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RITROVARCI Anno 2째 - N. 4 - Dicembre 2004 - Spedizione in abbonamento postale - 45% - Art. 2, comma 20/B, Legge 662/96 - Milano

d spe POR ciale T OG ALL O


Sommario Fernando Vitale Siamopiaciuti! Rita Silanos MissionePortogallo Gesuina Della Giovanna Oportocomel’hovistoio Gruppoitalianogiovanistomizzati: finalmenteènato

GruppogiovaniF.A.I.S.:ilprogetto Giuseppe Venneri Unascommessavinta Maria Orietta Cipolletti LaregioneAbruzzoguarda glistomizzati... Augusto Bastoni GrandevittoriaperilMolise Laura Briganti ACesena... Carlo Pezcoller Ventennaledell’Associazione diModenaeprovincia Giuseppe De Salvo RitrovarciinFarmacia Rubriche

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Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati - onlus “Ritrovarci”Giornaled’informazione, OrganoUfficialedellaFederazioneAssociazioni IncontinentieStomizzati-onlus Sedelegale:c/oIstitutoNazionaleperloStudioelaCura deiTumori,viaVenezian,1-20133Milano Segreteria: via San Marino, 10 - 10134 Torino Tel. 011 3043728 - fax 011 3187234 E-mail: infoapistom@apistom.it - www.fais.info Orari d’ufficio dal lunedì al venerdì - h 9,00-13,00 Sedeamministrativa: Federazione Associazione Incontinenti e Stomizzati C/C postale n. 40148496 Via Ponzio, 44 - 20133 Milano Tel. 02 70605131 - Fax 02 23902508 C/C bancario n. 323333/17 presso Banca Intesa - ABI 3069 - CAB 20705 Piazza IV Novembre - Sesto San Giovanni (MI) Direttore Responsabile: Eliseo Zecchin Direttore Scientifico: Prof. Pietro Bazan Aut. Trib. Milano 316 del 12/05/2003 “Ritrovarci” Giornale d’informazione periodico sulle attività della Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati. Impaginazione, fotocomposizione e stampa: A. G. Torri - Via Mozart 45 - 20093 Cologno Monzese (Mi) E-mail: torriservice@tin.it Spedizione in abbonamento postale - 45% Art. 2, comma 20/B, legge 662/96 - Milano Ai sensi dell’art. 13, della legge n. 675/96, sulla “Tutela dei dati personali”, ciascun destinatario della presente pubblicazione ha diritto, in qualsiasi momento, di consultare, far modificare o far cancellare i propri dati personali, o semplicemente opporsi al loro utilizzo, tramite richiesta scritta, da inviare alla Segreteria.

Il Direttore ai lettori Cari amici e lettori, avrete rilevato che è stata modificata leggermente la testata con una semplice “C” che sostituisce la “S”: perché? Ci siamo accorti che esiste una testata simile alla nostra, che è il portavoce di un’associazione di volontariato, che opera in un Ospedale di Torino. Non lo sapevamo e ci scusiamo con gli interessati. Abbiamo così optato per Ritrovarci, sì ritrovarci sarà un programma, come ormai ci ritroviamo spesso in tutti i nostri Centri di riabilitazione ed annesse nostre associazioni sparse ormai in tutta Italia. Grazie alla nostra associazione presso il Policlinico Universitario di Verona, borgo Roma, ci siamo incontrati il 29 e 30 Settembre scorso al termine di un corso di formazione avanzato frequentato dagli specializzandi in stomaterapia. Responsabile scientifico è stata la signora Lidia Biondani, infermiera enterostomista, coordinatore infermieristico delle Chirurgie Generali A e C dello stesso Policlinico. Il primo giorno ha visto la presentazione del corso, dei contenuti e degli obiettivi, fatta dalla stessa Biondani e dal prof. Gian Gaetano Delaini, poi il dott. Andrea Meazza ha relazionato su “Costruire la relazione con gli altri” e, ancora la Biondani ha parlato dell’educazione alimentare degli stomizzati. Il secondo giorno, il dott. Meazza ha ripreso l’argomento su “Costruire la relazione con gli altri”, poi il dott. Stefano Cavalleri sulle “Problematiche urologiche e sessuali degli stomizzati”, il dott. Gianluca Colucci sulle “Modalità di controllo della continenza” ed il prof. Delaini sulla “Qualità di vita delle persone stomizzate”. Infine, il nostro Presidente Fernando Vitale ed io, abbiamo esposto le nostre esperienze. Sono sempre dell’avviso, come accennato altre volte su questa pagina, che anche noi dobbiamo avere una nostra Giornata Nazionale; se è vero che siamo circa 60 mila, contro i 62 mila della Fibrosi Cistica, impariamo da questi ultimi per richiamare l’attenzione dei cittadini e soprattutto degli addetti ai lavori. Esistono molte altre sigle che fanno la stessa cosa: enumerarle tutte non basterebbe questa pagina. Tutto quello che possiamo fare, facciamolo, grazie anche ai dirigenti che ci stanno vicino; perché si fanno molte cose nelle associazioni veronesi? A borgo Roma abbiamo Cristina Verdolin, in borgo Trento il cav. Ruggero Casotto, che sono due di noi! Così deve essere anche nelle altre città, ma non dobbiamo nasconderci, né vergognarci! Grazie, a tutti coloro che hanno creduto in noi e ci hanno sostenuto, e si sono affiancati a noi nelle battaglie che quotidianamente combattiamo per aiutare chi soffre e per difendere il valore della vita. Ci stiamo avvicinando al Natale e al fine anno, quindi auguro a tutti un felice Natale e un altrettanto felice anno nuovo: che il 2005 ci veda più numerosi e più compatti. Auguri anche alle vostre famiglie. Un abbraccio Eliseo Zecchin

In copertina: Il gruppo delle Associazioni di Cesena e Rimini a Oporto.

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Siamo piaciuti !

Un momento del congresso I.O.A. con i rappresentanti di oltre cinquantasei paesi presenti.

Nell’ambito dei congressi E.O.A. (European Ostomy Association) ed I.O.A. (International Ostomy Association), entrambi svoltisi nel mese di Agosto in Portogallo, la nostra F.A.I.S. (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati) è stata ufficialmente registrata come “Full member”. Ci siamo presentati, abbiamo descritto la F.A.I.S., i suoi scopi, quello che ha fatto sino ad ora e cosa intende fare. Siamo piaciuti! Abbiamo presentato Rita Silanos come candidata al direttivo europeo, ebbene è stata eletta con entusiasmo da parte di tutti, perché ritenuta elemento molto attivo e capace. Abbiamo assistito, devo dire con orgoglio, al riconoscimento attribuito al prof. Carlo Pezcoller per il suo costante impegno nell’istruire medici ed infermieri dei paesi asiatici, nell’ambito delle stomie. Eravamo nel bel mezzo della cena di gala quando, inaspettatamente, il presidente mondiale Heinz Wolff ha chiamato Carlo Pezcoller al quale, dopo aver annunciato le ragioni del riconoscimento, ha consegnato una targa ricordo accompagnata da uno scrosciante e prolungato applauso da parte di tutti i presenti, in piedi per la circostanza. Ci siamo candidati per portare in Italia il prossimo congresso mondiale del 2007, in concorrenza con il Portorico e la Nuova Zelanda. L’ha spuntata il Portorico; ci ripresenteremo per quello del 2010. La nostra delegazione non è certamente passata inosservata; abbiamo partecipato a tutti i lavori con molto interesse suscitando simpatie ed apprezzamenti. È stata una bella esperienza il confrontarsi con persone, provenienti da tutto il mondo, che si impegnano per i tuoi stessi obiettivi: non è cosa da tutti i giorni. Infine la sorpresa del “Gruppo giovani 20/40” presente in questa manifestazione. Giovani di tutte le lingue che con la loro armonia e grande vivacità hanno portato una ventata di allegria.

Fernando Vitale

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Nuovo consiglio direttivo I.O.A. Al centro in rosso la neo-eletta presidentessa Dielwen Bracken (Canada) e alla sua destra il vicepresidente Vladimir Kleinwachter (Cecoslovacchia) con i presidenti delle varie regioni Asia, S. America, N. America, Europa, S. Pacifico.

te il ni duran io z ta o v e ento dell Un mom I.O.A. congresso

Il giuramento de l Bracken accanto presidente I.O.A. entrante Die lwen a Heinz Wolff, pr uscente. esidente I.O.A.

Tavolata del Grup po Giov ani.

ando Vitale. (Malesia) e Fern sa do ar C hn Jo o e all’amic Pezcoller insiem Da destra Carlo

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Missione Era il 13 Agosto e tutti, soprattutto in Sardegna, stanno godendo le proprie ferie, le uniche dell’anno, quando uno squillo telefonico interrompe la quiete del riposo pomeridiano delle mie ferie iniziate da soltanto trentadue ore. Era il presidente della F.A.I.S., Fernando Vitale che con voce concitata e con qualche imbarazzo, mi racconta che ha ricevuto l’invito per l’Italia a partecipare, con una delegazione, al Congresso Europeo delle Associazioni degli stomizzati ad Oporto. “Stupenda notizia”, dissi. Significava un riconoscimento internazionale per il lavoro svolto dalla F.A.I.S. in un anno di vita. Ma il presidente non aveva terminato il suo discorso, mi chiese che lingue straniere parlassi e quali fossero i miei programmi dei prossimi 15 giorni. Domande, le sue, che mi suonarono subito allarmanti, qualcosa mi diceva che le mie ferie erano in pericolo. Non mi ero sbagliata, Fernando Vitale mi stava chiedendo di partire per il Portogallo con gli altri componenti della delegazione; chiesi tempo per pensare e per chiedere l’autorizzazione al Direttivo dell’A.S.I.STOM., l’associazione sarda di cui faccio parte. Dopo aver fatto alcune

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Portogallo telefonate ebbi l’autorizzazione e si decise per la partenza. Amo molto viaggiare, ma devo dire che inizialmente l’idea di quest’impegno non mi faceva stare tranquilla anzi, devo ringraziare la presenza della dott.ssa Rita Nonnis, anche lei delegata, che ha svolto un ruolo importante nel rappresentare la F.A.I.S., il primo giorno dei lavori congressuali, quando l’Italia è entrata ufficialmente a far parte dell’E.O.A. come Full member. Il secondo giorno era in programma l’elezione del nuovo Direttivo Europeo, l’Italia è stata invitata a presentare i suoi candidati, e la scelta è caduta su di me, con molta ansia e con grande senso di servizio per tutti i pazienti stomizzati che rappresentiamo, ho accettato e sono stata nominata nel ruolo di Task force committe per occuparmi di aiutare a creare le associazioni per i pazienti stomizzati, in quelle nazioni dove ancora non sono presenti e, di conseguenza, i diritti di questi cittadini non sono considerati affatto. Essere nel Direttivo Europeo è un impegno perché, quotidianamente, si è in comunicazione tramite Internet con gli altri membri e i progetti e gli obiettivi che ci siamo posti sono davvero importanti.

▲ Componenti neo-eletti del direttivo E.O.A., da destra Arne Holte (presidente - Norvegia), Efim Krasner (Ucraina), Rita Silanos (cooperatrice - Italia), Ria Smeijers (Olanda). Un momento del congresso E.O.A. dove si notano a sinistra le rappresentanti italiane Rita Nonnis e Rita Silanos. Rappresentanti F.A.I.S. da sinistra seduti Carlo Pezcoller, Fernando Vitale, Rita Silanos e in piedi da sinistra Irene Gatti, Giuseppe Gatti e Gesuina Della Giovanna. ▲

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La missione in Portogallo è stata straordinaria soprattutto dal punto di vista umano; prima di tutto voglio ringraziare tutti i delegati che mi hanno accompagnato: il presidente Vitale, il prof. C. Petzcoller, B. Gatti e R. Nonnis, mi hanno incoraggiato e sostenuto in questa missione che mi ha riempito il cuore di entusiasmo e di orgoglio. Non posso dimenticare la sensazione indescrivibile che, l’entusiasmo, l’umanità, la generosità di tutte le persone che ho conosciuto, mi hanno comunicato e non solo coinvolto ma travolto facendomi facilmente superare ostacoli, ansie e dubbi che fino a quel momento mi avevano notevolmente turbato. Ho incontrato persone preziose e sensazioni irripetibili, che hanno dato a me e a tutti, incredibili lezioni di vita, dimostrando con il loro coraggio e la loro abnegazione che la vita è pur sempre gioia, e vale sempre la pena di viverla. I miei dubbi, le mie esitazioni, le mie insicurezze, mi sono sembrate addirittura ridicole e si sono trasformate in coraggio, entusiasmo e voglia di lavorare per tutti coloro che soffrono e lottano. Rita Silanos


Oporto come Ai congressi dell’E.O.A. e I.O.A. (rispettivamente associazione europea e mondiale degli stomizzati) di Oporto io c’ero! Lo dico con orgoglio perché l’Italia si è fatta onore. La nostra Federazione si è fatta notare, grazie alle persone che ci hanno rappresentati: il nostro carissimo Beppe Gatti, il prof. Carlo Pezcoller, la dott.ssa Rita Silanos e la dott.ssa Rita Nonnis rispettivamente presidente e vice presidente dell’associazione sarda e Fernando Vitale presidente della Federazione, mio marito. L’Italia è riuscita a trasmettere l’immagine di una Federazione forte e attiva, grazie alla coesione e all’unità d’intenti delle associazioni regionali. Anche noi, Irene moglie di Gatti ed io, siamo state presenti durante i lavori congressuali e abbiamo partecipato con passione, sostenendo i nostri rappresentanti e cercando di essere d’aiuto quando possibile.

Voglio parlarvi dell’emozione che ci ha colti quando, durante la cena di gala di chiusura dei lavori, al prof. Pezcoller è stata consegnata una bellissima targa, riconoscimento che viene assegnato solo ogni 3 anni a persone che abbiano contribuito all’attuazione di programmi di grande rilevanza umanitaria. Certamente l’obiettivo è stato ben centrato dal prof. Pezcoller per il grande lavoro svolto cooperando con i paesi asiatici. Al momento della premiazione le circa 230 persone, che gremivano la sala, si sono alzate applaudendo, c’era chi sorrideva, chi faceva cenni di consenso e c’erano anche molti occhi lucidi di commozione, compresi i nostri naturalmente! Come potevamo, noi del gruppo italiano, non essere orgogliosi davanti ad una tale manifestazione di stima? Orgogliosi sì, ma anche un po’ intimiditi di sapere che una persona come Carlo stava lì con noi con la naturalezza e la semplicità di uno qualunque.

Il gruppo delle associazioni di Cesena e di Rimini presenti a Oporto.

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Un altro motivo d’orgoglio è stata l’elezione della nostra Rita Silanos nel gruppo di lavoro dell’E.O.A e l’ufficializzazione dell’incarico quando Rita, con gli altri eletti, è stata chiamata per la presentazione ai membri dell’I.O.A. Durante lo svolgimento dei due congressi Rita si è fatta apprezzare da tutti i partecipanti per la sua prontezza e instancabilità. Sempre presente ai lavori, non si è fatta mai aspettare, anzi si è sempre prestata con grande disponibilità, affiancata per i primi giorni dalla dott.ssa Rita Nonnis, la quale ha rinunciato alle sue vacanze per essere presente e sostenerla all’apertura dei lavori. A Oporto c’erano anche 34 persone delle associazioni ACISTOM di Cesena e AIRIS di Rimini, accompagnati da Giordana Giulianini e Luisa Ridolfi, rispettivamente presidenti delle associazioni di Cesena e di Rimini. La loro presenza ci ha caricato molto e ci è stata d’appoggio oltre che di grande orgoglio.


l’ ho visto io Nessuna nazione ha partecipato con un così elevato numero di soci! I giorni dei congressi sono stati molto intensi e faticosi, sia per la lingua ufficiale che è l’inglese, sia per i cambiamenti di programmi dell’ultimo minuto e per i mezzi audiovisivi che hanno dato piccoli problemi, ma sono stati anche soddisfacenti per i risultati ottenuti. In conclusione, al di là della fatica, delle piccole e grandi difficoltà, ai congressi la nostra Federazione ha dato una bella impressione e ha fatto un’ottima figura. Se anche non è riuscita a portare a Torino il prossimo congresso mondiale, l’Italia, nelle persone che ci hanno rappresentato, è stata estremamente apprezzata e, a mio giudizio, questo è un gran risultato! Per tutto quello che vi ho raccontato e per quello che non riesco a esprimere, è con commozione e orgoglio che dico “a Oporto c’ero anch’io!” G. Della Giovanna

Heinz Wolff (a destra), presidente I.O.A., mentre consegna la targa al prof. Carlo Pezcoller.

Da sinistra Cinthya Robinson, Rita Silanos, Fernando Vitale, Rita Nonnis, Carlo Pezcoller e Gesuina Della Giovanna.

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Gruppo italiano giovani stomizzati: finalmente è nato!

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si in occasione del congresso A.I.O.S.S.. Ovviamente il consiglio ha approvato il progetto nominando Laura quale responsabile dello stesso e presidentessa del “Gruppo Giovani F.A.I.S.”. Poco meno di un’ora dopo Laura Goia, nella grande sala dell’Hotel Serena Majestic di Montesilvano, grazie a Gabriele Rastelli, presidente A.I.O.S.S., ha presentato il progetto ad una platea di circa 400 stomaterapisti che l’hanno accolta con oltre un minuto di applausi. E così il gruppo italiano di giovani stomizzati è ora una realtà che si sta sviluppando e che sta iniziando il suo cammino verso importanti obiettivi. A destra: Laura Goia, presidentessa del “Gruppo Giovani F.A.I.S.”.

smo del gruppo internazionale di giovani stomizzati, documentato da alcune fotografie che ritraevano giovani provenienti da tutto il mondo. Oltre a ciò, alcuni giorni prima, in seguito ad alcuni contatti presi ad Oporto, era giunto in A.P.I.STOM. un invito a partecipare alla Journèe Nationale de Jeune stomisé a Parigi il 27 novembre 2004. Tutto ciò ha fatto scattare, nei tre ragazzi rappresentanti del gruppo piemontese, la molla necessaria per studiare un progetto d’istituzione di un gruppo italiano. “Andremo a Parigi come rappresentanti del gruppo italiano giovani stomizzati”. Con queste parole è iniziato lo studio di un progetto che in una settimana ha preso forma, è stato rivisto e corretto, e il 23 ottobre è stato presentato, da parte di Laura Goia, ventinovenne torinese, al consiglio direttivo della F.A.I.S. riunito-

Circa un anno in seno all’A.P.I.STOM., Associazione Piemontese Incontinenti Stomizzati, si sono riuniti alcuni giovani stomizzati con l’intento di istituire un “gruppo giovani” dell’associazione. L’obiettivo di questo gruppo era di organizzare incontri tra stomizzati giovani, massimo quarant’anni o poco più, con lo scopo di discutere le problematiche che la stomia comporta nell’ambito del lavoro, dello sport e della sessualità. Nonostante questo gruppo abbia iniziato a lavorare, il numero di adesioni era rimasto limitato. Durante l’ultimo consiglio direttivo A.P.I.STOM. il Presidente della F.A.I.S., Fernando Vitale, che era stato invitato a partecipare, ha parlato delle proprie esperienze al congresso I.O.A./E.O.A. svoltosi ad agosto ad Oporto; tra i vari argomenti, Vitale ha più volte rimarcato la vitalità e l’entusia-

Gruppo internazionale giovani stomizzati al congresso I.O.A./E.O.A. di Oporto.


ne sociazio s ’a ll a a è grat .I.STOM. zione .I.S. P La F.A montese A. la partecipa nale io pie t a so naz rizz o sponso i al congres corso. r e v a per iovan ovembre s uppo G del Gr arigi, il 27 N aP

d Gruppo giovani F.A.I.S.: il progetto L’idea del progetto nasce dall’esigenza degli stomizzati più giovani, inferiori ai 40 anni, di creare gruppi d’incontro tra giovani, finalizzati alla discussione delle problematiche legate alla presenza della stomia in individui in età adolescenziale, fertile e lavorativa, all’impatto sociale ed alle metodologie individuali adottate. Il progetto è finalizzato a coprire l’esigenza evidenziata istituendo un gruppo italiano di giovani stomizzati che possono lavorare fra loro confrontandosi con i gruppi stranieri già attivi da tempo.

Gli obiettivi del progetto sono: ✔ istituire il gruppo italiano giovani stomizzati; ✔ creare una rete di comunicazione fra i componenti del gruppo; ✔ individuare gruppi di lavoro; ✔ organizzare momenti d’incontro all’interno del gruppo; ✔ partecipare a momenti d’incontro internazionali organizzati da gruppi di altri stati; ✔ organizzare un’incontro internazionale in Italia.

Le azioni da intraprendere sono: ✔ istituire il gruppo italiano giovani stomizzati della F.A.I.S., identificando un responsabile e almeno due collaboratori; ✔ comunicare, entro dicembre 2004, l’istituzione del gruppo a tutti i soci giovani delle associazioni aderenti alla F.A.I.S. mediante l’inserzione di articoli sul giornale “Ritrovarci”, la comunicazione a tutti gli stomaterapisti ed ai presidenti delle associazioni regionali aderenti; ✔ istituire, nel sito web della F.A.I.S., una pagina “forum” dove i componenti del gruppo possano instaurare un dialogo continuo “on line” (attualmente già attivo); ✔ artecipare all’incontro dei giovani della F.S.F. (Federazione stomizzati francese) come rappresentanti del gruppo giovani F.A.I.S. (27 novembre 2004) ✔ organizzare incontri per stabilire quali debbano essere le finalità dei gruppi di lavoro e individuarne i componenti (primavera 2005); ✔ organizzare momenti d’incontro che possono essere individuati all’interno di congressi di altre associazioni, oppure essere indipendenti (in tutto il 2005);

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✔ mantenere contatti con i gruppi stranieri per conoscere gli incontri organizzati e partecipazione di alcuni dei componenti; ✔ organizzare un’incontro internazionale in Italia sotto l’egida della Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati (giugno 2006). Il progetto mira, così, ad istituire un gruppo di giovani stomizzati che operi su tutto il territorio italiano, confrontandosi con le problematiche insorgenti e dialogando con gruppi analoghi di altri paesi. Il principale risultato atteso è l’adesione al gruppo di un numero sempre maggiore di giovani portatori di stomia, provenienti da tutte le regioni d’Italia. Per la realizzazione del progetto sarà richiesta la collaborazione delle associazioni di volontariato che possono essere a conoscenza della presenza di giovani stomizzati, ed in particolare delle associazioni regionali aderenti alla Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati (F.A.I.S.) e della Associazione Italiana Operatori Sanitari Stomaterapisti (A.I.O.S.S.) Finanziamento del progetto in fase di contrattazione. Responsabile del progetto: Laura Goia.


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Una scommessa vinta (Delibera della G.R. della Calabria n. 443 del 28/06/04 in favore di incontinenti e stomizzati). Quando poco più di un anno fa, si dava vita all’Associazione (A.C.I.S.) in Calabria, i dubbi e le incertezze sulla riuscita di una associazione atta a promuovere iniziative e a muoversi su di una strada irta e piena di difficoltà erano veramente tanti. Abbiamo accettato la sfida, ed anche se le esperienze passate inducevano ad una grande cautela, ci siamo avviati portando con noi tanta speranza di riuscire con il desiderio di accettare una grande scommessa: “Esserci e Ritrovarci… Operare ed essere Visibili…”. Le aspettative erano molte, per tanti che in un silenzio dignitoso hanno accettato le condizioni di una diversità che purtroppo c’è e che sognavano un grande segnale a dimostrare che qualcuno non li ha dimenticati. La necessità di garantire una migliore qualità di vita a soggetti affetti da patologie come l’incontinenza urinaria o rettale e portatori di stomie, era e resta una condizione particolare che necessita di una continua e forte battaglia per vincere tutte le resistenze e le incertezze che esistono. Le cifre della Regione Calabria, per quanto riguarda i soggetti affetti da questi tipi di patologie, sono veramente

sconfortanti. Considerando il difficile censimento per darci risultati certi, proprio per il senso di pudore che spinge molte persone a nascondersi e quindi a non dichiarare la loro condizione, si valuta comunque circa 4.000 portatori di stomie e circa 20.000 incontinenti Alla luce di quanto detto, ecco la prima scommessa dell’associazione, a livello Nazionale la legge è ferma alla Camera e gli stomizzati attendono da tempo la definizione, ci si è attivati nell’ambito Regionale a fare deliberare una legge a tutela degli stomizzati ed incontinenti che riconosca i Centri e possa garantire una corretta riabilitazione ed assistenza a quanti ne necessitano per poter così alleviare quel grande momento di disagio che in molti vivono. L’Assessore alla Sanità dott. Giovanni Luzzo e la dott.ssa Eugenia Montilla Dirigente del Dipartimento tutela della salute e Organizzazione Sanitaria dell’Assessorato alla Sanità della Regione Calabria, hanno fatto sì che un sogno si tramutasse in realtà: anche la Calabria ha la sua Delibera (n. 443 del 28 Giugno 2004). Atto deliberativo che prevede le linee guida necessarie per rimuovere gli

ostacoli che di fatto impediscono un pieno inserimento e realizzazione sociale degli stomizzati ed incontinenti e permette di guardare il futuro con più serenità. Proprio in virtù di quest’atto deliberativo, il 26 ottobre a Paola, presso l’A.S. n. 1 si è tenuto un incontro tra gli addetti ai lavori (Direttore Sanitario, Responsabili dei diversi settori sanitari ed Enterostomisti) a cui ha partecipato anche il Presidente dell’A.C.I.S.. In tale incontro, è stato presentato un progetto innovativo di assistenza, sostegno e riabilitazione dei pazienti stomizzati ed incontinenti. Progetto che prevede il coinvolgimento, a tutti i livelli, dei settori Ospedalieri e Territoriali dell’A.S. 1 e che mette in campo idee assistenziali al passo con le nuove politiche sanitarie tendenti al miglioramento della qualità di vita dei nostri pazienti. Per la gioia dei pazienti e per la soddisfazione di quanti in questo campo si impegnano, ci auguriamo che le scommesse da vincere possano essere tante e che la strada da percorrere sia più agevole. Il Presidente Regionale (Giuseppe Venneri)

L’incontro con l’ambulatorio Sono un enterostomizzato e voglio raccontare la mia gioia per la pace acquisita frequentando l’ambulatorio per la riabilitazione dei colostomizzati. Iniziò con dolori viscerali, precursori di una cattiva occlusione, generando allarme e preoccupazione. Da un mese ero stato collocato a riposo: avevo sessant’anni. Il buon medico di famiglia alla lettura della diagnosi del radiologo è allarmato, stupito balbetta parole incomprensibili per me, infine suggerisce di farmi visitare da un medico chirurgo. “Sarà dunque cosa grave - penso - non vuol pronunziarsi, turbarmi inutilmente. Mah!” Alla visita, il medico chirurgo è perentorio: “Parti immediatamente per Milano!”, perché poi per Milano, non l’ho mai capito! A Milano, tre giorni dopo il ricovero in clinica, fui operato. Dimesso con tanti auguri di lunga vita! Ahimè! Il peggio era dietro l’angolo! Alla visita di controllo il giorno fu notte, l’euforia disperazione! Bisognava fare presto. Presto fu fatto! Verso le ore 18 del 7 luglio 1982 mi risvegliai colostomizzato. “Mi hanno salvato - pensai - ma a quali condizioni?” I medici e le infermiere fecero il meglio; i figli e gli amici affettuosamente mi furono vicini giorno e notte; mi ridiedero fiducia, ma a quale prezzo! Tutto era così complesso, sporco, puzzolente. Come mi sarei trovato nella comunità? mi avrebbe accettato? Presagivo atteggiamenti ostili, immaginavo indici puntati, voci che gridavano: “Stategli lontano!” come potevo! … Sopravvivere, era pura illusione!

Ma una sera di un giovedì del mese di settembre, verso le ore 17 mi imbattei nell’ambulatorio. Un Cristo a statura d’uomo vigilava nel vano entrata; una suora vestita di bianco sorridente mi accolse; un lungo corridoio, due stanzette asettiche, giovani medici freschi di laurea e con tanta bontà mi interrogavano con gli occhi ed in silenzio mi dettero coraggio. Smarrito e con gli occhi bassi sedetti in un angolo. Temevo che mi cacciassero, invece mi furono dappresso sorridenti, domandandomi: “Quando sei stato operato? chi ti ha operato?, come ti trovi?, che sacca adoperi?, fai l’irrigazione?”. “Irrigazione” ecco una parola nuova per me dal significato astruso. Vicino a me sedeva un uomo di statura robusta e dallo sguardo sincero. “Scusi - dissi - è anche lei …?” “No. Ho accompagnato mia moglie” rispose. Mi afferrai a lui, sentivo che era il mio punto di sostegno, bersagliandolo di domande. “Lo domandi a mia moglie, è lei la …” indicandola con la mano. Nella direzione indicata vidi solo un sorriso e occhi che parlavano; poi si materializzò una gentile figura femminile e parlammo di placche, di sacche, di irrigazione e di enterostomiste. È passato tanto tempo, sono quasi normale e vivo la vita di tutti i giorni grazie alle cure ricevute all’ambulatorio. Dico grazie e sono grato a tutti coloro che hanno partecipato alla mia vittoria sulla disperazione e contro ogni sorta di “sepolcri” per uomini vivi. Luigi Autorino

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La regione Abruzzo guarda gli stomizzati …

Gabriele Rastelli, presidente A.I.O.S.S., nell’ambito del proprio congresso, ringrazia il dott. Piero Romanelli e Fernando Vitale.

Quest’ultimo ha dato la possibilità di riunire, su tutto il territorio nazionale, pazienti, infermieri enterostomisti, medici, con lo scopo di sensibilizzare i politici, le autorità locali, i manager delle ASL affinché si potesse fare quello che è già successo in alcune regioni italiane: la realizzazione di una legge che tuteli il paziente stomizzati ed incontinente. Sono orgogliosa, come stomaterapista e come segretaria-tesoriera di A.S.I.A., di appartenere ad una regione che si è dimostrata sensibile ai problemi dei pazienti stomizzati e incontinenti, ma soprattutto è la prima regione che ricono-

sce la figura dello stomaterapista iscritto al Registro degli Infermieri Esperti tenuto dall’Associazione Italiana Operatori Sanitari Stomaterapia (A.I.O.S.S.) che ne certifica la competenza. Un ruolo importate viene riconosciuto anche all’Associazione Stomizzati ed Incontinenti Abruzzese (A.S.I.A.), la quale dovrà pubblicare ed aggiornare l’elenco degli ambulatori di rieducazione della regione e verificare periodicamente l’effettivo funzionamento.

Detraibilità e deducibilità delle erogazioni liberali

AFD.ET: Maria Orietta Cipolletti Segretaria-tesoriera A.S.I.A.

TE AN RT PO IM

Si sono appena aperti i lavori del XIX Corso di Aggiornamento A.I.O.S.S.; dopo i saluti del vice presidente Claudio Perboni e le due relazioni iniziali, in un clima di festa tra inno nazionale e majorettes, entra il Comitato d’Onore composto da assessori regionali, politici locali, autorità del luogo ed il presidente nazionale A.I.O.S.S. Gabriele Rastelli (abruzzese purosangue) annuncia con tono festoso che alle ore 12 del 21 Ottobre 2004 il Consiglio Regionale della Regione Abruzzo ha approvato la legge che regola: “Norme a favore dei soggetti somatizzati ed incontinenti, ed istituzione di ambulatori di rieducazione presso le aziende sanitarie ed ospedaliere della Regione Abruzzo”. Esiste il fato? Dopo mesi di discussioni, di rinvii, di speranze, non vi poteva essere data più appropriata per l’approvazione e l’annuncio di tale evento. Sì, è stato proprio un bell’evento: poter annunciare ad una platea composta da professionisti provenienti da ogni parte d’Italia che la nostra bella regione Abruzzo ha regalato ai pazienti stomizzati ed incontinenti ed agli operatori che da anni si dedicano con abnegazione, professionalità ed umanità ai loro pazienti, una legge che regolarizza tutto il lavoro svolto ma soprattutto quello di cui hanno diritto i pazienti stessi. Un ringraziamento particolare va rivolto al dott. Piero Romanelli, Consigliere Regionale, che per anni, insieme a Gabriele Restelli, ha dedicato la sua professionalità ai pazienti stomizzati ed incontinenti ed ha seguito, in modo magistrale, l’iter della sua proposta di legge fino alla sua approvazione. Nel corso della serata di gala del XIX Corso di Aggiornamento Nazionale, il Presidente A.I.O.S.S. Gabriele Rastelli ha riservato uno spazio alla Presidente di A.S.I.A. (Associazione Stomizzati Incontinenti Abruzzese) signora Iolanda Bottero per darle la possibilità di ringraziare la F.A.I.S. e le aziende che hanno dato la possibilità di portare avanti le iniziative che hanno permesso di ottenere questi risultati: il progetto “Faro”, Il progetto “Aristotele” e il progetto “Diamante”.

La F.A.I.S. e le Associazioni Regionali riconosciute, sono ONLUS (organizzazioni non lucrative di utilità sociale). Pertanto l’importo di una erogazione liberale che viene fatta, è detraibile o deducibile alle condizioni e nei limiti previsti dalla legge (art. 13 bis D.P.R. 917/86 e art. 65 D.P.R. 917/86) e successive modificazioni. Per poter usufruire di questa possibilità la persona che desidera aiutare la F.A.I.S. o la sua Associazione Regionale, deve fare la donazione utilizzando il modulo di conto corrente intestato e indirizzato all’Associazione. Attenzione dopo aver ricevuto la vostra offerta, la F.A.I.S. o l’Associazione vi manda una dichiarazione che è anche un ringraziamento: conservatela con cura, perché serve, unitamente alla ricevuta del versamento, per la detrazione fiscale al momento della denuncia dei redditi.

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Grande vittoria per il Molise Sono passati solo quindici mesi dalla nascita dell’Associazione Molisana Stomizzati e Incontinenti (2 luglio 2003), al giorno in cui abbiamo ottenuto una grande vittoria: l’istituzione dei Centri di Cura per le Stomie (13 settembre 2004) in ogni ASL della Regione Molise, con relativa decisione di far specializzare il personale infermieristico e chirurgico con la delibera n. 1149 della Giunta Regione Molise. Abbiamo contattato svariati politici locali ma solo uno ha risposto al nostro invito, il consigliere regionale dott. Pino Gallo. È grazie a lui e al suo impegno costante e appassionato se oggi l’Amsi può festeggiare la sua prima vittoria. L’abbiamo invitato al progetto Diamante. È venuto, ci ha conosciuti, si è interessato dei nostri problemi parlando con tutti, stomizzati, medici, parenti e si è dato da fare. È stato lui che ha fatto fare il primo censimento stomizzati in Molise (siamo più di 300 purtroppo!) e ancora lui è riuscito a percorrere con tenacia la strada del decreto di Giunta, che potrà non essere l’optimum, ma ha un pregio enorme, è velocissimo e soprattutto getta le fondamenta di un nuovo edificio che strada facendo si completerà. Certamente qualcuno troverà da ridire sui contenuti del decreto, a costoro rispondo una sola cosa: “…con i nostri fatti la casa sta nascendo, del ‘senno di poi’ sono pieni i fossi. Ed ora cari amici giudicate voi. Augusto Bastoni Cari amici di Ritrovarci, permettetemi di ringraziare pubblicamente due dipendenti della Asl 4 Termoli che, senza clamore, hanno fatto molto per noi del Molise, sono Annamaria Capetola di Termoli e Orazio D’Onofrio di Larino che, zitti zitti, si sono impegnati tanto per dare corpo ad un libretto annuale di prelievo bustine, libretto venuto così bene che nei primi giorni di Novembre, prima dell’arrivo della neve nell’interno, è stato distribuito in tutto il Molise, non solo nella Asl 4 di Termoli, affrancandoci da molti viaggi inutili e da rifornimenti di bustine “tipo supermarket”. Augusto Bastoni

REGIONE MOLISE LA GIUNTA REGIONALE Visto il documento istruttorio concernente l'argomento in oggetto;

DELIBERA 1) di fare proprio il documento istruttorio che si allega alla presente deliberazione, quale parte integrante e sostanziale, rinviando alle motivazioni in essi contenute; 2) di istituire in ogni azienda sanitaria un Centro per la Cura delle Stomie, inserito nel Dipartimento di Chirurgia dell'Azienda; 3) di dare mandato alle aziende affinché, sulla base delle loro specifiche condizioni organizzative, il Centro per la cura delle Stomie assolva alla funzione di garantire ai pazienti stomizzati consulenza medica e infermieristica, tramite almeno un medico specialista in chirurgia e con esperienza specifica nel settore ed un infermiere professionale diplomato in Stomaterapia; 4) di prevedere che, l'attività del Centro per la cura delle Stomie si svolga in conformità con quanto previsto dalla normativa regionale vigente in tema di percorsi prescrittivi per le protesi e gli ausili, assegnando al Centro la funzione di garantire il percorso di riabilitazione descritto nelle linee di indirizzo per l'assistenza allo stomizzato come da allegato; 5) di prevedere che le Aziende Sanitarie Locali garantiscano la libera scelta del presidio per stomia, in qualità e quantità degli stessi, tra quelli ritenuti più idonei dallo specialista; 6) di dare mandato alle Aziende sanitarie perché siano previsti programmi di formazione per il personale dedicato; 7) di pubblicare la presente deliberazione nel BUR.

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A Cesena ... confronto fra professionisti, volontari ed esperienze sulle stomie urinarie ed intestinali La collaborazione fra ACISTOM (Associazione Cesenate Incontinenti e Stomizzati), Azienda Usl di Cesena ed Enti Locali, che si sta consolidando negli anni tramite il dialogo e l’obiettivo comune di migliorare i servizi per gli stomizzati, ha raggiunto un ulteriore risultato, sabato 16 ottobre, con la realizzazione, presso l’Ospedale Bufalini di Cesena, del Convegno “Stomie urinarie ed intestinali: professionisti ed esperienze a confronto”, come hanno sottolineato in apertura il Direttore Generale dell’AUSL, dott.ssa Maria Basenghi, e la presidente dell’associazione, Giordana Giulianini, insieme al Sindaco di Cesena, arch. Giordano Conti e al Direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale e del Cranio dell’Ospedale Bufalini, prof. Andrea Santini. Il convegno, articolato in quattro sessioni, ha affrontato le tematiche che vanno dalla prevenzione alla diagnosi e terapia, per arrivare agli aspetti tecnico-infermieristici, psicologici e relativi al volontariato, ha ottenuto un grande successo di pubblico trovando l’interesse di infermieri, medici, psicologi, volontari e molte altre categorie socio sanitarie, intervenuti per un totale di oltre 180 persone, provenienti dal nord e centro Italia. L’evento ha potuto contare, fra gli altri, sul patrocinio e la partecipazione attiva della F.A.I.S., rappresentata dal presidente, Fernando Vitale che ha coomoderato la IV sessione intitolata “Vivere con una stomia: psicologia e volontariato” insieme al dott. Gian Luigi Milandri, responsabile del reparto Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale Bufalini, ideatore del convegno e coordinatore della Commissione Tecnico Scienti-

fica dell’ACISTOM. Il tesoriere della F.A.I.S., dott. Giuseppe De Salvo ha invece presentato, insieme alla psicologa coautrice, dott.ssa Antonella Tissot, il suo libro: “Il corpo estraneo”, splendida raccolta di storie di vita di stomizzati. Nella IV sessione sono intervenuti: il prof. Pio Enrico Ricci Bitti, che scrisse uno dei primi articoli italiani sulle reazioni psicologiche alla colectomia totale, nel 1975, e che attualmente dirige la Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute, la dott.ssa Laura Briganti, sua allieva, organizzatrice del convegno e borsista ACISTOM presso l’ospedale Bufalini, che si occupa dell’accompagnamento psicologico dello stomizzato in fase pre e post operatoria, e il dott. Primo Gelati, psicologo dell’Ospedale Civile di Legnano, esperto di gruppi per stomizzati. Anche l’A.I.O.S.S. (Associazione Italiana Operatori Sanitari Stomaterapia) ha fornito patrocinio e partecipazione: il presidente, Gabriele Rastelli, ha affiancato il prof. Francesco Buccoliero, direttore dell’U.O. di Chirurgia Generale-Vascolare dell’AUSL di Cesena, nella moderazione della III sessione “Vivere con una stomia: aspetti tecnici” dedicata all’esperienza delle infermiere e stomaterapiste con le relazioni di Maria Dolores D’Elia, Giovanna Tani, Paola Bombardi e Amanda Sami. Fra i medici, rappresentati i reparti di urologia, chirurgia e oncologia dell’AUSL di Cesena e delle Case di Cura Cesenati nelle prime due sessioni del convegno. L’epidemiologo Mauro Palazzi ha fornito i numeri dei tumori di colon retto e vescica in Romagna, più alti della media nazionale, e le tecniche di prevenzione primaria adottabili, a cominciare

Da sinistra: il dott. Augusto Martinelli e il dott. Gian Luigi Milandri.

dal consumo di molta frutta e verdura e poca carne e dalla pratica quotidiana di attività fisica come camminare o fare le scale, oltre al ridurre fumo e alcolici. Gli urologi, dott. Andrea Turci, responsabile dell’U.O. Urologia dell’Ospedale, dott. Gaetano Gerbino e dott. Franco Elmi, hanno parlato di diagnosi e cura del tumore alla vescica, il gastroenterologo, dott. Gianni Nicolini ha introdotto le tecniche di prevenzione secondaria delle neoplasie intestinali, in vista dell’attivazione dello Screening del cancro del colon retto sul territorio, il chirurgo proctologo, dott. Francesco Giunchi ha illustrato le tecniche per eseguire interventi chirurgici che comportino la comunicazione dell’apparato digerente all’esterno, gli oncologi dott. Andrea Paolo Rossi, responsabile del Programma Oncologia dell’A.USL di Cesena e dott. Davide Bruschi hanno introdotto il tema della prevenzione e della cura chemio e radioterapica. La congiunzione fra le varie discipline ha trovato nella persona del dott. Fabio Martinez, medico e psicologo, che ha spiegato come comunicare una diagnosi nel modo più adatto alle caratteristiche del paziente, il più degno rappresentante. Sentiti ringraziamenti vanno ai finanziatori del convegno: Banca di Cesena Credito Cooperativo di Cesena e Ronta, Banca di Credito Cooperativo Macerone e Fondazione Cassa dei Risparmi di Cesena. Su richiesta, alla responsabile del convegno, dott.ssa Laura Briganti (Telefono 0547/352745), è possibile avere tutto il materiale presentato al convegno.

Fernando Vitale e la dott.ssa Laura Briganti.

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Laura Briganti


Ventennale dell’Associazione di Modena e provincia Sono passati già 20 anni da quando nel lontano 17 dicembre 1983 abbiamo fondato il Centro di Riabilitazione Stomizzati del Policlinico di Modena e l’Associazione. Anche se sembra ieri, ne è passata di acqua sotto i ponti! Eravamo partiti con un piccolo gruppo di persone, con l’enterostomista Paola Martinelli, il sottoscritto e tanta passione e l’entusiasmo che non ci hanno mai abbandonato. Non posso elencare tutte le persone che hanno contribuito a consolidare il nostro gruppo; mi viene d’obbligo però ricordare alcuni amici che ci hanno lasciato, ma che sono sempre presenti nel nostro cuore: Gianni Carretti, Otello Grenzi, Dino Zobbi. Con la loro esperienza e con il loro aiuto siamo riusciti a realizzare dei progetti molto importanti. Uno fra tutti, l’acquisto di un’attrezzatura completa per colonscopia donata al Centro di Modena grazie al ricavato del concerto che il Maestro Luciano Pavarotti ha tenuto, gratuitamente a Carpi, il 4 aprile 1988. Ritornando a tempi più recenti, con il contributo dei Lions Clubs del Distretto 108 Tb, da cinque anni siamo impegnati a portare la cultura della riabilitazione stomale in quei paesi dove gli stomizzati non hanno alcun tipo di assistenza. Così abbiamo addestrato, al Policlinico Universitario di Modena, medici provenienti da Indonesia, Pakistan, Iran, Sri

Lanka, Bangladesh, Nepal e Vietnam che a loro volta, con il nostro costante aiuto, hanno istruito nei loro paesi altri medici ed infermieri e hanno fondato l’associazione locale degli stomizzati. Sabato 13 dicembre 2003, presso il ristorante “Le Cardinal” di Bastiglia (MO) abbiamo quindi festeggiato il nostro ventennale. È stato bello incontrarci e costatare che erano presenti ed in buona salute alcuni soci fondatori, a dimostrazione che anche con la stomia si può condurre una vita normale e raggiungere una serena vecchiaia. L’incontro, inaugurato dal past Governatore del Lions Distretto 108 Tb dott. Giuseppe Landini, è stato caratterizzato da due momenti: - la tavola rotonda che si è svolta di mattino, il cui tema era “Stomizzato oggi”; - il pranzo, rallegrato dall’animazione di Graziano Grazioli. Dalla tavola rotonda sono emersi alcuni punti molto importanti: - pubblicizzare maggiormente la nostra associazione attraverso manifestazioni che coinvolga i mezzi di comunicazione; - incrementare il numero degli associati, che per statuto non devono essere necessariamente degli stomizzati. So-

Da sinistra: G. Gatti; dott. G. Landini, past Governatore del Distretto Lions 108 Tb; prof. C. Pezcoller e F. Vitale.

lo in questo modo si può sperare di pesare maggiormente nelle decisioni in favore dei portatori di stomia e nella prevenzione delle malattie che portano alla stessa; - diritto alla libera scelta della sacca da parte dello stomizzato, diritto che dovrebbe essere ribadito sia da una delibera del Parlamento che dai Governi delle singole Regioni. Con l’obiettivo del risparmio a tutti i costi, alcune AUSL hanno in programma delle gare d’appalto che prevedono un vincitore e quindi un solo tipo di sacca che, salvo eccezioni, dovrà essere prescritta; - il risparmio non si ottiene con le gare d’appalto, ma con l’istituzione in ogni AUSL di almeno un centro di riabilitazione. Soltanto attraverso questo percorso si può raggiungere la reciproca fiducia che porta ad una prescrizione mirata ed oculata, in grado cioè di garantire sia una vita serena a chi ha già tanto sofferto, che un effettivo risparmio per la pubblica amministrazione. L’incontro si è concluso con un brindisi augurale di Buon Natale e Felice 2004, con la speranza che quanto discusso e ribadito sia stato pienamente recepito dalle competenti autorità sanitarie. Carlo Pezcoller

Da sinistra: L. Arellaro, G. Della Giovanna, G. Gatti, G. Martinelli, prof. C. Pezcoller e F. Vitale.

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Ritrovarci in farmacia Questo numero di Ritrovarci è stato inviato, gratuitamente, a tutte le farmacie della Basilicata e della Valle d’Aosta ed i farmacisti lo stanno già distribuendo ai loro clienti stomizzati come un omaggio della F.A.I.S. La positiva esperienza, iniziata con le farmacie della Basilicata con Ritrovarsi di settembre, ci ha spinto ad ampliare il tentativo anche in un’altra provincia dalla popolazione su un vasto territorio. All’inizio, dopo una falsa partenza in Molise, ma ci riproveremo, parlammo con il presidente dell’Associazione titolari di farmacia della provincia di Potenza che ci assicurò il favore della sua associazione e dei farmacisti lucani all’iniziativa che gli stavamo proponendo. Con l’accordo dell’Associazione titolari di farmacia, scrivemmo una lettera informativa a tutti i farmacisti della Basilicata avvisandoli che avrebbero ricevuto il nostro notiziario Ritovarsi, pregandoli di distribuirlo ai loro clienti che ritirano placche e sacche per stomia. E una delle primissime decisioni della neonata Associazione lucana stomizzati e incontinenti è stata proprio di verificare a campione gli effetti della distribuzione di Ritrovarsi alle farmacie. Con soddisfazione hanno constatato che, grazie ai loro farmacisti, centinaia di stomizzati lucani, che sotto questo

aspetto vivevano completamente isolati, hanno conosciuto la nostra Federazione, ricevere informazioni su importanti servizi, che purtroppo ancora mancano dalla Basilicata, ma ai quali hanno diritto come tutti gli altri cittadini. Intanto avevamo preso analoghi contatti con il presidente dell’Associazione titolari di farmacia della Valle d’Aosta che ci ha assicurato il suo appoggio all’iniziativa che potremmo denominare Ritrovarci in farmacia. Abbiamo quindi scritto anche ai farmacisti valdostani per prepararli a ricevere questo numero della nostra rivista, pregandoli di darlo agli stomizzati che loro conoscono. E adesso, ne siamo sicuri, chi abitualmente ritira le proprie protesi in una farmacia lucana o valdostana, starà leggendo con un misto di curiosità e di interesse questo giornalino fatto per loro e consegnatogli dal suo farmacista di fiducia. Signori farmacisti, dopo quello che avete fatto, non possiamo che ringraziarvi! Vi abbiamo disturbato e vi disturberemo ancora, ma sappiamo anche che non ne sarete infastiditi. Grazie di tutto e continuate ad aiutarci, abbiamo bisogno anche di voi. Giuseppe De Salvo

La F.A.I.S. Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati

augura alle associazioni, ai soci, ai medici e non, agli stomaterapisti, ai lettori, alla redazione e agli amici tutti…,

un Buon Natale e un sereno 2005

Consegnati i premi Bontà di mezza estate all’AISM e S.M.S. Con delibera del Consiglio Direttivo Provinciale dell’UNCI (Unione Nazionale Cavalieri d’Italia), della sezione di Mantova, la scelta per il “Premio Bontà di mezza estate 2004” è andata in favore dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) sezione provinciale di Mantova e alla S.M.S. (Sezione Mantovana Stomizzati) secondo le norme statutarie dell’Unione. Durante la cerimonia, svoltasi presso la sede provinciale dell’UNCI, la signora Maria Mantovani (per la dott.ssa Giovanna Provasoli) ha illustrato sommariamente l’AISM: “Un sodalizio con ottanta sezioni in campo nazionale, presieduto dal Premio Nobel Rita Levi di Montalcini e da Mario Alberto Battaglia; un’associazione senza fini di lucro. L’attività della Sezione è rivolta al sostegno delle azioni socio assistenziali e s’impegna a lenire gli effetti individuali e sociali provocati dalla malattia, anche a livello psicologico”. Per S.M.S. ha esordito il signor Fedro Parma (per il dott. Cesare Baroni) ed ha descritto brevemente l’impegno del “Centro” mantovano ONLUS, ovvero fattivo aiuto ed un’adeguata assistenza ai portatori di stomia. Ha concluso l’incontro il presidente provinciale Renzo Dal maschio evidenziando come l’organizzazione intende fornire ad associazioni volontaristiche un sostegno economico.

Tutti i rappresentanti della riunione tenuta nella sede dell’UNCI.

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Discorso de un stomizzati ai amici stomizzati in occasion del scambio de regali e auguri par la festa del Santo Nadal

“dillo a Paolo Zani” responsabile INAS-CISL di Milano A partire da questo numero il signor Paolo Zani, responsabile dell’INAS-CISL di Milano, terrà una rubrica sulla nostra rivista rispondendo alle domande che gli verranno poste su problemi socioprevidenziali. Il signor Zani collabora da oltre quattro anni con l’Associazione Lombarda Stomizzati e Incontinenti avendo organizzato dei Convegni sulla assistenza previdenziale per chiarirci un po’ le idee su questo “misterioso” argomento. Lo ringraziamo ancora una volta per l’entusiasmo con cui ha accolto la nostra proposta di aiutare, attraverso Ritrovarci, gli stomizzati di tutta Italia.

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Ho quarant'anni, mi è stata riconosciuta un'invalidità del 74% a causa di una urostomia e di un rene non più funzionante. Attualmente lavoro come commessa in un centro commerciale ma mi risulta troppo faticoso e non riesco più a sopportare questi ritmi. Potrei usufruire del collocamento obbligatorio per gli invalidi con percentuale superiore al 45% e, nell'attesa di un nuovo lavoro più adatto alle mie possibilità fisiche, continuare a lavorare dove sono?

Patrizia – Milano

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Purtroppo la risposta è negativa. Infatti per poter fruire delle opportunità offerte dalla legge 68 del 1999 si deve essere iscritti nelle liste del collocamento obbligatorio e per far questo si deve essere disoccupati. Esiste una possibilità alternativa, quella di essere inseriti “come invalidi”. nell'azienda in cui si opera. Infatti, con un'invalidità riconosciuta superiore al 60%, è possibile che l'azienda, se non ha già ottemperato all'obbligo delle assunzioni obbligatorie o se è in “carenza” di personale assunto obbligatoriamente, inserisca un dipendente assunto per le vie normali e successivamente diventato invalido, questo con il consenso del lavoratore stesso. Un'altra possibilità potrebbe essere questa: continuare nella sua attuale attività, cercare un'attività confacente alle sue condizioni attuali e farsi assumere come invalida dalla nuova azienda. Spesso le aziende sono interessate all'assunzione diretta di invalidi per poter regolarizzare la loro posizione senza vedersi imporre dall'ufficio del lavoro un'assunzione obbligatoria. In ogni caso non è automatico che l'invalido assunto obbligatoriamente abbia diritto a particolari agevolazioni sul piano lavorativo. Solo nel caso in cui l'invalido sia riconosciuto dalla commissione di accertamento degli stati di invalidità civile “portatore di handicap” ai sensi della legge 104/92 scattano i benefici previsti dalla legge per i portatori di handicap (permessi orari giornalieri, divieto di trasferimento, avvicinamento al proprio domicilio ecc.). Per ottenere il riconoscimento di “portatore di handicap” bisogna inoltrare apposita domanda all’ASL competente per territorio, per intenderci quella presso la quale ha inoltrato la domanda di riconoscimento dell'invalidità civile.

Le sempre sta el me diletto, de far par ogni bela ocasion el me discorseto. Ve dirò subito come difese, che i è discorsi senza pretese, parché par far le rime gò adoperà frasi e parole un po’ trovè là. Go fato discorsi co amor e sentimento, par festeggiar nozze d’oro e nozze d’argento pieni de brio e pieni de slancio par giovani copie ai fiori d’arancio. Allegri e curiosi e anca un po’ strani par batesi, onomastici e compleani, par preti novelli con devosion e parroci anziani che andava in pension. Allora parché fra tanti discorsi che go fati no de fasso uno anca par noi stomizzati. No la sarà sta gran bela ocasion ma da festegiar sì, par la so bona e felice risolusion. Parché grazie a Dio e ai nostri bravi dotori, semo qua che magnemo e bevemo insieme a lori e vivemo con pasiensa e serenità sta rogna che fra copa e col ne capità. Invese all’AISTOM, caro el nostro profesor Delaini, no la saria sta meio l’assicurasion dei alpini? Schersemoghe sopra tanto se sà che la vita le fata anca de ste robe qua. Nonostante tuto, vedemo ben, le sempre na festa quando se troven, par scambiarse consigli e le nostre magagne davanti a un piato de bone lasagne. Ste quatro strofete de convenienza le vol essere de auguri e riconoscienza a tuti quei che con tanta cura I gà par noaltri tanta premura. Ed eccola là, subito in lista, la nostra insostituibile enterostomista, la nostra cara Lidia Biondani che instancabile ne segue da tanti anni. La Ornella la Susy la Leda Fugini el dottor Prati e il sempre presente profesor Delaini. No, non me desmentego la Farinazzo anca parché la fa rima col me nome che le Michelazzo. La cara Cristina, del nostro grupo figura primaria, infaticabile ed esperta nostra segretaria. No ghe problemi, no ghe contrasti te la trovi a casa sempre all’ora dei pasti. Grazie anca ai amici, che con simpatia, segue sempre e dovunque la compagnia. Ai rapresentanti che con i so prodoti e l’esperienza i rende più facile e vivibile la nostra esistenza. E par finir fasso a tutti un bel regal tanti e tanti auguri de bon Nadal. E par l’ocasion za che me trovo ancora tanti auguri e bon anno novo. Silvio Michelazzo

Le domande a Paolo Zani dovranno essere inviate alla segreteria F.A.I.S. in via San Marino n. 10, 10134 Torino, tel. 011 3043728 - fax 011 3187234, oppure all’e-mail infoapistom@apistom.it oppure alla propria associazione regionale.

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Il mio medico è il migliore!

L’articolo è rivolto a coloro che intendono migliorare e rendere più utile e ricca la visita medica. Coloro che invece sono contenti dello status quo, possono approfittarne in ogni caso A chi non è mai capitato di uscire da uno studio medico, ancora turbato, con una sensazione di insoddisfazione, con in testa ancora domande non poste oppure rinviate per il poco tempo a disposizione o per dimenticanza? Il medico con l’aria di avere poco tempo che sembrava interrompere sempre, cercando di stringere i tempi. Forse spesso il suo unico modo di gestire efficacemente quel poco tempo di visita a disposizione, cercando di cogliere l’essenziale, il più immediato. Rimangono fuori per forza tante sfumature. A questo punto bisogna chiedersi se accontentarsi di questa situazione perché è così e basta, oppure interrogarsi su che cosa fare come paziente per riuscire a rendere più utile e ricco l’incontro. Riflettendo su questo ne è uscita una lista con alcuni suggerimenti intuitivi, semplicemente praticabili, che facilitano immensamente il colloquio con il medico: • Informazioni che il medico chiede spesso di fronte ad un disturbo di salute: - problema attuale: “dove, come, quando, da quando, quanto, se cambia facendo/prendendo che cosa?”; - problemi importanti di salute nel passato, interventi chirurgici, crisi nella vita; - farmaci/terapie in corso, allergie, intolleranze; - esami del sangue recenti o altre indagini o referti con risultati alterati. • Aspettarsi le domande sopraccitate, avendo magari messo per iscritto i temi da affrontare. Scrivere aiuta tantissimo a chiarire le idee. • In caso di problemi complessi molteplici da risolvere che presumibilmente richiedono più tempo dell’ordinario, conviene prendere contatto con il medico, telefonicamente, per permettergli di dedicare alla visita il tempo adeguato. Riflettere se è il caso di portare una persona di fiducia con sé. In situazioni importanti ed emozionalmente difficili, non esitare di chiedere al medico che cosa consiglierebbe e come agirebbe se si trattasse di un suo parente. • Essere diretto! Non avere timore di porre domande apparentemente imbarazzanti. Per il medico sono spesso cose di tutti i giorni. • Portare con sé anche carta e penna per farsi qualche nota durante o subito dopo la visita. Sono rimasti aperti degli argomenti o ne sono sorti degli altri! • In caso di visita da un nuovo medico, con-

Sarete messi in condizione di parlare con il medico.

Scrivete alla: Redazione “RITROVARCI” Via San Marino, 10 10134 Torino

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Dott. Ralf Specke.

viene telefonare prima per chiedere quale documentazione è utile portare con sé all’appuntamento. Un medico, che è consultato per la prima volta, è ben felice di trovarsi di fronte un paziente che gli riporti su un foglio per iscritto sinteticamente le più importanti informazioni anamnestiche. L’impegno e lo sforzo iniziale di documentarsi bene sono ripagati nel futuro riuscendo, con molto meno fatica, a seguire il proprio iter cronologico di salute e di malattia. Per il paziente significa avere la tranquillità, al momento della visita medica, di non essersi dimenticato niente e di potersi concentrare sui problemi attuali. Per il medico, invece, significa un risparmio enorme di tempo che può dedicare al colloquio attento con il paziente. In caso di una malattia cronica è utile tenere un raccoglitore con le fotocopie/originali degli esami e i referti in ordine cronologico. Lasciare le risposte originali nelle buste delle lastre radiologiche. Un elenco di tutti i farmaci attualmente in terapia (compresi i cerotti, prodotti di erboristeria o omeopatia ecc.). L’ideale sarebbe, al primo contatto con il medico, di portare le scatole vuote dei farmaci, assieme ai fogli illustrativi. In caso di prescrizione di un nuovo farmaco, farsi informare con parole semplici al riguardo a: - come agisce, gli effetti benefici;

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- quanto, quando e per quanto tempo complessivamente è da assumere, occorrono dei controlli periodici? - situazioni particolari quando consigliarsi con il medico (per esempio viaggi, stagione calda/fredda, interventi chirurgici, nuovi disturbi di salute, introduzione di nuovi farmaci, gravidanza ecc.), - tollerabilità ed eventuali effetti indesiderati importanti; - esprimere eventuali dubbi razionali ed irrazionali fin dall’inizio, trovando una via assieme al medico. Non esitare a ricontattare il medico. Questo atteggiamento è la migliore garanzia di una buona riuscita. Essere convinti della necessità della terapia prescritta è la base per il suo buon funzionamento. • In caso di prevista visita medica completa, indossare vestiti che si tolgono facilmente. • Dire ogni tanto al proprio medico esplicitamente che cosa ne pensate e ne sentite emotivamente del suo impegno per voi. Fa miracoli!

dott. Ralf Specke Nota dell’autore L’idea di scrivere questo articolo è nata da uno stimolo datomi da una signora, durante un colloquio, che si chiedeva che cosa potesse fare lei come paziente per permettere a noi medici di “mettere più cuore nelle mani”.


dalle associazioni

Rifondato il gruppo di Gallarate A Maggio del 2004 è stato rifondato il gruppo di Gallarate (gruppo che ha alle spalle una storia più che ventennale) con una nuova denominazione A.S.I.V. (Associazione Stomizzati – Incontinenti Varese – sede di Gallarate), decisione che è stata presa da parte di tutti i soci per tagliare i ponti con il passato e potersi così unire all’A.L.S.I. di Milano, punto di riferimento per tutti gli stomizzati ed incontinenti della provincia di Varese.

Il Consiglio Direttivo è così formato: Presidente: Moretti Danilo Vice-presidente: Rizzon Arrigo Revisore dei conti: Schiesaro Donato e Dilani Mauro Consiglieri: Beati Giuseppina, Di Napoli Giuseppe, Tagliabue Luigi, Alfano Catello, Canesso Livio Segretario: Sciacca Giuseppe Medici di riferimento: Dott. Bottini Corrado e dott. Tessera Gaetano Enterostomiste: Taramella Deborah e Zedda Margherita

Anche in Basilicata è nata l’Associazione Regionale Stomizzati. Nel prossimo numero daremo più approfondite informazioni in merito.

Il gruppo Basilicata al brindisi per la nascita dell’Associazione Stomizzati della Regione Lucania.

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Stiamo entrando nel nuovoanno. Ricordati dirinnovare l’iscrizione allatua Associazione Regionale


ciclostomizzato

dalle associazioni

Corso specialistico per infermieri

Un nuovo centro per la cura delle stomie

Si è felicemente concluso, nel giugno 2004, il corso per l’anno accademico 2003-2004 organizzato dall’A.I.O.S.S. (Associazione Italiana Operatori Sanitari Stomaterapia). Visto il grande successo l’A.I.O.S.S., in collaborazione e con l’egida dell’Università degli Studi di Milano, ha organizzato per l’anno accademico 2004-2005, un nuovo corso nazionale di formazione infermieristica complementare in stomaterapia, colonproctologia e incontinenza uro-fecale, che si svolge presso l’Ospedale San Giuseppe dei Padri Fatebenefratelli in Via S. Vittore 12 a Milano. Il progetto formativo è accreditato dal Consiglio Mondiale degli Infermieri Stomaterapisti e dalla Federazione Nazionale dei Collegi IP.AS.VI, con il patrocinio della Federazione Nazionale Incontinenti e Stomizzati (F.A.I.S.) e dalla SIUCP (Società Italiana Unitaria di Colonproctologia). Uno degli impegni costanti della F.A.I.S., con le Associazioni Regionali, è quello di attivarsi nell’apertura di centri specializzati per consentire a tutti gli stomizzati e incontinenti una valida assistenza e riabilitazione dopo l’intervento ed essere adeguatamente seguiti nel periodo successivo. Nello scorso anno, venti nuovi operatori hanno ottenuto il “Certificato di competenza” e quindi in grado di fornire prestazioni infermieristiche competenti. Nella verifica finale sono state presentate e discusse le tesi, quattro partecipanti hanno ottenuto una votazione piena, cento /lode. Segnaliamo qui di seguito gli argomenti trattati; chi fosse interessato può contattare direttamente gli autori presso gli ospedali dove esercitano:

Presso l’Ospedale di Ciriè, in provincia di Torino, è nato un nuovo Centro per la Cura delle Stomie. In seguito alla DGR n. 15-11497 del 12/01/04, grazie all’opera dei sanitari del reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Ciriè (Resp. dott. R. Schieroni), oggi anche la ASL 6 dispone di un ambulatorio per la riabilitazione dei portatori di stomia. L’istituzione di questo centro può essere d’esempio per molti; i tempi di realizzazione sono stati brevi se si pensa che la delibera regionale è stata pubblicata sul BURP di Febbraio, e da allora la presentazione del progetto, la sua realizzazione e la delibera del Direttore Generale hanno condotto all’inaugurazione dell’ambulatorio il 6 settembre 2004. Ciò sta ad indicare che quando esiste la volontà di operare in favore di una categoria di pazienti, gli ostacoli, anche i più difficili, possono essere superati. Oggi il Centro per la Cura delle Stomie dell’ASL 6 di Ciriè, affiliato all’Associazione Piemontese Incontinenti e Stomizzati, è operante presso l’ambulatorio n.1 dell’Ospedale in via Battitore 7/9 tutti i Lunedì con orario dalle 15.00 alle 17.00. I numeri di recapito telefonico saranno i seguenti: 011.9217399 - 011.9217226. Responsabile del Centro dott. Gianluca Lanfranco, stomaterapista I.P. Esterina Lubello, e infermiera I.P. Rossella De Toma. A questa organizzazione chirurgica sta per affiancarsi l’equipe urologica (Responsabile dott. Pecorelli) in modo da poter seguire omogeneamente sia gli entero sia gli urostomizzati.

– Cristina Valle - Asti (0141 392363), “Dalla Gran Bretagna all’Italia, l’infermiere stomaterapista risorsa ambulatoriale e domiciliare” – Daniela Fossati - Legnano (MI) (0331 449207), “Cartella medico-infermieristica computerizzata” – Fabio Castellan - Padova (049 9424573), “Progetto di qualità tecnico-professionale: gestione della colonstomia nel periodo post-operatorio durante la degenza” – Simona Facchetti - Rho (MI) (02 994303240), “Condotto ileale e urinocoltura: analisi comparativa delle modalità di raccolta”.

L’articolo intitolato Ciclostomizzato? pubblicato su “Ritrovarsi” uscito lo scorso settembre, ha suscitato, almeno tra i lettori che hanno scritto alla redazione, il desiderio di saperne di più sulla preparazione, sul tipo di bicicletta, sul bagaglio, ma soprattutto su come si diventa ciclostomizzati. Non è quest’ultima una risposta facile a darsi, ma un tentativo credo di poterlo fare attingendo alle conoscenze acquisite in più di vent’anni. Prima di tutto vorrei chiarire che non esiste un unico modo per diventare ciclostomizzati, ma ogni via è ugualmente degna di considerazione. L’importante è che si possa contare su una buona stomia, sulla forza, la costanza e la capacità organizzativa di affrontare l’esperienza di un viaggio in bicicletta. Naturalmente non importa se si è prima raggiunta la stomia o prima la preparazione ciclistica, l’importante è possederle entrambe. Almeno così dice la teoria perché nella vita reale, quella fatta di strade e di bagni, non ho mai visto un ciclista voler diventare anche portatore di stomia, mentre è molto più frequente il caso contrario: un portatore di stomia vuole diventare anche ciclista. Quindi lo stomizzato è ancora una volta avvantaggiato: appena lo vorrà, potrà diventare ciclostomizzato. Chi è privo di stomia, invece, un po’ per ignoranza, un po’ per pigrizia e perché no, anche un po’ per paura di un’operazione, non compie mai il secondo passo. Si accontenta e rimane un semplice ciclista. La mia vicenda, per quanto poco possa valere, ne è, però, un’altra conferma. Se non fossi già stato stomizzato, difficilmente avrei compiuto il passaggio da ciclista a ciclostomizzato, esattamente per i motivi che ho appena accennato. Quando nel 1980 andai a Fri-

Si ringrazia la Coop Lombardia per il concreto sostegno alla diffusione di “RITROVARCI” 25


smile ...

burgo, nella Germania sud-occidentale, per un corso estivo di tedesco, disponevo già da cinque anni di una ileostomia perfettamente funzionante. In quella magnifica cittadina alle pendici della Foresta Nera rimasi colpito, prima di tutto dalla grande quantità di ciclisti che circolavano per la città, ma ancor di più dal tipo di biciclette che usavano. Erano bici robuste, talvolta con il manubrio da corsa, con i catarifrangenti agganciati ai raggi, e munite di ciò che sembrava una contraddizione in termini: cambi, moltipliche e portapacchi sul quale posare il giornale, caricare le borse della spesa, o far sedere il bambino da accompagnare a scuola. In una parola, erano portapacchi universali. Io restavo incantato a guardare quei ciclisti mentre camminavo nel centro di Friburgo ammirandone i catarifrangenti, i cambi e soprattutto i portapacchi con il loro piccolo o grande carico di utilità. Luana - una mia compagna di corso - mi diceva sovente: “Ma invece di guardare le ragazze, ti fermi a guardare le biciclette?”. Spesso restavo senza parole. Qualche volta rispondevo che le belle ragazze c’erano anche in Italia, ma biciclette come quelle, da noi non se ne vedevano; con queste tedesche si poteva benissimo andare in città vestiti per la scuola o il lavoro, ma altrettanto bene si sarebbero potuti fare dei lunghi viaggi. “Come Milano Siena?”, chiedeva lei. “Come Milano Siena”, rispondevo io. E l’idea di andare a trovare Luana e Chiara nella loro città mi garbava proprio. Avevo anche in mente a chi avrei potuto proporre un viaggio da Milano a Siena in bicicletta. Già nel successivo novembre pedalavo su una bicicletta di im-

postazione tedesca, ma con la leggerezza italiana. Con il mio amico Massimo, nel settembre dell’anno seguente avremmo realizzato un’impresa che nella cerchia delle nostre amicizie non era mai stata tentata e forse neppure concepita: un viaggio in bicicletta da Sesto San Giovanni a Siena. Avevo anche pensato a quali tipi di sacche e placche avrei portato con me e negli allenamenti provavo anche il funzionamento del tappo e dell’anello magnetico che allora portavo. Tutto stava procedendo come su una lunga e leggera discesa al cui termine mi aspettava la partenza in bicicletta per Siena. Ma, improvvisa come una foratura, una telefonata di Massimo verso la fine di agosto bloccò il progetto: aveva vinto una borsa di studio per studiare quattro anni a Boston e avrebbe dovuto partire giusto all’inizio di settembre. Un altro amico, con quell’allenamento e che condivideva con me lo stesso desiderio, in poco tempo non l’avrei certo trovato. Pensai ad andare da solo, ma dentro di me non c’era la risolutezza necessaria per superare l’inevitabile opposizione dei miei genitori. Sapevo che avrei incontrato un ignoto e forse non mi sentivo la forza di affrontarlo. Lo sentivo troppo vasto per me da solo e a questo non mi ero preparato. Apparentemente non avevo concluso niente, ma non mi sentivo vinto. Avrei cercato un altro amico e, nel peggiore dei casi, l’anno dopo sarei partito da solo. Non lo ero ancora, ma presto, come vi racconterò nel prossimo numero, sarei diventato un vero

Ciclostomizzato

Bicicletta di ciclostomizzato davanti al ghiacciaio del Rodano, poco prima del Furkapass (m. 2430), nel canton Vallese.

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A volte, quando rimango sola con me stessa, cerco di tornare indietro nel tempo alla Vita del “prima”. Sapete che ricordo? Che era sicuramente bella ma che continua ad esserlo anche oggi nonostante la stomia perché… “La Vita è l’unica cosa per cui vale la pena Vivere”. Certo, la vita da stomizzati è un pochino meno programmabile, meno prevedibile ma, d’altra parte, ditemi voi, chi è in grado di prevedere il proprio domani e chi si sente al sicuro? La Prevedibilità della Vita è insostenibile per chiunque perché l’incertezza del futuro caratterizza ogni Uomo e non solo il “popolo degli invisibili”. È il potere della progettualità a proiettarci nel domani; è la capacità di credere nei sogni ad alimentare la nostra Speranza; ed è la forza della Vita insita in ognuno di noi a farci desiderare l’Amore. Per sempre. Potremmo vivere senza Amore, senza Speranza e senza Sogni? No di certo, o almeno quella non sarebbe Vita ma uno stato vegetativo di un Nulla qualsiasi. C’è uno scrittore che amo il quale scrive che trascorsi gli anni dell’adolescenza, raramente ci torna gradita la prospettiva d’invecchiare. Forse è il nostro atteggiamento davanti al passare del tempo a motivare la nostra apprensione. Non è il pensiero della morte a spaventarci, né quello del cumulo degli anni, bensì la potenziale eventualità di trovarci soli e senza affetti. Temiamo il giorno in cui i nostri cari cesseranno di programmare con noi e cominceranno a programmare per noi. Il diradarsi dei capelli, la carnagione più rugosa, il passo più lento non sono i veri motivi per i quali noi paventiamo l’età avanzata. Più esattamente ci sgomenta l’ipotesi di perdere l’Amore. Ma la vecchiaia non è necessariamente un cuscino rigonfio di memorie amorose, sul quale riposare al tramonto di un’esistenza intensamente vissuta. Noi restiamo persone aperte all’Amore, con le esigenze di sempre, nonostante un’apparenza esterna che parrebbe suggerire conclusioni diverse. Avremo bisogno di Amare e di essere amati fino al giorno della nostra morte. Quindi largo ai Sogni, alla Speranza, all’Amore. Fino a quando questo mix di Vita continuerà a far pompare il nostro cuore, fino a quando… “conserverà la facoltà di amare e di ammirare, un uomo non cesserà di essere giovane”. (Pablo Casals) Tanti Smiles e Buon Natale a tutti voi.

Grazia


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Ritrovarci 3 2004