Rivista FundsPeople Italia n. 90 dicembre 2024-gennaio2025 rev.

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INTERVISTE

LEONARDO RIGO (BANCA ALETTI)

ALESSANDRO GUZZINI (FINLABO SIM)

ISTITUZIONALI

SFDR, UN CANTIERE DA RIAPRIRE

EMERGENTI

INDIA, LA NUOVA SUPERPOTENZA ECONOMICA

SRI

RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE, UNA

SFIDA CHE RISCHIAMO DI PERDERE NUMERO 90 DICEMBRE 2024 / GENNAIO 2025

INARRESTABILI ETF UN 2024 DA RECORD

CON UN TOTALE DI 161 MILIARDI DI EURO NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2024, I

FLUSSI COMPLESSIVI DI ETF IN EUROPA SUPERANO GIÀ QUELLI DELL’INTERO 2023 E IL PRECEDENTE RECORD ANNUALE DI 159 MILIARDI REGISTRATO NEL 2021.

Azioni statunitensi: a te il potere di scegliere

Concediti il potere di scegliere tra un’ampia gamma di ETF che coglie la varietà del mercato azionario USA, consentendoti di allineare i tuoi investimenti alle tue convinzioni.

amundietf.it INFORMAZIONI

EDI TO RIA LE

L'ASSET ALLOCATION DEI PORTAFOGLI DELLE FAMIGLIE ITALIANE CONTINUA A MOSTRARE UN'ECCESSIVA CONCENTRAZIONE IN LIQUIDITÀ E OBBLIGAZIONI, A SCAPITO DELLA CATEGORIA AZIONARIA. ALLA LUCE

DELLE NUOVE PROSPETTIVE MACROECONOMICHE, È GIUNTO IL MOMENTO DI RIAPRIRE IL CAPITOLO CON L'EQUITY, CHE L'INDUSTRIA

ITALIANA HA TROPPO

SPESSO LASCIATO IN SOSPESO.

L’AMBIZIONE AZIONARIA DELLE FAMIGLIE ITALIANE

Nel contesto della gestione patrimoniale, le opportunità e i rischi sono in continua evoluzione, influenzati da una molteplicità di fattori macroeconomici che agiscono verticalmente sui mercati, sulle singole aziende e sulle specifiche storie di investimento. In questo scenario, un gestore patrimoniale deve possedere tre caratteristiche fondamentali : una visione competente degli investimenti, la capacità di pianificare un percorso per raggiungere determinati obiettivi e la proattività nel perseguirlo.

Come evidenziato da AIPB durante il XX Forum, l'81% degli imprenditori ritiene che la propria competenza finanziaria sia aumentata grazie agli scambi con un private banker nel corso degli anni. Un dato che fa ben sperare, considerando che l'Italia parte da una base di educazione finanziaria relativamente bassa rispetto ad altri Paesi.

Questa dinamica influisce inevitabilmente sulla gestione dei risparmi delle famiglie italiane seguite da un private banker rispetto a quelle che non si avvalgono di un professionista. Il dato più significativo riguarda il livello di capitale riposto in liquidità del primo gruppo rispetto al secondo, un 12% contro un 50 per cento. Nonostante ciò, gli investimenti obbligazionari la fanno ancora da padrone nei portafogli dei clienti con private banker, con una quota del 58% rispetto al 40% dei fai da te.

Una delle principali sfide per l'industria è quella di incrementare l'allocazione in investimenti azionari da parte delle famiglie italiane Se quelle seguite da un private banker, infatti, investono solo il 29% in azioni, quelle che si gestiscono autonomamente arrivano a malapena al 10%. Guardando ai trend storici, se nel 1993 fossero stati investiti 10 mila euro in azioni, oggi il valore di quel capitale sarebbe pari a 45 mila euro. Un incremento del 450% in 30 anni è un risultato che non può essere ignorato. L'ambizione è quella di spingere le famiglie a destinare il 50% del loro portafoglio ai mercati azionari, riducendo la parte dedicata alle obbligazioni, e di conseguenza ottenere rendimenti più elevati da questa asset class.

Per raggiungere tale obiettivo, è necessario un cambiamento culturale nella propensione al rischio, un cambiamento che, se supportato dalle giuste competenze, potrà tradursi in soddisfazioni finanziarie per le famiglie italiane e contribuire a far crescere il valore dei risparmi derivanti dal loro lavoro quotidiano.

DAVIDE PASIMENI Head of Italy

IN DI CE

TENDENZE

24 IN PRIMO PIANO

Inarrestabili ETF, un 2024 da record

29 BUSINESS

Rivoluzione dei costi, gli istituzionali ottimizzano le commissioni di gestione

32 FUND SELECTOR TALKS

Paesi emergenti, nuovi scenari per gli investitori

38 REGOLAMENTAZIONE

Dall’ELTIF 1.0 al 2.0, nuove regole europee per una maggiore attrattività

40 SELECTOR ROADSHOW

Innovazione e transizione energetica tra sinergie e contraddizioni

44 STRATEGIE

L’oro sfida le regole in un mondo di paradossi

47 ISTITUZIONALI

SFDR, un cantiere da riaprire

50 GESTIONE

Tassi e inflazione in calo, il futuro dei bond europei

53 CONSULENZA

Protezione assicurativa, nuova frontiera per i modelli private

INTERVISTE

56 GURU

Yves Ceelen (DPAM)

60 DISTRIBUTION

Leonardo Rigo (Banca Aletti)

64 ISTITUZIONALE

Marco Barlafante (PrevAer)

66 PERSONAGGIO

Alessandro Guzzini (Finlabo SIM)

68 GURU

Pramol Dhawan (PIMCO)

ANALISI

72 COMPARATIVA

Bilanciati moderati pronti a fare ritorno

78 EQUITY

L’anno (borsistico) che verrà

81 EMERGENTI

India, la nuova superpotenza economica

84 ALTERNATIVI

Coinvestimenti, la chiave è la due diligence

87 SRI

Ridurre le disuguaglianze, una sfida sociale e finanziaria che rischiamo di perdere

OUT OF OFFICE

90 SPORT

Bici, un ritorno all’infanzia

DANIELE PAGLIA

Gestore del fondo

Hybrid bond, un mercato sempre più attraente

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE

DEGLI HYBRID BOND?

Il mercato degli ibridi, nato attorno al 2012, si è standardizzato nel 2015 grazie alla metodologia di rating di S&P. Oggi il volume è di circa 150 miliardi di euro, con circa 200 bond e oltre 80 emittenti, aziende solide con rating investment grade in settori che richiedono forti investimenti (utility, telecomunicazioni, energia). Finanziare questi investimenti, mantenendo un solido livello di rating, richiederebbe anche il ricorso al capitale azionario, con costi molto alti. Gli ibridi, riconosciuti al 50% come capitale azionario dalle agenzie di rating, permettono di ridurre il costo medio del capitale. Per gli investitori sonodimento molto superiore ai bond senior, pur avendo lo stesso rischio di compensa per i rischi di un recovery più basso, di un allungamento della scadenza (non-call) e per la possibili-

CHE RUOLO GIOCANO POLITICHE MONETARIE ED ECONOMIA?

Le politiche monetarie hanno una la loro duration (misurata alla prima call) rispetto ai corporate bond è più corta, in media circa la metà. L’economia ha invece potenzialmente un peso maggiore perché impatta sugli emittenti. I bond ibridi, essendo subordinati, hanno una volatilità maggiore rispetto ai senior dello stesso emittente e quindi tendono a cordato che gli emittenti sono aziende

molto solide e investment grade, la loro sensitività economica è minore, ad esempio, rispetto a emittenti high yield.

QUALI SONO LE PROSPETTIVE?

Il mercato degli ibridi è addirittura più liquido del corporate, la base degli investitori si è ampliata, così come l’universo degli emittenti. Quest’anno abbiamo visto quattro nuovi emittenti, tra cui l’utility italiana A2A e il produttore di materiale rotabile francese Alstom. Con la generale compressione degli spreadza di rendimento tra ibridi e senior si è ridotta e ha raggiunto livelli storicamente stretti. Il rendimento totale resta però molto attraente e -

rando che dal 2012 la performance degli ibridi è stata superiore sia ai corporate investment grade globali sia agli high yield. Per il 2025 ci aspettiamo nuove emissioni per un valore di 30 miliardi di euro a fronte di call per 5 miliardi.

COME GESTIRE IL RISCHIO DI MANCATO RIMBORSO ALLA FIRST CALL?

Il rischio di mancato rimborso alla

solo cinque emissioni non sono state richiamate alla prima call, emittentituazioni eccezionali (Enel non aveva

Nel 2022, con l’aumento importante degli spread di mercato, saliti a livelli superiori ai reset-spread degli ibridi esistenti, il rischio di non-call ha cominciato a essere prezzato. A

call ed emettere nuovi ibridi pur dovendo pagare prezzi molto alti, con cedole al di sopra del 9% (Telefonica, Vodafone). Le uniche eccezioni sono state nel real estate (Aroundtown,spetto principale nella gestione del rischio di non-call riguarda l’analisi approfondita e la selezione degli emittenti.

QUALI DIFFERENZE TRA EMITTENTI USA ED EUROPEI?

Fino a poco tempo fa il mercato era prevalentemente europeo. Le società USA emettevano per lo più preferred shares. Con il cambiamento della metodologia di rating di ibridi con struttura europea è più interessante anche per le società americane. Si sono già viste molte emissioni, soprattutto nel settore energetico e ci aspettiamo una graduale sostituzione di preferred share con ibridi, con un’ulteriore cresci-

A LIVELLO DI SETTORE QUALI SONO GLI EMITTENTI PIÙ INTERESSANTI?

I settori al momento più interessanti sono telecomunicazioni ed energia. Le grandi telecom hanno razionalizzato le proprie strutture e hanno passato il culmine del ciclo di investimenti. Il settore energetico sta transizione verso le rinnovabili, con la penalizzazione del mercato nonostante i fondamentali molto solidi.

CON TRI BU TI DI

FIRME DEL MESE

90 I DICEMBRE 2024 / GENNAIO 2025

OTTAVIA SEBASTIANI

Responsabile della consulenza per la clientela istituzionale italiana bfinance Rivoluzione dei costi, gli istituzionali ottimizzano le commissioni di gestione 29

NICOLA BARESI

Senior associate CRCCDLEX

Dall’ELTIF 1.0 al 2.0, nuove regole europee per una maggiore attrattività 38

Chief global strategist Intermonte L’oro sfida le regole in un mondo di paradossi 44

ANTONIO CESARANO

NOTA DI REDAZIONE

FundsPeople è una rivista rivolta esclusivamente ai professionisti del settore finanziario ed in particolare ai soggetti considerati controparti qualificate o investitori professionali ai sensi della normativa vigente. Le informazioni sugli organismi di investimento collettivo o altri strumenti finanziari inclusi in FundsPeople sono presentate a solo scopo informativo e illustrativo e non devono essere interpretate in alcun modo come un’o erta di vendita o una raccomandazione di investimento. Le informazioni non costituiscono una descrizione completa degli organismi di investimento collettivo o di altri strumenti finanziari, mercati o sviluppi a cui si fa riferimento.

47

ANTONELLO MOTRONI

Area Economia e Finanza Mefop SFDR, un cantiere da riaprire

78

CARLO VEDANI AD

Alicanto Capital SGR L’anno (borsistico) che verrà

90

FEDERICO DOMENICHINI

Head of Advisory - Italy

T. Rowe Price

Bici, un ritorno all’infanzia

Primer Decil Consultores y Editores, S.L. ti informa che i tuoi dati personali, ottenuti in qualità di abbonato alla rivista FundsPeople, fanno parte del file 397084/2010 registrato presso l’Agenzia spagnola per la protezione dei dati, trattandoli allo scopo di inviarti tempestivamente tali dati e, inoltre, fornire informazioni sui prodotti e/o attività dell’ente e/o degli enti con i quali è stipulato un accordo a tal fine, nonché prodotti e/o attività di sponsor e/o collaboratori della rivista e/o del soggetto, compreso l’invio di comunicazioni commerciali mediante mezzi di comunicazione a distanza, compiendo, allo stesso modo, azioni statistiche e/o storiche. Ti sono riconosciuti i diritti di accesso, rettifica, cancellazione e opposizione dei tuoi dati personali mediante comunicazione personale che devi indirizzarla all’indirizzo elettronico: protecciondatos@fundspeople.com.

Motivi per credere

LE CONDIZIONI DI MERCATO ATTUALI

ACCESSO AL REDDITO FISSO

STRATEGIE OBBLIGAZIONARIE DI SUCCESSO

CONSIDERAZIONI FINALI

JONATHAN MONDILLO Head of Fixed Income, abrdn

EL EN CO

ABC

21Shares 17

abrdn 7, 17

AcomeA 17

Agora 17

AIPB 53

Alicanto Capital SGR 78

Allianz 17

Amundi 12, 17, 24, 87

Anima Holding 17

Arca Fondi SGR 17, 32

Artemis 12

Asvis 87

Aviva Investors 17

AXA IM 17

Axiom Alternative Investments 87

Azimut 40, 87

Baillie Gi ord 32

Banca Aletti 32, 60

Banca Finnat Euramerica 17

Banca Patrimoni Sella & C. 32

Banca Profilo 17

Barings 17, 32, 87

BCC R&P 32

bfinance 29

BlackRock 17, 24, 72

BNY Mellon IM 17

Borsa italiana 24

CANDRIAM 17

Capital Group 17, 81

Carmignac 17, 72 Comgest 17

17

38

DEF

DNCA Finance 17

DPAM 17, 56

Edmond de Rothschild AM 17

Eleva Capital 17

Enasarco 12

Euregio Plus 17

Eurizon 17

Fidelity International 17, 40, 87

Fideuram 17, 50, 87

Finanziaria Internazionale 17

Fineco AM 17, 40

Finlabo SIM 66

Flossbach von Storch 17

Franklin Templeton

Investments 12, 17, 24, 50

GHI

GAM 81

Golding Capital Partners 84

Groupama AM 17

Gruppo Banca Ifigest 17

Gruppo Banca Intermobiliare 17

Gruppo Banco BPM 17, 40

Gruppo BCC Iccrea 50

Gruppo BNP Paribas 17

Gruppo BPER Banca 17, 53

Gruppo Cassa Centrale Banca 17

Gruppo Ceresio Italia 17

Gruppo CREDEM 12, 17

Gruppo

Gruppo

Gruppo

JKL

MN

RST

DIRETTORE RESPONSABILE GONZALO FERNÁNDEZ gonzalof@fundspeople.com

HEAD OF ITALY DAVIDE PASIMENI davide.pasimeni@fundspeople.com

REDAZIONE

FRANCESCA ANNA CRISPO, magazine content manager Italia francesca.crispo@fundspeople.com

NAZIONALE

RAFFAELA MARIA ULGHERI, reporter, ESG specialist ra aela.ulgheri@fundspeople.com

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CONSUELO BLANCO, reporter consuelo.blanco@fundspeople.com

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MIGUEL RÊGO, global head of Analysis miguel.rego@fundspeople.com

DIANA PEREIRA, fund analyst & manager ESG Solutions diana.pereira@fundspeople.com

JOÃO MIGUEL MATOS, fund analyst joao.matos@fundspeople.com

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AUTORIZZAZIONE

Tribunale di Milano, numero registro 14797/2022

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Gruppo Deutsche Bank 12, 17 * NOTA DI REDAZIONE Numero chiuso e stampato il 29 novembre 2024.

Le nostre convinzioni per il 2025

È probabile che l’amministrazione Trump persegua gli impegni assunti in campagna elettorale in materia di deregolamentazione, tagli alle imposte sulle società e aumento dei dazi. -

mo l’outlook di investimento.

L’IMPATTO DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE STATUNITENSE

L’“economia high-pressure” è un’economia che opera al di sopra della sua capacità di contenere la recessione, anche se a spese dimp, unite all’impegno della Federal Reserve di tagliare i tassi di interesse, potrebbero applicare questo concetto.

ne risentirebbero: mentre la crescita degli Stati Uniti dovrebbe migliorare, si prevedele. Detto ciò, non si prevede che le banche allentamento monetario. Le prospettive generali per il 2025 suggeriscono una crescita -

La risposta è stata un aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi per l’aucausato dal previsto deterioramento delle

schi, ma riconosciamo anche la crescente-

formance obbligazionarie potenzialmente interessanti in futuro.

Il “sentiment risk-on” che ha fatto seguitostruttivo sia sull’azionario americano sia sul credito a spread. Il mercato azionario statunitense, sia a piccola che a grande capitalizzazione, ha registrato una solida performance grazie alla “spinta di Trump”, mentre i prinhanno tenuto il passo.

LE NOSTRE CONVINZIONI PER IL 2025. Equity: Strategia World Brands. Condividiamo la visione del “Trump-bump” per le azioni americane e crediamo che i principali indici azionari statunitensi dovrebbero segnare nuovi massimi per tutto il 2025. Per la prima metà del 2025, preferiamo i brand statunitensi e giapponesi e siamo molto selettivi -

tegia World Brands si concentra sui brand migliori nelle rispettive categorie, in quanto le innovazioni tecnologiche, i cambiamenti

di vita trasformano le economie. L’universo d’investimento che comprende brand globali (di alta qualità), digitali (piattaforme e AI insruptor in rapida crescita) dimostrano chiare metriche di crescita e vantaggi competitivi.

Fixed income Asia: strategia Asia Value Bond.

parte dei media sul tema dei rapporti commerciali tra USA e Cina, in tutta la regione asiatica si stanno manifestando importanti cambiamenti strutturali di lungo periodo. Si prevede che l’avanzo commerciale della Cina raggiunga il livello mai toccato prima di 1.000 miliardi di dollari e che nel 2024 in

messi insieme. In India, il portafoglio prestiti del settore bancario è salito a nuovi massimi e gli investimenti in infrastrutture sono in costante aumento. In vista del 2025, continuiamo a prevedere mercati del credito solidi in tutta l’Asia e nei Paesi emergenti, sia per quanto riguarda i titoli investment-grade che quelli high-yield. Questo grazie alla combinazione di una crescita economica resiliente guidata dalla domanda interna, sup-

Multi-asset: strategia AllRoads. In un contesto in cui ci aspettiamo che l’incertezza sui tassi di interesse potrebbe rimanere elevata nel 2025, senza tuttavia un peggioramento

soluzione da avere in portafoglio sia AllRoads, una strategia che ha come obiettivo quello di mitigare il rischio e tenere bassa la volatilità del portafoglio.

Un aumento dei rischi oggi dovrebbe portare ad un miglioramento dei rendimenti obbligazionari e ad un aumento del potenzialeprocci basati sul rischio, come la nostra stra-

31/10/24 3/11/24 6/11/24 12/11/24 15/11/24

sta opportunità non appena si manifesterà un miglioramento dei trend, delle misure di rischio e dei dati macroeconomici.

Luca Ferrarese Gruppo Banca Sella
Matteo Ramenghi UBS Global Wealth Management
Davide Elli Fideuram
Christian Basellini Banca Investis
Marco Zanuso Generali Investments
Corrado Cominotto Banca Generali
Federico Mondonico
Massimo Mazzini Eurizon
Francesco Conte J.P. Morgan AM
Andrea Aliberti Azimut SGR
Edmond de Rothschild AM Nextalia SGR
Epsilon Associati SGR

Una nuova dimensione per il futuro

3 divisioni

700 dipendenti(1)

comprendere e anticipare le esigenze degli investitori soluzioni ad elevate prestazioni, utili e responsabili, per un’economia più virtuosa.

Umberto Boccato assume la carica di CEO di Mirabaud Asset Management

29/10/2024

29/10/2024

Luca Antonio Trotta è il nuovo responsabile della consulenza

05/11/2024

Marco Zanuso fa il suo ingresso in Generali Investments in qualità di chief Sales & Marketing o cer.

Franklin Templeton espande il team Business Development di BSP/Alcentra con Luca Morra, executive director, Business Development & Product specialist.

06/11/2024

LBP AM ha un nuovo responsabile della piattaforma europea di private asset: Peter Arnold

07/11/2024

11/11/2024

12/11/2024

12/11/2024

finanziaria di Credem

DWS Vincenzo Vedda già global head of Portfolio Management Public Markets, assume anche il ruolo di global CIO.

14/11/2024

Un nuovo executive director per UBS Global Wealth Management: si tratta di Matteo Cavestro

Artemis si ra orza con Haris Papadopoulos analista specializzato in obbligazioni ad alto rendimento.
Enasarco Maurizio
Bufi entra nel CdA in sostituzione di Alfonsino Mei.
PGIM nomina un nuovo presidente e CEO: Jacques Chappuis

Comunicazione

Flessibilità. Convizioni. Potenziale di rendimento.

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Capitale a rischio. La performance dipende dalla tempistica dell’investimento e può comportare rendimenti negativi. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Comunicazione di marketing dedicata agli investitori professionali. Questo non è un documento contrattualmente vincolante e la sua emissione non è vincolata da alcuna legge o regolamento dell’Unione Europea o del Regno Unito. Questa comunicazione di marketing non include dettagli sufficienti per consentire al destinatario di prendere una decisione di investimento informata. Il contenuto non costituisce una raccomandazione, né un’offerta di acquisto o vendita di Fondi PIMCO Global Investment Series (GIS). Questo documento si basa su informazioni ottenute da fonti considerate affidabili, ma non comporta responsabilità per PIMCO. Tutti gli investimenti finanziari comportano rischi inclusa la possilibità di perdita di capitale. PIMCO Europe GmbH (società n. 192083) e la filiale italiana di PIMCO Europe GmbH (società n. 10005170963, Via Turati 25/27 (angolo via Cavalieri n. 4), 20121 Milano, Italia)) sono autorizzate e regolamentate dall’Autorità di vigilanza finanziaria federale tedesca (BaFin). La filiale italiana è inoltre soggetta alla supervisione della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB). I prodotti e i servizi offerti da PIMCO Europe GmbH sono sono destinati unicamente a clienti professionali e non agli investitori individuali che non devono fare affidamento a questa comunicazione. Gli investitori individuali devono contattare il loro consulente in caso di richieste sugli investimenti e richieste di assistenza finanziaria, legale e fiscale. Il valore degli investimenti e la redditività possono variare e l’ammontare inizialmente investito potrebbe non essere recuperato. Prima della sottoscrizione leggere il Prospetto e il KID disponibili su www.fundinfo.com o presso i Collocatori. PIMCO GIS Income Fund, comparto di PIMCO GIS Funds: Global Investors Series plc è domiciliato in Irlanda. PIMCO è un marchio di Allianz Asset Management of America LLC negli Stati Uniti e in tutto il mondo. ©2024, PIMCO. Tutti i diritti riservati.

GAME OF RATES ED EUROPA LONTANA DAL TRONO NEL POST-ELEZIONI AMERICANE

Sulla scia delle presidenziali americane, i gestori provvedono a modificare i portafogli incrementando l’esposizione al mercato azionario USA. Inoltre, l’ulteriore taglio dei tassi di interesse schiude nuove prospettive per l’obbligazionario e per la duration dei portafogli.

PORTAFOGLIO SMART CONSENSUS FUNDSPEOPLE

FONDO

Capital Group Global Allocation Fund (LUX)

Carmignac Patrimoine

Franklin Diversified Balanced Fund

JPMorgan Investment Funds Global Income Fund

MFS Meridian Funds Prudent Capital Fund

Acatis Value Event Fonds

DWS Concept Kaldemorgen

Flossbach von Storch Multiple Opportunities II

Amundi Funds Global Multi-Asset Conservative

ODDO BHF Exklusiv: Polaris Dynamic

CATEGORIA MORNINGSTAR

Bilanciati Moderati

Bilanciati Moderati

Bilanciati Moderati

Bilanciati Moderati

Bilanciati Moderati

Bilanciati Flessibili

Bilanciati Flessibili

Bilanciati Flessibili

Bilanciati Prudenti

Bilanciati Aggressivi

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Lo strumento “Cerca un fondo” disponibile sul sito FundsPeople permette di consultare i criteri soddisfatti da ogni prodotto dotato di rating in ciascuno dei tre Paesi.

all’ultima analisi del portafoglio Smart Con-

due eventi di rilievo per l’industria del risparmio gestito: la Fed ha operato un altro taglio-

Bovalini, portfolio manager dell’Amundi Global Multi-Asset Conserva-

più positive per gli Stati Uniti e meno

Stati Uniti e al potenziale di dazi all’importazione, oltre ad altri fattori”. Il prourne possa indurre la Fed a diradare

ESPOSIZIONE AGLI USA

Passando al portafoglio Smart Consen--

tratta di uno dei livelli più alti dell’anno,-

lo industriale, a fronte di una riduzione delle posizioni nei settori difensivi,

DISTRIBUZIONE PER ASSET

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

DISTRIBUZIONE PER SETTORE

IL PORTAFOGLIO DI

Gestore

dell’Amundi

Global Multi-Asset Conservative

“Manteniamo una posizione complessiva di duration del portafoglio intorno a cinque anni, con una tendenza a favore delle scadenze più brevi, che possono beneficiare del ciclo di allentamento monetario”

Gestori del JP

Morgan Global Income Fund

“Il mercato azionario nordamericano ha continuato a compiere progressi e sembra che l’allargamento della dinamica positiva a un maggior numero di settori, atteso da tempo, inizi finalmente a farsi sentire”

a farsi sentire”.

elettorali positive, le azioni europee si sono mantenute stabili a fine agosto,

Morgan AM hanno ridimensionato l’esposizione del fondo all’azionario europeo a favore di quello globale preferenza strutturale a favore del

dopo la vittoria di Trump l’Amundi Global Multi-Asset Conservative ha ridotto ulteriormente l’esposizio -

su base relativa”.

DURATION E TASSI

Nel segmento obbligazionario, i tito-

diverse. L’esperto di Amundi ha una preferenza per l’investment grade e ri-

dei fondamentali solidi, sostenuti da un -

degli interessi su buoni livelli”. Sul fronte della duration, entrambile di ulteriori tagli dei tassi di interesse. dell’Amundi Global Multi-Asset Con-tenuto una posizione di duration lunga -

Italia e Spagna”. J.P. Morgan AM adotta -

L’OPINIONE

OPPORTUNITÀ PER IL CREDITO OLTRE

Le aspettative di tassi più bassi hanno rafforzato l’Euro credit, attirando afflussi record e comprimendo gli spread IG. Il contesto generale punta a un soft landing nonostante il rallentamento economico in Europa e USA. Il segmento corporate resta favorevole, con margini societari alti e rischio di default contenuto (3,5%). Dato che prevediamo un calo meccanico dei rendimenti a breve , gli investitori potrebbero affrontare il rischio di reinvestimento a livelli inferiori. Ciò rafforza l’attrattiva della parte lunga delle curve, che offre opportunità di cogliere ulteriori rendimenti e consente di implementare una strategia roll-down. Crediamo che l’IG in euro continuerà a offrire rendimenti interessanti con la possibilità di ulteriore rendimento, se i tassi diminuiranno dopo la compressione di quest’anno.

Comunicazione di marketing fornita a scopo informativo agli investitori professionali. Tutti gli investimenti comportano rischi, compresa la perdita del capitale. I risultati passati non sono garanzia di risultati futuri. Non vi è alcuna garanzia che si verifichino gli sviluppi previsti in questo materiale.

MAYA EL KHOURY Senior credit portfolio manager, Ostrum AM (a liata di Natixis IM)

SCOPRI I FONDI CON RATING

Sono prodotti che hanno il favore degli analisti, sono consistenti e si distinguono per sottoscrizioni sul mercato italiano.

In un mercato come quello italiano, con più di 35 mila fondi registrati per la commercializzazione, universo per trovare i prodotti che si adattano ai portafogli. Per aiutarvi, FundsPeople rende noti i fondi con il Rating FundsPeople 2024. Solo 1.024 prodotti si distinguono per uno o più dei seguenti tre criteri:

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Blockbuster. Sono i fondi più venduti sul mercato. Si tratta di prodotti che, al 31 dicembre 2023, hanno un patrimonio in Italia maggiore o uguale a 200 milioni di euro. Inoltre, per i prodotti locali si tiene conto anche del dato relativo alla raccolta accumulata negli ultimi tre anni, che deve superare il 25% del portafoglio

In totale, 457 prodotti registrati in Italia hanno ottenuto questo rating.

Consistenti. Il team di analisi di Funds People ha sviluppato una nuova metodologia di calcolo del pilastro quantitativo del Rating FundsPeople. Da un -

gistrati in Italia si passa a un calcolo effetquella dei fondi registrati in tutti i Paesi della zona euro. È chiamata Evoluzione numero 1

investimento disponibili nella regione che soddisfano i criteri di FundsPeople a livello di track record e patrimonio gestito minimo di 10 milioni di euro al 31 dicembre 2023. Per il resto, la metodologia mantiene la sua struttura molecolare,

hanno ottenuto il miglior posizionamento rispetto ai peer in termini di rendimento e rischio in euro (deviazione standard) negli ultimi cinque anni.

In pratica, si confronta ogni fondo con tutti i prodotti della zona euro inclusi nella sua categoria Morningstar in base a due scorecard. Nella prima si analizzano i dati di rendimento e volatilità su periodi cumulativi di tre e cinque anni; nella seconda si analizzano le cifre per ciascuno degli ultimi cinque anni. In entrambi i casi, il rendimento e la volatilità hanno un peso rispettiva-

scorecard stabilisce la posizione relativa del fondo nella categoria di apparte-

https://bit.ly/3KnGnzM

Nella sezione Analysis del sito di FundsPeople è possibile consultare il ranking completo dei prodotti con Rating FundsPeople 2024 utilizzando lo strumento “Cerca un fondo”.

nenza e permette di assegnare il rating ai fondi che hanno ottenuto il miglior punteggio per entrambe le scorecard. Evoluzione numero 2: se prima si consideravano in modo statico i fondi posizionati nel primo quintile di ogni scorecard,ropei. In questo modo il primo quintile diventa dinamico.

pei, in base ai criteri adottati da FundsPeople. Quelli registrati in Italia, che quindi hanno ottenuto il Rating FundsPeople 2024 secondo il parametro

Nel complesso, in Italia si contano 1.024 fondi di investimento con Rating FundsPeople 2024. Tra questi, solo 13 soddisfano contemporaneamente i tre criteri e si aggiudicano così il Rating FundsPeople+.

FONDI CON RATING FUNDSPEOPLE+ 2024

Algebris Financial Credit Fund

Comgest Growth Europe

Algebris Investments Obbligazionari

Comgest Azionari

DNCA Invest Alpha Bonds Natixis IM Obbligazionari

DPAM L Bonds Emerging Markets Sustainable

DWS Concept Kaldemorgen

DPAM Obbligazionari

DWS Bilanciati

Eleva UCITS Fund Fonds Eleva Absolute Return Europe Eleva Capital Azionari

Eleva UCITS Fund Fonds Eleva European Selection Eleva Capital Azionari

Fidelity Funds Global Technology Fund

JPMorgan Funds Global Focus Fund

JPMorgan Investment Funds Global Select Equity Fund

Morgan Stanley Invest. Funds Global Brands Fund

PIMCO GIS plc Income Fund

Fidelity International Azionari

J.P. Morgan AM Azionari

J.P. Morgan AM Azionari

Morgan Stanley IM Azionari

PIMCO Obbligazionari

Schroder Inter. Selection Fund Gl. Sustainable Growth Schroders Azionari

Fonte: FundsPeople FundsPeople LAB e Morningstar.

MAPPA DELLA GESTIONE ITALIANA*

Fonte: elaborazione propria sui dati Assogestioni ordinati per patrimonio gestito al netto dei fondi di gruppo.

* Tutti i dati a febbraio 2024.

** Dati di patrimonio non aggiornati. *** Gruppo non associato.

§ Raccolta netta parziale.

Fonte: piattaforme di distribuzione e Assogestioni. Dati di società di gestione internazionali che operano in Italia, in milioni di euro, a fine dicembre 2023.

(*) Dati di patrimonio non aggiornati. (**) Include i dati di Credit Suisse.

APERTI Dati al 30 settembre 2024

PATRIMONIO GESTITO IN FONDI APERTI RACCOLTA NETTA IN FONDI APERTI

al 30 settembre 2024

al 30 settembre 2024

Fonte:
Fonte:

EVOLUZIONE DI PATRIMONIO E RACCOLTA FONDI DELLE RETI DI CONSULENZA IN ITALIA

RISPARMIO GESTITO - DATI RETI DI CONSULENZA

Fonte: Assoreti. Sono inclusi i fondi speculativi e fondi chiusi. Dati consistenze patrimoniali al 30 settembre 2024, in milioni di euro.

* Sono inclusi fondi e SICAV, gestioni patrimoniali e prodotti assicurativi/previdenziali. Dati al 30 settembre 2024, in milioni di euro.

** Il dato si riferisce al numero di consulenti finanziari abilitati all’o erta fuori sede con portafoglio > 0. Dati al 30 settembre 2024.

I FONDI

INTERNAZIONALI BLOCKBUSTER IN ITALIA NEL 2024

Per rientrare nella categoria Blockbuster, i prodotti internazionali devono raggiungere i 200 milioni di euro di patrimonio distribuito nel mercato italiano. Fonte: società di gestione e diverse piattaforme di distribuzione.

KBI Global Energy Transition Fund

BGF World Mining Fund

Schroder ISF Asian Opportunities

BNP Paribas Euro Equity

CPR Invest Megatrends

BGF European Special Situations Fund

Carmignac Investissement

Schroder ISF Greater China

Amundi Fds European Equity ESG Improvers

JPM Europe Select Equity Fund

KBI Global Sust Infras Fd

BGF European Equity Income Fund

Candriam Sustainable Eq Em Mkts

Allianz Global Artificial Intelligence

BGF World Financials Fund

BNP Paribas Consumer Innovators

BGF US Flexible Equity Fund

CPR Invest MedTech

BGF Emerging Markets Fund

JPM Thematics Genetic Therapies

Schroder ISF Global Energy Transition

JPM US Growth Fund

Pictet Timber

AXA WF Framlington Sustainable Europe

Amundi Fds Pioneer Global Equity

MS INVF Emerging Leaders Equity Fund

KBI Water Fund

JPM Pacific Equity Fund

Pictet Health

Robeco Global Consumer Trends

JPM Greater China Fund

Schroder ISF US Large Cap

CPR Invest Global Lifestyles

Invesco Global Equity Income Fund

Wellington Glb Research Eq

BNP Paribas Health Care Innovators

Franklin Biotechnology Discovery Fund

Amundi Funds Net Zero Ambt Top EurpPlyrs

Franklin India Fund

JPM Europe Dynamic Technologies Fund

JPM Emerging Markets Opportunities Fund

M&G (Lux) Global Listed Infras Fd

Man GLG Japan CoreAlpha Equity

RobecoSAM Sustainable Water Equities

Invesco Asian Equity

Invesco Euro Equity Fund

Amundi Fds Pioneer US Equity Research

BGF European Fund

Rai eisen Nachhaltigkeit-Aktien

JPM Europe Strategic Growth Fund

Schroder ISF Global Dividend Maximiser

Fidelity Sustainable Health Care

MFS Meridian Global Equity Fund

BGF World Energy Fund

BGF European Focus Fund

db AM DWS StepIn ESG Global Eq

BNP Paribas Smart Food

BSF European Opportunities Extension Fd

JPM Japan Equity Fund

BNP Paribas Energy Transition

BlackRock Advantage US Equity Fund

Robeco Sustainable Global Stars Equities

UBAM 30 Global Leaders Equity

Lazard European Alternative Fund

BNP Paribas Sustainable Glbl Low Vol Eq

AB American Growth

AB Low Volatility Equity

CT (Lux) European Select

CT (Lux) Global Focus

CT (Lux) Global Smaller Coms

CT (Lux) Global Technology

CT (Lux) Pan European ESG Eqs

DPAM B Equities World Sust

GAM Multistock Luxury Brands Equity

Janus Henderson AbsRet Fd

Janus Henderson Global Life Sciences Fd

Janus Henderson Horizon Euroland Fund

Janus Henderson Pan European Fund

LO Funds Golden Age

LO Funds World Brands

M&G (Lux) Global Sustain Paris Aligned

Mirova Global Sustainable Equity Fund

Redwheel Global Emerging Markets

Vontobel Emerging Markets Equity

Vontobel Global Environmental Change

Vontobel mtx Sustainable Emerg Mkts Ldrs

Vontobel US Equity

Fondi con più di 1,6 miliardi di asset in capo ai clienti italiani. Fonte: dati frutto di elaborazione propria del team di Analisi FundsPeople, svolta attraverso diverse piattaforme di distribuzione e società di gestione. L’elenco dei fondi Blockbuster con Rating FundsPeople è ordinato in base al patrimonio gestito sul mercato locale al 31 dicembre 2023. Le informazioni vengono fornite dalle società di gestione. In assenza di informazioni dettagliate da parte degli asset manager, si considera il patrimonio minimo in gestione per soddisfare il criterio dei Blockbuster.

Equities

Amundi Fds Emerging Markets Equity Focus

I FONDI INTERNAZIONALI BLOCKBUSTER IN ITALIA NEL 2024

Per rientrare nella categoria Blockbuster, i prodotti internazionali devono raggiungere i 200 milioni di euro di patrimonio distribuito nel mercato italiano. Fonte: società di gestione e diverse piattaforme di distribuzione.

Man AHL Trend Alternative

Allianz Income and Growth

MFS Meridian Global Total Return Fund

Man AHL TargetRisk Fund

SEI Liquid Alternative Fund

CT Real Estate Equity Market Neutral Fd

Candriam Abs Ret Eq Mkt Netrl

Amundi Fds Global Multi Asset Cnsrv

Amundi Fds Volatility World

Amundi Tiedemann Arbitrage Strategy Fund

Amundi/WNT Diversified Fund

BNY Mellon Global Real Return Fd (EUR)

First Eagle Amundi International Fund

Alpha Renten Global

Candriam Index Arbitrage

DB ESG Conservative SAA EUR Plus

Allianz Dynamic Multi Asset Strat SRI 15

Allianz Dynamic Multi Asset Strat SRI 50

Ninety One GSF Global Multi Asset Inc Fd

Pictet TR Divers Alpha Trojan Fund (Ireland)

Fulcrum UCITS SICAV Fulcrum Dvrs AR Fd

Janus Henderson Balanced Fund

GS Absolute Return Tracker Portfolio

DB ESG Balanced SAA EUR Plus

BGF ESG Multi Asset Fund

Allianz Dynamic Multi Asset Strat SRI 75

Lumyna MW TOPS (Market Neutral) UCITS Fd Capital Group Global Allocation Fd (LUX)

M&G (Lux) Dynamic Allocation Fund

M&G (Lux) Optimal Income Fd

Nordea 1 Alpha 10 MA Fund

Nordea 1 Stable Return Fund

Ofi Invest Precious Metals

PIMCO GIS Commodity Real Return Fund

PIMCO GIS Dynamic Multi Asset Fund

Acatis Value Event Fonds

Amundi Fds Global Subordinated Bond

GS

DWS

Schroder

I FONDI INTERNAZIONALI BLOCKBUSTER IN ITALIA NEL 2024

Per rientrare nella categoria Blockbuster, i prodotti internazionali devono raggiungere i 200 milioni di euro di patrimonio distribuito nel mercato italiano. Fonte: società di gestione e diverse piattaforme di distribuzione.

Vi presentiamo fundspeople.com, una piattaforma che raccoglie tutta l’o erta di servizi che sotto il brand “FundsPeople, evolving together” racchiude la nostra cultura, basata su cinque aree strategiche: News, Community, Events, Analysis, Learning & Data.

Informazione giornaliera sull’industria del risparmio gestito, in formato scritto e audiovisivo. News

Opinioni, giri di poltrone, hobby e il lato solidale che va oltre l’u cio, insieme all’elenco dei professionisti e delle società. Community

Calendario con tutti gli eventi che ruotano attorno al settore dell’asset management.

Database con i fondi con Rating FundsPeople, la nostra emeroteca, monografici e libri.

Glossario dei termini finanziari più rappresentativi dell’industria.

Fondi con più di 1,6 miliardi di asset in capo ai clienti italiani. Fonte: dati frutto di elaborazione propria del team di Analisi FundsPeople, svolta attraverso diverse piattaforme di distribuzione e società di gestione. I fondi appartenenti al gruppo Fixed Income includono anche i prodotti convertibili.

INARRESTABILI ETF UN 2024 DA RECORD

Secondo i dati di Morningstar, nel terzo trimestre di quest’anno i flussi di ETF in Europa hanno raggiunto i 63 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 53 miliardi del secondo trimestre. Con un totale di 161 miliardi nei primi nove mesi del 2024, i flussi complessivi superano già quelli dell’intero 2023 e il precedente record annuale di 159 miliardi registrato nel 2021.

Di migliori risultati per gli ETF si è parlato spesso nel corso di quest’anno. Ma ai record registrati negli scorsi mesi, se ne aggiungono sempre di nuovi. A testimoniarlo,

del 2024 sono stati pari a 161 miliardi, superando il totale del 2023 e il precedente massimo annuale di 159 miliardi registrato nel 2021. Con sorpresa, a unquesta volta, sono i dati pubblicati da Morningstar sul mercato europeo degli ETF. Più nel dettaglio, il terzo trimestre

miliardi di euro, in aumento rispetto ai 53 miliardi del secondo trimestre. I

nuncia come un anno record per il set-

il mercato europeo degli ETF e degli ETC in miliardi di euro.

PRINCIPALI EVIDENZE UE

Guardando le cifre più nel dettaglio si noterà che gli asset in gestione sono -

rando per la prima volta la soglia dei 2 mila miliardi. La maggior parte deglivestita in strategie azionarie. Gli asset

totale. Le strategie azionarie hanno attirato 41 miliardi nel terzo trimestre, in leggero aumento rispetto ai 40,8 miliardi del secondo trimestre. Le azioni statunitensi a grande capitalizzazione rimangono l’esposizione di mercato più popolare, sebbene si sia registrato un notevole aumento dell’interesse per gli ETF che seguono i benchmark equal-weight, in particolare l’S&P

500. Mentre gli ETF obbligazionari hanno attirato 18,8 miliardi nel terzo trimestre, rispetto agli 11,4 miliardi del secondo trimestre. Sono stati privilegiati gli ETF sul debito societario investment grade e sulle obbligazioni a

di 4,4 miliardi, evidenziando il crescente interesse di investitori retail e istituzionali. L’AuM del mercato ha toccato 131 miliardi per quasi 1.600 strumenti quotati”, spiega Luisa Fischietti, head of Italy ETF di Borsa italiana

È impossibile parlare di ETF senza citare i risultati della strategie attive. Questi strumenti hanno attirato 4,8 miliardi nel terzo trimestre, in leggero au-

COSA SUCCEDE IN ITALIA

I dati di Morningstar ci restituiscono uno spaccato europeo. Tornando dentro

dissimili. “Il controvalore scambiato sul mercato ETFplus di Borsa Italiana ha -

Secondo l’esperta, un aspetto rilevante è la crescita degli ETF obbligazionari e degli ETF attivi. “I primi rappresentano -

Inoltre, gli ETF attivi, con 115 strumenti quotati e un AuM di 8,5

“stanno attirando interesse per il mix di gestione attiva e costi contenuti, con inflow di 1,9 miliardi. Gli investitori apprezzano strategie dinamiche per ottimizzare rendimenti e rischi”, sottolinea Fischietti.

Fonte: Morningstar Direct. Dati al 30 settembre 2024.

Fonte: Morningstar Direct. Dati al 30 settembre 2024.

Se si guarda al 2025, l’esperta ritiene che “l’espansione degli ETF attivi e un maggiore focus su innovazione digitaleca), con opportunità strategiche per gli investitori, sono elementi che potranno caratterizzare lo scenario a venire”.

IL PODIO DELLE SOCIETÀ

Tornando ai dati pubblicati da Morningstar, si avrà anche uno spaccato del “podio” dei maggiori provider. iShares

Amundi con quasi 8 miliardi, Xtrackers

inoltre i 25 principali fornitori europei di

FundsPeople si è confrontata proprio con i provider che, stabilmente, popolatraguardo evidenzia un cambiamento processo in corso di democratizzazione degli ETF. Più precisamente, stiamo assistendo a un forte aumento dell’adozione degli ETF da parte di investitori istituzionali, asset manager, wealth manager e, in particolare, investitori individuali attraverso piattaforme digitali e piani di accumulo”, ci tiene a sottolineare Benoit Sorel, head of ETF, Indexing and Smart Beta di Amundi.

Secondo l’esperto oggi si osservano tre tendenze principali che stanno plasmando questo mercato: “Un apprezzamento generalizzato della semplicità, trasparenza e liquidità degli ETF; l’as-

GLI ASSET IN GESTIONE SONO CRESCIUTI DEL 5,7% NEL TRIMESTRE

cazione tattica in un mercato volatile. Ad esempio, l’importante pacchetto di stimoli della Cina o le elezioni negli Staticativi in ETF nei giorni successivi a tali eventi”, prosegue.

ETF & Index Funds Sales di UBS AM si dice sorpreso di questo successo. “Più del -

stiti negli ETF di diritto europeo replicano indici azionari, con masse concentrate sul mercato americano e su quello

originato dal forte contenuto innovativo delle società americane e dal tema dell’in-

investitori ad aumentare l’esposizio-

“STIAMO ASSISTENDO A UN FORTE AUMENTO

DELL’ADOZIONE DEGLI ETF DA PARTE DI INVESTITORI ISTITUZIONALI, ASSET MANAGER, WEALTH MANAGER E, IN PARTICOLARE, INVESTITORI INDIVIDUALI ATTRAVERSO PIATTAFORME DIGITALI E PIANI DI ACCUMULO”

BENOIT SOREL AMUNDI

“GLI ETF ATTIVI

RAPPRESENTANO UN MERCATO DI NICCHIA IN EUROPA, NONOSTANTE CIÒ HANNO VISTO UN INCREMENTO DEL 25% NELLE MASSE IN GESTIONE

NELL’ULTIMO ANNO. LE STIME

PREVEDONO CHE IL MERCATO GLOBALE DEGLI ACTIVE ETF POTREBBE QUADRUPLICARSI ENTRO IL 2030”

GIAN MARCO CASTELLANI BLACKROCK ITALY

“IL TER MEDIO DEGLI UCITS ETF SI ATTESTA A 19.7 PUNTI BASE ALLA FINE DI SETTEMBRE 2024. SOPRATTUTTO SULLE ESPOSIZIONI CORE, QUELLE DOVE SI SONO CONCENTRATE LE NUOVE SOTTOSCRIZIONI NEL CORSO DELL’ANNO, IL COSTO DEGLI ETF È ANCORA INFERIORE E MEDIAMENTE SOTTO I 12 PUNTI BASE ANNUI”

FRANCESCO BRANDA UBS AM

“LA RACCOLTA DEGLI ETF VA A CACCIA DI NUOVI RECORD ANCHE IN EUROPA. LA NOSTRA CRESCITA NEL TERZO

TRIMESTRE DEL 2024 RIFLETTE LA PREFERENZA DEGLI

INVESTITORI PER STRATEGIE PASSIVE, TRASPARENTI, A BASSO COSTO ED ELEVATA DIVERSIFICAZIONE”

DIANA LAZZATI

VANGUARD

“IL CONTROVALORE

SCAMBIATO SUL MERCATO

ETFPLUS DI BORSA ITALIANA

HA RAGGIUNTO 56 MILIARDI

DI EURO A FINE SETTEMBRE (+19,5% RISPETTO AL 2023), CON UN AUMENTO DEI

CONTRATTI DEL 23% PER UN TOTALE DI 4,4 MILIARDI, EVIDENZIANDO IL CRESCENTE

INTERESSE DI INVESTITORI

RETAIL E ISTITUZIONALI”

LUISA FISCHIETTI

BORSA ITALIANA

“AL MOMENTO L’IMPULSO MAGGIORE È RAPPRESENTATO

DALL’INNOVAZIONE

TECNOLOGICA E DALL’AUMENTO DELLA

PROPENSIONE ALL’UTILIZZO DI DEVICE ELETTRONICI

ANCHE PER LA GESTIONE

DEGLI INVESTIMENTI E LA SOTTOSCRIZIONE DI PIANI DI ACCUMULO”

MAURO GIANGRANDE

XTRACKERS

NEL 2025 AL CENTRO ESPANSIONE DEGLI

ETF ATTIVI E UN MAGGIORE FOCUS SU INNOVAZIONE DIGITALE E TECONOLOGIA

CON OPPORTUNITÀ STRATEGICHE

ne a questa asset class e non sorprende constatare che lo strumento preferito per l’implementazione di questa allocazione sia stato l’ETF”, ammette.

C’è anche una questione di costi da considerare. Gli ETF sono sempre stati oggi lo sono ancora di più. “Il TER me-

Soprattutto sulle esposizioni core, quelle dove si sono concentrate le nuove sottoscrizioni nel corso del 2024, il costo degli ETF è ancora inferiore e mediamente sotto i 12 punti base annui”, sottolinea il professionista.

COGLIERE

NUOVI TREND

Gian Marco Castellani, head of wholesale BlackRock Italy, si sofferma sul maggiore utilizzo di ETF obbligazionari da parte degli investitori, con circa 110 miliardi di dollari di raccolta e, sul fronte azionario, dall’inizio dell’anno a oggi, questi ETF hanno

concentrato su esposizioni core verso i tradizionali pilastri del mercato: l’azionario statunitense e quello globale.

L’esperto pone anche l’accento sugli ETF attivi, spiegando che “sebbene rappresentino un mercato di nicchia in Europa, hanno visto

in gestione nell’ultimo anno. Le stime prevedono che il mercato globale degli Active ETF potrebbe quadru-

coding Active ETF di luglio 2024), offrendo agli investitori opportunità di investimento più flessibili, spe -

cialmente nelle componenti core e meno tattiche dei portafogli”. -

preferenza degli investitori per strategie passive, trasparenti, a basso costo

professionista fa un distinguo tra ambito azionario e quello obbligazionario. Il pri-ta, trainato dagli ETF legati al mercato statunitense, per lo più replicanti l’indice S&P 500, e da quelli globali, come quellitre, nel caso dell’obbligazionario è da notare la forza del segmento degli ETF esposti ai monetari in dollari US.

Mauro Giangrande, head of Xtrackers Sales EMEA è la continua capacità di questa industria di cogliere tempestivamente tutti i principali trend del risparmio gestito, riferendosi a tipologie di prodotti ESG, agli smart beta, agli indici tematici e più recentemente anche alle strategie attive. Inoltre, secondo l’esperto, mentre alcuni anni fa, la distribuzione degli ETF si concentrava quasi esclusivamente nell’ambito degli investitori istituzionali, allo stato attuale la componente retail è in decisa ascesa. “Un primo stimolo è inizialmente arrivato dalle giurisdizioni europee che hanno vietato le retrocessioni, ma la verità è che l’impulso maggiore è al momento rappresentato dall’innovazione tecnologica e dall’aumento della propensione all’utilizzo di device elettronici anche per la gestione degli investimenti e la sottoscrizione di piani di accumulo”, conclude.

PROSPETTIVE PER LE SMALL CAP STATUNITENSI

Dopo la vittoria repubblicana nelle elezioni USA, i mercati sono alle stelle guidati dalle small cap. Il 6 novembre l’indice Russell 2000 è salito del 5,8%, il 27° rendimento giornaliero più elevato dal lancio del 31/12/78; il Russell 1000 large cap e il Russell Top 50 mega cap hanno registrato un incremento del 2,7% ciascuno. I rendimenti delle small cap sono stati allineati: il Russell 2000 Value è aumentato del 6,3%, il Growth del 5,4% e il Microcap del 6,0%, un’ascesa proseguita con il taglio dei tassi annunciato dalla Fed il 7 novembre. Rimaniamo agnostici sull’e etto a lungo termine dei tagli, ma molti operatori di mercato intravedono un periodo prolungato di leadership delle small cap. I dati sui tassi dei Fed Funds risalgono al luglio del 1954 e il primo taglio nel 1957. Con l’utilizzo degli indici Center for Research in Security Prices 6-10 (“CRSP 6-10”) e CRSP 1-5 come rispettivi proxy per i titoli small e large cap per il periodo precedente alla data di lancio del Russell 2000 e del Russell 1000, mostriamo come le small cap abbiano battuto le large cap nei periodi di 3, 6 e 12 mesi successivi alle riduzioni dei tassi della Fed, con rendimenti medi a due cifre in ciascun periodo. Sebbene gli eventi invitino alla cautela, guardiamo con favore agli investitori small cap.

FRANCIS GANNON Co-Chief Investment
cer, managing director, Royce Investment Partners, gruppo Franklin Templeton

RIVOLUZIONE DEI COSTI

GLI ISTITUZIONALI OTTIMIZZANO

LE COMMISSIONI DI GESTIONE

Dai mercati privati agli hedge fund. La nuova era della negoziazione delle commissioni in un mondo di tassi elevati e pressioni ESG.

Negli ultimi dieci anni, gli investitori istituzionali sono riusciti a ridurre si-

loro portafogli di redditopromettere la qualità delle strategie. -

manda cruciale: ci sono ancora margini di risparmio da esplorare? E nei mercati privati, dove i prezzi sono rimasti tradizionalmente più rigidi, è possibile negoziare condizioni più favorevoli?

L’attuale contesto macroeconomico è caratterizzato da cambiamen -

sui rendimenti netti. Tassi d’interesse elevati e persistenti, inflazione ancora significativa e un aumento delle spese ESG (come i costi per dati climatici e requisiti normativi) stanno incidendo sui margini degli investitori. Queste sfide, però, possono per migliorare l’efficienza dei costi e ridurre le commissioni.

MERCATI PRIVATI

I mercati privati rappresentano un’a-

evolvendo. Negli anni 2010, le asset class illiquide, come private equity,

I COSTI DI GESTIONE PATRIMONIALE PER LE STRATEGIE “LIKE-FOR-LIKE” NEI SETTORI SOTTO INDICATI SONO AUMENTATI O DIMINUITI NEGLI ULTIMI TRE ANNI?

Risposta: diminuiti (2024 Asset Owner Survey vs 2022 Asset Owner Survey)

missioni su base comparabile. Tuttavia, il panorama attuale mostra segnali di inversione.

vembre 2024) condotto su oltre 300 inve-

missioni di private equity negli ultimi tre anni. Questo dato rappresenta un netto nel 2022. Nonostante ciò, le condizioni generali dei fondi non sono cambia“DIMINUITI”

QUANTO

È SODDISFATTO DELLA PERFORMANCE DELLE STRATEGIE GESTITE ATTIVAMENTE

SATISFACTION RATING (2024 VS 2022)

Fonte: Fonte: bfinance 2024 Global Asset

Owner Survey e bfinance 2022 Global Asset

Owner Survey. Ogni studio contiene i dati di oltre 300 investitori istituzionali. *Satisfaction rating: punteggio molto soddisfatto + abbastanza soddisfatto. Il punteggio del 2022 si riferisce alla soddisfazione degli investitori per la performance dei gestori attivi nel 2022 secondo il Global Asset Owner Survey del novembre 2022. Il punteggio del 2024 si riferisce alla tabella in alto. Sono mostrate solo le asset class che hanno registrato una variazione del 10% o superiore nel satisfaction rating.

LE SPESE ESG RAPPRESENTANO

UNA

SFIDA COMUNE A TUTTE LE

RIMANE UN PUNTO DI CONTESA

te in modo sostanziale: il calo dei costi è legato principalmente a fattori come -

nel raggiungere gli obiettivi di raccolta. Il settore immobiliare è l’unica asset class illiquida in cui si osservano riduzioni tangibili delle commissioni generali.

La raccolta fondi nei mercati privati -

do 2022-2024. Sebbene i volumi complessivi rimangano elevati rispetto agli standard storici, la domanda è diminuita rispetto al boom del decennio precedente, quando i capitali raccolti per strategie illiquide aumentarono del 400 per cento.

negoziale dei gestori, offrendo agli investitori maggiori opportunità per ottenere condizioni più favorevoli.

Oltre a ciò, il calo della raccolta sta accentuando la competizione tra i gestori per attrarre capitali, costringen-

zo. Questa dinamica potrebbe portare a una maggiore trasparenza sui costi accessori e sulle spese aggiuntive, due

dagli investitori.

NUOVO EQUILIBRIO

La performance è un elemento cruciale nel determinare il potere negoziale. Nei mercati privati, il ritmo delle distribuzioni è rallentato, a causa di un minor

soglie di rendimento siano ancorate allazioni reali del mercato. Asset class come un’analisi più rigorosa su questo tema.

ESG

comune a tutte le classi di investimento. -

numero di exit tradizionali e di una crescente dipendenza da strategie non convenzionali, come fondi di continuazione e secondari guidati dai gestori. Questo

capitali agli investitori, erodendo la loro

performance dei gestori di private equi-

2022. Analogamente, la soddisfazione nei confronti dei gestori infrastrutturali è

i gestori immobiliari è crollata dall’89 al

sta alimentando una maggiore pressione per ottenere riduzioni dei costi e condizioni più vantaggiose.

LE SFIDE

plicano le commissioni di performance) sono un altro tema delicato per gli investitori. In un contesto di tassi d’interesse elevati, questi parametri non sono cam-

nuove condizioni di mercato. -

acceso. Un gruppo di allocatori, guida-

costi ESG negli ultimi tre anni, legato principalmente ai requisiti di reporting normativo e ai costi dei dati climatici.

La distribuzione di questi costi rimane un punto di contesa: molti gesto-sive debbano prevedere commissioni più alte, mentre la maggioranza degli investitori istituzionali preferisce una struttura tariffaria uniforme. Questo disaccordo complica ulteriormente le discussioni sulle commissioni e pone l’accento sulla necessità di valutare attentamente il valore aggiunto delle strategie ESG.

In un panorama di investimenti sempre più complesso, gli investitori istituzionali devono monitorare attentamente le condizioni di costo e l’allineamento degli interessi. Questo include non solo un’analisi regolare delle commissioni, -

care aree di risparmio.

La trasparenza sui costi, una gee una maggiore attenzione alle condizioni di mercato possono fare la differenza nel garantire rendimenti netti gli investitori continuino a rivalutare periodicamente le loro strategie pertore in continua evoluzione.

PAESI EMERGENTI NUOVI SCENARI PER

GLI INVESTITORI

Dopo un decennio di relativa sottoperformance, i mercati emergenti stanno tornando ad avere un peso nell’asset allocation globale degli investitori. La ridefinizione degli equilibri mondiali e l’avvio del nuovo ciclo monetario hanno gradualmente spostato l’attenzione verso aree finora poco esplorate dai gestori. Tra geopolitica, cambiamenti delle dinamiche demografiche e rischi ESG non mancano però le sfide. Un’attenta selezione dei titoli e un approccio attivo e dinamico si confermano essenziali per navigare un universo di investimento che si presenta così ampio e variegato. Questi i temi su cui si sono concentrati asset manager internazionali e fund selector italiani nel corso dell’ultimo Fund Selector Talks.

I commenti si riferiscono al contesto del 16 ottobre 2024.

QUALI OPPORTUNITÀ OLTRE LA CINA

Il peso dell’economia cinese a livello globale è troppo grande per essere ignorato dagli investitori che guardano ai mercati emergenti. Le nuove tendenze macroeconomiche in atto e l’evoluzione del contesto internazionale aprono scenari interessanti.

Di recente gli investitori sembrano aver riscoperto un nuovo interesse verso i mercati emergenti, un’asset class per molto tempo trascurata a causa delle performance poco entusiasmanti riportate nell’ultimo decennio. Adesso, nonostante il le incognite legate all’andamento dell’economia del Dragone, è ritornato un certo appetito per l’asset class. Secondo il World Economic Outlook 2024 del FMI, le stime di crescita delle economie emergenti e in via di sviluppo si potrebbero attestare intorno al 4,2% nei prossimi due anni per poi stabilizzarsi al 3,9% entro il 2029.

DRIVER DELL’ASSET CLASS

Secondo Ben Buckler, investment specialist director di Baillie Gifford i percor-

si di crescita e i cambiamenti in atto sia sul fronte climatico sia in ambito tecnologico stanno gradualmente spostando il baricentro dell’economia globale verso quelle aree dove si concentrano i maggiori produttori di semi-componenti, materie prime ed energie rinnovabili. Ad accelerare questa tendenza anche le nuove dinamiche dei consumi, che per l’esperto si indirizzano sempre più verso i prodotti nazionali. Il manager sottolinea come sul fronte macroeconomico i Paesi emergenti abbiano mostrato un’incredibile capacità di resistenza durante tutto l’ultimo ciclo di inasprimento monetario, “una riprova che il legame tra i tassi di interessecati emergenti si sta effettivamente allentando”, commenta. Analizzando i timori legati al contesto politico, Buckler sottolinea che le tensioni internazionali degli ultimi anni hanno determinato un raf-

di Marta Puccio

GIUSEPPE BRUNI

BANCA MONTE DEI

PASCHI DI SIENA

forzamento delle relazioni commerciali tra gli stessi Paesi emergenti. I volumi commerciali della Cina con l’ASEAN, infatti, sono ora più elevati di quelli con gli USA, una dinamica, a nostro avviso, molto interessante se pensiamo a quali Paesi potranno affermarsi come vincitori in futuro”, commenta.

CINA, UN PLAYER DI PESO

Sui mercati emergenti azionari MPS mantiene un posizionamento in linea con i benchmark di riferimento, volto a sfruttare le opportunità che eventualmente si presenteranno. “Sulla Cina, ad esempio, stiamo aspettando che si passi dagli annunci ai fatti”, spiega Giuseppe Bruni, portfolio manager GPF, Emerging Market Bond specialist della società. Per il manager, infatti, sebbene da un punto di vista strategico la Cina resti un player chiave per il suo peso

nell’economia mondiale, per il suo ruolo in comparti chiave come quello manifatturiero, e per la sua posizione nelle catene globali del valore, le prospettive di crescita del Paese sono frenate dalle conseguenze della crisi immobiliare. “Dobbiamo quindi valutare attenta-

che la classe dirigente adotterà per stimolare l’economia e supportare i listini azionari”, aggiunge.

DIVERSIFICAZIONE

Alessandro Ciaccio, portfolio manager un’esposizione sull’azionario emergente in un portafoglio globale. “Innanzitutto, riteniamo essenziale includere questa asset class per il valore che ag-

Inoltre, mantenendo un approccio di ampio respiro è possibile cogliere va-

lutazioni interessanti, in particolare in alcune aree come l’America latina e l’India”, dichiara. Per quanto riguarda la Cina, invece, la società mantiene una posizione di sottopeso. Per Ciaccio le -

re il Paese riguardano sostanzialmente l’economia interna, la regolamentazione e la geopolitica e aggiunge che a suo avviso la Prosperità Comune non è una -

nomico e dei mercati. A tutto ciò vanno ad aggiungersi per l’esperto una domanda interna ancora molto debole e il

fa, uno dei punti di forza dell’economia cinese era proprio una popolazione giovane. Adesso, invece, la Cina si è trovata a essere superata dall’India sotto questo -

go termine, manteniamo un posizionamento cauto sul Paese”, spiega.

BEN BUCKLER BAILLIE GIFFORD
ALESSANDRO CIACCIO SELLA SGR

DIVERSIFICARE I PORTAFOGLI CON GLI EMERGENTI

La solidità dimostrata da molte economie emergenti nel corso dell’ultimo ciclo monetario ha spinto gli investitori a riconsiderare l’asset class. I percorsi di crescita avviati da vari Paesi e gli impegni assunti anche sul fronte ESG sono promettenti. Il focus è ora su un’attenta gestione dei rischi.

Tra i fattori che hanno contribuito a migliorare il sentiment degli investitori verso i mercati emergenti rientra anche la prontezza di reazione dimostrata contro il riaccendi diverse economie dell’area verso una quindi gli investitori a rivalutare l’asset class. I rischi geopolitici, ESG e quelli legati all’andamento delle materie prime richiedono però un’attenta selezione e un monitoraggio continuo, ma le opportunità offerte dal debito dei mercati emergenti sia in valuta forte sia in valuta locale si stanno ampliando notevolmente.

ESG,

OLTRE I BEST IN CLASS

Kristian Wigh, senior portfolio manager, EMD Hard Currency di Global Evolution, parte di Generali Investments, spiega come in generale la visione sui mercati emergenti sia cambiata negli ultimi anni. “Storicamente sono sempre stati percepiti deboli dal punto rispetto ai mercati sviluppati. Tuttavia, nell’ultimo ciclo monetario, abbiamo visto come le banche centrali emergenti siano state più pronte e rapide nel reagiloro omologhe nei Paesi sviluppati. E questa è stata una dimostrazione di credibilità”, dichiara. Wigh si sofferma anche sul tema ESG che ritiene importante quando si guarda al debito dei mercati emergenti. “Siamo sempre stati molto attenti a questo aspetto e posso dire che siamo stati pionieri nell’includere uno

screening ESG nelle valutazioni del debito EM governativo”, commenta. L’esperto riconosce che mentre sul fronte corporate, i principi ESG non sono mai stati una novità, solo di recente si è iniziato a valutare questo aspetto anche per i titoli governativi. “Abbiamo osservato l’esistenza di correlazioni positive tra buoni rendimenti e il miglioramento dei fattori ESG, soprattutto in quei Paesi che partivano da punteggi ESG moltoga, è quindi andare alla ricerca di quei Paesi che hanno avviato un percorso

partendo appunto da score ESG bassi e non investire solo nei best in class.

ESPOSIZIONE SULLE VALUTE

Per William Trevisan, gestore di portafoglio di Pharus Management Lux SA - Milano branch, il debito emergente in valuta forte e locale presenta diversi vantaggi. Per questo motivo, la società investe su entrambi. Tra i forte, secondo Trevisan, rientra sicuramente la stabilità valutaria, importante se si vuole ridurre il rischio di cambio. Inoltre, l’esperto ricorda come per alcuni tipi di prodotti si possa avere un limite all’esposizione alla valuta locale e gli investimenti in valuta forte aiutano a superare questo ostacolo. “Anche l’investimento in valuta locale presenta una serie di vantaggi, ad esempio, può offrire rendimenti più elevati perché il rischio Paese e quello valutario vanno remunerati”, aggiunge. Per Trevisan, inoltre, posi-

zionandosi su un più ampio paniere di valute, si può ottenere una maggior di-

APPROCCIO ATTIVO

Stefano Antoniazzi, multi asset portfolio manager di Arca Fondi SGR, evidenzia come storicamente le valute emergenti abbiano sottoperformato rispetto a quelle dei Paesi del G10. “Tuttavia, abbiamo una view abbastanza costruttiva al momento. Pensiamo che l’attuale ambiente macroeconomico sia favorevole per un apprezzamento delle valute emergenti, in quanto abbiamo raggiunto il picco dei tassi di interesse in Europa e USA e assisteremo a un ciclo di tagli, mentre diverse banche centrali dei Paesi emergenti sono già avanti su questo fronte” dichiara. L’esperto spiega come la società sia esposta sull’universo in valuta forte e locale, seb-

bene ora stia esplorando maggiormente il primo. “Per quanto riguarda il processo di selezione dei fondi, vanno considerati sia il rischio valutario sia quello geopolitico, per questo è necessario un monitoraggio costante e un dialogo continuo con i gestori. Un approccio attivo all’asset class è quindi fondamentale”, chiosa.

GESTIONE DEL RISCHIO

-

sariamente le caratteristiche delle nostre passività, e questo è uno dei motivi che ci spingono a posizionarci, all’interno dell’asset class emergente, sul debito governativo in valuta forte”, spiega Andrea Spinatelli, Emerging Markets portfolio manager di Intesa Sanpaolo Vita. L’esperto chiarisce che la società mantiene comunque un’esposizione anche sull’universo in valuta locale, quando ritiene

che lo scenario di mercato possa essere qui più favorevole. Per Spinatelli è interessante anche il debito corporate che è

di rischio/rendimento alquanto attrattivo. “Per quanto riguarda i rischi geopolitici, quanto mai attuali, in fase di selezio-

sole capacità del singolo gestore di riuscire a prevedere un determinato evento e le implicazioni socioeconomiche che questo avrà, e concentriamo quindi la nostra attenzione sulle politiche di risk management messe in atto dalla singola strategia”, aggiunge. Per il manager è inoltre essenziale ottenere un elevato -

dell’innalzarsi delle correlazioni durante i picchi di volatilità.

STEFANO ANTONIAZZI
ARCA FONDI SGR
ANDREA SPINATELLI
INTESA SANPAOLO VITA
KRISTIAN WIGH GLOBAL EVOLUTION (GENERALI INVESTMENTS)
WILLIAM TREVISAN PHARUS MANAGEMENT
LUX SA - MILANO BRANCH

DEBITO EMERGENTE UN VENTAGLIO DI OPPORTUNITÀ

Le politiche monetarie della Fed in un contesto deflattivo e di soft landing supportano l’asset class. Resta una certa cautela a causa dell’incertezza geopolitica ma i fondamentali sono solidi e le stime di crescita positive.

Con oltre 90 emittenti tra emergenti più sviluppati, Paesi di frontiera, esportatori di materie prime e titani della manifattura, l’EMD sovrano offre uno spettro di opportunità estremamente ampio agli investitori. Le prospettive si delineano costruttive, supportate anche dalle dinamiche dell’economia globale. Gli operatori guardano con interesse particolare a quei Paesi le cui politiche

favorire la crescita e che presentano fondamentali solidi e un basso rapporto debito/PIL. Da cogliere anche le opportunità legate alla produzione ed esportazione delle materie prime.

CONTESTO DI SUPPORTO

Per Brian Mangwiro, managing director, portfolio manager, Global Sovereign Debt & Currencies Group di Barings, il debito sovrano dei mercati emergenti è un’asset class ampia, di

una dimensione di 6,5 mila miliardi di dollari, di cui 1,5 mila miliardi in obbligazioni in valuta forte, e un’ampia

Per l’esperto, l’asset class può contare su fondamentali solidi, come bassi livelli di debito/PIL e riserve estere che

superano ampiamente i livelli di debito. Il manager sottolinea anche che almeno il 50% dell’universo ha un rating Investment Grade e offre rendimenti elevati con un solido track record. Queste caratteristiche, per Mangwiro, dovrebbero rendere il debito sovrano degli EM particolarmente attraente per gli investitori. Anche il contesto di crescita globale è costruttivo e sostiene i fondamentali dell’asset class. “Le stime di consenso di Bloomberg prevedono che la crescita degli EM supererà il 4,4% nei prossimi tre anni, sostenuta da una forte economia USA e dagli stimoli economici recentemente annunciati dalla Cina. Inoltre, la maggior parte delle banche centrali dei Paesi emergenti ha allentato la politica monetaria, sostenendo la domanda interna e fornendo ulteriori impulsi alla crescita”, precisa.

CICLO DI CREDITO

Per Matteo Diaferia, Fixed Income portfolio manager di BCC Risparmio&Previdenza nell’ottica di un portafoglio obbligazionario globale, le obbligazioni in valuta forte dei Paesi emergenti rappresentano un’asset class

rischio/rendimento del portafoglio. Inoltre, “offrono la possibilità di imple-

mentare la view sull’andamento delle materie prime dato che molti emittenti corporate o quasi sovereign sono direttamente collegati con la produzione ed esportazione di materie prime”, aggiunge. In generale, oltre al rischio geopolitico e idiosincratico su una determinata area o su un Paese, la società ritiene che il fattore chiave per decidereplessiva sull’asset class sia osservare la fase del ciclo del credito. In particolare, il rischio di una recessione negli USA comporterebbe un irrigidimento delleto degli spread e ripercussioni negative sulla capacità dei Paesi emergenti di far fronte alle proprie scadenze sul debito. Attualmente la società mantiene un orientamento prudente ma costruttivo. “A fronte di livelli di spread particolarmente contenuti, pensiamo che il tagliotivo ma non recessivo possa continuare a essere di supporto per effetto del carry derivante da rendimenti che continuano a rimanere su livelli attraenti”, spiega Diaferia.

BATTERE IL BENCHMARK

Anche per Banca Patrimoni Sella & C.clo di tagli dei tassi da parte della Fed.

“Il calo dei rendimenti negli Stati Uniti dovrebbe infatti spingere gli investitori a cercare rendimento nelle asset class a spread; i tagli dei tassi negli USA dovrebbero poi dare maggiore spazio di manovra alle banche centrali locali consentendo un allentamento monetario e sostenendo l’obbligazionario in valuta locale”, spiega Teresa Boggio, portfolio manager di Banca Patrimoni

Sella & C. Per quanto riguarda l’approccio della società, vengono selezionati preferibilmente fondi molto

la scelta tra valuta locale e valuta forte. “Il nostro ben consolidato processo di selezione dei fondi, che applichiamo a

tutte le asset class, è particolarmente

gestori attivi hanno dimostrato in passato di essere in grado di generare un rendimento superiore a quello degli indici di mercato”, aggiunge l’esperta.

CAUTELA DEI CLIENTI

Banca Aletti al momento investere del ciclo di allentamento monetario. La società guarda, infatti, con favore a quei Paesi in cui le politiche monetarie crescita. “Sul fronte corporate, manteniamo un posizionamento neutrale per diversi motivi, tra cui il fatto che questo

tipo di titoli ha un regime di tassazione meno favorevole rispetto ai titoli governativi”, spiega Davide Fossati, Advisory & Model Portfolio di Banca Aletti. Nonostante la società mantenga un’esposizione limitata agli emergenti, riconosce comunque il loro ruolo come

portafogli. “Preferiamo un approccio class in quanto permette di ottimizzare il carry, i rendimenti e la liquidità del portafoglio”, spiega Fossati. La società osserva comunque molta cautela da parte dei clienti, legati principalmente ai rischi geopolitici che impattano molto sul sentiment degli investitori.

DAVIDE FOSSATI BANCA ALETTI
BRIAN MANGWIRO BARINGS
TERESA BOGGIO
BANCA PATRIMONI
SELLA & C.
MATTEO DIAFERIA BCC R&P

DALL’ELTIF 1.0 AL 2.0 NUOVE

REGOLE

EUROPEE PER UNA MAGGIORE ATTRATTIVITÀ

Il regime promette di rivitalizzare gli investimenti a lungo termine in Europa, aumentando la flessibilità e le opportunità per gli investitori.

PRINCIPALI DIRETTRICI

L’ATTESA

NORMATIVA DI

ATTUAZIONE DEL REGIME ELTIF 2.0 È

DI RECENTISSIMA

INTRODUZIONE

CON LA

PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE

DELL’UE DEL REGOLAMENTO

2024/2759

INNOVAZIONE E TRANSIZIONE ENERGETICA TRA SINERGIE E CONTRADDIZIONI

Senza ingenti investimenti nelle nuove tecnologie, la green economy non può decollare. Ma proprio i settori tech più importanti per la transizione energetica sono anche quelli più energivori. Dinanzi a questo paradosso apparente, il ruolo degli investitori è adottare una visione di lungo periodo per individuare le tecnologie realmente sostenibili.

Le tecnologie a basse emissioni di carbonio, come le energie rinnovabili, i veicoli elettrici e il nucleare, raccoglieranno nel 2024 più di 2 mila miliardi di dollari di investimenti: il doppio rispetto all’ammontare che verrà destinato invece a petrolio, gas e carbone. È quanto emerge dal World Energy Investment Report 2024 della International Energy Agency (IEA), che conferma come gli investimenti globali nella transizione energetica continuino a crescere, nonostante le turbolenze ge-

e tassi. Senza progresso tecnologico, molte delle innovazioni che rendono possibile la transizione verso la gre-

en economy non sarebbero possibili. Eppure, diversi comparti hi-tech sono altamente energivori. Secondo stime McKinsey, una singola fabbrica di semiconduttori consuma in un anno quanto 50 mila nuclei famigliari. Ma c’è un ampio margine di miglioramento, e lo stesso report evidenzia come sia possibile, con investimenti modesti, ridurre i consumi del 20-30 per cento.

La relazione tra progresso tecnologico e transizione energetica è stata al centro del dibattito tra i fund selector e gli asset manager riuniti in occasione della terza tappa internazionale del FundsPeople Selector Roadshow, organizzato da FundsPeople il 17

settembre a Dublino. Gli esperti hanno anche individuato le principali opportunità e i rischi che possono derivare per gli investitori da un processo che si articolerà nei prossimi decenni.

BIAS DI MERCATO

La transizione energetica rappresenta una grande opportunità a lungo termine ed è cruciale nella lotta contro il cambiamento climatico. Tuttavia, secondo Andrea Colombo, chief investvi è un aspetto pragmatico da considerare: “L’esposizione e l’allocazione delle strategie legate alla transizione energetica sono orientate solitamente verso un universo di investimento ri-

stretto e soggetto a bias di stili e settori, rispetto alle più tradizionali strategie globali”. Secondo l’esperto, è quindi fondamentale “valutare attentamente la costruzione dei portafogli e il loro comportamento in differenti contesti di mercato”.

LUNGO TERMINE

Nel dibattito sulla transizione energetica, le discussioni sull’utilizzo del nucleare sono sempre più rilevanti. “Trovo interessante il focus della Cina sulla costruzione di nuovi reattori nucleari e l’uso del torio come alternativa all’uranio, una tecnologia emergente”, commenta Matteo Fornasier, chief in-

LE TECNOLOGIE A BASSE EMISSIONI

CARBONIO RACCOGLIERANNO

INVESTIMENTI

Secondo Fornasier, questo sviluppo evidenzia un doppio aspetto: “Da un lato, l’incremento della produzione di energia pulita; dall’altro, l’avanzamento tecnologico, che presenta sia opportunità che rischi”. La conclusione è che è sì fondamentale investire in nuove tecnologie, “ma serve la guida di gestori di fondi con competenze speci-

di lungo termine, che vada oltre il 2050 o anche il 2060 per alcuni Paesi”.

PRAGMATISMO

“La transizione energetica rappresenta un’importante opportunità di cambiamento, probabilmente inevitabile, in atto a livello globale. Serve però

“LE STRATEGIE LEGATE ALLA TRANSIZIONE ENERGETICA

SONO SOGGETTE A BIAS E BISOGNA VALUTARE COME SI COMPORTANO IN DIFFERENTI CONTESTI DI MERCATO”

ANDREA COLOMBO AZIMUT LIFE IRELAND

“PER INVESTIRE IN NUOVE

TECNOLOGIE SERVE LA GUIDA DI GESTORI CON COMPETENZE SPECIFICHE E VISIONE DI LUNGO TERMINE”

MATTEO FORNASIER BANCO BPM LIFE

“LA TRANSIZIONE ENERGETICA È INEVITABILE, MA SERVE

PRAGMATISMO: OIL & GAS RILEVANTI ANCORA PER 20-30 ANNI”

LORENZO DI PIETRATONIO FINECO ASSET MANAGEMENT

“PASSARE ALL’ECONOMIA CIRCOLARE PER UN USO EFFICIENTE DELLE RISORSE EVITANDO GLI SPRECHI”

JAN-HEIN VAN DEN AKKER MERCER GLOBAL INVESTMENTS EUROPE

“OGNI TECNOLOGIA HA UN IMPATTO. LA CHIAVE È CONSIDERARE NON SOLO LE EMISSIONI PRODOTTE, MA ANCHE QUELLE EVITATE”

LUCIANO DIANA PICTET AM

SECONDO STIME MCKINSEY, UNA SINGOLA FABBRICA

DI SEMICONDUTTORI

CONSUMA IN UN ANNO QUANTO 50 MILA NUCLEI FAMIGLIARI

pragmatismo”. Lorenzo di Pietratonio, chief investment officer di Fineco Asset Management, prospetta un processo graduale e non del tutto lineare verso le tecnologie green, in cui carbone e petrolio continueranno a svolgere un ruolo chiave nella produzione energetica anche fra 20 o 30 anni da oggi. In questo contesto, prosegue il CIO, “gli ETF permettono all’investitore di acquistare un

cato all’interno dello stesso settore. È un aspetto importante, considerando che non è dato sapere chi sarà il vero vincitore una volta che la rivoluzione tecnologica giungerà al termine”.

NORMATIVE

Luca De Matteis, head of Product Development di Intesa Sanpaolo Vita -

cio pragmatico agli investimenti nella transizione energetica: “Si tratta solo di comprendere quali tecnologie saranno veramente in grado di sostenere questo cambiamento e quali, invece, potreb-

gli ingenti investimenti richiesti dallo sviluppo tecnologico saranno redditizi. Anche il sostegno normativo gioca un ruolo determinante: “Senza politiche adeguate e incentivi da parte dei go-

“SI TRATTA DI COMPRENDERE QUALI TECNOLOGIE

SOSTERRANNO IL CAMBIAMENTO E QUALI POTREBBERO NON RIVELARSI EFFICIENTI”

LUCA DE MATTEIS

INTESA SANPAOLO VITA DUBLIN BRANCH

verni, la transizione potrebbe rallenaggiunge il responsabile.

TRE DRIVER

David Whitehead, equity portfolio manager di Mediolanum Asset Management Irish Operations, mantiene una visione positiva sul lungo periodo: mesi, caratterizzati da tassi di interesse più elevati, rimaniamo convinti del potenziale a lungo termine della transizione energetica per tre ragioni principali: la necessità, l’impatto positivo e il sostegno regolamentare da parte dei governi”. Per questo motivo, Mediolanum Asset Management ha lanciato una strategia di transizione energetica con un approccio di gestione attiva, per selezionare titoli “con la consapevolezza che ci saranno sia vincitori che perdenti lungo il percorso”, conclude Whitehead.

ECONOMIA CIRCOLARE

Una possibile soluzione per alleviare il costo energetico delle soluzioni tecnologiche risiede nell’economia circolare. Ne è convinto Jan-Hein Van den Akker, head of Sustainable Investment Solutions di Mercer Global In-

“ESISTONO TRE RAGIONI PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA : NECESSITÀ, IMPATTO POSITIVO E SOSTEGNO REGOLAMENTARE”

DAVID WHITEHEAD

MEDIOLANUM ASSET MANAGEMENT IRISH OPERATIONS

vestments Europe: “Il concetto si basa riutilizzo evitando gli sprechi”. Più in generale, Van den Akker ritiene che sia “fondamentale esaminare i portafoglisizione e distinguere le aree a rischio, con asset destinati a essere bloccati, da quelle più promettenti”. Molti investitori, rileva il responsabile, stanno iniziando a integrare questo approccio nei portafogli tradizionali, non solo in strategie tematiche”.

BINOMIO VINCENTE

“Non c’è contraddizione tra sostenibilità e progresso tecnologico”. Luciano Diana, senior investment manager, global environmental opportunities strategy di Pictet AM, ritiene anzi che questo sia un binomio vincente. “Ogni tecnologia ha un impatto, la chiave sta nell’analizzare il ciclo di vita e considerare non solo le emissioni prodotte, ma anche quelle evi-

ai semiconduttori, “anche se attualmente la domanda di questi componenti nel settore industriale è debole, prevediamo una crescita a doppia cifra nel medio termine, trainata soprattutto dai veicoli elettrici e dalle nuove applicazioni industriali”, aggiunge il manager.

DIVERSIFICARE OLTRE I TITOLI GROWTH

Il FF Fidelity Global Dividend mira a fornire agli investitori un flusso di reddito solido e prospettive di crescita a lungo termine del capitale e del reddito. La strategia si concentra su titoli con una buona visibilità dei flussi di cassa, bilanci solidi e margini più elevati, che scambiano a valutazioni interessanti e che non dipendono da scenari macro. Questo dovrebbe permettere loro di o rire un rendimento corretto per il rischio migliore rispetto al mercato, oltre a un rendimento interessante e a dividendi in crescita. Nella prima metà dell’anno i rendimenti sono stati dominati da un numero limitato di società, mentre il terzo trimestre ha visto un cambiamento nella leadership del mercato e questo richiede un approccio selettivo per quanto riguarda le valutazioni. Nel contesto attuale, le valutazioni dei mercati azionari statunitensi continuano a sembrare costose. Se il contesto economico si attenua e gli utili si indeboliscono, ci aspettiamo che la persistenza degli utili costantemente più elevata del portafoglio rispetto al mercato più ampio offra una protezione relativa. La strategia, infatti, continua a fornire un’interessante diversificazione rispetto ai titoli growth con elevate valutazioni che dominano l’indice , e nel lungo periodo, il nostro stile di investimento quality income ha sostenuto la performance.

DANIEL ROBERTS Fund manager, Fidelity International

L'ORO SFIDA LE REGOLE IN UN MONDO DI PARADOSSI

Dalle tensioni geopolitiche agli acquisti record delle banche centrali. Ecco i fattori che stanno riscrivendo le dinamiche del mercato aureo.

L’accelerazione del trend rial2022, anno dello scoppio -

ne, che nel giugno dello stesso annogaloppante l’oro ha messo a segno una -

cato il suo massimo storico nel 2020, causa della pandemia, mentre nell’aprile del 2023, in corrispondenza del passata dal 9 al 4%, ha messo a segnone ha continuato a calare, mentre l’oro record storici, riuscendo a performare

DOMANDA DELLE BANCHE CENTRALI GLOBALI PER TRIMESTRE

Q2 Q3 Q4

REP. DEL KIRGHIZISTAN OMAN

RUSSIA UZBEKISTAN CABO VERDE GERMANIA MONGOLIA GIORDANIA SINGAPORE

CURAÇAO E SINT MARTEEN KAZAKISTAN THAILANDIA FILIPPINE

ACQUISTI NETTI IN TONNELLATE VENDITE NETTE IN TONNELLATE

solitamente addotti per cercare di indi-ti dal World Gold Council, si riscontra che tra il 2022 e il 2023 sono stati registrati acquisti record da parte delle

partire dal periodo tra il secondo e terzo trimestre 2022, ossia esattamente il momento in cui è ripartito il trend rial-

a oro, in modo particolare per quantoto soprattutto dall’esempio del conge-zione analoga nel caso di tensioni conterruzione della storica correlazioneanche dopo la ripresa del trend rialdi mercato a lungo termine, sia reali sia

GEOPOLITICA

è stato il fattore geopolitico, alimentato dall’accelerazione del processo di

Fonte: World Gold Council.
Fonte: World Gold Council.

ORO, % RISERVE VALUTARIE

Fonte: World Gold Council.

NEGLI ULTIMI ANNI I FATTORI ADDOTTI PER INDIVIDUARE I DRIVER

DEL METALLO GIALLO COME TASSI D’INTERESSE, TASSI DI CAMBIO E INFLAZIONE SI SONO SPESSO RIVELATI FUORVIANTI

terzo trimestre, inoltre, si è assistito al

montare di metallo giallo detenuto da

hanno preferito detenere l’oro in forma

World Gold Council, nel terzo trimestre

ni di tonnellate è aumentata del 5% anno su anno, una crescita in linea con quella

dollari, la domanda ha superato per la

è rappresentato il trend di acquisto di oro

derà ingenti emissioni di treasury per

di un’inclusione parziale delle crypto

tre, il recente esito elettorale america-

e consentire ancora il rialzo dell’oro, in

SFDR

UN CANTIE E DA RIAPRIRE R

Mentre si assiste a una progressiva apertura da parte dei fondi pensione in merito alle scelte di sostenibilità nelle politiche di investimento, in Europa si è avviata una riflessione sulle limitazioni che ostacolano l’uso del Regolamento.

Continua ad aumentare, seppure con prudenza, il numero dei fondi pensione che sceglie di allineare le scelte di sostenibilità della politica d’investimento ai principi della SFDR, adottandone le modalità di rendicontazione. Da quanto emerso dal II secondo Osservatorio Mefop sulla sostenibilità, i comparti per i quali risulta l’integrazione dei rischi di sostenibilità sono il 76% per i FP negoziali e il 94% per i FP aperti, ne consegue che tale scelta è molto diffusa anche tra i comparti diversi da quelli art. 8 e 9 SFDR. Sui Principal Adverse Impact (PAI) gli schemi occupazionali e quelli di mercato hanno ap-

procci divergenti, anche in virtù di un contesto normativo non omogeneo. Tra i primi, soltanto tre entità hanno predisposto la dichiarazione di considerazione dei PAI per il 2023, a essi si aggiungono altri cinque che considerano i PAI solo per alcuni comparti. Gran parte delle società istitutrici di FP aperti (15) ha dichiarato di integrare i PAI nella politica d’investimento; tuttavia, non sempre tale scelta rileva per il FP. Le entità che offrono comparti art. 8 sono cresciute di tre unità attestandosi a 28 e, nel complesso, si contano 78 linee di investimento light green, pari al 28% dei comparti aperti alle adesioni e al 39% degli attivi. Sul fondo art. 9, invece, non si riscontra

COME PENSATE CHE DEBBANO ESSERE PROGETTATE LE CATEGORIE?

1 (TOTALMENTE IN DISACCORDO) 2 (PARZIALMENTE IN DISACCORDO ) 3 (PARZIALMENTE IN DISACCORDO E PARZIALMENTE D’ACCORDO) 4 (PARZIALMENTE D’ACCORDO) 5 (TOTALMENTE D’ACCORDO) NON SO - NESSUNA OPINIONE - NON APPLICABILE

Approccio 1: suddividere le categorie in modo diverso rispetto ai concetti esistenti utilizzati negli articoli 8 e 9, ad esempio concentrandosi sul tipo di strategia di investimento del prodotto (promessa di un contributo positivo a determinati obiettivi di sostenibilità).

Approccio 2: conversione degli articoli 8 e 9 in categorie formali di prodotti, e precisazione e aggiunta di criteri a sostegno dei concetti esistenti di caratteristiche ambientali/sociali, investimento sostenibile, assenza di danni significativi, ecc.

Fonte: Summary Report of the Open and Targeted Consultations on the SFDR assessment, Commissione Europea.

I PIANI DI BRUXELLES

DEFINIZIONE DI SOSTENIBILITÀ

TRASPARENZA E INDICAZIONI DI MARKETING

TIPOLOGIE DI PRODOTTI FINANZIARI

Prodotti “Sostenibile” e “Transizione”

Prodotti che hanno alcune caratteristiche di sostenibilità ma non rientrano nelle categorie “Sostenibile” e “Transizione”

Prodotti che non hanno caratteristiche di sostenibilità

• Trasparenza secondo le indicazioni regolamentari e appropriata alla tipologia di prodotto

• Denominazione e marketing coerenti con la tipologia di prodotto

• Trasparenza secondo le indicazioni regolamentari e limitatamente alle caratteristiche di sostenibilità

• Restrizioni alla denominazione dei prodotti e al marketing

• Trasparenza limitata agli impatti negativi sulla sostenibilità

• Disclaimer sull’assenza di profili di sostenibilità

• Restrizioni alla denominazione dei prodotti e al marketing

Fonte: opinion congiunta delle autorità di vigilanza europee sulla valutazione di SFDR.

con favore un modello ibrido nel quale una categorizzazione dei prodotti più prescrittiva fosse associata a un contesto di adozione volontaria. Si evidenzia inoltre l’importanza di focalizzare lastitori al dettaglio.

OPINIONE DELLE ESAS

Le ESAs non hanno partecipato alla consultazione ma hanno presentato le proprie proposte in una Opinion congiunta il 18 giugno. Le autorità appoggiano l’idea di una nuova categorizzazione che superi la distinzione tra art. 8 e 9, da adottarsi su base obbligatoria o volontaria. I prodotti ESG dovrebberoentrerebbero i prodotti che investono in asset già sostenibili (con la previsione di una quota minima) anche se a causa dell’assenza di una tassonomia sociale si dovrebbe valutare l’opportunità di distinguere tra prodotti sostenibili ambientali e sociali.

riservati a investimenti in attività chelità nel tempo, e dovrebbero essere connessi alla Tassonomia, piani di transizione, traiettorie di decarbonizzazione, mitigazione dei PAI e strategie di esclusione. Il concetto di transizione prevederebbe che la quota di tali

AUMENTA IL NUMERO DEI FONDI PENSIONE CHE DECIDONO DI ALLINEARE LE SCELTE DI SOSTENIBILITÀ

DELLA POLITICA D’INVESTIMENTO AI PRINCIPI DELLA SFDR

investimenti sia crescente nel tempo,nanziari che hanno un orizzonte temporale di lungo periodo, tipicamente i fondi pensione, di poter rientrare in tale categoria. I prodotti non rientranti nelle due categorie potrebbero esse-(some sustainability features) e quelli (no sustainability futures). Un reporproporzionalità è suggerito anche per questi prodotti.

DEFINIZIONI DI SOSTENIBILITÀ

Da ultimo, le ESAs suggeriscono di prensostenibilità quanto stabilito nell’ambito della Tassonomia, con particolare riferimento al concetto di investimenti sostenibili e di sottoporre a consumer testing i nuovi schemi di reporting.

I commenti si riferiscono al contesto del 1 ottobre 2024.

TASSI E INFLAZIONE IN CALO

IL FUTURO DEI BOND EUROPEI

I bond europei si trovano in una fase di cambiamento, trainato da politiche monetarie espansive e dall’inflazione in calo. Per gli investitori si apre uno scenario complesso, dove è essenziale sfruttare le opportunità sugli spread e gestire con attenzione le nuove dinamiche di mercato.

l mercato obbligazionario europeo sta attraversando una fase di trasfor-ti dalle attese relative ai prossimi

Mentre negli Stati Uniti l’economia si dimostra resiliente, in Europa e Cina aumentano i segnali di rallentamento, creando dinamiche divergenti sui titoli

Uniti che hanno decretato la vittoria di Donald Trump hanno ulteriormente

alimentato l’incertezza, spingendo al rialzo i rendimenti americani e condizionando quelli europei, con il BTP decennale che è arrivato a toccare il 3,6

ridurre ulteriormente i tassi, attirandoso più remunerative rispetto alle nuove

Stati Uniti sotto la nuova amministrazione potrebbe esercitare una pressione

Global Debt Monitor dell’Institute of International Finance, l’aumento degli spread offre opportunità, ma richiede strategie mirate per bilanciare rendimento e rischio in un mercato sempre

Il mercato obbligazionario vive una fase di rinnovato ottimismo, alimentato da segnali di rallentamento macroecono-

“NEGLI ULTIMI MESI IL MERCATO OBBLIGAZIONARIO HA REGISTRATO UN FORTE RECUPERO, TRAINATO DALLE SCADENZE BREVI, POICHÉ IL MERCATO HA PREZZATO UN CAMBIO DI PARADIGMA : TASSI BASSI PIÙ VELOCEMENTE DEL PREVISTO”

PAOLO BALDESSARI BANCA GENERALI

“IN EUROPA CI SI STA

AVVICINANDO AL TASSO DI EQUILIBRIO, MA LE CURVE

POTREBBERO SCENDERE ULTERIORMENTE. È MENO

PROBABILE UN RITORNO DELL’INFLAZIONE CHE SPINGA I TASSI VERSO L’ALTO”

DANIEL SQUINDO

BCC RISPARMIO & PREVIDENZA

“L’OBIETTIVO È CAPIRE

QUANTO LE FUTURE POLITICHE MONETARIE

POSSANO DIFFERIRE DA QUANTO ATTUALMENTE

STIMATO DAL MERCATO, CON IMPATTI CHE POTREBBERO INTERESSARE ANCHE LE SCADENZE PIÙ

LUNGHE DELLA CURVA DEI RENDIMENTI”

Europa, che hanno spinto le banche cen-

a luglio i principali indici governativi erano in rosso”, indica Paolo Baldessari, -

di svolta - ricorda - è stato agosto, grazie a dati macroeconomici più deboli del -

zione in calo in Europa, con Germania e Francia sotto il 2 e l’Italia sotto l’1 per

dove i tassi dovrebbero stabilizzarsi tra -

standoci verso queste scadenze, sia nel governativo sia nel corporate, con un focus su corporate a lunga scadenza, come i Tier 2 bancari e gli RT1 assicurativi,

TASSO DI EQUILIBRIO

Una retrospettiva dell’andamento del comparto è data anche da Daniel Squindo, responsabile fondi di fondi e advisorycentemente - commenta - abbiamo visto tornare una correlazione negativa tra

MARCO GULISANO FIDEURAM -

mo positivi sul mercato obbligazionario europeo nel suo complesso, soprattutto sul credito, nonostante gli spread siano compressi, il rendimento assoluto resta interessante, specialmente per gli inve-

lo spread, in particolare sulla parte a più bassa qualità dell’high yield, non è più così attraente rispetto al rischio di defau-

ANALISI DEI TASSI

il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Europa, spingendo la BCE a conside-

un forte recupero, trainato dalle scadenze brevi, poiché il mercato ha prezzato un cambio di paradigma: tassi bassi più -

mentre quelle medio-lunghe hanno rea-

mo ancora valore nelle scadenze lunghe,

nel 2022, causando performance negative su tutte le asset class, soprattutto in

la duration è tornata a essere un hedge, mentre prima rappresentava un’incogni-

stia avvicinando al tasso di equilibrio, in un contesto di pressioni economiche e timori recessivi, le curve potrebberoasimmetrico, con la probabilità di continuazione del trend di discesa più alta

In una prospettiva di lungo termine, le future politiche monetarie e i cambiamenti strutturali, come l’invecchia-

cativamente le scadenze più lunghe della curva dei rendimenti, creando nuove

ne, l’obiettivo è capire quanto le future politiche monetarie possano differire da quanto attualmente stimato dal mercato, con impatti che potrebbero interessare anche le scadenze più lunghe della curva dei rendimenti”, sostiene Marco Gulisano, responsabile delle Gestioni

“L’INFLAZIONE È IN CALO, MA RIMANGONO RISCHI DI UNA RIPRESA DELL’ ACCELERAZIONE, LEGATI A UN’ECONOMIA MENO DINAMICA E ALLE TENSIONI GEOPOLITICHE IN MEDIORIENTE”

LAURA BELOTTI FRANKLIN TEMPLETON

mento di analisi - prosegue - si innesta nei cambiamenti strutturali che stiamo vivendo, come l’invecchiamento della popolazione, la transizione energetica e l’aumento delle spese per la difesa; sono -

all’interno del quale opereranno le banche centrali potrebbe cambiare rispetto al decennio pre-Covid, in cui si viveva

crescita potenziale potrebbe essere au-

alle politiche ultra-espansive viste in pas-del 2%, la BCE possa tuttavia causare

obbligazionario europeo ha valore, in relazione al potenziale ciclo di espansione monetaria, ma il peso degli investimenti in questo settore dipende necessariamente dalla presenza di una possibile recessione negli Stati Uniti e dalla volon-

“LA

FED HA GESTITO IL CICLO DI TAGLIO DEI TASSI IN MODO PIÙ CHIARO E DECISO, MENTRE IN EUROPA LA SITUAZIONE È STATA PIÙ CAOTICA”

MARIO PAVAN MEDIOBANCA SGR

tà delle autorità monetarie americane di resta comunque, in una fase matura del -

CAUTO OTTIMISMO

zionario europeo sembrano sostenute -

ca di tagli ai tassi della BCE, spinta dal Tuttavia, restano presenti rischi legati a nostre previsioni sul mercato obbligarimangono rischi di una ripresa di accele-mia meno dinamica e alle tensioni geopo-celerando il ciclo dei tagli ai tassi ed è già intervenuta ulteriormente, considerando il deterioramento dell’attività economica, come indicato dagli indici pmi in

nostri portafogli, abbiamo un sovrappeso sulla duration europea per sfruttare i rendimenti attuali, oltre a un’esposizione moderata al credito investment grade, anche se gli spread sono meno attraenti-

governativi che corporate, con l’obiettivo di generare alpha tramite selezione attiva -

tamente specializzato, con oltre 20 anni

INVERNO COMPLESSO

portfolio manager di Mediobanca SGR,

alle variabili tradizionali da monitorare,tica monetaria, l’Europa sta affrontandonia, motore della crescita europea, vive

tre pilastri economici, energia a basso costo dalla Russia, il mercato cinese come sbocco commerciale e la difesa garantita

rende particolarmente incerto l’outlo-

Se paragoniamo la BCE alla Fed, notiamo come quest’ultima abbia gestito il ciclo di taglio dei tassi in modo più chiaro e deciso, mentre in Europa la situazione è stata più caotica, anche a causa della di-

attualmente rimane alta, ma alcuni indicatori, come le negoziazioni salariali inza futura indicano che il mercato obbligazionario europeo potrebbe affrontare

PROTEZIONE ASSICURATIVA NUOVA FRONTIERA

PER I MODELLI PRIVATE

Il mercato della protection in Italia è in forte crescita. Secondo quanto emerso da una ricerca AIPB Prometeia, la bancassicurazione sta guadagnando sempre più importanza, soprattutto nelle componenti danni alla persona e protezione vita, rappresentando mediamente il 24% dei premi.

Una vita più lunga e con meno

“COPERTURA ASSICURATIVA E PIANIFICAZIONE

FINANZIARIA DI LUNGO

TERMINE RAPPRESENTANO IL VERO VALORE AGGIUNTO DELLA CONSULENZA

PROFESSIONALE E OFFRONO

NUOVI E INTERESSANTI

SPUNTI DI EVOLUZIONE AL PRIVATE BANKING, CHE IN QUESTI ANNI HA DIMOSTRATO DI CREARE

VALORE PER I SUOI CLIENTI”

ANDREA RAGAINI

AIPB

“NONOSTANTE IL MERCATO DELLA PROTEZIONE IN ITALIA

MOSTRI UNA LEGGERA CRESCITA, IL PAESE È ANCORA ARRETRATO RISPETTO ALL’EUROPA. PARADOSSALMENTE GLI ITALIANI, COSÌ CONSERVATIVI E PRUDENTI NELLE LORO

SCELTE FINANZIARIE, SONO ANCHE I MENO ASSICURATI”

FABRIZIO GRECO

GRUPPO BPER - BPER BANCA PRIVATE CESARE PONTI

“INVESTIMENTI IN PIATTAFORME

TECNOLOGICHE

DI PROTECTION

ADVISORY, CONTRATTI DI ASSICURAZIONE CUSTOMIZZABILI, ATTIVITÀ DI FORMAZIONE UNITI A UNA STRETTA INTERAZIONE CON I PARTNER ASSICURATIVI

COSTITUIRANNO I PILASTRI DELL’ATTIVITÀ DI PRIVATE BANKING”

CARLO GIAUSA MEDIOBANCA PREMIER

IL MERCATO DELLA PROTECTION IN ITALIA NEL 2023

PROTECTION

1,9 MLD € (+19%)

COMPONENTE DANNI

Danni alla persona (infortuni e malattia), danni ai beni e al patrimonio (property, liability) e coperture complementari (assistenza)

COMPONENTE VITA

Coperture caso morte, malattia grave e non autosu cienza (long term care)

Insieme delle coperture assicurativa vita e danni a protezione della persona, dei beni e del patrimonio di natura individuale, escludendo coperture auto, coperture business e CPI 11,2

DA UNA SITUAZIONE DI FRAGILITÀ A UNA MAGGIORE STABILITÀ

Se da un lato l’area dell’euro è alle prese con previsioni di crescita poco incoraggianti , dall’altro mostra una certa capacità di resilienza. Dal punto di vista ciclico, la debolezza della Cina e dell’attività manifatturiera globale sta pesando sull’attività economica, mentre le famiglie hanno esaurito le scorte dei risparmi accumulati durante la pandemia.

Strutturalmente la crescita della produttività rimane debole e l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti comporta un rischio di ribasso, data la possibilità di una guerra commerciale e di una maggiore incertezza commerciale a livello globale. È però improbabile che l’economia dell’area dell’euro torni all’instabilità del passato . Dopo un decennio di avanzi delle partite correnti, l’area dell’euro è ora un prestatore netto nei confronti del resto del mondo, con maggiori asset internazionali rispetto alle passività. Anche la crescita economica ha registrato una convergenza all’interno della regione: dall’inizio della pandemia, i Paesi che prima erano in ritardo, hanno superato i Paesi core . Sebbene l’incertezza rimanga elevata, non ci aspettiamo che i tassi di interesse tornino ai livelli precedenti alla pandemia.

NICOLA MAI Economista e analista del Credito Sovrano, PIMCO
Fonte: stime Prometeia su dati ANIA.

INTERVISTE GURU

di Filippo Luini

La vittoria di Trump sta generando un forte cambiamento del panorama mondiale. Le politiche “America first” del tycoon, che promettono deregolamentazione e tasse più basse per le aziende, sostengono i listini americani.

Intanto Europa e Cina sono in di coltà e dovranno disporre nuove misure per tenere il passo degli USA. In questo contesto in rapida evoluzione, Yves Ceelen punta sull’azionario statunitense, in particolare sulle small cap. Nei bond interesse per il credito europeo high yield e il debito emergente.

SULL’ONDA DEL TRUMP TRADE

“Le small cap statunitensi potrebbero essere la miglior opportunità per i prossimi mesi”

PREFERENZA AZIONI USA

EFFETTO TRUMP

L’ESPERTO RISCONTRA UN RISCHIO NEI MERCATI

DEI FINANZIAMENTI

A BREVE TERMINE NELL’EUROZONA. QUESTI

DOVRANNO ESSERE AFFRONTATI DALLA BCE

CHE SEMBRA ESITANTE A FARE DI PIÙ DEI PREVISTI

TAGLI DEI TASSI DI 25

PUNTI BASE A OGNI RIUNIONE

di Greta Bisello

Leonardo Rigo

CLIENTELA PRIVATE

NEL 2025 LA SFIDA

È TRASFORMARE L’AMMINISTRATO IN GESTITO

Il professionsita, raggiunto da FundsPeople nella sede milanese della banca, racconta gli obiettivi per il prossimo anno in uno scenario macro in evoluzione con tassi in discesa e incertezze geopolitiche. Tra soluzioni multi-asset, private market e il passaggio generazionale in atto.

primi sei mesi del 2024 valgono per un anno intero. Numeri AIPB alla mano, l’industria del private banking ha raggiunto nel primo semestre 1.196 miliardi di euro di masse gestite (+2,2% rispetto ai 1.171 miliardi del primo trimestre del 2024). Un dato che consente all’inducifra si sarebbe dovuta fermare a 1.184 miliardi. L’ingresso di nuovi player nel mercato private (+28 miliardi) è stato il fattore che ha consentito di superare le stime in soli sei mesi.

I“Il 2024 si sta dimostrando un anno positivo ma, analizzando il dato di raccolta, si noterà come sia stato un anno caratterizzato anche, e particolarmente, dalla crescita della raccolta amministrata. Nei primi mesi i tassi di interesse si attestavano ancora a livelli alti poi è iniziata la discesa, che ha seguito un ritmo importante per effetto e in parte anticipando l’operato delle banche centrali”, dice Leonardo Rigo che da ottobre 2021 è direttore generale di Banca Aletti, Gruppo Banco BPM.

FundsPeople

Banca Aletti sono stati mesi decisamente positivi per la crescita di raccolta netta contabile. “Nella prima parte del 2024, come si diceva prima, i risultati sull’incremento di raccolta

sono stati molto favorevoli anche per i livelli di tassi complessivi offerti dai titoli governativi e per le remunerazioni di liquidità di conto; attualmente invece siamo impegnati a cogliere soluzioni multi-asset che possono dare maggiore soddisfazioscelte. Come noto, ci troviamo in una fase macro di moderata

Inoltre, il direttore generale mette in guardia sul futuro dei titoli governativi a 2-3 anni: “Il rischio è che nel 2025 portino ritorni netti negativi e il nostro ruolo, e la nostra responsabilità, nel valorizzare e salvaguardare i portafogli dei nostri clienti è quello di consulenziarli e accompagnarli su strumenti più strutturati in un’ottica multi-asset”, sottolinea.

Il professionista, che in occasione dei FundsPeople Awards si è aggiudicato il premio nella categoria “Miglior DG di Rete Private Banking di Gruppo bancario italiano di medie dimensioni 2024”, dice di non avere una visione negativa nei riguardi del Btp, perché riconosce che “l’amministrato ha rappresentato negli ultimi due anni la possibilità di una crescita importante per il settore e per la banca. La riduzione dei tassi sui titoli a 5-10 anni, che il mercato già sconta in maniera importante, rende necessario valorizzare il patrimonio dei nostri clienti in un’ottica di consulenza avanzata, su portafoglio amministrato, con un approccio professionale e attento di rischio. Inoltre, è importante valorizzare il portafoglio in un’ottica multi-asset attraverso l’utilizzo di soluzioni di ramo primo, strumenti di gestione patrimoniale, portafogli in foninserimento o incremento della quota azionaria. Quindi, nelanche all’utilizzo degli strumenti illiquidi, o privati, che permettono una volatilità inferiore e minor correlazione con l’andamento di soluzioni più tradizionali”, spiega.

Guardando ancora una volta ai numeri, Banca Aletti

banca abbiamo masse in gestione pari a 34 miliardi, il livello più alto mai raggiunto, e la rete di private banking sta crescita, in constante sinergia con il resto del gruppo, con il mondo corporate e imprese di Banco Bpm. Al contempo siamo riusciti a realizzare la soddisfazione dei nostri clienti attraverso i rendimenti che abbiamo conseguito sulle gestioni patrimoniali e sui portafogli”, prosegue.

INDUSTRIA E BANCA ALLA PROVA DEL 2025

mente alla crescita con “il miglioramento delle nostre quote di mercato, il costante investimento per la formazione

collaborazione con le altre strutture del nostro gruppo, con Banca Akros, la Corporate Investment Bank di Banco

TRE SFIDE: RICAMBIO GENERAZIONALE, UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA E CAMBIAMENTI NEL QUADRO NORMATIVO EUROPEO

BPM e con il mondo imprese e corporate, e con l’ulteriore incremento delle nostre masse e della qualità dei servizi complessivi offerti ai nostri clienti”.

ranno, in maniera più ampia, l’industria del private per l’angenerazionale della ricchezza, accompagnata a una grande attenzione per il tema della longevity che comporta bisogni più ampi, dei nostri clienti senior, a cui la banca private può rispondere in maniera completa”, dice il professionista.

strumenti come robot advisor o IA che caratterizzeranno potrà indubbiamente aiutare ma non potrà sostituire la relacambiamenti del quadro normativo a livello europeo “in particolare il tema delle commissioni e incentivi che acessere in grado di affrontare e che richiederà un’evoluzione importante del nostro settore”.

C’è un tema di passaggio generazionale dei clienti, certo, ma anche dei professionisti. “In Banca Aletti possiamo contare su ragazzi giovani che, dalla struttura della capogruppo, manifestano la volontà di intraprendere la professione di private banker. Sono ragazzi appassionati e preparati e questo ci offre l’opportunità di mettere in atto un ricambio generazionale senza rivolgerci direttamente al mercato”, spiega. E, in riferimento al lavoro dei team di banker, “credo che questo sia in un team convivono e interagiscono sensibilità, linguaggi e competenze diverse”, ammette Rigo.

UNO STRUMENTO AD ALTO POTENZIALE

Una menzione va anche alle potenzialità dei mercati privati. “Su questo tema continuiamo a portare avanti un’intensa attività di formazione dei nostri gestori e, durante l’anno, abbiamo organizzato numerosi incontri con i nostri clienti insieme alle case di investimento che operano in questo settore. Vi sono dei vantaggi chiari nell’utilizzo un’ottica di rendimento, grazie al cosidetto premio di illi-

quidità, alla minore correlazione con l’andamento dei mercati e alla possibilità di cogliere multitrend, infatti ci sono riescono a cogliere con più facilità”.

La domanda è come viene accolto questo strumento dalla clientela private. “C’è da dire che spesso il cliente private ha di investimento lungo; ma un imprenditore, o ex imprenditore, guarda a questi mercati con interesse e con la volontà di approfondire. Abbiamo registrato buoni risultati quest’anno, che contiamo di migliorare sensibilmente”, sottolinea.nari. “I clienti hanno in memoria il 2022 con la correlazione e l’andamento negativo del mercato azionario e obbligazionario. Nel 2023, e per parte del 2024, abbiamo cercato asset d’investimento con rischi contenuti, con l’obiettivo di recuperare l’insoddisfazione del 2022. Oggi iniziamo a mettere in campo un approccio graduale e prudente, verso l’azionario, in uno scenario di incertezza: due guerre, la nuova presidenza americana, il rapporto USA-Cina e, a febbraio, le elezioni in Germania che avranno un forte impatto in Europa. Insomma, si cresce gradualmente sull’equity, con prudenza e consapevoli che il mercato obbligazionario nel 2025, soprattutto nelle durate corte, probabilmente farà fatica a raggiungere risultati di soddisfazione”, conclude Rigo.

INTERVISTE ISTITUZIONALE

DIVISIONE SUI COMPARTI

“Se si fa un’analisi dei componenti, non ci sono grandi di erenze in termini anagrafici. Spesso gli iscritti scelgono più in base alla tolleranza al rischio che per l’orizzonte temporale”

DIRETTORE GENERALE, PREVAER

UN MANDATO “FULL MULTIASSET” PER RICERCARE SOLUZIONI DI INVESTIMENTO DIVERSE

Il fondo pensione destinato al personale di terra del trasporto aereo lavora a un incremento degli iscritti e valuta l’aumento nell’incidenza delle asset class alternative.

Un tasso di adesione “con forti potenzialità di crescita” e, al contempo, un andamento -

“full multi-asset”. Marco Barlafante, diFundsPeople

destinato al personale di terra del trasporto aereo istitui-

aderenti, è ancora ristretto. Gli iscritti, afferma Barlafante,

INTERVISTE PERSONAGGIO di Ra aela Ulgheri

STRATEGIA PREMIANTE

“A distanza di 18 anni dalla partenza del fondo, abbiamo centrato l’obiettivo di rendimento di un 4% annuo al netto delle fee: un lungo track record con una volatilità controllata e una gestione orientata alla creazione di alpha”

SOCIO FONDATORE E AD, FINLABO SIM

“NEGLI ULTIMI ANNI ABBIAMO SVILUPPATO LA SOCIETÀ IN DIREZIONE PRIVATE E

FAMILY OFFICE”

L’AD e socio fondatore di Finlabo SIM racconta a FundsPeople i 18 anni di attività della boutique di gestione, che opera con un focus sul mercato azionario e strategie di tipo hedge.

Una boutique di gestione basata sull’utilizzo di modelli quantitativi e con un focus su strategie di tipo absolute return. Fin-

lancio nel 2006, allo scoccare dei 18 anni di attività punta a espandere il proprio perimetro di attività all’interno di un mercato mutato con entità, come le banche, che assumono dimensioni sempre maggiori. Alessandro Guzzini, socio fondatore e AD della società, spiega a FundsPeople il funzionamento di Finlabo che dispone di una “piattaforma proprietaria che ci supporta nelle scelte di investimento”. Il focus è sul mercato azionario e su strategie di tipo hedge,de anche una strategia di copertura tramite future su indici azionari allo scopo di ridurre volatilità e drawdown”. Questa visione strategica è stata premiante: “A distanza di 18 anni dalla partenza del fondo – afferma Guzzini – abbiamo centrato l’obiettivo di rendimento di un 4% annuo al netto delle fee: un lungo track record con una volatilità controllata (mediamente intorno al 7%) e una gestione orientata alla creazione di alpha”. Il manager insiste sulla proposition attuale in un mercato sempre più diviso tra prodotti beta che ricalcano gli indici, in mano ai colossi e in cui la size ha un peso maggiore”, e prodotti più orientati alla creazione di alpha, per cui “la size è meno importante”.

Detto ciò: la società non esclude una crescita verso una di una partnership nel settore”. Questo anche perché, dal 2018 a oggi, “abbiamo assistito a una maggiore integrazione tra distributori e gestori”.

DALL’AM

AL FAMILY OFFICE

La trasformazione dell’ultimo lustro ha coinvolto anche la clientela a cui si rivolge Finlabo: “In questo lasso di tempo – continua l’AD – abbiamo sviluppato la società -

quest’anno) ma è sul fronte della raccolta che si è assisti-

periore: “Oggi, su 300 milioni di AuM complessivi, circa due terzi sono masse private, mentre l’asset managementsiamo vantare anche una competenza diretta nell’asset management, cosa che altre entità non hanno”.

Parallelamente al focus maggiore su una clientela più “selettiva”, l’AD individua due trasformazioni in atto sul mercato. In primis la tendenza che, dal 2020 ha visto un allargamento dello spread tra value e growth “che nell’ultimo periodo si è ridotto”, e quello tra le mid/small cap e large cap. Un’anomalia quest’ultima, afferma l’esperto, “che continua ad allargarsi”. Le motivazioni sono da ricercare ancora una volta nel boom dei passivi, “questo ha determinato la crescita delle capitalizzazioni della società più grosse, mentre le società di dimensioni minori hanno subito vendite forzate da parte dei gestori attivi”. È proprio nel perimetro dell’anomalia, però, che Guzzini individua un’opportunità. “Le valutazioni molto interessanti presenti sul segmento delle mid e small cap lasciano intravedere per il futuro rendimenti molto positivi in questo segmento di mercato, cosa che tornerà ad avvantaggiare chi fa gestione attiva”.

Un’altra tendenza è la maggiore consapevolezza dei clienti sui costi per i servizi, spesso standardizzati, che “apre uno spazio per gli operatori di nicchia come noi, in grado di fornire un servizio personalizzato, e questo emerge anche dalle richieste in ambito family office aumentate notevolmente negli ultimi anni”. Un altro grosso cambiamento, infine, è legato anche a una maggiore concentrazione industriale: “Sono aumentati gli eventi di liquidità, e ci sono diverse famiglie passate dalla gestione di un’impresa a quella del patrimonio finanziario”. In Finlabo, conclude, “abbiamo sviluppato un network di banche che ci propongono operazioni in ambito clubdeal e stiamo intercettando queste tendenze positive dell’industria”.

INTERVISTE GURU

di Greta Bisello

I mercati emergenti rappresentano la più grande riserva di credito, a più rapida crescita e probabilmente meno conosciuta al mondo. Ne è persuaso Pramol Dhawan il quale ritiene che gli investitori possono considerare il debito degli EM come allocazione strutturale per diversificare rispetto alle fonti di rischio di credito sui mercati interni. Soprattutto, la gestione dell’allocazione ai mercati emergenti deve essere di stampo prudente.

La più grande riserva di credito, a più rapida crescita e, probabilmente, la meno conosciuta. Si tratta dei mercati emergenti. “Il debito degli EM è divenuto il più grande bacino al mondo nel credito, secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, superando gli Stati Uniti nell’ultimo decennio. Nel frattempo, molti dei fondamentali si sono trasformati. Con l’evolvere dei mercati anche le strategie d’investimento devono adeguarsi”, esordisce Pramol Dhawan, portfolio manager di PIMCO.

Secondo l’esperto, i Paesi o le regioni migliori in generale non solo quelle più propagandate come la prossima storia di successo e che destano euforia. “A differenza di quanto si crede comunemente, i mercati emergenti spesso premiano non gli investitori che puntano ai massimi guadagni ma quelli con minimi ribassi e che evitano posizioni concentrate su Paesi che offrono alti rendimenti. Il debito emergente presenta tassi di default e di recupero analoghi a quelli del debito societario americano ma anche maggiore volatilità, soprattutto per gli emittenti di qualità inferiore”, dice.

Questo è uno dei motivi per cui Dhawan è dell’avviso che oggi negli investimenti negli emergenti l’analisi bottom-up relative value e l’abilità nella costruzione dei portafogli siano aspetti più importanti di quelli macro top-down. “Va inoltre osservato che nel debito emergente la gestione attiva ha battuto regolarmente gli investimenti passivi in termini di performance, stando ai dati Morningstar”, prosegue.

UNA QUESTIONE DI VALORE

Inoltre, secondo l’analisi del professionista di PIMCO, il numero di Paesi investibili degli EM è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni anche se in maniera ir -

QUALITÀ A UNA CONDIZIONE

“A di erenza di quanto si crede comunemente, i mercati emergenti spesso premiano non gli investitori che puntano ai massimi gadagni ma quelli con minimi ribassi e che evitano posizioni concentrate su Paesi che o rono alti rendimenti”

risoria in confronto all’incremento degli strumenti disponibili che sono cresciuti di quasi 20 volte negli ultimi due decenni. “Oggi gli investitori possono disaggregare i fattori di rischio macro a livello di Paese con elevato grado di granularità. Il debito dei mercati emergenti era caratterizzato da code spesse, vale a dire da una distribuzione più alta degli esiti più estremi, ma oggi la distribuzione dei suoi rendimenti assomiglia a quella di classi di attivo più consolidate, come il debito societario USA. Anche i fondamentali del rischio di credito sono simili”, ammette.

Pramol prosegue spiegando che “i default per gran parte del range di qualità dei rating, da AA a singola B, sono in linea con gli emittenti societari USA. C’è un’ulteriore sfumatura empirica, forse la più importante, che riguarspettro della qualità, catturata da indicatori come lo Sharpe ratio che misura il rendimento corretto per il rischio. Analogamente ai fondamentali del rischio di credito, per le obbligazioni di minore qualità le metriche di volatilità dei valori di mercato sono molto più alte per gli emergenti che per il debito societario americano, con Sharpe ratio più bassi per il debito emergente con rating singola B e CCC”.

Certo, questo non vuol dire che non ci possa essere valore convincente nel debito emergente con rating singola B e CCC, ma “spiega perché troppi investitori sono stati sedotti dal canto delle sirene di mercati di frontiera con rendimenti alti e bassa qualità. I titoli possono essereno è scarsa per gli investitori che non hanno un orizzonte molto lungo”, mette in guardia.

Inoltre, questo spiega anche perché il debito emergente offra spread più alti “in media di circa 70 punti base, con neutralità di rischio, negli ultimi cinque anni. Lo spread

IL DEBITO EMERGENTE

DEVE FUNGERE

PRINCIPALMENTE

DA COMPONENTE DI

DIVERSIFICAZIONE

PIUTTOSTO CHE

DA FONTE DI ALTO RENDIMENTO

PRIVILEGIANDO I PAESI A MINOR RISCHIO E LE

POSIZIONI SENIOR NEL

DEBITO

remunerazione per altri ostacoli come l’essere uno spazio poco conosciuto, differenziali denaro/lettera più ampi sui mercati secondari e maggiore volatilità di valore di mercato, soprattutto per i titoli di qualità inferiore”.

DIVERSIFICAZIONE AL CENTRO

L’esperto è persuaso che il debito EM debba fungere principalmente da componente di diversificazione piuttosto che da fonte di alto rendimento e che siano da privilegiare i Paesi a minor rischio e le posizioni senior nel debito. “Se la diversificazione è il principale obiettivo allora la correlazione fra il debito emergente e il portafoglio in generale è la metrica più importante. La correlazione tra il debito emergente e quello societario americano è intorno a 0,63 per gli ultimi 10 anni utilizzando dati J.P. Morgan”, spiega.

Il punto è che si tratta di un dato relativamente basso nel contesto globale dei differenziali obbligazionari. “Il debito emergente va valutato in modo congiunto sulla base del rischio, del rendimento e delle proprietà di di-

in modo ristretto, sulla base di qualche metrica di dispendiosità o convenienza, e disgiunto dal portafoglio complessivo”, spiega il portfolio manager.

Guardando al presente, ciò che serve negli investimenti nel debito emergente è “l’analisi bottom-up relative value e l’abilità nella costruzione dei portafogli. È la capacità di saper individuare opportunità di arbitraggio su scala più piccola, strumento per strumento, e di combinarle e svilupparle ciascuna in modo tale che un paniere di queste posizioni sia più efficiente di ciascuna di esse disgiunta”, sottolinea.

Per concludere, gli investitori possono considerare il debito dei mercati emergenti come allocazione strutturale mercati interni. “Soprattutto, la gestione dell’allocazione ai mercati emergenti deve essere di stampo prudenspostarsi verso posizioni ad alta convinzione, a elevata concentrazione in Paesi ad alto rendimento, che possono

è un gioco che può aver funzionato due decenni fa ma con

BILANCIATI MODERATI PRONTI A FARE RITORNO

Il ritorno della volatilità, i tagli dei tassi di interesse e le alte correlazioni hanno risvegliato l’interesse degli investitori per i fondi multi-asset.

SOCIETÀ: LANCIO: VALUTA DELLA CLASSE: PATRIMONIO: ISIN: RENDIMENTI 1 ANNO:

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Non sono stati anni facili per i fondi multi-asset. Alle

sommato il momentum negativo che ha colpito gli

del ciclo post-pandemico. Secondo i dati Morningstar, tra ottobre 2021 e settembre 2024 la raccolta dei fondi bilanciati

vi registrati dal comparto nei primi otto

2021 a maggio 2022. Come sottolinea il team di Analisi di FundsPeople, nei

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negativi, con una perdita di quasi 20 miliardi nel periodo.

“La tendenza ai defussi non è esclusiva di questo segmento, anzi, riguarda l’intero universo dei fondi bilanciati”, chiariscono dal team. All’interno della categoria, solo i fondi bilanciati con un proflo di allocation aggressivo hanno registrato una raccolta più positiva. Gli altri tre grandi segmenti di fondi multi-asset in Europa, ossia bilanciati prudenti, bilanciati fessibili e bilanciati moderati, hanno totalizzato una raccolta netta negativa nell’intero triennio, secondo i dati Morningstar.

Tuttavia, i gestori dei sei fondi bilanciati moderati al centro della presente analisi concordano sul fatto che il pano-

CARMIGNAC PATRIMOINE

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rama di investimento che si sta delineando crea condizioni ideali perché queste strategie facciano ritorno nei portafogli. “Il proflo di rendimento del BGF ESG Multi-Asset e di altri fondi multi-asset del settore mostra chiaramente che le posizioni detenute nella liquidità e nel reddito fsso comportano un costo opportunità per gli investitori, che continuerà a salire a misura che le banche centrali porteranno avanti i tagli dei tassi di interesse”, afferma Conan McKenzie, gestore del BGF ESG Multi-Asset Fund.

È d’accordo Guillaume Rigeade, co-head of Fixed Income di Carmignac. “Dopo più di dieci anni di ciclo economico lento, il ritorno dell’infazione ha provocato forti movimenti sui mercati e

ha fatto salire la volatilità della correlazione tra azioni e tassi di interesse. Sarà fondamentale anticipare in modo rapido e preciso i prossimi punti di svolta del ciclo economico e adeguare opportunamente il portafoglio in tutte le asset class”, avverte.

"Ottobre è stato il mese peggiore per l’obbligazionario mondiale da settembre 2022, a causa dei dati economici inattesi, dei rischi legati alla politica fscale e degli sviluppi geopolitici. Le azioni globali, espresse dall’indice MSCI World, sono scese del 2,0% a ottobre, trascinate al ribasso dall’aumento dei rendimenti obbligazionari, dalla preoccupazione per la crescita in Europa e dall’apprezzamento del dollaro”, commenta Rick Rieder,

JANUS HENDERSON BALANCED FUND

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CT (LUX) - GLOBAL SMALLER COMPANIES

GESTORE

RIDURRE LA VOLATILITÀ CON L’ESG

Come gli altri prodotti multi-asset inclusi in questa analisi, il BGF ESG Multi-Asset Fund è concepito per funzionare in tutti i cicli di mercato. Si confronta anche con gli indici globali, ma con una notevole attenzione ai fattori ESG e con un’impronta carbonica inferiore. Il team nutre la ferma convinzione che, sia come posizione core che come strumento più difensivo per partecipare ai rialzi azionari, il fondo possa aiutare a ridurre la volatilità di un portafoglio globale e ad aumentare il profilo di sostenibilità. Dato che i titoli più orientati alla sostenibilità hanno risentito della risalita dei tassi di interesse degli ultimi 18 mesi (da inizio anno l’MSCI World SRI ha registrato un rendimento nettamente inferiore a quello dell’indice originario MSCI World privo di vincoli), e data la preferenza per i titoli con punteggi ESG più alti, i gestori stanno modificando attivamente le esposizioni settoriali e fattoriali all’interno del fondo per mitigare questo impatto.

EVLI GLOBAL

GESTORE

L’EVOLUZIONE DEL PORTAFOGLIO 60/40

Uno dei fondi bilanciati di riferimento sul mercato. Questo fondo privo di vincoli è diretto dal global chief investment o cer of Fixed Income e head of Global Allocation Team di BlackRock, Rick Rieder, con il supporto di Russ Koesterich. La strategia, lanciata nel 1997, rappresenta da più di 30 anni un vero modello da seguire per lo stile di investimento globale e diversificato. Concepito per fare concorrenza ai prodotti azionari globali, ma con una volatilità inferiore del 30%, il BGF Global Allocation si pone come evoluzione del tradizionale portafoglio 60/40, combinando elementi top-down e bottom-up. Il fondo non ha un’allocazione statica e non viene ribilanciato in base a un indice. Un aspetto distintivo è che, trattandosi di una strategia core, permette di assumere anche posizioni di di cile accesso o replica per i singoli investitori. Ad esempio, in linea con il suo mandato consapevole dei rischi, il portafoglio mantiene un’esposizione a una serie di strumenti di copertura (oltre alla duration), tra cui derivati, liquidità, posizioni legate all’oro e valute.

HEPTAGON FUND ICAVKOPERNIK GLOBAL ALLCAP EQUITY FUND

La di erenza principale rispetto agli altri prodotti multi-asset di BlackRock inclusi nella presente analisi è che questo fondo ha un obiettivo esplicito di generazione di reddito. Viene mantenuto il profilo di protezione dai ribassi e al tempo stesso partecipazione ai rialzi. Inoltre, sfrutta anche le capacità di investimento del gruppo Multi-Asset Income di BlackRock: più di 15 team contribuiscono alla selezione dei singoli titoli del fondo. Il rischio del prodotto è stato inferiore alla media della sua categoria, a fronte però di un rendimento analogo. Dal suo lancio la strategia ha generato un rendimento medio del 5,6% con meno della metà del rischio dell’MSCI World. Dal punto di vista del posizionamento, il fondo mantiene un orientamento positivo nei confronti del rischio, con una preferenza per quello azionario rispetto all’obbligazionario. I gestori hanno ra orzato le posizioni in azioni statunitensi, alla luce del contesto accomodante negli Stati Uniti e alla solidità dei fondamentali economici. Al contrario, il rischio di credito è stato ridotto perché i fondamentali creditizi rimangono solidi, ma i di erenziali sono ridotti su base storica. BGF

GESTORI JUSTIN

IN CERCA DI REDDITI INTERESSANTI

CARMIGNAC PATRIMOINE

JANUS HENDERSON HORIZON GLOBAL SMALLER COMP. FUND

GESTORE GUILLAUME RIGEADE

NUOVI MOTORI DI RENDIMENTO

Uno dei fondi principali della casa francese Carmignac, che si è costruita un’ottima reputazione per la sua solida visione macroeconomica applicata agli investimenti. Storicamente la strategia si è distinta per la sua capacità di implementare convinzioni forti di tipo top-down e un’e cace gestione del rischio, in particolare nei periodi di pesanti correzioni del mercato. Consapevoli dell’esigenza di adattarsi continuamente per a rontare contesti di mercato sempre più complessi, alla fine del 2023 i gestori hanno introdotto in portafoglio nuovi motori di rendimento e hanno nominato un nuovo team di gestione, composto da esperti azionari, obbligazionari e di overlay macro: Jacques Hirsch, Christophe Moulin, Guillaume Rigeade, Eliezer Ben Zimra e Kristofer Barrett. La loro missione è ra orzare il mandato del fondo e continuare a o rire ai clienti una soluzione di asset allocation, indipendentemente dalla fase del mercato. La principale fonte di rendimento è stata la generazione di alpha tramite la selezione strategica di azioni, titoli di credito e obbligazioni governative, avvalendosi di analisi sia top-down che bottom-up. Il fattore secondario della performance è stata la gestione del rischio di ribasso, principalmente mediante l’uso tattico di derivati guidato dall’analisi top-down.

JANUS HENDERSON BALANCED FUND

NEUBERGER BERMAN GLOBAL EQUITY MEGATRENDS FUND

GESTORI JEREMIAH

BUCKLEY, MICHAEL

KEOUGH E GREG

WILENSKY

COERENTE, DISCIPLINATO E RIPETIBILE

Un processo coerente, disciplinato e ripetibile applicato a tre sole asset class: azioni, obbligazioni e liquidità. È semplice la filosofia alla base di quello che sta diventando il fondo flagship di Janus Henderson nella categoria multi-asset. Il Balanced Fund abbina un portafoglio azionario orientato alla crescita e altamente concentrato a un portafoglio obbligazionario a gestione attiva. Il fondo non ha una ripartizione fissa tra azioni e obbligazioni e può modificare le rispettive quote in modo agile in base alle opportunità individuate dal team di gestione, come avvenuto durante la crisi finanziaria globale (quando la quota azionaria più bassa era stata del 38%) o durante la pandemia di Covid-19 (47%). La sovraperformance del fondo rispetto al benchmark è stata generata per due terzi dall’e cace selezione a livello di settori e titoli. Per i gestori si tratta di un aspetto essenziale, perché questa componente di alpha è molto più ripetibile e duratura nel tempo e dipende molto meno dalle condizioni del mercato e dai fattori macroeconomici.

JPM GLOBAL INCOME

PRINCIPAL GLOBAL INVESTORS FUNDSCOMPANIES FUND

GESTORI ERIC BERNBAUM, GARY HERBERT E MICHAEL SCHOENHAUT

PIÙ DI 15 ASSET CLASS

Il fondo, che rappresenta un punto di riferimento sul mercato delle strategie income, appartiene alla stessa famiglia del JPM Global Income Conservative e del JPM Global Income Sustainable, rispettivamente il fratello conservatore e quello sostenibile. I punti di forza del prodotto sono l’ampia diversificazione globale (su più di 15 asset class, 90 mercati e 3 mila titoli) e il supporto del team multi-asset di J.P. Morgan AM. Il fondo fa leva sull’esperienza topdown del team nell’asset allocation, in collaborazione con gli specialisti per le singole asset class. Vanta un track record di oltre 15 anni e ha dato prova di solidità in tutte le condizioni di mercato. In questo periodo ha sempre distribuito un dividendo trimestrale del 4-6% annualizzato. Per quanto riguarda il 2024, sia le posizioni azionarie che quelle obbligazionarie hanno dato un contributo positivo al rendimento. Tra le azioni spicca l’esposizione a Europa, emergenti (Cina esclusa) e infrastrutture globali. Nel reddito fisso, i titoli di credito sia high yield che investment grade hanno sostenuto la performance.

MAPPA RISCHIO/RENDIMENTO

Fonte: Morningstar Direct. Tutti i dati sono in euro, al 31 ottobre 2024.

Dati di patrimonio in milioni di euro.

Fonte: Morningstar Direct. Dati al 31 ottobre 2024. L’alpha e il beta sono calcolati in base all’indice Morningstar assegnato alla categoria. L’indice di Sharpe è calcolato in base ai parametri di rendimento e deviazione standard di Morningstar. Il tasso privo di rischio utilizzato è l’Euribor a 12 mesi del primo giorno del mese successivo alla data degli altri dati riportati.

team preferiscono mantenere un mode-

hanno gestito il beta del fondo in modo più tattico. “Al tempo stesso, i fattori

OPERARE CON CAUTELA

scenario di soft landing rimane intatto. la crescita costante del mercato del lavo-

tribuiscono a tracciare un buon contesto economico complessivo”, argomentanomultipli, preferiamo operare con cautela assumendo una serie di coperture”,

damentali restano solidi, in un contesto

interessi su buoni livelli.

USA non si estende al segmento obbli-

sembrano più chiari in Europa che negli Stati Uniti e, a nostro avviso, la politica

restano solidi, ma gli spread si attestano su livelli storicamente ristretti”, spiegano i due portfolio manager.tion. “Siamo consapevoli che una decelee del mercato del lavoro potrebbero spingere le banche centrali a effettuare tagli dei tassi più aggressivi”, sostengono.

Criterio di selezione: fondi della categoria Morningstar Moderate Allocation. Sono stati selezionati i sei maggiori fondi con Rating FundsPeople 2024 in Italia, Spagna e Portogallo.

Alcuni prodotti menzionati nella selezione potrebbero non essere registrati in Italia. Le informazioni sugli OICR e altri strumenti inclusi nella rivista di FundsPeople sono presentate a puro scopo informativo e illustrativo e non devono in alcun modo essere interpretate come un’o erta di vendita o una raccomandazione di investimento. Le informazioni non costituiscono un’informazione completa degli OICR o degli strumenti finanziari alla vendita nel mercato italiano.

L’ANNO (BORSISTICO) CHE VERRÀ S1. 2.

Un’analisi dei temi chiave che guideranno gli investimenti nel 2025, tra opportunità nel settore tecnologico, transizione energetica e sfide della cybersecurity.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E AUTOMAZIONE

L’intelligenza artificiale è la rivoluzione del nostro tempo. Tutta la nostra vita ne è ormai profondamente permeata. Seppur generi importanti dibattiti e perplessità per alcune sue dimensioni controverse, è innegabile che l’IA e l’automazione sono in grado di semplificare molti aspetti della nostra quotidianità e continueranno a crescere di importanza. Le aziende che sviluppano software di IA, hardware correlato, e applicazioni industriali come Nvidia, Alphabet (Google) e Microsoft rimarranno al centro dell’attenzione e vedranno crescere la domanda.

TRANSIZIONE ENERGETICA E SOSTENIBILITÀ

Secondo quanto riportato da un’importante testata finanziaria (Wall Street Journal), sembra che Donald Trump, al suo prossimo insediamento presidenziale, intenda firmare un ordine esecutivo per il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima, annullando l’adesione rinnovata da Joe Biden nel 2021. L’eventuale uscita degli Stati Uniti dall’intesa sulle emissioni avrebbe un impatto significativo a livello internazionale, indebolendo gli sforzi multilaterali e o rendo un alibi ad altri Paesi che, a loro volta, potrebbero decidere di allentare i propri impegni ambientali. La transizione verso energie rinnovabili e soluzioni sostenibili resterà tuttavia un tema chiave. Investimenti in solare, eolico, idrogeno e tecnologie per la riduzione delle emissioni di carbonio potrebbero essere particolarmente promettenti. Società come Tesla, NextEra Energy e Ørsted potrebbero trarre beneficio da un processo ormai inarrestabile che di cilmente potrà essere catalogato come una “moda”.

di Carlo Vedani

SANITÀ E BIOTECNOLOGIE

3.

“La storia ci insegna che la prossima pandemia sarà una questione di quando, non se”. È il monito spesso ribadito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sottolinea l’importanza del lavoro di ricerca e sviluppo sui vaccini e le immunoterapie. E poi, ovviamente, c’è la necessità di innovare e scoprire nuovi trattamenti biotecnologici e terapie personalizzate per le malattie genetiche ma anche per le “malattie X, Y, Z”, quelle di cui la medicina non sa ancora nulla e che è ancora impreparata ad a rontare. L’attenzione alla salute è sempre molto forte. Aziende che lavorano su terapie geniche, immunoterapie e biotecnologie avanzate come Moderna, BioNTech e CRISPR Therapeutics non rimarranno inoperose e certamente accresceranno il loro valore.

INFRASTRUTTURE E INNOVAZIONI EDILIZIE

TECNOLOGIE FINANZIARIE (FINTECH)

La tecnologia è la base su cui poggia l’evoluzione finanziaria. Il settore fintech continuerà a espandersi con innovazioni nei pagamenti digitali, criptovalute, e servizi bancari digitali. Società come PayPal, Square, e Coinbase saranno certamente protagoniste attraverso le loro idee e innovazioni.

4.

La modernizzazione delle infrastrutture è un tema sempre più rilevante, con un’enfasi su materiali avanzati e tecnologie di costruzione innovative. Il settore immobiliare si troverà a fronteggiare grandi sfide. In primis la sostenibilità che dovrà coinvolgere tutti gli aspetti e i momenti della costruzione: progettazione, realizzazione, utilizzo, manutenzione, consumo di energia, gestione degli scarti, uso, recupero e riuso dei materiali. La digitalizzazione sarà fondamentale perché le nuove tecnologie, replicando grazie ai software di rendering un’infrastruttura, o rono supporto nell’analisi degli aspetti critici e nel processo decisionale necessario per la costruzione di un’opera. Sta cambiando il modo di concepire gli spazi, abitativi e lavorativi, la cui organizzazione sarà sempre più orientata alla multifunzionalità, avendo la persona come elemento di riferimento. Caterpillar, Vulcan Materials e Deere & Company potrebbero vedere crescere la domanda.

ECONOMIA CIRCOLARE E GESTIONE DEI RIFIUTI

6.

Finita l’era dell’usa e getta siamo ormai pienamente passati a una nuova fase, in cui il rifiuto da scarto si trasforma in risorsa e rientra nel ciclo produttivo creando nuovo valore. L’attenzione alla sostenibilità porterà a maggiori investimenti nell’economia circolare. Si metteranno certamente in evidenza aziende che operano nel riciclo, gestione dei rifiuti e produzione sostenibile, come Waste Management e Republic Services.

TELECOMUNICAZIONI E 5G

Il 5G è la nuova generazione di rete globale di telecomunicazioni e rappresenta un’evoluzione in termini di prestazioni (velocità, numero di utenti serviti...), ma anche di nuovi scenari e applicazioni. L’intento è di migliorare la qualità della vita delle persone, rendere più e cienti le aziende, essere di supporto alla sostenibilità ambientale e integrare servizi innovativi (telemedicina e attività medica da remoto). Le realtà coinvolte nello sviluppo e implementazione delle infrastrutture 5G (Qualcomm, Ericsson, Nokia) potrebbero avere benefici dalla crescita del settore.

CONSUMI DISCREZIONALI E

La pandemia ha trasformato radicalmente le abitudini di consumo del mondo occidentale e di cilmente si registreranno inversioni di tendenza, alimentando la domanda di servizi di aziende come Amazon, Alibaba e Shopify.

CYBERSECURITY

Con l’aumento delle minacce informatiche, il settore della cybersecurity continuerà a espandersi. È una sfida che, secondo gli esperti, vede gli “attaccanti” in leggero vantaggio sulla “difesa”. L’obiettivo è di coniugare la tecnologia con le evoluzioni dell’IA e di mettere a punto anche un impianto regolatorio condiviso per ra orzare il livello comune dei sistemi di rete. CrowdStrike, Palo Alto Networks e Fortinet potrebbero essere ben posizionate per capitalizzare su questa crescente esigenza.

INDIA LA NUOVA SUPERPOTENZA ECONOMICA

È sulla buona strada per diventare

la terza economia mondiale e l’azionario locale in espansione presenta molteplici opportunità.

Gli investitori se ne sono accorti e riservano all’India un ruolo più centrale nei portafogli.

Continua la corsa dell’India, sempre più protagonista dei portafogli: sostenuti dalla forte crescita economica del Paese, i mercati locali sono pronti per diventare la prossima grande destinazione per gli investimenti a lungo termine. Anche le prospettive di breve periodo sono favorevoli: l’economia indiana appare più protetta dai dazi di Trump, grazie al suo maggiore orientamento al mercato interno rispetto ad altri Paesi emergenti. Inoltre, l’India può rappresentare un’alternativa alla Cina, in

la crisi del settore immobiliare che pesa sui consumi della popolazione. “L’India è sulla buona strada per diventare la terza economia mondiale entro la

Investment director Asian Equities e gestore della strategia sull’azionario

“È un’economia in rapida espansione,

ma soprattutto prevediamo che questore, mentre l’importanza dell’Occidente si sta riducendo e la Cina sta andando

Venkatramanan, head of ETFs per l’a-

SLANCIO DEL PIL

intrapreso una traiettoria di espansione che ha portato il Paese a rappresentare uno dei motori della crescita mondiale: nel 2024 e 2025, infatti, il PIL dell’India dovrebbe crescere di circa il 7% e successivamente nel medio termine dovrebbe stabilizzarsi intorno al 6,5 per cento. Questo slancio economico non sta passando inosservato agli investitori che sono sempre più interessati alle azioni in-

settembre 2024, il mercato azionario indiano, con una capitalizzazione di

mercato di 1.900 miliardi di dollari statunitensi, è diventato il quinto più grande del mondo. “Questa crescita è stata guidata dall’aumento della quota del PIL indiano sul PIL mondiale e dal conseguente incremento del suo dal 9 a poco meno del 20% negli ultimi

Arvind Chari, Chief Investment Ofdi investimento che investe da oltre trent’anni nei mercati indiani mette in luce un altro punto di forza del gigante asiatico: il mercato interno sostenuto

popolazione giovane e in espansione, l’India ha un enorme potenziale di

OPPORTUNITÀ

In un contesto di aumento delle op--

sto di sviluppo sono i più svariati:

UNA STORIA DI CRESCITA, L’INDIA SARÀ LA

Quota del PIL mondiale storica e in prospettiva futura

TERZA ECONOMIA

Quantum Advisors, Angus Maddison, University of Groningen, dati a fine settembre 2023.

consumi, manifatturiero, chimico e produzione di beni tecnologici. Anche il comparto delle industrie a pic-

“L’India si trova in una fase iniziale di sviluppo in molti settori e vanta un numero considerevole di piccole e medie imprese le cui quotazioni po-

di portafoglio azionario di Capital

mercato residenziale in crescita e le infrastrutture digitali rappresentano un terreno fertile per il successo dellevestimenti pubblici nelle infrastrut-

ture, l’India sta inoltre divenendo una buona alternativa alla Cina per

Inoltre, le aziende potrebbero bene-

“Le maggiori esportazioni sono i servizi e non le commodity come per altri mercati emergenti. È un mercato grande, ma relativamente chiuso, in cui gli scambi commerciali rappresentano meno del 50% del PIL mentre

arriva rispettivamente al 75 e all’80 per cento. Il settore manifatturiero è in forte crescita, con un output destinato a triplicarsi tra il 2022 e il 2032,

Fonte:
“IL

MANIFATTURIERO DOVREBBE TRIPLICARSI NELL’ARCO 2022-2032”

AANAND VENKATRAMANAN LEGAL & GENERAL IM

Il boom economico è coinciso con l’ascesa alla guida del Paese del primo

ha promosso una serie di riforme fa-zioni, in cui ci si aspettava una vittoria ottenuto una maggioranza più risicata.

è destinato a proseguire. “Le riforme governative sono un processo continuo, poiché ci sono sempre nuove aree di miglioramento. Sono state mirate a molti settori dell’economia e ad ampliare la governance delle aziende. L’impatto positivo sull’economia e sui mercati si-

sti delle riforme del programma ‘India digitale’, che nel medio termine aiuteranno i settori informali dell’economia.

avranno i maggiori vantaggi dalle riforme. Inoltre, si stanno creando nuovi sot-

NILANG MEHTA

HSBC AM

tosettori investibili come i fornitori di

RUOLO NEI PORTAFOGLI

Secondo Chari, l’India non rappresenta una moda passeggera, ma un’opportuni-

all’interno dei portafogli. “L’India non andrebbe pensata come una fonte di dicome un’operazione di breve di termine,-

tali per investire nel Paese. Tra queste, individua nella corporate governance uno dei rischi maggiori. “Sebbene la crescita dell’India si basi su un’economia di mercato guidata dal settore privato, i problemi di governance nelle grandi aziende possono rappresentare un rischio considerevole

GEOPOLITICA

Anche il quadro della geopolitica sembra giocare a favore dell’India.

NEL 2025 IL PIL DOVREBBE CRESCERE DEL SETTE PER CENTO. L’ECONOMIA ORIENTATA AL MERCATO INTERNO APPARE PIÙ

PROTETTA DAI DAZI DI TRUMP

L’elezione di Trump promette l’intensificarsi delle tensioni con la Cina, una situazione da cui potrebbe trarre beneficio l’India. Inoltre, un aspetto chiave emerso dall’ultimo vertice di ottobre dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) è il disgelo nelle relazioni tra India e Cina. “Il

hanno avuto il loro primo incontro bilaterale dopo cinque anni, da quando si inasprirono le tensioni sul -

relazioni conviene ad entrambi i Paesi: la Cina è alle prese con un’economia stagnante e con le tensioni diplomatiche con Stati Uniti ed Europa; l’India, che si è avvicinata agli Stati tra Washington e Pechino, ha l’occasione di diminuire gli stanziamenti al bilancio della difesa e investire maggiori risorse nella crescita economi -

“IL PESO DELL’AZIONARIO INDIANO NEGLI INDICI MONDIALI È AUMENTATO”

COINVESTIMENTI LA CHIAVE È LA DUE DILIGENCE

L’approccio che

integra un processo indipendente svolto dal LP con quello condotto dal GP rappresenta l’elemento essenziale per cogliere le migliori opportunità e gestire i rischi.

Non è solo una best practice, ma una tappa cruciale per gestire i rischi e massimizzare i rendimenti.

Questo il ruolo della due diligence nei coinvestimenti. Tale processo è essenziale per l’individuazione delle migliori opportunità e proteggere gli investitori da imprevisti e scelte sbagliate, anche in considerazione degli orizzonti temporali lunghi degli investimenti nei mercati privati. E nell’attuale contesto macroeconomico di tassi alti e incertezze sulla crescita, diventa ancor più strategico.

I BENEFICI

Quando si parla di coinvestimenti si fa riferimento a delle particolari strutture

di private equity o private debt (il General Partner, GP) offre a investitori selezionati (Limited Partner, LP) l’op-

azienda insieme a loro, o di assumere

transazioni. Queste operazioni presentano diversi vantaggi per entrambi gli attori. Secondo Paolo Paschetta, Equity partner e country head Italia di Pictet Asset Management, per quanto riguarda il private equity, il vantaggio principale per i GP risiede nella possibilità di superare le ‘restrizioni della concentrazione’, ovvero i limiti alla quantità di capitale che possono investire in un’u-

sono molteplici: “Il principale è sicuramente l’accesso diretto ad aziende private di alta qualità”, dice Paschetta. “Piuttosto che investire in centinaia di aziende tramite un fondo di fondi, una strategia di coinvestimento è molto più mirata (solitamente in 25-30 società). E un altro vantaggio è la facoltà di poter scegliere tra più deal e non procedere a scatola chiusa”, osserva. Vi è anche un

rendimento netto è potenziato dal fatto che i GP offrono solitamente coinvestimenti senza le consuete commissioni di gestione e di performance. “Un aspetto

importante per un’asset class come il private equity nota per le sue commissioni elevate”, dichiara.

DOPPIA DUE DILIGENCE

Anche nel private debt il coinvestimento sta diventando una strategia sempre più attraente, poiché offre vantaggi in termini di trasparenza, struttura dei costi e rendimenti del portafoglio. Tuttavia, secondo Jakob Schramm, head of Private Credit di Golding Capital Partners, il vero valore aggiunto si ottiene attraverso l’interazione tra una doppia due diligence rigorosa e un’attenta selezione delle opportunità di investimento più interessanti. Diventa quindi fondamentale che i LP integrino con una propria due diligence il processo condotto dai GP. “Molti coinvestitori si accontentano del lavoro svolto dal lead investor. Noi siamo convinti che il giusto approccio alla due diligence sia la chiave a lungo termine del successo del coinvestimento. Quando un coinvestitore svolge la propria indagine

LP NEL COMPLESSO AL DI SOTTO DEGLI OBIETTIVI DI ALLOCAZIONE DEI MERCATI PRIVATI

Stato attuale dell’allocazione per tipo di strategia

autonoma il processo è rigorosamente controllato, il che ripaga gli investitori”, spiega Schramm.

Un ulteriore aspetto vantaggioso è la possibilità di scelta: “Non tutti i coinvestitori hanno rapporti di collaborazione consolidati con un’ampia rete di gestori di fondi. Ma questa rete è fondamentale per accedere a un vasto

numero di opportunità di investimento e per poter applicare un approccio altamente selettivo”, dice il professionista. “Il doppio livello di due diligence a cui vengono sottoposti i singoli investimenti, quella del GP che propone l’investimento e quella del LP che lo valuta, implicitamente riduce il rischio dell’operazione”, aggiunge Paschetta.

“La due diligence per un coinvestimento di private debt comporta una valutazione dettagliata della stabilità del modello di business dell’emittente, del posizionamento sul mercato in cui opera e delle barriere all’ingresso. Vengono esaminate le opportunità e le prospettive di crescita del mercato, nonché le tendenze sociali e normative

Fonte: Goldman Sachs AM, 2024 Private Markets Diagnostic Survey.
Fonte: Goldman Sachs AM, 2024 Private Markets Diagnostic Survey. *Escluse le risposte N.D.

“IL GIUSTO APPROCCIO ALLA DUE DILIGENCE È FONDAMENTALE PER IL SUCCESSO DEL COINVESTIMENTO”

JAKOB SCHRAMM

GOLDING CAPITAL PARTNERS

che possono avere un impatto positivo o negativo”, argomenta Schramm. “Naturalmente l’analisi prende in considerazione anche la struttura del -

teressi e i rimborsi del capitale, e quali covenant e garanzie sono necessari per assicurarsi contro un’eventuale insolvenza”, afferma.

Secondo Richard Damming, head of European Private Equity Investments di Schroders Capital, un accurato processo di due diligence è sempre fondamentale, indipendentemente dal contesto economico in cui si realizza l’operazione: “Si tratta di investimenti che gli investitori deterranno per diversi anni e quindi non dovrebbero basarsi sul contesto di mercato per de-

dice. Secondo l’esperto, nella due diligence è importante concentrarsi sulle aziende che dimostrano una certa re-

“IL DOPPIO LIVELLO DI DUE DILIGENCE RIDUCE IL RISCHIO DELL’OPERAZIONE”

PAOLO PASCHETTA PICTET AM

silienza nel corso dell’intero ciclo economico: “Tali caratteristiche possono

l’esposizione a determinati settori, un management esperto sia a livello aziendale sia di proprietà e una base clientice dovrebbe in ogni caso essere ampia, comprese le visite in loco, e riguardare una serie di questioni che vanno oltre i

CONTESTO FAVOREVOLE

Nel 2024 il mercato del private equity ha ripreso slancio dopo un 2023 comper il fundraising, secondo Damming, rende disponibile più capitale per i coinvestimenti. “Gli investitori dovrebbero adottare un approccio selettivo in questo ambito, concentrandosi sui trend globali”, afferma. “I buyout di piccole e medie dimensioni offrono migliori opportunità grazie a una valu-

BARRIERE ALL’INGRESSO, PROSPETTIVE

ASPETTI SU CUI CONCENTRARSI

“LA DUE DILIGENCE

DOVREBBE ANDARE OLTRE I MERI ASPETTI FINANZIARI”

RICHARD DAMMING

SCHRODERS CAPITAL

tazione di ingresso più bassa e a ulteriori strategie di uscita. I coinvestimenti sono una soluzione interessante per perseguire questa esposizione”, dice l’esperto di Schroders Capital. Per Paschetta, invece, i coinvestimenti sono la scelta ideale per investire in tutte le innovazioni disruptive. “Offrono un accesso privilegiato alle migliori opportunità di private equity sottoposte a un’accurata e approfondita doppia due diligence”, dice.-

nale tradizionale delle banche è uno dei fattori che sta sostenendo la crescita del private debt. Ma in un momento in cui l’incertezza economica rimane elevata e i tassi relativamente alti, una due diligence approfondita è più importante che mai per il successo dei coinvestimenti. “È solo l’interazione tra doppia due diligence e cherry-picking coerente a creare il valore aggiunto per gli investitori; e in un contesto di mercato diverso, che attribuisce un peso anco-

la condizione per ottenere rendimenti sicuri e stabili. Una due diligence completa e dettagliata è ancora più importante oggi di quanto non lo fosse quando i tassi erano bassi”, conclude Schramm.

RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE UNA SFIDA SOCIALE E FINANZIARIA

CHE RISCHIAMO

DI PERDERE

FundsPeople ha scelto di analizzare i fondi azionari disponibili alla vendita in Italia che hanno una maggiore esposizione all’Obiettivo 10 dell’Agenda Onu al 2030.

La riduzione delle disuguaglianze tra le Nazioni è un tema centrale per l’evoluzione, non soltanto sociale ma anche economica, per l’Italia e per il pianeta. Il tema, esplorato anche dall’Agen-

però tra gli obiettivi che, a oggi, rischiano

del Rapporto Asvis, che l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile per il nono anno consecutivo dedica al progresso del nostro Paese nel centrare gli Obiettivi delle Nazioni unite, gli indicatori (elaborati sulla base dei dati Eurostat) mostrano, rispetto al 2010, “progressi per gran sperare di conseguire i Target dell’Agen-

Per l’Italia il problema si acuisce in quanto il Paese è in “drammatico ritardo” su riscontrano peggioramenti in particolare

“Ridurre le disuguaglianze”. Il problema non è soltanto italiano, ma

a “un’inversione di tendenza storica”, che mina i miglioramenti sulla disuguaglianza. Le cause sono da ricercare nel

più vulnerabili. E lo scorso anno “è stato -

persecuzioni, un numero doppio rispetto a quello del 2015”. Il tema, letto secondo

si traduce anche in un maggiore rischio per le società investite.

L’ANALISI DI FUNDSPEOPLE

Per questo motivo FundsPeople ha scelto di analizzare i fondi che hanno una maggiore esposizione a questo obiettivo.

In particolare per l’analisi sono stati considerati esclusivamente i fondi azionari disponibili alla vendita in Italia, con oltre il 50% del portafoglio coper-

questa percentuale sono stati ammessi i fondi che hanno un portafoglio coperto

garantire il rigore nella percentuale di coinvolgimento.

“Considerando i risultati della Top 20 – spiegano dal team di Analisi di FundsPeople –, è evidente che spiccano tre categorie: Asia ex-Japan, Aziopunto di vista razionale, ciò può essere attribuito alla necessità di una crescita -

to di vista tecnico, analizzando le società con il maggior peso nel portafoglio combinato dei 20 fondi e quelle con la più alta percentuale di ricavi legati alle attività

ciò è particolarmente evidente con treriah Tbk, che genera oltre il 90% dei suoi

Tabungan Negara, entrambe con ricavi

ria, avendo ricevuto diversi premi per il loro lavoro in questo settore. Entrambe integrano la Top 10 di questo elenco”.

emergenti, Prashant Kothari, seniorlist di Pictet AM (il fondo Pictet Indian Equities è presente nell’analisi), spiega

crescita sostenibile nei mercati emergenti come l’India, dove in soli 15 anni circa 250 milioni di persone sono state sottratte alla povertà”. In questo sviluppo, l’esperto sottolinea l’importanza della tecnologia digitale, che ha consentito all’85% della popolazione di raggiunge-

AM, per ottenere le informazioni più rilevanti su prodotti e servizi sostenibili

che, “permette di capire meglio quan-

“MIRIAMO A GENERARE FORTI RITORNI FINANZIARI E A CONTRIBUIRE ALL’OBIETTIVO PIÙ AMPIO DI RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE, IN LINEA CON L’OBIETTIVO 10 DELLE NAZIONI UNITE”

FREDERICK MICHELON FIDEURAM AM IRELAND

“GLI SDG SONO FONDAMENTALI PER UNA CRESCITA SOSTENIBILE NEI MERCATI EMERGENTI COME L’INDIA, DOVE IN 15 ANNI CIRCA 250 MILIONI DI PERSONE SONO STATE SOTTRATTE ALLA POVERTÀ”

PRASHANT KOTHARI PICTET AM

“LA STRATEGIA SEGUE UN APPROCCIO BASATO SUI TREND NEL SETTORE DEI SERVIZI FINANZIARI, CONCENTRANDOSI SU FINANZA LEGATA ALL’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE, FINANZA EMERGENTE E FINANZA DIGITALE”

MICHIEL VAN VOORST ROBECO

I FONDI DISPONIBILI ALLA VENDITA IN ITALIA PIÙ ESPOSTI AL

to una società, dato il suo mix di prodotti, possa rispondere alle attese future e agli somma un altro indicatore proprietario, valutare l’adeguamento di prodotti e ser-

LA TOP 20

nella Top 20 ben quattro fondi di Fide-

principi di Robeco in materia di investimenti sostenibili, ottenendo un

portfolio manager del fondo Michiel van Voorst.

“La strategia – sottolinea – segue un approccio basato sui trend nel settore -

za digitale. Questi trend supportano una crescita superiore alla media e il mantenimento di valutazioni interessanti”. Nel

In testa alla Top 20 si colloca il Fonditalia Euro Financials di Fideuram Asset Management Ireland la cui strategia di investimento, secondo quanto spiega a FundsPeople Frederick Michelon, gestore del fondo, “è meticolosamente

comprese banche, assicurazioni, mercatiproccio (che combina “una solida analisi fondamentale e uno screening quantitativo dinamico”) oltre ai fattori ambientali considera quelli sociali, privilegiando “le aziende con un capitale adeguato che tengono conto dei diversi stakeholder”. In questo modo, afferma Michelon, “mia contribuire all’obiettivo più ampio di ridurre le disuguaglianze, in linea con

interconnessi”, quindi il fondo va a incidere anche su altri obiettivi, quali l’istru-

PRIVATE EQUITY PREMIA UN APPROCCIO SELETTIVO

Pur non essendo esplicitamente mi-

New World Financials si allinea “ai

emergente vuole intercettare la crescita della classe media nei mercati emergenti, rivolgendosi alle categorie sottobancarizzate”, mentre quella digitale “sfrutta -

giormente trascurati, offrendo soluzionisposizione agli Obiettivi ONU al 2030, dunque, non è sempre ricercata in forma diretta, ma rientra in un discorso più ampio sulla sostenibilità. Questo anche in merito all’inclusione del fondo Amundi-

mente integrati” nel processo di investimento che valuta le società in base a una serie di parametri: “Business Franchise (valutazione del vantaggio competiti-

(governance e impegno per la responsabilità sociale). Questi due parametri (il terzo è la valutazione) sono funzionali a -

to”. Una volta effettuati gli investimenti, inoltre, c’è un monitoraggio costante sui

“un’attività di engagement con loro se sono necessari miglioramenti”. Ne è un

corso del quale il team di investimento ha “avviato azioni di engagement con oltre 580 aziende”.

Il private equity ha registrato uno slancio positivo nel 2024, con volumi di operazioni e uscite in via di normalizzazione. Positiva anche la performance dei fondi di venture capital, per la prima volta dalla fine del 2021, mentre i rendimenti dei fondi di buyout rimangono stabili e positivi. I coinvestimenti continuano a essere interessanti a seguito del ritiro delle banche dal mercato dei prestiti e della maggior cautela mostrata dai fondi di credito.

Crediamo che l’innovazione in corso nell’IA, nelle tecnologie energetiche dirompenti e nelle biotecnologie sarà guidata da imprese in fase di avviamento, con gli investimenti in fase early-stage che beneficiano di un ambiente di raccolta fondi disciplinato e valutazioni di ingresso più conservative. Sempre nell’ambito del venture capital, sono aumentati gli investimenti nell’IA generativa che raggiungeranno quasi il 15% del volume totale degli investimenti nel 2024 rispetto al 2% del 2022. Continuiamo a sostenere un approccio altamente selettivo agli investimenti di private equity, concentrandoci sulle opportunità che sono in linea con le tendenze globali e possono cogliere un premio di complessità. Privilegiamo le acquisizioni di piccole e medie dimensioni rispetto a quelle più grandi, grazie a un contesto più favorevole di dry powder (il capitale raccolto e non ancora impegnato) e a valutazioni a sconto. Da un punto di vista geografico, troviamo attraenti il Nord America, l’Europa occidentale, la Cina e l’India.

NILS RODE Chief investment o cer, Schroders Capital

BICI

UN RITORNO ALL’INFANZIA

Provare, mentre si pedala, la stessa gioia del gioco. Questo è di aiuto per restare mentalmente attivi e giovani. Infatti, ogni volta che si sale in sella, si sente quella spensieratezza che si prova da bambini.

La mia passione per il ciclismo è nata circa dieci anni fa, quando ho dovuto smettere di correre a causa di un problema al ginocchio. Volevo continuare a praticare uno sport di endurance e la bici era perfetta. All’inizio era un passatempo per il week-end, ma presto è diventata una passione vera e propria.

Ho iniziato ad andare in MTB poi ho

corsa. In pratica ormai ne ho una per ogni terreno. Anche in casa per tenermi allenato pedalo sui rulli interattivi.

La bici per me è come un ritorno all’infanzia: provo la stessa gioia del gioco. Questo mi aiuta a restare mentalmente attivo e giovane. Ogni volta che salgo in sella, sento quella spensieratezza che si prova da bambini.

Inoltre, la bici è un modo per evadere dalla città e avvicinarmi alla natura.

Quando posso, esploro paesaggi nuovi, specialmente in Toscana. È un viaggio veloce e lento allo stesso tempo: mi permette di assaporare ogni angolo senza la frenesia dell’auto.

Certo, la fatica è parte dell’esperienza: pedalando, ritorni a un senso di gioco e avventura. E poi, anche se non so spiegarmelo, la fatica condivisa crea legami unici. Ho stretto amicizie profonde pedalando con altre persone. La bici ha un aspetto di condivisione che

COSTANZA E PAZIENZA

In questi anni ho sviluppato anche uno spirito competitivo che cambia a seconda della bici che uso. Con la bici da corsa, ad esempio, cerco la performance. Partecipare a gran fondo come la Maratona delle Dolomiti, con i suoi 140 chilometri e oltre 4 mila metri di questo, il ciclismo mi ricorda molto il

mio lavoro: nel settore dell’asset management, come nella bici, i risultati arrivano solo con costanza e pazienza.

Quando scelgo di usare la mountain bike o la gravel l’approccio è diverso: non cerco la performance, ma il contatto con la natura. La gravel, in particolare, è una bici versatile, con cui posso esplorare strade bianche e sentieri sterrati, e vivere appieno il paesaggio. lasciato un segno particolare, come le Strade Bianche. Si tratta della mia gara di casa con quel misto di strade bianche e asfalto tra i colli senesi e anche la Maratona delle Dolomiti, ovviamente. Non sono solo competizioni: sono esperienze. Ogni volta che le affronto, èra e un’occasione per creare legami con conti la bici è una passione faticosa ma insegna costanza e pazienza, come nei

Non si tratta solo di competizioni ma di esperienze. Ogni volta che si a rontano gare è una sfida sia fisica che mentale, un’avventura e un’occasione per creare legami con chi condivide quei chilometri.

OGNI GARA A SÉ

LEADER NON SEGUE

SENTIERI GIÀ TRACCIATI.

Capitale a rischio

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