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Notiziario trimestrale delle Sezioni del Club Alpino Italiano di Alessandria, Acqui Terme, Casale Monf., Ovada, San Salvatore Monf., Tortona, Valenza Autorizzazione Trib. di Casale n. 155 del 27.2.1985 - Direttore Responsabile Diego Cartasegna - Direzione e Amministr. Via Rivetta, 17 Casale Monferrato Redazione Stampa Tipografia Barberis snc San Salvatore Monferrato “Spedizione in a. p. art. 2 comma 20/c legge 662/96 - Filiale di Alessandria” Anno XXIII - Num. 1 - GENNAIO 2012__________________________________________________

Intersezionale

Sulla parete nord, per la “via degli Sloveni”

Il 21 novembre scorso, alle 21,15, presso la sede del Club Alpino Italiano di Alessandria, si sono riuniti tutti i presidenti delle sezioni della provincia per discutere un corposo ordine del giorno. Il direttore della scuola intersezionale Alphard, Gianni Ghiglione (INA-CAAI), ha illustrato le attività che saranno svolte nel corso del 2012 nei vari settori, attività che verranno divulgate e reclamizzate a tempo debito; inoltre ha precisato che la Scuola si rende disponibile a collaborare per serate e relative uscite pratiche per l’introduzione all’arrampicata e all’alpinismo, di cui sono state già fissate date e luoghi, lasciando alle sezioni interessate la diffusione della notizia, con la fattiva collaborazione con la scuola Alphard. Inoltre è stato deliberato di effettuare un corso per la formazione di accompagnatori sezionali di escursionismo (ASE), previa costituzione di una scuola; in tal senso si è auspicata una collaborazione con la sezione di Asti per attuare tale iniziativa e pertanto è stato programmato un incontro (poi avvenuto) con la stessa per esaminare le possibilità di dare concreta attuazione al progetto. E’ stata inoltre ribadita la necessità di una raccolta di firme contro la proposta di legge regionale che permetterebbe l’acceso delle moto sui sentieri. Tale iniziativa sarà messa in atto nel momento del rinnovo delle tessere. Sono stati anche presentati due corsi per la formazione di accompagnatori sezionali di alpinismo giovanile (ASAG), previa costituzione di scuole, in differenti sedi atte a coprire tutto il territorio provinciale; anche per questi corsi sarà chiesta alla sezione di Asti un’eventuale collaborazione. Infine, nell’ambito della riunione, è stato nominato il rappresentante del CAI nella Consulta Provinciale della sentieristica, come da recente legge regionale. (U.P.)

Ci sono pareti e pareti: la Nord delle Grandes Jorasses (4.208 m), nel massiccio del Monte Bianco, appartiene per varie ragioni alla categoria più prestigiosa. La roccia e il ghiaccio di questa muraglia, alta più di 1.000 metri, si confondono con le gesta e il valore di grandi alpinisti del passato e del presente: Gervasutti, Cassin, Bonatti, Gogna, Desmaison, Gabarrou, Babanov, Steck. Ma la Nord delle Jorasses non è solo carica di storia, è anche una parete di una bellezza senza pari. Colpisce alla vista certamente per le dimensioni ma ancor di più per l’architettura delle sue forme, potenti ed esteticamente irripetibili. Lo sperone Walker e lo sperone Croz dominano il bacino del Leschaux quasi come fossero due enormi torri… Ricordate le torri gemelle di New York? Dunque, esse avevano un’altezza di 415 metri ciascuna. Nemmeno se ponessimo idealmente le due Twin Towers l’una sopra l’altra, riusciremmo a replicare l’altezza dello sperone Croz! È di questo che vi voglio parlare. Courmayeur, sabato 1 ottobre ore 8. Dopo un sosta veloce al market, sparpagliamo cibo e materiale sul piccolo piazzale davanti a casa. Sacchi a pelo, friends, chiodi da roccia, viti da ghiaccio, corde, cordini, cordoni, torrone e fichi secchi… Nel sacco riponiamo anche qualche pensiero e facciamo una foto ricordo. Ci dirigiamo verso Chamonix accompagnati da un tiepido sole. È ottobre e la luce è dolce, assai diversa rispetto a quella

GRANDES JORASSES: SOGNO VISSUTO

L’impressionante parete nord delle Grandes Jorasses, al centro lo sperone Croz

estiva. È comunque una luce inebriante, l’erba dei prati comincia a far spazio a qualche filo giallo e le foglie a cambiare colore. La montagna si prepara a salutare l’estate e ad accogliere i rigori dell’inverno. Ma lassù, sulla Nord, forse è il periodo migliore dell’anno. La leggera perturbazione settembrina ha buttato giù un po’ di neve, non tanta, ma sufficiente per contribuire alla formazione della maggior parte delle linee di salita della parete. Da distante, i nastri ghiacciati e i diedri incrostati di ghiaccio sembrano quasi dei drappeggi disegnati con estro da un’artista folle ma talentuoso. Tra i tanti “drappeggi”, nel luglio del 1977 quattro alpinisti sloveni individuano una linea di goulotte che s’insinua sulla faccia destra dello sperone Croz sino sfioSegue a pag. 3

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TRE NUOVI CORSI

Rievocazione di un’ascensione sulle Alpi Marittime negli anni ottanta

TORRE GIALLA, UN’IDEA DI FRANCO al ripiego e, ambedue, dimenticammo la Torre... L'UOMO... Franco Piana è di Genova, appartiene al gruppo elitario dell'alpinismo ligure di punta, a metà degli anni ‘70 con Lorenzo Pomodoro forma la cordata più preparata nell'ambiente alpinistico occidentale; al loro attivo due ascensioni a pochi riservate: il Pilone Centrale del Freney e la Ovest delle Petites Jorasses per la via Contamine (1a Italiana). Da Genova, l'immediata vicinanza delle Alpi Marittime consente a Franco notevoli possibilità di focalizzare spazi liberi di pareti o spigoli

ove visualizzare e tracciare nuove vie, ma, altresì, valutare attentamente il problema alpinistico su cui cimentarsi, infatti così è stato per la nord del Corno Stella lungo la via dei francesi Ughetto/Ruggeri; qui la maestria di Franco si è profusa non solo nella tecnica e stile personale, ma all'ingegno nel costruirsi i cunei regolabili fino a 26 cm di larghezza per superare il tratto chiave della salita (**). Si trattava allora, se non mi sbaglio, della terza salita, e ad oggi, l'alone reverenziale che la circonda, non vede candidati in lizza alla prova. Segue a pag. 2

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In questo scritto, spostandomi avanti e indietro nel tempo di quegli anni, racconto dei significativi momenti pertinenti sia a Franco Piana amico e alpinista, che agli amici con cui, sulla Torre della parete est della Testa del Claus(*) abbiamo diviso passione ed emozioni. Nasce così la storia della Torre Gialla da un’idea; in essa Franco intravide la possibilità di aprire due vie sulla parete, le studiò e valutò la convenienza ma in un primo momento tenne la “cosa” per sé. A consolidata amicizia mi comunicò il progetto e combinammo, se non che quel giorno l'inclemenza del tempo ci obbligò


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TORRE GIALLA, UN’IDEA DI FRANCO

L'INCONTRO... Provenendo da siti diversi per un sopralluogo ambientale ci incrociammo a metà mattino dell'8 dicembre ’75 sul ghiacciaio del Gigante; Franco e Lorenzo provenivano dal Mont Maudit, io e Comino dal Mont Blac du Tacul; intenzioni comuni di obiettivi diversi all'imminente inverno. Brevi presentazioni, il resto al comodo e caldo rifugio Torino e, come si conviene per l'occasione, reciproco scambio dei numeri telefonici un “...Ci sentiamo per combinare, ciao...”. Poi la tragedia che scosse l'ambiente alpinistico occidentale, Lorenzo Pomodoro, amico e compagno di Franco con cui divideva le sorti in parete, morì assieme ad altri in un incidente d'inverno sul monte Pisanino nelle Alpi Apuane. La casualità della vita, di per sé imprevedibile, il suo desiderio di continuare, permise un rapporto di amicizia che nel prosieguo delle stagioni armonizzò i caratteri nella comune passione. In ferie, passammo alcune estati in Val Ferret dedicandoci al versante sud delle Jorasses ripetendo vie (es. Bonatti/Peyronell alla punta Yang) e aprendone (es. Tour Des Jorasses, integrale sperone sud) ed in autunno, nel magico ambiente delle Marittime a noi caro. La sincera confidenza, tra noi, mi permise - apparentemente - un recupero psicologico dall'incidente sulla Nord del Cervino nel 75: non mi pareva vero... DESTINO... Settembre 1980, sera: le poche parole che al telefono udii mi comunicavano che la vita di Franco era terminata, il desiderio che lo aveva portato all’Everest, l'energia e l'impegno profusi in esso segnarono, al colle sud, il destino... per sempre. DISCORRENDO... Della Torre Gialla me ne accennò Franco chiacchierando di vie nuove da aprire. “Vedi, mi disse, anche gli alpinisti sovente si condizionano al luogo e altro non vedono; al rifugio Questa, ad esempio, mirano tutti alla zona del Prefouns o alle creste Savoia; è anche vero che chi dal rifugio sale al passo delle Portette, sono escursionisti o alpinisti cui l'interesse di ricerca non coinvolge... Per effetto di prospettiva - continuò - si coglie l'essenza della Torre all'inizio dei tornanti verso il passo: anzi, più che una Torre pare la prua di una nave che si impone dalla testa del Claus. INSIEME… 1976, primavera avanzata: nel tardo pomeriggio di un sabato deponiamo gli zaini innanzi la porta del rifugio, di neve ne abbiamo pestata a sufficienza, guardando a valle, la pista sembra uno sghiribizzo di quadro d’autore. Mattino: alla base della Torre la mia sensibilità è scossa; nella geometrica struttura vi è riposta la fantasia poetica di ogni alpinista: un muro giallo/rosso, liscio, si innalza verticale fino a due sbarramenti di tetti posti asimmetrici in obliquo da destra a sinistra di pronunciati diedri; oltre, ancora diedri; la logicità di due vie passanti ai lati dei tetti è palese all'evidenza. Il tempo imbronciato di primo mattino è, di per sé, un avvertimento, un valore cui prestare attenzione nel prosieguo del

giorno, ma, qui non siamo in quota ma in un posto tranquillo. Ci innalziamo nel diedro di destra per due lunghezze di corda tra fessure e diedri giocando d'equilibrio sul verticale della parete... Comodi al terrazzino del secondo tiro ci domandiamo che fare, i fiocchi di neve, che in prima battuta figuravano scomposte lettere di un annunciato messaggio, ora, grevi e silenziose, danzano al vento: veloce calata con buoni propositi... disattesi. L'IDEA SI RIPROPONE... Fine autunno ’85: è mio carattere, ove possibile, fare il sopralluogo nella zona ove d'inverno intendo mettere le mani, così mi trovo, un giorno, diretto al colle delle Portette intenzionato a scendere nella combe per visionare la W della testa del Claus. Sono solo, è questione di un attimo, una frase smarrita nella memoria mi scuote; “…Gli alpinisti altro non vedono..” La Torre!, accusai un botto di calore corporeo, avvertendo in me il disagio al ricordo... ”Più che una torre sembra...”. Rinsavito, osservai la torre che come un icona rifletteva il vissuto della nostra storia, i giorni pieni e intensi su tante pareti, proseguii turbato monologando nei ricordi. PENSANDO A FRANCO... Estate ‘86: con Gene e Mario è il secondo tentativo sul percorso del 1976; memore dell'esperienza precedente porto due chiodi a pressione per una sosta alquanto precaria, veloci superiamo le prime due lunghezze, la terza, pervenendo in sosta foro e fisso i chiodi; recuperati, gli amici gongolano sulle staffe per la sosta sicura. Il prosieguo è una fessurina che incide lo strapiombo da destra a sinistra, lo superiamo in delicato artificiale su chiodi piantati dal basso verso l'alto, poi in libera per otto lunghezze su roccia di media difficoltà pervenendo in cima. Scendendo, ci soffermiamo al colle per valutare il vero problema della Torre: la linea di diedri che si innalza a sinistra dei tetti. LA PRIMA VOLTA... NEI DIEDRI DI SINISTRA... Giugno ‘87: il baldanzoso quintetto, nell'insieme festaiolo, muove verso la Torre assaporando preventivamente il risultato... “Massì, godiamoci la domenica, apriamo la via che è pur sempre esperienza e poi via...via?..” Dall'attacco, il primo tiro spicca in tale evidenza da non porre dubbi: il diedro, lo strapiombo, il muretto, la sosta. Mi innalzo, supero il diedro, gli strapiombi, libera stupenda, qualche chiodo, ma giunto al muretto la sorpresa: in realtà è un blocco semistaccato di notevoli dimensioni pencolante nel vuoto, provo ad aggirare l'ostacolo, ma privo di altra soluzione lo affronto. Con cautela mi innalzo sfruttando la fessura per alcuni metri; un passo prudente in artificiale seguito la libera delicata e sosto. Dalla sosta, ciò che segue da l'impressione di molto impegnativo e, essendo noi in cinque, i conti non tornano e il tempo vola, invito Gene a salire informando gli amici che scendiamo,... Scendete?.. amichevole contraddittorio, un po' di scena... Ci avevi promesso che... Già, avevo promesso... IL CHIODO A PRESSIONE... 28 Giugno, mattino: Gene, Ferrero ed io

Il lago delle Portette dal Rifugio Questa

sostiamo al primo tiro, la partenza del secondo mi mette a dura prova proseguendo costante fino ad una placca che inibisce la continuità; non passo! e il chiodino extrapiatto nell'esile fessurina non mi convince, provo in artificiale e volo; riprovo idem, scendo o buco? ecco il dilemma, dalla sosta gli amici non esitano: “Buca” e vai, con te… noi… pochi minuti e il chiodo infisso luccica come un diamante. Proseguo su costanti difficoltà pervenendo nel diedro intravisto dal basso, un’ altra lunghezza fra diedri e strapiombi nel complesso molto impegnativa adduce a comoda sosta.. Ancora un tiro, un passo impegnativo, poi lo sperone di media difficoltà invita alla cima. CONFIDENZE... Nel periodo in cui Franco gestiva il rifugio Genova combinammo alcune salite sul versante est dell’Argentera. Una di queste, la sera antecedente la salita, seduti fuori dal rifugio avvolti nell'atmosfera mutante della luce, ci confidammo come adolescenti sul perché della vita e della passione per l'alpinismo che, per noi, era il gioco con l'io, consapevoli del limite alla libertà di agire. Le parole, scevre dall'abituale inibizione, si dissolvevano alla sinfonia naturale del luogo. Ad un certo punto della conversazione, preveggendo la casualità o fatalità della vita, Franco mi disse che, in caso di mortale incidente all'Everest, desiderava che la spoglia rimanesse in luogo; accusai uno scossone ma non dissi nulla, poco dopo rientrammo in rifugio, domani ci aspettava una via classica, al caldo sole e azzurro cielo... Fu l'ultima volta, l’imminente partenza, gli ultimi preparativi non permisero altro incontro. Ci sentimmo alcuni giorni prima del viaggio, una telefonata breve, senza giri di parole, perché l'esperienza maturata nelle Alpi non abbisognava ragguagli, eppoi non era la prima spedizione che Franco affrontava questa, semmai, aggiungeva un di più che egli agognava. Al termine mi disse.: “Tienti in forma, un mese passa in fretta...”. “Certo, - dissi - non mancherò...”. Ciao Franco. Alessandro Nebiolo (*) Montagne Nostre n. 154, Agosto 2003, Numero speciale ”Cento anni di Corno Stella” (**) Alpi Marittime ed. 1990, Vol. 2, foto n. 42 con itinerari


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GRANDES JORASSES: UN SOGNO VISSUTO

rare timidamente il suo stesso profilo verso la cima. Questa linea diverrà per tutti e per sempre la Via degli Sloveni, testimonianza e segno indelebile della loro prima ascensione. Da allora solo una manciata di ripetizioni e poche le informazioni affidabili a riguardo. Ormai sono le 11 e siamo a Montanvers: da qui la parete quasi non si vede. Scendiamo le scalette che portano sul ghiacciaio. Mettiamo piede sul Mer de Glace e iniziamo il lungo avvicinamento. È incredibile come in questi stessi luoghi, d’inverno, in pochi minuti con gli sci si possa scendere verso valle. Ora invece, si risale con penoso zig-zag una pietraia, per ore. Alla confluenza del bacino del Tacul e quello del Leschaux ci fermiamo per un breve spuntino, la temperatura al sole è ancora gradevole. Poco dopo entriamo nel cono d’ombra della parete. Quanto più ci si avvicina verso di essa tanto più il ghiacciaio diviene tormentato. In direzione del Croz ci sono dei crepacci enormi… difficilmente aggirabili. Dunque, ci dirigiamo verso la Walker per poi traversare decisamente verso destra. Arriviamo sotto l’ultimo ostacolo prima di giungere all’attacco. È un seracco, all’apparenza poco stabile, che cerchiamo di superare velocemente. Da qui le prospettive sono davvero ingannevoli, la parete non sembra nemmeno poi tanto grande. Mi rendo conto del mio errore di valutazione solo quando scorgo una cordata sulla Colton-McIntyre… I due alpinisti sono due puntini piccoli, piccoli e la parete è impressionante! Sono circa le 18. Individuiamo un posto adatto ad accogliere il nostro bivacco. Hotel Grandes Jorasses, 4 stelle in ridente ambiente alpino, nemmeno troppo caro, solo… un poco fresco. Non impieghiamo molto a preparare la piazzola nella neve, solo quel che basta per rimanere in piano da sdraiati. Ci sarebbe voluto troppo tempo per scavare una truna nella neve, preferiamo quindi soffrire un poco di freddo in più ma risparmiare le energie per la scalata. Bivacco all’addiaccio dunque. Questa è l’immagine più nitida e profonda che conservo di questa straordinaria esperienza. La foto “a sorpresa” che mi ha scattato Arnaud è emblematica. Io assorto nei miei pensieri, con lo sguardo volto nel vuoto e alle spalle il Croz illuminato dagli ultimi raggi di sole. Lunghi periodi di tempo passano senza lasciare traccia nel nostro animo. Giorni vuoti e uguali che si recriminano come perduti, senza avere l'impressione di avere veramente vissuto. Queste ore restano invece indelebili nei nostri ricordi a vivificare con un soffio eroico le nostre piccole ipocrisie quotidiane. Solo il morso della fame riesce ad interrompere questo idillio. La serata passa tranquilla sotto una miriade di luminosissime stelle. Verso le 3.30 superiamo la crepaccia terminale nel punto più accessibile. Questo ci costringe però, per raggiungere il primo nevaio, ad effettuare un lungo traverso orizzontale (circa due tiri di corda). Il traverso si rivela piuttosto delicato a causa del ghiaccio nero e marmoreo. Attraverso poi una breve e ripida goulotte giungiamo sul primo nevaio. Da qui una rampa di neve (50-55 gradi) ascendente verso sinistra per circa

Il lungo traverso verso destra per giungere al crux dell’intera salita

150/200 m conduce al primo sistema di goulotte. La progressione è continua e piuttosto veloce in conserva protetta, mai troppo difficile, sui 60-65 gradi per circa 200 m. Una brezza fresca ci annuncia l’alba mentre giungiamo finalmente al secondo nevaio. Dalla fine del secondo nevaio le cose si fanno indiscutibilmente più serie. Superiamo un diedro canale in dry e poi tre tiri di corda di circa 50 metri ciascuno, su ghiaccio a tratti molto sottile, inclinato sino a 80-85 gradi. Arriviamo al terzo ed ultimo nevaio. Oramai, abbiamo superato oltre due terzi di parete e ci fermiamo per fare “rifornimento”. Ci mancano gli ultimi 250/300 m di salita… i più difficili. Superiamo una goulotte completamente secca, arrivando sul filo di cresta dello sperone Croz, qui l’ambiente è davvero notevole. Dopo un tiro su roccia di IV/IV+ la progressione verso l’alto sembra sbarrata da un muro di roccia verticale, qualche dubbio in effetti ci viene. Poi, proseguiamo per l’unico itinerario logico, affrontando un lungo traverso ascendente verso destra, su neve dura ma sottile, dove risulta arduo proteggersi adeguatamente. Alla fine del traverso si gira dietro uno spigolo verticale, con roccia abbastanza marcia, che pare precludere la via. Il compagno appronta una sosta improvvisata: un friend, un microfriend, un chiodo forse. Dei tre punti di sosta non so quale fosse il più aleatorio. E dopo? Dopo, solo il passaggio chiave della via… a soli 80 metri dall’uscita. Là, su quella rampa fatta a diedro, avrebbe dovuto esserci del ghiaccio, poco forse, ma del ghiaccio. Ora invece la rampa si presentava come una placca di roccia ricoperta da uno strato di verglas di circa 2 o 3 centimetri, improteggibili. Erano 10 metri in dry difficili, poi la rampa mollava e il ghiaccio diventava più abbondante. La sosta, la rampa, la consapevolezza del “vietato cadere” per non rischiare un rientro express verso l’hotel Grandes Jorasses. Lassù, qualcosa di noi è rimasto. Qualche istante, un pugno di emozioni, un angolo di vita. M5 o forse M5+ dirò poi io, M6+ dice invece l’ultima relazione recuperata da Maurizio! Ma chi può dirlo? Non saranno degli sterili numeri a mettere al guinzaglio le nostre emozioni. Arnaud si toglie lo zaino, troppo greve per un simile passaggio. Io mi slego da una corda per legarvi lo zaino dell’amico e rimango solo su una corda… gemella. Tre metri in traverso verso destra, due in verticale, le punte delle picche su due schegge di roccia, il monopunta del rampone sinistro appoggiato delicatamente sul leggero strato di verglas e l’altro in spaccata sulla

faccia destra del diedro. Arnaud riesce a proteggersi su un chiodo a lama sottile lasciato dagli sloveni. Alla fine cosa sono nel quotidiano 8 metri messi in orizzontale? Nulla. Messi in verticale invece, sulla Nord delle Jorasses possono anche dare senso pregnante a 40 minuti di arrampicata strenua e a un turbinio di emozioni. Click… è il secondo chiodo (nascosto) lasciato dagli sloveni che Arnaud riesce prima ad individuare e poi a moschettonare. Il suo occhiello però è rivolto verso il basso e la sua tenuta è molto aleatoria. Il compagno accascia la testa sulla picca sinistra, il momento di crisi interiore ha raggiunto il suo culmine. Alè, Arnaud, alè grido io! E lui stesso ripete quelle parole per scuotersi. Fortunatamente l’amico è un ragazzo con delle risorse morali inesauribili e supera quel difficile momento. Le due piccozze appoggiate delicatamente sulla placca verglassata, 1.000 metri di aria sotto i piedi! Un lamento coraggioso rimbomba poco sotto la cima del Croz… Riposizionare l’equilibrio e spostare il rampone verso una tacca con la speranza di proteggersi. Un Camalot n. 2 entra in un buco quadrato verso destra. È finita. Ancora 3 metri, entrano 2 viti da ghiaccio. Il mio compito è ben più facile. Arriviamo alla breccia tra la cima del Croz e la punta Magali. Un sole caldo sul versante sud ci accoglie. La Nord delle Jorasses è fatta. Non lo sappiamo ancora ma ci attendono gli orrendi e pericolanti sfasciumi del Croz versante sud. Sei calate a corda doppia, in mezzo al terreno più scabroso in cui sia mai passato, ci separano dai Rochers du Reposoir. Alle 20 siamo al Boccalatte, alle 23 a Courmayeur. Il mattino seguente a Parma, al lavoro. Tutti gli uomini sognano. Non però allo stesso modo. Quelli che sognano di notte nei polverosi recessi della mente si svegliano al mattino per scoprire che il sogno è vano. Ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, giacché ad essi è dato di vivere i sogni ad occhi aperti e far si che essi si avverino. Fate che i sogni divorino la vostra vita, affinché la vita non divori i vostri sogni. Emanuele Camera - sezione di Ovada Bivacco alla base della parete


4 Un grande alpinista, un grande uomo

RICORDO DI WALTER BONATTI In queste settimane, successive alla sua scomparsa, le imprese di Walter Bonatti sono state ricordate e rievocate da televisione e giornali, non solo quelli della stampa specializzata perchè Bonatti era un “personaggio”, osannato dai moltissimi ammiratori e criticato dai pochi, per la verità, detrattori. Non è pertanto il caso di parlare delle imprese ma del ricordo che la figura di Bonatti mi ha lasciato. Per me, bambino innamorato della montagna, era un mito e tale è rimasto sino alla sua improvvisa scomparsa. Ho letto tutti i libri scritti magistralmente da lui ed altri, di autori diversi, che comunque parlano delle sue imprese e delle sue avventure e mi sono fatto una idea sull’uomo Bonatti: il fatto che non sia mai sceso a compromessi con gli altri e, tanto meno, con se stesso ne ha fatto un esempio di rara onestà morale. Personaggio famoso ma mai invadente, disponibile al colloquio ed affabile oratore è stato per me un piacere averlo ascoltato dal vivo in due occasioni (1988 e 1998) quando fu ospite ad Alessandria in altrettante serate organizzate dal CAI. Nel ’98, oltre alla conferenza serale, fu organizzato anche un incontro con gli studenti delle scuole cittadine e la partecipazione e l’interesse dimostrato dai ragazzi superarono ogni aspettativa ed anche se la maggior parte di loro non aveva mai sentito parlare prima di Walter Bonatti ascoltava con attenzione il racconto delle imprese e delle avventure dalla viva voce del protagonista intervenendo con domande pertinenti e opportune. I pochi maleducati disturbatori erano stati, nel frattempo, energicamente invitati da Bonatti stesso a lasciare la sala e a non rompere le scatole. Quell’interesse dei ragazzi mi ricordò di quando, a mia volta ragazzo, aspettavo l’arrivo di “Epoca”, a cui mio padre era abbonato, sperando di trovarvi il racconto dell’ultima avventura di Walter Bonatti: staccavo con cura quei fascicoli dalla rivista e dopo averli letti e riletti li raccoglievo in una cartella di cartone ed ancora oggi li conservo, da qualche parte, in cantina. Nel 1968 mi regalarono “Le mie montagne” che penso di aver letto almeno una decina di volte ed ogni volta sognavo di poter ripetere almeno una salita di Bonatti ma immediatamente mi rendevo conto che sarebbe stato impossibile. Una cosa che era alla mia portata di modesto alpinista, mi ero sempre ripromesso però: sa-

lire il canalino dell’Innominata per vedere lo scenario di quella che ritengo la pagina più drammatica della carriera di Bonatti, quella ritirata dal Pilone Centrale che nel 1961 costò la vita a quattro alpinisti che facevano parte della cordata (i francesi Antoine Vieille, Robert Guillaume e Pierre Kohlman ed il nostro Andrea Oggioni). Per un motivo o per l’altro più volte la salita saltò all’ultimo momento ma finalmente, nell’agosto del 2009, partito alle 5 dalla Baita Zerotta con l’amico Andreino alle 13 siamo sul colle dell’Innominata e con molta emozione mi affaccio sul tormentato ghiacciaio del Frêney. Sul colle tre lapidi ricordano il sacrificio di Oggioni e mi rivedo la pagina de “I giorni grandi” nella quale Bonatti racconta di essere stato assalito da un dolore incontenibile alla notizia, portatagli da Gaston Rebuffat al rifugio Gamba, della morte dell’amico. Dopo aver ammirato le creste della Noire e della Blanche di Peterey iniziamo la discesa e, passando a fianco dei ruderi del rifugio Gamba non posso fare a meno di ricordare una frase de “I giorni grandi” in cui Bonatti, giunto stremato al rifugio, afferma che “i dispersi avevano finalmente trovato gli uomini che erano andati a cercarli”. Per quella tragica scalata Bonatti subì diversi attacchi dai giornali e ricevette accuse ingiustificate che lo ferirono nel profondo. Viceversa uno dei superstiti, Pierre Mazeaud, (l’altro fu Roberto Gallieni) sostenne che senza la forza e l’abnegazione di Bonatti sarebbero morti tutti e la Francia gli assegnò la Legione d’Onore ‹‹per la condotta coraggiosa e la solidarietà fraterna manifestate nella drammatica impresa››. L’anno successivo, quasi a voler suggellare il loro legame di stima ed amicizia, Bonatti e Mazeaud aprirono una nuova difficile via sulla parete sud delle Petites Jorasses che vollero chiamare “Via dell’Amicizia” Voglio infine raccontare un episodio che mi fece molto piacere. Intorno a capodanno del 2002, come faccio tutti gli anni, parto

dalla Baita Zerotta (quella volta con vecchi sci da fondo) con uno zainetto leggero, con l’intenzione di salire al Combal a fare due foto e ridiscendere in tempo per il pranzo. Mentre sto per raggiungere La Visaille sento in lontananza il rumore di una grossa motoslitta che risale la Val Veny e giunta al termine del piano, al bivio per il Monzino, si ferma. Ne discendono 4 persone, due donne e due uomini, che scaricano gli sci d’alpinismo dalla slitta agganciata dietro, li calzano ed iniziano a salire, piuttosto lentamente, per la verità. Incuriosito, mi soffermo a scattare qualche foto con l’intento di farmi raggiungere e vedere chi sono “questi qui che vanno in giro con la motoslitta e meno male che si sono fermati li sotto”. L’ultimo della fila segue con particolare attenzione l’andatura della donna che lo precede ed è prodigo di consigli. Man mano che si avvicinano mi sembra di riconoscerlo ma mi sembra impossibile. Quando mi raggiunge, il primo della fila risponde al mio saluto dicendomi: “che bella macchina, chissà che belle foto riesci a fare!” Essendo ormai certo di averlo riconosciuto, gli indico l’ultimo della fila e rispondo: “Certo che a lui basta la Polaroid per fare belle foto” e scoppiamo a ridere. Dopo un attimo, con grande piacere, stringo la mano di Walter Bonatti che mi presenta la sua signora, la ancora affascinante Rossana Podestà (alla prima esperienza con le pelli di foca), ed i suoi amici di cui purtroppo non ricordo il nome. Gli ricordo la sua venuta ad Alessandria di pochi anni prima e, con mia meraviglia, risponde che si ricorda perfettamente della maglietta del 70° che gli avevamo regalato ma anche dei maleducati che aveva scaraventato durante l’incontro con i ragazzi. Saliamo tra una chiacchiera e l’altra, tra una pelle che fa zoccolo ed uno scarpone che fa male finchè non decidono di fermarsi “che tanto è l’ora di mangiare qualcosa”. Faccio per salutare e proseguire la salita quando Walter mi offre un pezzo di pane e di formaggio. Non tento neanche di rifiutare: anche se manca poco, al Combal ci andrò domani! Terminato il frugale pasto iniziamo la discesa ma, giunti quasi al piano, nell’attraversare il conoide della valanga sotto La Visaille finisco contro un blocco di neve e mi si apre una scarpa. Raggiungo gli sciatori vicino alla motoslitta con gli sci a spalle (uno con la suola della scarpa fissata all’attacco) ed il bellissimo calzettone rosso incrostato di neve. Vista la situazione Bonatti mi invita a sedermi sui loro sci sistemati sulla slitta e mi porta sino alla Zerotta. Un cordiale saluto e via di corsa non vedendo l’ora di raccontare a qualcuno del piacevole incontro. Ovviamente, giunto in baita nessuno dei presenti crede al mio racconto ma tant’è: nessuno di loro potrà mai raccontare di essere stato in montagna con Walter Bonatti! Bruno Penna (sezione di Alessandria)


5 Sezione di Alessandria

IL PROGRAMMA 2012 Anche quest’anno si programmano le attività. Bilancio di un 2011 con molte ombre anche se alpinisticamente il sole splende sempre. E nel 2012 sarà ancora più brillante. La sezione di Alessandria presenta il programma delle sue attività per l’anno 2012. Il programma del prossimo anno sarà ispirato e guidato da tre vie principali: l’avvicinamento dei giovani alla montagna, la neve e il trekking. Caso mai fosse da ribadire per trekking si intende l’attività escursionistica (per questa solamente il termine inglese corretto è hiking) che si sviluppa su più giorni possibilmente in autonomia senza aiuti esterni. Si inizia con 4 giorni nel ponte del 1° maggio con Bruno Penna nella Penisola Sorrentina. L’ultimo weekend di giugno tre giorni di traversata nelle Alpi Liguri per completare un itinerario già iniziato gli anni precedenti. Tra luglio ed agosto si proporrà l’attività principale: la Grande Randonée GR20 attraverso la Corsica (parte sud, circa una settimana; la parte nord, già fatta in diverse edizioni, sarà riproposta il prossimo anno; possibilità di unire una settimana di vacanza sulle magnifiche spiagge dell’île de Beauté). A maggio potrebbe essere proposto, a richiesta, uno dei più bei trekking d’Europa: Selvaggio Blu in Sardegna. Visto l’impegno il numero dei partecipanti sarà molto ridotto. Per quanto riguarda le attività sulla neve oltre alle periodiche gite sociali con le racchette da neve o ciaspole (periodo gennaioaprile; inclusa la ciaspolata al chiaro di luna il primo weekend di marzo) si organizza un corso di avvicinamento alle medesime per chi se ne voglia avvicinare per la prima volta. I punti salienti saranno soprattutto la sicurezza nell’ambiente innevato. Il tema della sicurezza in montagna è centrale da parecchi anni per il CAI (tanto da avere una commissione tecniche e materiali per gli studi sulla sicurezza, in cui la sezione ha da poco tempo un membro effettivo, ed una commissione medica per le problematiche della salute in montagna). Il CAI di Alessandria ha inoltre da parecchi anni un ruolo di leadership nell’attività del-

la Scuola di sci-alpinismo Intersezionale Alphard che organizza quest’anno il 16° corso di base. Il corso, organizzato su sei uscite nel periodo gennaio-aprile intende avvicinare a questa meravigliosa specialità, adatta a tutti e sicura se svolta con prudenza e preparazione. In merito all’avvicinamento della montagna per i giovani è stata proposta alle scuole della città un programma di attività di Alpinismo Giovanile, guidata dall’Accompagnatore di Alpinismo Giovanile Giulio Salini, con lo scopo di avvicinare le nuove generazioni a questo mondo. Ci saranno poi tutta una serie di gite, soprattutto a inizio stagione, in cui l’obiettivo principale è portare gruppi familiari a contatto dell’ambiente escursionistico ma ancora di più a contatto fra di loro: i bambini ed i ragazzi superano la fatica se si trovano fra di loro in un ambiente giocoso che li distrae e li motiva. Le prime date 22 gennaio e 26 febbraio. Infine si ripropone un fine settimana per famiglie con permanenza di una notte in ambiente con accampamento in tenda (possibile alternativa in rifugio per chi avesse problemi o in caso di maltempo; periodo metà luglio, località probabilmente Lago del Laus, Valdieri). Anche questa attività ha lo scopo di avvicinare le famiglie fra di loro ed all’ambiente montano e di avvicinare tutti ad un rapporto più stretto con l’ambiente naturale come succede nel trekking. Questa iniziativa, nonostante un buon interesse e numerose adesioni, si è dovuto cancellarla nel 2011 causa maltempo dopo due tentativi. Ahimè, la montagna questo ci nasconde: l’imprevedibilità delle condizioni meteorologiche. E questo ci insegna, abituati a programmare tutto e a tempi contingentati per cui la più piccola variazione di programma ci manda nel panico: ci insegna che ci sono cose più grandi di noi, che non possiamo gestire o controllare. Insomma la Sezione di Alessandria propone da sempre percorsi di conoscenza prima ancora di semplici percorsi da camminare: quelli si fanno comunque! Buon 2012 con il CAI. Max Avalle - sezione di Alessandria

Sezione di Alessandria

AQUILE D’ORO E D’ARGENTO

Lo scorso 20 novembre, nel corso dell’annuale pranzo sociale della sezione dei CAI di Alessandria, sono stati consegnati i riconoscimenti di appartenenza al sodalizio da 25 e 50 anni: una semplice cerimonia, come di consuetudine, ma piena di significato. Il Club Alpino Italiano non richiede ai suoi soci capacità alpinistiche particolari, bensì un autentico amore per la montagna e la disponibilità a coltivare quello spirito associativo che è il lievito di tutta la prestigiosa e impegnativa attività del sodalizio. L’appartenenza al CAI significa condividere gli ideali dell’associazione e rinnovare l’adesione per vari anni significa credere in questi ideali e nutrire una forte passione per la montagna. Solo chi sa apprezzare con la difficile scalata anche la semplice passeggiata nel bosco è degno di percorrere le grandi vie e sempre la montagna lo gratificherà.

La presenza dei soci, che per anni continuano a rinnovare l’adesione, permettono alle sezioni di crescere e di svolgere tute le attività istituzionali del Club Alpino Italiano, organizzate dalla sezione di appartenenza. L’augurio che si può rivolgere ai soci premiati è di raggiungere un traguardo successivo e trasmettere ad altri la passione per la montagna, continuando a rinnovare l’iscrizione al sodalizio. Umberto Pallavicino Questi i soci cui è stato consegnato il riconoscimento: Gianna Marchione, Umberto Pallavicino, Franco Pastore (50 anni: aquila d’oro). Franco Campassi, Bruno Demichele, Mauro Fornaro, Fabrizio Ghè, Pietro Leoncini, Maria Luisa Marchetti, Andrea Omodeo, Pio Pesce, Franco Ravera, Pier Franco Robotti, Farshad Sabahi e Claudio Trova (25 anni: aquila d’argento).

Sezione di Casale Monferrato

RITORNO IN SARDEGNA

Il CAI di Casale torna in Sardegna, terra aspra, selvaggia, affacciata su un mare cristallino, già conosciuta nei due trekking, alla fine degli anni 90 e nel 2001 nel golfo di Orosei e nel Supramonte. Questa volta il territorio sarà quello minerario dell’Iglesiente, se possibile ancor più selvaggio e poco conosciuto dal turismo. Un territorio di 600 km2 scarsamente antropizzato, ricco di una natura mediterranea estremamente varia, che si affaccia sul mare lungo 50 km di spiagge sabbiose, falesie a strapiombo, fiordi e calette; un territorio estremamente tormentato da un susseguirsi di valli, crinali, torrioni e pareti strapiombanti, brulle distese di roccia, sorgenti e fitte foreste. Gli fanno da cornice piccoli centri abitati, Vallermosa, Vuillacidro, Domusnova, Iglesias, Buggerru, Fluminimaggiore, in cui le antiche tradizioni fanno ancora parte della vita quotidiana. Un’area caratterizzata da interessantissimi fenomeni geologici che ne hanno determinato una lunghissima storia mineraria che dal primo millennio a.C. è arrivata agli ultimi decenni del 1900. Una storia che andremo a scoprire con interessanti visite guidate, che ci aiuteranno a conoscere in profondità, non solo gli straordinari aspetti naturalistici, ma la millenaria storia dell’uomo in questo affascinante territorio. La data, inizialmente prevista tra il 25 aprile ed il primo maggio, è stata spostata alla settimana tra lunedì 30 aprile e domenica 6 maggio, per evitare la sovrapposizione con il trekking del CAI Valenza in Costa Azzurra, cui ha aderito la nostra sezione. Questo spostamento ci permetterà peraltro di assistere, il primo maggio, alla grande festa di S. Efisio, a Cagliari, con la sfilata dei diversi costumi tradizionali dell’isola. Negli altri giorni si effettueranno le più interessanti escursioni del territorio, con partenza in pullman dall’albergo di Iglesias dove saremo alloggiati. Le adesioni si raccolgono da inizio gennaio in tempi rapidi per la prenotazione del volo. Per maggiori informazioni telefonare a: sede CAI il giovedì dopo le 21,30 (tel. 0142/454911); Franco Barbano (3358067796); Enrico Bruschi (3472448070).


6 Sezione di Valenza. Cronaca di un viaggio a fine estate

MAGICO ABRUZZO Settembre è ora di partire. Il nostro viaggio di fine estate ci porta quest’anno in Abruzzo: terra di aspre montagne, fitte foreste, sorgenti purissime, antichi borghi, sterminati pascoli e grandi silenzi. Si parte domenica 18: siamo ottanta soci tra le sezioni di Valenza, Casale, Ovada e Acqui Terme. Tempo soleggiato, soste culturali a San Marino e a Loreto, per arrivare nel tardo pomeriggio a Roseto degli Abruzzi che sarà la nostra base logistica. Sul pullman facciamo una prima indagine per sapere chi farà l’escursionista e chi il turista: la proporzione sarà mediamente circa 30 e 50. Per la cena saranno nostri ospiti alcuni amici del CAI di Teramo che con grande entusiasmo e professionalità ci accompagneranno alla scoperta del territorio. Dato che il tempo volge al brutto, concordiamo di posticipare la salita al Corno Grande per il fine settimana anticipando il trekking urbano a Roma per gli escursionisti, mentre i turisti visiteranno L’Aquila ed il lago di Campotosto. Saggia decisione: infatti nella notte sul Gran Sasso cade la neve. Il lunedì si parte con un tempo pessimo che però migliora verso la Capitale tanto da farci trascorrere una bellissima giornata alla scoperta di una Roma insolita con una inaspettata guida locale, Claudio cugino di Sisto, che con grande passione ci descrive i luoghi visitati attraverso aneddoti e richiami storici. Il sacchetto pranzo viene consumato sugli scalini della fontana di piazza S. Maria in Trastevere davanti ai magnifici mosaici della facciata. I turisti hanno visitato con le guide la parte accessibile dell’Aquila. Alla sera sono turbati e silenziosi. Martedì si va comunque in montagna sui Monti della Laga sfidando il tempo minaccioso. Gli amici Luciano, Pino e Luca, che carichiamo a Teramo, ci guideranno partendo da Cesacastina tra ampi pascoli e secolari faggete verso un bellissimo anfiteatro detto delle cento fontane dove nascono tutti i rivoli che creano i caratteristici scivoli. Il tempo tiene fino alla sosta pranzo poi la pioggia ci accompagnerà fino al paese. Qui altri amici ci accolgono con un fumante piatto di penne all’arrabbiata in attesa del gruppo di turisti che ci raggiungerà, dopo aver visitato i borghi incantati di Campo Imperatore, per la mitica “pecora alla callara”, tipico piatto locale dagli intensi profumi di tradizione pastorale, offerto dalla sezione di Teramo. Per gli onori di casa saranno presenti anche il presidente Luigi De Angelis con alcuni consiglieri. Mercoledì il tempo migliora decisamente sul versante aquilano e l’amico Filippo ci consiglia la magnifica salita al Monte Camicia. Si parte da Fonte Vetica, 930 m di dislivello senza un attimo di respiro con bal-

conate panoramiche sui pascoli di Campo Imperatore e la verticale parete nord di questa montagna che ricorda molto l’ambiente dolomitico. In vetta panorama grandioso fino all’orizzonte con in primo piano il Gran Sasso che ci sfida nella sua selvaggia bellezza. Prima di tornare, breve sosta in un allevamento-macelleria con barbecue per assaggiare i famosi “arrosticini”. Giovedì tutti alle Tremiti con veloce motonave da Termoli. Gli escursionisti vanno alla scoperta dell’isola di S. Domino percorrendo ombrosi sentieri fra i pini di Aleppo alla ricerca delle calette più suggestive per un piacevole bagno. Rientro veloce in hotel perché alla sera abbiamo nostro ospite il presidente della sezione dell’Aquila Bruno Marconi con signora. Durante la cena ci ricorda la tragedia del terremoto che ha reso inagibile la bella sede sociale situata in un antico palazzo del centro storico e le difficoltà per mantenere in vita l’attività dalla provvisoria sistemazione in un container di un supermercato. Ci ha fatto omaggio di alcune interessanti pubblicazioni sulla storia del CAI aquilano ed alla consegna della nostra targa commemorativa dell’incontro con il motto “uniti dall’amore per le nostre montagne” ha ringraziato commosso perché non abbiamo dimenticato la sezione e la città. Venerdì solita levataccia. Con gli amici Filippo, Ilaria e Gennaro saliamo a Campo Imperatore con l’aspro massiccio del Corno Grande illuminato dal sole. Alcuni guardano perplessi e preferiscono la più facile salita al M. Aquila per poi tenere compagnia a Ettore davanti alla solita grigliata di Fonte Vetica. Altri titubanti riusciamo a convincerli ed iniziamo la salita con passo adeguato in considerazione che il dislivello è poco più di 800 metri ma il percorso è lungo con alcuni falsopiani. Durante il tragitto ci supera di corsa il figlio di Filippo, guida alpina, che va ad arrampicare su uno spigolo del Corno. Alla Sella del Brecciaio si presentano a noi il Corno Piccolo con i suoi irti pinnacoli ed il paretone tormentato del Corno Grande, con chiazze di neve, che dobbiamo salire. Non è una salita banale ma gli accompagnatori rinfrancano gli indecisi. In cinque optiamo per la via delle creste, fantastica salita aerea con alcuni passaggi alpinistici. Ci incontreremo in vetta. Fa freddo, le nuvole hanno il sopravvento, qualcuno sotto l’occhio vigile di Giovanni Sisto inizia la discesa che si presenta molto insidiosa per le rocce umide e la neve marcia mista a pietrisco. Comunque tutti arriviamo alla Conca degli Invalidi dove ricompattiamo e sostiamo per un breve spuntino. Il cielo si riapre e ci gratifica ancora di splendide visioni: chi aveva perplessità è felice come un bambino. Si scende

rapidamente perché arrivano nuvoloni neri che scaricheranno su di noi un violento ma fortunatamente breve acquazzone. Torniamo in hotel prima dei nostri turisti che, dopo la mattinata in spiaggia ed il pranzo in ristorante, hanno visitato la bellissima città di Ascoli Piceno con passeggiata finale a S. Benedetto del Tronto. Ci prepariamo per la cena di ringraziamento con ospiti i nostri accompagnatori, il presidente della sezione di Teramo, il vicepresidente, alcuni consiglieri tra cui la dolce Ilaria che è stata la nostra consulente per la stesura del programma. Ottima cena tipica abruzzese, eccellenti vini, signore eleganti, bella serata! Dopo l’omaggio alle gentili ospiti della caratteristica stella alpina, opera del nostro maestro orafo il vicepresidente Omodeo, la serata prosegue con saluti e ringraziamenti di rito e lo scambio di doni: la nostra targa commemorativa dell’evento contraccambiata da un artistico piatto in ceramica di Castelli dipinto a mano dedicato alla nostra sezione e pubblicazioni varie edite dai due sodalizi. Sabato mattinata libera, tempo splendido. Chi va in spiaggia, chi in bici, Giuseppe porta un gruppo con il pullman in una azienda agricola dove è conservata la più grossa botte d’Europa, mille ettolitri, con possibilità di acquistare prodotti tipici. Ottimo pranzo in hotel e si torna. Rimandiamo i saluti con la promessa di ritrovarci presto. Poi mentre i pullman corrono veloci verso casa ripensiamo alla nostra intensa vacanza: abbiamo scoperto e vissuto una terra bellissima che ci ha donato colori, profumi, amicizie nuove e ritrovate, sensazioni, emozioni; è stato proprio un magico Abruzzo. Enea Robotti sezione di Valenza


7 Sezione di Acqui Terme - L’assemblea interregionale

INCONTRO TRA PIEMONTE, LIGURIA E VALLE D’AOSTA Il 23 Ottobre scorso, presso il Salone Kursaal in Zona Bagni si è svolta la 6a Assemblea delle Sezioni Liguri - Piemontesi Valdostane del Club Alpino Italiano. La manifestazione, organizzata dalla locale Sezione del Club Alpino Italiano, ha avuto inizio con un minuto di raccoglimento per ricordare un grande alpinista, un grande uomo, un amico che non c’è più: Walter Bonatti. Dopo il saluto dei partecipanti, anche a nome di tutte le Sezioni della Provincia di Alessandria, da parte del Presidente della Sezione di Acqui Valentino Subrero è seguito l’intervento del Presidente dell’Assemblea Comunale Mirko Pizzorni, a nome della Città di Acqui; Pizzorni ha espresso il più vivo apprezzamento per il lavoro svolto dal CAI per il territorio, ricordando anche la raccolta di fondi in favore di World Friends promossa dalla Sezione. Mirko Pizzorni ha inoltre candidato la nostra città ad ospitare l’Assemblea Nazionale del CAI in una delle prossime edizioni. L’assemblea è poi entrata nel vivo dei lavori con le relazioni dei Presidenti Regionali del CAI del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta rispettivamente Gino Geninatti, Giampiero Zunino e Sergio Gaioni che hanno descritto l’attività svolta dal CAI nel 2011 sul territorio delle tre Regioni auspicando per il futuro una ancora più marcata sinergia fra le sezioni Liguri, Piemontesi e Valdostane. Sono intervenuti diversi Consiglieri Centrali del CAI e il Vice Presidente Nazionale Ettore Borsetti che ha portato il saluto all’Assem-

blea da parte della Sezione Centrale. Il momento più qualificante dell’Assemblea è stato quello relativo ad una mozione presentata dalla Presidente della Sezione di Cuneo e approvata dall’Assemblea che impegna il Club Alpino Italiano ad operare secondo modalità ecosostenibili e limitando al massimo l’impatto ambientale, evitando di organizzare e/o realizzare, direttamente o indirettamente, autonomamente o in collaborazione o compartecipazione con altri soggetti pubblici o privati, iniziative che implichino o promuovano l’uso di veicoli motorizzati (auto, motocicli, quad, motoslitte) fuoristrada su sentieri, mulattiere o tratturi e di veicoli a motore (elicotteri ed aeroplani) per finalità diverse da quelle di soccorso e protezione civile, approvvigionamento e manutenzioni rifugi, manutenzione sentieri e ricerca scientifica. Il presidente del CAI Piemontese inoltre ha chiesto alle Sezioni di promuovere una raccolta di firme in occasione del tesseramento per far pesare ancor più la posizione del CAI contraria a qualsiasi proposta di Legge Regionale che tenda a consentire l’utilizzo dei mezzi motorizzati sui sentieri, mulattie-

Sezione di Ovada

UN ANNO SULLE MONTAGNE

Con la tradizionale fiaccolata notturna a San Lorenzo si sono concluse le attività. E’ stato un anno ricco di iniziative e caratterizzato come sempre da un’ampia varietà di proposte, dall’escursionismo all’alpinismo, dalle ciaspolate allo sci escursionismo ed alla speleologia. Il programma del 2012 riconferma questo tipo di scelta per offrire a tutti la possibilità di salire in montagna, con una gamma di difficoltà adatta ad ogni tipo di gamba. Ma l’anno prossimo ricorre anche il 30° anniversario di fondazione della Sezione e il consiglio direttivo sta studiando alcune iniziative particolari per festeggiare la ricorrenza. Quasi sicuramente ci sarà una mostra in cui esporranno gli artisti del CAI ovadesi.

re e tratturi anche regolamentandone l’utilizzo. Sono seguiti diversi interventi tra cui quello della Sezione di Varallo che ha presentato il libro dei 40 anni del GRIM, ricordando il fondatore padre Gallino. Una copia del libro è stata omaggiata al Presidente della Sezione ospitante e l’altra a Franco De Giovanni amico di Don Gallino, per l’attività svolta a favore dell’Alpinismo Giovanile. Infine è stato presentato il progetto di un corso per addetti stampa sezionali per il Piemonte, a cui ha aderito anche il GR della Valle d’Aosta, con lo scopo di realizzare una rete informativa che supporti il CDR e sia rivolta sia alla comunicazione esterna al CAI sia a quella interna tra le Sezioni e lo stesso CDR. Nel corso della mattinata, durante i lavori dell’assemblea, si è organizzata una visita guidata della nostra città a cui hanno partecipato gli accompagnatori dei delegati. La visita è stata particolarmente gradita dai partecipanti che hanno apprezzato la professionalità della guida che li ha accompagnati . Davvero una bella giornata, nonostante il freddo, che si è conclusa per alcuni consumando il pranzo nei locali del Kursaal per altri visitando la nostra città e i mercatini di Corso Bagni apprezzando entrambi. La Sezione di Acqui del CAI e la città che la ospita hanno superato l’esame e davvero possono candidarsi ad ospitare manifestazioni di ancora maggiore importanza.


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NASCE LA SCUOLA INTERSEZIONALE DI ALPINISMO GIOVANILE Nel recente Convegno LPV dell’Alpinismo Giovanile svoltosi a Saluzzo è stata presentata ufficialmente la Scuola Intersezionale di Alpinismo Giovanile delle sezioni di Asti, Casale Monferrato, San Salvatore Monferrato e Vercelli. E’ un evento importante perché viene ad arricchire le strutture formative della nostra provincia e delle sezioni vicine e permette di diplomare direttamente gli ASAG (Accompagnatori Sezionali di Alpinismo Giovanile) e quindi di sviluppare nelle sezioni l’attività dedicata ai giovani. Il traguardo della costituzione della Scuola è stato raggiunto percorrendo un “sentiero” non privo di ostacoli, ma superando problemi che denunciano una situazione generale e locale del CAI non sempre limpida ne lineare e comunque non sempre finalizzata al “bene comune”; tuttavia grazie all’ostinazione di qualche socio, e nonostante i “regolamenti”, la scuola ha visto finalmente la sua nascita ufficiale. La scuola infatti è stata approvata da quattro sezioni e fanno parte dell’organico sei accompagnatori titolati: cinque AAG ( Massarotto Egisto, Pasquino Roberto, Reita Davide, Salini Giulio, Tassi Giovanni) e un ANAG (Degiovanni Franco), che ricopre, come da regolamento centrale, la funzione di direttore della Scuola. Inoltre è stato nominato dalla Commissione AG LPV come Tutore della Scuola l’ANAG Santeusanio Antonio. Il progetto della Scuola è di avviare nei primi mesi del 2012 un corso per la formazione degli ASAG di tutte le sezioni della zona di competenza, oltre a proporre alla commissione AG LPV ulteriori eventi formativi, quali aggiornamenti e seminari di approfondimento, contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo dell’attività di alpinismo giovanile considerata dagli accompagnatori della scuola “praticamente indispensabile” per i giovani di oggi. Questo importante evento, foriero di sviluppi positivi per il CAI e per l’Alpinismo Giovanile delle nostre sezioni, viene in verità da lontano e le radici si perdono nella “notte dei tempi” ...Infatti nel lontano 1984 l’allora presidente della sezione di Casale Monferrato Degiovanni aveva avviato una serie di mini corsi sezionali il cui contenuto era il nocciolo delle attuali materie trattate nei corsi ufficiali, e quello che è più significativo è che la strategia è la stessa delle attuali scuole sezionali. Queste positive esperienze erano poi state trasferite all’intersezionale alessandrina, costituita alla fine del 1987: infatti nel 1989,con il coinvolgimento della sezione di Vercelli, venne organizzato un corso per Operatori Sezionali di Alpinismo Giovanile con l’intervento del Presidente della Commissione Centrale TAM Bruno Corna, del presidente del Comitato Scientifico LPV Giovanni Agnesod, di una esperta esterna professoressa di geografia Teresa Perre, oltre al fattivo contributo dell’INA Edo Ferrero e dell’immancabile dott. Enrico Bruschi. Il corso era stato chiuso con l’intervento del presidente della Commissione Centrale di AG Fulvio Gramegna: “Ho voluto ricordare queste tappe del cammino, non solo per il debito di riconoscenza verso i docenti che aveva prestato la loro opera, ma per testimoniare la “storia” (ed io sono stato testimone di tutto

ciò), perché è dalla conoscenza del passato che si può avere una chiara idea di dove si è e verso dove si sta andando”. Un secondo importante evento ha segnato l’esperienza formativa della sezione di Casale Monferrato nel 1990 contribuendo allo svolgimento del 5° Corso LPV per Accompagnatori di Alpinismo Giovanile organizzato a Crea, in cui si è diplomata l’attuale presidente della Commissione AG LPV Carla Rolando. Successivamente alla fine del 1995 venne organizzato il 1° corso Intersezionale per Aiuto AAG, a cui aderirono, oltre alle sezioni di Alessandria, Casale Monferrato e Novi Ligure, anche Biella, Trivero e Valsessera; in tutto i partecipanti furono ben 37. Negli anni successivi i corsi per aiuto AAG continuarono in modo regolare coinvolgendo un po’ tutte le sezioni dell’alessandrino (tra cui Casale Monferrato, Alessandria, San Salvatore, Tortona, Ovada, Novi Ligure) oltre ad altre sezioni vicine quali Asti e Vercelli. Da segnalare che le lezioni e gli incontri avvenivano presso le varie sezioni in modo da far conoscere agli allievi le diverse realtà sezionali; ciò ha consentito di stimolare le potenzialità di ogni singola sezione facendo emergere anche forze nuove che hanno dato un notevole contributo al CAI e all’AG. Tra gli altri l’attuale direttore della Scuola Centrale di Alpinismo Giovanile Giancarlo Berchi, viene proprio da quell’esperienza, in particolare ha frequentato il terzo corso Aiuto che si è svolto nel periodo novembre 1997 - marzo 1998 coinvolgendo sei sezioni con 21 allievi. Molti degli aiuto hanno poi frequentato il corso regionale tanto che del VIII corso Accompagnatori LPV ben dieci allievi, pari a quasi ad un terzo, avevano frequentato i corsi di aiuto della nostra provincia. Tuttavia l’attività di alpinismo giovanile è molto impegnativa e non tutti i diplomati hanno continuato nell’impegno preso così che alcune sezioni, quali Alessandria, Asti, Tortona, San Salvatore e Vercelli, non hanno mantenuto l’attività di alpinismo giovanile. Anche a livello di volontariato le adesioni ai corsi si sono rarefatte e così anche i corsi intersezionali sono cessati. Solo la sezione di Casale ha continuato adottando una strategia “sezionale”, ovvero strutturando la formazione in ambito locale su tre livelli, visto che i soci non erano disponibili a frequentare corsi impegnativi e “lontani” che richiedono molto tempo, forti im-

pegni oltre che costosi. Così la sezione di Casale ha avviato una serie di corsi base per OSAG - Operatori Sezionali di Alpinismo Giovanile - come previsto nel progetto educativo originario, sviluppando poi in proprio i corsi di Aiuto Accompagnatore ed anche di Accompagnatore Sezionale. (Per inciso la figura è poi stata ripresa a livello ufficiale dal CAI). L’esperienza è stata molto positiva ed ha consentito alla sezione di Casale di continuare le attività di alpinismo giovanile, in perfetta sintonia con i principi fondanti del progetto educativo, aumentando anche considerevolmente il numero dei soci giovani, in modo tale da essere tra le prime sezioni del CAI come rapporto tra soci giovani su totale soci. Nel 2004 con la presidenza dell’AG LPV di Degiovanni è stato fatto anche un tentativo di proporre il modello alle sezioni del convegno, tuttavia l’iniziativa era stata bloccata. L’esperienza formativa e la realtà operativa di Casale veniva comunque recepita nel 2007 nel nuovo statuto della sezione con la costituzione della Scuola Sezionale di Montagna e delle terre alte; la scuola era finalizzata alla formazione dei quadri sezionali principalmente dell’alpinismo giovanile, ma anche dell’escursionismo e di altre discipline del CAI. Avendo come base la Scuola di Montagna e considerato che la normativa generale si è evoluta sul “sentiero” già percorso dalla sezione di Casale, nel 2010 veniva creata un dipartimento (sezione) della scuola dedicato appositamente all’alpinismo giovanile, che per adeguarsi ai regolamenti coinvolgeva anche accompagnatori di altre sezioni. Questa iniziativa veniva prima accettata dalla commissione LPV e Centrale, ma successivamente veniva richiesto che la Scuola diventasse intersezionale. Per questo veniva richiesto alle sezioni di riferimento degli accompagnatori l’approvazione della Scuola e successivamente venivano espletate tutte le formalità per la costituzione ufficiale della Scuola stessa. Questo nuovo organismo operativo dal 2012 potrà quindi affiancarsi agli altri già esistenti e contribuire al alla formazione dei quadri sezionali dell'AG, nella convinzione che la formazione è indispensabile alla vita delle sezioni. La scuola sarà al servizio delle sezioni ( e non al contrario), permettendo di attirare nuovi volontari e di svolgere la formazione il più vicino possibile ai soci ed alle stesse sezioni.


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IL PROGETTO “CRESCITA EQUILIBRATA” Sempre più l’Alpinismo Giovanile è l’attività trainante del CAI di Casale Monferrato: non solo grandi numeri tra i bambini e ragazzi che aderiscono, divisi per età, Esploratori, Pionieri, Guide, Trekker, ma sempre maggiore collaborazione con le scuole casalesi e del comprensorio, che sempre più frequentemente organizzano gite in montagna, richiedendo il supporto degli accompagnatori di AG della Sezione. Richieste cui si può dare riposta positiva grazie al ricco organico di accompagnatori, spesso genitori che, al seguito dei figli, si iscrivono al CAI e partecipano ai corsi per accompagnatori sezionali, che “il Degio” organizza a tamburo battente. La collaborazione con le scuole del Monferrato sta assumendo un carattere quasi istituzione dopo l’enorme successo e apprezzamento che ha avuto l’iniziativa del “Cammino dei 150 anni”, che ha coinvolto quasi tutte le scuole del vasto comprensorio, la scorsa primavera, in una suggestiva staffetta al seguito del tricolore, portato dagli alpini dell’ANA, e consegnato, alla presenza delle Autorità del paese alla scuola che l’indomani avrebbe continuato la staffetta . Proprio nel corso di questa bella manifestazione, cui ovviamente non partecipavano solo i ragazzi più motivati, come nelle attività di AG, ma le intere classi, abbiamo potuto constatare da un lato la scarsa predisposizione al camminare, cui sopperiva comunque il contagioso entusiasmo (certo ha

giocato molto l’uscire dall’aula chiusa in aperta campagna), dall’altro una diffusa tendenza al sovrappeso, ben spiegabile con l’abbondante dotazione di generi alimentari per lo spuntino di mezza mattina. Da qui l’idea di contattare l’amica Dottoressa Gabriella Caprino, responsabile del servizio di Dietologia della nostra ASL per proporre alle scuole un progetto pilota di educazione al movimento e alla corretta alimentazione. Si è pensato di rivolgersi alle classi terza delle scuole primarie, quindi a bambini di otto anni sufficientemente autonomi da poter fare escursioni di 2/3 ore sul nostro territorio, ma ancora abbastanza giovani da poter modificare facilmente abitudini alimentari scorrette. Il progetto prevede un primo incontro con insegnanti e genitori, in cui viene illustrata dalla dietologa la necessità di assumere le giuste porzioni, al fine di evitare l’assunzione eccessiva di calorie che portano alla formazione di massa grassa, e dal gruppo degli accompagnatori, di cui fa parte un fisioterapista ed un educatore, l’utilità del movimento al fine di eliminare le calorie in eccesso e di attivare i processi metabolici. Particolarmente adatto allo scopo è proprio il camminare, che contrariamente a quanto avviene nelle attività sportive agonistiche, non induce a saltuarie performance ma ricrea la naturale abitudine all’uso delle proprie gambe e alla vita all’aria aperta e, so-

prattutto, non emargina i meno dotati, spesso coloro che più di altri necessitano dell’esercizio fisico. Gli incontri sono già stati effettuati, per questo primo anno, in due scuole elementari di Casale e due di paesi del circondario. Il progetto avrà seguito, a fine inverno, con una prima valutazione impedenziometrica effettuata dalla dietologa sui bambini, per valutare il rapporto massa magra / massa grassa, un’escursione settimanale in orario scolastico per otto settimane sul nostro territorio e, a fine anno scolastico una seconda valutazione impedenziometrica, per valutare gli eventuali benefici. Partecipa al progetto anche una primaria ditta alimentare del territorio, la Bistefani, che fornirà gratuitamente le merendine per lo spuntino di mezza mattina con contenuto calorico porzionato a 110 Kal. idoneo a bambini di questa età. La speranza è che il progetto “crescita equilibrata”, oltre ad evidenziare i molteplici interessi del CAI, alcuni con importanti risvolti sociali, contribuisca a far crescere diffusamente la consapevolezza di quanto sia importante praticare con costanza l’attività fisica ed alimentarsi correttamente, prevenendo l’obesità, all’origine di gravi patologie ormai largamente diffuse nei paesi occidentali, e spesso causa di perdita,specie nei giovani, della propria autostima. Enrico Bruschi - sezione di Casale Monferrato

Sezione di Ovada

ELETTO IL NUOVO DIRETTIVO

Il 7 ottobre scorso si è riunita l’assemblea dei soci della Sezione di Ovada del Club Alpino Italiano per il rinnovo delle cariche sociali. E’ stato eletto presidente Diego Cartasegna (che subentra a Franco Rolando), mentre il consiglio direttivo risulta composto da Giorgio Bello, Franco Rolando, Ilario Ferrando, Silvia Torrielli, Andrea Cartosio, Marcella Caneva, Maria Puppo e Sandro Dagnino. Nella prima seduta poi sono stati poi nominati il vice presidente nella persona di Franco Rolando, il segretario (Maria Puppo) e il tesoriere (Claudio Coppa). Il nuovo consiglio direttivo si è messo immediatamente al lavoro per predisporre il calendario delle iniziative per il 2012 anche perché, tra l’altro, proprio l’anno prossimo, si festeggerà il trentennale di fondazione della Sezione.

RINNOVO DEL BOLLINO

Come ogni anno ci permettiamo di ricordare a tutti i soci CAI che il bollino di adesione al Club deve essere rinnovato entro il 31 marzo 2012 per non perdere la copertura assicurativa e il diritto a ricevere le pubblicazioni sociali, tra cui Alpennino. Rivolgetevi alle vostre sezioni per avere maggiori particolari sulle coperture assicurative.


PROGRAMMA ATTIVITAʼ ALESSANDRIA

CASALE

ESCURSIONISMO

ESCURSIONISMO

22 GENNAIO

1 APRILE

RACCHETTE DA NEVE

RAPALLO - ZOAGLI - CHIAVARI Sentiero verde-azzurro (E) Org. Piotto, Rossi 15 APRILE LAVAGNA - MONTE CAPENARDO - SESTRI L. (E) Org. Piotto, Rossi 22 APRILE GIRO DELLE CINQUE TORRI (E) Org. CAI Acqui 28 APR-1 MAGG COSTA AZZURRA - MASSICCIO DELLʼESTEREL Org. CAI Valenza 30 APR-6 MAGG TREKKING IN SARDEGNA Sulcis tra miniere, mare e dune. Org. Barbano 6 MAGGIO DA OMEGNA A ORTA Sullʼanello azzurro (E) Org. Piotto, Rossi 19 MAGGIO GITA - PELLEGRINAGGIO Varzi, Monte Penice, Castello Malaspina, Basilica di San Colombano, Bobbio. Org. Padre Angelo

15 GENNAIO

SCIALPINISMO

26 FEBBRAIO 25 MARZO 15 APRILE

27 APR-1 MAGG 20 MAGGIO

MONTE MONEGLIA m 512 Da Moneglia (E) - D.G. Accornero, Torti MONTE DI PORTOFINO m 612 da Camogli (E) - D.G. Avalle, Salini ANELLO DI ALPICELLA da Alpicella (E) - D.G. Accornero, Firpo SASSO DEL FERRO m 1062 - Lago Maggiore Traversata da Cittiglio a Laveno (E) D.G. Penna, Tibaldi TREKKING SUI MONTI LATTARI Penisola Sorrentina - D.G. Penna GRIGNA MERIDIONALE m 2177 dal Pian dei Resinelli (EE) - D.G. Penna, Torti In località da destinarsi. (EI) - D.G. Fei, Penna In collaborazione con la nostra stazione di Soccorso Alpino, esercitazione pratica di autosoccorso con uso di ARTVA, pala e sonda. In località da destinarsi. (EI) - D.G. Fei, Penna In località da destinarsi. (EI) - D.G. Fei, Torti NOTTURNA AL CHIARO DI LUNA In Val Veny o località da destinarsi (EI) - D.G. Penna, Torti

5 FEBBRAIO 19 FEBBRAIO 3-4 MARZO

15 GENNAIO 5 FEBBRAIO 26 FEBBRAIO 11 MARZO

CULTURA DELLA MONTAGNA 2012

17-25 MARZO

13 GENNAIO 27 GENNAIO

14-15 APRILE

OLTRE LE CIME - Catherine Destivelle. LA MISURA DEL CONFINE Un film di Andrea Papini. 10 FEBBRAIO LAND OF MIST AND FIRE - Patagonia. 17 FEBBRAIO IL CAI E LA SUA ORGANIZZAZIONE A cura di Umberto Pallavicino. 9 MARZO IN CERCA DI... - Documentario, scialpinismo. 16 MARZO IL CORAGGIO DELLE AQUILE. LES AIGUILLES ROUGES. Un film di Jean-Francois Davy. 13 APRILE CANNABIS ROCK - Documentario. 27 APRILE THE WILDEST DREAM - CONQUEST OF EVEREST. Un film di Antony Geffen . 4 MAGGIO CORSICA HARD 2010. Immagini del trek. 18 MAGGIO ORIENTAMENTO E GPS. Aggiornamento a cura di Roberto Mandirola, ISA. 8 GIUGNO K2 - SOGNO E DESTINO. Film documentario di Kurt Diemberger. 22 GIUGNO 127 ORE. Un film di Danny Boyle. Le proiezioni in sede sono gratuite e limitate esclusivamente ai soci.

SCI NORDICO - ESCURSIONISMO INVERNALE 8 GENNAIO 15 GENNAIO 22 GENNAIO 29 GENNAIO 5 FEBBRAIO 12 FEBBRAIO 26 FEBBRAIO 4 MARZO 11 MARZO

ESCURSIONISMO 8 GENNAIO 15 GENNAIO 22 GENNAIO 29 GENNAIO 5 FEBBRAIO 12 FEBBRAIO 19 FEBBRAIO 26 FEBBRAIO 4 MARZO 10-11 MARZO 18 MARZO 25 MARZO 1 APRILE 9 APRILE 19 APRILE 22 APRILE 28 APR - 1 MAGG 13 MAGGIO 27 MAGGIO 10 GIUGNO 24 GIUGNO

ANELLO DI VARIGOTTI RACCHETTE DA NEVE MONEGLIA RACCHETTE DA NEVE S. PIETRO AI MONTI (BOISSANO) RACCHETTE DA NEVE BIASSA - PORTOVENERE RACCHETTE DA NEVE WHITE DAY (TUTTI INSIEME SULLA NEVE) CIASPOLATA NOTTURNA E DIURNA LIERNA - VARENNA (LAGO DI LECCO) RACCHETTE DA NEVE CASTELLERMO (ALBENGA) BICICLETTATA (LAGO DʼORTA) CAMMINATA SULLE NOSTRE COLLINE VIA FRANCIGENA ESTEREL (FRANCIA) SELVAPIANA - BRUGGI RIFUGIO ROSALBA (PIAN DEI RESINELLI) MONTE MEABEʼ (TORGNON) LAGHI DEL LONGET (CHIANALE)

GRESSONEY Org. Sirchia AISONE Org. Ubertazzi RHEMES NOTRE DAME Org. Marangoni RIVA VALDOBBIA Org. Ubertazzi BRUSSON Org. Sirchia RIALE Org. Marangoni PRAGELATO Org. Sirchia VAL FERRET Org. Marangoni SAINT BARTELEMY Org. Sirchia

PROIEZIONI BIBLIOCAI 20 GENNAIO 3 FEBBRAIO

17 FEBBRAIO

VALENZA

MONTE CARLEI Val Susa (BS) Org. Mazzuccato PUNTA CIALANCIA - Val Germanasca (BS) Org. Pesce BIVACCO DELLA SASSA - Valpelline (BS) Org. Corino MONTE SELLETTA - Val Germanasca (BS/OS) Org. Mazzuccato SETTIMANA NELLA OTZTAL (TIROLO) Org. Mazzuccato, Bobba GRAN ZEBRUʼ m 3859 - (OSA) Org. Pesce

2 MARZO 16 MARZO

SICHUAN BIKE - In viaggio tra Cina e Tibet a cura di Grazia Franzoni e Marco Berta PERUʼ E BOLIVIA 2011 Nella terra degli Incas tra i colori della natura e le alte vette a cura di Marco Moro e Emanuela Patrucco GIAN CARLO GRASSI, lʼuomo del giardino di cristallo - a cura di Angelo Siri CORSICA unʼisola, due trekking. GR20 mare e monti. Di Gianluca Manzan UNA MONTAGNA DI RICORDI 2011 a cura di Emanuela Patrucco

ALPINISMO GIOVANILE Gruppo esploratori 26 FEBBRAIO IL MONFERRATO CASALESE 11 MARZO IL SACRO MONTE DI CREA 25 MARZO IL SENTIERO DI TREVILLE 15 APRILE I FOSSILI DI VALLANDONA 29 APRILE VEZZOLANO E LA SUA ABBAZIA 13 MAGGIO VERRUA SAVOIA, UNA FORTEZZA SUL PO Gruppo pionieri 26 FEBBRAIO PUNTA MANARA E IL SUGHERO 15 MARZO FORTI DI GENOVA 22 APRILE BIELLESE E IL GIOCO DELLʼARRAMPICATA 20 MAGGIO CASA DI CACCIA DI ORVIELLE Gruppo guide 22 GENNAIO RHEMES, USCITA CON CIASPOLE 19 FEBBRAIO VALNONTEY, USCITA CON CIASPOLE 25 MARZO MONTE BEIGUA, ALTA VIA MONTI LIGURI 15 APRILE PONTEY, IL GIOCO DELLʼARRAMPICATA 20 MAGGIO LAGO DJUAN, VALSAVARANCHE


PROGRAMMA ATTIVITAʼ SAN SALVATORE

ESCURSIONISMO

RACCHETTE DA NEVE 15 GENNAIO 29 GENNAIO 12 FEBBRAIO

15 GENNAIO 19 FEBBRAIO

In località da destinarsi. In località da destinarsi. In località da destinarsi.

ESCURSIONISMO 26 FEBBRAIO 4 MARZO 18 MARZO 1 APRILE 15 APRILE 22 APRILE 25 APRILE 6 MAGGIO 20 MAGGIO

ACQUI TERME

VARIGOTTI - CAPO NOLI (E) BORGIO VEREZZI DA PIETRA LIGURE con visita alle grotte VAL GARGASSA anello nel Parco del Beigua (E) RIFUGIO FORTE DEI MARMI Ferrata facoltativa Monte Procinto, m 1039 FORTI DI GENOVA (T) GIRO DELLE CINQUE TORRI (10a edizione) (E) Org. CAI Acqui Terme SENTIERO DEI SANTUARI San Salvatore - Crea, km 39 (T) RAMA - Via normale SENTIERO DEGLI ALPINI (E)

4 MARZO 18 MARZO 23-25 MARZO 22 APRILE 5-6 MAGGIO 20 MAGGIO

MTB 1 MARZO 1 APRILE 22 APRILE 13 MAGGIO

FERRATA MONTE PROCINTO RAMA - Vie di arrampicata FERRATA DEL REOPASSO (A)

OVADA

4 MARZO 9 APRILE 22 APRILE 29 APRILE 4-6 MAGGIO 20 MAGGIO 8-9 GIUGNO

GITA IN RIVIERA (E) Org. Piana, Piccardo I CAMPANILI DI LEIVI (Riviera Ligure di Levante) (E) Org. Rolando, Barisione GIORNATA NAZIONALE FERROVIE DIMENTICATE (E) Org. Bruzzone, Caneva PASQUETTA CON IL CAI (E) Org. Cons. Dir. GIRO DELLE CINQUE TORRI (10a edizione) (E) Org. CAI Acqui Terme PARCO DEL BEIGUA, ACQUABIANCA (E) Org. Piccardo, Alloisio MAREMMA, VAL DI CORNIA (E) Org. Bruzzone, Caneva INTERSEZIONALE AL MULINO NUOVO (E) Org. Consiglio Direttivo PASSO DELLO SPLUGA Val Chiavenna (EE) Org. Bruzzone

SCI FONDO ESCURSIONISMO - RACCHETTE 28 GENNAIO 26 FEBBRAIO 18 MARZO

LOCALITAʼ DA DEFINIRSI Org. Ferrando, Barisione LOCALITAʼ DA DEFINIRSI Org. Bruzzone, Caneva LOCALITAʼ DA DEFINIRSI Org. Bello

ALPINISMO 13 MAGGIO

CANALE DEI CAMPANILI Valle Po, Viso Mozzo m 3019 (PD) Org. Paravidino, Timossi

IN SEDE 30 MARZO

FERRATA CAPRIE

TO R TO N A ESCURSIONISMO 12 FEBBRAIO 18 MARZO 22 APRILE 13 MAGGIO

MONTE TOBBIO E MONTE FIGNE TORTONA - SERRA DEL MONTE 25 km VIA FRANCIGENA (MORTARA-GARLASCO) SELVAPIANA-CAPANNE DI COSOLA

MTB

ESCURSIONISMO 15 GENNAIO 12 FEBBRAIO

PRESENTAZIONE PROGRAMMA MTB GIRO DEL GORREI GIRO DELLE CINQUE TORRI (10a edizione) SUI CALANCHI DI MERANA

FERRATA 27 MAGGIO

ALPINISMO 1 APRILE 6 MAGGIO 3 GIUGNO

GITA NEL FINALESE CAMOGLI - S. MARGHERITA Sentiero delle Batterie DA SESTRI LEVANTE A MONEGLIA MONTE CARMO LES CALANQUES - CASSIS (FRANCIA) GIRO DELLE CINQUE TORRI (10a edizione) ACQUI - MADONNA DELLA GUARDIA GITA INTERSEZIONALE - CAI Ovada

ASSEMBLEA DEI SOCI

15 GENNAIO 19 FEBBRAIO 18 MARZO 15 APRILE 20 MAGGIO

SANTUARIO DI MONTALLEGRO DA RAPALLO FINALE LIGURE RIVE ROSSE (BIELLA) BONASSOLA VAL CURONE - SENTIERO DELLE GINESTRE

ARRAMPICATA 29 GENNAIO 26 FEBBRAIO

MONTESTRUTTO LA FALESIA DE CROVEO

SCI CLUB VERDEFONDO 15 GENNAIO BRUSSON (AO) 22 GENNAIO PRAGELATO (TO) 29 GENNAIO AISONE (CN) 5 FEBBRAIO VALMALA (CN) 12 FEBBRAIO CERESOLE REALE (TO) 19 FEBBRAIO COGNE (AO) 24-26 FEBBRAIO DOBBIACO (BZ) 4 MARZO S. MICHELE IN VAL FORMAZZA (VCO) 11 MARZO ARPY (AO) 18 MARZO BAGNI DI VINADIO (CN) 25 MARZO RHEMES NOTRE DAME (AO) Il programma delle gite potrà subire variazioni in base allʼinnevamento delle località sciistiche. In ognuna di esse ci sarà la possibilità di affittare tutta lʼattrezzatura. La partenza delle gite avverà a lato del piazzale Pacto in Spalto marengo ad Alessandria alle ore 7. La scuola di sci di fondo sarà tenuta dal nostro maestro FISI e articolata su 4 livelli: alternato e skating base; alternato e skating perfezionamento. Per informazioni: Giovanna 0131 343479; www.verdefondo.it

APERTURA SEDI ACQUI TERME Via Monteverde, 44 Venerdi 21,00 - 23,00 ALESSANDRIA Via Venezia, 9 Tel. 0131 254104 cai.alessandria@libero.it alessandria@cai.it www.caialessandria.it Martedi, Venerdi 21,30 - 23,00 Mercoledi e Venerdi 18,30 - 19,30

CASALE MONFERRATO Via Rivetta 17 - Tel. 0142 454911 www.monferrato.net/cai/ Giovedi 21,30 - 23,00 NOVI LIGURE Corso Marenco 21 Mercoledi e Sabato 18 - 19,30; Venerdi 21,00 - 23,00 OVADA Via Gilardini, 9 - Tel. 0143 822578 Mercoledi e Venerdi 21,00 - 23,00

SAN SALVATORE Piazza Carmagnola, 2 info@caisansalvatore.it www.caisansalvatore.it Martedi 21,00 - 23,00 TORTONA Via Trento 31 (c/o Palestra Fausto Coppi) - C.P. 153 info@caitortona.net www.caitortona.net Giovedi 21,00-23,00 VALENZA Giardini Aldo Moro - Tel. 0131945633 - 3409882624 cai@valenza.it - Martedi e Venerdi 21,00 - 23,00


12 Una giornata, una vetta…

CIMA DELLA RAVINELLA

Valle Strona

La valle Strona si apre tra le più celebri Valsesia e valle Anzasca; breve, stretta ed impervia ha avuto un destino completamente diverso da quello delle vallate limitrofe, assai più frequentate e turistiche. La mancanza di cime di grande rilevanza, in particolare del Monte Rosa e l’aspetto angusto del solco vallivo hanno limitato certamente lo sviluppo delle attività antropiche, sia quelle tipicamente collegate alla più antica tradizione montanara (agricoltura ed allevamento, con l’eccezione di un relativamente diffuso artigianato del legno), sia quelle collegate allo sviluppo turistico: borghi e frazioni, ancorché suggestivi, restano conosciuti per lo più ad un turismo locale, quasi essenzialmente estivo. Tra i centri turistici della vallata Campello Monti, forse per la sua posizione alla testata del solco vallivo, è certamente il più conosciuto: abitazioni suggestive, con caratteristici tratti architettonicamente giunti a noi quasi integri, anche se non più utilizzate come insediamento stabile, restano vive grazie ad un turismo basato su antichi legami familiari con il territorio. Il borgo fu un insediamento Walser e conservò a lungo contatti con le comunità valsesiane e ossolane di lingua germanica; Campello conobbe anche un periodo di sviluppo economico legato alla presenza di una miniera di nichel. Proprio attorno al paesino alla testata della valle Strona, si innalzano le cime più note della vallata: la cima Capezzone ed il monte Ronda. La cima Ravinella è una vetta sicuramente meno nota e meno frequentata: essa rappresenta tuttavia una meta di sicuro interesse. Relativamente di facile accesso grazie ad un itinerario che si sviluppa per intero su sentiero ben segnalato, con l’eccezione della parte finale, la cima si raggiunge per pendii orientati prevalentemente a sud, tanto da rendere la camminata piacevole soprattutto nelle stagioni intermedie (autunno e tarda primavera). Sicuramente interessante è infine il panorama che il punto culminante può offrire: oltre allo suggestivo scenario della testata della valle Strona, dalla vetta si aprono ampi orizzonti sia verso la pianura, sia verso il solco vallivo del Toce, che si apre nel mare di vette ossolane.

(m 2117)

Verso la testata della valle Strona

Caratteristiche dell'escursione Dislivello: 810 m circa Esposizione: Sud Difficoltà: E; EE nell'ultimo tratto (80 m di dislivello) se in condizioni sfavorevoli. Descrizione del percorso Con l'auto, seguendo una strada asfaltata che dopo Forno si fa assai stretta (evitare quindi giorni di possibile affollamento), si raggiunge la caratteristica frazione di Campello Monti, a quota 1305 m: qui si può parcheggiare su di un comodo piazzale. Ci si dirige quindi verso la chiesa, attraversando dapprima un ponte e seguendo quindi una strada gradinata, avendo come riferimento un segno a tre righe orizzontali rosso/bianco/rosso; si sale fino alla parte più alta del paese, dove le viuzze formano un T: si prosegue verso sinistra imboccando la "Via Mulattiera del Lago del Capezzone". Dopo circa 100 m si svolta a destra, lasciando il sentiero principale ed imboccando una diramazione comunque evidente, caratterizzata dalla presenza di un segno bianco/rosso e dall'indicazione "monte Ronda". Seguendo sempre la bandierina a righe rossa/bianca/rossa, lasciato ad un certo punto il sentiero che staccandosi sulla sinistra porta verso il monte Ronda (indicazione scritta), si avanza prima tra faggi e

poi tra pascoli: si scende quindi un poco per attraversare il torrente, si risale, si riattraversa il torrente e si raggiunge quindi l'Alpe Cunetta di sotto, quasi a 1600 m. Raggiunta l'ultima casa (importante!), si imbocca il sentiero che si sviluppa in costa a destra (non prendere né la traccia di sinistra né quella che, a destra, scende e, riattraversato il torrente, raggiunge l'Alpe Cama).Salendo, il sentiero si porta a sinistra di una dorsale e raggiunge quasi l'Alpe Cunetta di sopra, poco prima della quale devia a destra: guidati da evidenti segni, si raggiunge facilmente l'altrettanto evidente colle dell'Usciolo (m 2037). Fino a questo punto l'escursione non presenta alcuna difficoltà: gli ultimi 80 m circa di dislivello si sviluppano invece prima su di un ripido pendio erboso, abbastanza scivoloso specie in presenza di neve gelata, e quindi lungo un breve tratto di cresta; per questi motivi l'ultima parte del percorso può essere considerato EE se le condizioni sono sfavorevoli. Dalla vetta lo sguardo spazia verso la pianura, verso l'alta valle Strona con le sue cime più famose e verso la valle del Toce; si noti che la zona presenta altro motivo di interesse nella possibilità di avvistare piccoli gruppi di camosci. Claudio Trova claudiotrova@alpioccidentali.it

Dalla vetta verso la bassa valle Strona

Alpennino 2012 n 1  
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