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N° 9 marzo 2009

a i d r a b Lom

Periodico d’informazione della Federazione Regionale Lombarda di Coldiretti

Siamo di fronte a un momento di svolta, necessario e improcrastinabile. La congiuntura economica ci obbliga a fare riflessioni importanti, a porci sul mercato in modo ancora più dinamico e innovativo. E se il 70% dell’agricoltura italiana e una parte crescente dell’agroalimentare sono oggi rappresentati da Coldiretti, la sfida che ci attende non può che essere vissuta con entusiasmo e ottimismo. Dobbiamo solo conquistare sempre più la fiducia dei consumatori (che, già oggi, ripagano le aziende agricole degli sforzi fatti). Una grande opportunità in questo senso arriva dalle vendite dirette. Che portano nuovo reddito agli imprenditori, consentendo nel contempo di ottenere un risparmio e una qualità decisamente maggiore a chi fa gli acquisti. Un esempio concreto viene dal latte crudo venduto nelle apposite macchine erogatrici. Un alimento importantissimo per il suo alto potere nutrizionale, su cui si è tanto

dibattuto di recente. Al proposito mi sento di dire che deve farsi strada un nuovo approccio nei confronti del consumatore, una nuova cultura. Bisogna imparare (e molto stiamo già facendo proprio in questa direzione) non solo a fare vendita diretta, ma ad avere anche un contatto diretto con i clienti. Molte nostre aziende puntano tutti i loro sforzi sì sul prezzo, sì sulla qualità, ma anche sul dialogo personale. Così il consumatore scopre cosa sta dietro a quel prodotto appena comprato. Capisce come funziona l’allevamento, di cosa si cibano gli animali, di quali cure hanno bisogno. E i risultati, inesorabilmente, non si fanno attendere. Con questa “filosofia” anche la crisi può diventare un’opportunità. Per gli imprenditori agricoli, ma anche per i consumatori che stanno iniziando a conoscere un mondo fino a ieri poco noto. Eugenio Torchio

in questo numero PAG 2-3 Le “ricette” anti crisi PAG 4 Igiene e latte crudo PAG 5 Aceto made in Valcalepio PAG 6 Vendita diretta carne PAG 7 Sforzato: “re” nel bicchiere PAG 8 I mercati Campagna Amica


Ecco come si combat Quanto pesa effettivamente la crisi economica sulle tasche dei consumatori? E quanto ha influito sulle abitudini alimentari? Per rispondere a queste domande Coldiretti e Swg hanno di recente condotto un’indagine che ha preso in considerazione e ha fatto una “fotografia” dell’ultimo anno. Si è così arrivati a stimare, per esempio, che le famiglie italiane hanno speso nell’arco del 2008 circa cinque miliardi di euro in più per l’acquisto di prodotti alimentari, ma che le quantità di cibo portate in tavola sono rimaste pressoché le stesse dell’anno precedente a causa dell’aumento dei prezzi non giustificato dall’andamento delle materie prime agricole. Un caso emblematico è quello della pasta che ha fatto registrare un incremento record (iniziato già a gennaio con un più 10%, arrivato al 28% in dicembre, e toccando in diversi mesi aumenti addirittura superiori al 30%), nonostante il prezzo del grano duro sia più che dimezzato. Su queste basi si sono verificate sensibili variazioni nel tipo di consumi. A testimoniarlo sono le borse della spesa: si sono ridotti gli acquisti di pane (2,5%), di carne bovina (-0,5%), di formaggi (-0,6%), mentre sono cresciute le vendite di pollo (+3,2%), di maiale e salumi (+2,3%), di latte (+1,8%), di frutta fresca (+2,8%). A tutto ciò aggiungiamo poi i più recenti scandali alimentari: la melamina nel latte cinese, la diossina nella carne di maiale del-

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l’Irlanda, fino al pesce avariato sequestrato proprio alla vigilia dello scorso Capodanno. La necessità di risparmiare unita al bisogno di maggiore sicurezza a tavola ha portato a una sempre maggiore attenzione nella provenienza dei cibi e nella lettura delle etichette. Il consumatore, insomma, si è evoluto e ha iniziato a fare la spesa in modo decisamente più consapevole. Non per nulla cresce il successo dei Mercati di Campagna Amica. E la ricerca di prodotti certificati fa passi da gigante: sale infatti dell’8% la percentuale di coloro

CAMPAGNA AMICA LOMBARDIA

che acquista regolarmente prodotti a denominazione di origine (oggi sono il 28%) e del 23% di quelli che comperano cibi biologici. Ma non è tutto. Particolarmente significativo anche il fatto che quasi due terzi degli italiani (precisamente il 64%) si difende dai rischi alimentari e dal caro prezzi acquistando prodotti locali che risentono meno dei passaggi di mano (con conseguenti aumenti di costo), offrendo nel contempo garanzie di freschezza e di genuinità. “Stiamo sostenendo con impegno la necessità di dare

La vera alternativa? I pro La crisi finanziaria ha provocato un cambiamento nelle abitudini alimentari di quasi quattro italiani su dieci (37%) e si è così trasferita dalle borse alla tavola, facendo sentire i suoi effetti concreti sull’economia reale. In modo particolare l’aggravio della spesa per la pasta dovuto ai continui rincari ha colpito soprattutto le classi di reddito meno elevate. E non dimentichiamo che i consumi medi procapite di pasta sono di circa 28 chilogrammi a persona all’anno in Italia, tre volte superiori a quelli registrati negli Stati Uniti, in Grecia o in Francia, cinque volte superiori a quelli di Germania e Spagna e addirittura sedici volte più alti di quelli del Giappone. Per invertire questa tendenza si potrebbe ottenere un risparmio di ben cinque miliardi di euro, dimezzando i trasporti dei prodotti alimentari e dando più spazio ai prodotti locali sugli scaffali dei supermercati, nella ristorazione e nelle mense. A livello territoriale Coldiretti promuove il “progetto a chilometri zero” per favorire il consumo proprio degli alimenti locali e di stagione che non devono cioè percorrere inutili lunghe distanze a bordo di mezzi di trasporto. L’obiettivo è di aprire un mercato degli agricoltori in ogni città, dal Nord al Sud Italia, al pari di quanto è già avvenuto in altri Paesi come gli Stati Uniti.


Foto Claudio Milani

tte la crisi economica spazio sugli scaffali della grande distribuzione ai prodotti locali e di stagione – dice al proposito Sergio Marini, presidente della Coldiretti – per ottimizzare il rapporto prezzo/qualità, contenendo nel contempo i costi energetici e ambientali che arrivano dai prodotti importati da lunghe distanze. Negli Stati Uniti le grandi catene come Val Mart e Whole Foods stanno incentivando la vendita di alimenti locali, mentre l’Italia è in forte ritardo da questo punto di vista, nonostante i primati produttivi e qualitativi nell’offerta

agroalimentare nazionale: dalla frutta e verdura al vino, dal biologico ai prodotti tipici”. Pare un’assurdità eppure le statistiche parlano chiaro, quando ci dicono che l’86% delle merci viaggia su strada ed è stimato che un pasto medio percorre più di 1900 chilometri su camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare a destinazione. Spesso ci vogliono così più calorie in termini energetici per portare gli alimenti al consumatore, di quanto il pasto stesso provveda poi in termini nutrizionali. L’impatto ambientale è

odotti a km zero

enorme se si considera, per esempio, che per portare un chilogrammo di frutta dal Cile sulle nostre tavole con mezzi aerei si emettono 22 chili di gas a effetto serra e si consumano 7,1 chili di petrolio. Ma sono soprattutto i costi della logistica a pesare sui portafogli dei consumatori, perché incidono in media su un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari (e raggiungono addirittura il 30/35% per l’ortofrutta fresca) arrivando così al paradosso di spendere più per i trasporti che per il prodotto in sé.

I consumi alimentari

Dati per famiglia/mese

Carne

107 euro

Pane e trasformati di cereali

79 euro

Latte, formaggi, uova

62 euro

Ortaggi, frutta, patate

84 euro

Pesce

42 euro

Zucchero, dolciari e caffè

32 euro

Bevande

42 euro

Oli e grassi

18 euro

Totale

466 euro

Elaborazione Coldiretti su dati Istat

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Tutte le norme per essere in regola

Vendita latte crudo: come, dove, perché Sta raccogliendo sempre maggiori proseliti. E si allarga a macchia d’olio un po’ in tutta la Lombardia. La vendita diretta del latte crudo da parte delle aziende agricole piace ai consumatori che ne fanno ormai un largo uso. I più sono rimasti convinti dall’alta qualità del prodotto comprato che, diversamente da quello confezionato, non viene sottoposto ad alcun trattamento come scrematura, omogeneizzazione, pastorizzazione. Sull’argomento, però, non sono mancate le polemiche e anche un’ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali emanata il 10 dicembre 2008 e concernente “Misure urgenti in materia di produzione, commercializzazione e vendita diretta di latte crudo per l’alimentazione umana”. Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto precisiamo che per latte crudo si intende il prodotto che non è stato riscaldato a più di 40° e che, pertanto, prima e dopo la vendita è necessario seguire una serie di procedure igienico-sanitarie, volte a tutelare la salute dei consumatori, garantendo nel contempo le aziende agricole. In particolare ricordiamo i seguenti requisiti, il cui rispetto appare fondamentale per chi produce latte: 1) assenza di malattie infettive trasmissibili all’uomo attraverso il latte; 2) alimentazione razionale degli animali, evitando assolutamente la somministrazione di sostanze vietate; 3) igiene delle attrezzature per la mungitura, la raccolta e il trasporto del latte; 4) mantenimento della catena del freddo nei contenitori e mezzi di trasporto; 5) igiene del personale addetto; 6) periodico controllo della carica batterica del latte al fine di escludere qualsiasi

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infezione della mammella. Al proposito Coldiretti fornisce un’adeguata assistenza tecnica alle aziende, che sono così in grado di produrre latte crudo di grande qualità e sicurezza alimentare. Una certezza, questa, che si evince anche dai risultati delle analisi effettuate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia sui campioni prelevati dalle ASL, che confermano come un po’ in tutte le province della nostra regione si sia riusciti a realizzare un sistema che consente la vendita di un prodotto di altissimo livello igienico sanitario. Una garanzia di trasparenza del lavoro svolto dalle aziende agricole che non può portare altro se non un aumento degli acquisti nelle apposite macchine erogatrici. Il consumatore, dal canto suo, deve poi tenere presenti alcune regole semplici ma efficaci, utili per la conservazione del latte crudo: tenerlo in frigo a una temperatura compresa fra +O° e +4°, utilizzare contenitori monouso o contenitori perfettamente puliti, riscaldare il latte al almeno 70° prima del consumo (soprattutto se si tratta di bambini).

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MACCHINE EROGATRICI: I REQUISITI NECESSARI • Essere di facile e agevole pulizia e disinfettabili all’interno e all’esterno. • Essere posizionate in locali chiusi, lontani da finestre o pareti con vetri per garantire il riparo dai raggi solari o, comunque, localizzate in aree delimitate al riparo dagli agenti atmosferici. • Dotate di corrente elettrica e, ove necessario, di fornitura d’acqua potabile calda e/o fredda per la loro pulizia e sanificazione. • Mai localizzate all’interno di locali adibiti alla mungitura e allo stoccaggio del latte crudo. • Garantire superfici in materiali idonei al contatto con gli alimenti. • Garantire una temperatura latte non superiore a +4°C e non inferiore a +0°C. • Avere bocchetta di erogazione del latte tale da non contrarre insudiciamenti e contaminazioni, facilmente smontabile per poter operare la pulizia. • Avere termometro registratore a lettura esterna da sottoporre a taratura periodica. • Avere dispositivo automatico di controllo che interrompa l’erogazione nel momento in cui non ci sia corrente elettrica o la temperatura superi i +4°C. • Effettuare caricamento giornaliero con latte già refrigerato.


In Valcalepio si scommette sull’aceto “È nato tutto grazie alla curiosità, alla passione e alla tenacia di mio marito, che ha sempre guardato il mercato in modo attento per cercare di proporre soluzioni al passo con i tempi e innovative”. Manuela Ghidini Testa, proprietaria dell’azienda “Tenuta degli Angeli-Acetaia Testa”, presenta così la nascita di un’attività alquanto insolita almeno in terra di Lombardia. Una storia partita nel 1984 quando il signor Pierangelo decise di affiancare un’impresa agricola al suo “Cantiere Tri Plok” (specializzato nella realizzazione di manufatti in cemento e in particolar modo di vasche per il vino). “Un’oasi di verde situata in Valcalepio (Bergamo) e più precisamente nel comune di Carobbio degli Angeli – prosegue Manuela Ghidini – Circa due ettari di terra fertile, dove si producevano da tempo immemorabile i cosiddetti ‘vini del contadino’. A quel tempo si pigiava tutto il pigiabile e si torchiava ancora di più. Certo il risultato non era un granché, ma grazie al duro e appassionato lavoro di Pierangelo si iniziò quel processo che ci ha portati ad avere vini molto apprezzati e anche premiati (un esempio è la medaglia d’argento riconosciuta al Vinitaly 2008 allo Chardonnay Spumante Brut ‘Degli Angeli’ 2002)”. Ma la vera curiosità sta nell’acetaia. Autentico gioiello aziendale. Un’intuizione del signor Pierangelo che iniziò a installarla affascinato dai racconti di un amico modenese produttore di botti per aceto balsamico.

“Si cominciò con una prima batteria – dice ancora l’imprenditrice bergamasca – fino ad arrivare nel corso degli anni alla struttura odierna dotata di trenta impianti”. Collocata nel sottotetto di un’antica torre medievale è oggi utilizzata per incontri di lavoro ed è visitabile dal pubblico: arrivano gruppi un po’ da ogni parte del globo, addirittura dal Nord Europa e dagli Stati Uniti. Un edificio rurale di notevole pregio architettonico, ristrutturato mantenendo le originarie caratteristiche, garantendo quell’areazione e quel calore necessari affinché il prodotto finale – il “Balsamo degli

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Angeli” – sia di altissimo livello. E di grande qualità sono pure gli altri prodotti dell’azienda valcalepina. L’olio extravergine di oliva, per esempio: “le olive – ci spiegano ancora – sono raccolte con brocatura a mano. Lavate e defoliate vengono molate con il tradizionale sistema delle macine a freddo e, sempre e solo a freddo, spremute. Ultima caratteristica: l’assenza di filtraggi meccanici che toglierebbero all’olio una parte di qualità, gusto e aroma”. Caratteristiche, queste, che sono fra l’altro valse a ottenere il secondo premio all’Expo dei Sapori di Milano.

C’è chi lo usa come aperitivo

Il “Balsamo degli Angeli”, salsa agrodolce di squisito sapore e di deliziosa fragranza, prodotto con le stesse tecniche della tradizione modenese, si ottiene da mosto di uve aromatiche cotto in vaso aperto e a fuoco diretto. Invecchia nel sottotetto dell’azienda, in luogo aperto e aerato dove può subire quei grandi sbalzi termici necessari per la maturazione. Le botticelle di gelso, robinia, ciliegio, castagno, rovere e frassino sono gli strumenti ideali per il suo affinamento. Condimento unico nel suo sapore, può arricchire con qualche goccia il gusto di carni o pesci lessi, carpacci, scaglie di grana, risotto al parmigiano, formaggi freschi, salse, fragole e gelati. Un cucchiaino di Balsamo degli Angeli invecchiato è un insolito e originale aperitivo ma anche, a fine pasto, un ottimo digestivo.

Azienda agricola Tenuta degli Angeli-Acetaia Testa Via Pietro Fontana Roux, 5 - Frazione Santo Stefano Carobbbio degli Angeli (BG) Tel. 035.68.71.30

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Carne di qualità, successo garantito Un tempo, qui, tutte le attività erano di tipo agricolo. Oggi, in questa zona pre-collinare della Brianza, ci sono moltissime industrie di tipo artigianale. Qualcuno, però, “resiste” e ha creato un’attività moderna, al passo con i tempi, ma nel pieno rispetto della natura. L’azienda agricola Fabrizio Bonacina si trova a Inverigo (Como) ed è ormai conosciuta in zona (ma non solo) per il suo ciclo produttivo a 360°. Tre fratelli – Gianfranco, Fabrizio e Marino – curano i lavori contadini in campagna, l’allevamento dei capi bovini, il macello e lo spaccio con vendita diretta al pubblico. “Una formula che funziona – ci spiega Fabrizio Bonacina – perché salti tutti i passaggi intermedi e così riesci ad avere un contatto con i clienti, venendo incontro alle loro specifiche esigenze”. Un lavoro duro, insomma, che riserva però ai titolari dell’impresa parecchie soddisfazioni. Non è facile, infatti, seguire i circa 150 capi bovini che occupano le stalle, cui sono affiancati anche polli, conigli, agnelli e capretti. E poi circa 800 pertiche di terreno coltivate principalmente a prato, mais e orzo. “Soprattutto il sabato ci raggiungono le più diverse persone e tante mamme con i bambini – aggiunge ancora Bonacina – e questo ci ripaga di tutte le fatiche. Vengono da noi da anni perché ci conoscono, perché sanno che tipo di carne trovano qua. Si fidano. E in tanti casi nasce anche un rapporto di amicizia con i clienti”. Consumatori che arrivano dal circondario della Brianza in generale e dal comasco, ma anche da Milano e dal Milanese, dal Varesotto. “Prima erano clienti di nostro padre che aveva un negozio di macelleria, ora vengono nello spaccio sempre per lo stesso motivo: cercano carne di qualità

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al giusto prezzo. E poi, ultimamente, con il discorso della tracciabilità il consumatore è diventato più attento ed esigente. Ma chi ha un’azienda a certi livelli non ha nulla da temere. Anzi, credo che noi ne abbiamo avuto un vantaggio”. Su queste basi la vendita, qui, è sempre costante e leggermente in crescita, ha superato il periodo nero di “mucca pazza” e, almeno per il momento, non sembra risentire della congiuntura economica. I fratelli Bonacina arrivano così a toccare le duecento macellazioni annue di capi bovini, cui si aggiungono in media le 40/50 di polli ogni settimana, affiancati nell’ultimo anno dai conigli: un cibo che fa parte della tradizione gastronomica brianzola e

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che è quindi apprezzato soprattutto dalla clientela locale. Un’esperienza da consigliare, insomma? “Sapendo che di lavoro ce n’è tanto e che è duro – risponde in conclusione Fabrizio Bonacina – i margini ci sono. Certo bisogna imparare a creare il giusto rapporto con i clienti. Capire come servire in modo diverso le diverse persone, magari scoprendo un poco per volta i gusti a tavola e il tipo di cucina che ognuno predilige: solo così puoi servire la carne adatta per ogni esigenza”. Un “trucco” che si scopre con gli anni, facendo tanta esperienza sul campo. E che, da solo, è capace di alimentare quel passaparola capace di continuare a far crescere un’azienda.

SPACCIO

Azienda agricola Fabrizio Bonacina Via Fumagalli 32 - Inverigo (Como) - Tel. 031.60.87.14


Un tempo usato come medicinale

Sforzato: un vino per veri intenditori In dialetto lo chiamano Sfursàt. Vanta la DOCG ed è sicuramente il vino più ambito dell’enologia valtellinese. Lo Sforzato deve il suo nome a un’antichissima pratica di appassimento dell’uva Nebbiolo. Lo si produce infatti da una parte dei grappoli destinati alla produzione di Valtellina Superiore, selezionati nelle zone migliori, quando cioè dispongono di un elevato grado zuccherino. L’uva viene scrupolosamente raccolta a mano. I grappoli sono quindi esposti su graticci e lasciati appassire naturalmente per 110 giorni, in locali freschi e asciutti denominati “fruttai”, in modo da concentrare gli zuccheri. Segue la pigiatura e la macerazione del mosto sulle bucce. Il vino ottenuto viene poi lasciato invecchiare per non meno di venti mesi (dei quali almeno 12 in botti di legno per l’affinamento). “Come si può ben capire – sostiene Alberto Marsetti, presidente della Federazione Provinciale Coldiretti di Sondrio, nonché proprietario dell’omonima azienda agricola di Sondrio – lo Sforzato è un vino per eccellenza. Una specie di ‘re’ nel bicchiere che, anticamente, veniva addirittura usato come medicinale, quando ci si trovava di fronte a persone particolarmente debilitate. Un prodotto che, oggi, fa da traino alle altre specialità tipiche del nostro territorio e che non teme concorrenti nemmeno a livello internazionale”. E la produzione? È assai limitata “negli ottocento ettari di vigneti che ci sono in Valtellina – spiega ancora Marsetti – raggiungiamo solo 700 mila bottiglie di Sfor-

zato. Per venire incontro alle esigenze di un mercato che ci dà buone soddisfazioni, per quanto concerne l’estero, soprattutto nel Nord Europa”. Un vino che trova la sua zona di produzione nella sponda orografica destra del fiume Adda, dal comune di Ardenno al comune di Tirano inclusi. E che viene gustato per meditazione, ma anche a tutto pasto. La gradazione alcolica minima complessiva è di 14 gradi. E, viste le sue caratteristiche, è particolarmente indicato con brasati importanti (soprattutto quando si siede a tavola in Valtellina) o a fine pasto con una fettina di formaggio Bitto (meglio se ben stagionato).

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Colore rosso vivo Sapore asciutto Lo Sforzato è un vino di colore rosso vivo che può tendere al granata con l’invecchiamento. Il sapore è asciutto, caldo, vellutato, con spiccata vena aromatica, dotato di salda struttura, profondo e pieno. L’odore è sottile, persistente, caratteristico; può essere etereo con note di uve appassite e, in alcune produzioni, rivela netti sentori di prugna secca. Si consiglia di lasciarlo invecchiare per 5/7 anni. Va servito alla temperatura di 18°. Accompagna portate a base di carni rosse o di selvaggina da pelo lungamente cotta in intingolo; le bottiglie più morbide possono essere servite con formaggi saporiti, intensi e lungamente stagionati.

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Eventi e mercati I Mercati di Campagna Amica: sai cosa paghi, sai cosa acquisti Sta raccogliendo un successo crescente da parte dei consumatori e si allarga a macchia d’olio sul territorio lombardo la mappa dei “Mercati di Campagna Amica”. Un momento di “incontro” fra domanda e offerta in cui gli imprenditori agricoli vendono direttamente i loro prodotti e i consumatori sanno cosa acquistano: frutta, verdura, riso, formaggi, salumi, miele... del territorio. Un passo concreto verso quei consumi

a km zero: una delle “battaglie” in cui più crede Coldiretti. In questa pagina pubblichiamo un elenco dei mercati presenti nelle varie province lombarde in questo periodo. Ma ricordiamo che chi vuole essere informato sulla materia in tempo reale, può consultare il sito Internet www. lombardia.coldiretti.it, dove viene costantemente aggiornata la mappa dei “Mercati di Campagna Amica”.

Provincia

Comune

Quando

Orario

Dove

Bergamo

Bergamo

Tutti i venerdì mattina

8.00 - 13.00

Piazza Pontida

Bergamo

Osio Sotto

Sabato pomeriggio

14.00 - 18.00

Piazza Giovanni XXIII

Bergamo

Lovere

Mercoledì mattina (da aprile a settembre)

8.30 - 13.00

Piazza 13 Martiri

Brescia

Sale Marasino

Sabato mattina (fino a fine giugno)

8.00 - 13.00

Pazza Roma

Brescia

Palazzolo sull’Oglio

Sabato mattina (quindicinale)

8.00 - 13.00

Piazza Roma

Brescia

Lonato

Seconda domenica del mese (fino 8 marzo)

9.00 - 13.00

Centro Commerciale Il Leone

Brescia

Flero

Ultima domenica del mese (da febbrario a maggio)

8.00 - 13.00

Piazza Centrale

Como - Lecco

Cantù

Primo e terzo martedì del mese

8.30 - 12.30

Piazza Garibaldi

Como - Lecco

Lomazzo

Secondo e quarto sabato del mese

8.30 - 12.30

Via del Rampanone (area mercato)

Como - Lecco

Olgiate Comasco

Primo e terzo sabato del mese

8.30 - 12.30

Via Milano

Cremona

Casalmaggiore

Tutti i sabati mattina

8.00 - 13.00

Piazza Turati

Cremona

Crema

Prima e terza domenica

8.00 - 13.00

Via Terni

Cremona

Cremona

Seconda e quinta domenica

8.00 - 13.00

Piazza Stradivari

Milano-Lodi

Gorgonzola

Prima domenica del mese (sospeso luglio e agosto)

9.00 - 18.00

Vicolo Corridoni

Milano-Lodi

Inzago

Prima domenica del mese (fino a marzo)

8.00 - 18.00

Villaggio Residenziale

Milano-Lodi

Milano

Mercoledì e sabato (fino a fine giugno)

9.00 - 13.00

Via Ripamonti - Consorzio Agrario

Milano-Lodi

Pessano con Bornago

Terzo sabato del mese (fino a fine giugno)

9.00 - 13.00

Piazza Pertini

Milano-Lodi

Trezzo d’Adda

Primo sabato del mese (fino a fine giugno)

9.00 - 13.00

Villaggio residenziale

Milano-Lodi

Vimercate

Ultimo sabato del mese (sospeso luglio e agosto)

9.00 - 13.00

Piazza Giovanni Paolo II

Milano-Lodi

Paullo

Tutte le domeniche (dall’8 marzo)

9.00 - 19.00

P.zza Comunale - V. Mazzini 28

Pavia

Pavia

Tutti i sabati

7.30 - 12.00

Piazza Guicciardi

Pavia

Vigevano

Ultima domenica del mese (da aprile)

8.00 - 18.00

Area mercato

Pavia

Voghera

Seconda domenica del mese

8.00 - 18.00

Piazza Duomo

Varese

Varese

Terza domenica del mese

8.00 - 20.00

Corso Matteotti

Mercati promossi da Coldiretti

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Mercati partecipati da Coldiretti

CAMPAGNA AMICA LOMBARDIA

CAMPAGNA AMICA LOMBARDIA Direttore Responsabile Eugenio Torchio A cura di Coldiretti Lombardia Testi Giorgio Cannì Hanno Collaborato Claudio Milani, Valeria Sonvico, Rosanna Sora, Attilio Tartarini Progettazione Grafica e Stampa PrimaOra C.so Vittorio Emanuele II 42 Lodi LO

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