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CORNER WINE FOOD TASTE TRAVEL I N A OS TA VA L L E Y

WINTER 2017-18

E N G L I S H T E X T - C O P I A G R AT U I TA

Only for food lovers WINE

TRAVEL

FOOD

PASSIONE PER IL VINO Lasciatevi sorprendere da un vino con un carattere indomito

CERVINIA E COURMAYEUR Non solo sport e panorami; le capitali gourmet  delle Alpi si sfidano a tavola

EXCELLENCE KM 0 Lardo, Fontina, tegole, yogurt e… ortaggi.  Perché qui sono così buoni


Editoriale THE

CORNER W I N E , F O O D , T A S T E , T R A V E L IN AOSTA VALLEY

anno 1 - numero 2 - novembre 2017 Responsabile editoRiale:

GianlUCa MaRtinelli gianluca.martinelli@vistamilano.it Redazione & MaRKetinG CoMMeRCiale:

niColo’ balzani nicolo.balzani@gmail.com testi e CollaboRazioni

anna boGoni aRabella pezza dieGo boVaRd paolo ReCalCati stella beRtaRione Mattia piCCaRdi Jeannette bondaz pRoGetto GRafiCo:

feRdinando MasColo tRadUzioni a CURa di:

ailie CRiCHton fotoGRafie di:

Nicolò Balzani - Enrico Romanzi - Gaetano Madonia Gianluca Martinelli - Stefano Torrione Giuseppe di Mauro - Roberto Taddeo - Gabriele Prato -  Alexis Courthoud - Flavio Vallenari Pier Francesco Grizi - Valentina Sommariva Max Rommel - Ludovico Bich - Mauro Benedetti - Massimo Ferlini - Stop Down Studio Archivio Assessorato Turismo Regione Valle d'Aosta Archivio BREL Archivio Aosta Panoramica Archivio CSC Archivio Cervino Spa Archivio Geca Archivio iStock Photo

Questa pubblicazione è stata realizzata nell’ottobre 2017 e viene diffusa gratuitamente. Le informazioni contenute sono a titolo indicativo e senza responsabilità da parte dell'editore e dei soggetti interessati.

The CORNER Wine, Food, Taste & Travel in Aosta Valley è un progetto editoriale a cura di Gianluca Martinelli Redazione e amministrazione: via Luca Beltrami 2 - 20121 - Milano segreteria@vistamilano.it

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Un viaggio tra i sapori della Valle

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e state sfogliando questa rivista probabilmente amate e frequentate la Valle d’Aosta e ben sapete quanto sia affascinante questa piccola regione alpina nell’angolo più a nord-ovest d’Italia. Se non avete ancora avuto l’occasione di visitarla, questa pubblicazione vi può incuriosire, interessare e informare. The CORNER è una nuova rivista per tutti coloro che amano il cibo, il vino e gli itinerari del gusto. Questa orgogliosa valle, come pochi altri luoghi nel mondo, nasconde una serie di prodotti, di produttori e di segreti che meritano di essere raccontati e approfonditi. A partire dai vini della tradizione, estremi e difficili da coltivare, ma sempre più amati e ricercati per l'importanza dei vitigni autoctoni di questo terroir e per l'impegno delle famiglie di produttori così appassionati, visionari, competenti, modesti ma ambiziosi. Degustarli è un privilegio e un must, magari accompagnati dalla Fontina e dal Lardo di Arnad, le eccellenze gastronomiche DOP del territorio. Con immagini e testimonianze vi raccontiamo le fasi di lavorazione, di distribuzione e vi sveliamo dove poter assaggiare e acquistare i migliori prodotti. Gli itinerari del gusto e della tradizione ci portano per borghi e manifestazioni a scoprire i concetti di “Heritage Tourism”: il Carnevale della Coumba Freida, raccontato dalle immagini di Stefano Torrione, ne è un esempio unico e sorprendente. Seguiteci ad Aosta, Cervinia e Courmayeur, tra reperti megalitici, mercatini, ristoranti ed eventi di gastronomia d’élite: sarà un viaggio curioso e straordinario in una terra ricca di tradizioni, qualità, emozioni e sapori.

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f you are browsing this magazine you probably love and visit the Aosta Valley and you know how fascinating this little alpine region in the northwest corner of Italy is. If you have not had the opportunity to visit it yet, this publication may arouse your curiosity and interest and inform. The CORNER is a new magazine for all those who love food, wine and taste routes. This proud valley, like few other places in the world, hides a series of products, producers and secrets that deserve to be told and enhanced. Starting with traditional wines, extreme and difficult to cultivate, but increasingly loved and sought after for the importance of the native vines of this terroir and for the commitment of such passionate, visionary, competent, modest but ambitious families of producers. Tasting them is a privilege and a must, perhaps accompanied by Fontina and Lardo di Arnad, the gourmet excellence DOP of the area. With images and testimonies, we tell you about the phases of manufacturing and distribution and show you where to taste and buy the best products. The itineraries of taste and tradition bring us to villages and to demonstrations to discover the concepts of "Heritage Tourism": the Coumba Freida Carnival, told by Stefano Torrione's pictures, is a unique and surprising example. Follow us to Aosta, Cervinia and Courmayeur, among megalithic finds, markets, restaurants and events of elite gastronomy. It will be a curious and extraordinary journey in a land rich in traditions, qualities, emotion and flavours.

Gianluca Martinelli


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Testimonial

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Quei vini “eroici” di Pier Bergonzi

Dalla freschezza eterea del Blanc de Morgex e La Salle fino alla profondità luminosa del Donnas, il “Barolo di montagna”: i vini della Valle d’Aosta sono un miracolo di passione, tenacia, dedizione… La più piccola Regione del nostro meraviglioso Paese non finisce di stupirmi per la qualità diffusa dei suoi prodotti e in particolare del vino. Chi andasse per vigne o cantine si renderebbe conto che stiamo parlando di una viticoltura “eroica”. Mi piace in particolare osservare come i pochi, illuminati, produttori stiano difendendo vitigni autoctoni che si trasformano in vini rari. Penso alle uve di Prié Blanc, allevato a oltre 1000 metri sui terrazzamenti intorno a Morgex e La Salle, allo Chambave, al Petite Arvine, al Fumin, al Petit Rouge o alla Malvasia Nus che regala uno spettacolare passito. Quella valdostana è un’agricoltura coraggiosa e competente. E nel mondo del vino le piccole realtà private, come le efficientissime cooperative hanno capito da tempo che conviene puntare sulla qualità più che sulla quantità. Recentemente mi sono fatto conquistare dal Nathan di Ermes Pavese (un bianco, da uve di Prié Blanc, minerale, sapido e profumato), dal “Torrette” di Les Crêtes (rosso fresco ed elegante a base di Petit Rouge) e dal Donnas della Caves Cooperatives di Donnas (a base Nebbiolo è il fratello alpino del Barolo). Ma assaggiate con fiducia tutti i vini valdostani, bollicine e passiti compresi. Io difficilmente sono stato tradito.

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rom the ethereal freshness of the Blanc de Morgex and La Salle to the luminous depth of the Donnas, the "Barolo of the mountains": The wines of the the Aosta Valley are a miracle of passion, tenacity, dedication ... The smallest region in our wonderful country never stops surprising me with the widespread quality of its products and in particular of its wine. Those who go to the vineyards or wineries realise that we are talking about a "heroic" viticulture. I particularly like to observe how the few knowledgeable producers are defending indigenous vines that they transform into rare wines. I’m thinking of the grapes of Prié Blanc grown at more than 1,000 metres on the terraces around Morgex and La Salle, of the Chambave, the Petite Arvine, the Fumin, the Petit Rouge or the Malvasia Nus, which gives a spectacular raisin wine. The Aosta Valley farming is brave and competent. And in the world of wine, small private realities, such as the very efficient cooperatives, have long understood that it is worthwhile focusing on quality rather than on quantity. I was recently won over by the Nathan of Ermes Pavese (a white from Prié Blanc grapes, mineral, flavoured and perfumed), by the "Torrette" of Les Crêtes (a fresh and elegant red made with Petit Rouge) and by the Donnas of the Caves Cooperatives di Donnas (based on Nebbiolo, it is Barolo's alpine brother). But taste all Aosta Valley wines with confidence, including bubbly and raisin wines. I have hardly ever been let down.

Pier Bergonzi è vicedirettore de La Gazzetta dello Sport e Sommelier AIS. E’ responsabile della pagina “Gazza Golosa” (con Daniele Miccione) dedicata all’enogastronomia dal quotidiano più letto d’Italia. Oltre all'attività giornalistica si è occupato della redazione di numerosi libri sul ciclismo e sullo sport tra cui i best seller dedicati a Fausto Coppi e a Marco Pantani. La passione per il vino e il cibo è nata seguendo per molti anni il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta (oltre 40 edizioni) dove ogni giorno le cene di lavoro nei differenti territori, danno la possibilità di assaggiare e conoscere nuovi e particolari prodotti. Pier Bergonzi is deputy director of La Gazzetta dello Sport and a Sommelier AIS. He is responsible for the page "Gazza Golosa" (with Daniele Miccione) devoted to enogastronomy, of the most read Italian newspaper. In addition to journalism, he has written numerous books on cycling and sports including the best sellers dedicated to Fausto Coppi and Marco Pantani. His passion for food and wine was born following the Giro d'Italia, the Tour de France and Vuelta for many years (over 40 editions) where daily work dinners in different territories gave the opportunity to taste and know new and particular products.

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Content Sommario 11

Around the corner

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Le Emozioni

La pace e la magica atmosfera invernale dei borghi valdostani

I quadri di Marie Ange, i disegni di Carolina, il Castello di Pilato, Notre Dame de la Guerison e altre suggestive emozioni dalla Vallée in inverno.

WINE

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Passione per il vino

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Dalla Toscana con amore

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Aosta place to be

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Il gusto del benessere

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TRAVEL

Abbiamo scelto per voi: Les Cretes, Chateau Feuillet, Rosset Terroir, Grosjean e Lo Triolet.

QC Termemontebianco per coccolare gli ospiti nel corpo e nello spirito.

Innamorati del Cervino L’incantevole Cervinia tra panorami unici, sport, glamour e sapori.

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La storia di Fabiano e Marieke: a Valtournenche realizzano uno dei panettoni più buoni del mondo.

Una città interessante ed accogliente. Arte, mercatini, hotel, ristoranti e B&B di charme.

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Vitigni e vini della Valle d’Aosta. Da scoprire e da assaggiare.

Storie di cantine

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FOOD Fontina DOP simbolo della Valle E’ prodotta secondo autentici criteri di qualità, gusto e lavorazione.

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Tegole “Mon Amour”

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Scopriamo l’antica ricetta della Tegoleria Artigianale Valdostana.

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Courmayeur enjoy Food at its Peak

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La Coumba Freida

Il Monte Bianco presenta eventi gourmet e punta su ristoranti, prodotti e produttori.

Le immagini di Stefano Torrione ci raccontano il fascino dell’Heritage Tourism.

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Contributors

Anna Bogoni Novarese di nascita, torinese di studi, milanese per lavoro, Anna Bogoni ha scoperto gli chef stellati molto prima di Expo e di Masterchef occupandosi dei temi legati al cibo e al vino da oltre vent’anni. Curiosa e golosa per natura, ha diretto recentemente Elle a Tavola, il bimestrale di food e lifestyle dall’anima femminile e ha collaborato al progetto del nuovo settimanale Ci piace cucinare del gruppo Universo. Le sue passioni? Mangiare in modo sano, (ha diretto Starbene), fare attenzione alle mode e alle tendenze della tavola, (ha diretto Cosmopolitan), ma anche scrivere di cibo per raccontare storie di donne, di territori e di tradizioni. Cresciuta con le ricette della Cucina Italiana e del Cucchiaio d’argento preparate da una mamma insuperabile ai fornelli, ama anche le sperimentazioni e incursioni nelle cucine etniche, i viaggi e lo shopping gourmand.

Arabella Pezza Milanese di nascita ma valdostana d’adozione, dopo una tesi di laurea sulla “Cultura dell’Alimentazione” ha iniziato a scrivere di food&wine per testate e guide di settore e di nutrizione per agenzie pubblicitarie che si occupano di healthcare. Sa cucinare? Ci prova, ma preferisce stappare - in compagnia! - ottime bottiglie di vino, e così si è diplomata Sommelier AIS per dedicarsi con consapevolezza a questa passione. Ama viaggiare: per The CORNER scrive di cibo e di vino ma anche di viaggi e di turismo.

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Diego Bovard Valdostano di nascita e valdostano per la vita, agrotecnico di professione, si occupa da parecchi anni di territorio e in modo particolare degli aspetti legati all’agricoltura di montagna. Nel settore dell’allevamento è competente sulle produzioni primarie della Valle d’Aosta, e segue per passione gli aspetti legati alla comunicazione al pubblico; collabora con l’Associazione regionale degli allevatori, all’organizzazione di eventi e alla gestione di disciplinari di etichettatura dei prodotti zootecnici. È infine collaboratore di Enti e di aziende private in diversi progetti di valorizzazione dei prodotti del territorio.

Mattia Piccardi

Nicolò Balzani Cresce a Milano fino alla maggiore età quando, l’amore per la montagna e la neve, lo portano in Valle d’Aosta dove inizia a fare e raccontare di snowboard come maestro e reporter per varie testate di settore. Dopo divagazione nel mondo dell’outdoor, decide di allontanarsi dalle montagne valdostane per andare a scoprirne di nuove dall’altra parte del globo. Si trasferisce nella Valle Sacra di Cusco (Perù) dove collabora con alcune Onlus impegnate nella tutela delle minoranze andine. Nel 2015 ritorna sotto le pendici del Monte Bianco contribuendo alla realizzazione del progetto iMontBlanc con Magazine, App e attività social. Il resto è storia di oggi, anzi, lo state sfogliando in questo momento.

Nato in terra comasca, l’amore per la montagna lo porta in Valle d’Aosta dove, da quasi vent’anni, ha trasferito corpo e spirito. Maestro e istruttore nazionale di snowboard, coniuga la propria passione per il mondo della neve con un profondo amore per l’alpinismo, che lo ha spinto a esplorare innumerevoli angoli delle Alpi, in Italia, Francia e Svizzera. Grande amante delle parole, da anni si occupa di attività redazionali e di comunicazione, collaborando con testate giornalistiche del settore sportivo e partecipando a iniziative editoriali sempre legate al mondo della montagna. Qualcuno dice di lui che è come un viandante su un sentiero, costantemente alla ricerca della misteriosa saggezza che pervade la cultura alpina, di cui ama profondamente le radici, le tradizioni ma soprattutto le persone.

Paolo Recalcati Nato a Milano, con ascendenze meneghine e bergamasche (le montagne sono comunque nel Dna). Dopo una laurea in filosofia a Milano, per molti anni fa il copy-writer pubblicitario. Tre anni di esperienza lavorativa in una multinazionale della bellezza gli aprono orizzonti internazionali. Affianca per una decade Gianluca Martinelli come organizzatore di eventi sportivi. Grazie a una lunga consuetudine con poeti e musicisti, diventa in proprio produttore musicale, autore di testi per canzoni, organizzatore di concerti e spettacoli. Sportivo poco praticante, ama le montagne come luoghi dello spirito, itinerari di trekking e mete di turismo eno-gastronomico.


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Courmayeur

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CHAMONIX

Gran Paradiso

Champorcher Cogne


Un territorio magico

Around the corner ZERMATT

La Valle d’Aosta è un privilegiato angolo alpino nell’estremo nord ovest dell’Italia The Aosta Valley is a privileged alpine corner in the extreme northwest of Italy

Breuil-Cervinia

Valle d’Aosta (Italy)

Monte Rosa

Milano

Champoluc Gressoney

Venezia

Firenze Roma

Verres

Donnas

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hi non conosce bene la Valle d’Aosta può ritrovare in questa semplice mappa le curiose e interessanti località di cui parliamo in questo fascicolo. Un incantevole angolo alpino (The CORNER appunto…) con una superficie di soli 3.262 kmq, circa l’1% dell’Italia. hose who do not know the Aosta Valley can find the curious and interesting places we are talking about in this magazine on this simple map. A lovely alpine corner (The CORNER ...) with an area of only 3,262sq km about 1% of Italy.

MILANO TORINO MALPENSA

I tunnel stradali del Monte Bianco e del Gran San Bernardo collegano attraverso le montagne la Valle d’Aosta alla Francia e alla Svizzera. Gli aeroporti di Milano/Malpensa, Torino/Caselle e Ginevra collegano la regione con i paesi internazionali più lontani The Mont Blanc and Gran San Bernardo road tunnels link, through the mountains, the Aosta Valley with France and Switzerland. Milan / Malpensa, Turin / Caselle and Geneva airport connect the region with the furthest countries in the world


Fotografia di Enrico Romanzi

otografia di

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Un territorio magico

Around the corner

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suoi 128.000 abitanti (in Lombardia sono 10 milioni…) risiedono in 74 piccoli comuni, compresi tra i 500 e i 1.500 metri di altitudine, che fanno riferimento ideale ed amministrativo ad Aosta (35.000 abitanti), unico capoluogo della Regione. In auto si attraversa l’intero territorio, da est a ovest (da Pont-Saint-Martin a Courmayeur) in un’ora, con un percorso autostradale totale di meno di 90 chilometri. Sono in Valle d’Aosta quattro incantevoli vette di oltre 4.000 mt di altezza, considerate tra le più spettacolari e affascinanti del mondo. Il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso dominano la Valle e sono, in tutte le stagioni, il punto di riferimento paesaggistico e “spirituale” sia per gli abitanti che per turisti e viaggiatori.

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Its 128,000 inhabitants (in Lombardy there are 10 million ...) reside in 74 small municipalities, situated at between 500 and 1,500 metres above sea level, which make their administrative reference to Aosta (35,000 inhabitants), the only capital of the region. By car you cross the whole territory, from east to west (from Pont-Saint-Martin to Courmayeur) in one hour, with a total motorway route of less than 90 kilometres. There are four enchanting peaks of over 4,000 m high in the Aosta Valley, considered among the most spectacular and fascinating in the world. Mont Blanc, The Matterhorn, Monte Rosa and Gran Paradiso dominate the Valley and are, in all seasons, the landmark and "spiritual" point of reference for both residents and tourists and travellers.

Questa incantevole immagine di Enrico Romanzi ben suggerisce la pace e la magica atmosfera invernale dei borghi valdostani. Sulla sinistra la chiesa parrocchiale di San Martino ad Antagnod in Val d'Ayas a 1.710 metri di quota This enchanting picture by Enrico Romanzi really shows the peace and the magical winter atmosphere of the Aosta Valley villages. On the left, the parish church of San Martino in Antagnod in Val d'Ayas at 1,710 metres above sea level


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NEWS

Trattoria Da Nando ad Aosta

Il prestigioso libro "Italy from the Source” edito da Lonely Planet segnala la polenta alla Valdostana di questa amata osteria tra i 14 migliori piatti del nord Italia The prestigious book "Italy from the Source" published by Lonely Planet reports that the Aosta Valley polenta of this beloved osteria is among the 14 best dishes of northern Italy

Liscio o con gelato

Bàcio Artemisia ha un gusto avvolgente; bevanda ottenuta dal perfetto mélange di crema proterol fondente con la fragranza dell’ottimo Génépy Artemisia

Fragranze QC Terme

Aria Monte Bianco: profumo gourmand allo zucchero lato, con una nota di fondo di vaniglia Gourmet aromas like cotton candy with a background of vanilla

Bàcio Artemisia has a embracing taste; a drink obtained from the perfect mélange of dark chocolate proterol cream with the fragrance of the excellent Génépy Artemisia www.saintroch.it

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Birra Courmayeur

Ha catturato tutti con il suo gusto, l'innovativa etichetta e il fascino che Courmayeur sa offrire a tutto ciò che accompagna il suo nome It has captured everyone with its taste. the innovative label and the charm that Courmayeur can offer to everything that accompanies its name www.microbirriciocourmayeurmontblanc.com

La pulizia secondo natura

Light. Music. Wireless

Pop Up by Davide Groppi: nuova lampada da tavolo e diffusore audio con base magnetica Pop Up by Davide Groppi: new table lamp and audio speaker with a magnetic base www.lightcenter.it

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Una nuova linea alpina AlpEko di detergenti ecologici e biologici per la casa, rigorosamente Made in Valle d’Aosta A new alpine line, AlpEko, of ecological and biological detergents for the home, strictly Made in the Aosta Valley www.detergentidimontagna.it


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CORNER

NEWS

Cuvée des Guides Bières des Salasses

Bières des Salasses in tre tipologie: la Blonde con miele Milleori, la Rouge con bacche di rosa canina e la Blanche con mele renette Available in 3 types: Blonde with wildower honey, Rouge with rosehips and Blanche, with rennet apples www.bieresdessalasses.com

Buona carne valdostana

Certicata Arev: carne valdostana buona e garantita. Questo marchio promosso dall’Association Régionale des Eleveurs Valdôtains garantisce la qualità e la provenienza della carne valdostana Arev certied: this brand, promoted by the Association Régionale des Eleveurs Valdôtains guarantees the quality and origin of Aosta Valley meat www.arev.it

La Cave Mont Blanc vinica in alta quota il Cuvée des Guides al Pavillon a 2.173 m. Per celebrare le Guide Alpine è stato creato un coffret numerato con bottiglia e piccozza The Cave Mont Blanc makes wine at high altitude the Cuvée des Guides at Pavillon at 2,173 m high. To celebrate the Alpine Guides, a small numbered box with bottle and ice axe was created www.cavemontblanc.com

Il gusto dei distillati alpini

La Valdôtaine è una piccola distilleria di montagna dove i bellissimi alambicchi producono piccole quantità di spiriti unici La Valdôtaine is a small mountain distillery where ne old copper stills produce small batches of hand-crafted spirits www.lavaldotaine.it

Antirouille La Cave à Vin

Ha aperto ad Aymavilles, adiacente alla Antiruille Vinosteria, questa nuova ed interessante vendita e distribuzione dei vini del territorio. In Località Chef-Lieu, 16 This new and interesting sales and distribution point of local wines has opened in Aymavilles, adiacent to the Antiruille Vinosteria. In Località Chef-Lieu, 16

Lo spumante di Ovide

Un nuovo spumante Metodo Classico Extra Brut per Chateau Feuillet, realizzato per festeggiare i 100 anni di nonna Ovide, capostipite di famiglia e una delle fondatrici dell’azienda A new spumante Classic Extra Brut Method for Chateau Feuillet, made to celebrate the 100 years of grandmother Ovide, the head of the family and one of the founders of the companyt www.chateaufeuillet.vievini.it

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E M O Z I O N I

I disegni di Carolina Carolina Grosa, giovanissima e frizzante disegnatrice valdostana, ha realizzato una serie di delicate illustrazioni dedicate alle 6 nuove camere de la Maison Triolet ad Introd. Ognuna racconta con umorismo un momento di vita familiare legato alla produzione del vino. In particolare la “Petit Rouge”, qui accanto, rappresenta la tradizionale pigiatura. Per conoscere meglio l’'autrice affidatevi al suo sito www.carotina.me dove lei stessa si descrive così: “Principalmente Carolina Grosa disegna un po’ dappertutto, perché è un’illustratrice. Il resto del tempo strimpella, inciampa nelle cose e mangia cibo burroso”.

Carolina Grosa, a young and brilliant Aosta Valley artist, has produced a series of delicate illustrations dedicated to the 6 new rooms of the Maison Triolet at Introd. Each of them humorously tells about a moment of family life linked to wine production. Particularly the “Petit Rouge”, next to this, represents the traditional grape crushing. To get to know the creator better, go to his site www.carotina.me where she describes herself as follows: "Most of the time Carolina Grosa draws kinda everywhere, because, ya know, she's an illustrator. Other than that she messes around on her banjolele, trips on stuff and eats buttery food”.


La volpe, una coda e due grandi occhi Dopo una gestazione di 50 giorni, i cuccioli di volpe nascono in primavera e nel giro di pochi mesi sono in grado di cacciare piccoli roditori, lepri e conigli. Se camosci e stambecchi vivono sopra i 1.000 metri, la volpe ha la capacità di frequentare qualsiasi ambiente, dal fondovalle a oltre 2.500 metri di quota: la si può trovare nei boschi, nelle praterie alpine, nei campi e perfino nei dintorni dei villaggi, soprattutto nelle ore serali e notturne (di giorno si nasconde sotto i cespugli o nelle tane). Non esiste animale più bistrattato nelle favole, a pari merito forse con il lupo: eppure l’incontro con gli occhi delle volpi valdostane ha una forza magnetica e certamente seduttiva. After a gestation period of 50 days, fox cubs are born in the spring and just in few months they are able to hunt small rodents, hares and rabbits. If chamois and ibex live above 1,000 metres, the fox has the ability to frequent any environment, from the bottom of the valley to over 2,500 metres: they can be found in the woods, in alpine meadows, fields and even in the area of the villages, especially in the evenings and at night (during the day they hide under bushes or in burrows). There is no animal more mistreated in fairy tales, perhaps tied with the wolf, and yet, an encounter with the eyes of an Aosta Valley fox has a magnetic force and is certainly seductive.

Fotografia di Alexis Courthoud - Aosta Panoramica

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E M O Z I O N I

Il talento di Marie Ange Sarà perché è nata sotto il segno dell’Acquario - nello Zodiaco una tra le costellazioni più artistiche e fantasiose che Marie Ange Maquignaz possiede uno spirito così creativo e geniale? Protagonista delle opere è infatti tutta la fauna della “sua” montagna, animali selvatici che popolano estate/inverno la magica vallata all’ombra del Cervino. Così all’interno del suo locale “Ymeletrob” è possibile ammirare dipinti che ritraggono lupi che ululano nella neve invernale; cervi che corrono tra il foliage dell’autunno; marmotte nascoste nei prati primaverili; mucche che abitano estivi pascoli di alta montagna: si tratta di opere intime e colorate, che trasmettono gioia, libertà e… vita. Maybe it’s because she was born under the sign of Aquarius - in the Zodiac one of the most artistic and fanciful constellations that Marie Ange Maquignaz possesses such a creative and gifted spirit? The stars of her works are in fact the entire wildlife of "her" mountain, wild animals that populate the magic valley in the shadow of the Matterhorn in winter and summer. That’s why within her establishment "Ymeletrob" it is possible to admire paintings depicting wolves howling in the winter snow; deer running through the autumn foliage; marmots hidden in the spring meadows; cows inhabiting high mountain pastures in summer: these are intimate and colourful works that transmit joy, freedom and ... life.


Incantevole zig zag L’inverno in Valle d’Aosta è magico ed emozionante. La neve conquista buona parte del territorio creando deliziosi giochi di luce, di prospettive e di silenzi. Lontano dalle piste, dagli impianti, dalle strade e dai borghi abitati coloro che amano i panorami isolati scelgono la fatica appagante dello sci alpinismo per raggiungere luoghi unici e remoti. Questa immagine grafica di Emanuele Prato - scattata salendo all'Entrelor da Rhêmes Notre Dame - ben racconta l’incantata scenografia del luogo. Winter in the Aosta Valley is magical and exciting. The snow conquers much of the territory by creating delightful games of light, perspective and silence. Far away from the slopes, the cableways, the streets and the hamlets, those who love isolated views choose the rewarding effort of ski mountaineering to reach unique and remote places. This graphic image by Emanuele Prato - taken while climbing to Entrelor from Rhêmes Notre Dame shows the enchanting scenery of the place.

Fotografia di Gabriele Prato - Aosta Panoramica

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E M O Z I O N I

Il Castello di Pilato a Nus Questo antico castello, a pochi minuti dal centro di Aosta, si trova lungo l’antica via Francigena nel borgo di Nus e deve il suo nome a una leggenda secondo la quale l’edificio avrebbe ospitato il governatore romano mentre si recava in esilio in Gallia. Oggi i ruderi sono stati restaurati e sono visitabili grazie ad una scala che permette di salire fino al giro superiore delle torrette. Le sue mura accolgono oggi il déhors di Wine Note, una vineria nata da 4 giovani imprenditori e produttori locali (Juri, Arianna, Pasquale e Davide) e ricavata nelle antiche cantine del borgo. Qui si possono trovare vini d’eccellenza oltre a prodotti gastronomici a km zero. Il castello oggi è cornice di eventi artistici e culturali: concerti jazz, degustazioni, serate danzanti, proiezioni di film all’aperto e vernissage. Per ogni informazione: Tel. 0165.767326 - 388.7478332 This old castle, just minutes from the centre of Aosta, is located along the ancient Francigena route, in the village of Nus and its name comes from a legend that the building would host the Roman governor as he went to exile in Gaul. Today the ruins have been restored and can be visited thanks to a ladder that allows you to climb up to the top of the towers. Its walls today are home to the Wine Note’s outdoor area, a winery started by 4 young entrepreneurs and local producers (Juri, Arianna, Pasquale and Davide) and found in the old cellars of the village. Here you can find high quality wines in addition to local gastronomic products. The castle today is the cornerstone of artistic and cultural events: jazz concerts, tastings, dance evenings, outdoor movie projections and vernissage. For any information: Tel. 0165.767326 - 388.7478332


Dio abita sulle vette Il Santuario di Notre Dame de La Guérison a Courmayeur - sulla strada per la Val Veny, sullo sfondo del maestoso ghiacciaio della Brenva - sorge in un luogo che fin dal Seicento è stato teatro di numerose guarigioni miracolose. Questo edificio, realizzato nel 1867, presenta una pianta a forma di croce latina; fu consacrato dal vescovo Jans nel 1868 e ingrandito nel tempo grazie a pie donazioni. La fama taumaturgica della Vergine ha fatto di questo santuario un frequentatissimo luogo di culto; all’interno le pareti sono interamente tappezzate di “ex voto” e di doni portati dai fedeli miracolati. Le Guide Alpine della Valle vi fanno celebrare periodicamente una messa propiziatrice. The Notre-Dame de La Guérison Sanctuary at Courmayeur - on the road to Val Veny, in the background of the majestic Brenva glacier - rises in a place that has been the scene of many miraculous healings since the 17th century. This building, built in 1867, features a Latin cross-shaped plant; was consecrated by Bishop Jans in 1868 and has been enlarged over time thanks to pious donations. The thaumaturgical fame of the Virgin has made this sanctuary a very popular place of worship; inside the walls are entirely covered with “ex voto” and gifts brought by the faithful, miraculously healed. The Alpine guides of the valley periodically celebrate a propitiatory mass.

Fotografia di Massimo Merlin

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In questa pagina un’opera dell’artista valdostano Ezio Bordet dedicata al vino e alla vendemmia. La sua tecnica mischia china, grafite, pastelli, colori acrilici, acquerelli e smalti ad acqua. Uno stile pittorico originale e molto apprezzato


Aosta Valley Wine

WINE Passione per il vino Vitigni e vini della Valle d’Aosta: una realtà tutta da scoprire. E da assaggiare Vines and wines of the Aosta Valley: a reality to be discovered. And to taste

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na delle caratteristiche del vino valdostano è il profondo legame col terroir; in Valle il vino è un elemento culturale che trasmette la storia di un territorio così ricco ma ancora poco conosciuto dal punto di vista enogastronomico. La rivista The CORNER si propone di presentare in questa edizione i vitigni, i vini, e alcune delle cantine più interessanti.

One of the characteristics of Aosta Valley wine is the strong link with the land; in the Valley, wine is a cultural element that conveys the story of such a rich territory, but still little known to the gastronomic point of view. In this edition, The CORNER magazine aims to present the vines, wines, and some of the most interesting wineries.

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Vini unici

Barmaz e Rossin

Vitigni della tradizione

Vins Extrêmes

Les Crêtes

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Chateau Feuillet

Rosset Terroir

Grosjean Frères

Lo Triolet

Our Wine Selection


Aosta Valley Wine

Un vino con un carattere indomito, che lo rende unico d i Pa o l a P i g n a t e l l i

L’ardimentosa produzione regionale in Valle d’Aosta si è guadagnata una posizione di primo piano nel panorama enologico italiano in termini di qualità Regional wine production in Aosta Valley confirms a leading position in Italian rankings in terms of quality Come il cibo, così anche il vino di montagna ha prerogative tutte sue. Nato da viti che crescono su terreni contesi alla roccia che raggiungono anche il 30% di pendenza e che respirano l’aria dei ghiacciai, il vino valdostano assume - si potrebbe quasi dire - un carattere indomito che lo rende unico. Il terreno morenico (la regione era un enorme ghiacciaio) la forte escursione termica tra il giorno e la notte (tipica delle grandi montagne), l’esposizione a sud delle viti e la costante ventilazione fanno sì che le uve maturino presto e che si arricchiscano degli aromi varietali (sono quelli che permettono di distinguere il vitigno di provenienza). Per questo l’ardimentosa produzione regionale si è guadagnata una posizione di primo piano nel panorama enologico italiano in termini di qualità. Oggi come un tempo, i filari si allungano

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su piccoli appezzamenti di terreno che, a dispetto delle ridotte dimensioni, assicurano una elevata qualità di prodotto (si contano circa 3.000 proprietà su un’estensione di circa 650 ettari). Consci del valore del loro prodotto, i vignerons (viticoltori) negli ultimi anni si sono dati da fare per recuperare e valorizzare i vini della tradizione locale. Che oggi, sotto l’ombrello del DOC Valle d’Aosta, contano sette sottodenominazioni d’area (Blanc de Morgex et de La Salle, Enfer d’Arvier, Torrette, Nus, Chambave, Arnad-Montjovet e Donnas) e 19 di vitigno. Si stanno rivalutando in particolare alcuni rari vitigni autoctoni, tra cui il Fumin, il Mayolet, il Cornalin, il Vuillermin, la Prëmetta. Ed è anche aumentata considerevolmente la produzione di spumanti metodo classico. Nella Bassa Valle predomina la coltivazione dei rossi, tra cui primeggiano i vini Donnas e Arnad-Montjovet, prodotti con Nebbiolo localmente chiamato Picotendro. In Centro Valle, la “patria” del Petit Rouge (il vitigno autoctono più diffuso) oltre al Torrette e all’Enfer d’Arvier, si fanno spazio bianchi dal delicato profumo di fieno di montagna (come il Blanc de Morgex et de La Salle) vere e proprie “chicche” come lo Chambave Muscat e il Nus Malvoisie, che vengono proposti anche nella versione flètri (passito). Non è un vino, ma fa comunque parte della famiglia degli alcolici valdostani e merita senz’altro una citazione, il génépy: un liquore profumatissimo prodotto con i fiori di artemisia, erba alpina che cresce sopra i 2.000 metri di quota. Un vero elisir dal sapore inconfondibile, ottimo anche come digestivo.

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ike the local food, mountain wine has its own special characteristic. Produced from vines that grow on slopes reclaimed from the rocky terrain, Aosta Valley wine has an indomitable personality that makes it unique. The moraine (once a vast glacier), the wide diurnal temperature variation, the southern exposure, and the constant ventilation from the glaciers, ensure that the grapes ripen early. All of these influences give the grapes their varietal aromas. The superior quality of Aosta Valley wine has made it ever more popular with Italian wine enthusiasts. Now, as ever, rows of vines are aligned on small plots of land, which, in spite of the size limitations, ensure a high quality product. There are approximately 3,000 vineyards on about 650 hectares (2 sq. miles) of land in the Aosta Valley. Aware of its value, the vignerons (wine-growers)

have been endeavouring to recover and improve the traditional local wines. Today, there are seven distinct area denominations (Blanc de Morgex et de La Salle, Enfer d’Arvier Torrette, Nus, Chambave, Arnald-Montjovet and Donnas) and 19 grape varieties, all of which are protected by DOC Aosta Valley (CDO; Controlled Denomination of Origin). In particular, some rare native grape varieties, including Fumin, Mayolet , Cornalin, Vuillermin and Prëmetta, have been rediscovered. In addition, the production and popularity of sparkling wines, made in the traditionally way, have considerably increased. At present, the cultivation of red wine grapes is prevalent in the Lower Valley, with the excellent Donnas and Arnad-Montjovet wines being prime examples. The Central Valley is home of the Petit Rouge, the most common native vine. Besides Torrette and Enfer d’Arvier white wines with delicate bouquets of mountain hay, such as Blanc de Morgex et de La Salle, are becoming more and more sought-after. Chambave Muscat and Nus Malvoisie, wich also come in the flétri (withered) version, are considered the crème de la crème of the region. Génépy is not a wine, but is still part of Aosta Valley’s long list of alcoholic drinks. This liqueur, made with the aromatic wormwood flowers, an alpine grass that grows above 2,000 meters, is a true elixir with a unique taste, and is excellent as a digestif.

Paola Pignatelli è l’autrice dei testi del libro “Valle d’Aosta in cucina” (edito da Sime Books - www.sime-books.com) con interessanti ricette della tradizione documentate dalle immagini di Stefano Torrione Paola Pignatelli is the author of the texts of the book "Valle d'Aosta in cucina" (published by Sime Books - www.sime-books.com) with interesting recipes of tradition with the images of Stefano Torrione


Aristotele

Fotografia di Nicolò Balzani

In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso


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he Institute Agricole Régional (IAR) is a private foundation with a sole partner, the Autonomous Region of Valle d'Aosta. The aim of the Foundation is to carry out a technical and professional education and training, as well as research and experimentation in the field of agriculture, also in reference to the requirements of environmental protection and the protection of the territory of the mountain environment. Among the goals is the identification of factors that determine the typical characteristic, genuineness and safety of quality farm food products as well as the preservation of the link with the territory and local culture. The Institute pursues innovative solutions for eco-friendly and sustainable agriculture and the valorisation of natural resources, biodiversity and rural Aosta Valley culture.

Foto Giuseppe Lucca, 1960 (circa)

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Institute Agricole Régional (IAR) è una fondazione di diritto privato con socio unico la Regione Autonoma Valle d’Aosta. Scopo della Fondazione è lo svolgimento in Valle di attività di istruzione e formazione tecnicoprofessionale, nonché di ricerca e sperimentazione in campo agricolo, anche in riferimento alle esigenze di tutela ambientale e di difesa del territorio proprie dell’ambiente di montagna. Tra gli obiettivi l’individuazione di fattori che determinano tipicità, genuinità e sicurezza nei prodotti agro-alimentari di qualità oltre alla salvaguardia del legame con il territorio e con la cultura locale. L’Institute persegue soluzioni innovative per un’agricoltura ecocompatibile e sostenibile e la valorizzazione delle risorse naturali, della biodiversità e della cultura rurale valdostana.


Lasciatevi sorprendere I vitigni della tradizione in Valle d’Aosta sono sempre più conosciuti e apprezzati. Ne abbiamo parlato con gli esperti Andrea Barmaz e Moreno Rossin che, in ambiti diversi, ma con la medesima passione, studiano e valorizzano i vini e i prodotti di questo territorio The traditional vineyards in the Aosta Valley are becoming increasingly more known and appreciated. We talked with the experts Andrea Barmaz and Moreno Rossin who, in different fields, but with the same passion, study and value the wines and products of this territory Negli ultimi anni i vini prodotti in questa regione hanno avuto le qualità e le caratteristiche per imporsi all’attenzione degli esperti e degli appassionati sia in Italia che all’estero. In altra parte del fascicolo vi descriviamo i particolari vitigni, gli interessanti produttori e le magnifiche cantine da visitare. Qui riportiamo un’interessante conversazione con due esperti del territorio per cercare di analizzare da dove traggono origine la cultura e il successo di questi prodotti. Andrea Barmaz è il Direttore della Ricerca e della Sperimentazione dell’Institute Agricole Régional di Aosta, mentre Moreno Rossin è il Presidente per la Valle d’Aosta dell’Associazione Italiana Sommelier. Entrambi, appassionati e stimati, godono di un punto di osservazione costante e privilegiato su tutto ciò che riguarda la produzione e il consumo di vino in questo territorio. Entrambi concordano che oggi il punto di forza della viticoltura valdostana sia aver saputo anni fa, negli anni '70 e '80, non lasciarsi attrarre dal forte richiamo commerciale che rappresentavano i vitigni internazionali. “Le principali aree produttive in Italia e all’estero” spiega Barmaz - “si orientavano ai vitigni di moda in quegli anni come Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Merlot, portando ad una certa standardizzazione nei gusti e nei consumi”. “In Valle d’Aosta negli anni '90, anche grazie all’Institute Agricole, la ricerca e la produzione si sono invece orientate ai vitigni autoctoni intuendo come il vino di qualità avesse la possibilità di rappresentare e di comunicare le caratteristiche di questo particolare territorio”. “Noi preferiamo non parlare di vitigni autoctoni” - sottolinea sempre Barmaz - “ma di vitigni della tradizione, valorizzando ciò che ha avuto origine in Valle e che qui ha

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trovato la sua migliore espressione; dal classico Petit Rouge fino al Fumin, al Cornalin, al Mayolet, al Premetta, al Vien de Nus e al Prié Blanc, unico a bacca bianca. “In questi ultimi anni” - conferma Moreno Rossin - “i più autorevoli sommelier del mondo hanno avuto la possibilità di approfondire, apprezzare e suggerire i vini della tradizione che sanno esprimere, al colore, al profumo e al gusto, il proprio originale ‘terroir’. I consumatori stanno sempre più apprezzando questa cultura orientando il mercato in un segmento dove la Valle d’Aosta è certamente protagonista”. “Ognuno deve avere la passione e la pazienza di ricercare e di assaggiare i vini di differenti produttori valdostani per esplorare ciò che racconta ogni singola bottiglia”. “Questo territorio di montagna” - conclude Rossin - “è naturalmente difficile da raggiungere e da lavorare e pertanto i costi di produzione e di vendita possono essere leggermente superiori a quelli di altre zone. Ma certamente ne vale la pena”...

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n recent years, the wines produced in this region have had the qualities and the characteristics to gain the attention of experts and enthusiasts in Italy and abroad. In the other part of the booklet we describe the particular vines, the interesting producers and the magnificent wineries to visit. Here is an interesting conversation with two experts from the area to try to and analyse where the culture and success of these products originate. Andrea Barmaz is the Director of Research and Experimentation at the Institute Agricole Régional di Aosta , while Moreno Rossin is the President for the Aosta Valley of the Associazione Italiana Sommelier. Both, passionate and valued, enjoy a constant and privileged point of observation on everything about wine production and

consumption in this area. Both agree that today the strong point of Aosta Valley viticulture was to have known years ago in the 1970s and 1980s not to be lured by the strong commercial appeal that represented international vines.“The main production areas in Italy and abroad”, explains Barmaz, “were geared towards fashion trends in those years such as Chardonnay, Cabernet Sauvignon and Merlot, leading to a certain unification of tastes and consumption”. “In the Aosta Valley, in the 1990s, thanks also to the Institute of Agriculture, research and production were oriented to native vines, realising that quality wine had the opportunity to represent and communicate the characteristics of this particular area”. “We prefer not to mention native vines”, “Barmaz emphasizes”, “but of traditional vineyards, valorising what originated in the Valley and it’s here that its best expression was found, from the classic Petit Rouge to Fumin, Cornalin, Mayolet, Premetta, Vien de Nus and Prié Blanc, the only one made from white grape.” “In recent years”, confirms Moreno Rossin, “the most authoritative sommeliers in the world have been able to examine, appreciate and suggest the traditional wines that express, through their colour, perfume and taste, their original ‘terroir’. “Consumers are increasingly appreciating this culture by pointing the market in a segment where the Aosta Valley is certainly the protagonist”. “Everyone must have the passion and patience to look for and taste the wines of different Aosta Valley producers to explore what a single bottle tells today”. “This mountainous area”, concludes Rossin, “is of course difficult to reach and work and therefore the production and sales costs may be slightly higher than those of other areas. But, certainly, worth it”...


Mappa dei vitigni valdostani D.O.C. Valle d’Aosta Ettari vitati

680 circa 2.000.000 di bottiglie prodotte

MONTE CERVINO 4478

Nus

SVIZZERA Malvoisie (Pinot Gris)

Torrette MONTE BIANCO 4810

Vien de Nus

Muscat

COURMAYEUR MORGEX - LA SALLE 1240 mt SLM

Chambave

Prié Blanc

ARVIER

AOSTA 526 mt SLM

NUS

Morgex - La Salle

Picotendro

ARNAD MONTJOVET

FRANCIA Petit Rouge

CHAMBAVE

Petit Rouge Fumin Mayolet Cornalin Vuillermin

Picotendro

DONNAS 322 mt SLM

Donnas

Petit Arvine Premetta

TORINO MILANO

Enfer d’Arvier

ITALIA

Valle d’Aosta (Italy)

Milano

Arnad - Montjovet

Venezia

Firenze Roma

Il Personaggio

Ambasciatore del Made in VdA nel mondo

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La “VdA” (l’acronimo di Valle d’Aosta) è il lavoro e la passione di Angelo Sarica. Vive e ama le qualità e la bellezza di questo territorio nel quale, da oltre 20 anni, si è affermato come esperto di food and beverage; prima con la storica enoteca “La Bottegaccia” di Aosta e negli anni più recenti come consulente ed export manager del primario gruppo Saint Roch. Angelo è sommelier professionista di AIS, ama la subacquea, il buon cibo, i viaggi e la musica della West Coast.

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he "VdA" (the acronym of Valle d'Aosta) is the work and passion of Angelo Sarica. He lives and loves the qualities and beauty of this territory, where, for over 20 years he has been an expert in food and beverage; first with the historic "La Bottegaccia" wine bar of Aosta and in recent years as a consultant and export manager of the primary Saint Roch group. Angelo is an AIS professional sommelier, loves diving, good food, travel and the music of the West Coast.

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vitigni della tradizione di Arabella Pezza

Quali sono, oggi, i vitigni valdostani? A Sud, all’ingresso della Vallée, il vitigno più diffuso e coltivato è il Nebbiolo, qui chiamato “Picotendro”, che in Italia cresce solo in ben delimitate aree piemontesi, lombarde e valdostane. Le prime notizie di questo vitigno risalgono al 1300, e la leggenda narra che il suo nome derivi da “nobile”, perché da questo vitigno si ottengono vini “generosi, e gagliardi”, o da “nebbia”, in quanto l’uva matura in ottobre, spesso in concomitanza con le prime nebbie autunnali. I vini prodotti col Nebbiolo sono caratterizzati da un bel colore rosso rubino che tende a sfumare al granato, a seconda del periodo di affinamento. Risalendo la vallata si scoprono i vitigni originari, come la Petite Arvine da cui si produce l’omonimo vino bianco giallo paglierino con sfumature oro antico, fresco, elegante e fruttato; il Petit Rouge, che è la base del Torrette, dell’Enfer d’Arvier e dello Chambave rosso, vini rossi freschi e dotati di buona struttura; il Fumin, un vitigno riscoperto ultimamente; il Cornalin, da cui si ottiene un vino rosso rubino, sapido e caratteristico; il Mayolet, un vitigno precoce a bacca rossa da sempre presente in Valle ma riscoperto solo negli ultimi anni; la Prëmetta - detto anche Prié Rouge -, un vecchio vitigno autoctono diffuso soprattutto intorno ad Aosta; il Vien de Nus, che origina un vino rosso violaceo, vinoso e piacevole: si racconta che fosse già apprezzato da Ponzio Pilato. Tra i vitigni internazionali, da ricordare lo Chardonnay, da cui si ottengono vini con buona predisposizione all’invecchiamento in barrique; il Gamay, che è stato introdotto in Valle d’Aosta dalla Francia per la precocità e per la notevole resistenza; il Gewürztraminer, un vitigno aromatico diffuso solo nelle regioni settentrionali perché non gradisce i climi caldi; il Moscato Bianco, che ha antichissime origini greche e orientali ed è diffuso soprattutto in Piemonte; il Syrah, introdotto in Italia dalla Francia alla fine del 1800, che si ritiene provenga dall’Iran per l’assonanza col nome della città di Shiraz; il Merlot, originario del Medoc francese e coltivato in Italia dalla seconda metà dell’800; il Müller, ottenuto da un incrocio tra Riesling renano e Madeleine Royal dall’omonimo Professore

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svizzero, introdotto in Italia nel 1939; il Pinot gris (che a Nus prende il nome di Malvoisie di Nus), originario della Borgogna e importato in Italia intorno al 1820, e il Pinot noir, un vitigno gallo-romano che trova l’habitat migliore a latitudini elevate: il nome “Pinot” è probabilmente dovuto alla caratteristica forma a pigna del grappolo maturo. Arrivati in Valdigne, ai piedi di Sua Maestà il Monte Bianco nei comuni di Morgex e di La Salle si coltiva il Prié Blanc, un vitigno autoctono sopravvissuto alla fillossera le cui prime notizie documentate risalgono al 1838; cresce a oltre 1.000 metri d’altezza, ai limiti della sopravvivenza della vite. Da queste uve si producono vini bianchi secchi, spumanti e “speciali”, cioè vendemmiati di notte nei mesi invernali, a temperature molto rigide, quando gli acini sono ancora gelati.

The vines of tradition

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oday, what are these vines? To the south, at the entrance of the Valley, the most common and cultivated vine is Nebbiolo, which is called “Picotendro” here, and which in Italy only grows in some areas of Piedmont, Lombardy and the Aosta Valley. The first news of this vine comes from 1300, and legend says that its name is derived from “noble” because this vine produces wine which is “generous and strong” or from “fog” due to the fact it matures in October coinciding with the first autumnal fogs. The wines produced from Nebbiolo are characterised by their lovely ruby red color which tends to soften depending on the aging period. Going up the Valley you discover original vines, such as the Petite Arvine from which an eponymous pale yellow white wine is produced with antique gold shades, fresh, elegant and fruity; Petit Rouge, which is the base of the Torrette, Enfer d’Arvier and the red Chambave, fresh red wines with good structure; Fumin, a wine that was rediscovered recently; Cornalin, from which you get a ruby red

wine, sapid and characteristic; Mayolet, an early red grape variety that has always been present in the Valley, but was only rediscovered in recent years; the Prëmetta - also called Prié Rouge -, an old native vine especially common around Aosta; Vien de Nus, which gives rise to a purplish red wine, vinous and pleasant: it is said that it was appreciated by Pontius Pilate. Among the international varieties, we must remember Chardonnay, used to produce wines with good predisposition to aging in barrels; Gamay, which was introduced in the Aosta Valley from France for its precociousness and high resistance; Gewürztraminer, an aromatic grape variety widespread only in the northern regions because it does not like warm climates; Moscato Bianco, which has ancient Greek and oriental origins that is particularly common in Piedmont; Syrah, introduced into Italy from France at the end of 1800, and which is believed to come from Iran for consonance with the name of the city of Shiraz; Merlot, a native of the French Medoc and cultivated in Italy since the second half of the 1800s; Müller, obtained from a cross between Riesling and Madeleine Royal by the eponymous Swiss professor, introduced in Italy in 1939; Pinot gris (which in Nus takes the name of Malvoisie of Nus), a native of Burgundy and imported into Italy around 1820, and the Pinot noir, a Gallo-Roman vine that has its best habitat in high latitudes: the name “Pinot” is probably due to the characteristic cone shape of the ripe bunch. Arriving in Valdgine, at the foot of Mont Blanc, in the municipalities of Morgex and La Salle, the Prié Blanc is cultivated, a local vine that survived phylloxera and whose first documentation dates back to 1838; it grows above 1,000 metres, at the limit of survival for the vines. From these grapes, are produced dry white wine, spumantes and “specials” that are harvested in the winter months at very low temperatures when the grapes are still frozen.


Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo

Ernest Hemingway


Cervim & "Mondial des Vins Extremes"

Premiazione “Mondial des Vins Extrêmes” al Forte di Bard Una manifestazione patrocinata dall’OIV (Organisation Internationale de la Vigne e du Vin) e autorizzata dal Ministero alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

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a Valle d’Aosta ospita nel 2017 (25 e 26 novembre) la premiazione della più importante manifestazione enologica mondiale specificatamente dedicata ai vini prodotti in zone caratterizzate da viticoltura “eroica”: il “Mondial des Vins Extrêmes” è un concorso che desidera selezionare i migliori vini autoctoni italiani e stranieri frutto di una viticultura estrema, al fine di premiare e salvaguardare quelle piccole aree che si distinguono per terroir unici, storia, tradizione e tipicità. I vini sono selezionati da degustatori esperti e giornalisti di settore provenienti da tutto il mondo; la graduatoria finale - stilata in base al punteggio acquisito - decreta non solo i primi 3 classificati (Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro e Medaglia d’Argento) ma anche numerosi premi speciali, tra cui un riconoscimento dedicato al miglior vino prodotto da uve a piede franco. Nell’edizione 2017 tra gli oltre 700 vini iscritti anche bottiglie da Armenia, Georgia, Kazakistan, Libano e Turchia. Per scoprire tutti i premiati dell’ultima edizione è possibile consultare il sito www.mondialvinsextremes.com

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he Aosta Valley hosts the Award ceremony of the most important world wine show in 2017 (25 and 26 November), specifically dedicated to wines produced in areas with "heroic" viticulture: the "Mondial des Vins Extrêmes" is a competition that wants to select the best native Italian and foreign wines, fruits of an extreme viticulture, in order to reward and safeguard those small areas that stand out for unique terrain, history, tradition and typicality. The wines are selected by experienced tasters and industry journalists from all over the world; the final ranking - drawn up according to the scoring - decree not only the top 3 rankings (Great Gold Medal, Gold Medal and Silver Medal) but also numerous special awards. In the 2017 edition, of the more than 700 wines, there are bottles from Armenia, Georgia, Kazakhstan, Lebanon and Turkey registered. To find out all the prize winners of the last edition you can visit www.mondialvinsextremes.com

Da 30 anni a tutela della viticoltura eroica Il Cervim compie 30 anni: scopriamo insieme i suoi obiettivi e le sua attività, tra cui il “Mondial des Vins Extrêmes” giunto alla 25° edizione Cervim is 30 years old: discover its goals and activities, including the "Mondial des Vins Extrêmes" at the 25th edition Dal 1987 il CERVIM (Centro di ricerche, studi e valorizzazione per la viticoltura montana) persegue l’obiettivo di valorizzare, salvaguardare e promuovere la viticoltura “eroica”, cioè praticata in condizioni orografiche difficili, come in forte pendenza (maggiore del 30%) o altitudine (superiore ai 500 m s.l.m); su terrazzamenti e gradoni; nelle piccole isole. Si tratta di un organismo internazionale con sede nel castello di Aymavilles, in Valle d’Aosta - in cui confluiscono la collaborazione e i contributi tecnici di numerosi istituti e organizzazioni nazionali ed europee (Francia, Austria, Spagna, Portogallo, Germania, Vallese), interessate a valorizzare e a salvaguardare la viticoltura di montagna. Una delle attività più importanti di questo istituto scientifico è l’organizzazione del concorso enologico “Mondial des Vins Extrêmes”, che si è tenuto presso il Forte di Bard: 740 vini presentati da 360 aziende provenienti da 15 paesi, a dimostrazione che “il binomio vino-turismo è indissolubile anche nelle aree eroiche, e va sostenuto e rilanciato”, come ha più volte affermato il Presidente del CERVIM Roberto Gaudio.

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ince 1987, the CERVIM (Centre for research, studies and valorisation for mountain viticulture) has been pursuing the objective of enhancing, safeguarding and promoting the "heroic" viticulture, that is, practiced in difficult orographic conditions, such as on steep slopes (more than 30%) or altitude (above 500 amsl); on terraces and steps; on small islands. It is an international organisation based in the castle of Aymavilles in the Aosta Valley, where the collaboration and technical contributions of numerous national and European institutes and organisations (France, Austria, Spain, Portugal, Germany, Valais) interested in enhancing and safeguarding mountain viticulture. One of the most important activities of this institute is the organisation of the "Mondial des Vins Extrêmes" an oenological competition, which will be held at Forte di Bard: 740 wines presented by 360 companies from 15 countries, to demonstrate that "the wine-tourism binomial is indissoluble even in the heroic areas, and must be sustained and relaunched", as the President of CERVIM Roberto Gaudio has repeatedly stated.

CERVIM - Centro di ricerche, studi e valorizzazione per la viticoltura montana Fraz. Chateau, 3 Aymavilles (AO) Tel. 0165.902451 www.cervim.org

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An event sponsored by the OIV (International Organisation of Vines and Wine) and authorised by the Ministry for Agricultural and Forestry Policies


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I veri intenditori non bevono vino. Degustano segreti Salvador DalĂŹ


Les Crêtes

Il Nebbiolo Sommet simbolo della qualità italiana in Valle d’Aosta 3.000 pregiate bottiglie da 3 piccoli vigneti: Les Crêtes valorizza un “Picotendro”, morbido, rotondo ed elegante, tutto da scoprire… 3,000 precious bottles from 3 small vineyards: Les Crêtes enhances a "Picotendro", soft, round and elegant, all to be discovered …

Nell’immagine la bottiglia del Nebbiolo "Le Sommet" con l’inconfondibile ed elegante etichetta della cantina Les Crêtes In the picture the precious "Le Sommet" bottle with the unmistakable and elegant Les Crêtes label

Il Nebbiolo, vitigno italiano a bacca nera più importante nel mondo, è presente anche in Valle d’Aosta, dove da secoli è coltivato nel fondovalle alluvionale di origine glaciale, in particolare nelle zone vocate di Arnad e Issogne. Qui prende il nome di Picotendro che riporta alle origini della viticoltura in Valle d’Aosta. La cantina Les Crêtes ha deciso di approfondire la vinificazione di questa varietà storica, coltivando tre piccoli vigneti in zona. Da qui è così nato, il Nebbiolo “Sommet”, che in francese significa Cima, proprio con uno sguardo rivolto alle montagne che lo circondano. Si tratta di un Nebbiolo di montagna, prodotto in versione limitata nel numero di circa 3.000 bottiglie e che prende vita da vigne di 35/40 anni con rese basse, intorno ai 60 quintali per ettaro. E’ vendemmiato a fine di ottobre, vinificato in acciaio e a seguire, nel solco della tradizione locale, in botte grande da 25 HL per oltre un anno, in seguito affinato ancora in bottiglia un anno prima di essere pronto alla beva. Dal desiderio di valorizzare questa varietà tradizionale nasce dunque il Sommet di Les Crêtes, un vino morbido e rotondo, di carattere e finezza, dal frutto fragrante, sia al naso che in bocca e che riflette appieno il terroir di montagna… Un vino tutto da scoprire, di grande personalità ed eleganza, come solo i vini di montagna sanno essere.

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ebbiolo, the most important Italian black grape variety in the world, is also present in the Aosta Valley, where it has been cultivated for centuries in the alluvial valley of glacial origin, particularly in the areas of Arnad and Issogne. Here it is named Picotendro which dates back to the origins of viticulture in the Aosta Valley. The winemaker Les Crêtes decided to increase the winemaking of this historic variety, cultivating three small vineyards in the area. From here, Nebbiolo "Sommet”, which in French means “peak”, was born, with a look at the mountains surrounding it. It is a mountain Nebbiolo, produced in a limited version of about 3,000 bottles and which is made from 35/40 year old vineyards with low yields, around 60 quintals per hectare. It is harvested at the end of October, vinified in steel and put, in the way of local tradition, in large barrels of 25 HL for over a year, then refined in the bottle a year before being ready to drink. From the desire to enhance this traditional variety the Sommet of Les Crêtes was born, a soft and round wine of character and refinement, with its fragrant fruit, both in the nose and in the mouth, and which fully reflects the mountain territory... A wine to discover, of great personality and elegance, as only mountain wines know how to be.

LES CRÊTES Strada Regionale 20, n. 50 Aymavilles Tel. 0165.902274 www.lescretes.it

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Château Feuillet

Torrette: il più famoso vino valdostano Dal vitigno autoctono Petit Rouge la cantina Château Feuillet di Saint Pierre produce un delizioso e profumato Torrette From the native Petit Rouge vine, the Château Feuillet wine cellar of Saint Pierre produces a delicious and fragrant Torrette Il Torrette in Valle d’Aosta sta come al Prosecco in Veneto: è un vino autoctono al 100%, che tutti conoscono e che si caratterizza per il fortissimo legame con un territorio che gli conferisce qualità organolettiche uniche e speciali. Il Torrette viene prodotto col Petit Rouge, un vitigno originario contraddistinto da un grappolo vigoroso, medio piccolo e compatto, e da acini sottili di color blu-viola. Il Petit Rouge si coltiva da tempi immemorabili nella zona di Saint Pierre, e ha sempre fatto parte degli uvaggi per la produzione dei vini valdostani. E’ proprio con questo vitigno in purezza che l’Azienda vitivinicola Château Feuillet produce il “suo” Torrette, un vino rosso rubino intenso che profuma di frutti rossi e di violetta, erba, fieno e aghi di pino, vegetali tipici del comune di Saint Pierre, dove si trova l’azienda di Maurizio Fiorano, viticoltore appassionato e imprenditore accorto. Nata nel 1997 - ma la tradizione vitivinicola era già iniziata negli anni ’60 per la produzione di vino per consumo familiare, grazie a nonno Tinet -, oggi Château Feuillet vanta ben 6 ettari vitati con viticoltura biodinamica e produce circa 45.000 bottiglie. Tra i cavalli di battaglia dell’azienda, oltre al Torrette e al Torrette Supérieur (che matura in botti di rovere per almeno 12 mesi), da assaggiare anche gli altri vitigni autoctoni, come il Cornalin e il Fumin; tra i bianchi, la Petite Arvine, il Muscat, l’internazionale Chardonnay e - novità 2018 - un nuovo metodo classico dedicato a nonna Ovide che compie 100 anni. Si tratta di un extra-brut a base di Petite Arvine e Pinot Nero, una vera e propria sfida per l’azienda: così come lo è la vita di tutti i giorni tra i vigneti valdostani.

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he Aosta Valley Torrette is like Prosecco in Veneto: it is a 100% indigenous wine, which everyone knows and which is characterised by its strong connection with a territory that gives its unique and special organoleptic qualities. The Torrette is produced with the Petit Rouge, an original grape variety characterised by a powerful bunch, medium small and compact, and fine blue-purple grapes. The Petit Rouge has been cultivated from immemorial time in the Saint Pierre area, and has always been part of the grapes for the production of Aosta Valley wines. It is with this grape that the Château Feuillet Wine Company produces its "Torrette", an intense ruby red wine that smells of red fruits and violet, grass, hay and pine needles, typical plants of Saint Pierre, where the company of Maurizio Fiorano, a passionate winegrower and wise entrepreneur is located. Born in 1997 - but the wine tradition had already begun in the '60s for the production of wine for family consumption, thanks to grandfather Tinet - today Château Feuillet boasts 6 hectares of vineyards with biodynamic viticulture and produces about 45,000 bottles. Among the company's wines, in addition to the Torrette and the Torrette Supérieur (which matures in oak barrels for at least 12 months), you can also sample other native varieties such as Cornalin and Fumin; among the whites, the Petite Arvine, the Muscat, the international Chardonnay and - new for 2018 - a new classic method dedicated to grandmother Ovid who turns 100 years old. This is an extra-brut based on Petite Arvine and Pinot Nero, a real challenge for the company, as the daily life of Aosta Valley vineyards is.

Il Torrette Château Feuillet è color rosso rubino intenso e profuma di frutti rossi e di violetta, erba, fieno e aghi di pino, vegetali tipici del comune di Saint Pierre From the native Petit Rouge vine, the Château Feuillet wine cellar of Saint Pierre produces a delicious and fragrant Torrette

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Fotografiae di Nicolò Balzani CHÂTEAU FEUILLET Loc. Château Feuillet, 12 Saint Pierre Tel. 328.7673880 www.chateaufeuillet.vievini.it


Fotografie di Stop Down Studio

Il Territorio come Patrimonio Nicola Rosset prosegue la scelta nell'unire la ricerca per i vitigni autoctoni a un’interpretazione regionale di preziosi vitigni internazionali Nicola Rosset continues with the choice of combining the search for native vines to a regional interpretation of precious international vines


Rosset Terroir

L’Azienda agricola Rosset Terroir, è una piccola realtà privata di recente fondazione che in sole pochissime vendemmie ha saputo distinguersi per la propria grandissima autenticità nel realizzare i propri prodotti. Il punto forte è il legame con il territorio e un’attenzione particolare alla salvaguardia del proprio ambiente; la cantina ad oggi è completamente ecosostenibile grazie al supporto di pannelli fotovoltaici. Nel 2001, la famiglia Rosset decide di coltivare a vigna i terreni di proprietà in località Senin di Saint-Christophe, l’appezzamento di tre ettari circa vede, come prima messa a dimora, le barbatelle internazionali di Chardonnay, seguite di lì a poco dal Syrah e

dall’autoctono Cornalin, nell’ampliamento della gamma da poco sono state impiantate nuove barbatelle autoctone di Petit Rouge, selezionate con moltissima attenzione da Matteo Moretto, agronomo ed enologo dell’azienda. Da quest’anno un altro pregiato vitigno, lo Chambave Muscat, è entrato a far parte delle produzioni dell’azienda. L'obbiettivo è la continua ricerca nella crescita qualitativa e naturale dei prodotti, cercando di preservare e valorizzare sempre più il terroir che ad oggi è il più importante patrimonio che distingue questo territorio a livello internazionale. Nicola Rosset prosegue così la scelta nell'unire la ricerca per i vitigni autoctoni a un’interpretazione regionale di preziosi vitigni internazionali. L’azienda produce annualmente circa 20.000 bottiglie, è aperta al pubblico con visite su prenotazione e organizza periodicamente interessanti degustazioni.

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he Rosset Terroir farm is a small, newly established private company that has been able to distinguish itself with just a few grape harvests, for its great authenticity in making its

products. The strong point is the link with the territory and a special attention to the preservation of its environment; the cellar is completely ecologically sustainable thanks to the support of photovoltaic panels. In 2001, the Rosset family decided to cultivate vineyards on their land in Senin, Saint-Christophe, the three-hectare plot was first planted with the international Chardonnay cuttings, soon followed by Syrah and the native Cornalin, then, to extend the range, new native Petit Rouge cuttings were planted, carefully selected by Matteo Moretto, the agronomist and oenologist of the company. From this year, another valuable vine, the Chambave Muscat, became part of the company's production. The objective is the continuous search for the qualitative and natural growth of the products, trying to preserve and value more and more the land which is today the most important heritage that distinguishes this territory at an international level. Nicola Rosset thus goes on to combine the search for native vines to a regional interpretation of precious international vines. The company produces about 20,000 bottles annually, it is open to the public with visits by reservation and periodically organises interesting tastings.

Il Cornalin della Famiglia Rosset ha ricevuto prestigiosi premi internazionali oltre i 3 bicchieri del Gambero Rosso 2017 The Cornalin of Rosset Terroir has received prestigious international awards and the "3 bicchieri”, the top prize of the prestigious Gambero Rosso 2017 wine guide

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The territory as a heritage

AZIENDA AGRICOLA ROSSET TERROIR Località Torrent de Maillod, 4 Quart (AO) Tel. 0165.774111 www.rosseterroir.it


Maison Vigneronne Grosjean Frères

Da 50 anni viticoltori di montagna

Grosjean Frères: la storia di questi vini di montagna, certificati bio dal 2015, merita di essere scoperta e raccontata Grosjean Frères: the story of these mountain wines, certified bio since 2015, deserves to be discovered and told

MAISON VIGNERONNE GROSJEAN FRÈRES Villaggio Ollignan, 1 Quart (AO) www.grosjean.vievini.it

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Esattamente 50 anni fa - correva l’anno 1968, quello della “I Exposition des Vins du Val d’Aoste” - Dauphin Grosjean, incoraggiato dall’amico Pino Albaney, Assessore all’Industria e al Commercio, iniziò a imbottigliare i suoi vini, che fino ad allora erano destinati esclusivamente al consumo in famiglia. Sono passate ben 50 vendemmie da quel giorno, e a Dauphin sono succeduti i figli, i 5 fratelli Grosjean (Vincent, Piergiorgio, Marco, Fernando ed Eraldo) che oggi, coadiuvati a loro volta dai figli, portano avanti con passione, successo e competenza l’Azienda vitivinicola di famiglia. Un’Azienda che si trova sul confine tra i comuni di Quart e Saint-Christophe, proprio sopra il capoluogo di Aosta, dove si trovano i vigneti Tzeriat, Royettaz, Creton, Touren a Quart, Merletta, Castello Passerin d’Entrèves e Senin a Saint-Christophe, coltivati con i vitigni autoctoni della Vallée (Fumin, Cornalin, Prëmetta, Vuillermin, Mayolet, Petit Rouge e la Petite Arvine bianca), e internazionali come il Pinot Nero, il Moscato Bianco, il Traminer aromatico e il Gamay. La caratteristica di questi vitigni? Anzitutto il terroir, che permette alle vigne, ben esposte, di godere tutto l’anno dei caldi raggi del sole valdostano; inoltre i trattamenti, che dal 1975 vengono praticati nel rispetto dell’ambiente, cioè senza l’uso né di insetticidi, né di acaricidi, quindi in modo naturale al 100%. Proprio per questo nel 2015 l’azienda ha ricevuto la certificazione biologica, benché le tecniche di concimazione naturale venissero applicate già da 40 anni, con grande attenzione per la flora e la fauna autoctona del territorio. Il risultato è un vino completamente naturale e genuino, sano nel bicchiere e “buono” al palato, che oggi ha conquistato non solo il mercato locale, bensì anche quello straniero - U.S.A. tra tutti -, dove viene esportata buona parte delle 130.000 bottiglie prodotte. Le altre si possono assaggiare presso tutti i migliori ristoranti del territorio. Vale certamente la pena anche programmare l’interessante visita in cantina, ascoltando i racconti dei fratelli Grosjean e ammirando l’azienda e i paesaggi circostanti.

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xactly 50 years ago, 1968, that of the "I Exposition des Vins du Val d'Aoste" Dauphin Grosjean, encouraged by his friend Pino Albaney, Councillor for Industry and Commerce, began bottling his wines, which until then were exclusively intended for consumption by the family. There have been 50 harvests since that day and Dauphin has been succeeded by his children, the 5 Grosjean brothers (Vincent, Piergiorgio, Marco, Fernando and Eraldo) who, today, assisted by their children, carry on with passion, success and expertise, the Family Winery. A company located on the border between the municipalities of Quart and Saint-Christophe, just above the capital of Aosta, where you will find the vineyards Tzeriat, Royettaz, Creton, Touren in Quart, Merletta, Castello Passerin d'Entrèves and Senin Saint-Christophe, cultivated with native vines of the Valley (like Fumin, Cornalin, Prëmetta, Vuillermin, Mayolet, Petit Rouge and White Petite Arvine) and international vines such as Pinot Noir, Moscato Bianco, Aromatic Traminer and Gamay. The characteristic of these vines? First of all, the land, which allows these well-exposed vineyards to enjoy the warm rays of the Aosta Valley sun all year round; and treatments that have been practiced since 1975 with respect to the environment, ie without the use of insecticides or acaricides, so 100% natural. This is exactly why the company received organic certification in 2015, although natural fertilization techniques have been applied for 40 years, with great attention to the native flora and fauna of the area. The result is a completely natural and genuine wine, healthy in the glass and "tasty" on the palate, which today has conquered not only the local market but also the foreign market U.S.A. above all - where a good part of the 130,000 bottles are exported. The others can be sampled at all the best restaurants in the area. It is certainly worth planning an interesting visit to the wine cellar, listening to the Grosjean brothers' stories and admiring the surrounding farm and landscapes.


Fotografia di Nicolò Balzani Queste vigne, in zone favorevoli e ben esposte, godono tutto l’anno dei raggi del sole valdostano These vineyards, in favourable and well-exposed areas, enjoy the warm rays of the Aosta Valley sun all year round


Il miglior fertilizzante per la vigna è l’ombra del proprietario

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Lo Triolet

Passione per il Pinot Gris Grazie all’intuizione e alla passione di Marco Martin, Lo Triolet produce oggi un Pinot Gris tra i più apprezzati in Valle d’Aosta Thanks to the intuition and passion of Marco Martin, Lo Triolet today produces one of the most appreciated Pinot Gris in the Aosta Valley All’interno del paese di Introd, a pochi km dal Parco Nazionale del Gran Paradiso e all’imbocco delle Valli di Rhêmes e di Valsavarenche, si scopre l’azienda vitivinicola di Marco Martin, nata nel 1993. L’intuizione della Famiglia Martin, da sempre appassionata di viticoltura, è stata quella di reimpiantare un vecchio vigneto situato a 900 m.s.l. utilizzando il Pinot Gris, una precoce varietà internazionale. I risultati non si sono fatti attendere: nel giro di pochi anni si sono impiantati nuovi vigneti su 5 ettari di terreno, e la produzione è arrivata a ben 50.000 bottiglie. Il segreto del successo dei vini di Lo Triolet? Senz’altro il terroir di montagna, con terreni sabbiosi e di origine morenica, che presentano una forte componente minerale; poi la gestione agronomica dei vigneti, dove si utilizzano concimazioni organiche nel rispetto dell’ambiente; infine l’esperienza e la grande passione della Famiglia Martin nei confronti di questi grandi vini di montagna, sapidi, freschi, eleganti e genuini. Oltre al Pinot Gris, da assaggiare il Pinot Noir, il Muscat Petit Grain, il Fumin, il Gamay, il Nus, il Coteau Barrage e il Gewürztraminer. Da non perdere anche due straordinari vini: il Mistigri, vino dolce ottenuto da uve appassite di Pinot Gris, e l’Heritage, vino rosso di grande struttura, ottenuto da uve di Syrah e Fumin. A partire dal 2017 l’Azienda ha inoltre ampliato la propria offerta proponendo sia una nuova sala di degustazione ricavata dalla ristrutturazione di un’antica stalla con la volta in mattoni e una bellissima colonna centrale in pietra, sia deliziosi appartamenti, appena rinnovati, ricavati all’interno di un antico edificio. Qui il profumo del legno, la solidità della pietra e la salubrità dell’intonaco a calce avvolgono gli amanti del vino e della montagna in un’atmosfera calda e accogliente, dove ogni dettaglio è stato pensato e studiato al fine di rendere unica e indimenticabile la vacanza alla “Maison Lo Triolet”. LO TRIOLET Località Junod, 7 Introd Tel. 0165.95437 - 339.1387092 www.lotriolet.vievini.it

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ithin the village of Introd, just a few kilometres from the Gran Paradiso National Park and at the entrance to the valleys of Rhêmes and Valsavarenche, you find the wine-growing company of Marco Martin, born in 1993. The intuition of the Martin family, who has always been enthusiastic about viticulture, was what led to the re-planting of an old vineyard located at 900 amsl using Pinot Gris, an early international variety. The results didn’t have to be waited for: within a few years new vineyards have been planted on 5 hectares of land, and production had reached 50,000 bottles. The secret of the success of the wines of Lo Triolet? Of course, the mountain terroir, with sandy and morainic soil, which have a strong mineral component; then the agronomic management of vineyards, where organic fertilizers are used in the respect of the environment; and finally, the Martin Family's experience and passion for these great mountain wines, fresh, elegant, and genuine. In addition to Pinot Gris, Pinot Noir, Muscat Petit Grain, Fumin, Gamay, Nus, Coteau Barrage and Gewürztraminer should be tried. Do not miss two extraordinary wines: the Mistigri, a sweet wine obtained from the dried grapes of Pinot Gris, and Heritage, a great red wine, obtained from grapes of Syrah and Fumin. As of 2017, the company has expanded its offer by offering both a new tasting room from the renovation of an old brick vaulted stable with a beautiful central stone column, as well as delightful newly renovated apartments built in the interior of an ancient building. Here the scent of wood, the solidity of stone and the salubrity of the plaster wrap the wine and mountain lovers in a warm and welcoming atmosphere, where every detail is thought out and studied in order to make a unique and unforgettable holiday at "Maison Lo Triolet". Nelle immagini la nuova ed accogliente sala di degustazione. Alla Maison Triolet anche 6 raffinati appartamenti dove è possibile soggiornare In the pictures, the new and welcoming tasting room. The Maison Triolet also has 6 refined apartments where you can stay


Our choice

Chi è appassionato di vino e frequenta la Valle d’Aosta avrà già inteso la passione e l’impegno che anima i produttori locali che offrono vini sempre più interessanti e di ottimo livello. Il suggerimento, quando siete in zona, è di sperimentare vini del territorio che sono certamente adeguati ad accompagnare cene raffinate così come ogni occasione quotidiana per bottiglie di qualità.

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or those who visit the Aosta Valley and are passionate about wine, you will understand the passion and commitment with which the local producers create ever more interesting and high quality wines. The suggestion, when you are in the area, is to try the local wines which can accompany an evening meal at home just as well as during an elegant dinner out.

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Our choice. The CORNER Magazine has decided to highlight some particular and interesting wines produced in the Aosta Valley

Lo Triolet

Vallée d’Aoste Fumin 2013 Vigne Rovettaz Rosso Doc Fumim 100% Alc. 13% € 25,00

Vallée d’Aoste Pinot gris 2016 Bianco Doc Pinot gris 100% Alc. 14% € 16,00

Ruby red lively, firm and bright; intense fruity hints, primarily marasca, with notes of undergrowth and spicy at the end. Dry and not aggressive, enveloping, with soft and long tannins. Recommended pairing: boar in civet.

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La nostra piccola selezione: in queste pagine The CORNER desidera segnalarvi alcuni vini interessanti e particolari di produttori valdostani di qualità

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Rosso rubino vivo, deciso e luminoso; intensi sentori fruttati, marasca in primis, con note di sottobosco e finale speziato. Sorso asciutto e non aggressivo, avvolgente, con tannini morbidi e lunghi. Abbinamento consigliato: cinghiale in civet.

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Our Wine Selection

Giallo paglierino con riflessi ramati; al naso conquista per sentori di mela e di miele, a seguire note minerali. Bocca calda ed equilibrata, con ricordi di pera matura; chiusura dinamica, finale lungo e sapido. Abbinamento consigliato: ravioli di trota. Straw yellow with copper reflexes; conquering the nose with hints of apple and honey, followed by mineral notes. Hot and balanced mouth, with memories of mature pear; dynamic closure, long lasting finish. Recommended pairing: trout ravioli.


Chateau Feuillet

Cave Gargantua

Vallée d’Aoste Torrette 2015 Rosso Dop Petit Rouge 90%; Mayolet 10% Alc. 13,5% € 12,00

Vallée d’Aoste Pinot Nero 2016 Rosso Doc Pinot Nero 100% Alc. 13% € 15,00

Rosso rubino intenso; profumi che ricordano ciliegia e frutti di bosco, spezie sul finale. Al gusto evidenzia leggeri tannini e buona freschezza, con chiusura di media persistenza. Abbinamento consigliato: coniglio alle erbe aromatiche. Intense ruby red; scents that recall cherry and berries, finally spices The taste has light tannins and good freshness, with medium persistence in closure. Recommended pairing: rabbit with aromatic herbs.

Rosso rubino tenue; naso leggero, fine ed elegante, con sentori tipici di ciliegia, rosa canina e frutti di bosco, seguiti da pepe nero. In bocca è nobile, marcato ma gentile, con decise note fresco-sapide, accenni di frutta e tannino sottile. Abbinamento consigliato: carpaccio di carne valdostana. Faint ruby red, light to the nose, fine and elegant, with typical hints of cherry, rosehips and berries, followed by black pepper. In the mouth it’s noble, marked but gentle, with definite fresh-tasty notes, hints of fruit and light tannin. Recommended pairing: Aosta Valley meat carpaccio.

Les Crêtes

Rosset Terroir

Vallée d’Aoste Merlot Le Merle 2015 Rosso Dop Merlot 100% Alc. 14% € 24,40

Vallée d’Aoste Cornalin 2016 Rosso Dop Cornalin 100% Alc. 12% € 14,00

Rosso rubino, carico e luminoso. Al naso esplosione di piccoli frutti neri, mirtillo e mora in confettura, con note floreali di viola e rosa. Suadenti speziature amplificano la corrispondenza gustativa al palato, e chiudono setosamente con eleganza sulle note di cacao tostato. Abbinamento consigliato: anatra all’arancio. Ruby red, full and bright. To the nose, an explosion of small black fruits and blueberry and blackberry jam, with floral notes of violet and rose. Persuasive spices amplify the palate's taste and elegantly close with notes of toasted cocoas. Recommended pairing: duck a l’orange.

Rosso rubino vivo, si caratterizza per le sensazioni vegetali tipiche del vitigno autoctono, cui seguono frutti rossi e marasca. Assaggio avvolgente e setoso, leggermente tannico. Abbinamento consigliato: zuppa di legumi. Lively ruby red, it is characterised by the typical vegetable sensations of the native vine, followed by red fruits and marasca. Wonderful silky and enveloping taste, slightly tannic. Recommended pairing: legume soup.


Fotografia di Valentina Sommariva


QC Termemontebianco

Il gusto del benessere di Anna Bogoni

Prodotti a km 0, ricerca di eccellenza del territorio, passione per gli abbinamenti nuovi. Queste la ricetta di QC Termemontebianco, a due passi dalle terme di Pré Saint Didier. Per coccolare gli ospiti, nel corpo e nello spirito Products at km 0, searching for excellence in the territory, passion for new combinations. This is the recipe of QC Termemontebianco, two steps from Pré Saint Didier Spa. To pamper guests body and spirit

La tipica polenta valdostana non può mancare nel menu di QC Termemontebianco; qui lo chef Nicola Ricciardi (foto a fianco) riesce a sorprendere anche i palati più esigenti con le sue interpretazioni gourmand Typical Aosta Valley polenta cannot be missed on the QC Termemontebianco menu; here chef Nicola Ricciardi (on the next photo) can surprise even the most demanding palates with his gourmand interpretations

Cucina del territorio con attenzione alla leggerezza, professionalità e rigore nel servizio ai tavoli con un’accoglienza affettuosa: sembrano due ossimori, quelle figure retoriche che poco hanno a che vedere con la realtà. Non è così al ristorante QC Termemontebianco, all’interno dell’omonimo hotel quattro stelle, a tre chilometri dalle Terme di Pré Saint Didier, in direzione Courmayeur. Ai piedi del Monte Bianco, fruibile sia dai clienti dell’hotel, sia dagli esterni che desiderano assaggiare le specialità valdostane reinterpretate dallo chef Nicola Ricciardi, il ristorante QC Termemontebianco è un luogo magico dove la tradizione incontra il presente, con uno sguardo al futuro. Qui la cucina diventa luogo di riflessione, di espressione creativa, di libertà, proprio come può essere l’arte, la migliore arte. Un esempio? La zuppa valdostana a base di pane, verza e Fontina che lo chef trasforma in un Risotto alla valpellinentze, mantecando il riso con l’insostituibile Fontina, completando il piatto con una polvere di cavolo disidratato e crostini di pane nero profumato alla cannella.

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he cuisine of the territory with attention to lightness, professionalism and rigor in the table service with a loving welcome: they look like two oxymorons, those rhetorical figures that have little to do with reality. This is not the case at the QC Termemontebianco restaurant, within the same named four-star hotel, three kilometres from the Pré Saint Didier Spa, in the direction of Courmayeur. At the foot of Monte Bianco, accessible to both hotel guests and guests looking to sample Aosta Valley specialties reinterpreted by chef Nicola Ricciardi, the QC Termemontebianco restaurant is a magical place where tradition meets the present with a glimpse into the future. Here, the kitchen becomes a place of reflection, creative expression, freedom, just as art can be, the best art. An example? The Aosta Valley soup of bread, cabbage and Fontina, which the chef turns into a valpellinentze risotto by creaming the rice with the irreplaceable Fontina, completing the dish with a dehydrated cabbage powder and cinnamon flavoured brown bread.

QC TERMEMONTEBIANCO Pré Saint Didier Via Mont Blanc, 28 Tel. 0165.87004 www.qctermemontebianco.it


QC Termemontebianco

Le Terme di Pré Saint Didier offrono ai propri ospiti giornate di relax e di benessere da ricordare per sempre

Il gusto del benessere

Pré Saint Didier's Spa offers guests relaxation and wellness days to remember forever

“La Valle mi regala mille prodotti eccellenti, dalla toma di Gressoney, allo speck affumicato al ginepro, ai boudin, alla polenta e io faccio sempre attenzione alla stagionalità. Il piatto più richiesto della nostra lista? Un antipasto a base di tuorlo d’uovo al cartoccio cotto a bassa temperatura con una fonduta, accompagnato da una spuma ai porcini”, racconta Nicola Ricciardi che è anche chef supervisor della ristorazione di tutti i centri QC Terme. Gli fa eco Angelo Marinelli, da 5 anni nel gruppo, maître insieme a Gianluca Manea: “La nostra cantina seleziona le eccellenze locali, sempre alla ricerca di etichette nuove e di qualità, come è stato per lo Chardonnay valdostano affinato in legno o i rossi di Les Crêtes e di Maison Anselmet che completano e arricchiscono l’esperienza della cena”. Ma c’è un esempio che riassume alla

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perfezione, nella sua semplicità, lo stile del ristorante QC Termemontebianco, ed è il cestino del pane: una pagnotta non tagliata a fette ma a croce che va spezzata con le mani, proprio come si faceva nelle case dei contadini di una volta; l’impasto è a base di 5 cereali, con farine integrali, preparato dallo chef con la sua squadra. Basta un velo di burro d’alpeggio e si vola sul Monte Bianco, di più, si sfiora il Paradiso.

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he Valley gives me a thousand excellent products, from Gressoney toma, to smoked juniper flavoured speck, to boudin and polenta, and I always pay attention to seasonality. The most popular dish on our list? A starter made with egg yolk cooked in foil at a low temperature with fonduta, accompanied by a mousse

of porcini", says Nicola Ricciardi who is also the chef supervisor of the catering of all QC Terme Centres. Angelo Marinelli who has been with the group for five years and is the maître, together with Gianluca Manea, echoes him: “Our wine cellar selects the local excellence, always in search of new and quality labels, as it was for the Aosta Valley Chardonnay refined in wood or the reds Les Crêtes and Maison Anselmet that complement and enrich the dinner experience”. But there is an example that perfectly summarises, in its simplicity, the style of QC Termemontebianco's restaurant, and it is the basket of bread: a loaf that is not sliced but broken by hand, just as it was in farmers houses in the past; the dough is based on 5 cereals, with whole wheat flour, prepared by the chef with his team. Just a touch of alpine butter and you fly on Mont Blanc, more, you touch Paradise.


Fotografie di Max Rommel


(Elsa Morante)

Fotografia di Ludovico Bich

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Non sempre le nuvole offuscano il cielo: a volte lo illuminano


In primo piano

Innamorati del Cervino di Arabella Pezza

L’incanto di Cervinia in tutte le stagioni tra panorami unici, sport, glamour e sapori Cervinia's charm in all seasons with unique views, sport, glamour and flavours

Cervinia è una delle località turistiche più note e frequentate delle Alpi. Insieme a Courmayeur e Cortina è il riferimento per eccellenza della meravigliosa montagna italiana amata dai turisti e dai viaggiatori di tutto il mondo. La sua fama inizia alla fine dell’800 dopo che nel 1865, prima Edward Whymper dal versante svizzero di Zermatt, e poi Jean-Antoine Carrel da quello italiano, conquistarono i 4.478 m del Cervino, quella vetta così caratteristica, incantevole e iconica che tutti ammiriamo fin da bambini sui libri di scuola.

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ervinia is one of the most well- known and popular tourist resorts in the Alps. Together with Courmayeur and Cortina it is a reference point for excellence in the wonderful Italian mountains, loved by tourists and travellers from all over the world. Its fame began at the end of the eighteenth century, after 1865, when first Edward Whymper from the Swiss side of Zermatt, and then Jean-Antoine Carrel from the Italian side, conquered the 4,478 m of the Matterhorn, the characteristic, charming and iconic summit that we have all admired since childhood in our school books.


Fotografie Cervino S.p.A.


In primo piano

Innamorati del Cervino Fin da allora Breuil-Cervinia è diventata il sinonimo di sport sia in estate che in inverno: il suo campo da golf 18 buche è uno dei più alti d’Europa. Un paese animato e organizzato dove organizzare vacanze sulla neve di alto livello, grazie a ottimi impianti a fune che permettono di raggiungere i ghiacciai; una località “glamour” per l’ospitalità e per le ottime strutture alberghiere che sono state inaugurate stagione dopo stagione. Ma non solo: Cervinia oggi è una meta molto ambita anche per i gourmet appassionati di buona cucina che in questa Valle trovano ristoranti di qualità aperti tutti i giorni e a (quasi) tutte le ore, anche sulle piste da sci. Venendo incontro alla clientela cosmopolita che sceglie di trascorrere le vacanze ai piedi del Cervino, il Breuil si è infatti adeguato rivisitando la propria proposta enogastronomica. Numerosi i ristoranti caratteristici dove assaggiare le tipiche preparazioni della cucina regionale valdostana ma anche originali locali che propongono piatti e ricette di cultura internazionale così da offrire agli ospiti un viaggio alla scoperta di nuovi gusti e di nuovi sapori. Alla polenta si affiancano menu di mare “100% Made in Italy”; ai formaggi valdostani quelli svizzeri e savoiardi; alla selvaggina del territorio quella scandinava; ai dolci di montagna i dessert francesi. Il tutto innaffiato da grandi vini nazionali e regionali, questi ultimi sempre più apprezzati e adeguati anche alla clientela internazionale.

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ince then Breuil-Cervinia has become the synonym for sport both in summer and winter: its 18-hole golf course is one of the highest in Europe. An animated and organized village that is synonymous with high-level snow holidays, thanks to excellent cableways that allow you to reach the glaciers; a glamorous place for its hospitality and the great hotel facilities that have been inaugurated season after season. But, not only: Cervinia today is also a great destination for gourmet food lovers who in this Valley find quality restaurants open every day and

(almost) every hour, even on the ski slopes. Trying to meet the needs of the cosmopolitan clientele who chooses to spend their holidays at the foot of the Matterhorn, Breuil has adapted by reviving what it offers eno-gastronomically. Numerous characteristic restaurants where you can taste the typical preparations of Aosta Valley regional cuisine, as well as original establishments that offer dishes and recipes of international culture in order to offer guests a journey to discover new tastes and new flavours. Polenta stands alongside a fish menu "100% Made in Italy"; alongside Aosta Valley cheeses there is Swiss and Savoyard cheese; next to local game there is Scandinavian game; next to mountain desserts we have French desserts. All accompanied by great national and regional wines, which are increasingly appreciated and adapted to international customers.

In estate e in inverno Cervinia offre incantevoli situazioni di sport, relax e tradizione In summer and winter Cervinia offers fascinating possibilities of sport, relaxation and tradition


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l nome italiano del Cervino deriva dal francese “Cervin”, che deriva dal latino “Mons Silvanus”, cioè “Monte boscoso”, ricoperto di foreste. Seguendo il processo di corruzione della voce latina, da “Silvanus” si è arrivati a “Servin” (pron. “servèn”), in francese. Horace-Bénédict de Saussure che fu tra i primi cartografi del Regno di Sardegna, però, sbagliò nella trascrizione, registrando il toponimo “Cervin”, che in francese si pronuncia

allo stesso modo. Il toponimo italiano è derivato di conseguenza, sottolineando un errato riferimento al cervo. In Valtournenche il Cervino è chiamato in patois semplicemente “Gran Becca”, cioè “grande montagna”. Il nome in tedesco, “Matterhorn”, deriva da “Matt”, che nel tedesco alemanno e in svizzero tedesco indica un prato e da “Horn”, cioè “corno”, come viene chiamata la maggior parte delle vette nel Vallese.


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he Italian name of the Matterhorn (Cervino) comes from the French "Cervin", which derives from the Latin "Mons Silvanus", that is, “wooded mountains”, covered with forest. Following the process of corruption of the Latin voice, "Silvanus" became "Servin" (pron. "servèn"). Horace-Bénédict de Saussure, who was among the earliest cartographers of the Kingdom of Sardinia, however, made a mistake with the transcript,

Cervino, Gran Becca & Matterhorn

recording the name "Cervin", which in French is pronounced the same way. The Italian name is derived accordingly, underlining an incorrect reference to the deer. In Valtournenche the Matterhorn (Cervino) is in patois simply called "Gran Becca", that is, "the Big Mountain”. The German name "Matterhorn" comes from "Matt", which in German and German Swiss indicates a field and "Horn", as most of the peaks in the Valais are called.


In primo piano

The CORNER Recommended Address In questa pagina vi suggeriamo una serie di indirizzi che possono esservi utili in occasione della vostra visita a Cervinia On this page, we suggest a selection of adresses that could be useful when you visit Cervinia HOTEL

RESTAURANT

BAR & GOURMANDIES

Hotel Hermitage ***** Via Piolet 1 Tel. 0166.948998

Ymeletrob Piazza Guide Maquignaz 4 Tel. 339.1390055

Le Samovar Via Carrel 7 Tel. 0166.949787

Les Neiges d’Antan **** Fraz. Crêtes des Perréres Tel. 0166.948775

Wood Via Guido Rey 26 Tel. 388.4008296

Antico Forno Flamini Loc. des Perreres Tel. 0166.949071

Mon Amour Piazza Guide Maquignaz Tel. 339.1952952

Lo Copa Pan Via Carrel 47 Tel. 0166.949140

Saint Hubertus **** Via Piolet 5/a Tel. 0166.545916 Hotel Principe delle Nevi **** Strada del Giomein 46 Tel. 0166.940992 Hotel Mon Rêve *** Strada Giomein 45 Tel. 0166.940244

Chalet L’Étoile Plan Maison Tel. 0166.940220 Foyer des Guides Loc. Laviel/Pessey Valtournenche Tel. 0166.932780

Allure Alps: esclusive emozioni tailor made

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llure Alps propone emozionanti ed esclusive vacanze a Cervinia come su tutto il territorio valdostano e zone limitrofe. Esperienze personalizzate con una figura professionale qualificata (un maestro di sci, una guida alpina o turistica) che cura e organizza la vacanza in ogni dettaglio. L’ideale per un turismo senza preoccupazioni per provare sport adrenalinici, esperienze a contatto con la natura, enogastronomiche, visite private a castelli, proposte di relax e di team building aziendali. Tel: 0166.948085 - www.allurealps.com

Allure Alps: exclusive tailor-made emotions

A

llure Alps offers exciting and exclusive holidays in Cervinia as well as all over the Aosta Valley and surrounding areas. Personalised experiences with a qualified professional figure (a ski instructor, an alpine or tourist guide) that takes care of and organises the holiday in every detail. Ideal for a holiday without worry to experience adrenaline sports, nature-related experiences, great food and wine, private castle visits, relaxation and corporate team building.. Tel: 0166.948085 - www.allurealps.com


Écho parlant quand bruyt on maine Dessus riviere ou sus estan, Qui beauté ot trop plus qu'humaine. Mais ou sont les neiges d'antan?

Françoise Villon

Relax e atmosfera a due passi dal centro, immersi nella natura e con spettacolare vista sul Cervino Ludovico apre le porte agli ospiti per condividere le sue passioni, i suoi ricordi e le sue emozioni Relax and atmosphere, a stone's throw from the centre, immersed in nature and with a spectacular view of the Matterhorn Ludovico opens the doors to guests, to share his passions, memories and emotions


Hotel Les Neiges D’Antan - Cervinia

L’accogliente casa di Ludovico Nel 2018 Les Neiges d’Antan della famiglia Bich conquista le 4 stelle con importanti novità In 2018 the Bich family’s Les Neiges d'Antan conquers 4 stars with important innovations Forse non tutti conoscono François Villon, poeta maledetto del XV secolo, né “Le testament”, la sua opera principale che include la “Ballade des Dames du temps jadis”, da cui Maurizio Bich - padre dell’attuale proprietario Ludovico - ha preso spunto per battezzare il suo albergo. Così come forse non tutti conoscono la lunga saga della Famiglia Bich, che già a metà degli anni ’30 era titolare di un hotel a Cervinia, grazie all’intraprendenza di nonno Elia e dei suoi 13 figli; uno di questi, Graziano, iniziò ad edificare “Les Neiges d’Antan” aperto poi da suo figlio Maurizio, che tutti abbiamo conosciuto, e condotto oggi con passione e professionalità da Ludovico, la terza generazione. Per l’inverno 2017/2018 Ludovico festeggia i “primi” 45 anni dell’attività con un’importante novità: un “duplicato” del suo albergo che, a seguito di un’attenta ristrutturazione, raddoppia gli spazi con nuove suite, un nuovo ristorante e cantina, sala meeting, 500 mq di SPA (che sarà ultimata nel 2018) e il meritato passaggio di categoria da 3 a 4 stelle.Tutto ciò senza perdere lo spirito che caratterizza la struttura: un’atmosfera friendly e familiare che conquista gli ospiti di tutto il mondo. L’arredamento di camere e suite segue la filosofia “less is more”, così le stanze sono lineari e moderne, ma al contempo tipiche, come lo è il salotto dell’hotel, in legno e pietra, con un’affascinante area camino per ascoltare buona musica (la collezione di vinili dagli anni ’60 ai giorni nostri) degustando un calice di vino selezionato. I buongustai apprezzeranno il ristorante con un menu che spazia dalle specialità valdostane al resto d’Italia, con il plus di piatti savoiardi tutti da scoprire.

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erhaps not everyone knows of François Villon, a cursed poet of the fifteenth century, or "Le testament", his main work including the "Ballade des Dames du temps jadis", from which Maurizio Bich - the father of the current owner Ludovico - got the idea to baptise his hotel. Just as perhaps not everyone knows the long saga of the Bich family, who have owned a hotel in Cervinia since the mid-30s, thanks to the initiative of grandfather Elia and his 13 sons; one of them, Graziano, began building "Les Neiges d'Antan", opened then by his son Maurizio, and today is run with passion and professionalism by Ludovico, the third generation. For the winter of 2017/2018 Ludovico celebrates the "first" 45 years of activity with a major change: a "duplicate" of his hotel which, following a careful renovation, doubles the spaces with new suites, a new restaurant and cellar, meeting room, 500 sqm to the SPA (which will be completed in 2018) and the well-deserved category change from 3 to 4 stars. All this, without losing the spirit that characterises the structure: a friendly and familiar atmosphere that conquers guests from all over the world. The decor of the rooms and suites follows the philosophy "less is more", so the rooms are linear and modern, but at the same time typical, as is the hotel's lounge, in wood and stone, with a charming fireplace area to listen to good music (the vinyl collection ranges from the 1960s to the present) while sipping a glass of selected wine. Gourmets will appreciate the restaurant with a menu of specialities ranging from the Aosta Valley to the rest of Italy, with the bonus of Savoyard dishes to discover. LES NEIGES D’ANTAN Frazione Crêt de Perrerés, 10 Cervinia Tel. 0166.948775 www.lesneigesdantan.com


Fotografie di Mauro Benedetti

“ When taste meets art

“


Ymeletrob - Cervinia

Quando il gusto incontra l’arte Nel delizioso pub/ristorante Ymeletrob di Marie Ange Maquignaz si scoprono non solo golosi piatti di mare e di terra, ma anche i “suoi” artistici animali di montagna In the delicious Ymeletrob pub/restaurant of Marie Ange Maquignaz you will discover not only tantalising dishes of sea and land, but also her “artistic” mountain animals

YMELETROB Piazza Guide Maquignaz, 4 Breuil Cervinia Tel. 339.1390055 www.ymeletrob.it

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Nel cuore di Breuil-Cervinia, ai piedi del Cervino, un eclettico locale tutto da scoprire… a partire dal nome: Ymeletrob! Una volta entrati nel “regno” di Marie Ange - la proprietaria-pittrice si ha come la sensazione di ritrovarsi in un mondo del tutto incantato, da cui è poi difficile uscire: l’Ymeletrob, oltre che un ristorante, è anche un pub con musica dal vivo, dinamico e coinvolgente, punto di riferimento sia per un aperitivo o un après-ski con vini e cocktail selezionati, sia per un after-dinner e una cena indimenticabili. Il locale si compone di tanti ambienti in stile tipico di montagna, collegati tra loro ma tutti con una diversa atmosfera, a partire dallo chalet in larice ottocentesco con ampie vetrate, al Nido dell’Aquila, alla Tana dell’Orso, alla Cave. Al ristorante gli ospiti possono gustare le carni alla griglia dello chef Stefano Ritorno, cucinate all’interno dell’antico camino, e i piatti di mare realizzati da Giuseppe Ferola, noto chef originario di Sorrento, oltre alle classiche preparazioni di montagna (polente, zuppe, fondute) che soddisfano l’esigente clientela internazionale di Cervinia. Si chiude in dolcezza con i gelati maison, la fonduta al cioccolato o le mele caramellate con chantilly e granella di biscotti allo zenzero, da abbinare a passiti e vini da dessert. In cantina inoltre grandi bottiglie da tutt’Italia, magnum e Champagne francesi. Per chi poi oltre al palato volesse soddisfare anche lo spirito, vale la pena di fermarsi a contemplare i dipinti di Marie Ange, ritratti di animali selvatici la cui essenza vitale si trasmette attraverso la tela: lupi solitari, stambecchi maestosi, volpi curiose e camosci coraggiosi. La sua è una personalissima interpretazione dell’incantata vallata del Cervino, che merita certamente una visita. Lo chalet vi aspetta anche a pranzo per un light-lunch all’insegna del gusto.

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n the heart of Breuil-Cervinia, at the foot of the Matterhorn, there is an eclectic establishment restaurant-cocktail bar to discover ... starting with the name: Ymeletrob! Once you enter the "kingdom" of Marie Ange - the proprietor-painter - you have the feeling of being in a completely different world, from which it is difficult to get out: Ymeletrob, as well as being a restaurant, is also a pub with live music, it is dynamic and engaging, as a point of reference for both an aperitif or for après-ski with selected wines and cocktails, as well as for an after-dinner drink and an unforgettable dinner. The establishment restaurant-bar consists of many typical mountain style rooms, all connected but with a different atmosphere, starting from the nineteenth-century larch chalet with large windows, to the Nido dell’Aquila (eagle’s nest), the Tana dell’Orso (the bear’s den), and the Cave. At the restaurant, guests can enjoy the chef Stefano Ritorno's grilled meats, cooked inside the ancient fireplace, and the seafood dishes made by Giuseppe Ferola, the famous chef from Sorrento, in addition to the classic mountain recipies (polenta, soups, fondues) to meet the demanding international clientele of Cervinia. Finishing off sweetly with homemade ice cream, chocolate fondue or Chantilly caramelised apples and sprinkles of ginger biscuit, to be combined with raisin and dessert wines. In the wine cellar there are large bottles from all over Italy, magnums and French Champagne. For those who, in addition to the palate, would like to satisfy the spirit, it is worth stopping to contemplate the paintings of Marie Ange, portraits of wild animals whose vital essence is transmitted through the canvas: lone wolves, majestic ibex, curious foxes and brave chamois. It is a very personal interpretation of the enchanting Matterhorn valley, which certainly deserves a visit. The chalet also awaits you for lunch: for a light lunch in the name of taste.

Marie Ange Maquignaz e il marito Giorgio Pession fotografati nei caldi ambienti del ristorante nel centro del paese Marie Ange Maquignaz and her husband, Giorgio Pession, photographed in the warm ambience of the restaurant in the center of the village


Antico Forno Flamini - Valtournenche

Dalla Toscana con amore

Dal 2011 Fabiano Flamini e la sua compagna Marijke sfornano quotidianamente specialità dolci e salate ai piedi del Cervino, compreso il classico panettone della tradizione milanese Since 2011, Fabiano Flamini and his companion Marijke bake sweet and savoury specialties daily at the foot of the Matterhorn, including the classic traditional Milanese panettone Dal 1955 l’Antico Forno Flamini in Toscana è sinonimo di arte bianca di altissima qualità; e dal 2011 le prelibatezze di famiglia, tramandate di padre in figlio, si possono gustare anche vista Cervino, in un ambiente rustico e caratteristico, contraddistinto dalla cordialità e dalla simpatia di Fabiano Flamini e della sua compagna Marijke Van Der Weide. Tantissime le specialità appena sfornate del locale, dolci (torte da forno, mignon, mousse) e salate (pizze, focacce farcite, anche vegetariane e insalate con verdure di stagione), con un occhio di riguardo per… i panettoni! Esatto, questa eccellenza tipica della gastronomia milanese grazie all’intuizione di Fabiano oggi si può gustare anche ai piedi del Matterhorn: qui il panettone della tradizione è realizzato esclusivamente con burro, farina, zucchero e frutta di alta qualità, impastato a mano, fatto lievitare a lungo e cotto nel “loro” forno fino a ottenere un dolce ricco ma equilibrato, profumatissimo e impreziosito - a piacere - anche con marroni o cioccolato. Da settembre in poi il forno si trasforma quindi nel regno di Sua Maestà il Panettone, e gli habitué sanno che qui possono trovarlo fino a Natale, oppure ordinarlo per farselo spedire ovunque (gran parte della produzione è dedicata al mercato anglosassone). E in estate? Gli estimatori del “panetùn” non resteranno delusi dalla ricetta estiva di Fabiano, a base di fragole, albicocche e arancia candita. Oltre ai panettoni - elegantemente incartati in confezioni regalo très chic -, nel periodo invernale sono molto apprezzati i dolci al cioccolato e la pasticceria secca, anche d’asporto; così come

da gustare in loco ricchi sandwich (anche per vegetariani) ripieni di delizie etrusche (Pecorino o mortadella?), in abbinamento a vini toscani o del territorio e birre artigianali. Periodicamente qui si organizzano serate a tema e degustazioni: contattate il Forno se desiderate prenotare.

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ince 1955, the old Forno Flamini in Tuscany is synonymous with high quality baking; and since 2011, family delicacies, handed down from father to son, can also be enjoyed with a view of the Matterhorn, in a rustic and original setting, characterised by the friendliness and niceness of Fabiano Flamini and his companion Marijke Van Der Weide. Many freshly baked specialties, sweet (pies, mignons, mousses) and savoury (pizzas, stuffed focacce, vegetarian too and salads with seasonal vegetables) and of course ... panettoni! This typical excellence of Milanese gastronomy, thanks to Fabiano's intuition, can today be enjoyed at the foot of the Matterhorn: here the traditional panettone is made exclusively with high quality butter, flour, sugar and fruit, mixed by hand, left to rise for a long time and cooked in their oven until they get a rich but balanced, fragrant cake which can be decorated- if you like - with chestnuts or chocolate. From September onwards the oven turns into the kingdom of the Panettone, and the regular customers know that they can find it until Christmas, or order it to send it anywhere (much of the production is dedicated to the Anglo-Saxon market). And in the summer? The "panetùn" enthusiasts will not be disappointed with Fabiano's summer recipe, based on strawberries, apricots and candied orange. In addition to panettoni -

elegantly wrapped in très chic gift packages - during the winter season, chocolate sweets and dry pastries are also highly appreciated; which can also be taken away as well as to enjoy on-site rich sandwiches (also for vegetarians) filled with Etruscan delights (Pecorino or Mortadella?), in combination with Tuscan or local wines and craft beers. Periodically theme evenings and tastings are organised here: contact il Forno if you want to book

ANTICO FORNO FLAMINI Località Perréres, 3/A Valtournenche Tel. 0166.949071

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La preparazione del panettone dell’Antico Forno Flamini consiste in varie fasi: l’impasto, l’inserimento in contenitori, il riposo per alcune ore, il taglio della forma in superficie per l’aggiunta del burro, la cottura in forno e, una volta pronto, capovolto per poi essere proposto in vendita già nell’arco di 24 ore

Fotografie di Nicolò Balzani

The preparation of the Antico Forno Flamini’s panettone consists of several stages: mixing, inserting into containers, leaving it to rest for a few hours, cutting the surface for the addition of butter, baking in the oven and, once ready, turning it upside down and then putting it on sale within 24 hours


Fotografia di Nicolò Balzani Il cuore nobile di Aosta. I colori delicati del tramonto avvolgono l’ampia Piazza Chanoux e il palazzo del Municipio in stile neoclassico The noble heart of Aosta. The delicate sunset colours envelop the vast Piazza Chanoux and the Town Hall in neoclassical style


Aosta: place to be Il centro città, la spettacolare area megalitica, i mercatini di Natale, il Castello di Fenis e i nuovi indirizzi di gusto e ospitalità. The CORNER ha scelto per voi i luoghi “simbolo” per apprezzare la città The city centre, the spectacular megalithic area, the Christmas markets, Fenis Castle and the new addresses of taste and hospitality. The CORNER has chosen for you the “symbol” places to appreciate the city

Questa città di origini romane, voluta dall’imperatore Ottaviano Augusto, è disegnata con l’antico Kardo Maximus cercando la perfetta armonia tra cielo e terra. Al centro di una regione a vocazione turistica Aosta merita di essere scoperta, visitata e valorizzata. Sono numerosi i motivi di interesse e di attrazione che valgono una gita o un breve soggiorno. Ma la novità è l’atteggiamento diverso dal passato che si respira tra cittadini e operatori.

Nuovi hotel, B&B di charme, chef e ristoranti, negozi e boutique sono sempre più in sintonia con i gusti dei nuovi viaggiatori, italiani e stranieri.

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his city of Roman origins, wanted by Emperor Ottaviano Augusto, is designed with the ancient Kardo Maximus seeking the perfect harmony between heaven and earth. At the heart of a region of tourist vocation Aosta

deserves to be discovered, visited and valued. There are numerous things of interest and of attraction that are worth a trip or a short stay. But, the novelty is the different attitude from the past that is breathed between citizens and operators. New hotels, charming B B, chefs and restaurants, shops and boutiques are in tune with the tastes of new italian and foreign travelers.


Emozioni “megalitiche” dal respiro millenario di Stella Bertarione S o p rintendenza ai beni e attività culturali Regione autonoma Valle d'Aosta

Ad Aosta è interessante ed emozionante visitare l’area megalitica coperta più grande d’Europa In Aosta, an interesting and exciting chance to visit to the largest covered megalithic area in Europe

Dal 24 giugno 2016 Aosta può vantare un gioiello archeologico in più. Anzi, un vero e proprio scrigno colmo di gioielli: si tratta della straordinaria area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans: un sito archeologico pluristratificato le cui testimonianze vanno dalla Preistoria al Medioevo passando, come nel miglior manuale di Storia, attraverso le Età del Rame, del Bronzo, del Ferro fino a tutta l’epoca romana, l’età tardoantica e altomedievale. Un parco archeologico all’avanguardia che, senza alcun dubbio, merita una visita!

Era il 1969 quando, in maniera del tutto fortuita, una ruspa andò a cozzare contro una grande pietra, molto grande e dalla forma insolita, quasi una forma umana. Da quel momento il cantiere edile si fermò e si diede inizio ad una lunga e complessa serie di indagini archeologiche che, anno dopo anno, avrebbero portato in luce un’area vasta ben 18.000 mq, con un deposito archeologico che va dalla fine del Neolitico (fine V millennio a.C.) all’Alto Medioevo.


Fotografie di Enrico Romanzi

Aosta da scoprire

Megalithic emotions from the millennial breath

F Una rampa in discesa. Luci che progressivamente si affievoliscono. Siamo a 6 metri sotto terra, in una sorta di vastitĂ lunare dalle luci cangianti, oltre lo spazio e, soprattutto, oltre il tempo A downhill ramp. Lights that progressively fade. We are 6 meters below ground, in a sort of lunar vastness with shimmering lights, beyond space and, above all, beyond time

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rom June 24, 2016, Aosta can boast an additional archaeological jewel. Indeed, a real treasure chest full of jewels: this is the remarkable megalithic area of Saint-Martin-de-CorlĂŠans: a multi-stratified archaeological site whose testaments range from Prehistory to the Middle Ages through, as in the best History manuals, the Copper age, the Bronze age, the Iron age,up to the Roman era, the late antiquity and early medieval age. A state-of-the-art archaeological park that, without a doubt, is worth a visit!

It was 1969 when, in a totally fortuitous way, a bulldozer collided against a large stone, very large and an unusual shape, almost a human form. From that moment on, the construction site stopped and a long and complex series of archaeological surveys began that year after year would bring to light a vast area of 18,000 square metres with an archaeological deposit from the end of the Neolithic (late V millennium BC) to the Middle Ages.


Fotografie di Enrico Romanzi


Questo straordinario sito archeologico è a pochi minuti dal centro di Aosta ed è frequentato dagli appassionati di tutto il mondo

Emozioni “megalitiche” dal respiro millenario

This extraordinary archaeological site is just minutes from the centre of Aosta and is frequented by enthusiasts from around the world

Un deposito tanto corposo quanto fragile e vulnerabile, fatto sì di solide tombe megalitiche, di dolmen, di menhir e di monumentali stele dal profilo umano, ma anche di pozzi sacri scavati nei limi glaciali, di significative buche di impianto per la messa in opera di allineamenti di pali importanti per la comprensione della geografia sacra e cultuale del sito e, soprattutto, di un’insolita ed incredibile aratura rituale con semina contestuale di denti umani risalente proprio alle fasi finali dell’epoca neolitica. Insomma, simili testimonianze necessitavano di un’idonea copertura. Il tranquillo e defilato quartiere di Saint-Martin-de-Corléans, vede quindi oggi accanto alla storica chiesetta romanica un nuovo complesso moderno e avveniristico che, con gli anni, diventerà un importante centro non solo museale, ma di studio e ricerca dedicato alla Preistoria alpina, un settore ancora poco conosciuto e dalle frontiere ancora in buona parte inesplorate. In una scenografia che sa quasi di archeologia industriale, si vede chiaramente che si sta “bucando” il terreno circostante e si sta scendendo in un luogo sotterraneo. L’Aosta dell’oggi sta lasciando il posto all’Aosta “perduta”, a quell’area senza nome avvolta dal torpore dei millenni, l’area “dalle grandi pietre”, l’area megalitica. Una rampa in discesa. Luci che progressivamente si affievoliscono. Siamo a 6 metri sotto terra, in una sorta di vastità lunare dalle luci cangianti, oltre lo spazio e, soprattutto, oltre il tempo. Dalle tracce di aratura propiziatoria ai pozzi rituali, sul cui fondo mani devote deposero macine e cereali, offerte agli dei inferi affinché acconsentissero ad una terra fertile e rigogliosa. Fino agli allineamenti di pali, rivestiti di un compito duplice: delimitare uno spazio indicando una direzione e dialogare col cielo. E poi ancora loro, le stele. Spiriti di pietra. Presenze enigmatiche, assai eloquenti nel loro plurimillenario silenzio. Eroi, antenati, sciamani, dei; profili evocativi di antiche presenze che oggi riemergono dalle ombre del tempo per raccontarci qualcosa, per comunicare con noi attraverso quei segni, quei ricami, quei decori, quei monili raffigurati sulla loro arcana superficie.

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Fino alle tombe dolmeniche, perlopiù realizzate utilizzando la potenza di quelle stesse stele trovate sul posto. Tombe grandi, spesso per più individui. Testimonianze per l'epoca grandiose utili al ricordo, alla memoria di personaggi solenni, di capi. Concedetevi, dunque, questa inusuale passeggiata nel quartiere più occidentale di Aosta. Una passeggiata che vi condurrà “6 metri sotto terra, a due passi dalla Preistoria”.

wells, on which devoted hands put down millstones and cereals, offered to the infernal gods to consent to a fertile and luxuriant land. Until the alignments of poles, which have a double task: to delimit a space pointing to a direction and dialoguing with the sky. And then again, the steles. Stone spirits. An enigmatic presence very eloquent in their multi-millennial silence. Heroes, ancestors, shamans, gods; evocative profiles of ancient attendees that today emerge from the

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deposit as full as it is fragile and vulnerable, made of solid megalithic tombs, dolmen, menhir stones and monumental steles from the human profile, as well as sacred wells, of significant holes in the plant for the commissioning of alignments of important poles for the understanding of the sacred and cultural geography of the site and, above all, of an unusual and incredible ritual plowing with contextual sowing of human teeth dating back to the final stages of the Neolithic era. In short, such testimonies needed proper coverage. In the quiet neighbourhood of Saint-Martin-de-Corléans, you can see today, next to the historic Romanesque church, the modern and futuristic new complex that, over the years, will become a major centre, not only for museums, but for studies and research devoted to Alpine prehistory, a still unknown sector and still largely unexplored frontier. In a scene that is almost like industrial archeology, one sees clearly that they are making holes in the surrounding terrain and descending into an underground place. The Aosta of today is making way to the "lost" Aosta, to that unnamed area wrapped in the torpor of the millennia, the "big stones" area, the megalithic area. A ramp downhill. Lights that progressively fade. We are 6 meters below ground, in a sort of lunar vastness with shimmering lights, beyond space and, above all, beyond time. From the propitiatory plowing tracks to the ritual

shadows of time to tell us something, to communicate with us through those signs, those embroideries, those decorations, those necklaces, depicted on their arcane surface. Up to the dolmenic tombs, mostly made using the power of those same steles found on the spot. Big tombs, often for many individuals. Grandiose testimony era useful to remember, to the memory of solemn characters, leaders. Treat yourself to this unusual stroll in the westernmost quarter of Aosta. A walk that will take you "6 meters below ground, just a stone's throw from Prehistory".


Giochi di luci e colori avvolgono il Teatro Romano di Aosta visitabile tutto l’anno. Da fine novembre questa affascinante area archeologica ospita i Mercatini di Natale creando una coreografia magica e unica Light games and colours envelop the Teatro Romano of Aosta, which can be visited all year round. From the end of November, this fascinating archeological area is home to the Christmas markets, creating a magical and unique staging


Aosta da scoprire

Fotografia di Flavio Vallenari

Magiche emozioni al Marché Vert de Noël

Da fine novembre, nella incantevole e suggestiva cornice del Teatro Romano, questo amato mercatino di Natale propone il meglio dell’artigianato e dell'enogastronomia valdostana From the end of November, in the enchanting and suggestive setting of the Roman Theatre, Marché Vert Noël offers the best of Aosta Valley handicrafts and food and drink

Da fine novembre al 7 gennaio 2018 il centro di Aosta accoglie il tradizionale “Marché Vert Noël”, un vero e proprio villaggio alpino con chalet caratteristici che ospitano idee regalo, artigianato tradizionale e i migliori prodotti DOP e DOC della Valle d’Aosta. L’iniziativa si svolge nello splendido scenario dell’area archeologica del Teatro Romano addobbato con le luci e le decorazioni natalizie. Ma cosa acquistare? Oggettistica artigianale in legno, candele, ceramiche, mobili, abbigliamento, addobbi natalizi, ma anche prodotti enogastronomici del territorio. Lungo le vie è possibile ammirare gli artigiani locali esperti nella lavorazione del legno. I mercatini sono aperti tutti i giorni dal 25 novembre al 7 gennaio 2018.

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rom the end of November to January 7, the centre of Aosta has welcomed the traditional "Marché Vert Noël", a true alpine village with characteristic chalets that are home to gift ideas, traditional handicrafts and the best DOP and DOC products of the Aosta Valley. The "Marché Vert Noël" takes place in the splendid scenery of the archaeological site of the Roman theatre. But what to buy? Wooden handicraft, candles, ceramics, furniture, clothing, Christmas decorations and enogastronomic products of the territory. Along the streets it is also possible to admire local craftsmen at work. The markets are open every day from to November 25 January 7.


Aosta da scoprire

Magiche emozioni al Marché Vert de Noël

Uno scenario da favola Nelle immagini l’emozionante, suggestiva ed elegante allestimento del Marché Vert Noël, che dal 25 novembre al 7 gennaio anima il cuore di Aosta. I visitatori giungono dalle città del nord Italia, e dalle vicine Svizzera e Francia, per curiosare tra i numerosi espositori di oggetti dell’artigianato tipico, ma soprattutto per assaggiare e acquistare i prodotti enogastronomici del territorio che sono presentati nelle migliori condizioni di freschezza e fragranza. I Mercatini sono un appuntamento annuale sempre più amato, frequentato e sostenuto da tutte le Associazioni e Istituzioni della città di Aosta e della Regione.

A fairy-tale scenario In the pictures the exciting, evocative and elegant situation of the Marché Vert Noël that take place from November 25 to January 7 in the heart of Aosta. Visitors come from the cities of northern Italy, and from nearby Switzerland and France, to explore among the many exhibitors of typical crafts but above all to taste and buy the food and wine products of the area that are presented in the best conditions of freshness and fragrance. The markets are an increasingly popular annual event, attended and supported by all the Associations and of the city of Aosta and the Region.


Fiera di Sant’Orso - Aosta

Fiera di Sant’Orso: mille anni e non sentirli Ogni anno il 30 e 31 gennaio il centro di Aosta ospita la tradizionale Fiera di Sant’Orso che ha raggiunto le 1.018 edizioni. Oltre 1.000 artigiani espongono in città il loro lavoro e le loro opere Each year, on 30 and 31 January, the centre of Aosta hosts the traditional Fiera di Sant'Orso which has reached 1,018 editions. Over 1,000 artisans exhibit their work and works in the city

Ogni anno il 30 e 31 gennaio nel cuore di Aosta si svolge la millenaria Fiera di Sant’Orso, una kermesse legata alle abilità artigiane della Vallée: si tratta di un appuntamento imperdibile che richiama oltre 150 mila visitatori, interessati a scoprire l’arte della lavorazione del legno, del ferro, della pietra, del vimini e dei filati. Tuttavia questa “Fiera” non è solo una “fiera”, bensì una vera e propria istituzione che permette alla Regione di far conoscere - e apprezzare!- la ricchezza della cultura tipica locale. Sant’Orso si snoda tra le vie del centro storico, dall’Arco di Augusto a Piazza della Repubblica; ma è il quartiere di Sant’Orso con la sua Collegiata il fulcro della festa: anche qui si trovano bancarelle che espongono manufatti caratteristici legati alle attività della tradizione, e inoltre specialità enogastronomiche, da degustare soprattutto in occasione della Veillà (la veglia) che si tiene nella fredda notte tra il 30 e 31 gennaio attorno a Porta Praetoria. Festeggiamenti in allegria dal tramonto all’alba.

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very year, on the 30th and 31st of January in the heart of Aosta, the millennial Fiera di Sant'Orso is held, a festival linked to the craftsmanship of the Valley: this is an unmissable appointment that welcomes over 150 thousand visitors interested in discovering the art of processing wood, iron, stone, wicker and yarn. However, this "Fair" is not just a "fair", but a real institution that allows the Region to make known - and appreciated - the wealth of typical local culture. Sant'Orso winds through the streets of the historic centre, from the Arco di Augusto to Piazza della Repubblica; but it is the neighbourhood of Sant'Orso with its Collegiate that is the fulcrum of the party: there are also stalls displaying characteristic artifacts linked to traditional activities, and enogastronomic specialties, to be tasted especially on occasion of the Veillà which is held on the cold night between January 30 and 31 around Porta Praetoria. Joyous celebrations from sunset to dawn.

La data del 30 e 31 gennaio è fissa da secoli. Nel passato non vi era alcun modo di comunicare variazioni e tutti giungevano dalle valli negli ultimi due giorni del mese The date of January 30 and 31 has been fixed for centuries. In the past there was no way of communicating variations and everyone came from the valleys in the last two days of the month

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Aosta da scoprire

The CORNER recommended Address In questa pagina vi suggeriamo una selezione di indirizzi che possono esservi utili in occasione della vostra visita in città On this page, we suggest a selection of addresses that could be useful during your visit to the city HOTEL Hotel Duca d’Aosta **** Piazza Narbonne 8 Tel. 0165.236363 Hotel Milleluci **** Località Porosa Roppoz 15 Tel. 0165.235278 Hotel Village *** Loc. Torrent de Maillod 1 Quart Tel. 0165.774911 Le Rêve Charmant Via Vaudan Marché Tel. 0165.238855 Maison Bondaz Via Saint Anselme 36 Tel. 345 637 3351 Maison Rosset Passaggio Rosset 1 Nus (AO) Tel. 015.767176 RESTAURANT Trattoria Praetoria Via Sant’Anselmo 9 Tel. 0165.35473 Giuliani al Duca Piazza Narbonne 8 Tel. 0165.236363

Société en Ville Via Garibaldi 3 Tel. 0165.611017

La Vineria Via Sant’Anselmo 121 Tel. 0165.610143

L’Osteria Via Porta Praetoria 13 Tel. 0165.40111

AD Forum Via Monsignore de Sales 11 Tel. 0165.548510

BAR & GOURMANDIES

Caffè Roma Via Aubert 28 Tel. 0165.262422

Café Saint-Vout Via Garibaldi 10 Tel. 0165.267861 Tegoleria Artigianale Valdostana Via Viseran 10 Tel. 0165.262507 Agrival Corso Lancieri di Aosta 13 Tel. 331.1023732

Café 21 Località Grand Chemin 49 Saint-Christophe Tel. 333.7824989

Pasticceria Dupont Piazza Assunzione 8 Villeneuve Tel. 0165.95014

Mafrica Via de Tillier 38 Tel. 0165.610424

Merenderia n. 1 Saint Marcel Zona Industriale 12 Surpian-Saint Marcel Tel. 0165.768919

PAM PAM (Trattoria degli Artisti) Via Maillet 5/7 Tel. 0165.40960

Giorgi Pink Different Via Losanna 14 Tel. 0165.239660

Aldente Via Croix de Ville 34 Tel. 0165.194596 Croix De Ville Via Croix de Ville 25 Tel. 0165.230738

La Bottegaccia Via Sant’Anselmo 90 Tel. 0165.41241

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OUT OF THE TOWN Vinosteria Antirouille Località Chef Lieu 8 Aymavilles Tel. 340.2960658

La Bottega degli Antichi Sapori Via Porta Praetoria 63 Tel. 0165.239666

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Birrificio B63 Piazza Caveri Tel. 0165.366992

Caseificio Nicoletta Via Porta Praetoria 3 Tel. 0125.806032

Osteria Da Nando Via Sant’Anselmo 99 Tel. 0165.44455

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KakaoThe Viale Crotti Conte 5/7 Tel. 0165.217562

Erbavoglio Via Monsignore de Sales 14 Tel. 0165.31187

Cofruit Alimentari e Artigianato Località Cognein 6 Saint-Pierre Tel. 0165.903282 Wine Note Vineria Via Risorgimento 8 Nus Tel. 0165.767326 Pasticceria Buzzi Via Circonvallazione Sud 39 Nus Tel. 0165.767000


Il Castello di Fenis Specchio della potenza dei Signori di Challant, questo incantevole Castello alle porte di Aosta, è oggi sede del museo del mobile valdostano A reflection of the power of the Lords of Challant, this famous castle is today the home of the Museum of Aosta Valley furniture

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in dall’Antichità la posizione strategica della Valle d’Aosta permise la costruzione di castelli e di edifici fortificati destinati a contrastare il passaggio di eserciti e di invasori: queste fortezze sono tutt’oggi visitabili in alcuni periodi dell’anno. Ne è un esempio il Castello di Fénis, che si trova alle porte di Aosta e che si differenzia dalle altre costruzioni in quanto non è stato edificato per scopi militari o di protezione, bensì come nobile sede della famiglia Challant.

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Fotografie di Enrico Romanzi

ince ancient times, the strategic position of the Aosta Valley has allowed the construction of castles and fortified buildings to oppose the passage of armies and invaders: these strongholds can still be visited in some periods of the year. An example of this is the Castle of Fénis, which is at the entrance of Aosta and differs from other buildings as it was not built for military or defence purposes, but as the noble home of the Challant family.


Charme e fascino nel centro città A due passi dalla magnifica Piazza Chanoux il Duca d’Aosta è l’indirizzo di riferimento per l’ospitalità della città A short walk from the magnificent Piazza Chanoux,the Duca d Aosta is the reference point for hospitality in the city

HOTEL DUCA D’AOSTA Piazza Narbonne, 8 Aosta Tel. 0165.236363 www.alpissima.it

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L’affascinante Hotel Duca d’Aosta ha recentemente riaperto le sue porte dopo un’accurata ristrutturazione totale. L’architettura esterna dell’hotel è stata preservata con la storica facciata di mattoni. Il salone è invece rinato in una fresca fusione retrò di design italiano della prima metà del Novecento, riscaldata dal fuoco di un affascinante camino e da arredi raffinati e accoglienti. Ai piani superiori, le 60 camere (Suite, Deluxe, Classic Duca, Comfort ed Economy) si ispirano anch’esse ad uno stile retrò che racchiude allo stesso tempo un’anima fortemente tecnologica. L’hotel è situato nel pieno centro storico di Aosta, a 200 metri dalla stazione ferroviaria e degli autobus. In ottima posizione adiacente la zona pedonale dello shopping e per le visite culturali della città. E’ in posizione perfetta e strategica per scoprire a pochi passi i tesori Romani e per raggiungere facilmente in auto le principali località turistiche e naturali della regione.

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he charming Hotel Duca d'Aosta has recently reopened its doors after a total refurbishment. The hotel's exterior architecture has been preserved with its historic brick facade. The salon has been reborn in a fresh retro fusion of Italian design from the first half of the twentieth century, heated by the warmth of a charming open fire and the refined and welcoming furnishings. On the upper floors, the 60 rooms (Suite, Deluxe, Classic Duca, Comfort and Economy) are also inspired by a retro style that at the same time includes a highly technological soul. The hotel is located in the historic centre of Aosta, 200 metres from the train and bus stations. In a great location, right next to the pedestrian shopping area and cultural visiting points of the city. It is in a perfect and strategic position to discover, with just a short walk, the Roman treasures and to easily reach the main tourist and natural resorts in the region by car.


Chambre d’hôtes Maison Bondaz - Aosta

Bienvenue chez nous Maison Bondaz… la storia di una famiglia Maison Bondaz… une histoire de famille Jeannette e Laurette vi accolgono nella loro Maison nel cuore della città di Aosta. Maison Bondaz è innanzitutto una famiglia. Una famiglia valdostana che ha deciso di ridare vita all’antica casa del 1700 trasformandola in un’affittacamere di charme. Il caminetto acceso, una torta di mele dell’azienda agricola, un buon caffè… così inizia un soggiorno indimenticabile. Con la colazione preparata da Jeannette scoprirete la cucina tradizionale fatta con prodotti di alta qualità provenienti dall’azienda agricola familiare. La vostra giornata inizierà tra i profumi e i sapori tipici, semplici ed autentici.

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eannette et Laurette vous accueillent dans leur Maison au coeur de la ville d’Aoste. Maison Bondaz est avant tout une famille. Une famille valdôtaine qui a décidé de faire revivre l’ancienne maison du 1700 pour en faire une chambre d’hôtes. Une cheminée allumée, un gâteau aux pommes de la ferme, un bon café et voilà que votre séjour inoubliable commence. A’ travers le petit déjeuner préparé par Jeannette vous découvrirez la cuisine traditionelle, faite de produits de haute qualité issus de la ferme familiale. Votre journée commencera parmi les senteurs et les saveurs typiques, simples et authentiques.

Sorridenti e appassionate Jeannette Bondaz e sua mamma Laurette coccolano i clienti nell’affascinante casa a due passi da tutti i luoghi interessanti della città With a sweet smile, Jeannette Bondaz and her mom Laurette welcome customers in the charming home close to the city's exciting sights

CHAMBRE D’HÔTES MAISON BONDAZ 36, rue Saint-Anselme Aoste - Italie Tel. +39 345.6373351 www.maisonbondaz.it


Le Rêve Charmant - Aosta

Sogno elegante & atmosfera medievale Le Rêve Charmant: sei eleganti camere dedicate ai più celebri personaggi storici della Valle. Un luogo in cui sognare di viaggiare indietro nel tempo Le Rêve Charmant: six elegant rooms dedicated to the most famous historical characters of the Valley. A place to dream about going back in time

Nell’immagine Almo Baccini e sua figlia Eleonora; è lei che gestisce con passione e competenza questo B&B di charme arredato in modo raffinato e affascinante In the image Almo Baccini and his daughter Eleonora; it is she who passionately and skilfully manages this charming B&B in a polished and captivating way

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Il cuore di Aosta è un luogo unico al mondo. All’ombra delle montagne, nelle caratteristiche vie del centro storico, si respira il profumo di un passato millenario: gli eleganti palazzi di origine medievale e rinascimentale poggiano le proprie fondamenta sulle antiche mura romane, in una combinazione di stili architettonici di rara bellezza. Immerso in queste atmosfere, Le Rêve Charmant, è il luogo perfetto per assaporare le atmosfere uniche di Aosta, un luogo in cui lo stile e l’accuratezza dei particolari permettono di ritrovare l’incanto della tradizione alpina e l’inaspettato piacere di ambienti fatti di charme, eleganza e semplicità. Sei camere arredate con estrema attenzione per ogni più piccolo dettaglio, pensate e realizzate per offrire il meglio in termini di comfort ed eleganza. Materiali nobili, legni pregiati, architettura locale realizzata dai migliori artigiani; i preziosi arredi e i decori ricercati donano alle antiche mura l’esclusività di un luogo in cui sembra di poter tornare indietro nel tempo. Ognuna delle camere è dedicata ai più celebri personaggi storici della Valle d’Aosta: Henri de Quart, René de Challand, Alexandre de Vallaise, Pierre-Léonard Roncas, Caterina di Challant, Jean-Baptiste De Tillier. Esclusivi ambienti le cui suggestive atmosfere sanno avvolgere ogni ospite facendolo entrare in perfetta sintonia con la storia locale.

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he heart of Aosta is a unique place in the world. In the shadows of the mountains, in the characteristic streets of the old town, the fragrance of a millennial past is breathed: the elegant medieval and Renaissance buildings have their foundations on the ancient Roman walls, in a combination of architectural styles of rare beauty. Immersed in this atmosphere, Le Rêve Charmant is the perfect place to enjoy the unique atmosphere of Aosta, a place where the style and the attention to detail allow you to rediscover the enchantment of the Alpine tradition and the unexpected pleasure of charming, simple and elegant surroundings. Six rooms, furnished with extreme care down to every last detail, thought out and made to offer the best in terms of comfort and elegance. Noble materials, precious woods, local architecture, made by the best craftsmen; precious furnishings and refined decorations give the ancient walls the exclusivity of a place where it seems you can go back in time. Each of the rooms is dedicated to the most famous historical figures of the Aosta Valley: Henri de Quart, René de Challand, Alexandre de Vallaise, Pierre-Leonard Roncas, Caterina of Challant, Jean-Baptiste De Tillier. Exclusive surroundings whose striking atmospheres can envelop every guest allowing them to be perfectly in tune with local history.

LE RÊVE CHARMANT Via Marché Vaudan, 6 Aosta Tel. 0165.238855 www.lerevecharmant.com


Il calore dei mobili di fattura artigianale, la fine boiserie, le travi a vista e la pietra locale per appagare la vista; la Private Spa con doccia a cascata e bagno turco per rilassare corpo e mente.


Fotografie di Nicolò Balzani Questa apprezzata Trattoria, nel cuore di Aosta, è aperta fino alle undici di sera con un romantico dehor in tutte le stagioni This popular Trattoria, in the heart of Aosta, is open until eleven in the evening, with a romantic outdoor areas in all seasons


Trattoria Praetoria - Aosta

Nel cuore di Aosta, da Alberto e Alessandra Alla Trattoria Praetoria si riscopre il gusto di stare in famiglia, in un ambiente amicale ma al contempo ricco di storia, dove assaggiare un menu gluten-free e specialità di stagione At Trattoria Praetoria you rediscover the taste for family life, in a friendly atmosphere which is, at the same time, rich in history, where you can sample a gluten-free menu and seasonal specialties

TRATTORIA PRAETORIA Via Sant’Anselmo, 9 Aosta Tel. 0165.35473 – 331.9378356 www.trattoriapraetoria.it

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Quella di questa storica e centralissima trattoria è una storia antica, che vale la pena di scoprire insieme: a fine ‘800 era nota come la “Locanda del Bue Rosso”, un ristoro con stalle per il cambio dei cavalli; tra gli anni ’30-’70 venne invece ribattezzata “Locanda Gaia”, in omaggio all’omonima famiglia che la gestiva, mentre dal 1989 ha preso il nome dall’originaria Porta Praetoria che sorge nel Borgo di Sant’Orso. Oggi a condurre “la Trattoria” ci sono Alberto Angiolini coadiuvato dalla moglie Alessandra Delfino, ieri titolari di un’attività meneghina, dal 2015 in Valle d’Aosta per amore e per passione della Vallée. Nonostante il cambio di gestione e la recente ristrutturazione il locale non ha perso né i suoi arredi caldi e caratteristici, né lo spirito familiare che lo contraddistingue, ma si è rinnovato con due nuovi dehors (uno estivo, l’altro invernale) e con un menu dedicato anche agli intolleranti al glutine, uno dei pochi in tutta Aosta informato dall’Associazione Italiana Celiachia. Molti infatti sono i piatti in versione Gluten Free proposti dagli chef che vengono realizzati in una zona della cucina dedicata, in cui sono lavorate le materie prime selezionate per i celiaci, dolci “home made” inclusi. Da sottolineare che i menu variano periodicamente ogni 4 mesi, per seguire il mercato degli ingredienti, rigorosamente sani, genuini e di stagione al 100%: così con l’arrivo dei primi freddi si possono gustare l’insalata di cavolo rosso e Bleu d’Aoste; le classiche e storiche pappardelle Praetoria, le costolette d’agnello al timo e miele. Oltre ai cavalli di battaglia, da provare anche le specialità della tradizione - selezione di formaggi e salumi locali, carbonada, polenta, fondute - e qualche interessante proposta di pesce ben confezionata e presentata. Ampia e intelligente la cantina, con oltre 150 referenze da tutt’Italia, con un occhio di riguardo per le etichette valdostane e per le eccellenze toscane e piemontesi. Last but not least, qui la cucina è aperta fino alle ore 23: il posto giusto per chi cerca una “trattoria” di qualità dove fermarsi fino a tarda ora “come a casa”.

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his historic and centrally located trattoria has an ancient history that is worth discovering: at the end of the 19th century it was known as the "Locanda del Bue Rosso", a restaurant with stables for the change of horses; between the 30s and 70s it was renamed "Locanda Gaia", in honour of the homonymous family who ran it, and since 1989 has taken its name from the original Porta Praetoria, which rises in the Borgo di Sant'Orso. Today, the "Trattoria" is run by Alberto Angiolini, assisted by his wife, Alessandra Delfino, who used to run a business in Milan. Since 2015 they’ve been in the Aosta Valley for the love and passion of the Vallée. Despite the change of management and the recent refurbishment, the restaurant has not lost its warm and characteristic furnishings, nor the family spirit that distinguishes it, but it has been renewed with two new outdoor areas (one summer, the other winter) and with a menu dedicated to gluten intolerants, one of the few in Aosta apprised by the Italian Celiac Association. In fact, many of the dishes are offered in a Gluten Free version and are made by the chefs in a dedicated kitchen area, where they work with selected raw materials for celiacs, including "homemade" sweets. It should be noted that the menus vary every 4 months, to follow the market for ingredients, strictly healthy, genuine and 100% seasonal: so with the arrival of the first cold you can enjoy the red cabbage salad and Bleu d' Aoste; the classic and historic Praetoria pappardelle, lamb chops with thyme and honey. Apart from these, also try the traditional specialties - selection of local cheeses and cold cuts, carbonada, polenta, fondue - and some interesting well packaged and presented fish dishes. A wide ranging and smart wine cellar, with more than 150 references from all over Italy, with a focus on the Aosta Valley labels and the Tuscan and Piedmontese excellence. Last but not least, here the kitchen is open until 11pm: the right place for those looking for a quality “trattoria”,. just like home, until late.


Saint-Vout Café Œnothèque Fromagerie et Produits du Terroir - Aosta

Enoteca, formaggeria e prodotti del territorio? Esatto, è proprio questa l’eclettica anima del nuovo locale di successo che sorge di fronte all’Arco di Augusto, all’ingresso del centro storico di Aosta, cui si deve il nome di “Saint-Vout”; così era appunto chiamato il monumento nel Medioevo, che è oggi possibile ammirare dallo splendido dehors del locale, aperto estate/inverno. Ma l’accattivante spazio esterno è solo uno dei molteplici punti di forza del Saint-Vout, che si distingue inoltre per la qualità delle materie prime proposte e per la cortesia e la professionalità di uno staff preparato e appassionato. Tra i prodotti che qui si possono acquistare o consumare ci sono infatti tutte le migliori specialità che offre il territorio, DOP Valdostane in primis (Fontina, Lardo d’Arnad, Jambon de Bosses e Fromadzo); poi formaggi - caprini e ovini - e salumi di piccoli produttori locali, verdure di stagione fresche o cotte sottovuoto, biscotti, yogurt, mieli, marmellate e un’invidiabile collezione di vini e di birre valdostane (oltre 30, filtrate e non). Al Saint-Vout è inoltre possibile assaggiare il sidro di mele del suo partner Maley, proposto in versione tradizionale, come metodo Charmat e come metodo Classico. Dalla pausa pranzo in poi il Saint-Vout propone taglieri, insalate, paste maison, creme di verdure a km 0, tartare, hamburger di carne valdostana, fonduta, raclette, dessert regionali anche senza glutine. Per gli appassionati del buon bere miscelato è imperdibile il rito dell’aperitivo serale, con cocktails sapientemente twistati da un mixologist professionista, serviti in abbinamento ai taglieri con prodotti tipici.

Il tempio dei buongustai Ad ogni ora del giorno il Saint-Vout è il posto giusto ad Aosta per assaggiare le buone specialità del territorio, i vini tipici e deliziosi cocktail di qualità At every hour of the day, the Saint-Vout is the place to go in Aosta to taste local specialties, typical wines and delicious quality cocktails

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noteca, cheese shop and products of the territory? Precisely, this is the eclectic soul of the new successful establishment that faces the Arco di Augusto, at the entrance to the historic centre of Aosta, named "Saint-Vout"; as was the monument in the Middle Ages, which can now be admired from the splendid outdoor areas of the establishment which is open summer/winter. But the eye-catching outdoor space is just one of Saint-Vout's many strengths, distinguished by the quality of raw materials and the courtesy and professionalism of a well prepared and passionate staff. Among the products that can be bought or consumed there are all the specialties offered by the territory, DOP Aosta Valley in first place (Fontina, Lardo d'Arnad, Jambon de Bosses and Fromadzo); then cheeses - goats and sheep - and small local producers’ salami, seasonal fresh vegetables or cooked vacuum packed, biscuits, yoghurt, honey, jams and an enviable collection of Aosta Valley wines and beers (over 30, filtered and not). At Saint-Vout it is also possible to taste the apple cider of their partner Maley, proposed in the traditional version, as a Charmat method and as a Classic method. From lunch break onwards, Saint-Vout offers chopping boards of cold meats, homemade pasta, zero km cream of vegetable soups, tartare, Aosta Valley meat burgers, fondue, raclette, salads, regional desserts even without gluten. For lovers of good mixed drinks, don’t miss the evening aperitif with cocktails expertly shaken by a professional mixologist, served in combination with a chopping board of typical products.

SAINT-VOUT CAFÉ Via Garibaldi, 10 Aosta Tel. 0165.267861 www.saint-vout.com

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The "Wines-CheesesMusic-Relax" evenings are interesting and animated in all seasons, starting at 7 pm and communicated through the Facebook and Instagram pages of the restaurant

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Fotografie di Nicolò Balzani

Sono interessanti e animate le serate “Vini-Formaggi-Musica -Relax” previste in tutte le stagioni, dalle ore 19, e comunicate attraverso la pagina Facebook e Instagram del locale


L’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta presenta

Modon d’Or Concorso nazionale

Fontina d’Alpage 2017

Valle d’Aosta 7 dicembre 2017 | Castello di Sarre - ore 20.30 Serata di premiazione del Modon d’or Concorso nazionale Fontina d’Alpage 2017

8 dicembre 2017 | Cogne | Sala del consiglio - ore 11 Colloquio-dibattito: I sapori, testimoni di un territorio, tra promozione e salvaguardia di autenticità


FOOD Buoni di natura

La Valle d’Aosta offre numerose opportunità gastronomiche. Prodotti, produttori, negozi e ristoranti creano tra loro un’interessante circolo virtuoso dove la filosofia "km 0” è sapientemente attuata e ben valorizzata The Aosta Valley offers many gastronomic opportunities. Products, manufacturers, shops and restaurants have created an interesting virtuous circle where the "km 0" philosophy is expertly executed and highly valued

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ono 4 i prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta) della Valle d’Aosta: la Fontina, il Jambon de Bosses, il Lardo d’Arnad e il Fromadzo. In questo numero della rivista vi raccontiamo le caratteristiche del formaggio simbolo di questa regione e del Caseificio Nicoletta uno dei produttori più importanti e qualificati. La Maison Bertolin celebra il suo straordinario 60° anniversario; una storia di grande passione strettamente legata al paese di Arnad e alla produzione del lardo. Per le golosità scoprite con noi la Reina dou Lace, crema al cacao di Agrival, le tegole e i nuovi cioccolati della Tegoleria Artigianale Valdostana e gli amati yogurt di Panizzi. La qualità degli ortaggi di montagna, i distillati Levi e le possibilità di acquisto on-line di Tascapan.com completano gli argomenti di questa speciale sezione FOOD.

There are 4 DOP (Protected Designation of Origin) products in the Valle d'Aosta: Fontina, Jambon de Bosses, Lardo d'Arnad and Fromadzo. In this issue of the magazine we tell you about the characteristics of cheese, symbol of this region and the Cheese factory Nicoletta, one of the most important and qualified producers. Maison Bertolin celebrates its extraordinary 60th anniversary; a passionate story closely linked to the village of Arnad and the production of lard. For sweet delicacies, discover with us the Reina dou Lace, Agrival cocoa cream, tegole and the new chocolates of the Tegoleria Artigianale Valdostana and the beloved Panizzi yogurt. The quality of mountain vegetables, Levi distillates and the online shopping opportunities of Tascapan.com complete the topics of this special FOOD section.

In questo numero:

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Fontina DOP

Caseificio Nicoletta

Maison Bertolin

Panizzi

Tegoleria Artigianale

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Tascapan

Ortaggi

Distillati Levi

Agrival

Enjoy Food


Concorso “Modon d’Or”

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l Concorso “Modon d’Or” premia le migliori Fontine d’alpeggio, cioè quelle realizzate solo con il latte delle mucche libere al pascolo in estate nei prati valdostani. he "Modon d'Or" competition rewards the best mountain pasture Fontine, that is, those made only with the milk of free cows grazing in summer in the Aosta Valley meadows.

Nell'immagine Laurent Viérin, in qualità di Assessore all'Agricoltura e Risorse naturali della Regione autonoma Valle d'Aosta :"Siamo impegnati a difendere, valorizzare e promuovere i prodotti DOP valdostani che sono tra i patrimoni più preziosi del nostro territorio" In the image Laurent Vierin, as Agriculture and Natural Resources Councillor of the Autonomous Region of the Aosta Valley: "We are committed to defending, valorising and promoting the Aosta Valley DOP products that are the most valuable heritages of this area”


I 4 DOP, simboli della Valle d'Aosta e della filiera enogastronomica di qualità

Fontina DOP: simbolo della Valle d’Aosta dal gusto unico Amare la Fontina significa saper riconoscere e apprezzare quella DOP prodotta secondo autentici criteri di qualità, gusto e lavorazione To love Fontina is to know and appreciate that DOP produced according to authentic quality, taste and processing criteria

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circa i produttori invernali.

200

circa gli alpeggi.

2.500

metri l'altezza massima degli alpeggi.

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hose who love the Aosta Valley can’t help but know Fontina and appreciate its characteristics of quality and taste. This cheese has a history of tradition that began in the 1960s when there was a revolution in Italian agriculture and in the zootechnical-dairy sector. The dairy industry imposed new processing and marketing techniques and eliminated local breeds. Local production, however, was saved, developed and valued through quality research and the introduction of typical characteristic recognition marks. It was in 1957 that the Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina was constituted, and since 1995 the European Union Commission has included 'Fontina' Protected Designation of Origin. The Consortium supervises the production and trade of the product and provides for the branding of the shapes conforming to the production specification.

Da sempre la Fontina è simbolo di una Valle d’Aosta rurale e autentica dove tradizione e modernità si traducono nel lavoro che ogni giorno, con passione ed impegno, viene portato avanti dal mondo agricolo valdostano. Fontina has always been the symbol of a rural and authentic Aosta Valley where tradition and modernity are translated into the work that is carried out on a daily basis with the passion and commitment and carries forward the Aosta Valley farming

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5 -12

a Fontina, il Jambon de Bosses, il Lardo d’Arnad e il Fromadzo vantano la certificazione di qualità dell’Unione Europea. I prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta) garantiscono al consumatore che tutte le materie prime utilizzate provengano da una determinata area geografica, in cui avvengono tutte le fasi della lavorazione descritte in dettaglio da un disciplinare. L’ambiente geografico comprende fattori naturali ed umani per ottenere un prodotto inimitabile al di fuori della zona di origine.

90%

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le razze di mucche valdostane.

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mungiture al giorno.

Chi ama la Valle d’Aosta non può non conoscere la Fontina e apprezzare le sue caratteristiche di qualità e di gusto. Questo formaggio ha una storia di tradizione che inizia negli anni 60 quando nell’agricoltura italiana e nel settore zootecnico-caseario avvenne una rivoluzione. L’industria lattiero casearia impose nuove tecniche di lavorazione e di commercializzazione e vennero eliminate le razze locali. Le produzioni locali vennero però salvate, sviluppate e valorizzate attraverso un’assidua ricerca di qualità e all’introduzione dei marchi di riconoscimento di tipicità. E' del 1957 la costituzione del Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina, mentre dal 1995 la Commissione dell’Unione Europea annovera la Denominazione di Origine Protetta ‘Fontina’. Il Consorzio vigila sulla produzione e sul commercio del prodotto e provvede alla marchiatura delle forme conformi al disciplinare di produzione.

I 4 deliziosi DOP

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giorni il periodo di maturazione minima.

gradi la temperatura delle grotte di stagionatura

l'umidità delle grotte di stagionatura.

100

litri di latte per fare 1 forma di Fontina

17.000

bovine di razza valdostana.

400.000 Fontine prodotte all'anno

ontina, Jambon de Bosses, Arnad lard and Fromadzo boast the quality certification of the European Union. DOP products (Protected Denomination of Origin) guarantee to the consumer that all the raw materials used come from a specific geographic area, all the processing stages are described in detail by a specification. The geographical environment including natural and human factors to achieve a product that is inimitable outside the area of origin.


Caseificio Nicoletta - Donnas

Il sapore unico e delizioso del latte I formaggi naturali e genuini del Caseificio Nicoletta nascono solo dall’antica tradizione casearia valdostana The natural and genuine cheeses of Caseificio Nicoletta originate only from the ancient Aosta Valley dairy tradition

Il negozio del Caseificio Nicoletta in via delle Porte Pretoriane nel centro di Aosta. Nella pagina a fianco: (in alto) la cantina degli acari (in basso) la salatura e il lavaggio della fontina, metodi tradizionali ed essenziali per stagionare al meglio il formaggio The cheese factory Nicoletta’s shop on the street of the Porte Pretoriane in the centre of Aosta. On the next page: (at the top) the cheese mite cellar (at the bottom) salting and washing the fontina, traditional methods and essential to mature the cheese in the best way

CASEIFICIO NICOLETTA Via Roma, 92 F - Donnas Via Porta Praetoria 3 - Aosta Tel. 0125.806032 www.nicolettasrl.com

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Compleanno importante per il Caseificio Nicoletta: esattamente 30 anni fa Nicoletta inaugurava a Donnas col marito Paolo la sua attività all’ingrosso e al dettaglio (completamente ampliata e rinnovata nel 2015); mentre è di oggi, sei lustri dopo, il nuovo e centralissimo punto vendita nel cuore di Aosta. Ora a guidare il Caseificio sono Francesco, un passato al Foro di Milano, socio ormai da 10 anni, e Giacomo, il giovanissimo e determinato figlio di Nicoletta. I formaggi prodotti nel Caseificio sono davvero unici e speciali, perché sono sani, genuini e mantengono intatte le caratteristiche organolettiche dei “veri” formaggi di montagna a base di latte crudo… Sono interessanti, da conoscere e da scoprire le 5 modalità di stagionatura di questo amato caseificio. La stagionatura con gli “acari”, durante la quale avviene l’insorgere dell’acaro del cacio e la crosta si copre della polvere prodotta da esso, che protegge e sigilla in modo naturale, conferendo un aroma genuino e mai amaro; la stagionatura “a crosta lavata”, ad esempio la Fontina o la celebre Toma di Gressoney, lavorata secondo la tradizione solo da piccoli produttori valdostani; la stagionatura “a crosta fiorita”, come il Montagnard, una toma occhiata, particolarmente dolce, grassa e pastosa; la stagionatura “a crosta muffettata”, caprini a pasta bianca che possiedono delle caratteristiche di sapore e aroma del tutto particolari; infine ecco gli “erborinati”, il Bleu di Nicoletta in primis, morbido e cremoso, inoculato con muffe nobili del Roquefort. Altre specialità del Caseificio sono i pecorini, sapidi e gustosi, i formaggi di capra fresca e i prodotti per la salute e la bellezza del corpo - realizzati esclusivamente secondo ricette farmaceutiche - a base di latte con fiori, erbe e frutti del territorio (uva, miele, arnica…), sfiziose idee regalo per stupire e sorprendere in tutte le stagioni.

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n important birthday for Caseificio (cheese factory) Nicoletta: exactly 30 years ago Nicoletta inaugurated her wholesale and retail business (fully expanded and refurbished in 2015) at Donnas, with her husband Paolo; while it is today, the new and central sales point in the heart of Aosta. Now driving the cheese factory is Francesco, who previously worked at the Foro of Milan, a partner for 10 years, and Giacomo, the young and determined son of Nicoletta. The cheeses produced in the cheese factory are really unique and special because they are healthy, genuine and keep intact the organoleptic characteristics of “true” mountain cheese based on raw milk ... It is interesting, to know and discover the 5 ways of maturing of this beloved cheese factory. The maturing with the "mites" during which the onset of the cheese mite occurs and a dust, produced by them, covers the crust, this protects and seals naturally, giving it a genuine and never bitter aroma; the "washed rind" aging, such as for the Fontina or the famous Toma di Gressoney, worked according to the tradition of small Aosta Valley producers; the "bloomy rind" maturing, such as for the Montagnard, a particularly sweet, greasy and pasty toma; "mold rind" maturing, for white goat's cheese that have a distinctive flavour and aroma; finally, the "blue cheeses", the Bleu di Nicoletta in first place, is soft and creamy, inoculated with noble moulds of Roquefort. Other specialities of the cheese factory are, the tasty and flavoursome pecorini, the fresh goat’s cheese and the health and beauty products for the body - made exclusively according to pharmaceutical recipes - based on milk with flowers, herbs and fruit of the territory (grapes, honey, arnica ...), delicious gift ideas to amaze and surprise in all seasons.


Gemini, qui dii Samothraces nominantur esse; quorum argumentum nefas est pronuntiare praeter

Fotografie di Nicolò Balzani

Gemini, qui dii Samothraces nominantur esse; quorum argumentum nefas est pronuntiare praeter eos sunt


60 anni di bontà e tradizione Il 60° Anniversario del Salumificio Maison Bertolin: la storia di una famiglia è la storia di un paese Gemini, qui dii Samothraces nominantur esse quorum argumentum nefas est pronuntiare praeter La storia del Salumificio Maison Bertolin comincia nel 1957 come piccola macelleria a gestione familiare nel centro del paese di Arnad. Guido Bertolin e Francesca Joly cominciano la loro avventura da imprenditori in un Paese povero, legato principalmente alla sua tradizione agraria a cui si affiancano le prime fabbriche. La macelleria cresce sempre più e il piccolo “Gabiot” non basta più, obbligando i due giovani imprenditori a trasferirsi ad Extraz con i due figli Rinaldo e Lorenzo. Con la morte di Guido, Rinaldo, a soli 14 anni, si carica sulle spalle la responsabilità della macelleria sviluppandola sempre di più. Nel 1977 sposerà poi Marilena, che non sarà solamente una compagna nella vita, ma anche nel lavoro. Negli anni ’80 la macelleria diventa principalmente laboratorio di produzione di salumi della “Tradition Valdôtaine” e avrà un ruolo fondamentale negli anni a venire per la comunità di Arnad, soprattutto con la figura di Rinaldo che guiderà la conquista alla tanto agognata DOP (Denominazione di Origine Protetta) per il Lardo di Arnad. All’inizio degli anni ’90

il primo figlio Guido entra anima e corpo in azienda e nel frattempo nasce anche Alexandre, il secondogenito. Nel 2000 il grande passo, la realizzazione di un sogno, con la costruzione del nuovo stabilimento in località Champagnolaz: 2.500 mq di locali adibiti alle diverse lavorazioni, asciugature e stagionature per i prodotti, uffici amministrativi con punto vendita annesso, studiato per dare la possibilità agli ospiti di visitare l’azienda. Nel 2006 la vita si prende Rinaldo a soli 49 anni ma da buoni Arnayot i Bertolin non si danno per vinti continuando a migliorarsi qualitativamente sempre con l’obiettivo di promuovere non solo se stessi ma anche la Valle d’Aosta. Sinergie e Recupero del Territorio - La Maison Bertolin da sempre collabora con aziende agricole del territorio dove acquista regolarmente patate e barbabietole per la produzione dei Boudin, piante ed erbe aromatiche utilizzate per la salature del lardo, le noci per la produzione dell’olio e piante di génépy per aromatizzare il prosciutto FranBon.

La Maison Bertolin è riuscita con investimenti e sacrifici a crescere e migliorarsi anno dopo anno. L’obiettivo è quello di promuovere la Valle d’Aosta nel mondo con tutte le sue particolarità e specialità enogastronomiche, turistiche, naturalistiche e culturali

SALUMIFICIO MAISON BERTOLIN Località Champagnolaz, 10 Arnad (AO) Tel. 0125.966127 www.bertolin.com

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Maison Bertolin has succeeded, with investments and sacrifices, to grow and improve year after year. The aim is to promote the Aosta Valley in the world with all its peculiarities and food and wine specialties, touristically, naturally and culturally


Maison Bertolin

Tutto questo ha permesso ai giovani agricoltori valdostani di aprire nuove aziende agricole, di recuperare appezzamenti di terreno precedentemente abbandonati. Lo Sviluppo Aziendale - In questi anni Maison Bertolin ha continuamente migliorato i processi produttivi e la qualità dei prodotti ottenendo nuove certificazioni e confermando quelle già ottenute nel passato come ISO 9001:2015, ISO 22000:2005 e IFS Food. Queste a maggior garanzia per i prodotti Bertolin tra cui spicca il Valle d’Aosta Lard d’Arnad a Denominazione di Origine Protetta. E’ stata recentemente ultimata una linea di confezionamento innovativa che permetterà un packaging all’avanguardia, più sicuro e funzionale; il tutto finalizzato al connubio tra alti standard produttivi e alla valutazione dei rischi per la salute e la tutela dei collaboratori. La Maison Bertolin è riuscita con investimenti e sacrifici a crescere e migliorarsi anno dopo anno. L’obiettivo è quello di promuovere la Valle d’Aosta nel mondo con tutte le sue particolarità e specialità enogastronomiche, turistiche, naturalistiche e culturali.

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ith Guido's death, Rinaldo who was only 14 years old, was given the responsibility of the butcher shop, developing it more and more. In 1977 he married Marilena, who became not only a companion in life, but also in work. In the 1980s the butchery became mainly a salami production workshop, following the "Tradition Valdôtaine" and played a key role in the years to come for the community of Arnad, especially with the figure of Rinaldo who led the conquest of the long-awaited DOP (Denomination of Protected Origin) for Arnad's Lard. In the early '90s, his first son, Guido, entered body and soul into the company and in the meantime Alexandre, the second son, was born. In 2000 the big step, the realisation of a dream, with the construction of the new establishment in località Champagnolaz: 2,500 square metres of premises used for various manufacturing, drying and seasoning for products, administrative offices with a sales point, designed to allow guests to visit the company. In 2006, Rinaldo's life was taken at only 49 years old, but as good Arnayots, the Bertolin did’t allow this to derail them and continued to always improve qualitatively with the aim of promoting, not only themselves, but also the Aosta Valley.

Sinergie and Territory Recovery - Maison Bertolin has always worked with farms in the area where they regularly buy potatoes and beetroot for the production of Boudin, plants and aromatic herbs used for lard seasoning, walnuts for oil production and juniper plants to flavour the FranBon ham. All this has allowed young Aosta Valley farmers to open new farms and to recover previously abandoned land plots. Company Development - Over the years, Maison Bertolin has continually improved production processes and product quality by gaining new certifications and confirming what has already been achieved in the past such as ISO 9001: 2015, ISO 22000: 2005 and IFS Food. These are the most important guarantees for Bertolin products including the Aosta Valley Lard d'Arnad Denomination of Protected Origin. A new line of innovative packaging has recently been completed that will enable cutting-edge, safer and more functional packaging; all aimed at combining high manufacturing standards while assessing the risks to health and the protection of employees. Maison Bertolin has succeeded, with investments and sacrifices, to grow and improve year after year. The aim is to promote the Aosta Valley in the world with all its peculiarities and food and wine specialties, touristically, naturally and culturally.


Maison Bertolin

60 anni di bontà e tradizione Un’Azienda sempre in crescita- Nel 2017 Maison Bertolin è diventata una delle prime aziende alimentari in Valle d’Aosta, con un fatturato di 6 milioni di euro all’anno, il 15% arriva direttamente dal punto vendita, con degustazioni personalizzate e promuovendo a 360° tutta l’enogastronomia della Valle d’Aosta. La Valle d’Aosta si conferma il primo mercato assorbendo il 62% delle vendite. L’azienda conta al suo interno 35 collaboratori, tutti Valdostani e alcuni di essi fanno parte della grande famiglia Bertolin da più di 25 anni.

A Sono stati numerosi i festeggiamenti per i 60 anni dell’azienda tra cui l’edizione dell’interessante volume "Pane & Lardo" di Giacomo Sado con la storia di famiglia legata al paese di Arnad

n ever-growing company -In 2017 Maison Bertolin became one of the first food companies in the Aosta Valley to have a turnover of 6 million euros a year, 15% came directly from the sales point, with personal tastings and 360° promoting of all the food and wine of the Aosta Valley. The Aosta Valley is the first market to absorb 62% of sales. The company has 35 collaborators, all from the Aosta Valley and some of them have been part of the large Bertolin family for more than 25 years.

There have been numerous celebrations for the company's 60 years including the edition of the interesting book "Pane & Lardo" by Giacomo Sado with family history linked to the village of Arnad

Lo “Scrigno dei Sapori” è un’esperienza da non perdere. Una boutique con i migliori prodotti gastronomici valdostani con la possibilità di interessanti visite guidate all’azienda. A 5 minuti di auto dall’uscita di Arnad sull’autostrada Torino/Aosta. T he "Scrigno dei Sapori" is an experience not to be missed. A shop with the best Aosta Valley gastronomic products with the possibility of interesting guided tours of the business. A 5-minute drive from Arnad on the Turin /Aosta motorway.

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Panizzi

Lo yogurt più ammirato del mondo Questa amata azienda familiare nel 2018 compirà 50 anni: è dal 1968, infatti, che Panizzi di Courmayeur realizza ottimi prodotti del territorio a km 0 This beloved family business will, in 2018, celebrate 50 years: it is since 1968, in fact, that Panizzi of Courmayeur produces excellent products of the territory at km 0 Alzi la mano chi a Courmayeur non ha mai assaggiato uno yogurt di Panizzi: si tratta di una delle più celebri e apprezzate specialità di questa azienda a conduzione familiare, che compie 50 anni proprio nel 2018. Prodotto nel caseificio di Courmayeur, lo yogurt Panizzi è fatto unicamente con il latte prodotto in Valle d’Aosta e confezionato in vasetti di vetro, cosa che lo rende facilmente riconoscibile. È prodotto in 12 differenti gusti, dai frutti di bosco, al mirtillo nero, dai vari gusti alla frutta (pesca, albicocca, limone e fragola), ai cereali, al pistacchio di Sicilia, passando per la nocciola del Piemonte; naturalmente ci sono anche i classici intero e parzialmente scremato. Infine celebrato e rinomato è lo yogurt Panizzi alla vaniglia, ben conosciuto anche dai frequentatori delle Terme di Pré-Saint-Didier, che possono gustarlo a volontà. Caratteristica di questi yogurt “di montagna” è senz’altro l’artigianalità, ma sono soprattutto il gusto intenso e la consistenza cremosa, ottenuta attraverso 18 ore di fermentazione lenta, a conquistare i clienti più esigenti: piacciono sia il caratteristico sapore di latte, sia la texture densa e pastosa. Si possono gustare in ogni momento della giornata: a colazione (ad esempio quello ai cereali), come dessert (ottimo alla vaniglia), a merenda (quelli alla frutta) o utilizzare come ingrediente per la preparazione di dolci e gelati. E per chi non passa da Courmayeur? Niente paura, è possibile trovarlo negli altri negozi di Panizzi della Valdigne (La Thuile e Morgex) ed in altri punti vendita della Valle d’Aosta, nonché in molti negozi di qualità fuori valle.

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ands up, who in Courmayeur has never tasted a Panizzi yogurt? This is one of the most celebrated and appreciated specialties of this family run business, which is 50 years old in 2018. Produced in the Courmayeur dairy, Panizzi yogurt is made only with milk produced in the Aosta Valley and packaged in glass jars, which makes it easily recognizable. It is produced in 12 different flavours, from forest fruits, to blueberries, from various fruit flavours (peach, apricot, lemon and strawberry), to cereals, pistachio from Sicily and hazelnut from Piedmont; of course, there are also whole and partly skimmed classics. Finally, the celebrated and renowned vanilla Panizzi yogurt, well known also by the frequenters of Pré-Saint-Didier Terme, who can taste it at will. Characteristics of these “mountain” yogurts are certainly the fact that they are handmade, but above all their intense taste and creamy consistency, obtained through 18 hours of slow fermentation, to win over the most demanding customers: they like both the flavour of the milk, and the dense and soft texture. You can enjoy them at any moment of the day: at breakfast (e.g. the cereal flavour), as dessert (the vanilla flavour is ideal), snack (fruit flavour) or use as an ingredient for the preparation of sweets and ice cream. And for those who aren’t coming to Courmayeur? No fear, you can find it in in the other Panizzi shops in the Valdigne (La Thuile and Morgex) and other shops in the Aosta Valley, as well as in many quality shops outside the Valley.

PANIZZI Courmayeur Via Circonvallazione 41 Via Roma 53 Tel. 0165.843041 La Thuile Via Collomb 10 Tel. 0165.067020

I delicati yogurt Panizzi sono venduti nei vasetti da 125 e 375 grammi oppure nella conveniente maxi confezione da 1 kg

Morgex Rue du Mont Blanc 53 Tel. 347.6883666 www.panizzicourmayeur.com


Fotografie di Nicolò Balzani


Tegoleria Artigianale Valdostana - Aosta

Si narra che la ricetta arrivi dalla Normandia, e che sia stata importata in Valle d’Aosta intorno al 1930: un sapiente mix tra mandorle, nocciole, zucchero e bianco d’uovo, che è tutt’ora alla base delle “tegole”, croccante biscotto tra le più celebri specialità della Vallée. Il nome deriva dalla tipica forma, che ricorda - appunto - le tegole dei tetti cittadini, e queste sottili cialde appetitose (una tira l’altra!) sono imprescindibili compagne del caffè alla valdostana, dei vini passiti, della “fiocca” - la panna - e del gelato alla crema. Proprio per far fronte a una richiesta sempre maggiore, nel 1994 è stata inaugurata dalla famiglia Giorgi - pasticceri da generazioni - la “Tegoleria Artigianale Valdostana”, guidata ora dal figlio Giuseppe. Caratteristica di questa azienda artigiana è la costante ricerca di materie prime selezionate e di qualità: nocciole italiane al 100% (piemontesi, quando possibile) e cioccolato fondente al 61%. Questi ingredienti base si declinano in specialità dolciarie del territorio che spaziano dalla Valle d’Aosta (“tegole”, “tegolose” al cioccolato) a tutto il Piemonte (Baci di Dama, Torcetti, Pasta di Meliga, Frollini alle castagne, Marrons glacés). Le amate tegole valdostane vengono prodotte esclusivamente secondo la ricetta della tradizione: si parte dalle nocciole intere (non dalla farina di nocciole) e si aggiungono via via gli altri ingredienti, rigorosamente genuini, naturali e privi di conservanti. Per i più ghiotti c’è la versione ricoperta di finissimo cioccolato fondente, le tegolose. Il laboratorio della Tegoleria di trova alle porte di Aosta, e ogni anno produce circa 65 tonnellate di tegole: numeri importanti quindi, che confermano la costante ascesa sul territorio dei prodotti artigianali di qualità.

Tegole “Mon Amour” Le tegole valdostane sono tra i dolci più noti e apprezzati in Valle d'Aosta: la Tegoleria Artigianale Valdostana le produce ancora secondo l’antica ricetta Aosta Valley tegole are among the most popular and appreciated sweet treats in the Aosta Valley: the Tegoleria Artigianale Valdostana still produces them according to the ancient recipe

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t is said that the recipe comes from Normandy and that it was imported to the Aosta Valley around 1930: a clever mixture of almonds, hazelnuts, sugar and egg white, which is still at the base of the "tegole", a crunchy biscuit among the most famous Aosta Valley specialties. The name comes from the typical shape, which is very similar to the tiles of the roofs of the city, and these thin appetizing biscuits (one leads to another!) are an indispensable companion to Aosta Valley coffee, raisin wines, to the "fiocca" - the cream - and to cream flavoured ice cream. It was to meet the growing demand, that the Giorgi family - bakers for generations inaugurated in 1994, the "Tegoleria Artigianale Valdostana", now led by their son Giuseppe. One of the characteristics of this artisan company is the constant search for selected and quality raw materials: 100% Italian hazelnuts (Piedmontese when possible) and dark chocolate at 61%. These basic ingredients are used in the confectionery specialties of the territory that range from the Aosta Valley ("tegole",

Questo laboratorio artigianale produce anche l’ottimo cioccolato che vedete nell’immagine. Originali e raffinate, anche per un regalo, le confezioni con il tema dei paesaggi montani e delle vette valdostane This artisanal workshop also produces the great chocolate you see in the image. Original and refined, even for a gift, the packs have the theme of mountain landscapes and Aosta Valley peaks

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"tegolose" with chocolate) to all of Piedmont (Baci di Dama, Torcetti, Pasta di Meliga, Frollini with chestnuts, Marron glacé). The beloved Aosta Valley tegole are produced exclusively according to the traditional recipe: starting with whole hazelnuts (not from flour!) then the other, strictly genuine ingredients, natural and without preservatives, are added; Finally, if desired, they cover the biscuits with a delicious layer of dark chocolate. The Tegoleria's laboratory is located in Aosta, and each year produces about 65 tons of tegole: important figures, thus confirming the steady rise in quality artisan products in the area.

TEGOLERIA ARTIGIANALE VALDOSTANA Via Viseran 10 Aosta Tel. 0165.262507 www.tegoleria.com


Tascapan .com

T Le migliori eccellenze enogastonomiche valdostane non sono mai state così vicine e facili da gustare The best Aosta Valley enogastronomic specialities have never been so close and easy to enjoy

Un click nel gusto di montagna

Tascapan, la bisaccia del montanaro, nasce nel 2014 dall'idea di unire una selezione di produttori della tradizione valdostana in un unico spazio virtuale, un e-commerce in cui effettuare acquisti consapevoli: www.tascapan.com una rete che conta circa 20 aziende familiari o assimilabili, scelte fra quelle più affezionate alla tradizione. E così a sfornare i deliziosi biscotti che Tascapan.com propone non è uno stabilimento industriale, ma un'azienda agricola a conduzione familiare che coltiva e macina in proprio i cereali, come la Bonne Vallée. Le bottiglie di vino selezionate non provengono da enormi produzioni meccanizzate, ma dalle cantine di piccoli vignerons, che lavorano a mano pochi ettari di vigna terrazzati, come Didier Gerbelle. Il succo di mela non è il solito misto di varietà ma una selezione di nettari diversi per assaporare il vero sapore di questo frutto, come nei succhi dell’azienda agricola Saint Grat. Ma c'è ancora dell'altro, perché Tascapan ha aperto da poco anche un negozio fisico, all'interno di Maison Bruil d’Introd, un museo etnografico incentrato sul tema dell'alimentazione tradizionale.

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ascapan, a mountain backpack, was born in 2014 from the idea of joining a selection of traditional Aosta Valley producers in a single virtual space, an e-commerce where you can make informed purchases: www.tascapan.com a network that has about 20 family run or similar companies, chosen from those most fond of tradition. It is for this that the baking of the delicious biscuits that Tascapan.com offers is not done in an industrial establishment, but in a family-run farm that cultivates and grinds in its own cereals such as Bonne Vallée. The selected bottles of wine do not come from huge mechanised productions, but from the cellars of small vignerons, who work a few hectares of terraced vineyards by hand, such as Didier Gerbelle. The apple juice is not the usual mixture of varieties but a selection of different nectars to savour the true flavour of this fruit, like the juices from the Saint Grat farm. But there is more, because Tascapan has recently opened an actual shop, inside Maison Bruil d'Introd, an ethnographic museum all about traditional food.

Nelle immagini qui sotto i rappresentanti di 3 piccoli produttori associati al progetto Tascapan: l’azienda agricola Saint Grat, la cantina di Didier Gerbelle e la Bonne Vallée

In the pictures below, representatives of 3 small producers associated with the Tascapan project: Saint Grat Farm, Didier Gerbelle winemakers and Bonne Vallée

TASCAPAN Frazione Villes Dessus Introd (AO) Tel. 334.2483764 www.tascapan.com


Il commento dell'esperto

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rodurre ortaggi in montagna, a mio modo di vedere, risulta essere una delle attività agricole più eroiche. In effetti le condizioni climatiche dovute all’altitudine, alla ridotta insolazione e alla presenza di precipitazioni nevose, riducono notevolmente il periodo vegetativo, scoraggiando qualsiasi agricoltore, ad intraprendere questa attività. Ma i montanari, si sa, sono un po’ caparbi e qui in Valle d’Aosta alcuni di loro hanno scelto di sfruttare i lati positivi di questa situazione: l’insolazione nei versanti risulta particolarmente benefica: le cosiddette “forti escursioni termiche”, cioè la differenza di temperatura tra il giorno e la notte, concentrano particolarmente gli aromi dei prodotti; il clima secco riduce notevolmente l’incidenza di malattie, in particolar modo quelle causate da alcuni funghi. Questi coraggiosi produttori si sono installati con le loro aziende sia nella valle centrale che nelle valli laterali sino ad arrivare a quote decisamente elevate. Sia in pieno campo che in cultura protetta da serre. Il loro denominatore comune sono la competenza professionale acquisita (molti di loro sono tecnici agrari), l’età (molti di loro sono giovani), la modalità di vendita del prodotto (tutti organizzati per vendere i prodotti direttamente al consumatore finale). Nel territorio valdostano, tenendo conto del clima che consente al minimo l’uso di fitofarmaci contro le malattie e i parassiti delle piante, vengono prodotti ortaggi a ciclo breve e resistenti alle basse temperature: patate e pomodori che sono più rustici; zucchine e cetrioli; tutte le leguminose (fagioli, fagiolini e piselli) offrono buone rese grazie al ciclo vegetativo breve; i cavoli, prediligono un clima temperato-fresco; il porro e la cipolla che resistono al freddo; la carota e il sedano sono facili se il terreno è sciolto; lattughe,

Gli ortaggi eroici, e più buoni…, di montagna di Diego Bovard

Sono coraggiosi, competenti e appassionati del proprio lavoro: i giovani coltivatori di ortaggi in Valle d’Aosta sfruttano le particolari condizioni per offrire prodotti sani e gustosi They are courageous, competent and passionate about their work: the young farmers in the Aosta Valley use the particular conditions to offer healthy and tasty products lattughino da taglio. Inoltre tutte queste aziende oltre a produrre ortaggi associano la coltivazione dei piccoli frutti che offrono dei risultati eccezionali: ottimi lamponi coltivati anche fino a quote di 1.800 mt e alla stessa quota fragole settembrine di eccezionali aromi.

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aking vegetables in the mountains, in my view, is one of the most heroic farm activities. Indeed, the climatic conditions due to altitude, reduced sunlight and the presence of snowfall considerably reduce the vegetative period, deterring any farmer, to undertake this activity. But the mountain dwellers are known to be a bit stubborn, and here in the Aosta Valley some of them have chosen to exploit the positive side of this situation: sunsets on the slopes are particularly beneficial: the so-called "strong thermal excursions" that is, the difference in temperature between day and night, focus particularly on the aromas of the products; the dry climate greatly reduces the incidence of diseases, especially those caused by some fungi. These courageous producers have

installed themselves with their companies both in the central Valley and in the side valleys to reach very high altitudes. Both in the field and in the protected culture of greenhouses. Their common denominator is the acquired professional competence (many of them are agricultural technicians), their age (many of them are young), the way of selling the product (all organised to sell the products directly to the final consumer). In the Aosta Valley territory, taking into account the climate that minimises the use of plant protection products against plant diseases and parasites, low temperature resistant vegetables are produced: potatoes and tomatoes that are more rustic; courgettes and cucumbers; all legumes (beans, green beans and peas) offer good yield thanks to the short vegetative cycle; cabbage prefers a cool climate; leek and onion that resist cold; carrot and celery are easy if the soil is melted; lettuce. In addition, all these companies, besides producing vegetables, also cultivate small fruits that offer exceptional results: excellent raspberries also grown up to 1,800 mt and at the same altitude September strawberries with exceptional aromas.

GECA Ortofrutta a Sarre (AO) è un produttore che propone 5 ingredienti - "Freschezza, Sicurezza, Genuinità, Naturalità e Qualità” - nelle proprie coltivazioni. www.gecaortofrutta.it

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Distillati Levi

L’affascinante magia del grapat L’infuso estrae il sapore e il distillato lo concentra: ecco il segreto della sorprendente forza aromatica dei Distillati Levi con una storia iniziata nel 1700 The infusion extracts the flavour and the distillate concentrates it: here is the secret of the astonishing aromatic strength of the Distillati Levi with a story that began in 1700 Fonti scritte riferiscono come già a partire dal 1700 la famiglia Levi di Campodolcino si dedicasse all’arte della distillazione; un lavoro faticoso che richiedeva di viaggiare con l’alambicco su ruote molto a lungo per riuscire a trovare gli ingredienti giusti per rendere il proprio prodotto unico. Guglielmo Levi, figlio del "grapat" Angelo Levi, seguì la tradizione di famiglia e diventò un abile distillatore come altri quattro dei suoi nove fratelli: Angelo, Eugenio, Serafino ed Egidio. Venne in Valle d’Aosta dove fondò le Distillerie Levi, in pieno centro di Aosta, e cominciò a produrre una gamma di prestigiosi distillati. Levi è da sempre specialista nella lavorazione dei distillati, un procedimento lungo, accurato, genuino, un’alchimia naturale che passa attraverso le vasche in cui erbe e frutti rilasciano la loro naturale bontà, per esaltarsi negli alambicchi, dove la purezza viene distillata goccia dopo goccia. L’infuso estrae il sapore e il distillato lo concentra: ecco il segreto della sorprendente forza aromatica dei Distillati Levi. Proprio da questa fantastica esperienza nasce oggi il nuovo Gin Glacialis, un distillato dry, fine, chiaro e deciso, ottenuto dall’infusione e successivamente dalla distillazione in quantità limitate di bacche di ginepro spontaneo, un’altra eccellenza che nasce tra le montagne incontaminate della Valle d’Aosta, terroir che dona materie di assoluta qualità. Ancora oggi il segreto è questo: basta sorseggiare un bicchiere di Gin Glacialis e chiudere gli occhi, gustando il suo aroma unico. Subito, si è circondati dal silenzio e dalla maestosità delle cime valdostane, stagliate su un cielo terso con le loro vette innevate, sul viso un’aria pura, fredda e profumata, il sapore della natura della Valle d’Aosta in una bottiglia: è questa l’affascinante magia dell’antico mestiere del grapat, tradizione della famiglia e dell’azienda Levi.

DISTILLATI LEVI Loc. Torrent de Maillod, 4 Quart (AO) Tel. 0165.774111 www.grappalevi.it

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GIN Glacialis LEVI, si è aggiudicato nel 2016 una Medaglia di Bronzo al IWSC di Londra, replicando anche quest’anno nel 2017 sempre all’IWSC di Londra e poi con grande soddisfazione ha ottenuto la Medaglia d’Oro al Concours Mondial de Bruxelles. Il GIN Glacialis LEVI è l’unico Gin puro distillato in Valle d’Aosta, ottenuto da una sola botanica: il ginepro spontaneo raccolto sulle vette valdostane. Pensare di vincere una medaglia con il GIN a Londra, notoriamente “patria del Gin”, è sicuramente un’altissima certificazione di qualità ed internazionalizzazione

The charming

GIN Glacialis LEVI, won a Bronze Medal at the IWSC in 2016, and again this year in 2017 at the IWSC in London and then with great satisfaction got the Gold Medal at the Concours Mondial de Bruxelles. GIN Glacialis LEVI is the only pure distilled Gin in the Aosta Valley, obtained from only one plant: the natural juniper berry harvested on the peaks of the valley. Thinking of winning a medal with the GIN in London, known as the "Gin homeland", is definitely a top quality certification and internationalisation

W magic

of the grapat

ritten sources report that as early as 1700 the Levi family of Campodolcino devoted itself to the art of distillation; a tiring job that required that they travel with the “alambicco” on wheels, long enough to find the right ingredients to make their own unique product. Guglielmo Levi, son of the “grapat" Angelo Levi, followed the family tradition and became a skilful distiller like four of his nine brothers: Angelo, Eugenio, Serafino and Egidio. He came to the Aosta Valley where he founded the Distillerie Levi in the centre of Aosta, and began to produce a range of prestigious distillates. Levi has always been a specialist in the production of distillates, a long, accurate, genuine process, a natural alchemy that passes through the pools where herbs and fruits release their natural goodness, to exalt themselves in the “alambicchi” where purity is distilled drop after drop. The infusion extracts the flavour and the distillate concentrates it: here is the secret of the astonishing aromatic strength of the Distillati Levi. From this fantastic experience, the new Gin Glacialis is born today, a dry, fine, clear and decisive distillate, obtained from the infusion and then from the distillation in limited quantities of natural juniper berries, another excellence that arises among the unspoiled mountains of the Aosta Valley, a land that gives quality materials. Still today the secret is this: just sip a glass of Gin Glacialis and close your eyes, tasting its unique aroma. Immediately, you are surrounded by the silence and by the magnificence of the Aosta Valley peaks, standing out against a clear sky with their snowy peaks, on your face, a pure, cold and fragrant air, the flavour of the Aosta Valley’s nature in a bottle: it is this the fascinating magic of the old grapat craft, family tradition and the Levi company.

Gli alambicchi per la produzione dei distillati sono ricchi di dettagli affascinanti come potete ammirare in queste immagini The production of distillates are rich in fascinating details as you can see in these images


Tronchetto di Natale I consigli dello chef Luca Berolatti Ingredienti per 4 persone: • 230 g di cioccolato fondente di ottima qualità • 230 ml di panna fresca • 120 g di zucchero semolato • 90 g di farina 00 • 20 g di burro di montagna • 3 uova bio • 1 cucchiaio di miele valdostano • crema spalmabile Reina dou Lacë Agrival® q.b. Montare le uova con lo zucchero; unire il miele, la farina setacciata e mescolare lentamente dal basso verso l’alto. Stendere l’impasto in uno stampo rettangolare rivestito di carta forno e infornare a 180 °C per circa un quarto d’ora. Ribaltare la base biscotto su un foglio di carta forno inumidito e staccare la carta dalla base; coprire con della pellicola, arrotolare e lasciar riposare per 15-18 minuti. Srotolare e riempire il biscotto con la crema Agrival®. Decorare con una ganache preparata sciogliendo il cioccolato con la panna e il burro; farla freddare, avvolgere il tronchetto nella pellicola e far riposare in frigo per 3-4 ore. Tirare fuori solo al momento di servire. 2 ESECUZIONE RICETTA MEDIA

TEMPO PREPARAZIONE

2 20 MINUTI

2h TEMPO DI COTTURA 30 MINUTI 2h

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In the drawing, the chef Luca Berolatti; with passion, expertise and experience has been able to create a series of interesting and loved products linked to the territory of the Valley. Here's a recipe for best appreciating the creamy spread

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Nel disegno lo chef Luca Berolatti; con passione, competenza ed esperienza ha saputo creare una serie di interessanti e amati prodotti legati al territorio della Valle. Qui una sua ricetta per apprezzare al meglio la crema splamabile


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Agrival - Aosta

L’inimitabile gusto del latte di montagna

La razza Pezzata Rossa Valdostana produce un latte buono e genuino, con cui si realizzano prodotti di altissima qualità: ne è un esempio la Reina dou Lacë, golosa crema spalmabile di Agrival® The Pezzata Rossa Valdostana breed produces a good and genuine milk, with which high quality products are made. One example is the Reina dou Lacë, a delicious Agrival® spreadable cream

AGRIVAL® Corso Lancieri di Aosta, 13/i Aosta Tel. 347.7818340 - 331.1023732 www.marmellateagrival.com

La Reina dou Lacë prodotta da Agrival® deve il suo nome proprio alla Regina del latte, la mucca che produce più latte in tutta la stalla. Si tratta, infatti, di una crema spalmabile a base di latte fresco di Pezzata Rossa Valdostana, cacao amaro di alta qualità e nocciole del Piemonte IGP, realizzata esclusivamente senza coloranti, addensanti, conservanti. L’idea dello chef Luca Berolatti, proprietario del marchio Agrival® - noto al pubblico gourmet anche per salse e confetture - è stata quella di creare un prodotto nuovo sul mercato così da promuovere il latte fresco valdostano in una forma diversa; si tratta quindi di un prodotto originale nel suo genere, che si caratterizza per il fatto che la base di partenza della lavorazione è il latte fresco di mungitura. Non a caso Luca Berolatti è uno chef che si distingue nel panorama culinario grazie alla costante ricerca di prodotti autentici e provenienti da piccoli produttori locali, con cui prepara vere e proprie specialità a km 0. Se si pensa alla Valle d’Aosta, vengono in mente vette innevate, natura incontaminata e… prelibatezze gastronomiche! Esatto, perché la Vallée è una terra ricca e generosa, dove le mucche sono le protagoniste indiscusse dei pascoli d’alta montagna. Qui si possono nutrire con fiori ed erbe locali, che conferiscono al loro latte quel sapore così unico, naturale e genuino che lo caratterizza. La Reina dou Lacë piace a tutte le età e in tutti i momenti della giornata: a colazione o a merenda, per deliziosi spuntini spalmata sul pane nero di segale o come ingrediente nelle preparazioni in cucina con crema al cioccolato.

he Reina dou Lacë produced by Agrival® owes its name to the Queen of Milk, the cow that produces the most milk in the whole stable. In fact, it is a spreadable cream made with the fresh milk of the Pezzata Rossa Valdostana, high quality cocoa and Piedmont IGP hazelnuts, exclusively made without dyes, thickeners or preservatives. The idea of chef Luca Berolatti, owner of the Agrival® brand - known to its gourmet audience also for sauces and jams - was to create a new product on the market to promote fresh Aosta Valley milk in a different form; it is therefore an original product of its kind, which is characterised by the fact that the starting point of the processing is freshly milked milk. It is no accident that Luca Berolatti is a chef who is distinguished in the culinary landscape thanks to his constant search for authentic products and from small local producers, with which he prepares real zero km specialities. If you think of the Aosta Valley, snowy peaks, uncontaminated nature and ... gourmet delicacies come to mind. Exactly, because the Valley is a rich and generous land where cows are the undisputed protagonists of high mountain pastures. Here they are fed with local flowers and herbs that give their milk that unique, natural and genuine taste that characterises it. The Reina dou Lacë is liked by all ages and at all times of the day: at breakfast or for a snack, for a delicious nibble spread over brown or rye bread or as an ingredient in chocolate cream preparation in the kitchen.

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Courmayeur,

enjoy Food

at its Peak

Parte del fascino di Courmayeur risiede nelle eccellenze culinarie dei suoi ristoranti, locali gourmet sulle piste da sci e rifugi, e nella varietà di prodotti agroalimentari. Una ricchezza dovuta alla fatica, alla passione, all’amore di tanti produttori che si impegnano quotidianamente nel loro lavoro Part of the charm of Courmayeur lies in the culinary excellence of its restaurants, gourmet establishments on the ski slopes and refuges, and in the variety of agri-food products. A wealth due to effort, to passion, to the love of the many manufacturers who engage daily in their work

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C In primo piano

Courmayeur, sul versante italiano del Monte Bianco, è tra le località alpine più rinomate, una meta eccezionale per gli amanti della montagna, ma anche una destinazione gourmet nel tipico stile italiano. Il suo territorio offre un’incredibile varietà di prodotti gastronomici unici e cucina di alta qualità. Da questa consapevolezza nasce ‘Courmayeur loves food’, il progetto di valorizzazione di Courmayeur che identifica nel cibo, primo fattore aggregante, un importante veicolo di promozione e comunicazione. Cuore del progetto è un ricco palinsesto di eventi che si sviluppa lungo tutto l’anno: Taste of Courmayeur (26/28 gennaio), Chef in Comune (10/17 febbraio), Mountain Gourmet Ski Experience (20/23 marzo) scalderanno l’inverno, mentre i Courmayeur Food Market e Lo Matsòn animeranno la stagione estiva.

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ourmayeur, on the Italian side of Mont Blanc, is among the most famous alpine mountain resorts, an exceptional destination for mountain lovers, but also, a gourmet destination in the typical Italian style. Its territory offers an unbelievable variety of unique gourmet products and high-quality food. From this awareness comes “Courmayeur loves food”, Courmayeur’s appreciation project that identifies in the food, as a first combining factor, an important vehicle for promotion and communication. The heart of the project is a rich schedule of events that takes place all year round: Taste of Courmayeur (26/28 January), Chef in Comune (10/17 February), Mountain Gourmet Ski Experience (20/23 March) will heat up the winter, while the Courmayeur Food Market and Lo Matsòn will animate the summer season.

Durante tutto il corso dell’anno illustri chef internazionali sono i protagonisti del progetto e degli eventi “Courmayeur loves food” che valorizza l’anima gourmet del paese Throughout the year, illustrious international chefs are the protagonists of the project and the events “Courmayeur loves food” that valorises the gourmet soul of the town


Fotografie di Roberto Taddeo

Taste of Courmayeur 26/28 gennaio

Arriva a Courmayeur "Taste of" l’evento dedicato all’alta cucina. Taste of Courmayeur sarà il primo e unico festival degli chef ad alta quota nel circuito dei Taste Festivals internazionali" "Taste of" at Courmayeur will be the first and only festival with famous chefs taking place at altitude. The event is part of the "International Taste Festivals"

L'inverno del food si aprirà a gennaio con una novità assoluta: la prima edizione di Taste of Courmayeur. La manifestazione, parte del circuito Taste Festivals vuole raccontare il gusto del Made in Italy arricchito di sapori e profumi di un territorio eccezionale, ai piedi della vetta più alta d’Europa. “Brand Events UK ha lanciato Taste of London nel 2004, con la volontà di creare un evento rivolto al grande pubblico che celebri l’eccellenza e la varietà della ristorazione della città ospite ed il talento degli chef più rappresentativi in un contesto rilassato e piacevole” dichiara Veronica De Luca, Show Manager Beit Events. “Dopo 13 anni i Taste Festivals sono un format declinato in moltissime città, dall’Europa all’Asia fino all’Australia e all’Africa. Dopo un'edizione Veronese e due edizioni bolognesi di Taste of Christmas, Beit Events vuole proporre una novità assoluta: un evento sulla neve in una località di montagna in linea con la manifestazione e i suoi obiettivi: Courmayeur.” Nasce così Taste of Courmayeur. Per tre giorni grandi chef del territorio, italiani e internazionali animeranno le 8 cucine allestite all’interno del Courmayeur Mountain Sport Center. Un happening gastronomico capace di far vivere esperienze uniche a famiglie, viaggiatori, appassionati di cucina e amanti della buona tavola, animato da showcooking, incontri e tanta musica. “Abbiamo scelto Courmayeur perché è un paese incantato nel cuore delle Alpi che racchiude due anime: una più glamour e una più tradizionale. Una località ideale per il primo e unico Taste of “on ice” ad alta quota che ospiterà il “Best of” di sapori e attività dei nostri Festival degli Chef.” Conclude Veronica De Luca.

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he winter of the food will open in January with an absolute innovation: the first edition of Taste of Courmayeur. The event, part of the circuit Taste Festivals, wants to tell about the taste of Made in Italy enriched with flavours and scents of an exceptional territory, at the foot of the highest summit in Europe. “Brand Events UK launched Taste of London in 2004 with the intention of creating an event aimed at the general public, that celebrated the excellence and variety of catering in the host city and the talent of the most representative chefs in a relaxed and enjoyable setting” says Veronica De Luca, Show Manager Beit Events. “After 13 years, Taste Festivals are a format in many cities, from Europe to Asia to Australia and Africa. After a Veronese edition and two Bolognese editions of Taste of Christmas, Beit Events wants to propose an absolute novelty: a snow event in a mountain resort in line with the event and its goals: Courmayeur. “Taste of Courmayeur is born. For three days the great local, Italian and international chefs will animate the 8 kitchens set up inside the Courmayeur Mountain Sport Center. A gastronomic happening that will make for unique experiences for families, travellers, cooking and food lovers, animated by showcooking, meetings and lots of music. “We chose Courmayeur because it is a charming village in the heart of the Alps that has two souls: one more glamorous and the other more traditional. An ideal location for the first and only high-altitude Taste of “on ice” that will host the “Best of” flavours and activities of our Chef's Festivals”. Concludes Veronica De Luca.


Chef in Comune 10/17 febbraio

Mountain Gourmet Ski Experience - 20/23 marzo

Torna a febbraio la seconda edizione di “Chef in Comune”, la social table di Courmayeur. Otto cene per 14 fortunati ospiti in un contesto speciale, la Sala Consiliare del Comune, allestita per l’occasione. L’opportunità di raccontare l’impegno e il valore di un territorio che apre le porte del suo palazzo più importante per una operazione di raccolta fondi. Per la prima edizione il ricavato è stato devoluto all’Associazione ONLUS “Food for Soul” fondata da Massimo Bottura e ha visto lo chef del Belcanto 2 stelle Michelin David Jesus ai fornelli.

E’ proprio per la ricchezza dei prodotti del territorio e per l’alta qualità dei ristoranti di Courmayeur che Heston Blumenthal, il pluristellato Chef inglese, noto esponente della cucina molecolare, ha scelto la località ai piedi del Monte Bianco per dare vita a un format gastronomico particolare, il “Mountain Gourmet Ski Experience“. Il grande chef inglese, accompagnato dai colleghi stellati britannici Sat Bains, due stelle Michelin, e da due new entry dell’edizione 2017, Claude Bosi e Jason Atherton, ha organizzato, per il 4° anno consecutivo, un viaggio tra ristoranti d’alta quota, ottimi vini, sapori genuini e appassionanti discese sulla neve.

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he second edition of “Chef in Comune”, the social table of Courmayeur, will be back in February. Eight dinners for 14 lucky guests in a special setting, the Council Chambers of the Town Hall, redone for the occasion. The opportunity to tell of the hard work and value of a territory that opens the doors of its most important building for a fundraising operation. For the first edition the proceeds were donated to the ONLUS Association "Food for Soul "founded by Massimo Bottura and saw the 2 Michelin starred chef, David Jesus from Belcanto at the hob.

La prestigiosa Sala Consiliare del Comune di Courmayeur ospita le cene di “Chef in Comune” con finalità benefiche. La scorsa stagione il protagonista fu lo chef portoghese David Jesus The prestigious Council Chambers of the Courmayeur Town Hall hosts the “Chef in Comune” dinners with a beneficial purpose. Last season the protagonist was the Portuguese chef David Jesus

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t is for the richness of the products of the territory and for the high quality of Courmayeur’s restaurants that Heston Blumenthal, the multi Michelin starred English chef, known as the exponent of molecular cuisine, has chosen the resort at the foot of Mont Blanc to give birth to a particular gourmet format, the “Mountain Gourmet Ski Experience”. The great English chef, accompanied by his British star colleague Sat Bains, with two Michelin stars, and two new entries for the 2017 edition, Claude Bosi and Jason Atherton, has organized, for the 4th consecutive year, a trip between fine restaurants at high altitude, great wines, genuine flavours and exciting descents on the snow.


www.courmayeur-montblanc.com


Courmayeur

Charme, eleganza & tradizione a Courmayeur

Durante la stagione invernale la funivia per Plan Chécrouit è aperta fino a mezzanotte offrendo l’opportunità di animati après-ski e delle famose “Cene in Quota” con un suggestivo “viaggio" sotto le stelle During the winter season the Plan Chécrouit cable car is open until midnight, giving the opportunity for lively après-ski and the famous “dinner at altitude” with an evocative “journey” under the stars

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A Courmayeur ciascuno può trovare il “ritmo” giusto per la propria vacanza: relax, sport, avventura, emozione, il piacere della tavola e dello shopping In Courmayeur, everyone can find the right "rhythm" for their holiday: relaxation, sports, adventure, emotion, the pleasure of eating and shopping Courmayeur ha un fascino speciale in tutte le stagioni. Ma è durante l’inverno che questa località offre ai suoi ospiti i motivi più interessanti e curiosi per una visita, una vacanza o un soggiorno. Negli ultimi anni questo antico e rinomato borgo alpino ha riconquistato il palcoscenico del turismo italiano e internazionale grazie ad un’attenta programmazione di sviluppo che ha promosso i diversi temi legati alla montagna. Come avete letto nelle pagine precedenti il cibo, il gusto e l’enogastronomia sono proposti con manifestazioni gourmet di alto livello, così come sono estremamente valorizzati i prodotti e i produttori locali nei numerosi eccellenti ristoranti di ogni fascia di prezzo. Il paese vive di aspetti legati alla tradizione, alla natura, all’alpinismo, al benessere e allo sport ma è anche amato e frequentato da chi ama il divertimento, il “glamour” lo shopping e le celebrità. Il Monte Bianco, domina imponente ogni panorama; l'avveniristica funivia SkyWay consente in pochi minuti di raggiungere la vetta più alta d’Europa.

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ourmayeur has a special charm in all seasons. But it is during the winter that this resort offers its guests the most interesting and curious reasons for a visit, holiday or stay. In recent years this old and renowned Alpine village has regained the stage of Italian and international tourism thanks to a careful plan of development that promoted the various mountain themes. As you have read in the previous pages, food, taste and enogastronomy are offered with top-level gourmet events as well as highly valued products and local producers, in the many excellent restaurants of every price range. The village lives on aspects related to tradition, nature, mountaineering, wellness and sport but it is also loved and attended by those who enjoy fun, "glamour" shopping and celebrities. Mont Blanc dominates, every landscape; the futuristic SkyWay cable car takes just a few minutes to reach the highest peak in Europe.


Risotto Mont Blanc chef Claudio Brigatti Ingredienti per 4 persone: • 300 g di riso Acquarello • 80 g di castagne • 50 g di Bleu d’Aoste; • 80 g di polpa di Gallo Forcello • 2 dl di Petite Arvine • 20 g di scalogno • 60 g di burro d’alpeggio • 50 g di formaggio Parmigiano • 2,5 l di brodo vegetale Per il riso: tostare il riso con lo scalogno rosolato; sfumare col vino bianco e - una volta evaporato - iniziare a bagnare col brodo vegetale, mescolando frequentemente. A metà cottura inserire le castagne, precedentemente sbollentate e leggermente tritate. Terminare la cottura del riso, quindi mantecare col Bleu d’Aoste, metà del burro e il Parmigiano Reggiano. Per il gallo: rosolare i bocconcini di carne, sfumare con il brodo vegetale e legare il suo liquido con il burro restante. Servire il risotto con un bocconcino di volatile nel centro, e bagnare infine il tutto con un cucchiaio della sua riduzione.

2 ESECUZIONE RICETTA MEDIA

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TEMPO PREPARAZIONE 20 MINUTI

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2h TEMPO DI COTTURA 30 MINUTI 2h


La Chaumière - Courmayeur

Ai piedi di Sua Maestà il Monte Bianco Il ristorante La Chaumière a Courmayeur/Plan Chécrouit è un raffinato bistrot frequentato da habitué e da celebrities internazionali La Chaumière restaurant in Courmayeur/Plan Chécrouit is a refined bistro which is frequented by regulars and international celebrities Raffinato rifugio dalla doppia anima ai piedi di Sua Maestà il Monte Bianco, con spettacolare vista su Courmayeur: sopra bistrot curato e informale, sotto ristorante gourmet che propone piatti di ricerca frutto di un’attenta selezione delle materie prime (molte locali e a km 0). Il risultato? Un menu eclettico che segue la stagionalità degli ingredienti e che soddisfa anche la clientela internazionale che frequenta le piste da sci durante la stagione invernale. Un esempio per tutti è il celebre “Risotto Mont Blanc” proposto dallo chef Claudio Brigatti. La Chaumière propone periodicamente eventi e serate degustazione guidate dall’appassionata e competente titolare Alessandra Démoz, sommelier professionista, che conduce i suoi ospiti in un viaggio che spazia tra i sapori dalla Vallée al resto del mondo. La carta dei vini è ampia e intelligente, con etichette anche d'Oltralpe e di piccoli produttori valdostani (alcuni bio).

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refined” double souled” refuge at the foot of Mont Blanc, with spectacular views over Courmayeur: above, an informal and well looked after bistrot, under, a gourmet restaurant that offers special dishes the result of a careful selection of raw materials (many local and zero km). The result? An eclectic menu that follows the seasonality of the ingredients and also satisfies the international clientele who frequent the ski slopes during the winter season. An example for everyone is the famous "Risotto Mont Blanc" proposed by chef Claudio Brigatti. La Chaumière offers tasting events and evenings periodically, held by the passionate and competent owner Alessandra Démoz, a professional sommelier, who leads her guests on a journey ranging from the flavours of the Vallée to the rest of the world. The wine list is wide and smart, with labels also from beyond the Alps and small Aosta Valley producers (some bio).

La Chaumière è uno dei locali più rinomati per le emozionanti Cene in Quota a Courmayeur/ Plan Chécrouit; la spettacolare funivia sotto le stelle è operativa fino alla mezzanotte Chaumière is one of the most renowned venues for the exciting dinners up the mountain in Courmayeu /Plan Chécrouit; the spectacular cable car under the stars is operational until midnight

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LA CHAUMIÈRE Località Plan Chécrouit, 15 Courmayeur Tel. 329.9585987 www.lachaumiere.it


Escape. Find your pace. Put life on hold, and take the time to just be. Whether it’s a rush of adrenaline, or the art of pampering, immerse yourself in the lifestyle, sport and cuisine of Italy’s natural gateway.

Discover Courmayeur. Italy at its peak. courmayeurmontblanc.it


Au Coeur des Neiges Resort - Courmayeur

Au Coeur des Neiges a Courmayeur è un resort di charme per un raffinato soggiorno e speciali sorprese gastronomiche Au Coeur des Neiges in Courmayeur is a charming resort for a refined stay and special gastronomic surprises

Your private & romantic dinner AU COEUR DES NEIGES LUXURY CHALET Strada Statale 26, 2/b Courmayeur (AO) Tel. 0165.843514 www.aucoeurdesneiges.com

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La giornata sulle piste è terminata, dopo le discese tra i boschi al cospetto del Monte Bianco, non c’è nulla di meglio che lasciarsi accogliere dal calore di uno chalet di montagna, trascorrendo qualche ora nelle rigeneranti acque del centro benessere. Tutto questo è possibile al resort Au Coeur des Neiges, un complesso di eleganti chalet nei quali gli ospiti possono trovare la riservatezza di una struttura indipendente, al contempo dotata di tutti i servizi e comfort dell’hotel a quattro stelle. Il Bistrot è un luogo perfetto dove poter gustare piatti semplici e genuini. Per chi invece desideri l’intimità di una cena a lume di candela, uno chef de cuisine e un cameriere privato sono a disposizione per coccolarvi con una cena preparata direttamente all’interno del vostro chalet.

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he day on the slopes is over, after skiing between the woods in front of the great Mont Blanc, there is nothing better than being welcomed by the warmth of a cozy chalet, after relaxing in the reinvigorating waters of a wellness center. This is possible at Au Coeur des Neiges, a beautiful village of elegant chalet, within guests can find the privacy of an independent structure, but having at the same time all the services and comforts offered by a four stars hotel. The Bistrot, with a cozy and warm atmosphere, is a perfect place to enjoy simple but genuine creations. For those of you who prefer the intimacy of a romantic dinner, a personal chef de cuisine and a private waiter are at your disposal to organize a special dinner right into your chalet.

Gli appartamenti e gli chalet di questo piccolo villaggio danno vita a un complesso di raffinata eleganza e dalla personalità unica Chalets and apartments enhance a unique personality, where the color of Mont Blanc create a magical atmosphere


Immagini d’autore

Il mistero, la storia e la stravaganza de La Coumba Freida Le suggestive immagini di Stefano Torrione raccontano il Carnevale della Coumba Freida, una delle feste più pittoresche della Valle d'Aosta che affascina per la sua storia, le sue maschere e i suoi colori. Una meravigliosa occasione di Heritage Tourism Stefano Torrione's evocative images tell the story of the Carnevale della Coumba Freida, one of the most picturesque festivals of the the Aosta Valley, fascinating for its history, its masks and its colours. A wonderful occasion of Heritage Tourism Gli spifferi gelidi che soffiano nella Valle del Gran San Bernardo hanno valso a questa zona nel tempo il soprannome di “Coumba Freida” (la conca gelata…). Tuttavia, il freddo e il gelo sono attenuati in febbraio dal calore e dalla passione con la quale gli abitanti di questa Valle si dedicano all’organizzazione del Carnevale più celebre, curioso e antico della Valle d’Aosta. Le “landzette”, bizzarre e per certi aspetti inquietanti maschere di questo Carnevale, sono costumi e cappelli colorati che, secondo alcuni, rievocherebbero il passaggio e le uniformi dei soldati di Napoleone nel maggio del 1800. Questi abiti costosi, confezionati interamente a mano, sono adorni di perline, di paillettes e di specchietti che riflettono la luce nell’intenzione di allontanare le forze maligne. Il volto è coperto da una maschera un tempo di legno; in mano tengono il crine di una coda di cavallo e in vita hanno una cintura munita di un campanello. Questi elementi vengono interpretati dagli antropologi come strumenti simbolici per scacciare gli spiriti avversi.

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he icy draughts in the Great St. Bernard Valley have given this area, over time, the nickname of "Coumba Freida" (the frozen bowl ...). However, the cold and the frost are diminished in February by the warmth and passion with which the inhabitants of this Valley devote themselves to the organisation of the most famous, curious and ancient Carnival of the Aosta Valley. The “landzette”, bizarre and in some way disturbing masks of this Carnival are colourful costumes and hats, which, according to some, re-invoke the passage and uniforms of Napoleon's soldiers in May 1800. These costly dresses, made entirely by hand, are adorned with beads, paillettes, and mirrors that reflect light with the intent of diverting malicious forces. The face is covered by a wooden mask; they hold horsehair in their hands and on their waist they have a belt with a bell. These elements are interpreted by anthropologists as symbolic instruments to drive off adverse spirits.

Nell’immagine il Carnevale della Coumba Freida a Saint-Rhémy en Bosses In the picture the Coumba Freida Carnival at Saint-Rhémy en Bosses

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Fotografia di Stefano Torrione


Immagini d’autore

Il patrimonio culturale ha certamente una grande importanza come fattore di attrazione di una destinazione turistica. La Valle d’Aosta propone numerosi e interessanti itinerari storici, archeologici e artistici. Ma questo territorio è ricco anche di una straordinaria eredità (“heritage” ) immateriale fatta di tradizioni e identità culturali del luogo e dei suoi abitanti. Per i turisti e per i viaggiatori evoluti e consapevoli sempre più spesso la motivazione al viaggio o alla visita è costituita dalla volontà di ricerca di un legame più profondo e autentico con la realtà che si sta vivendo. La scoperta di un'eredità culturale, di un’esperienza, di un incontro con la natura e la tradizione, per sentirsi parte della storia anziché semplici spettatori come accade nel turismo di massa. Il Carnevale della Coumba Freida, rappresentato in queste pagine, è certamente un’occasione in questa direzione.

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ultural heritage certainly has a great importance as a tourist attraction factor. The Aosta valley offers numerous interesting historical, archaeological and artistic itineraries. But this territory is also rich in immaterial heritage inherited from the traditions and cultural identities of the place and its inhabitants. For tourists and travellers who are increasingly evolved and aware of the motivation to travel or visit, it is the will to seek a deeper and authentic connection with the reality that is being experienced. The discovery of a cultural heritage, an experience, a meeting with nature and tradition, to feel part of history rather than just be spectators as happens with mass tourism. The Coumba Freida Carnival, represented on these pages, is certainly an opportunity in this direction.

Fotografia di Stefano Torrione

Heritage Tourism in Valle d’Aosta


Tutti i costumi vengono confezionati artigianalmente grazie alla capacità e alla pazienza di sarti locali. L’abito della Landzetta, la figura principale, viene cucito su misura ed è realizzato con velluti pregiati sui quali vengono applicate oltre 20.000 paillettes. I figuranti indossano vari accessori tra i quali il cappello, i guanti, le maschere per coprire il viso e campanacci che ritmano il corteo. In mano tengono il crine di una coda di cavallo; questi elementi vengono interpretati dagli antropologi come strumenti simbolici per scacciare gli spiriti avversi

All the costumes are handmade thanks to the ability and the patience of local tailors. The dress of the Landzetta, the main figure, is made to measure and is made of fine velvets on which are applied over 20,000 paillettes. The figures wear a variety of accessories including a hat, gloves, masks to cover the face and bells that give rythm to the procession. They hold the horsehair of a horse’s tail; these elements are interpreted by anthropologists as symbolic tools to drive off adverse spirits


Fotografia di Stefano Torrione

Immagini d’autore

La tradizione lega la nascita del Carnevale al passaggio di Napoleone attraverso il Colle del Gran San Bernardo, nel maggio del 1800, durante la campagna d’Italia. I costumi sarebbero dunque la trasposizione allegorica delle uniformi dei soldati francesi. Ritroviamo inoltre l’orso che rappresenta l’avvicendarsi della primavera; le code dei cavalli, che rappresentano i venti e servono per allontanare le correnti d’aria nefaste; il colore rosso, che simboleggia la forza e il vigore e che, anch’esso, ha il potere di esorcizzare i malefici e le disgrazie. Durante il corteo, le maschere visitano le famiglie; entrano nelle case, ballano nelle strade e nelle piazze, mangiano e bevono ciò che viene loro offerto

Tradition links the birth of the Carnival to the passage of Napoleon over the Colle del Gran San Bernardo, in May 1800, during the Italian campaign. The costumes would therefore be the allegorical transposition of the uniforms of the French soldiers. We also find the bear representing the approach of spring; the tails of the horses, which represent the winds and are used to remove the ill-fated air currents; the colour red, symbolizing strength and vigour, and which, also, has the power to exorcise evil and misfortune. During the march, the costume wearers visit families; enter the houses, dance in the streets and squares, eat and drink what is offered to them


Immagini d’autore

Sfioro tutto questo sapere antico con le mie macchine fotografiche e mi lascio trascinare dai ritmi e dalle tensioni delle mascherate che stravolgono la quieta vita dei villaggi di montagna e che nello stesso tempo riaffermano l’identità culturale dei montanari a fronte di chi vive nelle pianure e nelle città.

Stefano Torrione

Fotografia di Stefano Torrione

Non amo molto i carnevali storici, e neppure quelli moderni. Amo però i riti alpini perché sanno di arcaico, di primitivo e di tribale. Ho incontrato maschere di legno scolpito o di pezza dipinta, visi sporcati di nero carbone o di rosso sangue; ho visto costumi di pelle animale e sentito cinturoni di campanacci transumanti. Ho ammirato figure dalle movenze e dai passi ancestrali riconducibili a un mondo inesistente


Immagini d’autore

Tutti i comuni della vallata, con varianti più o meno importanti, hanno consuetudini simili. Il Carnevale della Coumba Freida è una festa decisamente particolare, carico di mistero, storia e tanta stravaganza. Questi i comuni e i borghi coinvolti: Ollomont, Valpelline, Oyace, Bionaz, Allein, Gignod, Etroubles, Roisan, Saint-Oyen, Doues, Saint-Rhémy-en-Bosses

All the municipalities in the Valley, with more

Fotografia di Stefano Torrione

or less important variants, have similar habits. The Coumba Freida Carnival is very particular, full of mystery, history and extravagance. These are the municipalities and hamlets involved: Ollomont, Valpelline, Oyace, Bionaz, Allein, Gignod, Etroubles, Roisan, Saint-Oyen, Doues, Saint-Rhémy-en-Bosses


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iMontBlanc ti accompagna a conoscere, frequentare e amare Courmayeur e l’area italiana del Monte Bianco. Informazioni, notizie, curiosità, immagini e consigli per vivere al meglio una delle zone di montagna più affascinanti ed interessanti del mondo. Durante tutto l’anno le attività, gli hotel, i ristoranti, i negozi e gli avvenimenti sono presentati, descritti e raccontati - in italiano e in i nglese - con la utile e gratuita APP iMontBlanc, con l’elegante pubblicazione iMontBlanc MAGAZINE, con il sito ufficiale www.imontblanc.it, con i quotidiani aggiornamenti delle pagine Social Facebook e Instagram e con la sperimentale iniziativa iMontBlanc TV.

i M o nt B l a n c Courmayeur, La Thuile, Pré -Saint-Didier, La Salle, Morgex - Monte Bianco

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Mountain spirits Valle d’Aosta

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The CORNER - Wine, food, taste e travel in Aosta Valley  

The CORNER Magazine offer you a report on a land rich of history, tradition, good food, excellent wine and a thousand curiosities. The Aosta...

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