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S O M M A R I O

M A G A Z I N E

TAV Numero 206 Maggio 2011

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L’EDITORIALE DI LUCIANO ROSSI

Direttore: Luciano Rossi

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PAOLA TATTINI CONQUISTA IL MONDO A SIVIGLIA

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LA FITAV SI METTE IN MOSTRA

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VALLE ANIENE E CIELI APERTI GIA’ IN FUGA

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COME ERAVAMO

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IL TIRO A VOLO IN TV

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SULLE PEDANE D’ITALIA: TRAP

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IN CORPORE SANO

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SULLE PEDANE D’ITALIA: SKEET

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SULLE PEDANE D’ITALIA: COMPAK

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ATTI UFFICIALI

Direttore Responsabile: Luigi Agnelli Coordinatore Redazionale: Massimiliano Naldoni (maxnaldoni@alice.it) Direzione e Redazione Federazione Italiana Tiro a Volo Viale Tiziano 74 00196 Roma Tel. 06 45235200 Fax 06 3233791 E-mail: redazione@fitav.it Tutti i diritti riservati Vietata la riproduzione anche parziale se non autorizzata. Aut. del Tribunale di Roma n.111 del 17 marzo 1994

In copertina: Il Presidente Luciano Rossi consegna l’importo raccolto dai tiravolisti italiani alla Contessa Piera Rampinelli, dirigente dell’Associazione italiana per la ricerca contro il cancro, in occasione di Exa 2011. Posano con loro l’Amministratore delegato di Exa Marco Citterio, l’industriale Mauro Perazzi, il Consigliere federale Walter Gattavila e il membro del Collegio Tecnico Giuridico Gioacchino Pesce.

SPONSOR FEDERALI Munizioni Baschieri & Pellagri Cheddite Fiocchi Munizioni Nobel Sport Italia Armi Pietro Beretta Perazzi Armi Rizzini

Macchine Fab Eliche Rodenghi Tiro a Volo Lazio Abbigliamento Castellani

Piattelli Eurotarget Laporte Gestione Gare Hard Soft Elettronica Progetti

TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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E D I T O R I A L E

FUTURO SEMPLICE. Mi si permetta per una volta di utilizzare qualche gioco di parole in questi miei interventi. Il futuro semplice del titolo è quello che nella nostra lingua generalmente descrive un’azione destinata a verificarsi nel giro di breve tempo. Ma nella prospettiva di noi tiravolisti è anche una sorta di orizzonte alla cui costruzione ci dedichiamo con immensa dedizione giorno per giorno. Già, perché, a differenza di quanto è avvenuto nel nostro passato anche recente e di quanto continua ad avvenire nel nostro presente, vorremmo che il nostro futuro fosse davvero semplice. Vorremmo fortemente che fossero semplificate molte procedure relative all’attività di pedana che oggi sono farraginose. Vorremmo poter realizzare molto in maniera più snella e semplice di quanto non ci sia invece concesso. Vorremmo poter rivendicare il nostro modo di essere genuini (perché per esteso quella semplicità a cui ho fatto riferimento è anche un atteggiamento dell’animo) senza dover giustificare continuamente quello stesso nostro modo di essere. In occasione di Exa 2011 la nostra Federazione ha consegnato all’Airc, nella persona della Contessa Piera Rampinelli, una somma considerevole che proprio l’intero movimento tiravolistico italiano ha raccolto nell’arco della stagione passata. All’episodio - nel contempo, non a caso, solenne e semplice - abbiamo voluto dedicare la copertina di questo numero della Rivista perché quel gesto sintetizza proprio il modo in cui vorremmo poter agire nel nostro futuro e lo spirito che informa un po’ tutto il nostro agire. Con semplicità, ovvero attraverso la partecipazione alle gare dei nostri Tesserati e per mezzo della loro generosità, abbiamo raccolto quella cifra e l’abbiamo devoluta ad una struttura che da anni peraltro riceve, con profonda gratitudine, nostri contributi volontari. Lo strillo di copertina che descrive quel gesto recita: cuore sportivo. E infatti è stata veramente la grande generosità del mondo tiravolistico - il cuore di quel mondo - ad aver raccolto quell’importo. È con il cuore che si realizza un gesto del genere, in special modo, come avviene ai nostri giorni, in un momento in cui la pratica di pedana di ciascun appassionato deve fare quotidianamente i conti anche con la gestione del bilancio familiare. Ma è doveroso segnalare che l’iniziativa della nostra Federazione in favore dell’Airc si affianca a molte altre lodevolissime iniziative analoghe che sono promosse in ogni parte del territorio italiano dalle nostre Associazioni. La semplicità dei gesti e la genuinità degli atteggiamenti è da sempre la nostra cifra distintiva e nella iniziativa di sostegno dell’Airc che vede la Fitav da anni attivamente in prima fila sono fortemente ribadite quelle nostre prerogative. Oggi occorre però non certo farsi vanto sperticato di quei gesti e di quegli atteggiamenti, ma tuttavia rivendicare con decisione e orgoglio la nobiltà degli stessi. Perché per troppo tempo molti hanno voluto descriverci come un ambito ripiegato su sé stesso, quando invece è evidente che da sempre il nostro mondo è fortemente impegnato nel sociale: ognuno di noi nella sua individualità e tutti insieme come Federazione e come Associazioni sportive ad essa affiliate. Nei fatti, il tema che vengo di nuovo ad affrontare in questo intervento è ancora quello della forte discrepanza tra quello che siamo effettivamente e il modo in cui molti ci descrivono. Ci sono sport popolarissimi che da lungo tempo stentano a inanellare qualche successo e ci siamo invece noi del

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tiro a volo che in qualunque occasione riusciamo a centrare risultati importanti: scrivo queste note proprio al ritorno dalla World Cup di Pechino nella quale Jessica Rossi ha ottenuto un’altra vittoria strepitosa, ma potrei estendere il riferimento ai numerosi e importanti successi che i nostri atleti ottengono sistematicamente nelle discipline amatoriali. Tutto questo per ribadire nuovamente che popolarità e meriti non rappresentano necessariamente un binomio inscindibile. Ecco che allora da queste mie parole in libertà, che vogliono individuare un comune denominatore ad alcuni episodi molto recenti che hanno coinvolto il nostro mondo, emerge il rinnovato invito a ciascuno di farsi portatore di questi messaggi. È vero che i nostri campioni e i loro brillantissimi successi sono più noti che in passato, è altrettanto vero che il ripetuto nostro impegno nel sociale (come nel caso dell’annuale elargizione in favore dell’Airc e delle tante altre iniziative analoghe) è gradualmente sempre più conosciuto e riconosciuto, è ugualmente vero, tanto per fare un altro esempio, che il nostro intervento in favore dell’eco-compatibilità della pratica tiravolistica è divenuto negli anni un esempio imitato a livello planetario. Ma occorre fare di più. Occorre presentarsi ancora meglio: occorre ad esempio trasformare gradualmente le nostre strutture in luoghi di aggregazione che sappiano attrarre un pubblico che non sia costituito soltanto da appassionati della pratica tiravolistica, affinché coloro che frequenteranno il nostro mondo sappiano recepire e trasmettere la corretta immagine di noi. E occorre fare di più in senso concreto: magari correre in soccorso di un impianto di tiro a volo che corre il rischio di chiudere i battenti per restituire vitalità a quello e all’attività che può produrre. È innegabile che iniziative di questo genere comportano uno scontro con i costi e con i freni della burocrazia, ma è in questa concretezza dell’azione che risiede l’elemento fondamentale per il nostro futuro. È nei fatti davvero un futuro semplice, come si vede, quello che auspico. Ma è sicuramente molto più impegnativa la realizzazione di quello e richiede - e ne siamo consapevoli tutti - la profonda dedizione di ciascuno di noi. il Presidente Luciano Rossi

UN ORO CINESE PER JESSICA ROSSI Jessica Rossi ha vinto la gara di Fossa Olimpica alla World Cup di Pechino. La fuoriclasse emiliana ha guadagnato l’accesso alla finale con 69 bersagli utili (24 – 24 – 21) e si è inserita nella scia dell’apripista Rachael Lynn Heiden, autrice di 73 centri. Allo stesso punteggio di Jessica erano pervenute anche l’olimpionica finlandese Satu MakelaNummela e la russa Maria Volkova. Un lungo passaggio a vuoto dell’americana Heiden a metà della finale ha rimesso pienamente in pista l’azzurra di Crevalcore che ha saputo gestire bene la frazione decisiva concludendo con 20 centri che le hanno permesso di agganciare l’americana a quota 89 e di costringerla allo shoot off. Con maggiore motivazione Jessica ha poi superato la Heiden per 2 a 1 assicurandosi la vittoria e il viatico per la Finale del circuito in programma a ottobre negli Emirati Arabi Uniti. Nell’immagine Jessica Rossi esulta per il successo con il Commissario Tecnico Albano Pera. TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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I N T E R N A Z I O N A L E

PAOLA TATTINI CONQUISTA IL MONDO A SIVIGLIA. L’eclettica bolognese vince il titolo iridato di Elica sulle pedane dell’Andalusia ma conquista l’alloro planetario anche il latinense Alberto Fioroni tra i Veterani, mentre Marco Rodenghi si assicura un importante bronzo nella sfida dei Seniores. È Paola Tattini la regina del mondo dell’Elica: la tiratrice bolognese si è infatti laureata campionessa iridata della disciplina nella sfida programmata allo stand di Siviglia. È stata una gara indubbiamente difficile quella affrontata da tutto il clan italiano alla Real Sociedad de Tiro al Vuelo della città andalusa, perché nella circostanza gli azzurri dovevano difendere titoli importanti e numerosi conquistati un anno fa sul terreno amico di Ghedi: in primo luogo la vittoria mondiale centrata trionfalmente da Francesco Tosi tra i Seniores, ma anche l’altrettanto brillante risultato di Emilio Scaravelli tra i Veterani e poi la vittoria strepitosa di Valentina Cuzzani, il titolo iridato del giovanissimo Alessandro Alderani e quello altrettanto pregiato del navigato Amilcare Bodini. Guidato dalla Vice Presidente della Federazione Italiana Tiro a Volo Emanuela Croce Bonomi e dal Funzionario Delegato Giuseppe Rodenghi, il team azzurro in questa impresa andalusa schierava dunque il campione in carica dei Seniores, il pisano di nascita e livornese d’adozione Francesco Tosi e altri tre toscani: Luca Boschi, Francesco Tosi e Andrea Martignoni, il 4

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ravennate Paolo Golfari, il bolognese Franco Morini e il bresciano Marco Rodenghi. Sul versante femminile, a difendere le insegne tricolori sono state convocate la campionessa

in carica, la bolognese Valentina Cuzzani e la sua conterranea Paola Tattini, nonché la bergamasca Franca Rota. Meno numeroso ma sicuramente autorevole il gruppo dei cavalieri della pedana con i campioni in carica Emilio Scaravelli dei Veterani e Amilcare Bodini dei Master a difendere appunto il blasone conquistato a Ghedi nel 2010. L’impresa di Paola Tattini non è stata agevole. La bolognese che ha luminosissimi trascorsi nella Fossa Olimpica ha condotto una gara

Paola Tattini al vertice del podio del Campionato del Mondo di Elica di Siviglia davanti alla spagola Maria Pastor e all’inglese Jena Bell.


// carte vere

Giuseppe Rodenghi posa con la campionessa del mondo Paola Tattini e con le altre azzurre presenti alla spedizione iberica: Valentina Cuzzani e Franca Rota.

La squadra azzurra in gara al confronto iridato di Siviglia posa con la Vice Presidente della Fitav Emanuela Croce Bonomi e con il Funzionario Delegato Giuseppe Rodenghi.

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// paola tattini conquista il mondo a siviglia

magistrale ma ha dovuto fronteggiare l’assalto della vivace spagnola Maria Pastor per la quale fremeva naturalmente il cuore del pubblico

presente alla Real Sociedad de Tiro al Vuelo di Siviglia. Le due eliciste sono pervenute allo stesso punteggio di 23 bersagli acquisiti al ter-

mine delle venticinque eliche regolamentari e si sono affrontate in uno spareggio dagli accesi toni agonistici in cui la specialista azzurra 6

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di Ozzano dell’Emilia ha colpito altre 5 eliche contro le 4 intercettate dalla tiratrice iberica. Con Paola Tattini sul trono del mondo e con Maria Pastor autorevole e degna elicista d’argento della circostanza, è stata l’inglese Jena Bell ad assicurarsi il terzo posto con 19 + 6. Non è riuscito ali azzurri il prodigioso en-plein realizzato un anno fa sulle pedane bresciane di Ghedi, ma a Siviglia il team italiano ha saputo comunque centrare risultati importanti. Tra i Seniores Francesco Tosi ha dovuto consegnare idealmente la corona di sovrano mondiale dell’Elica all’americano Ricky Mein che in Andalusia ha sfoderato un poderoso 35/35. La medaglia d’argento è stata appannaggio del portoghese Juan Badia (33/35). C’è stato tuttavia dell’azzurro anche sul podio dei Seniores a Siviglia: Marco Rodenghi si è infatti brillantemente assicurato il terzo posto nella sfida con 24/25. Ha dovuto esprimere tutta la sua migliore e prorompente carica agonistica anche Alberto Fioroni per conquistare l’alloro iridato dei Veterani. Nella sfida andalusa lo specialista di Latina ha concluso

è stato l’americano Ricky Mein a conquistare il titolo iridato dei Seniores al Mondiale di Elica davanti a portoghese Juan Badia e all’italiano Marco Rodenghi.

Con Ricky Mein irraggiungibile a quota 35/35, il secondo posto dei Seniores è stato appannaggio di Badia davanti all’azzurro Rodenghi che ha intercettato 24 eliche andaluse.


Alberto Fioroni è il nuovo campione del mondo dei Veterani: il latinense ha vinto il titolo precedendo lo spagnolo Delgado e il portoghese Rodriguez.

Il portoghese Armando Marquez ha vinto il titolo dei Superveterani precedendo Arrigo Olivieri e Guglielmo Tuccimei.

Nella sfida femminile a squadre la Gran Bretagna ha preceduto Spagna e Italia.

Il podio della gara degli Juniores al Mondiale di Elica di Siviglia.

con un prezioso bagaglio di 22 eliche, ma allo stesso punteggio era approdato anche lo spagnolo Jena Delgado che ha costretto Fioroni ad un supplemento di gara condito da un acceso agonismo. Fioroni è stato abile a neutralizzare l’effetto galvanizzante del tifo spagnolo sulla prova di Delgado nello shoot off e ha intercettato sette bersagli contro i sei del beniamino di casa. Con il latinense Fioroni sul tetto del mondo e Delgado meritatamente secondo, è stato il portoghese Edgardo Rodriguez ad assicurarsi il terzo posto con 19/24. Sfiorato il colpo grosso dai Superveterani in azzurro. Arrigo Olivieri e Guglielmo Tuccimei hanno infatti tentato di stringere tra due fuochi il portoghese Armando Marquez: sia il lusitano che il bolognese Olivieri e il sabino Tuccimei avevano infatti concluso a quota 22/25. Marquez è stato però più brillante nello spareggio e intercettando quattro eliche ha conquistato l’alloro mondiale che a Ghedi era stato appannaggio del cremonese Amilcare Bodini. Arrigo Olivieri da Bologna si è classificato secondo e Guglielmo Tuccimei da Magliano Sabina è stato onorevolmente terzo. Per quanto riguarda le competizioni a squadre, il team femminile azzurro composto da Paola Tattini, Franca Rota e Valentina Cuzzani ha concluso al terzo posto alle spalle del terzetto della Gran Bretana e di quello della Spagna. In ambito maschile Luca Boschi, Paolo Golfari e Marco Rodenghi sono risultati quarti alle spalle di Stati Uniti, Spagna e Potogallo. TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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E V E N T I

LA FITAV SI METTE IN MOSTRA. Presente con uno spazio espositivo visitato da un folto pubblico, la Federazione ha svolto un ruolo di primo piano all’edizione numero trenta di Exa a Brescia.

Il momento più solenne della presenza della Fitav all’edizione numero trenta di Exa è stata sicuramente la consegna dell’assegno di oltre quattordicimila Euro all’Airc. Il Presidente Rossi si è fatto personalmente latore dell’importo raccolto nell’arco della stagione 2010 dai tiravolisti italiani e devoluto interamente all’ente che da anni compie un’opera meritoria per favorire la ricerca medica e scientifica e per combattere una delle patologie tuttora più gravi. La Contessa Piera Rampinelli, che ha ricevuto l’assegno a nome del’Associazione italiana per la ricerca contro il cancro, nel suo intervento ha riservato parole di elogio nei confronti della Fitav e della generosità dei suoi Tesserati: sempre attenti e sensibili alle iniziative in favore della collettività e alle esigenze della 10

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ricerca scientifica. Peraltro, dello stesso messaggio si è fatta interprete la Principessa Bona Borromeo, Presidente nazionale dell’Airc, che all’indomani della consegna formale della somma di denaro raccolta grazie ai tiravolisti italiani ha voluto indirizzare al Presidente Rossi e a tutti i Tesserati la missiva che pubblichiamo a coredo di questo articolo. La Presidente Borromeo ha manifestato con grande entusiasmo tutta la gratitudine dell’istituzione per l’impegno reiteratamente dimostrato nel tempo dall’intero mondo tiravolistico. Ma Exa 2011 ha rappresentato in generale un’importante vetrina per la Federazione italiana tiro a volo: l’organismo di Viale Tiziano è stato presente alla rassegna di Brescia con un proprio spazio espositivo che è stato visitato

L’intervento della Contessa Rampinelli allo stand della Fitav: con la dirigente dell’Airc sono ritratti l’Amministratore delegato di Exa Marco Citterio e il Presidente Luciano Rossi. sopra: La lettera indirizzata dalla Presidente dell’Airc Bona Borromeo al massimo dirigente della Fitav .


Il Presidente Rossi e il Consigliere Gattavilla ritratti durante la visita agli stand delle Aziende Perazzi, Fiocchi, Rizzini e Beretta.

// la fitav si mette in mostra

da un folto pubblico nell’arco dei quattro giorni della mostra. Un pubblico assortito si è intrattenuto a osservare e commentare le immagini delle grandi vittorie dei tiravolisti azzurri diffuse sui grandi schermi allestiti presso lo stand e molte persone hanno approfittato della presenza del competente personale Fitav per acquisire informazioni sull’attività tiravolistica e sulle modalità di svolgimento della stessa. Nel corso della

rassegna armiera bresciana il Presidente Rossi, accompagnato dal Consigliere Walter Gattavilla, ha compiuto una visita presso gli stand dei principali sponsor della Fitav e con i dirigenti delle Aziende si è intrattenuto sui temi dello sviluppo dell’attività tiravolistica e sul rapporto di stretta collaborazione tra il mondo istituzionale del nostro sport e l’ambito industriale.

DI SPIGNO DA RECORD A CARISIO. È stato un Daniele Di Spigno da record quello che a Carisio ha dominato nel Gran Premio di Double Trap del 10 aprile. Lo specialista pontino, peraltro detentore per un decennio di un primato mondiale della disciplina stabilito alla fine degli anni Novanta, tra gli Eccellenza in gara sulle pedane piemontesi ha prima composto un pirotecnico 149/150 nelle serie di selezione e si è poi assicurato la vittoria di tappa con 194/200. Il migliore degli inseguitori è stato un altro pontino: Nico Bizzoni. L’atleta di Cisterna di Latina ha totalizzato 186 e ha preceduto di misura Marco Innocenti. In Prima categoria vittoria di Alberto Bellini che ha collezionato 177 centri su 200 e ha regolato in shoot off Walter Trevisan. In Seconda categoria si è imposto Emilio Cenci con 138/150 e in Terza Dardo De Carlonis con 137. Simone Vedovelli ha vinto tra gli under 20 con 180/200.

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V I T A

F E D E R A L E

VALLE ANIENE E CIELI APERTI IN FUGA. Il sodalizio di Via Lunghezzina conduce autorevolmente la corsa per la raccolta delle Tessere Ordinarie del 2011, ma la Società bergamasca tiene saldamente il passo tanto che i giochi sono tutt’altro che fatti…

Sembra già fuga a due, per dirla nella terminologia del Giro d’Italia di ciclismo, tra Valle Aniene e Cieli Aperti per quanto riguarda la raccolta delle Tessere Ordinarie in questa prima metà della stagione agonistica 2011. Alla data del 18 aprile il sodalizio di Via Lunghezzina ha già “vendemmiato” 374 Tessere, ma il club bergamasco di Cieli Aperti insegue a quota 335 e non lascia che i capitolini allarghino la loro forchetta di vantaggio. Se a marzo era Belvedere a occupare la terza posizione, alla rilevazione del 18 aprile è Montecatini – Pieve a Nievole a occupare il terzo posto con 238 Tessere. Nella loro scia si collocano Belvedere con 234 Tessere davanti a Lazio (226), Umbriaverde (222), La Fattoria (210) Bologna (202), Giorgio Rosatti - Ponso (195) e Arlunese (193). Aosta invece allarga potentemente il proprio vantaggio nella classifica relativa alle Tessere Sostenitori. Il sodalizio di Aosta aggiunge ben cento tessere in bacheca nel giro di quattro settimane e conduce con 482 Tessere precedendo Sant’Uberto (271), Tricolore (205), Valle Aniene (176), Montecatini – Pieve a Nievole (156), Aits (148), Falco (117), Campomarino (82), Ca’ dei Boschi (71), Lazio (68). Per quanto riguarda il Tesseramento alla data del 18 aprile 2011 tra le Regioni dai numeri più alti la Lombardia vanta un coefficiente di rinnovi dell’89,60% (2.489 Tessere contro le 2.778 rilasciate al 31 dicembre del 2010). Il Veneto è a quota 88,31% con 1.684 Tessere rilasciate contro le 1.907 del 2010 e il Piemonte si attesta a quota 85,06% (1.258 Tessere rilasciate contro le 1.479 del 2010). La Sicilia vanta 1.692 Tessere rinnovate contro le 1.923 dell’anno precedente (87,99%), l’Emilia – Romagna si 12

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attesta all’84,18% (1.932 Tessere rinnovate contro le 2.295 censite alla fine dell’anno 2010), la Toscana fa registrare 1.061 Tessere rinnovate contro le 1.260 del 2010 (84,21%). Il Lazio si attesta a quota 1.788 contro le 2.140 Tessere dell’anno precedente (83,55%), mentre la Campania vanta 1.100 Tessere contro le 1.349 della stagione precedente (81,54%). Tra le altre Regioni la Sardegna vede rinnovate 688 delle 964 Tessere rilasciate nel 2010 (71,37%), il Friuli – Venezia Giulia 300 su 443 (67,72%), la Calabria 540 su 740 (72,97%). In Puglia sono 994 le Tessere rinnovate alla data del 18 aprile 2011, ma erano 1.282 al 31 dicembre del 2010 (77,54%), in Liguria sono 570 contro le 741 dell’anno precedente (76,92%), in Basilicata 183 contro le 231 del 2010 (79,22%). In Umbria sono 909 le Tessere rinnovate nel 2001 contro le 1.115 rilasciate nella stagione precedente (81,52%), nel Molise 123 contro 161 (76,40%), nelle Marche 998 contro 1.143 (87,31%), in Abruzzo 462 contro le 539 del 2010 (85,71%) e in Valle d’Aosta 140 contro le 160 del 2010 (87,50%). Il Trentino - Alto Adige è l’unica Regione che, almeno al 18 aprile, ha superato il Tesseramento dell’anno precedente: le Tessere attuali 65 contro le 59 dell’anno precedente (110,17%). A livello nazionale le Tessere rinnovate al 18 aprile sono 18.976 contro le 22.709 rilasciate al 31 dicembre 2010: il dato è pari ad un coefficiente di rinnovi dell’83,56%. Relativamente all’affiliazione delle Società alla Federazione Italiana Tiro a Volo, alla data del 18 aprile 2011 a livello nazionale sono 418 le Società che hanno effettuato la propria affiliazione contro le 439 del 2010 (il dato è pari al 95,22% del totale del 2010).

Tessere Ordinarie (aggiornato al 18 aprile 2011)

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Valle Aniene 374 Cieli Aperti 335 Montecatini Pieve a Nievole 228 Belvedere 234 Lazio 226 Umbriaverde 222 La Fattoria 210 Bologna 202 Giorgio Rosati - Ponso 178 Arlunese 183

Tessere Sostenitori (aggiornato al 18 aprile 2011)

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Aosta 482 S. Uberto 271 Tricolore 205 Valle Aniene 176 Montecatini Pieve a Nievole 156 Aits 148 Falco 117 Campomarino 82 Ca’ dei Boschi 71 Lazio 68


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CO M E

E R AVA M O

AZZURRO ITALIA Irrompe lo Street Wear nell’abbigliamento sportivo degli anni ottanta, ma insieme alla tuta che sdogana l’atleta-tiratore si conservano elementi classici come la divisa costituita da giacca e pantalone che distingue le squadre nazionali per tutto il decennio. Testo di SIMONA PARISELLA

“Da pochi giorni si è conclusa la serie degli anni settanta ed è iniziata quella terribilmente preoccupante e incerta degli anni ottanta”. Si apre così, il 3 gennaio 1980, il Notiziario Ufficiale della Federazione Italiana di Tiro a Volo, con le paure e le incertezze che accompagnano il passaggio di ogni decennio, coinvolgendo le sfere più disparate del vivere quotidiano, compresa quella sportiva. In realtà anche gli anni ottanta, come del resto quelli che seguirono, trovarono i tiravolisti efficientissimi ed operanti in tutte le specialità che compongono quella vecchissima, ma sempre giovane disciplina sportiva, che è il tiro a volo. 14

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Fu proprio a cavallo tra gli anni ottanta e i novanta che iniziò a stabilirsi quel rapporto di collaborazione tra azienda e atleta, che rappresenta oggi l’elemento di raccordo fondamentale per il continuo progresso tecnico dei prodotti e la diffusione della notorietà del marchio, e che avrebbe dunque fatto la fortuna di atleti e ditte leader nel settore sportivo. È infatti proprio nelle riviste messe insieme nei raccoglitori dagli ottanta in su che iniziano ad abbondare sponsor di armi e munizioni e pubblicità di indumenti sportivi, con modelle e modelli che ammiccano sorridenti dalle pagine de Il Tiro A Volo. Se durante gli anni novanta si verificarono mutamenti rivoluzionari, che si concretizza-

E’ la tuta il simbolo dello sdoganamento del tiratore-atleta nel corso di tutti gli anni ottanta: in questa immagine il team azzurro composto da Daniele Cioni, Marco Venturini e Albano Pera esulta con il Commissario Tecnico Ennio Mattarelli in occasione di un Gran Premio delle Nazioni a Montecatini.


E’ ancora una tuta dai colori vivaci a vestire Marco Venturini impegnato ai Giochi del Mediterraneo del 1987 in Siria insieme a Liliano Boero e il vice presidente Jacopo Matteoni a destra.

Il casual prende piede potentemente anche nella scena sportiva negli anni ottanta: lo evidenzia questa immagine che ritrae Andrea Benelli e Celso Giardini.

rono nella varietà di temi, forme e materiali proposti dalla moda, con una forte attitudine al recupero di capi per lo sport, la tendenza nata agli inizi degli anni ottanta fu ispirata dalla Sneaker culture e dagli Hipsters, lo stile delle tute da ginnastica, delle t-shirt molto colorate, dei cappellini baseball. Impossibile dunque che lo Street Wear, che dominò la scena degli ottanta e novanta, non influenzasse stili e tendenze delle discipline sportive, da cui traeva ispirazione e capacità creativa. A partire dagli ottanta, fino ad arrivare ai novanta, e di lì ai giorni nostri, scarpe da

ginnastica e tute in cotone o nylon, avrebbero avuto uno sviluppo importante. A voler descrivere l’evoluzione della divisa, potremmo proprio nominare la tuta elemento caratterizzante del tiravolista degli anni ottanta e novanta, ormai sdoganato, anche a livello sociale, dalle etichette che lo avevano voluto in giacca e cravatta, a simboleggiare uno status proprio della nobiltà e dell’alta borghesia italiane; il nostro sport diventa infatti, in quegli anni, uno sport tradizionale, tra i più popolari nel Paese. Dall’album del tiro a volo sorridono le glorie e gli appassionati del piattello, i quali indossaTAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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Le immagini degli anni ottanta ritraggono spesso i tiratori italiani ai piedi dell’aereo che li condurrà in giro per il mondo a gareggiare e a vincere: l’abbigliamento è quello classico, spesso costituito da pantalone e giacca e quest’ultima riporta lo scudetto tricolore.

In linea con l’abbigliamento classico anche l’Albano Pera di questa immagine che ritrae l’attale coach della Fossa Olimpica impegnato in qualità di atleta agli Europei di Istanbul del 1988.

no un equipaggiamento che prevede la tuta in cotone con scritte e logo FITAV, il lupetto e la polo, il berretto munito di visiera, gli occhiali a garantire la massima protezione, il borsone rigorosamente azzurro con la scritta ITALIA sul davanti. È l’azzurro il colore simbolo in cui si identifica la nostra nazione, un colore strettamente legato alla storia dei Savoia, che è diventato, via via nel Novecento, il colore delle maglie di tutti gli sportivi italiani, tanto da essere ormai considerato un simbolo patrio al pari della bandiera tricolore. Impeccabile la divisa adottata dall’équipe azzurra di tiro a volo per le trasferte all’estero: le riviste dell’epoca abbondano di foto della squadra ai piedi dell’aereo, in partenza per il mondo a vincere medaglie e guadagnare glorie, nelle Olimpiadi e nelle competizioni iridate, schierata in completo composto da pantalone e giacca dello stesso tessuto; quest’ultima, che ne è l’elemento principale e più caratteristico, ha lo scudetto tricolore 16

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con la scritta ITALIA e i cerchi olimpici sul taschino. Le Signore, ancora protagoniste dei Campionati femminili, non sono solo spettatrici sulla scia di mariti e figli, ma continuano ad essere ottime tiratrici e icone di stile in pedana. Da classiche Diane si trasformano in elegantissime Ladies, sono le protagoniste più applaudite, e si cimentano nelle gare con impegno e tenacia, dimostrando, se fosse ancora necessario, che il tiro a volo non è uno sport destinato solamente agli uomini, ma può coinvolgere chiunque, facendo superare qualsiasi barriera legata a sesso, età e, finalmente, estrazione sociale. Tutto infatti nel tiro a volo è passato e tradizione, ma è anche evoluzione e sviluppo: tutto ha radici forti, ma vola leggero, in un continuo alternarsi di storia e futuro, la storia e il futuro dell’azzurro, un colore entrato nel mito.


I L

T I R O

A

V O L O

I N

T V

piattello televisivo!

Ecco tutti i passaggi televisivi della stagione nazionale e internazionale del tiro a volo. Gare Nazionali

Gare Internazionali

8 maggio 2° Gran Premio Double trap Tav Umbriaverde, Massa Martana (PG) 6) Double Trap maschile (produzione di 50 min)

19-28 aprile 3° Prova Coppa del Mondo Pechino (Cina) 11) Fossa Olimpica femminile (produzione di 50 min) 12) Fossa Olimpica maschile (produzione di 50 min) 13) Skeet femminile (produzione di 50 min) 14) Skeet maschile (produzione di 50 min) Double Trap (maschile) (produzione di 50 min)

14/15 maggio 2° Gran Premio Skeet Tav Arzachena, Arzachena (SS) 7) Skeet femminile (produzione di 50 min) 8) Skeet maschile (produzione di 50 min) 21/22 maggio 2° Gran Premio Fossa Olimpica Tav Cieli Aperti, Cologno al Serio (BG) Fossa olimpica Femminile (produzione di 50 min) Fossa Olimpica Maschile (produzione di 50 min) 5 giugno 3° Gran Premio Double trap Tav S. Uberto, Manoppello Scalo (PE) 11) Double Trap maschile (produzione di 50 min) 11/12 giugno 3° Gran Premio Skeet Tav Lo Schioppo, Scanzano (MT) 12) Skeet femminile (produzione di 50 min) 13) Skeet maschile (produzione di 50 min) 19 giugno Campionato Italiano Double trap Tav Cieli Aperti, Cologno al Serio (BG) 14) Double Trap maschile (produzione di 50 min) 25/26 giugno 3° Gran Premio Fossa Olimpica Tav Acquaviva, Cellino Attanasio (TE) 15) Fossa olimpica Femminile (produzione di 50 min) 16) Fossa Olimpica Maschile (produzione di 50 min) 10 luglio Criterium CAS FO, SK, DT Tav Valle Aniene, Lunghezza (RM) 17) (produzione di 60 min)

* Campionato d’Europa e Campionato dl Mondo quasi sicuramente potrebbero andare in diretta perché dovrebbe essere garantito il segnale internazionale.

16/17 luglio Campionato Italiano Fossa Olimpica Tav Umbriaverde, Massa Martana (PG) 18) Fossa olimpica Femminile (produzione di 50 min) 19) Fossa Olimpica Maschile (produzione di 50 min) Campionato Italiano Skeet – 24/25 settembre Tav Montecatini, Montecatini (PT) 20) Skeet femminile (produzione di 50 min) 21) Skeet maschile (produzione di 50 min) Gare nazionali 20 produzioni da 50 minuti = 1000 minuti (16-17 ore) 1 produzione da 60 minuti. Totale 21 produzioni per 19 ore

7-17 luglio 4° Prova Coppa del Mondo Maribor (Slovenia) 16) Fossa Olimpica femminile (produzione di 50 min) 17) Fossa Olimpica maschile (produzione di 50 min) 18) Skeet femminile (produzione di 50 min) 19) Skeet maschile (produzione di 50 min) 20) Double Trap (maschile) (produzione di 50 min) 1-14 agosto Campionato Europeo* Belgrado (Serbia) 21) Fossa Olimpica femminile (produzione di 50 min) 22) Fossa Olimpica maschile (produzione di 50 min) 23) Skeet femminile (produzione di 50 min) 24) Skeet maschile (produzione di 50 min) Double Trap (maschile) (produzione di 50 min) 27-28 agosto Memorial Ferdinando Rossi Todi (Perugia) 26) (fossa olimpica) (produzione da 90’) 3-14 settembre Campionato Mondiale* Belgrado (Serbia) 27) Fossa Olimpica femminile (produzione di 50 min) 28) Fossa Olimpica maschile (produzione di 50 min) 29) Skeet femminile (produzione di 50 min) 30) Skeet maschile (produzione di 50 min) 31) Double Trap (maschile) (produzione di 50 min) 2-9 ottobre Finale Coppa del Mondo Cairo (Egitto) 32) Fossa Olimpica femminile (produzione di 50 min) 33) Fossa Olimpica maschile (produzione di 50 min) 34) Skeet femminile (produzione di 50 min) 35) Skeet maschile (produzione di 50 min) 36) Double Trap (maschile) (produzione di 50 min)

Gare internazionali 36 produzioni da 50 minuti: 1800 minuti di produzione (30 0re) Totale 57 produzioni per 49-50 ore.

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F O S S A

O L I M P I C A

LA FATTORIA ALZA LA MIRA. È la squadra del sodalizio veneziano a conquistare il titolo invernale intersocietario di Fossa Olimpica a Lonato dopo un testa a testa appassionantissimo con il team dei Vigili del Fuoco. Intanto Rodolfo Viganò, galvanizzato dal recente prestigiosissimo successo australiano in World Cup, vince il Gran Premio di Uboldo tra gli Eccellenza e sul primo gradino del podio con il milanese salgono anche Deborah Gelisio, Giulio Fioravanti e Alessia Montanino.

Hanno la mira giusta quelli de La Fattoria. Anzi, per meglio dire, hanno la Mira giusta… È stato infatti il team del sodalizio del Presidente Urano Torquato Sartori, la cui sede è proprio nella località di Mira, nell’entroterra veneziano, a vincere il titolo invernale delle Società di Fossa Olimpica, ma il confronto del Concaverde che ha attribuito il primato al sodalizio di Via Bastiette è stata una sfida appassionantissima che ha visto oscillare il verdetto davvero fino alle ultimissime battute.

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Il podio del Campionato invernale delle Società di Fossa Olimpica a Lonato: il sestetto de La Fattoria occupa il primo gradino del podio davanti ai Vigili del Fuoco e alla squadra de Il Mulino.


a destra: La formazione de La Fattoria di Mira posa con il leggendario Presidente Urano Torquato Sartori.

Il Presidente del Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco Bruno Nicolella e il Direttore Tecnico Biagio Carrieri celebrano il brillante secondo posto di Lonato con lo staff e gli atleti.

// la fattoria alza la mira

Sulle rive del Garda è sfida all’ultimo piattello. Al primo intertempo erano stati infatti i portacolori di Aosta capitanati dall’Eccellenza Stefano Pavan ad impossessarsi autorevolmente della provvisoria prima posizione con 137/150 davanti ai calabresi di Crucoli (136). Con 135/150 inseguivano i Vigili del Fuoco di capitan Adriano Avveduto che precedevano di una lunghezza gli emiliani de Il Mulino e di tre i veneti de La Fattoria. Al secondo round, però, c’era già aria di svolta: i Vigili del Fuoco assemblavano una serie prodigiosa che li proiettava al vertice della classifica alla boa di metà percorso. Erano il Seconda categoria Pietro Paolo Cenna, l’Eccellenza capitan Avveduto e il Terza Enrico Moncada con i loro en-plein della seconda serie a spingere in alto il team, completato per l’occasione dal Prima categoria Pietro Giovanni Mereu e dai Seconda Orazio Finocchiaro e Giuseppe Piazza. Che i Vigili del Fuoco fossero il team in divisa con le credenziali più alte era emerso già in occasione del round di qualificazione disputato a metà febbraio a Valle Aniene: in quella circostanza infatti i biancorossi selezionati dal Direttore Tecnico Biagio Carrieri e diretti dall’ingegner Bruno Nicolella, Presidente del Gruppo e Dirigente Generale del Corpo dei Vigili del Fuoco, avevano letteralmente dominato in tutti i comparti. Al Concaverde gli atleti di Nicolella e Carrieri confermavano il loro stato di grazia e al giro di boa sembravano davvero proiettati verso la vittoria finale. Ma la sfida di Lonato doveva ancora riservare le sorprese maggiori. Al terzo round erano infatti i Serenissimi di Mira a comporre un punteggio prodigioso: cinque ottimi 24 dell’Eccellenza Alessandro Camisotti, del Prima Paolo Cavarzan, dei Seconda Giorgio Drago e Eri Tessarin e del Terza Luigino Viale e il 22 del Seconda Eros Favaro attribuivano al team di Urano Torquato Sartori un parziale poderoso di 142/150 che faceva schizzare i veneziani a quota 408/450. I portacolori

di Mira, che scalavano in un solo colpo ben due posizioni, potevano vantare a questo punto tre lunghezze di vantaggio su Aosta e cinque su Il Mulino. Soltanto i Vigili del Fuoco avevano fronteggiato il ritorno potente de La Fattoria di Mira. I 25 di Avveduto e Mereu avevano composto la base solida su cui i ragazzi di Biagio Carrieri erano riusciti a costruire un pregevole 139/150 che permetteva ai biancorossi di continuare a dominare la classifica dall’alto di 415 centri. Apparentemente definita alla boa dei quattrocentocinquanta piattelli, la classifica del Campionato invernale doveva però ancora subire uno stravolgimento. Perché nell’ultima serie erano i veneziani de La Fattoria a rispettare perfettamente il ritmo stabilito nel round precedente: il Seconda Eros Favaro era autore di uno strepitoso 25 che gli permetteva di concludere la gara di Lonato al primo posto della classifica interna del team di Mira a pari merito con l’Eccellenza Alessandro Camisotti a quota 93/100. Eri Tessarin e Paolo Cavarzan piazzavano due ottimi 24 concludendo rispetTAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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È stata la squadra emiliana de Il Mulino a centrare la conquista del terzo posto all’intersocietario invernale di Fossa Olimpica. I calabresi di Crucoli sono stati tra i più brillanti contendenti della sfida bresciana e nelle prime battute della gara hanno subito autorevolmente occupato le primissime posizioni della classifica.

tivamente a 90 e a 89, mentre il Terza Luigino Viale si attestava brillantemente a 91 e con 92 concludeva Giorgio Drago. Con il parziale di 140/150 nella quarta e ultima frazione di gara il team della Società di Urano Torquato Sartori toccava quota 548/600. Non riuscivano a tenere lo stesso ritmo i Vigili del Fuoco: il totale dell’ultima serie era infatti per loro 132/150 e nel computo complessivo i biancorossi di Nicolella si attestavano a quota 547. Pur celebrando naturalmente lo straordinario recupero del team de La Fattoria e il “crescendo” strepitoso che ha prodotto la loro vittoria piena e meritata, in questa circostanza per i Vigili del Fuoco il ruolo di secondi classificati risulta davvero un abito un po’ stretto. Si tratta di una di quelle situazioni in cui, a fronte dell’oro luminosissimo dei vincitori de La Fattoria di Mira, occorre coniare un metallo intermedio: l’argento dai riflessi dorati per i secondi classificati. Gli atleti dell’ingegner Nicolella hanno indubbiamen20

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te dato conferma al Concaverde di essere attualmente il team in divisa più brillante nel panorama della Fossa Olimpica italiana. Molti dei componenti si distinguono abitualmente anche nelle competizioni individuali e, come hanno dichiarato molti degli atleti del gruppo prprio all’indomani della sfida che li ha visti ottimi secondi, è indubbiamente la grande capacità di essere squadra che permette ai biancorossi di Nicolella di poter puntare a


// la fattoria alza la mira

risultati stellari. Si vince oppure non si vince, ma in ogni caso siamo tutti insieme a vincere o a non vincere: è questo che hanno dichiarato a gran voce appunto alcuni di loro dopo il grande exploit di Lonato ed è certo che con questa determinazione gli atleti dei Vigili del Fuoco possono davvero guardare a traguardi ambiziosi nei prossimi importanti appuntamenti della stagione 2011. Con La Fattoria al vertice del podio e i Vigili del Fuoco onorevolmente sul secondo gradino del podio, sono stati i portacolori de Il Mulino a centrare la conquista di un prestigioso terzo posto. Il Seconda Mirco Giardini è stato letteralmente stellare e ha prodotto un 97/100 da “nazionale” che ha dato slancio al gruppo completato da Sergio Suffredini, Ivan Rossi, Gianfranco Cristoni, Carlo Serra e Piercarlo Ostan. Gli emiliani hanno totalizzato 543 centri e hanno preceduto il 541 di Aosta e il 539 di Pisa. Con 538 ha concluso il team di San Demetrio davanti a Arlunese e Crucoli (536), Dro e Foligno (535), Asti e Sant’Uberto (534).

Viganò e Gelisio dominano a Uboldo. Rodolfo Viganò e Deborah Gelisio sono stati i protagonisti assoluti del Gran Premio di Fossa Olimpica in programma a Uboldo: il primo vero test stagionale individuale riservato alle categorie più alte del Trap. Il milanese ha tenuto in pugno la gara per tutto il suo corso con la piena padronanza dei propri mezzi espressivi rinvigorita dal bel successo australiano in Coppa del Mondo delle settimane precedenti. Con tre 25 e due 24 Rudi si è impossessato della prima posizione in finale. Dall’alto dei suoi 123 centri poteva sorvegliare con attenzione gli inseguitori. Con 122 si erano inseriti nel lotto dei finalisti Luigi Mele, Fabio Sollami, Claudio Armiraglio, Mauro De Filippis e Massimiliano Mola e considerando il rango agonistico di questi specialisti e il minimo distacco nei confronti dell’apripista, risultava chiaro che Viganò negli ultimi venticinque lanci ad un colpo solo non poteva dormire sonni tranquilli. Rudi infatti

Il podio dell’Eccellenza al Gran Premio di Uboldo di Fossa Olimpica: Rodolfo Viganò occupa il vertice davanti a Luigi Mele e Fabio Sollami. Il podio delle Ladies al Gran Premio di Uboldo: Deborah Gelisio ha conquistato il gradino più alto davanti a Cristina Bocca e Jessica Rossi.

Deborah Gelisio

Rodolfo Viganò

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Il podio degli Juniores: Giulio Fioravanti ha vinto il Gran Premio di Uboldo precedendo Marco Mattioli e Valerio Grazini.

// la fattoria alza la mira

non perdeva il controllo della situazione e intercettava altri 23 piattelli attestandosi a quota 146/150: un punteggio, quello del Forestale milanese oggi residente a Castello d’Agogna, che si rivelava irraggiungibile per tutti gli altri contendenti. Luigi Mele chiudeva al secondo posto con 144, mentre sul terzo gradino del podio saliva Fabio Sollami con 143 davanti ai 142 di Claudio Armiraglio, Mauro De Filippis e Massimiliano Mola. Ricca di colpi di scena anche la sfida al femminile con una Jessica Rossi che ha conquistato la vetta della classifica alla vigilia della finale all’insegna della regolarità, ma che si è poi un po’ smarrita nell’ultimo round a un colpo solo. Con due 23 e un 24 la campionessa di Crevalcore aveva infatti fatto registrare il miglior parziale insieme a Daniela Mazzocchi e dall’alto di quel 70/75 le due apripista della gara di Uboldo erano tallonate dal 68 di Deborah Gelisio e Cristina Bocca. Con 67 guadagnavano la finale anche Cristina Bertamini e Romina Giansanti. Ma in finale era proprio Deborah Gelisio a dimostrarsi la più vivace del sestetto: con 22 centri proiettava il suo punteggio a quota 90/100 ed era prima classificata in solitudine. Cristina Bocca intercettava 21 piattelli e agganciava Jessica Rossi, autrice di un 19, a quota 89. Nello shoot – off era la biellese a spuntarla e l’iridata del 2009 doveva accontentarsi di un onorevole terzo posto davanti all’88 di Romina Giansanti, all’87 di Daniela Mazzocchi e all’83 di Cristina Bertamini. Si è preso qualche rischio Giulio Fioravanti nella fase finale del Gran Premio di Uboldo dello scorso 9 e 10 aprile, ma in ogni caso al traguardo dei 150 piattelli è stato il giovane capitolino a centrare la vittoria nel Settore Giovanile. Praticamente perfetta la sua sequenza di avvicinamento alla finale con un 23 che, paradossalmente, sfigurava a confronto con gli altri superbi quattro 25. Con il suo poderoso 123 Giulio aveva provvisoriamente inflitto cinque bersagli di distacco ai suoi inseguitori più brillanti: Marco Mattioli e Valerio Grazini che stazionavano a 118. Il 18 con22

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clusivo di Fioravanti proiettava il punteggio totale del campione romano a quota 141/150 e alla vittoria definitiva. Con una bella finale Mattioli tentava di interloquire con Fioravanti e arrivava indubbiamente ad un passo dall’aggancio, ma il suo 22 era sufficiente soltanto per accreditare il suo autore di un brillante secondo posto a 140 davanti al 139 che attribuiva il terzo posto a Valerio Grazini. Con 136 concludeva Enrico Moraglia davanti al 132 di Gianmarco Betti e al 131 di Nico Curelli.


Il podio delle Ladies Juniores: Alessia Montanino ha agevolmente brillato sulle pedane lombarde davanti a Jessica Bartoli e Anastasia Milliterno.

// la fattoria alza la mira

Era invece una corsa solitaria verso la vittoria quella di Alessia Montanino che tra le Ladies under 20 ha totalizzato un perfetto 72/75 (24 - 23 - 25) alla boa delle tre serie di selezione. Appariva davvero improbabile un capovolgimento della situazione poiché l’inseguitrice più vivace di Alessia era Jessica Bartoli che presentava un distacco di ben nove piattelli dalla capolista campana. Alle spalle di Jessica ottenevano un posto in finale anche il 59 di Domenica Krizia Laganà, il 58 di Anastasia

Militerno, il 57 di Giulia D’Annizzo e il 56 di Lisa Nicole Marzo. Comprensibile, ma non proprio del tutto condivisibile, l’appagamento agonistico che ha condotto Alessia Montanino a comporre un punteggio obiettivamente modesto in finale: l’84/100 con cui la giovane tiratrice campana ha concluso la gara lombarda ha comunque sancito la sua affermazione netta con sei piattelli di vantaggio al traguardo finale su Jessica Bartoli e dieci su Anastasia Militerno. TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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// la fattoria alza la mira

I finalisti del Gran Premio del 9 e 10 aprile in pedana sul centrale del Vecio Piave.

Tutti i primi di Prima. Chi è di scena? La Prima categoria! Il 9 e 10 aprile sono scesi in campo infatti anche gli specialisti della divisione cadetta in quattro sedi coincidenti con quattro macro-aree della penisola. Lo stand del Vecio Piave ha ospitato la sfida del profondo nord. All’elegante impianto del clan Coppiello a San Donà di Piave è stato Massimo Buzzaccaro ad aggiudicarsi la vittoria tra i centotrentacinque contendenti. Il tiratore piemontese è stato autore di una gara brillantissima: un 24 di apertura, poi due serie piene, poi un 23 e ancora un 25 lo hanno condotto all’accesso alla finale con 122 centri su 125. Meglio di Buzzaccaro aveva saputo fare soltanto Claudio Ventura che al traguardo delle cinque serie aveva assemblato un poderoso 123. Accedevano alla finale anche gli autori di 120 centri: Luciano Minelli, Fabrizio Chiarotto, Mario Giannini e Francesco Breganze. Fuori dal lotto dei finalisti rimanevano invece il 119 di Paolo Cavarzan e i 118 di Moreno Bembo, Diego Puccio, Andrea Miotto, Giovanni Brignoli e Giuseppe Agresta. In finale tuttavia Ventura smarriva la concentrazione e la determinazione che gli aveva consentito di comporre un brillantissimo risultato alla boa delle cinque serie e concludeva con un 22 che proiettava il pun24

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teggio del tiratore lombardo soltanto a quota 145/150. Ma quello era un punteggio che non bastava per assicurarsi immediatamente il podio della gara in programma all’elegante e attrezzatissimo impianto del clan Coppiello. Con un solido 24 Massimo Buzzaccaro toccava infatti quota 146 e il primato della sfida in programma al Vecio Piave era incondizionatamente suo. Luciano Minelli e Fabrizio Chiarotto erano luminosissimi in finale e assemblavano un perfetto 25 che conduceva il loro punteggio alla stessa quota di 145 raggiunta da Ventura. Nello shoot-off che seguiva era proprio Ventura il primo a cedere e a restare escluso dal podio. Era bravo Minelli a costringere Chiarotto al terzo posto e ad assicurarsi con merito il secondo posto. Nel parallelo Gran Premio di Prima categoria di Rimini è stato invece Giacomo Buffoli ad imporsi con il totale di 141/150 e lo specialista bresciano è stato abile ad artigliare la vittoria con un rush finale di pregio. Buffoli ha infatti raggiunto la finale con 118/125, ma la vetta della graduatoria era occupata dai 119 di Antonio Zepponi, Lorenzo Gonnesi Fabbri e Riccardo Martinozzi. Entravano in finale con lo stesso score di Buffoli anche Mauro Mazzoni e Fabrizio Granocchia. In finale Giacomo Buffoli era autore di un significativo 23 e il suo punteggio complessivo si traduceva in


// la fattoria alza la mira

Massimo Buzzaccaro al vertice del podio del Gran Premio di Prima categoria al Vecio Piave di San Donà davanti a Luciano Minelli e Fabrizio Chiarotto.

Il Consigliere nazionale della Fitav Vincenzo Cito posa al Vecio Piave con il Presidente Coppiello e il pool degli Ufficiali di Gara impegnati nel Gran Premio del 9 e 10 aprile.

un 123 irraggiungibile da tutti gli altri contendenti. Raggiungevano quota 140 Antonio Mazzoni e Mauro Zepponi e nel successivo shoot off si distribuivano in quell’ordine sul podio per 3 a 2. Martinozzi concludeva a 139 davanti al 138 di Fabrizio Granocchia e al 137

di Lorenzo Gonnesi Fabbri. Lotta serrata invece fino all’ultimo piattello (e oltre) a Umbriaverde dove sono scesi in lizza ben 199 specialisti di Prima categoria. Tra i contendenti in gara all’impianto perugino è stato Oscar Rota a spuntarla ma non senza TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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// la fattoria alza la mira

Uno scorcio dell’impianto di San Donà di Piave durante il Gran Premio di Prima categoria di Fossa Olimpica.

dover affrontare i tempi supplementari. Rota era in realtà da solo in testa alla classifica alla boa delle cinque serie con un pregiato 121/125 ed era inseguito da Fabio Batini a 119, da Gabriele Bernasconi e Bruno Di Cesidio a 118, da Giuseppe Ciccarelli e Andrea Andreozzi a 117. Nell’ultimo round Oscar Rota non andava oltre il 20 e doveva fare i conti con il prepotente ritorno di Ciccarelli, che componeva un pregiato 24, e di Batini, autore di 22 centri. In quel modo i tre contendenti si ritrovavano a quota 141 ed era lo spareggio ad assegnare le posizioni sul podio: nel giro di sei lanci Fabio Batini si assicurava il bronzo, Giuseppe Ciccarelli era d’argento e Oscar Rota 1 25/05/2010 Pagina 1 siFab:Layout aggiudicava la vittoria 9.57 del Gran Premio di

Umbriaverde. Nella loro scia Gabriele Bernasconi concludeva a 138 e Andrea Andreozzi e Bruno Di Cesidio si attestavano a 137. Allo stand di Fasano che ha ospitato la sfida del profondo sud era invece Giorgio Cacciapaglia a centrare una brillante vittoria con 144/150. Alla boa delle cinque serie era stato Alberto Magliano Modafferi ad aver fissato il punteggio più rilevante: un solido 120/125. Cacciapaglia inseguiva con 119, ma in finale la sua prova era maiuscola e in forza di un perfetto 25 si assicurava la vittoria. Secondo era Pietro Caforio, autore di 141 centri, davanti al 140 di Alessio Nostro che precedeva i 139 di Romeo Ruggieri e Alberto Modafferi e il 138 di Gennaro Niola.

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// la fattoria alza la mira

NOMI NUOVI DA ACQUASPARTA. All’impianto di Cascata delle Marmore il 9 e 10 aprile si sono misurati i Seconda e i Terza categoria, i Veterani e i Master dell’Umbria. Tra i Seconda Mirco Gaillardi ha vinto con 115/125 davanti al 114 di Antonello Grisci e al 114 di Sauro Ruggeri. Un pregiatissimo 118/125 ha dato la vittoria in Terza categoria a Riccardo Giacchi davanti al 115 di Flavio Ciacci e al 114 di Riccardo Marconi. Tra i Veterani i migliori punteggi sono stati quelli di Mauro Schiavolini e Vito Malafoglia che hanno concluso a 113: nel brevissimo successivo spareggio Schiavolini ha vinto per 1 a 0. Al terzo posto si è insediato Terzilio Cosimetti (109). Tra i Master vittoria agevole di Roberto Mosconi (114/125) davanti a Marcello Vetturini (112) e Sergio Tarquini (111). Nelle foto: I vari podii a Cascata Delle Marmore, in ordine: Seconda categoria, Terza categoria, Veterani e Master.

IL MEMORIAL ROSSINI SI FA IN QUATTRO. È giunto alla quarta edizione il Memorial Liano Rossini che si disputerà dal 27 al 29 maggio sulle pedane abruzzesi della Società Giulio Antonio Acquaviva di Cellino Attanasio. La sfida di Fossa Olimpica sulla distanza di 75 piattelli vedrà impegnati i sei campi del sodalizio teramano per una sfida che, oltre a celebrare uno dei più grandi campioni del tiro a volo di tutti i tempi, sarà un’occasione per vedere all’opera alcuni dei più talentuosi specialisti dell’attuale panorama nazionale e internazionale. Per informazioni gli interessati possono contattare direttamente la Società al seguente recapito telefonico: 0861 659428.

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in

corpore

sano

NOZIONI DI PSICOLOGIA PRATICA PER LO SPORT L’attività sportiva è spesso fortemente condizionata da problemi motivazionali: analizziamoli e vediamo come è possibile fronteggiarli a tutto beneficio della qualità della prestazione sportiva. E’ infatti la grande motivazione che ha permesso ai grandi campioni azzurri di questi ultimi anni di centrare straordinarie vittorie. Testo di FABIO PARTIGIANI Spesso gli allenatori mettono in relazione e giustificano con problemi di motivazione sia uno sviluppo insufficiente della prestazione dell’atleta, come anche difficoltà di apprendimento (del gesto motorio) e di comportamento. Nell’allenamento di base e di costruzione lo scopo è la formazione della capacità individuale d’azione dell’atleta, con la quale si intende la capacità di reagire e di agire in modo conforme alle esigenze del compito sportivo preposto, soggettivamente adeguato cioè corrispondente ai presupposti di prestazione ed alla condizione psicofisica attuale. La motivazione e’ di fondamentale importanza nel quadro della capacità individuale di prestazione. Se vi sono problemi che la riguardano, l’insieme di tale capacità è compromesso. Specie nell’allenamento giovanile, l’allenatore si trova davanti ad una situazione in cui deve intuire, in una fase di tempestosi cambiamenti fisici e psichici (pubertà), le diminuzioni della motivazione, cercare di rimuoverle per formare una adeguata motivazione alla prestazione. Nel processo di allenamento e di gara, per garantire, giorno dopo giorno, un livello di motivazione che serva a promuovere la prestazione e per sviluppare, con il tempo, quegli atteggiamenti che rappresentano la base per una necessaria motivazione al successo, sono necessarie pazienza e capacità di comprensione. Ma, tutto ciò è possibile se l’allenatore analizza i fattori essenziali che influiscono sulla motivazione dell’atleta. In questo caso, deve riconoscere, il più rapidamente possibile, quali sono i fattori che possono favorirla o danneggiarla, scoprire le loro relazioni e sviluppare una strategia adeguata per influire su di essi. La tabella 1 fornisce alcuni aspetti di questa analisi, attraverso i quali l’allenatore è in grado di riconoscere i punti essenziali dei fattori che influenzano negativamente o positivamente la motivazione. Da qui trovare i giusti correttivi di ordine pedagogico e psicologico. 28

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// nozioni di psicologia pratica per lo sport

Fattori Negativi -

Fattori Positivi +

Atleta

Atleta

nessuna voglia di allenarsi; paura dell’insuccesso; aspettativa di insuccesso; l’obiettivo assegnato è troppo elevato;

elevata motivazione ad allenarsi; aspettativa di successo; l’obiettivo assegnato è adeguato.

Allenatore

Allenatore

Eccessive ambizioni dell’allenatore; Esclusivo orientamento al risul. sport; Nessun interessamento verso l’atleta; Stile direttivo incostante (ora autoritario, ora permissivo).

molto impegnato; grandi capacità di leader; è un entusiasta del suo sport; condotta di vita esemplare.

Scuola

Scuola

scarso rendimento; mancanza di sostegno e di considerazione per la pratica dello sport di alto livello da parte degli insegnanti.

rendimento eccellente, nessun problema; la scuola sostiene l’attività della società sportiva; buona sintonia tra impegni scolastici e allenamento.

Famiglia

Famiglia

eccessive ambizioni dei genitori; la famiglia non sostiene la carriera sportiva, è contraria ad un eventuale cambio di società.

la famiglia sostiene la carriera sportiva; partecipazione ed interesse; tutti sostengono lo sviluppo della carriera sportiva.

Amici

Amici

modo di vivere che attrae l’atleta ma incompatibile con lo sport di alto livello; non sono d’accordo con l’impegno nello sport ad alto livello.

la cerchia degli amici ha gli stessi interessi; gli amici sostengono la carriera sportiva; riconoscimento da parte della cerchia di amici.

Tempo libero/interessi

Tempo libero/interessi

difficoltà a rinunciare alle attività del tempo libero; le occupazioni durante il tempo libero influenzano negativamente l’allenamento.

lo sport praticato rappresenta l’interesse principale; rinunciare ad attività del tempo libero non è difficile.

Gruppo di Allenamento

Gruppo di Allenamento

rivalità tra gli atleti; clima negativo nel gruppo; soddisfazione per gli insuccessi degli altri.

buon clima di gruppo; disponibilità ad aiutarsi; mutuo incitamento; Soddisfazione collettiva per la vittoria di un compagno.

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// nozioni di psicologia pratica per lo sport

Certamente ogni allenatore potrebbe aggiungere qualcosa al quadro riassuntivo della tabella 1, però è fondamentale che, nell’analisi della motivazione alla prestazione, si tenga conto dei molteplici fattori influenti che possono avere un’azione positiva o negativa. Nello stabilire quali debbano essere gli interventi per migliorare la situazione della motivazione dell’atleta, si dovrebbe procedere gradualmente : •

cercare di capire, tempestivamente, quali sono i fattori che influiscono positivamente o negativamente su ciascun atleta. Se l’atleta non ha voglia di allenarsi, e qualcosa l’opprime, l’istruttore dovrebbe cercare di scoprirne le cause. Di regola un allenamento svolto in queste condizioni non è efficace ed è più negativo che positivo per la prestazione dell’atleta.

Analizzare come l’atleta supera i problemi di motivazione e come utilizza un fattore influente positivo per la prestazione. La maggior parte degli atleti cerca di superare da sola i problemi di motivazione e di utilizzare, consapevolmente, i fattori che hanno un’influenza positiva. L’atleta è in grado autonomamente di porsi obiettivi che lo stimolino, di precisarli a seconda delle condizioni, di concretizzare i suoi punti di forza (“mi sento in forma”), di utilizzare condizioni negative per auto motivarsi ( “piove, ma va bene lo stesso”), ecc. Per cui è importante che l’allenatore analizzi le istruzioni che l’atleta si dà da solo per guidare o influenzare l’azione.

Impiegare “strumenti” adatti a creare una situazione della motivazione positiva per la prestazione. Lodi/critiche : spesso critiche troppo frequenti portano alla formazione di una motivazione all’insuccesso. L’atleta si allena per evitare errori. Ne consegue una carenza di fiducia in se stesso. Nell’allenamento giovanile, attraverso una adeguata motivazione al successo (riconoscere i progressi, stimolare con lodi), occorre porre gli accenti necessari per formare il futuro atleta vincente. Quindi è importante che i progressi nell’apprendimento vengano sempre comunicati, gli errori solo se necessario. Determinare obiettivi: gli obiettivi (parziali ed intermedi) vanno definiti all’inizio dell’anno di preparazione. Determinazione e programmazione degli obiettivi debbono essere collegate con un adeguato sistema di stimoli ( gare societarie ). Bisogna tenere conto che gli obiettivi personali ed anche quelli materiali (relativi all’età dell’atleta) hanno una funzione di stimolo alla prestazione, ed insieme ai motivi sociali e di valorizzazione della personalità fanno parte dell’insieme dei motivi soggettivamente efficaci.

Creazione di un clima di gruppo che favorisce la motivazione. Il gruppo di allenamento svolge un ruolo decisivo nella creazione di una motivazione alla prestazione. Occorre che i rapporti tra gli atleti, e tra essi e l’allenatore, siano impostati in modo tale che l’incitamento reciproco, la fiducia, l’apprezzamento per la prestazione degli altri, l’aiuto tra compagni diretto a superare difficoltà, l’accettazione comune dei successi e degli insuccessi da parte dell’istruttore e degli atleti, si trasformino in norme di gruppo, indipendentemente dalla necessità di applicare criteri diversi in casi speciali.

Buona collaborazione con tutti i responsabili dell’educazione e con le persone che esercitano un influsso sulla motivazione dell’atleta. In questo campo è necessario un tatto particolare, perché ogni discredito gettato sulle persone che rappresentano un importante punto di riferimento per l’atleta può provocare in esso un atteggiamento di difesa, che poi rende difficile all’allenatore ottenere i cambiamenti auspicati nella motivazione. Non si deve mai dimenticare che, in ultima analisi, un atleta può ottenere elevati risultati sportivi solo se le persone che per lui rappresentano un punto di riferimento importante sostengono completamente lo sviluppo della sua carriera.

Valutare regolarmente il successo dei propri sforzi. Criteri importanti sono l’atteggiamento in allenamento, il comportamento in gara, gli obiettivi, la reazione ai consigli, alle lodi od alle critiche dell’allenatore o dei compagni. Gli sforzi saranno fruttuosi se l’atleta sarà in grado di affrontare da solo ciò che è negativo per la motivazione e riuscirà a motivarsi in modo tale da essere in grado di sfruttare completamente la sua massima capacità di prestazione nel momento decisivo.

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S K E E T

MAZZOLENI È IL RE DELLO SKEET. Lo specialista milanese conquista il titolo degli Eccellenza nella sfida di Sant’Angelo in Formis davanti a Giovanni Di Bari e Marco Sablone ma nel Gran Premio sulle stesse pedane della Falco è Emanuele Fuso a svettare nella massima categoria; Chiara Costa è luminosa regina d’inverno, ma nell’appuntamento successivo è invece l’azzurra Diana Bacosi a conquistare il primato.

Un impianto storico con un nome che evoca inevitabilmente trionfi leggendari è stato lo scenario di due appuntamenti importantissimi del calendario di Skeet delle ultime settimane. All’impianto della Società Falco di Sant’Angelo in Formis si è disputato infatti prima la finale del Campionato invernale individuale della disciplina del pull e del mark e poi il Gran Premio con modalità Issf. In entrambi casi è stata battaglia serrata in tutte le categorie... 32

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Il caldo inverno degli skeettisti Mauro Mazzoleni è il campione italiano di Skeet dell’inverno 2010 – 2011: lo specialista milanese ha catturato con autorevolezza la corona di miglior skeettista d’Italia tra gli Eccellenza nella sfida che ha visto impegnato lo stand della Società Falco. Il quarantasettenne lombardo ha confezionato una gara superba sulle pedane di Ennio Falco: tre 25 e un 24 hanno infatti descritto senza mezzi termini

Mauro Mazzoleni esulta al vertice del podio del Campionato italiano invernale di Skeet alla Società Falco davanti a Giovanni Di Bari e Marco Sablone.


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la superiorità dello skeettista milanese che in quel modo si è assicurato la vittoria con un 99/100 che ha inflitto due lunghezze di distacco al brillante pugliese Giovanni Di Bari. Per la medaglia c’è stata battaglia tra Marco Sablone e Riccardo Meriziola, approdati al punteggio di 95 con gli stessi parziali seppure distribuiti in una sequenza diversa. Nel lungo spareggio è stato il romano a spuntarla: Sablone si è classificato terzo superando

specialista campano si è assicurato la corona di miglior skeettista dell’inverno di quella divisione con un 92/100 a cui ha contribuito fortemente il bel 25 dell’ultima frazione di gara. Alessandro Cianchetta con 90 è stato ottimo secondo davanti all’89 di Giuseppe Di Lorenzo. Di pregio gli 88 assemblati da Franco Valentino, Vincenzo Tarantino e Mariano Laezza. Elippio Vellucci è il vincitore della sdida riservata ai Terza categoria: con

l’umbro Meriziola per 13 a 12. Nella scia del gruppo di testa altri nomi celebri: a quota 94 sono approdati Alessandro Martella, Adriano Bandini e Christian Eleuteri, a 93 Giancarlo Tazza, Andrea Filippetti e Stefano Battaglia. Tra i Prima categoria è stato invece Tammaro Cassandro a cogliere brillantemente la vittoria: il giovane tiratore campano ha assemblato un perfetto 98/100 e ha preceduto di misura Roberto Vergari. Per il terzo posto si sono dovuti sfidare i 95: Vincenzo Grizi, Alberto Fattorini e Ermanno Lanzi ed è stato proprio il giovane Grizi a spuntarla dopo appena quattro lanci costringendo Fattori e Lanzi alle prime sedi fuori dal podio. Francesco Erriquez ha vinto tra i Seconda categoria: lo

92/100 lo specialista campano ha preceduto di misura Antonio Iovine. Per la terza piazza si è rivelato necessario lo spareggio tra Gennaro Roma e Astolfo Carducci che hanno concluso le quattro serie regolamentari con lo stesso punteggio di 90/100. Un fulmineo shoot off ha attribuito a Roma la medaglia di bronzo. Chiara Costa è stata la regina delle skeettiste d’inverno: la tiratrice capitolina ha vinto la gara di Sant’Angelo in Formis con 92 bersagli utili e due lunghezze di vantaggio sull’azzurra dell’Esercito Simona Scocchetti. Sul terzo gradino del podio è salita Giovanna Oropallo, autrice di 83 centri. Nella classifica riservata al Settore Giovanile Luigi Roberto Grieco si è imposto intercettando 85 dei 100

Tammaro Cassandro è il miglior skeettista di Prima categoria dell’inverno: il giovane campano ha vinto precedendo Roberto Vergari e Vincenzo Grizi. Tra i Seconda Categoria è stato Francesco Erriquez a svettare davanti ad Alessandro Cianchetta e Giuseppe Di Lorenzo. In Terza Categoria il titolo invernale è andato a Elippio Vellucci che ha preceduto Antonio Iovine e Gennaro Roma. Le Ladies hanno avuto la loro protagonista in Chiara Costa che ha preceduto Simona Scocchetti e Giovanna Oropallo.

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concluso Virgilio Virgili davanti al 77 di Vittorio Borrelli, al 75 di Ernesto Giordano e al 72 di Loris De Leoni.

Ancora nell’arena della Falco...

piattelli di programma e precedendo di due lunghezze Gerardo Iannacone. Gino Mollica è stato autore di 81 centri e si è assicurato con merito la medaglia di bronzo. Con il pregevole punteggio di 89/100 Luigi Ronco si è eletto campione d’inverno dei Veterani di Skeet. Lo specialista latino ha preceduto di misura Aniello Vallone e Ferruccio Bellini che a seguito dello spareggio si sono distribuiti in quell’ordine sui rimanenti gradini del podio. Con 87 hanno concluso Alfredo Petroni e Giampiero Malasomma, mentre a 86 si è attestato Gaetano Marcianò davanti agli 85 di Carmine Pascale e Franco Cinti. Un leonino Enzo Rossetti è stato il protagonista della gara dei Master: con 86/100 il tiratore latino si è aggiudicato il titolo invernale di Skeet dei decani della pedana precedendo Giancarlo Perfetti (81) e Bruno Forlizzi (79). Con 78 ha

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Lo stand della Società Tiro a Volo Falco di Sant’Angelo in Formis è stato il teatro anche del Gran Premio di Skeet con formula Issf nei giorni del 9 e 10 aprile. Emanuele Fuso è stato il migliore degli Eccellenza in gara a Capua: lo skeettista latino è stato peraltro leader indiscusso della prova dalle prime battute fino alla conclusione. Fuso è approdato in prima posizione alla finale con 122 centri (24 – 24 – 25 – 24 – 25) inseguito a 120 da Giovanni Di Bari che a sua volta era tallonato ad un piattello da un temibilissimo terzetto composto da Andrea Filippetti, Michele Bertossi e Adriano Bandini. Per un solo posto rimasto disponibile si sfidavano i 118: Luigi Agostino Lodde, fresco eroe della conquista australiana della carta olimpica, Marco Sablone e Andrea Sacchetti e dopo un lungo e intenso shoot out che vedeva arrendersi per primo Sablone, era proprio il trentenne di Ozieri ad assicurarsi la possibilità di accedere al gruppo dei sei finalisti. In finale tuttavia Emanuele Fuso era incontenibile: lo skeettista latino completava i venticinque lanci senza errori ed era primo a quota 147/150. Giovanni Di Bari era ottimo secondo con 143 davanti al 142 di Adriano Bandini che si rendeva meritevole del bronzo davanti al 141 di Bertossi, al 140 di Filippetti e al 139 di Lodde. Michael Palmieri ha invece letteralmente dominato la gara dei Prima categoria: all’impianto capuano il tiratore marchigiano si è assicurato il primo posto in finale con 118/125 ma ha dovuto condividere l’attico del condominio con un brillante Stefano Muzzu. Con 115 si sono aggiudicati gli altri dorsali da finalisti Mario Aloi, Giancarlo Grimaldi, Riccardo Filippelli e Simone Pastacaldi. Palmieri è stato maiuscolo in finale e ha asemblato un perfetto 25 che

Tra gli under 20 ha vinto Luigi Roberto Grieco che ha preceduto Gerardo Iannacone e Gino Mollica. Luigi Ronco è stato l’autorevole campione d’inverno di Skeet dei Veterani davanti a Aniello Vallone e Ferruccio Bellini. Enzo Rossetti ha vinto tra i Master precedendo Giancarlo Perfetti e Bruno Forlizzi.


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Il podio dell’Eccellenza al Gran Premio di Skeet di Capua con formula Issf: Emanuele Fuso ha vinto precedendo Giovanni Di Bari e Adriano Bandini. Michael Palmieri ha vinto la gara dei Prima categoria davanti a Mario Aloi e Stefano Muzzu. Alessandro Cianchetta ha svettato in Seconda categoria davanti a Giuseppe Di Lorenzo e Mariano Laezza.

ha proiettato il suo punteggio a quota 143/150 e alla vittoria definitiva. Muzzu non ha tenuto lo stesso passo: con 20 bersagli si è lasciato superare in volata da un esuberante Mario Aloi che con il totale di 139 si è meritato ampiamente l’argento della sfida. Per artigliare il bronzo Muzzu ha dovuto superare in spareggio per 3 a 2 Giancarlo Grimaldi che era approdato allo stesso punteggio per effetto di un bel 24 di finale. Con 137 ha concluso la gara di Capua Riccardo Filippelli e con 135 Simone Pastacaldi. In Seconda categoria Alessandro Cianchetta è stato abile a conquistare la palma della vittoria nel rush finale. Il tiratore umbro era giunto alla finale con 115 bersagli all’attivo e doveva inseguire con un piattello di ritardo l’apripista Giuseppe Di Lorenzo. Nella loro scia, con notevole distacco, si erano inseriti tra i finalisti anche Giancarlo Perfetti (107), Andrea Del Pistoia (106) e Franco Valentino (104). In finale tuttavia Cianchetta allungava il passo e assemblava un pregevolissimo 24 che dava ali al suo punteggio: con 139 bersagli complessivi Cianchetta vinceva il Gran Premio e precedeva di tre bersagli Giuseppe Di Lorenzo e di dieci Mariano Laezza. Tra i Terza categoria è stato Marco D’Amico a svettare nel Gran Premio di Capua con formula Issf: il tiratore campano ha totalizzato 130/150 e al traguardo delle sei serie di gara ha preceduto di misura Astolfo TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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Diana Bacosi ha vinto tra le Ladies precedendo Simona Scocchetti e Cristina Vitali. Tammaro Cassandro ha vinto la gara del Settore Giovanile precedendo Domenico Simeone e Gabriele Rossetti.

terza classificata con 87 centri davanti all’83 di Adriana Fattorini, all’80 di Virginia Orlando e al 75 di Nausica Cirillo. Con un potente 144/150 consolidato dal pregiatissimo 25 della finale Tammaro Cassandro ha vinto la gara riservata al Settore Giovanile. Il giovane campano (che già alla boa delle cinque serie svettava ampiamente con il suo pregiato 119) al traguardo conclusivo ha inflitto ben cinque lunghezze di distacco a Domenico Simeone (139) che ha preceduto a sua volta di misura Gabriele Rossetti. Simone Vizzon ha concluso a quota 137 davanti ai 133 di Christian Benet e Vincenzo Grizi.

Nord chiama Sud, Sud chiama Nord.

Carducci che deteneva il primato provvisorio alla vigilia della finale. Antonio Iovine e Renato Vargiu hanno concluso a pari merito a quota 128 e nello shoot off che è scaturito dalla situazione di parità ha prevalso Iovine per 5 a 5. Con 125 ha concluso Giovanni Leonardi, mentre Marco Abbatiello si è attestato a 123. Diana Bacosi ha vinto la sfida in rosa: la specialista dell’Esercito, che occupava già il vertice della classifica alla boa delle tre serie con 70/75, ha totalizzato 91/100 e ha preceduto di misura la collega della stessa forza armata Simona Scocchetti. Cristina Vitali è stata ottima

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Sono state le sedi di Montecatini – Pieve a Nievole, Bottaccia e Bernalda ad ospitare le tre tappe contemporanee dei Gran Premi di Skeet con formula Fitav. Nella gara in programma sulle pedane toscane (con l’esperto Bruno Bracalini nel ruolo di Coordinatore e con un Refes di grande professionalità del calibro di Alessandro Lumachi) tra i 102 contendenti il migliore degli Eccellenza si è rivelato Maurizio Carrara che ha totalizzato 95/100 e ha preceduto Sandro Bellini (93) e Stefano Benet (92 e un secco 2 a 1 nello shoot off con Stefano Battaglia). Con un pregiatissimo 96/100 Gabriele Rossetti ha vinto in Prima categoria: il beniamino di casa ha preceduto Michael Palmieri (93 + 19) e Riccardo Filippelli (93 + 18). In Seconda categoria vittoria

In Terza categoria il Gran Premio con formula Issf ha visto svettare Marco D’Amico davanti a Astolfo Carducci e Antonio Iovine.


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netta di Iacopo Di Grazia con 93/100 davanti a Roberto Ciani (89) e Gianni Candiago (88). Corrado Innocente è stato il migliore dei Terza categoria con 88 centri all’attivo davanti a Alessandro Carminati (85) e Bryan Bellavigna (84). Silvano Piazzoli ha svettato tra i Veterani con un pregevolissimo 91/100 e ha preceduto Giancarlo Benedettelli (83 + 3) e Claudio Boccardo (83 + 2). Roberto Lepri ha vinto tra i master con 89/100 davanti a Giancarlo Innocenti (77). Sulle pedane della Società Bottaccia è stato Emanuele Fuso a svettare tra gli Eccellenza con un pirotecnico 99/100 che ha inflitto pesanti distacchi a tutti gli avversari. L’argento della sfida è andato a Valerio Andreoni (96) che con 12 centri supplementari ha superato in shoot off Riccardo Meriziola (96 + 11) e Fabrizio Nascetti (96 + 3). In Prima categoria Marco Calafiore ha vinto con un pregiato 97/100 davanti a Stefano Sebastriani (96) e Mario Aloi (95). Il leader di Seconda categoria è stato Andrea Zonfrilli che ha totalizzato 92 centri e ha preceduto Alessandro Cianchetta (91 + 8) e Fabio Grimaldi (91 + 6). Claudio Rampazzi ha vinto in Terza categoria con

95 bersagli all’attivo e ha preceduto Alessio Piersigilli (93) e Gregorio Paolo Quondam (92). Uno stratosferico 98/100 ha attribuito la vittoria tra i Veterani a Alfredo Petroni davanti a Luigi Ronco (95) e Florindo Rossi Mori (86). Con 90/100 tra i Master ha vinto invece Giancarlo Perfetti davanti a Enzo Rossetti (85 + 2) e Claudio Camerini (85 + 1). Allo stand materano di Bernalda Giovanni Di Bari ha vinto in Eccellenza con un luminoso 97/100 davanti a Orlando Fiore (92). Giusva Chiodi è stato il migliore dei Prima categoria con 94/100 davanti al 92 di Giuseppe Iannucci e al 91 di Luca Rusciano. In Seconda categoria Vincenzo Grauso ha vinto con 89/100 precedendo Vito Michele D’Adamo (87 + 2) e Rocco Galone (87 + 1). Elippio Vellucci è stato il più brillante dei Terza categoria: ha vinto con 92/100 precedendo Gerardo Iannaccone (87) e Francesco Scala (86 + 1). Cosimo Nobile ha vinto tra i Veterani con 89/100 davanti a Gaetano Marcianò (88 + 6) e Carmine Pascale (88 + 5). Con 76/100 Giuseppe Pontiello ha vinto tra i Master davanti a Emanuele D’Adamo (75) e Salvatore Iannaccone (74).

NEL NOME DI LEANDRO RECINELLA. Si disputerà allo stand della Società Giulio Antonio Acquaviva di Cellino Attanasio la prima edizione del Memorial Leandro Recinella: il fondatore dell’impianto teramano che ha ormai un ruolo di primissimo piano nella geografia delle strutture tiravolistiche italiane. La competizione, programmata nei giorni del 1° e 2 luglio 2011, sarà dotata di un montepremi di 10.000 Euro e l’intero ricavato della manifestazione sarà devoluto in favore della ricerca contro il cancro.

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CO M PA K

GABBIADINI E MOZZICATO SONO I LEADER All’impianto piemontese di Carpignano Sesia e a quello pugliese di San Donaci si sfidano gli specialisti italiani del Compak

Ha preso il via la stagione agonistica del Compak con due appuntamenti paralleli a Carpignano Sesia e a San Donaci. Allo stand novarese del Presidente Giovanni Tribolo il migliore degli Eccellenza è stato Pasquale Gabbiadini di Bagnatica: lo specialista bergamasco ha conquistato la medaglia d’oro del Gran Premio con lo score di 94/100 superando allo shoot-off il toscano di Palaia Giuseppe Calò. Al terzo posto il piemontese Nicola Piscitelli di Montalto Dora con 93. In Prima categoria Roberto Pagliarini di Rimini ha svettato con un pregiato 92/100 davanti a Massimo Iulita (91 + 2) e Marco Battilana (91 + 1). Nella sfida piemontese egregiamente diretta dal Coordinatore Giancarlo Vitali, coadiuvato nell’occasione dal preciso Refes Luigi Russo e dai Direttori di Tiro Zagato, Contrini, Ballini, Tumiatti , Zecca, Follia e Pastori, in Seconda categoria è stato Alberto Piotti di Arese a spuntarla con 92/100

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davanti a Stefano Spagnolo (91) e Claudio Campiglio (90). Il vicentino di Arcugnano Silvano Tosato ha vinto in Terza categoria prima intercettando 93 bersagli come Mirko Tomasello e poi superando il valido avversario lombardo in shoot off per 2 a 1. La medaglia di bronzo è andata a Gianluca Padrone (90). Ana Cecilia Petagine (68/100) è stata la migliore delle Ladies davanti a Luana La Croce (66) e Patrizia Teruzzi (62). La classifica del Settore Giovanile ha regalato il gradino più alto del podio a Ivan Scenini di Mandello del Lario: il lecchese ha colpito 85 bersagli e ha preceduto Davide Serioli (83) e Stefano Rigamonti (79). Claudio Lazzarin di San Giorgio di Legnano ha vinto tra i Veterani con 94/100 davanti a Roberto Rossi (91 + 2) e Giovanni Zamboni (91 + 1). Tra i Master ha svettato Gianfranco Corradi di Pellegrino Parmense con 85/100 davanti a Ottorino Rovetta (81) e Luigi Micheloni (77). Presenti


// gabbiadini e mozzicato sono i leader

nella pagina affianco: Il Presidente della Società di Carpignano Sesia Giovanni Tribolo esulta con i dirigenti federali e il pool degli Ufficiali di gara presenti alla sfida di Compak. a destra: Il podio dell’Eccellenza al Gran Premio di Carpignano Sesia: il bergamasco Pasquale Gabbiadini ha preceduto Giuseppe Calò e Nicola Piscitelli. Il podio dei Prima categoria a Carpignano Sesia: il riminese Roberto Pagliarini ha preceduto Massimo Iulita e Marco Battilana.

all’intera competizione e alla cerimonia di premiazione il Consigliere nazionale della Fitav Vincenzo Cito e il Presidente del Comitato regionale Fitav del Piemonte Pino Facchini. Nella parallela sfida di San Donaci è stato invece Francesco Mozzicato a vincere tra gli Eccellenza con 92/100 + 2 davanti a Massimo Grieco (92 + 1) e Massimiliano Montuori (91). Liborio Tizza ha svettato tra i Prima categoria con 91/100 precedendo Luca Maci (88) e Diego Attardo (86). Gianfranco Pescosolido si è imposto in Seconda categoria

con 92/100 davanti a Piero De Vitis (89) e Roberto Vaccaro (87). Con 89/100 Antonio Delia ha prevalso in Terza categoria precedendo Nazareno Franco (85) e Massimiliano Cipolletti (85). Renato Vitelli ha vinto tra gli under 20 con 87/100 davanti a Angelo Elia (82) e Salvatore Ciantia (81). Tra i Veterani ha svettato Alberto Cervesato con 81/100 davanti a Centauro Cerroni (78) e Stefano Elastico (67), mentre tra i Master il migliore è stato Damiano Ferraro che con 71 centri all’attivo ha regolato Vincenzo Galati (70) e Cosimo Morleo (62). TAV MAGAZINE _ IL TIRO A VOLO

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A T T I

U F F I C I A L I

AVVISO IMPORTANTE Tutti gli atleti (agonisti ed amatori) che disputano gare, nel caso in cui debbano assumere farmaci, devono essere in possesso del modulo di trasmissione della “Dichiarazione di uso terapeutico di sostanze vietate o metodi proibiti”(DUT). La ““Dichiarazione di uso terapeutico di sostanze vietate o metodi proibiti”(DUT) deve essere spedita per Raccomandata A/R all’Ufficio di Procura Antidoping del CONI (Stadio Olimpico, Curva Sud, Gate 23, Secondo piano, 00194 Roma): • - Per gli atleti non soggetti a TUE (Richiesta di Esenzione ai Fini Terapeutici), la DUT va inviata entro 7 giorni lavorativi dalla data di sessione del prelievo ed è soggetta a revisione ed accettazione da parte dell’organismo deputato al controllo della documentazione; il mancato riconoscimento della reale necessità medica al trattamento indicato comporta l’attivazione di un procedimento disciplinare. • - Per Glucocorticosteroidi (Cortisonici) utilizzati per via non sistemica, la DUT va presentata nel momento in cui si inizia la somministrazione, sono interessati tutti gli Atleti compresi quelli inseriti nel Gruppo Registrato ai Fini dei Controlli (RTP). Si ribadisce che gli atleti inseriti nell’RTP, nel caso in cui debbano assumere farmaci, devono compilare la TUE. Nel caso in cui il Comitato per l’Esenzione ai Fini Terapeutici”(CEFT) approvi la TUE, l’Atleta può cominciare il trattamento farmacologico soltanto dopo aver ricevuto la notifica di autorizzazione da parte del CEFT. Si fa eccezione per i casi in cui l’intervento farmacologico si configuri quale trattamento di emergenza indispensabile per le condizioni di salute dell’atleta; in questo caso l’autorizzazione può avere validità retroattiva. Per prendere visione del “Regolamento Antidoping” e la relativa modulistica, collegarsi sul sito federale www.fitav.it , cliccare sul link in basso. Una volta aperta la Home Page del sito www.coni.it , scorrere la colonna laterale sinistra fino alla voce Antidoping e cliccarla. Si prega di prenderne visione e si raccomanda la massima cura e scrupolosità. Per qualsiasi ulteriore informazione, contattare il Medico Federale dr. Francesco Fazi 335333670 e l’Ufficio Antidoping FITAV al numero 06.45235213.

AVVISO A TUTTE LE SOCIETA’ La Federazione per effettuare con sicurezza e velocemente i pagamenti a vario titolo alle Società Sportive ad essa affiliate deve utilizzare lo strumento del bonifico bancario. E’ quindi necessario che le Società inviino urgentemente i propri dati bancari secondo il seguente schema registrandosi ai servizi web del sito www.fitav.it: Denominazione Società Intestatario del Conto Bancario Istituto di Credito Numero Conto Corrente

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