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PSICOLOGIA DELL’ETA’ EVOLUTIVA 3° ANNO LEZIONE ONLINE n° 2

DAI TRE AI SEI ANNI

DAI 3 AI 6 ANNI E’ il periodo della ricerca di un’identità sessuale. Lasciare la mamma è molto importante per lo sviluppo della socialità. A questa età il bimbo sente fortemente il bisogno di uscire dalla famiglia per avere uno spazio più ampio di comunicazione. Sente pure la necessità di movimento, poiché egli è una “fabbrica” di energie; deve pertanto avere spazio per giocare, correre, gridare .... Ha bisogno di muoversi liberamente e quindi non va relegato più di tanto davanti alla TV. Quest’ultima non va esclusa del tutto, ma dosata secondo l’età e la possibilità di stargli di fianco proprio mentre egli guarda i programmi televisivi. Se a questa età non gli è permesso di liberare le proprie energie nei tempi e nel modo giusto, è facile che egli diventi aggressivo, irrequieto, di cattivo umore e avrà difficoltà a concentrarsi; un quadro questo, clinico e psicologico, applicabile assai facilmente ai bimbi dei giorni nostri. Gli asili diventano quindi necessari perché il bimbo possa dare sfogo alla sua vivacità energetica. Un’altra modalità che permette di attivare e sviluppare la coordinazione dei muscoli necessari poi per scrivere è quella dello scarabocchio. E’ così che si allena a coordinare i movimenti delle dita, a occupare più o meno lo spazio, a gestire una nuova forma di comunicazione. Elementi indispensabili della crescita in questa fase della vita sono: 

IL GIOCO LIBERO IN GRUPPO: per permettergli di esprimere la fantasia, la forza, la competizione, la socializzazione...


LA CORSA: per scaricare la tensione accumulata e misurare la propria resistenza fisica.

URLARE E GRIDARE: per sfogare la propria rabbia e ostilità.

IL DISTACCO DALLA MAMMA: per imparare ad entrare in rapporto con gli altri e liberarsi dall’egocentrismo primario.

LIBERTA’ DI SFOGO DELL’AGGRESSIVITA’: gli consente di controllare gli impulsi ostili e lo fa picchiando bambole, rompendo oggetti o facendo finta di aggredire un avversario presunto. Egli può così scaricare la sua rabbia e i suoi turbamenti o prendersi delle rivincite sulle frustrazioni subite.

Il pensiero del bimbo si fa più strutturato, anche se mantiene le sue caratteristiche di concretezza. Graficamente egli inizia a rappresentare e a rappresentarsi con intenzione, a tracciare quindi in una forma più organizzata ciò che sente e immagina. C'è il bisogno di rappresentare se stesso e il mondo circostante. Dallo scarabocchio si passa pian piano al cerchio, con due cerchietti e una linea: è il primo volto. Può essere quello della madre o, invece, il sole, un gelato, una barca...e tutto è vivo. E' l'età in cui l'immaginato, il fantastico assume una forma più organizzata. Il movimento si definisce meglio e lo spazio è coscientemente occupato. Lo schema corporeo segnala la presa di coscienza di sé che è prerogativa di relazione non più vincolata a una sola persona, ma allargata al mondo.


Il passaggio dalla scuola materna alla 1° elementare La scuola primaria è per il bimbo una nascita nel sociale; per questo essa può rappresentare, comunque essa venga vissuta, una rinascita e pertanto traumatica. Come esiste un parto precoce, un parto ritardato ed un parto eutocico, cioè normale, ma nessuno dei tre viene di per sé definito patologico, semmai a rischio, così anche l’entrata nell’esperienza sociale richiede al nostro piccolo un salto di qualità nel suo stile di vita, che potrebbe creare dei disagi. Un bimbo curioso e sicuro dei propri affetti ha senz’altro voglia di crescere e quindi di sperimentare il nuovo ambiente. La paura invece di diventare grande trattiene il bambino dallo sperimentare qualcosa di nuovo e sconosciuto. Il passaggio dalla scuola materna, dove ci sono forti somiglianze con lo stile di vita familiare, alla scuola elementare può certamente creare dell’ansia in un bimbo insicuro. Come aiutare il genitore voglioso che il figlio cresca e impari ad affrontare con fiducia la scuola, senza cadere vittima di giudizi trancianti da parte di adulti poco sensibili o insegnanti rigorosi? Il disegno può aiutare il genitore a capire i perché di tante paure e quindi come poterlo sostenere in questo difficile passaggio. Dal disegno della figura umana possiamo conoscere la natura biologica e quindi la struttura innata e temperamentale del bambino. Da essa capiamo la maturità emotivo-affettiva che ci permette di dire se il bambino è pronto a superare le prove.

Figura umana che presenta immaturità. Anni 5 (U17-3)


Figura umana che presenta maturità. Anni 5,5 (U15-14) Anche il disegno dell’albero, come del resto anche quello della casa, ci può dare una mano per capire se il nostro bimbo è pronto a lasciare un ambiente ovattato, protettivo e deresponsabilizzato, come quello della scuola materna, per entrare in una scuola più impegnativa.

albero di bimbo non pronto perché … Anni 4,08 (A2-67)


albero di bimbo pronto. Anni 4,01 (A2-66)

casa di bimbo non pronto perchĂŠ ancora troppo legato alla mamma. Anni 5,02 (C3-83)


casa di bimbo pronto in quanto autonomo. Anni 5,04 (C2-40) I ritmi biologici, l’eredità, il corredo energetico e la costituzione fisica rendono ogni bimbo unico e irripetibile. Buttare un bimbo che ha ancora bisogno di spazi ludici in una scuola primaria per l’ansia del genitore significa frenare il suo potenziale e creargli dei disagi nel futuro. La scuola elementare, a differenza della materna, richiede al piccolo un impegno, una responsabilità, una gestione più autonoma di sé, la capacità del confronto e, perché no, anche dello scontro con i coetanei. E’ l’inizio di un apprendimento e di un cammino verso un’età con molti problemi, peraltro del tutto naturali, che però il bambino non è ancora in grado di gestire totalmente. La paura di non soddisfare i propri genitori, di allontanarsi dalla sicurezza della sua mamma e il timore dei coetanei possono suscitare in lui delle ansie che alcuni compensano con la copertina, un foulard della mamma, un peluche o un succhiotto nascosto da usare al bisogno. Occorre che il genitore inizi un altro modo di educare: 

Non essere apprensivi;

Non mettere sempre la scuola al primo posto;

Aiutarlo nei compitini senza però essere né impositivi né ansiosi;

Lasciare uno spazio gestito personalmente nel periodo tra la scuola e il momento dei compiti;

Comprendere se è più portato per la creatività o per la tecnica o la logica;


Scegliere giochi in linea col suo carattere e con la sua predisposizione temperamentale: se estroverso non limitare con frasi tipo “non disturbare gli altri”, “stai un po’ fermo”, …, e se introverso non buttarlo necessariamente nella mischia;

Non caricarlo subito di ripetizioni in materie dove può presentare qualche difficoltà, lasciando invece che maturi progressivamente;

Limitare gli impegni extrascolastici, cioè le scuole parallele: palestra, tennis, nuoto, calcio e così via, tutte cose che implicano corse estenuanti per il genitore e stress per il bambino.

Occorre invece avere poche regole chiare e ben espresse con chiarezza e dolce fermezza. Alcune piccole regole sono: 

Insegnargli a preparare i suoi vestitini la sera prima;

Aiutarlo a imparare a preparare la propria cartella da solo;

Mettere a posto la sua stanzetta, magari con un piccolo aiuto incoraggiante da parte del genitore;

Infine è bene che l’adulto, sia esso genitore o educatore, capisca che l’età evolutiva comporta cambiamenti repentini e a volte dolorosi, ma anche che se il suo atteggiamento sarà improntato sull’amore e sulla fiducia egli potrà aiutare il bimbo ad andare serenamente verso la vita. Occorre pertanto occuparsi dei figli senza mai preoccuparsi.

02 dai tre ai sei anni