 95 al 99, si passa da 5 Informagiovani a 18, questo grazie alla legge 16, il che significa che questa legge funziona e produce qualcosa.


Provincia di VERCELLI

Provincia del VCO

Report di ricerca a cura di Giovanni Campagnoli

Provincia di NOVARA

Provincia di BIELLA


13,8 11,7 8,3

1996

1997

1998


COSSATO

SALUGGIA


VARALLO

OMEGNA INVORIO

COSSATO

ARONA BORGOMANERO

GATTINARA OLEGGIO SANTHIA’

SALUGGIA

FONTANETO VARALLO POMBIA GALLIATE

TRINO


Tutto questo materiale è disponibile su

Internet: www.vedogiovane.it E-mail: vedogiovane@pn.itnet.it


Le politiche giovanili nei Comuni della Provincia di Novara Suno

21 febbraio 2002

Giovanni Campagnoli Matteo Miglio

Partecipazione, diritti e servizi

♦ IG e punti informativi •

Nel 2001 gli IG attivi sul territorio della Provincia di Novara erano 8 (Novara, Borgomanero, Fara Novarese, Invorio, Varallo Pombia, Oleggio*, Galliate e Trecate). Nel 2002 il numero degli IG si è dimezzato:ridotto a 4; presto rimarranno solo 3 visto che quello di Novara concluderà la sua attività (così come svolta finora) il 28 febbraio. *N.B: Il servizio "Informagiovani" di Oleggio era un servizio consorziato, istituito in convezione con i Comuni di Bellinzago Novarese, Marano Ticino, Mezzomerico e Pombia.

Nel 2002 sia lo sportello "Informagiovani" di Oleggio (con i relativi servizi offerti ai Comuni convenzionati), che gli sportelli "Informagiovani di Galliate e Trecate sono stati trasformati in Sportello lavoro/Informalavoro/URP


Altri punti informativi presenti sul territorio della Provincia di Novara per il 2002: Spaziogiovani ad Arona; Sportello lavoro/URP a Cameri e Cerano (quest'ultimo distaccamento dello sportello di Trecate) e lo sportello lavoro di Ghemme.

Alcuni dati sugli IG della Provincia di Novara nel 2001 IG

N° operatori

Servizi offerti

Passaggi per anno

Ore di apertura

Novara Borgomanero Invorio Galliate Fara Novarese Varallo Pombia

4 2 1 1 1 1

tutti gratuiti tutti gratuiti tutti gratuiti tutti gratuiti tutti gratuiti tutti gratuiti

14.400 3.500 300 600/700 350/400 700

24 ore (6 giorni) 24 ore (6 giorni) 6 ore (2 giorni) 9 ore (2 giorni) 6 ore (2 giorni) 12 ore (3 giorni)

♦ Consulte, carta europea e c.c.r •

Solo 10 Comuni su 88 (pari all'11%) della Provincia di Novara hanno adottato la "Carta Europea di Partecipazione alla vita Comunale".

Le Consulte attive in Provincia di Novara sono 2: Galliate e Cameri* *N.B:La Consulta di Oleggio (organo intracomunale al quale partecipano anche i Comuni di Bellinzago Novarese, Borgoticino, Marano Ticino, Mezzomerico e Pombia): ufficialmente esiste ancora, almeno sulla carta,ma non si hanno notizie di un suo funzionamento effettivo.

I Consigli Comunali Ragazzi attivi in Provincia di Novara sono 3: Lesa, Invorio, Cerano.

I risultati della ricerca La ricerca 

Il campione : 11 Comuni rappresentati vi della realtà novarese


Metodologia : indagine qualitativa e quantitativa con interviste face to face a rappresentanti istituzionali (La durata del colloquio d’intervista era circa di un’ora) Strumenti : questionari di 27 domande a risposta semi - aperta

Obiettivi: 1. conoscere finalità, strategie, linee di intervento e bisogni degli enti locali che progettano per i giovani 2. stimolare la riflessione e diffondere conoscenze sul tema delle Politiche Giovanili locali 3. verificare l’adeguatezza della metodologia di ricerca e dello strumento utilizzato rispetto allo sviluppo delle politiche giovanili sul territorio Risultati attesi: 1. realizzare una mappatura dell’esistente 2. verificare l’esistenza di eventuali “modelli di successo” per far emergere bisogni/domande con cui entrare in comunicazione

I Comuni "Giovani" cittadini (15-29 anni) Comune Boca Bolzano Nov.se Briga Nov.se Cameri Cerano Fontaneto d'Agogna Galliate Maggiora Momo Suno

N° "giovani" cittadini

N° totale cittadini

% di "giovani" cittadini

204 203 496 1.767 1.279 364 2.385 335 510 414

1.184 1.038 2.991 9.616 6.734 2.600 13.696 1.679 2.734 2.808

17% 19% 16% 13% 19% 14% 17% 20% 19% 15%


Vaprio d'Agogna

141

945

15%

Si tratta di Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, situati nel mediobasso novarese, prevalentemente nella parte orientale della Provincia. In questi Comuni la percentuale di “giovani” cittadini (15-29 anni) va dal 13% al 20%; la media provinciale è del 18%, quella regionale del 17%. N.B: In provincia di Novara, ben 77 Comuni su 88 (pari all’88%) hanno meno di 6.000 abitanti, contro una media nazionale del 75% circa.

Chi si occupa di giovani 

In questi Comuni non ci sono “Progetti Giovani” (piano organico di azioni locali) approv ati dal Consiglio Comunale I referenti istituzionali sono, nella quasi totalità delle realtà intervistate Assessori e Consiglieri con apposita delega (9 Comuni su 11); o direttamente il Sindaco (2 Comuni su 11)

Per i “Progetti Adolescenti” (15-18 anni) promossi da Comuni associati o consorziati (Cerano, Boca, Fontaneto d’Agogna), i referenti istituzionali sono i responsabili di questi enti di secondo livello. Il dato che emerge dall’analisi rispetto, ovvero il fatto che non ci sia un assessore con competenze esclusive per i giovani, ma al massimo con delega, sembra coerente con la dimensione istituzionale di queste realtà comunali.

Come il Comune incontra i giovani 

Attraverso organi istituzionali di partecipazione dei giovani alla vita comunale (consu lte) Attraverso gruppi non istituzionalizzati di giovani che progettano con il referente dell’Ente locale


Attraverso momenti pubblici di incontro e confronto su tematiche di interesse giovanile (AIDS, droga, volontariato, disagio)

Consulte: si veda le informazioni riportate nelle considerazioni introduttive Gruppi non istituzionalizzati: sembrano attivi in molte realtà medio-piccole e crediamo possano essere considerati alla stregua di “forum giovanili informali”, quindi una potenziale risorsa per l’Ente locale. E’ infatti così, ad esempio, nei Comuni di Vaprio d’Agogna, Suno, Bolzano Novarese Incontri pubblici: sembrano essere legati più a interessi dell’istituzione adulta e rispondenti ai suoi bisogni; tale tendenza si registra in ben 7 Comuni su 11 intervistati.

Dove il Comune incontra i giovani  Oratorio…………….........................................................…...…...(73 % dei Comuni)  Sala polivalente……….........................................................…...(46% dei Comuni)  Centro spor tivo e aree attrezzate all’aperto.........................…….(55% dei Comuni)  Biblioteca……………...…...........................................................(10 0% dei Comuni)

N.B : dalla ricerca condotta nel 2000 risulta che ben il 72 % dei Comuni della Pr ovincia di Novara ha una biblioteca

Oratorio: riconosciuto come importante punto di riferimento dell’aggregazione giovanile, a volte l’unico, tanto che quasi tutti i comuni intervistati concedono un contributo. Il rischio è che l’Oratorio venga visto come esclusiva possibilità aggregativa, non concedendo ai giovani altre opportunità e rischiando di creare “etichette”. Sale polivalenti: sono spazi adeguati ad attività di vario genere (conferenze, feste, mostre, concerti, rassegne, etc.) che tutti i Comuni intervistati propongono. La sfida è stimolare i giovani ad “abitarli”.


Centro sportivo: esiste in ogni comune e va dal semplice campo di calcio a palestre e spazi pluridisciplinari. I Comuni finanziano la loro gestione sostenendo le attività delle varie associazioni sportive che sono specificatamente rivolte ai giovani, in quanto considerate momenti formativi/educativi Biblioteca: presente in tutti i Comuni del campione (e in quasi tutti i Comuni della Provincia). Oggi spesso offrono anche nuovi spazi con strumenti e opportunità, legati soprattutto alle tecnologie informatiche (PC a disposizione e internet point gratuiti)

Cosa fa il Comune per i giovani 

Sostiene e promuove manifestazioni di interesse giovanile (rassegne cinematografiche, musicali e te atrali; mostre e concorsi di disegni, foto e fumetti)……………………...........................................……………….(90% dei Comuni) Concede l’uso di spazi comunali per occasioni aggregative e sedi associative…….............. ...........................................................( 54% dei Comuni) Eroga contributi a oratorio, associazioni sportive e associazioni “giovani”………............................................................. .……….(10 0% dei Comuni)

La partecipazione dei giovani 

Nei Comuni intervistati, la percentuale dei giovani votanti (18 - 29 anni) alle ultime elezioni amministrative varia dal 60% al 90%………….....….(media campione: 82%)

Nei Comuni intervistati, la percent uale di assessori e consiglieri “giovani” nei Consigli Comunali in carica varia dallo 0% al 31%……….....(media campione: 14%)


Nei Comuni intervistati in cui la partecipazione giovanile è più elevata e/o strutturata è minore la presenza di “giovani” amministratori. Nei Comuni intervistati in cui sono meno le possibilità di partecipare alla vita comunale, sembra che il numero di giovani amministratori sia indifferente a questa variabile

Analisi del budget (2001) 

Nessuno dei Comuni intervistati ha un capi tolo o voce di bilancio specificatamente dedicato alle politiche giovanili Nei Comuni intervistati, la percentuale di uscite correnti destinate specificatamente alle politiche giovanili varia dallo 0,13% allo 0,28% delle uscite totali…….....(media campion e: 0,21%) I Comuni per la realizzazione di interventi rivolti ai giovani utilizzano quasi esclusivamente risorse proprie……....................(media campione: 8 Comuni su 11)

Un dato significativo che conferma questa tendenza è quello relativo al numero di fprogetti finanziati in base alla LR 16/95 per il 2001: solo 2 Comuni della provincia di Novara (Borgomanero e Novara) hanno ottenuto un contributo

Progetti e obiettivi dei Comuni per il 2002 

Progetti : - organizzazione di occasioni di incontro…………… ….…...(8 Comuni su 11) - creazione di infrastrutture e nuovi spaz da destinare ai giovani

(7 Comuni su 11) - attivazione di progetti di scambi giovanili e di g emellaggio


(2 Comuni su 11) 

Obiettivi : - favorire l’aggregazione giovanile - promuovere l’autonomia giovanile

I bisogni dei Comuni 

Maggiori risorse economic he……................................................(8 Comuni su 11)

Maggiori informazioni su strumenti tecnico - operativi (consulenza/formazione)...........................................................( 3 Comuni su 11)

Maggiori informazioni su opportun ità a disposizione……...........….(6 Comuni su 11)

Possibilità di confrontarsi con esperienze già realizzate in altri Comuni………......................................................................…….( 3 Comuni su 11)

Quasi tutti i Comuni intervistati dichiarano di avere bisogno di maggiori finanziamenti per la realizzazione dei progetti che intendono attivare in favore dei giovani. Solo tre di loro hanno però sfruttato opportunità di finanziamento alternative ai soli stanziamenti dell’Ente locale. Ecco giustificata allora l’altra esigenza che emerge in maniera forte: quella di avere maggiori informazioni sulle opportunità a disposizione.

Considerazioni conclusive: cosa “funziona” nel lavoro con i giovani


Le considerazioni che seguono sono tratte esclusivamente dalle interviste svolte negli undici Comuni campione. Sarà interessante (e uno dei nostri obiettivi), proseguendo nel lavoro di mappatura ed indagine, verificare se e quali di queste affermazioni e tendenze sono valide anche nei restanti Comuni della Provincia...

Nella ricerca condotta nel ‘97 da Vedogiovane per la Provincia di Novara, su un campione di 500 giovani (15 - 18 anni) residenti in 15 Comuni novaresi, emergeva forte una “non - tensione” verso l’impegno civile Per contrastare questa tende nza, oggi i Comuni intervistati dichiarano che sembra funzioni costituire contesti aggregativi gruppali in grado di relazionarsi con l’ente locale, in quanto utili strumenti per rilevare bisogni, esigenze e capacità progettuali dei giovani Si tratta di f orum (informali) come previsto dalla LR 16/95?

 Considerare la partecipazione giovanile in senso allargato 

Scegliere ed attuare la “politica delle e” invece che la “politica delle o” Per l’Ente locale questo significa due cose: 1. sul territorio, la vorare con le associazioni (giovanili, sportive,…) e con le agenzie educative e con i giovani stessi e con gli adulti e con gli oratori e con…., elaborando progetti condivisi e partecipati 2. verso l’esterno, adottare logiche di unione tra Enti (ad ese mpio per la gestione di servizi, come nel caso degli Informagiovani, così come vuole la LR 16/95 che prevede bacini d’utenza di almeno 10.000 abitanti per avere i finanziamenti per l’avvio degli IG)

 Le consulte

Quelle ancora effettivamente attive sono due in tutta la provincia: Galliate e Cameri.


Sembra che funzionino al meglio quando prevale l’aspetto di contrattazione con l’Ente locale rispetto a quello di cercare di replicare le “tradizionali” logiche di funzionamento dei Consigli Comunali, che spesso inibiscono la partecipazione invece che agevolarla  Gli spazi comunali e la biblioteca...

...quando diventano risorse per i progetti giovani, ovvero luoghi “abitati” dai giovani che, responsabilizzati nel frequentarli, possono riceverne in affida mento la gestione (ad esempio: sale prove, spazi per feste e manifestazioni,...). In particolare, nella biblioteca si possono inventare spazi che, partendo dal “virtuale” delle nuove tecnologie, diventino dei veri e propri servizi per i giovani (non solo per l’uso di PC, internet e @, ma anche per l’utilizzo di DVD e CD, che possono essere utilizzati come strumenti di aggregazione attraverso rassegne, proiezioni,...).

Considerazioni conclusive: l’”artigianato” delle politiche giovanili N.B: La dimensione "artigianale": “Dimensione artigiana” non certo intesa in senso dispregiativo; significa, piuttosto, riconoscere a questi Comuni l’arte di riuscire, nonostante vuoti legislativi, confusioni e difficoltà di vario genere, a fare qualcosa, ingegnandosi con fantasia e poche risorse nel lavoro per e con i giovani, ottenendo buoni risultati. Tanto è vero che probabilmente parte del lavoro svolto dagli Assessori non lascia traccia nella documentazione “ufficiale” dell’Ente, proprio perché è portato avanti personalmente da quegli amministratori locali che hanno maggiori sensibilità su questo tema e si impegnano in prima persona. La “dimensione artigianale” è quella poi che ha fatto sì che si potesse fare questa ricerca (che non è stata pagata da nessuno), che ha utilizzato tempo libero, tirocinio e volontariato delle persone che lavorano in Vedogiovane, uniti alla disponibilità di ben 11 amministratori locali che è stato possibile raggiungere in 15 giorni (un vero record, perché di solito si fanno rincorrere!!!), che hanno accettato di parlare di questi temi nel colloquio-intervista, che durava sempre circa almeno un’ora. 

Ogni Comune crea risposte originali all’incontro col mondo giovanile


Ogni Comune dispone di risorse strutturali adeguate (es. spazi comu nali), ma lamenta carenza di fondi Ogni Comune riconosce la dimensione aggregativa come centrale nel dialogo con i giovani

La sfida (a partire da oggi) Tradurre con originalità e creatività la dimensione “artigiana” in un progetto giovani del Comune, in cui i giovani siano davvero protagonisti della costruzione condivisa della realtà locale.

Come: a) attivando processi giovanili di partecipazione b) dando voce ai giovani con piccole ricerche sui loro bisogni/attese, ma anche su potenzialità/a bilità c) interrogandosi (anche in giornate di formazione) su come concretamente sia possibile favorire l’aggregazione e promuovere l’autonomia giovanile Presupposto indispensabile per la realizzabilità di queste politiche è lo scegliere con cognizione di causa l’avvio di processi giovanili di partecipazione, sapendo che richiedono supervisione e tempi lunghi, rinunciando così a visibilità e risultati nell’immediato, attendendo esiti importanti, ma a distanza di tempo dall’avvio.


SCHEDA PRESENTAZIONE LR 05/01

La Legge Regionale 5/01 “Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 (Disposizioni normative per l'attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 'Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59')” sancisce il completamento del decentramento amministrativo normato dalle cosiddette Bassanini. In particolare il capitolo VI è dedicato alle “Politiche Giovanili”, e dall’art. 131 all’art. 135 vengono specificati le funzioni e i ruoli degli Enti Locali e delle Rappresentanza giovanili.

Nell’art. 131 si definisce la fascia di età interessata. Occorre far riferimento alla normativa europea e regionale (in assenza di quella nazionale), oscillando a seconda dei diversi Programmi europei fra i 15 e i 18 anni per la soglia minima, e i 25-29-35 per la soglia massima a seconda. Per la Legge Regionale 16/95 l’arco di età va dai 18 ai 35 anni. Individuata la finalità di “incentivare la libera iniziativa dei giovani, singoli o associati in organizzazioni, istituzioni, cooperative e aziende a prevalente composizione giovanile”, l’attenzione si rivolge all’azione di programmazione da parte della Regione che deve individuare gli indirizzi, le tipologie di intervento, gli obiettivi prioritari. Il tutto si traduce in un “Programma regionale degli interventi e dei servizi per i giovani”. Le Province nell’azione di coordinamento e promozione delle politiche giovanili, hanno il compito di ripartire le risorse regionali. E in quanto Enti Locali, spetta a Province, a Comuni e a Comunità Montane il l’azione di realizzazione delle politiche giovanili: sono titolari della gestione (diretta o delegata), in piena autonomia organizzativa, funzionale e operativa (principio di sussidiarietà). Negli artt. seguenti vengono descritte le funzioni degli Enti Locali. La Regione (art. 132): ♦ definisce ogni 3 anni il Programma Regionale, attivando una concertazione con gli Enti locali e la Consulta Regionale dei giovani, e presentandolo all’approvazione del Consiglio Regionale ♦ ripartisce i fondi alle Province sulla base di indicatori oggettivi e capacità di innovazione espressa ♦ garantisce la piena rappresentanza della popolazione giovanile attraverso la Consulta Regionale dei Giovani ♦ assicura funzioni di sostegno ed assistenza tecnica a livello sia gestionale che progettuale ♦ istituisce l’Osservatorio permanente sulla condizione dei giovani Programma regionale degli interventi e dei servizi per i giovani ♦ ha durata triennale ♦ indica gli indirizzi, le tipologie di intervento, gli obiettivi prioritari ♦ individua i progetti obiettivo e i progetti pilota di competenza regionale ♦ definisce i criteri per i finanziamenti


Alle Province (art. 133) sono attribuite funzioni amministrative quali: ♦ d’intesa con Comuni e Comunità Montane, la presentazione di proposte per l’elaborazione del Programma triennale ♦ d’intesa con Comuni e Comunità Montane, la predisposizione di un Piano annuale di intervento, per favorire una politica coordinata sul territorio ♦ la collaborazione con l’Osservatorio Regionale anche tramite eventuali convenzioni ♦ gestiscono direttamente interventi di politica giovanile Ai Comuni e alle Comunità Montane (art. 134) è attribuita la realizzazione di interventi e progetti in favore dei giovani, favorendone la capacità progettuale e gestionale. I progetti vengono presentati ogni anno alla propria Provincia.

Infine, le Rappresentanze giovanili (art.135). Province, Comuni e Comunità Montane possono istituire forme di rappresentanza o Forum di associazioni ed aggregazioni di giovani, che a loro volta possono nominare i propri rappresentanti all’interno della Consulta Regionale dei Giovani. Come integrazione traiamo alcune indicazioni di contenuto anche dalla LR 16/95, che allarga il compito di realizzazione di interventi nelle aree economica, sociale e culturale anche all’associazionismo giovanile e che individua una serie di obiettivi finalizzati ad una politica unitaria: ♦ approfondire la situazione della condizione giovanile ♦ promuovere un sistema coordinato di informazione ai giovani ♦ favorire l’aggregazione e l’associazionismo ♦ attuare interventi per l’effettivo inserimento dei giovani nella società e prevenire e contrastare fenomeni di emarginazione e devianza ♦ promuovere e sviluppare la mobilità europea ♦ realizzare attività culturale, sportive e del tempo libero


L.R. 16/95 Provincia di Novara CONFRONTO DATI REGIONALI E PROVINCIALI 1996-2000


L.R. 16/95

Contributi totali assegnati dalla Regione Piemonte 19962000


L.R. 16/95

1996-2000 - Ripartizione per Provincia


L.R. 16/95

1996-2000 - Ripartizione per Provincia


L.R. 16/95 - Provincia di Novara

Contributi nel quinquennio 1996-2000

Contributi totali: 207.913.


L.R. 16/95 - Provincia di Novara

Progetti 1996-2000 - Enti Pubblici

L.R. 16/95 - Provincia di Novara Cifre espresse in milioni di Lire


Progetti 1996-2000 - Enti Privati

Cifre espresse in milioni di Lire

L.R. 16/95 - Provincia di Novara

Raffronto Pubblico/Privato 2000 Regione - Provincia


L.R. 16/95 - Provincia di Novara

Aree di Intervento 1996-2000 Aree di Intervento

A. B. C. D. E. F. G.

inserimento sociale e partecipazione dei giovani informazione e consulenza per i giovani disagio giovanile, con interventi mirati a prevenire percorsi di devianza mobilità giovanile, con iniziative di scambio socio-culturale fra Paesi europei cooperazione, aggregazione, associazionismo

favorire iniziative e realizzare progetti per la prevenzione sociale e la promozione della salute pubblica, incentivando iniziative realizzate d

favorire la partecipazione dei giovani a programmi di concertazione per la creazione di spazi urbani, politiche dell’abitazione e dell’ambien

Le quote indicano il numero di progetti che prevedono interventi nell’Area specificata. I progetti possono prevedere più aree di interven

L.R. 16/95 - Provincia di Novara

Azioni specifiche 1996-2000


1999. La "legge giovani" in Piemonte  

Una ricerca sui risultati dell'applicazione della legge regionale 16/95, con alcuni elementi di valutazione quali/quantitativi.