Corilicoltura sostenibile in Piemonte

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CORILICOLTURA

SOSTENIBILE

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in Piemonte

Santo Stefano Belbo

Linee Tecniche 2021

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Agrion Fondazione per la ricerca l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese Via Falicetto, 24 - 12030 Manta (CN) +39.0175.1953030

www.agrion.it

Centro Sperimentale per la Corilicoltura Strada Provinciale, Valle Bormida 2 12050 Cravanzana (CN)

CORILICOLTURA SOSTENIBILE IN PIEMONTE • LINEE TECNICHE 2021

Nocciolo e Noce

Recapito: Unione Montana Alta Langa, Via Oberto, 112060 Bossolasco (CN) +39.0173.799000

FONDAZIONE PER LA RICERCA L’INNOVAZIONE E LO SVILUPPO TECNOLOGICO DELL’AGRICOLTURA PIEMONTESE


CORILICOLTURA

SOSTENIBILE in Piemonte

Linee Tecniche 2021

Nocciolo e Noce


RINGRAZIAMENTI

La pubblicazione è stata curata e realizzata da: Maria Corte, Alan Pizzinat (Agrion) Si ringraziano per la collaborazione e consulenza: • I tecnici del Coordinamento Corilicolo (citati a fondo pubblicazione); • Il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte; • Il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) – Università di Torino • Netafim - Marco Panizza; •S imone Marchisio e Giampiero Sabena per la parte “disciplinare di produzione noce da frutta”. Le società che hanno contribuito a finanziare la pubblicazione attraverso le inserzioni pubblicitarie. I CONTENUTI DELLA PUBBLICAZIONE SONO FRUTTO DELLE ATTIVITÀ DI RICERCA E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO FINANZIATE DALLA REGIONE PIEMONTE - ASSESSORATO AGRICOLTURA NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA “RICERCA, SPERIMENTAZIONE E DIMOSTRAZIONE AGRICOLA IN FRUTTICOLTURA, ORTICOLTURA, CORILICOLTURA E VITICOLTURA”, SVOLTO DA AGRION IN COLLABORAZIONE CON NUMEROSE ISTITUZIONI SCIENTIFICHE.

Finito di stampare nel mese di aprile 2021 presso la TIPOLITOEUROPA, Cuneo Via degli Artigiani, 17 - 12100 Cuneo - www.tipolitoeuropa.com 2


INDICE

INTRODUZIONE PRATICHE COLTURALI 5

LA CORILICOLTURA OGGI

9

PROGETTAZIONE DELL’IMPIANTO

15

IMPOLLINAZIONE DEL NOCCIOLO

19

LA GESTIONE DALL’IMPIANTO ALLA PIENA PRODUZIONE

PRATICHE AGRONOMICHE 22

POTATURA PER IMPOSTARE LA FORMA DI ALLEVAMENTO

25

SPOLLONATURA E GESTIONE DEL SUOLO

32

LA FERTILIZZAZIONE

48

IRRIGAZIONE: IL FABISOGNO IDRICO

51

IMPIANTO DI MICROIRRIGAZIONE

54

CENNI DI FERTIRRIGAZIONE

RACCOLTA ED ESSICAZIONE 56

MACCHINE DA RACCOLTA

60

CONSIGLI PER UNA CORRETTA ESSICAZIONE

DISTRIBUZIONE AGROFARMACI 62

IL CONTROLLO FUNZIONALE DELLE MACCHINE IRRORATRICI

DIFESA FITOSANITARIA 66

MONITORAGGIO FITOFAGI E FITOMIZI PRESENTI NEL NOCCIOLO

69

PRINCIPALI AVVERSITÀ DEL NOCCIOLO

89

FOCUS NUOVO MAL BIANCO DEL NOCCIOLO

91

FOCUS SULL’AVARIATO

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA 2021 92

DIFESA DEL NOCCIOLO

96

DISERBO E SPOLLONATURA DEL NOCCIOLO

98

DIFESA DEL NOCE DA FRUTTO

101 DISERBO DEL NOCE 102 TUTELA DELLE API 104 SCHEDE DI REGISTRAZIONE 105 COORDINAMENTO TECNICO CORILICOLO

3


INTRODUZIONE

INTRODUZIONE Il nocciolo è una pianta molto antica, che ha accompagnato l’evoluzione dell’uomo in quanto produceva un frutto secco, con un vantaggio importantissimo: quello di possedere un guscio (pericarpo) legnoso in grado di difendere e trattenere un seme oleoso e digeribile, serbevole e pratico, che forse entrava in larga misura, come nutriente, nell’alimentazione umana di quel periodo. Nella letteratura antica vengono fatti numerosi riferimenti a questa Cupulifera. Catone, nel secondo secolo a.C., riferisce dell’albero ‘Avellano’ diffuso e coltivato in Campania. Plinio sostiene che la nocciola in un primo tempo era stata introdotta in Grecia con il nome di “nux pontica” in quanto originaria del lontano Ponto, regione dell’Asia Minore settentrionale lungo la costa del Mar Nero. In seguito a Roma la specie prende il nome di “Avellana”, forse in memoria dall’antica Abella, nell’attuale provincia di Avellino. Lucio Giunio Columella (De Re Rustica) si sofferma sul metodo di impianto da seme, sull’utilizzo complementare dei corileti come pascoli e su alcune ricette di ‘gusto romano’ a base di nocciola. Non ultimo Virgilio descrive minuziosamente l’errare di quadrupedi fra le coltivazioni Campane di nocciolo. Le indagini storiche, i reperti geologici ed anche i ritrovamenti archeologici degli scavi pompeiani testimoniano quanto fosse antica la coltivazione del nocciolo nel nostro Paese. Il centro produttivo di maggiore importanza nazionale nel passato e per ben più di un millennio fu unicamente la Campania, patria indiscussa del trasformato chiamato localmente “cupeta”, dal latino “cupedia” o torrone, dove nel Medio Evo (IX – X sec.), stando a documenti notarili, negli ‘avellanieta’ o ‘nocilleta’ già erano codificate le norme per l’impianto dei polloni e la conduzione. In Piemonte, la selezione e diffusione di corileti di una popolazione autoctona è relativamente recente ed ha interessato dapprima gli areali collinari delle Langhe in quanto in quelle zone era diventato impossibile, nel secolo scorso, conseguire un reddito soddisfacente dalle coltivazioni promiscue esistenti ed anche dalle coltivazioni viticole, decimate da fillossera, oidio e peronospora. Nocciolo e Langhe: un binomio economicamente significativo dal 1929 quando su 95 ettari di coltura specializzata la produzione raggiunse i 1.800 quintali. Il riconoscimento delle pregiatissime qualità della varietà locale “Tonda gentile delle Langhe” determinò il progressivo quanto rapido sviluppo delle coltivazioni specializzate tanto che già nel 1938 la produzione piemontese di nocciole in guscio superò i 10.000 quintali e raggiunse i 24 mila nel 1953. Nocciolo e Piemonte: l’ulteriore sviluppo alla diffusione di coltivazioni specializzate è da attribuire alla nascita di un’industria che modificherà profondamente le abitudini alimentari delle successive generazioni. Il 14 maggio 1946 venne infatti costituita in Alba, una ditta per la “fabbricazione di cioccolato, torrone e dolciumi in genere” che iniziò a produrre un dolce chiamato “Giandujot”, da tagliare con il coltello e da mettere in mezzo al pane. Il 20 aprile 1964 la FERRERO ufficialmente immette sul mercato una crema da spalmare innovativa: la NUTELLA, un prodotto “famiglia” che in breve tempo farà il giro del mondo ed in Piemonte promuoverà la nocciola ad elemento - alimento caratterizzante la cucina e la tradizione folkloristica di molti dei nostri paesi.

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PRATICHE COLTURALI

LA CORILICOLTURA OGGI Il nocciolo sta vivendo da più di un decennio un momento favorevole a livello di mercato, con crescita nei consumi e prezzi mediamente al di sopra del costo di produzione. Il risultato di questo trend positivo è riassunto in tabella 1 dove si evidenziano le regioni in cui, nell’ultimo decennio, la spinta a nuovi investimenti è stata importante. In particolare la coltura si sta affacciando in aree, non tradizionalmente interessate, ma che presentano buona vocazionalità ambientale: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia,Toscana, Veneto, Umbria. Tab. 1 – Trend evoluzione superficie nazionale (2010-2020)

REGIONE Italia Abruzzo Basilicata Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino Alto Adige Umbria Val d’Aosta Veneto

(Fonte dati:ISTAT)

SUPERFICIE Ha (2010) 77098 180 2 22660 11 (2016) 3 19029 35 36 15 196 12142 10 587 14825 63 4 (2019) 52 2 (2019) 16

SUPERFICIE Ha (2020) 88474 132 43 20672 208 286 25576 26 71 21 75 25481 10 147 13805 755 4 144 2 704

TREND + + + + + + + = + = + = +

In tabella 2 il dettaglio dell’evoluzione corilicola in termini di n° di aziende e di superficie in Piemonte, nell’ultimo decennio 2010-2020. Tab. 2 - Evoluzione in termini di aziende e di superficie in Piemonte (2010-2020)

PROVINCIA ALESSANDRIA ASTI BIELLA CUNEO NOVARA TORINO VERBANO-CUSIO-OSSOLA VERCELLI

N° Aziende

2010

2020

630 2397 7 4465 2 169 2 9

864 2655 22 4817 27 380 1 28

Confronto 2010/ 2020 Crescita % Superficie (Ha)

Crescita %

37,1% 10,8% 214,3% 7,9% 1250,0% 124,9% -50,0% 211,1%

188,6% 105,4% 1423,3% 63,8% 15483,4% 263,9% -49,9% 235,6%

2010

2020

1117 2833 3 9692 0,33 197 0,175 15

3224 5819 53 15878 51 719 0,088 51

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