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ISRAELE, TRA SPIRITUALITÀ, STORIA E MODERNITÀ

SE IL 2022 È STATO L’APRIPISTA CHE HA DATO INIZIO ALLA

NASCITA DI NUOVI HOTEL SU TUTTO IL TERRITORIO DI ISRAELE, IL 2023 CREERÀ LE FONDAMENTA PER QUELLO CHE POTREBBE

DIVENTARE UN VERO E PROPRIO BOOM TURISTICO. A COMINCIARE DA UNA PASQUA DIVERSA.

[LIDIA PREGNOLATO]

ISRAEL, BETWEEN SPIRITUALITY, HISTORY AND MODERNITY

IF 2022 WAS THE FORERUNNER THAT STARTED THE EMERGENCE OF NEW HOTELS THROUGHOUT ISRAEL, 2023 WILL CREATE THE FOUNDATIONS FOR WHAT COULD BECOME A REAL TOURISM BOOM. STARTING WITH A DIFFERENT KIND OF EASTER.

Lo scorso anno sono stati 81,9 mila gli italiani che hanno deciso di visitare Israele; un numero contenuto se paragonato alle cifre pre-pandemia (nel 2019 il Paese ha accolto 181,2 mila turisti italiani), ma che invece dimostra il desiderio di tornare a viaggiare, considerando che le porte di Israele sono state aperte ufficialmente al turismo solo a marzo 2022 e solo tre mesi dopo, a maggio, senza alcuna restrizione.

TEL AVIV: MARE, SPIAGGE E DIVERTIMENTO

A Tel Aviv si sta per inaugurare la stagione balneare con un significato davvero nuovo: ritornare a incontrarsi, a divertirsi e a vivere in sicurezza e normalità. Per il National Geographic la sua infinita spiaggia merita un posto da sempre nella top ten degli arenili cittadini. Per la Lonely Planet è forse la metropoli più edonistica della Terra, amatissima anche dalla comunità LGBTQ+. Per gli amanti dell’arte di tutto il mondo, la sua architettura all’insegna del Bauhaus in chiave orientale è un patrimonio che da solo vale un viaggio in questa splendida località. Per chi sceglie di scoprirla in totale libertà ed autonomia, Tel Aviv regala una sorpresa, metro dopo metro. Il punto di partenza di un inedito “trekking urbano” è naturalmente la sua promenade dove si balla, si prende il sole, si pratica il gioco dei racchettoni, si pratica lo yoga e soprattutto si nuota, godendo di un sole che splende per quasi 300 sono l’anno.

Alla fine della spiaggia, si raggiunge l’antichissima Jaffa, il porto dal quale per secoli sono partiti gli agrumi diretti anche in Europa: il labirinto dei suoi vicoli pullula di gallerie di arte, piccoli musei di scultura, ristoranti a gestione familiare. Da lì, a piedi, dopo avere mangiato un baklava alla celebre panetteria Abouelafia, si raggiunge il mercato del Carmel per assaggiare i datteri, il succo di melograno, circondati dall’inebriante profumo delle coloratissime spezie. Lasciato il caos di sapori, voci, spezie alle vostre spalle, potete perdervi un’altra volta, addentrandovi dentro Neve Tzedek, l’affascinante quartiere un po’ bohemien che ha resistito, grazie alla volontà dei suoi fieri abitanti, alla speculazione edilizia. Per chi non è ancora stanco c’è ancora molto da vedere. Basta prendere Rothschild Boulevard per apprezzare la bellezza architettonica, il razionalismo in chiave ebraica dei palazzi che affacciano su questo storico viale che poi sfocia in Dizengoff, altra arteria ricca di bar e chioschi. Il Museum of Modern Art contiene una famosa collezione di opere del ‘900, l’Eretz Israel Museum racconta la storia dell’archeologia, etnografia e del folklore giudaico, mentre nella zona di Ben Yehuda e Gordon street si possono avvicinare i giovani talenti dell’arte contemporanea. Il Sarona Market è poi ideale per gli appassionati di gastronomia e qui si potrà toccare con mano un altro dei record della città: il fatto di essere la città più vegan friendly al mondo.

La città si può anche visitare pedalando lungo i 100 km delle sue piste ciclabili, anche sulla sella delle bici pubbliche offerte nel servizio TelO-Fun. Poi c’è la vita notturna: Carlebach Street e ancora Rothschild Avenue sono sempre accese così come la zona di Tel Aviv Port. Se andate lì capirete perché questa è chiamata party city: qui non si smette mai, a nessuna ora della notte, di divertirsi. In primavera, poi, Tel Aviv ospiterà alcuni eventi da segnare in agenda a cominciare dall’EAT Food Festival (15-18 maggio), il “Fresh paint” l’annuale Festival dell’Arte e del Design (17-22 maggio) e l’“Open Houses” (18-20 maggio), il più grande evento di architettura residenziale e urbana in Israele.

ISRAELE: TERRA DI SPIRITUALITÀ

Israele è la Terra della Bibbia: la Terra dove si incontrano e si coniugano Antico e Nuovo Testamento e Gerusalemme ne rappresenta l’eccellenza. A Gerusalemme vivono ancora le pietre sulle quali ha camminato Gesù e ciascuna di esse racconta una storia. Uno dei luoghi dove le pietre di Gerusalemme parlano è sicuramente la Città Vecchia, splendido sito da visitare che racchiude nei suoi 4 km quadrati una parte importante della storia dell’umanità. Non potrà allora davvero mancare una visita all’arco di Wilson, unica struttura visibile rimasta dal complesso del Tempio del Secondo Tempio, o al tunnel del Muro Occidentale, sito ancora da esplorare che consentirà di camminare proprio sulle pietre delle strade che condussero Gesù al Calvario. Dal Getzemani sul Monte degli Ulivi alla piscina di Siloe, dalla fortezza

Antonia alla splendida Chiesa di Sant’Anna, capolavoro crociato in Medio Oriente, al Santo Sepolcro: questi sono alcuni luoghi tra i più famosi che raccontano la storia della permanenza ierosolomitana di Gesù regalando talvolta una visione inedita della città, grazie anche alle continue scoperte archeologiche che fanno emergere pietre e tradizioni ancora sconosciute.

La Città Antica di Gerusalemme si riveste ora di una straordinaria e rinnovata vitalità, senza dimenticare appuntamenti come la processione che si ripete ogni venerdì.

Jaffa è infatti il luogo ove San Pietro ebbe la sua visione sul tetto della casa di Simone il conciatore (At 10,32), resuscitò Tabitha dai morti (At 9,36), dove Giona salpò per Tarsis (Giona 1:3) e il re Salomone costruì il suo porto (2 Cron. 2:16) sul Mediterraneo. E se si parla di ricerca di spiritualità in Israele, non si può certamente dimenticare il luogo che vide l’infanzia e la predicazione di Gesù: la Galilea. La visita all’antica sinagoga di Cafarnao, dove secondo la tradizione lo stesso Gesù insegnò, o una visita a Cana, dove si ricorda il primo miracolo di Gesù, o una visita al Monte delle Beatitudini sono mete insostituibili e di eccezionale significato spirituale ed esperienziale, oltre che di commuovente bellezza. C’è però un modo forse ancor più inedito per conoscere questi luoghi: compiere un pellegrinaggio a piedi proprio in Galilea, coniugando la dolcezza della natura con lo splendore dei luoghi, camminando come gli antichi discepoli nei luoghi di Gesù. Si tratta del Gospel Trail, un percorso che può essere realizzato anche in auto o in bicicletta o addirittura a cavallo. Circa 60 km alla scoperta dei luoghi iconici del Nuovo Testamento, un percorso segnato e organizzato, messo a disposizione di tutti.

UN PO’ DI RELAX NELLE ACQUE DEL MAR MORTO

Una meraviglia geologica in un ambiente unico e sereno, il Mar Morto è un’attrazione turistica estremamente popolare. Sperimentare la calma, la tranquillità dell’acqua con le sue distinte proprietà curative mentre si gode della bellezza senza pari del paesaggio circostante. Il Mar Morto, noto anche come la più antica Spa naturale del mondo, è consacrato da una concentrazione di sale estremamente elevata pari al 31,5%, che consente ai turisti di tutto il mondo di sperimentare senza alcuno sforzo le acque del posto più basso della Terra . Inoltre qui è possibile fare il bagno nel fango nero della zona o esplorare i paesaggi affascinanti e ricchi di storia. Alberghi di lusso, cucina varia da ristoranti gourmet a fast food, negozi di souvenir, la straordinaria storia della vicina Masada e molte attività culturali durante tutto l’anno, rendono questa zona una destinazione popolare da non lasciarsi sfuggire.

E PER FINIRE, TUTTI A TAVOLA…

Il segreto del suo successo dell’enogastronomia del paese sono gli squisiti piatti a base di legumi, con l’humus ovvero la crema di ceci principe della tavola. Orzo, fave, lenticchie, miglio, spelta si trovano in tantissime ricette, come la tahina, una salsa di semi di sesamo bianco tostati e pestati sino a trasformarli in una

Quando Andare E Come Arrivare

Prendere un aereo per Tel Aviv è il modo più veloce per raggiungere Israele. L’aeroporto offre collegamenti con centinaia di città di tutto il mondo e le compagnie aeree internazionali che vi operano sono numerose, come ad esempio Air France, KLM, Norwegian, Turkish Airlines o Lufthansa. Israele è un paese che può essere visitato in ogni stagione. Tuttavia, la primavera e l’autunno sono i periodi ideali perché nelle mezze stagioni troverete un clima mite, mai freddo e lontano dal caldo soffocante dell’estate.

Info: https://it.goisrael.com

When To Go And How To Get There

Flying to Tel Aviv is the fastest way to get to Israel. The airport offers connections to hundreds of cities around the world and many international airlines operate there, such as Air France, KLM, Norwegian, Turkish Airlines or Lufthansa. Israel is a country that can be visited in any season. However, spring and autumn are the ideal periods because in the mid-seasons you will find a mild climate, never cold and away from the suffocating heat of summer. Info: https://it.goisrael.com farina e poi amalgamata con olio di sesamo. L’eccellenza è merito anche di quegli chef isralieani che si stanno sempre più affermando sia in patria che a livello internazionale. Specialista in cucina biblica, Moshe Basson viene considerato una specie di archeologo del cibo, nonché testimonial della dieta mediterranea. Cresciuto nella panetteria del padre al villaggio di Beit Safafa, aprì il suo ristorante proprio tra le pareti domestiche accanto a un albero di Eucalitptus, come il nome del suo ristorante in cui cucina usando gli ingredienti citati nella Bibbia. Moshe Segev, altro nome illustre della cucina israeliana, ha una formazione più contemporanea, la televisione lo ha portato nelle case di tutti: il suo Segev Concept in Beer Sheva esalta dunque i sapori kosher proposti secondo gli stilemi dei gusti odierni. Un altro luogo da non perdere è Mizlala, la nuova creatura di chef Meir Adoni dopo il ristorante Catit: è una sorta di brasserie israeliana molto all’avanguardia, nella quale i sapori mediorientali giocano a stupire il palato.

Il primo israeliano a libare con un calice di vino, almeno stando alla Genesi, fu Noé sul Monte Ararat intorno al 2500 avanti Cristo e ne restò così inebriato da piantare subito un vigneto. Del resto, secondo la Bibbia, quella a base di uva era la bevanda prediletta, utilizzata anche in medicina. Rispetto al vino biblico, però, quello contemporaneo è decisamente più raffinato, come attesta l’apprezzamento di cui i vitigni israeliani godono. Se l’Università di Ariel è riuscita a riprodurre il vino così come era descritto nella Bibbia è la strepitosa cantina della famiglia Recanati che oggi lo produce: un bianco fruttato che trasferisce in sé tutti i sapori dei vigneti dell’area di Zichron Yacov, la strada del vino del nord di Israele, dove il famoso barone filantropo Edmond De Rothschild, iniziò un’ampia coltivazione di imponenti vigneti. Successivamente il barone decise di produrre uno Château Lafite kosher: la sua Carmel Winery è tutt’oggi rinomatissima. A Zichron Yacov è possibile visitare il centro della “cultura” del vino che racconta la storia del vino israeliano degli ultimi 120 anni. Israele rimane anche una delle prime destinazioni al mondo anche per uno strepitoso street food che potrà essere assaporato in tutti i borghi del Paese, colorato e inebriante, accompagnato da una sempre fresca spremuta di frutta. Diverranno oltremodo famigliari e compagni di tutti i giorni il gustosissimo falafel o il panino sabich arricchiti di verdura fresca e spezie da tutto il mondo.

Last year 81.9 thousand Italians decided to visit Israel; a small number if compared to the pre-pandemic figures (in 2019 the country welcomed 181.2 thousand Italian tourists), but it demonstrates the desire to travel again considering Israel’s doors were officially just recently opened to tourism in March 2022 and only three months later, in May, without restrictions.

TEL AVIV: SEA, BEACHES AND FUN

In Tel Aviv the bathing season is about to be inaugurated with a truly new meaning: return to meet up with each other, have fun and live in safety and normality. According to National Geographic, its endless beach has always deserved a place in the top ten of city beaches. For Lonely Planet it is perhaps the most hedonistic metropolis on Earth, also beloved by the LGBTQ+ community. For art lovers from all over the world, its oriental Bauhaus architecture is a heritage that alone is worth a trip to this splendid location. For those who choose to discover it in total freedom and autonomy, Tel Aviv offers a surprise, meter by meter. The starting point of an unprecedented “urban trek” is naturally its promenade where you can dance, sunbathe, play beach tennis, practice yoga and above all swim, enjoying the sun that shines for almost 300 days in the year.

At the end of the beach, you reach ancient Jaffa, the port from which citrus fruits also departed for Europe for centuries: the labyrinth of its alleys is teeming with art galleries, small sculpture museums, family-run restaurants. From there, on foot, after eating a baklava at the famous Abouelafia bakery, you reach the Carmel market to taste dates and pomegranate juice, surrounded by the inebriating scent of colorful spices. Leaving the chaos of flavours, voices and spices behind you, you can get lost once again, entering Neve Tzedek, the charming, somewhat bohemian neighborhood that has resisted building speculation thanks to the will of its proud inhabitants. For those who are not tired yet, there is still a lot to see. Just take Rothschild Boulevard to appreciate the architectural beauty, the Jewish rationalism of the buildings that overlook this historic avenue which then flows into Dizengoff, another artery full of bars and kiosks. The Museum of Modern Art contains a famous collection of works from the 1900s, the Eretz Israel Museum tells the story of archeology, ethnography and Jewish folklore, while in the Ben Yehuda and Gordon street area you can approach young talents of contemporary art. The Sarona Market is also ideal for food enthusiasts and there you can touch another one of the city’s records: the fact of being the most vegan friendly city in the world. The city can also be visited by pedaling along 100 km of its cycle paths, even in the saddle of public bikes offered in the Tel-O-Fun service. Then, there is the nightlife: Carlebach Street and Rothschild Avenue are always hot as well as the Tel Aviv Port area. If you go there you will understand why this is called party city: you never stop having fun at any time of the night. In the spring, Tel Aviv will host some events to mark on the agenda starting with the EAT Food Festival (May 15-18), “Fresh paint” the annual Art and Design Festival (May 1722) and “Open Houses” (May 18-20), the largest residential and urban architecture event in Israel.

ISRAEL: LAND OF SPIRITUALITY

Israel is the Land of the Bible: the Land where the Old and New Testaments meet and combine and Jerusalem represents its excellence. In Jerusalem the stones on which Jesus walked still live and each of them tells a story. One of the places where the stones of Jerusalem speak is certainly the Old City, a splendid site to visit which contains an important part of the history of humanity in its 4 square km. A visit to the Wilson Arch, the only visible structure remaining from the Second Temple complex, or the Western Wall tunnel, a site yet to be explored that will allow you to walk right on the stones of the roads that led Jesus to Calvary, must not be missed. From Gethsemane on the Mount of Olives to the pool of Siloam, from the Antonia fortress to the splendid Church of Sant’Anna, a Crusader masterpiece in the Middle East, to the Holy Sepulchre: these are some of the most famous places that tell the story of Jesus’ stay in sometimes an unpublished vision of the city, thanks to the continuous archaeological discoveries that bring out still unknown stones and traditions of the story of Jesus’ stay in Jerusalem. The Ancient City of Jerusalem now takes on an extraordinary and renewed vitality, without forgetting appointments such as the procession which is repeated every Friday.

Jaffa is in fact the place where St. Peter had his vision on the roof of the house of Simon the tanner (Acts 10:32), raised Tabitha from the dead (Acts 9:36), where Jonah sailed to Tarshish (Jonah 1:3) and King Solomon built his port (2 Chron. 2:16) on the Mediterranean. And if we talk about the search for spirituality in Israel, we certainly cannot forget the place where Jesus was infancy and preached:

Galilee. A visit to the ancient synagogue of Capernaum, where according to tradition Jesus himself taught, or a visit to Cana, where Jesus’ first miracle is remembered, or a visit to the Mount of Beatitudes are irreplaceable destinations of exceptional spiritual and experiential significance as well as touchingly beautiful. However, there is perhaps an even more unprecedented way to get to know these places: to make a pilgrimage on foot right in Galilee, combining the sweetness of nature with the splendor of the places, walking like the ancient disciples in the places of Jesus. This is the Gospel Trail , a route that can also be done by car or by bicycle or even on horseback. About 60 km to discover the iconic places of the New Testament, a marked and organized route, made available to everyone.

A Little Relaxation In The Waters Of The Dead Sea

A geological wonder in a uniquely serene setting, the Dead Sea is an extremely popular tourist attraction. Experience the calm tranquility of the water with its distinct healing properties while enjoying the unparalleled beauty of the surrounding landscape. The Dead Sea, also known as the oldest natural spa in the world, is consecrated by an extremely high salt concentration of 31.5%, which allows tourists from all over the world to effortlessly experience the waters of the lowest place on Earth. Furthermore, it is possible to bathe in the black mud of the area or explore the fascinating landscapes rich in history. Luxurious accommodations, cuisine ranging from gourmet restaurants to fast food, gift shops, the amazing history of nearby Masada, and many cultural activities throughout the year make this area a popular destination not to be missed.

AND FINALLY, EVERYONE AT THE TABLE…

The secret of the success of the country’s food and wine are the exquisite legume-based dishes, with humus or chickpea cream that considered to be the prince of the table. Barley, broad beans, lentils, millet, spelled are found in many recipes, such as tahini, a sauce made from toasted and ground white sesame seeds until they are transformed into flour and then mixed with sesame oil. Excellence is also due to those Israeli chefs who are increasingly establishing themselves both at home and internationally. A specialist in biblical cuisine, Moshe Basson is considered a sort of food archaeologist, as well as a testimonial of the Mediterranean diet. Growing up in his father’s bakery in the village of Beit Safafa, he opened his own restaurant in the home next to a Eucalyptus tree, like the name of his restaurant where he cooks using ingredients mentioned in the Bible.

Moshe Segev, another illustrious name in Israeli cuisine, has a more contemporary background, television has brought him into everyone’s homes: his Segev Concept in Beer Sheva enhances kosher flavors according to the styles of today’s tastes. Another place not to be missed is Mizlala, the new creation of chef Meir Adoni after the Catit restaurant: it is a sort of very avant-garde Israeli brasserie in which Middle Eastern flavors play to amaze the palate. The first Israeli to drink a glass of wine, at least according to Genesis, was Noah on Mount Ararat around 2500 BC and he was so intoxicated that he immediately planted a vineyard. After all, according to the Bible, the one based on grapes was the favorite drink, and also used in medicine. Compared to biblical wine, however, the contemporary one is decidedly more refined, as evidenced by the appreciation that Israeli vines enjoy. If the University of Ariel has managed to reproduce the wine as it was described in the Bible, then it is the amazing cellar of the Recanati family that produces it today: a fruity white that brings all the flavors of the vineyards of the Zichron Yacov area, the northern Israel wine route where famous philanthropist baron Edmond De Rothschild began an extensive cultivation of impressive vineyards. Subsequently, the baron decided to produce a kosher Château Lafite: his Carmel Winery is still very renowned today. In Zichron Yacov you can visit the wine “culture” center which tells the story of Israeli wine over the last 120 years.

Israel also remains one of the first destinations in the world for amazing street food that can be savored in all the villages of the country. Colorful and intoxicating, and always accompanied by freshly squeezed fruit juice. The tasty falafel or the sabich sandwich enriched with fresh vegetables and spices from all over the world becomes extremely familiar and everyday companions.

Plastic Free Odv Onlus è un’associazione di volontariato nata il 29 Luglio 2019 con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più personepossibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, che non solo inquina bensì uccide.

Le pulizie ambientali

Una serie di appuntamenti in tutt’Italia dove i volontari Plastic Free si radunano con l’obiettivo di ripulire una determinata area.

3.260.837 kg

Di plastica e rifiuti rimossi dall’ambiente

Sensibilizzazione nelle scuole

Appuntamenti nelle scuole italiane per sensibilizzare gli studenti prevenendo futuri disastri ambientali.

4.560

Pulizie ambientali realizzate

Studenti sensibilizzati

Appuntamenti nelle scuole

Il salvataggio delle tartarughe

In prima linea per salvare tartarughe marine, in difficoltà a causa dell’incuria dell’uomo e dell’inquinamento da plastica

179

Plastic Free nelle istituzioni

172.932 280

Protocolli d’intesa firmati

2.090 69

Tartarughe marine salvate

1.157

Accompagnate alla nascita

Affianchiamo il processo di transizione ecologica dei Comuni premiando i più meritevoli con il riconoscimento Comuni Plastic Free.

Plastic Free 2023

Nata come realtà digitale, nei primi 12 mesi ha raggiunto oltre 150 milioni di utenti e oggi, con oltre 1000 referenti in tutt’Italia, si posiziona come la più importante e concreta associazione in questa tematica. plasticfreeonlus.it info@plasticfreeonlus.it

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