Catechismo carismatico

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RenĂŠ Vuilleumier

Catechismo Carismatico


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Introduzione Vi è una teologia scolastica insegnata da grandi maestri. C’è una teologia superiore, carismatica, rivelata ad anime privilegiate dal Maestro dei maestri per completare la prima che presenta non poche lacune. Allora diciamo: «Parla, Signore, il tuo servo Ti ascolta» (1 Re 3,9). E ho sentito verità meravigliose che possono giovare anche ai miei lettori, lezioni d’importanza fondamentale. Spiegano il Vangelo ai semplici di cuore e agli altri ricordano il cristianesimo integrale. Possono essere considerate una specie di catechismo carismatico, illustrazione di quello cattolico.

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LA DEVOZIONE AL PADRE

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Un fatto straordinario Responso della Chiesa Il 1 luglio 1932, suor Eugenia Elisabetta Ravasio, della Congregazione di Nostra Signora degli Apostoli, allora di circa 1200 membri, in un convento della diocesi di Grenoble (Francia), ha una apparizione e riceve un messaggio dal nostro Padre Celeste. Il vescovo, mons. Alessandro Caillot, apre una inchiesta, dopo la quale pubblica questa dichiarazione: «Ho deciso l’apertura di una inchiesta sul caso di Madre Eugenia Elisabetta. Possiedo ora elementi sufficienti per offrire alla Chiesa la mia testimonianza di vescovo. (Dopo il responso del teologo Auguste Valensin, SJ). Secondo la mia coscienza, con un vivissimo senso della mia responsabilità davanti alla Chiesa, dichiaro che l’inter vento divino mi sembra il solo capace di dare una spiegazione logica e soddisfacente dell’insieme dei fatti. Il fatto essenziale mi sembra pieno di nobiltà, di edificazione, di fecondità soprannaturale. Una umile religiosa ha richiamato le anime al vero culto, quello del Padre, tale quale Gesù lo ha insegnato e come la Chiesa lo ha fissato nella sua liturgia. Non c’è in questo niente di allarmante, nient’altro che di molto semplice e conforme alla più solida dottrina. lo credo che la grande prova dell’autenticità della missione della Suora è fornita dal modo come applica alla vita reale la bella dottrina che è venuta ricordare. Reputo di dovere lasciarla a continuare la sua opera. Credo che lì ci sia il dito di Dio e, dopo dieci anni di ricerca, di riflessione e preghiera , benedico il Padre di essersi degnato di scegliere la mia diocesi per Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


manifestazioni così toccanti del suo amore. L’oggetto della missione affidata a madre Eugenia è preciso e, dal punto di vista dottrinale, legittimo e opportuno. Oggetto preciso: fare conoscere e onorare il Padre, innanzi tutto con l’istituzione di una festa speciale chiesta alla chiesa. L’inchiesta ha stabilito che una festa liturgica in onore del Padre Celeste sarebbe in perfetta sintonia con tutto il culto cattolico, col movimento tradizionale della preghiera cristiana che è una ascensione verso il Padre mediante il Figlio nello Spirito Santo, come lo dimostrano le orazioni della Messa e l’oblazione liturgica al Padre nel santo sacrificio. D’altra parte, è strano che non esista nessuna festa speciale in onore del Padre. La Trinità è onorata come tale. Il Verbo e lo Spirito Santo sono onorati nella loro missione, nelle loro manifestazioni esteriori. Solo il Padre non ha nessuna festa propria per attirare l’attenzione del popolo cristiano sulla sua Persona! Bisogna attribuire all’assenza di una festa in suo onore, secondo una inchiesta estesa a numerosi fedeli, sacerdoti e religiosi, il fatto che non si conosce, non si prega, non si pensa il Padre. Anzi, si scopre con stupore che tanti cristiani si allontanano da Padre perché vedono in Lui un giudice terribile. Preferiscono rivolgersi all’Umanità di Cristo e tanti chiedono a Gesù di proteggerli contro la collera del Padre! Una festa liturgica in onore del Padre avrebbe come primo effetto di ristabilire l’ordine nella pietà di molti cristiani, elevando il loro sguardo verso colui che S. Giacomo chiama: “Il Padre di luce, dal quale ci deriva ogni dono” (Gc 1, 17), abituerebbe a contemplare la sua paterna provvidenza, gli ineffabili tesori della sua infinita Misericordia. Non è forse il Padre che ha mandato nel mondo il suo Figlio e, attraverso Lui, lo Spirito Santo? -Se è sommamente; giusto rendere un culto al Figlio e allo Spirito Santo per le loro manifestazioni esteriori, non sarebbe giusto, doveroso rendere grazie al Padre, Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


fonte e mandante delle due altre Persone Divine, per il dono che ce ne fa? Così viene fuori lo scopo di questa festa: onorare, lodare e ringraziare il Padre per averci donato il Figlio e lo Spirito Santo, quali (o come) autori della redenzione e della nostra santificazione; ringraziare cioè Colui che ha tanto amato il mondo da offrirgli le due altre Persone Divine perché tutti gli uomini, integrati nel Corpo Mistico del Figlio, diventino figli di Dio Padre. In questi tempi nostri in cui il mondo turbato dal laicismo, dello scetticismo e dall’ateismo, non conosce più il vero Dio, questa festa non farebbe conoscere il Padre vivente, di misericordia, rivelato da Gesù; non contribuirebbe ad aumentare il numero degli adoratori del Padre «in spirito e verità» come il Salvatore ci ha insegnato? Nel momento, in cui il mondo lacerato da troppe guerre, sente il bisogno di un solido principio di unione per riavvicinare i popoli, questa festa porterebbe una grande luce, ricordando agli uomini che hanno tutti, nel Cielo, lo stesso Padre Nel momento in cui tante anime, stanche o sfinite dalle prove, sono avide di una profonda vita interiore, questa festa non le inviterebbe dal di dentro a venire al Padre, che sta nel segreto, per offrirsi con la più filiale e generosa ablazione a Lui, unica sorgente della vita della SS. Trinità in loro. Tale festa gioverebbe anche a quel bellissimo movimento soprannaturale che spinge le anime verso l’Infanzia spirituale, verso la vita filiale col Padre nello spirito di fede e nell’abbandono alla sua Divina Volontà. Distinto dalla questione di una festa speciale, vi è un problema dottrinale che si pone. Secondo illustri teologi, la dottrina dei rapporti dell’anima con la Trinità deve essere approfondita. Sarebbe per le anime una sorgente di luce sulla vita di unione con il Padre e il Figlio, sulla partecipazione alla vita di Cristo, specialmente al suo amore filiale verso il Padre, nello Spirito Santo. Il messaggio di Madre Eugenia è fecondo per un duplice motivo. Da una parte è tradizionale nella Chiesa, senza aspetto di novità; d’altra parte, questa grande verità ha bisogno di essere ripensata, approfondita e vissuta!». Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


Su questo punto, quindi, la Chiesa gerarchica e quella carismatica sono in perfetto accordo.

I - L'amore verso il Padre Il primo dovere Dio Padre è amore, noi siamo le creature del suo amore, perciò la nostra vita deve essere di amore per ricambiare filialmente il suo fontale, paterno amore. La vita cristiana, soprattutto religiosa, deve essere sostanziata di amore, suo fine, ideale e valore. I voti religiosi ne sono solo i mezzi e l’espressione. Il primo che ha diritto al nostro amore è il nostro Padre Celeste, principio e scopo di ogni vita. Ma non è Egli troppo trascurato?

Apparizione del 1 luglio 1932 Racconta Suor Eugenia Elisabetta Ravasio: «Ecco il corteo degli eletti, dei Cherubini e dei Serafini con Dio, nostro Creatore e Padre. Prostrata, inabissata nel mio nulla, recito il Magnificat. Subito dopo, il Padre mi dice di sedermi e di scrivere ciò che ha deciso di dire agli uomini. Tutta la Corte celeste scompare e, prima di sedersi, Lui mi dice: “Guarda: Io depongo la mia corona e tutta la mia gloria per prendere l’atteggiamento di un uomo comune! Pace e salvezza al Mondo intero! Che la mia potenza, il mio amore e il mio Spirito Santo tocchino i cuori degli Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


uomini, perché tutta l’Umanità intera si volga verso la salvezza e venga al suo Padre che la cerca per amarla e salvarla. Non posso più donare un’altra volta il mio Figlio diletto per dimostrare il mio amore verso gli uomini”».

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Autore: René Vuilleumier Titolo: Catechismo Carismatico Formano: 16,5x11,5 Pagine: 285