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Costo copertina €6

TREND

Glossario di stile

Direttore responsabile Flavia Colli Franzone

Fashion Secrets

#FOLLOWMYSTYLE

I consigli di stile e le scelte dei blogger più influenti. Pag. 11

Moda&Cinema

Fashionsociology

LA MODA SI FA SMART

Issue #41 - Gennaio 2016

La wearable technology conquista il mercato fashion. Pag. 15

E’ L’ORA DEGLI ANTIEROI

Crolla l’’immagine del macho al cinema e avanza una nuova estetica. Pag. 22

Shops

FIRENZE D’AMARE

Fra cultura, arte e moda, una città che ama il bien vivre. Pag. 38

FASHION&CINEMA

Poste italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, c. 1, DCB Milano

TAGLIATORE

Il guardaroba maschile è composto da pezzi iconici declinati sul formale e sullo sportswear. Dalla A di Ankle boots alla T di Three Piece suit, vi proponiamo i must have dell’abbigliamento formale. Per lo stile leisure si inizia con l’Aviator Jacket e si finisce con la Weekend Bag per comporre un guardaroba più libero negli abbinamenti. Da pag. 24

RELAXED ELEGANCE

MORTI DI FAMA

Serata alla Scala o sagra del carciofo?

Il backstage di Ivan Damiano Rota

PATTY SMITH ALLA PRIMA DELLA SCALA

In un clima da poliziesco anni Settanta con un’atmosfera quasi surreale, si è consumato il rito della Prima alla Scala. Una serata sottotono, quantomeno sotto l’aspetto social, con qualche caduta di stile negli abiti, e una solo vera star: Patti Smith, la più inseguita per foto ricordo e la più restia a concedersi. Pag. 9

THE EYE

Il lavoro è passione

Mon Roi di Maïwenn, Videa - CDE, uscito a dicembre 2015.

IL FOTOGRAFO RANKIN

Dalla fotografia all’editoria e ritorno: Rankin racconta il suo rapporto con il fashion system e il suo percorso estetico. Co-fondatore di Dazed & Confused e dal 2011 editore di Hunger, durante il Milano Fashion Film Festival di settembre ha anche fatto parte della giuria. Quando fotografa sa mettere a proprio agio i personaggi che ritrae, dote non proprio scontata per un professionista del suo calibro. Pag. 13

Si azzerano i confini fra le generazioni e cambiano le regole della moda, sovvertendo i canoni della tradizione. Il classico è rivisitato, lo sportswear è sartoriale, il macho non esiste più, il maschile vira verso il femminile e viceversa. La moda mescola le carte, mettendo in discussione i canoni estetici ai quali eravamo abituati, sovvertendo i confini fra i sessi e le stagioni, l’età anagrafica e l’età dell’anima. Segnali che diventano certezze nelle prossime

presentazioni della moda maschile di gennaio, quando anche il salone fiorentino Pitti Uomo - da sempre attento a cogliere i segnali nell’aria e tramutarli in spunti e indicazioni commerciali per i buyer - ha scelto come tema Generation(s) per sottolineare la convivenza e simultaneità nella moda di tante generazioni e stili diversi. Una

TOMMY HILFIGER

conferma che l’età è sempre più uno stato mentale e sempre meno una questione anagrafica, con uomini maturi in jeans e t-shirt e giovani amanti del vintage e dei capi che indossavano i loro nonni. Così il classico è più rilassato, come dimostrano anche i protagonisti maschili Vincent Cassel e Louis Garrel nel film Mon Roi del regista

Maiwenn (vedi a pagina 20) in abiti scuri ma dal taglio slim per una eleganza più contemporanea e meno ingessata negli schemi della tradizione. Scopri le Film Reviews a pag. 43

ENGLISH TEXT INSIDE P. 44


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016


L'EDITORIALE

Siamo quello che indossiamo

S

e già “siamo quello che mangiamo” a sottolineare lo stretto legame fra il cibo e gli effetti che ha sulla nostra salute e il nostro corpo, possiamo ormai dire anche che “siamo quello che indossiamo” non più per il risultato estetico che otteniamo con l’abbigliamento, ma in futuro sempre più per il modo con cui il nostro corpo interagisce con quello che indossa. In questo numero parliamo infatti di wearable technology, che trova in questo momento la sua massima espressione di performance ed estetica in accessori come gli i-watch oppure ciondoli e bracciali che danno consigli utili e vengono in aiuto collegandosi ad APP dedicate. Ci sono poi veri e propri capi di abbigliamento intelligenti che ci fanno da “assistenti” fornendoci informazioni in tempo reale su noi stessi e venendoci in aiuto nei momenti del bisogno.

Così Ralph Lauren - dimostrazione di come le nuove tecnologie intrighino anche gli stilisti - ha sperimentato una t-shirt in nylon impregnata di fibre conduttive rivestite d’argento che agiscono da sensori trasmettendo i dati in tempo reale allo smartphone; tracciano cioè la distanza, le calorie bruciate, la frequenza cardiaca, il livello di stress e l’intensità sei movimenti. Allo stesso modo, diventano utili alleati nello sport le calze pensate per dare informazioni sulla corsa, come la distanza, il tempo e i passi, allo scopo di migliorare le prestazioni, ma allo stesso tempo di evitare spiacevoli infortuni. C’è poi il progetto Smart Shoe, un prototipo di “scarpa intelligente” nato dalla collaborazione di Vibram con Lenovo, produttore di personal computer. La scarpa, in grado di comunicare con i device Lenovo tramite Bluetooth, prevede un sistema GPS e un pannello LED che registrano i dati degli utenti che la indossano e li guidano in fase di navigazione, attraverso la vibrazione della suola, vero punto di scambio d’informazioni tra utente e device Lenovo. Per non parlare dell’abito-prototipo di Anouk Wipprecht, affascinante esempio di quello che la tecnologia wearable può fare. Gestito da chip elettronici della Intel l’abito, che fra l’altro è interamente stampato in 3D, misura tutta una serie di parametri con biosensori che lo mettono in grado di reagire in modi diversi, interagendo con l’ambiente e chi sta attorno ala persona che lo indossa. La tecnologia che indosseremo ci renderà dunque sempre più sensorizzati, potenziati, interconnessi, immergendoci in un flusso di dati che ci collega al Cloud come sede della conoscenza di quella rete della quale anche noi prima o poi faremo parte. Dopo l’internet dei computer, quello delle cose e delle macchine siamo forse all’alba dell’internet degli umani, o meglio dei Cyborg nei quali i dispositivi che avremo indosso ci stanno trasformando. @fcollifranzone


Contributors 6

special guest

FASHION CHI LEGGE

Luca Calvani

IVAN DAMIANO ROTA Ha iniziato al “Giornale di Bergamo” per poi curare su “Chi” la lettissima rubrica “Vippissime News” per più di dieci anni. I suoi orizzonti si sono poi ampliati con “Panorama”, “Sette”, “Novella 2000”, “Panorama.it” e altre testate. Ora si è aggiunto il sito “Dagospia” con la  più cliccata  rubrica di gossip “Milano Confidential”, e “Lampoon”, dove compila la trasversalissima classifica dei social rankers. A tutto questo si aggiunge la sua attività di  autore televisivo: ultimo suo lavoro “Grand Hotel Chiambretti”, dove è apparso anche nel cast nel ruolo del portiere di notte. Viene inoltre inserito tra i socialites più in vista in quanto confidente di attrici, signore del jet set , imprenditori e bloggers: non c’è evento importante al quale manchi, ma rifugge il presenzialismo estremo e fine a se stesso. Tra i suoi nuovi progetti un’avventura nel mondo musicale come autore e il suo primo libro: “Vita (quasi) smeralda: una città fatta a pezzi”. Pag. 9

EMANUELE BASSETTI

ALESSANDRO ENRIQUEZ Definirlo stilista è riduttivo. La mente dietro 10x10 AnItalianTheory, infatti, unisce il talento per la moda, alla passione per la scrittura, collaborando con grazia. it, Elle e Marie Claire. Nato a Palermo, con origini tunisine e spagnole, inizia dopo la laurea un percorso cosmopolita, da Barcellona a Londra, dove frequenta la Central Saint Martin, per poi approdare a Milano, dove studia all’Istituto Marangoni e in seguito si unisce all’ufficio stile di Costume National, mentre insegna nelle prestigiose scuole di moda meneghine, tra cui lo IED, dove ancora mantiene le sue docenze. Pag. 11

Scienziato della comunicazione e sociologo, lavora nel campo della comunicazione e dei nuovi media, occupandosi in particolare di innovazione dei processi comunicativi. In ambito accademico, collabora da 11 anni con l’Università di Bologna insegnando presso i corsi di lauree in “Scienze internazionali e diplomatiche”, “Sociologia” e “Scienze della comunicazione”. A livello di ricerca ha approfondito il tema dell’ e-Democracy ed è titolare di uno dei primi studi italiani sugli impatti sociali del web 2.0 come strumento di partecipazione sociale, specialmente quando si considerano le nuove generazioni (L’ e-democracy per i giovani, Franco Angeli, 2010). A livello aziendale è consulente strategico nello sviluppo del branding, con particolare riferimento a realtà pubbliche e private, votate all’internazionalità. Attualmente collabora con l’agenzia Menabò Group nella creazione di progetti di comunicazione ad alto valore aggiunto, in particolare per quanto riguarda il settore fashion. Pag. 15

NICOLA GOBBETTO Nasce nel 1980 a Milano, dove si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua Galleria di riferimento è la Galleria Fonti di Napoli. Nel 2011 vince il Prada Manga Contest e nel 2012 realizza il corto animato "The Golden Fish" per Vogue.it. La sua ricerca si snoda attorno alla narrativa fantastica, miti e leggende, magia ed esoterismo. Metamorfosi e trasformazione sono le parole chiave della sua produzione artistica, che abbraccia diverse tecniche sperimentali. Pag. 48

Direttore responsabile FLAVIA COLLI FRANZONE f.colli@fashionillustrated.eu Hanno collaborato: Enrico Albamonte, Diana Barbetta, Denise Battistin, Giuliano Deidda, Valentina Mascarello, Cristina Taccani Traduzioni: Ruth Kidanemariam

STEFANO COLETTI Fotografo di Vogue.it e blogger di Thestreetfashion5xpro. Premiato come miglior fotografo di street style dell’anno 2011 a Milano. Pag. 11

Concessionaria esclusiva per la pubblicità MILANO FASHION MEDIA Via Alessandria 8, 20144 Milano. Tel. +39 02 58153201 www.milanofashionmedia.it info@milanofashionmedia.it Responsabile di Testata PAOLA CORDONE pcordone@milanofashionmedia.it GIADA STRAZZELLA traffico@milanofashionmedia.it

Impaginazione MICHELA CLERICI m.clerici@fashionillustrated.eu

Stampa PETRUZZI S.r.l. 06012 Città di Castello (PG), Italia www.petruzzistampa.it

Redazione Corso Colombo 7, 20144 Milano. Tel. +39 02 87365694 www.fashionillustrared.eu info@fashionillustrated.eu

Distribuzione INTERCONTINENTAL S.r.l. Via Veracini 9 - 20124 MILANO Tel.+39 02.6707.3227 - Fax +39 02.6707.3243 ic@intercontinental.it

La pubblicazione Fashion Illustrated è edita in Italia e all’estero da EDIZIONI LA MODÉ ILLUSTRÉE una divisone di Biblioteca della Moda www.bibliotecadellamoda.it Chairman DIEGO VALISI dvalisi@milanofashionmedia.it Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Milano n. 138 del 22.03.2010 © 2012, tutti diritti riservati. Abbonamento 2015: 10 numeri euro 48. Mandare una mail a pconti@milanofashionmedia.it -Tel. +39 02 92853174. Gli abbonamenti possono avere inizio in qualsiasi periodo dell’anno. La riservatezza per gli abbonati è garantita dal pieno rispetto della legge 675/96 sulla privacy. I dati forniti verranno utilizzati esclusivamente per l'invio della pubblicazione, non verranno ceduti a terzi per alcun motivo. Photo credits: Per le immagini senza crediti l'editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotografici senza riuscire a reperirli. L'editore è a piena disposizione per l'assolvimento di quanto occorre nei loro confronti.

uca Calvani è modello, attore L e ora anche imprenditore. La sua conoscenza della moda risale

ai tempi della scuola, avendo conseguito il diploma di perito tessile a Prato, esperienza che ha metto a frutto a New York in un’azienda tessile. Nella grande mela ha iniziato a studiare recitazione frequentando l’ Actor’s Studio, per passare poi all’Accademia nazionale di Arte drammatica in Italia. Ha lavorato come modello e come attore di fotoromanzi, teatro, cinema e televisione. Nel 2000 debutta sia sul piccolo schermo, come protagonista di puntata in un episodio della serie tv di Canale 5, Distretto di polizia, che nel cinema, partecipando al film Al momento giusto di Giorgio Panariello e Gaia Gorrini. Nel 2001 ha un piccolo ruolo nel pluripremiato film Le fate ignoranti del regista turco Ferzan Özpetek. Sempre nello stesso anno compare in un episodio della famosa serie statunitense, trasmessa anche in Italia, Sex and the City e in due puntate della soap opera Così gira il mondo. Si susseguono numerose apparizioni in televisione in sit com, mini serie e reality come l’Isola dei Famosi, vincendo la serie. La sua attività teatrale, sia in Italia che negli Stati Uniti, comprende: Mystiries, Carosello, Roman Nights, 10 By Dorothy Parker ed infine The exonerated, una serie di monologhi-testimonianza dal braccio della morte. Assidua la sua presenza sul piccolo e grande schermo, lavorando al fianco anche di registi importanti, che culmina nel 2011 con To Rome with Love per la regia di Woody Allen. Nel frattempo continua a lavorare come modello e nello stesso anno diventa testimonial di Peugeot. Nel 2015 interpreta il ruolo di Alexander Vinciguerra in Operazione U.N.C.L.E., di Guy Ritchie. Dopo questo impegno cinematografico con il regista, Calvani presenta a Firenze la sua linea di fragranze Inspiritu, una serie di candele meditative, il cui passo successivo è stato l’eau de parfum LVX ; si tratta di profumi creati con uno speciale bouquet di resine in cui la vaniglia del Madagascar, il vetiver di Haiti, il cedro della Cina si fondono con il sandalo di Caledonia, punte di pepe, zenzero ed elemi di Arabia.


Contents 7

MORTI DI FAMA

MAKING OF

32

9

22

Ideazione

Moda&Cinema

36

Serata alla Scala

Il backstage della Prima al teatro meneghino

De profundis per il macho, è l’ora degli antieroi

STYLE

24

11

Fashion secrets #followmystyle

13 The Eye

Rankin. La passione è alla base di tutto

15 The Topic

La moda si fa smart

16

La Wishlist

Trend

Glossario di Stile / 1 Il bel vestire

26

Trend

Glossario di Stile / 2 Stylish Leisure

28 Labels to watch

Luoghi d’ ispirazione

30 Beauty

Il cantico di un profumo

Il lusso corre sul web

SPOTLIGHT

38 Shops

Firenze: crocevia fra cultura e moda

40

Agenda

42

Digital Fashion

43 Reviews

New Old Skool

44

18

English Text

Highlights

46

Fashion chi legge

Un rapporto che dura da sempre di Luca Calvani

DAISY BALLOON, ABITO RINTEN. PALLONCINI, 2012. ACCONCIATURA KOJI ICHIKAWA, MAKE UP KEN NAKANO, STYLIST KOJI OYAMADA © HIROSHI MANAKA


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016

TATRAS SHOWROOM PITTI FIRENZE Sala delle Nazioni – stand n. 38

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Morti di Fama La prima della Scala 9

Serata alla Scala o sagra del carciofo? BACKSTAGE di IVAN DAMIANO ROTA

In un clima da poliziesco anni Settanta, una mandria di persone malvestite - con poche eccezioni-

M

ilano Calibro 9: la parata di polizia e forze dell’ordine in occasione della Prima della Scala era degna di un poliziesco anni Settanta Un’atmosfera quasi surreale, memore degli anni di piombo, per una serata sottotono almeno dal punto di vista social. In platea così, così mentre sul palco è andata meglio anche se, secondo i melomani più accaniti, l’ovazione finale del pubblico è stata quell’attimo esagerata. Si è alzato il sipario sul palcoscenico alle 18 precise per la Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi. Due ore e 30 minuti, ma anche meno, per un’opera dal non perfetto spartito, ma che contiene in embrione gli ingredienti che avrebbero partorito i capolavori di Giuseppe Verdi. Il sovrintendente Alexander Pereira ha spiegato al pubblico prima dell’inizio dell’opera che il baritono Carlos Alvarez non poteva andare in scena per una bronchite: è stato sostituito da Davide Cecconi, un giovane baritono italiano di Firenze che se l’è cavata, ma in maniera non eccelsa, tanto che un’esperta come la presidente dell’Associazione Amici della Lirica Daniela Javarone si metteva le mani nei capelli: invece niente urla dal loggione, solo qualche commento in due evidenti “cadute vocali”. Daniela Santanchè, di verde vestita, con tanto di ironico papillon, è diventata un fenomeno virale, tanto da scatenate l’attenzione di Michelle Obama: la first lady ha voluto sapere chi avesse realizzato l’abito. La gonna è stata realizzata da Superchic mentre la camicia è di Prada, in pratica quasi la stessa mise che ha indossato questa estate all’inaugurazione della sua Casina Rossa a Forte dei Marmi, cambiava solo il colore. Alcuni frame da ricordare: l’inno di Mameli diretto da Riccardo Chailly e il palco d’onore, con il premier Matteo Renzi, il sindaco Giuliano Pisapia, il governatore Roberto Maroni e il ministro Dario Franceschini in piedi, l’emozionante inizio e poi un video quasi “hard” per illustrare le visioni della pulzella d’Orleans. Tutti concordi sulla bravura della protagonista Anna Netrebko che ha praticamente oscurato il resto del cast. Critiche alla (quasi) totale mancanza di coreografia e alla scenografia : “Ma l’hanno fatta quelli dell’Ikea?”, chiosavano in molti. Nonostante tutto tredici minuti di applausi (li ho contati!) e lanci infiniti di fiori all’indirizzo della soprano, anche se, prima del finale, nel quarto d’ora più statico dell’opera, dal palco vicino si è sentito dire: “Ma quando crepa?”. Tutto si è risollevato con il video che rappresentava in maniera quasi pop la dipartita della guerriera che sentiva le voci. Divertente vedere signore eleganti che, alla fine del primo atto, uscivano con la scusa di fumare una sigaretta e passavano il biglietto a un’amica: entri in due, paghi uno. Le coppie più belle? Margaret Madè con Giuseppe Zeno, Nathalie Dompè con Carlo

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Mazzoni. La più fotografata? Naturalmente Valeria Marini fasciata in un abito glitterato, non del tutto soddisfatta della rappresentazione e in ambasce in quanto doveva partire per Roma perchè “domani sotto casa passa il Papa”. Nell’intervallo ordina una Coca Cola poi cambia idea e chiede bollicine, ma lo scontrino non va bene, lei fa l’occhiolino al cameriere dicendo che non vuole rifare la fila alla cassa e lui glissa. Visti e salutati Giovanni Bazoli, presi-

dente di Intesa San Paolo, Graziano Del Rio, Alessandro Profumo, Cristina Rossello, la patrimonialista di Silvio Berlusconi, Daniela Santanchè con Alessandro Sallusti, Arturo Artom con Alessandra Repini, Milena Polidoro con Gian Maria Sainato, l’elegantissima Michela di Biase, moglie di Franceschini, le due first lady Cinzia Sasso, moglie di Pisapia, e Agnese Landini, moglie di Renzi, entrambe in sobrio blu, Franco Tatò e Sonia Raule. E

poi tutte le signore di Milano che si sono poi viste alle varie cene che hanno infestato una città in stato d’emergenza. Mancava solo una scaligera doc come Gabriella Magnoni Dompè. Ultimo ad arrivare Roberto Bolle che è tornato a sorridere dopo il “chirurgico” bacio rubato pubblicato ultimamente. Tra le prime invece ad arrivare, la trans Efe Bal, simpatica come la sabbia negli slip forse perchè poco considerata nel foyer: con lei una matrona in abito da vestale che diceva di arrivare da Udine. Renzi diceva che non dobbiamo farci chiudere in casa per la paura degli attentati. Molte delle persone che erano alla Prima sarebbe stato meglio fossero rimaste a casa: mai vista come quest’anno una mandria di persone vestite decisamente male, manco andassero alla sagra del carciofo. “Sono gli ospiti degli sponsor” ci diceva una signora rassomigliante a Crudelia De Mon. La vera star della serata è stata Patty Smith, la più inseguita per foto ricordo: lei non si concedeva e ha anche mandato a quel paese un fan che le diceva di amare “Because the Night”, secondo lui la canzone più bella della sacerdotessa del rock. Si vede che lei non la pensa così. Inossidabile Carla Fracci, bersaglio di battute: “La conservano nel museo e poi la tirano fuori per la Prima...”. E per il dopo Scala, oltre alla cena ufficiale al Circolo del Giardino,

ospite il sovrintendente Alexander Pereira con la giovane compagna stilista Daniela De Souza, quella nuova di zecca al ristò Doriani, in Via Montenapoleone, by Daniela Iavarone e Michela Polidoro, con Andrea Mascaretti, Candida Morvillo, Gian Maria Sainato, Grazia Lamera e Raffaello Tonon. Sabina Negri, ex Calderoli, si presenta con due tatuaggi, uno dedicato al mondo islamico, uno a quello cattolico, in nome della pace. Alla cena consueta al Baretto invece Marinella Di Capua, in versione cartoon con pelliccia bicolore di Pierre Prandini, il suo cocchino, con Dvora Ancona, Francesca Lovatelli Caetani e ancora Adriano e Laura Teso, Antonio Riva, la blogger Sabrina Brazzini, Edoardo Cegan e ancora Valeria Marini che mandava a tutti baci stellari. Per finire, cena ristrettissima a casa di Corrado Passera: imprenditori e banchieri già citati sopra: a voi la scelta.

ALLA PRIMA DELLA SCALA: 1. LO STILISTA PIERRE PRANDINI CON VALERIA MARINI - FOTO ALFONSO CATALANO/SGP 2. DANIELA JAVARONE - FOTO ALFONSO CATALANO/SGP 3.DANIELA SANTANCHÈ E ALESSANDRO SALLUSTI 4. GIAN MARIA SAINATO 5. AGNESE LANDINI RENZI CON UN BEL VESTITO DI ERMANNO SCERVINO E MATTEO RENZI


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016


Fashion Secrets 11

#followmystyle STREETSTYLE di ALESSANDRO ENRIQUEZ

inizia proprio dalla settimana di Pitti Uomo a ricercare le tendenze e creare nuovi stili. Con gli “abitanti del web” non sappiamo cosa ci aspetterà. Ognuno di loro mixa, propone e rilegge la moda trasformandola in personale visione e regalando ai propri follower consigli, spunti e trend da non perdere. Il fotografo Stefano Coletti è nuovamente nostro complice nel catturare la naturalezza dei blogger.

FRANK GALLUCCI

Dal Sud con il sorriso! Francesco, in arte Frank è appassionato di sport e benessere, interpreta gli stili classici in look streetstyle all’ultimo grido, vestendo camicie slim fit, giacche doppio petto e pantaloni skinny. Dal folto capello ben ordinato alle diverse montature di occhiali squadrati e sempre ricercati, Frank interpreta il ruolo del ragazzo in carriera che tra un viaggio e l’altro ama mantenersi in forma curandosi non solo con un’assidua attività sportiva ma anche attraverso una corretta alimentazione. Il suo segreto, oltre alla simpatia, risiede nella cura dei dettagli; infatti, nei suoi look più classici non manca mai il “nodo piccolo” alle cravatte dalle fantasie più ricercate, sempre colorate e di tendenza, e di solito in tinta con il resto dei suoi outift, abbinate a camicie iper-inamidate.

PER FRANK SNEAKER SUPERGA

PAOLO STELLA

In poco tempo è riuscito a conquistare i cuori di tanti. Ex attore, ora si dedica con grande successo al mondo digital nella moda nel quale ha sviluppato e dimostrato grande talento. Abile nel mixare diversi look, si diverte abbinando texture di diversi stili, colorate e a zigzag in sintonia con Missoni, oppure tinta unita tipicamente armaniane. Da buon amante delle tradizioni italiane, tra le passioni e i segreti di Paolo è presente la cucina, dove si diletta in piatti sofisticati dal sapore mediterraneo con i quali è in grado di stupire ospiti…e far anche innamorare.

PER PAOLO SNEAKER CONVERSE PER MISSONI

GIOTTO

CALENDOLI

è uno dei più bei moschettieri della moda. Compagno da anni di Patricia, il giovane influencer è noto per il suo sguardo da attore. Giotto rivisita le vestibilità degli anni ottanta che mixa e alleggerisce con capi dal gusto rock. I suoi outfit hanno sempre quel leggero tocco retrò dal sapore francese che tanto piace, dal cappotto, alla giacca fino ai cappelli, che preferisce usare a falda larga. I segreti di Giotto sono la cura dei capelli e della barba finta incolta e arruffata, tratti abbinati a uno sguardo profondo e avvolgente da perfetto attore americano che rapisce e conquista. Attento a non far ingelosire Patricia!

PER GIOTTO BOOTS SERGIO ROSSI

MARIANO DI VAIO

bello, giovane e oggi anche sposato con Eleonora Brunacci. Il perugino dall’aria innocente continua a conquistare orde di followers da tutto il mondo. Dal sorriso, ai suoi look very italian, Mariano non lascia niente al caso. Abiti sartoriali sempre fittati che spezza con sneakers chiare o look giornalieri che impreziosisce con mocassini più eleganti. Seguito da molti con il suo blog www.mdvstyle.com è oggi uno tra i più famosi blogger della moda. Amante dei viaggi e dello sport, Mariano è sempre in giro per il mondo tra una ‘surfata’ negli States e un giro in moto tra i colli perugini. Il segreto che conquista tutti è il suo, ormai noto, ciuffo perfetto a cavallo tra un ragazzino e un divo del passato che gli conferisce un appeal spensierato e affascinante.

PER MARIANO OCCHIALI ERMENEGILDO ZEGNA

Il culto della barba sta cambiando! I visi diventano più puliti e idratati, gli anni 50 ritornano con i look “d’epoca” mixati alla comodità di felpe e t-shirt più comfort, capelli corti e ben pettinati devono incorniciare sempre un sorriso smagliante. Le grafiche di una volta sono le protagoniste della moda di oggi! Io ho scelto di collaborare con Proraso interpretando le loro immagini cosi:

Alessandro Enriquez


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016

89째 PITTI IMMAGINE UOMO 12/15 Gennaio 2016 - Firenze

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Style The Eye 13

La passione è alla base di tutto INTERVISTA A RANKIN di GIULIANO DEIDDA

Lo abbiamo incontrato a Milano, durante il Fashion Film Festival, per parlare di quest’ultima avventura editoriale, del suo particolare rapporto con il fashion system, oltre che per ricordare gli anni d’oro dei suoi esordi.

Q

uando hai co-fondato Dazed & Confused era l’alba di un’età dell’oro per la cultura pop britannica. Il magazine ha avuto un ruolo primario nel forgiare e testimoniare l’effervescente decennio che seguì. Cosa ti manca di più di quel periodo, sia dal punto di vista professionale che da quello personale? Non sono uno che ha nostalgia del passato, in realtà. Vivo per il futuro, che sia il prossimo shooting, il prossimo numero o il prossimo film. Detto questo, è stato divertente e quando mi guardo indietro sono orgoglioso dei miei ricordi. Mi piacerebbe molto rivivere un giorno del periodo in cui mio figlio aveva più o meno quattro anni, o una di quelle emozionanti riunioni di redazione di Dazed, quando eravamo tutti più giovani! Hai dichiarato di essere felice della rivoluzione digitale nella fotografia, perché rende l’esperienza del set più collettiva, rendendo possibile un controllo in tempo reale delle immagini e, di conseguenza, del lavoro finito. Dato che hai cominciato la tua attività alla fine dei tempi in cui si lavorava con Polaroid e pellicole, come hai affrontato il passaggio? Ho amato il passaggio al digitale. Penso che la maggior parte dei fotografi fossero reticenti all’inizio, ma quando è diventato semplice quanto utilizzare la pellicola, io mi ci sono tuffato. Professionalmente non tornerei mai indietro. Naturalmente, la pellicola mi piace ancora ed occasionalmente sperimento anche con la Polaroid ma, per me, il digitale è il mezzo migliore, soprattutto perché permette la collaborazione di tutte le persone coinvolte in uno shooting. Negli anni, sei riuscito a imporre il tuo punto di vista e la tua estetica, e in seguito li hai sviluppati attraverso i media più recenti, con un perfetto controllo dei nuovi mezzi. Pensi che questa realtà virtuale dove tutti noi ormai interagiamo, così satura di informazioni e immagini, abbia più meriti o limiti? Il web è più un veicolo per sviluppare nuove idee ed estetiche o un ostacolo? Siamo ancora all’inizio, l’equivalente dell’epoca degli uomini delle caverne, ma noi scarabocchiamo

pareti digitali. Le cose cambieranno a una velocità sempre maggiore, per cui è difficile dire se sarà positivo o negativo. Semplicemente è cosi, se si fa finta di niente, si rischia di rimanere indietro. Non si tratta di una rivoluzione trasmessa dalla TV, è viva e si sta compiendo ora, su ogni piattaforma e canale a cui accediamo con le nostre dita. Una delle caratteristiche più evidenti delle tue fotografie è il modo in cui riesci a ritrarre modelli non professionisti, che si tratti di persone “reali” o di celebrity irraggiungibili. Si ha l’impressione che tu fissi l’istante nel quale rivelano la loro vera personalità, o un tratto inatteso del loro carattere. Questo è particolarmente evidente nei tuoi ritratti di personaggi famosi, che appaiono sempre molto diversi dal modo in cui il pubblico è abituato a vederli. Come riesci a coinvolgerli nel mood che vuoi creare? Penso che tutti si sentano

a disagio quando vengono fotografati, che siano celebrity o, come dici, le persone “reali” (anche se non mi piace questa definizione). Naturalmente i personaggi pubblici sono più abituati a questo gioco. A me piace semplicemente collaborare con chiunque stia fotografando. A volte non dico nulla, li lascio fare, ma se mi accorgo che sono a disagio, cerco di farli rilassare e di non farli sentire sotto un microscopio. Inoltre, non faccio il prezioso, rido con loro e voglio che i soggetti dei miei ritratti siano coinvolti nella scelta degli scatti. Questo mette tutti più a loro agio e disponibili ad abbassare la guardia. Non ho un unico approccio, comunque, perché ognuno è così diverso. Hai detto di esserti disinnamorato della moda tra il 1999 e il 2008, vale a dire, alla fine del decennio d’oro di cui si parlava prima. Una coincidenza? Mi sono disinnamorato del mio ruo-

lo nella moda. Ho sempre amato quello che Dazed stava facendo e ciò che abbiamo ottenuto. Durante tutti questi ventiquattro anni sono sempre stato orgoglioso di farne parte. Personalmente non mi sono sentito “giusto” per fare la moda per un periodo. Era più una questione personale, e non ho ancora capito cosa c’era che non andava. Sicuramente, dal momento in cui ho iniziato a lavorare al di fuori del circuito Dazed, non ci mettevo più la stessa passione e mi sentivo fuori posto. Se non sono appassionato non sono bravo. Ora che ho il network legato a Hunger, è tutto di nuovo eccitante. Sento che possiamo realizzare cose diverse, come si faceva a Dazed. E’ come rivivere i vecchi tempi per me. Forse hai ragione, la mia crisi è da collegare alla fine di quell’era in qualche modo! Quali circostanze ti hanno fatto innamorare di nuovo della moda? Fino al 2008 dividevo il

mio ufficio e studio con Dazed. L’energia era incredibile, la potevi sentire appena varcavi la soglia. Quando ho traslocato in un nuovo studio e ufficio, semplicemente, mi mancava. Mi mancava essere parte di qualcosa su base quotidiana. Poi ho deciso di ricominciare e, nel processo di avviare Hunger, mi sono sentito eccitato di nuovo. E’ così semplice. Hai fatto parte della giuria dell’ultima edizione del Fashion Film Festival Milano. I film sono i nuovi redazionali di moda? E’ molto eccitante far parte di Fashion Film in questo momento, ma non buttiamo il bambino con l’acqua sporca. Amerò sempre la fotografia, ma il fashion film è un mezzo così nuovo che possiamo divertirci a modellare quello che diventerà. Alla fine ci sarà spazio per entrambi. Ma stranamente non ci sono tanti festival di fotografia di moda. Si spera che in futuro vengano abbinati!

IL COLORE CULT RIGOROSAMENTE NERO

FRED PERRY

BRIONI

HERMÈS

CHURCH’S


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016

PITTI UOMO Firenze

12-15 January 2016 Pad. Centrale I/12

PREMIUM Berlin

19-21 January 2016 Hall 4 A/09

fashion illustrated.indd 1

18/12/15 15:41


Style The Topic 15

La moda si fa smart FASHION SOCIOLOGY di EMANUELE BASSETTI

Accattivanti e di tendenza gli smart wearable iniziano la conquista di un mercato che vede il fashion system pronto a coglierne le opportunità da vero protagonista.

La tecnologia si fonde con l’estetica

ioielli che danno consigli G utili oppure ciondoli salva-vita con funzioni etiche. E’ questo il futuro di piccoli e grandi oggetti, non sempre preziosi, ma comunque accessori da portare sempre con sé. Il progetto Totwoo, ad esempio, presentato a ottobre a Milano, presso la Biblioteca della Moda, punta sulle convergenze tra tecnologia e lusso, creando gioielli che abbiano mente e anima. Un’idea nata dalla sinergia tra Italia e Cina che vede come protagonisti Wang Jieming, esperto in media e technology e Marco Dal Maso, jewelry designer e fondatore del brand Tamoko. Pendenti e bracciali smart che si connettono al proprio iPhone con un’app dedicata e che monitorano i nostri movimenti dandoci consigli utili in fatto di salute e attività fisica. “Un cuore per sentirti più sicura” è il motto di OPS!life, il braccialetto intelligente di Opsobject presentato in occasione della giornata mondiale contro la violenza delle donne. Nel ciondolo a cuore batte un microchip per connettersi alla mobile app scaricabile gratuitamente da Apple Store o Google Play Store su qualsiasi smartphone. Attraverso l’app OPS!Life si attiva un servizio di avviso e di rintracciabilità immediato che permette di comunicare in tempo reale con le persone più care e chiedere aiuto in caso di pericolo. Una volta installata sul telefono, basta inserire i dati richiesti e registrarsi creando il network di persone a cui si desidera inviare la richiesta di aiuto con l’applicazione.

C

onsiderata la frenetica commercializzazione di sempre nuovi prodotti capeggiati da esempi d’eccellenza quali l’Apple Watch, i Google Glass, i bracciali sportivi Nike, molti esperti prevedono che il 2016 sarà l’anno degli smart wearable. Si tratta di tecnologie indossabili che consentono ai propri fruitori di espletare funzioni complesse in mobilità, come fornire informazioni, effettuare chiamate telefoniche, inviare messaggi, interagire con i social network, geolocalizzare la propria posizione, effettuare pagamenti o monitorare il dispendio calorico quotidiano. Una molteplicità di funzioni che rispecchiano un’altrettanto ampia varietà di dispositivi: orologi, gioielli, indumenti, accessori, apparecchi medicali, auricolari sono solo alcuni esempi della vastità di offerte oggi disponibili. Si sarebbe tentati di affermare che il futuro di questo settore sia esclusivamente nelle mani delle aziende informatiche. Ma come gli smartphone ci hanno recentemente insegnato, con l’avanzare della tecnologia e con il conseguente abbattimento dei prezzi di produzione

le performance informatiche non sono più sufficienti a distinguere un prodotto dall’altro e la battaglia commerciale si sposta su un ambito fino a pochi anni fa inimmaginabile: il design. Il fashion system diventa così non solo un ambito da cui trarre ispirazione, ma anche un partner indispensabile nel tentativo di rispondere a consumatori che cercano smart device sì funzionali, ma soprattutto alla moda e che siano caratterizzati da un forte “cool factor”. Una partnership che è destinata anche ad ampliare esponenzialmente il target dei consumatori interessati a queste tecnologie. Se fino ad ora il 48% degli acquirenti sono giovani e in particolare ragazzi amanti dello sport e businessmen, con l’entrata nel settore delle aziende di moda sono invece tre i target che sono destinati a crescere vertiginosamente. Innanzitutto il pubblico femminile, particolarmente attratto da gioielli smart non solo belli da indossare ma anche in grado di ampliare le potenzialità di comunicazione di chi li indossa. In secondo luogo gli anziani che possono utilizzare dispositivi utili alla loro salute senza renderne evidente le problematiche di salute (salvavita,

misuratori di funzioni biologiche, ecc. nascosti all’interno di orologi, gioielli, bracciali). In terzo luogo gli animali domestici, il cui mercato del lusso è cresciuto enormemente negli ultimi anni e vedrà a breve integrati all’interno di accessori, collari, indumenti tecnologie per il loro monitoraggio e la loro geolocalizzazione, facilitando al contempo l’interazione con i padroni. Una partnership quella tra smart wearable e fashion system che è sancita anche da un numero sempre più ingente di influencer e personaggi di spicco (Britney Spears, Beyoncé, Anna Wintour, JJ Abrams, Pharrel, Drake, Neil Patrick Harris, Ashton Kutcher e Barack Obama solo per citare alcuni esempi recenti) che indossano con orgoglio i propri smart wearable, segnalando come tali dispositivi siano in grado di creare distinzione e unicità, ma anche indicando come sia già presente un mercato florido e reattivo su cui le aziende possono investire. Ed è proprio per cogliere tale opportunità da protagonisti che stanno sorgendo i primi esperimenti di brand di moda che in totale autonomia e non a supporto di giganti dell’informatica propongono smart

device, ribaltando il comune approccio dominante. Come la marca Totwoo che in ottobre ha presentato a Milano in anteprima mondiale il primo gioiello smart con tecnologia indossabile espressamente orientata al benessere fisico e sociale femminile. Si tratta di casi ancora isolati ma destinati a moltiplicarsi per conquistare un mercato in cui il 71% dei giovani tra i 16 e i 24 anni vorrebbero già oggi uno smart wearable e con un potenziale economico stimato tra i 30 e i 50 miliardi di dollari annui entro il 2020. E se a breve le aziende si sfideranno senza esclusioni di colpi per conquistare una posizione rilevante nel settore, quelle afferenti al fashion system godranno indiscutibilmente di un asso nella manica, in quanto in grado di fornire con il proprio know-how un decisivo valore aggiunto a dispositivi che diversamente risulterebbero nel lungo periodo indifferenziati, emotivamente poco impattanti, troppo razionali e sicuramente non sufficientemente di tendenza una volta sfumata l’iniziale curiosità dei consumatori. Nella foto Apple Watch Hermès / David Sims

OPS

TOTWOO


Style Trend 16

New Old-Skool LA WISHLIST di GIULIANO DEIDDA

prepotentemente l’estetica generale, almeno per la prossima stagione, che piaccia o meno.

LOUIS VUITTON BRIONI

TOMAS MAIER

ETRO

HERMÈS

HARMONT&BLAINE

JACOB COHEN

HACKETT LONDON

GUCCI

GALLO

SALVATORE FERRAGAMO MARNI

DETTAGLI PASSI DECISI

ALEJANDRO INGELMO

BEPOSITIVE

BRUNO BORDESE

HENDERSON


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016

SHOWROOM MILANO - VIA TORTONA 9 SHOWROOMMILANO@DANIELADALLAVALLE.COM


Style Highlights 18

PANETTATAILOR.COM

La nuova frontiera della sartorialità 2.0

on il nuovo shop online PaC nettattailor.com la migliore sartorialità made in Italy con

60 anni di storia entra a gamba tesa nella digital age. La nuova piattaforma di shopping online, che ruota intorno all’atelier romano Panetta in via Puglie 7, a due passi da Via Veneto, cuore di una rinata Dolce Vita, nasce con l’intento di dare visibilità alle eccellenze del menswear contemporaneo sulla base di uno scouting accurato di nuovi talenti selezionati con qualificata competenza da Ganesh Poggi e dal fashion guru e critico di moda Federico Poletti. Marchi come Eternal Shoes sinonimo di scarpe bespoke, Les Bohémiens con le sue grintose t-shirts scuba, gli occhiali artigianli di Dolce Roma e le nuove fantasie da dandy urbano di Hosio con le sue stampe jacquard di nuova concezione completano e arricchiscono l’offerta di questa nuova destinazione del gentleman contemporaneo. “Abbiamo attivato da poco il nostro store virtuale ma già abbiamo riscontri positivi soprattutto per i marchi emergenti ai quali abbiamo deciso di dare questa opportunità”, spiega Rocco Panetta, avvocato e bon vivant, nipote del fondatore dell’atelier, il napoletano Vito Panetta, di cui ha raccolto il testimone per guidare l’azienda di famiglia insieme a Maria Natalia Panetta.

Gira la moda NOVITÀ

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5.

4.

1. White si prepara all’edizione 2016 diventando internazionale mediato da collezioni di ricerca e frontiere e opportunità offerte dal web. Nell’ottica identità e mission, White Man and Woman punta sulla sezione Only Woman che si amplia rispetto alla scorsa edizione con una presenza di circa 40 brand internazionali. Tra i protagonisti nella sezione only woman con una special area è la collezione Mes Demoiselles, marchio fondato a Parigi nel 2006 da Anita Radovanovic, che con la sua estetica neo-romantica e bohemien porta una ventata di freschezza nel guardaroba femminile. Sempre nell’Only Woman, Il marchio italiano Callens, propone collezioni sport e fashion White consolida invece l’offerta nel menswear debuttando con una nuova sezione interamente dedicata allo sportswear in cui sono protagonisti una selezione di marchi che traggono ispirazioni dal mondo active declinati in chiave urban contemporary. Tra i brand di questa sezione spiccano Casbia, Nonconformist, Les geometries oltre ai brand tradizionali come Coq sportif, Robe di Kappa e Superga. Presentano le loro proposte esclusivamente menswear Barracuda, Christy’s Hats, The last cospiracy & asgaard, Thom Krom, pantaloni che confermano la ricca e importante appartenenza alla cultura sartoriale partenopea. Numerosi brand e iniziative per questa edizione 2016 che Brenda Bellei, Ceo di M.Seventy e White commenta così: “Siamo molto contenti del

3.

sostegno che le Istituzioni stanno dando al nostro salone, a partire dal Comune di Milano che ci ha sempre supportato e continua a sostenerci in maniera concreta riconfermandoci il patrocinio e la concessione dello spazio ex Ansaldo, nonchè del supporto della Regione Lombardia”. 2.

dal 15 al 19 gennaio con

ingressi di Pal Zileri e la designer inglese Helen Anthony, un brand di Saville Road sartoriale, ma contemporaneo, che utilizza materiali di alta

disegnata da Peter Dundas, mentre a chiudere la

Cariatidi verrà messa a disposizione del fashion system da Camera Nazionale della Moda Italiana e dal Comune di Milano. 3. I top spender che fanno shopping a Milano nel quadrilatero della moda hanno a disposizione un luogo di relax e di servizi esclusivi. All’interno del Palazzo disegnato da Luigi Clerichetti nel 1838, Associazione MonteNapoleone offre ai viaggiatori Vip Lounge – creata in collaborazione con Ferrari e interamente arredata con design Made in Italy grazie a nomi del calibro di Molteni, Agape Casa e Flos. Oltre ad avere un vero e proprio salotto su due livelli nel cuore di Milano dove poter sostare in totale relax, il nuovo spazio (via Montenapleone 23) offre molti servizi vip che spaziano dal concierge dedicato 7 giorni su

7 al trasporto di bagagli all’aeroporto, alla private diversi ambiti (moda & accessori, design, gioielleria e orologeria di lusso); inoltre è possibile effettuare

teatrali, oltre a servizi di interpretariato, e molto altro ancora. 4.Daniela Dallavalle il 16 gennaio apre la showroom in via Tortona 9 a Milano. Il nuovo spazio dell’azienda di Carpi rispecchia il mood e il dna del italo tedesca Daniela Dallavalle, sensibile all’arte e alla cultura, valori che esprime nelle collezioni di abbigliamento e home. Se il core dell’azienda è l’abbigliamento con le collezioni donna Elisa Cavaletti, Eleonora Cavaletti e la linea maschile Riccardo Cavaletti (nella foto), una piccola parte della produzione è dedicata all’interior decor, con pezzi unici presenti e in vendita nella showroom di Milano, che ospiterà anche eventi, installazioni e incontri sull’arte. Un format che caratterizza la Baracca sul Mare, sede dell’azienda, una struttura orientata al futuro, dinamica e luminosa e multifunzionale, dove le collezioni vengono proposte attraverso rappresentazioni teatrali. Fra gli obiettivi dell’azienda, un nuovo progetto di abbigliamento donna con l’etichetta Daniela Dallavalle che sarà presentato a settembre 2016, e l’espansione retail importante per l’azienda rimane la Francia, insieme agli altri paesi nordeuropei, fra cui la Germania dove è attiva la sede di Dusseldorf che gestisce la rete distributiva e commerciale estera.


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FASHION ILLUSTRATED Issue #41 - Gennaio 2016


Style Highlights 20

Tech Dreamers

Fra passato e futuro NOVITÀ

irenze4Ever, l’appuntamento F con i blogger e gli appassionati di moda organizzato da Luisavia-

roma in apertura di Pitti Uomo, a gennaio sancisce la liaison con Swarovski nell’evento Tech Dreamers. Dalle video-installazioni create da artisti contemporanei si passa alla moda rendendo omaggio ai cristalli declinati in tutte le molteplici espressioni. Un’area è dedicata alle limited edition dove 30 designer hanno realizzato ciascuno un pezzo unico, oltre la moda, che sarà in vendita esclusivamente nel concept store fiorentino dal 9 gennaio al 28 febbraio. Crystal Couture è invece la mostra che celebra i cristalli attraverso abiti del presente e del passato di couturier e stilisti che rimarranno esposti nella boutique.

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BENEDETTA BRUZZICHES

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DAVID KOMA

1. E’ stato inaugurato recentemente Palazzo Versace a Dubai, luxury hotel realizzato con Enshaa Group, uno dei developer leader del mercato real estate. Situato nel nuovo Cultural Village della città e affacciato sulla dispone di 215 camere, 65 suite, oltre a 169 residenze private. Aree e arredi sono stati esclusivamente progettati sotto la direzione artistica di Donatella Versace, con un’attenzione meticolosa per ogni dettaglio. Lo stile della maison è declinato sui soffitti dipinti a mano con decori in oro, sui marmi e sui mosaici. I tratti iconografici ricorrono ovunque, dalla Medusa alla greca, fino alle tipiche stampe, alcune delle quali realizzate in esclusiva. 2,3. Si preannuncia particolarmente cosmopolita e versatile l’edizione 89 di Pitti Uomo. Il Menswear Guest Designer della manifestazione è infatti lo stilista coreano Juun J. (2), che abbandona per una stagione le passerelle maschili di Parigi per presentare la sua collezione autunno-inverno 2016 a Firenze. La creatività della sua moda in 3D, dallo stile “street tailoring” attraversato da citazioni classiche, sarà protagonista dell’evento, con il suo mix di radici asiatiche e heritage sartoriale, silhouette rigorose e volumi futuristici, influenze military e cosmopolitismo parigino. L’approccio a 360° della manifestazione è anche evidente nella scelta dei protagonisti dell’evento speciale Designer Project, Adidas Originals by White

Mountaineering. La collezione maschile è una reinterpretazione dei codici del brand sporstwear da parte di (3), anima del marchio giapponese di culto. Il risultato è fortemente innovativo, un connubio di tradizione e tecnologia, design e funzionalità. Allo stile nostrano è invece riservato lo spazio di Womenswear Guest Designer, dedicato questa volta a Marco de Vincenzo, uno dei migliori talenti nostrani contemporanei, la cui visione della donna sarà esaltata con un progetto che mette in scena una performance spettacolare, in uno spazio inedito della città. 4. In occasione dell’anniversario dei 40 anni, il Museo del Tessuto di Prato apre i suoi depositi e, attraverso una selezione di pezzi di grande valore, allestisce la mostra Heritage, inaugurata il 22 novembre, che rimarrà aperta al pubblico fino al 30 aprile 2016. Si tratta di un viaggio tra le collezioni del museo, ospitata nella Sala dei Tessuti Antichi, con un percorso che dal XVI secolo arriva fino agli anni sessanta del novecento. L’idea è di esporre i tessuti e abiti in modo da evidenziarne il dialogo, invitando il visitatore a leggere il tessuto in funzione del suo utilizzo finale (abbigliamento o arredamento) e ogni prodotto finito in relazione al materiale tessile in cui è realizzato. L’esposizione è completata da una ricca selezione di libri campionario, figurini e giornali antichi di moda, bozzetti originali e edizioni rare. (Nell’immagine, un abito di corte appartenuto a Maria Giuseppina

Gaetani dell’Aquila d’Aragona, nobildonna napoletana, dono del Comune di Prato e Cariprato, inv. n. 83.02.01 a, b). 5. Inaugurata a novembre alla Triennale di Milano, la mostra Il Nuovo Vocabolario della Moda Italiana resterà aperta fino al 6 marzo 2016. Sotto i riflettori per una volta non sono i big, ma i creativi del settore moda, fotografia, grafica e comunicazione degli utlimi 20 anni. Due i termini banditi: “giovani” e “emergenti”, per non imbrigliare in una spazio anagrafico e professionale tanti brand che, dal 1998 a oggi hanno rinnovato e recuperato il dna culturale e tecnico della tradizione, sempre con un occhio al futuro. A spiegare perché il punto di partenza è stato fissato nel 1998 sono stati gli stessi curatori, Paola Bertola e Vittorio Linfante, che hanno dovuto scegliere circa “E’ l’anno che segna il concreto passaggio a un mondo interconnesso dal web (è di quegli anni il lancio di Google e dell’iMac) e dieci anni prima della crisi globale del 2008, per molti creativi una opportunità di stimolo per nuovi percorsi professionali”. Il nuovo linguaggio del Made in Italy, caratterizzato da importanti vocaboli, è strutturato in un percorso a sezioni: Archetipo, Costruzione, Dettaglio, Laboratorio, Materia, Ornamento, Superficie, Uniforme, ognuna caratterizzata da installazioni che illustrano il prodotto e il relativo percorso creativo, dal cartamodello agli accessori, dalle prove di lavorazione alle componenti.

GIANCARLO PETRIGLIA

GIUSEPPE ZANOTTI

IOSSELLIANI


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Issue #41 - Gennaio 2016

LA LORO CREATIVITÀ ISPIRA LA MODA.

Jeremy Somers Creative Director and Designer Circleline

Rosa Pujol Creative Manager Gratacos Riccardo Bruni Textile Designer Lyria

Wendy Richard Style Manager Mégisserie Richard

Takao Ozaki Creative Director A-Girl’s

Federica Martini Masoni Style Office Chief Masoni Industria Conciaria

16-18 Feb. 2016 © Paolo Verzone

premierevision.com

PremiereVisionPARIS_IT_FASHION-ILLUSTRATED_249x374.indd 1

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Making of Trend 22

De profundis per il macho, è l’ora degli antieroi MODA E CINEMA di ENRICO MARIA ALBAMONTE

Piglio dégagé, sensibili e sovversivi, tipi molto sopra le righe: così sono i nuovi protagonisti dell’estetica maschile Made in Hollywood. 1.

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ttitudine ribelle, spirito libero, genio e sregolatezza, ma anche coraggio da leone e grande sensibilità. Gli antieroi del grande schermo tagliano i ponti con l’estetica del macho da film d’azione, tutto muscoli e divisa azzimata e ‘si mettono a nudo’ per svelare le nuove sfumature che la performance della mascolinità contemporanea è in grado di esprimere. Acuti di stile, accenti quasi surreali e caratteri visionari: questo è ciò che la settima arte in sintesi ama allestire e anche vestire per lasciare un segno nell’immaginario del pubblico. A cominciare da ‘Franny’ interpretato da un Richard Gere in gran forma che non definisce mai le sue scelte sessuali in linea col nuovo trend flexisexual: né etero, né gay, né indeciso, perché una scelta precisa a tale proposito come l’attore stesso ha dichiarato, “è irrilevante nell’economia del film”. Il suo look, a base di giacche sartoriali di tweed senza collo, lunghe sciarpe variopinte a motivi cachemire, dettagli fiammanti come una cravatta scarlatta, si distingue nei dettagli eccentrici e contribuisce a definire il taglio emotivo di un dandy dei tempi nostri, alla ricerca disperata di un centro di gravità permanente, fra lacrime e bespoke. Splendidamente dandy è il Ralph Fiennes in ‘A Bigger splash’ il film di Luca Guadagnino che prendendo spunto da ‘La piscina’ di Deray, delinea un folletto estetizzante, sublime reincarnazione di un flâneur contemporaneo. La realtà parla di emozioni forti, uno storytelling pervaso da un alto quoziente di passionalità e il cinema si adegua anche quando parla d’amore. Come nel caso di ‘Mon Roi’ di Maïwenn in cui un carismatico Vincent Cassel nel ruolo dell’ineffabile sciupa femmine Giorgio, buca lo schermo fra sbalzi d’umore e atteggiamenti sopra le righe che mettono in crisi la stabile ma fragile Toni, impersonata da una Emmanuelle Berçot premiata a Cannes come miglior attrice. Nel film ci sono scene molto intense di conflitti in cui i due protagonisti si misurano mettendo in evidenza il loro rovello psicologico e le loro lacune sentimentali. Il volubile Giorgio, spesso senza veli ma anche vestito con camicie bianche e cappotti scuri dalla linea slim, appare di un’eleganza rilassata senza orpelli che rivela una fisicità nervosa e tormentata. Anche Abe Lucas, il professore di filosofia killer protagonista del bel film di Woody Allen ‘Irrational man’ e interpretato da Joaquin Phoenix, si modella sul carattere di un’anima persa, abulico e vulnerabile. Grande consumatore di scoth di puro malto seduce le donne proprio come usavano fare i romantici di un tempo. Il suo è un guardaroba che più informale non si può, molto spiegaz-

zato e quasi randagio, che ben si addice a un ruvido gentleman un po’ bello e maledetto che gioca alla roulette russa per stupire il suo pubblico. Irrequieto come non mai, molto controverso nel privato, pieno di chiaroscuri è anche Steve Jobs nel nuovo omonimo biopic di Danny Boyle. Gli occhiali tondi, il lupetto nero e i blue jeans corrispondono all’immagine di un geniale inventore del nostro tempo impersonato da un brillante Michael Fassbender, un autentico visionario mago del marketing ma carente nella sfera personale, sia nell’amicizia che negli affetti familiari, dove mostra tutte le sue aporie di nervoso e spregiudicato accentratore. Il film svela i retroscena di una virilità complessa da gestire, un carattere eccezionale e neo romantico, amante del potere ma fondamentalmente insicuro.

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1. UN FRAME DEL FILM STEVE JOBS COURTESY UNIVERSAL PICTURES 2. UN FRAME DEL FILM MON ROI CON VINCENT CASSEL 3. RALPH FIENNES IN UN FRAME DEL FILM A BIGGER SPLASH 4. RICHARD GERE NEL FILM FRANNY


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Making of Trend 24

Il bel vestire GLOSSARIO DI STILE / 1 di GIULIANO DEIDDA

Jacket

Briefcase Ankle boots

Felt hat A

Derby Shoes

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Cardigan C

ANKLE BOOTS

BRIEFCASE

CARDIGAN

Un classico dello stile maschile british dell’età edoardiana, sono apprezzati oggi da un pubblico variegato, per la loro eleganza informale. Geox li propone in una versione dal design impeccabile, realizzati applicando l’esclusivo brevetto Geox Cuoio per la scarpa che respira, in un perfetto connubio di vintage e tecnologia.

Le esigenze e lo stile del gentleman contemporaneo fanno sì che anche la borsa da lavoro cambi forma, per essere più versatile e dinamica. Serapian interpreta questi mutamenti, grazie a linee più morbide, fondendo insieme le funzionalità di diverse tipologie. La valigetta da lavoro è così anche una shopper, e può essere portata a mano o a tracolla.

Anche se ha ereditato il nome da un ufficiale dell’esercito britannico che combatté nella Guerra di Crimea, il cardigan ha ben poco di militaresco. Perfetto sopra camicia e cravatta, può essere indossato sotto una giacca più o meno formale, o addirittura sostituirla. Tra le diverse varianti, Fedeli lo propone in cashmere con chiusura a doppia zip.

D

F

J

DERBY SHOES

FELT HAT

JACKET

In origine erano considerate scarpe per il tempo libero, in particolare per i weekend in campagna. Oggi sono uno dei modelli che meglio si presta ad essere reinterpretato attraverso piccoli interventi, che le rendono giovani e contemporanee. Come quelle di A.Testoni, con stampa camouflage e suola carrarmato.

Che si tratti del Fedora, del Trilby o del Lobbia, il cappello di feltro è un’icona, sopravvissuto agli anni e alle mode. Panizza si ispira ai miti della musica rock, che hanno contribuito alla sua fortuna, per una capsule di modelli unisex. Il pezzo più importante è il modello a tesa ampia realizzato in un particolare feltro satin melange.

La giacca italiana si distingue storicamente da quella inglese per la sua costruzione più morbida e destrutturata. Questo è stato il segreto del successo della sartoria nostrana. Tagliatore fonde questa tradizione con un pattern di ispirazione british, come il check, e un design fortemente riconoscibile, a cominciare dai revers a lancia.


Making of Trend 25

Ogni stagione si rinnovano, per venire incontro alle esigenze del lifestyle contemporaneo, che prevede

Lunettes de soleil

Tpiecehree suit

Necktie Shirt

Overcoat

Peacoat L

N

O

LUNETTES DE SOLEIL

NECKTIE

OVERCOAT

L’occhialeria continua ad essere uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy, che si tratti di colossi industriali o piccoli laboratori, anche grazie al fatto che si tratta di un mercato che non conosce crisi. Saturnino Eye Wear presenta a Pitti Uomo sei nuovi modelli, dalla forte connotazione rock, a cominciare da Apollo, con montatura in acetato caratterizzata dalla corda di basso che fa da ponte.

Poco amata dai puristi dell’eleganza, la cravatta in maglia è sempre stata associata agli intellettuali e a precise preferenze politiche, basti pensare agli anni settanta. Oggi è semplicemente una possibilità in più, anche se non per tutti. Thomas Mason gioca con diversi filati, tra i quali il bouclé, per realizzare dei modelli reversibili.

Negli ultimi decenni il classico cappotto ha perso in parte il suo ruolo di capospalla d’eccellenza, soppiantato da rivali più sportivi e confortevoli, dai pesi più calibrati. Il suo stile essenziale, però, continua ad essere ineguagliabile, frutto di una scelta consapevole. Per questo Patrizia Pepe, per il ritorno della sua collezione uomo, lo utilizza come capo simbolo, in versione doppiopetto slim.

P

S

T

PEACOAT

SHIRT

THREE PIECE SUIT

La giacca da lupo di mare è il simbolo dello stile marinaro. Per l’autunno inverno 2016, Sealup lo propone in un classico consistente panno di lana con imbottitura in Thermore, o in una lussuosa versione in double cashmere. Una novità è il colore, perché oltre al tipico blu, il marchio punta su un più cittadino cammello.

E’ il fulcro del guardaroba di un uomo, a qualsiasi età, che si tratti della collezione di camicie monocromatiche da broker o di modelli stampati da neo dandy. Per questo la collezione Xacus è caratterizzata da un’evidente ricerca sui materiali, anche i più inediti, come il filato bouclé, utilizzato per un modello a maxi righe con collo alla francese.

L’abito tre pezzi si afferma come tenuta da lavoro negli anni trenta. Il gilet cade poi in disuso dopo la seconda guerra mondiale, e arriva ai giorni nostri sotto forma di scelta di stile. Tommy Hilfiger Tailored Collection propone, non a caso, un viaggio nella New York degli anni venti, e lo reinterpreta in flanella.


Making of Trend 26

Stylish leisure GLOSSARIO DI STILE / 2 di GIULIANO DEIDDA

Braces Crewneck

Aviator jacket Hi-tops Jeans A

Eyewear B

C

AVIATOR JACKET

BRACES

CREWNECK

Resterà legata per sempre, nell’immaginario collettivo, al personaggio del tenente Pete “Maverick” Mitchell di Top Gun, interpretato da Tom Cruise. Per Minoronzoni 1953 è uno dei capispalla maggiormente identificativi, ed è realizzato in pelle e suede, con collo in montone staccabile, reso unico dai trattamenti che gli conferiscono un aspetto vissuto.

Tradizionalmente amate dagli statunitensi per la loro praticità e dagli inglesi per una questione di fedeltà al loro heritage, le bretelle non fanno parte della storia dell’eleganza italiana. Da noi sono più legate alle mode e quindi apprezzate da chi cura i dettagli del proprio stile informale. Quelle proposte da Bretelle & Braces sono caratterizzate dal pattern cravatteria e realizzate a mano in Italia.

Il pull girocollo è il pezzo più facile del guardaroba. Può essere indossato con la camicia o la T-shirt, abbinato alla giacca formale o alla felpa con la zip, un vero passe-par-tout. Diktat lo interpreta in versione sofisticata, utilizzando il bouclé e decorandolo con un tradizionale pattern dell’abbigliamento maschile, il pied-de-poule.

E

H

J

EYEWEAR

HIGH-TOPS

JEANS

Design dallo stile rétro e anima tecnologica. E’ questa la formula vincente degli occhiali da sole di nuova generazione. I modelli Metal Harmony di Pugnale&Nyleve, per esempio, hanno la classica montatura tonda con doppio ponte, realizzata in acciaio leggerissimo, smerigliato artigianalmente.

Sembrano lontanissimi i tempi nei quali queste sneakerserano relegate ai campi da basket. Oggi le high-top non sono più esclusiva dei classici marchi sportivi, ma sono diventate un modello cult di un certo glamour di lusso. Quelle di d-s!de sono in vitello stampa cocco verniciato, pensate per essere indossate con tutto, dai jeans allo smoking.

Sono passati quasi vent’anni dall’apparizione dei primi jeans 3D, con la conseguente rivoluzione del mercato del denim. G-Star Raw è stato uno dei protagonisti di questa ricostruzione del cinquestasche, ed è ancora leader nel settore. Gli Staq pant, uno dei modelli principali dell’autunno inverno 2016, sono stati creati con la consulenza del designer Aitor Throup.


Making of Trend 27

possibilmente insoliti. Magari partendo dai capi icona dello sportswear nelle ultime rivisitazioni, per combinarli con accessori attuali, dalle forti connotazioni estetiche e pratiche.

Parka

Knapsack

Quilted jacket Trousers

Weekend bag K

Sweatshirt P

Q

KNAPSACK

PARKA

QUILTED FIELD JACKET

Lo zaino continua a vincere stagione dopo stagione la sua battaglia contro tracolle e tote bag. Amato non solo dagli studenti e dagli hipster sopravvissuti, ma anche dagli over 40, si evolve nello stile per adattarsi alle esigenze estetiche di target più trasversali. Orciani punta quindi su un design minimale, e abbina il vitello alla maglia.

E’ stato protagonista della seconda metà del ventesimo secolo, grazie anche all’associazione con diversi movimenti giovanili, dai Mod dei primi sessanta, al Brit Pop degli anni novanta, passando per gli intellettuali di sinistra italiani dei settanta. In occasione del decimo anniversario, Nobis celebra lo Johan, modello iconico del brand, con imbottitura in piuma d’oca e cappuccio bordato di pelliccia di coyote.

Come la maggior parte dei capisaldi dell’abbigliamento maschile, è di derivazione militare. Era infatti utilizzata dall’esercito americano per i combattimenti al freddo, e deve il suo successo al connubio tra stile e vantaggi legati all’aspetto utility. La versione di Tatras è caratterizzata dall’imbottitura removibile con stampa camouflage.

S

T

W

SWEATSHIRT

TROUSERS

WEEKEND BAG

Nata a New York negli anni trenta, la felpa col cappuccio è diventata popolare a partire dai settanta, quando è diventata parte integrante della divisa degli artisti hip hop. Da allora si è imposta come must dello sportswear. Per Fred Mello è uno dei punti di forza, e la prossima stagione non fa eccezione. La propone infatti in cotone smerigliato e lavato al silicone.

I pantaloni sono l’indicatore del senso dello stile di un uomo. Se la soluzione più sicura è quella di optare per chinos e classici jeans, per fare una salto di qualità è necessario avere una consapevolezza estetica notevole per valutare design e vestibilità. E’ a chi sa scegliere che si rivolge Berwich, nella cui collezione spicca il modello dalle righe di ispirazione regimental.

Il modo di spostarsi si è evoluto in modi inaspettati negli ultimi anni, dai diversi impegni della quotidianità urbana, ai viaggi brevi, che siano di lavoro o piacere. Per questo si ha bisogno di borse versatili, adatte dall’ufficio, alla palestra, all’aereo. Mr. Gherardini, alla seconda collezione, propone la ventiquattro/ quarantottore in tessuto millerighe e inserti in pelle.


Making of Labels to Watch 28

Luoghi d’ispirazione BRAND SELECTION di VALENTINA MASCARELLO

Designer emergenti accomunati dalla passione per la moda e la qualità, ma non solo. Tutti legati alla propria terra o a un luogo caro che diventa l’ispirazione principale del loro estro creativo.

DOPPIAA Doppiaa nasce da un’ amicizia di lunga data tra Alain e Albert, che accomunati dalla passione per la moda e l’eleganza fondano il brand maschile dal sapore mediterraneo. Un progetto che non segue i trend del momento, ma che ricerca nel guardaroba della memoria e degli affetti, per poi sperimentare con tessuti e tecniche artigianali. I capi Doppiaa giocano con i classici del formale e dell’informale con uno stile trasversale adatto a tutte le generazioni e per tutte le occasioni. Due parole chiave per i fondatori: mano d’opera italiana al 100% e continua ricerca di materiali di alta qualità.

MICHELE CHIOCCIOLINI Tre anni fa debuttava nel mondo dell’accessorio Michele Chiocciolini con la sua collezione di clutch ideata per il pubblico maschile, ma da subito apprezzata anche dal genere femminile grazie alla particolarità dei disegni e all’artigianalità del design fiorentino. Michele con la p/e 2016 rende omaggio alla città di New York con la collezione Nyc Skyline che propone le immancabili clutch, ma anche zaini, borse e accessori per l’hi-tech.Oltre a sperimentare con nuove tipologie di accessori, il designer svela lo spaccato della sua vita che lo ha visto studente di architettura a New York, dove ha conosciuto Gaetano Pesce, mentore di cui ha anche reinterpretato il celebre sofà realizzato negli anni 80.

NOITREMILANO Tre personalità differenti, due shoe designer e un esperto in finanza, con una passione comune che ha dato vita a un brand di calzature dall’attitudine totalmente slegata dal concetto di genere. N3M - acronimo di ‘’Noi Tre (a) Milano’’, la città che ha favorito l’incontro tra fondatori e che interpreta lo spirito della collezione p/e 2016. Uno stile tradizionale completamente rivisitato, rappresentato da brouges, derby, mocassini beatle a cui si aggiungono fashion item, rigorosamente tutti genderless. Accessori trasversali che non possono mancare nel guardaroba di lui e lei. MODEMENT

JENIFER THÉVENAZ-BURDET

Dopo la laurea all’ Hong Kong Institute of Vocational Education e numerosi premi, nel 2010 Aires Sin Mei- Yuk fonda Mode Creation Ltd. Le collezioni del brand puntano sull’unisex con abiti minimal, che prendono ispirazione dalla cultura urbana di Hong Kong. Aires abbraccia il motto 100% made in Honk Kong creando due marchi avantgarde, Modement (high fashion) e Modement Couture (luxury couture),nati dall’idea che ogni capo abbia un significato e che debba rispecchiare chi lo indossa.

La collezione X-treme conquistadors, ideata dalla stilista Jenifer Thévenaz-Burdet e presentata a Its 2015, propone accessori e borse che possono essere trasformati in atri accessori.Comfort, funzionalità, semplicità d’utilizzo sono gli ingredienti chiave della creatività della giovane designer che si ispira all’ambiente urbano. Nella sua collezione i pezzi must have sono il sacco a pelo, che diventa una giacca perfetta per affrontare le stagioni più fredde oppure la mini borsa che con un semplice gesto si trasforma in una XL size.


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Making of Beauty 30

Il cantico di un profumo LE NOVITÀ di CRISTINA TACCANI

Seduzione al maschile. Sacralità, cura del corpo, nobiltà e vivacità.

Esperienze sensoriali

1.

LE PROFUMAZIONI D’AMBIENTE

ome nasce una fragranza? Da C una idea creativa, una esperienza, una emozione, per racchiudere in

L’

assoluto in una goccia di profumo, per Paolo Terenzi, “politically incorrect nose”, nonchè musicista, solitario di barca a vela e maestro profumiere - famiglia che raccoglie i saperi di tre generazioni, maestri cerai e profumieri - ha da sempre valenze diverse e fin dalla sua nascita ha giocato un ruolo di primo piano nella vita dell’uomo. Raggiugiamo Paolo Terenzi, in uno stato di grazia creativa, via cavo da Doha, dove comunica di aver vinto il Best of Best di Robb Report con una sua fragranza, e che da poco URSA, della linea Tiziana Terenzi Luna, ha vinto il premio come migliore fragranza selezionata dagli esperti di Fragrantica.

di difesa, di seduzione e charme, contro la quale nessun altro componente del look maschile, può competere.

Come si sceglie un profumo? Il profumo deve essere scelto prima di tutto come elemento dichiarativo del “proprio io”. Ogni individuo ama essere speciale, differente, distintivo dagli altri. C’è chi si uniforma seguendo concetti sperimentati in aree sicure, chi invece ama osare e si addentra in percorsi più pericolosi. C’è chi azzarda, esplora e trova la profumeria di nicchia e oggi quella più d’avanguardia, denominata Artistica. Solo chi è dotato di grande sensibilità e guizzo creativo può misurarsi nel campo della profumeria d’ avanguardia. Terenzi, è noto, ama sperimentare, perché il profumo parla di chi lo indossa e ne rivela immediatamente le sfaccettature, anche le più nascoste e come un invisibile e sottile alleato può essere un’arma micidiale, anche di offesa o

Per scegliere un profumo cosa bisogna ascoltare? Il profumo è musica e come tale deve suonare. Infatti prima di annusare un profumo questo deve essere ascoltato, come la musica deve essere vista, per essere compresa.

Quali sono le nuove tendenze nel mondo delle fragranze maschili d’elite? La tendenza oggi, nel mondo della profumeria Artistica, è quella di abbandonare le molecole sintetiche, tanto facili da miscelare, quanto ovvie e scontante, a favore delle molecole naturali, difficili da reperire, rare e preziose. Ecco allora il ritorno a legni esotici o fiori più rari. Riscopriamo le carnose magnolie (che fioriscono solo un giorno all’anno), le spezie rare o i legni di ebano o le quasi introvabili ambre grigie. Difficili pozioni di molecole inestimabili.

Un consiglio e un segreto? Provare a prestare attenzione alle note di cuore dell’essenza, perché esse sono “il vero cantico del profumo”. Rappresentano quanto di noi gli altri percepiranno. Le note di testa leggere e ruffiane, fuggono veloci, lasciando il posto alla persistenza e forza del cuore. Come in amore, anche nel profumo, ci vuole un bellissimo cuore. E’ ancora tempo di Oud? L’Oud è un componente della profumeria usato da secoli, ma

solo oggi è diventato estremamente famoso nel mondo occidentale, soprattutto per evidenti ragioni di mercato. I Paesi del Medio Oriente usano Oud e Bakoor da millenni, sono parte della loro tradizione. Durante i miei viaggi nei paesi arabi ne ho conosciuti, ascoltati e annusati tanti. Di certo quello che in Europa siamo abituati ad annusare è molto lontano dalla realtà. Oud per essere di livello deve portare con sè note dal carattere animale estremamente forte, al limite del male odorante per nasi poco esperti! Personalmente l’adoro e lo uso con forza, ma il mercato propone solo versioni edulcorate e troppo occidentalizzate. Continuerà certamente ad essere la più forte tendenza del prossimo anno, con spinte sempre maggiori verso la frontiera delle note animali. Flower & Power sintetizza il nuovo trend? Tutto il potere dei fiori è un vero e proprio ritorno agli anni settanta e ai profumi hippy, alle note persistenti come i legni di Patchouli e il Vetiver, ma anche a quelle spensierate e allegre dei frutti più dolci come pera ed ananas, contrappuntate dalla spezie, come origano e timo. Sul filo di questa tendenza, URSA della linea Tiziana Terenzi Luna è una creazione artistica sospesa sulla vertigine di un equilibrio funambolico tra vetiver di Tahiti salato dal mare, Agar Wood prezioso del Laos e Oud bianco della Cambogia: dedicato a uomini dalla grande personalità, che sanno ascoltare il profumo, fratello del respiro, che doma i cuori degli uomini.

boccetta un momento legato all’olfatto. Così Giorgia Martone spiega il percorso creativo che da sempre guida la sua famiglia, prima con l’azienda Marvin, in seguito divenuta ICR, e dal 2013 con LabSolue, il perfume laboratory all’Hotel Magna Pars Suites di Milano, un hotel unico con le sue 39 stanze, ognuna dedicata a un ingrediente olfattivo. Il laboratorio, visibile anche dalla strada, è una fucina di idee e di sensazioni, dove rivivono oggetti antichi degli anni ’60 utilizzati nella fabbrica di Lodi, imbuti in vetro che diffondono l’aroma delle Trentanove Essenze e vasi di vetro ambrato d’ ispirazione vecchia farmacia. Grazie a un sapiente gioco alchemico, qui nascono i profumi d’ambiente, ispirati a fiori, frutti e legni, realizzati da famosi Nasi. Sedici sono le profumazioni scelte per le candele artigianali, realizzate a mano, ma il viaggio sensoriale continua anche nella linea per la persona e per lo spirito Aqua Adornationis di Marvin, creata per il piacere di curare il proprio corpo, per rigenerarsi e ritrovare l’equilibrio.

IL PERFUME LABORATORY LABSOLUE ALL’HOTEL MAGNA PARS SUITES.

UNA IMMAGINE STORICA DELLA FABBRICA MARVIN

7.

2. 4. 3.

5.

6.

6. 8.

1. PAOLO TERENZI 2. SAUVAGE, DIOR 3. LEGEND SPIRIT, MONTBLANC 4. NOIR, TOM FORD 5. L’HOMME IDEAL, GUERLAIN 6. NOIR EXQUIS 7. EAU DE CÈDRE, ARMANI 8. URSA, TIZIANA TERENZI


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Making of Ideazione 32

COME NASCE UN TRENCH: ALLEGRI

COME NASCE UN PROGETTO DI CALZATURE: NEBULA BY GEOX

e l’immagine di un capo intramontabile come il trench.

Leggerezza, traspirabilità e termoregolazione per rendere ogni modello performante. Anche lo stile si fa in tre: nei colori, nei materiali e negli abbinamenti.

Nuova identità fra tradizione e innovazione L

e ultime collezioni di Allegri sono state caratterizzate da un percorso di riappropriazione dell’heritage del marchio, ora controllato dai coreani di Lg. Dopo cinque stagioni l’identità del brand è stata ridefinita con successo, e si può finalmente cominciare un nuovo percorso di sperimentazione. “Ora siamo nella fase 2.0, abbiamo identificato gli elementi che ci rappresentano e possiamo iniziare a interpretarli in forma più moderna”, spiega Matteo Zara, brand manager di Allegri. “Il piano è di ripercorrere la storia del marchio, partendo dal suo archivio, declinandolo con nuovi contenuti, scommettendo su nuove fibre, colori e silhouette”. Si comincia dalla collezione autunno inverno 2016, attraverso un dialogo tra fibre naturali e fibre tecniche, esplorando le potenzialità dell’in-

Tre tecnologie in una sola scarpa all-season

contro fra tradizione e innovazione. I capi iconici del marchio rinascono così a nuova vita, unendo eleganza, funzionalità e, soprattutto, impermeabilità. Il car coat è in panno di lana accoppiato con mesh tecniche, ma sono soprattutto i trench a trovare una nuova contestualizzazione. Il modello best seller da qualche stagione è infatti riproposto in flanelle biellesi, rese super protettive grazie all’accoppiamento a membrane tecniche, mentre il trench monopetto a manica raglan Oslo, dall’archivio storico Allegri, si rinnova nell’utilizzo, grazie all’imbottitura interna in Thermore. Questo concetto di mutamento dell’utilizzo è ancora più evidente nel modello reversibile, da un lato in poly jacquard per il giorno e dall’altro in lana pettinata con membrana, per gli impegni mondani della sera.

U

n progetto non è un prodotto, non è una scarpa. E’ molto di più, è una filosofia che nasce dall’analisi dei bisogni dei consumatori tradotti in performance tecniche per soddisfarne le aspettative. Nebula™ è una calzatura globale, senza stagioni né confini, con caratteristiche di leggerezza, traspirabilità e termoregolazione, grazie alla tecnologia brevettata Geox Net Breathing System™. Un’ alchimia di moda (nei colori e nei materiali), di design (negli abbinamenti), di prestazioni (nell’evoluzione del concetto di traspirazione) che rende questi modelli contemporanei e al passo con i tempi. In una sola calzatura sono riuniti i più importanti brevetti ai quali Geox lavora da anni. Infatti ogni scarpa è il risultato dell’esclusivo sistema Inner Breathing,

che grazie alla tecnologia Net Breathing System assicura un elevato grado di traspirazione attraverso aperture più ampie nei punti critici della suola. Inoltre, il sistema 3D Performance Unit calibra la struttura in base ai naturali punti d’appoggio del piede, utilizzando materiali che garantiscono il massimo effetto “cushioning” e i più alti standard di flessibilità, tenuta e stabilità. Tutto questo senza dimenticare, naturalmente, il contenuto moda che per l’autunno-inverno 2016/17 si concretizza in tomaie realizzate in tessuto tecnico e suede idrorepellenti con cuciture a scomparsa sul puntale per una maggiore pulizia delle linee. A creare un effetto forte sono le suole a contrasto, con blocchi colore in blu, arancio, e giallo oppure nei toni camouflage.

Grazie ai maxi fori della suola, abbinati alla membrana “Full Size” estesa su tutta la supertimale traspirazione. Inoltre, aree aper te della suola.

spazio libero tra il piede e la

&OPTIMUM -

di poliestere.

impedendo la dispersione

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Making of Ideazione 34

ETICA&ESTETICA di FLAVIA COLLI FRANZONE

Ingredient branding: quando l’invisibile diventa visibile

Gli ingredienti della moda Tessuti, materiali e componenti green del fashion.

Ci sono ingredienti che fanno la differenza: nella moda sono i tessuti

N

In ogni caso l’innovazione passa attraverso la sostenibilità.

el mondo del lusso non ci può essere innovazione senza sostenibilità e viceversa, né estetica senza etica. Sembra un ossimoro, ma queste componenti si posso incontrare lungo la filiera per dare un valore aggiunto al prodotto finito. Lo sanno bene aziende come Woolmark, Isko, Swarovski e comunicatori come Menabò che si sono incontrati a Milano nella showroom-laboratorio culturale di Vitale Barberis Canonico, lanificio biellese tra i più antichi al mondo con 352 anni di storia e il fiore all’occhiello di appartenere al club internazionale Les Hénokiens riservato alle aziende familiari con almeno 200 anni di storia. Realtà completamente diverse fra loro per produzione, dal denim, ai più pregiati tessuti per l’abbigliamento maschile, dai cristalli ai filati, eppure tutte a modo loro con un forte impegno nell’innovazione responsabile. E questo gioca a favore dei prodotti naturali. E’ il caso della lana merino australiana sotto l’egida di The Woolmark Company. “La fibra di per sé è naturale e sostenibile – dice Francesco Magri, country manager&director Woolmark Italy -. Noi aiutiamo le aziende ad aumentare il proprio ingrediente di sostenibilità nei prodotti e a conquistare nuovi spazi. Ad esempio, la lana sta ritornando nel settore dello sport, dove era utilizzata fino agli anni 70, quando con l’avvento delle multinazionali le performance dei materiali sintetici hanno preso il sopravvento. La lana comunque rimane una fibra premium e si sposa con il lusso. Un esempio su tutti è Vivienne Westwood, ambasciatrice di sostenibilità attraverso la sua moda”. Se è importante curare la materia prima, altrettanto indispensabile è prendersi cura delle pecore, come fa Woolmark, ma anche Vitale Barberis Canonico, che utilizza 8 milioni di metri di tessuto di lana all’anno e da sempre è schierata al fianco di chi produce lana. “Abbiamo istituito uno special award per gli allevatori australiani – spiega Simone Ubertino Rosso – per sostenere la produzione di una fattoria virtuosa premiata in funzione sia della qualità della fibra sia della sostenibilità. Il nostro impegno dimostra che è importante partire dalla partnership di filiera per comunicare il valore del prodotto al consumatore finale. Di altra natura è un “ingrediente” come il tessuto denim. “In passato si parlava di ecosostenibilità – spiega Marco Lucietti, global marketing director Isko - oggi è più contemporaneo parlare di innovazione responsabile. Il cotone, a differenza della lana, inquina e desertifica. Quindi cerchiamo di inquinare il meno possibile a partire dalla coltivazione stessa del cotone, alla filatura, tessitura, fino alla lavorazione. Inoltre, gli impianti di purificazione dell’acqua sono stati finanziati principalmente dal brand che ha anche provveduto a creare un sistema di filtraggio e trattamento dell’acqua, che viene in seguito anche riciclata per altri scopi sia industriali che civili”. Altra storia quella di Swarovski. “La nostra mission é portare la luce nella vita di tutti i giorni attraverso un percorso di innovazione che comporta risorse e ricerca –spiega Claudio Marcolli, ceo del brand. Di conseguenza anche investimenti che ci hanno consentito di eliminare quasi completamente il piombo dal cristallo perché persino nel nostro settore la richiesta di sostenibilità è conclamata”. Una domanda però è d’obbligo: il consumatore finale è pronto a riconoscere, rece-

I tessuti di Vitale Barberis Canonico sono il risultato di un ciclo produttivo che presta la massima attenzione alla tutela dell’ambiente.

Nella produzione di denim, si adopera per limitare al massimo l’inquinamento nella coltivazione e lavorazione del cotone.

ha investito risorse e ricerca per azzerare quasi completamente la presenza del piombo.

pire e, di conseguenza, pagare il premium price? Se il bio oggi, oltre a una necessità, è diventato uno strumento di marketing, anche la comunicazione si deve adeguare per comunicare i valori orientati all’innovazione responsabile e, nello stesso tempo, alla costruzione di una identità di ingredient brand forte e credibile. “Ormai il problema non è solo quello di far recepire questi valori – dice Andrea Masotti, ceo Menabò Group -. il consumatore non vuole più solo il prodotto, ma partecipare

a un processo esperienziale, in un paradigma di business to value. Parlare di sostenibilità è facile perché riguarda tutti; l’obbiettivo è trasmettere questi valori al consumatore, facendogli capire che hanno un costo”. Insomma, bisogna rendere visibile l’invisibile per restituire trasparenza alla filiera del fashion-luxury. Vivienne Westwood Red Label della primavera / estate 2016.

promuove il marchio della lana merino australiana attraverso contest svolgerà a Pitti di gennaio.


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Making of L’Infografica 36

OVERVIEW ECONOMICA IN PILLOLE

Il lusso corre sul WEB IL MERCATO DEL LUSSO

L’INFLUENZA MULTICANALE

VENDITE OFFLINE

212

26

224

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%

192 173

3/4 delle vendite del lusso sono influenzate dall'esperienza digitale

153

+

7%

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209 9

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VENDITE ONLINE

68

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VENDITE OFFLINE INFLUENZATE DALL’ESPERIENZA ONLINE

2009

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ANDAMENTO DEL SETTORE ALTO DI GAMMA

11

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5

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Lusso 6

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S O UT H K O RE A

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C H i N A

2

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DATI: DIGITAL LUXURY EXPERIENCE 2015 DI ALTAGAMMA/MCKINSEY.

7

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Spotlight Shops 38

Crocevia fra cultura e moda CITTÀ DA SCOPRIRE di DENISE BATTISTIN

Arte, cultura e fashion: un mix esplosivo per una città affascinante con indirizzi esclusivi per il bien vivre.

Fortezza Fortezza da basso da Basso

Santa Maria Santa Maria Novella Novella

Il Duomo Duomo Santa Maria del Fiore

Santo Santo Spirito Spirito

Florence Piazza SS Annunciata

Piazza SS Annunziata UFFIZI

Uffizzi

Piazzale Michelangelo Piazzale Michelangelo

F

irenze. Solo il nome evoca immagini di stile, eleganza, cultura e bellezza. A Firenze si trovano alcuni fra i più famosi e prestigiosi musei dove sono custodite importanti e preziose opere d’arte. Una città che è sinonimo di civiltà e cosmopolitismo, dove la storia è tangibile in ogni pietra e in ogni via. Una città che da sempre è parte attiva e vivace nella politica nazionale e anche internazionale, spesso punto di riferimento oggi come ieri riguardo idee, progetti, all’insegna del rinnovamento e del progresso. Non a caso il Rinascimento fiorì proprio a Firenze, e ancora oggi rimane nel Dna cittadino la ricerca dell’evoluto, del prezioso, del bello. Tant’è vero che due volte all’anno si ripetono gli eventi di Pitti Immagine, dove i trend e l’eleganza della moda italiana si esprimono ai suoi massimi livelli. E sempre la moda rappresenta il filo conduttore delle attività di Firenze, che vanta stilisti del calibro di Gucci, Enrico Coveri, Roberto Cavalli, Salvatore Ferragamo, Emilio Pucci, o Ermanno Scervino, che proprio qui e nei dintorni con le loro fashion house sviluppano prodotti di moda noti in

tutto il mondo. Inoltre, significativo il fatto che proprio in questa città hanno sede alcuni dei maggiori musei della Moda: la Galleria del Costume, il Museo Ferragamo, il Museo Gucci e il Museo Capucci sono l’esempio della vitalità stilistica e intellettuale del capoluogo toscano. Le maggiori boutique sono concentrate nel Centro di Firenze: famose sono via de’ Tornabuoni e via della Vigna Nuova. Ma sono sviluppate anche le botteghe artigiani, soprattutto di articoli in pelle (numerosi fra piazza Santa Croce e Borgo dei Greci) e l’oreficeria che ha il suo cuore commerciale al Ponte Vecchio. Le nuove vie dello shopping si aprono anche in altre sedi, come via Maggio, la via degli Antiquari, via delle Belle Donne o piazzetta dei Del Bene. La Firenze dell’ospitalità e dei luoghi di ritrovo più “in” si dipana nelle viuzze più centrali e più nascoste, dove si trovano locali che non sono solo un posto dove bere un aperitivo o mangiare una fiorentina, ma dei veri e propri crossover culturali. L’anima di Firenze allora si manifesta al suo meglio e torna ad incarnare l’antica identità di città evoluta, eclettica, progressista e civilmente aperta.

I NUOVI INDIRIZZI

GURDULÙ - Un ristorante inconsueto dove la cucina gourmet ma

DA SEGNARE IN AGENDA

accessibile porta la firma di Entiana Osmenzeza con il nome di un personaggio tratto dal “Cavaliere inesistente” di Italo Calvino. Un luogo, Gurdulù, con l’ambizione di essere unico ma comune, familiare ma inconsueto, reale e al tempo stesso fantastico. L’ambientazione ricorda un pub londinese, ma il menu riporta a suggestioni balcaniche oltre ad influenze fiorentine e spagnole. Via delle Caldaie 12R

LOCALE - Nel cuore del centro storico cittadino è nato Locale, all’interno di Palazzo Tornaquinci, 600 metri quadri con colonne, corti interne e due piani trasformati in un ristorante d’alta fascia, con tutte le premesse per diventare uno dei luoghi top della ristorazione fiorentina. Una sorta di “piazza coperta” all’interno della città. Fabio Silla, ventotto anni, ex souschef di Villa San Michele a Fiesole, è il timoniere della cucina. Via delle Seggiole 12 SAVINI TARTUFI – TRUFFLE EXPERIENCE Savini Tartufi, azienda di Pisa che si occupa di commercializzazione di tartufi freschi e conservati, dopo l’esperienza di un corner al Mercato Centrale di San Lorenzo, apre il primo ristorante tematico all’interno dell’albergo più antico d’Italia, NH-Porta Rossa, che tra l’altro è stato anche set del famoso film “Amici Miei”. Un ristorante con un menu dove il tartufo è sempre protagonista, nel segno della tradizione fiorentina. NH-Hotel Porta Rossa, Via Porta Rossa 19


Spotlight Shops 39

The Best of the Class: LuisaViaRoma

otto i riflettori rimane sempre lui: un negozio S che non è solo un negozio, ma il paradigma di un nuovo modo di concepire il rapporto con

il cliente e il modello di vendita. Il concept è il giusto mix di tradizione e rinnovamento che trova nella vendita on line la destinazione compiuta di una politica di apertura internazionale, tanto da raggiungere i 5 milioni di visite e un servizio efficientissimo e super veloce di consegna in ogni angolo della terra. Qui nella centrale via Roma, a poca distanza da Piazza della Repubblica, si trovano non solo le grandi griffe, ma anche una serie di nuovi designer che dall’abito all’accessorio, passando per l’oggetto d’arredamento, entrano a far parte di questo variegato universo del lusso in una sorta di ideale consacrazione. Il cliente che entra in questo tempio della moda si sente protagonista di un vero e proprio viaggio all’interno delle tendenze più nuove e stimolanti, proiettato in un contesto elegante e raffinato concepito secondo i canoni della ecosostenibilità. Dal 1930, anno della sua fondazione, LuisaViaRoma continua a stupire attraverso la realizzazione di eventi di alto livello, come mostre internazionali e prestigiosi dinner party. Sempre all’insegna del gusto e della ricerca del bello, confermato nelle scelte del suo titolare: negli anni 80 Andrea Panconesi fonda Westuff, il primo magazine a occuparsi di arte, moda e musica. Una redazione esclusiva con Stefano Tonchi per la moda, Maria Luisa Frisa per l’arte e Bruno Casini per la musica. Anche l’artista Kyle Bradfield condivide il suo genio creativo con LuisaViaRoma. Inoltre. Andrea Panconesi è anche l’organizzatore di Firenze4ever, l’evento che raccoglie i più influenti fashion blogger e trendsetter internazionali e permette loro di interagire

People at LuisaViaRoma

in anteprima con le nuove collezioni dei designer più prestigiosi. L’evento si svolge due volte l’anno all’inizio della stagione, appena prima di Pitti Immagine e delle fashion week di Milano e Parigi. LUISAVIAROMA Via Roma, 19/21R

Indirizzi fra moda e lifestyle BLUES BARBER Un ambiente d’altri tempi, unico e sofisticato che ricrea la bottega del barbiere quando era ancora un luogo di culto per la categoria maschile. Il rinnovato Blues Barber presenta gli arredi originali di una barberia anni ’20 di Manhattan. Lo storico brand di prodotti da barba, Proraso, sarà partner in esclusiva di questo nuovo angolo di italianità. Via Cimabue 36

LA POCHETTE FIRENZE L’universo della pochette racchiuso in uno spazio bomboniera. Qui troverete “clutch” esclusive e raffinate, realizzate in materiali ricercati e dai colori inconsueti. Su ogni singola borsa possono essere impresse le iniziali in oro, silver fuoco. Via delle Belle Donne 29/R

&CO AND COMPANY - Uno spazio creativo, oltre a un negozio, con una selezione di mobili, oggetti, porcellane, grafiche e ricercatezze dal gusto british. Mente creativa è Betty Soldi, che ha vissuto 35 anni a Londra, mentre Matteo Perduca, fiorentino doc, si occupa della scelta dei pezzi da rigattiere riletti in chiave contemporanea. Via Maggio 60/R MARIO BEMER - Il nome Mario Bemer è indissolubilmente legato al “savoir faire” della calzatura maschile, a quell’ars sutoria che ha trasformato questo nome in sinonimo del migliore “hand made”. Il negozio ho appassionato anche l’attore Daniel Day Lewis che per un anno è venuto a bottega a imparare l’arte delle scarpe. Via Maggio 68/70 R

APROSIO - Un negozio particolarissimo, dove perline di vetro di Murano e cristallo di Boemia prendono forma grazie alle abili tecniche di Ornella Aprosio che sa realizzare dei veri e propri pezzi unici. Ispirandosi alla natura, disegna gioielli inusuali, dove un infinito filo di perline si snoda diventando collana, bracciale, orecchino, cintura o borsetta. Via della Spada 38R

AMBLÉ - In una piazzetta racchiusa tra i palazzi che la dividono solo per pochi metri dal lungarno. Un ambiente pensato come un salotto hipster in cui poter mangiare e allo stesso tempo fare shopping, a partire dagli arredi fino ad arrivare alle tazze di porcellana con cui si sta sorseggiando un tè o una tisana di fiori di tiglio e ginseng. Piazzetta dei Del Bene 7/a

LA VIA DEL TÈ - Questa boutique e sala da tè è un must per appassionati ed esperti: offre 330 diverse varietà di tè e infusi di tutto il mondo. Ma non solo. Qui vengono “testate” nuove miscele e ricette e qui si può imparare tutto sull’arte della preparazione del tè. Piazza Lorenzo Ghiberti 22/23R

MARIE ANTOINETTE - Indirizzo per l’acquisto di capi “used but not abused”. La boutique si rivolge ad una donna attenta alle tendenze e alla ricerca dell’esclusività ma anche a una femminilità anticonformista che apprezza l’unicità di accessori che fanno la differenza. Piazzetta dei Del Bene 5/6


Spotlight Agenda 40

LE NOVITÀ a cura di VALENTINA MASCARELLO

NONSOLOMODA

Focus on Fashion DENIM: FASHION’S FRONTIER

Le mostre a Firenze durante Pitti

1 dicembre / 7 maggio 2016

BELLEZZA DIVINA TRA VAN GOGH, CHAGALL E FONTANA

Il denim è uno dei materiali più utilizzati e amato dal mondo del fashion. Secondo l’antropologo Daniel Miller “ Ogni giorno, quasi la metà della popolazione mondiale indossa un paio di jeans”. Il Fashion & Textile History Gallery rende omaggio a questo tessuto con Denim: Fashion’s Frontier. La mostra esplora la poliedrica storia del denim e la sua relazione con il mondo del fashion dal diciannovesimo secolo ad oggi. Un materiale nato per l’abbigliamento da lavoro (la mostra infatti apre con un modello storico di Levi Strauss & Co a cinque tasche anni 30/40) diventato in seguito simbolo di ribellione in America, per arrivare alla sua completa accettazione da parte dei consumers con l’arrivo dei blue jeans nel ventesimo secolo.

Fondazione Palazzo Strozzi - Firenze 24 settembre / 24 gennaio 2016

Una riflessione sul rapporto tra arte e sacro tra metà Ottocento e metà Novecento attraverso oltre cento opere di celebri artisti italiani e internazionali. Da non perdere l’Angelus di Jean-François Millet, eccezionale prestito dal Musée d’Orsay di Parigi, la Pietà di Vincent van Gogh dei Musei Vaticani, la Crocifissione di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e la Crocifissione bianca di Marc Chagall, proveniente dall’Art Institute di Chicago.

NOTE AL MUSEO Museo dell’Opera del Duomo – Firenze 17 dicembre / 17 marzo 2016

Il nuovo Museo dell’Opera del Duomo inaugurato nello scorso ottobre diventa anche casa della musica con una rassegna concertistica dell’Opera di Santa Maria del Fiore ideata e artisticamente diretta da Francesco Erminio Polacci. Il cuore del museo accoglie ogni giovedì diversi concerti di artisti internazionali che spaziano dalla musica classica al jazz.

VANESSA VETTORELLO. BOLLYWOOD TALKIES Fondazione studio Marangoni - Firenze 5 dicembre / 31 gennaio 2016

L’affascinante mondo di Bollywood approda a Firenze in occasione di Bollywood Talkies. Scatti della fotografa Vanessa Vettorello che raccontano, attraverso una serie di ritratti, le sale cinematografiche indiane di Bombay e Pune e i personaggi che le popolano. Il progetto è un work in progress che ha l’obiettivo di rappresentare il variegato universo degli spettatori e dei lavoratori del cinema di Bollywood, la più estesa industria cinematografica al mondo.

ESSERE È TESSERE. 100 FILI D’ARTISTA DALLA COLLEZIONE CANCLINI

MANUS X MACHINA FASHION IN AN AGE OF TECHNOLOGY

Palazzo delle Stelline - Milano 6 dicembre / 14 febbraio 2016

5 maggio / 14 agosto 2016

Il Palazzo delle Stelline rende omaggio alla trama e all’ordito con l’esposizione Essere è tessere curata da Chiara Gatti. Esemplari di arte antica, legati a civiltà di epoche diverse, affiancati a opere contemporanee, firmate da artisti come Alighiero Boetti, César, Christo, Christian Boltansky, Maria Lai, Jannis Kounellis, Jorge Eielson, Hermann Nitsch, Lucy+Jorge Orta e Yayoi Kusama. Il percorso espositivo si snoda tra opere monumentali, provenienti principalmente dalla collezione Canclini e interventi site specific affidati a due giovani artisti che interpretano alcuni oggetti d’epoca della collezione come la sequenza straordinaria dei bauli di Yves Saint Laurent o la raccolta preziosa di forbici da sartoria, in un nuovo e inedito dialogo fra antichità e arte contemporanea.

La mostra per la primavera 2016 del Costume Institute esplora l’impatto della nuova tecnologia nel mondo della moda e come i designer cerchino di conciliare l’artigianalità del cucito a mano e la produzione in serie per creare una haute couture d’avanguardia. Più di cento capi esposti, partendo da un antico abito di Worth del 1880 fino a un look della Maison Chanel per la p/e 2015 firmato Karl Lagerfeld, tutti testimoni dell’evoluzione dell’abito. Un viaggio che analizza l’arte sartoriale del diciannovesimo secolo, passando per l’introduzione della produzione di serie per poi arrivare alle nuove tecniche come il taglio laser, il thermo shaping e la stampa 3d. L’Anna Wintour Costume Center durante tutto il periodo della mostra proporrà diversi workshop “in-process”.

FASHION FORWARD. TROIS SIÈCLES DE MODE (1715-2015) Les Art Decoratifs – Parigi 7 aprile / 14 agosto 2016

Il museo celebra il proprio trentesimo anniversario con la mostra Fashion Forward. La collezione moda della struttura ad oggi comprende 150.000 opere, da tessuti antichi a creazioni da haute couture, ma anche accessori e materiale fotografico. 300 sono invece i pezzi scelti con cura da Pamela Golbin- Chief Curator of Fashion and Textiles- per Fashion Forward che delineano i passaggi chiave nella storia della moda dal diciassettesimo secolo fino a oggi. La mostra è l’occasione per ammirare grandi abiti creati da designer come Paul Poiret, Charles Frederick Worth, Madeleine Vionnet e accessori appartenuti a Luigi XVI e Luigi XVIII.

COLAZIONE CON I FOTOGRAFI Le Murate Caffè letterario – Firenze

13 dicembre / 13 marzo 2016

Appuntamenti mensili a ingresso libero organizzati da Deaphoto in collaborazione con il Caffè Letterario delle Murate a cura di Sandro Bini e Giovanni de Leo. Lo spirito di questi incontri non è quello formale della presentazione-intervista di autori o della conferenza, ma quello informale di una vera e propria colazione fra fotografi e appassionati che vogliono parlare e confrontarsi sulle questioni e le vicende della fotografia davanti a un caffè.

IL CORPO COME METAFORA Teatro Rondò di Bacco – Firenze 21 ottobre – 6 aprile 2016

Dieci appuntamenti da non perdere che analizzano il tema del corpo umano riletto nella sua dimensione simbolica e metaforica attraverso le tipologie del corpo del regnante, del guerriero e del santo. Inoltre, le conferenze riflettono sulla percezione paradigmatica dell’abbigliamento nella sua dimensione della quotidianità e in quella più ampia della moda.

VOLEZ, VOGUEZ, VOYAGEZ LOUIS VUITTON Grand Palais Salon d’Honneur – Parigi 4 dicembre / 21 febbraio 2016

C’è tempo fino al 21 di febbraio per vedere la mostra Volez, Voguez, Voyagez dedicata a una delle Maison che a partire dal 1854 ha fatto la storia della moda, Louis Vuitton. Un viaggio attraverso le memorie e i ritratti dei membri fondatori, così come di coloro che oggi stanno mantenendo e implementando il suo successo. Il percorso espositivo disegnato da Robert Carsen si divide in 9 capitoli che si aprono con l’icona assoluta di Louis Vuitton: il baule da viaggio. La mostra prosegue con l’esposizione di oggetti e documenti inediti provenienti dagli archivi del brand e del museo.


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016


Spotlight Digital Fashion 42

L’importanza di essere un Cdo LE NOVITÀ A CURA di VALENTINA MASCARELLO

L’introduzione del digital ha cambiato numerosi aspetti all’interno dei brand della moda e del lusso creando

F

ino ad oggi l’attitudine delle grandi aziende del settore fashion e luxury, nonostante si parli di omnicanalità e soluzioni 3.0 all’avanguardia, è stata quella di affidare lo sviluppo delle politiche digital al team e-commerce o a una sottosezione dell’ufficio marketing. Ma, come dichiara Luca Solca, Managing Director dei beni di lusso di Exane Bnp Paribas “Una rivoluzione ha bisogno di leader” e soprattutto il digital non può avere un ruolo marginale, ma deve essere integrato all’interno della strategia di business. Il report “Digital Frontier: The new luxury world of 2020” ci fornisce una fotografia di quello che accadrà nei prossimi anni: l’online influenzerà il 60% degli acquisti del lusso e le politiche digitali diventeranno molto più importanti degli e-commerce e del marketing, influenzando tutti i livelli della catena produttiva. Ecco che una buona strategia 2.0 diventa la condizione necessaria per lo sviluppo. Ecco che nasce il Chief digital Officers. Un ruo-

lo senior in grado di integrare e promuovere il digital all’interno della strategia di business. Ma quali sono le sue principali mansioni? Prima di tutto la definizione. Secondo Ashley Friedlein, presidente di Centaur Marketing e fondatrice di Econsaltancy esistono due tipologie di Cdo: gli ambasciatori e i trasformatori. I primi sono inseriti all’interno dello staff come rappresentanti ufficiali della serietà dell’ azienda nei confronti delle strategie online, ma nessuna operatività concreta. I secondi invece, hanno un’ampia consapevolezza di marketing/tecnologia e pianificano un piano di operatività all’interno del quale è essenziale il controllo dei prodotti e dei prezzi. Una figura professionale fondamentale dunque, che deve promuovere la cooperazione e indicare la via da seguire a tutto il team aziendale. Lo sa bene Lvmh, che sulla scia di questa “rivoluzione” quest’estate ha assunto come Cdo Ian Rogers, l’ex former senior director di iTunes, dando così il via a una nuova era dove il digital si guadagna un posto d’onore al ta-

volo delle decisioni. Ian non è un caso isolato, sempre più aziende si aprono al cambiamento come Westfield, la maison del gruppo Kering Saint Laurent e Brunello Cucinelli. “L’aspetto digitale oggi è il motore della shopping experience del lusso” secondo il report pubblicato a luglio da Altagamma McKinsey. Per tutti i Cdo, integrare la customer relationship management (CMR) nelle politiche di sviluppo e monitorare il comportamento dei consumatori è una delle fase cruciali per raggiungere i risultati prefissati. I consumatori cambiano e continueranno a cambiare soprattutto quelli online, e le aziende devono tenere il loro passo. Senza una strategiaben definita, tutte le tue attività sul web (e non solo) resterebbero infatti prive di quella visione d’insieme che può portare al successo. Insomma, sarebbe un po’ come giocare una partita a scacchi pensando che gli alfieri possano muoversi indipendentemente dai cavalli e dalle torri: potrai giocare per un po’, ma non potrai mai pensare di dare scacco matto all’avversario.

“ ... po tra i gi ocare pe r pe ns are di da re scacun po ’, m a no n po tra i m ai co m atto all’a vversa rio “

LE APP DA NON PERDERE YOU CAM MAKEUP Non serve più truccarsi o avere la messa in piega perfessionale online come l’eliminazione di occhiaie, om-

POUNCE Una app da avere sempre a portata di mano soprattutto mentre si sfogliano le riviste di moda o si sceglie l’abito o il cappottino dei sogni e per risparmiare l’app propone diverse alternative a un prezzo più accessibile.


Spotlight Reviews 43

NONSOLOLIBRI di DIANA BARBETTA

BOOKS

Contaminazioni

TUTTO QUANTO FA MODA

QUANDO LA QUALITÀ È UNA PASSIONE Moreschi compie 70 anni e a festeggiare il traguardo raggiunto un libro illustrato edito da Rizzoli a cura di Cristina Morozzi che ripercorre l’iter creativo e imprenditoriale di un’azienda che fin dalla sua genesi ha investito sul valore della maestria artigianale unita all’incessante perfezionamento del processo produttivo. Un successo che si traduce in cifre: circa 250.000 paia di scarpe prodotte l’anno, 40 negozi monomarca in tutto il mondo e in 85 Paesi sparsi tra Europa, Asia e Africa. L’eccellenza artigianale italiana che si tramanda dal lontano 1946, anno in cui Mario Moreschi fonda a Vigevano l’azienda che oggi si racconta attraverso la voce di GianBeppe Moreschi, al timone del calzaturificio dal 1957. Parole e immagini che rende-

T

errific Fashion è il titolo della seconda pubblicazione che 24ORE Cultura dedica al concetto di “terrific”, indagato da Cristina Morozzi prima nell’ambito del design ed ora in quello tanto atteso del fashion. La moda è un fenomeno che per sua natura si nutre di imput visivi e culturali dei più disparati ambiti, lasciandosi contaminare da riferimenti d’ogni genere e provenienza, fagocitando qualunque spunto possa servire a strabiliare o semplicemente a provocare. E forse il contemporaneo è il terreno di sperimentazione più adatto, visto che come affermava la grande Elsa Schiaparelli “In difficult times fashion is always outrageous”, una frase che mai prima d’ora si rivela calzante visto le ultime derive intraprese dal fashion in cui arte, anatomia, botanica e architettura si incontrano nelle più alte e riuscite manifestazioni. Terrific Fashion analizza tutto questo, focalizzando l’attenzione sull’ultimo decennio e sui nuovi talenti che hanno connotato questo variegato percorso estraneo alle consuete logiche del sistema moda.

TERRIFIC FASHION A cura di Cristina Morozzi - 24 ORE Cultura, pp. 240, € 45.00

crime The Last Panthers, che in Italia ha debuttato il 13 novem-

MUSIC:

stesso regista della serie, Johan metraggio del singolo.

SAINT CECILIA EP / FOO FIGHTERS SONY MUSIC

Finalmente in vinile il nuovo EP dei Foo Fighters dal titolo SAINT CECILIA EP che verrà pubblicato a febbraio 2016 dopo la recente diffusione gratuita su tutte le piattaforme digitali. SAINT CECILIA EP è stato registrato ad Austin, in Texas, città che ha visto la nascita del concept di “Sonic Highways”, all’interno di un hotel, che ha ispirato il nome dell’EP, trasformato per l’occasione in sala di registrazione.

(BLACKSTAR) / DAVID BOWIE COLUMBIA / ISO RECORDS

L’8 gennaio 2016 è uscito il nuovo 28esimo album di David Bowie su etichetta Iso/Columbia Records, il cui singolo è anche la sigla di apertura della nuovissima serie

ZOOLANDER 2 Regia: Ben Stiller Interpreti: Ben Stiller, Owen Wilson, Penelope Cruz, Benedict Cumberbatch, Will Ferrell Uscita: 11 febbraio 2016 Trama: Si torna a parlare della vita di Derek Zoolander, il modello più famoso che con le sue espressioni ha cambiato il mondo della moda. Il punto di partenza di questa seconda edizione è l’omicidio di diverse popstar tra cui Usher e Justin Bieber e proprio Derek Zoolander e Hansel McDonald saranno chiamate a indagare, dato che tutte le vittime sono morte con la mitica espressione “Blue Steel”, uno dei cavalli di battaglia di Derek.

MORESCHI La calzatura italiana fra arte e mestiere La passione della qualità A cura di Cristina Morozzi Rizzoli, pp. 144, € 70.00

no vivo il ricordo di maestri artigiani fautori di un importante patrimonio che accresce la notorietà del nostro made in Italy.

LO STILE AI PIEDI Tra i suoi estimatori nomi che provengono dal mondo del cinema a quello del fashion, dalla musica all’arte tra cui Dean Martin, Yves Saint Laurent, Patti Smith e addirittura Andy Warhol che con il suo tono ironico affermava: “My shoe is your shoe. À la recherche du shoe perdu.” La maison Berluti ha caratterizzato l’iconico stile di tante celebrity e “At Their Feet” , il suo primo libro, ne testimonia il sodalizio nonché lo stretto legame tra lo stile e il savoir faire che da sempre la contraddistingue. Edito da Rizzoli in occasione del suo 120esimo anniversario dalla fondazione, At Their Feet è un omaggio alle iconiche calzature realizzate o ispirate a celebri personaggi, ri-

MOVIES COMING SOON

TRUTH IL PREZZO DELLA VERITÀ Regia: James Vanderbilt Interpreti: John Benjamin Hickey, Cate Blanchett, Robert Redford, Dennis Quaid, Topher Grace Uscita: 11 febbraio 2016 Trama: Un film drammatico che indaga il rapporto tra politica e giornalismo. Protagonista della vicenda è Dan Rather, anchorman del network televisivo americano CBS, che rassegna le sue dimissioni a causa della messa in onda di un servizio che mette in discussione l’appartenenza del presidente George W Bush alla Guardia Nazionale Aerea durante la guerra in Vietnam. Il film si ispira al memoriale sulla vicenda scritto da Mary Mapes.

BERLUTI AT THEIR FEET Rizzoli, pp. 64, $75.00

tratte e accampagnate da aneddoti. (Foto di Erwan Frotin e testi di Glenn O’Brien).

PHASE / JACK GARRATT UNIVERSAL

È prevista per febbraio l’uscita dell’album di debutto del 24enne listrumentista noto al grande pubblico per il singolo “Worry”. “PHASE” è stato registrato ai Limbo Studios di Londra e prodotto dallo stesso Garrett con la

THE DANISH GIRL Regia: Tom Hooper Interpreti: Eddie Redmayne, Amber Heard, Alicia Vikander, Matthias Schoenaerts, Adrian Schiller Uscita: 18 febbraio 2016 Trama: Un film che parla di due vite, vissute entrambe da Einar Wegener. Pittore danese vissuto nei primi del 900 che in seguito a un gioco erotico con la moglie inizia a essere attratto dall’abbigliamento femminile. Attrazione che negli anni cresce sempre di più, fino alla consapevolezza di voler diventare Lili Elbe. Einar fugge dalla medicina che lo dichiara pazzo e si rifugia nella chirurgia sperimentale tentando la prima operazione chirurgica della storia volta al cambio definitivo di sesso.


English Text 44

THE EYE (p.13)

PASSION IS THE FOUNDATION OF EVERYTHING Interview with Rankin by Giuliano Deidda

Iconic photograph and Dazed & Confused co-founder in 1992, Rankin made his way back to fashion publishing in 2011 with Hunger. We met him in Milan during the Fashion Film Festival to talk about his latest publishing adventure, his special relationship with fashion system and also to remember the golden years of his beginnings. When you co-founded Dazed & Confused, it was the dawning of the golden age of British pop culture. The magazine had a key role in shaping and in bearing witness to the sparkling decade that followed. What do you miss most of that time, both from a professional and personal point of view? I am actually not the type of person who longs for the past. I live for the future, whether is the next issue or the next movie. This being said, it was fun and when I look back I am proud of my memories. I would love to relive a day during the time my son was about 4 years old or one of those exciting editorial meetings at Dazed when we were all younger! You’ve affirmed to be happy about the digital revolution in photography because it makes the experience on set more collective, enabling a control of images in real time and consequently of the finished work. Having started your career at the time of Polaroid and films, how did you deal with the transition? I love the transition to digital, I believe most photographers were reticent in the beginning, but when it became as simple as using film, I jumped right in. Professionally speaking I would never go back. Obviously, I still like using film and, occasionally, I even experiment with Polaroid but I think digital is the best way, even because it allows the collaboration of all the people involved in a shooting. Through the years, you’ve managed to impose your point of view and your aesthetics and subsequently developing them through the most recent media and a perfect control of the new tools. Do you think this virtual reality so saturated with information and images where everyone interacts has more advantages or limits? We are still at the very beginning, the equivalent of the age of cavemen, the only difference is that we are scribbling on dig-

ital walls. Things will change more and more rapidly, so is difficult to say whether it will be positive or not. This is simply how it is, if we ignore it, we risk being left behind. It’s not a televised revolution, it’s alive and it’s happening right now on every platform and channel we access with the touch of our finger. One of the most noticeable characteristics of your photography is the way you are able to portray your non-professional models, whether they’re ordinary people or unattainable celebrities. You can apparently freeze the moment in which they reveal their true personality or an unexpected trait of their character. This is particularly clear in your portraits of famous people who always appear quite different from how the audience is used to see them. How do you manage to engage them in the mood you wish to create? I think everyone feels uncomfortable when photographed, whether they’re celebrities or, as you say, “real” people (even though I don’t like this definition). Public figures are obviously more used to this game. I simply enjoy collaborating with whomever I am photographing. Sometimes I don’t say anything, I let them be, but if I notice they’re not at ease, I try to help them relax and avoid making them feel under a microscope. Then, we laugh together and I want the subjects of my portraits to be part of the selection of the shots. This makes everyone a bit more comfortable and able to let their guards down. I don’t have one single approach to everyone because they are all so different from one another. You said you’ve fallen out of love with fashion between 1999 and 2008, right at the end of the golden decade we were referring to earlier. Is it a coincidence? I fell out love with my role in fashion. I’ve always loved what Dazed was doing and what we have achieved. During these 24 years I have always been proud to be part of it. I personally didn’t feel “fit” for fashion during a certain time. It was more of a personal issue and I still haven’t figured out what was wrong. When I started working outside the circuit of Dazed, I did not have the same passion and I felt out of place. If I am not passionate about something, I am not good at it. Now that I have my network linked to Hunger, it’s all exciting again. I feel we can create things that are different as we used to do at Dazed. For me, it’s like reliving the old times. Maybe you are right; my personal crisis may somehow be linked to the end of that era! What circumstances made you fall back in love with fashion? Until 2008 I shared my office and studio with Dazed. The energy was incredible; you could feel it as soon as you walked through the door. When I moved to a new studio and office, I simply missed it. I missed being part of something daily. Then, I decided to start

over and while I was opening Hunger, I felt excited again. It’s that simple. You were one of the members of the jury at the last edition of the Fashion Film Festival Milano. Are films the new fashion editorials? Being part of the Fashion Film in this particular moment is very exciting, but let’s not throw the baby out with the bathwater. I will always love photography but fashion films are such a new mean, that we can have fun while shaping what it will become. Eventually there will be room for both. But, oddly, there are not many fashion photography festivals! Let’s hope they will catch up in the future!

THE TOPIC (p.15)

FASHION SOCIOLOGY : FASHION BECOMES SMART by Emanuele Bassetti

APPLE WATCH- HERMÈS

Captivating and trendy, smart wearables start conquering a market that finds the fashion system ready to seize the opportunity with a leading role Considering the frenetic marketing of new products spearheaded by examples of excellence such as Apple Watch, Google Glass, and Nike sport bracelets, many experts expect 2016 to be the year of smart wearables. It’s wearable technology that allows its users to perform complex functions as providing information, make phone calls, send messages, interact with social networks, geolocate your own position, make payments or daily monitor the number of calories burned, all while being on the move. A range of functions that mirrors a variety of devices that is just as wide: watches, jewelry, clothing, accessories, medical devices and earpieces are just some examples of the diversity of offers available today. We would be tempted to affirm that the future of this industry would exclusively be in the hands of IT companies. But as smartphones recently showed us, with the advancement of technology and the resulting dropping of production costs, IT performance are no longer enough to differentiate one product from the other and the

marketing battle shifts towards a field that was completely unimaginable until a few years ago: design. Fashion system becomes, not only a source of inspiration, but also an essential partner in the attempt of responding to costumers that require smart devices that are functional but most importantly trendy and that are characterized by a strong “cool factor”. A partnership that is destined to exponentially expand the target of costumers interested in these technologies. If, until now, 48% of buyers was composed of young people, and specifically sports enthusiasts and businessmen, with fashion companies joining the arena, the targets that are destined to grow dramatically are instead 3. Primarily, the female audience, that is particularly attracted by smart jewels, beautiful to wear but also able to expand the communication potential of the wearer. Then, there is elderly people, who will be able to use helpful devices for their health without displaying their health issues (vital aids, metering systems of biological functions, etc. hidden inside watches, jewels, bracelets). Lastly, domestic animals, whose luxury market tremendously grew during the past few years and will shortly see them included inside accessories, collars, garments, technologies for their monitoring and geolocalization, simplifying, at the same time, interaction with their owners. The partnership between smart wearables and fashion system that is also defined by the increasing number of influencers and prominent figures (Britney Spears, Beyoncé, Anna Wintour, JJ Abrams, Pharrel, Drake, Neil Patrick Harris, Ashton Kutcher and Barack Obama just to name a few recent examples) who proudly wear their smart wearables, pointing out how such devices are able to be distinctive and unique, but also showing the presence of a florid and receptive market in which companies can invest. This is exactly why fashion brands are seizing the opportunity of acting as protagonists by introducing their completely autonomous first experiments that are not supporting other IT giants that offer smart devices, thus overturning the leading common approach. Like the Totwoo brand, which presented in Milan this past October the world preview of the first smart jewel featuring wearable technology, expressly oriented toward women’s physical and social wellbeing. It is still isolated cases but they are destined to multiply to conquer a market in which 71% of young people between 16 and 24 years old would already want a smart wearable and an economic potential estimated between 30 and 50 billion dollars a year within 2020. And if, shortly, companies will compete bringing all they’ve got in order to gain a significant position in the industry, those linked to the fashion system will undoubtedly enjoy an ace up their sleeve able to provide with their know-how a crucial added value to devices that otherwise, in the long term, would result undifferentiated,

emotionally impactful, too rational and surely not sufficiently trendy once the initial curiosity of the costumer has faded.

WISHLIST (p.16)

NEW OLD-SKOOL Giuliano Deidda’s

It is no coincidence that Alessandro Michele decided to open the Gucci Men’s Spring Summer 2016 show with a trench coat decorated with the GG pattern, protagonist of an iconic outfit able to combine the new direction with the heritage of the brand. The taste for retro suggestions, is decontextualized to obtain a contemporary effect, after all, it has already impressively influenced general aesthetics, at least for the next season; like it or not.

GUCCI

TAGLIATORE


English Text 45

case of fashion it’s about fabrics and small details that,because of their quality, ethics and sustainability bestow an added value to the finished product.

HARMONT&BLAINE

JACOB COHEN

CONCEPT (p.34)

ETHICS & AESTHETICS INGREDIENT BRANDING: WHEN INVISIBLE BECOMES VISIBLE by Flavia Colli Franzone

There are ingredients that make the difference; in the

In the world of luxury there is no innovation without sustainability and vice versa, and no aesthetics without ethics. It might seem an oxymoron but these elements can meet during the production to bestow added value to the finished product. Well aware of this, companies such as Woolmark, Isko, Swarowski and communicators like Menabò met in Milan in the cultural workshop-showroom of Vitale Barberis Canonico, one of the world’s most ancient wool factories from Biella, boasting 352 years of history and whose feather in the cap is the membership of the international club of Les Hénokiens, strictly reserved to family-run companies with at least 200 years of history. Businesses that are totally different from one another for their production, ranging from denim, to the more precious menswear fabrics, crystals and yarns, yet all deeply committed in responsible innovation. This works in favor of natural products. This is the case of Australian merino wool under the aegis of The Woolmark Company. “The fiber is already natural and sustainable – affirms Francesco Magri, Country Manager & Director Woolmark Italy -. We help companies increasing their ingredient of sustainability in their products acquiring new spaces. For example, wool is making its comeback in sports, where it was already used until the 1970’s, when with the arrival of multinational companies, the performances of synthetic materials took over the market. Wool still represents a premium fiber and perfectly combines with luxury. A typical examples is Vivienne Westwood, an ambassador of sustainability through her fashion”. If the attention for raw materials is essential, taking care of sheep is just as important, as Woolmark does and also Vitale Barberis Canonico, who employs 8 million meters of wool fabric a years and has always been supporting wool producers. “We created a special award for Australian breeders– explains Simone Ubertino Rosso – in order to support the production of a virtuous farm awarded for both the quality of fibers and its sustainability. Our commitment shows how starting from production part-

VIVIENNE WESTWOOD PORTRAIT CHAMB PH CHRISTIAN SHABENAIT

nership is important to convey the value of the product to the final customer. A fabric like denim is instead a different kind of “ingredient”. “In the past it was about eco-sustainability – explains Marco Lucietti, Global Marketing Director Isko – nowadays talking about responsible innovation is more contemporary. Cotton, unlike wool, pollutes and desertifies. So we are trying to minimize pollution starting from the cultivation, production, weaving and processing of cotton. Additionally, water purification plants are mostly funded by the brand which also created a water filtration and treatment system that later recycles the water for other purposes, both industrial and civil”. Swarovski has a different story. “Our mission is to shed light on everyday life through a path of innovation that involves resources and research - explains Claudio Marcolli, CEO of the brand -. Consequently, even investments allowed us to almost completely eliminate lead from crystal because, even in our industry the request of sustainability is highly demanded”. However a question is due: is the final consumer ready to recognize, acknowledge and therefore pay a premium price? If today’s organic, besides being a necessity, has become a marketing tool, communication had to follow suit to convey values oriented towards responsible innovation and, at the same time, towards the building of a strong and credible ingredient brand identity. “The issue is not just having these values recognized anymore – says Andrea Masotti, CEO of Menabò Group -. Consumers don’t just want the product anymore, they want to be part of an experiential process, in a paradigm of business to value. Talking about sustainability is easy because it involves everyone; the problem is conveying these values to the consumer, making him realize that they come with a price”. We must turn the invisible into visible in order to make the production of fashion-luxury more and more transparent.

SHOPS (p.38)

THE SHOP OF MARIO BEMER

Here the grace and elegance of Italian fashion is expressed at its best. Fashion is once again the common thread for the activity of Florence, which boasts designers of the likes of Gucci, Enrico Coveri, Roberto Cavalli , Salvatore Ferragamo, Emilio Pucci or Ermanno Scervino, who, with their fashion houses, develop here fashion products that are known all over the world. Also relevant is the fact this same city is the house of some of the main fashion museums: the Galleria del Costume, the Ferragamo Museum, the Gucci Museum and the Museo Capucci, representing the example of the design and intellectual vitality of the Tuscan capital. The main boutiques are located in center of Florence: famous streets are via de’ Tornabuoni and via della Vigna Nuova. Artisan’s workshops mostly spe-

cialized in leather goods (many between piazza Santa Croce and Borgo dei Greci) and jewelry shops with their commercial hub located on the Ponte Vecchio are also developed. The new streets of fashion are also opening to different areas, like via Maggio, via degli Antiquari, via delle Belle Donne or piazzetta dei Del Bene. The Florence of hospitality and chicest meeting spots unfolds in more central or more hidden streets, where you can encounter places that are more than just bars where to sip on a cocktail or eat a Florentine steak, but real cultural crossovers. The soul of Florence manifests at its best and is back to embodying the ancient identity of an advanced, eclectic, progressive and civilly open city.

FLORENCE by Denise Battistin

Florence. Just the name evokes images of style, elegance, culture and beauty. Here are located the most famous and prestigious museums where some of the world’s most important and precious works of art are kept. A city that is synonymous with civilization and cosmopolitanism, where history is tangible in every stone and every street. A city that has always been active and lively part of both national and international politics, often landmark, today as yesterday, for ideas and projects dedicated to improvement and innovation. It is no coincidence that the Renaissance flourished here in Florence and, to this day, the research for evolution, preciousness and beauty is instilled in the DNA of the city. So much so that twice a year the charm of Pitti Immagine is repeated.

THE BEST OF THE CLASS: LUISA VIAROMA


FASHION CHI LEGGE

Un rapporto che dura da sempre

Ho la moda nel sangue, è in questo settore che ho iniziato a lavorare, e questo interesse continua ad esprimersi nel mio stile sia sul red carpet che nel privato. di LUCA CALVANI illustrazione di NICOLA GOBBETTO

C

on la moda ho un rapporto da autoctono, per così dire. Vengo da Prato, sede di uno dei distretti del tessile-abbigliamento più importanti del Made in Italy. E’ lì che ho conseguito il diploma di perito tessile all’istituto Buzzi, titolo che mi ha permesso di trasferirmi a New York per lavoro e, di conseguenza, di frequentare l’Actor’s Studio e iniziare la mia carriera di attore. Quando ancora studiavo, facevo pratica nell’azienda di mio padre, per cui ho sempre vissuto la moda da addetto ai lavori, anche in seguito, durante la mia attività di modello. Anche dal punto di vista personale le sono legato. Tra i ricordi legati a mio padre, ci sono le gite a Firenze, a guardare le vetrine, e i viaggi di lavoro a Parigi, per visitare le fiere tessili. Ho avuto la mia prima cravatta da bambino, per la Prima Comunione. La ricordo ancora, era di pelle rosa, di Emporio Armani. Ho uno stile abbastanza libero, ogni tanto mi piace rompere gli schemi. Ci sono dei giorni nei quali non ho impegni sociali e ho bisogno di sentirmi comodo, in tuta di felpa e Ugg. Non che mi senta a disagio vestito in modo costruito ed elegante, è che mi piace cambiare. Nelle occasioni di rappresentanza, naturalmente, c’è bisogno di un look che si faccia notare. Durante la promozione dell’ultimo film,

Operazione U.N.C.L.E., sono stato supportato da Louis Vuitton, con mio sommo piacere. Penso che Kim Jones abbia reso la collezione maschile della maison molto portabile, senza rinunciare all’eleganza, non parliamo poi della bellezza delle loro borse. Non mi sarei mai legato ad un marchio, se non mi fosse piaciuto. Adoro fare shopping, soprattutto quando sono in viaggio, ho i miei punti fermi in ogni città. Londra è sicuramente una delle mete preferite, mi piacciono molto le catene inglesi, come All Saints e Reiss, mentre ad Amsterdam riesco a trovare tanti marchi europei poco diffusi in Italia, come Filippa K. A Parigi, invece, vado a comprare i cappelli, che colleziono e (ahimé) perdo facilmente, sia da Printemps che da Galerie Lafayette, di cui mi piace molto la private label, mentre New York è il massimo per i capi basic, che si possono trovare da J.Crew e Gap. Tutto sommato, penso di avere uno stile personale, come tutti del resto, ed è difficile che lo cambi troppo ogni stagione. Nel mio guardaroba sono custoditi dei capi che non abbandonerò mai, come un cappotto in casentino di cashmere di Malo, le classiche T-shirt grigie, le camicie blu e i jeans di 7 for All Mankind. Quando voglio apparire al massimo, comunque, opto per il total look, in blu o nel più classico nero.


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016

WHI W O N DER FUL HO USES ITALY

Wonderful Houses Italy seleziona e propone a clienti stranieri le più belle dimore d’Italia. P E R U N A V A L U TA Z I O N E D E L L A V O S T R A P R O P R I E TÀ C O N TAT TAT E C I V I A M A I L i n f o @ w o n d e r f u l h o u s e s i t a l y . c o m | w w w . w o n d e r f u l h o u s e s i t a l y . c o m | T. + 3 9 0 2 8 3 3 1 1 2 1 1


FASHION ILLUSTRATED

Issue #41 - Gennaio 2016


DRITTO AL CUORE DEL PROGRESSO ISKO™ va oltre i confini del denim

Don’t just look: see. Denim in plain sight. Thinking ahead to create the uncreated. Scatti della nuova collezione ISKO : nella foto ISKO BLUE SKIN™. TM

ISKO ISKOOL™ SCALDA I MOTORI PER LA TERZA EDIZIONE Educazione, sperimentazione e talento nel primo vero talent dedicato al denim.

IL DENIM CORRE SUL FILO DELL’INNOVAZIONE

STILE E SPORT NON SONO MAI STATI COSÌ VICINI

ISKO™ IN DIFESA DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE

ISKO BLUE SKIN™: il denim diventa hi-tech.

ISKO ARQUAS™ stravolge le categorie dello stile.

L’impegno della ricerca come valore fondamentale per la crescita.


ISKO I-SKOOL™ SCALDA I MOTORI PER LA TERZA EDIZIONE Educazione, sperimentazione e stile nel primo vero talent dedicato al denim. I dati parlano chiaro: nato nel 2013 con l’obiettivo di creare un progetto educativo per la formazione dei giovani talenti e immettere nuova forza creativa nel mondo del denim, ISKO I-SKOOL™ è ormai un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di moda e sperimentazione. Per l’edizione 2015-2016, il progetto avrà un respiro globale: rivolgendosi alle più prestigiose fashion school di tutto il mondo, ISKO I-SKOOL™ promette di aprire orizzonti inaspettati per gli studenti partecipanti.

questa terza edizione, guideranno i giovani talenti nelle fasi di realizzazione dei loro progetti. ISKO I-SKOOL 3 sta per cominciare. Tenetevi pronti per un nuovo viaggio alla ricerca del talento. TM


Advertorial

ISKO™ IN DIFESA DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE L’impegno nella ricerca come valore fondamentale per la crescita

Marco Lucietti

Global Marketing Director of SANKO/ISKO™ division

Il 2015 è stato un anno importante per ISKO™. La ricerca l’ha portata ad affermarsi sempre di più come leader dell’innovazione nel settore del denim: un riconoscimento confermato dal brevetto per il tessuto ISKO™ che ha fatto la storia di questa grande azienda, ISKO FUTURE FACE™. “Il brevetto è stato per noi una conferma del lavoro che svolgiamo ogni giorno. Con passione ci dedichiamo a portare avanti la nostra missione: mostrare all’industria e alle brand che ci scelgono che nell’intreccio di trama e ordito c’è un valore essenziale come l’innovazione. Proteggiamo e continueremo a proteggere questo valore, dimostrando con forza come il lavoro di ricerca che svolgiamo ha cambiato il volto del denim e della moda”.

IL DENIM CORRE SUL FILO DELL’INNOVAZIONE

ISKO BLUE SKINTM TOTAL COMFORT

ISKO BLUE SKIN™: il denim diventa hi-tech

2 TO 2.5 TIMES MORE HOLDING POWER SLIMMER BODY

WARP 30% WEFT 60/70% Gli orizzonti del denim sono decisamente cambiati seguendo le esigenze dei consumatori che oggi richiedono più libertà e versatilità. ISKO™, che da sempre ha avuto un osservatorio preferenziale sulle ultime tendenze, ha studiato la risposta più adatta e l’ha trovata nel potenziamento della tecnologia stretch.

Un passo avanti eccezionale che porta il denim ben oltre i suoi classici confini. Se la precedente tecnologia stretch prevedeva l’utilizzo di una fibra elastica solo nell’ordito o nella trama, creando forti costrizioni nei punti di maggiore stress del tessuto o scarsa aderenza in zone come ginocchia e caviglie,

PERFECT SHAPING

con ISKO BLUE SKIN™, il primo denim 4-way stretch, ISKO™ è riuscito a ottenere performance mai raggiunte: aderenza totale al corpo anche in movimento, effetto recall-in-shape 2,5 volte maggiore rispetto alle vecchie tecnologie e una capacità modellante impareggiabile.

STILE E SPORT NON SONO MAI STATI COSÌ VICINI ISKO ARQUAS™ stravolge le categorie dello stile Puro concentrato di ricerca e stile, ISKO ARQUAS™ è la piattaforma ISKO™ che rimescola le carte della moda e dello sportswear per proporre ai brand e ai consumatori la più avanzata chiave di lettura sull’odierno trend dell’athleisure. Frutto di una ricerca cominciata nel 2013, ISKO ARQUAS™ ha identificato il denim più evoluto per adattarsi a uno stile di vita smart, che richiede attenzione ai trend ma anche all’agilità di movimento.

Non è un caso che tutto sia partito dall’iconico ISKO FUTURE FACE™, il tessuto ISKO™ brevettato, che ben presto è stato affiancato da una lunga serie di tessuti nati in casa ISKO™ capaci di offrire anche alle brand sportswear prestazioni finora solo garantite da tessuti tecnici. Con ISKO ARQUAS™ il valore aggiunto è nello stile unico del denim: adatto allo yoga e al fitness, alle attività outdoor e alla vita metropolitana, è riuscito a stravolgere tutte le categorie dello stile.

ISKO, CREATIVE ROOM, ISKO I-SKOOL, ISKO BLUE SKIN, ISKO ARQUAS and ISKO FUTURE FACE are trademarks of SANKO TEKSTIL.


The flash of the eye that masters the mind: denim lights up our vision, to go beyond any imagination.

Sight, thought, soul. The denim senses, the innovation spirit.

Fashion Illustrated 41  
Fashion Illustrated 41  
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