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INTERVIEW

FABRIZIO STROPPA/COCCINELLE

«STRATEGIA CHE VINCE NON SI CAMBIA» In Coccinelle dal 2016, Fabrizio Stroppa è stato promosso ceo del brand. A Fashion racconta il suo piano: correre sugli stessi binari strategici, ma premendo l’acceleratore. Obiettivo: raddoppiare il fatturato entro il 2022 DI ANGELA TOVAZZI

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al 15 ottobre per Fabrizio Stroppa è scattata la promozione, da chief commercial officer ad amministratore delegato di Coccinelle, brand parmense di pelletteria fondato nel 1978 dalla famiglia Mazzieri e dal 2012 nell’orbita della multinazionale sudcoreana E-Land. A passargli il testimone è Andrea Baldo, che dopo due anni e mezzo sulla poltrona di ceo e il traguardo dei 100 milioni di euro di fatturato previsti per il 2018, sta per intraprendere una nuova avventura professionale. «Continuità» sarà la parola d’ordine per Stroppa, che però è pronto a cambiare marcia, verso nuove frontiere di sviluppo internazionale. A guidare Coccinelle sarà uno di famiglia... Sì, sono in azienda dal 2016 e ho partecipato al lancio del nuovo corso del brand. Sicuramente la mia figura è stata scelta per dare continuità alla strategia portata avanti nell’ultimo biennio, con un focus sull’espansione retail e su mercati chiave come Asia ed Europa. Come ha intenzione di procedere in queste aree? Negli ultimi due anni e mezzo in Cina abbiamo portato avanti un ambizioso piano di sviluppo, con l’opening di 22 negozi. E altri 30 ne apriremo nel 2019. Giappone e Corea rappresentano la prossima sfida nel mercato asiatico, mentre in Europa, accanto all’Italia, Germania e Russia restano i Paesi per noi più importanti. Stiamo inoltre implementando la nostra presenza in Uk, nel Benelux e in Francia.

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1. Fabrizio Stroppa, promosso da chief commercial officer ad amministratore delegato di Coccinelle, brand fondato a Sala Baganza (Parma) nel 1978 dalla famiglia Mazzieri e dal 2012 in mano al gruppo sudcoreano E-Land. Prima di Coccinelle, il manager ha maturato una significativa esperienza in luxury brand internazionali, come Mulberry, Coach, Donna Karan e Giorgio Armani 2. Una proposta firmata Coccinelle SpringSummer 2019 3. Uno scatto della campagna autunnoinverno 2018/2019

Nel 2018 toccherete il traguardo dei 100 milioni di euro di fatturato. Quali i prossimi obiettivi? Puntiamo al raddoppio entro il 2022. Siamo già passati dai 65 ai 100 milioni nel giro di un triennio: questo significa che abbiamo creato un modello che sta funzionando. L’espansione retail farà da traino. Strategici saranno anche il canale del travel retail, cresciuto a doppia cifra nel 2018, e quello digitale, che nel complesso incide sul giro d’affari per il 6%. Una percentuale che vorremmo portare ad almento il 10% nel 2019.

Cambiamenti in vista sul fronte dello stile? Eleonora Pujia e Vinciane Stouvenaker continueranno a firmare le collezioni. Non varierà il posizionamento del brand, che fa leva su un prodotto riconosciuto, apprezzato e value for money. Investiremo sullo storytelling, sull’identità e la carica emozionale di Coccinelle, attraverso la collaborazione con designer e architetti per la realizzazione di capsule. Partiremo a settembre 2019. Insomma, continuiamo sulla strada intrapresa, ma premendo l’acceleratore.  ■

E in Italia? Per il suo 40esimo compleanno Coccinelle a dicembre si regalerà un flagship store nel cuore di Milano, in corso Vittorio Emanuele, di fronte a Michael Kors. Non è l’unico nostro negozio in città, ma sarà quello più di immagine, forte anche di un nuovo concept, che farà poi da base per il restyling di altri monomarca, come quello previsto a Londra in Regent street. L’Italia resta per noi fondamentale, anche se per la prima volta la quota export ha superato quella del mercato domestico, scesa sotto il 50%.

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