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CORSO ONLINE DI GRAFOLOGIA La mano traccia il gesto, ma è l’anima che esprime la sua storia. La grafologia è un valido test della personalità per indagare tutta la complessità dell'uomo


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INTRODUZIONE Lo studio del gesto grafico ci insegna a conoscere e mediare il conflitto insito in ognuno di noi. La grafologia è un mezzo per conoscerci e conoscere l’altro. La grafologia è da considerare un valido test della personalità che permette di mettere a fuoco sia l'innato che l'acquisito. Con la grafologia si può indagare tutta la complessità dell'uomo che, conoscendosi meglio, potrà attivare con profitto e senza troppo stress ciò che ha dentro, rinunciando ad inseguire sogni utopici o a rannicchiarsi, sfiduciato, dentro un destino tinto di nero. La grafologia è una scienza in cammino. Moretti, il padre della grafologia in Italia, è stato davvero grande nell’elaborare la misurazione dei segni. Infatti, il metodo scientifico consiste nel raccogliere i fatti, tradurli in dati quantitativamente misurabili per poi elaborare una teoria o quanto meno un’ipotesi. La validità della teoria dipende dalla possibilità che l’esperimento possa essere ripetuto da altri con gli stessi risultati. Sta proprio qui la grandezza di padre Moretti poiché i problemi che non si prestano a questo tipo di quantificazione e di approccio statistico, sono ritenuti privi di carattere scientifico e quindi estranei al campo della psicologia scientifica. Un elemento essenziale per la ricerca scientifica è la consapevolezza che ogni ipotesi può essere sostituita da un’altra, non necessariamente per la negatività della stessa, bensì per l’ampliamento e il perfezionamento che la ricerca impone. Ciò che deve interessare al vero scienziato non è la paternità personale di un risultato definitivo, bensì ridurre il margine d’errore o di incompletezza, al fine di far crescere la credibilità della scienza. Lo scienziato e lo studioso non hanno paura dei loro errori, poiché sanno che la storia della scienza è cosparsa di errori fruttuosi dai quali sono scaturite nuove ottiche che hanno superato le precedenti senza per questo condannarle. In grafologia, chi ha paura di rivedere e riformulare segni e significati non è vero scienziato poiché limita la crescita della scienza a favore del mantenimento di un’ideologia o di un costrutto magari desueto.

La scientificità della grafologia La grafologia è una scienza in cammino. Moretti, il padre della grafologia in Italia, è stato davvero grande nell’elaborare la misurazione dei segni. Infatti, il metodo scientifico consiste nel raccogliere i fatti, tradurli in dati quantitativamente misurabili per poi elaborare una teoria o quanto meno un’ipotesi. La validità della teoria dipende dalla possibilità che l’esperimento possa essere ripetuto da altri con gli stessi risultati. Sta proprio qui la grandezza di padre Moretti poiché i problemi che non si prestano a questo tipo di quantificazione e di approccio statistico, sono ritenuti privi di carattere scientifico e quindi estranei al campo


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della psicologia scientifica 1. Un elemento essenziale per la ricerca scientifica è la consapevolezza che ogni ipotesi può essere sostituita da un’altra, non necessariamente per la negatività della stessa, bensì per l’ampliamento e il perfezionamento che la ricerca impone. Ciò che deve interessare al vero scienziato non è la paternità personale di un risultato definitivo, bensì ridurre il margine d’errore o di incompletezza, al fine di far crescere la credibilità della scienza. Lo scienziato e lo studioso non hanno paura dei loro errori, poiché sanno che la storia della scienza è cosparsa di errori fruttuosi dai quali sono scaturite nuove ottiche che hanno superato le precedenti senza per questo condannarle. In grafologia, chi ha paura di rivedere e riformulare segni e significati non è vero scienziato poiché limita la crescita della scienza a favore del mantenimento di un’ideologia o di un costrutto magari desueto.

Il metodo scientifico Nella scienza contemporanea per metodo scientifico s’intende l’insieme di norme, direttive e convenzioni seguite nell’impostazione e nella conduzione della ricerca, in base a criteri generali di razionalità e obiettività che garantiscano non solo la significatività e la comunicabilità dei processi di acquisizione teorica, ma anche la riproducibilità e la verificabilità delle osservazioni su cui tali processi si basano.

Procedimento del metodo scientifico in grafologia Il procedimento scientifico si basa su alcuni punti cardinali che non possono essere ignorati: 1. Lo studioso di grafologia non parte dal nulla, ma il suo pensiero si basa sulle teorie precedenti e dall’approfondita conoscenza di esse; 2. È parte integrante di tale procedimento la sfida costituita dall’esplorazione di nuovi segni emergenti, frutto dei mutamenti sociali; 3. Un’esplorazione attenta e profonda dei fenomeni grafici e psicologici è la condizione di un’oggettività ottimale; 4. Fondamentale è l’apertura verso nuovi eventi che possono essere stati in precedenza ignorati e che quindi non sono rientrati nel novero delle situazioni esplorate grafologicamente; 5. Occorre il coraggio di formulare ipotesi che mettano ordine in tutti i fenomeni osservati, risolvendo, dove possibile, anche le contraddizioni precedenti, rimanendo comunque disponibile ad accettare condizioni che vadano a contraddire la sua ipotesi; 6. Le modifiche possono essere anche solo formali, ma contenere in sé un adeguamento alle leggi psicologiche e psicanalitiche correnti, compreso il lessico e le terminologie;

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E. Fromm, Grandezza e limiti del pensiero di Freud, pag. 24, Mondadori


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7. Indispensabile che lo studioso sia libero da personalismi narcisistici o illusori, cioè che sia in grado di operare in piena obiettività. Sintetizzando, il metodo scientifico grafologico comprende: 1. ESPERIENZA e COMPETENZA 2. APERTURA MENTALE 3. OSSERVAZIONE ATTENTA 4. CORAGGIO SCIENTIFICO 5. OBIETTIVITA’ 6. LIBERTA’ NELLA FORMULAZIONE DELLE IPOTESI 7. REVISIONE CRITICA Una volta rispettati questi criteri possiamo essere certi di essere di fronte a una disciplina che può vantarsi di essere considerata scienza umanistica ma scientifica.

Come nasce storicamente la grafologia? La grafologia ha una storia lunga quanto la medicina e la filosofia. Sappiamo che sul modo di scrivere parlarono sia il filosofo Aristotele, Svetonio, Dionigi di Alicarnasso...

Ma il primo libro apparso sull'argomento è di Camillo Baldi, medico e filosofo all'Università di Bologna nel '600. Pubblicò un trattato su come conoscere il carattere di una persona dalla sua scrittura. In Francia l'abate J.H. Michon, uomo di grande cultura, fu il pioniere di questa scienza e assieme alle pubblicazioni fondò la società grafologica di Parigi. Dopo di lui tale studio fu portato avanti con grande impegno e metodologia da Crepieux Jamin. Lo svizzero Max Pulver, altro pilastro della grafologia, diede un notevole contributo a tale scienza con l'interpretazione del "Simbolismo spaziale" che permette l'interpretazione di molti dei segni grafologici. In Germania ci fu Klages, caratterologo, che elaborò un metodo originale, basato sullo studio delle forme.


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In Italia diversi studiosi di materie umanistiche si occuparono di tale scienza: Raimondo Astillero, Marianna Leibl, Marco Marchesan, padre Girolamo Moretti.

Fu proprio quest'ultimo che portò avanti, con costanza e metodologia, lo studio approfondito e sistematico della grafologia. Nasce il metodo morettiano, che inserisce, come fiore all'occhiello, la misurazione precisa dei segni e quindi garantisce, almeno teoricamente, l'obiettività del test.

Evi Crotti, allieva diretta del padre della grafologia italiana, ha elaborato un suo modo di affrontare la scrittura cogliendo soprattutto le valenze psicodinamiche, frutto dei cambiamenti sociologici della cultura contemporanea cioè leggendo nella scrittura l’evolversi continuo della personalità.

Grafologia: per chi e perché? La scrittura è un'espressione immediata e spontanea del nostro pensiero e del nostro modo di essere. L'impulso nasce nel cervello quale sintesi di tutte le attività del corpo e della mente. La mano riceve l'impulso motorio e lo trasforma in tracciato grafico. Come l'elettrocardiogramma e l'elettroencefalogramma registrano l'attività di cuore e cervello e vi si può leggere il benessere o malessere del soggetto, così anche il grafologo esperto può fare la stessa cosa con la scrittura. Dirò di più: con lo studio del grafismo si può fare una sorta di check-up fisico e psichico della persona: 

Si definisce il tipo di intelligenza, se creativa, concreta, matematica o artistica;

Si esplora il carattere, se è aperto o chiuso, se è entusiasta o triste, se è sensibile o rigido;

Si colgono i meccanismi che permettono l'adattamento o meno alle situazioni della vita;

Si esamina la vitalità, l'energia, il livello di emotività.


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Da questa analisi si trae così la possibilità di fare un orientamento corretto sia a livello scolastico, sia aziendale sia di coppia o familiare. Nella scuola permette di dare un indirizzo reale, ossia secondo le effettive qualità del ragazzo, ma anche di tenere conto della sua struttura psicofisica e quindi di presentare al genitore scelte mirate per una scuola più idonea, ai ritmi del ragazzo.

Grafologia aziendale Anche nell'azienda, oggi più che mai, il corretto utilizzo delle potenzialità appare essere una scelta vincente. Al dirigente sono richieste doti di leadership; all'amministratore ordine e precisione; all'operaio resistenza psicofisica e affidabilità. La grafologia è in grado di delineare dei profili che diano l'esatta misura di quanto il candidato sia idoneo o meno per una determinata posizione. Un lavoro subìto o non in linea con le effettive competenze crea disagio, stress e abbandono. Serve quindi anche per misurare fino a che punto è arrivata un eventuale situazione di mobbing.

Grafologia nella coppia La grafologia dà un contributo fondamentale per delineare i punti di incontro e di contrasto tra lui e lei. Non per unire o per dividere, ma piuttosto per trovare il modo giusto per sciogliere quei nodi così dolorosi e frutto di malintesi. Così nelle coppie in crisi essa serve ad individuare se e come è possibile una ricostruzione, dal momento che assai spesso si tratta di incomprensioni o lati oscuri del carattere. Anche nelle “coppie famose” appare evidente la possibilità di cogliere aspetti che, al di là di quanto ci dicono i rotocalchi, tradiscono il vero modo di relazionarsi e di vivere eventuali momenti di crisi.

Grafologia pedagogica Il test di scrittura permette inoltre di cogliere l'atteggiamento educativo da tenere nei confronti dei figli, ma anche di far capire al genitore dove sbaglia e perché. Dall'analisi delle grafie si può vedere pure la somiglianza caratteriale tra genitori e figli e quindi anche le conseguenti difficoltà di interrelazione o, viceversa, le facilitazioni e le preferenze. E' quest'ultimo problema, più frequente di quanto non si creda, a divenire elemento di frattura della comunicazione tra genitori e figli. Anche le conseguenze possono essere più serie di quanto non sembri, andando a toccare la stima e quindi l'evoluzione futura scolastica, affettiva e sociale.

Grafologia clinica Il profilo grafologico di un soggetto in psicoterapia è di notevole aiuto a chi sta seguendo il paziente poiché gli permette di risparmiare tempo nel definire una diagnosi corretta. Inoltre l'analisi grafologica fa da test di


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verifica all'andamento della terapia: vale a dire che permette di seguire l'evolversi del disturbo e del modo di reagire del paziente. Uno dei pregi della grafologia infine è, senza ombra di smentite, soprattutto per chi ha fatto di tale scienza una cosa seria, di essere in continuo confronto aperto con le altre discipline umanistiche al fine di dare un suo contributo alla crescita, ad esempio, della medicina psicosomatica. Oltre che individuare i malesseri dovuti ad un utilizzo sbagliato della propria energia, essa è in grado di cogliere la causa che ha portato il paziente alla malattia. In questo campo naturalmente il grafologo dovrà sempre cercare un supporto nel medico poiché a lui solo spetta il compito della diagnosi e della terapia.

Grafologia peritale A supporto del lavoro di giudici e avvocati il test di scrittura individua i documenti falsi e permette di risalire all'autore degli stessi; stabilisce le capacità di intendere e volere di un individuo, e sappiamo quanto ciò sia importante nel valutare l'autenticità di un documento come un testamento. Oggi, che sono sempre più frequenti le lettere anonime, gli scritti minatori ed i ricatti, la grafologia si pone come importante baluardo a difesa della giustizia e della legalità.

Grafologia rieducativa Esistono corsi e trattamenti per la rieducazione motoria della scrittura nell'età evolutiva quando la scrittura non ha ancora assunto una sua definitiva struttura. E' infatti possibile incanalare positivamente questo atto motorio che permette sia una miglior collocazione all'interno dell'ambiente-foglio, sia una più positiva strutturazione dei movimenti, permettendo così di migliorare la comunicazione attraverso lo scritto che appare più leggibile. L'illeggibilità delle grafie giovanili di oggi è infatti in parte dovuto al mancato apprendimento calligrafico e quindi ad una errata percezione della forma grafica da riprodurre sul foglio.

La grafologia è quindi da considerare un valido test della personalità che permette di mettere a fuoco sia l'innato che l'acquisito. Esso indaga tutta la complessità dell'uomo che, conoscendosi meglio, potrà attivare con profitto e senza troppo stress ciò che ha dentro, rinunciando ad inseguire sogni utopici o a rannicchiarsi, sfiduciato, dentro un destino tinto di nero.


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Termini tecnici di grafologia SIMBOLISMO SPAZIALE: orizzontale = passato, presente e futuro verticale = consapevolezza sinistra = passato destra = futuro alto = ideali basso = istinti CALIBRO: sentimento di sé M: moderazione, adattamento, SM: egocentrismo, organizzazione, platealità sm: introversione, riservatezza, concentrazione LARGO TRA LETTERE: M: estroversione, spazio all’altro, empatia SM: influenzabilità, generosità, soggettività sm: diffidenza, chiusura, artificiosità LARGO TRA PAROLE: M: ordine mentale, pensiero critico, esigenza SM: dubbio, ipercritica, ossessività sm: impulsività, rapidità, efficienza CURVA-ANGOLOSA: M: apertura, adattamento, duttilità SM: adeguamento passivo, arrendevolezza, dispersione sm: cautela, diffidenza, acutezza mentale ATTACCATA: M: logica, controllo, consequenzialità SM: rigidità, formalismo, stereotipia sm: analisi, meticolosità, pignoleria MIR: M: aderenza alla realtà, tenuta del tono SM: tenacia, fermezza, soggettività sm: insicurezza, indecisione, adeguamento


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ASCENDENTE: slancio, iniziativa, attività DISCENDENTE: cedevolezza, stanchezza, cali resistenza DRITTA: M: autocontrollo, super-Io direttivo, SM: inflessibilità, super-Io censore, sm: insicurezza esistenziale PENDENTE: M: compartecipazione, adattamento facile, assimilazione SM: logica ferrea, manipolazione, accaparramento sm: estroversione socievole, amabilità, ROVESCIATA: M: difesa mascherata, intuizione, reattività SM: difficoltà rapporti, mancanza spontaneità sm: difese auto protettive, curiosità intellettiva ASTE RETTE: inflessibilità, rigidità, forte senso del dovere ASTE CONCAVO A DESTRA: cedevolezza, adeguamento, dipendenza ASTE CONCAVO A SINISTRA: irrigidimento, aggressività reattiva, ostinazione PRESSIONE: alternata: ambizione, comando, imposizione leggera: ipersensibilità, suscettibilità, intuizione scosse: emotività, ansia ispessita: irrigidimento, tensione nervosa spostata: investimento in attività plurime RICCIO IDEAZIONE: evasione, immaginazione, distrazione RICCIO NASCONDIMENTO: cautela, circospezione, indagine,


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RICCIO ISTINTUALE: noia, calo del tono, sfiducia in sé e nel futuro RICCIO SOGGETTIVISMO: poco ascolto, alterazione della realtà RICCIO SPAVALDERIA: presunzione, aggressività, sensi di superiorità RICCIO FLEMMA: dipendenza, remissione, adeguamento TAGLI “t”: taglio semplice: aggressività positiva taglio a lazo: grinta, passione taglio molto lungo: aggressività verbale, difesa taglio che scende a destra in basso: adeguamento, remissione taglio che sale a destra in alto: aggressività finalizzata, tensione taglio sopraelevato: superiorità compensatoria, ambizione taglio arretrato a sinistra: cautela, circospezione taglio spostato a destra: impulsività, foga taglio omesso: frettolosità, impazienza taglio incorporato: democraticità MARGINI: sin stretto: insicurezza sociale, non adattabilità al cambiamento sin si allarga: disagio, fuga, impazienza sin si restringe: timidezza, discrezione destro troppo regolare: rigidità educativa, lentezza destro ampio: paura del futuro, timore autorità destro stretto: coinvolgimento, vitalità superiore stretto: scarsa istruzione, opportunismo superiore ampio: poca programmazione, riservatezza inferiore stretto: comunicativa, indecisione inferiore ampio: gusto, uso corretto del tempo 4 margini regolari: coerenza, senso estetico 4 margini ampi: estetismo, talento artistico 4 margini assenti: protagonismo, entusiasmo


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ADDOSSATA: M e SM: impotenza, inibizione sm: esitazione, insicurezza ACCARTOCCIATA: M: autoprotezione, cautela SM: diffidenza, chiusura


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SIMBOLISMO SPAZIALE Il simbolismo spaziale usato in grafologia nasce con la mitologia. I miti sembrano trascendere la storia e la cultura, rivelandosi in modo differenziato a seconda dei popoli e delle epoche. Da Pulver, psicologo svizzero, ad oggi lo schema relativo al simbolismo spaziale viene abitualmente usato come modello interpretativo, ricavando gli elementi di universalità archetipica dove l’alto, il basso, la destra e la sinistra rappresentano elementi significativi, abbondantemente studiati da due grandi conoscitori della psiche dell’uomo: Freud e Jung. In questa ottica il simbolo ci aiuta a dare un significato alla collocazione di ogni manifestazione grafica che comporti l’occupazione di uno spazio. Il foglio rappresenta l’ambiente e la penna, lasciando una traccia visibile, rappresenta un prolungamento dell’Io che permette al grafologo una suggestiva associazione psicologica. Lo spazio di sinistra indica l’Io nascente, l’ambiente familiare le tradizioni, la madre affettiva, il passato, il principio femminile, legato all’archetipo lunare. Alla destra stanno il futuro, l’attività, il padre (mitologicamente “astro solare”), il tu traente e quindi la realizzazione sociale, il potere e il principio maschile. Utilizzando invece la topica freudiana possiamo affermare che in alto stanno il Super-Io, la legge, le aspirazioni, la spiritualità, il padre ideale, che ogni figlio introietta. In questo modo sono nate le leggi etiche di convivenza che permettono di organizzare meglio il rapporto sia con gli altri sia con se stesso, anche relativamente alle esigenze di ognuno. In basso sta l’Es, sede degli istinti primordiali che richiede soddisfazione immediata, essendo intollerante verso ogni tipo di frustrazione. In mezzo sta l’Io, governatore e controllore delle altre due istanze.

Il simbolismo applicato alla scrittura La grafologia considera il foglio come espressione simbolica del cosmo, dove l’alto corrisponde al sole e quindi all’attività della mente, mentre il basso si collega al simbolo della madre terra e dell’inconscio, paragonati alla notte e quindi anche alla luna. E’ la dinamica spaziale verticale. La sinistra, assimilata al principio femminile e quindi alla passività, all’Io nascente è collegata alla parte femminile ricevente, mentre la destra è assimilata al principio maschile, ossia all’Io sociale e quindi all’attività. Il percorso, dal passato al presente e al futuro, rappresenta l’orizzontalità del simbolismo. Il verticale è l’essere, cosciente e pensante; l’orizzontale si rapporta alla vita che diviene. In questa ottica il simbolismo aiuta a dare una collocazione del significato di ogni manifestazione grafica che comporti l’occupazione di uno spazio.


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Grafologicamente parlando, alla sinistra stanno l’io nascente, l’ambiente, le tradizioni, la madre affettiva, il passato, il principio femminile. Alla destra stanno il padre, l’attività, il futuro, il tu traente e quindi la realizzazione, il potere, il principio maschile. In alto stanno il Super-Io, la legge, le aspirazioni, la spiritualità, la realizzazione sociale, il genitore modello, il padre ideale che ogni figlio introietta, sia nel bene che nel male. In basso stanno la terra, il mondo tellurico, ossia l’oscuro, la notte, la luna che torna nella terra, la madre che nutre o divora, l’Es, sede dell’istinto e delle passioni che richiedono soddisfazione immediata, l’impulsività, l’intolleranza verso ogni minima frustrazione. In mezzo sta l’Io governatore delle due istanze e controllore. Esso acquista la sua autonomia quando riesce a fare in modo che le due forze si integrino con l’Io, dando avvio alla formazione di una personalità armonica unica e irripetibile.


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Simbolismo orizzontale

La zona interessata è quella del corpo centrale delle lettere

Simbolismo verticale


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ZONA INFERIORE ECCEDENTE: • dominio dell’ES L’ES è un insieme di pulsioni istintuali e di forze che spingono l’individuo a soddisfacimenti immediati POSSIBILE CONSEGUENZA NEGATIVA? • VIOLENZA


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ZONA SUPERIORE ECCEDENTE: • dominio del Super Io

Il Super Io è un insieme di norme morali e ideali a cui l’individuo si riferisce per sapere come comportarsi, ma può diventare censore nei confronti dell’Io.

POSSIBILE CONSEGUENZA NEGATIVA? • CRUDELTÀ


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ZONE SUPERIORE E INFERIORE RATTRAPPITE: • dominio della zona centrale

L’Io si adegua e non lotta, per cui soggiace al quotidiano senza avere spinte né pulsionali (ES) né ideali (Super Io).

POSSIBILE CONSEGUENZA NEGATIVA? • INDIFFERENZA


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ZONE SUPERIORE E INFERIORE NELLA MEDIA: • equilibrio delle zone

Il soggetto ha stabilito un buon equilibrio con se stesso, in quanto l’Io è riuscito a far interagire le forze istintuali e ideali. Ne deriva una sana comunicazione con la realtà esterna.


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DIMENSIONE Dimensione e calibro Calibro La dimensione delle lettere minori in grafologia viene definita “CALIBRO”. Esso misura il sentimento di sé, cioè come la persona percepisce se stesso, cogliendo in esso sentimenti di un Io predisposto a rapporti paritetici o lasciando spazio a sentimenti d’inferiorità o superiorità.

In grafologia la dimensione delle lettere corrisponde all’altezza delle lettere minori, cioè prive di allunghi.

Altezza e lunghezza ALTEZZA è diversa da LUNGHEZZA


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L’ALTEZZA coincide con la LUNGHEZZA solo nel caso di una lettera verticale, mentre se la lettera è inclinata a destra o a sinistra la lunghezza sarà più lunga dell’altezza.


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Tipologie di calibri CALIBRO sm = scarso sentimento dell’Io. Possibili sensi d’inferiorità CALIBRO M = sentimento adeguato di sé. Corretta autovalutazione CALIBRO SM = manifestazione espansiva di sé. Possibili sensi di superiorità Calibro M = L’IO INTERAGISCE PARITETICAMENTE CON L’AMBIENTE ESEMPIO M Le intemperanze del calibro grande sono qui contenute entro un senso della misura, sia nelle manifestazioni che nelle relazioni. Il sentimento dell’Io è tenuto a bada dalla moderazione. Buone la vitalità e l’espansione, per cui c’è bisogno di avere spazio per investire al meglio la vivacità operativa e d’azione. La ricerca dell’adattamento gioca un ruolo importante per il sentimento sociale e permette all’individuo una personalità ben funzionante. Gli estremi, estroversivo e introvertivo, in questo caso si alternano dando un giusto equilibrio all’Io. Calibro SM = L’IO DOMINA SULL’AMBIENTE ESEMPIO SM Esprime un forte sentimento di sé, che può manifestarsi in modo amplificato per cui il comportamento si baserà su modalità egocentriche, istintive e ostentate. I gesti e i modi saranno eccessivi, anche se in genere si tratta di persone che sanno intrattenere l’interlocutore, preparando e gestendo con spirito organizzativo feste e viaggi. Sono portati per tutto ciò che sa di appariscente, in quanto amano sempre fare bella figura; in questo caso l’Io tiene particolarmente a comparire e ad aver spazi propri ove poter godere di autonomia. Non accetta imposizioni. Il pensiero concreto permette di portare a termine ciò che si prefigge, evitando ogni spreco di tempo e prediligendo l’azione operativa, che si esprime con immediatezza e originalità quasi teatrale. Negli studi sarà favorito l’orale rispetto allo scritto. Calibro sm = L’AMBIENTE DOMINA SULL’IO. ESEMPIO sm Indica un temperamento introverso, una natura riflessiva, schiva e quindi non sempre facile da capire. Di natura sensibile, tende a tenere a bada le proprie emozioni e i sentimenti. Più che l’azione domina in lui il pensiero, che si basa soprattutto sulla riflessione rendendolo a volte testardo. Indica un Io che si concentra facilmente su se stesso e che tende a cogliere l’essenziale delle cose, per cui nella comunicazione risulta piuttosto laconico. Può andare incontro a note di ossessività, peccando di sofisticheria e, soprattutto se il soggetto non è stato adeguatamente capito nell’età evolutiva o è stata


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alterata la sua condotta temperamentale, possono instaurarsi timidezza, sensi di inferiorità e insicurezza. Essi vanno a toccare l’affettività e la realtà sociale, per cui può andare incontro a chiusure ermetiche; ciò viene rafforzato dalla presenza di pressione congestionata. Negli studi sarà favorito negli scritti più che nell’orale.

IL CALIBRO sotto media DOSSIER 24


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IL CALIBRO nella media DOSSIER 14


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IL CALIBRO sopra media DOSSIER 56

Misurazione DEFINIZIONE E INDIVIDUAZIONE DEL SEGNO Per calibro si intende la dimensione verticale o altezza lorda media del corpo delle lettere minori di uno scritto, indipendentemente dall'inclinazione dell'asse letterale. La prima cosa da evitare è quindi quella di confondere l'altezza con la lunghezza delle lettere. Le lettere da utilizzare per questo segno sono le lettere minori, quelle quindi che non presentano allunghi. Può succedere d'imbattersi in lettere che presentano altezze diverse all'interno della lettera stessa (es.: "m", "n", "u"). In questo caso si terrà conto dell'altezza maggiore. Per il resto l'individuazione del segno non presenta altri grossi problemi e diventa quindi solo un fatto di misurazione.


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La misurazione di un segno deve rappresentare la media di quel segno in quella scrittura. - Si prenda un rigo della scrittura da esaminare e si misuri l'altezza delle lettere minori, cioè senza allunghi superiori e inferiori. - Si faccia la media dei valori ottenuti e la si moltiplichi per 2 (es. mm. 2 x 2 = 4 decimi). - In questo modo si ottiene il calibro in decimi della scrittura. - da 1 a 3 decimi il valore è sotto la media (s.m.); - da 4 a 6 decimi il valore è nella Media (M); - oltre i 7 decimi il valore è Sopra la Media (S.M.). Va ricordato che ogni calibro che superi i 5 mm di media va comunque considerato di 10/10.


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LARGO TRA LE LETTERE LTL e spazio tra le lettere Per larghezza in grafologia s’intendono le dimensione degli spazi all’interno delle lettere, tra le lettere e tra le parole. LARGO DI LETTERE Misura la profondità dell’Io ed è assimilabile al segno CURVA. Nella definizione oggettiva e simbolica esso misura il potenziale interiore del soggetto, la capacità di comprensione mentale e affettiva. Per il significato vedi il segno CURVA. LARGO TRA LETTERE Rappresenta l’uscita dall’egocentrismo per dare spazio ed entrare in dialettica con l’altro. E’ il segno della relazione e dell’interscambio. Indica la disponibilità a valutare con equità la generosità, attraverso anche la consapevolezza e la comprensione dei bisogni altrui. L’ampiezza che lasciamo tra una lettere e l’altra indica simbolicamente il tempo e lo spazio che impieghiamo nel valutare le altrui esigenze. Un rapporto tra l’Io soggetto e il Tu oggetto.

L.T.L. M Il comportamento della persona sarà basato su connotazioni estroversive, che susciteranno simpatia. Moderato nella manifestazione di sé il soggetto dimostra un buon equilibrio. Intellettivamente saprà dare giuste valutazioni e considerazioni sulle tesi altrui, tendendo a non prevaricare. Emotivamente vivrà con empatia e con slancio la relazione.

L.T.L. SM L’Io si lascia influenzare dagli eventi e dall’ambiente, dimostrando una generosità basata sui fattori emozionali del momento; ciò si ripercuote anche sull’intelligenza che dà maggiore spazio all’emozione e quindi a un modo di sentire soggettivo.

L.T.L. sm Indica chiusura, diffidenza e paura di perdere qualcosa di sé, per cui lo scrivente restringe il campo della generosità lasciando spazio all’avarizia. L’intelligenza e l’affettività dimostrano una visione ristretta della realtà, che porta al restringimento dell’affettività e della sfera relazionale, per cui il soggetto tende a chiudersi per la paura di sperperare energie. Il temperamento sarà di diffidenza e quindi mancherà di spontaneità.


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Definizione ed individuazione del segno Indica il rapporto della distanza tra le lettere con la larghezza media degli occhielli di una scrittura. Presupposto indispensabile perché possa sussistere il segno è che esista il legamento completo tra le lettere, per cui, nel caso di stacco, il segno non viene misurato. La distanza tra le due lettere deve essere la massima possibile tra i due corpi tenendo conto dell'inclinazione generale della scrittura. La larghezza media degli occhielli deve essere lorda, comprendente quindi anche la parte inchiostrata della lettera.

Misurazione - Per prima cosa bisogna individuare un occhiello che rappresenti la media degli occhielli di quella scrittura. Si ricordi che ciò servirà anche per il segno L.T.P.

- Ora basterà immaginare di porre l’occhiello medio individuato nello spazio che esiste tra le lettere.

- La valutazione è la seguente: 

Se l’occhiello medio non sta nello spazio tra lettere il valore del segno è sotto la media (s.m.);

Se l’occhiello medio sta comodamente nello spazio tra le lettere il valore del segno è medio (M);

Se nello spazio tra le lettere ci sta più di un occhiello medio il valore del segno è Sopra la Media (S.M.); L.T.L. = interazione col mondo

SPAZIO TRA LETTERE = la distanza tra lettere misura lo spazio concesso all’interscambio


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LTL M DisponibilitĂ affettiva DOSSIER 35

in modo equilibrato


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LTL sm Carenza affettiva DOSSIER 02

in modo egocentrico


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LTL SM GenerositĂ accaparrante DOSSIER 38

dando troppo spazio


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LARGO TRA LE PAROLE LTP e spazio tra le parole È un segno che, secondo Moretti, riguarda soprattutto l’intelligenza e permette di distinguere il vero dal falso, cioè non si basa sulla primarietà del “mi piace/non mi piace” bensì sull’obiettività dei dati cognitivi. Anche il silenzio grafico, consistente nel bianco e nel vuoto ha un suo significato e un linguaggio. Lo spazio tra una parola e l’altra riguarda soprattutto la sfera intellettiva, la capacità di valutazione e il discernimento, servendosi anche del senso critico, svincolato dalle esperienze e dalle influenze emotive. Il rapporto reciproco che le tre larghezze (che Moretti definiva “triplice larghezza”) mette in evidenza l’evoluzione o l’inibizione del vissuto emozionale, relazionale e intellettivo del soggetto. Ogni carenze o eccesso lede tali caratteristiche. L.T.P. M Il carattere è basato su un ordine mentale e su un’equa valutazione di sé che porta ad avere sicurezza nel proporsi. Il soggetto è dotato di capacità critiche, unitamente a doti di discernimento e di elaborazione obiettiva dei dati. Il senso critico sviluppa e rende produttive le facoltà e le abilità mentali e relazionali. Può risentire di qualche difficoltà nell'accontentarsi all’altro poiché, essendo critico con se stesso, pretende la stessa cosa anche dall'altro. L.T.P. SM Sussiste il dubbio come espressione di una ipercritica che rende insicuri nelle scelte. Il continuo rimuginare allontana il rapido raggiungimento degli obiettivi, quindi il soggetto spreca delle energie e i traguardi sono raggiunti con un certo ritardo. Chi lascia molto spazio tra le parole può andare incontro a incertezze che possono pesare sul raggiungimento degli obiettivi, non per incapacità, ma per quel senso d’insoddisfazione e d’ipercritica che può dar luogo a punte di ossessività. Il ritorno sulle cose e sulle situazioni produce parallelamente un’insoddisfazioni di fondo. L.T.P. sm Domina l’impulsività che rende la persona immediata sia nei rapporti sia nelle decisioni, poiché tende a non soppesare troppo i pro e i contro. Rapida nell’esecuzione dei compiti affidati, risulta sostanzialmente persona sbrigativa. La relazione e i rapporti vengono vissuti con sofferenza, specie con chi dimostra di essere troppo sofista o meticoloso, poiché chi avvicina le parole tra loro non ama perdere tempo in troppi perché. Chi possiede tale segno è persona che ama ottenere dei risultati immediati dimostrando efficienza. L’intelligenza si basa soprattutto sull’intuizione e sulla rapidità di pensiero.


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Definizione ed individuazione del segno Indica il rapporto della distanza tra le parole con la larghezza media degli occhielli di una scrittura. La distanza tra le due parole deve essere la massima possibilità tendendo conto dell'inclinazione generale della scrittura. Lo spazio tra parole deve essere completamente libero; dove esistono punteggiature, accenti, apostrofi o altro non va fatta la misurazione. Per quanto riguarda l'occhiello medio può essere tranquillamente usato quello già calcolato per il L.T.L.

Misurazione Per prima cosa bisogna usare ancora l’occhiello che rappresenta la media degli occhielli di quella scrittura, già utilizzato per la misurazione del L.T.L..

- Ora basterà immaginare di porre l’occhiello medio individuato nello spazio che esiste tra le parole.

- La valutazione è la seguente: 

Se nello spazio tra parole ci stanno fino a due occhielli medi il valore del segno è sotto la media (s.m.);

Se nello spazio tra le parole ci stanno circa 4 occhielli medi il valore del segno è medio (M);

Se nello spazio tra le parole ci stanno più di 4 occhielli medi il valore del segno è Sopra la Media (S.M.);

L.T.P. = coscienza e consapevolezza

SPAZIO TRA PAROLE = lo spazio della coscienza dell’Io, valuta il livello della consapevolezza di esistere e di relazionare.


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LTP sm Precipitazione decisionale DOSSIER 25


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LTP M Pensiero critico e valutativo DOSSIER 32


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LTP SM Ipercritica e dubbio eccessivo DOSSIER 21


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CURVA E ANGOLOSA Gesto curvo e gesto angoloso Il gesto curvo nasce dal moto spontaneo di un punto che in modo inerte ma sciolto crea una rotonditĂ :

Quando il gesto curvo si contrae alla base o all’apice si forma il gesto angoloso:


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Curva angolosa + LDL

Il segno CURVA comprende in sé anche il segno L.D.L.: è L’Io olistico che permette di cogliere il potenziale interiore per esprimere quello esteriore, ossia il contenitore (il bicchiere) e il contenuto (la bevanda). SCHEMA CURVA / LDL (lettera vuota che poi si riempie con la croce dei due assi verticale e orizzontale)

Il segno curva è espressione del gesto che avvolge, circonda, contiene in modo morbido ogni cosa, come un ventre materno che custodisce calorosamente il suo piccolo. L’angolo procede invece in modo piuttosto risoluto e appuntito, per cui, se trova un ostacolo, lo supera con forza combattiva: esso simboleggia pertanto il modo “spigoloso e penetrante” di affrontare la realtà. Nel segno Curva avremo apertura vero l’altro, cioè un “andare verso”; mentre nell’angolosa l’accostamento verso l’altro sarà basato sulla cautela o, come dice la Horney, su una componente aggressiva.


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CURVA è il ricevente, segno della femminilità mentre ANGOLO è il penetrante, segno della mascolinità.

CURVA-ANGOLOSA M DOSSIER 03

Il carattere dimostra buona apertura e socializzazione, equa distribuzione tra dipendenza e autonomia facilitando così l'adattamento. L’intelligenza si caratterizza per duttilità, apertura mentale e plasticità di pensiero. Le capacità adattive predispongono all'apprendimento. L’affettività è svincolata da modalità egocentriche poiché l'ambiente non è solo fonte di pura soddisfazione personale, ma canale per avviare e mantenere l'interscambio.


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CURVA SM DOSSIER 39

Esiste un adeguamento passivo dell'Io verso l'ambiente, per cui il soggetto resta condizionato e legato al principio del piacere e alle soddisfazioni immediate. Tale caratteristica rende l'individuo arrendevole. L’intelligenza è di tipo assimilativo e il pensiero concreto si basa su una visione soggettiva della realtà che rende scarso il senso critico. La dispersione può rendere labile la concentrazione. L’affettività si basa su un forte legame con gli oggetti primari, per cui ne deriva un senso di insicurezza e un bisogno di dipendenza che minano l'autonomia.


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CURVA sm (= angolosa)

L'Io assume degli aspetti cautelativi di fronte all'ambiente. Reattività e suscettibilità interferiscono nei rapporti e non permettono un’equa valutazione dei propri e degli altrui bisogni. L’intelligenza è acuta, attentiva e logica, per cui il soggetto gode di ottime abilità discussive. Chi scrive angoloso vive in uno stato di allarme-veglia ed è quindi portato a dare maggiore spazio al proprio sentire che non all’ascolto. Teme il misconoscimento e di fronte al richiamo adotta meccanismi di difesa e di chiusura che finiscono per restringere il campo di coscienza.


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Curva e largo di lettere (= L.D.L.) DEFINIZIONE ED INDIVIDUAZIONE DEL SEGNO I due segni sono direttamente correlati. CURVA è data dall’andamento più o meno circolare degli occhielli. L.D.L. indica il rapporto tra larghezza e lunghezza del corpo delle lettere ad occhiello.

Per larghezza s'intende il diametro minore dell'occhiello, preso nel punto della sua estensione massima, misurata all'interno della lettera, escludendo quindi lo spessore del tratto. Risulta chiaro che un tratto, grosso e spesso, darà, a parità di dimensione lorda del corpo letterale, una larghezza minore.

Per lunghezza s'intende il diametro maggiore dell'occhiello, preso nel punto della sua estensione massima, che comprende anche lo spessore del tratto.

La lunghezza non va confusa con l'altezza (h.) che dà, invece, la possibilità di calcolare il calibro e che va sempre misurata secondo un asse ideale perpendicolare al rigo, indipendentemente dall'inclinazione delle lettere.


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Per poter eseguire la misurazione degli occhielli è indispensabile che questi ultimi siano idonei, cioè non rientrino in quei casi dubbi, che abbiamo precedentemente analizzato. Il segno L.D.L. presenta sempre un valore simile, se non addirittura identico, al segno CURVA, ma va da esso distinto come tecnica di misurazione e come significato. In L.D.L. si misura il rapporto dimensionale tra larghezza e lunghezza, mentre in CURVA si valuta la forma del gesto:

Misurazione - Individuare un certo numero di occhielli idonei alla misurazione. - Dare valore ai singoli occhielli suddividendoli in ANGOLOSI, MEDI e CURVI. - Fare la media degli occhielli individuando se dominano quelli ANGOLOSI, MEDI o CURVI, ottenendo così la media degli occhielli. - Questo darà il valore in decimi del segno CURVA/L.D.L.


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LEGAMENTO Scrittura attaccata In grafologia legare le lettere vuol dire essere capaci di legare con l’altro con logica e consequenzialità, sintetizzando le opinioni. Anche in questo caso ogni eccesso o carenza esprime un disagio nel rapportarsi alla realtà.


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ATTACCATA sm DOSSIER 34 DifficoltĂ di rapporti, isolamento, eccessiva analisi dei particolari.


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ATTACCATA M DOSSIER 31 Capacità di analisi e sintesi ed equo rapporto con l’altro.


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ATTACCATA SM DOSSIER 15 Visione stereotipata e logica formale.


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IL RIGO Andamento e direzione Andamento In grafologia per andamento s’intende il modo di procedere del rigo reale di scrittura dalla sinistra alla destra del foglio. Esso viene grafologicamente definito MIR o MANTIENE IL RIGO e può essere rettilineo.

Oppure ondeggiante:

L’andamento misura la stabilità umorale dello scrivente che può quindi essere:  Sm - scarsa  M - media  SM - forte L’andamento è indipendente dalla direzione che il rigo assume nello spostarsi da sinistra a destra, cioè se sale verso l’alto, rimane orizzontale o scende verso il basso del foglio. Esso può pertanto coesistere con tutti i tipi di direzione:


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MIR sm DOSSIER 43


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MIR M DOSSIER 55


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MIR SM DOSSIER 17

Direzione In grafologia per direzione s’intende la tendenza che alcune grafie hanno di salire o scendere sulla destra del foglio.


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Se la scrittura non è né ascendente né discendente si intende automaticamente che procede orizzontalmente sul foglio.

Direzione ascendente ASC sm DOSSIER 13


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ASC M DOSSIER 35


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ASC SM DOSSIER 11


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Direzione discendente DISC sm DOSSIER 4


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DISC M DOSSIER 57


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DISC SM DOSSIER 7


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INCLINAZIONE Inclinazione e oscillazione Andamento In grafologia va distinta l’INCLINAZIONE dall’OSCILLAZIONE: con la prima si esplora il modo costante di una scrittura di piegarsi o di mantenere la verticalità:

Con OSCILLAZIONE si valuta il modo di una scrittura di piegare gli assi letterali gli uni sugli altri:

Ma di questa categoria di segni parleremo più avanti.


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DRITTA La scrittura DRITTA è quella che, pur con piccole oscillazioni, mantiene una sua costante verticalità degli assi letterali:

Il risultato è quello di una morbida oscillazione degli assi che comunque mantengono una costante verticalità. DRITTA MORBIDA: un esempio

essa si differenzia dalla DRITTA RIGIDA:


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PENDENTE

PENDENTE s.m.


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PENDENTE M.

PENDENTE S.M.


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Rovesciata ROVESCIATA sm

ROVESCIATA M


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ROVESCIATA SM


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LE ASTE Inclinazione e andamento In grafologia per asta s’intende quella parte dell’allungo superiore o inferiore che procede verso lo scrivente.

Ogni ASTA possiede una sua INCLINAZIONE e un suo ANDAMENTO che non vanno confusi: •

L’INCLINAZIONE è l’orientamento dell’asse dell’intera lettera e può essere PENDENTE, DRITTA o ROVESCIATA;


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ANDAMENTO è relativo alla sola ASTA e dà luogo all’ASTA RETTA, all’ASTA A DESTRA e all’ASTA A SINISTRA

Le ASTE possono essere:


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Aste rette Significato: Dall’assunzione di regole fino alla rigidità per introiezione delle norme nel grado SOPRA MEDIA.

Aste a dx Significato: dall’adattabilità per disponibilità fino alla dipendenza nel grado SOPRA MEDIA


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Aste a sin Significato: dalla cautela alla resistenza e al rifiuto nel grado SOPRA MEDIA

Aste ritorte Significato: sono le tipiche aste della pubertà e dell’adolescenza.


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PRESSIONE: VALUTAZIONE E MISURAZIONE Pressione e impugnatura Segno grafologico che misura la forza e la qualità con cui si preme sul foglio con lo strumento scrittorio.

Per produrre una corretta PRESSIONE SCRITTORIA occorre che esistano i presupposti per un’adeguata impugnatura.


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Mentre la forma non viene alterata sulla base dello strumento usato, la pressione dipende direttamente da esso. E’ pertanto indispensabile conoscere lo strumento usato per poter fare una valutazione corretta dell’energia vitale. Nella scelta dello strumento per le analisi grafologiche è sempre bene usare la penna a sfera o biro.


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Pressione con la matita La matita non permette di misurare la quantità della pressione; inoltre dal momento che la punta si consuma con l’uso, anche la qualità del tratto è poco omogenea in quanto si modifica col consumo, indipendentemente dalla forza impressa.


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Pressione con il pennarello La pressione non può essere misurata né quantitativamente né qualitativamente poiché lo strumento tende a scivolare sulla carta non rilevando quindi la forza e lasciando una traccia uniforme che dipende esclusivamente dalla dimensione della punta del pennarello. Inoltre è la quantità di inchiostro presente a determinare la pienezza del tratto e non la forza impressa.


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Pressione con penna a sfera o biro E’ lo strumento ideale per la rilevazione della pressione. Una biro nera a punta media è utile anche per eseguire fotocopie di buona qualità e ciò può a volte servire soprattutto per le indagini peritali.

Il meccanismo della penna a sfera


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Come avviene il passaggio dell’inchiostro dal serbatoio alla carta? Alloggiamento della sfera

La sfera viene alloggiata nella punta della biro, un cono realizzato in acciaio e ottone in grado di lasciare sufficiente liberà di movimento alla sfera. Con un colpo molto preciso e delicato vengono poi ribattuti i bordi del cono per evitare che la pallina esca dal proprio alloggiamento. Sfera alloggiata

L’inchiostro passa dalla cannuccia (il serbatoio) al cono dove, attraverso una ghiera di minuscole creste, “sporca” la sfera. La minuscola presa d’aria presente nel tubicino di ogni penna evita che all’interno del serbatoio si crei il vuoto, che impedirebbe all’inchiostro di scendere e depositarsi sulla sfera.


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Pressione con penna a stilografica Con questo strumento c’è lo stesso rischio del pennarello poiché il divaricarsi delle due parti del pennino è solo teorico; nonostante ciò il tratto risulta abbastanza differenziato tra gesti ascendenti (filetti) e discendenti (aste), sempre che la stilo sia di buona fattura.


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Il meccanismo della stilografica


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Pressione con penna a inchiostro liquido Con questo strumento c’è lo stesso rischio del pennarello poiché la quantità d’inchiostro che esce dalla punta non è proporzionale alla forza impressa sullo strumento ma alla dimensione della punta stessa per cui il tratto risulta uniforme.


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Pressione - le diverse tipologie PRESSIONE sm


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PRESSIONE M


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PRESSIONE SM


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PRESSIONE ALTERNATA

PRESSIONE CON SCOSSE


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PRESSIONE SPOSTATA

PRESSIONE ISPESSITA


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PRESSIONE INEGUALE

Grafia “A” – PROGRESSIVA


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Grafia “B” - REGRESSIVA

Grafia “C” – BLOCCATA


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RICCI I ricci vanno ad occupare zone diverse dell’ambiente grafico e per questo motivo seguono anche loro le leggi del simbolismo spaziale.


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I ricci sono come dei gesti grafici incontrollati, sono dei “ tic”, una sorta di fuga emotiva. Ogni gesto fuggitivo entra a far parte della sfera istintiva ed emozionale. Anche sotto la media essi sono delle spie emotive che andranno registrate a seconda della loro specie.

Il riccio ideativo Interferisce sul pensiero, deformandone l’adesione alla realtà.


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Il riccio istintuale Tocca la sfera dell’istinto ed è quindi un gesto poco controllabile che dà chiari messaggi di forte emotività.

Il riccio del soggettivismo E’ una difesa che tocca la comunicazione e il rapporto interpersonale.

Il riccio del nascondimento Indica l’espropriazione che il soggetto ha dovuto subire e che lo porta a sua volta ad espropriare.


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Il riccio della spavalderia Rappresenta una difesa aggressiva di fronte ad un presunto attacco esterno.

Il riccio della flemma Mette in risalto una natura dipendente che non ama gli sforzi.

Solo la consapevolezza e la non recriminazione possono debellare e risolvere i sentimenti compensatori legati alla presenza dei ricci.


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ALTRI SEGNI Addossata ADDOSSATA = ANSIA Lo spazio tra lettere è ridotto fino a toccarsi.

Tale riduzione dello spazio tra le lettere si associa a una sorta di restringimento del sentimento espressivo, a una specie di affanno e di preoccupazione nel procedere e nell’affrontare la realtà. La paura di non saper sostenere le difficoltà genera una preoccupazione che produce a sua volta ansia. ADDOSSATA nell’adolescente

Davide – anni 13 – paure nell’affrontare la scuola


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Barbara – anni 16 – attacchi di panico

Accartocciata Il gesto di ritorno su se stesso, accartoccia le lettere minuscole nella zona orizzontale a rafforzare l’idea della protezione dell’Io che fatica a entrare in relazione con il tu.

L’energia viene frenata da pensieri di diffidenza che obbligano il soggetto a chiudersi come in un bozzolo. La regressione è un “anticorpo della mente” a tutela dell’equilibrio della psiche.

Un particolare


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Un particolare

Tagli “T” Il taglio “t” ha un significato legato all’energia che lo scrivente possiede particolarmente per quanto concerne la possibilità di affrontare o ritirarsi dallo scontro col quotidiano e con l’altro.

L’osservazione va fatta 

sia sul modo di premere mentre si appone questo accessorio grafico,

sia sulla sua dimensione orizzontale,

sia sulla collocazione in alto o in basso sull’asta e

sia infine sulle forme particolari che esso assume.

Va comunque sempre ricordato che non si devono fare interpretazioni di singoli segni al di fuori del contesto grafico nel quale essi avvengono.


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Taglio semplice E’ indice di una persona la cui carica vitale è investita e gestita con buona padronanza di sé, ossia senza eccessiva aggressività né verso gli altri né verso se stessi.

Taglio a lazo L’asta presenta un risvolto angoloso alla base che dà forza al gesto che si carica verso sinistra per poi proiettarsi con forza verso destra. E’ tipico di persone che, nei momenti di eccessiva sollecitazione o di difficoltà, adottano un atteggiamento di cautela e di difesa del loro territorio sfoderando grinta e passione.

Taglio molto lungo E’ tipica di un individuo che si protegge dagli assalti che possono venire dall’esterno. E’ come se portasse con sé una lancia sempre pronta per essere lanciata nei momenti di maggiore pericolo. Si tratta di un’aggressiva verbale che quindi, trovato il suo sfogo anche con veemenza, non cova più rancore.


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Taglio che scende Il carattere è in genere remissivo, per cui si adatta facilmente alle situazioni e ama dipendere poiché per lui è difficile fare scelte autonome. Di fronte alla lotta o alle difficoltà tende a fuggire o, quanto meno, a ritirarsi perché crede di non avere sufficiente grinta per contrapporsi.

Taglio che sale Rappresenta una sorta di freccia che viene lanciata verso l’alto e senza un obiettivo ben preciso, per cui l’aggressività che essa esprime non è sempre finalizzata a qualcuno o a qualcosa.


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Taglio sopraelevato Il trattino orizzontale posto ben al di sopra dell’asta della lettera “t” mette in luce una personalità ambiziosa, dominante o affermativa; la scelta dipenderà dal contesto grafico, per cui l’asta sarà di rinforzo o di compensazione oppure, al contrario, denoterà ambizione, dominio o aggressività.

Taglio spostato a sinistra E’ un segnale simbolico legato al desiderio di tenere la freccia nascosta, ma pronta ad essere lanciata nel momento giusto. Ciò sta a significare che c’è in queste persone il bisogno di prepararsi, di conoscere, di essere sicuri prima di affrontare qualsiasi scelta.


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Taglio spostato a destra Appartiene in genere a una persona impulsiva, precipitosa nelle scelte, che ha bisogno di fare, di buttarsi nel lavoro con foga, in modo da poter scaricare le energie in qualcosa di operativo. Anche negli affetti è passionale, immediata e spontanea.

Taglio omesso In una scrittura veloce è segnale di persona frettolosa, poco precisa, che non ha tempo e pazienza per soffermarsi sui particolari. Ciò potrebbe creare dei rischi nel momento delle scelte, poiché si lascia prendere la mano dall’impazienza. In scrittura lenta indica persona con scarsa resistenza e possibili cali dell’umore.


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Taglio incurvato e ondeggiante Se l’asta della “t” è incurvata, ondeggiante e insicura denota un soggetto che teme la realtà, ma soprattutto che non ama rapporti troppo conflittuali, poiché non si sente abbastanza forte per contrapporsi all’altro.

Taglio incorporato I tagli delle “t” incorporati indicano un buon rapporto con se stesso e con l’ambiente, ossia il soggetto tende a rapportarsi in modo democratico, non sentendosi né frustrato né dominatore.

Taglio ad arco I tagli delle ”t” ad arco, col concavo verso il basso, esprimono quanto il soggetto viva sotto pressione tutti i problemi, di qualsiasi genere essi siano.


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MARGINI I 4 margini Il foglio è lo spazio entro il quale l’Io si muove. A seconda di come ciascuno occupa lo spazio a disposizione si può capire il suo modo di collocarsi nel mondo. Essi si possono paragonare a una cornice all’interno della quale sta lo scritto che è come un dipinto. Il modo di occupare i 4 margini nel loro insieme ci dà l’idea di come il soggetto si ponga nei confronti del mondo circostante e di come desidera collocare se stesso nell’ambiente sociale.

Margini chiari ed equamente distanziati


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Coerenza e senso estetico

Possibile eccessivo formalismo

Bisogno di chiarezza

4 margini ampi

Vanità estetica

Possibile talento artistico

Indipendenza


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Margini assenti

Bisogno di stare con gli altri

Voglia di essere ammirati

Capacità di coinvolgere gli altri


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Il margine sinistro Il margine sinistro rappresenta prima di tutto il nostro Io che esplora e assorbe ciò che deriva dall’ambiente d’origine: il passato con le sue tradizioni e la sua influenza sullo scrivente, e anche il modo in cui egli utilizza le esperienze emotivo-affettive.

Margine sinistro molto stretto

Attaccamento all’ambiente d’origine

Bisogno di rassicurazioni

Insicurezza


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Margine sinistro che si allarga

Impazienza

Allontanamento dall’ambiente d’origine

Fuga dalla realtà


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Margine sinistro che si restringe

Spontaneità bloccata

Disagio nell’amicizia

Timidezza e riservatezza


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Il margine destro Ovviamente alcune irregolarità nel margine destro sono naturali. Quando si raggiunge la fine di un rigo si deve decidere se sistemare la parola nello spazio senza restringerla troppo e distorcerla o se dividerla e andare a capo. Qui si riflette l'abilità generale a pianificare o la sua mancanza.

Margine destro troppo regolare

Educazione rigida

Forte autocontrollo

Lentezza di pensiero


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Margine destro ampio

Timore del coinvolgimento

Paura dell’autorità

Sindrome di Peter Pan


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Margine destro stretto

Voglia di relazioni

Parsimonia / avidità

Vivacità e loquacità


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Il margine superiore In grafologia si usano fogli bianchi proprio per cogliere il modo spontaneo di occupare lo spazio del foglio, compreso il margine superiore che rappresenta il luogo dove il soggetto ha scelto d’iniziare a scrivere.

Margine superiore stretto

Scarse abilità pianificazione

Poca attenzione alla forma

Non assuefazione allo scrivere


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Margine superiore ampio

  

Scarsa abilità di programmazione Il margine inferiore Poca attenzione al futuro Riservatezza


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Il margine inferiore Il modo di occupare il margine inferiore dipende molto dalle abilità organizzative e programmatiche dello scrivente ed è spesso in relazione con l’abitudine a scrivere molto a mano libera.

Margine inferiore stretto

  

Buona comunicativa Insicurezza e conseguente scarsa spontaneità Voglia di relazionare e timore del giudizio altrui


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Margine inferiore ampio

  

Senso estetico Ottimizzazione del tempo Equa gestione dell’energia


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GLOSSARIO ABBANDONO, sindrome di Condizione affettiva particolare caratterizzata da una significativa insicurezza affettiva legata ad esperienze negative che, comunemente, avvengono nell’ambito della vita sentimentale; comporta depressione e senso di solitudine da carenza di amore, maturata in anni di lontananza dagli affetti famigliari.

ADATTAMENTO E’ la capacità di adattarsi all’ambiente e di modellare il proprio comportamento in base alle circostanze, senza perdere il proprio equilibrio interiore.

ADEGUAMENTO Significa conformare, livellare la propria condotta ai convincimenti sociali collettivi, accettandoli senza elaborarli per acquisire un proprio punto di vista. E’ una connotazione negativa.

ADOLESCENZA E’ la fase della vita successiva all’infanzia. Attualmente va dai 12 ai 22 anni circa e vede l’adolescente impegnato ad affrontare una serie di cambiamenti relativi al suo sviluppo fisiologico, morfologico, sessuale, cognitivo e sociale. Egli scopre sentimenti ed emozioni mai provati e inizia a emanciparsi dalla famiglia.

AFFABULAZIONE E’ la predisposizione a presentare come reali storie e fatti immaginari. Può essere consapevole e quindi normale, oppure patologica se il soggetto non ne riconosce l’irrealtà. In grafologia, alcuni segni o dettagli di essi, come gli Allunghi Superiori SM con asole gonfie, i puntini delle “i” a circoletto, i tratti delle “t” a pennacchio o a lazo, in un idoneo contesto grafico possono rappresentare questa tendenza.

AFFETTIVITA’ L’insieme dei sentimenti di piacere e di dolore, delle emozioni positive o negative. E’ il complesso delle reazioni psicologiche, nei confronti degli avvenimenti e delle persone, che interagiscono con la sfera motoria e cognitiva.

AFFETTIVO (disturbo) Per disturbo affettivo si intende lo sviluppo incompleto di sentimenti (amore, amicizia, gioia, invidia, emulazione......) che nascono e che devono trovare il loro equilibrio durante l’età evolutiva. In età adulta questo disturbo dà origine a disagi emotivi, insicurezza e a difficoltà di interscambio.


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AGGRESSIVITA’ E’ una impulsione naturale “normale” quando viene usata per provvedere alle necessità naturali; è anormale, ovvero mal finalizzata ed effetto di insicurezza, quando è la tendenza ad attaccare l’altro senza motivo, a volerlo dominare o tenerlo a distanza con una predisposizione di tipo ostile.

AGORAFOBIA Fobia per gli spazi aperti.

ALGOFOBIA Incontenibile fobia per il dolore.

ALIENAZIONE Significa “estraneità”. Il soggetto perde la ragione, diventa estraneo a sé o a parti di sé e non è più responsabile delle sue azioni; è potenzialmente pericoloso e inadatto a vivere tra la gente.

ALLUCINAZIONE Disturbo in cui il soggetto ha percezione involontaria, non criticata, con caratteri della sensorialità e della proiezione spaziale, di qualcosa che non esiste e che tuttavia ritiene reale.

AMATOFOBIA Fobia della polvere. AMBIENTE Complesso degli elementi fisici, biologici e psicologici che costituiscono la realtà in cui il soggetto vive e si muove e dalla quale riceve sensazioni e stimoli che influiscono sulla formazione della sua personalità.

AMBIVALENZA Condizione per la quale nella persona si alternano e convivono abitualmente e contemporaneamente sentimenti, tendenze, idee, desideri e atteggiamenti contraddittori e opposti fra loro ( amore-odio, gioiatristezza, attrazione-repulsione), che generano conflitti nevrotici.

AMBIZIONE Nella sua forma positiva è una spinta forte al cambiamento, un desiderio legittimo di conquistare una buona posizione sociale, professionale ed economica. Solo quando è esagerata diventa una tensione negativa che può diventare un’ossessione che genera ansia e avidità.

ANALE (fase) E’ la seconda fase dello sviluppo della libido che si manifesta approssimativamente tra i due e i quattro anni, dopo la fase orale e prima della fase fallica. E’ quello stadio di sviluppo fisico del bambino, in cui l’ano e la defecazione sono le maggiori fonti di piacere dell’Io infantile e formano il centro della consapevolezza del sé.


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ANAMNESI E’ quella parte della visita in cui il medico rivolge tutta una serie di domande sulle malattie, sugli interventi, sui disturbi di qualsiasi specie subiti in precedenza dal paziente ed, eventualmente dai suoi familiari, per ottenere un panorama generale della sua salute e scoprire eventuali ereditarietà. Anche il grafologo necessita di una, seppur minima, analisi dello scrivente per poter meglio eseguire il profilo della sua personalità (età, studi, professione, stato civile).

ANIMA Archetipo junghiano che rappresenta la personificazione mitica dell’immagine femminile nell’inconscio dell’uomo.

ANIMUS Archetipo junghiano che rappresenta la personalizzazione mitica dell’immagine maschile nell’inconscio della donna.

ARCHETIPO Termine junghiano per indicare i contenuti dell’inconscio collettivo, un modello originale, un prototipo su cui viene regolato il comportamento.

AUTONOMIA Per autonomia si intende il raggiungimento di un traguardo evolutivo. Tuttavia, ci sono diversi aspetti complementari che concorrono a definire il livello di questa facoltà di governarsi da sé. Possiamo infatti parlare di autonomia personale, operativa, psicologica, intellettiva, morale, affettiva e sessuale.

AUTOSTIMA Stimarsi significa tenersi in considerazione, valutarsi, nutrire un profondo e durevole rispetto e amore per se stessi. Inoltre, è necessario accettare la nostra realtà senza trovarci necessariamente d’accordo con ogni nostra singola personale caratteristica; dobbiamo vederci per come siamo, adesso, e concederci di essere.

ANSIA E’ come un sottofondo di sofferenza soggettiva che potremmo definire come uno stato emotivo-affettivo spiacevole, di penosa aspettativa, in cui vengono vissuti un pericolo o una minaccia senza che tali situazioni esistano o siano corrispondenti o adeguate. In questo caso è negativa perché condiziona l’esistenza al punto da impedire il normale svolgimento delle mansioni quotidiane, diventa positiva se spinge a migliorare interiormente, professionalmente o negli studi.


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APATIA Significa assenza di passione, impassibilità. Provoca mancanza di reazioni, indifferenza affettiva per situazioni che normalmente suscitano interesse o emozione, inerzia mentale e fisica. Può essere causata da diversi fattori, sia fisici che psichici o costituzionali. L’apatia accentuata è uno dei sintomi della schizofrenia.

ARCHETIPI E’ il termine introdotto da Jung per indicare i miti comuni all’umanità, trasmessi di generazione in generazione attraverso racconti e leggende. Il loro insieme è stato definito “inconscio collettivo” dallo stesso autore, secondo cui c’è una fondamentale corrispondenza tra le tendenze presenti dalla nascita, e non acquisite con il tempo, e gli archetipi.

BABY-GANG E’ un gruppo che non manifesta solamente una condizione di disagio evolutivo, ma anche, e in particolar modo, esistenziale. Queste “bande” si organizzano sempre più precocemente e non sono l’effetto di una povertà economica come poteva essere una volta. Se l’adolescente non viene ascoltato, finisce immediatamente per non parlare né ascoltare più a sua volta. Allora si rivolge al gruppo, per la cui appartenenza è richiesta l’accettazione e la condivisione di “ideali” ed è così che, l’adolescente in cerca di conferme, è naturalmente portato a soddisfare chi gli offre delle gratificazioni. Sociologi e psicoanalisti confermano che nelle baby-gang mancano purtroppo dei punti di riferimenti sicuri e stabili nonché la conoscenza dei limiti della legalità e la consapevolezza delle conseguenze delle loro azioni, ovvero è carente il senso di responsabilità. All’interno di esse tutto è senza valore e noia ed ecco che le baby gang se ne escono da questa condizione di monotonia con gesti clamorosi e scioccanti.

BALBUZIE Difetto del linguaggio caratterizzato dalla ripetizione della stessa sillaba o dall’arresto della voce su una parola, al quale fa seguito l’emissione precipitosa della parola stessa. Compare fra i due e i sei anni, ma può manifestarsi anche in soggetti più grandi, come conseguenza di alcuni disturbi psichici: paura, emotività, complessi di inferiorità, fobie, ansia, stress, angoscia. A livello terapeutico si cerca di risolvere i conflitti psicologici all’origine del sintomo, in modo da attenuare le tensioni interne del soggetto, oppure si utilizza la logoterapia.

BEHAVIOURISMO Dall’inglese “behaviour”, che significa comportamento, è il metodo psicologico che si basa sull’osservazione dei dati fisiologici e comportamentali della persona per individuarne il suo stato emotivo, escludendo i processi inconsci. Secondo questa teoria, ogni decisione, scelta, comportamento, risposta verbale o azione è provocata da una situazione reale che l’ha sollecitata, non da un pensiero che nasce dall’intimo.


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BISESSUALITA’ Secondo S. Freud un certo ermafroditismo anatomico è presente in tutti gli esseri umani a un cui non mancano tracce del tipo di sessualità opposto al suo. Conseguenza della bisessualità psicologica è il conflitto tra tendenze maschili e femminili, che raggiunge il culmine durante la crescita, del bambino e della bambina, alla ricerca dell’identità sessuale. C.G. Jung ripropone la teoria della bisessualità soprattutto nei concetti di anima e animus.

BISOGNO Stato di tensione più o meno intensa dovuto alla mancanza di qualcosa che risponde a esigenze fisiologiche o voluttuarie o psicologiche o sociali apprese dall’ambiente, divenute o avvertite come necessarie o indispensabili per la realizzazione di sé o di un particolare obiettivo.

BORDERLINE Letteralmente questa parola significa “linea di confine”. Si caratterizza per modalità pervasive di relazioni interpersonali instabili, autostima variabile, umore instabile e marcata impulsività. Di conseguenza, si definisce così un paziente il cui disturbo di personalità è al confine tra la nevrosi e la psicosi.

BRAINSTORMING La “tempesta di cervelli” è una riunione per confrontare le proprie idee con altri su un problema specifico o, meglio, è stimolare la nascita di nuove idee.

BRONTOFOBIA Terrore irrefrenabile per i tuoni.

BULIMIA Disturbo dell’alimentazione caratterizzato dal bisogno irresistibile di mangiare in continuazione che provoca un enorme aumento di peso. E’ osservato in soggetti molto ansiosi e depressi che, a seguito di sensi di colpa dovuti all’ingestione eccessiva di cibo, effettuano un vomito compensatorio autoprovocato o assumono dei lassativi per neutralizzare illusoriamente gli effetti dell’episodio bulimico.

BULLISMO Si tratta di un comportamento determinato da una condotta arrogante, fatta di molestie, di soprusi e di violenze sia fisiche che psicologiche. Stando alle statistiche, confermate dai mezzi di informazione europei, un bambino su sette (il più debole e incapace di difendersi) è vittima di questo tipo di prepotenze. Senza voler analizzare il perché si arrivi a essere bullo o vittima, è importante rendersi conto che il bullismo si sviluppa dove manca l’adulto normativo, dotato di autorevole attenzione e controllo. Attualmente, però, è in rapida espansione il cyberbullismo. Il cyberbullo, essendo solo un nickname, è in grado di agire e colpire la vittima designata pressoché in totale anonimato. E’ stato dimostrato che bambini e adolescenti diffamati


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attraverso e-mail, soprattutto con la diffusione di foto o video che li coinvolgono, subiscono danni devastanti accompagnati da ansie e pensieri suicidari. Risulta pertanto significativo il coinvolgimento degli adulti che devono essere tecnologie. Ma è ancor più assolutamente urgente che gli adulti riescano a far sviluppare nei bambini le loro attitudini relazionali fondate sul rispetto, l’empatia, l’assertività e il senso critico, per consentire a loro la possibilità di costruire e mantenere un’autentica stima di se stessi.

BUON SENSO Disposizione intellettuale all’equilibrio e alla misura che si manifesta nella capacità naturale e spontanea di sentire, percepire, intuire e discernere che permette di prendere decisioni valide nell’affrontare positivamente i problemi materiali della vita. Si distingue dal senso comune, carico di pregiudizi e appiattito sulle convenzioni, che è un modo di pensare e di giudicare della maggioranza delle persone.

BURNOUT Questo vocabolo inglese è difficile da pronunciare e da interpretare. Letteralmente significa “bruciarsi” o, più precisamente, “andare in corto circuito”. Applicato alla salute, questo termine segnala una sorta di progressivo indebolimento generale, un vero disagio fisico e psicologico che si riflette inevitabilmente sul piano comportamentale. Chi rincorre in continuazione un sapere che non appaga perché è già obsoleto al momento in cui è stato raggiunto e non riesce più a mettere a frutto ciò che ha imparato resta fatalmente sopraffatto da questa sindrome. L’insieme dei sintomi dà la sensazione di sentirsi consumati e di aver bruciato il proprio entusiasmo per le cose da fare. Forse il burnout, come risposta dell’organismo, può essere considerato come un messaggio indispensabile per far comprendere al soggetto che è arrivato il momento di occuparsi finalmente di se stesso per poter diventare protagonista della sua esistenza; deve capire che è un segnale che gli indica che gli tocca reinventare il suo percorso umano e diventare soggetto e interprete principale della sua vita.

CARATTERE Il carattere è dato dall’insieme delle qualità psichiche, ereditarie e costituzionali, quindi innate, sulle quali influiscono le acquisizioni che derivano dall’ambiente educativo e sociale. Il carattere, essendo soprattutto legato all’esperienza, si modifica e diventa fattore dinamico per la costruzione della personalità.

CICLOTIMIA Condizione psicologica nella quale la persona subisce una frequente alternanza d’umore. Infatti può essere euforica e piena di energia e subito dopo diventare malinconica e apatica. La ciclotimia può accentuarsi con il variare delle condizioni atmosferiche e delle stagioni.


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COACHING E’ il periodo di formazione di un direttore d’azienda sotto la guida di un “trainer” (letteralmente “istruttore, allenatore, addestratore”) più esperto, capace anche di affiancare i lavoratori e organizzare le attività di gruppo; attualmente troviamo dei “trainer” specializzati nell’affrontare le più svariate difficoltà che si possono incontrare nello sport come nella vita quotidiana.

COAZIONE Detta anche compulsione o costrizione. Obbligo inconscio, irrazionale a fare o a dire qualcosa di cui il soggetto stesso riconosce l’inutilità, ma la cui mancata espressione provoca in lui una sensazione di angoscia.

COGNIZIONE/PROCESSO COGNITIVO E’ il risultato di un procedimento messo in atto dalla mente quando viene sollecitata dal desiderio di apprendere che permette al soggetto di raccogliere informazioni relative al proprio ambiente e di elaborarle in modo di agire in maniera soddisfacente. Questo “atto di imparare” può essere ostacolato o ritardato da problemi emotivi.

COMPENSAZIONE Modalità naturale o artificiosa con cui l’energia psichica si propone di superare o aggirare un sentimento o un complesso di inferiorità. Sono da considerarsi positive le compensazioni che pongono un effettivo rimedio all’inferiorità di partenza senza pregiudicare la compartecipazione emotiva con i propri simili. Sono, invece, da considerarsi negative le compensazioni che non raggiungono il loro scopo o che, se lo raggiungono, isolano il soggetto in una posizione di autorevolezza fittizia, asociale o antisociale

COMPLESSO Insieme di idee, pensieri, ricordi, emozioni, pulsioni con un certo valore affettivo che giacciono nell’inconscio. Alcuni dei più importanti complessi si formano nei primi anni di vita del bambino; di fatto influenzano il comportamento, condizionano il modo di agire e lo sviluppo della personalità. I complessi più conosciuti sono quelli di inferiorità, di superiorità, di colpa e quelli relativi al proprio corpo.

COMPLESSO DI COLPA Uno dei complessi più angosciosi e angoscianti di cui un individuo può soffrire è quello di colpa. Bisogna premettere che per questo danno psicologico va considerata la differenziazione fra grado lieve e grado pesante. Molte nevrosi, infatti, si manifestano proprio attraverso la continua, esasperata, limitante percezione di essere in colpa, di cercare a tutti i costi l’approvazione degli altri, di fare di tutto pur di non essere censurati o rimproverati. Secondo Christian Boiron, presidente di un’importante azienda di medicinali, il senso di colpa non è mai pertinente. Perché? In breve, perché sottintende che non si sarebbe potuto agire in modo diverso. Ora, se ci si comporta in un specifico modo in un determinato contesto significa che un


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certo numero di parametri, personali o esterni, ci hanno portato a quell’azione. Come possiamo essere responsabili di questi parametri? Non bisogna credere che tale ragionamento costituisca un eccesso di indulgenza verso se stessi perché non è questa la causa che fa commettere dei crimini. E’ vero il contrario, è sempre il senso di colpa all’origine di quasi tutti gli stati d’emergenza che sono alla radice di fenomeni legati alla droga e alla delinquenza. Quindi, la scelta fatta non è altro che la risultante della storia dell’individuo, dei suoi condizionamenti, della sua capacità di riflessione, del suo stato di salute, dell’ambiente, ecc. Ognuno di questi elementi riduce di fatto il campo di libertà teorica di ciascuno di noi fino a sopprimerlo completamente e ci fa constatare che le scelte non sono altro che l’effetto della nostra cultura e della nostra biologia.

COMPORTAMENTO Con questo termine si definisce la maniera di comportarsi e di reagire in una determinata situazione; concetto meglio precisato sotto la voce Behaviourismo.

COMPULSIONE O COAZIONE E’ l’obbligo ad adottare una condotta della quale si riconosce l’assurdità. L’atto compulsivo, come ad esempio quello di lavarsi continuamente le mani, è un rituale simbolico di difesa contro l’angoscia.

CONCRETISMO Modo di pensare e di sentire legato alla percezione immediata della realtà materiale e al proprio vissuto soggettivo che non è in grado di utilizzare l’astrazione.

CONDOTTA Al contrario del comportamento, la condotta fa riferimento all’insieme degli atteggiamenti interiori, di fronte agli obblighi morali o personali, da cui discendono le azioni o reazioni abituali all’ambiente suscettibile di osservazione oggettiva.

CONFLITTO Può essere conscio o inconscio e riferisce allo scontro, alla lotta tra opposte emozioni, idee, aspirazioni che sono incompatibili tra di loro (per esempio un desiderio pulsionale e i divieti interni o esterni che impongono di non soddisfarlo). I conflitti indicano insicurezza e provocano nevrosi.

CONFORMISMO Tendenza, in modo acritico, all’adesione, all’allineamento alle idee, ai valori, agli atteggiamenti, ai bisogni e alle aspirazioni dominanti nel gruppo sociale di riferimento.


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CONVERSIONE E’ la trasformazione di un conflitto psichico in fenomeni fisici capaci di esprimere simbolicamente il contenuto censurato. I sintomi assumono varie forme tra cui: dolori, tremori, convulsioni, paralisi, sordità, cecità, vomito. L’isteria di conversione, nevrosi così denominata da Freud, ne è l’esempio principe.

CREATIVITA’ Pur mantenendo una coerenza strutturale, la creatività assegna alla produzione intellettuale la capacità di riconoscere tra pensieri e oggetti nuove connessioni che portano a cambiamenti dando loro un’impronta innovatrice e immaginativa.

CRISI Momento della vita in cui avviene una rottura dell’equilibrio precedentemente acquisito e nasce la necessità di trasformare gli schemi consueti di comportamento, che si rivelano non più adeguati a far fronte alle situazioni abituali, per iniziare a vivere in modo più soddisfacente.

CULTURA Il significato più antico e più comune di questo vocabolo riguarda la formazione individuale del soggetto e, in particolare, il patrimonio di conoscenze acquisite e maturate nel suo percorso esistenziale.

CULTURA DEL RISCHIO Concerne tutti quegli atteggiamenti eccessivi dei giovani che hanno la predisposizione ad andare a esplorare il terreno oltre il consentito, oltre le soglie di pericolosità. Aspirano a mettersi alla prova e a verificare le loro possibilità di fronte a situazioni nuove per mostrare che sono cresciuti e cambiati. Ed è qui che si assiste a guide spericolate, all’uso di sostanze più o meno legali, di tabacco o di alcol; quest’ultimo consumato insieme ad altri, quale rito di iniziazione che segnala l’ingresso nell’età adulta. Del resto, i “grandi” celebrano con l’alcol ricorrenze e festività. Quando, viceversa, esiste il bisogno di eccedere, la tendenza ad atteggiamenti esibizionistici, i giovani intendono richiamare l’attenzione su di loro e verificare la capacità dei genitori di ridefinire i limiti, vogliono metterli alla prova per accertare la loro resistenza e provocare le loro reazioni che, a questo punto, devono assolutamente essere motivate, chiare, ferme e costanti. Di per sé il rischio, che confina con la disobbedienza, è una necessità per i giovani senza la quale potrebbe non esserci una vera e propria conquista dell’autonomia e di una qualsiasi forma di indipendenza. E’ il loro trasgredire che può farli diventare adulti.

DEFICIT E’ un’insufficienza nello sviluppo della personalità o in qualche suo particolare aspetto.


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DEJA VU Dal francese “già visto”. E’ quella sensazione soggettiva di aver già vissuto in passato l’esperienza che si sta verificando nel presente. Non è un fenomeno strano, giacché i comportamenti umani sono di norma ripetitivi e il soggetto che si trova di fronte a stimoli già sperimentati reagisce sempre allo stesso modo.

DELIRIO Grave disturbo psichico, fantasia ossessiva, idea fissa. Le false convinzioni non accompagnate da autocritica sono sostenute strenuamente dal soggetto che non accetta gli argomenti contrari in una discussione né le smentite dell’esperienza; ha una percezione errata della realtà, ma la asseconda perché è convinto di ciò che vede o di ciò di cui è persuaso.

DEMOFOBIA Paura assillante e insopportabile della folla e degli assembramenti.

DEPRESSIONE Il significato letterale di questo termine è “caduta di pressione” e si riferisce alla diminuzione del tono dell’umore. Non la si deve confondere con la tristezza o la malinconia che sono stati d’animo temporanei causati da un motivo concreto. La depressione non ha una causa apparente, è uno stato emotivo continuo. Provoca seri disturbi, fra cui la mancanza di volontà, l’incapacità di fare programmi, il desiderio di rimanere in casa, la paura degli altri, l’inerzia e l’insonnia. La depressione comporta frequentemente valenze autodistruttive che potrebbero culminare in tentativi di suicidio.

DEREALIZZAZIONE La perdita del senso di realtà e del contatto che il soggetto ha con la propria esperienza normalmente acquisita attraverso i rapporti diretti con le cose e le persone dell’ambiente circostante.

DETERMINISMO PSICHICO E’ l’ipotesi indicata da Freud secondo cui nulla sarebbe arbitrario o indeterminato nella mente; gli eventi psichici avrebbero specifici significati e relative cause che potrebbero, con maggiore facilità, essere comprensibili alla luce di precisi fatti psichici avvenuti precedentemente.

DEVIANZA Così è definito quel comportamento che si allontana in maniera più o meno marcata dai modelli sociali prevalenti. Questo termine può essere normativo se riferito a un giudizio etico espresso su di esso e relativo poiché cambia con il variare del gruppo di riferimento e del periodo storico preso in esame.


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DIFESA (meccanismi di) Questo vocabolo è stata usato per la prima volta da Anna Freud nel 1936. Descriveva dieci attività o metodi di risposta agli imprevisti inadeguati alla natura dell’Io, utili alla propri difesa. Essi sono: rimozione, spostamento, formazione reattiva, proiezione, isolamento, annullamento, introiezione, trasformazione nel contrario, rivolgimento contro il sé, sublimazione.

DIFFIDENZA Il timore di essere ingannati, la mancanza di fiducia, il presentimento di qualcosa di negativo, di sospetto caratterizzano l’atteggiamento di quei soggetti che soffrono di mania di persecuzione e di paranoia.

DIFFERENZIAZIONE La psicologia evolutiva chiama così l’aumento della disponibilità all’adattamento al proprio ambiente di un soggetto. Secondo C. G. Jung la differenziazione è la premessa per l’individuazione che consiste nel diversificarsi di funzioni come sentimento, intuizione, sensazione e pensiero che in origine risultano indifferenziate, come quando nel sentimento troviamo mescolati amore e odio.

DINAMICA DI GRUPPO Tecnica psicologica messa a punto negli Stati Uniti che studia le reazioni provocate da uno sperimentatore (psicologo o terapeuta) all’interno di un gruppo ristretto di persone che, stimolate a parlare dei loro problemi, a cui è proposta un’eventuale interpretazione psicologica degli stessi, creano delle “dinamiche” significative che chiariscono la personalità dei componenti.

DIPENDENZA AFFETTIVA L’accettazione assoluta delle azioni e delle decisioni di un altro; è l’incapacità di vivere autonomamente e di staccarsi da un soggetto che si ritiene molto importante.

DIPENDENZA DA INTERNET La dipendenza da queste nuove tecnologie informatiche si manifesta con sintomi molto simili a quelli evidenziati da soggetti affetti da dipendenze psicoattive, dall’alcol o dal tabacco; anzi pare che questo tipo di dipendenza sia più grave. La diffusione di questo disturbo viene riscontrata soprattutto tra i giovani e i giovanissimi ossessionati dai social network, collegati per parecchie ore anche via telefonino, presi dalla smania dei giochi on-line, assuefatti al piacere che queste attività procurano. I conseguenti comportamenti ossessivo-compulsivi rivelano l’incapacità di controllare la pulsione perché basata sulla sensazione del piacere e, come tutte le cose basate su di esso, piuttosto che sulla sofferenza o sul disagio, risultano molto difficili da contenere e da eliminare. Sono diversi i segnali di allarme, sia nei più giovani che negli adulti, dalle continue assenze scolastiche all’annullamento di gran parte delle relazioni sociali. Anche quando vi è la consapevolezza del problema, l’interruzione dell’attività in rete causa delle reazioni che hanno a che fare con


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i tipici sintomi dell’astinenza. In merito a questa dipendenza è stata coniata la definizione di Internet Addiction Disorder (IAD) e identificati i criteri diagnostici relativi a conseguenti rischi. Anche in Italia stanno sorgendo vari centri per curare i “drogati” dal web.

DISADATTAMENTO E’ l’incapacità di adattarsi a un dato ambiente. E’ frequente nei bambini, ma anche negli adulti e può provocare nevrosi e complessi.

DISAGIO E’ lo stato di chi avverte difficoltà o imbarazzo in presenza di qualcuno, oppure in situazioni o luoghi che non corrispondono alle sue aspettative o alla sua personalità.

DISARMONIA Carenza di equilibrio interiore. E’ disarmonico quel soggetto che è bravissimo ed efficiente nel suo lavoro, ma ha un cosiddetto “caratteraccio”.

DISFORIA Abbassamento del tono dell’umore accompagnato da sconforto, ansia, eccitabilità ed esagerata reattività agli stimoli. Si differisce dalla depressione vera e propria perché più sensibile alle modificazioni provenienti da fatti o eventi esterni.

DISGRAFIA Disturbo delle capacità di scrittura che rende la stessa incomprensibile. Si presenta come un fenomeno complesso, differenziato da soggetto a soggetto, che può essere compreso soprattutto solo se valutato nell’ambito delle caratteristiche particolari dello scrivente, del suo processo maturativo, del livello della sua scrittura in base all’età e alla quantità e qualità dell’insegnamento e delle sue relazioni affettive e sociali.

DISIMPEGNO Distacco emotivo dell’Io dall’attività che svolge. Con significato ampio riguarda il rifiuto di affrontare le tematiche sociali e politiche.

DISLESSIA Incapacità di leggere correttamente. Si manifesta in età scolare nel bambino che non riesce ad apprendere a leggere nel modo giusto, invertendo così le sillabe, togliendo le lettere alle parole o confondendole con altre. Non deve essere confusa con l’alessia che è un disturbo caratterizzato dalla perdita parziale o totale della capacità di leggere.


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DISORIENTAMENTO E’ il disturbo tipico dei bambini al di sotto degli otto anni di età che si muovono malamente, urtano involontariamente degli ostacoli e inciampano in tutto e non sanno scrivere seguendo i quadretti o le righe. E’ anche il comportamento del soggetto costantemente insicuro e indeciso.

DISSOCIAZIONE E’ quel meccanismo di difesa psicologico di chi si distacca dall’opinione generale perché non vuol farsi coinvolgere o, più verosimilmente, perché ne ha paura.

DISSOCIAZIONE DELLA PERSONALITA’ La personalità del soggetto da unitaria si divide in due personalità distinte che coesistono e si separano alternativamente. Si evidenzia nella scrittura, nel comportamento e nelle elazioni affettive. E’ un sintomo e una manifestazione della schizofrenia.

DISTIMIA Patologica alterazione dell’umore, sia nel senso di una immotivata eccitazione che in quello di una profonda tristezza. Ma, più comunemente, nel linguaggio non prettamente specialistico è l’assoluta mancanza di stima del soggetto per se stesso, causata da insicurezza, senso di inferiorità e complessi vari.

DISTURBO Termine generico per indicare malattia o disagio.

DOGMATISMO Atteggiamento caratterizzato dall’osservanza di principi i cui fondamenti non vengono mai messi in discussione. E‘ stato riscontrato in soggetti autoritari che mostrano rigidità nei pensieri, una bassa tolleranza alle incertezze e ai dubbi e una forte sensibilità ai condizionamenti sociali.

DRILL Termine inglese che si può tradurre con l’espressione “pratica ripetitiva”. Indica un addestramento, solitamente imposto da un insegnante, basato sulla ripetizione sistematica di un compito perché venga eseguito in modo sempre più veloce e automatico. Tale tipo di educazione è applicabile a qualsiasi campo e viene utilizzata soprattutto nelle attività professionali.

DROGA E’ qualsiasi sostanza sintetica o naturale, chimicamente pura o meno, la cui assunzione provoca una modificazione della coscienza, della percezione e dell’umore. Oltre alle droghe considerate illegali e a quelle il cui uso è controllato, tale definizione comprende le bevande alcoliche, il caffè, il tè, il tabacco, alcuni vegetali e, naturalmente, tutti i farmaci aventi un’azione attiva sulla psiche.


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DROMOFOBIA Si tratta di una paura ingiustificata e di forte opposizione al camminare e al viaggiare.

DUBBIO Incertezza o sospetto. Quando il soggetto ha la necessità continua di esaminare e riesaminare una situazione, un lavoro, un’azione, tormentandosi di giorno e non riuscendo a dormire di notte per paura di aver trascurato qualche dettaglio, il dubbio è sintomo di un disturbo psicologico. Può originare nevrosi e ossessioni di vario tipo.

ECCENTRICITA’ E’ un modo di pensare e di agire che si allontana dalle convenzioni e dalle consuetudini sociali con comportamenti anticonformistici che però non portano ad attività significative per il carente rapporto che l’eccentrico ha con il gruppo sociale di appartenenza.

ECOLALIA Disturbo che consiste nel dire lo stesso concetto diverse volte in un giorno o ripetere, come un’eco, le parole o le ultime lettere delle stesse pronunciate dall’interlocutore. Nel bambino che impara a parlare è una manifestazione del tutto normale; al contrario, in età adulta questo disturbo lo si attribuisce a un ritardo affettivo o a un disturbo nervoso. EDIPO (complesso di) Secondo Freud, il complesso edipico raggiunge il suo apice durante la fase fallica (3-5 anni) per poi scomparire durante il periodo di latenza (6-12 anni). Durante la pubertà si ripresenta per poi risolversi, con maggiore o minore riuscita, attraverso l’identificazione col genitore dello stesso sesso e con il rifiuto temporaneo del genitore del sesso opposto, che viene ritrovato nell’oggetto sessuale della vita adulta.

EGOCENTRISMO E’ la tendenza del soggetto a porsi al centro di ogni evento, all’essere attento in modo eccessivo ai propri bisogni e a trascurare quasi totalmente quelli degli altrui cercando esclusivamente il suo vantaggio. L’egocentrico è colui che vive come chiuso dentro il suo cerchio, incapace di aprirsi alla comunicazione con l’altro: è come se si ponesse sotto sequestro, interessato unicamente a far girare tutti attorno a lui.

EGOMORFISMO Disposizione del soggetto a percepire e interpretare la realtà degli altri solo sulla base della propria esperienza e della propria personalità. E’ una tendenza che fa da sfondo ai processi proiettivi.


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EGOSINTONICO-EGODISTONICO Coppia di termini che si riferisce alla compatibilità (egosintonico, con atteggiamento di accoglienza) o incompatibilità (egodistonico, con atteggiamento di conflittualità) di idee o pulsioni con gli ideali dell’”Io” e con il concetto che il soggetto ha di sé.

EGOTISMO E’ una tendenza che induce Il soggetto a parlare esclusivamente di se stesso, sopravvalutando le proprie qualità e le vicende della propria vita definendole come esperienze “uniche”.

ELABORAZIONE E’ un processo che permette la critica e fa compiere il passaggio dal principio del piacere, fatto di impressioni, di sensazioni e di istintività, al principio della realtà che consente la presa di coscienza degli automatismi e il controllo su di essi.

ELETTRA (complesso di) E’ un’espressione usata da C. G. Jung nei suoi lavori come sinonimo di complesso di Edipo vissuto al femminile.

EMOFOBIA Senso di paura, repulsione, disgusto per il sangue.

EMOTIVITA’ In senso generale è la capacità di provare emozioni; può essere scarsa, normale o eccessiva secondo il modo e l’intensità di reazione del soggetto. Quando è esagerata causa la rottura dell’equilibrio dell’”Io”.

EMOZIONE Reazione psicofisica piacevole (gioia, entusiasmo) o sgradevole (collera, invidia, paura), che può essere breve, intensa e passeggera, a eventi interni o esterni rilevanti per gli scopi del soggetto, dalla sopravvivenza fisica all’adattamento sociale. Chi, a lungo, reprime, nega o razionalizza le proprie emozioni corre il rischio che si riversino sul corpo come veri e autentici disturbi psicosomatici.

EMPATIA Capacità di immedesimarsi nelle situazioni o nei pensieri di un altro mettendosi ”nei suoi panni”. Non va confusa con la comprensione, né con la simpatia che sono più un sentire senza condividere. L’empatia ci permette di percepire la parte più intima di ciò che ci viene detto o non detto, espresso chiaramente o sottinteso.


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EMULAZIONE E’ l’imitazione conscia e volontaria di altre persone da parte di un soggetto che intende mostrarsi uguale o migliore nell’operato e nelle potenzialità pregevoli. L’emulazione si distingue dalla rivalità perché non ostenta sentimenti avversi o sfavorevoli.

ENERGIA Forza, risolutezza nell’agire, capacità di adattarsi alle circostanze. E’ una dote innata. Alcuni soggetti mostrano un atteggiamento energico solo in apparenza; in realtà compensano una loro debolezza (per esempio, il timido diventa aggressivo, il pavido coraggioso, l’incerto autoritario, ecc.).

ENERGIA PSICHICA Di solito, come vocabolo sostituibile nel significato denotativo di energia psichica, si usa il termine libido. Per S. Freud, la libido è quella forma di energia per mezzo della quale si manifestano gli istinti di vita, ma anche di distruzione e di morte. Al contrario, per C. G. Jung energia psichica e libido sono sinonimi; essa si manifesta concretamente sotto forma di forze in atto o in potenza nella personalità.

EQUILIBRIO Significa bilanciamento di opposti caratterizzato dalla presenza di forze tra loro contrastanti.

ERITROFOBIA E’ un atteggiamento fobico contrassegnato dal timore di arrossire.

EROS E’ il dio greco dell’amore sessuale. S. Freud utilizza questo vocabolo per indicare la somma degli istinti di vita, dei comportamenti sessuali e aggressivi in opposizione alle pulsioni di morte personificate dal dio Thanatos.

ES E’ una delle tre istanze, cioè parti (con l’”Io” e il “Super Io”) distinte da S. Freud nella sua teoria dell’apparato psichico. E’ il serbatoio primario dell’energia psichica. Il suo contenuto è formato dall’insieme delle pulsioni primarie, dagli istinti, da ciò che è ereditario: è “la parte oscura della nostra personalità”, l’energia libidica che pretende l’immediata soddisfazione.

ESPANSIVITA’ Tratto del carattere che amplifica sentimenti quali l’allegria, la soddisfazione, l’euforia, l’ardore, il piacere di stare con gli altri.


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ESPERIENZA L’insieme di conoscenze che, mediante il contatto diretto, personale con la realtà vengono acquisite attraverso la pratica o l’osservazione di avvenimenti, fenomeni e persone.

ESTROVERSIONE Segnala il rivolgersi dell’energia psichica del soggetto verso l’esterno. Per l’estroverso l’oggetto esterno ha, nella coscienza, un’importanza maggiore della sua stessa opinione soggettiva che per lui ha meno valore rispetto alle condizioni obiettive esterne.

ETA’ EVOLUTIVA Il periodo di tempo che intercorre dalla nascita al completo sviluppo fisico e psicologico, ossia alla maturazione, di ogni essere umano. Di solito termina intorno ai vent’anni, ma è un dato facoltativo e va sempre valutato di caso in caso.

EUFORIA Eccezionale buonumore, gioia, ottimismo. Lo stato di euforia è particolarmente accentuato nella ciclotimia e nella psicosi maniaco-depressiva.

EURISTICA Sistema di ricerca per la soluzione di un problema che si impiega in assenza di un piano dettagliato delle varie ipotesi possibili, data l’eccessiva complessità del problema stesso.

EZIOLOGIA Vocabolo di origine greca. Studia i fattori che possono essere la causa di una malattia.

FABULAZIONE Il soggetto, che fatica a distinguere tra realtà oggettiva e fantasia, produce discorsi che mettono capo a racconti scoordinati privi di rispondenza concreta, ma spesso verosimili e strutturalmente coerenti.

FAGOFOBIA Profonda avversione all’assunzione di cibo. E’ un tipico sintomo dell’anoressia.

FAGOMANIA Incontenibile bisogno di mangiare che va oltre all’impulso fisiologico della fame. Può comparire nelle forme di depressione come compensazione a una delusione o a un vuoto interiore.


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FALSO (Io) Nascita e crescita di un Io inautentico in quanto interamente modellato sulle aspettative di un altro soggetto, in genere una figura genitoriale; l’Io falso riflette ciò che gli altri vogliono e desiderano mentre accanto a esso si sviluppa l’Io autentico.

FAMIGLIA (test della) Con questo test si esplora come sono percepiti dal bambino i rapporti affettivi con i suoi familiari.

FANTASIA Vocabolo impiegato in due accezioni, come attività immaginativa e come fantasma. L’attività immaginativa è, in generale, alla base di ogni processo creativo. Per fantasma si intende la rappresentazione o lo scenario, in cui il soggetto è presente, che si oppone, in misura maggiore o minore, alla realtà e rappresenta il soddisfacimento di un’aspirazione inconscia.

FASE Termine col quale si indica ogni stadio di sviluppo della libido: fase orale, fase sadico-anale, fase fallica, fase genitale.

FEMMINICIDIO Espressione decisamente nuova. Viene usata per sottolineare quella violenza che compiono i maschi sulle femmine. Questa parola fa torcere il naso a chi crede che questo termine delimiti questi tipi di omicidio, ma in realtà evidenzia quel flusso di violenza, in forme e modalità diverse, che ha interessato il genere femminile da sempre e che ha caratterizzato la cultura maschilista di ogni epoca.

FEMMINISMO Movimento socio-culturale volto a effettuare un riconoscimento dell’identità femminile in opposizione agli stereotipi ideologici consegnati dalla tradizione risalente al passato e determinanti la condizione attuale della donna in cui, più o meno chiaramente, si notano le repliche della subordinazione della donna all’uomo e la sua conseguente esclusione dal mondo delle decisioni storiche.

FETICISMO Riguarda il culto di un feticcio che è stato spiegato nelle forme più diverse dai vari ambiti disciplinari da cui provengono. Notoriamente è un atteggiamento che fissa il soddisfacimento sessuale su un particolare anatomico o su un oggetto (feticcio); è un interesse erotico deviato e concentrato appunto solo su parti del corpo o del vestiario.


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FISIOGNOMICA Disciplina che si prefigge di individuare i caratteri psicologici e morali di un soggetto partendo dal suo aspetto fisico e dalle espressioni del suo volto.

FISSAZIONE In psicoanalisi, è il blocco di una parte dell’energia psichica a particolari zone erogene, a fasi di sviluppo, a oggetti, a modalità di soddisfacimento sperimentati nel passato che non consentono alla parte fissata dalla pulsione di evolversi secondo il suo sviluppo. Comunemente, si tratta di un esagerato attaccamento per una persona (un genitore, un figlio, il marito) o per un oggetto (l’automobile, un gioiello, un portafortuna).

FLIRT Vocabolo che, con il suo verbo flirtare, riporta a un lontano passato. Il soggetto costruiva lungo il suo percorso di vita quella totalità di sentimenti e di emozioni che potevano permettergli di raggiungere la capacità di esplorare se stesso e l’altro, i propri stati d’animo e delle altrui reazioni. Lo scopo, che richiedeva tempo e perseveranza, era quello di provocare l’interesse dell’altro come un gioco non necessariamente sessuale. I messaggi, seppure ambigui, erano senza malizia, senza un fine prefissato. Oggi non c’è tempo per quell’insieme di sentimenti perché siamo sempre di fretta, l’avvicinamento amoroso segue altri ritmi senza impegno e senza prospettive; si va subito al sodo, se funziona va bene, se no si molla la presa. Il flirt è decisamente una cosa d’altri tempi.

FOBIA E’ il timore ingiustificato, irrefrenabile e morboso per un oggetto, un animale, una situazione che causa un senso d’angoscia impossibile da superare. Le principali fobie sono connesse agli animali, agli oggetti che possono ferire (coltelli, forbici, aghi, ecc.), ai luoghi troppo aperti o troppo chiusi, ai rapporti sociali.

FORMAZIONE Processo che mira allo sviluppo compiuto dell’individuo sia in termini di personalità psicologica che in termini professionali.

FORMAZIONE REATTIVA E’ un meccanismo di difesa dell’Io che consente di dominare un impulso che, considerato inaccettabile, viene neutralizzato e dominato esagerando la tendenza opposta. Per esempio, un’eccessiva mitezza può nascondere un’aggressività rinnegata.


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FORMAZIONE SOSTITUTIVA Meccanismo che svolge la funzione di soddisfare un desiderio rimosso tramite una forma surrogata. S. Freud include tra questo tipo di formazione gli atti mancati, i lapsus e le battute di spirito.

FOTOFOBIA Paura acuta e immotivata della luce.

FREDDEZZA Condizione emotiva di completo distacco da persone, oggetti e ambiente. Qualche volta è innata, più spesso è causata da complessi o nevrosi.

FREUD SIGMUND (1856 – 1939) Psicologo e psichiatra austriaco. E’ il fondatore della psicoanalisi. Ha pubblicato libri sui fenomeni isterici curati con l’ipnosi, ha ideato il metodo dell’interpretazione dei sogni e delle associazioni libere e ha diviso la psiche umana in tre parti denominate Es, Io, Super Io. Secondo Freud, il nostro comportamento è incessantemente orientato a eliminare tensioni e conflitti interiori al fine di affermare il “principio del piacere” (che si contrappone “all’istinto di morte”, ossia all’insieme degli impulsi negativi come la distruzione e l’aggressione).

FRUSTRAZIONE In termini generali, è quella situazione interna o esterna che non permette a un soggetto di raggiungere l’obiettivo che si propone e che, di conseguenza, gli vieta di conquistare quella soddisfazione indispensabile al benessere psicologico. Le frustrazioni più comuni sono legate ai sentimenti e provocano complessi, odio, rancore, senso di inferiorità, nevrosi.

FUGA (dalla realtà) Allontanamento, separazione, distacco mentale e psicologico da una situazione negativa o dolorosa.

FUNZIONE In medicina e in psicologia, ogni attività dell’organismo che concorre al mantenimento della vita individuale e alla conservazione della specie. I processi sfavorevoli vengono indicati come disfunzioni.


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GELOSIA Per alcuni la gelosia è un segno d’amore, per altri un sentimento di esclusivismo totale, una malattia che acceca, un male oscuro. Può essere la reazione a un complesso di inferiorità, una forma di autoritarismo, di imposizione, una dimostrazione di povertà interiore che scatena ossessioni, rivalità, paura di essere ingannati. Nasce per i più svariati motivi e rovina i legami sentimentali e professionali, le relazioni interpersonali e di parentela. La gelosia non ha sesso, ma è un fenomeno che sembra interessi anche il regno animale. E’ frequente nei bambini: nel fratello maggiore per quello minore e viceversa o nel figlio per il genitore di sesso opposto (complesso di Edipo e di Elettra). La gelosia malata ha due forme: quella delirante che non ha sospetti, ma certezze che nascono da un’immaginazione distorta; l’altra, quella ossessiva, si basa su un dubbio persistente che logora e corrode. La gelosia, però, può avere qualcosa in comune con i propri desideri di infedeltà, con le fantasie che non ci concediamo e che, invece, proiettiamo sugli altri con l’illusione di liberarcene.

GENE Unità fondamentale del sistema genetico, localizzata nei cromosomi e che è legata alla trasmissione di un carattere ereditario.

GENITALE (fase) E’ lo stadio finale dello sviluppo psicosessuale teorizzato da S. Freud che lo suddivide in due fasi. La prima corrisponde alla comparsa del complesso di Edipo, la seconda è quella propriamente genitale che viene raggiunta soltanto nella pubertà.

GENOMA Il complesso dei geni. Si pensa che influenzino anche alcuni comportamenti psicologici deteriori, come schizofrenia, epilessia, ecc.

GERARCHIA La psicologia sociale considera la gerarchia come uno dei meccanismi principali della dinamica di gruppo che riguarda, per esempio, la scelta di un leader e la differenziazione dei ruoli dei partecipanti al gruppo stesso. Differenti studi hanno portato alla luce un altro tipo di gerarchia basata su preferenze di natura affettiva e sul desiderio o meno di collaborare.

GESTALTISMO (dal tedesco “gestal” che significa “forma”) Movimento psicofilosofico secondo il quale la realtà viene recepita in maniera globale, non per particolari. Infatti, il soggetto unifica i dati tramite determinati principi appartenenti alle sue strutture percettive, in


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quanto ogni essere umano possiede dei modelli di forma acquisiti con l’esperienza che vengono di continuo richiamati alla mente.

GIOCO E GIOCATTOLI Il gioco è un’attività seria perlopiù infantile, con la quale il bambino apprende, impara e acquisisce tutte quelle capacità di cui potrà usufruire in futuro. Non vi debbono essere differenze di sesso nell’uso dei giocattoli, fintanto che i tratti relativi all’identità sessuale non si stabilizzino con l’adolescenza. Pertanto, maschi e femmine possono trarre piacere dal fare giochi sia “maschili” che “femminili”. Non c’è quindi ragione di selezionare i giocattoli da regalare ai bambini in base al loro sesso; la cosa più importante è lasciare che loro stessi esprimano le loro preferenze. Margaret Mead, famosa antropologa, scriveva “Se si lasciasse un bambino libero di esprimere il suo comportamento indipendentemente dal sesso al quale appartiene, quante possibilità, quante attitudini, quante inclinazioni non andrebbero perse!” (Margaret Mead, Sesso e temperamento, Milano, Il Saggiatore).

GIUDIZIO Abitualmente questa parola si riferisce 1) alla facoltà di distinguere e valutare, 2) alla convinzione mentale con cui si afferma o si nega la verità di un evento o di un pensiero. In questi casi, il giudizio si rivela ampiamente condizionato dall’ambiente culturale in cui il soggetto è inserito.

GRAFOLOGIA E’ lo studio della personalità attraverso la scrittura.

GRATIFICAZIONE In termini generali, è lo stato emotivo che accompagna il soddisfacimento di un desiderio. La psicoanalisi, invece, considera la gratificazione come la meta a cui tende il principio del piacere prima che si imponga il principio della realtà.

HABITAT Preso in prestito dalla geografia, questo vocabolo indica, sia in maniera fisica che psicologica, l’ambiente nel quale un soggetto vive e agisce.

IDEA FISSA Pensiero ossessionante e anomalo che predomina su tutti gli altri e sul quale si concentrano l’attenzione e l’interesse esclusivi di un soggetto.


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IDEALIZZAZIONE Processo psichico che spinge un soggetto a esaltare le qualità e il valore di un’altra persona che ritiene perfetta, priva di aspetti negativi e verso la quale tende a essere dipendente e servile. Quando questa convinzione non regge all’esame della realtà, il soggetto si sente deluso e depresso a causa della perdita della propria autostima che si era sacrificata nel mitizzare l’altra persona. L’idealizzazione, come meccanismo di difesa inconscio, è tipico dell’innamoramento caratterizzato dalla trasfigurazione in senso completamente positivo di una persona, partendo da una sua qualità fisica o morale.

IDENTIFICAZIONE Meccanismo inconsapevole con il quale un soggetto tende a somigliare a un altro individuo assimilandone le caratteristiche fisiche, le qualità psicologiche, lo stile di vita.

IDENTITA’ Il senso di identità è prevalentemente conscio, è sentirsi se stesso in modo continuo attraverso il tempo e distinto come entità e soggetto rispetto a tutti gli altri.

IMAGO Concetto introdotto da C. G. Jung. Schema inconscio con cui il soggetto considera l’altro, pur non rappresentandolo com’è realmente. Per esempio, un padre di solito mite può provocare nel figlio una imago di padre severo e terribile.

IMMAGINAZIONE Capacità del soggetto di rappresentarsi un oggetto assente oppure un affetto, una tendenza istintuale non presenti al momento.

IMMATURITA’ AFFETTIVA Sviluppo psicologico incompleto di quel soggetto che non riesce a staccarsi dal suo ambiente d’origine.

IMPRINTING Comportamento studiato soprattutto da K. Lorenz per cui gli animali appena usciti dal guscio seguono il primo oggetto che vedono, considerandolo come se fosse la propria madre e corteggiandolo in età adulta come un proprio simile.


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IMPULSO E’ un desiderio improvviso, pressante e irrefrenabile di compiere un’azione che esige di essere appagata; se l’azione non viene compiuta, può derivarne uno stato di grande tensione.

INCONSCIO Come sostantivo, in contrapposizione al conscio (Io), indica l’insieme dei processi (ricordi, fantasie, desideri) che influiscono sul comportamento, ma che sfuggono alla coscienza. Come aggettivo, si riferisce ai processi mentali di cui un soggetto non è consapevole.

INCONSCIO COLLETTIVO C. G. Jung ha coniato questo termine per specificare quella parte dell’inconscio che contiene gli archetipi ed è pertanto comune a tutto il genere umano senza distinzione di razza, cultura e ambiente.

INDIFFERENZA La mancanza di reazione agli avvenimenti esterni e alle persone. Quando è totale è una caratteristica della depressione e della schizofrenia.

INDIVIDUAZIONE Processo di differenziazione che, secondo C. G. Jung, ha come obiettivo lo sviluppo della personalità individuale. E’ il fine e il senso di ogni esistenza.

INDOLE Disposizione fondamentale e apparentemente innata della personalità di un soggetto.

INFANTILISMO E’ una forma di ritardo affettivo. Il soggetto, anche se è adulto, conserva inalterate alcune reazioni emotive dell’infanzia. Uno dei motivi più abituali dell’infantilismo è l’educazione troppo severa od oppressiva. INGRATITUDINE Mancanza di riconoscenza per il bene ricevuto. L’ingrato è un soggetto che tende all’arroganza, è ambizioso ed esigente. Ha un deficit di riconoscenza perché non ammette il favore di cui ha goduto. Un amor proprio esagerato lo spinge a negare l’evidenza del bene avuto. Comunque, può capitare che l’ingrato restituisca più di quanto ha ricevuto per sottolineare di non aver debiti con nessuno, ma solo crediti che continuerà a esigere per il resto della sua vita. Nella profondità della psiche, l’ingrato porta con sé una possibile ferita narcisistica ancora aperta. Probabilmente si è sentito non sufficientemente amato o, addirittura, tradito da chi doveva


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dargli affetto e può, quindi, aver maturato la certezza che non possa aspettarsi niente dagli altri se non essere risarcito. E’ questo il motivo per cui non sa ringraziare.

INIBIZIONE Proibizione inconscia che rallenta o arresta un’azione o lo sviluppo di un sentimento. E’ l’incapacità involontaria di andare oltre un certo limite. In grafologia, per esempio, l’inibizione è uno dei meccanismi di difesa che può essere adottato da chi ha il Calibro sm. Colui che presenta la Tentennante/Titubante è sicuramente inibito nelle scelte e di fronte alle responsabilità. Chi, invece, possiede l’Accartocciata ha inibita la possibilità di sperimentare e ciò comporterà il rallentamento della sua evoluzione. Al contrario, l’addossata, in grado significativo nel contesto di una grafia adulta, è indice di difesa inibente che frena le potenziali risorse e nuoce allo sviluppo della personalità.

INNAMORAMENTO Lo slancio vitale che, in questo accendersi d’amore, supera tutti gli ostacoli fa sentire più carichi di energia e chi ama ha la sensazione di non aver più bisogno di nessun altro se non del partner. L’innamoramento dà vita a un radicale mutamento, a una morte-rinascita. Il soggetto amato diventa sia un fine perché ardentemente desiderato, sia un mezzo perché rappresenta quella soglia varcando la quale si va incontro a una nuova vita. Nell’innamoramento l’individualità scompare e assume maggior valore la devozione verso l’altro; prevale il contatto corporeo, l’attrazione fisica e sessuale; la coppia si isola dal mondo dei rapporti interpersonali; gli innamorati si appartengono, ma pure si idealizzano, sono sognanti, lontani dalla realtà. L’innamoramento precede un sentimento più evoluto, più adulto e maturo che è l’amore. Purtroppo ci sono innamoramenti che durano lo spazio di una stagione e vengono subito dimenticati; altri, invece, danno significato all’esistenza di una coppia e possono durare tutta una vita. Vale sempre la pena perdere la testa e lasciarsi trasportare da un progetto amoroso; la cosa che più conta, però, è che alla fine si sappia uscire dal sogno e trovare una dimensione innovativa, più realistica e rafforzata, non più fissata sui bisogni, ma sui desideri. E per finire, andiamoci piano a ridere di persone adulte o anziane che prendono una “cotta” perché ci si può infuocare d’amore a ogni età.

INSIGHT Deriva dall’inglese e significa intuizione del superamento di un problema. Indica la presa di coscienza di un conflitto, rimosso fino a quel momento, delle motivazioni inconsce che sono alla base di certi comportamenti, della natura di una situazione o dei propri problemi che, visti in modo diverso nella loro globalità, permettono il loro risolvimento.


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INTIMITA’ E’ una delle componenti più importanti dell’amore. Non riguarda solo l’aspetto erotico. E’ entrare in confidenza, in contatto con la dimensione profonda dell’animo dell’altro senza lasciare spazio nella mente e nel cuore, pur non confondendosi. Se c’è intimità, si può parlare o restare in silenzio senza che la comunicazione ne soffra perché, comunque, le emozioni della coppia si toccano e si combinano. L’intimità è un impegno che si crea pian piano e non è una concessione miracolosa o un regalo. Quando inizia una relazione d’amore, l’intimità è discontinua perché i partner non si conoscono; poi, il loro rapporto subisce uno sviluppo ampliando ed evolvendo quel sentimento di confidenza e di partecipazione che darà origine a un amore maturo, capace di amalgamare la passione con la disponibilità ad accettare i cambiamenti.

INTROIEZIONE Processo tramite il quale si fa entrare nel proprio Io la maggior parte del mondo esterno, facendolo diventare oggetto di fantasmi inconsci. E’ un termine creato da S. Ferenczi (psicoanalista ungherese, tra i primi discepoli di Freud) ed è l’opposto della proiezione.

INTROSPEZIONE L’osservazione delle azioni e dei sentimenti personali e comporta la capacità di analizzare le emozioni. E’ come “fare i conti” con la propria coscienza.

INTROVERSIONE E’ la tendenza a ritirarsi in sé e a convogliare interessi ed energie verso il proprio mondo interiore invece che riversarli all’esterno. Quando è eccessiva pregiudica i rapporti sociali.

INTUIZIONE Capacità di conoscere e comprendere in base alle sensazioni il valore delle cose, o delle idee, e delle relazioni esistenti tra loro, senza la mediazione di nessun ragionamento.

INVIDIA Per Erich Fromm, l’invidia “è la soddisfazione di vedere negata ad altri la gioia di cose che, per ragioni esterne o interne, io non posso ottenere”. Generalmente, è data dal successo e dalla fortuna altrui. E’ una forma di odio che reca molto danno perché induce a parlar male degli altri e a diffondere su di loro notizie non vere.


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IO Uno dei termini della “trilogia psichica” di S. Freud. E’ la parte che controlla la realtà, che assicura e mantiene il giusto equilibrio tra l’istinto (Es) e i condizionamenti sociali, religiosi, ambientali e morali (Super Io).

IO (IDEALE DELL’) E’ il modello in cui, a livello cosciente, il soggetto si identifica e tende ad assomigliare e, attraverso il quale, desidera realizzarsi.

IPOCONDRIA Preoccupazione immotivata per le proprie condizioni di salute, accompagnata da disturbi fisici, stati di angoscia e depressione.

IPOCRISIA Termine per definire l’atteggiamento di chi fa sfoggio di un sentimento nobile (altruismo, disponibilità, bontà) per accaparrarsi la fiducia degli altri e riuscire a tenerli meglio in pugno. E’ un sintomo di debolezza di carattere e si manifesta in molte nevrosi, nonché nei soggetti autoritari e in quelli sessualmente repressi.

ISOLAMENTO Esagerata reazione di difesa che consiste nel chiudersi totalmente in se stessi. E’ tipico della nevrosi ossessiva.

ISTERIA Disturbo dovuto ad angoscia e nevrosi. E’ caratterizzato da una serie di fenomeni, che possono rimanere passeggeri o diventare cronici e che non hanno una base organica, e da comportamenti che svolgono funzioni psicologiche. Tra i suoi sintomi troviamo l’irritabilità, il pianto incontrollato, la mania di grandezza; la condotta diventa teatrale, estremamente emotiva, suggestionabile. Fisicamente, l’isteria può provocare paralisi, crisi di agitazione, emiplegia, mutismo, sonnambulismo, spasmi muscolari e disturbi sensoriali.

ISTINTO E’ quel comportamento ereditario che non viene appreso, ma nasce con ogni individuo, il cui fine è quello di farlo sopravvivere. I due istinti che vanno soddisfatti, pena la morte, sono quelli della fame e della sete.

ISTINTO DI MORTE (Thanatos) E’ un concetto freudiano che significa desiderio di annientare se stessi.


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ISTINTO DI VITA (Eros) E’ un concetto freudiano che indica sia l’istinto sessuale che quello di conservazione.

JUNG CARL GUSTAV (1875 – 1961) Psichiatra svizzero fondatore della psicologia analitica. Fu tra i primi allievi di Sigmund Freud dal quale si allontanò per divergenze dottrinali. Jung sviluppò i concetti di archetipo, di complesso, di imago e di inconscio collettivo.

LABILITA’ Condizione emotiva di debolezza, fragilità interiore, facilmente modificabile da stimoli interni o esterni.

LAPSUS Errore involontario per cui si pronuncia (lapsus linguae) o si scrive (lapsus calami) una parola al posto di un’altra; è determinato da un contenuto emotivo a livello inconscio.

LATENZA Il periodo che segue la fase edipica (dai sei ai dodici anni) durante il quale si verifica da una parte una diminuzione notevole della attività sessuale del bambino, che rivolge la sua attenzione al mondo esterno e allo sviluppo di attività psichiche, conoscitive e sociali gratificanti e, dall’altra, un rafforzamento del meccanismo della rimozione. LEGAMI Per crescere un soggetto ha bisogno di legami affettivi forti che si consolidano in età evolutiva per creare un adeguato sviluppo psicofisico, da cui ne deriva una sensazione di benessere, di essere al sicuro che consente, quando è necessario, di separarsi più facilmente. E’ in funzione di questi legami che ogni soggetto matura e si individua. Oggi pare complicato costruire dei vincoli importanti al di fuori della famiglia perché paura e insicurezza rendono difficoltoso il loro mantenimento Sia adolescenti che adulti temono il legarsi a un’altra persona, preferiscono rapporti fisici senza coinvolgimento per non subire possibili delusioni e faticano a lasciarsi andare ai sentimenti. Esiste un’instabilità affettiva che si aggiunge a quella economica e lavorativa; il tutto determina una provvisorietà nei rapporti di coppia. Non è da escludere che anche nei contatti via Internet si cerchi qualcuno da incontrare, con cui fare l’amore e poi uscire di scena senza conseguenze o turbamenti. L’idea corrente è che quando le relazioni sono troppo coinvolgenti sul piano sentimentale, diventano legami portatori di sofferenza o gabbie che tolgono la libertà individuale.


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LIBIDO C. G. Jung considera riduttiva la concezione della libido come energia solamente “sessuale”, come sostenuto da S. Freud. La libido, per Jung, deve essere intesa come un’energia riferibile a qualsiasi sfera: fame, odio, sessualità, religione, ecc.; inoltre deve ritenersi anche finalistica, nel senso che è un tendere a un qualcosa, un mirare a un’organizzazione migliore della persona.

LINGUAGGIO Insieme di codici che permettono la trasmissione, la conservazione e l’elaborazione di informazioni, mediante segni che hanno valore intersoggettivo e che possono significare altro da sé. Lo scambio di informazioni tramite segni è un privilegio sia dell’uomo che degli animali, anche se per quest’ultimi il linguaggio è connaturato, non ha evoluzione e appare legato a eventi immediati e concreti.

LIVELLO INTELLETTIVO E’ il livello culturale di una persona. Può essere basso, normale o elevato.

LOGORREA Irrefrenabile bisogno di parlare ininterrottamente. E’ tipico dei “chiacchieroni”, ma anche di alcune psicosi maniaco-depressive.

LOGOTERAPIA Rieducazione linguistica per curare disturbi come l’afasia, la balbuzie o la difficoltà ad articolare correttamente le parole dovuta a patologie del sistema nervoso centrale o a spasmi degli organi della fonazione.

LUDOTERAPIA Metodo di cura di alcuni disturbi mentali che utilizza il gioco.

LUTTO (elaborazione del) E’ un graduale processo emotivo di distacco che un soggetto sperimenta dopo aver perso un oggetto significativo che ha avuto una grande importanza nella sua esistenza.

MALINCONIA Stato d’animo di costante e profonda tristezza, pessimismo e indifferenza. Questa afflizione si ripercuote sulla salute e provoca soprattutto inappetenza e disturbi circolatori. L’abbassamento del tono dell’umore può portare alla psicosi maniaco-depressiva.


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MALUMORE Sentimento di scontentezza, di irritazione, di insoddisfazione provocato dalla percezione di aver ricevuto un’offesa, di essere stati vittima di un’ingiustizia a cui non è possibile porre rimedio. E’ un atteggiamento inefficace che spesso viene mantenuto dal soggetto per non dare l’impressione di una resa. E’ frequente nelle persone ostinate e testarde che soffrono di un complesso di inferiorità. Se questo sentimento si prolungasse per un lungo periodo di tempo potrebbe diventare un sintomo di schizofrenia.

MANDALA Oggetto di contemplazione e di meditazione presente in diverse religioni. Si tratta di una figura geometrica costituita da un quadrato e da un cerchio. C. G. Jung considerava il mandala come l’immagine archetipica del Sé in cui è espressa l’intera persona nella sua globalità, comprensiva dell’Io, dell’Es e del Super Io.

MANIA Termine che indica una condizione psicologica. E’ contrassegnata da un’eccessiva euforia e disinibizione, accanto a una illimitata fiducia che il soggetto ha in se stesso che si manifesta anche in una esagerata formulazione acritica di progetti e di idee che segue o abbandona in fretta, perché compaiono in maniera troppo rapida nella sua mente. Tra le fobie maniacali più diffuse possiamo citare: Cleptomania = mania di rubare per un impulso irresistibile di cui la persona capisce la gravità e le probabili conseguenze. Si pensa sia una compensazione materiale a carenze affettive; Grafomania = è l’impulso costante di scrivere che assale alcune persone con serie malattie mentali; Megalomania = mania di grandezza, esagerata considerazione del proprio essere. E’ indice del bisogno di esibire, di ostentare se stessi; Mitomania = la tendenza a raccontare fatti immaginari o a ingigantire e deformare la realtà in modo fantastico per poterne trarre vantaggi; Piromania = stimolo incontrollabile ad appiccare incendi che non nasce, però, da una voglia di vendetta perché il piromane dà fuoco anche alle cose che gli appartengono; questa mania incendiaria, frequente nei bambini, accresce il desiderio di prepotenza, aggressione e distruzione.

MANIACALE Tipo di comportamento determinato da una mania. Di solito si alterna a uno stato depressivo.

MANIERISMO Modo di comportarsi non spontaneo né immediato, caratterizzato da tratti di artificiosità.


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MANIPOLAZIONE Comportamento adattivo, animale o umano, che permette a un organismo di selezionare gli oggetti presenti nel proprio ambiente e di servirsene a proprio favore, interagendo con essi a livello motorio. Questo termine ha anche una valenza negativa inerente a quelle condotte messe in atto per controllare e manovrare gli altri nell’intento di raggiungere i propri scopi.

MASOCHISMO Coniato dallo scrittore L. Von Sacher-Masoch, questo termine ha due significati. 1) Deviazione sessuale che spinge il soggetto a cercare il piacere solo attraverso la violenza psichica o fisica che gli viene inflitta. 2) Tratto del carattere che porta il soggetto a ricercare sofferenze, maltrattamenti e punizioni che, in pratica, riflettono una ritorsione su di sé di impulsi aggressivi rivolti dapprima verso altri. Spesso il masochismo si accompagna al sadismo.

MATERIALE Termine psicoanalitico che si riferisce all’insieme dei discorsi, dei comportamenti, delle fantasie, dei sogni che vengono portati dal paziente in analisi per la loro interpretazione. S. Freud paragonava il lavoro analitico a quello dell’archeologo che ricompone a partire dai materiali scoperti.

MATERNAGE Insieme delle sollecitazioni e premure fornite dalla madre al proprio bambino. Si indica così anche una tecnica psicoterapeutica per quelle psicosi che si pensa siano legate a frustrazioni precoci, di tipo orale, subite dal bambino a causa dell’inadeguatezza delle cure materne. L’analista cerca di instaurare con il soggetto un rapporto analogo a quello che avrebbe dovuto esserci tra una madre abbastanza adeguata e il suo bambino, così da svolgere una funzione riparatrice dei bisogni di base del soggetto non soddisfatti.

MATERNITA’ Parlarne non è semplice. Un tempo si pensava che l’essere madre fosse un destino biologico e istintivo della donna. Oggi il diventare madre fa parte di un progetto. D. Winnicott afferma che lo sviluppo di tutte le funzioni materne fondamentali per una crescita armonica del bambino nasce da un rapporto empatico che una madre ha con il proprio figlio, al quale garantisce quella sicurezza interiore acquisita dal bambino attraverso la risposta gratificante di affetto che riceve da lei. Perché tale fiducia si stabilizzi è però necessario che la madre sia autenticamente capace di disponibilità e, nello stesso tempo, in grado di rinunciare a volersi realizzare come madre perfetta; è importante, invece, che accetti di essere una mamma “sufficientemente buona”.


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MATRIMONIO Normalmente, per matrimonio, si intende l’unione tra un uomo e una donna ufficialmente sancita davanti a un ufficiale dello stato civile o a un ministro del culto. Si può contrarre matrimonio per diversi motivi che, per le sue peculiarità ed effetti, può essere definito, per esempio, d’interesse, canonico, concordatario, di coscienza, in extremis, per procura, morganatico, rato e non consumato, putativo. Secondo la definizione di E. H. Erikson, il matrimonio è “una relazione i cui membri dipendono l’uno dall’altro per lo sviluppo delle rispettive potenzialità”. Ai giorni nostri, in alcuni paesi europei e stati americani è concesso che persone delle stesso sesso possano metter su famiglia e adottare dei bambini.

MATURITA’ E’ il compimento del processo di maturazione che deve coinvolgere in modo globale e di pari passo l’aspetto fisico, psichico, morale e sociale del soggetto.

MECCANISMO (di difesa) Processo inconscio che possiamo considerare come originato per superare un conflitto interiore o come tentativo di dare una spiegazione positiva a un comportamento negativo.

MEGALOMANIA Delirio di grandezza che porta il soggetto a sopravvalutare se stesso e le proprie capacità, vivendo una sensazione di potere eccessivo rispetto a quello che potrebbe realizzare.

MEMORIA Capacità di conservare tracce della propria esperienza passata che permette al soggetto di servirsene quando lo ritenga opportuno per soddisfare i suoi bisogni, per relazionarsi con l’ambiente e per affrontare gli eventi futuri. La memoria ha quattro fasi principali: l’esperienza primaria (o sensazione), la sua conservazione (o immagine), la rievocazione, la localizzazione (il momento in cui il ricordo affluisce alla mente). La memoria può essere visiva, uditiva, affettiva, motoria e intellettiva.

MENOPAUSA Comune a tutte le donne, riguarda la cessazione definitiva, tra i quarantacinque e i cinquantacinque anni di età, del ciclo mestruale. E’ un fenomeno fisiologico che, a volte, è preceduto e seguito da disturbi psicologici di vario tipo, quali nervosismo, vampate di calore, depressione, irritabilità, ansia e possibile insonnia. Purtroppo, è anche un periodo in cui possono verificarsi cambiamenti e distacchi che richiamano alla mente la sofferenza, il decadimento, la vecchiaia (per esempio, un diverso rapporto con il partner dopo l’abbandono di casa dei figli, la conclusione della vita per i propri genitori anziani). E’ quindi essenziale che ogni donna


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scopra nuovi percorsi che abbiano a che fare con l’accettazione del tempo e la valorizzazione di sé, che l’aiutino a rinforzare la propria autostima e a sviluppare il proprio intelletto per riuscire a dare un senso nuovo all’esperienza di questa trasformazione e restituirle così quel potenziale generativo chiamato “vita”.

MENTE Insieme delle attività psichiche, inteso in modo generico.

META Obiettivo per cui viene messo in moto un’attività che porta a risolvere una tensione interna.

METODO Procedimento di ricerca e di indagine attivato per giungere a una diagnosi o stabilire una terapia.

MISANTROPIA Animosità, astio nei confronti del genere umano e conseguente ricerca di solitudine. E’ un possibile sintomo in sindromi paranoiche o depressive.

MISOFOBIA Paura eccessiva e ingiustificata nei confronti dello sporco, con il timore di esserne contaminati.

MISOGAMIA Avversione esagerata e inspiegabile nei confronti del matrimonio, interpretabile psicoanaliticamente come possibile sintomo di un non risolto complesso edipico.

MISOGINIA Repulsione nei confronti di soggetti di sesso femminile. E’ presente sia in uomini che in donne ed è il possibile effetto di un conflitto omosessuale latente.

MITO E’ un modello che deriva dalla mitologia greca; viene rafforzato da una leggenda e poi trasmesso attraverso i secoli. Serve per dare un’interpretazione a ogni comportamento emotivo.

MITOMANIA Segnala la ricerca, da parte di un soggetto, di ottenere a qualunque costo notorietà presso gli altri, anche raccontando storie fantasiose a cui talvolta finisce per credere lui stesso. Normale nel bambino, è patologica


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quando il soggetto cerca di sfuggire a una sua realtà esterna o interna insopportabile per costruirne una fittizia.

MOBBING Il termine deriva dal verbo inglese “to mob” che significa “attaccare, assalire”. Il mobbing è l’equivalente del bullismo, ovvero di quelle azioni prepotenti operate da e tra adulti in ambito lavorativo con manifestazione di atteggiamenti di non dichiarata inimicizia e malanimo, ma di nascoste prevaricazioni e soprusi che possono essere sia verbali che non. Il mobbing è una violenza psicologica sistematica e non casuale che viene esercitata nei confronti di un soggetto che si vuole emarginare o eliminare, attraverso la denigrazione delle sue mansioni oppure assegnandogli troppi compiti che gli sarebbe difficile portare a buon fine. Nel mobbing c’è un altro aspetto preoccupante, ovvero il silenzio dei colleghi che assistono alla situazione e diventano mobber di riflesso, mentre il loro aiuto, tramite una presa di posizione, potrebbe proteggere chi, colpito da questo fenomeno, arriverà senz’altro a soffrire di problemi di vario tipo sia nella psiche che nel corpo. E’ essenziale che chi è preso di mira non ceda e chieda un sostegno psicologico che gli permetta di mantenere la fiducia in se stesso. Può essere utile tenere un diario che descriva quanto si è subito perché possa essere utile se si decide di adire le vie legali per difendere se stessi e il proprio posto di lavoro. La mia passata esperienza lavorativa mi permette di dire che episodi di questo genere sono sempre esistiti, non avevano un nome preciso, ma provocavano una uguale sofferenza per chi ne era vittima e sussisteva la medesima incapacità di arginarli.

MODESTIA Consiste nel dare il giusto valore alle cose e a se stessi. Qualche volta la modestia maschera un certo orgoglio e il desiderio di essere ammirati per una qualità che è solo esteriore. I soggetti che soffrono di nevrosi e complessi di inferiorità mancano completamente di modestia.

MOTIVAZIONE Processo che spinge al raggiungimento di uno scopo. La motivazione può essere cosciente o inconscia, transitoria o abituale, semplice o complessa, primaria (mangiare, bere, dormire, ecc.) o secondaria (affermazione professionale, sociale, ecc.).

MUSICOTERAPIA Metodo in ambito psicologico che si affida alla musica per curare alcuni disturbi mentali.


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NARCISISMO Indica il sentimento d’amore per la propria immagine, come nell’antico mito di Narciso che, vedendola riflessa nell’acqua, annegò per averla voluta vedere troppo da vicino. E’ normale durante l’infanzia, ma patologico in età adulta.

NECROFILIA Forma patologica in cui il soggetto ama, anche in senso erotico, scene macabre arrivando, nei casi più gravi, ad avere rapporti sessuali con cadaveri.

NEGATIVISMO Rifiuto ostinato a compiere anche le azioni più semplici (lavarsi le mani, andare a dormire, ecc.). In alcuni casi il comportamento è addirittura contrario a quello richiesto di modo che, per ottenere una cosa, bisogna chiederne un’altra. E’ uno dei sintomi della schizofrenia.

NEUROPSICOLOGIA Scienza che studia i fenomeni psicologici collegati ai disturbi del sistema nervoso.

NEUTRALITA’ E’ l’atteggiamento fondamentale dell’analista che, nelle sue interpretazioni, non deve privilegiare alcuni tratti rispetto ad altri, evitando di aderire alle sue convinzioni personali in campo religioso, morale, sociale.

NEVRASTENIA Senso di affaticamento caratterizzato da stanchezza fisica e mentale che causa irritabilità, insonnia, tristezza, depressione, ansia.

NEVROSI E’ il nome generico che viene dato ai disturbi del sistema nervoso. Provoca una diversa serie di disagi psicologici e psicosomatici, tra cui le fobie, la ciclotimia, l’angoscia e le ossessioni. Il soggetto che soffre di nevrosi è detto nevrotico.

NOIA Condizione psicologica caratterizzata da insoddisfazione, demotivazione, riluttanza all’azione e sentimento di vuoto.


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NOSOLOGIA Studio delle malattie descritte in base ai sintomi che indicano l’alterazione delle funzioni e classificate sulla base del loro specifico decorso e del loro prevedibile esito.

NOSTALGIA Sentimento malinconico e amaro che si prova nel rimpiangere cose e tempi ormai trascorsi e che non permette di vivere in modo sereno il presente. I. Kant, filosofo tedesco, spostò il coinvolgimento doloroso dall’ordine temporale, riferito appunto a un’epoca passata, all’ordine spaziale relativo alla lontananza dalla patria, dal paese natio, dalla casa familiare.

OBESITA’ Aumento anomalo del peso corporeo legato a un eccessivo accumulo di lipidi di riserva nel tessuto adiposo. L’obesità può essere dovuta a fattori metabolici, genetici, endocrini, neurologici, psicologici e socio-culturali. Una delle diverse e accreditate cause dell’obesità è quella legata a una fissazione al livello orale, intendendo l’eccessivo nutrimento come un meccanismo compensatorio per carenze affettive, solitudine o eventi traumatici.

OBLATIVO E’ l’atteggiamento della persona che si sacrifica per il prossimo, che antepone gli interessi degli altri ai propri.

OCLOFOBIA Fobia della folla.

OCNOFILIA Termine coniato da M. Balint (psichiatra e psicoanalista britannico di origine ungherese) per definire un rapporto a due di tipo primitivo che evidenzia una totale dipendenza del soggetto dall’oggetto che viene sopravvalutato, al punto da rendere

molto difficoltoso al soggetto stesso ogni progresso verso

l’indipendenza.

ODIO Sentimento negativo suscitato dalla paura, dalla frustrazione, dall’impotenza; si esprime con l’aggressività. Se è una componente costante del comportamento è un sintomo di nevrosi e psicosi che può spingere il soggetto a cercare di distruggere, anche in modo violento, chi si ritiene responsabile delle proprie sofferenze.


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OGGETTO E’ ciò che per il soggetto ha un contenuto emotivo e, pertanto, costituisce per lui un elemento di attrazione o di rifiuto.

OMBRA Concetto junghiano che indica “l’altro lato” della personalità, il lato oscuro, inferiore, indifferenziato che si contrappone all’Io cosciente.

OMOFILIA Predilezione per soggetti dello stesso sesso che non si traduce necessariamente in atti sessuali come nel caso dell’omosessualità.

OMOFOBIA Questo termine di derivazione greca indica un insieme di sentimenti negativi di intolleranza e di rifiuto nei confronti degli omosessuali. Nonostante le trasformazioni culturali e di costume in fatto di sessualità, si nota un particolare insofferente rifiuto nei confronti di gay, lesbiche e transessuali. Gli omofobi sono convinti che sia normale solo l’eterosessualità quando anche nel mondo animale i comportamenti omosessuali sono presenti in molte specie. Attualmente esiste una visione retrograda e una diffusa ipocrisia al riguardo. Infatti, si dice che non si ha nulla contro di loro, anzi che si annoverano degli amici fra loro, ma in questo modo scambiamo la tolleranza con l’indifferenza. E’ proprio questa confusione che porta alla mancanza di disponibilità verso chi non è come noi, perché diverso e percepito come pericoloso, e che ci fa vivere lontani da ciò che non ci riguarda, favorendo un diffuso sentimento di staccato disinteresse. Più è sviluppata l’idea che ognuno debba realizzare il proprio personale tornaconto, più è facile che vengano azionati quei meccanismi di difesa, tra cui la proiezione, che stanno alla base del pregiudizio di cui è intrisa l’omofobia. Le radici dell’omofobia hanno cause differenti. Risulta sempre più fondamentale che i genitori aiutino i bambini al riconoscimento e al rispetto degli altri per quello che sono, pensano o fanno. Per la cronaca, da qualche anno è stata istituita la Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia che si celebra il 17 maggio di ogni anno; inoltre, nel 1999 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

ONCOFOBIA La paura di contrarre malattie mortali.

ONIRICO Tutto ciò che si riferisce al sogno.


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ONNIPOTENZA In psicoanalisi è il sentimento che caratterizza la prima infanzia, quando il bambino pensa di poter controllare tutta la realtà con il suo desiderio; l’onnipotenza si riduce tramite le diverse esperienze di frustrazione che lo aiutano a separare il suo Io dal mondo esterno.

ORALE (Stadio) Prima fase dello sviluppo psicosessuale del bambino caratterizzato dal piacere che il neonato prova a succhiare il seno della madre o le proprie dita e dall’introiezione orale dell’oggetto.

ORGOGLIO E’ una sensazione di superiorità che si manifesta con l’intolleranza, l’avversione e il disprezzo per gli altri. Il soggetto orgoglioso è un superbo che ha bisogno di rivalersi di umiliazioni subite in passato.

ORNITOFOBIA Fobia per gli uccelli.

ORTOFRENIA Lo studio e la cura dei disturbi del linguaggio (la balbuzie, i difetti di pronuncia, ecc.).

OSPEDALISMO Insieme dei disturbi somatici e psichici manifestati dai bambini che durante i primi 18 mesi hanno subito una prolungata permanenza in ospedale in condizioni di assoluta privazione della madre.

OSSESSIONE Bisogno irresistibile di compiere certe azioni o di astenersi da altre, oppure di avere certi pensieri o idee. Il soggetto, pur rendendosi conto dell’assurdità di queste sue tendenze fisiche o intellettive, non può fare a meno di assecondarle creando in questo modo un rituale che viene agito per placare la propria ansia. E’ tipica di certe psicosi (religiosa, politica) e può spingere a un comportamento violento.

OSTINAZIONE Resistenza tenace alle influenze e ai comandi esterni. L’ostinazione sembra collegabile ai periodi in cui il bambino sperimenta un’accentuata tendenza all’autonomia, non solo nella fase anale, ma anche nelle crisi adolescenziali.


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OTTIMISMO Attitudine a giudicare favorevolmente la realtà e a guardare al futuro con fiduciosa attesa. C. Musatti ha formulato la legge dell’ottimismo mnestico secondo cui “noi esercitiamo un’azione selettiva sull’insieme dei nostri ricordi, nel senso che ricordiamo più facilmente e durevolmente gli avvenimenti piacevoli che non gli accadimenti spiacevoli del nostro passato [….]. Questa tendenza risponde a un’intrinseca finalità biologica: la difesa del dolore”.

PANICO Angoscia profonda, paura spesso del tutto immotivata che si scatena improvvisamente e può durare da alcuni minuti a diverse ore. Il panico scatena reazioni fisiche come sudorazione, batticuore, vertigini, nausea, tremiti, difficoltà di respirazione, tensione emotiva e terrore che impediscono al soggetto di organizzare i suoi pensieri e le sue azioni.

PARANOIA E’ la “mania di persecuzione”, una forma di nevrosi legata a una fissazione. Il soggetto si sente spiato, deriso, molestato e preso di mira e vede nemici dappertutto. Chi è affetto da paranoia (paranoico) si mostra egoista, vanitoso, pieno di orgoglio, impulsivo che diffida di tutti, ma che conserva pensiero, intelligenza, volontà e vita di relazione che non presentano grossi turbamenti oltre a quelli indotti dalla tematica delirante.

PARAPRASSIA Viene così definito un errore inconscio costituito da un’azione o da un atto mancato.

PAROSSISMO Si tratta della fase durante la quale i sintomi della malattia si manifestano con una intensità eccessiva.

PASSIONE Si tratta di un’emozione prolungata, acuta e in genere esclusiva che se viene indirizzata male dà origine a tormento e sofferenza, complessi, nevrosi e senso di inferiorità. La passione sentimentale è un insieme di amore, desiderio sessuale, ammirazione, gelosia e rancore.

PASSIVITA’ Forma di pigrizia mentale propria del soggetto privo di iniziativa, che accetta la volontà degli altri e subisce gli eventi senza reagire. E’ una manifestazione della depressione e della malinconia.


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PATERNITA’ I problemi di varia natura psicologica che colpiscono gli uomini durante la gestazione della loro partner non sono rari: i disturbi riguardano una sorta di insofferenza unita a un senso di inferiorità e di esclusione durante la gravidanza. La paternità deve essere il risultato di un processo di maturazione che esige soprattutto la disponibilità di confrontarsi con un mondo nuovo senza timore di smarrire la propria identità maschile, il proprio ruolo all’interno della coppia e i propri compiti di adulto. La paternità è una doverosa funzione che aumenta e si consolida per tutta la vita. Diversamente dal rapporto materno che rimane un legame biologico, l’universo paterno è caratterizzato da quelle normative che promuovono l’evoluzione, la forza d’animo e la volontà, il coraggio di vivere e dare un significato all’esistenza. Oggi i padri sono diventati più affettuosi e più capaci di contatto fisico coi propri figli, ma questo cambiamento non deve assolutamente produrre sia un vuoto di autorità che, come succede di frequente, un’accentuazione di disagio nel conseguimento di una autonomia e indipendenza da parte dei figli stessi.

PATHOS Commozione profonda; insieme di passioni suscitate da avvenimenti della vita quotidiana.

PATOLOGICO Affetto da malattia che degenera in disturbo.

PAURA Una delle emozioni primarie, provocata da una persona o da una situazione di pericolo reale o presunto, anche in base a ricordi o fantasie. Quando è immaginaria prende il nome di fobia.

PAZIENZA Atteggiamento di tolleranza e di equilibrio, nonché di disposizione interiore di chi sopporta avversità, difficoltà, contrattempi con capacità di aspettare senza farsi prendere dall’ansia e dall’agitazione. La pazienza può essere confusa con l’indifferenza, l’apatia e lo sconforto.

PEDOFILIA Nell’etimo “pedofilia” indica amore per i bambini, ma non può considerarsi amore ciò che induce un adulto a perpetrare su di loro azioni intollerabili sul piano morale, etico, ma soprattutto umano. La pedofilia è qualcosa di anomalo, di perverso che ha origine in una psiche disturbata in ambito sessuale. Mentre si può discutere su come curare questi individui, non lo si può sul fatto che occorre assolutamente difendere le potenziali vittime che dovremmo mettere in grado, almeno in parte, di proteggersi. E’ un dovere dell’adulto spiegare chi sono i cosiddetti pedofili perché possano riconoscerli, nonostante la loro apparenza


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normalissima. Sono più facili prede dei pedofili quei bambini che hanno subito una lontananza affettiva, una disattenzione e un’indifferenza nei loro confronti. I bambini devono sapere che, non solo una persona sconosciuta, ma anche fidata o amica della famiglia potrebbe fare loro delle proposte che li mettono a disagio o li fanno vergognare; gli adulti che vogliono veramente bene ai bambini non li faranno mai sentire in quel modo e né li minacceranno o spaventeranno.

PERCEZIONE La conoscenza di un oggetto reale filtrato attraverso l’esperienza, lo stato d’animo, l’umore. La percezione è sempre un fenomeno soggettivo.

PERFEZIONISMO L’esigere da se stessi e dagli altri prestazioni sempre al massimo o al di sopra delle proprie possibilità. E’ la reazione eccessiva a un complesso di inferiorità.

PERSONALITA’ Temperamento, insieme delle qualità somatiche e psichiche, e carattere, influenza dell’educazione nei primi anni di vita, che si evolvono nel rapporto di incontro e scontro con l’ambiente nel divenire esperienziale.

PERVERSIONE Si tratta di una degenerazione, un’alterazione degli istinti. Può essere transitoria o permanente ed è causata da sentimenti come l’invidia, la gelosia, la disistima, ecc. Per esempio, in un rapporto di coppia, il partner non è visto come un essere umano, ma come un oggetto per soddisfare l’impulso sessuale.

PESSIMISMO Stato d’animo, causato da complessi e sensi di inferiorità, di chi ha la tendenza a credere che tutto andrà male; infatti il pessimista è costantemente preoccupato, ansioso, scoraggiato.

PIERCING Dall’inglese “to pierce” che significa perforare, il piercing è una pratica antica come quella del tatuaggio. Oggi è utilizzata principalmente dai giovani per soddisfare il loro bisogno di appartenenza che hanno quando iniziano quel percorso di individuazione e di separazione dalla propria famiglia che sancisce la nuova identità, resa visibile da quegli oggetti conficcati nella pelle. Più del tatuaggio, il piercing sottolinea la necessità dell’adolescente di impadronirsi del proprio corpo che vuole mostrare come contenitore nuovo e trasformato.


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PLACEBO Costituito da sostanze inefficaci questo composto farmaceutico, che può avere l’aspetto di una pastiglia o di una fiala, viene somministrato ai “malati immaginari”. Il placebo svolge una funzione terapeutica tanto più valida quanto più utile ed efficace viene ritenuta dal malato.

PNL Acronimo che sta per Programmazione Neuro-Linguistica: è la scienza che studia il comportamento umano e rivela come il soggetto struttura le sue esperienze, come le organizza e le usa sia per vivere meglio e raggiungere obiettivi mai pensati, sia per sabotarsi, perseverare nell’errore e demotivarsi. Come il soggetto struttura in maniera potenziante o depotenziante permette di capire dove intervenire per cambiare il processo e, di conseguenza, il suo impatto emotivo.

POSSESSIONE (Delirio di) Grave disturbo che origina la convinzione di essere pervasi da un demone, da un animale o da una creatura soprannaturale che annienta la volontà e costringe il “posseduto” a specifiche azioni.

PREGIUDIZIO Idea o opinione preconcetta formatasi non per conoscenza precisa e diretta di un fatto o di una persona, ma sulla base di voci e giudizi comuni già formulati. Questo termine è di solito associato all’intolleranza e non è affatto strano che tra queste due parole vi è un rapporto di causa-effetto. Eliminare i pregiudizi non è facile, in quanto hanno radici sociali; tuttavia, favorire delle relazioni tra gruppi diversi può servire a ridurre i pregiudizi, a patto che le persone coinvolte siano disposte a rivedere le proprie convinzioni.

PRINCIPIO DI PIACERE Secondo S. Freud, è uno dei due principi che, insieme al principio di realtà, disciplina l’insieme dell’attività psichica che ha per scopo la ricerca del piacere e l’evitamento del dolore o del dispiacere provocato dall’aumento della tensione istintuale.

PRINCIPIO DI REALTA’ Secondo S. Freud, è uno dei due principi che, insieme al principio del piacere, sorveglia il funzionamento mentale. E’ l’insieme dell’attività psichica che tende alla ricerca del piacere nei limiti di conciliabilità con le situazioni e le norme che disciplinano il mondo esterno.


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PROBLEM SOLVING E’ il nome che si dà al processo di analisi e risoluzione di un problema, ma è spesso molto laborioso; infatti, per ogni problema occorre coglierne gli aspetti essenziali, ricercarne le cause e individuarne le possibili soluzioni per scegliere poi quella ottimale.

PRODROMO Il sintomo che preannuncia una malattia.

PROFILASSI Il complesso delle precauzioni e delle cure da seguire per evitare il sopraggiungere o la diffusione di un disturbo.

PROIEZIONE Si tratta di un meccanismo di difesa a livello inconscio mediante il quale un soggetto espelle da sé e trasferisce su altri sentimenti, qualità, tratti caratteriali che rifiuta o non riconosce come propri.

PSEUDO E’ un prefisso che si unisce ad altre parole per indicare falsità o un’apparente somiglianza.

PSICANALISI Corrente della psicologia del profondo ideata da S. Freud per lo studio di ossessioni, fobie, traumi emotivi le cui cause vengono scoperte attraverso il racconto spontaneo del paziente, oppure l’ipnosi o l’analisi del sogno.

PSICHE E’ la parte non razionale, non fisica, ma interiore del soggetto: è il centro delle sue attività sensitive, affettive e mentali. Psiche è anche il nome della fanciulla amata da Amore nella nota favola delle “Metamorfosi” di Apuleio (125-180 ca), scrittore latino di Madaura (Africa).

PSICHIATRIA Branca della medicina che si occupa specificatamente dello studio e del trattamento delle malattie mentali, sia di origine fisica che psichica. Le cure possono includere anche una serie di tecniche che non sono né psicoanalitiche né psicoterapeutiche. Il medico specializzato in malattie mentali è lo psichiatra.

PSICOANALISI


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S. Freud ha formulato la teoria della vita e dei processi mentali inconsci, chiamata psicoanalisi. Questo termine indica anche una tecnica terapeutica consigliata per alcuni disturbi mentali fondata sull’interpretazione e sulla razionalizzazione dei contenuti psichici e dei conflitti che ne sono alla base. Il professionista che può esercitare il trattamento psicoanalitico si chiama psicoanalista, che non è assolutamente sinonimo di psichiatra.

PSICODRAMMA Tecnica di psicoterapia di gruppo, sviluppata da J.L. Moreno (1892 - 1974, psicologo romeno) caratterizzata dalla rappresentazione teatrale dei sintomi e dei problemi di cui soffre il soggetto.

PSICOLOGIA Termine che deriva dal greco “psiché”, anima, e “logos”, studio. Ci sono degli aggettivi che qualificano la psicologia e si riferiscono o alle branche specializzate sull’argomento o ai diversi sistemi di pensiero e scuole. Anche lo psicologo esercita questa professione in determinati settori o ambienti.

PSICOPATIA Disturbo caratterizzato da anomalie del carattere e del comportamento. Provoca impulsività incontrollata, mitomania, disadattamento all’ambiente, assenza di sensi di colpa, deviazioni sessuali, tendenza a violare la legge, uso di droghe. Il soggetto sofferente di psicosi è detto psicopatico.

PSICOSI Indica genericamente quell’insieme di disturbi del carattere e della personalità contrassegnato dal distacco dalla realtà e dalla non coscienza del proprio stato di salute mentale. E’ un disagio psicologico più grave della nevrosi.

PSICOSOMATICA (malattia) Si definisce così ogni malattia fisica che abbia alla sua origine un’importante causa psicologica, guarendo la quale si porta a scomparire il disturbo. Ciò che differenzia i disturbi psicofisiologici da quelli psicosomatici è che i primi non vanno a toccare l’integrità né funzionale né organica del fisico, al contrario dei secondi.

PSICOTERAPIA Metodo di cura basato su tecniche che influiscono in maniera positiva sulla psiche e che si propone non solo di curare il disturbo, ma di trovarne la causa per eliminarlo.


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PULSIONE Eccitazione di tipo somatico che promuove i processi psichici. Diversa dall’istinto, la pulsione ha la capacità di soddisfarsi attraverso gli oggetti più diversi e, inoltre, può volgersi sul soggetto stesso e trasformarsi da attiva in passiva, come nel masochismo.

QUALITA’ Caratteristica che contraddistingue una persona, un animale, una cosa, una situazione o un loro insieme denotando valori che assicurano a chi li possiede proprietà e requisiti unici. La psicologia del profondo verifica con S. Freud l’attività del sistema nervoso che, pur essendo trattabile in termini puramente quantitativi, presenta anche differenze qualitative che si riscontrano in vari soggetti secondo una loro dinamica, descrivibile solo in questi termini a partire dalla specificità dei conflitti individuali. Anche C. G. Jung, sulle “associazioni”, registra una varietà di risposte qualitativamente diverse di fronte alla stessa parola stimolo.

QUESTIONARIO Sequenza prestabilita di domande utilizzata nei sondaggi d’opinione, nello studio della personalità e nell’osservazione psicodiagnostica. Il questionario può essere “a risposte chiuse” o “a risposte aperte”: il primo prevede l’alternativa obbligata tra due o più risposte prestabilite, il secondo permette al soggetto di articolare risposte autonome e, in questo caso, la valutazione dei risultati è più complessa perché maggiormente ricca di informazioni.

RAGIONAMENTO Processo della mente grazie al quale si parte da un dato reale per arrivare, come conseguenza inevitabile, a un altro. Questa funzione viene compromessa nei soggetti con deficit intellettivo e nei casi di paranoia.

RANCORE Sentimento di astio profondo causato da paura o insicurezza che aumenta col tempo e arricchisce di dettagli falsi l’avvenimento che l’ha determinato.

RAPTUS Impulso improvviso e incontrollabile che spinge ad azioni molto aggressive (fino a fatti estremi come l’omicidio o il suicidio). Il raptus può aver luogo al culmine di un momento di malinconia, di depressine, di angoscia, d’ira e nelle crisi di epilessia.

RAZIONALE Termine attinente alla ragione.


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RAZIONALIZZAZIONE Meccanismo di difesa a cui un individuo ricorre per dare una spiegazione coerente e accettabile a un suo atteggiamento che è effetto di desideri inaccettabili e inconsci.

REATTIVO Che stimola una risposta (ottenuta per mezzo di un test) che permette di approfondire la personalità o un particolare aspetto della stessa (intelligenza, cultura, sessualità, ecc.) che interessa allo psicoterapeuta.

REGOLA FONDAMENTALE Riguarda l’invito (o l’ingiunzione) da parte dell’analista al paziente per fargli dire ciò che pensa e prova, senza riserve e senza preoccuparsi di come sarà giudicato.

REGRESSIONE E’ il ritorno di un processo psichico a uno stadio precedente del suo sviluppo, con modalità espressive e di comportamento già sperimentate. E’ un meccanismo di difesa dell’Io che si attiva dopo un evento traumatico (malattia, incidente, lutto) proprio per proteggersi da sentimenti spiacevoli e da conflitti inconsci dolorosi.

RELIGIOSITA’ La religiosità è un sentimento di intenso e intimo coinvolgimento che si esprime con atti di devozione e di attenzione a un ideale religioso. La religiosità è il senso del soprannaturale, una spinta interna fortissima che ci avvicina al “sacro”; allo stesso tempo è esperienza di paura perché oltrepassa il territorio dell’inconscio e dell’irrazionale. Ai giorni nostri, vi sono patologie della psiche che accompagnano con sempre più frequenza il gravoso cammino dell’uomo e che pare appartengano alla perdita di religiosità che produce turbamento, confusione e vuoto interiore, tramite cui si esprimono le comuni nevrosi esistenziali. Per vivere, come per uscire dalla sofferenza, abbiamo bisogno, come diceva C. G. Jung, di fede, speranza, amore e conoscenza: “Queste quattro massime acquisizioni, meta del desiderio umano, sono altrettante grazie che non si possono né insegnare né apprendere, né dare né prendere, né trattenere né meritare, poiché sono legate a una condizione irrazionale sottratta all’arbitrio umano, cioè all’esperienza. Ma le esperienze non si possono mai fare: accadono”.

REPRESSIONE Trattasi dell’annullamento volontario di un desiderio, di un’idea, di un sentimento sgradevole o contrario alle convinzioni morali ed etiche (per esempio, il desiderio di sedurre il marito di un’amica).


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RESILIENZA Se in fisica la resilienza è la capacità dei materiali di resistere agli stress, in psicologia indica l’abilità di liberare le risorse interiori nei momenti difficili. Elena Campanini, psicologa clinica e autrice con Alfredo Formosa de L’arte di risalire (Mental Fitness Publishing), riferendosi a questi tempi di crisi in cui capita di avere meno lavoro o, peggio, di averlo perso, afferma: “Confrontarsi con le sfide rafforza la capacità di adattamento che possediamo tutti. Le mosse giuste, che dobbiamo imparare a sfruttare, sono: 1) Non fissarsi sul trauma, per non scivolare nell’autocommiserazione, a un certo punto dobbiamo dire basta; 2) guardarsi attorno, allargare la visione e imparare da chi, più sfortunato di noi, ce l’ha fatta; 3) trovare un lavoro qualsiasi, ci sentiremo utili e attiveremo mente e corpo con esperienze che arricchiscono; 3) fare tesoro di quello che si ha, le nostre risorse materiali e psicologiche sono il bagaglio più importante che occorre valorizzare sempre; 4) cercare degli alleati, non siamo soli a questo mondo, se condividiamo e ci facciamo aiutare i nostri progetti ci daranno più soddisfazione”.

RESISTENZA E’ un meccanismo di difesa paradossale che si rileva sempre durante la terapia analitica, riguardante una sorta di opposizione istintiva al processo di razionalizzazione dei conflitti inconsci.

RETICENZA Forte ostilità psicologica; consiste nel nascondere o nel mascherare in modo più o meno conscio alcuni disturbi interiori, emozioni, sentimenti, idee che provocano vergogna o non piacciono, così da trarne un vantaggio. E’ una peculiare forma di menzogna.

RICETTIVITA’ La capacità individuale di cogliere dall’ambiente esterno le varie informazioni che non sono, comunque, copia diretta della realtà, ma il risultato di una serie di mediazioni.

RIDERE Ridere è un atto solo umano così come il pianto. La risata libera tutte le tensioni concentrare al nostro interno, è liberatoria e salutare, quindi terapeutica. Il riso ridesta e ravviva tutto il corpo; alle volte ci è difficile trattenerci e ridiamo in modo irrefrenabile e non c’è niente di più travolgente per la nostra salute fisica (infatti si dice “il riso fa buon sangue”), ma anche mentale. Ridere facilita il contatto sociale, l’amicizia, l’interesse per l’altro, suscita simpatia e accresce la risposta del sistema immunitario che aiuta quei fattori di protezione che ci difendono dagli agenti esterni. E’ una vera e propria “pozione magica” contro la drammatizzazione, questo stress negativo che la nostra società diffonde a piene mani.


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RIFIUTO Misconoscimento cosciente o inconscio di una situazione, di un comportamento, di parole che causano dolore. Il rifiuto è anche una manifestazione di delirio, malinconia e schizofrenia.

RIFLESSO Reazione immediata e spontanea a uno stimolo esterno, che non richiede l’intervento volontario e cosciente.

RIFLESSO CONDIZIONATO Termine ricavato dalla “psicologia comportamentale” del fisiologo russo I. P. Pavlov (1849 – 1936), su cui si basa la psicologia sperimentale. Secondo questo processo, uno stimolo viene associato svariate volte di seguito a un altro stimolo, in modo da provocare una precisa reazione. Dopo un certo numero di queste “prove di condizionamento”, il primo stimolo causa la reazione anche in assenza del secondo stimolo. L’esperimento iniziale di Pavlov venne fatto su un cane.

RILASSAMENTO Il riposo fisico e mentale; “la pausa” dalla tensione determinata dai problemi quotidiani.

RIMOZIONE Meccanismo di difesa dell’Io, messo in atto per seppellire nell’inconscio fatti, pensieri e ricordi (pronti a tornare a galla in seguito a specifiche sollecitazioni psicologiche) legati a una pulsione negativa.

RITARDO AFFETTIVO La non evoluzione della sfera degli affetti e delle emozioni più profonde, che condiziona a comportamenti e richieste infantili (per esempio, volere tutto e subito). Il ritardo affettivo può essere determinato da un’educazione sbagliata, troppo autoritaria o troppo libera.

RITMIA Il dondolamento in avanti e all’indietro della testa e della parte superiore del corpo. E’ tipico di alcune psicosi infantili.

RITUALE Insieme di gesti che vengono compiuti secondo un preciso ordine. E’ un comportamento ripetitivo quasi obbligatorio e talmente vincolante da far ritenere punibile il non assolverlo. E’ un termine derivato dal lessico religioso per accentuare il suo carattere sacro.


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ROMANTICO (amore) E’ un tipo di amore che si nutre, oltre che del rapporto col partner, anche di ideali e fantasmi. Questo amore, frequente in età adolescenziale, è indice di immaturità affettiva se si presenta in forma accentuata in un soggetto adulto. Si distingue dagli altri tipi di amore in quanto porta il soggetto a “immergersi totalmente” nella persona amata, che viene così a essere idealizzata (e ovviamente falsata) nella sua dimensione reale. Infatti, questo tipo di amore, stravolge l’obiettività portando a ignorare i difetti e a esaltare i pregi della persona amata.

RORSCHACH HERMANN Psichiatra svizzero (1884 – 1922). E’ famoso per aver ideato il test che porta il suo nome (o delle “macchie d’inchiostro”), impiegato sia in psicologia che in psichiatria per approfondire lo studio delle personalità particolarmente alterate. Il test consiste nell’osservare una serie di macchie, apparentemente senza significato, per poi darne l’interpretazione personale.

RUOLO SESSUALE Si riferisce al modo in cui il soggetto esprime la propria sessualità e afferma la propria mascolinità o la propria femminilità nell’ambiente sociale in cui si trova a vivere. La coscienza del ruolo sessuale e dei segni esteriori della mascolinità e della femminilità inizia a svilupparsi nel bambino intorno ai due o tre anni di età. Oggi la vecchia divisione dei ruoli e degli stereotipi maschile-attivo e femminile-passivo è per lo più scomparsa fra gli adolescenti che, al contrario, si esprimono sessualmente sempre più attraverso nuovi modelli di comportamento, maggiormente complessi e non ben definiti.

RUPOFILIA Attrazione per la sporcizia e per il cattivo odore che emana un soggetto ed è, in effetti, una deviazione sessuale contraddistinta dalla ricerca di tutto ciò che in lui è sudicio.

RUPOFOBIA E’ la paura patologica dello sporco caratterizzata da una sequenza di atti compulsivi che contrastano in modo esagerato i rapporti sessuali più semplici.

SADISMO Dal nome del marchese di Sade, è una deviazione sessuale caratterizzata dalla ricerca del piacere attraverso l’inflizione intenzionale e ripetuta di dolore fisico o morale a un’altra persona. La base fondamentale del comportamento sadico è da ricercarsi nella fase anale dello sviluppo sessuale.


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SADOMASOCHISMO Si tratta di una deviazione sessuale che consiste nella presenza, nella stessa persona, di sadismo e masochismo.

SCHIZOFRENIA Malattia caratterizzata da una dissociazione psichica e mentale che provoca disturbi della memoria e del pensiero, incoerenza, allucinazioni visive, tattili, olfattive e gustative, alterazione del linguaggio, autismo, indifferenza affettiva, reazioni sproporzionate alle sollecitazioni dell’ambiente, negativismo, ecolalia. Le cause di questa patologia non sono ancora perfettamente conosciute.

SCHIZOFRENICO E’ colui che è colpito da schizofrenia e si comporta secondo due personalità differenti e interagenti: la sua (che non distingue più dall’altra) e quella immaginaria.

SCONFITTA La sensazione di fallimento, qualunque cosa si faccia o in qualunque modo ci si comporti. E’ un sintomo di nevrosi che può avere origine da un profondo senso di inferiorità o da una lunga serie di insuccessi.

SÉ Termine che sottolinea l’identità psichica individuale, differenziandola dall’”altro” o “non-sé”. Ogni individuo trae l’immagine del proprio Sé sia dall’introspezione, ovvero dal riconoscersi nelle doti e tendenze che gli appartengono, sia dai messaggi sulla sua persona ricevuti dall’ambiente familiare e sociale.

SEDUZIONE Spesso questo termine è congiunto con la sessualità e la capacità di attrarre a sé, di conquistare l’altro con l’intento di intraprendere una relazione erotico-sessuale. E’ una parola che ha però diversi significati, sia positivi che negativi. Uno dei tanti esempi positivi della seduzione è quando all’interno della coppia è capace di combattere la routine che uccide l’eros e attenua la passione dell’innamoramento; è l’arte di sapersi rinnovare, di riuscire a entrare nella dimensione del partner e di considerarne la visione e le progettualità. La seduzione è, invece, negativa quando non è corteggiamento, ma inganno che ha come obiettivo la manipolazione dell’altro e il suo cedimento; non è più un gioco erotico, ma può trasformarsi in un’attività violenta e perversa. Un modo di seduzione negativa è quello perpetrato dal cosiddetto dongiovanni che potrebbe anche accettare un rapporto di coppia, ma non rinunciare a una vita di avventure esclusivamente sessuali perché queste gli danno l’illusione di essere libero; senza dubbio, nella sua psiche albergano delle esperienze traumatiche o, magari, si annida un’omosessualità latente.


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SENILITA’ Sinonimo di vecchiaia e per capire cosa rappresenta in senso positivamente produttivo, è più che utile leggere il libro di Marcello Cesa-Bianchi e Carlo Cristini (due eccellenti psicogerontologi) Vecchio sarà lei!, Alfredo Guida Editore.

SENSIBILITA’ La predisposizione personale a percepire gli stimoli affettivi e a reagire di conseguenza. I soggetti molto sensibili sono anche i più fragili emotivamente e psicologicamente.

SENSO DI COLPA Da Le ragioni della felicità di Christian Boiron (1947, farmacista e presidente di un’importante azienda di medicinali omeopatici), ed. Franco Angeli. “Il senso di colpa è all’origine di quasi tutti gli stati di emergenza che sono alla base dei fenomeni legati alla droga e alla delinquenza. […] ciascuno resta incontestabilmente libero di fare ciò che fa nel momento in cui lo fa. Solo che è una libertà teorica, etica, filosofica. In realtà questa libertà, al pari del caso, definisce un immenso campo di possibilità fra cui l’individuo opera una scelta, e questa scelta è la risultante della sua storia, dei suoi condizionamenti, della sua capacità di riflessione, dal suo stato di salute, dell’ambiente, della sua stanchezza, ecc. Ognuno di questi parametri riduce il campo della libertà teorica dell’individuo fino a sopprimerlo completamente e a farci constatare che le scelte dell’individuo non sono altro che il risultato della sua cultura e della sua biologia. […] Dobbiamo operare una netta distinzione fra la “colpevolezza”, che è un fatto giuridico, sociale o tecnico, e il “senso di colpa”, che corrisponde ad una manifestazione psicologica, a un condizionamento di autodenigrazione, sistematicamente censurato dalla corteccia in quanto assolutamente non pertinente. L’origine di un problema, la o le responsabilità possono essere utilmente cercate in modo da evitare che il problema si riproduca, ma il colpevolizzare è di tutt’altra natura: mira a colpire il cervello limbico per programmare dei riflessi di interdizione nei confronti di certe situazioni. […] Un modo efficace di uscire da un senso di colpa è autoassolversi”.

SENTIMENTO Moto dell’animo umano che esprime amore, dolore, gioia, simpatia, desideri, ecc. Rappresenta l’affettività in contrapposizione alla razionalità.

SENTIMENTO SOCIALE E’ un bisogno fondamentale innato nell’uomo che, secondo A. Adler (1870 – 1937, medico viennese che nel 1911 fondò la Scuola di Psicologia individuale comparata), crea in lui la necessità di integrarsi con i suoi simili e di cooperare con loro.


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SEPARAZIONE (angoscia da) La separazione è un allontanamento (temporaneo o definitivo), spesso traumatico, e l’angoscia è lo stato d’animo che ne deriva. Il bambino piccolo lo avverte nei confronti della madre quando questa si allontana anche solo per pochi momenti. Il soggetto adulto, insicuro e immaturo, è annientato da questa emozione quando si stacca da una persona che considera importante. Esiste anche la separazione dal lavoro per quelle persone che amano molto la loro professione, non riescono a rilassarsi durante il week-end e sono afflitti da vari disturbi fino all’inizio della nuova settimana.

SESSUALITA’ E’ l’insieme degli aspetti psichici e fisici che caratterizzano l’uomo o la donna nella loro personalità e in ogni manifestazione normale o patologica del loro comportamento.

SESSO PSICHICO O PSICOLOGICO E’ il comportamento sessuale di un soggetto, definito non soltanto dalla morfologia, dall’aspetto dei suoi organi genitali e dai suoi bisogni intimi, ma anche dall’educazione, dalla famiglia, dall’ambiente, dalla società, dalla morale e dalla religione. Si forma a cominciare dalla fine del secondo anno di età. La discordanza tra sesso psichico e sesso somatico determina il transessualismo.

SESSO SOCIALE Dipende dal sesso psichico e si mostra nel comportamento verso soggetti dell’altro sesso.

SESSO SOMATICO E’ un sinonimo di sesso anatomico, sesso corporeo, sesso morfologico.

SIMBOLO L’immagine, il disegno, l’oggetto che rappresenta un concetto morale o ideale verso cui si tende o al quale si desidera somigliare.

SIMULAZIONE Vuol dire finzione, bugia. Ci sono due motivi che spingono alla simulazione. 1) Per apparire più apprezzabili, ed è usata dai soggetti insicuri, vanitosi e megalomani; a volte la simulazione può essere inconscia, soprattutto in presenza di estranei ai quali si vuole piacere. 2) Per ottenere dei vantaggi materiali, sociali, professionali, ecc. ed è usata da chi imita volontariamente dei sintomi di una malattia.


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SINDROME L’insieme dei sintomi che consentono di definire una malattia.

SINTOMO Manifestazione legata a una malattia, che l’accompagna e la contraddistingue.

SOCIOTERAPIA Cura eseguita su un gruppo di persone che soffrono dello stesso disturbo, che diventa più facilmente risolvibile quando è oggetto di discussione e di scambio di esperienze comuni (alcolismo, attacchi di panico, ecc.).

SOGGETTO La persona vagliata nel suo insieme fisico e psichico.

SOGNO E’ l’attività mentale che si svolge durante il sonno, è un messaggio inviato alla mente dal subconscio. Lo studio dei sogni, ideato da S. Freud permette di svelare i desideri, le frustrazioni, le aspirazioni più profonde e nascoste, servendo da valvola di sfogo psicologico mediante la comprensione del significato dei loro simboli. Il sogno è considerato il primo strumento dell’indagine psicoanalitica.

SOLITUDINE Vi sono periodi della vita, come l’adolescenza e la vecchiaia che sono maggiormente esposte a questa esperienza. Però dobbiamo distinguere l’essere soli dal senso di solitudine. Normalmente, si pensa che il senso di solitudine nasca quando si perde qualcuno o quando si viene abbandonati e ciò è vero. Il riuscire a tollerare questa solitudine è in stretta relazione con la storia del soggetto e con le conoscenze acquisite in famiglia o direttamente in proprio. Ci si può, comunque, sentire soli e isolati anche in coppia, così come si può essere felice da “single”, quando questa condizione è frutto di scelta. La solitudine, come esperienza umana, può avere anche valenze positive: può essere uno spazio creativo oppure, dopo un fallimento, un’occasione per scoprire in se stessi risorse ed energie nuove.

SOMATICO Che è proprio del corpo, del fisico.


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SOMATIZZARE Riversare una sofferenza psichica sul corpo. La predisposizione a somatizzare si verifica quando non si rispettano le caratteristiche innate, per cui può venire compromessa la funzionalità o l’integrità di un organo o di una struttura, presa come bersaglio di elementi nocivi. La persona ansiosa, per esempio, può accusare dolori di stomaco, quella nervosa avere eczemi sulla pelle, e così via.

SPERSONALIZZAZIONE Indica la perdita della personalità o di alcune caratteristiche molto personali. Succede soprattutto nei depressi.

SPONTANEITÀ E’ il dire e il fare in maniera naturale e istintiva, rivelando apertamente il proprio modo di essere, sentire e pensare. Nei bambini è una qualità fondamentale, mentre nell’adulto può rivelare una sorta di infantilismo e ingenuità.

SPOSTAMENTO E’ un meccanismo di difesa, grazie al quale un sentimento o un impulso viene spostato da un oggetto inconscio interno a un altro conscio esterno, utilizzando il gioco delle associazioni. Il meccanismo dello spostamento, nella sua forma più chiara, appare nelle fobie soprattutto infantili.

STADIO Fase dell’evoluzione della psiche caratterizzata da situazioni ben definite e organizzate.

STALKING Termine inglese che significa persecuzione, molestie insistenti, ingiurie, intimidazioni. In breve, violenza psicologica che diventa sovente fisica. Chi pone in atto questi atteggiamenti è chiamato stalker ed è colui che, incapace di accettare l’abbandono di cui non sa farsene una ragione, tormenta chi ha posto fine a una storia. Questo tipo di soggetto mostra tratti marcati di insicurezza, non sa vivere compiutamente e in modo maturo un rapporto affettivo; dipende dall’altro che crede funzionale alla sua esistenza. E’ assolutamente necessario non tacere di fronte a minacce, a insidie e a persistenti azioni inopportune e incresciose; serve rivolgersi ai Centri Antiviolenza e denunciare la situazione all’Autorità Giudiziaria. Dal febbraio 2009 è entrato in vigore un decreto legge che definisce lo stalking un reato. Recentemente è stata attivata una linea telefonica che risponde al numero 1522 per denunciare comportamenti minacciosi, brutali, maneschi e prevaricatori.


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STATO Condizione relativa al momento psicologico contingente (per es. stato di depressione, stato di angoscia, ecc.)

STEREOTIPO Soggetto o atto che nel tempo non subisce modifiche e viene accettato senza operare una critica (per es. la madre che dà la vita per i suoi figli).

STILI AFFETTIVI (breve sintesi dello stesso capitolo da “Lessico psicologico” di Giuseppe Maiolo, Erikson) Ci sono differenti modi con cui è possibile esprimere il proprio affetto e quindi esistono diversi stili d’amore, anche se voler bene a qualcuno è la cosa più naturale di questo mondo. Come sapremo amare da adulti dipende da come le esperienze di questo tipo hanno contato per ciascuno di noi. Chi è stato amato, a sua volta ha imparato ad amare. Il primo stile d’amore è quello che possiamo definire uno “stile sicuro” che deriva da una maturità affettiva che rende il soggetto capace di esprimere i suoi sentimenti senza paure, senza soffocare l’altro. E’ il soggetto che sa vivere sia i sentimenti positivi che quelli negativi: i suoi genitori non erano spettatori distaccati, ma presenti, pronti a condividere, a consolare, ma anche disposti ad accettare, oltre al bambino buono e felice, anche quello arrabbiato, scontroso, triste e capace di odiare. Un atteggiamento contrario allo stile sicuro è lo “stile poco partecipato”, freddo, controllato, di chi non esprime e non perché non provi. Il soggetto che si comporta così ha imparato a nascondere e a dissimulare i sentimenti negativi perché nessuno sapeva accettarli. Da piccolo ha sperimentato che gli adulti si interessavano a lui solo quando si mostrava felice per cui non dà importanza ai rapporti affettivi. Ha scoperto l’autocontrollo delle emozioni e la possibilità di difendersi dai coinvolgimenti sentimentali; non partecipa, ha timore di soffrire, al massimo amoreggia. Infine c’è lo “stile ambivalente” che è di chi è insicuro, ansioso, troppo preoccupato per potersi lasciar andare, seppure tanto bisognoso di affetto e di amore. Normalmente non si fida degli altri, ha paura di essere tradito e chiede continue conferme. Da bambino non si è mai sentito rassicurato e protetto, sorretto dalla fiducia dei genitori e voluto bene per quello che è.

STIMOLO Elemento esteriore (oggetto, situazione, immagine) che provoca sempre una reazione (a parole, a gesti, di pensiero, ecc.).

STRESS Reazione emozionale intensa a una serie di stimoli esterni che mettono in moto risposte fisiologiche e psicologiche di natura adattiva. Nel linguaggio comune, eccesso di tensione o stanchezza fisica, psichica e nervosa che si manifesta nell’organismo, in forme più o meno gravi come risposta patologica a una serie


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ininterrotta di avvenimenti negativi. Secondo H. Selye (1907- 1982, endocrinologo austroungarico) “lo stress è la risposta non specifica dell’organismo a ogni richiesta effettuata a esso”.

STUPORE Meraviglia, sorpresa. Chi è colpito da stupore ha lo sguardo fisso, è immobile, non nuove un muscolo, non parla. Lo stupore sopravviene in seguito a uno choc molto forte o a una situazione angosciante. Le energie vengono concentrate internamente, invece che essere disperse all’esterno con parole e gesti, per superare il momento critico.

SUBCONSCIO L’insieme dei fenomeni psichici che non arrivano alla coscienza in maniera razionale.

SUBLIMAZIONE Meccanismo inconscio di difesa che consiste nello spostare una pulsione aggressiva o sessuale verso una meta non aggressiva o non sessuale e che trova una valorizzazione a livello sociale, artistico, intellettuale, religioso. Per esempio, la persona che dimostra una certa propensione per la crudeltà può sublimare questo istinto facendo il chirurgo o il macellaio; il bugiardo può scrivere romanzi, favole; il voyeur può diventare regista di pellicole erotiche, ecc.

SUGGESTIONARE Spingere a compiere un’azione o a modificare la condotta. Le persone psicologicamente poco autonome, portate a obbedire senza discutere, sono facili da suggestionare. In Perizia, con riferimento al testamento, suggestionare indica condizionare la volontà di altri per indurli a disporre a favore di terzi.

SUPER IO E’ una delle tre istanze, con l’Io e l’Es, della personalità descritte da S. Freud nella teoria dell’apparato psichico. E’ l’insieme delle norme morali e dei divieti parentali, religiosi, sociali che si contrappongono all’appagamento dei bisogni pulsionali. Si forma negli anni dell’infanzia.

TABU’ Vengono considerati tabù alcuni pensieri o atti legati a un divieto atavico la cui trasgressione provocherebbe un fortissimo senso di colpa nel soggetto. Tutti i grandi tabù hanno un’origine religiosa, sociale o morale e sono, più o meno, gli stessi in tutte le culture. Uno tra i più rilevanti è l’incesto.


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TAPPING Si tratta di una tecnica che libera dall’ansia chiamata Emotional Freedom Technique (EFT) che fa parte della Energy Psycology, una novità che sfrutta le conoscenze della medicina cinese. Eleonora Prazzoli, psicoterapeuta EFT Trainer, dice che la strategia consiste nel picchiettare in sequenza nove punti del corpo in modo da sbloccare l’energia; sembra bastino 10 minuti al giorno per alleviare i disturbi psicofisici.

TATUAGGI E’ un’usanza che viene da molto lontano, praticata già da circa due millenni a. C. Poteva indicare il rango sociale oppure avere una funzione preventiva nei confronti di malattie e sfortuna. Oggi, il tatuaggio è un fenomeno di massa che vede sia giovani che adulti con parti del corpo, più o meno estese, decorate. La scelta dei motivi ornamentali e della parte del corpo da tatuare è legata al bisogno di richiamare l’attenzione su di sé o su alcune zone erogene, per cui non è certo assente l’aspetto esibizionistico di questa pratica. Il tatuaggio porta alla “luce” qualcosa di personale che attrae e contraddistingue il soggetto in una società dove le differenze sociali sono meno evidenti. Negli adulti, il tatuaggio ha un aspetto di trasgressività che richiama un ingenuo desiderio di fermare il tempo sulla propria pelle. Se volessimo tatuarci, dovremmo tenere ben presente sia i rischi che si potrebbero correre se non ci affidassimo a mani esperte, sia un possibile passare di moda di questa pratica che renderebbe difficile ed estremamente doloroso il voler cancellare ciò che non interpreta più i tempi, il nostro gusto o i nostri sentimenti.

TEAM BUILDING Indica le attività di gruppo per alimentare motivazione e spirito di squadra. Ma spesso è puro svago.

TEMPERAMENTO Insieme delle disposizioni dell’individuo, funzionali, che rispondono alla sua particolare costituzione biologica e alle caratteristiche affettive che lo distinguono dagli altri.

TENEREZZA Profondo sentimento affettuoso e delicato che può tradursi in vera dedizione. La tenerezza non è un sentimento occasionale, ma un atteggiamento che caratterizza la personalità.

TENSIONE Stress emotivo molto accentuato. Può anche essere uno stato d’animo abituale determinato dal carattere e non da una situazione particolare. E’ una forma di ansia che causa manifestazioni fisiche, quali mani sudate, muscoli tesi, faccia cupa.


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TENTAZIONE Condizione conflittuale suscitata dal desiderio di ottenere una soddisfazione o un vantaggio personale, in contrasto con la norma socialmente convenuta e interiorizzata dal soggetto che avverte l’impulso a trasgredirla.

TEORIA Formulazione rigorosa e sistematica dei principi di una scienza, di una filosofia o di qualsiasi altra forma di sapere; è la spiegazione non suffragata da prove concrete di un fenomeno, di una malattia, di una serie di manifestazioni fisiche o psicologiche.

TESI Affermazione di un argomento filosofico, scientifico, artistico o psicologico

che necessita di essere

dimostrata.

TEST Esame psicologico basato su domande o immagini che si giova di una tecnica prestabilita per valutare i risultati delle risposte. Non può essere considerato una prova di precisione, ma è comunque un sistema di valutazione piuttosto equo.

THANATOS E’ l’istinto di morte in contrapposizione all’istinto di vita rappresentato da Eros.

TIC Comportamento ripetitivo, coordinato e stereotipo di origine nervosa che non può essere impedito dalla volontà e che compare in seguito a situazioni emotive e stressanti. Se viene corretto subito, ci sono buone probabilità che si risolva; in caso contrario, è impossibile eliminarlo e si “fissa”, anche se la circostanza che l’ha determinato è cessata. I tic creano un’ansia di risposta negli altri, una specie di eco, un fenomeno imitativo.

TIMIDEZZA Si tratta di una manifestazione temporanea o abituale motivata da insicurezza, paura, sensi di inferiorità del soggetto. La timidezza provoca reazioni esteriori molto tipiche, per esempio rossore o pallore del viso, balbettio, tremori, batticuore, sudorazione eccessiva, respiro corto. Può essere causata da un’educazione troppo severa, da un complesso fisico o anche da una carenza d’affetto e si evidenzia sempre nei rapporti con gli altri.


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TIPOLOGIA Studio e classificazione dei tipi umani, considerati dal punto di vista delle relazioni tra peculiarità organiche e mentali. I tipi umani sono descritti e classificati in funzione dei caratteri etnici, psichici, morfologici, ecc.

TOLLERANZA Indulgenza e comprensione. E’ la convinzione che ciascuno possa avere un punto di vista diverso da quello degli altri che va rispettato e accettato. La falsa tolleranza presuppone senso di superiorità e condiscendenza ed è tipica dei soggetti affetti da megalomania. Si chiama tolleranza anche la necessità per un alcolista o un tossicomane di aumentare la quantità assorbita per ottenere gli effetti desiderati.

TOSSICOMANIA Dipendenza da sostanze tossiche quali gli stupefacenti e le sostanze alcoliche. Il tossicodipendente è colui che fa uso abitudinario di queste sostanze poiché ne è psicologicamente condizionato, al punto che non riesce a svolgere le sue quotidiane attività senza sforzo a meno che non consumi la propria sostanza. L’assuefazione indica la dipendenza fisica dell’organismo che arriva ad aver bisogno della sostanza per il proprio metabolismo, così da chiedere dosi sempre maggiori per evitare l’astinenza che compare in caso di interruzione del suo consumo. Circa due decenni fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consigliò la sostituzione del termine tossicomania con l’espressione “dipendenza da droghe, definita come uno stato derivante dall’assunzione periodica e continua e ripetuta di alcune droghe”.

TOTEMISMO E’ l’insieme di credenze, di leggi e di costumi vigenti nelle tribù che riconoscevano lo stesso totem (animale, pianta o altro oggetto inanimato nel quale si riconosce il proprio antenato mitico e dal quale ci si sente protetti, tanto da farne scopo di culto). Per S. Freud il totemismo è la forma primitiva di religione da cui si sono sviluppate tutte le altre.

TRADIMENTO Al riguardo, riporto alcuni passaggi tratti da “Lessico psicologico” di Giuseppe Maiolo relativi all’argomento in oggetto. “Ogni rivolta, ogni cambiamento sociale, culturale o politico si basa sul tradimento in quanto rappresenta la rottura di schemi obsoleti della conoscenza o del modo di intendere le relazioni. Il tradimento riguarda il pensiero, le idee, le regole di comportamento sociale, ovvero quelle convinzioni che potevano avere valore in passato e poi sono mutate con il tempo. Per questo motivo, come dice Giulio Giorello (Il tradimento. In politica, in amore e non solo, Milano, Longanesi), il tradimento non sempre è il peggiore dei mali. Non vi è dubbio che sul piano strettamente affettivo l’esperienza del tradimento sia quanto di più doloroso possa


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accadere nel rapporto di coppia. Dal tradimento, afferma Aldo Carotenuto, può nascere una nuova dimensione dell’amore, una nuova scrittura dell’eros (Amare tradire: quasi un’apologia del tradimento, Milano, Bompiani). Ciò non significa trovare una giustificazione al tradimento, ma tentare di cogliere gli aspetti più intrinseci di un fenomeno umano diffuso più di quanto non si creda. Sdoganare il tradimento dal concetto di fedeltà che spesso attribuiamo all’amore vuol dire sapere che ogni relazione affettiva è delicata e fragile. Sapere che la relazione amorosa è provvisoria e precaria vuol dire essere consapevoli che è umano, troppo umano, come dice Nietzsche, il sentimento dell’amore e che in ogni relazione nulla è dato per assoluto e definito una volta per tutte o per l’eternità. Il rapporto affettivo ha bisogno di manutenzione, cioè di attenzione continua, di aggiustamento, di energia creativa e l’esperienza del tradimento, pur drammatica e sconvolgente, è un richiamo alla fatica che richiede il mantenimento di una relazione ma anche alla lotta quotidiana per l’amore”.

TRADIZIONE Si riferisce al patrimonio culturale che si tramanda da generazione a generazione, creando la base a partire dalla quale prendono le mosse i processi innovativi che mantengono con la tradizione un rapporto dialettico. Per C. G. Jung, la tradizione costituisce quel terreno di rappresentazioni collettive che, sotto forma di archetipi, sono rintracciabili nell’inconscio collettivo ereditate come “forme”.

TRAINING AUTOGENO E’ una tecnica di rilassamento automatico (da qui la definizione di “autogeno”). Viene chiamato lo “yoga occidentale” perché, pur non contemplando momenti di meditazione, permette di ottenere il relax fisico e mentale attraverso una serie di esercizi. Il beneficio apportato da un’ora di questo metodo è stato valutato pari a quello di una notte di sonno tranquillo. Il training autogeno, della durata di dieci/quindici minuti, viene usato dagli atleti negli intervalli delle gare sportive.

TRANSESSUALISMO Convinzione di appartenere all’altro sesso che si accompagna al desiderio imperioso di ottenere un cambiamento anatomico (mediante chirurgia e ormoni) e dello stato civile.

TRANSFERT Meccanismo psicologico inconscio di trasferimento operato dalla fantasia: a una persona alla quale si tiene molto vengono attribuite tutte quelle caratteristiche emotive e comportamentali che erano o sono care in un’altra. Dire di qualcuno “è come se fosse mio padre” è fare un’operazione di transfert, perché in questa persona si riconoscono le doti che appartenevano al padre. Il transfert induce a provare affetto per determinate persone, anche se questo sentimento non viene ricambiato, cosa che può avere ripercussioni


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psicologiche molto serie sul soggetto quando la persona, sulla quale è stato operato il transfert, se ne va, muore o non si comporta nel modo sperato. Questo processo è alla base delle cure analitiche dove è l’analista che diviene l’oggetto delle proiezioni del paziente.

TRASGRESSIONE Azione che eccede o infrange l’ordine delle leggi, delle proibizioni e dei divieti vigenti in un determinato ambito culturale.

TRATTATIVA Interazione verbale che mira a raggiungere un accordo tra due parti divise da interessi contrastanti e non immediatamente omogenei. La trattativa si incontra in tutti gli ambiti della società.

TRATTO Caratteristica di un soggetto o di un animale che varia da un individuo all’altro. I tratti possono essere fisici o psicologici, sono generalmente stabili e secondo alcuni autori, come E. Kretschmer e H. J. Eysenck, determinerebbero la loro tipologia.

TRAUMA Ferita fisica, lesione improvvisa e violenta; provoca ripercussioni psicologiche che possono manifestarsi anche a distanza di tempo.

TRAUMA EMOTIVO Causa di una situazione vissuta in maniera molto penosa, scioccante e sconvolgente; può trattarsi di un lutto, di una separazione o della perdita del lavoro che implicano modifiche dell’umore e instabilità nel comportamento. E’ una frustrazione che dura nel tempo e dalla quale spesso è difficile riaversi. Il trauma emotivo può rintanarsi nel profondo dell’animo, rimanerci a volte anche per anni e, anche quando sembra superato, tornare a galla quando si verifica una situazione analoga a quella che l’ha scatenato.

TRAVESTITISMO Adozione episodica o permanente del modo di vestire e delle abitudini dell’altro sesso.

TREMORE Contrazione ritmica e involontaria che può interessare tutto il corpo o una sua parte specifica. Di natura patologica, il tremore può avere una base organica o psichica. Esistono, però, anche tremori indotti da farmaci come nel caso dei neurolettici.


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TURBA Alterazione emotiva del comportamento.

TUTELA La più completa misura di protezione prevista dal giudice tutelare. Si tratta di un tipo di rappresentanza nel quale il tutore, nominato dal giudice, ha solo il titolo per amministrare il patrimonio di un soggetto le cui potenzialità mentali sono alterate. Tale incapacità giuridica totale cessa con le cause che l’hanno provocata.

UMILIAZIONE Azione che offende l’autostima di un soggetto o di un gruppo. Se messa in atto a livello educativo, esprime l’opposto dell’incoraggiamento e favorisce l’insorgenza di sentimenti di inferiorità. Nei rapporti di coppia l’umiliazione dentro casa è letta come un tentativo di contenere l’attrazione, vista come forma di debolezza o dipendenza, che il partner che umilia prova nei confronti del partner umiliato, anche se quest’ultimo viene poi esaltato all’esterno nei confronti di terzi.

UMORE E’ lo stato d’animo che accompagna ogni essere umano durante il giorno. Alcuni soggetti sono di umore abbastanza stabile, altri di umore variabile. L’umore dipende da molte circostanze: il carattere, lo stato di salute, l’ambiente familiare e professionale, un avvenimento inaspettato, le condizioni finanziarie, ecc.

UMORISMO Interpretazione arguta e indulgente del lato ridicolo di cose e persone. L’umorismo facilita l’interazione sociale.

UTOPIA Etimologicamente significa “non-luogo” ed è un termine coniato da T. Moro che così chiamò un’isola immaginaria caratterizzata dalle migliori condizioni di vita che si potevano ragionevolmente ipotizzare, se solo si fossero adottate particolari forme di organizzazione sociale. Nel linguaggio corrente, il termine indica aspirazione o speranza generosa ma spesso irrealizzabile.

VANITA’ E’ una delle caratteristiche predominanti degli insicuri che, per non sentirsi tali, esigono essere notati, apprezzati, invidiati. I vanitosi hanno bisogno di mettersi in luce a qualsiasi costo, essere al centro dell’attenzione ed elevarsi al di sopra di tutti. Un po’ di vanità è normale e comprensibile, quando è esagerata,


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diventa una forma maniacale. Contrariamente all’orgoglio, che porta alla chiusura in se stessi e al disprezzo per gli altri, la vanità deve essere continuamente alimentata dall’ammirazione altrui.

VERGOGNA Senso di mortificazione che si prova per un comportamento, proprio o altrui, sentito come sconveniente, indecente o in qualche modo riprovevole. La vergogna è stata oggetto di studi in ambito fenomenologico e psicoanalitico.

VIGLIACCHERIA E’ il pretesto che serve a nascondere una serie di disturbi psicologici profondi (fobie, senso di inferiorità, insicurezza), spesso provocati da un’educazione troppo oppressiva. Altre volte, invece, la vigliaccheria viene causata da un trauma o da una minorazione fisica.

VIOLENZA Tratto costitutivo della natura umana che si distingue in violenza fisica, attuata sul corpo dell’altro con intenzione distruttiva, e violenza morale che si estende dal controllo al condizionamento, dall’influenza all’imposizione di valori o credenze.

VIRTU’ Disposizione a fare del bene per se stesso, senza attendersi alcun utile, sia nella vita privata che in quella pubblica. In ambito psicopedagogico, la virtù è vista come dominio della parte razionale sugli impulsi istintivi della natura umana, per cui l’educazione alla virtù è un’educazione al dominio di sé.

VITALITA’ Esuberanza, vivacità, energia, irrequietezza, capacità di adeguarsi alla situazione. La vitalità dipende da numerosi fattori: il carattere, lo stato di salute, il clima, l’ambiente. Se è eccessiva, può essere indizio di qualche deficit fisico o psichico (manie e nevrosi). Non è presente nelle persone afflitte da paure, complessi, ansia e angoscia.

VIZIO Tendenza e abitudine al male, propensione ad assecondare i peggiori istinti, spesso contrapposto a virtù. Quando il vizio assume l’accezione di vizio “capitale” (che nella teologia cattolica, conduce alla morte spirituale), diventa motivo di alienazione non permettendo alle nostre potenzialità di esprimersi al meglio, sia nell’affermazione del nostro Io sia nel rapporto con il prossimo.


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VOCAZIONE Il termine ha origine nel contesto religioso e riguarda la scelta che si compie ascoltando la voce (da cui vocazione) di Dio. Oggi, questo concetto ha assunto un significato più generico di attrazione profonda per una determinata attività o professione; il carattere soggettivo di detta propensione distingue la vocazione dall’attitudine che è un criterio di valutazione oggettivo che si riferisce a una potenzialità naturale verificabile.

VOLONTA’ E’ la facoltà di decidere senza ostacoli o restrizioni e consapevolmente un’azione o un comportamento; più è forte, più consente di superare con facilità tutti gli ostacoli che si interpongono alla realizzazione dello scopo. L. Mortati afferma che “la volontà non è solo quella forza che ci determina, ma anche quella che, in determinate situazioni, e con ciò vogliamo intendere anche gli stati a forte valenza emozionale, ci permette di resistere all’impulso del momento, ossia ci permette di scegliere di resistere”.

VOYEURISMO E’ una deviazione sessuale, tipicamente maschile, di chi trae godimento dallo spiare, da luoghi sicuri e a loro insaputa, coppie che fanno l’amore. Nel voyeur agisce spesso un meccanismo inconscio, di identificazione con uno dei partner, che gli permette di dar libero sfogo alle sue fantasie senza il rischio di un confronto reale; preferisce guardare persone che non conosce e il piacere che trae è tanto maggiore quanto più alto è il rischio di essere scoperto. Questo tipo di perversione è legato alla segretezza dello spettacolo erotico, tanto è vero che la maggior parte dei voyeur non è attratta dai campi nudisti dove il corpo non coperto dagli abiti è considerato normale. Segno di fissazione o di regressione a uno stadio infantile della sessualità; il voyeurismo è, in realtà, una forma di impotenza.

WRITER Per writer ci si riferisce a quelli che vengono in italiano chiamati graffitari, cioè a coloro che lasciano sui muri, sui monumenti, sui treni, sulle e nelle metropolitane, le cosiddette “tag”, una sorta di firme che insudiciano senza alcun rispetto la cosa pubblica e privata. Io sono fra quegli adulti che considero queste “tag” atti vandalici. Altri, invece, capiscono le gesta di questi giovani che, dando colore e luce a una città grigia, manifestano il loro “malessere” e il loro “disagio”, mentre gli altri, gli adulti, hanno una quotidianità facile, ricca di appagamento, priva di obblighi e di umiliazioni, soprattutto quelli della mia età e fascia sociale che hanno dovuto iniziare a lavorare molto presto, senza scelta professionale e il cui diritto allo studio, se non avevi le possibilità economiche, restava solo sulla carta costituzionale. La maggior parte degli psicologi afferma che gli adulti dovrebbero valorizzare questi “artisti” anziché punirli, comprenderne il messaggio piuttosto che ignorarlo; se aiutati, fra loro potrebbero nascondersi dei talenti che andrebbero messi a profitto. Noi adulti abbiamo tolto loro i desideri, un futuro da immaginare, ideali da rincorrere e sentimenti


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da riconoscere, che noi adulti, al contrario, avevamo e che col tempo, però, per la stragrande maggioranza di noi sono rimasti obiettivi astratti. E’ però vero che oggi gli adulti non sono capaci di inculcare nei giovani, sul piano morale e intellettuale, educazione e rispetto sia verso se stessi che nei confronti del mondo che li circonda, e non sanno far loro intendere che oltre ai diritti hanno anche dei doveri, che ogni azione comporta una conseguenza di cui dovranno essere preparati a rispondere. Se non riuscissimo in questa impresa, non dovremmo poi lamentarci, al contrario potremmo rallegrarci delle svariate deturpazioni che dovessimo trovare sui nostri muri di casa appena affrescati, cercando, in questo degrado, il lato positivo che, del resto, sembra non manchi mai in ogni situazione. Purtroppo, devo confessare che io stessa non sono stata abile nel far osservare certe regole (nemo propheta in patria?).

XENOFOBIA Avversione e ostilità verso gli stranieri espressa tramite un’ostilità dovuta a pregiudizi religiosi, socioculturali, nonché a fattori politici ed economici.

ZOOFILIA Amore particolare nei confronti degli animali. Se l’attaccamento nei loro confronti è eccessivo, può esprimere un atteggiamento controfobico nei riguardi degli animali stessi o un adattamento sociale difettoso.

ZOOFOBIA Paura eccessiva e immotivata che si prova nei confronti di alcuni o di tutti gli animali. Secondo S. Freud la zoofobia è frequente nei bambini durante la fase edipica.


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BIBLIOGRAFIA PER GRAFOLOGIA Libro di testo

Consigliati

Classici

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E. Crotti, “TEST DI SCRITTURA” – ed. IL CASTELLO, MI 2013 E. Crotti A. Magni “MANUALE di GRAFOLOGIA” – ed. GRIBAUDI, MI 2003 E. Crotti “DIMMI COME SCRIVI” – ed. MONDADORI, MI 2009

    

Galeazzi Palaferri Giacometti “LA GRAFOLOGIA” – ed. SANSONI E. Crotti A. Magni “GRAFOLOGIA” – ed. RED COMO E. Crotti A. Magni “GRAFOLOGIA E SALUTE” – ed. RED COMO N. Boille “IL GESTO GRAFICO GESTO CREATIVO” – ed. BORLA A.M. Carena Acino “LA PERSONALITA’ ESPRESSA DALLA SCRITTURA” – ed. IL SEGNALIBRO

     

G. Moretti “TRATTATO DI GRAFOLOGIA” – ed. MESSAGGERO L. Klages “VALORI E LIMITI DELLA GRAFOPSICOLOGIA” – ed. MURSIA J. Crepieux Jamin “IL CARATTERE DALLA SCRITTURA” – ed. QUATTROVENTI M. Pulver “LA SIMBOLOGIA DELLA SCRITTURA” – ed. BORINGHIERI R. Saudek “PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA” – ed. MESSAGGERO M. Marchesan “PSICOLOGIA DELLA SCRITTURA” – ed. SMP MI

PER PSICOLOGIA Libro di testo

Consigliati

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P. Dacò “CHE COS’E’ LA PSICOLOGIA” – ed RIZZOLI Cesa-Bianchi, Massimini, Poli “PSICOLOGIA GENERALE” – ed. MONDUZZI BO M. Cesa-Bianchi, P. Bregani “PSICOLOGIA GENERALE E DELL’ETA’ EVOLUTIVA” – ed. LA SCUOLA

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M. Farnè, G. Giovanelli “PSICOLOGIA” – ed. SIGNORELLI M. Cesa-Bianchi “GIOVANI PER SEMPRE. L’ARTE D’INVECCHIARE” – ed. LATERZA


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PER PSICOANALISI Libro di test Consigliati

P. Dacò “CHE COS’E’ LA PSICOANALISI” – ed. RIZZOLI

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A. Massone “IL SERRAGLIO DEI VINTI” – ed. SALCOM A. Massone “Come è vestito Caino?” – ed OARI E. Fromm “DALLA PARTE DELL’UOMO” – ed. ASTROLABIO E. Fromm “L’ARTE DI ASCOLTARE” – ed. MONDADORI Brenner “BREVE CORSO DI PSICOANALISI” – ed. MARTINELLI

PER STORIA DELLA SCRITTURA Consigliati

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K. Foldes-Papp “DAI GRAFFITI ALL’ALFABETO” – ed. JACA BOOK M. Pope “LA DECIFRAZIONE DELLE SCRITTURE SCOMPARSE” – ed. NEWTON COMPTON EDITORI A. Petrucci “LA SCRITTURA” – ed. PICCOLA BIBLIOTECA EINAUDI

PER NEUROPSICOLOGIA Libro di testo Consigliati

A. MAGNI “LA MANO E IL CERVELLO” – dispensa della scuola

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R. Pophal “SCRITTURA E CERVELLO” – ed. MESSAGGERO A. R. Lurija “NEUROPSICOLOGIA DEL LINGUAGGUIO GRAFICO” – ed. MESSAGGERO M. R. Rosenzweig, A. Leiman “PSICOLOGIA FISIOLOGICA” – ed. PICCIN F. E. Bloom, A. Lazerson “IL CERVELLO, LA MENTE E IL COMPORTAMENTO” - ed. CIBAGEIGY

DISPENSE DELLA SCUOLA             

“Sigmund Freud” – vita e pensiero del padre della psicanalisi.

“Carl Gustav Jung” “Adler e Sullivan” “Max Pulver” “Crepieux-Jamin” “Personaggi sott’occhio” – raccolta di scritture di celebrità con breve profilo. “Quel diavolo di Mozart” – vita, opere e personalità del musicista. “Il Romanticismo” “Problemi giovanili nella società di oggi” di M.me Cobbaert. “Aggiornamenti di grafologia” – novità su alcuni segni. “La pressione” – aggiornamenti. “Oscillazione degli assi” – approfondimento tecnica misurazione assi letterali. “La mano e il cervello”


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ALTRE PUBBLICAZIONI di CROTTI E MAGNI 

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E. Crotti A. Magni “SCARABOCCHI” – ed. RED COMO

E. Crotti A. Magni “BAMBINI E PAURE” – ed. RED! MILANO E. Crotti “BAMBINI E ADOLESCENTI” – ed. GRIBAUDI MILANO E. Crotti A. Magni “CONOSCERE DAVVERO SE STESSI” - ed. GRIBAUDI MILANO E. Crotti A. Magni “COLORI” – ed. RED! MILANO E. Crotti A. Magni “ANIMA GEMELLA CERCASI” - ed. RED! MILANO E. Crotti A. Magni “NON SONO SCARABOCCHI” - ed. OSCAR MONDADORI MILANO E. Crotti A. Tornielli “DALLA PENNA DEI PAPI” – ed. GRIBAUDI MILANO E. Crotti “COME INTERPRETARE IL DISEGNO DELLA FAMIGLIA” – ed. GRIBAUDI MI E. Crotti A. Magni “I DISEGNI DELL’INCONSCIO” - ed. MONDADORI MILANO E. Crotti “E TU CHE ALBERO SEI?” – ed. MONDADORI MILANO E. Crotti A. Magni “CHI E’ MIO FIGLIO?” – ed. MONDADORI MILANO E. Crotti A. Magni B. Silini “L’IMMAGINE E L’ANIMA” – ed. BOROLI MILANO E. Crotti A. Magni “MIO FIGLIO E’ (QUASI) UN ADOLESCENTE” – ed. RED MILANO E. Crotti A. Magni “IL CORAGGIO DI ESSERE GENITORI” – ed. MONDADORI E. Crotti “SCARABOCCHIAMO INSIEME?” – ed. RED MILANO E. Crotti A. Magni “QUESTO E’ IL MIO PAPA!” – ed. RED MILANO 2009 E. Crotti A. Magni “ECCO LA MIA FAMIGLIA!” – ed. RED MILANO 2009 E. Crotti A. Magni “I SIMBOLI NEI DISEGNI DEI BAMBINO” – ed. RED MILANO 2010 E. Crotti “DIMMI COME SCRIVI” – ed. MONDADORI 2010 E. Crotti “DIMMI COME FIRMI” – ed. MONDADORI 2011 E. Crotti A. Magni O. Venturini “La perizia in tribunale” – ed. FrancoAngeli 2011 E. Crotti A. Magni “A ognuno la sua casa” – ed. FrancoAngeli, 2012 E. Crotti A. Magni “La firma fa il manager” – ed. MONDADORI 2014

Oltre alla presente sommaria bibliografia, ogni docente potrà consigliare altri testi complementari o comunque utili per un maggiore approfondimento delle singole materie.


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Scuola di formazione psicologica e grafologica di Evi Crotti. Nasce come scuola di grafologia morettiana nel 1975 e la fondatrice Edvige Crotti apre diverse sedi in Lombardia dove vuole diffondere e insegnare il pensiero di padre Girolamo Moretti.

Docenti Evi Crotti esperta di comunicazione, giornalista, scrittrice e psico-pedagogista, fondatrice nel 1975 della omonima scuola riconosciuta dall’A.G.P.

Alberto Magni medico, psicoterapeuta, perito grafo-tecnico e titolare insieme a Evi Crotti del "Centro di Studi e Ricerche di Crotti e Magni".

Corso online di grafologia: Manuale completo  

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