L'adorazione

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René Vuilleumier

L’adorazione

Nella Teologia, nella Spiritualità e nella Storia


Proprietà letteraria riservata: © 2018 by Himmel associazione

Imprimatur Mons. Costanzo Micci, amministratore ap. Di Fano , 5 marzo 1972

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INDICE Introduzione: Un concetto biblico .

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L'ADORAZIONE Parte I - Nella Teologia Cap. 1 - La virtù di religione » 2 - L'atto di adorazione

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Parte Il - Nella Spiritualità Cap. » » » » »

3 -Adorazione e Tradizione 4 - Adorazione e Perfezione 5 - Adorazione e Abnegazione 6 - Adorazione e Contemplazione 7 - Adorazione e desolazioni 8 - Adorazione e Risurrezione Parte III - Nella Storia

Cap. 9 - Pratiche di adorazione » 10 - Istituti dell’adorazione Conclusione: Concerto cosmico Appendice: riforma delle 40 ore

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Parte I L’ADORAZIONE NELLA TEOLOGIA ù

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INTRODUZIONE Un concetto biblico Il primo dovere dell’uomo è di riconoscere il suo Creatore e Supremo Padrone con l’adorazione, atto che raggiunge la sua perfezione nell’ubbidienza e trova la sua espressione nel sacrificio. La sottomissione della nostra volontà alla Volontà divina è adorazione pratica e vissuta, è il sacrificio interiore, anima di quello esteriore o rituale di tutto il culto liturgico. L’adorazione propriamente detta, è diritto esclusivo di Dio e l’obbligo più essenziale dell’uomo come di ogni creatura, ne derivano tutti gli altri doveri. Purtroppo è anche il grande scoglio per lo spirito: fu la prima tentazione e la rovina del Capo degli Angeli, la pazzesca pretesa di Lucifero che cambiò in Demonio: «Piglierò le ali dell’aurora, salirò al disopra del firmamento, mi siederò sul trono dell’Altissimo e mi farò adorare come dio a dispetto di Dio!» (Cf. Isaia XIV - 13/14). Disgraziato! «Chi è come Dio!» ribatterono gli Angeli fedeli. Fu la dichiarazione di guerra contro l’ingiusto usurpatore, la guerra più giusta, lunga, spietata della Storia, e la causa di ogni altra guerra. Scoppiò la formidabile, inesorabile, interminabile guerra tra Dio e Satana, tra il Cielo e l’Inferno. Guerra universale, cosmica alla quale la Terra non potrà rimanere indifferente: ogni neutralità sarebbe complicità! Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


Guerra che investe ciascuno di noi nel più intimo di se stesso. Presto o tardi ognuno deve pronunziarsi pro o contro Dio con l’adorazione o l’idolatria sotto qualsiasi forma; impossibile l’astensione! Prima vittima fu la donna; poi, l’uomo, proprio il capo, come per le schiere angeliche; infine tutto il genere umano (o quasi), «posto sotto il Maligno, principe di questo mondo», finché non verrà «buttato fuori» dal secondo Adamo, da Cristo, col legno della Croce. È iniziata la Storia Sacra il cui fulcro è l’adorazione, il concetto più biblico, apocalittico ed escatologico poiché dalla Genesi all’Apocalisse esso spicca con sempre maggiore risalto fino a trionfare in Paradiso come unico compito ed eterno gaudio della celeste Gerusalemme L’adorazione appare nella Storia Sacra, specialmente nei primi libri dell’Antico Testamento e in S. Paolo, come sacrificio; nel libro dei Salmi, come canto; e nell’Apocalisse come culto, anzi, come la spiritualità degli ultimi tempi.

1 - La Storia Sacra Ogni peccato è rifiuto dell’adorazione dovuta a Dio. Venendo meno a questo sacrosanto dovere, Adamo provocava la rottura tra l’Umanità di cui era capo, e la Divinità cui doveva obbedienza. S’imponeva una riconciliazione iniziata dai primi uomini col sacrificio, centro della religione primitiva. Il sacrificio era gradito all’Altissimo nella misura che serviva a

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riconoscere l’autorità e i diritti di Dio, ad esprimere la sudditanza e i doveri dell’uomo. La sincerità di tali disposizioni ha determinato la differenza tra il sacrificio di Abele e di Caino: il primo fu accettato e l’altro respinto; ha fatto quindi il valore di tutti i sacrifici successivi, per es. di Abramo sul monte, e di Mosè nel deserto. Nell’Antica Legge il Signore manifesta chiaramente che il vero ritorno a Lui si attua attraverso l'adorazione vissuta nell’ubbidienza espressa dal sacrificio. Così viene riparata l’iniziale frattura causata della disubbidienza: è il vero culto imposto da Dio, l’unico a Lui gradito. Egli si riserva l’adorazione nel modo più esplicito ed esclusivo vietando assolutamente l’adorazione di qualsiasi oggetto o divinità: «Non avrai altro dio fuori di me; non farti nessuna scultura né immagine delle cose che splendono nel cielo e sono sulla terra o nelle acque. Non adorare tali cose, né servire loro, perché io, il Signore Dio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri nei figli» (Esodo 20, 3). L’idolatria è il delitto inesorabilmente punito, scatena l’ira di Dio sul re e sul popolo d’Israele: «Il Signore è un Dio santo, un Dio assai geloso che non tollererà le vostre infedeltà e i vostri peccati. Quando voi l’avrete abbandonato per servire gli idoli, Egli si volterà contro di voi e nonostante i suoi grandissimi benefici, vi punirà fino a sterminarvi» (Giosuè 24, 14). Il sacrificio rituale, perciò, deve essere animato dal sacrificio spirituale della propria volontà alla Volontà divina, come il profeta Samuele ricorderà al re Saul: «Si compiace forse il Signore negli olocausti e nei sacrifici, quanto si compiace nella ubbidienza alla sua voce? Credilo: ubbidirgli vale ben più che offrirgli un Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


sacrificio, e l’ascoltarlo gli è ben più gradito che il grasso dei montoni. La ribellione è un peccato come la superstizione, e il resistere al Signore è peccato di idolatria. Ora, poiché hai rigettato la sua parola, Egli ti ha rigettato; ormai non sarai più re» (Samuele 15, 22, 23). Dio, invece, fonda il suo patto col popolo ebreo sull’ubbidienza alla Legge che gli dà mediante Mosè, ubbidienza sancita col sangue del sacrificio che inaugura l’Antica Alleanza: «Ora Mosè venne ed espose al popolo tutti i comandamenti e tutte le leggi del Signore…; e tutto il popolo rispose con una voce sola: «Noi metteremo in pratica tutte le leggi che il Signore ha stabilito» (Esodo 24, 3- 9). Allora Mosè mise per iscritto tutte le leggi del Signore… e mandò dei giovani tra i figli d’Israele ad offrire olocausti e ad immolare vitelli in sacrificio di ringraziamento. Poi Mosè prese la metà del sangue e lo mise in catini e l’altra metà la sparse sull’altare. Prese il libro del Patto, lo lesse alla presenza del popolo e disse: «Ecco il sangue del Patto che il Signore ha stretto con voi mediante tutte queste leggi». Tale religiosa ubbidienza a Dio, in fondo, è l'adorazione in «spirito e verità» predicata da Gesù alla Samaritana e da Lui praticata fino alla croce, riconciliando così con Dio l’Umanità perduta con la ribellione di Adamo. Il sacrificio del Calvario è il sacrificio ideale che trae il suo valore non tanto dalla sofferenza e dalla morte, quanto dall’ubbidienza che l’ispira e nella quale Gesù riassume tutta la sua vita: «Padre, tu non hai gradito sacrifici e olocausti. Allora ho detto (come è scritto nel rotolo del Libro): «Eccomi, o Dio, per fare la tua volontà» (Ebrei 10, 5). L’adorazione fino alla pratica dell’ubbidienza, e l’ubbidienza fino Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


al sacrificio costituisce lo spirito di Cristo che, su questo punto, non ammette discussioni. Perciò rispose al tentatore : «Via, Satana, perché sta scritto: “Adorerai il Signore, Dio tuo, e Lui solo servirai» ! (Matteo 4, 22). Pietro subirà la stessa ripulsa quando Lo vorrà dissuadere dal sottomettersi al divino decreto della Croce: «Via da me, Satana, mi sei di scandalo, perché non ragioni come Dio, ma come gli uomini»! (Matteo 16, 22). Perché perfetto adoratore, Cristo (come uomo) fu il perfetto ubbidiente, accettò ogni sacrificio per la gloria del Padre: Egli umiliò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte e alla morte della Croce. Perciò Dio Lo ha esaltato e gli ha dato un nome superiore ad ogni nome, affinché nel nome di Gesù pieghi ogni ginocchio in Cielo, in Terra e negli Inferi» (Filippesi 2, 8 - 10). Con la mirabile sua ubbidienza, l’anima di Gesù si è riempita della Volontà di Dio, quindi dello Spirito Santo. Nella SS. Trinità, difatti, se la Seconda Persona Divina è l’intelligenza, il pensiero, la Terza Persona è la volontà, l’amore. Di questa Volontà divina impersonata nello Spirito Santo, l’Umanità del Verbo Incarnato se n’è talmente saturata che ne fu totalmente invasa. Lo Spirito Santo, essendo come l’amore, essenzialmente centrifugo, esplose, per così dire, la mattina della Pasqua, con la risurrezione della carne attraverso tutto il corpo di Cristo che ne fu tutto spiritualizzato, deificato. Tale glorificazione, non dimentichiamolo, è un atto dello Spirito Santo, l’effetto e il premio della perfetta ubbidienza di Gesù: «propter quod exaltavit illum Deus» (Filip. 2, 9). «Per questa sua totale ubbidienza, Dio lo ha esaltato (con la risurrezione), donandoGli un nome superiore ad ogni altro nome…». Per richiedere copie cartacee: cell.: 320.56.12.481 | email: info@profeti.net


Quindi, col suo sacrificio, espressione della sua ubbidienza e apice dell’adorazione, il Figlio di Dio ha realizzato i suoi due capolavori : il suo glorioso corpo fisico, frutto della Risurrezione, e il suo Corpo Mistico, la Chiesa, effetto della santificazione dell’Umanità, entrambi, atti dello Spirito Santo. Sicché per mezzo dell’ubbidienza del secondo Adamo è stata riparata la disubbidienza del primo, e si opera il grande ritorno del mondo a Dio, nella adorazione e nel sacrificio. Così viene attuata la riconciliazione tra il Cielo e la Terra e stabilita la Nuova Alleanza nel sangue della vera Vittima. Questo patto definitivo o nuovo Testamento stillato sulla Croce col sangue dell’Uomo Dio, va da ognuno sigillato sull’altare durante la Messa con la propria partecipazione a Cristo Sacerdote che ci offre a Dio nell’oblazione, e a Cristo vittima che si offre a noi nella comunione, incorporandoci nel suo Corpo Mistico.

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Autore: René Vuilleumier Titolo: L’adorazione Formano: 17x12 Pagine: 380


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