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Titolo intervento: Progetto VENTO. Una dorsale green anche per i parchi Arch. Alessandro Giacomel, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani Politecnico di Milano

Abstract VENTO è il progetto di una grande infrastruttura ciclabile lunga 679 km: parte da Venezia e arriva a Torino correndo lungo il fiume Po, ad eccezione di un breve tratto in cui affianca il Naviglio Pavese per raggiungere, da Pavia, Milano e il sito di Expo2015. Un progetto a scala territoriale, che completerebbe parte della direttrice ciclabile europea Eurovelo 8, Barcellona-Kiev e rappresenterebbe l’unica dorsale estovest ad attraversare il nord del Paese, utilizzando il naturale corso del Po. Si tratta di un quadro dalle enormi potenzialità grazie alla connessione con Eurovelo 5, che legherà Francia e Svizzera al sud dell'Italia, Eurovelo 7 che attraverso il Brennero collegherà Austria e Germania con il sud del Paese e dell'Europa e inoltre una fitta rete di ciclabili a scala regionale e locale, esistenti e in progetto, tutte disposte nord-sud. Il progetto è un collage di quattro situazioni viabilistiche differenti: tratti di pista esistente (15%); tratti sull’argine del fiume Po (42%), per i quali basterebbe modificare le regole d’uso dell’argine attraverso accordi politici e tecnici, così da renderlo percorribile in breve tempo; tratti che richiederebbero interventi leggeri, in particolare il rifacimento della pavimentazione (22%) e infine tratti che necessitano di interventi di una certa rilevanza per la messa in sicurezza, come i passaggi in affiancamento a strade trafficate o l’attraversamento dei corsi d’acqua adattando i ponti esistenti (21%). Il costo totale dell’opera è stimato in 80 milioni di euro (118 euro al metro lineare). Un investimento importante se si pensa alla situazione economica attuale, ma allo stesso tempo una spesa sostenibile se consideriamo che corrisponde al costo di realizzazione di uno/due km di autostrada ed equivale a circa lo 0.01% della spesa pubblica annuale. Tuttavia VENTO non è solo il progetto di una grande infrastruttura ciclabile ma è soprattutto un progetto di sviluppo che tende a promuovere nuove modalità di turismo sostenibile per il nostro Paese. Si tratta di una concreta e stabile occasione di occupazione e rilancio economico per le 242 località attraversate - che possiedono già un grande patrimonio di bellezze artistiche e paesaggistiche e sono ricche di storia e cultura –, per le 14.000 aziende agricole e le 300 attività ricettive intercettate, che potrebbero trarre beneficio dal passaggio di cicloturisti. VENTO potrebbe innescare nuove forme di sviluppo che prendono le mosse dal cicloturismo, come già avviene da molti anni e con grande successo in Provincia di Trento, dove 200 km di piste ciclabili generano ogni anno un indotto di 86 milioni di euro, oppure come nel caso austriaco della ciclopista del Danubio dove il solo tratto da Vienna a Passau, 320 km, genera ogni anno 71,8 milioni di euro. Se consideriamo questi dati, la proiezione del giro di affari annuo di VENTO sarebbe stimato in due volte l'investimento iniziale. Ecomonie green e diffuse che andrebbero a distribuirsi lungo tutto il percorso della ciclovia e non sarebbero concentrate solo in alcune aree. 1 www.progetto.vento.polimi.it • vento@polimi.it


Un’altra importante risorsa sono le 15 aree protette, tra parchi e riserve naturali all’interno delle quali si sviluppa il 40% (266 km) del tracciato. Questi habitat naturali che rappresentano una ricchezza straordinaria ed una preziosa riserva di biodiversità, sono ad oggi come tante “isole verdi felici” tra loro non collegate e all’interno delle quali si sono fatti negli anni grossi investimenti in sentieri, ciclabili e osservatori. Domani, VENTO, potrebbe connetterle l’una con l’altra e metterle a sistema come una vera e propria rete, diventando la traccia di una dorsale green per il grande parco fluviale del Po, di tutto il Po. Un’occasione importante anche per ridare centralità al fiume Po e migliorarne la tutela e la valorizzazione. Le condizioni per vedere realizzato VENTO e percorrerlo entro il 2015 esistono, ma è fondamentale agire in modo unitario, coordinato e rapido. Per un’operazione di questo tipo che coinvolge lo Stato, 4 regioni, 12 province, 2 enti fluviali (AIPO, AdBPo) e oltre 120 comuni, è necessario innanzitutto una unica cabina di regia che gestisca una tale operazione. Una possibile soluzione potrebbe essere un ufficio preposto all’interno dell’AdBPo, che ha pure specifiche competenze di cura e tutela del paesaggio. VENTO ha bisogno che tutti gli enti interessati lavorino insieme dando così un segnale di volontà concreta alla realizzazione per innescare economie sane, diffuse e green (e ad impatto zero) nei propri territori.

2 www.progetto.vento.polimi.it • vento@polimi.it

21-Giacomel_Progetto Vento_Abstract  
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