Professione Veterinaria 36-2012:ok
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VETERINARIA 36 | 2012
29-10-2012
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Lesioni miocardiche nei cavalli con patologie addominali acute Presenti e associate alla gravità della malattia, in uno studio
no studio prospettico ha determinato se vi fossero evidenze di lesioni miocardiche nei cavalli con patologie addominali acute. Si includevano 18 cavalli sani e 69 cavalli con patologie addominali acute. I cavalli sani venivano assegnati al gruppo 1. I cavalli con patologie addominali acute venivano assegnati a 3 gruppi: ostruzione con strangolamento, ostruzione senza strangolamento o malattia infiammatoria (rispettivamente gruppi 2, 3 e 4). All’esame iniziale si determinavano la frequenza cardiaca, l’ematocrito, il lattato ematico e la troponina I cardiaca (cTnI). La funzionalità miocardica veniva valutata mediante determinazione ecocardiografica dell’accorciamento frazionale e del tempo di eie-
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zione del ventricolo sinistro (LVET). Il ritmo cardiaco veniva valutato mediante ECG. La proporzione di cavalli con concentrazioni elevate di cTnI (> 0,03 ng/mL) era significativamente maggiore tra i soggetti con strangolamento (9/25 [36%]) o lesioni infiammatorie (9/19 [47%]), rispetto ai cavalli sani (0/18). La proporzione di cavalli con concentrazioni elevate di cTnI era significativamente maggiore tra i soggetti che non sopravvivevano (12/24 [50%]), rispetto ai sopravvissuti (10/45 [22%]). La concentrazione sierica di cTnI era positivamente correlata a ematocrito, frequenza cardiaca e lattato ematico, e negativamente correlata a LVET. Evidenze di lesioni miocardiche si osservavano nei cavalli con patologie addominali acute, e tali lesioni erano associate alla gravità della malattia. Il riconoscimento di lesioni miocardiche potrebbe migliorare il trattamento delle patologie addominali acute nel cavallo, concludono gli autori. (M.G.M.) «Clinicopathologic evidence of myocardial injury in horses with acute abdominal disease” Laura C. Nath, Garry A. Anderson, Kenneth W. Hinchcliff, Catherine J. Savage. Journal of the American Veterinary Medical Association. November 1, 2012, Vol. 241, No. 9, Pages 1202-1208. ■
RIMOZIONE DI URETEROLITI CON APPROCCIO SUL FIANCO NEL CAVALLO IN STAZIONE
ue cavalli castrati di 11 e 17 anni venivano valutati per il trattamento di ureteroliti localizzati 10 cm circa prossimalmente alla vescica. L’ostruzione ureterale era un reperto incidentale in uno dei due soggetti, visitato a causa di un’ostruzione delle vie urinarie e di un calcolo della vescica. Questo soggetto non presentava evidenze cliniche e di laboratorio di insufficienza renale, benché fosse evidente una grave idronefrosi all’ecografia addominale. Il secondo paziente aveva una concentrazione sierica di creatinina pari a 6,3 mg/dl (intervallo di riferimento: 0,8-2,2 mg/dl) e una modica idronefrosi del rene sinistro affetto. In entrambi i pazienti, l’uretere ostruito veniva esteriorizzato attraverso un’incisione sul fianco con l’animale in stazione e il calcolo veniva frammentato e rimosso con una pinza da biopsia uterina introdotta attraverso un’ureterotomia effettuata circa 25 cm prossimalmente al calcolo. Il calcolo vescicale veniva rimosso
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mediante litotripsia attraverso un’uretrostomia perineale, estrazione in frammenti e lavaggio. Il cavallo non iperazotemico sviluppava pielonefrite del rene affetto e veniva soppresso a causa delle complicazioni di una nefrectomia 13 mesi più tardi. Nel soggetto iperazotemico, la creatinina sierica diminuiva dopo la chirurgia e l’animale ritornava al suo precedente utilizzo. Tuttavia, veniva soppresso circa 2 anni dopo la chirurgia a causa di un’insufficienza renale progressiva e si riscontrava un grosso nefrolita nel rene destro precedentemente non ostruito. La tecnica utilizzata per la rimozione dell’ureterolita era efficace in entrambi i cavalli dello studio, non richiedeva un’attrezzatura sofisticata e può essere utile nelle fasi iniziali dell’ostruzione ureterale per il ripristino del flusso urinario e della funzionalità renale, concludono gli autori. L’evoluzione del soggetto con nefropatia unilaterale avanzata non iperazotemico suggerisce che la nefrectomia dovrebbe essere considerata nel trattamento di tali pazienti. (M.G.M.) “Removal of ureteral calculi in two geldings via a standing flank approach” Jeremy Frederick, David E. Freeman, Robert J. MacKay, Sarah Matyjaszek, Jordan Lewis, L. Chris Sanchez, Stephanie Meyer. Journal of the American Veterinary Medical Association. November 1, 2012, Vol. 241, No. 9, Pages 1214-1220
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