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magazine

Dolomiti Verde miracolo

Ungulati

Amore a prima vista

estate 2016

Highline

Sospesi tra le cime

Eventi

Musica Sport&Co


ANTEPRIMA

nel

MONDO degli UNGULATI

È un’emozione vederli. Avere d’innanzi animali di tale bellezza e armonia. Dallo stambecco con le poderose corna ad arco, il cervo che può arrivare a pesare oltre 200 chili, il camoscio con quell’inconfondibile lista bianca in fronte, il muflone dal fisico solido e massiccio e infine al capriolo che presenta lineamenti delicati, aristocratici. Questi animali sono un inno alla natura selvaggia che ancora popola queste incomparabili montagne.

Sevizio a pagina 32 @Fotolia Ph. shocky

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12.06 2016

04.09 2016

29.01 2017


NEWS

SCOPRI LA NUOVA VESTE DI

DOLOMITI PREMIÈRE

LA RIVISTA “SOVRANA” DEI MONTI PALLIDI

Le Dolomiti sono la nostra passione, un territorio ancora “genuino” che sa come costruire con successo il proprio futuro. Un sentimento che ha fatto nascere la rivista in grado di comunicarne non solo la bellezza naturale e selvaggia, ma anche la storia e la cultura, con contenuti che presentano i lati più “intimi” che hanno condotto le Dolomiti a essere dichiarate Patrimonio dell’Umanità. All’Eden naturalistico raccontato con testi e immagini potenti e singolari, le interviste a personaggi del calibro di Reinhold Messner ed Erri De Luca, abbiamo inserito nel numero estivo le infinite proposte di svago dei quattro ambiti territoriali e delle aree protette che peraltro sono il fiore all’occhiello di queste montagne uniche al mondo. Tra gli altri argomenti trattati spiccano per attualità e originalità l’inchiesta Ghiaccio caldo (Cosa sarà delle Dolomiti e dei suoi ghiacciai?) e le lettere scritte di proprio pugno da Karin e Jutta Christomannos a nonno Theodor, brillante pioniere del turismo sui Monti Pallidi. A partire da giugno il numero estivo sarà distribuito come inserto dal Corriere della Sera (Triveneto), oltre che divulgato presso la Vip Lounge dell’aeroporto di Verona Catullo. Visita il sito: WWW.DOLOMITIPREMIERE.COM

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ATTUALITÀ

Transdolomites Un finestrino aperto sul futuro Massimo Girardi

Gas di scarico, rumore, paesaggio deturpato da strade e parcheggi, centri urbani e storici sfigurati e degradati dal traffico automobilistico hanno compromesso l’immagine delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Tutto ciò si ripercuote negativamente sulla capacità di promuovere un’offerta turistica al passo con i tempi, che necessita di coraggiosi investimenti e innovazioni, proprio in un settore come quello dei trasporti perché strategico per il futuro per l’economia della montagna e proprio perché viviamo nell’arco alpino, ambiente dove troviamo un’ecosfera molto più sensibile e delicata che altrove. L’Associazione Transdolomites si è costituita dieci anni fa per avviare una riflessione mirante a risco-

prire il ritmo e i percorsi del viaggio, sollecitando politiche che sappiano investire in trasporto pubblico: bus ma soprattutto ferrovia, per tornare ad ammirare con comodità la bellezza del territorio che ci circonda. Parlare di ferrovia significa anche “ricercare coerenza” nelle scelte di mobilità che si devono attuare sul territorio. Perché la ferrovia mantiene un’importante vantaggio nei confronti degli altri vettori riguardo la salvaguardia dell’ambiente. Ma ferrovia significa anche investire in politiche sociali in favore delle popolazioni che abitano la montagna fa-

Immagini di come potrebbe risultare la nuova ferrovia dell’Avisio. Convogli lunghi 150 metri, a trazione elettrica e senza emissioni, silenziosi, con ampie finestre e servizi a bordo e accessibili ai disabili. Portata di circa 400 persone, con una linea progettata in modo da garantire il passaggio di un treno ogni 15 minuti.


ATTUALITÀ

vorendo i contatti tra le comunità, i ricongiungimenti familiari, contribuendo all’abbattimento delle barriere architettoniche e dando così modo alle fasce più deboli della società, di acquisire sempre più autonomia nelle proprie necessità di muoversi. Per questo investire in ferrovia significa un investimento in civiltà per costruire un territorio sempre più ospitale e che si vuole bene. Il futuro delle popolazioni dolomitiche e alpine e dunque, anche delle Valli dell’Avisio, dipenderà sempre più da queste scelte. L’idea nasce dal fatto che Il territorio chiede una credibile alternativa al trasporto privato per il maggior numero possibile di residenti, lavoratori, visitatori giornalieri e turisti stanziali, con i seguenti requisiti: t empo di percorrenza certo capillarità delle fermate e loro prossimità ai centri urbani ■ elevata frequenza ■ offerta integrata con il servizio di trasporto pubblico su gomma, impianti a fune, mobilità su bici ■ accessibilità per tutti anche per chi ha problemi di mobilità fisica ■ comfort di viaggio ■ ridotto impatto ambientale ■ ■

Il Treno dell’Avisio punta a offrire alle tre valli numerose opportunità soprattutto per i residenti, con l’ambizione di creare le premesse per impostare nuove offerte

La ferrovia della Val di Fiemme destituita nel 1963

turistiche basate sulla mobilità dolce e sulle vacanze senz’auto (collegamenti diretti con gli aeroporti e le città). Il treno è amico della gente e dell’ambiente urbano e permette di viaggiare in totale sicurezza anche quando le strade nevose non lo permettono.

Caratteristiche della ferrovia ■ c  irca 85 km di linea a binario unico con raddoppi puntuali per l’incrocio dei treni; ■ 2  6 stazioni vicine ai centri urbani, intese come semplici fermate, (pensilina comune con l’autobus; ■ c  irca 80 minuti di percorrenza complessiva, fermando in tutte le stazioni; ■ s  cartamento 1000 o 1435mm; trazione elettrica (3000V); ■ v  elocità massima della linea: 100-120 km/h; ■ t  reni a piano ribassato (600mm) a 3-4 casse, con spazi multifunzionali e trasporto bici; ■ l inea di forza del trasporto extraurbano; trasporto autobus riorganizzato in ambito urbano e di comprensorio. Le fermate vengono proposte a Trento Nord, Trento Filzi, Trento Dante, Trento Gardolo, Trento Meano, Giovo, Cembra, Faver, Grauno–Grumes, Capriana, Molina di Fiemme, Cavalese, Ospedale, Cavalese Cabinovia, Tesero, Panchià, Ziano, Predazzo, Centro del Salto, Moena, Soraga, Pozza–Vigo, Pera Ciampedie, Mazzin, Campitello Funivia, Canazei Cabinovia, Alba Funivia, Penia.

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OSSERVAZIONI

@Fotolia - Ph. StockPhotoPro

diverso ma… gustabile

sono

SOFIA BRIGADOI – SANDRA PAOLI

Molti frutti e ortaggi nascono imperfetti e li scartiamo solo perché non sono belli. L’imperfezione estetica non significa tuttavia carenza di gusto

in siemesiamo fare pos ! a z n e r e f la dif @Fotolia - Ph. StockPhotoPro


OSSERVAZIONI

Ridurre lo spreco alimentare, e non solo, dovrebbe diventare una priorità per ognuno di noi. Nel mondo ogni anno si getta un terzo del cibo (dato che fa rabbrividire), e in Italia non siamo da meno. Alimenti che potrebbero, con qualche accortezza e sinergia, sfamare miliardi di persone. E questo ci fa intuire che nei nostri bei paesi civilizzati manchi ancora un po’ di cultura morale, sociale e alimentare. Forse bisognerebbe avere la sensibilità di voltarci ogni tanto indietro e ricordare quello che i nostri antenati ci hanno trasmesso. E non dobbiamo nemmeno guardare molto lontano. Un esempio? All’inizio del 1900, quando la fame era divenuta insopportabile e gli alimenti come la carne e il pesce erano praticamente inesistenti, gli abitanti di queste montagne si erano adattati a consumare anche insetti. In particolar modo i maggiolini che venivano cotti nel forno e quindi macinati per ottenere una farina ricca di proteine. Di questi esempi ne possiamo trovare molti e se proprio fatichiamo a ricordare possiamo sempre dare uno sguardo ai paesi meno fortunati del nostro. Contribuire attivamente potrebbe davvero cambiare l’attuale situazione. Riciclare e prestare attenzione a ciò e dove si acquista sarebbe un piccolo, ma nel contempo importante passo avanti. Nel fabbisogno nelle nostre case, negli acquisti al supermercato e al ristorante. Se facciamo la spesa acquistiamo nei negozi che propongono merce non esteticamente bella, offerta a prezzi scontati. Anche comprare presso rivenditori e contadini che coltivano nelle

zone dove abitiamo potrebbe aiutare: in questo modo portiamo in tavola prodotti a Km 0, oltre che più freschi. Anche dentro casa possiamo fare qualcosa: riciclare è un buon motto, oltre che cercare di consumare gli avanzi del giorno prima adeguatamente conservati. Al ristorante o in albergo ordiniamo solo quello che siamo in grado di mangiare. Se poi la fame persiste si può sempre prendere un secondo piatto. Spesso si assiste a delle scene discutibili di genitori che sforzano i bambini a ingerire cibo, anche quando questi non hanno appetito. E se quello che hanno nel piatto non lo vogliono, via, si butta, scegliendo qualcos’altro purché mangi. Se sappiamo di avere un bimbo che mangia poco, possiamo ordinare una mezza porzione (senza peraltro proporre delle alternative...) e in questo modo non buttare via del cibo prezioso. È vero, è una goccia nel mare, ma è la nostra. Ci viene alla mente la storia dell’uccellino che vi proponiamo in un sunto. Un giorno, la foresta prende fuoco e gli animali fuggono in cerca di un luogo sicuro. Mentre scappa, un leone nota un uccellino che vola in direzione delle fiamme. “Che cosa stai facendo” domanda. “Sto portando nel becco alcune gocce d’acqua, per spegnere il fuoco” ribatte il volatile. Il leone scoppia a ridere: “Uccellino scemo e arrogante. Come puoi spegnere quel fuoco con poche gocce d’acqua?”. “So che non posso. Ma per lo meno sto facendo la mia parte e mi auguro che tutti che gli altri avvertano la mia fatica. Se tutti gli animali seguiranno il mio esempio, riusciremo a dominare le fiamme e a salvare la nostra foresta”.

sembra scontato ma… insieme possiamo fare la differenza! @Fotolia - Ph. ET1972 - Ph. ET1972 - Ph. Anetlanda

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Laghetto del Colbricon ph. Carlo A. Turra – FotoArchivio Parco Paneveggio

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Verde Miracolo “reginette” dei pascoli

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Ungulati: amore a prima vista

sommario

Le


Rubriche 1 | Nel mondo degli ungulati 3 | Dolomiti Première 4 | Transdolomites 6 | Diversi… ma buoni

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Paradiso animale 12 | Status dell’orso nelle Alpi

Attualità 14 | Passi dolomitici: viabilità a numero chiuso?

Turismo&Arte 26 | Sulle Dolomiti per una vacanza speciale

Sport estremi 40 | Quando non vince la paura

Mestieri 44 | Cuoio e passione

Eventi

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48 | I Suoni delle Dolomiti

Rifugio Giovanni Segantini Pierluigi Orler Dellasega

Speciali/Sport&Co 52 | Val di Fiemme 62 | Val di Fassa

74 / Musei e Mostre 85 / Cucina& Sapori 90 / Rifugi, Baite, Agritur e Ristoranti Fiemme&Fassa Magazine estate 2016 Iscr. Tribunale di Trento Nr. 7/15 del 13/05/2015 fiemmefassamagazine@gmail.com www.fiemmefassamagazine.com Direttore Responsabile Sofia Brigadoi Direttore Marketing&Communications Sandra Paoli

Capo Redattore Luigi Casanova Progetto e impaginazione Grafart - Trento Stampa Litografica Editrice Saturnia In copertina Il sentiero dov’è?

Acquerello di Sofia Battisti – www.sofiabattisti.com

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CASE da Prima Pagina

Dimore Della Valle Via F.lli Bronzetti, 50 - 38033 - Cavalese (TN) tel/fax: 0462 231094 / cell: 377 6852598 info@dimoredellavalle.com / www.dimoredellavalle.com


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PARADISO ANIMALE

@Fotolia - Ph. lucaar

STATUS DELL’ RSO NELLE ALPI FILIPPO ZIBORDI Associazione Teriologica Italiana


PARADISO ANIMALE

Info: http://biocenosi.dipbsf.uninsubria.it/ atit/FAQ/index.html; http://www.pnab.it/orso.html; http://www.orso.provincia.tn.it/; http://www.istituto-oikos.org/ L’Associazione Teriologica Italiana (ATIt) raggruppa i principali esperti, tecnici e ricercatori che si occupano dello studio e della conservazione dei Mammiferi in Italia. Info: http://fauna.dipbsf.uninsubria.it/atit/

QUANTI ORSI VIVONO NELLE ALPI CENTRALI?

Gli esemplari presenti a fine 2015 (data dell’ultima stima disponibile) erano circa 50: 23 adulti, 14 giovani e 11 cuccioli.

QUAL È IL TREND DELLA POPOLAZIONE?

Dopo 10 anni di incremento numerico, la popolazione di orsi ha smesso di crescere: il suo numero è pressoché stabile da 4 anni.

QUANTI CUCCIOLI SONO NATI?

Nel 2015 sono state accertate 7 cucciolate, per un totale di 13 orsetti nati in Trentino.

QUANTI ORSI SONO MORTI E PERCHÉ?

Sommando i 101 cuccioli ai 10 individui “fondatori” portati in Trentino dalla Slovenia nell’ambito del progetto di reintroduzione promosso dal Parco Adamello Brenta, mancano all’appello ben 60 orsi. Tra le cause di morte accertate vi sono valanghe, cadute, predazioni e uccisioni da parte di orsi maschi, ma anche azioni dell’uomo come avvelenamenti e altri atti di bracconaggio, investimenti stradali e abbattimenti autorizzati. La maggior parte delle scomparse, come è ovvio, è tuttavia ancora ignota.

QUALI SONO LE ZONE MAGGIORMENTE FREQUENTATE?

La core area, ossia la zona a maggiore densità di orsi, dove sono concentrate tutte le 21 femmine, è il Trentino occidentale, e in particolare le Dolomiti di Brenta e i gruppi montuosi circostanti. Gli orsi maschi, tuttavia, sono distribuiti su di un’area molto più grande, che comprende anche Lombardia, Alto Adige e, in subordine, Trentino orientale, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

È NORMALE CHE GLI ORSI SI SPOSTINO COSÌ TANTO?

Per un orso giovane, abbandonare il territorio di nascita e andare in dispersione è del tutto naturale: si tratta di un meccanismo che permette lo scambio genetico e impedisce l’aumento eccessivo di esemplari in un’area. Negli ultimi 10 anni, 27 orsi (quasi tutti maschi) si sono spostati al di fuori del Trentino occidentale: molti sono morti, alcuni sono rientrati, 4 sono ancora fuori dal territorio provinciale. Per quanto riguarda le Dolomiti, finora si sono registrate solo presenze sporadiche, come ad esempio quella dell’orsa Vida che, nel 2001, ha vagato tutta l’estate tra i “monti pallidi”.

LA PRESENZA DELL’ORSO SI SCONTRA CON LE ATTIVITÀ UMANE?

Gli orsi causano danni alle attività dell’uomo (soprattutto alla zootecnia e all’apicoltura), ma tali danni possono essere grandemente ridotti attraverso adeguate opere di prevenzione; l’amministrazione provinciale trentina inoltre risarcisce al 100% il valore materiale dei beni.

L’ORSO È UN ANIMALE PERICOLOSO?

L’orso bruno che vive nei nostri boschi non è aggressivo: al contrario sono molteplici gli episodi e le situazioni documentate che fanno pensare a un animale dall’indole pacifica. Nonostante questo, se spaventato, l’orso è capace di gesti violenti e in casi molto rari di aggredire l’uomo: la sua aggressività è sempre legata alla paura nei nostri confronti.

@Fotolia: Ph Papa Bravo

DOMANDE E RISPOSTE SUGLI ORSI

Animale grande e maestoso, vero e proprio “re” dei nostri boschi, l’orso è un simbolo della meravigliosa e misteriosa bellezza delle Alpi. Quasi scomparso dall’intera catena montuosa, oggi sta tornando ad abitare le foreste e i monti da cui lo avevamo scacciato: la convivenza tra uomini e orsi è infatti nuovamente possibile, ma il futuro della specie sulle Alpi dovrà necessariamente passare attraverso una maggiore coscienza ecologica da parte dell’uomo, da un’efficace mitigazione dei conflitti e da una corretta educazione alle regole della convivenza e del rispetto reciproci.

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ATTUALITÀ

Passi dolomitici Viabilità a numero chiuso?

La Maratona dles Dolomites Fonte CT Alta Badia – Photo Freddy Planinschek

Ogni gruppo delle Dolomiti è interessato da valichi che nei secoli hanno permesso comunicazione e commercio fra le diverse vallate. Non a caso all’inizio del 1900 il Regno Austroungarico aveva investito in un’opera che sembrava impossibile e inutile: la Strada delle Dolomiti, progettata dal geniale pioniere del turismo nelle Dolomiti Theodor Christomannos. Oggi questi passi permettono un po’ ovunque ai turisti di accedere alle alte quote. In estate sono percorsi da 4 – 5 mila veicoli al giorno, centinaia di motociclette e ciclisti. Come avviene in presenza di un qualunque eccesso si verificano diversi problemi: rumore, inquinamento, paesaggi violati da parcheggi improvvisati, abbandono di

rifiuti a scapito di quanti frequentano la montagna alla ricerca di pace e tranquillità in un contesto ancora selvaggio. Certo, il pensiero comune è sempre quello di proteggere la natura, ma in pratica quando si tratta di mettersi in discussione con scelte individuali, per arrivare lì e in fretta, molti di noi preferiscono la macchina (vado e vengo quando voglio). Cerchiamo di essere obiettivi: le due scelte sono fra loro in totale contrasto a scapito del grandioso spettacolo che le Dolomiti sanno offrire. Che cosa possiamo fare? Da alcuni anni cittadini e associazioni chiedono l’avvio di una norma del transito


ATTUALITÀ

più incisiva. C’è chi vorrebbe una chiusura quasi drastica al traffico privato, altri chiedono una chiusura giornaliera a fasce orarie accompagnata dal potenziamento del trasporto collettivo sia pubblico che privato. Altri invitano a un utilizzo più deciso del trasporto su impianti a fune, o l’apposizione di un pedaggio. La cosa certa è che non possiamo vedere questi passi coperti da una sequenza di lamiere rumorose: una riqualificazione paesaggistica e una riduzione dei parcheggi in quota è necessaria, oltre a una limitazione severa delle velocità e della rumorosità delle moto. Riteniamo sia maturo il momento delle decisioni. La situazione attuale non è sosteni-

bile. È compito di chi amministra decidere anteponendo l’interesse collettivo a quello strettamente privatistico. Nel recente piano di gestione della Fondazione Dolomiti Unesco si propone alle Amministrazioni pubbliche la chiusura al traffico privato, permettendo il transito solo agli operatori economici e a chi si sposta per ragioni di lavoro. Per turisti si prevede la possibilità di accesso nelle prime ore del mattino e quelle del tardo pomeriggio. Nelle ore centrali la prospettiva sarebbe di incentivare il trasporto pubblico e lasciare libero il campo ai numerosissimi ciclisti che desiderano emulare le fatiche dei loro campioni.

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PARADISO ANIMALE

I R T N C IN E L N O C ESTIVI ” E T T E N “R E G I I N I P L A I L O C S A DEI P MICHELANGELO CROCE

Una domanda comune tra gli ospiti che passeggiano negli alpeggi è: “Ma quelle mucche di che razza sono?” Con la volontà di fare cosa gradita, con quest’articolo, abbiamo voluto presentare tutte le razze che pascolano nei prati delle nostre valli. Ph. M. Pilati


@Fotolia: Ph. Artenauta

PARADISO ANIMALE

Con l’allevamento delle mucche la vita nelle Alpi intere è diventata un po’ meno difficile. Fino al 1960 possedere in stalla una mucca rappresentava un certo indice di agiatezza: significava possedere prati, gestire pascoli, garantire, ogni giorno, ai propri figli, latte, formaggi e nelle festività avere il lusso di portare in tavola della carne. Oggi la vita dell’allevatore di montagna è difficile: le politiche dell’Unione Europea (tese sempre a facilitare gli allevamenti intensivi delle pianure) riducono continuamente il prezzo all’origine del latte. È infatti più conveniente comprare il prodotto polacco o olandese, i prezzi dei formaggi sono sempre più sostenuti, ma al contadino, detratte le spese sostenute, rimane ben poco. Inevitabile quindi la necessità per il mondo agricolo di ricorrere ai contributi di sostegno dell’Unione Europea (Piani di sviluppo Rurale) e delle Regioni o Province.

Nelle valli di Fiemme e Fassa si allevano per lo più quattro razze di mucche. Cominciamo dalla meno presente, la Grigia alpina. In Trentino rappresenta solo l’1% della popolazione bovina, ma è l’animale più rappresentativo delle Alpi. Grazie agli unghioni particolarmente forti riesce ad arrampicarsi su pendenze importanti. È un animale “leggero”, rustico, frugale, dotato di un istinto naturale teso alla ricerca del foraggio, capace di nutrirsi e convertire anche erbe grossolane. È caratterizzata da un’ottima fertilità, produce grande quantità di latte con alto indice di grassi e proteine. È una delle undici razze accettate dalla Federazione Europea dell’arco alpino, oltre a essere la mucca simbolo della catena alpina: sobria, ideale per la monticazione in alta quota e su pascoli poveri.

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www.pixelia.it Moena (TN) - 0462 574606

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persone vicino a te che ti aiutano ad ottenere il meglio dal web


PARADISO ANIMALE

La Bruna alpina invece proviene da incroci fra animali della Svizzera, dell’Austria e della Baviera. È stata introdotta in Italia nel 1850. Si tratta di una razza più pesante della grigia, capace di forti produzioni di latte, un prodotto ricco di elementi nutrienti. Non è un caso se i caseifici che producono formaggi d’alta qualità ricercano con insistenza il suo prodotto. Si tratta della razza bovina più diffusa in Italia, idonea a percorrere pascoli non troppo impegnativi.

La Pezzata rossa, comunemente chiamata Simmental, è una mucca robusta, di grande longevità, con una forte resistenza alle malattie ed è inoltre molto prolifica. Proviene dalle alpi bernesi e offre una carne particolarmente delicata, e una notevole produzione di latte. Molto richiesti sono i vitelli, che vengono venduti a prezzi sempre più interessanti. Nei pascoli si nota grazie al suo manto pezzato, un rosso tendente al frementino. La Frisona è una mucca particolarmente pesante, d’indole pacifica, pigra. Generalmente è tenuta in stalla in quanto è molto delicata e si ammala con grande facilità. Deriva dalle mucche olandesi (la Frisia olandese) e nordamericane: passata attraverso altri incroci, la si può definire una mucca cosmopolita. È un animale precoce sia nella produzione lattifera (produce enormi quantità di latte) che per la riproduzione. È caratterizzata da un mantello pezzato/nero, ha uno sguardo tenero e profondo. Perché spesso le vedete prive di corna? Perché vengono tagliate fin da giovanissime in quanto molto ampie: in stalla, ma anche al pascolo, possono creare problemi. @Fotolia: Ph. Silvano Rebai - Ph. Dieter Hawian - Ph. oraziopuccio

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VERDE MIRACOLO SOFIA BRIGADOI Il cemento annienta l’anima e assorbe l’energia che è in noi. Esiste una cura, semplice: stare nella natura più tempo possibile

Ph: Pixcube.it

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La natura è la cura per molti mali, soprattutto quelli legati al nostro cervello stressato. Se non possiamo godere di un panorama a 360° va bene anche un parco, purché attorno ci siano alberi e prati. Un contatto costante con un ambiente naturale può preservare da diversi disturbi tra i quali la depressione e l’ansia. Il futuro è nel creare più zone verdi possibili anche in città, lasciando ampi spazi ricreativi tra un edificio e l’altro, oppure componendo dei

Singapore, Supertree at Gardens by the Bay

@Fotolia Ph. martinhosmat083

veri e propri “giardini e orti” in verticale. Lo abbiamo appurato anche a Expo2015: le soluzioni esistono e sono a portata di mano, non c’è ragione di rinunciare al piacere di sentirsi in un ambiente il più possibile rasserenante e benefico. La contemplazione di un paesaggio naturale contribuisce alla salute della mente. Se poi si ha la fortuna di ammirare uno scenario di rara bellezza come quello delle immagini proposte, meglio ancora. Pur-


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troppo questo non è sempre possibile e molte città nel mondo si stanno attrezzando per creare delle aree verdi in modo da sopperire al bisogno atavico dell’uomo di un contatto con la natura, con progetti che hanno come obiettivo la realizzazione di zone naturali collegate tra loro in modo da coinvolgere il maggior numero di abitanti. Tra le città più attive nel dare origine a giardini sospesi vi è Singapore che ambisce a divenire una “città in un giardino”,

ma c’è anche Londra che è quasi pronta a inaugurare una lunga passerella di colori e profumi: Garden Bridge, un ponte botanico sul Tamigi. Non dimentichiamo il “bosco in verticale” nella rinnovata zona di Porta Nuova a Milano, che nel 2014 si è aggiudicato il primo premio come il più bel grattacielo del mondo. Oltre 800 gli alberi e 19 mila le essenze che circondano e crescono sulle due torri.

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Le Dolomiti:

monti e foreste che fanno bene all’anima Le Dolomiti sono grattacieli di pietra dai colori indescrivibili, uniche per il dramma dei loro profili. Guglie, pinnacoli, torri, sono come tante canne d’organo che il respiro dei venti accarezza inviando messaggi alle vallate panoramiche sottostanti. Una grazia che cattura il cambio delle ore, dei giorni e delle stagioni. Panorami in grado di regalare una grande serenità e di offrire un’infinita serie d’attività all’aria aperta. Gli elementi visivi dei paesaggi naturali (prati, alberi, ruscelli, fiori, farfalle e molti altri) riducono lo stress e aiutano a rilassare la mente e di conseguenza il corpo. Quante volte durante una passeggiata ci siamo sentiti più rilassati? Gli alberi ricavano dal suolo e dalla luce del sole energia, che successivamente trasmettono all’ambiente circostante. Se il desiderio è quello d’immergersi totalmente nella natura si possono percorre i sentieri sensoriali (numerosi in entrambe le valli) da compiere a piedi scalzi - una sorta di ritorno alle origini ideati per potenziare i sistemi intuitivi e quelle percezioni naturali che con il tempo hanno perso la loro energia. Si cammina su aghi di pino, cortecce, pigne, muschi, erba e sassi e per finire si immergono i piedi nei ruscelli per un salutare massaggio. Di certo non mancano i profumi emanati dal bosco che avvolgono costantemente il nostro cammino. Se invece ambite a visitare un luogo unico nel suo genere potete recarvi al Parco Naturale di Paneveggio e Pale di San Martino, 20.000 ettari di area protetta, costituita da una foresta straordinariamente viva, nella quale è possibile ascoltare la voce della natura, sprigionata dagli abeti rossi, chiamati anche “alberi di risonanza” per la loro straordinaria qualità acustica. Imponenti pareti di roccia si alternano a pascoli, a limpidi specchi d’acqua e praterie fiorite, nelle quali l’incontro con la fauna selvaggia è ancora possibile. Natura… natura e ancora natura per far emergere il nostro “io” più profondo e riscoprire radici che credevamo perdute.

Ph Alessandro Trovati - IDM Alto Adige


areagrafica.tn.it 0462 230018


TURISMO&ARTE

Manifesti pubblicitari Sulle Dolomiti per una vacanza speciale CRISTINA MARCHETTI

Il loro scopo principale è attirare l’attenzione ma alle volte vanno ben oltre e diventano veri e propri pezzi di storia Il turismo così come lo intendiamo oggi è relativamente recente, risale alla fine del XVIII secolo, dunque ha poco più di duecento anni. È proprio agli inizi del Novecento, grazie anche alla costruzione di nuove vie di comunicazione e di strutture ricettive, che i movimenti turistici incominciano a dimostrarsi significativi per l’economia del nostro paese e dunque a costituire un’entrata di cui tenere conto, da sviluppare e valorizzare. Per questo alla fine della prima guerra mondiale il governo istituisce l’ENIT, l’Ente Nazionale per l’Incremento delle Industrie Turistiche, oggi Agenzia Nazionale del Turismo, con lo scopo di promuovere i luoghi di vacanza italiani all’estero. Nascono così le prime timide e abbozzate forme di promozione, nelle quali vengono coinvolti i più conosciuti artisti del tempo, sicuramente per ragioni estetiche ma anche economiche, poiché avvalersi di illustrazioni e produzioni artistiche costa meno delle fotografie. Sono molti gli artisti che nella loro carriera hanno realizzato manifesti pubblicitari, tra questi ricordiamo il conosciuto Toulouse Lautrec e altri meno noti ma non per questo meno di valore come Arnaldo Musati, Elio Ximenes, Aurelio Craffonara, Marcello Nizzoli, Vincenzo Alicandri, Umberto Noni. Ognuno di loro ha imposto il proprio stile caratteristico ai manifesti cui ha dato vita ma ci sono alcuni aspetti comuni, come per esempio l’uso di colori forti e vistosi.

Per quanto riguarda i contenuti invece si possono notare differenze tra quelli antecedenti il periodo fascista e quelli posteriori: i primi vivaci e ironici i secondi più seri e gravi e con la presenza non solo del messaggio turistico ma anche di quello propagandistico. Nelle Dolomiti, uno dei territori alpini più affascinanti al mondo, dichiarato nel 2009 dall’Unesco patrimonio dell’umanità, il manifesto turistico diventa un elemento fondamentale per l’economia, inoltre dà l’avvio a una produzione artistica elegante e di gran valore, caratterizzata da tratti stilizzati e volti sorridenti e accattivanti. Anche qui colori forti e sgargianti attirano l’attenzione sulle località di villeggiatura. Il tema delle Dolomiti è stato affrontato e sviluppato da alcuni tra i maggiori cartellonisti del Novecento, tra questi Franz J. Lenhart, Mario Puppo, Aldo Raimondi, Heinrich C. Berann, Carlo Pellegrini, Arthur Zelger solo per citarne alcuni. Protagoniste assolute dei primi manifesti le più conosciute e famose località dolomitiche e termali dell’arco alpino, tra queste Cortina, Madonna di Campiglio, San Martino di Castrozza, Canazei, Merano ecc, che già da allora definivano i piani strategici di carattere promozionale in quanto località di indiscusso valore turistico, capaci anche di trainare realtà periferiche che successivamente, dal secondo dopoguerra, sono poi diventate anch’esse stazioni turistiche di primo piano.

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TURISMO&ARTE

Fonte: immagine dal libro “Camere Libere - Il libro del Touriseum”. Opera di Franz Josef Lenhart

Tra i manifesti pubblicitari più conosciuti che invitavano a visitare l’Alto Adige ci sono quelli di Franz Josef Lenhart (1898 – 1992). Nasce sul finire dell’Ottocento vicino a Kufstein, studia arte a Vienna e prende parte a corsi di grafica a Firenze. Nel 1922 si stabilisce a Merano, proprio negli anni in cui la città è alle prese con quel processo di trasformazione sociale e economica che sta investendo tutto il territorio alpino. Lenhart è un giovane intraprendente e pieno di risorse e non si lascia sfuggire l’occasione. Tra i suoi primi lavori ci sono i manifesti per tornei di tennis e equitazione ma la fama arriva grazie ai manifesti realizzati per la campagna “Visitate le Dolomiti” voluta dall’Enit e dalle Ferrovie dello Stato. Intorno al 1930 definisce il suo stile: montagne che si stagliano contro il cielo sullo sfondo e una o diverse figure, soprattutto femminili, in primo piano, che invogliano appunto a visitare quelle località. Queste realizzazioni comunicano un Alto Adige non più come territorio popolato da rudi montanari ma come moderno paradiso delle vacanze.


TURISMO&ARTE

Un altro artista austriaco che ha realizzato cartelloni pubblicitari turistici è stato Heinrich C. Berann (1915 – 1999). Nato in una famiglia di pittori e scultori a Innsbruck, frequenta nella sua città la scuola di arte e design. Inizia la sua carriera dipingendo manifesti ma è noto soprattutto per essere il padre della moderna carta panoramica. La sua carriera comincia nel 1934 con una prima mappa realizzata in occasione dell’apertura della strada del passo Grossglockner Hochalpenstrasse in Austria. Del 1937 è la mappa panoramica fatta in Svizzera per la Jungfrau, la ferrovia di montagna. Nei decenni successivi ne sono seguite poi a centinaia. La sua celebrità di pittore di panorami lo porta anche a dipingere le mappe per diversi giochi olimpici. Anche la National Geographic Society viene a conoscenza del suo talento e gli commissiona di dipingere mappe panoramiche. Questa collaborazione lo porta a realizzare anche mappe dei fondali oceanici.

Fonte: catalogo.beniculturali.it Opera di Heinrich C. Berann

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e r o am

PARADISO ANIMALE

ungulati

LUIGI CASANOVA

@Fotolia: Ph. acaluzzi

a prima vista


PARADISO ANIMALE

Nelle Dolomiti è abbastanza facile notare la presenza di ungulati. Dalle rocce più impervie fino ai prati che circondano i paesi si può avere modo di ammirare questi straordinari selvatici. L’importante è adeguarsi alle loro abitudini e armarsi di un buon binocolo e… di tanta pazienza. Ma ne varrà sicuramente la pena.

lo stambecco

il re del verticale

Lo stambecco è il vero dominatore delle verticalità assolute. Nonostante possa pesare fino a cento chili, mantiene un’agilità di movimento che impressiona. Si lascia avvicinare dall’uomo, rimane sul sentiero, indispettito, a osservare chi si permette di violare un regno che ritiene solo suo. È capace di lanciarsi su pendii impossibili, alle volte pare che precipiti e invece scatta su una minima cresta che a stento ospiterebbe un fringuello: si muove così, senza mai sbagliare un appoggio. Quando lo s’incontra nei gruppi formati da femmine e giovani (i maschi anziani vivono solitari), si possono seguire, e perché no, filmare, simpatici giochi, le prime lotte per il dominio del branco. Le mamme rimangono sdraiate a osservare salti, scontri di corna e rincorse. È il re delle rocce, diffuso in modo particolare nel gruppo montuoso della Marmolada.

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PARADISO ANIMALE

@Fotolia: Ph. losonsky


PARADISO ANIMALE

il camoscio

l’esaltazione della potenza e della sobrietà Il camoscio è uno dei pochi selvatici che durante le guerre non si è estinto in Dolomiti. Si è salvato grazie alla sua capacità di adattamento in ambienti diversi. Vive in ambiti severi e poveri di alimentazione, su rocce e i sottostanti ghiaioni. Nelle prime ore del mattino ci si può imbattere in branchi che scavano con gli zoccoli anteriori fra detriti rocciosi alla ricerca di licheni e minimi ciuffi erbosi. Non è raro incrociarlo nel cuore delle leggere foreste di larice e pino mugo. Un animale affascinante che esprime potenza. Nel percorrere i sentieri delle alte quote s’incontra con facilità. Vi si apprezza l’eleganza del suo muso, delle leggere corna, nere. L’asprezza del vivere in ambienti ruvidi in qualche raro caso può comportare delle imperfezioni, ad esempio una delle corna invece di essere rivolta all’indietro può crescere in modo opposto. Quest’animale non sarà riconosciuto dal branco e verrà costretto a vivere isolato.

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PARADISO ANIMALE

il muflone

amante del sole e del riposo

Quest’ungulato è stato importato in Dolomiti negli anni ’60. Un animale massiccio, simile a un caprone, si lascia avvicinare con facilità. Percorre fertili ambiti forestali ma preferisce vivere su pendii rocciosi, aspri. In contrasto con la sua possanza è pigro, indolente, il più delle volte lo s’incontra sdraiato al sole. Mentre lo si osserva ti invita, con sguardi infastiditi, a non disturbarlo, a proseguire senza invadere questa sua pacatezza.

@Fotolia: Ph. maurizio loi

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PARADISO ANIMALE


PARADISO ANIMALE

Il cervo è un ungulato di grandi dimensioni, il maschio può arrivare a pesare duecento chili. Quando pascola fra abeti e pini cirmolo in modo anche arrogante fa sfoggio della sua forza: impettito, collo e testa tenuti orgogliosamente alti, le ampie corna rivolte al cielo, per impressionare, per imprimere il dominio sugli altri abitanti della selva. Le femmine sono prive di corna. Al maschio servono in autunno quando ingaggia selvagge lotte per possedere le femmine. In questo periodo fa impressione attraversare le aree di bramito: cupe urla, scontri di corna, arretramenti e attacchi anche sanguinosi permettono al maschio più forte di emergere. Sarà l’unico a poter coprire il branco di femmine. Accompagnati da guide esperte e attente a evitare disturbo si possono seguire queste dinamiche: spettacoli unici della natura selvaggia.

il cervo

l’imperatore delle foreste

@Fotolia: Ph. mbridger68

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PARADISO ANIMALE

il capriolo il selvatico più delicato delle Dolomiti

Il capriolo è il più piccolo degli ungulati presenti in Dolomiti. Arriva a un peso medio di sedici/diciotto chili. Ma è l’animale più facile da avvistare: appena fuori dagli abitati, ai margini fra prati e boschi, mentre pascola sull’erba fresca, mentre riposa nascosto nelle spessine delle conifere alpine. La sua timidezza, la sua grazia e il portamento elegante, sono caratteristiche che l’hanno reso protagonista di tante fiabe e racconti per bambini. @Fotolia: Ph. Soru Epotok


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SPORT ESTREMI

QUANDO non VINCE

LA PAURA

FEDERICA GIOBBE

Dalle esperienze con i primi passaggi a pochi centimetri da terra, fino ad arrivare all’highline, la versione più estrema della slackline


SPORT ESTREMI

rio su di una fettuccia larga Un passo dopo l’altro, in equilib i metri da terra appena 2,5 cm, sospesa a divers rio e controllo: mentre il corpo oscilla tra equilib , lo sport che permette questo e molto di più è l’highline re i muscoli del corpo, di modulare il respiro e controlla be, testa e cuore. allenando in contemporanea gam

L’arte di stare in sospensione è ormai qualcosa che coinvolge tutti, grandi e piccini, ma da dove arriva questa disciplina? Nata nel 1979 da due ragazzi affascinati dal mondo del circo, Adam Grosovsky e Jeff Ellington, che iniziarono a camminare su cavi di ogni genere nei dintorni dell’Evergreen State College di Olympia, a Washington, oggi ha diversi seguaci estremi in tutto il pianeta. Nel giro di poco tempo, infatti, questo modo di approcciarsi alle corde sospese, incuriosì diversi free climbers di tutto il mondo, soprattutto della California che, per gioco, iniziarono a camminare in equilibrio su tutto quello che capitava, come provetti funamboli. Lo slackline però è molto diverso dal funambolismo: in primis non si usa un bilanciere e inoltre la fettuccia è elastica, mentre i funambuli camminano su cavi d’acciaio rigidi, anche se per entrambi gli sport serve una dote essenziale: il senso dell’equilibrio. L’idea però di “tirare una corda” da una vetta all’altra in alta montagna muniti solo di un imbrago di sicurezza e una corda, risale al Lost Arow Spire, un alto campanile di roccia che si eleva solitario vicino alle Cascate Superiori a Yosemite, è nato dall’estro di alcuni alpinisti. Già il francese Philippe Petit nel 1974 aveva camminato su una fune sospesa tra le torri gemelle di New York, pioniere dell’attuale urbanlining, (slack sospese tra edifici e palazzi). Oggi, amanti della montagna e temerari dell’incredibile,

si stanno cimentando con le alte quote, come accade con l’highlining che connette cime dolomitiche con panorami da urlo. Molto praticato tra le nostre Dolomiti è il waterlining, che si pratica camminando sospesi su fiumi, torrenti o laghi. Un discorso a parte merita il tricklining, che prevede salti e acrobazie in linea, mentre chi è più meditativo mescola le camminate su fettuccia a posizioni di yoga, allenando respiro e gambe. Ma la slack non è solo per le grandi imprese, possono utilizzarla anche i bambini che si divertono a sperimentare il loro senso d’equilibrio, imparando a conoscere se stessi e il mondo che li circonda attraverso esercizi semplici. Ma lo slackline è usato da diversi atleti e sportivi quale tipo di allenamento muscolare come surfisti, sciatori, skateboarders, e soprattutto dai climbers o alpinisti. Anche in fisioterapia questa tecnica è usata per ottenere un recupero funzionale dopo incidenti sportivi importanti, perché aiuta a rafforzare gambe e testa. Ma che impatto ha avuto questo sport tra le nostre Valli? La slackline in Val di Fiemme e Fassa è ormai diventata parte degli sport estivi anche poiché si adatta a situazioni ambientali diverse. Camminare in quota abitua il corpo all’altitudine, educa la respirazione e infine inibisce la paura. Un toccasana per ritrovare l’armonia tra corpo e spirito. Sempre che non soffriate di vertigini.

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SPORT ESTREMI

ARMIN HOLZER amava praticare questo sport estremo

Armin Holzer e Alex d’Emilia, due tra i più esperti pionieri di highliner italiani, lo scorso novembre hanno raccontato le loro imprese in Dolomiti a un affollatissimo TEDx: “L’avventura più importante e memorabile è stata quella sulle Tre Cime di Lavaredo, con il posizionamento di diverse linee disposte tutte in assoluta sicurezza, o i percorsi tra le Torri del Vajolet”. In quell’incontro, Armin Holzer ricordò le tante traversate nei punti panoramici delle Dolomiti, prima fra tutte la seconda vetta più alta nel Pamir, il Muztagh Ata (7546 m), in Val Passiria, vicino a Misurina e Sesto Pusteria. “Fare slackline”

affermava Armin “è cercare armonia nel movimento, fra mente, corpo e natura, fra essere e non-essere. È continuare a camminare trasformando la paura di cadere in rispetto e positività”. Una vita semplice quella di Armin, denominato da tutti nell’ambiente alpinistico come “l’uomo che camminava sul filo delle Dolomiti”. Una vita sospesa ma incredibile, fatta di forza, coraggio e controllo, che però si è conclusa prematuramente l’estate scorsa, all’età di 28 anni, per un volo in parapendio andato male, proprio dalla montagna in Alto Adige che l’ha visto nascere: il Monte Piana, il posto a lui più caro, dove ogni anno a settembre si disputa, grazie a lui, “l’Highline Meeting Monte Piana”, uno degli appuntamenti fissi più amati dagli appassionati di highliner e slackline estrema. Sono oltre venti le nazioni che s’incontrano in una settimana, fanno amicizia, si allenano e condividono emozioni. Un vero simbolo di come l’amicizia possa andare oltre le disgrazie e di quanto lo spirito della montagna, oltre che a unire le persone, insegna a credere nella gioia di vivere e di andare oltre le avversità.


SPORT ESTREMI

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MESTIERI

Cuoio e passione. Il calzolaio. Un’arte perduta LUIGI CASANOVA

@Fotolia: Ph. sola_sola


MESTIERI

Compriamo una scarpa, elegante, oppure uno scarpone specialistico. Tutto è fabbricato in serie. In Argentina si lavorano i ritagli di cuoio, in India o in Cina si dà forma alla calzatura, in Europa si appiccica la marca. In passato era tutto diverso. L’intero ciclo del lavoro avveniva in paese. Grazie all’impegno di veri e propri artisti.

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Alle date preferiamo il tempo: sono oltre vent’anni che forniamo servizi d’eccellenza. A noi si sono affidate molte società o meglio, molte persone che rappresentano aziende, imprese, artigiani, studi, professionisti, associazioni, industrie, commercianti: ovvero il mondo dell’imprenditoria in genere. Competenza, aggiornamento, preparazione, capacità, conoscenza e professionalità è ciò che chiediamo ai nostri collaboratori. Motivazione, partecipazione, coinvolgimento, attenzione, entusiasmo, fedeltà e visione strategica è quello che garantiamo ai nostri clienti.

Servizi + imprese = persone. I conti tornano. Contabilità, paghe e assistenza alle imprese in Fiemme e Fassa

Filiale di Cavalese Via Pizzegoda 12 T. 0462 341129 direttore filiale Tullio Capovilla

Filiale di Predazzo Via Monte Mulat, 17 T. 0462 501892 direttore filiale Fabio Partel

Filiale di Pozza di Fassa Strada de la Veisc, 13 T. 0462 764563 direttore filiale Emanuele Zulian

I nostri clienti testimonial sul territorio

Starpool wellness concept Ziano di Fiemme Riccardo Turri

“Elmama” ferramenta Dellagiacoma Predazzo Donatella, Donato, Francesca

Malga Panna ristorante Moena Paolo Donei

Sede: Trento via Solteri 78 - T. 0461 880200 info@servizimprese.tn.it


MESTIERI

L’arte di lavorare il cuoio era percorso assai complesso che implicava un lungo apprendistato. Chi lo affrontava in Fiemme o Fassa da adolescente passava anni presso il laboratorio della Sportiva. Da adulto (18-19 anni) provava a specializzarsi nella costruzione di scarpe più eleganti, presso qualche negozio di Bolzano. Poi risaliva altre vallate per diventare Schuhmacher, magari a Ortisei, presso Franz Lamgarten. Non soddisfatto il nostro apprendista faceva una capatina a Vienna, presso l’Università della scarpa (oggi sarebbe una scuola professionale, ma allora, vista l’importanza del lavoro si usavano quei termini). Ed eccolo, il calzolaio, pronto per avviare una sua attività. Prendeva fra le mani una serie di fili di canapa e li intrecciava (da sei a nove), facendoli scorrere su un blocco di resina affinché si consolidassero fra loro (la trada). Poi stringeva un lungo e robusto ago da cucito, con ago e spago legava fra loro alcune suole in cuoio, dapprima le passava con le setole del maiale, poi rinforzava con lo spago. Per fare il buco nel cuoio si avvaleva delle Subie (appositi punteruoli, di forme e dimensioni svariate). Una prima cucitura

fermava la “sotenada”, vi si aggiungevano altri due o tre strati di cuoio e la terza cucitura serviva per affermarvi la suola in gomma, usando ovviamente spago e aghi più grossi. Le suole di cuoio venivano comunque puntellate con i “cavici” in legno, piccole punte che potrebbero assomigliare a dei minuscoli stuzzicadenti. Quando necessario a questi scarponi, già robusti, vi si aggiungevano dei chiodi. Nel dopoguerra il lavoro era diventato più semplice grazie alla vulcanizzazione della gomma, ma le suole venivano pur sempre cucite a mano e si completava l’opera d’arte con una precisa fresatura che definiva la forma o dello scarpone o della scarpa “da festa”. Una curiosità: per fare uno scarpone da montagna o da sci erano necessari da due a tre giorni di lavoro. Si ringrazia per la collaborazione l’artigiano calzolaio Giancarlo Jellici.

Modello con il quale Zeno Colò vinse le Olimpiadi ai Giochi Olimpici di Oslo nel 1952.

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EVENTI

I SUONI delle DOLOMITI

tra le rocce, a ritmo di musica Spicca per originalità e la varietà di performance il Festival più atteso dell’estate dolomitica. Musica pop, jazz, folk, world music e classica proposta dal vivo, in un habitat di rara bellezza che amplifica i suoni in naturali anfiteatri di pietra.


EVENTI

Gruppo Lusia - Col Margherita - Photo Arturo Cuel

Luoghi straordinari, suoni straordinari: sulle Dolomiti elette dall’Unesco Patrimonio Naturale dell’Umanità, anche la prossima estate, dal 2 luglio al 26 agosto, in occasione della 22a edizione del festival “I Suoni delle Dolomiti”, natura e musica si incontrano in un abbraccio ideale, dando a tutti la possibilità di godersi affermati esponenti della musica classica, del jazz, della world music, della canzone d’autore, e offrendo la possibilità di ammirare emozionanti paesaggi ambientali e culturali, di condividere indimenticabili momenti di vita e di ascolto. Diciannove gli appuntamenti nelle Dolomiti, undici dei quali in Fiemme e Fassa, con inizio sabato 2 luglio, sui pascoli di Jonta, in Val San Nicolò, con un omaggio a Fabrizio De Andrè, protagonisti l’attore Neri Marcorè, in veste di cantante e chitarrista, accompagnato dallo Gnu Quartet. Il pianista Stefano Bollani, invece, si esibirà il 3 agosto nei prati della Val Duròn, al Rifugio Micheluzzi. Note jazz, ma dai profumi cameristici, anche il 24 agosto, a Camp Centener, tra Spinale e Grostè, con il fisarmonicista Richard Galliano che renderà omaggio alle Dolomiti con una nuova composizione eseguita insieme a un gruppo di archi. Per la musica classica, una presenza di spicco sarà quella del violoncellista di origine lettone Mischa Maisky il 20 luglio al Rifugio Rosetta Giovanni Pedrotti sull’Altopiano delle Pale di S.Martino. Al concerto di Maisky seguirà, pochi giorni dopo, dal 23 al 25 luglio, un trekking nel Gruppo del Catinaccio insieme al violoncellista Mario Brunello, affiancato dal violinista Giuliano Carmignola e dal norvegese Rolf Lieslevand, specialista della chitarra barocca e di altri strumenti

antichi. Brunello si esibirà anche il 10 agosto a Pian della Nana, all’ombra del Monte Peller, per un originale incontro interdisciplinare con il danzatore coreano Yong Min Cho. Un pizzico di musica classica, insieme a canzoni di varie epoche e stili, affiorerà anche nel trekking nelle Pale di San Martino (31 luglio – 2 agosto) con la vocalist Petra Magoni e la suonatrice di arciliuto Ilaria Fantin. Nutrita la presenza di artisti riconducibili alla world music: tra questi gli Huun-Huur-Tu, quartetto della Repubblica di Tuva depositario dell’antica tradizione del canto armonico, il 5 agosto a Buse de Tresca sull’Alpe di Pampeago. Immancabile anche quest’anno l’appuntamento con l’alba sulle Dolomiti: il 16 luglio a Col Margherita, punto panoramico su gran parte dei gruppi dolomitici, la cantante Mari Boine intonerà i canti del popolo Sami accompagnata da Roger Ludvigsen (chitarra), Paolo Vinaccia (percussioni), Corrado Bungaro (violino e nyckelharpa), Giordano Angeli (sax soprano e chitarra) e Carlo La Manna (basso fretless). I Suoni delle Dolomiti è ideato e curato da Trentino Marketing con le Apt della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio – Pinzolo – Val Rendena, di Dolomiti Paganella, e delle Terme di Comano - Dolomiti di Brenta.

Informazioni: www.isuonidelledolomiti.it

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Trekking musicale - Dolomites Passages - Photo: Marisa Montibeller

EVENTI

CALENDARIO FESTIVAL IN FIEMME E FASSA 2.7 Val di Fassa, Gruppo Costabella – Cima Uomo 13 h Val San Nicolò, Jonta Neri Marcorè, Gnu Quartet Come una specie di sorriso Omaggio a Fabrizio De Andrè 6.7 Val di Fiemme, Gruppo Corno Nero - Pala Santa 13 h Passo di Lavazé Franco D’Andrea Traditions Today special guest Han Bennink 10.7 Val di Fassa, Gruppo Costabella – Cima Uomo 13 h Rifugio Bergvagabunden Hütte Markus Stockhausen, Tara Bouman 16.7 L’Alba delle Dolomiti Val di Fassa, Gruppo Lusia - Bocche 6 h Col Margherita Mari Boine, Paolo Vinaccia, Corrado Bungaro, Carlo La Manna, Roger Ludvigsen, Giordano Angeli 18.7 Val di Fiemme, Gruppo del Lagorai 13 h Laghi di Bombasèl Selmer Saxharmonic diretti da Milan Turkovic

23- 25.7 Trekking Val di Fassa, Gruppo del Catinaccio Mario Brunello, Giuliano Carmignola, Rolf Lieslevand 25.7 Val di Fassa, Gruppo del Catinaccio 13 h Rifugio Antermoia Mario Brunello, Giuliano Carmignola, Rolf Lieslevand 3.8 Val di Fassa, Gruppo del Sassolungo 13 h Rifugio Micheluzzi Stefano Bollani 5.8 Val di Fiemme, Gruppo Cornacci – Monte Agnello 13 h Buse de Tresca Huun-Huur-Tu 22.8 Val di Fassa, Gruppo Viezzena - Bocche 13 h Malga Canvere Ballaké Sissoko, Vincent Ségal 26.8 Val di Fassa, Gruppo della Marmolada 13 h Ciampac Barcelona Gipsy balKan Orchestra

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TASSA DI SOGGIORNO = GUEST CARD

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2€ PER L’AMBIENTE E PER TE!

Impianti, Mobilità, Castelli e Musei in Trentino e più di 100 attività emozionanti


FIEMME

FiemmE-Motion

ti porta su e ti lascia volare Solo in questa valle, versando la tassa di soggiorno, si ricevono in cambio mobilità, servizi, escursioni, con un concentrato di emozioni fra gli scorci naturali più esaltanti. Ed infatti sul web circolano commenti come questo: “È la prima volta che mi fa piacere pagare la tassa di soggiorno”. Cosa si riceve gratis? All’arrivo in albergo, in cambio dell’imposta di 2 euro a notte, si riceve la Trentino & FiemmE-motion Guest Card che offre un’infinità di servizi e attività, compresi i viaggi con impianti di risalita, trenini, bus e navette. Questa Card, dal 12 giugno a fine settembre 2016, regala anche escursioni guidate, racconti spettacolari e giochi nella natura, animazioni per famiglia, escursioni con la bike, mobilità in tutto il Trentino con bus, trenini e navette, ingressi nei musei e castelli trentini e sconti per accedere alle strutture sportive. La Trentino & FiemmE-motion Guest Card, distribuita da Hotel, Agritur, B&B e Residence, è gratuita per bambini fino a 14 anni. Inoltre, nessuno versa l’imposta per più di 10 notti di soggiorno. Per comprenderne il valore, basta scorrere l’elenco dei servizi gratuiti contenuti nella Card: ■ impianti di risalita della Val di Fiemme (Cavalese Alpe Cermis, Tesero Alpe di Pampeago, Predazzo Latemar 2200); ■ ingressi gratis al Muse di Trento, al Mart di Rovereto, ai Musei e Castelli del Trentino e numerosi altri siti storico culturali della provincia; ■ mobilità in tutto il Trentino, con autobus Trentno Trasporti, trenini e navette nei paesi della Val di Fiemme e servizi a chiamata; ■ animazioni per famiglie e Racconti spettacolari nei “Magnifici luoghi di Fiemme”; ■ escursioni con guide alpine, esperti, botanici e guide naturalistiche, visite guidate con degustazione alla Cantine vitivinicole della Val di Cembra, corsi creativi; ■ ingressi al Palazzo della Magnifica Comunità, al Museo Geologico delle Dolomiti, al Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino; ■ sconti fino al 30% su rafting, bike, e-bike, piscine, centri wellness; benefit e sconti in malghe, rifugi, ristoranti e produttori km zero. E così in Val di Fiemme si possono lasciare in albergo il portafogli, l’auto, le mappe, ma anche l’ansia di programmare tanto e la frenesia di vedere tutto.

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FIEMME

Ph: orlerimages.com

EVENTI ALPE CERMIS LUGLIO 17 Luglio ore 11.00 CANTARE AL PAION 2° EDIZIONE Concerto del coro dei Vigili del Fuoco di Cavalese e del gruppo ospite ANC di Senigallia. ___ 18 Luglio I SUONI DELLE DOLOMITI I concerti delle 13 Laghi di Bombasel ___ GIARDINO EOLICO E LABORATORIO PER BAMBINI (data da definire)

da Cavalese si a Cermislandia

vola

www.alpecermis.it

La cabinovia dell’Alpe Cermis conduce nel regno di Cermislandia, un allegro parco giochi che offre la possibilità di divertirsi all’aria aperta, conoscere nuovi amici e regnare indisturbati. A 1.280 m.slm., accanto al rifugio Baita Dosso Larici e al nuovo lounge bar La Baita Tonda, c’è un prato magico. Ci si rinfresca nel piccolo laghetto o si scende rapidi con la teleferica. I bambini si divertono, mentre i


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genitori si rilassano al sole, osservandoli dalla terrazza del rifugio. Fra le attività organizzate settimanalmente, “Leggende per un giorno”, ogni lunedì i bambini vestono i ruoli dei personaggi delle leggende delle Dolomiti in un vero e proprio corso di teatro all’aperto, alle 18.00 tutti in scena davanti a un pubblico vero, in piazza a Cavalese; “Il Salvanel e i suoi amici”, racconto in quota del martedì, durante il quale i bambini sono coinvolti, ben camuffati da folletti amici della Natura; “Pane e marmellata” sono buoni da gustare il mercoledì mattina, soprattutto se sei tu a macinare il grano e a impastare la farina; sempre il mercoledì, c’è un pomeriggio “Camaleontico” con giochi mimetici

per sviluppare i cinque sensi e scovare gli animali selvatici; ogni giovedì ci si diverte con la caccia al tesoro “Alla ricerca della ciorciola d’oro”, dove il tesoro è un frutto della natura; il venerdì è la “Giornata del boscaiolo”, con i bimbi impegnati a raccogliere i legni, a spostarli nel bosco con la teleferica e a costruire la baita dei loro sogni; sabato mattina ci si diverte a trovare gli indizi della “Caccia al Tesoro”. A Cermislandia, poi, si impara a fare il pane come una volta e si incontrano gli animali della Fattoria del Paion, a quota 2.240 metri.

EVENTI ALPE CERMIS AGOSTO GUSTIAMOCIELO Giornata all’insegna del gusto Trentino

SETTEMBRE II EDIZIONE CERMIS VERTICAL RUN Circuito La Sportiva Vertical Trophy Doss dei Laresi 11 settembre ore 9.00 ___ DESMONTEGADA Cavalese 11 settembre

Crediti: Ronny Kiaulehn

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Musica della natura

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vola sentieri tematici,

da Pampeago si

verso un rifugio creativo e una fattoria www.latemar.it - www.latemarium.com

Il rifugio Agnello, raggiungibile con la seggiovia Agnello di Pampeago, è un’oasi per le famiglie che desiderano esperienze autentiche, come quelle di coccolare gli animali da fattoria, lavorare la lana cotta (il martedì), di scoprire i misteri del clima con l’attività Meteo Lab che insegna a fiutare i cambiamenti meterologici (il mercoledì) o di diventare un piccolo chef di montagna (il giovedì). Il Rifugio Agnello, inoltre, si affaccia sul Parco d’Arte RespirArt, dove

i bambini incontrano installazioni-gioco ispirate alle opere d’arte create ogni estate da artisti di fama internazionale. Fra i giochi dedicati ai bambini, il telefono senza fili, il labirinto e le finestre colorate. Qui, ogni venerdì, si libera la fantasia con l’escursione creativa “Io artista in quota”. A Malga Pampeago, ogni martedì pomeriggio i bimbi trascorrono “Un giorno da fattore”, prendendosi cura di vitellini, asinelli e maiali. È in attesa del ritorno delle


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EVENTI A PAMPEAGO

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Giovedì 14.07 ore 14.30: Pietro Deiro Duo “Ciak si gira”, speciale colonne sonore Giovedì 21.07 ore 14.30: Carlos Gardel Trio “Musica e voce per il Patrimonio Unesco” Sabato 30.07 ore 9.30: RespirArt Day, festa e inaugurazione delle 6 installazioni d’arte Domenica 7.08 ore 8.30: La Tonda del Danilo, camminata per singoli e gruppi familiari. Giovedì 11.08 ore 14.30: Gianluca Campi “Il Campione sull’Alpe”, concerto fisarmonica Ven19/Sab20/Dom21.08: Sagra di S. Bartolomeo, musica, ballo e gastronomia. Giovedì 25.08 ore 14.30: Il meglio del Georg Gershwin Eva Emingerova Quartet, concerto jazz Giovedì 1.09 ore 14.30: YouToo Brass Quintet “L’eco degli ottoni” Domenica 18.09: V° Trofeo Passo Pampeago, cronoscalata Tesero – Passo Pampeago. Ogni mercoledì dal 6 luglio al 31 agosto dalle 14.30: “Non chiamatemi… il Krampus” alla scoperta dell’Om Selvadech.

mucche dal pascolo, si possono degustare latte fresco, pane e marmellata. Il mercoledì pomeriggio da Pampeago parte un’escursione avventurosa alla ricerca dell’Om Selvadech. Latemar.ium è un regno di scoperte. Proprio così: il nuovo sentiero tematico Latemar.Meteo, il rinnovato Sentiero Geologico del Doss Capel, 2 splendidi punti

panoramici grazie ai quali si può spaziare con la vista quasi all’infinito e molto altro. Il Latemar.Discover Tour parte dall’arrivo della seggiovia Agnello, raggiungibile da Pampeago, in direzione di località Tresca, proseguendo verso Passo Feudo per poi arrivare alla fine del tour presso la stazione a monte della seggiovia Latemar, con la quale scendendo si tornerà al parcheggio di Pampeago. Un tour fatto di tante interessanti scoperte al cospetto del Latemar, percorribile da tutti su comodi sentieri, con un dislivello di circa 80m e tanti rifugi per una pausa golosa.

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vola

da Predazzo si sulla MontagnAnimata del Latemar

www.montagnanimata.it

Gli impianti di risalita Predazzo-Gardoné conducono alla MontagnAnimata del Latemar dove, giocando, si esplorano la Foresta dei Draghi, il Sentiero del Pastore Distratto, i giochi interattivi del Difr e un curioso apiario. Raggiungendo con la seggiovia il Rifugio Passo Feudo, si gioca nel Giardino storto del Dahú e si esplora il sentiero geologico Geotrail del Dos Capèl. Qui ogni stazione guida nella storia del mondo fino a 240 milioni di anni fa. Camminando e immaginando sembra di attraversare la spiaggia sabbiosa di un atollo tropicale o di assistere a un’eruzione vulcanica. Undici postazioni tematiche raccontano le

Dolomiti dal vero. Basta lasciarsi guidare dalle illustrazioni dell’artista portoghese Bernardo Carvalho, ma anche dal nuovo Giocolibro, con il kit da piccolo ricercatore. Nella MontagnAnimata si incontrano animatori, scrittori, artigiani, artisti, creativi, professionisti che lavorano assieme con entusiasmo per trasmettere, con il gioco e il divertimento, i valori veri della montagna. Sul Latemar le proposte per imparare, esplorare e immergersi in un mondo da fiaba, sono molteplici. I sentieri tematici, gli spettacoli itineranti, i giocolibri, la possibilità di parlare e interagire con i personaggi fantastici che popolano questi monti, tra-


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EVENTO LATEMAR MontagnAnimata Settimana della CLOWNERIE 24-29 luglio 2016

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EVENTI LATEMAR

MontagnAnimata Ogni settimana spettacoli in quota con: Nikolaus Drache - il dragologo, Otto il Bassotto, Pino Costalunga, il Professor Pròpolis, Gea la geologa del Triassico, Pantomime Thai Mute, Simone Frasca e Luigi Ciotta.

dal 24 al 29 luglio

SETTIMANA DELLA

CLOWNERIE:

DOMENICA 24 luglio

Ore 11.00 e ore 14.45 in località Gardonè Spettacolo:

“BENTORNATO PROF. DRACHE!” con Nicola Sordo

Certo non è il classico docente universitario. Non ama stare in classe, né andare in giro con gessetti e penne rosse! Si sente a suo agio solo in mezzo alla natura.

Ore 11.00 in località Gardonè Spettacolo:

“THE T.N.T SHOW”

di Las Cossas Nostras, con Kiki Vita

Mr. Vita sembra vivere in un cartone animato. Con le sue gag comiche e numeri incredibili di giocoleria ci presenterà la sua ultima invenzione, “La bomba”! Ore 14.30 in lociltà Gardonè

Laboratorio in quota con Claudio Madia

2016

mme

Predazzo Val di Fie

RE

6 GIORNI DA RIDE

Mercoledì 27 luglio

sformano una giornata trascorsa sulla MontagnAnimata in un sogno ad occhi aperti nel mondo della fantasia. Ogni giorno sono in programma spettacoli sempre diversi e sorprendenti. Dal Rifugio Passo Feudo si accede anche al sentiero tematico Latemar.Panorama. Lungo il cammino si incontrano istallazioni che circondano le vette del Latemar. Osservandole si scoprono le storie della roccia, del legno, degli animali e delle leggende che popolano queste cime “Patrimonio Naturale Unesco dell’Umanità”. Il sentiero Latemar.Panorama, adatto a bambini in età scolare, se percorso tutto, porta a una spettacolare piattaforma panoramica.

LATEMAR LUNEDì 25 LUGLIO Ore 11.00 in località Gardonè Spettacolo:

“SWEET DREAMS” con Luigi Ciotta

“È arrivato, è arrivato lo zucchero filato!” Due ruote e un carretto che sembra uscito dalle fiabe, una musica dolce e un venditore giocoso. È la dolcezza del circo! Ore 14.30 in lociltà Gardonè

Laboratorio in quota con Claudio Madia

MARTEDì 26 LUGLIO Ore 11.00 in località Gardonè Spettacolo:

“MAPLE”

di Las Cossas Nostras, con Amelia Cadwallader

Maple Staplegun è scappata dall'ufficio. Armata di hula hoop e strumenti di lavoro, si presenta con piglio eccentrico per mostrare che non tutto è ciò che sembra! Ore 14.30 in lociltà Gardonè

Laboratorio in quota con Claudio Madia

GIOVEDì 28 luglio

VENERDì 29 LUGLIO

Ore 11.00 in località Gardonè Spettacolo:

Ore 11.00 e ore 14.45 in località Gardonè Laboratorio in quota:

di e con Compagnia Omphaloz

con Tommaso Brunelli

“CLOWN CABARET”

Equilibrismo

Quando la meraviglia del teatro incontra il circo è come prendere la scossa. Una miscela esplosiva di cabaret, acrobatica, giocoleria e pantomima vissuta in coppia!

Impariamo le tecniche dell'equilibrismo con monocicli, trampoli, rulli e rola bola.

Ore 14.30 in lociltà Gardonè

Laboratorio in quota con Claudio Madia


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FIEMME

a Bellamonte

c’è la tana degli

www.bellamonteski.it

gnomi

Il Giro d’Ali salta un giro. Il parco divertimenti in quota di Bellamonte, dove si vola a pelo d’acqua, resterà chiuso durante l’estate 2016 causa lavori per la costruzione della nuova telecabina. Dal 2017 sarà possibile raggiungerlo agevolmente grazie al modernissimo impianto di risalita che sostituirà le seggiovie Castelir-Fassane e Fassane-Morea. Ma il divertimento continua con gli animatori della Tana degli Gnomi che hanno trasferito il quartier generale in paese, nel Centro Servizi Polifunzionale di Bellamonte. Dall’11 giugno al 3 settembre, tante attività quotidiane spalancheranno sorrisi e sguardi di stupore. Oltre ai giochi creativi Lego Academy (lunedì e sabato), sono previste avventure nel bosco. Se il mercoledì mattina si avanza a passo lento fra gli alberi, il mercoledì sera si diventa cacciatori di stelle, camminando nella natura sotto la volta celeste. Il giovedì si impara a costruire un campo base nella natura, montando le tende, costruendo panche e sostegni con il solo utilizzo di corde. Il venerdì si impara a orientarsi nel bosco e a costruire una bussola. Strumento che si rivela indispensabile ogni sabato, quando, sapendolo utilizzare, si può trovare un tesoro. E gli gnomi? Gli gnomi si possono avvistare solo di domenica pomeriggio, quando finalmente sono liberi di oziare nel bosco. È obbligatoria la prenotazione alle attività: cell. 335 5956840 - infotanadeglignomi@gmail.com I possessori della Trentino&FiemmE-montion Guest Card devono prenotare le attività del sabato mattina e della domenica pomeriggio al centro prenotazioni 331 9241567. @Fotolia: dehweh


CABINOVIA 10 POSTI CASTELIR - FASSANE - MOREA

- TELEMIX LANER

(SEGGIOVIA E CABINOVIA IN UN UNICO IMPIANTO)

- PISTA DA SLITTINO - RIFUGIO OBERHOLZ

www.visitfiemme.it


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FASSA

UN’ESTATE A GRANDI PASSI,

e l o r a p e a c i s u m a tr

Si va in montagna per essere liberi… per sbizzarrirsi una buona volta e immagazzinare nuove energie”, diceva l’alpinista fassano Tita Piaz, passato alla storia come diavolo delle Dolomiti. Ispirata dal pensiero di uno dei suoi figli più illustri, la Val di Fassa quest’estate offre molte occasioni di trekking, per conoscere sentieri e orizzonti affascinanti, aggiungendo pure un’interessante scopo alla meta. Sono ben tre, infatti, le rassegne che arricchiscono le escursioni di significato, per ricaricare corpo e spirito (gli appuntamenti prevedono il recupero a valle in caso di maltempo). La novità dell’estate, ideata dall’Apt di Fassa, è rappresentata dai “Racconti dalle Dolomiti”: tre straordinari incontri con esperti e protagonisti del nostro tempo per approfondire argomenti d’attualità in luoghi speciali della valle. La singolare formula della rassegna prevede che le località degli eventi si possano raggiungere in compagnia degli ospiti, per scambiare qualche parola con loro durante il cammino e preparasi meglio all’ascolto.

Così il 22 luglio (ore 13), sui prati del Rifugio Roda di Vael (Vigo), si discute de “La tutela del territorio, dalle parole alle iniziative”, con Erri De Luca, scrittore e alpinista sensibile ai temi ambientali, e Marcella Morandini, direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco. Il 28 luglio (ore 13), invece, sulle verdi distese del Rifugio Fuciade (Soraga), si parla di “Cibo e territorio: la cultura dell’eccellenza gastronomica contro lo spreco”, con Andrea Segrè, guru delle iniziative internazionali contro lo sperpero alimentare, Riccardo Felicetti, a.d. del Pastificio Felicetti e presidente del gruppo Pasta-Aidepi, e Sergio Rossi, chef del Fuciade e autore di libri di cucina. Mentre il 5 agosto (ore 13), accanto al Rifugio La Rezila (Moena), “Le Dolomiti sullo schermo, dal documentario al film” è il tema affrontato da Piero Badaloni, giornalista, scrittore e autore di un ciclo di documentari sulle Dolomiti trasmessi dalla Rai, e Stefano Lodovichi, regista del film di successo “In fondo al bosco”, girato in Val di Fassa nel 2015.


FASSA

Dalla nuova rassegna “Racconti dalle Dolomiti” a quella storica de “I Suoni” passando per la più giovane “Panorama Music”, in Val di Fassa, tra luglio e agosto, ogni giorno c’è una buona ragione per salire in quota e raggiungere mete e spettacoli straordinari

Gli appassionati di musica possono contare sui palcoscenici naturali della Val di Fassa, che anche quest’anno fa il pieno di concerti dello storico festival, organizzato da Trentino Marketing con le Apt d’ambito, “I Suoni delle Dolomiti”: ben otto (su diciannove) performance all’aria aperta. L’ouverture dei “I Suoni” è affidata, il 2 luglio in Val San Nicolò (loc. Jonta, ore 13), al poliedrico Neri Marcorè che, assieme al Gnu Quartet, omaggia Fabrizio De Andrè, la chiusura invece, il 26 agosto al Ciampac di Alba (ore 13), all’effervescente Barcellona Gipsy Balkan Orchestra. In mezzo, tra il resto, il 16 luglio sul Col Margherita (ore 6), le suggestioni nordiche di Mari Boine sono protagoniste all’Alba delle Dolomiti, mentre il 3 agosto in Val Duron (Rifugio Micheluzzi, ore 13) va in scena l’evento più atteso de “I Suoni” 2016: il concerto al pia-

noforte di Stefano Bollani. Ma le note, nella valle ladina, non smettono mai di fare da colonna sonora: torna dopo l’ottimo riscontro dell’estate scorsa “Val di Fassa Panorama Music” con un programma di quindici spettacoli, ogni martedì e giovedì dal 7 luglio all’1 settembre. La rassegna, promossa dalle locali società d’impianti a fune, invita a raggiungere punti panoramici in quota per ascoltare canzoni d’autore, musica classica, jazz, pop-rock e pure gipsy-swing. L’estate fassana, poi, è fitta d’altre iniziative per appassionati di sport e natura, bambini e famiglie. Tra gli appuntamenti sportivi più importanti: Sellaronda Bike Day il 19 giugno, Supernduro mtb il 26 giugno a Canazei, ACF Fiorentina in ritiro dal 9 al 24

luglio a Moena, Vertical Kilometer e Dolomites Skyrace 15 e 17 luglio a Canazei, Val di Fassa Bike l’11 settembre a Moena. Tra i tanti eventi legati a cultura e tradizioni ladine da non perdere: “Te anter i Tobiè”, dall’8 al 10 luglio a Canazei, “Festa ta Mont”, dal 5 al 7 agosto in Val S. Nicolò, “Festa di Turchia” il 21 agosto a Moena, la “Gran Festa d d’Istà” dall’8 all’11 settembre a Canazei e, infine, il festival gastronomico “Fassa Fuori Menù” , tra luglio e settembre in diverse località della valle.

Azienda per il Turismo della Val di Fassa Stèda Roma, 36 Tel. +39 0462 609500 info@fassa.com www.fassa.com

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CENTRO ACQUATICO DELLA VAL DI FASSA

Dòlaondes: un universo d’acqua e vapore Tecnologia, materiali biologici e colore per lo spettacolare centro acquatico di Canazei che si conferma il nuovo atout dell’accoglienza fassana Il protagonista del centro acquatico è il luogo, nel cuore delle Dolomiti ladine, che offre una vista incomparabile verso un territorio ancora capace di suscitare emozioni uniche. Quattro le aree tematiche collegate tra loro e disposte su una complessiva area di 2.400 mq:

EGHESWELLNESS WATER&FUN Cinque vasche con vista mozzafiato sulle montagne S’impone sull’ambiente circostante la scenografica vasca semiolimpionica, mentre per esclusività e forma spicca la piscina “Fun” adibita appunto al divertimento con air-bubbles, nuoto controcorrente, nonché quattro lettini idromassaggio per rilassarsi e togliersi di dosso la stanchezza. Massimo dell’emozione per i bambini da 0 a 3 anni, con la vasca “Kids”, e per finire l’indispensabile la vasca che accoglie l’arrivo di uno scivolo che si snoda anche all’esterno della struttura per regalare discese rocambolesche di 111 metri. Chicca del centro acquatico la piscina esterna, godibile in tutte le stagioni.

Il menù del benessere che trae spunto dall’antica filosofia della bioclimatologia delle termae romane Lunga tradizione per la Spa di Dòlaondes che mediante i benefici apportati dall’aqua offre Calidarium, Idromassaggio, Laconicum, Tepidarium e il Frigidarium. Aromarium, Thalasso, Cammomilla Grotta, per stimolare la circolazione sanguinea e favorire l’eliminazione delle tossine, e infine la sauna Filandese. Elegante e accogliente la zona relax in cui troverete docce tropicali, nebulizzatori alla menta e al maracuja e molto altro.

SPORTS&FITNESS Personal trainer e istruttori qualificati al vostro servizio Per migliorare la forma fisica è a disposizione una palestra attrezzata con macchinari d’ultima generazione.

EAT&DRINK Per uno snack veloce o per gustare un piatto salutare Numerose le proposte per gustare un piatto veloce o un salutare drink con la possibilità di accedere gratuitamente al servizio WIFI. Info: Dòlaondes Canazei – Tel. 0462 601348 – Fax: 0462 601507 – www.dolaondes.it – info@dolaondes.it


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i o d r o P s Sas

la Terrazza delle Dolomiti Paesaggio scolpito nella roccia

Cenge e stratificazioni permisero, anche se con grande difficoltà, a pionieri e scalatori di scoprire le vie di accesso alla vetta. Oggigiorno grazie alla funivia che dal Passo Pordoi in pochi minuti conduce in vetta a 2950 m di quota, è divenuta accessibile a tutti. Grandiosa la vista che raccoglie in un abbraccio gioielli drammaticamente scheggiati e unici per composizione. Dall’imponente muraglia della Regina delle Dolomiti, la Marmolda, al Catinaccio chiamato anche Rosengarten “giardino delle rose”, dalla conca d’Ampezzo fino alle pareti strapiombanti dell’Ortles e le suggestive Alpi svizzere e austriache. Un panorama che difficilmente scorderete. Nell’area sono presenti numerose vie attrezzate ed escursioni. Da non perdere una sosta golosa sulla terrazza panoramica del rifugio Maria, che offre una vasta scelta di piatti tipici.

Aperto dal 14 maggio al 23 ottobre 2016. Tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00. Funivia Sass Pordoi Tel. 0462.601130 Rifugio Maria Tel. 0462 601178

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CENTRO ESCURSIONI CATINACCIO ROSENGARTEN Un viaggio nella natura

Siamo al Ciampedie, uno dei principali gruppi dolomitici patrimonio UNESCO. Una balconata panoramica sulla Val di Fassa e sulle Dolomiti raggiungibile in 5 min. con la funivia da Vigo di Fassa o in 45 min. con le seggiovie da Pera di Fassa. All’arrivo degli impianti si trovano sei rifugi, con terrazze panoramiche e gustosi menù della cucina tradizionale. Le opportunità di svago e attività sono numerose: sentieri facili da percorrere anche con il passeggino, escursioni lunghe, trekking di più giorni, vie ferrate, vie di arrampicata. In tutto il gruppo ci sono oltre venti rifugi e in alcuni è possibile anche pernottare. All’arrivo della funivia si trova un grande parco giochi con servizio di animazione e custodia, curato da personale qualificato. Al Ciampedie si trova anche il percorso FLY LINE Catinaccio Rosengarten, una novità esclusiva in Trentino realizzata nel 2015. Un percorso aereo nel bosco, da Ciampedie a Pian Pecei, lungo 1100 metri, sospeso in aria. La discesa si effettua con un carrello a velocità controllata seduti in una comoda imbragatura. Un percorso adatto a qualsiasi

età. Una volta partiti, bisogna solo godersi sei minuti di discesa sospesi nel bosco. Da Pian Pecei è possibile tornare al punto di partenza con la seggiovia per un’altra inebriante discesa oppure intraprendere il Sentiero delle Leggende. Al Ciampedie trovate anche dei sentieri tematici: » Te coa de la Schieràtola (nella tana dello scoiattolo): comoda e facile passeggiata di 45 minuti, adatta a tutti, attorno all’altopiano del Ciampedie. Lungo il percorso si trovano 8 tabelle dipinte a mano con testi descrittivi dell’habitat e delle abitudini di questo simpatico animaletto. » il Sentiero della Foresta, lungo il sentiero nr. 540 Ciampedie-Gardeccia. Il sentiero è facile, percorribile anche spingendo il passeggino (con ruote grosse!), con pannelli didattico/informativi sulla natura di alta montagna; » il Sentiero delle Leggende, la strada forestale da Pian Pecei a Gardeccia, dove si trovano i riassunti di alcune leggende ambientate nel Catinaccio Rosengarten e legate alla tradizione ladina.


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programma VIVI LA MONTAGNA dal 20/06 all’11/09 È un programma settimanale di escursioni accompagnate gratuite in quota con partenza dal Ciampedie (impianti di risalita a pagamento). Lunedì e mercoledì: Nordic Walking/trekking. Lunedì ore 10.00, apprendimento della tecnica. Mercoledì ore 9.45 mettiamo in pratica l’apprendimento con una facile gita lungo il Sentiero della Foresta che porta in località Gardeccia. Martedì ore 10.00: Te coa de la Schieràtola (nella tana dello scoiattolo). Facile gita di 2 ore circa, adatta a tutti dove conosceremo il bosco e le sue piante ed entreremo proprio nell’habitat degli scoiattoli.

Giovedì ore 9.45: Geologia e Leggende: seguendo il Sentiero della Foresta ci dirigiamo verso il Gardeccia immergendoci nelle leggende e nel processo che nei secoli ha plasmato queste montagne. Domenica ore 9.00: Sapori e Sapere, incontriamo la marmotta. Gita un po’ lunga nei tempi di percorrenza ma di facile camminata. Ci dirigiamo verso Malga Vael. Ci inoltriamo nella storia della valle, ripercorrendo le tappe della vita rurale prima dell’ avvento del turismo. A piacere anche una degustazione di prodotti tipici. Sulla via del ritorno, valicheremo i molteplici scavi sotterranei delle marmotte, ascolteremo i richiami delle sentinelle e probabilmente le potremo vedere mentre giocano o prendono il sole.

2016:

Periodi e orari apertura Funivia Vigo-Ciampedie: dal 05/06/2016 al 02/10/2016 Orario 8.30-13.00/14.00-18.00 (18.30 nel mese di agosto). Seggiovie da Pera di Fassa: dal 19/06/2016 al 11/09/2016 Orario 8.10-12.15/14.00-17.15 (17.45 nel mese di agosto). Fly Line Catinaccio Rosengarten: dal 19/06/2016 al 11/09/2016 Info: Catinaccio Impianti a Fune S.p.A. Strada de Col de Mè, 10 38039 Vigo di Fassa Tel. 0462 763242 www.catinacciodolomiti.it www.valdifassalift.it FB Val di Fassa Lift

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BUFFAURE


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AVVENTURA, SPORT E MUSICA TRA VETTE E BOSCHI Il Buffaure è un luogo magico: una conca di montagne fiabesche che offrono un nutrito calendario d’attività. I SENTIERI TEMATICI Al Buffaure si possono visitare i rinnovati percorsi tematici, adatti a famiglie, adulti e bambini. Sentieri a carattere ludico, ma anche culturale e didattico, legati alle tradizioni, alla geologia ed alla natura. Il Sentiero Incantato è suddiviso in 7 tappe, ognuna delle quali fa scoprire e rivivere le tradizioni rituali e culturali Ladine, con l’aiuto di un giocolibro e di tabelle esplicative per gli adulti. A ogni tappa, i bambini possono affrontare delle prove di abilità a tema, assegnandosi un punteggio e alla fine del percorso, scoprire quanto sono stati coraggiosi. Nel giocolibro, i bambini scoprono tutte le informazioni culturali Ladine, relative a ogni tappa; gli adulti possono trovarle nelle bacheche, dove è affisso materiale informativo e fotografico fornito dal Museo Ladino della Val di Fassa. La durata del percorso a piedi è di circa 1 ora. La difficoltà del sentiero è facile. Un Bosco di Emozioni è un percorso faunistico a tappe, in cui si potranno conoscere gli animali che vivono nei boschi e sulle montagne della Val di Fassa e scoprirne interessanti curiosità. Il sentiero si sviluppa in prossimità del rifugio Buffaure e si presenta facile e percorribile da tutti: famiglie, bambini, nonni. STORIE BUFFE AL BUFFAURE

Il Giardino Geologico ideato per valorizzare le origini vulcaniche dell’area escursionistica del Buffaure. Attorno ai 230 milioni di anni fa si ebbe, infatti, la formazione di un importante edificio vulcanico in Val S. Nicolò, la cui attività portò alla fuoriuscita di una notevole quantità di lava e tufi, ricoprendo così le scogliere marine e riempiendo i bacini marini. Fenomeno importante che ha portato alla formazione delle catene montuose del Colac-Buffaure, dei Monzoni e del Padon, dove affiorano scure rocce vulcaniche in netto contrasto con le chiare rocce dolomitiche. Il Giardino Alpino del Buffaure una delle più belle oasi fiorite delle Dolomiti, è raggiungibile da Pozza con la cabinovia. Grazie ad un’ottima esposizione al sole e alle proprietà naturali del terreno, è possibile ammirare coloratissime varietà vegetali. Oltre a sassifraghe, rododendri, genziane, negritelle, stelle alpine e tanti altri boccioli, qui crescono orchidee spontanee dai toni delicati, come la “Gimnadenia delle zanzare” (chiamata così per la forma) dall’intenso color rosa e la più rara “Orchidea Globosa”, anch’essa rosa. Dal 20 giugno al 9 settembre è possibile percorrere i sentieri anche con gli accompagnatori (programma a parte). Informazioni e iscrizioni entro le ore 18:00 del giorno precedente c/o uffici APT.

Spettacolo itinerante Domenica 24 luglio e domenica 21 agosto dalle ore 10.00 Il Buffaure si trasforma in teatro. Fatevi accompagnare, da una guida speciale, a incontrare personaggi del passato, della fantasia e del mondo degli animali. Potrete sentire la voce degli alberi, capirete la lingua degli asini e ascolterete parlare uomini antichi o addirittura ancora non nati! Per voi, tempo e spazio sfumeranno leggeri, tra racconti magici e canzoni...

HIKE & BIKE

Una giornata senza auto con partenza da Alba di Canazei e Pozza di Fassa. Alla scoperta del Territorio dolomitico spostandosi a piedi, in bicicletta lungo la ciclabile e con gli impianti di risalita utilizzando un unico Passaporto per le Dolomiti! Una giornata all’insegna del movimento e a contatto con la natura.

VAL DI FASSA PANORAMA MUSIC 2016 CANZONE D’AUTORE POP ROCK Giovedì 14 Luglio Martedì 23 agosto ore 13 CAJA GRIMAZ CONTAMINATION E LORIS VESCOVO LIVE

INFO: il Buffaure è raggiungibile da Pozza di Fassa con la cabinovia, e proseguendo con la seggiovia si può godere del punto panoramico al Col de Valvacin. Non mancano i rifugi a gestione famigliare che accolgono con i piatti tipici della tradizione ladina. Aperto dal 19 giugno al 18 settembre. funiviebuffaure@tin.it – tel. 0462.764085

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ALPE DI LUSIA

Vivere la natura

A pochi minuti da Moena, merita una visita l’Alpe di Lusia, non solo per l’incantevole paesaggio da cui è circondata, ma soprattutto per l’intreccio di storie, leggende e divertenti attività che offre questo luogo fatato. Una moderna telecabina collega la partenza degli impianti in località Ronchi con lo Chalet Valbona (1820 m), fino a raggiungere il punto panoramico Le Cune (2200 m). Da qui si diramano diversi itinerari per tutti i gusti e tutti i tipi di gambe. Gli amanti del trekking non possono perdere l’escursione ai Laghi di Lusia, nel Parco Naturale di Paneveggio, da cui si può proseguire verso Cima Bocche, importante scenario della Grande Guerra, dove è possibile osservare tuttora i resti di trincee e gallerie. Sentieri didattici per grandi e piccini
 Passeggiare immersi nella natura in un modo piacevole e stimolante soprattutto per i bambini: con questo proposito sono stati pensati i due sentieri didattici all’Alpe Lusia. Camminare in montagna, in completa libertà e sicurezza, non è mai stato così bello! Il Sentiero Natura è una comoda passeggiata che, con la sua lunghezza di 2.5 km, col-

lega Chalet Valbona al Rifugio Larezila per poi arrivare alla splendida oasi naturale di Colvere. Qui il bosco diventa il protagonista indiscusso, con i suoi segreti e le sue curiosità che si scoprono via via nei pannelli didattici collocati lungo il percorso. Salendo più in quota con la telecabina, invece, si può imboccare il Sentiero degli Animali: un comodo percorso tutto in discesa che porta da Le Cune a Valbona, percorribile anche con i passeggini. Passando per boschi e prati fioriti, attraverso il regno delle marmotte, si trovano simpatici indovinelli da risolvere e addirittura qualche animale nascosto tra gli alberi. I bambini che lo richiedono, possono acquistare alla partenza degli impianti un kit di esplorazione contenente dei libri-gioco che propongono diverse attività per rendere l’escursione ancora più divertente!


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In rifugio tra relax e gusto Un posto tranquillo, immerso nella natura e comodo da raggiungere… Chalet Valbona è davvero il luogo ideale per chi vuole concedersi una piacevole pausa e far felici i più piccoli! Nel giardino esterno troviamo un parco giochi dotato di slackline, ponti tibetani e teleferica, oltre a un mini zoo dove si può familiarizzare con galline, asini, caprette e pecore. Tutti i pomeriggi, dal lunedì al sabato, vengono proposti divertenti laboratori per avvicinare i bambini alla natura e alle tradizioni. E, si sa, dopo una camminata non c’è niente di meglio che sedersi in terrazza davanti a un bel piatto fumante e godersi il panorama. Chalet Valbona, bar e self service, propone una ricca scelta di pietanze della tradizione trentina e non solo, per soddisfare tutti i gusti e le esigenze dei propri clienti. Ma sono tanti i posti dove poter fare una pausa e assaporare piatti tipici della valle come, ad esempio, il Rifugio Larezila, il Rifugio Lusia, Ciamp dele Strie e Malga Pozza. Info: apertura da 19 giugno al 18 settembre dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Impianti Funiviari Lusia I Ronc, 4 – Moena Tel. 0462.573207 www.skiareaalpelusia.it moena@skiareaalpelusia.it

Avventure su due ruote L’Alpe di Lusia offre la possibilità agli appassionati di mountain bike di esplorare appassionanti percorsi di diverse difficoltà che si diramano tra boschi, pascoli e strade sterrate. Per raggiungere Le Cune si può scegliere se utilizzare la cabinovia oppure se intraprendere una ripida salita di 6 km e 1000 m di dislivello che ripercorre la parte più impegnativa e tecnica della “Val di Fassa Bike”, gara internazionale di mountain bike. Da qui si scende in picchiata verso il Passo Lusia, proseguendo fino a Malga Bocche, nel cuore del Parco Naturale di Paneveggio, al cospetto delle Pale di San Martino, da dove si può imboccare un impegnativo single track che porta al lago di Paneveggio attraverso la “foresta dei violini” e passando per Predazzo, rientrare a Moena. Se siete curiosi, avete voglia di sperimentare e vi piace la velocità, è d’obbligo fare un giro con i Gravity Scooter. L’Alpe Lusia è il primo posto in Val di Fassa dove è possibile provare una discesa a bordo di questi curiosi mezzi. I Gravity Scooter non sono altro che dei monopattini giganti da montagna: non hanno pedali e si servono della forza di gravità per funzionare. Non bisogna per forza essere dei bikers esperti per manovrarli, anche i bambini sopra i 10 anni di età possono provare questa esperienza ricca di adrenalina e divertimento.

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summerTime

San Pellegrino

Anche d’estate la Ski Area San Pellegrino ha molto da offrire a chi vuole fare il pieno di natura, relax, sport e avventura con una vacanza rigenerante nel cuore delle Dolomiti, meraviglioso Patrimonio UNESCO. Le località di Falcade e Passo San Pellegrino, situate tra i 1000 e i 2500 metri sopra il livello del mare, sono il punto di partenza di numerose passeggiate, escursioni in quota, sentieri geologici, vie ferrate, percorsi per la bicicletta o la mountain bike, tante proposte che portano alla scoperta delle bellissime vette circostanti: il Gruppo del Focobon, le Cime dell’Auta, le Pale di San Martino, il Col Margherita e le Creste di Costabella, mentre il Monte Civetta e la Marmolada, con il famoso museo della Grande Guerra, sono raggiungibili in pochi minuti di macchina. I bambini possono trascorrere divertenti giornate all’aria aperta tra prati, ruscelli, laghetti alpini, percorsi tematici, parchi gioco e malghe dove assistere alla lavorazione del latte e incontrare gli animali al pascolo, mentre i numerosi rifugi della valle offrono tutto il meglio delle specialità tipiche di montagna.

Il Giardino delle Formiche Facilmente raggiungibile con la nuova cabinovia 8 posti Falcade-Le Buse, Il Giardino delle Formiche è un emozionante sentiero tematico a quasi 2.000 metri di altezza, impreziosito da stupende immagini e didascalie che descrivono la vita della Formica Rufa, mostrando da vicino i suoi grandi e complessi formicai, vere opere di ingegneria animale. Il percorso si snoda tra scorci mozzafiato sulla piana di Falcade e il fascino senza tempo delle Dolomiti. Un’occasione speciale per conoscere anche tanti altri animali del bosco e la flora alpina del luogo. Difficoltà: facile. Durata: 30 minuti.

@Fotolia: Anterovium


FASSA

I SENTIERI DELLA GRANDE GUERRA Le escursioni che partono dall’arrivo della seggiovia Costabella e dalla stazione a monte della funivia Col Margherita ripercorrono le tracce della Grande Guerra e dei cruenti scontri tra l’esercito italiano e le truppe austro-ungariche nella valle del Passo San Pellegrino. Sulle Creste del Costabella e sull’Alta via dei Monzoni come anche su Cima Bocche e Cima Juribrutto si combatté ininterrottamente da maggio 1915 a novembre 1917. Questi terribili campi di battaglia costituiscono oggi uno straordinario museo a cielo aperto visitabile da tutti con caverne, trincee, fortini, postazioni militari e numerosi altri reperti ancora ben conservati.

Parco Geologico Panorama da sogno per chi sale a piedi o in funivia sul Col Margherita. La vetta più alta della Ski Area San Pellegrino (2514 metri) è una straordinaria terrazza naturale che consente di ammirare la sottostante vallata del San Pellegrino e le principali cime dolomitiche portando lo sguardo fino alle Prealpi Venete e ai lontani ghiacciai

dello Stelvio. In cima al Col Margherita sono presenti due “balconi panoramici” attrezzati con panchine, puntatori e pannelli informativi sulle vette circostanti e la loro descrizione geologica. Il primo guarda verso nord congiungendo in una sorta di abbraccio virtuale il Gruppo del Latemar alla Marmolada, mentre l’altro è rivolto verso sud in direzione delle Pale di San Martino e della Catena del Lagorai.

Dove si allenano i Campioni La Ski Area San Pellegrino è uno dei luoghi preferiti dai professionisti dello sport internazionale. Tra questi, Vincenzo Nibali, il re del Giro d’Italia 2016, merita senz’altro un posto d’onore visto che da molti anni sceglie le Dolomiti della Val di Fassa per rifinire la sua condizione in vista del Tour de France e della seconda parte della stagione. Dal 12 al 25 giugno 2016 lo Squalo farà base al Rifugio Flora Alpina, in località Valfredda, con il suo preparatore e alcuni compagni di squadra. Per lui, come per tutti gli appassionati delle due ruote, la garanzia di potersi allenare su alcune tra le più esigenti salite dolomitiche e allo stesso tempo riposare in un ambiente sereno, tranquillo e familiare.

Info: www.skiareasanpellegrino.it

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MUSEO LADINO DI FASSA Estate 2016 LUNEDÌ

MARTEDÌ dal 28 giugno al 30 agosto

VISITA GUIDATA AL MUSEO VIJITA VIDÈDA

Operatori esperti del Museo vi condurranno lungo il percorso che illustra la storia, la cultura e tradizioni dei Ladini della Val di Fassa, dalla preistoria ai giorni nostri. orario: 10.30 • tariffa speciale: € 5,00 (ingresso al museo e visita guidata)

CONTÌES

Racconti tradizionali della Val di Fassa Dove si ferma la realtà e dove inizia la fantasia? Scopriamolo insieme ascoltando le leggende della Val di Fassa e incontrando i loro misteriosi personaggi.

dal 27 giugno al 29 agosto tranne 15/08

APERITIVO AL MUSEO CON…

Per famiglie con bambini dai 4 ai 10 anni orario: 17.00 (durata ca. 1 ora) • tariffa: € 2,00

Un autore, un tema: arte, storia e tradizione. Un’occasione unica per incontrare scrittori e saggisti sorseggiando un ottimo vino trentino e gustando i salumi e formaggi delle aziende agricole locali. L’aperitivo è gentilmente offerto da: • Enoteca Valentini, Canazei / Pera di Fassa • Caseificio Sociale val di Fassa, Pera • Azienda agricola La Vaca Negra, Pozza di Fassa in collaborazione con La Strada dei Formaggi delle Dolomiti orario: 17.30 • tariffa: € 2,00 In omaggio 1 voucher per l’ingresso a tariffa ridotta al Museo Ladino

(vedi programma a parte)

MERCOLEDÌ dal 29 giugno al 31 agosto tutti i mercoledì

VADO AL MUSEO, VIENI CON ME! VAE TE MUSEO, GEI CON ME! ingresso alla tariffa speciale di € 1,00

il 13 luglio, 27 luglio, 10 agosto e 24 agosto

LE NOTTI AL MUSEO LADINO LA NETS TE MUSEO Una visita guidata al museo tutta da scoprire e con tante sorprese! orario: 21.00 • tariffa: € 5,00 (ingresso e visita guidata). Gratuito bambini fino a 14 anni.

VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA: 1914-1918 “LA GRAN VERA” La Grande Guerra: Galizia – Dolomiti a MOENA

Panoramica generale sull’argomento della Grande Guerra con la guida degli operatori dei Servizi Educativi del Museo Ladino. orario visita guidata: 16.30 Prenotazione obbligatoria presso il Museo Ladino (tel. 0462 760182) (max 20 persone per gruppo). Ritrovo presso il Teatro Navalge di Moena. tariffa: € 5,00 (ingresso e visita guidata) In omaggio 1 voucher per l’ingresso a tariffa ridotta al Museo Ladino


ISTITUT CULTURAL LADIN

MUSEO LADIN DE FASCIA

GIOVEDÌ

VENERDÌ

dal 30 giugno al 1 settembre

dal 1 luglio al 2 settembre

VISITA GUIDATA AL MUSEO VIJITA VIDÈDA

CHEL DAL FORMAI… LA CASEIFICAZIONE

Operatori esperti del Museo vi condurranno lungo il percorso che illustra la storia, la cultura e tradizioni dei Ladini della Val di Fassa, dalla preistoria ai giorni nostri. orario: 16.30 • tariffa speciale: € 5,00 (ingresso al museo e visita guidata)

Visite guidate con assaggio di prodotti caseari In collaborazione con il Caseificio Sociale Val di Fassa – Mèlga de Fascia Una gustosa visita guidata alla Sezione del Museo situata presso il Caseificio per scoprire i segreti della lavorazione del burro e del formaggio con le attrezzature di un tempo e confrontarle con le tecniche moderne del Caseificio. orario: 9.30 Prenotazione obbligatoria presso il Museo Ladino (tel. 0462 760182) entro le ore 9.00 (max 25 persone). Ritrovo presso il Caseificio Sociale a Pera di Fassa. tariffa: € 3,00 In omaggio 1 voucher per l’ingresso a tariffa ridotta al Museo Ladino.

Museo Ladino Sezioni sul territorio. Oltre alla sede centrale, il Museo comprende alcune Sezioni locali nei vari paesi della valle situate in strutture di interesse etnografico e culturale. Ai partecipanti alle visite guidate verrà offerto un buono per l’ingresso al Museo a tariffa ridotta. Sede centrale Sèn Jan / loc. San Giovanni – Vich / Vigo di Fassa tel. 0462 760182 – museo@istladin.net – www.istladin.net Orario dal 10 giugno al 10 settembre aperto tutti i giorni 10.00-12.30 e 15.00-19.00 Tariffe Biglietto intero € 5,00 – Biglietto ridotto € 3,00

La Sia La Segheria

Penia (Canazei) str. de Ciamp Trujan Visita guidata gratuita ogni martedì alle ore 10.00. Orario dal 10 giugno al 10 settembre 10.00-12.00 e 15.00-19.00. Chiuso la domenica. Ingresso gratuito.

L Molin Il Mulino

Pera (Pozza) str. Jumela, 18 Visita guidata gratuita dal lunedì al mercoledì alle ore 10.30 giovedì e venerdì alle ore 16.00 Orario dal 10 giugno al 10 settembre 10.00-12.00 e 15.00-19.00. Chiuso la domenica. Ingresso gratuito.

L Malghier La caseificazione

Pera (Pozza) str. Dolomites, 233 Visite guidate con assaggio venerdì alle ore 9.30 (vedi attività settimanali) Orario dal 15 giugno al 15 settembre 8.30-12.30 e 16.00-19.00. Chiuso la domenica pomeriggio. Ingresso gratuito presso il punto vendita.


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MUSEI&MOSTRE

MUSEO GEOLOGICO DELLE DOLOMITI PREDAZZO Una porta sulle Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Unesco


MUSEI&MOSTRE

Nato nel 1899, il Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo si colloca a pieno titolo tra i più antichi della regione. È il risultato del fermento culturale e della forte attenzione riservata a questo territorio, fin dai primi anni dell’Ottocento, dal mondo della ricerca geologica internazionale. In quel periodo infatti, proprio a Predazzo, prendeva forma una nuova teoria sull’origine delle montagne. Oggi il museo racconta la storia delle Dolomiti di Fiemme e Fassa e il loro millenario rapporto con il territorio, con un approccio museologico contemporaneo. Grazie al nuovo progetto espositivo, che si articola su due piani e 600 mq complessivi, è stato possibile dare una collocazione adeguata alla collezione geologica del museo, costituita da un patrimonio di oltre 12.000 esemplari con campioni unici, di eccezionale valore. Tra questi, la più ricca collezione di fossili invertebrati delle scogliere medio-triassiche conservata in Italia. Oltre alle sale espositive, il museo offre ai visitatori una biblioteca scientifica specialistica che racchiude più di 8.000 documenti, e si espande sul

Info e prenotazioni: Tel. 0462 500366 | mail: museo.predazzo@muse.it

territorio con il “Sentiero geologico del Dos Capèl” che, ideato negli anni settanta, rappresenta il primo sentiero dedicato alla storia della Terra realizzato in Italia. Durante il periodo estivo, un ricco programma di appuntamenti dedicati a grandi e piccini offre la possibilità di approfondire, divertendosi, la geologia delle Dolomiti. Le proposte comprendono visite guidate interattive, uno sportello geologico, uscite sul territorio, conferenze a tema geologico, mostre temporanee ed eventi speciali. Tra questi, quest’anno spiccano l’inaugurazione, a fine giugno, della mostra Montagne in guerra: uomini, scienza, natura sul fronte dolomitico 1915 – 1917 che affronta da una prospettiva inconsueta, gli eventi legati al Primo conflitto mondiale; l’inaugurazione venerdì 29 luglio del nuovo allestimento del GeoTrail Dos Capel, 11 stazioni che conducono a ritroso nella storia del mondo, fino a 240 milioni di anni fa e infine, il 9 agosto, Appuntamenti in alto mare!: 20.000 leghe di fantasia, incontro con uno scienziato speciale per scoprire attraverso gli esperimenti e i racconti la scienza occulta in fiabe e leggende.

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MUSEI&MOSTRE

Il Palazzo della

Magnifica Comunità di Fiemme Nel centro storico di Cavalese si erge, grandioso, il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme una delle opere più rappresentative dell’intero panorama artistico trentino, simbolo delle millenarie tradizioni di autogoverno e autonomia della popolazione locale. Il palazzo, nato come sede del vicario vescovile, deputato a riscuotere le tasse e amministrare la giustizia, venne in seguito utilizzato anche come residenza estiva dagli stessi presuli trentini che s’impegnarono in importanti campagne di ampliamento ed abbellimento della struttura. Le più importanti furono quelle condotte da Bernardo Clesio (1514-1539) e Cristoforo Madruzzo (1539-1567) che, tra il 1537 e il 1540, diedero avvio ad un organico programma di rinnovamento dell’edificio coinvolgendo la bottega del vicentino Marcello Fogolino (1480 ca. - post 1548). Con la secolarizzazione del principato vescovile, il palazzo fu affidato al governo bavarese che, dal 1808, lo trasformò in carcere giudiziario. Nel 1850 l’edificio fu acquistato dalla Comunità Generale di Fiemme con l’intento di farne la propria sede istituzionale. Oggi la nobile residenza, riaperta al pubblico nel luglio 2012, è adibita a museo. La sua pinacoteca è costituita dai dipinti dei maggiori rappresentanti della Scuola pittorica

di Fiemme, attivi tra la metà del XVII secolo e la fine del XIX secolo. Sono inoltre accessibili le prigioni ottocentesche caratterizzate da innumerevoli incisioni che ci tramandano le memorie, e i pensieri, dei detenuti. Oltre alla collezione permanente, ogni anno, il museo propone delle interessanti mostre temporanee.

Una stagione ricca di iniziative L’evento più importante sarà la mostra “Un patrimonio di carta: i documenti di Fiemme tra storia e tutela”, che verrà inaugurata sabato 23 luglio, alle ore 17.30. Novità della stagione estiva ■  Due musei da scoprire... in una settimana 19-22 e 26-29 luglio / 9-12 e 23-26 agosto presso il Centro Arte Contemporanea di Cavalese. Dalle 9.00 alle 12.00. Attività e laboratori per bambini. 20-21 e 27-28 luglio / 10-11 e 24-25 agosto presso il Palazzo della Magnifica Comunità. Dalle 9.00 alle 12.00. Attività e laboratori per bambini. ■  Visita guidata al Museo casa Natale don Antonio Longo (presso Varena). Tutti i venerdì dal 01 luglio al 09 settembre 2016. Dalle ore 16.00 alle 17.00. Visita guidata con gli operatori museali del Palazzo della Magnifica Comunità.


MUSEI&MOSTRE

Svariate le attività per le famiglie, concerti, conferenze, degustazioni e visite tematiche sul territorio, finalizzate alla valorizzazione della valle Visita guidata alla Pieve di Cavalese. Lunedì 18 e 25 luglio, lunedì 08 e 22 agosto, lunedì 05 settembre. Ore 16.00. Visita guidata alla pieve di Santa Maria Assunta nel parco di Cavalese. ■  Visita guidata alla Biblioteca Muratori. Ogni sabato dal 02 luglio al 10 settembre 2016. Ore 15.30. Interessante visita guidata a cura della dott.ssa Giovanna Siviero alla prima biblioteca pubblica del Trentino rimasta inalterata dal 1700. ■  Visita guidata al sito archeologico del Doss Zelor (a Castello di Fiemme). sabato 23 luglio, sabato 27 agosto e sabato 10 settembre. Visita guidata ai resti del sito archeologico d’età romana. ■

Appuntamenti che hanno riscosso grande successo nelle scorse stagioni ■  A Palazzo con mamma e papà ogni venerdì dal 01 luglio al 09 settembre 2016. Ore 17.00. Un occasione per vivere lo spazio museale in modo giocoso. Adatto a bambini al di sopra dei 5 anni d’età. ■  Circolo d’Arte & Gusto giovedì 14 e 28 luglio, giovedì 11 e 25 agosto e giovedì 08 settembre. Ore 17.30. Continua la brillante collaborazione con l’APT di Cavalese per

l’ormai imperdibile appuntamento. Arte e Gusto s’incontrano al Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme in un’occasione intima ed esclusiva. ■  Il Palazzo in musica domenica 17 e 31 luglio e domenica 7 e 21 agosto. Ore 17.30. Un viaggio entusiasmante tra storia e musica. Quattro appuntamenti per raccontare come si è trasformato il Palazzo nel tempo. Con la partecipazione di Stefano Dell’Antonio e Diego Cavada. ■ Magnifici Contemporanei sabato 06 agosto. Dalle ore 17.30 alle 24.00. Arte, musica e degustazioni animeranno la lunga notte dei musei: Centro Arte Contemporanea e Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme. Continueranno anche le visite guidate, ad orario fisso, al Palazzo e alla pinacoteca, che si terranno tutti i giorni (tranne il martedì-giorno di chiusura) alle ore 10.30-15.30 e 17.00 Vi aspettano anche diverse conferenze collaterali alle due mostre e tanta musica con la famosa rassegna “Più Piano” e alcuni concerti proposti dalla Scuola Musicale di Tesero Il Pentagramma. Per consultare gli eventi completi e la programmazione settimanale potete iscrivervi alla nostra newsletter, consultare la pagina Fbk (palazzo magnifica comunità) oppure il sito www.palazzomagnifica.eu Info: Tel. 0462.340812-palazzo@mcfiemme.eu

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ARTE SELLA

Lee Jaehyo, 0121-1110=115075

Arte Sella

Valsugana, Trentino Arte Sella è un’esposizione permanente nata nel 1986 e dedicata all’Art in Nature. Ad Arte Sella gli artisti abbandonano il ruolo di protagonisti e si affiancano alla natura, loro alleata nella creazione e nella conservazione delle opere. Ciascun artista sceglie assieme alla direzione artistica il luogo in cui collocare la propria opera, che dovrà essere in sintonia col territorio circostante. Ogni artista quindi, nel corso di una residenza, crea e consegna la sua opera alla natura. Sarà poi la natura stessa a modificare ogni opera, fino a riprendersela. Arte Sella è costituita da due percorsi espositivi. Il percorso ArteNatura si snoda lungo una strada forestale liberamente accessibile, lungo la quale si possono incontrare numerose opere. Il visitatore è invitato a procedere fra sentieri di terra battuta, un biotopo, ampi prati e alberi secolari in un dialogo silenzioso con le opere

realizzate dagli artisti nel corso degli anni. Un secondo percorso si trova invece nell’Area di Malga Costa. Si tratta di un tragitto ad anello di circa un chilometro che ospita alcune tra le opere più famose della storia di Arte Sella e dove l’edificio della malga è diventato, negli anni, un vero e proprio centro culturale. Numerosi sono inoltre gli eventi che ogni anno Arte Sella organizza, in un ricco calendario in cui si coniugano musica, danza e filosofia. La musica è grande protagonista in Val di Sella. Ogni anno Mario Brunello, violoncellista e direttore artistico musicale di Arte Sella, invita musicisti internazionali a confrontarsi con grandi compositori: nascono così le Fucine, momenti in cui i musicisti si esibiscono in sinergia con gli spettatori presenti. Questo il calendario delle Fucine 2016, che si svolgono a Malga Costa: ph. Giacomo Bianchi - Copyright Arte Sella


ARTE SELLA

Data

Evento

Musicisti

26/06/2016 ore 18.00

FUCINA VERDE ARTE SELLA Franz Schubert – Quartetto per archi ‘Rosamunde’ in la minore

Mario Brunello/Violincello, violoncello Danilo Rossi/Viola Marco Rizzi/Violino Laura Bortolotto/Violino

16/07/2016 ore 19.00

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE di Felix Mendelssohn-Bartholdy

con Orchestra Spira Mirabilis, coro voci bianche della Scuola di Musica di Fiesole Regia P. Mungiguerra Coproduzione Città di Bassano Operaestate Festival/Arte Sella/Mittelfest/Spira Mirabilis.

24/09/2016 ore 14.00

FUCINA ROSSA ARTE SELLA Antonio Vivaldi – Concerti per due violini

Giuliano Carmignola/Violino Mario Brunello/Violoncello Ensemble Sonatori de la Gioiosa Marca

30/12/2016 ore 14.00 ore 17.30

FUCINA BIANCA ARTE SELLA Franz Schubert – Quartetto per archi ‘La morte e la fanciulla’ in re minore

Isabelle Faust/Violino AnneKatharina Schreiber/Violino Danusha Waskiewicz/Viola Mario Brunello/Violoncello

Nel corso degli ultimi anni, anche la danza ha acquisito sempre maggiore importanza ad Arte Sella, che partecipa al progetto internazionale Dancing Museums. Questi gli eventi 2016: 15/08/2016 e 16/08/2016 ore 19.00

ALL WAYS Project in movement: Sharon Fridman

Coproduzione Arte Sella/Operaestate Festival Veneto

04/09/2016 ore 11.00 – 17.00

CYCLING DANCE Evento di danza

Presso la ciclabile della Valsugana Coproduzione Arte Sella/Operaestate Festival Veneto/Apt Valsugana Lagorai Terme e Laghi

Inoltre, un momento caratterizzato dal confronto su temi cari ad Arte Sella: 30/07/2016 ore 15.00 e 31/07/2016 ore 11.00 ore 15.00

LA NATURA DEL PENSIERO II edizione La natura del sacro Il sacro della natura

Con Marco Aime, Michelangelo Pistoletto, Vito Mancuso e Gianpaolo Carbonetto Responsabilità scientifica: Ugo Morelli In collaborazione con Step/TSM – Trentino School of Managemen/ World Natural Heritage – Unesco.

La grande festa annuale di Arte Sella è però la Presentazione delle opere della stagione 2016: come ogni anno, tutti gli amici di Arte Sella sono invitati a scoprire le nuove opere e a dialogare con lo staff. Tutti sono attesi, quindi domenica 18 settembre. Per info, prezzi d’accesso e prezzi degli eventi: www.artesella.it

Stuart Ian, Frost A fior di pelle

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MUSEI&MOSTRE

TAN-ART

Arte contemporanea nel cuore delle Dolomiti

Forte dell’esperienza accumulata nel 2015, la galleria Tan-Art di Sergio Rossi propone per la stagione 2016 una collezione rinnovata di artisti nazionali e internazionali Tan-Art, la tana dell’arte: una galleria di pittura e scultura contemporanea nata da un progetto di Sergio Rossi e Massimo Micheli. La galleria si trova nel centro storico di Canazei, a pochi passi dalla Locanda degli Artisti, dove è possibile visitare la collezione privata di Sergio Rossi tra cui spiccano il pittore kazako Ragev Michail Ivanovich ed il padre del Bosco dei Poeti, il trentino Lome ed è ben collegata al rifugio Fuciade dove la famiglia Rossi offre da ormai trent’anni un bell’esempio di ristorazione ed accoglienza mescolate alla vista di imponenti sculture moderne. In rifugio è anche custodita una rara collezione di stampi per burro che ci ricorda come questa terra affondi le proprie radici nell’arte povera contadina. Tan-Art si propone come un piacevole intermezzo alle attività escursionistiche grazie alla bellezza dei pezzi esposti in cui si spazia da grandi macchiaioli come Silvestro Lega, Niccolò Cannicci o Giovanni Fattori ad esponenti del movimento artistico nordeuropeo Cobra e agli italiani di Transavanguardia. Tra le tele esposte spiccano alcune tele del divisionista Mario Segantini in cui si intravedono le prime idee di quel futurismo che si svela per intero nelle opere esposte dell’aeropittore viareggino Uberto Bonetti e tra gli elettrici schizzi preparatori del maestro roveretano Fortunato Depero. Tra le sculture non si possono non menzionare le produzioni dell’artista di Canazei Rinaldo Cigolla e del grande Othmar Winkler. Sono presenti inoltre opere di Josef Costazza e gli scorci montani dei paesaggisti fassani Luigi Pederiva, Beppino Soraperra e Alberto Detomas, e ancora Riccardo Schweizer, Attilio Lasta e molti altri. La principale novità della collezione 2016 è data dalla presenza di una folta rappresentanza di appartenenti al gruppo Novecento composto di artisti quali Bucci, Marussig, Sironi e Dudreville. Tan-Art è aperta tutti i giorni: ad accogliere i visitatori nella tana dell’arte ci sarà l’esperto Massimo Micheli sempre pronto a svelare con eleganza e cortesia la bellezza racchiusa nel cuore delle opere dei grandi maestri. TAN-ART S.N.C.

Streda Roma, 66 – 38032 Canazei (TN) Orario al pubblico: 9,30-12,30 / 15,30-19,30 / 21,00-23,00 – Lunedì mattina chiuso Tel/Fax: 0462.602428 mail: tanartcanazei@gmail.com


MUSEI&MOSTRE

Centro Arte Contemporanea di Cavalese Da oltre dieci anni il Centro Arte Contemporanea di Cavalese indaga la percezione del territorio montano attraverso le forme e le espressioni dell’arte contemporanea. Un’esplorazione che ogni anno percorre una nuova tappa, approfondisce un nuovo tema. Per l’hanno 2016 il progetto espositivo, L’ANIMA DELLA MATERIA, è dedicato all’analisi della materia intesa come medium, ovvero agli artisti operanti in territori di montagna nei cui lavori l’uso dei materiali e la loro idea di arte coincidono e si fondono: la materia è l’opera stessa, il messaggio. A dare il via al programma annuale è stato il progetto artistico di video art ideato e curato da Pierangelo Giacomuzzi FRèL- LA PURIFICAZIONE DELLA MATERIA (per maggiori info www.treefisting.blogspot.it). Dal 29 maggio al 26 giugno, invece, si è tenuta la prima edizione di ART BOX AVISIO, un contenitore espositivo che, a cadenza annuale, si propone di presentare gli artisti operanti sul territorio delle Valli dell’Avisio. A inaugurare il progetto sono stati gli artisti Tomaso Baldassarra, Maria Pia Desilvestro, Tiziano Deflorian. Dal 17 luglio al 4 settembre, invece, sarà il turno della mostra UNIVERSI PARALLELI. In dialogo verranno messe le opere in resine sintetiche di Robert Pan con gli acciai curvati di Eduard Habicher. Info: Centro Arte Contemporanea, P.tta Rizzoli 1 – Cavalese Apertura dal 17/07-04/09 dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.30. Per ulteriori informazioni su attività didattico artistiche ed eventi collaterali: Tel. 0462.235416 – info@artecavalese.it Centro Arte Contemporanea

Archivio visitrovereto.it

Rovereto Museums arte storia scienza

Vicina a Trento e al Lago di Garda, Rovereto ti stupirà con musei internazionali e un centro storico, dove i tratti medievali e settecenteschi si mescolano alle atmosfere veneziane e agli echi della Prima guerra mondiale.

Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto

I pittori della luce. Dal Divisionismo al Futurismo 25 giugno – 9 ottobre Corso Bettini, 43 – Rovereto – Tel 800 397760 – 0464 438887

Museo Storico Italiano della Guerra

La memoria della Prima guerra Mondiale e i conflitti moderni nel castello di Rovereto Via Castelbarco, 7 – Rovereto – Tel. 0464.438100 museodellaguerra.it.

Fondazione Opera Campana dei Caduti Human Rights - #diversity. La diversità in mostra 21 maggio - 21 settembre 2016 loc. Miravalle – tel. 0464.434412 fondazioneoperacampana.it

Fondazione Museo Civico Borgo Santa Caterina, 41 Rovereto – Tel. 0464.452800 fondazionemcr.it

Info turistiche e booking: Azienda per il Turismo Rovereto e Vallagarina Tel. 0464 430363 visitrovereto.it

AL MUSEO CON MAMMA E PAPÀ | Più di 200 proposte per i più piccoli e le loro famiglie Tutti i weekend i musei di Rovereto propongono tanti attività per famiglie, dalla “caccia al tesoro” al castello ai laboratori Little Mart, dalle camminate sulle orme dinosauri alle cene “a lume di stelle”. Scopri il calendario su visitrovereto.it

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areagrafica.tn.it 0462 230018


L'arte bianca

SALUTE&BONTÀ

le proprietà della farina biologica macinata a pietra – Sandra Paoli – Già nel mesolitico l’uomo, alla continua ricerca di cibo per il suo sostentamento, si nutriva di cereali (orzo – farro) che schiacciava con le pietre, bagnava e poi cuoceva su sassi roventi. Nel passare dei secoli, l’uomo ha continuato a trovare nutrimento nei cereali. I metodi di macinazione si sono evoluti: i molini a macine in pietra hanno sostituito i pestelli e via dicendo, anche se la ricerca del risultato finale è sempre stata di ridurre il grano in farina. Le macine erano mosse dalla forza umana, animale o dall’acqua e poi, nel tempo dalla corrente elettrica. Nell’era moderna (1800) per avere una produzione più massiccia di farina, il molino è stato sostituito e sono nati i primi prototipi industriali a cilindri d’acciaio. La grande richiesta di merce ha imposto una macinatura veloce e l’esigenza di farine sempre più fini e comode da lavorare, ha impoverito il prodotto. I cilindri d’acciaio girano velocemente e scaldano eccessivamente il grano a scapito delle vitamine che sono termolabili e che quindi evaporano per il calore e vengono eliminate. Sali minerali e proteine solubili, contenuti nella crusca, si perdono nei cicli di setacciatura e rimacinazione e quindi il risultato sono macinati che contengono solo

@Fotolia: Ph. kucherav

amido (carboidrati) e proteine insolubili (glutine). Benché siano prodotti molto comodi da lavorare, nutrizionalmente hanno però perso molto del loro valore, portando anche a problemi d’intolleranza e cattiva digeribilità. Ora, diversi molitori, sensibili a queste problematiche, stanno facendo un salto indietro tornando alla macinazione a pietra, che lascia alle farine tutte le loro prerogative nutrizionali, quindi farine che conferiscono al nostro organismo vitamine (B–PP- E), sali minerali, proteine solubili, grassi e carboidrati. Le farine macinate con cilindri d’acciaio, per legge, in Italia, comprendono 5 tipologie: “ integrale–2–1–0–00 “ . Dai molini a pietra generalmente si ottengono farine “ integrali e semintegrali (2–1)” preferibili per l’alto potere nutrizionale, la maggiore digeribilità e, cosa non da poco, hanno un sapore e un profumo più decisi. Ma non basta una buona farina per ottenere un pane o una pizza “belli buoni e digeribili”, occorrono anche operatori che sappiano sfruttare le caratteristiche fisiologiche di questa materia, usando particolari metodi di impastazione, lavorazione e cottura, per dare a questo “pane condito” le caratteristiche sopracitate che tanto sono apprezzate dai consumatori d’oggi.

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SAPORI

CEMBRANI D.O.C. Esperienze di gusto Prenota la tua visita gratuita alle sette aziende a conduzione familiare dei Cembrani D.O.C. e scopri l’unicità dei vini di montagna, come il profumato Müller Thurgau, la delicata Schiava, l’intenso Pinot Nero, la fragranza degli spumanti Trentodoc e l’eleganza delle grappe Trentine prodotte in Val di Cembra, giardino terrazzato coltivato a vite da 2.500 anni, sorretto da oltre settecento chilometri di muretti a secco, Paesaggio Storico Rurale d’Italia!

Fissa la tua visita gratuita e degusta la freschezza dei vini di montagna, la fragranza degli spumanti Trentodoc e l’eleganza delle grappe Trentine prodotte in Val di Cembra, giardino terrazzato coltivato a vite da 2.500 anni, sorretto da oltre settecento chilometri di muretti a secco!

Da quest’anno il gruppo dei Cembrani D.O.C. si allarga ad altre realtà produttive dal mondo del vino: macellerie, salumifici, ristoranti, alberghi, centri benessere, un’azienda agricola di erbe officinali e anche un birrificio artigianale. La visita in Val di Cembra si arricchisce con proposte gastronomiche “dalla terra al piatto” in armonia con il mutare delle stagioni e legate a leggende o alle maestose Piramidi di Segonzano. Pensione Maria Turismo Rurale, Hotel Piramidi, Locanda del Passatore, Agritur Cavade, Albergo Lago Santo, Hotel Europa e Hotel Fior di Bosco vi aspettano per deliziarvi. Dai laboratori di pasticceria da forno e aperitivi sfiziosi e corsi su come realizzarli, è possibile inoltre scoprire la

Ti aspettano a Cembra Alfio Nicolodi E Zanotelli Società Agricola. A Giovo Opera Vitivinicola In Valdicembra, Villa Corniole Azienda Vitivinicola e Simoni Ferruccio che è anche un agritur. A Faver la Distilleria Paolazzi Vittorio e Distilleria Pilzer ti accoglieranno per assaggiare prestigiose grappe.

filiera corta delle carni, dall’allevamento alle varie lavorazioni in gustosi salumi, unici nel loro genere, come il Salame del Re della Macelleria Zanotelli e lo Speck dell’Imperatore della Macelleria Paolazzi. Tra le montagne incontaminate dell’Altavalle, venite ad ammirare le coltivazioni di GioVe (erbe officinali) e le loro trasformazioni, sorseggiando una tisana rigenerante, dopo un trekking libero sul sentiero dei Vecchi Mestieri ricco di opifici e antichi mulini ad acqua. Malto, orzo e luppolo trentini sono alla base degli ingredienti delle birre artigianali dell’agribirrificio Maso Alto che vengono arricchite con mosti di Gewürztraminer, neve e aghi di pino. Un mondo tutto da scoprire.

Visite guidate ogni venerdì pomeriggio su prenotazione: info@cembranidoc.it o cell. 3935503104. Per i possessori della FiemmE-motion Card e Trentino Guest Card, visita aziendale e una degustazione gratuita. Sconto 10% per acquisti online su www.cembranidoc.it codice #CembraniDOC


SAPORI

Birra di Fiemme Il piacere di una bevanda unica, dal gusto pieno e ricercato Il birrificio nasce nel 1999, dalla volontà della famiglia Gilmozzi di recuperare un’antica tradizione quasi dimenticata e riportare in Valle una buona birra artigianale. Questo l’imput che ha spinto la famiglia Gilmozzi a produrre la propria birra, realizzata con i luppoli migliori e malti selezionati. La ricchezza di un’acqua incontaminata e la passione per il proprio mestiere hanno riprodotto quell’antica alchimia che qui, per secoli, ha permesso di produrre una delle bevande più dissetanti, naturali e sane che all’uomo è dato di creare: una birra non pastorizzata che, priva di conservanti e stabilizzanti, è un boccale pieno di Natura. Per creare un prodotto di alta qualità Stefano, con l’aiuto del figlio Michele, che ha assunto un ruolo importante nell’azienda agricola, hanno iniziato a coltivare nei propri campi l’orzo, e molti dei

Pasticceria Dolce Fiemme Peccati di gola per gratificare lo spirito Impossibile non fermarsi davanti alla pasticceria Dolce Fiemme a Cavalese. Un profumo inebriante fuoriesce dalla porta d’ingresso e conquista l’olfatto, mentre una serie di pasticcini e torte finemente decorate si mostrano in tutta la loro bellezza e conquistano lo sguardo. In ogni singolo dolcetto traspare tutta la passione e la fantasia di chi lo ha creato. Per gratificare anche il palato non c’è che entrare e assaggiare una di quelle meraviglie che vi lasceranno sorpresi per la delicatezza con la quale sono stati realizzati. Dolci indimenticabili preparati con aromi naturali e materie prime, quali latte, burro e uova.

prodotti che servono per assicurare un prodotto genuino e “del posto” al 100%! Attualmente si producono 5 tipi di birre, più quella di Natale, che viene creata una volta all’anno. La Lupinus è una birra ad alta fermentazione rifermentata in bottiglia, dal colore ramato intenso. Questa è una birra particolare, con un leggero tono liquoroso, da bere in compagnia. La Nòsa è nata dalla voglia di trasmettere le tradizioni, il tentativo di ricreare l’aroma e il gusto dell’antica ricetta utilizzata più di un secolo fa nella birreria di Predazzo. La Fleimbier è una birra chiara con schiuma fine e cremosa. Questa bionda, tipo “Helles”, presenta una frizzantezza media, un corpo rotondo e un amaro appena percettibile. La Larixbier è una birra a bassa fermentazione, ambrata con schiuma compatta e aderente. Questa rossa, tipo “Marzen”, ha una frizzantezza media, un corpo rotondo e un amaro moderato. La Weizenbier è una birra chiara, ad alta fermentazione. La birra di Natale è una bevanda ad alta fermentazione di colore

ambrato, caratterizzata dal malto di segale e coriandolo, che aggiunti al malto d’orzo e luppolo, conferiscono alla birra una morbidezza particolare, oltre che un aroma delicatamente speziato, con note di frutta secca e anice stellato. La birra di Natale si presta particolarmente per accompagnare i dolci tipici delle feste (panettone, pandoro, zelten).

Filippo Pasetto è l’artista pasticciere che tutti i giorni con professionalità e una costante ricerca della qualità s’impegna per concretizzare golosità per tutti i gusti e per tutte le occasioni: dai mignon (piccoli capolavori da mangiare in un sol boccone), ai più vivaci ed eleganti macarons. Non mancano le creazioni tipiche come lo strudel trentino e i frollini al burro aromatizzati con oli essenziali di pino mugo, cirmolo, vaniglia o liquirizia. Novità tutta da gustare è il panstrudel, una felice combinazione tra l’impasto del panettone arricchito da mele candite, uvetta australiana e pinoli mediterranei uniti a un aromatico pizzico di cannella. Grazie a Lina, di origini napoletane, sfilano anche prelibatezze come il babà, tipico dolce partenopeo, inzuppato di rum. Che dire: ricchezza nelle proposte e qualità fanno della pasticceria Dolce Fiemme un punto d’in-

contro per chi ama circondarsi di dolci sapori.

Info: Birra di Fiemme Via Colonia, 60 - Daiano Tel. 0462.479147 - Fax 0462.239925 www.birradifiemme.it s.gilmozzi@birradifiemme.it. Vendita al dettaglio nel birrificio tutti i giorni dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Domenica dalle 9.00 alle 12.00.

Info: Pasticceria Dolce Fiemme, Via Gianpietro Muratori, 1 Cavalese Tel. 0462.230694

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SAPORI

Caseificio Sociale Val di Fassa Il Caseificio Val di Fassa è una cooperativa di circa 30 allevatori fondata a Campitello di Fassa nel 1963. A cinquant’anni dalla sua fondazione, il Caseificio nel 2012 ha visto l’inaugurazione della nuova sede di Pera di Fassa, lungo la statale delle Dolomiti che propone caratteri architettonici che si legano armoniosamente all’ambiente circostante e realizzato adottando soluzioni volte al risparmio energetico. Oltre ai locali di lavorazione e stagionatura dei prodotti, la struttura ospita un negozio per la vendita diretta e un piccolo museo dedicato alla tradizione della caseificazione ladina. I formaggi vengono prodotti utilizzando esclusivamente latte, sale, caglio e fermenti lattici autoprodotti. Le razze allevate sono la Bruna, La Pezzata Rossa e la Grigia Alpina, nutrite con foraggio proveniente dai prati della valle e una piccola integrazione di alimenti esclusivamente NO OGM. Nel periodo estivo inoltre, le mucche “vanno in vacanza in malga” e mangiando erba fresca e fiori, producono un latte ancora più aromatico che dà luogo a formaggi particolarmente pregiati. Tra tutti spicca il “Cuor di Fassa”, un formaggio a latte crudo che durante tutta la maturazione viene lavato manualmente favorendo la creazione di uno strato untuoso che da’ origine ad un gusto deciso e un profumo intenso ed avvolgente. Altri formaggi particolarmente pregiati so-

no il “Marmolada”, dal sapore dolce e delicato, si caratterizza per il colore bianco paglierino e la pasta morbida e cremosa, il “Dolomiti” dal colore bianco avorio come le rocce delle montagne fassane con una leggiera nota acidula ricorda il latte fresco e il “Malga Fuciade” un formaggio saporito, che si caratterizza per le pasta compatta dal gusto marcato e un colore paglierino. Nei tre punti vendita del Caseificio oltre all’ampia gamma di formaggi, burro e yogurt si possono trovare tanti prodotti del Trentino come il vino, il miele, le confetture e i salumi.

PUNTI VENDITA: Strada Dolomites, 233 PERA DI FASSA (aperto tutto l’anno) Streda de Pent de Sera, 17 CAMPITELLO DI FASSA (aperto durante la stagione invernale ed estiva)

Piaz G. Marconi, 4 CANAZEI (aperto durante la stagione invernale ed estiva) Info: CASEIFICIO SOCIALE VAL DI FASSA Strada Dolomites, 233 Pera di Fassa - 38036 (TN) Tel/Fax 0462 764076 caseificiovaldifassa@gmail.com


Tito, oggi come ieri, è sinonimo di Speck ed altri salumi tipici prodotti seguendo antiche ricette, frutto di esperienza di oltre mezzo secolo. La produzione si svolge nel maso di famiglia sito sull'altipiano delle Ganzaie, nei pressi del paese di Daiano ad un altitudine di 1300 m, dove qualità ed eccellenza sono garantite dall'utilizzo di materie prime selezionate e una lavorazione accurata. Il Maso dello speck è anche agriturismo con cucina tipica, da assaporare al tepore del camino acceso o all’esterno, immersi nella natura delle Ganzaie. Vi aspettiamo al Maso dello Speck per degustare ed acquistare i nostri prodotti fra i quali speck, pancetta, salami, filetto affumicato e molte altre specialità della tradizione. Daiano, Pozze di sopra, 2-Ganzaie Info e prenotazioni 0462.342244 info@titospeck.it - www.titospeck.it

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RIFUGI&BAITE

Rifugio Pian dei Fiacconi Alla corte della “Regina delle Dolomiti”

Il gruppo della Marmolada detiene, in Dolomiti, una indiscussa sovranità, da cui il nome di “Regina delle Dolomiti”, appunto per la massima elevazione dell’intero sistema dolomitico di cui ospita anche il più grande ghiacciaio. Il rifugio Pian dei Fiacconi sorge ai piedi di questo meraviglioso ghiacciaio a quota 2626 m., punto d’appoggio per alpinisti ed escursionisti (possibilità di prenotare una guida alpina e di noleggiare l’attrezzatura alpinistica). Si tratta del luogo ideale per un ristoro o per un pranzo in totale relax. È perfetto anche per le famiglie o gruppi di amici che desiderano trascorrere un gradevole giornata in compagnia, seduti ad ammirare l’incomparabile bellezza cromatica delle Dolomiti e del ghiacciaio della Marmolada. La cucina è tradizionale e gustosa, con una nutrita scelta di specialità locali da assaporare sulla terrazza. L’accoglienza è speciale, l’atmosfera intima, grazie a Guido, il proprietario, che vi farà sentire come a casa vostra. Sicuramente vantaggiosa l’offerta per i turisti che presentano la rivista Fiemme&Fassa al loro arrivo: 10% di riduzione sia per il pranzo, sia per la cena. Se desiderate ottenere il massimo dalla vostra vacanza vi consigliamo di prenotare la cena e il pernottamento in una delle accoglienti camere del rifugio, in questo modo avrete l’opportunità di godervi lo spettacolo degli ultimi raggi di sole che colorano le rocce di rosa, e di risvegliarvi in un paradiso.

Novità 2016: ALTA VIA NUMERO 2. Per chi pernotta al Rifugio, possibilità di attraversare FORCELLA MARMOLADA a 2896 metri, con GUIDA ALPINA e ATTREZZATURA a solo 40 euro. Durante l’estate il rifugio è aperto da giugno a settembre. Info: Rifugio Pian dei Fiacconi – Marmolada – Località Fedaia, 31 – Canazei Tel. 0462.601412 – Cell. 328.1218738 www.piandeifiacconi.com – info@piandeifiacconi.com Rifugio Pian dei Fiacconi

Grand tour per buongustai

Rifugio Salei Accoglienza e stile in alta quota Scenario da sogno per l’inimitabile rifugio che si trova ai piedi del Sassolungo a 2225 m di altezza. Un gioiello che presenta diverse singolarità a partire dalla grande terrazza la cui posizione consente di spaziare con lo sguardo sulle vette circostanti. Sul capo un cielo terso, e poco più in là un laghetto d’alta montagna ricco di trote. Per gli ospiti più piccoli vi sono un parco giochi con altalene e due trampolini elastici, trattorini a pedale e una casetta con tanti coniglietti da poter ammirare. Vi è anche un orto di alta montagna con numerose spezie usate per la preparazioni di pietanze in cucina. All’interno verrete stupiti dagli arredi che si presentano curati in ogni dettaglio, con pareti rivestite di legno recuperato da antichi fienili della Val Gardena e Val di Fassa. Un “ritorno alla natura” anche per quanto riguarda la cucina, che presenta soluzioni gastronomiche curate dal nostro staff di cucina. Piatti gustosi e genuini, come del resto la trota fresca, pescata dal laghetto. Non mancano i piatti tipici della cucina ladina e sudtirolese. Cucina vegetariana e per celiaci. Otto le confortevoli ed eleganti camere arredate in stile rustico, prenotabili anche in mezza pensione. Il rifugio è facilmente accessibile con la macchina scendendo dal Passo Sella in direzione della Val Gardena. Dopo circa 500 m, sulla sinistra, troverete la strada che porta a destinazione (gli ospiti della casa o le persone che presentano difficoltà motorie possono usufruire dell’accesso diretto in macchina. A richiesta i proprietari rilasceranno il codice di accesso che consente di aprire la sbarra); oppure lo si può raggiungere mediante la funivia del Col Rodella (stazione di Campitello). Garage per motociclette e bici. Grazie alla nuova cartina multimediale e ai tracciati GPS chiunque potrà pianificare già da casa una delle tante escursioni nei dintorni. Il rifugio si distingue per l’ineguagliabile organizzazione di matrimoni, feste e banchetti anche per gruppi numerosi.

Info: Rifugio Salei - Streda de Sela, 43 - Canazei Tel. Rifugio 0462.602300 - Cell. 335.7536315 www.rifugiosalei.it - info@rifugiosalei.it Rifugio Salei


Grand tour per buongustai

RIFUGI&BAITE

Rifugio Roda di Vaèl

Baita Ciamp dele Strie

Il rifugio sorge nella zona meridionale del Gruppo del Catinaccio (Rosengarten) sulla Sella di Ciampaz, ai piedi del Croz di S. Giuliana a 2283 m. È un rifugio tipicamente alpino, non raggiungibile direttamente con impianti di risalita e per questo ancora in grado di offrire quel fascino dell’avventura che contraddistingue il cammino per raggiungerlo. Gode di una posizione invidiabile, incastonato fra guglie e pareti di grande fascino e con un panorama mozzafiato che spazia dal Lagorai, alle Pale di S. Martino, alla Marmolada, al Sella e alle Cigolade. Permette accessi semplici ed è un ottimo punto di partenza sia per chi vuole vivere la montagna arrampicando o facendo lunghe traversate, o semplicemente per chi vuole godersi una piacevole passeggiata immerso in uno scenario unico. Nei dintorni del rifugio vi sono numerose vie alpinistiche e vie ferrate con ogni grado di difficoltà. In ogni caso ad attendervi troverete soddisfazione nella preziosa cucina che è anche certificata AFC e che propone anche menù per celiaci e piatti vegani. La gestione è condotta con lo spirito di queste montagne e permette davvero a tutti di assaporare il fascino di questo magnifico mondo che è il Gruppo del Catinaccio. Il rifugio, aperto da maggio a ottobre, dispone di 50 posti. Potrete trovare 3 stanze a quattro posti e di 2 grandi camerate. Ricordiamo che per il pernottamento, come da regolamento Cai/Sat, è obbligatorio munirsi di sacco lenzuolo per una maggior igiene personale e per il rispetto degli altri. In rifugio vi è inoltre la possibilità di usufruire di due docce calde funzionanti a gettone.

Montagne da favola e ottima cucina sono il felice connubio che rendono questa Baita unica nel suo genere, anche grazie a un locale originale, creato prendendo spunto dalla leggenda ladina di Re Laurino (il Re dei Nani) e delle streghe, che sembra abitassero nella vallata. Con il castello, le stube dedicate a Streghe e Vivane, il pozzo dei desideri, la miniera degli Gnomi, il ponte levatoio, le cascatelle d’acqua che sgorgano dalla roccia, il tutto animato da stupendi affreschi murali, si ha l’impressione di entrare in un altro “mondo”. Al piano superiore, un accogliente e spazioso locale permette di riposare o scaldarsi davanti al caminetto acceso, gustando una tra le numerose bevande proposte: dalla caffetteria ai vini, dalla birra alle grappe tradizionali o particolari. Nel menù non troverete solo ricette della tradizione dolomitica. La cucina propone piatti che attingono ad antiche ricette, ma con sapori rivisitati da un tocco di grande creatività. Le ampie terrazze che circondano la baita sono posizionate in modo da godere al meglio della spettacolare vista delle Pale di San Martino e della Catena del Lagorai. Il Ciamp dele Strie, è raggiungibile da Moena, con la cabinovia degli impianti dell’Alpe Lusia (località Ronchi, a 10 minuti dal centro del paese) che porta comodamente fino alle Cune, punto estremamente panoramico. Attraverso una strada sterrata, in soli 20 minuti, si arriva alla baita, oppure la si può raggiungere da Bellamonte mediante una strada percorribile in macchina (3 km). Numerosi i sentieri da percorrere per un’allegra scampagnata, tra i quali segnaliamo il sentiero botanico nel bosco.

Un approdo scandito dalla forza del paesaggio

Info: Rifugio Roda di Vaèl – Catinaccio – Sella del Ciampaz – Vigo di Fassa Tel. 0462.764450 – Cell. 335.6750325 – 0462.763548 Gestrice Roberta Silva www.rodadivael.it – info@rodadivael.it. Nuovo video su YouTube (La nostra casa): www.youtube.com/watch?v=T4lVS-tTeTQ

Rifugio Roda di Vaèl

Metti una “strega” nel piatto

Info: Ciamp dele Strie, Loc. Campo – Castellir, Bellamonte – Cell. 339.8685080 – www.ciampdelesrtie.it – info@ciampdelestrie.it Baita Ciamp dele Strie

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RIFUGI&BAITE

Grand tour per buongustai

Ristorante Miralago

Rifugio Vajolet

Il Ristorate Miralago è nel circuito delle OSTERIE TIPICHE TRENTINE E STRADA DEI FORMAGGI”. Inoltre è anche albergo ed è situato al Passo San Pellegrino sulle rive di un laghetto alpino circondato da catene dolomitiche che regalano una vista mozzafiato. La cucina, curata dai proprietari, è attenta a ogni esigenza e si avvale di prodotti territoriali lavorati con amore e nel rispetto della tradizione. L’albergo propone nove stanze tutte graziosamente ammobiliate con arredi in legno e deliziosi particolari tipicamente alpini, un piccolo Centro Benessere, e offre la possibilità di avvalersi del trattamento di B&B, mezza pensione o pensione completa. I clienti possono compiere delle belle escursioni estive oppure prendere il sole in terrazza o pescare sulle rive del lago. Consigliato a chi ama la tranquillità e il ritmo semplice della vita in montagna. Nato come rifugio, all’hotel Miralago diventa facile sentirsi in armonia con la natura circostante, coccolati da ambienti rilassanti e dalla gentilezza e disponibilità dei proprietari.

A chi ama il contatto con la natura più selvaggia, proponiamo un rifugio storico, silenzioso e ospitale. Sotto le rinomate Torri del Vajolet, nella zona del Catinaccio, al centro di numerose camminate, escursioni e vie attrezzate, si trova uno dei luoghi più spettacolari dove guardare le Dolomiti. Rifugio Vajolet, 2243 metri, è raggiungibile da Pera con un servizio di pulmini per Gardeccia (+ un’ora di cammino) sempre da Pera con la seggiovia (mezz’ora di cammino per Gardeccia + un’ora), o da Vigo con la funivia del Catinaccio (un’ora e mezza). I gestori Karin e Fabio saranno lieti di ospitarvi per il pranzo o la cena, con piatti tipici della cucina Ladina e Regionale, oltre che piatti per celiaci e vegetariani. Delle vere chicche le stanze per trascorrere la notte, che vi consentiranno di svegliarvi all’alba, in un luogo unico, dove osano solo le aquile. Oltre al pernottamento è possibile effettuare anche il trattamento di mezza pensione o di pensione completa. Apertura dalla metà giugno alla fine di settembre.

Info: Ristorante-Hotel Miralago – Loc. Lago delle Pozze Passo S. Pellegrino – Soraga Tel. 0462.573791 – Fax. 0462.573088 www.albergomiralago.com – miralago@dolomiti.com Rifugio Miralago

Info: Rifugio Vajolet – Strada de Ciarnadoi, 13 – 38039 – Vigo di Fassa (TN) Tel/Fax: 0462.769045 (abitazione) – 0462.763292 (rifugio) Cellulare: 335.7073258 info@rifugiovajolet.com Rifugio Vajolet

Buona cucina con vista lago

Ospitalità tra natura e storia


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MALGHE, MASI&AGRITUR

Agritur El Mas

Servizi impeccabili e accoglienza a portata di mano L’Agritur El Mas è un balcone panoramico immerso nel silenzio, a pochi passi dal centro di Moena. Un luogo che conduce il visitatore nel lavoro del mondo contadino della valle di Fassa. L’intero complesso (stalla e fienile) sono stati costruiti con l’obiettivo di raggiungere la massima efficienza del risparmio energetico. L’arredamento risponde alla tradizione, utilizzando il legno per allestire con eleganza e raffinato gusto il ristorante e le camere. A dare un tocco di ulteriore originalità sono i complementi d’arredo, che presentano rivisitazioni del vissuto contadino. Immediata la sensazione di sentirsi in famiglia, grazie anche alla calorosa accoglienza dei padroni di casa. Un contatto semplice e diretto con la stalla e l’azienda e su come e cosa si produce in valle. L’ospite entra in un mondo quasi irreale, vivendo sensazioni ormai perdute come quelle di trovarsi all’interno di una vita ancora scandita dalla natura e dai suoi ritmi.

Il legame che si instaura tra l’operatore e il turista è la forza di un agriturismo. Agritur è anche tanta allegria, gioco, scoperta, specialmente per i bambini che entrano in contatto diretto con gli animali della fattoria. Soprattutto per loro si apre un nuovo modo, autentico, un invito a comprendere da vicino la vita animale. Agritur è anche tessitura solidaristica di una filiera agricola che in questo caso caratterizza una zona: la valle di Fassa. Una sostenibilità basata sulla volontà degli allevatori di dare valore ai luoghi in cui si produce e che rafforza l’intero sistema dolomitico. Presso l’agritur El Mas trovate anche otto camere spaziose e dotate di ogni comfort, nelle quali soggiornare per vivere emozioni uniche nella natura.

Info: Agritur El Mas, Strada de Saslonch, 175 – Loc. Col dei Soldai – Moena Tel. 0462.574221 – cell. 333.6233471 www.agriturelmas.it El Mas Moena

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MALGHE, MASI&AGRITUR

Grand tour per buongustai

Malga Costa

Agritur Col Verde

Immaginate dei prati verdi circondanti da una vista spettacolare sul Gruppo del Catinaccio, del Latemar, dello Sciliar, della Pala Santa e del Corno Bianco e Nero. Malga Costa sboccia come una favola davanti al viaggiatore e regala un sereno approdo per tutte quelle persone e famiglie che desiderano trascorrere una giornata all’insegna della tranquillità e della buona cucina. Per gli amanti della montagna e delle passeggiate, la destinazione è raggiungibile da Nova Ponente, percorrendo una strada sterrata di circa 4 chilometri che costeggia uno scrociante ruscello. La consigliamo a quelle persone che vogliono immergersi in una natura ancora selvaggia tutta da scoprire (arrivando da Bolzano il sentireo inizia cento metri dopo l’hotel Schwarzenbach). Se invece preferite raggiungere la meta senza alcuna difficoltà, potete arrivare in macchina a P.sso Lavazè e in soli trenta minuti raggiungere questo angolo di paradiso mediante una comoda stradina che affianca il laghetto (percorribile anche con la carozzina). Il team di Malga Costa vi aspetta per proporvi una sfiziosa cucina locale che presenta piatti tipici altoatesini e specialità caserecce assolutamente da assaggiare. Malga Costa è un luogo ideale anche per le famiglie con bambini in quanto la natura circostante è motivo di scoperta anche per i più piccini. La malga è aperta ogni giorno da giugno fino alla fine di settembre. Giorno di riposo martedì in giugno e da settembre. Su prenotazione si organizzano anche delle cene.

Gestione familiare in un ambiente contadino, legato alla natura per l’agritur Col Verde che si trova nella vasta campagna di Predazzo. Gli ospiti sono accolti con calore da Marzia, la padrona di casa, in un ambiente caldo e accogliente grazie agli arredi in tipico stile tirolese, correlati di deliziosi particolari. Le camere, con balcone e tutte dotate di proprio bagno e TV, presentano anche delle “minisuite”, composte da due camere da letto comunicanti con due bagni, ideate per accogliere nel miglior modo famiglie con bambini. Nella struttura sono inoltre presenti camere attrezzate per disabili. E’ disponibile il collegamento Wi-Fi in tutta la struttura. La tipica colazione del contadino è servita a buffet con alimenti genuini. Sono di produzione il latte e lo jogurt, invece formaggio, burro, panna e salumi sono trasformati per l’azienda da terzi. Come facevano un tempo le nonne, le marmellate e gli sciroppi sono fatti in casa, con i frutti raccolti nel giardino. Durante il giorno il profumo dei dolci pervade l’ambiente. L’agritur è circondato da meravigliosi boschi. Nei mesi estivi si possono intraprendere trekking a piedi o con la mountain-bike, visitando i numerosi laghetti e le cime di montagna. La ciclabile e i sentieri passano davanti all’agritur e le circostanti stradine di campagna invitano a lunghe passeggiate rilassanti, percorribili anche con carrozzelle. Una nuovissima struttura in legno, a non più di 150 m, accoglie un maneggio di cavalli, con la possibilità di prendere lezioni d’equitazione, fare escursioni o affittare ponies per i bambini più piccoli. Accanto c’è un parco giochi. Il trattamento è di B&B.

Info: Malga Costa, Deutschnofen/Nova Ponente Cell. 342.3654343 www.liegalm.com – info@liegalm.com Lieg Alm - malga costa

Info: Agritur Col Verde, Strada ai Bersagli Tel. 0462.500080 www.agriturcolverde.it – info@agriturcolverde.it Agritur Col Verde

La cultura della buona tavola è di casa

Il sapore della tradizione nella campagna di Predazzo


Grand tour per buongustai

MALGHE, MASI&AGRITUR

Ristorante Miola

Malga Sadole

Maso Miola si trova a un chilometro dal centro di Predazzo e vanta una vista panoramica sulla valle e i prati sottostanti. L’antica costruzione del 1806 è stata trasformata in bar da Valentino negli anni ’50, in concomitanza della realizzazione dei primi skilift in Val di Fiemme. Nel 1981 la conduzione è passata ad Antonietta sostenuta dal marito Piergiorgio, che con grande maestria ha portato avanti i buoni propositi del padre, realizzando un ristorante, punto d’incontro per feste e banchetti dei valligiani. Indimenticabili le serate a suon di fisarmonica e tanta allegria. A oggi il ristorante è nelle mani di Elisabetta, il marito e il fratello ed è una tra le più quotate strutture in Fiemme e Fassa che presenta il marchio dell’Ecoristorazione Trentino, una garanzia in più per chi cerca ricette realizzate con prodotti tipici del territorio e soluzioni gastronomiche curate nei minimi particolari. La cucina è tipica trentina e si privilegiano prodotti locali come la pasta Felicetti, i formaggi del Caseificio, le trote di Renato Dellantonio, le carni della Macelleria Dellantonio, la Birra di Fiemme e molti altri. Il ristorante fa anche parte del circuito la Strada dei formaggi, di Tradizione e gusto (la gastronomia a km zero che ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti tipici locali e della tradizione), e aderisce al progetto “Alleanza tra i cuochi italiani e i presidi Slow food”.

In questa accogliente Malga, ristrutturata di recente, ci si sente subito a casa: la gestione familiare garantisce un’accoglienza calorosa e nel contempo un servizio impeccabile. L’ambiente è quello tipico delle dimore di montagna, rustico, l’arredamento è in legno massiccio. Dalla terrazza esterna si può ammirare un panorama incantevole: la Catena del Lagorai abbraccia il ridente alpeggio, dove il Monte Cauriol pare averla vinta sulle altre cime. La cucina è squisita e abbondante. Cibi genuini, preparati con prodotti di produzione propria e abilmente elaborati dai padroni di casa, vi aiuteranno a riscoprire il gusto delle buone ricette di una volta. Latte, jogurt, burro e formaggi sono freschi e autoprodotti, come pure lo speck e i salumi. Tutti i mercoledì presso la Malga è possibile assistere alla dimostrazione “La trasformazione del latte”, un appuntamento esclusivo per grandi e piccini, un’occasione unica per apprezzare i prodotti artigianali tipici di una terra ricca per natura.

Ecoristorazione per gustare il meglio della cucina a Km zero

Una piacevole atmosfera per una sosta unica

Novità 2016: il 20 agosto si terrà proprio in questa splendida location la prima edizione della Festa del latte. Non mancate perché ci sarà da divertirsi per tutti, grandi e piccini! Info: Malga Sadole – Loc. Sadole - Ziano di Fiemme Cell. 348.7120227 Malga Sadole

Info: Ristorante bar Miola, località Miola, 1 – Predazzo Tel. 0462.501924 – Cell. 340.3761958 www.ristorantemiola.com – rist.miola@virgilio.it Aperture: fuori stagione Venerdì, sabato e domenica. Luglio e agosto tutti i giorni. Chiuso il martedì. Bar dalle 9.00 alle 24.00. Ristorante dalle 12.30/14.30 – 19.30/21.30. Ristorante Miola @Fotolia: Ph. Lsantilli

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Eventi 2016: *Scoprire orchidee *Giornata del Parimonio Mondiale UNESCO *GEOescursione *Pietra & erbe selvatiche *Alba al Corno Bianco *Scoprire la natura *Bletterbach for kids

Tutti i giorni escursione guidata. Escursioni individuali su richiesta.

Centro Visitatori GEOPARC Bletterbach Aldino, Lerch 40 Tel. 0471 886946 - www.bletterbach.info - info@bletterbach.info


PASSO DOPO PASSO IN UN’ALTRA ERA

PARCHI

Nel Dolomiti Patrimonio dell’Umanità UNESCO Bletterbach si può intraprendere un viaggio nel tempo: la gola tra i due paesi sudtirolesi Aldino e Redagno si presenta come un libro aperto che permette uno sguardo nell’interno delle montagne, nel mondo delle rocce e nella storia dei Dolomiti. Scienziati, escursionisti appassionati alla geologia e famiglie con bambini interessati alla natura nel GEOPARC Bletterbach possono sfogliare più di 40 milioni di anni delle storia della terra: acqua, pietra e terra, il mondo affascinante delle leggende, i lavoretti manuali con materiali naturali e le attività con il bosco e con gli animali sono gli ingredienti per una giornata all’insegna della natura e dell’avventura. La gola del Bletterbach è il risultato della disgregazione e dell’erosione prodotta dagli agenti atmosferici: a partire dalla fine dell’ultima era glaciale, 
avvenuta circa 15.000 anni fa, 
il Bletterbach è tornato a percorrere e scavare una incisione profonda 400m e lunga 8km mettendo in luce strato dopo strato le formazioni rocciose e trasportando nella Valle dell’Adige miliardi di tonnellate di detriti. A differenza di altre zone delle alpi nel GEOPARC Bletterbach i vari strati geologici sono integri e visibili esattamente come erano stati depositati. La loro struttura ci da informazioni importanti sul clima e le condizioni di vita sulla terra 250 milioni di anni fa. Prima di partire questo viaggio nel tempo vale la pena di passare al Centro Visitatori ad Aldino al Museo GEOlogico a Redagno. Qui non viene solo spiegata l’importanza geologica del Corno Bianco e del suo canyon, ma si possono anche vedere i reperti fossili del Bletterbach come impronte di sauri, pesci, conchiglie e piante fossilizzati. Ai due punti informativi si ricevono tutte le informazioni per una giornata indimenticabile, avventurosa e sicura nel GEOPARC Bletterbach – in accompagnamento di una guida esperta o da soli leggendo i cartelloni lungo il percorso sulle particolarità della gola.


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FiemmeFassa Magazine Estate 2016  

Una rivista che regala emozioni

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