2015/ Nisan / Florence / Palazzo Medici Riccardi Fausto Zonaro

Page 1

FA U S TO Z O N A RO VITA E LUCE TRA FASTI OTTOMANI E BELLE ÉPOQUE ITALIANA LIFE AND LIGHT BETWEEN OTTOMAN SPLENDOUR AND ITALIAN BELLE ÉPOQUE

We are thankful to Mr. Said Baarma and

for sponsoring the catalogue.

Città Metropolitana di Firenze

FAUSTO ZONARO VITA E LUCE TRA FASTI OTTOMANI E BELLE ÉPOQUE ITALIANA LIFE AND LIGHT BETWEEN OTTOMAN SPLENDOUR AND ITALIAN BELLE ÉPOQUE


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

Municipality of Be¸sikta¸s

Città Metropolitana di Firenze

Fausto Zonaro Vita e luce tra fasti ottomani e Belle époque italiana Life and light between Ottoman Splendour and Italian Belle époque

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

1


Comitato Onorario / Erol Honorary Committee Makzume Murat Hazinedar Mayor of Be¸sikta¸s

Emiliano Fossi Delegato alla Cultura della Città Metropolitana di Firenze Nicoletta Mantovani Assessore alle Relazioni Internazionali del Comune di Firenze

Rıfat Örnek Assistant Mayor of Be¸sikta¸s Özgür Yavuz Assistant Mayor of Be¸sikta¸s

Maria Luisa Scolari Addetto Reggente / Acting Director Istituto Italiano di Cultura / Italian Institute of Culture - Istanbul

Tuba Dikmen Advisory Director, Cultural Office, Municipality of Be¸sikta¸s

Jolanda Meneguzzer Trevigne Nipote di Fausto Zonaro / Grand daughter of Fausto Zonaro

Comitato Scientifico / Scientific Committee Philip Mansel Francesca Midiri Erol Makzume serife ¸ Ayvere Cura della Mostra / Exhibition Coordinator Erol Makzume, Bruno Baglivo

Comitato Direttivo / Executive Committee Antonella Ierardi - Direzione Cultura Città Metropolitana di Firenze Gianni Simone Overi Lorenzo David Overi Maria Luisa Scolari Tuba Dikmen Bruno Baglivo Erol Makzume

Comitato Organizzativo/ Organization Committee Bruno Baglivo, Francesca Midiri, Margarita Parschukova, Valerie Wadsworth Falchi, Luigi Cameroni, Igor Polesitsky, Emre Aracı, Alessandro Sarti Redazione del Catalogo/ Catalogue Editing Erol Makzume Francesca Midiri Bruno Baglivo Valerie Wadsworth Falchi Contribuito al Catalogo /Catalogue Contributions Erol Makzume Francesca Midiri Philip Mansel Valerie Wadsworth Falchi Revisione Testi /Proofreading Alessio Maria Camarda

Traduzione /Translations Francesca Midiri Carolyn Cotchett Elena Palumbo Mosca Restauri / Restoration Arianna Splendore Francesca Lorusso Stampa / Print TAF, Tipografia Artistica Fiorentina, Firenze Grafica / Graphic Carlo Giorgi, Saffe, Firenze

Prestatori e ringraziamenti / Lenders and acknowledgements Comune di Masi, Fondazione G.E. Ghirardi, Villa Contarini - Piazzola del Brenta, La Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, La Galleria degli Uffizi di Firenze, Gregory’s Casa d’Aste Bologna, Sotheby’s Istanbul. Cesare Mario Trevigne, Jolanda Meneguzzer Trevigne, Margarita Parschukova, Lara Burato, Marinella e Giordano Riva, Leone Pippione, Marie Hélene Guillaumot, Marc Chambaud, Oya Delahaye, Myriam Melhame, Giovanni Battista Barla, Nicola Revelli, Enzo Savoia, Giulia Naldi, Gianluca Berardi, Antea Dalya Makzume, François Vuccino, ¨ Ömer Faruk s¸ erifoglu, Varol Özkocak, Lale Ulker, s¸ ebnem Incesu, Pietro Lombardi, Lorenzo Lombardi, Hasan Mert Kaya, Funda Karaca, Suat Yalhi, Anna Piazzini, Serena Binazzi, Elisabetta Bartolini, Sandro Ghibellini, Pierpaolo De Paoli. Trasporti e assicurazione /Transport and insurance 90 servizi di Gianfranco Brignone Erol Makzume

2

Foto evento /Photo event Alessandro Mascelli

Si ringrazia / Special thanks to:


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

indice

CONTENTS

Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana Erol Makzume............................................................... 13

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929) Erol Makzume............................................................... 13

Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme Francesca Midiri............................................................ 37

Fausto Zonaro: an artist of several styles Francesca Midiri............................................................ 37

L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II Philip Mansel................................................................. 65

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II Philip Mansel................................................................. 65

Un orientalista diverso Valerie Wadsworth Falchi............................................. 87

A different orientalist Valerie Wadsworth Falchi............................................. 87

Gallerie Zonaro............................................................. 94

Zonaro Galleries........................................................... 94

Catalogo............................................................... 101

Catalogue............................................................ 101

Elenco mostre............................................................. 171

Exhibitions.................................................................. 171

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

3


Erol Makzume

Erol Makzume

4


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

La Città metropolitana di Firenze è onorata di ospitare in Palazzo Medici Riccardi la mostra di Fausto Zonaro (1854-1929). Attraverso le sue opere Istanbul ci ritorna prossima. La cultura rinnova e consolida il ponte che gli artisti come Zonaro, ultimo pittore italiano alla corte imperiale di Abdülhamid II, hanno contribuito a edificare tra l’Italia e l’Oriente. Sono noti il legame e le strade che rendono Venezia vicina al Bosforo dove Zonaro andò a vivere nel 1891, nel distretto di Be¸sikta¸s, oggi nel comune metropolitano di Istanbul. Ma a questi percorsi non è estraneo il giacimento di arte e di storia di Firenze, città sede di un Concilio (1439) che prefigurò l’unità tra la Chiesa d’Occidente e quella d’Oriente, e che portò in queste strade e nelle arti uno scambio di cui rimangono molte tracce. La cappella dei Magi di Benozzo Gozzoli ritrae i volti di quella storia, quando Istanbul si chiamava ancora Costantinopoli. L’arte di Zonaro è di diversi secoli posteriore – in essa si respirano in modo originale anche i temi della Belle Époque – e fiorisce poco prima dei grandi cambiamenti che sconvolgeranno il mondo con la Prima guerra mondiale. Il dissesto violento dei confini e la rinascita dei Paesi comportò spesso la dimenticanza di un altro movimento di frontiere, avvenuto senza violenze pur nei cambiamenti non facili della storia. Posso per sommi capi ricordare la composizione del primo inno nazionale dell’impero ottomano da parte di Giuseppe Donizetti (1788-1856), fratello maggiore del più famoso Gaetano o, tornando indietro nel tempo, la vicenda del ritratto di Mehemet II (1432-1481) dipinto dal veneziano Gentile Bellini (1429-1507). La narrativa, attraverso le opere di Nedim Gursel (‘Il romanzo del Conquistatore’, 1996) e Mehmet Coral (I diari segreti di Costantinopoli, 2014) per non parlare di Orhan Pamuk, e l’arte nelle sue diverse forme ci aiutano a riappropriarci di queste strade e ad avere il respiro largo di un mondo che parla attraverso i legami delle città del mondo. È uno strumento privilegiato per costruire la Storia. Dario Nardella Sindaco Metropolitano di Firenze

The city of Florence is honoured to host the exhibition of Fausto Zonaro (1854-1929) at the Palazzo Medici Riccardi. Through his works, Istanbul becomes nearer to us. Culture renews and consolidates the bridge between Italy and the Orient that artists such as Zonaro, the last Italian painter at the Court of Abdulhamid II, contributed to build. The links and paths that had brought Venice closer to the Bosphorus – where Zonaro went to live in 1891 in the Be¸sikta¸s district, now part of the Istanbul commune – are well known. The treasures of Florentine art and history are certainly present in these paths: Florence was in fact seat of the 1439 Council, which prefigured the unity between the Western and Eastern Churches. This Council brought about an exchange in these paths and in the arts of which many traces still remain. The “Chapel of the Magi” by Benozzo Gozzoli portrays the faces of the time when Istanbul was still called Constantinople. The art of Fausto Zonaro – in which the “Belle Epoque” original theme can be identified in a new style – comes several centuries later and flourishes shortly before the great changes that disrupted the world with the First World War. The violent wiping out of borders and the rebirth of Nations often involved the oversight of yet another movement of frontiers without violence, even in a moment when changes in history were far from easy. I could for example recall the composition of the first national anthem of the Ottoman Empire by Giuseppe Donizetti (1788 - 1856), older brother of the more famous Gaetano – or, going back in time – the portrait of Mehmet II (1432-1481) by the Venetian Gentile Bellini (1429-1507), as well as the novel, with the works of Nedim Gursel (“The Conqueror: A Novel” 1996) and Mehmet Coral (The Lost Diaries of Constantinople, 2014), not to mention Orhan Pamuk. Art in its various forms helps us to find these paths once again and to conquer the dimension of a world breathing and speaking through the links between its cities: it is a privileged instrument to build history. Dario Nardella Mayor of Florence The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

5


Erol Makzume

Città Metropolitana di Firenze

La mostra di Fausto Zonaro, che si apre a Firenze nella prestigiosa cornice di Palazzo Medici Riccardi, sede della Città Metropolitana di Firenze che rappresento in qualità di Consigliere delegato alla Cultura, sarà una bellissima occasione per conoscere un artista profondamente interessante ed affascinante. Si tratta di una produzione poliedrica ed estremamente varia, che presenta suggestioni complesse e stimoli provenienti da tanti luoghi: Venezia, Napoli, Parigi, fino ad arrivare ad Istanbul, dove Zonaro visse il suo momento di maggior prestigio diventando pittore di corte del sultano Abdulhamid II. E particolarmente apprezzabile mi sembra proprio l'intento di questa mostra di mettere a confronto le due culture, quella italiana e quella turca, a maggior ragione in una città ricca di storia, arte e cultura come Firenze. Mi auguro che grazie a questo viaggio nella produzione artistica di Fausto Zonaro le sue opere saranno sempre più conosciute e apprezzate, così come meritano. Emiliano FOSSI Consigliere delegato alla Cultura Città Metropolitana di Firenze

The Fausto Zonaro exhibition that is opening in Florence in the prestigious setting of Palazzo Medici Riccardi, seat of the Metropolitan City of Florence, which I represent as Councillor for Culture, will be an excellent opportunity to become acquainted with a profoundly interesting and fascinating artist. It involves a polyhedral and extremely versatile production, offering complex suggestions and stimulus originating from many places: Venice, Naples, Paris, until Istanbul, where he lived his greatest moment of prestige, becoming Court Painter for the Sultan Abdulhamid II. And I believe that the aim of the exhibition, that is to say to draw parallels between Italian and Turkish culture is particularly appreciable in a city rich in history, art and culture such as Florence. I hope that, thanks to this journey in the artistic world of Fausto Zonaro, his paintings will become more and more known and valued, as they rightly deserve. Emiliano Fossi Councilor for Culture Metropolitan City of Florence

Erol Makzume

6


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

Zonaro da Be¸sikta¸s Una delle peculiarità che rende una città sono le identità simboliche di coloro che vi abitavano e condividevano le loro conquiste. In questa prospettiva, le città di Be¸sikta¸s e di Firenze sono due ambientazioni storiche molto fortunate. Uno degli artisti di cui siamo orgogliosi è il nostro concittadino, il famoso pittore italiano Fausto Zonaro, che si stabilì a Be¸sikta¸s nel 1898 e che come “Pittore della Corte Ottomana” ha prodotto un gran numero di opere che costituiscono la testimonianza più preziosa del vivere quotidiano della nostra città e di capolavori architettonici. Dopo le mostre allestite per il 150° anniversario della sua nascita nel 2004, presso il Palazzo Dolmabahçe a Be¸sikta¸s e al Vittoriano di Roma, sarà una fonte importante di orgoglio per me guardare le sue opere a Firenze presso la sede storica di Palazzo Medici-Riccardi. Vorrei porgere i più calorosi saluti dei cittadini di Be¸sikta¸s ai residenti di Firenze, in particolare al Sindaco Dott. Dario Nardella che ci ha onorato di questo evento. Vorrei anche estendere i miei ringraziamenti al coordinatore della mostra Erol Makzume e a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento.

Avv. Murat Hazinedar, Il Sindaco del Comune di Be¸sikta¸s

Zonaro from Be¸sikta¸s One of the features that make a town are symbolic identities of those who inhabited it and shared their achievements. In this perspective, the cities of Be¸sikta¸s and Florence are in two very fortunate historical settings. One of the artists we are proud of is our fellow townsman, the renowned "Ottoman Court Painter" Fausto Zonaro, who settled in Be¸sikta¸s in 1898 and produced a large number of works that constitute the most valuable visual records of our city’s daily life and architectural masterpieces. After exhibitions held for the 150th anniversary of his birth in 2004 at Dolmabahçe Palace in Be¸sikta¸s and at the Vittoriano in Rome, it will be a great pride for me to watch his works in Florence at the historical venue of Palazzo Medici-Riccardi. I would like to convey the warmest regards of the citizens of Be¸sikta¸s to the residents of Florence, notably to Mayor Dott. Dario Nardella who honoured us by this event. I would also like to extend my thanks to the exhibition coordinator Erol Makzume and all those who have rendered this event possible.

Atty. Murat Hazinedar Mayor of Be¸sikta¸s Municipality The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

7


Erol Makzume

Le vite di certi artisti sono esemplari quanto la loro opera. Fatica, privazioni, determinazione, successo, fama, solitudine. Luci e ombre, felicità e sofferenza, amori e delusioni. Il destino di Fausto Zonaro, ad esempio, è segnato fin dall’infanzia. Doveva essere pittore e la pittura lo ha guidato in giro per il mondo, tra Oriente e Occidente, fino alla fine dei suoi giorni, mettendolo a contatto con società, ambienti e culture diverse da quelle ereditate in famiglia. Leggendo la sua biografia, studiando le sue opere, si ha l’impressione che il cerchio magico dell’arte aumenti il proprio raggio di stagione in stagione, di luogo in luogo restituendo alla vita felicità in sovrabbondanza, anche quando sconvolgimenti politici e sociali hanno tolto all’artista agio e protezione, sicurezze economiche e riconoscimenti pubblici. Ad ogni occasione di cambiamento o di stravolgimento dei suoi piani esistenziali, Zonaro non si è mai perso d’animo; ha trovato nella natura, nell’arte e nel mondo le ragioni profonde per superare ogni avversità. Molto del suo coraggio e della sua fortuna si deve però a sua moglie, Elisabetta Pante. È stata, infatti, la sua diletta Elisabetta a promuovere l’artista in tutta Europa, a tutelarne l’arte, a gettare le basi per la documentazione e l’archiviazione delle opere pittoriche, dei disegni, degli schizzi, dei quadri di piccolo formato. Per uno strano gioco del caso, Elisabetta è morta a Firenze dove è stata seppellita nel cimitero di San Miniato al Monte. Fausto Zonaro nasce a Masi, piccolo paese adagiato a ridosso delle rive dell’Adige, il 18 settembre 1854, ma il sacro fuoco dell’arte lo costringerà poi a lasciare le sue terre. Dopo un viaggio di studio a Parigi, l’artista si dirige verso Costantinopoli. Il suo stile a quel punto è riconoscibile: un sapiente e peculiare bilanciamento d’Impressionismo francese, colo-

The lives of certain artists are as exemplary as their works. Hard work, privations, determination, success, fame, solitude, light and shade, happiness and suffering, loves and disappointments. The destiny of Fausto Zonaro, for example, was marked from his childhood on. He was born to be a painter, and painting guided him around the world, between West and East, until the end of his days, putting him in contact with societies, environments and cultures that were different from the ones he had inherited in his family. From reading his biography and studying his works, one has the impression that the magic circle of art increased its own radius from season to season, from place to place, thus bestowing an overabundance of happiness to life even when political and social upsets deprived the artist of comfort and protection, economic certainties, and public recognition. Zonaro never lost heart on any and every occasion of change or distortion in his existential plans. It was in nature, in art and in the world that he found profound motives for overcoming every adversity. Much of his courage and his fortune was owed, however, to his wife, Elisabetta Pante. It was in fact his beloved Elisabetta who promoted the artist all over Europe, who defended his art, who laid the foundations for the documentation and registering of his paintings, drawings, sketches, and small pictures. By a strange twist of fate, Elisabetta died in Florence, and was buried there in the cemetery of San Miniato al Monte. Fausto Zonaro was born in Masi, a small village located under the lee of the banks of the Adige river, on 18 September 1854. The sacred fire of art, however, subsequently obliged him to leave the place of his birth.

Erol Makzume

8


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

rismo veneto e sincero realismo napoletano. Il contatto con la luce, con i colori, le forme e le usanze della ‘Città d’Oro’ aggiungeranno però qualcosa di peculiare alla sua robusta lingua di pittore verista-impressionista. Zonaro segue in questo caso l’esempio di altri artisti attratti dalla natura e dalla realtà del Medio-Oriente, ma in qualche modo lo supera cercando una relazione con quella nuova realtà che non è non solo episodica, alla moda, o di gusto letterario. Egli infatti s’immerge completamente in quella città fantastica; anzi si consustanzia con essa e ne diventa testimone verace. Ritrae pescatori, venditori ambulanti, il Bosforo, le barche, il via vai di gente e mercanti sul Ponte, le strade, le cerimonie religiose, senza mai apparire retorico o didascalico. Quella di Fausto Zonaro è una vita avventurosa e una passione artistica, degna di essere raccontata in un romanzo. Non v’è dubbio, poi, che abbia lasciato un grande esempio d’apertura mentale nel modo in cui ha fatto da ponte tra Occidente e Oriente, tra Italia e Turchia, precorrendo in questo senso la nostra epoca, ora che le relazioni culturali e il tramite dell’arte sono strumenti fondamentali per costruire ponti di pace, scambi simbolici, stimoli creativi ed esperienze di crescita tra i popoli. Nicoletta Mantovani Assessore alle Relazioni internazionali del Comune di Firenze

After journeying to Paris for purposes of study, the artist headed for Constantinople. At that point, his style was recognisable: a masterful and unusual balance of French impressionism, Venetian emphasis on colour, and sincere Neapolitan realism. The contact with the light, the colours, the forms, and the customs of the ‘City of Gold’, however, were to add something unusual to his vigorous language as an impressionistic-veristic painter. In this case, Zonaro followed the example of other artists attracted by the nature and reality of the Middle East; but in some ways he went beyond it, searching for a link with that new reality which was not only episodic, fashionable, or literary in taste. He in fact completely immersed himself in that fantastic city: indeed, he consubstantiated with it, and became its truthful witness. He depicted fishermen, street pedlars, the Bosporus, boats, the comings and goings of people and merchants on the Galata Bridge, the roads, and religious ceremonies, without ever appearing rhetorical or didactic. The life of Fausto Zonaro was an adventurous one, and his was an artistic passion worthy of being narrated in a novel. There is no doubt then that he left a great example of mental openness in the way in which he served as a bridge between East and West, between Italy and Turkey. In this sense he anticipated our age, now that cultural relations and the intermediary of art are fundamental instruments for building bridges of peace, symbolic exchanges, creative stimuli, and experiences for growth among the nations. Nicoletta Mantovani Councillor for International Relations of the Municipality of Florence

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

9


Erol Makzume

Palazzo Medici Riccardi A dare lustro alla mostra di Fausto Zonaro sarà Palazzo Medici Riccardi, un gioiello capace di far ripercorrere agli occhi dei visitatori quattro secoli di storia dell’arte, dell’architettura e del collezionismo a Firenze. Il Palazzo possiede una storia molto affascinante, densa di eventi artistici, ma anche culturali e politici, venendo così a costituire l’ossatura della storia stessa della città fiorentina. Dietro commissione di un esponente dei Medici, Cosimo il Vecchio, l’edificio fu costruito verso il 1445 su via Larga all’angolo con via de’ Gori da Michelozzo di Bartolomeo il quale realizzò un palazzo cubico dalla mole esterna austera e imponente intorno ad un armonioso cortile centrale quadrato con una varietà decorativa e colonne corinzie e che, nel corso del tempo, si è venuto a configurare come modello di architettura civile del Rinascimento. La facciata rappresenta un capolavoro di eleganza nonostante mostri accanto alle bifore e alla pietra forte, caratteri particolari come l’uso del bugnato che, nel medioevo, era di norma riservato ai palazzi pubblici dove aveva sede un governo cittadino. Facciata del Palazzo Medici Riccardi su via Martelli.

Palazzo Medici Riccardi The Fausto Zonaro exhibition will be given added prestige by being set in the Medici Riccardi Palace, a gem capable of making four centuries of the history of art, architecture and collecting in Florence be retraced in the eyes of visitors. The Palace has a very fascinating history which, since it abounds in artistic as well as cultural and political events, has come to constitute the framework of the very history of the city of Florence. Thanks to a commission received from a member of the Medici family, namely Cosimo the Elder, the Palace was built around 1445 in Via Larga [today, Via Cavour] at the corner with Via de’ Gori, by Michelozzo di Bartolomeo, who realized a cube-shaped palace with an austere and imposing exterior bulk around a harmonious central square courtyard. The latter was characterized by decorative variety and Corinthian columns which, over the course of time, came to depict a model of civil Renaissance architecture. Cortile del Palazzo Medici Riccardi.

Erol Makzume

10


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

All’interno del Palazzo si realizzarono a mano a mano numerose decorazioni; una delle prime fu la Cappella dei Magi, capolavoro ad affresco del fiorentino Benozzo Gozzoli, cui si accede attraverso il magnifico scalone secentesco. Questo piccolo spazio era la cappella privata di famiglia e fu realizzata nel 1459 con una piccola abside a pianta quadrata senza finestre. Gli affreschi si dispiegano in uno scenario spettacolare tutto intorno alle tre pareti maggiori dove è raffigurata la celebre Cavalcata dei Magi, un soggetto religioso che fa da pretesto per rappresentare una serie di ritratti di famiglia e di personaggi politici volti a celebrare le conquiste politiche della famiglia dei Medici. Grandiose le raccolte artistiche medicee che sul finire del Quattrocento erano conservate nel palazzo, come le opere di Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Verrocchio, il David di Donatello che era esposto nel cortile (oggi conservato al Museo del Bargello), o i tre dipinti di Paolo Uccello della Battaglia di San Romano; fu così che il Palazzo divenne un laboratorio culturale che stimolò lo sviluppo del pensiero e dell’arte del Rinascimento. Dopo vari passaggi di proprietà tra i membri della famiglia Medici, a metà del Seicento il Palazzo tornò al granduca Ferdinando II il quale decise di vendere il palazzo ad una ricca famiglia di banchieri, i Riccardi. Dunque il 28 Marzo del 1659 il fedele marchese Gabriello Riccardi acquistò per la somma di quarantamila scudi il palazzo che da allora cambiò nome. Con la famiglia Riccardi iniziò subito una fase di ristrutturazioni, ampliamenti e decorazioni interne e gli interventi furono improntati allo sfarzo del

The façade represents a masterpiece of elegance, in spite of the fact that, in addition to the double lancet windows and the pietra forte, it displays particular characteristics such as the use of rusticated ashlar-work which, in the Middle Ages, was normally reserved for public palaces in which a city government had its seat. Numerous decorations were gradually realized inside the Palace. One of the first of these was the Chapel of the Magi, a frescoed masterpiece by the Florentine artist Benozzo Gozzoli. Entrance to it is possible from the magnificent 17th-century staircase. This small space, which was the private family chapel and has a small square-shaped apse without windows, was realized in 1459. The frescoes unfold in a spectacular setting all around the main walls where the famous Procession of the Magi is depicted. This is a religious subject that served as a pretext for representing a series of family portraits and ones of political personages, aimed at celebrating the political conquests of the Medici family. The Medici art collections were magnificent. Towards the end of the 15th century, works by Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Verrocchio, and Donatellos’ David were displayed in the courtyard (currently on display at the Bargello Museum), and three paintings by Paolo Uccello of the Battle of San Romano were conserved inside the Palace. Thus it was that the Palace became a cultural laboratory that stimulated the development of Renaissance thought and art. After various changes of ownership among members of the Medici family, in the middle of the 17th century the Palace returned to Grand Duke Ferdinando II, who decided to sell it to the rich

Cappella dei Magi.

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

11


Erol Makzume

gusto barocco. Uno dei più importanti e attraenti risultati di questo nuovo orientamento è rappresentato dalla Galleria al primo piano decorata da stucchi dorati e da specchiere dipinte, e celebre per la volta con l’Apoteosi dei Magi dipinta dal napoletano Luca Giordano il quale affrescò anche il soffitto della sala principale della Biblioteca Riccardiana. Una consistente collezione di antichità dei Riccardi, come busti, statue furono esposte in bellissime cornici barocche nel cortile chiamato “il cortile delle colonne” che divenne una sorta di museo di antichità. Dopo la morte di Francesco Riccardi nel 1719, nessuno dei discendenti fu capace di riprogettare imprese decorative e architettoniche, la famiglia Riccardi versava in difficoltosi dissesti economici e pertanto il Palazzo fu venduto alla famiglia granducale allora regnante, i Lorena. Con l’unificazione d’Italia i locali di Palazzo Medici Riccardi, di proprietà demaniale, furono adibiti a sede di uffici amministrativi e iniziarono nuovi lavori di ristrutturazione. Dopo l’Unità d’Italia, fra il 1865 e il 1870 mentre Firenze era capitale della nazione, il palazzo divenne la sede del Ministero degli Interni e nel 1874 fu acquistato dalla Provincia di Firenze, tuttora proprietaria del complesso. La Provincia accolse nel contempo l’appartamento del Prefetto assieme ad altre istituzioni. Galleria Luca Giordano.

Riccardi family, successful bankers. And so on 28 March 1659 the trustworthy Marchese Gabriello Riccardi purchased the Palace for forty thousand scudi, and its name was changed from then on. Under the Riccardi family a phase of rebuilding, extensions and interior decorations was immediately begun, with the works being marked by the ostentation of baroque taste. One of the most important and attractive results of this new orientation was represented by the Gallery on the first floor, decorated with gilded stuccoes and large painted mirrors. It is famous for the vault containing the Apotheosis of the Magi, which was painted by the Neapolitan artist Luca Giordano, who also frescoed the ceiling of the main hall of the Riccardian Library. A sizeable collection of antiquities belonging to the Riccardi family, such as busts and statues, was displayed in very lovely baroque frames in the courtyard known as the “courtyard of the columns”, which became a sort of museum of antiquities. After the death of Francesco Riccardi in 1719, none of his descendants was capable of reorganising decorative and architectural exploits. The Riccardi family in fact found itself in desperate financial straits, and therefore the Palace was sold to the reigning grand-ducal family, the House of Lorraine. With the unity of Italy the premises of Palazzo Medici Riccardi, a state property, were used as the location of administrative offices, and new rebuilding works were begun. After the Italian unification, between 1865 and 1870 while Florence was the capital of Italy, the Palace became the seat of the Ministry of the Interior. In 1874 it was bought by the Province of Florence, which is still the owner of the complex. At the same time, the Province housed the apartment of the Prefecture together with other institutions.

Erol Makzume

12


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929) Erol Makzume

Italia (1854-1891) Fausto Zonaro nacque il 18 settembre 1854 a Masi vicino Padova in una famiglia di modeste condizioni economiche. Suo padre, un capocantiere edile, era orgoglioso del talento artistico che il figlio mostrava a scuola e lo ricompensava con piccole somme di denaro, custodendone gelosamente i dipinti. A diciassette anni Fausto manifestò a suo padre l’intenzione di frequentare la Scuola d’Arte e si iscrisse ad un Istituto Tecnico dove si insegnava anche grafica ed arte a Lendinara, a 12 chilometri da Masi. Andava e tornava a piedi tutti i giorni, ma il suo entusiasmo gli faceva dimenticare la fatica. Camminava scalzo per non consumare le scarpe, legandosele con i lacci attorno al collo. A volte, per la stanchezza, si addormentava ai piedi di un albero, ma lo motivava il sogno di diventare un giorno un grande pittore. Fausto andava bene a scuola e con l’aiuto del suo insegnante di arte Cordenons si poté iscrivere all’Accademia Cignaroli diretta dal famoso pittore Napoleone Nani che aveva istruito molti artisti famosi. Fra i suoi compagni di Accademia si annoveravano Dall’Oca Bianca, Alessandro Milesi, Giacomo Favretto e Veneziani, tutti destinati a diventare poi famosi. Italy (1854-1891) Fausto Zonaro was born on 18 September 1854 in Masi, Padua, into a family of moderate means. His father, a building foreman, was proud of his son’s artistic talent as a schoolboy. He rewarded him with small sums of money and carefully saved all his son’s pictures. At the age of 17 Fausto told his father that he wanted to go to art school, and enrolled at a technical college which taught graphics and art at Lendinara 12 kilometres from Masi. He had to walk there and back every day, but his enthusiasm made him forget all his weariness. So that his shoes did not wear out he walked barefoot, hanging his shoes around his neck, and sometimes fell asleep at the foot of a tree from exhaustion. All this time he dreamed of becoming a famous painter. Fausto did well at school and with the assistance of his art teacher Cordenons was accepted into the Accademia Cignaroli, run by the famous painter Napoleone Nani, who trained many outstanding artists. At the academy his fellow students included Dall’Oca Bianca, Alessandro Milesi, Giacomo Favretto and Veneziani, all of whom were to rise to fame in later years. Just as Fausto Zonaro was developing his talent and beginning to make a name for himself, he was drafted into the army. After his military service was finished, lack of money made it dif-

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

13


Erol Makzume

Proprio nel momento in cui Zonaro stava perfezionando il suo talento ed acquistando una certa fama, fu richiamato alle armi. Dopo aver finito il servizio militare problemi finanziari ostacolarono il suo ritorno alla carriera di artista e dovette trasferirsi a Venezia dove cercò di mantenersi vendendo dipinti della città a turisti soprattutto inglesi. Nel 1878 si trasferì a Napoli con la speranza di ottenervi un maggiore successo ma fu costretto a fare la spola con Venezia per vendere i suoi quadri. Più tardi a proposito di questi anni ebbe a dire: “Fu un periodo duro ed avverso. Il tempo passava senza lasciare traccia. Le città e i luoghi dove mi fermavo a dipingere non lasciavano alcuna impronta nella mia memoria. Le mie esperienze di quei tempi sono solo un ricordo confuso e indistinto come se, invece di viverle, le avessi soltanto sognate. Ma le impressioni che derivavo da questi miei viaggi erano come i colori che immaginavo sulla mia tavolozza”. Fu proprio in questi anni che Zonaro dipinse uno dei suoi capolavori, Il Banditore. Il quadro rappresenta i banditori municipali così caratteristici della vita di Napoli. Noti come banditori o pazzarielli, si occupavano di divulgare al pubblico notizie e novità sulla vita cittadina facendo al contempo pubblicità per i negozianti locali. In questo periodo Zonaro era costantemente irrequieto. Nel 1888 andò a Parigi pieno di speranze e prese in affitto uno studio al 36 di Boulevard di Clichy. Gli Impressionisti avevano suscitato un grande scalpore in quegli anni e Zonaro ne incontrò alcuni, aderendo al nuovo movimento. Sebbene si tenesse al passo

Passa la Nina,Venezia 1884-1889, olio su tela, cm 58 x 35, collezione privata.

ficult for him to pick up his career as an artist where he had left off. So he went to Venice and tried to make a living selling paintings of the city to the mainly English tourists. In 1878 he moved to Naples in hope of furthering his career, but was still obliged to go back and fro to Venice to sell his work. In later life he said of those years, ‘It was a period of hardship and adversity. Time was passing without leaving a trace. The cities and places where I stopped to paint pictures left no mark on my mind. My experiences of that time are just a confused and indistinct memory, as if I had dreamed rather than lived them. But the impressions I gained during my journeys were like the colours I imagined on my palette’. It was during those years that Zonaro painted one of his first masterpieces, Il Banditore. The picture depicts the municipal town criers who figured so large in the life of Naples. Known as banditore or pazzariello, it was their job to announce what was going on in the city to the public, and for a fee tradesmen could advertise their wares by this means. During this period Zonaro was always restless. In 1888 he went to Paris with high hopes, and rented a studio at 36 Boulevard de Clichy. At this time the excitement aroused by the impressionist painters was at a height. Zonaro met some French impressionists and espoused the new movement. Although he kept up with every new movement, his own style always predominated, preserving a consistent identity. He never lost sight of his own essence, and the years of his youth spent in poverty. Zonaro returned to Venice and began to supplement his income by giving art lessons. One

Erol Makzume

14


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

con ogni nuova corrente pittorica, il suo stile inconfondibile alla fine prevaleva sempre assicurandogli una solida identità. Non perse mai di vista la sua essenza né dimenticò gli anni di povertà della sua giovinezza. Zonaro tornò a Venezia e cominciò a integrare il suo reddito dando lezioni private: una delle sue studentesse, Elisa Pante, si innamorò, ricambiata, del suo giovane insegnante. I due sognavano una vita insieme in un luogo dove potessero meglio realizzare le loro aspirazioni artistiche. Istanbul (1891-1910) Fu la lettura dei libri di Edmondo De Amicis e di Théophile Gautier su Istanbul ad ispirare a Fausto Zonaro e ad Elisa di andare a vivere e a lavorare nella città sul Bosforo. Elisa, una ragazza piena di iniziativa, partì per Istanbul ancor prima del futuro marito per avviare i preparativi per il suo arrivo. Zonaro la raggiunse dopo due mesi, imbarcandosi il 5 novembre del 1891, in terza classe, sulla nave SS Simeto nel porto di Napoli. Passò quasi tutto il tempo del

of his pupils was Elisa Pante, and she and her young teacher fell in love. The couple envisioned a better life together in a place where they could fulfil their artistic aspirations. Istanbul (1891-1910) After reading Edmondo de Amicis and Théophile Gautier’s books about Istanbul, Fausto Zonaro and Elisa resolved to go and live and work in that city themselves. Elisa, a young girl of extraordinary initiative, set out for Istanbul before her future husband, to make ready for his arrival. Zonaro followed her two months later, setting sail on 5 November 1891 as a third class passenger on the SS Simeto from Naples. He spent the long journey drawing, and when the ship approached Istanbul, he was so struck by the view of the city that he could not find words to describe it, but only noted, ‘Gautier, Amicis and Loti have already done this in a way that cannot be surpassed’. When Zonaro disembarked he was met by Elisa, who had rented a room on Yüksek Kaldırım in the district of Pera. A customs officer opened the cases of paintings which made up most of his baggage, and told him he would have to pay customs duties. Zonaro explained that he was a painter and should not have to pay duties on his own paintings. – which included such masterpieces as L’infilatrice di Perle (Woman Threading Pearls), Fior di Bosco (Girl Carrying a Pumpkin), Canale Grande alla Salute (The Grand Canal in Venice), Coda Del diavolo (Tail of the

Fotografia dall’Atelier Ali Sami Istanbul, Zonaro che dipinge all’aperto, Firenze Eredi Zonaro.

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

15


Erol Makzume

Bairam, Istanbul 1899, olio su tela, cm 120 x 153, courtesy of Sotheby’s.

viaggio dipingendo e quando la nave si avvicinò ad Istanbul la vista della città lo colpì a tal punto che non trovò parole per descriverla, ma annotò “Gautier, De Amicis e Loti lo hanno già fatto in maniera incomparabile”. Ad attenderlo allo sbarco vi era Elisa, la quale aveva preso in affitto una stanza a Yuksek Kadirim, nel quartiere di Pera. Un doganiere, aprendo le casse di quadri, che costituivano la maggior parte del suo bagaglio, gli disse che avrebbe dovuto pagare le tasse di importazione doganale. Zonaro spiegò che lui era un pittore e che non avrebbe pagato tasse su i suoi stessi quadri, fra i quali vi erano già capolavori come L’infilatrice di perle, Fior di Bosco, Canale Grande alla Salute, Coda del Diavolo e Festa del Redentore. Il Direttore delle Dogane si dimostrò comprensivo e alla fine i quadri di Zonaro passarono la dogana pagando solo una tassa nominale, accordando con lui con un caffè turco. Zonaro trascorse la maggior parte delle prime giornate ad Istanbul con Elisa che già si arrangiava dando lezioni di italiano e di arte. La coppia si sposò nella Chiesa di St. Esprit di Istanbul nel 1892, coronando così una relazione basata sulla comprensione reciproca e sull’amore per l’arte. La loro prima casa, che era di legno, si trovava vicino al cimitero di Ayazpasa di Taksim, e qui nacque il loro primo figlio Faustone nel 1893. Nel novembre del 1892 Il Ban-

Devil) and Festa del Redentore (Fiesta of the Saviour). The customs director was more sympathetic, however, and let Zonaro’s paintings through on payment of only a nominal sum, later treating him with a Turkish coffee. Zonaro spent most of his first few days in Istanbul with Elisa, who had already begun making a living teaching Italian and art. The couple married in the Church of St Esprit in Istanbul in 1892, crowning a relationship based on sharing and a love of art. Their first home was a wooden house close to Ayazpas¸a Cemetery in Taksim, and it was here that their first child Faustone was born in 1893. In November 1892 Il Bandi-

Tatavla durante la festività del Bairam, fotografia di Elisa Zonaro, Firenze Eredi Zonaro.

Erol Makzume

16


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

ditore figurò sulla copertina dell’Illustrierte Zeitung, una rivista d’arte pubblicata a Lipsia e questo procurò a Zonaro un riconoscimento anche ad Istanbul, specialmente negli ambienti diplomatici. Quando un articolo su Zonaro apparve sul giornale Stamboul, pubblicato in italiano ad Istanbul, il suo nome si affermò negli ambienti bene della città. Nel 1893 Zonaro cominciò a dare lezioni d’arte a diverse persone fra cui alcuni eminenti personaggi quali Yusuf Bey del Ministero degli Affari Esteri, Nadine de Rodevich, la Contessa Vitalis, figlia dell’Ambasciatore Belga e Mademoiselle Dudzeele, la Signora Cropenshi ed la Baronessa Wenspeir. Pangury Bey, fratello di un banchiere, regalò al Sultano Abdulhamid II due album di fotografie dei dipinti di Zonaro che piacquero al Sultano a tal punto che Pangury Bey fu nominato consigliere dell’Ambasciata Ottomana a Roma. Agli inizi del 1893 Zonaro dipingeva soprattutto scene della Piazza del Sultano Valide e dintorni. Un giorno mentre stava lavorando sulla piazza fu convocato al commissariato di polizia che si trovava all’inizio del ponte di Galata e gli fu chiesto di identificarsi e di spiegare cosa facesse ad Istanbul. Rispose che era un pittore e che dipingeva la loro bella città come potevano vedere dai suoi quadri. La polizia gli chiese quali conoscenze avesse ad Istanbul, al che Zonaro cominciò a sciorinare i nomi del Direttore del Museo Imperiale Osman Hamdi

tore was illustrated on the cover of Illustrierte Zeitung magazine published in Leipzig, and this brought Zonaro recognition in Istanbul, particularly in diplomatic circles. When an article about Zonaro appeared in Stamboul newspaper, which was published in Istanbul in Italian, his name was established in Istanbul society. From 1893 Zonaro gave art lessons to numerous people, including such eminent figures as Yusuf Bey from the Ottoman Ministry of Foreign Affairs, Nadine de Rodevich, Contessa Vitalis, daughter of the Belgian ambassador Mademoiselle Dudzeele, Mrs Cropenshi and Baroness Wenspeir. The Italian ambassador Collabiano was an admirer of Zonaro’s work, and introduced him to the Greek ambassador Mavrocordato. Pangury Bey, the brother of a banker, presented Sultan Abdülhamid II with two albums of photographs of Zonaro’s paintings, which were so liked by the sultan that Pangury Bey was rewarded by appointment as counsellor at the embassy in Rome. In early 1893 Zonaro mainly painted scenes of Valide Sultan Square and its environs, and one day while he was working there he was summoned to the police station at the head of Galata Bridge and asked to identify himself. After showing his card he was asked what he was doing in the streets of Istanbul. He replied that he was a painter doing pictures of their beautiful city, and

Il Muhallebiji, Istanbul, 1891-1909, olio su tela, cm 51 x 77.5, collezione privata.

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

17


Erol Makzume

Bey, del Ministro del Protocollo Munir Pascià, di Munir Bey del Ministero degli Affari Esteri e via dicendo fino a quando il poliziotto esclamò “Basta così! Vada pure a dipingere dove vuole ma si tenga lontano dal Palazzo di Yildiz e dal Cimitero di Eyup. D’ora in poi la polizia non la disturberà!” e lo lasciò andare. Un giorno Zonaro fu invitato al Palazzo di Yildiz, residenza del Sultano, dal Ministro del Protocollo del Palazzo Munir Pascià, insieme visitarono poi Osman Hamdi Bey nella sua casa di Kurucesme. Zonaro descrisse Osman Hamdi Bey come “uno stimato studioso, un uomo affascinante ed alla mano, insomma un uomo di mondo”. Ammirava il colto e raffinato Osman Hamdi Bey che ad ogni incontro gli faceva dimenticare i suoi guai e lo incoraggiava lodando il suo lavoro di artista. Nell’estate del 1894 la famiglia Zonaro, che ancora stentava ad arrivare alla fine del mese, si trasferì in una casa di legno a due piani lungo una delle strette stradine di Cihangir. In questo periodo mise in mostra i suoi quadri nella libreria Zellich su Yuksek Kaldirim: venivano acquistati per lo più da turisti stranieri per pochi soldi come souvenir di Istanbul. Riuscivano a stento a pagare l’affitto e Zonaro usava il soggiorno di casa al secondo piano come studio. L’Ambasciatore russo Alexandre Nelidov si interessava ai quadri di Zonaro e il suo incoraggiamento fece piacere alla coppia. Anche la

Fotografia di Zonaro in uniforme ufficiale con decorazioni, Firenze Eredi Zonaro.

showed his pictures. The police then asked what acquaintances he had in Istanbul, and he began to reel off names: director of the Imperial Museum Osman Hamdi Bey, Minister of Protocol Münir Pas¸a, Munir Bey of the Ministry of Foreign Affairs, and so on, until the policeman exclaimed, ‘Enough, enough! Go and paint pictures were you want, only stay away from Yıldız Palace and Eyüp Cemetery. From now on the police won’t disturb you,’ and let him go. One day Zonaro was invited to Yıldız Palace by Minister of Palace Protocol Münir Pas¸a, and afterwards they visited Osman Hamdi Bey at his house in Kuruçes¸me. Zonaro described Osman Hamdi Bey as ‘an esteemed scholar, and a charming, easy going man of the world.’ He admired the cultured and refined Osman Hamdi Bey, who at every meeting made him forget his troubles and encouraged him with praise of his work. In the summer of 1894 the Zonaro family, who were stil having difficulty making ends meet, were living in a two-storey wooden house on one of the narrow streets of Cihangir. During this period his paintings were exhibited at the Zellich Library, at Yüksek Kaldırım, and sold to foreign tourists, as souvenir of Istanbul for low prices. They could narrowly settle the rent and Zonaro used the second floor of his house as studio. The Russian ambassador Alexandre Nelidov was also interested in Zonaro’s work, and his encouragement delighted the couple. Nelidov’s wife was also interested in art, and lent her enthusiastic support to the Zonaros. In 1895 Nelidov equipped an art room at the embassy, and here not only the Nelidovs and members of the embassy staff, but many figures of Istanbul

Erol Makzume

18


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

moglie di Nelidov era una grande appassionata d’arte e sostenne gli Zonaro con entusiasmo. Nel 1895 Nelidov allestì uno studio nella stessa Ambasciata dove non solo i Nelidov ed i dipendenti dell’Ambasciata ma molti esponenti della società di Istanbul prendevano lezioni di arte da Zonaro. Un venerdì del 1896 mentre attraversava il ponte di Galata vide sfilare il Reggimento di Cavalleria Ertugrul e rimase colpito dalla splendida vista degli ufficiali di cavalleria sui destrieri bianchi. Per più venerdì consecutivi tornò sul ponte e assisté di nuovo alla sfilata, realizzando studi dettagliati dei cavaleri che sfilavano. Poi cominciò a dipingere un quadro ad olio che raffigurava la scena. Quando l’Ambasciatore italiano Panza e quello russo Nelidov videro il quadro finito, Nelidov suggerì che ne facesse dono al sultano Abdülhamid II. Il pittore di corte Luigi Acquarone era scomparso pochi mesi prima e c’era una buona probabilità che Zonaro potesse rimpiazzarlo nell’incarico. “Giorni dopo, con la mediazione dell’Ambasciata d’Italia, espressi il mio desiderio di fare omaggio del quadro al Palazzo” Zonaro ricordava “Munir Pascià mandò due facchini per aiutarmi a portare i quadri al Palazzo di Yildiz prima della cerimonia di selamlik del venerdì, dopo di che

society took art lessons from Zonaro. One Friday in 1896 he was crossing the Galata Bridge when he encountered the Ertu˘grul Cavalry Regiment, and was impressed by the splendid sight of the cavalrymen on their white horses passing over the bridge. On subsequent Fridays he went to the bridge again to watch the regimental procession, sketching detailed studies of the riders as they passed. Then he began to paint a composition of the scene in oil. When the Italian ambassador Panza and Russian ambassador Nelidov visited him one day and saw the finished painting, Nelidov suggested that he present it to Sultan Abdülhamid II. Palace painter Luigi Acquarone had died a few months earlier, and there was a good chance that Zonaro might be appointed in his place. ‘A few days later, with the mediation of the Italian embassy, I expressed my wish to present the painting to the palace’, Zonaro recalled. ‘Münir Pas¸a sent two porters to help me take the pictures to Yıldız Palace before the Friday selamlık ceremony, and afterwards he showed the painting to Sultan Abdülhamid II. The sultan was very impressed, and said that I should be awarded a second-class Mecidi Order. He gave instructions that I should be appointed as Ressam-ı Hazret-i S¸ehriyari [palace painter], and charged his second secretary Izzet Bey with carrying out the necessary formalities’. Abdülhamid was also interested in porcelain as well as painting, and a royal porcelain factory

La casa-studio di Zonaro a Akaretler n. 50, fotografia di Elisa Zonaro, Firenze Eredi Zonaro.

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

19


Erol Makzume

mostrò il dipinto al Sultano Abdülhamid II. Il quadro piacque molto al Sultano e disse che avrei dovuto ricevere una decorazione dell’Ordine di Mecidi di seconda classe. Diede anche disposizione che venissi nominato pittore di corte e incaricò il secondo segretario Izzet Bey di provvedere alle formalità necessarie”. Ad Abdülhamid interessavano anche le porcellane quanto i dipinti, ed una fabbrica di porcellane era stata costruita sui terreni del Palazzo di Yildiz per la produzione di ornamenti e arredi per il Palazzo e come doni ai diplomatici. I migliori artisti del tempo furono impiegati per i disegni e le decorazioni per i prodotti della fabbrica e per un breve periodo anche Zonaro produsse raffinati piatti di porcellana. La maggior parte degli oggetti dipinti da Zonaro furono acquistati da Selim Melhame Pascià, il Ministro delle Foreste che era stato nominato dal Sultano Ammi-

Porto di Galata, Istanbul 1891-1909, olio su tavola, cm 18 x 33, collezione privata.

was established in the grounds of Yıldız Palace for the production of porcelain ornaments and tableware for the palace and as diplomatic gifts. Leading artists of the day were employed as designers and decorators at the factory, including Hüseyin Zekai Pas¸a, Mustafa Vasfi Pas¸a, Halid Naci, Osman Nuri Pas¸a, Hoca Ali Rıza, Ömer Adil Bey, S¸eker Ahmed Pas¸a, Enderunlu Nuri Bey, Enver Bey, Behzad Bey, Mardiros Efendi and Fausto Zonaro, and they produced exquisite pieces. Most of the pieces painted by Zonaro were purchased by the factory’s manager Selim Melhame Pas¸a, who greatly admired them. Today only one plate painted by Zonaro remains in the Yıldız porcelain collection at Topkapı Palace Museum. When Abdülhamid asked Zonaro to paint a picture of the Turkish-Greek War of 1897, he could hardly refuse, although he did not like doing battle scenes. I portrayed the soldiers caught up in the spirit of battle, throwing themselves forward in the desire to ensure victory

Erol Makzume

20


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

nistratore della Fabbrica, che li apprezzava enormemente. Oggi rimane solo un piatto di Zonaro delle collezioni di porcellana di Yildiz custodito nel Museo del Palazzo di Topkapi. Quando Abdülhamid chiede a Zonaro di dipingere un quadro sulla Guerra Turco Greca del 1897, l’artista non si poté sottrarre all’incarico per quanto non gli piacesse dipingere scene di battaglia. Ritrasse i soldati pervasi dal fervore della battaglia mentre si slanciavano in avanti nel desiderio di assicurare la vittoria al loro paese, sprezzanti del rischio della vita e intitolò il dipinto Hucum (L’attacco). Al Sultano il quadro piacque al punto che decorò il pittore con il Quarto Ordine Ottomano e gli fece avere la chiave del numero civico 50 di Akaretler, una delle case fatte costruire per i funzionari del Palazzo. Lo stesso anno il Kaiser Guglielmo di Germania si recò ad Istanbul in visita ufficiale accompagnato da sua moglie e risiedette nello Sciale Kosk nel Palazzo di Yildiz. Il Sultano Abdülhamid chiese a Zonaro di decorare le pareti dell’edificio. Oltre alle opere di Zonaro, nelle collezioni del palazzo abbondavano i pittori russi e quadri acquistati dal Sultano Abdulaziz del venditore fran-

10 Muharrem (I Flagellanti), Istanbul 1905, olio su tela, cm 145 x 258, collezione privata.

for their country, despite the threat of imminent death, and called the painting Hücum [The Attack]’. Sultan Abdülhamid liked the painting so much that he awarded him a fourth class Osmani Order and sent him the key to 50 Akaretler, one of the houses built to accommodate palace officials. The same year Kaiser Wilhelm of Germany was to pay a state visit to the Ottoman Empire with his wife, staying in the S¸ale Kös¸k at Yıldız Palace. Sultan Abdülhamid asked Zonaro to decorate the walls of this building with paintings. The majority of the paintings in the palace collection were by Russian artists, but there were also paintings purchased by Sultan Abdülaziz from the French trader Goupil. ‘I hung these paintings on the walls of the rooms where Kaiser Wilhelm would stay and be entertained during his visit’, Fausto Zonaro relates, ‘but the next morning I found that some of the paintings had been taken down, and unable to discover why, I put them up again. When I found that the same paintings have been taken down the following day, I was astonished. At my insistence Minister of Protocol Münir Pas¸a told me that Sultan Abdülhamid had not liked some of the paintings, and the others had been taken down because they were the work of Russian painters. The reason for this was that relations between Germany and Russia were unfriendly, and if Kaiser Wilhelm saw paintings by Russian artists on the walls of the Ottoman palace during his visit, he might view this circumstance unfavourably. This incident demonstrates my unfamiliarity with state and political protocol’. Early in 1900, Zonaro received good news from Italy. His Amore Materno (Maternal Love) which he had submitted to the Alinari Painting Competition in Florence had won first prize, and

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

21


Erol Makzume

cese Goupil. “Appesi questi quadri sulle pareti delle stanze destinate ad ospitare il Kaiser Guglielmo” racconta Zonaro, “ma la mattina seguente scoprii che alcuni dipinti erano stati rimossi, e non riuscii a intuirne la ragione. Più tardi capii che ciò era dovuto ai rapporti non buoni che intercorrevano allora fra la Germania e la Russia: qualora il Kaiser Guglielmo avesse visto quadri di pittori russi sulle pareti dei Palazzi Ottomani nel corso della sua visita avrebbe potuto essere contrariato dalla circostanza. Questo episodio dimostra la mia non familiarità con il protocollo politico e di stato”. Agli inizi del 1900 Zonaro ricevette buone notizie dall’Italia. Il suo Amore materno, che aveva candidato al concorso di pittura Alinari a Firenze, aveva vinto il primo premio ed era stato acquistato dalla famiglia Alinari per una somma ragguardevole. Fece lo stesso dipinto per il Palazzo ed il Sultano lo ricompensò con il rango di sani. Nel luglio dello stesso anno il principe ereditario Emanuele d’Italia e la Principessa Elena si recarono a bordo del loro yacht, in visita privata ad Istanbul. Nel corso della visita al palazzo Yildiz il sultano mostrò loro i quadri di Zonaro e la coppia reale decise di andare a trovare il pittore. “Il 13 luglio 1900 la Principessa Elena giunse a casa nostra. Appena fu entrata mio figlio Faustino le offrì un mazzo di fiori. I coniugi passarono circa un’ora nella mia galleria. Servimmo caffè turco. Al momento della partenza mio figlio minore chiede indietro alla principessa il mazzo di fiori. La principessa sorrise divertita e coprì di baci il piccolo Faustino. L’esperienza di oggi resterà impressa nella mia memoria. Il principe e la principessa partirono da Istanbul il 15 luglio 1900. Due settimane dopo, alla morte del re Umberto I, il principe ascese al trono”.

Tavolozza di Zonaro e binocolo regalotogli da Enver Bey, Firenze Eredi Zonaro.

the Alinari family had purchased it for a high price. He painted the same picture for the palace, and Sultan Abdülhamid II rewarded him with the rank of sani. In July the same year, Crown Prince Emanuel of Italy and Princess Elena paid a private visit to Istanbul on their yacht the Elena. During their visit to Sultan Abdülhamid II at Yıldız Palace, the sultan proudly showed them the paintings by Zonaro, and the royal couple decided to visit him. ‘On 13 July 1900 Princess Elena arrived at our house. As she entered my son Faustino presented a bunch of flowers to her. The prince and princess stayed for around an hour in my gallery. We served them Turkish coffee. When they were leaving my young son asked the princess to give him back the bunch of flowers. The princess smiled at this and kissed Faustino over and over again. The experiences of today will remain engraved on my mind. The prince and princess departed from Istanbul on 15 July 1900. Fourteen days later, upon the death of King Umberto I, the prince acceded to the throne’.

Erol Makzume

22


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

Qualche mese dopo iniziarono le celebrazioni per il venticinquesimo Giubileo del Sultano Abdülhamid II. Molti ospiti internazionali vi parteciparono, compreso il capo del Parlamento francese, Paul Deschanel, che sarebbe poi diventato presidente di Francia. Mentre il Sultano era intento a mostrare ai suoi ospiti le varie opere d’arte del palazzo, Deschanel fu particolarmente colpito dal dipinto Il Regimento a cavallo di Ertu˘grul. Il Sultano decise allora di fargliene dono e piuttosto che appendere un altro quadro al suo posto, ne commissionò una copia a Zonaro. Il pittore riportava che il quadro donato era poi stato esposto a Parigi al Palais de Bourbon, sede del parlamento Francese. Nelle sue Memorie Zonaro descrive come aprì uno studio di pittura con tre studenti che avevano abbandonato l’accademia delle belle arti. Dava lezioni serali nel suo studio di Parmakkapi a Beyo˘glu e nel corso degli anni attrasse un ragguardevole numero di studenti fra i quali spiccano Mihri Hanim figlia del dottor Rasim Pa¸sa, Celile Hanim figlia di Enver Bey, e Celal Esat Arseven. Nel 1901 Alexandre Vallaury, professore di architettura presso l’Accademia di Belle Arti e Régis Delbeuf, editore del giornale La Stamboul, organizzarono una mostra di pittura e scultura. Un palazzo nel Passage Oriental di Beyo˘glu fu affit-

A few months later the celebrations of Sultan Abdülhamid II’s 25th Jubilee began. Many foreign guests participated, including French parliamentary leader Paul Deschanel, who was later to become president of France. While Sultan Abdülhamid II was showing his guests the works of art at the palace, Deschanel was struck by The Ertug˘rul Cavalry Regiment. The sultan presented him with the painting as a gift, and rather than put another painting in its place, commissioned a copy from Zonaro. The painter recorded that this painting was later hung in the French parliamentary building in Paris, the Palais Bourbon. In his Memoirs Zonaro describes how he opened a painting studio with three students who had left the Academy of Fine Arts. He gave night classes at this studio in Parmakkapı in Beyog˘lu, and in time attracted a large numbers of students, among them Mihri Hanım, the daughter of Dr Rasim Pas¸a, Celile Hanım, the daughter of Enver Bey, and Celal Esat Arseven. In 1901 Alexandre Vallaury, teacher of architecture at the Academy of Fine Arts, and Régis Delbeuf, editor of La Stamboul newspaper organised an exhibition of painting and sculpture. A mansion in the Passage Oriental in Beyog˘lu was rented for the exhibition of 170 works of art. Among the exhibitors was Fausto Zonaro, but it is not specified how many of his paintings were shown. At the 1902 exhibition 325 works by 36 artists were shown, among them 30 paintings by Zonaro.

Zonaro con le due figlie alla sua galleria ad Akaretler, fotografia di Elisa Zonaro, Firenze Eredi Zonaro.

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

23


Erol Makzume

tato per l’esposizione di 170 opere d’arte. Fra gli artisti invitati figurava lo stesso Fausto Zonaro, anche se non era specificato quanti dei suoi dipinti fossero esposti. Nella mostra del 1902 erano invece presenti 325 opere di 36 artisti, fra cui 30 dipinti di Zonaro. Nell’esposizione dell’anno successivo, il 1903, 283 opere erano in mostra ma ben 22 degli artisti presenti l’anno precedente rifiutarono di prendervi parte e tra questi vi era anche Fausto Zonaro. Questo gesto di protesta aprì un dibattito nella rivista Malûmat : “Coloro che rifiutavano di esporre le loro opere straordinarie insieme a quelle di nuovi artisti erano riluttanti a partecipare in ragione del fatto che l’evento, secondo loro, era degenerato in mercato d’arte ed invece di accrescere la reputazione degli artisti, la faceva diminuire”. Durante questi anni la casa-studio di Zonaro ad Akaretler divenne uno dei luoghi d’incontro prediletti degli intellettuali e delle personalità mondane più importanti. Persone di ogni estrazione sociale, dal viaggiatore occasionale ai rappresentanti religiosi delle varie fedi, arrivavano per ammirare le sue opere o semplicemente per conversare. Frequentatori illustri e assidui di casa Zonaro furono Enver Bey, Winston Churchill, Principio Abdülmecid Efendi, Monsignor Bonetti, Adolphe Thalasso, Camile Flammarion, Re¸sit Saffet Atabinen, Osman Hamdi Bey e il Maresciallo von Bieberstein. Come Zonaro stesso annota “Il Direttore dell’Accademia delle Belle Arti Osman Hamdi Bey e Vallaury, presidente dell’associazione architetti erano un esempio di alcuni fra gli artisti eminenti e gli intellettuali con cui allacciai rapporti di amicizia. Riuscivo a scorgere, oltre i confini del mio universo artistico, l’inizio della fine dell’impero, scosso da disordini e ribellioni. I nomi Testa di Ponte, Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 52 x 97, collezione privata.

Erol Makzume

24


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

di Enver, Niyazi and Talât erano pronunciati in successione. Ero un amico di Enver Bey, eravamo soliti conversare a lungo”. Zonaro chiese un mese di congedo per portare i figli in Italia ad incontrare l’anziana madre. Il suo salario, dell’ammontare di 34 lire fu pagato il 12 luglio 1904 ed il 24 il sultano gli spedì altre 60 lire affinché potesse viaggiare più comodamente. L’anziana madre del pittore e tutto il resto della famiglia furono entusiasti nel rivederlo dopo tanto tempo. Zonaro dipingeva ritratti della madre ad ogni visita, sapendo che sarebbe potuta essere l’ultima volta. Ho cinque dipinti e ognuno mostra i suoi passi verso la vecchiaia. Com’è crudele il tempo! Crea e distrugge, e sempre, dà incessantemente vita a dolore ed a gioia! Pensando a quante volte mi aveva accarezzato nei miei giorni giovani e sensibili, presi un gesso modellato della mano destra di mia madre e lo partai con me a Istanbul. Nel 1905 il Sultano Abdülhamid II commissionò a Zonaro un nuovo dipinto. Hikmet Pa¸sa si fece portavoce delle richieste del Sultano: “Voleva che dipingessi un quadro non solo sulla conquista di Costantinopoli ad opera del Sultano Mehmed, bensì un allegoria. Al che chiesi a Hikmet Pa¸sa di farmi avere tutte le incisioni ed i quadri sul soggetto che riuscisse a trovare.

I due pini sulla collina di Beylerbeyi, Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 44.5 x 61.5, collezione privata.

At the 1903 exhibition 283 works were displayed, but 22 of the exhibitors at the previous exhibition refused to participate, among them Fausto Zonaro. This gesture of protest was discussed in Malûmat magazine: ‘Those who did not want their own outstanding works to be shown together with works by new artists were, according to some, reluctant to participate in this exhibition on the grounds that this event which has degenerated from an exhibition into something resembling a painting market will not enhance esteem for the artists, but on the contrary diminish it’. During these years Zonaro’s house-studio on Akaretler became one of the favourite gathering places for Istanbul’s intellectuals and leading figures of society in the afternoons. People from every sector of society, including foreign visitors and clerics of various faiths and sects came to see his work or just to converse. Famous visitors to Zonaro’s home included Enver Bey, Winston Churchill, S¸ehzade Abdülmecid Efendi, Monsignor Bonetti, Adolphe Thalasso, Camile Flammarion, Res¸it Saffet Atabinen, Osman Hamdi Bey and Marshall Von Bieberstein. Zonaro writes, ‹Director of the Academy of Fine Arts Osman Hamdi Bey, and Vallaury, president of the Association of Architects were among the notable artists and people of culture with whom we became friends. Outside my world of art I could see that the empire was beginning to be shaken by increasing political turmoil. The names of Enver, Niyazi and Talât were spoken of in association. I was a friend of Enver Bey, and we used to engage in long conversations’. Zonaro requested a month’s leave in order to take his children to visit his elderly mother in Italy. On 12 July 1904 his wages of 34 liras were paid, and on 24 July Sultan Abdülhamid II sent him an additional 60 liras ‘so that they would be able to travel comfortably to Italy’. Zonaro’s

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

25


Erol Makzume

Invito alla competizione di scherma preparata da Zonaro, Tarabya Istanbul 1899, archivio Erol Makzume.

Ottenne alcune incisioni dal Museo Militare e utilizzandole completai il dipinto della memorabile vittoria del sultano Mehmed il Conquistatore, che pose fine all’impero bizantino nel 1453. Il sultano ammirò enormemente il mio quadro e decise di aumentare la mia paga”. Lo stesso anno Zonaro fu incaricato dal Sultano di fondare un museo di armi antiche. “Un comitato guidato da Mahmud S¸evket Pa¸sa e io stesso indisse un concorso per scegliere l’architetto per il nuovo museo. Vedat Bey fu scelto tra i cinque architetti che presentarono i disegni, ma a causa degli sconvolgimenti che si verificarono dopo la proclamazione del Secondo Governo Costituzionale nel 1908 il progetto fu abbandonato. Su consiglio dei Giovani Turchi le mostre che erano state provvisoriamente esposte furono messe via in deposito”. Il 18 luglio 1906, il quotidiano in lingua francese Stamboul di Istanbul riportava la notizia che “Il signor Fausto Zonaro, pittore di corte del sultano Abdülhamid II ha mandato molti dei suoi quadri alla mostra di Milano”. Nell’articolo, basato su scritti di giornali italiani si poteva leggere: “Fra i quadri che hanno catturato l’attenzione del pubblico e riscosso le lodi generali si annoverano Barbieri all’aperto appartenente alla collezione di Sua Eccellenza Münir Pa¸sa, Bagno turco venduto alla Esposizione di Londra nel 1884, Il Corno d’Oro, che offre sullo sfondo una vista spettacolare di Istanbul, Sul ponte di Galata

elderly mother and the rest of his family were overjoyed to see them after so long. At every visit to his home Zonaro drew portraits of his mother, knowing that these would be the last he ever did. I have five paintings and each one shows her steps towards agedness. How merciless is time! It creates and destroys, and it always, ceaselessly gives rise to pain and joy! Thinking about how often she had caressed me in my young and more sensitive days, I took a plaster-of Paris mould of her right hand with me to Istanbul”. In 1905 Sultan Abdülhamid II commissioned a new painting from Zonaro. Hikmet Pas¸a conveyed his wishes to the painter: ‘He desired me to paint not only a picture of Sultan Mehmed the Conqueror’s siege of Constantinople, but also allegorical paintings. At this I asked Hikmet Pas¸a to help secure for me all the engravings and pictures on this subject that he could find. He obtained some engravings from the Military Museum, and making use of these I completed my painting of the memorable siege by Sultan Mehmed the Conqueror which buried the Byzantine Empire in the pages of history in 1453. Sultan Abdülhamid greatly admired my painting, and rewarded me with an increase in my wages’. The same year Zonaro was charged by the sultan to establish a museum of ancient weapons. ‘A committee led by Mahmud S¸evket Pas¸a and myself held a design competition to select the architect for the new museum. Vedat Bey was chosen from among the five architects who submitted designs, but due to the upheavals which occurred after the proclamation of the Second Constitutional Government in 1908 the project was abandoned. On the instructions of the Young Turks the exhibits that had provisionally been put on display were put away in storage’.

Erol Makzume

26


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

e altri ancora”. Queste tele evocano in tutta la loro vivacità, l’esuberanza ed il calore delle scene orientali, il cielo meraviglioso che si specchia nel mare azzurro, gli usi e costumi locali dipinti con incredibile sensibilità. Teresita Menzinger, scrittrice della rivista italiana La Donna, arrivò nell’ottobre del 1906 ad Istanbul per intervistare Elisa Zonaro. “Mentre vagavamo per la casa, eravamo circondate da dipinti portati dall’Italia. Erano lavori incantevoli che evocavano in modo fedele la nostra Venezia. La luce riflessa nell’acqua e i colori utilizzati dimostravano la vivacità della vita veneziana. In Fior di Bosco, Passa La Nina, L’Infilatrice di Perle, Sul Ponte delle Guglie e Alla Dogana era la nostra terra a darci il batticuore, e le bambine sorridenti in quella vecchia casa turca, la cui finestra aperta lasciava entrare una fragrante brezza, erano i nostri bambini. Visitammo le altre stanze dove ammirammo i colori dei quadri di Napoli e l’Oriente di cui tanto avevamo sentito parlare nei racconti dei viaggiatori. In questi dipinti si potevano contemplare le ore serali ed il tramonto sul Bosforo, la malinconica attrazione dei cimiteri musulmani, lo splendore dei palazzi marmorei e la forma ben definita dei minareti stagliati contro un cielo pastello. Nel guardare questa collezione di capolavori d’incredibile bellezza eravamo al tempo stesso profondamente tristi perché sapevamo che sarebbe stato possibile portare in Italia solo pochi esemplari di questi

Quadro di Zonaro di Mafalda in costume orientale, fotografia di Elisa Zonaro, Firenze Eredi Zonaro.

On 18 July 1906 the French-language Stamboul newspaper published in Istanbul reported a news item under the headline, ‘Sultan Abdülhamid II’s court painter Monsieur Fausto Zonaro has sent many paintings to the Milan Exhibition’. In this article, based on reports in the Italian newspapers, it wrote, ‘Among the paintings which have attracted the attention of the public and won everyone’s praise are Openair Barbers, part of His Excellency Münir Pas¸a’s collection, Turkish Bath, which was sold at the London Exhibition in 1884, The Golden Horn, showing a spectacular Istanbul vista in the background, On the Galata Bridge, and others. These canvases vividly portray the exuberance and warmth of oriental scenes, with the marvellous sky reflected in the blue of the sea, and customs and manners are shown with outstanding perception’. Teresita Menzinger, a writer for the Italian La Donna magazine, travelled to Istanbul in October 1906 to interview Elisa Zonaro. ‘As we wandered through the house we were surrounded by paintings brought from Italy. These were enchanting works which truly conveyed our Venice. The light reflected in the water and colours he has used demonstrate the vitality of Venetian life. In Fior di Bosco (Girl Carrying a Pumpkin), Passa La Nina (The Passage of Nina), Infilatrice di Perle (Woman Threading Pearls), Sul Ponte delle Guglie (On the Guglie Bridge) and Alla Dogana (Customs) it was our land that made our hearts skip a beat, and the smiling little girls in that old Turkish house whose open window admitted a fragrant breeze, were our children. We went around the other rooms. There we saw the colours of pictures of Naples, and the Orient which we have read about and heard travellers describe. In these paintings you see the evening hours and sunset on the Bosphorus, the melancholy attraction of Muslim cemeteries, the splendour of

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

27


Erol Makzume

meravigliosi quadri. Se non fosse stato per le foto scattate da Elisa queste opere avrebbero continuato ad essere completamente sconosciute in Italia”. Adolphe Thalasso era un noto scrittore che viveva a Parigi ma visitava assiduamente Istanbul: alla città sul Bosforo aveva anche dedicato articoli e libri. Nel 1907, sul periodico Figaro Illustré Thalasso dà una notizia inaspettata e prelibata a proposito dell’Artista. Scrive, infatti, “Da vero e portentoso pittore orientalista quale egli è, ci fa credere che quello che vediamo nei suoi quadri non sia solo possibile ma vero, che le sue opere non siano verosimili ma reali. Il nome del grande pittore della Scuola Turca è Fausto Zonaro.” Zonaro illustrò inoltre il libro di Thalasso intitolato Se’adet ou Stamboul Porte du Bonheur pubblicato a Parigi nel 1908, in un’edizione limitata di 300 esemplari, da J. Dumoulin. Il volume conteneva 49 stampe a colori che raffiguravano la vita quotidiana ad Istanbul e a ciascuna delle prime 12 copie era stato anche aggiunto un acquarello originale dell’artista. L’ultima mostra che Zonaro tenne nella sua dimora fu organizzata il 30 novembre 1908 assieme al sindaco di Bes¸iktas¸, S¸evket Cenani Bey. Il pubblico doveva pagare un biglietto d’ingresso ed il ricavato fu donato alla scuola Hamidiye Sultani. Attraverso questa mostra Zonaro intendeva raccogliere fondi prima di lasciare Istanbul, sperando addirittura di poter generare un interesse sufficientemente alto da permettergli di restare in città. Il catalogo, redatto sia in italiano sia in turco ottomano, elencava tutte le opere seguendo l’ordine delle stanze in cui erano esposte. Quasi tutti i personaggi più illustri della colonia italiana parteciparono all’inaugurazione e fra i numerosi visitatori turchi vi erano anche membri della corte, ministri, e rappresentanti del Comitato Unione e Progresso.

marble palaces and the clearly defined shape of minarets rising into a pastel sky. As we looked at this collection of masterpieces of incredible beauty, we were at the same time profoundly sorrowful, because it would be possible to take only a few of these wonderful paintings to Italy. If it were not for the photographs taken by Elisa they would be completely unknown in Italy’.

Ventaglio con disegni di Istanbul fatti da Zonaro, Istanbul 1905, acquerello, cm 35 x 71, collezione privata.

Erol Makzume

28


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

A Zonaro non era mai stato permesso di ritrarre il sultano Abdülhamid ma la proclamazione della seconda costituzione gli fornì l’occasione per realizzare il suo desiderio: “Scrissi una lettera al Sultano Abdülhamid II in cui dissi ‘Come il pittore veneziano Gentile Bellini, che fu invitato a palazzo dal Sultano Mehmet il Conquistatore nel XV secolo, Sua Maestà mi invitò a palazzo. Ma non posso tacervi un incidente dei più riprovevoli del quale sono stato testimone. Il Vostro ritratto, venduto per le strade di Istanbul è per me un crimine contro la Vostra persona, sia in termini artistici che per il grado di rassomiglianza con la Vostra persona. Credo che il popolo desideri vedere una vera somiglianza col Califfo dell’Islam’. Alla fine della mia Zonaro con i due figli Faustone e Faustino, Aprile 1901, fotografia di Elisa Zonaro, Firenze Eredi Zonaro.

Adolphe Thalasso was a well-known writer who lived in Paris but paid frequent visits to Istanbul, about which he wrote articles and books. In February 1907 Figaro Illustré gives us an unexpected and delightful piece of news. Adolphe Thalasso writes, “A true and powerful Orientalist painter, he makes us believe that what we see in his paintings is not just possible but true, and that they are not just close to reality but real. The name of this great painter of the Turkish school is Fausto Zonaro.’ Zonaro illustrated Adolphe Thalasso’s book Derii Se’adet ou Stamboul Porte du Bonheur, which was published in a fine limited edition of 300 copies by J. Dumoulin in Paris in 1908. This book contains 49 colour prints portraying daily life in Istanbul, and to each of the first 12 copies was added an original watercolour by the artist. The last exhibition which Fausto Zonaro held in his house was organised together with the mayor of Bes¸iktas¸ S¸evket Cenani Bey on 30 November 1908. Visitors were charged an entrance fee, and the proceeds were donated to Hamidiye Sultani School. By means of this exhibition Zonaro intended to raise money from his paintings before leaving Istanbul, and was partly hoping to raise sufficient interest to allow him to remain in the city. The catalogue in both Italian and Ottoman Turkish listed all the works according to the rooms in which they were exhibited. Almost all the leading members of the Italian colony in Istanbul attended the opening, and among the Turkish visitors were members of the Court, ministers and members of the Committee of Union and Progress. Zonaro had never been permitted to paint Sultan Abdülhamid’s portrait, but with the proclamation of the Second Constitution he found the opportunity to fulfil this wish: ‘I wrote a letter to Sultan Abdülhamid II in which I said, “Like the Venetian painter Gentile Bellini, who was invited

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

29


Erol Makzume

Regina Elena, Istanbul 1903, olio su tela, cm 138 x 88, collezione Ambasciata d’Italia Ankara.

lettera chiesi che mi concedesse l’onore di ritrarlo. La mia lettera doveva aver suscitato grande clamore perché pochi giorni dopo mi trovavo in presenza del sultano per la prima seduta. Dipinsi ritratti del sultano in tre pose. Abdülhamid Han era sempre molto pensieroso, corrucciato e rassegnato. A quel tempo tumulti e ribellioni stavano imperversando con crescente violenza in ogni angolo dell’Impero. Per tutto il tempo in cui posò per me il sultano non parlò mai ma apparve sempre profondamente assorto nei suoi pensieri. Da tempo non era più un vero sovrano, e forse stava sognando di ripristinare il suo potere originale”. Dopo aver dipinto il ritratto di Enver Bey, suo amico intimo e capo del movimento Unione e Progresso, disse: “Enver Bey era una persona estremamente allegra e divenne addirittura più felice ancora osservandomi dipingere il suo ritratto. Cercai di terminarlo prima possibile, ma restavo stupito di fronte alla calma dimostrata nei confronti di tanto disordine. Quando finii il ritratto il 24 aprile 1909 egli tirò fuori il binocolo che portava sempre al collo e disse che desiderava donarmelo come ricordo della nostra amicizia. Il 31 aprile Enver Bey tornò di nuovo a casa nostra e nel corso della conversazione mi raccontò che il Sultano Abdülhamid II era stato arrestato ed esiliato a Salonicco. Quella sera vidi un convoglio di otto auto avvicinarsi a Palazzo Yildiz. Le seguiva un reggimento di cavalleria. Un po’ di tempo dopo i veicoli suonarono i loro clacson. Credo che il Sultano Abdülhamid II avesse lasciato Palazzo Yildiz per non ritornarvi mai più”. Nel 1909 Zonaro terminò il nuovo dipinto del Sultano Maometto il Conquistatore, ritratto a cavallo sulle rive del Corno d’Oro e le navi da guerra ottomane trascinate oltre le difese bizantine. Nel dipinto il sultano tiene la spada in aria

to the palace by Sultan Mehmet the Conqueror in the 15th century, Your Majesty invited me to the palace. But I cannot conceal from you an extremely regrettable incident which I witnessed. Your picture which is sold in the streets of Istanbul is in my view a crime against your person, both in artistic terms and in its degree of resemblance to you. I believe that the people desire to see a true likeness of the Caliph of Islam”. At the end of my letter I requested that he grant me the honour of painting his portrait. My letter was translated, and I think that the poet Kâni Bey adorned it with some moving words. My letter must have aroused great excitement. The palace commanded me to make ready to paint the portrait of Sultan Abdülhamid, and a few days later I was in the presence of the sultan for the first sitting. I painted portraits of the sultan in three poses, the sitting for the last being very very brief. Abdülhamid Han was always thoughtful, frowning and subdued. At that time unrest and rebellion were breaking out in every corner of the empire with increasing violence. Throughout the minutes that he posed for me the sultan never talked but seemed deep in thought. He was no longer a ruler in any real sense, and perhaps he was dreaming of a return to those former days of power’. After completing the portrait of Enver Bey, his close friend and leader of the movement of Union and Progress, says: ‘Enver Bey was an ex-

Erol Makzume

30


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

rivolta verso le mura bizantine sulla riva opposta, incoraggiando le sue truppe. Zonaro informò il ministro del Protocollo del Palazzo che desiderava mostrare questo quadro al nuovo sultano Mehmet V Res¸ad. Qualche giorno dopo fu ricevuto dal sultano al Palazzo Dolmabahçe: “Il Sultano Mehmet V Res¸ad osservò il quadro del Sultano Mehmed il Conquistatore che spronava il suo esercito. Doveva piacergli molto perché si disse disposto a pagare 40 lire per averlo. Peccato che questa somma bastasse appena a coprire il costo della cornice!”. Dato che il nuovo governo aveva la ferma intenzione di disfarsi di tutto ciò che, buono o cattivo che fosse, ricordasse il sultano Abdülhamid II, anche Zonaro divenne persona non gradita. Una lettera dal Palazzo Dolmabahçe gli comunicò che era stato sollevato dal suo incarico di pittore di corte e che d’ora in poi avrebbe dovuto pagare l’affitto della casa in cui abitava, inclusi i sei mesi da quando il sultano Abdülhamid era stato deposto. Zonaro, addolorato da un trattamento tanto umiliante, che gli suonava come un insulto, si rese conto che non aveva altra scelta se non quella di far ritorno in Italia, e chiese quindi al Palazzo solo il tempo necessario per sistemare le sue cose.

Copertina del catalogo dell’ultima mostra di Zonaro a Akaretler, Archivio Erol Makzume.

tremely cheerful person, and he became even happier watching his portrait being painted. I tried to complete it as soon as possible, but I was amazed at his calmness in the face of all this unrest. When I completed the portrait on 24 April 1909 he took out his binoculars which he always carried around his neck, and said that he wished to give them to me as a souvenir of our friendship. I was very moved by this and kept the binoculars as a treasured keepsake. On 31 April Enver Bey came to our house again, and in the course of conversation told me that Sultan Abdülhamid II had been put under arrest and was to be exiled to Salonica. That evening I saw a convoy of eight cars approaching Yıldız Palace. They were followed by a cavalry regiment. Sometime afterwards the vehicles sounded their horns. I think Sultan Abdülhamid II had left Yıldız Palace, never to return’. In 1909, Zonaro completed the new painting of Sultan Mehmed the Conqueror, portraying him on horseback on the shores of the Golden Horn, and Ottoman warships being dragged on runners over the hills into the waterway, behind the Byzantine defences. In the painting the sultan holds his sword into the air, pointing at the Byzantine walls on the opposite shore and encouraging his troops. Zonaro informed the Minister of Palace Protocol that he wished to present this picture to the new sultan Mehmet V Res¸ad, and a few days later was received by the sultan at Dolmabahçe Palace: ‘Sultan Mehmet V Res¸ad looked at my painting of Sultan Mehmed the Conqueror giving morale to his army. He must have liked it because he said he would pay 40 liras for it. But this sum was only sufficient to cover the cost of the frame!’ Since the new government was determined to get rid of everything, good or bad, associated with Sultan Abdülhamid II, Zonaro became persona non grata. A letter from Dolmabahçe Palace in-

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

31


Erol Makzume

Una domenica mattina la famiglia partì dalla casa di Akaretler dove aveva vissuto per tanto tempo. Vennero chiamate due carrozze e caricati i loro bagagli. Il resto dei loro averi ed i dipinti erano stati trasportati al molo di Galata il giorno precedente per essere imbarcati sulla nave. Tenendo i loro bambini per mano, Elisa e Zonaro lasciarono la casa, chiudendo la porta. La loro donna di servizio pianse quando salirono sulla carrozza e se ne andarono. Il rumore degli zoccoli dei cavalli riecheggiò per la strada finché le carrozze raggiunsero la cima della collina e svoltarono a destra. Passarono le alte mura del Palazzo Dolmabahçe, attraversarono il ponte di Galata e arrivarono alla stazione di Sirkeci. Per tutta la strada gocce di pioggia caddero sulle loro facce, come se qualcuno stesse piangendo per loro. Fausto Zonaro e la sua famiglia lasciarono Istanbul a bordo del treno Orient Express il 20 marzo 1910 e tornarono in Italia. Italia (1910-1929) Zonaro continuò a nutrire del rancore per molti anni: “Adesso, quando mi ricordo di quei dolenti giorni pieni di sofferenza, provo come un grande struggente desiderio. Ma non lascerò mai che questi ricordi mi schiaccino. Continuerò a lavorare con tutta la mia forza e con il rispetto ed entusiasmo che nutro per la mia arte. L’Oriente misterioso mi tiene ancora in pugno”. Fausto Zonaro riuscì ad iniziare una nuova vita a Roma, città ricca di storia, cultura e arte. Aprì uno studio vicino a Ponte Milvio sulle rive del fiume Tevere, dove dipinse tre grandi quadri per Villa Giulia, una delle più importanti gallerie d’arte, opere che furono esposte nel 1911.

Dedica alla Regina Margherita, album di fotografie dei quadri Zonaro, Istanbul 1895, archivio Erol Makzume.

formed him that he was dismissed from his position as court painter, and demanded that he pay rent for his house from now on, and for the six months from when the Sultan Abdülhamid had been deposed. Zonaro was distressed at this humiliating treatment, which he regarded as an insult, and deciding that he now had no choice but to return to Italy, asked the palace for time to sort out his affairs. One Sunday morning the family departed from the house on Akaretler where they had lived for so long. Two phaetons were called, and their baggage loaded onto one of them. All their other possessions and paintings had been taken to Galata Wharf the previous day to be sent by ship. Holding their children by the hand Elisa and Zonaro left the house and closed the door. Their maid wept as they boarded the other phaeton and set out. The sound of horses’ hooves echoed on the cobbled street until the phaetons reached the bottom of the hill and turned right. They passed the high walls of Dolmabahçe Palace, crossed Galata Bridge and arrived at Sirkeci Railway Station. All the way drops of rain fell on their faces, as if crying for them. Fausto Zonaro and his family left Istanbul on the Orient Express train on 20 March 1910 and returned to Italy. Italy (1910-1929) Zonaro harboured feelings of bitterness and resentment for many years: ‘Now when I remember those painful days of sorrow

Erol Makzume

32


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

Nello stesso anno l’ambasciatore ottomano a Roma Hüseyin Kâzim Bey visitò Zonaro e lo invitò a tornare ad Istanbul, ma l’idillio era ormai finito. “L’ambasciatore turco Hüseyin Kâzim Bey mi raccontò che una nuova classe di intellettuali governava adesso il paese e che rincresceva loro il modo scortese con cui ero stato trattato e si auguravano il mio ritorno ad Istanbul. Mi limitai a ringraziarlo. Nel frattempo stavo pensando che neanche Roma era un luogo in cui potevo vivere, ed infine mi decisi a stabilirmi a San Remo”. Zonaro continuò a dipingere quadri su Istanbul, benché nessuna mostra li accettasse. Con l’avvicinarsi della guerra italo-turca le relazioni fra l’Impero Ottomano e l’Italia divennero sempre più tese e quadri a soggetto turco avrebbero potuto suscitare irritazione nell’opinione pubblica particolarmente se di un artista italiano. L’Associazione Nationalistica Italiana con sede a Roma e capeggiata da Enrico Corradini accusava Giolitti di non aver espresso un giudizio sufficientemente severo su quegli italiani che avevano lasciato le proprie opere in paesi nemici. Zonaro, che rientrava in questa categoria, si sentì offeso da questo atteggiamento umiliante ed ingiusto verso gli artisti, tanto da decidere di lasciare Roma e trasferirsi a San Remo. Si mise di nuovo al lavoro, ispirandosi al paesaggio e alla vita della Liguria. I suoi quadri divennero sempre più ambiti dai collezionisti stra-

I feel a sense of yearning. But I have not and will not let those sorrowful memories crush me. I continue to work with all my strength, and with the respect and enthusiasm I feel for my art. The mystery of the east still holds me in its grasp’. Fausto Zonaro was able to start a new life in Rome, a city suffused with history, culture and art. He opened a studio at Milvio on the banks of the River Tevere. Here he painted three large pictures for Villa Giulia, one of the leading art galleries, and these were exhibited in 1911. In the same year, the Ottoman ambassador to Rome, Hüseyin Kâzım Bey, visited Zonaro and invited him back to Istanbul, but the magic had long since gone: ‘Turkish ambassador Hüseyin Kâzım Bey informed me that new intellectual leaders were now governing the country, and that they regretted the objectionable treatment of me and wished me to return to Istanbul. I merely thanked him. Meanwhile I was thinking that even Rome was not a place where I could live, and eventually I decided to settle in San Remo’. Zonaro continued to paint Istanbul scenes, but no exhibition would accept them. As relations between the Ottoman Empire and Italy became increasingly tense with the approach of war, public resentment would have been aroused by paintings of Turkish subjects by an Italian artist. The Associazione Nationalistica Italiana (Italian Nationalistic Association) based in Rome and led by Enrico Corradini blamed Giolitti for not taking a sufficiently harsh stand against Italians who had left their work behind in enemy countries. Zonaro was just such an Italian, and was so disturbed by this unjust and humiliating attitude to artists that he determined to leave Rome and settle in San Remo.

Kalem, 1909 in aiuto delle vittime del terremoto in Sicilia e Calabria, archivio Erol Makzume.

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

33


Erol Makzume

nieri. Le vedute di San Remo, Bussana, Ospedaletti Ligure, delle città della riviera francese, delle colline, di remoti villaggi di montagna e dei suoi abitanti, ricordano i lavori del periodo napoletano con le loro pennellate impressioniste. Nonostante Zonaro, fra il 1911 ed il 1920, si dedicasse principalmente a soggetti italiani, erano proprio i quadri su Istanbul ad attirare maggior interesse e a vendere meglio. Nel corso di quegli anni continuò a dipingere copie di questo tipo di quadri, alcuni dei quali erano stati danneggiati nel porto di Napoli. Fortunatamente tre album di foto scattate da Elisa, scampati al disastro, gli permisero di riprodurli. Fausto Zonaro fu un pittore di luce e vita. Dipinse in uno stile unico e personale, che non copiava né seguiva quello di nessun altro. Tutti lo conobbero come orientalista, ma lui stesso non aveva alcun interesse per le categorizzazioni. Le sue opere più belle erano ispirate al suo amore per la vita a Istanbul e ai paesaggi della riviera francese ed italiana. Morì il 19 luglio 1929. References: 1 Osman Öndes¸ – Erol Makzume, “Ottoman Court Painter Fausto Zonaro”, Yapı Kredi Kültür ve Sanat Yayıncılık A.S¸. – I˙stanbul 2002. 2 Erol Makzume, “On the 150th anniversary of his birth Ottoman Court Artist Fausto Zonaro”, ZonaroExhibition Catalogue, Vittoriano Roma, Yapı Kredi Kültür ve Sanat Yayıncılık A.S¸. – I˙stanbul 2004. 3 Erol Makzume – Cesare Mario Trevigne, “Twenty Years under the Reign of Abdulhamid” Genis¸ Kitaplık Publications, I˙stanbul 2011.

Again he settled down to work, painting many pictures of the distinctive scenery and life of Liguria. His pictures became increasingly sought-after by foreign collectors. His landscapes of San Remo, Bussana, Ospedaletti Ligure, and towns on the French Riviera, of hillsides, distant mountain villages and people, remind us of his work of the Naples period with their impressionist brush strokes. Although Zonaro focused mainly on Italian landscapes between 1911 and 1920, it was still his Istanbul paintings which attracted the most interest and sold best. So during these years he continued to paint copies of his Istanbul pictures. Some of these had been damaged in Naples harbour, but fortunately three albums of photographs taken by Elisa that escaped this disaster enabled him to recreate them. Fausto Zonaro was a painter of life and light. He painted pictures in a distinctive style of his own, neither copying nor following anyone else. Everyone knew him as an orientalist, but he was not interested in labels. His most beautiful works were inspired by his love for life in Istanbul, and the scenery of the Italian and French rivieras. He passed away on Friday,19 July 1929. References: 1 Osman Öndes¸ – Erol Makzume, “Ottoman Court Painter Fausto Zonaro”, Yapı Kredi Kültür ve Sanat Yayıncılık A.S¸. – I˙stanbul 2002. 2 Erol Makzume, “On the 150th anniversary of his birth Ottoman Court Artist Fausto Zonaro”, ZonaroExhibition Catalogue, Vittoriano Roma, Yapı Kredi Kültür ve Sanat Yayıncılık A.S¸. – I˙stanbul 2004. 3 Erol Makzume – Cesare Mario Trevigne, “Twenty Years under the Reign of Abdulhamid” Genis¸ Kitaplık Publications, I˙stanbul 2011.

Erol Makzume

34


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

Vorrei dedicare questo evento a Jolanda Meneguzzer Trevigne, figlia di Mafalda e nipote di Fausto Zonaro, che vive attualmente a Firenze. Dal 1957 al 1976, soprano celebre a livello mondiale, ha interpretato i ruoli principali nelle opere di Handel, Mozart, Paisiello, Donizetti, Rossini, Bellini, Verdi, Puccini, Strauss, Prokoviev, Sciostakovitch, Veretti e Strawinski. Ha cantato nei teatri più importanti del mondo, da La Scala di Milano al San Francisco Opera. Era non solo un soprano molto stimato, ma anche un’attrice di valore. In ognuno dei suoi ruoli divenne famosa, dando vita ai personaggi principali della musica operistica: le sue indimenticabili interpretazioni entusiasmavano il pubblico. Nel 1976 decise di abbandonare la sua passione per consacrarsi alla sua vita privata, al bambino Cesare, all’anziana madre Mafalda e alla gestione dell’eredità del nonno. Ha sempre trattato con amicizia affettuosa tutti coloro che bussavano alla sua porta perché erano appassionati da Zonaro, condividendo tutte le loro ricerche. Dobbiamo profondo rispetto alla Signora Jolanda e le auguriamo di tutto cuore un miglioramento della sua salute e del suo benessere. Erol Makzume

I would like to dedicate this event to Jolanda Meneguzzer Trevigne, daughter of Mafalda and grand-daughter of Fausto Zonaro, who now lives in Florence. From 1957 until 1976, she was a world-renowned soprano, interpreting leading roles in operas by Handel, Mozart, Paisiello, Donizetti, Rossini, Bellini, Verdi, Puccini, Strauss, Prokoviev, Sciostakovitch, Veretti and Strawinski. She sang in leading international theatres from La Scala in Milan to the San Francisco Opera. She was not only an acclaimed soprano, but also a highly regarded actress. In each role she became famous for making the principal characters of operatic music come to life : enthusiastic audiences were carried away by her memorable interpretations. In 1976, she decided to abandon her musical passion to devote her time to her private life, her little son Cesare, her elderly mother Mafalda and the management of her grandfather’s heritage. She always treated with friendly affection all those who knocked on her door in fervent search of information regarding Zonaro, participating in their studies. We owe deep respect to Signora Jolanda and, with all our heart, wish her better health and well-being. Erol Makzume

Jolanda Meneguzzer all’ınaugurazione della mostra Zonaro al Palazzo Dolmabahc¸e 2004, con Bulent Arinc¸, Presidente della Grande Assemblea Turca, archivi Erol Makzume.

Jolanda Meneguzzer alla Scala di Milano, Firenze Eredi Zonaro.

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

35


Erol Makzume

Erol Makzume

36


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme Fausto Zonaro: an artist of several styles Francesca Midiri

«A seconda del tempo che fa – scrisse il grande poeta Nazim Hikmet – Istanbul diventa a volte un quadro ad olio, altre un acquerello, altre ancora un pastello o un carboncino». E se Fausto Zonaro, il pittore orientalista noto come il pittore della luce e del colore, non fosse vissuto qualche generazione più avanti, potremmo pensare che queste sarebbero state le parole-guida in quella che allora era ancora chiamata la magica città di Costantinopoli. Comunemente descritto come un uomo dalla figura agile ed asciutta, con il pizzetto, il cappellaccio, la cravatta nera al vento, la pipa in bocca e la sua caratteristica parlata veneta, Fausto Zonaro, fu un grande artista avvolto nelle spire di una sua originale parabola che lo avvicinava agli avventurieri, scrittori e in generale a tutti gli artisti viaggiatori che, nel corso dell’Ottocento e del Novecento, sull’onda delle campagne napoleoniche in Egitto e Siria tra il 1798 e il 1799, alle occupazioni francesi di Algeri nel 1830 e del Marocco nel 1844, si spingevano, attraverso un richiamo di natura romantica, verso le terre esotiche e magiche del vicino Oriente. Le due discipline, la letteratura e la pittura, hanno attinto ad un comune mondo lontano, altrove proibito, agli stessi scenari di carovane, deserti, città, odalische e bagni turchi, paesaggi impastati di colori preziosi e fusi con il sole d’Oriente, che costituiranno le tematiche essenziali della pittura «Depending on how the weather is – the great poet Nazim Hikmet said – Istanbul at times becomes an oil painting, at others, a watercolour, at others, a pastel drawing or a charcoal sketch». And if Fausto Zonaro, the orientalist painter known as the painter of light and colour had not lived a few generations later, we might think that these were the guide-words in what was then still referred to as the magical city of Constantinople. Commonly described as a man with an agile, thin body, a goatee, a shabby old hat, his black tie flying in the wind, his pipe in his mouth, and a characteristic Veneto way of talking, Fausto Zonaro was a great artist caught up in the convolution of his own original parabola that brought him close to adventurers, writers and in general to all travelling artists who, over the course of the 19th and 20th centuries – in the wake of the Napoleonic campaigns in Egypt and Syria between 1798 and 1799, up to the French occupations of Algiers in 1830 and of Morocco in 1844 – ventured, by means of an appeal of a romantic nature, towards the exotic, magic lands of the near East. The two disciplines, literature and painting, drew on a common, faraway world that was forbidden elsewhere, on the same scenarios of caravans, deserts, cities, odalisques and Turkish baths, landscapes mixed with precious colours and blended with the eastern sun, which were

Fausto Zonaro: an artist of several styles

37


Francesca Midiri

Girasoli, Napoli 1884-1889, olio su tela, cm 24 x 39.5, collezione privata.

orientalista italiana. Di matrice francese, essa fu, infatti, una diramazione del romanticismo in cui gli artisti elaboravano dipinti ispirati a temi neotestamentari che si fondevano con elementi egizi ambientati in scenari desertici con interni poveri e personaggi dai costumi tipici del mondo arabo e mediorientale. L’orientalismo pittorico divenne, dunque, intorno alla metà dell’Ottocento, un vero genere artistico con un suo pubblico di amatori e collezionisti cui Zonaro, rispetto ad altri celebri pittori orientalisti quali Alberto Pasini, Ippolito Caffi, Cesare Biseo, seppe dare una forma e un’anima diversa. Sarà ancora una volta Firenze a costituire il teatro della ribalta per l’artista come già nel lontano 1943 quando, sotto l’incalzare degli esiti bellici e temendo per gli eventuali effetti che ciò avrebbe avuto per il patrimonio artistico nazionale, l’allora Soprintendente alle Gallerie di Firenze, l’architetto Giovanni Poggi, disponeva il ricovero di «sette casse contenenti dipinti e disegni del pittore Fausto Zonaro» presso la villa medicea di Cafaggiolo, ex residenza granducale ormai di proprietà dello Stato italiano, adibita, in quei tempi calamitosi, a deposito degli oggetti d’arte che vi si erano trasferiti per motivi di sicurezza1. La galleria dell’Accademia aveva così inteso offrire un contributo alla rivisitazione di un territorio che era stato coltivato ma che la polvere del tempo aveva finito col ricoprire. La più indicativa forma di preservazione del patrimonio artistico proviene però dall’incessante attività

to constitute the essential topics of Orientalist type painting. French in origin, it was in fact a ramification of Romanticism, in which artists elaborated paintings that were inspired by New Testament themes that were combined with Egyptian elements set in desert scenarios with humble interiors and characters in costumes typical of the Arab and Middle-Eastern world. Thus, around the middle of the 19th century, pictorial orientalism became a genuine artistic genre, with its own public of connoisseurs and collectors to which Zonaro – compared to other famous orientalist paints such as Alberto Pasini, Ippolito Caffi,and Cesare Biseo – succeeded in giving a different form and a different soul. Florence was once again to constitute the scene of the artist’s limelight, as it had already been in long-ago 1943 when, under the imminence of the outcomes of the war and fearing for the possible effects that this would have had on the national artistic patrimony, Architect Giovanni Poggi, who was then Superintendent of Galleries for Florence, arranged for the taking in of “seven crates containing paint-

Francesca Midiri

38


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

svolta dagli eredi del veneto Zonaro, i quali, giunti a Firenze pochi anni prima, si sono impegnati a mantenere viva la memoria del pittore; si pensi a capolavori pittorici come la Torre di Leandro destinata alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, le cui alte punte svettano dall’acqua, con una nebulosa di colori che la avvolgono e la isolano nella sua intatta bellezza, ancora l’Autoritratto acquistato per la Galleria degli Uffizi o agli eleganti sei disegni e schizzi condotti a china e matita, prevalentemente studi di figura dall’anatomia definita e rigorosa messa in risalto da giochi di chiaroscuro, che furono esposti durante la prima retrospettiva sul pittore tenutasi a Firenze nel 19482. Nei disegni, spesso stadi larvali dell’evoluzione di un’artista, si rivela l’attitudine e l’iniziale attività artistica di Zonaro di matrice veneta; essi, realizzati nell’arco della sua vita, aiutano ad impreziosire l’iter artistico del pittore con nuovi elementi. Nella collezione degli eredi sono, infatti, conservate raccolte che spaziano da Napoli a Padova, da Parigi a Istanbul, da Roma a Venezia, città che definiranno la varietà del suo stile e che mostrano come dal calibrato controllo accademico dei disegni dei primi anni (si vedano gli Studi di Nudi, La pittrice, il Suonatore di flauto, figura quasi mitologica venata di richiami classicheggianti), Zonaro passi a tratteggiare linee più morbide e armoniose come nella Composizione di 10 e 12 disegni, nel volto della figlia Mafalda o nelle pose dei Dervis¸ urlanti. Dopo l’esposizione fiorentina nel giro di due soli anni si erano susseguite mostre retrospettive in altre città italiane come Milano, Genova, per terminare con l’esposizione di Masi, sua città natale, nel 1949, in occasione della celebrazione del ventennale della morte. Tuttavia fu grazie alla mostra tenutasi nuovamente a Firenze nel 1977 presso la Galleria Alcyone, e probabilmente

ings and drawings by the painter Fausto Zonaro” at the Medici villa of Cafaggiolo, the former grand-ducal residence which by then had become the property of the Italian government. In those calamitous times, it was used as a deposit for art objects that had been transferred there for reasons of security1. The Gallery of the Academy had thus intended to make a contribution to the reassessment of a territory that had been cultivated but which the dust of time had ended up covering over. The most indicative form of preservation of the artistic patrimony came, however, from the incessant activity exercised by the heirs of Zonaro, a native of the Veneto. Having reached Florence a few years earlier, they committed themselves to keeping the painter’s memory alive. Just think of pictorial masterpieces such as the Tower of Leandro, destined for the Gallery of Modern Art at Palazzo Pitti, the high points of which rise from the water with a nebula of colours that envelop it and isolate it in its intact beauty; also, the Self-Portrait acquired for the Uffizi Gallery, or the six elegant drawings and sketches executed in Indian ink and pencil, mainly studies of a figure with a precise and meticulous anatomy made prominent by plays of chiaroscuro, which were displayed during the first retrospective exhibition on the painter, held in Florence in 19482. In the drawings, which are often larval phases of the evolution of an artist, Zonaro’s attitude is revealed together with the initial artistic activity of his Veneto roots. Realised over the span of his life, these help to enhance the painter’s artistic journey with new elements. In the heirs’ collection, in fact, are conserved collections that range from Naples to Padua, from Paris to Istanbul, from Rome to Venice: cities that were to define the variety of his style and demonstrate how, from the calibrated academic control of the drawings of his early years (see

Fausto Zonaro: an artist of several styles

39


Francesca Midiri

per la concomitanza con la rassegna biennale dell’antiquariato, manifestazione che era solita richiamare a Firenze una straordinaria affluenza di turisti ed esperti del mercato artistico, che il nome di Fausto Zonaro accese gli interessi di buona parte della critica italiana e straniera poiché mostre retrospettive furono organizzate sia in Italia sia ad Istanbul, la città adottiva ricca di fascino e magia che lo consacrò al successo internazionale e in cui trascorse venti anni della sua vita, dal 1891 al 1910, di cui ben quindici alle dipendenze del Sultano Abdülhamid II in qualità di pittore ufficiale di corte, imprimendo con la sua arte le varie sfaccettature del mondo orientale, cogliendone profumi, incanti, tradizioni, fondendo magistralmente ufficialità e realtà quotidiana: la chiave del suo successo presso la Sublime Porta. Ciononostante, anche se fu Istanbul a donargli maggior lode e fama, in quanto fu amato e apprezzato dai più prestigiosi ateliers turchi, arginare l’arte di Zonaro ai margini della corrente orientalista costituirebbe un errore di valutazione. L’artista giunse nella capitale ottomana con un corposo bagaglio culturale alimentato dalla fervida attività artistica realizzata tra Venezia, Roma, Napoli, Parigi per poi rientrare nella città lagunare. Nato il 18 settembre del 1854 e spronato da un ambiente familiare stimolante, Fausto Zonaro iniziò il suo apprendistato artistico all’ Istituto Tecnico di Lendinara per poi proseguire presso l’Accademia Cignaroli di Verona, grazie all’intercessione della nobildonna padovana di origini inglesi Stefania Etzerodt Omboni e il beneficio di una doppia borsa di studio, ricevuta dai due comuni di Masi e Lendinara. Da alcuni schizzi, molto rudimentali, usciti dalla matita dell’umile decoratore, la padovana Omboni comprese che vi era in Zonaro la stoffa, innovativa e

his Studies of Nudes, The Woman Painter, The Flute Player, an almost mythological figure veined with references in imitation of the classical style), Zonaro passed on to drawing softer and more harmonious lines, as in the Composition of 10 and 12 drawings, the face of his daughter Mafalda, or in the poses of Whirling Dervishes. After the Florentine exhibit, retrospective exhibitions had followed, one right after the other, within only two years, in other Italian cities such as Milan and Genoa, to end with the exhibition in Masi, his place of birth, in 1949, on the occasion of the twentieth anniversary of his death. Nevertheless, it was thanks to the exhibition held once again in Florence in 1977 at the Alcyone Gallery, and probably for the concomitance with the biennial antiques fair, a manifestation that usually attracted to Florence an extraordinary affluence of tourists and of experts of the art market, that the name of Fausto Zonaro sparked off the interest of a good part of the Italian and foreign critics, since retrospective exhibitions were organised both in Italy and in Istanbul, the adoptive city abounding in charm and magic that consecrated him to international success and where he spent 20 years of his life, from 1891 to 1910. For fifteen of those year, he was employed by Sultan Abdülhamid II in the capacity of official court painter, inculcating with his art the various nuances of the oriental world, gathering its perfumes, charms, and traditions, blending official character and daily reality with masterful skill: the key to his success at the Sublime Porta. Notwithstanding this, even if it was Istanbul that gave him the greatest praise and fame, since he was beloved and appreciated by the most prestigious Turkish ateliers, limiting Zonaro’s art to the margins of the orientalist current would constitute an error in judgement.

Francesca Midiri

40


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

forte, dell’artista e tale diventò frequentando l’ambiente accademico veronese attraversato in quegli anni da un’aria di rinnovamento artistico con nuove tecniche e risorse. A partire dagli anni Settanta del secolo si assiste, infatti, ad un processo di innovazione introdotto dal direttore Napoleone Nani che continuò l’indirizzo suggerito venti anni prima dalla riforma di Pietro Selvatico all’Accademia di Venezia, orientato ad una maggiore attenzione per la realtà quotidiana e il sentimento popolare, sostituendo all’interpretazione e allo studio di stampe e disegni quello di modelli solidi e sottoponendo ai suoi allievi la copia di figura dal vero. L’alveo Accademico rappresentò per il pittore un passo decisivo verso la grande arte: non solo era inserito in una delle più prestigiose scuole del nord Italia, ma condivideva quest’esperienza con giovani che, insieme a

The artist arrived in the Ottoman capital with a substantial cultural baggage, bolstered by the fervid artistic activity in which he had been involved between Venice, Rome, Naples, and Paris, to then return to the city of the lagoon. Born on 18 September 1854 and urged on by a stimulating family environment, Fausto Zonaro began his artistic apprenticeship at the Technical Institute of Lendinara, and then continued at the ‘Accademia Cignaroli’ of Verona, thanks to the intercession of the Paduan noblewoman of English origin, Stefania Etzerodt Omboni, and the advantage of a double scholarship, received from the two municipalities of Masi and Lendinara. From several very rudimental sketches, executed by the pencil of the humble decorator, the said Paduan woman Omboni understood that Zonaro possessed the innovative and strong talent of an artist. And so he became, by frequenting the environment of the Academy in Verona, which in those years experienced an air of artistic renewal, with new techniques and resources. Starting in the 1870s, in fact, a process of innovation introduced by the director, Napoleone Nani, could be witnessed there which continued the tendency suggested twenty years earlier by Pietro Selvatico’s reform at the Venice Academy. It was oriented at a greater attention to daily reality and popular sentiment, and replaced the interpretation and study of prints and drawings with that of solid models, as well as enabling his students to copy the human body from real life.

Tempesta, Napoli 1884-1889, stampa, collezione privata.

Fausto Zonaro: an artist of several styles

41


Francesca Midiri

lui, avrebbero lasciato un segno profondo nella pittura veneta del XIX secolo. Alessandro Milesi, Luigi Nono, Angelo Dall’Oca Bianca, Vincenzo De Stefani e Giacomo Favretto sono solo alcuni fra i nomi da menzionare fra i tanti compagni di studio di Zonaro che influenzeranno il suo stile di grande qualità espressiva e formale, ripercorribile lungo l’arco dei primi anni Ottanta del secolo ed antecedente al soggiorno napoletano e alla breve parentesi parigina, di poco precedente l’avventura verso Costantinopoli. Basti confrontare le inquadrature e il tratto di opere dal sapore quotidiano, l’atmosfera avvolgente de La traversata del marinaio di Milesi o i colorati e luminosi lavori del Favretto con le opere del primo periodo di Zonaro, per notare similitudini di stili. In particolare la lezione favrettriana, attraversata da quel realismo che sembrava accompagnare l’inizio della diaspora veneta e la crescente povertà della situazione post-unitaria, fu essenziale per la scelta di quadretti con giovani popolane intente nei propri diletti, temi caratteristici popolari e di genere di cui il semicerchio formato

Festa del Redentore,Venezia, olio su tela, cm 140 x 100, Collezione privata.

The academic channel for the painter took a crucial step in the direction of great art: not only was he well accepted in one of the most prestigious schools in northern Italy, but he was sharing this experience with young people who, together with him, were to leave a profound mark on 19th-century painting in the Veneto. Alessandro Milesi, Luigi Nono, Angelo Dall’Oca Bianca, Vincenzo De Stefani, and Giacomo Favretto are only a few of the names to be mentioned among Zonaro’s many fellow students who were to influence his style with great expressive and formal qualities that were practicable during the time span of the early 1890s and prior to his Neapolitan stay and the brief parenthesis in Paris, a short while before his Constantinople adventure. It is enough to compare the framings and the section of works that have an everyday flavor – the enveloping atmosphere of Milesi’s La traversata del marinaio [The sailor’s crossing], or the colourful, luminous works of Favretto – with the works of Zonaro’s first period to note similarities of styles. In particular, the lesson of Favretto, spanned by that realism that seemed to accompany the beginning of the Venetian diaspora and the growing poverty of the post-Unity period, was essential for the choice of small scenes containing young lower-class women intent on their own pleasures, characteristic popular themes, of a genre of which the semicircle formed by the thirteen young women playing while holding on to the train of the lost Devil’s Tail, combined with the magic of the bridges, ferryboats and festivals of the Feast of the Redeemer, would be the works that most of all included his entire essence. During his

Francesca Midiri

42


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

delle tredici giovinette che giocano tenendosi la coda della veste della perduta Coda del diavolo unita alla magia dei ponti, traghetti e sagre della Festa del Redentore, saranno le opere che ne racchiuderanno più di tutte l’essenza. Nel suo primo periodo, contraddistinto dalla breve permanenza a Roma a causa della leva obbligatoria dove l’artista realizzò i celebri acquerelli padovani che gli valsero il titolo di professore di disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Roma3, ad affiorare e vestire di modernità il linguaggio artistico di Zonaro è da annoverare la sicura familiarità con il mezzo fotografico; di fatto il rapporto tra realismo pittorico e la nuova tecnica daguerriana è un territorio dalla natura complessa, ma di sicuro questi due elementi si fondono insieme nell’arte di Fausto Zonaro, e sembra che anche Napoleone Nani fosse propenso ad un uso spontaneo dello strumento fotografico, quasi da reportage giornalistico, così come nei tagli prospettici scelti per le vedute cittadine da Favretto4 e da tutta la generazione nata tra gli anni quaranta e cinquanta diretta conseguenza della fotografia, e della sua penetrazione tra gli artisti tradizionali. Le riprese con apparecchi più agili consentivano ora all’artista di sostituire alle lunghe pose composte e particolareggiate, riprese più «veriste» e sia Zonaro sia sua moglie Elisa, musa ispiratrice nella vita e nell’arte, ne fecero uso nei loro lavori i cui soggetti erano ambientati perlopiù all’aperto. Nessun episodio del veneto Zonaro appare delimitato da spazi interni: nei pièce di scene quotidiane, nelle svariate occupazioni delle fanciulle popolane, perfino nelle scene di vita borghese e negli stessi ritratti, tutto sembra trasmettere un senso di dilatazione e una vocazione alla rappresentazione en plein air che contraddistinguerà buona parte del suo operato artistico.

first period, which was distinguished by a short stay in Rome to complete his obligatory military service, the artist executed the famous Paduan watercolours that won for him the title of Professor of Drawing at the Academy of Fine Arts of Rome3. To emerge and dress Zonaro’s artistic language with modernity is to consider his sure familiarity with photographic means. Indeed, the relationship between pictorial realism and the new daguerreotype technique is a territory with a complex nature. However, it is certain that these two elements are blended together in the art of Fausto Zonaro, and it seems that also Napoleone Nani was inclined to a spontaneous use of the photographic camera, almost of a journalistic reporter type. Just as in the perspectival approaches chosen by Favretto for the town views4, and by the entire generation born between the forties and fifties – a direct consequence of photography and of its penetration among traditional artists. The shots taken with more agile cameras then enabled the artist to replace the long composed and detailed poses, more “verism-like” shots, and both Zonaro and his wife Elisa, his inspirational muse in both life and art, made use of it in their works, the subjects of which were mostly set in the open air. No episode of the Veneto Zonaro had the appearance of being delimited by internal spaces: in the pièces of everyday scenes, in the various occupations of lowerclass girls, even in the scenes of middle-class life and in the same portraits, everything seems to transmit a sense of dilatation and vocation to the representation en plein air that distinguished a good part of his artistic work. Nevertheless, Naples was the city that most honed Fausto Zonaro’s pictorial style. The Neapolitan environment with its perfumes, alleys, colours, and sounds fascinated him intensely, to

Fausto Zonaro: an artist of several styles

43


Francesca Midiri

Tuttavia la città che maggiormente tornì lo stile pittorico di Fausto Zonaro fu Napoli; l’ambiente partenopeo con i suoi profumi, i vicoli, i colori, i suoni lo affascinarono molto, a tal punto da ascrivere la fase napoletana fra una delle più considerevoli per la formazione pittorica di Fausto. Il trasferimento avvenne circa nel 1871 anche se appare difficile ricostruirne con precisione l’arco cronologico a causa dei suoi continui spostamenti e della perdita di molte opere da legare a questa stagione. Di sicuro la primaria fonte di attrazione verso la scuola napoletana si originò dalla presenza di Eduardo Dalbono agli inizi degli anni Ottanta il cui stile influenzò una parte cospicua della sua produzione ritrattistica successiva lungo tutto l’arco della carriera: dalle tele dei primi anni come Angeliki, Mia figlia Jolanda, l’Autoritratto realizzato ad olio in piena maturità, ai finissimi ed eleganti pastelli quali la Pudica o Mia moglie Elisa. Il rapporto con la scuola napoletana, purificata nell’ottocento dagli ultimi residui tardi barocchi o caravaggeschi, e inseritasi in un più vasto movimento artistico paesaggistico tipico della Scuola di Posillipo, accentuò la propensione «realista» di Zonaro impreziosendo il suo stile con nuove suggestioni stilistiche e affinando ciò che aveva già appreso dalla pittura veneta. L’impronta accademica e formale dei primi anni lascia adesso il posto a una pittura più morbida ma allo stesso tempo più decisa e pastosa e la tavolozza cromatica si arricchisce di cromatismi forti e vivi: dal rosso all’arancio, al giallo caldo e avvolgente, per sfumare in colori fangosi. La deliziosa scenetta familiare del Primo Frutto, come anche la gestualità e l’espressività delle due donne protagoniste del dipinto Vecchie conoscenze o il dittico Primi Tuoni e Tempesta, sono solo alcune delle opere che mostrano come nell’ambiente partenopeo Zonaro elaborò con maggior vigore temi e

such a point that the Neapolitan phase has been ascribed as being one of the most important for Fausto’s pictorial training. The transfer took place in about 1871, even if a precise reconstruction of the chronological span seems difficult due to his continuous movements and to the loss of many works that could be linked to this period. Undoubtedly, the primary source of attraction to the Neapolitan school originated from the presence of Edouardo Dalbono, at the beginning of the 1880s: his style influenced a conspicuous part of Zonaro’s subsequent production of portraits for the entire span of his career, from the canvases of the early years, such as Angelika, My daughter Jolanda, and the Self-Portrait realized in oil in his full maturity, to the very fine and elegant pastels such as The Modest Woman or My Wife Elisa. His relationship with the Neapolitan school, purified during the 19th century by the last remainders of the late baroque or Caravaggesque style, was included within a vaster landscape artistic movement of the School of Posillipo. It accentuated Zonaro’s “realist” propensity, further embellishing his style with new stylistic suggestions and refining what he had already learned from Venetian painting. The academic and formal stamp of the first years now gave way to a painting that was more delicate but, at the same time, more decided and more mellow, and his chromatic palette was enriched by strong and vivid emphases on colour, from red to orange, to a warm and enveloping yellow, to then shade off into muddy colours. The delightful little family scene of The First Fruit, as also the gestural character and expressivity of the two women protagonists of the painting Old Acquaintances or the diptych Early Thunder and Storm, are only several of the works that demonstrate how, in the Neapolitan milieu, Zonaro elaborated with

Francesca Midiri

44


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

soggetti di vita quotidiana ripresi nelle piccole vie, nei tradizionali mercati, nelle piazze, e intrisi di giochi di luce mediterranea. Dalla lettura delle tante fonti pervenute, si rivela che più che quadri a soggetto essi potrebbero essere considerati veri e propri studi dal vero di un pittore aneddotico dotato di spirito d’osservazione nel rappresentare le passioni, i costumi e le abitudini popolane come quelle del citato dipinto Primi Tuoni in cui le giovani donne appaiono vestite di percallo a fiorami, e che son lì, una di fronte all’altra, le mani ai fianchi, nell’atto di insultarsi, parlano davvero, gesticolano, si mandano veri fulmini dagli occhi, dal volto, da tutta la persona5, un preludio alle baruffe e alle urla delle donne della nota tela Tempesta, un tumulto del quale resteranno tracce nelle graffiature dei volti e nelle ciocche dei capelli, seminati sul campo di battaglia6. L’incontro con le tante eccellenze che popolavano in quei tempi la ridente Napoli come Mariano Fortuny padre, Gioacchino Toma, Michele Cammarano, contribuì ad arricchire il suo modo di dipingere, in quanto erano tutti artisti che attingevano alla stessa sorgente artistica di Fausto, patinata di verismo sociale e fortemente influenzata dalla fotografia.

greatest vigour on themes and subjects of everyday life in the small streets, the traditional markets, in the squares steeped in plays of Mediterranean light. From a reading of the many sources that arrived, it is revealed that, more than extempore pictures, they could be considered real and proper studies from real life by an anecdotal painter endowed with a spirit of observation in representing lower-class passions, traditions and habits like those of the aforesaid painting Early Thunder and Storm, in which the young women are shown dressed in flower-patterned percale, and are there, one in front of the other, their hands on their hips, in the act of insulting each other: they are really speaking, they gesticulate, real lightning is being sent by their eyes, from their faces, from their entire persons5, a prelude to the scuffles and to the shouts of the women in the well-known painting Thunder Storm, a tumult the traces of which will remain in the scratches on their faces and in the locks of hair strewn over the battlefield6. The meeting with the many perfections which in those times used to populate charming Naples, such as Mariano Fortuny father, Gioacchino Toma, and Michele Cammarano, contributed to enriching his way of painting, since they were all artists who drew on the same artistic source as Fausto, one coated with social verism and strongly influenced by photography. The masterpiece which by far evidenced the realism of Zonaro’s painting was, however, ‘O Pazzariello, a work with a choral structure and with a complex composition on which the critics

Fior di bosco,Venezia 1889 olio su tela, cm 245 x 137, Collezione Museo Sabanci Istanbul.

Fausto Zonaro: an artist of several styles

45


Francesca Midiri

In medium stat virtus,Venezia 1887, olio su tela, cm 84 x 58, courtesy of Chrtisie’s London.

Il capolavoro che in assoluto evidenzia il realismo della pittura di Zonaro è però ‘O Pazzariello, un’opera dall’impianto corale e dalla composizione complessa su cui la critica ha concentrato maggiore attenzione, tanto da essere decantata sulle pagine di una nota rivista tedesca «L’Illustrirte Zeitung». In essa l’artista dà corpo ad un’ampia scena di popolo festoso, brulicante di vita e sfavillante di colori, densa di richiami alla vivace baldoria della Festa di Piedigrotta, il soggetto prediletto di tanti pittori napoletani durante la quale «lo strepito è colossale non si distingue più nulla: è il fragore di una tempesta»7. Ma più chiari appaiono i parallelismi con il verismo del pittore Vincenzo Migliaro, in particolare osservando la prospettiva, la disposizione delle figure, le luci e gli angoli della città, non possono non affiorare alla mente alcune meraviglie pittoriche quali Al mercato, L’arco di santo Eligio a Napoli, Mercatino rionale. Dal punto di vista tecnico sembra che fu proprio dall’inizio del soggiorno napoletano che Zonaro maturò il gusto per il pastello, una tecnica molto amata da pittori come Paolo Michetti (con il quale condivideva anche la passione per il mezzo fotografico) ed Eduardo Dalbono, e attraverso di essa realizzò gli eleganti ritratti e gli armoniosi paesaggi che ritroveremo nella sua intera produzione artistica, soprattutto nella finale stagione sanremese. Rispetto ai lavori prodotti a Venezia le vedute, le marine, gli scorci cittadini e i paesaggi napoleta-

concentrated their main attention, to the point of its being praised to the skies on the pages of a famous German magazine «L’Illustrirte Zeitung». In it, the artist gives substance to a detailed scene of a celebrating populace that teems with life and sparkles with colours, dense in references to the lively merry-making of the Festa of Piedigrotta, the favourite subject of many Neapolitan painters, during which «there is a huge amount of noise, nothing more can be recognized: it is the roar of a thunderstorm»7. But the parallelisms with the verism of the painter Vincenzo Migliaro appear to be clearer: in particular, when observing the perspective, the arrangement of the figures, the lights and the locations of the city, it is impossible not to bring to mind several pictorial marvels, such as At the market, the Arc of St Eligio in Naples, and The Weekly Market. From a technical point of view, it seems that it was indeed from the very beginning of his stay in Naples that Zonaro matured a taste for pastels, a

Francesca Midiri

46


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

ni sottintendevano maggiore definizione, tagli più precisi, e il tocco delle sue pennellate, così nutrite e vive, erano intrise di una luminosità che esaltava la sempre più eccitata cromia. Il pittore ideò per la città quasi un grande giardino di fiori e piante multiformi, dai filiformi Cardi alle Ginestre della campagna vesuviana, traendone un ciclo di vedute a pastello realizzato sui bozzetti riportati da Napoli a Venezia, poi acquistati per Villa Simes-Contarini, purtroppo rubati e non più rintracciati. Le doti artistiche di Zonaro catturarono l’interesse dei più famosi artisti del momento per esempio Attilio Pratella o il grande Filippo Palizzi che giunse perfino a tesserne le lodi in una lettera di presentazione al suo rientro a Venezia, come ricorda lo stesso Zonaro nelle Memorie. Tuttavia lo spettatore attento noterà nelle macchie di colore e nella luminosità degli studi sui paesaggi di Napoli un debito verso i dettami della pittura impressionista che Fausto Zonaro apprese durante la sua permanenza a Parigi nel 1888; un anno denso di cambiamenti che rivoluzionarono il mondo dell’arte in primis lo scioglimento del gruppo impressionista e i relativi spostamenti dei suoi fautori. Più di uno studioso ha cercato di

technique greatly loved by painters such as Paolo Michetti (with whom he also shared a love for photography) and Edouardo Salbono. Through it, he realized the elegant portraits and harmonious landscapes that we shall find in his entire artistic production, above all in the final season at Sanremo. Compared to the works produced in Venice, the views, seascapes, town views, and the Neapolitan landscapes hinted at greater definition, more precise approaches, and the touch of his paintbrushes, so substantial and lively, were infused with a luminosity that exalted the always more excited shade of colour. The painter devised for the city almost a large garden of flowers and multiform plants, from spindly Cardoons to the Spanish Broom of the countryside around Vesuvius, deriving from them a cycle of pastel views realized in the preliminary sketches brought from Naples to Venice, which were then acquired for Villa Simes-Contarini. Unfortunately, these were stolen and never found again. Zonaro’s artistic gifts captured the interest of the most famous artists of the moment, for example Attilio Pratella and the great Filippo Palizzi. The latter even arrived at singing his praises in a letter of introduction upon his return to Venice, as the same Zonaro recalled in his Memorie. Nevertheless, the careful spectator will note in the daubs of colour and in the luminosity of the studies on the Neapolitan countryside a debt with the dictates of impressionist painting that

Rio, Venezia 1884-1888, olio su tavola, cm 25 x 14, collezione privata.

Fausto Zonaro: an artist of several styles

47


Francesca Midiri

Concerto in famiglia, Parigi 1888 olio su tela, cm 60 x 80.6, collezione privata.

relegare il periodo parigino a semplice laboratorio sperimentale per l’artista, una fase di ricerca e di osservazione per rinnovare la sua maniera, per conto poco produttiva, vista la scarsità delle opere pervenute; in realtà l’avere scelto di prendere uno studio al numero 36 di Boulevard de Clichy, cuore pulsante dei centri moderni dell’arte, e avere aperto una scuola di acquerello frequentata da fanciulle e dame della migliore società, fu la prova di quanto al contrario fertile dovesse essere la sua attività pittorica, le cui primizie furono probabilmente, nel corso del tempo, andate distrutte o disperse tra vari traffici collezionistici. A Parigi grazie alla visione delle grandi esposizioni alla Galleria di George Petit o di Bussod et Valadon, Zonaro fu indotto a vedere e a trattare l’arte in modo diverso da come sino a quel momento era stato in grado di fare; dalla tavolozza del pittore scomparvero linee eccessive di colore, e i contorni delle sue figure si ammorbidirono, si affinarono, senza perdere l’unicità della sua linea creativa. Le due tele Fior di campo e La modella ne rappresentano la più chiara manifestazione: l’una, esposta alla mostra internazionale di Parigi ed elogiata dalla critica per la semplicità di mezzi con la quale fu realizzata, vede protagonista una fanciulla distante dalle formose e colorate figure delle popolane veneziane e

Fausto Zonaro learned during his stay in Paris in 1888. This was a year packed with changes that revolutionized the world of art, in primis the breaking up of the Impressionist group and the relative movements of its promotors. More than one scholar has sought to relegate the Parisian period to a simple experimental laboratory for the artist, a phase of research and observation in order to renew his style [manner], on the other hand lacking in productivity, given the scarcity of works that arrived. In reality, to have chosen to take a studio at Boulevard de Clichy number 36, the pulsing heart of the modern centres of art, and to have opened a watercolour school attended by girls and ladies of the best society, were the proof of how fertile, on the contrary, his pictorial activity must have been, the early fruits of which were probably destroyed over the course of time or dispersed amid various collectionrelated activities. In Paris, thanks to the vision of the great exhibitions in the Gallery of George Petit of Bussod et Valadon, Zonaro was induced to see and treat art in a way that was different from what he had been capable of doing until that moment: excessive lines of colour disappeared

Francesca Midiri

48


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

napoletane, bensì una figura idealizzata, evanescente, un’apparizione purissima ove il candore della veste conferisce un’impressione di marmorea scultura evocando divinità classiche. L’altra, realizzata subito dopo il ritorno da Parigi, mostra l’evoluzione dello stile di Zonaro come si nota dallo sguardo della Modella, diverso dai suoi primi volti femminili, così carico di profondità e sensualità; le onde dei capelli donano sinuosità e fluidità, i colori appaiono più avvolgenti, quasi venati di trasparenza, messi in risalto da una luce cristallina che si riflette nei braccialetti della ragazza. Zonaro seppe così utilizzare la tecnica impressionista per terminare rapidamente bozzetti e tavolette, studi condotti a contatto diretto con la realtà, ma mostrò anche di sapere ricorrere ad uno stile ottocentesco, analitico e pieno di colori quando si trattava di realizzare composizioni di vasto respiro, elaborate solitamente su tela e in studio. Rientrato nel 1889 a Venezia, rassegnato e amareggiato per un mercato italiano che sembrava non volere o potere comprendere la grandezza del suo genio artistico, Zonaro attraversò dure difficoltà economiche, «l’uomo stretto dalla necessità minacciava di uccidere l’artista, ma nella lotta questi vinse»8. Da qui la decisione di partire alla volta di Costantinopoli: si apre la stagione orientalista la quale porterà a Zonaro gloria e successo internazionale. In realtà nel 1893, trascorsi i primi due anni dal trasferimento ad Istanbul, Zonaro nutriva ancora la flebile speranza di riuscire a ottenere fortuna in patria, riunendo le opere invendute presso le varie esposizioni italiane a Padova ed esponendole assieme ai suoi primi lavori costantinopolitani; segno di un atteggiamento e di un arte cosmopolita. Durante gli anni trascorsi a Istanbul l’artista riuscì a conseguire per talento e coraggio, onori,

from the painter’s palette, and the silhouettes of his figures became softened, refined, without losing the unique quality of his creative line. The two paintings Wild Flower and The Model represent the clearest manifestation of this : the first, displayed at the international exhibition in Paris and praised by the critics for the simplicity of the means with which it was realised, has for its protagonist a girl who is very far from the curvaceous and colourful figures of the Venetian and Neapolitan lower-class women, but rather is an idealized, indistinct figure, a very pure apparition in which the whiteness of her dress confers an impression of marble sculpture that evokes classical divinities. The second, which was realized immediately after his return from Paris, illustrates Zonaro’s evolution in style, as can be noted from the Model’s gaze, which is different from his early female faces, so charged with profundity and sensuality. The waves of hair impart sinuosity and fluidity; the colours appear to be more enveloping, almost veined with transparency, and made prominent by a crystalline light that is reflected in the girl’s bracelet. Zonaro thus learned to utilise the impressionist technique in order to terminate preliminary sketches and panels rapidly: studies conducted in direct contact with reality. But he showed once again that he knew how to resort to a 19th-century style, one that was analytical and full of colours, when it was a question of realizing far-reaching compositions, usually elaborated on canvas and in the studio. In 1889 on his return to Venice, resigned and embittered by an Italian market that seemed not to want or not to be able to understand the greatness of his artistic genius, Zonaro encountered severe economic difficulties: «the man, crushed by necessity, threatened to murder the artist, but in the fight the latter won»8. Hence, the decision to leave at any one time for Constantinople: the

Fausto Zonaro: an artist of several styles

49


Francesca Midiri

riconoscimenti internazionali e il suo nome iniziò ad imporsi con forza nel circuito mercantile seppur mantenendo un ponte con l’Europa rientrando frequentemente in Italia, partecipando a piccole esposizioni, sostenuto dalla preziosa e instancabile attività diplomatica e fotografica della moglie Elisa che si era impreziosita grazie agli studi effettuati direttamente dalla donna a Parigi presso l’atelier di Eugène Pirou e che le valsero il privilegio di divenire la prima donna diplomata in fotografia. La figura di Elisa appare dunque essenziale per la promozione e per il passaggio di dettagli tecnici che determinarono l’unicità dello stile pittorico di Zonaro, ella infatti, divenne la fotografa ufficiale del marito e delle sue opere e molti soggetti furono realizzati solo grazie alla precedente visione delle fotografie sugli stessi, scattate da Elisa. Il pubblico che osserva con attenzione la produzione orientalista di Fausto Zonaro è come se godesse del privilegio di visitare la magica città del Bosforo entrando nella moschee e negli harem ammirando nelle bellissime e numerose proiezioni l’opera feconda di un tale geniale pittore. La vena pittorica di Fausto fu inesauribile e in breve tempo fissò sulla tela tutte le scene che lo colpirono; da paesaggista raffinato e talentuoso quale fu sempre stato, Zonaro continuò, nei primi anni in Oriente, a comporne di innumerevoli dapprima sotto forma di bozzetti, tavolette, acquerelli, per poi passare agli oli su tavola o su tela che mostrano quanto particolareggiata e intima fosse la riproduzione del paesaggio, la risultante di un animo che sapeva, prima che osservare, percepire l’incanto di un mondo altro. Si pensi alla rappresentazione del Bosforo con le sue acque tranquille solcate da molteplici e diverse imbarcazioni, le sue sponde lungo le quali s’intravedono palazzi e giardini. Nel dipinto La punta del serraglio alle spalle delle imbarcazioni

orientalist season began and was to bring Zonaro glory and international success. In reality in 1893, the first two years from his move to Istanbul having passed, Zonaro still cherished the feeble hope of succeeding in making his fortune in his native land by collecting together the works unsold at the various Italian exhibitions in Padua and exhibiting them together with his early Constantinople works: the sign of an attitude and of a cosmopolitan art. During the years he spent in Istanbul, the artist succeeded in achieving – thanks to his talent and courage – international recognitions, and his name began to assert itself strongly on the mercantile circuit, although he maintained a bridge with Europe by returning frequently to Italy, participating in small exhibitions, sustained by the precious and untiring diplomatic and photographic activity of his wife Elisa, who had enhanced herself, thanks to studies directly carried out by women in Paris at Eugène Pirou’s atelier which earned for her the privilege of becoming the first woman diplomat in photography. Elisa’s person thus appeared to have been essential for the promotion and for the passage of technical details that determined the unique quality of Zonaro’s pictorial style. In fact, she became her husband’s official photographer as well as for his works, and many subjects were realized only thanks to the preceding screening of photographs of the same, taken by Elisa. It was as though the public that attentively observed Fausto Zonaro’s orientalist production obtained enjoyment from the privilege of visiting the magic city of the Bosporus, entering the mosques and the harems, admiring in the very beautiful and numerous projections the productive work of such a genius of a painter. Fausto’s pictorial vein was inexhaustible, and in a short

Francesca Midiri

50


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

si scorgono velieri, barche, piroscafi, ma soprattutto emerge la magnifica Stambul con il Topkapi, le cupole delle moschee e i minareti immersi tra il blu del mare, gli sprazzi di turchese del cielo, il blu e il viola che rendono l’idea di un tramonto. Nonostante abbozzata in fretta quest’opera riesce a trasmettere insieme l’animazione del Bosforo e del Corno d’Oro e l’incanto della città e dell’ora9, ma soprattutto l’attrazione dell’artista per il motivo acquatico tipico dei primi anni, che denota un forte legame con la tradizione veneziana. I medesimi elementi delle barche, le luci e l’ombra, il cielo puntellato di vapori e fumi ritornano anche in Galata in porto ma, memore della lezione napoletana, il pittore rende la scena più chiara e intrisa di realismo. Una raffigurazione di paesaggio all’aria aperta può essere osservata anche in La fontana di Anadolü Hisari, uno dei dipinti in cui l’attenzione di Zonaro si concentra su una delle numerose e belle

time he set down on canvas all the scenes that struck him particularly: they consisted of refined and talented landscapes, much as they had always been. Zonaro continued in his early years in the Orient to execute countless numbers of them, first in the form of primary sketches, panels, watercolours, and then passing to oils on wood or on canvas, which demonstrated how detailed and intimate was the reproduction of the landscape, the outcome of a mind that was able – rather than observe – to perceive the enchantment of another world: the result of a brain that– rather than observe – knew how to perceive the enchantment of another world. Just think about the representation of the Bosporus with its tranquil waters furrowed by multiple and different types of boats, its shores along which palaces and gardens can be glimpsed. In the painting La punta del seraglio, behind the boats cam be seen sailboats, boats, and steamships; but above all magnificent Istanbul emerges with the Topkapi, the domes of the mosques, and the minarets immersed between the blue of the sea, the turquoise flashes of the sky, and the blue and violet that render the idea of a sunset. Despite the fact that he hurriedly blocked out this work, he succeeded in transmitting both the animation of the Bosporus and the Golden Horn and the charm of the city and of the hour. Consider the representation of the Bosporus9, but above all the artist’s attraction for the water motif typical of his early years, which

La modella, Parigi 1888, olio su tela, cm 65 x 40, collezione privata.

Fausto Zonaro: an artist of several styles

51


Francesca Midiri

fontane che costellano la capitale: la tecnica e la resa del colore sono di natura impressionista, anche se il quadro risente molto delle ambientazioni dei lavori di pittori quali Alberto Pasini e Stefano Ussi. In ognuno di questi paesaggi si legge la summa pittorica di Zonaro, nell’uso del colore nei tagli prospettici e nella luce: i frutti di quello che aveva appreso dalla lezione veneziana, napoletana e parigina. Dai paesaggi il pittore di Masi si espresse a raffigurare diversi e svariati luoghi osservando le usanze, le cerimonie e i costumi di quel mondo, cogliendo ad esempio la suggestione dei cimiteri orientali, delle moschee dai tagli fotografici sempre più evidenti (servendosi spesso dello strumento fotografico per poi rielaborare i temi in studio) e degli accesi frammenti di vita popolare, di strada,

Pescatori alla bilancia, Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 59.5 x 86, Museo Pera Istanbul.

denotes a close link with the Venetian tradition. The same elements of the boats, the lights and shade, the sky dotted with fumes and vapours, return also in Galata in porto. However, mindful of the Neapolitan lesson, the painter makes the scene clearer and more infused with realism. A landscape depiction in the open air can also be observed in The Fountain of Anadolü Hisari, one of the paintings in which Zonaro’s attention is concentrated on one of the numerous beautiful fountains that decorate the capital: the technique and the rendering of the colour are Impressionistic, even if the painting greatly feels the influence of the settings of the works of painters such as Alberto Pasini and Stefano Ussi. In each of these landscapes Zonaro’s pictorial summation can be interpreted in the use of colour in the perspective styles and in the light: the fruits of what he had learned from the Venetian, Neapolitan and Parisian lessons.

Francesca Midiri

52


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

di scorci. Riguardo quest’ultimo aspetto fu appunto la città partenopea a rappresentare il punto di raccordo di questa sua naturale predisposizione che trovò il modo di esprimersi anche in Oriente. Il pittore ha lasciato un repertorio di opere finite, disegni e bozzetti che toccano i più svariati aspetti del vivere quotidiano locale, di cui il volume che egli curò insieme al critico francese Adoplhe Thalasso, dal titolo Dèri Séadet ou Stamboul la porte du bonheur, offre uno straordinario affresco sulla quotidianità a Costantinopoli ai primi del Novecento. Tra i più famosi dipinti da collegare a questo filone riproponiamo la deliziosa scenetta popolare, un poco alla Favretto, Barbieri all’aria aperta dove Zonaro raffigura con echi a tratti napoletani e a tratti impressionisti, i barbieri svolgere le loro attività all’aperto con fare veloce, dove per quanto poveri essi siano «questi berberi ostentavano asciugamani di una bianchezza candida come la neve, e le loro brocche e i loro piatti da barba risplendevano come minuscoli soli di fuoco»10. Dal 1896 anno in cui ottenne dal sultano Abdülhamid II l’ambito titolo di pittore di corte, l’opera di Zonaro si adeguò ad assecondare i gusti della corte quindi i cerimoniali, l’esercito, le feste tradizionali divennero i temi principali dei suoi lavori pur non tralasciando la sua tradizionale iniziale produzione paesaggistica e di costume. Zonaro fu dunque impiegato per una serie di dipinti storici e celebrativi di eventi ufficiali che spesso erano commissionati dal sultano per decorare le pareti dei suoi palazzi. La fiducia e la stima che il pittore riuscì a guadagnarsi fu tale da spingere Abdülhamid a ricompensarlo con un palazzo di tre piani al numero 50 di Akaretler Sokak il quale divenne non solo la fucina e il centro di esposizione per l’artista, ma soprattutto un luogo di passaggio per vari personaggi, di scambio e di promozione per l’arte di Zonaro.

From landscapes the painter of Masi expressed himself by depicting different and various places, observing the traditions, the ceremonies and the customs of that world, seizing upon – for example – the evocative power of the oriental cemeteries, of the mosques with the always more evident photographic approaches (often making use of the photographic camera to then reprocess the themes in the studio), and of the vivid fragments of popular life, the road, views. With regard to the latter aspect, it was indeed thanks to the city of Naples, which represented the junction of this natural predisposition of his, that he found the way to express himself also in the Orient. The painter left behind a catalogue of finished works, drawings and preliminary sketches that touch on the most varied aspects of local everyday life, the volume of which that he edited together with the French critic Adolphe Thalasso, entitled Dèri Séadet ou Stamboul, la porte du bonheur, offers an extraordinary fresco of everyday nature in Constantinople in the early years of the 20th century. Among the most famous paintings that are to be associated with this vein, we can propose the delightful little scene, somewhat in the style of Favretto, Barbieri all’aria aperta, in which Zonaro depicts – with echoes that at times are Neapolitan and at times Impressionistic – barbers doing their work in the open air with great speed, where – however poor they might be – «these barbers made a show of snow-white towels, and their barber’s water jugs and plates shone like tiny suns of fire»10. From 1896 on, the year in which he obtained from Sultan Abdülhamid II the sought-after title of court painter, Zonaro’s work adjusted itself to indulging the tastes of the court. Thus,

Fausto Zonaro: an artist of several styles

53


Francesca Midiri

Un capolavoro senza tempo della densa produzione orientalista è senza dubbio Il reggimento di cavalleria di Ertg˘hrul che, in una soluzione moderna, coniugava l’aspetto ufficiale e il realismo del mondo orientale, e che valse a Zonaro la nomina imperiale a pittore di corte. In essa possiamo osservare una nota sottile di verismo (di certo anche per la sua derivazione fotografica da un’istantanea di Elisa), nel volgere della testa del secondo soldato a cavallo, della gente del popolo che collocata a sinistra ammira l’evento e questo sarà l’elemento distintivo dell’arte di Zonaro e forse causa del successo riscosso presso la corte. Se Fausto Zonaro, amò da sempre girovagare per le strade imprimendo con la pittura quello che di più semplice riscontrava nel vivere comune, ugualmente straordinarie dovettero apparirgli le feste popolari cui talvolta partecipava egli stesso, dove sono messi a nudo rituali e tradizioni della religiosità orientale che maggiormente trasmettono il sapore di tradizioni esotiche. Si tratta di un gruppo di opere realizzate dopo un’attenta documentazione, prendendo appunti e realizzando schizzi, come La festa del Bairam dal taglio moderno e da inquadrature molte ravvicinate dei volti dei personaggi che conferiscono un coinvolgimento emotivo agli occhi di chi li osserva. Ricco d’impatto anche il quadro Dervisci Rufai urlanti ,una setta religiosa con luogo di culto a Scutari, così come in 10 Muharram, che narrava del cerimoniale di una setta sciita, i dervisci Bektashi; si nota una studio spettacolare dei corpi e delle teste insanguinate, la resa oscura e illuminata solo dalla luce delle fiaccole, evocante le atmosfere dei quadri di Goya, e l’imam che avanza mentre gli adepti si autoflagellano. Zonaro con la sua arte, rappresentò molto bene anche schiere armate in battaglia o incontri ed eventi politici ufficiali: dall’Attacco alla baionetta della fanteria turca alla visita del Kaiser Guglielmo II al

its ceremonials and etiquette, army, and traditional celebrations became the main themes of his work, while he did not overlook his traditional initial production of landscapes and costumes. Zonaro was therefore employed for a series of historic and celebrative paintings of official events which were often commissioned by the Sultan as decorations for the walls of his palaces. The trust and esteem that the painter succeeded in winning for himself was such that Abdülhamid decided to reward him with a three-storey palace at number 50, Akaretler Sokak, which became not only fertile ground and a display centre for the artist, but above all a place of passage for various personages, and of exchanges and promotions for Zonaro’s art. A timeless masterpiece of the dense orientalist production is unquestionably the Cavalry Regiment of Ertg˘hrul which, in a modern solution, combined the official aspect and the realism of the oriental world, and won for Zonaro the imperial appointment as Court Painter. In it we can observe a subtle note of verism (certainly also for its photographic derivation from a snap taken by Elisa) in the depicting of the head of the second mounted soldier, of the people of the population who – gathered on the left – are admiring the event. And this was to be the distinctive element of Zonaro’s art, and perhaps the reason for the success that he earned at court. If Fausto Zonaro had always loved to wander the streets, imprinting in painting the simplest things that he encountered in common daily life, equally extraordinary had to appear to him the popular celebrations in which at times he himself participated, where rituals and traditions of oriental religiosity that most greatly transmitted the flavor of exotic traditions were laid bare. This was a group of works realized after a careful documentation, the taking of notes and the

Francesca Midiri

54


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

Dolmabahçe dove il Sultano chiese al pittore di allestire le stanze dell’edificio. Non mancarono nella stagione orientalista i finissimi ritratti animati da maggiore forza introspettiva come quello realizzato per la figlia del sultano Refia Sultan dai toni rosati, quello tanto discusso del sultano stesso Abdülhamid II in tre pose, anche se Zonaro va elogiato specialmente per avere dato forma alla bellezza orientale femminile: vive hamam si alternavano, infatti, ad affascinanti hanum, donne orientali con o senza velo, odalische. Un magnifico dipinto come Il trittico dell’hamam, venduto all’esposizione di Londra del 1904 e che con successo univa lo studio del vero alle reminiscenze classiche, aprì una finestra sull’universo femminile orientale che soltanto Elisa, in quanto donna, poté con la fotografia immortalare così da vicino, offrendo al marito Fausto l’esclusività del fascino di una visione ad egli proibita.

realisation of sketches, such as The Festival of Bairam with its modern style and with very close shots of the faces of the personages which conferred an emotional involvement on the eyes of whoever was observing them. Abounding in impact is also the painting Rufai Whirling Dervishes, a religious sect with its place of worship at Scutari, just as in 10 Muharram, which narrates the etiquette of a Shiite sect, the Bektashi dervishes. A spectacular study of the bodies and blood-soaked heads, the colour output is dark (gloomy and lighted only by the light of torches, thus evoking the atmosphere of many of Goya’s paintings, and the imam who advances while the disciples scourge themselves. With his art, Zonaro represented very well also armed formations in battle or official political encounters and events: from the Bayonet Attack of the Turkish infantry during the visit of Kaiser Wilhelm II to the Dolmabahçe, where the Sultan requested the painter to prepare the rooms in the building. During the orientalist period, there was a plethora of very fine portraits animated by a greater introspective force, like the one realised for the daughter of Sultan Refia Sultan with its pinkish tones, the greatly-discussed one of the same Sultan Abdülhamid II in three poses, even if Zonaro was praised especially for have given form to oriental feminine beauty: live hamams were in fact alternated with fascinating hanums, oriental women with or without

Amor Materno, Istanbul 1900, olio su tela, cm 94 x 68, collezione privata.

Fausto Zonaro: an artist of several styles

55


Francesca Midiri

Nonostante il successo costruitosi a Costantinopoli, Zonaro in quegli anni non smise di tenersi aggiornato sui movimenti europei e italiani tanto da partecipare con proprie opere ad alcune manifestazioni artistiche di rilievo come all’Esposizione Internazionale di Belle Arti a Barcellona (1894), all’Esposizione universale di Parigi (1900) e a Firenze al Concorso promosso da Vittorio Alinari (uno dei tre famosi figli di Leopoldo Alinari, fotografo ed editore a Firenze) nel 1899, nella quale presentò un dipinto avente come tema l’amor materno che vinse il primo premio e si

Torre di Leandro, Istanbul 1908, olio su tavola, cm 21.5 x 36.5, collezione privata.

a veil, odalisques. A magnificent painting like The Triptych of the hamam, which was sold at the exhibition in London of 1904 and successfully combined a real life story with classical reminiscences, opened a window on the female oriental female universe that only Elisa, being a woman, could immortalize so close up with her photography. She thus offered her husband Fausto the exclusivity of the fascination of a vision from which he was prohibited. Despite the success reaped at Constantinople, in those years Zonaro always kept himself up to date on European and Italian movements, to the point of participating with his own works in several important artistic manifestations, such as the International Exhibition of Fine Arts in Barcelona (1894), the World’s Fair in Paris (1900), and at Florence in the competition promoted by Vittorio Alinari (one of the three famous sons of Leopoldo Alinari, the Florentine photographer and editor) in 1899, in which he presented a painting with maternal love as the theme. It was awarded First Prize, and won for him the honour of having it appear on the cover of spelling books for elementary schools11. The painting was left by Vittorio to his oldest daughter, Paola

Francesca Midiri

56


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

guadagnò l’onore di essere riprodotto sulla copertina degli abbecedari per le scuole elementari11. Il dipinto fu lasciato da Vittorio a sua figlia maggiore Paola Alinari Rolli come regalo di nozze ed esposto nel Museo Marini a Firenze dal 2002 al 2003 e di esso, è presente anche una seconda versione voluta dal Sultano Abdülhamid che si trova nel Palazzo di Dolmabahçe. In questo lavoro Zonaro fonde il gusto occidentale e orientale, tende ad una sorta di «rinascita dell’idealismo» che trova espressione soprattutto a Firenze nelle teorizzazioni apparse sulla rivista «Il Marzocco» fin dal 189612. Il tema della madre e del bambino merita attenzione perché Zonaro con questo dipinto diede sembianze umane al divino, scegliendo soggetti reali come modelli: la sorella Leonia in visita a Istanbul e il secondo figlio Maurizio. Con il mutamento dello scenario politico iniziò la fase discendente della fortuita parabola artistica di Zonaro in Turchia dal momento che il nuovo governo ebbe la ferma intenzione di disfarsi di tutto ciò che fosse legato al vecchio regno di Abdülhamd II, dunque anche la personalità artistica di Zonaro divenne non gradita, nonostante avesse continuato a produrre lavori di grande valore. Dal labirinto intricato di delusioni e amarezze in cui era sprofondato l’artista ne uscì con l’entusiasmo e il rispetto che serbava per la sua arte; ricostruì i pezzi della sua vita dapprima a Roma, ma «l’Oriente misterioso che mi tiene ancora in pugno» come scriveva lui stesso nelle sue Memorie, gli offrì la spinta per trasferirsi a Sanremo, l’altra città che Zonaro amò nella stessa misura di Costantinopoli e che lo rilanciò nel mondo internazionale dell’arte come esponente di punta della pittura italiana dei primi del Novecento. La riviera ligure, meta di una clientela artistica ricca e cosmopolita, si schiudeva in tutta la sua bellezza, offrendo all’artista lo

Alinari Rolli, as a wedding present, and was exhibited in the Marini Museum in Florence from 2002 to 2003. There is a second version of it that was commissioned by Sultan Abdülhamid II, which is in the Palace of Dolmabahçe. In this work, Zonaro combined western taste with oriental taste, and tended towards a sort of «rebirth of idealism» which found expression above all in Florence, in the theorisation that appeared in the periodical «Il Marzocco» from 1896 on12. The theme of the mother and child deserves attention, because with this painting Zonaro bestowed human likeness on the divine by choosing real subjects as models: his sister Leonia, who was visiting Istanbul, and his second son, Maurizio. The descending phase of Zonaro’s fortunate artistic parabola in Turkey began with the change in the political scene, since the new government had the firm intention of getting rid of everything that had had any connection with the old reign of Abdülhamid II. Thus, also the artistic personality of Zonaro became undesirable, despite the fact that he had continued to produce works of great value. From the intricate labyrinth of delusions and bitterness into which he sank, the artist came out of it with the enthusiasm and respect that he cherished for his art. He rebuilt the pieces of his life, first of all in Rome. However, “the mysterious Orient still holds me in its power” – as he himself wrote in his Memorie. This offered him the stimulus to move to Sanremo, the other city that Zonaro loved as much as he loved Constantinople and that re-launched him in the international art world as a leading expert in early 20th-century Italian painting. The Ligurian Riviera, the destination of an artistic clientele that was rich and cosmopolitan, reopened in all its beauty, offering the artist the occasion for new landscapes lost in reverie, steeped in light

Fausto Zonaro: an artist of several styles

57


Francesca Midiri

spunto per nuovi sognanti paesaggi, intrisi di luce e di romantiche visioni, e segnando il contrasto tra la nostalgia per la magia e i sapori dell’Oriente e la continua volontà di aggiornamento. Il suo stile avanzava ormai su due binari paralleli, la luce e il colore, le due componenti essenziali che ne definiscono l’arte, il leitmotiv di ogni suo dipinto. Egli si mise dunque al lavoro riproducendo quadri di soggetto orientalista e insieme dedicandosi a quelle vedute care ai collezionisti stranieri: i paesaggi di Sanremo, Bussana, Ospedaletti Ligure e di altri borghi della costa e dell’entroterra con i suoi remoti villaggi di montagna e dei suoi abitanti. Un’opera che recava con sé gli echi della florida produzione orientale fu Bordighera da capo S. Ampeglio realizzata nel 1924; l’artista la raffigurò dall’alto con il mare sullo sfondo mentre in primo piano primeggiavano case perse tra una rigorosa distesa di verde. Sembrava di rivedere gli splendidi scorci di case musulmane o alcuni angoli di Eyüb, con gli stessi tetti dal rosso lucente che riflettono una luce intensa che rischiarava e conferiva energia ad ogni dettaglio della scena, raffigurata con eleganza e raffinatezza di tocco. Rispetto ai magnifici paesaggi e in genere alle rappresentazioni prodotte nei primi anni e in quelli centrali del suo percorso artistico, adesso le composizioni, acquistano maggior senso di apertura, con scorci più ampi, nitidi, fotografici, modulati da una luce più chiara che dona brillantezza e nuovo corpo ai particolari. Il dipinto Sanremo vista da Capo Verde mostra come la stesura del colore, con le sue sfumature, siano sempre più debitrici della lezione francese e quanto forte dovesse essere il ripiegamento dell’artista su ciò che gli faceva rivivere il passato conducendolo al ’700 veneto. Nei brani di natura della Costa Azzurra, in particolare, si riflette il sentimento artistico del pittore come in quello riproducente

and romantic visions, and marking the contrast between a nostalgia for the magic and flavours of the Orient and the continuous desire to be up to date. His style went forward by then on two parallel tracks: light and colour, the two essential components that defined his art, the Leitmotiv of every single painting of his. He thus set to work, producing paintings of orientalist subjects and at the same time devoting himself to those views so dear to foreign collectors: the landscapes of Sanremo, Bussana, Ospedaletti Ligure, and others villages on the coast and in the hinterland, with its remote mountain villages and its inhabitants. One work that brought with it the echoes of his florid oriental production was Bordighera from Cape S. Ampeglio, which was executed in 1924. The artist depicted it from above, with the sea in the background, while houses lost amid a meticulous expanse of green were prominent in the foreground. It was like looking again at the magnificent views of Muslim houses or several locations in Eyüb, with the same roofs of glossy red that reflected an intense light that illuminated and conferred energy on every detail of the scene, depicted with elegance and refinement of touch. Compared to the magnificent landscapes and in general to the representations produced during his early years and in the central ones of his artistic journey, his compositions now took on a greater sense of opening, with more extensive, clear-cut, photographic views, modulated by a clearer light that imparted brilliance and new body to the details. The painting Sanremo viewed from Capo Verde shows, with the spreading out of the colour and with its nuances, demonstrated how he would always be more in debt to the French lesson, and how strong the retreat of the artist to that which made him relive the past, leading him back to the Veneto of the 18th century,

Francesca Midiri

58


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

i pini sempreverdi sul litorale francese che lasciano intravedere uno sprazzo di mare e ricordano le vedute paesaggistiche napoletane e mediterranee. Alla maniera delle tavolette capresi di Vincenzo Migliaro, non prevaleva tanto il carattere rappresentativo e analitico della natura, quanto quello introspettivo, del godimento personale, dello «smarrimento dell’animo dell’artista in scorci di mare, di sole e di erba, inquadrate in prospettive regolate da tagli fotografici»13. In questa lunga stagione durata fino al 1929, anno della sua morte, l’artista non mancò di perfezionare la tecnica del pastello realizzando sia magnifici ritratti familiari e non, sia gli studi di nudi che fra tutti rivelano le evoluzioni e gli alti vertici che il suo stile giunse a toccare, subendo finanche le influenze del liberty come appare evidente in Studio di Nudo in cui Zonaro conferì ora alla figura femminile un trattamento più morbido e sinuoso delle forme, dalle linee del collo, del braccio e della schiena più allungate il tutto sostenuto da un solido impianto classicheggiante.

was. In particular, the painter’s artistic sentiment is reflected in the nature pieces on the Costa Azzurra, such as in the one reproducing the evergreen pine trees on the French shoreline that permits a glimpse of sea spray and recalls the Neapolitan and Mediterranean landscape views. In the manner of the Capresi panels by Vincenzo Migliaro, it was not so much the representative and analytical character of the painter as the introspective one of personal enjoyment, of the “loss of the artist’s mind in views of the sea, sun and grass, framed in a perspective regulated by photographic approaches”13. During this long period, which lasted until 1929, the year of his death, the artist continued to perfect his pastel technique, realizing both magnificent family portraits and ones of other people, and also studies of nudes which among other things revealed the evolution and heights that his style had managed to touch, even undergoing the influences of Art nouveau, as appears evident in Study of a Nude in which Zonaro now conferred on the female figure a softer and more sinuous treatment of the shapes, more extended lines of the neck, the arm, and the back, and all of this supported by a solid classical-like structure.

Pini sulla Costa Azzurra, San Remo Jean Les Pins 1911-1929, olio su tavola, cm 37.5 x 21.5, collezione privata.

Fausto Zonaro: an artist of several styles

59


Francesca Midiri

Artista tenace, brillante, padrone di un linguaggio figurativo più maturo, il profilo artistico di Zonaro rinfoltì i dibattiti della critica ottocentesca e novecentesca e soprattutto il fiorentino Angelo De Gubernatis sollevò il problema dell’ascrizione, reale o meno, di Fausto Zonaro alla corrente pittorica orientalista, costituendo tuttora un argomento estremamente controverso. Più di uno studioso, anche tra i contemporanei dell’artista, manifestò vivo disappunto per l’etichetta di orientalista con la quale Zonaro è stato presentato e conosciuto. Questa definizione appare infatti, restrittiva non rendendo giustizia alla completezza del pittore poiché le produzioni precedenti e quelle seguenti l’esperienza ad Istanbul non avevano nulla da sfigurare di fronte a quella turche. In realtà Zonaro non può essere considerato un dilettante d’orientalismo da accorpare ad un genere riproducente un esotismo di maniera; la vita ch’egli raffigura e tra-

Studio di nudo, San Remo 1911-1929, pastello, cm 76 x 53, collezione privata.

A tenacious, brilliant artist, the master of a more mature figurative language, Zonaro’s artistic profile made the debates of the 19th-century critics denser: above all, the Florentine, Angelo De Gubernatis, brought up the question of the – real or not – enrolment of Fausto Zonaro in the orientalist pictorial current, which still constitutes an extremely controversial argument. More than one scholar, even among the artist’s contemporaries, manifested great disappointment at the label of orientalist with which Zonaro had been introduced and known. Indeed, this definition appeared restrictive, as it did not do justice to the painter’s entire career, since the productions prior to and following his experience in Istanbul in no way showed up badly compared to the Turkish one. In reality, Zonaro cannot be considered a dabbler in orientalism to be amalgamated to a genre reproducing a mannered exoticism: the life that he depicted and translated bore the signs of a real life, one truly lived. Only Zonaro was capable of linking up official nature with daily sentiment, and it is only with his paintings that the spectator seems to leaf through the pages of the fantastic stories described in the novels of 19th-century writers who, while travelling, narrated the passionate oriental life. Nevertheless,

Francesca Midiri

60


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

duce portava i segni di una vita vera, realmente vissuta. Solo Zonaro fu in grado di congiungere ufficialità e sentimento quotidiano e solo con le sue tele lo spettatore sembra sfogliare le pagine delle fantastiche storie descritte nei romanzi degli scrittori ottocenteschi che, viaggiando, narravano la passionale vita orientale. Tuttavia è altrettanto vero che «solo un pennello di veneziano dalle tinte accese poteva ritrarre una gradazione orientale di colori, solo un figlio di Venezia, che colse i tramonti della città, le gradevoli scene della laguna, e da Napoli le visioni scottanti di sole e di vita popolare, poteva adattare il suo genio creativo al magico Bosforo, massima ispirazione dell’artista»14. In virtù di tutto ciò, la critica dovrebbe rileggere lo stile pittorico di Zonaro il cui talento e competenze gli consentirono di toccare con disinvoltura molteplici stili artistici lasciando un’impronta nel panorama internazionale, ancora in via di definizione. Here a world that is disappearing is evoked, far from the dramatic fresco of a city destroyed by the last catastrophic cholera epidemic that the author Matilde Serao traced in the same years in Ventre di Napoli (belly of Naples).

it is likewise true that “only a Venetian paintbrush loaded with bright colours could depict an oriental gradation of colours; only a son of Venice, who depicted the sunsets of the city, the pleasant scenes of the lagoon, and from Naples the scorching visions of sun and of popular life, could adapt his creative genius to the magical Bosporus, maximum inspiration for the artist»14. By virtue of all of this, the critic must reinterpret the pictorial style of Zonaro, whose talent and qualifications enabled him to touch multiple artistic styles with self-assurance, leaving behind in the international panorama a footprint that is still being defined.

L’Isola dei Pescatori - Lago Maggiore 1928, olio su tavola, cm 22 x 40, collezione privata.

Fausto Zonaro: an artist of several styles

61


Francesca Midiri

Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Firenze, Pistoia e Prato, Archivio storico delle Gallerie fiorentine, Verbale di Ritiro di casse contenenti dipinti e disegni del pittore Fausto Zonaro, di proprietà della Signora Mafalda Zonaro Meneguzzer, Florence 30 January 1943.  2 Ibidem, Arte 796; Florence, Galleria D’Arte Moderna at Palazzo Pitti, Delivery Receipit dated 18 December 1942, Archivio, Acquisti 1942.  3 I bellissimi acquerelli aventi come soggetti coppie di personaggi in costume dai colori vivi e impostate su fondi neutri, avevano avuto una lunga tradizione già risalente agli anni in cui Camille Corot soggiornava per la prima volta in Italia ed iniziò ad utilizzare il mezzo fotografico godendone della veridicità di riproduzione. Molti periodici veneti dell’epoca riportarono commenti incisivi sulla tecnica e sul realismo dei quattro acquerelli realizzati da Zonaro ed esposti alla libreria Salmin, come quello apparso sulla rivista «Le Belle Arti» il 30 marzo 1881: «Oggi quei signori devono sentire il conforto che la loro generosa azione abbia dato i suoi frutti. Ciò ognuno può vedere nei quattro acquerelli rappresentanti costumi del decimo, quinto e sesto secolo, nonché del presente, studiati dal vero. Acquerelli che il Zonaro espose per qualche giorno nella libreria Salmin desideroso che siano venduti prima di donarli quale tributo di riconoscenza a’ suoi mecenati […] L’insieme delle figure è largo, ben proporzionato e sicuro, la modellazione e l’ombreggio felici. Sono studi fatti in poche ore e per ciò, appunto attestano il valore del giovane artista, il quale, se persevererà nello studiare in tal guisa, sarà a breve annoverato tra quelli che accrescono gloria all’arte italiana. Io mi congratulo con lui e con quei signori che gli resero possibile il mostrare di quanto ingegno natura l’abbia fornito».  4 G. Pavanello N. Stringa, La pittura nel Veneto. L’Ottocento, tomo II, Electa, Milano 2002.  5 Molti periodici riportano le descrizioni di opere da ascrivere alla parentesi napoletana di Zonaro come la «Rivista dell’esposizione nazionale di Torino», 17 ottobre 1884, n°20.  6 Ibidem, n°21.  7 C. Del Balzo, Napoli e i napoletani, Treves, Milano 1885.  8 Dall’articolo Una mostra di bozzetti orientali, presente sul periodico «La Perseveranza», 25 novembre 1896.  9 Chiara Costa (a cura di), Da Venezia a Istanbul Fausto Zonaro Elisa Pante: due artisti veneti alla corte del sultano, Monselice 2010.  1

Office for Architectural Properties, the Landscape and the Historic Artistic and Demo-Ethno-Anthropological Heritage of Florence, Pistoia and Prato, Historic Archives of the Florentine Galleries, Verbale di Ritiro di casse contenenti dipinti e disegni del pittore Fausto Zonaro, di proprietà della Signora Mafalda Zonaro Meneguzzer [Report on the collecting of crates containing paintings and drawing by the painter Fausto Zonaro, the property of Mrs Mafaldo Zonaro Meneguzzer], Florence 30 January 1943.  2 Ibidem, Arte 796; Florence, Galleria D’Arte Moderna at Palazzo Pitti, Delivery Receipt dated 18 December 1942, Archivio, Acquisti 1942.  3 The very lovely watercolours that have as their subjects couples dressed in brightly-coloured costumes set against neutral backgrounds had had a long tradition that already dated back to the years in which Camille Corot stayed in Italy for the first time and began to utilise a photographic camera – enjoying the veracity of its reproduction. Many periodicals of the Veneto of the time reported incisive comments on the technique and the realism of Zonaro’s four watercolours, which were on display in the Salmin bookshop, for example the one published in the journal “Le Belle Arti” of 30 March 1881: “Today, these gentlemen must feel encouraged that their generous action has borne fruit. Everyone can see this in the four watercolours representing costumes of the 10th, 15th and 16th centuries, as well as of the present one, studied from real life. Watercolours which Zonaro displayed for a few days at the Salmin bookshop, desirous that they be sold before paying some tribute of gratitude for them to his sponsors. […] The ensemble of the figures is generous, well-proportioned and confident; the modelling and shading are well-chosen. They are studies made in a few hours and for this reason, in fact, attest the value of the young artist who, if he continues studying in this manner, will shortly be numbered among those who add to the glory of Italian art. I congratulate him and those gentlemen who provided him with the opportunity to display how much brilliance Nature has given him”.  4 G. Pavanello N. Stringa, La pittura nel Veneto. L’Ottocento, tomo II, Electa, Milano 2002.  5 Many magazines published descriptions of works to be ascribed to Zonaro’s Neapolitan parenthesis, for example the «Rivista dell’esposizione nazionale di Torino» (Magazine of the Turin National Fair), 17 October 1884, n°20.  6 Ibidem, n° 21.  7 C. Del Balzo, Napoli e i napoletani, Treves, Milano 1885.  1

Francesca Midiri

62


Fausto Zonaro: un’artista dallo stile multiforme

A. Thalasso, F. Zonaro, Dèri Séadet ou Stamboul Porte du Bonheur, L’edition d’Art H.Piazza& C.ie, Parigi 1908. SISI, Carlo Il concorso Alinari e l’illustrazione moderna della Divina Commedia, in La commedia Dipinta. I concorsi Alinari e il Simbolismo in Toscana, a cura di SISI, Carlo, Firenze 2002, pp.13-14. 12 Sul profilo stilistico dell’opera Amor Materno si legga quanto espresso nell’articolo di Giovanna Damiani nel catalogo G. Damiani (a cura di), Fausto Zonaro: Dalla laguna veneta alle rive del Bosforo, un Pittore italiano alla corte del Sultano, Roma, Vittoriano 25 Novembre-20 Dicembre 2004, Yapi Kredi, Istanbul 2004, p. 72. 13 I. Valente, I luoghi incantati della sirena nella pittura napoletana dell’Ottocento, Franco Di Mauro, Sorrento 2009. 14 O. Nadugna, Lettere romane, in «Il Progresso», Lucca 20 maggio 1911. 10 11

From the article Una mostra di bozzetti orientali, published in the periodical «La Perseveranza», 25 November 1896. Chiara Costa (ed.), Da Venezia a Istanbul Fausto Zonaro Elisa Pante: due artisti veneti alla corte del sultano, Monselice 2010. 10 A. Thalasso, F. Zonaro, Dèri Séadet ou Stamboul Porte du Bonheur, L’edition d’Art H.Piazza& C.ie, Parigi 1908. 11 SISI, Carlo Il concorso Alinari e l’illustrazione moderna della Divina Commedia, in La commedia Dipinta. I concorsi Alinari e il Simbolismo in Toscana, ed. by SISI, Carlo, Firenze 2002, pp.13-14. 12 On the stylistic profile of the work Mother Love can be read what is expressed in the article by Giovanna Damiani in the G. Damiani catalogue (edit.), Fausto Zonaro: Dalla laguna veneta alle rive del Bosforo, un Pittore italiano alla corte del Sultano, Roma, Vittoriano 25 Novembre-20 Dicembre 2004, Yapi Kredi, Istanbul 2004, p. 72. 13 I. Valente, I luoghi incantati della sirena nella pittura napoletana dell’Ottocento, Franco Di Mauro, Sorrento 2009. 14 O. Nadugna, Lettere romane, in «Il Progresso», Lucca 20 maggio 1911.  8  9

Fausto Zonaro: an artist of several styles

63


Francesca Midiri

Francesca Midiri

64


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II Philip Mansel

La grande tradizione di pittori di corte, che nutrì tanti artisti di genio da Raffaello a Goya, si esaurì non a Roma o a Madrid, ma a Istanbul. Fausto Zonaro, Pittore di Sua Maestà Imperiale il Sultano dal 1896 al 1909, è stato l’ultimo illustre pittore di corte non solo dell’impero ottomano, ma anche dell’Europa. Nato nella piccola cittadina di Masi di Padova nel Veneto nel 1854, figlio di un capocantiere, Fausto Zonaro aveva studiato e lavorato come pittore a Verona, Venezia, Parigi e Napoli, senza riuscire a farsi né un nome né una fortuna. Le sue prime opere Sul ponte delle guglie, che rappresenta tre ragazze a passeggio per Venezia, o Festa del Redentore sono tutt’al più graziose. Alla ricerca di un maggiore successo anche commerciale, a trentasette anni di età, guardò all’Impero Ottomano il cui fascino era stato divulgato in Italia da Edmondo De Amicis con il romanzo, allora famoso, Costantinopoli (1874). Zonaro arrivò ad Istanbul nel novembre del 18911. Istanbul era una destinazione naturale per un artista in cerca di fama. Con il suo milione circa di abitanti non era solo la capitale di un impero che si estendeva da Salonicco a Sanà, ma anche una delle città più cosmopolite al mondo. Circa il 58% della popolazione era musulmana, il 22% ortodossa, il 15% armena ed il 5% ebraica. In aggiunta vi erano molti stranieri, per i quali IstanThe great tradition of court painters, which nurtured so many artists of genius, from Raphael to Goya, came to an end not in Rome or Madrid, but in Istanbul. Fausto Zonaro, Painter of His Imperial Majesty the Sultan from 1896 to 1909, was the last notable court painter not only of the Ottoman Empire but also of Europe. Born in the small town of Masi di Padova in the Veneto in 1854, son of a building foreman, Fausto Zonaro had studied and painted in Verona, Venice, Paris and Naples, without making his name or his fortune. His early works such as Sul ponte delle Guglie, showing three girls walking in Venice or Festa del Redentore, are no more than charming. In search of a secure market, at the age of thirty-seven, he turned to the Ottoman Empire, the charms of which had been popularized in Italy by Edmondo de’ Amicis’s once celebrated work, Costantinopoli (1874). Zonaro arrived in Istanbul in November 18911. Istanbul was a natural destination for a struggling artist. Containing about one million inhabitants, it was not only capital of an empire which stretched from Salonika to Sana’a, but also one of the most cosmopolitan cities in the world. Approximately 58% of the population were Muslim, 22% Orthodox, 15% Armenian, and 5% Jewish. In addition there were many foreigners, for whom

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

65


Philip Mansel

La Cavalleria Imperiale, Istanbul 1901, olio su tela, cm 121 x 203, TBMM Collezione Palazzi Nazionali Istanbul.

bul era la terra delle opportunità, particolarmente dal momento che i decreti imperiali del 1839 e del 1856 avevano dichiarato che tutte le religioni del mondo erano, almeno in teoria, uguali per il Sultano. Migliaia di greci, considerando la prosperità nell’Impero Ottomano più preziosa della libertà ottenuta nel nuovo Regno di Grecia, vennero a lavorare ad Istanbul. Polacchi ed ungheresi vi trovarono rifugio fuggendo l’oppressione, rispettivamente dell’impero russo e dell’impero austriaco. Il pittore alla corte del Sultano dal 1864 al 1876 era stato un polacco, Stanislas Chlebowski, come del resto erano polacchi molti generali ottomani2. Istanbul aveva tre ruoli. Era uno dei centri diplomatici e commerciali d’Europa, alla quale era stata collegata con una linea ferroviaria sin dal 1888; era una metropoli in evoluzione dove l’élite dell’impero a scuola studiava il francese oltre che l’ottomano; e, visto che il Sultano Ottomano era anche Califfo dei musulmani, era la capitale dell’Islam. Lo spirito cosmopolita della capitale ottomana si manifestava anche nell’Almanacco del Levante che per ciascun giorno indicava la data, il nome delle festività religiose, l’ora del tramonto e dell’alba (musulmani ed ebrei seguivano ancora un calendario in cui il giorno iniziava al tramonto) in ottomano, greco, armeno, ladino, bulgaro e francese. Fra gli abiti che si potevano ammirare sul ponte di Galata, principale collegamento fra la città europea di Pera e i quartieri tradizionali islamici di Istanbul, si notavano greci nei loro gonnellini bianchi, circassi dai copricapo neri in pelle di pecora, curdi dalle giacche ricamate, albanesi dai pantaloni bianchi, ma anche europei vestiti all’ultima moda. Un testimone affermava: “non c’è nulla di equivalente nel resto del

Philip Mansel

66


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

mondo da San Francisco a Pechino, nulla di così vivido , così vivace, così eterogeneo, così anomalo ed affascinante3. Gli italiani erano di casa ad Istanbul ancor prima della conquista Ottomana del 1453, grazie ai fondaci dei mercanti veneziani e genovesi. Fino al prevalere del francese, verso la metà dell’Ottocento, la seconda lingua del commercio internazionale ad Istanbul, come in altri porti del levante, era l’italiano. L’uomo che aveva aiutato il Sultano Mahmud II a trasformare le truppe ottomane in un esercito moderno dopo il massacro dei Giannizzeri del 1826 – e che aveva insegnato al Sultano a cavalcare all’occidentale – era un ufficiale piemontese che si chiamava Colonnello Calosso4. Un artista di Malta, il Conte Amedeo Preziosi, era vissuto ad Istanbul ritraendone la gente e i costumi fra il 1842 e il 1876. Quando Zonaro arrivò ad Istanbul la città era governata dal Sultano Abdülhamid II. Intel-

Zonaro mentre dipinge il suo quadro, Cavalleria Imperiale, fotografia di Elisa Zonaro, Firenze Eredi Zonaro.

Istanbul was a land of opportunity, particularly since imperial decrees in 1839 and 1856 had made all religions, in theory, equal under the Sultan. Regarding prosperity in the Ottoman Empire as more attractive than freedom in the newly independent Kingdom of Greece, thousands of Greeks left in order to work in Istanbul. Poles and Hungarians found the Ottoman Empire a haven from oppression in the Russian or Austrian empires. The Sultan’s court painter in 1864-76 was a Pole, Stanislas Chlebowski, as were many Ottoman generals2. Istanbul had three roles. It was one of the diplomatic and commercial centers of Europe, to which it had been connected by train since 1888; it was a modernizing metropolis where schools taught French as well as Ottoman to the empire’s elite; and, since the Ottoman Sultan was Caliph of the Muslims, it was the capital of Islam. The cosmopolitan nature of the Ottoman capital was expressed in the Almanach du Levant, which gave the date, the name of the relevant religious festival and the time of sunset and sunrise (Muslims and Jews still lived by a calendar in which the day began at sunset) for each day in Ottoman, Greek, Armenian, Ladino, Bulgarian and French. The costumes which could be admired on the Galata bridge, linking the European city of Pera to the traditional Muslim districts of Istanbul, included Greeks in flared white kilts; Circassians in black sheep skin caps; Kurds in embroidered jackets; Albanians in white breeches, as well as Europeans wearing the latest fashions. One witness said: ‘there is nothing like it in the whole world from San Francisco to Peking, nothing so vivid, so alive, so heterogeneous, so anomalous, so fascinating’3. Italians too had been living in Istanbul, since before the Ottoman conquest in 1453, owing to the presence of colonies of Venetian and Genoese traders. Until its replacement in the middle of

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

67


Philip Mansel

ligente ma autocratico, aveva prosciolto il primo parlamento ottomano ponendo così fine nel 1878 al breve esperimento di governo costituzionale, solamente due anni dopo la sua ascesa al trono. Abdülhamid II era ossessionato dalla deposizione e poi dal suicidio di suo zio Abdulaziz nel maggio del 1876 e dalla deposizione tre mesi dopo per insanità mentale di suo fratello Murad V, cui era seguita una guerra che aveva portato le truppe dello Zar Alessandro II in vista dei Minareti di Istanbul; Abdülhamid era a volte, secondo uno dei suoi Grand Vizir, “fuori di testa per la paura e la gelosia”. Sia l’imperialismo che il nazionalismo minacciavano la sopravvivenza del suo impero. Il Sultano reagì concentrando il potere nel palazzo di Yildiz, situato in una collina sul Bosforo subito fuori Istanbul (era chiamata Yildiz, ovvero stella, dal momento che da lì si potevano ammirare le stelle) dove i Sultani erano di tanto in tanto rimasti dal regno di Selim III5. Abdülhamid raramente visitava la città. Trasformò invece Yildiz in una sorta di città-stato, l’ultima affermazione di potere della dinastia ottomana. Era al contempo un palazzo, un ministero, un quarterie generale militare e un’università. Dietro le alte mura di Yildiz si trovavano uffici, caserme, musei, scuole, ospedali, padiglioni, un teatro, una biblioteca, una fabbrica di mobili, un laboratorio fotografico, una tipografia ed uno zoo. I ministri vi venivano convocati a qualsiasi ora del giorno e della notte. Nel 1895 l’Ambasciatore francese di-

Soldato Turco raffigurato da Zonaro sulla copertina Les Annales, 17 Novembre 1912, Archivi Erol Makzume.

the nineteenth century by French, the second language of international commerce in Istanbul, as in the other ports of the Levant, was Italian. The man who helped Sultan Mahmud II turn Ottoman troops into a modern army after the massacre of the Janissaries in 1826 – and who taught the Sultan to ride in the western fashion – was an officer from Piedmont called Colonel Calosso4. An artist from Malta, Count Amedeo Preziosi, had lived in Istanbul, painting its people and costumes, in 1842-76. When Zonaro arrived in Istanbul, it was ruled by Sultan Abdülhamid II. Intelligent but autocratic, he had dissolved the first Ottoman parliament and ended the brief experiment with constitutional government in 1878, only two years after his accession. Traumatized by the deposition and suicide of his uncle Abdulaziz in May 1876, the deposition three months later for mental instability of his brother Murad V, soon followed by a war which brought the armies of Tsar Alexander II within sight of the minarets of Istanbul, Abdülhamid was at times, in the words of one of his Grand Viziers, out of his mind with fear and jealousy. Imperialism and nationalism threatened the existence of the empire. He reacted by concentrating power in the palace of Yildiz located outside Istanbul on a hill above the Bosphorus (it was called Yildiz, or star, since it was so easy to see the stars there), where Sultans had

Philip Mansel

68


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

chiarava “Il Sultano ha finito per accentrare ogni cosa… tutto viene deciso a Palazzo, gli affari più insignificanti come quelli più importanti”. Si diceva che pagasse metà del suo impero per spiare sull’altra metà6. Tuttavia nella stessa Istanbul, però, vi furono manifestazioni nazionaliste. Il 18 settembre 1895 duemila armeni manifestarono armati di fronte agli uffici della Sublime Porta, sede del governo ottomano, al grido di “libertà o morte!”. Abdülhamid reagì, sia nel 1895 che dopo un attentato terroristico nel 1896, lasciando che gli armeni venissero massacrati nelle strade della sua capitale da folle di uomini “che ridevano come bambini in vacanza”, per usare le parole di un diplomatico straniero. I soldati ed i poliziotti ottomani stavano a guardare, o in qualche caso davano man forte alla folla7. Un artista straniero come Zonaro comunque era l’uomo giusto al posto giusto. Il Sultano raramente concedeva il permesso per la costruzione di

occasionally stayed since the reign of Selim III5. Abdülhamid rarely visited the city of Istanbul. Instead he made Yildiz into a separate palace city, the last great power statement of the Ottoman dynasty. It was at once a palace, a ministry, a military head-quarters, and a university. Behind the high walls of Yildiz were offices, barracks, museums, schools, hospitals, pavilions, a theatre, a library, a furniture factory, a photography laboratory, a printing press and a zoo. Ministers were summoned there at any time of day or night. In 1895 the French ambassador was told ‘The Sultan has ended by absorbing everything... Everything is decided at the palace, the most insignificant as well as the most important affairs. He was said to pay one half of his empire to spy on the other6. Even in Istanbul itself, however, there were nationalist demonstrations. On 18 September 1895 2000 armed Armenians demonstrated in front of the offices of the Sublime Porte, the Ottoman government, crying ‘Liberty or death’. Abdülhamid reacted, both in 1895 and after a terrorist attack in 1896, by allowing Armenians to be massacred in the streets of his capital by mobs of men ‘laughing like children on holiday’, in the words of a foreign diplomat. Ottoman soldiers and policemen looked on, or occasionally joined in7. A foreign artist like Zonaro, however, was the right man in the right place. The Sultan rarely permitted the construction of a factory. Possibly fearing the use of electricity by terrorists, he al-

La Nuova Turchia di Zonaro sulla copertina del Figaro Illustré, Ottobre 1908, archivi Erol Makzume.

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

69


Philip Mansel

una fabbrica. Probabilmente temeva l’uso dell’elettricità da parte dei terroristi e lo consentiva solo nelle ambasciate, negli alberghi, negli ospedali e nel suo palazzo ma non nella città stessa. Istanbul era considerata un miracolo di bellezza. Il futuro re di Giordania Abdullah la chiamava “incantevole più di ogni possibile descrizione, una città di grande bellezza, affascinante in ogni stagione, d’estate come d’inverno… niente e nessuno sembra estraneo e vi si può trovare qualsiasi cosa da qualsiasi paese”. L’aria del Bosforo era “tonica per il corpo e rinvigorente per lo spirito”. Un impiegato della Banca Ottomana, Louis Lambert, trovava il Bosforo “uno spettacolo veramente incantevole …che luce! Che giornata di sole!”8. Poche città sono state ritratte così meticolosamente da un artista come fu Istanbul da Zonaro. Stando alla sua stessa stima, Zonaro dipinse (su un totale di 2400 opere nelle varie tecniche) 1300 quadri della città, un numero considerevole, superiore ai quadri che Canaletto dipinse di Venezia. Su concessione della polizia del Sultano, Zonaro poteva dipingere in qualsiasi luogo della città, persino dentro le moschee, con la sola eccezione del grande tempio islamico di Eyup9. Considerando Istanbul un paradiso terrestre, Zonaro dipinse i numerosi e variegati aspetti della città: pascià, mendicanti e bagni turchi; barbieri di strada, scrivani pubblici, zingari pescatori; pompieri che attraversano di corsa il ponte di

Copertina delle memorie che Zonaro scrisse negli ultimi anni della sua vita, Archivi Erol Makzume.

lowed it only in embassies, hotels, hospitals and his own palace – not in the city itself. Contemporaries regarded Istanbul as a miracle of beauty. The future King Abdullah of Jordan called it ‘fascinating beyond description, a city of great beauty enthralling in every season , summer and winter alike… nobody and nothing seems strange and you can find anything you want from any country.’ The air of the Bosphorus was ‘tonic to the body and exhileration to the spirit’. An employee of the Ottoman Bank called Louis Rambert found the Bosphorus ‘a spectacle of real enchantment… What light! What sunshine!’8. Few cities have been recorded so fully, by one artist, as Istanbul was by Fausto Zonaro. By his own count, Zonaro painted (out of a total oeuvre of about 2,400 works in all mediums) around 1,300 pictures of the city – a unique total, more than Canaletto painted of Venice. Zonaro was allowed, by the Sultan’s police, to paint anywhere in the city, even inside mosques, except in the great Muslim shrine of Eyüp9. Regarding Istanbul as an earthly paradise, Zonaro painted as many different aspects of the city as possible: pashas, beggars and hamams; street barbers, public letter-writers, gypsies, fishermen; and firemen rushing across Galata bridge. His landscapes included views of fountains, grave-yards and many different districts: Anadolu Hisari, Salacak, Uskudar, Kumkapi, Tatavla, Besiktas, Nisantas, Ortakoy.

Philip Mansel

70


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

Galata. I suoi paesaggi comprendono fontane, cimiteri e i diversi quartieri della città: Anadolu Hisari, Salacak, Uskudar, Kumkapi, Tatavla, Besiktas, Nisantas, Ortakoy. Sensibile al fascino femminile, in Europa un pittore di nudi, Zonaro ritrae molte donne di Istanbul senza veli o con veli leggerissimi; probabilmente si trattava di miraggi visto che i fotografi dell’epoca ritraevano le donne nascoste dietro scuri mantelli e scialli come voleva la polizia di Adbülhamid. Come tributo alla posizione della città, affacciata sul Bosforo e sul Corno D’Oro, e seguendo la sua personale passione per il mare, Zonaro prediligeva i paesaggi marini. In questi quadri, alberi maestri e minareti, vele e nuvole, nebbie e fumo, ma soprattutto luce ed acqua si combinano per generare raffigurazioni di Istanbul fra le più suggestive. Anche Zonaro, come ricordava nelle sue memorie, trascorreva del tempo “con amore alla ricerca delle cerimonie e rituali della religione islamica”. Ogni giovedì andava a vedere i dervisci Rifai che lo consideravano un novello dervisci10. Il pittore era solito andare dove i fotografi non

Cerimonia dei Dervish, Istanbul 1910, olio su tela, cm 100 x 201.3, collezione privata.

A lover of women, in Europe a painter of nudes, he shows many Istanbul women unveiled or with flimsy white veils. This may be wishful thinking, since contemporary photographers record women hidden by the dark black cloaks and scarves on which Abdülhamid’s police insisted. In keeping with the city’s location on the Bosphorus and the Golden Horn, and his own love of the sea, Zonaro excelled in seascapes. In these pictures, masts and minarets, sails and clouds, mist and smoke, above all light and water, combine into some of the most evocative of all representations of Istanbul. Zonaro also, as he remembered in his memoirs, spent time ‘lovingly researching the ceremonies and rituals of the Islamic religion’. Every Thursday he visited the Rifai dervishes, who regarded him as a novice dervish10. The painter went where photographers could not go. One of his most remarkable pictures, The Dervishes (1904) of 1910 depicts an elder of the Rifai order walking on the prostrated backs of some disciples, while chanting dervishes, possibly including Zonaro himself, are watched by groups of Turkish children and European ladies. A photograph of it hangs in an Istanbul dervish tekke today, since there is no other visual record of such a ceremony. Another picture, painted for Abdülhamid to give a Shia leader, is a reminder of the presence of a considerable Persian minority in Istanbul – as well as that Shia-Sunni relations were better then than now. It shows Shia Muslims chanting and cutting their flesh on 10 Moharrem, to produce blood in commemoration of the martyrdom of Imam Hussein, as they still do in Iran and Lebanon. Zonaro shows there is no incompatibility between the roles of court artist and painter of the

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

71


Philip Mansel

Donna Orientale, Istanbul 1891-1909, pastello, cm 88 x 64.5, Museo di Pera Istanbul.

potevano andare. Uno dei suoi quadri più ragguardevoli, I Dervisci (1904) ritrae un vecchio dell’ordine dei Rifai che cammina sulla schiena di alcuni discepoli prostrati, mentre gruppi di bambini turchi e di donne Europee guardano i dervisci che cantano e, possibilmente, Zonaro fra loro. Una fotografia che ritrae la scena è oggi esposta in un convento derviscio ad Istanbul, unica testimonianza visiva dell’antica cerimonia. Un altro quadro, realizzato su commissione di Abdülhamid per un capo sciita, testimonia della presenza di una ragguardevole comunità persiana ad Istanbul, così come i rapporti sunniti sciiti erano meglio allora di quanto non lo fossero ora. Il quadro mostra Musulmani sciiti che cantano e s’infliggono ferite per celebrare il 10 Moharrem, versando il loro sangue in commemorazione del martirio dell’Imam Hussein, come avviene ancora oggi in Iran e nel Libano. Zonaro mostrò che non c’era incompatibilità tra la figura di artista di corte e pittore della città. Come molti altri pittori di Istanbul, come Jean Baptise Vanmour nel 1699-1737, Antoine de Favray nel 1760 e 1770, e Cassas e Luigi Mayer nel 1780, alcuni dei suoi più importanti clienti sono stati ambasciatori europei e loro familiari, i quali erano ancora più importanti ad Istanbul piuttosto che in altre capitali. Dipinse i loro ritratti, frequentò i loro ricevimenti e nelle sue memorie scrisse che era “come qualcuno del corpo diplomatico”11. Nel 1896 Zonaro realizzò un enorme quadro del reggimento Ertughrul, cavalleria scelta della Guardia Imperiale, che attraversava il ponte di Galata su cavalli bianchi (un omaggio al cavallo bianco del Sultano Fatih Mehmed, conquistatore di Istanbul). L’ambasciatore russo, il mio caro amico Nelidov, ebbe modo di ammirare la grande tela nel

city. Like many other painters in Istanbul, like Jean Baptiste Vanmour in 1699-1737, Antoine de Favray in the 1760’s and 1770’s, and Cassas and Luigi Mayer in the 1780’s, some of his most important patrons were European ambassadors and their families, who were even more prominent in Istanbul than in other capitals. He painted their portraits, attended their receptions and in his memoirs wrote that he was ‘like someone from the diplomatic corps’11. In 1896 he painted an enormous picture of the crack Ertughrul cavalry regiment of the Imperial Guard, riding across the Galata bridge on white horses (a tribute to the white horse of Fatih Sultan Mehmed, conqueror of Istanbul) . Admiring it in his studio, the Russian ambassador, ‘my dear friend ‘Mr de Nelidov, suggested that he present it to the Sultan. Abdülhamid, who knew that the survival of the empire depended on the power of its army, was pleased by this image of power and modernity, rather than the usual Orientalist representations of picturesque decay. As a reward Zonaro was appointed to the post of Painter of His Imperial Majesty the Sultan, recently vacated by the death of the previous holder, another Italian Luigi Acquarone. His salary was 40 lira a month, but was frequently augmented by gifts and further payments from the Sultan, and by sales of pictures to private individuals . He wrote in his mem-

Philip Mansel

72


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

suo studio, e gli suggerì di farne dono al Sultano Abdülhamid, che ben sapeva quanto la sopravvivenza del suo impero dipendesse dalla forza dell’esercito, si compiacque di fronte a questa immagine di potenza e modernità, più di quanto non facesse d fronte ai quadri di pittoresca decadenza dei soliti orientalisti. Come ricompensa Zonaro fu nominato Pittore di Sua Maestà Imperiale il Sultano, posto che si era di recente reso vacante alla morte del precedente titolare Luigi Acquarone. Lo stipendio era quaranta lire al mese, ma era integrato da doni e indennità concesse dal Sultano a dalla vendita di quadri ad acquirenti privati. Scrisse nelle sue Memorie: “Da ora in poi ero un funzionario della corte, ero un cortigiano… Il mio posto era in uno studio in cui vi erano sette ciambellani”. Dipinse vedute di giardini di Yildiz, e ritratti della figlia del Sultano Refia Sultan e di suo figlio Abdurrahim Efendi12. Il signor Zonaro era diventato Zonaro Efendi. Zonaro trasse la maggior parte dei suoi guadagni, ispirazioni e occupazioni dalla corte. Di

Surre Alayı, dipinto di Zonaro fotografato da Elisa Zonaro, Firenze Eredi Zonaro.

oirs: ‘From now on I was an official in the court, I was a courtier…My place was in an office in which there were seven chamberlains’. He painted views of Yildiz gardens, and portraits of the Sultan’s daughter Refia Sultan and his son Abdürrahim Efendi12. Signor Zonaro had become Zonaro Efendi. Zonaro derived most of his income, inspiration and occupations from the court. He frequently visited Yildiz, learnt Turkish , wore the fez and an Ottoman uniform and medals, attended Bairam ceremonies in Dolmabache, gave drawing lessons to princes in a studio in the grounds of Yildiz and instructed artists in the Imperial Porcelain Factory, founded by Abdülhamid at Yildiz in 1893, in the art of painting on porcelain. Gilded neo-islamic frames were made for Zonaro’s pictures in the palace workshops; and he arranged pictures on the palace walls, and in the museum the Sultan established in the palace grounds. He was also charged with plans for creating a weapons museum on the hill above Ortakoy. Zonaro’s eldest son was given a scholarship to attend the imperial lycee at Galatasaray and his pictures were on sale in the shop established in 1886 on the Grande rue de Pera to sell products from the imperial factories. Visitors to his studio, many of whom bought pictures, included artists, ambassadors, pashas and, during a Mediterranean cruise in 1907, Winston Churchill13. His friends included Münir Bey the Sultan’s Master of Ceremonies, later Ottoman ambassador to Paris, and Osman Hamdi Bey, Director of the Imperial Ottoman Museum, and the most famous Ottoman painter of the day. Nowhere in his writings, however, does Osman Hamdi Bey mention Zonaro. Presumably he was jealous of this foreign rival for the Sultan’s artistic patronage.

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

73


Philip Mansel

Madonna, Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 150 x 95, collezione privata.

frequente visitò Yildiz, imparò il turco, indossò il fez un uniforme ottomana e medaglie, aspettava le cerimonie del Bairam nel Dolmabahçe, diede lezioni di disegno a principi in uno studio nel parco di Yildiz e istruì artisti nella Fabbrica di Porcellane Imperiale, fondata da Abdülhamid a Yildiz nel 1893, nell’arte della pittura su porcellana. Le cornici dorate neo islamiche furono realizzate dai ritratti di Zonaro nell’officina del palazzo reale; pianificò i ritratti sulle mura del palazzo, e nel museo il Sultano fondò il suolo del palazzo. È stato anche accusato di fare piani per la creazione di un museo di armi sulla collina sopra Ortakoy. Al figlio maggiore di Zonaro fu data una borsa di studio per frequentare il liceo imperiale di Galatasaray e le sue immagini furono in vendita nel negozio fondato nel 1886 sulla Grande rue di Pera in modo da vendere i prodotti dalle fabbriche imperiali. I frequentatori al suo studio, molti dei quali avevano acquistato immagini, comprendevano artisti, ambasciatori, pascià e, nel corso di una crociera nel mediterraneo nel 1907, Winston Churchill13. I suoi amici includevano Munir Bey Maestro di Cerimonie del Sultano, poi ambasciatore a Parigi, e Osman Hamdi Bey, Direttore del Museo Imperiale Ottomano, e più famoso pittore Ottomano del giorno. In alcuna parte dei suoi scritti, Osman Hamdi Bey menziona Zonaro. Probabilmente era geloso di questo rivale straniero per il mecenatismo artistico del Sultano. Gli italiani erano ben accolti nel palazzo ottomano. Per quanto imparasse un po’ di ottomano, Zonaro a palazzo parlava per lo più francese. Mentre il Sultano faceva costruire gli edifici pubblici come le poste centrali ad Eminonu ed il catasto ad Atmeidan in stile neoturco, Yildiz fu costruito ed arredato secondo una varietà di stili europei, di solito sotto la supervisione di

Italians were welcome in the Ottoman palace. Although he learnt some Ottoman, in the palace, Zonaro probably most frequently spoke French. Whereas the Sultan had public buildings like the Central Post office in Eminonü and the Land Registry offices in Atmeydan built in neo-Turkish styles, Yildiz was built and decorated in a variety of European styles, generally under the supervision of his chief architect, Raimondo d’Aronco. Abdülhamid’s opera troupe in Yildiz was directed by another Italian, Arturo Stravolo. The director of the Imperial band, and the Imperial school of music, in succession to Giuseppe Donizetti, brother of the composer, was Guatelli Pasha14. Austria, France and Britain had already occupied, respectively, Bosnia in 1878, Tunisia in 1881 and Egypt in 1882. Russia was the traditional enemy, and regarded Istanbul, as Nicholas II said in 1896, as ‘the key to her back door’15. Germans already helped train the Ottoman army . Until it invaded Tripolitania in 1911, Italy was erroneously believed to be a power without designs on Ottoman territory – another reason for the popularity of Italians in the palace. As ‘Painter of His Imperial Majesty the Sultan’, like many previous court painters Zonaro began to paint ‘palace pictures’, large official canvasses glorifying the empire and the dynasty, which were commis-

Philip Mansel

74


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

Raimondo D’Aronco, Architetto Capo. La compagnia dell’Opera del Sultano a Yildiz era diretta da un altro italiano, il maestro Arturo Stravolo. Il direttore della Banda Imperiale e della Scuola Imperiale di Musica era Guatelli Pascià, il successore di Giuseppe Donizetti Pascià, fratello del più noto compositore14. L’Austria, la Francia e la Gran Bretagna avevano già occupato rispettivamente la Bosnia nel 1878, la Tunisia nel 1881 e l’Egitto nel 1882. La Russia era il nemico storico e considerava Istanbul, per usare le parole usate da Nicola II nel 1896, come “la chiave della sua porta di servizio”15. I tedeschi stavano dando una mano ad addestrare l’esercito ottomano. Fino all’invasione della Tripolitania nel 1911, l’Italia veniva erroneamente considerata come una potenza senza ambizione sui territori ottomani e questo contribuiva alla popolarità degli italiani a palazzo. Come pittore di Sua Maestà Imperiale il Sultano, seguendo la tradizione degli altri pittori di corte, Zonaro cominciò a dipingere quadri da palazzo, ovvero grandi tele ufficiali a gloria dell’impero e della dinastia regnante che venivano commissionate dal Sultano per decorare le pareti dei suoi palazzo dove ancora oggi si trovavano come parte delle collezioni dei Palazzi Nazionali Turchi. L’Attacco mostra una scena della breve e vittoriosa guerra combattuta dall’Impero Turco contro la Grecia nel 1897, con le baionette innestate, le animose truppe ottomane vanno all’attacco delle truppe greche. Il quadro decora oggi le pareti della sala d’attesa degli Ambasciatori nel palazzo di Dolmabahçe quasi a ricordare alle potenze europee che l’Impero Ottomano era ancora in grado di combattere con determinazione. Come ricompensa per questo quadro Zonaro ricevette le chiavi del numero 50 di Akaretler Sokak, una palazzina di tre piani in

sioned by the Sultan to hang on the walls of his palaces and are still today in the collections of the Turkish National Palaces. The Attack shows a scene from the Ottoman Empire’s brief and victorious war with Greece in 1897: with drawn bayonets, cheering Ottoman soldiers charge Greek troops. It hangs in the ambassadors’ waiting room in Dolmabahçe palace, a vivid reminder to European powers that ,the Ottoman Empire was still capable of putting up a good fight. As a reward for this picture Zonaro was given the keys to 50 Akaretler Sokak, a three storey house in an elegant classical terrace built to house court officials behind Dolmabahçe palace16. At a time when Istanbul was coveted by Russia, Bulgaria and Greece, and its Christian population was growing faster than its Muslim population, the Sultan also commissioned Zonaro to paint scenes from the Ottoman conquest, such as the entry of Mehmed II into the city and the fleet’s transport overland from the Bosphorus into the Golden Horn, as if to reassert the city’s Ottoman identity17. Zonaro’s most successful palace pictures are the smaller, more impressionistic and less glossy views of the visit of the German Emperor and Empress Wilhelm II and Augusta Victoria to Abdulhamid II in 1898, on their way to Jerusalem and Damascus. The German alliance was the Sultan’s principal diplomatic weapon in his attempts to safeguard the Ottoman Empire; indeed at Damascus Wilhelm II declared that he would always be a friend to the Sultan and the 300 million Muslims of the world. For once, royal personages do not dominate pictures commissioned by a monarch. The picture of the Emperor and Empress leaving the Chalet Kiosk at Yildiz, which had been especially extended for their visit, focuses on the Sultan’s horses and his

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

75


Philip Mansel

Zonaro che dipinge Yangın Var! (c’e fuoco), fotografia di Elisa Zonaro, Firenze Eredi Zonaro.

una schiera di edifici neoclassici destinati ad alloggiare i funzionari di Corte sul retro del Palazzo di Dolmabahçe16. In un momento in cui Istanbul era contesa fra Russia, Bulgaria e Grecia e la popolazione cristiana della città aumentava più velocemente di quella islamica, il Sultano commissionò a Zonaro anche scene della conquista ottomana quali l’ingresso di Maometto II in città ed il trasporto a braccia delle navi della flotta ottomana dal Bosforo al Corno D’Oro, come per riaffermare l’identità ottomana della città stessa17. I quadri di maggior successo che Zonaro dipinse a palazzo furono le piccole, impressionistiche e poco appariscenti immagini della visita alla visita al Sultano Abdülhamid II del Kaiser tedesco Guglielmo II, accompagnato dalla consorte Augusta Vittoria, nel 1898 durante una sosta ad Istanbul sulla via di Gerusalemme e Damasco. L’alleanza con la Germania era la principale arma diplomatica che il Sultano aveva per salvaguardare l’impero ottomano; a Damasco Guglielmo II dichiarò che sarebbe sempre stato amico del Sultano e dei 300 milioni di musulmani sparsi per il mondo. Per una volta i personaggi reali non dominano i quadri commissionati da un monarca. Il quadro del Kaiser e della consorte mentre lasciano lo Chalet Kiosk di Yildiz, che era stato ampliato appositamente per la loro visita, si concentra sui cavalli del Sultano e sulle magnifiche livree azzurre e dorate dei suoi palafrenieri. Il quadro del Kaiser e della consorte che si imbarcano a Dolmabahçe riunisce in una sola tela quattro elementi dominanti nella Istanbul di Abdülhamid: il mare, l’alleanza tedesca, il palazzo e le moschee. Il Sultano non appare nel quadro. Zonaro aiutò il Sultano a scegliere dipinti, tra centinaia nelle soffitte del palazzo, per decorare

footmen’s magnificent blue and gold liveries. The picture of the Emperor and Empress embarking at Dolmabahçe unites in one canvas four dominating elements in Istanbul under Abdülhamid: the sea; the German alliance; the palace; and mosques. The Sultan himself is nowhere to be seen. Zonaro helped the Sultan to select paintings, from hundreds in the palace attics, to decorate the Emperor’s and Empress’s apartments. He described the Sultan as ‘a redbearded gentleman in a jacket and fez holding a walking stick in his hand ‘, who spoke in a deep voice. To all the Sultan’s questions – ‘how are you? Are you comfortable in Istanbul? Is your family well? Are there any beautiful paintings in my gallery?, he replied ‘yes Efendi’18. Zonaro’s career and paintings are a particular example of a general phenomenon: the revival of court culture in nineteenth century Europe. Faced with the rise of socialism and the fear of revolution, throughout Europe courts not only fought back, but also built – and painted - back. They were far from a spent force. The Hofburg and Buckingham Palace, as well as Yildiz, expanded in the second half of the nineteenth century. Adolph Menzel painted scenes from court

Philip Mansel

76


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

gli appartamenti dell’imperatore e dell’imperatrice. Descrisse il Sultano come un signore dalla barba rossa in giacca e in fez portando un bastone da passeggio in mano che parlava con voce profonda. A tutte le domande del Sultano come stai? Stai tranquillo a Istanbul? E la tua famiglia bene? Ci sono bellissimi dipinti nella mia galleria? Lui rispose “si Efendi”18. La carriera e i quadri di Zonaro sono un esempio particolare di un fenomeno generale: la rinascita della cultura di corte nel XIX secolo in Europa. Di fronte alla crescita del socialismo e alla paura della rivoluzione, in ogni parte d’ Europa le corti non solo combattevano, ma costruivano anche, e dipingevano, di nuovo. Erano lontane da un dispendio di forze. Il Hofburg e Buckingham Palace, così come Yildiz, si ampliavano nella metà del XIX secolo. Adoplh Menzel dipinse scene dalla vita di corte e Hohenzollern la storia del re di Prussia, come L’Incoronazione di Gugliemo I in Konigsberg nel 1861, e fu onorato nel 1905 con un funerale ufficiale, che organizzò e a cui prese parte lo stesso Guglielmo II19. Laurits Tuxen dipinse le corti Britanniche, Russe e Danesi, includendo pitture della Famiglia Reale Danese nel 1883, la famiglia della regina Vittoria nel 1887, l’incoronazione di Nicola II nel 1896, infine L’Entrata di Giorgio I di Hellens a Salonica nel 1912. Il più prolifico contemporaneo pittore di corte, Philip de Laszlo, come risulta da una mostra tenutasi a Londra nel 2004 presso Christies20, il quale ritrasse più personaggi delle famiglie reali di qualsiasi altro pittore nella storia. I suoi ritratti sono lusinghieri ma mancano di spessore. Al contrario Zonaro coprì ogni soggetto necessario alla glorificazione dinastica di un sovrano: storia, cerimonie, ritratti e battaglie, così come le innumerevoli immagini della capitale imperiale.

life and Hohenzollern history for the Kings of Prussia, such as the Coronation of Wilhelm I in Konigsberg in 1861, and was honored in 1905 with an official funeral, organized and attended by Wilhelm II himself19. Laurits Tuxen painted the British, Russian and Danish courts, including pictures of the Danish Royal Family in 1883, the family of queen Victoria in 1887, the coronation of Nicholas II in 1896, finally The Entry of George I of the Hellenes into Salonica in 1912. The most prolific contemporary court painter, Philip de Laszlo, as an exhibition at Christies in London in 2004 proved20, painted more royal sitters, from more royal families, than any other court painter in history. His portraits are flattering but lack depth. In contrast Zonaro covered every type of subject necessary to a monarch in search of dynastic glorification: history, ceremonies, portraits, battles, as well as innumerable pictures of imperial capital. The popularity of Zonaro in Yildiz confirms the vigour of the Ottoman Sultans’ tradition of commissioning portraits, which was commemorated in the exhibition on ‘The Sultan’s Portrait’, held in Topkapi palace in 2000. It had begun with Gentile Bellini, sent from Venice in 1479 at Sultan Mehmed II’s request to paint his portrait. As a Venetian, a painter and a visitor to Istanbul, Bellini was a model for Zonaro: indeed one of his commissions from Abdülhamid would be to copy Bellini’s portrait of Mehmed II. Abdülhamid, however, unlike his father and grandfather Sultans Abdulmecid and Mahmud II, refused, when absolute Sultan, to sit for a photograph or a portrait. Although he loved paintings, and according to Zonaro painted ‘rather nice’ pictures himself, in this instance he followed the Muslim tradition of disapproval of representations of humans21.

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

77


Philip Mansel

La popolarità di Zonaro a Yildiz conferma l’importanza per i Sultani Ottomani di commissionare ritratti. Tale tradizione è stata oggetto della mostra Il ritratto del Sultano tenutasi nel palazzo di Topkapi nel 2000. La tradizione era iniziata con Gentile Bellini, inviato da Venezia nel 1479 su richiesta del Sultano Maometto II per dipingere il suo ritratto. Come veneziano, come pittore e come visitatore ad Istanbul, Bellini era un modello per Zonaro; non a caso uno degli incarichi affidatigli da Abdülhamid fu quello di fare una copia del ritratto che Bellini aveva fatto a Maometto II. Abdülhamid tuttavia, a differenza di suo padre e di suo nonno, i Sultani Abdulemecid e Mahmud II, si rifiutò, da sultano assoluto, di posare per fotografie o ritratti. Anche se amava i dipinti, e secondo Zonaro dipinse lui stesso “piuttosto bellissime” immagini, in questo istante seguì la tradizione musulmana di disapprovazione di rappresentazioni di esseri umani21. A dispetto della sua in parte architettura e della sua cultura europea, Yildiz fu anche l’ultimo grande palazzo islamico. La sua pianta, composta da padiglioni separati in giardini, assomiglia a quella del palazzo Gulestan degli Scià Qajar a Teheran, piuttosto che ad altri palazzi europei. Le principali cerimonie erano le settimanali Selamlik del Sultano nella moschea di Hamidiye o l’invio dei doni del Sultano con la carovana di pellegrini verso la Mecca ogni anno, che Zonaro raffigurò nel 190322. Fu a Yildiz che la ferrovia di Hejaz fu progettata per portare i pellegrini musulmani ed i soldati del Sultano da Damasco alla Mecca. Zonaro fece un ritratto dell’uomo che aveva ideato il progetto, Izzer Holo Pascià, secondo segretario e consigliere del Sultano per gli affari arabi, che si diceva fosse l’uomo più influente a Palazzo e che per giunta nutrisse un segreto disprezzo per il suo padrone23.

Drogheria (Bakkal) a Anadoluhisari, Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 42 x 62, collezione privata.

Despite its partly European architecture and culture, Yildiz was also the last great Islamic palace. Its plan, consisting of separate pavilions in gardens resembles that of the Gülestan palace of the Qajar Shahs in Tehran, rather than other European palaces. The most important ceremonies were the Sultan’s weekly Selamlik at the Hamidiye mosque or the departure of the Sultan’s gifts and the pilgrim caravan to Mecca every year, which Zonaro painted in 190322. It was in Yildiz that the Hejaz railway was planned to take Muslim pilgrims and the Sultan’s soldiers from Damascus to Mecca itself. Zonaro painted a portrait of the man behind the railway, Izzet Holo Pasha, Second Secretary and the Sultan’s adviser on Arab affairs, said to be the most influential man in the palace and also to nourish a secret contempt for his master23. By 1908, according to one esti-

Philip Mansel

78


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

Nel 1908, secondo una stima, 12.000 persone abitavano nel Palazzo-città di Yildiz. Al di fuori delle mura del Palazzo tuttavia l’autorità del Sultano si andava sgretolando. Quasi ogni giorno arrivavano a Yildiz telegrammi contenenti notizie delle ribellioni nelle provincie dell’Impero. “Fuori dal mio mondo dell’arte potevo vedere che l’Impero stava cominciando ad essere scosso da crescenti agitazioni politiche” Zonaro scrisse nelle sue memorie24. Nel luglio del 1908 una rivolta in Macedonia, capitanata da ufficiali del movimento dei Giovani Turchi ostili all’autocratico potere del Sultano e convinti dell’imminente spartizione dell’Impero fra la Russia e la Gran Bretagna, si diffuse rapidamente in parte anche a seguito della coincidenza che il Sultano non avesse pagato il salario alle sue truppe. Il 24 luglio, su consiglio dei suoi ministri, il Sultano abolì la censura e promise elezioni per l’autunno. In pratica aveva ripristinato il governo costituzionale. Istanbul esplose di gioia. Nelle parole di un viaggiatore inglese, Aubrey Herbert, la città sembrava risplendere come una rosa. Cristiani e musulmani si abbracciavano per strada25. Nonostante il suo governo fosse detestato, Abdülhamid mantenne una certa popolarità. Zonaro vide che, quando Abdülhamid andò alla moschee il primo venerdì dopo il ripristino della costituzione, fu acclamato da folle di persone che portavano cartelli inneggianti alla “Libertà, Uguaglianza, Fratellanza e Giustizia”. Non avevo mai sentito queste grida Mio Sultano! Lunga vita al Sultano!, né visto una tale folla in festa26. Come molti altri pittori di corte quali Goya, Primo Pintor de Camara in Spagna o il Barone Gerard, Premier Peintre du Roi in Francia, che erano pronti a ritrarre sia i Borbone che i Bonaparte, così Zonaro, pittore di Sua Maestà Imperiale il Sultano, era pronto a ritrarre anche i nemi-

mate, 12,000 people inhabited the palace city of Yildiz. Outside the palace walls, however, the Sultan’s authority was crumbling. Telegrams arrived almost daily with news of revolts in the provinces. ‘Outside my world of art I could see that the empire was beginning to be shaken by increasing political turmoil’, wrote Zonaro in his memoirs24. In July 1908 a revolt in Macedonia, led by Young Turk officers hostile to the Sultan’s autocracy and convinced of the empire’s impending partition by Russia and Britain, spread rapidly, partly owing to the Sultan’s failure to pay his own troops. On 24 July, on the advice of his ministers, the Sultan abolished censorship and promised elections for the autumn. In effect he had restored constitutional government. Istanbul exploded with joy. In the words of the English traveler Aubrey Herbert the city seemed to glow like a rose. Christians and Muslims embraced in the street25. Despite detestation of his government, the Sultan himself remained popular. Zonaro saw that, when Abdülhamid went to mosque on the first Friday after the restoration of the constitution, he was cheered by crowds carrying banners proclaiming ‘Liberty, Equality Fraternity and Justice’. He had never heard such cries of ‘My Sultan! Long live the Sultan!’, nor seen such a jubilant crowd26. Like other court painters such as Goya, Primo Pintor de camara in Spain and Baron Gerard, Premier Peintre du Roi in France, who were ready to paint both Bourbons and Bonapartes, so Zonaro, despite being Painter of His Imperial Majesty the Sultan, was prepared to paint his master’s enemies. To most court painters, their career mattered more than their allegiance. Moreover Zonaro was a liberal who believed, like most people in Istanbul in 1908, that the Young Turk revolution was a new dawn.

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

79


Philip Mansel

ci del suo padrone. Pe la maggior parte dei pittori di corte la carriera contava più della fedeltà. Per di più Zonaro era un liberale che condivideva con la maggioranza degli abitanti di Istanbul nel 1908 che la rivoluzione dei Giovani Turchi fosse l’inizio di una nuova era. Il bozzetto di una donna che alza il velo per osservare il reggimento di Ertughrul, fatto per il quadro che aveva procurato a Zonaro il titolo di Pittore di Sua Maestà Imperiale il Sultano, fu riutilizzato nel 1908 per essere pubblicato sulla copertina del Figaro Illustrato, come simbolo di una nuova Turchia – la rinascita della libertà in Turchia. Nell’ottobre dello stesso anno Zonaro chiede ed alla fine ottenne il permesso di fare tre ritratti del Sultano. Monarchia costituzionale voleva dire libertà anche per l’artista di corte. Il pittore ricorderà più tardi che il Sultano, accigliato e sprofondato nei suoi pensieri, non diceva una sola parola27. Zonaro stesso nelle sue memorie, pur condannando la tirannia illogica e terrificante del Sultano, scrisse anche dei Giovani Turchi; molti dei quali egli conosceva, che distrussero ogni cosa fosse legata al vecchio regime. Il mio caro Palazzo di Yildiz, paradisiaco angolo di terra, bellissima dimora degli angeli, quelle aiuole dove spuntavano i fiori più rari, un paradiso per ogni genere di uccello o animale tutto era stato saccheggiato nel modo più disgustoso. La

Incrocio tra due vie, Istanbul 18911909, olio su tela, cm 41 x 64, collezione privata.

The sketch of a woman raising her veil to look at the Ertughrul regiment, made for the picture which had gained Zonaro his title of Painter of His Imperial Majesty the Sultan, was recycled in 1908 to appear on the cover of the Figaro illustré, as a symbol of la Turquie nouvelle – the rebirth of liberty in Turkey. That October Zonaro, at his own request, was finally allowed to paint three portraits of the Sultan. Constitutional monarchy meant freedom for the court artist as well. Zonaro later remembered that the Sultan, frowning and deep in thought, did not say a word27. Zonaro himself in his memoirs, while condemning the Sultan’s ‘illogical and terrifying tyranny’, also wrote of the Young Turks, many of whom he knew, that they were ‘destroying everything connected to the old regime. My dear Yildiz Palace, that heavenly corner of earth , that beautiful abode of angels, those flowerbeds erupting with the rarest flowers, a haven for every kind of bird or animal all had been plundered in the most disgusting manner’. The porcelain factory was turned into a scrap heap of smashed plates. He was shocked by the number of officials who were hanged or dismissed – although, always keen for new subjects to paint, he watched them hang28.

Philip Mansel

80


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

fabbrica di porcellane fu trasformata in un cumulo di resti di piatti distrutti. Fu sconvolto dal numero di funzionari che furono dimessi o impiccati – anche se, sempre appassionato di nuovi soggetti da dipingere, li guardava esposti28. Durante un tentativo controrivoluzionario nell’aprile del 1909, in parte causato dalla rabbia della guarnigione di Istanbul per la perdita di alcuni privilegi, e di fronte alla prospettiva di dover servire in provincie lontane, così come la loro fedeltà ad Abdülhamid e il Sheriat, Zonaro diede rifugio ad un vicino. Si trattava del padre del suo amico Enver Bey, uno dei capi dei Giovani Turchi. Mentre le truppe di Salonicco fedeli ai Giovani Turchi prendevano Istanbul sotto il loro controllo, il 24 aprile del 1909, Zonaro completava il ritratto di Enver Bey, raffigurato come un austero giovane ufficiale in uniforme, che fissava gli astanti con sguardo gelido. Alle sue spalle si intravedono le truppe irregolari macedoni dai capelli scarmigliati che avevano dato una mano a soggiogare Istanbul. La firma di Enver Bey compare nel libro dei visitatori di Zonaro in data 28 aprile, il giorno dopo che Abdülhamid fu informato della sua deposizione. Come ricordo della visita Enver lasciò a Zonaro il suo binocolo, lo stesso che si vede nel ritratto. Subito dopo la deposizione di Abdülhamid, Zonaro diede una festa nella sua casa in onore del suo nuovo protettore Enver Bey29. Dipinse immagini sulla figura della Libertà e di un altro giovane capo Turco, Mahmud Shevket Pasha. L’entusiasmo del pittore di corte per la rivoluzione non gli valse a salvare la carriera. Entrò in disputa con il nuovo governo non per questioni politiche ma per questioni riguardanti la sistemazione logistica e la remunerazione, affari più vitali per la maggior parte degli artisti. Abdülhamid era stato munifico nell’elargire ricompense e favori ai suoi sipendenti; il nuovo regime, per quan-

During an attempted counter-revolution in April 1909, partly caused by Istanbul troops’ fury at their loss of privileges, and the prospect of serving in distant provinces, as well as their loyalty to Abdülhamid and the Sheriat, Zonaro sheltered a neighbor in his house. He was father of Zonaro’s friend Enver Bey, one of the Young Turk leaders. As Young Turk troops from Salonica took control of Istanbul on 24 April 1909, Zonaro completed a portrait of Enver Bey himself, portrayed as a stern young officer in uniform, fixing onlookers with a chilling stare. Behind him are some of the wild-haired Macedonian irregular troops who had helped take control of Istanbul. Enver’s signature appears in Zonaro’s visitors’ book on 28 April, the day after Abdülhamid was informed of his deposition. As a souvenir of the sitting, Enver gave Zonaro the binoculars which appear in his portrait. Soon after the deposition of Abdülhamid, Zonaro gave a party in his house in honour of his new patron, Enver Bey29. He painted pictures of the figure of Freedom and of another young Turk leader, Mahmud Shevket Pasha. The court painter’s enthusiasm for revolution did not, however, save his career. He had disputes with the new government not over politics - but over the more vital matters, for most artists, of accomodation and remuneration. Abdülhamid had been lavish in distributing rewards and favours to his servants; the new regime, although keeping Abdülhamid’s heir Mehmed Reshad as Sultan, preferred to cut the cost of the court. Zonaro compared the carriages carrying the sultan and his family away from Yildiz to take the train to prison in Salonika on 30 April to ‘a funeral cortege on its way to bury all my dreams of the Orient, my peace of mind, my comfort and my protective shield.’ morevoer his friend Enver Bey had left to serve in the Ottoman embassy in Berlin30. Zonaro was

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

81


Philip Mansel

Copertina del catalogo sulla mostra a Nizza, 1918, Firenze Eredi Zonaro.

to mantenesse l’erede al trono di Abdülhamid, Mehmed Reshad, come Sultano, preferì ridurre i costi della corte. Zonaro paragonò le carrozze che trasportavano il sultano e la sua famiglia lontano da Yildiz a prendere il treno verso la prigione in Salonicca il 30 aprile, a un corteo funebre seppellendo in questo modo tutti i miei sogni sull’Oriente, la mia serenità, la mia tranquillità e il mio scudo protettivo e oltretutto il suo amico Enver Bey aveva smesso di servire all’ambasciata ottomana a Berlino30. Zonaro fu licenziato come Pittore del Sultano e gli fu richiesto di rimborsare l’affitto di casa dal momento della destituzione di Abdülhamid. Considerando questo trattamento un insulto (“ho anche una patria chiamata Italia e tornerò lì immediatamente”), il 20 marzo del 1910 Zonaro partì con L’Orient express. Nella sua ultima mostra nella sua casa, aveva venduto alcuni dei suoi dipinti al figlio prediletto di Abdülhamid, Burhaneddin Efendi. Rifiutò un invito a tornare si stabilì definitivamente a San Remo31. Se Zonaro lasciò Istanbul, Istanbul non lasciò Zonaro. Sulle sponde della Liguria continuava ad indossare il fez, dipingeva nuovi quadri su Istanbul, ne faceva copie di vecchi e scriveva le memorie della sua esistenza nella capitale ottomana, che pensava di pubblicare con le fotografie fatte da sua moglie. Era ancora ossessionato, scrisse, dalla città, dove aveva sperato di trascorrere la sua vecchiaia, da quello spettacolo di bellezza che non ha eguali nel mondo… ancora oggi non è scomparso dalla mia vista32. Per una strana coincidenza, nel 1923 un altro esule da Istanbul, il fratello di Abdülhamid, l’ultimo Sultano Mehmed VI, che era sfuggito al nuovo regime Kemalista, si stabilì anche lui a San Remo. Vi morì tre anni dopo seguito da Zonaro nel 192933. La qualità degli archivi di Zonaro, conservati

dismissed from the post of Painter to the Sultan and asked to pay back-rent on his house since the fall of Abdülhamid. Regarding his treatment as an insult (‘I also have a homeland that goes by the name of Italy and I shall return there immediately’), on 20 March 1910 he left Istanbul on the Orient Express. At his last exhibition in his house, he had sold some of his pictures to Abdülhamid’s favourite son Burhaneddin Efendi. Refusing a request to return, he eventually settled in San Remo31. If he left Istanbul, Istanbul did not leave him. On the shores of Liguria, he wore the fez, painted new pictures of Istanbul, made copies of old ones, and wrote memoirs of his life in the Ottoman capital, which he planned to publish accompanied by his wife’s photographs. He was still haunted, he wrote, by the city where he had hoped to spend his old age, by ‘that spectacle of beauty which has no equal in the world…even today it has not vanished from my vision’.. 32. By a strange coincidence, in 1923 another exile from Istanbul , Abdülhamid’s brother, the last Sultan Mehmed VI, who had fled the new Kemalist regime, also settled in San Remo. He died there three years later, followed by Zonaro in 192933. The quality of Zonaro’s archive preserved by his grand-daughter Yolanda Zonaro Meneguzzer in

Philip Mansel

82


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

dalla pronipote Yolanda Zonaro Meneguzzer Trevigne a Firenze, che contengono il suo libro dei visitatori, il libro dei conti della moglie, oltre a sue fotografie, confermano la sua importanza come testimone del tramonto della Istanbul imperiale. Le sue memorie sono state di recente pubblicate ad Istanbul, sia in turco che in inglese da Dylan Clements, a cura di Erol Makzume e Cesare Mario Trevigne, con un centinaio di illustrazioni. Essi sono l’unico memoriale a Istanbul sotto Abdülhamid un Califfo che amava l’opera e la pittura così come la carriera e la mente, le finanze e la politica, di un pittore di corte del tardo XIX secolo. Grazie a Zonaro e ad Abdülhamid nei dipinti dell’artista italiano si conserva un miglior ricordo di Istanbul nei suoi ultimi anni da capitale imperiale come Berlino, Vienna o San Pietroburgo. *** Dr. Philip Mansel è uno storico di corti e città. I suoi libri includono la vite di Luigi XVIII e il Principe de Ligne, Costantinopoli città del desiderio del mondo (1995) e Parigi tra gli Imperi (2001). Il suo ultimo libro Levante: Splendore e Declino sul Mediterranneo (2010) è la storia di Smyrne, Alessandria e Beirut. È editore dello Storico Tribunale, giornale internazionale della Società per gli Studi di Corte (www.courtstudies.org) e fondatore amministratore fiduciario della Levantino Heritage Foundation (www.levantineheritage.com). Sta attualmente scrivendo la vita di Luigi XIV. Due dei suoi libri, La corte di Francia 1789-1830 (Rizzoli 1991), e Costantinopoli: splendore e Declino della capitale dell’Impero Ottomano (Mondadori 1997) sono stati tradotti in italiano.

Florence, including his visitors’ book and his wife’s account-book, as well as his photographs, reinforces his importance as a witness to Istanbul’s imperial sunset. His memoirs have recently been published in Istanbul, both in Turkish and in an English translation by Dylan Clements, edited by Erol Makzume and Cesare Mario Trevigne, with hundreds of illustrations. They are a unique memorial to Istanbul under Abdülhamid – a Caliph who loved opera and painting – as well as to the career and mind , the finances and politics, of a late nineteenth-century court painter. . Thanks to Zonaro and Abdülhamid, Istanbul has a better record, in pictures, of its last years as an imperial capital than Berlin, Vienna or Saint Petersburg. *** Dr. Philip Mansel is a historian of courts and cities. His books include lives of Louis XVIII and the Prince de Ligne, Constantinople City of the World’s Desire (1995) and Paris between Empires (2001). His latest book Levant: Splendour and Catastrophe on the Mediterranean (2010) is a history of Smyrna, Alexandria and Beirut. He is editor of The Court Historian, international journal of the Society for Court Studies (www.courtstudies.org) and a founding trustee of the Levantine Heritage Foundation (www.levantineheritage.com). He is currently writing a life of Louis XIV. Two of his books, La corte di Francia 1789-1830 (Rizzoli 1991), and Costantinopoli: Splendore e Declino della capitale dell’ Impero ottomano (Mondadori 1997), have been translated into Italian.

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

83


Philip Mansel

Erol Makzume, Fausto Zonaro pittore della Corte Ottomana nel 150°anniversario della nascita in Zeynep Inankur, Giovanna Damiani ed Erol Makzume, Pittore della Corte Ottomana Fausto Zonaro nel 150°anniversario della nascita, Istanbul 2004, pp. 31-2.  2 Philip Mansel, Costantinopoli, Città di desiderio del mondo, 1997ed. pp. 284, 387.  3 Ibid, pp. 262-3.  4 Ibid, p. 246.  5 Ibid, p. 343.  6 Ibid, pp. 314-5.  7 Ibid, pp. 330-2.  8 Ibid, p. 325.  9 Makzume p. 36. 10 Fausto Zonaro, Venti anni nel Regno di Abdülhamid. Memorie e opere di Fausto Zonaro, eds Erol Makzume e Cesare Mario Trevigne, Istanbul 2011, p. 194-5, 199. 11 Fausto Zonaro, Venti anni nel Regno di Abdülhamid. Memorie e opere di Fausto Zonaro, eds Erol Makzume e Cesare Mario Trevigne, Istanbul 2011, p. 61. 12 Ibid pp. 120-123, nel 1904, per esempio, gli furono date 60 lire per permettergli di recarsi in Italia con tutta comodità per vedere sua madre. 13 Makzume, pp. 39, 41, 43, 46, 51, 57. 14 Mansel pp. 313,327,316. 15 Ibid p. 339. 16 Makzume, pp. 41-2. 17 Ibid p. 49. 18 Zonaro, p. 149. 19 Adolph Menzel. Realist- Historist-maler des Hofes, Bremen 1981 passim. 20 Cf. Christopher Lloyd et.al. A Brush with Grandeur: Philip Alexius de Laszlo (1869-1937) 2004, passim.  1

Erol Makzume, ‘Ottoman Court Painter Fausto Zonaro on his 150th Birth Anniversary’ in Zeynep Inankur, Giovanna Damiani and Erol Makzume, Ottoman Court Painter Fausto Zonaro on his 150th Birth Anniversary, Istanbul 2004, pp. 31-2.  2 Philip Mansel, Constantinople, City of the World’s Desire, 1997ed. pp. 284, 387.  3 Ibidem, pp. 262-3.  4 Ibidem, p. 246.  5 Ibidem, p. 343.  6 Ibidem, pp. 314-5.  7 Ibidem, pp. 330-2.  8 Ibidem, p. 325.  9 Makzume, p. 36. 10 Fausto Zonaro, Twenty years under the Reign of Abdulhamid. The Memoirs and Works of Fausto Zonaro, eds. Erol Makzume and Cesare Mario Trevigne. Istanbul 2011, p. 194-5, 199. 11 Fausto Zonaro, Twenty years under the Reign of Abdulhamid. The Memoirs and Works of Fausto Zonaro, eds. Erol Makzume and Cesare Mario Trevigne. Istanbul 2011, p. 61. 12 Ibidem, pp. 120-123 in 1904, for example, he was given 60 liras to enable him to travel to Italy in comfort to see his mother. 13 Makzume, pp. 39, 41, 43, 46, 51, 57. 14 Mansel, pp. 313, 327, 316. 15 Ibidem, p. 339. 16 Makzume, pp. 41-2. 17 Ibidem, p. 49. 18 Zonaro, p. 149. 19 Adoplh Menzel, Realist-Historist-maler des Hofes, Bremen 1981 passim. 20 A Brush with Grandeur: Philip Alexius de Laszlo (1869-1937) 2004, passim.  1

Philip Mansel

84


L’ultimo pittore di corte: Fausto Zonaro e Abdülhamid II

Zonaro p. 231. Makzume, p. 48. 23 Mansel, p. 319. 24 Makzume, p. 46. 25 Aubrey Herbert , Ben Kendim, 1919, p. 257. 26 Mansel, pp. 346-7; Zonaro, p. 228. 27 Makzume, p. 59; Zonaro p. 234. Uno dei tre ritratti è adesso nel Manyal Palace Museum, Cairo, già residenza del Principe Mohammed Alì d’Egitto. 28 Zonaro pp. 229, 236, 253. 29 Mansel, p. 350; Zonaro pp. 249-251. 30 Zonaro p. 259. 31 Makzume, pp. 64-5; Zonaro p. 260. 32 Zonaro pp. 103, 227. 33 Makzume, p. 67. 21 22

Zonaro, p. 231. Makzume, p. 48. 23 Mansel, p. 319. 24 Makzume, p. 46. 25 Aubrey Herbert, Ben Kendim, 1919, p. 257. 26 Mansel, pp. 346-7; Zonaro, p. 228. 27 Makzume, p. 59; Zonaro, p. 234. One of these portraits is now in the Manyal Palace Museum, Cairo, formerly the residence of Prince Mohammed Alì of Egypt. 28 Zonaro, pp. 229, 236, 253. 29 Mansel, p. 350; Zonaro pp. 249-251. 30 Zonaro, p. 259. 31 Makzume, pp. 64-5; Zonaro p. 260. 32 Zonaro, pp. 103, 227. 33 Makzume, p. 67. 21 22

The Last Court painter: Fausto Zonaro and Abülhamid II

85


Philip Mansel

Philip Mansel

86


Un orientalista diverso

Un orientalista diverso A different orientalist Valerie Wadsworth Falchi

Questa mostra prestigiosa conferma non solo l’impegno e la passione di Erol Makzume per il talento pittorico di Fausto Zonaro, ma ha anche un legame implicito con Elisa e Mafalda – l’amatissima moglie e la figlia del pittore – che vissero molti anni a Firenze. Ebbi il mio primo contatto con Erol nel Dicembre del 1999, quando telefonò dalla Turchia per chiedere a Rodolfo Falchi, mio marito, di collaborare alla stesura di un testo su Zonaro, stimatissimo pittore di Corte dell’Impero Ottomano. Nel 1993, R. Falchi aveva infatti pubblicato una monografia approfondita sull’artista nella collana “Archivi dell’Ottocento” dell’editore Allemandi e nell’anno seguente a Sanremo, aveva curato una mostra delle opere del pittore. Purtroppo in quei giorni Rodolfo era in ospedale e poche ore prima mi avevano dato la terribile notizia che gli restavano solo sei mesi di vita. Sembrava quasi un segno del Destino che proprio in quel momento qualcuno volesse condividere la nostra ricerca sulla vita appassionante e sull’opera di Fausto Zonaro. Le nostre peregrinazioni sulle orme dell’artista risalivano a qualche anno prima. Negli ultimi diciotto anni della sua vita Zonaro era vissuto a Sanremo, dov’è sepolto nel Cimitero monumentale alla Foce. In Liguria, numerosi erano i collezionisti che apprezzavano i suoi dipinti OrienThis prestigious exhibition confirms not only Erol Makzume’s dedication and passion for the creative talents of Fausto Zonaro , but at the same time is an implicit link with the artist’s wife Elisa and daughter Mafalda, both of whom lived in Florence for many years. My first contact with Erol was in December 1999, when he phoned from Turkey explaining that he was preparing a publication about Zonaro, “Ottoman Court Painter”, and requesting the collaboration of my husband, Rodolfo Falchi. In 1993, R.Falchi had published a comprehensive monograph about the artist in the “Archivi dell’Ottocento” series, edited by Umberto Allemandi and the following year in Sanremo had organized an exhibition of Zonaro’s paintings. Unfortunately, Rodolfo was in hospital and just a few hours previously I had been given the devastating news that he had only about six more months to live. It seemed like a sign of Fate, in that particular moment, that someone wanted to continue our research into the fascinating life and works of Fausto Zonaro. Our peregrination in the artist’s footsteps had begun some years previously. Zonaro had lived the last eighteen years of his life in Sanremo and now rests there in the Foce monumental cemetery. In Liguria, there were quite a few collectors who admired his Orientalist paintings and also

A different orientalist

87


Valerie Wadsworth Falchi

talisti e i suoi scorci di Sanremo e della costa, ma ben poco si sapeva della sua vita avventurosa. È divertente notare che aveva finito così per approdare proprio nella terra natale dell’autore di un romanzo che lo aveva appassionato da giovane, “Costantinopoli”, di Edmondo De Amicis. Avevamo incominciato a seguire le tracce dell’artista a Masi di Padova, dov’era nato, poi a Lendinara, dove ogni giorno andava a scuola a piedi: dodici chilometri per andare e dodici per tornare. A Masi, facemmo conoscenza con due anziane parenti che ci raccontarono una storia interessante a proposito di uno dei suoi fratelli: dopo aver raggiunto il rango di Pittore di Corte, lo zio Fausto tornava sovente a trovare la madre e i fratelli, portando loro in regalo oro e doni preziosi. Durante uno dei periodi di sommosse nel Veneto, questo fratello aveva sotterrato i tesori in un luogo segreto che solo lui conosceva. Un giorno, dopo aver sentito degli spari nelle vicinanze, si affacciò alla finestra e fu trafitto al collo da una pallottola vagante. Morì dopo qualche giorno,

Il Bosforo da Rumelihisarı, Istanbul 1891-1909, olio su tavola, cm 22 x 38, collezione privata.

his landscapes of Sanremo and the coast, yet little or nothing was known about his adventurous life. It is amusing to think that he had ended up living in the homeland of Edmondo De Amicis, whose narrative “Costantinopoli” had so intrigued him as a young man. We began to trace the various phases of his life by visiting his birthplace of Masi di Padova and then to Lendinara, where he had walked twelve kilometers each way, every day, to attend school. In Masi, we met two elderly nieces who told us this intriguing story about one of the artist’s brothers: After he had risen to the rank of Court Painter, their uncle Fausto would still come home frequently to visit his mother and siblings, bringing them gold coins and various valuables. During a period of rioting and disorder in Veneto, one of his brothers buried these treasures in a Valerie Wadsworth Falchi

88


Un orientalista diverso

senza avere la possibilità di parlare e di rivelare il nascondiglio dei tesori segreti, che non furono mai più ritrovati. Poi andammo a visitare la Villa Contarini a Piazzola del Brenta, dove nel 1889, il giovane artista aveva eseguito una serie di delicati pastelli. Infine, ci recammo a Padova, ai Musei Civici agli Eremitani, per vedere una collezione di dipinti donata da Leonia Zonaro di Masi. In seguito, nel 1999, Falchi scrisse più di cinquanta schede per accompagnare questi quadri – pubblicati sul catalogo “Dipinti dell’Ottocento e del Novecento nei Musei Civici di Padova”,

La figlia Mafalda con un liuto, fotografia di Elisa Zonaro, Firenze Eredi Zonaro.

secret place known only to himself. One day, on hearing gunshots being fired nearby, he looked out of the window to see what was happening. Unfortunately, he was struck in the neck by a stray bullet and, unable to speak, died a few days later without being able to disclose the whereabouts of the hidden valuables. They were never found, in spite of much searching. Next, we visited the Villa Contarini in Piazzola del Brenta where, in 1889, the young artist had painted a series of delicate pastels. Finally, we went to the Musei Civici agli Eremitani in Padua to view a collection of his paintings that had been bequeathed to the museum by Leonia Zonaro from Masi. Later, in 1999, Falchi wrote more than fifty analytical studies.for these paintings, published in the catalogue “Dipinti dell’Ottocento e del Novecento nei Musei Civici di Padova” for reference in a collective exhibition at the splendid Palazzo della Ragione. So then we set off for Istanbul to re-live his success at the Ottoman court of the Sultan Abdulhamid II. On visiting the Dolmabahce Sarayi palace, now a museum, the Director introduced us to a young student, Aykut Gurcaglar, who was actually preparing his thesis on Zonaro. What a stroke of luck for all of us.... he gave us lots of information on the artist’s Ottoman period and we exchanged the favour and shared with him some of our Italian data. Aykut, now a university professor, has also become a valued friend with the mutual interest in art. In 2006, he wrote a detailed article for the Turkish art magazine “Chronicle” dedicated to R. Falchi’s studies and entitled “A Man in Search of Zonaro”. Now the only missing link was to meet the artist’s daughter Mafalda who, born in Istanbul, had grown up in Sanremo and was now living in Florence. When we telephoned, she invited us

A different orientalist

89


Valerie Wadsworth Falchi

Odalisca, Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 98 x 70, collezione privata.

in occasione di una mostra collettiva nello splendido Palazzo della Ragione. Eccoci poi partiti per Istanbul per cercar di rivivere la sua esperienza alla Corte Ottomana del Sultano Abdülhamid II. Durante la nostra visita del palazzo Dolmabahce Sarayi, che oggi è un museo, il Direttore ci presentò un giovane studente, Aykut Gurcaglar, che stava appunto preparando la sua tesi di laurea su Zonaro. Una grande fortuna per tutti noi.... Aykut ci diede molte informazioni sul periodo ottomano dell’artista e noi ricambiammo con i dati italiani. Oggi, Aykut è docente universitario e anche lui è diventato un caro amico. Nel 2006, ha scritto un’articolo molto completo sulla rivista d’arte turca “Chronicle”, dedicato all’opera di Rodolfo Falchi e intitolato, “L’Uomo che cercava Zonaro”. Restava l’anello mancante – incontrare la figlia dell’artista. Nata a Costantinopoli, era cresciuta a Sanremo e viveva allora a Firenze. Ci invitò ad andare a trovarla. Per noi era un vero onore conoscere questa signora straordinaria. Aveva sempre rifiutato di andare in vacanza, temendo che i ladri entrassero in casa per rubare la preziosa collezione e i ricordi del celebre padre. Ci mostrò delle foto e delle recensioni che sua madre aveva compilato con precisione e che erano state pubblicate sui periodici più importanti dell’epoca. Ce ne andammo pieni di ammirazione per questa donna eccezionale: incontrarla era stato il culmine di tutte le nostre ricerche. Ci sembrava quasi di aver parlato con Zonaro. Nel 1994, ci sentimmo pronti per organizzare una mostra a Sanremo: la Signora Mafalda prestò generosa-

to visit her, so we set off immediately. It was such an honour to meet this amazing lady, who had always refused to go away on holiday in case, in her absence, thieves might break in and steal the precious collection and memorabilia of her famous father. She showed us photographs and reviews that her mother had devoutly compiled and that had been published in the most important periodicals of the day. We came away in awe of this extraordinary woman, our meeting was the apex of all our travels. It was as if we had almost spoken to Fausto Zonaro himself. In 1994, we felt ready to organize an exhibition in Sanremo and, as well as works belonging to other collectors, many of the paintings and drawings were generously lent by the Signora Mafalda. We also had the pleasure of the collaboration of Jolanda Meneguzzer Trevigne and her son Cesare Mario Trevigne – granddaughter and greatgrandson of the artist.The venue was at the Villa Ormond, with the patronage of the Assessorato al Turismo e alle Manifestazioni and entitled, “The Three Pictorial Seasons of Fausto Zonaro – Venice, Constantinople, Sanremo”. At

Valerie Wadsworth Falchi

90


Un orientalista diverso

mente molti dipinti e disegni che vennero esposti insieme a opere appartenenti ad altri collezionisti. In questa occasione, avemmo anche il piacere della collaborazione della Signora Jolanda Meneguzzer Trevigne e di suo figlio Cesare MarioTrevigne – la nipote e il pronipote del pittore. L’esposizione ebbe luogo a Villa Ormond, col patrocinio dell’Assessorato al Turismo e alle Manifestazioni, con il titolo “Le Tre Stagioni Pittoriche di Fausto Zonaro – Venezia, Costantinopoli, Sanremo”. Per l’inaugurazione, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo dedicò un concerto al teatro del Casinò al pittore padovano. Nella prefazione del catalogo, Falchi scrisse, “... Lo scopo principale di questa mostra non

Studio di una Marina, Istanbul 18911909, olio su tavola, cm 13.5 x 21.5, collezione privata.

the inauguration, the Sanremo Symphony Orchestra presented a concert at the Casinò theatre in honour of the artist. In the preface of the catalogue, Falchi explained, “...The main objective of this exhibition is not only to present his later works, but to offer the enthusiasts of figurative art a thorough second reading of an artist who was second to none. For his collectors, the exhibition would not be complete without the evidence of his early pictorial period, when he exhibited in Venice, Milan, Turin, Naples and Paris...”. The exhibition met with remarkable success both in Italy and abroad. Art collectors and critics acknowledged the Paduan artist as a first-rate maestro. Zonaro in his greatness was able to bring the Turkish men and women of the day to life on his canvas, with their human singularity, yet without sinking to the superficiality of a stereotyped Orientalism. Indeed, his Ligurian paintings also revealed how his competence enabled him to unveil the spirit of both human beings and landscapes. In fact, Zonaro always maintained that “... Art, without previous study of the environment and the characteristics of its inhabitants, not only is not art, but interprets erroneous things: thus the pictorial work becomes an atrocious satire of the author. The scene portrayed should express, in short, all the poetry of the painted subject”. The artist had lived for almost twenty years in Istanbul and his five children were born there. His European contemporaries were painting romanticized odalisques in languid poses and market scenes with traders bidding for provocative, pale-skinned, naked slaves. He instead exalted the reality of everyday life depicting actual religious ceremonies, outdoor barbers, public scribes,

A different orientalist

91


Valerie Wadsworth Falchi

è di presentare unicamente dei quadri del suo ultimo periodo, ma di offrire agli appassionati di arte figurativa una rilettura approfondita di un artista che non fu secondo a nessuno. La rassegna non sarebbe completa per i suoi collezionisti, se non ci fossero anche le testimonianze del suo primo periodo pittorico, quando l’artista esponeva a Venezia, Milano, Torino, Napoli e Parigi…”. La mostra ebbe un notevole successo sia in Italia, sia all’estero. I collezionisti e i critici d’arte riconobbero nel pittore veneto un maestro di prim’ordine. Zonaro fu l’artista che seppe far rivivere sulla tela gli uomini e le donne della Turchia di quell’epoca, con la loro singolarità umana, senza cadere nella superficialità dell’orientalismo oleografico. D’altronde, anche i suoi quadri liguri rivelano la sua esigenza di svelare l’anima degli esseri e dei paesaggi. Infatti, Zonaro aveva sempre sostenuto che “... l’arte, senza lo studio preventivo dell’ambiente e dell’animo di coloro tra cui si vive, non solo non è arte, ma si traduce in cose erronee: l’opera pittorica diventa allora una satira atroce dell’autore. La scena ritratta deve esprimere nella sintesi, tutta la poesia del soggetto dipinto.” Il pittore era vissuto quasi vent’anni a Istanbul, dov’erano nati i suoi cinque figli. I suoi contemporanei europei dipingevano odalische in pose languide, oppure scene al mercato dove si offrivano in vendita procaci schiave nude dalla pelle bianca. Zonaro dipingeva invece la realtà oggettiva della vita quotidiana: le cerimonie religiose, i barbieri all’aperto, gli scrivani pubblici, i pompieri, i pescatori sul Bosforo, l’andirivieni sul ponte di Galata, i mendicanti e perfino i cimiteri. Sulla riva del Dolmabahce, Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 40 x 66, collezione privata.

tradesmen, firemen, boatmen on the Bosphorus, comings and goings on the Galata bridge, beggars and even cemeteries. In 2000, at the seventeenth-century Palazzo Borea d’Olmo in Sanremo, Rodolfo Falchi organized his last collective exhibition – “L’Arte Figurativa tra l’Ottocento e il Novecento nel Ponente Ligure” and quite a few Zonaro paintings, rediscovered after a long period of languishing in oblivion, were included. Since then, thanks to Erol Makzume, to

Valerie Wadsworth Falchi

92


Un orientalista diverso

Nel 2000, al piano nobile del Palazzo secentesco “Borea d’Olmo” a Sanremo, fu allestita l’ultima mostra collettiva organizzata da Rodolfo Falchi: “L’Arte Figurativa tra l’Ottocento e il Novecento nel Ponente Ligure”. Questa esposizione comprendeva molte opere di Zonaro, riscoperte dopo un lungo periodo di oblio. Da allora, grazie a Erol Makzume, alle sue ricerche, ai suoi studi, alle sue pubblicazioni e alle numerose mostre da lui organizzate in collaborazione con la Famiglia Zonaro, sia in Italia, sia in Turchia, è rinato il giusto interesse per questo artista illustre, ingiustamente trascurato dopo la sua morte. In nome di tutti coloro che amano Zonaro, vorrei ringraziare gli organizzatori di questa esposizione per aver celebrato la sua vita e il suo lavoro in modo così accurato e appassionato, augurando il massimo successo.

Sulle colline del Bosforo (dettaglio), Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 61.4 x 38.5, collezione privata.

Traduzione in italiano di Elena Palumbo-Mosca

his research, his studies, his publications and to the numerous exhibitions that he has set up in both Italy and Turkey, in close collaboration with the Zonaro Family, a proper and furthered interest has been restored to this illustrious painter, who had been gradually and undeservedly disregarded after his death. On behalf of all those who hold Zonaro in affection, may I thank the organisers of this project for celebrating his life and work in such a thorough way and wish their enterprise every success.

Quadro di Zonaro Yangın var! (c’e fuoco), fotografia di Elisa Zonaro, Firenze Eredi Zonaro.

A different orientalist

93


GALLERIE DI ZONARO AD ISTANBUL Erol Makzume

METTERE LOGO

Vita e luce tra fasti ottomani e Belle époche italiana Fausto Zonaro Life and light between Ottoman splendour Studio Pera and Italian Belle époche

Studio Akaretler

METTERE LOGHI Erol Makzume

94

Studio Akaretler


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

altro colophon ??????????????

Studio Akaretler

Studio Akaretler

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

Studio Akaretler

95


Erol Makzume

Erol Makzume

96


OMAGGIO D’AMMIRAZIONE Oh! Quando hai lasciato i cieli caldi d’Italia, da quella casa splendente che ha dato forma al tuo cuore, tu poi sei venuto da noi in Turchia, chiamato da un sole, guidato dal suo splendore; Hai sollevato il velo oscuro della nostra vita, hai preso la nostra anima e gli hai dato colore; hai riempito i tuoi lavori con versi intensi creando parole dei nostri sogni in fiore! Hai raccolto dal campo della nostra storia! Le nostre tradizioni hanno fatto il tuo nome, la tua arte e la nostra gloria, La tua luce nella notte illumina la nostra strada; E per onorare il ritorno nella tua patria, per innalzare il tuo nome oltre la gloria effimera, adorneremo la tua fronte con fiori e alloro. Selim Nassi Giornale Stamboul, 19 Marzo 1910

TRIBUTE OF ADMIRATION Oh! When you left the warm skies of Italy, From that bright home that shaped your heart, You then came to us in Turkey, Called by a sun, guided by its splendeur; You raised the dark veil from our lives, You took our soul and gave it colour, You filled your works with immense verse, Creating talk of our dreams in flower ! You reaped the field of our history ! Our customs made your name, your art our glory, Your lamp in the night lights our way ; And to salute your return to your homeland, To raise your name above fleeting fame, We shall adorn your brow with blooms and laurels. Selim Nassi Stamboul newspaper, March 19th 1910


Erol Makzume

Erol Makzume

98


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

catalogo

catalogue

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

99


Erol Makzume

Erol Makzume

100


CuriositĂ inutile Roma 1882, olio su tela, cm 64 x 38, collezione privata

101


’O Pazzariello - (Il banditore) Napoli 1886, olio su tela, cm 97 x 147, collezione privata

102


Campagna vesuviana Napoli 1884-1889, olio su tela, cm 58.5 x 36.5, collezione privata

103


Vecchia serra sul Vesuvio Napoli 1889, olio su tavola cm 45 x 23.5, collezione privata

104


Vecchie conoscenze Napoli 1885, olio su tela, cm 63 x 40, collezione privata

105


Ingresso della Villa Camerini Piazzola sul Brenta 1886, olio su tela, cm. 65x56, collezione privata

106


San Giorgio Venezia 1884-1888, olio su tavola, cm 21.5 x 36.5, collezione privata

107


Viaggiando - Il porto di Ancona Ancona 1891, olio su tavola, cm 21.5 x 36, collezione privata

108


Mare Egeo 1891-1909, olio su tavola, cm 21.5 x 36, collezione privata

109


Il Sacro Monte Atene 1904, olio su tavola, cm 21 x 36, collezione privata

110


Autoritratto Istanbul 1901, olio su tela, cm 75 x 60, Comune di Masi (Padova)

111


Autoritratto Istanbul 1893-1902, olio su tela, cm 48 x 39, collezione privata

112


Autoritratto Istanbul 1904, olio su tela, cm 97 x 75, collezione privata

113


Autoritratto Istanbul 1909, olio su tela, cm 120 x 135,Villa Simes Contarini

114


Mia moglie Elisa Istanbul 1904, olio su tela, cm 97 x 75, collezione privata

115


Mia figlia Jolanda Istanbul 1905-1906, olio su tela, cm 49 x 39, collezione privata

116


Modella con mazzo di fiori Istanbul 1893, pastello, cm 74 x 55, collezione privata

117


Odalisca, Navigando Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 40 x 66, collezione privata

118


Barbieri all’aperto Istanbul 1891-1909, olio su tavola, cm 27.5 x 17.5, collezione privata

119


I Barbieri all’aria aperta Istanbul 1891-1909, acquerello, cm. 36 x 51, collezione privata

120


Case turche Istanbul 1891-1909, olio su tavola, cm 21.5 x 12.5, collezione privata

121


Eyßp sul Corno d’Oro Istanbul 1892, olio su tavola, cm 17 x 28, collezione privata

122


Le due rive Istanbul 1891-1909, olio su tavola, cm 21.3 x 40.3, collezione privata

123


Moschea di Ortakรถy Istanbul, 1891-1909, olio su tavola, cm 18 x 33, collezione privata

124


Punta di Scutari Istanbul, 1891-1909, olio su tavola, cm 13.5 x 23, collezione privata

125


Punta del Serraglio Istanbul 1891-1909, olio su tela cm 31 x 54.5, collezione privata

126


Torre di Leandro (KÄązkulesi) Istanbul 1891-1909, olio su tavola cm 21.5 x 36.5, collezione privata

127


Torre di Leandro (KĹzkulesi) Istanbul 1891-1909, olio su tela cm 31 x 54, Palazzo Pitti-Gall. d’Arte Moderna, Firenze

128


Bayram Istanbul 1898, olio su tela, cm 75 x 98, collezione privata

129


Tatavla - studio per il Bayram Istanbul 1897-1898, olio su tavola, cm 18 x 28, collezione privata

130


Fontana di AnadoluhisarÄą Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 45 x 62, collezione privata

131


Gabbiano Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 60 x 80, collezione privata

132


Notturno dalla mia casa a Besikta¸s Istanbul 1898-1909, olio su tela, cm 74.5 x 50, collezione privata

133


Neve dalla mia casa a Besikta¸s Istanbul 1898-1909, pastello, cm. 46.5 x 33, collezione privata

134


Punta del Serraglio Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 38 x 61, collezione privata

135


Vallata di Nisanta¸sĹ Istanbul 1891-1909, olio su tela cm 31 x 55, collezione privata

136


Vecchia moschea di Salacak Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 66 x 44.5, collezione privata

137


Vecchio cimitero Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 66.5 x 40, collezione privata

138


Imbarcazioni sul Bosforo Istanbul 1891-1909, acquerello, cm 26 x 43, collezione privata

139


Pesca al mattino Istanbul 1891-1909, olio su tavola, cm 17 x 28.5, collezione privata

140


Tarabya Istanbul 1891-1910, acquerello, cm 21.5 x 32, collezione privata

141


Studio per il quadro l’Imbarcazione Istanbul 1891-1909, olio su tavola, cm 17.5 x 28, collezione privata

142


La Calfa dell’harem Istanbul 1891-1909, olio su tela, cm 60 x 40.5, collezione privata

143


Studio di paesaggio a Scutari Istanbul 1891-1909, olio su tavola, cm. 28 x 17.5, collezione privata

144


Zingara con bimbo Istanbul 1891-1909, acquerello, cm 54 x 36, collezione privata

145


Bozzetto per l’Esposizione degli artisti di Istanbul Istanbul 1902, acquerello, cm 40 x 30, collezione privata

146


Studio per il quadro del Terremoto di Messina Istanbul 1904, acquerello, cm 40 x 27, collezione privata

147


Bimba che legge Istanbul 1908, pastello, cm 46.2 x 33, collezione privata

148


Studio per il quadro Baccanale di zingare alle Acque Dolci Istanbul 1891-1909, pastello, cm 48.5 x 38, collezione privata

149


Autoritratto San Remo 1927, pastello, cm 72.5 x 53, collezione privata

150


Autoritratto San Remo 1928, pastello, cm 72.5 x 55, collezione privata

151


Autoritratto San Remo 1928, pastello cm 73 x 52, Galleria degli Uffizi-Gabinetto dei disegni e delle stampe, Firenze

152


Ritratto del duca Luigi Silvestro Camerini Piazzola sul Brenta 1920, diam. cm 60, collezione privata

153


Mia figlia Jolanda San Remo 1921, pastello, cm 72 x 50, collezione privata

154


Mia figlia Mafalda San Remo 1921, pastello, cm 72 x 52, collezione privata

155


Mia figlia Mafalda San Remo 1921, pastello, cm 72 x 50, collezione privata

156


Mia figlia Mafalda San Remo 1922, pastello, cm 53 x 73, collezione privata

157


L’onda Ospedaletti Ligure, 1912-1920, olio su tela, cm 37 x 60, collezione privata

158


Isola di S. Marguerite - Prigione della Maschera di Ferro Cannes 1912-1916, olio su tela, cm 46 x 56, collezione privata

159


Isola di S. Honorat - Monastero fortificato Cannes 1912-1916, olio su tela, cm 45 x 57, collezione privata

160


Lago Maggiore - Isola Bella 1911-1929, olio su tela, cm 40 x 60, collezione privata

161


Nizza dal mare Nizza 1911-1929, olio su tela, cm 40 x 60, collezione privata

162


La Madonna della Costa San Remo 1911-1929, olio su tela cm 36.5 x 59.5, collezione privata

163


Gorbio - entroterra di Mentone Gorbio, olio su tavola, cm 22 x 40, collezione privata

164


Dipinti originali eseguiti da Fausto Zonaro nel 1908, per il libro di Adolphe Thalasso “Der-i Se’adet ou Stamboul Porte du Bonheur” pubblicato a Parigi da J. Dumoulin, in un’edizione speciale di 300 copie. Original paintings executed by Fausto Zonaro in 1908, for Adolphe Thalasso’s book “Der-i Se’adet ou Stamboul Porte du Bonheur” published in Paris by J. Dumoulin, in a special edition of 300 copies.

165


Accordi orientali Istanbul 1908, olio su cartone, cm 22 x 15, collezione privata

Bambini nel tekke Istanbul 1908, olio su cartone, cm 21.5 x 16.5, collezione privata

166


Gita in caik Istanbul 1908, olio su cartone, cm 15.5 x 23, collezione privata

Imam pregando, Istanbul 1908, olio su cartone, cm 23.5 x 16, collezione privata

167


In visita Istanbul 1908, olio su cartone, cm 21 x 16, collezione privata

Muhallebici (venditore di dolci) Istanbul1908, olio su cartone, cm 15 x 22.5, collezione privata

168


Scrivani pubblici Istanbul 1908, olio su cartone, cm.15x22.5, collezione privata

Torre di Leandro (KÄązkulesi) Istanbul 1908, olio su cartone, cm 13.5 x 22, collezione privata

169


YangĹn var ! (c’e il fueco) Istanbul 1908, olio su cartone, cm 16 x 22, collezione privata

Zingarelle di Tatavla Istanbul 1908, olio su cartone, cm 22 x 16, collezione privata

170


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

171


Erol Makzume

mostre collettive 1883 ROMA Esposizione 1884 TORINO Esposizione di Belle Arti 1885 BRERA (Milano) Esposizione di Belle Arti, 27 settembre 1885 1885 ROMA Esposizione di Belle Arti 1886 VENEZIA Esposizione Artistica Nazionale 1886 VIENNA 1886 BRERA (Milano) Esposizione di Belle Arti 1888 LONDRA Esposizione Italiana 1889 PARIGI Salon, Mostra Universale 1891 PADOVA Mostra Artistica 1861 PALERMO Esposizione 1891 BRERA (Milano) Esposizione di Belle Arti 1892 COSTANTINOPOLI Maison Rosenthal - Pera 1893 COSTANTINOPOLI Maison Leduc - Pera 1894 BARCELLONA Esposizione Internazionale di Belle Arti 1 giugno 1894 1896 PARIGI Maison M. Delfrate 1900 PARIGI Esposizione Universale 1900 FIRENZE Concorso (e Mostra) Alinari 1902 COSTANTINOPOLI Esposizione degli Artisti Pera, 27 maggio 1902 1902 TORINO Esposizione 1903 UDINE Regionale di Udine 1903 ROMA “La Promotrice” 1903 ATENE Esposizione di Belle Arti 1904 ESTE (Padova) Mostra del Ventaglio, Parco Albrizzi, 12 settembre - 23 ottobre 1904 1904 LONDRA Esposizione 1906 MILANO Esposizione “Dante Alighieri” 1906 ROMA Esposizione 1906 COSTANTINOPOLI Fabbrica Imperiale di Hereké 1907 MILANO Esposizione 1924 MONZA (Milano) Mostra del Ritratto Femminile 1946 FIRENZE Mostra dell’800 Italiano Galleria d’Arte Michelangelo, 9 - 20 novembre 1946 1988 IMPERIA “Paesaggisti nell’Estremo Ponente Ligure tra ‘800 e ‘900” Centro Culturale Polivalente 20 settembre - 6 novembre 1988 1996-1997 ISTANBUL “Uno Sguardo all’Oriente - Il mondo Islamico nella Grafica Italiana dall’Età Neoclassica al Primo Novecento”. Palazzo Imperiale di Dolmabahçe, 18 dicembre 1996 - 31 gennaio 1997 (a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul e Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo) Esibizione a cura della Prof.ssa Maria Antonella Fusco 1997 ROMA “Uno Sguardo all’Oriente - Il mondo Islamico nella Grafica Italiana dall’Età Neoclassica al Primo Novecento”. Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo,14 marzo - 27 aprile 1997 1998-1999 TORINO: “Gli Orientalisti italiani. Cento anni di esotismo 1830-1940” Palazzina di Caccia di Stupinigi 13 settembre 1998 – 6 gennaio 1999 1999-2000 PADOVA “Dipinti dell’Ottocento e del Novecento nei Musei Civici di Padova”. Palazzo della Regione, 24 ottobre 1999 - 15 gennaio 2000 2000 SAN REMO (Imperia) “Arti Figurative tra l’800 ed il ‘900 nel Ponente Ligure”. Museo Civico di Palazzo Borea D’Olmo 8 aprile - 21 maggio 2000 2002-2003 FIRENZE “La Commedia dipinta. I concorsi Alinari e il Simbolismo in Toscana” Museo Marino Marini 18 dicembre 2002 - 15 marzo 2003 2003 STIA (Arezzo) “Il chiodo fisso” Vetrine a cura di Cesare Mario Trevigne e Leonardo Previero 2003 CASTELFRANCO VENETO (Treviso) “Vittorio e Romolo Tessari nella pittura veneta tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo” a cura di Marco Mondi. Palazzetto Preti – Galleria del Teatro Accademico 20 settembre – 23 novembre 2006 ISTANBUL “Gli Orientalisti e il Palazzo Ottomano” a cura di Erol Makzume, Galleria del Palazzo Imperiale di Dolmabahçe , 7 luglio - 10 settembre

Erol Makzume

172


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

2006 PADOVA “Filantropia ed emancipazione femminile a Padova” Stabilimento Pedrocchi - Piano Nobile, 14 ottobre - 12 novembre 2006 ABU DHABI “From the Ottoman Court Collection” a cura di Erol Makzume, Al-Nakheel Hall, 1 - 24 novembre 2007 ISTANBUL “Gli Orientalisti Italiani nel Territorio Ottomano” a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, Palazzi Nazionali della Grande Assemblea Nazionale Turca, Erol Makzume, Centro Culturale Yapi Kredi, Sala del Trono del Palazzo Imperiale di Dolmabahçe, 6 ottobre - 4 novembre 2009 ISTANBUL, “Batılının Dog˘u Sevdası”, a cura di Erol Makzume, I¸sık Galerisi, 20 Dicembre 2009 - 16 Gennaio 2010 2012 IZMIR, “This Side of the Agean from a Westerner’s Brush”, a cura di Erol Makzume, Arkas Sanat Merkezi, 16 Aprile 2012 - 16 Luglio 2012 2012 STRA (Venezia) Arte e Mestieri nella Pittura Veneta tra 800 e 900. Museo Nazionale di Villa Pisani. mostre personali 1886 PADOVA Esposizione 12 - 30 giugno 1886 1893 PADOVA Sala della Gran Guardia 15 novembre - 6 dicembre 1893 1894 COSTANTINOPOLI 1899 COSTANTINOPOLI Bésiktas 1905 COSTANTINOPOLI 1906 PADOVA Costantinopoli: dal Bosforo all’Adriatico Circolo Filarmonico Artistico, luglio 1906 1908 COSTANTINOPOLI Palazzo Zonaro (Bésiktas) 1911 ROMA Teatro Nazionale (Costanzi), maggio 1911 1912 SAN REMO (Imperia) Casinò Municipale, 1 febbraio 1912 1916 MONTECARLO Sporting Club, 15 marzo 1916 1918 GENOVA Palazzo della Borsa (Pro Patria), 18 febbraio - 17 marzo 1918 1918 RAPALLO Casinò, 17 agosto - 1 settembre 1918 1919 MILANO Il Bosforo e la Riviera Ridotto del Teatro alla Scala 1919 STRESA Magazzini Grand Hotel 1925 COMO 1927 SAN REMO (Imperia) 1928 SAN REMO (Imperia) Mostra Internazionale Ex Libris Casinò Municipale, 3 marzo 1928 mostre personali retrospettive 1948 FIRENZE in occasione della Mostra Sociale Primaverile Galleria dell’Accademia Comitato organizzativo: Pietro Annigoni, Angelo Crepet Prefazione del catalogo a cura di Giovanni Poggi (sovrintendente della Galleria degli Uffizi), maggio - giugno 1948 1948 MILANO Galleria Ranzini 1949 Genova Galleria Ranzini, 13 - 22 gennaio 1949 1949 PADOVA Circolo Filarmonico, Palazzo Pedrocchi, 5 -20 giugno 1949 1949 MASI (Padova), XX Anniversario della Morte 4 - 19 luglio 1949 1977 FIRENZE Galleria d’Arte Alcyone, 10 - 30 settembre 1977 1977 TORINO Galleria d’Arte Pirra, 22 ottobre - 20 novembre 1977 1979 PIAZZOLA SUL BRENTA (Padova) Villa Simes Contarini, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, 30 settembre - 11 novembre 1979 1984 MASI (Padova), Mostra e Concorso di Pittura Premio “Fausto Zonaro” I edizione 30 giugno - 10 luglio 1984 1994-1995 SAN REMO “Le Tre Stagioni Pittoriche di Fausto Zonaro Venezia, Costanopoli, San Remo” Villa Ormond, 18 dicembre 1994 - 15 gennaio 1995 2003 ISTANBUL “Fausto Zonaro - Pittore della Corte Ottomana” Kazim Taskent Sanat Galerisi, 17 gennaio - 22 marzo 2003, a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, Centro Culturale Yapi Kredi, Erol Makzume, Cesare Mario Trevigne. Conferenza di Leonardo Previero alla Casa d’Italia (Istituto Italiano di Cultura

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

173


Erol Makzume

2003 ANKARA “Fausto Zonaro - Pittore della Corte Ottomana” Museo d’Arte Moderna 1 - 15 aprile 2003 2003 MASI (Padova) “Fausto Zonaro. Un pittore di Masi alla Corte di Costantinopoli” Scuole elementari “Fausto Zonaro” 12 - 15 luglio 2003. Conferenza di Leonardo Previero 2004 MASI (Padova) “Fausto Zonaro 1854-2004 - Un viaggio lungo una vita” - Scuole elementari “Fausto Zonaro” 23 maggio - 8 giugno 2004 - a cura del Comune di Masi, Fond’Arte Tono Zancanaro, Cesare Mario Trevigne. 2004 ISTANBUL “Fausto Zonaro nel CL anniversario della nascita” Sala del Trono del Palazzo Imperiale di Dolmabahçe 18 settembre - 3 ottobre - a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, Centro Culturale Yapi Kredi, Erol Makzume, Cesare Mario Trevigne 2004 ROMA “Fausto Zonaro. Dalla Laguna Veneta alle Rive del Bosforo. Un pittore alla Corte del Sultano”. Complesso del Vittoriano 25 novembre - 20 dicembre 2004 a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, Ministero degli Esteri, Ministero dei Beni e Attività Culturali della Repubblica Italiana, Esibizione a cura della Dott.ssa Giovanna Damiani, Erol Makzume, Cesare Mario Trevigne. 2010 MONSELICE “Fausto Zonato. Da Venezia a Istanbul. Complesso Mussale di San Paolo.

Erol Makzume

174


Fausto Zonaro (1854-1929): Pittore alla corte ottomana

The Ottoman Court Painter: Fausto Zonaro (1854-1929)

175


Erol Makzume

Spazio espositivo delle Sale Museali di Palazzo Medici Riccardi, 1 - 30 Aprile 2015

Finito di stampare nel mese di Aprile 2015 presso Tipografia Artistica Fiorentina Borgo Stella 21r - Firenze

Erol Makzume

176


Millions discover their favorite reads on issuu every month.

Give your content the digital home it deserves. Get it to any device in seconds.